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Guido Pinzani: La Via della Scultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Qingdao, China 23-11-2018 / 24-12-2018 Qingdao Sculpture Art Museum. “La via della scultura” è il titolo della mostra inaugurata il 24 novembre 2018 in Cina, presso il Qingdao Sculpture Art Museum. Qui fino al 23 dicembre saranno esposte le opere di sei importanti scultori italiani, tutti membri dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Tra questi il “nostro” Guido Pinzani. La mostra, che costituisce un capitolo importante del progetto espositivo “Europe”, teso a far conoscere in Cina l’arte europea moderna e contemporanea, ha visto la sinergia di due istituzioni, l’Accademia nazionale cinese di scultura, diretta emanazione del ministero della Cultura nonché la più prestigiosa associazione di scultori cinesi, e l’antichissima Accademia fiorentina delle arti del disegno, fondata nel 1563 dal granduca Cosimo I de’ Medici su impulso di Giorgio Vasari. Si tratta di un evento di rilievo per la città di Qingdao, tra le più vivaci e ricettive culturalmente della Cina, che per la presenza dell’accademia e del grande museo si candida a polo internazionale di scultura.

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5 motivi per puntare sui titoli delle aziende innovative della Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Commento di Wenchang Ma, Assistant Portfolio Manager dell’All China Equity Fund di Investec AM. Quando si parla di investimenti in Cina, i commentatori fanno di solito riferimento alle prospettive macro sul tema e ai dati del PIL ma, ironicamente, la maggior parte di loro non riesce a cogliere il quadro d’insieme.Infatti, se da un lato si possono individuare alcuni fattori potenzialmente in grado di sostenere il processo di innovazione delle aziende del Paese, dall’altro c’è un ulteriore, ben preciso, driver a cui non si è ancora dedicata abbastanza attenzione, e cioè la guerra commerciale con gli Stati Uniti che, a nostro avviso, potrebbe presentare un’opportunità importante per la Cina e i suoi investitori.In generale, i principali driver della performance azionaria a lungo termine sono gli stessi che in qualsiasi altra parte del mondo: il tipo di opportunità di crescita che un’azienda può generare, la qualità del suo business, il suo momentum operativo e la valutazione. Tuttavia, anche se non si devono trascurare del tutto i fattori macro, c’è un forte rumore di fondo che fa passare in secondo piano le opportunità di investimento offerte dalle aziende innovative della Cina. Uno degli elementi chiave per la Cina è l’innovazione ad essa si aggiunge la stabilità dei livelli del debito corporate, la stessa guerra commerciale con gli Stati Uniti in quanto potrebbe offrire l’opportunità per la Cina e i suoi investitori. Con una tale minaccia per la crescita economica, il Paese potrebbe accelerare alcune delle sue riforme per sostenere gli sforzi di innovazione. Le aziende cinesi che vedono la potenziale minaccia di boicottaggio sono più che mai incoraggiate ad internalizzare le tecnologie chiave e a salire nella catena del valore. Va ad aggiungersi il fatto che la Cina nel complesso sembra molto a buon mercato. Dal punto di vista della valutazione, la Cina è al di sotto della sua media storica decennale e, se utilizziamo un sistema di misurazione del rapporto prezzo/utile di lungo periodo, è più economica rispetto all’Europa e agli Stati Uniti, nonostante il suo profilo di crescita più attraente. Al quarto punto è l’interesse mostrato dagli investitori globali che guardano con interesse alle azioni cinesi A-shares anche per la loro inclusione nei principali indici dei mercati emergenti, e questo trend non farà che aumentare. Per ultimo l’innovazione, le riforme e un mercato che si apre gradualmente verso l’esterno sono aspetti molto promettenti per gli investitori – ma aspettare troppo a lungo potrebbe significare doversi mettere in coda. Il colore rosso è il simbolo della felicità e della buona sorte in Cina. In questo momento, l’innovazione nel Paese è rosso fuoco – e sembra poco costosa per gli investitori.

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Cina 1978: Appunti di viaggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

Bologna Opening sabato 15 dicembre, ore 19.00 16 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019 ((Orari: martedì-domenica, 10.30-12.30 – 17.00-19.30) Temporary Gallery di Paolo Gotti via Santo Stefano 91/a e documentano diversi aspetti della Cina di quarant’anni fa. Nel luglio del 1978, Paolo Gotti prende parte a un viaggio d’inchiesta organizzato dall’Istituto politico culturale Edizioni Oriente di Milano per osservare da vicino la società cinese, dal punto di vista di una pluralità di interessi che vanno dall’educazione alla sanità, dalla giustizia all’industria. Il reportage sarà poi pubblicato nella rivista quadrimestrale Vento dell’Est, attiva dal 1965 al 1979.
La delegazione, di cui fanno parte una ventina di persone tra cui personalità del calibro di Silvia Calamandrei, Lisa Foa, Franco Marrone, Paola Mancorda e Claudio Meldolesi, viaggia nella parte settentrionale del paese partendo dalla capitale Pechino per poi visitare le città di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e i pozzi di petrolio di Daqing, fino ai confini con la Manciuria. L’indagine si inserisce all’interno di una situazione politica segnata dai clamorosi avvenimenti seguiti all’arresto della “banda dei quattro” che rappresentò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione Culturale, lanciata da Mao nel 1966 contro le strutture del Partito Comunista Cinese.
L’obiettivo del viaggio era quello di comprendere quanto stava avvenendo e le ragioni che avevano scatenato un’inversione di rotta che avrebbe portato nel tempo a un nuovo schieramento del paese nello scacchiere internazionale, ma questo avveniva registrando non tanto i luoghi della politica quanto piuttosto quelli frequentati dalla gente comune: fabbriche, scuole e asili, quartieri urbani e zone rurali.
Sono queste immagini, scattate da Paolo Gotti, a immortalare alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese di quaranta anni fa – così diversa dalla Cina contemporanea – visti attraverso l’emozione di uno sguardo occidentale: dai mezzi di trasporto spesso bizzarri e improvvisati alle insegne disegnate con i gessetti e ai grandi pannelli illustrati con “fumetti” propagandistici, dalle ricamatrici tradizionali alle esercitazioni delle soldatesse armate di fucile, dalle scuole speciali per bambini ipovedenti fino alle fabbriche, come quelle dei locomotori, che avrebbero portato in futuro il paese a diventare la potenza economica che è oggi.
La mostra nasce dalla riscoperta dell’archivio relativo a quel viaggio, che recentemente ha riconosciuto a Paolo Gotti l’assegnazione del Premio UVA promosso dall’Università di Verona.Per l’occasione sarà presentato il calendario 2019 Cina 1978. C’era una volta con fotografie a colori di quel viaggio.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, intraprende a tempo pieno l’attività di architetto, grafico e fotografo. Dopo varie esperienze nel campo della pubblicità, e una maturata esperienza nello still life, si dedica sempre più al reportage, visitando oltre 70 paesi nei cinque continenti. Ancora oggi gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni.

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“Le arti della Cina”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Milano 3 dicembre – Milano, Via Clerici 5 (secondo piano) Ore 18.30 Continuano gli incontri culturali organizzati dalla Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina con l’obiettivo di far conoscere la Cina moderna al grande pubblico italiano. Protagonista di questo evento sarà l’arte contemporanea cinese e le sue nuove frontiere.
A fare il quadro sullo stato attuale sarà Giacomo Agosti, attore, regista e docente all’Accademia di Brera, che sarà accompagnato da alcuni giovani studenti/artisti cinesi. L’evento sarà inoltre animato dalla partecipazione di Matteo Demonte e Ciaj Rocchi con la loro graphic novel, Chinamen, storia di cento anni di comunità cinese a Milano; Silvio Ferragina che si esibirà in una suggestiva performance di arte calligrafica cinese coniugata alla musica e Yujia Hu, in arte Theonigiriart, instagrammer di seconda generazione che ha dato vita a star e icone internazionali con quadri di sushi e sashimi. L’incontro sarà moderato dalla giornalista ed esperta d’arte Francesca Amè. “La nostra Scuola di Formazione Permanente da anni porta avanti la missione di dare vita a eventi e luoghi di incontro per avvicinare le persone – ha detto la Coordinatrice didattica, Jada Bai – perché solo con la reciproca conoscenza esiste una vera integrazione”. La Scuola di Formazione Permanente festeggia quest’anno dieci di anni di attività e di impegno nell’organizzazione di corsi di lingua cinese per bambini ed adulti, corsi di lingua italiana all’interno del progetto ministeriale Marco Polo Turandot e formazione aziendale focalizzata al mercato cinese.

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Il design toscano vola in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 17 novembre 2018

Shanghai da giovedì 22 a sabato 24 novembre, al Salone del Mobile Milano Shangai Patrizia Garganti volerà in Cina. La ‘light designer’ Patrizia Garganti, famosa per i suoi oggetti fuori dal coro e dal design sopra le righe, alla guida della sua azienda che da oltre 40 anni esporta in tutto il mondo i suoi manufatti di luxury lighting design, è stata infatti selezionata tra le aziende di alto profilo che rappresenteranno l’eccellenza della tradizione Made in Italy. Il marchio, infatti, si è imposto per i suoi lampadari di lusso, che arredano i posti più esclusivi sin dal 1976 (anno di fondazione dell’azienda a Firenze).
Nello stand WG18 Hall West allo Shangai Exhibition Centre saranno in esposizione oggetti di design “extra-ordinari”, senza tempo, adatti sia a ambienti classici che contemporanei. Tra le nuove collezioni, sarà possibile scoprire le creazioni nate in collaborazione con il grande architetto e designer contemporaneo Roberto Lazzeroni, noto a livello internazionale, ovvero lampadari che creano geometrie uniche e sofisticate, vere e proprie sculture di luce. In primis “Coup de Foudre” (Colpo di Fulmine), una combinazione di raffinate cornucopie in vetro soffiato che si fondono con la forza di esili strutture metalliche, per un risultato inaspettato; “Novecento”, lampade disponibili in diverse dimensioni e finiture come argento anticato o ottone satinato per la struttura, con paralumi realizzati in cordoncino bianco o ecopelle marrone; “Dew”, dove l’incomparabile maestria artigianale della Garganti diventa il tratto distintivo di un prodotto in cui la pelle intrecciata a mano si fonde con i riflessi cristallini; infine “Gisele”, sospensione a led o applique rifinita in nichel satinato, con paralumi realizzati da pregiati cristalli trasparenti.Spazio anche alle ultime creazioni di luce presentate allo scorso Salone del Mobile di Milano, firmate dalla designer e imprenditrice, a capo, con la sua famiglia, dell’azienda che esporta dall’Europa, all’Asia, dalla Russia, agli Usa, ma che è forte di una produzione completamente realizzata a Firenze, in cui lavorano da decenni artigiani di assoluta competenza.L’ultima serie di lampadari è realizzata in vetro e metalli preziosi, di ispirazione anni ’50 e ’60, per una linea sì contemporanea, ma che affonda le sue radici nella tradizione artigianale fiorentina, e non rinuncia alla poesia. Tra questi, “Chaos”, creazione a 18 o 24 luci e altrettanti portalampada realizzati in vetro su stampo soffiato a bocca, in cui il modulo esagonale dà vita a una miriade di forme infinite, in una sorta di caos calmo, elegante e composto.
Infine, in esposizione, anche “Holly”, modelli a sospensione, da parete o piantane, ottenuti disponendo piccoli rombi leggermente curvati su elementi anulari di vario diametro che ricordano lavorazioni di alta oreficeria (i moduli, accostati, appaiono simili a pietre preziose), e “Ricercata”, piccoli paralumi che si rincorrono in fitti caroselli monocromatici, lampade e piantane che sembrano dive del cinema anni ‘50 con i loro cappelli a larghe tese. Una famiglia ricca di 24 varianti di finitura metallica e 23 varianti di tessuto, arricchita da accessori in fusione (catene, pendenti) disponibili in nichel nero, bianco e oro.Nell’officina interna dell’azienda di Patrizia Garganti a Firenze si producono pregiate manifatture e lampadari tailor-made, che ornano gli ambienti più esclusivi, dal 7 stelle di Pechino Pangu Plaza al rinomato ristorante Bice di Abu Dhabi, al Lagham Hotel di Londra, Hotel Zubarah a Doha, il Ritz Carlton a Talmud Bay, il Palais Jamai in Marocco e l’Hotel Royal Mansour a Marrakech oltre a vari Four Seasons sparsi per il globo.I vari prodotti sono disponibili in varie dimensioni e in altri formati, e hanno come caratteristica fondamentale quella di essere declinabili secondo necessità.

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CINA 1978: Appunti di viaggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Bologna 15 dicembre ore 19.00 (dal 16 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019 Orari: martedì-domenica, 10.30-12.30 – 17.00-19.30 Temporary Gallery via Santo Stefano 91/a. Appunti di viaggio, una serie di scatti in bianco e nero del fotografo Paolo Gotti che documentano diversi aspetti della Cina di quarant’anni fa.Nel luglio del 1978, Paolo Gotti prende parte a un viaggio d’inchiesta organizzato dall’Istituto politico culturale Edizioni Oriente di Milano per osservare da vicino la società cinese, dal punto di vista di una pluralità di interessi che vanno dall’educazione alla sanità, dalla giustizia all’industria. Il reportage sarà poi pubblicato nella rivista quadrimestrale Vento dell’Est, pubblicata dal 1965 al 1979.La delegazione, di cui fanno parte una ventina di persone tra cui personalità del calibro di Silvia Calamandrei, Lisa Foa, Franco Marrone, Paola Mancorda e Claudio Meldolesi, viaggia nella parte settentrionale del paese partendo dalla capitale Pechino per poi visitare le città di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e i pozzi di petrolio di Daqing, fino ai confini con la Manciuria. L’indagine si inserisce all’interno di una situazione politica segnata dai clamorosi avvenimenti seguiti all’arresto della “banda dei quattro” che rappresentò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione Culturale, lanciata da Mao nel 1966 contro le strutture del Partito Comunista Cinese.L’obiettivo del viaggio era quello di comprendere quanto stava avvenendo e le ragioni che avevano scatenato un’inversione di rotta che avrebbe portato nel tempo a un nuovo schieramento del paese nello scacchiere internazionale, ma questo avveniva registrando non tanto i luoghi della politica quanto piuttosto quelli frequentati dalla gente comune: fabbriche, scuole e asili, quartieri urbani e zone rurali.Sono queste immagini, scattate da Paolo Gotti, a immortalare alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese di quaranta anni fa – così diversa dalla Cina contemporanea – visti attraverso l’emozione di uno sguardo occidentale: dai mezzi di trasporto spesso bizzarri e improvvisati alle insegne disegnate con gessetti colorati, dalle ricamatrici tradizionali “in batteria” ai grandi pannelli illustrati con “fumetti” propagandistici, dalle esercitazioni delle soldatesse armate di fucile alle fabbriche che avrebbero portato in futuro il paese a diventare la potenza economica che è oggi.La mostra nasce dalla riscoperta dell’archivio relativo a quel viaggio, che recentemente ha riconosciuto a Paolo Gotti l’assegnazione del Premio UVA promosso dall’Università di Verona.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, intraprende a tempo pieno l’attività di architetto, grafico e fotografo. Dopo varie esperienze nel campo della pubblicità, e una maturata esperienza nello still life, si dedica sempre più al reportage, visitando oltre 70 paesi nei cinque continenti. Ancora oggi gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni.

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Cina più debole di quanto si creda. Ma gli stimoli sono in arrivo

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Commento di Erik Lueth, Global Emerging Market Economist di Legal & General IM. Recentemente abbiamo compiuto un viaggio in Cina che ci ha permesso di cogliere due aspetti fondamentali. Il primo: l’economia è molto più debole di quanto gli indicatori macro suggeriscano. Secondo: riteniamo che le autorità stiano preparando un considerevole pacchetto di stimoli per rivitalizzare le attività.Pochi guardano al PIL come a un indicatore per determinare a che punto del ciclo si trovi la Cina. La maggior parte degli analisti prende in considerazione un insieme di elementi di solito raggruppati negli indicatori di crescita. Questi ultimi suggeriscono che l’attività del Paese sta dimostrando una buona tenuta, nonostante una travagliata campagna di riduzione della leva.Tuttavia, durante il nostro recente viaggio, abbiamo potuto constatare come la realtà sia un po’ diversa. Tutti, o quasi, hanno in famiglia qualcuno che ha dovuto chiudere la propria attività per mancanza di finanziamenti. I business manager, inoltre, hanno un disperato bisogno di un alleggerimento delle condizioni finanziarie. Insomma, lo stato d’animo generale è amareggiato, fra contrazione delle disponibilità finanziarie, aumento dei prezzi nel settore immobiliare e incremento del livello di indebitamento delle famiglie.Sulla base di questi fattori, abbiamo costruito un indicatore di crescita che considera solo dati esterni, evitando dati cinesi di bassa qualità e che potrebbero anche essere stati manipolati. L’indicatore comprende le esportazioni verso la Cina, i flussi turistici in entrata, gli indici PMI dei partner commerciali, i prezzi dei metalli e le valute legate alle materie prime. Ebbene, questo indicatore di crescita evidenzia un notevole rallentamento nel 2018.Tutto ciò è in linea con quanto abbiamo sentito da fonti governative. L’amministrazione ha ammesso che è stato fatto un errore nell’abbinare il deleveraging con politiche fiscali rigide. Inoltre, i policymakers che abbiamo incontrato durante il nostro viaggio ci hanno riferito che il governo avrebbe rafforzato gli stimoli economici, perlopiù in forma di investimenti infrastrutturali, con il governo locale e le aziende pubbliche come canale principale.Da allora, l’avvio degli stimoli ha iniziato a diventare evidente nei dati. L’emissione di obbligazioni del governo locale è aumentata in maniera marcata dopo un timido inizio di 2018 e la crescita del credito sembra aver toccato un minimo a luglio dopo oltre due anni di rallentamento. Le autorità hanno anche tagliato gli obblighi di riserva richiesti di 100 punti base e lasciato intendere che sono probabili ulteriori tagli alle tasse.Occorrono due o tre mesi perché uno stimolo faccia sentire i suoi effetti sull’economia. Pertanto, potremmo aspettarci un possibile rimbalzo delle attività nelle prossime settimane. Ad eccezione del rimbalzo del 2015, i mercati tendono a reagire immediatamente alle variazioni nel momentum della crescita.Riteniamo che un pacchetto di stimoli in Cina diretto agli investimenti infrastrutturali potrà andare a vantaggio delle materie prime, delle valute legate alle commodities e in generale dei mercati emergenti. Tutto ciò, anche qualora il conflitto commerciale colpisse le esportazioni e lasciasse la headline growth ampiamente invariata.Coerentemente con la nostra view, nei portafogli più dinamici del team di Asset Allocation stiamo modificando il posizionamento sull’azionario dei mercati emergenti da sottopesato a neutrale e ci stiamo muovendo tatticamente verso posizioni long sul dollaro australiano.

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Forum Cina Africa: investimenti e cancellazione del debito

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 settembre 2018

Il 3 e 4 settembre si è tenuto a Pechino il “Forum of China Africa Cooperation” (FOCAC) con la partecipazione di 53 capi di stato e di governo di tutti i Paesi africani e della dirigenza cinese. Il FOCAC, fondato nel 2000, è alla sua terza grande conferenza internazionale dedicata alla cooperazione tra Africa e Cina per un destino condiviso.
Oltre mille rappresentanti di seicento imprese e istituti di ricerca hanno partecipato all’evento, Molti gli imprenditori cinesi e africani interessati a promuovere i rapporti nel campo dell’industrializzazione, del commercio e delle infrastrutture. Finora gli investimenti cinesi nel continente africano sono stati massicci: 110 miliardi di dollari negli ultimi 10 anni. Ora la Cina, per i prossimi tre anni, s’impegna con altri 60 miliardi, di cui 15 in crediti a tasso zero, 20 in crediti privilegiati, 10 per un fondo speciale di sviluppo, 5 per finanziare importazioni dall’Africa e 10 miliardi per sostenere investimenti da parte delle imprese cinesi in Africa. Nel periodo gennaio-luglio 2018, gli scambi tra Africa e Cina hanno già raggiunto i 116 miliardi di dollari, con un aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2017. Significativo è il dato relativo alle loro bilance commerciali, che sono quasi in parità.
La grande novità, in verità, sta nell’intenzione cinese di estendere il programma infrastrutturale della Nuova via della seta, la cosiddetta Belt and Road Initiative, verso il continente africano. E’ stato, infatti, firmato un nuovo piano d’azione per integrare la Belt and Road, al suo quinto anniversario, con l’Agenda 2030 dell’ONU e con l’Agenda 2063 dell’Unione Africana, nonché con i vari piani nazionali di sviluppo dei Paesi africani.
L’occidente, e in particolare l’Europa, ha, purtroppo, fallito miseramente nei rapporti con l’Africa. Ancora forte è l’influenza delle logiche neocoloniali! La Cina, invece, a suo modo si è impegnata per lo sviluppo del continente africano. Certo non lo fa a titolo gratuito e molti aspetti della loro cooperazione potrebbero essere modificati e migliorati. Tuttavia, essa sembra voglia coniugare gli investimenti con lo sviluppo. Non si tratta, quindi, di mero accaparramento di terre e di materie prime. In quest’ottica, le infrastrutture e le industrie manifatturiere sono considerate i percorsi principali della crescita economica del continente. La Cina ha già dato un grande contributo in tale direzione. Dal 2000 ha costruito oltre 5.000 km di ferrovie e di strade. Molti africani sostengono che, nell’ambito dell’ampliamento della Nuova via della seta, la cooperazione cinese-africana potrebbe affrontare e risolvere alcune sfide fondamentali per lo sviluppo e il benessere dei popoli. In Africa, dove 600 milioni di persone non hanno ancora accesso all’energia elettrica, il 40% dei prestiti cinesi è destinato al settore della produzione di energia e il 30% alla modernizzazione delle infrastrutture.
Ovviamente l’occidente, però, accusa la Cina di sfruttare le risorse del continente per attirare i leader africani nella “trappola del debito”: renderli dipendenti e sottomessi facendoli indebitare con le banche cinesi. In realtà il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU ha recentemente documentato che, per i paesi africani, in media il tasso tra debito pubblico e Pil è del 32%. Per alcuni paesi produttori di petrolio sarebbe del 40%. Un tasso superiore al 25% posto come obiettivo dal FMI. Ben sotto i livelli dei paesi occidentali!
Il successo del summit del FOCAC dimostra che gli attacchi strumentali non hanno presa. Anzi.
Il presidente Xi, nel suo discorso, ha ribadito l’importanza di operare insieme per realizzare un mondo multipolare e ha affermato che la Cina intende cancellare i debiti di alcuni Stati poveri dell’Africa. Xu Jinghu, inviata speciale per gli affari africani, ha aggiunto che “la Cina non ha aumentato il fardello del debito africano”. Le ragioni complesse della crescita del debito africano sono molteplici, a partire dalla caduta dei prezzi delle materie prime che ha ridotto le entrate dei singoli Stati. La Cina pone molta attenzione alle problematiche del debito dei paesi poveri e di quelli in via di sviluppo. Nei paesi africani si pone la domanda: dove sono l’Europa e gli Stati Uniti quando si parla di investimenti nel continente e della necessità di liberarlo dal fardello del debito? A tale interrogativo non si può sfuggire se realmente s’intende “aggredire” la questione africana che, volenti o nolenti, riguarda non poco l’Europa. In primis l’Italia. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Festa del diploma in Cina per i laureati in biotechnology

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Camerino Si è tenuta all’Università di Jilin in Cina, la festa del diploma dedicata ai laureati del secondo ciclo del progetto congiunto “Biotechnology Bachelor Degree Cooperative Education Project“tra la Jilin Agricultural University e l’Università di Camerino, che prevede l’erogazione del corso di laurea in Biotechnology, parallelo a quello UniCam, ma tenuto in inglese interamente in Cina, e con l’opportunità di ottenere il doppio titolo. I docenti Unicam, infatti, si sono recati in Cina per tenere tutte le attività didattiche secondo un calendario stabilito.Sono stati 68 gli studenti che hanno conseguito il titolo di studio, 15 dei quali hanno conseguito anche il double degree, quindi sia il diploma rilasciato dalla Jilin Agricultural University che quello rilasciato dall’Università di Camerino.
Alla cerimonia hanno partecipato il Rettore ed il Prorettore vicario della Jilin Agricultural University prof. Feng Jiang e prof.ssa Chen Guang, il Delegato del Rettore per Mobilità Internazionale, Accordi Internazionali e Competenze Linguistiche di UNICAM prof. Renato De Leone, la coordinatrice didattico-scientifica del progetto prof.ssa Cristina Miceli e la Direttrice della Scuola di Life Science prof.ssa Li Haiyan. Erano presenti direttori e funzionari di vari uffici, docenti di entrambe le università coinvolti nel progetto, oltre ai genitori, parenti, amici e colleghi dei laureati.

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Le delegazioni dell’Hubei (Cina) in Molise? In realtà ne è piena l’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

Le delegazioni provenienti dalla regione cinese dell’Hubei sono da anni una consuetudine in mezza Italia e finora con quell’area cinese hanno intessuto rapporti soltanto una cinquantina di aziende italiane. E’ quanto emerge nell’approfondita inchiesta pubblicata da Next quotidiano, tra i più letti giornali on-line (https://www.nextquotidiano.it/hubei/).Nel pezzo si fa riferimento anche al Molise: “Lunedì 14 novembre 2016 sono otto i cinesi dell’Hubei che approdano in Molise. Ospitalità da ricambiare in quanto i vertici molisani sono già stati in trasferta istituzionale in Cina ‘per avviare un percorso’, come spiegano il governatore Frattura e il presidente del Consiglio regionale Cotugno. Però di quel percorso, visti i disastrosi dati economici del Molise, c’è davvero poca traccia. In compenso si firma un importante ‘Protocollo d’amicizia’ – si legge nell’inchiesta pubblicata dal quotidiano on-line. Ed ancora, in riferimento alla visita più recente del 2018: “Fine giugno, di nuovo ossessivamente il Molise, dove tra funzionari amministrativi e giornalisti, la delegazione del Dragone ne conta ben sedici. Dopo la visita alla struggente mostra dei disegni realizzati dagli scolari di Macchia di Isernia, accoglienza sul belvedere di Ferrazzano, ‘deliziati dalla presenza dell’Assessore Cotugno’, come scrive il giornale on-line ‘Un mondo di italiani’. Calato il sipario sul Molise, di cui resta una foto dell’assessore e del cinese avvolti dalla bandiera regionale, il giorno seguente l’Hubei è protagonista nuovamente in Abruzzo, con cui è gemellata ormai da due anni”.L’inchiesta del quotidiano nazionale, realizzato a Roma, dimostra come di delegazioni provenienti dall’Hubei sia ormai piena l’Italia ed elenca innumerevoli località piccole e grandi, da Nord a Sud, in cui i cinesi di questa piccola regione siano stati ospiti della politica locale. Oltre a mezza Campania, soprattutto tra il 2011 e il 2013 per il dinamismo dell’europarlamentare Rivellini (Napoli, Caserta, Benevento, ecc.), Milano e hinterland per l’Expo2015, Torino, Vicenza, Siena, Terni, Spoleto, Teramo, Avezzano, più volte Roma e località dei Castelli Romani, Cassino, Messina, ecc., anche piccole città come Tagliacozzo o Cori. Dappertutto tante speranze legate a possibili investimenti cinesi, dai collegamenti aerei al restauro di zone archeologiche. Ma finora, appunto, pochi fatti, salvo missioni bilaterali, con frotte di amministratori italiani in trasferta nel Paese asiatico.Preferiscono non commentare dall’associazione “Forche Caudine”, che di recente ha incluso numerosi imprenditori cinesi, tra cui Marco Wong, presidente onorario di Associna, membro del cda di Extrabanca ed ex amministratore di Hauwei Italia, ma anche due giovani imprenditrici che hanno acquistato un casale a Pietrabbondante per un progetto ricettivo. Ed altre operazioni sono in cantiere per l’autunno.(Cim-Comitato imprese Molise – Roma)

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Flash: fin dove potrebbe spingersi lo yuan

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

dazi usa.pngA cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. Riproduciamo il testo in sintesi:
· E’ probabile che Trump alzi i toni mano a mano che si avvicina la scadenza del 31 agosto, fissata per l’implementazione di dazi su ulteriori 200MLd$ di beni
· Di conseguenza è possibile che nel mese di agosto lo yuan venga portato progressivamente in prossimità della soglia di 7, se Trump solleverà la minaccia di dazi su tutto l’export cinese
· Tale soglia è quella che di fatto renderebbe nullo per la Cina l’imposizione di dazi sul suo inter-export vs gli USA
· Per controllare il deprezzamento la Cina sta probabilmente procedendo allo smobilizzo di parte delle riserve auree, generando nel breve pressioni al ribasso sullo yuan
· Pertanto ipotesi di acquisto di oro potrebbero collocarsi non prima del raggiungimento della soglia di 7 dello yuan vs usd.
dazi usa1Dopo la tregua sulla guerra commerciale con l’Unione Europea, il focus si sposta sulla più complessa guerra con la Cina, in vista del mese di agosto.Trump ha già implementato dazi su 34Mld$ di beni ed a breve partirà una seconda tranche di 16Mld$, in entrambi i casi con aliquota al 25%. Trump ha poi minacciato di estendere i dazi su ulteriori 200Mld$ di beni con aliquota al 10%, fino a spingersi ad innalzare ulteriormente la minaccia fino a ricomprendere di fatto tutto l’export cinese di beni vs gli USA che ammonta a circa 500Mld$. I venti di guerra tra Usa e Cina sono iniziati a fine aprile/inizio maggio, quando lo yuan era intorno a 6,30 vs usd. Da allora la svalutazione è stata di circa l’8%.Proviamo a calcolare l’impatto dei dazi implementati da Trump e quello potenziale derivante dai nuovi dazi minacciati, partendo da un dato certo e cioè i circa 500Mld$ di beni cinesi esportati negli Usa su cui applicare l’impatto della svalutazione dello yuan.Consideriamo due scenari: dazi totali USA su 250Mld$ o su 500Mld$.I calcoli riprendono in buona parte una recente indicazione di Olivier Blanchard via twitter. Come si può considerare, la svalutazione attualmente avvenuta copre abbondantemente anche l’ipotesi di dazi fino a 250Mld$ complessivi.Il fatto che i cinesi stiano portando il cambio su livelli ulteriormente svalutati, serve come deterrente verso l’ipotesi di estensione dei dazi addirittura su tutto dazi usa2.pngl’export cinese vs gli Usa.In ogni caso, ipotizzando un riacutizzarsi della dialettica Usa Cina fino all’ipotesi di dazi su tutto l’export cinese (500Mld$), la svalutazione dello yuan potrebbe essere spinta fino alla soglia di 7, ossia praticamente in linea con i livelli minimi raggiunti dallo yuan post svalutazione del 2015.
Intermonte SIM S.p.A., Investment bank indipendente fondata nel 1995, è una delle maggiori società di ricerca e di intermediazione mobiliari presenti in Italia, costantemente ai vertici delle classifiche Assosim, ed il punto di riferimento per gli investitori istituzionali italiani ed internazionali sul mercato azionario italiano. L’attività di intermediazione si rivolge ad investitori istituzionali italiani ed esteri e mantiene rapporti continuativi con oltre 450 investitori globalmente anche attraverso la sede di New York, dedicata ad investitori statunitensi.(grafico: dazi usa)

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L’irriverente fa lo storico… non più di tanto. Cina e resto del mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

Alcuni mesi fa, a Mosca, ho visitato il museo della Cosmonautica. Un esperienza toccante che mi ha fatto ripercorrere diversi anni della mia gioventù, quando in tanti sognavamo che di lì a poco saremmo andati senza problemi in giro per lo spazio. Poi tutto si è grossomodo fermato, e non solo per i sovietici (all’epoca non erano solo russi come oggi). Davanti alle immagini e reperti del viaggio di Jurij Gagarin, come primo di una lunga lista di astronauti, mi sono soffermato ricordando a mia figlia con cui visitavo questo museo, che il giorno dopo che quell’uomo era andato a girare intorno alla Terra, in tutto il Pianeta (ma proprio tutto e tutto) non si parlava d’altro, ed eravamo nel 1961, quando le comunicazioni non erano veloci e fluenti come ora; per l’occasione ho anche ricordato alla figliola, che altrettanto clamore mediatico e totale ci fu solo il 20 luglio del 1969 con lo sbarco dell’americana Apollo 11 sulla Luna. Solo quando non ero
più un ragazzino, ho focalizzato quella gara enorme che si era scatenata per la conquista dello spazio tra americani e sovietici. Gara, che se aveva il suo culmine e la massima rappresentazione nelle imprese spaziali, comunque si manifestava anche ad altri livelli, quasi sempre perdenti per i sovietici e vincenti per gli americani. La conquista dello spazio continua tuttora ad essere nei programmi sia russi (non più sovietici) che americani, ma abbastanza angolata rispetto agli interessi, alle speranze, alle curiosità e agli occhioni sbarrati di ragazzi e ragazze che non vorrebbero accontentarsi solo di film di fantascienza.
Oggi, 4 luglio, ho letto una notizia che mi ha fatto ricordare quanto sopra. Eccola, dal quotidiano La Repubblica: “Cina. Un paese ossessionato dal Guiness dei primati. Registrazioni al Guiness in crescita del 10% l’anno. Ma si punta anche ai primati con “caratteristiche cinesi”, come una pulizia delle orecchie di massa o un ballo di gruppo”. Ho fatto subito un flashback con l’Unione Sovietica degli anni 60 del secolo scorso, quando, a partire dai cosmonauti, era tutta una gara tra americani e sovietici, a chi riusciva a sembrare più bello agli occhi del mondo (il fallimento del modello comunista sovietico era ancora in alto mare, e i vari partiti comunisti nel mondo erano difficilmente in rotta col “babbo” di Mosca, per quanto avesse già dimostrato al mondo che lo stalinismo non fosse proprio quel futuro dell’avvenire per umani liberi e laboriosi che voleva far intendere). Ma, a differenza degli americani, i sovietici avevano proprio “una fissa” per i loro tentativi di supremazia; una “fissa” utile quando durante la seconda guerra mondiale fu grazie al loro contributo che si sconfissero nazisti e fascisti, ma un po’ maniacale proprio a partire dalle imprese di Gagarin e dello Sputnik 1 intorno all’orbita terrestre. Quella stessa maniacalità che ho percepito in questa notizia sui Guiness che ci arriva dalla Cina. Vizio comune dei regimi autoritari? Premessa di un declino e di una corrosione culturale come per l’Urss a suo tempo? Si’, lo so, corro troppo e ci sono tante implicazioni che dovrebbero essere considerate. Ma tutto va inquadrato nella specifica epoca. L’Urss era il secolo scorso, e proprio poco dopo le vicende dei cosmonauti che ho ricordato, con una “gloria” mondiale diffusa soprattutto nei diseredati ed emarginati e sfruttati dell’affermazione liberista, cominciò quella erosione che portò alla dissoluzione (con la Russia che oggi continua, ma è comunque tutta un’altra cosa). La Cina è oggi. Non mi addentro in tutte le analisi e constatazioni possibili ed immaginabili (a partire dal fatto, per esempio, tra le “super novità” che, a parte qualche residuo territoriale francese, oggi Africa e Cina sono un binomio economico non indifferente).
Per noi che siano attenti alle evoluzioni e involuzioni dell’individuo consumatore, e che crediamo che bisogna dar corpo a istituzioni globali che disciplinino il magma economico mondiale che sempre più ci fa essere sudditi e non governati, questi fenomeni ci devono far alzare le antenne per meglio osservare, capire, elaborare, riflettere. Poi, ovviamente, ci sono gli amanti dei “corsi e ricorsi storici” (tra cui non ci annoveriamo), ma siamo nel 2018 ed io che domani devo andare a Sydney, non a caso il volo migliore che ho trovato (qualità ed economicità) è via Canton/Shangai, e non le “solite” Singapore o Bangkok. Così come quelle “cineserie” che tutti acquistiamo dal “cinese dietro l’angolo che è sempre aperto e costa pochissimo” e poi – magari, non io ovviamente- si sbraita contro i troppi cinesi presenti nelle nostre città. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Cina: Air Liquide e la startup STNE firmano un accordo per lo sviluppo della mobilità a idrogeno

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

Air Liquide e la startup cinese STNE (Shanghai Sinotran New Energy Automobile Operation CO., LTD.), hanno siglato una partnership per accelerare lo sviluppo in Cina di flotte di camion elettrici alimentati a idrogeno. Questo accordo si inscrive nel quadro del 13° piano quinquennale del Governo cinese, che mira in particolare a sostenere lo sviluppo e la commercializzazione di veicoli elettrici a idrogeno al servizio di una mobilità pulita.
Con questa partnership, Air Liquide acquisisce una quota di minoranza di circa 10 milioni di euro nella startup Cinese STNE, una piattaforma logistica dedicata alla consegna di merci nei centri urbani, che attualmente gestisce una stazione di idrogeno a Shanghai e una flotta di 500 camion a idrogeno. Nell’ambito di tale accordo, Air Liquide metterà a disposizione di STNE la sua competenza sull’intera catena di approvvigionamento dell’idrogeno, dalla produzione allo stoccaggio, fino alla distribuzione, per accelerare lo sviluppo della startup. L’obiettivo di STNE consiste nell’arrivare ad ampliare il proprio parco mezzi fino a 7.500 unità e gestire una rete di circa 25 stazioni di idrogeno entro il 2020.L’idrogeno è un’alternativa per rispondere alla sfida del trasporto pulito e contribuire così al miglioramento della qualità dell’aria. Utilizzato in una cella a combustibile, l’idrogeno si combina con l’ossigeno presente nell’aria per produrre elettricità, rilasciando, come unico sottoprodotto, acqua. Il suo utilizzo non genera alcun effetto inquinante: zero gas a effetto serra, zero particelle e nessun rumore. L’idrogeno fornisce una risposta concreta alle sfide della mobilità sostenibile e dell’inquinamento atmosferico nelle aree urbane, in particolare per la logistica. Infatti, occorrono meno di sette minuti per ricaricare un camion alimentato a idrogeno, per un’autonomia di guida di circa 400 chilometri.François Darchis, Senior Vice President, membro del Comitato Esecutivo di Air Liquide, che supervisiona l’Innovazione, ha dichiarato: “Siamo lieti di questa partnership con la startup STNE e di contribuire così allo sviluppo della filiera dell’idrogeno in Cina. Questo investimento, combinato con la competenza industriale e tecnologica di Air Liquide in materia di energia a idrogeno, permette al Gruppo di contribuire all’accelerazione dello sviluppo di soluzioni concrete in Cina al servizio della transizione energetica.”

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Tv2000 sbarca in Cina con il programma Borghi d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Borghi d’Italia, il programma di viaggi di Tv2000, arriva in Cina. Grazie a un accordo con la Global Broadcasting Times, multinazionale di comunicazione interculturale che promuove l’interazione tra la Cina e il resto del mondo, il programma di viaggi dell’ emittente della Cei viene diffuso in Cina e presso il pubblico internazionale di lingua cinese. La diffusione avviene tramite il canale You Tube di Gbtimes; il canale social denominato Unknown Europe e i social media cinesi ai quali è collegato (Sina Weibo, Youki, We Chat) e la piattaforma Megamedia. Sono previsti nel biennio 2018-2019 traduzione e doppiaggio in lingua cinese di cinquanta puntate da 30 minuti e cinquanta teaser da 100 secondi. Le prime cinque puntate, già prodotte con doppiaggio in cinese, sono dedicate ai Comuni di Alessano (Lecce), Bovino (Foggia), Forio (Napoli), Majano (Udine), Montegrotto Terme (Padova). Inoltre sul canale Youtube di Gbtimes è possibile vedere online tutte le puntate nella sezione dedicata al programma. Borghi d’Italia, giunto alla decima stagione, è condotto da Mario Placidini ed è un viaggio settimanale nella storia, nell’arte e nelle tradizioni dei piccoli Comuni italiani.

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Le aziende russe partecipano al congresso mobile mondiale/КОМПАНИИ ИЗ РОССИИ ПРИНИМАЮТ УЧАСТИЕ ВО ВСЕМИРНОМ МОБИЛЬНОМ КОНГРЕССЕ

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 giugno 2018

padiglione russo1.jpgShanghai, 28 e 29 giugno 2018 e con l’apertura odierna del padiglione russo. il World Mobile Congress (Mobile World Congress Shanghai, MWC Shanghai), presenta le ultime innovazioni e tendenze high-tech nel settore globale delle telecomunicazioni. Quest’anno, oltre 550 aziende provenienti da oltre 100 paesi e regioni del mondo partecipano alla mostra, che è uno degli eventi più importanti del mondo nel settore delle telecomunicazioni.
L’esposizione russa organizzata dal centro di esportazione russa, che ha unito sotto la sua egida le 14 società nazionali che si presentano all’importante evento con i propri prodotti e soluzioni uniche in grado di competere con le controparti estere.
La cerimonia di apertura ufficiale, alla quale hanno partecipato i rappresentanti del team di gestione del mondo le aziende leader nel settore della telefonia mobile, si è svolta sotto lo slogan “Scopri un futuro migliore.”
Le aziende straniere hanno potuto scoprire il meglio visitando la mostra russa: ad essa sin dall’inizio è stata mostrata una grande attenzione. Così, il primo giorno una visita è stata fatta da una delegazione di aziende irlandesi, a cui sono stati presentati i prodotti dei partecipanti russi. L’attenzione speciale dei partner irlandesi è stata attratta dalle offerte di aziende come TEXEL, DMTEL, SKYDNS.
Il giorno della apertura del Congresso, lo stand russo è stato visitato dai massimi dirigenti del China Telecom, guidata dal vice direttore generale di China Telecom Miglior tono inormation Service Co., Ltd, Gang Niu (China Telecom, la Cina lo stato società di telecomunicazioni). Durante l’incontro, è stata espressa la volontà di cooperare con le compagnie russe: Infinet, TightVideo e Gognitive Pilote.
Inoltre, è stato firmato un memorandum di cooperazione tra la società russa Open Mobile Platform e Shenzhen Water World Co. Al momento della firma del memorandum erano presenti Ivan Kargapol’tsev, e i corrispondenti della Tass che hanno intervistato i firmatari della parte russa, Alexei Kogan, direttore operativo di “Open Mobile Platform” e quello cinese – il direttore generale della parola Shenzhen Acqua Co Gao Jiang.
Durante il tour intelligente Tour trasformazione artificiale, condotta dagli organizzatori fieristici GSMA, le aziende provenienti da Russia – Cognitive Pilote, Altarix, ExpaSoft hanno presentato le loro soluzioni IT innovative.
Project Manager REC sul sostegno tecnologie di esportazione e di informazione Marat Karavaev e i membri della sessione di esposizione russi si sono soffermati sul tema “Russian hub di esportazione: Esportazioni high-tech degli strumenti di supporto”
Uno degli eventi chiave della prima giornata, che si è tenuto presso lo stand russo, è stata la performance di Bo Ji, un imprenditore e consulente di start-up a livello mondiale speaker riconosciuto nel formato TEDh. Bo Ji insegna programmi MBA in alcune delle più prestigiose business school del mondo, come il MIT, Università di New York, Hong Kong University of Science and Technology, Università Tecnica di Monaco, e altri.
Il primo giorno per gli espositori russi si sono presentati con un ricco programma di attività: Sono riusciti a tenere, con i potenziali partner, ben 120 incontri organizzati da JSC e di esposizione dell’operatore “REC” GC “Inconnect”.
padiglione russo.jpgКОМПАНИИ ИЗ РОССИИ ПРИНИМАЮТ УЧАСТИЕ ВО ВСЕМИРНОМ МОБИЛЬНОМ КОНГРЕССЕ
27 июня в Шанхае начал работу Всемирный мобильный конгресс (Mobile World Congress Shanghai, MWC Shanghai), на котором представлены последние высокотехнологичные новинки и тенденции развития глобальной телекоммуникационной индустрии. В этом году участие в выставке, являющейся одним из крупнейших мировых событий в телекоммуникационной сфере, принимают свыше 550 компаний из более чем 100 стран и регионов мира.
Российская экспозиция организована Российским экспортным центром, который объединил под своей эгидой 14 отечественных компаний, готовых представить на ведущем отраслевом мероприятии свои уникальные продукты и решения, способные конкурировать с зарубежными аналогами.
Официальная церемония открытия выставки, участие в которой приняли представители руководящего состава ведущих мировых компаний в сфере мобильной индустрии, прошла под лозунгом «Открой для себя лучшее будущее».
Зарубежные компании смогли открыть для себя лучшее, посетив российскую экспозицию: к ней с самого начала было проявлено очень большое внимание. Так, в первый день состоялся визит делегации ирландских компаний, которым была представлена продукция российских участников. Особое внимание партнеров из Ирландии привлекли предложения таких компаний, как TEXEL, DMTEL, SKYDNS.
Российскую экспозицию и представленные на ней разработки отечественных компаний с интересом осмотрел Евгений Грязнов, заместитель генерального консула Российской Федерации в Шанхае.
В день открытия конгресса наш стенд посетило руководство подразделений China Telecom во главе с заместителем генерального директора China Telecom Best Tone Inormation Service Co., Ltd, Gang Niu (China Telecom китайская государственная телекоммуникационная компания). В ходе встречи были выражены намерения о сотрудничестве с российскими компаниями – Infinet, TightVideo и Gognitive Pilote.
Также состоялось подписание меморандума о сотрудничестве между российской компанией Open Mobile Platform и Shenzhen Water World Co. При подписании меморандумов присутствовал Иван Каргапольцев, корреспондент ТАСС в Шанхаe который взял интервью у подписантов: с российской стороны, у Алексея Когана, операционного директора ООО «Открытая Мобильная Платформа», с китайской стороны – у генерального директора Shenzhen Water word Co Гао Цзяна.
В ходе интеллектуального тура Artificial Transformation Tour, проведенного организаторами выставки GSMA, компании из России – Cognitive Pilote, Altarix, ExpaSoft презентовали свои инновационные IT-решения, которые заинтересовали всех участников данного мероприятия.
Руководитель проекта РЭЦ по поддержке экспорта и информационных технологий Марат Караваев провел с участниками российской экспозиции консультационную сессию на тему: «Российский экспортный центр: инструменты поддержки высокотехнологичного экспорта».
Одним из ключевых мероприятий первого дня, прошедшего на нашем стенде, стало выступление Бо Цзи, предпринимателя и консультанта глобальных стартапов, признанного спикера формата TEDх. Сочетая в себе богатый бизнес-опыт и глубокие знания, Бо преподает программы MBA в одних из самых престижных в мире бизнес-школ, например, Массачусетского технологического института, Нью-Йоркского университета, Гонконгского университета науки и технологии, технического университета Мюнхена и других.
Первый день для российских экспонентов выдался эффективным благодаря очень насыщенной деловой программе: в общей сложности участникам удалось провести с потенциальными партнерами около 120 B2B-встреч, организованных АО «РЭЦ» и оператором экспозиции ГК «Инконнект».
На 28 июня запланировано официальное открытие российского павильона. Работа Всемирного мобильного конгресса продлится до 29 июня.

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Omar Galliani in Cina

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Il Museo Nazionale d’Arte della Cina (NAMOC), con sede a Pechino, dal mese di giugno parla anche italiano. L’opera “Lontano da Xian” dell’artista Omar Galliani è entrata a far parte delle collezioni del Museo, accanto ai lavori di Pablo Picasso, Salvador Dalí, Kaethe Kollwitz ed Ansel Adams.
Il NAMOC, punto di riferimento culturale a livello nazionale, raccoglie oltre 110.000 pezzi che documentano lo sviluppo dell’arte in Cina dai tempi antichi ad oggi. Le collezioni includono anche dipinti del passato, opere di calligrafia, manufatti e lavori selezionati di maestri internazionali.
“Lontano da Xian” è un’opera a matita su tavola di 180×180 centimetri, realizzata nel 2016 ed esposta nel 2017 a Pechino, in occasione della settima edizione della Biennale Internazionale d’Arte, manifestazione tesa ad individuare ricerche pittoriche e scultoree che propongano nuove visioni tra locale ed internazionale, arte, cultura e società.
«Il tema dell’ultima Biennale Internazionale d’Arte di Pechino, “La via della seta”, e l’opera che ho scelto – spiega Omar Galliani – mostrano due direzioni di “sguardo”: Oriente e Occidente. Il volto resta celato. I tratti somatici si sottraggono all’identificazione dell’origine. Tutto si fonde e armonizza nel centro del quadro, dove la cosmogonia di un cielo stellato riempie un atanor / vaso simbolico del Tutto. Un melograno tatuato, simbolo di vita diffuso tra Oriente e Occidente, celebra il rito della vita e della rinascita. Nella vita nomade del mio disegno, “Lontano da Xian” si ferma oggi in uno dei più importanti musei della Cina. Diverse opere sono entrate nelle collezioni dei musei cinesi nei quali ho esposto dal 2000 ad oggi. “Lontano da Xian”, con il suo viaggio di sola andata, tesse un filo di seta rossa che cuce insieme Occidente e Oriente».
Quello di Omar Galliani con l’Oriente è un legame consolidato, riscontrabile e riconoscibile come cifra artistica in molte sue opere. La sua prima personale in Cina è allestita nel 2000, presso il Museo d’Arte Moderna (ex CAFA) di Pechino. Nel 2003 vince, insieme a Georg Baselitz, il premio per la miglior opera alla prima edizione della “Biennale Internazionale d’Arte di Pechino”. Nel 2006-2007 è protagonista di un grande tour della Cina (Shangai, Urban Planning Exhibition Center; Chengdu, Sichuan Art Museum; Suzhou, Museum of Fine Art; Jinan, Shandong Art Museum; Dalian, Dalian Art Exhibition Hall; Xian, Shanxi Museum of Fine Art; Wuhan, Gallery of Fine Arts of the Wuhan Academy; Hangzhou, Museum of Fine Art), in occasione del quale il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Jinan gli conferisce la laurea ad honorem in pittura. Un riconoscimento importante che gli consente di tenere un corso di pittura presso l’Accademia di Wuhan. Risale al 2011 la personale “Diario Cinese”, allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino e al Museo di Tianjin, in occasione dell’anno culturale della Cina in Italia. Nel 2012 realizza la mostra “The Male, the Female, the Sacred. Omar Galliani in dialogue with drawing tradition”, a cura di Manuela Lietti e Wang Huangsheng, allestita nella nuova sede del CAFA Art Museum di Pechino, progettata da Arata Isozaki.
In occasione dell’acquisizione del dipinto “Lontano da Xian” da parte del Museo Nazionale d’Arte della Cina (NAMOC), in Italia è stata prodotta da corsiero editore una cartella a tiratura limitata contente la realizzazione originale in litografia dell’opera.
Per approfondimenti sul lavoro di Omar Galliani, le mostre, le pubblicazioni e l’attività dell’Archivio è possibile visitare il sito http://www.omargalliani.com.

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L’innovazione friulana si afferma in Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Grande interesse per l’offerta economica innovativa delle imprese friulane in Cina, dove si trova in questi giorni una delegazione formata da una decina di aziende del territorio per la missione-studio organizzata dalla Camera di Commercio e da Confindustria Udine, in collegamento con le attività avviate dalla Regione Fvg. Con i presidenti Giovanni Da Pozzo e Anna Mareschi Danieli, nel viaggio d’affari ci sono Engen Meccanica con Cristina Mattiussi, il Gruppo Luci rappresentato da Jacopo Luci, Meccanotecnica con Nicola Collino, Mechanics srl con Giulio Fornasiere, Quin con Fabio Valgimigli, Saitel con Dino Feragotto, Serrametal con Giuseppe Vesca e The Next con Kevin Feragotto.«L’obiettivo di questa visita ricca di appuntamenti con le massime istituzioni e realtà economiche di Pechino e Shanghai – ha commentato il presidente Da Pozzo – è conoscere un territorio in cui si stanno creando sempre più spazi di azione, con un focus puntuale sul digitale, in una sinergia fra il programma di Impresa 4.0 e il progetto Made in Cihina 2025, lanciato nel 2015, che punta a trasformare la “fabbrica del mondo” cinese in una fucina di innovazione, di produzioni automatizzate ad alto valore aggiunto e tecnologie produttive avanzate. In questi primi incontri sono rimasto particolarmente colpito dall’apertura e dall’interesse verso le nostre piccole e medie industrie, che possono esprimere qui un grande potenziale soprattutto per le capacità di innovazione, professionalità, ecologia, qualità».
Come ha evidenziato anche la presidente Mareschi Danieli «con il piano Made in China 2025, la Cina passa dalla produzione di massa a bassa qualità a quelle tecnologicamente innovative. Cosa fare? Collaborare, perché è una grande opportunità, investendo in ricerca e innovazione per essere sempre un passo avanti a loro. La nuova economia con il Programma Made in China 2025 aprirà le porte a molteplici opportunità bidirezionali tra i due Paesi. La Cina si sta aprendo al mercato globale: su questo dobbiamo concentrarci per cogliere subito ogni opportunità per le imprese italiane di svilupparsi in Cina. Il tutto, in un’ottica win win per sviluppare una manifattura sostenibile. La missione in corso, per quanto riguarda Confindustria Udine, ha proprio questo obiettivo: accompagnare ed accreditare le nostre aziende nei confronti di qualificati interlocutori istituzionali e imprenditoriali cinesi».Il programma della delegazione friulana in Cina, reso possibile dalla collaborazione col sistema Italia in Cina, in primis l’Agenzia Ice, è fitto di incontri: gli imprenditori hanno partecipato a un approfondimento sulle specificità del business in Cina, anche dal punto di vista della tutela della proprietà industriale, degli investimenti, delle peculiarità doganali e della business etiquette, con un particolare focus sul sistema ricerca e sviluppo cinese, e hanno quindi cominciato gli incontri istituzionali. Innanzitutto alla China Chamber of Commerce for Machineries and Electronics, dove hanno conosciuto anche imprese cinesi, quindi alla China Chamber of International Commmerce e China Machine Tool and Toolbuilder’s Association. Dopo di che, una nutrita serie di visite ad aziende locali, tra Pechino e Tianjin. Giovedì il trasferimento a Shanghai, dove proseguiranno, con la collaborazione di Danieli China, gli approfondimenti con le principali autorità economiche e dell’innovazione e le visite aziendali, con particolare attesa per quella al Parco Industriale e al Data Centre. La visita a Shanghai è stata studiata anche come anticipazione edizione di China InternatImport Expo (CIIE), che si terrà dal 5 al 10 novembre nel padiglione Italia al National Exhibitioand Convention Center di Shanghai. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane. Sarò un vero e proprio expo legato alle importazioni di tecnologia, beni e servizi delle aziende cinesi e l’Italia ha aderito incaricando l’Ice Agenzia di seguire l’organizzazione delle presenze italiane.

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“The Italian Lifestyle Panda Award”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

La società di progettazione integrata Progetto CMR (www.progettocmr.com) si è aggiudicata “The Italian Lifestyle Panda Award”, il prestigioso riconoscimento istituito dalla Camera di Commercio Italiana in Cina che premia le società, italiane e cinesi, che si sono distinte nella promozione delle relazioni tra i due Paesi. Presente dal 2002 nel mercato cinese con una sede a Pechino e una a Tianjin, Progetto CMR è stata premiata quest’anno per il masterplan di Manjiangwan, primo esempio di villaggio di nuova realizzazione concepito secondo i canoni di Città Slow, riconosciuto dalla Giuria quale esempio iconico di italianità e innovazione. A ritirare il premio, la sera di sabato 9 giugno a Shanghai alla presenza di 500 ospiti tra i funzionari e rappresentanti di società italiane e cinesi, l’arch. Massimo Bagnasco, Managing Partner di Progetto CMR China, insieme al cliente Purple Jade (nella foto).Progetto CMR non è nuovo a questo tipo di riconoscimento. L’ultimo è stato insignito nel 2015 con la menzione di società “Best Time Honoured” a fronte del successo raggiunto nel corso degli anni operativi in Oriente.Massimo Roj – fondatore e global CEO di Progetto CMR – ha dichiarato “E’ un grande onore aver ricevuto questo importante riconoscimento, che dimostra ancora una volta quanto la Cina sia importante per noi, per la nostra azienda; abbiamo creduto nelle enormi potenzialità di questo mercato fin dagli inizi, un mercato in cui abbiamo investito molto e che ha ripagato i nostri sforzi. Ottenere questo premio, insieme ad altri risultati positivi ottenuti in questi anni, è stato possibile grazie ad un grande lavoro di squadra, e rappresenta uno stimolo ulteriore in noi nel promuovere la progettazione sostenibile e human-centered in Cina!”

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Usa-Cina: in Asia Pacifico timori per la guerra dei dazi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2018

La guerra dei dazi tra Usa e Cina fa temere cali di fatturato alle aziende esportatrici asiatiche, mentre le aziende che riforniscono soprattutto il mercato interno vedono le barriere commerciali internazionali come una opportunità di crescita. E’ quanto emerge dal sondaggio realizzato per l’edizione 2018 del Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento in Asia Pacifico. Il 45% degli esportatori asiatici, intervistati da Atradius, prevede cali di fatturato tra il 10 e il 20% a causa delle vicende legate alla guerra dei dazi ed alla revisione della geografia commerciale mondiale. In particolare, prevedono cali di fatturato per le restrizioni all’export il 52% delle aziende in Cina, il 65% in Indonesia, il 48% a Taiwan e il 47% a Hong Kong, tutte economie con relazioni commerciali profondamente intrecciate con la Cina. Al contrario, le aziende asiatiche focalizzate sul commercio interno considerano il protezionismo un’opportunità per la crescita del business sul mercato domestico, come nel caso del 29% degli intervistati indonesiani. Inoltre questi paesi stringono sempre di più legami commerciali con il resto del mondo, in particolare con l’Austrialia e con il Giappone le cui aziende infatti, rispettivamente per il 54% e il 51%, non prevedono impatti negativi sul loro fatturato nei prossimi mesi. Secondo Andreas Tesch, Cmo di Atradius, la situazione di incertezza politica internazionale “può abbassare la fiducia delle imprese e innescare il deterioramento del contesto di insolvenza nella regione, è quindi essenziale che i fornitori adottino un approccio lungimirante per proteggere il loro flusso di cassa “. (fonte: Sondaggio Atradius)

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Cina: il focus passa dal benessere finanziario a quello ambientale

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Commento di Mark Evans del team EM Fixed Income di Investec Asset Management. I tentativi di riforma da parte del Governo per ridurre l’eccesso di offerta continuano a mostrare i loro effetti. Le industrie fornitrici, in generale, hanno condizioni finanziarie migliori rispetto a quanto da noi constatato nel 2016, e il focus delle riforme si è chiaramente spostato dalla finanza alla salute ambientale, coerentemente con quanto ribadito negli ultimi mesi dal Presidente Xi. Secondo le previsioni più diffuse, i prezzi delle commodities riceveranno sostegno da un’offerta ridotta, sebbene lo spostamento dell’attenzione verso il miglioramento della salute dell’ambiente potrebbe avere conseguenze non volute sulla domanda.
Bisogna dare atto al Governo cinese che il suo ambizioso tentativo di contrastare l’inefficienza nella produzione di acciaio e rianimare i profitti sta decisamente funzionando. È chiaro come la stretta normativa e finanziaria abbia escluso dal mercato dell’acciaio i produttori inefficienti, facilitando gli operatori più grandi e di maggior profitto, che possono beneficiare di economie di scala e continuano a produrre quasi a piena capacità. In seconda battuta, l’obiettivo centrale del governo di ripulire l’ambiente sta incoraggiando le acciaierie e altre fabbriche industrializzate a investire in infrastrutture ecologiche per ridurre i livelli di inquinamento. È interessante notare come i funzionari locali di governo non stiano glissando sulla politica ambientale restrittiva chiesta dal governo centrale, bensì stiano implementando un modus operandi molto più rigido di quello suggerito da Pechino.Ad esempio, le emissioni di fumo bianco dalle acciaierie non saranno più consentite a Tangshan da novembre di quest’anno, nonostante la mancanza di produttori con le adeguate tecnologie. Considerando che misure come questa probabilmente verranno eliminate, questo provvedimento sottolinea la serietà delle intenzioni delle autorità locali nell’ambito della salvaguardia ambientale. Esiste chiaramente un rischio di eccesivo irrigidimento, considerato lo spostamento dell’attenzione del governo dalla quantità alla qualità della crescita economica. Comunque siamo rassicurati dallo sviluppo significativo del coordinamento delle politiche e la loro implementazione nell’arco degli ultimi due anni, quindi credo che ogni segnale di irrigidimento eccessivo dovrà essere analizzato in base a queste considerazioni.
I produttori di acciaio e altri attori del mercato non sono eccessivamente preoccupati del più forte atteggiamento protezionistico della retorica e della politica statunitense. La percezione generale è che le normative implementate fin qui siano relativamente modeste nei loro effetti, mentre una reale stretta sarebbe controproducente per gli Stati Uniti. Sono un po’ sorpreso di trovare un atteggiamento così rilassato, nonostante noi concordiamo in effetti con la view in generale. Inoltre, i rischi di un eccessivo irrigidimento domestico sembrano ampiamente superare quelli di una guerra commerciale.
Il timing del Nuovo Anno Cinese (CNY) rende l’analisi e l’interpretazione di alcuni soft data estremamente difficile. Il dato relativo alla domanda cinese generalmente subisce un ritardo stagionale in seguito al CNY, ma quest’anno il recupero sembra insolitamente lento. In queste circostanze, crediamo che la domanda non sia ridotta in modo permanente, piuttosto solo ritardata. Stiamo monitorando da vicino i livelli di acciaio, che sembrano essere in fase di moderazione e dunque appoggiare l’idea che la domanda è semplicemente stata ritardata, non ridotta. Questa debolezza dovrebbe lasciare spazio a un miglioramento durante il secondo trimestre. In più, i sondaggi sulla fiducia dei consumatori e delle imprese continuano a disegnare uno scenario macro in salute.
Nonostante una leggera riduzione del rischio nelle nostre strategie sul debito emergente e in quelle multi-asset su questi mercati prima del più recente sell-off, restiamo positivi sulla crescita globale. Il contributo della Cina all’espansione economica mondiale resta significativo, pertanto la nostra view costruttiva sulla Cina supporta il nostro outlook positivo sulla crescita globale. Nella nostra view, ulteriori sell-off dei prezzi degli asset correlati al rallentamento della crescita cinese ci forniranno una buona opportunità per innalzare il rischio a livelli più attrattivi.In termini di posizionamento bottom-up, manteniamo un posizionamento long sul renminbi contro altre valute regionali. Il ridotto differenziale di tassi di interesse con gli Stati Uniti (cioè la differenza tra il tasso di interesse statunitense e quello cinese) è un aspetto da tener presente, ma tutto sommato la bilancia dei pagamenti è solida. La fuoriuscita di capitali resta contenuta, mentre i flussi in ingresso stanno prendendo piede grazie alle recenti misure di liberalizzazione, mentre la forte crescita globale continua a sostenere la crescita dell’export. Inoltre, riteniamo che la forza del renminbi sia ben vista dalle autorità per l’aiuto che offre nel contenere la pressione della fuoriuscita di capitali e, allo stesso tempo, nell’essere di aiuto nelle negoziazioni commerciali con gli Stati Uniti.

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