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USA e Cina: uguali nella disuguaglianza?

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2021

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Guardando il coefficiente di Gini (indicatore della disuguaglianza nella distribuzione del reddito) di Cina e Stati Uniti, a qualcuno potrebbe venire da sorridere: i due Paesi, agli antipodi per sistema politico ed economico nonché contrapposti nella lotta per la leadership mondiale, presentano un livello di disuguaglianza estremamente simile e, peraltro, prossimo a quello di molti Paesi in via di sviluppo nonostante si tratti delle prime due economie al mondo. Le diverse forme di capitalismo dei due colossi hanno prodotto, quindi, risultati assimilabili dal punto di vista della (scarsa) distribuzione della ricchezza. Andando con ordine, a Pechino la nuova direzione da percorrere è stata indicata con il termine “common prosperity”, che non significa egualitarismo, ma una ricchezza condivisa tra tutti i cittadini, sia a livello economico che culturale. Dopo essere uscita dalla povertà , quindi, la Cina ora mira a raggiungere un benessere materiale e culturale diffuso. Prima di tutto, attraverso una rigida vigilanza anti-monopolistica che impedisca un’eccessiva concentrazione di potere economico-finanziario nelle mani di poche aziende e dei relativi manager, quindi con una lotta senza frontiera alle forme di guadagno illegali e, infine, incoraggiando le donazioni di beneficenza (emblematica, da questo punto di vista, è stata la donazione di oltre 15 miliardi di dollari effettuata dal colosso tech Alibaba in favore del progetto governativo della common prosperity). La nuova linea non sorprende, viste le avvisaglie nei discorsi di Xi Jinping nei mesi precedenti. Sorprende semmai la (voluta?) incapacità di dialogare con i mercati finanziari. La brutalità con cui il Partito ha preso e comunicato le decisioni ha spaventato non poco i mercati, che hanno visto per esempio trasformare in modo coatto le redditizie aziende di tutoring doposcuola in società no-profit, una mossa volta a ridurre il costo dell’istruzione per le famiglie, ma con cui di fatto un intero settore è stato spazzato via dall’universo investibile degli investitori internazionali. Ancora una volta, quindi, il governo cinese ha dimostrato l’incapacità – e probabilmente lo scarso interesse – di interagire in modo morbido con i mercati finanziari. Anche perché l’intervento di Pechino è destinato ad essere molto ampio: nel tentativo di bilanciare la crescita economica con maggiore uguaglianza sociale, sicurezza e sostenibilità, le incursioni normative impatteranno tanto sui colossi tecnologici che su settori quali l’immobiliare, la sanità e il sistema finanziario. Sull’altro lato dell’Oceano Pacifico, negli Stati Uniti, la problematica delle disuguaglianze, acuite dalla pandemia anche a causa della mancanza di adeguati ammortizzatori sociali, è stata più volte sottolineata sia dai vertici della Federal Reserve che da rappresentanti dell’amministrazione Biden. Ad oggi, tuttavia, le principali misure dirette a ridurre il gap tra le diverse classi di reddito paiono delegate a parte del piano fiscale al varo in autunno. Come detto, però, l’obiettivo di supportare le fasce di popolazione meno abbienti è condiviso anche delle istituzioni monetarie, che guardano attentamente all’evoluzione del mercato del lavoro. Su questo fronte, l’impegno di Fed e governo sta dando i suoi frutti, con il tasso di disoccupazione ormai prossimo al 5% dopo il picco del 20% toccato l’anno passato nel momento peggiore della crisi. Affinché l’obiettivo della piena occupazione (al quale si affianca quello di ampliare il tasso di partecipazione e riguadagnare forza lavoro) possa essere raggiunto, è necessario recuperare ancora almeno 2/3 dei 10 milioni di posti di lavoro persi dallo scoppio della pandemia. In tal senso, sarà fondamentale favorire l’incrocio tra domanda (datori di lavoro) e offerta (lavoratori) che al momento fanno fatica a incontrarsi: negli Stati Uniti, è infatti disponibile più di un posto di lavoro libero per ogni lavoratore disoccupato, un disallineamento probabilmente frutto della paura che molte persone hanno di contrarre il COVID e della difficoltà di reperire le nuove competenze richieste da un’economia che ha subito una rapida e brusca trasformazione. Questa inusuale circostanza sta, tuttavia, contribuendo al recupero di potere di acquisto da parte dei lavoratori (che hanno conservato il lavoro), visto che da qualche mese la crescita dei salari risulta superiore a quella dei prezzi, una dinamica sicuramente virtuosa per i consumi americani. Il rischio in questo caso è che, una volta esauritosi l’effetto base che ha portato l’inflazione headline USA a superare il livello del 5% su base annua, si possa assistere a una nuova risalita dei prezzi dettata invece dall’inflazione salariale, certamente capace di innescare una tendenza più persistente. Da valutare, quindi, se la Fed manterrà il suo atteggiamento attendista e tollerante nei confronti dell’inflazione, continuando a giudicarla come un fenomeno transitorio. Ad oggi, a supporto della linea morbida della banca centrale va ascritto anche il fatto che, se depurata dalla componente più sensibile al COVID (come la spesa per computer, televisori o noleggio di auto) e dall’effetto base, l’inflazione core statunitense pare a dire il vero su livelli sostenibili, inferiori al 2% . Verosimilmente, quando con la ripartenza definitiva dell’economia a guidare l’inflazione sarà il settore dei servizi, più duramente colpito dalla pandemia, l’inflazione sui beni sarà già in fase discendente. In ogni caso, la Fed pare propensa ad accettare un surriscaldamento temporaneo dei prezzi in quanto necessario per realizzare gli obiettivi sul mercato del lavoro. Nel contesto delineato, come spesso accade, tra i due litiganti il terzo gode. Come detto, infatti, le preoccupazioni al momento si concentrano su Stati Uniti e Cina (o in modo più ampio sulla regione asiatica, dove anche il Giappone mostra segni di rallentamento), mentre i dati europei risultano più robusti. Il Vecchio Continente pare ciclicamente avvantaggiato, anche in virtù di un leggero ritardo accumulato nell’implementazione delle politiche fiscali, che iniziano solamente ora a produrre i primi effetti (il Recovery Plan si sta sostanziando nei singoli programmi di riforma nazionali proprio in queste settimane). Fonte: https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/analisi-dei-mercati-e-asset-allocation/09/usa-e-cina-uguali-nella-disuguaglianza#PAM_Section_5

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La ricerca ESG contro il panico da giro di vite normativo in Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

A cura di Jimmy Chen, Gestore del fondo Comgest Growth China di Comgest. Mentre continuano a circolare le voci su potenziali nuovi fronti nella percezione del giro di vite normativo cinese sulle grandi imprese, la paura guidata dalla reazione eccessiva degli investitori sta attualmente facendo più danni delle nuove regolamentazioni.Nel complesso pensiamo che il mercato abbia reagito in modo eccessivo alle recenti normative cinesi e che il contesto normativo cinese non abbia in realtà subito un cambiamento significativo. Molte delle nuove regolamentazioni (o quelle di cui si vocifera) dovrebbero avere un impatto limitato, tra cui quelle sulla proprietà, sulla consegna di cibo o su Internet, con solo le società private di tutoring dopo scuola (AST) ad essere gravemente colpite.È importante ricordare che queste regolamentazioni sono una risposta a problemi globali comuni che gli investitori attenti ai fattori ESG sperano di vedere risolti, come il dominio monopolistico dei giganti della tecnologia e le limitate tutele per i lavoratori nella gig economy. In Europa e negli Stati Uniti i governi stanno cercando di agire su questi temi e le riforme in Cina sono, a nostro avviso, allineate con questo dibattito mondiale.Ciò che è cambiato ora è che i nuovi provvedimenti hanno colpito alcune delle large cap in crescita e dei settori controllati da investitori esteri. Rispetto ad altri paesi dove il varo di nuove leggi e normative può essere molto pubblico, il processo cinese può sembrare opaco. Inoltre, le regolamentazioni cinesi tendono ad arrivare a ondate, riflettendo i cambiamenti nelle priorità del governo.Crediamo che il modo migliore per mitigare l’impatto di un’improvvisa ondata di regolamentazione su un portafoglio sia quello di utilizzare un approccio di investimento che prevenda l’integrazione dei fattori ESG. Questo implica l’analisi dei rischi socio-economici e delle politiche associate per tutte le aziende fin dalle prime fasi della ricerca. Essere consapevoli di tali rischi non significa che possano essere tutti evitati, ma significa che molti di essi possano essere presi in considerazione nella valutazione e nelle decisioni di investimento, sulla base della conoscenza e dell’intuito di professionisti degli investimenti basati in Asia.Per esempio, dati i rischi normativi che si sono accumulati negli ultimi anni, questo ci ha portato a guardare oltre il settore internet cinese verso altri settori, come i mobili su misura o le aziende sanitarie, anziché concentrarsi troppo sui titoli della new economy.http://www.verinieassociati.com/

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L’eredità del 2020 ed il 2021 nelle prospettive di Stati Uniti e Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

Di Giancarlo Elia Valori Honorable de l’Académie des Sciences de l’Institut de France. Il 2020 è stato un anno cruciale a causa del Covid-19 che ha sconvolto l’evoluzione dell’ordine mondiale nella direzione di differenziazione e trasformazione. Questa è la crisi più grave che il mondo umano abbia dovuto affrontare dalla seconda guerra mondiale. Al 10 maggio 2021, secondo il Global New Crown Epidemic Statistics Report della Hopkins University, ci sono stati 158.993.826 casi confermati in tutto il mondo e 3.305.018 decessi. La pandemia è come un esiziale esperimento sociale globale. Sulla base di un ordine mondiale che è già entrato in crisi, essa non solo ha causato una pausa e quindi la decelerazione dello sviluppo economico, ma ha anche premuto l’accelerazione della divisione sociale e del trasferimento di potere dal politico al tecnico. Al momento, sebbene gli analisti più esperti e le principali istituzioni di ricerca abbiano pubblicato vari rapporti di ricerca, nessuno di loro può prevedere con precisione e in dettaglio l’enorme impatto della pandemia sulla storia del XXI secolo. Tuttavia la pandemia apporterà grandi cambiamenti in quattro aree. In primo luogo, essa accelererà il trend generale di recessione e differenziazione economica globale. Ciò è dovuto alle politiche di sovremissione di valuta adottate da vari Paesi e all’intensificata polarizzazione sociale interna. La crisi economica e finanziaria mondiale dal 2008 non ancora è stata risolta. Al contrario, la crisi è stata nascosta solo dalla risposta a breve termine della politica monetaria. In secondo luogo, la pandemia velocizzerò i cambiamenti interni e la riorganizzazione dell’ordine politico ed economico internazionale dovuti appunto dalla differenziazione sociale interna. A causa dell’influenza turbolenta della politica interna e internazionale, i rischi politici ed economici nelle fragili regioni del il mondo si intensificheranno o avranno effetti a catena. In terzo luogo, la pandemia promuoverà il rafforzamento della società digitale e la concorrenza tra i Paesi nella costruzione di nuove tecnologie diventerà più intensa. L’impatto più significativo della società digitale è l’arrivo silenzioso di una società trasparente che esiste ma non ha contatti umani. In quarto luogo, la pandemia favorisce l’ascesa del nazionalismo dei vaccini e accelera la rinascita del valore della comunità dei Paesi dell’Asia orientale, il che ha un significato epocale dal punto di vista della storia della civiltà mondiale. Per ciò che riguarda lo scorso anno l’evento politico ed economico più influente nel 2020 sono state le elezioni statunitensi e il relativo cambio di amministrazione. Le elezioni statunitensi hanno rappresentato il cambio più netto ma anche il più frustrante nella storia degli Usa. Sebbene Trump abbia perso le elezioni, 74.216.154 cittadini hanno votato per il presidente uscente. Per gli Usa, il mutamento di direzione non può essere considerato l’avvento di una politica determinata in una direzione, in quanto la realtà di base della società americana altamente divisa non è stata cambiata, ma è stata rafforzata a causa delle elezioni generali. L’enorme impatto ha promosso la diffusione della violenza politica e delle manifestazioni di protesta negli Usa.

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In ricordo dell’ultimo sussulto di libertà in Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

“Come ogni anno celebriamo l’ultimo sussulto di libertà che ci fu in Cina, 32 anni fa a Piazza Tienanmen. E diversamente da ogni anno, oggi a Hong Kong non è stato possibile ricordare quegli eventi a causa del pugno di ferro del regime comunista cinese che ha vietato ogni manifestazione con la mobilitazione della polizia, l’utilizzo di blindati e cannoni d’acqua, arresti e violenza. Hong Kong era un’isola felice dove la libertà e la ricchezza prosperavano. Eppure la dittatura sanguinaria di Pechino trova ospitalità in Europa e in Italia, si progettano affari ultramiliardari, si ignorano le condizioni barbare in cui vivono oltre un miliardo di persone, si glissa sull’inquinamento mostruoso di cui la Cina è protagonista, sullo sfruttamento dei lavoratori, delle donne, dei bambini, dei dissidenti politici. La Cina è un mostro di fronte al quale l’Occidente si genuflette quotidianamente, insensibile alla sofferenza che produce e alle ripercussioni che crea a casa nostra con la concorrenza sleale. Dovrebbe essere cacciato dal WTO per continua infrazione di regole elementari. Di Maio “il cinese” condanni subito la repressione della libertà a Hong Kong di fronte al divieto a ricordare i martiri di Tienanmen”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia esprimendo solidarietà al popolo di Hong Kong e alla comunità cinese che combatte per la democrazia.

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Verisem in mirino Cina: Cia, è gia azienda Usa

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

No a facili allarmismi sulla produzione di falsi ortaggi italiani in Cina. Cia-Agricoltori Italiani interviene, così, nel dibattito su Verisem, azienda specializzata nella produzione di sementi contesa da due colossi di Pechino. Cia ritiene, infatti, non si debbano sottovalutare le grandi potenzialità dell’acquisizione cinese della multinazionale di Cesena, attualmente nelle mani di un fondo Usa. La riflessione prioritaria deve riguardare le capacità di investimento del nuovo acquirente -non la nazionalità- e soprattutto la valorizzazione del marchio, affinché porti ricchezza a tutto l’indotto.Il settore sementiero necessita, infatti, di grandi risorse in ricerca e sviluppo per l’innovazione nella genetica vegetale. Il mercato impone nuove varietà sempre più resistenti ai fitopatogeni e ai cambiamenti climatici e questo rende altamente strategico il ruolo della ricerca scientifica. La tutela del Made in Italy è sicuramente prioritaria, ma occorre fare attenzione quando si parla del settore sementiero: se Verisem diventa proprietà cinese, non significa che i semi o i prodotti diventino cinesi.Per Cia, dunque, l’obiettivo principale è che l’azienda (già adesso rivenditore in 117 Paesi) continui ad essere un punto di riferimento importante del comparto, perché senza quei prodotti non ci sarebbero neppure a valle le nostre eccellenze alimentari italiane.

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No a facili allarmismi sulla produzione di falsi ortaggi italiani in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Cia-Agricoltori Italiani interviene, così, nel dibattito su Verisem, azienda specializzata nella produzione di sementi contesa da due colossi di Pechino. Cia ritiene, infatti, non si debbano sottovalutare le grandi potenzialità dell’acquisizione cinese della multinazionale di Cesena, attualmente nelle mani di un fondo Usa. La riflessione prioritaria deve riguardare le capacità di investimento del nuovo acquirente -non la nazionalità- e soprattutto la valorizzazione del marchio, affinché porti ricchezza a tutto l’indotto.Il settore sementiero necessita, infatti, di grandi risorse in ricerca e sviluppo per l’innovazione nella genetica vegetale. Il mercato impone nuove varietà sempre più resistenti ai fitopatogeni e ai cambiamenti climatici e questo rende altamente strategico il ruolo della ricerca scientifica. La tutela del Made in Italy è sicuramente prioritaria, ma occorre fare attenzione quando si parla del settore sementiero: se Verisem diventa proprietà cinese, non significa che i semi o i prodotti diventino cinesi.Per Cia, dunque, l’obiettivo principale è che l’azienda (già adesso rivenditore in 117 Paesi) continui ad essere un punto di riferimento importante del comparto, perché senza quei prodotti non ci sarebbero neppure a valle le nostre eccellenze alimentari italiane.

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Cina: PE rifiuta di approvare l’accordo finché le sanzioni sono in vigore

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

In una risoluzione approvata giovedì con 599 voti favorevoli, 30 contrari e 58 astensioni, il Parlamento condanna con la massima fermezza le sanzioni “immotivate e arbitrarie” recentemente imposte dalle autorità cinesi a diversi individui ed entità europee, tra cui cinque deputati, affermando che la mossa di Pechino rappresenta un attacco alle libertà fondamentali ed esortando le autorità cinesi a revocare queste misure restrittive.La sospensione di qualsiasi valutazione dell’accordo globale UE-Cina in materia di investimenti (Comprehensive Agreement on Investment – CAI), concordato in linea di principio tra l’UE e la Cina nel dicembre 2020, così come qualsiasi discussione sulla sua ratifica da parte del Parlamento europeo, è “giustificata in virtù delle sanzioni cinesi in vigore”.I deputati chiedono che la Cina tolga le sanzioni prima di occuparsi dell’accordo, “senza pregiudicare l’esito del processo di ratifica”, e ricordano alla Commissione europea che terranno conto della situazione dei diritti umani in Cina, compresa Hong Kong, al momento di dell’approvazione del testo.Tuttavia, gli altri accordi commerciali e di investimento con partner regionali, compreso Taiwan, non dovrebbero subire le ripercussioni della sospensione della ratifica dell’accordo globale UE-Cina.Nonostante la reazione di Pechino, il Parlamento accoglie con favore l’inserimento da parte dell’UE di quattro cittadini e di un’entità cinesi nell’ambito del regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani, a causa del loro ruolo nelle gravi violazioni dei diritti umani contro gli uiguri e le persone di altre minoranze etniche musulmane nella regione cinese dello Xinjiang.I deputati chiedono anche di riequilibrare le relazioni UE-Cina, sostenendo l’adozione di un pacchetto di misure autonome quali una normativa contro gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere sul mercato interno, un divieto di importazione per le merci prodotte mediante lavoro forzato e un regolamento UE più efficace e rigoroso sul controllo degli investimenti esteri. Infine, l’UE deve poter rispondere adeguatamente alle minacce informatiche della Cina e agli attacchi ibridi.

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Missione Tianwen-1: anche la Cina conquista Marte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 Maggio 2021

Di Piergiorgio Pescali. Mentre Perseverance e Ingenuity continuano la loro missione su Marte accompagnati da una perfetta campagna mediatica, il 14 maggio la Cina è stata la prima nazione, dopo gli Stati Uniti, ad aver raggiunto Marte con un proprio rover, Zhurong. E lo ha fatto quasi in sordina, come è ormai consuetudine per le missioni della China National Space Administration (CNSA), l’Amministrazione spaziale cinese. La fase di discesa sul pianeta da parte del lander cinese è stata leggermente più lunga di quella statunitense del 18 febbraio scorso (9 minuti anziché i 7 di Perseverance) ed è avvenuta in modo meno spettacolare di quella di Perseverance: oltre a non aver previsto alcuna diretta televisiva (probabilmente per evitare reazioni negative in caso di fallimento) nessuna gru ha posato Zhurong direttamente sulla superficie, ma il rover è arrivato all’interno di un guscio protettivo frenato da razzi da cui, tramite una rampa è lentamente disceso sul terreno marziano per poi dispiegare i suoi quattro pannelli solari che gli permetteranno di immagazzinare l’energia sufficiente per sopravvivere sulla fredda superficie del pianeta. Per permettere di eliminare la polvere che inevitabilmente si depositerà sui pannelli, questi sono mobili così da poter allungare la vita del rover (Perseverance e Curiosity traggono invece le loro necessità energetiche da una fonte di plutonio radioattivo che trasforma il decadimento in elettricità).Se il motto statunitense è perseveranza e ingegnosità, quello cinese è molto più poetico: Tianwen significa infatti Domande al Cielo e trae ispirazione da una serie di poemi del III secolo a.C. di cui Tianwen, scritta da Qu Yuan, è la più famosa. In questa poesia il poeta esprime i suoi dubbi sui concetti tradizionali che spiegano l’esistenza degli oggetti celesti e dei fenomeni naturali cercando invece di sondare una verità più scientifica.Zhurong, invece, il nome dato al rover deve il suo battesimo ad un personaggio della mitologia cinese, assistente dell’Imperatore rosso, o Imperatore di fuoco Yan Di, uno dei tre Augusti imperatori. Zhurong è colui che governa il fuoco ed è spesso rappresentato con una faccia umana e il corpo da bestia.Quindi Tianwen-1 ha il compito di dare il proprio contributo nel cercare di approfondire alcune attività scientifiche che le passate missioni hanno iniziato. Lo farà portando sette strumenti scientifici sull’Orbiter (due macchine fotografiche a media e alta risoluzione, un magnetometro, uno spettrometro, un analizzatore di particelle neutre, un analizzatore di particelle energetiche e un radar subsuperficiale) e sei sul rover (un radar a penetrazione capace di sondare sino a cento metri sotto la superficie, una macchina topografica, una macchina fotografica a multispettro, un detector per il campo magnetico superficiale, una centralina metereologica e un detector per analizzare la composizione del terreno superficiale combinato con uno spettrografo ad infrarosso).I tentativi di risposta di Zhurong sono gli stessi che il collega e rivale Perseverance è alla ricerca nel cratere di Jazero, dove è ammartata lo scorso 18 febbraio: se è esistita acqua allo stato liquido sulla superficie di Marte, è possibile rintracciare forme di vita che hanno eventualmente popolato il pianeta nel passato? Zhurong cercherà di rilevare nuovi dati utili a rispondere a questa domanda in una zona particolarmente ricca di acqua conservata sotto forma di ghiaccio sotto la superficie di Utopia Planitia, in un’area poco lontana dove nel 1976 era ammartato Viking-2 della NASA.In questa pianura, dal diametro di 3.300 km, dove nella finzione televisiva di Star Trek sarebbe stata costruita la USS Enterprise-D al comando di Jean-Luc Picard, nel 2016 la NASA scoprì l’esistenza una massa di ghiaccio sotterraneo. Si ipotizza quindi che circa tre miliardi di anni fa Utopia Planitia fosse completamente sommersa da un mare d’acqua liquida e che parte di essa sia percolata sotto la superficie mantenendosi sotto forma di ghiaccio fino ai nostri giorni.Zhurong esplorerà per 90 Sol (giorni marziani, equivalenti a circa 93 giorni terrestri) una piccola porzione dell’area raccogliendo campioni di terreno e analizzandoli con spettrofotometri per determinarne la composizione chimica e la presenza d’acqua nel passato. Verranno raccolti anche campioni in attesa di una successiva missione prevista tra il 2028 e il 2030 che potrebbe riportarli sulla Terra. Due telecamere ad alta risoluzione permetteranno di disegnare la topografia del terreno e individuare eventuali erosioni dovuti a corsi d’acqua e vulcani. Due rivelatori di particelle analizzeranno la composizione atmosferica e la variazione stagionale del clima sulla superficie. Infine due radar, uno installato sul rover e uno sulla sonda che continuerà ad orbitare tra 250 e i 400 km dalla superficie lavoreranno in coppia per misurare la composizione della crosta sotterranea di Marte alla ricerca di ghiaccio che, oltre a dare indicazioni sulla vita biologica ospitata dal pianeta, potrebbe risultare utile per future missioni umane. Sebbene questa sia la prima missione tutta cinese su Marte, già nel 2011 l’ente spaziale aveva tentato di mettere in orbita marziana un satellite, lo Yinghuo-1 in collaborazione con la russa Roscosmos, ma la missione fallì ancora prima di lasciare l’orbita terrestre per la distruzione del razzo russo che trasportava la sonda cinese. (fonte: Articolo su Prisma Magazine, il mensile di matematica dell’Università Bocconi)

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Iveco: Urso (FdI), bene stop Cina, ora piano automotive

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

“Bene lo stop alla vendita di Iveco ad azienda statale cinese, ora però serve un “piano nazionale” sull’automotive per garantire investimenti, ricerca, innovazione e produzione, salvaguardando occupazione e filiera industriale”: è quanto rileva il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, responsabile del Dipartimento Impresa di FdI che per primo aveva sollevato la questione in una interrogazione già il 26 gennaio alla prima notizia ufficiale sulla trattiva di vendita, ipotizzando anche l’uso della “golden power”ove necessario, posizione sulla quale si sono poi espresse altre forze politiche. “Abbiano notato ed apprezzato la “moral suasion” del ministro Giorgetti. Ora lo Stato deve fare la sua parte dispiegando una vera politica industriale nel settore che coinvolga anche le imprese dell’indotto. Questa è la dimostrazione – ha aggiunto Urso – che quando il sistema Italia si muove con unità di intenti a tutela dell’interesse nazionale può ancora salvaguardare i propri asset strategici”.

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Coface analizza la relazione commerciale tra Cina e Australia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

Parigi. La relazione bilaterale tra Cina e Australia ha subito un rapido peggioramento nel corso del 2020, dopo le restrizioni formali ed informali da parte della Cina su un ampio numero di esportazioni australiane, tra cui carbone, orzo, carne, vino e cotone. Coface prevede che il PIL australiano tornerà al livello del 2019 già quest’anno, malgrado emergano crescenti preoccupazioni di una escalation delle tensioni bilaterali tra Australia e Cina e quest’ultima prendere di mira le esportazioni di alcuni servizi australiani, in particolare turismo ed istruzione, mettendo a rischio il 2% del PIL australiano.La relazione bilaterale tra i due paesi ha molteplici sfaccettature, che vanno dalla sicurezza nazionale, economia e commercio fino alla politica estera e domestica. Le relazioni hanno subito un peggioramento quando il 28 febbraio 2020 la Commissione anti-dumping australiana ha esteso i dazi anti-dumping ai lavelli cinesi in acciaio inox a seguito di un accertamento sugli estrusi di alluminio cinesi. Tra marzo e luglio 2020, ci sono state altre otto azioni anti-dumping contro i prodotti cinesi, come quella sull’acciaio[1]. Il 19 aprile 2020, l’Australia ha richiesto una indagine sull’origine del coronavirus, aumentando la pressione sulla Cina per la gestione dell’epidemia di Covid-19. Nel maggio 2020, la Cina ha imposto dazi anti-dumping e anti sovvenzioni sulle importazioni di orzo australiano in Cina, facendo riferimento alle inchieste iniziate nel 2018. La Cina ha successivamente imposto dazi su altre esportazioni australiane, come il vino, e divieti formali e informali su diversi prodotti tra cui carne di manzo, legname, cotone e carbone.Con la Cina che detiene oltre un terzo delle esportazioni totali australiane, le crescenti tensioni commerciali sono viste come una potenziale minaccia per le prospettive economiche dell’Australia. Al contrario, il minerale di ferro, principale esportazione australiana in Cina, è stato risparmiato nella disputa commerciale in corso, a causa della mancanza di alternative adeguate. Malgrado le azioni commerciali della Cina, l’economia australiana ha continuato a registrare una solida ripresa dalla pandemia, registrando due crescite trimestrali consecutive del PIL nella seconda metà del 2020, anche il contesto imprenditoriale sta tornando gradualmente alla normalità a seguito di un allentamento delle misure del lockdown.Finora le restrizioni commerciali cinesi hanno avuto un impatto moderato sulla più ampia economia australiana grazie a due fattori principali: in primo luogo, la capacità di alcuni settori colpiti di trovare mercati alternativi, come l’Arabia Saudita per l’orzo e i paesi del sud-est asiatico per il cotone, e secondo, le principali esportazioni come il minerale di ferro e il gas naturale non sono state prese di mira dalla Cina. Con entrambe le parti che interpretano la controversia attraverso la sovranità nazionale, è improbabile che la situazione migliori nel breve periodo. Coface prevede che il PIL australiano tornerà al livello del 2019 già a partire da quest’anno. Lo sviluppo futuro delle tensioni Cina-Australia sarà attentamente monitorato dai paesi asiatici per avere indicazioni sull’entità dei danni economici potenzialmente subiti qualora si trovassero in una situazione simile. Inoltre, tra la competizione strategica in corso e le divergenze politiche tra Stati Uniti e Cina, i paesi asiatici saranno messi a dura prova in caso costretti a scegliere tra le due parti.

