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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Contratti di affitto, le novità dal 2020 sulla tassazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Dal 2020 sono scattate interessanti novità sulla tassazione dei contratti di affitto ad uso abitativo.Per prima cosa cambia il regime della tassazione dei canoni non riscossi. Per i contratti stipulati a partire dal 1/1/2020, infatti, per l’esclusione dai redditi delle mensilità non pagate dall’inquilino è sufficiente che la loro mancata percezione sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento. Per i contratti stipulati in precedenza rimane valida la regola secondo cui l’esclusione è invece ristretta ai casi dove risulta concluso il procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto. Nell’ambito di tale procedimento, tuttavia, può essere riconosciuto un credito di imposta per le tasse versate sui canoni scaduti e non riscossi.Riguardo la cedolare secca, l’imposta applicabile al posto dell’imposta di registro in sede di dichiarazione dei redditi, è stata invece cancellata la norma che prevedeva l’applicazione di una sanzione nel caso di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga o alla risoluzione del contratto di locazione.
Altra novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 (2) è la fissazione definitiva dell’aliquota al 10% per i contratti di affitto a canone concordato, misura che diventa strutturale. Scongiurato quindi l’aumento, inizialmente prospettato al 12,5%. L’aliquota sui contratti a canone libero rimane del 21%. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Bollette: nuove regole per prescrizione e penali per le condotte illegittime. Le istruzioni di Aduc

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

La legge di bilancio 2020 introduce apprezzabili novità per i consumatori: viene ridotto il termine di prescrizione per il pagamento delle bollette telefoniche, internet e pay tv da cinque a due anni.Già la legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017, articolo 1, commi 4-10) aveva portato a due anni il termine di prescrizione per le forniture di energia elettrica (per le bollette emesse successivamente al 1 marzo 2018), gas (per le bollette emesse successivamente al 1 gennaio 2019) e per le utenze idriche (per le bollette emesse successivamente al 1 gennaio 2020). Con questa modifica normativa quindi tutti i pagamenti relativi alle utenze luce, acqua, gas, telefonia e pay tv saranno soggetti alla prescrizione biennale.Ancor più significativa per i consumatori la norma della legge di bilancio 2020 che impone a tutti i gestori di telefonia, energia elettrica, luce, gas, acqua e pay tv di pagare una penale del 10% dell’importo contestato (e comunque mai inferiore a 100,00 euro) per condotte illegittime e addebiti illegittimi in bolletta, dovuta ogni volta che il gestore:
1) Viola le modalità di rilevazione dei consumi. E’ il caso, ad esempio, delle fatture che non tengono conto dell’autolettura effettuata dal cliente oppure del mancato rispetto della frequenza delle letture dei contatori accessibili anche in assenza del proprietario (per il gas con contratto a maggior tutula consumi annuali inferiori a 500 smc, la lettura deve essere effettuata una volta l’anno, mentre per consumi annuali superiori a 500 smc la lettura deve avvenire almeno due volte l’anno; se invece la fornitura è in libero mercato, occorrerà verificare cosa prevede il contratto. Per la fornitura di energia elettrica con contatore elettronico la lettura deve avvenire ogni mese, altrimenti deve avvenire con cadenza annuale).
2) Viola le modalità di esecuzione dei conguagli, ad esempio – per i contratti a maggior tutela – fatturando importi significativi senza consentire la rateizzazione in caso di mancato invio delle bollette; oppure omettendo di registrare i pagamenti effettuati o ancora omettendo il rimborso dei crediti maturati dai consumatori.
3) Viola le modalità di fatturazione. Per i contratti a libero mercato la cadenza di invio delle fatture è indicata dal contratto mentre per gli utenti in maggior tutela le bollette devono essere inviate ogni due mesi per l’energia elettrica e – per il gas – con cadenza al massimo quadrimestrale per consumi annuali inferiori a 500 smc e al massimo trimestrali per consumi annuali superiori a 500 smc.
4) Addebita spese ingiustificate. I tipici casi di addebiti di spese non giustificate riguardano i gestori telefonici che spesso addebitano penali non dovute per recesso anticipato o “restituzione” sconti promozionali nonostante la disdetta del contratto sia avvenuta dopo la scadenza del periodo minimo di durata contrattuale.
5) Addebita costi per consumi, servizi o beni non dovuti. Nell’ambito della telefonia è il caso sicuramente più frequente, pensiamo ad esempio ai costi per servizi non richiesti, alle bollette che il gestore continua ad inviare nonostante sia avvenuta una migrazione verso un’altra compagnia, agli importi richiesti per le “sim dormienti”; nella sezione Telecomunicazioni del nostro sito si contano quasi 65.000 lettere di utenti che ci raccontano le loro disavventure in materia di bollette telefoniche.
Per ognuna di queste condotte (e/o per ogni fattura in cui simili voci siano addebitate) il consumatore, dal 1 gennaio 2020 ha diritto al pagamento di una penale pari al 10% dell’importo contestato e comunque non inferiore a 100 euro. Ad esempio, se nella bolletta telefonica vengono addebitati 5,00 euro per un servizio non richiesto, il gestore dovrà pagare al cliente 100,00 euro di penale, un importo 20 volte superiore all’addebito illecito.Ogni volta che il fornitore/gestore pone in essere le condotte sopra descritte, il consumatore dovrà:
– contestare l’addebito con una raccomandata AR o pec di messa in mora spiegando perchè l’importo non è dovuto e quindi chiedere il formale riconoscimento da parte del fornitore dell’illegittimità dell’addebito ed il pagamento della penale pari a 100 euro, di cui all’art. 1, commi 292 e 293 della legge 160 del 2019 (legge di bilancio 2020) (oppure, per importi non dovuti superiori a 1.000,00 euro, pari al 10% dell’importo contestato);
– diffidare il gestore dall’addebitare, nelle bollette successive, ulteriori importi illegittimi rappresentando che altrimenti, per ogni fattura successiva, sarà dovuta una ulteriore penale del medesimo importo;
– specificare se preferisce ricevere il pagamento della penale tramite una decurtazione dalla fattura successiva oppure indicare le modalità di versamento.
A questo punto, se il gestore/fornitore riconosce l’illegittimità dell’addebito dando quindi positivo riscontro alla comunicazione, ha 15 giorni di tempo per pagare. Dalla nostra esperienza possiamo immaginare che la maggior parte delle volte il fornitore non risponderà oppure insisterà nella regolarità dell’addebito.
In questo caso, l’utente dovrà rivolgersi alla “autorità competente”, cioè al Corecom per telefonia e pay tv o al servizio di conciliazione Arera per acqua, luce e gas e, in caso di insuccesso della conciliazione, al giudice di pace .
Una volta che sarà accertata l’illegittimità dell’addebito degli importi contestati il gestore sarà tenuto a rimborsare gli importi eventualmente pagati e a versare al consumatore una penale pari al 10% dell’importo contestato e comunque mai inferiore a 100,00 euro.Quella che abbiamo descritto è sicuramente una procedura lunga: la legge non prevede penali “automatiche” se non c’è l’accordo del gestore (e temiamo che quasi mai ci sarà) ma è di certo un notevole passo avanti per i consumatori perchè finora le condotte illegittime dei vari gestori/fornitori venivano sanzionate dall’Antitrust o dall’Agcom con multe milionarie (spiccioli se paragonate al fatturato delle singole società) versate alle casse dello Stato che però non portavano alcun beneficio economico diretto al consumatore che le subiva.
E siccome il più delle volte i singoli addebiti illegittimi sono per importi esigui, il consumatore non è incentivato ad attivarsi per recuperarli: in pochi si avventurano in una conciliazione davanti al Corecom per una decina di euro.
L’introduzione di una penale del 10% (comunque mai inferiore a 100,00 euro) per ogni violazione commessa dai gestori avrà a nostro avviso un benefico duplice effetto: da un lato, invoglierà i consumatori ad attivarsi per ottenerne il pagamento e dall’altro potrebbe dissuadere i gestori dal porre in essere pratiche illegittime, visto che per ogni addebito non dovuto da – poniamo il caso – 2,00 euro devono pagarne al consumatore 100,00. (Emmanuela Bertucci, legale Aduc)

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Carceri: Fp Cgil, su assunzioni e sovraffollamento da Ministero impegni insufficienti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

“Sulle assunzioni di personale e sul contrasto al sovraffollamento detentivo, gli impegni assunti dal Ministro della Giustizia sono assolutamente insufficienti”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil, aggiungendo che: “Le 1.300 assunzioni di Poliziotti Penitenziari effettuate nel 2019 e le 754 previste nel 2020 sono una goccia nel mare rispetto alla carenza di organico del Corpo. Così come le 50 assunzioni di funzionari giuridico pedagogici non danno il sollievo necessario agli enormi carichi di lavoro che tali figure professionali devono sopportare ogni giorno”.Al momento, prosegue il sindacato, “non solo mancano circa 4.000 Poliziotti per completare la dotazione organica, ma ogni anno se ne perdono circa 1.300 tra pensionamenti e passaggi al ruolo civile per motivi di salute, quindi la carenza rischia di aumentare nei prossimi anni. Stesso discorso vale per il personale delle funzioni centrali, dove rispetto ad una dotazione organica di 5.034 unità, ne sono presenti solo 4.340 tra educatori, contabili, professionalità tecniche e amministrative, a far fronte ad un costante aumento dei detenuti”.Per la Fp Cgil “servono ulteriori risorse per un piano straordinario di assunzioni e, soprattutto, la risposta al sovraffollamento di detenuti non può essere l’incremento dei posti detentivi, ma un serio investimento nell’esecuzione penale esterna, che consenta di assumere personale, in particolare assistenti sociali, e di poter aumentare il ricorso alle misure alternative per i soggetti con scarsa pericolosità sociale. Rispetto ai problemi di natura psichiatrica e psicologica che si registrano nelle carceri riteniamo che sia necessario implementare la presenza di psicologi negli istituti penitenziari, cominciando a ragionare anche su una stabilizzazione di quelle figure professionali che già collaborano nelle carceri, per far fronte al crescente numero di detenuti con patologie di questo tipo e anche ai problemi di stress correlato al lavoro che colpiscono il personale che vi opera ed oggi è abbandonato al suo destino dal datore di lavoro che dovrebbe tutelare la sua salute”, conclude.

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Divieto assoluto di pubblicità per le sigarette elettroniche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Lo comunica il ministero rispondendo all’esposto dell’Unione Nazionale Consumatori, l’associazione che per prima aveva sollevato il problema dell’aggiramento della normativa sul fumo.”Vittoria. Finalmente il ministero della Salute ha dichiarato fuorilegge le campagne di pubblicità di Iqos, il dispositivo che scalda il tabacco senza bruciarlo prodotto dalla Philip Morris e degli altri dispositivi analoghi, accogliendo quella che è sempre stata la nostra tesi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora le scuse stanno a zero e le pubblicità presenti sul territorio dovranno essere immediatamente rimosse. Anche Ferrari e Ducati non potranno più usare il marchio Mission Winnow” conclude Dona.Di seguito un estratto della risposta del ministero: “Per quanto concerne i nuovi prodotti del tabacco, ovvero le sigarette a tabacco riscaldato, risulta anche in questo caso evidente che l’attività di promozione commerciale del solo dispositivo, svolta in apposite postazioni site sia nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti sia on-line, ne promuova indirettamente il consumo. Parimenti, il marchio Mission Winnow, utilizzato in occasione degli eventi sportivi della Formula 1, consente, attraverso i link presenti sul omonimo sito, una promozione, anche se indiretta, di un importante Azienda produttrice di sigarette e di nuovi prodotti del tabacco; in questo caso si verrebbe a delineare un caso di sponsorizzazione così come definito dall’articolo 1, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 16 dicembre 2004 n. 300 – “Attuazione della direttiva 2003/33/CE in materia di pubblicità e di sponsorizzazione dei prodotti del tabacco” ovvero come “qualsiasi forma di contributo pubblico o privato ad un evento, un’attività o una persona che abbia lo scopo o l’effetto, diretto od indiretto, di promuovere un prodotto del tabacco”.

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Gli studi legali Nctm e La Scala danno vita con UniCredit a UniQLegal, società tra avvocati per azioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

UniQLegal, http://www.uniqlegal.it, è un’iniziativa innovativa che nasce per soddisfare alcune specifiche esigenze di servizi legali del Gruppo UniCredit, con particolare riguardo alla gestione del contenzioso passivo bancario e della consulenza legale ricorrente, e che ambisce a diventare nel tempo un autentico punto di riferimento del diritto bancario in Italia.La partnership consentirà di mettere a fattor comune la considerevole esperienza e le avanzate tecnologie di gestione degli studi partner con le competenze e i processi della Direzione Legale del Gruppo UniCredit creando un centro di eccellenza professionale caratterizzato da know-how specialistico, capacità di investimento, innovazione tecnologica, nuove logiche organizzative e produttive ed economie di scala che porteranno ad un nuovo standard nella fornitura di servizi legali specializzati. UniQLegal sarà fondato sulla capitalizzazione della conoscenza e sulla dinamicità dei suoi professionisti: giovani, curiosi, supportati dall’esperienza e dalla visione strategica dei soci che condividono da sempre l’attenzione all’innovazione, alla cura del cliente e alla crescita professionale del capitale umano, risorsa primaria e imprescindibile dei servizi professionali.

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Antitrust: sanzione di 4,8 mln di euro a Telecom per offerte di Winback

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso un’istruttoria nei confronti di Telecom Italia S.p.A., accertando due violazioni del Codice del Consumo, e irrogando sanzioni per un importo complessivo di 4,8 milioni di euro.”Bene, ottima notizia! Dopo le condanne di Wind Tre e Vodafone è ora la volta di Telecom” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Le compagnie telefoniche la devono smettere di mandare sms o fare telefonate in cui omettono di indicare tutti i costi legati alle loro offerte o i vincoli per usufruirne. Il preventivo consenso del consumatore va sempre chiesto e deve essere espresso” conclude Dona.

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Omicidio stradale: Servono pene più severe

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 gennaio 2020

Dj Aniceto, uno dei dj italiani più impegnati nel sociale, già membro della ‘consulta degli esperti ed operatori’ per il dipartimento governativo per le politiche antidroga a Palazzo Chigi, ed attualmente uno dei testimonial per AFVS Associazione Familiari e vittime della Strada interviene sul gravissimo incidente stradale avvenuto ieri in Alto Adige in valle Laurina a Lutago dove un auto con un ubriaco al volante è piombata su di una comitiva di tedeschi uccidendo 6 persone e ferendone 11. “Questa vicenda mi ha molto colpito…immagino lo strazio delle famiglie, a cui esprimo tutto il mio sincero cordoglio. Ogni qual volta una vita viene spezzata ammutolisco, in special modo, quando questo avviene per mezzo di un ubriaco al volante”. Secondo Aniceto “bisogna combattere con durezza la leggerezza che hanno alcune persone, nel mettersi alla guida alterati da alcol o sostanze stupefacenti e incuranti del male che possono fare agli altri ed a se stessi. questa leggerezza che può uccidere anche, per una sola disattenzone”. Per il dj è necessario inasprire le pene per omicidio stradale, cercando di avvicinarsi al Sistema americano dove per incidenti del genere si fanno anche trent’anni. Vi ricordiamo che Robbie Aniceto, inoltre, e’ attualmente impegnato in una campagna contro tutte le dipendenze, e promuove eventi in discoteca sulla sicurezza stradale e contro i ‘paradisi artificiali’.

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Dieselgate e transazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Nel maxiprocesso sul Dieselgate che si svolge in Germania, la Volkswagen ha annunciato di voler avviare una discussione per una transazione. “Una buona notizia, per i tedeschi. L’Italia continua ad essere trattata dalla casa automobilistica tedesca come la Cenerentola d’Europa. I consumatori tedeschi e americani godono di un trattamento privilegiato rispetto agli italiani, complice anche una normativa nostrana con le armi spuntate, sia perché a differenza degli Stati Uniti nella nostra class action non è previsto il danno punitivo sia perché le sanzioni comminabili dalle Authority sono sempre irrisorie, inferiori all’illecito guadagno o al danno subito dalla collettività” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Fino ad oggi, vedasi l’incontro che c’è stato nel 2016 presso il ministero dello Sviluppo Economico tra il CNCU, il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti ed i vertici di Volkswagen Group Italia, c’è sempre stata una totale chiusura rispetto alle proposte dei consumatori” prosegue Dona. “Chiediamo ora che il Mise torni alla carica, convocando nuovamente la Volkswagen per un nuovo tentativo di transazione” conclude Dona.

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Parcheggio incivile: è reato bloccare un’altra auto

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Ostruire il passaggio al cortile in uso anche ad altra persona a cui viene impedito di entrare per recuperare i propri attrezzi ivi depositati o a un’auto, parcheggiando la propria in modo incivile tanto da non lasciarla passare, fa scattare il reato di violenza privata: non solo, quindi, una semplice multa per violazione del codice della strada a carico di chi blocca l’uscita o l’entrata da o per un garage, un cancello, un box auto, l’ingresso a un cortile, un edificio ecc., ma anche un procedimento penale vero e proprio. A confermare la condanna per violenza privata la Corte di Cassazione, quinta sezione penale, nella sentenza n. 51236/2019 del 19.12.2019. L’episodio giudicato dalla Cassazione si è verificato nella provincia di Matera. Un uomo si era rifiutato di rimuovere la sua auto parcheggiata all’ingresso di un cortile privato, così togliendosi lo ‘sfizio’ di impedire al vicino «di accedere al cortile e di prelevare gli attrezzi di sua proprietà, lì depositati». Per i giudici non vi sono dubbi sull’abuso compiuto dall’uomo sotto processo, che, a precisa richiesta, si è rifiutato di spostare l’auto, così impedendo a un’altra persona di accedere al cortile e recuperare gli attrezzi di sua proprietà. A riguardo, la Corte ha affermato due importanti principi:
– il reato scatta anche per pochi minuti: non conta quanto tempo duri la violenza, ma il semplice fatto che il comportamento sia stato realizzato;
– il reato scatta sia nel caso in cui la condotta sia stata posta in malafede (dolo), con l’intento di dar fastidio, sia con colpa, ossia ignorando di aver bloccato il passaggio.
Infine, gli ermellini sottolineano che «il requisito della violenza si identifica con qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente la persona offesa della propria libertà di determinazione e di azione».
Non è la prima volta che gli Ermellini si pronunciano su vicende analoghe e il prevalente indirizzo giurisprudenziale è nel senso di condannare coloro che bloccano il passaggio e impediscono l’accesso al cortile, al garage o, addirittura, parcheggiano selvaggiamente in doppia fila.
In questi casi, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per denunciare chi ti blocca il passaggio non devi far altro che immortalare la posizione delle macchine con una fotografia e recarti alla polizia o ai carabinieri. In quella sede, ti basterà raccontare l’episodio e chiedere che si proceda per le vie penali. In alternativa, potresti anche rivolgerti direttamente alla Procura della Repubblica, per il tramite del tuo avvocato, depositando lì il tuo atto di querela.

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“Concessioni autostradali e risoluzione contratto per inadempienze”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

La Corte dei Conti conferma quella che è sempre stata l’interpretazione di Fratelli d’Italia: le clausole che prevedono l’indennizzo all’esercente anche in caso di risoluzione per inadempienza sono nulle perché chiaramente in violazione con i principi del diritto civile. In particolare la Corte dei Conti ricorda che il codice civile “dispone la nullità di patti che escludono o limitano preventivamente la responsabilità del debitore per dolo o colpa grave”. Niente più scuse, vanno riviste tutte le concessioni autostradali e aeroportuali per assicurare che sia garantita la tutela dell’interesse nazionale». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Sicurezza e manutenzione autostrade

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

Sta rientrando l’emergenza dopo le lunghe code sulla A14 in seguito al sequestro di alcuni viadotti ad opera della magistratura.Una vicenda che ripropone il tema della sicurezza, particolarmente delicato e rilevante, a maggior ragione dopo gli avvenimenti di un anno fa a Genova.Riteniamo fondamentale che, nella discussione in queste ore sulle concessioni autostradali, la sicurezza venga posta al centro di ogni decisione: “Non ci interessa a chi saranno affidate le concessioni, quello che ci interessa è quale parte dei proventi dovrà essere destinata alla manutenzione delle tratte.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.Per questo riteniamo fondamentale che nella cabina di monitoraggio sulle concessioni e sulla realizzazione delle opere manutentive vi sia una rappresentanza delle Associazioni dei Consumatori.Le indagini dimostrano come, probabilmente, le quote pagate dai cittadini tramite tariffe autostradali non siano poi state investite a sufficienza in opere di manutenzione e messa in sicurezza, o come le opere realizzate non siano adeguate. Avvieremo ogni atto opportuno per verificare lo stato relativo all’utilizzo di tali risorse, interpellando gli enti competenti.
Viste le critiche pervenute in queste ore, in ogni caso, esprimiamo il nostro pieno sostegno all’operato della magistratura, che ha attuato i sequestri a tutela dei cittadini e non per danneggiarli. Una volta chiariti gli esiti delle indagini, non mancheremo di avviare ogni azione, anche di carattere legale, per tutelare i cittadini e garantirne la sicurezza e l’incolumità.

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Difficile ottenere giustizia in Pakistan

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

«Non è che io non abbia paura per la mia vita, ma considero assistere i cristiani perseguitati come una missione ed un servizio reso a Dio e alla mia Chiesa. E non saranno delle minacce a fermarmi». Così dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre Tabassum Yousaf, avvocato dell’Alta Corte del Sindh, la provincia pachistana che ha come capoluogo Karachi. La giovane avvocatessa cattolica pachistana, 38 anni e madre di due figli, difende i genitori di Huma Younus, 14enne cristiana rapita e costretta a convertirsi all’Islam e a sposare il proprio aguzzino. Recentemente, il sequestratore di Huma, Abdul Jabbar, ha minacciato i genitori della ragazza e l’avvocato di accusarli di blasfemia. «Non è raro che ciò avvenga – spiega la Yousaf, che ha già seguito molti altri casi di conversioni e matrimoni forzati – Gli aggressori musulmani spesso minacciano genitori e avvocati, servendosi della legge anti-blasfemia. Dicono: “se non smettete di cercare vostra figlia, strappiamo delle pagine del Corano, le mettiamo davanti casa vostra e diciamo che avete profanato il libro sacro”».
Difficile ottenere giustizia in Pakistan, se si appartiene ad una minoranza religiosa. «Molti cristiani non sanno di avere dei diritti al pari dei musulmani. La povertà e la mancanza di educazione dei nostri fratelli nella fede permette ai fondamentalisti islamici di abusare dei loro poteri sociali, politici, economici e religiosi per perseguitare i cristiani. E la magistratura subisce una forte pressione da parte dei partiti politici, i quali non assicurano alle minoranze il giusto sostegno a livello giuridico».«Ecco perché è fondamentale – continua – che Aiuto alla Chiesa che Soffre si faccia carico delle spese legali. Questo ci consentirà di avvalerci del sostegno di un avvocato musulmano di grande esperienza con il quale, se necessario, porteremo il caso dinanzi alla Corte Suprema».La giovane avvocatessa difende pro bono numerosi cristiani e lavora a stretto contatto con l’arcidiocesi di Karachi guidata dal Cardinale Joseph Coutts e con la Commissione Giustizia e Pace diocesana. Inoltre collabora frequentemente con Aiuto alla Chiesa che Soffre, per tenere alta l’attenzione mediatica internazionale sulle gravi difficoltà vissute dai cristiani in Pakistan. «La liberazione di Asia Bibi è stata una vittoria, ma le condizioni dei cristiani in Pakistan non sono cambiate. Per questo non dobbiamo spegnere i riflettori su casi come quello di Huma. Soltanto così riusciremo a far intervenire le alte cariche politiche locali. E se vinceremo e riporteremo Huma a casa, una simile sentenza aiuterà molto anche le tante altre ragazze cristiane rapite e convertite con la forza all’Islam. Ma per farlo c’è bisogno della pressione internazionale, perché nonostante i nostri sforzi per attirare l’attenzione sul caso, in Pakistan tutto è fermo».

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Truffe online. Castelli: “Presto nuovi poteri alla Consob”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

Roma – “La Stampa non manca occasione per descrivere la dimensione del preoccupante fenomeno delle truffe connesse al trading online. Con il Decreto Crescita abbiamo dato alla Consob il potere di chiedere l’oscuramento dei siti internet abusivi, sprovvisti dell’autorizzazione a prestare servizi di investimento. Si è trattato di uno strumento a tutela dei risparmiatori che funziona: ad oggi ha oscurato 107 siti in soli 5 mesi. Ora il Movimento 5 Stelle, con il Decreto “Mille proroghe”, vuole incrementare quei poteri, per essere più incisivi in via preventiva, consentendo alla Consob di chiedere l’oscuramento dei siti anche in presenza di offerta abusiva di prodotti finanziari, prestata in assenza del prescritto prospetto informativo. E chiederemo anche di oscurare i siti stranieri che vengono utilizzati per truffare i cittadini italiani, nei casi in cui le autorità locali non diano seguito alle richieste formulate dall autorità italiana.
È necessario tutelare i risparmiatori preventivamente, proteggendoli da tutte le potenziali truffe cui sono esposti”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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Bolzano e medici di sola lingua tedesca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

“Fratelli d’Italia esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge della Provincia Autonomia di Bolzano che stabiliva la possibilità per gli ordini o i collegi professionali di iscrivere anche professionisti di sola lingua tedesca. Un risultato importante, arrivato grazie all’impegno di FDI: se non avessimo portato il caso in aula, oggi in Alto Adige avremmo pazienti di serie A e di serie B. Avremmo avuto da un lato medici che non parlano la lingua della loro nazione e, dall’altro, ancor più grave, pazienti che non avrebbero potuto confrontarsi con loro perché non ci sarebbe stata possibilità di dialogo e di comprensione. Certamente esistono problemi, anche pesanti, nella sanità e nella medicina delle aree di montagna, come dimostra anche la provincia di Belluno ma la soluzione non è certo la discriminazione degli italiani. Si apra un ragionamento e un confronto chiaro con le Università, piuttosto che proseguire in un cammino che porta solo a conflitti e tensioni”. Lo dichiara Luca de Carlo, deputato di Fratelli d’Italia.

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Unc: Antitrust chiude procedimento su Tim per Ricarica+

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso il procedimento aperto grazie alla segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori, ottenendo dalla Tim la rimozione dei profili di possibile scorrettezza relativamente alle offerte denominate Ricarica+, le stesse per le quali l’Autorità delle Comunicazioni, il 16 dicembre, con la delibera n. 498/19/CONS ha diffidato la Tim al rispetto della legge 2 aprile 2007, n. 40.L’associazione di consumatori aveva presentato fin dal mese di giugno un esposto contro la Tim, per Ricarica+. Ora l’Antitrust ha chiuso il procedimento, ottenendo dall’operatore le modifiche al sito internet e la riorganizzazione dei contenuti informativi. “Una vittoria importante per i consumatori. Ora le compagnie telefoniche non potranno più far rientrare dalla finestra, sotto forma di offerte, i costi di ricarica che la prima lenzuolata Bersani aveva esplicitamente escluso, vietando l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il problema era sorto per le offerte Ricarica 5+ e Ricarica 10+ con le quali i clienti TIM, a fronte del pagamento di 5 e 10 euro, ricevevano rispettivamente solo 4 e 9 euro di credito, in cambio di minuti e giga illimitati per la durata di 24 ore.”Peccato che molti consumatori ci hanno segnalato di aver aderito inconsapevolmente a queste offerte. Ora l’Antitrust ha posto fine a questa pratica commerciale” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Ricarichi 5 o 10 euro ma ti viene trattenuto 1 euro

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

E’ una pratica scorretta che Altroconsumo aveva segnalato alcuni mesi fa ad Agcom Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che oggi diffida TIM, Vodafone e Wind Tre intimandogli il rispetto della Legge Bersani che aveva abolito i costi di ricarica. I tre operatori telefonici hanno 30 giorni per rimettersi in regola e cancellare i costi occulti di ricarica.La decisione di Agcom arriva dopo la decisione dell’Autorità Antitrust della scorsa settimana che, sempre su segnalazione di Altroconsumo, ha sanzionato Wind Tre e Vodafone per le pratiche commerciali scorrette nella promozione di offerte personalizzate su telefonia mobile rivolte a ex clienti (le cosiddette offerte winback), senza dare informazioni chiare sul prezzo o su ulteriori costi delle offerte. “Esprimiamo soddisfazione rispetto alla decisione dell’AGCOM: nei mesi scorsi avevamo segnalato le ricariche “col trucco” di Vodafone, Wind tre e Tim Telecom Italia. – dichiara Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo – Tagli da 5 e 10 euro, con soli 4 o 9 euro di vero traffico. Come Altroconsumo proseguiremo nel nostro impegno e stiamo già studiando i mezzi per ottenere giustizia per i consumatori. Dopo la vittoria sulle bollette a 28 giorni, un’altra sconfitta per i giochetti delle società di telefonia che a questo punto crediamo debbano recuperare la fiducia dei consumatori. Il primo passo potrebbe essere proprio quello di riconoscere subito il ristoro dei danni subiti”. (n.r. Non è la prima volta che la telefonia mobile, e non solo, ci prova a “truffare” gli utenti con indebiti prelievi. In tutto questo fa specie la lentezza con la quale le autorità preposte intervengono che consentano la reiterazione dell’indebito incasso e cercano in ogni caso di tenersi il maltolto con vari espedienti. E’ tempo che le autorità competenti intervengano con decisione per non lasciare la sensazione di una complicità che non ci meritiamo.)

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Soldi e divorzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

In caso di separazione o divorzio, il conto corrente cointestato agli ormai quasi ex coniugi può creare molti scontri. Secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat; il 17% dei divorziati e separati, ha dichiarato che l’ex partner si è tenuto tutti i soldi depositati o, peggio, tra loro c’è anche chi, all’insaputa del coniuge, ha prosciugato il conto prima della separazione (9,2% pari ad oltre 151.000 individui).Fra i 2,5 milioni di divorziati e separati italiani, ben 1,6 milioni sono quelli che hanno avuto da discutere con l’ex per il conto cointestato nonostante, in media, su di esso fossero depositati appena 7.900 euro e, addirittura, in quasi 1 caso su 4 i due coniugi non sono riusciti a trovare un accordo pacifico su come suddividere le somme del conto cointestato e pertanto sono dovuti ricorrere ad un avvocato (16,1%) o ad un giudice (9.4%). (fonte: bounceses.facile.it)

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14 misure cautelari verso No Tav violenti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

«Manifestare è un diritto sacrosanto purché avvenga in maniera pacifica e senza armi, come previsto dall’articolo 17 della nostra Costituzione. Purtroppo qualcuno, dietro al diritto a manifestare nasconde l’indole violenta che poi riversa sui colleghi della Polizia impegnati in servizio di ordine pubblico. Questo è quanto avvenuto lo scorso luglio durante il “festival dell’Alta Felicità”, dove furono lanciate pietre, flessibili e altro contro la Polizia, motivo per cui sono state eseguite 14 misure cautelari, nei confronti di altrettanti facinorosi tra i No Tav e centro sociale Askatasuna». A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). «Ai colleghi della Digos e alla Procura di Torino va il nostro plauso per le indagini condotte e per le ordinanze emesse. Ci auguriamo – prosegue – che i violenti siano sempre puniti e che le manifestazioni si possano svolgere in modo pacifico, quale espressione democratica di civile dissenso».

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Frodi creditizie e furti identità

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Presentata l’ultima edizione dell’Osservatorio sulle frodi creditizie e sui furti di identità in Italia realizzato da CRIF e aggiornato al primo semestre 2019.Lo studio segnala che, nel periodo preso in considerazione, si sono verificati quasi 16.700 casi di frode, con una crescita del +36,7% rispetto al medesimo periodo del 2018 e un danno stimato che supera complessivamente i 77 milioni di Euro. Questo dato è oltremodo preoccupante se si considera che tradizionalmente la quota più rilevante dei casi si concentra nel periodo natalizio, ormai alle porte. Al contempo, l’importo medio riscontrato risulta pari a € 4.662 euro, in flessione del -21,4%, a confermare come i malintenzionati si stiano orientando su importi sempre più modesti rispetto al passato.Coerentemente con quanto rilevato nel 2018, anche nel primo semestre dell’anno in corso l’acquisto di elettrodomestici con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento resta la tipologia maggiormente diffusa (30,5% dei casi totali). Al secondo posto, in aumento del +0,7%, si piazza la categoria auto-moto (che arriva al 13,7% del totale), seguita dagli articoli di arredamento (con il 7,9%). Da sottolineare come continuino ad aumentare i casi che hanno come oggetto articoli di abbigliamento e prodotti di lusso che arrivano al 6,9% a fronte di una crescita del +55,3%. La distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime (64,9%) sono uomini, mentre, osservando la distribuzione delle frodi per classi di età, si inverte la tendenza evidenziata nella prima metà dell’anno scorso: la fascia di età nella quale si rileva il maggior incremento dei casi è, infatti, quella dei 18-30enni (+23,2%) e dei 31-40enni (+6,4%).

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Cassazione: alt all’utilizzo indiscriminato degli autovelox

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

La Suprema Corte torna a bacchettare l’indiscriminato utilizzo dell’autovelox sulla conformità sì, ma non retroattiva. Dopo la sentenza 113/15 della Corte costituzionale tutti gli apparecchi che misurano le velocità dei veicoli sulle strade devono essere sottoposti a verifica e taratura periodica, pena l’annullamento della multa. Ma la dichiarazione di conformità dello strumento elettronico non vale ad attestare la funzionalità rispetto a infrazioni effettuate in epoca precedente la sua redazione. È quanto emerge dall’ordinanza 33164/19, pubblicata il 16 dicembre dalla seconda sezione civile della Cassazione. Accolto il ricorso proposto dalla società cui è stato notificato il verbale per l’infrazione ex articolo 142 comma nono Cds, dunque con sanzione pecuniaria e taglio dei punti sulla patente. Sbaglia il Tribunale a ritenere legittimo il provvedimento adottato nei confronti del veicolo di proprietà della snc: manca infatti la prova della taratura e della conformità dell’autovelox utilizzato per rilevare l’infrazione. Quando il trasgressore contesta l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice risulta tenuto ad accertare se lo strumento è stato sottoposto ai controlli necessari dopo la pronuncia della Consulta e l’onere della prova deve ritenersi costituito a carico dell’amministrazione. Ma nessun valore giuridico può avere la dichiarazione di conformità dello strumento rispetto alle infrazioni rilevate prima della sua emissione. Di recente la Suprema corte ha chiarito come l’obbligo di verifica non valga per strumenti elettronici come il photored che sono sì utilizzati per rilevare le infrazioni stradali, ma non misurano la velocità dei veicoli (cfr. Cassazione 31818/19). Parola al giudice del rinvio.Nuovi “Stop” della Cassazione contro gli autovelox per “far cassa” dopo altre recenti decisioni segnalate dallo “Sportello dei Diritti”. Insomma, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non basta premurarsi per fare multe a gogo se poi non si pensa effettivamente alla sicurezza stradale, alla certezza delle rilevazioni ed al rispetto del diritto di difesa dei presunti trasgressori.

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