Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

La Corte dei Conti riconosce l’utilità sociale e culturale di Celio Azzurro

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

corte dei conti“Dopo tante altre Associazioni anche a Celio Azzurro la Corte dei Conti ha riconosciuto il valore di “utilità sociale e culturale”. Insomma i giudici della Corte dei Conti non sono affatto convinti, al contrario del Procuratore Generale, che questi beni comunali fossero “utilizzabili e sfruttabili alla stregua di locali da affittare”. Al contrario La Corte accetta il principio del “Valore Sociale” che va oltre lo sfruttamento solo finanziario degli spazi. I Comuni svolgono una funzione sociale anche secondo il principio di sussidiarietà e quindi decade l’idea che tutto debba necessariamente essere messo sia messo a reddito. Da tempo giace nei cassetti dell’amministrazione una proposta di cui sono primo firmatario con la quale è possibile regolarizzare tutte le associazioni che svolgono attività a carattere sanitario, assistenziale, culturale, sociale e politico (ad eccezione dei partiti) e di interesse generale, attuando un censimento caso per caso e procedendo al rinnovo delle concessioni a canone calmierato del 20%. Si tratta di una soluzione necessaria in attesa dell’approvazione di un nuovo regolamento condiviso con tutti i soggetti interessati. Dopo mesi di inutili attese e promesse sarebbe ora che la dignità dell’Amministrazione e della politica si ripigliasse i suoi spazi di decisione e di indirizzo che sull’argomento e che la Sindaca invece di continuare a boicottare la proposta di iniziativa consiliare da me presentata, facesse sentire la sua voce sia in difesa dei dirigenti che dei regolamenti che non ha mai né cambiato né abrogato.” Così in una nota il consigliere del PD capitolino Orlando Corsetti.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Poliziotto aggredito con il coltello, immigrato subito in libertà

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

pianese“Un sistema in cui la vita di un Servitore dello Stato vale poco o nulla, in cui chi si aggira armato in mezzo alla strada menando fendenti e aggredendo un poliziotto torna tranquillamente in libertà, in cui una persona che non ha i requisiti per restare in Italia viene espulsa sulla carta ma rimane nel paese ancora e ancora senza che si riesca ad ottemperare ai provvedimenti dell’Autorità, con ciò dimostrando che ancora una volta alle parole non seguono i fatti per chi delinque, è un sistema che davvero dimostra di non meritare i nostri quotidiani sacrifici. Si aspetta con assoluta nonchalance che ci scappi il morto ammazzato dall’ennesimo soggetto già ben noto alle Forze dell’Ordine che non si trova in carcere o non è stato espulso, cosa che si è già verificata in Italia. E’ davvero vergognoso”. Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta indignato la decisione di scarcerare con il solo obbligo di firma il 31enne della Guinea che tre giorni fa ha aggredito con un coltello un poliziotto all’esterno della Stazione Centrale mentre con altri agenti tentava di bloccarlo. Dell’uomo dovrà ora occuparsi l’ufficio Immigrazione della Questura di Milano, in quanto è irregolare sul territorio italiano e già destinatario di un provvedimento di espulsione.
“Ogni volta che un irregolare non viene espulso come dovrebbe, tornando di fatto libero di andare esattamente dove vuole e di tramutarsi in uno dei tanti ‘fantasmi’ che si aggirano per il Paese – aggiunge Pianese -, oppure che un condannato non viene mandato in carcere come dovrebbe o che un soggetto pericoloso non viene ‘neutralizzato’ per garantire la sicurezza altrui, non si fa altro che vanificare totalmente il nostro lavoro, che già è delicato e difficile e che comporta rischi continui e gravissimi per noi. E’ indispensabile ripensare alcuni meccanismi che, di fatto, contrastano con l’esigenza di garantire sicurezza e legalità ai cittadini che ne hanno un sacrosanto diritto, e che aumentano esponenzialmente i rischi che dobbiamo fronteggiare esponendoci continuamente a pericoli che non di rado potrebbero essere evitati o ridimensionati. Noi continuiamo a compiere il nostro dovere irremovibili, ma è impossibile fare sicurezza se il sistema Stato non garantisce serietà, coerenza, fermezza e severità alla sua azione complessiva”.
(n.r. Non crediamo che si sia trattato di una decisione “cervellotica” del magistrato. Propendiamo per una circostanza legata ad anni di garantismo fine a se stesso e alla mancata cultura del rispetto che ha snaturato la figura del poliziotto garante delle istituzioni. E come si sa chi semina vento raccoglie tempesta) (foto: pianese)

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La Corte Costituzionale ha fermato le trivelle di Renzi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

corte costituzionale“Avevamo ragione nel chiedere l’impugnazione dell’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’ che consentiva la ricerca, la trivellazione e lo stoccaggio indiscriminati di idrocarburi sul territorio. La Corte Costituzionale, con la sentenza del 12 luglio, ristabilisce che la materia è concorrente tra Stato e Regione, sulla ricerca di idrocarburi lo Stato non può prendere decisioni per una Regione senza consultarla. Solo il PD lombardo, allora completamente renziano, aveva difeso quel decreto pro trivelle che la Corte ha impugnato.
E’ stato sventato il tentativo di Renzi di consentire al Governo di agire indisturbato con altre concessioni e prolungamenti che vanno contro la volontà dei cittadini e delle buone politiche per i territori e la tutela dell’ambiente. Ora la Lombardia faccia un ulteriore passo avanti, ripensi le politiche regionali sulle trivelle e gli stoccaggi e orienti il suo futuro sulle energie rinnovabili “, così Andrea Fiasconaro, capogruppo del M5S Lombardia, commenta la sentenza 170, della Corte Costituzionale, pubblicata il 12 luglio scorso, che ha dichiarato illegittimo il comma 7 dell’articolo 38 del Decreto legge 133, lo Sblocca Italia, che ribadisce che il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale è materia concorrente tra Stato e Regioni.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Si vuole mettere il bavaglio al diritto di sciopero?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

lavoratoriOggi 19 luglio, le Commissioni congiunte Lavoro e Affari Costituzionali esamineranno i due disegni di legge che sembrano destinati a unificarsi: con il n. 2006 a prima firma Pietro Ichino (PD) e il n. 1286 che porta il nome di Maurizio Sacconi (AP-NCD) si vorrebbe riservare il diritto allo sciopero alle sigle sindacali con almeno la metà della rappresentatività di categoria. Inoltre, l’adesione andrebbe comunicata almeno cinque giorni prima dell’evento e non si potrebbero più indire assemblee sindacali in orario di lavoro. Le modifiche delle regole sugli scioperi riguarderebbero ‘l’area dei servizi pubblici di trasporto’, ma a sentire alcuni estensori delle proposte di legge non si esclude che si possa estendere il tutto ad altri settori. A iniziare dalla Scuola, dove da tempo i Governi di turno stanno tentando di limitare il campo degli scioperi, perché ritenuti lesivi del diritto a fruire del servizio che erogano.Il sindacato ricorda che esistono delle direttive sindacali comunitarie che non possono essere eluse: stiamo parlando, a esempio, della n. 86 del 2001, che completa lo statuto della società UE a proposito del coinvolgimento dei lavoratori, ma anche della direttiva n. 14 del 2002, che introduce il quadro generale sulla informazione e consultazione dei lavoratori della Comunità europea.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): norme di questo genere andrebbero contro la Carta dei diritti fondamentali dell’UE e il Trattato di Lisbona, e lo stesso l’articolo 40 della Costituzione che tutelano i lavoratori e la loro libertà d’espressione in ambito professionale: è assurdo pensare che solo un ristretto numero di sindacati possa avere il diritto di indire lo sciopero, perché un principio classista e discriminatorio. Come è impensabile chiedere ai dipendenti di comunicare al loro datore di lavoro se vogliono o meno aderire alla giornata di protesta. In Italia, già esistono diversi limiti e un organismo, l’Autorità di garanzia sugli scioperi, deputato a governare le richieste. Andare oltre non avrebbe senso. Se non quello di tentare di limitare in partenza gli effetti della protesta. Quando c’è uno sciopero, quasi mai sbaglia chi protesta, che già paga di tasca propria. Sarebbe bene invece interrogarsi sui motivi della mobilitazione, dunque su come si amministra l’azienda. Per certe modifiche, servirebbe poi un referendum tra i lavoratori o i loro rappresentanti. I quali difficilmente sarebbero d’accordo nel riportare l’Italia nell’era pre-Costituzione, quando lo sciopero veniva considerato un’arma illegittima da sopprimere e il datore di lavoro sceglieva a suo piacimento le regole.

Posted in Diritti/Human rights, Uncategorized, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Diritti dei detenuti. In Belgio ogni detenuto potrà utilizzare un telefono in ogni cella

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

carcereUn’idea rivoluzionaria per i diritti detenuti e che non può che essere accolta con sorpresa, ma anche con grande favore dallo “Sportello dei Diritti”, che da anni fra le sue tante attività, si batte anche per il miglioramento delle condizioni di vita di coloro che sono ristretti in carcere. Secondo il quotidiano belga Het Nieuwsblad, i detenuti potranno utilizzare un proprio telefono per telefonare dalla propria cella. L’obiettivo? È duplice: ridurre il carico di lavoro delle guardie carcerarie e aumentare la sicurezza in prigione. Il quotidiano rivela che nei prossimi giorni una rete telefonica verrà installata nel primo carcere del Belgio. Nel mese di novembre, la rete sarà ampliata in tutte le prigioni dello stato nordeuropeo. Per Kathleen Van de Vijver, portavoce per l’amministrazione penitenziaria belga, la “Chiamata dalla cella aumenterà la sicurezza in prigione,”. Concretamente, ogni detenuto potrà beneficiare di un proprio telefono cellulare nella propria cella. Il che significa che gli addetti di polizia penitenziaria non accompagneranno più i ristretti per consentire loro di effettuare le chiamate telefoniche personali consentite dall’ordinamento con la conseguenza che potranno dedicare più tempo alle altre attività ed in particolare alla sorveglianza. In questo modo “Il detenuto sarà in grado di chiamare la persona di sua scelta quando vorrà,” ha commentato Kathleen Van de Vijver ed ha ricordato che attualmente “Molti detenuti che non riescono a raggiungere telefonicamente i propri figli quando tornano a casa da scuola sono frustrati. Con questo dispositivo, non accadrà più.”. Tuttavia la possibilità di utilizzare il telefono non sarà illimitata: i detenuti non potranno ricevere chiamate. E vi sarà una black list con numeri vietati (servizi di polizia, il Palazzo reale o politici) che verranno bloccati. Ovviamente si tratta di un’idea rivoluzionaria e non inconcepibile per un ordinamento penitenziario che guarda senz’altro alla primaria funzione rieducativa e non solo a quella punitiva della pena, come dovrebbe essere in un’ottica antitetica a quella italiana, dove la limitazione con le comunicazioni esterne, così come la tutela dell’affettività dei detenuti è ferma a concezioni arcaiche e conosce solo pochissime positive ed isolate esperienze, tanto che il carcere si rivela ancora per la sua dimensione afflittiva e peggiorativa delle condizioni di vita dei ristretti, le cui storie ci raccontano che nella realtà rimane ancora una delle principali accademie della delinquenza del Belpaese. D’altro canto, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è assurdo che altrove non si sia pensato prima che la possibilità di utilizzare il telefono per chiamate più frequenti, almeno con i propri familiari, e non solo per la classica e unica chiamata di 10 minuti concessa a settimana, può solo servire a migliorare le condizioni di vita di chi sconta la pena, con la conseguenza che si riducono le afflizioni che conducono al naturale e probabile imbarbarimento che già si vive nella quotidianità dei penitenziari. Non è da sottovalutare, infine, che le comunicazioni telefoniche costituiscono uno dei mezzi di interlocuzione più semplici da monitorare da parte dell’autorità giudiziaria nel momento in cui si ritenga possano essere utilizzate per la perpetrazione di attività criminale, e pertanto non possono arrecare alcun potenziale pericolo ove si prendano le necessarie precauzioni tecniche e le dovute limitazioni.

Posted in Diritti/Human rights, Estero/world news, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Precariato, dubbi della Corte di Giustizia Europea sul limite di 12 mensilità di risarcimento

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

corte di giustizia europeaA Lussemburgo, i giudici dell’Ue hanno dato impulso alla questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Trapani, alla quale hanno partecipato i legali dell’Anief: la Commissione UE concorda con loro, accogliendo la causa, per abuso dei contratti a termine rispetto alla soglia di 12 mensilità accordate. Per la Curia di Lussemburgo, dovrebbero essere risarciti altre 24 mensilità per ogni precario assunto dalla pubblica amministrazione, inclusi i 100mila precari della scuola chiamati ogni anno. A questo punto, la normativa italiana potrebbe essere dichiarata nuovamente illegittima perché contraria al diritto dell’Unione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): prima ancora che arrivi l’orientamento dei giudici transnazionali, sono già migliaia le domande risarcitorie riconosciute dai nostri tribunali. Con il Miur condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro. Anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari, come ribadito dalla Cassazione il mese scorso. Ora che potrebbe pure cadere il limite delle dodici mensilità, siamo convinti che l’amministrazione scolastica sarà molto meno propensa a reiterare i contratti a termini, pur in presenza di precari titolati e posti vacanti. Ancora una volta, il giovane sindacato della scuola con il suo team di avvocati agisce per sconfiggere la piaga della precarietà.Nel frattempo, Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire gli aumenti di stipendio e gli arretrati, sia per chi è precario sia per chi è già di ruolo con periodi di supplenza. Nel frattempo, il sindacato, dopo la discussione della petizione presso il Parlamento Europeo e la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, si sta rivolgendo alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, per consentire la stabilizzazione di tutto il personale docente e Ata scolastico. A tal proposito, si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda pure i decreti per la ricostruzione di carriera: chi volesse presentare ricorso con Anief, per ottenere anche la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può ancora decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti.

Posted in Diritti/Human rights, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Viabilità a Roma: Preferenziale via Portonaccio

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

vigili-urbaniRoma “Da maggio nella nuova corsia preferenziale tra via di Portonaccio e via Tiburtina sono state levate circa 200mila multe potenziali a danno di automobilisti ignari della nuova restrizione sulla viabilità. Molti hanno continuato per giorni a transitare in quel tratto di strada con la propria auto senza aver compreso la nuova circolazione per gli autoveicoli. E stato appurato che il pasticcio burocratico è sorto a causa dell’insufficienza della segnaletica apposta che non consentiva di rilevare la modifica apportata alla viabilità. Tra i cittadini, alcuni hanno già ricevuto anche 80 sanzioni e migliaia di euro di multa. E’ evidente come in questo caso sia la buona fede ad aver ingannato coloro che recandosi al lavoro giornalmente hanno continuato a fare lo stesso tragitto ignorando le modifiche alla circolazione che vietavano il transito agli autoveicoli privati. E’ un pasticcio che la Sindaca Raggi e la giunta M5S non possono continuare ad ignorare e di cui si debbono far carico. Da giorni i cittadini che abitano e lavorano in quel quadrante della città reclamano di essere caduti in una trappola dovuta alla scarsa informazione e alla carenza di segnaletica riconoscibile. Anche il Campidoglio dopo settimane ha dovuto ammettere l’insufficienza delle indicazioni apposte e della comunicazione effettuata. L’annuncio tardivo di provvedere ad un nuovo piano di comunicazione e a installare una maggiore segnaletica orizzontale e verticale non è sufficiente, soprattutto per chi potrebbe aver subito un danno economico corrispondente ad alcune migliaia di euro di multe. Da qui la necessità di una iniziativa mirata dell’Amministrazione Capitolina che scongiuri la penalizzazione di migliaia di automobilisti incolpevoli. Allo scopo di evitare una mole enorme di ricorsi e una ’ class action’ già preannunciata dagli sventurati automobilisti, questa mattina la commissione trasparenza da me convocata ha avanzato l’ipotesi di un avvio di procedura in autotutela dell’amministrazione relative alle sanzioni elevate alle auto private a partire dal 2 maggio scorso.” Così in una nota il consigliere del PD capitolino Marco Palumbo. (n.r. Abbiamo fatto una ricognizione lungo la via in questione e ci siamo resi conto che la segnaletica esiste ed è ben visibile ed è più volte ripetuta e che gli automobilisti ancora oggi, imperterriti, continuano a circolare.)

Posted in Diritti/Human rights, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Omissione di soccorso anche per chi non è responsabile del sinistro

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

incidenti stradali-2Non si tratta solo di una normativa di civiltà quella scandita dal combinato disposto dei commi 1, 6 e 7 dell’articolo 189 del Codice della Strada che in caso d’incidente ricollegabile al comportamento dell’utente della strada, impone l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona, ma anche una fattispecie complessa che, in caso di violazione fa scattare la pena della reclusione da uno a tre anni e la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni. Conseguenze dure, quindi, per quei tanti automobilisti che ancora oggi, nonostante i sistemi elettronici d’identificazione e della presenza, su tutto il territorio nazionale, di una miriade di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, pensano di farla franca scappando dal luogo del sinistro e non prestando soccorso a eventuali feriti, a volte sol perché pensano di “non aver fatto nulla” per causare l’incidente o di non aver nulla a che fare con l’evento. Per la Cassazione, tuttavia non è così, tant’è che con la sentenza 33772/17, pubblicata l’11 luglio dalla quarta sezione penale della Cassazione, è punibile per la tipica omissione di soccorso di cui al combinato disposto dei citati commi 1, 6 e 7 dell’articolo 189 Cds, chi è coinvolto nello scontro fra veicoli e non presta aiuto ai feriti anche se non risulta responsabile del sinistro. E ciò perché, con l’interpretazione fornita dai giudici di legittimità, la suddetta normativa non lega l’obbligo di assistenza alla consumazione e all’accertamento di un reato, ma soltanto al verificarsi di un incidente «comunque» ricollegabile alla condotta dell’utente della strada. Nella fattispecie i giudici di Piazza Cavour nel rigettare il ricorso di una donna già condannata nei due gradi di merito, hanno confermato la condanna dell’imputata per non essersi fermata dopo il sinistro con un motociclista nel quale, però non vi era stata alcuna collisione. La signora, tuttavia, risultava responsabile del sinistro anche se il suo furgone non aveva invaso la corsia sulla quale sopraggiungeva il centauro: si era però avvicina all’improvviso al centro della carreggiata costringendo la moto a frenare e, pertanto, a cadere senza alcun contatto esterno. La conducente, non si fermava e veniva in seguito identificata soltanto grazie a un testimone che era riuscito a prendere il numero di targa del veicolo. Per gli ermellini, l’omissione di soccorso si configura al di là della colpa nell’incidente perché costituisce una nuova e ulteriore deliberazione criminosa rispetto agli eventuali reati di omicidio colposo o di lesioni volontarie, dei quali non rappresenta la prosecuzione in termini di attività illecita. La posizione di garanzia nella protezione delle altre persone rimaste coinvolte nello scontro si configura soltanto perché l’utente risulta partecipe di un sinistro riconducibile al suo comportamento. Per Giovanni D’Agata, presidente “Sportello dei Diritti”, la sentenza in commento costituisce anche un monito verso tutti gli utenti della strada a cercare di mantenere la calma in caso di sinistro stradale, fermarsi e prestare immediatamente assistenza alle possibili vittime.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dal 2018 sarà obbligatoria la nuova informativa comunitaria sui contratti assicurativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 luglio 2017

bruxelles-1Bruxelles. Il 1° agosto 2016 l’EIOPA (Autorità Europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) ha pubblicato, in consultazione, una proposta di standard tecnici (ITS – Implementing Technical Standards) ai fini dell’armonizzazione del formato di presentazione del documento informativo per i prodotti assicurativi danni IPID (Insurance Product Information Document). A partire dal febbraio 2018 dovrebbe finire il tempo delle polizze scritte in caratteri illeggibili e dal contenuto incomprensibile in quanto, tale documento dovrà essere fornito, secondo quanto stabilisce la normativa IDD (Insurance Distribution Directive), al potenziale assicurato prima della sottoscrizione di un contratto assicurativo danni, al fine di comprendere pienamente l’offerta assicurativa proposta e poter attuare un confronto con eventuali prodotti alternativi. L’Autorità europea propone, a ragion veduta, un format standardizzato per l’IPID, che fornisca ai consumatori europei informazioni chiare e semplici sui prodotti assicurativi danni. In Italia, IVASS e associazioni dei consumatori, che si sono riunite a Roma lo scorso 19 giugno, hanno chiesto di allegare all’IPID un prospetto informativo semplificato ma hanno invece riscontrato una immotivata resistenza da parte di ANIA (l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici). Le Associazioni dei Consumatori, che hanno di recente incontrato l’IVASS per fare il punto sulla questione, denunciano l’ostruzionismo manifestato da ANIA in tema di trasparenza.Stiamo parlando di prodotti complessi e non vogliamo credere che non si possano sintetizzare, come invece affermano le compagnie assicuratrici. Perché in tal caso, si rende necessario affiancare il consumatore spiegandogli riga per riga le molteplici clausole, affatto chiare. Non è più tollerabile vedere note informative o polizze costruite in evidente violazione di legge. Le disposizioni di cui all’art. 166 comma 1 del Codice delle Assicurazioni, come pure l’art. 120 sull’informazione precontrattuale, già prevedono che polizze e documenti contrattuali siano redatti in modo chiaro ed esauriente. La IPID quindi non fa altro che attuare il secondo comma dell’art. 166 del codice delle Assicurazioni il quale dispone che “Le clausole che indicano decadenze, nullità o limitazione delle garanzie ovvero oneri a carico del contraente o dell’assicurato sono riportate mediante caratteri di particolare evidenza”.
Il consumatore sempre più spesso si trova di fronte a prodotti complessi illustrati e spiegati in maniera non trasparente. Le associazioni dei consumatori sono troppo spesso costrette a portare all’attenzione dell’Ivass e della giustizia civile le criticità legate a casi di polizze contenenti clausole illecite e vessatorie, mentre proliferano polizze contenenti pretese “penali”, ovvero illegittime decurtazioni del risarcimento, giustificate con la asserita violazione di patti contrattuali illegittimi e vessatori sottoscritti dal consumatore non informato dietro la promessa di sconti irrisori e aleatori. Il fenomeno è particolarmente diffuso nei contratti RC Auto e nelle polizze danni collegate, dove troppo spesso vengono denunciate dai consumatori, rimasti vittima di un sinistro, improprie pressioni da parte delle reti agenziali. Trasparenza è la parola d’ordine, nel caso di dubbi o incomprensione del testo, fate controllare i contratti dalle Associazioni dei Consumatori. L’IPID va predisposto entro febbraio 2018, secondo la normativa europea, e le Associazioni dei Consumatori condividono l’operato di IVASS, che ha predisposto un modello conforme da adottare anche prima dell’entrata in vigore della norma, ed insistono perché ANIA e compagnie di assicurazioni si conformino quanto prima.
Non possiamo più tollerare condizioni di assicurazione contrarie alle norme sulla trasparenza e sulla chiarezza e la pervicace resistenza ad offrire informazioni comprensibili ai consumatori in merito alle polizze sottoscritte.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Is Europe doing enough to protect fundamental rights?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

corte di giustizia europeaChallenges to human rights are multiplying in the European Union, despite the strength of the legal framework we have built since the Second World War. To discuss the magnitude and nature of the challenges and develop solutions, the European Union Agency for Fundamental Rights (FRA) is hosting a high-level symposium in cooperation with the Maltese Presidency of the Council of the EU. “Human rights are under threat across the EU,” says FRA Director Michael O’Flaherty. “But the goodwill and support for the vulnerable in so many places around Europe should give us hope. We need to harness this positivity to ensure that human rights remain the bedrock of our societies. And we must do much more to show that human rights are not just for a select few, but for everyone.”“Let us make now the time, when we end the scourge of poverty, within our European Union and beyond, as part of our commitment to secure the rights and freedoms of all,” said Maltese President Marie-Louise Coleiro Preca. “Let us affirm the fundamental dignity of all human beings, by acting upon our duty to strive for the best interests all individuals and communities, and especially, the most vulnerable members of our society.”The EU is facing persisting high poverty levels and rates of youth unemployment demoralising to those entering the labour market for the first time. We are also witnessing political groupings that seek to capitalise on fears within the population for their own short-term electoral gains by championing nationalist and sometimes racist agendas. All of this increases the importance and difficulty of communicating human rights, whether as an expert in the field, a politician, or a journalist.‘Is Europe doing enough to protect fundamental rights?’ will take stock of human rights developments in the EU over the last 10 years. The symposium will address the three most burning issues on the EU’s policy agenda by focusing on migration and asylum, insecurity and fear, and poverty and social exclusion. Particular attention will be paid to the children’s perspective, and children themselves will take part in the event as speakers and commentators.FRA’s annual flagship Fundamental Rights Report and Opinions, now available in all EU languages, will be presented at the symposium, and together the Agency’s new report on the detention of child migrants will form the backdrop to the discussions.

Posted in Diritti/Human rights, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Siae è arrivato al capolinea? Entra in campo sondreef

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

fedezIn questi giorni la bufera provocata da Fedez nei confronti del ministro Franceschini e del conflitto di interessi con Siae ha sortito il suo effetto; La direzione del concorso “Sanremo Music Awards” ha sollecitato tutti gli artisti partecipanti al concorso a passare da siae a sondreef, un nuovo gestore in concorrenza con siae, inoltre in tutte la selezioni del concorso saranno utilizzati sottofondi musicali e canzoni sondreef e non siae, consentendo agli organizzatori locali di pagare meno tasse sui diritti d’autore.
In poche parole passando da siae a soundreef tutti gli organizzatori locali pagheranno di meno quando organizzano il concorso e tutti i partecipanti avranno più royalties e le riceveranno più velocemente. Il monopolio siae volge al termine e soundreef si impone sul mercato in maniera decisa, chiara e lineare, contrariamente al vetusto colosso siae che spesso non premette ai giovani autori di capire quanto guadagnano con i propri brani, da dove arrivano i soldi e soprattutto quando gli arrivano.
La siae non dialoga con i propri autori se non ad alti livelli, i giovani sono defraudati del loro sacrosanto diritto d’autore, ognuno di loro è all’oscuro di tutto, non capisce e non saprà mai chi suona i loro brani, dove vengono suonati e quando gli arriveranno le royalties…se arriveranno mai. La siae, obsoleta, basa ancora molto del lavoro sui borderò cartacei, mentre sondreef ormai è ad un passo dal futuro con i borderò on line, questo consente un risparmio, a monte, di tanti soldi che vanno a gravare franceschini jpgsugli autori che prendono meno soldi e sui gestori delle serate che pagano di più, poi vogliamo parlare dei tanti uffici siae sparsi sul territorio? Con tanti tanti euro spesi per la gestione che vanno a gravare sempre sugli autori e sui gestori? Il quadro è già chiaro, i soldi in gioco sono tanti e non si può scherzare con il futuro della musica, il mondo viaggia veloce, tutto si migliora e i giovani devono poter guadagnare con la musica, cosa che spesso non è possibile perché i diritti d’autore non lo consentono. Ma perché spendere così tanti soldi per gestire un carrozzone obsoleto? Passando a Soundreef i giovani si garantiscono una gestione dei loro diritti d’autore più chiara e limpida, e soprattutto guadagnano di più.
Forse una volta per tutte sarà possibile guadagnare con la musica, anche per coloro che oggi non riescono nemmeno a pagarsi una pizza con i propri diritti d’autore. Il Sanremo Music Awards da oggi consente ai giovani autori di passare a soundreef, gratuitamente, in maniera trasparente con la garanzia di una società inglese solida e all’avanguardia, come consentirà il passaggio anche agli autori più importanti che non si sentono ben rappresentati da siae o che sono insoddisfatti della gestione dei loro diritti da parte di siae. (foto: fedez)

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Contratto Fazio: contra legem

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

Rai: sede di romaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, ha presentato un’interrogazione al presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, in merito al nuovo contratto tra la Rai e in conduttore Fabio Fazio. “Il 23 giugno 2017 – scrive il capogruppo azzurro a Montecitorio – il Cda Rai ha approvato la delibera con cui è stato rinnovato il contratto in esclusiva per quattro anni al conduttore Fabio Fazio che, come riportato dalle maggiori agenzie di stampa, ammonterebbe a circa 11 milioni e 776 mila euro, ovvero 2,8 milioni annui circa, mentre quello precedente era di 1,8 milioni di euro annui. Il contratto in questione, che ha conosciuto un vertiginoso aumento rispetto al precedente, è da considerarsi contra legem poiché il Cda Rai ha palesemente violato quanto previsto dall’articolo 9 della legge 26 ottobre 2016, n. 198 sul limite retributivo di 240mila euro annui da applicare ai contratti di collaborazione e di natura artistica. Con l’approvazione della delibera citata il Cda Rai ha inoltre violato la delibera precedente, adottata lo scorso 4 giugno 2017, attraverso la quale è stata prevista una riduzione dei compensi in misura almeno pari al 10% che, senza alcuna ragione, fissa un limite dei compensi delle star difforme rispetto a quanto stabilito dalla summenzionata disposizione di legge. Sembrerebbe che la Rai abbia siglato un contratto sia con Fazio che con una società che verrà fondata dallo stesso conduttore che deterrà il format di ‘Che tempo che fa’. Nello specifico sembrerebbe che il contratto con Fazio ammonterebbe a 2.240.000 euro l’anno (8.960.000 euro complessivi) per realizzare 32 prime serate della domenica e 32 seconde serate il lunedì su Rai 1 a cui si aggiungono i 2.816.000 euro che la Rai pagherebbe alla società di Fazio per i diritti del format. Quanto riportato evidenzia che l’affidamento delle produzioni esterne da parte della Rai avviene in assenza di regole e procedure puntuali e che la selezione dei fornitori piccoli e medi da parte della medesima Società viene svolta in violazione dei principi di trasparenza ed equità.Oltre alla violazione di legge si ravvisa una evidente lesione del principio di trasparenza poiché la delibera citata oltre a non essere stata pubblicata non è nemmeno pervenuta ai membri della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, principale organo di controllo del Parlamento sulla tv di Stato. La pubblicazione della citata delibera è un atto dovuto ai contribuenti e servirebbe a fare maggiore chiarezza a fronte delle indiscrezioni che sono apparse sulla stampa e sul web svelando i dettagli del rinnovo del contratto del conduttore Fabio Fazio”, sottolinea Brunetta.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cittadinanza iure sanguinis? Dieci anni in lista d’attesa presso i Consolati italiani in Brasile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

san paolo brasileIl sottotitolo potrebbe essere: “Del Belpaese, delle sue inefficienze e di chi le paga”, perchè parliamo di nuovo di cittadinanza, questa volta per discendenza. Il discendente di cittadino italiano è a sua volta cittadino italiano (se l’avo non si ha ottenuto la naturalizzazione in altro stato e se non c’è interruzione nella trasmissione della cittadinanza italiana), anche se l’avo cittadino italiano è emigrato all’estero due secoli fa.Qui potremmo aprire – beninteso, solo provocatoriamente – una parentesi sull’attuale dibattito sullo ius soli per chi nasce e vive una vita in Italia e sull’assenza di dibattito circa l’opportunità di riconoscere la cittadinanza italiana a persone che da 4 generazioni non hanno alcun contatto con l’Italia (il classico bisnonno/a nato/a dopo la metà dell’ottocento).Per i fautori del binomio “cittadino italiano – sistema di valori italiani”, la norma che consente la cittadinanza iure sanguinis potrebbe (o dovrebbe?) essere abolita. Ma non diamo spunti, che c’è il rischio che vengono colti.Potremmo poi aprire una ulteriore parentesi sull’identikit del perfetto italiano sul quale misurare stranieri, discendenti di italiani e italiani doc, ma la mia riflessione riguarda altro. Per motivi di lavoro sto analizzando l’intera giurisprudenza italiana in materia di cittadinanza iure sanguinis. Le pronunce sono prevalentemente relative alla discendenza per linea materna, poiché prima dell’intervento della Corte costituzionale la donna nata prima del 1948 non trasmetteva la propria cittadinanza ai figli e la perdeva se si coniugava con cittadino straniero.Per la linea di discendenza maschile, non essendoci mai stata contestazione alcuna, sarebbe sufficiente rivolgersi al consolato italiano e chiedere il rilascio di un documento di identità della Repubblica Italiana.
Eppure, fra tutte le sentenze italiane sull’argomento, ogni tanto ce ne sono alcune anche per la linea paterna. Ci si aspetterebbe, in una situazioni di ordinario disbrigo delle pratiche dei nostri uffici all’estero, che il tribunale rigetti la domanda per carenza di interesse ad agire. Detto in parole povere, non puoi venire ad intasare i tribunali, chiedendo in giudizio qualcosa che un ufficio della pubblica amministrazione ti rilascia su semplice richiesta. Invece i tribunali accolgono le domande giudiziali sulla base di queste motivazioni:“Emerge tuttavia che l’attore abbia presentato sin dal 2006, al Consolato Generale d’Italia a San Paolo (SP-Brasile) la richiesta di riconoscimento del proprio status civitatis Italiano iure sanguinis, […] . L’ istanza è stata accettata dal Consolato e rubricata al “n.progressivo xxx” della “lista di attesa” delle richieste di riconoscimento della cittadinanza Italiana per l’anno “2006” […]. Ebbene, la documentazione prodotta dall’attore, consente di apprezzare che il Consolato Generale d’Italia a San Paolo (SP-Brasile) – voce “lista d’attesa per il riconoscimento della cittadinanza italiana”) […] alla data del 05.08.2015, aveva in corso la evasione le richieste formulate nel marzo 2005; dall’esame della lista richieste pubblicata sul website del Consolato Generale d’Italia a San Paolo si evince la dimensione del fenomeno, e la condizione di sostanziale paralisi in cui versano gli uffici competenti in ragione della mole delle domande presentate; in ogni caso la richiesta di […] non risulta presa in esame a 9 anni dalla sua presentazione, né vi è modo di ritenere che sia prossima ad una definizione; il decorso di un lasso temporale di tale irragionevolezza rispetto all’interesse vantato, equivale ad un diniego di riconoscimento del diritto, e per ciò solo giustifica l’interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale” (Tribunale di Roma, sentenza del 16 febbraio 2016)Le liste d’attesa per la cittadinanza italiana iure sanguinis possono essere consultate sul sito dei Consolati. Al solo consolato di San Paolo, la lista d’attesa delle prenotazioni fatte dal 2008 ad oggi contiene 49.150 domande di cittadinanza iure sanguinis (molte delle quali non riguardano un unico soggetto, ma anche altri richiedenti, ad esempio i figli); in tutto il Brasile le domande di cittadinanza iure sanguinis in attesa di evasione erano 111.058 al febbraio 2016.A marzo del 2016 lavoravano le domande di undici anni prima… La situazione ad oggi è la medesima, ed è anche stata oggetto di una interrogazione parlamentare del 2016, strumento che – si sa – serve più a “mettere agli atti” che altro, poiché quasi mai portano ad una reale soluzione del problema.E delle inefficienze della pubblica amministrazione italiana nelle sedi distaccate estere si fa carico il sistema giudiziario, che diventa ufficio della pubblica amministrazione. Tutto ciò, è chiaro, pagato comunque dai cittadini, che con le loro tasse fanno funzionare sia la macchina giustizia che la pubblica amministrazione.Quindi il cittadino paga gli stipendi degli uffici consolari, il sistema giudiziario e – oltre al danno la beffa – le spese legali di questi procedimenti poiché giustamente il Ministero dell’interno viene sistematicamente condannato al pagamento delle spese processuali, circa 3.000/4.000 euro a processo.Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se quei 111.058 futuri italiani in attesa decennale avessero il guizzo di rivolgersi ad un tribunale italiano: la condanna alle spese legali ammonterebbe almeno a 300 milioni di euro, sempre nostri.Sì, forse è proprio questo il vero identikit del perfetto italiano. Siete sicuri di voler ottenere la cittadinanza? (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Precariato: record di sentenze favorevoli a docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

tar lazioPosizioni dei giudici all’unisono presso le Corti di mezza Italia: da Catania a Milano, a favore di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, i legali del sindacato Anief hanno ottenuto pieno riconoscimento del diritto agli scatti di anzianità, quindi degli arretrati, al risarcimento per la mancata assunzione oppure per essersi visti negati i pagamenti dei mesi estivi pur ricoprendo un posto vacante. Inoltre, i ricorrenti d’ora in poi si ritroveranno uno stipendio effettivamente commisurato all’anzianità di servizio maturata nel corso del tempo. In tutti i casi, i giudici hanno ravvisato nei loro confronti un vero e proprio sfruttamento, che stride con le indicazioni europee e transnazionali dettate proprio per prevenire l’abuso del precariato. È ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere le progressioni di carriera anche se precari.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il nostro sindacato è nato proprio per tutelare i diritti di tutti i lavoratori della scuola e i precari, in particolare, sono quelli che da sempre hanno subito e subiscono tuttora gravissime discriminazioni. Le nostre azioni legali stanno dimostrando che avevamo ragione e i tribunali di tutta Italia evidenziano come il Ministero abbia palesemente violato l’Accordo Quadro attuato con Direttiva 1999/70/CE sulla non discriminazione del lavoro precario. Siamo orgogliosi di aver patrocinato cause che stanno restituendo dignità ai docenti e al personale Ata precario.

Posted in Diritti/Human rights, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cartelle esattoriali e altri atti fiscali: notifiche via Pec dal 1 Luglio 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

fisco2005aDal prossimo 1 Luglio 2017 le notifiche degli avvisi e degli altri atti fiscali destinati alle imprese, società e professionisti in qualità di contribuenti possono essere notificati via posta elettronica certificata (PEC), agli indirizzi presenti nell’archivio nazionale INI-PEC. Per quanto riguarda i privati, per i quali NON è obbligatorio esser muniti di indirizzo PEC, questo tipo di notifica avverrà solo dietro espressa richiesta.
Lo ha previsto il decreto fiscale di Ottobre 2016 che ha anche aggiornato le normative specifiche relative alle cartelle esattoriali, che già dal Giugno 2016 venivano notificate via PEC a chi ne faceva richiesta e alle imprese (come obbligo che dal 1 Luglio diventa facoltà). Tipicamente la novità riguarda l’Agenzia delle entrate ed è rilevante, tenuto conto che dal 1 Luglio uno specifico ufficio della stessa (Agenzia delle entrate-riscossione) si occuperà della riscossione al posto di Equitalia. Tuttavia l’applicazione si estende a tutte le notifiche che riguardano atti tributari fatte in riferimento alle normative di riscossione modificate. Ma vediamo i dettagli delle nuove regole:
Per le imprese. Per le notifiche dei propri atti l’ente riscossore può consultare telematicamente l’archivio, ed estrarre, anche in forma massiva, gli indirizzi a loro necessari. Se la casella PEC risulta satura l’ufficio effettua un secondo tentativo decorsi almeno sette giorni dal primo. Se anche a seguito del secondo tentativo la casella risulta satura oppure se l’indirizzo non risulta valido o attivo la notifica deve essere eseguita mediante deposito telematico dell’atto nell’area riservata del sito Internet della società InfoCamere Scpa e pubblicazione, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, del relativo avviso nello stesso sito, per la durata di quindici giorni.
L’ufficio in questo caso deve avvisare il contribuente dell’avvenuta notificazione con una raccomandata a/r.
Per i privati. Per il privato, in attesa che sia operativa l’ANPR (anagrafe nazionale popolazione residente), le notifiche via PEC possono avvenire solo a chi ne fa espressa richiesta, specificando l’indirizzo che può essere:
– proprio;
– del coniuge o di un parente affine entro il quarto grado, con specifico incarico;
– di un avvocato, commercialista, consulente del lavoro, dipendente di un caf, etc., con specifico incarico.
La richiesta va presentata telematicamente secondo procedure che saranno stabilite da un successivo provvedimento dell’Agenzia delle entrate, utilizzando un modulo approntato dall’Agenzia delle entrate e’ disponibile QUI: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/comunicaredati/comunicazione+pec+notifica+atti/infogen+pec+notifica+atti
A seguito della presentazione viene rilasciata un’attestazione che costituisce prova.
L’indirizzo dichiarato ha effetto dal quinto giorno libero successivo a quello in cui l’ufficio attesta la ricezione della richiesta.
– Il modello suddetto può essere utilizzato solo dalle persone fisiche e non che NON sono obbligati per legge a dotarsi di un indirizzo PEC inserito nell’archivio INIPEC. Infatti l’indicazione dell’indirizzo PEC per le notifiche NON produce effetti qualora il soggetto risulti già titolare di un indirizzo PEC inserito nell’archivio INIPEC. La comunicazione perde efficacia anche nel caso in cui il richiedente diventi titolare di un indirizzo PEC inserito nell’archivio INIPEC successivamente.
Per il mittente la notifica si perfeziona, per il rispetto dei termini di prescrizione, al momento in cui il suo gestore di PEC gli trasmette ricevuta di accettazione con attestazione dell’avvenuta spedizione del messaggio. Per il destinatario invece conta la data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta del gestore della casella di PEC. In caso di giacenza il perfezionamento avviene il quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione dell’avviso nel sito Internet della societa’ InfoCamere Scpa. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento nomativo)

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Docente di spagnolo condannata alla precarietà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

tribunale-milanoIl giudice condanna il Miur per discriminazione e sfruttamento del lavoro a tempo determinato: il ricorso Anief, proposto a tutela dei diritti della prof supplente, rivendicava l’illegittimità del lungo periodo di precariato, cui continua a essere costretta senza il minimo riconoscimento della lunga esperienza maturata in cattedra per insegnare nella scuola media. La sentenza è importante, perché sancisce il diritto a percepire anche da precari, oltre al risarcimento, uno stipendio calcolato sugli anni di servizio svolti. Rimane l’amarezza: in un mondo sempre più globalizzato e aperto alle lingue, perché un docente deve attendere così tanti anni per poter sottoscrivere il contratto a tempo indeterminato pur essendo da tempo nelle graduatorie pre-ruolo? A tal proposito, il sindacato ricorda il paradosso della classe di concorso A023, ‘Lingua italiana per discenti di lingua straniera’, introdotta con le nuove classi concorsuali e per la quale sono stati decretati centinaia di vincitori nell’ultima selezione nazionale del 2016 proprio per soddisfare precise finalità di insegnamento: per il Miur la disciplina rimane un oggetto misterioso. Anief ha promosso specifici ricorsi per la tutela dei lavoratori precari: è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento professionale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i diritti dei precari non possono essere calpestati. Il Miur agisce, ancora oggi, in aperto contrasto con la normativa comunitaria continuando a reiterare contratti a tempo determinato su posti vacanti e negando al personale con contratto a termine il diritto alle progressioni stipendiali. Il nostro impegno è quello di continuare a tutelare i loro diritti e a pretendere dall’Amministrazione rispetto per quei lavoratori della scuola che ogni anno permettono il regolare svolgimento delle attività didattiche.

Posted in Diritti/Human rights, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Contratti di servizio pubblico locale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

consiglio di statoL’Associazione CODICI Lombardia ha vinto, dinnanzi al Consiglio di Stato, il suo ricorso in merito al silenzio/rifiuto di alcuni Comuni ad acconsentire l’accesso agli atti relativi ai contratti di servizio pubblico locale.La vicenda ha inizio, con la richiesta avanzata da CODICI Lombardia, di accedere all’elenco dei contratti di servizio pubblico locale avanzata a tutti i Comuni – Capoluoghi di provincia lombarda per avere conto di quali contratti di servizio fossero in essere e le loro prossime date di scadenza.Questo è sancito dalla vecchia finanziaria 2008 (comma 461 dell’art.2), che prevede: “che con lo scopo di tutelare i diritti dei consumatori, vi è un obbligo da parte di tutti i Comuni italiani, di coinvolgere i cittadini consumatori utenti attraverso il loro rappresentante, sin dalla definizione delle linee guida per la redazione dei contratti di servizio pubblico locale”. Ci riferiamo a servizi di non poco conto quali trasporti, nettezza urbana, mense scolastiche ecc., oltre alla consultazione preventiva, vi sono altri obblighi per l’ente gestore e il Comune, come:
1. Redigere una carta dei servizi per ogni singolo servizio pubblico locale,
2. verificare periodicamente, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori, l’adeguatezza dei parametri qualitativi e quantitativi del servizio erogato,
3. realizzare un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri stabiliti nella “Carta della qualità dei servizi”, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale con la partecipazione delle associazioni dei consumatori,
4. istituire una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestore dei servizi ed associazione dei consumatori.
Visto che dal 2008 ad oggi nessuno, o pochi Comuni si sono adeguati a questa legge, CODICI Lombardia ha deciso di passare all’attacco, e prendendo solo i Comuni capoluogo di provincia ha iniziato a chiedere il mero elenco dei contratti, per capire la portata di questa vicenda e per poter avanzare per tempo la richiesta di partecipazione alle consultazioni in sede di stipula e di rinnovo dei contratti.Quasi tutti i Comuni hanno risposto in modo positivo, solo Sondrio e Como hanno ignorato le nostre richieste o perso tempo con motivazioni poco chiare.A questo punto non potevamo lasciare che, anche di fronte a questa richiesta formale, i Comuni “facessero melina”.Ci siamo quindi rivolti al TAR, che purtroppo non ha ben compreso le nostre motivazioni ed ha rigettato il nostro ricorso, ma caparbiamente siamo arrivati in Consiglio di Stato, che il giorno 25 maggio 2017 ha finalmente deciso in favore dell’Associazione e costretto i Comuni ad esibire quanto richiesto.“E’ incredibile che per far valere una legge e un diritto sacrosanto – dichiara Davide Zanon, Segretario regionale di CODICI Lombardia – ovvero quello di permettere alle rappresentanze degli utenti di avere voce in capitolo quando si vanno a siglare accordi sui servizi pubblici locali, si debba arrivare alla magistratura.L’Associazione Codici continuerà a lavorare su questo fronte, andando a chiedere ai Comuni copia dei contratti dei servizi pubblici locali, per potersi far trovare pronti quando vi saranno i rinnovi.Ovviamente, tutti i cittadini saranno poi invitati a partecipare per tramite dell’Associazione.

Posted in Diritti/Human rights, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Necessaria rapida riapertura della stagione contrattuale dell’area convenzionata

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

medico-famiglia3“Medici di famiglia, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali hanno sostenuto l’assistenza territoriale nella carenza di mezzi, strumenti e altre collaborazioni professionali e non, facendosi carico dei bisogni espressi da una collettività sempre più in sofferenza – dichiarano Silvestro Scotti segretario nazionale FIMMG, Giampietro Chiamenti presidente FIMP e Antonio Magi segretario SUMAI Assoprof – Non si può rimandare ancora e non si può aspettare oltre per noi e per i nostri pazienti. Gli atti messi in campo dal governo per rispondere alle necessità della popolazione, (i nuovi Lea, il piano vaccinale, il piano della cronicità) e quelli fatti verso i professionisti (legge sulla responsabilità professionale, sblocco economico da parte della Corte Costituzionale, risorse finanziare in leggi e norme competenti, legge Madia, combinato disposto dell’ultima finanziaria e il DM70 su integrazione Ospedale territorio, contestualità del rinnovo contrattuale dell’area dei dipendenti) chiedono una discussione attenta che porti programmazione seria e di largo respiro, coerente tra gli attori, uguali professionalmente ma diversi contrattualmente” proseguono Scotti, Chiamenti e Magi. Per le organizzazioni più rappresentative della medicina convenzionata il nuovo ACN non rappresenta una semplice questione di rinnovo economico atteso da più di 6 anni, ma è soprattutto l’occasione per porre le basi per un’evoluzione positiva di tutta la medicina territoriale nelle sue varie componenti professionali. In questi ultimi 5 anni, dall’entrata in vigore della “Legge Balduzzi”, molto è cambiato nel nostro Paese. E’ cambiata la composizione della popolazione, che è sempre più vecchia e per fortuna più longeva, ma anche sempre più interessata da malattie croniche. Non si può inoltre dimenticare la sempre maggiore necessità di pianificare interventi di prevenzione. Le risorse economiche sono sempre più ridotte. Quindi si rende necessario, per la sostenibilità del sistema, ripensare l’offerta di assistenza e si evidenzia la necessità di riservare all’ospedale la grande acuzie e l’alta specializzazione lasciando al territorio la presa in carico delle cronicità e la gestione delle patologie acute a bassa intensità di cura. Questo si è cercato di realizzare con la diminuzione dei posti letto (oggi in Italia il rapporto posti letto/cittadini è tra i più bassi d’Europa) ma senza la necessaria e conseguente riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale. Contemporaneamente non si è strutturato nulla di organico nel territorio che potesse dare risposte efficaci alla piccola acuzie e alla cronicità, se non esperimenti a macchia di leopardo i cui indicatori di efficacia ed efficienza quasi mai sono stati resi pubblici e forse nemmeno studiati. “Devono essere definite le specificità di tutti i protagonisti dell’erogazione dell’assistenza per favorire l’integrazione che renda possibile un modello d’intensità assistenziale che, nella chiarezza di rapporti e funzioni, possa essere appropriato e sostenibile e che contenga obiettivi di miglioramento della capacità assistenziale misurabili e conseguentemente premiabili – proseguono i leader di FIMMG, FIMP e SUMAI – . Inoltre è centrale il tema della carenza di medici, sia dei medici di medicina generale, sia dei pediatri che degli specialisti ambulatoriali. Per questo bisogna rivedere e garantire i modelli di accesso al ruolo di convenzionato, fare maggiori investimenti formativi e aumentare i numeri in maniera coerente ai modelli assistenziali e non alle necessità di chi forma”.
Per FIMMG, FIMP e SUMAI questa è una opportunità unica e difficilmente ripetibile per evitare il disastro assistenziale verso cui corre il Paese e cioè il decadimento e la scomparsa del Servizio Sanitario Nazionale. Per fare questo non è sufficiente “aggiungere virgole” ma bisogna usare parole chiare, forti, inequivocabili che permettano soprattutto ai cittadini di comprendere qual è il modello di assistenza territoriale che la politica vuole offrire loro. I tre sindacati di categoria ritengono decisivo questo momento storico e hanno concordato sulla necessità di effettuare questo nuovo percorso, condividendolo con chi rappresenta la parte più fragile dei nostri pazienti, ma insieme, sul tema salute, anche la cittadinanza.
Per questo motivo, alle Segreterie Nazionali congiunte si è deciso di invitare all’Assemblea congiunta CittadinanzAttiva – Tribunale dei diritti del malato in modo che faccia da testimone e da stimolo, ma anche da giudice se sarà necessario, al confronto tra la volontà ferma dei medici del territorio e le risposte della politica di questo paese. È necessario che si apra una nuova stagione di programmazione delle cure primarie che risponda a nuove necessità assistenziali, non mortificando più le professionalità che la medicina convenzionata da sempre esprime e che fino ad oggi ha permesso prestazioni di qualità a garanzia di un Ssn universale gratuito ed equo.

Posted in Diritti/Human rights, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cittadinanza: Provvedimento monco perché mancano gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

montecitorioRoma. La scorsa settimana, come noto, il Senato ha iniziato i lavori d’Aula riguardanti il ddl sullo ius soli, cioè il disegno di legge che dovrebbe permettere ai figli di immigrati, nati o cresciuti in Italia, di ottenere la cittadinanza italiana. “Un provvedimento giusto e moderno ma che presenta una grave lacuna perché dimentica gli italiani che recandosi all’estero hanno perso la cittadinanza. Quindi un provvedimento monco che deve essere corretto per essere giusto nei confronti di tutti”, ha affermato l’on. Nissoli (eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America) commentando quanto avvenuto recentemente nell’Aula del Senato.“Molti non hanno neanche notato questa lacuna ma è il tempo di prenderne atto e colmarla”, ha continuato l’on. Nissoli precisando: “già durante l’esame di questo provvedimento alla Camera avevo presentato un emendamento per il riacquisto della cittadinanza di chi, italiano di fatto, l’ha perduta vivendo all’estero. In seguito, le dinamiche politiche mi hanno costretto a ritirare l’emendamento dietro la promessa che sarebbe, poi, stato ripreso successivamente, come si afferma nell’OdG accolto l’8/10/2015, dove impegnavo il Governo a ridare la cittadinanza “ai nati in Italia, figli di almeno un genitore italiano, che hanno perso la cittadinanza in seguito a espatrio” in un momento successivo. Questa, allora, è l’occasione buona! Il Governo faccia la sua parte e non permetta che l’Italia dimentichi i suoi figli. E’ un dovere morale per un Paese che non dimentica la sua storia, per un Paese che vede nei nuovi italiani e negli italiani all’estero una risorsa importante per il suo agire come sistema nel mondo. Dunque, è il momento della prova! Se gli italiani all’estero non saranno considerati vuol dire che questo Governo non mantiene le promesse e ne dovremmo trarre le dovute conseguenze!”

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Riforma codice penale

Posted by fidest press agency su sabato, 17 giugno 2017

ignazio la russa“Il governo ha preferito mettere la fiducia su questo provvedimento pur avendo una maggioranza bulgara definita incostituzionale dalla Consulta, strozza il dibattito – e lo dico a quell’unico ascoltatore vista l’assenza dell’Esecutivo- impedendo alla Camera di discutere. Avremmo voluto incidere su alcune norme. In particolare troviamo inaccettabili gli elementi perdonistici perché si ampliano tutte le misure alternative, vere e proprie misure svuota carceri, attraverso cui si lasciano sole le forze dell’ordine a combattere la criminalità, e obbliga i giudici ad applicare una legge che riconosce mille vie di fuga per i criminali. Questo disegno di legge è una vera istigazione a delinquere perché non dà certezza della pena e quindi incoraggia i criminali. Va in direzione esattamente opposta a quella che chiedono i cittadini esattamente come noi. E cioè chi sbaglia paghi e resti in carcere a scontare la pena. Per queste ragioni Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale voterà contro”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Ignazio La Russa intervenendo in aula sulla fiducia al ddl penale.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »