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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Posts Tagged ‘famiglie’

Inflazione: con l’attuale tasso ricadute di 3.456 euro annui a famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2023

L’Istat aggiorna le stime del tasso di inflazione che, a dicembre 2022, si attesta al +11,6%. Confermato al +8,1% il tasso del 2022. Mediamente, il tasso di inflazione a questo livello determina ricadute per ogni famiglia di 3.456,80 euro annui. Un dato già di per sé allarmante, che incide, come sottolinea lo stesso Istituto di Statistica, soprattutto sulle fasce più deboli e sui nuclei meno abbienti: nel 2022 l’impatto dell’inflazione è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa, attestandosi al +12,1% per queste ultime, contro il +7,2% per quelle con maggiore capacità di spesa. Segno, questo, che le disparità nel nostro Paese crescono ulteriormente, sull’onda dei rincari e delle carenti politiche di contrasto. I dati odierni, congiunti a quelli raccolti dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori che segnano una marcata riduzione dei consumi persino in un settore essenziale quale l’alimentazione, confermano quanto sia ancora urgente e necessario un intervento del Governo teso a sostenere la domanda interna, attraverso concrete misure di aiuto alle famiglie, specialmente quelle meno abbienti. Ecco perché torniamo a rivendicare la necessità di provvedimenti utili a sostenere il peso delle bollette e del caro-carburanti, a partire dalla sospensione dei distacchi per morosità, dalla previsione di una garanzia per la rateizzazione lunga delle bollette, dalla costituzione di un Fondo contro la povertà energetica e dal contenimento del costo dei carburanti.Oltre a ciò è necessario e urgente potenziare l’azione di contrasto e sanzione dei fenomeni speculativi, di lotta all’evasione e all’elusione fiscale, prevedendo al contempo un aumento della tassazione su extraprofitti (non solo in campo energetico) e rendite finanziarie. È questa la ricetta per reperire le risorse utili a risollevare il potere di acquisto delle famiglie, che consentirebbe di mettere in atto l’auspicata revisione e riforma delle aliquote IVA, che secondo le nostre stime, attraverso una sterilizzazione ed un contenimento su tutti i beni primari, consentirebbe di risparmiare oltre 531,57 euro annui a famiglia.

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All’asta i cimeli delle famiglie reali europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2022

Fino al 27 novembre, Catawiki, piattaforma leader in Europa per gli oggetti speciali, ha messo all’asta una selezione speciale di oggetti e di cimeli legati ai reali: auto rare, oggetti da collezione e opere d’arte di varie case reali europee. La popolarità della nuova stagione della serie Netflix The Crown sta creando un’impennata nel numero di ricerche su Google per la serie e i suoi fatti storici. Inoltre, l’interesse per i cimeli reali è in aumento da qualche tempo: nei primi sei giorni dopo la scomparsa della Regina Elisabetta II, le ricerche su Catawiki sono aumentate del 500%. Fino al 27 novembre, Catawiki, piattaforma leader in Europa per gli oggetti speciali, ha messo all’asta una selezione speciale di oggetti e di cimeli legati ai reali: auto rare, oggetti da collezione e opere d’arte di varie case reali europee.Marc Harrison, Esperto di libri di Catawiki, ha dichiarato: “Abbiamo notato che gli oggetti speciali legati alla Famiglia Reale sono sempre molto popolari su Catawiki. Il pubblico continua a essere incuriosito da queste famiglie perché la loro vita ha ancora un fascino misterioso e la possibilità di acquistare oggetti appartenuti a un principe, per esempio, rende la loro esistenza e il loro mondo un po’ più tangibile”.Le aste che fanno parte di questo tema sono molto varie: si va dagli oggetti del Palazzo Moghul, all’ispirazione domestica e all’arte moderna e contemporanea dei reali britannici, fino ai libri, autografi e manoscritti, alle collezioni di francobolli di re e regine d’Europa e a una straordinaria collezione di monete mondiali legate a diversi reali.Catawiki organizza regolarmente aste con oggetti reali e questa volta sarà presente un lotto molto speciale: la Lotus Excel SE 2.2 appartenuta al Principe Joachim di Danimarca. Wolf Jahn, Esperto di Auto d’epoca presso Catawiki, stima che l’auto ha un valore di circa 15.000-20.000 euro.Tra gli altri oggetti speciali all’asta, figurano una rara ed emozionante lettera di Luigi XIV alla sorella, francobolli e monete legati alla Regina.

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Famiglie, individui e diritti. L’uguaglianza è per tutti o solo per se stessi? Il caso Meloni

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

La recente polemica sul fatto che la premier Giorgia Meloni si sia portata al vertice dei G20 a Bali anche la piccola figliola, è sintomatico di come funziona il confronto e la proposta politica nel nostro Paese. Confronto. Non sappiamo chi abbia contestato il viaggio della piccola con la mamma, ma abbiamo solo letto dichiarazioni e dichiarazioni di persone indignate. Ci domandiamo: esisteva il problema, a parte la probabile e limitatissima stupidità di chi l’avrebbe sollevato e che se fosse stato ignorato nessuno se ne sarebbe accorto? Non è che è stata occasione per parlare del nulla e, soprattutto, perché le vittime (fan del governo Meloni e le persone – soprattutto donne – non maschiliste), hanno colto al balzo l’occasione per ergersi a paladini dei deboli? Questo tipo di riflessione non è marginale perché, se la scorporiamo dallo specifico – applicata a qualunque argomento, anche economico ed istituzionale – ci si rende conto che spesso si parla per parlarsi addosso, creandosi mostri che non esistono e alimentandoli solo per valorizzare le proprie opinioni e, sostanzialmente, mettersi in mostra per il proprio presunto benaltrismo.Proposta politica. Impeccabile il disappunto della premier quando ha fatto sapere che lei decide per conto proprio il rapporto con la propria famiglia. Non impeccabile se scorporato dal contesto. Pensiamo alle persone Lgbtq a cui sono vietati matrimoni e figli nel contesto legale dello stesso matrimonio. Il diritto di queste persone a decidere il “rapporto con la propria famiglia” è inferiore a quello della mamma Meloni, visto che il nostro premier ha più volte reiterato la propria contrarietà all’equiparazione della famiglia lgbtq con quella cosiddetta tradizionale? Pensiamo a chi assume droghe ancora illegali e al fatto che queste sostanze riguardano solo chi le assume, il rapporto col proprio corpo e il proprio contesto, persone che invece per acquisirle devono rivolgersi a delinquenti trafficanti e spacciatori. Anche questa, questione su cui la nostra premier “non transige” dal suo proibizionismo. Il nostro è un messaggio, oltre che di costume/cultura, al legislatore, ché ne faccia tesoro quando si troverà a decidere su specifiche proposte di legge presentate e presentande in materia di parità ed uguaglianza di diritti individuali. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Governo Meloni conferma impegni, priorità è tutelare famiglie e imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2022

“In campagna elettorale avevamo chiaramente indicato che la priorità era intervenire con misure che consentissero alle famiglie e alle imprese di contrastare gli effetti prodotti dal caro energia. Un approccio pragmatico e realista che trova attuazione nei primi provvedimenti varati dal governo in queste settimane. In particolare, il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri stanzia i primi 9 dei 30 miliardi per fronteggiare gli effetti del caro bollette che si stanno ripercuotendo sui bilanci delle famiglie e delle imprese. Si tratta di una prima misura, che si completerà con la manovra che il governo sta preparando anche grazie all’interlocuzione con i sindacati e le imprese. L’ennesima conferma del buon governo messo in campo da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, con cui puntiamo a ripagare la fiducia che gli elettori ci hanno dato con il voto del 25 settembre”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan.

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Unc: Governo, prese in giro le famiglie su bollette

Posted by fidest press agency su domenica, 13 novembre 2022

Per la presidente del Consiglio, in conferenza stampa, il decreto approvato ieri è destinato a “dare un’immediata risposta alle famiglie e alle imprese per fronteggiare l’aumento del costo delle bollette”. “Purtroppo non è così. Le famiglie sono state dimenticate. Tutti i soldi contro il caro bollette sono destinati alle imprese. Una presa in giro delle famiglie che, dopo l’annuncio di settimana scorsa di voler stanziare subito oltre 9 miliardi su questo quarto trimestre 2022 contro il caro energia di imprese e famiglie, si attendevano una riduzione delle bollette della luce e del gas che stanno pagando ora, non nel 2023. Nulla, invece, è stato previsto, salvo l’ampliamento dei fringe benefit, che però è solo una facoltà delle imprese concedere ai lavoratori e poi la conferma del provvedimento di Draghi sui carburanti sino a fine anno. Insomma, niente di nuovo all’orizzonte, ma solo la mera ripetizione di quanto già fatto dal vecchio Governo e limitatamente a benzina e gasolio” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori

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Richieste di prestiti dalle famiglie in crescita del +10%

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2022

Secondo l’ultima analisi del Barometro CRIF su fonte EURISC, nel mese di ottobre le richieste di prestiti da parte delle famiglie si caratterizzano per una crescita del +10% rispetto al corrispondente periodo 2021. Il trend positivo influenza anche l’importo medio richiesto, che dopo 9 mesi consecutivi di variazioni negative, fa segnare un incremento del +1,6% per attestarsi a 8.127 Euro. Entrando nel dettaglio, i prestiti personali crescono del +19,5%, mentre l’importo medio risulta pari a 12.041 Euro (-5,8% rispetto al corrispondente periodo del 2021). Dinamica positiva anche per i prestiti finalizzati, che segnano un +5,4% e vedono l’importo medio attestarsi a 5.950 Euro (+5,3 rispetto a ottobre 2021). Per quanto riguarda le richieste di mutui immobiliari e surroghe, invece, si registra una contrazione complessivamente pari a -24,5% rispetto a ottobre 2021. Va però sottolineato come il dato sia influenzato dall’assottigliarsi delle surroghe, che nel periodo di osservazione sono diminuite del -58,3%, seppur in progressiva ripresa a fronte del recente rialzo dei tassi di riferimento. Relativamente ai nuovi mutui erogati, la contrazione si limita ad un modesto -1,5%. In compenso, ad ottobre l’importo medio dei mutui richiesti sì è mantenuto pressoché stabile, con una variazione del +0,2% e un valore pari a 142.660 Euro.

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Richieste credito dalle famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2022

I primi 9 mesi dell’anno confermano un quadro a luci e ombre relativamente alla domanda di credito da parte delle famiglie italiane, condizionante da una situazione di perdurante incertezza causata dal conflitto in Ucraina e dal rialzo dei tassi e dell’inflazione. Nello specifico, secondo l’ultima analisi del Barometro CRIF (Fonte: il Sistema di Informazioni Creditizie EURISC), il numero delle richieste di prestiti (personali e finalizzati) fa segnare una crescita del +21,7% rispetto al corrispondente periodo 2021. Relativamente al solo mese di settembre appena concluso, le richieste di prestiti crescono del +12,2%.Al contempo l’importo medio richiesto si è attestato a 8.313 Euro, in calo del -6,1% rispetto ai primi 9 mesi del 2021, a conferma della crescente tendenza a fare ricorso a un finanziamento anche per sostenere acquisti di importo contenuto, quali telefonia, piccoli elettrodomestici e prodotti di elettronica. Se guardiamo allo spaccato dei prestiti finalizzati e personali, continuano a crescere a doppia cifra e con la stessa intensità: i primi aumentano del +21,3% mentre i secondi segnano un +22,4%.Per quanto riguarda invece l’andamento delle richieste di mutui immobiliari e surroghe, dall’inizio dell’anno si registra una contrazione complessiva del -22,6% rispetto ai primi nove mesi del 2021 (-25,5% la flessione nel mese di settembre) ma va rimarcato come la performance negativa del comparto sia ascrivibile al crollo verticale delle surroghe che, secondo l’ultima rilevazione prodotta da CRIF, sono diminuite del -61,9% rispetto al 2021 e ormai spigano poco più dell’8,5% del totale.I nuovi mutui, invece, restano sostanzialmente stabili rispetto alla corrispondente rilevazione, tanto che a livello di erogazioni il calo si attesta a un modesto -1,7%. In compenso, nei primi 9 mesi del 2022 l’importo medio dei mutui richiesti è cresciuto del +4,7% rispetto al corrispondente periodo 2021, attestandosi a 144.658 Euro.

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Istat: potere d’acquisto -0,1% per le famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2022

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre 2022 il potere d’acquisto delle famiglie è sceso dello 0,1% rispetto al trimestre precedente.”Dato grave e preoccupante. Anche se per ora la caduta è lieve, in futuro la situazione non può che peggiorare. L’inflazione alle stelle sta progressivamente erodendo potere d’acquisto delle famiglie e dopo averne rallentato la crescita, ora si è arrivati in territorio negativo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.“Urgono interventi che ripristino la capacità di spesa degli italiani, messi a dura prova dal caro bollette e dal carovita, provvedimenti sia di carattere strutturale, come la scala mobile all’inflazione programmata, che chiediamo da anni per adeguare gli stipendi al costo della vita senza innescare la spirale stipendi-inflazione, sia una tantum ed immediati, come la ripetizione del bonus di 200 euro del Governo Draghi per i redditi sotto i 35 mila euro, bonus che va triplicato e portato a 600 euro. Le famiglie, infatti, vanno aiutate subito, altrimenti molte non riusciranno a pagare le stangate della luce e del gas da qui a fine anno” prosegue Dona.“E’ certo meglio aumentare il reddito disponibile delle famiglie meno abbienti, che ridurre l’Iva al 4% sui soli alimentari, provvedimento che non solo teoricamente riguarderebbe tutti, anche i più benestanti, disperdendo così risorse scarse, ma che concretamente andrebbe a vantaggio solo dei commercianti, dato che se ne guarderebbero bene dal cambiare i prezzi per un ritocco così basso del 3,846%” conclude Dona.

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Energia: Mura, priorità Pd è difendere famiglie e imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2022

“Difendere il potere d’acquisto delle famiglie, alzare uno scudo contro l’impoverimento di chi regge con difficoltà, aiutare chi già non ce la fa a pagare le bollette: sono le priorità del Partito democratico che poniamo al Governo in questo momento drammatico per cittadini e imprese. Rispondiamo agli aumenti delle bollette con proposte chiare e attuabili al grido d’allarme che percorre l’Italia e si fa sentire con forza anche nella nostra isola”. Lo ha detto oggi a Cagliari la presidente della commissione Lavoro della Camera e candidata Pd a Montecitorio Romina Mura, partecipando al Poetto alla mobilitazione “1000 piazze per l’Italia contro il caro bollette”, promossa dal partito. “Chiediamo un contratto con metà dei consumi elettrici a costo zero – ha spiegato la deputata dem – per microimprese e famiglie con redditi medi e bassi, il raddoppio del credito di imposta alle aziende, un piano nazionale di risparmio energetico, pressione in Ue per un tetto europeo al prezzo del gas. Le risorse si possono trovare da una più alta e giusta tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche fossili ed estrattive”.

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Sarà un autunno difficile, pieno di rincari e rinunce per le famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2022

E’ uno dei fronti “più caldi” sarà proprio il riscaldamento. Gas, gasolio riscaldamento, pellet: qualunque sia la tipologia di alimentazione della caldaia utilizzata, gli aumenti saranno salatissimi. Federconsumatori ha effettuato uno studio sui costi che le famiglie dovranno sostenere per il riscaldamento nell’autunno-inverno 2022-2023. Gli aumenti variano dal +49% per il gasolio riscaldamento, al +62% per il gas in regime di maggior tutela, al +99% per il pellet. Nel dettaglio, per scaldare un appartamento di 100 metri quadri:Gas metano Stando all’ultimo aggiornamento delle tariffe del gas da parte di Arera, ad oggi (III trimestre 2022 su III trimestre 2021) l’incremento del costo del gas è pari al +46%. Prevediamo, visto l’andamento dei mercati, che sulla bolletta relativa al riscaldamento, vi sarà un incremento complessivo del +62%, con una spesa di 1.479 Euro nel 2022-2023, rispetto ai 912 Euro del 2021-2022.Nel caso il proprio impianto sia alimentato a gasolio (questa è la tipologia più diffusa di caldaie condominiali) la spesa ammonterà, quest’anno, a 2.309 Euro, il +49% rispetto al 2021-2022 (1.545 Euro annui).Nel caso, invece, il proprio impianto sia alimentato da una caldaia a pellet, il rincaro sarà ancora più rilevante: il costo di un sacco da 15 kg di pellet è infatti raddoppiato rispetto allo scorso anno, passando da 5 Euro a 10 Euro. Per riscaldare la tipologia di appartamento preso in esame una famiglia spenderà, quindi, 1.333 Euro nel 2022-2023, il 99% in più rispetto ai 670 Euro del 2021-2022. Aumenti che si riverberano sui beni di largo consumo e che solo in parte sono giustificati dall’andamento inflattivo e dal conflitto in Ucraina: ecco perché chiediamo interventi immediati del Governo per sostenere famiglie e imprese e un piano capace di ridurre strutturalmente l’impatto delle attività finanziarie sui mercati all’ingrosso dell’energia, insieme con il rafforzamento dei poteri e del raggio di azione di Mr. Prezzi, anche attraverso appositi comitati territoriali di vigilanza, per contrastare ogni fenomeno speculativo.

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L’incertezza politica accresce le preoccupazioni delle famiglie

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2022

In un clima reso già molto difficile da una crescita dell’inflazione che non si registrava da decenni, dalla guerra in Ucraina e dalla recrudescenza della pandemia, la crisi di Governo e le possibili ripercussioni sull’economia italiana hanno accresciuto le ansie delle famiglie, restituendo una fotografia tra le peggiori degli ultimi due anni e mezzo: quasi 1 nucleo familiare su 2 (47,5%) teme fortemente le conseguenze dell’aumento dei prezzi sulla propria condizione economica, così come 4 su 10 non smettono di angosciarsi per il perdurare della guerra e, in controtendenza rispetto al passato nel periodo estivo, si fanno più forti anche le preoccupazioni per la pandemia. A dirlo sono le rilevazioni effettuate tra il 20 e il 23 luglio – quindi proprio all’indomani della fine del governo Draghi – da Termometro Italia, l’indagine avviata nel marzo 2020 da Innovation Team, unità di ricerca di MBS Consulting, Gruppo Cerved, per monitorare l’impatto del Covid19 e che oggi prosegue per rilevare come le famiglie vivono la ripresa, l’inflazione e le tensioni internazionali, le prospettive future. L’indagine periodicamente intervista oltre 500 capifamiglia ed espande i dati all’universo delle famiglie italiane (26 milioni) in funzione di area geografica, tipologia familiare e professione della principale fonte di reddito.“A fronte del sensibile aumento dei prezzi, l’ultimo trimestre ha visto precipitare la situazione economica delle famiglie, che risulta la peggiore dall’inizio delle rilevazioni – commenta Fabio Orsi, partner di Innovation Team, unità di ricerca di MBS Consulting, Gruppo Cerved -: infatti, il 60,9% dei nuclei ha dovuto intaccare i propri risparmi (+5,7% rispetto al mese scorso) e quasi il 25% in maniera consistente. L’impatto dell’inflazione sui prezzi dei beni di consumo è vissuto come grave o molto grave da quasi il 40% degli intervistati, con effetti importanti sulle abitudini di acquisto: addirittura 2 su 3 hanno ridotto le spese (62,5%, giugno: 63,7%), e con le vacanze in corso o alle porte, anche il caro-carburante ha pesato fortemente sul bilancio familiare, con conseguenze gravi per il 42,6% dei capi famiglia. Dopo mesi di relativa stabilità, insomma, la situazione sta scivolando nuovamente verso i picchi di febbraio”.Anche le aspettative per il futuro non sono buone: nei prossimi mesi praticamente tutti (86,5%, quasi 9 famiglie su 10) si aspettano un periodo difficile o molto difficile, fatto persino di rinunce a bisogni primari per 1 intervistato su 4 (24,3%). Se poi si fa correre la mente al prossimo anno le previsioni non migliorano: per il 73,3% dei rispondenti (+3,7% rispetto a giugno) la crisi di governo porterà un netto peggioramento nella condizione economica del Paese, e per 1 capofamiglia su 2 (il dato massimo mai rilevato: 51%, +10,4%) anche nella propria. Il 33,6% teme anche un peggioramento nella condizione lavorativa (+8,3%).Come se non bastasse, con l’ennesimo aumento dei contagi da Covid-19 la pandemia torna ad assumere un ruolo importante nelle preoccupazioni delle famiglie, con pensieri polarizzati: rispetto a un mese fa, crescono sia gli ottimisti (39,5%) che i pessimisti (35,5%).

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Crescono le richieste di prestiti delle famiglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2022

Dall’ultimo aggiornamento del Barometro CRIF sul credito alle famiglie italiane (Fonte Eurisc – il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF) emerge una dinamica decisamente positiva per le richieste di prestiti (+24,5%), con il numero di istruttorie presentate alle aziende di credito che supera i livelli che si registravano prima della pandemia. Si contrae invece l’importo medio richiesto, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati si attesta a 8.810 Euro (-7,6% rispetto allo stesso periodo del 2021) a conferma della crescente tendenza a utilizzare il credito rateale per finanziare anche acquisti di importo contenuto. Nel semestre di osservazione le richieste di finanziamenti finalizzati (destinati a sostenere le vendite di auto e moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili e altri beni e servizi finanziabili) hanno fatto registrare un incremento del +25,8% rispetto al corrispondente periodo del 2021. Andamento sostanzialmente speculare per i prestiti personali, che fanno segnare un +22,4%. Per quanto riguarda invece l’importo medio dei prestiti finalizzati richiesti nei primi 6 mesi dell’anno, è risultato pari a 6.118 Euro, in contrazione del -15,8% rispetto al corrispondente periodo 2021, mentre i prestiti personali hanno visto una leggera crescita (+0,3%) che ha portato il valore medio ad assestarsi a 13.079 Euro. “Malgrado uno scenario caratterizzato da molteplici fattori di incertezza, va sottolineato come la sostenibilità degli impegni finanziari delle famiglie italiane si sia mantenuta elevata. Dalle ultime rilevazioni di CRIF risulta, infatti, che il tasso di default per il credito al dettaglio sia rimasto stabile all’1,1%, il livello più basso degli ultimi anni. Per i prossimi mesi bisognerà però valutare l’evoluzione della qualità del credito in funzione degli impatti che la crisi internazionale e il forte aumento dell’inflazione potranno avere sui bilanci delle famiglie” – conclude Capecchi.

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L’inflazione ha portato via uno stipendio alla famiglia tipo italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2022

Nell’ultimo semestre l’inflazione a livelli massimi ha “mangiato” uno stipendio dei lavoratori italiani: ad una famiglia tipo con due figli piccoli sono stati sottratti almeno 1.200 euro di potere d’acquisto. Come già ravvisato dall’Anief, oggi la stampa nazionale rileva che “mentre i salari restano fermi infatti, in Italia non crescono da 30 anni, il caro-prezzi ha raggiunto a giugno livelli che non si vedevano dal 1986, quando ancora esisteva la scala mobile. E così in appena sei mesi, da gennaio a oggi, una coppia con uno o due figli minorenni a carico ha perso, a parità di stipendio, 1.240,8 euro di potere d’acquisto”. E gli interventi del Governo non hanno di certo risposto in modo adeguato: l’indennità di 200 euro (che però al momento è una tantum e non viene assegnata ad oltre 200 mila docenti e Ata della scuola, anche Covid, perché licenziati a giugno) e i contributi per sgonfiare le bollette, hanno permesso di recupere al massimo 700 euro: quindi, oltre 500 euro si sono volatilizzati.“Sono soldi che pesano tantissimo nell’economia quotidiana dei lavoratori con stipendi medio-bassi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e che dobbiamo assolutamente fare avere il prima possibile. Nella scuola abbiamo questa opportunità: firmando subito il contratto ponte faremmo avere in media oltre 100 euro lordi di aumento, pari a 65-70 netti, più 2-3mila euro di arretrati. Solo l’incremento mensile, anche se non eccelso, andrebbe comunque a coprire una parte di quei soldi che l’inflazione ormai sopra l’8%, da sommare a quella degli ultimi anni, sta impoverendo come non mai un milione e mezzo di docenti e Ata della scuola”.“Tra l’altro – continua il sindacalista -, si andrebbe a dare loro una percentuale di aumento superiore al 3,48% del contratto collettivo nazionale 2018 che allora più di qualcuno ha giudicato positivo, anche se arrivato dopo ben dieci anni di blocco. Perché a distanza di quattro anni non si può fare la stessa cosa, peraltro – conclude Pacifico – per chiudere un contratto già scaduto, con dei finanziamenti già stanziati con più leggi di bilancio e con la prospettiva, ben delineata in queste ore dall’economista Pier Carlo Padoan, che servirà molto tempo per tornare alla normalità?”

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Stipendi: Dopo l’estate l’inflazione si abbatterà sulle famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2022

L’inflazione sopra l’8% sarà molto difficile da superare, senza un intervento del Governo c’è il rischio che i ceti deboli siano i più danneggiati e già dopo “l’estate si vedranno gli effetti dell’inflazione sui bilanci delle famiglie”: dopo l’Istat, secondo cui stiamo vivendo il caro-vita peggiore degli ultimi 36 anni, anche l’economista Pier Carlo Padoan conferma oggi alla stampa nazionale che “ci vorrà tempo per tornare alla normalità”. Anief ricorda che tra i lavoratori più impoveriti dalla crisi inflazionistica figurano i dipendenti pubblici, soprattutto i docenti e Ata della Scuola, che negli ultimi tre lustri hanno avuto un misero aumento del 3,48% e si ritrovano oggi con stipendi mini e sotto l’inflazione con numeri a due cifre: diamo loro subito 100 euro di aumento e 3mila di arretrati, quei soldi sono loro e in autunno ne avranno bisogno.Il presidente nazionale, Marcello Pacifico, ricorda che “avevamo lanciato come Anief un appello per la firma del “contratto ponte” da portare a casa ad agosto, lo stesso ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in una intervista si era detto d’accordo per dare aumenti e arretrati entro l’estate. I tempi però si stanno allungando e a questo punto qualcuno – che ora se ne deve assumere la responsabilità – ha rinviato tutto in autunno, quando la situazione sarà peggiore. Noi comunque continueremo a lavorare, per quanto ci compete, sempre per tutelare al massimo un milione di lavoratrici e lavoratori del comparto Istruzione, Università e Ricerca”.“Docenti e Ata – continua Pacifico – percepiscono i compensi più bassi nella PA, per non parlare del confronto con gli altri paesi dell’UE. Firmiamo il contratto 2019/21 subito, per poi concentrarci sui compensi ulteriori e le indennità, come quella sul rischio e sulle sedi disagiate, da introdurre nel Ccnl 2022/24. In quella sede introdurremo anche le modifiche alle norme, rispetto alle quali abbiamo presentato una dettagliata piattaforma. A cominciare dall’innovazione dei profili e livelli professionali”.

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Inflazione: Cia, da “boom” di maggio effetti drammatici su imprese e famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2022

Torna a salire l’inflazione, che a maggio accelera al +6,9% annuo, il dato più alto dal 1986, con effetti drammatici sul portafoglio delle famiglie e sui budget delle imprese agricole. I beni energetici trascinano la crescita dei prezzi, registrando un +42,2% sullo stesso periodo del 2021, che significa costi di produzione pressoché insostenibili per serre, stalle, agriturismi e aziende, nonostante il “bonus energia” del governo. Così Cia-Agricoltori Italiani, in merito ai dati diffusi oggi dall’Istat. I prezzi dei beni alimentari aumentano del +7,1% rispetto a maggio di un anno fa, rendendo subito più pesante il carrello della spesa degli italiani -osserva Cia-. Rialzi eccezionali ci sono soprattutto per i prezzi di oli alimentari (+70,2%), burro (+22,6%), pasta (+16,6%) e, in generale, per gli alimentari non lavorati (+7,9%). Su cui incidono i listini “caldi” del gasolio per mezzi di trasporto (+25% a maggio), in un Paese in cui l’80% dei trasporti commerciali avviene su gomma, percentuale che supera addirittura il 90% nel caso dei prodotti freschi. Ecco perché, ora più che mai, è necessario tenere alta l’attenzione lungo la catena del valore e della distribuzione, prevedendo più risorse e misure strutturali sui campi e lungo la filiera, per alleggerire i costi e scongiurare le speculazioni -evidenzia Cia- nonché prevedere incentivi ai consumi agroalimentari, a partire dalle fasce più deboli della popolazione, e introdurre strumenti di gestione del rischio in grado di calmierare la volatilità dei prezzi e di garantire la stabilità dei redditi degli agricoltori.

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Famiglie italiane, l’inflazione fa più paura della guerra

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2022

A un mese e mezzo dall’inizio del conflitto in Ucraina, che nelle preoccupazioni degli italiani ha sostituito totalmente la pandemia, restano molto forti i timori dei capifamiglia per le ricadute economiche della guerra, anche se in quattro settimane i “molto allarmati” sono passati dal 69,6% al 43%. Non è affatto diminuita invece l’apprensione per l’inflazione, che angoscia il 44,5% delle famiglie, mentre un altro 54% si dice “abbastanza preoccupato”. Nonostante questo, oltre il 70% ritiene che sia un dovere accogliere con generosità i profughi. Ci si attende dunque un lungo periodo di instabilità geopolitica, con ripercussioni importanti sul nostro Paese e risvolti negativi per i prezzi e i consumi: per il 43,1% degli italiani le sanzioni e le restrizioni al commercio con la Russia (valutate con favore dal 63%, nonostante le ripercussioni sull’Italia) porteranno un ulteriore aumento dei prezzi e nei prossimi mesi il 62,5% crede di dover ridurre i consumi, a fronte di una minore capacità di risparmio (63,2%). Addirittura una famiglia su due (53,9%) prevede una diminuzione nell’uso dell’auto. A dirlo sono le rilevazioni effettuate tra fine marzo e inizio aprile del Termometro Italia, indagine avviata nel marzo 2020 da Innovation Team, la società di ricerca del Gruppo Cerved, per monitorare l’impatto del Covid19 e che oggi prosegue per rilevare come le famiglie vivono la ripresa, l’inflazione e le tensioni internazionali, le prospettive future. L’indagine periodicamente intervista oltre 500 capifamiglia ed espande i dati all’universo delle famiglie italiane (26 milioni) in funzione di area geografica, tipologia familiare e professione della principale fonte di reddito.Proprio per evitare ricatti e tariffe-capestro, ben il 78% ritiene che si debba aumentare la produzione italiana di gas per raggiungere l’indipendenza energetica e il 67,5% è favorevole alla riduzione delle importazioni da Russia e Paesi inaffidabili, anche se ciò dovesse comportare sacrifici e razionamenti. Prevale largamente (71,4%) l’idea che la transizione verde debba essere gestita gradualmente, in modo da non bloccare lo sviluppo economico, ma senza alcun ritorno agli idrocarburi, anzi, puntando decisamente sulle fonti rinnovabili (66,5%). Anche sulle aspettative a medio e lungo termine il futuro non è roseo: 8 famiglie su 10 prevedono che i prossimi mesi saranno difficili, 1 su 4 teme addirittura di dover rinunciare a bisogni primari. Né si vedono miglioramenti a un anno: due terzi degli intervistati, al contrario, si attendono addirittura un peggioramento nella condizione economica del Paese, in netto aumento rispetto a un mese fa, e il 41,3% ha previsioni fosche anche sul futuro della propria famiglia, il 23,5% per la propria posizione lavorativa (dato stabile da gennaio). In questo contesto il fronte pandemico non può che passare in secondo piano, anche se – complice l’ennesimo aumento dei contagi – è in calo la percentuale di ottimisti, oggi “solo” il 36,4% contro il 50,7% di fine febbraio, quando il 41,5% degli intervistati si aspettava un ritorno alla normalità entro la fine dell’anno, il 23,6% già con l’arrivo dell’estate. Tuttavia, appena il 15,7% delle famiglie si dice veramente preoccupato per il Covid19 e il 44% crede che si tornerà a viaggiare come prima della pandemia.

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Cresce il ricorso al credito delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2022

Nonostante la tradizionale cautela degli italiani nel ricorrere al credito bancario per finanziare i propri consumi o l’acquisto della casa, nel 2021 è cresciuta ulteriormente (+5,4% vs 2020) la platea dei cittadini maggiorenni che risultano avere un mutuo o un prestito in corso, arrivata al 44,5% del totale. Un trend iniziato nel 2016 e consolidatosi negli ultimi due anni di pandemia, caratterizzati da condizioni di accesso al credito particolarmente favorevoli anche per i finanziamenti di modesto importo.Al contempo, però, è migliorata la sostenibilità finanziaria delle famiglie italiane, con il rischio di credito che nell’ultima rilevazione del 2021 ha visto il tasso di default 90 past due registrare una riduzione per attestarsi all’1,2%, il livello più basso degli ultimi anni. A questo risultato hanno contribuito, oltre alle moratorie e agli strumenti di sostegno attivati per contenere gli impatti della pandemia, anche l’atteggiamento responsabile delle famiglie e i tassi di interesse confermati dalla BCE ai minimi storici.Alla luce di questo, la rata media rimborsata a livello pro-capite ogni mese è scesa ancora fino a 315 euro (-2,8% rispetto al 2020) mentre l’importo residuo che resta da rimborsare per estinguere i finanziamenti in corso si è attestato a 32.191 euro, in lieve flessione rispetto al 2020, malgrado il peso ancora rilevante dei mutui ipotecari che continuano ad avere un’incidenza significativa nel portafoglio delle famiglie italiane.Queste le principali evidenze che emergono dalla Mappa del Credito, lo studio sull’utilizzo del credito da parte degli italiani realizzato da Mister Credit – l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori – partendo dall’analisi dei dati disponibili in EURISC, il sistema di informazioni creditizie. Come emerso dalla Mappa del Credito, anche per quanto riguarda l’esposizione residua si registra una situazione analoga: Lombardia al primo posto del ranking nazionale con € 40.702 (in leggero aumento rispetto al 2020), seguita da Trentino-Alto Adige (€ 40.332) e dall’Emilia-Romagna (€ 37.392). In generale, in queste regioni si evidenzia un’elevata incidenza dei mutui nel portafoglio. All’estremo opposto, i cittadini della Calabria presentano una esposizione residua pari circa alla metà di quella dei lombardi, con € 20.798. Anche in Sicilia e Molise il valore che rimane ancora da rimborsare per estinguere i contratti di finanziamento risulta inferiore ai € 25.000.

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Senior Italia FederAnziani sostiene l’UNICEF per aiutare i bambini e le famiglie dell’Ucraina

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2022

Senior Italia FederAnziani si schiera al fianco dell’UNICEF a sostegno dei bambini e delle famiglie dell’Ucraina. In questo momento, oltre 7,5 milioni di bambini e di bambine dell’Ucraina hanno urgente bisogno di protezione e assistenza umanitaria. Di questi, oltre 1 milione di bambini ha lasciato il paese a causa dell’intensificarsi del conflitto. Molti sono scappati con le loro famiglie in Polonia, Ungheria, Slovacchia, Moldavia e Romania. L’UNICEF continua a lavorare con i suoi operatori in Ucraina per fornire assistenza umanitaria a bambini e famiglie, come pure è attivo nei paesi confinanti per proteggere e assistere quanti sono costretti a fuggire a causa del conflitto. “Quando si verifica un’emergenza i bambini sono i più vulnerabili, perché viene sottratto loro ogni diritto al gioco, all’istruzione, a una vita sicura e adeguata. Per supportarli, c’è bisogno dell’aiuto di tutti” – ha dichiarato Carmela Pace, Presidente dell’UNICEF Italia. “Siamo grati a Senior Italia FederAnziani per aver deciso di sostenere i bambini dell’Ucraina attraverso l’UNICEF. Questa iniziativa rappresenta concretamente quel ponte ideale di solidarietà che viene a crearsi quando gli adulti decidono di aiutare i più piccoli, i bambini. Insieme vogliamo garantire loro un futuro migliore, più sereno e di pace.” “Come organizzazione che rappresenta i senior siamo lieti di poter sostenere il prezioso lavoro dell’UNICEF”, dichiara la Presidente Senior Italia FederAnziani Eleonora Selvi, “Quello che lega gli anziani e i bambini è spesso il loro essere i più fragili nelle crisi. Ma la forza del legame intergenerazionale è una risposta al dramma dell’Ucraina. E i nostri senior dimostreranno ancora una volta il loro grande cuore: i bimbi ucraini in questo momento sono i nipoti di tutti i nonni” Da oggi e fino a tutto il mese di aprile Senior Italia FederAnziani coinvolgerà i suoi aderenti per dare un contributo concreto e aiutare tanti bambini vulnerabili in Ucraina e nei paesi vicini. In particolare, Senior Italia FederAnziani si impegnerà a diffondere i messaggi dell’UNICEF attraverso i propri canali digitali, il Tg Senior News e il Notiziario Radiofonico, invitando a effettuare una donazione sul sito http://www.unicef.it/ucraina L’UNICEF ha lanciato un appello per 349 milioni di dollari, diretto a fornire un sostegno salvavita fondamentale ai bambini dell’Ucraina e alle loro famiglie. Insieme con l’UNICEF sarà possibile garantire ai bambini acqua pulita, coperte per ripararsi dal freddo, cure mediche di base, kit per l’igiene personale e assistenza psico-sociale.

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Caro energia, Cavallaro (Cisal): effetti devastanti su famiglie, tutelare retribuzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2022

“L’incremento dell’inflazione, ed in particolare il rincaro dell’energia in tutte le sue forme, sta producendo effetti devastanti sui bilanci di milioni di famiglie”. Lo riferisce in una nota il Segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro per il quale “per fronteggiare la crisi occorre tutelare le retribuzioni, non con improponibili ricette legate ad automatismi di rivalutazione tipo ‘scala mobile’, ma prevedendo, oltre agli adeguamenti salariali, un potenziamento del welfare aziendale e di tutti quegli istituti in grado di ridurre, anche indirettamente, i costi che sopportano quotidianamente i lavoratori. Pensiamo per esempio al lavoro agile – spiega – uno strumento da implementare anche dopo la fine dello stato di emergenza, specialmente nel pubblico impiego, dove permangono limitazioni obiettivamente non in linea con la natura contrattuale dell’istituto”.

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Istat: in povertà 7,5% delle famiglie

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2022

Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel 2021 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono il 7,5% (7,7% nel 2020) per un numero di individui pari a circa 5,6 milioni (9,4%, come lo scorso anno), confermando sostanzialmente le stime del 2020. “Dati drammatici! Anche se la povertà resta stabile non vuol dire che i valori siano degni di un Paese civile. Nel 2020, infatti, si trattava di un record storico negativo mai raggiunto prima. Il fatto, quindi, che la situazione permanga e non sia migliorata non può certo rassicurarci ” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A questo va aggiungo che l’inflazione sta esplodendo e, purtroppo, è una tassa invisibile che colpisce spese obbligate come luce, benzina, gas e alimentari, impoverendo soprattutto i meno abbienti” conclude Dona. Secondo le stime preliminari dell’Istat, nel 2021 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono il 7,5% (7,7% nel 2020) per un numero di individui pari a circa 5,6 milioni (9,4%, come lo scorso anno), confermando sostanzialmente le stime del 2020. “Dati drammatici! Anche se la povertà resta stabile non vuol dire che i valori siano degni di un Paese civile. Nel 2020, infatti, si trattava di un record storico negativo mai raggiunto prima. Il fatto, quindi, che la situazione permanga e non sia migliorata non può certo rassicurarci ” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A questo va aggiungo che l’inflazione sta esplodendo e, purtroppo, è una tassa invisibile che colpisce spese obbligate come luce, benzina, gas e alimentari, impoverendo soprattutto i meno abbienti” conclude Dona.

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