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Posts Tagged ‘energia’

Costi PMI, Selectra: prezzo energia fino al +210% rispetto al periodo pre-Covid

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

Nel 2021, con le nuove misure prese a livello nazionale per contrastare la pandemia, si è ridotto progressivamente il numero dei dipendenti in smart working: sono infatti passati dai 5,37 milioni di marzo ai 4,71 milioni a giugno, con il calo più consistente nel settore pubblico (1,08 milioni), seguito da microimprese (1,02 milioni), PMI (730 mila) e grandi aziende (1,88 milioni). I lavoratori “agili” sono ulteriormente scesi a 4,07 milioni nel terzo trimestre, segnando quindi un graduale ritorno in ufficio. Sempre più PMI italiane hanno riaperto le proprie sedi, ritrovandosi a fare i conti anche con i costi di gestione: in particolare, per alcune aziende, il rientro è stato particolarmente spiacevole, soprattutto per quanto riguarda le bollette dell’energia. Per le PMI con un ufficio con un organico di 20-25 dipendenti e con un consumo di 10.000 kWh/anno, Selectra ha calcolato come il costo della spesa materia prima energia nel primo trimestre 2020 (quindi pre-Covid) fosse pari a 228 euro/trimestre sul Mercato Tutelato. Al rientro in ufficio, che per molti è avvenuto a settembre 2021, le PMI si sono ritrovate di fronte ad una spesa per la materia prima energia che ammonta a 330 euro/trimestre (+45% rispetto al Q1 del 2020) per chi è già passato al Mercato Libero e di 358 euro/trimestre (+57%) per chi non ha fatto questo cambio e si è ritrovato con il Servizio a Tutele Graduali. Adesso, nel quarto trimestre 2021, questa voce in bolletta ha subito un altro aumento, si parla già di 452 euro/trimestre per chi è nel Libero (+98% rispetto a Q1 del 2020) e di 651 euro/trimestre per il Servizio a Tutele Graduali (+185%). Parlando dell’importo totale nella bolletta elettrica, quindi, una PMI di queste dimensioni pagherà a novembre 2021 circa 513 euro/mese con Mercato Libero, mentre con il Servizio a Tutele Graduali il costo mensile è di circa 727 euro, IVA esclusa.

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Prezzi energia alle stelle

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

Da alcuni mesi il prezzo del metano è più che quadruplicato provocando un rincaro importante del prezzo dell’energia. Considerando poi che l’Italia importa oltre il 70% dell’energia consumata e che più del 50% dell’energia elettrica è prodotta da centrali turbogas, è necessario pensare a soluzioni non solo diversificate, ma anche più sostenibili. In un contesto simile, le energie rinnovabili ed il biogas rappresentano l’attualità ed una grande opportunità per il nostro Paese, che già vanta un grande vantaggio infrastrutturale per il trasporto e la distribuzione del gas naturale. Ma di cosa si tratta esattamente? Il biogas è una miscela di gas metano e anidride carbonica prodotta dalla fermentazione di matrici organiche in assenza di ossigeno, attraverso un processo definito digestione anaerobica. Rappresenta quindi una fonte di energia rinnovabile che può avere un impatto positivo nel ridurre le emissioni di gas a effetto serra in diversi settori che attualmente sono particolarmente energivori, come quello dell’agricoltura, ma anche dell’industria Food&Beverage.Perchè scegliere la filiera del biogas e del biometano? Il biometano potrebbe rappresentare per il nostro Paese un risparmio di 1,6 miliardi di metri cubi di importazioni di biocarburanti e un potenziale produttivo al 2030 di 8 miliardi di metri cubi, pari al 10% del consumo nazionale di gas naturale. Da sottolineare che il biometano avanzato – nell’agosto 2021 – ha registrato un prezzo al ritiro GSE pari a 40,58 euro/MWh, equivalente a circa 0,38€/Sm3.L’Italia è oggi il terzo produttore europeo di biogas dietro Inghilterra e Germania e quinto nel mondo dopo Cina e USA, con un valore economico di 3,2 miliardi di euro, al netto degli incentivi. Grazie alle numerose richieste di costruzione di nuovi impianti, o di revamping di impianti biogas esistenti, si prevede che l’Italia diventi inoltre leader europeo per la produzione di Bio-LNG con una capacità produttiva di 299 t/g entro il 2022.

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Energia: ancora rincari in vista

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2021

Le parole del presidente dell’Arera sugli ulteriori rincari dell’energia in vista nel primo quadrimestre 2022 gettano nuove ombre su un settore già afflitto da numerose turbolenze. Ecco perché si fa sempre più urgente l’adozione di misure destinate da un lato a contenere i costi, dall’altro a proteggere i nuclei più vulnerabili e garantire loro un adeguato accesso alle risorse energetiche.Sul primo versante, come affermato ieri anche dal presidente Draghi, è indispensabile agire in maniera coordinata a livello europeo, per l’acquisto e lo stoccaggio delle materie prime nel settore dell’energia, in modo da aumentare la capacità di contrattazione di ciascuno stato.Altro aspetto fondamentale ed irrinunciabile è l’equità del processo di transizione ecologica: riteniamo del tutto controproducente e dannoso alimentare il contrasto e l’opposizione al passaggio verso fonti di energia rinnovabili. Il progressivo abbandono della produzione di energia da fonti fossili è un passo obbligato che non può e non deve essere messo in discussione: gli aumenti non sono ricollegabili alla transizione ecologica, bensì a una convergenza di fattori tra cui l’aumento del costo delle materie prime e l’aumento della domanda di energia all’indomani del rallentamento delle attività e della produzione determinato dalla pandemia.Non si possono fare passi indietro sul campo della sostenibilità, piuttosto bisogna gestire la transizione in modo che non pesi sui nuclei più fragili e non aggravi il fenomeno della povertà energetica già molto diffuso nel nostro Paese. Ecco perché è necessario definire un piano che garantisca l’accesso alle risorse energetiche a tutti i soggetti fragili e a chi si trova in una condizione di povertà energetica.Per questi soggetti e per i morosi inconsapevoli, in questa delicata fase di rincari e difficoltà, è indispensabile disporre la sospensione dei distacchi da parte delle aziende, così come fatto nei primi mesi della pandemia. È inoltre indispensabile, come sosteniamo da tempo, rimodulare gli oneri di sistema, eliminandone alcuni e spostandone altri sulla fiscalità generale: in tal modo la bolletta registrerebbe mediamente una riduzione di oltre il 19,2% dell’importo.Saranno questi alcuni dei punti della piattaforma che presenteremo al Governo e al Parlamento unitamente ad altre Associazioni.Siamo di fronte ad una situazione straordinaria, che richiede misure eccezionali per tutelare le fasce più deboli, ma anche una lotta senza quartiere a fenomeni speculativi, abusi e condotte scorrette. Monitoreremo attentamente questi fenomeni e siamo pronti a raccogliere tutte le segnalazioni che gli utenti ci invieranno.

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Energia: prezzi alle stelle. I tempi sballati degli aiuti istituzionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

I prezzi dell’energia sono alle stelle. Elettricità +40%, gas +31%, benzina con record storici e prospettive ancor più nere visto che il prezzo del petrolio cresce a livello mondiale. Sui carburanti è rilevante, per esempio, il costo del metano: lo scorso gennaio il prezzo medio era 0,981 €/kg, oggi in alcuni distributori supera i 2 euro, il doppio: la scelta di un veicolo a metano, con costi di manutenzione elevati compensati dal basso costo del carburante, viene così penalizzata.I governi europei sono stati chiamati a sostenere i consumatori per evitare tracolli diretti e di tutte le attività connesse al consumo di energia. Le riunioni di Eurogruppo ed Ecofin, dove alcuni Stati avevano chiesto interventi più o meno dirigisti (riserva strategica comune di gas, con acquisti centralizzati), nonché una riforma del mercato dell’elettricità all’ingrosso, non hanno dato risultati. E’ di oggi una dichiarazione della commissaria europea all’Energia Kadri Simson: “Dopo una discesa durante l’ultimo decennio i prezzi dell’energia sono tornati a salire, e resteranno alti durante tutto l’inverno per poi scendere in primavera”. Un contesto in cui ogni Stato, per “l’oggi” è chiamato a fare da sé. E l’Italia è intervenuta con provvedimenti che, per gli ultime tre mesi dell’anno, quasi dimezzeranno gli aumenti di elettricità e gas; ma nessun provvedimento per la benzina. Questo mentre dalla Commissione ci dicono di tenere duro fino a primavera… che succederà in Italia dopo il trimestre di dimezzamento degli aumenti? Un inverno da incubo, proprio nella stagione in cui i consumi energetici sono maggiori, soprattutto nelle famiglie.In attesa che a livello europeo arrivino a qualche conclusione che, comunque, dovrà confrontarsi con la tempistica di applicazione rispetto al problema che è “l’oggi” e, soprattutto, che l’impostazione del Green deal di Ursula von der Leyen rischierebbe di sgretolarsi… siamo sicuri che i tempi, i modi e le quantità degli aiuti istituzionali nazionali italiani siano adeguati alle necessità? Ci sembra di no. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC http://www.aduc.it

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Mercato energia pulita in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2021

È urgente che l’Italia definisca la propria strategia nazionale per l’idrogeno, indicando con precisione gli obiettivi che intende raggiungere e i percorsi per traguardarli, nella scia della Strategia Europea e come già fatto dai principali Paesi membri. E per ottimizzare lo sviluppo del mercato, che al momento si può definire “primordiale”, è necessario creare nuovi sistemi di incentivazione, sia per i produttori che per gli utilizzatori finali, e avviare progetti pilota per valutare in concreto le differenti opzioni sia dal punto di vista della produzione che del trasporto, che dell’uso dell’idrogeno. Senza dimenticare di riprendere con decisione gli investimenti nelle energie rinnovabili alla base della produzione di idrogeno verde, l’unica che rispetti appieno il livello di emissioni consentite dalla normativa europea. È la conclusione a cui giunge l’Hydrogen Innovation Report 2021, il primo che l’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano dedica alla produzione di idrogeno dal punto di vista delle tecnologie, delle emissioni di CO2, dei modelli di business e della loro sostenibilità economica, tema di grande attualità che si inserisce nell’ampio dibattito sulla necessità di accelerare in tutto il mondo il processo di neutralità carbonica. “Gli obiettivi per il settore dell’idrogeno dovrebbero essere integrati nella roadmap di decarbonizzazione prevista dal Fit for 55 – spiega Davide Chiaroni, vicedirettore dell’E&S Group – così da pianificare lo sviluppo aggregato delle fonti di energia rinnovabile necessario a raggiungere questi risultati. Senza l’ottimizzazione degli iter autorizzativi per permettere una crescita vera delle rinnovabili, in Italia non sarà possibile sviluppare un mercato dell’idrogeno ‘pulito’. Una nota decisamente positiva, però, viene dagli importanti investimenti stanziati all’interno del Piano nazionale di ripresa e resilienza: 3,7 miliardi di euro, di cui 2 per l’uso di idrogeno in settori difficili da decarbonizzare”.sono diversi tipi di elettrolizzatori, alcuni già sul mercato e altri in fase di sviluppo: gli elettrolizzatori alcalini (AEL) sono utilizzati già da molti anni in alcuni comparti industriali come la produzione del cloro-soda e hanno dimostrato una notevole affidabilità, funzionano per 60.000-100.000 ore e utilizzano materie prime non costose, ma non possono operare a bassi carichi e hanno un elevato footprint; in alternativa, gli elettrolizzatori a membrana polimerica (PEM) hanno un design molto più compatto, possono essere operativi a bassi e alti carichi e hanno una vita utile sufficientemente elevata, attorno alle 50.000-80.000 ore, ma richiedono materiali molto costosi come platino e iridio per i catalizzatori. L’iridio in particolare, l’elemento chimico meno presente sulla crosta terrestre, si teme possa diventare un collo di bottiglia: oggi il suo costo è salito del 400% rispetto al 2015-2020 proprio per l’importanza che ricopre nella produzione dell’idrogeno. Entrambi questi elettrolizzatori operano a bassa temperatura, attorno ai 70-80 gradi, e risentono di una efficienza non molto elevata, circa 60 kWh per kg di H2. L’elettrolizzatore a ossidi solidi (SOEC) opera invece ad alta temperatura, 700 gradi, con una maggiore efficienza di produzione dell’idrogeno – e questo è interessante in particolare per quei settori che hanno vapore ad alta temperatura all’interno dei loro processi – ma risente ancora di un livello di maturità tecnologica relativamente basso. (abstract)

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Energia: l’Arera aggiorna le tariffe +29,8% per l’elettricità e +14,4% per il gas

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Come di consueto l’Autorità per l’Energia ha aggiornato le tariffe trimestrali per l’energia elettrica e il gas. Seppure più “contenuti” rispetto a quanto paventato nelle settimane scorse gli aumenti ci saranno e saranno notevoli: si prevede, infatti un incremento del +14,4% per il gas e +29,8% per l’elettricità. Aumenti incredibili che evidenziano quanto ci sia ancora da fare per calmierare i prezzi in questo settore e come si siano rivelate insufficienti le operazioni messe in atto finora da parte del Governo. Alla luce di tale andamento per la spesa annuale per la famiglia-tipo sarà di circa 631 euro, con una variazione del +30% rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 145 euro su base annua). Per il gas, invece, la spesa della famiglia tipo ammonterà a circa 1.130 euro, con una variazione del +15% circa rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 155 euro su base annua). “Per l’elettricità – rileva l’Autorità – la spesa annua del 2021 è superiore di circa il 13% rispetto a quella pre-Covid del 2019, mentre per il gas si è sostanzialmente tornati ai livelli del 2019.” Un andamento allarmante, soprattutto dal momento che le dinamiche che lo determinano non sono episodiche, bensì testimoniano una tendenza che andrà crescendo nei prossimi anni. Per questo è necessario che l’azione dell’Autorità e del Governo sia determinata e di carattere strutturale: deve prevedere misure adeguate a far fronte alla nuova domanda di energia. In tal senso ben venga utilizzare, come avevamo proposto, i proventi dei permessi per l’emissione di CO2, ma è necessario fare molto di più: bisogna prevedere misure proporzionate alle condizioni delle famiglie (non facendo pesare gli oneri di sistema su tutti gli utenti nella stessa misura) e destinate a promuovere sempre di più le comunità energetiche e la produzione di energia pulita. Nel dettaglio continuiamo a rivendicare un insieme di misure mirate e realmente utili a determinare una svolta nella lotta alla povertà energetica e nel processo di transizione energetica, attraverso: Una rimodulazione e riforma degli oneri di sistema e delle accise sui carburanti. In tal senso è fondamentale eliminare dagli oneri di sistema le voci obsolete e ingiustificate (ad esempio quella che prevede il sostegno dei regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario). Inoltre è necessario applicare l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse. Lo spostamento di alcuni incentivi (a partire da quello per le energie rinnovabili definito dalla componente Asos) sulla fiscalità generale. Un maggiore controllo sulla trasparenza e sulla veridicità delle offerte, nonché sulle pratiche messe in atto da chi vende i contratti di energia, in vista dell’abolizione del mercato tutelato per le famiglie previsto nel 2024. L’istituzione dell’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione non solo solidità e correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile. Una sospensione, in questa delicata fase, dei distacchi per morosità. L’avvio di politiche di sistema che puntino ad affermare, in maniera più decisa e determinata, la transizione nel nostro Paese La ridefinizione del ruolo dell’Acquirente Unico, che dovrà poter continuare ad acquistare energia verde per la pubblica amministrazione. Una politica degli acquisti di gas ed energia coordinata e gestita a livello europeo, per un approvvigionamento delle risorse più vantaggioso per gli stati membri.

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Rincari bollette energia. Provvedimenti tampone e non per la benzina

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2021

Il premier Mario Draghi lo ha detto: “… abbiamo deciso di eliminare per l’ultimo trimestre dell’anno gli oneri di sistema del gas per tutti, e quelli dell’elettricità per le famiglie e le piccole imprese”. 3 miliardi i fondi che saranno presi dai proventi delle aste CO2. Poi aumento del bonus luce e gas, allargando la fascia dei beneficiari o aumentando gli importi per chi già ne gode. Rimandati, in luogo e modi da eventualmente definire, i tagli imposte (13% e oltre) e riforma degli oneri di sistema. Provvedimenti tampone in cui non rientra la regina dei consumi energetici, la benzina (oggi alle stelle). Si sa, per la benzina siamo abituati ad aumenti continui, oggi fanno più “scalpore” gli aumenti del 40% di luce e 31% di gas, e quindi è su questi che si interviene. Provvedimenti che daranno forse qualche respiro, ma che non saranno duraturi nel tempo. I problemi sono solo rimandati. Nessuna volontà di riforme radicali che rendano i prodotti energetici economici in assoluto, e non soggetti a diventare un dramma tutte le volte che aumentano i costi delle materie prime.La radicalità di partenza sarebbe la defiscalizzazione (-13% per luce e gas e -60/70% per la benzina): punto fermo che renderebbe permanentemente bassi i costi, e che renderebbe più incisive le altre riduzioni come quelle odierne su luce e gas. Un rovesciamento dell’attuale politica: da priorità assistenziali/tampone a priorità di stimolo, con consumatori e produttori attori principali. Sembra che questo non interessi. Al prossimo allarme/aumento.

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Energia: Basta con gli allarmismi, occorrono misure concrete

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

Un rilancio al rialzo dei prezzi dell’energia che, oltre a creare panico e preoccupazione, è stato alimentato da notizie imprecise e false, fino ad arrivare a decretare come certi gli aumenti stratosferici delle bollette di luce e gas. Ecco perché riteniamo fondamentale fare un po’ di chiarezza e ristabilire la verità in tale vicenda.In molti, attraverso un processo di eccessiva sintesi e semplificazione, hanno addossato le colpe dei rincari alla transizione energetica. FALSO! Come sottolinea Timmermans parlando del pacchetto per la transizione energetica Fit for 55 “solo un quinto dell’attuale incremento può essere attribuito alla crescita del prezzo della CO2, il resto dipende dalle carenze del mercato. E se avessimo fatto il Green Deal 5 anni fa non saremmo in questa situazione” – ha poi ammonito, aggiungendo infine che “dovremmo accelerare le cose nella transizione alle energie rinnovabili in modo che l’energia rinnovabile a prezzi accessibili diventi disponibile a tutti.” Altra notizia falsa circolata in questi giorni riguarda la certezza, addirittura l’ipotesi che tali aumenti siano già avvenuti. FALSO! Come è noto, le tariffe del mercato tutelato sono regolate da ARERA, che le aggiornerà il 28 settembre prossimo. Ci auguriamo che nel frattempo Governo e Autorità intervengano mettendo in atto ogni misura disponibile per calmierare tali tensioni. Forse non è il caso, in questa situazione di incertezza, programmare come si sta facendo l’abolizione del mercato tutelato. Alla stangata si aggiunge il peso ormai insostenibile della tassazione: oneri di sistema e IVA applicata anche sulle tasse. VERO! La vera ingiustizia è che tutti i cittadini, chi ha meno possibilità economiche e chi invece appartiene alla fascia più ricca, pagano in maniera uguale gli oneri in bolletta, molti dei quali desueti e non più giustificabili. È vero, inoltre, che in casi come quello dei carburanti e del gas, l’IVA viene calcolata anche su tasse e accise, applicando di fatto una tassa su altre tasse. Di fronte ad una situazione di tensione e di possibili aumenti che avrebbero un effetto deleterio per le famiglie e per l’intero sistema economico (secondo le stime dell’O.N.F.- Osservatorio Nazionale Federconsumatori +110 Euro annui per l’elettricità e +281 Euro per il gas) è fondamentale ed urgente che il Governo: Operi una urgente riforma della tassazione sull’energia, rimodulando oneri di sistema, accise e applicando l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse. Istituisca l’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione non solo la solidità e la correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile. Utilizzare, come già proposte recentemente dal Presidente Arera, i proventi delle aste dei permessi di emissione CO2 per calmierare i prezzi. (Per tali voci, solo nel secondo trimestre, l’Italia ha ricavato 719 milioni di Euro.) Avviare delle politiche di sistema che puntino ad affermare la transizione nel nostro Paese senza creare inutili contrapposizioni tra chi promuove la sostenibilità e chi denuncia la grave emergenza sociale e l’avanzare della povertà energetica.

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Unsic: “Energia più cara: necessario un intervento del governo”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

“Dal prossimo primo ottobre la spesa per le bollette elettriche potrebbe aumentare del 40 per cento ‘per congiunture internazionali’, come ha annunciato il ministro della Transizione ecologica, Stefano Cingolani nel corso di un convegno a Genova.È bene innanzitutto evidenziare che questa notizia, colpendo individualmente tutti gli italiani, nessuno escluso, surclassa ogni altro tema, anche polemico, che tiene banco nell’agone politico. Secondo stime attendibili, infatti, la spesa media maggiore in un anno si aggirerebbe intorno ai 500 euro.Se da un lato ci si compiace per i nuovi potenziali investimenti generati dal Recovery Fund, dall’altro un salasso del genere è l’unico elemento concreto che gli italiani rilevano direttamente nei propri bilanci individuali.Crediamo sia opportuno, specie in questa fase emergenziale non ancora terminata, che il governo si adoperi per mitigare questi aumenti, ad esempio dando una sforbiciata agli oneri di sistema che incidono fortemente sulla bolletta elettrica o tagliando l’Iva”. È quanto esprime in una nota Domenico Mamone, presidente del sindacato datoriale Unsic con oltre tremila uffici in tutta Italia, che preannuncia il proprio sostegno ad iniziative per richiedere la mitigazione delle bollette.

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Energia. Ricchiuti (FdI): governo in legge Bilancio affronti nodo tariffe PMI

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

“Il ministro Cingolani conferma che da ottobre, le bollette elettriche aumenteranno del 40 per cento che si somma al +20 per cento del trimestre precedente, dovuto al rincaro delle materie prime sul mercato internazionale, aggiungendo che ‘queste cose vanno dette’. Più che dette andrebbero evitate. Questa cosa è inaccettabile. Il governo deve intervenire immediatamente su IVA, accise e oneri di sistema e convocare Enel e gli altri operatori per ridurre tariffe e profitti. Famiglie e imprese hanno già dato. Mi auguro, inoltre, che già dalla prossima legge di Bilancio si affronti il nodo delle tariffe energetiche totalmente a sfavore delle PMI che pagano mediamente, rispetto alle grandi industrie, il doppio sull’energia elettrica e quasi il triplo per quella del gas. In nessun altro paese dell’Unione Europea, c’è un disallineamento delle tariffe energetiche così elevato tra queste due classi”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Energia prezzi alle stelle. Lo Stato potrebbe intervenire, ma…. rivoluzionare politica ed economia?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

Il ministro della Transizione ecologica ha fatto sapere quello che tutti già sapevano ma che facevano finta di ignorare: le bollette energetiche schizzeranno molto in alto (+40% luce e +31% gas). E già sono al lavoro i vari giustificatori che, addirittura, ci spiegano che è un’emergenza che finirà a metà 2022 *. Nessuno è in grado di sapere cosa succederà nei prossimi mesi nel mercato energetico, legato ad umori geopolitici che, al momento, è quasi impossibile prevenire e gestire (rapporti Paesi arabi e Russia), motivo per cui crediamo sia necessario, oltre che “sperare” nel futuro, intervenire subito… facendo tesoro che il generale movimento dei prezzi verso l’alto, dato generalmente assodato per una economia che si dice sia in ripartenza, non è detto che debba essere parte di questa ripartenza. A fine giugno il Governo, a fronte di un aumento del 9,9% per la luce e del 15,3% del gas, ha spalmato 1,3 miliardi come compensazione sulle bollette. Ora non si sa se il presunto intervento sarà simile oppure verranno riviste le voci in bolletta come gli 11 miliardi annui di incentivi alle rinnovabili da spalmare in alternativa sulla fiscalità generale (e quindi sempre a carico del consumatore/contribuente). Per le decisioni da prendere, alcune cose sono certe: degli incentivi stanziati a luglio nessuno se n’è accorto e stiamo entrando nelle stagioni più fredde con consumi in crescita. Contesto in cui, anche se le previsioni geopolitiche dovessero azzeccarci, i consumatori di energia arriverebbero sfiniti alla ipotizzata ripresa… e quindi nuovi incentivi per rimediarvi? Sarebbe l’abituale politica di “mettere pezze”, senza incastonarne una che dia certezza, stabilità e futuro. Ci vorrebbe lungimiranza e dinamismo. Invece di continuare con interventi/sussidi a pioggia che rimandano problemi e scadenze, ci vorrebbe un intervento “pesante”, anzi “pesantissimo”. Lo Stato si dovrebbe far carico non solo di tutti gli aumenti distraendoli da quelli a pioggia, ma diminuire anche i prezzi correnti energetici con – perché no – inclusi i carburanti (su cui grava quasi il 70% di imposte). Non è una novità che i mercati energetici trainano tutte le economie, di produzione e di consumo. Sarebbe un’inversione di tendenza, dove lo Stato aiuta i consumi e non le posizioni di rendita (contributi di vario tipo all’esistenza di aziende e singoli): defiscalizzazione di ciò che rende ricchi aziende e consumatori quando producono e consumano. Ma…. Occorrerebbe metter mano a tutti gli equilibri politici che si basano sul favorire questa o quell’altra categoria grazie alla forza di chi se ne fa portavoce (categorie/corporazioni e partiti più o meno opportunisti ché pronti a cavalcare qualunque cosa credono porti loro consenso). Vincenzo Donvito, Aduc URL: http://www.aduc.it

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L’Europa affronta l’impennata dei prezzi dell’energia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

I primi impatti sulla bolletta del consumatore si fanno sentire, sottolineano i quotidiano economici. Per una famiglia media, si registra un aumento di 133 euro all’anno rispetto al 2019. I prezzi sono in aumento da tempo, così come l’elettricità nei mercati all’ingrosso. Sui mercati a termine dell’energia elettrica è stata recentemente superata la soglia simbolica di 80 euro per MWh (contro i 30 euro al culmine del confinamento). Lato gas è stato superato il traguardo dei 50 euro al MWh, arrivando anche a 60 euro la scorsa settimana. La domanda è in aumento a causa della ripresa economica dalla crisi del coronavirus, mentre l’offerta da Russia e Norvegia non tiene il passo. Jef Currie, analista della banca d’investimento di Goldman Sachs, avverte di un picco dei prezzi quest’inverno, poiché anche le azioni sono state schiacciate dalla crisi del coronavirus. Un inverno più freddo del normale, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rischia di far salire i prezzi dell’energia, minacciando i settori ad alta intensità energetica.

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Energia: Arera, offerte più care nel libero

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

Secondo i dati resi noti ora da Arera, nel settore elettrico per il cliente tipo domestico residente, ci sono in media 64 offerte più convenienti della maggior tutela, pari al 4,72% di quelle a disposizione, mentre per il gas sono 65, pari al 9,82%.”Dati illuminanti che dimostrano come siamo ben lungi dall’avere un mercato concorrenziale e che il mercato tutelato deve restare ancora ben oltre il 1° gennaio 2023. Non si può fare il mercato libero, infatti, sulle spalle e le tasche delle famiglie” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se il 90,18% delle offerte del gas del mercato libero sono più care del tutelato, mentre nella luce sono addirittura il 95,28%, significa, senza se e senza ma, che la concorrenza sul prezzo non si fa, che le offerte sono ancora poco trasparenti, le pratiche commerciali ingannevoli. I venditori, poi, in assenza di un serio albo dei fornitori, sorgono come funghi, senza avere requisiti finanziari e garanzie adeguate. Quanto al portale offerte, che andrebbe unificato con quello dei consumi, il consumatore deve poter inserire l’offerta che sta pagando, altrimenti non potrà mai sapere se ce ne sono altre più convenienti” conclude Vignola.

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Energia: Arera, dal 1° luglio elettricità +9,9%, gas +15,3%

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2021

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° luglio la bolletta dell’elettricità salirà del 9,9% mentre quella del gas del 15,3%.”Una stangata quasi record. Per il gas mai da quando ci sono gli aggiornamenti tariffari trimestrali stabiliti dall’Authority, ossia dal gennaio 2003, si sono verificati rialzi così elevati, mentre per la luce si tratta del terzo maggiore rincaro di sempre. E per fortuna il Governo è intervenuto stanziando 1,2 miliardi di euro altrimenti sarebbe stata ancora peggio. Ora speriamo, però, in una riforma complessiva degli oneri di sistema per ridurre in modo permanente le bollette” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il rincaro, infatti, può mandare in tilt i bilanci delle famiglie già in difficoltà per via dell’emergenza Covid. A preoccuparci, in particolare, l’impennata della luce, visto che i caloriferi sono spenti in estate, mentre nei mesi caldi si registrano i picchi dell’anno per i consumi di elettricità, dato l’uso massiccio dei condizionatori. Un quadro, quindi, grave e allarmante!” conclude Vignola.L’associazione di consumatori ha stilato la classifica di tutti gli aumenti trimestrali del mercato tutelato stabiliti da Arera dal gennaio 2003 fino ad oggi (prima gli aggiornamenti erano bimestrali), sia per la luce (cfr, tabella n. 1) che per il gas. Per la luce l’incremento di oggi, pari a +9,9%, si colloca al terzo posto, mentre per il gas, con +15,3% si supera il primato del quarto trimestre 2020, pari a +11,4%.

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Energia: Rotta, accelerare su rinnovabili ma dati dicono Ue su strada giusta

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2021

“Bisogna accelerare il processo di transizione verso la produzione da fonti rinnovabili ma i dati odierni che siamo sulla buona strada e che l’Unione europea può essere leader e guida di questa trasformazione”. Così la presidente della commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, commenta i dati forniti da Eurostat secondo cui, in Ue nel 2020, per la prima volta, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili ha superato quella da combustibili fossili. “E’ un traguardo importante nella transizione del settore elettrico europeo, dove meno di dieci anni fa i combustibili fossili generavano il doppio dell’elettricità rispetto alle fonti rinnovabili. Il segnale è arrivato con il primo sorpasso avvenuto un anno fa, a luglio 2020″, ricorda Rotta.”Abbiamo l’opportunità di utilizzare il bilancio settennale dell’Ue, insieme alle risorse del Next generation Ue, per accelerare la transizione dai combustibili fossili e centrare gli obiettivi in materia di clima. In particolare, serve uno sforzo maggiore sui settori eolico e solare, che hanno subito incrementi, ma ancora insufficienti rispetto ai livelli che dobbiamo raggiungere nel prossimo decennio”, esorta.

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Il ruolo cruciale delle società di infrastrutture quotate nella transizione verso l’energia pulita

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

A cura di Xavier Chollet e Christian Roessing. Migliorare le infrastrutture può stimolare la produttività di un’economia.Come investimenti, attività reali come le reti elettriche e le centrali idroelettriche tendono a fornire flussi di cassa stabili e protetti dall’inflazione. Possono anche offrire rendimenti non correlati a quelli di azioni e obbligazioni.Ecco perché gli investitori istituzionali con passività a lungo termine – fondi pensione e compagnie assicurative – da decenni allocano capitale nelle infrastrutture. Secondo l’OCSE, nel corso degli anni hanno accumulato oltre 1.000 miliardi di dollari in investimenti in infrastrutture. L’attrattiva dei titoli legati alle infrastrutture per questo gruppo di investitori è destinata a crescere ancora di più nel prossimo decennio, soprattutto nel settore dell’energia pulita. Con Stati Uniti, Europa e Cina in procinto di spendere miliardi di dollari per una ripresa “verde”, una vasta gamma di attività sostenibili e legate alle energie rinnovabili è destinata a una rapida crescita, come gli impianti eolici e solari, le reti elettriche rinnovabili, le infrastrutture per veicoli elettrici e gli edifici ecocompatibili. Nel tempo, faranno la parte del leone tra le nuove attività infrastrutturali e gli investitori sono attenti a queste tendenze. In un recente sondaggio, oltre l’80% degli investitori istituzionali ha dichiarato di aspettarsi che il settore dell’energia pulita sarà la fonte primaria di investimento nelle infrastrutture nei prossimi 10 anni.Ciò che potrebbe tuttavia sfuggire agli investitori è che tali opportunità non saranno limitate ai mercati privati. È altrettanto probabile che si presentino attraverso titoli quotati. Man mano che il mondo intensifica gli sforzi per la decarbonizzazione e diventa più efficiente nell’impiego delle risorse, le società di infrastrutture quotate specializzate in energia pulita e soluzioni sostenibili sono sia un complemento sia un’alternativa alle attività private.I titoli delle aziende di infrastrutture quotate, soprattutto nei settori dell’energia pulita e della sostenibilità, consentono agli investitori anche di allineare i loro obiettivi di rendimento a quelli ambientali e sociali. (abstract. Fonte: https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/idee-di-investimento/05/il-ruolo-cruciale-delle-societa-di-infrastrutture-quotate-nella-transizione-verso-l-energia-pulita#overview

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Energia rinnovabile per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

“Da anni i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono impegnati nella produzione di energia rinnovabile anche solare, contribuendo al raggiungimento del fabbisogno nazionale, ma soprattutto con l’obbiettivo di migliorare i bilanci degli enti, diminuendo l’onere contributivo a carico dei consorziati ed incrementando così anche la redditività delle imprese agricole. Il tutto senza occupare terreni coltivabili, ma utilizzando le superfici degli impianti idraulici”: è con questo esempio che Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), si schiera così contro la possibile proliferazione di “campi solari” a terra in una battaglia, che vede impegnati larghi settori dell’opinione pubblica, nel merito ricorda presa di posizione di Federconsumatori.“La nostra –continua il Presidente di ANBI – non è solo una battaglia di principio, ma una concreta scelta di efficienza.” Attualmente sono 76 gli impianti fotovoltaici, gestiti da Consorzi di bonifica ed irrigazione, capaci di produrre circa 2 milioni di kilowattora all’anno; a ciò vanno aggiunti 244 impianti idroelettrici, che annualmente producono 495 milioni di kilowattora; sono quantitativi certo non risolutivi del fabbisogno energetico “green” del Paese, ma contribuiscono, in una logica di sostenibilità, all’economia del settore agroalimentare, che vale 538 miliardi di euro e garantisce 3.600.000 posti di lavoro.“Inoltre – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – la ricerca applicata, sviluppata dai Consorzi di bonifica ed irrigazione, ha portato alla sperimentazione dei pannelli solari galleggianti, utilizzabili sia in piccoli bacini aziendali che su porzioni di grandi superfici lacustri. I test ne hanno confermato la funzionalità, registrando come la minore esposizione al sole, conseguenza della posizione orizzontale dei pannelli appoggiati su una superficie idrica, sia compensata dalla maggiore rifrazione e dal minore surriscaldamento, dovuti alla vicinanza con l’acqua; senza contare – conclude il DG di ANBI – l’annullamento dell’impatto visivo, così penalizzante la bellezza del territorio italiano.”

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Ancora troppa confusione nel settore Energia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Bollette e bonus al centro della riunione di Arera a cui ha preso parte anche l’associazione Codici. Sul tavolo l’aumento dei prezzi delle materie prime, con un incremento delle bollette dell’energia del 3,8% per l’elettricità e del 3,9% per il gas. Su base annua, però, restano i risparmi, così come rimane invariato il tema del passaggio al mercato libero.“Passano gli anni, ma resta il nodo degli oneri di sistema – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed è su questo, a nostro avviso, che bisogna intervenire, con forza. L’andamento altalenante dei prezzi rende ancora più confuso un settore dove per il consumatore non è facile orientarsi, tra voci poco comprensibili, costi non sempre chiari e spese che fanno della nostra bolletta una delle più care in Europa. È arrivato il momento di tirare una linea e voltare pagina”.“I consumatori – aggiunge Giovanni Riccobono, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – da una parte vedono rinviata la fine del mercato tutelato e dall’altra l’ennesimo aumento delle bollette, il secondo del 2021. Questo potrebbe spingerli ad affacciarsi al mercato libero, tuttavia ad oggi l’informazione sulle modalità di confronto risultano ancora poco chiare, anche in virtù di bollette poco comprensibili, dove non sono ben distinti, ed evidenziati, i costi di competenza dei fornitori e quelli fissi dettati da Arera. Sicuramente con il nuovo rinvio al 2023 c’è molto lavoro da fare per rendere quanto più possibili informati e autonomi i consumatori nelle loro scelte”.Rientra in quest’ottica la comunicazione di servizio sulla scia di quanto discusso sempre nella riunione di ieri. Parliamo dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas per le famiglie in stato di disagio economico, con Isee non superiore a 8.265 euro. “Fino allo scorso anno – spiega Massimiliano Astarita, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – bisognava presentare la richiesta al Comune o al Caf da febbraio. Una pratica poco nota, tanto che solo un terzo dei potenziali beneficiari ha usufruito di questi sconti. Per superare il problema, Arera ha reso automatico il bonus. È importante sottolinearlo, perché ad oggi in tanti ci contattano chiedendo quando devono presentare la domanda. Bisogna solo rinnovare il proprio Isee, per il resto l’iter procede in automatico, con i bonus che scattano a luglio”.Codici è a disposizione con i propri esperti per fornire assistenza ai consumatori, che possono contattare il numero 06.55.71.996

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Energia: Arera, dal 1° aprile elettricità +3,8%, gas +3,9%

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2021

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° aprile la bolletta dell’elettricità salirà del 3,8% mentre quella del gas del 3,9%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa spendere su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° aprile 2021 al 31 marzo 2022, nell’ipotesi di prezzi costanti), 21 euro in più per la luce e 39 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari, quindi, a 60 euro.”Una doccia fredda per i consumatori! Una pessima notizia! Un rialzo non può che mandare in tilt i bilanci delle famiglie già in difficoltà per via dell’emergenza Covid” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per questo avevamo proposto all’inizio della pandemia di ridurre l’Iva sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali come è attualmente. Lo chiediamo ora anche al Governo Draghi” conclude Vignola.

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Slitta al 1° gennaio 2023 stop mercato tutela

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Il Milleproroghe diventa legge. Definitivo, quindi, il rinvio di un anno, dal 1° gennaio 2022 al 1° gennaio 2023, dello stop del mercato di maggior tutela per luce e gas. “Evviva! Vittoria per i consumatori! Accolte le nostre denunce” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non ci può essere un mercato davvero libero fino a che i primi cinque operatori detengono l’82,5% del settore domestico per la luce e i primi tre gruppi controllano il 44,3% del mercato del gas. Sono ancora troppi, poi, i clienti nel mercato tutelato, il 45% dei clienti domestici del settore elettrico e il 44% per il gas” prosegue Vignola. “Ora speriamo che il legislatore si dia una bella svegliata e invece di passare, all’italiana, da una proroga all’altra, creando incertezza per i mercati e i consumatori, faccia quello che serve per creare le premesse di un mercato davvero libero, colmando ad esempio il vuoto normativo sul destino da riservare ai clienti che non effettueranno alcuna scelta entro il 1° gennaio 2023, prevedendo aste competitive e introducendo un serio albo dei venditori” conclude Vignola.

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