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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

BNL: pratica commerciale scorretta per addebitare ai correntisti i costi degli interessi anatocistici

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

bancaGrazie alla segnalazione di un consumatore scopriamo che, entrando nell’home bancking di BNL, non è permessa alcuna operazione senza prima aver accettato e, di conseguenza, autorizzato quanto previsto dal decreto MEF 343/2016, ovvero quello sull’anatocismo bancario. Nonostante ripetute sentenze e l’introduzione per legge del divieto di anatocismo, mai applicata dalle Banche nel silenzio della Banca d’Italia, dal primo marzo assistiamo alla reintroduzione dell’odiata regola. L’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi già maturati: il fenomeno riguarda in particolare i rapporti di affidamento su conto corrente. I titolari di conti correnti, infatti, dal primo marzo vedranno addebitatosi gli interessi anatocistici maturati per l’utilizzo del conto durante il 2016.Le banche hanno dunque dovuto ricorrere a dei provvedimenti per adeguarsi al nuovo decreto, con delle informative che risultano però poco chiare e fuorvianti per il consumatore. “Per l’attivazione della modalità di addebito degli interessi in conto corrente è necessaria una sua espressa autorizzazione” è quanto si legge sulla schermata informativa di BNL: è necessario il consenso del correntista per l’addebito sul conto degli interessi per lo scoperto.Quello che non viene espressamente specificato è che se non si concede l’autorizzazione, cliccando sul tasto “Prosegui”, non sarà possibile utilizzare l’home banking o effettuare alcuna ulteriore operazione. Il consumatore è obbligato, dunque, ad accettare l’addebito degli interessi sul conto corrente se vuole continuare ad utilizzare tali servizi. Ci troviamo dinanzi ad una pratica commerciale scorretta perpetrata da BNL che, in maniera ingannevole e poco chiara, in questo modo carpisce il consenso del cliente.
Il consumatore deve essere libero di decidere se accettare o meno quanto previsto dal decreto MEF, senza che questo implichi una restrizione delle sue possibilità di fruizione dei servizi. Codici per questa attività segnalerà il caso all’AGCM e sta valutando l’ipotesi di un’azione inibitoria nei confronti di BNL per pratiche commerciali scorrette che ledono gli interessi dei consumatori.

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Sammarco: “Aumento delle pene per furti in casa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

furti-in-casa“L’aumento delle pene minime per i furti in appartamento e le rapine è uno dei cavalli di battaglia che Area popolare ha portato avanti in Parlamento con il nostro capogruppo Lupi, e per il quale i ministri Alfano e Costa si sono battuti al Governo. Dopo il via libera del Senato al ddl sul processo penale, ora attendiamo il passaggio alla Camera affinché questa norma diventi legge. Si tratta di un reato fortemente avvertito e percepito dai cittadini e per il quale stiamo dando le giuste risposte, a garanzia della sicurezza e della certezza della pena”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Gianni Sammarco. (n.r. Bene, ma non basta. Ciò che molti italiani chiedono è che le autorità preposte alla prevenzione e alle indagini per tali forma di reato siano messe nelle condizioni di poter svolgere indagini approfondite e capaci d’individuare gli autori e fare in modo di neutralizzarli “subito” con pene detentive collegate a processi rapidi e risolutori e non come oggi accade di lasciarli a piede libero in attesa di un iter processuale che può durare degli anni, favorendo in tal modo la reiterazione del reato. Non dimentichiamo, inoltre, che ora il 90% dei furti commessi nelle abitazioni resta impunito mentre per le rapine la percentuale scende ma di poco.)

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Ddl Penale, Marotta (Ap): “Bene certezza pena e tempi certi indagini preliminari”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

corte europea giustiziaRoma. “Con il ddl sul processo penale Area popolare ha ottenuto due importanti risultati sulla certezza della pena e sui tempi e durata certa delle indagini preliminari”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.
“Innanzitutto ci siamo battuti con forza per l’aumento delle pene per i furti in casa e per le rapine, attraverso cui non solo abbiamo previsto che coloro che si macchiano di questi reati rimangano in carcere per lungo tempo, ma abbiamo dato anche una seria risposta alla domanda di sicurezza che ci chiedono i cittadini. Inoltre – prosegue Marotta – finalmente le indagini preliminari avranno un inizio e una fine: si parte con l’iscrizione sul registro degli indagati e avranno termine tre mesi dopo il tempo concesso al pm per le indagini preliminari, che è di sei mesi con la possibilità di essere raddoppiato. Si tratta di un grande risultato ai fini della durata complessiva del processo. Ora bisognerà intervenire sul dibattimento per fare in modo che anche in questa fase i tempi siano certi, privilegiando così la oralità e l’immediatezza che sono i veri elementi portanti della riforma del processo dell’89. Area popolare continuerà a lavorare in questa direzione”.

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Controlli più severi sulla qualità alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

alimentareBruxelles Nuove misure per inasprire i controlli sulla catena di produzione alimentare sono state approvate mercoledì dal Parlamento. La nuova direttiva, frutto di un accordo informale fra deputati e ministri UE, mira a migliorare la tracciabilità del cibo, combattere le frodi e ristabilire la fiducia nell’integrità della filiera alimentare.
La normativa garantirà un sistema di controllo completo, integrato e più efficiente nel campo delle regole di sicurezza del cibo e delle sementi, dei requisiti di sanità per piante e animali, di produzione organica e di denominazione di origine controllata.
“Dopo lo scandalo della carne di cavallo, i consumatori hanno seri dubbi sulla tracciabilità degli alimenti e sull’integrità della filiera della carne. Il Parlamento europeo si è sforzato per affrontare queste preoccupazioni e per redigere un testo che consenta alle autorità competenti di combattere efficacemente le frodi”, ha detto la relatrice Karin Kadenbach (S&D, AT).”Sono anche orgogliosa che il Parlamento sia riuscito a rafforzare il capitolo sulle misure d’esecuzione, in particolare per quanto riguarda le sanzioni da applicare in caso di violazione intenzionale delle regole. Confido che sanzioni davvero dissuasive saranno uno strumento chiave per combattere la frode in tutti i settori”, ha aggiunto.L’accordo raggiunto tra i deputati e il Consiglio dei ministri include:
un approccio globale, coprente tutte la filiera agroalimentare: controlli su cibo, sementi, sanità della piante, pesticidi, benessere degli animali, indicazioni geografiche, agricoltura biologica;
controlli a sorpresa basati sul rischio in tutti i settori;
maggior impegno contro pratiche fraudolente o ingannevoli;
accordi d’importazione su animali e prodotti importati da Paesi terzi;
controlli da parte della Commissione europea negli Stati membri e nei Paesi terzi.

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A Roma nasce l’Accademia Europea Tutela Privata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

la sapienzaRoma sabato 25 e domenica 26 marzo 2017, presso il Centro Congressi del Church Palace, via Aurelia 481 porte aperte per mostrare le attività proposte. Tra i relatori della due giorni di workshop, il Gen. Mario Mori, generale e prefetto italiano che è stato comandante del ROS e direttore del Sisde; Reverendo Prof. Salvatore Vitiello, già docente per corsi di importanti Istituti come l’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena; Prof.ssa Laura Volpini, criminologa e docente della Facoltà di Medicina e Psicologia presso Università La Sapienza; Prof. Francesco Borghini, psicologo e psicoterapeuta e docente di Psicologia dell’emergenza; Davide Ferretti, istruttore MMA esperto di arti marziali e Vincitore della cintura e del titolo internazionale professionisti KINGS OF THE RING 2009, guida la nazionale italiana di MMA; Claudio Belotti, Master Trainer in Programmazione Neuro Linguistica; Sifu Nelson Tello, esperto disarmo e difesa; Dr Gianfranco Secci, esperto di topografia, marcia e orientering e la Dr.ssa Laura Mondino, consulente internazionale in ambito della Behavioral Economics..Contesti economici in continua evoluzione, cambiamenti sociali, globalizzazione e tecnologie che diventano obsolete già dopo pochi mesi. Tutti questi fattori per le aziende possono costituire al tempo stesso minacce e opportunità. Il Risk and Security Manager è colui che interviene per gestire e anticipare i cambiamenti, volgendoli a favore dell’impresa. Una figura proattiva, con una solida cultura aziendale, in grado di garantire la sopravvivenza e, soprattutto, la crescita del business, che secondo i dati di RiskGovernance ANRA e Confapi Industria, sarebbe oggi ricercato da circa l’82% delle imprese italiane, senza riuscire a trovare un candidato in possesso di tutti i requisiti necessari.
L’Accademia Europea Tutela Privata, è un istituto di alta formazione nato dall’esperienza del Consorzio Intrasecur Group, un punto di riferimento per servizi di sicurezza e di tutela del patrimonio aziendale e personale, che attraverso un rigido percorso accademico di due anni, formerà figure professionali di alto livello, in grado di operare nell’ambito del risk management.Una full immersion accademica per una preparazione accademica e psico-fisica, basata sullo studio e la pratica di specifiche materie strategiche e applicate, come medicina, programmazione neuro linguistica, giurisprudenza, psicologia, intelligence, ma anche disarmo e difesa personale, paracadutismo, e molto altro. Tra gli sbocchi professionali del corso: Risk Manager, Security Manager, Cyber Security Specialist, Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, Executive Coach, Addetto Squadra Primo Soccorso, Addetto Antincendio.
Sabato 25 (dalle ore 11 alle 19:30) sarà dedicata a temi che riguardano la conoscenza dell’uomo, partendo dagli aspetti antro e sociologici a quelli comportamentali, fino a quelli psicologi e devianti e verranno ospitati i Presidenti di AMATRICE 2.0 e della FIMPAR, Federazione Italiana Motociclismo Paralimpico. La giornata, si concluderà con una cena di gala alle 21:00, presso il circolo Ufficiali Pio IX, Viale Castro Pretorio 95, durante la quale verranno organizzati dei confronti in tema di galateo per i partecipanti.
Domenica 26 sarà, invece, incentrata sul racconto di storie di successo, su come trattare le scene del crimine e la fondamentale importanza della figura del negoziatore. Inoltre, sarà presentata una delle aziende partner, Articolo1, società italiana di Soluzioni HR e partner dell’Accademia, che si occuperà di collocare i ragazzi dell’Accademia nei vari stage formativi tra il primo e il secondo anno, aggiungendo, così, ad un percorso teorico anche un iter pratico. Ad intervenire sarà Luigi Schettini, Area Manager Sud di Articolo 1.

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Polizze: Per favore, potreste rispettare la legge?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Banca d'ItaliaFirenze. Quando si estingue in anticipo un qualsiasi finanziamento, dai mutui ai prestiti personali ecc., si ha diritto alla restituzione della quota-parte non goduta dei premi assicurativi unici anticipati che si sono pagati all’inizio. Dal 2012 la restituzione è prevista per legge, ma anche in precedenza la Cassazione si era sempre espressa a favore della restituzione. La Banca d’Italia si è accorta che molto spesso le banche non restituiscono al debitore quanto spetta, nonostante il fatto che debbano farlo senza nemmeno che il cliente lo richieda.La Banca d’Italia ha quindi chiesto all’Abi (l’Associazione Bancaria Italiana) di “sensibilizzare” le banche sul tema, invitandole ad erogare il dovuto. L’Abi ha scritto agli istituti per evidenziare quanto richiesto dalla Vigilanza, invitando quindi ad attenersi alla norma.Insomma, esiste una legge da rispettare e loro “sensibilizzano”. Immaginiamo il testo: “Scusate l’intrusione, ci rendiamo conto che avete sempre tanto da fare, ma dato che la legge prevede di rimborsare la quota-parte di premio assicurativo, sempre la cosa non vi provochi troppa fatica o disturbo, potreste ricordarvi di rispettarla?” (fonte Aduc)

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Sicurezza e immigrati

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

camera deputati“Questa settimana in Aula a Montecitorio arriva il decreto Minniti sulla sicurezza. Tanta buona volontà, ma un pannicello caldo senza risorse, e soprattutto senza coraggio, lo abbiamo capito anche al Lingotto. Il Partito democratico è diviso tra chi vuole più immigrati e vuole fare la manifestazione, come Orlando, per l’accoglienza, ‘venite tutti’, e chi dice, come la Serracchiani, ‘ma la gente ha paura’. Un Pd diviso, un Pd indeciso a tutto non può che produrre questi finti decreti dalla faccia feroce. Finti decreti dalla faccia feroce, che non contengono una sola norma vera, operativa, forte come noi abbiamo chiesto con i nostri emendamenti e come chiederemo nella battaglia in Aula. Senza risorse per le Forze dell’ordine non si va da nessuna parte, si prendono in giro gli italiani che chiedono più sicurezza”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.

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Ladro ucciso tra offesa e reazione di difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

furti-in-casa“Se fosse stata approvata la proposta si legge sulla legittima difesa che assieme a Giorgia Meloni ho presentato e che è stata invece insabbiata dalla sinistra, oggi sarebbe stata immediata e automatica l’archiviazione di ogni ipotesi di processo a carico dello sfortunato commerciante di Lodi”. Lo dichiara Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia.“Infatti – aggiunge La Russa – la proposta di legge di tutti i parlamentari di Fratelli d’Italia prevede che quando l’aggressione alle persone o ai loro beni avvenga fraudolentemente in ore notturne all’interno della propria abitazione e/o pertinenze, ovvero del posto di lavoro, la proporzione tra offesa e reazione di difesa sia sempre legittima e presunta. In tal modo si evita a chi ha già subito l’aggressione, di dover subire anche l’onta di un’azione giudiziaria palesemente superflua”.

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Per la prima volta riconosciuta in Italia l’adozione di minori all’estero da parte di una coppia di uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

DSC_0021Il Tribunale per i minorenni di Firenze con decreto pubblicato ieri, ha accolto la richiesta di riconoscimento dell’adozione di due bambini, tra loro fratelli, pronunciata da parte di una Corte britannica a favore di una coppia di uomini.I due papà, entrambi italiani, da tempo residenti nel Regno Unito, si sono rivolti ad Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford per ottenere in Italia la trascrizione dei provvedimenti emessi dall’Autorità straniera a cui consegue per i figli il riconoscimento della cittadinanza italiana e del medesimo status e dei medesimi diritti riconosciuti nel Regno Unito.Il Tribunale, con un’articolata motivazione, ha accolto integralmente le richieste dell’avvocata Susanna Lollini che li ha seguiti, compiendo una completa disamina della disciplina del riconoscimento in Italia dei provvedimenti stranieri che riguardano i minorenni e ritendo corretto l’inquadramento della fattispecie nell’ipotesi di cui all’art. 36 comma 4 della legge n. 184/83, in materia di adozioni.La disposizione normativa prevede che l’adozione pronunciata dalla competente autorità di un Paese straniero ad istanza di cittadini italiani che dimostrino di avere soggiornato continuativamente nello stesso e di avervi avuto la residenza da almeno due anni, viene riconosciuta ad ogni effetto in Italia purché “conforme ai principi della Convezione” (Convenzione dell’Aja 29 maggio 1993).Si tratta di un’ipotesi che si differenzia dalla disciplina che riguarda l’adozione internazionale da parte di cittadini italiani che risiedono nel nostro paese e da quella prevista dal diritto internazionale privato che impone il riconoscimento automatico di provvedimenti stranieri che riguardano genitori adottivi stranieri e minori stranieri o non in stato di abbandono (art. 41 L. n. 218/1995).Il Tribunale ha quindi proceduto alla verifica della conformità alla Convenzione dell’Aja della sentenza britannica con la quale era stata disposta l’adozione di due fratellini, chiarendo che la Convenzione non pone limiti allo status dei genitori adottivi, ma richiede unicamente la verifica che i futuri genitori adottivi siano qualificati e idonei all’adozione, esame che nel caso di specie è stato puntualmente effettuato dalle autorità inglesi, riservando l’eventuale rifiuto all’ipotesi che il riconoscimento sia manifestamente contrario all’ordine pubblico.In merito all’ordine pubblico internazionale il Tribunale fa propri i principi espressi dalla recente sentenza della Corte di Cassazione n. 19599/2016 in un caso di trascrivibilità in Italia dell’atto di nascita di un bambino nato da due donne in Spagna, una cittadina spagnola e l’altra italiana, ritenendo che esso “non è enucleabile esclusivamente sulla base dell’assetto ordinamentale interno, ma è da intendersi come complesso di principi ricavabili dalla nostra Costituzione e dai Trattati Internazionale cui l’Italia ha aderito e che hanno ai sensi dell’art. 117 Cost. lo stesso rango nel sistema delle fonti della costituzione”.Nell’esaminare l’ulteriore parametro, rappresentato dall’“interesse superiore del minore”, il Tribunale fiorentino chiarisce che deve essere salvaguardato il diritto dei minori a conservare lo status di figlio, riconosciutogli da un atto validamente formato in un altro Paese dell’Unione Europea (preceduto da una lunga, complessa e approfondita procedura di verifica), e che il mancato riconoscimento in Italia del rapporto di filiazione esistente nel Regno Unito, determinerebbe una “incertezza giuridica” che influirebbe negativamente sulla definizione dell’identità personale dei minori.
Peraltro, aggiungono i giudici, la sussistenza dei requisiti ex art. 36 comma 4, esclude una valutazione discrezionale da parte dell’autorità giudiziaria italiana. Non di meno si sottolinea come dalla documentazione prodotta sia emerso che “si tratta di una vera e propria famiglia e di un rapporto di filiazione in pena regola che come tale va pienamente tutelato”.L’avvocata Lollini ha espresso soddisfazione per il provvedimento così importante e ben motivato, dichiarando: “E’ innegabilmente una grande soddisfazione sotto l’aspetto personale e professionale, ma lo è ancora di più sotto l’aspetto umano. Prima di tutto per i due padri che hanno creduto fin dall’inizio nelle buone ragioni della loro richiesta, nonostante le difficoltà che avevamo loro prospettato; per i due bambini che si sentono a tutti gli effetti cittadini italiani e per l’insostituibile contributo giuridico dell’Avv. Roberto De Felice. Ogni provvedimento favorevole come questo è il risultato del paziente lavoro di studio di ciascuno di noi, avvocati di Rete Lenford o di Famiglie Arcobaleno, del coraggio delle persone omosessuali che ci affidano le loro vicende più care e dell’impegno ermeneutico dei giudici”.La Presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford avv. Maria Grazia Sangalli gioisce per quella che definisce una tappa storica per il riconoscimento dei diritti delle famiglie arcobaleno: “l’elemento di transnazionalità di queste vicende familiari gioca un ruolo fondamentale; la giurisprudenza ha stabilito che l’ordine pubblico internazionale non frappone ostacoli al riconoscimento della continuità dei rapporti che si costituiscono all’estero, per realizzare il preminente interesse dei bambini. E’ ancora più evidente, a questo punto, l’inammissibile situazione di disuguaglianza in cui versano tutte quelle famiglie che non presentano questi tratti di transnazionalità, alle quali il legislatore nega in modo ideologico qualsiasi forma di riconoscimento e tutela”. (foto: adozioni)

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Appalti Consip: Sono legittimi?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

renato-brunettaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Nella giornata di ieri ho inviato una lettera al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, in merito all’inchiesta sugli appalti Consip, e, in particolare, sul più grande appalto in corso in Europa, il ‘Facility management 4’. Riteniamo che sia urgente ricevere una risposta in merito alle questioni da noi sollevate, soprattutto quelle riguardanti la legittimità delle procedure in corso e in riferimento a quelle oggetto dei ‘ricatti’ riportati da Marroni.Questo considerato che nella vicenda diventano centrali le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Consip. Luigi Marroni ha raccontato di un vero e proprio ‘ricatto’ subito, di pressanti ‘richieste di intervento’ che lo avrebbero ‘molto turbato’ – provenienti da un ‘livello istituzionale altissimo’ – sulle Commissioni di gara per favorire una specifica società, di ‘incontri’ riservati, di ‘aspettative ben precise’ in merito all’assegnazione di gare d’appalto indette dalla Consip. Luigi Marroni, tuttavia, nonostante si dichiari ‘molto turbato’ dalle pressioni ricevute, non avrebbe né sospeso, né revocato la procedura per l’appalto su cui avrebbe subito ricatti.A tal proposito il ministro Pier Carlo Padoan, rispondendo all’interrogazione a risposta immediata formulata in Aula l’8 marzo, ha affermato che ‘i flussi informativi periodici a carico dalla società nei confronti del Ministero dell’economia e delle finanze sono avvenuti regolarmente su base trimestrale nel rispetto dei limiti anche di oggetto che la legge e lo statuto definiscono in merito agli obblighi informativi posti a carico degli amministratori e dei sindaci’. Ad ogni modo, resta il fatto che nel corso di questi ‘flussi informativi periodici’ sembrerebbe che Marroni abbia omesso di riferire ciò che stava accadendo.Nonostante questo in merito alla richiesta, relativa alla convocazione dell’assemblea perché sollevi dall’incarico l’ingegner Marroni, il ministro Padoan ha osservato che l’ad non si trova in una condizione per la quale lo statuto della società, che ha accolto la direttiva Saccomanni, contempla o prescrive la decadenza. Resta il fatto che sembra difficile non intravedere i presupposti per poter convocare l’assemblea, appellandosi alla chiara violazione degli articoli dello Statuto e, in particolare, del Codice etico Consip, che prescrive di ‘operare nei rapporti con i terzi con imparzialità, trasparenza e correttezza, evitando di instaurare relazioni che siano frutto di sollecitazioni esterne o che possano generare un conflitto di interesse’. Dalle dichiarazioni rese agli inquirenti, le sollecitazioni esterne risultano infatti chiare ed evidenti”.

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Il web e i pericoli per i giovani ipnotizzati dalla rete

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

A modern smartphone and a old classic cell phone side by side.Chi oggi tra i giovani sopra i 12 anni non ha uno smartphone in Italia? Solo qualche mosca bianca, perché ormai il telefonino iperconnesso è divenuto un accessorio imprescindibile al pari di un paio di scarpe o di un qualsiasi indumento e tutti coloro che ne possiedono uno, utilizzano indistintamente i social network. Basti pensare che una recente statistica ha evidenziato che gli adolescenti nostrani, navighino in media 2 ore e mezza al giorno e 3 ore e 40 minuti nei fine settimana. Ciò al netto delle ore passate a scuola e quelle di sonno. Da questi impietosi numeri, discendono però dei fenomeni che stanno aumentando proporzionalmente con l’abbassamento dell’età dei fruitori delle reti sociali e degli strumenti tecnologici che ci consentono di stare sul web o condividere i nostri status. Il primo dei problemi è la carenza di consapevolezza, intesa proprio come capacità di comprendere che con il loro comportamento possono compiere atti offensivi o addirittura criminali. Reati come, l’ormai noto “sexting” – ovvero la condivisione di autoritratti fotografici sessualmente espliciti – e il cyber bullismo, sono in aumento anno dopo anno. Una tendenza rilevata in tutta Europa, con le magistrature dei minorenni sempre più impegnate a perseguire un numero crescente di ragazzi e ragazze per questo tipo di infrazioni. Crimini sottovalutati, spesso anche dalle famiglie, ma che possono avere ripercussioni gravi, anche per chi ne è vittima, specie a livello psicofisico e per le conseguenze nella vita futura.Ovviamente, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il modo più banale ma anche più efficace per combattere questo fenomeno è grazie – soprattutto – alla prevenzione fatta in famiglia e nelle scuole. Prevenzione che vuol dire non solo più controlli e limitazioni nell’uso degli strumenti informatici, ma anche un ritorno a quella che una volta si chiamava educazione civica.

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Radicali lanciano appello per liberazione senatrice filippina e contro la guerra alla droga in quel paese

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

luca-coscioniDichiarazione di Riccardo Magi, Segretario di Radicali italiani, Filomena Gallo, Segretario Associazione Luca Coscioni, Niccolò Figa-Talamanca, Segretario di Non c’è Pace senza Giustizia: “Abbiamo scritto a tutti i Parlamentari italiani a Roma e Bruxelles e al Governo per chiedere la liberazione immediata della senatrice filippina Leila De Lima arrestata il 23 febbraio 2017 con l’accusa di narco-traffico. Se trovata colpevole, la De Lima rischia da 12 anni di carcere all’ergastolo. Da quando Rodrigo Duterte è stato proclamato Presidente della Repubblica il 30 giugno dell’anno scorso, nelle Filippine è in corso una massiccia campagna di esecuzioni extragiudiziali in nome della ‘guerra alla droga’.In questi giorni la società civile filippina ha iniziato a reagire e alle proteste pubbliche ha preso parte anche l’ex presidente Benigno Aquino. La sollevazione popolare contro le violenze e prepotenze di Duterte gli ha fatto richiamare in servizio 160mila agenti della Polizia Nazionale che lo scorso 30 gennaio erano stati sospesi temporaneamente perché implicati in un enorme giro di corruzione. Anche la Conferenza episcopale filippina – organismo rilevante nelle Filippine, Paese in cui oltre l’80% è di confessione cattolica – si è unita nelle critiche senza però far recedere il Presidente dalle sue azioni e decisioni. Occorre un coinvolgimento della Comunità internazionale, anche perché dall’inizio dell’anno il Parlamento filippino lavora per re-introdurre la pena di morte nel proprio codice penale anche per reati come il narco-traffico. Tra i primi firmatari c’è Emma Bonino.
Dal 13 al 17 marzo prossimi le Nazioni unite terranno la riunione annuale della Commissione Droghe dove il 16, assieme alla Fondazione americana DRCNet e l’Internazionale liberale abbiamo organizzato un incontro per chiedere l’immediata scarcerazione della Senatrice De Lima, la fine delle esecuzioni extra-giudiziarie nelle Filippine nonché ipotizzare l’attivazione della giurisdizione della Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità”. Agenda e documenti dell’incontro saranno presentati pubblicamente”.

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Luce e gas: Per i consumatori è una giungla, anche per colpa dell’Autorità dell’energia

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

energiaAttivazione di contratti non richiesti, venditori porta a porta truffaldini, bollette errate e megabollette di conguaglio per omessa lettura dei contatori. Spesso, queste pratiche illecite si concludono col distacco delle utenze ed il consumatore costretto a pagare in fretta e furia ciò che non deve pur di riavere luce e gas.
Di fronte a tutto questo, l’Autorità per l’energia (Aeegsi) rimane anni luce dal creare un sistema di tutela per il consumatore degno di questo nome, come ad esempio accade da molti anni nella telefonia.
Non ci sarebbe alcun bisogno di inventarsi chissà quali complessi rimedi, visto che basterebbe prendere spunto dalla normativa Agcom (Autorità garante delle comunicazioni). Eppure, ancora oggi chi si ritrova ingiustamente senza luce o gas è infinitamente meno protetto di chi rimane senza l’Adsl. E’ ammissibile questa situazione, specialmente nel momento in cui ci avviamo ad abbandonare il mercato tutelato dell’energia?
Ecco le macroscopiche deficienze che l’Autorità dell’energia si rifiuta di colmare:
1. un sistema incisivo di indennizzi giornalieri automatici e efficaci per il consumatore. Chi si ritrova senza telefono per un mese riceve fino a 450 Euro di indennizzi, chi si ritrova ingiustamente per un mese senza luce e gas ha un indennizzo da 30 a 90 Euro che peraltro raramente viene corrisposto!
2. un procedimento urgente per ottenere il ripristino della luce o del gas se staccato illecitamente. Nella telefonia, è possibile ottenere un provvedimento urgente di ripristino entro 10 giorni (procedimento GU5). Nell’energia, l’unico procedimento urgente per ottenere la riattivazione richiede l’avvocato e un calvario di un anno in tribunale.
3. la sospensione di qualsiasi pagamento oggetto di controversia tra consumatore e gestore, fino a quando non viene fornita una risposta motivata ai reclami o non sia conclusa la conciliazione. Durante il periodo di sospensione, al gestore deve essere vietato il distacco delle utenze, come accade per la telefonia.
4. un procedimento di definizione, successivo alla conciliazione, con cui l’Autorità decide sulla controversia con provvedimento vincolante per le parti, sul modello del procedimento Agcom GU14. Se oggi la conciliazione non va a buon fine, l’alternativa è prendersi un legale e fare causa oppure – molto più probabilmente – rinunciare ai propri diritti. Non proprio un incentivo a conciliare seriamente per i fornitori di energia, consapevoli che il consumatore che potranno negare anche l’evidenza sapendo che la faranno franca.
Fino a quando l’Autorità non farà questo, limitandosi al minimo sindacale previsto dalla normativa europea sulle conciliazioni, il mercato dell’energia in Italia rimarrà una giungla. (Pietro Moretti, vicepresidente Aduc)

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Revoca agevolazioni ‘prima casa’. Conta la residenza della famiglia con obbligo di ‘coabitazione’ dei coniugi. Sentenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

casa-vivaLa Commissione tributaria regionale di Roma ha accolto il ricorso presentato da una contribuente, assistita dall’Aduc, che si era vista recapitare un avviso di pagamento di imposte indirette relativamente alla revoca delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della “prima casa di abitazione”.La storia e’ presto narrata.Due coniugi, l’uno agente di polizia penitenziaria, l’altra insegnante, avevano acquistato una casa per abitazione principale dichiarando, nell’atto di acquisto, di godere del beneficio delle agevolazioni fiscali. Infatti, gli agenti di polizia penitenziaria hanno una norma di favore in virtu’ della quale sono esonerati dall’obbligo di fissare la residenza anagrafica nel comune in cui e’ situato l’immobile acquistato.In virtu’ di tale disposizione, la coniuge, non ha trasferito la residenza nel luogo in cui e’ stato acquistato l’immobile, come le consentiva la norma, ma, per non averlo fatto, aveva ricevuto un avviso di accertamento per imposte indirette da parte dell’Ufficio delle Entrate.Alla luce di quanto sopra, la coniuge aveva presentato una richiesta di mediazione all’Ufficio delle Entrate che non era stata accolta; ha impugna, quindi, l’atto presso la Camera tributaria provinciale che l’ha respinta; non scoraggiata, presenta appello alla Camera tributaria regionale che accoglie la richiesta.Secondo i giudici di appello la residenza, nel caso di coniugi in regime di comunione dei beni e con obbligo di coabitazione, e’ da intendersi riferita alla “famiglia” e non al singolo componente della stessa, pertanto, nel caso esaminato, la coniuge poteva non risiedere nella “prima casa”, che aveva le agevolazioni fiscali, ma in quella del marito.La sentenza dei giudici di appello (n.9236/2016) evidenzia non soltanto il completo rovesciamento del giudicato rispetto al primo grado, ma si allinea alle diverse sentenze emesse dai giudici della Corte di Cassazione in merito al concetto di “residenza della famiglia”. (Rocco Martino Maugeri Delegato Aduc di Roma Consulente fiscale e tributario)

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“Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

poveroEsiste ma non si vede. La sperimentazione annunciata con un decreto datato 15 dicembre 2016 dovrebbe sostenere chi si trova in situazioni di difficoltà economica a causa di inadempienza da parte del coniuge che non ha versato l’assegno di mantenimento.
L’istanza di accesso al fondo sarebbe stata disponibile dal 30° giorno dalla pubblicazione del decreto, cioè dal 14 febbraio 2017.A partire da questa data sarebbe dovuto essere online, sul sito del Ministero della Giustizia, il form da compilare per usufruire di tale aiuto, ma tale modulo non risulta rintracciabile in nessun modo oppure è talmente nascosto e oscuro da perdere qualsiasi utilità.Da quanto annunciato sarebbe stata costruita un’area dedicata, denominata “Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno”, sul sito internet del Ministero (www.giustizia.it).
Peccato che, alla scadenza dei termini annunciati, di quest’area dedicata nemmeno l’ombra. Una sperimentazione che, a quanto pare, parte decisamente in maniera sbagliata e con aspetti troppo poco chiari. Tralasciando i soliti intoppi all’italiana, quello che più di tutto ci preme sottolineare è che questo decreto, ancora una volta, sembra tralasciare del tutto un crescente e attuale problema che accomuna i padri separati.
Va bene tutelare tutte quelle donne e madri separate che si trovano i situazioni di disagio economico a causa di ex coniugi che non corrispondono l’assegno di mantenimento, ma quand’è che lo Stato si porrà il problema della crescente povertà dei padri separati?
In Italia, secondo i dati presentati dall’Eurispes, su 4 milioni di papà separati circa 800 mila vivono sotto la soglia della povertà. Le storie che sentiamo quotidiamente accomunano tanti padri che, dopo la fine del loro matrimonio, si sono ritrovati poveri, emarginati e soli. Molti finiscono per strada, senza una casa o un posto in cui dormire. Molti hanno ancora un lavoro, ma come è possibile vivere dignitosamente se lo stipendo è quasi totalmente destinato agli assegni di mantenemento e con la restante parte si riesce a malapena a coprire il mutuo e le bollette?
E’ chiaro che o, per essere responsabili, si finisce per dormire in macchina e cercare un pasto alla Caritas o, optando per la sopravvivenza, si è costretti a venire meno agli imprescindibili impegni di padri separati.
Codici con la campagna “Voglio papà” continua a denunciare una mancanza di attenzione da parte dello Stato verso questo crescente esercito di “nuovi poveri” e un netto sbilanciamento a favore delle madri, anche nel caso di questo Fondo.
La giurisprudenza deve cambiare orientamento al più presto e tutelare il diritto dei padri alla bigenitorialità, sancito a livello comunitario.

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“In tema di genitorialità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

giustizia“La sentenza della Corte d’Appello di Trento finalmente ci libera dall’ossessione del biologico e rimette al centro l’interesse dei bambini e delle bambine”: così Gabriele Piazzoni commenta la sentenza storica del tribunale trentino che ha riconosciuto la piena genitorialità ad una coppia di padri che hanno fatto ricorso alla gestazione per altri. “I giudici si sono espressi con chiarezza, assumendo alla lettera il legame genitoriale descritto nel certificato di nascita dei piccoli, e affermando che il vincolo genitori figli è costituito non tanto dal legame biologico, ma dalla volontà dei genitori di accudire e crescere un bambino o una bambina, provvedendo alle sue esigenze ed assumendosi la responsabilità di occuparsene. La Corte ha riconosciuto il diritto di quei bambini alla piena tutela del loro legame con i genitori, in quanto loro inalienabile diritto. il Legislatore mediti su questa sentenza e rifletta sulla necessità di una riforma del diritto di famiglia che rimetta davvero al centro i bambini e le bambine, compresi quelli la cui famiglia risulta ancora in parte invisibile allo Stato. Una riforma che riconosca la complessità e la molteplicità dei legami familiari, aprendo a tutti i tipi di famiglia in grado di provvedere alla cura dei bambini e delle bambine e liberandoli da ingiusti calvari giudiziari, che in molti casi, e ci auguriamo d’ora in avanti in tutti, non fanno che ribadire la meta che il Parlamento non ha avuto ancora il coraggio di raggiungere”, conclude Piazzoni.

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Sanità: una legge che avvicina i cittadini alla professione medica

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

montecitorio“Alla Camera diventa legge, finalmente, un provvedimento importante e atteso da molti, frutto di un lungo lavoro, una delle poche leggi di iniziativa parlamentare, che ha visto il contributo significativo di tante associazioni, operatori, professionisti del mondo della sanità. Una legge di grande equilibrio che vuole ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e mondo della sanità e garantire la salute degli utenti e allo stesso tempo tutelare l’esercizio della professione medica e sanitaria. In altre parole questo provvedimento legislativo riconduce ad un sistema organico e armonico le questioni che riguardano il contenzioso in sanità superando la logica di interventi settoriali fino ad oggi perseguita”. Lo dice la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo Pd al Senato commentando l’approvazione definitiva alla Camera del provvedimento sulla responsabilità delle professioni mediche.”Sulla sicurezza delle cure – spiega Maturani – Il provvedimento completa quanto già anticipato nella legge di stabilità del 2016. In particolare per quanto riguarda le misure che potenziano le attività di prevenzione e gestione del rischio clinico nelle strutture sanitarie e sociosanitarie. Ciò consentirà – aggiunge la senatrice Pd – di promuovere e calibrare nei contesti organizzativi e professionali specifici, attività educative e formative sulla sicurezza e la qualità delle cure. La trasparenza dei dati relativi al contenzioso sarà poi strumento di miglioramento delle capacità, per il cittadino, di orientarsi sulle scelte e, per le organizzazioni, di migliorare le proprie performances”.
“Sotto il profilo giuridico – continua la Maturani – queste norme toccano anche l’ordinamento penale: viene introdotta una profonda innovazione della responsabilità civile in ambito sanitario sia delle strutture sanitarie e socio sanitarie che dei professionisti che rispondono per fatto illecito e viene invece previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione con la possibilità che la lite possa risolversi al di fuori del processo e in tempi rapidi e certi. Una riforma di sistema del contenzioso sanitario che affronta in modo organico gli obblighi assicurativi e le garanzie per le strutture, gli esercenti, le professioni sanitarie e che alleggerirà il problema dei premi assicurativi dei medici e allo steso tempo permetterà ai pazienti di far causa qualora ritengano di aver subito un danno per colpa grave del medico o dell’operatore sanitario”.
“Possiamo essere soddisfatti – conclude la senatrice del Pd – di aver messo a disposizione di tutti una legge che e offre soluzioni equilibrate a problemi da troppo tempo irrisolti e che stavano aggravando di costi inappropriati il nostro SSN, logorando la fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni sanitarie”.

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Salute: Acoi, ok a legge responsabilità professionale è vittoria di civiltà

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

robot chirurgico“L’approvazione definitiva della legge sulla responsabilità del personale sanitario, il Ddl Gelli, è una vittoria di civiltà, giuridica e medica. Ringraziamo il relatore Gelli, il Parlamento e le forze politiche che hanno saputo ascoltare le ragioni dei chirurghi e di tutti i professionisti del mondo sanitario. Questa legge, attesa da anni, mette finalmente ordine in un settore che, a causa di pochi personaggi senza scrupoli che volevano lucrare sulla pelle dei pazienti, ha rischiato di essere sopraffatto dalle conseguenze nefaste della medicina difensiva. Una vittoria in primis per i cittadini, che ora potranno rivolgersi a medici più sereni nel loro lavoro, senza la spada di Damocle del contenzioso medico-legale sulla testa. Un passo avanti per tutto il sistema sanitario nazionale, che non perderà più ogni anno oltre dieci miliardi di euro per effetto delle cause di risarcimento. Effetto importante sarà l’aumento della qualità e dell’efficacia delle prestazioni sanitarie negli ospedali italiani, a tutto vantaggio dei pazienti. Una soddisfazione enorme anche per l’Acoi che per anni si è impegnata nelle sedi istituzionali per sollecitare l’approvazione di questa legge. La dimostrazione che le società scientifiche svolgono un ruolo di cerniera fondamentale sulle grandi questioni di interesse collettivo”. Lo affermano Diego Piazza e Pierluigi Marini, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani).

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Lettera aperta ai Giudici della Corte Costituzionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

ergastolaniSignori Giudici, ventisei anni di carcere mi hanno insegnato che prima di scrivere bisogna leggere. E dopo bisogna tentare di riflettere con la mente e con il cuore. Subito dopo però bisogna avere il coraggio di scrivere quello che si pensa.
È quello che ho deciso di fare adesso: non sono assolutamente d’accordo con voi che avete deciso di ritenere corretta la norma che consente all’amministrazione penitenziaria di vietare ai detenuti sottoposti al regime di tortura del 41 bis di ricevere libri e riviste dall’esterno. In questo modo, il “fine giustifica i mezzi” e, secondo voi, questo divieto consente di prevenire contatti del detenuto con l’organizzazione criminale di provenienza. A mio parere però con questa decisione avete fatto un “favore” alla mafia perché non avere tenuto conto che i libri potrebbero aiutare a sconfiggere l’anti-cultura mafiosa.
Signori Giudici, credo che pensiate in questo modo perché leggete poco, forse perché non avete tempo. Io, invece, in questi 26 anni di carcere, ho letto moltissimo. Potrei affermare che sono sempre stato con un libro in mano. E sono convinto che senza libri non ce l’avrei potuta fare.
Mi sono fatto la convinzione che noi siamo anche quello che leggiamo e, soprattutto, quello che non leggiamo. Vi confido che nei libri ho vissuto la vita che non ho potuto vivere: ho sofferto, ho pianto, ho amato, sono stato amato, sono cresciuto, sono stato felice ed infelice nello stesso tempo. E sono morto e vissuto tante volte.
Una volta, una giornalista mi ha chiesto qual era il libro che mi era piaciuto più di tutti. Mi è stato difficile rispondere, perché i libri sono un po’ come i figli: si amano tutti, perché tutti ti danno qualcosa. Alla fine ho detto che mi è piaciuto molto il libro “Il Signore degli anelli” perché molti prigionieri sono un po’ come i bambini. E per vivere meglio si immaginano di vivere in mezzo a boschi e palazzi incantati, fra meraviglie o incantesimi. Mi ha entusiasmato anche il libro “Il rosso e nero” di Stendhal perché mi ha insegnato che l’amore è fatto di amore. Poi ho citato il libro “Delitto e castigo” di Fëdor Michailovic Dostoevskij perché mi ha insegnato come si sconta la propria pena e che la vita è fatta di errore, se no non sarebbe vita. Infine, ho elencato i libri di Hermann Hesse, fra cui “Siddharta” e “Il Lupo della steppa”, perché mi hanno insegnato che quello che penso io lo pensano anche gli altri… a parte forse voi.
Signori Giudici, permettetemi di affermare che nei libri non ci sono dei nemici. Anzi, essi aiutano a frugare meglio dentro se stessi. Solo gli sciocchi hanno paura dei libri. Per la prossima volta che dovrete prendere delle importanti decisioni, vi consiglio di leggere prima un buon libro, come facevano i padri della nostra Carta Costituzionale che il carcere lo conoscevano bene, perché sotto il regime fascista vi hanno trascorso molti anni della loro vita.
I libri sono stati la mia luce in tutti questi anni di buio, mi hanno anche aiutato a continuare a lottare e a stare al mondo perché, come scrive Elvio Fassone (ex magistrato e componente del Consiglio della magistratura, oltre che Senatore della Repubblica), nel suo libro “Fine pena: ora”: “Certe volte una pagina, una frase, una parola smuove delle pietre pesanti sul nostro scantinato”.
Fin dall’inizio della mia lunga carcerazione ho iniziato a leggere, all’inizio con la testa e alla fine con il cuore. L’ho fatto prima per rimanere umano, dopo per sopravvivere, alla fine per vivere. Credetemi non è stato facile leggere in carcere quando ero sottoposto al regime di tortura del 41 bis o nei circuiti punitivi e d’isolamento, perché spesso, per ritorsione, mi impedivano persino di avere libri o una penna per scrivere. E in certi casi mi lasciavano il libro, ma mi levavano la copertina.
Penso che ci dovrebbe essere una buona legge per “condannare” i detenuti a tenere più libri in cella e, forse, anche una norma per obbligare i giudici della Corte Costituzionale a leggere di più. (Carmelo Musumeci)
Anche per questo l’Associazione Liberarsi, Sabato 8 aprile 2017, nella Sala del Centro Sociale Valdese in Via Manzoni, 21 – FIRENZE, ha organizzato il Convegno dal titolo: 1992- 2017: 25 ANNI DI 41 BIS 25 ANNI DI TORTURA

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A decade of human rights protection

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

box-eubidrag“The EU Agency for Fundamental Rights can be justifiably proud of what it has achieved in its first 10 years,” said FRA Director Michael O’Flaherty. “However, we are well aware of the challenges we face in upholding the values that are the foundation of our shared societies. Respect for human rights can never be taken for granted, as we can see from the high levels of intolerance, lack of respect and discrimination around the EU. We must find ways of renewing our commitment to the fairness, justice and equality on which our societies were built.”
“In these times of change we sense that old certainties are crumbling, but we have not yet found new solutions to help us face the challenges before us,” said Austrian President Alexander Van der Bellen. “This uncertainty makes it all the more important to stand up for the fundamental principles on which our societies are based: that the human rights to freedom and dignity are universal and inalienable. 10 years ago, the European Union demonstrated its profound commitment to human rights by establishing the EU Agency for Fundamental Rights. The Agency’s work is now more vital than ever.”
“The European Union is founded on our common values. It has and will always stand for our basic democratic values, for freedom,for tolerance and the rule of law,” said Věra Jourová, EU Commissioner for Justice, Consumers and Gender Equality. “It is the 10th anniversary of the Fundamental Rights agency which has worked hard to promote fundamental rights in the EU. At the same time, I’m deeply concerned that in Europe and beyond, fundamental democratic freedoms are questioned. We all know where isolationism and nationalism have led us in the past. I am convinced that protecting fundamental rights and the rule of law is the only response.”In 2017 and beyond, the Fundamental Rights Agency will focus on today’s most urgent human rights quandaries, from migration and asylum, through xenophobia and discrimination, to the very contemporary challenges of privacy, surveillance and hate speech in the digital age. At the same time, the Agency is increasing its efforts to boost public awareness and rekindle support for the protection of human rights; the rights of every individual living in the European Union.

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