Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Posts Tagged ‘cina’

Cina operatori turistici

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

Jelinic (Presidente Nazionale FIAVET) : “Ben 200.000 italiani ogni anno in Cina. Siamo in stretto contatto con le autorità cinesi e gli operatori turistici cinesi. No al fai da te, spesso non si pensa a stipulare una polizza sanitaria”. “In queste ore sono in costante contatto con le autorità del posto. In questo momento la situazione è monitorata, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto tutta l’area interessata dal virus sotto osservazione”. Lo ha affermato poco fa Ivana Jelinic, Presidente Nazionale della FIAVET, la Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggio e delle Imprese del Turismo.“Essendo quella in atto una situazione mutevole non è possibile fare una previsione di ciò che potrebbe accadere o evolversi nelle prossime ore. Dunque in Cina bisogna evitare luoghi di assemblamento, bisogna dotarsi sempre di mascherina anche a causa dello smog in alcune città, consumare cibi rigorosamente ben cotti – ha proseguito la Jelinic – mettersi in viaggio solo se si è in perfetta condizione di salute, non bere acqua dalle fontane ma solo da bottigliette ben sigillate, usare i disinfettanti per le mani, portare dietro sempre le medicine di uso comune, sia gli italiani che sono già in Cina che coloro i quali hanno in programma di partire sarebbe opportuno che si mettessero in contatto con i propri agenti di viaggio e fare esclusivamente con loro una valutazione immediata della situazione. Gli italiani che sono in Cina in aree magari definite a rischio devono seguire tutte le indicazioni che arrivano dal Governo cinese. Gli italiani che in questo momento si trovano in aree dove almeno per il momento non è presente il virus è opportuno che non si stacchino dai gruppi, che si facciano seguire sempre dagli operatori turistici cinesi che sono sul posto e qualora volessero andare in escursione da soli diano al capo – gruppo tutti i riferimenti necessari portando dietro i contatti della struttura dove stanno alloggiando. I turisti italiani che sono già in Cina devono mantenere un contatto costante con gli operatori turistici che li stanno seguendo”.
“Il fai da te, dunque prenotazioni dirette, espone a molti rischi in particolare per la Cina dove l’inglese non è diffuso. Il fai da te è rischioso poi soprattutto in condizioni di emergenza. Se si è soli – ha continuato Jelinic – ci si può imbattere in problemi di carattere oggettivo come il voler spostare un volo per partenze anticipate e nella maggior parte dei casi chi segue il fai da te non pensa ad esempio a stipulare una polizza sanitaria che invece è già prevista nei viaggi organizzati con operatori turistici. Ricordiamo che per andare in Cina è necessario il visto ma nonostante il visto abbiamo anche una minima percentuale di turisti che predilige il fai da te. In Cina la sanità è quasi tutta a pagamento e dunque l’assenza di polizza sanitaria può rappresentare un problema. Il ruolo delle Agenzie di Viaggio è importante anche in queste situazioni perché si hanno maggiori garanzie che vanno dalle coperture assicurative alle informazioni in tempo reale su tutto”. (fonte FIAVET è Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo)

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Cina: stop alla vendita di pacchetti turistici

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

Da giorni è alto l’allarme per la patologia polmonare che si sta diffondendo nel Paese e le Autorità locali stanno adottando misure di contenimento – come l’interruzione dei collegamenti in uscita dalla città di Wuhan, centro originario dell’epidemia, e la sospensione della circolazione dei mezzi pubblici – che dimostrano la gravità della situazione.Il blocco della vendita dei pacchetti inoltre pone un problema per coloro i quali abbiano programmato un soggiorno in queste settimane e che ora, comprensibilmente, si interrogano su come tutelare la propria sicurezza. Purtroppo la normativa vigente prevede il diritto al rimborso solo in caso di sconsiglio da parte del Ministero degli Esteri ma al momento non è stato emesso alcun provvedimento e la Farnesina si limita a raccomandare “di posticipare tutti i viaggi nell’area di Wuhan”.Considerando le recenti evoluzioni della situazione, è necessario che il Ministero intervenga subito, fornendo ai cittadini indicazioni chiare ed esaustive e disponendo lo sconsiglio, per fare in modo che i cittadini non vengano lasciati in questa zona grigia, privati del diritto al rimborso.Bloccando la vendita dei tour il Governo di Pechino ha mandato un segnale chiarissimo e la Farnesina ha il preciso dovere di regolarsi di conseguenza, adottando tutti i provvedimenti necessari.

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Piattaforma globale per la gestione dei viaggi basata su open API per la Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Shanghai. CWT, lo specialista globale nella gestione dei viaggi B2B4E, annuncia il lancio della piattaforma di punta myCWT in Cina, ponendo così l’ennesima pietra miliare nel suo percorso di semplificazione del business travel per le aziende e i loro dipendenti in tutto il mondo. L’operazione rende CWT il primo travel management provider globale a implementare una piattaforma omni-channel basata su open API realizzata su misura per il mercato cinese e le sue specifiche esigenze. “Su scala mondiale, il nostro obiettivo è offrire la migliore esperienza professionale nei viaggi d’affari e abbiamo fatto significativi investimenti sulla nostra piattaforma myCWT per creare una proposta di prim’ordine”, ha dichiarato Kurt Ekert, President e CEO di CWT. “Considerando lo stile di vita cinese, decisamente high-tech e orientato all’uso dei dispositivi mobili, siamo entusiasti di lanciare una customer experience digitale che aiuta clienti e dipendenti a sviluppare tutto il loro potenziale in questo scenario dinamico”.In collaborazione con numerosi partner cinesi specializzati nel travel, nella tecnologia e nell’e-commerce, CWT ha adattato accuratamente myCWT per l’impiego nel Paese asiatico. La piattaforma è in grado di valutare le esigenze e le sfumature uniche di questo mercato – dai contenuti, ai pagamenti e alle capacità di integrazione – mantenendo al contempo l’esperienza dell’utente coerente con l’offerta globale di CWT. La sua architettura open API consente una facile integrazione con applicazioni di terze parti e con i sistemi interni dei clienti, consentendo a CWT di fornire un’ampia selezione di prodotti, servizi e contenuti. “In Cina, myCWT è stata strutturata espressamente per aderire alla realtà locale, tenendo conto delle priorità e delle aspettative dei nostri clienti e dei loro dipendenti”, ha affermato Albert Zhong, General Manager China di CWT. “Vogliamo essere certi di offrire un’esperienza digitale che non sia seconda a nessuno. Combinata con la nostra profonda competenza e la capacità di offrire assistenza in tutto il mondo, questa piattaforma fa di noi il partner perfetto tanto per le aziende cinesi in rapida crescita e in espansione verso l’estero, quanto per le multinazionali globali che necessitano di aiuto per gestire i loro viaggi in Cina”.“Nel 1996, CAS e CWT hanno lavorato insieme per introdurre nel Paese il concetto di managed corporate travel”, ha aggiunto Qu Li, Board Chairman di China Air Service (CAS), partner della joint venture CWT in Cina. “Da allora, abbiamo continuato fianco a fianco il nostro percorso pionieristico, offrendo al settore diverse novità assolute. Il lancio della piattaforma myCWT rafforza ulteriormente la nostra partnership e l’impegno per elevare l’esperienza di viaggio in questo mercato”.

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La Cina deve chiudere i “campi di rieducazione” per gli uiguri nello Xinjiang

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

I deputati europei condannano con forza la repressione cinese degli uiguri e chiedono al governo cinese di chiudere immediatamente i “campi di rieducazione” nello Xinjiang.I deputati condannano fermamente il fatto che centinaia di migliaia di uiguri e persone di etnia kazaka siano stati inviati in “campi di rieducazione” politica sulla base di un sistema di polizia predittiva, e esortano il governo cinese a porre immediatamente fine alla pratica delle detenzioni arbitrarie di membri delle minoranze uigura e kazaka in assenza di capi d’accusa, di un processo o di condanne per reati, a chiudere tutti i campi e i centri di detenzione e a liberare immediatamente e incondizionatamente le persone detenute, compreso il vincitore del Premio Sacharov di quest’anno, Ilham Tohti.
Esistono solide informazioni secondo cui gli uiguri e altre minoranze etniche, principalmente musulmane, nella provincia dello Xinjiang sono soggetti a detenzioni arbitrarie, torture, a pesanti restrizioni delle pratiche religiose e a un’ampia sorveglianza digitalizzata, sottolinea il Parlamento. I deputati chiedono alle autorità cinesi di garantire ai giornalisti e agli osservatori internazionali un accesso libero alla Regione autonoma uigura dello Xinjiang per valutare la situazione nel territorio.I deputati sono poi preoccupati dalle segnalazioni su atti di vessazione delle autorità cinesi nei confronti degli uiguri residenti all’estero al fine di indurli a rivelare informazioni su altri uiguri, a fare ritorno nello Xinjiang o a non parlare della situazione di tale regione, talvolta ricorrendo alla detenzione dei loro familiari.L’approccio adottato e gli strumenti utilizzati fino ad oggi dall’UE non hanno prodotto progressi tangibili nella situazione dei diritti umani in Cina, che è invece peggiorata nell’ultimo decennio. È essenziale che l’UE sollevi la questione della violazione dei diritti umani in Cina in ogni dialogo politico con le autorità cinesi. I deputati chiedono al Consiglio di adottare sanzioni mirate e di congelare i beni, se ritenuto opportuno ed efficace, contro i funzionari cinesi responsabili di una grave repressione dei diritti fondamentali nello Xinjiang.
I documenti classificati (“China cables”) recentemente resi pubblici sembrano confermare che il governo cinese ha detenuto più di un milione di musulmani, soprattutto uiguri, in “campi di rieducazione” nella regione nord-occidentale dello Xinjiang. Le autorità cinesi hanno dichiarato che i “centri di formazione professionale” sono utilizzati per combattere l’estremismo religioso.

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Via della Seta

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

“La via della seta, di cui il porto di Trieste rappresenta uno snodo strategico, rappresenta un’opportunità; è importante però evitare che si trasformi in una colonizzazione da parte della Cina. Mantenere i rapporti di amicizia e di scambio commerciale con la Cina è fondamentale, però non bisogna dimenticare quanto avvenuto ad Hong kong a conferma che questo Paese è un gigante che va trattato con serietà e senza sottovalutarlo”. A dirlo il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, nel corso della presentazione del volume “Territorio Adriatico”, edito da Edizione Scientifiche Italiane, nella Sala Isma del Senato della Repubblica. Un’iniziativa che, come hanno spiegato i promotori dell’iniziativa, è stata realizzata grazie ai contributi della legge 72, sviluppando un approccio interdisciplinare che ha coinvolto studiosi di diversi settori, finalizzato a conoscere la storia della ‘regione adriatica’ e a sviluppare rapporti di collaborazione con i Paesi dell’altra sponda, come Croazia, Slovenia e Montenegro. Un tema, quello della collaborazione con i Paesi che si affacciano sull’Adriatico, che ha rilanciato anche il presidente Ciriani, sottolineando come il territorio adriatico rappresenti “un tema fondamentale del processo storico e culturale della nostra Nazione. Parlare di territorio adriatico, infatti, significa parlare del confine orientale, della storia delle foibe e dell’esilio istriano dalmata, e quindi di restituire questa storia all’Italia. Purtroppo questa materia è stata a lungo disertata da studi scientifici e storici, e quindi rimane ancora tanto da approfondire e da studiare anche guardando al futuro e in particolare a che cosa significhi oggi ‘litorale adriatico’ nel senso di portualità e di rapporti internazionali con partner come la Slovenia e la Croazia”.

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Cina e Inghilterra insieme nel concerto IUC

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Roma sabato 30 novembre 2019 alle 17.30 per la stagione della IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti nell’Aula Magna della Sapienza (Piazzale Aldo Moro 5, Roma) sono in programma tre capolavori di Maurice Ravel, César Franck e Ernest Chausson, raramente eseguiti proprio per la difficoltà di mettere insieme gli insoliti organici strumentali necsssari. Fa eccezione la Sonata opera postuma di Maurice Ravel, in quanto è destinata al più classico dei duo, quello violino-pianoforte. È un brano piuttosto breve, in un solo movimento, scritto nel 1897 durante il periodo finale degli studi di Ravel, che qui rivela chiaramente l’influsso del lirismo del suo maestro Gabriel Fauré. Ravel stesso la eseguì al pianoforte, insieme al celebre violinista George Enescu, ma poi la Sonata venne dimenticata e fu riscoperta solo alla fine del secolo scorso. Il concerto prosegue col Quintetto in fa minore per pianoforte e archi di César Franck, che fu eseguito per la prima volta a Parigi nel 1880 e segnò uno spartiacque nella musica da camera del tempo per la sua originalità e in particolare per il suo denso svolgimento tematico e l’armonia elaborata, che chiaramente derivano da Wagner. Ma vi si trovano anche una colorata ricerca timbrica e una piacevolezza melodica di marca chiaramente francese. Il brano dall’organico più inusuale è l’ultimo, il Concerto per violino, pianoforte e quartetto d’archi op. 21 del 1889 di Ernst Chausson, che presenta notevoli difficoltà tecniche ai due solisti. Chausson riesce qui a conciliare due influssi apparentemente inconciliabili, quello tedesco di Wagner e quello francese del suo maestro Massenet, che è forse il massimo esempio della eleganza, della grazia e della sensibilità dello stile francese. Poco dopo aver scritto questo Concerto, Chausson sarebbe morto a soli quarantaquattro anni in seguito alle ferite riportate per una caduta col velocipede.
Grazie al suo talento precoce Gabriele Pieranunzi si è presto imposto all’attenzione del pubblico e della critica come uno dei migliori violinisti italiani della sua generazione. Su invito del Comune di Genova ha suonato più volte il famoso Guarneri del Gesù detto “Il Cannone”, appartenuto a Paganini. Ha ottenuto grandi successi nelle principali città italiane, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, al festival di Stresa, dove ha eseguito l’integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven, e anche a Londra, Birminghan, Budapest, Bucarest, Belgrado, Buenos Aires, Tokyo e ancora in Svezia, Svizzera, Germania e Cina. Ha inciso il Concerto op.21 di Chausson con gli stessi musicisti con cui lo eseguirà a Roma e lo sta adesso portando in una tournée che toccherà alcune tra le principali società di concerti italiane, l’Inghilterra e la Cina. La stampa inglese ha scritto di lui: “Il violinista dal suono più dolce che si possa immaginare”. E quella svedese: “Da molti anni non si era ascoltata un’esecuzione così perfetta”.JIn Ju è il nuovo astro del pianoforte nel panorama internazionale, valutata in Cina tra i più grandi virtuosi del suo paese e apprezzata dalla critica internazionale per la perfezione tecnica, la sensibilità appassionata e l’incredibile trasparenza dei dettagli. La critica inglese ha scritto: “Jin Ju è una dei migliori giovani pianisti che abbia sentito da anni. Il suo approccio entusiasmante e dinamico al far musica è semplicemente meraviglioso”. Si è già esibita in alcune tra le più importanti sale da concerto della Cina e a Berlino, Vienna, Mosca, Bruxelles, Oslo, Milano e Firenze e in Nuova Zelanda, Sud Africa, Taiwan. Nel 2009 ha tenuto un concerto straordinario davanti al papa Benedetto XVI e a 5000 persone nella Sala Nervi della Città del Vaticano, trasmesso in mondovisione.I Philharmonia Chamber Players suonano in varie formazioni, a seconda delle esigenze delle musiche che eseguono. In questo concerto si presentano nella formazione di quartetto d’archi, con Fabrizio Falasca e Sarah Oates (violini), Yukiko Ogura (viola), Eric Villeminey (violoncello). Sono tutti membri della Philharmonia Orchestra di Londra, una delle migliori orchestre del Regno Unito e del mondo intero, fondata nel 1945. È stata diretta da tutti i più grandi direttori e in particolare ha avuto una relazione speciale con Richard Strauss, Arturo Toscanini, Wilhelm Furtwängler, Herbert von Karajan, Otto Klemperer, Riccardo Muti, Carlo Maria Giulini e Giuseppe Sinopoli.
Prima del concerto, alle 16.30 nella Sala Multimediale adiacente all’Aula Magna della Sapienza, con ingresso libero. si svolgerà un incontro col Maestro liutaio Claudio Rampini: sarà un viaggio attraverso gli strumenti del quartetto d’archi, che ne illustri non solo la storia, ma anche gli elementi tecnico-artistici, con particolare riferimento allo strumento che sarà poi suonato nel concerto da Gabriele Pieranunzi, un violino Ferdinando Gagliano del 1762, così che l’ascoltatore possa vivere un’esperienza più ravvicinata con gli strumenti protagonisti del concerto.

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Cina: Le Radici Profonde di Fernando Fidanza e Luca Fidanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 novembre 2019

Roma sabato 14 dicembre 2019 alle 19.30 presso Bibliothè, via Celsa 5 presentazione del libro “Cina: Le Radici Profonde” (edizioni Gattomerlino 2019), il racconto di un paese incredibile attraverso poesie musicate e illustrazioni fotografiche degli incontri che gli autori hanno fatto lungo il cammino. Il rispetto per gli anziani in Cina ha radici profonde. Uno dei cardini nella filosofia confuciana è quello della pietà filiale, il “孝经”(Xiao Jing). Muovendo dall’importanza che ancora oggi ha questo sentimento fondamentale della società cinese, il libro vuole essere un omaggio alle persone che sono state al centro di quegli incontri.

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Un ponte con la Cina sul tumore gastrico

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Como. L’esperienza della medicina moderna cinese può essere molto utile per curare in Italia il tumore gastrico: è questo l’obiettivo della collaborazione con il dottor Jian Gong (Decimo Ospedale del Popolo di Shanghai e Università Tongji di Shanghai, una delle più antiche e autorevoli del Paese) che nei giorni scorsi si è confrontato a Roma con il dottor Andrea Porta, direttore di Chirurgia Generale dell’Ospedale Sacra Famiglia di Erba (Como), esperto di interventi di chirurgia laparoscopica dell’Upper GI (distretto sovramesocolico), nell’ambito del congresso di chirurgia dell’apparato digerente (Radisson Hotel, 15 ottobre).
Un enorme bagaglio culturale. «L’apertura della Cina al mondo occidentale – dichiara – ci ha consentito di accedere al loro enorme bagaglio culturale; assistiamo infatti alla continua immissione in letteratura scientifica di studi realizzati in Cina. Questo fenomeno è reso possibile dall’enorme popolazione cinese e dal loro sistema di centralizzazione della patologia. In questo modo, i centri di ricerca dispongono di una enorme mole di dati sulla quale elaborare i nuovi progetti per il futuro della medicina e dell’oncologia».
Il tumore gastico. Nello specifico, il lavoro del Professor Gong si focalizza sul tumore gastrico, che rappresenta un entità a media incidenza. «Il sistema di centralizzazione della patologia ha consentito al team del Professor Gong di portare avanti un lavoro innovativo validato da una casistica molto rilevante. La possibilità di condurre studi scientifici su grandi popolazioni consente di poter trarre rapidamente delle conclusioni clinicamente rilevanti e quindi rapidamente disponibili per la cura dei nostri pazienti» osserva Porta.
Gli studi del Professor Gong mirano a migliorare la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore gastrico. Il punto cruciale su cui si basa questo ambizioso risultato è, osserva il medico italiano, «una rigorosa metodica chirurgica atta ad asportare il tumore en bloc con tutte quelle strutture anatomiche ed embriologiche che rappresentano le vie di comunicazione per la diffusione della malattia. L’attuale disponibilità di strumenti tecnologici che consentono una migliore visione dell’anatomia del paziente e la padronanza delle tecniche di laparoscopia avanzata, sono i cardini dell’applicazione pratica delle ricerche del Professor Gong».
La ricaduta in Italia. Anche in Italia, sottolinea, «abbiamo la possibilità di identificare degli aspetti anatomici che rappresentano i confini naturali della malattia. Asportando il tumore lungo queste vie, abbiamo la possibilità di eseguire un’asportazione ancor più radicale rispetto a quello che poteva essere fatto fino a pochi anni fa con le tecniche standard. Sembra che questa nuova tecnica possa garantire un miglior controllo locale della malattia che in parole povere significa una miglior sopravvivenza. Attendiamo con interesse i risultati degli studi randomizzati in corso».
Il congresso. A fine novembre si terrà un congresso a Roma, con interventi chirurgici in laparoscopia eseguiti dal dottor Porta e trasmessi in diretta (Live Surgery).

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Al rettore della Sapienza Eugenio Gaudio lo “Honorary Doctoral Degree”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

E’ stato assegnato dal Governo della Repubblica popolare cinese. Il riconoscimento accademico è stato conferito per l’impegno profuso nella promozione della cooperazione internazionale tra la Cina e l’Italia. A ricevere in passato questo titolo onorifico sono stati Kofi Annan, Boutros-Ghali e Gerhard Schröder. La cerimonia si è svolta presso la Zhongnan University of Economics and Law, dove il rettore della Sapienza Eugenio Gaudio ha ricevuto il prestigioso riconoscimento. Il titolo di Honorary Doctoral Degree in Economics and law è stato conferito dal Comitato per i titoli accademici del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, su proposta della Zhongnan University of Economics and Law di Wuhan, con la seguente motivazione: “ll Governo della Repubblica Popolare Cinese è onorato di riconoscere ed attestare l’importante ruolo da Lei rivestito nella promozione della cooperazione internazionale ad altissimi livelli in ambito accademico tra la Cina e l’Italia”. “Ricevere questo riconoscimento costituisce un’attestazione di stima anche nei confronti dell’Ateneo che mi onoro di guidare dal 2014 – dichiara il Rettore – La dimensione internazionale ha contraddistinto questi anni di rettorato e il potenziamento dei rapporti con la Cina è uno dei punti fondamentali di tale percorso. Come ha evidenziato il Presidente Xi Jinping nella recente visita in Italia, uno dei motivi che rendono i nostri Paesi simili tra loro è che entrambi guardano al futuro ma al tempo stesso sono ricchi di un glorioso passato e incarnano stili di vita che integrano antico e moderno, classicità e innovazione”.Il conferimento di tale onorificenza testimonia il prestigio di cui gode la Sapienza in Cina e giunge a coronamento dei successi già raggiunti dall’Ateneo nell’ambito del rapporto di cooperazione tra i due Paesi. Uno scambio dei saperi che si è consolidato anche grazie alla crescente mobilità di docenti e studenti: in quasi dieci anni la Sapienza ha accolto più di 2.200 studenti cinesi iscritti ai diversi corsi di studio. Lo scorso anno inoltre, in occasione della adesione italiana alla Nuova via della seta, è stato inaugurato a Wuhan presso la Zhongnan University of Economics and Law, l’Istituto italo-cinese presieduto da Oliviero Diliberto, docente di Diritto romano e preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza. Presso l’Istituto a settembre è partito il primo corso di laurea magistrale in European Studies, Private comparative Law in Cina. Al corso, che rilascerà il titolo di studio Sapienza, sono attualmente iscritti 26 studenti cinesi. Il Doctoral Degree è riservato a personalità riconosciute a livello internazionale che promuovano la dimensione globale della cooperazione della Cina e con la Cina.

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La Cina pronta ad accogliere l’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Nelle città di Pechino e Jinan dal 25 al 29 novembre 2019 Settimana Cina Italia dell’Innovazione. Sono già più di 300 le organizzazioni cinesi e italiane iscritte. Seminari tematici, tavoli di networking, incontri one to one e un’intensa azione di promozione istituzionale scandiranno, sotto l’egida dei rispettivi Governi, cinque giorni di lavoro nel segno della scienza e della tecnologia sino-italiana. Giunta al suo 10° anniversario, la Settimana dell’Innovazione vedrà la partecipazione dei ministri della Ricerca Lorenzo Fioramonti e del suo omologo cinese Wang Zhigang e avrà una particolare rilevanza in considerazione della recente adesione dell’Italia alla Belt and Road Initiative nonché in vista del prossimo 50° anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali che cadrà nel 2020.Nel corso degli ultimi anni la Settimana dell’Innovazione ha coinvolto più di 8000 esperti in occasioni di visite reciproche, ha prodotto circa 5000 azioni di trasferimento tecnologico e più di 600 accordi di cooperazione scientifica e tecnologica.
Il programma della Settimana prevede il China-Italy Innovation Forum; il Sino-Italian Exchange Event promosso con la Regione Campania; la Best Startup Showcase-Entrepreneurship Competition. Oltre alle azioni di networking e ai seminari sono previste numerose le visite, sia a Pechino sia a Jinan, presso incubatori, parchi scientifici e centri di ricerca in modo da favorire opportunità di partnership tra realtà innovative cinesi e imprese italiane. La Settimana Cina-Italia punterà a moltiplicare le potenzialità di cooperazione in numerosi settori strategici, tra cui intelligenza artificiale, smart cities, biomedicina, aerospazio, energie e tecnologie verdi, mobilità sostenibile, tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale.Sarà la Città della Scienza di Napoli insieme ai suoi partner cinesi a coordinare tutte le attività in programma, dai seminari tematici alle azioni di match-making.

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Spostare la produzione in Vietnam per evitare i dazi sulla Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

La trade war tra USA e Cina sta portando sempre più imprese a spostare la produzione in altri paesi asiatici, primo fra tutti il Vietnam. Nei primi quattro mesi del 2019 questo paese ha attirato investimenti esteri per 14,59 miliardi di dollari, +81% rispetto allo stesso periodo del 2018 secondo la ForeignInvestment Agency. Protagoniste soprattutto imprese del settore manifatturiero e hi-tech, fra le quali una realtà fondata da un imprenditore italiano: la NiRoTech Ltd di Hong Kong, specialista in componentistica per la meccatronica, partner di numerose aziende del nostro Paese, ormai da un anno ha aperto una società ad Hanoi che conta già 9 dipendenti.«Qui abbiamo riprodotto il modello di supply chain che ha decretato il nostro successo – spiega Roberto Leone, imprenditore di origine bellunese co-fondatore e Managing Director di NiRoTech –. Ci basiamo cioè su un network di fornitori affidabili e controllati per essere il “braccio produttivo” per i nostri clienti italiani ed europei che richiedono prodotti elettronici finiti, gestendo produzione, qualità e spedizioni con mentalità “italiana”».A fare la differenza rispetto alla mera delocalizzazione c’è la presenza fisica di NiRoTech in Vietnam, la sua conoscenza delle dinamiche specifiche del Paese e lo stretto rapporto con i produttori locali, che garantisce gli alti standard che i clienti desiderano, ed evitando in più i problemi derivanti dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.Tutto facile, dunque? No, perché sul Vietnam ci sono alcuni miti da sfatare. E il primo è che sia sinonimo di low cost. «Non è così – spiega Roberto Leone – perché il costo del lavoro, pur essendo minore rispetto alla Cina, non è così basso da comportare un risparmio significativo. Il tessuto industriale ha grosse potenzialità e si sta orientando su produzioni di alto livello: c’è un mercato consolidato costituito dalle aziende hi-tech di Corea del Sud e Giappone, che ovviamente richiedono ai fornitori locali alti standard»Inoltre ci sono in Vietnam ci sono da considerare gli extra costi di logistica: «Occorre fare attenzione e pianificare bene gli investimenti – sottolinea Leone – perché il reperimento e la movimentazione delle merci in Vietnam possono rivelarsi molto laboriosi».
Insomma, partire da zero in Vietnam non è semplice. Bisogna sapere come muoversi e le realtà di successo sono frutto di molto lavoro. E la concorrenza ormai è alta: «Bisogna essere veloci perché ormai moltissimi produttori, anche cinesi, si spostano fuori dalla Cina –. Noi abbiamo il vantaggio di gestire acquisti e supply chain in modo centralizzato da Hong Kong, cosa che ci dà l’opportunità di essere rapidi e flessibili. La scelta del Vietnam è avvenuta molto tempo prima di questa “corsa” determinata dalla guerra dei dazi, e l’abbiamo fatta sulla base di una strategia di diversificazione». Che ora sta dando i suoi frutti, portando la società dell’imprenditore bellunese a diventare sempre di più, nella sua natura ibrida tra trader e manufacturer, un ponte tra Italia e Asia per i progetti di elettronica e meccatronica.

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Clima, Mollicone (FdI): “Ambiente battaglia sovranista, ora dazi di civiltà per Cina e India”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

“Riteniamo la battaglia ambientale un fronte principale, che la destra conduce da decenni nel nome di Paolo Colli, fondatore di FareVerde, a cui la Capitale ha appena dedicato un viale per il suo impegno a difesa dell’ambiente anticipando di un decennio la battaglia sulla sostenibilità fino all’estremo sacrificio. Il diritto ad un ambiente sano va inserito in Costituzione, come richiesto anche da una proposta di legge di iniziativa popolare dalle associazioni d’area con AmbienteVita come capofila fin dai primi anni 2000 e da noi con Fabio Rampelli nel corso delle passate legislature. Le situazioni più critiche sono quelle di Cina e India, arrivati a produrre rispettivamente poco più di 10 bilioni di tonnellate di Co2 e circa 2,5 bilioni, pari a un incremento del +208% e +155% registrato nel periodo compreso dal 2000 al 2018. L’Europa, invece, ha avuto un processo inverso. Chiediamo siano introdotti dazi di civiltà nei confronti dei prodotti importati da Stati che non rispettano gli standard occidentali di tutela dell’ambiente. Un vero sovranista tutela l’ambiente e la natura.”
Così il deputato FDI Federico Mollicone, responsabile Cultura e Innovazione del partito.

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Una possibile escalation globale della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Potrebbe costare al commercio mondiale, da qui alla fine del 2020, circa 1.500 miliardi di dollari per mancati scambi commerciali. La cifra corrisponde all’azzeramento del valore dell’export dell’Italia per circa tre anni.Dopo un decennio di costanti miglioramenti, il clima di incertezza che caratterizza il commercio mondiale potrebbe far aumentare i livelli d’insolvenza a livello mondiale oltre il 2% già ipotizzato. A trainare quest’impennata a livello aggregato sarà quasi esclusivamente l’Europa occidentale (+2%).Si ridisegnano al contempo le direttrici export dei principali partner commerciali del gigante orientale, vale a dire Giappone, Taiwan, Vietnam e Sud Corea, che hanno già visto un significativo decremento dell’export verso la Cina, in alcuni casi a livelli pari al 20% dell’export verso il mercato cinese. È il caso del Vietnam che ha registrato un incremento delle proprie esportazioni verso gli Stati Uniti, aiutato dal costo del lavoro competitivo e dai settori orientati all’export, in particolare il tessile.“Le politiche rimangono ancora incerte e le relazioni commerciali restano tese, di conseguenza le insolvenze sono in rialzo. Le nostre previsioni – commenta Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius – mostrano un rallentamento della crescita del commercio mondiale quest’anno con una leggera ripresa nel 2020, ma con aumento dei fallimenti aziendali del 2% nel corso del 2019”.
“In questo contesto difficile per il commercio mondiale, il principale rischio per le imprese è che diventino più vulnerabili, soprattutto nell’indebitamento finanziario. Per questo motivo – aggiunge Massimo Mancini, Country Manager Italia di Atradius, è importante che le aziende fornitrici una valutazione accurata della solvibilità dei loro clienti, soprattutto di quelli all’esportazione. Ciò avvalendosi delle informazioni creditizie più aggiornate, per evitare che gravi problemi di cassa possano danneggiare la loro attività. Le informazioni, e le valutazioni previsionali della solvibilità della clientela rappresentano il valore aggiunto della assicurazione dei crediti commerciali, che costituisce oggi lo strumento più efficace a difesa del credito di fornitura”.

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CINA 2019 Presentazione X edizione Rapporto annuale

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Roma lunedì 8 luglio sarà presentata nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina la decima edizione del nostro Rapporto annuale “Cina 2019. Scenari e prospettive per le imprese”. Il Rapporto elaborato dal Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina (CeSIF) è il più importante outlook sulla Cina attualmente esistente in Italia: presenta gli scenari politici, economici e di accesso al business in Cina, con un approfondimento sui settori di maggior interesse per le imprese italiane in Cina e lo stato attuale degli investimenti cinesi nel nostro Paese. L’evento è organizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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“Guerra commerciale è nuova Guerra Fredda, divisione in tre blocchi”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Stati Uniti e Cina sono invischiati in un’esplicita guerra commerciale, a cui sottostà una guerra fredda sui temi tecnologici. Gli investitori nei mercati finanziari hanno le idee chiare sulle implicazioni di breve periodo, e questo agevola le scelte per quanto riguardo questa finestra temporale. Al contrario, le conseguenze di lungo periodo sono meno ovvie e l’impatto duraturo sulla catena del valore e sui processi decisionali è sottovalutato. La conclusione inevitabile da trarre è che il mondo stia inesorabilmente andando incontro ad un lungo periodo di divergenza economica e politica, che ha alcune somiglianze con la Guerra Fredda del passato, ma per certi versi è più invasivo e pericoloso per gli investitori.L’effetto collaterale di tutto ciò sarà la divisione del mondo in tre aree, con un ritorno diffuso ad un maggior interventismo da parte dei governi.
Storicamente, le guerre commerciali durano un solo round. Entrambe le parti infatti ad un certo punto arrivano a capire che si stanno danneggiando, e che continuare le ostilità vorrebbe dire solo aumentare il costo finale. Se la guerra commerciale continuerà con questa intensità potrebbe trascinare nella disputa altri attori, i quali a loro volta potrebbero reagire ai dazi imposti a loro danno. Questa escalation probabilmente porterà ad un ritorno generalizzato di un maggior interventismo statale, in quanto gli elettori lo esigeranno dai loro rispettivi governi. I paesi che vengono da una lunga tradizione di interventismo statale si adatteranno più rapidamente, e nell’immediato saranno avvantaggiati. Quelli che invece non lo faranno rischieranno di mettere un’ipoteca sulla propria crescita futura e sulla solidità delle proprie istituzioni.
Il gruppo guidato dalla Cina: composto per lo più dai paesi coinvolti nel progetto della Nuova Via della Seta e da quelli che hanno firmato il RCEP, il trattato commerciale sponsorizzato dalla Cina che coinvolge la maggior parte dei paesi asiatici e del Pacifico occidentale. Questo gruppo di paesi godrà di volumi e valori di scambi crescenti, allo stesso tempo diventando sempre più allineato alla sfera geopolitica di Pechino. Al suo completamento, il RCEP avrà dimensioni e ampiezza impressionanti. Riguarda infatti 3,5 miliardi di persone e il 33,3% del Pil mondiale, il tutto seguendo le regole del WTO.
I resti del vecchio ordine mondiale: ne farebbero parte Giappone, l’UE e alcuni paesi del sud-est asiatico e del Pacifico, in virtù dell’Accordo di partenariato economico UE-Giappone e del Partenariato Trasn-Pacifico (CPTPP). L’accordo tra Europa e Giappone, tra l’altro, mette in condizione di grave svantaggio il Regno Unito dopo la Brexit. L’accordo coinvolge complessivamente 638 milioni di consumatori, il 28% dell’economia mondiale e oltre un terzo degli scambi globali. Il CPTPP conta a sua volta oltre 753 milioni di consumatori, il 15% dell’economia mondiale e mette a sua volta in una situazione di svantaggio i paesi non membri rispetto a quelli membri; le aziende americane in questi mercati sono infatti ora in condizione di svantaggio nei confronti dei loro concorrenti canadesi, messicani, giapponesi e australiani. Allo stesso modo le aziende thailandesi, coreane e con sede a Taiwan saranno in difficoltà nei confronti dei concorrenti malesi, vietnamiti e giapponesi.
Il gruppo USA: costituito dagli Stati Uniti, la cui economia è relativamente meno dipendente dal commercio, e da un numero ridotto di paesi non allineati che con il passare del tempo diventeranno meno rilevanti come partner commerciali, a causa dell’erodersi della loro abilità di competere sul piano tecnologico. Il Regno Unito è candidato a rientrare in questo gruppo di paesi qualora si verificasse una “Hard Brexit”, che comporterebbe la perdita dei benefici dati dalla cooperazione con l’UE sulla ricerca tecnologica, senza che la Gran Bretagna possa da sola tenere il passo con gli USA in questo campo.
Logicamente, una guerra commerciale prolungata rischia di intensificarsi e coinvolgere altri paesi, portando ad un trincerarsi su posizioni distanti e a ulteriori barriere commerciali diverse dai dazi. UBS ha pubblicato recentemente un report sull’impatto sulla crescita economica, l’inflazione e i mercati finanziari, secondo cui la crescita del Pil mondiale potrebbe diminuire dell’1%, con i maggiori effetti soprattutto sugli USA (-2,45%) e la Cina (-2,3%). I tassi di interesse saranno colpiti più delle valute, e tutti i mercati azionari potrebbero arrivare a perdere circa il 20%. L’Australian Productivity Commission, a sua volta, ha pubblicato un report in cui afferma che se tutti i paesi alzassero i dazi del 15%, il Pil globale scenderebbe del 2,9% .
Per un po’, sembra lecito aspettarsi che i paesi più sviluppati continuino a ricercare accordi commerciali multilaterali, come il Partenariato Trans-Pacifico, la RCEP e gli accordi UE-Giappone. Questo dovrebbe, in teoria, portare il volume degli scambi “extra-USA” a crescere a sufficienza da fornire un cuscinetto rispetto a potenziali barriere commerciali poste dagli USA. Potrebbe funzionare, ma solo fino a quando ogni paese non sarà costretto a scegliere con quale campo schierarsi.

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Modello terapeutico cinese nella gestione dei pazienti. Testimonianza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

«Dal popolo cinese ho imparato la grande civiltà nei rapporti umani e la grande professionalità e umanità dei professionisti che lavoravano nel reparto da me visitato. Ho inoltre riscontrato modelli organizzativi nella gestione dei pazienti e del reparto che possono sicuramente risultare di ispirazione anche per la nostra realtà. Per questo sono molto grato: è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere professionalmente e umanamente». Sono le parole del Dott. Riccardo Carandina – medico della Radiologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, rientrato da pochi giorni dal Simposio svoltosi ad Hangzhou in Cina.
Presente alla West Lake Conference nel sud-ovest di Shanghai come unico rappresentante europeo, il giovane radiologo interventista ha illustrato l’esperienza di Padova nella terapia locoregionale intrarteriosa nel trattamento delle lesioni epatiche.
In quest’ottica e in occasione di una delle più importanti conferenze del mondo orientale a Hangzhou, città di oltre 6 milioni di abitanti a sud-ovest di Shanghai a fine maggio, il Dr. Carandina, Radiologo Interventista del team del Dr. Aliberti ha presentato l’esperienza del centro patavino. Diverse le presentazioni e gli interventi nel corso del Congresso sul trattamento dei tumori primitivi e metastatici del fegato.
Il Dr. Carandina, che si occupa di Radiologia Interventistica, branca della medicina che permette il trattamento di diverse patologie grazie ad interventi micro-invasivi con approcci percutanei o endovascolari, guidati dall’Imaging radiologico o ecografico, ha esposto in Cina questo campo innovativo della moderna medicina, che permette a pazienti candidabili di avere benefici terapeutici minimizzando le complicanze. Uno dei maggiori campi di applicazione oggi è quello Oncologico con procedure come la TACE (Trans-Arterial Chemo-Embolization). Ha spiegato inoltre come, tramite il posizionamento di microcateteri nei vasi intraepatici, l’infusione di microsfere caricate con chemioterapici direttamente nei vasi arteriosi afferenti ai noduli tumorali ottenga un doppio effetto: quello ischemico, bloccando l’apporto sanguigno al tumore, e quello chemioterapico che permette la massima esposizione locale del nodulo al farmaco, evitando così l’esposizione sistemica e le complicanze legate ad essa. Tali procedure, già ampiamente utilizzate nel mondo occidentale, si stanno sviluppando anche nei paesi asiatici, dove tuttavia lo stato dell’arte è in via di consolidamento.
Padova – la Radiologia diretta dal Dr. Camillo Aliberti alla quale afferisce il Dr. Carandina, vanta oltre 3000 procedure effettuate nel 2018 nell’ambito epato-biliare e osteoarticolare, e una proficua collaborazione multidisciplinare con Chirurghi, Ortopedici e Gastroenterologi. fonte: https://mp.weixin.qq.com/s/OWwldRTv6vrB3eGRwRdfVw

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Life beyond tourism porta i made in Italy in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Cultura e impresa al Ciftis 2019 grazie al Centro Studi ed Incontri Internazionali e al Movimento Life Beyond Tourism che ha portato le eccellenze del made in Italy nella capitale cinese.La cultura è il biglietto da visita per le 20 aziende italiane che si sono presentate al Ciftis, la terza fiera per importanza di tutta la Cina, che si è appena conclusa a Pechino. Sono state giornate ricche di incontri ed eventi, conferenze e presentazioni in cui le imprese hanno attivato contatti e presentato le loro attività al mercato internazionale.Le aziende affiliate al Movimento Life Beyond Tourism hanno avuto il privilegio di partire per la Cina e di partecipare come uniche aziende del panorama italiano alla più importante fiera di Pechino con le tipicità del territorio e la loro storia e di tornare con un “bagaglio” ricco di soddisfazioni e nuovi contatti nella rete internazionale.
Per tutte le aziende il Ciftis ha rappresentato un’opportunità di grande valore culturale e commerciale e la possibilità di partecipare, insieme al Movimento Life Beyond Tourism, ai numerosi incontri e conferenze anche nel ruolo di relatore. Tra gli interventi più interessanti l’incontro Florence Promoting Conference all’interno del programma “2019 China International Fair For Trade in Services International Cities Cultural Dialogue Summit Forum” durante il quale le realtà italiane aderenti al Movimento Life Beyond Tourism si sono presentate alle istituzioni, ai media e ai possibili buyers.
Davanti ai media locali, Tv nazionale e istituzioni, il Movimento Life Beyond Tourism ha inoltre nuovamente firmato il Memorandum d’Intesa quinquennale con China Society for the Promotion of Science and Tecnology Commercialization Search for Culture Power Committee, con l’obiettivo di favorire la collaborazione fra la Cina e l’Italia nei settori dell’arte, della cultura, del turismo, dell’educazione, della tecnologia e dell’ambiente in linea con le tematiche del prossimo forum internazionale, World Forum to Change through Dialogue, promosso dalla Fondazione Romualdo Del Bianco, organizzato dal Centro Studi ed Incontri Internazionali di cui il Movimento Life Beyond Tourism è partner ufficiale (Firenze, 13-15 Marzo 2020).
L’area culturale della fiera è stata decisamente la più visitata dove le nostre aziende italiane hanno esposto i propri prodotti e le espressioni del territorio: dalle eccellenze alimentari con Assocantuccini (Associazione dei produttori dei Cantucci Toscani riconosciuti IGP), La Provenzale (azienda dolciaria che seleziona le migliori materie prime rispettando antiche ricette e metodi di lavorazione artigianale), Dalma (produttori di olio biologico toscano sulle colline di Fiesole), Salumificio Lombardi (dal 1923 produttore di salumi tipici toscani), Sale Ideale (produzione e vendita all’ingrosso di sale con basso contenuto di sodio) e la Tenuta di Moriano (tenuta vinicola e agriturismo nel Chianti); e ancora i migliori abiti e capi spalla da uomo italiani rappresentati da Via Piana, i cosmetici bio a base di olio d’oliva extravergine toscano IGP e di olio essenziale di rosa damascena prodotti da Idea Toscana, le opere di artigianato artistico fiorentino dell’azienda Tirinnanzi con i suoi vassoi decorati con motivi floreali neoclassici e paesaggi toscani e le borse di Sapaf Atelier, che realizza dal 1954 borse artigianali e accessori in pelle in collaborazione con grandi firme internazionali. Per il settore dell’accoglienza il Centro Congressi al Duomo, sede di pratica applicazione di Life Beyond Tourism con gli hotel Pitti Palace al Ponte Vecchio e Laurus al Duomo a Firenze, B&B Hotels la catena alberghiera di budget hotel presente con 3 strutture a Firenze, il gruppo Ars Hotel con l’ospitalità di due boutique hotel nel centro storico di Firenze e Mugel Travel, Tour Operator e agenzia di viaggi presente anche sul mercato cinese. A completare la delegazione due realtà associative: Casartigiani, Associazione che rappresenta l’artigianato e la piccola e media impresa del territorio sardo, l’Associazione Storico Mercato Centrale di Firenze – luogo di incontro dei fiorentini tra cultura storica e tradizione dei sapori nella storica sede a due passi dalla Basilica di San Lorenzo. Infine China 2000, azienda di promozione e vendita di prodotti e servizi Made in Italy in Cina, e il Museo Casa di Dante di Firenze, che raccoglie documenti e reperti del poeta fiorentino.

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Libro: Attacco dalla Cina: Michael Dobbs

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Collana Darkside. Dall’autore di House of Cards un nuovo episodio della serie di Harry Jones, integerrimo e insolente ex militare pluridecorato dalla scorza dura, un protagonista che non si vedeva dai tempi di James Bond.
In Attacco dalla Cina un gruppo di hacker prova a mettere in ginocchio le più grandi potenze del mondo occidentale: Harry Jones ha un weekend per salvare il mondo. Nuova serie tv in fase di lavorazione. In libreria dal 13 giugno

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Impatto della guerra commerciale USA-Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 28 maggio 2019

A cura di Luca Paolini, Chief Strategist e Patrick Zweifel, Chief Economist. Quando il commercio smette di funzionare, ci perdono tutti. Quindi gli investitori dovrebbero prepararsi alle conseguenze del recente tira e molla nella disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti, in cui Pechino ha annunciato tariffe di ritorsione in risposta alla mossa di Washington di aumentare i dazi su 200 miliardi di dollari di merci cinesi. I nostri calcoli indicano che una guerra commerciale su larga scala tra la prima e la seconda economia al mondo ha il potenziale di far entrare l’economia globale in recessione e condurre ad un brusco crollo dei titoli mondiali.Il nostro modello indica che se un dazio del 10% sul commercio statunitense fosse trasferito al consumatore, l’inflazione mondiale salirebbe di circa 0,7 punti percentuale.Ciò, a sua volta, potrebbe diminuire gli utili societari del 2,5% e tagliare i price-to-earnings ratio delle azioni globali fino al 15%. Tutto ciò significa che le azioni globali potrebbero perdere il 15-20%. Il che, in effetti, riporterebbe indietro di tre anni l’orologio del mercato azionario mondiale. I rendimenti delle obbligazioni statunitensi possono crollare, ma la portata della flessione sarà limitata per via di un impatto inflazionistico dovuto ai dazi.
Washington e Pechino potrebbero ancora raggiungere un accordo alla riunione di giugno del G-20. Ma se così non fosse, gli aumenti dei dazi previsti potrebbero causare sofferenza ad entrambe le economie: riteniamo che i provvedimenti commerciali esistenti potrebbero ridurre la crescita cinese dello 0,5% e quella degli Stati Uniti di circa lo 0,2%.A peggiorare le cose, l’impatto di una guerra commerciale sarebbe percepito ben oltre i confini delle prime due potenze economiche mondiali. Economie aperte, come Singapore e Taiwan in Asia e Ungheria, Repubblica ceca e Irlanda in Europa sono potenzialmente più vulnerabili rispetto a Stati Uniti e Cina.

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Accordo tra Fondazione Italia Cina e Host Consulting

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 maggio 2019

Dopo la proficua collaborazione con la Scuola di Formazione Permanente dello scorso anno, Host Consulting e Fondazione Italia Cina hanno siglato nel mese di marzo un accordo di durata annuale per rilanciare la presenza online della Fondazione e migliorare le performance della stessa.HOST CONSULTING, società di consulenza nel campo del marketing e della comunicazione, specializzata in Education Marketing, è ora socio sostenitore della Fondazione, in un’ottica di condivisione massima degli obiettivi. La Società si occuperà di intraprendere attività di marketing, di formulare strategie di comunicazione online orientate agli stakeholder della Fondazione e della formazione del personale interno su argomenti afferenti ai canali digitali di comunicazione.“L’ampiezza delle competenze e l’esperienza maturata sul campo negli anni permettono a Host Consulting di fornire consulenza strategica a realtà formative di qualsiasi dimensione, private o pubbliche, istituzioni con una lunga storia alle spalle o start-up in fase di lancio” – si legge nel comunicato diffuso dalla Fondazione.Host Consulting è felice di lavorare ancora una volta al fianco di una realtà di tale rilevanza e di poter collaborare con i Responsabili di ciascuna delle Unit che compongono la Fondazione: per i servizi alle imprese, Marco Bettin; per la formazione e la Scuola Permanente, Francesco Boggio Ferraris; per il Centro Studi e la divulgazione scientifica, Filippo Fasulo; per la Comunicazione, Silvia Cravotta. Porge, inoltre, un ringraziamento speciale a Vincenzo Petrone, Direttore Generale della Fondazione.Nell’ambito della collaborazione, Host Consulting avrà l’opportunità di interfacciarsi, inoltre, con aziende del calibro di Alibaba, Huawei e WeChat.

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