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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

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Forum Cina Africa: investimenti e cancellazione del debito

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

Il 3 e 4 settembre si è tenuto a Pechino il “Forum of China Africa Cooperation” (FOCAC) con la partecipazione di 53 capi di stato e di governo di tutti i Paesi africani e della dirigenza cinese. Il FOCAC, fondato nel 2000, è alla sua terza grande conferenza internazionale dedicata alla cooperazione tra Africa e Cina per un destino condiviso.
Oltre mille rappresentanti di seicento imprese e istituti di ricerca hanno partecipato all’evento, Molti gli imprenditori cinesi e africani interessati a promuovere i rapporti nel campo dell’industrializzazione, del commercio e delle infrastrutture. Finora gli investimenti cinesi nel continente africano sono stati massicci: 110 miliardi di dollari negli ultimi 10 anni. Ora la Cina, per i prossimi tre anni, s’impegna con altri 60 miliardi, di cui 15 in crediti a tasso zero, 20 in crediti privilegiati, 10 per un fondo speciale di sviluppo, 5 per finanziare importazioni dall’Africa e 10 miliardi per sostenere investimenti da parte delle imprese cinesi in Africa. Nel periodo gennaio-luglio 2018, gli scambi tra Africa e Cina hanno già raggiunto i 116 miliardi di dollari, con un aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2017. Significativo è il dato relativo alle loro bilance commerciali, che sono quasi in parità.
La grande novità, in verità, sta nell’intenzione cinese di estendere il programma infrastrutturale della Nuova via della seta, la cosiddetta Belt and Road Initiative, verso il continente africano. E’ stato, infatti, firmato un nuovo piano d’azione per integrare la Belt and Road, al suo quinto anniversario, con l’Agenda 2030 dell’ONU e con l’Agenda 2063 dell’Unione Africana, nonché con i vari piani nazionali di sviluppo dei Paesi africani.
L’occidente, e in particolare l’Europa, ha, purtroppo, fallito miseramente nei rapporti con l’Africa. Ancora forte è l’influenza delle logiche neocoloniali! La Cina, invece, a suo modo si è impegnata per lo sviluppo del continente africano. Certo non lo fa a titolo gratuito e molti aspetti della loro cooperazione potrebbero essere modificati e migliorati. Tuttavia, essa sembra voglia coniugare gli investimenti con lo sviluppo. Non si tratta, quindi, di mero accaparramento di terre e di materie prime. In quest’ottica, le infrastrutture e le industrie manifatturiere sono considerate i percorsi principali della crescita economica del continente. La Cina ha già dato un grande contributo in tale direzione. Dal 2000 ha costruito oltre 5.000 km di ferrovie e di strade. Molti africani sostengono che, nell’ambito dell’ampliamento della Nuova via della seta, la cooperazione cinese-africana potrebbe affrontare e risolvere alcune sfide fondamentali per lo sviluppo e il benessere dei popoli. In Africa, dove 600 milioni di persone non hanno ancora accesso all’energia elettrica, il 40% dei prestiti cinesi è destinato al settore della produzione di energia e il 30% alla modernizzazione delle infrastrutture.
Ovviamente l’occidente, però, accusa la Cina di sfruttare le risorse del continente per attirare i leader africani nella “trappola del debito”: renderli dipendenti e sottomessi facendoli indebitare con le banche cinesi. In realtà il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU ha recentemente documentato che, per i paesi africani, in media il tasso tra debito pubblico e Pil è del 32%. Per alcuni paesi produttori di petrolio sarebbe del 40%. Un tasso superiore al 25% posto come obiettivo dal FMI. Ben sotto i livelli dei paesi occidentali!
Il successo del summit del FOCAC dimostra che gli attacchi strumentali non hanno presa. Anzi.
Il presidente Xi, nel suo discorso, ha ribadito l’importanza di operare insieme per realizzare un mondo multipolare e ha affermato che la Cina intende cancellare i debiti di alcuni Stati poveri dell’Africa. Xu Jinghu, inviata speciale per gli affari africani, ha aggiunto che “la Cina non ha aumentato il fardello del debito africano”. Le ragioni complesse della crescita del debito africano sono molteplici, a partire dalla caduta dei prezzi delle materie prime che ha ridotto le entrate dei singoli Stati. La Cina pone molta attenzione alle problematiche del debito dei paesi poveri e di quelli in via di sviluppo. Nei paesi africani si pone la domanda: dove sono l’Europa e gli Stati Uniti quando si parla di investimenti nel continente e della necessità di liberarlo dal fardello del debito? A tale interrogativo non si può sfuggire se realmente s’intende “aggredire” la questione africana che, volenti o nolenti, riguarda non poco l’Europa. In primis l’Italia. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Festa del diploma in Cina per i laureati in biotechnology

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Camerino Si è tenuta all’Università di Jilin in Cina, la festa del diploma dedicata ai laureati del secondo ciclo del progetto congiunto “Biotechnology Bachelor Degree Cooperative Education Project“tra la Jilin Agricultural University e l’Università di Camerino, che prevede l’erogazione del corso di laurea in Biotechnology, parallelo a quello UniCam, ma tenuto in inglese interamente in Cina, e con l’opportunità di ottenere il doppio titolo. I docenti Unicam, infatti, si sono recati in Cina per tenere tutte le attività didattiche secondo un calendario stabilito.Sono stati 68 gli studenti che hanno conseguito il titolo di studio, 15 dei quali hanno conseguito anche il double degree, quindi sia il diploma rilasciato dalla Jilin Agricultural University che quello rilasciato dall’Università di Camerino.
Alla cerimonia hanno partecipato il Rettore ed il Prorettore vicario della Jilin Agricultural University prof. Feng Jiang e prof.ssa Chen Guang, il Delegato del Rettore per Mobilità Internazionale, Accordi Internazionali e Competenze Linguistiche di UNICAM prof. Renato De Leone, la coordinatrice didattico-scientifica del progetto prof.ssa Cristina Miceli e la Direttrice della Scuola di Life Science prof.ssa Li Haiyan. Erano presenti direttori e funzionari di vari uffici, docenti di entrambe le università coinvolti nel progetto, oltre ai genitori, parenti, amici e colleghi dei laureati.

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Le delegazioni dell’Hubei (Cina) in Molise? In realtà ne è piena l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Le delegazioni provenienti dalla regione cinese dell’Hubei sono da anni una consuetudine in mezza Italia e finora con quell’area cinese hanno intessuto rapporti soltanto una cinquantina di aziende italiane. E’ quanto emerge nell’approfondita inchiesta pubblicata da Next quotidiano, tra i più letti giornali on-line (https://www.nextquotidiano.it/hubei/).Nel pezzo si fa riferimento anche al Molise: “Lunedì 14 novembre 2016 sono otto i cinesi dell’Hubei che approdano in Molise. Ospitalità da ricambiare in quanto i vertici molisani sono già stati in trasferta istituzionale in Cina ‘per avviare un percorso’, come spiegano il governatore Frattura e il presidente del Consiglio regionale Cotugno. Però di quel percorso, visti i disastrosi dati economici del Molise, c’è davvero poca traccia. In compenso si firma un importante ‘Protocollo d’amicizia’ – si legge nell’inchiesta pubblicata dal quotidiano on-line. Ed ancora, in riferimento alla visita più recente del 2018: “Fine giugno, di nuovo ossessivamente il Molise, dove tra funzionari amministrativi e giornalisti, la delegazione del Dragone ne conta ben sedici. Dopo la visita alla struggente mostra dei disegni realizzati dagli scolari di Macchia di Isernia, accoglienza sul belvedere di Ferrazzano, ‘deliziati dalla presenza dell’Assessore Cotugno’, come scrive il giornale on-line ‘Un mondo di italiani’. Calato il sipario sul Molise, di cui resta una foto dell’assessore e del cinese avvolti dalla bandiera regionale, il giorno seguente l’Hubei è protagonista nuovamente in Abruzzo, con cui è gemellata ormai da due anni”.L’inchiesta del quotidiano nazionale, realizzato a Roma, dimostra come di delegazioni provenienti dall’Hubei sia ormai piena l’Italia ed elenca innumerevoli località piccole e grandi, da Nord a Sud, in cui i cinesi di questa piccola regione siano stati ospiti della politica locale. Oltre a mezza Campania, soprattutto tra il 2011 e il 2013 per il dinamismo dell’europarlamentare Rivellini (Napoli, Caserta, Benevento, ecc.), Milano e hinterland per l’Expo2015, Torino, Vicenza, Siena, Terni, Spoleto, Teramo, Avezzano, più volte Roma e località dei Castelli Romani, Cassino, Messina, ecc., anche piccole città come Tagliacozzo o Cori. Dappertutto tante speranze legate a possibili investimenti cinesi, dai collegamenti aerei al restauro di zone archeologiche. Ma finora, appunto, pochi fatti, salvo missioni bilaterali, con frotte di amministratori italiani in trasferta nel Paese asiatico.Preferiscono non commentare dall’associazione “Forche Caudine”, che di recente ha incluso numerosi imprenditori cinesi, tra cui Marco Wong, presidente onorario di Associna, membro del cda di Extrabanca ed ex amministratore di Hauwei Italia, ma anche due giovani imprenditrici che hanno acquistato un casale a Pietrabbondante per un progetto ricettivo. Ed altre operazioni sono in cantiere per l’autunno.(Cim-Comitato imprese Molise – Roma)

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Flash: fin dove potrebbe spingersi lo yuan

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

dazi usa.pngA cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. Riproduciamo il testo in sintesi:
· E’ probabile che Trump alzi i toni mano a mano che si avvicina la scadenza del 31 agosto, fissata per l’implementazione di dazi su ulteriori 200MLd$ di beni
· Di conseguenza è possibile che nel mese di agosto lo yuan venga portato progressivamente in prossimità della soglia di 7, se Trump solleverà la minaccia di dazi su tutto l’export cinese
· Tale soglia è quella che di fatto renderebbe nullo per la Cina l’imposizione di dazi sul suo inter-export vs gli USA
· Per controllare il deprezzamento la Cina sta probabilmente procedendo allo smobilizzo di parte delle riserve auree, generando nel breve pressioni al ribasso sullo yuan
· Pertanto ipotesi di acquisto di oro potrebbero collocarsi non prima del raggiungimento della soglia di 7 dello yuan vs usd.
dazi usa1Dopo la tregua sulla guerra commerciale con l’Unione Europea, il focus si sposta sulla più complessa guerra con la Cina, in vista del mese di agosto.Trump ha già implementato dazi su 34Mld$ di beni ed a breve partirà una seconda tranche di 16Mld$, in entrambi i casi con aliquota al 25%. Trump ha poi minacciato di estendere i dazi su ulteriori 200Mld$ di beni con aliquota al 10%, fino a spingersi ad innalzare ulteriormente la minaccia fino a ricomprendere di fatto tutto l’export cinese di beni vs gli USA che ammonta a circa 500Mld$. I venti di guerra tra Usa e Cina sono iniziati a fine aprile/inizio maggio, quando lo yuan era intorno a 6,30 vs usd. Da allora la svalutazione è stata di circa l’8%.Proviamo a calcolare l’impatto dei dazi implementati da Trump e quello potenziale derivante dai nuovi dazi minacciati, partendo da un dato certo e cioè i circa 500Mld$ di beni cinesi esportati negli Usa su cui applicare l’impatto della svalutazione dello yuan.Consideriamo due scenari: dazi totali USA su 250Mld$ o su 500Mld$.I calcoli riprendono in buona parte una recente indicazione di Olivier Blanchard via twitter. Come si può considerare, la svalutazione attualmente avvenuta copre abbondantemente anche l’ipotesi di dazi fino a 250Mld$ complessivi.Il fatto che i cinesi stiano portando il cambio su livelli ulteriormente svalutati, serve come deterrente verso l’ipotesi di estensione dei dazi addirittura su tutto dazi usa2.pngl’export cinese vs gli Usa.In ogni caso, ipotizzando un riacutizzarsi della dialettica Usa Cina fino all’ipotesi di dazi su tutto l’export cinese (500Mld$), la svalutazione dello yuan potrebbe essere spinta fino alla soglia di 7, ossia praticamente in linea con i livelli minimi raggiunti dallo yuan post svalutazione del 2015.
Intermonte SIM S.p.A., Investment bank indipendente fondata nel 1995, è una delle maggiori società di ricerca e di intermediazione mobiliari presenti in Italia, costantemente ai vertici delle classifiche Assosim, ed il punto di riferimento per gli investitori istituzionali italiani ed internazionali sul mercato azionario italiano. L’attività di intermediazione si rivolge ad investitori istituzionali italiani ed esteri e mantiene rapporti continuativi con oltre 450 investitori globalmente anche attraverso la sede di New York, dedicata ad investitori statunitensi.(grafico: dazi usa)

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L’irriverente fa lo storico… non più di tanto. Cina e resto del mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

Alcuni mesi fa, a Mosca, ho visitato il museo della Cosmonautica. Un esperienza toccante che mi ha fatto ripercorrere diversi anni della mia gioventù, quando in tanti sognavamo che di lì a poco saremmo andati senza problemi in giro per lo spazio. Poi tutto si è grossomodo fermato, e non solo per i sovietici (all’epoca non erano solo russi come oggi). Davanti alle immagini e reperti del viaggio di Jurij Gagarin, come primo di una lunga lista di astronauti, mi sono soffermato ricordando a mia figlia con cui visitavo questo museo, che il giorno dopo che quell’uomo era andato a girare intorno alla Terra, in tutto il Pianeta (ma proprio tutto e tutto) non si parlava d’altro, ed eravamo nel 1961, quando le comunicazioni non erano veloci e fluenti come ora; per l’occasione ho anche ricordato alla figliola, che altrettanto clamore mediatico e totale ci fu solo il 20 luglio del 1969 con lo sbarco dell’americana Apollo 11 sulla Luna. Solo quando non ero
più un ragazzino, ho focalizzato quella gara enorme che si era scatenata per la conquista dello spazio tra americani e sovietici. Gara, che se aveva il suo culmine e la massima rappresentazione nelle imprese spaziali, comunque si manifestava anche ad altri livelli, quasi sempre perdenti per i sovietici e vincenti per gli americani. La conquista dello spazio continua tuttora ad essere nei programmi sia russi (non più sovietici) che americani, ma abbastanza angolata rispetto agli interessi, alle speranze, alle curiosità e agli occhioni sbarrati di ragazzi e ragazze che non vorrebbero accontentarsi solo di film di fantascienza.
Oggi, 4 luglio, ho letto una notizia che mi ha fatto ricordare quanto sopra. Eccola, dal quotidiano La Repubblica: “Cina. Un paese ossessionato dal Guiness dei primati. Registrazioni al Guiness in crescita del 10% l’anno. Ma si punta anche ai primati con “caratteristiche cinesi”, come una pulizia delle orecchie di massa o un ballo di gruppo”. Ho fatto subito un flashback con l’Unione Sovietica degli anni 60 del secolo scorso, quando, a partire dai cosmonauti, era tutta una gara tra americani e sovietici, a chi riusciva a sembrare più bello agli occhi del mondo (il fallimento del modello comunista sovietico era ancora in alto mare, e i vari partiti comunisti nel mondo erano difficilmente in rotta col “babbo” di Mosca, per quanto avesse già dimostrato al mondo che lo stalinismo non fosse proprio quel futuro dell’avvenire per umani liberi e laboriosi che voleva far intendere). Ma, a differenza degli americani, i sovietici avevano proprio “una fissa” per i loro tentativi di supremazia; una “fissa” utile quando durante la seconda guerra mondiale fu grazie al loro contributo che si sconfissero nazisti e fascisti, ma un po’ maniacale proprio a partire dalle imprese di Gagarin e dello Sputnik 1 intorno all’orbita terrestre. Quella stessa maniacalità che ho percepito in questa notizia sui Guiness che ci arriva dalla Cina. Vizio comune dei regimi autoritari? Premessa di un declino e di una corrosione culturale come per l’Urss a suo tempo? Si’, lo so, corro troppo e ci sono tante implicazioni che dovrebbero essere considerate. Ma tutto va inquadrato nella specifica epoca. L’Urss era il secolo scorso, e proprio poco dopo le vicende dei cosmonauti che ho ricordato, con una “gloria” mondiale diffusa soprattutto nei diseredati ed emarginati e sfruttati dell’affermazione liberista, cominciò quella erosione che portò alla dissoluzione (con la Russia che oggi continua, ma è comunque tutta un’altra cosa). La Cina è oggi. Non mi addentro in tutte le analisi e constatazioni possibili ed immaginabili (a partire dal fatto, per esempio, tra le “super novità” che, a parte qualche residuo territoriale francese, oggi Africa e Cina sono un binomio economico non indifferente).
Per noi che siano attenti alle evoluzioni e involuzioni dell’individuo consumatore, e che crediamo che bisogna dar corpo a istituzioni globali che disciplinino il magma economico mondiale che sempre più ci fa essere sudditi e non governati, questi fenomeni ci devono far alzare le antenne per meglio osservare, capire, elaborare, riflettere. Poi, ovviamente, ci sono gli amanti dei “corsi e ricorsi storici” (tra cui non ci annoveriamo), ma siamo nel 2018 ed io che domani devo andare a Sydney, non a caso il volo migliore che ho trovato (qualità ed economicità) è via Canton/Shangai, e non le “solite” Singapore o Bangkok. Così come quelle “cineserie” che tutti acquistiamo dal “cinese dietro l’angolo che è sempre aperto e costa pochissimo” e poi – magari, non io ovviamente- si sbraita contro i troppi cinesi presenti nelle nostre città. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Cina: Air Liquide e la startup STNE firmano un accordo per lo sviluppo della mobilità a idrogeno

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

Air Liquide e la startup cinese STNE (Shanghai Sinotran New Energy Automobile Operation CO., LTD.), hanno siglato una partnership per accelerare lo sviluppo in Cina di flotte di camion elettrici alimentati a idrogeno. Questo accordo si inscrive nel quadro del 13° piano quinquennale del Governo cinese, che mira in particolare a sostenere lo sviluppo e la commercializzazione di veicoli elettrici a idrogeno al servizio di una mobilità pulita.
Con questa partnership, Air Liquide acquisisce una quota di minoranza di circa 10 milioni di euro nella startup Cinese STNE, una piattaforma logistica dedicata alla consegna di merci nei centri urbani, che attualmente gestisce una stazione di idrogeno a Shanghai e una flotta di 500 camion a idrogeno. Nell’ambito di tale accordo, Air Liquide metterà a disposizione di STNE la sua competenza sull’intera catena di approvvigionamento dell’idrogeno, dalla produzione allo stoccaggio, fino alla distribuzione, per accelerare lo sviluppo della startup. L’obiettivo di STNE consiste nell’arrivare ad ampliare il proprio parco mezzi fino a 7.500 unità e gestire una rete di circa 25 stazioni di idrogeno entro il 2020.L’idrogeno è un’alternativa per rispondere alla sfida del trasporto pulito e contribuire così al miglioramento della qualità dell’aria. Utilizzato in una cella a combustibile, l’idrogeno si combina con l’ossigeno presente nell’aria per produrre elettricità, rilasciando, come unico sottoprodotto, acqua. Il suo utilizzo non genera alcun effetto inquinante: zero gas a effetto serra, zero particelle e nessun rumore. L’idrogeno fornisce una risposta concreta alle sfide della mobilità sostenibile e dell’inquinamento atmosferico nelle aree urbane, in particolare per la logistica. Infatti, occorrono meno di sette minuti per ricaricare un camion alimentato a idrogeno, per un’autonomia di guida di circa 400 chilometri.François Darchis, Senior Vice President, membro del Comitato Esecutivo di Air Liquide, che supervisiona l’Innovazione, ha dichiarato: “Siamo lieti di questa partnership con la startup STNE e di contribuire così allo sviluppo della filiera dell’idrogeno in Cina. Questo investimento, combinato con la competenza industriale e tecnologica di Air Liquide in materia di energia a idrogeno, permette al Gruppo di contribuire all’accelerazione dello sviluppo di soluzioni concrete in Cina al servizio della transizione energetica.”

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Tv2000 sbarca in Cina con il programma Borghi d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Borghi d’Italia, il programma di viaggi di Tv2000, arriva in Cina. Grazie a un accordo con la Global Broadcasting Times, multinazionale di comunicazione interculturale che promuove l’interazione tra la Cina e il resto del mondo, il programma di viaggi dell’ emittente della Cei viene diffuso in Cina e presso il pubblico internazionale di lingua cinese. La diffusione avviene tramite il canale You Tube di Gbtimes; il canale social denominato Unknown Europe e i social media cinesi ai quali è collegato (Sina Weibo, Youki, We Chat) e la piattaforma Megamedia. Sono previsti nel biennio 2018-2019 traduzione e doppiaggio in lingua cinese di cinquanta puntate da 30 minuti e cinquanta teaser da 100 secondi. Le prime cinque puntate, già prodotte con doppiaggio in cinese, sono dedicate ai Comuni di Alessano (Lecce), Bovino (Foggia), Forio (Napoli), Majano (Udine), Montegrotto Terme (Padova). Inoltre sul canale Youtube di Gbtimes è possibile vedere online tutte le puntate nella sezione dedicata al programma. Borghi d’Italia, giunto alla decima stagione, è condotto da Mario Placidini ed è un viaggio settimanale nella storia, nell’arte e nelle tradizioni dei piccoli Comuni italiani.

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Le aziende russe partecipano al congresso mobile mondiale/КОМПАНИИ ИЗ РОССИИ ПРИНИМАЮТ УЧАСТИЕ ВО ВСЕМИРНОМ МОБИЛЬНОМ КОНГРЕССЕ

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 giugno 2018

padiglione russo1.jpgShanghai, 28 e 29 giugno 2018 e con l’apertura odierna del padiglione russo. il World Mobile Congress (Mobile World Congress Shanghai, MWC Shanghai), presenta le ultime innovazioni e tendenze high-tech nel settore globale delle telecomunicazioni. Quest’anno, oltre 550 aziende provenienti da oltre 100 paesi e regioni del mondo partecipano alla mostra, che è uno degli eventi più importanti del mondo nel settore delle telecomunicazioni.
L’esposizione russa organizzata dal centro di esportazione russa, che ha unito sotto la sua egida le 14 società nazionali che si presentano all’importante evento con i propri prodotti e soluzioni uniche in grado di competere con le controparti estere.
La cerimonia di apertura ufficiale, alla quale hanno partecipato i rappresentanti del team di gestione del mondo le aziende leader nel settore della telefonia mobile, si è svolta sotto lo slogan “Scopri un futuro migliore.”
Le aziende straniere hanno potuto scoprire il meglio visitando la mostra russa: ad essa sin dall’inizio è stata mostrata una grande attenzione. Così, il primo giorno una visita è stata fatta da una delegazione di aziende irlandesi, a cui sono stati presentati i prodotti dei partecipanti russi. L’attenzione speciale dei partner irlandesi è stata attratta dalle offerte di aziende come TEXEL, DMTEL, SKYDNS.
Il giorno della apertura del Congresso, lo stand russo è stato visitato dai massimi dirigenti del China Telecom, guidata dal vice direttore generale di China Telecom Miglior tono inormation Service Co., Ltd, Gang Niu (China Telecom, la Cina lo stato società di telecomunicazioni). Durante l’incontro, è stata espressa la volontà di cooperare con le compagnie russe: Infinet, TightVideo e Gognitive Pilote.
Inoltre, è stato firmato un memorandum di cooperazione tra la società russa Open Mobile Platform e Shenzhen Water World Co. Al momento della firma del memorandum erano presenti Ivan Kargapol’tsev, e i corrispondenti della Tass che hanno intervistato i firmatari della parte russa, Alexei Kogan, direttore operativo di “Open Mobile Platform” e quello cinese – il direttore generale della parola Shenzhen Acqua Co Gao Jiang.
Durante il tour intelligente Tour trasformazione artificiale, condotta dagli organizzatori fieristici GSMA, le aziende provenienti da Russia – Cognitive Pilote, Altarix, ExpaSoft hanno presentato le loro soluzioni IT innovative.
Project Manager REC sul sostegno tecnologie di esportazione e di informazione Marat Karavaev e i membri della sessione di esposizione russi si sono soffermati sul tema “Russian hub di esportazione: Esportazioni high-tech degli strumenti di supporto”
Uno degli eventi chiave della prima giornata, che si è tenuto presso lo stand russo, è stata la performance di Bo Ji, un imprenditore e consulente di start-up a livello mondiale speaker riconosciuto nel formato TEDh. Bo Ji insegna programmi MBA in alcune delle più prestigiose business school del mondo, come il MIT, Università di New York, Hong Kong University of Science and Technology, Università Tecnica di Monaco, e altri.
Il primo giorno per gli espositori russi si sono presentati con un ricco programma di attività: Sono riusciti a tenere, con i potenziali partner, ben 120 incontri organizzati da JSC e di esposizione dell’operatore “REC” GC “Inconnect”.
padiglione russo.jpgКОМПАНИИ ИЗ РОССИИ ПРИНИМАЮТ УЧАСТИЕ ВО ВСЕМИРНОМ МОБИЛЬНОМ КОНГРЕССЕ
27 июня в Шанхае начал работу Всемирный мобильный конгресс (Mobile World Congress Shanghai, MWC Shanghai), на котором представлены последние высокотехнологичные новинки и тенденции развития глобальной телекоммуникационной индустрии. В этом году участие в выставке, являющейся одним из крупнейших мировых событий в телекоммуникационной сфере, принимают свыше 550 компаний из более чем 100 стран и регионов мира.
Российская экспозиция организована Российским экспортным центром, который объединил под своей эгидой 14 отечественных компаний, готовых представить на ведущем отраслевом мероприятии свои уникальные продукты и решения, способные конкурировать с зарубежными аналогами.
Официальная церемония открытия выставки, участие в которой приняли представители руководящего состава ведущих мировых компаний в сфере мобильной индустрии, прошла под лозунгом «Открой для себя лучшее будущее».
Зарубежные компании смогли открыть для себя лучшее, посетив российскую экспозицию: к ней с самого начала было проявлено очень большое внимание. Так, в первый день состоялся визит делегации ирландских компаний, которым была представлена продукция российских участников. Особое внимание партнеров из Ирландии привлекли предложения таких компаний, как TEXEL, DMTEL, SKYDNS.
Российскую экспозицию и представленные на ней разработки отечественных компаний с интересом осмотрел Евгений Грязнов, заместитель генерального консула Российской Федерации в Шанхае.
В день открытия конгресса наш стенд посетило руководство подразделений China Telecom во главе с заместителем генерального директора China Telecom Best Tone Inormation Service Co., Ltd, Gang Niu (China Telecom китайская государственная телекоммуникационная компания). В ходе встречи были выражены намерения о сотрудничестве с российскими компаниями – Infinet, TightVideo и Gognitive Pilote.
Также состоялось подписание меморандума о сотрудничестве между российской компанией Open Mobile Platform и Shenzhen Water World Co. При подписании меморандумов присутствовал Иван Каргапольцев, корреспондент ТАСС в Шанхаe который взял интервью у подписантов: с российской стороны, у Алексея Когана, операционного директора ООО «Открытая Мобильная Платформа», с китайской стороны – у генерального директора Shenzhen Water word Co Гао Цзяна.
В ходе интеллектуального тура Artificial Transformation Tour, проведенного организаторами выставки GSMA, компании из России – Cognitive Pilote, Altarix, ExpaSoft презентовали свои инновационные IT-решения, которые заинтересовали всех участников данного мероприятия.
Руководитель проекта РЭЦ по поддержке экспорта и информационных технологий Марат Караваев провел с участниками российской экспозиции консультационную сессию на тему: «Российский экспортный центр: инструменты поддержки высокотехнологичного экспорта».
Одним из ключевых мероприятий первого дня, прошедшего на нашем стенде, стало выступление Бо Цзи, предпринимателя и консультанта глобальных стартапов, признанного спикера формата TEDх. Сочетая в себе богатый бизнес-опыт и глубокие знания, Бо преподает программы MBA в одних из самых престижных в мире бизнес-школ, например, Массачусетского технологического института, Нью-Йоркского университета, Гонконгского университета науки и технологии, технического университета Мюнхена и других.
Первый день для российских экспонентов выдался эффективным благодаря очень насыщенной деловой программе: в общей сложности участникам удалось провести с потенциальными партнерами около 120 B2B-встреч, организованных АО «РЭЦ» и оператором экспозиции ГК «Инконнект».
На 28 июня запланировано официальное открытие российского павильона. Работа Всемирного мобильного конгресса продлится до 29 июня.

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Omar Galliani in Cina

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Il Museo Nazionale d’Arte della Cina (NAMOC), con sede a Pechino, dal mese di giugno parla anche italiano. L’opera “Lontano da Xian” dell’artista Omar Galliani è entrata a far parte delle collezioni del Museo, accanto ai lavori di Pablo Picasso, Salvador Dalí, Kaethe Kollwitz ed Ansel Adams.
Il NAMOC, punto di riferimento culturale a livello nazionale, raccoglie oltre 110.000 pezzi che documentano lo sviluppo dell’arte in Cina dai tempi antichi ad oggi. Le collezioni includono anche dipinti del passato, opere di calligrafia, manufatti e lavori selezionati di maestri internazionali.
“Lontano da Xian” è un’opera a matita su tavola di 180×180 centimetri, realizzata nel 2016 ed esposta nel 2017 a Pechino, in occasione della settima edizione della Biennale Internazionale d’Arte, manifestazione tesa ad individuare ricerche pittoriche e scultoree che propongano nuove visioni tra locale ed internazionale, arte, cultura e società.
«Il tema dell’ultima Biennale Internazionale d’Arte di Pechino, “La via della seta”, e l’opera che ho scelto – spiega Omar Galliani – mostrano due direzioni di “sguardo”: Oriente e Occidente. Il volto resta celato. I tratti somatici si sottraggono all’identificazione dell’origine. Tutto si fonde e armonizza nel centro del quadro, dove la cosmogonia di un cielo stellato riempie un atanor / vaso simbolico del Tutto. Un melograno tatuato, simbolo di vita diffuso tra Oriente e Occidente, celebra il rito della vita e della rinascita. Nella vita nomade del mio disegno, “Lontano da Xian” si ferma oggi in uno dei più importanti musei della Cina. Diverse opere sono entrate nelle collezioni dei musei cinesi nei quali ho esposto dal 2000 ad oggi. “Lontano da Xian”, con il suo viaggio di sola andata, tesse un filo di seta rossa che cuce insieme Occidente e Oriente».
Quello di Omar Galliani con l’Oriente è un legame consolidato, riscontrabile e riconoscibile come cifra artistica in molte sue opere. La sua prima personale in Cina è allestita nel 2000, presso il Museo d’Arte Moderna (ex CAFA) di Pechino. Nel 2003 vince, insieme a Georg Baselitz, il premio per la miglior opera alla prima edizione della “Biennale Internazionale d’Arte di Pechino”. Nel 2006-2007 è protagonista di un grande tour della Cina (Shangai, Urban Planning Exhibition Center; Chengdu, Sichuan Art Museum; Suzhou, Museum of Fine Art; Jinan, Shandong Art Museum; Dalian, Dalian Art Exhibition Hall; Xian, Shanxi Museum of Fine Art; Wuhan, Gallery of Fine Arts of the Wuhan Academy; Hangzhou, Museum of Fine Art), in occasione del quale il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Jinan gli conferisce la laurea ad honorem in pittura. Un riconoscimento importante che gli consente di tenere un corso di pittura presso l’Accademia di Wuhan. Risale al 2011 la personale “Diario Cinese”, allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino e al Museo di Tianjin, in occasione dell’anno culturale della Cina in Italia. Nel 2012 realizza la mostra “The Male, the Female, the Sacred. Omar Galliani in dialogue with drawing tradition”, a cura di Manuela Lietti e Wang Huangsheng, allestita nella nuova sede del CAFA Art Museum di Pechino, progettata da Arata Isozaki.
In occasione dell’acquisizione del dipinto “Lontano da Xian” da parte del Museo Nazionale d’Arte della Cina (NAMOC), in Italia è stata prodotta da corsiero editore una cartella a tiratura limitata contente la realizzazione originale in litografia dell’opera.
Per approfondimenti sul lavoro di Omar Galliani, le mostre, le pubblicazioni e l’attività dell’Archivio è possibile visitare il sito http://www.omargalliani.com.

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L’innovazione friulana si afferma in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Grande interesse per l’offerta economica innovativa delle imprese friulane in Cina, dove si trova in questi giorni una delegazione formata da una decina di aziende del territorio per la missione-studio organizzata dalla Camera di Commercio e da Confindustria Udine, in collegamento con le attività avviate dalla Regione Fvg. Con i presidenti Giovanni Da Pozzo e Anna Mareschi Danieli, nel viaggio d’affari ci sono Engen Meccanica con Cristina Mattiussi, il Gruppo Luci rappresentato da Jacopo Luci, Meccanotecnica con Nicola Collino, Mechanics srl con Giulio Fornasiere, Quin con Fabio Valgimigli, Saitel con Dino Feragotto, Serrametal con Giuseppe Vesca e The Next con Kevin Feragotto.«L’obiettivo di questa visita ricca di appuntamenti con le massime istituzioni e realtà economiche di Pechino e Shanghai – ha commentato il presidente Da Pozzo – è conoscere un territorio in cui si stanno creando sempre più spazi di azione, con un focus puntuale sul digitale, in una sinergia fra il programma di Impresa 4.0 e il progetto Made in Cihina 2025, lanciato nel 2015, che punta a trasformare la “fabbrica del mondo” cinese in una fucina di innovazione, di produzioni automatizzate ad alto valore aggiunto e tecnologie produttive avanzate. In questi primi incontri sono rimasto particolarmente colpito dall’apertura e dall’interesse verso le nostre piccole e medie industrie, che possono esprimere qui un grande potenziale soprattutto per le capacità di innovazione, professionalità, ecologia, qualità».
Come ha evidenziato anche la presidente Mareschi Danieli «con il piano Made in China 2025, la Cina passa dalla produzione di massa a bassa qualità a quelle tecnologicamente innovative. Cosa fare? Collaborare, perché è una grande opportunità, investendo in ricerca e innovazione per essere sempre un passo avanti a loro. La nuova economia con il Programma Made in China 2025 aprirà le porte a molteplici opportunità bidirezionali tra i due Paesi. La Cina si sta aprendo al mercato globale: su questo dobbiamo concentrarci per cogliere subito ogni opportunità per le imprese italiane di svilupparsi in Cina. Il tutto, in un’ottica win win per sviluppare una manifattura sostenibile. La missione in corso, per quanto riguarda Confindustria Udine, ha proprio questo obiettivo: accompagnare ed accreditare le nostre aziende nei confronti di qualificati interlocutori istituzionali e imprenditoriali cinesi».Il programma della delegazione friulana in Cina, reso possibile dalla collaborazione col sistema Italia in Cina, in primis l’Agenzia Ice, è fitto di incontri: gli imprenditori hanno partecipato a un approfondimento sulle specificità del business in Cina, anche dal punto di vista della tutela della proprietà industriale, degli investimenti, delle peculiarità doganali e della business etiquette, con un particolare focus sul sistema ricerca e sviluppo cinese, e hanno quindi cominciato gli incontri istituzionali. Innanzitutto alla China Chamber of Commerce for Machineries and Electronics, dove hanno conosciuto anche imprese cinesi, quindi alla China Chamber of International Commmerce e China Machine Tool and Toolbuilder’s Association. Dopo di che, una nutrita serie di visite ad aziende locali, tra Pechino e Tianjin. Giovedì il trasferimento a Shanghai, dove proseguiranno, con la collaborazione di Danieli China, gli approfondimenti con le principali autorità economiche e dell’innovazione e le visite aziendali, con particolare attesa per quella al Parco Industriale e al Data Centre. La visita a Shanghai è stata studiata anche come anticipazione edizione di China InternatImport Expo (CIIE), che si terrà dal 5 al 10 novembre nel padiglione Italia al National Exhibitioand Convention Center di Shanghai. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane.

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“The Italian Lifestyle Panda Award”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

La società di progettazione integrata Progetto CMR (www.progettocmr.com) si è aggiudicata “The Italian Lifestyle Panda Award”, il prestigioso riconoscimento istituito dalla Camera di Commercio Italiana in Cina che premia le società, italiane e cinesi, che si sono distinte nella promozione delle relazioni tra i due Paesi. Presente dal 2002 nel mercato cinese con una sede a Pechino e una a Tianjin, Progetto CMR è stata premiata quest’anno per il masterplan di Manjiangwan, primo esempio di villaggio di nuova realizzazione concepito secondo i canoni di Città Slow, riconosciuto dalla Giuria quale esempio iconico di italianità e innovazione. A ritirare il premio, la sera di sabato 9 giugno a Shanghai alla presenza di 500 ospiti tra i funzionari e rappresentanti di società italiane e cinesi, l’arch. Massimo Bagnasco, Managing Partner di Progetto CMR China, insieme al cliente Purple Jade (nella foto).Progetto CMR non è nuovo a questo tipo di riconoscimento. L’ultimo è stato insignito nel 2015 con la menzione di società “Best Time Honoured” a fronte del successo raggiunto nel corso degli anni operativi in Oriente.Massimo Roj – fondatore e global CEO di Progetto CMR – ha dichiarato “E’ un grande onore aver ricevuto questo importante riconoscimento, che dimostra ancora una volta quanto la Cina sia importante per noi, per la nostra azienda; abbiamo creduto nelle enormi potenzialità di questo mercato fin dagli inizi, un mercato in cui abbiamo investito molto e che ha ripagato i nostri sforzi. Ottenere questo premio, insieme ad altri risultati positivi ottenuti in questi anni, è stato possibile grazie ad un grande lavoro di squadra, e rappresenta uno stimolo ulteriore in noi nel promuovere la progettazione sostenibile e human-centered in Cina!”

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Usa-Cina: in Asia Pacifico timori per la guerra dei dazi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

La guerra dei dazi tra Usa e Cina fa temere cali di fatturato alle aziende esportatrici asiatiche, mentre le aziende che riforniscono soprattutto il mercato interno vedono le barriere commerciali internazionali come una opportunità di crescita. E’ quanto emerge dal sondaggio realizzato per l’edizione 2018 del Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento in Asia Pacifico. Il 45% degli esportatori asiatici, intervistati da Atradius, prevede cali di fatturato tra il 10 e il 20% a causa delle vicende legate alla guerra dei dazi ed alla revisione della geografia commerciale mondiale. In particolare, prevedono cali di fatturato per le restrizioni all’export il 52% delle aziende in Cina, il 65% in Indonesia, il 48% a Taiwan e il 47% a Hong Kong, tutte economie con relazioni commerciali profondamente intrecciate con la Cina. Al contrario, le aziende asiatiche focalizzate sul commercio interno considerano il protezionismo un’opportunità per la crescita del business sul mercato domestico, come nel caso del 29% degli intervistati indonesiani. Inoltre questi paesi stringono sempre di più legami commerciali con il resto del mondo, in particolare con l’Austrialia e con il Giappone le cui aziende infatti, rispettivamente per il 54% e il 51%, non prevedono impatti negativi sul loro fatturato nei prossimi mesi. Secondo Andreas Tesch, Cmo di Atradius, la situazione di incertezza politica internazionale “può abbassare la fiducia delle imprese e innescare il deterioramento del contesto di insolvenza nella regione, è quindi essenziale che i fornitori adottino un approccio lungimirante per proteggere il loro flusso di cassa “. (fonte: Sondaggio Atradius)

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Cina: il focus passa dal benessere finanziario a quello ambientale

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Commento di Mark Evans del team EM Fixed Income di Investec Asset Management. I tentativi di riforma da parte del Governo per ridurre l’eccesso di offerta continuano a mostrare i loro effetti. Le industrie fornitrici, in generale, hanno condizioni finanziarie migliori rispetto a quanto da noi constatato nel 2016, e il focus delle riforme si è chiaramente spostato dalla finanza alla salute ambientale, coerentemente con quanto ribadito negli ultimi mesi dal Presidente Xi. Secondo le previsioni più diffuse, i prezzi delle commodities riceveranno sostegno da un’offerta ridotta, sebbene lo spostamento dell’attenzione verso il miglioramento della salute dell’ambiente potrebbe avere conseguenze non volute sulla domanda.
Bisogna dare atto al Governo cinese che il suo ambizioso tentativo di contrastare l’inefficienza nella produzione di acciaio e rianimare i profitti sta decisamente funzionando. È chiaro come la stretta normativa e finanziaria abbia escluso dal mercato dell’acciaio i produttori inefficienti, facilitando gli operatori più grandi e di maggior profitto, che possono beneficiare di economie di scala e continuano a produrre quasi a piena capacità. In seconda battuta, l’obiettivo centrale del governo di ripulire l’ambiente sta incoraggiando le acciaierie e altre fabbriche industrializzate a investire in infrastrutture ecologiche per ridurre i livelli di inquinamento. È interessante notare come i funzionari locali di governo non stiano glissando sulla politica ambientale restrittiva chiesta dal governo centrale, bensì stiano implementando un modus operandi molto più rigido di quello suggerito da Pechino.Ad esempio, le emissioni di fumo bianco dalle acciaierie non saranno più consentite a Tangshan da novembre di quest’anno, nonostante la mancanza di produttori con le adeguate tecnologie. Considerando che misure come questa probabilmente verranno eliminate, questo provvedimento sottolinea la serietà delle intenzioni delle autorità locali nell’ambito della salvaguardia ambientale. Esiste chiaramente un rischio di eccesivo irrigidimento, considerato lo spostamento dell’attenzione del governo dalla quantità alla qualità della crescita economica. Comunque siamo rassicurati dallo sviluppo significativo del coordinamento delle politiche e la loro implementazione nell’arco degli ultimi due anni, quindi credo che ogni segnale di irrigidimento eccessivo dovrà essere analizzato in base a queste considerazioni.
I produttori di acciaio e altri attori del mercato non sono eccessivamente preoccupati del più forte atteggiamento protezionistico della retorica e della politica statunitense. La percezione generale è che le normative implementate fin qui siano relativamente modeste nei loro effetti, mentre una reale stretta sarebbe controproducente per gli Stati Uniti. Sono un po’ sorpreso di trovare un atteggiamento così rilassato, nonostante noi concordiamo in effetti con la view in generale. Inoltre, i rischi di un eccessivo irrigidimento domestico sembrano ampiamente superare quelli di una guerra commerciale.
Il timing del Nuovo Anno Cinese (CNY) rende l’analisi e l’interpretazione di alcuni soft data estremamente difficile. Il dato relativo alla domanda cinese generalmente subisce un ritardo stagionale in seguito al CNY, ma quest’anno il recupero sembra insolitamente lento. In queste circostanze, crediamo che la domanda non sia ridotta in modo permanente, piuttosto solo ritardata. Stiamo monitorando da vicino i livelli di acciaio, che sembrano essere in fase di moderazione e dunque appoggiare l’idea che la domanda è semplicemente stata ritardata, non ridotta. Questa debolezza dovrebbe lasciare spazio a un miglioramento durante il secondo trimestre. In più, i sondaggi sulla fiducia dei consumatori e delle imprese continuano a disegnare uno scenario macro in salute.
Nonostante una leggera riduzione del rischio nelle nostre strategie sul debito emergente e in quelle multi-asset su questi mercati prima del più recente sell-off, restiamo positivi sulla crescita globale. Il contributo della Cina all’espansione economica mondiale resta significativo, pertanto la nostra view costruttiva sulla Cina supporta il nostro outlook positivo sulla crescita globale. Nella nostra view, ulteriori sell-off dei prezzi degli asset correlati al rallentamento della crescita cinese ci forniranno una buona opportunità per innalzare il rischio a livelli più attrattivi.In termini di posizionamento bottom-up, manteniamo un posizionamento long sul renminbi contro altre valute regionali. Il ridotto differenziale di tassi di interesse con gli Stati Uniti (cioè la differenza tra il tasso di interesse statunitense e quello cinese) è un aspetto da tener presente, ma tutto sommato la bilancia dei pagamenti è solida. La fuoriuscita di capitali resta contenuta, mentre i flussi in ingresso stanno prendendo piede grazie alle recenti misure di liberalizzazione, mentre la forte crescita globale continua a sostenere la crescita dell’export. Inoltre, riteniamo che la forza del renminbi sia ben vista dalle autorità per l’aiuto che offre nel contenere la pressione della fuoriuscita di capitali e, allo stesso tempo, nell’essere di aiuto nelle negoziazioni commerciali con gli Stati Uniti.

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Dal 17 maggio in Cina il più grande evento che celebra il pianoforte italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Pechino Dal 17 maggio al 3 giugno “Italian Piano Experience” ripercorrerà l’evoluzione degli strumenti a tastiera con un’esposizione di esemplari storici e un festival che coinvolgerà alcuni dei migliori musicisti italiani, da Brizi a Prosseda. Gli eventi saranno replicati a Cremona dal 28 al 30 settembre, nell’ambito di Cremona Musica 2018, che ha collaborato all’organizzazione dell’iniziativa.
“Italian Piano Experience” è il Festival che avrà luogo al Millennium Monument Museum di Pechino dal 17 maggio prossimo, nell’ambito del Festival “Meet in Beijing”, in cui l’Italia è “Guest Country of Honor”. Il progetto, ideato da Roberto Prosseda, è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, con la collaborazione di Cremona Musica e Bizzi Clavicembali, per celebrare le origini italiane del pianoforte: uno degli strumenti protagonisti della storia della musica, nato proprio in Italia nel 1699, da un’idea di Bartolomeo Cristofori.
In Cina un evento del genere non c’era mai stato. Saranno esposti gli antenati del moderno pianoforte, alcuni dei quali risalenti alla prima metà del diciottesimo secolo, fino ai più moderni Fazioli, marchio fra i più noti a livello mondiale e da sempre protagonista di “Piano Experience” a Cremona Musica. Un’occasione unica per ripercorrere tre secoli di evoluzione di questo strumento, grazie anche alle spiegazioni di Guido Bizzi e le esibizioni dal vivo del cembalista e organista Claudio Brizi, curatori della mostra, che permetteranno di assaggiare il suono dei diversi pianoforti e dei loro cugini (organo, cembalo, clavicordo, harmonino). Altre occasioni di approfondimento saranno garantite da Nicola Sani, che parlerà del repertorio pianistico italiano contemporaneo, e da Roberto Prosseda, direttore artistico dell’evento, che presenterà l’evoluzione dal Fortepiano del tempo di Mozart al moderno pianoforte a coda.
Non mancherà ovviamente l’occasione di ascoltare all’opera alcuni dei maggiori interpreti italiani della tastiera. Ad inaugurare il palco sarà Claudio Brizi, che accompagnerà gli ascoltatori alla scoperta delle sonorità antiche del cembalo, dell’organo e dell’harmonino, anche sovrapposte grazie alla combinazione di strumenti diversi, suonati contemporaneamente dal celebre cembalista. Nel concerto finale Roberto Prosseda, ideatore e direttore artistico del festival, presenterà, per la prima volta pubblicamente in Cina il Pedalpiano: uno strumento antico e moderno insieme, di cui è stato negli ultimi anni promotore e riscopritore.Il programma sarà arricchito da quattro recital con pianoforti moderni tenuti da quattro dei più promettenti giovani pianisti italiani: Leonora Armellini, Mariangela Vacatello, Axel Trolese, Vanessa Benelli Mosell, che includeranno molti brani di autori italiani, da Scarlatti a Stroppa.
La prima tappa di questo grande evento, organizzato con la collaborazione di Cremona Musica, Bizzi Clavicembali e Fazioli Pianoforti, non poteva che essere proprio a Pechino. Non solo infatti la Cina è il primo mercato mondiale per i pianoforti, ma fra il gigante asiatico e l’Italia esiste un ponte culturale che gira proprio attorno al pianoforte e ai suoi antenati: nel ‘500 il prete gesuita Matteo Ricci fece arrivare alla corte di Wan Li, della dinastia dei Ming, il primo clavicembalo italiano; sulle sue orme ad inizio ‘900 Matteo Paci svolse un’importante opera di educazione e produzione musicale in Cina che portò alla nascita della prima orchestra sinfonica moderna cinese.

