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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

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Governo. Di Maio e la politica estera con la Cina

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2020

Era andato in Cina viaggiando in classe turistica, mostrando orgoglioso ai suoi fedeli il biglietto aereo. Gli effetti sono stati disastrosi: ha sbagliato clamorosamente il nome del presidente della Repubblica Cinese, chiamandolo Ping.
Ora, con molta probabilità, utilizza aerei di Stato.Ha sottoscritto un accordo commerciale con la Cina per l’esportazione di arance dimenticando che la Cina produce 40 milioni di tonnellate di agrumi e l’Italia solo 3 milioni, oltretutto, il costo del trasporto aereo alzerà quello delle arance italiane a livelli stratosferici.Ha promosso un memorandum politico-economico con la Cina, al di fuori dei G7, le maggiori potenze economiche mondiali, dimenticando che la Cina persegue un proprio disegno geopolitico in contrapposizione con l’Occidente, passando per l’anello debole della catena: l’Italia autoisolata.
Aveva definito le proteste dei cittadini di Hong Kong come problema interno alla Cina e, dopo la condanna della Ue, ha cambiato opinione dichiarando, nell’incontro di qualche giorno fa con il ministro cinese Wang Yi, che è indispensabile preservarne l’alto grado di autonomia e libertà.Non ha nulla da dire sulla oppressione delle popolazioni tibetane e dello Xinjiang. Costui è Luigi Di Maio. Il ministro degli Esteri italiano. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Trump ed il suo rapporto attuale con la Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

Il presidente degli USA ha affermato che il suo rapporto con il Presidente cinese Xi Jinping si è sfilacciato sulla scia della pandemia di coronavirus e che non parla con la sua controparte cinese da molto tempo. Trump, che sta cercando la rielezione nelle elezioni statunitensi del 3 novembre, ha fatto della sfida alla Cina una parte fondamentale della sua campagna presidenziale del 2016 e ha pubblicizzato i suoi legami amichevoli con Xi durante gran parte del suo primo mandato. Ma le conseguenze dello scoppio della pandemia sono state peggiori del conflitto sul commercio. Le prime segnalazioni del virus sono emerse dalla Cina alla fine del 2019 e ora ha infettato più di 20 milioni di persone e ucciso almeno 735.369 in tutto il mondo, inclusi almeno 5,1 milioni di casi e almeno 163.160 morti negli Stati Uniti. I legami USA-Cina si sono anche sfilacciati per la repressione di Pechino ad Hong Kong e nel conteso Mar Cinese Meridionale. Non ha affrontato l’arresto del proprietario dell’Apple Daily di Hong Kong Jimmy Lai, uno dei più importanti attivisti della città. (Fonte: Partito Radicale)

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Libro: Cina Covid-19. La chimera che ha cambiato il mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

«La mia vuole essere la ricerca della verità dei fatti e dell’evidenza cronologica dell’evolversi dell’epidemia, la testimonianza della sofferenza delle persone colpite dall’infezione virale, la critica ragionata delle verità assunte o presunte della scienza medica, la voce indipendente delle proposte della ricerca scientifica e tecnologica, lo scrutatore delle analisi dei determinanti sociali delle comunità umane coinvolte e sconvolte dalla pandemia. Per me che ho speranza nel futuro dell’umanità e nella giovane generazione che seguirà».Così Joseph Tritto ci introduce alla lettura di Cina Covid-19, pagine in cui attraverso un esame obiettivo il professore ricostruisce, dati scientifici alla mano, l’evolversi temporale, storico e scientifico dell’evento che ha cambiato la storia del mondo: le origini del virus SARS-CoV-2, il mondo della ricerca sui virus e i batteri, le caratteristiche del Covid-19, le cure possibili, i sintomi e i farmaci, i suggerimenti e le informazioni utili a medici, operatori sanitari, ricercatori e a tutti coloro che sono impegnati nella battaglia contro il coronavirus, i suggerimenti a livello normativo per evitare che questa tragedia possa accadere di nuovo, i protocolli e gli strumenti di diagnosi che abbiamo a disposizione, la necessità di una migliore gestione del rischio che dovrebbe coinvolgere a livello internazionale più parti e sfruttare i moderni strumenti di raccolta ed elaborazione dei dati.Quanto alla possibilità che il virus abbia un’origine naturale, secondo il prof. Tritto è un’ipotesi dal punto scientifico al momento non sostenibile. È invece molto più verosimile che il SARS-CoV-2 sia il frutto di anni di ricerca compiuta nel laboratorio di Wuhan in Cina dalla prof.ssa Shi Zheng-Li e dal suo team.Cina Covid-19 mette a disposizione di tutti una miriade di informazioni sul SARS-CoV-2, fondate su dati oggettivi attentamente analizzati e verificati prima di essere pubblicati. Per la stesura dei capitoli sono state utilizzate, con il massimo rigore, ricerche e studi internazionali, indispensabili per la comprensione dei temi trattati.Scrive il prof. James Goldberg nella sua Prefazione: «Il professor Tritto e il suo team hanno lavorato al saggio con pazienza certosina, in una situazione in continua evoluzione, verificando con grande rigore tutte le informazioni, gli studi, le ricerche alle quali ha attinto, ottenendo un risultato che senza ombra di dubbio è sorprendente. Un’opera globale offerta a tutti come un atto di amore per l’umanità».Adesso ci troviamo a un bivio. Il prof. Luigi Frigerio, nella sua Postfazione si interroga e ci interroga: «Possiamo fidarci del modello sociale e politico cinese? Questo modello incarna lo Stato autoritario che esalta lo sviluppo economico a discapito della libertà e può apparire affascinante per alcuni. Ma questo modello non può essere esportato in Paesi dove la cultura e la storia avanzano nel solco della democrazia. Dobbiamo scegliere fra un progetto collettivo di salute che nega la libertà in cambio di sicurezza, oppure una visione di salvezza che cerca il senso della vita accettandone gli inevitabili rischi. È impossibile azzerare i rischi dell’esistenza. Di paura si muore e di rischio si vive! Possiamo affrontare il pericolo in modo intelligente per evitare il tracollo sociale e riprendere la vita in tutti i suoi aspetti. Ben venga allora il contagio della libertà contro la paura che nega ogni legame e spegne la vita di tutti!». Joseph Tritto: Cina Covid-19. La chimera che ha cambiato il mondo Cantagalli 2020 pp. 272 euro 20. Già in libreria.

