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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘produzione’

Nuova e terza manifestazione di Cia-Agricoltori Italiani contro costi di produzione alle stelle

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2022

A mobilitarsi, scendendo in strada tra bandiere e trattori, questa volta sono gli imprenditori agricoli del Centro Italia che si sono dati appuntamento mercoledì 20 aprile, alle ore 10:30, a Venturina Terme, frazione del comune italiano di Campiglia Marittima, in provincia di Livorno.In centinaia dalle regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana e Umbria raggiungeranno la località per prendere parte al corteo da Via della Fiera ali piazzale antistante il Centro Fiere S.E.FI.Non si arresta, infatti, la pressione che, da mesi, si sta abbattendo sull’economia delle imprese agricole. Dopo due anni di pandemia è sopraggiunto il colpo della guerra in Ucraina. La tensione geopolitica internazionale ha acuito la difficoltà a uscire dalla crisi, spinta da caro energia e carburante. Inoltre, l’aumento del 300% sui concimi, i rincari sui fertilizzanti del 170%, oltre al raddoppio sui mangimi, ha reso i costi di produzione insostenibili, portando il settore agricolo e allevatoriale allo stato attuale di precarietà, agevolata dalle speculazioni sui mercati. Anche per il Centro Italia resta invariata, poi, l’annosa emergenza fauna selvatica, cui si è aggiunta la preoccupazione per la peste suina. Motivo, pure questo, per rilanciare l’appello sul tema attraverso la manifestazione di Venturina. Ripetuto da Cia-Agricoltori Italiani su tutto il territorio nazionale, serve una riforma radicale della legge 157 del 1992. Una normativa troppo datata per riuscire ad affrontare un problema ormai fuori controllo con +111% di cinghiali in circolazione, oltre 200 milioni di danni all’agricoltura e 469 incidenti, anche mortali negli ultimi quattro anni, e lo spettro della peste suina che mesi ha fatto registrare casi allarmanti in Liguria e Piemonte. “L’agricoltura non si può fermare” ripete, quindi, Cia che con la terza mobilitazione in tre mesi chiede che si tuteli un settore estremamente strategico per il Paese.

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Istat: produzione industriale gennaio -3,4% su mese, -2,6% su anno

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2022

Secondo i dati resi noti dall’Istat, la produzione industriale a gennaio cala del 3,4% sul mese precedente e del 2,6% su base annua. “Una Caporetto per le nostre industrie dovuta all’effetto bollette. Come per le famiglie, il raddoppio delle fatture di luce e gas registrato da gennaio sta avendo gravi ripercussioni sulle industrie con aumenti dei costi spesso insostenibili che hanno costretto a sospendere molte produzioni per non fare andare in tilt i bilanci dell’impresa. Le conseguenze saranno ancora peggiori nei prossimi due mesi. Se a questo si aggiunge l’effetto della guerra in Ucraina, con speculazioni in corso su tante, troppe, materie prime, il quadro è disastroso e la crescita stimata diventa un miraggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, infatti, la produzione non solo, come attesta anche l’Istat, è inferiore dell’1,9% rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown dopo che era stata superiore per ben undici volte, ma è anche più bassa nel confronto con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, -4,5%, e con gennaio 2019, -4,8%. La situazione più grave è per i beni di consumo non durevoli: -6,2% su febbraio 2020, -10,8% su gennaio 2020. Un dato che attesta la difficoltà delle famiglie e la necessità di ridare loro capacità di spesa, frenando i rialzi dei beni energetici e cambiando la politica dei redditi” conclude Dona.

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Istat: produzione dicembre -1% su mese, +4,4% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a dicembre cala dell’1% sul mese precedente e sale del 4,4% su base annua. “Dati altalenanti. Dopo l’andamento negativo di ottobre e positivo di novembre, la produzione scende nuovamente nel confronto mensile, anche se resta in territorio positivo nel confronto con febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, +2% e con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, +0,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “E’ insoddisfacente, però, il fatto che facendo la media dell’anno, come dimostra il nostro studio, si è ancora sotto ai valori pre-crisi. Non deve, infatti, trarre in inganno il fatto che la produzione del 2021 sia salita dell’11,8% rispetto al 2020, mentre nel 2020 sia scesa “solo” dell’11,4% rispetto al 2019, come se questo bastasse a tornare in territorio positivo. Se, infatti, si confrontano i dati del 2021 con quelli del 2019, la produzione totale è ancora inferiore dello 0,9% . Per i beni di consumo non durevoli il gap ammonta addirittura al 6%. Ecco perchè sarebbe stato importante proseguire con una produzione sempre crescente anche nel mese di dicembre, considerato che a gennaio le imprese subiranno il contraccolpo del caro bollette” conclude Dona.

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Come l’economia circolare può cambiare produzione e consumo

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2022

“Delivering on Circularity”, il nuovo White Paper di DHL Global Forwarding, analizza le sfide da affrontare per approdare a un futuro più sostenibile e mostra come un approccio all’Economia Circolare può aiutare le aziende e le realtà industriali ad assumere comportamenti di produzione e consumo in linea con gli obiettivi posti dal Cop26. Dallo studio è emerso che i settori del Fashion e del Consumer Electronics sono quelli che emettono, insieme, più del 6% di gas serra (GHG) a livello globale, dovendo sfruttare molte risorse non rinnovabili come terre rare e metalli. Per estrarre le materie prime, queste industrie sono responsabili di uno sfruttamento massivo della superficie terrestre (l’equivalente dell’area della Germania e della Svizzera), di un consistente consumo di acqua (equivalente al 40% del consumo idrico annuale dei cittadini americani) e produzione di rifiuti (pari a circa il 50% dei rifiuti annuali degli europei). Durante tutto il ciclo vitale, i prodotti del fashion e del Consumer Electronics producono l’80% di emissioni: per questo estendere il più possibile la vita del prodotto è fondamentale. Ad esempio, prodotti rigenerati riducono le emissioni del 60-75% rispetto a quelli nuovi prodotti da materie vergini. Lungo la catena di valore del prodotto, DHL ha individuato tre catalizzatori di base e dieci aree di lavoro che possono condurre ad una transizione di successo da supply chain a supply loop: dai materiali innovativi e il design alla produzione on-demand, dai resi dei prodotti smart, gli imballaggi riutilizzabili e i nuovi modelli di utilizzo, fino alla raccolta e al riciclaggio dei beni.

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Istat: produzione novembre +1,9% su mese, +6,3% su anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2022

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a novembre sale dell’1,9% sul mese precedente e del 6,3% su base annua.”Dati buoni. Dopo l’andamento negativo di ottobre, quando la produzione era scesa sotto i valori pre-pandemia del gennaio 2020, ora si torna in territorio positivo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, infatti, a novembre la produzione è superiore non solo del 3% su febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, traguardo raggiunto molto spesso, esattamente otto volte, ma ora il livello della produzione torna ad essere superiore anche nel confronto con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, +1,6%. Solo per i beni di consumo si resta con dati negativi, con un calo di quelli non durevoli dell’1,8% sui valori pre-crisi. Insomma, le nostre industrie vanno bene, ma sono i consumi a frenare la ripresa. Per questo si deve ridare capacità di spesa alle famiglie, frenando i rialzi dei beni energetici e cambiando la politica dei redditi” conclude Dona.

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Italia agroalimentare: Produzioni di qualità

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

A Riccardo Deserti, neo presidente di oriGIn, l’organizzazione mondiale che rappresenta oltre 575 Indicazioni Geografiche di 40 Paesi, va il più sentito augurio di buon lavoro. È la prima volta che l’Italia ottiene questa nomina che rappresenta, a suo modo, il coronamento delle eccellenti politiche imprenditoriali messe in campo dalle nostre produzioni di qualità”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, in merito alla nomina del direttore generale del Consorzio Parmigiano Reggiano, e vicepresidente di oriGIn Italia, che guiderà oriGIn per il prossimo biennio.A Deserti rinnovo il totale supporto della commissione Agricoltura della Camera per sostenere e incentivare il lavoro di rilancio post pandemia. L’Italia riesce sempre più a imporsi sui mercati internazionali come dimostrano i dati dell’export, in continua crescita. Il nostro sistema deve saper cogliere le opportunità delle politiche della sostenibilità, senza perdere in qualità. Il Parlamento farà la sua parte a sostegno delle filiere agroalimentari nazionali” conclude.

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Istat: produzione settembre +0,1% su mese, +4,4 su anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a settembre sale dello 0,1% sul mese precedente e del 4,4% su base annua.”Dati insoddisfacenti. Ci attendevamo un rialzo maggiore, anche se non si può parlare di dati negativi visto che si resta in territorio positivo rispetto ai valori pre-pandemia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, infatti, a settembre la produzione non solo, come riporta l’Istat, è superiore dell’1,5% su febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, traguardo raggiunto molto spesso nei mesi precedenti, ma per la terza volta il livello resta superiore anche nel confronto con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, anche se di un impercettibile +0,1% (arrancano, però, i beni di consumo, che segnano un -2,2%). Certo la soddisfazione è minima se si considera che la produzione resta ancora inferiore andando indietro sia di due anni, -0,5% su settembre 2019, che di tre, -2,4% su settembre 2018” conclude Dona.

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L’Italia e la produzione del vaccino

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

“Per i 4 o 5 vaccini che noi abbiamo a disposizione siamo partiti da oltre 300 ricerche, ma oggi ci sono più di 300 imprese che li stanno producendo. In alcune di queste fasi l’Italia è coinvolta e c’è su entrambi i tipi di vaccini, su alcune fasi produttive degli adenovirus e su alcune fasi produttive dei vaccini a mRNA; ma l’Italia c’è anche su alcune altre procedure meno note ma su cui il nostro Paese ha un ruolo importante”. Ha risposto così il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, interpellato dall’agenzia Dire in merito allo stato dell’arte della produzione dei vaccini in Italia, a margine del XLII congresso nazionale dei farmacisti ospedalieri SIFO, in programma a Roma fino a domenica prossima. “In Italia- ha proseguito Scaccabarozzi- ci sono anche delle aziende molto importanti che fanno la validazione dei lotti, e senza il lavoro di queste imprese italiane non ci potrebbe essere il rilascio dei lotti di vaccini in tutto il mondo. Ci sono infine aziende italiane che stanno lavorando sulla produzione dei lotti per la sperimentazione clinica. Quindi, credo che all’interno di questo processo globale l’Italia abbia un ruolo e che questo ruolo lo vuole giocare fino in fondo”. Secondo il presidente di Farmindustria, dunque, l’Italia è “a buon punto” sulla produzione dei vaccini: “Ho sempre detto che la produzione non può essere soltanto un processo locale- ha aggiunto- questo è difficile perché ormai le produzioni, così come la ricerca, rientrano in processi globali. La produzione di un vaccino ha un percorso estremamente complicato, che va dalla preparazione della sostanza attiva allo sviluppo nei bioreattori, poi c’è la purificazione, la filtrazione, la semplificazione, l’infialamento primario, l’infialamento secondario e il packaging finale. Per questo sono necessarie delle tecnologie che difficilmente si vedono concentrate tutte in un sito. Le partnership devono esserci- ha concluso- e ci sono”.

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Istat: produzione industriale agosto -0,2% su mese, zero su anno

Posted by fidest press agency su sabato, 16 ottobre 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale ad agosto scende dello 0,2% sul mese precedente e resta invariata su base annua.”Dati non negativi. Il calo su luglio, infatti, è fisiologico nel mese di agosto. L’aspetto positivo, invece, è che, dopo che a luglio per la prima volta si erano recuperati i valori pre-pandemia del gennaio 2020, anche ad agosto si resta in territorio positivo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Secondo il nostro studio, infatti, ad agosto la produzione non solo è superiore dell’1,5% su febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, traguardo raggiunto spesso nei mesi precedenti, ma per la seconda volta il livello resta superiore anche nel confronto con gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, anche se di un lieve +0,1%. Certo il percorso di crescita è ancora lungo. Si conferma, infatti, che la produzione resta inferiore sia andando indietro di due anni, rispetto ad agosto 2019, -0,7%, che di tre, -2,1% su agosto 2018” conclude Dona.

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Istat: produzione giugno +1% su mese, +13,9% su anno

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a giugno sale dell’1% sul mese precedente e del 13,9% su base annua. “Dati altalenanti e insufficienti. Già in aprile la produzione aveva recuperato sui valori pre-crisi, con un balzo eccellente, per poi a maggio ridiscendere in territorio negativo. Quindi, anche se a giugno l’andamento sembra positivo, è decisamente troppo presto per cantare vittoria. Bisogna aspettare i prossimi dati per capire se si tratta di un’inversione del trend oppure di un fuoco di paglia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Peraltro, secondo il nostro studio, è vero che a giugno la produzione è superiore dello 0,3% su febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, peccato che in aprile fosse già maggiore dell’1%. Non per niente i dati di oggi sono inferiori dello 0,7% su aprile 2021. Nel confronto, poi, con i valori pre-crisi del gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, il divario ora è pari all’1,1%, che sale al 6,8% per i beni di consumo non durevoli. Un abisso!” conclude Dona.

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Istat: produzione maggio -1,5% su mese, +21,1% su anno

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio scende dell’1,5% sul mese precedente e sale del 21,1% su base annua.”Dati inquietanti e a dir poco allarmanti. Dopo che ad aprile la produzione aveva recuperato sui valori pre-crisi, con un balzo eccellente, a maggio si sprofonda nuovamente nel burrone della crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, in aprile la produzione era già superiore dell’1,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, mentre a maggio è tornata in territorio negativo, con un gap dello 0,8%. Nel confronto, poi, con i valori pre-crisi del gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, il divario ora è pari addirittura al 2,1%, che sale all’8,6% per i beni di consumo non durevoli. Una voragine!” conclude Dona.

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No a facili allarmismi sulla produzione di falsi ortaggi italiani in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Cia-Agricoltori Italiani interviene, così, nel dibattito su Verisem, azienda specializzata nella produzione di sementi contesa da due colossi di Pechino. Cia ritiene, infatti, non si debbano sottovalutare le grandi potenzialità dell’acquisizione cinese della multinazionale di Cesena, attualmente nelle mani di un fondo Usa. La riflessione prioritaria deve riguardare le capacità di investimento del nuovo acquirente -non la nazionalità- e soprattutto la valorizzazione del marchio, affinché porti ricchezza a tutto l’indotto.Il settore sementiero necessita, infatti, di grandi risorse in ricerca e sviluppo per l’innovazione nella genetica vegetale. Il mercato impone nuove varietà sempre più resistenti ai fitopatogeni e ai cambiamenti climatici e questo rende altamente strategico il ruolo della ricerca scientifica. La tutela del Made in Italy è sicuramente prioritaria, ma occorre fare attenzione quando si parla del settore sementiero: se Verisem diventa proprietà cinese, non significa che i semi o i prodotti diventino cinesi.Per Cia, dunque, l’obiettivo principale è che l’azienda (già adesso rivenditore in 117 Paesi) continui ad essere un punto di riferimento importante del comparto, perché senza quei prodotti non ci sarebbero neppure a valle le nostre eccellenze alimentari italiane.

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Istat: produzione marzo -0,1% su mese, +37,7% su anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

“Dati desolanti. E’ sconfortante che non ci sia alcun recupero su febbraio 2021. Il rialzo annuo è solo un effetto ottico ampiamente previsto visto che nel marzo 2020 c’era stato il primo lockdown, il più duro, e in quel mese c’era stato un tracollo mensile della produzione del 28,4% e del 29,3% su base annua rispetto ai dati resi noti all’epoca dall’Istat, rispettivamente -28,1% e -29,6% considerando gli indici aggiornati ad oggi. Insomma, la ripresa annua è ampia perché lo era ancor di più la caduta dello scorso anno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”La conferma è nel fatto che la produzione non ha ancora recuperato quanto perso nel 2020: se si confronta il dato di oggi con quello del febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, c’è un gap da riprendere dell’1,2% ma rispetto all’ultimo mese pre-pandemia, ossia gennaio 2020, il divario è pari addirittura al 2,5%, ossia il doppio, e sale all’8,1% per i beni non durevoli” prosegue Dona.”Secondo il nostro studio, poi, a marzo 2021 la produzione è inferiore non solo rispetto a febbraio 2021, ma anche nel confronto con il rimbalzo di agosto 2020, con un differenza da colmare del 3,1%” conclude Dona.

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Istat: produzione febbraio +0,2% su mese, -0,6% anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a febbraio sale dello 0,2% sul mese precedente e scende dello 0,6% su base annua.”Dati non certo esaltanti, ma poteva andare peggio. La caduta annua era scontata e inevitabile, visto che febbraio 2020 è l’ultimo mese pre-lockdown e, dunque, pre-crisi, ma è contenuta. Bene invece che ci sia un rialzo su gennaio, anche se certo è appena sopra lo zero. Insomma, finisce con un pareggio fuori casa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Secondo lo studio dell’associazione, la produzione non solo è superiore rispetto all’inizio dell’anno ma anche nel confronto con dicembre (+1,3%), novembre (+1,5%), ottobre (+0,2%) e settembre (+1,6%). Unico raffronto negativo è rispetto al rimbalzo di agosto 2020, con un divario ancora da colmare del 3 per cento. Dati altalenanti, invece, per i beni di consumo durevoli che scendono su gennaio 2021 (-1%), salgono su dicembre (+2,2%) e novembre (+3,2%), crollano su ottobre (-3,7%) e agosto (-4,6%).

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Italia sia autonoma in produzione vaccini, anche se i tempi sono lunghi

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

Roma. “È importante che l’Italia diventi autonoma nella produzione di vaccini, ma questo discorso ha un senso nel medio-lungo termine, non nell’immediato”. Risponde cosi’ il presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, in merito ai tempi, che si prospettano lunghi, per attrezzare e attivare gli impianti industriali italiani per la produzione dei vaccini. A differenza della produzione di sintesi, il vaccino fa parte infatti della categoria di prodotti definiti ‘vivi’, per cui la sua produzione richiede la dotazione di bioreattori, cioe’ di macchine industriali che infialano il liquido processato del vaccino dentro le boccette. E in Italia, come nei giorni precedenti ha fatto sapere anche il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, questi macchinari non sono molto diffusi.”Mancanza di bioreattori a parte, per fare un vaccino occorrono comunque cinque o sei mesi- prosegue Magi- per cui per questa operazione, eventualmente, bisognera’ aspettare dopo l’estate”. Ma nel frattempo “bisogna partire perche’ la pandemia diventera’ endemia e ogni anno le vaccinazioni andranno fatte, quindi dovremo avere dosi a disposizione”, conclude Magi. (fonte Agenzia Dire)

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Coronavirus. Vaccino e produzione. Non si fanno miracoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Come al solito, sembra che la memoria venga meno. Dopo aver sostenuto che il Covid 19 è poco più di una influenza, che il virus è morto, che con l’estate passerà, per cui ci ritroviamo in piena seconda ondata (sperando che non arrivi la terza), ora si levano grida perché c’è poco vaccino disponibile.Nel mondo siamo circa 8 miliardi e si dovrebbero produrre dosi in tale numero, se non il doppio, visto che i vaccini a disposizione prevedono due somministrazioni.Si possono avere 16 miliardi di dosi per domani mattina?Ovvio che no!In Ue siamo circa 450 milioni di persone e per il vaccino vale il discorso precedente: si possono avere 900 milioni di dosi per domani mattina? Ovvio che no!E’ altrettanto ovvio che occorre accelerare l’autorizzazione, la produzione, la distribuzione dei vaccini e le vaccinazioni.Nel Mondo, ci sono 9 vaccini che sono somministrati a 2,8 milioni di persone al giorno, il che copre una percentuale limitata di popolazione.Comunque, l’insieme delle misure di confinamento e di vaccinazioni, parziali e totali, limita la diffusione virale, ma la consapevolezza del pericolo sembra non attecchire, soprattutto tra i giovani. Poi, ci sono quelli che non vogliono vaccinarsi, i negazionisti, ovvero i terrapiattisti, ma questo è altro discorso.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Produzione di principi attivi high potent impiegati principalmente nei farmaci e trattamenti oncologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2021

Angelini Fine Chemicals, la Business Unit di Angelini Pharma specializzata nella produzione di principi attivi farmaceutici e leader in Italia nella produzione farmaceutica conto terzi (CDMO), punta sempre di più sulla produzione di principi attivi high potent (HPAPI). L’azienda ha infatti implementato una nuova area del suo stabilimento di Aprilia (LT), nel Lazio, con l’obiettivo di espandere la sua capacità di ricerca, sviluppo e produzione di HPAPI, rafforzando il proprio portafoglio e offrendo ai clienti attuali e futuri servizi sempre più su misura nell’analisi e produzione a livello industriale di principi attivi farmaceutici.La nuova area si estende per circa 120mq e consentirà di gestire attività produttive di HPAPI in due differenti laboratori di capacità da 0,25-5 kg massimo. L’espansione dello stabilimento rientra in un investimento da 4.000.000€ avviato nel 2017. Ai 3 laboratori già esistenti e dedicati ad attività di sviluppo per l’area CDMO e API generici si aggiunge un’area dedicata agli HPAPI. La nuova suite prevede due nuove aree per la gestione separata ed in contemporanea di differenti prodotti.La pandemia globale non ha rallentato la produzione di principi attivi, in particolar modo di HPAPI impiegati principalmente nei farmaci e trattamenti oncologici. Secondo l’ultimo rapporto di Transparency Market Research (TMR) il mercato globale dei principi attivi high potent (HPAPI) è stato valutato a 17,46 miliardi di dollari nel 2018 e si prevede che si espanderà di oltre l’8,7% dal 2019 al 2027.

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Produzione: crollo storico

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2021

I dati odierni sull’andamento della produzione industriale nel 2020 segnano un crollo storico del -11,4%, secondo solo al risultato segnato nel 2009. Una crisi “estesa a tutti i principali raggruppamenti di industrie e, nel caso dei beni di consumo, è la più ampia mai registrata.” Osservando nel dettaglio l’andamento relativo all’anno scorso emerge un progressivo, anche se lento recupero dopo il crollo di marzo e aprile, che però in mesi recenti ha subito una nuova battuta di arresto, “impedendo – riporta l’Istituto Nazionale di Statistica – il ritorno ai livelli produttivi precedenti l’emergenza sanitaria”, tanto che, nella media del quarto trimestre, l’indice segna quota -3,1% rispetto a febbraio 2020.Dati che rivelano lo stato estremamente debilitato della nostra economia. Sicuramente incidono su tale situazione l’andamento della pandemia e le ripetute chiusure, ma anche i provvedimenti timidi e insufficienti adottati finora.A far segnare la caduta più allarmante, come si legge dalla nota Istat, il comparto relativo ai beni di consumo: segno evidente che la crisi vissuta dalle famiglie e la caduta della domanda stanno riportando conseguenze drammatiche sull’intero sistema produttivo.È evidente che ci troviamo di fronte ad una sfida cruciale per il Paese: è necessario ed urgente restituire solidità e dare opportunità di crescita al sistema economico, sfruttando in maniera oculata, responsabile e costruttiva tutte le risorse messe a disposizione dell’Europa.“In tale ottica è indispensabile agire con responsabilità, prolungando il blocco dei licenziamenti, senza il quale le conseguenze sarebbero ancor più drammatiche e insostenibili per le famiglie e per l’intera economia ed avviando misure urgenti per uno sviluppo equo, teso a contrastare le disuguaglianze e le disparità cresciute in maniera esponenziale negli ultimi anni.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

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Realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno in Sardegna

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2021

CRS4, Centro di Ricerca del Parco tecnologico della Sardegna, e Italgas, società leader nella distribuzione del gas naturale in Italia e terza in Europa, hanno siglato un protocollo di intesa finalizzato allo studio e alla realizzazione sull’isola di un impianto «Power To Gas» in grado di utilizzare energia elettrica da fonte rinnovabile per produrre combustibili rinnovabili come idrogeno verde e metano sintetico.Più nello specifico, il progetto consiste nella realizzazione di un impianto di produzione di gas rinnovabile da localizzare sull’isola e collegato alle nuove reti di distribuzione “native digitali” di Italgas. L’impianto sarà composto da un parco di autoproduzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, un elettrolizzatore in grado di produrre ossigeno e idrogeno partendo dall’acqua e una sezione di metanazione per la trasformazione dell’idrogeno in gas naturale sintetico. Lo scopo del progetto sarà di testare la produzione di gas da fonte rinnovabile e il suo potenziale utilizzo per fornire idrogeno alle utenze industriali dell’isola e idrogeno e metano sintetico alle utenze domestiche, miscelandolo al gas naturale secondo determinate specifiche. L’impianto sarà inoltre in grado di utilizzare l’energia rinnovabile in eccesso che, anziché dissipata, sarà impiegata per produrre gas da immagazzinare all’interno dell’impianto.Nella prima fase del progetto il CRS4 ha condotto, insieme con il Politecnico di Torino, un’analisi del territorio e della tipologia delle realtà produttive regionali ideali per definire gli scenari per la realizzazione dell’impianto pilota; successivamente, sarà coinvolto nella fase di dimensionamento dell’infrastruttura e nella sua ingegnerizzazione, nonché durante il funzionamento dello stesso per le misurazioni che serviranno a valutare il processo di produzione in termini energetici, tecnici e ambientali.

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Il tempo necessario per la messa a punto di un vaccino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2021

Di solito la messa a punto di un vaccino richiede dai cinque ai dieci anni di tempo; per il SARS-CoV-2 invece in meno di un anno si è passati dalla scoperta di un patogeno prima sconosciuto all’inizio delle vaccinazioni in molti paesi del mondo, tra cui l’Europa e l’Italia. Questo risultato è stato possibile grazie all’enorme impegno che si è riversato sulla ricerca sul virus e sulla pandemia da parte degli scienziati di tutto il mondo, che hanno spesso trasferito nella ricerca sul vaccino tecnologie e metodi messi a punto per altri campi. La tecnologia del RNA messaggero, per esempio, sino ad oggi era finalizzata prevalentemente alla messa a punto di farmaci oncologici. Anche i progressi della tecnologia hanno giocato un ruolo importante: i sistemi bioinformatici che consentono il sequenziamento del virus oggi sono quasi una routine di laboratorio, e le tecniche di ingegneria genetica hanno aperto orizzonti impensabili solo pochi anni fa. Per velocizzare i processi di approvazione i produttori dei candidati vaccini hanno spesso svolto in contemporanea alcune fasi della sperimentazione, che prima si svolgevano in sequenza, e alcune agenzie regolatorie, tra cui l’EMA, hanno adottato il metodo della “rolling review”, in base al quale i dati che emergono dalle sperimentazioni vengono analizzati man mano che vengono prodotti e non tutti insieme alla fine della sperimentazione, come prevede la procedura standard. Ma il fattore decisivo è stato di natura squisitamente economica: i governi di molte nazioni, come Cina, USA, Russia, Unione Europea, hanno investito sul vaccino ingenti risorse, finanziando a fondo perduto le società biotecnologiche che avevano i candidati più promettenti, e impegnandosi ad acquistare miliardi di dosi di vaccino prima ancora di sapere se le sperimentazioni sarebbero andate a buon fine e se quei vaccini sarebbero mai esistiti. La sola Unione Europea ha firmato contratti di opzione per 1,965 miliardi di dosi di vaccino91, mentre il governo americano con la sua “Operation Warp Speed” a fine ottobre aveva già erogato 10,75 miliardi di dollari a sei società farmaceutiche, ed ulteriori 1,6 miliardi a fornitori di fiale, siringhe ed altri prodotti e servizi strategici per la produzione dei vaccini. Questo impegno senza precedenti della comunità scientifica interna-zionale non deve però far dimenticare che ci troviamo di fronte ad un patogeno nuovo ed ancora poco conosciuto. In un recente articolo la responsabile della task force governativa britannica, Kate Bingham, ha scritto: “Nessun vaccino nella storia della medicina è stato tanto atteso quanto quello per la protezione contro il SARS-CoV-2.La vaccinazione è ampiamente considerata come l’unica vera strategia di uscita dalla pandemia […]. Tuttavia, non sappiamo se avremo mai un vaccino. È importante guardarsi dall’autocompiacimento e dall’eccessivo ottimismo. La prima generazione di vaccini sarà probabilmente imperfetta, potrebbe non prevenire l’infezione ma piuttosto ridurre i sintomi e, anche in questo caso, potrebbe non funzionare per tutti o per molto tempo.” I candidati vaccini in fase di sviluppo utilizzano diverse tecnologie per indurre la risposta immunitaria, tra cui le principali sono: • Vaccini nei quali si utilizza direttamente il virus dopo averlo attenuato o inattivato; è una tecnologia con la quale si realizzano molti vaccini, tra cui quelli per morbillo e poliomielite; • Vaccini basati su proteine, nei quali si utilizzano le proteine che si trovano sulla superficie del virus, o loro frammenti, oppure “Virus-Like Particles” (VLP) o particelle virus-simili, di fatto l’involucro esterno del virus svuotato del suo contenuto genetico. Molti vaccini attualmente utilizzati utilizzano queste tecnologie: i vaccini contro la pertosse o le epatiti A e B utilizzano proteine virali e adiuvanti per amplificare la risposta immunitaria, mentre il vaccino contro il papilloma virus HPV utilizza la tecnologia VLC. Oltre a queste tecnologie più tradizionali, ve ne sono altre che sono emerse negli ultimi anni grazie agli enormi progressi compiuti dalle tecnologie bioingegneristiche in campo medico. (Salvatore Curiale Science Communicator Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” – I.R.C.C.S.)

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