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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘famiglie’

Incentivi 2020 per singoli e famiglie: scheda pratica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Per il 2020 sono usufruibili quasi tutte le agevolazioni degli anni passati, con alcune novità. Come al solito vi sono quelle finanziate da normative precedenti, e altre introdotte o riconfermate da vari decreti emessi nel corso del 2019 (decreto clima e decreto fiscale) ma soprattutto dall’ultima Legge di Bilancio.
Tra le novità la CARTA GIOVANI NAZIONALE destinata a cittadini di età compresa tra i 18 e i 35 anni per promuoverne l’accesso ai beni e ai servizi e il fondo per l’acquisto di SOSTITUTI DEL LATTE MATERNO, finanziato con 2 milioni di euro per il 2020 e 5 milioni di euro per gli anni dal 2021 in poi. In corso di attivazione, nell’ambito mutui e finanziamenti, la possibilità di chiedere una sospensione delle rate da parte delle DONNE VITTIME DI VIOLENZA.
Per quanto riguarda invece la rottamazione di vecchie auto e moto, introdotto un BUONO MOBILITÀ spendibile per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico.
Introdotto anche il BONUS SULLA TASSA DEI RIFIUTI (TARI) che sarà regolato dall’ARERA con criteri analoghi a quelli già in essere per i bonus sulle bollette dell’elettricità del gas e dell’acqua.
Rifinanziato il REDDITO DI CITTADINANZA, confermate sia la CARTA ACQUISTI che la CARTA FAMIGLIA per le famiglie numerose, rifinanziata fino al 2021.Incrementati tra questo e l’anno passato anche il il fondo a favore delle persone che assistono un familiare non autosufficiente (detti “CAREGIVER FAMILIARI”), fino al 2021, e il “Fondo per l’assistenza disabili gravi privi del sostegno familiare” (2 milioni di euro per il 2020).Riconfermato anche il BONUS BEBE’ con 348 milioni di euro per l’anno 2020 e 410 milioni di euro per l’anno 2021 e ancora attivi sia il PREMIO NASCITA UNA TANTUM che il BONUS ASILI NIDO per famiglie con bambini nati dal 2016 affetti da gravi patologie croniche.Esteso ai diciottenni del 2020 il cosiddetto BONUS 18ENNI o BONUS CULTURA, il borsellino elettronico utilizzabile per attività culturali.
Per quanto riguarda i mutui ancora possibile ottenere la SOSPENSIONE DELLE RATE a determinate condizioni. Sempre nell’ambito “finanziamenti” è attivo dal 2019 il FONDO SOSTEGNO ALLA NATALITÀ, introdotto al posto del vecchio “Fondo credito nuovi nati” per fornire garanzie di Stato al credito concesso a famiglie che fanno o adottano figli e finanziato fino al 2021.
Il FONDO GARANZIA PRIMA CASA istituito nel 2014 è stato rifinanziato e continua ad operare il cosiddetto PLAFOND CASA con agevolazioni decise dalle banche che aderiscono volontariamente.Per i fondi affitti gestiti localmente dai Comuni sono sempre attivi quello destinato specificamente agli inquilini morosi (cosiddetta morosità incolpevole) e il “Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione” relativo in generale a situazioni di difficoltà degli inquilini.Infine, rinnovati come sempre anche i bonus sulle bollette di elettricità, gas e acqua con una nuova soglia Isee che include un maggior numero di famiglie. Si fa presente che ancora per il 2020 questi bonus sono fruibili SU RICHIESTA, ma dal 2021 dovrebbe scattarne l’automaticità.Tutti i dettagli sulla scheda pratica Incentivi 2020: agevolazioni e bonus per gli individui e le famiglie: https://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2020+agevolazioni+bonus+individui_30501.php (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Stangata 2020 per le famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 gennaio 2020

Come ogni anno l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha stilato l’andamento dei prezzi per l’acquisto di beni e servizi e l’impatto che avranno sulle famiglie. Per il 2020 si prevede un deciso aumento per le famiglie, pari a +630,65 Euro annui. A determinare tali andamenti sono, da un lato, alcune scelte assunte nella manovra di bilancio e nel Decreto Milleproroghe, dall’altro alcuni trend, come quello relativo agli aumenti nel campo delle assicurazioni, già in atto negli ultimi giorni dell’anno. Si prospettano lievi discese dei costi per quanto riguarda i ticket sanitari (che saranno legati al reddito) e le tariffe dell’acqua. È opportuno specificare che, per quanto riguarda il settore idrico e quello dei rifiuti, vi potranno essere delle modifiche rispetto a tali stime, alla luce della regolazione secondo i nuovi piani tariffari che ARERA stabilità entro la metà del 2020. In tema di rifiuti è certo, comunque, che la questione della gestione delle discariche e di piani regolatori inciderà in maniera non indifferente sulle tasche dei cittadini. Non bisogna trascurare il fatto che tali aumenti avvengono in un contesto delicato, in cui il Paese stenta ancora a riprendersi e in cui manca un serio piano di crescita improntato allo sviluppo, alla ricerca, al rilancio dell’andamento dell’occupazionale. Per questo torniamo a chiedere con decisione che, nel 2020 una riforma degli ormai iniqui oneri di sistema, che pesano in maniera spropositata sulle bollette dell’energia, ci auguriamo che il Governo non si sottragga ad operare una seria rimodulazione delle aliquote IVA, in modo da non tassare come beni di lusso alcuni beni e prodotti che invece sono di largo consumo.

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Inps: Reddito a oltre un mln famiglie, media 484 euro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Secondo i dati Inps, attualmente le famiglie beneficiarie di Reddito (890.756) e pensione di cittadinanza (123.673) sono nel complesso 1.014.429. In media l’importo per famiglia è di 484,44 euro.”Considerato che per l’Istat i poveri assoluti sono 1 milione e 822 mila, vuol dire che si è raggiunto solo il 55,7% della platea di chi avrebbe bisogno di un sostegno economico. Ma quello che non va, soprattutto, è che l’importo è troppo basso” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non solo l’importo medio per famiglia è sotto anche al beneficio massimo previsto per i single. Ma il famoso importo di 780 euro andrebbe addirittura alzato a 829 euro. I 780 euro, infatti, erano i 6/10 del reddito mediano familiare al tempo del Rapporto annuale Istat del 2014, ma i dati resi noti a dicembre 2019 ci dicono che il reddito per le persone sole è salito a 16.571 euro, quindi ora il dato equivale a 828,55 euro” conclude Dona.

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Istat, Cavallaro (CISAL): “Basta con le politiche «lacrime e sangue»”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

“I dati Istat relativi al calo della produzione industriale in Italia, non possono che accrescere la nostra preoccupazione verso il mondo del lavoro e delle famiglie, sempre più in affanno. Al tempo stesso, non possono che rafforzare la convinzione che bisogna porre, una volta per tutte, un argine alle politiche “lacrime e sangue” fatte di misure fortemente restrittive, finalizzate – sulla carta – a ridurre il debito pubblico ma che, di fatto, comprimono la domanda interna”.“Il calo degli investimenti pubblici e privati ed il contenimento di salari e pensioni sono tra le cause principali di difficoltà che, nel nostro Paese, perdurano da troppo tempo”.“Occorre pensare a nuove condizioni affinché le imprese italiane recuperino competitività, anche mediante incentivi che favoriscano innovazione e sistemi produttivi sempre più sostenibili, aumentando la spesa d’investimenti pubblici in ricerca e infrastrutture e facendo crescere il potere di acquisto delle famiglie”.Lo ha dichiarato Francesco Cavallaro, Segretario Generale della CISAL.

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Richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

A ottobre si è registrata una vera e propria impennata delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali contribuite sul Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF), con un eloquente +18,4% rispetto allo stesso mese del 2018. Indubbiamente l’irrobustimento della crescita rappresenta un elemento positivo per il mercato dopo 3 trimestri improntati alla prudenza, con una dinamica complessiva influenzata dal recupero dei nuovi mutui ma, soprattutto, dalla ripresa delle surroghe stimolate da tassi applicati che negli ultimi mesi hanno toccato i nuovi minimi. A sostegno del dato relativo all’andamento delle richieste di mutui e surroghe, dall’ultima rilevazione del Barometro CRIF emerge anche il dato relativo all’importo medio richiesto, che nel mese di ottobre si è attestato a 133.600 Euro, con un incremento del +4,2% rispetto al corrispondente mese del 2018. In termini assoluti si tratta del valore più elevato fatto registrare negli ultimi 7 anni dopo il picco del giugno 2012, quando la media dei mutui richiesti era risultata pari a 133.074 Euro.

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Liberare famiglie e imprese da schiavitù debito

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

“Su mia proposta questa mattina l’ufficio di presidenza della Commissione Finanze e Tesoro del Senato ha deciso l’incardinamento del disegno di legge Urso-de Bertoldi sui crediti deteriorati (NPL) ceduti a terzi, che darà così la possibilità al debitore di riscattare il proprio NPL con modalità concordata e ad un valore definito nella procedura già attivata dalla banca per la cessione del NPL. Si tratta di una vittoria di Fratelli d’Italia che per prima aveva posto l’attenzione su un tema dal grandissimo impatto sociale, liberando dalla schiavitù del debito oltre un milione di soggetti con evidenti conseguenze positive sul tessuto sociale e produttivo del Paese, su famiglie e imprese, chiudendo così una triste pagina della crisi finanziaria e bancaria che ha colpito spesso proprio i più deboli”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Scuola: Tempo pieno, le famiglie rinunciano e il M5S ne prende atto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

Ma l’Anief rilancia chiedendo allo Stato di trovare i finanziamenti per Regioni ed Enti locali per assicurare il tempo mensa oltre all’urgente messa in sicurezza degli edifici, perché il gap tra il Nord e il Sud del Paese sull’apertura delle scuole in orario pomeridiano rimane agghiacciante Sull’uscita da scuola pomeridiana, promessa dal leader politico del M5S Luigi Di Maio appena un anno fa, sembra arrivare una brusca quanto inaspettata marcia indietro proprio dal primo partito di Governo. Lo annuncia la senatrice pentastellata Bianca Laura Granato: “Non ci sono state le richieste che ci si aspettava anche per le gravi carenze edilizie. Mancano edifici e locali adeguati, i ragazzi sarebbero costretti a trascorrere il loro tempo in scuole poco funzionali se non addirittura poco sicure. E così le famiglie preferiscono che i propri figli escano da scuola prima dell’orario del pranzo”. Eppure solo pochi giorni fa, nel rilancio del Sud, previsto dalla Nota di aggiornamento del Def 2019, si leggeva della necessità del tempo pieno – al Sud coperto solo per il 15% degli alunni circa, contro oltre il 48% al Nord – da intendersi come obiettivo primario. Sul tempo pieno i problemi sono più grandi di quanto si pensasse. Si sta vivendo “una situazione grave, insomma, dalla quale sembra difficile uscire”, ha detto ancora la senatrice Granato. E visto che le cose stanno così, ha continuato, la priorità è ora di “investire proprio nell’edilizia scolastica: ci sono 11 miliardi da spendere, fermi nei meandri degli uffici. I Comuni – soprattutto quelli del Sud – devono attivarsi per spenderli, ne va della sicurezza dei nostri alunni e del futuro della scuola italiana”.Questo significa, scrive la rivista Orizzonte Scuola, che nella prossima “legge di bilancio non ci saranno le risorse necessarie per le scuole del sud”, in modo da “eliminare il divario con le scuole del nord”. C’è delusione, dunque, tra “i docenti di ruolo della primaria che speravano di ritornare nelle province del Sud”: l’anno scorso “le 2.000 cattedre disponibili per aumentare il tempo pieno sono state distribuite tra diverse regioni d’Italia, con prima la Campania con 276 posti, seguita al secondo posto dalla Lombardia con 262 posti e dalla Sicilia con 261. Al quarto posto la Puglia con 187 posti mentre al Veneto sono andati 167 posti. Ultimo il Molise con 14 posti”. Non si comprende, però, il motivo del cambio di programma. Perché solo due settimane fa era stato approvato dal Consiglio dei Ministri, con la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2019, un piano di rilancio del Sud che ha come obiettivo primario proprio il recupero dell’Istruzione pubblica nazionale e dove si prospetta la realizzazione di un “piano strutturale che rilanci gli investimenti e gli interventi in grado di attivare il potenziale di crescita inespresso, rafforzando il capitale fisico, umano, sociale e naturale. L’obiettivo è rendere più attrattivi il Sud e le Aree interne, offrendo nuove opportunità occupazionali in particolare a giovani e donne”. Entrando nel dettaglio, per gli istituti del Meridione, ha scritto ancora Orizzonte Scuola, sarebbero in arrivo “15 miliardi di euro, un piano mirato per fermare l’emigrazione dei giovani dal Mezzogiorno al Nord o all’estero. Scuole aperte tutto il giorno e investimenti per gli asili nido, così che si pensi non solo ai bambini ma anche ai genitori dando spazio al potenziale delle donne”. Le indicazioni del Def, del resto, poggiano su basi certe: il tempo pieno nelle scuole al Sud interessa appena il 15% degli alunni circa, contro oltre il 48% al Nord. Quindi al Settentrione la percentuale media è più di tre volte quella del Sud e delle isole maggiori. Ma ora tutto sembra rinviato a data da destinarsi.

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Inflazione: Rincari per le famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 settembre 2019

L’Istat ad Agosto rivede l’inflazione al ribasso: il tasso si attesta allo 0,4%, lo stesso livello di luglio. Rivisitazione in discesa, rispetto alla stima iniziale del +1%, anche per i prezzi relativi al carrello della spesa, che sale del +0,7% su base annua, segnando comunque un’accelerata rispetto al +0,6% di luglio.Tale andamento si traduce, per le famiglie, in un aumento generalizzato dei costi, in termini annui, di +118,40 Euro.Solo nel settore alimentare, invece, gli aumenti ammonteranno a +39,20 Euro. Costi senza dubbio onerosi, che si aggiungono a quelli “di routine” in questa stagione, che vede il sommarsi del rientro tra i banchi di scuola e scadenze tariffarie e fiscali. Secondo quanto calcolato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tra Settembre e Novembre, tra libri, zaini, bollette, TARI e riscaldamento le famiglie dovranno far fronte ad una stangata autunnale di 1.845,19 Euro.È evidente che, di fronte a una situazione simile, che mette a dura prova i bilanci familiari, è di primaria importanza avviare ogni misura necessaria per scongiurare l’aumento dell’IVA dal prossimo anno. Le conseguenze di tale incremento sarebbero disastrose per l’intera economia e per le famiglie, che si troverebbero a far fronte ad un rincaro, a regime, di 831,27 Euro annui.Alla luce di questi dati è sempre più evidente la necessità di un’azione concreta e incisiva da parte del nuovo Governo che, oltre al taglio del cuneo fiscale, dovrebbe disporre investimenti per la crescita, lo sviluppo, la ricerca e la modernizzazione delle infrastrutture. Operazioni fondamentali per dare un nuovo slancio all’intero sistema economico e restituire fiducia alle famiglie.

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Medici di famiglia: Un mondo finito?

