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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 265

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Omar Galliani in Cina

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Il Museo Nazionale d’Arte della Cina (NAMOC), con sede a Pechino, dal mese di giugno parla anche italiano. L’opera “Lontano da Xian” dell’artista Omar Galliani è entrata a far parte delle collezioni del Museo, accanto ai lavori di Pablo Picasso, Salvador Dalí, Kaethe Kollwitz ed Ansel Adams.
Il NAMOC, punto di riferimento culturale a livello nazionale, raccoglie oltre 110.000 pezzi che documentano lo sviluppo dell’arte in Cina dai tempi antichi ad oggi. Le collezioni includono anche dipinti del passato, opere di calligrafia, manufatti e lavori selezionati di maestri internazionali.
“Lontano da Xian” è un’opera a matita su tavola di 180×180 centimetri, realizzata nel 2016 ed esposta nel 2017 a Pechino, in occasione della settima edizione della Biennale Internazionale d’Arte, manifestazione tesa ad individuare ricerche pittoriche e scultoree che propongano nuove visioni tra locale ed internazionale, arte, cultura e società.
«Il tema dell’ultima Biennale Internazionale d’Arte di Pechino, “La via della seta”, e l’opera che ho scelto – spiega Omar Galliani – mostrano due direzioni di “sguardo”: Oriente e Occidente. Il volto resta celato. I tratti somatici si sottraggono all’identificazione dell’origine. Tutto si fonde e armonizza nel centro del quadro, dove la cosmogonia di un cielo stellato riempie un atanor / vaso simbolico del Tutto. Un melograno tatuato, simbolo di vita diffuso tra Oriente e Occidente, celebra il rito della vita e della rinascita. Nella vita nomade del mio disegno, “Lontano da Xian” si ferma oggi in uno dei più importanti musei della Cina. Diverse opere sono entrate nelle collezioni dei musei cinesi nei quali ho esposto dal 2000 ad oggi. “Lontano da Xian”, con il suo viaggio di sola andata, tesse un filo di seta rossa che cuce insieme Occidente e Oriente».
Quello di Omar Galliani con l’Oriente è un legame consolidato, riscontrabile e riconoscibile come cifra artistica in molte sue opere. La sua prima personale in Cina è allestita nel 2000, presso il Museo d’Arte Moderna (ex CAFA) di Pechino. Nel 2003 vince, insieme a Georg Baselitz, il premio per la miglior opera alla prima edizione della “Biennale Internazionale d’Arte di Pechino”. Nel 2006-2007 è protagonista di un grande tour della Cina (Shangai, Urban Planning Exhibition Center; Chengdu, Sichuan Art Museum; Suzhou, Museum of Fine Art; Jinan, Shandong Art Museum; Dalian, Dalian Art Exhibition Hall; Xian, Shanxi Museum of Fine Art; Wuhan, Gallery of Fine Arts of the Wuhan Academy; Hangzhou, Museum of Fine Art), in occasione del quale il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Jinan gli conferisce la laurea ad honorem in pittura. Un riconoscimento importante che gli consente di tenere un corso di pittura presso l’Accademia di Wuhan. Risale al 2011 la personale “Diario Cinese”, allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino e al Museo di Tianjin, in occasione dell’anno culturale della Cina in Italia. Nel 2012 realizza la mostra “The Male, the Female, the Sacred. Omar Galliani in dialogue with drawing tradition”, a cura di Manuela Lietti e Wang Huangsheng, allestita nella nuova sede del CAFA Art Museum di Pechino, progettata da Arata Isozaki.
In occasione dell’acquisizione del dipinto “Lontano da Xian” da parte del Museo Nazionale d’Arte della Cina (NAMOC), in Italia è stata prodotta da corsiero editore una cartella a tiratura limitata contente la realizzazione originale in litografia dell’opera.
Per approfondimenti sul lavoro di Omar Galliani, le mostre, le pubblicazioni e l’attività dell’Archivio è possibile visitare il sito http://www.omargalliani.com.

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L’innovazione friulana si afferma in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Grande interesse per l’offerta economica innovativa delle imprese friulane in Cina, dove si trova in questi giorni una delegazione formata da una decina di aziende del territorio per la missione-studio organizzata dalla Camera di Commercio e da Confindustria Udine, in collegamento con le attività avviate dalla Regione Fvg. Con i presidenti Giovanni Da Pozzo e Anna Mareschi Danieli, nel viaggio d’affari ci sono Engen Meccanica con Cristina Mattiussi, il Gruppo Luci rappresentato da Jacopo Luci, Meccanotecnica con Nicola Collino, Mechanics srl con Giulio Fornasiere, Quin con Fabio Valgimigli, Saitel con Dino Feragotto, Serrametal con Giuseppe Vesca e The Next con Kevin Feragotto.«L’obiettivo di questa visita ricca di appuntamenti con le massime istituzioni e realtà economiche di Pechino e Shanghai – ha commentato il presidente Da Pozzo – è conoscere un territorio in cui si stanno creando sempre più spazi di azione, con un focus puntuale sul digitale, in una sinergia fra il programma di Impresa 4.0 e il progetto Made in Cihina 2025, lanciato nel 2015, che punta a trasformare la “fabbrica del mondo” cinese in una fucina di innovazione, di produzioni automatizzate ad alto valore aggiunto e tecnologie produttive avanzate. In questi primi incontri sono rimasto particolarmente colpito dall’apertura e dall’interesse verso le nostre piccole e medie industrie, che possono esprimere qui un grande potenziale soprattutto per le capacità di innovazione, professionalità, ecologia, qualità».
Come ha evidenziato anche la presidente Mareschi Danieli «con il piano Made in China 2025, la Cina passa dalla produzione di massa a bassa qualità a quelle tecnologicamente innovative. Cosa fare? Collaborare, perché è una grande opportunità, investendo in ricerca e innovazione per essere sempre un passo avanti a loro. La nuova economia con il Programma Made in China 2025 aprirà le porte a molteplici opportunità bidirezionali tra i due Paesi. La Cina si sta aprendo al mercato globale: su questo dobbiamo concentrarci per cogliere subito ogni opportunità per le imprese italiane di svilupparsi in Cina. Il tutto, in un’ottica win win per sviluppare una manifattura sostenibile. La missione in corso, per quanto riguarda Confindustria Udine, ha proprio questo obiettivo: accompagnare ed accreditare le nostre aziende nei confronti di qualificati interlocutori istituzionali e imprenditoriali cinesi».Il programma della delegazione friulana in Cina, reso possibile dalla collaborazione col sistema Italia in Cina, in primis l’Agenzia Ice, è fitto di incontri: gli imprenditori hanno partecipato a un approfondimento sulle specificità del business in Cina, anche dal punto di vista della tutela della proprietà industriale, degli investimenti, delle peculiarità doganali e della business etiquette, con un particolare focus sul sistema ricerca e sviluppo cinese, e hanno quindi cominciato gli incontri istituzionali. Innanzitutto alla China Chamber of Commerce for Machineries and Electronics, dove hanno conosciuto anche imprese cinesi, quindi alla China Chamber of International Commmerce e China Machine Tool and Toolbuilder’s Association. Dopo di che, una nutrita serie di visite ad aziende locali, tra Pechino e Tianjin. Giovedì il trasferimento a Shanghai, dove proseguiranno, con la collaborazione di Danieli China, gli approfondimenti con le principali autorità economiche e dell’innovazione e le visite aziendali, con particolare attesa per quella al Parco Industriale e al Data Centre. La visita a Shanghai è stata studiata anche come anticipazione edizione di China InternatImport Expo (CIIE), che si terrà dal 5 al 10 novembre nel padiglione Italia al National Exhibitioand Convention Center di Shanghai. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane.

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“The Italian Lifestyle Panda Award”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

La società di progettazione integrata Progetto CMR (www.progettocmr.com) si è aggiudicata “The Italian Lifestyle Panda Award”, il prestigioso riconoscimento istituito dalla Camera di Commercio Italiana in Cina che premia le società, italiane e cinesi, che si sono distinte nella promozione delle relazioni tra i due Paesi. Presente dal 2002 nel mercato cinese con una sede a Pechino e una a Tianjin, Progetto CMR è stata premiata quest’anno per il masterplan di Manjiangwan, primo esempio di villaggio di nuova realizzazione concepito secondo i canoni di Città Slow, riconosciuto dalla Giuria quale esempio iconico di italianità e innovazione. A ritirare il premio, la sera di sabato 9 giugno a Shanghai alla presenza di 500 ospiti tra i funzionari e rappresentanti di società italiane e cinesi, l’arch. Massimo Bagnasco, Managing Partner di Progetto CMR China, insieme al cliente Purple Jade (nella foto).Progetto CMR non è nuovo a questo tipo di riconoscimento. L’ultimo è stato insignito nel 2015 con la menzione di società “Best Time Honoured” a fronte del successo raggiunto nel corso degli anni operativi in Oriente.Massimo Roj – fondatore e global CEO di Progetto CMR – ha dichiarato “E’ un grande onore aver ricevuto questo importante riconoscimento, che dimostra ancora una volta quanto la Cina sia importante per noi, per la nostra azienda; abbiamo creduto nelle enormi potenzialità di questo mercato fin dagli inizi, un mercato in cui abbiamo investito molto e che ha ripagato i nostri sforzi. Ottenere questo premio, insieme ad altri risultati positivi ottenuti in questi anni, è stato possibile grazie ad un grande lavoro di squadra, e rappresenta uno stimolo ulteriore in noi nel promuovere la progettazione sostenibile e human-centered in Cina!”

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Usa-Cina: in Asia Pacifico timori per la guerra dei dazi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

La guerra dei dazi tra Usa e Cina fa temere cali di fatturato alle aziende esportatrici asiatiche, mentre le aziende che riforniscono soprattutto il mercato interno vedono le barriere commerciali internazionali come una opportunità di crescita. E’ quanto emerge dal sondaggio realizzato per l’edizione 2018 del Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento in Asia Pacifico. Il 45% degli esportatori asiatici, intervistati da Atradius, prevede cali di fatturato tra il 10 e il 20% a causa delle vicende legate alla guerra dei dazi ed alla revisione della geografia commerciale mondiale. In particolare, prevedono cali di fatturato per le restrizioni all’export il 52% delle aziende in Cina, il 65% in Indonesia, il 48% a Taiwan e il 47% a Hong Kong, tutte economie con relazioni commerciali profondamente intrecciate con la Cina. Al contrario, le aziende asiatiche focalizzate sul commercio interno considerano il protezionismo un’opportunità per la crescita del business sul mercato domestico, come nel caso del 29% degli intervistati indonesiani. Inoltre questi paesi stringono sempre di più legami commerciali con il resto del mondo, in particolare con l’Austrialia e con il Giappone le cui aziende infatti, rispettivamente per il 54% e il 51%, non prevedono impatti negativi sul loro fatturato nei prossimi mesi. Secondo Andreas Tesch, Cmo di Atradius, la situazione di incertezza politica internazionale “può abbassare la fiducia delle imprese e innescare il deterioramento del contesto di insolvenza nella regione, è quindi essenziale che i fornitori adottino un approccio lungimirante per proteggere il loro flusso di cassa “. (fonte: Sondaggio Atradius)

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Cina: il focus passa dal benessere finanziario a quello ambientale

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Commento di Mark Evans del team EM Fixed Income di Investec Asset Management. I tentativi di riforma da parte del Governo per ridurre l’eccesso di offerta continuano a mostrare i loro effetti. Le industrie fornitrici, in generale, hanno condizioni finanziarie migliori rispetto a quanto da noi constatato nel 2016, e il focus delle riforme si è chiaramente spostato dalla finanza alla salute ambientale, coerentemente con quanto ribadito negli ultimi mesi dal Presidente Xi. Secondo le previsioni più diffuse, i prezzi delle commodities riceveranno sostegno da un’offerta ridotta, sebbene lo spostamento dell’attenzione verso il miglioramento della salute dell’ambiente potrebbe avere conseguenze non volute sulla domanda.
Bisogna dare atto al Governo cinese che il suo ambizioso tentativo di contrastare l’inefficienza nella produzione di acciaio e rianimare i profitti sta decisamente funzionando. È chiaro come la stretta normativa e finanziaria abbia escluso dal mercato dell’acciaio i produttori inefficienti, facilitando gli operatori più grandi e di maggior profitto, che possono beneficiare di economie di scala e continuano a produrre quasi a piena capacità. In seconda battuta, l’obiettivo centrale del governo di ripulire l’ambiente sta incoraggiando le acciaierie e altre fabbriche industrializzate a investire in infrastrutture ecologiche per ridurre i livelli di inquinamento. È interessante notare come i funzionari locali di governo non stiano glissando sulla politica ambientale restrittiva chiesta dal governo centrale, bensì stiano implementando un modus operandi molto più rigido di quello suggerito da Pechino.Ad esempio, le emissioni di fumo bianco dalle acciaierie non saranno più consentite a Tangshan da novembre di quest’anno, nonostante la mancanza di produttori con le adeguate tecnologie. Considerando che misure come questa probabilmente verranno eliminate, questo provvedimento sottolinea la serietà delle intenzioni delle autorità locali nell’ambito della salvaguardia ambientale. Esiste chiaramente un rischio di eccesivo irrigidimento, considerato lo spostamento dell’attenzione del governo dalla quantità alla qualità della crescita economica. Comunque siamo rassicurati dallo sviluppo significativo del coordinamento delle politiche e la loro implementazione nell’arco degli ultimi due anni, quindi credo che ogni segnale di irrigidimento eccessivo dovrà essere analizzato in base a queste considerazioni.
I produttori di acciaio e altri attori del mercato non sono eccessivamente preoccupati del più forte atteggiamento protezionistico della retorica e della politica statunitense. La percezione generale è che le normative implementate fin qui siano relativamente modeste nei loro effetti, mentre una reale stretta sarebbe controproducente per gli Stati Uniti. Sono un po’ sorpreso di trovare un atteggiamento così rilassato, nonostante noi concordiamo in effetti con la view in generale. Inoltre, i rischi di un eccessivo irrigidimento domestico sembrano ampiamente superare quelli di una guerra commerciale.
Il timing del Nuovo Anno Cinese (CNY) rende l’analisi e l’interpretazione di alcuni soft data estremamente difficile. Il dato relativo alla domanda cinese generalmente subisce un ritardo stagionale in seguito al CNY, ma quest’anno il recupero sembra insolitamente lento. In queste circostanze, crediamo che la domanda non sia ridotta in modo permanente, piuttosto solo ritardata. Stiamo monitorando da vicino i livelli di acciaio, che sembrano essere in fase di moderazione e dunque appoggiare l’idea che la domanda è semplicemente stata ritardata, non ridotta. Questa debolezza dovrebbe lasciare spazio a un miglioramento durante il secondo trimestre. In più, i sondaggi sulla fiducia dei consumatori e delle imprese continuano a disegnare uno scenario macro in salute.
Nonostante una leggera riduzione del rischio nelle nostre strategie sul debito emergente e in quelle multi-asset su questi mercati prima del più recente sell-off, restiamo positivi sulla crescita globale. Il contributo della Cina all’espansione economica mondiale resta significativo, pertanto la nostra view costruttiva sulla Cina supporta il nostro outlook positivo sulla crescita globale. Nella nostra view, ulteriori sell-off dei prezzi degli asset correlati al rallentamento della crescita cinese ci forniranno una buona opportunità per innalzare il rischio a livelli più attrattivi.In termini di posizionamento bottom-up, manteniamo un posizionamento long sul renminbi contro altre valute regionali. Il ridotto differenziale di tassi di interesse con gli Stati Uniti (cioè la differenza tra il tasso di interesse statunitense e quello cinese) è un aspetto da tener presente, ma tutto sommato la bilancia dei pagamenti è solida. La fuoriuscita di capitali resta contenuta, mentre i flussi in ingresso stanno prendendo piede grazie alle recenti misure di liberalizzazione, mentre la forte crescita globale continua a sostenere la crescita dell’export. Inoltre, riteniamo che la forza del renminbi sia ben vista dalle autorità per l’aiuto che offre nel contenere la pressione della fuoriuscita di capitali e, allo stesso tempo, nell’essere di aiuto nelle negoziazioni commerciali con gli Stati Uniti.

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Dal 17 maggio in Cina il più grande evento che celebra il pianoforte italiano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Pechino Dal 17 maggio al 3 giugno “Italian Piano Experience” ripercorrerà l’evoluzione degli strumenti a tastiera con un’esposizione di esemplari storici e un festival che coinvolgerà alcuni dei migliori musicisti italiani, da Brizi a Prosseda. Gli eventi saranno replicati a Cremona dal 28 al 30 settembre, nell’ambito di Cremona Musica 2018, che ha collaborato all’organizzazione dell’iniziativa.
“Italian Piano Experience” è il Festival che avrà luogo al Millennium Monument Museum di Pechino dal 17 maggio prossimo, nell’ambito del Festival “Meet in Beijing”, in cui l’Italia è “Guest Country of Honor”. Il progetto, ideato da Roberto Prosseda, è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, con la collaborazione di Cremona Musica e Bizzi Clavicembali, per celebrare le origini italiane del pianoforte: uno degli strumenti protagonisti della storia della musica, nato proprio in Italia nel 1699, da un’idea di Bartolomeo Cristofori.
In Cina un evento del genere non c’era mai stato. Saranno esposti gli antenati del moderno pianoforte, alcuni dei quali risalenti alla prima metà del diciottesimo secolo, fino ai più moderni Fazioli, marchio fra i più noti a livello mondiale e da sempre protagonista di “Piano Experience” a Cremona Musica. Un’occasione unica per ripercorrere tre secoli di evoluzione di questo strumento, grazie anche alle spiegazioni di Guido Bizzi e le esibizioni dal vivo del cembalista e organista Claudio Brizi, curatori della mostra, che permetteranno di assaggiare il suono dei diversi pianoforti e dei loro cugini (organo, cembalo, clavicordo, harmonino). Altre occasioni di approfondimento saranno garantite da Nicola Sani, che parlerà del repertorio pianistico italiano contemporaneo, e da Roberto Prosseda, direttore artistico dell’evento, che presenterà l’evoluzione dal Fortepiano del tempo di Mozart al moderno pianoforte a coda.
Non mancherà ovviamente l’occasione di ascoltare all’opera alcuni dei maggiori interpreti italiani della tastiera. Ad inaugurare il palco sarà Claudio Brizi, che accompagnerà gli ascoltatori alla scoperta delle sonorità antiche del cembalo, dell’organo e dell’harmonino, anche sovrapposte grazie alla combinazione di strumenti diversi, suonati contemporaneamente dal celebre cembalista. Nel concerto finale Roberto Prosseda, ideatore e direttore artistico del festival, presenterà, per la prima volta pubblicamente in Cina il Pedalpiano: uno strumento antico e moderno insieme, di cui è stato negli ultimi anni promotore e riscopritore.Il programma sarà arricchito da quattro recital con pianoforti moderni tenuti da quattro dei più promettenti giovani pianisti italiani: Leonora Armellini, Mariangela Vacatello, Axel Trolese, Vanessa Benelli Mosell, che includeranno molti brani di autori italiani, da Scarlatti a Stroppa.
La prima tappa di questo grande evento, organizzato con la collaborazione di Cremona Musica, Bizzi Clavicembali e Fazioli Pianoforti, non poteva che essere proprio a Pechino. Non solo infatti la Cina è il primo mercato mondiale per i pianoforti, ma fra il gigante asiatico e l’Italia esiste un ponte culturale che gira proprio attorno al pianoforte e ai suoi antenati: nel ‘500 il prete gesuita Matteo Ricci fece arrivare alla corte di Wan Li, della dinastia dei Ming, il primo clavicembalo italiano; sulle sue orme ad inizio ‘900 Matteo Paci svolse un’importante opera di educazione e produzione musicale in Cina che portò alla nascita della prima orchestra sinfonica moderna cinese.

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Guerra commerciale tra USA e Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Londra. Commento di Kim Catechis, Head of Global Emerging Markets di Martin Currie (Legg Mason), sugli effetti della guerra commerciale tra USA e Cina.
Le offensive commerciali tra Stati Uniti e Cina sembrano destinate ad intensificarsi. Non dovrebbero però degenerare in una guerra commerciale su vasta scala e, sul lungo periodo, investitori accorti potrebbero ottenere dei benefici: lo sostiene Kim Catechis, head of global emerging markets di Martin Currie, affiliata del gruppo Legg Mason. I rapporti tra i due colossi sono precipitati il 22 marzo, quando gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo piano di tariffe contro la Cina, con l’accusa che questa stia favorendo il furto di proprietà intellettuali delle aziende americane. I dazi USA sulle compagnie cinesi, concentrati soprattutto sulle importazioni di acciaio e alluminio, potrebbero raggiungere un totale di 60 miliardi di dollari, andando a deteriorare una relazione già molto tesa, e destando timori di una guerra commerciale su vasta scala che danneggerebbe le aziende di entrambi i paesi. La Cina ha risposto subito con sanzioni che potrebbero colpire beni del valore di 3 miliardi di dollari. I mercati di tutto il mondo hanno già reagito, con il crollo di alcuni indici chiave. Tuttavia Catechis – che gestisce il fondo Legg Mason Martin Currie Emerging Markets – ritiene che la guerra commerciale potrebbe rivelarsi una buona porta di ingresso all’azionario cinese e ad altri mercati emergenti. “Le tensioni commerciali e politiche tra Cina e Stati Uniti” spiega Catechis “dovrebbero intensificarsi da qui a metà 2018, ma è probabile che non degenereranno in una guerra commerciale totale o in un conflitto più grave.” “La minaccia di ulteriori dazi per 60 miliardi di dollari non è giunta inaspettata: i cinesi si sono fatti trovare pronti e hanno preparato a loro volta una lunga lista di dazi per contrattaccare.” “Pechino ha avuto molto tempo per organizzarsi, e proprio come l’Unione Europea nel recente caso dei dazi sull’acciaio, ha quindi identificato una serie di prodotti da colpire in risposta ad un’eventuale escalation di dazi da parte degli Stati Uniti. Si è dunque già preparata per una lunga battaglia e difficilmente farà passi indietro, mentre il progetto Nuova via della seta, insieme ad altre iniziative, accelera la diversificazione cinese su più mercati.” Per gli investitori, la reazione sul breve termine dei mercati potrebbe rivelarsi un’occasione da sfruttare. “I titoli dei giornali possono aver generato allarme tra chi investe nei mercati emergenti “ afferma Catechis “ma, sul lungo periodo, queste restrizioni commerciali probabilmente serviranno solo ad accelerare la rapida crescita del commercio intraregionale tra mercati emergenti, con l’esclusione degli Stati Uniti. A nostro parere, ciò sposterà ulteriormente il baricentro del commercio mondiale in favore dei mercati emergenti.” Catechis ritiene che uno scontro commerciale alimentato dagli USA potrebbe accelerare alcuni processi già in corso relativi al commercio internazionale.
Innanzitutto c’è la RCEP, un nuovo accordo commerciale multilaterale tra paesi asiatici, promosso dalla Cina, che comprende anche India, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud e i paesi ASEAN dell’Asia meridionale. Insieme, queste nazioni rappresentano circa il 40% del commercio mondiale.Nel frattempo, l’iniziativa cinese “One Belt One Road” – che vuole ricreare l’antica Via della Seta – sta costruendo infrastrutture per facilitare il commercio, raggiungendo 65 nazioni. Per Catechis, già ora questo progetto sta avendo effetti positivi sulla velocità delle rotte commerciali tra Europa e Cina.Infine c’è il Partenariato Trans Pacifico, il trattato che venne negoziato dall’amministrazione Obama e per poi essere scartato dalla Casa Bianca l’anno scorso, che continua nonostante l’uscita degli Stati Uniti. Le altre undici nazioni, tra cui le emergenti Messico, Perù, Cile e Malesia, stanno infatti andando avanti coi negoziati. Guardando nello specifico alla Cina, Catechis aggiunge di preferire alcune tipi di compagnie che operano molto sul mercato domestico, e che sono particolarmente esposte alla crescita della classe media. “Vediamo opportunità molto interessanti in Cina, indipendentemente dai rapporti con gli USA” dichiara “soprattutto in quelle aziende favorite dalla crescita della classe media, nelle aree del consumo privato e dei servizi.” Il gestore predilige anche quelle compagnie legate al mondo internet, che in genere assicurano una crescita elevata e redditizia senza aver bisogno di finanziamenti esterni.
Sul lungo periodo, le aziende da seguire sono quelle che traggono vantaggio dal “sogno cinese” del presidente Xi: società ambientali che assicurano acqua e aria pulite, e compagnie di servizi che tagliano tempi di attesa e costi.I settori potenzialmente da evitare, dunque, sono quelli della ‘vecchia economia’: ossia l’industria pesante, che è altamente indebitata, molto inquinante e tende ad avere margini di profitto minimi.“È una scelta limpida” chiude Catechis “preferire l’economia nuova, brillante, con elevato ritorno sul capitale a quella vecchia, inquinante, poco redditizia e molto indebitata.”

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L’Istituto Ganassini di Ricerche Biochimiche sbarca in Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

L’Istituto Ganassini di Ricerche Biochimiche è un’azienda familiare che opera a Milano dal 1935 nota per la formulazione e produzione di prodotti dermocosmetici.
“La qualità ha un nome” è il mantra che, negli anni, ha assunto per Istituto Ganassini di Ricerche Biochimiche un significato fondamentale e ispiratore di tutte le scelte aziendali. Scelte condivise e riproposte da Giuseppe Ganassini, CEO e quarta generazione alla guida dell’azienda farmaceutica. La missione di Istituto Ganassini è riprodurre nel settore cosmetico la qualità di un’azienda farmaceutica e assicurare così al consumatore benessere e sicurezza.
L’obiettivo è di soddisfare le esigenze dei consumatori offrendo prodotti dermocosmetici che contribuiscano alla cura e alla protezione della pelle, riconosciuti eccellenti per la qualità e realizzati nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Prodotti creati con entusiasmo, lavoro di squadra e valori storici, esaltati dalle migliori tecnologie e coinvolgimento intellettuale, che nascono dalla ricerca del bello in tutto quello che Istituto Ganassini crea.I valori fondamentali sono quindi la passione per l’eccellenza, intesa come amore per il bello, il ben fatto e l’etica, intesa come costruzione di valore nel lungo termine attraverso la sostenibilità, la trasparenza e la valorizzazione delle persone. Passione per la scienza e per la tecnologia, che percorrendo l’intera storia dell’azienda, si traducono in innovazione.
Innovazione che si traduce anche nella continua ricerca di nuova mercati e nuovi canali di vendita come ad esempio la Cina. Nell’aprile 2017 Ganassini incontra Alibaba e inizia a lavorare con la tech company cinese, il dialogo porta il gruppo ad aprire prima lo store monomarca Sensilis (giugno 2017) e successivamente (2 marzo 2018) a lanciare su Tmall Global (la piattaforma B2C del gruppo Alibaba) il proprio store https://ganassini.tmall.hk/ .
Il 4 marzo scorso Giuseppe Ganassini ha partecipato ai “Tmall Beauty Awards” – evento che ha riunito a Shanghai oltre mille operatori del settore della cosmetica provenienti da aziende internazionali e cinesi – e in questa sede ha firmato il contratto in esclusiva per 2 anni con il gruppo Alibaba, ufficializzando il lancio del suo flagship store virtuale.
L’apertura dello store consente ai brand del Gruppo Ganassini di approcciare un mercato di 515 milioni di consumatori attivi sulle piattaforme del Gruppo Alibaba, tra le aziende tecnologiche e di e-commerce leader mondiali, il cui ecosistema di marketplaces digitali permette ad aziende e brand di offrire prodotti e servizi in Cina e globalmente.

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Cristianesimo in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

Roma 22-23 marzo 2018 ore 9,00 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 L’arrivo, lo sviluppo, l’inculturazione e il ruolo del cristianesimo in Cina è diventato motivo di interesse non soltanto per accademici e studiosi specializzati, ma anche per i leader della Chiesa e i funzionari governativi cinesi. Ognuno di questi tre gruppi privilegia tuttavia un approccio diverso, e sono a lungo mancate le occasioni di confronto tra le prospettive proprie di ognuno.Otto anni fa, un team di quattro studiosi dalla Cina fondò un comitato organizzativo per proporre una conferenza annuale sui temi connessi al cristianesimo nella società cinese. Scopo di questa iniziativa era stabilire una piattaforma comune sulla quale i tre diversi gruppi, tramite rappresentanti provenienti sia dalla Cina che dall’estero, potessero incontrarsi e comprendere meglio ognuno il punto di vista dell’altro, attraverso uno scambio di idee in un ambiente aperto e cordiale. Da allora, si sono susseguite sette conferenze – tre in Cina, tre ad Hong Kong e una a Macao – e la comprensione fra le tre diverse prospettive è andata crescendo.
Per questo l’ottava conferenza, organizzata insieme alla Pontificia Università Gregoriana, e con il sostegno dello Yuan Dao Study Center e della Gregorian University Foundation, si svolgerà a Roma. Il titolo scelto per il convegno del prossimo 22 e 23 marzo 2018 è “Cristianesimo in Cina. Impatto, interazione ed inculturazione”, a sottolineare l’incontro fra differenti approcci interdisciplinari: quello storico (impatto), quello sociologico (interazione) e quello religioso (inculturazione).I partecipanti arriveranno da centri accademici statali e religiosi dell’Estremo Oriente (Pechino, Shangai, Jinan, Chengdou, Hong Kong) e dell’Occidente (Heidelberg, Roma, Londra, Gothenburg, Münster, Washington), confrontandosi in una prospettiva a due voci su ogni singola tematica. I saluti iniziali saranno affidati a P. Nuno da Silva Gonçalves, rettore della Pontificia Università Gregoriana, a P. Milan Zust, decano della Facoltà di Missiologia della Gregoriana, e a S.Em. Card. John Tong Hon, vescovo emerito di Hong Kong.

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Torino è invasa dai guerrieri

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2018

Torino: Fino al 30 marzo, presso il Cortile dell’Università di Torino sarà possibile visitare la grande installazione “Urban Colors and Xi’an Warriors”. Il progetto, realizzato specificatamente per l’Università di Torino, è una riflessione sul tema del colore nella vita urbana e di come proprio il colore possa mutare la percezione degli spazi e dei luoghi. In questo specifico caso, l’intervento è su una architettura severa, storicamente connotata da aspetti architettonici di grande fascino. L’intervento di Zhang Hongmei, si prefigge quindi, pur rispettando gli aspetti architettonici preesistenti, di dare una nuova lettura a questo luogo con l’inserimento di elementi, colorati, desunti dalla tradizione cinese. La commistione, tra il gusto decorativo, della tradizione architettonica cinese, si inserisce così, nella cornice di un luogo, dalla grande tradizione Sabauda. Le colonne del maestoso cortile, rivestite da Zhang Hongmei di colorate tarsie, in stoffa, rendono ancora più suggestivo, un luogo, già splendidamente connotato, ed evidenziando in maniera straordinaria la splendida prospettiva del colonnato. L’installazione curata e organizzata da Vincenzo Sanfo e dalla prof.Stefania Stafutti dell’Istituto Confucio di Torino, in collaborazione con l’Università di Torino, Shandong Provincial Department of Culture, Diffusione Italia International Group e Shandong Zaimei Cultural, si avvale del patrocinio della città di Torino.
Fino al 10 aprile sarà poi possibile visitare la mostra “Oriente in Piemonte: ori e tesori di Zhang Hongmei e progetti della scuola orafa”: il risultato del felice incontro tra l’artista cinese e gli allievi della Scuola Orafi Ghirardi. Da questo incontro, avvenuto alcuni mesi or sono, è scaturito il progetto di una collaborazione, che proseguirà nel tempo, tra l’artista e gli allievi, che si sono ispirati reciprocamente. Il primo risultato di questo incontro, sono i progetti qui esposti insieme ad alcuni gioielli realizzati da Zhang Hongmei per Cleto Munari. I lavori degli allievi, pur con qualche ingenuità di fondo, frutto della giovane età dei ragazzi, rappresentano però una bella sorpresa, per l’ originalità di alcune soluzioni, adottate dagli studenti che ispirati dal lavoro di Zhang Hongmei, hanno saputo trarre idee originali e innovative. La mostra, dopo la tappa Torinese della Agenzia Formativa “E.G.Ghirardi”, proseguirà anche in Cina.
Zhang Hongmei rappresenta una generazione che, diversamente dalla precedente, non si è adagiata su una facile rilettura della produzione artistica occidentale, ma ha attuato una presa di coscienza della propria storia, recuperando un personale senso estetico e solide qualità pittoriche, attirando così l’attenzione del mercato e della critica più attenti.

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Serata dedicata a Matteo Ricci e al Cristianesimo in Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 4 marzo 2018

Caerano di San Marco (TV) Domenica 11 marzo alle 18:00 Officina Calligrafica Bruno Gripari Via A. De Gasperi 30 serata dedicata a Matteo Ricci e al Cristianesimo in Cina. Il relatore della serata sarà la Dott.ssa Annamaria (Anny) CARRARO. Eclettica, sempre aperta a nuove esperienze culturali ed umane. Conduce una vita da pendolare fra Venezia e Monaco di Baviera. Studi compiuti in Italia, Inghilterra, Francia, Germania, Cina; Autrice di saggi e poesie; Traduttrice&Interprete ufficiale giurata in Italia e Germania; Docente universitaria di tecniche di interpretazione; Produttrice indipendente pluripremiata di documentari Arte&Cultura, Storia e genere misto dal 2001.
Matteo Ricci, uno spirito aperto, dotato di grande intelligenza e paziente saggezza, agli inizi del XVIIº secolo apre la Cina all’Occidente. Un principio universale ne sarà la guida: l’Amicizia. Grande traduttore da e verso il cinese, fu il primo a redigere una trascrizione di caratteri cinesi in alfabeto occidentale. Altamente stimato dai Mandarini alla corte dell’imperatore Wanli, verrà nominato Maestro degli aspiranti Mandarini, ai quali insegnerà una speciale tecnica di memorizzazione. Introdurrà fra l’altro in Cina la matematica, l’astronomia, la cartografia e la musica occidentali. Il documentario è il risultato di lunghi anni di ricerche e riprese in Italia e Cina, basato essenzialmente su documenti e musiche originali e riprese dirette, intercalato da interviste di prestigiosi specialisti internazionali (ad es. Prof. Mignini, Prof. Odifreddi, e.a.). L’autrice rileva l’importanza storica di Matteo Ricci nei rapporti fra Oriente e Occidente. Fu il primo occidentale ad essere sepolto a Pechino e la sua immagine è scolpita nel museo della storia cinese “Millennium” di Pechino, accanto a quella di Marco Polo, unici occidentali che appaiono nella millenaria storia della Cina. Documentario: Matteo Ricci – The Mandarin of Friendship, 52 min., co-produzione Italia-Cina 2016, versione internazionale.

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Huawei insieme a UnionPay International per il lancio globale di Huawei Pay

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 febbraio 2018

Huawei PayShenzhen. Huawei ha firmato un accordo di collaborazione con UnionPay International per promuovere Huawei Pay e accelerarne l’introduzione a livello globale, offrendo una migliore esperienza di pagamento da mobile a tutti gli utenti Huawei. L’accordo rappresenta il primo sforzo congiunto di Huawei e UnionPay per portare Huawei Pay sul mercato mondiale da quando le due aziende hanno iniziato a collaborare alla sua creazione.
In futuro, gli utenti Huawei e Honor al di fuori della Cina potranno effettuare pagamenti da mobile in modo rapido e facile aggiungendo le loro coordinate bancarie UnionPay a un telefono abilitato Huawei Pay, il tutto semplicemente avvicinando il proprio dispositivo a un terminale POS che supporti il pagamento rapido mobile UnionPay. In termini di sicurezza, Huawei Pay utilizza la all-device solution che garantisce la sicurezza dei pagamenti degli utenti mentre attraverso una tecnologia che traccia i dati sensibili vengono protette efficacemente la privacy e la sicurezza dei dati dei titolari delle carte.Huawei Pay è già supportato da 66 istituti bancari ed è compatibile con 20 modelli di dispositivi mobili tra cui smartphone e smartwatch. Solo nel 2017 sono stati effettuati pagamenti con Huawei Pay per un valore di 4 miliardi di Yuan.Già oggi sempre più persone utilizzano servizi di pagamento da mobile come Huawei Pay e con la crescente diffusione di dispositivi mobili Huawei e Honor in tutto il mondo e l’espansione di Huawei Pay sui mercati internazionali aumenterà anche il numero di transazioni annuali effettuate attraverso Huawei Pay.Durante la cerimonia di firma, Zhang Ping’an, Presidente Huawei Consumer Cloud Services, ha dichiarato: “Gli ecosistemi aperti sono fondamentali per il futuro dell’economia digitale e per questo motivo i servizi Cloud di Huawei fanno parte di un ecosistema mobile intelligente e aperto, facile da accedere per gli utenti finali. Speriamo in futuro di poter collaborare con altri partner come UnionPay International per offrire servizi di pagamento da mobile sempre comodi e soprattutto sicuri agli utenti Huawei di tutto il mondo”.
Wang Lixin, Vice Presidente UnionPay International, ha ribadito che l’azienda ha sempre accolto con favore la cooperazione con tutti gli attori protagonisti del settore, anche in virtù dei mutui benefici che ne derivano. Questa partnership genera diversi vantaggi: innanzitutto la dimensione globale permetterà agli emittenti di carte di connettersi semplicemente alla piattaforma di servizi di pagamento da mobile UnionPay per avviare Huawei “Pay-as-you-go”, riducendo significativamente tempi e costi. Inoltre gli innovativi prodotti UnionPay rappresenteranno un continuo incentivo per entrambe le parti al fine di accelerare la localizzazione dei servizi, incoraggiando al tempo stesso altri mercati a sviluppare e innovare i propri servizi di pagamento da mobile. In ultimo, crescerà l’influenza internazionale delle app di pagamento da mobile sviluppate in maniera indipendente in Cina.La Russia sarà il primo mercato al di fuori della Cina a lanciare questo servizio. Attualmente le carte bancarie UnionPay sono accettate nell’85% del territorio russo, con oltre 400.000 terminali POS che supportano il pagamento rapido UnionPay. Più di 10 banche russe hanno emesso circa 1,3 milioni di carte UnionPay. Dopo la Russia, Huawei e UnionPay prevedono di introdurre i servizi Huawei Pay anche in altri mercati dell’Europa orientale.Finora i servizi consumer di Huawei hanno incontrato il favore degli utenti in tutto il mondo e nel 2017 il numero di account registrati ha superato i 340 milioni.
Parallelamente alla diffusione dei prodotti Huawei per gli utenti finali, servizi cloud quali Huawei Pay, MyCloud, AppGallery, Video e Music si sono gradualmente sviluppati e diffusi sempre più a livello globale, portando le più avanzate tecnologie e i loro innumerevoli vantaggi ai consumatori di tutto il mondo. (foto: Huawei Pay)

