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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘energia’

Energia: nessuna proroga per la sospensione delle utenze nelle aree terremotate

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha deciso con una Delibera del 3 Novembre 2020 di non prorogare oltre la data del 31 Dicembre 2020, le agevolazioni sulle bollette di luce, acqua e gas relativa agli immobili inagibili delle aree colpite dal sisma del 2016 (Centro Italia) e del 2017 (Ischia).Una scelta estremamente grave, che ci auguriamo il Governo intervenga a correggere al più presto, a maggior ragione dal momento che il “Decreto Agosto” prevede tale possibilità (art. 57, comma 18, lettera b) del D.L. n. 104/2020).Troviamo inspiegabile la decisione di non prorogare la sospensione: così non si fa altro che inasprire ulteriormente le situazioni di forte difficoltà già determinate dalle conseguenze della pandemia. In più, va considerato che nei territori interessati la ricostruzione degli immobili è ancora ben lontana dalla fase di conclusione e migliaia di immobili sono ancora inagibili. Non è quindi pensabile che i cittadini sopportino il costo delle bollette per delle case che fisicamente non possono abitare.Si tratta di una forte ingiustizia a danno degli gli abitanti delle zone terremotate, che in questo modo dovranno far fronte ad una ulteriore difficoltà in termini economici e sociali. Per evitare di aumentare ulteriormente disparità e accrescere situazioni di disagio è necessario prorogare tale termine, almeno a giugno 2021. Condividiamo che non sia utile né equo prorogare sine die, perché significherebbe impattare negativamente sul sistema e sulla generalità degli utenti, ma non si può non tenere in considerazione la situazione emergenziale che il nostro Paese sta attraversando e che risulta ancora più drammatica, difficile e insostenibile per chi è in attesa di rientrare nella propria casa e ancora vive in unità abitative provvisorie.

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Bollette energia. Verso il default del mercato? Occorrono scelte tampone

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

L’allarme lanciato dall’associazione Arte (fornitori privati di energia – 1) ha messo il dito su una piaga che fino ad oggi sembrava essere ignorata dai più: il peso del costo dei servizi energetici sui bilanci malmessi di famiglie ed aziende in questo periodo pandemico. Secondo i dati diffusi da questa associazione, il 40% degli utenti non sta pagando le bollette, e se si considera che la stagione fredda appena iniziata comporterà un maggiore consumo di energia, nel contesto economico pandemico esploso negativamente per tutti, non è azzardato pensare che questa percentuale di morosi sarà maggiore. A parte i colossi del settore (Enel ed Eni soprattutto), si tratta di più di 400 aziende che “in questa fase sono state utilizzate come ammortizzatori sociali (con capitali privati) per sopperire ai mancati pagamenti”. Il governo e il legislatore, consapevole del momento drammatico che stiamo vivendo, sta facendo i salti mortali per cercare di impedire il tracollo di famiglie ed aziende: con molti problemi e difficoltà che – indipendentemente dalle più o meno giuste critiche che si possono fare – pur nel caos generale percepito (più che reale), rappresentano un aiuto e una presa in carico della propria responsabilità.E’ bene ricordare che quasi il 90% di quello che viene incassato dalle aziende di questo mercato finisce allo Stato, e se gli utenti finali pagano in ritardo le loro bollette, altrettanto ritardo di pagamenti verso lo Stato non è “concesso” a questi fornitori dei servizi energetici.Se la situazione pandemica e di aiuti stati dovesse continuare così com’è oggi (e peggiorare, come tutti gli indicatori fanno intendere) è altamente probabile uno scenario del genere: – percentuali maggiori di utenti che non pagano le bollette. Nuovo probabile intervento dell’Autorità Arera per il blocco dei tagli ai morosi? – aziende del libero mercato che capitombolano per i mancati incassi e per i pagamenti comunque fatti allo Stato. Qualcuno “un po’ strano” potrebbe sostenere che è giunto il momento di mettere una parola fine alle velleità liberalizzatrici e tornare al vecchio monopolio, mandando a ramengo tutti gli impegni in sede comunitaria, non solo attirandosi multe da brivido ma compromettendo lo stesso nostro ruolo nell’Unione. O, sempre questo “un po’ strano”, potrebbe chiedere l’ulteriore rimando della fine del mercato tutelato (al momento fissato al 2022). Una “pezza” che, nell’apparenza politica, non risolverebbe in nessun modo la situazione in essere (e peggiorativa) di aziende e famiglie: i problemi di mancati pagamenti di utenze e di gestori rimarrebbero proprio dove sono ora.In situazione di emergenza vanno trovati metodi provvisori e di emergenza. Così come lo Stato si sta privando (o rimandando) di introiti importanti per la sua gestione, visto che più del 90% delle bollette energetiche sono di soldi che vanno allo Stato, quest’ultimo dovrebbe agire su questa percentuale, dissolvendola o ridimensionandola. E dando disposizioni per altrettanta ricaduta su utenti e gestori. Abbiamo tutti i caloriferi accesi. Siamo sempre più spesso in casa e usiamo l’energia domestica come non mai in passato. Mentre i risparmi energetici degli uffici con molto personale al lavoro a casa, sono molto bassi, ché non si possono energeticamente abbandonare a se stessi uffici e locali come se fossero terremotati o bombardati. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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“Obiettivo zero: l’Europa alza l’asticella sull’energia pulita”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

A cura di Stephen Freedman, Senior Product Specialist di Pictet Asset Management. Innestare la quinta. È precisamente quanto ha appena fatto l’Unione Europea, scegliendo la rotta verso un’economia più sostenibile. Il suo nuovo piano per il clima prevede il taglio delle emissioni di gas serra del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro la fine del decennio. Un obiettivo decisamente più ambizioso rispetto a quello in precedenza fissato dall’UE, del 40%, e significa che la regione potrebbe diventare a emissioni zero entro il 2050. Non è difficile comprendere perché l’UE sia così determinata nel perseguire un piano di rilancio “green”. Se ben eseguito, il piano offrirà l’allettante prospettiva di riportare in piena salute contemporaneamente ambiente ed economia. I fondi stanziati puntano senza dubbio in quella direzione. Il pacchetto si tradurrà in circa 7.000 miliardi di euro di nuovi investimenti “verdi” entro il 2050. Fondamentale per le prospettive economiche della regione, una gran quantità di quel denaro sarà convogliata nel settore ambientale (si veda Fig. 1), un settore in rapida crescita che sta apportando un contributo sempre maggiore al PIL. Il valore aggiunto lordo del settore ambientale – una misura del suo contributo alla produzione nazionale – è cresciuto a 286 miliardi di euro nel 2015, in crescita del 63% dal 2003. Questo settore, dove si trovano alcune aziende particolarmente vivaci, come quelle che si occupano della gestione delle risorse e che comprende le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, è cresciuto del 150% nel medesimo periodo. La Francia ha varato un programma da 8 miliardi di euro per incentivare il settore delle auto elettriche, con l’obiettivo di produrre oltre 1 milione di auto elettriche e ibride ogni anno nei prossimi cinque anni. Il piano prevede anche un incentivo finanziario che ridurrebbe il costo di acquisto di un veicolo elettrico fino al 40%. Anche la Germania ha rafforzato il suo sostegno ai trasporti a zero emissioni, raddoppiando i contributi fino a 9.000 euro, dopo il precedente aumento di novembre 2019. Questi incentivi hanno già avuto un chiaro impatto sulla diffusione dei veicoli elettrici, le cui vendite in Germania, ad esempio, sono cresciute fino al 13% delle vendite totali di auto ad agosto 2020, rispetto a solo il 2,5% nello stesso mese del 2019.Anche i regolatori stanno svolgendo un ruolo importante. L’Europa, il secondo principale mercato per i veicoli elettrici dopo la Cina, adesso ha normative sulle emissioni molto stringenti. Ogni casa automobilistica deve rispettare un tetto massimo per le emissioni della sua intera flotta fissato a 95 g di CO2/km in media entro la fine del 2020 – circa il 20% al di sotto del livello di emissioni medio nel 2018. Questo tetto scenderà a 81 g entro il 2025 e a 59g entro il 2030.Coloro che non rispettano queste normative dovranno pagare un prezzo pesante: la multa è di 95 euro per ogni g/km di emissioni in eccesso per veicolo. Le case automobilistiche che non riusciranno a migliorare le emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 2019 andranno, quindi, incontro a possibili multe di diversi miliardi di euro ogni anno.Il settore edilizio sarà altrettanto fondamentale per il recovery plan europeo e non solo perché il 70% di tutti gli edifici della regione ha più di 20 anni.L’European Green Deal ha riservato circa 370 miliardi di euro – ovvero 53 miliardi di euro l’anno – alle ristrutturazioni per aumentare l’efficienza energetica e “decarbonizzare” gli edifici esistenti. Sarebbe una grande spinta per il settore delle ristrutturazioni edilizie europeo, che valeva 819 miliardi di euro nel 2019. L’Europa propone anche uno stanziamento da 100 miliardi per la ricerca e sviluppo (R&S) da spendere nei settori digitale e ambientale. Il programma settennale, che sarà lanciato nel 2021, mira ad incentivare la produttività e la crescita e a mantenere la competitività nei settori che riguardano gli obiettivi del Green Deal. La Commissione stima che ogni euro investito in R&S frutterà 11 euro.Per quanto riguarda la sostenibilità, l’Europa ha alzato l’asticella. I suoi ambiziosi impegni di spesa e le normative più stringenti non solo costituiscono un modello ambientale da seguire per gli altri Paesi, ma offrono anche la prospettiva di una crescita economica più solida e aprono nuove opportunità di investimento.L’obiettivo dell’Europa sul clima per il 2050 consiste nel ripensare da capo e trasformare numerosi settori, ognuno dei quali costituisce ricche e interessanti opportunità di investimento, sottostimate dal mercato in generale.Mobilità elettrica: per rispettare l’obiettivo sulle emissioni, circa l’80% dell’energia per i trasporti di oggi deve essere convertita in Rinnovabili: nell’ambito del piano europeo, la quota delle rinnovabili per la generazione di energia elettrica deve aumentare all’85% entro il 2050 dall’attuale 20%, con gran parte della quota coperta da eolico e solare. Edifici verdi: tutti i nuovi edifici nell’UE devono essere “ad energia netta quasi zero” a partire dal 2021.

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L’Energia che viene dal Mare

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

Torino. L’energia del mare rappresenta la più grande fonte energetica rinnovabile al mondo: si stima che le onde potrebbero sviluppare una potenza lungo le coste terrestri a livello globale pari a 2 TeraWatt, circa 18 mila miliardi di chilowattora all’anno, ovvero quasi il fabbisogno annuale di energia elettrica del pianeta. Inoltre, l’energia da onde è prevedibile, più modulata delle altre fonti rinnovabili e più continua.Valorizzare questa fonte energetica dalle alte potenzialità è lo scopo del laboratorio di ricerca congiunto MORE – Marine Offshore Renewable Energy Lab, realizzato dal Politecnico di Torino ed Eni, inaugurato oggi alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, della Presidente di Eni, Lucia Calvosa, dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, e del Rettore del Politecnico Guido Saracco.Il Laboratorio MORE concretizza ulteriormente la collaborazione tra il Politecnico di Torino ed Eni, sancita a gennaio scorso con il rinnovo di un accordo di partnership, che prevede appunto l’istituzione e il lavoro comune di ricercatori di Eni e dell’Ateneo nel laboratorio, con l’obiettivo di contribuire a una ulteriore crescita del know-how in questa materia di grande interesse sia per Eni che per l’Ateneo e ad una rapida realizzazione industriale delle tecnologie per lo sfruttamento delle risorse energetiche marine. Il Laboratorio permetterà di ampliare il campo d’azione congiunta allo studio di tutte le fonti di energia marina, andando a investigare non solo il moto ondoso ma anche l’eolico e solare offshore, le correnti oceaniche e di marea e il gradiente salino. Il MORE Lab ha sede presso il Politecnico, con l’impiego di infrastrutture di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale e vede anche l’integrazione con le seguenti strutture Eni: il Marine Virtual Lab, presso il centro di supercalcolo HPC5 a Ferrera Erbognone e l’area di test in mare aperto a Ravenna, dove si sta valutando la fase pre-prototipale del convertitore di moto ondoso ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter), il primo impianto al mondo di generazione elettrica ibrida e distribuita da moto ondoso e fotovoltaico; una tecnologia nata dai laboratori di ricerca del Politecnico e sviluppata dalla spin-off dell’Ateneo Wave for Energy, selezionata, ottimizzata ed industrializzata da Eni e in funzione da marzo 2019 nell’offshore di Ravenna. ISWEC ha dimostrato elevata affidabilità e capacità di adattarsi alle diverse condizioni di mare, grazie al suo sistema attivo di controllo e regolazione. Infatti, nel periodo di esercizio si è arrivati a superare il valore nominale massimo di potenza installata pari a 50 kW. Inoltre, il Laboratorio farà rete anche con il sito di test del Politecnico a Pantelleria, dove altri aspetti della stessa tecnologia vengono testati in un ecosistema, quello isolano, che mira all’autonomia energetica e all’azzeramento dell’impatto paesaggistico.Saranno circa 50 i ricercatori coinvolti nella ricerca di MORE Lab, tra personale in ruolo e dottorandi/tesisti del Politecnico, con i quali Eni si interfaccerà, con proprie professionalità, per una rapida crescita del know-how specifico e per la finalizzazione industriale delle tecnologie. Il Centro avrà a disposizione una vasca di prova navale e dei laboratori all’avanguardia per lo sviluppo e dry test dei prototipi e un centro di calcolo ad alte prestazioni. Il Laboratorio, inoltre, si avvarrà di una cattedra specifica sull’ “Energia dal Mare”, che avrà l’obiettivo di formare ingegneri specializzati nella progettazione, realizzazione e utilizzo delle nuove tecnologie che saranno sviluppate proprio nel laboratorio. (by Elena Foglia Franke)

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Argento, potenziale esplosivo grazie alla transizione verso l’energia pulita

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Analisi di Benjamin Louvet, Commodities Portfolio Manager di Ofi Asset Management. L’argento condivide molte delle caratteristiche dell’oro, e dunque – proprio come l’oro – negli ultimi mesi è stato anch’esso oggetto di una forte domanda da parte degli investitori. In particolare, gli acquisti di argento da parte di ETF hanno registrato una crescita, in proporzione, addirittura superiore a quelli dell’oro, con la quantità di argento detenuta da ETF che è aumentata del 50% dall’inizio dell’anno (fino ad arrivare a superare la notevole cifra di 900 milioni di once). Il mercato è stato duramente colpito anche sul lato dell’offerta. La maggior parte dei produttori si concentrano in Sud Africa e nel Centro America; due regioni duramente colpite dalla crisi sanitaria. Alla fine di maggio, quando la crisi ha raggiunto il suo apice, aveva interrotto l’attività circa il 66% degli impianti produttivi.Questa sospensione prolungata è certamente uno dei motivi per cui il prezzo dell’argento ha iniziato a crescere con un impeto più forte dopo maggio, guadagnando fino al 60% da inizio anno. Dato l’attuale scenario macroeconomico, è probabile che l’argento – come l’oro – continuerà a essere sostenuto dal suo status di metallo prezioso e dalla prospettiva di bassi tassi d’interesse reali. Tuttavia, per crescere ulteriormente, l’argento dovrà trovare venti favorevoli anche nei settori in cui è maggiormente impiegato, come l’industria. A tal riguardo, le premesse sembrano essere buone vista la ripresa osservata delle ultime settimane. Inoltre, l’argento è sempre più utilizzato nelle tecnologie legate alla transizione energetica.La mobilità elettrica rappresenta l’applicazione più importante. L’argento è un ottimo conduttore e, anche se non è impiegato nella produzione di batterie, viene comunque utilizzato per altre componenti, ad esempio per lo sviluppo dell’elettronica di bordo. Si pensi che mentre il settore dell’automotive nei primi anni 2000 praticamente non consumava argento, adesso rappresenta il 5% del consumo totale, con un ammontare pari a 40 milioni di once l’anno.Nei prossimi anni, come noto, ci si aspetta un boom delle auto elettriche, e questo dovrebbe creare una nuova fonte di domanda e sostenere i prezzi; se la ripresa osservata negli ultimi due mesi nel settore dell’automotive continuerà, dunque, contribuirà ad attrarre ulteriormente gli investitori verso il mercato dell’argento.L’altro settore in via di trasformazione che potrebbe spingere l’argento è quello della produzione di energia. L’argento, infatti, è un elemento indispensabile nel settore fotovoltaico. Anche se questa tecnologia si è evoluta e l’ammontare di metallo utilizzato si è ridotto, la crescita dell’industria fotovoltaica è risultata in un raddoppio della domanda tra il 2014 e il 2019, e nel 2020 questo settore da solo potrebbe assorbire il 12% della produzione mondiale di argento. Data l’intenzione di sviluppare ulteriormente questa tecnologia e le molte nazioni che stanno optando per una svolta green, la percentuale di impiego di argento potrebbe aumentare e spingere ulteriormente al rialzo i prezzi.

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43 ricercatori di 10 Stati per favorire la produzione di energia pulita e sostenibile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

L’Università di Camerino grazie ai Fondi di Ateneo di Ricerca 2019, promuove attività di ricerca internazionali e favorisce l’aggregazione di ricercatori così da cogliere le più grandi sfide offerte alla società presente e futura. Nel solco tracciato dal programma Horizon 2020 sono stati finanziati, su base competitiva e dopo una procedura di referaggio, progetti proposti da dieci gruppi di ricerca dell’Ateneo. Per la Scuola di Giurisprudenza il progetto selezionato è incentrato sulla transizione energetica e sulla studio di un nuovo fenomeno il “prosumerismo”. Il prosumer è, infatti un consumatore di energia che a sua volta è in grado di produrre energia. L’auto-consumo di energia è già noto e diffuso, anche se soltanto lo scorso anno l’Unione Europea ha adottato una nuova regolamentazione che porterà ad una grande rivoluzione del mercato energetico: si favorirà, infatti, la creazione di comunità energetiche costituite da condomini, quartieri o interi piccoli villaggi in grado di produrre energia pulita attraverso l’uso integrato di tecnologie innovative. Nella società del futuro attraverso tecnologie quali blockchaines, nuove batterie, nuove forme di produzione di energia i consumatori da clienti che pagano bollette potranno divenire “venditori” di energia. Da queste innovazioni discendono nuove sfide: come usare i proventi della vendita? Quali contratti utilizzare per aggregare tra loro proprietari di case di un condominio o di un quartier o di un villaggio? Un team composto da 43 ricercatori provenienti anche da Brasile, Croazia, Francia, Giappone, Regno Unito, Kazakistan, Romania, Spagna, Stati Uniti coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, cercherà per due anni di trovare soluzioni e risposte. Il gruppo di ricerca lavorerà con un approccio multidisciplinare aggregando competenze di ambito giuridico, socio-economico, medico-legale, informatico e ingegneristico. I ricercatori effettueranno una ricognizione delle esperienze di successo comparando legislazioni e analizzando problemi quali la vulnerabilità e la povertà energetica, forme di criminalità legate al mercato energetico e tipologie di malattie connesse alla povertà energetica. E’ previsto il coinvolgimento di municipalità, associazioni si consumatori e utenti per poter promuovere il passaggio dall’auto-consumo alla produzione di energia a livello diffuso e decentralizzato (il titolo del progetto è, infatti significativamente, “Enabling Conumer to become Prosumer in the Energy transition era”). Nella fase finale del progetto sono previsti incontri che coinvolgeranno in particolare le aree colpite dal sisma del 2016 con la promozione di progetti di creazione di energy community in occasione della ricostruzione.

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“Doniamo Energia” per contrastare le nuove povertà

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Fondazione Cariplo e Banco dell’energia onlus mettono a disposizione 2 milioni di euro per sostenere progetti e iniziative a tutela delle famiglie a rischio povertà, in particolare a seguito dell’emergenza Covid-19. Il Bando risponde alla riprogrammazione 2020 di Fondazione Cariplo: tra gli obiettivi prioritari infatti il contrasto alle nuove povertà. Rischio raddoppio della povertà assoluta (4,6 nel 2019). Molte fasce di cittadinanza già in evidente crisi.

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Antitrust: istruttoria contro Enel Energia ed Eni gas e luce

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

L’Antitrust ha aperto due procedimenti istruttori contro Enel Energia S.p.a. ed Eni gas e luce in materia di prescrizione biennale.”Ottima notizia! Sono troppi i casi di consumatori ai quali viene inviata una lettera preconfezionata in cui si nega la prescrizione, così da scoraggiarlo nelle sue giuste pretese, salvo poi, magari, concederla quando il cliente non demorde e si rivolge ad un’associazione di consumatori o al Servizio Conciliazione di Arera” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora speriamo che l’Antitrust faccia piena luce sulla vicenda e condanni le pratiche commerciali scorrette, anche dei distributori di gas che troppo spesso accampano scuse rispetto al contatore inaccessibile, scaricando sull’utente la responsabilità della mancata lettura, cosa ormai esclusa anche dalla legge (legge di Bilancio 2020) a partire dal 1° gennaio 2020″ conclude Dona. “Basta, infine, con i rimpalli di responsabilità tra venditori e distributori. Una vergogna a danno dei consumatori!” conclude Dona.

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Energia: Arera, dal 1° luglio elettricità +3,3%, gas -6,7%

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° luglio la bolletta dell’elettricità registrerà un aumento del 3,3% mentre quella del gas scenderà del 6,7%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa spendere su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021, nell’ipotesi di prezzi costanti), 14 euro in più per la luce e 55 euro in meno per il gas. Una minor spesa complessiva, quindi, pari a 41 euro.”Una cattiva notizia per le famiglie già in difficoltà per le conseguenze dell’emergenza Covid. Purtroppo il calo del prezzo del gas è solo un effetto ottico, un risparmio sulla carta, visto che in estate non c’è l’usanza di accendere il riscaldamento. Insomma, sui bilanci delle famiglie peserà solo il rialzo della luce. Se poi consideriamo che nei mesi estivi si registrano i picchi dell’anno per i consumi di elettricità, dato l’uso massiccio dei condizionatori, la notizia è ancora peggiore” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Dl Rilancio: energia, aumento bollette per emergenza Covid

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

“Emendamento vergognoso presentato al Dl Rilancio. Per affrontare l’emergenza Covid è previsto un aumento degli oneri di sistema di luce e gas. Insomma, come fatto per i concerti, le palestre e i pacchetti turistici, ancora una volta i soldi vengono chiesti ai consumatori, facendogli svolgere il ruolo pubblico di sovvenzionare e finanziare chi è in difficoltà” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In pratica, per aiutare chi, per via dell’emergenza Covid, ha avuto problemi di reddito ed è in difficoltà con il pagamento delle bollette di luce e gas, finalità giusta e sacrosanta, è prevista una detrazione da applicare sull’imposta sui redditi delle persone fisiche (Irpef) che sarà, però, finanziata con la previsione di una nuova componente degli oneri di sistema” prosegue Vignola.
“Insomma, invece di dare un contributo a chi è in difficoltà a carico dello Stato, di tutti i contribuenti, ricorrendo alla fiscalità generale, l’aiuto sarà a carico degli altri consumatori, che in questo periodo, tra cassa integrazione o serrande abbassate, non navigano certo nell’oro, rincarando le loro bollette. E pensare che all’inizio dell’emergenza era stata addirittura proposta la sospensione di tutte le bollette di luce e gas. Una proposta a dir poco demagogica che avrebbe mandato in tilt il sistema. Certo che ora si esagera in senso opposto” prosegue Vignola. “Per non parlare del meccanismo farraginoso e complicato, che prevede un inspiegabile intervento di Arera ai fini di un fantomatico visto di conformità” prosegue Vignola.”Chiediamo che l’emendamento sia ritirato e, al suo posto sia prevista, per tutti, la sospensione fino alla fine dell’anno degli oneri generali di sistema e delle componenti Terna sulle bollette di luce e gas” conclude Vignola.Si tratta degli emendamenti che dopo l’art. 28 del dl Rilancio n. 34/2020 introducono l’art. 28 bis, emendamenti n. 28.012 e 28.031, a firma, rispettivamente, degli on Raciti (PD) e Manzo (M5S).

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I consigli del Centro Tao: l’importanza dell’energia del respiro

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

Limone sul Garda. Al Centro Tao di Limone sul Garda, la prima sessione di sedute per il riequilibrio fisico è dedicata alla respirazione Tao e a una serie di esercizi di stretching dei meridiani collegati a essa, utilissimi per fornire al corpo e alla mente uno stato di benessere generale. Questi stessi esercizi possono essere ripetuti a casa, soprattutto quelli relativi all’energia del respiro, per poter rilassare corpo e mente e ottenere l’ossigeno necessario per tutto il corpo. Imparando a usare nel modo corretto il nostro respiro, possiamo modificare il nostro stato emotivo diminuendo o addirittura abbattendo il nostro livello di stress e di tensione; inoltre, il diaframma fa parte di una catena muscolare molto importante e ha rapporti diretti con ileopsoas e quadrato dei lombi, per cui un suo corretto utilizzo porta a notevoli migliorie a livello della postura e fastidiosi problemi della colonna vertebrale.Gli esercizi di respirazione Tao sono efficaci per diversi motivi:
1. Maggior ossigenazione dei tessuti e maggior funzionalità del sistema linfatico
2. Mente più tranquilla e migliore la gestione dello stress
3. Migliore funzionalità cardiovascolare e polmonare
4. Maggiore lucidità nel prendere delle decisioni
5. Sonno più ristoratore e maggior equilibrio neurovegetativo
6. Migliore funzionalità viscerale (gastriti e stitichezza)
7. Miglioramento della postura, delle problematiche lombari e cervicali
Secondo la medicina tradizionale cinese la respirazione è il cardine di tutte le attività di qi gong (letteralmente lavoro con energia); è grazie all’energia esterna (aria inspirata ed espirata) che si può arricchire l’energia interna e accrescere la propria vitalità.
Nell’intervallo tra inspirazione ed espirazione vengono distribuite le energie derivanti dalla trasformazione degli alimenti operata da milza e stomaco, organi deputati alla digestione.La respirazione, pertanto, induce e controlla la circolazione delle energie acquisite di origine alimentare e il qi interno dell’individuo, inteso come energia essenziale innata.Le modalità di regolazione del respiro inducono risultati differenti. Si attua una tonificazione, se in un atto respiratorio l’espirazione precede l’inspirazione, e una dispersione quando l’inspirazione precede l’espirazione. La tonificazione viene usata per rafforzare uno stato di debolezza. La dispersione serve per rimuovere delle energie patogene.

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Energia: Tutelare gli impianti di produzione elettrica e termica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

“In un momento così delicato per il nostro Paese, anche noi vogliamo dare il nostro contributo mettendo in campo le competenze professionali dei nostri associati. Proprio per questo, chiediamo al Governo che vengano mantenute operative tutte le attività della filiera che permette ai nostri impianti di produrre energia elettrica per gli italiani” dichiara Simone Tonon, Presidente di EBS – Associazione Energia Biomasse Solide.Il DPCM 22 Marzo 2020, infatti, inserisce tra le attività essenziali non solo la produzione di energia elettrica – individuando inequivocabilmente il codice ATECO 35 per il settore – ma anche le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività riportate nell’elenco ATECO, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali. Questa formulazione, però, per via della peculiarità del settore biomasse, sta creando non pochi problemi all’attività degli operatori coinvolti nella filiera di approvvigionamento del settore. L’Associazione, che proprio nei giorni scorsi ha scritto al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri Bellanova, Lamorgese e Patuanelli, chiede di introdurre nell’elenco già in vigore, i codici ATECO dei fornitori che erogano servizi funzionali all’attività produttiva ed in particolare la filiera di fornitura del combustibile, e, tra gli altri, evidenzia: codice 02, silvicoltura e utilizzo di aree forestali; codice 16.1, taglio e piallatura del legno; codice 46.73.10, commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale.“È importante intervenire per fare chiarezza sul fatto che tutta la filiera di produzione debba rientrare tra le attività consentite così da scongiurare qualsiasi tipo di problema dell’operatività dei nostri fornitori, attività che coinvolge oltre 5mila lavoratori. Il nostro servizio, la produzione di energia elettrica, che gode peraltro della priorità al dispacciamento nella rete di trasmissione nazionale, si poggia sulla filiera di approvvigionamento del combustibile, biomasse solide, e sulla filiera dei servizi necessari al mantenimento in efficienza del sistema produttivo, ovvero il personale di esercizio, la manutenzione, la fornitura dei prodotti e ricambi accessori alla produzione, la movimentazione dei materiali per la produzione di energia e l’evacuazione dei residui dei processi di produzione di energia. Quello che vogliamo evitare in tutti i modi – conclude Tonon – è l’esaurimento a breve della materia prima con conseguente blocco degli impianti di produzione di energia elettrica e termica”.

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Nuove competenze e skills richieste nel settore dell’Energia

Posted by fidest press agency su sabato, 25 gennaio 2020

Roma. L’evento è in programma giovedì 30 gennaio dalle ore 10:30 presso Villa Blanc sede Luiss Business School, in Via Nomentana 216, Aula Carlo Azeglio Ciampi.
10.30 Registrazione Ospiti e Welcome Coffee
11.00 Introduzione ai lavori. Paolo Boccardelli, Direttore Luiss Business School Riccardo Barberis, Amministratore Delegato ManpowerGroup
11.20 Presentazione Ricerca
11.40 Tavola Rotonda Federica Brunetta, Assistant Professor Luiss e coordinatrice ricerca, Massimiliano Bianco, AD Iren, Stefano Donnarumma, AD Acea, Giuseppe Zappalà, AD Kuwait Petroleum Italia Seguiranno alcune domande e commenti degli HR Director che hanno partecipato alla genesi della ricerca: Silvia Marinari, Human Resources, Organisation and General Affairs Director di Terna, Antonio Andreotti, Direttore Personale, Organizzazione e Sistemi Informativi di Iren, Alessandro Camilleri, Head of Learning & Organizational Development di Hera, Alessandro Pistella, Head Of Development, Compensation and ATO Staff di Enel.
Modera: Janina Landau, Giornalista Class CNBC
12:30 Q&A Session e chiusura dei lavori
13:00 Light lunch di Networking

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Piano Nazionale Integrato Energia e Clima

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

In relazione alla pubblicazione della versione definitiva del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) inviato dal governo italiano alla Commissione europea, Greenpeace esprime disappunto e preoccupazione per un testo semplicemente insufficiente a contrastare l’emergenza climatica in cui viviamo.«L’Italia non è di certo sulla strada giusta per rispettare gli Accordi di Parigi. Ad una prima lettura del testo proposto dal governo si vedono aumenti quasi insignificanti per gli obiettivi di efficienza energetica e rinnovabili termiche, mentre il gas, uno dei responsabili della crisi climatica, continua ad essere il padrone indiscusso del futuro del nostro Paese», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia.Come dichiarato dal ministro Costa, il PNIEC potrebbe dover essere modificato a breve, poiché l’Ue rivedrà presto i propri obiettivi climatici ed i piani presentati dagli Stati Membri dovranno essere adeguati alle nuove indicazioni.«Non ha senso proporre un piano sostanzialmente già vecchio e dirsi disponibili ad aggiornarlo», continua Iacoboni. «Questa è l’ennesima volta che l’Italia perde l’occasione per esprimere una leadership nella lotta al cambiamento climatico. Anche perché non basta fissare obiettivi, servono strumenti per raggiungerli. Il governo dunque smetta di fare gli interessi della lobby del gas e del petrolio e inizi a schierarsi davvero dalla parte dei cittadini che ogni giorno subiscono inquinamento e crisi climatica», conclude.

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Energia, Cerved Rating Agency conferma il rating B1.2 alla società campana Graded S.p.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 4 gennaio 2020

San Donato Milanese. Cerved Rating Agency ha confermato il rating B1.2 alla società campana Graded S.p.A. – Energy Service Company (ESCo) con sede a Napoli prevalentemente operativa nella gestione, progettazione e realizzazione di soluzioni energetiche integrate sia nel settore pubblico (circa il 70% dei ricavi nel 2019) che in quello privato -, collocandola dunque in un’area di solvibilità.
La strategia impostata dal management aziendale nel periodo 2017-2019, orientata alla costante ricerca di soluzioni innovative sul fronte dell’efficienza e del risparmio energetico, ha consentito un progressivo miglioramento delle performance economico-reddituali, nonché il mantenimento di una struttura finanziaria nel complesso abbastanza equilibrata. Tali fattori si tradurranno verosimilmente nel 2019 in un valore della produzione (VdP) pari a circa 20 milioni e in una marginalità del 10,4%, in crescita del 2% rispetto al 2018.
Per il 2020 la Società stima una crescita del valore della produzione del 14,7% rispetto al 2019 e un EBITDA margin in linea con l’esercizio precedente: proiezioni ritenute attendibili da Cerved Rating Agency, l’agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved, in considerazione dei progetti in corso e in partenza (circa 14) e delle commesse attualmente in via di definizione.

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Energia: bollette, dal 1° gennaio elettricità -5,4%, gas +0,8%

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° gennaio per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà un calo del 5,4% mentre quella del gas salirà dello 0,8%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa pagare nel 2020 (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, nell’ipotesi di prezzi costanti), 30,5 euro in meno per la luce e 8,50 euro in più per il gas. Un risparmio complessivo pari, quindi, a 22 euro. “Ottima notizia. Una dimostrazione del buon funzionamento del mercato di tutela e di come sia stato quanto mai opportuno rinviare la sua fine dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2022. Con il mercato libero, infatti, sarebbero cessati gli acquisti sul mercato all’ingrosso dell’elettricità da parte di Acquirente Unico, con effetti negativi sui prezzi finali pagati dalle famiglie” conclude Vignola.

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Mercato energia e concorrenza. Parole, parole e parole e il macigno del fisco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Tranne ribaltoni dell’ultimo momento, l’abolizione del mercato tutelato dell’energia è rimandato al 2022. Un percorso che è partito da molto lontano (legge Bersani 1999) e che puntualmente, quando sta per arrivare la scadenza (la fine era prevista dal 1 gennaio 2020), slitta. Due anni, uno slittamento anomalo rispetto alla media di questi provvedimenti (qualche mese, 6 mesi, i più temerari 1 anno) forse perché hanno voluto risolvere in anticipo uno slittamento “breve” che avrebbe comportato un ulteriore rimando… sembra una battuta, ma se:
– pensiamo al fatto che la decisione viene presa a ridosso della scadenza del 1 gennaio 2020, quando si presume che tutti gli attori avrebbero dovuto essere già pronti,
– che la scadenza del prossimo 1 gennaio era frutto di un altro rimando,
– che della totale offerta energetica in un mercato libero i primi provvedimenti legislativi concreti sono del 1999,
– che l’Autorità preposta al passaggio dal mercato tutelato a quello libero è stata istituita nel 1995 (oggi si chiama Arera, ma si è chiamata AEEG fino al 2017),
…. farsi venire il dubbio che il problema più che tecnico sia politico…. sembra una trasparente lettura della realtà.
Politico per queste caratteristiche:
– sia per gas che per elettricità, percentuali intorno al 50% sono quelle di chi ha lasciato fino ad oggi il mercato tutelato a favore di quello libero: dati del Monitoraggio retail 2018 dell’Arera che confermano che siamo ancora in altissimo mare;
– per l’elettricità l’Enel fornisce il 70% dell’energia. Enel che è anche concorrente di coloro che acquistano l’energia da lei… e se viene il dubbio che ci possa essere una posizione dominate di mercato e un conflitto di interessi, non crediamo di essere fuori strada;
– gli operatori in entrambi i settori sono circa 400, un numero spropositato rispetto alle dimensioni del mercato;
– la legge prevedeva l’istituzione di un elenco dei soggetti abilitati alla vendita (in funzione anti-giungla) che al momento non c’è ancora;
– sempre nel Monitoraggio retail 2018 dell’Arera (2), è la stessa Autorità che dà numeri che fanno ben comprendere che siano necessari obblighi informativi più stringenti soprattutto per il mercato dei consumatori.Su tutte queste caratteristiche pesa come un macigno una realtà di fatto che non può che bloccare la concorrenza: il 60-70% del costo della materia prima, elettrica e gas, è costituito dalla componente fiscale. Il mercato, quindi, dovrebbe giocare ad esser tale sul restante 30-40%.
E non ci sembra un caso che questo mercatino oggi si sia essenzialmente espresso basandosi su “ricchi premi e cotillon” piuttosto che sui costi. E non si può escludere che le basse percentuali di passaggio al mercato libero siano frutto anche di questo limitato gioco concorrenziale sui costi. Così come non possiamo escludere che sia per lo stesso motivo che, per tipologia e metodologia marketing e post-vendita delle offerte, spesso siamo sul filo della legalità: come già accade per il mercato delle tlc, anche il mercato energetico punta molto su marketing intrusivi, violenti ed ingannevoli; oltre che illegali: i nominativi delle “vittime” sono reperiti e gestiti in totale mancanza di osservanza delle decisioni di riservatezza degli utenti quando firmano un contratto con un gestore.Ulteriore caratteristica dolente del mercato energetico è la gestione del contenzioso. Che oggi deve passare attraverso un tentativo di conciliazione che si svolge all’Arera, e solo in caso di mancanza di accordo l’utente può decidere di procedere col giudizio ordinario. A parte la tempistica che non è organizzata per far fronte alle urgenze (tagli di luce e gas sono un problema per qualunque tipologia di consumatore), quella ordinaria non prevede (come invece accade per le tlc) che gli importi contestati siano congelati e il servizio continui ad essere erogato fino alla soluzione del ricorso, per cui si sviluppa un braccio di ferro utente/gestore basato sul ricatto “paghi come dico io o taglio e poi, nel caso, ti rimborserò”.Per concludere, in modo particolare per le pratiche commerciali scorrette e la pubblicità ingannevole, l’Autorità preposta (Antitrust) ha tempi jurassici di intervento (anche nei provvedimenti di sospensione temporanea delle pratiche sotto accusa in attesa dei giudizi finali), e multe irrisorie per i gestori condannati. Multe che ai gestori “fanno il solletico”, cioè sono così irrisorie che gli stessi scelgono di mettere in bilancio queste multe pecuniarie che comportano meno esborsi rispetto agli introiti da pratiche scorrette. Debolezza dell’Antitrust che è tale sia per il mercato energetico che per quello tlc.Qualcuno crede che questa situazione (vista ovviamente dalla parte del consumatore essenzialmente domestico e pmi) possa essere risanata con questi due anni di proroga della fine del mercato tutelato? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Energia: Cerved Rating Agency conferma il rating A3.1 a Bluenergy Group S.p.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Udine. Cerved Rating Agency ha confermato il rating A3.1 a Bluenergy Group S.p.A., società di Udine tra i principali operatori italiani del mercato dell’energia. Anche nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2019, infatti, Bluenergy Group ha proseguito il suo percorso di crescita, sia organico che per linee esterne, consolidando il proprio posizionamento competitivo nel mercato energetico del Nord Italia e raggiungendo un Valore della produzione di gruppo pari a 335,9 milioni di euro (+32,1% YoY). Al contempo, la marginalità permane stabilmente superiore alle medie settoriali (EBITDA margin FY19 pari al 7,2%), consentendo ai flussi di cassa operativi di confermarsi positivi, in linea con i risultati dell’ultimo triennio.Cerved Rating Agency, agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved, colloca dunque Bluenergy Group in un’area di sicurezza. A fronte dei significativi investimenti sostenuti per sviluppare il core business e i nuovi servizi di efficientamento energetico, la Posizione finanziaria netta (PFN) al 30 giugno ha registrato un lieve incremento a 6,7 milioni di euro, ma si è comunque mantenuta su valori ampiamente sostenibili. Quanto al prossimo anno fiscale, l’Agenzia ritiene attendibili le stime del management che parlano di un ulteriore consolidamento dei volumi di business e dei risultati reddituali, pur preservando l’attuale solidità patrimoniale e la piena sostenibilità del debito.

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Energia: attivazione dei contratti negata ai cittadini morosi nel settore bancario e finanziario

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Viene negata l’attivazione di nuovi contratti di energia elettrica e gas, perché risultano morosi nei confronti di finanziarie e istituti bancari.
Una situazione che appare illegittima da ogni punto di vista. In primis appare curioso come le compagnie che gestiscono le utenze di energia elettrica e gas possano avere accesso ai dati relativi alle situazioni debitorie dei cittadini, in totale spregio della normativa sulla privacy, specialmente trattandosi di dati così sensibili e delicati. Non spetta all’azienda che eroga l’energia sindacare chi abbia diritto o meno all’attivazione dei servizi, a maggior ragione dal momento che l’azienda non può né è tenuta a conoscere la situazione in cui versano gli utenti discriminati attraverso tale politica.Sono molti i casi, in Italia, di morosi incolpevoli, che hanno subito un licenziamento o che si trovano in cassa integrazione, che non riescono a far fronte ai propri debiti. Oppure i casi estremi di vittime di ludopatia o vittime di violenza che, a causa del contesto sociale complesso e di estremo disagio in cui vivono, riscontrano molta difficoltà nel reinserimento nella società, ancora di più se vengono loro negati i servizi minimi.Lo Stato ha il dovere di tutelare le persone che si trovano in condizioni di disagio sociale vero e comprovato, proteggendole anche dalle politiche discriminatorie delle aziende erogatrici di energia.Le pratiche qui denunciate sono in forte crescita e risultano ancor più preoccupanti se contestualizzate nell’attuale fase di dilagante aumento della povertà energetica. Per questo chiediamo al Governo e all’ARERA di avviare un tavolo di confronto per definire al più presto un canale “preferenziale” per i cittadini in forte disagio economico o sociale, affinché vengano attivati gli opportuni strumenti di tutela.

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Energia: Tecno diventa azienda certificata Elite

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Londra. L’azienda ha ricevuto a Londra, durante la cerimonia ufficiale dell’Elite Day, il Certificato a testimonianza di una crescita superiore al 20 per cento l’anno negli ultimi due anni e un riconoscimento che conferma il percorso di crescita del Gruppo, oggi ancora più competitivo nell’ambito dei mercati internazionali e maggiormente visibile e attraente nei confronti di investitori e mercato.
L’azienda, fondata e guidata dall’imprenditore Giovanni Lombardi, è una Esco certificata dal 2005, specializzata in servizi di efficientamento energetico e produttivo, per la sostenibilità ambientale , attraverso l’innovazione di processo, ha vinto a maggio, per il secondo anno consecutivo, il Premio di Deloitte per le Best Managed Companies ed è stata selezionata come migliore azienda italiana 2019 nella categoria “The Customer and Market Engagement Award” per l’European Business Award.Tecno è stata tra le prime imprese a promuovere in Italia il servizio di Control Energy Management, conta oggi oltre 2900 aziende clienti in tutti i settori produttivi. Fondata nel 1999, è leader nei servizi alle imprese per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale in chiave di Industria 4.0. Con sedi in Italia, a Milano, Bologna e Napoli, e all’estero, a Berlino e Parigi, Tecno è un punto di riferimento anche nei processi digitali applicati a tutti i tipi di prodotti al servizio delle aziende. La digitalizzazione dei processi produttivi, infatti, rende possibile ai clienti migliorare ed efficientare la produttività e risparmiare tempo e risorse.
A maggio Deloitte ha premiato l’azienda, per il secondo anno consecutivo tra le Best Managed Companies italiane, e a dicembre il Premio European Business Award come migliore azienda italiana del 2019 nella categoria “The Customer and Market Engagement Award”. Nel ritirare il riconoscimento il Ceo di Tecno Claudio Colucci ha dichiarato: “È un traguardo importante, fondamentale per la nostra azienda. L’esperienza del percorso Elite ci ha permesso di crescere sia come team che singolarmente, proiettandoci nella dimensione ambiziosa a cui aspiriamo con una consapevolezza completa dei nostri mezzi e delle nostre capacità.
La crescita di fatturato ed utile pari al 20 per cento e l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo evidenziano il contributo del programma Elite alla nostra crescita.”

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