Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘produzione’

Industria: Istat, produzione luglio +7,4% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a luglio sale del 7,4% su giugno.”Bene, prosegue il rimbalzo iniziato a giugno. A differenza delle vendite al dettaglio, a luglio non si interrompe la ripresa della produzione industriale cominciata nel mese precedente. Certo, la crescita è lenta e il gap da colmare con i livelli pre-Covid è ancora consistente, ma l’importante è che il trend positivo prosegua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Al di là del confronto su base annua reso noto dall’Istat, -8%, rispetto ai livelli di gennaio, ossia ad appena 6 prima, la produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 6,6%, -5,3% su febbraio, ultimo mese pre-crisi. I beni di consumo durevoli rispetto ad inizio anno registrano ancora un divario dell’8,5%, -5,1% i beni di consumo non durevoli. Insomma, il cammino da fare è ancora lungo, ma l’importante è che si vada nella giusta direzione” conclude Dona.

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Vladimir Putin e il modo di produzione capitalista

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

“Non esiste bene comune tra capitalisti e proletari”, era l’inizio del precedente Comunicato CC, il 22/2020. Puntualmente Vladimir Putin ha provveduto a dimostrarlo e a spiegare di cosa si tratta in un caso pratico. Il governo della Federazione Russa ha dichiarato che gli scienziati di un centro di ricerca russo hanno messo a punto un vaccino contro il coronavirus Covid-19. Lo hanno chiamato Sputnik V in memoria del primo satellite lanciato dagli uomini. Esso venne lanciato nel 1957 dall’Unione Sovietica erede della costruzione del socialismo diretta dal Partito di Lenin e di Stalin. Krusciov e i suoi compari, traditori del comunismo mascherati da comunisti, l’avevano appena dirottata (con il XX Congresso di febbraio 1956) sulla via che la portò alla dissoluzione circa 35 anni dopo. Caratteristiche della via: non più il potere nelle mani del proletariato organizzato con alla testa il Partito comunista, ma “Stato di tutto il popolo” cioè nelle mani della nuova borghesia che manipola tutto il popolo; meno piano e più mercato; non più aiuto ai movimenti rivoluzionari di tutto il mondo, ma competizione economica con gli USA.Il vaccino se è efficace è una grande conquista, visto che la pandemia infuria ancora in tutto il mondo e che i morti dichiarati sono già oggi quasi un milione. A chi servirà il vaccino Sputnik V? Lenin e Stalin avevano detto: noi comunisti, alla testa del primo paese socialista, ci permettiamo di usare, senza pagare diritti e bevetti a nessuno, tutte le idee e conoscenze di altri che siamo capaci di usare e siamo lieti che gli altri usino gratuitamente le nostre, anzi li aiutiamo a farlo: noi comunisti non depositiamo brevetti! E lo facevano. Dopo la vittoria della rivoluzione nel 1949, la Repubblica Popolare Cinese avviò la ricostruzione e l’industrializzazione del paese con decine di migliaia di esperti e tecnici sovietici che Kruscev ritirò di colpo quando il Partito Comunista Cinese, capeggiato da Mao Tse-tung, rifiutò di avallare le decisioni del XX Congresso del PCUS. Se Putin anziché erede di Gorbaciov il liquidatore dell’URSS e di Boris Eltsin fosse erede di Lenin e di Stalin, oggi tutti gli scienziati del mondo capaci di farlo potrebbero, i capitalisti per i quali lavorano permettendolo, verificare se il vaccino russo Sputnik V è efficace e giovarsi delle scoperte degli scienziati russi oltre che verificarle. Pensate quanti morti in meno, quanti ricoverati e ammalati in meno e quanto minore affanno a mascherarsi e girare mascherati. Ma questo comporterebbe meno valorizzazione dei capitali investiti nei centri di ricerca e sviluppo di vaccini e in produzione e sfruttamento di vaccini: quindi è incompatibile con il modo di produzione capitalista.Gli impiegati dei centri di ricerca concorrenti storcono il naso: come i capitalisti loro padroni sperano che il vaccino di ogni concorrente sia un flop. Le autorità russe si preparano a vendere il vaccino: chi ha più soldi sarà il meglio servito. Ecco terra terra la differenza tra socialismo e capitalismo in un campo concreto! (fonte:nuovopci.it)

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Artigiani in Lombardia: calo della produzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

La produzione manifatturiera artigiana in Lombardia nel secondo trimestre 2020 registra un calo del -24,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre la produzione industriale un peggioramento del -20,7%, effetto dei provvedimenti di contenimento della pandemia in lockdown e fase2. I settori produttivi artigiani più colpiti da aprile a giugno sono pelli e calzatura (-46,8%), tessile (-34,2%), abbigliamento, legno e mobilio (-29%).È quanto emerge dalla conferenza stampa “Focus Imprese 2020” di Unioncamere Lombardia in collaborazione con Regione Lombardia, Confindustria Lombardia, le Associazioni regionali dell’Artigianato: CNA, Confartigianato, CLAAI e Casartigianati in cui sono stati presentati i dati sull’andamento economico di industria e artigianato in Lombardia nel 2° semestre 2020.

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43 ricercatori di 10 Stati per favorire la produzione di energia pulita e sostenibile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

L’Università di Camerino grazie ai Fondi di Ateneo di Ricerca 2019, promuove attività di ricerca internazionali e favorisce l’aggregazione di ricercatori così da cogliere le più grandi sfide offerte alla società presente e futura. Nel solco tracciato dal programma Horizon 2020 sono stati finanziati, su base competitiva e dopo una procedura di referaggio, progetti proposti da dieci gruppi di ricerca dell’Ateneo. Per la Scuola di Giurisprudenza il progetto selezionato è incentrato sulla transizione energetica e sulla studio di un nuovo fenomeno il “prosumerismo”. Il prosumer è, infatti un consumatore di energia che a sua volta è in grado di produrre energia. L’auto-consumo di energia è già noto e diffuso, anche se soltanto lo scorso anno l’Unione Europea ha adottato una nuova regolamentazione che porterà ad una grande rivoluzione del mercato energetico: si favorirà, infatti, la creazione di comunità energetiche costituite da condomini, quartieri o interi piccoli villaggi in grado di produrre energia pulita attraverso l’uso integrato di tecnologie innovative. Nella società del futuro attraverso tecnologie quali blockchaines, nuove batterie, nuove forme di produzione di energia i consumatori da clienti che pagano bollette potranno divenire “venditori” di energia. Da queste innovazioni discendono nuove sfide: come usare i proventi della vendita? Quali contratti utilizzare per aggregare tra loro proprietari di case di un condominio o di un quartier o di un villaggio? Un team composto da 43 ricercatori provenienti anche da Brasile, Croazia, Francia, Giappone, Regno Unito, Kazakistan, Romania, Spagna, Stati Uniti coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, cercherà per due anni di trovare soluzioni e risposte. Il gruppo di ricerca lavorerà con un approccio multidisciplinare aggregando competenze di ambito giuridico, socio-economico, medico-legale, informatico e ingegneristico. I ricercatori effettueranno una ricognizione delle esperienze di successo comparando legislazioni e analizzando problemi quali la vulnerabilità e la povertà energetica, forme di criminalità legate al mercato energetico e tipologie di malattie connesse alla povertà energetica. E’ previsto il coinvolgimento di municipalità, associazioni si consumatori e utenti per poter promuovere il passaggio dall’auto-consumo alla produzione di energia a livello diffuso e decentralizzato (il titolo del progetto è, infatti significativamente, “Enabling Conumer to become Prosumer in the Energy transition era”). Nella fase finale del progetto sono previsti incontri che coinvolgeranno in particolare le aree colpite dal sisma del 2016 con la promozione di progetti di creazione di energy community in occasione della ricostruzione.

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Ue-19: rimbalzo record in Italia per produzione industriale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

A maggio, secondo i dati Eurostat, la produzione industriale è risalita del 12,4% nella zona euro e dell’11,4% nella Ue-27 rispetto al mese precedente. In Italia il rimbalzo maggiore: +42,1%, seguita dalla Francia con +20%.”Bene il rimbalzo record dell’Italia rispetto al resto d’Europa, ma attenzione a non farsi cogliere da entusiasmi fuori luogo. In parte, infatti, è solo un effetto ottico. Il nostro Paese ha avuto a maggio il maggior rialzo congiunturale anche perchè nei mesi precedenti aveva registrato crolli maggiori. Se, infatti, sommiamo al recupero di maggio le cadute di aprile e marzo, ecco che purtroppo l’Italia si colloca solo in 18° posizione su 27 paesi, con un gap da recuperare del 19,2%, maggiore sia rispetto alla media Ue (-18,8%) che all’Eurozona (-18,9%)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Unica magra consolazione, è che peggio di noi sta sia la Francia, in 19° posizione con -21,4%, che la Germania, in 20° con -21,9%. Anche Spagna e Portogallo si collocano nei gradini più bassi della classifica, rispettivamente in 23° e 24° posizione” conclude Dona.

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Industria: Istat, produzione maggio -20,3% su anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio scende del 20,3% su base annua e sale del 42,1% su aprile.”Un rimbalzo insufficiente! Dopo che ad aprile si era verificata una caduta annua record del 42,5%, ci poteva essere un rialzo maggiore. Insomma, bene ma non basta. La produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 20% rispetto a gennaio 2020 e del 19,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se confrontiamo il livello della produzione di oggi con quello del 2009, l’anno più buio della passata recessione, attualmente è inferiore rispetto a maggio 2009 del 15,6%, percentuale che sale al 32,9% per i beni di consumo durevoli” conclude Dona.

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-13%, ancora a scendere la produzione per le aziende artigiane manifatturiere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

CNA Lombardia sta interloquendo costantemente e positivamente con i vertici di Regione in merito alle più opportune azioni di ristoro e di rilancio del tessuto economico del territorio. In questo senso, il Presidente di CNA Lombardia, Daniele Parolo, non riesce a nascondere la preoccupazione:“Il sovraccarico di spesa sanitaria derivante dall’emergenza pandemica, se affrontato con i soli fondi di Regione Lombardia, rischia di sottrarre a lungo risorse disponibili per la ricostruzione e la crescita, proprio nel momento del bisogno.” Il conto pagato dai lombardi all’emergenza Covid 19 è salatissimo, sia in termini di vite umane sia in termini di perdita di competitività. Come evidenziato anche dalle recenti analisi congiunturali, la produzione per le aziende artigiane manifatturiere scende su base tendenziale del 13%. L’indice della produzione industriale si attesta ai livelli del 2010. Il vero e proprio “buco” del Covid, con una sospensione “per decreto” del gioco offerta – domanda, ha dilapidato in due mesi e mezzo 7 anni di moderata crescita. “Colpisce molto come le politiche economiche definite finora non tengano conto della situazione delle aree più colpite dalla pandemia e dai suoi impatti economici e sociali: proprio partendo da qui, da un supporto ai Territori più colpiti e dalla locomotiva d’Italia, possiamo fare davvero gli interessi del Paese”, commenta il Segretario di CNA Lombardia, Stefano Binda, mentre il Presidente Parolo rilancia con forza: “Non possiamo più aspettare. Serve mettere in campo il massimo di solidarietà tra gli stakeholder e il massimo di collaborazione tra i differenti livelli istituzionali e di Governo per costruire politiche dedicate”.

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Eurostat: aprile crollo record produzione industriale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Ad aprile, secondo i dati Eurostat, crolla la produzione industriale in Europa. Rispetto a marzo: -17,1% nella zona euro e -17,3% nell’Ue-27. L’Italia, con un calo congiunturale del 19,1%, si colloca apparentemente in una discreta posizione, in decima, dopo Ungheria (-30,5%), al primo posto di questa classifica negativa, Romania (-27,7%) e Slovacchia (-26,7%) in terza posizione e, soprattutto, meglio di Germania (-21%) e Francia (-20,3%), appena due punti percentuali in più rispetto all’Eurozona (-17,1%).
“Peccato che sia solo un effetto ottico. Se, infatti, al calo di aprile sommiamo anche quello di marzo, ecco che purtroppo l’Italia registra in due mesi, marzo e aprile, la peggiore performance in Europa, con un crollo record del 42,1%, contro una media dell’Eurozona del 27%, 15,1 punti percentuali in più, il 56% in più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.In seconda posizione la Slovacchia (-41,6%) e sullo scalino più basso del podio il Lussemburgo (-41,1%). Tutti gli altri paesi stanno sotto la soglia degli anta. La Francia è in sesta posizione con -33,4% mentre la Germania è in nona con -29,5%, contro una media dell’Eurozona di -27% e dell’ Ue di -26,4%.”Insomma, uno tsunami si è abbattuto sull’Italia e sulle nostre imprese e il nostro Paese resta la Cenerentola d’Europa. La speranza è che questo dato dipenda solo dal fatto che siamo stati i primi ad andare il lockdown e che ora ci sia un immediato rimbalzo, maggiore rispetto al resto d’Europa” conclude Dona.

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Confindustria: produzione industria -33,8% su anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Secondo le stime di Confindustria, a maggio la produzione industriale diminuisce del 33,8% (dati grezzi) rispetto ad un anno prima, dopo il -44,3% rilevato in aprile.”Una Caporetto! Anche se c’è un rimbalzo tecnico apparentemente notevole rispetto ad aprile, si tratta solo di un effetto ottico dovuto ai bassi livelli del mese precedente. Il punto vero, è che il crollo su base annua resta superiore a quello avuto nell’anno buio del 2009″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Considerando, infatti, i dati corretti per gli effetti di calendario, mentre oggi Confindustria registra una caduta, rispetto a maggio 2019, del 29,6%, a maggio 2009 c’era stata una riduzione annua del 21,7%, inferiore del 26,7%. Insomma, anche se a maggio le cose vanno meglio di aprile, non c’è da essere allegri” conclude Dona.

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Eurostat: Italia record crollo produzione

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

Secondo i dati Eurostat, a marzo la produzione industriale scende, rispetto al mese precedente, dell’11,3% nell’Eurozona e del 10,4% nell’Ue. “Come per le vendite al dettaglio, l’Italia è al primo posto in Europa anche per la caduta della produzione industriale. Con un crollo su base mensile del 28,4%, registriamo una diminuzione pari a più di due volte e mezza l’Eurozona (+151,3%), che segna una flessione dell’11,3%, più di una volta e mezzo nei confronti della Francia (+73,2%), che si classifica al terzo posto con un -16,4% (al secondo la Slovacchia con -20,3%)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Uno tsunami maggiore anche rispetto al tracollo avuto nell’anno più buio dal Dopoguerra, ossia nel 2009. In termini assoluti, infatti, la produzione italiana è attualmente inferiore del 23,4% rispetto a marzo 2009. In termini relativi, la diminuzione annua registrata tra marzo 2020 e marzo 2019, pari al 29,3% è superiore a quella che si era verificata tra marzo 2009 e marzo 2008, quando ci fu un tonfo della produzione del 25,9%” prosegue Dona. “La speranza è che questo record negativo dipenda dal fatto che l’Italia è stata la prima in Europa ad essere colpita dal Coronavirus e ad aver chiuso negozi e industrie. Certo non potremo mai recuperare il gap con il resto dell’Europa, se ora saremo anche gli ultimi a riaprire e ad uscire dal lockdown. Per questo urge una Fase 3” conclude Dona.

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Fondo per produzione prototipi videogiochi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“La creazione, presso il MISE, del Fondo First Playable Fund rappresenta per il gaming un primo – importante – passo a sostegno di un settore in continua ascesa e con incredibili e costanti margini di crescita” – commenta così Luca De Dominicis, Presidente e Fondatore dell’Accademia Italiana Videogiochi, la proposta del Ministero dello Sviluppo Economico della creazione del “Fondo per la produzione di prototipi di videogiochi”, in vista della predisposizione dei prossimi prossimi decreti per la Ripartenza (DL Maggio, DL Rilancio).Il Fondo prevederebbe una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per sostenere le fasi di concezione e pre-produzione dei videogiochi, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto.“Il settore videoludico non attiene esclusivamente alla sfera del divertimento e dell’intrattenimento, ma annette a sé aspetti relativi alla didattica e all’apprendimento immersivo. La game industry intercetta esperti di programmazione, grafica, artisti e molti altri professionisti altamente specializzati che hanno bisogno di sostegno economico per realizzare qui in Italia prodotti di eccellenza per il settore dell’entertainment, e non solo” – prosegue De Dominicis. “Siamo convinti che in questa fase la nostra industria debba essere al centro dei programmi di governo, affinché possa disporre di risorse per sviluppare progetti e continuare a investire sempre più in innovazione. Per questo ringraziamo il Sottosegretario al MISE, Mariella Liuzzi, per la proposta, e Marco Bellezza, AD di Infratel e consigliere per l’innovazione del Ministro dell’Economia Stefano Patuanelli, per il costante supporto allo sviluppo del nostro settore, nella speranza che sia solamente la prima di una serie di interventi per far realmente crescere il nostro comparto in Italia”, conclude il Presidente.

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Produzione vini siciliani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Palermo. L’Universo Vino è il risultato delle scelte che i viticoltori hanno fatto a partire da 8.000 anni fa: la stratificazione delle esperienze ha prodotto i vini che oggi conosciamo e la distribuzione dei vitigni nei territori più vocati. Nel 1800, Re Ferdinando IV incaricò l’esperto Felice Lioy, intendente della palermitana Commenda della Magione, di migliorare la qualità dei vini siciliani. Il Lioy, attraverso prove e studi, cominciò separare i grappoli in base alla qualità, sperimentò una macchina per “raspolare” (diraspare), fece costruire la Real Cantina Borbonica di Partinico e, cosa interessante, vinificò uve di vigneti nei dintorni della tenuta Cusumano di Ficuzza, in parte documentate nella Real Casina di Caccia di Ficuzza. «Questa storia ha alimentato la nostra curiosità – racconta Diego Cusumano, titolare, con il fratello Alberto, della cantina siciliana. – Come poteva essere il vino del Re? La composizione non è documentata, ma abbiamo immaginato: uve indigene, un unico Terroir, maturazione sulle fecce fini sino alla vendemmia successiva (in quanto le botti sarebbero servite per la nuova annata). Così, dopo qualche anno di sperimentazione è nato Salealto, un “vin du Terroir” di Ficuzza, ottenuto da Inzolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali, vinificati separatamente poi affinati insieme».
Salealto richiama le caratteristiche del vino al palato e il terroir di produzione: 700 metri slm. Un vino unico, montanaro e mediterraneo allo stesso tempo. Luogo di produzione: Terre Siciliane IGT Tenuta Ficuzza, 700/800m slm – Piana degli Albanesi (PA) Annata 2018 con produzione di 5.000 bottiglie I vitigni. 1/3 Insolia, 1/3 Zibibbo, 1/3 Grillo. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro.
La vinificazione. Raccolta manuale in cassette, macerazione in pressa a temperatura ambiente e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in acciaio a 20°C, travaso ed assemblaggio dei vini, permanenza per circa 10 mesi sulle fecce fini e successivo affinamento in bottiglia. Come tutti i vini Cusumano, anche Salealto si avvale della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.
Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna. http://www.cusumano.it

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Industria: Istat, produzione febbraio, -1,2% su mese

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a febbraio scende dell’1,2% rispetto al mese precedente e del 2,4% su base annua.”Dati di un’altra era geologica, che comunque attestano che il rialzo di gennaio era solo un rimbalzo tecnico e che il Paese era già malridotto ben prima della catastrofe Coronavirus” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Una caduta a febbraio che avrebbe comunque avuto pesanti ripercussioni sul Pil e portato l’Italia, con tutta probabilità, in recessione tecnica, indipendentemente dall’attuale emergenza, come attesta la caduta della produzione su base trimestrale, sia rispetto al trimestre precedente (-0,8%) che rispetto ad un anno prima (-1,3%)” prosegue Dona.”Se poi confrontiamo i dati di oggi con quelli del febbraio 2008, non si è ancora recuperato più di un quinto della produzione industriale (-20,9%). Ci domandiamo, quindi, se mai l’Italia potrà colmare questa voragine e tornare ai livelli pre-crisi di 12 anni fa, visto quanto sta ora accadendo nel mondo” conclude Dona.

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Energia: Tutelare gli impianti di produzione elettrica e termica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

“In un momento così delicato per il nostro Paese, anche noi vogliamo dare il nostro contributo mettendo in campo le competenze professionali dei nostri associati. Proprio per questo, chiediamo al Governo che vengano mantenute operative tutte le attività della filiera che permette ai nostri impianti di produrre energia elettrica per gli italiani” dichiara Simone Tonon, Presidente di EBS – Associazione Energia Biomasse Solide.Il DPCM 22 Marzo 2020, infatti, inserisce tra le attività essenziali non solo la produzione di energia elettrica – individuando inequivocabilmente il codice ATECO 35 per il settore – ma anche le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività riportate nell’elenco ATECO, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. Questa formulazione, però, per via della peculiarità del settore biomasse, sta creando non pochi problemi all’attività degli operatori coinvolti nella filiera di approvvigionamento del settore. L’Associazione, che proprio nei giorni scorsi ha scritto al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri Bellanova, Lamorgese e Patuanelli, chiede di introdurre nell’elenco già in vigore, i codici ATECO dei fornitori che erogano servizi funzionali all’attività produttiva ed in particolare la filiera di fornitura del combustibile, e, tra gli altri, evidenzia: codice 02, silvicoltura e utilizzo di aree forestali; codice 16.1, taglio e piallatura del legno; codice 46.73.10, commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale.“È importante intervenire per fare chiarezza sul fatto che tutta la filiera di produzione debba rientrare tra le attività consentite così da scongiurare qualsiasi tipo di problema dell’operatività dei nostri fornitori, attività che coinvolge oltre 5mila lavoratori. Il nostro servizio, la produzione di energia elettrica, che gode peraltro della priorità al dispacciamento nella rete di trasmissione nazionale, si poggia sulla filiera di approvvigionamento del combustibile, biomasse solide, e sulla filiera dei servizi necessari al mantenimento in efficienza del sistema produttivo, ovvero il personale di esercizio, la manutenzione, la fornitura dei prodotti e ricambi accessori alla produzione, la movimentazione dei materiali per la produzione di energia e l’evacuazione dei residui dei processi di produzione di energia. Quello che vogliamo evitare in tutti i modi – conclude Tonon – è l’esaurimento a breve della materia prima con conseguente blocco degli impianti di produzione di energia elettrica e termica”.

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Petrolio: Opec, accordo per riduzione produzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

I principali produttori di petrolio ad eccezione del Messico hanno concordato di ridurre la produzione in maggio e giugno di circa 10 milioni di barili al giorno.”Un accordo negativo per famiglie e imprese. Il crollo del prezzo del petrolio è quello che ha contribuito ad avere, nel secondo trimestre 2020, per il mercato tutelato, un calo delle bollette elettriche del 18,3% e del 13,5% per quanto riguarda il gas. Su base annua, per una famiglia tipo, significa 97 euro in meno per la luce e 140 euro per il gas. Un risparmio complessivo pari, quindi, a 237 euro” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma è chiaro che c’è stato un crollo della domanda di greggio e che, quindi, il taglio della produzione è giustificato, ma è altrettanto vero che a fronte di una crisi economica mondiale senza precedenti, un basso costo dell’energia serve ad aiutare imprese e famiglie in un momento di grande difficoltà” conclude Vignola.

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Occorre tutelare la produzione e la lavorazione del latte di bufala

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

“Sul latte Bufalino sta scoppiando la crisi e il governo non può lasciare che siano inascoltate le richieste di uno dei settori produttivi più rappresentativi dell’agroalimentare italiano. Sono perfettamente d’accordo con l’associazione allevatori che ha già proposto al Ministero di riconvertire il denaro destinato al settore per il congelamento del latte nell’acquisto di prodotto trasformato. Il decreto Bellanova prevede che siano pagati 10 centesimi al litro per chi congela il latte prodotto, ma non è abbastanza. Non è possibile pensare che le aziende che oggi riscontrano un poderoso calo di vendite, causato dalla temporanea chiusura dei ristoranti, conservino latte fino alla fine dell’emergenza e che accantonino la produzione; questa sovrapproduzione di latte comporterebbe a breve uno squilibrio sul mercato, poiché il costo del latte si abbasserebbe di molto. E’ possibile invece immaginare di poter sostenere il settore con l’acquisto da parte dello Stato dei prodotti finiti, magari destinandoli ai bisognosi o alle mense dei militari al fine di tutelare le aziende senza misure straordinarie, scongiurando così una grave crisi in futuro, specialmente per le aziende più piccole. Ho quindi interrogato il Presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Bellanova per chiedere che sia presto dato conto a R.I.S. Bufala di quanto richiesto nella lettera inviata loro il 2 aprile e che le proposte avanzate siano seriamente prese in considerazione dal governo”. E’ quanto ha dichiarato il deputato Luca De Carlo responsabile per il Made in Italy di Fratelli d’Italia.

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Produzione di mascherine allo sbaraglio

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Il Decreto Legge “Cura Italia” ha stanziato 50 milioni di euro, gestiti da Invitalia, da erogare in forma di finanziamenti agevolati o a fondo perduto, ad aziende che intendono produrre mascherine, anche chirurgiche. Contestualmente ha dato il via alla riconversione delle fabbriche per la produzione di mascherine. Chiunque le voglia produrre deve solo farne richiesta al Ministero della Salute, che non le certificherà come presidio medico, ma ne autorizzerà la produzione per necessità e per un tempo limitato.
Aziende di alta moda come Gucci, Prada e Valentino, come chiunque altro fosse dotato di macchina per cucire, si sono messi a produrre mascherine che però, a conti fatti, non offrono alcuna garanzia di protezione. D’altro canto il comma 2 dell’art. 16 del DL 18 del 17/03/2020 e la conseguente Circolare del Ministero della Salute del 18/03/2020 per il contenimento della diffusione del Covid-19, precisano che fino al temine dello stato di emergenza gli italiani sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE, prodotte in deroga alle vigenti leggi sulla immissione in commercio.“Il Ministero della Salute non ha dato alcuna indicazione sulle caratteristiche tecniche o delle linee guida dei materiali impiegati nella loro fabbricazione”spiega Michela Mechilli, imprenditrice e responsabile dell’area “Protezione Lavoro” dell’Agenzia nazionale per la prevenzione.“Le aziende sono allo sbaraglio permettendo loro l’autocertificazione, senza neppure un test di verifica post produzione”.

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Produzione intensiva di salvavita in ogni azienda

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

«Nonostante l’appello rivolto dalla Commissione UE a tutti i Paesi dell’Unione a oggi non c’è ancora un sistema univoco europeo per la gestione dei trasporti in particolare dei prodotti farmaceutici e sanitari in genere: le azioni totalmente diverse dei singoli stati membri e anche dei Paesi extra UE stanno causando numerosi problemi e le auspicate “green lanes” per il trasporto farmaceutico stanno funzionando a singhiozzi, creando non pochi problemi alle aziende».A fare il punto sulle criticità della supply chain del settore è Enrique Häusermann, presidente Assogenerici: «Le nostre aziende – spiega – stanno svolgendo un ruolo cruciale per la salute dei pazienti affetti da Covid-19, riuscendo a produrre e fornire in modo incessante in tutta Italia farmaci salvavita a costi accessibili ai medici delle Regioni impegnate nell’emergenza. E l’Unità di Crisi AIFA – che coopera costantemente con le associazioni industriali di settore – sta garantendo procedure snelle, rapide ed efficaci, come ad esempio l’importazione rapida di prodotti dall’estero, garantendo al contempo tutti i requisiti di qualità dei prodotti. L’importazione di 1,5 milioni di compresse di idrossiclorochina dagli USA, garantito da una delle nostre associate, è solo uno dei tanti esempi». A preoccupare non solo le aziende italiane, bensì tutto il comparto europeo, sono le barriere che ancora ostacolano la circolazione di beni essenziali come quelli afferenti alla filiera della salute.Per quanto riguarda il trasporto su strada, molte delle aziende di trasporto hanno creato un team italiano dedicato di autisti / trasportatori che assume il controllo dei rimorchi internazionali appena oltre i confini nazionali.Parzialmente risolta – ma comunque soggetta a grandi rallentamenti per i controlli di polizia sanitaria – la percorribilità al Brennero, restano numerose criticità legate alle scelte dei singoli Paesi in tema di gestione delle frontiere.Paesi come Croazia, Romania, Turchia rifiutano le spedizioni provenienti dall’Italia: in questo e in altri casi le procedure vengono elaborate tramite il Cross-Dock di Genk, in Belgio, con ovvi rallentamenti soprattutto per i camion non a pieno carico.In altri casi vengono imposte regole o procedure particolarmente restrittive ai conducenti dei mezzi: in Bielorussia i trasportatori stranieri possono utilizzare solo di aree selezionate per sosta, pasti e rifornimento; in Bulgaria l’operazione di transito e carico/scarico merci deve essere effettuata nelle 24 ore; il confine ungherese-sloveno resta chiuso e le spedizioni vengono reistradate tramite Belgio e Germania. Le autorità polacche hanno istituito un punto di unto di attraversamento per il passaggio rapido di camion con medicinali, ma per utilizzare è necessario inviare in anticipo i documenti del camion e dell’autista. La Lituania ridotto i valichi d’accesso sono accettate solo merci di importazione con destinazione Lituania.

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Castelli: “Bene aziende che convertono produzione”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

“Bene le iniziative di tutte le aziende private che hanno deciso di convertire la produzione, lo stiamo incentivando come Governo e in alcuni casi lo stanno facendo anche le Regioni. Serve remare tutti nella stessa direzione, senza bandierine.Il flusso di approvvigionamento sarà continuo anche dall’estero. Solo domenica sono arrivate 6 milioni di mascherine e a partire da mercoledì, dalla Cina, ne arriveranno 20 milioni a settimana, del contratto di 100 milioni. La nostra Diplomazia, con il Ministro Di Maio, sta facendo un grandissimo lavoro per reperire materiale sanitario. Stiamo lavorando su tutti i fronti”.Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo ad Agorà su Rai 3.

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Ue: a gennaio nessun rimbalzo produzione industriale

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Per la Commissione Ue, che ha limato al ribasso le previsioni di crescita dell’Italia, la fiducia nell’industria è migliorata a gennaio, ma non suggerisce ancora un rimbalzo imminente nella produzione industriale.”La Commissione Ue smentisce le previsioni del Governo. Proprio oggi il ministro Gualtieri ha dichiarato che tutti gli indicatori danno per gennaio una situazione di ripresa e che la produzione industriale sarebbe salita. “Parliamo di un rimbalzo a gennaio” ha dichiarato oggi il ministro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Naturalmente ci auguriamo che il ministro abbia ragione e la Commissione Ue torto. Lo vedremo. Certo, guardando al grafico della produzione industriale, il crollo di dicembre non è incoraggiante. Pur scontando l’effetto ponte connesso al posizionamento di venerdì 27 dicembre, stimabile in 3 punti percentuali, la produzione scende comunque in termini tendenziali dell’1,3% e non c’è un solo raggruppamento in territorio positivo. Quanti ai settori di attività economica, si salvano solo la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (+5,3%), l’industria alimentare (+2,9%) e le altre industrie (+1,1%). Un po’ pochino per essere ottimisti” conclude Dona.

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