Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘cina’

Turismo, ‘missione Cina’: Roma si presenta a Shanghai e Hang Zhou

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Roma Capitale vola in Cina per presentare la sua offerta turistica ad operatori e stakeholder di filiera. Una missione, questa, contestualizzata nell’ambito della recente sigla del Memorandum of Understanding Italia-Cina, e che prende le mosse dalI’analisi scientifica dei target di visitatori emergenti.In rappresentanza della Capitale, l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Roma Carlo Cafarotti, che partecipa alla delegazione nazionale unitamente a Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Aeroporti di Roma, partner capitolino della certificazione “Welcome Chinese”, Convention Bureau Roma e Lazio (CBReL), sotto l’egida dell’Ente Nazionale del Turismo Italiano (Enit).Focus quindi sul turismo, con la partecipazione al Salone Internazionale ITB Shanghai e all’evento “Rome the Italian Gateway to your business”, dedicato ai media e ai principali operatori di settore locali, replicato oggi anche nella città di Hang Zhou.
Nell’ampio panorama delle sinergie economiche e opportunità di scambio commerciale, il turismo gioca un ruolo determinante, soprattutto in riferimento a Roma, prima sul podio delle città italiane privilegiate dal Paese del Dragone: secondo le stime dell’Ente Bilaterale Turismo del Lazio (Ebtl), nel primo trimestre di quest’anno le strutture ricettive alberghiere della Capitale hanno registrato 40.738 arrivi e 77.137 presenze. Tradotto in percentuali, un aumento rispettivamente del +6,54% e del +6,18%.Stando all’Enit, inoltre, l’Italia è regina fra le destinazioni europee preferite dai turisti cinesi: il 50% dei tour operator in loco riferisce di aver aumentato le vendite dei pacchetti turistici per l’Italia sia a Pasqua, che per l’intero periodo primaverile. Previsioni per 2019 più che rosee: prenotazioni in crescita del +20%, per un totale di oltre 3 milioni di arrivi e 5 milioni di presenze.Leitmotiv della presenza in Cina, una messa a sistema di risorse e servizi che accende i riflettori sulle mille declinazioni possibili di “vacanze romane”, con un accento particolare rispetto a congressuale e leisure.Da Shanghai, Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale, rende noto l’ottimo andamento della missione: l’offerta turistica della Città Eterna polarizza l’interesse di stakeholder, tour operator e influencer locali. L’Assessore Cafarotti si dice anche molto soddisfatto delle relazioni strategiche stabilite con istituzioni e potenziali partner commerciali, foriere di ottime ricadute su tutto l’indotto economico cittadino. Importantissimo, conclude Cafarotti, il confronto sul miglior benvenuto possibile che la Capitale d’Italia possa offrire ai turisti cinesi, in termini d’accoglienza e di servizi.

Posted in Roma/about Rome, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Guerra commerciale, si riparte: quali conseguenze?

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Commento di Chia-Liang Lian, Head of Emerging Markets Debt di Western Asset (affiliata Legg Mason). Le recenti minacce di dazi contro la Cina hanno affondato l’accordo commerciale che avrebbe dovuto essere annunciato venerdì scorso. Proprio venerdì, il progetto del presidente Trump di aumentare i dazi su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi dal 10% al 25% è stato attuato, e una nuova imposta del 25% su oltre 325 miliardi di beni è attualmente al vaglio. Si è trattato di una sorpresa, dopo che nei mesi precedenti entrambe le parti avevano rilasciato commenti concilianti (il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, aveva definito i negoziati svoltisi a Pechino come “produttivi”). Il venerdì precedente, le modifiche proposte all’ultima bozza di accordo erano state caratterizzate da un tornare indietro rispetto agli impegni sul furto di proprietà intellettuale e sui trasferimenti tecnologici forzati. Sembra inoltre che un nodo importante sia stata l’insistenza da parte del governo USA sul diritto di reimporre unilateralmente i dazi, nel caso la Cina dovesse mancare ai suoi impegni.Crediamo che a questo punto la possibilità di una risoluzione bilaterale sia rimandata alla seconda metà del 2019: in risposta alla mossa degli USA, la Cina ha già annunciato contromisure. Di certo, il rinnovarsi delle tensioni commerciali avrà un impatto sugli asset di rischio. In Cina, subito dopo l’annuncio di Trump i titoli azionari sono crollati, mentre lo yuan di è deprezzato dello 0,75%. Un periodo prolungato di crescenti tensioni potrebbe alimentare le incertezze sulle prospettive di crescita globali. Le autorità cinesi dispongono degli strumenti di politica economica per affrontare le difficoltà cicliche, ma qualsiasi misura dovrà comunque fare i conti anche con fattori secolari che limiteranno il ritmo della crescita cinese sul lungo periodo. Cosa importante, i vicini paesi asiatici ed emergenti potrebbero risentire degli effetti a catena, soprattutto in uno scenario che sembra diventare più protezionista.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Guerra commerciale USA-Cina: quali effetti sul PIL americano?

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 maggio 2019

La guerra commerciale chiaramente ha interrotto i flussi di scambio, ma una migliore crescita e segnali di ottimismo per un eventuale accordo potrebbero indicare che la Fed abbia esagerato con la sua svolta accomodante.I dati più recenti suggeriscono che l’economia statunitense potrebbe non aver rallentato quanto inizialmente temuto nel primo trimestre e offrono anche alcune informazioni sull’impatto della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. I livelli complessivi delle importazioni di beni degli Stati Uniti sono rimasti invariati nei primi due mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2018, mentre i valori delle importazioni dalla Cina sono diminuiti del 12%.I dazi sembrano aver portato a una deviazione degli scambi, poiché, per la maggior parte, quanto non importato dalla Cina viene ora importato – per il valore di qualche miliardo di dollari – dal Messico, dal Vietnam e dalla Corea del Sud.La buona notizia è che sia negli Stati Uniti sia in Cina c’è sempre maggiore ottimismo sul fatto che un accordo commerciale possa essere raggiunto nelle prossime settimane. Se ciò comporterà un’eliminazione di alcuni dei dazi attuali, potrà essere interessante capire se le precedenti catene di approvvigionamento saranno ristabilite o se il cambiamento che i dazi e le tensioni hanno apportato sarà più permanente.I dati influenzano anche i numeri del PIL degli Stati Uniti. Con l’escalation della guerra commerciale lo scorso anno, le esportazioni statunitensi verso la Cina hanno sofferto, ma le importazioni sono rimaste stabili fino alla fine dell’anno, presumibilmente in una corsa ad aumentare le scorte in vista di un possibile incremento del 25% dei dazi all’inizio del 2019.La crescita del deficit commerciale degli Stati Uniti ha impattato il PIL del Paese nella seconda metà del 2018, ma l’improvvisa contrazione avvenuta all’inizio del 2019 potrebbe aggiungere un 1% alla crescita del prodotto interno lordo nel primo trimestre. Fino alla riunione della Fed di marzo, le stime suggerivano una crescita minima o nulla nel primo trimestre. E da qui è derivata infatti l’aggiunta dell’espressione “l’attività economica ha rallentato” nella dichiarazione della riunione. Ora però sembra sempre più probabile che la crescita abbia mantenuto il ritmo del quarto trimestre, superiore al 2%, ritmo che la Fed ha definito “solido”. Inoltre, l’ultimo Beige Book suggerisce che l’economia statunitense abbia chiuso il primo trimestre con uno slancio leggermente più forte.Abbiamo rivisto la nostra posizione sulla Fed intorno al volgere dell’anno. Negli ultimi mesi, l’inflazione reale è stata debole e le aspettative di inflazione sono rimaste al di sotto dei livelli coerenti con il mandato. Questo aspetto, unito con il passaggio verso un obiettivo di inflazione medio lungimirante, indica che la Fed non cambierà probabilmente la sua linea accomodante nel breve periodo. (by Luca Maranesi)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Sapienza in Cina: le iniziative dell’Ateneo ricevono l’apprezzamento del Presidente Conte

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

La delegazione della Sapienza, in visita accademica in Cina per l’inaugurazione dell’Istituto italo-cinese a Wuham e la presentazione del primo corso di laurea magistrale dell’Ateneo in Cina, ha ricevuto il plauso da parte del Presidente del Consiglio Conte per le attività che puntano allo scambio dei saperi come motore di sviluppo reciproco.
Il Presidente del Consiglio si è complimentato per le iniziative Sapienza, nella profonda convinzione, frequentemente richiamata, che le opportunità economiche e l’intensificazione degli scambi commerciali tra differenti Paesi e, in particolare tra l’Italia e la Cina, passano anche e soprattutto da un rafforzamento degli scambi culturali e di condivise iniziative accademiche, come quella avviata a Wuhan. È proprio a Wuhan, la più popolosa città della Cina centrale, che il 26 aprile è stato inaugurato l’Istituto italo-cinese fondato dalla Sapienza e dalla Zhongnan University of Economics and Law (Zuel), una delle sole sei università cinesi a possedere la cosiddetta “doppia eccellenza”. Il nuovo Istituto, interamente finanziato da parte cinese, ospiterà a partire da settembre il primo corso di laurea magistrale in Cina in European Studies, Private comparative Law, interamente in lingua inglese, che rilascerà il titolo di studio Sapienza agli iscritti cinesi.
“Questa iniziativa si inserisce nel campo della cooperazione che la Sapienza e le università cinesi promuovono da anni, nel segno della reciproca conoscenza delle loro antiche culture, a partire appunto dal diritto” spiega il Rettore Eugenio Gaudio “Presso il nostro Ateneo esiste oggi la più grande biblioteca giuridica cinese del mondo, fuori dalla Cina. Molti scambi avvengono tra docenti di entrambi i Paesi e numerosi sono ormai i giovani studiosi cinesi che conseguono il dottorato di ricerca in diritto romano, che è la base di quasi tutto il diritto civile nel mondo intero”.
Al termine delle cerimonie pubbliche a Wuhan, il rettore Eugenio Gaudio ha ricevuto la nomina quale docente honoris causa presso presso la Zhongnan University of Economics and Law ed è prima volta in assoluto che uno studioso di medicina viene insignito di tale riconoscimento in una facoltà economico-giuridica.Gli incontri si sono svolti alla presenza delle massime autorità accademiche dei due Atenei, in primo luogo dei due rettori, Eugenio Gaudio e Yang Canming. Per la Sapienza erano inoltre presenti il prorettore alle Relazioni internazionali Bruno Botta, il delegato per la Cina Federico Masini, il presidente del Corso di laurea in Cina Luca Di Donna, il professore emerito di diritto romano e iniziatore dell’esperienza del diritto romano in Cina Sandro Schipani e Oliviero Diliberto, docente anch’egli di diritto romano alla Sapienza che è stato designato Preside del neonato Istituto universitario italo-cinese.
L’iniziativa si inserisce nel campo culturale e scientifico, nella cooperazione tra i due Paesi inaugurata lo scorso mese con la visita in Italia del Presidente Xi Jinping, in occasione della adesione italiana alla Nuova via della seta.
Nel suo intervento nel corso del II Forum sulla Belt and Road Initiative, il Presidente Conte ha peraltro messo l’accento sul fatto che la connettività non va limitata solo alla dimensione fisica e materiale, ma deve estendersi anche a quella umana: come ebbe a rilevare il Presidente Mattarella nel corso della sua visita in Cina nel 2017 “bisogna fare in modo che questa iniziativa di connettività diventi la “Via della Seta della Conoscenza”, grazie allo scambio dei saperi”.

Posted in Estero/world news, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cina: Accordi di SACE SIMEST (Gruppo CDP) con SINOSURE e SUMEC per sostenere l’export italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

L’accordo tra SACE SIMEST e SINOSURE, l’agenzia di credito all’esportazione cinese, ha l’obiettivo di rafforzare la cooperazione per accrescere e facilitare le opportunità di business per le imprese dei due Paesi, con un’attenzione particolare alle PMI.
Nello specifico, le Parti si impegnano a facilitare l’accesso delle imprese alle proprie soluzioni assicurativo finanziarie; condividere informazioni ed esplorare insieme opportunità di interventi congiunti su progetti di reciproco interesse anche in Paesi terzi; organizzare workshop, forum ed eventi di business matching dedicati alle imprese; condividere best practice in materia di valutazione, assunzione e gestione dei rischi, recupero crediti.
· Accordo tra SACE SIMEST e SUMEC Firmatari: Alessandro Decio, amministratore delegato di SACE e Lin Yang, General Manager SUMEC Financial Service
L’accordo tra SACE SIMEST e SUMEC, società che opera come import agent del Governo cinese, ha l’obiettivo di rafforzare la collaborazione per accrescere e facilitare le opportunità di business per le imprese italiane in Cina, con un’attenzione particolare alle PMI.
Nello specifico, le Parti si impegnano a facilitare l’assegnazione di contratti da parte di SUMEC a fornitori italiani, con il supporto assicurativo-finanziario di SACE SIMEST. L’accordo prevede inoltre la creazione di un team dedicato presso SUMEC per identificare e sostenere opportunità di business per le imprese italiane nelle diverse province cinesi dove la società opera, e l’utilizzo dell’Ufficio di SACE SIMEST a Shanghai come focal point per tutte le richieste di SUMEC. Le Parti infine si impegnano a organizzare workshop, forum ed eventi di business matching dedicati alle imprese.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Bene accordi commerciali Italia-Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 23 marzo 2019

Gli accordi siglati tra il governo cinese e quello italiano – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – possono dare un nuovo slancio all’economia nostrana e supportare settori chiave come quello agricolo; ma è estremamente importante che all’interno di questo nuovo partenariato si predispongano azioni contro le contraffazioni dei prodotti enogastronomici nostrani e più in generale a tutela del brand “made in Italy”.L’origine dei prodotti e il know how e le competenze dietro la loro preparazione – prosegue Tiso – sono elementi chiave del senso stesso dell’italianità e vanno salvaguardati con la massima ortodossia. A tal proposito però, per quanto favorevoli alla natura dell’accordo Italia-Cina, non possiamo non sottolineare la politica dei due pesi e due misure usata dall’esecutivo sui temi di immigrazione e sovranità.Come Confeuro – conclude Tiso – ribadiamo la nostra soddisfazione per le nuove opportunità che derivano dall’aumento delle esportazioni dei prodotti agroalimentari, ma cogliamo l’occasione per ricordare anche che la difesa del made in Italy deve essere parte integrante di una strategia di sviluppo sul medio-lungo termine e che per questo va considerata un punto imprescindibile di ogni azione politica.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le opportunità delle Vie della Seta per l’Italia e l’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

In Italia ogni cosa, a prescindere da chi la propone, diventa sempre un guazzabuglio litigioso e gridato per un consumo tutto interno, anche elettorale. Questo è il paese, purtroppo. Mancano una visione strategica e la percezione di un interesse europeo e italiano.
Ora arriva in Italia Xi Jinping, il presidente cinese, per sottoscrivere degli accordi commerciali e un memorandum of understandig con l’Italia. La Cina ha una chiara strategia: sviluppare una collaborazione con tutti i paesi lungo la Via della seta per dare sbocco ai propri prodotti. Facendo così, ovviamente, crea nuove amicizie e nuove alleanze, con inevitabili ripercussioni geopolitiche.
Del resto, anche gli Stati Uniti, che fino ad oggi hanno permesso alle proprie corporation di produrre merci a basso costo sul territorio cinese per poi importarle, hanno cambiato completamente strategia: giocare la carta geopolitica per contenere la Cina in tutti i settori. Non dopo aver piazzato una buona parte del loro debito pubblico in mani cinesi.
L’Europa, e anche l’Italia, mancando di un’identità storica precisa, non hanno alcuna visione strategica e indipendente del proprio futuro e rischiano di essere sballottate da una parte all’altra e di essere schiacciate nello scontro tra i due colossi mondiali.
Non sappiamo esattamente cosa contiene il memorandum of undertanding sulla “Belt and Road Initiative” (BRI), ma è lecito pensare che con la Cina l’interesse dell’Italia sia quello di creare un rapporto di cooperazione. Escludiamo che sia in gioco una “scelta di campo”. Probabilmente è l’occasione per incrementare lo sviluppo del nostro paese, a partire dal Mezzogiorno.
Le nostre imprese dovrebbero poter partecipare ai grandi investimenti in tutti i paesi lungo il corridoio eurasiatico, almeno tanto quanto già fanno la Germania, la Francia e la Gran Bretagna. L’Italia, inoltre, potrebbe diventare il motore del coinvolgimento dell’intera Ue nel progetto, per far valere l’interesse comune e la visione europea.
Detto per inciso, si dovrebbe sapere che un MoU non è un trattato, non è una legge, né un contratto. Si tratta soltanto di un documento con il quale ci si impegna, senza alcun obbligo, a valorizzare tutte le possibili collaborazioni.
E’ vero. L’Italia potrebbe essere il primo paese del G7 e il primo membro fondatore dell’Europa a firmare un memorandum d’intesa con la Cina sull’adesione alla citata BRI. Ciò potrebbe irritare chi vuole lo scontro con la Cina. Noi invece pensiamo possa essere solo il primo passo per un accordo complessivo tra l’Unione europea e la Cina, senza rinnegare gli impegni atlantici né l’appartenenza al mondo occidentale.
La BRI è stata “lanciata” nel 2013. Dopo cinque anni si deve usare il plurale per le “Nuove Vie della Seta” in quanto sono ipotizzati due corridoi: uno terrestre, che, attraversando numerosi paesi dell’Asia, arriva a Mosca e poi fino a Duisburg, in Germania, e uno marittimo che dai porti della Cina arriva fino a quelli del Mediterraneo, e oltre. In questi anni la Cina ha già firmato 38 accordi bilaterali e regionali con 34 paesi lungo il corridoio marittimo.
La Via della seta marittima ha nel Mediterraneo il suo sbocco più importante. La Cina ha fatto grandi investimenti nelle infrastrutture, porti, interporti e snodi logistici in paesi come la Grecia, la Turchia, la Spagna, in Israele, oltre che in Italia. Ma il nostro paese ha maggiori potenzialità per diventare l’hub logistico per l’intera Europa.
In Italia ci sono quattro porti profondi adeguati ad accogliere le mega navi container con un pescaggio di 16-18 metri: Trieste, Genova, Taranto e Gioia Tauro. Genova e Trieste dovrebbero esseri i porti con i quali i cinesi starebbero per sottoscrivere degli accordi.
Si ricordi che i cargo cinesi coprono già il 30% dei traffici di Genova e Savona. Adesso si andrebbe ad aggiungere il porto di Vado Ligure, dove Pechino ha già fatto dei grandi investimenti. Alla fine di gennaio il porto di Trieste ha ospitato per la prima volta un traghetto merci lungo 237 metri. Trieste, come noto, fa parte del Corridoio 5, quello che coinvolge il tratto TAV/AC Lione – Torino che, anche per questo, sarebbe opportuno realizzare. Inoltre, in questo quadro diventano decisive le infrastrutture di scarico delle merci, di magazzinaggio e di trasporto veloce. Perciò è importante l’automazione e quindi la digitalizzazione dei sistemi intermodali. Di conseguenza si parla anche del famoso 5G e della Huawei, sui quali vi è una sorta di veto americano. I cinesi, comunque, sembra considerino l’Italia, più che una rete porti di transito, una vera piattaforma per la logistica e la trasformazione delle merci. Il che è una grande opportunità soprattutto per i porti del nostro Mezzogiorno, dove sono state create delle zone economiche speciali per attrarre investimenti. La Sicilia, in particolare, potrebbe diventare la piattaforma logistica e di sviluppo per gli investimenti e i progetti da attuare in Africa. Come noto la Cina ha già sottoscritto protocolli d’intesa con alcuni atenei e da tempo manifesta un grande interesse per la cooperazione turistica e per il nostro agroalimentare. Noi, a questo proposito, riteniamo che sarebbe opportuno prevedere nel memorandum che i primi accordi riguardino il Sud.
Intanto si ricordi che l’Italia non è il primo paese europeo a cooperare con la Cina. L’OCSE afferma che compagnie cinesi hanno già acquisito partecipazioni importanti in numerosi porti europei: Marsiglia, Nantes, Le Havre e Dunkirk in Francia, Bilbao e Valencia in Spagna, Anversa e Bruges in Belgio, Rotterdam, in Olanda, Amburgo in Germania.
Inoltre, il Pireo, in Grecia, dove i cinesi avrebbero già investito circa 5 miliardi di dollari, diventerebbe il primo porto per container del Mediterraneo e l’hub principale per le esportazioni cinesi in Europa. Significativo anche il controllo della Cina del 35% del terminal Euromax di Rotterdam, il primo porto europeo. Così dicasi del controllo del 100% del porto di Bruges, che è il primo al mondo nel traffico commerciale dei veicoli.
In considerazione di questi dati, le polemiche nostrane ci sembrano eccessive. In Italia si dovrebbe imparare un po’ dalla Germania. Berlino sta realizzando il Nord Stream 2, la grande infrastruttura per portare gas dalla Russia attraverso il Mar Baltico. Lo fa nell’interesse tedesco, europeo e anche italiano. Washington vorrebbe fermarlo. E’ la strategia geopolitica degli Stati Uniti di Trump. Berlino, però, tira dritto e nessuno in Germania si permette di dire che adesso Berlino sia caduta nella morsa dell’”orso russo”. Sarebbe una sciocchezza, così come lo sarebbe se si dicesse che l’Italia abbandona i suoi tradizionali alleati per correre tra le braccia dei cinesi. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Una conferenza sulla Cina di Xi Jinping alla Fondazione Einaudi

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Torino 20 marzo alle 17 alla Fondazione Luigi Einaudi, in via Principe Amedeo 34 si terrà una conferenza sulla Cina di Xi Jinping alla Fondazione Einaudi. ”Economia, società e politica nella Cina di Xi Jinping”: è il tema – quanto mai attuale nei giorni che precedono la firma del memorandum d’intesa sulla Nuova Via della Seta, che il leader cinese siglerà con l’Italia tra breve durante la sua visita nel nostro paese. A condurla sarà Ignazio Musu, professore emerito di Economia politica all’Università di Venezia. All’incontro, moderato da Terenzio Cozzi, interverranno Giovanni Balcet, Giuseppe Gabusi e Vittorio Valli.
Ignazio Musu è autore di “Eredi di Mao. Economia, società, politica nella Cina di Xi Jinping” (Donzelli, 2018), di “La Cina contemporanea” (Il Mulino, 2011) e di numerosi altri lavori su temi di economia della crescita e dello sviluppo, di economia dell’ambiente, di politica economica, di etica ed economia.

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Nuove norme su sicurezza informatica e una difesa contro le minacce informatiche della Cina

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Bruxelles. I deputati europei hanno adottato in via definitiva una legge europea sulla sicurezza informatica con 586 voti favorevoli, 44 contrari e 36 astensioni. Si crea così il primo schema di certificazione a livello europeo per garantire che i prodotti, i processi e i servizi venduti nell’UE soddisfino gli standard di sicurezza informatica.Il Parlamento ha inoltre adottato una risoluzione non legislativa, per alzata di mano, in cui si chiede un’azione UE contro le minacce alla sicurezza legate alla crescente presenza tecnologica della Cina nell’UE.I deputati esprimono forte preoccupazione per le recenti affermazioni secondo cui le infrastrutture per le reti 5G potrebbero avere delle ‘backdoor’ incorporate che consentirebbero ai fornitori e alle autorità cinesi di avere un accesso non autorizzato ai dati personali e alle telecomunicazioni nell’UE.
Si teme che i fornitori di dispositivi di paesi terzi possano presentare un rischio per la sicurezza dell’UE a causa delle leggi del loro paese che obbligano le imprese a cooperare con lo Stato grazie a una definizione molto ampia della sicurezza nazionale. In particolare, le leggi cinesi sulla sicurezza dello Stato hanno suscitato reazioni negative in vari paesi.I deputati chiedono alla Commissione e agli Stati membri di fornire soluzioni per affrontare le vulnerabilità informatiche nell’acquisto dei materiali per il 5G, e propongono di: diversificare gli acquisti con diversi fornitori, introdurre procedure di appalto in più fasi, stabilire una strategia per ridurre la dipendenza dell’Europa dalla tecnologia di sicurezza informatica straniera e creare un sistema di certificazione cyber-sicurezza per l’introduzione del 5G.
Il Cybersecurity Act dell’UE, già concordato informalmente con i Ministri UE, prevede la certificazione delle infrastrutture critiche, comprese le reti energetiche, l’acqua e i sistemi bancari, oltre a prodotti, processi e servizi. Entro il 2023 la Commissione valuterà se tali nuovi sistemi volontari debbano essere resi obbligatori.La legge sulla sicurezza informatica prevede inoltre un mandato permanente e maggiori risorse per l’Agenzia europea per la sicurezza informatica, l’ENISA.Dopo la votazione sulla legge sulla sicurezza informatica, la relatrice Angelika Niebler (PPE, DE) ha dichiarato: “Questo importante successo consentirà all’UE di tenere il passo con i rischi per la sicurezza nel mondo digitale per gli anni a venire. La legislazione è una pietra angolare per far sì che l’Europa diventi un attore globale nel campo della sicurezza informatica. I consumatori, così come l’industria, devono potersi fidare delle soluzioni informatiche”.
Il Consiglio deve ora approvare formalmente la legge sulla sicurezza informatica. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione. La risoluzione sulla presenza cinese nell’UE sarà inviata alla Commissione e agli Stati membri.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cina-Italia. Urso (FdI): da governo politica di sudditanza a Pechino

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

“La svolta impressa da questo governo sembra piuttosto una politica di sudditanza a Pechino. Ormai su troppe questioni siamo allineati alle posizioni cinesi: il caso Maduro è eloquente, mentre tutti gli altri Paesi europei hanno votato per una risoluzione per riconoscere Guaidò, noi ci siamo isolati mettendoci sul versante opposto”. A dirlo in un’intervista rilasciata al giornale online “Formiche” il senatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso. In particolare il senatore di FdI guarda all’importante appuntamento tra due settimane, quando in Italia arriverà il presidente cinese Xi Jinping: “Prima del suo arrivo, con il nostro partito, faremo un meeting sui rapporti tra Italia e Cina e su come tutelare i nostri interessi nazionali. Abbiamo tre importanti dossier in campo. Il primo riguarda il confronto globale per la supremazia mondiale sul controllo delle reti della conoscenza e, anche al Copasir, abbiamo aperto un’indagine conoscitiva sulle fibre ottiche e la gara per il 5G. Il secondo dossier riguarda la cosiddetta via della Seta di cui l’Italia è il terminale. Il terzo dossier riguarda la vendita online, fino ad oggi noi europei abbiamo utilizzato il loro portale Ali Baba per vendere i nostri prodotti, ora invece sono loro che stanno costruendo un’importante piattaforma europea per vendere le loro merci in Europa. E su questo bisognerà essere molto attenti sulle politiche della fiscalità” conclude il senatore di FdI.

Posted in Estero/world news, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A-Shares cinesi: 4 punti sull’inclusione negli indici MSCI

Posted by fidest press agency su martedì, 5 marzo 2019

MSCI ha annunciato che quadruplicherà il peso delle azioni cinesi di classe A nei suoi principali benchmark, passando dal 5% al 20% nel corso del 2019. Ciò avviene a un solo anno di distanza dalla prima inclusione di 233 titoli large cap cinesi onshore nei suoi indici. Questa decisione supera le aspettative del mercato sul ritmo e l’entità dell’inclusione. Inoltre FTSE Russell avvierà un’inclusione graduale a partire da giugno 2019, che porterà le A-shares cinesi a rappresentare il 5,5% del suo indice sui mercati emergenti.
Per dare l’idea della dimensione di questo cambiamento per gli investitori globali, le A-shares rappresentano attualmente circa lo 0,8% sia dell’indice Asia Pacific ex Japan, sia di quello dei Emerging Markets, e lo 0,1% del più ampio indice MSCI All Country World[1]. Alla luce di quest’ultima mossa, se incluse completamente, le A-shares cinesi peseranno oltre il 16% nell’indice MSCI Emerging Markets e oltre il 20% nell’indice Russell Emerging Markets. I mercati azionari cinesi onshore e offshore rappresenteranno insieme oltre il 40% e il 50% dei due indici, rispettivamente.
Data l’importanza strategica della Cina, l’attraente potenziale di crescita di lungo termine, la crescente inclusione negli indici e i vantaggi della diversificazione, a nostro avviso l’allocazione degli investitori globali sul secondo mercato azionario mondiale crescerà nel tempo. L’aumento della partecipazione degli investitori stranieri dovrebbe contribuire a ridurre la volatilità del mercato e a migliorare la determinazione dei prezzi sul mercato delle azioni di classe A.
Ma in che cosa sono diverse le A-shares? In primo luogo, le A-shares sono scambiate in renminbi. Inoltre, differiscono dagli strumenti tradizionali utilizzati dagli investitori internazionali per accedere al settore azionario cinese (azioni B e H, red chips, P chips e ADR) sia per il tipo di società che rappresentano che per la loro base di investitori. Infine, l’asset class – in virtù dei titoli quotati sul mercato onshore – privilegia settori focalizzati sul mercato domestico, come quelli dei consumi, dell’healthcare, dei materiali e degli industriali.
Ciò non toglie che va ricordato come il mercato azionario cinese è esposto a rischi a breve e medio termine, soprattutto per quanto riguarda l’attuazione delle politiche e il riequilibrio delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Mentre non possiamo predire come le decisioni geopolitiche possano influenzare lo scenario nel breve termine, riteniamo che nel lungo periodo una strategia d’investimento coerente, incentrata sull’identificazione di idee ad alta convinzione, con un approccio bottom-up, sia il modo migliore per fornire ai nostri investitori rendimenti di lungo periodo corretti per il rischio. (fonte: http://www.investecassetmanagement.it. In abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Cina: scambi commerciali, dazi, riforma delle politiche di sostegno e potenziale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

A cura di Jin Xu, Gestore di portafoglio, Azionario asiatico di Columbia Threadneedle Investments. Mentre sono in corso i festeggiamenti per il Capodanno cinese, la guerra commerciale in atto e il rallentamento sul fronte interno continuano ad evolversi. In che modo la Cina si prepara ad affrontare questi eventi e quali lezioni ha tratto dal passato?
L’indebolimento della crescita in Cina è dovuto soltanto alla guerra commerciale o ha radici più profonde a livello di fondamentali?
Senza dubbio, le schermaglie sui dazi hanno contribuito al rallentamento. Verso la fine dello scorso anno, la Cina ha concentrato le proprie esportazioni verso gli Stati Uniti nel tentativo di contrastare l’aumento dei dazi previsto a gennaio. Ora quel momento è arrivato e ne vedremo le ripercussioni durante l’anno in corso. Ma ci sono altri due fattori da considerare.
In primo luogo, all’inizio del 2018 il governo cinese aveva lanciato una serie di misure volte alla riduzione dell’indebitamento per cercare di porre un freno al debito complessivo nazionale e rafforzare il controllo sul finanziamento bancario e fuori bilancio, privilegiando una crescita di qualità. Queste politiche monetarie hanno ovviamente rallentato la crescita.
In secondo luogo, aleggia l’incertezza sulle intenzioni di spesa in conto capitale da parte delle aziende. Le società nutrono dubbi riguardo alla congiuntura di lungo termine e alle prospettive in termini di ordini, perciò tendono a limitare la spesa.
Ad ogni modo, il governo è disposto a trovare un accordo con gli Stati Uniti per risolvere le controversie commerciali, collaborare a una soluzione ed evitare ulteriori aumenti significativi dei dazi sulle esportazioni cinesi.
La disponibilità a negoziare con gli Stati Uniti basterà a scongiurare nuovi dazi o la loro imposizione è inevitabile?
Le frizioni tra Stati Uniti e Cina vanno ben oltre la questione degli scambi commerciali; riguardano infatti la tutela della proprietà intellettuale, l’apertura del mercato e le politiche industriali. Ci vorrà tempo per giungere ad una soluzione, ma noi riteniamo che la situazione non si deteriorerà significativamente rispetto allo status quo odierno.
In che modo il governo cinese può gestire il problema del debito nazionale? E lo ritiene effettivamente un problema?
La sfida posta dal debito cinese è stato un tema molto dibattuto negli ultimi anni. Non è certo una novità, dato che il governo, le società e gli investitori sanno ormai tutto a riguardo. Detto questo, Pechino è consapevole dei problemi legati al suo debito ed è desiderosa di tenere la situazione sotto controllo e migliorarla. Dall’inizio dello scorso anno, quando l’economia, gli utili societari e la domanda globale erano sostenuti, il governo cinese si è adoperato per contenere l’indebitamento. Tuttavia, la congiuntura esterna è cambiata e sono state ormai preventivate misure di supporto.
Di norma, la liquidità viene iniettata nella massa monetaria e le banche iniziano poi a convogliarla nel sistema attraverso i prestiti alle società che desiderano espandersi; infatti, è necessario che le aziende assorbano la liquidità affinché quest’ultima si converta in credito e in un aumento dell’attività economica. Ma l’aspetto interessante della situazione attuale è che le società (e di conseguenza i consumatori) nutrono una certa ritrosia davanti alla prospettiva di assumersi altro debito. Preferiscono concentrarsi su flussi di cassa e rendimenti, perché il futuro appare incerto.
Un’altra novità è la tendenza delle aziende a investire maggiormente in ricerca e sviluppo e nell’innovazione dei prodotti piuttosto che nell’espansione delle capacità produttive.
Come viene percepita la guerra commerciale in Cina?
Convivono due punti di vista diversi. Secondo alcuni, rappresenta una sfida e provocherà un rallentamento economico, rendendo più difficoltosa l’attività imprenditoriale nonché l’import/export di componenti chiave. Secondo altri, invece, costituisce una buona opportunità per riformare il sistema.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Fidest - interviste/by Fidest, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dalla Cina forte interesse turistico per Italia e Toscana

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 febbraio 2019

La Cina è in testa alle classifiche per il numero di viaggiatori nel mondo, e nel solo 2017 sono stati ben 129 milioni i turisti cinesi. Nei prossimi 5 anni saranno 700 milioni i turisti cinesi nel mondo, di cui si stima oltre 21 milioni arriveranno in Europa, e di questi oltre il 10-15 %, tra i 2 e i 3 milioni, saranno diretti in Italia, con un tempo di permanenza medio di 7/10 giorni per vacanza, con previsioni di crescita.L’Italia è quindi, per nostra fortuna, una delle mete da sogno dei nuovi facoltosi viaggiatori dell’oriente, di cui una buona parte con età compresa fra i 18 e 36 anni, con la Toscana, culla del Rinascimento, tra le regioni più ambite per arte e cultura.Altro dato interessante, diffuso dal Centro Studi di Firenze, evidenzia il fatto che in Italia il turismo per matrimoni genera circa 380 milioni di euro, un settore in forte crescita a cominciare proprio dai futuri sposi del “paese del Dragone”, che sognano nozze nel nostro paese, con in cima la Toscana tra le regioni.In alternativa gli sposi vengono in Italia per il pre-wedding, una sorta di luna di miele anticipata con servizio fotografico che faranno rivedere in grande stile al rientro in Cina durante il matrimonio.Dati molto interessanti, soprattutto calcolando che anni fa il paese più popoloso del mondo ospitava solo 16 miliardari, mentre oggi sono circa 380, quasi uno su cinque del totale mondiale.Le metropoli di provenienza di questa nuova classe emergente sono Pechino, Shanghai, Guangzhou e Tianjin.
Offrire quindi oggi soggiorni di prestigio con le peculiarità che contraddistinguono il nostro paese come il “Made in Italy”, il clima, il paesaggio, il capitale culturale e ambientale (in gran parte riconosciuto dall’UNESCO), il cinema, la musica e l’enogastronomia, che costituiscono le principali risorse e ragioni del successo dell’Italia come destinazione, di fatto rappresenta una grande opportunità per le nostre strutture turistiche.Un segmento di mercato in cui si sta, ad esempio, specializzando intelligentemente la TBA Holidays, acronimo di Tuscany Business Agency, tour operator specializzato nell’intermediazione turistica di dimore storiche e residenze di prestigio con il suo focus in Toscana. Una realtà che ha ripreso l’interesse crescente dei giovani colti e ricchi cinesi per la storia e cultura del Bel Paese e che concentra il suo business a chi privilegia la vacanza esclusiva e d’élite per famiglie e gruppi business.Tuscany Business Agency è proprietaria del marchio TBA Holidays per il settore turistico e di TBA Real Estate per la divisione immobiliare.
Il turista cinese vive oggi sullo smartphone, paga con il QR code, non entra in un locale se non è accettata la sua carta di credito UnionPay e va dove lo portano i suoi social come Tencent, Tuniu e Wechat.Gli operatori italiani devono quindi prepararsi a fare i conti con questa realtà, visto anche che in Italia le istituzioni che si fregiano del marchio “Welcome Chinese”, il prestigioso riconoscimento concesso da Pechino a chi incontra le esigenze dei turisti del dragone sono solo poche centinaia.”Urge quindi migliorare i servizi e adeguare l’accoglienza verso tali nuove fasce di pubblico. Solo così potremo confidare in un futuro fatto di crescita e grandi opportunità per il nostro turismo e la nostra economia” conclude Gottardo.www.tuscanybusinessagency.com.

Posted in Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tutta l’arte della Cina a Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Torino fino al 2 febbraio, (Aperture:Dal 7/01 al 2/02/2019 ore 11:00-18:00) presso lo spazio Panta Rei in via Mercantini 5 mostra China Art Now, organizzata da Panta Rei in collaborazione con Diffusione Italia e la galleria Madeinart gallery di Milano.La mostra vuole presentare una selezione di alcuni degli artisti più interessanti, sia dal punto di vista storico-culturale che collezionistico. Selezionati da Vincenzo Sanfo, esperto di arte cinese contemporanea, a cui si deve il lancio e l’affermazione di numerosi artisti cinesi nel mondo, è una occasione unica, per i torinesi e per chi si troverà a Torino, per entrare nel mondo del nuovo collezionismo internazionale.Tra le presenze significative, si segnala Song Yon Ping, artista storico che negli anni 80, assieme a Ai WeiWei e Xiao Lu, ha rivoluzionato l’arte cinese, con la storica occupazione del Museo di Belle Arti di Pechino, che diede il via ai fatti di Tiennammen , oppure Zhang Hongmei tra le artiste più interessanti della nuova generazione, ormai affermata e già consacrata a livello internazionale con una presenza al Centre Pompidou e mostre in ogni parte del mondo. E poi ancora Xu De Qi, maestro riconosciuto del nuovo Pop cinese.“La Cina sta dominando il mondo sotto il profilo economico e parimenti anche nell’arte il primato della Cina e ormai quasi indiscusso. Ne sono testimonianza i recenti premi Oscar vinti dai cineasti cinesi, i premi Nobel assegnati a letterati e scienziati , le straordinarie presenze nel campo della musica. Anche il mondo delle arti visive, a partire dagli anni novanta, ha scoperto l’arte cinese che ormai, da un decennio, sta lentamente appropriandosi del mercato dell’arte. Infatti, in pochi anni gli artisti cinesi sono entrati, stabilmente, tra i primi cento artisti al mondo e non c’è museo, a livello internazionale, che non abbia organizzato o stia organizzando mostre di artisti cinesi. – ha dichiarato Vincenzo Sanfo.
Gli artisti presenti saranno: Ming Liu, Fang Hui, Feng Zhengquan, Wang Lu Yan, Wang Xiaofang, Yin Kun,Wu Dewu, Ma Yuan, Luo Zhi Yi, Zhang Hong Mei, Xu De Qi,Song Yonping, Zheng Yi, Huang Kehua, Fengyun Ma.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Fixed Income – Cina: un gioco d’equilibrio per gli obbligazionisti”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

“FixedA cura di Patricia Schuetz, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management. Il mercato obbligazionario cinese, in costante crescita, offre opportunità interessanti. Le strategie absolute return ne possono trarre il massimo profitto, utilizzando coperture a protezione dalla potenziale volatilità.
L’anno è appena iniziato e la Cina è già in prima pagina: la guerra commerciale con gli Stati Uniti continua; ancora una volta Pechino lavora per sostenere la crescita e le società tecnologiche attribuiscono la debolezza degli utili al rallentamento delle vendite in Cina. Tutti questi elementi sollevano una domanda fondamentale: le opportunità di investimento derivanti da questi sviluppi possono compensare i rischi?
Per quanto ci riguarda, in qualità di investitori in obbligazioni, si tratta di trovare il gusto equilibrio tra rischio e possibile rendimento – un’attività nella quale la strategia Pictet-Absolute Return Fixed Income è specializzata, in quanto combina posizioni a lungo termine con investimenti utili per bilanciare, che funzionano da copertura contro i rischi a breve termine.In quanto specialisti del reddito fisso, siamo sempre stati attratti dal potenziale a lungo termine della Cina. Sebbene la crescita cinese sia destinata a rallentare in futuro, dovrebbe anche essere più stabile, in quanto l’economia sta lentamente raggiungendo un punto di equilibrio orientandosi dalle materie prime verso i servizi e il tasso di cambio è stato liberalizzato. La Cina sta anche spostando rapidamente la catena del valore della manifattura dalla quantità alla qualità. Il suo mercato obbligazionario è sempre più maturo, diversificato e internazionale, mentre il renminbi è indicato come la valuta di riserva del futuro. Un ulteriore fattore di attrattiva del mercato è il fatto che le obbligazioni cinesi offrono rendimenti relativamente elevati e non particolarmente correlati con quelli delle altre classi di attivi.Inoltre, negli scorsi mesi il governo si è impegnato ad adottare una politica fiscale più accomodante, unita a sforzi coordinati per sostenere la domanda interna e la crescita del PIL. Una politica che prevede tagli fiscali per aziende e famiglie, e forti investimenti in infrastrutture. La People’s Bank of China è l’unica grande banca centrale che ancora concede uno stimolo monetario (si veda il grafico) e si prevede che immetterà ben oltre 200 miliardi di dollari nell’economia nel corso del 2019. I nostri economisti prevedono una crescita del PIL cinese del 6,4% quest’anno, due volte più veloce rispetto a tutto il resto del mondo e più di tre volte più veloce rispetto alle economie sviluppate.
Laddove la Cina ha successo, altri mercati emergenti tendono a trarne beneficio. Ciò supporta la nostra opinione ampiamente positiva sul debito societario denominato in dollari dei mercati emergenti. Intravediamo anche numerose opportunità specifiche all’interno dello stesso mercato obbligazionario cinese denominato in dollari, dove qualsiasi debolezza valutaria, come accaduto a metà 2018, costituirebbe potenziali punti d’ingresso interessanti.Le società di gestione patrimoniale cinesi, ritenute strategicamente importanti per il Paese, saranno tra i principali beneficiari delle misure di stimolo. Lo stesso vale per le società immobiliari, le cui strutture del capitale mostrano già un miglioramento.
Ciò che è determinante è che riteniamo che le valutazioni delle obbligazioni societarie emesse da società che appartengono a questi settori non riflettano questo potenziale.
Tuttavia, oltre che per il potenziale a lungo termine, i mercati emergenti sono ben noti anche per i picchi di volatilità a breve termine e la Cina non fa eccezione.
Qui entra in gioco la nostra filosofia di bilanciamento dei rischi. E diversificare il rischio in ogni occasione è alla base del nostro processo di investimento per la strategia Pictet-Absolute Return Fixed Income. Per raggiungere questo obiettivo, esaminiamo i rischi e le correlazioni sia nell’ambito dei singoli temi d’investimento sia nell’intero portafoglio.
In termini più generali, la turbolenza sul debito dei mercati emergenti tende ad essere accompagnata dalla debolezza delle valute delle economie in via di sviluppo. Dal nostro punto di vista, quindi, mantenere una posizione corta in un paniere di queste valute rappresenta un contrappeso efficace per bilanciare un investimento sulle obbligazioni societarie dei mercati emergenti. Riteniamo tuttavia essenziale gestire attivamente questa posizione valutaria, date le idiosincrasie dei Paesi in questione.Al momento, mantenere posizioni corte nelle valute asiatiche offre una copertura particolarmente interessante contro ogni temporanea debolezza economica in Cina.Abbiamo anche investito in credit default swap (CDS) del governo cinese, strumenti che proteggono da ogni deterioramento del merito creditizio di un emittente obbligazionario, per garantire ulteriore protezione alle nostre posizioni sul settore immobiliare cinese. Le possibilità per coprire la nostra esposizione aumentano di pari passo con l’espansione dell’universo d’investimento cinese. A nostro avviso, ciò rende questa opportunità di investimento ancora più interessante.Abbiamo a lungo ritenuto che la transizione della Cina da una potenza manifatturiera ad un’economia più aperta e trainata dai servizi avrebbe creato numerose opportunità. Avvalendoci di tutti gli strumenti di investimento a disposizione e concentrandoci sul punto di equilibrio tra i rischi, riteniamo che il nostro approccio agli investimenti in Cina possa da un lato intercettare valore a lungo termine e dall’altro limitare i rischi della volatilità a breve termine, garantendo il migliore equilibrio rischio/rendimento possibile per i nostri investitori. Un approccio così flessibile esula dalla port Income – Cina: un gioco d’equilibrio per gli obbligazionisti”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Guido Pinzani: La Via della Scultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Qingdao, China 23-11-2018 / 24-12-2018 Qingdao Sculpture Art Museum. “La via della scultura” è il titolo della mostra inaugurata il 24 novembre 2018 in Cina, presso il Qingdao Sculpture Art Museum. Qui fino al 23 dicembre saranno esposte le opere di sei importanti scultori italiani, tutti membri dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Tra questi il “nostro” Guido Pinzani. La mostra, che costituisce un capitolo importante del progetto espositivo “Europe”, teso a far conoscere in Cina l’arte europea moderna e contemporanea, ha visto la sinergia di due istituzioni, l’Accademia nazionale cinese di scultura, diretta emanazione del ministero della Cultura nonché la più prestigiosa associazione di scultori cinesi, e l’antichissima Accademia fiorentina delle arti del disegno, fondata nel 1563 dal granduca Cosimo I de’ Medici su impulso di Giorgio Vasari. Si tratta di un evento di rilievo per la città di Qingdao, tra le più vivaci e ricettive culturalmente della Cina, che per la presenza dell’accademia e del grande museo si candida a polo internazionale di scultura.

Posted in Estero/world news, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

5 motivi per puntare sui titoli delle aziende innovative della Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Commento di Wenchang Ma, Assistant Portfolio Manager dell’All China Equity Fund di Investec AM. Quando si parla di investimenti in Cina, i commentatori fanno di solito riferimento alle prospettive macro sul tema e ai dati del PIL ma, ironicamente, la maggior parte di loro non riesce a cogliere il quadro d’insieme.Infatti, se da un lato si possono individuare alcuni fattori potenzialmente in grado di sostenere il processo di innovazione delle aziende del Paese, dall’altro c’è un ulteriore, ben preciso, driver a cui non si è ancora dedicata abbastanza attenzione, e cioè la guerra commerciale con gli Stati Uniti che, a nostro avviso, potrebbe presentare un’opportunità importante per la Cina e i suoi investitori.In generale, i principali driver della performance azionaria a lungo termine sono gli stessi che in qualsiasi altra parte del mondo: il tipo di opportunità di crescita che un’azienda può generare, la qualità del suo business, il suo momentum operativo e la valutazione. Tuttavia, anche se non si devono trascurare del tutto i fattori macro, c’è un forte rumore di fondo che fa passare in secondo piano le opportunità di investimento offerte dalle aziende innovative della Cina. Uno degli elementi chiave per la Cina è l’innovazione ad essa si aggiunge la stabilità dei livelli del debito corporate, la stessa guerra commerciale con gli Stati Uniti in quanto potrebbe offrire l’opportunità per la Cina e i suoi investitori. Con una tale minaccia per la crescita economica, il Paese potrebbe accelerare alcune delle sue riforme per sostenere gli sforzi di innovazione. Le aziende cinesi che vedono la potenziale minaccia di boicottaggio sono più che mai incoraggiate ad internalizzare le tecnologie chiave e a salire nella catena del valore. Va ad aggiungersi il fatto che la Cina nel complesso sembra molto a buon mercato. Dal punto di vista della valutazione, la Cina è al di sotto della sua media storica decennale e, se utilizziamo un sistema di misurazione del rapporto prezzo/utile di lungo periodo, è più economica rispetto all’Europa e agli Stati Uniti, nonostante il suo profilo di crescita più attraente. Al quarto punto è l’interesse mostrato dagli investitori globali che guardano con interesse alle azioni cinesi A-shares anche per la loro inclusione nei principali indici dei mercati emergenti, e questo trend non farà che aumentare. Per ultimo l’innovazione, le riforme e un mercato che si apre gradualmente verso l’esterno sono aspetti molto promettenti per gli investitori – ma aspettare troppo a lungo potrebbe significare doversi mettere in coda. Il colore rosso è il simbolo della felicità e della buona sorte in Cina. In questo momento, l’innovazione nel Paese è rosso fuoco – e sembra poco costosa per gli investitori.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cina 1978: Appunti di viaggio

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

Bologna Opening sabato 15 dicembre, ore 19.00 16 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019 ((Orari: martedì-domenica, 10.30-12.30 – 17.00-19.30) Temporary Gallery di Paolo Gotti via Santo Stefano 91/a e documentano diversi aspetti della Cina di quarant’anni fa. Nel luglio del 1978, Paolo Gotti prende parte a un viaggio d’inchiesta organizzato dall’Istituto politico culturale Edizioni Oriente di Milano per osservare da vicino la società cinese, dal punto di vista di una pluralità di interessi che vanno dall’educazione alla sanità, dalla giustizia all’industria. Il reportage sarà poi pubblicato nella rivista quadrimestrale Vento dell’Est, attiva dal 1965 al 1979.
La delegazione, di cui fanno parte una ventina di persone tra cui personalità del calibro di Silvia Calamandrei, Lisa Foa, Franco Marrone, Paola Mancorda e Claudio Meldolesi, viaggia nella parte settentrionale del paese partendo dalla capitale Pechino per poi visitare le città di Dalian, Shenyang, Changchun, Harbin e i pozzi di petrolio di Daqing, fino ai confini con la Manciuria. L’indagine si inserisce all’interno di una situazione politica segnata dai clamorosi avvenimenti seguiti all’arresto della “banda dei quattro” che rappresentò la fine più evidente di quel movimento politico noto come Rivoluzione Culturale, lanciata da Mao nel 1966 contro le strutture del Partito Comunista Cinese.
L’obiettivo del viaggio era quello di comprendere quanto stava avvenendo e le ragioni che avevano scatenato un’inversione di rotta che avrebbe portato nel tempo a un nuovo schieramento del paese nello scacchiere internazionale, ma questo avveniva registrando non tanto i luoghi della politica quanto piuttosto quelli frequentati dalla gente comune: fabbriche, scuole e asili, quartieri urbani e zone rurali.
Sono queste immagini, scattate da Paolo Gotti, a immortalare alcuni tra gli aspetti più singolari della società cinese di quaranta anni fa – così diversa dalla Cina contemporanea – visti attraverso l’emozione di uno sguardo occidentale: dai mezzi di trasporto spesso bizzarri e improvvisati alle insegne disegnate con i gessetti e ai grandi pannelli illustrati con “fumetti” propagandistici, dalle ricamatrici tradizionali alle esercitazioni delle soldatesse armate di fucile, dalle scuole speciali per bambini ipovedenti fino alle fabbriche, come quelle dei locomotori, che avrebbero portato in futuro il paese a diventare la potenza economica che è oggi.
La mostra nasce dalla riscoperta dell’archivio relativo a quel viaggio, che recentemente ha riconosciuto a Paolo Gotti l’assegnazione del Premio UVA promosso dall’Università di Verona.Per l’occasione sarà presentato il calendario 2019 Cina 1978. C’era una volta con fotografie a colori di quel viaggio.
Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico cinematografici. Nel 1974 sceglie l’Africa come meta del suo primo grande viaggio. In seguito a questa avventura che lo segna profondamente, intraprende a tempo pieno l’attività di architetto, grafico e fotografo. Dopo varie esperienze nel campo della pubblicità, e una maturata esperienza nello still life, si dedica sempre più al reportage, visitando oltre 70 paesi nei cinque continenti. Ancora oggi gira il mondo per immortalare persone, paesaggi e situazioni che archivia accuratamente in un gigantesco atlante visivo, da cui nascono i calendari tematici che realizza da circa vent’anni.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Le arti della Cina”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Milano 3 dicembre – Milano, Via Clerici 5 (secondo piano) Ore 18.30 Continuano gli incontri culturali organizzati dalla Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina con l’obiettivo di far conoscere la Cina moderna al grande pubblico italiano. Protagonista di questo evento sarà l’arte contemporanea cinese e le sue nuove frontiere.
A fare il quadro sullo stato attuale sarà Giacomo Agosti, attore, regista e docente all’Accademia di Brera, che sarà accompagnato da alcuni giovani studenti/artisti cinesi. L’evento sarà inoltre animato dalla partecipazione di Matteo Demonte e Ciaj Rocchi con la loro graphic novel, Chinamen, storia di cento anni di comunità cinese a Milano; Silvio Ferragina che si esibirà in una suggestiva performance di arte calligrafica cinese coniugata alla musica e Yujia Hu, in arte Theonigiriart, instagrammer di seconda generazione che ha dato vita a star e icone internazionali con quadri di sushi e sashimi. L’incontro sarà moderato dalla giornalista ed esperta d’arte Francesca Amè. “La nostra Scuola di Formazione Permanente da anni porta avanti la missione di dare vita a eventi e luoghi di incontro per avvicinare le persone – ha detto la Coordinatrice didattica, Jada Bai – perché solo con la reciproca conoscenza esiste una vera integrazione”. La Scuola di Formazione Permanente festeggia quest’anno dieci di anni di attività e di impegno nell’organizzazione di corsi di lingua cinese per bambini ed adulti, corsi di lingua italiana all’interno del progetto ministeriale Marco Polo Turandot e formazione aziendale focalizzata al mercato cinese.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il design toscano vola in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 17 novembre 2018

Shanghai da giovedì 22 a sabato 24 novembre, al Salone del Mobile Milano Shangai Patrizia Garganti volerà in Cina. La ‘light designer’ Patrizia Garganti, famosa per i suoi oggetti fuori dal coro e dal design sopra le righe, alla guida della sua azienda che da oltre 40 anni esporta in tutto il mondo i suoi manufatti di luxury lighting design, è stata infatti selezionata tra le aziende di alto profilo che rappresenteranno l’eccellenza della tradizione Made in Italy. Il marchio, infatti, si è imposto per i suoi lampadari di lusso, che arredano i posti più esclusivi sin dal 1976 (anno di fondazione dell’azienda a Firenze).
Nello stand WG18 Hall West allo Shangai Exhibition Centre saranno in esposizione oggetti di design “extra-ordinari”, senza tempo, adatti sia a ambienti classici che contemporanei. Tra le nuove collezioni, sarà possibile scoprire le creazioni nate in collaborazione con il grande architetto e designer contemporaneo Roberto Lazzeroni, noto a livello internazionale, ovvero lampadari che creano geometrie uniche e sofisticate, vere e proprie sculture di luce. In primis “Coup de Foudre” (Colpo di Fulmine), una combinazione di raffinate cornucopie in vetro soffiato che si fondono con la forza di esili strutture metalliche, per un risultato inaspettato; “Novecento”, lampade disponibili in diverse dimensioni e finiture come argento anticato o ottone satinato per la struttura, con paralumi realizzati in cordoncino bianco o ecopelle marrone; “Dew”, dove l’incomparabile maestria artigianale della Garganti diventa il tratto distintivo di un prodotto in cui la pelle intrecciata a mano si fonde con i riflessi cristallini; infine “Gisele”, sospensione a led o applique rifinita in nichel satinato, con paralumi realizzati da pregiati cristalli trasparenti.Spazio anche alle ultime creazioni di luce presentate allo scorso Salone del Mobile di Milano, firmate dalla designer e imprenditrice, a capo, con la sua famiglia, dell’azienda che esporta dall’Europa, all’Asia, dalla Russia, agli Usa, ma che è forte di una produzione completamente realizzata a Firenze, in cui lavorano da decenni artigiani di assoluta competenza.L’ultima serie di lampadari è realizzata in vetro e metalli preziosi, di ispirazione anni ’50 e ’60, per una linea sì contemporanea, ma che affonda le sue radici nella tradizione artigianale fiorentina, e non rinuncia alla poesia. Tra questi, “Chaos”, creazione a 18 o 24 luci e altrettanti portalampada realizzati in vetro su stampo soffiato a bocca, in cui il modulo esagonale dà vita a una miriade di forme infinite, in una sorta di caos calmo, elegante e composto.
Infine, in esposizione, anche “Holly”, modelli a sospensione, da parete o piantane, ottenuti disponendo piccoli rombi leggermente curvati su elementi anulari di vario diametro che ricordano lavorazioni di alta oreficeria (i moduli, accostati, appaiono simili a pietre preziose), e “Ricercata”, piccoli paralumi che si rincorrono in fitti caroselli monocromatici, lampade e piantane che sembrano dive del cinema anni ‘50 con i loro cappelli a larghe tese. Una famiglia ricca di 24 varianti di finitura metallica e 23 varianti di tessuto, arricchita da accessori in fusione (catene, pendenti) disponibili in nichel nero, bianco e oro.Nell’officina interna dell’azienda di Patrizia Garganti a Firenze si producono pregiate manifatture e lampadari tailor-made, che ornano gli ambienti più esclusivi, dal 7 stelle di Pechino Pangu Plaza al rinomato ristorante Bice di Abu Dhabi, al Lagham Hotel di Londra, Hotel Zubarah a Doha, il Ritz Carlton a Talmud Bay, il Palais Jamai in Marocco e l’Hotel Royal Mansour a Marrakech oltre a vari Four Seasons sparsi per il globo.I vari prodotti sono disponibili in varie dimensioni e in altri formati, e hanno come caratteristica fondamentale quella di essere declinabili secondo necessità.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »