Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘produzione’

Difendere la biodiversità di produzione

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Hanno nomi impossibili – rocuronio, cisatracurio, midazolam, propofol – e una sorte in comune: a marzo 2020 hanno registrato un aumento della domanda tra il 128% e il 782% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Farmaci e principi attivi “dimenticati”, per lo più iniettivi, funzionali alle prestazioni erogate nelle terapie intensive, sono venuti improvvisamente alla ribalta dei fabbisogni farmaceutici regionali mettendo a dura prova la capacità di risposta delle imprese degli equivalenti e accendendo i riflettori su un’esigenza vitale per il settore sanitario: mantenere in vita una “biodiversità di produzione” indispensabile alla sostenibilità del SSN, non solo in casi straordinari come quello della pandemia. Sotto la lente – in una survey che ha coinvolto direttamente le imprese associate a Egualia – le strategie utilizzate per gestire l’alto grado di complessità e l’urgenza produttiva registrata tra febbraio e aprile. Nella prima fase emergenziale, nel periodo di massima criticità, il 58% delle imprese ha visto aumentare la domanda di farmaci e di queste ben il 93% è riuscita a soddisfare completamente o parzialmente l’aumento della domanda; inoltre, il 58% del totale ha riorientato la produzione verso le categorie di prodotti a maggior rischio di carenza. Riguardo al grado di intensità con cui le aziende hanno messo in atto diverse strategie per incrementare la produzione il 71% ha indicato di aver fatto ricorso alle scorte di magazzino, il 57% di aver usufruito di deroghe emergenziali da parte delle autorità per velocizzare la disponibilità di prodotto sul mercato, il 57% di aver aumentato i turni di lavoro e previsto straordinari per il personale, il 21% di aver impegnato nuovo personale per la produzione, il 50% di aver utilizzato la leva dell’importazione, e il 14%, infine, di aver acquistato nuovi macchinari. La survey mette anche chiaramente in evidenza i colli di bottiglia che hanno aggiunto criticità al percorso: oltre il 57% delle imprese ha indicato di essere stata ostacolata dalla penuria o assenza di elementi necessari alla produzione; il 73% di aver avuto problemi ad approvvigionarsi di principi attivi; il 54% ha avuto la stessa difficoltà con gli intermedi di sintesi; il 43% ha lamentato interruzioni anomale della supply chain. Le attese degli operatori per l’immediato futuro si concentrano sul rendere la catena di approvvigionamento più sicura e meno soggetta a fluttuazioni (96%) cui si aggiunge il desiderio di moltiplicare il numero delle fonti di approvvigionamento lungo ogni fase produttiva diversificando il rischio (88%).Rispetto ai farmaci di vecchia generazione, per il 38% delle aziende intervistate sarebbe necessaria una revisione dei criteri di prezzo per questi prodotti da parte degli ospedali. Altri – 27%- sono favorevoli all’introduzione di meccanismi per l’abbattimento dei costi di produzione (attraverso sgravi fiscali) e infine una parte ridotta indica la possibile soluzione nella destinazione di sovvenzioni statali per le imprese.

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Da 90 anni, la GIOVANNI COVA & C. produce il Panettone

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

E’ un’icona della pasticceria milanese, unico dolce ad aver unito gli italiani da nord a sud, riconosciuto come eccellenza in tutto il mondo.Di strada ne ha percorsa tanta, dall’anno della sua fondazione! Era il 1930, quando la Belle Epoque promuoveva uno stile di vita eclettico, mondano, internazionale ed aveva come cardine la ricerca del lusso e una piacevolezza del vivere. Anni sfrenati e “ruggenti”, in un contesto di storia italiana percorsa da guerra, rivoluzioni e inflazione. Un periodo storico difficile come quello che stiamo attraversando oggi, a causa della Pandemia e alla congiuntura economica complessa.Per una marca, arrivare alla soglia dei 90 anni senza mai fermarsi, con una storia di prodotti iconici e un successo crescente in Italia e nel Mondo è una nota di grande orgoglio. Lo è naturalmente anche per tutti coloro che hanno potuto contribuirci. Non si contano i panettoni Giovanni Cova & C., che hanno stretto attorno ad una tavola imbandita, famiglie ed amici, creato la vera convivialità e allietato con magia e gusto i momenti più belli di intere generazioni.Negli anni la Giovanni Cova & C. si è rinnovata continuando ad innovare ed emozionare con la ferma ambizione di soddisfare i propri clienti. Un approccio che ha visto il team intervenire su tutti fronti, da quello di pasticceria con l’affiancamento alle ricette classiche di specialità farcite e/o ricoperte, sino all’evoluzione della ricerca e sviluppo calata su processi, metodi di lavorazione, ingredienti, materiali e confezioni.La volontà di migliorare costantemente ha indotto a lavorare su tutti i fronti per assicurare sempre un prodotto determinato da qualità misurabile, da fondamentali come standard, sicurezza alimentare, da certificazioni e comportamenti etici oltreché ad azioni e progetti solidali nella consapevolezza della dimensione sociale dell’impresa. A questi fondamentali, da oltre un lustro si sono affiancate importanti iniziative e collaborazioni culturali di respiro internazionale.Per festeggiare questo importante traguardo il Natale 2020 sarà celebrato con un nuovo iconico design e da uno dei personaggi più famosi della storia milanese: Il Meneghino che per l’occasione è stato ridisegnato in esclusiva dalle mani di uno dei più celebri illustratori italiani quel Stefano Riboli, già matita di grandi brand FMCG mondiali.

