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Posts Tagged ‘famiglie’

Istat: crolla la spesa delle famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

I dati dell’Istat sulla spesa delle famiglie, che segnano un calo del -9% nel 2020 e del -3,4% nel primo trimestre 2021, rivelano la situazione di forte difficoltà che sottolineiamo da tempo.Si tratta, in termini annui, della contrazione più accentuata dal 1997 (ovvero dall’inizio della serie storica), che riporta il livello medio di spesa corrente al livello del 2000.Nemmeno durante l’ultima crisi la spesa delle famiglie aveva raggiunto una tale contrazione.Si tratta di un segnale estremamente grave, che rivela quanto sia urgente prendere provvedimenti per sostenere, oltre alle imprese, anche le famiglie.Il Governo si è concentrato finora sulla ripartenza del sistema economico, giustamente necessaria, ma non si può e non si deve lasciare indietro la parte più debole della popolazione.Per questo è impensabile la mancata proroga del blocco dei licenziamenti. In assenza di tale misura vedremo esplodere le peggiori conseguenze che questa crisi ha determinato. Per questo è fondamentale gestire la ripartenza in maniera adeguata, facendo decadere il blocco nel momento in cui la ripresa sarà consolidata e non in un momento in cui sono ancora evidenti e percepibili le difficoltà vissute dai cittadini. Invitiamo il Governo a valutare attentamente questo aspetto, insieme all’adozione di misure volte ad una più determinata lotta all’evasione fiscale e all’adozione di una tassazione straordinaria solo sui grandi patrimoni. “Siamo convinti che sia indispensabile, in questa delicata fase, rendere più equa la tassazione e contrastare le disuguaglianze. – afferma Emilio Viafora, presidente Federconsumatori – Si tassi meno il lavoro e di più le rendite e si introducano più forti elementi di progressività.”

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Richieste credito famiglie italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

Il mese di maggio 2021 ha confermato il trend di recupero delle richieste di credito da parte delle famiglie italiane rispetto ai volumi pre Covid, già in atto da qualche mese. Nello specifico, la componente dei mutui immobiliari fa segnare un +39,3% mentre i prestiti, nel complesso di personali più finalizzati, vedono una crescita del +34,2% rispetto al corrispondente mese del 2020. In questa fase di incertezza va però segnalato come gli italiani continuino a privilegiare piani di rimborso più lunghi, con il 79,2% delle richieste che prevede una durata superiore ai 15 anni, e un valore della rata non eccessivamente impattante rispetto al reddito disponibile, con i mutui al di sotto dei 150.000 Euro che rappresentano il 70,7% del totale. Più nel dettaglio, l’importo medio richiesto nel mese di maggio si è attestato a 139.109 Euro. Nello specifico, le richieste di finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi quali auto, moto, articoli di elettronica e di arredamento, ecc. hanno fatto registrare un incremento del +31,3% rispetto al corrispondente periodo del 2020. Andamento sostanzialmente speculare per i prestiti personali, che fanno segnare un balzo del +38,7%.Un’ulteriore evidenza del ritrovato clima di fiducia riguarda l’importo medio dei finanziamenti richiesti, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati si è attestato in maggio a 9.472 euro, in crescita (+9,8%) rispetto al valore di maggio 2020. Nello specifico dei prestiti finalizzati, l’importo medio richiesto si è attestato a 7.209 euro (+14,7% rispetto alla corrispondente rilevazione del 2020), mentre per i prestiti personali è risultato pari a 12.851 euro (+4,3%).

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Infermieri sempre vicini ai pazienti e alle famiglie

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 maggio 2021

“L’obiettivo della Giornata del Sollievo ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) nel suo intervento alla presentazione della Giornata 2021 – istituita nel 2001 e organizzata dal ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e dal Comitato Gigi Ghirotti, è di promuovere e testimoniare, attraverso idonea informazione e tramite iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, la cultura del sollievo dalla sofferenza fisica e morale in favore di tutti coloro che stanno ultimando il loro percorso vitale, non potendo più giovarsi di cure destinate alla guarigione”. “Non è, e non deve infatti mai essere possibile rifiutare o interrompere l’assistenza – ha aggiunto – soprattutto in tutte quelle condizioni di perdita di autonomia e di necessità di un supporto compensativo\sostitutivo da parte dell’infermiere. Anche quando il paziente potrà decidere di interrompere o sospendere qualsiasi trattamento gli infermieri continueranno ad esserci e a prendersi cura di lui: gli infermieri in questo ci sono e sono vicini ai pazienti”. Mangiacavalli ha sottolineati che gli infermieri sono i professionisti che spendono più tempo accanto ai pazienti e alle famiglie nei diversi contesti di cura (residenziali, ospedalieri, domiciliari) e questo offre loro l’opportunità di saper e poter cogliere le tante sfumature degli innumerevoli problemi di salute che condizionano la vita di una persona e sulle sofferenze che possono generare, hanno una relazione di continua vicinanza con la persona assistita, in modo specifico in tutte quelle situazioni in cui la stessa non è più in grado di soddisfare i propri bisogni autonomamente, non soltanto perché fisicamente fragile ma spesso anche quando non è più in grado di attribuire a questi atti un senso e uno scopo esistenziale (volontà e conoscenze).“Gli infermieri – ha proseguito la presidente FNOPI – sono coinvolti nell’identificazione, valutazione e monitoraggio delle forme di sofferenza del paziente non solo intese come dolore fisico ma anche come sofferenza globale ed esistenziale. Il dolore è considerato un parametro vitale, in quanto la sua presenza modifica le condizioni fisiche e psichiche della persona, di conseguenza le reazioni alla malattia. Come tale va valutato costantemente, devono essere utilizzati strumenti validati e il processo deve essere documentato”.Secondo la presidente FNOPI l’assistenza infermieristica di qualità è tale se aumenta la dignità delle persone; se ne mantiene lo sviluppo e promuove il sostegno emotivo e il comfort, in modo da migliorare la qualità della vita delle persone assistite e creare un clima favorevole alle cure.Come? “Creando – ha spiegato – un modello in cui i pazienti siano partner responsabili nelle decisioni relative alla loro cura. Il concetto di pianificazione condivisa delle cure presuppone quindi la condivisione delle competenze e conoscenze tra sanitari e paziente stesso; questo processo valorizza l’incontro e l’integrazione di diverse competenze: quelle “scientifiche” che medici, infermieri e l’intero team assistenziale possono mettere a disposizione delle persone e quelle “personali ed individuali” dei pazienti stessi che rispecchiano la loro storia di vita, i loro desideri, preferenze, obiettivi”.

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Bankitalia: 60% famiglie fatica ad arrivare a fine mese

Posted by fidest press agency su domenica, 23 maggio 2021

Secondo la nota di Bankitalia, oltre il 60 per cento dei nuclei familiari dichiara di avere difficoltà economiche ad arrivare alla fine del mese, 10 punti percentuali in più rispetto al periodo precedente la pandemia.”Dati drammatici che dimostrano l’urgenza di una riforma fiscale che abbassi le tasse a questo 60% di italiani in difficoltà. Serve un Fisco più equo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se è vero, come dice Draghi, che è il momento di dare, allora bisogna abbassare subito le imposte che, gravando su tutti indipendentemente dalla capacità contributiva, come ad esempio l’Iva sui beni necessari, riducono sul lastrico chi è già con l’acqua alla gola. Ad esempio ci domandiamo cosa si aspetti a togliere l’Iva su tutte le mascherine e i dispositivi medici che dal 1° gennaio 2021 è stata rimessa, come se la pandemia fosse già finita” conclude Dona.

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Vendita diretta: Cia, sempre più famiglie comprano dagli agricoltori

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

A un anno dalla pandemia è più costante e stretto il rapporto tra agricoltori e cittadini. Legame rinsaldato, per effetto delle restrizioni, nei mercati contadini e nelle botteghe di prossimità, ma anche online dove l’e-commerce funziona se mette sempre al centro il contatto diretto. Così, negli ultimi 12 mesi, sono aumentate del 5% le aziende agricole entrate nella vendita diretta, terzo canale scelto dagli agricoltori nel 2020, e del 10% le famiglie che la prediligono. A fare il punto sul settore è Cia-Agricoltori Italiani con la sua Associazione per la promozione della vendita diretta, la Spesa in Campagna, in occasione del webinar sul ruolo chiave del mercato contadino.In Veneto, c’è l’esempio forte di Padova – con la Spesa in Campagna-Cia sono 9 i mercati contadini (4 solo in città) – che durante tutta l’emergenza Covid, in accordo con il Comune e nel pieno rispetto delle regole anti-contagio, è riuscita ad assicurare banchi sempre aperti. In regione, il mercato contadino ha registrato in media, subito dopo il primo lockdown, un +14%.Scendendo verso il Centro Italia, la Toscana di Firenze, Prato e Pistoia conta con la Spesa in Campagna-Cia, 10 mercati settimanali, 7 solo in provincia di Firenze, coinvolgendo complessivamente oltre 100 aziende. Qui le chiusure ci sono state, soprattutto lo scorso anno, ma poi i mercati sono tornati operativi anche in zona rossa. A compensare durante il blocco, la consegna a domicilio che sul portale dedicato Cia, in sei mesi dall’attivazione, ha avuto l’adesione di oltre mille aziende agricole. Sul territorio è cresciuto del 10% l’interesse degli agricoltori per un banco di vendita e soprattutto a Firenze, dove per un singolo mercato si calcola un giro d’affari pari a circa 300 mila euro l’anno. Al Sud, Palermo è re del mercato. La Spesa in Campagna-Cia ne conta 3 solo in città e per un totale di 75 espositori agricoli. Il canale è in grande espansione e spinge a fare sistema tra i produttori di tutta la regione. Quanto alle vendite, dopo il boom della scorsa primavera, ora la situazione è stabile e con fatturato, in due mesi, sui 50/60 mila euro a mercato.Oggi l’Italia conta in totale circa 1200 mercati contadini e danno linfa a piccole e medie imprese agricole, rappresentando un punto di riferimento unico per i cittadini. La Spesa in Campagna-Cia ha in tutto il Paese, circa 6 mila aziende impegnate nella vendita diretta, canale che a livello nazionale nel 2020 ha fatturato più di 6,5 mld. E’ forte di produttori di olio, vino e ortaggi, frutta, latticini e salumi, marmellate e composte. Prelibatezze che arrivano anche nelle botteghe e stanno spopolando online dove nel 2020 si è registrato un +134% dell’acquisto di generi alimentari. Il trend potrebbe raggiungere un +62% entro il 2021, sempre se saprà tutelare, anche sul digitale, la relazione tra cittadini e aziende. Principio base della piattaforma Cia dalcampoallatavola.it, primo e-commerce con protagonisti gli agricoltori italiani. “Con le aziende lavoriamo per tutelare la qualità dei nostri mercati contadini -ha dichiarato il presidente de la Spesa in Campagna-Cia, Matteo Antonelli-. La fiducia consolidata in questo periodo, porta lontano solo continuando a garantire ai consumatori produzioni proprie, stagionalità delle materie prime e il monitoraggio costante di questi requisiti. Allo stesso tempo -ha aggiunto- i mercati contadini contribuiscono alla sostenibilità delle aziende delle aree rurali d’Italia e alla promozione del territorio, tra i punti chiave della ripresa turistica dei prossimi mesi”.“La vendita diretta è un’occasione importante per il reddito degli imprenditori agricoli -ha aggiunto Claudia Merlino, direttore generale di Cia-Agricoltori Italiani- e l’intervento de la Spesa in Campagna sul territorio con i mercati contadini, è cruciale per la promozione tra i cittadini dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano, fatto di qualità e autenticità. La valorizzazione del Made in Italy, della Dieta Mediterranea e delle tipicità regionali, passano per un costante dialogo tra chi produce e chi porta in tavola”. Il webinar sul mercato contadino è il primo di tre incontri online promossi da la Spesa in Campagna-Cia. I prossimi due appuntamenti, saranno dedicati a botteghe ed e-commerce. http://www.cia.it

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Indebitamento delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

La pandemia di Covid-19 ha confermato l’atteggiamento tradizionalmente prudente delle famiglie italiane sul fronte dell’indebitamento per finanziare consumi o investimenti sulla casa. Come emerso dallo studio di Mister Credit[1], l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori, nel 2020 si registra in Italia un lieve allargamento (+3,7% vs 2019) della platea dei cittadini che hanno un mutuo o un prestito in corso, che arriva al 42,2% della popolazione maggiorenne, mentre la rata rimborsata a livello pro-capite ogni mese è stata pari a 324 euro (-3,8% vs 2019). Anche l’esposizione residua – intesa come somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare per estinguere i contratti in essere – è in calo (-1,2% vs 2019) a 32.231 euro in virtù del peso ancora rilevante dei mutui ipotecari, che continuano ad avere un’incidenza significativa nel portafoglio delle famiglie italiane.
Le regioni in cui i cittadini ogni mese sostengono la rata media più elevata sono Trentino-Alto Adige (€429), la Lombardia (€366) e il Veneto (€366). Seguono Emilia-Romagna (€348) e Toscana (€338). Infatti, in queste regioni si rileva una più alta incidenza dei mutui, il valore degli immobili risulta mediamente maggiore rispetto ad altre aree e, di conseguenza, anche l’importo da rimborsare risulta più elevato. Inoltre, in queste regioni il reddito disponibile è tendenzialmente più elevato della media nazionale e ciò consente ai consumatori di rimborsare una rata più elevata senza intaccare il livello di sostenibilità finanziaria. Al Sud e nelle Isole, invece, si registrano rate mensili più leggere, soprattutto in Calabria, dove si attestano a €269, in Sardegna (€273) e in Molise (€280) anche a causa della più modesta incidenza dei mutui. Nel complesso, nell’anno 2020, la rata media rimborsata ogni mese è risultata in calo rispetto all’anno precedente in tutte le regioni del Paese. La provincia italiana con l’importo residuo più elevato, nonché l’unica a superare i 52.000 euro pro capite, è risultata essere Bolzano, in crescita del +1,7% rispetto alla precedente rilevazione, seguita da Milano, con oltre 51.800 euro, e da Roma, con 45.117 euro. Nel Sud e nelle Isole troviamo invece il valore medio più contenuto, in particolare Reggio Calabria e Agrigento sono le uniche in Italia al di sotto dei 20.000 euro.Per quanto riguarda i mutui, l’incidenza più elevata è risultata essere quella dei friulani, con il 29,3% dei contratti di credito attivi, seguiti dagli emiliano-romagnoli, con il 25,8%, e dai lombardi, con il 25,3%. Agli ultimi posti della graduatoria, tutte ben al di sotto della media nazionale, si collocano invece regioni del Sud e Isole, in particolare la Calabria, la Sardegna e la Sicilia, rispettivamente con il 12,8%, il 14,7% e il 15,3% del totale.Per quanto riguarda i prestiti personali, invece, l’incidenza più elevata si rileva in Basilicata, con il 35,1%, davanti al Molise, con il 34,3%. Marche, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Lombardia mostrano invece un’incidenza decisamente inferiore alla media nazionale.Infine, per quanto riguarda i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, sono i consumatori della Calabria, della Sardegna e della Campania a mostrare l’incidenza più elevata all’interno del proprio portafoglio, rispettivamente con il 55,6%, il 51,9% e il 51,4% del totale, in virtù di un peso delle altre forme tecniche di credito decisamente inferiori alla media. All’estremo opposto della classifica troviamo invece i Friulani, con una quota pari solamente al 41,0% del totale.

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Scuola: Non strumentalizziamo i problemi delle famiglie e degli studenti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

Milano. “Bisognerebbe aiutare i giovani in questo momento davvero difficile. Bisognerebbe trovare per loro parole di conforto e di motivazione. Questo ci aspetteremmo da chi rappresenta le istituzioni. Quelle stesse istituzioni che dovrebbero fare di tutto per sostenerli i giovani, fornendo loro ciò di cui hanno bisogno, come ad esempio computer, tablet, connessioni gratuite, perché in una città come Milano sono molti quelli che non possono permettersele. Quelle stesse istituzioni che in un anno non sono ancora state capaci di garantire un trasporto sicuro agli alunni, agli studenti, agli insegnanti e a tutto il personale che lavora nelle scuole, da chi dirige a chi fa le pulizie, tutti compresi” fa presente Andrea Mascaretti, capogruppo di FdI a Palazzo Marino “invece c’è chi cerca di strumentalizzare i disagi dei giovani e delle loro famiglie. Eppure, se ci occupiamo di Milano, dobbiamo ricordarci che da ottobre abbiamo assistito, negli orari scolastici ma non solo, a scene di ordinaria follia e di costanti assembramenti nelle metropolitane, sui mezzi pubblici e alle fermate come più volta ho denunciato. L’inadeguatezza della Giunta Sala si è dimostrata pienamente nell’incapacità di potenziare e riorganizzare adeguatamente il trasporto pubblico locale che da oltre un anno non riesce a garantire la sicurezza dei passeggeri trasportati o in attesa. Da tempo le mie proposte di utilizzare i circa 5mila taxi milanesi anche per il trasporto in sicurezza di studenti e del personale scolastico giacciono inascoltate dal Sindaco Sala e dall’assessore Granelli, mentre il rischio della diffusione del contagio aumenta fino ad imporre la chiusura delle scuole.” E’ quanto ha dichiarato Andrea Mascaretti consigliere del comune di Milano del Fdi.

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Aumentano le famiglie in povertà assoluta

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

“FEDERCASALINGHE sottolinea con forza che sono sempre le famiglie composte da donne sole con figli e le famiglie monoreddito con figli, a subire più pesantemente l’impoverimento dovuto al Covid”.Vogliamo ricordare che i sostegni al reddito, di varia entità e natura, che Governo e Parlamento hanno via via approvato, sono stati maggiori per le famiglie che percepiscono più redditi.La mancata valutazione del valore economico del lavoro familiare e del lavoro di cura indispensabili per la crescita dei figli e l’assistenza alle persone non autosufficienti continua ad essere in Italia una grave discriminazione contro le donne.“Mi domando spesso, con preoccupazione, dice Federica Gasparrini, se stiamo indebitando per un lungo periodo le fasce più povere, ed arricchendo le persone già economicamente forti. Abbiamo chiesto a Draghi, da buon Amministratore, di meglio calibrare i sostegni alle famiglie.

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Prezzi: con l’inflazione al +0,6% ricadute di +178,80 Euro annui a famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

Prosegue la risalita del tasso di inflazione, che a febbraio si attesta a quota +0,6% sull’anno. Rallenta lievemente il tasso relativo al carrello della spesa, che frena invece al +0,3%. Con l’inflazione a questi livelli le ricadute pe le famiglie saranno di +178,80 Euro annui. Un importo non indifferente, specialmente se considerato alla luce della grave crisi che i cittadini stanno vivendo a causa della pandemia in corso. Per questo riteniamo fondamentale e urgente che il Governo adotti tutte le misure opportune per aiutare le famiglie, oltre al sostegno alle attività economiche che si trovano in maggiore difficoltà. Un sostegno che non sia solo di carattere emergenziale, ma costituisca la base per avviare una ripresa stabile e duratura. “Da troppi anni la politica economica del nostro Paese si focalizza su provvedimenti tesi a far fronte alle maggiori criticità del momento, senza che vi sia una visione generale di sviluppo, di modernizzazione e di crescita.” – afferma Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori. È ora di avviare una pianificazione lungimirante improntata al rilancio dell’occupazione, alla promozione di una crescita sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale, al serio contrasto delle disuguaglianze e della povertà, fenomeni che abbiamo visto crescere in modo esponenziale negli ultimi anni.

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Povertà in crescita, urgente maggior sostegno a famiglie e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Il 28% dei pensionati sotto la soglia dei 10mila euro lordi, pochissimi anziani non autosufficienti possono permettersi una badante. L’appello di DOMINA al governo.Per rispondere alle necessità del Paese, l’ha ricordato Mario Draghi nelle suo discorso programmatico occorre “avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie”. Tra le questioni più preoccupanti la povertà, la cui incidenza in un anno (dal 2019 al 2020) passa dal 31% al 45%. “Tra i nuovi poveri – lo sottolinea ancora Draghi – aumenta il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorate dall’indigenza”.E gli anziani non se la passano meglio. L’Osservatorio nazionale DOMINA, nel suo Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico, ha pubblicato i dati del Ministero delle Finanze che fotografano la condizione dei pensionati italiani. Il 28,3% percepisce meno di 10mila euro annui e il 66,1% è sotto la soglia dei 20mila (e si tratta di redditi lordi). Pochi anziani, dunque, possono permettersi badanti a tempo pieno o colf per più di qualche ora a settimana. Le persone non autosufficienti che possono permettersi un’assistenza contando solamente sulla propria pensione, per esempio, sono tra il 6 e l’8% se si avvalgono di lavoratori non formati. Nel caso di personale preparato la percentuale si abbassa al 4%.L’Italia è tra i Paesi europei che spendono meno per famiglia, infanzia e disabilità. Tra il 2008 e il 2013 la percentuale del Pil destinata a queste tre voci è rimasta sempre compresa tra il 2,5% e il 2,9%, per poi registrare un piccolo aumento (+0,4 punti) nel 2014. Negli ultimi quattro anni il valore è rimasto pressoché costante, attestandosi nel 2017 al 3,4%. Siamo molto lontani dai valori dei Paesi scandinavi (Danimarca 8,4%, Svezia 6%, Finlandia 5,8%), ma anche dalla media Ue (4,3%).
Per Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, “Investire sulla famiglia significa scommettere sul futuro del Paese”. “Perciò chiediamo alle ministre Elena Bonetti ed Erika Stefani – continua Gasparrini – di dare continuità al lavoro durante il Governo Conte II, nonché concretezza ai buoni propositi del Presidente del Consiglio, mettendo in campo maggiori politiche di sostegno che possano anche rilanciare il settore del lavoro domestico. ”.

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Richieste di crediti da parte delle famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2021

Dopo le pesanti flessioni che hanno segnato il 2020, il nuovo anno si è aperto con una contrazione del numero di richieste di finanziamenti da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali contribuite sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF): la componente dei mutui immobiliari fa segnare un -6,6% malgrado la vivacità delle surroghe, mentre i prestiti nel complesso vedono un calo pari a -13,1% rispetto al corrispondente mese del 2020.In scia con quanto era stato registrato nella seconda parte del 2020, le famiglie stanno adottando un atteggiamento estremamente cauto, rinviando i propri progetti di spesa e riducendo di conseguenza anche la propensione a richiedere un finanziamento: nel mese di gennaio le richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi si caratterizzano infatti per un calo del -1,4% rispetto al corrispondente mese del 2020, a fronte del ben più marcato -27,1% fatto segnare dai prestiti personali.Un’ulteriore evidenza che emerge dallo studio di CRIF riguarda l’importo medio dei finanziamenti richiesti, che nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati nel primo mese dell’anno si è attestato a 9.431 Euro, sostanzialmente invariato rispetto al valore del gennaio 2020. Dopo il calo fatto segnare nell’ultima parte del 2020, anche a gennaio le richieste di mutui e surroghe restano in territorio negativo, facendo segnare una flessione del -6,6% malgrado il comparto benefici ancora di una dinamica positiva dei mutui di sostituzione, sostenuti da condizioni di offerta vantaggiose. Per quanto riguarda la distribuzione per classe di durata dei mutui, invece, anche il mese di gennaio ha visto gli italiani orientarsi verso piani di rimborso più lunghi, con più del 79% delle richieste che prevede una durata superiore ai 15 anni.“La perdurante incertezza riguardo i tempi di ritorno a una situazione di normalità, acuita anche dall’instabilità dello scenario politico, sta frenando le decisioni degli italiani relativamente ai consumi, specie quelli di beni durevoli o non strettamente indispensabili, e all’investimento sulla casa” – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF – Per il comparto del prestiti le previsioni per l’anno in corso restano positive, con un progressivo recupero delle richieste favorito dall’auspicato miglioramento dell’attività economica, mentre la dinamica dei mutui potrebbe confermarsi in territorio negativo anche nei prossimi mesi”.

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Pandemia e famiglie senza cure e medicine

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

I numeri della pandemia continuano a crescere e nel mondo. Sono oltre 62,5 milioni i casi confermati con quasi 1,5 milioni di morti. L’impatto del virus produce conseguenze medico-sanitarie, ma anche psicologiche, sociali, economiche e politiche, amplificate purtroppo per le persone, le famiglie, i gruppi sociali, i Paesi più fragili e più poveri.Offrire una risposta rapida ed efficace, garantendo nel contempo che l’assistenza necessaria raggiunga i più bisognosi, è fondamentale. Chi vive nella povertà, è povero di tutto, anche di farmaci e la sua salute è più vulnerabile. La priorità deve essere quella di adottare le misure adeguate che garantiscano a tutti l’accesso ai vaccini contro il Coronavirus e alle tecnologie essenziali necessarie per assistere i malati. Se proprio bisogna privilegiare qualcuno, questi dovrebbero essere i più poveri.Al di là delle cure sperimentali costosissime che restano appannaggio dei più ricchi, anche per l’accesso alle cure ordinarie in molti paesi del mondo si verifica una vera e propria ‘selezione sociale’.Negli Stati Uniti, in città come Chicago, gli afroamericani rappresentano solo il 30% della popolazione, ma costituiscono invece più del 50% dei casi di contagio e circa il 70% dei decessi per il COVID-19. Senza contare le conseguenze sulla salute mentale, già visibili su coloro che appartengono ai gruppi sociali più colpiti dalle conseguenze socio-economiche della pandemia.Quanto si è osservato negli Stati Uniti si riproduce nei paesi del ‘sud globale’, dove, accanto a una maggiore incertezza sulle stime quantitative vi è la preoccupazione per i sistemi sanitari e di protezione oggettivamente più fragili, spesso con carenza di respiratori, di ossigeno, di personale.Milioni di famiglie povere e impoverite oltre ad essere più esposte al rischio di contagio, in questa emergenza, rischiano di rimanere senza cure e medicine per mancanza di soldi, oppure non accedono più ad alcuni servizi.Secondo uno studio dell’OMS, la pandemia sta causando una crisi massiccia dei servizi di salute mentale, neurologica e di cura delle dipendenze da sostanze, fino, in molti casi, alla completa interruzione dei servizi. I motivi di questa crisi sono da ricercarsi nel numero insufficiente o del reimpiego di operatori sanitari in servizi collegati alla risposta COVID-19, ad esempio l’uso di strutture per la salute mentale come strutture di quarantena o di trattamento per il virus oppure la fornitura insufficiente dei dispositivi di protezione individuale.Occorre poi sottolineare che i Paesi ricchi, che rappresentano il 13% della popolazione mondiale, si sono accaparrati già più di 2 miliardi di dosi dei futuri vaccini, mentre l’accesso a questi ultimi sembra essere tutt’altro che vicino per i cittadini del sud globale. Un rischio reso possibile dal ‘TRIPS’, il trattato su Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights, vale a dire il trattato internazionale che regola i brevetti e la proprietà intellettuale e che potrebbe rendere ‘privata’ la proprietà dei vaccini COVID19 che verranno prodotti, anche grazie alle ingenti risorse messe a disposizione dal settore pubblico. Non c’è dubbio che il regime di proprietà intellettuale abbia già provocato danni gravissimi sia ai paesi più poveri, come nel caso di patologie come HIV/AIDS, malaria, polmonite, ma anche nei paesi più ricchi. In Italia, ad esempio, il sistema sanitario è costretto a spendere cifre esorbitanti per rendere disponibile, a chi ne ha bisogno, la nuova terapia contro l’epatite C. Esiste un’iniziativa in India e Sudafrica per ottenere una deroga ai diritti di proprietà intellettuale in riferimento a farmaci, vaccini, mezzi diagnostici, dispositivi di protezione personale e tutte le tecnologie necessarie a fare fronte alla pandemia. È una proposta ragionevole che ha il sostegno di molti paesi, di organizzazioni internazionali, di personalità ed esperti, e anche da parte dalla Santa Sede.Lo stesso Papa Francesco ha esortato nei mesi scorsi a “globalizzare la cura, cioè la possibilità di accesso a quei farmaci che potrebbero salvare tante vite per tutte le popolazioni”, sottolineando che “per fare questo c’è bisogno di uno sforzo comune, di una convergenza che coinvolga tutti.” La barca dell’Umanità sarà in grado di far questo? Una risposta dobbiamo cercarla tutti insieme, altrimenti non c’è futuro.

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Lo spettacolo di Natale per famiglie e scuole diventa digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Per non rinunciare al tradizionale spettacolo natalizio, con tanto di mago e arrivo di Babbo Natale, Grotta di Babbo Natale ha lanciato il nuovo format del Teatro interattivo digitale. Non un semplice streaming ma uno spettacolo interattivo al quale il pubblico partecipa attivamente da casa, applaudendo, fischiando, rispondendo alle domande del Mago. Il pubblico è parte attiva e compare sul palcoscenico, insieme agli attori: è un’esperienza nuova e divertente per tutta la famiglia, per offrire un momento di svago ai bambini, specialmente nelle lunghe domenica di lock-down. Sperimentato già per scuole ed aziende il teatro digitale apre anche al pubblico delle singole famiglie con uno spettacolo in programma domenica 22 novembre dalle ore 16 alle 16:30. Si entra nel Teatro digitale direttamente da casa, con smartphone, pc o tablet prenotando il proprio posto sul sito http://www.grottadibabbonatale.it al costo di 9,90 a famiglia, indipendentemente dal numero di partecipanti.Di assoluto livello la performance artistica, con Paolo Carta, uno tra gli artisti più eclettici e di talento del panorama artistico italiano. Già direttore artistico di Gardaland, il principale parco italiano, ed autore degli effetti speciali dei Musical Disney in Italia nonchè consulente per numerose produzioni televisive Sky, Mediaset e Rai. Finalista a “Tu si que vales” su Canale 5 – ha rappresentato inoltre l’Italia, come miglior illusionista italiano al Supermagic, festival della Magia al Teatro Olimpico di Roma. Tra i suoi più grandi estimatori anche Arturo Brachetti attore, trasformista e regista teatrale e il regista Federico Bellone.Grotta di Babbo Natale, tra le principali realtà italiane del Natale da anni inventa e crea format innovativi.”Già dall’estate abbiamo pensato a delle proposte nuove per il prossimo Natale” – spiega l’organizzatore, Antonio Longo Dorni – “e così abbiamo ideato la videochiamata in diretta con Babbo Natale ( http://www.chiamababbonatale.it ) e grazie alla nostra presenza sul posto in Lapponia anche la Lettera originale di Babbo Natale, il video-personalizzato ed un particolare “Calendario dell’Avvento” con 24 racconti originali lapponi sul Natale, uno al giorno, dal 1 al 24 dicembre”Tutte le proposte sono presentate sul sito http://www.grottadibabbonatale.it

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La rimonta del Covid ostacola la scuola, i ragazzi e le famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Diventa sempre più difficile realizzare una didattica utile, a misura di bambino. Mancano spazi, tecnologie, persino le presenze umane. Così la Fondazione Specchio d’Italia (nata per volere della fondazione torinese Specchio dei tempi) ha pensato di intervenire anche a Genova, dopo Torino e Roma, per realizzare un progetto, avviato ieri, che è di aiuto compiti e doposcuola, ma che vuole anche essere una concreta e fattiva presenza accanto ai giovani studenti, ora più che mai soli. L’iniziativa è stata sviluppata con la collaborazione del CEIS Genova (Fondazione Centro di Solidarietà Bianca Costa Bozzo) che ha scelto di operare, con Specchio d’Italia che finanzia il progetto, nella zona di Fegino, all’interno del Municipio V Valpolcevera. L’obiettivo principale del progetto è sostenere e supportare le famiglie in questo delicato momento storico-sociale, su aspetti concreti e quotidiani.L’esperienza della Fondazione Specchio dei tempi sui territori della città metropolitana di Torino e nel quartiere Bastogi di Roma favorisce e sostiene un lavoro omologo e replicabile sull’area genovese. L’impegno didattico verso i bambini sarà il punto di partenza per una serie di attività intergenerazionali di promozione del benessere, quale monitoraggio dei bisogni delle famiglie e dell’intero territorio.I locali individuati per le attività del progetto sono quelli dell’oratorio della Chiesa di Nostra Signora dell’Assunta di Fegino. Le aule sono pienamente agibili, consentono l’opportuno distanziamento interpersonale alla luce delle misure di contrasto e contenimento all’epidemia da Covid-19. Le attività sono partite con la mappatura degli enti e delle associazioni del territorio, alle quali è stato illustrato il progetto, recependone i consigli. E sono seguite con il coinvolgimento di dirigenti scolastici e docenti per il confronto sui programmi scolastici e le situazioni di maggiore fragilità.

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Torna la sfiducia tra le famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

L’aggravamento della situazione sanitaria e la prospettiva di ulteriori misure restrittive stanno generando una grave crisi di fiducia nelle famiglie italiane: il 70,6% è sempre più preoccupato di non poter ricevere cure adeguate in caso di malattia, il 61,7% di non poter mantenere il proprio reddito e i risparmi (59,8%) intesi anche come assicurazione sul futuro dei figli, valori ritenuti essenziali in questo periodo di emergenza. Un capofamiglia su 5, all’incirca come nel lockdown, prevede di dover fare rinunce molto importanti nei prossimi mesi in ambiti primari come la salute e l’istruzione, mentre a settembre era il 14% a temerlo.Ancora: il 45% dei nuclei familiari è più pessimista rispetto a un mese fa (quando lo era “solo” il 30,2%) sull’impatto che il Covid19 avrà sulla nostra vita, percentuale che sale a 59,2% nelle metropoli e supera il 50% tra le fasce più a rischio – imprenditori, coppie con figli piccoli e chi guadagna meno di 20.000 euro netti l’anno – mentre gli ottimisti sono crollati al 10,8% dal 34,7% di settembre.Sono alcune delle evidenze emerse dal più recente “Termometro Italia” sulle famiglie realizzato da Innovation Team, società di ricerca del Gruppo Cerved, primario operatore nella gestione del rischio di credito, che per la quinta volta dalla comparsa del Covid19 dà un aggiornamento sul sentiment degli italiani. Rilevazioni freschissime, raccolte via telefono e via web tra il 15 e il 20 ottobre, per monitorare l’evoluzione della crisi sui 26 milioni di nuclei familiari del nostro Paese attraverso le risposte di 500 famiglie, che sono state statisticamente “espanse” in base ad area geografica, tipologia e professione della principale fonte di reddito.La percezione del futuro è negativa anche su un orizzonte più lungo: quasi il 70% degli italiani si attende per l’anno prossimo un peggioramento della situazione economica generale (un mese fa erano il 62%), 4 famiglie su 10 temono per la propria condizione lavorativa e 3 su 10 (33%) per il bilancio familiare, tutti dati leggermente in crescita. Una sfiducia che è ancora più marcata tra chi ha oltre 65 anni (89%), chi è separato (86%) e chi vive nelle città piccole (80%).Il peggioramento del sentiment arriva dopo un periodo già difficile: il 62,8% dei rispondenti ha subìto un impatto pesante sul reddito, nel 17,3% addirittura drammatico (era il 12,4% appena un mese fa). Come conseguenza, oltre metà delle famiglie sono costrette a intaccare i risparmi (54,4%, ma si raggiungono punte del 70% tra i lavoratori autonomi e gli abitanti delle grandi città) e negli ultimi mesi sono aumentate anche quelle che devono farlo in modo consistente: dal 18,6% di aprile al 26,9% di ottobre. La situazione è ancora più seria per chi può contare su un reddito basso, in particolare derivato da lavoro autonomo (in netto peggioramento e a rischio di ulteriori limitazioni), chi ha anziani e bambini a carico o risiede nelle metropoli, le più colpite dalla crisi.

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Istat: crollano i consumi e diminuisce fortemente il reddito disponibile delle famiglie

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2020

Segnali che sicuramente vanno letti alla luce del periodo di lockdown che il Paese ha attraversato, ma che indicano anche la situazione di forte difficoltà che le famiglie stanno fronteggiando.La contrazione del reddito disponibile, infatti, inciderà sull’andamento del mercato, con ripercussioni importanti anche sul versante della produzione.Di fronte a questa situazione è indispensabile che il Governo assuma scelte coraggiose e determinate per superare questa delicata fase storica. E che lo faccia in tempi rapidi. È ormai troppo tempo che si discutono piani e programmi per usufruire dei fondi europei: ora bisogna passare all’azione.Nel dettaglio è necessario predisporre misure strutturali per lo sviluppo, destinate a rilanciare l’economia e l’occupazione.In tale quadro non si può e non si deve lasciare indietro il MES: un’opportunità irripetibile per rimettere in sesto il sistema sanitario, con il duplice vantaggio di disporre di risorse adeguate per far fronte all’emergenza sanitaria, per rendere il servizio sanitario nazionale più efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini, nonché per consentire all’Italia di convogliare le risorse necessarie sugli investimenti indispensabili per la ripresa economica.I provvedimenti adottati e programmati in questa fase non dovranno limitarsi a misure di carattere emergenziale: è importante prevedere misure strutturali capaci di restituire al Paese opportunità di crescita e sviluppo nel medio e lungo periodo.

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L’UNHCR assicura assistenza alle famiglie sfollate nel Sahel colpite dalle inondazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, sta intensificando le operazioni volte ad assicurare assistenza alle famiglie sfollate nella regione africana del Sahel, tra più di 700.000 persone colpite dalle devastanti inondazioni che hanno interessato la regione. Decine di persone hanno perso la vita, tra cui una madre incinta e la figlia adolescente. Diverse altre migliaia necessitano con urgenza di riparo, acqua potabile e assistenza sanitaria lungo ampie aree di territorio in Burkina Faso, Ciad, Mali e Niger.Si ritiene che le fortissime piogge cominciate ad agosto siano le peggiori da oltre un decennio a questa parte. In tutto il Sahel, dove violenze incessanti e indiscriminate avevano già costretto oltre 3,5 milioni di persone a fuggire sia internamente sia oltre i confini dei Paesi della regione, le case sono andate distrutte, le strutture sanitarie danneggiate e le coltivazioni sommerse dagli allagamenti.In tutta la regione, le infrastrutture, tra cui le strutture sanitarie, sono state gravemente danneggiate, condizionando le attività di risposta nazionali al COVID-19 e le capacità di assicurare trattamenti per altre malattie, quali malaria e morbillo. Dati i livelli di contaminazione delle fonti di approvvigionamento idrico e gli allagamenti dei servizi igienici, si teme con sempre maggior frequenza una possibile epidemia di colera.Nel corso delle inondazioni le coltivazioni sono andate distrutte, aggravando la carenza di scorte alimentari e le vulnerabilità degli agricoltori e delle loro famiglie, le cui possibilità di sostentamento dipendono dai raccolti. Nella regione, il Niger è stato il Paese colpito più duramente. Le autorità nazionali hanno registrato 71 persone decedute, 90 ferite e oltre 350.000 interessate dalle conseguenze delle inondazioni, in particolare nella regione di Maradi. L’UNHCR da tempo ha mobilitato aiuti destinati agli sfollati interni che vivono in aree in cui sono costretti a guadare acque il cui livello arriva al bacino o ad attraversarle remando a bordo di canoe.Le inondazioni hanno colpito sei siti che accolgono sfollati, lasciando oltre 9.000 rifugiati e sfollati interni nell’urgente necessità di riparo. L’UNHCR ha già distribuito 1.900 kit per alloggi, nonché beni di prima necessità quali indumenti, coperte e kit igienici. In alcune aree, tali operazioni hanno portato ad esaurire le scorte di emergenza.In Burkina Faso, le inondazioni hanno interessato tutte e 13 le regioni, facendo registrare 41 persone decedute, 112 ferite e lasciando 12.378 nuclei familiari senza riparo. A Kaya, una madre incinta e la figlia, in precedenza fuggite dalle violenze, hanno perso la vita quando la casa del vicino è crollata sulla loro tenda. Le piogge torrenziali hanno provocato danni estesi in un Paese in cui un abitante su cinque risultava essere già sfollato a causa delle violenze. Il Burkina Faso attualmente accoglie oltre un milione di sfollati interni, metà di tutti quelli presenti nell’intero Sahel. In Ciad, dove oltre 236.000 persone sono state colpite dalle inondazioni, UNHCR e partner stanno urgentemente assicurando alloggi, cibo, beni di prima necessità e assistenza sanitaria. Nella provincia meridionale di Gore, sono stati colpiti 1.735 rifugiati e almeno 283 famiglie si sono ritrovate i propri terreni allagati e le coltivazioni distrutte. Le piogge torrenziali hanno reso le strade impercorribili, ostacolando le operazioni umanitarie volte a prestare assistenza ai rifugiati colpiti e l’accesso del personale dell’Agenzia agli uffici di Haraze e Shari.Nel Ciad orientale, la maggior parte delle abitazioni e degli alloggi presenti in sei campi che accolgono migliaia di rifugiati vicino a Iriba è stata distrutta o gravemente danneggiata, costringendo questi ultimi a dormire nelle scuole e all’addiaccio. L’UNHCR ha distribuito aiuti per soddisfare le più pressanti esigenze delle persone colpite. In Mali, sono migliaia gli sfollati interni e i membri delle comunità locali colpiti dalle inondazioni. Centinaia di case sono state distrutte nelle regioni più duramente colpite: Gao, Mopti, Ségou e Sikasso.Il verificarsi di questi eventi moltiplica i pericoli per comunità sfollate e comunità di accoglienza che si trovano già alle prese con situazioni di estrema povertà, insicurezza alimentare, conflitti armati e rischi climatici, quest’anno tutte seriamente aggravate dalla pandemia da COVID-19.

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2,4 milioni di famiglie hanno usato l’RC familiare

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Il 16 febbraio 2020 è entrata in vigore la cosiddetta RC familiare e, numeri alla mano, sono molti gli italiani che in questi mesi ne hanno approfittato; secondo l’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat, fra chi ha rinnovato o sottoscritto polizze auto o moto nel periodo marzo-giugno 2020, quasi 1 rispondente su 3 (28%), pari a circa 2,4 milioni di famiglie, ha dichiarato di aver sottoscritto o rinnovato una polizza in questo modo.Ma chi ha sfruttato di più questa opportunità? Ad averlo fatto sono stati soprattutto i residenti del Sud e delle isole (31,6%), seguiti, a breve distanza, dagli abitanti del Nord Est (29,3%) e i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni (46,9%), per i quali il vantaggio economico è massimo.Chi ha dichiarato di aver approfittato dell’RC familiare, nella maggior parte dei casi lo ha fatto su veicoli già presenti nel nucleo familiare, trasferendo la classe di merito da auto ad auto (46,3%) e da auto a moto o viceversa (45,3%); solo nell’8,4% dei casi la norma è stata usata per assicurare su un mezzo a due o quattro ruote acquistato per la prima volta.

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Famiglie: Stangata autunnale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Archiviate le vacanze, al rientro dalle vacanze le famiglie, come ogni anno, fanno i conti con le spese autunnali.Tra le spese per la Tari, il riscaldamento, le bollette e quelle per il rientro a scuola, nel periodo tra Settembre e Novembre si prospetta un autunno nero per le famiglie, che dovranno far fronte a una stangata di 2.493,35 Euro.Si tratta di cifre importanti, che metteranno a dura prova i bilanci familiari, già estremamente in crisi a causa delle conseguenze della pandemia.Per prepararsi all’anno scolastico, quest’anno, oltre alle classiche spese per zaini, libri e dizionari si aggiungono i costi di trasporto, viste le incertezze in tale ambito dovute all’emergenza sanitaria.Le voci di spesa con cui le famiglie dovranno fare i conti non riguardano solo il materiale scolastico, ma anche la TARI, le spese per il riscaldamento (in lieve calo rispetto allo scorso anno), per non parlare delle bollette (che registrano un aumento complessivo del +3,5% rispetto al 2019). È vero che queste ultime si pagano tutto l’anno, ma in questo frangente si sommano alle altre onerose spese con un risultato estremamente negativo per le tasche dei cittadini.Inoltre, alla “solita” stangata, si aggiungono le spese per le visite mediche, gli esami e i checkup che, salvo emergenze, sono stati rimandati dopo il lockdown e la pausa estiva.Occorre precisare che la stangata in questione non comprende le spese correnti per alimentazione, abbigliamento, ecc.

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Andamento delle richieste di moratorie sul credito da parte di famiglie e imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Nello specifico, la fase post lockdown ha fatto segnare un deciso recupero delle richieste di credito da parte di famiglie e imprese, che sono tornate sui livelli pre emergenza Covid. La rilevazione da parte di CRIF relativa alle istruttorie contribuite sul proprio sistema di informazioni creditizie nella prima settimana di agosto ha fatto registrare una performance positiva, rispettivamente con un +7% per le famiglie e un +15% per le imprese. In questo scenario, sicuramente in recupero ma ancora fortemente condizionato dalla perdurante incertezza causata dall’emergenza pandemica, famiglie e imprese non hanno però smesso di richiedere l’accesso alla moratoria varata dal Governo per sospendere il pagamento delle rate sui finanziamenti in essere.Relativamente al comparto business, il 72,6% delle richieste di moratoria che sono state ottenute in questi mesi sono riconducibili a società di capitali a fronte di una quota pari al 23,9% per le società di persone e del 2,3% per le ditte Individuali. Un altro dato significativo riguarda l’importo medio della rata mensile che è stata sospesa e il debito residuo, che risultano pari rispettivamente a 2.796 Euro e 136.689 Euro.Per quanto riguarda, invece, i privati consumatori, i mutui immobiliari rappresentano il 46,6% delle richieste, mentre il 26,6% del totale riguarda prestiti personali, che tipicamente rappresentano le due forme di finanziamento più onerose per le famiglie. A seguire, il 12,6% delle moratorie ottenute dalle famiglie riguarda mutui di liquidità contro l’8,6% dei prestiti finalizzati e il 5,6% dei contratti di leasing e altri prodotti rateali. Complessivamente la rata mensile che è stata sospesa in questi mesi risulta pari a 534 Euro mentre il debito residuo in carico alle famiglie relativamente ai contratti sui quali è stata applicata la moratoria è pari a 61.708 Euro.

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