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Covid-19: Per Rampelli l’Italia deve chiedere il risarcimento danni alla Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

“La Cina sapeva tutto già dalla metà di dicembre ma solo il 14 febbraio ha dichiarato 1700 operatori sanitari e medici infetti. L’accertato ritardo di comunicazione all’Oms, giustifica una richiesta di risarcimento danni di fronte alla Corte internazionale di Giustizia da parte degli Stati colpiti proprio in base allo statuto stesso dell’Oms, intenzionalmente violato in più punti, falcidiando vite umane e procurando danni economici e sociali incalcolabili.
Le agenzie di rating hanno previsto un ulteriore calo del Pil italiano. Se la Cina intende aderire al libero mercato non può cavalcare la tigre della globalizzazione incrementando i profitti attraverso lo sfruttamento dei minori, delle donne, dei dissidenti politici rinchiusi nei campi di lavoro forzato, i laogai, concludendo le libertà fondamentali della persona. La Cina è il primo Paese al mondo per emissione di anidrite carbonica, responsabile dello sfruttamento ambientale e delle alterazioni climatiche, realizza dighe che distruggono interi villaggi oltre che l’ecosistema, insedia centrali a carbone mentre tutto il mondo le dismette e si converte all’energia rinnovabile. L’Italia deve chiedere il risarcimento danni per la pandemia che sta distruggendo la nostra economia e deve mettere in discussione, nelle sedi opportune, la presenza della Cina nell’Organizzazione mondiale del Commercio. Perché se non rispetta i parametri occidentali dev’essere espulsa. O aderisce ai valori occidentali rispettando tutti i diritti e giocando alla pari e senza concorrenza sleale la partita internazionale, oppure deve uscire dall’Omc”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, illustrando la mozione sulla richiesta di risarcimento danni alla Cina per la diffusione del Covid-19 in discussione alla Camera.

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Italia-Cina: cooperare per tornare a crescere

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

Prima che scoppiasse l’emergenza Covid-19, Italia e Cina avevano già intrapreso un percorso molto importante di collaborazione. La cosiddetta ‘Nuova via della Seta’ voluta nel 2013 dal Presidente cinese, Xi Jinping, a fine 2019 stava vedendo un’accelerata nella visita di Luigi Di Maio, volato a Shanghai per partecipare alla China International Import Expo da ministro degli Esteri competente anche per il commercio internazionale. Si erano definiti ulteriori importanti aspetti di questa collaborazione che vuole mirare ad incrementare il commercio e lo scambio del mercato tra Cina ed Europa, quindi anche Italia.Nella prima metà del 2019, secondo l’Istat, c’è stato un aumento dello 0,3% delle esportazioni dall’Italia verso la Cina e le importazioni sono salite del 6,4%.Insomma, poco prima del disastro da Covid-19, tutto sembrava concretizzare rapporti molto più stretti su vari fronti.La Cina ha vissuto per prima il dolore, la paura e la morte che questo virus ha portato a tutto il mondo.Il dolore, la paura e la malattia, fanno spesso perdere il lume della ragione o fanno agire quanto meno d’istinto, buttando all’aria quella razionalità e quella freddezza che aiutano ad affrontare situazioni difficili come questa.È una crisi non solo sanitaria ma anche economica planetaria, che mette in ginocchio lavoratori e datori di lavoro che vedono, in molti casi, i sacrifici di una vita, dissolti a causa di un fantasma sconosciuto. Comprensibili la rabbia, la tristezza, la paura di non poter ricominciare una vita normale, di non poter recuperare lavoro, denaro, futuro. Ma è fondamentale, a maggior ragione in questi casi, mantenere la calma e organizzare ciò che si può organizzare, capire fin dove si può capire, dimenticare il passato che fa male, per quanto possibile.Pensare al futuro è ciò che aiuta a vivere meglio anche momenti difficili.Il Covid-19 non ha di certo portato la distruzione anche nell’amicizia tra Cina e Italia che, anche in questo periodo così difficile, si è forse addirittura rafforzata.La compassione che provavamo per i cinesi ammalati, per i morti da coronavirus, è diventata poi condivisione.Siamo diventati un Paese solo, poi tutti insieme, il mondo intero, è diventato uno stesso paziente o uno stesso potenziale untore. Tutti a cercare politiche strategiche contro un nemico unico. Abbiamo capito sulla nostra pelle cosa significasse soffrire e morire per un nuovo virus, in una nuova ed inedita guerra senza le giuste e necessarie armi pronte. Ci siamo sentiti più vicini.Quando poi è toccato all’Italia e all’Europa, sono state due milioni le mascherine chirurgiche donate dalla Cina, insieme a 200 mila mascherine N95, 50 mila kit e che l’Unione Europea ha poi messo in parte a disposizione del sistema sanitario italiano. Il tutto tramite il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC), il fulcro del meccanismo di protezione civile dell’UE.Nel mese di marzo era anche arrivato nel nostro Paese un team di medici e ricercatori della Croce Rossa cinese che hanno valutato la situazione accanto ai nostri medici. E non manca tuttora l’aiuto tramite videoconferenze tra medici italiani e medici di Wuhan.Gli italiani, insomma, si sono affezionati di più alla Cina in questa condivisione di emergenza e guardano ad essa con maggiore fiducia rispetto al passato.Nel frattempo Fondazione Italia Cina, Camera di Commercio Italo Cinese e Associazione Italiana Commercio Estero guardano alla partecipazione delle aziende italiane alla terza edizione della ‘China International Import Expo’ di Shanghai, che si terrà a novembre.La terribile esperienza del COVID-19 deve far capire a tutti che solo insieme, con cooperazione, mutuo aiuto, solidarietà ma anche con molta razionalità, si può pensare di tornare a crescere. Non è il momento delle polemiche, non serve andare contro ma è fondamentale andare in-contro all’altro.Cina e Italia, insieme, ce lo stanno dimostrando.(Donatella Briganti in abstract)

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Governo Coronavirus: La Cina è vicina

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

“La Cina è vicina”, è un film del 1967 di Marco Bellocchio, che racconta di storie familiari e di velleitarismo politico.Ci è venuto in mente questo film a proposito della vicenda della pandemia e della responsabilità della Cina. Messa da parte la bufala del virus da laboratorio, costruito ad hoc per infettare il Mondo, la realtà è che la diffusione e pericolosità del Coronavirus è stata nascosta dalla Cina.Siamo stati settimane a leggere dell’infetto 1 che proveniva dalla Germania e, nel frattempo, mezzo milione di cinesi girava per l’Europa e gli Usa, provocando una diffusione del virus a ventaglio.Inoltre, abbiamo assistito alla propaganda degli aiuti cinesi, ben sponsorizzati dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e, tanto valse la pubblicità, che ben il 52% degli italiani ha ritenuto la Cina il Paese più amico, nonostante l’invasione virale cinese Ricordiamo il velleitario memorandum Italo-Cinese, sottoscritto dal governo Conte1 (M5S-Lega), fuori dall’ambito del G7, cioè dei sette maggiori Stati economicamente avanzati del pianeta, ossia: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America. Nazioni sviluppate, il cui peso politico, economico, industriale e militare è ritenuto di centrale importanza su scala globale.Rammentiamo, a proposito, che, l’Italia rappresenta solo il 2,4% del Prodotto interno lordo mondiale. Insomma, pensare di commisurarci da soli con potenze mondiali, quali la Cina, significa essere affetti da velleitarismo politico: si finisce per essere subordinati. Anche se “La Cina è vicina”, teniamoci stretta l’Europa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Stati Uniti d’Europa. Coronavirus e il conto che dovrebbe pagare la Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

Una tassa annuale del 20% per 5 anni su tutte le merci provenienti dalla Cina. Un dazio doganale che permetterebbe di mitigare i danni che la Cina ha provocato con la pandemia da Coronavirus. La presenza virale in Cina era tale fin dal novembre dello scorso anno. Invece di allertare il Mondo, hanno preferito tacere e nasconderla. La prova la fornisce il medico cinese Li Wenliang che, nel dicembre scorso, lanciò l’allarme ma fu costretto a firmare una lettera nella quale ammetteva di aver detto il falso. Il dottor Li fu, anch’esso, vittima dell’infezione virale. La Cina sottovalutò la gravità della situazione sanitaria e avviò una campagna di travisamento sull’origine del virus, con l’accusa ai Paesi occidentali, in particolare agli Usa, di averlo prodotto in laboratorio. Contestualmente la Cina ha avviato una campagna mediatica di enfatizzazione degli aiuti sanitari al nostro Paese. Mentre si sottacevano gli aiuti dei Paesi occidentali (100 milioni di dollari dagli Stati Uniti, 1 milione di mascherine dalla Francia, altrettante dalla Germania, ecc.) i nostri media, in testa la RAI, evidenziavano quelli cinesi. Una azione preventiva e di comunicazione della Cina avrebbe evitato, o fortemente limitato, la diffusione virale e, oggi, non ci saremmo trovati con una pandemia che ha provocato migliaia di morti e messo in ginocchio le economie europee. La responsabilità è tutta cinese e chi deve pagare il conto è la Cina.Lo proponiamo alla Ue, competente per l’applicazione dei dazi. E’ ora di svegliarsi e non subire senza reagire. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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“Interrogazione su app “Immuni”, evitare modello “Cina”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2020

“Usciremo dalla crisi anche grazie all’innovazione ma questo non significa sottovalutare i rischi derivanti dall’abuso di tecnologia. Raccogliamo l’appello del Copasir per la sicurezza dell’app “Immuni” e le modalità di affidamento e gestione, e per questo presenteremo un’interrogazione al governo: come ha detto l’esperto di sicurezza informatica Umberto Rapetto, non sono state rese note le valutazioni della “task force dati”, sull’efficacia della soluzione tecnologica adottata, le sue effettive finalità, sulla sicurezza dei dati che verranno – e lo apprendiamo dalla stampa e non da un’informativa del governo – stoccati in un unico cloud ministeriale, l’assicurazione sulla loro completa anonimizzazione e il funzionamento con i software già installati sul dispositivo. Al netto della gratuità dello sviluppo del sistema, il vero valore sono i dati e, per questo, va coinvolto il Garante della privacy nella valutazione delle modalità di acquisizione delle informazioni di tracciamento. Riteniamo, inoltre, incompleta l’informazione prodotta sulle modalità di selezione dell’azienda – che, ricordiamo, è specializzata in app ludiche e aveva già avanzato il progetto a inizio Marzo, ben prima della “call” del ministero dell’Innovazione – e chiediamo chiarezza sugli aspetti societari.
 I dati clinici sono estremamente appetibili sia nel mercato sanitario che assicurativo, che nel mercato illecito che corre sul web. Non vorremmo che, per le photo opportunity del ministro Pisano, si finisca in un secondo caso di “data breach”, come per il sito dell’INPS. Infine, il parlamento va coinvolto nella fase di test, come già avvenuto in altri contesti: non possiamo mettere in gioco i dati di 60 milioni di italiani con un’ordinanza di Arcuri, un atto amministrativo, mentre andrebbe promulgata un’apposita legislazione. 
Il rischio di scivolare verso il modello “Cina” è enorme, come già rilevato dal Garante della Privacy Soro.
 Anche per questo, con l’intergruppo Intelligenza Artificiale e l’intergruppo Innovazione, abbiamo organizzato un momento di approfondimento online con esperti e analisti che si terrà domani dalle 16.” Così il deputato responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia e co-promotore dell’integruppo parlamentare Innovazione e dell’integruppo Intelligenza Artificiale, Federico Mollicone.

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Stati Uniti d’Europa. Regole sanitarie e commerciali con la Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Siamo tutti grati alla Cina per gli aiuti umanitari per questa emergenza sanitaria. Ringraziamenti che estendiamo a Russia, Cuba e, benché non ci sia stata evidenza mediatica, a Usa, Francia, Germania e Austria.E’ bene ricordare che il Coronavirus (SARS-CoV-2) è arrivato dalla Cina, così come il virus SARS-CoV nel 2002 e il virus H5N1 (aviaria) nel 2005.Sorge un problema riguardante la provenienza virale. Il Coronavirus è arrivato dalla Cina verso l’Europa, gli Usa, la Corea e l’Australia, paesi che hanno intensi rapporti commerciali con la Cina stessa.Il Coronavirus ha origine naturale, ma ha trovato il modo di trasmettersi in zone dove è frequente il contatto dell’uomo con gli animali selvatici. Nel mercato di Wuhan (Cina) si vendono, appunto, animali selvatici e la correlazione con la trasmissione dell’infezione è plausibile.Visti i danni sanitari ed economici provocati dal Coronavirus, ci sembra indispensabile che le relazioni commerciali con la Cina siano condizionate alla adozione di misure sanitarie in loco. La pressione, in tal senso, potrebbe arrivare da Usa e Unione europea. Considerato che gli europei continuano a muoversi in ordine sparso, meglio sarebbe se la forza di persuasione fosse più incisiva, il che si può ottenere con gli Stati Uniti d’Europa. Comprendere che l’unione fa la forza è alla portata di tutti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Covid-19: Dalla Cina arrivano anche notizie incoraggianti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

Studi in vitro condotti da un gruppo di ricercatori cinesi hanno rivelato che il virus SARS-CoV-2 sembra scomparire a contatto con elevate concentrazioni di enoxaparina sodica, un anticoagulante fra i più utilizzati per la prevenzione del tromboembolismo venoso. L’interessante scoperta ha indotto gli scienziati cinesi ad avviare studi clinici, somministrando un alto dosaggio del principio attivo a pazienti colpiti da Covid-19, e i risultati preliminari sembrano molto promettenti. Hepalink Group, leader mondiale nella produzione di eparine, ha infatti iniziato due trial clinici in Shenzhen No. 3 presso il People’s Hospital e presso il Concord Hospital legato al Tongji Medical School, all’interno del complesso universitario Middle China Science & Technology University, volti a confermare e ad approfondire i dati. A fronte di queste importanti evidenze scientifiche, l’azienda Techdow – controllata italiana di Hepalink – sta attualmente dialogando con l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per far partire anche in Italia una sperimentazione clinica, con l’obiettivo di verificare l’efficacia di enoxaparina nell’eliminazione del virus SARS-CoV-2 e testare sul campo i risultati che ci arrivano dalla Cina. L’enoxaparina sodica è un’eparina a basso peso molecolare, dotata di una spiccata attività antitrombotica. Per la sua efficacia anticoagulante, è autorizzata e di norma impiegata nella profilassi della tromboembolia venosa (TEV), in particolare nei pazienti sottoposti a chirurgia o a rischio di sviluppare coaguli perché costretti a letto da una malattia. Negli ultimi anni, numerose prove scientifiche hanno confermato il ruolo dell’eparina anche in caso di infezione da Covid-19, per ridurre la mortalità dovuta a fenomeni tromboembolici, tutt’altro che infrequenti nei pazienti colpiti dal virus: durante i processi infiammatori tipici delle infezioni virali è stato infatti rilevato lo sviluppo di una trombosi diffusa nei polmoni e, nei casi più gravi, anche in altri organi vitali, con seri rischi per la vita. Non a caso, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nelle sue recenti Raccomandazioni per migliorare la gestione clinica delle infezioni respiratorie acute severe (SARS), quando si sospetta siano causate dal nuovo coronavirus, esorta a prevenire una complicanza come il tromboembolismo venoso negli adulti e negli adolescenti ospedalizzati ricorrendo, in assenza di controindicazioni, alla somministrazione sottocute di eparina, preferibilmente a basso peso molecolare.
Ora l’utilità del noto anticoagulante sembra andare oltre, poiché dal lontano Oriente giungono dati che suggeriscono un suo ruolo sul meccanismo stesso di azione del virus: mettendo a contatto in vitro l’enoxaparina sodica in concentrazione elevata con il nuovo coronavirus, il principio attivo sembra determinare una significativa riduzione dell’agente patogeno, che si legherebbe all’eparina invece di attaccare le cellule dell’organismo: l’eparina è infatti caratterizzata da una struttura molecolare simile a quella del sito della parete cellulare a cui aderisce il SARS-CoV-2 prima di penetrare nella cellula. Dati così incoraggianti hanno spinto i ricercatori cinesi ad avviare alcune sperimentazioni cliniche direttamente su pazienti infettati, utilizzando il farmaco per contrastare il virus, a dosaggi superiori a quelli usati per la profilassi e sino alla riduzione dei marker infiammatori e alla negativizzazione dei test.

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Droni: La Cina li utilizza per prevenire i contagi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

In Cina, a fine Gennaio 2020 sono stati utilizzati dei Droni multirotore, ovvero dei piccoli aeromobili radiocomandati con più eliche, per far fronte all’emergenza Coronavirus.Le modalità di utilizzo dei Droni multirotore in Cina sono state principalmente duee:
Spruzzare disinfettante: droni, dotati di serbatoi e ugelli per l’erogazione spray, sono stati utilizzati nel tentativo di disinfettare città e villaggi.
Questo anche per raggiungere velocemente luoghi che normalmente non sono agilmente accessibili come tetti, giardini, cortili interni e altro ancora.
Un drone di questo tipo riesce a erogare disinfettante su aree fino a 16000 metri quadrati, il tutto in una mattina di lavoro.Comunicare messaggi con altoparlanti e con cartelloni ben visibili: droni opportunamente modificati per portare in volo altoparlanti e cartelloni ben visibili, negli scorsi mesi hanno volato in alcune città Cinesi, per ricordare ai passanti di indossare mascherine, di lavarsi le mani con il sapone una rientrati in caso o nel posto di lavoro, e per informare sullo stato della situazione.
In Italia le persone lavorano con i Droni?Proviamo a fare brevemente il quadro della situazione:
L’ENAC, Ente Nazionale Aviazione Civile, regola il volo dei Droni civili: attualmente il regolamento ufficiale è arrivato all’edizione 3.
Attualmente, in Italia, l’industria del lavoro con i Droni è stimata nel 2020, a 100 milioni di euro di valore secondo uno studio dell’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano.In Italia, a molte persone il lavoro con i droni sembra futuristico, ma di fatto, ad oggi, diverse aziende richiedono attivamente i servizi con i droni.Il lavoro con i droni, i servizi con i droni, sono sempre più diffusi e richiesti anche nel nostro paese.Alcuni esempi di servizi con i Droni, che negli scorsi mesi venivano richiesti dalle aziende Italiane erano:Ispezioni tetti e coperture industriali. Ispezioni termiche con termocamera per impianti di pannelli solari
Ispezioni ponti. Fotogrammetria (misurazione per immagini) di cantieri edili. Fotogrammetria (misurazione per immagini) per valutare il volume dei rifiuti delle discariche. Indici di vegetazione per l’agricoltura di precisione dei vigneti e dei campi di mais. Riprese aeree pubblicitarie di immobili in vendita. Riprese aeree pubblicitarie di attività turistiche.

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Giù l’inquinamento in Cina a causa del coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Una decisa diminuzione dell’inquinamento in Cina è «parzialmente legata» al blocco delle attività causato dall’epidemia di coronavirus. Lo afferma la Nasa, che ha pubblicato i dati satellitari delle concentrazioni di biossido di azoto nell’atmosfera. La differenza nelle immagini scattate dagli apparecchi in orbita intorno la terra è impressionante: da vaste zone colorate di giallo o marrone, ovvero molto inquinate, si è passati alla quasi totalità del Paese in azzurro. Fei Liu, ricercatrice del Goddard Space Flight Center dell’Agenzia spaziale statunitense e specializzata in qualità dell’aria, ha osservato: «È la prima volta che vedo questo effetto di ripulitura dell’aria in un’area così vasta». Qualcosa di simile era stato osservato ai tempi della crisi economica del 2008, ma l’impatto era stato sicuramente più contenuto. Il miglioramento è dovuto a un mix di fattori: le limitazioni alla circolazione dei veicoli dovute al blocco delle città, lo stop prolungato agli stabilimenti produttivi con l’estensione delle vacanze di Capodanno, e così via. Fei fa notare che la concentrazione di biossido di azoto cala di norma in questo periodo festivo, ma riprende al momento del normale rientro al lavoro. Quest’anno non è stato così, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” perché molte città in tutta la nazione hanno preso provvedimenti per minimizzare la diffusione del virus.

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Coronavirus: quello che c’è da sapere

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Lo scorso 31 dicembre 2019 le autorità sanitarie cinesi hanno reso nota la presenza di un focolaio di sindrome febbrile, associata a polmonite di origine sconosciuta, tra gli abitanti di Wuhan, città di circa 11 milioni di abitanti situata nella provincia di Hubei, nella Cina Centro-meridionale, alla confluenza tra il Fiume Azzurro e il fiume Han, a circa 1.100 chilometri da Pechino, 800 da Shangai, 1.000 da Hong Kong. Il punto di partenza dell’infezione è stato identificato nel mercato del pesce e di altri animali vivi (c.d. “wet market”) di Huanan, al centro della città di Wuhan, che è stato chiuso il 1 gennaio 2020. Il 7 gennaio è stato isolato l’agente patogeno responsabile dell’epidemia: si tratta di un nuovo betacoronavirus, che il WHO ha denominato dapprima 2019-nCoV, quindi, a seguito di un meeting della ricerca svoltosi il 10 e 11 febbraio, SARS-CoV-2, ad indicare la similarità con il virus della SARS, che nel 2002-2003 causò una epidemia globale con 8.096 casi confermati e 774 decessi. Nello stesso meeting il WHO ha denominato COVID-19 la malattia causata dal nuovo virus.
I coronavirus, così chiamati per la caratteristica forma a coroncina visibile al microscopio, sono una famiglia di virus che causa infezioni negli esseri umani e in una varietà di animali, tra cui uccelli e mammiferi come cammelli, gatti e pipistrelli. Sono ben conosciuti dai ricercatori: si tratta infatti di virus molto diffusi in natura, che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS).
I coronavirus vengono veicolati all’uomo da ospiti intermedi, che per la Mers sono stati i dromedari, per la Sars forse lo zibetto. Il contagio, anche in questo caso, è stato di tipo zoonotico, ovvero causato dalla trasmissione del virus da animale a uomo, non a caso l’epicentro dell’epidemia è un mercato dove venivano venduti anche animali selvatici vivi.
È stata dimostrata la trasmissione interumana del virus. Il SARS-CoV-2, come altri coronavirus, si trasmette attraverso le goccioline del respiro della persona infetta, che possono essere trasmesse con la tosse o gli starnuti, oppure tramite contatto diretto personale, oppure toccandosi la bocca, il naso o gli occhi con le mani contaminate. Per questo motivo, è importante evitare uno stretto contatto con le persone che hanno febbre, tossiscono o hanno altri sintomi respiratori. In termini pratici, è raccomandabile mantenersi ad una distanza di almeno un metro da persone che tossiscono, starnutiscono o hanno la febbre, e lavarsi frequentemente le mani con sapone o con una soluzione alcolica. Quando si hanno sintomi respiratorio è necessario praticare la “etichetta della tosse” mantenendo la distanza con le altre persone, coprendo la tosse e gli starnuti con tessuti o indumenti usa e getta, e naturalmente lavandosi le mani frequentemente.
Questo nuovo coronavirus è strettamente correlato da un punto di vista genetico al virus SARS del 2003 e sembra avere caratteristiche simili, sebbene i dati disponibili non siano ancora sufficienti per una valutazione certa. Da quello che sappiamo finora, il virus può causare sintomi lievi, simil-influenzali, ma anche malattie gravi. Le persone con condizioni croniche preesistenti, come ipertensione e altri disturbi cardiovascolari, diabete, disturbi epatici e altre malattie respiratorie, sembrano essere più a rischio. Uno studio epidemiologico pubblicato dal China CDC, l’Agenzia nazionale cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha preso in esame tutti i circa 45.000 casi confermati in Cina sino all’11 febbraio, ed ha evidenziato che:
L’86,6% dei casi riguardava persone di età compresa tra i 30 e i 79 anni;
L’80,9% dei casi presentava sintomi lievi;
Il 14% dei casi era in condizioni serie, con polmonite o difficoltà respiratorie;
Il 5% dei casi era in condizioni critiche, con insufficienza respiratoria, shock settico, insufficienza multiorgano.
Per quanto riguarda la mortalità del virus, lo studio del China CDC ha evidenziato 1.023 esiti fatali, corrispondenti ad un tasso di mortalità complessiva del 2,3% che sale al 14,8% tra le persone di età superiore agli 80 anni. Lo studio ha evidenziato come la presenza di patologie concomitanti aumenti il tasso di mortalità: al 10,5% per le persone con malattie cardiovascolari, al 7,3% per i diabetici, al 6,3% per le persone con malattie respiratorie croniche, al 6% per le persone sofferenti di ipertensione, al 5,6% per i malati di cancro. Le persone senza alcuna co-morbilità hanno evidenziato un tasso di mortalità dello 0,9%.
È comunque ancora troppo presto per poter fornire stime accurate sulla mortalità, e soltanto con l’evolversi dell’epidemia sarà possibile raccogliere dati più dettagliati. Il tasso di mortalità di poco superiore al 2% che si ricava dividendo il numero dei morti per il numero dei casi confermati restituisce una fotografia che potrebbe essere poco accurata: da un lato infatti, poiché la diagnosi precede di giorni o di settimane il recupero o la morte del paziente, il numero dei morti andrebbe rapportato al numero dei casi in essere nel momento in cui il paziente aveva contratto l’infezione, e quindi in questo caso il tasso di mortalità risulterebbe attualmente sottostimato; dall’altro lato però, è possibile che molti casi lievi o addirittura asintomatici non siano entrati nelle statistiche; in questo caso quindi il tasso di mortalità risulterebbe sovrastimato.
I sintomi sono tipicamente respiratori: febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, grave affaticamento polmonare. Al momento non ci sono terapie specifiche: la malattia si cura come i casi di influenza grave, con terapie di supporto (antifebbrili, idratazione), ma contrariamente all’influenza non sono disponibili antivirali specifici. Nei casi più gravi ai pazienti viene praticato il supporto meccanico alla respirazione. Sulla base dei dai disponibili, il WHO ha suggerito una terapia antivirale sperimentale, correntemente utilizzata anche allo Spallanzani per i tre pazienti positivi al virus, basata su due farmaci: il lopinavir/ritonavir, un antivirale comunemente utilizzato per la infezione da HIV e che mostra attività antivirale anche sui coronavirus; ed il remdesivir, un antivirale già utilizzato per la Malattia da Virus Ebola, potenzialmente attivo contro l’infezione da nuovo coronavirus.
Esiste un vaccino? No. Durante il meeting della ricerca svoltosi il 10 e 11 febbraio a Ginevra, il direttore generale del WHO Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato che il primo vaccino potrebbe essere pronto tra diciotto mesi. In una recente dichiarazione, Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, la branca del NIH che si occupa di malattie infettive, ha ricordato che l’NIH aveva sviluppato un vaccino per la SARS, portandolo sino ai trial sugli uomini (la cosiddetta “fase 1”). Ma dopo che l’emergenza SARS cessò, non vi fu interesse a portare avanti i test sul nuovo vaccino.
Quanto è diffusa l’epidemia?
Al 18 febbraio 2020, dati ECDC, Agenzia Europea per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie) i casi accertati complessivi sono 73.328, con 1.873 decessi. Fuori dal continente asiatico, sono stati confermati 15 casi in Australia, 15 negli Stati Uniti, otto in Canada. L’Europa sinora ha fatto registrare 16 casi in Germania, 12 in Francia, nove nel Regno Unito, due in Russia e Spagna, uno in Belgio, Finlandia e Svezia. Un caso soltanto sino ad oggi nel continente africano, in Egitto.
I casi registrati in Italia sono al momento tre: si tratta di una coppia cinese originaria di Wuhan, che si trovava a Roma in viaggio di nozze, e di un cittadino italiano che faceva parte del gruppo di connazionali che si trovavano nella regione dello Hubei e che sono stati rimpatriati e posti in isolamento in una caserma della città militare della Cecchignola a Roma. Il governo cinese ha messo in campo misure imponenti per cercare di contenere la diffusione dell’epidemia Quali sono i rischi per l’Italia e per l’Europa? L’ultimo volo da Wuhan, prima del blocco dei trasporti decretato dalle autorità cinesi, è atterrato a Fiumicino nella mattinata del 23 gennaio, e il 30 gennaio il Governo italiano ha deciso di sospendere tutti i collegamenti aerei diretti da e per la Repubblica Popolare Cinese, incluse le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao. Il provvedimento comprende anche il traffico aereo con Taiwan. Per quanto riguarda i controlli aeroportuali, in Italia le procedure sanitarie per verificare la presenza di casi sospetti sintomatici ed il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma sono stabilite dal Regolamento Sanitario Internazionale del 2005 e sono gestite dagli USMAF (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) e dai SASN (Assistenza sanitaria al personale navigante) del Ministero della Salute. Possiamo continuare a viaggiare all’estero, soprattutto in Cina? Il nostro Ministero degli Esteri raccomanda:
di evitare tutti i viaggi nella provincia dell’Hubei;
di posticipare tutti i viaggi non necessari in Cina;
di tenersi regolarmente informati sulla situazione dell’epidemia consultando i siti del WHO, dell’ECDC, del Ministero della Salute, oltre al sito http://www.viaggiaresicuri.it e al sito dell’unità di crisi della Farnesina;
se ci si trova in Cina, di seguire le indicazioni delle autorità locali e di contattare, in caso di necessità, il numero di emergenza dell’Ambasciata d’Italia a Pechino (+8613901032957) o il Consolato di riferimento.
Il Ministero della salute e l’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con la Conferenza Stato-Regioni e con vari ordini professionali, hanno realizzato un decalogo per promuovere una corretta informazione sui comportamenti da seguire per prevenire l’infezione da coronavirus:
Lavarsi spesso le mani
Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
Coprire bocca e naso se si starnutisce o si tossisce
Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico
Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol
Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assistono persone malate
I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi
Contattare il Numero Verde 1500 se si ha febbre o tosse e si è tornati dalla Cina da meno di 14 giorni
Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus
Il Ministero della Salute raccomanda inoltre a tutti i viaggiatori che prevedono di recarsi in Cina di vaccinarsi contro l’influenza stagionale almeno due settimane prima del viaggio. La vaccinazione antinfluenzale semplifica infatti la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, dati i sintomi simili tra COVID-19 e Influenza.
Secondo le raccomandazioni dell’ECDC, perché vi sia un caso sospetto di coronavirus il paziente deve presentare sintomi di tosse e/o mal di gola e/o difficoltà respiratorie; e inoltre, nei 14 giorni precedenti all’insorgere dei sintomi, deve aver effettuato almeno una di queste attività:
aver avuto contatti ravvicinati con un caso confermato o probabile COVID-19,
aver viaggiato in aree dove vi sia, o si presume vi sia, la trasmissione comunitaria del virus;
aver visitato o aver lavorato in ambienti sanitari nei quali erano curati pazienti affetti da COVID-19.
Se un paziente dovesse rientrare nelle condizioni sopra descritte, deve:
contattare il numero telefonico gratuito del Ministero della Salute 1500;
indossare una mascherina chirurgica se entra in contatto con altre persone;
utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani regolarmente.
In Italia è attiva da anni una capillare rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e delle sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS). La situazione è costantemente monitorata dal Ministero, che è in continuo contatto con il WHO e l’ECDC, e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul suo Portale.
La capacità di intervento e risposta del nostro Servizio Sanitario Nazionale è andata perfezionandosi con il passare degli anni alla luce delle esperienze maturate con altre epidemie, come la SARS, l’influenza aviaria, Ebola. Il personale dell’INMI viene costantemente formato sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, che permettono di fornire assistenza ai pazienti affetti da malattie infettive in condizioni di sicurezza. L’isolamento tempestivo di eventuali casi sospetti in strutture ad elevato livello di protezione permette di ridurre il rischio per la collettività. (n.r. Ringraziamo il dott. Salvatore Curiale Science communicator Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” per averci resi partecipi di un suo comunicato ben più lungo di quanto abbiamo riprodotto sperando di aver omesso solo aspetti secondari della sua esposizione. Chi fosse interessato potrà richiedere il testo integrale alla Fidest e provvederemo ad inviarlo via e-mail.)

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Alessandro Aresu: Le potenze del capitalismo politico Stati Uniti e Cina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Uscita prevista: 5 marzo. Il conflitto politico fra Stati Uniti e Cina è solo apparentemente lontano: un testo indispensabile per comprenderne a fondo i risvolti tecnologici e legali di questa guerra fredda e le conseguenze nell’economia mondiale.“La difesa è molto più importante della ricchezza”. Adam Smith segna così i confini dell’economia politica, nel momento della sua nascita. Anche oggi la sconfinatezza del mercato ha il suo limite nella sicurezza nazionale, dominio arcano dei grandi contendenti dell’arena globale, gli Stati Uniti e la Cina. Le due potenze del capitalismo politico fondono l’ambito economico e quello politico, attraverso le decisioni del Partito Comunista Cinese e degli apparati di difesa e sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Pechino e Washington vivono un acceso conflitto di geodiritto: una guerra giuridica e tecnologica combattuta attraverso sanzioni, uso politico delle istituzioni internazionali, blocchi agli investimenti esteri.

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Virus Cina: principali compagnie aeree sospendono voli

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 gennaio 2020

Dopo la decisione della British Airways di sospendere tutti i voli da per la Cina, sono seguite quelle di altre compagnie come quella dell’American Airlines e della Lufthansa.”Decisione saggia e condivisibile da parte di queste compagnie aeree. Resta da capire, però, come sia possibile che una decisione del genere sia demandata al buon senso di società private e non venga invece presa in modo coordinato da tutte le autorità pubbliche a ciò preposte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per fare un esempio, la Farnesia, sul sito http://www.viaggiaresicuri.it, è rimasta ferma all’avviso del 27 gennaio in cui si limita a raccomandare di evitare tutti i viaggi nella provincia dell’Hubei invece che in tutta la Cina” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.L’associazione di consumatori ricorda ai turisti che non vogliono più partire per la Cina, quanto prevede la legge, ossia il Codice del Turismo (Allegato 1 del Decreto Legislativo 23 maggio 2011, n. 79), dopo le modifiche introdotte dal Decreto Legislativo 21 maggio 2018, n. 62, che ha recepito la direttiva (UE) 2015/2302, in vigore dal 1° luglio 2018, e ampliato i diritti dei consumatori.In caso di pacchetto turistico:
a) Art. 41, comma 4: “In caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze e che hanno un’incidenza sostanziale sull’esecuzione del pacchetto o sul trasporto di passeggeri verso la destinazione, il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto, prima dell’inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso, ed al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto, ma non ha diritto a un indennizzo supplementare”.
b) Art. 41, comma 6: “L’organizzatore procede a tutti i rimborsi prescritti a norma dei commi 4 e 5 (…) senza ingiustificato ritardo e in ogni caso entro quattordici giorni dal recesso. Nei casi di cui ai commi 4 e 5, si determina la risoluzione dei contratti funzionalmente collegati stipulati con terzi”.Per quanto riguarda, invece, i voli aerei:
a) in caso di cancellazione del volo da parte della compagnia, il passeggero ha diritto all’assistenza e ai rimborsi (o riprotezione). Non ha invece diritto alla compensazione pecuniaria, essendo la cancellazione del volo causata da circostanze eccezionali.
In particolare, il passeggero ha diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata (oppure anche per le parti di viaggio già effettuate, se divenute inutili rispetto al programma di viaggio iniziale e del volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale) o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti.
b) In caso di rinuncia da parte del passeggero, a fronte di un volo non cancellato, purtroppo non è previsto un rimborso automatico. Vi è, quindi, la necessità, nel caso la compagnia aerea non accolga la richiesta del consumatore, di dover procedere per le vie legali.
Ricordiamo ai consumatori che avessero bisogno di assistenza che è possibile contattare i nostri consulenti attraverso lo sportello dedicato al Turismo (http://www.consumatori.it/sportello-turismo-viaggi/) sul nostro sito http://www.consumatori.it.

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Virus Cina: la Farnesina raccomanda di non recarsi nelle zone del contagio

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

Aumenta l’allarme per la patologia polmonare che si sta diffondendo in Cina. Dopo il blocco della vendita dei pacchetti di viaggio interni e internazionali imposto dal Governo di Pechino, la Farnesina non ha, nonostante le numerose richieste, disposto lo sconsiglio per le aree coinvolte, tuttavia il Ministero ha pubblicato una comunicazione raccomandando di “evitare tutti i viaggi nella provincia dell’Hubei”, cioè la zona in cui ha avuto origine il contagio e in cui si stanno registrando il maggior numero di casi.Oltre alle evidenti, gravi conseguenze dal punto di vista sanitario, la situazione pone un problema per coloro i quali abbiano acquistato biglietti aerei e soggiorni e che, comprensibilmente, vorrebbero rinunciare al viaggio o comunque stanno valutando la possibilità di non partire.Ricordiamo che purtroppo è previsto il diritto al rimborso solo in caso di sconsiglio, tuttavia la raccomandazione della Farnesina può costituire comunque un elemento utile per chi stia cercando una soluzione alternativa. Alla luce di queste indicazioni esortiamo gli utenti che abbiano programmato un soggiorno in queste settimane nelle aree interessate e che non abbiano intenzione di partire a contattare l’agenzia o il tour operator di riferimento per concordare almeno l’emissione di un voucher valido per altra data o destinazione.
Rinnoviamo comunque la richiesta al Ministero degli Esteri di disporre lo sconsiglio vero e proprio, per non lasciare ancora i cittadini in quella che, di fatto, è una situazione di indeterminatezza.

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Cina operatori turistici

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

Jelinic (Presidente Nazionale FIAVET) : “Ben 200.000 italiani ogni anno in Cina. Siamo in stretto contatto con le autorità cinesi e gli operatori turistici cinesi. No al fai da te, spesso non si pensa a stipulare una polizza sanitaria”. “In queste ore sono in costante contatto con le autorità del posto. In questo momento la situazione è monitorata, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto tutta l’area interessata dal virus sotto osservazione”. Lo ha affermato poco fa Ivana Jelinic, Presidente Nazionale della FIAVET, la Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggio e delle Imprese del Turismo.“Essendo quella in atto una situazione mutevole non è possibile fare una previsione di ciò che potrebbe accadere o evolversi nelle prossime ore. Dunque in Cina bisogna evitare luoghi di assemblamento, bisogna dotarsi sempre di mascherina anche a causa dello smog in alcune città, consumare cibi rigorosamente ben cotti – ha proseguito la Jelinic – mettersi in viaggio solo se si è in perfetta condizione di salute, non bere acqua dalle fontane ma solo da bottigliette ben sigillate, usare i disinfettanti per le mani, portare dietro sempre le medicine di uso comune, sia gli italiani che sono già in Cina che coloro i quali hanno in programma di partire sarebbe opportuno che si mettessero in contatto con i propri agenti di viaggio e fare esclusivamente con loro una valutazione immediata della situazione. Gli italiani che sono in Cina in aree magari definite a rischio devono seguire tutte le indicazioni che arrivano dal Governo cinese. Gli italiani che in questo momento si trovano in aree dove almeno per il momento non è presente il virus è opportuno che non si stacchino dai gruppi, che si facciano seguire sempre dagli operatori turistici cinesi che sono sul posto e qualora volessero andare in escursione da soli diano al capo – gruppo tutti i riferimenti necessari portando dietro i contatti della struttura dove stanno alloggiando. I turisti italiani che sono già in Cina devono mantenere un contatto costante con gli operatori turistici che li stanno seguendo”.
“Il fai da te, dunque prenotazioni dirette, espone a molti rischi in particolare per la Cina dove l’inglese non è diffuso. Il fai da te è rischioso poi soprattutto in condizioni di emergenza. Se si è soli – ha continuato Jelinic – ci si può imbattere in problemi di carattere oggettivo come il voler spostare un volo per partenze anticipate e nella maggior parte dei casi chi segue il fai da te non pensa ad esempio a stipulare una polizza sanitaria che invece è già prevista nei viaggi organizzati con operatori turistici. Ricordiamo che per andare in Cina è necessario il visto ma nonostante il visto abbiamo anche una minima percentuale di turisti che predilige il fai da te. In Cina la sanità è quasi tutta a pagamento e dunque l’assenza di polizza sanitaria può rappresentare un problema. Il ruolo delle Agenzie di Viaggio è importante anche in queste situazioni perché si hanno maggiori garanzie che vanno dalle coperture assicurative alle informazioni in tempo reale su tutto”. (fonte FIAVET è Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo)

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Cina: stop alla vendita di pacchetti turistici

