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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Operatori telefonici e tariffe a 28 giorni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

alessia moraniLa questione della fatturazione a 28 giorni invece che 30 è tornata ultimamente all’attenzione con la decisione di Sky di far pagare il proprio abbonamento mensile ogni 28 giorni, acquisendo l’8,6% in più su un canone già eccessivamente elevato. Segue, dunque, l’esempio delle compagnie telefoniche (tutte tranne Tiscali) che utilizzano questo trucchetto per mascherare l’aumento delle tariffe. Le compagnie che operano a livello internazionale hanno attuato questo tipo di manovra soltanto in Italia, paese in cui chi dovrebbe vigilare e regolare tali attività non è riuscito a fermarle. Le sanzioni comminate dall’Antitrust appaiono irrisorie e ridicole se paragonate al fatturato delle rispettive aziende, ci rendiamo conto che sono assolutamente minime e vengono, per questo motivo, continuamente ignorate.
Per questo si è reso necessario fare di più ed arrivare ad un provvedimento omnibus nei contratti di servizio.Una delegazione di Rete Consumatori Italia ha pertanto incontrato la deputata PD Alessia Morani promotrice di un provvedimento che prevede lo stop definitivo della scadenza a 28 giorni e l’obbligo alla tariffazione mensile per tutti i contratti di servizio, quindi anche luce, gas e acqua oltre a Tlc e pay tv. Quest’ultimo entrerà a far parte della Legge di Stabilità e si applicherà ai contratti futuri ed in essere.Rete Consumatori Italia dà il pieno sostegno a questo provvedimento, apprezzando l’impegno della deputata Alessia Morani.

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Evasione fiscale e attualità dei mezzi nazionali e internazionali di contrasto

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

cassazioneMilano 18 settembre, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, piazza della Scala, 2.Il Convegno si propone di offrire un confronto aggiornato e fornire ipotesi prospettiche di contrasto sul fenomeno dell’evasione fiscale attraverso l’approfondimento delle diverse esperienze di istituzioni politiche, amministrative, della magistratura, del mondo della ricerca e quello della professione. Gli interventi dei relatori si concentreranno, in particolare, su ciò che si è fatto e su quanto si pensa di fare, non solo per rendere efficace il contrasto all’illecito fiscale, nazionale e internazionale, ma anche per riportare equità nel sistema; sull’attualità dell’ordinamento tributario e sulla sua idoneità nel fornire all’Agenzia delle Entrate, alla Magistratura, alla Guardia di Finanza, ai Comuni e a tutte le Istituzioni coinvolte i migliori strumenti per prelevare i tributi e difendere il dovere contributivo; sui problemi giuridici pratici, legati applicazione della legge, che discendono dal tentativo di assoggettare a imposta fatti che si manifestano in modi non tradizionali e soprattutto legati all’economia digitale; sullo scambio dell’informazione rilevante tra i diversi Paesi e la strumentalità del diritto penale.Al Convegno intervengono:
Maria Elena Boschi, Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Vittorio Emanuele Falsitta, Straordinario di Diritto Penale Tributario presso l’Università Europea di Roma e ivi Direttore del Centro di Ricerca sulla Fiscalità Etica
Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle Entrate
Francesco Greco, Procuratore Capo della Repubblica di Milano
Renato Bricchetti, Presidente Vicario della Corte d’Appello di Milano
David Pitaro, Dirigente di Banca d’Italia, Presidente del Gruppo sullo scambio automatico di informazioni del Global Forum on Trasparency and Exchange of Information dell’OCSE
Giovanni Canzio, Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione.

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Sentenza della Corte di Giustizia europea sugli OGM

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

corte di giustizia europeaLa sentenza della Corte di Giustizia europea sugli OGM fa riferimento a un quadro giuridico ormai superato. Così Greenpeace commenta la sentenza emessa oggi.
Dalla fine del 2015, con le modifiche alla Direttiva europea che regola gli OGM, l’Italia fa parte ufficialmente della maggioranza dei Paesi UE che ha vietato la coltivazione di mais OGM sul territorio nazionale. “Applicare il principio di precauzione è quanto ci si aspetta da governanti responsabili, e per questo è da lodare il decreto interministeriale italiano che, basandosi appunto su questo principio, vietò il rilascio in ambiente di mais OGM MON810, prevenendo così la contaminazione certa di ambiente e coltivazioni convenzionali e biologiche” commenta Federica Ferrario, responsabile agricoltura sostenibile Greenpeace Italia. “Il principio di precauzione è uno dei cardini dell’Unione europea. Ha come scopo quello di garantire un alto livello di protezione dell’ambiente grazie a delle prese di posizione preventive in caso di rischio. Non di danno conclamato, ma appunto di rischio. Per questo ci viene invidiato in tutto il mondo”. Le tossine Bt prodotte dal mais OGM sono potenzialmente in grado di danneggiare non solo i parassiti del mais, ma anche altri insetti non bersaglio, tra cui farfalle, coccinelle e, se i residui raggiungono corsi d’acqua, anche organismi acquatici. Nei Paesi in cui delle piante Bt vengono coltivate, i parassiti diventano a loro volta resistenti alle tossine Bt, con conseguenti “perdite economiche sostanziali per gli agricoltori”, secondo un’analisi delle coltivazioni di OGM pubblicata dall’Accademia nazionale statunitense delle Scienze.

