Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘pazienti’

Il dolore interessa più del 50% dei pazienti oncologici

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Roma il 6 e 7 novembre. Martedì 6 novembre, alle 11, in sede congressuale (Auditorium Ministero della Salute, Lungotevere Ripa 1). Molte persone colpite da tumore soffrono anche di dolore episodico intenso (Breakthrough Cancer Pain, BTP), una forma particolare che si manifesta con crisi acute che possono durare da mezz’ora a 60 minuti. Si configura come una sorta di “dolore nel dolore”, con caratteristiche (intensità, tempi di insorgenza, durata) che si discostano dal cosiddetto dolore di fondo. Pertanto richiede un inquadramento e un trattamento a parte, dedicato, rappresentando un’ulteriore sfida per tutte le figure coinvolte: l’oncologo, il terapista del dolore e il medico di famiglia. È italiano il più grande studio al mondo per capire come trattare al meglio questo sintomo: i risultati saranno presentati nel convegno nazionale “Una ricerca tutta italiana sul BTP”, dove è previsto un media tutorial a cui parteciperanno, fra gli altri, il prof. Paolo Marchetti (Direttore Oncologia Medica B del Policlinico Umberto I di Roma), il prof. Giuseppe Tonini (Responsabile Oncologia Medica Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma) e il prof. Sebastiano Mercadante (Direttore Unità di Terapia del dolore e Cure di supporto, Dipartimento Oncologico La Maddalena di Palermo).

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Trattamenti dei pazienti con carcinoma polmonare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

I risultati di una nuova indagine a livello mondiale rivelano che oltre un terzo (36%) dei 310 medici interpellati ritengono di non disporre di informazioni sufficienti per prendere decisioni su come sequenziare i trattamenti dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR M+). I risultati dell’indagine sono stati presentati come abstract late-breaking (P3.01-108) all’edizione 2018 del Congresso Mondiale sul Tumore Polmonare (WCLC) a Toronto, Canada.I due più importanti obiettivi terapeutici individuati dagli interpellati sono stati: aumentare la sopravvivenza complessiva (77%), seguita dalla qualità di vita (69%), indipendentemente dalla linea di trattamento.I risultati indicano che oltre la metà (55%) dei medici predilige fortemente una sequenza terapeutica che offra ai pazienti la massima durata di trattamento con terapie mirate. Inoltre, i medici hanno riferito una forte necessità di informazioni su potenziali mutazioni di resistenza al trattamento, prima di cambiare la loro pratica corrente.
Il bisogno di maggiori informazioni per prendere decisioni terapeutiche varia in base alla preferenza dei medici per:
• una terapia mirata di prima linea, con la più lunga sopravvivenza libera da progressione della malattia, o
• una terapia mirata di prima linea con la possibilità di utilizzare una diversa terapia sempre mirata in seconda linea.
Il 43% di coloro che preferiscono una terapia con la più lunga sopravvivenza libera da progressione della malattia dichiara di aver necessità di maggiori informazioni per prendere decisioni terapeutiche sulla strategia di sequenza di terapie mirate, rispetto al 23% di coloro che preferiscono una terapia mirata di prima linea, con la possibilità di utilizzare una terapia mirata di seconda linea.
L’indagine promossa da Boehringer Ingelheim ha interpellato 310 medici (Oncologi, Pneumologi, Chirurgi Toracici e Internisti Specialisti in Malattie dell’Apparato Respiratorio) di quattro paesi (Cina: 70, Germania: 70, Giappone: 70, e Stati Uniti: 100), per conoscerne la posizione attuale riguardo alle decisioni sulla sequenza con inibitori di tirosin-chinasi, determinare cosa sia più importante nella scelta della terapia e quali siano i problemi che devono affrontare i medici quando iniziano la terapia mirata in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Algoritmo per la gestione dei pazienti

Posted by fidest press agency su martedì, 11 settembre 2018

Rimini. L’esperienza “estrema” di Clinica Mobile sui circuiti nazionali ed internazionali nel Motomondiale, è nato l’algoritmo capace di ottimizzare l’organizzazione della gestione dei pazienti.Tanti pazienti da trattare in pochissimo tempo con risorse e spazi limitati, uscendo dal contesto puramente agonistico, e nell’ottica di migliorare l’organizzazione dei servizi per ogni paziente, ha visto così la luce nuovo progetto tecnologico, nato dall’incontro tra il Dr. Zasa, Direttore Sanitario di Clinica Mobile nel Mondo e Andrea Pari, AD di ArzaMed, realtà specializzata in software di gestione e ottimizzazione di servizi sanitari.L’applicazione interamente su cloud permetterà di gestire il flusso di appuntamenti medici in maniera ottimizzata in base a tre variabili: tempo, spazio e risorse. Tre variabili che vengono calcolate automaticamente e dinamicamente dall’algoritmo in base al flusso di informazioni inserite, modificando real time la pianificazione degli appuntamenti.I risultati attesi sono calcolati sullo storico di utilizzo del software medico da parte di 500 operatori sanitari, attivi in 16 regioni italiane ed in Svizzera. “Gli obiettivi del progetto – spiega Andrea Pari AD di ArzaMed – sono quelli di migliorare il percorso di cura e prevenzione dei pazienti attraverso l’automazione della gestione organizzativa, clinica e relazionale dei centri medici. Riduzione delle tempistiche di attesa e intervento ed accesso alle informazioni mediche anche in mobilità sono due delle prerogative a cui stiamo lavorando. I primi test, effettuati sulla versione Alpha dell’applicazione, hanno prodotto risultati al di sopra delle aspettative. Entro febbraio 2019, una versione Beta sarà resa disponibile ad un gruppo eterogeneo composto da studi medici specialistici, poliambulatori, equipe multidisciplinari, psicologi e fisioterapisti.”

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Aggiornamento sulle lipodistrofie

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Roma (Zona Roma Termini) mercoledì 19 settembre 2018 10:15-10:30 Benvenuto e agenda lavori. UNA HOTEL – VIA G. Amendola un momento di aggiornamento sulle lipodistrofie in cui i maggiori esperti si confronteranno sulle principali novità farmacologiche, i casi clinici più esemplificativi e sul problema della diagnosi delle sindromi lipodistrofiche. Anche la neonata Associazione Italiana lipodistrofie (AILIP) testimonierà il vissuto dei pazienti sul territorio italiano. La lipodistrofia è una malattia estremamente rara che impedisce di immagazzinare il tessuto adiposo sottocutaneo. Nel mondo, ne sono colpite approssimativamente da 1 a 4 persone per milione. L’autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’EMA del primo trattamento farmacologico per la lipodistrofia, arrivata nel mese di agosto, è tra le novità più rilevanti per chi si occupa di queste malattie. Ma restano non poche criticità, tra cui l’esigenza – condivisa da medici e pazienti – di far modificare la denominazione della patologia nell’elenco delle malattie rare esenti inserito nei nuovi LEA, che potrebbe creare delle difficoltà nella richiesta di esenzione per i pazienti.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ospedali, necessario potenziare la comunicazione con medici di base e pazienti nel post-acuto

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

Gli ospedali dovrebbero impegnarsi fortemente nel mettere a punto processi per comunicare con gli operatori sanitari che, sul territorio, forniscono cure ai pazienti dopo il trattamento in acuto. L’importanza di questo concetto, spesso ripetuto ma di non semplice realizzazione, viene nuovamente ribadita in un articolo pubblicato recentemente su Physicians Practice, in cui si sostiene che la comunicazione trasversale e continuativa dopo le dimissioni dall’ospedale ha la potenzialità di migliorare fortemente gli outcome clinici dei singoli pazienti e la salute generale della popolazione.«Quando un paziente entra in ospedale – vi si sostiene – sia per una procedura programmata che per un’emergenza, il suo medico non è necessariamente a conoscenza del trattamento che riceve. Di fatto, i medici di base rimangono spesso all’oscuro dei risultati delle cure in acuto ricevute dai propri pazienti e delle cure che è necessario fornire nel periodo successivo. Questa mancanza di informazione e di coinvolgimento non solo pone a rischio la salute del paziente ma mette in difficoltà il medico stesso. Tuttavia, ci sono alcune cose che si possono fare per migliorare la comunicazione e la collaborazione in questi frangenti».Come si diceva, il suggerimento principale è rivolto alle strutture ospedaliere, che dovrebbero impegnarsi a mettere a punto dei processi standard e non lasciare queste situazioni al caso: dovrebbe insomma essere creata una robusta rete di professionisti, con al centro il paziente, per gestire al meglio la fase post-acuta e, per esempio, evitare interruzioni della terapia iniziata in ospedale.Il coordinamento dell’assistenza erogata in ospedale e sul territorio potrebbe essere facilitata da soluzioni tecnologiche semplici come le app, strumenti che possono anche essere utilizzati per favorire l’impegno dei pazienti, finalizzato a una migliore ripresa a lungo termine: i pazienti potrebbero essere coinvolti e responsabilizzati nel loro processo di recupero attraverso l’invio di materiale educativo e interattivo.Secondo l’articolo, «gli sforzi per semplificare la comunicazione e promuovere la collaborazione, possono preparare il terreno per cure che sono siano davvero centrate sul paziente». (fonte Doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Migliorare la sicurezza dei pazienti negli ospedali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Come fare? Lo spiega un report di 955 pagine dell’agenzia federale degli Stati Uniti Ahrq (Agency for healthcare research and quality). Un gruppo di esperti ha lavorato più di tre anni e ha infine riassunto le proprie indicazioni in un decalogo di strategie che dovrebbero essere messe in atto dalle strutture ospedaliere. La prima raccomandazione è di migliorare l’igiene lavandosi regolarmente le mani; la letteratura è chiara nello stabilire che in questo modo si potrebbe ridurre la trasmissione di infezioni, ma solo il 39% di medici e infermieri si attiene scrupolosamente a questa abitudine. Nel trattare alcune tipologie di pazienti e nell’eseguire certe manovre, servono precauzioni aggiuntive: guanti e un abbigliamento adatto sono barriere efficaci contro le infezioni, che negli Usa uccidono 99.000 persone ogni anno. L’inserimento di cateteri è un’operazione particolarmente delicata e l’accesso vascolare teleguidato con l’utilizzo degli ultrasuoni può ridurre il rischio di infezioni.
Quando si tratta di cateteri al tratto urinario, le infezioni sono particolarmente frequenti e gli esperti consigliano di seguire dei protocolli precisi nell’eseguire la procedura. Anche in caso di intervento chirurgico è importante porre un’attenzione sistematica: ricorrere a checklist preoperatorie comporta una riduzione delle complicanze che, secondo uno studio condotto su 4.000 persone, si assesta tra il 7% e l’11%. Deve essere inoltre migliorata la profilassi del tromboembolismo venoso, un killer pericoloso che uccide oltre 100.000 americani ogni anno, mentre adeguati interventi preventivi si sono mostrati in grado di ridurre polmoniti e ulcere pressorie. È importante in questi casi il concetto di “bundle”: quando un gruppo di misure sono utilizzate insieme, il risultato è migliore.
A volte, infine, decimo e ultimo punto, l’errore medico non deriva da questioni cliniche ma orto-grafiche: l’uso di sigle e abbreviazioni si collega a migliaia di somministrazioni di farmaci sbagliati. (Servizio Fidest)

Posted in Fidest - interviste/by Fidest | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Qui parliamo spesso di farmaci e di terapie ma il paziente dove lo mettiamo?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

E’ necessario, a nostro avviso, richiamare il concetto che il trattamento di una medicina non può prescindere dalla sua conoscenza sugli effetti clinici e quelli indesiderati, gli eventi avversi e la durata della cura.
In altri termini prima della registrazione si deve sapere tutto di un farmaco, ma non basta. Il suo studio, in realtà, non termina mai per tutta la sua vita commerciale. Il motivo di quest’attenzione è anche un altro. Il farmaco si cala in una vita reale con tutte le complessità personali e fisiche del paziente. Occorre, quindi, evitare ogni tipo d’interferenza e prestare una maggiore attenzione agli effetti prodotti da un farmaco e dalla possibilità che possa interagire con un altro in termini conflittuali. Significa anche che occorre porre più attenzione al rischio che si corre sulla minore considerazione che oggi si rileva nelle diagnosi e nella prescrizione di farmaci a fronte di pazienti che ricorrono per le loro patologie a più specialisti. Manca spesso un approccio interdisciplinare che permetta di conciliare le prescrizioni sulla base di una visione globale sullo stato di salute del paziente. Lo spezzettamento specialistico a volte può danneggiare e non certo migliorare un indirizzo terapeutico se l’occhio non si focalizza sull’insieme dei processi vitali che interagiscono tra loro e ne armonizzano i processi. (Servizio Fidest)

Posted in Fidest - interviste/by Fidest, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Linguaggio medico ostico: i malati ne risentono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Una mancata adesione alle cure può prendere avvio da una scarsa alfabetizzazione sanitaria, in altre parole da una bassa capacità di trarre indicazioni dalle informazioni offerte dal sistema sanitario.
Questo, almeno, stando a una ricerca condotta nel Regno Unito da Gill Rowlands, della London South Bank University (Lsbu), è dovuto al fatto che la comunicazione sanitaria è troppo complicata. Lo studio della Lsbu dimostra che circa il 43% dei soggetti di età compresa tra i 16 e i 65 anni non è in grado di comprendere tali informazioni, e la quota sale al 61% qualora l’informazione richieda anche capacità matematiche (“come indicazioni posologiche, con riferimento al numero di compresse da assumere, o a dosaggi da calcolare in base al peso corporeo”).
In Italia la situazione non si discosta dallo studio inglese in quanto il linguaggio della Pubblica amministrazione e della burocrazia è assolutamente incomprensibile e astruso per la maggior parte delle persone, e la comunicazione conseguentemente farraginosa.” (Servizio Fidest)

Posted in Fidest - interviste/by Fidest | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Medicina: I pazienti informati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 agosto 2018

Con le ampie opportunità offerte alle persone di accedere all’informazione medica tra la televisione, la radio, la carta stampata, dai quotidiani ai periodici, e il web si è aggiunta, come osserva il prof. Claudio Cricelli, past presidente della società italiana di medicina generale, “la crescente richiesta di “partecipazione” del paziente alla scelta dei percorsi di cura e una forte attrazione per tutto ciò che è “naturale” e che risponde ai paradigmi del salutistico.” “Diventa – soggiunge il professore – dunque sempre importante che il medico, e in particolare il medico delle cure primarie, rifletta su questi fenomeni e acquisisca i necessari strumenti cognitivi che gli consentano di comprendere, e per quanto possibile, guidare e rendere più consapevoli le scelte che le persone mettono in atto per migliorare il proprio stato di salute (automedicazione)”. In questo senso procede la crescente attenzione verso le ricerche sugli effetti biologici degli alimenti e delle piante medicinali.
La Fidest come organo d’informazione legato al rilancio di notizie avverte questo flusso mediatico e si sente in qualche modo responsabile sia nell’esercitare un maggiore controllo delle fonti sia per rispondere a una domanda dei lettori sempre più forte ma anche più ansiosa di trovare la strada giusta in termini di mantenimento e miglioramento dello stato di salute.
Un discorso in se molto difficile se si pensa all’ampiezza delle fonti inquinanti che danneggiano il suolo e pregiudicano la protezione dei bacini idrici rendendo sempre più complesso il controllo delle aree “grigie e indistinte” e la possibilità d’interventi sempre più efficaci a fronte della diversa e più intensiva composizione della popolazione e le variazioni della presenza delle patologie presenti.
Un altro capitolo andrebbe poi aperto sull’evoluzione della salute derivante dall’uso frequente, e a volte sconsiderato, di nutrienti, sostanze naturali, integratori e oligoelementi e il loro claim salutistico che può diventare incalcolabile per il numero degli alimenti che possono contenere.
La lezione che può valere per tutti è che la medicina è “un’arte complessa” che va presa con le molle e che non basta una infarinatura mediatica per ricavarne una terapia se non si ha dall’altro versante un valido interlocutore e che esso non può avvalersi della semplice lettura di un profano. Semmai si chiede al medico più pazienza, più attenzione, maggiore sensibilità. (Servizio Fidest)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Prevalenza di glaucoma primario ad angolo aperto in pazienti con apnee del sonno

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Brescia. Le persone che soffrono di apnee ostruttive durante il sonno (OSAS) sperimentano episodi ripetuti nel di pause del respiro. Questa interruzione, anche decine di volte per notte e per diversi secondi, ha effetti a cascata sul corretto funzionamento della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco.
Più di recente è stato osservato che i pazienti con apnee notturne presentano un rischio di 10 volte maggiore di sviluppare il glaucoma, forse a causa delle alterazioni della pressione oculare, dato diffuso dalla Glaucoma Research Foundation americana. Le apnee del sonno sono un fenomeno che accomuna circa 12 milione di italiani dai 40 anni in su con una pletora di sintomi che vanno dalla sonnolenza diurna, ai colpi di sonno, mancanza di concentrazione e mal di testa.
Oltre ad infarto, ictus (per cui il rischio aumenta di 4 volte) e, ora, danni oculari, le apnee notturne presentano un conto drammaticamente evidente, sono infatti 12mila gli incidenti stradali ogni anno riconducibili a questa causa con un bilancio di 250 morti ogni 365 giorni.
Una correlazione che è balzata immediatamente agli occhi dei ricercatori visto che nella popolazione generale la prevalenza è del 2,5%. Il rischio di ipertensione, infarto, ictus e problemi cardiaci nei pazienti con OSA erano noti, mentre è più recente la scoperta che le interruzioni della respirazione durante il sonno possano avere effetti negativi sulla vista e in particolare sulla pressione oculare che può prendere allo sviluppo di glaucoma.
Il mancato afflusso di ossigeno nel sangue e la diminuzione quindi della “saturazione” è in grado di indurre danni al nervo ottico. Si crea un ambiente che risente della mancanza di ossigeno in maniera costante e una sofferenza che aumenta la pressione intraoculare a valori che superano i 21 mm/Hg considerati “normali”.“Si tratta di una connessione particolarmente subdola e pericolosa che rende ragione ulteriore di trovare un trattamento efficace per questo disturbo del sonno. In particolare i soggetti con apnea diagnosticata dovrebbero sottoporsi a controlli periodici regolari per intercettare al più presto eventuali segni di malattie oculari e impostare una terapia che rallenti la progressione della malattia” spiega il Professor Luciano Quaranta, Responsabile del Centro per il Glaucoma degli Spedali Civili di Brescia “per individuare se le apnee avessero conseguenze a livello oculare è stata utilizzata una innovativa lente a contatto che ‘registra’ le fluttuazioni della pressione intraoculare in continuo grazie ad un particolare sensore (CLS)che intercetta e registra le variazioni della curvatura e nella circonferenza della cornea che si verificano in risposta ai cambiamenti pressori. L’uso di queste speciali lenti a contatto avviene in concomitanza con la polisonnografia, l’esame che registra i cambiamenti notturni e le apnee, in modo da verificare se la pressione dell’occhio aumenta in corrispondenza dell’episodio di apnea.
Nonostante non sia ancora chiaro il meccanismo che lega i due fenomeni, si pensa che la diminuzione dei livelli di ossigeno nel sangue e lo stress ossidativo che si verificano in occasione dell’apnea, contribuiscano a danneggiare progressivamente il nervo ottico e in particolare le cellule ganglionari, la cui perdita progressiva è responsabile dei tipici sintomi del glaucoma, come la perdita periferica della visione. (D.ssa Johanna Rossi Mason)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sette pazienti su dieci colpiti da tumori gastrointestinali

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 luglio 2018

Presentano una particolare alterazione genetica, la fusione di geni NTRK (neurotrophic tropomyosin receptor kinase) rispondono al trattamento con larotrectinib di Bayer. I risultati di un’analisi per sottogruppi su una coorte di pazienti affetti da tumori gastrointestinali hanno infatti dimostrato che il trattamento con larotrectinib ha portato a un tasso di risposta globale del 67% in pazienti con neoplasie maligne gastrointestinali localmente avanzate o metastatiche che presentano fusioni geniche di NTRK. Le risposte sono state rapide e durature, con un tempo massimo alla prima risposta inferiore a due mesi e con una durata della risposta compresa tra 3,5 mesi e quasi 2 anni. I dati sono stati presentati al 20° Congresso mondiale dell’ESMO sui tumori gastrointestinali (World Congress on Gastrointestinal Cancer, WCGIC) che si è svolto recentemente a Barcellona. “I risultati rinforzano ulteriormente il fatto che larotrectinib sia efficace e ben tollerato nei pazienti affetti da vari tipi di tumori gastrointestinali determinati da una sovraespressione delle proteine di fusione TRK”, ha dichiarato Michael Nathenson, autore principale dello studio. “I benefici osservati”, prosegue Nathenson, “convalidano l’importanza dell’analisi dei biomarcatori per le fusioni geniche di NTRK. Nel nostro ruolo di medici, risulta fondamentale cercare dei biomarcatori in diversi tipi di tumore, per trovare il trattamento giusto per il paziente giusto”. A luglio 2017, 55 pazienti con 17 tipi diversi di tumore sono stati inclusi nell’analisi agregata dello studio, rappresentando la popolazione per l’analisi di sicurezza. I 12 pazienti individuati nella sub-analisi dei tumori gastrointestinali erano di età compresa fra 32 e 74 anni: quattro pazienti con tumore del colon-retto, tre con tumore stromale gastrointestinale (GIST), due con colangiocarcinoma, uno con adenocarcinoma dell’appendice, uno con adenocarcinoma del pancreas e uno con adenocarcinoma dei tessuti molli perirettali. All’interno di questo gruppo, otto pazienti hanno presentato una risposta obiettiva, di cui sette risposte parziali e una risposta completa. Un paziente ha avuto una progressione di malattia, mentre la stabilità di malattia ha costituito la migliore risposta in tre pazienti. La durata della risposta è stata compresa fra 3,5 mesi (nel paziente con adenocarcinoma del pancreas) e 22,9 mesi (in corso; in un paziente con GIST). Larotrectinib è stato ben tollerato e la maggior parte degli eventi avversi tra tutti i partecipanti dello studio è stata di grado 1 o 2. Nessun paziente ha interrotto larotrectinib a causa di un evento avverso correlato al farmaco. “Ci troviamo a un punto di svolta critico nel trattamento oncologico. L’attenzione si è spostata infatti dalla sede anatomica del tumore alla struttura genomica che determina la malattia del paziente”, ha affermato il dottor Marius Moscovici, responsabile Medical Affairs Oncology di Bayer in Italia. “Questo dato conferma nuovamente il potenziale clinico di larotrectinib. Le ricerche in corso sono fondamentali per trovare trattamenti ottimali quando le opzioni sono limitate o assenti”.
Bayer sviluppa un portafoglio di trattamenti innovativi, tra cui farmaci in ambito oncologico che includono vari prodotti e diversi altri composti in varie fasi di sviluppo clinico. Insieme, questi prodotti riflettono l’approccio dell’azienda alla ricerca, focalizzata su bersagli e processi cellulari con il potenziale di influenzare il trattamento dei tumori.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lipodistrofie e laminopatie: nasce la prima associazione dei pazienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Roma – I pazienti italiani affetti da lipodistrofia hanno finalmente un’associazione pronta a supportarli: si chiama AILIP e conta già una ventina di iscritti. Dato che nel nostro Paese si ipotizzano circa un centinaio di persone affette, è lecito pensare che molte di queste non sappiano ancora di esserlo: favorire una diagnosi sempre più precoce è infatti l’obiettivo principale dell’Associazione Italiana Lipodistrofie. L’associazione è composta da pazienti e familiari di bambini affetti e si rivolge anche alle persone con malattie correlate, come le laminopatie. Il presidente Guido Loro e la vice Valeria Corradin si trovano ora nella fase in cui è utile fare rete e collaborare con altre associazioni, trovare Centri specializzati e medici esperti nella patologia. Sono ancora da pianificare le prossime partecipazioni ai meeting sulla malattia, ma il primo sarà la tavola rotonda sulle lipodistrofie che si terrà a Roma il prossimo 19 settembre.Le lipodistrofie sono un gruppo di patologie multisistemiche con cause e sintomi molto diversi, ma accomunate dalla perdita di tessuto adiposo sottocutaneo e allo stesso tempo dall’accumulo di grasso in distretti corporei dove normalmente non dovrebbe trovarsi, ovvero nei muscoli, negli organi interni e soprattutto nel fegato. Le conseguenze riguardano diversi organi e apparati, e possono includere steatosi epatica, insulinoresistenza, diabete, ovaio policistico, acantosi (pelle scura ed ispessita), infertilità, dolore agli arti e problemi cardiaci e renali. Sono divise in quattro macrogruppi: a seconda della causa possono essere congenite o acquisite, mentre se si considera la distribuzione del grasso nel corpo, si distinguono in forme generalizzate o parziali.Le due forme congenite sono chiamate lipodistrofia generalizzata congenita (Sindrome di Berardinelli-Seip) e lipodistrofia familiare parziale, mentre le acquisite prendono il nome di lipodistrofia generalizzata acquisita (Sindrome di Lawrence) e lipodistrofia familiare acquisita. Le forme congenite sono evidenti sin dai primi mesi di vita, mentre le acquisite si manifestano nell’infanzia, nell’adolescenza e in alcuni casi anche in età più avanzata.
Essendo malattie molto rare, i Centri di riferimento sono pochissimi: AILIP ha come referente l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana, nella persona del prof. Ferruccio Santini, responsabile del Centro Obesità presso l’Unità Operativa di Endocrinologia. “Ci stiamo occupando di mappare le altre strutture specializzate, e in evidenza ci sono il Policlinico di Roma–Tor Vergata e l’ospedale Sant’Orsola–Malpighi di Bologna”, spiega Chiara Pistoi, del direttivo di AILIP.Per la carenza di Centri esperti, la diagnosi è spesso ritardata di molti anni, e ciò costringe le persone affette a spostarsi dalla propria regione per farsi visitare in altre strutture, con i disagi conseguenti. In questa situazione i malati e i familiari dei bambini affetti si sentono soli e abbandonati: da qui l’idea di far nascere un’associazione, per poter trovare altre persone con cui condividere l’esperienza dell’affrontare la malattia.
La lipodistrofia, attualmente, è inserita nell’elenco ministeriale con il codice di esenzione RC0080, e con il nome di “LIPODISTROFIA TOTALE”. Un nome che l’associazione AILIP chiede di cambiare, perché non caratterizza la malattia: “Questa definizione veniva usata molti anni fa quando, purtroppo, le diagnosi non erano complete. Fortunatamente, andando avanti, le diagnosi si sono fatte più precise e questo termine non consente di identificare chiaramente la patologia”, sottolinea Chiara Pistoi. “Vogliamo che venga modificata, perché così può creare dei problemi ai pazienti che potrebbero vedere non riconosciuta l’esenzione, necessaria per affrontare il percorso di diagnosi, controlli e cure. Chiediamo dunque che il nome sia corretto in SINDROMI LIPODISTROFICHE, per non discriminare alcun malato e facilitare le prescrizioni dei medici”.
Per la lipodistrofia non è ancora presente un registro nazionale dei malati: esiste però un network italiano per lo studio della malattia, nato nell’aprile del 2016 e coordinato dal prof. Andrea Lenzi, allora presidente della Società Italiana di Endocrinologia (SIE). All’interno del network è stato creato un gruppo di studio, guidato dal prof. Ferruccio Santini e dalla prof.ssa Silvia Migliaccio, dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”. A livello europeo, invece, esiste il registro dell’European Consortium of Lipodystrophies (ECLip), un network di 14 nazioni il cui meeting annuale si è appena concluso in Germania, a Münster.
Finora il trattamento dei lipodistrofici si è basato sulla metformina o sull’insulina per il diabete, e sugli antidolorifici, insieme alla dieta e a uno stile di vita sano, che comprenda l’attività fisica. L’unico farmaco specifico per questa malattia è però la leptina ricombinante umana (metreleptina), un ormone che ha il compito di informare il cervello sulle risorse energetiche del corpo: nelle persone affette, infatti, l’assenza o carenza di leptina provoca un appetito vorace e un’eccessiva introduzione di calorie. Per saperne di più sulla lipodistrofia visita la sezione di O.Ma.R, il sito di AILIP o il sito https://www.lipodystrophy.eu/it

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Programma di assistenza per i pazienti colpiti da tumore del pancreas

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2018

Brescia. Fondazione Poliambulanza è il primo ospedale in Italia a rendere disponibile gratuitamente un programma di assistenza per i pazienti colpiti da tumore del pancreas. Si chiama Pancreas Energy Program ed è stato studiato per sostenere i pazienti durante la terapia (medica e chirurgica) a mantenere un’adeguata performance fisica, elementi indispensabili per poter ricevere i pesanti trattamenti necessari alla cura. Un’alimentazione adeguata e un corretto movimento contribuiscono a contenere la perdita di peso e a stimolare le difese immunitarie, migliorando gli esiti del percorso di cura e riducendo le complicanze legate alla terapia. Pancreas Energy Program è nato dalla collaborazione di Fondazione Poliambulanza di Brescia e Fondazione Nadia Valsecchi. Da oggi i pazienti assistiti nell’ospedale bresciano hanno a disposizione un medico nutrizionista, che li aiuta a mantenere un peso adeguato seguendoli regolarmente, un fisiatra e un coach, che propongono dei programmi specifici di attività fisica, studiati su misura per la patologia e lo stato di salute, e una infermiera coordinatrice dell’intero percorso di cura, quindi prima e dopo l’intervento chirurgico. Per attivare questo servizio è sufficiente che il medico di medicina generale faccia una richiesta telefonica. Il programma viene presentato in occasione della XIII Giornata Malato Oncologico che si celebra in tutta Italia.
“Ogni anno in Italia i nuovi casi di carcinoma pancreatico sono 13.700 e rappresentano il 3% di tutte le neoplasie – afferma il dottor Edoardo Rosso, Direttore del Dipartimento di Chirurgia Generale e specialistica di chirurgia del pancreas e del fegato -. Solo nella nostra struttura sanitaria assistiamo circa 100 malati all’anno con tumore pancreatico nei vari stadi. E’ dimostrato scientificamente come un corretto stato nutrizionale possa diminuire le complicanze legate alla terapia oncologica contribuendo al benessere del paziente. Anche l’esercizio fisico svolto regolarmente è d’aiuto. La stanchezza è sistematica a seguito di cure come la chirurgia, la chemioterapia. La lotta alla perdita di peso e l’esercizio fisico guidato permettono di stimolare le difese immunitarie, migliorare la qualità della vita e la resistenza. Un recente studio ha inoltre attestato come lo sport sia tollerabile in pazienti con tumore al pancreas sottoposti a chemioterapia neo-adiuvante e quindi in fase pre-operatoria”. “Pancreas Energy Program è un progetto pioneristico a livello mondiale – aggiunge la dottoressa Federica Valsecchi, Vice Presidente della Fondazione Nadia Valsecchi -. La nostra Fondazione ha come obiettivo specifico proprio sostenere la ricerca scientifica, la cura e la prevenzione del tumore del pancreas. Abbiamo voluto avviare insieme alla Poliambulanza quest’iniziativa volta a dare un’assistenza altamente qualificata e specialista a pazienti alle prese con una malattia oncologica particolarmente insidiosa e difficile da trattare. E’ nostra intenzione estendere, il prima possibile, il Pancreas Energy Program anche ad altre strutture sanitarie e ospedali italiani”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Collaborazione tra aziende finalizzata ai bisogni dei clinici, dei pazienti e del Sistema Sanitario

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2018

Nasce una alleanza strategica tra Medtronic e Nestlé Health Science Italia per contribuire alla diffusione di percorsi di eccellenza per il paziente chirurgico che mirano a migliorare l’outcome clinico garantendo la sostenibilità del Sistema Sanitario.In quest’ottica, entrambe le aziende, leader nei propri mercati di riferimento, hanno deciso di unire le proprie forze e competenze, Medtronic nell’ambito chirurgico mininvasivo e Nestlé Health Science in quello della nutrizione clinica, per diffondere i migliori “percorsi paziente” su terapie di riferimento per entrambe le aziende: uro-ginecologica, obesità, colorettale, lung health, attraverso la condivisione di conoscenze, competenze, contenuti tecnologici scientifici e farmaco-economici.In particolare, una delle aree di forte sinergia è stata individuata nella volontà di informare e creare percorsi di formazione per i principali stakeholders – clinici e non clinici – su protocolli di eccellenza in chirurgia quali ERAS Enhanced Recovery After Surgery, nati proprio con l’obiettivo di garantire un recupero post-operatorio ottimale e un ritorno precoce e sicuro alle attività quotidiane, con un notevole risparmio per il Sistema in termini di riduzione dei giorni di degenza e delle complicanze.All’interno del documento di Intesa, le due Multinazionali hanno previsto di collaborare per l’organizzazione di iniziative con le maggiori società scientifiche ed associazioni di pazienti, per la pianificazione di percorsi di formazione e certificazione di centri Target sul protocollo ERAS e per attività di awareness nei confronti di differenti stakeholders: istituzioni, enti, clinici, operatori, pazienti.“Il paziente è da sempre il protagonista del percorso di cura – afferma il professor Pierluigi Marini, Presidente ACOI (Associazioni Chirurghi Ospedalieri Italiani) -. Come Società Scientifica collaboreremo al fine di promuovere tecniche e percorsi mirati al benessere e all’ottimizzazione della cura. A tale proposito l’innovazione in tecnologia e nutrizione, inserite in un percorso virtuoso di gestione del paziente pre-durante-post chirurgia, assumono un ruolo determinante, perché contribuiscono a un migliore recupero del paziente con un beneficio clinico e per il Sistema. Proprio in questi giorni ACOI sta lanciando un board scientifico multidisciplinare di esperti che nei prossimi mesi validerà le linee guida internazionali ERAS per l’Italia”.E’ un primo importante esempio di collaborazione tra aziende finalizzato ai bisogni dei pazienti, dei clinici e del Sistema Sanitario.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Psoriasi, arriva in Italia l’innovazione che velocizza la cura e migliora la qualità di vita dei pazienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Efficacia e rapidità d’azione superiori rispetto ai trattamenti di confronto. Risultati visibili già dopo la prima settimana. Durata di trattamento dimezzata rispetto all’attuale gold standard. Praticità e tollerabilità che favoriscono l’aderenza dei pazienti alla terapia.
Sono le credenziali della nuova terapia topica di LEO Pharma per la psoriasi, una combinazione di calcipotriolo e betametasone dipropionato a dose fissa somministrata in un’innovativa formulazione in schiuma spray, che assicura una maggiore e più rapida penetrazione dei principi attivi attraverso la cute. Enstilar®, disponibile adesso anche in Italia, ha un effetto marcato sui sintomi della psoriasi, come il prurito, e offre una risposta a molti degli unmet needs aperti nel trattamento della malattia: scarsa aderenza alla terapia; percezione di bassa efficacia dei trattamenti topici, a causa di un’azione lenta e di schemi terapeutici lunghi e complessi; insoddisfacente qualità di vita per i pazienti.Il nuovo farmaco potrà essere utilizzato sia nei pazienti con psoriasi lieve-moderata che in quelli con forme moderate che hanno controindicazioni all’utilizzo di farmaci sistemici. La posologia prevede un’applicazione al giorno per un ciclo di trattamento di 4 settimane.«L’associazione tra calcipotriolo e cortisonico rappresenta la terapia locale più efficace contro la psoriasi, con efficacia superiore a quella dei due principi attivi somministrati separatamente. Adesso, la nuova formulazione in schiuma sovrassatura permette di ottenere a livello cutaneo una concentrazione molto più alta di principi attivi», dichiara Piergiacomo Calzavara Pinton, Direttore Unità di Dermatologia, Spedali Civili di Brescia e Presidente SIDeMaST. «Il risultato terapeutico è decisamente superiore a quello dell’unguento o gel. Ma, cosa non meno importante, questa formulazione è ancora più gradevole e tollerata dal paziente. Enstilar® rappresenta un’innovazione importante per tutti i pazienti con psoriasi lieve moderata e ancor più per quei pazienti con psoriasi moderata che non possono essere trattati con farmaci o fototerapia». L’efficacia del prodotto è dimostrata da un corpus di studi clinici che hanno coinvolto complessivamente circa 1.700 pazienti: un paziente su due (51%) ha raggiunto un miglioramento quasi completo della malattia entro 4 settimane.
L’altro 49% ottiene comunque un miglioramento, clinicamente visibile. In base ai dati misurati attraverso l’osservazione diretta dei pazienti, dopo 5 giorni di trattamento già il 50% ha riportato una riduzione del prurito di almeno il 70%, riduzione che dopo 4 settimane interessa l’80% dei pazienti. L’80% dei pazienti trattati a 4 settimane ha raggiunto un miglioramento clinicamente rilevante della Qualità di Vita e, in particolare, quasi il 50% ha riferito che la psoriasi non aveva più alcun effetto sulla propria vita dopo solo una settimana di trattamento.
La psoriasi, malattia della cute cronica, recidivante e autoimmune, si può manifestare in forme diverse per localizzazione e gravità: la maggioranza delle forme (circa il 70-80%) è di entità lieve-moderata. Nel mondo colpisce circa 125 milioni di persone, il 2-3% della popolazione. In Italia la prevalenza della patologia è pari a circa il 3% della popolazione adulta, con un’incidenza di circa 230 nuovi casi l’anno ogni 100.000 persone. Principale sintomo della malattia è la comparsa di chiazze (placche) rilevate, arrossate e ricoperte di squame su diversi distretti corporei, quali cuoio capelluto, gomiti e ginocchia. Le manifestazioni cutanee spesso si associano a prurito e quando sono persistenti possono diventare molto fastidiose e dare dolore.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Professionisti e centri per la fertilità: una gestione coordinata dei pazienti nell’era della genetica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Lugano 12 e 13 aprile al centro culturale LAC il secondo corso avanzato di Medicina della riproduzione ed Endocrinologia ginecologica dal titolo “Professionisti e centri per la fertilità, una gestione coordinata dei pazienti nell’era della genetica”. Appuntamento biennale promosso dal centro per la fertilità ProCrea e dai laboratori Dr Risch, il convegno prevede interventi di importanti specialisti provenienti da tutta Europa per discutere e confrontarsi sui temi dell’infertilità e di genetica della riproduzione.
«Ricordiamo quest’anno il quarantesimo anniversario della prima fecondazione in vitro; e in questi 40 anni la procreazione assistita e, più in generale, l’approccio all’infertilità è profondamente cambiato. Di fatto, la genetica sta rivoluzionando l’intero ambito aprendo nuove e interessanti prospettive», premette Marina Bellavia specialista del centro per la fertilità ProCrea e membro del comitato scientifico insieme con Michael Jemec, Giuditta Filippini e Dominique de Ziegler. «A guidarci in questo excursus ci sarà Simon Fishel, fisiologo e biochimico, ritenuto insieme con Robert Edwards e Patrick Steptoe tra i pionieri della procreazione assistita. Fishel ha infatti collaborato con Edwards e Steptoe in occasione della prima fecondazione in vitro, di cui proprio quest’anno ricorre il 40esimo anniversario e che portò alla nascita di Louise Brown il 25 luglio del 1978». Ma non solo. «Il tema dell’infertilità sarà affrontato sotto differenti aspetti: prezioso il contributo di Filippo Ongaro, nutrizionista e direttore dell’Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-Aging (ISMERIAN) di Treviso che ci porterà a guardare all’infertilità anche dal punto di vista dell’alimentazione, seguendo il principio che corretti stili di vita aiutano a preservare anche la propria salute riproduttiva», aggiunge Bellavia.Il convegno è anche l’occasione per fare il punto della situazione a pochi mesi dall’entrata in vigore di una novità normativa: dal settembre scorso infatti in Svizzera è diventata operativa la nuova legge che consente la diagnosi preimpianto (DPI) sugli embrioni per le coppie che hanno una grave malattia genetica o che hanno provati problemi di infertilità. Ricorda la specialista di ProCrea: «La genetica di fatto non solo consente di andare maggiormente in profondità in campo diagnostico – nell’individuare eventuali problemi di infertilità -, ma permette di muoversi per tutelare di più la salute della donna e del nascituro».
Il programma della due giorni prevede oltre venti relazioni per presentare le più recenti ricerche e studi sulla gestione di ovociti ed embrioni, gli ultimi sviluppi nel campo dell’infertilità sia femminile sia maschile e i progressi fatti dalla genetica applicata alla riproduzione.

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Pazienti e medici di famiglia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

“Finalmente ci avviciniamo al recepimento delle richieste dei pazienti e dei medici di famiglia in merito all’incremento del numero di borse di studio per la medicina generale. Ci auguriamo che questo passo in avanti, risultato anche della lunga battaglia intrapresa da noi pazienti, sia compiuto fino in fondo, e che si inauguri un nuovo corso per la medicina di famiglia, in grado di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute dei cittadini”, lo ha dichiarato Roberto Messina, Presidente di Senior Italia FederAnziani in merito alla possibilità di avere dalle Regioni il raddoppio delle borse per l’accesso al corso di formazione specifica in Medicina Generale. La federazione delle associazioni della terza età ha raccolto centocinquantamila firme con la petizione “Salviamo il medico di famiglia” lanciata in collaborazione con FIMMG (Federazione italiana medici di medicina generale) per sensibilizzare sulla mancata programmazione delle scuole di formazione in medicina generale e sul rischio legato al mancato ricambio dei medici di famiglia che andranno in pensione. “Da qui al 2023, come è noto, andranno in pensione 16.000 medici di medicina generale e un assistito su tre rimarrà senza medico – spiega Messina – con il conseguente rischio che 16 milioni di cittadini si ritrovino privi del loro principale punto di riferimento per l’assistenza. Plauso dunque a Stefano Bonaccini, Antonio Saitta e al Ministro Lorenzin per la loro disponibilità ad ascoltare le istanze dei cittadini. Andando avanti in questa direzione abbiamo ancora la possibilità di arginare lo svuotamento del Servizio Sanitario Nazionale e di ripristinare l’orizzonte di un futuro in cui non sia minacciato il rapporto tra medico e paziente che è alla base del diritto alla salute e del buon funzionamento del sistema sanitario”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuovi dati sul secukinumab che migliora qualità di vita in due terzi dei pazienti per un periodo di 5 anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 febbraio 2018

Novartis ha annunciato oggi ulteriori risultati dello studio SCULPTURE, i quali dimostrano che due terzi dei pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa trattati con il secukinumab non hanno segnalato alcun impatto negativo di questa malattia cutanea sulla loro qualità di vita per un periodo di 5 anni, come descritto dalla risposta 0/1 del Dermatology Life Quality Index (DLQI, un questionario usato per valutare l’impatto della psoriasi sulla qualità della vita di un paziente): 72,7% all’anno 1 e 65,5% all’anno ​​51,3. Questi dati sono stati presentati al congresso annuale American Academy of Dermatology (AAD) a San Diego (California).
La psoriasi non è semplicemente un problema estetico, ma una malattia cronica, persistente e a volte invalidante, che può compromettere anche gli aspetti apparentemente meno importanti della vita quotidiana delle persone.“Esiste una correlazione tra il raggiungimento della clear skin e il miglioramento della qualità della vita: una corretta gestione della psoriasi dovrebbe affrontare sia i sintomi fisici della malattia, sia il suo impatto negativo sulla vita quotidiana dei pazienti”, ha dichiarato Craig Leonardi, MD, Professore associato di dermatologia presso la St. Louis University School of Medicine. “I risultati dello studio SCULPTURE dimostrano che, sul lungo termine, il trattamento con il secukinumab può soddisfare entrambe queste esigenze. E’ incoraggiante osservare tali miglioramenti nelle risposte DLQI e nei punteggi PASI assoluto inferiori a 3 nell’arco di un periodo di 5 anni”.Coerentemente con quanto riportato nello studio principale e nei precedenti studi di fase III, gli eventi avversi più comuni hanno incluso naso-faringite, infezione del tratto respiratorio superiore e cefalea.Il secukinumab è il primo antagonista completamente umano della IL-17A approvato per il trattamento della spondilite anchilosante, dell’artrite psoriasica e della psoriasi a placche da moderata a severa5. A oggi, il secukinumab è stato prescritto a oltre 140.000 pazienti in tutto il mondo6.
La psoriasi è una malattia autoimmune dolorosa e invalidante, che colpisce oltre 125 milioni di persone in tutto il mondo7. È un disturbo debilitante, associato a un significativo carico emotivo e fisico quotidiano. A lungo termine, la psoriasi può anche dare origine ad altri disturbi – come diabete, malattie cardiache, depressione e artrite psoriasica – che potrebbero colpire fino al 30% dei pazienti psoriasici8.La psoriasi a placche – la forma più comune di questa patologia – appare sotto forma di placche rosse rilevate, coperte da uno strato bianco/argenteo di cellule cutanee morte. La maggior parte dei pazienti con psoriasi svilupperà anche forme della malattia difficili da trattare, che si manifestano sul cuoio capelluto, sulle unghie, sul palmo delle mani o sulla pianta dei piedi e sono associate a ulteriore dolore, riduzione della mobilità e compromissione funzionale.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Decreto Lea: cambiano regole per molte esenzioni, disagi per i pazienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 gennaio 2018

ministero saluteIl ministero della Salute fa luce sui nuovi livelli essenziali di assistenza con una nota del 7 novembre 2017, esplicativa del decreto Lea, che attiene i compiti dei medici e le nuove esenzioni. Nei pacchetti per i malati cronici, il decreto espunge esami prima esenti quali complemento e clearance della creatinina ma ne aggiunge nuovi (es. densitometria ossea nelle patologie reumatiche). Arriverà un nuovo decreto per fissare la durata minima dell’attestato di cronicità, ma per le nuove patologie inserite nei Lea l’esenzione avrà durata illimitata. Un altro decreto dovrà definire le nuove tariffe degli esami in gravidanza. Le regioni stanno recependo ma segnalano disagi.
L’ipertensione è differenziata in base al danno d’organo. Se c’è, il codice è 0031, se non c’è è 0A31, le Asl dovranno dire agli assistiti di presentare documentazione clinica di danno d’organo. Poi dovranno informare i pazienti con favismo che la patologia, che ha manifestazioni solo acute, è stata esclusa dal gruppo delle anemie ereditarie e non dà più diritto a esenzione. Tra le “esenti” entrano sei nuove cronicità: sindrome da talidomide, osteomielite cronica, patologie renali croniche, rene policistico autosomico dominante, endometriosi moderata e grave, broncopneumopatia cronico ostruttiva moderata, grave e molto grave. Passano da malattie rare a croniche sindrome di Down, celiachia, sindrome Klinefelder e connettiviti indifferenziate; chi è esente mostrerà l’esenzione vecchia finché le Asl non aggiorneranno gli elenchi. Passano da malattie croniche a rare sclerosi sistemica progressiva e miastenia grave. La sindrome di Kawasaki è fatta rientrare nelle affezioni del sistema circolatorio 0A02-0B02-0C02. Per quattro sindromi (Riley Day, Moebius, Schinzel Gladion e Reifenstein) scompare il codice di esenzione e rientrano in nuovo gruppo: le Asl devono convocare gli assistiti e attribuire il codice. Le regioni che hanno attribuito propri codici d’esenzione per malattia rara dovranno uniformarsi ai codici fissati a livello nazionale. In protesica molti dispositivi da “su misura” (elenco 1) passano a “industriali” (elenco 2) e in tal caso si distinguono fra attivabili da tecnico (2° da carrozzine ad apparecchi acustici) o pronti per l’uso (2b, respiratori, passeggini, seggioloni). Gli accertamenti medico legali di invalidità, cecità, sordità civili e della condizione di handicap restano non soggetti a ticket.
Le condizioni di erogazione ora sono limitate a poche prestazioni. Il medico deve inserire il numero di nota specifico e il quesito diagnostico per esteso se prescrive densitometria ossea, laser ad eccimeri per la miopia, radio e adroterapia, indagini genetiche sui tumori (fenotipizzazioni e seno), sulle mutazioni e in vista di trapianti d’organo. Negli altri casi restano le indicazioni di appropriatezza, semplici suggerimenti per i quali le note associate, che sono pure cambiate di numero, non vanno più inserite. Anche lo specialista deve esplicitare il quesito diagnostico e, se servano, nota e condizione di erogabilità; se è libero professionista lo deve fare su ricetta bianca inserendo codice fiscale, numero di iscrizione all’ordine e provincia di riferimento. Nel trascrivere, mmg o pediatra barreranno la casella S di “suggerito”.(Mauro Miserendino in abstract fonte Doctor33) (ministero salute)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lazio: Pazienti per ore sulle barelle del 118

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

pronto soccorso tor vergataE’ drammatica la situazione dei pronto soccorso di Roma e del Lazio. Già nei primi giorni del 2018 le strutture ospedaliere e il personale sanitario non riescono a far fronte alle richieste di accesso. Il 3 gennaio pronto soccorso quali il Policlinico Casilino avevano 144 persone in lista di cui 40 in attesa di ricovero; Tor Vergata 121 di cui 12 in attesa di ricovero; il Gemelli 159 in lista e 27 in attesa di ricovero; S.Camillo-Forlanini 101 in lista di cui 50 in attesa di ricovero e così via.
La visita o il ricovero avviene il più delle volte con i pazienti per ore ed ore sistemati alla meno peggio sulle barelle delle ambulanze del 118, con evidenti ripercussioni sul servizio di emergenza extraospedaliero che non ha più mezzi di soccorso da inviare, mentre i cittadini subiscono attese lunghissime anche per patologie da codice giallo. L’esiguo personale restante che non è fermo presso i pronto soccorso lavora in costante emergenza, sotto stress e in condizioni a rischio di errori. Evidenziamo l’enorme responsabilità che grava sugli operatori delle Centrali Operative del 118 i quali non avendo mezzi disponibili da inviare per poter evadere le richieste della cittadinanza, vanno incontro a gravi problemi medico-legali. Denunciamo che né l’Ares 118 né la Regione Lazio ad oggi sembrano prendersi l’onere giuridico e morale di tale situazione.Da qualche anno a Roma e nel Lazio il sistema di emergenza va in tilt in coincidenza del picco influenzale, dei ponti festivi che privano la cittadinanza dei medici di base, o dei primi intensi caldi. Dopo anni di tagli al Sistema sanitario pubblico, di fronte a questa insostenibile situazione sono gravi le responsabilità della Regione che si è dimostrata incapace di prevedere, programmare, organizzare ed attuare misure di protezione sanitaria della cittadinanza per far fronte a un’emergenza prevedibile e prevista.L’Unione Sindacale di Base chiede da anni che sia resa efficace ed efficiente la rete dell’emergenza sanitaria con l’assunzione di personale ai pronto soccorso, al 118 e negli ospedali pubblici e che vengano ripristinati e rafforzati i servizi territoriali che in questi anni sono stati declassati e depauperati. L’USB alcuni anni fa denunciò l’utilizzo di ambulanze “a chiamata spot” anche per il fenomeno del “blocco barelle” evidenziando che tutto ciò avrebbe aumentato la spesa senza risolvere il problema. Chiedemmo di utilizzare quei fondi per assumere personale e riaprire reparti di degenza, ma nulla è stato fatto.Anche in condizioni normali il sistema di emergenza ha enormi difficoltà a far fronte alle numerosissime richieste di assistenza sanitaria, e qualsiasi condizione aggiuntiva che aumenti le esigenze dalla cittadinanza manda il sistema in tilt. Gli abitanti del Lazio hanno diritto alla salute e all’assistenza sanitaria di cui necessitano.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »