Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘energia’

Il futuro dell’energia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Il quadro geopolitico odierno e i suoi effetti sulla transizione energetica, lo sviluppo delle rinnovabili, gli investimenti e le nuove tecnologie del settore, come gli accumuli e l’idrogeno, sono alcuni degli elementi chiave nel futuro del mercato elettrico. Sono questi i temi al centro della presentazione dell’IREX Annual Report 2022 di Althesys: “Il settore elettrico e le rinnovabili, tra crisi energetica e scenari di decarbonizzazione”, sui quali si confronteranno alcuni dei principali operatori e stakeholder del settore. Key note speakers saranno Paolo Frankl, Head of the Renewable Energy Division dell’International Energy Agency e Massimiliano Atelli, Presidente della Commissione VIA PNRR-PNIEC.Alcuni punti chiave, in anteprima •Il 2021 è stato un anno di ripresa per il settore delle energie rinnovabili: in Italia valgono 10,6 GW e 8,2 miliardi di euro; solo il 30% dei progetti è però già autorizzato. Il fotovoltaico resta primo tra le tecnologie. •L’impennata dei prezzi elettrici ha reso sempre più competitivi eolico e fotovoltaico, malgrado gli aumenti dei costi delle materie prime. Nel 2021 il valore medio del LCOE per l’eolico onshore in Europa cresce (+13,4%) per la prima volta rispetto all’anno precedente. In aumento anche i ricavi (+23% sul 2020), il che rende più profittevoli gli investimenti. •Eolico offshore e agrivoltaico si stanno sviluppando anche in Italia, favorendo la crescita delle installazioni più sostenibili e convenienti. •Lo sviluppo delle rinnovabili richiederà crescenti investimenti nelle infrastrutture di rete e negli accumuli per mantenere l’adeguatezza e sicurezza del sistema elettrico italiano. •In tutta Europa crescono le iniziative e gli investimenti nell’idrogeno verde, che tuttavia costituisce ancora una scommessa sul futuro la cui sostenibilità economica non pare ancora scontata nonostante il mutato scenario energetico.

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Energia/Russia. Perché fidarsi solo dell’Europa, ed è tutto dire…

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Dopo tante dichiarazioni di “isolamento” e “boicottaggio” del gas e del petrolio russo qualcuno in Commissione europea deciderà qualcosa? Impossibile rispondere, soprattutto perché la Commissione non rappresenta e agisce in nome di noi europei, ma in nome e per conto di Stati nazionali che rispondono a chi li ha eletti per una politica nazionale. Pur con le dovute differenze con altri Paesi, il caso Ungheria sul petrolio è sintomatico: contraria a vari provvedimenti contro la Russia, ha lasciato uno spiraglio di sua disponibilità in cambio di 700-750 milioni di euro, oltre a una proroga più lunga per l’entrata in vigore del divieto di importazione di greggio. Questa è lo scenario politico ed economico con cui ha a che fare la Commissione per indicarci e darci le alternative all’energia russa. Ma non ci sono molte alternative. Vedremo come procederanno a Bruxelles. La Commissione – intanto e da tempo – per l’immediatezza ha detto ad ogni Paese di fare molto da sé. L’Ungheria dice che lo fa se gli danno tot milioni…. e se andiamo a guardare al di qua delle Alpi? Alla faccia del “Green Deal” europeo, c’è la ripartenza di centrali in disuso per niente ecologiche o i discorsi su estrazioni marine rinnegate già alcuni fa sempre per motivi ecologici, tutto con tempi jurassici rispetto a togliere proventi economici il più presto possibile ad una Russia che continua i massacri – oggi – in Ucraina… domani, se non la fermiamo, in … Il nostro Paese in teoria non dovrebbe essere messo male con le cosiddette energie alternative, quelle per le quali da anni paghiamo balzelli in bolletta… ma con quali risultati e prospettive? L’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, dice (2) “Per una minore dipendenza dal gas, si può e si deve accelerare sulle rinnovabili perché è conveniente e genera occupazione: ma c’è un ‘ingorgo’ per una straordinaria quantità di progetti in attesa di autorizzazione. …. quantità che supera la possibilità di lavoro delle Amministrazioni Pubbliche: un nostro studio evidenzia che servirebbero 2mila persone qualificate per processare i documenti e scegliere i progetti da autorizzare”. A parlare è Enel, gestore energetico nazionale per eccellenza, la cui politica ci ha portato in questo “cul de sac” di oggi. Credibilità limitata. Enel che rimbalza sulla Pubblica Amministrazione lo stallo sulle rinnovabili. Ma, supponendo che questa volta abbia studiato azzeccandoci… quando, dove e come si rendono operative queste 2mila persone qualificate? Immaginiamo già le baruffe politiche e le avance di ogni partito – di governo e opposizione – per i propri fedeli da sistemare… tempi a go-go, ché sono più importanti i sistemandi che non i risultati. Ovviamente non siamo in grado di predire cosa e come accadrà, ma abbiamo abbastanza conoscenza per individuare questi scenari (europeo e nazionale) e ribadire che possiamo fidarci solo dell’Europa, foss’anche solo perché l’Europa è poco responsabile, rispetto agli Stati nazionali, delle politiche che ci hanno portato a dipendere dall’energia russa. Intanto, i consumatori, per non trovarsi spiazzati nei periodi peggiori che stanno arrivando, è bene che comincino, per quanto possibile, a pensare e organizzare metodi “fai da te” per la propria energia. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Svelare il mondo dell’energia. Un progetto europeo di unibz formerà gli insegnanti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Migliorare la formazione degli lle insegnanti della scuola primaria sul versante scientifico e in particolare sulle tematiche e le problematiche che riguardano il risparmio, la produzione e la distribuzione di energia. È l’obiettivo e l’ambizione del progetto europeo e^4 (finanziato dal programma Erasmus+), scritto e coordinato dal gruppo di ricerca del prof. Federico Corni, docente di Didattica della Fisica alla Facoltà di Scienze della Formazione. Negli anni scorsi il prof. Corni aveva già introdotto nelle scuole primarie e secondarie il progetto europeo FCHgo che mirava a promuovere la conoscenza delle tecnologie dell’idrogeno come fonte energetica (fuel cell) attraverso kit didattici ad hoc e metodologie specifiche quali i giochi di ruolo. e^4 invece non si rivolge direttamente agli*lle alunni*e ma al corpo insegnante, destinatario del progetto. Nei tre anni del progetto, grazie alla collaborazione con una rete di istituzioni accademiche e partner dell’industria energetica, dell’agricoltura e delle istituzioni pubbliche, il progetto produrrà materiali didattici per i corsi universitari di formazione del corpo docente e una piattaforma web dedicata. Il progetto sarà imperniato su tre distinte fasi, fortemente interconnesse. La prima, coordinata da Ineuropa srl, consisterà nella elaborazione di linee-guida per una rete di partenariati tra accademia e attori privati/pubblici. La seconda, coordinata da riguarderà la creazione di un curriculum universitario per l’insegnamento attraverso strumenti immaginativi. Infine la terza, coordinata da SITES, darà vita a una piattaforma web interattiva a supporto del curriculum e della rete di partenariati.L’innovazione dal punto di vista didattico sarà incentrata sull’adozione di un approccio didattico basato sugli “strumenti dell’immaginazione” – già testato questo approccio nel progetto “FCHgo! Scopri l’energia dell’idrogeno” – come la narrazione, la gamification, la simulazione incarnata, la simulazione digitale e il gioco per facilitare la comunicazione scientifica a livello di scuola primaria e secondaria inferiore. “Gli approcci narrativi sono utili agli studenti di entrambi i sessi e sostengono l’apprendimento a tutti i livelli di sofisticazione scientifica. Abbiamo anche forti evidenze che tale approccio sia adatto anche per raggiungere gli alunni con bisogni speciali”, chiarisce il docente unibz.Oltre a unibz, e^4 prevede il coinvolgimento dei seguenti partner: InEuropa srl, UMK Uniwersytet Mikolaja Kopernika w Toruniu, ESCIENCIA Eventos Cientificos sl, UV Universitat de Valencia, SITES Sustanaible Innovation Technology Services Ltd, UNIMORE Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e TCU Dublin City University.

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Irex annual report: Il futuro dell’energia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Roma 26 maggio 2022 – 9.30-13.00 Auditorium GSE- Diretta Streaming. Il quadro geopolitico di oggi e i suoi effetti sulla transizione energetica, lo sviluppo delle rinnovabili, gli investimenti e le nuove tecnologie del settore: tutti elementi chiave nel futuro del mercato elettrico. Sono questi i temi al centro della presentazione dell’IREX Annual Report 2022 di Althesys, dal titolo: “Il settore elettrico e le rinnovabili, tra crisi energetica e scenari di decarbonizzazione”, sui quali si confronteranno alcuni dei principali operatori e stakeholder del settore. Key note speakers saranno Paolo Frankl, Head of the Renewable Energy Division dell’International Energy Agency e Massimiliano Atelli, Presidente della Commissione VIA PNRR-PNIEC. Il consueto appuntamento, che si svolgerà in streaming, è organizzato in collaborazione con il GSE.

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Il conflitto accelera la corsa dei prezzi di materie prime ed energia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

L’impatto della guerra in Ucraina sui prezzi delle materie prime continua ad essere intenso e diffuso. Il gas naturale europeo è tra le materie prime che evidenzia l’aumento delle quotazioni più elevato dal pre Covid (+740% il 19/04) e tale incremento è spiegato per circa un quinto dagli aumenti registrati dopo lo scoppio del conflitto. Le quotazioni del gas continuano a essere caratterizzate da intense oscillazioni: dopo il picco di inizio marzo, quando ha sfiorato i 220 euro per MWh, il prezzo è ora a 94 euro per MWh (dato al 19 aprile), comunque sopra i livelli registrati prima dello scoppio della guerra in Ucraina (76 euro per MWh nella media delle prime tre settimane di febbraio).“È un’emergenza senza precedenti: i rincari stanno pesantemente erodendo i margini delle imprese, al punto che si paventa il rischio di una riduzione della produzione di molte aziende manifatturiere, una su 4 se il conflitto durerà oltre i prossimi 3 mesi – ha commentato Alberto Dossi, Vicepresidente vicario di Assolombarda -. La priorità, ora, è mitigare gli impatti dell’aumento dei prezzi per garantire la continuità produttiva delle imprese. Non bisogna però perdere di vista l’obiettivo a lungo termine, che deve essere quello di favorire una politica energetica improntata a uno sviluppo equilibrato e senza pregiudizi delle diverse tecnologie e fonti energetiche sostenibili. Sviluppo che riduca il più possibile la dipendenza energetica da Paesi politicamente instabili come la Russia”. I rincari del gas europeo spingono in alto il prezzo dell’energia elettrica in Italia, che risulta sopra al pre Covid del +393% (19 aprile), aggravando le tensioni già esistenti prima del conflitto, quando il PUN (Prezzo Unico Nazionale energia elettrica) evidenziava un aumento del +333% rispetto a gennaio 2020.Sono diverse le materie prime le cui quotazioni risentono in maniera pesante del conflitto. In particolare, gli effetti risultano consistenti per il prezzo del frumento, il cui incremento dal pre Covid (+98% il 19/04) è spiegato per quasi due terzi dai rincari registrati dopo l’inizio della guerra. Anche gli aumenti delle quotazioni di nichel e zinco (+154% e +96% dal pre Covid) sono da imputare per circa la metà al periodo post-conflitto. Per olio di semi di girasole, acciaio, mais e petrolio la guerra incide per quasi la metà degli aumenti rispetto al pre Covid: +151% olio di semi di girasole rispetto a prima della pandemia, +217% acciaio, +113% mais, +72% petrolio Brent, che si attesta sopra i 100 dollari al barile. Altro rialzo importante è quello del fertilizzante urea e nitrato di ammonio, il cui prezzo è oggi del+388% sopra il gennaio 2020, anche in questo caso con una accelerazione dopo l’inizio della guerra. By Roberto Messa Assolombarda

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Energia. Rauti (FdI): serve piano nazionale per indipendenza e sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2022

“Siamo in ritardo. Serve con urgenza un piano nazionale per l’indipendenza e la sicurezza energetica. Ed in questa direzione bisogna rivedere anche il Recovery Fund ed il PNRR. L’Italia deve produrre più energia investendo su tutte le fonti che abbiamo . Il futuro sono le energie rinnovabili, ma dobbiamo essere consapevoli che al momento bisogna utilizzare tutte le risorse che sono a disposizione ”.Così Isabella Rauti, vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia al Senato, nel corso della trasmissione “Oggi è un altro giorno” in onda su Rai1. “La Russia ci ricatta politicamente ed economicamente chiedendo i pagamenti per il gas in rubli e, ora, anche minacciando di non esportare più il grano verso i Paesi che giudica “non amici”. L’energia, che è una risorsa sociale e che dovrebbe essere un diritto universale garantito, è diventata un’arma di ricatto geopolitico. È chiaro il rischio che stiamo correndo, considerando che l’anno scorso il 38 per cento del fabbisogno nazionale di gas lo abbiamo importato dalla Russia”, conclude la senatrice Rauti.

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Energia ed economia di guerra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2022

La tempesta economica che sta COMINCIANDO a stravolgere le nostre vite non è un trend periodico che si manifesta ogni tot tempo nei nostri regimi democratici. Non è una sorta di impazzimento periodico di alcuni mercati e relativo codazzo di profittatori. E’ lo stravolgimento delle politiche seguite in questi ultimi decenni dai nostri regimi di mercato. In democrazia economica vince il più capace, il più furbo, il più bravo… anche con buone dosi di corruzioni. Con la guerra, anche molto ideologica come quella in corso, salta tutto. Vince solo il più forte militarmente, non “vive” quasi più nessuno e sopravvivono solo i più tenaci.Questa è economia di guerra. Di fronte alla quale la reazione coi nostri metodi da democrazia occidentale rappresentano solo un palliativo, un’illusione, un fare per fare, non certo il rimedio perché “tutto torni come prima”. L’unica novità possibile è che si colga l’occasione per chiudere una serie di conti in sospeso e se ne aprano altri a modello e fotografia della nuova realtà.Quando sentiamo da più parti, anche istituzionalmente autorevoli, che la crisi energetica è passeggera, che il leggero calo del prezzo del barile di petrolio è sintomo che qualcosa sta cambiando, che interventi del governo possano risollevare il baratro verso cui stiamo andando… è come quelli (in buona fede) che all’inizio della pandemia covid esponevano i cartelli “andrà tutto bene”.Di conseguenza, i metodi evocati per porvi rimedio, a parte le palesi ed esclusive riduzioni del danno che innegabilmente alcuni provvedimenti governativi inducono, sono solo fini a stessi e, in alcuni casi, voci di “falsari” alla ricerca di consenso e gloria. Ammessa e non concessa la buona fede di chi fa certe proposte, in un Paese in guerra, dove vige un’economia di guerra, chi è l’interlocutore colpevole? Sicuramente è Putin, ma.. facciamo una class action contro Putin? A tutti i paladini (inclusi quelli istituzionali) che fanno “chiamate alle armi” contro chi provoca questi danni, dovrebbe esser chiaro che TUTTE le regole del gioco democratico a cui siamo abituati, in guerra non funzionano. Un esempio per tutti: se stai incontrando il tuo interlocutore per trovare una mediazione e in contemporanea questo interlocutore ti ammazza la famiglia (come fa Putin in questi giorni), continui ad interloquire? Cosa faremo quando Putin avrà trovato (e le sta cercando anche con qualche successo) le alternative ai miliardi di euro che noi europei gli diamo ogni giorno acquistando il suo gas e finanziando la sua invasione, e chiuderà i rubinetti dei suoi gasdotti verso l’Europa? Se quello che scriviamo può sembrare una sorta di ammissione di sconfitta, riconosciuto l’avversario e non l’illusione di un avversario, è invece un “serrare le file” per concentrare le energie verso chi e dove occorre dare battaglia. By François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Agricoltura: speculazioni e caro energia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2022

Con il nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia varato dal Consiglio europeo, arriva il blocco all’export di vini e liquori di fascia alta. Mentre sono salve le produzioni tricolori a partire dal Prosecco e dall’Asti spumante. Stop dalla Ue, quindi, alle spedizioni verso Mosca di bottiglie sopra i 300 euro, con un provvedimento che sospende le forniture di beni di lusso agli oligarchi, ma per fortuna lascia fuori grossa parte delle esportazioni dell’Italia, primo fornitore di vino del mercato russo, davanti alla Francia, con un giro d’affari diretto di oltre 150 milioni di euro, in crescita del 35% in dieci anni. Così Cia-Agricoltori Italiani, commentando la misura contenuta nel Regolamento 2022/428 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Ue. Tra l’altro -ricorda Cia- le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Russia hanno già perso 1,4 miliardi di euro negli ultimi 8 anni per colpa dell’embargo ancora in vigore su ortofrutta, formaggi, carni e salumi, deciso da Putin nel 2014 in risposta alle sanzioni Ue per l’annessione della Crimea. Resta, comunque, altissima la preoccupazione dei produttori. L’agricoltura italiana sta già pagando un conto salato per effetto della guerra in Ucraina, con le fibrillazioni dei mercati dei cereali -continua Cia- tra le speculazioni sul prezzo del grano e mais e soia sempre più preziosi e irreperibili, creando gravi difficoltà agli allevamenti Made in Italy che ad oggi hanno scorte di mangimi solo per altre 8 settimane. Insieme ai rialzi della bolletta energetica, del gasolio e dei concimi, che sono raddoppiati se non triplicati rispetto a un anno fa (da sola la Russia produce più di 50 milioni di tonnellate all’anno di fertilizzanti, il 13% del totale mondiale), la tenuta delle imprese è sempre più a rischio.Per questo, non c’è più tempo da perdere -ribadisce Cia- servono interventi urgenti da parte delle istituzioni per permettere alle aziende agricole di fronteggiare la crisi, partendo dagli incentivi alla semina di mais, anche attraverso strumenti assicurativi; al taglio delle accise sul gasolio; alla ristrutturazione dei debiti, mutui inclusi; all’introduzione di deroghe e semplificazioni sia sul fronte delle agroenergie sia su quello del recupero della potenziale produttivo; all’inclusione degli agricoltori tra i beneficiari del credito d’imposta introdotto nel decreto Sostegni-ter a favore delle imprese energivore.

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Guerra ed energia. I limiti di un governo di pace

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

Il governo ha varato il decreto che taglia le accise di 25 centesimi al litro per ogni tipo di carburante, riportando per ora il prezzo al di sotto della soglia psicologica di 2 euro. Inoltre ha previsto la possibilità per le imprese di rateizzare le bollette di luce e gas di maggio e giugno fino a 24 rate mensili.Inoltre, il ministro dello Sviluppo economico (Mise) ha proposto il rafforzamento dei poteri di Mister Prezzi: nella bozza del decreto aiuti per la crisi ucraina è previsto che questa “autorità” possa comminare sanzioni (da 500 a 5mila euro) per le imprese che non forniscono entro 10 giorni chiarimenti sui rialzi dei prezzi e istituisce un’unità di missione che dovrà supportare il garante. Al riguardo occorre tenere conto che: – lo sconto carburanti è ridicolo, a fronte di un accisa che va oltre il 55% del prezzo alla pompa. Il governo ha garantito al Fisco gli stessi introiti di prima dei rincari, non gravandolo della situazione in corso. Cioé: l’emergenza non esiste per il Fisco… se non nel fatto che io Stato decido di non prendermi i soldi in più che avrei potuto prendere: la negazione della propria funzione istituzionale di equa distribuzione fiscale… eppure di tagli da fare per compensare i non-maggiori introiti… c’è solo la difficoltà della scelta. Ma questo avrebbe comportato un’attenzione che, sembra non essere prioritaria. – la rateizzazione delle bollette è un apparente aiuto, visto che non considera i mesi energivori invernali quando le bollette sono più alte. – i poteri di Mister Prezzi, noto per essere inutile e un orpello sin dalla sua istituzione nel 2007, pur se dovrebbe introdurre per la prima volta un potere sanzionatorio, visti gli importi… siamo sulla stessa onda dei 25 centesimi dello sconto carburanti: psicologia delle norme. I consumatori godranno scarsamente degli effetti di queste riduzioni: a parte riduzioni e agevolazioni specifiche, si dovrà far fronte ad un mercato che ha già speculativamente (direttamente e come ricaduta) fatto propri questi aumenti e che, pur se farà qualche passo indietro, non sarà mai in considerazione dei nuovi livelli. E’ evidente che il governo è molto debole e impreparato in materia. Sembrano provvedimenti più per calmare i bollori all’interno della maggioranza (M5S e Lega) che non per venire incontro ai consumatori. Il problema è quindi solo rimandato a quando questi bollori non mostreranno maggiori esigenze. Questo con la guerra in corso e, di conseguenza, margini sempre più ristretti per continuare ad essere clienti del gas degli invasori russi… senza il quale, pur se finalmente appagati per bloccare i finanziamenti alle armate che stanno ammazzando gli ucraini e non solo, le crisi di oggi ci parranno bazzecole. Anche se al governo non si vergognano di questi provvedimenti, è bene che si valutino profondi ed immediati cambiamenti. Quando il premier Draghi ci dice che siamo alla soglia di un’economia di guerra, cosa intende? Noi crediamo voglia dire che tutti dobbiamo collaborare alla salvezza nazionale ed europea. Ma al momento, con questi provvedimenti e col tentennamento sulle decisioni per non far torto alle seti ed equilibri elettorali di alcuni partiti, ci sembra che si chieda ai consumatori di essere in economia di guerra mentre, a tutti gli altri, di continuare a fare il gioco del loro potere e dei propri interessi corporativi. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Governo: nulla su carburanti e su energia

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2022

“Grande delusione per le mancate decisioni di oggi del Consiglio dei Ministri che non ha ancora nemmeno iniziato ad affrontare l’emergenza caro carburanti e che, per quanto riguarda l’energia, ha partorito un topolino, visto che l’unico atto concreto sembra essere lo sblocco per la realizzazione di 6 parchi eolici, il nulla cosmico rispetto a quello che andrebbe invece fatto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Le proteste stanno crescendo sempre più e non vorremmo che il Governo intervenisse solo dopo blocchi della circolazione illegali come purtroppo è avvenuto in passato, legittimandoli” prosegue Dona.”Urge uno scostamento di bilancio per affrontare il caro energia e il caro carburanti e per ridurre le accise di benzina e gasolio di 30 cent” conclude Dona.

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Aumento del prezzo del gas, e della energia elettrica

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2022

La situazione – se non si adottano misure straordinarie – rischia di far letteralmente “collassare” il sistema produttivo nazionale. L’allarme arriva dalle imprese del settore elettrotecnico ed elettronico – seconda industria manifatturiera d’Europa (con 79 Miliardi di fatturato aggregato e oltre 500.00 addetti) – espressione dei comparti più tecnologicamente avanzati del nostro Paese, comparti già in sofferenza da mesi per l’aumento del prezzo di molte delle materie prime utilizzate nelle forniture tecnologiche e nelle infrastrutture (rame, acciaio, ferro, silicio).“Arrivati a questo punto l’unica soluzione – ha dichiarato il Presidente di Federazione ANIE Filippo Girardi – è quella di fissare un tetto europeo al prezzo del gas – e bene, quindi, la proposta del Presidente Draghi e del Ministro Cingolani che hanno portato il tema alla attenzione della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen nell’incontro di ieri a Bruxelles” “Ci attendiamo – conclude Girardi – che l’Europa consenta ora agli Stati membri di intervenire con l’attuazione “eccezionale e limitata nel tempo” di prezzi regolamentati nell’ambito del quadro giuridico del mercato elettrico/gas. Alle misure straordinarie, di breve periodo, sarà necessario poi affiancare misure di lungo termine e lavorare per definire una vera strategia europea sulla energia che porti a promuovere azioni, nei diversi Paesi, per ridurre il rischio di dipendenza e assicurare la sicurezza energetica. Federazione ANIE è pronta a portare un contributo di idee e proposte”. E’ evidente che terminata questa emergenza occorrerà rivolgere particolare attenzione al tema dell’aumento del costo delle materie prime e della loro reperibilità: gli impatti sono importanti sui contratti di appalto in corso di esecuzione e sulle commesse che verranno affidate anche per traguardare gli investimenti previsti nel PNRR.

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Caro energia, Cavallaro (Cisal): effetti devastanti su famiglie, tutelare retribuzioni

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2022

“L’incremento dell’inflazione, ed in particolare il rincaro dell’energia in tutte le sue forme, sta producendo effetti devastanti sui bilanci di milioni di famiglie”. Lo riferisce in una nota il Segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro per il quale “per fronteggiare la crisi occorre tutelare le retribuzioni, non con improponibili ricette legate ad automatismi di rivalutazione tipo ‘scala mobile’, ma prevedendo, oltre agli adeguamenti salariali, un potenziamento del welfare aziendale e di tutti quegli istituti in grado di ridurre, anche indirettamente, i costi che sopportano quotidianamente i lavoratori. Pensiamo per esempio al lavoro agile – spiega – uno strumento da implementare anche dopo la fine dello stato di emergenza, specialmente nel pubblico impiego, dove permangono limitazioni obiettivamente non in linea con la natura contrattuale dell’istituto”.

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“I prezzi dell’energia nei mercati continuano a salire”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2022

“Anche se ci sono sufficienti forniture e fonti alternative. Il mercato però ha paura. Come ha detto il Presidente Draghi, esiste un rischio legato alle forniture, ma siamo fiduciosi sia delle scorte che abbiamo, che della regolarità dei futuri approvvigionamenti. Oltre al fatto che, ad oggi, non esistano segnali di possibili interruzioni nelle forniture. Dove possiamo e dobbiamo invece agire, sempre con maggiore intensità, oltre alle risorse già stanziate per tutte le imprese e le famiglie per abbassare i costi dell’energia, è nel concentrarci per ridurre ulteriormente i prezzi alle imprese “produttrici” di materie prime, in modo ancora più “forte” e determinato rispetto alla riduzione delle altre attività energivore e imprese. Se non riduciamo ancora, almeno fino al 50%, il prezzo dell’energia per le imprese madri italiane (carta, vetro, acciaio e altri..) non potremo garantire materie prime alle aziende medio-piccole che producono semilavorati e prodotti finiti, a dei prezzi che possano rendere sostenibile il prosieguo delle loro produzioni. Le aziende medio piccole, infatti, hanno spesso un elenco di ordini pieno, ma materie prime e semilavorati troppo cari per permettergli di evadere le commesse. Favorire l’utilizzo in Italia delle materie prime che produciamo sul nostro territorio, assieme alla riduzione dei prezzi all’intera filiera ci consente di preservare la competitività internazionale, tutelare i livelli occupazionali, i lavoratori e proteggere le famiglie, ed il loro potere d’acquisto. Per le famiglie in difficoltà, poi, continueremo a garantire gli aiuti dedicati fino a fine maggio.Questo intervento di riduzione dei prezzi metterebbe in campo una misura anti inflattiva, di cui c’è molto bisogno in questo momento”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post sui social.

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Prezzi confermati in crescita soprattutto per l’energia. L’illusione sovranista/monopolista

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

L’Istat conferma per gennaio la stima di una crescita dell’inflazione annua a 4,8% e mensile a 1,6% (1). Principali responsabili i beni energetici (+38,6%), soprattutto quelli cosiddetti regolamentati (elettricità e gas +94,6%). Le ricadute su altri prezzi, sebbene tutti in crescita non hanno aumenti a due cifre, registrano il massimo (+7%) per i beni e +5,3% per gli alimenti non lavorati. Dati attesi e confermati, rispetto ai quali le politiche del governo sono già attivate (2). Mentre le parti sociali continuano a discutere per eventuali aumenti degli stipendi, comunque non in linea con gli aumenti inflazionistici. E poi ci sono i guadagni di tutti quelli che non hanno “stipendi” e che, in linea di massima, si rifanno sugli utenti e consumatori dei loro prodotti e servizi: anello finale per eccellenza di tutte le politiche economiche, reale valvola di sfogo di capacità ed incapacità, privata e pubblica.Ovviamente non si sono formule magiche per venirne fuori indenni e, soprattutto, queste formule non potrebbero che essere il contrario di quanti declamano calmieri e controlli. Lo Stato non è un pozzo senza fondo da lasciare distrutto in eredità alle prossime generazioni, ma potrebbe/dovrebbe essere regolamentatore di energie e potenzialità: occorre stimolarle.Ad oggi sono prevalsi interventi a pioggia per soddisfare essenzialmente le corporazioni che gridavano e minacciavano di più. Col risultato che, siccome la crisi era ed è tutt’altro che passeggera, esaurite queste soddisfazioni, siamo punto e a capo. Con l’aggravante che, a tutti più poveri, la crescita della povertà dei cosiddetti autonomi è maggiore: ci mancava anche acuire il conflitto sociale…Gli stimoli di uno Stato, assistenziale solo per lo strettissimo necessario ma non come metodo, hanno due soli indirizzi: defiscalizzazione e deburocatizzazione, guardando l’oggi in prospettiva del futuro.A nostro avviso il primo passo generale è organizzare un’emergenza nazionale (energia e prezzi in generale) al pari del covid, raccogliendo iniziative istituzionali nazionali, regionali e locali, chè siano di facile fruizione e non, come oggi, da cercare col lanternino ingarbugliandosi in meandri burocratici da incubo per fruirne. Nel contempo, nutriamo dubbi che quanto stanziato per le trivellazioni del gas servano alla bisogna: i tempi di realizzazione sono compatibili con l’emergenza energetica? E quando saranno a regime, si è valutato che, non essendo energia ecologica, dovranno comunque essere dismesse? Non era meglio potenziare e velocizzare, più di quanto già non si faccia, le energie alternative, ché quand’anche saranno a regime non nell’immediato, almeno non dovranno poi essere dismesse come le trivellazioni di gas? François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Il futuro dell’energia passa anche e soprattutto dall’idrogeno

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Lo sa bene l’Unione Europea, che ha deciso di scommetterci per abbattere le emissioni di CO2 entro il 2050. E lo sa anche l’Italia, che negli ultimi anni tra l’elaborazione di una Strategia Nazionale per l’idrogeno ancora in corso, e i 3,64 miliardi di euro previsti dal PNRR ha inaugurato una stagione di investimenti per sviluppare una filiera forte anche nel nostro Paese. Un obiettivo che, sin dalla sua nascita nel 2005, è anche l’ambizione di H2IT, l’Associazione italiana idrogeno e celle a combustibile, che oggi celebra un grande traguardo: il superamento dei 100 soci, tra grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e università.L’idrogeno è salito alla ribalta delle politiche ambientali e della cronaca solo da qualche anno. E da allora l’interesse delle istituzioni e delle imprese non si è mai fermato. Non a caso, solo dal 2019 a oggi, H2IT ha quadruplicato il numero degli associati. E ci è riuscita facendo da punto di riferimento per la filiera, portando le idee di chi si occupa quotidianamente di idrogeno all’attenzione della politica, degli attori economici e dell’opinione pubblica.Si tratta, del resto, di un settore in forte crescita, tanto che, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio H2IT, tutte le aziende associate ad H2IT si aspettano un aumento del giro d’affari in tre anni, con fortissime ripercussioni sull’occupazione, anche se allo stato attuale è ancora difficile trovare personale qualificato. In altre parole, la filiera ha tutto ciò che serve per svilupparsi, ma occorre uno sforzo maggiore per eliminare le criticità che ne imbrigliano il potenziale.Come l’assenza di un quadro normativo chiaro, un argomento da sempre a cuore di H2IT e indicato dal 60% del campione come la priorità assoluta da seguire. Per questo già nel 2016 l’Associazione ha supportato i Ministeri competenti nell’elaborazione del “Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno” (aggiornato poi nel 2019) e stretto, nel 2018, una collaborazione con il Ministero dell’Interno per la stesura della “Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione. Inoltre, Nel 2021 H2IT ha incontrato più volte i decisori politici, esponendo le proprie indicazioni per il PNRR durante un’audizione alla Camera dei Deputati. Alla fine, il Piano ha dedicato 3,64 miliardi di euro allo sviluppo di filiere per la produzione, distribuzione e usi finali dell’idrogeno: un grande successo che non deve rimanere isolato.Adesso, oltre a mantenere vivo il confronto con il legislatore, H2IT punta anche al rafforzamento del network di aziende e centri di ricerca attivi nel mercato dell’idrogeno, con l’obiettivo di renderlo maturo e decisivo per la rivoluzione ecologica nel nostro Paese. Necessario, in questo caso anche il supporto all’innovazione per realizzare prodotti e servizi indispensabili per la crescita del settore. Anche in questo senso va letta la collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, per il progetto INNOVAHY, un’iniziativa volta a favorire il percorso di sviluppo di PMI innovative e startup del settore idrogeno. By Fabio Micali

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Prezzi energia e non solo. Emergenza nazionale, subito!

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

“I prezzi dell’energia resteranno elevati a lungo”. L’altro giorno è stata la commissaria Ue all’energia, Kadri Simson nel corso di un’audizione alla commissione industria del Parlamento europeo. Oggi Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, che ha aggiunto come gli aumenti “si stanno estendendo a diverse categorie di beni e servizi”. E’ probabile, vista la difficile armonia dei politici, dell’informazione e degli informati italiani verso tutto ciò che non è italiano (figurati verso una signora dell’Estonia) che quanto detto dalla Simson non abbia avuto il dovuto rilievo… ma oggi, rincarando anche la dose, lo dice il nostrano Gentiloni … forse qualcuno ci farà più caso. Magari non solo per dichiarare che occorre fare qualcosa e talvolta proporre cose impossibili, ma per provvedimenti di emergenza nazionale che, al pari del covid, coinvolgano tutta l’amministrazione di Stato, Regioni e Comuni. Ché finora abbiamo visto interventi di alcuni miliardi da parte dello Stato per essenzialmente levare dalle bollette gli oneri di sistema. Bene, ma tutti sanno che sono insufficienti. E al di là dello Stato, proprio in questi giorni alcuni Comuni stanno spegnendo un po’ di luci per manifestare le loro preoccupazioni in materia… come se il problema non fosse già noto e le cose da fare non fossero la sensibilizzazione ma iniziative in soldoni….. L’emergenza nazionale per lo specifico bollette crediamo possa dare molto poco oltre quanto già fatto. Il problema è solo geopolitico ed un eventuale intervento dell’Italia è ininfluente . Per cui, come “suggerito” dal commissario Gentiloni, occorre intervenire sui rincari di prodotti e servizi già in atto per il rincaro dell’energia. E l’unico intervento che l’amministrazione centrale, regionale e locale possono fare è diminuire al massimo i propri aggi, Iva in particolare. Lo Stato dovrebbe prendere provvedimenti nazionali per quanto di propria diretta competenza, estendo altrettanto competenza ad amministrazioni regionali e locali. Un vuoto di introiti? Quasi sicuro. Ma unico metodo per non registrare un impoverimento generale della popolazione e uno sviluppo gigantesco delle inadempienze dei contribuenti verso il Fisco, con conseguente costoso sviluppo dei contenziosi con una controparte quasi per niente colpevole perché furba, ma colpevole perché impoverita. E, aggiungiamo, anche una buona occasione perché Stato ed amministrazione mettano mano in modo più energico per individuare e abolire i diffusi sprechi.François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Draghi: rischi sul prezzo dell’energia e sull’inflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

Il premier Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa, ha evidenziato che nel primo trimestre c’è un rallentamento della crescita e che ci sono rischi sul prezzo dell’energia e sull’inflazione.”Bene che il Governo sia consapevole di questi rischi, ma allora devono seguire subito i fatti. Il rincaro della benzina, salita del 5,8% in meno di un mese e mezzo non è nemmeno nell’agenda del Governo, mentre sarebbe fondamentale ridurre le accise di almeno 20 centesimi per calmierare l’inflazione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il caro carburanti, infatti, oltre agli effetti diretti sulle tasche degli automobilisti e dei camionisti, con il gasolio salito del 6,6% solo nel corso del 2022, produce effetti indiretti sul rialzo dei prezzi di tutti i beni trasportati su gomma. Anche per questo stanno esplodendo i prezzi dei prodotti alimentari, che passano dal +2,8% tendenziale di dicembre al +4% di gennaio” prosegue Dona.”Stesso discorso per l’energia. Ieri i comuni hanno protestato, ma è evidente che il Governo deve intervenire prioritariamente sulle famiglie che sono penalizzate due volte: una prima volta con l’aumento della bolletta di luce e gas, una seconda perché poi le imprese traslano i maggiori costi energetici sul prezzo dei prodotti che quindi gravano sempre sui consumatori finali sotto forma di inflazione” prosegue Dona. “Le famiglie stanno ricevendo una bolletta doppia rispetto allo scorso anno. Infatti, la luce, per la famiglia tipo nel mercato di tutela, nel I trim 2022 è aumentata del 55% rispetto al IV trim 2021, ma addirittura del 129,5% rispetto al I trim 2021, mentre il gas è salito, rispettivamente, del 41,8% e del 94,3%. Insomma, le bollette in un anno sono più che raddoppiate per la luce, 2,3 volte e quasi raddoppiate per il gas, 1,94 volte” conclude Dona.

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A gennaio 2022 forte aumento del prezzo dell’energia e delle materie prime

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

Aumenta bruscamente il prezzo di materie prime ed energia a gennaio 2022, che si riflette con sempre più intensità sulle imprese lombarde e sulle prospettive economiche generali.È quanto emerge da un’analisi del Centro Studi di Assolombarda, secondo cui, a gennaio, l’indice delle quotazioni delle materie prime non energetiche continua a crescere e raggiunge il +45% rispetto al pre Covid, con forti differenze al suo interno tra le diverse commodity (fonte: Banca Mondiale).Il quadro si è ulteriormente aggravato con la recente impennata dell’energia. Il gas naturale in Europa (TTF Olanda), soprattutto, ha registrato un’impressionante fiammata dei prezzi pari al +660% rispetto al pre Covid. Più contenuti, ma sempre rilevanti, gli aumenti delle quotazioni del petrolio (Brent) pari al +31%. Il forte rialzo dei beni energetici, soprattutto del gas, si è trasferito sul prezzo dell’energia elettrica italiana. A dicembre 2021 il PUN (Prezzo Unico Nazionale energia elettrica) in Italia ha raggiunto il picco storico di 281 €/MWh (+492% rispetto al valore di gennaio 2020) e a gennaio si attesta sui 224 €/MWh (+372%). “La situazione legata all’aumento del prezzo di materie prime ed energia è allarmante e rischia di compromettere seriamente la ripresa economica – ha dichiarato Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda -. Per l’industria lombarda non solo stimiamo un costo energetico quadruplicato nel 2022, che passa dai 2 miliardi del 2019 agli 8,3 di quest’anno. Ma la salita dei prezzi si accompagna a problemi di disponibilità e a strozzature nelle catene di approvvigionamento, con quasi il 20% delle manifatturiere del Nord Ovest che segnala ostacoli alla produzione per mancanza di materiali e impianti a fine 2021 (dall’1% un anno prima) e lamenta un allungamento nei tempi di consegna (dal 5%). Ne deriva che le crescenti tensioni sui prezzi si traducono, nel migliore dei casi, in una sensibile compressione dei margini operativi, e, in altri casi, con sofferenze che alcune volte vengono scaricate nei settori più a valle, e spingono al rialzo le aspettative sull’andamento dei prezzi. Le imprese da tempo lanciano l’allarme: è fondamentale agire subito con decisione per contrastare un’emergenza che arriva nel momento in cui il Paese deve assolutamente rilanciarsi a livello internazionale grazie ai fondi del PNRR”.

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La forte impennata dei costi delle materie prime e dell’energia mette a dura prova la tenuta della filiera editoriale

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

Si rischiano una minore offerta di libri e riviste, ritardi nelle consegne, possibili aumenti dei prezzi per il pubblico dei lettori, gravi problemi per l’editoria scolastica. L’allarme è lanciato congiuntamente dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dall’Associazione Nazionale Editoria di Settore (ANES) e dalla Federazione Carta Grafica che, di fronte alla grave emergenza, chiedono al Governo un credito di imposta sull’acquisto di carta grafica per fini editoriali. Una misura urgente a favore della sostenibilità dell’industria editoriale e necessaria per contribuire alla resilienza della filiera, di primaria importanza per il Paese e già faticosamente impegnata a gestire le delicate sfide del mercato.“I rincari energetici stanno già mettendo a rischio di stop alcuni segmenti produttivi come quello delle riviste stampate in rotocalco. Ma per tutti i settori della stampa editoriale e commerciale l’incremento del costo della carta ha assunto dimensioni tali da erodere ogni marginalità, date le ovvie difficoltà a trasferire a valle tali rincari. A questo scenario si aggiungono le problematiche legate a una scarsa reperibilità della materia prima, anche a causa del processo in atto di riconversione della produzione verso le carte per imballaggi” afferma Emanuele Bona, Presidente di Federazione Carta Grafica. “Dopo due anni molto positivi, l’emergenza carta pesa come una grave minaccia sul mondo del libro – afferma Ricardo Franco Levi, Presidente di AIE –. Gli insopportabili aumenti del prezzo schiacciano i margini di tutti gli editori traducendosi per quelli di varia (saggi e romanzi) nel rischio di aumenti di prezzo di copertina, una strada che non è nemmeno percorribile per gli editori scolastici soggetti a tetti di spesa imposti per legge. Agli aumenti del prezzo si aggiungono le difficoltà di approvvigionamento che rendono ancora più difficile programmare la produzione e assicurare una puntuale distribuzione. Di nuovo, con una particolare attenzione per l’editoria scolastica impegnata a garantire alla scuola e alle famiglie la disponibilità dei libri di testo nelle scadenze legate al calendario dell’anno scolastico”.

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Garante Privacy: multa da 26,5 mln di euro a Enel Energia

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2022

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato Enel Energia per 26,5 milioni di euro per aver trattato in modo illecito i dati personali degli utenti a fini di telemarketing.”Bene, ottima notizia! Fioccano finalmente sanzioni significative per le attività illecite di telemarketing e di teleselling, anche se ne servirebbero molte ma molte di più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ vergognoso, comunque, che il problema del marketing selvaggio sia ancora irrisolto e che dopo 4 anni esatti dall’entrata in vigore della legge che avrebbe dovuto salvarci dalle telefonate moleste nulla sia nella sostanza cambiato. Per non parlare del fatto che ancora non c’è il nuovo Registro delle Opposizioni” conclude Dona.

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