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

Da giorni è alto l’allarme per la patologia polmonare che si sta diffondendo nel Paese e le Autorità locali stanno adottando misure di contenimento – come l’interruzione dei collegamenti in uscita dalla città di Wuhan, centro originario dell’epidemia, e la sospensione della circolazione dei mezzi pubblici – che dimostrano la gravità della situazione.Il blocco della vendita dei pacchetti inoltre pone un problema per coloro i quali abbiano programmato un soggiorno in queste settimane e che ora, comprensibilmente, si interrogano su come tutelare la propria sicurezza. Purtroppo la normativa vigente prevede il diritto al rimborso solo in caso di sconsiglio da parte del Ministero degli Esteri ma al momento non è stato emesso alcun provvedimento e la Farnesina si limita a raccomandare “di posticipare tutti i viaggi nell’area di Wuhan”.Considerando le recenti evoluzioni della situazione, è necessario che il Ministero intervenga subito, fornendo ai cittadini indicazioni chiare ed esaustive e disponendo lo sconsiglio, per fare in modo che i cittadini non vengano lasciati in questa zona grigia, privati del diritto al rimborso.Bloccando la vendita dei tour il Governo di Pechino ha mandato un segnale chiarissimo e la Farnesina ha il preciso dovere di regolarsi di conseguenza, adottando tutti i provvedimenti necessari.

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Piattaforma globale per la gestione dei viaggi basata su open API per la Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Shanghai. CWT, lo specialista globale nella gestione dei viaggi B2B4E, annuncia il lancio della piattaforma di punta myCWT in Cina, ponendo così l’ennesima pietra miliare nel suo percorso di semplificazione del business travel per le aziende e i loro dipendenti in tutto il mondo. L’operazione rende CWT il primo travel management provider globale a implementare una piattaforma omni-channel basata su open API realizzata su misura per il mercato cinese e le sue specifiche esigenze. “Su scala mondiale, il nostro obiettivo è offrire la migliore esperienza professionale nei viaggi d’affari e abbiamo fatto significativi investimenti sulla nostra piattaforma myCWT per creare una proposta di prim’ordine”, ha dichiarato Kurt Ekert, President e CEO di CWT. “Considerando lo stile di vita cinese, decisamente high-tech e orientato all’uso dei dispositivi mobili, siamo entusiasti di lanciare una customer experience digitale che aiuta clienti e dipendenti a sviluppare tutto il loro potenziale in questo scenario dinamico”.In collaborazione con numerosi partner cinesi specializzati nel travel, nella tecnologia e nell’e-commerce, CWT ha adattato accuratamente myCWT per l’impiego nel Paese asiatico. La piattaforma è in grado di valutare le esigenze e le sfumature uniche di questo mercato – dai contenuti, ai pagamenti e alle capacità di integrazione – mantenendo al contempo l’esperienza dell’utente coerente con l’offerta globale di CWT. La sua architettura open API consente una facile integrazione con applicazioni di terze parti e con i sistemi interni dei clienti, consentendo a CWT di fornire un’ampia selezione di prodotti, servizi e contenuti. “In Cina, myCWT è stata strutturata espressamente per aderire alla realtà locale, tenendo conto delle priorità e delle aspettative dei nostri clienti e dei loro dipendenti”, ha affermato Albert Zhong, General Manager China di CWT. “Vogliamo essere certi di offrire un’esperienza digitale che non sia seconda a nessuno. Combinata con la nostra profonda competenza e la capacità di offrire assistenza in tutto il mondo, questa piattaforma fa di noi il partner perfetto tanto per le aziende cinesi in rapida crescita e in espansione verso l’estero, quanto per le multinazionali globali che necessitano di aiuto per gestire i loro viaggi in Cina”.“Nel 1996, CAS e CWT hanno lavorato insieme per introdurre nel Paese il concetto di managed corporate travel”, ha aggiunto Qu Li, Board Chairman di China Air Service (CAS), partner della joint venture CWT in Cina. “Da allora, abbiamo continuato fianco a fianco il nostro percorso pionieristico, offrendo al settore diverse novità assolute. Il lancio della piattaforma myCWT rafforza ulteriormente la nostra partnership e l’impegno per elevare l’esperienza di viaggio in questo mercato”.

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La Cina deve chiudere i “campi di rieducazione” per gli uiguri nello Xinjiang

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

I deputati europei condannano con forza la repressione cinese degli uiguri e chiedono al governo cinese di chiudere immediatamente i “campi di rieducazione” nello Xinjiang.I deputati condannano fermamente il fatto che centinaia di migliaia di uiguri e persone di etnia kazaka siano stati inviati in “campi di rieducazione” politica sulla base di un sistema di polizia predittiva, e esortano il governo cinese a porre immediatamente fine alla pratica delle detenzioni arbitrarie di membri delle minoranze uigura e kazaka in assenza di capi d’accusa, di un processo o di condanne per reati, a chiudere tutti i campi e i centri di detenzione e a liberare immediatamente e incondizionatamente le persone detenute, compreso il vincitore del Premio Sacharov di quest’anno, Ilham Tohti.
Esistono solide informazioni secondo cui gli uiguri e altre minoranze etniche, principalmente musulmane, nella provincia dello Xinjiang sono soggetti a detenzioni arbitrarie, torture, a pesanti restrizioni delle pratiche religiose e a un’ampia sorveglianza digitalizzata, sottolinea il Parlamento. I deputati chiedono alle autorità cinesi di garantire ai giornalisti e agli osservatori internazionali un accesso libero alla Regione autonoma uigura dello Xinjiang per valutare la situazione nel territorio.I deputati sono poi preoccupati dalle segnalazioni su atti di vessazione delle autorità cinesi nei confronti degli uiguri residenti all’estero al fine di indurli a rivelare informazioni su altri uiguri, a fare ritorno nello Xinjiang o a non parlare della situazione di tale regione, talvolta ricorrendo alla detenzione dei loro familiari.L’approccio adottato e gli strumenti utilizzati fino ad oggi dall’UE non hanno prodotto progressi tangibili nella situazione dei diritti umani in Cina, che è invece peggiorata nell’ultimo decennio. È essenziale che l’UE sollevi la questione della violazione dei diritti umani in Cina in ogni dialogo politico con le autorità cinesi. I deputati chiedono al Consiglio di adottare sanzioni mirate e di congelare i beni, se ritenuto opportuno ed efficace, contro i funzionari cinesi responsabili di una grave repressione dei diritti fondamentali nello Xinjiang.
I documenti classificati (“China cables”) recentemente resi pubblici sembrano confermare che il governo cinese ha detenuto più di un milione di musulmani, soprattutto uiguri, in “campi di rieducazione” nella regione nord-occidentale dello Xinjiang. Le autorità cinesi hanno dichiarato che i “centri di formazione professionale” sono utilizzati per combattere l’estremismo religioso.

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