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Rischi finanziari anche per la Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi.Anche la Cina sta facendo i conti con le sue bolle finanziarie, create nei passati due decenni con la scadente applicazione del modello finanziario speculativo americano. Perciò è scesa in campo la potentissima China Banking and Insurance Regulatory Commission, l’agenzia governativa di controllo sulle attività bancarie e assicurative, attraverso il suo presidente Guo Shuqing, manager competente e uomo forte del Partito Comunista Cinese. Il problema numero uno è il rischio rappresentato dal debito corporate cinese e del crescente stock di non performing loans, i crediti inesigibili delle imprese. Secondo l’International Capital Market Association, l’associazione degli investitori nel fixed income, il mercato obbligazionario cinese interno in yuan, è equivalente a circa 15.000 miliardi di dollari, il secondo al mondo dopo quello Usa. La parte strettamente relativa al debito corporate non finanziario sarebbe pari a 3.700 miliardi di dollari. Il mercato obbligazionario cinese offshore è di 752 miliardi di dollari. E’ in grande crescita e legato soprattutto al settore immobiliare. Il 2020 è stato l’anno che ha certamente “shoccato” la Cina e i mercati internazionali per i debiti corporate interni: circa 40 fallimenti per 30 miliardi di dollari, il 14% in più rispetto al 2019. Anche 12 imprese cinesi offshore sono fallite coinvolgendo obbligazioni per 7 miliardi di dollari. Ciò sta provocando forti preoccupazioni per una possibile crisi del debito nel periodo post Covid. Infatti, nel 2021 bond per 7,1 trilioni di yuan (6,5 yuan sono equivalenti a 1 dollaro) arriveranno a scadenza sul mercato interno.Alcune delle imprese fallite sono delle controllate dallo Stato e ciò solleva dubbi anche sulla garanzia, finora certa, di salvataggi pubblici. Nel recente incontro con la stampa, Guo Shuqing ha dato un quadro preoccupante della situazione: “Nel 2020, il rimborso di 6,6 trilioni di yuan di prestiti è stato differito.” Per quanto riguarda i npl ha detto: ”Un numero considerevole di imprese potrebbe dover affrontare una riorganizzazione o liquidazione fallimentare. Pertanto, l’aumento dei crediti in sofferenza è una tendenza inevitabile. Nel 2020, abbiamo ceduto 3.02 trilioni di yuan di attività deteriorate. È possibile che i crediti in sofferenza aumentino nel 2021 e anche nel 2022.”. Guo Shuqing ha annunciato alcuni programmi d’intervento e illustrato i risultati già ottenuti. In primo piano vi è la riduzione dell’elevato effetto leva all’interno del sistema finanziario, che aveva visto una pericolosa crescita nel periodo 2017-19.Sarebbe in atto lo smantellamento del settore bancario ombra, la cui portata è diminuita nel 2020 di circa 20 trilioni di yuan. All’inizio dell’anno il totale era di 85 trilioni di yuan, pari all’86% del pil cinese. La Regulatory Commission teme che alcune attività ad alto rischio dello shadow banking possano ripresentarsi sotto forma di pseudo “innovazioni”. Perciò, per l’internet private banking, saranno applicate le stesse regole di adeguatezza patrimoniale e di garanzie valide per il settore bancario. Guo ha ammesso che “nel settore immobiliare la finanziarizzazione e la tendenza a diventare una bolla sono ancora relativamente forti, anche se nel 2020 il tasso di crescita dei prestiti investiti nel real estate è sceso per la prima volta sotto quello medio dei prestiti”. E’ un pericoloso “rinoceronte grigio”, perché “molte persone comprano case non per abitarci, ma per investimenti o per speculazioni. Se in futuro il mercato dovesse scendere, potrebbero esserci grandi perdite e i prestiti non sarebbero rimborsati, mandando le banche e l’intera economia in sofferenza.”. Usa docet.Egli, inoltre, ha spostato l’attenzione sui mercati finanziari negli Usa e in Europa che opererebbero “in contraddizione con l’economia reale”. “Il mercato finanziario dovrebbe riflettere lo stato dell’economia reale, ha detto, altrimenti sorgeranno problemi e sarà costretto alla fine ad adeguarsi. Pertanto, siamo molto preoccupati per il giorno in cui scoppierà il mercato finanziario, in particolare la bolla delle attività finanziarie estere.”.Considerazioni corrette, che valgono anche per i comportamenti finanziari della Cina e per i rischi sistemici che stanno creando. Alla fine, in Cina o negli Usa, in Africa o in Europa, la finanza speculativa è sempre un pericolo per l’economia reale. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Asiago DOP celebra dieci anni di successi in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

Dopo un decennio di attività, si completa un lungo lavoro che ha visto il Consorzio Tutela Formaggio Asiago impegnato per tutelare e promuovere la specialità veneto-trentina in Cina. Dal primo marzo è entrato in vigore lo “storico” accordo bilaterale tra Ue-Cina, sottoscritto nel novembre 2019, che riconosce la piena protezione e tutela di Asiago DOP in Cina.Fin dal 2011, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha riconosciuto nella Cina uno dei mercati più promettenti e di maggiore sviluppo per Asiago DOP. Per questo, dopo le prime azioni dedicate all’adeguamento tecnico-normativo, sono seguite, nel 2014, una serie di attività di tutela della proprietà intellettuale della denominazione. A partire da quell’anno, il Consorzio ha svolto un articolato programma sul campo promozionale per far conoscere Asiago DOP, con la partecipazione ad importanti eventi diplomatici e missioni commerciali mirate ad incontrare i principali operatori ed importatori del settore lattiero-caseario. L’azione consortile è proseguita con numerose attività anche di vigilanza, per rimuovere dal mercato cinese prodotti in violazione dei diritti, come accaduto alla fiera FHC CHINA nel 2016, quando, su indicazione del Consorzio, anticipando l’accordo bilaterale e creando un precedente importante, apprezzato anche dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, le autorità cinesi bloccarono alcuni prodotti che tentavano di usurpare il nome ASIAGO.Nel 2020, l’attività del Consorzio di Tutela in Cina si è andata rafforzando, in particolare nella vigilanza on e off line. Per la prima volta, sono stati realizzati controlli diretti nei punti vendita del Paese e, allo stesso tempo, provveduto a potenziare le verifiche sui siti di e-commerce arrivando a richiedere con successo la rimozione di segnalazioni di prodotti americani che utilizzavano impropriamente la dicitura “asiago” nella grande piazza commerciale TAOBAO.In un mercato che ha visto aumentare del 12,5%, dal 2019 al 2020, l’importazione di formaggio (dato Clal), il Consorzio di Tutela celebra l’entrata in vigore dell’accordo bilaterale con un rinnovato impegno di promozione. Dal 20 al 22 maggio, sarà presente al China International Protected Geographical Indication Products, l’importante evento dedicato alle DOP e IGP. A conferma del valore strategico di questo mercato, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago avvierà, nel 2021, col Consorzio per la Tutela dell’Asti, Consorzio Provolone Valpadana DOP, Istituto per la valorizzazione dei salumi italiani (IVSI) e Associazione Interregionale Produttori Olivicoli Verona, “Asia Enjoys European Quality Food“, il piano triennale di promozione co-finanziato dalla UE del valore di oltre 4.700.000 euro, dedicato a promuovere e valorizzare la specialità in Cina, Giappone, Corea del Sud e Vietnam.

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“Oscuramento della BBC da parte dei comunisti cinesi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

E’ l’ennesimo attacco alla libertà. Dopo gli arresti sommari di giornalisti che raccontavano la verità a Wuhan sulla gestione pandemica, la censura comunista arriva anche alle reti straniere. Per i comunisti cinesi, la verità è solo la versione dei fatti gradita al Partito. Presenteremo un’interrogazione al ministro degli Esteri per chiedere proteste ufficiali all’ambasciata cinese e azioni immediate in sede internazionale.” Così il deputato di FDI componente dell’Alleanza Inter-parlamentare sulla Cina, Federico Mollicone.

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Con lo sviluppo dei mercati dei capitali la Cina rappresenta un’interessante opzione

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

A cura di Derek Lin, Gestore e specialista per la Cina e Dara White, Responsabile globale azioni mercati emergenti di Columbia Threadneedle Investments. Con l’inizio delle celebrazioni per il Capodanno cinese e l’arrivo nel 2021 dell’anno del Bufalo, simbolo di forza e di determinazione, esaminiamo le prospettive per le azioni cinesi. Da diversi anni gli investitori sono sommersi da notizie negative su guerre commerciali e tensioni internazionali. Si sono tuttavia ampiamente trascurati i significativi progressi compiuti dalla Cina nello sviluppo dei propri mercati dei capitali, che hanno reso tali piazze appetibili come non mai per gli investitori esteri.
Negli ultimi anni i programmi Stock Connect e Bond Connect hanno favorito sempre di più l’accesso all’universo delle Azioni Cina di classe A; i titoli idonei alla negoziazione Northbound sono aumentati, passando dai circa 500 iniziali fino agli attuali 1600 circa, inclusi molti blue chip leader sul mercato nazionale e globale. Inoltre, l’allentamento delle norme che è stato proposto in materia di QFII (Qualified Foreign Institutional Investor) rimuove in particolare tutte le restrizioni sulle quote d’investimento, semplifica i requisiti normativi e consente di investire nel mercato dei derivati. La Cina ha altresì permesso a società di intermediazione mobiliare come JP Morgan, Goldman Sachs e altre di costituire sul territorio cinese controllate interamente partecipate che si adopereranno per migliorare la qualità e la solidità del mercato finanziario nel suo complesso. Questi sono solo alcuni dei recenti sviluppi che a nostro avviso creeranno un contesto favorevole per gli investimenti in Cina nel prossimo decennio.Verso la fine del 2020 la Cina ha presentato il suo quattordicesimo Piano quinquennale, che sarà finalizzato a marzo 2021. Uno dei temi chiave sarà quello della “doppia circolazione”. Questa idea mira a creare un equilibrio tra la rinnovata enfasi sulla circolazione interna, che imprime slancio ai consumi nazionali e promuove l’autosufficienza nella tecnologia e nelle filiere produttive, e la circolazione esterna, che evidenzia l’importanza del continuo processo di integrazione con la comunità internazionale in materia di commercio e mercati dei capitali.Un esempio utile per illustrare tale direttiva e le opportunità d’investimento che ne derivano è dato dal settore della sanità. Considerate le attuali tendenze demografiche, è quasi certo che la popolazione cinese andrà incontro a un innalzamento dell’età e del livello di ricchezza, che darà luogo a una significativa domanda nei comparti salute e benessere da parte dei consumatori e del governo. A completare tale quadro si aggiunge l’impatto di una serie di iniziative sul versante dell’offerta, tra cui l’importanza attribuita dal governo allo sviluppo di farmaci innovativi; l’accelerazione delle procedure di approvazione e rimborso di farmaci da parte dell’omologa cinese della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, con una riduzione della durata da cinque anni a uno; l’allentamento delle condizioni di finanziamento delle nuove imprese biotech, compresa la possibilità di quotarsi in borsa in una fase non ancora redditizia; e l’ingresso della Cina nel 2017 tra i membri dell’ICH (International Council for Harmonisation of Technical Requirements for Pharmaceuticals for Human Use), ovvero l’organizzazione globale delle autorità farmaceutiche, ingresso che si è dimostrato essenziale per la sanità cinese nell’ottica WTO.
Gli investimenti in operazioni di venture capital sono esplosi, passando da meno di un miliardo di dollari statunitensi nel 2013 a oltre 11 miliardi di dollari nel 2018, con il debutto in borsa di oltre 30 società. Più di 80 farmaci sviluppati su scala internazionale da colossi biotech globali sono stati autorizzati in Cina, a fronte di appena 10 nel 2014, e si comincia inoltre a osservare una rapida accelerazione della concessione delle autorizzazioni negli Stati Uniti e in Europa di farmaci innovativi sviluppati in Cina. A differenza di altri settori, il contesto operativo non è mai stato così favorevole alla cooperazione internazionale e, considerazione ancora più importante per gli investitori, le opportunità non sono mai state maggiori.L’investimento diretto in farmaci e apparecchiature mediche offre naturalmente vastissime opportunità, e in questo ambito godiamo di un enorme vantaggio competitivo, non solo perché il Team di ricerca centrale di Columbia Threadneedle Investments ha seguito molti dei farmaci autorizzati, ma anche perché abbiamo maturato una conoscenza approfondita del quadro concorrenziale globale. Un altro comparto particolarmente promettente è quello dello screening e delle diagnosi precoci.
Le persistenti tensioni tra Stati Uniti e Cina hanno effettivamente penalizzato alcuni settori dell’economia, in particolare in ambito tecnologico. Tuttavia, quando si chiude una porta si apre un portone, e in alcune aree come quelle della sanità la cooperazione internazionale è diventata più stretta che mai, a livello sia privato che pubblico.Il nostro obiettivo in Columbia Threadneedle è quello di allontanarci dai settori più incerti, concentrandoci invece sull’individuazione di opportunità interessanti per i nostri investitori. In un’ottica bottom-up, la gamma delle opportunità d’investimento in Cina non è mai stata così promettente, e l’ulteriore apertura dei mercati dei capitali renderà a nostro avviso tali opportunità ancora più entusiasmanti.

