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Posts Tagged ‘energia’

Il ruolo cruciale delle società di infrastrutture quotate nella transizione verso l’energia pulita

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2021

A cura di Xavier Chollet e Christian Roessing. Migliorare le infrastrutture può stimolare la produttività di un’economia.Come investimenti, attività reali come le reti elettriche e le centrali idroelettriche tendono a fornire flussi di cassa stabili e protetti dall’inflazione. Possono anche offrire rendimenti non correlati a quelli di azioni e obbligazioni.Ecco perché gli investitori istituzionali con passività a lungo termine – fondi pensione e compagnie assicurative – da decenni allocano capitale nelle infrastrutture. Secondo l’OCSE, nel corso degli anni hanno accumulato oltre 1.000 miliardi di dollari in investimenti in infrastrutture. L’attrattiva dei titoli legati alle infrastrutture per questo gruppo di investitori è destinata a crescere ancora di più nel prossimo decennio, soprattutto nel settore dell’energia pulita. Con Stati Uniti, Europa e Cina in procinto di spendere miliardi di dollari per una ripresa “verde”, una vasta gamma di attività sostenibili e legate alle energie rinnovabili è destinata a una rapida crescita, come gli impianti eolici e solari, le reti elettriche rinnovabili, le infrastrutture per veicoli elettrici e gli edifici ecocompatibili. Nel tempo, faranno la parte del leone tra le nuove attività infrastrutturali e gli investitori sono attenti a queste tendenze. In un recente sondaggio, oltre l’80% degli investitori istituzionali ha dichiarato di aspettarsi che il settore dell’energia pulita sarà la fonte primaria di investimento nelle infrastrutture nei prossimi 10 anni.Ciò che potrebbe tuttavia sfuggire agli investitori è che tali opportunità non saranno limitate ai mercati privati. È altrettanto probabile che si presentino attraverso titoli quotati. Man mano che il mondo intensifica gli sforzi per la decarbonizzazione e diventa più efficiente nell’impiego delle risorse, le società di infrastrutture quotate specializzate in energia pulita e soluzioni sostenibili sono sia un complemento sia un’alternativa alle attività private.I titoli delle aziende di infrastrutture quotate, soprattutto nei settori dell’energia pulita e della sostenibilità, consentono agli investitori anche di allineare i loro obiettivi di rendimento a quelli ambientali e sociali. (abstract. Fonte: https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/idee-di-investimento/05/il-ruolo-cruciale-delle-societa-di-infrastrutture-quotate-nella-transizione-verso-l-energia-pulita#overview

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Energia rinnovabile per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

“Da anni i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono impegnati nella produzione di energia rinnovabile anche solare, contribuendo al raggiungimento del fabbisogno nazionale, ma soprattutto con l’obbiettivo di migliorare i bilanci degli enti, diminuendo l’onere contributivo a carico dei consorziati ed incrementando così anche la redditività delle imprese agricole. Il tutto senza occupare terreni coltivabili, ma utilizzando le superfici degli impianti idraulici”: è con questo esempio che Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), si schiera così contro la possibile proliferazione di “campi solari” a terra in una battaglia, che vede impegnati larghi settori dell’opinione pubblica, nel merito ricorda presa di posizione di Federconsumatori.“La nostra –continua il Presidente di ANBI – non è solo una battaglia di principio, ma una concreta scelta di efficienza.” Attualmente sono 76 gli impianti fotovoltaici, gestiti da Consorzi di bonifica ed irrigazione, capaci di produrre circa 2 milioni di kilowattora all’anno; a ciò vanno aggiunti 244 impianti idroelettrici, che annualmente producono 495 milioni di kilowattora; sono quantitativi certo non risolutivi del fabbisogno energetico “green” del Paese, ma contribuiscono, in una logica di sostenibilità, all’economia del settore agroalimentare, che vale 538 miliardi di euro e garantisce 3.600.000 posti di lavoro.“Inoltre – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – la ricerca applicata, sviluppata dai Consorzi di bonifica ed irrigazione, ha portato alla sperimentazione dei pannelli solari galleggianti, utilizzabili sia in piccoli bacini aziendali che su porzioni di grandi superfici lacustri. I test ne hanno confermato la funzionalità, registrando come la minore esposizione al sole, conseguenza della posizione orizzontale dei pannelli appoggiati su una superficie idrica, sia compensata dalla maggiore rifrazione e dal minore surriscaldamento, dovuti alla vicinanza con l’acqua; senza contare – conclude il DG di ANBI – l’annullamento dell’impatto visivo, così penalizzante la bellezza del territorio italiano.”

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Ancora troppa confusione nel settore Energia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Bollette e bonus al centro della riunione di Arera a cui ha preso parte anche l’associazione Codici. Sul tavolo l’aumento dei prezzi delle materie prime, con un incremento delle bollette dell’energia del 3,8% per l’elettricità e del 3,9% per il gas. Su base annua, però, restano i risparmi, così come rimane invariato il tema del passaggio al mercato libero.“Passano gli anni, ma resta il nodo degli oneri di sistema – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed è su questo, a nostro avviso, che bisogna intervenire, con forza. L’andamento altalenante dei prezzi rende ancora più confuso un settore dove per il consumatore non è facile orientarsi, tra voci poco comprensibili, costi non sempre chiari e spese che fanno della nostra bolletta una delle più care in Europa. È arrivato il momento di tirare una linea e voltare pagina”.“I consumatori – aggiunge Giovanni Riccobono, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – da una parte vedono rinviata la fine del mercato tutelato e dall’altra l’ennesimo aumento delle bollette, il secondo del 2021. Questo potrebbe spingerli ad affacciarsi al mercato libero, tuttavia ad oggi l’informazione sulle modalità di confronto risultano ancora poco chiare, anche in virtù di bollette poco comprensibili, dove non sono ben distinti, ed evidenziati, i costi di competenza dei fornitori e quelli fissi dettati da Arera. Sicuramente con il nuovo rinvio al 2023 c’è molto lavoro da fare per rendere quanto più possibili informati e autonomi i consumatori nelle loro scelte”.Rientra in quest’ottica la comunicazione di servizio sulla scia di quanto discusso sempre nella riunione di ieri. Parliamo dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas per le famiglie in stato di disagio economico, con Isee non superiore a 8.265 euro. “Fino allo scorso anno – spiega Massimiliano Astarita, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – bisognava presentare la richiesta al Comune o al Caf da febbraio. Una pratica poco nota, tanto che solo un terzo dei potenziali beneficiari ha usufruito di questi sconti. Per superare il problema, Arera ha reso automatico il bonus. È importante sottolinearlo, perché ad oggi in tanti ci contattano chiedendo quando devono presentare la domanda. Bisogna solo rinnovare il proprio Isee, per il resto l’iter procede in automatico, con i bonus che scattano a luglio”.Codici è a disposizione con i propri esperti per fornire assistenza ai consumatori, che possono contattare il numero 06.55.71.996

