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Un ponte con la Cina sul tumore gastrico

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

Como. L’esperienza della medicina moderna cinese può essere molto utile per curare in Italia il tumore gastrico: è questo l’obiettivo della collaborazione con il dottor Jian Gong (Decimo Ospedale del Popolo di Shanghai e Università Tongji di Shanghai, una delle più antiche e autorevoli del Paese) che nei giorni scorsi si è confrontato a Roma con il dottor Andrea Porta, direttore di Chirurgia Generale dell’Ospedale Sacra Famiglia di Erba (Como), esperto di interventi di chirurgia laparoscopica dell’Upper GI (distretto sovramesocolico), nell’ambito del congresso di chirurgia dell’apparato digerente (Radisson Hotel, 15 ottobre).
Un enorme bagaglio culturale. «L’apertura della Cina al mondo occidentale – dichiara – ci ha consentito di accedere al loro enorme bagaglio culturale; assistiamo infatti alla continua immissione in letteratura scientifica di studi realizzati in Cina. Questo fenomeno è reso possibile dall’enorme popolazione cinese e dal loro sistema di centralizzazione della patologia. In questo modo, i centri di ricerca dispongono di una enorme mole di dati sulla quale elaborare i nuovi progetti per il futuro della medicina e dell’oncologia».
Il tumore gastico. Nello specifico, il lavoro del Professor Gong si focalizza sul tumore gastrico, che rappresenta un entità a media incidenza. «Il sistema di centralizzazione della patologia ha consentito al team del Professor Gong di portare avanti un lavoro innovativo validato da una casistica molto rilevante. La possibilità di condurre studi scientifici su grandi popolazioni consente di poter trarre rapidamente delle conclusioni clinicamente rilevanti e quindi rapidamente disponibili per la cura dei nostri pazienti» osserva Porta.
Gli studi del Professor Gong mirano a migliorare la sopravvivenza dei pazienti affetti da tumore gastrico. Il punto cruciale su cui si basa questo ambizioso risultato è, osserva il medico italiano, «una rigorosa metodica chirurgica atta ad asportare il tumore en bloc con tutte quelle strutture anatomiche ed embriologiche che rappresentano le vie di comunicazione per la diffusione della malattia. L’attuale disponibilità di strumenti tecnologici che consentono una migliore visione dell’anatomia del paziente e la padronanza delle tecniche di laparoscopia avanzata, sono i cardini dell’applicazione pratica delle ricerche del Professor Gong».
La ricaduta in Italia. Anche in Italia, sottolinea, «abbiamo la possibilità di identificare degli aspetti anatomici che rappresentano i confini naturali della malattia. Asportando il tumore lungo queste vie, abbiamo la possibilità di eseguire un’asportazione ancor più radicale rispetto a quello che poteva essere fatto fino a pochi anni fa con le tecniche standard. Sembra che questa nuova tecnica possa garantire un miglior controllo locale della malattia che in parole povere significa una miglior sopravvivenza. Attendiamo con interesse i risultati degli studi randomizzati in corso».
Il congresso. A fine novembre si terrà un congresso a Roma, con interventi chirurgici in laparoscopia eseguiti dal dottor Porta e trasmessi in diretta (Live Surgery).

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Al rettore della Sapienza Eugenio Gaudio lo “Honorary Doctoral Degree”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

E’ stato assegnato dal Governo della Repubblica popolare cinese. Il riconoscimento accademico è stato conferito per l’impegno profuso nella promozione della cooperazione internazionale tra la Cina e l’Italia. A ricevere in passato questo titolo onorifico sono stati Kofi Annan, Boutros-Ghali e Gerhard Schröder. La cerimonia si è svolta presso la Zhongnan University of Economics and Law, dove il rettore della Sapienza Eugenio Gaudio ha ricevuto il prestigioso riconoscimento. Il titolo di Honorary Doctoral Degree in Economics and law è stato conferito dal Comitato per i titoli accademici del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, su proposta della Zhongnan University of Economics and Law di Wuhan, con la seguente motivazione: “ll Governo della Repubblica Popolare Cinese è onorato di riconoscere ed attestare l’importante ruolo da Lei rivestito nella promozione della cooperazione internazionale ad altissimi livelli in ambito accademico tra la Cina e l’Italia”. “Ricevere questo riconoscimento costituisce un’attestazione di stima anche nei confronti dell’Ateneo che mi onoro di guidare dal 2014 – dichiara il Rettore – La dimensione internazionale ha contraddistinto questi anni di rettorato e il potenziamento dei rapporti con la Cina è uno dei punti fondamentali di tale percorso. Come ha evidenziato il Presidente Xi Jinping nella recente visita in Italia, uno dei motivi che rendono i nostri Paesi simili tra loro è che entrambi guardano al futuro ma al tempo stesso sono ricchi di un glorioso passato e incarnano stili di vita che integrano antico e moderno, classicità e innovazione”.Il conferimento di tale onorificenza testimonia il prestigio di cui gode la Sapienza in Cina e giunge a coronamento dei successi già raggiunti dall’Ateneo nell’ambito del rapporto di cooperazione tra i due Paesi. Uno scambio dei saperi che si è consolidato anche grazie alla crescente mobilità di docenti e studenti: in quasi dieci anni la Sapienza ha accolto più di 2.200 studenti cinesi iscritti ai diversi corsi di studio. Lo scorso anno inoltre, in occasione della adesione italiana alla Nuova via della seta, è stato inaugurato a Wuhan presso la Zhongnan University of Economics and Law, l’Istituto italo-cinese presieduto da Oliviero Diliberto, docente di Diritto romano e preside della Facoltà di Giurisprudenza della Sapienza. Presso l’Istituto a settembre è partito il primo corso di laurea magistrale in European Studies, Private comparative Law in Cina. Al corso, che rilascerà il titolo di studio Sapienza, sono attualmente iscritti 26 studenti cinesi. Il Doctoral Degree è riservato a personalità riconosciute a livello internazionale che promuovano la dimensione globale della cooperazione della Cina e con la Cina.

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La Cina pronta ad accogliere l’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Nelle città di Pechino e Jinan dal 25 al 29 novembre 2019 Settimana Cina Italia dell’Innovazione. Sono già più di 300 le organizzazioni cinesi e italiane iscritte. Seminari tematici, tavoli di networking, incontri one to one e un’intensa azione di promozione istituzionale scandiranno, sotto l’egida dei rispettivi Governi, cinque giorni di lavoro nel segno della scienza e della tecnologia sino-italiana. Giunta al suo 10° anniversario, la Settimana dell’Innovazione vedrà la partecipazione dei ministri della Ricerca Lorenzo Fioramonti e del suo omologo cinese Wang Zhigang e avrà una particolare rilevanza in considerazione della recente adesione dell’Italia alla Belt and Road Initiative nonché in vista del prossimo 50° anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali che cadrà nel 2020.Nel corso degli ultimi anni la Settimana dell’Innovazione ha coinvolto più di 8000 esperti in occasioni di visite reciproche, ha prodotto circa 5000 azioni di trasferimento tecnologico e più di 600 accordi di cooperazione scientifica e tecnologica.
Il programma della Settimana prevede il China-Italy Innovation Forum; il Sino-Italian Exchange Event promosso con la Regione Campania; la Best Startup Showcase-Entrepreneurship Competition. Oltre alle azioni di networking e ai seminari sono previste numerose le visite, sia a Pechino sia a Jinan, presso incubatori, parchi scientifici e centri di ricerca in modo da favorire opportunità di partnership tra realtà innovative cinesi e imprese italiane. La Settimana Cina-Italia punterà a moltiplicare le potenzialità di cooperazione in numerosi settori strategici, tra cui intelligenza artificiale, smart cities, biomedicina, aerospazio, energie e tecnologie verdi, mobilità sostenibile, tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale.Sarà la Città della Scienza di Napoli insieme ai suoi partner cinesi a coordinare tutte le attività in programma, dai seminari tematici alle azioni di match-making.

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Spostare la produzione in Vietnam per evitare i dazi sulla Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 1 ottobre 2019

La trade war tra USA e Cina sta portando sempre più imprese a spostare la produzione in altri paesi asiatici, primo fra tutti il Vietnam. Nei primi quattro mesi del 2019 questo paese ha attirato investimenti esteri per 14,59 miliardi di dollari, +81% rispetto allo stesso periodo del 2018 secondo la ForeignInvestment Agency. Protagoniste soprattutto imprese del settore manifatturiero e hi-tech, fra le quali una realtà fondata da un imprenditore italiano: la NiRoTech Ltd di Hong Kong, specialista in componentistica per la meccatronica, partner di numerose aziende del nostro Paese, ormai da un anno ha aperto una società ad Hanoi che conta già 9 dipendenti.«Qui abbiamo riprodotto il modello di supply chain che ha decretato il nostro successo – spiega Roberto Leone, imprenditore di origine bellunese co-fondatore e Managing Director di NiRoTech –. Ci basiamo cioè su un network di fornitori affidabili e controllati per essere il “braccio produttivo” per i nostri clienti italiani ed europei che richiedono prodotti elettronici finiti, gestendo produzione, qualità e spedizioni con mentalità “italiana”».A fare la differenza rispetto alla mera delocalizzazione c’è la presenza fisica di NiRoTech in Vietnam, la sua conoscenza delle dinamiche specifiche del Paese e lo stretto rapporto con i produttori locali, che garantisce gli alti standard che i clienti desiderano, ed evitando in più i problemi derivanti dalla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.Tutto facile, dunque? No, perché sul Vietnam ci sono alcuni miti da sfatare. E il primo è che sia sinonimo di low cost. «Non è così – spiega Roberto Leone – perché il costo del lavoro, pur essendo minore rispetto alla Cina, non è così basso da comportare un risparmio significativo. Il tessuto industriale ha grosse potenzialità e si sta orientando su produzioni di alto livello: c’è un mercato consolidato costituito dalle aziende hi-tech di Corea del Sud e Giappone, che ovviamente richiedono ai fornitori locali alti standard»Inoltre ci sono in Vietnam ci sono da considerare gli extra costi di logistica: «Occorre fare attenzione e pianificare bene gli investimenti – sottolinea Leone – perché il reperimento e la movimentazione delle merci in Vietnam possono rivelarsi molto laboriosi».
Insomma, partire da zero in Vietnam non è semplice. Bisogna sapere come muoversi e le realtà di successo sono frutto di molto lavoro. E la concorrenza ormai è alta: «Bisogna essere veloci perché ormai moltissimi produttori, anche cinesi, si spostano fuori dalla Cina –. Noi abbiamo il vantaggio di gestire acquisti e supply chain in modo centralizzato da Hong Kong, cosa che ci dà l’opportunità di essere rapidi e flessibili. La scelta del Vietnam è avvenuta molto tempo prima di questa “corsa” determinata dalla guerra dei dazi, e l’abbiamo fatta sulla base di una strategia di diversificazione». Che ora sta dando i suoi frutti, portando la società dell’imprenditore bellunese a diventare sempre di più, nella sua natura ibrida tra trader e manufacturer, un ponte tra Italia e Asia per i progetti di elettronica e meccatronica.

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Clima, Mollicone (FdI): “Ambiente battaglia sovranista, ora dazi di civiltà per Cina e India”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

“Riteniamo la battaglia ambientale un fronte principale, che la destra conduce da decenni nel nome di Paolo Colli, fondatore di FareVerde, a cui la Capitale ha appena dedicato un viale per il suo impegno a difesa dell’ambiente anticipando di un decennio la battaglia sulla sostenibilità fino all’estremo sacrificio. Il diritto ad un ambiente sano va inserito in Costituzione, come richiesto anche da una proposta di legge di iniziativa popolare dalle associazioni d’area con AmbienteVita come capofila fin dai primi anni 2000 e da noi con Fabio Rampelli nel corso delle passate legislature. Le situazioni più critiche sono quelle di Cina e India, arrivati a produrre rispettivamente poco più di 10 bilioni di tonnellate di Co2 e circa 2,5 bilioni, pari a un incremento del +208% e +155% registrato nel periodo compreso dal 2000 al 2018. L’Europa, invece, ha avuto un processo inverso. Chiediamo siano introdotti dazi di civiltà nei confronti dei prodotti importati da Stati che non rispettano gli standard occidentali di tutela dell’ambiente. Un vero sovranista tutela l’ambiente e la natura.”
Così il deputato FDI Federico Mollicone, responsabile Cultura e Innovazione del partito.

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Una possibile escalation globale della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 luglio 2019

Potrebbe costare al commercio mondiale, da qui alla fine del 2020, circa 1.500 miliardi di dollari per mancati scambi commerciali. La cifra corrisponde all’azzeramento del valore dell’export dell’Italia per circa tre anni.Dopo un decennio di costanti miglioramenti, il clima di incertezza che caratterizza il commercio mondiale potrebbe far aumentare i livelli d’insolvenza a livello mondiale oltre il 2% già ipotizzato. A trainare quest’impennata a livello aggregato sarà quasi esclusivamente l’Europa occidentale (+2%).Si ridisegnano al contempo le direttrici export dei principali partner commerciali del gigante orientale, vale a dire Giappone, Taiwan, Vietnam e Sud Corea, che hanno già visto un significativo decremento dell’export verso la Cina, in alcuni casi a livelli pari al 20% dell’export verso il mercato cinese. È il caso del Vietnam che ha registrato un incremento delle proprie esportazioni verso gli Stati Uniti, aiutato dal costo del lavoro competitivo e dai settori orientati all’export, in particolare il tessile.“Le politiche rimangono ancora incerte e le relazioni commerciali restano tese, di conseguenza le insolvenze sono in rialzo. Le nostre previsioni – commenta Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius – mostrano un rallentamento della crescita del commercio mondiale quest’anno con una leggera ripresa nel 2020, ma con aumento dei fallimenti aziendali del 2% nel corso del 2019”.
“In questo contesto difficile per il commercio mondiale, il principale rischio per le imprese è che diventino più vulnerabili, soprattutto nell’indebitamento finanziario. Per questo motivo – aggiunge Massimo Mancini, Country Manager Italia di Atradius, è importante che le aziende fornitrici una valutazione accurata della solvibilità dei loro clienti, soprattutto di quelli all’esportazione. Ciò avvalendosi delle informazioni creditizie più aggiornate, per evitare che gravi problemi di cassa possano danneggiare la loro attività. Le informazioni, e le valutazioni previsionali della solvibilità della clientela rappresentano il valore aggiunto della assicurazione dei crediti commerciali, che costituisce oggi lo strumento più efficace a difesa del credito di fornitura”.

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CINA 2019 Presentazione X edizione Rapporto annuale

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Roma lunedì 8 luglio sarà presentata nella Sala delle Conferenze Internazionali della Farnesina la decima edizione del nostro Rapporto annuale “Cina 2019. Scenari e prospettive per le imprese”. Il Rapporto elaborato dal Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina (CeSIF) è il più importante outlook sulla Cina attualmente esistente in Italia: presenta gli scenari politici, economici e di accesso al business in Cina, con un approfondimento sui settori di maggior interesse per le imprese italiane in Cina e lo stato attuale degli investimenti cinesi nel nostro Paese. L’evento è organizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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“Guerra commerciale è nuova Guerra Fredda, divisione in tre blocchi”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 giugno 2019

Stati Uniti e Cina sono invischiati in un’esplicita guerra commerciale, a cui sottostà una guerra fredda sui temi tecnologici. Gli investitori nei mercati finanziari hanno le idee chiare sulle implicazioni di breve periodo, e questo agevola le scelte per quanto riguardo questa finestra temporale. Al contrario, le conseguenze di lungo periodo sono meno ovvie e l’impatto duraturo sulla catena del valore e sui processi decisionali è sottovalutato. La conclusione inevitabile da trarre è che il mondo stia inesorabilmente andando incontro ad un lungo periodo di divergenza economica e politica, che ha alcune somiglianze con la Guerra Fredda del passato, ma per certi versi è più invasivo e pericoloso per gli investitori.L’effetto collaterale di tutto ciò sarà la divisione del mondo in tre aree, con un ritorno diffuso ad un maggior interventismo da parte dei governi.
Storicamente, le guerre commerciali durano un solo round. Entrambe le parti infatti ad un certo punto arrivano a capire che si stanno danneggiando, e che continuare le ostilità vorrebbe dire solo aumentare il costo finale. Se la guerra commerciale continuerà con questa intensità potrebbe trascinare nella disputa altri attori, i quali a loro volta potrebbero reagire ai dazi imposti a loro danno. Questa escalation probabilmente porterà ad un ritorno generalizzato di un maggior interventismo statale, in quanto gli elettori lo esigeranno dai loro rispettivi governi. I paesi che vengono da una lunga tradizione di interventismo statale si adatteranno più rapidamente, e nell’immediato saranno avvantaggiati. Quelli che invece non lo faranno rischieranno di mettere un’ipoteca sulla propria crescita futura e sulla solidità delle proprie istituzioni.
Il gruppo guidato dalla Cina: composto per lo più dai paesi coinvolti nel progetto della Nuova Via della Seta e da quelli che hanno firmato il RCEP, il trattato commerciale sponsorizzato dalla Cina che coinvolge la maggior parte dei paesi asiatici e del Pacifico occidentale. Questo gruppo di paesi godrà di volumi e valori di scambi crescenti, allo stesso tempo diventando sempre più allineato alla sfera geopolitica di Pechino. Al suo completamento, il RCEP avrà dimensioni e ampiezza impressionanti. Riguarda infatti 3,5 miliardi di persone e il 33,3% del Pil mondiale, il tutto seguendo le regole del WTO.
I resti del vecchio ordine mondiale: ne farebbero parte Giappone, l’UE e alcuni paesi del sud-est asiatico e del Pacifico, in virtù dell’Accordo di partenariato economico UE-Giappone e del Partenariato Trasn-Pacifico (CPTPP). L’accordo tra Europa e Giappone, tra l’altro, mette in condizione di grave svantaggio il Regno Unito dopo la Brexit. L’accordo coinvolge complessivamente 638 milioni di consumatori, il 28% dell’economia mondiale e oltre un terzo degli scambi globali. Il CPTPP conta a sua volta oltre 753 milioni di consumatori, il 15% dell’economia mondiale e mette a sua volta in una situazione di svantaggio i paesi non membri rispetto a quelli membri; le aziende americane in questi mercati sono infatti ora in condizione di svantaggio nei confronti dei loro concorrenti canadesi, messicani, giapponesi e australiani. Allo stesso modo le aziende thailandesi, coreane e con sede a Taiwan saranno in difficoltà nei confronti dei concorrenti malesi, vietnamiti e giapponesi.
Il gruppo USA: costituito dagli Stati Uniti, la cui economia è relativamente meno dipendente dal commercio, e da un numero ridotto di paesi non allineati che con il passare del tempo diventeranno meno rilevanti come partner commerciali, a causa dell’erodersi della loro abilità di competere sul piano tecnologico. Il Regno Unito è candidato a rientrare in questo gruppo di paesi qualora si verificasse una “Hard Brexit”, che comporterebbe la perdita dei benefici dati dalla cooperazione con l’UE sulla ricerca tecnologica, senza che la Gran Bretagna possa da sola tenere il passo con gli USA in questo campo.
Logicamente, una guerra commerciale prolungata rischia di intensificarsi e coinvolgere altri paesi, portando ad un trincerarsi su posizioni distanti e a ulteriori barriere commerciali diverse dai dazi. UBS ha pubblicato recentemente un report sull’impatto sulla crescita economica, l’inflazione e i mercati finanziari, secondo cui la crescita del Pil mondiale potrebbe diminuire dell’1%, con i maggiori effetti soprattutto sugli USA (-2,45%) e la Cina (-2,3%). I tassi di interesse saranno colpiti più delle valute, e tutti i mercati azionari potrebbero arrivare a perdere circa il 20%. L’Australian Productivity Commission, a sua volta, ha pubblicato un report in cui afferma che se tutti i paesi alzassero i dazi del 15%, il Pil globale scenderebbe del 2,9% .
Per un po’, sembra lecito aspettarsi che i paesi più sviluppati continuino a ricercare accordi commerciali multilaterali, come il Partenariato Trans-Pacifico, la RCEP e gli accordi UE-Giappone. Questo dovrebbe, in teoria, portare il volume degli scambi “extra-USA” a crescere a sufficienza da fornire un cuscinetto rispetto a potenziali barriere commerciali poste dagli USA. Potrebbe funzionare, ma solo fino a quando ogni paese non sarà costretto a scegliere con quale campo schierarsi.

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Modello terapeutico cinese nella gestione dei pazienti. Testimonianza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

«Dal popolo cinese ho imparato la grande civiltà nei rapporti umani e la grande professionalità e umanità dei professionisti che lavoravano nel reparto da me visitato. Ho inoltre riscontrato modelli organizzativi nella gestione dei pazienti e del reparto che possono sicuramente risultare di ispirazione anche per la nostra realtà. Per questo sono molto grato: è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere professionalmente e umanamente». Sono le parole del Dott. Riccardo Carandina – medico della Radiologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, rientrato da pochi giorni dal Simposio svoltosi ad Hangzhou in Cina.
Presente alla West Lake Conference nel sud-ovest di Shanghai come unico rappresentante europeo, il giovane radiologo interventista ha illustrato l’esperienza di Padova nella terapia locoregionale intrarteriosa nel trattamento delle lesioni epatiche.
In quest’ottica e in occasione di una delle più importanti conferenze del mondo orientale a Hangzhou, città di oltre 6 milioni di abitanti a sud-ovest di Shanghai a fine maggio, il Dr. Carandina, Radiologo Interventista del team del Dr. Aliberti ha presentato l’esperienza del centro patavino. Diverse le presentazioni e gli interventi nel corso del Congresso sul trattamento dei tumori primitivi e metastatici del fegato.
Il Dr. Carandina, che si occupa di Radiologia Interventistica, branca della medicina che permette il trattamento di diverse patologie grazie ad interventi micro-invasivi con approcci percutanei o endovascolari, guidati dall’Imaging radiologico o ecografico, ha esposto in Cina questo campo innovativo della moderna medicina, che permette a pazienti candidabili di avere benefici terapeutici minimizzando le complicanze. Uno dei maggiori campi di applicazione oggi è quello Oncologico con procedure come la TACE (Trans-Arterial Chemo-Embolization). Ha spiegato inoltre come, tramite il posizionamento di microcateteri nei vasi intraepatici, l’infusione di microsfere caricate con chemioterapici direttamente nei vasi arteriosi afferenti ai noduli tumorali ottenga un doppio effetto: quello ischemico, bloccando l’apporto sanguigno al tumore, e quello chemioterapico che permette la massima esposizione locale del nodulo al farmaco, evitando così l’esposizione sistemica e le complicanze legate ad essa. Tali procedure, già ampiamente utilizzate nel mondo occidentale, si stanno sviluppando anche nei paesi asiatici, dove tuttavia lo stato dell’arte è in via di consolidamento.
Padova – la Radiologia diretta dal Dr. Camillo Aliberti alla quale afferisce il Dr. Carandina, vanta oltre 3000 procedure effettuate nel 2018 nell’ambito epato-biliare e osteoarticolare, e una proficua collaborazione multidisciplinare con Chirurghi, Ortopedici e Gastroenterologi. fonte: https://mp.weixin.qq.com/s/OWwldRTv6vrB3eGRwRdfVw

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Life beyond tourism porta i made in Italy in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

Cultura e impresa al Ciftis 2019 grazie al Centro Studi ed Incontri Internazionali e al Movimento Life Beyond Tourism che ha portato le eccellenze del made in Italy nella capitale cinese.La cultura è il biglietto da visita per le 20 aziende italiane che si sono presentate al Ciftis, la terza fiera per importanza di tutta la Cina, che si è appena conclusa a Pechino. Sono state giornate ricche di incontri ed eventi, conferenze e presentazioni in cui le imprese hanno attivato contatti e presentato le loro attività al mercato internazionale.Le aziende affiliate al Movimento Life Beyond Tourism hanno avuto il privilegio di partire per la Cina e di partecipare come uniche aziende del panorama italiano alla più importante fiera di Pechino con le tipicità del territorio e la loro storia e di tornare con un “bagaglio” ricco di soddisfazioni e nuovi contatti nella rete internazionale.
Per tutte le aziende il Ciftis ha rappresentato un’opportunità di grande valore culturale e commerciale e la possibilità di partecipare, insieme al Movimento Life Beyond Tourism, ai numerosi incontri e conferenze anche nel ruolo di relatore. Tra gli interventi più interessanti l’incontro Florence Promoting Conference all’interno del programma “2019 China International Fair For Trade in Services International Cities Cultural Dialogue Summit Forum” durante il quale le realtà italiane aderenti al Movimento Life Beyond Tourism si sono presentate alle istituzioni, ai media e ai possibili buyers.
Davanti ai media locali, Tv nazionale e istituzioni, il Movimento Life Beyond Tourism ha inoltre nuovamente firmato il Memorandum d’Intesa quinquennale con China Society for the Promotion of Science and Tecnology Commercialization Search for Culture Power Committee, con l’obiettivo di favorire la collaborazione fra la Cina e l’Italia nei settori dell’arte, della cultura, del turismo, dell’educazione, della tecnologia e dell’ambiente in linea con le tematiche del prossimo forum internazionale, World Forum to Change through Dialogue, promosso dalla Fondazione Romualdo Del Bianco, organizzato dal Centro Studi ed Incontri Internazionali di cui il Movimento Life Beyond Tourism è partner ufficiale (Firenze, 13-15 Marzo 2020).
L’area culturale della fiera è stata decisamente la più visitata dove le nostre aziende italiane hanno esposto i propri prodotti e le espressioni del territorio: dalle eccellenze alimentari con Assocantuccini (Associazione dei produttori dei Cantucci Toscani riconosciuti IGP), La Provenzale (azienda dolciaria che seleziona le migliori materie prime rispettando antiche ricette e metodi di lavorazione artigianale), Dalma (produttori di olio biologico toscano sulle colline di Fiesole), Salumificio Lombardi (dal 1923 produttore di salumi tipici toscani), Sale Ideale (produzione e vendita all’ingrosso di sale con basso contenuto di sodio) e la Tenuta di Moriano (tenuta vinicola e agriturismo nel Chianti); e ancora i migliori abiti e capi spalla da uomo italiani rappresentati da Via Piana, i cosmetici bio a base di olio d’oliva extravergine toscano IGP e di olio essenziale di rosa damascena prodotti da Idea Toscana, le opere di artigianato artistico fiorentino dell’azienda Tirinnanzi con i suoi vassoi decorati con motivi floreali neoclassici e paesaggi toscani e le borse di Sapaf Atelier, che realizza dal 1954 borse artigianali e accessori in pelle in collaborazione con grandi firme internazionali. Per il settore dell’accoglienza il Centro Congressi al Duomo, sede di pratica applicazione di Life Beyond Tourism con gli hotel Pitti Palace al Ponte Vecchio e Laurus al Duomo a Firenze, B&B Hotels la catena alberghiera di budget hotel presente con 3 strutture a Firenze, il gruppo Ars Hotel con l’ospitalità di due boutique hotel nel centro storico di Firenze e Mugel Travel, Tour Operator e agenzia di viaggi presente anche sul mercato cinese. A completare la delegazione due realtà associative: Casartigiani, Associazione che rappresenta l’artigianato e la piccola e media impresa del territorio sardo, l’Associazione Storico Mercato Centrale di Firenze – luogo di incontro dei fiorentini tra cultura storica e tradizione dei sapori nella storica sede a due passi dalla Basilica di San Lorenzo. Infine China 2000, azienda di promozione e vendita di prodotti e servizi Made in Italy in Cina, e il Museo Casa di Dante di Firenze, che raccoglie documenti e reperti del poeta fiorentino.

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Libro: Attacco dalla Cina: Michael Dobbs

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Collana Darkside. Dall’autore di House of Cards un nuovo episodio della serie di Harry Jones, integerrimo e insolente ex militare pluridecorato dalla scorza dura, un protagonista che non si vedeva dai tempi di James Bond.
In Attacco dalla Cina un gruppo di hacker prova a mettere in ginocchio le più grandi potenze del mondo occidentale: Harry Jones ha un weekend per salvare il mondo. Nuova serie tv in fase di lavorazione. In libreria dal 13 giugno

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Impatto della guerra commerciale USA-Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 28 Mag 2019

A cura di Luca Paolini, Chief Strategist e Patrick Zweifel, Chief Economist. Quando il commercio smette di funzionare, ci perdono tutti. Quindi gli investitori dovrebbero prepararsi alle conseguenze del recente tira e molla nella disputa commerciale tra Cina e Stati Uniti, in cui Pechino ha annunciato tariffe di ritorsione in risposta alla mossa di Washington di aumentare i dazi su 200 miliardi di dollari di merci cinesi. I nostri calcoli indicano che una guerra commerciale su larga scala tra la prima e la seconda economia al mondo ha il potenziale di far entrare l’economia globale in recessione e condurre ad un brusco crollo dei titoli mondiali.Il nostro modello indica che se un dazio del 10% sul commercio statunitense fosse trasferito al consumatore, l’inflazione mondiale salirebbe di circa 0,7 punti percentuale.Ciò, a sua volta, potrebbe diminuire gli utili societari del 2,5% e tagliare i price-to-earnings ratio delle azioni globali fino al 15%. Tutto ciò significa che le azioni globali potrebbero perdere il 15-20%. Il che, in effetti, riporterebbe indietro di tre anni l’orologio del mercato azionario mondiale. I rendimenti delle obbligazioni statunitensi possono crollare, ma la portata della flessione sarà limitata per via di un impatto inflazionistico dovuto ai dazi.
Washington e Pechino potrebbero ancora raggiungere un accordo alla riunione di giugno del G-20. Ma se così non fosse, gli aumenti dei dazi previsti potrebbero causare sofferenza ad entrambe le economie: riteniamo che i provvedimenti commerciali esistenti potrebbero ridurre la crescita cinese dello 0,5% e quella degli Stati Uniti di circa lo 0,2%.A peggiorare le cose, l’impatto di una guerra commerciale sarebbe percepito ben oltre i confini delle prime due potenze economiche mondiali. Economie aperte, come Singapore e Taiwan in Asia e Ungheria, Repubblica ceca e Irlanda in Europa sono potenzialmente più vulnerabili rispetto a Stati Uniti e Cina.

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Accordo tra Fondazione Italia Cina e Host Consulting

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Mag 2019

Dopo la proficua collaborazione con la Scuola di Formazione Permanente dello scorso anno, Host Consulting e Fondazione Italia Cina hanno siglato nel mese di marzo un accordo di durata annuale per rilanciare la presenza online della Fondazione e migliorare le performance della stessa.HOST CONSULTING, società di consulenza nel campo del marketing e della comunicazione, specializzata in Education Marketing, è ora socio sostenitore della Fondazione, in un’ottica di condivisione massima degli obiettivi. La Società si occuperà di intraprendere attività di marketing, di formulare strategie di comunicazione online orientate agli stakeholder della Fondazione e della formazione del personale interno su argomenti afferenti ai canali digitali di comunicazione.“L’ampiezza delle competenze e l’esperienza maturata sul campo negli anni permettono a Host Consulting di fornire consulenza strategica a realtà formative di qualsiasi dimensione, private o pubbliche, istituzioni con una lunga storia alle spalle o start-up in fase di lancio” – si legge nel comunicato diffuso dalla Fondazione.Host Consulting è felice di lavorare ancora una volta al fianco di una realtà di tale rilevanza e di poter collaborare con i Responsabili di ciascuna delle Unit che compongono la Fondazione: per i servizi alle imprese, Marco Bettin; per la formazione e la Scuola Permanente, Francesco Boggio Ferraris; per il Centro Studi e la divulgazione scientifica, Filippo Fasulo; per la Comunicazione, Silvia Cravotta. Porge, inoltre, un ringraziamento speciale a Vincenzo Petrone, Direttore Generale della Fondazione.Nell’ambito della collaborazione, Host Consulting avrà l’opportunità di interfacciarsi, inoltre, con aziende del calibro di Alibaba, Huawei e WeChat.

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Turismo, ‘missione Cina’: Roma si presenta a Shanghai e Hang Zhou

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 Mag 2019

Roma Capitale vola in Cina per presentare la sua offerta turistica ad operatori e stakeholder di filiera. Una missione, questa, contestualizzata nell’ambito della recente sigla del Memorandum of Understanding Italia-Cina, e che prende le mosse dalI’analisi scientifica dei target di visitatori emergenti.In rappresentanza della Capitale, l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Roma Carlo Cafarotti, che partecipa alla delegazione nazionale unitamente a Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Aeroporti di Roma, partner capitolino della certificazione “Welcome Chinese”, Convention Bureau Roma e Lazio (CBReL), sotto l’egida dell’Ente Nazionale del Turismo Italiano (Enit).Focus quindi sul turismo, con la partecipazione al Salone Internazionale ITB Shanghai e all’evento “Rome the Italian Gateway to your business”, dedicato ai media e ai principali operatori di settore locali, replicato oggi anche nella città di Hang Zhou.
Nell’ampio panorama delle sinergie economiche e opportunità di scambio commerciale, il turismo gioca un ruolo determinante, soprattutto in riferimento a Roma, prima sul podio delle città italiane privilegiate dal Paese del Dragone: secondo le stime dell’Ente Bilaterale Turismo del Lazio (Ebtl), nel primo trimestre di quest’anno le strutture ricettive alberghiere della Capitale hanno registrato 40.738 arrivi e 77.137 presenze. Tradotto in percentuali, un aumento rispettivamente del +6,54% e del +6,18%.Stando all’Enit, inoltre, l’Italia è regina fra le destinazioni europee preferite dai turisti cinesi: il 50% dei tour operator in loco riferisce di aver aumentato le vendite dei pacchetti turistici per l’Italia sia a Pasqua, che per l’intero periodo primaverile. Previsioni per 2019 più che rosee: prenotazioni in crescita del +20%, per un totale di oltre 3 milioni di arrivi e 5 milioni di presenze.Leitmotiv della presenza in Cina, una messa a sistema di risorse e servizi che accende i riflettori sulle mille declinazioni possibili di “vacanze romane”, con un accento particolare rispetto a congressuale e leisure.Da Shanghai, Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale, rende noto l’ottimo andamento della missione: l’offerta turistica della Città Eterna polarizza l’interesse di stakeholder, tour operator e influencer locali. L’Assessore Cafarotti si dice anche molto soddisfatto delle relazioni strategiche stabilite con istituzioni e potenziali partner commerciali, foriere di ottime ricadute su tutto l’indotto economico cittadino. Importantissimo, conclude Cafarotti, il confronto sul miglior benvenuto possibile che la Capitale d’Italia possa offrire ai turisti cinesi, in termini d’accoglienza e di servizi.

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Guerra commerciale, si riparte: quali conseguenze?

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Mag 2019

Commento di Chia-Liang Lian, Head of Emerging Markets Debt di Western Asset (affiliata Legg Mason). Le recenti minacce di dazi contro la Cina hanno affondato l’accordo commerciale che avrebbe dovuto essere annunciato venerdì scorso. Proprio venerdì, il progetto del presidente Trump di aumentare i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi dal 10% al 25% è stato attuato, e una nuova imposta del 25% su oltre 325 miliardi di beni è attualmente al vaglio. Si è trattato di una sorpresa, dopo che nei mesi precedenti entrambe le parti avevano rilasciato commenti concilianti (il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, aveva definito i negoziati svoltisi a Pechino come “produttivi”). Il venerdì precedente, le modifiche proposte all’ultima bozza di accordo erano state caratterizzate da un tornare indietro rispetto agli impegni sul furto di proprietà intellettuale e sui trasferimenti tecnologici forzati. Sembra inoltre che un nodo importante sia stata l’insistenza da parte del governo USA sul diritto di reimporre unilateralmente i dazi, nel caso la Cina dovesse mancare ai suoi impegni.Crediamo che a questo punto la possibilità di una risoluzione bilaterale sia rimandata alla seconda metà del 2019: in risposta alla mossa degli USA, la Cina ha già annunciato contromisure. Di certo, il rinnovarsi delle tensioni commerciali avrà un impatto sugli asset di rischio. In Cina, subito dopo l’annuncio di Trump i titoli azionari sono crollati, mentre lo yuan di è deprezzato dello 0,75%. Un periodo prolungato di crescenti tensioni potrebbe alimentare le incertezze sulle prospettive di crescita globali. Le autorità cinesi dispongono degli strumenti di politica economica per affrontare le difficoltà cicliche, ma qualsiasi misura dovrà comunque fare i conti anche con fattori secolari che limiteranno il ritmo della crescita cinese sul lungo periodo. Cosa importante, i vicini paesi asiatici ed emergenti potrebbero risentire degli effetti a catena, soprattutto in uno scenario che sembra diventare più protezionista.

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Guerra commerciale USA-Cina: quali effetti sul PIL americano?

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 Mag 2019

La guerra commerciale chiaramente ha interrotto i flussi di scambio, ma una migliore crescita e segnali di ottimismo per un eventuale accordo potrebbero indicare che la Fed abbia esagerato con la sua svolta accomodante.I dati più recenti suggeriscono che l’economia statunitense potrebbe non aver rallentato quanto inizialmente temuto nel primo trimestre e offrono anche alcune informazioni sull’impatto della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. I livelli complessivi delle importazioni di beni degli Stati Uniti sono rimasti invariati nei primi due mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre i valori delle importazioni dalla Cina sono diminuiti del 12%.I dazi sembrano aver portato a una deviazione degli scambi, poiché, per la maggior parte, quanto non importato dalla Cina viene ora importato – per il valore di qualche miliardo di dollari – dal Messico, dal Vietnam e dalla Corea del Sud.La buona notizia è che sia negli Stati Uniti sia in Cina c’è sempre maggiore ottimismo sul fatto che un accordo commerciale possa essere raggiunto nelle prossime settimane. Se ciò comporterà un’eliminazione di alcuni dei dazi attuali, potrà essere interessante capire se le precedenti catene di approvvigionamento saranno ristabilite o se il cambiamento che i dazi e le tensioni hanno apportato sarà più permanente.I dati influenzano anche i numeri del PIL degli Stati Uniti. Con l’escalation della guerra commerciale lo scorso anno, le esportazioni statunitensi verso la Cina hanno sofferto, ma le importazioni sono rimaste stabili fino alla fine dell’anno, presumibilmente in una corsa ad aumentare le scorte in vista di un possibile incremento del 25% dei dazi all’inizio del 2019.La crescita del deficit commerciale degli Stati Uniti ha impattato il PIL del Paese nella seconda metà del 2018, ma l’improvvisa contrazione avvenuta all’inizio del 2019 potrebbe aggiungere un 1% alla crescita del prodotto interno lordo nel primo trimestre. Fino alla riunione della Fed di marzo, le stime suggerivano una crescita minima o nulla nel primo trimestre. E da qui è derivata infatti l’aggiunta dell’espressione “l’attività economica ha rallentato” nella dichiarazione della riunione. Ora però sembra sempre più probabile che la crescita abbia mantenuto il ritmo del quarto trimestre, superiore al 2%, ritmo che la Fed ha definito “solido”. Inoltre, l’ultimo Beige Book suggerisce che l’economia statunitense abbia chiuso il primo trimestre con uno slancio leggermente più forte.Abbiamo rivisto la nostra posizione sulla Fed intorno al volgere dell’anno. Negli ultimi mesi, l’inflazione reale è stata debole e le aspettative di inflazione sono rimaste al di sotto dei livelli coerenti con il mandato. Questo aspetto, unito con il passaggio verso un obiettivo di inflazione medio lungimirante, indica che la Fed non cambierà probabilmente la sua linea accomodante nel breve periodo. (by Luca Maranesi)

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La Sapienza in Cina: le iniziative dell’Ateneo ricevono l’apprezzamento del Presidente Conte

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

La delegazione della Sapienza, in visita accademica in Cina per l’inaugurazione dell’Istituto italo-cinese a Wuham e la presentazione del primo corso di laurea magistrale dell’Ateneo in Cina, ha ricevuto il plauso da parte del Presidente del Consiglio Conte per le attività che puntano allo scambio dei saperi come motore di sviluppo reciproco.
Il Presidente del Consiglio si è complimentato per le iniziative Sapienza, nella profonda convinzione, frequentemente richiamata, che le opportunità economiche e l’intensificazione degli scambi commerciali tra differenti Paesi e, in particolare tra l’Italia e la Cina, passano anche e soprattutto da un rafforzamento degli scambi culturali e di condivise iniziative accademiche, come quella avviata a Wuhan. È proprio a Wuhan, la più popolosa città della Cina centrale, che il 26 aprile è stato inaugurato l’Istituto italo-cinese fondato dalla Sapienza e dalla Zhongnan University of Economics and Law (Zuel), una delle sole sei università cinesi a possedere la cosiddetta “doppia eccellenza”. Il nuovo Istituto, interamente finanziato da parte cinese, ospiterà a partire da settembre il primo corso di laurea magistrale in Cina in European Studies, Private comparative Law, interamente in lingua inglese, che rilascerà il titolo di studio Sapienza agli iscritti cinesi.
“Questa iniziativa si inserisce nel campo della cooperazione che la Sapienza e le università cinesi promuovono da anni, nel segno della reciproca conoscenza delle loro antiche culture, a partire appunto dal diritto” spiega il Rettore Eugenio Gaudio “Presso il nostro Ateneo esiste oggi la più grande biblioteca giuridica cinese del mondo, fuori dalla Cina. Molti scambi avvengono tra docenti di entrambi i Paesi e numerosi sono ormai i giovani studiosi cinesi che conseguono il dottorato di ricerca in diritto romano, che è la base di quasi tutto il diritto civile nel mondo intero”.
Al termine delle cerimonie pubbliche a Wuhan, il rettore Eugenio Gaudio ha ricevuto la nomina quale docente honoris causa presso presso la Zhongnan University of Economics and Law ed è prima volta in assoluto che uno studioso di medicina viene insignito di tale riconoscimento in una facoltà economico-giuridica.Gli incontri si sono svolti alla presenza delle massime autorità accademiche dei due Atenei, in primo luogo dei due rettori, Eugenio Gaudio e Yang Canming. Per la Sapienza erano inoltre presenti il prorettore alle Relazioni internazionali Bruno Botta, il delegato per la Cina Federico Masini, il presidente del Corso di laurea in Cina Luca Di Donna, il professore emerito di diritto romano e iniziatore dell’esperienza del diritto romano in Cina Sandro Schipani e Oliviero Diliberto, docente anch’egli di diritto romano alla Sapienza che è stato designato Preside del neonato Istituto universitario italo-cinese.
L’iniziativa si inserisce nel campo culturale e scientifico, nella cooperazione tra i due Paesi inaugurata lo scorso mese con la visita in Italia del Presidente Xi Jinping, in occasione della adesione italiana alla Nuova via della seta.
Nel suo intervento nel corso del II Forum sulla Belt and Road Initiative, il Presidente Conte ha peraltro messo l’accento sul fatto che la connettività non va limitata solo alla dimensione fisica e materiale, ma deve estendersi anche a quella umana: come ebbe a rilevare il Presidente Mattarella nel corso della sua visita in Cina nel 2017 “bisogna fare in modo che questa iniziativa di connettività diventi la “Via della Seta della Conoscenza”, grazie allo scambio dei saperi”.

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Cina: Accordi di SACE SIMEST (Gruppo CDP) con SINOSURE e SUMEC per sostenere l’export italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

L’accordo tra SACE SIMEST e SINOSURE, l’agenzia di credito all’esportazione cinese, ha l’obiettivo di rafforzare la cooperazione per accrescere e facilitare le opportunità di business per le imprese dei due Paesi, con un’attenzione particolare alle PMI.
Nello specifico, le Parti si impegnano a facilitare l’accesso delle imprese alle proprie soluzioni assicurativo finanziarie; condividere informazioni ed esplorare insieme opportunità di interventi congiunti su progetti di reciproco interesse anche in Paesi terzi; organizzare workshop, forum ed eventi di business matching dedicati alle imprese; condividere best practice in materia di valutazione, assunzione e gestione dei rischi, recupero crediti.
· Accordo tra SACE SIMEST e SUMEC Firmatari: Alessandro Decio, amministratore delegato di SACE e Lin Yang, General Manager SUMEC Financial Service
L’accordo tra SACE SIMEST e SUMEC, società che opera come import agent del Governo cinese, ha l’obiettivo di rafforzare la collaborazione per accrescere e facilitare le opportunità di business per le imprese italiane in Cina, con un’attenzione particolare alle PMI.
Nello specifico, le Parti si impegnano a facilitare l’assegnazione di contratti da parte di SUMEC a fornitori italiani, con il supporto assicurativo-finanziario di SACE SIMEST. L’accordo prevede inoltre la creazione di un team dedicato presso SUMEC per identificare e sostenere opportunità di business per le imprese italiane nelle diverse province cinesi dove la società opera, e l’utilizzo dell’Ufficio di SACE SIMEST a Shanghai come focal point per tutte le richieste di SUMEC. Le Parti infine si impegnano a organizzare workshop, forum ed eventi di business matching dedicati alle imprese.

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Bene accordi commerciali Italia-Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Gli accordi siglati tra il governo cinese e quello italiano – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – possono dare un nuovo slancio all’economia nostrana e supportare settori chiave come quello agricolo; ma è estremamente importante che all’interno di questo nuovo partenariato si predispongano azioni contro le contraffazioni dei prodotti enogastronomici nostrani e più in generale a tutela del brand “made in Italy”.L’origine dei prodotti e il know how e le competenze dietro la loro preparazione – prosegue Tiso – sono elementi chiave del senso stesso dell’italianità e vanno salvaguardati con la massima ortodossia. A tal proposito però, per quanto favorevoli alla natura dell’accordo Italia-Cina, non possiamo non sottolineare la politica dei due pesi e due misure usata dall’esecutivo sui temi di immigrazione e sovranità.Come Confeuro – conclude Tiso – ribadiamo la nostra soddisfazione per le nuove opportunità che derivano dall’aumento delle esportazioni dei prodotti agroalimentari, ma cogliamo l’occasione per ricordare anche che la difesa del made in Italy deve essere parte integrante di una strategia di sviluppo sul medio-lungo termine e che per questo va considerata un punto imprescindibile di ogni azione politica.

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Le opportunità delle Vie della Seta per l’Italia e l’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

In Italia ogni cosa, a prescindere da chi la propone, diventa sempre un guazzabuglio litigioso e gridato per un consumo tutto interno, anche elettorale. Questo è il paese, purtroppo. Mancano una visione strategica e la percezione di un interesse europeo e italiano.
Ora arriva in Italia Xi Jinping, il presidente cinese, per sottoscrivere degli accordi commerciali e un memorandum of understandig con l’Italia. La Cina ha una chiara strategia: sviluppare una collaborazione con tutti i paesi lungo la Via della seta per dare sbocco ai propri prodotti. Facendo così, ovviamente, crea nuove amicizie e nuove alleanze, con inevitabili ripercussioni geopolitiche.
Del resto, anche gli Stati Uniti, che fino ad oggi hanno permesso alle proprie corporation di produrre merci a basso costo sul territorio cinese per poi importarle, hanno cambiato completamente strategia: giocare la carta geopolitica per contenere la Cina in tutti i settori. Non dopo aver piazzato una buona parte del loro debito pubblico in mani cinesi.
L’Europa, e anche l’Italia, mancando di un’identità storica precisa, non hanno alcuna visione strategica e indipendente del proprio futuro e rischiano di essere sballottate da una parte all’altra e di essere schiacciate nello scontro tra i due colossi mondiali.
Non sappiamo esattamente cosa contiene il memorandum of undertanding sulla “Belt and Road Initiative” (BRI), ma è lecito pensare che con la Cina l’interesse dell’Italia sia quello di creare un rapporto di cooperazione. Escludiamo che sia in gioco una “scelta di campo”. Probabilmente è l’occasione per incrementare lo sviluppo del nostro paese, a partire dal Mezzogiorno.
Le nostre imprese dovrebbero poter partecipare ai grandi investimenti in tutti i paesi lungo il corridoio eurasiatico, almeno tanto quanto già fanno la Germania, la Francia e la Gran Bretagna. L’Italia, inoltre, potrebbe diventare il motore del coinvolgimento dell’intera Ue nel progetto, per far valere l’interesse comune e la visione europea.
Detto per inciso, si dovrebbe sapere che un MoU non è un trattato, non è una legge, né un contratto. Si tratta soltanto di un documento con il quale ci si impegna, senza alcun obbligo, a valorizzare tutte le possibili collaborazioni.
E’ vero. L’Italia potrebbe essere il primo paese del G7 e il primo membro fondatore dell’Europa a firmare un memorandum d’intesa con la Cina sull’adesione alla citata BRI. Ciò potrebbe irritare chi vuole lo scontro con la Cina. Noi invece pensiamo possa essere solo il primo passo per un accordo complessivo tra l’Unione europea e la Cina, senza rinnegare gli impegni atlantici né l’appartenenza al mondo occidentale.
La BRI è stata “lanciata” nel 2013. Dopo cinque anni si deve usare il plurale per le “Nuove Vie della Seta” in quanto sono ipotizzati due corridoi: uno terrestre, che, attraversando numerosi paesi dell’Asia, arriva a Mosca e poi fino a Duisburg, in Germania, e uno marittimo che dai porti della Cina arriva fino a quelli del Mediterraneo, e oltre. In questi anni la Cina ha già firmato 38 accordi bilaterali e regionali con 34 paesi lungo il corridoio marittimo.
La Via della seta marittima ha nel Mediterraneo il suo sbocco più importante. La Cina ha fatto grandi investimenti nelle infrastrutture, porti, interporti e snodi logistici in paesi come la Grecia, la Turchia, la Spagna, in Israele, oltre che in Italia. Ma il nostro paese ha maggiori potenzialità per diventare l’hub logistico per l’intera Europa.
In Italia ci sono quattro porti profondi adeguati ad accogliere le mega navi container con un pescaggio di 16-18 metri: Trieste, Genova, Taranto e Gioia Tauro. Genova e Trieste dovrebbero esseri i porti con i quali i cinesi starebbero per sottoscrivere degli accordi.
Si ricordi che i cargo cinesi coprono già il 30% dei traffici di Genova e Savona. Adesso si andrebbe ad aggiungere il porto di Vado Ligure, dove Pechino ha già fatto dei grandi investimenti. Alla fine di gennaio il porto di Trieste ha ospitato per la prima volta un traghetto merci lungo 237 metri. Trieste, come noto, fa parte del Corridoio 5, quello che coinvolge il tratto TAV/AC Lione – Torino che, anche per questo, sarebbe opportuno realizzare. Inoltre, in questo quadro diventano decisive le infrastrutture di scarico delle merci, di magazzinaggio e di trasporto veloce. Perciò è importante l’automazione e quindi la digitalizzazione dei sistemi intermodali. Di conseguenza si parla anche del famoso 5G e della Huawei, sui quali vi è una sorta di veto americano. I cinesi, comunque, sembra considerino l’Italia, più che una rete porti di transito, una vera piattaforma per la logistica e la trasformazione delle merci. Il che è una grande opportunità soprattutto per i porti del nostro Mezzogiorno, dove sono state create delle zone economiche speciali per attrarre investimenti. La Sicilia, in particolare, potrebbe diventare la piattaforma logistica e di sviluppo per gli investimenti e i progetti da attuare in Africa. Come noto la Cina ha già sottoscritto protocolli d’intesa con alcuni atenei e da tempo manifesta un grande interesse per la cooperazione turistica e per il nostro agroalimentare. Noi, a questo proposito, riteniamo che sarebbe opportuno prevedere nel memorandum che i primi accordi riguardino il Sud.
Intanto si ricordi che l’Italia non è il primo paese europeo a cooperare con la Cina. L’OCSE afferma che compagnie cinesi hanno già acquisito partecipazioni importanti in numerosi porti europei: Marsiglia, Nantes, Le Havre e Dunkirk in Francia, Bilbao e Valencia in Spagna, Anversa e Bruges in Belgio, Rotterdam, in Olanda, Amburgo in Germania.
Inoltre, il Pireo, in Grecia, dove i cinesi avrebbero già investito circa 5 miliardi di dollari, diventerebbe il primo porto per container del Mediterraneo e l’hub principale per le esportazioni cinesi in Europa. Significativo anche il controllo della Cina del 35% del terminal Euromax di Rotterdam, il primo porto europeo. Così dicasi del controllo del 100% del porto di Bruges, che è il primo al mondo nel traffico commerciale dei veicoli.
In considerazione di questi dati, le polemiche nostrane ci sembrano eccessive. In Italia si dovrebbe imparare un po’ dalla Germania. Berlino sta realizzando il Nord Stream 2, la grande infrastruttura per portare gas dalla Russia attraverso il Mar Baltico. Lo fa nell’interesse tedesco, europeo e anche italiano. Washington vorrebbe fermarlo. E’ la strategia geopolitica degli Stati Uniti di Trump. Berlino, però, tira dritto e nessuno in Germania si permette di dire che adesso Berlino sia caduta nella morsa dell’”orso russo”. Sarebbe una sciocchezza, così come lo sarebbe se si dicesse che l’Italia abbandona i suoi tradizionali alleati per correre tra le braccia dei cinesi. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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