Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 19

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

I principali rischi aziendali a livello globale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 gennaio 2018

allianzPuntano alla spina dorsale dell’economia connessa e, quando colpiscono, possono mettere a repentaglio il successo, o addirittura l’esistenza, di aziende di ogni dimensione e settore. Secondo l’Allianz Risk Barometer 2018 realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), i principali rischi aziendali a livello globale sono rappresentati dalla Interruzione di attività (n°1 con il 42% delle risposte / n°1 nel 2017) e dai Rischi informatici (n°2 con il 40% delle risposte, in aumento rispetto al 3° posto nel 2017). Anche le maggiori perdite dovute alle Catastrofi naturali (n°3 con il 30% delle risposte, in aumento rispetto al 4° posto del 2017) sono una preoccupazione crescente per le aziende, con il 2017 che si è distinto come anno peggiore; questo ha anche fatto sì che il Cambiamento climatico/aumentata instabilità metereologica (n°10) si collochi per la prima volta tra i primi 10 rischi più importanti. Mentre, l’impatto del rischio delle Nuove tecnologie (n°7 nel 2018 / n°10 nel 2017) è uno di quelli in maggior crescita, in quanto le aziende riconoscono che innovazioni come l’intelligenza artificiale o la mobilità autonoma potrebbero creare in futuro nuove responsabilità e perdite su larga scala, così come le opportunità. Al contrario, le imprese sono meno preoccupate degli Sviluppi del mercato (n°4 nel 2018 / n°2 nel 2017) rispetto a 12 mesi fa.Sono questi i principali risultati del settimo Allianz Risk Barometer, pubblicato ogni anno da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), che per il 2018 si basa sull’analisi di ben 1.911 esperti di rischio provenienti da 80 Paesi.“Per la prima volta, l’interruzione di attività e il cyber risk hanno la stessa importanza secondo quanto emerge dall’Allianz Risk Barometer, e questi rischi sono sempre più interconnessi”, afferma Chris Fischer Hirs, CEO di AGCS. “Che si tratti di attacchi come WannaCry, o più frequentemente di guasti di sistema, gli incidenti informatici sono oggi una delle principali cause di interruzione di attività per le aziende collegate in rete, i cui principali asset sono spesso i dati, le piattaforme di servizio o i loro gruppi di clienti e fornitori. Tuttavia, i gravi disastri naturali dello scorso anno ci ricordano che l’impatto dei pericoli dell’ambiente o del clima non dovrebbe essere sottovalutato. I risk manager dovranno affrontare in futuro un ambiente estremamente complesso e imprevedibile, caratterizzato sia dai rischi aziendali tradizionali che dalle nuove sfide tecnologiche”.
Anche in Italia il rischio più temuto dalle aziende si conferma l’Interruzione di attività, indicato dal 51% (in crescita rispetto al 36% della precedente rilevazione). Al secondo posto troviamo i Rischi informatici, che con il 38% guadagnano ben due posizioni, seguiti dalle Catastrofi naturali (30%). Il Danno reputazionale o d’immagine, che passa dalla 10a alla 4a posizione nel 2018, è invece il rischio in maggior crescita.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I carabinieri possono iscriversi all’associazione Unforced

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 gennaio 2018

carabinieriCon la sentenza n. 409 del 2018 la sezione I bis del TAR Lazio ha annullato il provvedimento del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri con il quale era stata negata l’autorizzazione all’Associazione UNFORCED costituita in larga parte da carabinieri ex forestali. Ficiesse accoglie con profonda soddisfazione la decisione del TAR Lazio ed esprime le più vive congratulazioni agli esponenti ed ai soci di UNFORCED, con l’augurio che questa nuova realtà associativa possa divenire presto un forte ed autorevole soggetto nel panorama delle organizzazioni civiche del comparto, sempre illuminato dall’obiettivo di aprire al pieno diritto di associazione e negoziazione nel mondo delle polizie militari e delle forze armate in generale.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Turchia: Articolo 21, Fnsi, No Bavaglio lanciano petizione per libertà giornalisti Alpay e Altan

Posted by fidest press agency su martedì, 16 gennaio 2018

turchia giornalisti imprigionatiIstanbul. Articolo 21, Federazione nazionale della stampa, la rete No Bavaglio hanno lanciato una petizione su Change.org per chiedere l’immediata liberazione del giornalista Şahin Alpay e dell’economista e editorialista Mehmet Altan per i quali la Corte Suprema della Turchia l’11 gennaio 2018 ha disposto il rilascio dopo aver giudicato incostituzionali le motivazioni del loro arresto. Il Tribunale penale di Istanbul e il governo turco hanno però contestato la sentenza e i giudici di riferimento dei casi di Alpay e Altan hanno deciso di non autorizzarne la scarcerazione.
“Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio abuso, una forzatura incostituzionale che non è accettabile – si legge nella petizione destinata al presidente Recep Tayyip Erdogan sottoscritta anche da Arci, Cild, Diritto e libertà, Sinoi e con adesioni internazionali, tra cui Pen International – Siamo molto preoccupati per la repressione nei confronti dei media attuata in Turchia che sta assumendo i contorni di una deriva liberticida con l’imposizione del silenzio alla libera stampa e alla libertà di pensiero con arresti di intellettuali, giornalisti, attivisti, avvocati, magistrati, insegnanti”. Articolo 21, Fnsi, NoBavaglio promotori di questa petizione, chiedono a tutte le associazioni di giornalisti e alle organizzazioni per i diritti umani a prendere una posizione ferma contro questa grave violazione dei diritti della categoria dei giornalisti, ma anche di decine di migliaia di cittadini turchi oggetto di una vera e propria persecuzione.
The Constitutional Court 11th January considered unconstitutional the reasons behind the arrest of the journalist Sahin Alpay and the economist and columnist Mehmet Altan and ordered the release.
However, the judges of the Criminal Court in Istanbul decided not to authorize their release until the judgment was published.
We are faced with a real abuse, an unconstitutional forcing that is not acceptable.
We are very worried for the repression against the media initiated by President Erdogan, who assumed the outlines of a liberticidal drift with the imposition of the silence to free press and freedom of thought with arrests of Intellectuals, journalists, activist, lawyers, magistrates, teachers.
Articolo 21, Fnsi, No Bavaglio, Diritto e libertà ask all organizations of journalists and human rights to take a firm stand against this very serious violation of the rights of the category of journalists but also of tens of thousands of Turkish citizens.
We call for the immediate release of our colleagues and we hope that the judgment of the Cosituzionale court may represent the basis for a new case-law which favours the release of others journalists pending trial for the same charges in Turkey.

Posted in Diritti/Human rights, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Baby gang: “Chiederemo revisione legislazione penale per minorenni”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

carcere“Il fenomeno delle baby gang va combattuto e sconfitto attraverso una revisione della legislazione penale per i minorenni”: è quanto dichiara in una nota Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli di Italia e responsabile Giustizia del partito, commentando gli ultimi due episodi di violenza avvenuti a Napoli e provincia.”E’ inutile prenderci in giro: gli autori delle due aggressioni sono delinquenti. E come tali trattati senza alcuna tolleranza” – spiega Cirielli. “Per Fratelli di Italia la sicurezza dei cittadini sarà uno dei cardini dell’azione di governo. Quando tra pochi mesi saremo al Governo del Paese proporremo la revisione della legislazione penale per i minorenni in modo da inasprire il sistema della giustizia minorile e che non ci sia più impunità per gli autori di simili violenze per garantire soprattutto e sempre la tutela dei cittadini onesti” conclude il deputato di Fratelli di Italia. (n.r. Il problema a nostro avviso non è nella severità delle pene quanto nella certezza della pena. Oggi la disfunzione sta nel come si affronta il giudizio, il suo iter e le lungaggini che presenta. In un nostro studio avevamo proposto la presenza di un giudice distaccato presso le questure che a rotazione nelle 24 ore prendesse in esame gli autori di reati  e provvedesse in tempo reale a giudicarli rendendo la sentenza da subito esecutiva ma non necessariamente la detenzione per i reati minori (servizi civili, obbligo di frequentare corsi di educazione civica, ecc.).

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sindacati di Polizia: da contratto subito a contratto subìto!

Posted by fidest press agency su sabato, 13 gennaio 2018

pianeseIngiustificabile e deplorevole, anche elettoralmente, in queste condizioni di assoluta opacità e incertezza è la pretesa del Governo di dividere con non chiare alchimie amministrative il contratto di lavoro parte normativa dalla parte economica e chiudere subito quest’ultima con risorse assolutamente inadeguate. A dichiararlo sono le tre Organizzazioni sindacali della Polizia di stato UGL – FSP Polizia, COISP e CONSAP . Il rinnovo del contratto di lavoro per il personale di un Comparto così strategico per la tenuta democratica e la convivenza civile del Paese non può e non dovrebbe mai essere assoggettato a finalità propagandistiche pre-elettorali. D’altronde, se l’intenzione del Governo fosse stata realmente quella di non mortificare la dignità professionale degli operatori della sicurezza e della difesa – ai quali, si ricorda, ancora oggi sono preclusi diritti costituzionalmente garantiti a tutti i lavoratori, quale quello di sciopero – avrebbe rispettato la legge che gli imponeva di ascoltare le rappresentanze di quei lavoratori prima della predisposizione della legge di bilancio. Troppo comodo, oggi, nascondersi dietro l’approvazione di quella legge che riconosce un “elemosina” di Stato in favore delle donne e degli uomini in divisa chiamati sempre a maggiori responsabilità e sacrifici. Dall’analisi della legge di bilancio, gli arretrati di due anni ammonterebbero a circa 8 euro netti medi mensili, quindi per un ispettore capo (chissà cosa finirebbe nelle tasche degli agenti) ed un ipotetico incremento a regime di circa 42/45 euro netti sempre per un ispettore capo (evidentemente meno per sovrintendenti e agenti). Zero, assolutamente zero, invece, è riservato ad istituti fondamentali come la previdenza complementare, ancora inesistente per i lavoratori del Comparto, per gli adeguamenti di talune indennità operative, ancora ferme agli importi stabiliti nel lontano 1992, per una reale tutela legale e sanitaria vista l’esclusiva, particolare ed eccessiva sovraesposizione a cui sono quotidianamente sottoposti gli operatori della sicurezza in virtù del lavoro svolto, per non parlare dello straordinario pagato ancora meno dell’ora ordinaria con circa 7,00 euro l’ora e tanto altro ancora. L’incremento prospettato e riservato dal Governo, quindi, così come emerge dal dato della legge di bilancio per poliziotti e militari risulterebbe a regime di circa il 3,48% della retribuzione, mentre l’aumento dello stipendio, la cosiddetta “mercede”, riconosciuto sempre da questo Governo per i detenuti che lavorano in carcere, è stato giustamente dell’83%. Ognuno tragga le proprie considerazioni! Dal momento che a distanza di circa sei mesi dall’apertura formale del tavolo di lavoro per il rinnovo contrattuale e i due precedenti incontri, anche a questo terzo appuntamento, ancora una volta, il Governo si è presentato senza uno straccio di bozza o documento o tabella che chiarisca la reale portata economica, non è dato neanche sapere, al momento, se questi mirabolanti “incrementi”, consistenti in poco più di una pizza al mese a regime, siano previsti a decorrere dal 1 gennaio o dal 31 dicembre 2018. Pertanto, concludono i sindacati di polizia, con tali inadeguate risorse e siffatti anomali metodi, più che un contratto subito questo si presenta come un contratto subìto da poliziotti e militari, in totale spregio della loro dignità professionale! UGL-FSP POLIZIA (Mazzetti) COISP (Pianese) CONSAP (Innocenzi)

Posted in Diritti/Human rights, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il 95% dei consumatori crede che i prodotti ‘senza’ etichette siano più salutari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

etichette_viniMa in quanti sanno che si tratta di uno strumento di marketing che le aziende alimentari impiegano per cercare di catturare più consumatori in un mercato estremamente competitivo e saturo? Le etichette che pretendono di assecondare il desiderio di salute dei consumatori in realtà stanno semplicemente rischiando di fuorviarli”. Così Pietro Paganini, intervenendo questa mattina a Kuala Lumpur davanti ad una platea di oltre 600 produttori, esportatori e raffinatori di olio di palma e che, tra i partecipanti annovera anche figure chiave del governo malese tra cui il Ministro dell’industria Seri Mah Siew Keong. “Le ricerche che abbiamo realizzato nell’ultimo anno con il nostro Centro Studi – puntualizza Paganini – dimostrano che l’assenza di un ingrediente nelle etichette convince il consumatore (95%) che il prodotto è migliore, stimolando i meccanismi di scelta del nostro cervello. Parimenti le analisi effettuate a campione, fanno emergere che il 90% dei consumatori, per paura che le aspettative vengano poi disattese, si fermano all’etichetta, senza però verificare gli effetti che scaturiscono dall’assenza di un ingrediente: solo il 10% del campione infatti legge le tabelle nutrizionali e solo il 2% approfondisce con ricerche online”.
“L’esempio più eclatante di questo atteggiamento – spiega Paganini – è proprio quello dell’olio di palma, laddove la sua sostituzione con altri ingredienti non ha determinato un minor livello di grassi saturi e quindi prodotti più salubri così come non si tratta di ingredienti che provengono da coltivazioni più sostenibili”. “La conseguenza – conclude Paganini – è che il consumatore viene confuso dalle etichette, acquista un desiderio ma consuma un’illusione. E purtroppo, come nel caso dell’olio di palma, le imprese si stanno approfittando di questo meccanismo, piuttosto che essere più responsabili, prima ancora che verso l’ambiente, verso i consumatori”.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Anief presenta la bozza del decreto legge che ha sottoposto al Governo per riaprire le Gae

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

montecitorioIl giorno dopo lo sciopero organizzato dall’Anief e a seguito dell’alto numero di consensi in termini di adesioni e presenze nei sit-in organizzati dal sindacato nelle maggiori città d’Italia a favore dei docenti in possesso di diploma magistrale cui l’Adunanza Plenaria ha negato il diritto all’inserimento in GaE, lanciata una nuova iniziativa per sensibilizzare tutte le forze politiche al problema e inviare loro la bozza del testo di decreto legge proposto da Anief con la richiesta al Governo di approvarla per riaprire le Graduatorie a Esaurimento con urgenza e sanare anche la posizione dei docenti già immessi in ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La soluzione c’è ed è semplice: riaprire le GaE come già si è fatto nel 2008 e nel 2012 e sciogliere la riserva a quanti hanno già ottenuto l’immissione in ruolo”. Decreto-legge:
Art. 1 Disposizioni urgenti per il corretto svolgimento dell’attività scolastica e per garantire la continuità didattica.
Al fine di garantire la continuità didattica del personale docente in servizio presso le Istituzioni scolastiche dell’intero territorio nazionale, a seguito della sentenza n. 11 del 20 dicembre 2017 dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, e nelle more del processo di attuazione del nuovo sistema di reclutamento di cui all’art. 17 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, è disposto per l’a.s. 2017/2018, all’atto dell’aggiornamento, l’inserimento nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento di cui al comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, a domanda, di tutto il personale in possesso di abilitazione conseguita entro la data di conversione del presente decreto. A tal fine, l’art. 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 si interpreta nel senso che hanno diritto all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento gli insegnanti in possesso di un’abilitazione all’insegnamento comunque conseguita, ivi compresi gli insegnanti in possesso del diploma magistrale abilitante conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.
Conseguentemente, è garantita per l’a. s. 2017/2018, nelle sedi di assegnazione, la continuità didattica del personale docente del primo e del secondo ciclo d’Istruzione assunto a tempo indeterminato e determinato con clausola rescissoria in attesa di definizione del giudice di merito, in quanto inserito nelle graduatorie ad esaurimento con riserva, a seguito di provvedimento cautelare del giudice amministrativo o del lavoro, purché in possesso dell’abilitazione all’insegnamento, ivi incluso il diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002. Nel caso di superamento dell’anno di prova di cui ai commi 116 e seguenti della legge 13 luglio 2015, n. 107, anche se intercorso successivamente alla data di conversione del presente decreto, per il personale docente assunto in ruolo con riserva, è disposto il mantenimento in servizio e lo scioglimento della riserva con decorrenza giuridica dal 1° settembre dell’anno successivo alla conferma in ruolo. Sono fatti salvi i servizi prestati a tempo determinato e indeterminato nelle istituzioni scolastiche dal personale di cui al presente comma.Dall’attuazione dei commi precedenti non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Art. 2 Entrata in vigore Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge. (n.r. Questi sono fatti e non parole e promesse. Così dovrebbero fare tutti i movimenti e partiti che indicano proposte onerose e non per le casse dello Stato)

Posted in Diritti/Human rights, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Diplomati magistrale: inutile attendere il parere dell’Avvocatura di Stato

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

pacifico-marcelloSe non arriva subito un decreto legge sarà ancora sciopero il 1° e il 23 marzo. Secondo Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato, non c’è tempo da perdere: occorre ristabilire da subito il principio di diritto, facendo incontrare domanda e offerta, senza compromettere la continuità didattica. Laddove i posti sono vacanti e disponibili, nel primo ciclo come alle superiori, bisogna riaprire e scorrere le graduatorie per assumere tutti i precari abilitati, non solo i diplomati magistrale ma anche i laureati in Scienze della formazione primaria, gli specializzati Tfa, Pas: va fatto senza aspettare che entri a regime il nuovo sistema di formazione e reclutamento che peraltro sarà aperto anche ai docenti di ruolo, come indicato dalla Corte Costituzionale. A chi dice che non si può, replichiamo che non ci sarebbe nulla di strano: già in passato, il Parlamento ha aperto le GaE, nel 2008 e nel 2012.
Secondo l’organizzazione sindacale, la strada da percorrere non è quella dei concorsi riservati alla categoria: per questo, oggi ha depositato un decreto legge urgente, rivolto al Governo, con tutti i riferimenti normativi di sicura valenza costituzionale, attraverso cui nelle more dell’attuazione della nuova formazione iniziale e reclutamento, a seguito della sentenza dell’adunanza plenaria, si riaprano per la terza e ultima volta le graduatorie ad esaurimento per il personale docente abilitato e si confermino nei ruoli i docenti già assunti con riserva. In attesa di una risposta del Governo e delle forze politiche, Anief continua a raccogliere le adesioni per ricorrere gratuitamente alla Cedu, per la disparità di trattamento in atto e la violazione del giudicato, alla Cassazione per annullare la sentenza dell’adunanza plenaria per eccesso di giurisdizione, alla Commissione di petizione del Parlamento Europeo e al Consiglio UE.

Posted in Diritti/Human rights, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Servizi a pagamento “abusivi” su smartphone e telefonini

Posted by fidest press agency su domenica, 7 gennaio 2018

A modern smartphone and a old classic cell phone side by side.

Ritorna più forte che mai il tema dei servizi a pagamento attivati abusivamente su smartphone e telefonini cui più volte noi dello “Sportello dei Diritti” abbiamo detto di prestare attenzione e fornito i consigli utili per evitare di cadere nella trappola o di uscirne, se incappati. Anche questa volta prendiamo spunto da un post della Polizia Postale pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale “Commissariato di PS On Line – Italia”. Questo il testo dell’allerta lanciata da poche ore dalla Polpost corredata dallo screenshot del tipo di messaggio che può causare la perdita del credito telefonico o addebiti non desiderati in bolletta: “TEMPESTIVITA’. Non perdete tempo ma contattate immediatamente il vostro operatore telefonico ed esigere la disattivazione dei servizi a pagamento e la restituzione del maltolto”. Insomma, se ci troviamo il credito telefonico azzerato o addebiti per servizi non richiesti, è sufficiente contattare il nostro operatore telefonico per pretenderne la disattivazione e la restituzione di quanto indebitamente percepito dalle aziende che hanno attivato i servizi abusivi. Se non otteniamo il dovuto, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si dovrà procedere con un reclamo formale contenente anche una diffida nei confronti della società telefonica e, in caso di mancata risposta o risposta insoddisfacente si potrà agire in giudizio previo tentativo obbligatorio di conciliazione. Per fare tutto ciò, potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per la vostra tutela.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Consumatori su saldi: previsioni Confcommercio trascurano l’effetto sconto

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

saldiSecondo la Confcommercio, è in aumento la percentuale di italiani che acquisteranno durante i saldi invernali 2018: 61,4% contro i 58,5% dell’anno scorso.”Vedremo se le intenzioni di acquisto si tradurranno in acquisti veri. Lo speriamo, ma il rischio è che la decisione dei commercianti di abbassare la percentuale di sconto, iniziata dopo la leggera ripresa dei consumi, potrebbe deludere i consumatori, rivelandosi controproducente. Insomma, in questa previsione si trascura l’effetto promozionale dello sconto, quello effettivo, non quello pubblicizzato nelle vetrine, spesso gonfiato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come attestato in modo incontrovertibile dai dati Istat, dopo il record degli sconti registrati nel gennaio 2015, pari al 23,4% per la voce Abbigliamento e calzature, è iniziata una riduzione dei ribassi, arrivando lo scorso inverno a -21,7%. Se verrà mantenuto questo trend, quest’anno ci sarà un abbassamento dei prezzi del 21,3 per cento” prosegue Dona.”I commercianti fanno ancora in tempo a cambiare idea, smentendo le nostre previsioni e aumentando gli sconti, visto che nella gran parte delle regioni i saldi iniziano domani” prosegue Dona.Secondo la studio dell’Unione Nazionale Consumatori, infatti, che ha analizzato le rilevazioni dell’Istat, stimando il trend di quest’anno, Abbigliamento e Calzature registreranno uno sconto del 21,3%, gli Indumenti del 23,7%, il solo Abbigliamento del 21,3%. Ribassi ancora inferiori per le Calzature, i cui prezzi scendono del 21%, e per gli Accessori (guanti, cravatte, cinture…), -12,7%, in attenuazione rispetto al precedente -13,1%.”I dati Istat ci confermano che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli effettivi. Ma il consumatore ora è molto più attento rispetto a qualche anno fa: guarda al prezzo effettivo da pagare e alla reale convenienza, va qualche giorno prima a controllare a quanto ammonta il prezzo pieno. Insomma, non si fa più incantare da ribassi improbabili ” conclude Dona.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sacchetti: vengono pagati anche se non sono presi!

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

sacchetti plastica“Clamoroso! I consumatori pagano i sacchetti anche se non li prendono. E’ quanto segnalano i nostri iscritti. La famosa foto circolata su vari giornali e social con 4 arance ed 1 scontrino appiccicato sopra ogni arancia, è pericolosissima. Il rischio, in quel caso, è di pagare, infatti, 4 sacchetti … mai presi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Alle casse, infatti, non viene digitato a parte il sacchetto, ma il sovraprezzo scatta in automatico nel momento stesso in cui viene passato il codice a barre della frutta e della verdura. Insomma, dopo il danno, la beffa!” prosegue Dona.”Chiediamo di porre immediatamente rimedio a questa situazione assurda o scatteranno le denunce e le azioni legali a tutela dei consumatori” conclude Dona.L’associazione invita i consumatori a continuare a segnalare allo sportello del nostro sito (www.consumatori.it) tutte le anomalie riscontrate e ad inviarci copia dello scontrino con il prezzo pagato per il sacchetto.

Posted in Cronaca/News, Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La scuola e i diplomati magistrale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 dicembre 2017

 

scuolaI Diplomati magistrale sono contro la sentenza della discordia. Arrivano le interrogazioni parlamentari. Gli onorevoli Maestri, Civati, Brignone e Pastorino appartenenti a “Liberi e Uguali”, la formazione politica che mette insieme Mdp, Sinistra Italiana e Possibile, chiedono formalmente alla Ministra Valeria Fedeli quali misure intenda adottare a seguito dell’estromissione dall’inserimento nelle GaE e dalla stabilizzazione dei maestri della scuola dell’infanzia e primaria con titolo conseguito ante 2002 derivante dalla sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato emessa poco prima di Natale: la Ministra è consapevole che le “azioni innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo” del sindacato, “ove fossero accolte, renderebbero del tutto ingestibile la situazione ed esporrebbero lo Stato italiano al rischio di pesanti sanzioni, anche in relazione alla sentenza della Corte di Giustizia Europea ‘Mascolo’ del 24 novembre 2014 contro l’abuso di contratti a tempo determinato nella scuola italiana?”. Alla luce di questo, si chiede anche di modificare “l’art. 17 del D.Lgs. 59/2017, nella parte in cui non prevede anche per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria l’avvio di una fase transitoria e l’estensione del concorso riservato ai docenti abilitati, attualmente previsti esclusivamente per la scuola secondaria di I e II grado”.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’alto numero di politici che stanno auspicando soluzioni a favore dei diplomati magistrale, benché con scarse possibilità di riuscita per via dello scioglimento delle Camere, dimostra che quella sentenza del Consiglio di Stato sta producendo delle scorie davvero pesanti. Alla nostra soluzione al problema pronta da mesi, riaprire le GaE e ammettere tutti gli abilitati, modificare il decreto legislativo sulla formazione iniziale e reclutamento estendendolo anche ai docenti della scuola infanzia e primaria, se ne stanno aggiungendo ora delle altre. Tutte finalizzate al medesimo obiettivo: assorbire nei ruoli dello Stato questi maestri che da anni, anche da decenni, permettono alle nostre scuole dell’infanzia e primaria di garantire un servizio efficiente e continuativo.

Posted in Diritti/Human rights, scuola/school, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Testimoni giustizia: “Approvazione legge è un grande traguardo”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 dicembre 2017

tribunale“L’approvazione definitiva della legge sui testimoni di giustizia è un segnale davvero importante e un risultato fondamentale e insperato. Ringrazio i colleghi che l’hanno votata nei due rami del Parlamento, le realtà come Libera e Avviso Pubblico che hanno sostenuto la nostra battaglia di questi anni, l’associazione nazionale Testimoni di Giustizia che non ha mai smesso di spronarci. Solo pochi giorni fa ho rivolto al Presidente Grasso un accorato appello affinché gli ultimi giorni di legislatura fossero impiegati anche per portare a termine un traguardo tanto importante. Ce l’abbiamo fatta! I cittadini hanno bisogno di sapere che lo Stato è, sempre e comunque, dalla parte della giustizia e di chi mette a rischio anche la propria vita pur di difenderla. Proprio come fanno i testimoni di giustizia che denunciano con coraggio i loro aguzzini”. E’ quanto dichiara la deputata di Alternativa popolare Rosanna Scopelliti, della commissione bicamerale Antimafia.

Posted in Diritti/Human rights, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Quanto costa una pena senza redenzione?

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

carcereIl settore penale degli adulti risulta ancora legato più a esigenze custodialistiche che riabilitative. Eppure ci sono tutte le premesse che i nostri padri costituenti non sottacerono.
Il discorso fu infatti introdotto nella Costituzione italiana del 1948 (art. 27 terzo comma) asserendo il principio che le pene non possono consistere in un trattamento contrario al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Ma cosa si deve intendere per rieducazione? Riguarda un processo pedagogico e curativo suscettibile di modificare in senso socialmente adeguato il comportamento del soggetto, tale da rendere favorevole la prognosi per un suo reinserimento nella vita sociale. Passiamo, quindi, da una concezione punitiva e difensiva della pena a una essenzialmente rieducativa.
Per i detenuti in attesa di giudizio (di primo grado, appellanti o ricorrenti) l’attività di sostegno è indirizzata a interventi che mirano a preservare i loro interessi umani, culturali e lavorativi. Questo genere di detenuto deve confrontarsi con meccanismi istituzionali che richiedono un suo adattamento alle regole di comportamento.
Nel complesso si può dire che l’osservazione scientifica della personalità che è soggetta a particolari restrizioni può determinare mancanze fisiopsichiche, affettive, educative e sociali che sono state di pregiudizio all’instaurazione di una normale vita di relazione.
Da tutto questo si evince una situazione carceraria italiana poco edificante con un problema carceri da dover seriamente affrontare, tra leggi e leggine, a volte emanate troppo frettolosamente e sull’impeto di populistiche (e neanche tanto) richieste. Si è, invece, fatta lievitare la popolazione carceraria oltre i limiti della vivibilità, riempiendo le carceri di persone che avrebbero avuto bisogno di essere reintegrate socialmente (stranieri e tossicodipendenti) e non invece emarginate in un carcere, portando l’Italia a disattendere almeno tre articoli della Dichiarazione Universale dei diritti Umani delle Nazioni Unite, quattro articoli della Carta dei diritti Fondamentali dell’Unione Europea e 2 articoli della Costituzione italiana.
L’attuazione delle misure alternative, la comprensione della loro importanza, quale strumento indispensabile nell’offrire una risposta concreta al fenomeno della dissocialità, si impone oggi, unitamente ad una ridefinizione e a un ripensamento degli istituti penitenziari, quale motivo principale della logica operativa dell’amministrazione penitenziaria. Si è gradualmente compreso che, se fino ad oggi per i reati più gravi non si sia trovato un valido sostituto alla prigione, per tutta una serie di comportamenti criminali minori occorreva attuare dei sistemi meno inutilmente afflittivi, meno costosi e più utili alla rieducazione del reo. Non dimentichiamo che oggi tra oneri diretti e indiretti ogni detenuto costa 140 euro al giorno e per un trattamento alberghiero, si fa per dire, di pessimo ordine la spesa è del tutto fuori luogo. Occorre una svolta radicale, da subito per non ritrovarci a dover fare i conti con una scuola di violenza e di violenti e che costoro una volta rimessi in libertà non sapranno fare altro che continuare a percorrere la strada sbagliata non certo per il loro demerito ma per il nostro.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I consumatori italiani tra i meno protetti d’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

europaLe politiche di governo adottate in questa legislatura a protezione e tutela dei consumatori sono state scarse e poco incisive. Inesistente o ridotta la protezione dalle frodi bancarie, la continua violazione del rispetto della privacy, la mancata riforma della class action, l’assenza di politiche di sostegno per le famiglie indebitate incapienti sono le più evidenti problematiche irrisolte. Anche sul versante dei fondi antitrust, che la legge 388 del 2000 aveva individuato quale strumento per sostenere le iniziative a favore dei consumatori, dobbiamo registrare un deciso peggioramento nel ritardo e nella mancata assegnazione di quelle risorse. Mentre le associazioni dei consumatori hanno richiesto al Presidente del Consiglio un incontro il 23 novembre e tutt’ora lo attendono, Il Ministro Calenda ha trasmesso solo pochi giorni fa la richiesta di una modesta cifra (10 milioni di euro) a fronte dei 147 milioni sanzionati dall’Antitrust nel 2016. Somma che corre il grave rischio di non essere assegnata per i numerosi adempimenti da espletare tra i quali il parere delle competenti commissioni parlamentari.Il Governo con questi ritardi e utilizzo limitato dei fondi per i cittadini consumatori e utenti (si pensi che ben 23 milioni vengono utilizzati per il fondo di garanzia delle PMI! che con tutto rispetto altro sono rispetto a essere consumatori!) in questo modo depotenzia le iniziative pro-consumatori e elimina le loro Associazioni dal panorama degli interlocutori di istituzioni e aziende quando dovrebbero esserne il referente principale.L’On. Daniele Capezzone ha promosso un’interrogazione parlamentare al Ministro dello Sviluppo Economico per capire il motivo di questa decisione, dimostratosi sensibile anche stavolta nei confronti dei consumatori.
Il ruolo svolto dalle Associazioni dei consumatori è determinante soprattutto per la protezione dei contraenti deboli, per garantire correttezza ed equilibrio dei mercati e nel rendere i consumatori consapevoli delle proprie scelte. Ogni anno una quota (sempre più ridotta) delle entrate dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato derivanti dalle sanzioni comminate alle aziende per pratiche commerciali scorrette, molte delle quali emesse proprio a seguito degli esposti e delle segnalazioni delle associazioni dei consumatori, andrebbe destinata dal Ministero dello sviluppo economico per finanziare, tra le altre iniziative, progetti a bando cui partecipano le associazioni stesse.
La tutela del consumatore, per quanto non lo sia stato finora, è la vera essenza dello stare a fianco del cittadino, ed è politicamente molto più rilevante di quanto il legislatore o il Governo si siano mai resi conto.Pertanto è allarmante che in questa legislatura non si sia potenziata la parte normativa dedicata al consumatore e alle sue associazioni, lasciandoli fronteggiare con le sole armi, a volte spuntate, delle Authorities di settore, le anomalie e scorrettezze perpetrate da banche e imprese.
Rete Consumatori Italia condanna le scelte adottate di riduzione dei fondi Antitrust per sostenere i consumatori e l’assenza di una politica più decisa a loro tutela. RCI metterà a disposizione di tutte le forze politiche un memorandum di impegni da assumere a tutela dei cittadini italiani consumatori e utenti.

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bloccata la riforma delle camere di commercio

Posted by fidest press agency su domenica, 17 dicembre 2017

corte costituzionaleCon sentenza n.261 del 13 dicembre 2017 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 3, comma 4, del Dlsg 219 del 2016, con il quale si imponeva la riorganizzazione del sistema camerale, con la soppressione delle camere di commercio interessate dal processo di riordino e razionalizzazione.
La Corte ha motivato l’illegittimità costituzionale, specificando che il processo di riordino deve essere adottato, dopo una vera e propria intesa con la Conferenza Stato – Regioni, una intesa “contraddistinta da una procedura che consenta lo svolgimento di genuine trattative e garantisca un reale coinvolgimento delle autonomie”.Secondo la Corte, le autonomie vanno coinvolte, perché le competenze svolte dalla camere di commercio non sono tutte esclusive dello Stato, ma diverse sono da considerarsi concorrenziali ed altre esclusive delle regioni.Una sentenza preannunciata dall’USB nel comunicato del 13 gennaio 2016, quando accoglievamo con favore l’impugnazione del decreto da parte della regione Toscana, che aveva raccolto il nostro invito a ricorrere alla Consulta.Una bella e sonora sconfitta per il Ministro Calenda ed Unioncamere, che saranno giustamente costretti a dialogare con le autonomie e a rivedere gli accorpamenti delle camere di commercio, contenuti nel decreto.Una bella e sonora sconfitta per CGIL CISL e UIL che avevano firmato e condiviso il processo di riordino, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.Un successo per USB, unica organizzazione sindacale che non aveva firmato e condiviso la riforma del sistema camerale.Chiederemo immediatamente un incontro con Unioncamere per per pretendere le modifiche al decreto e per arrestare gli effetti disastrosi che sta producendo.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tlc: la bolletta “mensile” diventa di 30 giorni? Aumenti illegittimi dell’1,38%

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

tar lazioL’Unione Nazionale Consumatori ha diffidato le compagnie telefoniche e presentato un contestuale esposto all’Antitrust e all’Autorità delle comunicazioni in relazione all’interpretazione della norma appena approvata dal Parlamento sulla fatturazione mensile dei contratti di fornitura dei servizi di comunicazione elettronica.Il Dl Fisco, da pochi giorni pubblicato in Gazzetta (decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito con legge n. 172 del 4/12/2017), prevede che la fatturazione sia “su base mensile o di multipli del mese”, ma a quanto pare le compagnie intenderebbero interpretare il mese non come quello solare, bensì come quello contabile di 30 giorni. Da qui la diffida e gli esposti.
“Un giochino che, trasformando l’anno solare di 365 giorni in 360, farebbe sparire magicamente 5 giorni dal calendario, con un incremento della bolletta illegittimo dell’1,38%. Insomma, le compagnie telefoniche continuerebbero ad arrampicarsi sugli specchi pur di ottenere aumenti nascosti, usando trucchetti e stratagemmi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Stavolta, però, sarebbe il colmo! Non solo interpreterebbero le norme a proprio uso.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Abbiamo un sogno: l’abolizione dell’ergastolo in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 dicembre 2017

ergastoloL’Associazione Liberarsi onlus sta organizzando un giorno di digiuno nazionale per domenica 10 dicembre 2017 (Anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani) contro la pena dell’ergastolo. Si può aderire e avere più informazioni sul sito http://www.liberarsi.net. Ecco perché bisognerebbe abolire questa terribile e crudele pena: La pena dell’ergastolo è una sentenza senza speranza e con questa condanna gli ergastolani muoiono ancor prima di finire la loro pena. E li vedi camminare in carcere in modo diverso da tutti gli altri prigionieri, perché fanno su e giù come morti in vita. Si muovono come spettri, guardando il tempo che va via, facendo una decina di passi avanti ed una decina di passi indietro. Perduti per sempre in un mondo perduto, senza avere nulla, neppure il nulla, per cui attendere, sperare e vivere. Camminano senza neppure pensare, perché non riconoscono più il mondo che li ha visti nascere. La loro sembra una passeggiata della morte, con la morte e per la morte, e marciano da un muro all’altro, privi di sogni e di ogni speranza. Passeggiano nelle loro celle, da una parte all’altra, senza saper cosa fare. Indecisi a volte se morire o vivere. Vagano in un fazzoletto di cemento per mesi e anni. Da una parete all’altra con una pena senza fine. E con un giorno uguale all’altro. Muoiono un po’ ogni passo, per tornare di nuovo a morire ancora un po’ ogni volta che incontrano il muro di fronte e si fermano per girarsi. Camminano sapendo che non possono guardare in faccia il futuro, consapevoli che possono solo guardare il tempo che va via, perché il loro domani è già tutto scritto. E il loro futuro sarà una lenta agonia senza rimedio che durerà un’intera vita. I passi degli ergastolani sono lenti e corti forse perché non possono andare da nessuna parte e i loro sogni finiscono dove iniziano, e muoiono passo dopo passo. I loro cuori si spengono dentro a poco a poco, perché avranno sempre un presente uguale al futuro poiché la loro vita diventerà una malattia o una morte lenta, bevuta a sorsi.www.carmelomusumeci.com

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il detenuto ristretto in una cella inferiore ai tre metri quadri dev’essere risarcito dal Ministero di Giustizia

Posted by fidest press agency su sabato, 9 dicembre 2017

carcereIl detenuto ha diritto all’indennizzo da parte del Ministero della Giustizia se lo spazio minimo vitale in cella è inferiore ai tre metri quadri. E per determinarlo in cella detentiva collettiva occorre far riferimento alla superficie della camera detentiva fruibile dal singolo detenuto ed idonea al movimento e, pertanto, occorre detrarre dalla complessiva superficie della cella non solo lo spazio destinato ai servizi igienici e quello occupato dagli arredi fissi ma anche lo spazio occupato dal letto a castello, costituendo quest’ultimo una struttura tendenzialmente fissa e comunque non facilmente amovibile. A stabilire questi principi, la significativa ordinanza 29323/17 della Cassazione civile pubblicata il 7 dicembre. Nella fattispecie, i giudici della dalla terza sezione civile hanno accolto il ricorso di un detenuto avverso il decreto del tribunale di Torino, che aveva agito per chiedere la condanna del ministero della Giustizia ad oltre 23 mila euro per essere stato ristretto in un più istituti di detenzione piemontesi in celle comuni dalle minuscole dimensioni. Con il primo motivo il ricorrente aveva lamentato che il Tribunale di Torino non avesse scomputato dalla superficie complessiva della cella l’ingombro del letto e ha sostenuto che ciò avrebbe determinato una notevole riduzione del computo dei giorni trascorsi negli istituti di pena di Torino e Asti in condizioni inumane e degradanti. La Suprema Corte ha ritenuto valida tale doglianza e ha ricordato che lo stesso collegio, in sede penale, ha più volte affermato che, «ai fini della determinazione dello spazio individuale minimo inframurario, pari o superiore a tre metri quadrati, da assicurare a ogni detenuto affinché lo Stato non incorra nella violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti, in base all’articolo 3 della Convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, così come interpretato dalla conforme giurisprudenza della Corte Edu in data 8 gennaio 2013 nel caso Torreggiani», il giudice deve detrarre dalla superficie lorda della cella l’area occupata dagli arredi. Ora, in tale prospettiva, si considera un ingombro anche il letto a castello, struttura «dal peso ordinariamente consistente, non amovibile, né fruibile per l’estrinsecazione della libertà di movimento nel corso della permanenza nella camera detentiva e, quindi, idonea a restringere, per la sua quota di incidenza, lo spazio vitale minimo all’interno della cella». Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di una decisione che rende giustizia in materia di condizioni di detenzioni, che in Italia continuano ad essere purtroppo permanentemente inumane e degradanti in molteplici istituti carcerari sul territorio nazionale, così non garantendo il rispetto della funzione della pena che non è solo quella della sanzione, ma nel suo requisito costituzionalmente essenziale e primario è quella della rieducazione e riabilitazione del condannato. Per tali ragioni, continueremo ancora più convintamente ad agire per la tutela di tutti i detenuti che lamentano situazioni analoghe.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I nipoti non conviventi hanno diritto al danno non patrimoniale per la morte del nonno deceduto a seguito di un sinistro

Posted by fidest press agency su sabato, 9 dicembre 2017

cassazioneCon una significativa decisione della Cassazione civile pubblicata il 7 dicembre in materia di danno non patrimoniale dei nipoti a seguito di morte da incidente stradale dei nonni, vengono estesi i diritti anche ai non conviventi superando un orientamento giurisprudenziale che sinora lo aveva circoscritto a coloro che dimostrassero di avere anche la residenza con l’ascendente. A sottolinearne l’importanza, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Infatti, secondo quanto stabilito dalla sentenza 29332/17, emessa dalla terza sezione civile, il danno non patrimoniale dev’essere ritenuto presunto anche per il nipote che non conviveva col defunto perché la coabitazione non può essere ritenuta un «connotato minimo» per l’esistenza della relazione parentale né il risarcimento può essere limitato alla cosiddetta “famiglia nucleare”: il nonno è una figura di riferimento anche se l’effettività e la consistenza dei rapporti col de cuius devono essere sempre dimostrati. Nella fattispecie, il ricorso dei congiunti è stato accolto nonostante le conclusioni del sostituito procuratore generale solo dopo che la corte d’appello di Milano aveva riconosciuto il risarcimento alla nipote che abitava col nonno investito dall’auto diversamente dagli altri non conviventi cui era stato negato. La Suprema Corte ha quindi, sostenuto i principi secondo cui «in caso di domanda di risarcimento del danno non patrimoniale da uccisione”, proposta iure proprio dai congiunti dell’ucciso questi ultimi devono provare la effettività e la consistenza della relazione parentale, rispetto alla quale il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di esistenza, ma può costituire elemento probatorio utile a dimostrarne l’ampiezza e la profondità, e ciò anche ove l’azione sia proposta dal nipote per la perdita del nonno; infatti, non essendo condivisibile limitare la “società naturale”, cui fa riferimento l’art. 29 Cost., all’ambito ristretto della sola “famiglia nucleare”, il rapporto nonni-nipoti non può essere ancorato alla convivenza, per essere ritenuto giuridicamente qualificato e rilevante, escludendo automaticamente, nel caso di non sussistenza della stessa, la possibilità per tali congiunti di provare in concreto l’esistenza di rapporti costanti di reciproco affetto e solidarietà con il familiare defunto» (Cass. 21230/2016), in tali termini dovendosi considerare superato il diverso orientamento richiamato dalla sentenza impugnata.» Ma v’è di più, per gli ermellini con la decisione in commento, «Deve dunque ritenersi che anche il legame parentale fra nonno nipote consenta di presumere che il secondo subisca un pregiudizio non patrimoniale in conseguenza della morte del primo (per la perdita ella relazione con una figura di riferimento e dei correlati rapporti di affetto e di solidarietà familiare) e ciò anche in difetto di un rapporto di convivenza, fatta salva, ovviamente, la necessità di considerare l’effettività e la consistenza della relazione parentale ai fini della liquidazione del danno.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »