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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘energia’

Energia: Basta con gli allarmismi, occorrono misure concrete

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

Un rilancio al rialzo dei prezzi dell’energia che, oltre a creare panico e preoccupazione, è stato alimentato da notizie imprecise e false, fino ad arrivare a decretare come certi gli aumenti stratosferici delle bollette di luce e gas. Ecco perché riteniamo fondamentale fare un po’ di chiarezza e ristabilire la verità in tale vicenda.In molti, attraverso un processo di eccessiva sintesi e semplificazione, hanno addossato le colpe dei rincari alla transizione energetica. FALSO! Come sottolinea Timmermans parlando del pacchetto per la transizione energetica Fit for 55 “solo un quinto dell’attuale incremento può essere attribuito alla crescita del prezzo della CO2, il resto dipende dalle carenze del mercato. E se avessimo fatto il Green Deal 5 anni fa non saremmo in questa situazione” – ha poi ammonito, aggiungendo infine che “dovremmo accelerare le cose nella transizione alle energie rinnovabili in modo che l’energia rinnovabile a prezzi accessibili diventi disponibile a tutti.” Altra notizia falsa circolata in questi giorni riguarda la certezza, addirittura l’ipotesi che tali aumenti siano già avvenuti. FALSO! Come è noto, le tariffe del mercato tutelato sono regolate da ARERA, che le aggiornerà il 28 settembre prossimo. Ci auguriamo che nel frattempo Governo e Autorità intervengano mettendo in atto ogni misura disponibile per calmierare tali tensioni. Forse non è il caso, in questa situazione di incertezza, programmare come si sta facendo l’abolizione del mercato tutelato. Alla stangata si aggiunge il peso ormai insostenibile della tassazione: oneri di sistema e IVA applicata anche sulle tasse. VERO! La vera ingiustizia è che tutti i cittadini, chi ha meno possibilità economiche e chi invece appartiene alla fascia più ricca, pagano in maniera uguale gli oneri in bolletta, molti dei quali desueti e non più giustificabili. È vero, inoltre, che in casi come quello dei carburanti e del gas, l’IVA viene calcolata anche su tasse e accise, applicando di fatto una tassa su altre tasse. Di fronte ad una situazione di tensione e di possibili aumenti che avrebbero un effetto deleterio per le famiglie e per l’intero sistema economico (secondo le stime dell’O.N.F.- Osservatorio Nazionale Federconsumatori +110 Euro annui per l’elettricità e +281 Euro per il gas) è fondamentale ed urgente che il Governo: Operi una urgente riforma della tassazione sull’energia, rimodulando oneri di sistema, accise e applicando l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse. Istituisca l’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione non solo la solidità e la correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile. Utilizzare, come già proposte recentemente dal Presidente Arera, i proventi delle aste dei permessi di emissione CO2 per calmierare i prezzi. (Per tali voci, solo nel secondo trimestre, l’Italia ha ricavato 719 milioni di Euro.) Avviare delle politiche di sistema che puntino ad affermare la transizione nel nostro Paese senza creare inutili contrapposizioni tra chi promuove la sostenibilità e chi denuncia la grave emergenza sociale e l’avanzare della povertà energetica.

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Unsic: “Energia più cara: necessario un intervento del governo”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

“Dal prossimo primo ottobre la spesa per le bollette elettriche potrebbe aumentare del 40 per cento ‘per congiunture internazionali’, come ha annunciato il ministro della Transizione ecologica, Stefano Cingolani nel corso di un convegno a Genova.È bene innanzitutto evidenziare che questa notizia, colpendo individualmente tutti gli italiani, nessuno escluso, surclassa ogni altro tema, anche polemico, che tiene banco nell’agone politico. Secondo stime attendibili, infatti, la spesa media maggiore in un anno si aggirerebbe intorno ai 500 euro.Se da un lato ci si compiace per i nuovi potenziali investimenti generati dal Recovery Fund, dall’altro un salasso del genere è l’unico elemento concreto che gli italiani rilevano direttamente nei propri bilanci individuali.Crediamo sia opportuno, specie in questa fase emergenziale non ancora terminata, che il governo si adoperi per mitigare questi aumenti, ad esempio dando una sforbiciata agli oneri di sistema che incidono fortemente sulla bolletta elettrica o tagliando l’Iva”. È quanto esprime in una nota Domenico Mamone, presidente del sindacato datoriale Unsic con oltre tremila uffici in tutta Italia, che preannuncia il proprio sostegno ad iniziative per richiedere la mitigazione delle bollette.

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Energia. Ricchiuti (FdI): governo in legge Bilancio affronti nodo tariffe PMI

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

“Il ministro Cingolani conferma che da ottobre, le bollette elettriche aumenteranno del 40 per cento che si somma al +20 per cento del trimestre precedente, dovuto al rincaro delle materie prime sul mercato internazionale, aggiungendo che ‘queste cose vanno dette’. Più che dette andrebbero evitate. Questa cosa è inaccettabile. Il governo deve intervenire immediatamente su IVA, accise e oneri di sistema e convocare Enel e gli altri operatori per ridurre tariffe e profitti. Famiglie e imprese hanno già dato. Mi auguro, inoltre, che già dalla prossima legge di Bilancio si affronti il nodo delle tariffe energetiche totalmente a sfavore delle PMI che pagano mediamente, rispetto alle grandi industrie, il doppio sull’energia elettrica e quasi il triplo per quella del gas. In nessun altro paese dell’Unione Europea, c’è un disallineamento delle tariffe energetiche così elevato tra queste due classi”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Energia prezzi alle stelle. Lo Stato potrebbe intervenire, ma…. rivoluzionare politica ed economia?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

Il ministro della Transizione ecologica ha fatto sapere quello che tutti già sapevano ma che facevano finta di ignorare: le bollette energetiche schizzeranno molto in alto (+40% luce e +31% gas). E già sono al lavoro i vari giustificatori che, addirittura, ci spiegano che è un’emergenza che finirà a metà 2022 *. Nessuno è in grado di sapere cosa succederà nei prossimi mesi nel mercato energetico, legato ad umori geopolitici che, al momento, è quasi impossibile prevenire e gestire (rapporti Paesi arabi e Russia), motivo per cui crediamo sia necessario, oltre che “sperare” nel futuro, intervenire subito… facendo tesoro che il generale movimento dei prezzi verso l’alto, dato generalmente assodato per una economia che si dice sia in ripartenza, non è detto che debba essere parte di questa ripartenza. A fine giugno il Governo, a fronte di un aumento del 9,9% per la luce e del 15,3% del gas, ha spalmato 1,3 miliardi come compensazione sulle bollette. Ora non si sa se il presunto intervento sarà simile oppure verranno riviste le voci in bolletta come gli 11 miliardi annui di incentivi alle rinnovabili da spalmare in alternativa sulla fiscalità generale (e quindi sempre a carico del consumatore/contribuente). Per le decisioni da prendere, alcune cose sono certe: degli incentivi stanziati a luglio nessuno se n’è accorto e stiamo entrando nelle stagioni più fredde con consumi in crescita. Contesto in cui, anche se le previsioni geopolitiche dovessero azzeccarci, i consumatori di energia arriverebbero sfiniti alla ipotizzata ripresa… e quindi nuovi incentivi per rimediarvi? Sarebbe l’abituale politica di “mettere pezze”, senza incastonarne una che dia certezza, stabilità e futuro. Ci vorrebbe lungimiranza e dinamismo. Invece di continuare con interventi/sussidi a pioggia che rimandano problemi e scadenze, ci vorrebbe un intervento “pesante”, anzi “pesantissimo”. Lo Stato si dovrebbe far carico non solo di tutti gli aumenti distraendoli da quelli a pioggia, ma diminuire anche i prezzi correnti energetici con – perché no – inclusi i carburanti (su cui grava quasi il 70% di imposte). Non è una novità che i mercati energetici trainano tutte le economie, di produzione e di consumo. Sarebbe un’inversione di tendenza, dove lo Stato aiuta i consumi e non le posizioni di rendita (contributi di vario tipo all’esistenza di aziende e singoli): defiscalizzazione di ciò che rende ricchi aziende e consumatori quando producono e consumano. Ma…. Occorrerebbe metter mano a tutti gli equilibri politici che si basano sul favorire questa o quell’altra categoria grazie alla forza di chi se ne fa portavoce (categorie/corporazioni e partiti più o meno opportunisti ché pronti a cavalcare qualunque cosa credono porti loro consenso). Vincenzo Donvito, Aduc URL: http://www.aduc.it

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L’Europa affronta l’impennata dei prezzi dell’energia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

I primi impatti sulla bolletta del consumatore si fanno sentire, sottolineano i quotidiano economici. Per una famiglia media, si registra un aumento di 133 euro all’anno rispetto al 2019. I prezzi sono in aumento da tempo, così come l’elettricità nei mercati all’ingrosso. Sui mercati a termine dell’energia elettrica è stata recentemente superata la soglia simbolica di 80 euro per MWh (contro i 30 euro al culmine del confinamento). Lato gas è stato superato il traguardo dei 50 euro al MWh, arrivando anche a 60 euro la scorsa settimana. La domanda è in aumento a causa della ripresa economica dalla crisi del coronavirus, mentre l’offerta da Russia e Norvegia non tiene il passo. Jef Currie, analista della banca d’investimento di Goldman Sachs, avverte di un picco dei prezzi quest’inverno, poiché anche le azioni sono state schiacciate dalla crisi del coronavirus. Un inverno più freddo del normale, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rischia di far salire i prezzi dell’energia, minacciando i settori ad alta intensità energetica.

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Energia: Arera, offerte più care nel libero

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

Secondo i dati resi noti ora da Arera, nel settore elettrico per il cliente tipo domestico residente, ci sono in media 64 offerte più convenienti della maggior tutela, pari al 4,72% di quelle a disposizione, mentre per il gas sono 65, pari al 9,82%.”Dati illuminanti che dimostrano come siamo ben lungi dall’avere un mercato concorrenziale e che il mercato tutelato deve restare ancora ben oltre il 1° gennaio 2023. Non si può fare il mercato libero, infatti, sulle spalle e le tasche delle famiglie” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se il 90,18% delle offerte del gas del mercato libero sono più care del tutelato, mentre nella luce sono addirittura il 95,28%, significa, senza se e senza ma, che la concorrenza sul prezzo non si fa, che le offerte sono ancora poco trasparenti, le pratiche commerciali ingannevoli. I venditori, poi, in assenza di un serio albo dei fornitori, sorgono come funghi, senza avere requisiti finanziari e garanzie adeguate. Quanto al portale offerte, che andrebbe unificato con quello dei consumi, il consumatore deve poter inserire l’offerta che sta pagando, altrimenti non potrà mai sapere se ce ne sono altre più convenienti” conclude Vignola.

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Energia: Arera, dal 1° luglio elettricità +9,9%, gas +15,3%

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2021

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° luglio la bolletta dell’elettricità salirà del 9,9% mentre quella del gas del 15,3%.”Una stangata quasi record. Per il gas mai da quando ci sono gli aggiornamenti tariffari trimestrali stabiliti dall’Authority, ossia dal gennaio 2003, si sono verificati rialzi così elevati, mentre per la luce si tratta del terzo maggiore rincaro di sempre. E per fortuna il Governo è intervenuto stanziando 1,2 miliardi di euro altrimenti sarebbe stata ancora peggio. Ora speriamo, però, in una riforma complessiva degli oneri di sistema per ridurre in modo permanente le bollette” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il rincaro, infatti, può mandare in tilt i bilanci delle famiglie già in difficoltà per via dell’emergenza Covid. A preoccuparci, in particolare, l’impennata della luce, visto che i caloriferi sono spenti in estate, mentre nei mesi caldi si registrano i picchi dell’anno per i consumi di elettricità, dato l’uso massiccio dei condizionatori. Un quadro, quindi, grave e allarmante!” conclude Vignola.L’associazione di consumatori ha stilato la classifica di tutti gli aumenti trimestrali del mercato tutelato stabiliti da Arera dal gennaio 2003 fino ad oggi (prima gli aggiornamenti erano bimestrali), sia per la luce (cfr, tabella n. 1) che per il gas. Per la luce l’incremento di oggi, pari a +9,9%, si colloca al terzo posto, mentre per il gas, con +15,3% si supera il primato del quarto trimestre 2020, pari a +11,4%.

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Energia: Rotta, accelerare su rinnovabili ma dati dicono Ue su strada giusta

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2021

“Bisogna accelerare il processo di transizione verso la produzione da fonti rinnovabili ma i dati odierni che siamo sulla buona strada e che l’Unione europea può essere leader e guida di questa trasformazione”. Così la presidente della commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, commenta i dati forniti da Eurostat secondo cui, in Ue nel 2020, per la prima volta, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili ha superato quella da combustibili fossili. “E’ un traguardo importante nella transizione del settore elettrico europeo, dove meno di dieci anni fa i combustibili fossili generavano il doppio dell’elettricità rispetto alle fonti rinnovabili. Il segnale è arrivato con il primo sorpasso avvenuto un anno fa, a luglio 2020″, ricorda Rotta.”Abbiamo l’opportunità di utilizzare il bilancio settennale dell’Ue, insieme alle risorse del Next generation Ue, per accelerare la transizione dai combustibili fossili e centrare gli obiettivi in materia di clima. In particolare, serve uno sforzo maggiore sui settori eolico e solare, che hanno subito incrementi, ma ancora insufficienti rispetto ai livelli che dobbiamo raggiungere nel prossimo decennio”, esorta.

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Il ruolo cruciale delle società di infrastrutture quotate nella transizione verso l’energia pulita

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

A cura di Xavier Chollet e Christian Roessing. Migliorare le infrastrutture può stimolare la produttività di un’economia.Come investimenti, attività reali come le reti elettriche e le centrali idroelettriche tendono a fornire flussi di cassa stabili e protetti dall’inflazione. Possono anche offrire rendimenti non correlati a quelli di azioni e obbligazioni.Ecco perché gli investitori istituzionali con passività a lungo termine – fondi pensione e compagnie assicurative – da decenni allocano capitale nelle infrastrutture. Secondo l’OCSE, nel corso degli anni hanno accumulato oltre 1.000 miliardi di dollari in investimenti in infrastrutture. L’attrattiva dei titoli legati alle infrastrutture per questo gruppo di investitori è destinata a crescere ancora di più nel prossimo decennio, soprattutto nel settore dell’energia pulita. Con Stati Uniti, Europa e Cina in procinto di spendere miliardi di dollari per una ripresa “verde”, una vasta gamma di attività sostenibili e legate alle energie rinnovabili è destinata a una rapida crescita, come gli impianti eolici e solari, le reti elettriche rinnovabili, le infrastrutture per veicoli elettrici e gli edifici ecocompatibili. Nel tempo, faranno la parte del leone tra le nuove attività infrastrutturali e gli investitori sono attenti a queste tendenze. In un recente sondaggio, oltre l’80% degli investitori istituzionali ha dichiarato di aspettarsi che il settore dell’energia pulita sarà la fonte primaria di investimento nelle infrastrutture nei prossimi 10 anni.Ciò che potrebbe tuttavia sfuggire agli investitori è che tali opportunità non saranno limitate ai mercati privati. È altrettanto probabile che si presentino attraverso titoli quotati. Man mano che il mondo intensifica gli sforzi per la decarbonizzazione e diventa più efficiente nell’impiego delle risorse, le società di infrastrutture quotate specializzate in energia pulita e soluzioni sostenibili sono sia un complemento sia un’alternativa alle attività private.I titoli delle aziende di infrastrutture quotate, soprattutto nei settori dell’energia pulita e della sostenibilità, consentono agli investitori anche di allineare i loro obiettivi di rendimento a quelli ambientali e sociali. (abstract. Fonte: https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/idee-di-investimento/05/il-ruolo-cruciale-delle-societa-di-infrastrutture-quotate-nella-transizione-verso-l-energia-pulita#overview

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Energia rinnovabile per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

“Da anni i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono impegnati nella produzione di energia rinnovabile anche solare, contribuendo al raggiungimento del fabbisogno nazionale, ma soprattutto con l’obbiettivo di migliorare i bilanci degli enti, diminuendo l’onere contributivo a carico dei consorziati ed incrementando così anche la redditività delle imprese agricole. Il tutto senza occupare terreni coltivabili, ma utilizzando le superfici degli impianti idraulici”: è con questo esempio che Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), si schiera così contro la possibile proliferazione di “campi solari” a terra in una battaglia, che vede impegnati larghi settori dell’opinione pubblica, nel merito ricorda presa di posizione di Federconsumatori.“La nostra –continua il Presidente di ANBI – non è solo una battaglia di principio, ma una concreta scelta di efficienza.” Attualmente sono 76 gli impianti fotovoltaici, gestiti da Consorzi di bonifica ed irrigazione, capaci di produrre circa 2 milioni di kilowattora all’anno; a ciò vanno aggiunti 244 impianti idroelettrici, che annualmente producono 495 milioni di kilowattora; sono quantitativi certo non risolutivi del fabbisogno energetico “green” del Paese, ma contribuiscono, in una logica di sostenibilità, all’economia del settore agroalimentare, che vale 538 miliardi di euro e garantisce 3.600.000 posti di lavoro.“Inoltre – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – la ricerca applicata, sviluppata dai Consorzi di bonifica ed irrigazione, ha portato alla sperimentazione dei pannelli solari galleggianti, utilizzabili sia in piccoli bacini aziendali che su porzioni di grandi superfici lacustri. I test ne hanno confermato la funzionalità, registrando come la minore esposizione al sole, conseguenza della posizione orizzontale dei pannelli appoggiati su una superficie idrica, sia compensata dalla maggiore rifrazione e dal minore surriscaldamento, dovuti alla vicinanza con l’acqua; senza contare – conclude il DG di ANBI – l’annullamento dell’impatto visivo, così penalizzante la bellezza del territorio italiano.”

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Ancora troppa confusione nel settore Energia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Bollette e bonus al centro della riunione di Arera a cui ha preso parte anche l’associazione Codici. Sul tavolo l’aumento dei prezzi delle materie prime, con un incremento delle bollette dell’energia del 3,8% per l’elettricità e del 3,9% per il gas. Su base annua, però, restano i risparmi, così come rimane invariato il tema del passaggio al mercato libero.“Passano gli anni, ma resta il nodo degli oneri di sistema – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed è su questo, a nostro avviso, che bisogna intervenire, con forza. L’andamento altalenante dei prezzi rende ancora più confuso un settore dove per il consumatore non è facile orientarsi, tra voci poco comprensibili, costi non sempre chiari e spese che fanno della nostra bolletta una delle più care in Europa. È arrivato il momento di tirare una linea e voltare pagina”.“I consumatori – aggiunge Giovanni Riccobono, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – da una parte vedono rinviata la fine del mercato tutelato e dall’altra l’ennesimo aumento delle bollette, il secondo del 2021. Questo potrebbe spingerli ad affacciarsi al mercato libero, tuttavia ad oggi l’informazione sulle modalità di confronto risultano ancora poco chiare, anche in virtù di bollette poco comprensibili, dove non sono ben distinti, ed evidenziati, i costi di competenza dei fornitori e quelli fissi dettati da Arera. Sicuramente con il nuovo rinvio al 2023 c’è molto lavoro da fare per rendere quanto più possibili informati e autonomi i consumatori nelle loro scelte”.Rientra in quest’ottica la comunicazione di servizio sulla scia di quanto discusso sempre nella riunione di ieri. Parliamo dei bonus sociali di sconto per le bollette di acqua, luce e gas per le famiglie in stato di disagio economico, con Isee non superiore a 8.265 euro. “Fino allo scorso anno – spiega Massimiliano Astarita, esperto del settore Energia dell’associazione Codici – bisognava presentare la richiesta al Comune o al Caf da febbraio. Una pratica poco nota, tanto che solo un terzo dei potenziali beneficiari ha usufruito di questi sconti. Per superare il problema, Arera ha reso automatico il bonus. È importante sottolinearlo, perché ad oggi in tanti ci contattano chiedendo quando devono presentare la domanda. Bisogna solo rinnovare il proprio Isee, per il resto l’iter procede in automatico, con i bonus che scattano a luglio”.Codici è a disposizione con i propri esperti per fornire assistenza ai consumatori, che possono contattare il numero 06.55.71.996

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Energia: Arera, dal 1° aprile elettricità +3,8%, gas +3,9%

Posted by fidest press agency su martedì, 30 marzo 2021

Secondo quanto stabilito da Arera, dal 1° aprile la bolletta dell’elettricità salirà del 3,8% mentre quella del gas del 3,9%.Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa spendere su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° aprile 2021 al 31 marzo 2022, nell’ipotesi di prezzi costanti), 21 euro in più per la luce e 39 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari, quindi, a 60 euro.”Una doccia fredda per i consumatori! Una pessima notizia! Un rialzo non può che mandare in tilt i bilanci delle famiglie già in difficoltà per via dell’emergenza Covid” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per questo avevamo proposto all’inizio della pandemia di ridurre l’Iva sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali come è attualmente. Lo chiediamo ora anche al Governo Draghi” conclude Vignola.

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Slitta al 1° gennaio 2023 stop mercato tutela

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Il Milleproroghe diventa legge. Definitivo, quindi, il rinvio di un anno, dal 1° gennaio 2022 al 1° gennaio 2023, dello stop del mercato di maggior tutela per luce e gas. “Evviva! Vittoria per i consumatori! Accolte le nostre denunce” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non ci può essere un mercato davvero libero fino a che i primi cinque operatori detengono l’82,5% del settore domestico per la luce e i primi tre gruppi controllano il 44,3% del mercato del gas. Sono ancora troppi, poi, i clienti nel mercato tutelato, il 45% dei clienti domestici del settore elettrico e il 44% per il gas” prosegue Vignola. “Ora speriamo che il legislatore si dia una bella svegliata e invece di passare, all’italiana, da una proroga all’altra, creando incertezza per i mercati e i consumatori, faccia quello che serve per creare le premesse di un mercato davvero libero, colmando ad esempio il vuoto normativo sul destino da riservare ai clienti che non effettueranno alcuna scelta entro il 1° gennaio 2023, prevedendo aste competitive e introducendo un serio albo dei venditori” conclude Vignola.

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Energia. Verso la fine del mercato tutelato. Che fare?

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Per consumatori (e microimprese con fornitura inferiore a 15 Kw), la fine del mercato tutelato è fissata alla fine di quest’anno (1). Dal 1 gennaio 2022, chi non avrà scelto avrà comunque il servizio garantito perché la sua utenza dovrebbe essere acquisita da un fornitore in una sorta di asta.Negli ultimi rapporti dell’Arera (Autorità energia) si è evidenziato che, da quando convivono mercato tutelato e libero, per i consumatori il prezzo del primo è più basso.Alla Camera in questi giorni – discussione sul decreto Milleproroghe in commissione – è stato approvato un emendamento che farebbe slittare la fine del mercato tutelato al 31/12/2023. Sesto rinvio dal 2016!! Entusiasmo di chi lo ha proposto (consumatori tutelati, etc – 2), preoccupazione delle associazioni di aziende del mercato libero (investimenti nell’incertezza, etc – 3).Hanno ragione entrambi. Come venirne fuori?
Al momento sembra che il problema venga solo spostato in là: “mettere in campo una serie di ulteriori interventi, informare correttamente i cittadini” (2), scrivono i presentatori dell’emendamento… ma è dal 2007 che va avanti questa storia (4)… e l’informazione c’è, anche se alcuni fornitori ci tempestano di telefonate con falsità per farci cambiare gestore (“se non decidi subito, ti staccano il servizio”… è il livello medio di queste comunicazioni).Alla fine della scadenza ancora in essere (31/12/2021) mancano 10 mesi, sufficienti perché quello che mancherebbe per un passaggio che non sia bagno di sangue per consumatori e imprenditori, possa essere deciso.Ritengono, Governo e Parlamento, che questa possa essere una delle innumerevoli priorità? Può essere fatto qualcosa prima di decidere ora per un rinvio che non risolverebbe il problema per i consumatori e continuerebbe a far crescere incertezza e danni negli imprenditori? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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“Il Governo spieghi perché ha affidato a un manager Eni il tavolo ambiente ed energia del G-20”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

Commentando quanto riportato da un’inchiesta pubblicata nelle ultime ore dal quotidiano Domani – secondo cui un manager di Eni sarebbe stato scelto da Palazzo Chigi come “referente del tavolo ambiente e energia e dei lavori preparatori dei diversi delegati ministeriali per il G20 Ambiente, clima e energia che si terrà a luglio a Napoli” – Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, dichiara:«Se confermati ufficialmente, i contenuti dell’inchiesta del quotidiano Domani tratteggiano uno scenario inquietante sulle reali intenzioni del nostro governo. Affidare a una big del gas fossile e del petrolio le trattative del tavolo ambiente ed energia del G20 è un po’ come consegnare le vittime ai carnefici. Aziende come Eni, che hanno grossi interessi internazionali nell’ambito del mercato delle fossili e le cui attività hanno un impatto negativo sul clima del Pianeta, non devono essere coinvolte dai governi quando questi hanno un ruolo di presidenza di importanti vertici internazionali. E certamente, come pare accadere in questo caso, non dovrebbero avere questo ruolo nei tavoli tecnici. Ne va della credibilità dei lavori».Greenpeace sottolinea come Eni sia una delle aziende italiane con il più alto livello di emissioni di gas serra al mondo, nonché tra le realtà principalmente responsabili dell’emergenza climatica in corso: le sue emissioni globali sono maggiori di quelle dell’Italia. Nei suoi piani futuri, il Cane a sei zampe non prevede affatto la svolta green che sbandiera a tambur battente con spot o interventi sui media, bensì intende continuare a puntare massicciamente sul gas fossile, una delle cause della crisi climatica in corso. Se quanto scoperto dal “Domani” fosse ufficialmente confermato, l’esecutivo di fatto diventerebbe complice di questo pericoloso atteggiamento, purtroppo già anticipato da altre scelte governative.«Assumendo la Presidenza del G20, il capo di governo Giuseppe Conte aveva affermato di voler mettere persone e Pianeta tra i pilastri dell’immediato futuro», continua Iacoboni. «Eppure, alcuni progetti presenti nell’ultima bozza disponibile del Recovery plan italiano sembrano essere stati scritti sotto dettatura di Eni. Si veda la parte che destina miliardi di finanziamento pubblico a un progetto inutile e costoso come il polo di Cattura e Stoccaggio della CO2 (CCS) a Ravenna, funzionale solo a continuare a sfruttare gas fossile, e non ad avviare una vera decarbonizzazione del mix energetico di Eni. È davvero questa la svolta green a cui mira l’Italia?», conclude Iacoboni.Se davvero vuole perseguire l’obiettivo della decarbonizzazione, per Greenpeace il governo deve puntare davvero sulle energie rinnovabili. Come dimostra il report “Italia 1.5” dell’organizzazione ambientalista, una rivoluzione energetica che metta da parte i combustibili fossili porterebbe al Paese vantaggi ambientali, economici e occupazionali.

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“Guerra e pace dell’energia” di Demostenes Floros

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

Un saggio che, per la prima volta, mette in luce gli elementi geopolitici che si celano dietro ai principali progetti europei ed euroasiatici di approvvigionamento energetico e, soprattutto, i possibili effetti internazionali che da essi potrebbero scaturire.I gasdotti che uniscono, e che potrebbero unire, nel futuro prossimo, l’ Unione Europea e la Federazione Russa rappresentano la contraddizione esistente tra i rapporti politici e militari (Nato) tra i Paesi europei e gli Stati Uniti da una parte e gli interessi energetici e commerciali di Berlino, Parigi, Roma, Ankara con Mosca – porta verso l’Asia – dall’altra.Ogni pipeline definisce, infatti, una serie di relazioni industriali e geopolitiche.In Italia, nel corso degli ultimi quindici anni, i diversi governi che si sono susseguiti – pur con pregi e limiti differenti – sono stati incapaci di sostenere una linea di equilibrio tra Stati Uniti e Federazione Russa avente l’obbiettivo di perseguire, in primo luogo, gli interessi nazionali all’ interno di un contesto multipolare profondamente mutato. Le scelte strategiche che verranno adottate dal nostro Paese nel settore dell’energia – a partire dall’obiettivo dell’Unione Energetica Europea – non potranno prescindere dall’evoluzione politica dell’Ue e dal futuro – tuttora nebuloso e non privo di rischi – della moneta unica. Dinanzi alla Germania, divenuta nel frattempo principale hub-energetico europeo, dovremmo forse rivedere il concetto di Sicurezza energetica nazionale? Se sì, come? Un saggio che, per la prima volta, mette in luce gli elementi geopolitici che si celano dietro ai principali progetti europei di approvvigionamento energetico e, soprattutto, i possibili effetti internazionali che da essi potrebbero scaturire.

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Energia: bonus sociali automatici, ma da quando?

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Dal 1° gennaio 2021, per le famiglie in stato di bisogno, era prevista l’importante novità del riconoscimento automatico del bonus sociale per le bollette di luce, gas e acqua.Purtroppo non si è ancora pronti per far partire questo automatismo perché non sono state ancora definite le modalità del flusso informativo tra l’INPS, che detiene i dati relativi agli Isee, che va comunque sempre calcolato, ed il SII, il Sistema Informativo Integrato di Acquirente Unico che invece detiene i dati dei punti di fornitura.”Arera il 29 dicembre ha annunciato che lo sconto in bolletta sarà comunque calcolato dal 1° gennaio 2021, indipendentemente dai tempi tecnici necessari per l’entrata a regime del meccanismo attuativo. E’ un’ottima notizia ma non basta. Le famiglie in disagio economico, in questo grave momento di difficoltà, non possono attendere presumibilmente fino a giugno per avere lo sconto in bolletta, anche se poi riceveranno gli arretrati” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il problema è che i beneficiari sono rimasti nella terra di nessuno. Non possono più presentare domanda, dato che è previsto l’automatismo, ma il bonus è ancora lontano, di là da venire” prosegue Vignola. “Per questo chiediamo di introdurre con urgenza un regime transitorio in cui si possa tornare a presentare la richiesta presso i Comuni o i Caf, in attesa dell’assegnazione automatica in bolletta e, per chi già riceveva il bonus, sia prolungato oltre la scadenza dei 12 mesi, in modo che possa continuare a percepirlo, salvo conguaglio successivo” conclude Vignola.

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Energia: tariffe per il I trimestre 2021. +5,3% per il gas e +4,5% per l’elettricità

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

L’ARERA ha pubblicato il consueto aggiornamento delle tariffe di energia elettrica e gas relative al I trimestre 2021: +5,3% per il gas e +4,5% per l’elettricità. Come ogni anno, d’inverno, accelera l’aumento del costo del gas. Alla luce di tale andamento per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole, riporta l’Autorità, sarà di circa 488 euro con un risparmio di circa 55 euro annui rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente. Per il gas, invece, la spesa della famiglia tipo ammonterà a circa 950 euro, con un risparmio di circa 91 euro annui. Il risparmio complessivo si attesta quindi a 146 euro l’anno.Vittoria importante, frutto delle nostre battaglie, è l’automatismo dei bonus sociali di sconto sulla bolletta: da 1 gennaio 2021 chi ne avrà diritto non dovrà più presentare la domanda, ma l’erogazione sarà gradualmente riconosciuta in maniera automatica.Ad incrociare le informazioni, in modo che il bonus sia assegnato automaticamente in bolletta, saranno direttamente i soggetti che gestiscono i dati sulle utenze e l’ISEE (Acquirente Unico e INPS), come da noi più volte richiesto. “Lo sconto in bolletta sarà calcolato dal 1° gennaio 2021, indipendentemente dai tempi tecnici necessari per l’entrata a regime del meccanismo attuativo.” – garantisce l’Autorità.Nonostante questa importante novità, rimane il fatto che in una fase tanto difficile come quella attuale, in cui le famiglie stanno facendo i conti con le dure conseguenze economiche e sociali dell’emergenza sanitaria, sarà difficile far fronte a tali costi. In tal modo rischiano di aumentare le disparità esistenti anche in tale settore, accrescendo il fenomeno della povertà e della discriminazione energetica, già dilagante prima dell’emergenza sanitaria e che colpisce soprattutto persone anziane e giovani.Proprio in quest’ottica, come rivendichiamo da tempo, è giunto il momento di agire concretamente sul versante della tassazione mettendo in atto una riforma complessiva di oneri accise e balzelli che, in vario modo e in varia misura, pesano sulle tasche dei cittadini.Particolarmente onerosi gli oneri di sistema in bolletta per una riforma dei quali abbiamo sostenuto una petizione. Questi servono a finanziare tra le altre cose gli sgravi alle imprese energivore (ovvero quelle aziende che consumano enormi e smisurate fronti di energia), la cui applicazione continua a perpetrare una politica in totale contraddizione rispetto gli annunci del Governo all’insegna di una svolta green.Infine cogliamo l’occasione per fare chiarezza sull’abolizione del mercato tutelato: dal 1 gennaio tale opzione non sarà più possibile per le pmi, ma non per le famiglie, il cui obbligo di passaggio al mercato libero è slittato al 1 gennaio 2022. Sono ancora molti, infatti, i cittadini che vengono letteralmente minacciati da venditori senza scrupoli che, approfittando della confusione creata in materia dai continui slittamenti, li inducono a un passaggio forzato facendo leva sull’imminente falsa scadenza.

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Gli Stati Uniti inaugurano una nuova era per l’energia pulita

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

L’elezione di Joe Biden come nuovo Presidente degli Stati Uniti riporta la più grande economia al mondo al centro degli sforzi internazionali per limitare il riscaldamento globale. L’agenda ambientale dei Democratici è assolutamente audace. L’impegno a rientrare nell’accordo sul clima di Parigi un giorno dopo l’insediamento e i 2000 miliardi di dollari promessi in nuovi investimenti verdi sono i pilastri di una grandiosa strategia che mira a rendere gli Stati Uniti “carbon neutral” entro il 2050.Alimentato dal know-how statunitense e dal suo peso finanziario, il settore sembra pronto ad entrare in una nuova era. Si prevede l’afflusso di miliardi di dollari di nuovi investimenti pubblici e privati in infrastrutture verdi e tecnologia ambientale. In poche parole, l’energia pulita potrebbe diventare il pilastro centrale dell’economia del XXI secolo. Il contrasto tra l’approccio di Biden all’ambiente e quello dell’attuale amministrazione statunitense non potrebbe essere più stridente.Sotto il presidente Donald Trump, il governo ha smantellato quasi 100 leggi ambientali, in aree come l’aria pulita, la qualità e l’uso dell’acqua, e ha allentato la regolamentazione del settore dei combustibili fossili. Ha anche tagliato i finanziamenti per la ricerca sul clima. I progetti di Biden intendono ristabilire le caratteristiche ambientali degli Stati Uniti su diversi fronti. Si è impegnato a decarbonizzare la produzione di energia elettrica entro il 2035, passando alle energie rinnovabili.Il suo piano contiene anche misure per eliminare gradualmente le auto a combustibile fossile in favore dei veicoli elettrici (EV).La Casa Bianca a guida Biden dovrebbe anche consentire ad alcuni degli Stati più progressisti, come la California, di perseguire il loro serio programma ambientale, ponendo fine a quattro anni di battaglie legali tra il Governo federale e gran parte degli Stati a guida democratica su questioni come l’inquinamento delle auto.Nonostante l’entusiasmo, trasformare la visione verde di Biden in realtà non sarà facile. L’amministrazione democratica dovrà fare i conti con la forte ostilità del Senato.Riteniamo che questi strumenti avranno un ruolo fondamentale nel suo programma di lotta al cambiamento climatico. Gli investitori dovrebbero quindi aspettarsi un gran numero di ordini esecutivi nei primi 100 giorni della nuova presidenza. Con una semplice firma, Biden riporterà il Paese nell’Accordo di Parigi e aggiungerà le disposizioni sull’energia pulita al pacchetto di stimoli economici per contrastare la pandemia. Ma c’è motivo di credere che Biden possa ottenere ancora di più. Prima di tutto, gli americani non sono così ostili all’azione climatica come alcuni potrebbero pensare. In un recente sondaggio, l’85% dei votanti Repubblicani di età compresa tra i 18 e i 54 anni ha affermato di essere più propenso a sostenere un candidato Repubblicano che adotta un approccio al clima basato sull’innovazione.Poi c’è la promessa dei posti di lavoro. Il settore dell’energia pulita è già un importante datore di lavoro: circa 3 milioni di americani lavorano in tale ambito e i piani di Biden prevedono di aggiungere altri 10 milioni di persone. Si tratta di un impegno audace, ma che dovrebbe riscuotere successo in un’economia colpita dalla pandemia.

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Energia: nessuna proroga per la sospensione delle utenze nelle aree terremotate

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha deciso con una Delibera del 3 Novembre 2020 di non prorogare oltre la data del 31 Dicembre 2020, le agevolazioni sulle bollette di luce, acqua e gas relativa agli immobili inagibili delle aree colpite dal sisma del 2016 (Centro Italia) e del 2017 (Ischia).Una scelta estremamente grave, che ci auguriamo il Governo intervenga a correggere al più presto, a maggior ragione dal momento che il “Decreto Agosto” prevede tale possibilità (art. 57, comma 18, lettera b) del D.L. n. 104/2020).Troviamo inspiegabile la decisione di non prorogare la sospensione: così non si fa altro che inasprire ulteriormente le situazioni di forte difficoltà già determinate dalle conseguenze della pandemia. In più, va considerato che nei territori interessati la ricostruzione degli immobili è ancora ben lontana dalla fase di conclusione e migliaia di immobili sono ancora inagibili. Non è quindi pensabile che i cittadini sopportino il costo delle bollette per delle case che fisicamente non possono abitare.Si tratta di una forte ingiustizia a danno degli gli abitanti delle zone terremotate, che in questo modo dovranno far fronte ad una ulteriore difficoltà in termini economici e sociali. Per evitare di aumentare ulteriormente disparità e accrescere situazioni di disagio è necessario prorogare tale termine, almeno a giugno 2021. Condividiamo che non sia utile né equo prorogare sine die, perché significherebbe impattare negativamente sul sistema e sulla generalità degli utenti, ma non si può non tenere in considerazione la situazione emergenziale che il nostro Paese sta attraversando e che risulta ancora più drammatica, difficile e insostenibile per chi è in attesa di rientrare nella propria casa e ancora vive in unità abitative provvisorie.

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