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Cina in testa nella ripresa

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Analisi di Jean-Marie Mercadal, CIO di Ofi Asset Management. Il 2020 resterà di certo impresso nella memoria degli investitori e di tutti noi. I nostri stili di vita sono stati gravemente sconvolti, e in questo contesto l’impennata dei mercati finanziari ha portato ad un aumento del divario percepito tra mondo finanziario e economia reale. Questo fa sì che si guardi oggi con occhio più critico anche alle politiche delle banche centrali, sospettate di alimentare bolle speculative. Di conseguenza, prima o poi si porrà con forza il problema della disuguaglianza tra i più e i meno abbienti, e questo influenzerà le politiche che saranno votate nelle future elezioni.Insomma, gli eventi degli ultimi mesi hanno modificato radicalmente il nostro modo di pensare. È ora tempo di tirare le somme delle principali conseguenze che ci aspettiamo nel breve, medio e lungo termine.Nel breve termine, lo sviluppo dei vaccini accelererà certamente la ripresa economica. Le campagne di vaccinazione sono già iniziate in alcuni dei principali Paesi e le economie riapriranno una dopo l’altra nel corso dei prossimi mesi.Dato che consumatori e aziende stanno limitando le spese in questa fase, la crescita potrebbe essere più elevata rispetto a quanto è al momento ipotizzato dai principali istituti di previsione economica. Sul fronte delle imprese, gli investimenti aziendali posticipati rappresentano una riserva di crescita, anche se il numero di default potrebbe aumentare una volta che le misure di sostegno saranno gradualmente ritirate. In ultima analisi, le prospettive di una ripresa dell’attività imprenditoriale nel 2021 sembrano solide e anche le previsioni di una crescita a livello globale del 6,0% circa sembrano credibili. L’ultimo consenso di Bloomberg del 5,2% probabilmente non riflette ancora l’avanzamento dei vaccini.La crescita potrebbe, quindi, essere di circa il 4,5% negli Stati Uniti e di circa il 6,0% nella zona euro. Non avendo vissuto una seconda ondata della pandemia, in Cina l’accelerazione continua. La sua economia, infatti, potrebbe risalire del 9,0% nel 2021, dopo il 2,0% registrato nel 2020. Questa ripresa si manifesterà nei bilanci delle imprese ed è probabile che le previsioni sugli utili aumenteranno in modo considerevole.Nel medio termine, tutti i paesi stanno uscendo da questa crisi con un onere del debito ancora più pesante. Le risposte fiscali sono state massicce e i livelli di debito pubblico rispetto al PIL sono ora impressionanti e preoccupanti. In effetti, le misure adottate in passato e i piani di stimolo approvati per quest’anno ammontano a circa il 15% del PIL per la zona euro e dal 20% al 25% per gli Stati Uniti. In questo modo il rapporto debito/PIL è salito a oltre il 100% negli Stati Uniti, al 120% in Francia, al 150% in Italia, mentre quello della Germania passerebbe dal 60% al 75%. Anche l’indebitamento delle imprese è aumentato.In un contesto come questo, le banche centrali non hanno altra scelta se non quella di mantenere condizioni monetarie molto accomodanti, mantenendo i tassi di interesse a livelli decisamente bassi e sostenendo il mercato obbligazionario attraverso programmi di acquisto di titoli. Ciò consentirà alle imprese, e soprattutto ai governi, di accedere a finanziamenti a basso costo, a tassi di interesse sostenibili. Di conseguenza, il “potere d’acquisto” degli obbligazionisti diminuirà inevitabilmente, considerato che probabilmente i tassi d’interesse reali rimarranno in territorio negativo per diversi anni.Nel frattempo, la Cina ha iniziato a trasformare la sua economia. Il 14° piano quinquennale, presentato il 26 novembre, fa parte del piano “China Standards 2035”. L’obiettivo è quello di raddoppiare il PIL entro il 2035, il che suggerisce un tasso di crescita medio di circa il 4,5% tra il 2021 e il 2035 (contro il 7,0% tra il 2011 e il 2015 e il 6,5% tra il 2016 e il 2020). Più l’economia cinese si svilupperà e maturerà, più il ritmo di crescita rallenterà naturalmente.A livello di settore, il piano cinese punta all’autonomia e al know-how all’avanguardia nel mercato dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie, stimolando in particolare gli investimenti in ricerca e sviluppo e nell’istruzione. La Cina sta inoltre aprendo il suo mercato dei capitali, e le azioni e le obbligazioni cinesi stanno gradualmente entrando a far parte degli indici internazionali. Si tratta di mercati profondi, liquidi e altamente diversificati che possono rendere i portafogli più robusti. Ciò dovrebbe accelerare il ritmo di internazionalizzazione della valuta cinese.Nel lungo termine, diversi problemi sono all’orizzonte. Ad esempio, come usciremo da questo pesante accumulo di debito? Si comincia a parlare da più parti della possibilità di cancellare il debito pubblico, in particolare per quanto riguarda la quota detenuta dalle banche centrali. Nella zona euro dovranno essere riesaminati i fondamenti del Patto di crescita e di stabilità: i principali parametri di Maastricht (con tetti pari al 60% del PIL sul debito e al 3% sul deficit) sono saltati, e sarà necessario ripensare le regole comuni per la salvaguardia dell’euro. La questione dell’armonizzazione delle politiche fiscali dell’Eurozona potrebbe tornare alla ribalta e generare una certa volatilità sui mercati il prossimo autunno, quando in Germania si terranno le elezioni che porteranno alla formazione di una nuova coalizione e alla nomina di un nuovo cancelliere.Anche la questione dell’inflazione si porrà nel lungo termine. La massiccia creazione di moneta, derivante dagli acquisti delle banche centrali, potrebbe innescare un calo del valore delle valute rispetto agli attivi reali, o comunque della fiducia in esse, questo è uno dei motivi per cui sta avvenendo la corsa alle criptovalute. Il recente record della più nota criptovaluta, il Bitcoin, mostra che gli investitori stanno iniziando a prendere seriamente in considerazione questi aspetti. Non abbiamo una visione particolare sulle criptovalute, ma stiamo osservando questo movimento con interesse. In conclusione, però, crediamo che l’oro e i metalli preziosi siano più sicuri e possano essere utilizzati per coprire questo tipo di rischio a lungo termine.

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Hong Kong:Cina arresta attivisti opposizione ma da Ue silenzio su rispetto diritti civili

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

“L’UE firma l’accordo sugli investimenti con la #Cina senza reclamare il rispetto dei diritti umani e subito Pechino ne approfitta per reprimere il dissenso ad Hong Kong”. Lo scrive su twitter il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, capigruppo di FdI in Commissione Esteri e vicepresidente del Copasir in merito “agli arresti in massa di esponenti democratici ad Hong Kong realizzati sulla base di una legge sulla sicurezza nazionale che contrasta con gli accordi internazionali sulle prerogative dell’Isola. Il regime comunista, come tutti i regimi, percepisce ogni cedimento sui diritti come un via libera a calpestarli. Mi auguro che il Parlamento Europeo sappia trarne le conseguenze quando esaminerà l’accordo sugli investimenti fortemente voluto da Merkel e Macron per favorire gli interessi di loro settori produttivi. La nostra Europa si fonda anche su valori irrinunciabili e non solo sul Commercio e sugli affari”.

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Marittimi bloccati in Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

“Auspico un abbassamento dei toni e una fattiva collaborazione tra la Farnesina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino e l’armatore di Napoli Michele Bottiglieri affinchè venga risolta, in tempi rapidi, la questione del cambio di equipaggio a bordo della motonave “Mba Giovanni”, bloccata a largo della Cina da più di un anno”. Lo dichiara il Questore della Camera e membro della Commissione Affari Esteri Edmondo Cirielli (FdI): “Pur apprezzando gli sforzi messi in atto dal ministro Luigi Di Maio e prendendo atto della posizione espressa, in una nota ufficiale, dal Ministero degli Affari Esteri, ritengo che ognuno dei soggetti coinvolti debba assumersi le proprie responsabilità al fine di consentire ai sedici marittimi di poter toccare terra e di ritornare finalmente dalle loro famiglie. Si evitino, quindi, polemiche che potrebbero ulteriormente paralizzare una situazione già complessa. Ciascuno faccia la propria parte. In ogni caso – conclude Cirielli – devono essere rafforzate le interlocuzioni con le Autorità cinesi, nell’interesse esclusivo dei nostri connazionali”.

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Accordo Cina-UE per la protezione di specialità alimentari e bevande

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

Il Parlamento ha dato il suo consenso, con 645 voti favorevoli, 22 contrari e 18 astensioni, a un accordo firmato nel settembre 2020 tra l’UE e la Cina per garantire la protezione di 100 prodotti europei con Indicazione Geografica (IG) dalle imitazioni e dall’uso improprio del loro nome.Come prodotti italiani figurano, tra gli altri, l’aceto balsamico di Modena, il prosciutto di Parma e il San Daniele, la mozzarella di bufala campana e il parmigiano reggiano, oltre a numerosi vini e altri formaggi.Il relatore Iuliu Winkler (PPE, RO), ha dichiarato: “Si tratta del primo accordo economico e commerciale mai firmato con la Cina, con un valore simbolico e di consolidamento della fiducia. Promette di rilanciare le esportazioni agroalimentari europee verso la Cina, che nel 2019 ammontavano già a 14,5 miliardi di euro. È anche una buona indicazione dell’ambizione cinese di migliorare la protezione dei diritti sulla proprietà intellettuale”.Dopo il consenso del Parlamento, il Consiglio deve adottare l’accordo affinché possa entrare in vigore all’inizio del 2021.Nel 2019, la Cina è stata la terza destinazione per le esportazioni UE di prodotti IG, tra cui vini, bevande alcoliche e prodotti agroalimentari. Nel testo della risoluzione si afferma anche che, nel 2018 e nel 2019, l’80% dei sequestri europei di merci contraffatte e usurpative ha avuto origine in Cina, causando perdite pari a 60 miliardi di euro per i fornitori UE.

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Il Museo Ugo Guidi incontra nuovamente la Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Il Museo Ugo Guidi – MUG è stato invitato dal Centro Sino-Italiano di Design Shanghai – Firenze ad organizzare insieme a loro una serie di mostre d’arte online.La prima mostra della serie si intitola “Toro ed Emozione” e vede coinvolti tre artisti: il Maestro Ugo Guidi, Achille Pardini e Armand Xhomo con alcune opere pittoriche presentate on line. Curatore Vittorio Guidi responsabile del MUG.La mostra che sarà presentata il 20 settembre alle ore 12 a Firenze e alle 18 in Cina sarà promossa coinvolgendo i principali media cinesi. Investito e gestito dal cinese DoBe Group, che è dedicato allo sviluppo e al funzionamento del cluster dell’industria culturale e creativa, il Centro Sino-Italiano di Design, ha base a Firenze dal 2014 nella Villa Strozzi. Il Centro ha già organizzato una serie di attività su vasta scala e di alto livello relative allo scambio interculturale sino-italiano, che sono state approvate e apprezzate dai due popoli. In occasione del 50 ° anniversario della fondazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, nonché dell’anno culturale e turistico sino-italiano, il Centro sino italiano di design gestito dal gruppo DoBe organizza, a causa del COVID-19, la mostra online. al fine di stabilire più programmi di scambio tra i due paesi.La mostra gode di un manifesto bilingue e vedrà la proiezione delle opere su più di 400 grandi schermi a LED in tutte le aree del gruppo cinese con comunicazione e promozione su WeChat, la principale piattaforma di messaggistica cinese, e altre piattaforme di social.Col patrocinio del Comune di Firenze, Quartiere 4, Shanghai Promotion Center for City of Design. Supporto tecnico: VR, He Chao Arts & Culture. Media: Art China, Art Zejiang, Art CM, Art-orart.Una nuova occasione per il Museo Ugo Guidi di sviluppo di rapporti internazionali, dopo la precedente collaborazione con l’Università di Nanchino che aveva ospitato quattro artisti segnalati dal Museo.

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Governo. Di Maio e la politica estera con la Cina

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Era andato in Cina viaggiando in classe turistica, mostrando orgoglioso ai suoi fedeli il biglietto aereo. Gli effetti sono stati disastrosi: ha sbagliato clamorosamente il nome del presidente della Repubblica Cinese, chiamandolo Ping.
Ora, con molta probabilità, utilizza aerei di Stato.Ha sottoscritto un accordo commerciale con la Cina per l’esportazione di arance dimenticando che la Cina produce 40 milioni di tonnellate di agrumi e l’Italia solo 3 milioni, oltretutto, il costo del trasporto aereo alzerà quello delle arance italiane a livelli stratosferici.Ha promosso un memorandum politico-economico con la Cina, al di fuori dei G7, le maggiori potenze economiche mondiali, dimenticando che la Cina persegue un proprio disegno geopolitico in contrapposizione con l’Occidente, passando per l’anello debole della catena: l’Italia autoisolata.
Aveva definito le proteste dei cittadini di Hong Kong come problema interno alla Cina e, dopo la condanna della Ue, ha cambiato opinione dichiarando, nell’incontro di qualche giorno fa con il ministro cinese Wang Yi, che è indispensabile preservarne l’alto grado di autonomia e libertà.Non ha nulla da dire sulla oppressione delle popolazioni tibetane e dello Xinjiang. Costui è Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri italiano. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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