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Energia: Arera, dal 1° aprile elettricità +3,8%, gas +3,9%

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2021

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° aprile la bolletta dell’elettricità salirà del 3,8% mentre quella del gas del 3,9%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa spendere su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° aprile 2021 al 31 marzo 2022, nell’ipotesi di prezzi costanti), 21 euro in più per la luce e 39 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari, quindi, a 60 euro.”Una doccia fredda per i consumatori! Una pessima notizia! Un rialzo non può che mandare in tilt i bilanci delle famiglie già in difficoltà per via dell’emergenza Covid” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per questo avevamo proposto all’inizio della pandemia di ridurre l’Iva sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali come è attualmente. Lo chiediamo ora anche al Governo Draghi” conclude Vignola.

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Slitta al 1° gennaio 2023 stop mercato tutela

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Il Milleproroghe diventa legge. Definitivo, quindi, il rinvio di un anno, dal 1° gennaio 2022 al 1° gennaio 2023, dello stop del mercato di maggior tutela per luce e gas. “Evviva! Vittoria per i consumatori! Accolte le nostre denunce” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non ci può essere un mercato davvero libero fino a che i primi cinque operatori detengono l’82,5% del settore domestico per la luce e i primi tre gruppi controllano il 44,3% del mercato del gas. Sono ancora troppi, poi, i clienti nel mercato tutelato, il 45% dei clienti domestici del settore elettrico e il 44% per il gas” prosegue Vignola. “Ora speriamo che il legislatore si dia una bella svegliata e invece di passare, all’italiana, da una proroga all’altra, creando incertezza per i mercati e i consumatori, faccia quello che serve per creare le premesse di un mercato davvero libero, colmando ad esempio il vuoto normativo sul destino da riservare ai clienti che non effettueranno alcuna scelta entro il 1° gennaio 2023, prevedendo aste competitive e introducendo un serio albo dei venditori” conclude Vignola.

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Energia. Verso la fine del mercato tutelato. Che fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Per consumatori (e microimprese con fornitura inferiore a 15 Kw), la fine del mercato tutelato è fissata alla fine di quest’anno (1). Dal 1 gennaio 2022, chi non avrà scelto avrà comunque il servizio garantito perché la sua utenza dovrebbe essere acquisita da un fornitore in una sorta di asta.Negli ultimi rapporti dell’Arera (Autorità energia) si è evidenziato che, da quando convivono mercato tutelato e libero, per i consumatori il prezzo del primo è più basso.Alla Camera in questi giorni – discussione sul decreto Milleproroghe in commissione – è stato approvato un emendamento che farebbe slittare la fine del mercato tutelato al 31/12/2023. Sesto rinvio dal 2016!! Entusiasmo di chi lo ha proposto (consumatori tutelati, etc – 2), preoccupazione delle associazioni di aziende del mercato libero (investimenti nell’incertezza, etc – 3).Hanno ragione entrambi. Come venirne fuori?
Al momento sembra che il problema venga solo spostato in là: “mettere in campo una serie di ulteriori interventi, informare correttamente i cittadini” (2), scrivono i presentatori dell’emendamento… ma è dal 2007 che va avanti questa storia (4)… e l’informazione c’è, anche se alcuni fornitori ci tempestano di telefonate con falsità per farci cambiare gestore (“se non decidi subito, ti staccano il servizio”… è il livello medio di queste comunicazioni).Alla fine della scadenza ancora in essere (31/12/2021) mancano 10 mesi, sufficienti perché quello che mancherebbe per un passaggio che non sia bagno di sangue per consumatori e imprenditori, possa essere deciso.Ritengono, Governo e Parlamento, che questa possa essere una delle innumerevoli priorità? Può essere fatto qualcosa prima di decidere ora per un rinvio che non risolverebbe il problema per i consumatori e continuerebbe a far crescere incertezza e danni negli imprenditori? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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“Il Governo spieghi perché ha affidato a un manager Eni il tavolo ambiente ed energia del G-20”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

Commentando quanto riportato da un’inchiesta pubblicata nelle ultime ore dal quotidiano Domani – secondo cui un manager di Eni sarebbe stato scelto da Palazzo Chigi come “referente del tavolo ambiente e energia e dei lavori preparatori dei diversi delegati ministeriali per il G20 Ambiente, clima e energia che si terrà a luglio a Napoli” – Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, dichiara:«Se confermati ufficialmente, i contenuti dell’inchiesta del quotidiano Domani tratteggiano uno scenario inquietante sulle reali intenzioni del nostro governo. Affidare a una big del gas fossile e del petrolio le trattative del tavolo ambiente ed energia del G20 è un po’ come consegnare le vittime ai carnefici. Aziende come Eni, che hanno grossi interessi internazionali nell’ambito del mercato delle fossili e le cui attività hanno un impatto negativo sul clima del Pianeta, non devono essere coinvolte dai governi quando questi hanno un ruolo di presidenza di importanti vertici internazionali. E certamente, come pare accadere in questo caso, non dovrebbero avere questo ruolo nei tavoli tecnici. Ne va della credibilità dei lavori».Greenpeace sottolinea come Eni sia una delle aziende italiane con il più alto livello di emissioni di gas serra al mondo, nonché tra le realtà principalmente responsabili dell’emergenza climatica in corso: le sue emissioni globali sono maggiori di quelle dell’Italia. Nei suoi piani futuri, il Cane a sei zampe non prevede affatto la svolta green che sbandiera a tambur battente con spot o interventi sui media, bensì intende continuare a puntare massicciamente sul gas fossile, una delle cause della crisi climatica in corso. Se quanto scoperto dal “Domani” fosse ufficialmente confermato, l’esecutivo di fatto diventerebbe complice di questo pericoloso atteggiamento, purtroppo già anticipato da altre scelte governative.«Assumendo la Presidenza del G20, il capo di governo Giuseppe Conte aveva affermato di voler mettere persone e Pianeta tra i pilastri dell’immediato futuro», continua Iacoboni. «Eppure, alcuni progetti presenti nell’ultima bozza disponibile del Recovery plan italiano sembrano essere stati scritti sotto dettatura di Eni. Si veda la parte che destina miliardi di finanziamento pubblico a un progetto inutile e costoso come il polo di Cattura e Stoccaggio della CO2 (CCS) a Ravenna, funzionale solo a continuare a sfruttare gas fossile, e non ad avviare una vera decarbonizzazione del mix energetico di Eni. È davvero questa la svolta green a cui mira l’Italia?», conclude Iacoboni.Se davvero vuole perseguire l’obiettivo della decarbonizzazione, per Greenpeace il governo deve puntare davvero sulle energie rinnovabili. Come dimostra il report “Italia 1.5” dell’organizzazione ambientalista, una rivoluzione energetica che metta da parte i combustibili fossili porterebbe al Paese vantaggi ambientali, economici e occupazionali.

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“Guerra e pace dell’energia” di Demostenes Floros

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

Un saggio che, per la prima volta, mette in luce gli elementi geopolitici che si celano dietro ai principali progetti europei ed euroasiatici di approvvigionamento energetico e, soprattutto, i possibili effetti internazionali che da essi potrebbero scaturire.I gasdotti che uniscono, e che potrebbero unire, nel futuro prossimo, l’ Unione Europea e la Federazione Russa rappresentano la contraddizione esistente tra i rapporti politici e militari (Nato) tra i Paesi europei e gli Stati Uniti da una parte e gli interessi energetici e commerciali di Berlino, Parigi, Roma, Ankara con Mosca – porta verso l’Asia – dall’altra.Ogni pipeline definisce, infatti, una serie di relazioni industriali e geopolitiche.In Italia, nel corso degli ultimi quindici anni, i diversi governi che si sono susseguiti – pur con pregi e limiti differenti – sono stati incapaci di sostenere una linea di equilibrio tra Stati Uniti e Federazione Russa avente l’obbiettivo di perseguire, in primo luogo, gli interessi nazionali all’ interno di un contesto multipolare profondamente mutato. Le scelte strategiche che verranno adottate dal nostro Paese nel settore dell’energia – a partire dall’obiettivo dell’Unione Energetica Europea – non potranno prescindere dall’evoluzione politica dell’Ue e dal futuro – tuttora nebuloso e non privo di rischi – della moneta unica. Dinanzi alla Germania, divenuta nel frattempo principale hub-energetico europeo, dovremmo forse rivedere il concetto di Sicurezza energetica nazionale? Se sì, come? Un saggio che, per la prima volta, mette in luce gli elementi geopolitici che si celano dietro ai principali progetti europei di approvvigionamento energetico e, soprattutto, i possibili effetti internazionali che da essi potrebbero scaturire.

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Energia: bonus sociali automatici, ma da quando?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Dal 1° gennaio 2021, per le famiglie in stato di bisogno, era prevista l’importante novità del riconoscimento automatico del bonus sociale per le bollette di luce, gas e acqua.Purtroppo non si è ancora pronti per far partire questo automatismo perché non sono state ancora definite le modalità del flusso informativo tra l’INPS, che detiene i dati relativi agli Isee, che va comunque sempre calcolato, ed il SII, il Sistema Informativo Integrato di Acquirente Unico che invece detiene i dati dei punti di fornitura.”Arera il 29 dicembre ha annunciato che lo sconto in bolletta sarà comunque calcolato dal 1° gennaio 2021, indipendentemente dai tempi tecnici necessari per l’entrata a regime del meccanismo attuativo. E’ un’ottima notizia ma non basta. Le famiglie in disagio economico, in questo grave momento di difficoltà, non possono attendere presumibilmente fino a giugno per avere lo sconto in bolletta, anche se poi riceveranno gli arretrati” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il problema è che i beneficiari sono rimasti nella terra di nessuno. Non possono più presentare domanda, dato che è previsto l’automatismo, ma il bonus è ancora lontano, di là da venire” prosegue Vignola. “Per questo chiediamo di introdurre con urgenza un regime transitorio in cui si possa tornare a presentare la richiesta presso i Comuni o i Caf, in attesa dell’assegnazione automatica in bolletta e, per chi già riceveva il bonus, sia prolungato oltre la scadenza dei 12 mesi, in modo che possa continuare a percepirlo, salvo conguaglio successivo” conclude Vignola.

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Energia: tariffe per il I trimestre 2021. +5,3% per il gas e +4,5% per l’elettricità

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

L’ARERA ha pubblicato il consueto aggiornamento delle tariffe di energia elettrica e gas relative al I trimestre 2021: +5,3% per il gas e +4,5% per l’elettricità. Come ogni anno, d’inverno, accelera l’aumento del costo del gas. Alla luce di tale andamento per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole, riporta l’Autorità, sarà di circa 488 euro con un risparmio di circa 55 euro annui rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente. Per il gas, invece, la spesa della famiglia tipo ammonterà a circa 950 euro, con un risparmio di circa 91 euro annui. Il risparmio complessivo si attesta quindi a 146 euro l’anno.Vittoria importante, frutto delle nostre battaglie, è l’automatismo dei bonus sociali di sconto sulla bolletta: da 1 gennaio 2021 chi ne avrà diritto non dovrà più presentare la domanda, ma l’erogazione sarà gradualmente riconosciuta in maniera automatica.Ad incrociare le informazioni, in modo che il bonus sia assegnato automaticamente in bolletta, saranno direttamente i soggetti che gestiscono i dati sulle utenze e l’ISEE (Acquirente Unico e INPS), come da noi più volte richiesto. “Lo sconto in bolletta sarà calcolato dal 1° gennaio 2021, indipendentemente dai tempi tecnici necessari per l’entrata a regime del meccanismo attuativo.” – garantisce l’Autorità.Nonostante questa importante novità, rimane il fatto che in una fase tanto difficile come quella attuale, in cui le famiglie stanno facendo i conti con le dure conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria, sarà difficile far fronte a tali costi. In tal modo rischiano di aumentare le disparità esistenti anche in tale settore, accrescendo il fenomeno della povertà e della discriminazione energetica, già dilagante prima dell’emergenza sanitaria e che colpisce soprattutto persone anziane e giovani.Proprio in quest’ottica, come rivendichiamo da tempo, è giunto il momento di agire concretamente sul versante della tassazione mettendo in atto una riforma complessiva di oneri accise e balzelli che, in vario modo e in varia misura, pesano sulle tasche dei cittadini.Particolarmente onerosi gli oneri di sistema in bolletta per una riforma dei quali abbiamo sostenuto una petizione. Questi servono a finanziare tra le altre cose gli sgravi alle imprese energivore (ovvero quelle aziende che consumano enormi e smisurate fronti di energia), la cui applicazione continua a perpetrare una politica in totale contraddizione rispetto gli annunci del Governo all’insegna di una svolta green.Infine cogliamo l’occasione per fare chiarezza sull’abolizione del mercato tutelato: dal 1 gennaio tale opzione non sarà più possibile per le pmi, ma non per le famiglie, il cui obbligo di passaggio al mercato libero è slittato al 1 gennaio 2022. Sono ancora molti, infatti, i cittadini che vengono letteralmente minacciati da venditori senza scrupoli che, approfittando della confusione creata in materia dai continui slittamenti, li inducono a un passaggio forzato facendo leva sull’imminente falsa scadenza.

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Gli Stati Uniti inaugurano una nuova era per l’energia pulita

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

L’elezione di Joe Biden come nuovo Presidente degli Stati Uniti riporta la più grande economia al mondo al centro degli sforzi internazionali per limitare il riscaldamento globale. L’agenda ambientale dei Democratici è assolutamente audace. L’impegno a rientrare nell’accordo sul clima di Parigi un giorno dopo l’insediamento e i 2000 miliardi di dollari promessi in nuovi investimenti verdi sono i pilastri di una grandiosa strategia che mira a rendere gli Stati Uniti “carbon neutral” entro il 2050.Alimentato dal know-how statunitense e dal suo peso finanziario, il settore sembra pronto ad entrare in una nuova era. Si prevede l’afflusso di miliardi di dollari di nuovi investimenti pubblici e privati in infrastrutture verdi e tecnologia ambientale. In poche parole, l’energia pulita potrebbe diventare il pilastro centrale dell’economia del XXI secolo. Il contrasto tra l’approccio di Biden all’ambiente e quello dell’attuale amministrazione statunitense non potrebbe essere più stridente.Sotto il presidente Donald Trump, il governo ha smantellato quasi 100 leggi ambientali, in aree come l’aria pulita, la qualità e l’uso dell’acqua, e ha allentato la regolamentazione del settore dei combustibili fossili. Ha anche tagliato i finanziamenti per la ricerca sul clima. I progetti di Biden intendono ristabilire le caratteristiche ambientali degli Stati Uniti su diversi fronti. Si è impegnato a decarbonizzare la produzione di energia elettrica entro il 2035, passando alle energie rinnovabili.Il suo piano contiene anche misure per eliminare gradualmente le auto a combustibile fossile in favore dei veicoli elettrici (EV).La Casa Bianca a guida Biden dovrebbe anche consentire ad alcuni degli Stati più progressisti, come la California, di perseguire il loro serio programma ambientale, ponendo fine a quattro anni di battaglie legali tra il Governo federale e gran parte degli Stati a guida democratica su questioni come l’inquinamento delle auto.Nonostante l’entusiasmo, trasformare la visione verde di Biden in realtà non sarà facile. L’amministrazione democratica dovrà fare i conti con la forte ostilità del Senato.Riteniamo che questi strumenti avranno un ruolo fondamentale nel suo programma di lotta al cambiamento climatico. Gli investitori dovrebbero quindi aspettarsi un gran numero di ordini esecutivi nei primi 100 giorni della nuova presidenza. Con una semplice firma, Biden riporterà il Paese nell’Accordo di Parigi e aggiungerà le disposizioni sull’energia pulita al pacchetto di stimoli economici per contrastare la pandemia. Ma c’è motivo di credere che Biden possa ottenere ancora di più. Prima di tutto, gli americani non sono così ostili all’azione climatica come alcuni potrebbero pensare. In un recente sondaggio, l’85% dei votanti Repubblicani di età compresa tra i 18 e i 54 anni ha affermato di essere più propenso a sostenere un candidato Repubblicano che adotta un approccio al clima basato sull’innovazione.Poi c’è la promessa dei posti di lavoro. Il settore dell’energia pulita è già un importante datore di lavoro: circa 3 milioni di americani lavorano in tale ambito e i piani di Biden prevedono di aggiungere altri 10 milioni di persone. Si tratta di un impegno audace, ma che dovrebbe riscuotere successo in un’economia colpita dalla pandemia.