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 agosto 2019

«Nei prossimi 5 anni mancheranno 45 mila medici di base, ma chi va più dal medico di base, senza offesa per i professionisti qui presenti? Nel mio piccolo paese vanno a farsi fare la ricetta medica, ma chi ha almeno 50 anni va su Internet e cerca lo specialista. Il mondo in cui ci si fidava del medico è finito». Così si è espresso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti nel suo intervento al Meeting di Rimini per l’incontro ‘Intergruppo sussidarietà: le riforme istituzionali’ scatenando le reazioni della categoria. .Pronta la risposta della Fimmg che in una nota parla di «realtà parallela» visto che «ogni giorno negli studi dei medici di famiglia del nostro Paese passano 2 milioni di italiani» sottolinea il segretario generale della Federazione nazionale dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. «Senza calcolare i contatti telefonici o informatici – aggiunge Scotti – possiamo dire che in un mese il numero dei pazienti che vediamo è pari a quello dell’intera popolazione italiana. E se il sottosegretario conoscesse meglio il Paese reale, saprebbe che ci sono sempre più italiani che faticano a curarsi per problemi economici. Per queste persone anche il ticket è un problema. «La realtà fotografata da un’indagine del Censis presentata lo scorso novembre in occasione dei 40 anni del Servizio sanitario nazionale è ben diversa» sottolinea Anelli «l’87% degli italiani dichiara di fidarsi del medico di medicina generale (la quota raggiunge il 90% tra gli over 65), che è tra l’altro la fonte principale delle risposte a domande di salute (si rivolge a lui il 72,3% degli italiani)».
A rassicurare la categoria l’intervento del ministro Giulia Grillo che evidenzia in un post su Facebook come «i medici di medicina generale sono il primo presidio di salute per i cittadini, la base e la garanzia di un sistema sanitario pubblico in grado di assistere tutti in base alle personali necessità. Per guarire non basta un click. Ogni giorno 2 milioni di cittadini si recano nella rete capillare di ambulatori presenti su tutto il territorio nazionale. Dobbiamo essere orgogliosi di avere il diritto e il privilegio di poter liberamente scegliere il medico di famiglia di nostra fiducia senza pagare costose assicurazioni». (fonte Doctor33 3 e da noi rilanciato in abstract)

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Ocse: cresce reddito famiglie, Italia ultima tra grandi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 agosto 2019

Secondo l’Ocse, nel primo trimestre 2019 il reddito delle famiglie nel nostro Paese è cresciuto dello 0,5% contro il +0,6% dell’area Ocse, il +0,7% di Eurolandia. Peggio di noi fa solo il Regno Unito (+0,3%).”Dati molto allarmanti. L’Italia resta la Cenerentola del mondo, non solo dell’Eurozona” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se poi considerassimo il dato del reddito durante gli anni della crisi, la situazione sarebbe ancora peggiore. E’ assolutamente condivisibile che il reddito reale fornisce un quadro del benessere delle famiglie. Anzi, a nostro avviso non solo delle famiglie ma anche del Paese: fino a che gli italiani arrancano e sono in difficoltà anche il Paese non può che andare male” prosegue Dona.”Dal 2007 al 2018 il potere d’acquisto delle famiglie, ossia il reddito lordo disponibile in termini reali delle famiglie consumatrici, è sceso del 6,6%. Peggio di così non si può!” conclude Dona.

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La spesa delle famiglie diminuisce

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Secondo quanto riportato nella relazione annuale dell’Agcom, la spesa di famiglie e imprese in servizi di telecomunicazioni diminuisce del 2,9% nel 2018, in particolare cala la spesa sulla rete mobile (-6,4%), come risultato dell’entrata sul mercato di Iliad.
“E’ la dimostrazione che nel nostro Paese serve più concorrenza. Per questo urge un intervento del legislatore, che elimini del tutto le spese di recesso, anche anticipato, in modo da realizzare una vera portabilità, come avviene già per i conti correnti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se le prime due compagnie telefoniche detengono il 65% in termini di quota di mercato nella spesa finale è chiaro che serve più mobilità del consumatore e più trasparenza nelle offerte per aumentare la concorrenza” prosegue Dona.”Inoltre, come già chiesto anche dall’Antitrust, le Authority devono avere a disposizione sanzioni più efficaci e dissuasive per punire pratiche commerciali scorrette, multe che abbiano una vera efficacia deterrente” conclude Dona.

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

Anche nel mese di aprile è proseguito il rallentamento delle richieste di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, che fanno registrare una contrazione del -10,8% rispetto allo stesso mese del 2018, dato che accentua ulteriormente la brusca frenata che aveva caratterizzato il I trimestre dell’anno (-7,9%).Si segnala, tuttavia, la costante crescita dell’importo medio richiesto, che fa segnare un +3,7% per attestarsi a 130.311 Euro: a livello di singole rilevazioni mensili si tratta del 2° valore medio più elevato registrato dall’inizio del 2013 ad oggi. Relativamente alla distribuzione per fasce di importo, ad aprile le richieste si sono concentrate prevalentemente nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 euro, con una quota pari al 29,4% del totale ma va sottolineato come i mutui di importo inferiore ai 75.000 euro rappresentino un quarto del totale.

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Bankitalia: sale vulnerabilità famiglie, 11% in ritardo con mutuo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Secondo il Rapporto sulla stabilità finanziaria di Bankitalia, alla fine del 2019 la quota di famiglie vulnerabili e l’incidenza dei loro debiti sul totale salirebbero al 2,3 e al 12 per cento. Tra le famiglie con solo un mutuo, la quota di quelle in ritardo nel pagamento delle rate è pari all’11%, percentuale che sale al 15% per i nuclei che, oltre al mutuo, hanno contratto debiti per finalità di consumo e al 25% per quelli che hanno soltanto quest’ultimo tipo di debiti.”Dati molto preoccupanti! Dopo il picco negativo raggiunto nel 2012, la vulnerabilità delle famiglie, anche grazie alla politica monetaria della Bce e ai bassi tassi di interesse, era sempre migliorata. Ma dal 2016 la situazione sta progressivamente peggiorando e nel 2019 prosegue questo andamento sfavorevole” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre, Bankitalia denuncia che il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato si sta trasmettendo gradualmente al costo dei nuovi finanziamenti. Temiamo, quindi, che ulteriori rialzi dello spread, possibili nel caso di ulteriori discussioni autunnali con l’Europa, a fronte di un deficit stimato dal Governo al 2,4%, possano creare ulteriori problemi alle famiglie” conclude Dona.

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Richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Lo studio ha evidenziato che l’anno appena concluso si è caratterizzato per una crescita complessiva delle richieste di credito da parte delle famiglie italiane. Per quanto riguarda i prestiti, nell’aggregato di personali più finalizzati, il numero delle richieste è cresciuto del +5,0% rispetto al 2017. La buona performance del comparto è determinata principalmente dai prestiti personali, ma anche quelli finalizzati si sono posizionati in territorio positivo. Relativamente al comparto dei mutui, invece, è stato positivo il recupero delle interrogazioni relative ai nuovi mutui di acquisto seppur non completamente compensato dal ridimensionamento di quelle per surroghe e sostituzioni, che nel complesso ha determinato una lieve flessione delle richieste, pari a -0,6% rispetto all’anno precedente.
Per quanto riguarda l’importo medio dei prestiti, considerando sia quelli finalizzati che personali, nel 2018 con 9.459 Euro richiesti si tratta del valore medio più alto da quando CRIF ha iniziato ad analizzare in modo sistematico le informazioni relative alle istruttorie di credito. Entrando maggiormente nel dettaglio, relativamente ai prestiti finalizzati nel 2018 l’importo medio richiesto è risultato pari a 6.512 Euro (+9,2% rispetto al 2017) a fronte dei 12.940 Euro dei prestiti personali, valore sostanzialmente in linea con quello rilevato nell’anno precedente.Nel corso del 2018 si è inoltre assistito a una ripresa costante dell’importo medio delle richieste di mutuo, anche in virtù del minor peso delle surroghe, che per natura hanno un importo medio più contenuto. Nello specifico, a dicembre a dicembre il valore medio è risultato pari a 130.154 Euro, con una crescita pari a +2,0% rispetto allo stesso mese del 2017, mentre a livello di intero anno si è attestato a 127.502 Euro.

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Istat: il 70,1% delle famiglie non riesce a risparmiare

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

L’Istat ha reso noto il dato delle persone che si trovano in condizioni di grave deprivazione materiale (il 10,1%, in calo rispetto al 12,1% del 2016), ma non ha diffuso quelli dei nove segnali di deprivazione che compongono l’indicatore.Ebbene, da questi dati emerge una situazione particolarmente grave: il 70,1% delle famiglie non riesce a risparmiare (erano il 69,7% nel 2016). Sono incapaci di far fronte ad una spesa imprevista di circa 800 euro il 39,5% delle famiglie ed il 43,6% non può permettersi una settimana di ferie all’anno (cfr tabella).”Anche se questi ultimi due valori sono in leggero miglioramento rispetto al 2016, i dati sono sconcertanti. Se il 40% degli italiani non può permettersi di spendere 800 euro vuol dire che, se gli si rompe l’auto, non può nemmeno acquistarne una usata. Altro che dare 6 mila euro di incentivi a chi acquista un’auto elettrica” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non basta che il Governo con il reddito di cittadinanza si occupi delle persone povere, che sono l’8,4%. Serve un aiuto al 40% degli italiani. Nella legge di Bilancio, quindi, tutte le poche risorse vanno destinate ad aiutare chi è in difficoltà. Serve una riforma che rimuova le cause della povertà” conclude Dona.

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Aumentare risorse a favore della famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

“Occorre ripartire da una maggiore valorizzazione del ruolo dei nonni e delle nonne aumentando risorse e politiche a favore della famiglia. Educare i giovani attraverso la scuola a un maggior rispetto degli anziani. Aumentare servizi sul territorio a partire dal sistema sanitario regionale, una Nazione come l’Italia non può permettersi più di avere sistemi sanitari regionali di serie A di serie B e spesso, purtroppo, di serie C.
Attivare maggiori sistemi di sicurezza a tutela degli anziani che sono spesso vittime di soprusi di offese di raggiri, senza poi andare a toccare i reati più gravi fino alle percosse e le violenze fisiche. Occorre l, perciò, inasprire le pene per chi commette questi reati. Ma tutto questo non basta, perché uno degli elementi importanti per una vita tranquilla degli anziani è la salute e questa passa attraverso la prevenzione, che si fa anche con una alimentazione di qualità e la dieta mediterranea è da tutti considerata la migliore con i prodotti di eccellenza dell’agro alimentare italiano. La politica deve quindi difendere il nostro agroalimentare dai continui attacchi che arrivano dalla globalizzazione e non ultimo anche dall’OMS che vuol far passare i nostri prodotti di eccellenza come nocivi alla salute. Sicurezza, servizi, alimentazione sana possono alzare il livello della qualità della vita di noi tutti e in particolare degli anziani”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, che partecipando ai lavori del VII congresso di Senior anziani, portando il saluto di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni.

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Richieste di mutui da parte delle famiglie italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Il Barometro CRIF ha messo in evidenza che le interrogazioni registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF relative alla richiesta di nuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) in ottobre segnano un incremento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente pari a +5,7%. Il mese di ottobre si caratterizza positivamente anche per il consolidamento della crescita dell’importo medio richiesto, che si è attestato a 128.255 Euro (+2,6% rispetto al corrispondente mese del 2017). Dall’inizio dell’anno in corso il numero maggiore di richieste (il 29,6% del totale, per la precisione) si concentra ancora nella fascia di importo compreso tra 100.001 e 150.000 Euro. Aggregando le classi di importo più contenuto emerge che quasi la metà delle richieste di mutuo non supera i 100.000 Euro, fornendo una conferma indiretta alla perdurante debolezza dei prezzi di compravendita degli immobili residenziali che consentono alle famiglie di contenere l’esposizione debitoria per finanziare l’acquisto della casa.

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Qual è l’impegno di AIL nell’assistenza ai pazienti e alle loro famiglie?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

By Felice Bombaci Responsabile Gruppi AIL Pazienti. AIL è nata con l’intento di dare supporto e di alleviare il peso della malattia ai pazienti e familiari affetti da tumori del sangue, e da sempre supporta i familiari in questo percorso spesso lungo e difficile.
Da dieci anni sono nati i gruppi pazienti che operano all’interno di AIL con lo scopo principale di sviluppare iniziative e attività rivolte ai pazienti e ai loro familiari, per aumentare la consapevolezza delle patologie diagnosticate e consentire ai pazienti di affrontare con più serenità il percorso terapeutico.
Da 50 anni AIL è un punto di riferimento certo per chiunque abbia una diagnosi di tumore del sangue.
Quando arriva la diagnosi di un tumore questa non colpisce solo chi l’ha avuta, ma anche tutti i suoi familiari, che si ritrovano all’improvviso a dover affrontare una situazione sconosciuta e che porta con sé una serie di conseguenze inevitabili.
Uno degli effetti della malattia è la riduzione dell’attività lavorativa e il conseguente impatto economico che si ripercuote inevitabilmente su tutta la famiglia.
AIL supporta i pazienti che devono sottoporsi a terapie lontano dalla propria città di residenza contribuendo alle spese di trasporto, supportando i cosiddetti viaggi solidali, e attraverso le Case alloggio AIL; l’Associazione inoltre cerca di alleviare il più possibile il peso della malattia tramite i servizi offerti come l’assistenza domiciliare.
Il bisogno principale delle famiglie è avere qualcuno che possa aiutarli a ridurre il peso e l’impatto che il tumore ha su di loro, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista emotivo e psicologico. Una famiglia che si trova a dover comunicare una diagnosi così difficile a bambini e ragazzi ha bisogno di supporto e vicinanza, che è quello che AIL fa da 50 anni con le sue équipe multi-specialistiche.
Il Mieloma Multiplo è una malattia che colpisce gli adulti e lo fa in maniera improvvisa spesso riducendo la capacità fisica delle persone colpite. Le microfratture che caratterizzano il manifestarsi della malattia infatti possono determinare un’invalidità che può costringere il paziente ad essere accompagnato, accentuando così in famiglia, già prima dell’avvio del percorso terapeutico, l’esigenza di un supporto maggiore dedicato agli spostamenti, rispetto ad altre diagnosi di tumore del sangue. Grazie alle nuove terapie queste esigenze sono migliorate ma prima del loro avvio queste problematiche sono molto sentite dai pazienti e dalle loro famiglie.

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“Il valore dell’alleanza tra famiglie ed istituzioni nella lotta alla droga e all’alcol negli incidenti stradali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Roma Martedì, 30 ottobre 2018, ore 9.45 Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro Sala del Parlamentino Viale David Lubin, 2 incontro promosso dal MOIGE per la presentazione del progetto “Mano al volante, occhio alla vita”, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Antidroga. Un progetto che avrà la finalità di far conoscere ai ragazzi delle scuole italiane i pericoli connessi all’uso di droghe ed alcool, sopratutto in relazione alla guida.Si discuterà anche della grande diffusione che stanno avendo in questi mesi gli Shop di cannabis “legale” o “light” e delle gravissime conseguenze che esse possono avere nella banalizzazione o normalizzazione del consumo di droghe tra i minori. Il Moige a tale proposito ha avviato una raccolta di firme che è già arrivata a diverse migliaia di adesioni.Sarà, inoltre, presentata la ricerca svolta per il MOIGE dall’Istituto Piepoli sulla percezione del rischio da parte della popolazione generale e dei genitori dell’uso di droghe e alcol da parte dei minori.

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Bankitalia: consumi famiglie ristagnano

Posted by fidest press agency su domenica, 21 ottobre 2018

Secondo il Bollettino di Bankitalia, dopo il forte rialzo del primo trimestre, in primavera i consumi delle famiglie hanno ristagnato, registrando una variazione nulla.”Il fatto che il reddito disponibile sia ripreso a crescere, ma i consumi ancora ristagnino, attesta che le famiglie sono ancora in difficoltà. Insomma, l’aumento del reddito non è ancora sufficiente per far ripartire la spesa delle famiglie. Anche quelli che potrebbero permetterselo, preferiscono risparmiare piuttosto che spendere” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ecco, perché, accanto al reddito di cittadinanza, utile a far ripartire i consumi delle famiglie in povertà, serve ancora una riforma fiscale che, a differenza della flat tax, concentri la riduzione della pressione fiscale solo su quel 46,1% di italiani che ancora non possono permettersi una settimana di ferie all’anno” conclude Dona.

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