Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

“L’impegno per il riconoscimento dei diritti del personale dei Corpi Forestali regionali continua anche in Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

È stato, infatti, depositato un emendamento del MoVimento 5 Stelle per riconoscere il trattamento previdenziale, ora previsto solo per le altre Forze di Polizia, anche per i dipendenti dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta) e delle Province autonome di Trento e Bolzano. I Corpi Forestali regionali svolgono i compiti previsti per i Carabinieri forestali e i Vigili del Fuoco, per i compiti relativi all’antincendio boschivo, nelle regioni a statuto ordinario”. Lo dichiarano i deputati Alberto Manca e Dedalo Pignatone, esponenti M5S in commissione Agricoltura e promotori dell’emendamento che riprende la proposta di legge che ha iniziato il suo percorso nelle commissioni Affari Costituzionali e Difesa della Camera.“Con questo emendamento – spiegano – modifichiamo l’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, che prevede che gli organici dei Corpi Forestali delle Regioni a statuto speciale siano equiparati alle altre Forze di Polizia e armonizza la disciplina ai requisiti per l’accesso al pensionamento e, infine, individua le risorse finanziarie necessarie all’equiparazione proposta. Gli agenti forestali, infatti, svolgono le medesime funzioni di altre Forze di polizia importanti per la prevenzione e la repressione dei reati, la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”. “Ci auguriamo che vi sia la convergenza di tutti gli esponenti politici delle Regioni a statuto speciale per difendere i diritti di questi lavoratori” concludono Manca e Pignatone.

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Multe Antitrust che solleticano Apple e Google. Ogni consumatore sia vigile di se stesso

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

A turbare la “festa” del Black Friday ci ha pensato l’Antitrust. Due dei maggiori attori di questo tipo di festa, Apple e Google, sono stati multati perché hanno usato i dati dei loro utenti per uso commerciale, a differenza degli impegni presi. Turbamento che dovrebbe portar via dalle loro casse 20 milioni di euro. Briciole per queste due tra le prime cinque aziende al mondo per valore e fatturato. Briciole che, ammesso che vengano respinti i ricorsi che sicuramente faranno, porterà loro un valore aggiunto (i ricavi dai dati raccolti) molto più alto non solo dell’importo della multa, ma anche del costo di qualunque campagna pubblicitaria avessero potuto concepire per avere gli stessi risultati. E’ il meccanismo delle multe delle Autorità nei confronti di queste mega-aziende transnazionali, da cui si conferma che le Autorità di controllo non hanno strumenti adeguati per far fronte agli illeciti o alle criminalità messe in atto a questi livelli. E non è solo questione di importi delle multe che, già se fossero indicizzate agli specifici fatturati di chi viola le regole, sarebbe qualcosa. Ma è un potere d’intervento che conferma come alla giusta libertà transnazionale di operare economicamente dovrebbe corrispondere altrettanta autorità di controllo per il rispetto delle regole…. ma quali regole? Quelle nazionali e, per noi europei fortunati, quelle dell’Unione. Ma siamo sicuri che bastino queste regole e che l’eventuale illecito sia circoscritto a specifici confini? Al momento non ci può essere risposta istituzionale in merito, per cui sarebbero possibili solo accordi, magari in sede trattati internazionali Onu . Un contesto in cui è il singolo utente che può decidere di usare la massima prudenza nel comunicare i propri dati, con la consapevolezza che anche se nei contratti c’è scritto XX, come è accaduto oggi per Apple e Google, non è detto che queste aziende siano oneste nel tener fede ai contratti. COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC URL: http://www.aduc.it

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Spiagge concesse illecitamente. Basta illudere i balneari

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2021

Fin dal 2006 la Direttiva Bolkestein prevede che le concessioni per gli stabilimenti balneari non possono essere date con rinnovi automatici, ma a seguito di “una procedura di selezione tra i candidati potenziali, che presenti garanzie di imparzialità e di trasparenza e preveda, in particolare, un’adeguata pubblicità dell’avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento”. Dunque, da circa 15 anni chi governa sa, o dovrebbe sapere, che non gli è consentito confermare automaticamente le concessioni balneari.A dispetto di ciò, le proroghe automatiche sono state date a ripetizione come se non ci fossero problemi. Addirittura nel 2018 è stata disposta una proroga di quindici anni delle concessioni esistenti, fino a dicembre 2033 (2). E dopo questa legge c’è stato il D. L. 34/2020 che, non soltanto ha riaffermato quella proroga, ma ha impedito esplicitamente l’effettuazione delle gare fino a tale scadenza in contrasto frontale con la regola europea. L’Antitrust e la giurisprudenza, a tutti i livelli – comprese Corte di Giustizia europea, Corte Costituzionale e, seppure con qualche oscillazione, Tribunali Amministrativi – hanno cercato di attirare l’attenzione e mettere in guardia sulla incompatibilità fra queste proroghe e la regola comunitaria.Le conseguenze di questa incompatibilità non erano da poco perché comportavano che le Amministrazioni non potevano concedere proroghe anche se le leggi italiane lo consentivano; e se, adeguandosi a quelle leggi italiane, le avessero concesse, i Giudici avrebbero potuto dichiararle invalide. Questo “metodo” di disporre rinnovi automatici – tra l’altro raro nell’assegnazione di beni e servizi pubblici – è stato, da ultimo, spazzato via dal Consiglio di Stato che, in Adunanza Plenaria, ha deciso formulando questi principi: 1) le norme legislative nazionali che hanno disposto (e che in futuro dovessero ancora disporre) la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative sono in contrasto col diritto eurounitario. Dette norme nazionali, pertanto, non devono essere applicate né dai giudici né dalla pubblica amministrazione; 2) le eventuali proroghe rilasciate in violazione dalla P.A. non danno alcun diritto agli attuali concessionari che, in pratica, finiscono per diventare abusivi; 3) le concessioni demaniali in essere sono, tuttavia, prorogate al 31 dicembre 2023 per “evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere” e per “tener conto dei tempi tecnici perché le amministrazioni predispongano le procedura di gara richieste”. “Oltre tale data” dice ancora la sentenza “anche in assenza di una disciplina legislativa, esse (le concessioni) cesseranno di produrre effetti, nonostante qualsiasi eventuale ulteriore proroga legislativa che dovesse nel frattempo intervenire, la quale andrebbe considerata senza effetto perché in contrasto con le norme dell’ordinamento dell’U.E.”. Questa – a dir poco – sfavorevole situazione, era nota da tempo, e per questo aver disposto una proroga per un periodo lunghissimo (15 anni) non può che apparire come una sfida nei confronti di Bruxelles, dell’Antitrust e dei Giudici. Sfida destinata all’insuccesso. E quindi non è corretto far credere ai concessionari che, con una lotta, magari durissima, le cose possano restare come stanno. Se questo è vero, sarebbe forse più costruttivo pensare di ridurre il trauma economico e sociale dovuto al cambiamento che attende gli stabilimenti balneari e le famiglie che vivono di essi. Non sembrano molte le cose fattibili ed utili a questo fine. Tanto per cominciare, si potrebbe avviare lo studio di metodi e procedure di gara che non dando valore predominante alla parte economica dell’offerta – sulla quale molti degli attuali concessionari risulterebbero perdenti – possano valorizzare la loro esperienza e la qualità del servizio e dell’investimento che possono garantire. Non avrebbero la sicurezza di riprendersi la spiaggia – sicurezza che non avranno più – ma, quanto meno, il riconoscimento di un giusto vantaggio competitivo. Libero Giulietti, legale, consulente Aduc

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Diritto alla dolce morte: il suicidio assistito. Il caso Mario

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Abbiamo più volte parlato, direttamente e non, del suicidio assistito. Il caso del DJ Fabo e il processo penale che ha visto imputato Marco Cappato. Ogg, dop la decisione della Consulta, per la prima volta in Italia si parla di applicazione – so che il termine può essere considerato orribile – della dolce morte.L’associazione Luca Coscioni ha divulgato la dichiarazione rilasciata da Mario, ovvero il primo malato ad aver ottenuto il via libera al suicidio assistito dopo che il Comitato Etico si è espresso a favore così come previsto dalla Consulta.Chi è Mario? E’ un uomo, di 43 anni, ormai da 11 anni paralizzato dalle spalle ai piedi a causa di un incidente stradale.L’iter che Mario ha affrontato è stato lungo e difficoltoso, e solo grazie alla pronuncia della Consulta a seguito dello scalpore del caso Cappato è potuto giungere ad un epilogo diverso dal solito.Da oltre un anno Mario si era rivolto alla propri Azienda Ospedaliera chiedendo verifica delle proprie condizioni di salute così che potesse accedere, del tutto legalmente, al farmaco che può porre fine alle sue sofferenze.Mario, quindi, ha sin da subito seguito l’iter e le regole stabilite dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 242/2019.L’Azienda Sanitaria Unica Regionale Marche (ASUR), ha rifiutato di sottoporre Mario alla visita richiesta e quest’ultimo che si è quindi rivolgeto al Tribunale di Ancona.Sono state necessarie due diffide legali all’ASUR Marche, per accedere al Comitato etico, che ha confermato il possesso dei requisiti per l’accesso legale al suicidio assistito.Si tratta per il momento della vittoria, sicuramente importante, riportata nel corso di una battaglia, posto che sarà sempre il Tribunale di Ancona a dover decidere se Mario potrà assumere il medicinale richiesto.Il Comitato Etico, oltre a dover verificare se Mario avesse o meno i requisiti previsti dalla Legge ha anche valutato il farmaco. Per quest’ultimo sono state sviluppate perplessità legate, secondo quanto si legge in una Nota divulgata dalla Regione Marche, “alle modalità e sulla metodica del farmaco che il soggetto avrebbe chiesto (il tiopentone sodico nella quantità di 20 grammi, senza specificare come dovesse essere somministrato ndr)”.Nessun dubbio, invece, sul fatto che Mario sia affetto da una patologia irreversibile e che egli sia perfettamente in grado di intendere e volere. Il dubbio è se il farmaco indicato sia effettivamente appropriato a garantire una morte senza sofferenza.Quali sono le condizioni necessarie per avere l’assenso da parte del Comitato etico? Il soggetto deve essere tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitali; deve essere affetto da una patologia irreversibile; la quale deve essere fonte di sofferenze intollerabili; e deve essere pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Cosa succederà adesso? L’Avvocato Filomena Gallo, legale di Mario, ha dichiarato che procederà a rispondere all’Asur Marche e al Comitato etico in merito alle modalità di attuazione della scelta, in modo che la sentenza Costituzionale e la decisione del Tribunale di Ancona vengano rispettate. E per tale ragione dichiara l’Avvocato Gallo: “ Forniremo, in collaborazione con un esperto, il dettaglio delle modalità di auto-somministrazione del farmaco idoneo per Mario, in base alle sue condizioni. La sentenza della Corte costituzionale pone in capo alla struttura pubblica del servizio sanitario nazionale il solo compito di verifica di tali modalità previo parere del comitato etico territorialmente competente” Una volta chiarito quest’ultimo punto Mario potrà scegliere quando morire e potrà farlo nella sua casa. Qualora dovesse cambiare idea, anche all’ultimo momento, sarà liberissimo di farlo. Sarà infatti lui stesso, attraverso l’uso del dito mignolo della mano destra, ad auto-somministrarsi il farmaco letale, senza l’intervento di nessun medico.La scelta di Mario di attendere che l’Italia fosse pronta Si ritiene giusto dover precisare che nell’agosto del 2020 Mario era riuscito ad avere l’ok dalla Svizzera per poter morire là, dove il suicidio assistito è consentito. Sara Astorino, legale, consulente Aduc

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Magistratura onoraria Cartabia in colpevole ritardo. Emendamenti FdI per tutelare categoria

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

“Finalmente il ministro Cartabia si è decisa ad affrontare il dossier della Magistratura onoraria, che esasperata dai continui rinvii, da oggi è scesa in sciopero. È da giugno infatti che il ministro rinvia ogni decisione, nonostante la Giurisprudenza comunitaria e quella nazionale riconoscano senza equivoci il diritto dei magistrati onorari ad essere riconosciuti come lavoratori ad ogni effetto, previdenziale, assistenziale, retributivo (ecc…). Con colpevole ritardo il ministro Cartabia annuncia adesso la stabilizzazione dei magistrati onorari, ma la subordina ad una ‘prova’, quindi, sembra di capire, ad un ulteriore esame. Se così fosse, sarebbe una ingiusta umiliazione nei confronti di lavoratori che hanno già superato un concorso per titoli e una prova di idoneità per entrare in carica. La migliore ‘prova’ che essi hanno dato è costituita dall’attività giurisdizionale svolta per anni, se non per decenni, e senza la quale, semplicemente, la Giustizia italiana si sarebbe bloccata. Quanto al trattamento economico, su cui il ministro dice che siano in corso valutazioni, c’è poco da fare. Se è vero che anche i magistrati onorari sono giudici a tutti gli effetti, l’unico parametro dignitoso per la loro retribuzione non potrà che essere quello di un qualsiasi altro magistrato di carriera. In tal senso lavoreremo con nostri emendamenti”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione giustizia.

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Bambini dimenticati

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

In questo periodo ci sono inondazioni di notizie e informazioni più o meno d’elite, tutte grondanti di interesse collettivo e politico, riguardano noi tutti, la nostra vita, il nostro presente e il nostro futuro. Vaccini, green pass, manifestazioni autorizzate, ribelli veri e ribelli inconcludenti, sindacati sul piede di guerra, governi e governicchi in linea di s-partenza. Insomma non ci facciamo mancare niente a prima vista. Poi accade che poco lontano dai nostri confini, in altri paesi, con cui facciamo affari, ma recitiamo la parte della non condivisione per la strabordante politica della disumanità, ebbene, ci arrivano le immagini di migliaia di persone ammassate nei campi, al gelo, alla fame, soprattutto di donne e bambini ricoperti di stenti, di stracci, di disperata speranza. Immagini di persone nei sacchi a pelo sparse nei campi, di guardiani armati fino ai denti che prendono a calci quelle sagome malamente accasciate, che aizzano i cani a mordere. Sono immagini, soltanto immagini lontane qualcuno s’appresterà a dire. Ecco però che arrivano altre notizie, non sono più comunicazioni di elite, non sono più o meno accettabili, posseggono un preciso interesse collettivo, quello della richiesta insindacabile al rispetto della vita umana. La morte di ogni innocente infatti accorcia drammaticamente le distanze. Ci sono persone che muoiono, ci sono bimbi che muoiono di stenti, di fame, di freddo, bambini lasciati morire. Faccio dannatamente fatica a pensare che possa accadere ancora e nuovamente una cosa del genere, per quanto mi sforzi non riesco davvero a prendere coscienza che oltre a togliere la vita ad una persona c’è anche la più sgangherata programmazione perché accada un tale miserabile evento. Non può essere compresa alcuna indifferenza, alcun rispetto per qualsiasi altro paese, per qualsivoglia sovranità statuale, forma di governo che non si adoperi senza se e senza ma a salvare con immediatezza soprattutto i bambini. Lasciare morire una creatura volutamente tra sofferenze indicibili significa non possedere alcuna autorevolezza, credibilità, nessuna radice profonda per alcun potere condiviso. Lasciare morire intenzionalmente all’agghiaccio, nel gelo della paura, nel freddo dell’abbandono, per accoglienza negata un innocente, non è cosa che possa essere risolta con una alzata di spalle, con le solite giustificazioni; in fin dei conti sono ingiustizie che pesano su altri stati, quindi seppure a denti stretti non ci riguardano. In questo macabro conteggio di chi vive e di chi muore, ci sono a sovvenzionare il baro del gioco delle tre carte, le politiche d’accatto, quelle che non consentono di sentire ma di ascoltare, quelle che non vedono ma guardano sbrigativamente al colore della sofferenza, al colore colpevole per le vittime innocenti, al colore spento di quei bambini dimenticati.

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La riforma del diritto di famiglia è legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2021

La legge delega per riforma del processo civile è stata approvata definitamente dall’Aula della Camera dei deputati nel testo già licenziato dal Senato lo scorso 21 settembre con 364 voti a favore, 32 contrari (i deputati di Fdi e Alternativa) e 7 astenuti. Dal via libera definitivo di Montecitorio, l’esecutivo avrà 12 mesi di tempo per emanare i decreti legislativi di attuazione della delega. CAMMINO vede così finalmente concretizzate in una legge le tantissime sue proposte, formulate in lunghi anni – quasi 20 – di audizioni, convegni, studi e scritti, con l’intento di dar voce ai diritti delle persone, soprattutto delle più vulnerabili.Il disegno di legge n. 3289 e abb. contiene la “Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”. Di seguito i punti principali della riforma in materia di diritto di famiglia. È prevista l’istituzione di un rito unitario per tutti i procedimenti in materia di famiglia, con la possibilità per il giudice, in caso di questioni che riguardano i figli di discostarsi dalle richieste dei genitori, se non conformi all’interesse superiore del minore. Ove un minore rifiuti di incontrare un genitore, il giudice sentito lo stesso e assunta ogni informazione ritenuta necessaria, accerta con urgenza le cause del rifiuto e assume i provvedimenti nel superiore interesse del minore.Viene prevista la valorizzazione della mediazione familiare e del ruolo del curatore speciale.Viene istituito ‘il Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie’, composto da tribunali circondariali e un tribunale distrettuale.Viene sollecitata una velocizzazione dell’iter dei provvedimenti posti a tutela della donna vittima di violenza e delle persone di età minore, con la previsione di strumenti di raccordo tra giustizia civile e penale.Viene garantito che gli eventuali incontri tra i genitori e il figlio siano accompagnati dai servizi sociali, se necessario e non compromettano la sicurezza della vittima.La Presidente di CAMMINO, Avv. Maria Giovanna Ruo, esprime “soddisfazione per il riconoscimento di lunghe battaglie a favore di una Giustizia migliore, con un unico processo in cui i diritti di difesa e il contraddittorio sono pienamente garantiti e con un giudice di prossimità specializzato, di fronte al quale vengono concentrate le tutele per le persone, le famiglie e i minorenni. Un traguardo di civiltà giuridica e di democrazia!”. http://www.cammino.org

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Antitrust: avviata istruttoria su Nutriscore

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2021

“Bene, ottima notizia l’avvio di un’istruttoria da parte dell’Antitrust” afferma Agostino Macrì, responsabile dell’Area sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando l’avvio dell’istruttoria su Nutriscore.”Abbiamo sempre detto no a Nutriscore e a tutte le etichette con informazioni parziali. I consumatori italiani hanno bisogno di una corretta informazione, mentre i colori ideati dai francesi semplificano il messaggio, creando evidenti distorsioni” prosegue Macrì.”Il sistema di etichettatura chiamato Nutriscore, infatti, classifica gli alimenti con cinque diversi colori, dal verde al rosso, in funzione del contenuto di alcuni nutrienti critici: calorie, grassi saturi, zuccheri e sale soprattutto. Peccato che il calcolo sia basato su 100 grammi di prodotto e non sulla porzione effettiva che si consuma, penalizzando così quelli che si utilizzano in piccola quantità, come l’olio extravergine di oliva che avrebbe un colore vicino al rosso anche se in pratica ne basta un cucchiaio per condire un’insalata” aggiunge Macrì.”Insomma, va data una corretta informazione al consumatore, come la percentuale di grassi, calorie, zuccheri che sono contenuti nella porzione di prodotto che si sta consumando, rispetto al fabbisogno giornaliero complessivo” conclude Macrì.

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Codici: con la legge di Bilancio 2022 a rischio il diritto all’accesso alla giustizia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

L’associazione Codici interviene in merito alla bozza del testo della legge di Bilancio 2022. L’attenzione è rivolta in particolare all’articolo 192, che rischia di minare il diritto all’accesso alla giustizia.“L’articolo 192 – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – punta a vietare l’iscrizione a ruolo delle cause il cui contributo unificato non sia in regola. Una norma che, se approvata, metterebbe seriamente a rischio la tutela del diritto all’accesso alla giustizia, introducendo di fatto un sistema classista in base al quale può adire il Giudice solamente chi possa permettersi di anticipare spese che in alcuni casi, come il ricorso al Tar ovvero per cause civili di particolare valore ed importanza, possono raggiungere anche cifre a tre zeri. Attenzione, non è un dettaglio. Il diritto alla giustizia non può essere considerato alla stregua di un qualsiasi servizio a pagamento, proprio in considerazione della fondamentale funzione che esso è deputato a svolgere, vitale ai fini del funzionamento di ogni società civile. Sono tanti i cittadini in difficoltà e con l’introduzione delle modifiche previste dall’articolo 192 si sarà ottenuto l’unico risultato di incentivare il ricorso alla ‘giustizia fai-da-te’, essendo divenuto per molti impossibile ottenere la tutela delle proprie ragioni in un’aula di tribunale. Si tratta di un rischio gravissimo e concreto, sol se si consideri che l’attuale sistema di quantificazione dell’importo dovuto a titolo di contributo unificato per l’avvio di un giudizio prevede una serie di scaglioni di importo crescente in relazione al valore della causa. In sostanza: più la causa è importante, minori saranno le possibilità di potersi permettere il suo avvio. È per questo che siamo fortemente contrari a questa norma e ci auguriamo che nella fase emendatoria venga eliminato l’articolo 192, così lasciando in piedi il sistema attuale in cui la regolarità del contributo unificato non è condizione per l’avvio di un giudizio”.

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Un tango per combattere la violenza contro le donne. Ritorna anche quest’anno a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Roma 25 novembre 2021, a partire dalle 19.00, presso la Stazione di Porta S. Paolo – Ostia Lido, ( vicino Piramide). “Un tango solidale dalle Scarpe Rosse” , ideato e organizzato da Fatima Scialdone Ass.Cult Tango Eventi con ATAC, e con il Patrocinio della Ambasciata Argentina, I.I.L.A Istituto Italo Latino americano. L’evento, giunto alla IX edizione , si inserisce nell’ambito delle manifestazioni del 25 novembre “ONU – Giornata Internazionale per eliminazione violenza contro donne”.Per sensibilizzare sul tema, tutti gli appassionati del tango argentino, ballo patrimonio dell’umanità secondo il protocollo dell’Unesco, verranno invitati ad indossare un accessorio di color rosso: scarpette per le donne e rosa rossa al polso, gli uomini. Un tango solidale dalle scarpe rosse”, simbolo che unisce le tanguère a tutte le donne che combattono contro la violenza e il femminicidio.”Ritrovare nel Tango l’abbraccio, l’ascolto, la fiducia. Riconquistare l’armonia e ricominciare a creare un cammino insieme – spiega l’organizzatrice Fatima Scialdone – Un abbraccio è un gesto primordiale, forte e indispensabile contro la solitudine della violenza, è una promessa di ascolto da parte della coppia, e una riconquista della fiducia. In ultima sintesi una unione di anime”. Oltre al ballo aperto a tutti, con in consolle il dj Emiliano Naticchioni, si terrá alle 19.00 una performance di tango ideata e interpretata da Fatima Scialdone con il gruppo ” Viajeros de Abrazo e con la partecipazione del ballerino Eduardo Moyano e della bandoneonista argentina Gabriela Galli. Lo spettacolo, dedicato ai bambini, figli di vittime del femminicidio, sarà aperto da un intervento della Banda Musicale della Polizia di Roma Capitale.Nelle scorse edizioni hanno aderito associazioni di Tokyo, Los Angeles, Parigi, Firenze, Milano. L’evento si terrà nel rispetto delle regole anticovid.

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Il governo del Sudafrica non vuole che Lalela Mswane partecipi alla kermesse di bellezza di Tel Aviv

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2021

Lo ha ha dichiarato ufficialmente. Senza usare mezzi termini, il partito di governo l’African National Congress ha provato a convincere gli organizzatori del concorso sudafricano a non far partecipare Lalela Mswane alla kermesse di bellezza di Tel Aviv, che hanno rispedito al mittente la richiesta, sostenendo che un concorso di bellezza “non è un evento politico”.Secondo gli organizzatori, infatti, lo Stato Ebraico è stato scelto per la sua:“Ricca storia, i bei paesaggi, la molteplicità di culture e il suo fascino come destinazione turistica globale”.La strumentalizzazione politica di un concorso di bellezza non è nuova e non una prerogativa sudafricana.Già nel 2017, Miss Iraq Sarah Idan, fu pesantemente attaccata e fu costretta a lasciare il proprio paese, rea di aver fatto un selfie con l’allora Miss Israele Adar Gandelsman durante il concorso per Miss Universo 2017.Proprio Sarah Idan è intervenuta sulla vicenda che sta vedendo protagonista la sua collega sudafricana.Sarah Idan ha spiegato a The Algemeiner:“Desidero avvertire le reginette di bellezza di prepararsi a un esercito di bot che probabilmente molesteranno i loro post sui social network mentre saranno in Israele con hashtag del tipo ‘fine dell’occupazione’ e ‘Palestina libera’. Non devono preoccuparsi, quelle non sono nemmeno persone reali, ma account falsi usati da alcuni propagandisti per intimidirle. È una tattica a buon mercato per cercare di metterle a tacere. Continuate semplicemente a fare quello che state facendo. Restate fiduciosamente belle”.Sarah Idan sta dicendo che dietro a questa campagna dell’odio ci sono degli account falsi, che fanno propaganda contro Israele. Una sorta di piccola industria social alla mercè di chi vuole boicottare lo Stato ebraico. Tanto per confermare che la “resistenza” palestinese ha molti mezzi, anche tecnologici, per combattere la sua battaglia, che in realtà dovrebbe avere come obiettivo le leadership palestinese, le quali si arricchiscono alle spalle del loro popolo.

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Codici: occhio alla Margherita, non è tutto Dop quello reclamizzato

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

Un plauso ai Carabinieri, un avviso ai consumatori. Li rivolge l’associazione Codici, in riferimento all’operazione “Margherita Due” che ha visto i Carabinieri per la Tutela Agroalimentare protagonisti di una serie di controlli su tutto il territorio nazionale nei confronti di note pizzerie. Il blitz ha prodotto sanzioni per 12mila euro e la denuncia dei titolari di 13 attività per frode in commercio. “Parliamo afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici di rinomate pizzerie, che attirano i consumatori grazie al proprio nome ed a quello dei loro pizzaioli, proponendo menù di qualità, a base di prodotti Dop. Peccato che nella realtà i prodotti utilizzati non erano iscritti al circuito tutelato. Nel corso dei controlli sono state accertate irregolarità sulla rintracciabilità ed uno dei titolari sanzionati è stato denunciato anche per aver utilizzato alimenti scaduti. Da qui nasce il nostro avviso ai consumatori: fate attenzione. Non basta il nome a fare grande una pizzeria. Prima di metterci seduti al tavolo, cerchiamo di capire se l’offerta contenuta nel menù è veramente di qualità o se i prodotti Dop reclamizzati sono solo fumo negli occhi. Non è facile, lo sappiamo, ma è sempre bene controllare e, in caso di dubbi, segnalare. Perché non si tratta di una semplice pizza, ma di alimentazione e di salute, da tutelare con la massima attenzione, come fatto dai Carabinieri con questa preziosa operazione”. (n.r. Quanto ha citato Codici è purtroppo una tendenza diffusa e non riguarda solo le pizzerie. Per porvi riparo occorrerebbe potenziare la vigilanza, servendosi, ad esempio di poliziotti in pensione, e fare in modo che i loro clienti lo sappiano con la chiusura del locale e la comunicazione pubblica delle malefatte dei loro gestori.)

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Donne vittime di violenza. Le grandissime mancanze del reddito di libertà

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2021

Chi lo ha creato, pensando alla sua “distribuzione” non ha tenuto in adeguata considerazione, o semplicemente ignorato, alcuni aspetti rilevanti. Il primo. Molte donne vittime di violenza non hanno la forza o semplicemente la possibilità di denunciare, e quindi non viene considerato il percorso che le vittime devono affrontare prima di riuscire a denunciare abusi e soprusi. Condizionare la possibilità di accedere al reddito di libertà all’essere seguite da un centro anti-violenza o dai servizi sociali significa escludere da tale possibilità tantissime, troppe, donne. E’ facile comprendere il perché di questa previsione, ovvero voler scongiurare richieste da chi non ha diritto, ma perché per il reddito di libertà sono stati posti paletti inesistenti per il reddito di cittadinanza? Il secondo. Ci fa storcere il naso perché per accedervi occorre essere nella fascia d’età tra 18 e 67 anni. Cosa succede ad una donna che a 68 anni è vittima di violenza? Perché escluderla? Se lo scopo del fondo è anche quello di consentire alla donna di affrancarsi dal proprio aguzzino, perché tale libertà si ferma a 67anni? Perché non è stata prevista la possibilità che una minore chieda l’emancipazione e che, quindi, possa accedere anche prima dei 18 anni al fondo? Il terzo. Che sottolinea la superficialità: perché sono escluse le donne immigrate irregolari, e purtroppo non stiamo parlando di una percentuale infinitesimale.Parliamo di donne che, soprattutto a causa della loro condizione, sono vittime ideali perché i loro aguzzini sanno benissimo di non poter essere denunciati. Sono le stesse donne che spesso sono costrette a prostituirsi o che, pur rimanendo in casa, vengono trattate come esseri inferiori. Il quarto. Connesso alla distribuzione delle somme che costituiscono il Fondo su base Regionale. E’ stato calcolato il numero di donne presente in ogni Regione ed in base a questo calcolo sono state erogate somme maggiori nelle Regioni ove tale numero risultava più elevato. Criterio che appare del tutto risibile. In Lombardia, per esempio, ci sono più donne che in Calabria, ma è anche vero che le donne che lavorano in nord Italia sono molte, molte, di più rispetto a quelle che lavorano nel sud. Ciò comporta che in Calabria sia più facile che un donna dipenda completamente dall’uomo, con la conseguenza che potrebbe essere necessario avere un maggior numero di fondi. Il quinto. Il reddito può essere erogato e poi sospeso o semplicemente non erogato qualora sussistano motivi ostativi che però non vengono indicati. Siamo, quindi, a conoscenza della possibilità che il reddito venga negato ma non possiamo conoscerne le ragioni. Il sesto. E’ quello che maggiormente fa arrabbiare. In data 08 Novembre si dà accesso ad un contributo ma solo fino al 31.12, il tutto ovviamente in base alla priorità della presentazione delle domande, neanche fossimo in una televendita in cui verranno premiate le prime 10 telefonate! L’impressione è che l’erogazione del reddito di libertà sia uno specchietto per le allodole, una corsa ad ostacoli ove a rimetterci saranno nuovamente le donne. Un aiuto può considerarsi tale solo se per ottenerlo non occorre affrontare una gara di resistenza. By Sara Astorino, legale, consulente Aduc

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Codice della Strada, nuove regole vigenti dal 10 novembre 2021

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2021

Tra le principali novità introdotte dalla legge di conversione del decreto: Divieto dell’uso di dispositivi elettronici mentre si guida: il divieto, ora espressamente previsto per i telefonini, si estende all’uso di computer portatili, notebook, tablet e qualunque altro dispositivo che comporti anche solo temporaneamente l’allontanamento delle mani dal volante. Confermate le sanzioni per chi non rispetta questa regola che vanno da un minimo di 165 euro a un massimo di 660 euro. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi se la stessa persona commette un’ulteriore violazione nel corso di un biennio.Parcheggi per disabili: raddoppiano le multe per chi parcheggia senza avere il contrassegno nelle aree riservate ai veicoli delle persone disabili. La multa va da un minimo di 168 ad un massimo di 672 euro. Dal primo gennaio 2022 i veicoli per il trasporto delle persone con disabilità possono essere parcheggiate gratuitamente nelle aree a pagamento qualora i posti riservati risultino occupati. Parcheggi rosa e altri posti riservati: il sindaco con propria ordinanza può disporre parcheggi riservati per le donne in gravidanza e i genitori con figli di età non superiore a due anni, muniti di contrassegno speciale. Il sindaco inoltre ha la facoltà di riservare posti per il parcheggio di veicoli elettrici, mezzi adibiti al carico e scarico delle merci a determinati orari e adibiti al trasporto scolastico. Aree dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici: il divieto di sosta, con le relative sanzioni, si estende alle aree dove si trovano le colonnine per la ricarica elettrica dei veicoli. Il divieto vale anche per gli stessi veicoli elettrici che non stanno effettuando la ricarica o se hanno completato da oltre un’ora l’operazione. Strisce pedonali: arrivano norme per aumentare la sicurezza dei pedoni che attraversano una strada priva di semafori, introducendo più puntualmente obblighi di cautela per gli automobilisti. In corrispondenza degli attraversamenti pedonali, chi è alla guida di veicoli è obbligato a dare la precedenza, rallentando o fermandosi, non solo ai pedoni che hanno iniziato l’attraversamento, ma anche a chi si accinge a farlo. Multe a chi getta rifiuti dal finestrino: raddoppiano le sanzioni per chi getta rifiuti dal finestrino dell’auto in sosta o in movimento insozzando la strada, da un minimo di 216 ad un massimo di 866 euro; sanzioni raddoppiate anche per chi getta dai veicoli in movimento un qualsiasi oggetto: si va da un minimo di 52 ad un massimo di 204 euro.Foglio rosa: la validità del ‘oglio rosa passa da sei mesi a un anno. Durante il periodo di validità del foglio rosa è possibile effettuare la prova pratica di guida per tre volte (la prima più ulteriori due), anziché due volte come prevedeva la norma precedente. Coloro che si esercitano senza istruttore incorrono in una sanzione da un minimo di 430 ad un massimo di 1731 euro e nella sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.Ricorsi al prefetto tramite PEC: il ricorso al prefetto per atti di contestazione di infrazioni del codice della strada può essere effettuato anche per via telematica, attraverso la posta elettronica certificata (PEC). L’indirizzo PEC può essere trovato sul sito Web di ciascuna prefettura. Monopattini elettrici: sono previsti la riduzione del limite di velocità da 25 a 20Km/h (resta invece a 6km/h all’interno delle aree pedonali), il divieto di circolare sui marciapiedi, salvo la conduzione a mano, e il divieto di parcheggiare sui marciapiedi al di fuori delle aree individuate dai Comuni. Per evitare la sosta selvaggia, i noleggiatori di monopattini elettrici devono prevedere l’obbligo di acquisire la foto al termine di ogni noleggio per verificarne la posizione sulla strada. Dal primo luglio 2022 i nuovi monopattini in vendita dovranno essere provvisti di “frecce” (segnalatori di svolta), segnalatore acustico, freni su entrambe le ruote, e un regolatore di velocità (6 km/h e 20 km/h). Quelli già in circolazione prima di questo termine devono adeguarsi entro il 1 gennaio 2024. Prevista la confisca del mezzo per chi circola con un monopattino manomesso. Normativa: legge n. 156/2021 di conversione del decreto legge 10 settembre 2021, n. 121. Fonte: Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (fonte ufficio stampa Aduc)

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Diritti d’autore fino al 50% del prezzo di copertina

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 novembre 2021

Attualmente in Italia le royalties per chi scrive — quando ci sono — vanno dal 4 al 10% del prezzo di copertina, una percentuale molto bassa non solo in numeri assoluti, ma soprattutto in percentuale sulla vendita delle opere. La ragione principale è il costo di filiera, che lascia poco spazio a editori e autori. In questo contesto, bookabook, la prima casa editrice italiana che seleziona i libri da pubblicare attraverso il crowdfunding, ha creato un modello di business in grado di garantire agli autori compensi economici nettamente superiori alla media del mercato italiano: a questi ultimi è destinato fino al 50% del prezzo di copertina, offrendo loro una soddisfazione economica decisamente maggiore. “Possiamo offrire royalties alte perché abbiamo investito molto sul nostro e-commerce”, commenta Tomaso Greco, editore e co-fondatore di bookabook. “Oggi quasi tutti gli editori vendono in libreria e online, ma pochissimi hanno fatto seri investimenti su un canale di vendita proprietario”.Proprio per questo, attualmente bookabook è in grado di garantire agli autori per ogni copia venduta sul sito bookabook.it il 50% per ogni ebook e il 25% per ogni libro cartaceo, mentre restano del 10% le royalties per i libri venduti nel circuito distributivo. “Siamo partiti dal nostro sito — aggiunge Greco — perché è dove abbiamo il rapporto diretto con i lettori e dove non scontiamo costi di filiera”.Particolare attenzione è comunque rivolta alle librerie. “La strategia di diffusione delle nostre novità passa naturalmente e soprattutto per le librerie, che non consideriamo solamente come punti vendita, ma come presidi culturali sul territorio, dove i lettori incontrano i libri, gli autori e costruiscono relazioni”, conclude Greco.Le royalties garantite dalla casa editrice si attestano su livelli più alti persino rispetto a quelle offerte dalle piattaforme di self-publishing. Basti pensare che Amazon KDP offre royalties tra il 40% e il 60%, ma sul prezzo di copertina meno i costi di stampa, mentre la maggior parte delle altre piattaforme non non supera il 30% del prezzo di copertina. Senza contare che nel self-publishing tutti gli eventuali costi sono a carico dell’autore — dall’editing alla revisione fino al marketing — mentre bookabook, in quanto editore, se ne fa carico direttamente.

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Cassazione: basta mantenimento ai figli bamboccioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Revocato il mantenimento al figlio di 30 anni poco incline allo studio, anche se disoccupato. L’età adulta è indice inequivocabile d’inerzia e del poco impegno del giovane nel conquistare una propria indipendenza economica, seppur minima. Questo il concetto ribadito dalla Cassazione nell’ordinanza n. 32406 dell’8 novembre 2021: il figlio trentenne che ha smesso di studiare da anni senza riuscire a inserirsi in modo stabile nel mondo del lavoro perde l’assegno di mantenimento. Irrilevante che non sia riuscito a raggiungere l’indipendenza economica. Sui figli bamboccioni la Corte di cassazione,fa una brusca frenata facendo vacillare quanto affermato con vigore e in più occasioni in sede di legittimità e cioè che i ragazzi devono essere mantenuti fino a quando non trovano un lavoro stabile e consono alla propria formazione scolastica. La vicenda riguarda un trentaduenne che aveva smesso di studiare a sedici anni e da allora aveva fatto molti corsi professionali trovando, però, solo lavori saltuari. La Corte d’Appello di Caltanissetta ha revocato l’assegno che era consegnato direttamente alla madre e poi anche l’assegnazione della casa familiare. Inutile, a questo punto, il ricorso della donna alla Suprema corte. Nell’ordinanza gli Ermellini, infatti, di cui ha scritto il sito Cassazione.net, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, spiegano come bene hanno fatto i giudici territoriali a rilevare che il figlio, oramai trentaduenne, aveva abbandonato gli studi all’età di sedici anni, aveva frequentato corsi di formazione professionale negli anni 2011 e 2012, aveva avuto esperienze lavorative, seppur saltuarie, e non risultavano presenti circostanze oggettive o soggettive tali da giustificare la sua impossibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. In poche parole, bene ha fatto la Corte territoriale a dare concreta applicazione al principio della autoresponsabilità, che impone al figlio di non abusare del diritto ad essere mantenuto dal genitore oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura, perché l’obbligo dei genitori si giustifica nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione e, nella valutazione degli indici di rilevanza, ha correttamente ritenuto di dover ponderare la sussistenza dei requisiti per il mantenimento con rigore crescente con il crescere dell’età del figlio. A fronte di tale motivazione, la ricorrente si limita a richiamare, in modo non pertinente rispetto ai dati fattuali accertati dai giudici d’appello di Caltanisetta, la giurisprudenza di legittimità e a dedurre, peraltro genericamente, che non sono provate, né sussistenti, nella specie, l’indipendenza economica del figlio e la percezione da parte di quest’ultimo di un reddito corrispondente alla professionalità acquisita, senza specificamente confrontarsi con l’iter argomentativo della sentenza impugnata, secondo cui non ricorre, in capo al figlio maggiorenne, il requisito della non autosufficienza economica per causa a lui non imputabile, così in buona sostanza chiedendo, tramite la denuncia di vizio di violazione di legge, la rivisitazione del merito.

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Recepimento della direttiva copyright

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2021

“Il recepimento della direttiva copyright da parte del governo, avvenuto ieri con un decreto legislativo, segna la fine di un lungo percorso, dapprima con il coinvolgimento di tutte le istituzioni europee (Commissione, Parlamento e Consiglio) e poi in Italia con un intenso dibattito in sede parlamentare e di Governo. Un percorso che ci ha impegnati con le nostre proposte fin dall’inizio, quasi sette anni fa con i primi studi di impatto della Commissione europea” spiega il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi.“Le nuove tecnologie hanno ridisegnato i consumi culturali e, con essi, la fruizione delle opere coperte da diritto d’autore. In questo contesto – conclude Levi – , la Direttiva europea e il suo recepimento in Italia segnano un punto di riferimento significativo nel rapporto tra i titolari dei diritti e le piattaforme web attraverso cui i cittadini accedono alle opere dell’ingegno”.

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Agricoltura: Contrasto alle pratiche sleali

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2021

“D’ora in avanti gli agricoltori italiani, parte debole della filiera agroalimentare, saranno maggiormente tutelati ponendo definitivamente fine alle pratiche commerciali sleali che hanno spesso ridotto il margine di guadagno delle produzioni che rendono celebre il made in Italy nel mondo. Stop, dunque, al ricorso a gare e aste elettroniche a doppio ribasso nonché alla vendita a prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione, poniamo un limite oltre cui non sarà più possibile rimandare il pagamento, garantiamo la tutela dell’anonimato di chi denuncia valorizzando il ruolo delle organizzazioni di rappresentanza, introduciamo sanzioni efficaci e dissuasive conferendo forza al ruolo dell’ICQRF, l’Ispettorato repressione frodi, che potrà avvalersi del supporto del Comando per la tutale agroalimentare dei Carabinieri e della Guardia di Finanza”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura alla Camera, in merito all’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto legislativo di contrasto alle pratiche commerciali sleali in agricoltura.“Si conclude oggi un percorso iniziato con il recepimento della direttiva comunitaria nella legge di delegazione europea 2019-2020 – aggiunge – e si apre, al contempo, una nuova pagina. Ringraziamo il ministro Stefano Patuanelli che ha saputo operare celermente sull’impianto normativo di recepimento della direttiva comunitaria”.”Ora gli agricoltori che non dispongono di un potere contrattuale sufficiente a contrastare le prassi scorrette avranno una norma in grado di difendere i loro diritti. Si riuscirà così a distribuire la redditività in maniera più equa lungo tutta la filiera, garantendo anche salari più adeguati e ponendo un freno a fenomeni come quello del caporalato” conclude Gagnarli.

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Imposta/canone Rai. Referendum per libera informazione e fisco non-predatore

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

L’amministratore delegato della Rai ha bussato cassa e vorrebbe estendere il cosiddetto canone anche a telefonini, tablet e pc. In diversi gli hanno fatto notare che “non va bene”. Ma Carlo Fuortes insiste. Occasione perché l’unico partito non al governo, Fratelli d’Italia, si è erto a difensore dello status quo di contribuenti e utenti tlc. Il canone è, a singhiozzo, campo di battaglia (storico – di vari partiti, e il partito della Meloni si è buttato a capofitto per l’occasione, basta dire il contrario di chi è al potere, anche se nei fatti FdI in Rai ha le proprie “poltrone”. Nulla di cui stupirsi. Informazione e intrattenimento di Stato (governo e opposizione) funzionano così. Sembra che l’imposta/canone sia tra le più odiate dai contribuenti, immaginiamo, trasversalmente rispetto ai partiti che poi vengono mandati in Parlamento… ma questo non intacca il compatto partito unico padrone della Rai. Siamo quindi in uno dei casi in cui chi rappresenta gli elettori nelle istituzioni fa cose diverse da ciò che pensano e desiderano i propri elettori. Nulla di cui stupirsi. Riforme all’orizzonte a parte le richieste di soldi di Fuortes e – sempre il nostro – che dice di amministrare la tv di Stato senza farsi condizionare dai partiti… lui che è dov’è per decisione dei partiti? Nulla. Dobbiamo rassegnarci e, come fanno tante associazioni e simili, dimenticarci del problema in cambio di qualche boccone della torta? Anche perché in passato, visto che il Parlamento era sempre insensibile in materia e i cittadini avevano tentato dei referendum, questi ultimi non hanno dato effetto? No, non ci rassegniamo e rilanciamo per tre motivi: – i danni dell’informazione e intrattenimento di Stato sono sempre peggiori in una società dove la mediaticità è dominante per consapevolezza, consenso e salute mentale di ognuno; – i danni del trust/monopolio inquinano mercato mediatico e pubblicitario (unica fonte di introiti per i concorrenti Rai); – il Parlamento continua ad essere insensibile (o lo è col metodo FdI…) alle istanze dei cittadini e quindi è tempo di aiutarlo ad essere più attento e disponibile. Così come in questi ultimi e prossimi mesi è e sarà aiutato coi referendum giustizia giusta, cannabis, eutanasia e caccia. Referendum che nel metodo – la rivoluzione della raccolta firme con lo spid – sono diventati più accessibili, funzionali e consoni per l’aiuto degli elettori al processo legislativo. Occorre quindi mettersi a studiare come, facendo tesoro del passato dare il nostro contributo ad una informazione e un fisco non da sudditi.

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Piattaforme digitali e trattamento dei dati personali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

4 novembre 2021 Webinar 17:00 – 18:00 L’affermarsi dell’industria digitale, con le sue peculiarità, i percepiti rischi per la concorrenza, la privacy e i consumatori sollevati dalle piattaforme di internet e dal loro speciale regime di responsabilità limitata per le condotte dei terzi utilizzatori (cd hosting immunity), sta provocando una proliferazione di nuove regole e interventi di enforcement su più livelli (europeo e nazionale) da parte di diverse autorità (concorrenza/consumatori e privacy in primis) che, astrattamente, potrebbero essere contemporaneamente competenti a valutare le medesime condotte. Ciò comporta una crescente frammentazione e confusione su quale plesso normativo sia applicabile ad una determinata condotta e quale autorità sia deputata ad intervenire. In questo webinar cerchiamo di illustrare e inquadrare queste problematiche all’interno di schemi giuridici chiari, partendo da casi concreti, e fornendo al contempo spunti per un approccio di compliance più consapevole ed efficace. Interverranno: Donata Cordone – Consumer Protection

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