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Energia: nessuna proroga per la sospensione delle utenze nelle aree terremotate

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha deciso con una Delibera del 3 Novembre 2020 di non prorogare oltre la data del 31 Dicembre 2020, le agevolazioni sulle bollette di luce, acqua e gas relativa agli immobili inagibili delle aree colpite dal sisma del 2016 (Centro Italia) e del 2017 (Ischia).Una scelta estremamente grave, che ci auguriamo il Governo intervenga a correggere al più presto, a maggior ragione dal momento che il “Decreto Agosto” prevede tale possibilità (art. 57, comma 18, lettera b) del D.L. n. 104/2020).Troviamo inspiegabile la decisione di non prorogare la sospensione: così non si fa altro che inasprire ulteriormente le situazioni di forte difficoltà già determinate dalle conseguenze della pandemia. In più, va considerato che nei territori interessati la ricostruzione degli immobili è ancora ben lontana dalla fase di conclusione e migliaia di immobili sono ancora inagibili. Non è quindi pensabile che i cittadini sopportino il costo delle bollette per delle case che fisicamente non possono abitare.Si tratta di una forte ingiustizia a danno degli gli abitanti delle zone terremotate, che in questo modo dovranno far fronte ad una ulteriore difficoltà in termini economici e sociali. Per evitare di aumentare ulteriormente disparità e accrescere situazioni di disagio è necessario prorogare tale termine, almeno a giugno 2021. Condividiamo che non sia utile né equo prorogare sine die, perché significherebbe impattare negativamente sul sistema e sulla generalità degli utenti, ma non si può non tenere in considerazione la situazione emergenziale che il nostro Paese sta attraversando e che risulta ancora più drammatica, difficile e insostenibile per chi è in attesa di rientrare nella propria casa e ancora vive in unità abitative provvisorie.

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Bollette energia. Verso il default del mercato? Occorrono scelte tampone

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

L’allarme lanciato dall’associazione Arte (fornitori privati di energia – 1) ha messo il dito su una piaga che fino ad oggi sembrava essere ignorata dai più: il peso del costo dei servizi energetici sui bilanci malmessi di famiglie ed aziende in questo periodo pandemico. Secondo i dati diffusi da questa associazione, il 40% degli utenti non sta pagando le bollette, e se si considera che la stagione fredda appena iniziata comporterà un maggiore consumo di energia, nel contesto economico pandemico esploso negativamente per tutti, non è azzardato pensare che questa percentuale di morosi sarà maggiore. A parte i colossi del settore (Enel ed Eni soprattutto), si tratta di più di 400 aziende che “in questa fase sono state utilizzate come ammortizzatori sociali (con capitali privati) per sopperire ai mancati pagamenti”. Il governo e il legislatore, consapevole del momento drammatico che stiamo vivendo, sta facendo i salti mortali per cercare di impedire il tracollo di famiglie ed aziende: con molti problemi e difficoltà che – indipendentemente dalle più o meno giuste critiche che si possono fare – pur nel caos generale percepito (più che reale), rappresentano un aiuto e una presa in carico della propria responsabilità.E’ bene ricordare che quasi il 90% di quello che viene incassato dalle aziende di questo mercato finisce allo Stato, e se gli utenti finali pagano in ritardo le loro bollette, altrettanto ritardo di pagamenti verso lo Stato non è “concesso” a questi fornitori dei servizi energetici.Se la situazione pandemica e di aiuti stati dovesse continuare così com’è oggi (e peggiorare, come tutti gli indicatori fanno intendere) è altamente probabile uno scenario del genere: – percentuali maggiori di utenti che non pagano le bollette. Nuovo probabile intervento dell’Autorità Arera per il blocco dei tagli ai morosi? – aziende del libero mercato che capitombolano per i mancati incassi e per i pagamenti comunque fatti allo Stato. Qualcuno “un po’ strano” potrebbe sostenere che è giunto il momento di mettere una parola fine alle velleità liberalizzatrici e tornare al vecchio monopolio, mandando a ramengo tutti gli impegni in sede comunitaria, non solo attirandosi multe da brivido ma compromettendo lo stesso nostro ruolo nell’Unione. O, sempre questo “un po’ strano”, potrebbe chiedere l’ulteriore rimando della fine del mercato tutelato (al momento fissato al 2022). Una “pezza” che, nell’apparenza politica, non risolverebbe in nessun modo la situazione in essere (e peggiorativa) di aziende e famiglie: i problemi di mancati pagamenti di utenze e di gestori rimarrebbero proprio dove sono ora.In situazione di emergenza vanno trovati metodi provvisori e di emergenza. Così come lo Stato si sta privando (o rimandando) di introiti importanti per la sua gestione, visto che più del 90% delle bollette energetiche sono di soldi che vanno allo Stato, quest’ultimo dovrebbe agire su questa percentuale, dissolvendola o ridimensionandola. E dando disposizioni per altrettanta ricaduta su utenti e gestori. Abbiamo tutti i caloriferi accesi. Siamo sempre più spesso in casa e usiamo l’energia domestica come non mai in passato. Mentre i risparmi energetici degli uffici con molto personale al lavoro a casa, sono molto bassi, ché non si possono energeticamente abbandonare a se stessi uffici e locali come se fossero terremotati o bombardati. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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“Obiettivo zero: l’Europa alza l’asticella sull’energia pulita”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

A cura di Stephen Freedman, Senior Product Specialist di Pictet Asset Management. Innestare la quinta. È precisamente quanto ha appena fatto l’Unione Europea, scegliendo la rotta verso un’economia più sostenibile. Il suo nuovo piano per il clima prevede il taglio delle emissioni di gas serra del 55% rispetto ai livelli del 1990 entro la fine del decennio. Un obiettivo decisamente più ambizioso rispetto a quello in precedenza fissato dall’UE, del 40%, e significa che la regione potrebbe diventare a emissioni zero entro il 2050. Non è difficile comprendere perché l’UE sia così determinata nel perseguire un piano di rilancio “green”. Se ben eseguito, il piano offrirà l’allettante prospettiva di riportare in piena salute contemporaneamente ambiente ed economia. I fondi stanziati puntano senza dubbio in quella direzione. Il pacchetto si tradurrà in circa 7.000 miliardi di euro di nuovi investimenti “verdi” entro il 2050. Fondamentale per le prospettive economiche della regione, una gran quantità di quel denaro sarà convogliata nel settore ambientale (si veda Fig. 1), un settore in rapida crescita che sta apportando un contributo sempre maggiore al PIL. Il valore aggiunto lordo del settore ambientale – una misura del suo contributo alla produzione nazionale – è cresciuto a 286 miliardi di euro nel 2015, in crescita del 63% dal 2003. Questo settore, dove si trovano alcune aziende particolarmente vivaci, come quelle che si occupano della gestione delle risorse e che comprende le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, è cresciuto del 150% nel medesimo periodo. La Francia ha varato un programma da 8 miliardi di euro per incentivare il settore delle auto elettriche, con l’obiettivo di produrre oltre 1 milione di auto elettriche e ibride ogni anno nei prossimi cinque anni. Il piano prevede anche un incentivo finanziario che ridurrebbe il costo di acquisto di un veicolo elettrico fino al 40%. Anche la Germania ha rafforzato il suo sostegno ai trasporti a zero emissioni, raddoppiando i contributi fino a 9.000 euro, dopo il precedente aumento di novembre 2019. Questi incentivi hanno già avuto un chiaro impatto sulla diffusione dei veicoli elettrici, le cui vendite in Germania, ad esempio, sono cresciute fino al 13% delle vendite totali di auto ad agosto 2020, rispetto a solo il 2,5% nello stesso mese del 2019.Anche i regolatori stanno svolgendo un ruolo importante. L’Europa, il secondo principale mercato per i veicoli elettrici dopo la Cina, adesso ha normative sulle emissioni molto stringenti. Ogni casa automobilistica deve rispettare un tetto massimo per le emissioni della sua intera flotta fissato a 95 g di CO2/km in media entro la fine del 2020 – circa il 20% al di sotto del livello di emissioni medio nel 2018. Questo tetto scenderà a 81 g entro il 2025 e a 59g entro il 2030.Coloro che non rispettano queste normative dovranno pagare un prezzo pesante: la multa è di 95 euro per ogni g/km di emissioni in eccesso per veicolo. Le case automobilistiche che non riusciranno a migliorare le emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 2019 andranno, quindi, incontro a possibili multe di diversi miliardi di euro ogni anno.Il settore edilizio sarà altrettanto fondamentale per il recovery plan europeo e non solo perché il 70% di tutti gli edifici della regione ha più di 20 anni.L’European Green Deal ha riservato circa 370 miliardi di euro – ovvero 53 miliardi di euro l’anno – alle ristrutturazioni per aumentare l’efficienza energetica e “decarbonizzare” gli edifici esistenti. Sarebbe una grande spinta per il settore delle ristrutturazioni edilizie europeo, che valeva 819 miliardi di euro nel 2019. L’Europa propone anche uno stanziamento da 100 miliardi per la ricerca e sviluppo (R&S) da spendere nei settori digitale e ambientale. Il programma settennale, che sarà lanciato nel 2021, mira ad incentivare la produttività e la crescita e a mantenere la competitività nei settori che riguardano gli obiettivi del Green Deal. La Commissione stima che ogni euro investito in R&S frutterà 11 euro.Per quanto riguarda la sostenibilità, l’Europa ha alzato l’asticella. I suoi ambiziosi impegni di spesa e le normative più stringenti non solo costituiscono un modello ambientale da seguire per gli altri Paesi, ma offrono anche la prospettiva di una crescita economica più solida e aprono nuove opportunità di investimento.L’obiettivo dell’Europa sul clima per il 2050 consiste nel ripensare da capo e trasformare numerosi settori, ognuno dei quali costituisce ricche e interessanti opportunità di investimento, sottostimate dal mercato in generale.Mobilità elettrica: per rispettare l’obiettivo sulle emissioni, circa l’80% dell’energia per i trasporti di oggi deve essere convertita in Rinnovabili: nell’ambito del piano europeo, la quota delle rinnovabili per la generazione di energia elettrica deve aumentare all’85% entro il 2050 dall’attuale 20%, con gran parte della quota coperta da eolico e solare. Edifici verdi: tutti i nuovi edifici nell’UE devono essere “ad energia netta quasi zero” a partire dal 2021.

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L’Energia che viene dal Mare

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2020

Torino. L’energia del mare rappresenta la più grande fonte energetica rinnovabile al mondo: si stima che le onde potrebbero sviluppare una potenza lungo le coste terrestri a livello globale pari a 2 TeraWatt, circa 18 mila miliardi di chilowattora all’anno, ovvero quasi il fabbisogno annuale di energia elettrica del pianeta. Inoltre, l’energia da onde è prevedibile, più modulata delle altre fonti rinnovabili e più continua.Valorizzare questa fonte energetica dalle alte potenzialità è lo scopo del laboratorio di ricerca congiunto MORE – Marine Offshore Renewable Energy Lab, realizzato dal Politecnico di Torino ed Eni, inaugurato oggi alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, della Presidente di Eni, Lucia Calvosa, dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, e del Rettore del Politecnico Guido Saracco.Il Laboratorio MORE concretizza ulteriormente la collaborazione tra il Politecnico di Torino ed Eni, sancita a gennaio scorso con il rinnovo di un accordo di partnership, che prevede appunto l’istituzione e il lavoro comune di ricercatori di Eni e dell’Ateneo nel laboratorio, con l’obiettivo di contribuire a una ulteriore crescita del know-how in questa materia di grande interesse sia per Eni che per l’Ateneo e ad una rapida realizzazione industriale delle tecnologie per lo sfruttamento delle risorse energetiche marine. Il Laboratorio permetterà di ampliare il campo d’azione congiunta allo studio di tutte le fonti di energia marina, andando a investigare non solo il moto ondoso ma anche l’eolico e solare offshore, le correnti oceaniche e di marea e il gradiente salino. Il MORE Lab ha sede presso il Politecnico, con l’impiego di infrastrutture di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale e vede anche l’integrazione con le seguenti strutture Eni: il Marine Virtual Lab, presso il centro di supercalcolo HPC5 a Ferrera Erbognone e l’area di test in mare aperto a Ravenna, dove si sta valutando la fase pre-prototipale del convertitore di moto ondoso ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter), il primo impianto al mondo di generazione elettrica ibrida e distribuita da moto ondoso e fotovoltaico; una tecnologia nata dai laboratori di ricerca del Politecnico e sviluppata dalla spin-off dell’Ateneo Wave for Energy, selezionata, ottimizzata ed industrializzata da Eni e in funzione da marzo 2019 nell’offshore di Ravenna. ISWEC ha dimostrato elevata affidabilità e capacità di adattarsi alle diverse condizioni di mare, grazie al suo sistema attivo di controllo e regolazione. Infatti, nel periodo di esercizio si è arrivati a superare il valore nominale massimo di potenza installata pari a 50 kW. Inoltre, il Laboratorio farà rete anche con il sito di test del Politecnico a Pantelleria, dove altri aspetti della stessa tecnologia vengono testati in un ecosistema, quello isolano, che mira all’autonomia energetica e all’azzeramento dell’impatto paesaggistico.Saranno circa 50 i ricercatori coinvolti nella ricerca di MORE Lab, tra personale in ruolo e dottorandi/tesisti del Politecnico, con i quali Eni si interfaccerà, con proprie professionalità, per una rapida crescita del know-how specifico e per la finalizzazione industriale delle tecnologie. Il Centro avrà a disposizione una vasca di prova navale e dei laboratori all’avanguardia per lo sviluppo e dry test dei prototipi e un centro di calcolo ad alte prestazioni. Il Laboratorio, inoltre, si avvarrà di una cattedra specifica sull’ “Energia dal Mare”, che avrà l’obiettivo di formare ingegneri specializzati nella progettazione, realizzazione e utilizzo delle nuove tecnologie che saranno sviluppate proprio nel laboratorio. (by Elena Foglia Franke)

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Argento, potenziale esplosivo grazie alla transizione verso l’energia pulita

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Analisi di Benjamin Louvet, Commodities Portfolio Manager di Ofi Asset Management. L’argento condivide molte delle caratteristiche dell’oro, e dunque – proprio come l’oro – negli ultimi mesi è stato anch’esso oggetto di una forte domanda da parte degli investitori. In particolare, gli acquisti di argento da parte di ETF hanno registrato una crescita, in proporzione, addirittura superiore a quelli dell’oro, con la quantità di argento detenuta da ETF che è aumentata del 50% dall’inizio dell’anno (fino ad arrivare a superare la notevole cifra di 900 milioni di once). Il mercato è stato duramente colpito anche sul lato dell’offerta. La maggior parte dei produttori si concentrano in Sud Africa e nel Centro America; due regioni duramente colpite dalla crisi sanitaria. Alla fine di maggio, quando la crisi ha raggiunto il suo apice, aveva interrotto l’attività circa il 66% degli impianti produttivi.Questa sospensione prolungata è certamente uno dei motivi per cui il prezzo dell’argento ha iniziato a crescere con un impeto più forte dopo maggio, guadagnando fino al 60% da inizio anno. Dato l’attuale scenario macroeconomico, è probabile che l’argento – come l’oro – continuerà a essere sostenuto dal suo status di metallo prezioso e dalla prospettiva di bassi tassi d’interesse reali. Tuttavia, per crescere ulteriormente, l’argento dovrà trovare venti favorevoli anche nei settori in cui è maggiormente impiegato, come l’industria. A tal riguardo, le premesse sembrano essere buone vista la ripresa osservata delle ultime settimane. Inoltre, l’argento è sempre più utilizzato nelle tecnologie legate alla transizione energetica.La mobilità elettrica rappresenta l’applicazione più importante. L’argento è un ottimo conduttore e, anche se non è impiegato nella produzione di batterie, viene comunque utilizzato per altre componenti, ad esempio per lo sviluppo dell’elettronica di bordo. Si pensi che mentre il settore dell’automotive nei primi anni 2000 praticamente non consumava argento, adesso rappresenta il 5% del consumo totale, con un ammontare pari a 40 milioni di once l’anno.Nei prossimi anni, come noto, ci si aspetta un boom delle auto elettriche, e questo dovrebbe creare una nuova fonte di domanda e sostenere i prezzi; se la ripresa osservata negli ultimi due mesi nel settore dell’automotive continuerà, dunque, contribuirà ad attrarre ulteriormente gli investitori verso il mercato dell’argento.L’altro settore in via di trasformazione che potrebbe spingere l’argento è quello della produzione di energia. L’argento, infatti, è un elemento indispensabile nel settore fotovoltaico. Anche se questa tecnologia si è evoluta e l’ammontare di metallo utilizzato si è ridotto, la crescita dell’industria fotovoltaica è risultata in un raddoppio della domanda tra il 2014 e il 2019, e nel 2020 questo settore da solo potrebbe assorbire il 12% della produzione mondiale di argento. Data l’intenzione di sviluppare ulteriormente questa tecnologia e le molte nazioni che stanno optando per una svolta green, la percentuale di impiego di argento potrebbe aumentare e spingere ulteriormente al rialzo i prezzi.

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43 ricercatori di 10 Stati per favorire la produzione di energia pulita e sostenibile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

L’Università di Camerino grazie ai Fondi di Ateneo di Ricerca 2019, promuove attività di ricerca internazionali e favorisce l’aggregazione di ricercatori così da cogliere le più grandi sfide offerte alla società presente e futura. Nel solco tracciato dal programma Horizon 2020 sono stati finanziati, su base competitiva e dopo una procedura di referaggio, progetti proposti da dieci gruppi di ricerca dell’Ateneo. Per la Scuola di Giurisprudenza il progetto selezionato è incentrato sulla transizione energetica e sulla studio di un nuovo fenomeno il “prosumerismo”. Il prosumer è, infatti un consumatore di energia che a sua volta è in grado di produrre energia. L’auto-consumo di energia è già noto e diffuso, anche se soltanto lo scorso anno l’Unione Europea ha adottato una nuova regolamentazione che porterà ad una grande rivoluzione del mercato energetico: si favorirà, infatti, la creazione di comunità energetiche costituite da condomini, quartieri o interi piccoli villaggi in grado di produrre energia pulita attraverso l’uso integrato di tecnologie innovative. Nella società del futuro attraverso tecnologie quali blockchaines, nuove batterie, nuove forme di produzione di energia i consumatori da clienti che pagano bollette potranno divenire “venditori” di energia. Da queste innovazioni discendono nuove sfide: come usare i proventi della vendita? Quali contratti utilizzare per aggregare tra loro proprietari di case di un condominio o di un quartier o di un villaggio? Un team composto da 43 ricercatori provenienti anche da Brasile, Croazia, Francia, Giappone, Regno Unito, Kazakistan, Romania, Spagna, Stati Uniti coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, cercherà per due anni di trovare soluzioni e risposte. Il gruppo di ricerca lavorerà con un approccio multidisciplinare aggregando competenze di ambito giuridico, socio-economico, medico-legale, informatico e ingegneristico. I ricercatori effettueranno una ricognizione delle esperienze di successo comparando legislazioni e analizzando problemi quali la vulnerabilità e la povertà energetica, forme di criminalità legate al mercato energetico e tipologie di malattie connesse alla povertà energetica. E’ previsto il coinvolgimento di municipalità, associazioni si consumatori e utenti per poter promuovere il passaggio dall’auto-consumo alla produzione di energia a livello diffuso e decentralizzato (il titolo del progetto è, infatti significativamente, “Enabling Conumer to become Prosumer in the Energy transition era”). Nella fase finale del progetto sono previsti incontri che coinvolgeranno in particolare le aree colpite dal sisma del 2016 con la promozione di progetti di creazione di energy community in occasione della ricostruzione.

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“Doniamo Energia” per contrastare le nuove povertà

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Fondazione Cariplo e Banco dell’energia onlus mettono a disposizione 2 milioni di euro per sostenere progetti e iniziative a tutela delle famiglie a rischio povertà, in particolare a seguito dell’emergenza Covid-19. Il Bando risponde alla riprogrammazione 2020 di Fondazione Cariplo: tra gli obiettivi prioritari infatti il contrasto alle nuove povertà. Rischio raddoppio della povertà assoluta (4,6 nel 2019). Molte fasce di cittadinanza già in evidente crisi.

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Antitrust: istruttoria contro Enel Energia ed Eni gas e luce

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

L’Antitrust ha aperto due procedimenti istruttori contro Enel Energia S.p.a. ed Eni gas e luce in materia di prescrizione biennale.”Ottima notizia! Sono troppi i casi di consumatori ai quali viene inviata una lettera preconfezionata in cui si nega la prescrizione, così da scoraggiarlo nelle sue giuste pretese, salvo poi, magari, concederla quando il cliente non demorde e si rivolge ad un’associazione di consumatori o al Servizio Conciliazione di Arera” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora speriamo che l’Antitrust faccia piena luce sulla vicenda e condanni le pratiche commerciali scorrette, anche dei distributori di gas che troppo spesso accampano scuse rispetto al contatore inaccessibile, scaricando sull’utente la responsabilità della mancata lettura, cosa ormai esclusa anche dalla legge (legge di Bilancio 2020) a partire dal 1° gennaio 2020″ conclude Dona. “Basta, infine, con i rimpalli di responsabilità tra venditori e distributori. Una vergogna a danno dei consumatori!” conclude Dona.

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Energia: Arera, dal 1° luglio elettricità +3,3%, gas -6,7%

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° luglio la bolletta dell’elettricità registrerà un aumento del 3,3% mentre quella del gas scenderà del 6,7%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa spendere su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021, nell’ipotesi di prezzi costanti), 14 euro in più per la luce e 55 euro in meno per il gas. Una minor spesa complessiva, quindi, pari a 41 euro.”Una cattiva notizia per le famiglie già in difficoltà per le conseguenze dell’emergenza Covid. Purtroppo il calo del prezzo del gas è solo un effetto ottico, un risparmio sulla carta, visto che in estate non c’è l’usanza di accendere il riscaldamento. Insomma, sui bilanci delle famiglie peserà solo il rialzo della luce. Se poi consideriamo che nei mesi estivi si registrano i picchi dell’anno per i consumi di elettricità, dato l’uso massiccio dei condizionatori, la notizia è ancora peggiore” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

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