Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘energia’

Tavolo nazionale energia

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2022

L’ultima rilevazione dei corrispettivi di energia al dettaglio praticati alle PMI sul mercato libero, realizzata da Unioncamere e la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi in collaborazione con BMTI e REF Ricerche e riferita al quarto trimestre 2022, fotografa andamenti diversificati dei prezzi dell’energia a seconda delle tipologie contrattuali. Nel dettaglio, i contratti annuali multiorari (tre prezzi per fascia) per imprese con consumi fino a 50 MWh/anno, a prezzo fisso con avvio a ottobre 2022, presentano corrispettivi intorno a 262,2 euro/MWh nella fascia oraria diurna (F1), 268,4 euro/MWh nella fascia serale (F2) e a 203,5 euro/MWh nella fascia notturna (F3). Rispetto al terzo trimestre 2022 si documenta rispettivamente una diminuzione dei prezzi del -48,5% per F1, -45,7% per F2 e -49,9 per F3.Sul fronte del gas naturale il prezzo dei contratti annuali a corrispettivo fisso risulta in forte aumento (+47,1% congiunturale), per un profilo di consumo fino a 50 mila/mc all’anno, configurando prezzi fissi per il micro-consumatore pari a circa 193,3 eurocent/mc.Volgendo lo sguardo al mercato all’ingrosso italiano, si registra un forte rialzo sia per i prezzi all’ingrosso dell’energia (+75,5% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno), sia per il gas naturale (+67,3%). Tuttavia, nelle ultime settimane è stata registrata una decrescita accentuata dei prezzi delle materie prime pari, ad esempio, al -50,8% per il PUN (l’indicatore del prezzo all’ingrosso dell’energia), ad ottobre rispetto a settembre.La rilevazione svolta si inserisce in uno scenario economico caratterizzato da un recente peggioramento generalizzato delle condizioni finanziarie, bilanciato tuttavia da timidi segnali di miglioramento dal lato dell’offerta. Dopo mesi estivi di fortissimi aumenti sul mercato all’ingrosso delle materie prime energetiche, nel secondo semestre dell’anno si sono manifestati i cosiddetti effetti second round, con l’aumento dei prezzi al consumo che ha fatto seguito all’aumento dei costi sostenuti dalle imprese. Tuttavia, i segnali positivi arrivano dal lato dell’offerta: i fattori all’origine degli shock hanno, nelle ultime settimane, dato accenni di rientro. Nonostante ciò, nei prossimi trimestri potrebbe verificarsi una ulteriore fase di indebolimento della domanda. La reale portata dell’aumento dei costi energetici sull’occupazione sarà più chiara nelle settimane a venire.

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Capital Group: Europa nel 2023, le prospettive della domanda di energia potrebbero significare una recessione più lieve

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2022

A cura di Robert Lind, Economista di Capital Group. All’interno dell’industria, i settori che utilizzano maggiormente il gas sono quelli della raffinazione, della chimica e dei metalli/minerali, che in genere rappresentano il 60%-65% della domanda. Dopo la crisi energetica, tuttavia, hanno sostituito il gas naturale con altre fonti energetiche. Le società si sono orientate verso l’olio combustibile, il propano, la nafta o il gasolio al posto del gas. Uno dei fattori di questa sostituzione è stato il prezzo. Prima dell’impennata dei prezzi indotta dal conflitto tra Russia e Ucraina, il gas dell’UE era di gran lunga più economico (e più pulito) di altri prodotti derivati dal petrolio. Poiché i prezzi del gas rimangono più alti dei livelli pre-crisi (nonostante i recenti cali), questi prodotti concorrenti sembrano più convenienti. Non sembra esserci un vero e proprio svantaggio in termini di costi, bensì un risparmio sostanziale di gas, che sembra essere stato ignorato dal mercato.Sebbene il quadro della domanda appaia più positivo, l’AIE afferma che la totale chiusura delle forniture di gas russo all’UE e la ripresa delle importazioni cinesi di gas naturale liquefatto (GNL) ai livelli del 2021 potrebbero risultare impegnativi. Le minori importazioni di GNL della Cina nei primi 10 mesi di quest’anno sono state determinanti per una maggiore disponibilità per l’Europa, il che ha contribuito a compensare la diminuzione di gas proveniente dalla Russia. Ma se le importazioni di GNL della Cina tornassero ai livelli del 2021, rappresenterebbero oltre l’85% dell’aumento previsto dell’offerta di GNL globale.Una recessione meno marcata potrebbe in ultima analisi sbloccare il valore dei titoli azionari europei. Dalla crisi del debito europeo all’inizio del 2010, si è registrata una marcata divergenza nelle valutazioni relative dei mercati statunitensi ed europei. Di fronte al perdurare dell’incertezza su questa situazione, sui prezzi dell’energia e sul loro impatto sulle economie, c’è il rischio che i titoli azionari europei rimangano una value trap (o trappola di valore ovvero quando qualcosa appare appetibilmente a buon mercato ma il prezzo continua a scendere). Tuttavia, ci sono altre tre condizioni che potrebbero contribuire a innescare un riclassamento, in cui le azioni raggiungono valutazioni più elevate. Tuttavia, una volta che le aspettative sugli utili si saranno adeguate, i titoli azionari europei avranno maggiori possibilità di rivalutarsi. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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Riffeser (FIEG): apprezzamento per la campagna sui giornali sull’uso dell’energia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2022

“I giornali costituiscono un mezzo efficace di comunicazione ai cittadini”, ha rilevato il Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti, commentando la campagna della società Terna per sensibilizzare sull’utilizzo consapevole, razionale e virtuoso dell’elettricità. “Molte imprese, anche del settore pubblico allargato, fra le quali Poste ed Enel, utilizzano costantemente la stampa consapevoli dell’importanza di utilizzare canali autorevoli per comunicare in maniera diretta ed approfondita con cittadini, utenti e clienti. Gli editori italiani – ha concluso il Presidente della Fieg – sono impegnati ad offrire strumenti di informazione corretta, attendibile e verificata che rappresentano anche utili strumenti per comunicare con i cittadini”.

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Il caro energia spinto dalla guerra in Ucraina e l’inflazione alta accorciano la lista dei regali di Natale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2022

Spingono verso doni utili, in un caso su tre declinati in chiave enogastronomica. Lo dice Cia-Agricoltori Italiani, che stima una spesa media pro capite di 160 euro (-8% rispetto allo scorso anno) per gli acquisti da mettere sotto l’albero e conferma il primato del cibo come idea regalo delle festività. A spiccare tra i doni preferiti è soprattutto il tradizionale cesto natalizio con i prodotti agroalimentari del territorio -osserva Cia- che compare nella lista dei desideri di oltre 12 milioni di famiglie, quasi il 50% del totale. Quest’anno, però, il cesto natalizio classico è in versione taglia ridotta, a causa dei rincari, ma sempre riempito di eccellenze tipiche e locali. Messe via le mode esterofile, infatti, vince assolutamente il Made in Italy e, tra i prodotti più gettonati, spuntano vino, spumante, panettone e torrone tradizionale, seguiti da salumi, conserve, olio extravergine d’oliva, miele, formaggi. Per una spesa complessiva -prevede Cia- compresa tra i 600 e i 650 milioni di euro. Cambiano anche le modalità di acquisto. Sono in tanti a scegliere sempre più spesso lo shopping natalizio nelle botteghe e nei mercatini allestiti dagli agricoltori (+10%), che assicurano la qualità a un giusto prezzo, con le aziende Cia associate alla Spesa in Campagna in prima fila, nelle aree rurali come in città, per non far mancare sulle tavole degli italiani il meglio delle produzioni agricole regionali che fanno grande la cucina delle feste.

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Procedimenti istruttori a carico di 7 società di energia

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2022

Federconsumatori esprime grande soddisfazione per i sette provvedimenti dell’Autorità Antitrust adottati nei confronti di Eni, Enel, Hera, A2A, Edison, Acea ed Engie, disponendo la sospensione delle variazioni unilaterali dei contratti in essere che avrebbero comportato aumenti pesantissimi sulle bollette di milioni di utenti.I provvedimenti, che si aggiungono ai quattro già precedentemente emanati a ottobre nei confronti di Iren, Iberdrola, E.ON e Dolomiti Energia, evidenziano i comportamenti scorretti delle aziende di energia, in entrambi i casi segnalati da Federconsumatori.Fin dalle prime denunce ricevute dagli utenti, la nostra associazione ha presentato diversi esposti a AGCM attraverso alcune sue strutture regionali, chiedendo l’applicazione autentica del Decreto Aiuti bis il quale vieta tutte le variazioni contrattuali fino al 30 aprile 2023. In questa sede abbiamo richiesto severi provvedimenti nei confronti delle aziende che hanno deliberatamente ignorato il dispositivo di legge, in una fase così difficile per i cittadini.Alla luce dei procedimenti odierni ci aspettiamo, ora, che tutte le aziende rispettino il Decreto: Federconsumatori proseguirà la sua azione inibitoria nei confronti di tutte le aziende che continueranno a comportarsi in maniera scorretta e ad applicare aggravi illegittimi a carico dei cittadini.

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Antitrust versus gestori energia. Occorre andare pesanti per farli smettere

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2022

Antitrust ha deciso di avviare istruttoria contro alcuni gestori per la violazione della norma (decreto Aiuti) che blocca le modifiche unilaterali dei contratti energetici fino al 30 aprile 2023 e su cui era anche intervenuta, con Arera, per specificare diritti e doveri. Si tratta di una ulteriore istruttoria oltre quella già predisposta in precedenza per altri gestori. Sono mesi, da quando c’è questa sospensione delle modifiche unilaterali, che quasi tutti i gestori continuano a imporle, giocando sulla poca informazione degli utenti e sul fatto che l’impazzimento dei prezzi del mercato energetico ha spesso fatto perdere cognizione di causa ed effetti ai loro utenti. Le segnalazioni che ci sono giunte sono molteplici e in diversi casi, per far tornare alla ragione della norma i gestori, siamo stati costretti anche a ricorrere alla specifica Autorità Arera.Come sempre questi gestori giocano sul fatto che, a fronte delle enormi quantità di utenti a cui hanno cercato di imporre questo cambio, a rendersi conto e fare opposizione sono una parte molto limitata. Per questo i gestori sono consapevoli che val la pena, quand’anche e quando saranno sanzionati, di violare le norme: i ricavati delle violazioni sono stratosfericamente superiori alle sanzioni. Ed è per questo che, oltre a comminare sanzioni che siano proporzionali al business illecito che è stato generato, sarebbero opportuni anche provvedimenti di blocco della loro attività.Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Caro energia, Fossi (Pd): “Sostenere i Comuni utilizzando le risorse accantonate”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2022

“Il caro energia ha aggravato una crisi che stanno pagando imprese, lavoratori, famiglie, Terzo settore. Come promesso in campagna elettorale, ho presentato un emendamento alla manovra economica per concedere agli enti locali la possibilità di utilizzare parte di quanto accantonato nel Fondo Crediti Dubbia Esigibilità (Fcde), per poter finanziare contributi a beneficio di quei soggetti maggiormente in difficoltà”. Ad annunciarlo è il deputato del Pd Emiliano Fossi. “I rincari energetici stanno mettendo in ginocchio Terzo settore, famiglie e imprese: rischiamo di veder scomparire parte delle associazioni di volontariato e con loro un fondamentale pezzo di welfare su cui si poggia la Toscana, come gran parte dell’Italia. Se il mio emendamento venisse approvato – dice Fossi – i Comuni potrebbero svincolare una percentuale del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, destinando quelle risorse alle categorie più bisognose. Per recuperare i fondi, si può pensare anche a introdurre strumenti ancora più efficaci per il contrasto all’evasione fiscale”.Una mossa che in Toscana, ad esempio, permetterebbe di sbloccare qualche centinaio di milioni di euro, dato che tutti i Comuni sono obbligati per legge ad accantonare soldi per coprire i vuoti di bilancio per le multe e le tasse non riscosse. “Gli enti locali – spiega Fossi illustrando l’emendamento – potrebbero determinare con propria delibera entro il 31 marzo 2023 la definizione agevolata dei crediti in essere al 31 dicembre 2021, relativi alle proprie entrate tributarie e patrimoniali, consentendo il pagamento senza applicazione di sanzioni ed interessi. Potrebbero consentire la rateizzazione del pagamento entro un massimo di 60 mesi con cadenze trimestrali con importi non inferiori a 5 mila euro, da garanzia fideiussoria o ipoteca cautelare. In caso di pagamento in unica soluzione il debito verrebbe ridotto del 20%. Gli enti locali che adottano il provvedimento potrebbero ridurre il valore del fondo crediti di dubbia esigibilità, oggetto di accantonamento nel bilancio di previsione e nel rendiconto di gestione dal 2023 al 2027, di un importo pari all’80% del valore stimato”.

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Fusione: Rojc (Pd), è obiettivo importantissimo

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2022

“Una notizia di cui occorre valutare bene le dimensioni e la portata ma che comunque indica un obiettivo importantissimo per tutta l’Europa e per il nostro Paese. Senza smettere di implementare tutte le rinnovabili, la mobilitazione per la ricerca nel campo della fusione nucleare farà la differenza. Questo orizzonte di ricerca può permettere di lasciarci definitivamente alle spalle le vecchie fonti di energia fossili e nucleari, rischiose e inquinanti”. Lo dichiara la senatrice Tatjana Rojc (Pd), commentando la notizia che gli scienziati sono stati in grado, per la prima volta nella storia, di produrre una reazione di fusione nucleare, nel laboratorio americano di Lawrence Livermore National Laboratory.

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GAM: Quale sarà il futuro dei mercati europei dell’energia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2022

A cura di Niall Gallagher, Investment Director European Equities di GAM Investments.Come siamo giunti a questa situazione? Vale la pena di fare un passo indietro e riflettere su alcuni elementi che sono importanti per formulare una valutazione della crisi dell’energia. Primo, il prezzo del gas è molto alto rispetto ai dati storici e rispetto ai fondamentali dell’energia. Vale inoltre la pena di sottolineare che i prezzi del gas sono alti in Europa e nel Regno Unito rispetto ad altre regioni del mondo. Inoltre, hanno fatto salire anche il prezzo dell’elettricità in Europa che è alto rispetto ai dati storici. Molto è stato detto e scritto sulle ripercussioni dell’invasione russa in Ucraina. Ai politici conviene dare la colpa ad altri per assolvere se stessi. In realtà, molte delle problematiche nel campo del gas e dell’elettricità esistevano già da molto tempo. Il sistema dell’energia in Europa presenta alcune importanti fragilità, e ciò dipende in parte da un processo di transizione difettoso.Con questo non intendiamo minimizzare l’importanza della transizione, né dire che non serve ridurre le emissioni di carbonio nel nostro sistema energetico. Ma, se la transizione non venisse fatta in modo efficace, potrebbero verificarsi situazioni come quelle viste nel 3° trimestre che, a nostro giudizio, sono il risultato diretto di una politica dell’energia inefficace per un periodo di tempo prolungato in tutto il continente europeo. Ci sono inoltre importanti divergenze tra mercati e regioni del mondo per quanto concerne i prezzi dell’energia. Mentre gli Stati Uniti hanno registrato un aumento del prezzo del gas dalla pandemia di poco inferiore al 400%, in Europa l’incremento si avvicina al 2000%. Il sistema dell’elettricità suscita molto interesse da parte della stampa, in particolare l’idea che sia il gas a stabilire il prezzo dell’elettricità. C’è molta confusione in merito. È un concetto economico fondamentale per cui il bene più conveniente taglia fuori il più costoso. Tale ragionamento ha funzionato in un sistema elettrico tradizionale che era stato progettato sostanzialmente per il passaggio dal carbone al gas, mentre il nucleare è sempre operativo. La fonte più conveniente tra carbone e gas avrebbe avuto la meglio sull’altra. Le difficoltà sono subentrate per il modo in cui si calcola il prezzo del carbonio, per esempio attraverso l’introduzione dei sistemi di scambio delle emissioni che riflettono la maggiore intensità di carbonio del carbone rispetto al gas. Pertanto l’arbitraggio ovvero lo switch tra carbone e gas non ha più funzionato. Inoltre, le rinnovabili sono intermittenti. Tutto ciò significa che il gas è diventato molto più importante nel mix dell’energia e dunque è sempre più determinante per il prezzo dell’elettricità. Cosa significa tutto ciò? Per una famiglia media nel Regno Unito, per esempio, i prezzi dell’energia sono aumentati moltissimo, nonostante il governo abbia imposto un cap sulle bollette. Ciò potrebbe portare molte persone a spendere una parte cospicua del proprio reddito al netto delle imposte per le bollette dell’energia, con ripercussioni sui consumi. Per le famiglie a più basso reddito potrebbe rivelarsi catastrofico, senza tener conto anche dell’impatto sulle piccole imprese.Questi costi riguardano l’intera Europa che è esposta alle stesse problematiche del Regno Unito, anche se non necessariamente allo stesso modo relativamente alle bollette. Un’implicazione a più lungo termine è che, se il costo del gas e dell’elettricità in Europa è pari a molti multipli del prezzo negli Stati Uniti e in Asia, ciò potrebbe portare a una profonda deindustrializzazione in Europa. Come abbiamo citato prima, i governi vorrebbero farci credere che la crisi dell’energia sia stata accelerata dalla Russia. La Russia ha invaso l’Ucraina, ha smesso di fornire gas all’Europa, pertanto dobbiamo dare la colpa ai russi. Ma non è così semplice. Gli investimenti in gas e petrolio sono diminuiti di circa due terzi dal 2014. Le pressioni ambientali spingono giustamente le società petrolifere e del gas a non investire in tali risorse, ma ciò accade in una fase in cui la domanda è ancora in crescita su scala globale, trainata dallo sviluppo nei mercati emergenti e dalla crescita della popolazione mondiale. Speriamo di allontanarci rapidamente dal gas e dal petrolio, tuttavia, è un processo che va gestito bene. Dobbiamo riconoscere che l’80% della popolazione vive ancora nei Paesi emergenti, dove la domanda crescerà mentre cercano di recuperare rispetto ai Paesi più avanzati. La transizione energetica non è facile. Le autorità devono iniziare a pensarci seriamente. Per molto tempo le politiche dell’energia sono state inadeguate. I policymaker devono puntare a una transizione energetica ben pianificata per allontanarci da un sistema dell’energia fragile come quello emerso negli ultimi anni. (abstract by http://www.verinieassociati.com/)

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Giornate dell’energia a Trevi

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2022

Trevi (Pg) 1-3 dicembre, Complesso di Villa Fabri “Energia, mobilità, riciclo, riuso, talenti. Il coraggio di un futuro giusto e sostenibile” è il tema della 6a edizione delle Giornate dell’energia e dell’economia circolare proposte da World Energy Council Italia con il patrocinio di FAST e UGIS e la collaborazione della LUISS School of Government e dell’Associazione nazionale per il clima.

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Inflazione, energia e crisi: per il Prof. Mele: “Servono interventi non convenzionali”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 novembre 2022

E’ stata un’ investitura lampo quella che ha portato alla formazione del nuovo governo di centro-destra guidato dalla Premier Meloni. Tuttavia, ora arriva il momento più delicato ossia quello delle scelte per affrontare gli innumerevoli problemi del paese. In questo momento, infatti, se da una parte la premier dovrà tentare di accelerare l’iter delle riforme programmate superando le varie fibrillazioni che potranno presentarsi nella coalizione stessa, dall’altra la compagine creata con i neo eletti ministri si troverà ad affrontare un percorso tutto in salita.Se per l’inflazione è intervenuta non tempestivamente la Banca Centrale Europea attraverso misure monetarie restrittive, per il problema dell’aumento dei prezzi legati alla crisi energetica gli ostacoli a livello Europeo continuano ad essere numerosi relativamente alla scelta di una politica comune sul price-cap dove gli interventi risultano essere, invece, somministrati a dosi omeopatiche. Secondo l’economista “il Governo dovrà trovare subito almeno 8 miliardi di euro per prorogare gli sconti sull’IVA e le accise per la benzina e, in aggiunta, per continuare a mantenere l’IVA al 5% sul Gas. A queste, poi, bisognerà recuperare altre risorse se si vorrà confermare il taglio al cuneo fiscale e continuare a sostenere famiglie ed imprese in gravi difficoltà. Le manovre che attuerà il nuovo governo, tuttavia, rappresentano misure cosiddette cuscinetto”. Continua il Professore, “bisognerà escogitare l’attuazione di una politica economica non-convenzionale per risolvere il problema dell’inflazione alla radice. Queste scelte non convenzionali potrebbero basarsi, come fece notare la Prof.ssa Weber nove mesi fa, implementando l’attuale politica economica con quella del controllo dei prezzi su alcuni beni e servizi strategici attraverso l’imposizione di un tetto massimo al quale affiancare una tassazione vera e mirata sugli extra-profitti. In tal modo sarebbe possibile generare un gettito di bilancio utilizzabile per aiuti alla famiglie ed imprese senza ulteriori scostamenti”. “Infine, e lo ripeto da tempo, sarebbe necessario un sistema di centralizzazione degli acquisti del gas da parte dell’Acquirente Unico SPA in grado di applicare un prezzo predeterminato a livello ministeriale. Una misura, questa, non discriminatoria che sulla base di un prezzo calmierato potrebbe garantire la copertura dei costi sostenuti per l’erogazione del servizio in maniera più equa.”, conclude il Prof. Mele.

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Codici: il mercato energia sta diventando un far west

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2022

Bene l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato su Iren, Iberdrola, E.ON e Dolomiti. Questo il commento dell’associazione Codici in merito ai provvedimenti cautelari emessi dall’Antitrust nei confronti delle quattro società per illegittime modifiche unilaterali al prezzo di fornitura di energia elettrica e gas naturale.“In passato – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – abbiamo denunciato più volte le lacune del mercato energia. Una giungla per i consumatori, costretti a farsi largo tra trappole e situazioni poco chiare. Adesso, però, si sta superando il limite. I nostri Sportelli ricevono quotidianamente segnalazioni da utenti che si ritrovano con bollette dai conti che non tornano e contratti improvvisamente e stranamente modificati, per non parlare di quelli nuovi attivati senza alcuna comunicazione. Tutto questo in una situazione generale già di per sé difficile e caotica a causa dei rincari. Per questo rivolgiamo un plauso all’Antitrust per gli interventi e le verifiche. Continueremo a sostenere il lavoro dell’Autorità per tutelare i consumatori”. Codici si rinnova, quindi, l’invito ai consumatori a segnalare eventuali irregolarità o situazioni sospette legate al contratto con il proprio fornitore di energia o alla bolletta. Numerosi i casi raccolti e su cui sono al lavoro gli Sportelli dell’associazione, come quello della Lombardia. “Siamo ovviamente soddisfatti dei provvedimenti adottati dall’Autorità – afferma Davide Zanon, Segretario di Codici Lombardia – e confidiamo che le compagnie adempiano a quanto stabilito, considerando il periodo di crisi energetica e le difficoltà che stanno attraversando tanti consumatori e molte imprese. Stiamo monitorando da vicino alcuni casi. L’invito è quello di agire per tempo sporgendo reclamo alla società. Nel caso in cui il reclamo dovesse essere rifiutato, siamo pronti a fornire assistenza ai consumatori, avviando la conciliazione. È uno strumento in forte crescita, come si evince dagli ultimi dati raccolti da Arera”. L’associazione Codici ha attivato un servizio speciale di assistenza ai consumatori per fornire chiarimenti e supporto in caso di problemi con il contratto o con la bolletta. È possibile fare una segnalazione telefonando al numero 06.55.71.996

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Energia, Aidda: 4 proposte per aiutare le aziende a diventare indipendenti

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2022

“Le grandi aziende in qualche modo hanno la capacità di trovare soluzioni, ma il mondo delle piccole imprese si sta spegnendo lentamente. C’è, è un tema di urgenza immediata, in azienda come in casa”.A dirlo è Antonella Giachetti, presidente di Aidda, che nei giorni scorsi ha promosso a Roma un incontro dal titolo “Abbassare i costi energetici in attesa di una soluzione politica”.Michele Russo, partner della società di consulenza Epta Prime, ha condiviso le preoccupazioni e le istanze delle donne di Aidda provando a tracciare insieme la strada per superare la crisi, fra la necessità di un efficientamento dei consumi energetici anche attraverso interventi sui comportamenti delle persone e delle organizzazioni e la prospettiva di un’accelerazione nella produzione di energia da fonti rinnovabili per rendersi più indipendenti.”Sul fronte della limitazione dei consumi – continua Giachetti – una cosa da fare subito è incentivare comportamenti virtuosi attraverso ad esempio interventi dello Stato a fondo perduto tesi ad azzerare l’incremento del prezzo della bolletta fino ad un consumo pari all’80% di quello dell’anno precedente (modello che sta adottando la Germania). Ma anche stabilizzare ed allungare le agevolazioni per l’efficientamento degli edifici aggiornando gli stessi alle numerose innovazioni tecniche che la scienza e la tecnologia stanno producendo, ad esempio sdoganare la agevolabilità degli isolanti termici in forma di vernici speciali da applicare sulle pareti”.

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Doveroso riconoscere risparmi energia a dipendenti ma vogliamo certezza su erogazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2022

“Abbiamo chiesto in queste settimane con le nostre proposte la necessità di riconoscere aiuti alle lavoratrici e ai lavoratori per il caro energia, a maggior ragione a chi in smart working ha maggiori costi privati a fronte di risparmi generati dalle amministrazioni. Ma vogliamo discutere le modalità di erogazione”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil in merito a quanto previsto dalla circolare del dipartimento della Funzione pubblica la quale invita le amministrazioni a inserire il risparmio energetico tra gli obiettivi della sezione ‘valore pubblico, performance, anticorruzione’ del Piao, il Piano integrato di attività e organizzazione. Come Fp Cgil, aggiunge, “condividiamo la possibilità di redistribuire alle lavoratrici e ai lavoratori i risparmi energetici prodotti dalle amministrazioni pubbliche ma la modalità con la quale verranno erogati non ci convince. Serve una convocazione urgente delle organizzazioni sindacali per garantire che tali risparmi siano distribuiti in maniera certa, efficace e celere, a beneficio totale delle lavoratrici e dei lavoratori”.In queste settimane, osserva la Fp Cgil, “ci siamo mobilitati per rivendicare con forza misure che sostengano le lavoratrici e i lavoratori colpiti dall’impennata inflazionistica ed è urgente dare risposte immediate all’aggravio economico. Per queste ragioni sosteniamo la scelta di redistribuire i risparmi energetici delle amministrazioni ai dipendenti pubblici, come previsto dai contratti, ma perché ciò avvenga velocemente c’è bisogno di individuare una modalità non farraginosa e a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori, possibile solo attraverso il confronto: serve subito una convocazione”, conclude la Fp Cgil. By Giorgio Saccoia

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Aumento prezzi dell’energia: l’UE aiuti i più vulnerabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2022

Bruxelles. In una risoluzione adottata mercoledì, i deputati europei affermano che la guerra di aggressione russa nei confronti dell’Ucraina e l’uso dell’approvvigionamento di energia fossile come arma abbiano drammaticamente aggravato l’attuale instabilità del mercato dell’energia e hanno portato a un aumento dei prezzi dell’energia e a una crisi del costo della vita. Inoltre, avvertono i Paesi UE che i consumatori che non possono permettersi l’aumento delle bollette non dovrebbero vedersi tagliare l’erogazione dell’energia e sottolineano la necessità di evitare sfratti per le famiglie vulnerabili che non sono in grado di pagare le bollette e i costi dell’affitto. I consumatori dovrebbero essere maggiormente tutelati contro la sospensione o la revoca dei contratti a tariffa fissa da parte dei fornitori e contro i pre-pagamenti esorbitanti per il gas e l’elettricità. Secondo i deputati, tempi eccezionali richiedono misure di emergenza eccezionali. In questo senso, l’UE deve agire in modo unito come non mai e tutte le misure adottate a livello UE devono essere pienamente compatibili con gli obiettivi climatici dell’Unione a lungo termine. È necessaria una solidarietà senza precedenti tra gli Stati membri e una risposta comune, invece di azioni unilaterali e divisive.

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Il caro energia è diventato insostenibile per gli agricoltori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 ottobre 2022

E mette a rischio la stessa sicurezza alimentare del Paese – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Su questo tema si sono spese troppe parole, ma finora si è agito poco. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: gli aumenti dei costi per i coltivatori superano in alcuni casi il 500%. A questi incrementi va aggiunto quello del gasolio e dei prodotti fitosanitari, saliti di oltre il 250%.Considerate le sue proporzioni Il problema non riguarda soltanto l’agricoltura, in quanto ha ormai assunto rilevanza strategica nazionale ed esige un intervento all’altezza – continua Tiso. Vanno valutate per questo tutte le proposte in campo, compresa quella di introdurre un price cap per contenere gli aumenti, come proposto dal ministro Cingolani.Più a lungo resterà inascoltato il grido d’allarme degli agricoltori, più difficile sarà porre rimedio alla crisi in corso. Bisogna agire prima che le aziende agricole siano costrette a chiudere o a sospendere le loro attività, con l’obiettivo di mantenere attiva la filiera agroalimentare ed evitare l’abbandono dei terreni o la perdita dei raccolti. Le risorse investite ora per costruire una rete di sicurezza per gli agricoltori produrranno effetti benefici nel medio e lungo termine, e consentiranno al nostro Paese di attraversare la tempesta riducendo al minimo i danni.

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Energia: Mura (Pd), nuovo Governo si occupi subito di Isole

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

“Con l’Energy Release il governo Draghi interviene in modo significativo ma non ancora soddisfacente per la Sardegna. Sarebbe andata diversamente, se il suo lavoro non fosse stato interrotto a freddo da Lega e 5 Stelle. Bisogna ricordarlo perché ora gli stessi membri che hanno abbattuto il Governo fanno campagna elettorale da posizioni ministeriali. Mi chiedo dove risieda la coerenza. Il nuovo Governo dovrà occuparsi subito dei gravi problemi aperti e il Pd sarà ancora a fianco dei lavoratori”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), dopo che il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ha annunciato di aver firmato il decreto attuativo sull’Energy Release.“Purtroppo le imprese energivore della Sardegna come anche i trasporti, – aggiunge la deputata dem – a partire dalla continuità marittima e aerea, restano in condizioni precarie per le specifiche penalizzazioni dell’insularità. Chiederemo altri interventi straordinari ma soprattutto una strategia per il gas di transizione e per le rinnovabili sostenibili”.

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Stato dell’Unione: Ucraina, energia, economia, cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

Bruxelles. Parlamento europeo. In apertura di dibattito, la Presidente del PE Roberta Metsola ha dichiarato: “In questa giornata importante, è un onore speciale avere con noi Olena Zelenska. Ci troviamo davanti a uno scenario allarmante: l’invasione illegale e ingiustificata dell’Ucraina, l’inflazione elevata, gli aumenti dei prezzi di energia ed elettricità, la catastrofe climatica, una maggiore insicurezza alimentare e l’aumento del costo della vita. Oggi, il nostro messaggio deve essere: ‘l’Europa risponderà’”. In merito alla guerra contro l’Ucraina, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha affermato che “Putin fallirà e l’Europa prevarrà”. Le sanzioni contro la Russia “sono qui per restare”. Ha poi annunciato l’inclusione dell’Ucraina nel roaming gratuito e nel mercato unico UE, oltre a 100 milioni di euro per ripristinare le scuole ucraine danneggiate.Per quanto riguarda l’impennata dei prezzi dell’energia, la Commissione proporrà ai Paesi UE delle misure per ridurre il consumo di elettricità e un tetto alle entrate delle aziende che producono elettricità a basso costo, per ottenere più di 140 miliardi di euro e alleviare il contraccolpo per i cittadini. Ha inoltre annunciato una riforma del mercato dell’elettricità. Von der Leyen ha poi chiarito che la colpa dell’attuale crisi energetica e dell’aumento dei prezzi ricade “esclusivamente su Putin”.Per quanto riguarda la Conferenza sul futuro dell’Europa, la Presidente von der Leyen ha dichiarato che i panel dei cittadini diventeranno un appuntamento fisso e che è arrivato il momento per una Convenzione europea.Tra gli altri temi toccati figurano la lotta alle interferenze straniere per proteggere le nostre democrazie, una più stretta cooperazione con alcuni paesi come Cile, Messico, Nuova Zelanda, Australia e India, e delle proposte su un Fondo europeo per la sovranità, una legge europea sulle materie prime critiche, una Banca europea dell’idrogeno e un pacchetto di aiuti alle PMI.

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Crisi energia, le misure per contenere costi e consumi

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2022

L’obiettivo, nel medio termine, è di contenere i consumi di gas a livello Paese e alcune delle misure con cui attuarlo sono riportate in un Piano nazionale che confluirà in un Decreto ministeriale entro la fine di settembre. Misure, queste, che ricadono sulle attività residenziali e commerciali ma che avranno, al contempo, l’effetto di contenere i costi delle bollette. Anche perché le preoccupazioni per imprese e lavoratori non mancano. Crisi energetica, il Piano per ridurre i consumi di gas tocca le farmacie. È stato pubblicato dal ministero per la Transizione ecologica il Piano nazionale di contenimento dei consumi nazionali di gas che dovrà essere recepito in un decreto ministeriale operativo entro fine settembre, così da “ridurre i rischi connessi a una potenziale interruzione totale dei flussi dalla Russia durante il prossimo inverno nonché rispondere alle richieste europee in termini di riduzione dei consumi per il periodo 2022-2023”.Unica eccezione indicata dal documento sono le utenze sensibili tra cui ospedali, case di ricovero, e così via, per quanto riguarda le parti adibite all’ospitalità di pazienti e anziani. SaraÌ possibile comunque attuare, oltre a controlli a campione su edifici pubblici, grandi locali commerciali, punti a maggiore consumo, una responsabilizzazione dei conduttori degli impianti di riscaldamento centralizzato, monitorando a livello di reti di distribuzione gas cittadine la risposta degli utenti. (fonte: farmacista33)

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Energia: Coop, entro Natale 1/3 italiani non coprirà spese

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2022

Rapporto Coop 2022, il 57% degli italiani è in difficoltà a pagare l’affitto, un italiano su 3 entro Natale potrebbe non coprire più le spese delle utenze. “Dati drammatici, da Terzo Mondo. La priorità del Governo Draghi e anche del prossimo deve essere quella non solo di bloccare gli imminenti aumenti di luce e gas, ma di ridurre le bollette, essendo già insostenibili al livello attuale sia per le famiglie che per le imprese. Ricordiamo, infatti, che anche se a ottobre i prezzi restassero quelli attuali, la luce sarebbe più cara rispetto al quarto trimestre 2021 del 39,8%, il gas del 27,6%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo speriamo che oggi il Governo azzeri tutte le imposte che ancora ci sono sull’energia: Iva, oggi al 5% per il gas e al 10% per la luce, addizionali regionali, accise. Va subito rinviata la scadenza del mercato tutelato del gas prevista per il 1° gennaio 2023, allineandola, come chiede Arera, a quella della luce, programmata invece per il 10 gennaio 2024. Sarebbe una pazzia non farlo! Vanno adeguati gli stipendi e le pensioni al vero aumento del costo della vita. Se non si fanno queste cose le famiglie e le imprese andranno in default” conclude Dona.

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