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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Taxi e Uber: Nuova sentenza Tribunale, nuova incertezza, chi vince?

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

tribunaleIl tribunale di Roma ha emesso una sentenza diametralmente opposta a quella che in precedenza, stessa sezione in composizione diversa, aveva bloccato i taxi di Uber. La prima parlava di concorrenza sleale che aggirava i vincoli, la seconda prende atto della sospensione di questi vincoli da parte del decreto milleproroghe. Entrambe le sentenze auspicano un cambiamento dell’attuale normativa (21/1992). Contenti e scontenti si sono scambiati opinioni e veleni e uno solo giace sconfitto nell’angolo in attesa che i suoi medici e allevatori decidano di continuare ad alimentarlo: lo Stato di Diritto.
A noi, ovviamente, piace poter chiamare un taxi in qualunque momento e dovunque a prezzi contenuti. Cosi’ come ci piace il fatto che anche questo mercato sia liberalizzato e che, concedendo l’accesso a nuovi imprenditori e lavoratori, porti beneficio anche ai consumatori e all’economia in generale. Ma ci piacerebbe che questo avvenisse in un ambito di regole, semplici e di facile accesso, dove non valgano le rendite di posizione. Per questo abbiamo ritenuto valida la posizione dell’Antitrust che ha sollecitato il legislatore ad esser tale, considerando forme di indennizzo per le “vittime” dell’attuale sistema corporativo, i taxisti che hanno pagato anche centinaia di migliaia di euro (spesso “a nero”) una licenza.
Ma cosi’ non e’. Oggi una nuova sentenza opposta a quella precedente si aggiunge alla giurisprudenza che governa al posto delle leggi. E niente ci dice che domani non potra’ esserci una nuova sentenza che dice il contrario del contrario, e cosi’ via.
Ci domandiamo: ma siamo noi estremisti o il nostro legislatore e’ interessato solo a galleggiare? Forse siamo noi anche incapaci dell’arte del governare? E’ evidente che qualunque decisione venga presa, lascera’ sul terreno degli scontenti. La direzione verso cui deve andare questa decisione e’ solo una, liberalizzazione (almeno fino a che nel nostro Paese c’e’ una maggioranza parlamentare e un governo che si rifanno alle direttive dell’Unione Europea), e prima o poi andra’ presa. Temporeggiare e’ solo alimentazione di sfiducia e disinteressamento sul potere delle istituzioni. A chi giova? Probabilmente a qualcuno che continuera’ a conservare poltrone grazie a questo galleggiamento, ma il Paese? Facciamo appello a coloro che nelle poltrone di siedono per servir le istituzioni e il Paese, perche’ abbiamo un guizzo di iniziativa e di buon senso. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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L’ordine europeo d’indagine penale aiuterà le autorità a combattere la criminalità e il terrorismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

european commissionBruxelles. E’ entrata in vigore la direttiva relativa all’ordine europeo d’indagine penale, che rende più semplice per le autorità giudiziarie richiedere prove situate in un altro paese dell’UE.Se, ad esempio, le autorità giudiziarie francesi localizzano un terrorista nascosto in Belgio, possono chiedere ai loro omologhi belgi di interrogare testimoni o di effettuare perquisizioni domiciliari. Questo nuovo strumento semplificherà e accelererà le indagini penali transfrontaliere. Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato: “I criminali e i terroristi non conoscono frontiere. L’ordine europeo di indagine aiuterà le autorità giudiziarie a cooperare per combattere meglio la criminalità organizzata, il terrorismo, il traffico di droga e la corruzione. Consentirà infatti a tali autorità di accedere rapidamente alle prove ovunque nell’UE. Invito tutti gli Stati membri ad attuare quanto prima la direttiva in modo da rafforzare la lotta comune contro la criminalità e il terrorismo. A giugno discuteremo con gli Stati membri soluzioni per facilitare la raccolta e lo scambio delle prove elettroniche. È giunto il momento di modernizzare completamente gli strumenti a disposizione delle autorità giudiziarie per svolgere le indagini”.L’ordine europeo d’indagine si basa sul riconoscimento reciproco, il che significa che ogni paese dell’UE è obbligato a riconoscere ed eseguire la richiesta di un altro paese secondo le stesse modalità con cui procederebbe per una decisione emessa dalle proprie autorità.L’ordine europeo di indagine apporterà i seguenti vantaggi:
crea un unico strumento globale di ampia portata: sostituirà l’attuale quadro giuridico frammentato per l’acquisizione delle prove. Per gli Stati membri partecipanti coprirà l’intero iter di raccolta delle prove, dal sequestro probatorio al trasferimento delle prove esistenti;
fissa termini rigorosi per l’acquisizione delle prove richieste: gli Stati membri hanno fino a 30 giorni per decidere se accettare una richiesta. Se la accettano, hanno 90 giorni per effettuare l’atto di indagine richiesto. Eventuali ritardi dovranno essere segnalati al paese che ha emesso l’ordine europeo di indagine;
limita i motivi di rifiuto delle richieste: l’autorità ricevente può rifiutare di eseguire un ordine europeo d’indagine solo in determinate circostanze, per esempio se la richiesta è in conflitto con i principi fondamentali del diritto dello Stato di esecuzione o lede gli interessi di sicurezza nazionale;
riduce la burocrazia introducendo un unico modulo standard tradotto nella lingua ufficiale dello Stato di esecuzione, che permette alle autorità di chiedere aiuto nella ricerca di prove;
tutela i diritti fondamentali della difesa: l’autorità di emissione deve valutare la necessità e la proporzionalità dell’atto di indagine richiesto. L’ordine europeo d’indagine deve essere emesso o convalidato da un’autorità giudiziaria, e la sua emissione può essere richiesta da una persona sottoposta a indagini o da un imputato, ovvero da un avvocato che agisce per conto di questi ultimi, nel quadro dei diritti della difesa applicabili conformemente al diritto e alla procedura penale nazionale. Gli Stati membri devono garantire mezzi d’impugnazione equivalenti a quelli disponibili in un caso interno analogo e assicurare che le persone cui l’ordine europeo di indagine si riferisce siano debitamente informate delle possibilità di impugnazione.
In particolare, l’ordine europeo di indagine penale consente:
il trasferimento temporaneo di persone detenute, al fine di raccogliere prove;
controlli dei conti bancari e delle operazioni finanziarie di persone sottoposte a indagini o imputati;
operazioni di infiltrazione e l’intercettazione di telecomunicazioni;
misure di protezione delle prove.
Gli strumenti di indagine tradizionali non sono sempre adattati al mondo digitale in cui viviamo. Le autorità giudiziarie devono poter accedere alle prove che si trovano nel cloud o altrove nel mondo. La Commissione sta mettendo a punto soluzioni per dotare le autorità giudiziarie di strumenti di indagine moderni che semplifichino l’accesso alle prove elettroniche.Il termine a disposizione degli Stati membri per attuare la direttiva relativa all’ordine europeo di indagine penale nei rispettivi ordinamenti nazionali scade oggi, 22 maggio 2017. La Commissione europea analizzerà lo stato di attuazione e, se del caso, prenderà le opportune misure di seguito nei confronti degli Stati membri che non abbiano ancora adottato le misure di attuazione necessarie.
Al Consiglio “Giustizia” dell’8 giugno la Commissione presenterà soluzioni per migliorare l’accesso transfrontaliero alle prove elettroniche.
La direttiva si basa sul principio del riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie per quanto riguarda l’ottenimento di prove da usare nei procedimenti penali.
La direttiva si applica a tutti i paesi dell’UE escluse la Danimarca e l’Irlanda, che non partecipano alla direttiva. Il Regno Unito ha deciso di partecipare alla direttiva. La direttiva sostituisce i regimi di assistenza giudiziaria dell’UE per la raccolta delle prove, in particolare la convenzione relativa all’assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell’Unione europea del 2000 e la decisione quadro 2003/577/GAI relativa al sequestro probatorio.Il 21 maggio 2010 sette Stati membri dell’Unione europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Estonia, Slovenia, Spagna e Svezia) hanno presentato un’iniziativa per un ordine europeo di indagine. La direttiva è stata adottata congiuntamente dal Consiglio e dal Parlamento europeo nel 2014.

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Energia: truffe e problemi del mercato elettrico

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

energia-risparmio

In occasione del trentennale dell’associazione Codici, si è tenuto a Roma un tavolo di discussione sul tema del futuro dell’energia e sull’impatto che avrà la tecnologia in questo settore. Alla discussione del Tavolo energia, hanno preso parte: Simone Mori (Elettricità Futura), Alberto Biancardi (AEEGSI), Aldo Arcangioli (Power Station), Filippo Ghirelli (Genera Group), Giovanni Ferrari (RCI), Davide Crippa (On. Deputato M5S) e l’Europarlamentare Dario Tamburrano (in collegamento da Bruxelles). Il tavolo ha ampiamento discusso sulle potenzialità che la BlockChain potrebbe avere anche nella filiera elettrica nazionale. Banche dati, bonus energia e gas, misurazione, lettura, dispiacimento, fonti rinnovabili, mobilità elettrica e trading: tutte queste aree potrebbero fortemente essere impattate dalla tecnologia BlockChain.Per Codici è ormai evidente come possibile soluzione anche al problema dell’insopportabile peso delle bollette, che niente hanno a che fare con il prezzo del gas e dell’energia finale, la blockchain, tecnologia derivante dalla criptografia, la stessa logica alla base della musica elettronica. Alla luce delle analisi d’impatto condotte sui costi in bolletta, questa tecnologia potrebbe ridurre del 30% il costo della bolletta dell’energia (vale a dire che il consumatore risparmierebbe circa 30 euro su ogni 100 euro che si trova costretto a pagare) in quanto eliminerebbe l’intermediazione di soggetti inutili e costosi che frenano lo sviluppo reale del settore. Si potrebbe ad esempio fare a meno dell’Acquirente Unico e della sua banca dati SII , nonché delle procedure di acquisto di energia, del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), i soggetti che si occupano di distribuzione e misura potrebbero essere riorganizzati e resi più efficienti, e non per ultimo non ci sarebbe bisogno di un intervento regolatorio massivo e spesso tardivo come quello dell’Autorità di settore (Aeegsi).
Pertanto Codici dichiara che non è interessata alla sciocca discussione tra mercato libero e mercato tutelato, ma auspica che politica e parlamento promuovano questo innovativo metodo di disintermediazione per risolvere tutti i problemi del settore e andare verso una nuova era energetica. “Non siamo per nulla visionari, siamo pratici” ha dichiarato il moderatore della discussione Luigi Gabriele ” siamo consapevoli di questo settore e delle sue potenzialità. Il problema non è né il mercato libero né quello tutelato, bensì l’intermediazione che genera costi che nulla hanno a che vedere con il prezzo delle materie prime e che gravano sulle spalle dei consumatori. Facciamo un appello a tutte le start up internazionali che si occupano di Blockchain affinché si impegnino per individuare in Italia tutte le possibili soluzioni per eliminare le intermediazioni, a beneficio di tuta la filiera”.

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Sostegno: per il Tribunale quando il Miur cancella le ore risparmia sulla pelle dell’alunno

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

tribunale-milanoÈ il senso di due Ordinanze emesse dai giudici di Savona, che in tema di sostegno all’alunno in situazione di handicap, il “piano educativo individualizzato”, definito ai sensi dell’art. 12 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, obbliga l’amministrazione a garantire il supporto per il numero di ore programmato, senza lasciare ad essa il potere discrezionale di ridurne l’entità in ragione delle risorse disponibili”. Una posizione ribadita pochi giorni fa anche dal Consiglio di Stato. E che dà sostanza alla linea dell’Anief, secondo cui la tutela del diritto all’istruzione dei disabili e alla loro integrazione è assicurata da norme imperative da rispettare ab origine.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è per questo che noi abbiamo offerto e continuiamo ad offrire gratuitamente per le famiglie il patrocinio dei nostri legali. Il diritto allo studio, all’integrazione e all’educazione è, infatti, un diritto soggettivo inviolabile, non suscettibile di discrezionalità o affievolimento da parte di chi gestisce la scuola. Qualsiasi motivo ragionieristico che nega ore di sostegno decretate dalle equipe addette, rappresenta un illecito da sovvertire. Per questo impugneremo le decisioni che non dovessero riconoscere le situazioni di grave disabilità. Il sindacato continuerà poi l’azione legale in Europa per convertire in assunzioni le 50mila supplenze annuali su posti liberi di sostegno che il governo si ostina a voler tenere in organico di fatto. La stessa stampa specializzata parla, non a caso, di ‘sostegno azzoppato’: è impossibile non essere d’accordo.

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Rimborso voli cancellati

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 maggio 2017

corte di giustizia europeaLa Corte di Giustizia Europea ha stabilito che un vettore aereo che non sia in grado di dimostrare che un passeggero è stato informato della cancellazione del suo volo più di due settimane prima dell’orario di partenza previsto, è tenuto a versargli una compensazione pecuniaria. Ciò vale non solo quando il contratto di trasporto sia stato stipulato direttamente tra il passeggero e il vettore aereo, ma anche qualora sia stato stipulato per il tramite di un’agenzia di viaggi on-line.
Questa decisione apre le porte ad una nuova possibilità per il passeggero di richiedere la compensazione pecuniaria in caso di volo cancellato. Si ricorda, infatti, che tale decisione vincola egualmente tutti i giudici nazionali ai quali venga sottoposto un problema simile. Da oggi, quindi, si potrà richiedere la compensazione pecuniaria per il caso di cancellazione del volo, anche qualora la compagnia aerea asserisca di aver dato un preavviso di oltre due settimane ma il vettore aereo non sia comunque in grado di dimostrare che il passeggero è stato informato della cancellazione più di due settimane prima. Ciò anche nel caso in cui la compagnia aerea abbia comunicato la cancellazione del volo con congruo preavviso all’agenzia di viaggi ma l’agenzia abbia tardivamente inoltrato la comunicazione al passeggero. In questo ultimo caso sarà comunque il vettore aereo a dover corrispondere al passeggero la compensazione pecuniaria e a dover poi richiedere il risarcimento danni all’agenzia di viaggi inadempiente. (Smeralda Cappetti, legale, consulente Aduc)

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Consob sanziona per 9,1 milioni Popolare di Vicenza per violazioni commesse dagli ex vertici

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

Consob“Finalmente la Consob ha inflitto una sanzione di 9,14 milioni di euro alla Banca Popolare di Vicenza per violazione delle regole di condotta nei confronti della clientela previste dalla normativa di settore e per violazione delle regole previste in materia di prospetto, di offerta al pubblico e di informazione societaria”. E’ quanto dichiara l’Avv. Valentina Greco, legale dell’Unione Nazionale Consumatori in merito ai provvedimenti sanzionatori nei confronti dell’istituto pubblicato ieri sul sito dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa.“Era da molto tempo che attendevamo la notizia che consideriamo una conferma delle conclusioni alle quali siamo giunti dopo aver analizzato le centinaia di segnalazioni giunte all’Unione Nazionale Consumatori da parte dei clienti della Banca veneta”. “Le sanzioni accessorie della perdita temporanea dei requisiti di onorabilità -continua l’avv.Greco- e dell’incapacità di assumere incarichi in società quotate o loro controllate per un totale di 76 mesi, comminata al consiglio di amministrazione, ai sindaci e ad alcuni dirigenti della banca, la dice lunga sulle caratteristiche dei soggetti, ai quali clienti hanno affidato in buona fede i propri risparmi ed ai quali, questa notizia, potrà restituire la fiducia che non tutto è perduto e che bisogna agire nei confronti della banca”.“Chi non ha aderito all’offerta di transazione, conclusasi lo scorso marzo, e fosse interessato a farlo ora può contattare l’Unione Nazionale Consumatori per un’analisi della propria posizione” conclude l’Avv.Greco.

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Telemarketing: Le lacrime di coccodrillo del segretario del maggiore partito…

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

coccodrilloIl Parlamento ha approvato, con voto di fiducia, il dl concorrenza in cui, tra l’altro, si e’ data mano libera ai molestatori del telemarketing per vendere i loro prodotti alle vittime del continuo furto e uso illegale di dati che avviene essenzialmente attraverso Internet. Capitolo tutt’altro che chiuso, perché dovra’ poi fare i conti con quando, a maggio 2018, cominciera’ ad essere applicato un nuovo regolamento europeo di protezione dei dati, piu’ restrittivo rispetto all’attuale, che si spera possa servire a migliorare il controllo dei cittadini sui dati personali che vengono ceduti a terzi.
Ma per capire come i rappresentanti istituzionali del nostro Paese si pongono in materia (cioe’: confusione, ignoranza, pressapochismo, voto di bandiera, partigianeria fine a se stessa e lontano dagli interessi dei cittadini utenti e consumatori), fa testo una dichiarazione in merito del neo-segretario del maggiore partito del nostro Paese, nonche’ maggiore gruppo politico nelle Camere rappresentative, il Partito Democratico. Matteo Renzi, rispondendo ad un supporter che su Facebook gli chiedeva se non riteneva sbagliato il voto sul telemarketing, ha detto: “sinceramente mi sembra un errore. Ho chiesto al capogruppo del Pd alla Camera di verificare per bene la situazione”.
No, non ci siamo. Troppo facile il giorno dopo. Il nostro era segretario di questo partito -nonche’ esponente di maggior rilievo- anche quando in Parlamento e’ stato votato l’emendamento del Movimento 5 Stelle che ha dato mano libera al telemarketing intrusivo, denunciato tale anche dal Garante della Privacy . Le lacrime di coccodrillo del segretario del Pd sono per l’appunto tali. E’ probabile che il nostro non sappia bene di cosa si tratta, anche perche’ probabilmente quando e’ a cena con la sua famiglia, e’ difficile che gli arrivi una telefonata di qualcuno che voglia vendergli qualcosa. Ma il segretario del partito che ha determinato -come governo e come maggioranza parlamentare- il voto di fiducia in merito, non si puo’ consentire di non-sapere.
Oppure il segretario Renzi sta gia’ pensando come rivoltare il tutto e far rinsavire governo e maggioranza parlamentare? Lo auspichiamo e lo aspettiamo al varco. Ma col sospetto che si tratti di una sorta di estemporaneita’ (incosciente?) ballerina, per non doversi trovare spiazzato di fronte a cio’ che tutti riconoscono come la legalizzazione di una violenza (tranne chi ha interessi economici -diretti o indiretti- per facilitare le imprese del settore). (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Legittima difesa: Lupi, finalmente inversione onere prova

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

armi“Che ci fosse l’esigenza e la necessita’ di modificare la legge sulla legittima difesa approvata nel 2006 dal governo di centrodestra con l’allora ministro leghista Castelli e’ frutto della realta’, perche’ spesso erano le vittime a dover dimostrare che non c’era stato eccesso di legittima difesa. Esisteva persino il paradosso che la vittima dovesse risarcire l’aggressore. Noi di Alternativa popolare abbiamo proposto modifiche proprio per porre termine a tutte queste storture. E sono contento che anche Renzi ora venga sulle nostre posizioni nonostante la contrarieta’ del ministro Orlando” .
Così il capogruppo di Alternativa popolare Maurizio Lupi, ospite all’Arena di Giletti.
“Con la nostra proposta – spiega Lupi – si inverte infatti l’onere della prova in tre casi: quando uno entra in casa tua, di giorno o di notte e usa violenza su persone e cose, quando uno entra in casa di giorno e di notte con minaccia e inganno, quando pur senza l’uso di violenza qualcuno entra in casa tua di notte, magari mentre stai dormendo e quindi non si hanno elementi per valutare cosa quella persona voglia fare. Quindi anche in quel caso si presume la legittima difesa”.

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Legittima difesa: provvedimento raffazzonato

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

volanti-polizia-di-stato“Un provvedimento raffazzonato, incoerente, ingarbugliato che, di fatto, contiene un chiaro invito: di giorno più liberi di delinquere! Ecco come appare il testo sulla legittima difesa che ha superato l’esame alla Camera, e che dimostra ancora una volta che oggi, ormai, non è più lecito attendersi risposte serie e ponderate ai problemi ed alle aspettative della gente, ma solo interventi di matrice puramente pubblicitaria dettati da esigenze di accattonaggio politico. Il grave problema della percezione della sicurezza da parte dei cittadini ormai in caduta libera, delle carenze di uomini e di mezzi per le Forze dell’Ordine non può certamente essere affrontato in questo modo, con queste frettolose, improvvide e contorte iniziative che appaiono più come una presa in giro che altro”. Molto critico Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito del Ddl sulla legittima difesa che oggi ha ottenuto l’ok della Camera, con 225 Sì, e dovrà adesso passare al Senato. Gli emendamenti approvati hanno ampliato la possibilità di ricorrere all’uso delle armi da parte della vittima. Il primo emendamento, infatti, prevede che per la vittima di un’aggressione la reazione è considerata legittima difesa, con la possibilità anche di usare le armi, quando l’aggressione si verifichi “di notte”, con “violenza sulle persone o sulle cose”. Il secondo, invece, precisa l’esclusione della colpa di chi reagisce “in situazioni di pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”. Infine, nel caso in cui chi ha esercitato la legittima difesa sia stato indagato ma venga assolto, tutte le spese processuali ed i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.
“Ci sono passaggi inspiegabili e contorti che in pratica rendono le nuove previsioni inutili – insiste Maccari -, ma di tutte la cosa certamente più ridicola è aver inquadrato i comportamenti che legittimano la reazione della vittima ad uno spicchio della giornata! Come se qui si trattasse di legiferare a vantaggio di un branco di sciocchi che hanno paura del buio. Come se di giorno la paura, il terrore, il panico, l’assoluto sconcerto di chi si trova in una situazione di abuso, di pericolo e di violenza non fossero le medesime. Ci sarebbe da ridere se non fosse tragico! Qui si parla della sicurezza, della vita, dei sacrosanti diritti della gente, che dovrebbero essere presi un pochino più sul serio. Proprio come le reali e fondate e continue richieste di intervento che provengono da noi Operatori del Comparto quando denunciamo di non essere nelle migliori condizioni possibili per fare il nostro lavoro. La sicurezza non è materia di scontro politico, di raccolta di voti, o di manovre pubblicitarie. La sicurezza è una cosa seria”. (n.r. Niente da aggiungere a quanto già detto molto bene dal Coisp se non che il problema è un altro e lo sanno molto bene gli addetti ai lavori: ciò che non funzione è la filiera giustizia. Occorre restituire dignità alle forze di polizia e alla stessa giustizia con processi rapidi e condanne certe. Oggi la delinquenza sa di poterla far franca e di riuscire a beffeggiare i tutori dell’ordine).

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Concorrenza: Parlamento permerabile alle esigenze delle imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

aula senatoL’approvazione del ddl Concorrenza avvenuto ieri in Senato, con 158 voti a favore, da il via libera al telemarketing selvaggio, provocando lo sconcerto del Garante della Privacy che si dice estremamente preoccupato per la norma contenuta nel testo.
Se la norma dovesse essere approvata anche alla Camera, non ci sarà più alcun limite alle telefonate commerciali moleste.Chiunque vorrà, in qualsiasi momento potrà telefonarci e proporci un contratto, una compravendita o un’offerta commerciale, anche in maniera insistente.L’unica forma di tutela alla quale potrà appellarsi l’utente è la possibilità di rifiutare le chiamate successive alla prima. Di fatto, non può intervenire preventivamente e, di conseguenza, difendersi dal telemarketing selvaggio che, in questo modo, viene “liberalizzato”. Eliminando il consenso preventivo per le chiamate promozionali diventa praticamente impossibile contrastare le violazioni in questo settore.
“Il nostro Parlamento – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI – si dimostra sempre più permeabile alle esigenze delle imprese, piuttosto che a quelle dei consumatori.”E’ evidente che l’approvazione di questa norma, contenuta nel Ddl Concorrenza, renda vane tutte le battaglie portate avante contro il telemarketing selvaggio dalla nostra Associazione. Gli utenti, già in balia di operatori telefonici insistentemente aggressivi, si ritroveranno totalmente disarmati dinanzi ad un fenomeno che negli anni ha assunto un peso negativamente rilevante e già estremamente difficile da contrastare. Ancora una volta, i consumatori, che dovrebbero essere il soggetto primo da salvaguardare, diventano gli ultimi in una scala di priorità fissata da chi dovrebbe rappresentarci, difenderci e tutelarci e invece pare sempre fare il gioco del più forte.

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Taxi-Uber una controversia aperta

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

tribunaleIl tribunale del riesame di Roma è chiamato a pronunciarsi sul reclamo della multinazionale statunitense Uber in merito alla sentenza che aveva portato lo stesso tribunale a dichiarare l’applicazione Uber Black illegale per concorrenza sleale, CasaPound Italia interviene a sostegno dei tassisti e contro la decisione dell’antitrust di costituirsi nella causa al fianco di Uber. “Fin dal primo momento CasaPound si è schierata a difesa dei lavoratori degli autoservizi pubblici non di linea, contro il tentativo di cannibalizzazione del mercato ad opera della multinazionale Uber – dichiara Simone Di Stefano, vice presidente di Cpi – è evidente che quello in atto non è un tentativo di migliorare qualità e prezzi dei servizi mediante l’aumento della concorrenza, ma come spesso succede in questi casi un tentativo di deregolamentazione di un settore fondamentale del trasporto pubblico al fine di saccheggiarlo. Uber non paga tasse in Italia e incentiva gli autisti NCC aderenti a non rispettare i limiti della propria licenza, oltre a questo si parla di un servizio totalmente estraneo alla pianificazione territoriale degli enti locali, agendo al di là delle scelte delle amministrazioni al di fuori di qualsiasi visione integrata del trasporto pubblico non di linea con gli altri modi di trasporto, rischiando di generare il caos”. “Troviamo dunque molto grave – prosegue Di Stefano – che un’Autorità indipendente dello Stato pagata coi soldi dei cittadini intervenga in un giudizio tra privati per difendere una multinazionale straniera, già più volte dichiarata illegale da giudici italiani per concorrenza sleale, contro dei lavoratori italiani che pagano le tasse in Italia e svolgono un importantissimo servizio di trasporto pubblico per la cittadinanza attenendosi alle regolamentazioni vigenti. In questo contesto non possiamo che appoggiare convintamente la protesta in corso oggi a Roma sotto la sede dell’Antitrust da parte di alcune associazioni di categoria dei tassisti”.“Ciò che inoltre rende ancora più grave tutta questa vicenda è che l’Antitrust sarà rappresentata in giudizio non dall’Avvocatura dello Stato ma da un avvocato di libero foro – conclude Di Stefano – cosa che porterà anche un significativo esborso di soldi pubblici. Non accetteremo mai che un apparato dello Stato italiano scelga di spendere soldi dei cittadini per schierarsi contro dei lavoratori italiani al fine di favorire gli interessi di un gruppo privato straniero e siamo quindi pronti a tornare in piazza al fianco dei tassisti per riaffermare questo fondamentale principi”.

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Legge legittima difesa: verso un accordo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

armi“Sulla legittima difesa la ragionevolezza e il buon senso della nostra proposta hanno fatto breccia all’interno della maggioranza. Gli emendamenti del relatore rispecchiano fedelmente quello di Ap, a firma Marotta-Lupi, sull’art. 52. Questo era infatti l’unico canale che ci consentiva di bilanciare la sicurezza del cittadino che si trova vittima della violazione di domicilio, con la previsione per il magistrato di applicare e non interpretare la norma, tutelando al massimo la posizione della parte offesa. Il nostro emendamento infatti prevedeva che si considera legittima difesa ‘la reazione ad una azione, anche diretta alla sottrazione di beni, commessa in tempo di notte o introducendosi nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con inganno’. È vero che il ritorno in commissione ha ritardato la discussione della legge in Aula, ma l’approfondimento è stato funzionale al raggiungimento di un ottimo risultato tanto atteso dall’opinione pubblica”. Lo dichiara Nino Marotta, capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera.

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“Possibile svolta epocale per il tema del ‘Fine Vita’ in Italia”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 maggio 2017

tribunale-milanoDichiarazione di Filomena Gallo, segretario Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica:“Restiamo in attesa di poter leggere le motivazioni complete formulate dai pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini nella richiesta di archiviazione e della decisione del GIP. Se però le indagini nei confronti di Marco Cappato portassero a una archiviazione con le motivazioni che abbiamo potuto leggere dalle notizie stampa, allora potremmo dire che l’azione di disobbedienza civile di Cappato rappresenta un precedente fondamentale. La Procura entra infatti nel merito del concetto di vita dignitosa e di principi costituzionali e internazionali che sono anche fonte principale. Ciò significa che Cappato, con la sua azione, ha aperto le porte non tanto e non solo alla possibilità di aiutare le persone affette da malattie irreversibili a interrompere le proprie sofferenze insopportabili in Svizzera, ma a farlo in Italia. È questo l’obiettivo per il quale ci battiamo da sempre.” Non la pensa allo stesso modo l’on.le Raffaele Calabrò di Alternativa popolare e relatore di minoranza sulla legge sulle Dat, appena approvata dalla Camera dei Deputati e ora all’esame del Senato, che dichiara: “E’ a dir poco aberrante che i pm milanesi, nella richiesta di archiviazione per Marco Cappato, liquidino il suicidio assistito come ‘agevolazione dell’esercizio del diritto alla dignità’. C’è qualcosa che inizia seriamente a scricchiolare se si arriva a considerare il suicidio assistito come gesto nobile. Abbiamo fiducia che il gip respinga la richiesta dei magistrati, tenendo in considerazione che è in dirittura d’arrivo una legge che vieta espressamente il suicidio assistito; che si fermi sul nascere l’errore o meglio l’orrore di far prevalere il diritto all’autodeterminazione, anche andando contro il codice penale e uno stato di diritto che non può essere ridotto a sommatoria di desideri individuali”.

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Legittima difesa: intesa possibile in commissione

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

camera deputati“Alternativa popolare continua la sua battaglia per migliorare il testo sulla legittima difesa, in Aula alla Camera la prossima settimana. In merito accogliamo con favore le dichiarazioni del vicepresidente della commissione Franco Vazio che, in buona sostanza, condivide la nostra impostazione sulle modifiche da apportare al ddl. Allo stesso tempo riteniamo positiva la posizione del responsabile Giustizia del Pd Davide Ermini, espressa tramite un proprio emendamento, il quale interpreta in una chiave nuova e più stringente i riferimenti agli interventi sull’art. 59 del codice penale. Si tratta di un significativo passo in avanti. Bisogna infatti tenere in considerazione come ‘l’errore’, che porta all’esclusione della colpa dell’agente, possa essere conseguenza del grave turbamento psichico, causato proprio da un’azione violenta che investe e mette in pericolo la vita o l’integrità fisica di chi è oggetto di tale violenza. Siamo quindi sulla buona strada per raggiungere un risultato che tranquillizzi l’opinione pubblica. Manca un ultimo sforzo per un’intesa che certamente è possibile. Il nostro obiettivo finale, contenuto nei nostri emendamenti, rimane ovviamente quello di privilegiare la sicurezza di chi non può assistere inerme alla violazione del proprio domicilio, con la conseguente messa in pericolo della vita propria, dei propri familiari e delle proprie cose”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

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Volare Alitalia? Cosa si rischia e cosa conviene fare

Posted by fidest press agency su sabato, 29 aprile 2017

alitaliaLe piu’ che legittime preoccupazioni di chi ha gia’ acquistato un biglietto Alitalia, cominciano a diventare problematiche visto cosa sta succedendo all’ex vettore di bandiera.
A parte il nostro auspicio che la vicenda si chiuda con una parola fine per il bagno di soldi pubblici in merito, facciamo il punto della situazione dalla parte del cittadino utente dei servizi di questo vettore. il problema non ha una soluzione immediata e soddisfacente. A tutti gli effetti, in questo momento, Alitalia e’ operativa e quindi vigono norme e regole specifiche nazionali ed internazionali per l’acquisto di biglietti, nonche’ i diritti per l’utente previsti dal codice del consumo.
Il problema e’ politico e di opportunita’. Nel primo caso (politico) c’e’ da aspettare lo sviluppo dei fatti. Nel secondo (opportunita’), chi aveva intenzione di acquistare un biglietto Alitalia, dovra’ valutare, rispetto alle proprie esigenze ed aspettative, se “il gioco vale la candela”; mentre, chi ha gia’ acquistato un biglietto, si tenga informato anche rispetto a cosa scriviamo qui di seguito.
D. Che fare se ho gia’ acquistato un biglietto Alitalia?
R. Non c’e’ una risposta valida per tutti, perche’ dipende da chi deve volare grossomodo entro l’estate e chi deve volare successivamente.
Nel primo caso (volo entro l’estate), puo’ darsi che la compagnia onori il suo impegno. Con l’amministrazione straordinaria si tende a garantire il servizio e, quindi, avere piu’ soldi in cassa (da usare per una eventuale liquidazione) e il periodo estivo e’ quello in cui si incassa di piu’.
Nel secondo caso (volo dopo l’estate), se il biglietto e’ rimborsabile, consigliamo di procedere di conseguenza. Se non lo e’, vale il discorso del primo caso, ma con meno possibilita’ che poi possa essere utilizzato.
D. Se Alitalia sospende i voli, che succede per chi ha un biglietto?
R. Per chi ha solo un volo, acquistato direttamente o tramite agenzia, resterebbe solo l’iscrizione al passivo. E si potrebbe essere soddisfatti solo dopo che sono stati pagati tutti gli altri creditori; visiti i debiti di Alitalia e il patrimonio residuo a disposizione, significa in pratica che chi ha acquistato un biglietto verrebbe dopo tutti gli altri (fornitori, lavoratori, etc), quindi e’ quasi certo che non resterebbe nulla per questo tipo di rimborso.
Per chi ha un pacchetto viaggio che include un volo Alitalia, e’ bene intimare al tour operator di cambiare vettore (cambio che, abitualmente, avviene senza costi per l’organizzatore del pacchetto di viaggio).
D. Che succede per orari ed operativita’?
R. Abitualmente le modifiche sono comunicate in tempo utile perche’ il passeggero possa di conseguenza decidere. E’ probabile che salteranno i voli spesso meno pieni. Tra quelli nazionali sono quelli in tarda mattinata e nel primo pomeriggio; per i giorni, a parte il venerdi’ in cui spesso si registra il pieno, gli altri giorni sono tutti a rischio. Tra quelli extra-nazionali va valutato caso per caso, rispetto a concorrenza e periodi.
D. Si prevedono disagi in aeroporto?
R. E’ probabile che molti servizi specifici di Alitalia vengano soppressi. Gia’ ora, comunque, i servizi aeroportuali sono simili a quelli delle compagnie low cost. Dipende se gli aeroporti saranno disponibili a continuare a far loro credito.
D. C’e’ rischio di modifiche/cancellazioni all’ultimo minuto, anche per chi e’ gia’ in viaggio, e cosa accade ai propri biglietti?
R. Si’, c’e’ rischio. Se si sta per partire, il biglietto, specialmente se e’ a basso costo e non modificabile, difficilmente Alitalia (ammesso che il personale sia presente in aeroporto e sia disponibile) riuscirebbe a farlo accettare ad un altro vettore per la riprotezione. Sia quando si e’ gia’ in viaggio (per esempio per tornare). E’ bene essere pronti ad acquistare un altro biglietto, e cercare di farsi rimborsare (con poche speranze) cosi’ come indicato prima. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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No al bavaglio dei giornalisti in Turchia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

carcereRoma. Il prossimo 2 maggio Articolo 21, da sempre in difesa della libertà di stampa in Italia e nel mondo, parteciperà insieme a Fnsi, Amnesty, Arci, NoBavaglio e tante altre associazioni ad un sit in di fronte alla Camera dei deputati per leggere tutti i nomi delle giornaliste e dei giornalisti detenuti nelle carceri turche.
Un modo per raccogliere gli appelli che arrivano dalla Turchia, ma anche per chiedere alle autorità politiche ed istituzionali, internazionali e nazionali, di non fingere, di non vedere e di non sapere cosa stia accadendo in un paese che si trova sempre più giù, attualmente al 155° secondo Reporter Sans Frontiers, per libertà di stampa nel mondo.
Tra i partecipanti in piazza ci sarà lo stesso Gabriele Del Grande, che il giorno dopo la sua liberazione ha ricevuto in regalo la T-shirt disegnata da Rampicanti Storti, diventata sui social media uno dei simboli della mobilitazione per la scarcerazione del giornalista italiano.
Sono oltre 150 i giornalisti che si trovano nelle carceri turche per aver semplicemente dato voce agli oppositori del Presidente Erdogan. Tra loro anche Gabriele Del Grande, fermato al confine con la Siria e rimasto in stato di arresto per 14 giorni, è stato liberato soltanto il 24 aprile. «Sto bene, non mi è stato torto un capello» – ha detto ai giornalisti che lo aspettavano – «La più grande difficoltà è stata la privazione della libertà. Non conosco ancora il motivo del mio fermo, sono vittima di violenza istituzionale. Oggi sono libero, ma mando un caro pensiero a tutti i giornalisti che sono ancora in carcere in Turchia»
Per sostenere questa causa e le attività di Articolo 21, Toni Bruno, Fabio Magnasciutti e Rampicanti storti hanno donato le loro illustrazioni per ribadire #NoBavaglioTurco e #NoBavaglio in tutti i Paesi in cui non viene rispettata la libertà di stampa. I loro disegni sono diventati delle T-shirt d’autore: https://worthwearing.org/store/articolo-21 per accendere i riflettori sulle storie e i volti dei giornalisti che attualmente si trovano nelle carceri turche.
Worth Wearing è la prima piattaforma online di realizzazione e distribuzione di T-shirts on demand, allo scopo di finanziare progetti e idee di cambiamento. Nata dall’idea di un team creativo giovane e specializzato nel campaigning online, Worth Wearing ha l’obiettivo di rendere immediato e accessibile a tutti il fundraising per associazioni, no profit e singoli.

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Scuola: Ai nuovi docenti stipendi proletari

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

valeria-fedeliI vincitori del concorso prenderanno 300 euro al mese. È la cifra che verrà destinata per le prime 12 mensilità a tutti i nuovi insegnanti che tra un paio d’anni, dopo aver dimostrato di potersi mettere in cattedra per formare le nuove generazioni, verranno selezionati a seguito del rinnovato concorso per diventare insegnanti: lo stesso Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, annunciando i 600 euro lordi da assegnare ai neo assunti per il loro primo anno di lavoro, li ha definiti “poca roba”. Anief ricorda che non stiamo parlando solo di giovani ex studenti universitari, ma anche di precari storici, che a 40-50 anni avranno la forza di rimettersi in discussione. Come si fa a dire loro che per essere formati dovranno percepire 3.500 euro in un anno, ovvero lo stipendio che si assegna in poco più di un mese a un collega neo-assunto di un vero Paese moderno dove lo Stato non fa cassa sulla pelle dei precari?
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un copione che si sta sempre più piegando verso il basso. A chi ha escogitato questa soluzione, vorremmo chiedere se ha pensato come faranno i docenti meritevoli a ‘campare’ con 70 euro a settimana, magari costretti a svolgere il loro primo anno di prova a mille chilometri da casa. Con il rischio, alla fine, di essere pure bocciati, al termine di un triennio svolto nel ruolo ibrido da docenti non più precari ma nemmeno di ruolo. Noi abbiamo compiuto tutto il percorso che era nelle nostre possibilità per contrastare il decreto legislativo 377: stiamo valutando se appellarci alle aule dei tribunali. Per stabilire se un modello di retribuzione iniziale di questo genere possa essere lecito oppure si tratti, come riteniamo noi, solo dell’ennesima soluzione adottata per salvaguardare i conti pubblici ledendo i diritti dei lavoratori.

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Tutela dei diritti degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

federanzianiLatina. I Centri Anziani della provincia di Latina aderenti a Senior Italia Federcentri si sono riuniti per definire la programmazione delle attività e condividere le linee guida della Federazione. Al centro dell’incontro la tutela del diritto alla salute, i progetti per migliorare la qualità della vita della popolazione senior e l’obiettivo di sviluppare una solida e radicata rete associativa nel territorio di Latina. Tutto ciò attraverso il rafforzamento e la modernizzazione dei Centri Sociali Anziani affinché diventino punti di riferimento per tutta la cittadinanza. All’incontro sono intervenuti il Segretario Generale di Senior Italia Federcentri Raimondo Giuliani, il Presidente di Senior Italia FederAnziani, Roberto Messina e i Presidenti dei Centri Anziani del territorio di Latina, che hanno aderito con entusiasmo all’importante proposta di azione sociale promossa da Senior Italia Federcentri. La giornata di incontro ha consentito di condividere le opportunità e il fitto programma di attività che coinvolgeranno i Centri, per fornire risposte adeguate ai bisogni sociali, ricreativi e di salute della terza e quarta età.
Tra le attività previste, le grandi campagne di screening e monitoraggio della salute dei senior, i convegni di informazione sanitaria, il coinvolgimento in progetti nazionali di indagine sulla salute dell’anziano per avere un quadro sempre più preciso della qualità della vita nella terza e quarta età da poter condividere con le Istituzioni.

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NoTAP: Il Tar respinge il ricorso, le comunità non si piegano

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

no tapTap: “I lavori possono ricominciare.” Il Tar Lazio, dopo giorni di ritardo, si è pronunciato respingendo il ricorso della Regione Puglia che chiedeva l’annullamento delle note ministeriali che autorizzavano il Tap all’eradicazione degli ulivi nell’area di cantiere nelle campagne di Melendugno. Il responso del Tar di ieri è un nuovo tradimento all’esito del Referendum del 4 Dicembre circa le competenze stato regione, visto che la decisione sullo spostamento degli ulivi era di competenza regionale e non ministeriale. In barba alla volontà popolare, alla contrarietà di 94 sindaci su 97 della Provincia di Lecce, alla Regione Puglia, all’attivismo del Comitato No Tap che da sei anni cerca insistentemente di far luce sugli impatti ambientali, sanitari e sociali dell’opera oltre che sugli interessi nascosti dietro l’opera, il Tap tornerà sull’area di cantiere per proseguire i lavori. Ad attenderli c’è un presidio permanente che da settimane sta cercando di ostacolare con i propri corpi la deturpazione di uno dei lembi di costa più belli del territorio salentino. (fonte: http://www.asud.net)

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Patrimonio. Corsetti (PD):” Mazzillo spieghi come sanare ferite da sgomberi illegittimi delle associazioni no-profit”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

campidoglio“Invece del solito scaricabarile, cui ci ha abituati la giunta Raggi in questi mesi di totale latitanza, l’assessore Mazzillo farebbe bene a chiarire come intende risolvere adesso, la situazione di quelle associazioni no-profit e aventi diritto, che sono state sgombrate nelle settimane scorse e di quelle che hanno restituito le chiavi dei locali a fronte delle ingenti richieste di denaro del dipartimento patrimonio con le quali si esigevano gli arretrati dei canoni d’affitto adeguati ai prezzi di mercato.
Affermare ora che la sentenza della Corte dei Conti conferma le tesi della giunta è come nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di niente rispetto ai danni procurati a decine di associazioni che da anni esercitano attività straordinarie di sostegno sociale culturale e sanitario.La sentenza di ieri della Corte dei Conti ribadisce quello che il PD capitolino sostiene da mesi e che la giunta Raggi con presunzione e testardaggine non ha voluto ascoltare. C’è una delibera di iniziativa consiliare pronta e una richiesta di consiglio straordinario avanzata dal gruppo del PD e si ponga rimedio in fretta alla confusione generata dall’incapacità di assume una responsabilità politica da parte della giunta.” E’ quanto dichiarato dal consigliere del PD capitolino Orlando Corsetti.

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