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Guerra commerciale tra USA e Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Londra. Commento di Kim Catechis, Head of Global Emerging Markets di Martin Currie (Legg Mason), sugli effetti della guerra commerciale tra USA e Cina.
Le offensive commerciali tra Stati Uniti e Cina sembrano destinate ad intensificarsi. Non dovrebbero però degenerare in una guerra commerciale su vasta scala e, sul lungo periodo, investitori accorti potrebbero ottenere dei benefici: lo sostiene Kim Catechis, head of global emerging markets di Martin Currie, affiliata del gruppo Legg Mason. I rapporti tra i due colossi sono precipitati il 22 marzo, quando gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo piano di tariffe contro la Cina, con l’accusa che questa stia favorendo il furto di proprietà intellettuali delle aziende americane. I dazi USA sulle compagnie cinesi, concentrati soprattutto sulle importazioni di acciaio e alluminio, potrebbero raggiungere un totale di 60 miliardi di dollari, andando a deteriorare una relazione già molto tesa, e destando timori di una guerra commerciale su vasta scala che danneggerebbe le aziende di entrambi i paesi. La Cina ha risposto subito con sanzioni che potrebbero colpire beni del valore di 3 miliardi di dollari. I mercati di tutto il mondo hanno già reagito, con il crollo di alcuni indici chiave. Tuttavia Catechis – che gestisce il fondo Legg Mason Martin Currie Emerging Markets – ritiene che la guerra commerciale potrebbe rivelarsi una buona porta di ingresso all’azionario cinese e ad altri mercati emergenti. “Le tensioni commerciali e politiche tra Cina e Stati Uniti” spiega Catechis “dovrebbero intensificarsi da qui a metà 2018, ma è probabile che non degenereranno in una guerra commerciale totale o in un conflitto più grave.” “La minaccia di ulteriori dazi per 60 miliardi di dollari non è giunta inaspettata: i cinesi si sono fatti trovare pronti e hanno preparato a loro volta una lunga lista di dazi per contrattaccare.” “Pechino ha avuto molto tempo per organizzarsi, e proprio come l’Unione Europea nel recente caso dei dazi sull’acciaio, ha quindi identificato una serie di prodotti da colpire in risposta ad un’eventuale escalation di dazi da parte degli Stati Uniti. Si è dunque già preparata per una lunga battaglia e difficilmente farà passi indietro, mentre il progetto Nuova via della seta, insieme ad altre iniziative, accelera la diversificazione cinese su più mercati.” Per gli investitori, la reazione sul breve termine dei mercati potrebbe rivelarsi un’occasione da sfruttare. “I titoli dei giornali possono aver generato allarme tra chi investe nei mercati emergenti “ afferma Catechis “ma, sul lungo periodo, queste restrizioni commerciali probabilmente serviranno solo ad accelerare la rapida crescita del commercio intraregionale tra mercati emergenti, con l’esclusione degli Stati Uniti. A nostro parere, ciò sposterà ulteriormente il baricentro del commercio mondiale in favore dei mercati emergenti.” Catechis ritiene che uno scontro commerciale alimentato dagli USA potrebbe accelerare alcuni processi già in corso relativi al commercio internazionale.
Innanzitutto c’è la RCEP, un nuovo accordo commerciale multilaterale tra paesi asiatici, promosso dalla Cina, che comprende anche India, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud e i paesi ASEAN dell’Asia meridionale. Insieme, queste nazioni rappresentano circa il 40% del commercio mondiale.Nel frattempo, l’iniziativa cinese “One Belt One Road” – che vuole ricreare l’antica Via della Seta – sta costruendo infrastrutture per facilitare il commercio, raggiungendo 65 nazioni. Per Catechis, già ora questo progetto sta avendo effetti positivi sulla velocità delle rotte commerciali tra Europa e Cina.Infine c’è il Partenariato Trans Pacifico, il trattato che venne negoziato dall’amministrazione Obama e per poi essere scartato dalla Casa Bianca l’anno scorso, che continua nonostante l’uscita degli Stati Uniti. Le altre undici nazioni, tra cui le emergenti Messico, Perù, Cile e Malesia, stanno infatti andando avanti coi negoziati. Guardando nello specifico alla Cina, Catechis aggiunge di preferire alcune tipi di compagnie che operano molto sul mercato domestico, e che sono particolarmente esposte alla crescita della classe media. “Vediamo opportunità molto interessanti in Cina, indipendentemente dai rapporti con gli USA” dichiara “soprattutto in quelle aziende favorite dalla crescita della classe media, nelle aree del consumo privato e dei servizi.” Il gestore predilige anche quelle compagnie legate al mondo internet, che in genere assicurano una crescita elevata e redditizia senza aver bisogno di finanziamenti esterni.
Sul lungo periodo, le aziende da seguire sono quelle che traggono vantaggio dal “sogno cinese” del presidente Xi: società ambientali che assicurano acqua e aria pulite, e compagnie di servizi che tagliano tempi di attesa e costi.I settori potenzialmente da evitare, dunque, sono quelli della ‘vecchia economia’: ossia l’industria pesante, che è altamente indebitata, molto inquinante e tende ad avere margini di profitto minimi.“È una scelta limpida” chiude Catechis “preferire l’economia nuova, brillante, con elevato ritorno sul capitale a quella vecchia, inquinante, poco redditizia e molto indebitata.”

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L’Istituto Ganassini di Ricerche Biochimiche sbarca in Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

L’Istituto Ganassini di Ricerche Biochimiche è un’azienda familiare che opera a Milano dal 1935 nota per la formulazione e produzione di prodotti dermocosmetici.
“La qualità ha un nome” è il mantra che, negli anni, ha assunto per Istituto Ganassini di Ricerche Biochimiche un significato fondamentale e ispiratore di tutte le scelte aziendali. Scelte condivise e riproposte da Giuseppe Ganassini, CEO e quarta generazione alla guida dell’azienda farmaceutica. La missione di Istituto Ganassini è riprodurre nel settore cosmetico la qualità di un’azienda farmaceutica e assicurare così al consumatore benessere e sicurezza.
L’obiettivo è di soddisfare le esigenze dei consumatori offrendo prodotti dermocosmetici che contribuiscano alla cura e alla protezione della pelle, riconosciuti eccellenti per la qualità e realizzati nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Prodotti creati con entusiasmo, lavoro di squadra e valori storici, esaltati dalle migliori tecnologie e coinvolgimento intellettuale, che nascono dalla ricerca del bello in tutto quello che Istituto Ganassini crea.I valori fondamentali sono quindi la passione per l’eccellenza, intesa come amore per il bello, il ben fatto e l’etica, intesa come costruzione di valore nel lungo termine attraverso la sostenibilità, la trasparenza e la valorizzazione delle persone. Passione per la scienza e per la tecnologia, che percorrendo l’intera storia dell’azienda, si traducono in innovazione.
Innovazione che si traduce anche nella continua ricerca di nuova mercati e nuovi canali di vendita come ad esempio la Cina. Nell’aprile 2017 Ganassini incontra Alibaba e inizia a lavorare con la tech company cinese, il dialogo porta il gruppo ad aprire prima lo store monomarca Sensilis (giugno 2017) e successivamente (2 marzo 2018) a lanciare su Tmall Global (la piattaforma B2C del gruppo Alibaba) il proprio store https://ganassini.tmall.hk/ .
Il 4 marzo scorso Giuseppe Ganassini ha partecipato ai “Tmall Beauty Awards” – evento che ha riunito a Shanghai oltre mille operatori del settore della cosmetica provenienti da aziende internazionali e cinesi – e in questa sede ha firmato il contratto in esclusiva per 2 anni con il gruppo Alibaba, ufficializzando il lancio del suo flagship store virtuale.
L’apertura dello store consente ai brand del Gruppo Ganassini di approcciare un mercato di 515 milioni di consumatori attivi sulle piattaforme del Gruppo Alibaba, tra le aziende tecnologiche e di e-commerce leader mondiali, il cui ecosistema di marketplaces digitali permette ad aziende e brand di offrire prodotti e servizi in Cina e globalmente.

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Cristianesimo in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Roma 22-23 marzo 2018 ore 9,00 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 L’arrivo, lo sviluppo, l’inculturazione e il ruolo del cristianesimo in Cina è diventato motivo di interesse non soltanto per accademici e studiosi specializzati, ma anche per i leader della Chiesa e i funzionari governativi cinesi. Ognuno di questi tre gruppi privilegia tuttavia un approccio diverso, e sono a lungo mancate le occasioni di confronto tra le prospettive proprie di ognuno.Otto anni fa, un team di quattro studiosi dalla Cina fondò un comitato organizzativo per proporre una conferenza annuale sui temi connessi al cristianesimo nella società cinese. Scopo di questa iniziativa era stabilire una piattaforma comune sulla quale i tre diversi gruppi, tramite rappresentanti provenienti sia dalla Cina che dall’estero, potessero incontrarsi e comprendere meglio ognuno il punto di vista dell’altro, attraverso uno scambio di idee in un ambiente aperto e cordiale. Da allora, si sono susseguite sette conferenze – tre in Cina, tre ad Hong Kong e una a Macao – e la comprensione fra le tre diverse prospettive è andata crescendo.
Per questo l’ottava conferenza, organizzata insieme alla Pontificia Università Gregoriana, e con il sostegno dello Yuan Dao Study Center e della Gregorian University Foundation, si svolgerà a Roma. Il titolo scelto per il convegno del prossimo 22 e 23 marzo 2018 è “Cristianesimo in Cina. Impatto, interazione ed inculturazione”, a sottolineare l’incontro fra differenti approcci interdisciplinari: quello storico (impatto), quello sociologico (interazione) e quello religioso (inculturazione).I partecipanti arriveranno da centri accademici statali e religiosi dell’Estremo Oriente (Pechino, Shangai, Jinan, Chengdou, Hong Kong) e dell’Occidente (Heidelberg, Roma, Londra, Gothenburg, Münster, Washington), confrontandosi in una prospettiva a due voci su ogni singola tematica. I saluti iniziali saranno affidati a P. Nuno da Silva Gonçalves, rettore della Pontificia Università Gregoriana, a P. Milan Zust, decano della Facoltà di Missiologia della Gregoriana, e a S.Em. Card. John Tong Hon, vescovo emerito di Hong Kong.

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Torino è invasa dai guerrieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Torino: Fino al 30 marzo, presso il Cortile dell’Università di Torino sarà possibile visitare la grande installazione “Urban Colors and Xi’an Warriors”. Il progetto, realizzato specificatamente per l’Università di Torino, è una riflessione sul tema del colore nella vita urbana e di come proprio il colore possa mutare la percezione degli spazi e dei luoghi. In questo specifico caso, l’intervento è su una architettura severa, storicamente connotata da aspetti architettonici di grande fascino. L’intervento di Zhang Hongmei, si prefigge quindi, pur rispettando gli aspetti architettonici preesistenti, di dare una nuova lettura a questo luogo con l’inserimento di elementi, colorati, desunti dalla tradizione cinese. La commistione, tra il gusto decorativo, della tradizione architettonica cinese, si inserisce così, nella cornice di un luogo, dalla grande tradizione Sabauda. Le colonne del maestoso cortile, rivestite da Zhang Hongmei di colorate tarsie, in stoffa, rendono ancora più suggestivo, un luogo, già splendidamente connotato, ed evidenziando in maniera straordinaria la splendida prospettiva del colonnato. L’installazione curata e organizzata da Vincenzo Sanfo e dalla prof.Stefania Stafutti dell’Istituto Confucio di Torino, in collaborazione con l’Università di Torino, Shandong Provincial Department of Culture, Diffusione Italia International Group e Shandong Zaimei Cultural, si avvale del patrocinio della città di Torino.
Fino al 10 aprile sarà poi possibile visitare la mostra “Oriente in Piemonte: ori e tesori di Zhang Hongmei e progetti della scuola orafa”: il risultato del felice incontro tra l’artista cinese e gli allievi della Scuola Orafi Ghirardi. Da questo incontro, avvenuto alcuni mesi or sono, è scaturito il progetto di una collaborazione, che proseguirà nel tempo, tra l’artista e gli allievi, che si sono ispirati reciprocamente. Il primo risultato di questo incontro, sono i progetti qui esposti insieme ad alcuni gioielli realizzati da Zhang Hongmei per Cleto Munari. I lavori degli allievi, pur con qualche ingenuità di fondo, frutto della giovane età dei ragazzi, rappresentano però una bella sorpresa, per l’ originalità di alcune soluzioni, adottate dagli studenti che ispirati dal lavoro di Zhang Hongmei, hanno saputo trarre idee originali e innovative. La mostra, dopo la tappa Torinese della Agenzia Formativa “E.G.Ghirardi”, proseguirà anche in Cina.
Zhang Hongmei rappresenta una generazione che, diversamente dalla precedente, non si è adagiata su una facile rilettura della produzione artistica occidentale, ma ha attuato una presa di coscienza della propria storia, recuperando un personale senso estetico e solide qualità pittoriche, attirando così l’attenzione del mercato e della critica più attenti.

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Serata dedicata a Matteo Ricci e al Cristianesimo in Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2018

Caerano di San Marco (TV) Domenica 11 marzo alle 18:00 Officina Calligrafica Bruno Gripari Via A. De Gasperi 30 serata dedicata a Matteo Ricci e al Cristianesimo in Cina. Il relatore della serata sarà la Dott.ssa Annamaria (Anny) CARRARO. Eclettica, sempre aperta a nuove esperienze culturali ed umane. Conduce una vita da pendolare fra Venezia e Monaco di Baviera. Studi compiuti in Italia, Inghilterra, Francia, Germania, Cina; Autrice di saggi e poesie; Traduttrice&Interprete ufficiale giurata in Italia e Germania; Docente universitaria di tecniche di interpretazione; Produttrice indipendente pluripremiata di documentari Arte&Cultura, Storia e genere misto dal 2001.
Matteo Ricci, uno spirito aperto, dotato di grande intelligenza e paziente saggezza, agli inizi del XVIIº secolo apre la Cina all’Occidente. Un principio universale ne sarà la guida: l’Amicizia. Grande traduttore da e verso il cinese, fu il primo a redigere una trascrizione di caratteri cinesi in alfabeto occidentale. Altamente stimato dai Mandarini alla corte dell’imperatore Wanli, verrà nominato Maestro degli aspiranti Mandarini, ai quali insegnerà una speciale tecnica di memorizzazione. Introdurrà fra l’altro in Cina la matematica, l’astronomia, la cartografia e la musica occidentali. Il documentario è il risultato di lunghi anni di ricerche e riprese in Italia e Cina, basato essenzialmente su documenti e musiche originali e riprese dirette, intercalato da interviste di prestigiosi specialisti internazionali (ad es. Prof. Mignini, Prof. Odifreddi, e.a.). L’autrice rileva l’importanza storica di Matteo Ricci nei rapporti fra Oriente e Occidente. Fu il primo occidentale ad essere sepolto a Pechino e la sua immagine è scolpita nel museo della storia cinese “Millennium” di Pechino, accanto a quella di Marco Polo, unici occidentali che appaiono nella millenaria storia della Cina. Documentario: Matteo Ricci – The Mandarin of Friendship, 52 min., co-produzione Italia-Cina 2016, versione internazionale.

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Huawei insieme a UnionPay International per il lancio globale di Huawei Pay

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 febbraio 2018

Huawei PayShenzhen. Huawei ha firmato un accordo di collaborazione con UnionPay International per promuovere Huawei Pay e accelerarne l’introduzione a livello globale, offrendo una migliore esperienza di pagamento da mobile a tutti gli utenti Huawei. L’accordo rappresenta il primo sforzo congiunto di Huawei e UnionPay per portare Huawei Pay sul mercato mondiale da quando le due aziende hanno iniziato a collaborare alla sua creazione.
In futuro, gli utenti Huawei e Honor al di fuori della Cina potranno effettuare pagamenti da mobile in modo rapido e facile aggiungendo le loro coordinate bancarie UnionPay a un telefono abilitato Huawei Pay, il tutto semplicemente avvicinando il proprio dispositivo a un terminale POS che supporti il pagamento rapido mobile UnionPay. In termini di sicurezza, Huawei Pay utilizza la all-device solution che garantisce la sicurezza dei pagamenti degli utenti mentre attraverso una tecnologia che traccia i dati sensibili vengono protette efficacemente la privacy e la sicurezza dei dati dei titolari delle carte.Huawei Pay è già supportato da 66 istituti bancari ed è compatibile con 20 modelli di dispositivi mobili tra cui smartphone e smartwatch. Solo nel 2017 sono stati effettuati pagamenti con Huawei Pay per un valore di 4 miliardi di Yuan.Già oggi sempre più persone utilizzano servizi di pagamento da mobile come Huawei Pay e con la crescente diffusione di dispositivi mobili Huawei e Honor in tutto il mondo e l’espansione di Huawei Pay sui mercati internazionali aumenterà anche il numero di transazioni annuali effettuate attraverso Huawei Pay.Durante la cerimonia di firma, Zhang Ping’an, Presidente Huawei Consumer Cloud Services, ha dichiarato: “Gli ecosistemi aperti sono fondamentali per il futuro dell’economia digitale e per questo motivo i servizi Cloud di Huawei fanno parte di un ecosistema mobile intelligente e aperto, facile da accedere per gli utenti finali. Speriamo in futuro di poter collaborare con altri partner come UnionPay International per offrire servizi di pagamento da mobile sempre comodi e soprattutto sicuri agli utenti Huawei di tutto il mondo”.
Wang Lixin, Vice Presidente UnionPay International, ha ribadito che l’azienda ha sempre accolto con favore la cooperazione con tutti gli attori protagonisti del settore, anche in virtù dei mutui benefici che ne derivano. Questa partnership genera diversi vantaggi: innanzitutto la dimensione globale permetterà agli emittenti di carte di connettersi semplicemente alla piattaforma di servizi di pagamento da mobile UnionPay per avviare Huawei “Pay-as-you-go”, riducendo significativamente tempi e costi. Inoltre gli innovativi prodotti UnionPay rappresenteranno un continuo incentivo per entrambe le parti al fine di accelerare la localizzazione dei servizi, incoraggiando al tempo stesso altri mercati a sviluppare e innovare i propri servizi di pagamento da mobile. In ultimo, crescerà l’influenza internazionale delle app di pagamento da mobile sviluppate in maniera indipendente in Cina.La Russia sarà il primo mercato al di fuori della Cina a lanciare questo servizio. Attualmente le carte bancarie UnionPay sono accettate nell’85% del territorio russo, con oltre 400.000 terminali POS che supportano il pagamento rapido UnionPay. Più di 10 banche russe hanno emesso circa 1,3 milioni di carte UnionPay. Dopo la Russia, Huawei e UnionPay prevedono di introdurre i servizi Huawei Pay anche in altri mercati dell’Europa orientale.Finora i servizi consumer di Huawei hanno incontrato il favore degli utenti in tutto il mondo e nel 2017 il numero di account registrati ha superato i 340 milioni.
Parallelamente alla diffusione dei prodotti Huawei per gli utenti finali, servizi cloud quali Huawei Pay, MyCloud, AppGallery, Video e Music si sono gradualmente sviluppati e diffusi sempre più a livello globale, portando le più avanzate tecnologie e i loro innumerevoli vantaggi ai consumatori di tutto il mondo. (foto: Huawei Pay)

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