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Ius soli: Lo Ius esiste già, da 25 anni

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

camera deputatiIus soli? Lo Ius esiste già, da 25 anni. Pochi se ne sono accorti ma questo diritto è presente nel nostro ordinamento dal 1992, cioè dalla “Prima Repubblica”.Lo ricordavamo tempo fa, ma l’informazione che abbiamo trasmesso è stata ignorata.Infatti, la legge n.91 del 1992, all’art. 4, comma 2, prevede che: “Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore eta’, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data”.Ricordavamo che si tratta di un diritto soggettivo (non una concessione dello Stato), condizionato alla sussistenza di tre requisiti:
1) essere nati in Italia;
2) aver risieduto ininterrottamente in Italia fino ai diciotto anni;
3) rendere dichiarazione di volontà di essere cittadino italiano (elezione di cittadinanza) entro un anno dal compimento della maggiore età.
Quindi a ben vedere, la normativa attualmente in vigore, se da un lato costringe il minore ad attendere il diciottesimo anno di età per poter scegliere la cittadinanza italiana, dall’altra ha applicazione più ampia poiché non richiede la titolarità, da parte di un genitore, del permesso di soggiorno comunitario per soggiornanti di lungo periodo.Compito dei media sarebbe quello di informare ma, come siamo sempre più convinti, i giornali servono a vedere che giorno è, i tg a sentire le previsioni meteo e i “talk show” a rincretinire il popolo (serie webeti). (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Roma: regolamento botticelle

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

botticelle romane“Alle dichiarazioni rilasciate dall’onorevole Brambilla sulla questione botticelle rispondiamo con alcuni dati. Il regolamento che prevede il divieto di circolazione delle botticelle a cavallo e la contestuale sostituzione di quest’ultime con quelle elettriche è pronto e, attualmente, al vaglio dell’Avvocatura Capitolina. Stiamo parlando di un regolamento dettagliato, chiaro e circostanziato, con cui Roma Capitale andrà a normare una situazione su cui nessun’altra Amministrazione precedente è mai riuscita a incidere. Una volta superato questo step, il regolamento sarà discusso in Commissione Ambiente, per poi approdare in Aula dove sarà oggetto di votazione da parte dell’Assemblea Capitolina. Nessun immobilismo, dunque, da parte dell’Amministrazione Capitolina, fermamente convinta delle proprie idee e determinata nel portarle avanti con abnegazione e senso di responsabilità”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, l’assessore alla Sostenibilità Ambiente Pinuccia Montanari e il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco.

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Allagamento dei locali del garage

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

cassazioneLa Cassazione conferma: “La responsabilità è del Comune”. In seguito alle forti piogge dei giorni scorsi che hanno messo in ginocchio la Capitale, sono state raccolte dall’Associazione Codici una serie di segnalazioni da parte di condomini che hanno subito ingenti danni ai loro garage.Impianti fognari completamente da ripensare, lavoro di pulitura dei tombini e delle caditoie oltre che delle alberature da effettuare costantemente, anno dopo anno, in vista di episodi straordinari come l’ultima pioggia che ha colpito Roma, ma anche di semplici rovesci che comunque causano disagi ai cittadini. Al di là di tale situazione a cui bisogna necessariamente porre rimedio, arriva una sentenza della Corte di Cassazione che tutela i cittadini. La Cassazione, infatti, ha nuovamente confermato che «gli impianti fognari, da chiunque realizzati, una volta inseriti nel sistema delle fognature comunali, rientrano nella sfera di controllo dell’ente pubblico che, come custode, risponde, ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., dei danni causalmente collegati alla cosa, salva la prova del fortuito».Salvo l’ipotesi del caso fortuito, si conferma nuovamente il diritto a richiedere il risarcimento dei danni subiti a seguito di allagamento delle strade o dei locali adibiti a garage nei confronti del Comune proprietario delle condotte fognarie, in qualità di custode. Principio quest’ultimo confermato già nel 2009 dal Tribunale di Roma, con conseguente condanna del Comune di Roma, stante che «va affermata la responsabilità del Comune di Roma dovendosi escludere che rientri nel caso fortuito il provato scoppio del tombino per intasamento della fogna come attestato dalla relazione dei Vigili del Fuoco intervenuti nell’immediatezza sul luogo e confermato dal teste V. M. il quale, sul punto, ha affermato di avere visto che dopo la disostruzione dei tombini da parte degli addetti l’acqua defluiva regolarmente».

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Diritti dei detenuti: Arriva il rapporto del Comitato Prevenzione tortura del Consiglio d’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

Arriva anche dall’Europa la prevista strigliata sulla situazione carceraria italiana. Un vero e proprio dramma che incide sulla tutela della dignità umana di chi si trova detenuto e sul quale gli strumenti e le misure sinora adottati si sono rivelate del tutto inefficaci. A dare risalto e a fotografare il fenomeno del sovraffollamento eccessivo delle carceri – che sfugge a gran parte di un’opinione pubblica sempre più pronta a fustigare e a crocifiggere senza avere cognizione della reale situazione di progressiva cancellazione dei più elementari diritti umani – ci ha pensato il rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa” stilato dopo i sopralluoghi dell’aprile del 2016. Nel documento destinato all’Italia, si spiega che “il problema non è stato risolto perché molti istituti di pena operano ancora al di sopra del proprie capacità”. Nel testo, che costituisce un vero e proprio monito all’Italia e al Ministro della Giustizia in prima persona, Strasburgo ha ricordato che anche l’Italia ha l’obbligo di rispettare gli standard che il comitato ha fissato per lo spazio che ogni detenuto deve avere a sua disposizione in cella: 6 metri per due di spazio vitale, esclusi i sanitari, in cella singola, e 4 metri per due in una cella condivisa con altri detenuti. Dimensioni minime che purtroppo, e questo molti non conoscono, non sono quasi mai rispettate nella gran parte delle strutture detentive sparse sul territorio nazionale, nella quale continuano a sussistere situazioni di palese sovraffollamento con poche possibilità di riabilitazione per assenza o scarsezza di attività riabilitative o formative. Insomma, il carcere continua ad essere, e per davvero, la prima scuola della criminalità in aperta antitesi con la funzione della pena che è quella costituzionale di riabilitare e di consentire il reingresso nella società del condannato. Ciò che viene evidenziato dal rapporto, è che la perversa spirale attivata dal sistema penitenziario italiano, anziché portare ad una riduzione del numero dei detenuti sta, al contrario, facendo assistere ad un aumento costante dei ristretti. A tal proposito, dopo la condanna del 2013 della Corte di Strasburgo, il Comitato segnala che nel primi 6 mesi del 2016 la popolazione carceraria è aumentata da 52.164 a 54.072 detenuti, e che la crescita non è rallentata. Anzi. La preoccupazione cresce perché, è lo stesso governo italiano, a riferire che al 26 marzo 2017 sono state 56.181 le persone in carcere. Il rapporto, inoltre, fa il punto sulla situazione del trattamento dei detenuti. Continuano, purtroppo a denunciarsi, numerosi casi di maltrattamenti. Il Comitato ha espresso preoccupazione “per le accuse di maltrattamenti fisici inflitti a persone private della libertà dalle forze dell’ordine o detenute in carcere”. Nel testo viene espressamente rilevato che “le persone in custodia non sempre godono delle garanzie previste dalla legge”. E sempre nell’ottica di persuadere le autorità italiane a cambiare registro, Strasburgo ha invitato le amministrazioni dello Stato ad “una comunicazione formale alle forze dell’ordine, ricordando loro che i diritti delle persone in loro custodia devono essere rispettati e che il maltrattamento di tali persone sarà perseguito e sanzionato di conseguenza”. Il rapporto cita come casi di maltrattamenti rilevati “pugni, calci e colpi con manganelli al momento del fermo (e dopo che la persona era stata messa sotto controllo) e, in alcune occasioni, durante la custodia”. E si tratta di un fenomeno da arginare perchè “se l’emergere di informazioni che indicano maltrattamenti non è seguita da risposta pronta ed efficace, coloro che sono propensi a maltrattare crederanno di poterlo fare senza essere puniti”. Insomma per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, un vero atto d’accusa nei confronti delle autorità italiane e del Ministero della Giustizia che negli ultimi anni nulla ha fatto per adottare idonee misure per modificare questa vergogna, a partire da una riduzione dell’abuso legislativo della custodia cautelare in carcere e della più agevole concessione di misure alternative adeguate ai vari tipi di reati e ai rei.

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Sei beneficiario di una polizza vita e non lo sai?

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

In Italia, le polizze vita dormienti sono circa 4 milioni. I beneficiari non riscuotono i premi, i quali vengono trattenuti dalle compagnie assicurative. Allo scadere del decimo anno, poi, con la prescrizione, vengono devolute al Fondo Rapporti Dormienti, Istituito presso la CONSAP.Gli italiani potrebbero avere a portata di mano un tesoro e invece lo ignorano.Perché i beneficiari non riscuotono i premi? Il problema è che molto spesso gli eredi non sono a conoscenza dell’esistenza di una polizza vita stipulata da un loro caro defunto e la compagnia assicurativa non è grado di avvertirli perché non è a conoscenza della loro residenza, in quanto sulla polizza il beneficiario non viene indicato in maniera precisa.Si tratta di somme rilevanti che potrebbero finire ai legittimi proprietari, ad esempio figli o nipoti di un assicurato defunto, che ne sono, però, titolari a loro insaputa e che finiscono per eclissarsi in un oblio burocratico.Ignorando di avere diritto alla riscossione dei premi, i beneficiari non si fanno avanti, le polizze scadono, cadono in prescrizione e vengono incorporate dallo Stato. Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze perché scaduti i termini. Per evitare che questo accada, l’Associazione Codici offre un servizio che permetta a tutti i cittadini di scoprire se un familiare defunto abbia stipulato una polizza vita in loro favore. Potrai verificare se sei stato indicato come legittimo beneficiario e riscuotere ciò che ti è dovuto senza correre il rischio di perderlo senza nemmeno esserne a conoscenza.Se pensi che qualcuno possa aver stipulato una polizza vita indicandoti come beneficiario, rivolgiti a segreteria.sportello@codici.org o al numero 06.5571996 e Codici verificherà per te. Per ulteriori informazioni consultare il sito http://www.codici.org.

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Migranti: decisione CGE cambierà poco per l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

corte di giustizia europea«Il Governo di centrosinistra moderi la soddisfazione per la decisione della Corte di Giustizia Europea, che in realtà cambia di poco la situazione dell’accoglienza in cui versa l’Italia. Infatti, a causa della negoziazione scellerata operata dal governo di centro sinistra nel 2015, l’Italia può ricollocare in Europa solo siriani ed eritrei che, ad oggi, rappresentano una percentuale pari al 5,9% dei 86.242 richiedenti asilo dall’inizio del 2017, ossia solo 5.107 migranti (1.603 siriani e 3.504 eritrei) che rientrano nelle previsioni degli accordi capestro negoziati dal governo di centro sinistra guidato ai tempi da Renzi». A dichiararlo il deputato di FI Gregorio Fontana, membro della Commissione d’inchiesta sul fenomeno dei migranti, a commento della decisione assunta oggi dalla Corte di Giustizia Europea. «La decisione della Corte di Giustizia Europea va nella giusta direzione, ma l’Italia ha bisogno di un Governo forte ed autorevole che sappia rinegoziare gli accordi capestro del 2015 consentendo il trasferimento e la distribuzione in Europa anche del 94% dei migranti economici di cui l’Italia è diventata il luogo di sbarco preferito a causa delle decisioni prese con grande superficialità dal governo di centrosinistra».

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RC professionale avvocati

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

toga avvocatoSono oltre 300.000 gli avvocati in Italia che, entro il prossimo 11 ottobre, dovranno obbligatoriamente dotarsi di una polizza RC professionale, così come stabilito dal Decreto del Ministero della Giustizia del 22 settembre 2016. Per far fronte alle direttive, le compagnie di assicurazione hanno messo a punto diverse soluzioni, creando un mercato che, per la sola copertura RC professionale ed escludendo quella di infortunio – anch’essa resa obbligatoria dal decreto – secondo le stime di Facile.it ha un valore potenziale di oltre 64 milioni di euro.
Il costo dell’RC professionale per avvocati, in media poco più di 200 euro annui, varia notevolmente in base ad alcuni fattori: in primis il fatturato dichiarato dal professionista, ma anche il massimale e le garanzie accessorie scelte. La polizza deve prevedere la copertura dell’avvocato per tutti i danni che dovesse causare a terzi nello svolgimento dell’attività professionale (ad esclusione però di collaboratori e familiari dell’assicurato).L’assicurazione, obbligatoria per tutti gli avvocati, sia i singoli professionisti sia i soci o collaboratori di studi associati, deve includere non solo la responsabilità per qualsiasi tipo di danno causato nello svolgimento della propria attività (patrimoniale, non patrimoniale, indiretto, permanente, temporaneo, futuro), ma anche quella derivante dalla custodia di documenti, denaro, titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti o dalle controparti di questi ultimi. Resta valida, inoltre, la possibilità di estendere la copertura ad ogni altra attività che l’avvocato è abilitato a svolgere. In caso di responsabilità congiunta dell’avvocato con altri soggetti (ad esempio un consulente tecnico di parte), la polizza dovrà garantire una copertura dell’intero danno, fatto salvo il diritto dell’assicurato di rivalersi nei confronti degli altri soggetti corresponsabili.
Il titolare dello studio è anche tenuto a rispondere, in sede civile, di danni cagionati da comportamenti colposi o dolosi di collaboratori, praticanti, dipendenti e sostituti processuali.
La polizza, oltre a tutelare il professionista mentre è in attività, garantisce anche i suoi familiari che possono contare su una retroattività illimitata e un’ultrattività almeno decennale per gli avvocati che cessano di esercitare l’attività nel periodo di validità della polizza.
Un’ulteriore tutela per i clienti, prevista nel decreto, è l’obbligo da parte del professionista di comunicare all’assistito tutti gli estremi della polizza assicurativa, che saranno disponibili anche sui siti internet dell’Ordine di appartenenza del singolo avvocato e del Consiglio nazionale forense.
La mancata osservanza dell’obbligo assicurativo comporta la cancellazione dall’albo per l’assenza di uno dei requisiti essenziali previsti per l’esercizio della professione.
Secondo le ultime statistiche ufficiali, in Italia sono iscritti all’Ordine 312.644 avvocati. In termini di distribuzione territoriale, le regioni che contano più avvocati sono la Campania (52.685), il Lazio (43.492), la Lombardia (36.866) e la Sicilia (32.537). Guardando invece al numero di avvocati per abitante, la regione d’Italia con la più alta densità è la Calabria (con 9,7 avvocati per ogni mille abitanti); seguono la Campania (9 ogni mille abitanti) e il Lazio (7,4 ogni mille abitanti).

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I Comuni devono tenere ed aggiornare annualmente il catasto delle aree incendiate

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

INCENDIO-PONTINALo stabilisce la legge nr. 353/2000 che prevede un preciso obbligo di dotarsi di un catasto in cui registrare i terreni che sono stati attraversati dalle fiamme, negli ultimi cinque anni.Detta norma stabilisce che sulle aree colpite da incendio non possano essere realizzati strutture o infrastrutture civili, commerciali o industriali per 10 anni dal rogo e, in caso di trasgressione, i Comuni sono obbligati a disporre la demolizione immediata delle opere realizzate a spese dei responsabili. Inoltre i fondi percorsi dal fuoco non possono subire cambi di destinazione d’uso per 15 anni e nei contratti di disposizione di detti fondi va richiamato questo vincolo, pena la nullità dell’atto stesso.Infine su dette aree sono vietate per 5 anni le attività di rimboschimento sostenute con risorse pubbliche e per 10 anni pascolo e caccia, proprio per evitare che lo stesso rimboschimento si trasformi in un vero e proprio affare, pagato dai Cittadini.Il Codacons evidenzia come in Calabria siano stati incalcolabili sia i danni alla fauna per tutti gli animali, impossibilitati a fuggire e morti tra le fiamme, sia quelli alla flora. Danni, questi ultimi, che rendono ancor più preoccupante il rischio di crolli e lasciano presagire il peggio, in termini di dissesto idrogeologico, alle prossime abbondanti piogge.In più tratti le scarpate, ormai spoglie della vegetazione, si mostrano cedevoli, con piccoli massi che già si riversano nelle strade sottostanti, senza esserci stata alcuna precipitazione, figuriamoci quando arriveranno le piogge autunnali o, peggio, le ormai non più rare “bombe d’acqua”.Per tali ragioni il Codacons ha avanzato una formale richiesta di accesso al Comune di Catanzaro per ottenere copia del Catasto dei terreni, aggiornato con l’attestazione dell’avvenuta pubblicazione annuale sull’albo pretorio e di tutte le osservazioni pervenute.Il Codacons ha chiesto, altresì, di conoscere tutte le aree sottoposte a vincolo e, soprattutto, il numero dei procedimenti attivati per imporre ai proprietari di fondi incolti la pulizia degli stessi, onde prevenire gli incendi nonché il numero di interventi eseguiti dall’Ente in danno ai proprietari che sono rimasti inadempienti.Nel contempo il Codacons ha chiesto alla Regione Calabria di elaborare uno specifico piano di protezione civile per le aree poste a valle dei costoni devastati dagli incendi che, con le piogge autunnali, rischiano di essere invase dai flussi fangoso-detritici. (foto: incendi)

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Vaccini e regioni senza regole comuni

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

vaccini“Bisogna evitare che ogni Regione e ogni Asl procedano a ruota libera senza regole omogenee, occorre verificate (e garantite) le forniture rispetto al fabbisogno della popolazione di ciascuna Regione, l’obbligo di vaccinazione va esteso al personale scolastico e a quello sanitario. Questi tre punti, gli stessi su cui in sede di conversione del decreto sui vaccini avevamo messo in guardia il Governo, vanno immediatamente corretti. Invitiamo quindi il ministro della Sanità a prevedere un intervento normativo correttivo urgente onde evitare che equivoci, disorganizzazione, caos e impreparazione di molte strutture sanitarie vengano magari strumentalizzati da chi non condivide appieno la Legge, in danno della salute pubblica che, giova ripeterlo all’infinito, non è un bene o un diritto individuale, ma collettivo”.
Lo afferma in una nota il deputato di Forza Italia Rocco Palese, vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, che aggiunge: “Esattamente come abbiamo votato a favore delle norme sulla obbligatorietà dei vaccini, sosterremo anche ulteriori interventi normativi che dovessero rendersi necessari per dare direttive ed estendere il campo di applicazione della Legge, così come invitiamo il Governo, laddove si rendesse necessario, ad applicare l’art. 120 della Costituzione, esercitando i poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni inadempienti. Perché bisogna ricordarsi che l’anno scorso ci sono stati tre morti per morbillo e lo Stato non può consentire che la salute pubblica non venga tutelata o venga messa a rischio da inadempienze e carenze organizzative dei singoli territori”.

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Pestaggi e stupri mettono in allarme i cittadini

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

aggressioni“Un nuovo episodio di violenza sessuale sulla spiaggia di Rimini, dove un marocchino di 34 anni e’ stato arrestato dai carabinieri per estorsione e stupro, che segue di poche ore la violenza subita da una donna di 80 anni al Parco Nord nella periferia milanese. Questi ultimi due casi avvenuti in un così ristretto arco di tempo devono farci porre delle domande, visto che dalla sinistra, buonista, non possiamo aspettarci alcuna soluzione. E’ vergognoso che le donne, dopo aver lottato per affermare la propria libertà, indipendenza e parità, si ritrovino oggi a dover temere per loro stesse, per le loro figlie e anche per le loro mamme. Con l’aggravante che se chiediamo sicurezza, ponendo l’accento sulla nazionalità degli aggressori, veniamo tacciati di razzismo e xenofobia. La violenza da chiunque avvenga è sempre un atto orribile ma considerando il punto a cui siamo arrivati non si può più tergiversare e bisogna mettere in campo sistemi di tutela e controlli efficaci. Forza Italia è da sempre per il rispetto della libertà. Libertà che va garantita a tutti, questo però non vuol dire che siamo disposti ad assistere inermi alla trasformazione del nostro Paese in una sorta di ‘Africa senza regole’. Il mondo non si divide in buoni di sinistra e cattivi di destra e la politica dovrebbe agire ispirata dal buon senso garantendo innanzitutto sicurezza. Servono rimpatri più serrati, controlli capillari e sistemi di videosorveglianza soprattutto nelle periferie. Il Ministro Minniti sia concreto su questi aspetti perché permettere il crearsi di zone d’ombra senza regole, danneggia non solo noi ma anche la nostra democrazia.” Lo dichiara in una nota Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia.

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Rumori di vicinato: sanzionabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

Tempi duri per tutte quelle attività rumorose che infastidiscono e turbano, in quanto superano la soglia di normale tollerabilità, l’esistenza dei vicini. Per la Cassazione civile, con l’importante ordinanza 20445/17 pubblicata oggi, dev’essere, infatti, risarcito il condomino se le immissioni illecite del vicino compromettono il normale svolgimento della vita familiare e personale all’interno della propria abitazione, anche se non è provata alcuna lesione della salute. Il danno non patrimoniale conseguente alle immissioni che superano la soglia della normale tollerabilità dev’essere risarcito indipendentemente dall’esistenza di un danno biologico documentato. Nella fattispecie, una donna proprietaria e residente in un appartamento che si trovava sul piano al di sopra di una falegnameria aveva citato in giudizio sia il proprietario che il conduttore del locale sottostante chiedendo sia l’inibizione delle immissioni rumorose che il risarcimento dei danni subiti. Il tribunale di Roma aveva deciso la causa riconoscendole un risarcimento di ben 10 mila euro anche perché nel frattempo la falegnameria aveva adottato misure di contenimento in ragione di alcune ordinanze cautelari dello stesso tribunale. Tale decisione, era stata completamente ribaltata dalla Corte di appello della Capitale che aveva ritenuto che la donna non avesse diritto ad alcun ristoro economico perché il danno poteva essere risarcito solo se fosse stata provata la lesione alla salute non ritenendo, al contrario, risarcibile, la minore godibilità della vita. La Suprema Corte con una decisione che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è assai significativa, ha però nuovamente rovesciato il verdetto di secondo grado: secondo gli ermellini, infatti, la corte territoriale fa riferimento a precedenti giurisprudenziali remoti e superati dai più recenti orientamenti ormai consolidati secondo i quali «il danno non patrimoniale conseguente a immissioni illecite è risarcibile indipendentemente dalla sussistenza di un danno biologico documentato, quando sia riferibile alla lesione del diritto al normale svolgimento della vita personale e familiare all’interno di un’abitazione e comunque del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita, trattandosi di diritti costituzionalmente garantiti, la cui tutela è ulteriormente rafforzata dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, norma alla quale il giudice interno è tenuto ad uniformarsi». La prova del pregiudizio subito può essere, pertanto, fornita anche con presunzioni semplici e nozioni di comune esperienza. La corte, quindi, accoglie il ricorso e cassa la sentenza della Corte di appello decidendo nel merito, riconoscendo per l’appunto il risarcimento del danno che viene liquidato nell’importo di 10 mila euro, oltre interessi, in favore dell’inquilina oltre al pagamento delle spese processuali del primo grado di giudizio. Insomma, un precedente importante che nel riconoscere un risarcimento monetario di tal tipo, costituirà un prezioso deterrente per tutte quelle attività particolarmente rumorose all’interno di stabili abitati così come noi dello “Sportello dei Diritti” insistiamo a sostenere da anni nelle numerose azioni di assistenza in materia che abbiamo avviato sul territorio nazionale.

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Aumenti nascosti e diritti dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

Come introdurre un aumento, anche consistente, di un prodotto o di un servizio senza dichiararlo? Le compagnie di telefonia, sia mobile che fissa, e non ultima Sky hanno trovato l’escamotage del cambio di fatturazione, aggiungendo una mensilità al conto annuo, con un ricarico dell’8,6% a danno dei consumatori. L’Adoc, che da tempo ha denunciato le anomalie legate al cambio di data della fatturazione, chiede che ci sia un intervento normativo sia a livello nazionale che europeo, per assicurare al consumatore le giuste tutele e fermare questo trend degli aumenti nascosti. “Molte delle compagnie di telefonia e non ultima Sky hanno nascosto aumenti del proprio canone, nell’ordine dell’8,6%, difficili da far digerire ai consumatori, dietro cambi della periodicità di fatturazione. È una prassi che penalizza gli utenti, ai limiti della pubblicità ingannevole – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – non siamo contrari ad un mero cambio di calcolo della fatturazione, ma questa modifica dovrebbe prevedere una riproporzione delle precedenti condizioni economiche. Ovvero, che anche con il passaggio a 13 mensilità il consumatore non deve subire variazioni dei costi sostenuti. Inoltre, il cambio di fatturazione pone due spinose questioni. La prima riguarda il pagamento con RID: i pagamenti con addebito bancario hanno cadenza mensile solare, per cui il cambio di calcolo della fatturazione a 28 giorni provocherà uno sfalsamento tra tempistiche del RID e della bolletta, con possibile insorgenza di uno scoperto bancario, con eventuale morosità o di errori di calcolo delle spese. La seconda concerne il diritto alla libera scelta e alla comparazione: la diversa cadenza di fatturazione tra operatori mina la tutela della trasparenza e della comparabilità delle condizioni economiche tra le offerte. Per questo chiediamo sia al Governo che all’Unione Europea di affrontare seriamente e concretamente il problema, intervenendo a livello normativo per bloccare queste pratiche commerciali, a nostro avviso, scorrette.” Un’ulteriore forma di aumento nascosto è la cosiddetta shrinkflation. Nel Regno Unito oltre 2.500 prodotti negli ultimi 5 anni hanno subito variazioni di dimensione o peso per essere venduti allo stesso prezzo. “La shrinkflation è quel fenomeno per cui le dimensioni di prodotti di largo consumo vengono ridotte ma il prezzo rimane invariato o, addirittura, aumentato – prosegue Tascini – tutto ciò sotto gli occhi del consumatore, che non può rendersi conto delle variazioni minime apportate e che quindi paga di più per avere di meno. A nostro avviso la riduzione delle dimensioni dei prodotti venduti mantenendo lo stesso prezzo è solo un modo subdolo per nascondere un aumento dei costi a danno dei consumatori visto che molto difficilmente si potrà
notare il cambiamento. In Italia, al momento, non esiste ancora uno studio in merito ma sarebbe opportuno che Istat e Antitrust comincino ad analizzare tale fenomeno, che causa un danno notevole, sia dal punto di vista economico che di fiducia, al consumatore.”

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«La nuova disciplina del Viminale sugli sgomberi? È una vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

marco minniti“Perché si afferma un principio gravissimo: se occupi illegalmente, lo Stato ti garantisce una casa mentre se rispetti la legge puoi continuare a dormire sotto i ponti. Se gli alloggi a disposizione vengono assegnati agli occupanti abusivi per liberare un immobile, questo vuol dire che quegli alloggi vengono sottratti a chi è in lista e ne ha diritto. E chi occupa illegalmente non può avere una priorità nell’assegnazione di una casa popolare rispetto a chi vive dentro al perimetro della legge. Chiediamo che gli alloggi rifiutati dagli occupanti di Piazza Indipendenza siano assegnati agli italiani indigenti».
Lo ha detto in un’intervista a Libero Quotidiano il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
«Un richiedente asilo viene sostenuto all’arrivo e nella fase emergenziale. Una volta che lo Stato ti riconosce lo status di rifugiato diventi un normale residente sul nostro territorio: devi trovarti un lavoro e un alloggio come fanno tutti e se occupi abusivamente ne subisci le conseguenze, al pari di qualunque altro cittadino. Nessuno può pensare che lo Stato italiano ti debba mantenere a vita. Le critiche alla polizia? Noi stiamo al 100% con le Forze dell’Ordine ed è vergognoso che i vertici delle Istituzioni, compreso il Capo della Polizia, non si siano schierati dalla loro parte senza tentennamenti», ha aggiunto Meloni.

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Popolare Vicenza e Veneto Banca: come ricevere l’indennizzo per i bond subordinati

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

bancaE’ stato pubblicato il regolamento che disciplina l’accesso all’indennizzo forfettario per i possessori di bond subordinati di Veneto Banca e Popolare di Vicenza. I possessori di bond subordinati delle due ex popolari venete possono presentare istanza al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che gestisce le pratiche, entro il 30 settembre. E’ facile ipotizzare che il termine sarà prorogato, come avvenuto per le richieste riguardanti i titoli subordinati delle quattro banche finite in risoluzione nel novembre del 2015.Nel frequente caso di titoli cointestati, la domanda deve essere presentata da tutti i cointestatari che siano in possesso dei requisiti sopra indicati. E’ possibile presentare un’unica istanza da parte di uno dei cointestatari se corredata di apposita delega.Il rimborso per gli aventi diritto è pari all’80% cui Intesa Sanpaolo aggiunge di suo (si fa per dire, dato che ha ricevuto in regalo le due banche da parte dei contribuenti) un ulteriore 20%. La percentuale viene calcolata su un valore pari al corrispettivo pagato per l’acquisto degli strumenti finanziari subordinati al netto degli oneri e delle spese direttamente connessi all’acquisto e della differenza, se positiva, tra il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e il rendimento di mercato di un BTP in corso di emissione di durata finanziaria equivalente oppure il rendimento ricavato tramite interpolazione lineare di BTP in corso di emissione aventi durata finanziaria più vicina.Il ristoro è destinato alle sole persone fisiche, agli imprenditori individuali e agricoli ed ai coltivatori diretti. E’ esteso ai loro eredi o coniugi, conviventi more uxorio e parenti entro il secondo grado che abbiano i bond per trasferimenti tra vivi.L’acquisto o sottoscrizione dei bond deve essere stato effettuato entro il 12 giugno 2014, data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue della Direttiva “Brrd” sui salvataggi bancari.L’acquisto deve essere avvenuto nell’ambito di un rapporto negoziale diretto dell’investitore con una delle due banche emittenti. Sono quindi esclusi tutti gli obbligazionisti che hanno sottoscritto oppure comprato i titoli presso altri intermediari, incluse le banche che facevano parte dei due gruppi Veneto Banca e Popolare Vicenza. Sono anche esclusi gli acquisti effettuati sul mercato mediante le due banche, quando queste hanno agito solo da intermediari.I titoli devono essere stati posseduti alla data del 25 giugno 2017.Ci sono poi dei parametri di natura patrimoniale oppure reddituale da rispettare. Essi sono
– Essere in possesso di un patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2015 inferiore a centomila euro, escluso il valore dei titoli azzerati oppure:
– Disporre di un reddito complessivo ai fini Irpef anno 2014 (dichiarazione del 2015) inferiore a trentacinquemila euro.
E’ sufficiente rispettare uno soltanto dei due parametri, non per forza entrambi. Per maggiori informazioni o assistenza, gli interessati possono contattare Aduc tramite il canale Investire Informati del sito web. (Anna D’Antuono, legale consulente Aduc)

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Codici e Aeci avvieranno una campagna contro i disservizi causati da Acea ai cittadini

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

aceaRoma Alla luce della “crisi idrica” a Roma e dintorni, che per alcuni è apparsa tale per altri invece non esiste, né sussiste, Codici si chiede perché si sia arrivati a questa situazione emergenziale, soprattutto alla luce del piano di investimenti idrico che la municipalizzata di settore, ovvero Acea, avrebbe dovuto fare. Il Gruppo gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria e Campania.
Gli investimenti nel 2016 sono stati pari a 230,4 milioni di euro (+ 12,7% rispetto al 2015), ma qualora volessimo sapere se sono stati fatti e come sono stati ripartiti nel dettaglio, ebbene dovremmo inoltrare una richiesta formale di accesso agli atti, come faremo.
Infatti sul sito della Segreteria tecnico operativa ATO 2 ad esempio, sono riportati gli investimenti (fino al 2011), ma relativi a macroaree come: depurazione, reti idriche, nuovi allacci idrici, senza che venga specificato il Comune, il Municipio all’interno del Comune, il tipo di intervento nel dettaglio, insomma è molto generico per non dire fumoso. Dunque, siccome gli investimenti vengono remunerati in tariffa sia che vengano effettivamente fatti o meno, e quindi il solito bancomat, ovvero il consumatore paga per questo senza poi usufruire di un servizio degno di questo nome, Codici chiede di sapere se e dove sono stati fatti gli investimenti da Acea. Anche perché, se a Roma ci troviamo in questa situazione disastrosa con tubature colabrodo e una dispersione della rete idrica che arriva fino al 44%, superando più del doppio la percentuale consentita, significa che gli investimenti non sono stati fatti o sono stati fatti in modo da tamponare, senza alcuna visione di lungo periodo, come invece dovrebbe essere quella di un piano di investimenti sul settore idrico.

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Vacanze: acqua nel carburante. Cosa fare

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

AUMENTO PREZZI BENZINACi si rifornisce di carburante e poi si va dal meccanico. Succede a coloro che nel rifornire il serbatoio della propria macchina, oltre al carburante, immettono anche acqua. Il risultato è che l’auto ha difficoltà ad avviare il motore o, addirittura, non si mette più in moto. Cosa è successo?
Gli automobilisti non dovrebbero fare rifornimento di benzina se nella stazione di servizio c’e’ una autobotte, altrimenti l’auto potrebbe fermarsi dopo qualche chilometro. Il motivo e’ semplice. Le cisterne delle stazioni di servizio oltre a contenere benzina o gasolio, includono anche una certa quantità di acqua, proveniente essenzialmente da infiltrazioni o dallo stesso carburante; l’acqua e’ più pesante della benzina, si deposita nel fondo e non viene “pescata” durante un normale rifornimento. Quando un’autobotte rifornisce la cisterna, per la turbolenza, si crea una miscela di carburante e acqua che, se non depositata, va a finire nel serbatoio dell’automobile. Gli effetti sono facilmente immaginabili: l’acqua finisce nel carburatore e nei cilindri; il rischio e’ quello di fermarsi dopo qualche chilometro, senza sapere il perché. Lo stesso inconveniente puo’ verificarsi prima del travaso dall’autobotte, perché il livello di carburante nella cisterna e’ minimo, a poca distanza dall’acqua sottostante, e il tubo di pescaggio potrebbe risucchiare anche l’acqua. Il venditore è responsabile è tenuto a consegnare al consumatore dei beni che siano conformi al contratto di vendita, pertanto, l’automobilista può chiedere il risarcimento del danno; naturalmente, occorre documentare il rifornimento di carburante, per cui il nostro consiglio e’ quello di farsi rilasciare lo scontrino o pagare con carte di credito. Dopo un primo incontro in bonis, per una soluzione amichevole, in caso di diniego, l’automobilista si può far valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora. Se permane il rifiuto, si deve ricorrere al Giudice di Pace. Una giudizio favorevole all’automobilista è stata pronunciato dal Giudice di Pace di Perugia (sentenza n. 400 del 18 aprile 2015), il quale ha affermato che la sentenza discende dall’applicazione delle norme contenute nel Codice del Consumo, in base al quale il venditore è tenuto a consegnare al consumatore dei beni che siano conformi al contratto di vendita. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Lago Bracciano: Tribunale Superiore Acque Pubbliche accoglie ricorso Campidoglio

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha accolto il ricorso presentato da Roma Capitale contro l’ordinanza della Regione Lazio del 28 luglio 2017 in merito alla regolamentazione del livello idrometrico del Lago di Bracciano. In particolare è stata sospesa l’efficacia dell’ordinanza regionale nelle parte in cui dispone di azzerare ogni prelievo dal giorno 1 settembre 2017, di limitarlo alla soglia massima di 200 litri al secondo dall’11 agosto al 31 agosto.
Con la sospensione del provvedimento l’Acea potrà continuare a prelevare fino a 400 litri al secondo e dunque garantire un adeguato approvvigionamento idrico alla città. Il Campidoglio aveva presentato ricorso nella prospettiva di evitare la sospensione della captazione dal lago di Bracciano, con le gravi conseguenze per la città di Roma, dall’1 settembre. L’obiettivo, infatti, era garantire l’acqua ai cittadini romani.È importante sottolineare che questa settimana arriveranno a 580 gli interventi compiuti da Acea per ridurre la dispersione di acqua con un recupero di efficienza che l’azienda stima ad oggi in 800 litri al secondo. Completati gli interventi di efficientamento della rete e con l’apertura delle nuove fonti di captazione sarà infine possibile cessare l’approvvigionamento dal lago di Bracciano.“Abbiamo garantito l’acqua ai cittadini romani e scongiurato che a settembre un milione e mezzo di persone restassero senza. Nel frattempo siamo in prima linea per tutelare il Lago di Bracciano. Su questo tema il nostro impegno è massimo. Infatti sin dal mese di maggio scorso, ben prima della improvvisa emergenza dichiarata dalla Regione, la nuova governance di Acea ha fatto partire un fitto controllo sulla rete per trovare perdite occulte e per riparare le tubature. Ad oggi sono stati controllati più di 3mila km di infrastruttura idrica su 5.400 totali: si sono potuti così recuperare 500 litri al secondo di dispersione. Finalmente si è invertita la rotta con un piano di investimenti sulle reti. Nel frattempo siamo al lavoro per verificare le captazioni abusive e i pozzi non autorizzati che nel tempo sembrano essere comparsi intorno al lago: chiediamo la massima collaborazione alla Regione, ai comuni di Anguillara, Trevignano e Bracciano e al Consorzio del lago perché la tutela del bacino è responsabilità di tutti” commenta la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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