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Ue-19: produzione industriale torna in calo, Italia ultima

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

A settembre, secondo i dati Eurostat, la produzione industriale è scesa dello 0,4% nell’Eurozona rispetto ad agosto. L’Italia, con -5,6% si colloca in ultima posizione.”Dato pessimo e preoccupante, specie se si considera che ora l’Italia è già riprecipitata in un nuovo semi-lockdown che rende questi valori obsoleti. Non va meglio, purtroppo, neanche se si confrontano i dati di settembre con quelli pre-crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Secondo lo studio dell’associazione, infatti, rispetto a gennaio 2020 (cfr. tabella n. 1), l’Italia è in quartultima posizione, con -5,3%. Germania resta la peggiore con -8,9%, al 2° posto Malta con -8,3%, al 3° l’Olanda con -5,5%. In territorio positivo solo 5 Paesi: Polonia (+0,8%), Croazia (+0,8%), Norvegia (+2,3%), Lettonia (+2,6%), Lituania (+3,9%), la migliore. Va un po’ meglio, si fa per dire, il confronto con febbraio, ultimo mese pre-lockdown. Andando in ordine crescente, l’Italia è in decima posizione, con -4%. Sul podio negativo, sempre la Germania con -9,3%, poi Estonia, -9,1% e al 3° Malta con -7,6%. Solo 3 Paesi hanno valori positivi: Grecia (+0,2%), Croazia (+0,5%) e Lituania (+5,2%).

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Italia: Calo della produzione industriale a settembre

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a settembre cala del 5,6% su agosto.”Italia nei guai! L’ottimo rimbalzo di agosto, grazie al quale si erano recuperati i valori pre-Covid, non solo è già finito, ma il Paese è arretrato come i gamberi. Insomma, smaltiti questa estate gli ordini arretrati, la produzione arranca nuovamente. Un segnale pessimo, per non dire drammatico, considerato che ora l’Italia è già riprecipitata in un nuovo lockdown che rende questi valori, già orrendi, appartenenti ad una precedente era geologica” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto a gennaio, la produzione di settembre risulta inferiore, nei dati destagionalizzati, del 5,3%, -4% su febbraio, ultimo mese pre-crisi, mentre in agosto si era già in territorio positivo con un +1,7%. Per i beni di consumo non durevoli il gap da recuperare è pari al 5,5% su gennaio e al 4,8% su febbraio. Va meglio per i beni durevoli che, nonostante crollino dell’11,4% su agosto, tengono rispetto a febbraio con +0,2%, dato che in agosto si era verificata una straordinaria performance: +13,1% su febbraio ” conclude Dona.

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Eurostat: produzione industriale, Italia 2° in Ue ad agosto

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Ad agosto, secondo i dati Eurostat, la produzione industriale è salita rispetto a luglio dell’1% nell’Ue e dello 0,7% nell’Eurozona. L’Italia, con +7,7% si colloca in seconda posizione, dopo il Portogallo (+10%).”Bene, ottimo rimbalzo. Anche rispetto ad agosto 2019, l’Italia, con -0,3%, si classifica in quinta posizione, dopo Lituania (+2,1%), Portogallo (+2,1%), Polonia (+1,3%) e Ungheria (-0,2%). Ben peggio la Germania, in penultima posizione con -11,2% e la Francia, terzultima con -7,3%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma la vera bella notizia, è che se si confrontano i dati di agosto con quelli di febbraio, ultimo mese pre-lockdown, l’Italia non solo ha già recuperato il gap con i valori pre-crisi, registrando un +1,8%, ma si colloca in terza posizione in Europa, dopo Lituania, +6,3% e Portogallo (+2,5%). Inoltre sono solo 4 i paesi già in territorio positivo” conclude Dona. Norvegia è il quarto paese, con +1,2%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, in fondo alla classifica la Germania, in 27° posizione con -11,6%, in 22° posizione la Francia, con -6,4%. Anche facendo il confronto con gennaio 2020, l’Italia si colloca in 4° posizione, con +0,4%, ultimo paese ad aver recuperato sui valori pre-Covid, insieme a Lituania, in testa con +4,9%, Norvegia (+4%), Lettonia (+1,8%). La Germania resta in ultima posizione, con -11,2%.

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Crolla la produzione di olio extravergine d’oliva italiano ma la qualità resta eccellente

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

È quanto emerge dall’esclusiva indagine condotta dagli osservatori di mercato di Cia-Agricoltori Italiani, Italia Olivicola e Aifo-Associazione italiana frantoiani oleari, che fotografa un’Italia dell’olio spaccata in due, con la produzione al Sud in forte calo a differenza della netta ripresa, rispetto allo scorso anno, delle regioni centrali e settentrionali. La campagna che sta iniziando segnerà un netto -36% con una previsione di poco più di 235.000 tonnellate di olio extravergine d’oliva prodotte a fronte delle oltre 366.000 tonnellate della scorsa stagione.A trascinare al ribasso le stime saranno, appunto, le Regioni del Sud, da cui dipende gran parte della produzione italiana: evidente il calo della Puglia (-51%) che risente in maniera pesante della ciclicità del raccolto, con l’attuale stagione di scarica, a due anni dalla gelata che azzerò la raccolta nelle province di Bari, Bat e Foggia destabilizzando le piante. Non si arresta il crollo del Salento flagellato dalla Xylella dove si stimano 2000 tonnellate di olio e un calo del 50% rispetto allo scorso anno.Puglia che, nonostante quest’annata difficile, resta il polmone olivicolo nazionale con le 101mila tonnellate di prodotto stimate, pari al 44% della produzione italiana complessiva.Al secondo gradino del podio sale, a sorpresa, la Sicilia (-17% rispetto allo scorso anno) che scalza la Calabria (-45%) grazie alle buone temperature di queste settimane. Segno negativo anche per altre regioni importanti dal punto di vista produttivo come Campania (-12%), Basilicata (-20%), Molise (-20%), Sardegna (-26%) e Abruzzo (-33%). Situazione ribaltata nelle regioni centrali e settentrionali, invece, grazie al clima positivo durante il periodo della fioritura e agli attacchi contenuti della mosca. Sostanzialmente stabile la produzione nel Lazio (+6%), ottimi rialzi per Toscana (+24%), Umbria (+40%), Marche (+48%), ed Emilia-Romagna (+52%).L’oscar per il miglior incremento produttivo, nonostante le quantità sempre di molto inferiori alle regioni a maggior vocazione olivicola, lo vince la Lombardia (+1727%) che passa da 123 tonnellate di olio extravergine d’oliva prodotte alle 2248 tonnellate stimate per quest’annata.Grande crescita anche per Liguria (+145%), Trentino-Alto Adige (+265%), Friuli Venezia Giulia (+770%) e Veneto (+995%). “Siamo di fronte ad un’annata a due facce, con i cali nelle regioni meridionali che producono la stragrande maggioranza dell’olio italiano e la ripresa delle regioni centrali e settentrionali che hanno beneficiato di un clima più clemente -ha detto il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino-. Ora bisogna premiare la filiera agricola che si impegna nella produzione di un olio di qualità, garantendo prezzi più equi, adeguati e remunerativi”. “La quantità quest’anno, a causa della ciclicità del raccolto, non sarà elevata mentre fortunatamente conserveremo inalterata la qualità eccellente del nostro prodotto -ha spiegato il presidente di Italia Olivicola Fabrizio Pini-. Quest’annata dimostra, una volta di più, come non sia più rimandabile un Piano Olivicolo Nazionale che consenta di impiantare nuovi uliveti e recuperare quelli abbandonati. Occorre inoltre un lavoro istituzionale condiviso per cercare di garantire, su tutto il territorio nazionale, il giusto valore al lavoro dei nostri agricoltori”.“La qualità del nostro olio sarà eccellente ma dovremo mantenere alta l’attenzione sugli attacchi della mosca con controlli capillari sui territori -ha aggiunto il presidente di Aifo, Piero Gonnelli-. Siamo ancora lontanissimi dal soddisfare in toto il fabbisogno dei consumatori italiani e dovremo lavorare su questo nei prossimi mesi in sinergia con tutti i protagonisti della filiera”.

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Effe Radio, dal web alla produzione di audiolibri

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

Effe Radio è un portale web (www.efferadio.it) che offre un servizio d’informazione che coinvolge gli approfondimenti più vari: dall’attualità, al cinema, allo sport, passando per la cultura, l’università e il sociale. In questo contesto la macchina organizzativa di Effe Radio ha deciso di offrire un servizio di registrazione di audiolibri. Di cosa si tratta nello specifico? Effe Radio propone un servizio di registrazione audiolibri per case editrici e autori. Il progetto è quello di offrire registrazioni professionali di audiolibri per adulti e per bambini, che variano dalla prosa, alla poesia, al teatro, ai libri per l’infanzia e alla didattica.Grazie ai mezzi di registrazione utilizzati per i programmi della radio e delle dirette, più qualche altro accorgimento specifico a seconda delle esigenze, Effe Radio e i suoi speaker possono offrire registrazioni di qualità. In questo modo Effe Radio continua a puntare sulla cultura per offrire un servizio in più. E nel palinsesto del nuovo anno si apriranno anche nuovi spazi dedicati alla diffusione della cultura.Gli audiolibri sono ormai uno strumento essenziale e sempre più diffuso per far conoscere opere letterarie e ottenere visibilità. Gli audiobook sono sempre più ascoltati anche in Italia su diverse piattaforme dai grandi marchi editoriali e dagli editori indipendenti e assicurano una grande diffusione delle opere.L’offerta di Effe Radio si propone di garantire un servizio completo a 360°: registrazione audio, editing audio e fornitura del file finale in alta qualità per qualsiasi piattaforma di audiolibri.”Vogliamo offrire un servizio a 360° e, dopo la web radio, abbiamo deciso di puntare su questo settore – commenta Enrico Turello uno dei coordinatori del progetto – la piccola sala di registrazione ce l’abbiamo, la strumentazione anche, ma soprattutto abbiamo la passione per le produzioni audio e per questo abbiamo deciso di provare questa nuova avventura. Ci saranno tante novità in arrivo, tanto sui canali di Effe Radio, quanto dal punto di vista dell’audiolibro”.

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Ue-19: produzione industriale a luglio +4,1%

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

A luglio, secondo i dati Eurostat, la produzione industriale è salita rispetto a giugno del 4,1% sia nella zona euro che nell’Ue-27. L’Italia, con +7,4% si colloca in ottima posizione, quinta in classifica dopo Portogallo (+11,9%), in testa alla classifica e dopo Spagna (+9,4%), Irlanda (+8,3%) e Slovenia (+8%).Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, se il dato italiano di luglio resta positivo, il gap rispetto ai valori pre-Covid è, però, ancora molto consistente e l’Italia non esce molto bene rispetto al resto dell’Ue.Se si confrontano i dati di oggi con quelli di inizio anno (cfr. tabella n. 2), l’Italia si colloca solo in 14° posizione, in una classifica con 25 Paesi, con una perdita della produzione rispetto a gennaio del 6,6% (-5,3% su febbraio, 11° posizione).
Unica consolazione è che il dato italiano è migliore sia rispetto alla media Ue (-7%) che a quella dell’Eurozona (-7,3%), In fondo a questa negativa classifica la Germania, in 25° posizione, con un calo dell’11,3%, in penultima la Romania (-11,1%) ed il Portogallo (-10,2%).In testa, tra i Paesi più virtuosi, Irlanda, +12,8% su gennaio 2020, Norvegia, in 2° posizione, con +2,7% e Lettonia (+2,4). Solo 6 paesi, comunque, hanno colmato il gap rispetto a gennaio, tornando in territorio positivo, addirittura 3 se si considerato i valori pre-crisi di febbraio (Norvegia segna una variazione nulla)

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Industria: Istat, produzione luglio +7,4% su mese

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a luglio sale del 7,4% su giugno.”Bene, prosegue il rimbalzo iniziato a giugno. A differenza delle vendite al dettaglio, a luglio non si interrompe la ripresa della produzione industriale cominciata nel mese precedente. Certo, la crescita è lenta e il gap da colmare con i livelli pre-Covid è ancora consistente, ma l’importante è che il trend positivo prosegua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Al di là del confronto su base annua reso noto dall’Istat, -8%, rispetto ai livelli di gennaio, ossia ad appena 6 prima, la produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 6,6%, -5,3% su febbraio, ultimo mese pre-crisi. I beni di consumo durevoli rispetto ad inizio anno registrano ancora un divario dell’8,5%, -5,1% i beni di consumo non durevoli. Insomma, il cammino da fare è ancora lungo, ma l’importante è che si vada nella giusta direzione” conclude Dona.

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Vladimir Putin e il modo di produzione capitalista

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

“Non esiste bene comune tra capitalisti e proletari”, era l’inizio del precedente Comunicato CC, il 22/2020. Puntualmente Vladimir Putin ha provveduto a dimostrarlo e a spiegare di cosa si tratta in un caso pratico. Il governo della Federazione Russa ha dichiarato che gli scienziati di un centro di ricerca russo hanno messo a punto un vaccino contro il coronavirus Covid-19. Lo hanno chiamato Sputnik V in memoria del primo satellite lanciato dagli uomini. Esso venne lanciato nel 1957 dall’Unione Sovietica erede della costruzione del socialismo diretta dal Partito di Lenin e di Stalin. Krusciov e i suoi compari, traditori del comunismo mascherati da comunisti, l’avevano appena dirottata (con il XX Congresso di febbraio 1956) sulla via che la portò alla dissoluzione circa 35 anni dopo. Caratteristiche della via: non più il potere nelle mani del proletariato organizzato con alla testa il Partito comunista, ma “Stato di tutto il popolo” cioè nelle mani della nuova borghesia che manipola tutto il popolo; meno piano e più mercato; non più aiuto ai movimenti rivoluzionari di tutto il mondo, ma competizione economica con gli USA.Il vaccino se è efficace è una grande conquista, visto che la pandemia infuria ancora in tutto il mondo e che i morti dichiarati sono già oggi quasi un milione. A chi servirà il vaccino Sputnik V? Lenin e Stalin avevano detto: noi comunisti, alla testa del primo paese socialista, ci permettiamo di usare, senza pagare diritti e bevetti a nessuno, tutte le idee e conoscenze di altri che siamo capaci di usare e siamo lieti che gli altri usino gratuitamente le nostre, anzi li aiutiamo a farlo: noi comunisti non depositiamo brevetti! E lo facevano. Dopo la vittoria della rivoluzione nel 1949, la Repubblica Popolare Cinese avviò la ricostruzione e l’industrializzazione del paese con decine di migliaia di esperti e tecnici sovietici che Kruscev ritirò di colpo quando il Partito Comunista Cinese, capeggiato da Mao Tse-tung, rifiutò di avallare le decisioni del XX Congresso del PCUS. Se Putin anziché erede di Gorbaciov il liquidatore dell’URSS e di Boris Eltsin fosse erede di Lenin e di Stalin, oggi tutti gli scienziati del mondo capaci di farlo potrebbero, i capitalisti per i quali lavorano permettendolo, verificare se il vaccino russo Sputnik V è efficace e giovarsi delle scoperte degli scienziati russi oltre che verificarle. Pensate quanti morti in meno, quanti ricoverati e ammalati in meno e quanto minore affanno a mascherarsi e girare mascherati. Ma questo comporterebbe meno valorizzazione dei capitali investiti nei centri di ricerca e sviluppo di vaccini e in produzione e sfruttamento di vaccini: quindi è incompatibile con il modo di produzione capitalista.Gli impiegati dei centri di ricerca concorrenti storcono il naso: come i capitalisti loro padroni sperano che il vaccino di ogni concorrente sia un flop. Le autorità russe si preparano a vendere il vaccino: chi ha più soldi sarà il meglio servito. Ecco terra terra la differenza tra socialismo e capitalismo in un campo concreto! (fonte:nuovopci.it)

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Artigiani in Lombardia: calo della produzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

La produzione manifatturiera artigiana in Lombardia nel secondo trimestre 2020 registra un calo del -24,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre la produzione industriale un peggioramento del -20,7%, effetto dei provvedimenti di contenimento della pandemia in lockdown e fase2. I settori produttivi artigiani più colpiti da aprile a giugno sono pelli e calzatura (-46,8%), tessile (-34,2%), abbigliamento, legno e mobilio (-29%).È quanto emerge dalla conferenza stampa “Focus Imprese 2020” di Unioncamere Lombardia in collaborazione con Regione Lombardia, Confindustria Lombardia, le Associazioni regionali dell’Artigianato: CNA, Confartigianato, CLAAI e Casartigianati in cui sono stati presentati i dati sull’andamento economico di industria e artigianato in Lombardia nel 2° semestre 2020.

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43 ricercatori di 10 Stati per favorire la produzione di energia pulita e sostenibile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

L’Università di Camerino grazie ai Fondi di Ateneo di Ricerca 2019, promuove attività di ricerca internazionali e favorisce l’aggregazione di ricercatori così da cogliere le più grandi sfide offerte alla società presente e futura. Nel solco tracciato dal programma Horizon 2020 sono stati finanziati, su base competitiva e dopo una procedura di referaggio, progetti proposti da dieci gruppi di ricerca dell’Ateneo. Per la Scuola di Giurisprudenza il progetto selezionato è incentrato sulla transizione energetica e sulla studio di un nuovo fenomeno il “prosumerismo”. Il prosumer è, infatti un consumatore di energia che a sua volta è in grado di produrre energia. L’auto-consumo di energia è già noto e diffuso, anche se soltanto lo scorso anno l’Unione Europea ha adottato una nuova regolamentazione che porterà ad una grande rivoluzione del mercato energetico: si favorirà, infatti, la creazione di comunità energetiche costituite da condomini, quartieri o interi piccoli villaggi in grado di produrre energia pulita attraverso l’uso integrato di tecnologie innovative. Nella società del futuro attraverso tecnologie quali blockchaines, nuove batterie, nuove forme di produzione di energia i consumatori da clienti che pagano bollette potranno divenire “venditori” di energia. Da queste innovazioni discendono nuove sfide: come usare i proventi della vendita? Quali contratti utilizzare per aggregare tra loro proprietari di case di un condominio o di un quartier o di un villaggio? Un team composto da 43 ricercatori provenienti anche da Brasile, Croazia, Francia, Giappone, Regno Unito, Kazakistan, Romania, Spagna, Stati Uniti coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, cercherà per due anni di trovare soluzioni e risposte. Il gruppo di ricerca lavorerà con un approccio multidisciplinare aggregando competenze di ambito giuridico, socio-economico, medico-legale, informatico e ingegneristico. I ricercatori effettueranno una ricognizione delle esperienze di successo comparando legislazioni e analizzando problemi quali la vulnerabilità e la povertà energetica, forme di criminalità legate al mercato energetico e tipologie di malattie connesse alla povertà energetica. E’ previsto il coinvolgimento di municipalità, associazioni si consumatori e utenti per poter promuovere il passaggio dall’auto-consumo alla produzione di energia a livello diffuso e decentralizzato (il titolo del progetto è, infatti significativamente, “Enabling Conumer to become Prosumer in the Energy transition era”). Nella fase finale del progetto sono previsti incontri che coinvolgeranno in particolare le aree colpite dal sisma del 2016 con la promozione di progetti di creazione di energy community in occasione della ricostruzione.

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Ue-19: rimbalzo record in Italia per produzione industriale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

A maggio, secondo i dati Eurostat, la produzione industriale è risalita del 12,4% nella zona euro e dell’11,4% nella Ue-27 rispetto al mese precedente. In Italia il rimbalzo maggiore: +42,1%, seguita dalla Francia con +20%.”Bene il rimbalzo record dell’Italia rispetto al resto d’Europa, ma attenzione a non farsi cogliere da entusiasmi fuori luogo. In parte, infatti, è solo un effetto ottico. Il nostro Paese ha avuto a maggio il maggior rialzo congiunturale anche perchè nei mesi precedenti aveva registrato crolli maggiori. Se, infatti, sommiamo al recupero di maggio le cadute di aprile e marzo, ecco che purtroppo l’Italia si colloca solo in 18° posizione su 27 paesi, con un gap da recuperare del 19,2%, maggiore sia rispetto alla media Ue (-18,8%) che all’Eurozona (-18,9%)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Unica magra consolazione, è che peggio di noi sta sia la Francia, in 19° posizione con -21,4%, che la Germania, in 20° con -21,9%. Anche Spagna e Portogallo si collocano nei gradini più bassi della classifica, rispettivamente in 23° e 24° posizione” conclude Dona.

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Industria: Istat, produzione maggio -20,3% su anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a maggio scende del 20,3% su base annua e sale del 42,1% su aprile.”Un rimbalzo insufficiente! Dopo che ad aprile si era verificata una caduta annua record del 42,5%, ci poteva essere un rialzo maggiore. Insomma, bene ma non basta. La produzione risulta ancora inferiore, nei dati destagionalizzati, del 20% rispetto a gennaio 2020 e del 19,2% su febbraio 2020, ultimo mese pre-crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se confrontiamo il livello della produzione di oggi con quello del 2009, l’anno più buio della passata recessione, attualmente è inferiore rispetto a maggio 2009 del 15,6%, percentuale che sale al 32,9% per i beni di consumo durevoli” conclude Dona.

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-13%, ancora a scendere la produzione per le aziende artigiane manifatturiere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

CNA Lombardia sta interloquendo costantemente e positivamente con i vertici di Regione in merito alle più opportune azioni di ristoro e di rilancio del tessuto economico del territorio. In questo senso, il Presidente di CNA Lombardia, Daniele Parolo, non riesce a nascondere la preoccupazione:“Il sovraccarico di spesa sanitaria derivante dall’emergenza pandemica, se affrontato con i soli fondi di Regione Lombardia, rischia di sottrarre a lungo risorse disponibili per la ricostruzione e la crescita, proprio nel momento del bisogno.” Il conto pagato dai lombardi all’emergenza Covid 19 è salatissimo, sia in termini di vite umane sia in termini di perdita di competitività. Come evidenziato anche dalle recenti analisi congiunturali, la produzione per le aziende artigiane manifatturiere scende su base tendenziale del 13%. L’indice della produzione industriale si attesta ai livelli del 2010. Il vero e proprio “buco” del Covid, con una sospensione “per decreto” del gioco offerta – domanda, ha dilapidato in due mesi e mezzo 7 anni di moderata crescita. “Colpisce molto come le politiche economiche definite finora non tengano conto della situazione delle aree più colpite dalla pandemia e dai suoi impatti economici e sociali: proprio partendo da qui, da un supporto ai Territori più colpiti e dalla locomotiva d’Italia, possiamo fare davvero gli interessi del Paese”, commenta il Segretario di CNA Lombardia, Stefano Binda, mentre il Presidente Parolo rilancia con forza: “Non possiamo più aspettare. Serve mettere in campo il massimo di solidarietà tra gli stakeholder e il massimo di collaborazione tra i differenti livelli istituzionali e di Governo per costruire politiche dedicate”.

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Eurostat: aprile crollo record produzione industriale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Ad aprile, secondo i dati Eurostat, crolla la produzione industriale in Europa. Rispetto a marzo: -17,1% nella zona euro e -17,3% nell’Ue-27. L’Italia, con un calo congiunturale del 19,1%, si colloca apparentemente in una discreta posizione, in decima, dopo Ungheria (-30,5%), al primo posto di questa classifica negativa, Romania (-27,7%) e Slovacchia (-26,7%) in terza posizione e, soprattutto, meglio di Germania (-21%) e Francia (-20,3%), appena due punti percentuali in più rispetto all’Eurozona (-17,1%).
“Peccato che sia solo un effetto ottico. Se, infatti, al calo di aprile sommiamo anche quello di marzo, ecco che purtroppo l’Italia registra in due mesi, marzo e aprile, la peggiore performance in Europa, con un crollo record del 42,1%, contro una media dell’Eurozona del 27%, 15,1 punti percentuali in più, il 56% in più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.In seconda posizione la Slovacchia (-41,6%) e sullo scalino più basso del podio il Lussemburgo (-41,1%). Tutti gli altri paesi stanno sotto la soglia degli anta. La Francia è in sesta posizione con -33,4% mentre la Germania è in nona con -29,5%, contro una media dell’Eurozona di -27% e dell’ Ue di -26,4%.”Insomma, uno tsunami si è abbattuto sull’Italia e sulle nostre imprese e il nostro Paese resta la Cenerentola d’Europa. La speranza è che questo dato dipenda solo dal fatto che siamo stati i primi ad andare il lockdown e che ora ci sia un immediato rimbalzo, maggiore rispetto al resto d’Europa” conclude Dona.

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Confindustria: produzione industria -33,8% su anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Secondo le stime di Confindustria, a maggio la produzione industriale diminuisce del 33,8% (dati grezzi) rispetto ad un anno prima, dopo il -44,3% rilevato in aprile.”Una Caporetto! Anche se c’è un rimbalzo tecnico apparentemente notevole rispetto ad aprile, si tratta solo di un effetto ottico dovuto ai bassi livelli del mese precedente. Il punto vero, è che il crollo su base annua resta superiore a quello avuto nell’anno buio del 2009″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Considerando, infatti, i dati corretti per gli effetti di calendario, mentre oggi Confindustria registra una caduta, rispetto a maggio 2019, del 29,6%, a maggio 2009 c’era stata una riduzione annua del 21,7%, inferiore del 26,7%. Insomma, anche se a maggio le cose vanno meglio di aprile, non c’è da essere allegri” conclude Dona.

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Eurostat: Italia record crollo produzione

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

Secondo i dati Eurostat, a marzo la produzione industriale scende, rispetto al mese precedente, dell’11,3% nell’Eurozona e del 10,4% nell’Ue. “Come per le vendite al dettaglio, l’Italia è al primo posto in Europa anche per la caduta della produzione industriale. Con un crollo su base mensile del 28,4%, registriamo una diminuzione pari a più di due volte e mezza l’Eurozona (+151,3%), che segna una flessione dell’11,3%, più di una volta e mezzo nei confronti della Francia (+73,2%), che si classifica al terzo posto con un -16,4% (al secondo la Slovacchia con -20,3%)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Uno tsunami maggiore anche rispetto al tracollo avuto nell’anno più buio dal Dopoguerra, ossia nel 2009. In termini assoluti, infatti, la produzione italiana è attualmente inferiore del 23,4% rispetto a marzo 2009. In termini relativi, la diminuzione annua registrata tra marzo 2020 e marzo 2019, pari al 29,3% è superiore a quella che si era verificata tra marzo 2009 e marzo 2008, quando ci fu un tonfo della produzione del 25,9%” prosegue Dona. “La speranza è che questo record negativo dipenda dal fatto che l’Italia è stata la prima in Europa ad essere colpita dal Coronavirus e ad aver chiuso negozi e industrie. Certo non potremo mai recuperare il gap con il resto dell’Europa, se ora saremo anche gli ultimi a riaprire e ad uscire dal lockdown. Per questo urge una Fase 3” conclude Dona.

