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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Valore monetario dei nostri dati in Rete. Cambia la privacy?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

E’ usuale che alcuni servizi ci vengano venduti gratuitamente (si pensi ai social)… ma è un gratuito che nasconde una “anomalia”: i dati che forniamo al “benefattore” per l’accesso hanno un valore monetario e ci sono non poche aziende che ci guadagnano (molto) sopra. Ora l’Unione europea ha approvato una direttiva sui diritti del consumatore digitale. Si dovrebbero tutelare non solo i diritti del consumatore (diritto all’aggiornamento, per esempio) ma il fatto che i dati, di per sé, rappresentano un vero e proprio corrispettivo, cioè sono moneta. Ci sarà da capire come calcolare questo valore. Se, per esempio, sarà rispetto alla potenzialità di spesa del singolo utente, rispetto al valore della categoria in cui si viene inseriti, etc. Con questo nuovo approccio pragmatico, è probabile che un grande cadavere resterà sul terreno: la privacy e la sua “antica” attività di tutela dei dati personali. Oggi la privacy è a prescindere da qualunque rapporto si abbia con chi ci fornisce un servizio. Si pensi alle norme che – mai – leggiamo accettando la policy della privacy di un gestore. Si pensi a tutte le volte che – in violazione talvolta ma in esecuzione quasi sempre – questi impegni sono patrimonio economico dello stesso gestore. Bene, domani non sarà più così: i miei dati varranno 100 o 500 e con questa moneta compro il servizio. Privacy non più come diritto inalienabile, ma merce.Seguiamo con attenzione gli sviluppi nella nostra normativa nazionale. Vincenzo Donvito, Aduc

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Giustizia. Balboni (FdI): riforma Cartabia su processo civile peggiore di quella Bonafede

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2021

“La riforma del processo civile proposta dal ministro Cartabia è addirittura peggiorativa del testo Bonafede. Gli emendamenti presentati dal governo in Commissione giustizia introducono un sistema ferreo di preclusioni e decadenze mesi prima dell’udienza di comparizione con conseguenze molto gravi a carico delle parti. Fratelli d’Italia non crede che la celerità del processo possa ottenersi a scapito dei diritti che si devono far valere in giudizio. Il rispetto del principio del contraddittorio può essere garantito soltanto attraverso il confronto con il giudice in udienza alla presenza delle parti e non con memorie da depositare mesi prima, che avviliscono il processo a uno scambio astratto di atti tra attore e convenuto. E ancor più inaccettabile è che a fronte di questa drastica compressione dei diritti delle parti non sia previsto alcun rimedio alla prassi diffusissima in molti Tribunali di rinvii abnormi, anche di anni, spesso privi di una vera giustificazione. Per questo ci batteremo in Commissione ed in aula con i nostri emendamenti per impedire questo ennesimo arretramento della nostra civiltà giuridica nel campo della tutela dei diritti e del processo civile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia.

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Monopattini e sicurezza. Le responsabilità di Autorità e utenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 settembre 2021

Il monopattino col casco anche per i maggiorenni. Le leggi regionali e quelle comunali che obbligano il casco anche ai maggiorenni (tutte illecite perché è materia nazionale, codice della strada). Le società di gestione dei servizi comunali che contestano e minacciano di andarsene mettendo in crisi le politiche di mobilità urbana sostenibile. L’urgenza di fronte ad alcuni incidenti che forse col casco avrebbero potuto non essere mortali. I recenti incidenti mortali di Sesto San Giovanni e Firenze che, con forte impatto mediatico, reclamano interventi del legislatore. Che, al momento, sembra impantanato tra commissioni e norme che accontentino produttori, amministratori, utenti, opinione pubblica; pantano in cui, nuotando a vista, si ipotizza anche l’obbligo sul mezzo delle frecce direzionali .Monopattini condotti contromano; sui marciapiedi; nelle corsie preferenziali e in zone di divieto di circolazione; parcheggi dove capita (coi disabili che giustamente protestano per barriere a caso e rimosse solo da qualche gentile passante); uso del mezzo da due persone; guida con bagaglio eccessivo e sbilanciante, minando sicurezza di conduttori e utenti della strada; guida con cuffie che diffondono musica o collegano al telefonino; minorenni senza casco; etc…. Un contesto in cui pesa come un macigno la mancanza di educazione civica da parte degli utenti, e conseguente “maleducazione” stradale e urbana. Una realtà che non abbisogna di chissà quali leggi speciali, ma SOLO del rispetto del codice della strada. Che probabilmente le amministrazioni non fanno o fanno poco… per vari motivi, non secondario quello della mancanza di vigili alla bisogna, nonchè l’abitudine degli agenti esistenti a non far caso più di tanto a questa caterva di violazioni del codice della strada. Eppure questo è il prezzo in più da pagare per la mobilità sostenibile, prezzo che i Sindaci non pagano. E, anche per rispondere al richiamo dell’opinione pubblica preoccupata, sostituiscono con ordinanze illecite sull’obbligo del casco (e relativo Tar che poi boccia, e tutti pagano…). Insomma, come spesso accade in molti ambiti, il problema è che non vengono applicate e fatte rispettare le regole, che già ci sono. Che se così fosse, forse non staremmo qui a dibattere di caschi (come non si dibatte di caschi per le biciclette). Sindaci, attrezzatevi! Niente è gratis, neanche la sicurezza. Vincenzo Donvito, Aduc

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Afghanistan: l’Italia nomini un Inviato Speciale per la libertà religiosa

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

L’ordine del giorno del G20 straordinario sull’Afghanistan dovrebbe comprendere un punto dedicato al rispetto del fondamentale diritto alla libertà religiosa, perché essa è il sensore del rispetto di tutti gli altri diritti umani. Le violazioni alla libertà religiosa si sono acuite dopo il ritiro delle truppe NATO ma erano già presenti prima: anche quando il territorio era presidiato dai militari stranieri il cristianesimo era visto come una religione occidentale ed estranea, non solo dai terroristi dell’ISKP o dai Talebani ma da gran parte dell’opinione pubblica. I cristiani afghani erano pertanto costretti a praticare il culto da soli o in piccoli gruppi, all’interno di abitazioni private. Chi si dichiarava pubblicamente cristiano, o si convertiva dall’islam al cristianesimo, era vulnerabile, vigendo la pena di morte per l’apostasia. Stessa sorte toccava, e a maggior ragione tocca ora, agli appartenenti ad altre minoranze religiose. La Commissione Europea lo scorso maggio ha nominato Christos Stylianides Inviato speciale per la promozione della libertà di religione e credo. Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), il giorno precedente tale nomina, aveva chiesto al Governo italiano di istituire anche in Italia la carica di Inviato Speciale per la libertà religiosa, sia per assumere un ruolo identificabile e incisivo a livello internazionale, sia per confermare che il diritto di professare liberamente la fede religiosa, riconosciuto dall’art. 19 della Costituzione italiana, non è circoscritto nell’ambito dei confini nazionali ma, al contrario, deve essere promosso in ogni sede internazionale, nazionale e locale, quale diritto inviolabile di ciascuno. Oggi, considerando l’attuale dinamica della jihad globale e in vista del G20 straordinario sull’Afghanistan, appare sempre più urgente che l’Italia dia un ulteriore segnale istituendo la carica di Inviato Speciale per la libertà religiosa. È inoltre necessario introdurre, in ogni atto bilaterale o multilaterale che impegna il Governo italiano, la richiesta formale di un impegno duraturo al rispetto della libertà religiosa da parte di ogni Stato beneficiario della nostra politica estera di sostegno allo sviluppo.

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Interrogazione parlamentare sul trattamento del personale militare di rientro dai teatri operativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2021

Qualche settimana fa il SIAM era intervenuto per denunciare il pessimo ed indecoroso trattamento riservato al personale militare dell’Aeronautica di rientro dai teatri operativi, in particolare dal teatro Afghano. Ora, anche il Parlamento è intervenuto sulla tematica con una interrogazione al Ministro della Difesa da parte della Deputata Emanuela Corda del Gruppo Misto – L’alternativa c’è. Ai nostri militari, al loro rientro, era stato riservato un trattamento vergognoso con obbligo di quarantena (non previsto dalle circolari di igesan) in licenza straordinaria e a centinaia di kilometri di distanza dall’aeroporto di arrivo, procurando loro enormi disagi dovuti al trasporto in bus dall’altro capo dell’Italia e senza la minima attenzione al benessere psicofisico, specie dopo un lungo e scomodo viaggio con aerei militari. Ci auguriamo che il Ministro Guerini risponda in tempi brevi per chiarire cosa non abbia funzionato nella catena di comando e nell’organizzazione logistica laddove, nell’ultimo periodo, l’Aeronautica ha dimostrato molto presappochismo specie quando si è trattato di gestione del personale militare. Non è accettabile che la Forza Armata enfatizzi mediaticamente la propria efficienza ed efficacia nel suo porsi a servizio del paese, quando poi nella realtà tocca constatare il protrarsi di una scarsa (e, talvolta, inesistente) attenzione per la componente umana impiegata nei teatri operativi esteri. Riteniamo urgente un serio esame di coscienza da parte del Vertice dell’Arma Azzurra e un repentino cambio di rotta nella gestione delle diverse fasi organizzative del personale impiegato in OFCN, per il cui rispetto è necessario che la discrezionalità nelle decisioni, affinché non scada in arbitrio e approssimazione, sia sempre più collegata al principio di legalità.

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Treviso, vaccinò “a vuoto” il carabiniere: inchiesta archiviata

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2021

Il Governo ha reso obbligatorio il vaccinarsi per moltissimi italiani, pena l’essere esclusi dal lavoro e/o dagli accessi a tantissimi servizi, ma leggiamo aprendo https://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2021/08/25/news/treviso-non-vaccino-il-carabiniere-inchiesta-archiviata-1.40632787 che l’inchiesta che vedeva inquisita l’infermiera che aveva frodato il cittadino, mettendo a rischio la di lui vita, è stata archiviata come si trattasse di un banale errore.Allora ecco che come cittadini vi rivolgiamo le seguenti domande: i “vaccini antiCovid19” in distribuzione sono o non sono dei farmaci salvavita? l’omissione della terapia antiCovid19 attivata da chi inietta al posto del vaccino acqua distillata e/o inserisce l’ago evitando di iniettare il farmaco, è o non è un reato colposo omissivo da condannare velocemente e severamente? Qual’è la ratio per la quale la sostituto procuratore Mara Giovanna De Donà ha chiesto al GIP l’archiviazione e i GIP ha proceduto in tal senso? nel caso di decessi in soggetto vaccinato viene tempestivamente accertato se gli era stata somministrata il vaccino in modo che, nel caso si riscontrasse l’omissione della terapia scattasse la condanna per omicidio colposo? By Pier Luigi Ciolli

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Alitalia: Le ‘sofferenze’ di chi ha malauguratamente acquisto un biglietto non più utilizzabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2021

257 mila persone hanno acquistato un biglietto Alitalia prenotando un volo che avrebbe dovuto partire entro maggio 2022, ma l’ex-vettore di bandiera dal 15 ottobre non esisterà più e sarà sostituita da Ita (che proprio ieri ha avuto le autorizzazioni Enac per operare), ma a condizione che questa nuova compagnia non erediti la biglietteria di Alitalia, come imposto dall’Ue. Per queste 257 mila il Governo ha creato un fondo di 100 milioni di euro . Il ministero dello Sviluppo Economico dice che sta preparando uno specifico decreto che dovrebbe essere pronto ai primi di settembre.Le domande per tutelare queste 257 mila persone sono tante. Tutte per il fatto che l’utente che ha acquistato un volo e/o un servizio in cui era previsto un volo Alitalia, si troverà di fronte a difficoltà per essere tutelato in merito al volo e ai servizi acquistati in connessione al volo: – I voucher emessi durante la pandemia, saranno rimborsati o convertiti in altrettanti voucher con nuove scadenze? – Chi parte con Alitalia prima del 14 ottobre, e poi per tornare sempre con un biglietto Alitalia, che tutela avrà? – Chi ha prenotato tramite agenzie (anche le moto diffuse online), a chi dovrà rivolgersi senza, magari, dover aprire un contenzioso con la specifica agenzia a cui ha già pagato? – Chi ha comprato un biglietto con diversi voli (magari anche intercontinentali) e tra questi c’è un volo Alitalia venduto in accordo “codeshare”, a chi dovrà rivolgersi e cosa dovrà fare senza dover rincorrere l’agenzia o la compagnia aerea presso cui ha fatto l’acquisto dell’intero biglietto? – Chi ha comprato un pacchetto viaggio in cui è previsto un volo Alitalia, sarà tutelato per tutto il pacchetto, che è probabile qualche albergatore o noleggiatore di servizi a terra non vorrà rimborsare (magari in un Paese extracomunitario, quindi difficilmente ragionevole di fronte alle imposizioni delle autorità italiane)? Oppure avrà tutela solo per il volo? (fonte Aduc)

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Strage Vergarolla: Serracchiani, entri nella storia ufficiale italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

“Grazie a Mattarella per attenzione a esodo giuliano-dalmata”. “Mentre oggi ci sono popolazioni flagellate da tragedie umanitarie, è doveroso dedicare un pensiero alla terribile strage di 75 anni or sono, quando a Vergarolla furono uccisi oltre ottanta italiani, tra i quali molti bambini. La memoria nazionale non può distrarsi da uno degli episodi più sanguinosi della nostra storia, uno dei drammi simbolici del solco tragico che per decenni ha inciso le genti adriatiche, in cui a pagare sono stati soprattutto gli innocenti”. E’ la riflessione della presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, nel giorno in cui si celebra il 75/mo anniversario della strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto del 1946 quando, sulla spiaggia alla periferia della città istriana di Pola gremita per la tradizionale manifestazione natatoria della “Pietas Julia”, l’innesco di un enorme quantitativo di esplosivo uccise non meno di ottanta italiani. “Ho sottolineato già in passato il prezioso lavoro di quanti continuano a cercare la verità – aggiunge Serracchiani – su questa e altre stragi che hanno colpito i nostri concittadini lungo la storia della Repubblica. Ringrazio il presidente Mattarella per l’attenzione dedicata, con gesti e parole, ai drammi dell’esodo giuliano-dalmata e per l’opera di pacificazione svolta nel rispetto delle memorie e fuori da strumentalizzazioni politiche. Vergarolla deve entrare nella storia ufficiale italiana”, conclude l’esponente dem.

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Droghe, Talebani e non solo. Come combatterli cambiando le loro economie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

Due al prezzo di uno. Con un sola iniziativa si potrebbe combattere il flagello del narcotraffico e ridimensionare il fenomeno Talebani in Afghanistan e non solo.L’iniziativa è la legalizzazione delle droghe oggi illegali (nel caso dei Talebani essenzialmente oppio e, marginalmente, hashish): nei Paesi consumatori per eccellenza la legalità stroncherebbe malavita e problemi socio-economici e politici connessi, in Afghanistan non avrebbero più un centesimo per comprarsi un proiettile.Non è una novità che i Talebani si sono sempre finanziati con il narcotraffico, divenendo anche loro narcotrafficanti in prima persona (1). E quando fanno proclami di voler combattere l’oppio (2), tutti sanno che se dovessero far fede a questo proposito, il loro Paese esploderebbe per la disoccupazione, e non lo faranno. Proprio come ha fatto la Nato in questi ultimi 20 anni di missione, giustificandosi che loro non erano lì per combattere l’oppio. Entrambi – Nato e Talebani – hanno basato e basano la loro politica su una bugia devastante: non hanno un piano di rinascita economica se non continuando a chiudere gli occhi su produzione e traffico di oppio. Visti i risultati della Nato… qualcuno crede che possa andare diversamente col regime talebano?La legalizzazione non sarebbe come schioccare le dita, ma l’inizio di un percorso. Se i talebani, come dicono, vogliono far prosperare il proprio Paese dovranno darsi da fare, e i loro amministrati dovrebbero verificare le loro capacità e non solo, come hanno fatto nei giorni scorsi, prendere atto del cambio di padrone per continuare ad essere il forziere mondiale dell’oppio illegale. Agli esperti di geopolitica e di politica internazionale lasciamo le analisi dei rapporti di un Afghanistan senza-oppio con, per esempio, Cina, Iran e Pakistan. Con un dato certo: nessuno, tra aiutati e investitori, potrà partire dalla base certa di un’occupazione garantita dal narcotraffico.Quasi sempre le soluzioni semplici sono alla base dell’ordine mondiale. Nel nostro caso, la “semplicità della legalizzazione” dovrà essere decisa soprattutto in Paesi come gli Usa e i suoi alleati, tutti consumatori per eccellenza dell’attuale merce afghana. Non si può escludere che, guardandosi negli occhi e nelle tasche, questo possa essere l’inizio di un nuovo ordine mondiale: la ricaduta di una legalizzazione non riguarderebbe solo l’Afghanistan ma tanti altri Paesi produttori ed esportatori come Messico, Colombia, Bolivia, Perù, Triangolo d’oro thailandese, Marocco, Albania, Libano, Olanda… solo per citare i primi Paesi produttori che ci vengono in mente… e relativo smantellamento delle mafie (a partire da quelle messicane ed italiane) che instradano le merci prodotte anche dai contadini afghani. E’ una scommessa, certo, ma l’alternativa quale sarebbe? Vincenzo Donvito, Aduc

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Afghanistan: No alla violenza sulle donne

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

Continua l’impegno congiunto dell’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) ,Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) ,l’unione medica euro mediterranea(UMEM) e il Movimento internazionale Transculturale interprofessionale Uniti per Unire (UXU) a favore del popolo afgano, dopo l’appello a favore dei professionisti della sanità, pazienti e ospedali afgani oggi il Dipartimento #DonneUnite e l’osservatorio anti violenza del Movimento Uniti per Unire formato da centinaia di donne di tutti i continenti e di ogni religione (cristiane, musulmane ,ebree, ortodosse ,laiche di altre religioni) in collaborazione con UxU, Amsi,UMEM, Co-mai , CILI-ITALIA , Emergenza Sorrisi, European Women For Human Rights (EWHR) ,Mede@ , Federformazione ,Nuova Organizzazione Imprese, Parlamento del Mediterraneo, Saint Peter and Paul University School e Camera Penale Militare, Associazione culturale nazionale comunità afghana in Italia, Nuove Frontiere del Diritto lanciano il manifesto SalviamoDonneAfghane. “Un manifesto elaborato dal dipartimento #DonneUnite e l’osservatorio anti violenza di cui fanno parte più di 100 donne esperte, professioniste e impegnate da sempre a favore dei diritti delle donne e contro la violenza che con questo manifesto rispondono direttamente alle donne afgane che hanno lanciato il loro grido dall’allarme alle nostre associazioni e movimenti tramite i medici e giornalisti afghani e tramite telegram chiedendo aiuto perché si sentono tradite , abbandonate e non protette e non credono alla trasformazione dei talebani e alle loro promesse.“Chiediamo che l’Italia e l’Europa tutta agiscano tempestivamente per portare soccorso alle donne afghane, alle bambine, alle attiviste e alle donne che hanno collaborato con i paesi occidentali per combattere la violenza talebana“ Per questo “auspichiamo che vengano immediatamente attivati corridoi umanitari internazionali per mettere in salvo tutte le donne afghane e i loro eventuali bambini”, perchè in quanto “single, professioniste, insegnanti, intellettuali, artiste e attiviste” sono anche “oggetto di rastrellamenti, violenze, stupri, schiavitù sessuale e interdizioni dalle loro attività lavorative“che venga data prioritariamente assistenza alle bambine che vedono violati i loro diritti fondamentali all’istruzione, alla cura, alla tutela da ogni forma di sfruttamento sessuale e da ogni forma di violenza”.Devono continuare il loro impegno come medici,giornaliste , professioniste, insegnanti , sia nella politica sia nella università che nel mondo del lavoro professionale. Cosi annuncia e dichiara Foad Aodi presidente del Movimento Uniti per Unire e Co-mai e membro registro esperti Fnomceo che sensibilizza e propone di inserire anche dei ministri femminili nel nuovo governo con una particolare attenzione per un ministero speciale per le donne e per il rispetto dei diritti umani in un governo di Unità nazionale e di transizione che porta il paese ad elezioni libere e democratiche.

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Compagnie aeree che fanno quel che credono in barba alle leggi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 agosto 2021

Oggi è il caso di Enac che ha multato Ryanair perché non sta applicando le disposizioni che impediscono di far pagare l’assegnazione del posto in aereo a disabili e minori. Tutti i giorni sono tutti i vettori aerei che non rimborsano i biglietti o usano procedure gestibili solo da esperti “manettari” di Internet e che hanno call center che non danno informazioni in materia.Nell’ultimo anno e mezzo il fenomeno si è particolarmente acuito grazie al covid: le scellerate norme (contrarie ai regolamenti Ue) che consentivano ai vettori di non rimborsare se non con un voucher da usare successivamente, anche se non sono più applicabili, continuano per loro ad esserlo. Non solo, ma coloro che hanno a suo tempo avuto un voucher che, non utilizzato, deve essere rimborsato in denaro, continuano ad avere difficoltà per farlo: c’è ci va dal giudice di pace o, nel caso di compagnie comunitarie, usa la piattaforma Ue alla bisogna… tutte pratiche scoraggianti, per complessità e perdita di tempo rispetto ad importi che spesso sono solo alcune centinaia di euro. Fino ad Alitalia che, nel marasma dell’arraffamento, continua a vendere biglietti per quando non esisterà più, biglietti che forse potranno essere utilizzati su altri vettori o rimborsati da uno specifico fondo messo a disposizione coi soldi dei contribuenti.Sono le due facce del sistema trasporto aereo nel rapporto con l’utenza: quello privato e quello pubblico. Il primo viola le norme, e talvolta paga le multe che complessivamente sono meno di quanto ha guadagnato violando queste norme, o fida sul fatto che l’utente alla fine sfiancato lasci perdere. E quello pubblico che arraffa finché non ha esalato l’ultimo respiro. Bene l’Enac e la sua vigilanza. Ma non basta. Occorrono non solo multe e vigilanza, ma sospensione delle licenze e super multe.Vincenzo Donvito, Aduc

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Ius soli e integrazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2021

Nel dibattito che si è aperto sull’acquisizione della cittadinanza italiana, interviene il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo: “Trovo paradossale che una discussione sui diritti si sia trasformata in acceso scontro politico, con attacchi rivolti, in particolare, al ministro dell’Interno. Luciana Lamorgese ha giustamente invitato il Parlamento, dove sono depositate da anni alcune proposte di legge sulla riforma della cittadinanza, a trovare una “sintesi politica” su un tema che può essere non affrontato in modo emozionale o, peggio ancora, demagogico, ma con realismo e lungimiranza. Ci sono migliaia di giovani nati in Italia da genitori stranieri lungoresidenti, con un percorso scolastico svolto nel nostro Paese, per i quali sarebbe giusto contemplare prima dei diciotto anni d’età quello ius culturae di cui la nostra Comunità parla ormai da tempo: non farebbe altro che formalizzare un’integrazione nella nostra società che esiste già nei fatti. Affrontare il tema della cittadinanza è anche guardare con fiducia al futuro del nostro paese”.

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Ius Soli/ Non dimentichiamo gli italiani all’estero!

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2021

“Ritorna ancora una volta il dibattito sullo ius soli, dopo le dichiarazioni del Segretario del PD, Enrico Letta, a La7 che ha affermato: “la legge che noi proponiamo è per coloro che sono nati in Italia, cresciuti in Italia e che hanno fatto la scuola in Italia”.Come non condividere le sue parole. Quanti cittadini nati in Italia, che hanno studiato in Italia ed alcuni che hanno fatto anche il servizio militare, sempre in Italia, hanno poi perso la cittadinanza costretti, molto spesso, a lasciare il proprio Paese per necessità? Cittadini, che con gli altri italiani condividono la stessa cultura, la stessa visione e la stessa civiltà. Sono quindi certa che questa sensibilità il suo partito e i suoi parlamentari la avranno per mettere in calendario e votare una legge che riconosca, finalmente, la cittadinanza italiana a quei compatrioti che l’hanno perduta. È una scelta di civiltà. Passiamo dalle parole ai fatti, io ci sono!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Bando Ministero Istruzione: diffida di Stampa Romana

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2021

“Il Ministero per la Pubblica Istruzione ha preannunciato un bando nazionale al cui interno sono previste 7 posizioni da funzionario per la comunicazione e l’informazione, incurante della legge del giugno 2000 che obbliga le pubbliche amministrazioni a rivolgersi a iscritti all’albo dei giornalisti (professionisti o pubblicisti). Per questo motivo l’Associazione Stampa Romana ha ritenuto illegittimo l’avviso di bando e ne ha chiesto l’immediato ritiro diffidando il Ministero ad adempiere a formalizzazioni e operazioni di selezione per quanto riguarda il personale che dovrebbe occuparsi di comunicazione e informazione, ritenendo indispensabile un nuovo bando corretto. Che lo Stato ignori le leggi o le dimentichi in un momento così pesante per l’occupazione è un fatto molto grave”.

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Dopo la giustizia ora la riforma del sistema carcerario

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“La riforma della giustizia non può limitarsi alle aule dei Tribunali ma deve entrare nelle carceri. Aspettiamo adesso che gli impegni che ha preso la ministra Cartabia dopo la visita del 14 luglio a Santa Maria Capua Vetere, insieme al Premier Draghi, si trasformino in provvedimenti ed atti recuperando il tempo perduto dai precedenti Governi”. Lo afferma il segretario del S.PP. Aldo Di Giacomo ricordando che “l’ultimo tentativo di riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria risale al 1990 alla legge 395 che ha introdotto qualche novità in un avvio di processo di riforma rimasta incompiuta per la responsabilità di tutti i Ministri alla Giustizia che hanno preceduto la Cartabia”. “Tra le promesse contenute nell’intervento a Santa Maria Capua Vetere, come abbiamo avuto modo di ascoltare dalla diretta tv – ricorda il segretario del sindacato penitenziari – ci sono nuove assunzioni per la polizia penitenziaria, la costruzione di 8 nuovi padiglioni con i fondi comunitari, programmi di formazione per il personale. E’ da anni che segnaliamo una carenza di dotazione organica che va oltre 5mila nuovi posti se si vuole realmente superare le attuali condizioni massacranti di lavoro che vanno oltre i turni senza riposo e riguardano la sicurezza del personale penitenziario. Ci aspettiamo inoltre programmi adeguati per formazione ed aggiornamento professionale di uomini e donne in divisa che nelle intenzioni del Governo dovrebbero aiutare a far sì che la pena sia finalizzata al recupero sociale del detenuto come prevede la Costituzione e non sia fine a se stessa. Un obiettivo più che condivisibile e più facile da dire che da realizzare senza strumenti e strutture adeguati. Ci sono poi due “nervi scoperti” del sistema penitenziario attuale: i detenuti con problemi psichiatrici e quindi il problema della salute mentale in carcere; la presenza nelle celle di alcune decine di bambini con le madri detenute che è un’offesa alla coscienza civile del Paese. Sappiamo bene che riaffermare la presenza dello Stato in carcere – continua Di Giacomo – non è facile perché c’è la necessità di resettare tutta l’attività dei vari Ministri di Grazia e Giustizia che si sono succeduti in tanti anni. Gli effetti di decenni di sottovalutazioni, provvedimenti scoordinati, direzione del DAP inadeguata sono a tutti evidenti.

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Lazio: Anastasia rielleto garante detenuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“Il Consiglio regionale del Lazio ad ampissima maggioranza ha confermato Stefano Anastasia come Garante delle persone private della libertà nella nostra Regione per il quinquennio 2021-2026. Vogliamo esprimere al Garante la nostra stima e le più sincere congratulazioni per la sua rielezione, attestato dell’ottimo lavoro svolto in questi anni su temi prioritari per le carceri del Lazio e d’Italia, dall’endemico problema del sovraffollamento all’emergenza socio-sanitaria causata dalla pandemia. Condividiamo col Garante l’impegno per la sfida che ci attende: riportare le carceri alle loro strette necessità e per le pene più lunghe, non solo per rendere più vivibili gli spazi di detenzione, ma anche per rafforzare il sistema di garanzie e tutele e ampliare la sfera dei diritti e le opportunità di formazione e inserimento lavorativo per le persone detenute. Con questo mandato la Regione Lazio, che ha fatto molto, può e deve fare ancora di più, a sostegno di uno Stato di diritto che non può smarrirsi, ma che proprio nelle carceri deve trovare nuova linfa e compimento nella piena realizzazione della finalità rieducativa della pena”. Così in una nota il gruppo consiliare al Consiglio regionale del Lazio Lista Civica Zingaretti con la capogruppo, Marta Bonafoni, e i consiglieri Gino De Paolis e Gianluca Quadrana.

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Cibo contaminato da ossido di etilene

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2021

La tutela della salute non può limitarsi a fronteggiare una singola minaccia, per quanto seria, ma deve prevedere un’azione a 360 gradi se si vuole proteggere la popolazione – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Il richiamo di decine di prodotti a base vegetale risultati contaminati da pesticidi, ordinato in questi giorni dal ministero della Salute, conferma come la strada per assicurare cibo sano a tutti sia ancora lunga. Non si può risolvere un problema senza risalire alla sua radice, che in questo caso è rappresentata da quell’agricoltura che fa ancora grande ricorso ai fitofarmaci, mettendo al centro il profitto e dimenticando altre più importanti istanze. Sono ormai centinaia i prodotti contaminati da ossido di etilene, fumigante cancerogeno e genotossico contenuto nei prodotti a base di farine vegetali, ritirati in tutta Europa – continua Tiso. L’allarme riguarda in particolare yogurt, gelati, salse, condimenti, creme e prodotti a base vegetale, come carne veg e tofu. Sempre più studi collegano la presenza di sostanze tossiche nel cibo a numerose patologie che si stanno progressivamente diffondendo tra la popolazione. In un periodo in cui la salute è al centro del dibattito politico, è opportuno prendere provvedimenti per tutelarla contro tutte le minacce che quotidianamente la mettono in pericolo, nessuna esclusa. Solo grazie alla graduale trasformazione della nostra agricoltura, attraverso l’adozione di pratiche sostenibili per l’uomo e l’ambiente, sarà possibile restituire fiducia ai consumatori ed evitare il diffondersi di nuove patologie.

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Reumatologia e cambio farmaci

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2021

“No al cambio delle terapie contro le malattie reumatologiche per motivi squisitamente economici. I risparmi non possono essere ottenuti sulla pelle di pazienti che sono colpiti da patologie gravi, dolorose e a volte estremamente invalidanti”. E’ quanto ribadito ieri dall’ANMAR Onlus (Associazione Nazionale Malati Reumatici) durante la diretta Facebook I pazienti reumatologici al tempo del Covid. L’evento on line è stato realizzato grazie al contributo non condizionato di Bristol Myers Squibb. In questa occasione è stato presentato un nuovo documento redatto dalla SIR (Società Italiana di Reumatologia) insieme ad altre sette Società Scientifiche italiane. Gli specialisti sono intervenuti su due recenti delibere dell’USL Toscana Nord-Ovest e della Regione Lazio. “Plaudiamo all’ottima iniziativa degli specialisti che come noi, rappresentanti dei pazienti, sono contrari alla variazione automatica dell’uso di alcuni farmaci impiegati contro alcune malattie reumatologiche secondo logiche esclusivamente economiche – ha affermato Silvia Tonolo, Presidente ANMAR Onlus – Assessorati o anche singole Aziende Sanitarie locali non solo stanno spingendo i medici prescrittori allo switch e quindi al passaggio da un farmaco biologico originator ad un biosimilare, ma ormai viene spesso imposto anche addirittura il multiplo switch per arrivare all’uso di un altro biosimilare dal costo leggermente inferiore. E’ una battaglia che come ANMAR stiamo portando avanti in tutta Italia da oltre cinque anni. Questi cambi dei piani terapeutici sono dettati solo da motivi di carattere economico e non da una reale esigenza medica”. “Benché sia indubbio che l’introduzione dei farmaci biosimilari, utilizzati in Reumatologia così come in altre branche della medicina, ha condotto ad una grande riduzione globale dei costi degli agenti biotecnologici – ha aggiunto il prof. Roberto Gerli, Presidente Nazionale della SIR -, la prescrizione di tali farmaci, ormai sempre più numerosi e differenti per efficacia, sicurezza, modalità di somministrazione e meccanismo d’azione, deve necessariamente seguire raccomandazioni internazionali che vanno poi applicate al singolo paziente. Con questo nostro nuovo documento, pertanto, sebbene non si voglia certamente trascurare il ruolo fondamentale dei biosimilari nel contenimento della spesa pubblica, si vuole peraltro sottolineare con forza il diritto del medico specialista a prescrivere al paziente la terapia che ritiene migliore secondo logiche di medicina personalizzata”. “Nel circa 20% dei casi lo switch porta ad una recidiva delle forme più gravi e pericolose d’artrite – ha sottolineato il prof. Mauro Galeazzi, Responsabile scientifico dell’Osservatorio CAPIRE -. I risparmi per le casse delle varie Regioni e Aziende Sanitarie sono così vanificati dall’aumento dei costi in termini di nuove ospedalizzazioni, terapie, visite di controllo ed esami diagnostici. Inoltre le risorse accantonate, dal ricorso a farmaci meno costosi, non sono quasi mai state reinvestite in ambito reumatologico. Al paziente va sempre garantita la migliore terapia possibile, cioè quella che può dargli i maggiori benefici e non la meno gravosa per i conti pubblici”. “I malati reumatologici stanno ancora vivendo delle difficoltà causate dal Covid-19 che ha in parte compromesso l’ordinaria assistenza sanitaria soprattutto nei primi mesi della pandemia – conclude Silvia Tonolo -. Auspichiamo quindi che l’Agenzia Italiana del Farmaco, il Ministero della Salute e tutte le istituzioni locali recepiscano le sollecitazioni dei pazienti e degli specialisti per assicurare sempre la continuità di cura”.