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Alleanza blockchain per la sicurezza del cibo in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

pechinoPechino. Walmart (NYSE: WMT), JD.com (NASDAQ: JD), IBM (NYSE: IBM) e il laboratorio ingegneristico nazionale di tecnologie E-commerce dell’Università di Tsinghua hanno annunciato che lavoreranno insieme a una blockchain per la sicurezza alimentare, il cui primo passo vedrà una collaborazione atta a ottimizzare la tracciabilità e la sicurezza del cibo in Cina e a ottenere una maggior trasparenza nell’ambito della supply chain alimentare. Le quattro aziende lavoreranno insieme per creare un metodo basato su standard di raccolta dati circa l’origine, la sicurezza e l’autenticità del cibo, utilizzando la tecnologia blockchain per fornire tracciabilità in tempo reale attraverso la supply chain. Ciò favorirà l’affidabilità e darà ai fornitori, ai regolatori e ai consumatori una miglior comprensione e trasparenza relativamente a come il cibo è gestito dal produttore al consumatore. Ciò è stato tradizionalmente una sfida a causa di sistemi di condivisione dati complessi e frammentari che sono spesso cartacei e soggetti a errore.
Walmart, JD, IBM e l’Università di Tsinghua lavoreranno con i fornitori e i regolatori della supply chain alimentare per sviluppare gli standard, le soluzioni e le collaborazioni per abilitare la creazione ad ampio raggio di un ecosistema di sicurezza alimentare in Cina. IBM fornirà la propria piattaforma Blockchain e la propria esperienza, mentre l’Università di Tsinghua fungerà da consulente tecnico, mettendo a disposizione le proprie conoscenze nelle tecnologie chiave e nell’ecosistema di sicurezza alimentare in Cina. IBM e Tsinghua collaboreranno con Walmart e JD per sviluppare, ottimizzare e distribuire la tecnologia a fornitori e rivenditori che si uniscano all’alleanza.
Da leader mondiale nella sicurezza alimentare globale, Walmart lavora a stretto contatto con fornitori, regolatori, partner industriali e la comunità di ricerca in tutto il mondo. In Cina investe molto nella ricerca sulla sicurezza alimentare attraverso il Centro di Collaborazione e Sicurezza Alimentare Walmart e ha promosso la sicurezza alimentare sia tramite la propria rete di fornitori sia lavorando con JD, che ha una ricca esperienza su tutti i canali di commercializzazione alimentare. I due sono stati in grado di fare leva sull’esperienza di JD nell’impiego di intelligenza artificiale (IA), Blockchain, Big Data e altre nuove tecnologie a protezione dei consumatori. Questa collaborazione, segue l’annuncio fatto nell’agosto scorso tra IBM e Walmart circa un nuovo consorzio a favore della sicurezza alimentare, e porta l’esperienza di IBM relativa alla blockchain nella sicurezza alimentare fino in Cina. IBM, Walmart e l’Università di Tsinghua hanno testato l’utilizzo della blockchain per tracciare prodotti alimentari, come la carne di maiale in Cina e il mango negli Stati Uniti, lungo tutti i loro spostamenti attraverso la supply chain per raggiungere gli scaffali dei negozi. Un recente collaudo di Walmart ha mostrato che l’applicazione della blockchain ha ridotto il tempo necessario a tracciare il percorso di una confezione di mango dalla fattoria al negozio da giorni o settimane a due secondi. “L’Università di Tsinghua si impegna nella ricerca approfondita sulla sicurezza alimentare -una delle aree più importanti per migliorare la qualità della vita in Cina e anche nel resto del mondo. Stiamo già lavorando con IBM e Walmart per creare un nuovo modello di tracciabilità del cibo, utilizzando blockchain per favorire la trasparenza e l’affidabilità della supply chain e vediamo questa nuova cooperazione come un passo importante in questo tentativo”, ha detto il Professor Yueting Chai dal Laboratorio Ingegneristico Nazionale per le Tecnologie di E-Commerce, Università di Tsinghua.
La collaborazione è atta ad assicurare la privacy dei dati dei proprietari dei marchi, mentre li si aiuta ad integrare la loro tracciabilità online e offline per la sicurezza alimentare e i canali di gestione della qualità. Le aziende che si uniscono all’alleanza saranno in grado di condividere informazioni utilizzando la tecnologia blockchain, e i piani includono la libertà di scelta della soluzione di tracciabilità basata sullo standard che più si confaccia ai propri bisogni e sistemi legacy. Ciò porterà a sua volta maggior trasparenza alla supply chain e introdurrà nuove tecnologie per il settore della vendita al dettaglio, progettate per creare un ambiente alimentare più sicuro e ottimizzare l’esperienza del consumatore. Gli spunti tratti dal lavoro in Cina faranno luce su come la tecnologia blockchain possa aiutare a migliorare processi, quali richiami e verifiche, e sviluppare la fiducia del cliente grazie alla maggior trasparenza. (fonte: https://ibm.co/2CbZruu)

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ゲームオンがライムライト・ネットワークスのCDNサービスを採用し、マルチCDNを稼働

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

pechino世界最大規模のプライベート・ネットワーク経由で配信されるコンテンツ・デリバリー・ネットワーク(CDN)を提供するライムライト・ネットワークスの日本法人であるライムライト・ネットワークス・ジャパン株式会社(本社:東京都港区、代表:田所 隆幸)は、この度、株式会社ゲームオン(以下、ゲームオン)がライムライト・ネットワークスのCDNサービスを採用し、運用していることを発表しました。オンラインゲームを提供するゲームオンは、ライムライトのCDNを導入したマルチCDN化で、さらに安定したサービスを供給し続けるインフラを構築しました。
PC、スマートフォン、タブレット向けのオンラインゲームを提供・運営するゲームオンは、『BLESS』『黒い砂漠』『Alliance of Valiant Arms(AVA)』など人気ゲームを数多くリリースしている業界大手企業です。ユーザーが常に快適にゲームを楽しめるよう、安定した配信を常時、維持することが必須となっています。
オンラインゲームの普及に伴い、よりリアリティを追求したグラフィックや映像効果が求められるようになり、ユーザーがダウンロードして利用するゲームクライアントのファイルサイズは年々拡大しています。現在、ゲームクライアントのファイル容量は50GB程度に達しており、6、7年前と比較して約10倍に拡大しています。今後ますます大容量化が予測されるファイルを安定且つ効率的に配信するために、ゲームオンは複数のCDNを併用するマルチCDNの採用を検討することとなりました。
CDNベンダーの選定に関しては、安定性、性能、トラフィックの分散機能などが評価項目となりました。大容量ファイルを配信する十分な基盤を整えている点に加えて、手厚いサポート体制が高く評価され複数のCDNベンダー候補からライムライト・ネットワークスが選ばれました。また世界各国の著名なゲーム会社による採用実績も採用の後押しとなりました。ゲームオンが求めていた、DNSを基にトラフィックを振り分けるトラフィックダイレクターなどの基本機能を備えている点も重要視されました。
ゲームオン 技術部インフラグループネットワークチーム チーム長の新山源樹氏は下記のように選定理由を語りました。
「CDNサービスとしての機能や性能に加え、上級エンジニアによるサポート力や信頼性、即時対応性などを総合的に評価し、マルチCDNを実現するためのベンダーとしてライムライト・ネットワークスを選択しました」
ライムライト・ネットワークスのCDNサービスは、ゲームオンの期待通りの性能を発揮し、安定して稼働しています。ライムライト・ネットワークスの導入により、ゲームオンは様々な利便性を享受し、その結果、運用管理者の負荷軽減にもつながりました。シンプルで使いやすい管理用Webコンソールにより、CDNサービスに熟知していない技術者でも操作できるため、業務の一部を運用チームに任せられるようになりました。例えば、古いコンテンツのキャッシュの削除は、リアルタイムでキャッシュの削除(パージ)が可能な機能を利用して数秒で削除できるようになりました。ゲームオンは、マルチCDN化を今後、段階的に他のサービスでも取り入れていく予定です。全社的なマルチCDN化を進めていく際にも、ライムライト・ネットワークスからのサポートを期待しています。 実際の事例はこちらから

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Polestar presenta la sua prima auto: la Polestar 1

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 ottobre 2017

Polestar1SHANGHAI/PRNewswire/ Polestar, il marchio performance di Volvo Car Group, ha rivelato il suo futuro come nuovo brand autonomo nell’elettrico ad alte prestazioni. Polestar ha confermato i piani per i suoi primi tre modelli, un nuovo impianto di produzione appositamente costruito in Cina ed una via di accesso al mercato incentrata sul cliente che segnerà un nuovo benchmark di settore per i veicoli ad alte prestazioni. Polestar ha anche svelato la Polestar 1 600hp, la prima auto dell’azienda, programmata per entrare in produzione a metà 2019. La tecnologia e l’offerta di prodotto Polestar si avvalgono di sinergie ed economie di scala del Volvo Car Group, che aiuteranno Polestar ad accelerare i processi di design, sviluppo e produzione ad una frazione del tempo necessario ad altri nuovi entrati.
PolestarLa Polestar 1 costituirà un alone per il brand Polestar del futuro. La Polestar 1 è una Grand Tourer Coupé due porte, 2+2 sedili con trasmissione ‘Electric Performance Hybrid’. E’ un’auto elettrica supportata da motore a combustione interna e ha un’autonomia di 150km di sola alimentazione elettrica – la più lunga autonomia totalmente elettrica rispetto a qualsiasi auto ibrida sul mercato. Il suo output di 600hp e 1000Nm di coppia pone la macchina decisamente nel segmento delle auto ad alte prestazioni.
Polestar2La Polestar 1 sarà fabbricata nel nuovo avanzatissimo centro di produzione Polestar appositamente realizzato a Chengdu in Cina. Attualmente in costruzione, dovrebbe essere ultimato a metà 2018.
Polestar si affrancherà anche dal modello tradizionale odierno di possesso dell’auto. Le macchine saranno ordinate al 100% online con offerte di leasing di due o tre anni. Il finanziamento ad anticipo zero e tutto incluso si arricchirà anche con servizi come ritiro e consegna e la possibilità di noleggiare veicoli alternativi della gamma Volvo e Polestar, tutto compreso in un’unica rata mensile.
Il leasing a rata fissa significa che avere un’auto Polestar diventa un’esperienza senza pensieri per il cliente. Ciò è ancor più facilitato dalla tecnologia Phone-As-Key, che permette al proprietario di condividere una chiave virtuale con terzi, e consente anche l’accesso ad una serie di altri servizi on-demand. Questo servizio di concierge assicura che il cliente debba solo concentrarsi sul piacere di guida.
Tutte le future auto Polestar avranno un’alimentazione totalmente elettrica. Polestar 2 inizierà la produzione nel tardo 2019 e sarà il primo veicolo elettrico a batteria (BEV) del gruppo Volvo Car. Sarà un BEV di medie dimensioni, che entra in competizione nella fascia del modello 3 di Tesla, e di conseguenza con volumi più ampi rispetto alla Polestar 1. La fase iniziale della produzione Polestar sarà poi completata dal successivo arrivo di un più grande BEV stile SUV, il Polestar 3, che darà vita ad un’espressione moderna di performance elettrica e dinamiche di guida.

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Cina: Business turistico

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 ottobre 2017

riminiRimini, 12 ottobre alle 10.30 (Sala Neri – hall sud Rimini Fiera), conferenza inaugurale con l’intervento del Ministro dei Beni Culturali, della Cultura e del Turismo Dario Franceschini. Inoltre, l’Assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna Andrea Corsini, il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il Presidente di Italian Exhibition Group Lorenzo Cagnoni. La ricerca verrà presentata nel corso del seminario in programma giovedì 12 ottobre Lavorare con gli operatori e gli ospiti Cinesi: approfondimenti sul mercato dal punto di vista Europeo e Italiano, a cura di ETOA, l’associazione europea del turismo, European Industry Partner di TTG Incontri 2017. Con oltre 950mila visitatori nella prima metà del 2017 e una crescita del 24,6% rispetto al 2016 l’Italia si colloca al primo posto, seguita a poca distanza dalla Francia, tra le destinazioni europee per numero di arrivi dalla Cina. ETOA associa oltre 220 buyer, circostanza che ne fa un osservatorio privilegiato per l’andamento del turismo in Europa. Più del 75% è interessato a trovare nuovi partner in Italia. Tra questi, in base alle preferenze espresse dai buyer partecipanti ai grandi eventi commerciali ETOA, il 46% è rappresentato da società multinazionali che operano B2B in tutto il mondo. Emerge forte la domanda per nuovi fornitori in destinazioni e attrazioni già ad alta affluenza ma con politiche per ottimizzare la capacità ricettiva. In ordine d’interesse, l’Italia è particolarmente richiesta da buyer che ricercano soluzioni per i viaggiatori provenienti da Nord America, Regno Unito, India, Cina e Australia.
Tra le varie categorie rappresentate da ETOA quelle maggiormente ricercate in Italia sono: alberghi (14%), attrazioni turistiche (13%), servizi di trasporto (11%) e tourist board (10%). Tra gli operatori B2C, che comprendono specialisti nelle città d’arte, viaggi culturali e soluzioni tailor-made, la domanda più elevata si registra dal Nord America dove il 44% degli acquirenti si dichiara interessato all’Italia; seguono da vicino i buyer dei mercati europei e asiatici rispettivamente al 40% e al 35%. Subito dopo l’Asia, i territori del Medio Oriente (17%), quindi, tra i primi dieci mercati con interesse per l’Italia trova posto la Nuova Zelanda (11).

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Turismo in Cina: proposte di Shanghai Jungle

Posted by fidest press agency su sabato, 7 ottobre 2017

shanghaiAvere un sito su server cinese e raggiungere il target dei nuovi turisti attraverso social e piattaforme di prenotazione in loco: ecco alcune delle proposte di Shanghai Jungle. Nata dall’esperienza del diplomatico danese Alexander Shultz l’azienda ha sede a Shanghai e segue Enti del turismo, catene alberghiere e musei occidentali nell’offerta al mercato turistico cinese.”Non bastano le traduzioni in cinese se vogliamo davvero attrarre il turismo di qualità” spiega Shultz “bisogna tradurre culturalmente, modificare il sito, sintetizzarlo secondo logiche cinesi e attivare una campagna sui social giusti per farlo conoscere”. Un servizio personalizzato che implica sia aspetti tecnici legati alla programmazione IT sia la capacità di tradurre messaggi occidentali su WeChat, ad esempio, il social network cinese su cui è impossibile non essere se si vuole lavorare su questo mercato. Consulenze operative che necessiterebbero di un’accurata selezione di personale cinese e che vengono invece offerte a prezzi competitivi da questo gruppo di lavoro che unisce professionalità di diverse lingue e culture.
Opportunità già esplorate da oltre 50 realtà europee, fra cui città come Copenhagen -seguita da ormai tre anni- Stoccarda e il suo aeroporto, Visit Finland, musei berlinesi ecc. Ora Shanghai Jungle sbarca in Italia, pronta a mettere a disposizione del turismo del Bel Paese una serie di strumenti smart per raccontarsi al nuovo turismo cinese d’élite. shanghaijungle.it (foto: shanghai)

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Più attenzione per i BRICS che corrono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

pechinoPechino. In Europa, purtroppo, si è talmente concentrati a osservare il proprio ombelico che, quando i Paesi BRICS s’incontrano, a malapena si riesce a ricordare il luogo e il numero dei partecipanti all’evento. Del contenuto e degli obiettivi strategici, poco o niente. Eppure il loro peso, rappresentato dal 40% della popolazione mondiale e dal 25% del Pil mondiale, esigerebbe un’attenzione maggiore.
Mentre l’economia occidentale arranca da 10 anni, si ricordi che nello stesso periodo il Pil aggregato di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa è cresciuto del 179% e i loro scambi commerciali sono aumentati del 94%.
Ecco perché il loro nono summit d’inizio settembre a Xiamen, in Cina, segna un rilevante passo avanti nell’attuazione della strategia di sviluppo economico e di coordinamento istituzionale.
Prima di tutto si è passati al “BRICS Plus”, cioè ai preparativi verso un progressivo allargamento dell’alleanza originaria. A Xiamen c’erano anche i capi dei governi di Messico, Egitto, Tailandia, Tagikistan e Guinea che hanno partecipato al “Dialogo dei Paesi Emergenti e in Via di Sviluppo”. E in precedenza era stato coinvolto il cosiddetto gruppo MINT, costituito dal Messico, dall’Indonesia, dalla Nigeria e dalla Turchia. La dichiarazione finale del summit pone l’accento sull’intenzione di scambiare le migliori esperienze di sviluppo e d’integrazione infrastrutturale e finanziaria con i paesi emergenti. Il fine ultimo dovrebbe essere quello di creare una più “inclusiva e bilanciata globalizzazione economica”, correggendo gli attuali ingiusti squilibri tra il nord e il sud del mondo.
In secondo luogo la Nuova Via della Seta, la Belt and Road Initiative, naturalmente è stata oggetto di molte riflessioni. Com’è noto, essa vorrebbe e potrebbe coinvolgere oltre 60 Paesi asiatici ed Europei, oltre ad una forma di estensione anche all’intero continente africano.
Si sono perciò avviate iniziative per il miglioramento del commercio, con l’utilizzo anche delle monete locali e di swap (aperture di credito urgente tra i paesi membri), e progetti di partenariato pubblico-privato. In concreto, è stato creato un centro Regionale Africano all’interno della Nuova Banca di Sviluppo dei BRICS, e un Piano d’Azione per l’Innovazione e la Cooperazione. Inoltre, si evidenzia che la Cina investirà ben 500 milioni di dollari nel Fondo di Assistenza per la Cooperazione Sud- Sud recentemente creato.
C’è un’evidente strategia basata su contatti “people to people” per un sostegno popolare al progetto dei BRICS, promuovendo così anche la crescita culturale e una maggiore comprensione delle varie civiltà.
Pertanto la “Strategy for BRICS Economic Partnership” è entrata nella fase operativa in tutti i settori: dalle infrastrutture alle nuove tecnologie, ai minerali d’importanza strategica, alla scienza, alla ricerca spaziale e all’innovazione. Si è costruito a tal fine uno specifico Fondo per la Preparazione dei Progetti di Partenariato Pubblico e Privato che intende individuare investimenti che seguano le linee guida delle best practice. Nel settore finanziario i BRICS stanno creando dei mercati di titoli obbligazionari denominati in monete locali e anche uno specifico Fondo Obbligazionario. Lo scopo di tali iniziative è evidente: rendere i BRICS più indipendenti dai mercati dominati dal dollaro e attrarre capitali internazionali privati a sostegno dei loro grandi progetti. Ci sembrano passi positivi nella direzione di un nuovo e più stabile sistema finanziario internazionale al fine anche di superare i tanti rischi derivanti dagli attuali eccessivi flussi di capitali e dalle pericolose fluttuazioni delle monete. Come si può intuire, in molti campi, dall’industrializzazione alle tecnologie, i BRICS sono più avanti di quanto si possa pensare. Al riguardo hanno creato un “Istituto del Futuro” che lavora, tra l’altro, nelle ricerche concernenti l’Internet of Things, le nanotecnologie, i Big Data e il 5 G.
Si punta, evidentemente, non solo alla crescita ma allo sviluppo globale con intenti probabilmente anche di natura geopolitica che l’occidente e l’Europa farebbero bene a considerare nella loro giusta portata.
(Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Cambiamento climatico e paesi emergenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

pechinoPechino. Il cambiamento climatico è un’emergenza globale, ma sono le urgenze locali a spingere sempre di più i mercati emergenti nella loro strada verso un’economia con meno emissioni di carbonio e più eco-sostenibile.Le ragioni vanno al di là della politica internazionale. Molti mercati emergenti, nel momento in cui affrontano problemi legati all’energia e all’inquinamento di acqua, aria e terra, sono incentivati da urgenze locali, non globali, ed è la pressione domestica a far sì che i governi rispondano alle questioni ambientali più importanti.
Prendete la Cina, ad esempio, dove l’OCSE stima che milioni di persone bevano acqua contaminata con inquinanti come arsenico, fluoruro, pesticidi agricoli e fuoriuscite di rifiuti interrati. In più, la popolazione dovrebbe aumentare di altri 20 milioni di persone, arrivando a 1.4 miliardi nel 2022. Tuttavia, il 10% del suolo agricolo cinese è inquinato, e lo sfruttamento intensivo di aree come la Pianura della Cina settentrionale – uno dei maggior produttori di farina e mais – ha consumato la falda freatica, e ciò rappresenta da sola una grave minaccia per la sicurezza alimentare.Con il livello idrico che scende anno dopo anno, la quantità di terra coltivabile a disposizione è sempre meno, la popolazione sempre di più, e aumenta anche il costo del rifornimento di acqua, perché per trovarla si deve scavare più a fondo.
La Cina non è l’unico Paese a dover affrontare la sfida ambientale. India e Bangladesh, ad esempio, stanno assistendo a uno dei più gravi aumenti di mortalità per effetto dell’inquinamento atmosferico. In quanto a decessi, l’India si sta avvicinando ai livelli della Cina, dove si stima che, nel 2013, l’inquinamento atmosferico abbia ucciso 366.000 persone.Il piano quinquennale cinese per lo sviluppo socio-economico del 2016-2020, in cui il governo delinea le sue strategie e definisce gli obiettivi prioritari dello sviluppo, va nella direzione di una maggior conservazione e riutilizzo delle risorse idriche, con il Paese che cerca di ridurne il consumo del 23% per unità di PIL. Le autorità hanno anche dichiarato che i contravventori saranno puniti severamente.
Da un punto di vista più ampio, il piano quinquennale prevede che la Cina rispetti i propri impegni dell’accordo di Parigi, tagliando la sua intensità energetica del 15%. E’ bene notare che i target sull’energia e sul carbone del dodicesimo piano quinquennale sono stati già raggiunti e superati, dal momento che l’intensità energetica è scesa del 18.2%. L’ultimo piano alza gli obiettivi di riduzione del diossido di zolfo e ossido di azoto, due dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico.Tra i mercati emergenti, iniziative eco-sostenibili – come C40, una rete di metropoli unite nella lotta al cambiamento climatico – continuano a crescere. Novantuno città, che rappresentano il 25% del PIL globale, incluse Pechino, Hong Kong, Shangai, Deli, Mumbai, San Paolo, Rio de Janeiro e Buenos Aires, hanno firmato per portare avanti, con l’iniziativa C40, azioni significative, misurabili e sostenibili contro il cambiamento climatico.
Anche se il cambiamento climatico è un’emergenza globale che continuerà a rimanere in alto all’agenda geopolitica internazionale, la maggior parte dei motivi che sostengono politiche ecosostenibili nei mercati emergenti dipende da questioni locali. Quindi, l’uscita degli Stati Uniti dagli accordi sul clima di Parigi può avere un impatto sull’impegno dei mercati emergenti diverso da quanto temuto inizialmente. Come afferma David Sheasby, Head of Governance and Sustainability di Martin Currie, affiliata del gruppo Legg Mason: “Alcuni problemi trascendono i confini delle nazioni, e dipendono più dalla volontà delle persone che dai capricci dei politici.”

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“La morte di Liu Xiaobo ci addolora”

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

Liu Xiaobo“Ma le sue battaglie sono vive e vivide nelle nostre azioni e nei nostri cuori. Di fronte alla sanguinosa tirannia comunista cinese non ci nascondiamo come certa sinistra, che finge di condannare le violenze e la totale assenza di libertà fondamentali salvo voltarsi sistematicamente dall’altra parte quando ci sono casi raccapriccianti come quelli occorsi a Liu Xiaobo e alla sua famiglia.Per noi la libertà resta un valore supremo e chi lotta per conquistarla non può essere silenziato per gli interessi commerciali e finanziari rappresentati oggi da Pechino. Porgiamo le nostre condoglianze alla moglie, ancora in carcere, e a tutti i dissidenti cinesi che combattono per abbattere il comunismo in Cina. Infine invitiamo il ministro degli Esteri, Geng Shuang, a non interferire sulle espressioni di cordoglio espresse da Paesi terzi (Usa, Francia, Gran Bretagna, Taiwan) perché l’Occidente non è Hong Kong, la cui libertà fu svenduta in poche ore.
Restiamo piuttosto sconcertati dal silenzio dell’esecutivo italiano probabilmente per compiacere il governo cinese. Un atteggiamento vile che fa il paio con quanto è accaduto qualche giorno fa con la negazione del visto d’ingresso in Italia a tre monaci buddhisti. Questi tre lama dovevano partecipare a giornate di meditazione in un centro buddhista di Pisa, il più grande d’Europa. Ma non si sa bene per quale ragione, il visto è stato loro negato. Mentre entrano in Italia criminali e terroristi travestiti da migranti, pacifici lama sono trattati come pericolosi attentatori della sicurezza nazionale. Per ordine di un regime comunista”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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