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Fondo per produzione prototipi videogiochi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

“La creazione, presso il MISE, del Fondo First Playable Fund rappresenta per il gaming un primo – importante – passo a sostegno di un settore in continua ascesa e con incredibili e costanti margini di crescita” – commenta così Luca De Dominicis, Presidente e Fondatore dell’Accademia Italiana Videogiochi, la proposta del Ministero dello Sviluppo Economico della creazione del “Fondo per la produzione di prototipi di videogiochi”, in vista della predisposizione dei prossimi prossimi decreti per la Ripartenza (DL Maggio, DL Rilancio).Il Fondo prevederebbe una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per sostenere le fasi di concezione e pre-produzione dei videogiochi, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto.“Il settore videoludico non attiene esclusivamente alla sfera del divertimento e dell’intrattenimento, ma annette a sé aspetti relativi alla didattica e all’apprendimento immersivo. La game industry intercetta esperti di programmazione, grafica, artisti e molti altri professionisti altamente specializzati che hanno bisogno di sostegno economico per realizzare qui in Italia prodotti di eccellenza per il settore dell’entertainment, e non solo” – prosegue De Dominicis. “Siamo convinti che in questa fase la nostra industria debba essere al centro dei programmi di governo, affinché possa disporre di risorse per sviluppare progetti e continuare a investire sempre più in innovazione. Per questo ringraziamo il Sottosegretario al MISE, Mariella Liuzzi, per la proposta, e Marco Bellezza, AD di Infratel e consigliere per l’innovazione del Ministro dell’Economia Stefano Patuanelli, per il costante supporto allo sviluppo del nostro settore, nella speranza che sia solamente la prima di una serie di interventi per far realmente crescere il nostro comparto in Italia”, conclude il Presidente.

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Produzione vini siciliani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Palermo. L’Universo Vino è il risultato delle scelte che i viticoltori hanno fatto a partire da 8.000 anni fa: la stratificazione delle esperienze ha prodotto i vini che oggi conosciamo e la distribuzione dei vitigni nei territori più vocati. Nel 1800, Re Ferdinando IV incaricò l’esperto Felice Lioy, intendente della palermitana Commenda della Magione, di migliorare la qualità dei vini siciliani. Il Lioy, attraverso prove e studi, cominciò separare i grappoli in base alla qualità, sperimentò una macchina per “raspolare” (diraspare), fece costruire la Real Cantina Borbonica di Partinico e, cosa interessante, vinificò uve di vigneti nei dintorni della tenuta Cusumano di Ficuzza, in parte documentate nella Real Casina di Caccia di Ficuzza. «Questa storia ha alimentato la nostra curiosità – racconta Diego Cusumano, titolare, con il fratello Alberto, della cantina siciliana. – Come poteva essere il vino del Re? La composizione non è documentata, ma abbiamo immaginato: uve indigene, un unico Terroir, maturazione sulle fecce fini sino alla vendemmia successiva (in quanto le botti sarebbero servite per la nuova annata). Così, dopo qualche anno di sperimentazione è nato Salealto, un “vin du Terroir” di Ficuzza, ottenuto da Inzolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali, vinificati separatamente poi affinati insieme».
Salealto richiama le caratteristiche del vino al palato e il terroir di produzione: 700 metri slm. Un vino unico, montanaro e mediterraneo allo stesso tempo. Luogo di produzione: Terre Siciliane IGT Tenuta Ficuzza, 700/800m slm – Piana degli Albanesi (PA) Annata 2018 con produzione di 5.000 bottiglie I vitigni. 1/3 Insolia, 1/3 Zibibbo, 1/3 Grillo. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro.
La vinificazione. Raccolta manuale in cassette, macerazione in pressa a temperatura ambiente e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in acciaio a 20°C, travaso ed assemblaggio dei vini, permanenza per circa 10 mesi sulle fecce fini e successivo affinamento in bottiglia. Come tutti i vini Cusumano, anche Salealto si avvale della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.
Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna. http://www.cusumano.it

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