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Divieto di ingresso per i cittadini italiani in USA a causa del “Travel Ban”

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Ho sottoscritto sia l’interrogazione che la risoluzione a prima firma Del Mastro per porre la questione del “Travel Ban” all’attenzione del Governo tramite la Commissione esteri. Infatti, è da troppo tempo che la questione del divieto di ingresso in USA dei nostri connazionali, anche se vaccinati, è rimasta irrisolta creando disagio a tutti coloro che si devono spostare tra l’Italia e gli USA. Nell’Interrogazione abbiamo chiesto “quali azioni abbia intrapreso o intenda intraprendere il Governo per chiedere reciprocità da parte degli Stati Uniti con riferimento alla libertà di viaggiare da e per gli USA, con particolare riferimento alle problematiche dei cittadini italiani”. Mentre nella risoluzione, sempre in Commissione esteri, abbiamo chiesto l’impegno del Governo “a convocare l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia per protestare formalmente contro le restrizioni del Travel Ban nei confronti dei cittadini italiani; ad attivarsi presso il Governo americano per individuare ogni opportuna soluzione al fine di consentire il regolare ritorno negli USA dei cittadini italiani provvisti di permesso di soggiorno e la possibilità per gli italiani attualmente negli USA di venire in Italia per le proprie esigenze ed avere la certezza di non subire restrizioni in vista del ritorno; a promuovere protocolli di sicurezza per voli “covid free” da e per gli USA, senza necessità di svolgere periodi di quarantena all’arrivo; ad attivarsi presso il Governo degli Stati Uniti per risolvere la questione dei rinnovi pendenti per i visti scaduti”.Auspico che si arrivi presto ad una soluzione diplomatica della vicenda garantendo le condizioni di reciprocità negli spostamenti tra l’Italia e gli USA.” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Italia: Agroalimentare e procedura d’infrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

La procedura di infrazione avviata dalla Commissione contro dodici Stati membri, tra cui l’Italia, solleva interrogativi ai quali il Governo è chiamato a dare una risposta motivata – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La Commissione si è attivata per la mancata ricezione delle norme Ue che vietano le pratiche commerciali sleali nel settore agroalimentare.Chiediamo pertanto al ministro delle politiche Agricole Patuanelli di esporre nelle sedi deputate le ragioni del ritardo dell’Italia, indicando anche una strada per recuperare il terreno perduto e rimettersi in regola con la direttiva europea. Quest’ultima risale al 17 aprile 2019 e ha lo scopo di garantire tutti i produttori europei e i fornitori contro 16 pratiche commerciali scorrette esercitate dagli acquirenti della filiera alimentare. Se era inevitabile che la grave crisi sanitaria comportasse ritardi su tutti i fronti, è altrettanto vero che il settore agroalimentare italiano è ai primi posto in Europa per quantità e qualità delle produzioni e non può essere lasciato indietro. Non si possono infine ignorare le sanzioni che le procedure di infrazione aperte da Bruxelles comportano e il conseguente costo per l’erario – conclude Tiso.

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