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Posts Tagged ‘energia’

Energia: Mura (Pd), nuovo Governo si occupi subito di Isole

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 settembre 2022

“Con l’Energy Release il governo Draghi interviene in modo significativo ma non ancora soddisfacente per la Sardegna. Sarebbe andata diversamente, se il suo lavoro non fosse stato interrotto a freddo da Lega e 5 Stelle. Bisogna ricordarlo perché ora gli stessi membri che hanno abbattuto il Governo fanno campagna elettorale da posizioni ministeriali. Mi chiedo dove risieda la coerenza. Il nuovo Governo dovrà occuparsi subito dei gravi problemi aperti e il Pd sarà ancora a fianco dei lavoratori”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), dopo che il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ha annunciato di aver firmato il decreto attuativo sull’Energy Release.“Purtroppo le imprese energivore della Sardegna come anche i trasporti, – aggiunge la deputata dem – a partire dalla continuità marittima e aerea, restano in condizioni precarie per le specifiche penalizzazioni dell’insularità. Chiederemo altri interventi straordinari ma soprattutto una strategia per il gas di transizione e per le rinnovabili sostenibili”.

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Stato dell’Unione: Ucraina, energia, economia, cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

Bruxelles. Parlamento europeo. In apertura di dibattito, la Presidente del PE Roberta Metsola ha dichiarato: “In questa giornata importante, è un onore speciale avere con noi Olena Zelenska. Ci troviamo davanti a uno scenario allarmante: l’invasione illegale e ingiustificata dell’Ucraina, l’inflazione elevata, gli aumenti dei prezzi di energia ed elettricità, la catastrofe climatica, una maggiore insicurezza alimentare e l’aumento del costo della vita. Oggi, il nostro messaggio deve essere: ‘l’Europa risponderà’”. In merito alla guerra contro l’Ucraina, la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha affermato che “Putin fallirà e l’Europa prevarrà”. Le sanzioni contro la Russia “sono qui per restare”. Ha poi annunciato l’inclusione dell’Ucraina nel roaming gratuito e nel mercato unico UE, oltre a 100 milioni di euro per ripristinare le scuole ucraine danneggiate.Per quanto riguarda l’impennata dei prezzi dell’energia, la Commissione proporrà ai Paesi UE delle misure per ridurre il consumo di elettricità e un tetto alle entrate delle aziende che producono elettricità a basso costo, per ottenere più di 140 miliardi di euro e alleviare il contraccolpo per i cittadini. Ha inoltre annunciato una riforma del mercato dell’elettricità. Von der Leyen ha poi chiarito che la colpa dell’attuale crisi energetica e dell’aumento dei prezzi ricade “esclusivamente su Putin”.Per quanto riguarda la Conferenza sul futuro dell’Europa, la Presidente von der Leyen ha dichiarato che i panel dei cittadini diventeranno un appuntamento fisso e che è arrivato il momento per una Convenzione europea.Tra gli altri temi toccati figurano la lotta alle interferenze straniere per proteggere le nostre democrazie, una più stretta cooperazione con alcuni paesi come Cile, Messico, Nuova Zelanda, Australia e India, e delle proposte su un Fondo europeo per la sovranità, una legge europea sulle materie prime critiche, una Banca europea dell’idrogeno e un pacchetto di aiuti alle PMI.

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Crisi energia, le misure per contenere costi e consumi

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2022

L’obiettivo, nel medio termine, è di contenere i consumi di gas a livello Paese e alcune delle misure con cui attuarlo sono riportate in un Piano nazionale che confluirà in un Decreto ministeriale entro la fine di settembre. Misure, queste, che ricadono sulle attività residenziali e commerciali ma che avranno, al contempo, l’effetto di contenere i costi delle bollette. Anche perché le preoccupazioni per imprese e lavoratori non mancano. Crisi energetica, il Piano per ridurre i consumi di gas tocca le farmacie. È stato pubblicato dal ministero per la Transizione ecologica il Piano nazionale di contenimento dei consumi nazionali di gas che dovrà essere recepito in un decreto ministeriale operativo entro fine settembre, così da “ridurre i rischi connessi a una potenziale interruzione totale dei flussi dalla Russia durante il prossimo inverno nonché rispondere alle richieste europee in termini di riduzione dei consumi per il periodo 2022-2023”.Unica eccezione indicata dal documento sono le utenze sensibili tra cui ospedali, case di ricovero, e così via, per quanto riguarda le parti adibite all’ospitalità di pazienti e anziani. SaraÌ possibile comunque attuare, oltre a controlli a campione su edifici pubblici, grandi locali commerciali, punti a maggiore consumo, una responsabilizzazione dei conduttori degli impianti di riscaldamento centralizzato, monitorando a livello di reti di distribuzione gas cittadine la risposta degli utenti. (fonte: farmacista33)

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Energia: Coop, entro Natale 1/3 italiani non coprirà spese

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2022

Rapporto Coop 2022, il 57% degli italiani è in difficoltà a pagare l’affitto, un italiano su 3 entro Natale potrebbe non coprire più le spese delle utenze. “Dati drammatici, da Terzo Mondo. La priorità del Governo Draghi e anche del prossimo deve essere quella non solo di bloccare gli imminenti aumenti di luce e gas, ma di ridurre le bollette, essendo già insostenibili al livello attuale sia per le famiglie che per le imprese. Ricordiamo, infatti, che anche se a ottobre i prezzi restassero quelli attuali, la luce sarebbe più cara rispetto al quarto trimestre 2021 del 39,8%, il gas del 27,6%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo speriamo che oggi il Governo azzeri tutte le imposte che ancora ci sono sull’energia: Iva, oggi al 5% per il gas e al 10% per la luce, addizionali regionali, accise. Va subito rinviata la scadenza del mercato tutelato del gas prevista per il 1° gennaio 2023, allineandola, come chiede Arera, a quella della luce, programmata invece per il 10 gennaio 2024. Sarebbe una pazzia non farlo! Vanno adeguati gli stipendi e le pensioni al vero aumento del costo della vita. Se non si fanno queste cose le famiglie e le imprese andranno in default” conclude Dona.

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Abbattere i consumi d’energia grazie al biologico

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2022

La crisi energetica in corso richiede un ripensamento del sistema di produzione agricolo per renderlo più efficiente e sostenibile – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Mentre cresce la preoccupazione per la sopravvivenza delle aziende, costrette a farsi carico di costi sempre maggiori, puntare sul biologico significa ottenere più indipendenza energetica e ottimizzare le risorse disponibili nel rispetto dell’ambiente.L’agricoltura biologica permette di abbattere di un terzo i consumi rispetto a quella convenzionale – continua Tiso. Un risultato ottenibile grazie a tecniche di coltivazione meno intensive, alle filiere corte e al chilometro zero. Un altro fattore che gioca a favore della sostenibilità è il riciclo degli scarti di produzione come foglie, gusci e paglia, che vengono trasformati in nuovo combustibile.Nel piano per contrastare l’aumento dei prezzi di gas ed elettricità non può quindi mancare un forte investimento sulla riconversione agroecologica del primo settore. Muoversi in questa direzione può fare la differenza in termini di indipendenza energetica e inaugurare un’era di vera sostenibilità. La crisi politica ed economica ci ha portati di fronte a un bivio, costringendoci a prendere decisioni determinanti per il nostro futuro in tempi molto brevi. È il momento di mostrare coraggio e di imprimere la svolta troppo a lungo rimandata.

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Energia: Nuovi provvedimenti ma senza scostamento

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

Roma – “Possiamo parlare di aiuti, ma la verità è che se non si struttura con grande forza, come stiamo facendo la soluzione nel lungo termine, noi non possiamo pensare di passare la fine del 2022 e tutto il 2023 a erogare risorse. Cioè bisogna trovare soluzioni definitive e queste vengono solo da dalle battaglie più grandi. Abbiamo misure che valgono fino a fine settembre, ma gli aumenti ci obbligano a ragionare non solo di prolungarle, ma anche di alzarli”. Lo ha detto, intervenendo a Radio 24 Mattino, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.“La strada che si è intrapresa – prosegue – sulle grandi aziende energivore, quindi sul sostegno più pesante, sui grandi energivori, sia corretta. Io ho sempre parlato di aziende madri di produzione, queste vanno molto più incentivate ed aiutate, perché tutelano la filiera e impediscono anche il verificarsi di disoccupazione, perdita di posti di lavoro. Quindi stiamo lavorando a diverse cose. Abbiamo la fortuna, mi permetto di dire, di aver impostato tutto un 2022 sulla crescita, tanto che abbiamo raggiunto il record europeo anche qui, quindi le risorse allo Stato entrano. Penso che nel giro di un paio di settimane si riesca a intervenire ancora con degli aiuti”.“Non dobbiamo dimenticare -aggiunge – che quando qualcuno sbeffeggia l’agenda Draghi o il metodo Draghi non si rende conto che sta puntando il dito su un sistema che ha fatto crescere l’Italia e continua a farla crescere. Quando riesci a mettere in moto la crescita riesci ad avere quelle risorse che ci hanno permesso in questi mesi di fare decreti di aiuti senza fare scostamenti di bilancio che sappiamo quanto problema porterebbero anche sui mercati. Questo ce lo dobbiamo dire”.“Le maggiori entrate ci saranno – conclude – si tratta di verificare quanto e quando le possiamo esplicitare. In questi giorni, soprattutto, si è parlato di extraprofitti di tutto il problema di tasse, eccetera. Nel ricordare che la scadenza ultima per il pagamento degli extra profitti per me e per le aziende che hanno questa incombenza e ottobre si sta ragionando comunque di misure, se necessarie, per fare ulteriori risorse. Però non ci dimentichiamo che i fronti sono sempre due. Sicuramente non parliamo di scostamento di bilancio. Lo voglio dire chiaramente metterebbe a rischio ancora di più il Paese e non noi. Crediamo che così si debba fare con queste due strade. Quindi maggiori entrate grazie al fatto che si è pianificato un anno di crescita e maggiori entrate, se sarà necessario, con altri strumenti”.

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Bollette energia

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

Istituzioni, campagna elettorale e commercianti contro consumatori Allo stallo di governo nazionale e istituzioni Ue, corrisponde una campagna elettorale di progetti “astratti” o di pappagalli di Draghi, nonché la solita guerra dei commercianti contro i consumatori. Continuiamo ad essere stupiti. A parte alcune necessarie “toppe” d’emergenza come: – il rigassificatore di Piombino e non solo, per garantire l’uso delle forniture che l’Italia è riuscita a racimolare in alternativa al gas di Putin, – l’auspicio che il governo ancora in carica faccia un decreto legge per accelerare l’estrazione del gas in Italia nel rispetto delle compatibilità ambientali; sburocratizzi le procedure previste per gli impianti delle rinnovabili, e incentivi risparmio energetico, i comportamenti virtuosi dei consumatori e produzione e utilizzo delle rinnovabili ad uso domestico e rurale, senza fare da predatore degli utili dei privati per il surplus prodotto. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Energia: Ue ora apre a price cap ma oggi è già troppo tardi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2022

“Oggi non c’è un problema di quantità, anche grazie all’ottimo lavoro fatto dal ministro Cingolani sugli stoccaggi. Il problema vero è il prezzo e mi dispiace che la commissione, e l’Europa non nel suo complesso, non abbia dato le risposte che da tempo chiedevamo come Paese e come forza politica. Oggi è necessario intervenire anche a livello europeo ma non possiamo non farlo a livello nazionale, però ci accorgiamo troppo tardi del problema che c’è. La crisi energetica oggi comincia a dare i suoi effetti negativi anche in Paesi come la Germania che quindi diventano disponibili a ragionare sul price cap al gas ma bisognava accorgersene molto prima perché oggi è già troppo tardi”. Lo dice Stefano Patuanelli, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, ospite di 24 Mattino su Radio 24.

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Octopus Energy modernizza 1.000 turbine per l’energia eolica in UK

Posted by fidest press agency su sabato, 3 settembre 2022

All’inizio di agosto, Octopus Energy Generation – uno dei maggiori investitori in energie rinnovabili a livello europeo – ha siglato una partnership con il produttore di turbine EWT, per realizzare l’ambizioso piano di ammodernare fino a 1.000 impianti onshore per la produzione di energia eolica nel Regno Unito, così da migliorare l’approvvigionamento energetico.Il piano di Octopus e ETW, che inizierà il prossimo autunno e si dovrebbe concludere nel 2030, prevede un upgrade per le turbine che le renderà più tecnologiche e potenti, portando la loro capacità produttiva in un range compreso tra 250 kW e 1 MW. Inoltre, in questa partnership sarà testata una serie di possibili soluzioni per far sì che un impianto onshore sia in grado di produrre più energia. Per fare alcuni esempi, si proverà ad installare delle pale più larghe, fino a sostituire singole turbine o interi parchi eolici. Sebbene, questa operazione interesserà solamente il Regno Unito, Octopus Energy sta cercando di avviare progetti simili anche in altri paesi europei.ETW è un vero e proprio precursore nel campo dell’energia prodotta dal vento e negli ultimi 15 anni ha fornito energia a comunità locali europee e statunitensi. Octopus ha già avuto modo di collaborarci per l’installazione di due turbine “Fan Club”, rispettivamente a Caerphilly, in Galles, e a Market Weighton, nello Yorkshire. Oggi, questa partnership viene ulteriormente ampliata, tanto che si esplorerà anche la possibilità di applicare il modello Fan Clud ad alcune delle istallazioni inserite nel progetto, ovvero di fare in modo che l’energia che queste producono abbia un costo più basso quando il vento soffia con maggiore forza.Octopus Energy Generation ad oggi gestisce impianti in Europa per una capacità produttiva di 3 GW di energia rinnovabile. Lo scopo è di attivare progetti come quello avviato con ETW al fine di portare la quota a 18 GW entro il 2027.

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Energia: Serracchiani, norme per coop elettriche Arco alpino

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2022

“Nei prossimi interventi legislativi sarà necessario salvaguardare le cooperative elettriche storiche dell’Arco alpino. Nell’applicazione della norma che colpisce gli extra profitti si dovrà tener conto del fatto che le cooperative hanno scopo e modalità di funzione diversa dalle società, e agire in coerenza con quanto stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale sull’articolo 177 del codice degli appalti”. Lo ha affermato la capogruppo Pd Debora Serracchiani ieri a Paluzza (Udine) nel corso di un incontro con il presidente della Società elettrica cooperativa dell’Alto But (Secab) Ennio Pittino e il vicepresidente Tiziano Di Ronco.La parlamentare, che si è confrontata anche con il sindaco di Paluzza Massimo Mentil, ha rilevato che ”a fronte dell’emergenza energia e dei crescenti costi delle bollette, Secab è riuscita a contenere gli aumenti più di altri soggetti produttori e distributori di energia, risentendo comunque della dilatazione dei costi e della particolare situazione di siccità”. “Secab produce energia sfruttando l’acqua dei fiumi che nel 2022 sono stati in grave sofferenza e questo – ha aggiunto Serracchiani – ha costretto per un certo periodo alla chiusura delle centraline e all’acquisto dell’energia sul mercato”. Secab, prima azienda friulana per la produzione e distribuzione di energia idroelettrica sorta in forma di cooperativa, ha 2500 soci, 5000 utenze e serve 5 Comuni per 170 km quadrati.

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Energia: Non solo rincari ma anche i comportamenti scorretti dei rivenditori

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2022

Nel Paese e soprattutto nelle tribune elettorali il tema dell’energia è al centro del dibattito. Tra differenziazione degli approvvigionamenti, tetti al prezzo e agli aumenti, disgiunzione del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, le proposte oggetto di campagna elettorale sono molte, più o meno condivisibili.In particolare, l’ipotesi di scollegare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas fa parte, da tempo, delle proposte che abbiamo avanzato al Governo e della piattaforma unitaria delle Associazioni dei consumatori. Questa propone l’adozione della media ponderata dei costi di approvvigionamento delle diverse fonti per la determinazione del prezzo medio nazionale sul mercato tutelato dell’energia, il quale va ulteriormente prorogato rispetto alle prossime scadenze. Ben venga, anche, l’applicazione di un tetto agli aumenti dei prezzi dell’energia, che stanno diventando proibitivi per le famiglie e per le imprese, e il rafforzamento delle misure di sostegno ai soggetti deboli, insieme all’ estensione della platea dei beneficiari.In quest’ottica auspichiamo un intervento rapido da parte del Governo: ci troviamo in una fase in cui, piuttosto che fare a gara per rivendicare la paternità delle diverse proposte, è opportuno agire per il bene del Paese, attraverso misure che non si limitino più ad avere carattere emergenziale ma che siano strutturali, in grado di fronteggiare una crisi che non si prevede di breve periodo.Oltre a ciò, è indispensabile che l’ARERA e AGCM intervengano per regolare un mercato interno ancora troppo caratterizzato da scorrettezze e comportamenti illegittimi dei venditori di energia, che si stanno approfittando della situazione di difficoltà ed incertezza delle famiglie: a questo risponde l’adozione di un vero e proprio albo dei fornitori, che sappia accreditare i soggetti in possesso di validi requisiti tecnici, finanziari, industriali e commerciali e inibire l’attività di chi, invece, non li possiede.L’art. 3 del Decreto Aiuti bis prevede, infatti, che fino alla prossima primavera le aziende fornitrici di gas e luce non potranno aumentare i costi delle nostre bollette, nemmeno utilizzando la scappatoia del diritto di recesso.Nonostante ciò, alcune società, ignorando il divieto imposto, stanno continuando a proporre modifiche contrattuali in modo del tutto arbitrario ed illegittimo: sono numerosi i consumatori che ci stando segnalando i tentativi di contatto, sia telefonico che online, da parte di alcune aziende fornitrici. Ma vi è di più: a coloro che hanno un contratto in scadenza entro settembre 2022, le modifiche unilaterali vengono “camuffate” come proposta di rinnovo dell’offerta in scadenza, di fatto mettendo in atto un goffo tentativo di eludere la normativa in vigore.Monitoreremo attentamente questi fenomeni e siamo pronti a raccogliere tutte le segnalazioni che gli utenti ci invieranno, al fine di intraprendere ogni azione necessaria a tutelare i diritti degli utenti.Invitiamo tutti i cittadini a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale, per ricevere informazioni e/o assistenza in merito.

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Energia: su eolico off-shore a Civitavecchia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2022

Legambiente “Finalmente una bella notizia. Liberare le rinnovabili dai cavilli burocratici è scelta ambientalista e pacifista” Dopo l’articolo di Green&Blue di Repubblica, le proteste di Legambiente e di una parte del mondo ambientalista contro la decisione della sovrintendenza nazionale, che obbligava a verificare l’impatto paesaggistico delle pale nei confronti dei turisti imbarcati sulle navi da crociera, secondo quanto riportato su Repubblica, il ministro della Cultura Franceschini sarebbe intervenuto sulla Soprintendenza stessa determinando il cambio di rotta: l’obbligo a valutare l’impatto dell’impianto per i passeggeri, è diventato ora “indicazione” generica e non vincolante. “Il cambio di rotta del ministero che permette all’impianto eolico off-shore a Civitavecchia di proseguire il suo iter senza paradossali prescrizioni è davvero una bella notizia – commentano Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, e Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio -. Liberare le rinnovabili dai cavilli burocratici è oggi tanto ambientalista quanto strumento di pace. Al contrario, sottoporre i progetti per nuovi aerogeneratori, lontani oltre 30 chilometri dalla costa, a improbabili valutazioni paesaggistiche per eventuali impatti visivi e disturbi dell’orizzonte per quei turisti che passeggiano sui ponti delle mega navi da crociera, come era da primo parere della Sovrintendenza, sarebbe stata una scelta incomprensibile che, oltre a mettere in seria difficoltà le proposte di energia pulita che continuiamo a sostenere, avrebbe dato forza a quanti spingono per il ritorno a gas e carbone, alla faccia del contrasto alle emissioni climalteranti, dell’adattamento ai mutamenti climatici e all’impianto stesso della nostra transizione ecologica. L’eolico off-shore di Civitavecchia è sostenuto, appoggiato e voluto dall’intera comunità territoriale, dalle istituzioni e da tutti gli stakeholder che sul mare vivono o lavorano, perché si è coscienti più che altrove, in questo luogo martoriato ambientalmente dalle grandi centrali energetiche, dei danni irreparabili che possono essere scatenati dalla produzione da fonti fossili: qui, dove la ciminiera della centrale a carbone di Torrevaldaliga nord, con oltre 8 milioni di tonnellate all’anno di anidride carbonica sprigionate in aria, continua ad essere il luogo più inquinante d’Italia. Ed è da Civitavecchia che può e deve partire una inarrestabile avanzata delle energie rinnovabili; togliere ogni resistenza culturale e burocratica è oggi quanto mai auspicabile e fondamentale”.

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Bollette energia. Il peggio avanza

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2022

A diverse piccole e medie aziende e commercianti, stanno arrivando bollette energetiche pesantissime (anche il triplo/quadruplo in più). E’ il “trend” di questo momento. Ma quello che fa più preoccupare è che lo Stato ha intenzione di mettere i bastoni fra le ruote ai più virtuosi fra loro, che negli anni passati hanno prodotto da soli la propria energia e quella in surplus l’hanno venduta allo Stato.Il decreto Sostegni ter ha previsto per alcune aziende, che producono oltre i 20 Kwh, che restituiscano la differenza di quanto incassato a suo tempo rispetto ad un prezzo medio energetico calcolato sugli ultimi dieci anni.Sebbene il fine dello Stato sia nobile (incassare un miliardo e mezzo di euro per gli incentivi ai consumatori più deboli), c’è qualcosa che non torna: – sono aziende che non hanno particolare rapporto con lo Stato: non hanno usufruito di incentivi statali per la produzione; il loro prodotto non c’entra con le problematiche di approvvigionamento del mercato energetico attuale (Russia, etc), ma è frutto di iniziativa privata in aggiunta a quella pubblica; – anche volendo considerare la sovrattassa una tantum che le aziende devono versare per i guadagni extra che hanno avuto per il maggior costo dei prodotti sul mercato all’ingrosso… quanto da loro prodotto e venduto allo Stato non c’entra con gli approvvigionamenti del mercato energetico da cui la maggior parte delle aziende attingono per la rivendita.

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La bolletta dell’energia elettrica, a carico dei Consorzi di bonifica

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2022

Sta assumendo dimensioni insostenibili: in media, il sistema consuma annualmente 600.000 MegaWattora, ognuno dei quali sul mercato libero, nel 2021, costava € 125,46, oggi invece è salito a € 441,65! A ciò si aggiunge un incremento del 30% nei costi e nei consumi per il 2022, dovuto alla necessità di contrastare siccità ed alte temperature nelle campagne; il che significa una previsione di spesa complessiva pari a € 344.487.000, cioè circa 269.211.000 euro in più rispetto all’anno scorso!Così, all’indomani del decreto “Aiuti bis”, ANBI torna a proporre la paradossale vicenda del cosiddetto “scambio elettrico sul posto”. “L’esempio che segue è quantomai esemplificativo, – precisa Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) –considerato l’interesse pubblico di entrambe le attività: far pagare, a prezzi di mercato, l’energia necessaria alla gestione idraulica per la salvaguardia dalle alluvioni e la distribuzione irrigua per produrre cibo, è come far pagare l’acqua ai vigili del fuoco per spegnere gli incendi.” “Non solo – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – I Consorzi di bonifica ed irrigazione sono produttori di energia rinnovabile, idroelettrica e fotovoltaica, ma ne possono utilizzare solo la minima parte necessaria all’esercizio dell’impianto in loco; il resto della produzione la devono cedere ad un ente gestore per poi riacquistarla ad un prezzo maggiorato. La nostra richiesta, già prevista in un emendamento al precedente Decreto Aiuti ma mai arrivato in Aula, è di poter utilizzare l’energia autoprodotta per la gestione di tutti gli impianti dell’ente consortile.” “A questo punto – aggiunge il Presidente di ANBI – è bene ricordare che i costi della gestione ordinaria dei Consorzi di bonifica sono suddivisi fra i consorziati, che sono proprietari di immobili e, nel caso dell’irrigazione, aziende agricole. E’ evidente che le amministrazioni consortili, che non hanno scopo di lucro e non possono chiudere i bilanci in rosso, riverseranno i maggiori oneri sull’ammontare dei contributi consortili con scontate conseguenze sui bilanci familiari e sul costo dei prodotti agricoli. Questo, nonostante ci sia la palese possibilità di abbassare sensibilmente i costi energetici!”

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Viessmann, 105 anni pieni di energia

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2022

Verona. Fondato nel 1917, il Gruppo Viessmann festeggia quest’anno i 105 di attività: un anniversario di soddisfazione per un Gruppo in crescita, che ha conseguito nel 2021 un fatturato complessivo di 3,4 miliardi di euro e che sta progressivamente ampliando la propria presenza a livello globale.Nella diretta streaming per tutti i dipendenti, sono stati ribaditi i risultati eccezionali conseguiti dal Gruppo, e da Viessmann Italia in particolare, nel corso degli ultimi due anni e mezzo, nonostante le grandi problematiche rappresentate dalla pandemia e dalle difficoltà globali negli approvvigionamenti. È stata l’occasione per ribadire la mission dell’azienda di creare gli spazi abitativi per le generazioni future, e accanto a questa, l’obiettivo, determinato dai recenti avvenimenti politici mondiali, di accelerare ulteriormente e con decisione il percorso della transizione energetica e dell’indipendenza dai combustibili fossili.Si inserisce in questa strategia la recente decisione del Gruppo di un investimento record di 1 miliardo di euro nei prossimi tre anni nel segmento delle pompe di calore e delle soluzioni sostenibili. Giovedì 14 luglio, il Board ha fatto tappa a Legnica, in Polonia, per la posa della prima pietra di un nuovo stabilimento di produzione di pompe di calore. Una volta completato nel 2023, lo stabilimento di 50.000 mq contribuirà in modo significativo al successo della transizione energetica, ma anche all’indipendenza dai combustibili fossili, in particolare dalle importazioni di gas russo.Per raggiungere questi obiettivi, fondamentale è il valore delle persone e del contributo che possono dare alla crescita del Gruppo con le loro personali competenze, attitudini e con il loro entusiasmo.In Italia Viessmann è attiva dal 1992 con un’organizzazione di vendita che serve tutto il territorio nazionale; nel 2021 ha sviluppato un fatturato di 300 mln di euro con circa 300 dipendenti.

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Antitrust: concludere liberalizzazione mercato energia

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2022

“Occorre concludere il processo di liberalizzazione dei mercati energetici entro i termini previsti, evitando ulteriori proroghe”. Così il presidente dell’Antitrust Roberto Rustichelli.”Giusto! Bisogna concludere il processo di liberalizzazione del mercato dell’energia. Il che non vuol dire, ovviamente, togliere il mercato tutelato in assenza di un’effettiva concorrenza tra gli operatori e in presenza di ripetute e sistematiche pratiche commerciali scorrette. Altrimenti la concorrenza sarebbe fatta ex post sulla pelle e soprattutto sulle tasche delle famiglie. Ricordiamo che chi è passato al libero finora ha finito mediamente per pagare di più. Il tutelato, insomma, va tolto solo dopo, alla fine, non prima. Deve essere l’ultimo passaggio che completa il processo di liberalizzazione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale consumatori. “Vanno, quindi, prima attuate le misure già previste e mai applicate: da un vero albo dei venditori che preveda seri requisiti finanziari a tutela dei creditori e del versamento degli oneri di sistema al potenziamento del Portale offerte per un confronto di tutte le offerte, dalla tutela dei vulnerabili alla corretta applicazione della disciplina dell’unbundling” conclude Dona.

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Unc: una calamità! Luce +514 euro, gas +394 euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2022

Secondo i dati provvisori di giugno resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione sale su base annua dal +6,8% di maggio all”8%. “Una calamità! Un disastro! I prezzi proseguono oramai indisturbati la loro corsa e le speculazioni non trovano più alcun ostacolo o freno. Bisogna tornare ai prezzi amministrati almeno per quei prodotti come il gasolio, che incidendo sui costi di distribuzione ha effetti moltiplicativi sulla merce trasportata, e come i beni energetici che oramai hanno contagiato tutti gli altri comparti merceologici” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Senza i rincari dei beni energetici l’inflazione oggi sarebbe pari al 4,2%. Anche se per il mercato tutelato Arera ha annunciato ieri che da luglio a settembre i prezzi di luce e gas restano stabili, non è una gran bella notizia per le famiglie che non ce la fanno più a pagare le bollette, visto che avere gli stessi prezzi di prima equivale a livelli da primato e a fatture da infarto. Secondo i dati Istat di oggi, l’energia elettrica, considerando sia il mercato tutelato che quello libero, sale rispetto a giugno 2021 dell’81,4%, il che equivale per una famiglia media ad un rialzo annuo pari a 514 euro. Per il gas l’incremento è del 63,2%, che corrisponde ad una stangata di 394 euro” prosegue Dona.”L’inflazione a +8% significa, per una coppia con due figli, una batosta complessiva, in termini di aumento del costo della vita, pari a 2667 euro su base annua, 1057 per Abitazione, acqua ed elettricità, 600 euro per i Trasporti, 700 per prodotti alimentari e bevande, 722 per il carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la mazzata totale è pari a 2476 euro, 995 per l’abitazione, 562 per i trasporti, 632 euro per cibo e bevande. In media per una famiglia il rialzo annuo è di 2087 euro, 960 per l’abitazione, 396 per i trasporti, 513 euro per mangiare e bere. Ma il record spetta alle famiglie numerose con più di 3 figli con una scoppola pari a 2988 euro, 836 solo per il cibo” conclude Dona.

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Il futuro dell’energia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

Il quadro geopolitico odierno e i suoi effetti sulla transizione energetica, lo sviluppo delle rinnovabili, gli investimenti e le nuove tecnologie del settore, come gli accumuli e l’idrogeno, sono alcuni degli elementi chiave nel futuro del mercato elettrico. Sono questi i temi al centro della presentazione dell’IREX Annual Report 2022 di Althesys: “Il settore elettrico e le rinnovabili, tra crisi energetica e scenari di decarbonizzazione”, sui quali si confronteranno alcuni dei principali operatori e stakeholder del settore. Key note speakers saranno Paolo Frankl, Head of the Renewable Energy Division dell’International Energy Agency e Massimiliano Atelli, Presidente della Commissione VIA PNRR-PNIEC.Alcuni punti chiave, in anteprima •Il 2021 è stato un anno di ripresa per il settore delle energie rinnovabili: in Italia valgono 10,6 GW e 8,2 miliardi di euro; solo il 30% dei progetti è però già autorizzato. Il fotovoltaico resta primo tra le tecnologie. •L’impennata dei prezzi elettrici ha reso sempre più competitivi eolico e fotovoltaico, malgrado gli aumenti dei costi delle materie prime. Nel 2021 il valore medio del LCOE per l’eolico onshore in Europa cresce (+13,4%) per la prima volta rispetto all’anno precedente. In aumento anche i ricavi (+23% sul 2020), il che rende più profittevoli gli investimenti. •Eolico offshore e agrivoltaico si stanno sviluppando anche in Italia, favorendo la crescita delle installazioni più sostenibili e convenienti. •Lo sviluppo delle rinnovabili richiederà crescenti investimenti nelle infrastrutture di rete e negli accumuli per mantenere l’adeguatezza e sicurezza del sistema elettrico italiano. •In tutta Europa crescono le iniziative e gli investimenti nell’idrogeno verde, che tuttavia costituisce ancora una scommessa sul futuro la cui sostenibilità economica non pare ancora scontata nonostante il mutato scenario energetico.

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Energia/Russia. Perché fidarsi solo dell’Europa, ed è tutto dire…

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Dopo tante dichiarazioni di “isolamento” e “boicottaggio” del gas e del petrolio russo qualcuno in Commissione europea deciderà qualcosa? Impossibile rispondere, soprattutto perché la Commissione non rappresenta e agisce in nome di noi europei, ma in nome e per conto di Stati nazionali che rispondono a chi li ha eletti per una politica nazionale. Pur con le dovute differenze con altri Paesi, il caso Ungheria sul petrolio è sintomatico: contraria a vari provvedimenti contro la Russia, ha lasciato uno spiraglio di sua disponibilità in cambio di 700-750 milioni di euro, oltre a una proroga più lunga per l’entrata in vigore del divieto di importazione di greggio. Questa è lo scenario politico ed economico con cui ha a che fare la Commissione per indicarci e darci le alternative all’energia russa. Ma non ci sono molte alternative. Vedremo come procederanno a Bruxelles. La Commissione – intanto e da tempo – per l’immediatezza ha detto ad ogni Paese di fare molto da sé. L’Ungheria dice che lo fa se gli danno tot milioni…. e se andiamo a guardare al di qua delle Alpi? Alla faccia del “Green Deal” europeo, c’è la ripartenza di centrali in disuso per niente ecologiche o i discorsi su estrazioni marine rinnegate già alcuni fa sempre per motivi ecologici, tutto con tempi jurassici rispetto a togliere proventi economici il più presto possibile ad una Russia che continua i massacri – oggi – in Ucraina… domani, se non la fermiamo, in … Il nostro Paese in teoria non dovrebbe essere messo male con le cosiddette energie alternative, quelle per le quali da anni paghiamo balzelli in bolletta… ma con quali risultati e prospettive? L’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, dice (2) “Per una minore dipendenza dal gas, si può e si deve accelerare sulle rinnovabili perché è conveniente e genera occupazione: ma c’è un ‘ingorgo’ per una straordinaria quantità di progetti in attesa di autorizzazione. …. quantità che supera la possibilità di lavoro delle Amministrazioni Pubbliche: un nostro studio evidenzia che servirebbero 2mila persone qualificate per processare i documenti e scegliere i progetti da autorizzare”. A parlare è Enel, gestore energetico nazionale per eccellenza, la cui politica ci ha portato in questo “cul de sac” di oggi. Credibilità limitata. Enel che rimbalza sulla Pubblica Amministrazione lo stallo sulle rinnovabili. Ma, supponendo che questa volta abbia studiato azzeccandoci… quando, dove e come si rendono operative queste 2mila persone qualificate? Immaginiamo già le baruffe politiche e le avance di ogni partito – di governo e opposizione – per i propri fedeli da sistemare… tempi a go-go, ché sono più importanti i sistemandi che non i risultati. Ovviamente non siamo in grado di predire cosa e come accadrà, ma abbiamo abbastanza conoscenza per individuare questi scenari (europeo e nazionale) e ribadire che possiamo fidarci solo dell’Europa, foss’anche solo perché l’Europa è poco responsabile, rispetto agli Stati nazionali, delle politiche che ci hanno portato a dipendere dall’energia russa. Intanto, i consumatori, per non trovarsi spiazzati nei periodi peggiori che stanno arrivando, è bene che comincino, per quanto possibile, a pensare e organizzare metodi “fai da te” per la propria energia. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Svelare il mondo dell’energia. Un progetto europeo di unibz formerà gli insegnanti

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

Migliorare la formazione degli lle insegnanti della scuola primaria sul versante scientifico e in particolare sulle tematiche e le problematiche che riguardano il risparmio, la produzione e la distribuzione di energia. È l’obiettivo e l’ambizione del progetto europeo e^4 (finanziato dal programma Erasmus+), scritto e coordinato dal gruppo di ricerca del prof. Federico Corni, docente di Didattica della Fisica alla Facoltà di Scienze della Formazione. Negli anni scorsi il prof. Corni aveva già introdotto nelle scuole primarie e secondarie il progetto europeo FCHgo che mirava a promuovere la conoscenza delle tecnologie dell’idrogeno come fonte energetica (fuel cell) attraverso kit didattici ad hoc e metodologie specifiche quali i giochi di ruolo. e^4 invece non si rivolge direttamente agli*lle alunni*e ma al corpo insegnante, destinatario del progetto. Nei tre anni del progetto, grazie alla collaborazione con una rete di istituzioni accademiche e partner dell’industria energetica, dell’agricoltura e delle istituzioni pubbliche, il progetto produrrà materiali didattici per i corsi universitari di formazione del corpo docente e una piattaforma web dedicata. Il progetto sarà imperniato su tre distinte fasi, fortemente interconnesse. La prima, coordinata da Ineuropa srl, consisterà nella elaborazione di linee-guida per una rete di partenariati tra accademia e attori privati/pubblici. La seconda, coordinata da riguarderà la creazione di un curriculum universitario per l’insegnamento attraverso strumenti immaginativi. Infine la terza, coordinata da SITES, darà vita a una piattaforma web interattiva a supporto del curriculum e della rete di partenariati.L’innovazione dal punto di vista didattico sarà incentrata sull’adozione di un approccio didattico basato sugli “strumenti dell’immaginazione” – già testato questo approccio nel progetto “FCHgo! Scopri l’energia dell’idrogeno” – come la narrazione, la gamification, la simulazione incarnata, la simulazione digitale e il gioco per facilitare la comunicazione scientifica a livello di scuola primaria e secondaria inferiore. “Gli approcci narrativi sono utili agli studenti di entrambi i sessi e sostengono l’apprendimento a tutti i livelli di sofisticazione scientifica. Abbiamo anche forti evidenze che tale approccio sia adatto anche per raggiungere gli alunni con bisogni speciali”, chiarisce il docente unibz.Oltre a unibz, e^4 prevede il coinvolgimento dei seguenti partner: InEuropa srl, UMK Uniwersytet Mikolaja Kopernika w Toruniu, ESCIENCIA Eventos Cientificos sl, UV Universitat de Valencia, SITES Sustanaible Innovation Technology Services Ltd, UNIMORE Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e TCU Dublin City University.

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