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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Posts Tagged ‘famiglie’

In aumento i debiti e le richieste d’aiuto delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

saluteIl 23% degli intervistati si indebita per garantire prestazioni sanitarie a un familiare in condizione di fragilità. Aumentano quelli che rinunciano per motivi economici alle cure mediche. È salito a 12,2 milioni il numero degli italiani che nell’ultimo anno ha rinunciato o rinviato una prestazione sanitaria per ragioni economiche, 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente. (Dati Censis). Sono numeri che spingono a riflettere sulla concreta e drammatica difficoltà economica delle famiglie italiane, una condizione aggravata anche da un Servizio Sanitario Nazionale debole, tra liste d’attesa troppo lunghe per gli esami e l’elenco dei farmaci rimborsabili sempre più esiguo.
Da un’indagine condotta dall’Osservatorio Prodeitalia che, nell’ultimo anno ha analizzato la situazione economica di circa 300 famiglie assistite, è emerso come il 23% dichiara di essersi indebitato per poter garantire un’adeguata assistenza medica ad un proprio familiare invalido o anziano, debiti che, in alcuni casi, arrivano a sfiorare i 3.000 euro; inoltre, sono sempre più frequenti i casi in cui i prestiti presi o i mutui accesi, vanno a gravare o a peggiorare una condizione di indebitamento preesistente. Sempre secondo la Ricerca, il 46% dichiara di aver rinunciato da anni alle visite mediche esami e controlli di prevenzione, proprio perché non in grado di far fronte alle spese sanitarie.
“A complicare il quadro, un marcato divario regionale che sottolinea in modo impietoso un diverso accesso alla tutela della salute e alle cure dei cittadini. Sono, infatti, numerose le richieste di aiuto che Prodeitalia riceve ogni giorno da nuclei familiari che non riescono a sostenere le spese mediche. La nostra indagine evidenzia che la maggior parte delle richieste proviene proprio dalle Regioni del Sud Italia, quasi l’80% del totale, ma ci sono anche famiglie provenienti da territori normalmente considerati ‘ricchi’, come il Veneto e il Trentino. Nelle grandi città, come Roma per esempio, si ricrea questo microcosmo con le sue differenze. Abbiamo notizia di famiglie che nelle periferie rinunciano in qualche caso alle cure mediche e molto spesso alla prevenzione. Questo succede quando si rivolgono ad una struttura sanitaria in cui le liste d’attesa sono impossibili e dove non ci si possono permettere le parcelle del privato. Gravissima poi la situazione di molte famiglie con uno o più disabili a carico. L’assistenza pubblica viene ridimensionata di continuo e molte famiglie a fronte di un’esigenza 24 ore su 24 sono costrette ad indebitarsi” – dichiara l’Avvocato Francesca Scoppetta, uno degli ideatori del Progetto Prodeitalia. Progetto Prodeitalia Nasce allo scopo di offrire un aiuto a chi per motivi di salute, economici, organizzativi o di varia natura, non riesce più a onorare i propri debiti. Sulla base della legge 3/2012 che regola il sovraindebitamento e introduce nell’ordinamento giuridico italiano la procedura di esdebitazione, Prodeitalia assiste e aiuta le aziende e i cittadini che, almeno in una prima fase, hanno la necessità di essere guidati. I professionisti che hanno aderito al Progetto offrono le proprie competenze fornendo una prima consulenza gratuita sugli strumenti che la legge mette a disposizione, trovando lo strumento giuridico utile a risolvere il problema e riducendo i debiti fino all’80%. Osservatorio Prodeitalia Ideato dalla squadra di professionisti dell’omonimo Progetto, l’Osservatorio si pone l’obiettivo di rilevare dati sulla crisi economica che non compaiono nelle statistiche istituzionali. Le ricerche, infatti, si basano sulla raccolta e analisi di dati in riferimento alle esperienze concrete dei soggetti intervistati, allo scopo di fornire numeri e informazioni più aderenti possibili alla realtà.

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“Giovani, famiglie e lavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 novembre 2017

opportunita-lavoro“Sono queste le vere emergenze del Sud che restano tali anche in presenza di una timida ripresa. Lo dice chiaramente il rapporto Svimez i cui dati ci auguriamo non vengano per l’ennesima volta strumentalizzati o fatti cadere nel nulla dal Governo ma, anzi, capitalizzati già nella prossima manovra. Se il Governo ha coraggio dovrebbe boicottare l’assalto alla diligenza già in parte messo in atto tra Legge di Bilancio e Decreto Fiscale, smontare pezzo pezzo questa manovra puramente elettorale e ricalibrarla sulle principali emergenze del Sud e, quindi, del Paese. 10 meridionali su 100 in povertà assoluta, redditi troppo bassi e lieve aumento solo di occupati a tempo determinato, 200mila laureati persi al Sud in 15 anni che significa non solo cervelli fuggiti forse per sempre, ma anche 30 miliardi di euro persi dal Sud ed emigrati negli Atenei e nelle città del Centro Nord per finanziare gli studi di chi è andato via. Non c’è da essere ottimisti, né tantomeno da assegnarsi medaglie per i timidi segnali di capacità del Sud di agganciare la ripresa che emergono da questo rapporto. Sono i dati negativi che vanno affrontati di petto con misure reali per sconfiggere le emergenze sociali di giovani, famiglie e disoccupati”. Lo afferma il deputato di Forza Italia Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera.

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Che ne vogliamo fare dei pensionati?

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 ottobre 2017

federanzianiE’ evidente che tra i pensionati esiste un’area di povertà e di emarginazione molto elevata: poveri, rassegnati, frustrati. Eppure cercano di stringere i denti e di vivere dignitosamente.
Lo fanno, sovente, togliendosi il pane di bocca per infilare qualche banconota di 50 euro nelle tasche dei nipoti, studenti, precari, disoccupati, con famiglia monoreddito.
I pensionati, in Italia, sono circa 18 milioni e diventeranno qualcosa di più tra qualche anno. Molti di loro riescono a star bene in salute ma con solo qualche acciacco alle ossa, per lo più. Altri sono meno fortunati in salute. Altri, ancora, risentono l’abbandono dei familiari o vivono soli perché non hanno figli e nipoti per via di fratelli e sorelle. Li troviamo seduti sulle panchine dei giardini pubblici, a discutere per strada con i loro coetanei a fare la spesa, a portare a spasso i nipotini, a frequentare la parrocchia, a cercarsi qualche hobby. Sono ancora una risorsa ma loro non sembrano rendersene conto. Lo Stato con le imposte, con le addizionali degli enti locali, con le tasse su tutto non fa altro che erodere le loro modeste rendite. Si sentono assediati, si sentono a volte inutili. Non sono più i nonni di un tempo che attiravano i loro nipoti raccontando storie di vita e si riscaldavano intorno al camino e i loro volti s’illuminavano alle fiammate che aggredivano il ciocco posto sulla brace. La memoria non è più la stessa. Restano solo i ricordi lontani, belli e tristi di giovani vogliosi di crescere, di lavorare, di trovare un posto nella vita, un amore che riscaldasse i loro cuori. Poi si cede il passo ai più giovani e gli anni l’età diventa un peso a volte insopportabile per sé e per gli altri. Possibile che si debba fare tanto per allungare la vita e poi con questa vita allungata si diventa superflui? Possibile che non vi è un’opportunità d’uscire da questo mondo con dignità? (Riccardo Alfonso)

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Alleggerire la pressione fiscale alle imprese e alle famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Tasse“L’Italia è considerata, da sempre, il Paese delle piccole e medie imprese. Un indotto certamente non secondario dunque, che ha creato, nei decenni passati, centinaia di migliaia di posti di lavoro. La piccola impresa, risulta essere spesso come una vera e propria famiglia. Il rapporto tra datore di lavoro e dipendente è diretto. Sotto i colpi della pressione fiscale e dell’annientante burocrazia, queste realtà lavorative continuano a sparire”.Così Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia, commenta i recenti dati forniti dalla Confesercenti e dagli artigiani di Mestre.“Sono stati oltre 500.000 dal 2008 in poi, – prosegue nel suo commento la parlamentare azzurra – le piccole e medie imprese che hanno dovuto cessare la propria attività. Oltre mezzo milione di persone che, tra le altre cose, non gode di alcuna protezione o misura di sostegno al reddito. Cosa sta a significare tutto questo? Che, molto più semplicemente, i 500.000 e oltre imprenditori che hanno chiuso, paradosso del caso, si sono ritrovati senza sostegno da parte dello Stato. È proprio su questo aspetto – incalza ancora la De Girolamo – che dovremmo ragionare, tentando di auspicare ed attuare soluzioni in tempi brevi.Ovviamente, la chiusura di tali realtà imprenditoriali è solo l’effetto. Tassazione massima e burocrazia oppressiva risultano essere, nella stragrande maggioranza dei casi, la vera causa di tutto questo circolo. Internamente alla tassazione si potrebbe ragionare a soluzioni da attuare in tempi brevissimi. La realtà dei fatti, con la quale dobbiamo confrontarci, è che una percentuale non secondaria di piccole e medie imprese, ha portato la produzione fuori dal nostro Paese. L’obiettivo principale dell’imprenditore risulta essere – prosegue la parlamentare azzurra – la massimizzazione del profitto, quindi maggiori ricavi finali.Mi sembra altresì evidente che per raggiungere tele obiettivo i costi debbano essere i minori possibili. Tra le spese da sostenere si possono annoverare anche le tasse da versare. La drastica caduta dell’occupazione autonoma, come si evince dai dati diramati dalla Confesercenti, nel secondo trimestre 2017 a quota 5,363 milioni, dai 5,877 milioni del 2008, riguarda praticamente ogni profilo professionale. Calano i titolari di attività imprenditoriali in senso stretto, più che decimati anche i lavoratori in proprio, che nel 2017 sono complessivamente 3,182 milioni, circa 453mila in meno rispetto al 2008. Ancora più impressionante sono i dati diramati dalla Cgia di Mestre, che attestano al 25% il numero delle famiglie con reddito da lavoro autonomo che si sono trovate in serie difficoltà economiche. Il mio impegno per la Legge di Bilancio 2018 sarà il massimo – conclude Nunzia De Girolamo – avanzerò proposte per alleggerire la pressione fiscale su famiglie ed imprese nonché per ridurre gli oneri burocratici a carico soprattutto delle piccole e medie imprese”.

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Istat: potere acquisto famiglie fermo in II trimestre

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 ottobre 2017

istatSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, il potere d’acquisto delle famiglie nel secondo trimestre del 2017 è rimasto fermo rispetto al trimestre precedente, mentre è sceso dello 0,3% su base annua.
“Il dato di oggi dimostra che la deflazione, certo preoccupante per le sue cause, dipendenti dalla recessione, non era affatto negativa come sostenuto dalla stragrande maggioranza degli osservatori. Il suo effetto, infatti, è stato quello di preservare, in questi anni di crisi, il potere d’acquisto delle famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora il rischio è che, con gli attesi futuri aumenti dei prezzi, la situazione peggiori ulteriormente. Per questo urge una seria riforma fiscale che riporti il sistema tributario ai criteri di progressività fissati dall’art. 53 della Costituzione ed una politica dei redditi, adeguando all’inflazione sia gli stipendi che le pensioni” conclude Dona.

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Segreterie scolastiche caricate di tensioni e oneri afferenti a sanità e famiglie

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

scuola_01Per il sindacato, attraverso le due circolari esplicative si è riusciti nell’impresa di fare peggio della norma-madre: sono state imposte rigide disposizioni che precludono la possibilità di far frequentare la scuola agli alunni fino a 6 anni non in regola, minando il diritto allo studio previsto dalla Costituzione italiana, e si conferisce ai presidi una responsabilità, con tutte le incombenze che comporta, che per ovvi motivi non può essere a carico dell’istruzione pubblica ma rimane di carattere puramente medico-sanitario. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Serviva un dibattito e un adeguato confronto con le parti sociali, inoltre lo Stato si è spinto oltre le proprie competenze dimenticando di attivare un adeguato raccordo con la scuola. Il nostro studio legale sta approfondendo i contenuti delle circolari applicative del decreto, per verificare se vi sono i presupposti giuridici per bloccarne gli effetti pratici, anche ricorrendo contro lo stesso decreto. La scuola non può continuare a fungere da ‘imbuto’ dove infilare i problemi sociali. Perché, ad esempio, non si è previsto lo stesso obbligo per tutti coloro che fanno una visita o si ricoverano in ospedale? In altri luoghi di affollamento, se i vaccini sono così rilevanti per la salute pubblica, per quali motivi non è stato adottato lo stesso criterio di indispensabilità delle certificazioni per l’accesso?

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Testi scolastici: Nessuna stangata

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

scuola-libriPer l’anno 2017-2018 la spesa media per i libri di testo obbligatori e per la cartoleria è di circa 300 euro l’anno. Numeri lontani dalle stime – a volte a quatto cifre – che vengono puntualmente diffuse da alcune associazioni di consumatori, ma che non risultano da un’analisi dei prezzi di copertina.È quanto emerge da un monitoraggio sui prezzi dei libri di testo, del materiale di cartoleria e degli accessori necessari per la scuola condotto dal Sindacato Italiano Librai Confesercenti.L’indagine ha esaminato i prezzi dei testi obbligatori adottati da 52 istituti – licei classici, scientifici e tecnici nautici – in 39 differenti città italiane, ottenendo così la spesa media annuale che devono sostenere le famiglie per comprare libri nuovi. Per quelli obbligatori si parla, nel dettaglio, di 307 euro per il liceo classico, 275 euro per lo Scientifico e 206 per gli istituti tecnici nautici. Anche aggiungendo la spesa per i libri scolastici ‘consigliati’ la spesa media non cambia poi troppo: si tratta infatti di 38 euro l’anno per il classico e di 13 per lo scientifico, che portano le medie complessive, rispettivamente, a 345 e 288 euro. Giova ricordare poi che l’indagine è condotta “a prezzo di copertina”: il ricorso all’usato può abbattere queste cifre fino al 40%, per non parlare degli introiti allorquando, terminatone l’utilizzo, gli stessi testo possono anche essere rivenduti.
La spesa da sostenere per l’acquisto di libri varia in funzione delle classi frequentate: i valori più alti si registrano in quelle iniziali, dove al costo dei testi occorre aggiungere dizionari e altri acquisti una tantum che serviranno allo studente per tutto il ciclo. Nel liceo classico, ad esempio, la spesa per anno oscilla tra i 398 euro medi da sostenere in I liceo e i 151 euro per il V ginnasio. Ampie variazioni anche per lo Scientifico: in III liceo servono in media 346 euro, mentre per il II ne bastano 187. Anche i prezzi dei prodotti di cartoleria sono più contenuti di quanto si pensi: in media 160 euro l’anno, considerando tutto, dalla calcolatrice a quaderni e raccoglitori, passando per astucci, compassi, squadre, penne e matite. Nel calcolo è compreso anche uno zaino, per il quale è stimata una durata di tre anni.
“Il caro-scuola, così come viene dipinto, non esiste: nonostante la ripresa dei prezzi, la spesa media non è aumentata. Anzi, considerando i testi obbligatori, è diminuita dal 2012, in media, di 3 euro nel liceo Classico, mentre nel liceo Scientifico di circa 17 euro”. Così commenta gli esiti dell’indagine Cristina Giussani, Presidente nazionale di Sil Confesercenti. “Purtroppo, però, le campagne stampa allarmanti di questi anni hanno trasmesso ai cittadini l’idea che i libri di testo abbiano un costo eccessivo, quasi illegittimo, e che siano una concausa delle difficoltà economiche delle famiglie. Vere e proprie fake news che non reggono all’esame dei dati reali. Ma che non mancano di far danni, con il risultato che il mercato dei libri di testo è calato del 15% circa negli ultimi 5 anni, hanno chiuso 500 librerie e ormai 13 milioni di italiani vivono in un comune che ne è privo. Lo scorso anno un’associazione si è spinta persino a denunciare una stangata di 1.100 euro a ragazzo: un numero chiaramente esagerato, ottenuto considerando l’intera spesa annuale, comprensiva persino delle spese di trasporto degli alunni e di tutto il materiale di consumo da acquistare nel corso del ciclo scolastico. Ma zaini ed astucci non si acquistano ogni anno, e lo stesso discorso vale per i dizionari: quelli comprati all’inizio del ciclo scolastico si portano almeno fino in terza media o alla fine della scuola superiore, non si prendono nuovamente ogni settembre come invece alcune associazioni di consumatori suggeriscono”.

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Le donazioni aziendali forniscono formazione e protezione dalle zanzare alle famiglie a rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

zanzara tigreRACINE, Wisconsin, PRNewswire/ — Nell’ambito della sua preoccupazione per le malattie trasmesse dalle zanzare, in aumento in tutto il mondo, SC Johnson ha annunciato oggi di aver adempiuto il suo impegno globale di donare almeno 15 milioni di dollari. Le donazioni consistono in prodotti per il controllo degli insetti e nel supporto finanziario per l’aiuto delle famiglie a rischio nella lotta contro le zanzare che possono trasportare il virus Zika. Oggi, con il suo contributo di più di 480.000 unità del repellente personale per insetti OFF!® all’ente di beneficenza Feeding America, l’azienda ha superato la cifra promessa.Feeding America distribuirà i prodotti attraverso l’organizzazione affiliata Feeding Florida, per aiutare a proteggere le famiglie locali a rischio dalle malattie trasmesse dalle zanzare con il virus Zika.”Fare la cosa giusta è una parte importante della cultura SC Johnson. È nostra responsabilità utilizzare più di 60 anni di esperienza nella scienza degli insetti per aiutare le famiglie a proteggersi contro le zanzare e le malattie che trasmettono” ha detto Fisk Johnson, Presidente e Amministratore Delegato di SC Johnson. “Le persone che lavorano in SC Johnson sono orgogliose di poter offrire prodotti e formazione alle famiglie. Il nostro impegno resta il sostegno delle persone più vulnerabili”.Nel mese di febbraio 2016, SC Johnson ha annunciato che avrebbe donato almeno 15 milioni di dollari (USD) in prodotti per il controllo degli insetti e nel supporto finanziario agli enti di beneficenza, come risposta alla diffusione globale dei casi di Zika e dengue. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), più di un milione di persone nel mondo muoiono ogni anno a causa di malattie trasmesse dalle zanzare.Nel suo ruolo di produttore leader mondiale di prodotti per il controllo degli insetti, SC Johnson ha unito i suoi sforzi a quelli delle organizzazioni non governative (ONG) e delle fondazioni sanitarie per fornire repellenti per insetti, repellenti ambientali e insetticidi casalinghi a milioni di famiglie in difficoltà. Come parte della donazione, l’azienda ha fornito anche dei contributi economici per coprire i costi logistici, la distribuzione e i materiali formativi.”Siamo entusiasti di poter lavorare con SC Johnson per fornire alle famiglie in Florida gli strumenti necessari a ridurre la diffusione di Zika e di altre malattie trasmesse dagli insetti” ha detto Robin Safley, Direttore esecutivo di Feeding Florida. “La rete di banchi alimentari a livello nazionale di Feeding Florida è fondamentale per mobilitare le risorse necessarie, studiate su misura per soddisfare le esigenze di ogni comunità. Questa donazione ci aiuterà a fornire a famiglie di tutta la Florida la possibilità di proteggersi dalle zanzare che possono trasmettere malattie”.

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Famiglie, lavoro domestico e sostegno fiscale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

fisco2005a“A fronte degli emendamenti presentati alla manovra – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – sono molte le proposte per la sostituzione dei voucher, tuttavia ciò che manca è una politica fiscale adeguata a sostenere le 900 mila famiglie con contratto regolare che ogni anno si fanno carico di circa 7 miliardi di spesa per l’assistenza”.
“Dunque se da un lato apprezziamo l’attenzione al settore – continua la nota – e la varietà delle proposte tra cui i “coupon per il lavoro breve”, la “card” per il lavoro saltuario e anche un “libretto famiglia” (tutti strumenti per pagare le prestazioni occasionali di colf, badanti e baby-sitter temporanee) dall’altro riteniamo che serva uno sforzo maggiore per delineare delle iniziative di più ampio respiro in grado aiutare concretamente i datori di lavoro domestico nei conti del bilancio familiare”.
“Tutte le misure presentate sono rivolte, infatti, ad esigenze sporadiche delle famiglie datori di lavoro domestico – spiega Gasparrini – quelle coperte dagli ex-buoni lavoro e che in 8 anni hanno inciso solo per il 3,3% sul totale dei voucher venduti”.

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Ergastolo: la voce dei detenuti, delle famiglie e di chi vive il carcere

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

detenutoLe notizie degli ultimi suicidi in carcere mi indignano. Eppure nessuno ne parla, nessuno affronta il problema delle molte “Guantanamo” che ci sono in Italia e di tutti questi morti che restano, per lo più, anonimi e, quindi, dimenticati. Non starebbe a me dire certe cose: io non ho la moralità e l’intelligenza dei nostri governanti, politici ed intellettuali. Io sono un avanzo di galera, un delinquente e per giunta pure ergastolano, anche se in regime di semilibertà.
Tutti sanno che in Italia il carcere, nella migliore delle ipotesi, è una fabbrica di stupidità umana mentre, nella peggiore, è una fabbrica di morti.
È come se chi va all’ospedale morisse invece di guarire. Il carcere, così com’è, produce negatività, si nutre di male per produrre altro male e nuovi detenuti.
Sì, è vero, il carcere, per qualsiasi classe politica e per qualsiasi governo, porta consensi e voti elettorali, ma sono consensi e voti che grondano sangue e morte.
Questa non è più giustizia, è solo vendetta culturale e sociale di uno Stato ingiusto che guadagna sulla sofferenza sia delle vittime sia degli autori dei reati. (foto: detenuto)

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I 10 migliori Campeggi e Villaggi per Famiglie

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

Pra-delle-TorriCaorle. È il Centro Vacanze Pra’ delle Torri di Caorle, nota località turistica in provincia di Venezia, ad aggiudicarsi il titolo di Miglior Campeggio-Villaggio per Famiglie del 2017, il riconoscimento annuale di settore, assegnato nell’ambito dei Certificati di Eccellenza KoobCamp 2017.Per aggiudicarsi il certificato Family 2017 di KoobCamp ( http://www.koobcamp.com ), il network specializzato nelle vacanze en plein air con portali di riferimento come Campeggi.com ( http://www.campeggi.com ), la struttura veneta ha superato l’accesa concorrenza di altre strutture di eccellenza in fatto di servizi per le famiglie. Al termine di un’attenta valutazione da parte degli esperti KoobCamp, che si sono avvalsi anche dei moderni strumenti di analisi della web reputation, il Centro Vacanze Pra’ delle Torri di Caorle è risultato vincitore con la seguente motivazione: “Situato in una località simbolo del turismo en plein air in Italia, per i turisti di casa nostra e stranieri, il Centro Vacanze Pra’ delle Torri di Caorle è un ‘luna park’ per grandi e bambini, grazie alla presenza di servizi che spaziano dal parco acquatico alle aree giochi e sport, passando per il mini club, gli show e le attività commerciali, senza dimenticare la spiaggia attrezzata e il campo da golf 18 buche”.Il Centro Vacanze Pra’ delle Torri di Caorle (VE) sarà insignito di targa e adesivo che KoobCamp riserva al Miglior Campeggio- Villaggio Family 2017, mentre alle altre nove strutture nella Top Ten andrà il Certificato di Eccellenza Family che ne attesta le qualità specifiche. I 10 migliori Camping per Famiglie 2017 (in ordine casuale, vincitore a parte):
Pra-delle-Torri1Centro Vacanze Pra’ delle Torri Caorle (VE), in Veneto – VINCITORE
Don Antonio Camping Village Giulianova (TE), in Abruzzo
Villaggio dei Fiori a Sanremo (IM), in Liguria
Camping Village 4 Mori Muravera (CA), in Sardegna
Camping Scarabeo a Santa Croce Camerina (RG), in Sicilia
Il Gabbiano Camping Village a Orbetello (GR), in Toscana
I Pini Family Park a Fiano Romano (RM), nel Lazio
Porto Cesareo Camping a Porto Cesareo (LE), in Puglia
Villaggio Camping Capo Ferrato a Muravera (CA), in Sardegna
Campeggio Bella Italia a Peschiera del Garda (VR), in Veneto
L’annuncio dei Migliori Campeggi-Villaggi Family 2017 arriva dopo il premio Art City per le strutture vicine alle città d’arte e precede i seguenti Certificati di Eccellenza: Pet Friendly, Wellness, Glamping, Aquapark, Restaurant, Sport, Wi-Fi e Accessibile. I certificati, assegnati annualmente, rappresentano un premio agli sforzi fatti dalle strutture per andare incontro alle esigenze dei turisti e uno strumento al servizio dei turisti stessi, per una migliore organizzazione delle proprie vacanze. (foto: Pra-delle-Torri)

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Istat: famiglie non hanno fiducia

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

istatL’Istat conferma di dati secondo i quali il potere di acquisto ed il reddito disponibile delle famiglie nel 2016 sono aumentati dell’1,6%, mentre la spesa per consumi finali è salita dell’1,3 per cento.
“Il fatto che la spesa per consumi sia salita in misura inferiore rispetto al reddito disponibile, dimostra che anche le famiglie che riescono ad arrivare a fine mese sono restie a mettere mano al portafoglio, non avendo fiducia nel futuro. L’incertezza per la propria condizione economica ed il rischio di manovre correttive non facilita la ripresa, riducendo la propensione al consumo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Quanto al rialzo del potere d’acquisto, è merito solo della deflazione, che non si registrava dal 1959. La cosa più grave, comunque, è che la situazione peggiora invece di migliorare: la spesa per consumi finali, infatti, scende dal +1,5% del 2015 al + 1,3% del 2016” conclude Dona.

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Yemen: rapporto a due anni dall’inizio del conflitto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

YemenDopo due anni di brutale conflitto, le famiglie in Yemen devono ricorrere sempre più a misure estreme per sostenere i loro bambini, ha detto l’UNICEF in un rapporto pubblicato oggi, quando la guerra nel paese più povero del Medio Oriente entra nel suo terzo anno. Il numero di persone estremamente povere e vulnerabili è altissimo: circa l’80% delle famiglie ha debiti e metà della popolazione vive con meno di 2 $ al giorno.Citando dati verificati delle Nazioni Unite, il rapporto UNICEF “Falling through the Cracks” sottolinea che solo nell’ultimo anno:
• Il numero di bambini uccisi è aumentato da 900 a più di 1.500;
• Il numero di bambini feriti è quasi raddoppiato, da 1.300 a 2.450;
• Il numero di bambini reclutati nei combattimenti è passato da 850 a 1572;
• Gli attacchi alle scuole sono più che quadruplicati, da 50 a 212;
• Gli attacchi contro gli ospedali e le strutture sanitarie sono aumentati di un terzo, da 63 a 95.
I meccanismi di adattamento sono stati gravemente erosi dalla violenza, che ha trasformato lo Yemen in una delle più grandi emergenze al mondo per quanto concerne la sicurezza alimentare e la malnutrizione. Le famiglie mangiano molto meno, scelgono cibo meno nutriente o saltano i pasti. Quasi mezzo milione di bambini soffre di malnutrizione acuta grave – in aumento del 200% dal 2014 – e aumenta il rischio di carestia.
Visto che le risorse delle famiglie diminuiscono, sempre più bambini vengono reclutati dalle parti in guerra e spinti a matrimoni precoci. Oltre due terzi delle ragazze si sposano prima dei 18 anni; prima dello scoppio della crisi la percentuale era del 50%. E i bambini sono sempre più utilizzati dalle parti in conflitto come combattimenti.
Il sistema sanitario dello Yemen è sull’orlo del collasso: quasi 15 milioni di uomini, donne e bambini non hanno accesso alle cure sanitarie. Un’epidemia di colera e diarrea acuta legata all’acqua nell’ottobre 2016 continua a diffondersi, con oltre 22.500 casi sospetti e 106 morti. Circa 1.600 scuole non possono più essere utilizzate, perché sono state distrutte, danneggiate, o perché ospitano famiglie sfollate o perché occupate dalle parti in conflitto; almeno 350.000 bambini non vanno a scuola a causa delle dirette conseguenze del conflitto; complessivamente oltre 2 milioni di bambini sono fuori dalla scuola. “La guerra in Yemen continua a mietere le vite dei bambini e il loro futuro”, ha detto Meritxell Relaño, Rappresentante UNICEF in Yemen. “I combattimenti senza sosta e la distruzione hanno segnato i bambini per tutta vita“.
L’UNICEF, insieme con i partner, continua a fornire urgenti aiuti salva-vita per i bambini più vulnerabili, tra cui vaccinazioni, alimenti terapeutici e cure per il trattamento della malnutrizione grave, sostegno all’istruzione, supporto psico-sociale e assistenza in denaro.

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Ergastolo: la voce dei detenuti, delle famiglie e di chi vive il carcere

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

carmelo musumeciCiao Carmelo, stamattina leggendo “Famiglia Cristiana” seduta comodamente sul divano dei miei genitori, mi sono “imbattuta” in un articolo che ti riguarda, e mi è venuto spontaneo scriverti.
Non avevo mai sentito il racconto della tua storia e delle tue fatiche che sicuramente traspaiono con enorme forza dalle tue parole, ma vorrei semplicemente condividere con te alcuni piccoli pensieri – ti stupirai! – non sul tuo ergastolo e sulla tua Libertà, ma sulla tua Libertà legata anche al servizio che stai svolgendo con i bambini disabili. Mi ha colpita molto quando definisci la tua esperienza attraverso parole quali “I sorrisi di questi bambini fanno emergere in me il senso di colpa e mi fanno pensare a quanto nella mia vita sono stato cattivo”. Mi hanno colpita perché sono madre di una bambina disabile e, in qualche modo, riconosco che l’incontro con la disabilità di un bambino opera un grande miracolo che è quello di toccare nel profondo l’esistenza. Mi permetto, non con invadenza, di correggerti: un bambino disabile fa emergere in noi quanto siamo in cammino nella vita, non quanto siamo cattivi e, nel cammino di ciascuno, c’è la difficoltà e c’è la Resurrezione.
Ti regaleranno libertà quei bambini, loro che sanno che ciascuno di noi ne ha diritto perché anche loro ne hanno diritto. Io e mio marito abbiamo dato la vita alla nostra piccola Marta, crediamo fermamente che nessun uomo può disporre della vita di un altro e quando dovesse accadere per varie ragioni, questo non deve consentire la vendetta contro chi ha commesso un errore.
Stamattina sono poi andata a farmi una passeggiata e a bermi un caffè; sì, hai ragione, quanto siamo fortunati a poter respirare ossigeno e a poter guardare il cielo o sentire il vento gelido noi uomini e donne liberi. Te lo prometto, ogni volta che farò una passeggiata non dimenticherò di pensare a te o a chi, come te, questo non può farlo. Anche il Creato è un dono e nessuno dovrebbe disporne.
Ti saluto con un “buona Strada”, saluto scout con cui si da per scontato che ciascuno abbia il suo cammino di Libertà. Mi spiace che il tuo sia così faticoso, ma grazie perché la tua profondità ci fa crescere! (Chiara) (foto: carmelo)

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Il fondo per la povertà preleva risorse dai fondi sociali

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

senatoMentre il Senato si approssima al varo della legge per il contrasto alla povertà – dichiara Viviana Ruggeri del Coordinamento per la Federazione Sociale della USB – che di fatto non contrasterà proprio nulla, visto che si tratterà di un’elemosina di cui potrà beneficiare non più di un terzo dei cittadini poverissimi, si procede ad un taglio gravissimo al già irrisorio fondo delle politiche sociali (-211milioni) e a quelle per la Non autosufficienza (-50 milioni). Questi tagli di fatto faranno scivolare nella povertà altre famiglie (già fragili) e che avrà un impatto devastante sull’occupazione in ambito sociale”. Ai cittadini poco interessa se il responsabile di questi tagli sia il Governo o le Regioni o se la decisione sia stata presa collegialmente – aggiunge Ruggeri – . Ciò che conta è che da domani saranno ancora meno le risorse disponibili per l’assistenza domiciliare per disabili gravi ed anziani non autosufficienti e ancor meno per quei servizi sociali come asili nido, centri antiviolenza ecc.Una vergogna che dimostra come questo Governo – ha proseguito Ruggeri – non abbia alcuna intenzione di ridurre le disuguaglianze e men che mai la povertà; una vergogna che sarà pagata da chi già è escluso e da tutte quelle lavoratrici e lavoratori dei settori di cura che a seguito di questi tagli saranno ancora più precari di ieri.USB rivendica un’inversione di rotta – ha concluso la delegata sindacale – l’investimento nel sociale crea benessere ed occupazione oltre a combattere la mancata partecipazione delle donne al lavoro. Insomma, non è un costo da tagliare ma il settore in cui investire! (n.r. la colpa non è del governo e di quanti nelle istituzioni lo appoggiano. La colpa è degli italiani che continuano a dare fiducia all’attuale sistema di corrotti, corruttori e corruttibili)

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Somalia: Save the Children, sull’orlo della carestia decine di migliaia di famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

rifugiati_01Decine di migliaia di famiglie colpite dalla siccità in Somalia stanno abbandonando le loro case in cerca di cibo, acqua e pascoli accessibili, dopo i segni evidenti dell’estensione della crisi alimentare che sta attanagliando la nazione.Le autorità governative locali e gli operatori di Save the Children segnalano l’arrivo di centinaia di camion ogni giorno nelle ultime sei settimane nella regione costiera del Puntland, carichi di famiglie e bestiame provenienti fin dal Somaliland, spinte semplicemente dalla notizia di leggeri piovaschi nella regione prima di Natale. Più a sud, nella Somalia centro-meridionale, le Nazioni Unite riportano un flusso in spostamento nella direzione opposta, con più di 100 rifugiati somali al giorno, dall’inizio di gennaio, che attraversano il confine con l’Etiopia per raggiungere il campo di Dollo Ado, una media mai registrato negli ultimi 4 anni.Nel Puntland, che sta soffrendo della più grave siccità che abbia colpito la regione dopo il 1950, i nuovi sfollati locali che hanno perso il bestiame si stanno raccogliendo in piccoli campi informali per cercare acqua, cibo e aiuti, ma le famiglie non riescono a sostenere la crescita del prezzo di acqua e cibo.
“I massicci spostamenti di persone tra Somalia e Somaliland, e attraverso il confine con l’Etiopia, è il segno che le pur forti famiglie rurali somale sono al limite,” ha dichiarato Hassan Noor Saadi, Direttore in Somalia di Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1915 a salvare i bambini e promuovere i loro diritti.“Le condizioni di siccità attuali sono le peggiori degli ultimi decenni e il terreno è cosparso di carcasse delle capre. In alcuni posti, ci sono anche cammelli morti, che, di solito, sono il triste presagio della morte degli essere umani. Più di 360.000 bambini sotto i 5 anni soffrono già di malnutrizione acuta e in 71.000 sono ormai a rischio di perdere la vita.” “Sono gli stessi segni del 2011, quando più di 250.000 persone sono morte a causa della carestia perché il mondo non ha saputo rispondere tempestivamente. Non possiamo lasciare che accada lo stesso.”
Deeqa, una mamma di 37 anni, vive con 4 dei suoi 7 figli in un piccolo campo vicino a Bohol-Olodley, nel Puntland, raggiunto in cerca di un pascolo per il suo bestiame, ma quasi tutti i cammelli, capre e mucche che aveva sono morte. Lì non c’è scuola per i suoi figli e molti dei bambini che vivono nel campo sono ormai ammalati. “Se hai perso il bestiame e non vivi in una grande città, come fai a sopravvivere? Finché sei vivo puoi sperare di farcela, ma se non piove chi potrà sopravvivere? Saremo costretti a morire!”Nello stesso campo c’è anche Amina, 38 anni, che è fuggita dalla zona di Garowe con i suoi bambini, anche lei in cerca di pascoli. La sua famiglia ha già perso metà del bestiame, ma quello rimasto è in condizioni tali che non produce più latte. “Non ho mai vissuto o sentito di una siccità di queste proporzioni, non me la sarei mai potuta neanche immaginare.” Più di 6 milioni di persone in Somaliland, Puntland e nella Somalia centro-meridionale, per la metà bambini, hanno urgente bisogno di assistenza per poter sopravvivere. Con le pessime previsioni per la stagione delle piogge dei prossimi mesi, la Somalia è sospesa sul baratro di una nuova carestia se non verranno messe a disposizione le risorse necessarie per raggiungere con gli aiuti, acqua e medicine i più vulnerabili, e in particolare i bambini. Save the Children sta rispondendo alla migrazione forzata delle famiglie con l’intervento di unità mediche mobili e con il potenziamento dei suoi presidi sanitari nel Puntland, per il trattamento della malnutrizione infantile, delle patologie dovute all’acqua non potabile e di altre emergenze sanitarie. L’Organizzazione distribuisce inoltre l’acqua nelle zone abitate inaridite in Somalia e Somaliland, e fornisce voucher e micro finanziamenti per il cibo necessario alle famiglie.

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Il tempo dei tassi ai minimi storici per i mutui per privati e famiglie sta probabilmente iniziando a volgere al termine

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

bancaMentre sul fronte dei mutui a tasso variabile la situazione appare piuttosto stabile, lato mutui a tasso fisso gli indici di riferimento IRS hanno iniziato una rapida ascesa da fine settembre 2016 e hanno portato – con un ritardo di qualche mese- ad una sensibile revisione a gennaio 2017 dei tassi di offerta sui mutui a tasso fisso. Revisione che potrebbe continuare anche sui prossimi mesi iniziali di questo nuovo anno.Per una operazione di mutuo di 140.000 euro, durata 20 anni, valore immobile 220.000 euro, i migliori tassi finiti per i mutui a tasso fisso si posizionano infatti a gennaio 2017 attorno all’1,70% contro un omologo 1,55% dello scorso ottobre 2016. E tale aumento non assorbe ancora completamente l’aumento registrato degli indici IRS che, per la durata 20 anni, sono aumentati nel periodo ottobre 2016 – gennaio 2017 di ben40 punti base (dallo 0,90% medio di ottobre all’1,30% odierno).Le condizioni restano comunque ancora estremamente favorevoli per privati e famiglie che intendono sottoscrivere un nuovo finanziamento per l’acquisto della propria casa o per la surroga del proprio mutuo in essere. Ma, al contempo, si registrano chiaramente i primi segnali di revisione al rialzo delle offerte di mutui da parte del sistema creditizio, dopo 12 mesi di contrazioni ininterrotte.A livello di nuove erogazioni di mutuo attraverso il canale online, la finalità surroga continua a rappresentare circa il 56% del totale delle erogazioni anche nel quarto trimestre 2016, dopo essere arrivata a spiegare anche il 65% del totale erogati nel terzo trimestre 2015. Sul canale tradizionale, invece, il peso delle surroghe si è attestato intorno al 25%, in progressiva contrazione dopo il picco degli anni precedenti.Sui prossimi trimestri si attende una ulteriore riduzione del peso della componente surroga, da ricondursi da un lato alla continua riduzione del bacino di potenziali mutuatari interessati a rottamare il mutuo, dall’altro al progressivo aumento dei tassi IRS iniziato a settembre 2016 e quindi dei tassi finiti per i mutui di surroga a tasso fisso, mutui che oggi sull’online spiegano la gran parte delle nuove operazioni di surroga.Dopo trimestri caratterizzati da un atteggiamento di cautela da parte dei nuovi mutuatari, tornano a crescere gli importi medi richiesti dei nuovi mutui: se nel quarto trimestre 2015 l’importo medio si assestava attorno ai 119.500 euro, nel quarto trimestre 2016 l’importo medio cresce e raggiunge i 124.851 euro.Parallelamente si registra un leggero aumento anche degli importi medi dei mutui erogati, che passano dai 111.000 euro del primo trimestre 2016 ai quasi 114.000 euro del quarto trimestre.
Lato preferenze dei nuovi mutuatari a riguardo della tipologia di tasso, nel quarto trimestre 2016 il peso del tasso fisso sul canale online spiega circa il 56% del totale delle richieste contro un 37% registrato nel terzo trimestre del 2015. A livello di sistema, le rilevazioni relative ai primi 9 mesi del 2016 evidenziano una incidenza del tasso fisso pari al 61% del totale dei mutui erogati.
Complice di tale aumento nel quarto trimestre 2016 risultano essere tassi finiti per i mutui a tasso fisso stabili e ancora prossimi ai minimi storici, nonostante indici di riferimento IRS in forte aumento da settembre 2016 (+0,40% nel periodo settembre 2016 – gennaio 2017) e il peso delle nuove richieste di mutuo con finalità surroga, che sul canale online risultano essere nel 77% dei casi a tasso fisso.
Lato mercato immobiliare, nel quarto trimestre 2016 si registra una ulteriore riduzione dei prezzi al mq degli immobili residenziali forniti in garanzia al mutuo pari a -3,3%.Analizzando le diverse tipologie di immobili residenziali, nel quarto trimestre 2016 il prezzo/mq per gli immobili usati registra una contrazione superiore, pari al -7,1%, mentre il prezzo/mq dei nuovi immobili subisce una riduzione del -2,0%.Approfondendo il trend dei prezzi/mq sul quarto trimestre 2016 a livello geografico, la contrazione maggiore si registra nel centro Italia con un -5,9% rispetto al quarto trimestre 2015, mentre nel nord est e nord ovest si registra rispettivamente un -2,5% e -2,6% e nel sud e isole un -2,9%.Osservando i 12 mesi del 2016, il prezzo/mq degli immobili oggetto di garanzia di mutuo ipotecario risulta diminuire quindi del -3,3% rispetto al 2015, facendo registrare sul periodo 2010/2016 una riduzione media dei prezzi/mq degli immobili pari a ben il -19,0%.
Queste le più significative evidenze che emergono dalla nuova edizione della Bussola Mutui, il bollettino trimestrale firmato CRIF eMutuiSupermarket.it che offre una panoramica aggiornata e completa delle tendenze in atto nel mercato italiano dei mutui residenziali e immobiliare.

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Neve, a Orsogna 600 famiglie senza corrente elettrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2017

Il Sindaco di Orsogna (Chieti), Fabrizio Montepara, ha parlato poco fa con un responsabile dell’Enel, il quale gli ha confermato che al momento a Orsogna risultano 600 utenze prive di energia elettrica e che si prevede il “rientro”, ovvero la rialimentazione, entro le prossime 24 ore.Il Sindaco ha sollecitato un immediato intervento per le situazioni più critiche, come quelle della Casa di riposo. L’Enel ha pertanto promesso l’invio di un gruppo elettrogeno che dovrebbe appunto alimentare la zona della Casa di riposo.
“Facciamo un pressante appello ai cittadini – afferma Montepara – affinché tolgano le auto dalle strade principali per consentire agli operatori di sgombrare la neve. Vada in giro in automobile solo chi ha urgenze reali, per cortesia, altrimenti diventa impossibile lavorare e consentire il ripristino della circolazione”. Ai sindaci di Orsogna, Guardiagrele, Filetto, San Martino sulla Marrucina, Casacanditella e Casoli la Sasi Spa, che gestisce il servizio idrico integrato, ha comunicato la necessità di erogare per poche ore al giorno l’erogazione dell’acqua fino al ripristino della fornitura elettrica nelle stazioni di pompaggio. La difficile situazione in atto è gestita dal Sindaco, dagli altri amministratori, uffici e operatori comunali in contatto di ora in ora con il Comitato della Protezione civile dell’Aquila, con la Prefettura di Chieti e con gli Uffici di Pescara dell’Enel.

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Bankitalia: a novembre prestiti +0,5%, a famiglie +1,8%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

Banca d'ItaliaSecondo i dati resi noti da Bankitalia, a novembre i prestiti bancari al settore privato hanno registrato una crescita su base annua dello 0,5 per cento. “Indubbiamente positivo il dato dei prestiti alle famiglie, con un rialzo dell’1,8% nei dodici mesi che non si registrava da tempo. Negativo, invece, l’andamento per le società non finanziarie, che dopo gli incrementi che duravano ininterrottamente da agosto, registrano una variazione nulla” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Insomma, i dati sono ancora altalenanti, come dimostrano il trend dei tassi di interesse, salgono quelli dei mutui, scendono quelli del credito al consumo, e quello delle sofferenze bancarie: aumentano quelle lorde, da 198.599 a 199.061, si abbassano quelle nette, da 85.474 a 85.221” conclude Dona.

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Incidenti stradali: agire su cultura e prevenzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 gennaio 2017

autostrade“Leggiamo con l’amaro in bocca i dati resi oggi ufficiali dal Viminale sull’incidentalità stradale e riguardanti l’anno appena trascorso. Risaltano agli occhi essenzialmente due fattori. Il primo è che sul 25% degli autobus adibiti al trasporto scolastico e sottoposti a controllo si siano riscontrate irregolarità. E’ un risultato sconfortante, che mina ancora una volta la fiducia nelle istituzioni di tutte quelle famiglie che affidano i propri figli ad una struttura sacra come la scuola e che dovrebbe tutelarli in quanto tale.
Il secondo dato allarmante è che la guida in stato di ebbrezza sta diventando un’abitudine anche tra le donne, le quali rappresentano ben il 13% delle persone fermate sulle quali è stato riscontrato un tasso alcolemico superiore alla norma. Le stime ci dicono che se non si interviene celermente l’incidentalità stradale rappresenterà la terza causa di morte dopo tumori e problemi cardiaci. E’ evidente che è un fenomeno che riguarda soprattutto la presa di coscienza dei rischi che si corrono, per sé e per gli altri. Bisogna pertanto agire sulla prevenzione e sull’educazione.
E bisogna farlo in maniera organica, sollecitando innanzitutto l’adesione delle Regioni al Piano per la sicurezza stradale, che esiste già dal 1999 ma che è stato adottato da sole 8 su 20. E in secondo luogo investendo proprio nella formazione all’interno delle scuole, non affidandosi, per esempio, ad un opzionale Piattaforma per l’Educazione Stradale, ma rendendola operativa ed obbligatoria per ogni istituto scolastico”.Queste le dichiarazioni di Cinzia Pellegrino, Coordinatore Nazionale del Dipartimento tutela Vittime di FdI-AN, sulla pubblicazione dei dati rilevati dalla Polizia stradale riguardanti la sicurezza sulle strade italiane.

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