Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Legittima difesa, Maullu(FI): “Ddl positivo, ma restano punti da chiarire”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

“Il testo del ddl sulla legittima difesa, a prima vista, sembrerebbe abbastanza soddisfacente. Penso all’inasprimento delle pene per i ladri, portate a un massimo di 7 anni, o al fatto che le spese legali per chi si difende saranno pagate direttamente dallo Stato, e non più da chi ha esercitato la legittima difesa. Positivo, dal mio punto di vista, è anche il fatto che la legittima difesa verrà riconosciuta anche a chi dovesse trovarsi in uno stato di “grave turbamento” a causa di un furto o di un’effrazione. Non si tratta di Far West, come ha provato a sostenere qualche esponente di sinistra, ma del sacrosanto diritto di esercitare la difesa, che per quanto mi riguarda è da considerare sempre legittima. Per quanto rimangano alcuni punti da chiarire, come l’imputabilità delle vittime dei reati, ritengo che il progetto di riforma, nel complesso, vada nella giusta direzione”.
Perr quanto riguarda, invece, “Fratelli d’Italia si giudica il testo licenziato dalla Commissione giustizia sulla legittima difesa non soddisfacente e ben lontano dallo spirito del disegno di legge che avevamo presentato. In sede di discussione degli emendamenti avevamo cercato di apportare correzioni al testo, soprattutto sul tema della discrezionalità del giudice nel valutare la legittima difesa dell’aggredito, che a nostro avviso nel testo approvato è troppo ampia. Fratelli d’Italia ritiene che la difesa da parte di chi vede la propria incolumità in abitazione o luogo di lavoro a rischio sia sempre legittima ed in Aula continueremo a lavorare in tal senso. A tal proposito ci appelliamo a Forza Italia ed alla Lega, che come noi avevano sottoscritto in campagna elettorale un programma per rafforzare la legittima difesa, affinchè si tenga fede a quanto promesso agli elettori. Si eviti di approvare un testo di legge che, anzichè aumentare la sicurezza renda la difesa personale più incerta e soggetta alle valutazioni di un magistrato”. Lo dichiarano i senatori di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, capogruppo in Commissione Giustizia e Raffaele Stancanelli, vicepresidente della Commissione Giustizia.

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LoJack avvia un arbitrato contro il Gruppo Viasat sull’acquisizione del Grupo Detector

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

LoJack®, società interamente controllata da CalAmp (Nasdaq: CAMP) e leader nel recupero di veicoli rubati e nei servizi innovativi all’automotive, ha annunciato oggi di aver avviato un arbitrato per violazione del contratto contro la società italiana Viasat Group SpA e la società spagnola Grupo Detector.
Lo scorso 27 settembre il Gruppo Viasat aveva annunciato pubblicamente di aver acquisito il 100% dell’azienda spagnola Grupo Detector. Tuttavia, LoJack aveva diritti contrattuali preesistenti per acquisire determinati asset di Detector. Per esercitare tali diritti, LoJack ha avviato un procedimento arbitrale nello Stato del Massachusetts secondo quanto previsto dalle regole di commercio della American Arbitration Association relative a violazioni contrattuali, interferenze con un contratto, interferenze con un potenziale vantaggio economico e altre pretese legali ed eque per il recupero di danni materiali che saranno dimostrati nel procedimento arbitrale.
LoJack e LoJack Italia, sono controllate al 100% da CalAmp (Nasdaq: CAMP). LoJack è stato il leader di mercato nel recupero di veicoli rubati negli ultimi 30 anni, aiutando oltre 9 milioni di persone a proteggere i loro beni e veicoli dal furto. Oggi, insieme a CalAmp, fornisce soluzioni e servizi telematici innovativi in ​​tutto il mondo per una crescente gamma di aziende e consumatori. LoJack è attivo in Italia da 10 anni e sta attraversando una fase di forte crescita con oltre 214.000 abbonati a software e servizi. LoJack Italia sta creando un nuovo livello di valore per i mercati automobilistico, assicurativo e noleggio auto e per i loro clienti finali, attraverso soluzioni innovative facilmente accessibili. Per maggiori informazioni, visita lojack.it.
CalAmp è un pioniere della telematica che guida la trasformazione in un’economia globale connessa. Aiutiamo a reinventare le aziende e migliorare la vita in tutto il mondo con soluzioni tecnologiche che semplificano le implementazioni IoT complesse e portano l’intelligenza al limite. Le nostre applicazioni software, servizi cloud flessibili e dispositivi intelligenti raccolgono e valutano i dati business-critical provenienti da beni mobili, merci, aziende, città e persone. Lo chiamiamo The New How, che alimenta un’interazione IoT autonoma, facilitando un processo decisionale efficiente, ottimizzando l’utilizzo delle risorse e migliorando la sicurezza stradale. CalAmp ha sede a Irvine, in California, Stati Uniti ed è quotata in borsa dal 1983. Per ulteriori informazioni su CalAmp, visita calamp.com, o LinkedIn, Facebook, Twitter, YouTube or CalAmp Blog. Per ulteriori informazioni su LoJack, visita lojack.com, o Twitter, Facebook or LoJack Blog.

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Sostegno, in Italia 80 mila alunni disabili con meno ore di quelle che spettano loro

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 ottobre 2018

Tanti si rivolgono al tribunale: a Roma il giudice risarcisce una famiglia con 10 mila euro. In poco più di dieci anni, gli alunni con disabilità sono raddoppiati, passando da 180mila a 255 mila. Peccato che la risposta dello Stato sia stata inadeguata: ogni inizio d’anno scolastico, tutti gli uffici preposti fanno a gara per assegnare alle scuole un numero di ore settimanali sensibilmente inferiore a quello richiesto a seguito delle diagnosi realizzate da medici specialisti del servizio sanitario pubblico, dell’esame del Gruppo di lavoro per l’inclusione e confermate dai docenti. Così, i dirigenti scolastici sono costretti a fare i salti mortali per limitare i danni, dividendo il “pacchetto” di ore accordato tra gli alunni disabili presenti nel proprio istituto e applicando una regola proporzionale per difetto. Scontentando tutti.Per chi non vuole soccombere dinanzi a questa palese ingiustizia, non rimane che ricorrere al giudice: questi non potrà che dare ragione alla famiglia dell’alunno disabile, condannando l’amministrazione pubblica anche con risarcimenti consistenti. Come accaduto proprio ieri a Roma con il TAR del Lazio che emana un provvedimento monocratico d’urgenza in cui impone al Ministero l’attribuzione immediata delle ore di sostegno “per un numero di ore adeguato alla patologia dell’alunna, ovvero la copertura totale delle ore di sostegno”. Ma anche i tribunali ordinari sono dello stesso avviso, è il caso avvenuto nei giorni scorsi a Velletri, dove il tribunale ha reputato la triade Miur, Usr e Ambito territoriale, responsabili dalla mancata assegnazione ad un alunno portatore di disabilità grave, del dimezzamento delle 25 ore settimanali indicate dalla struttura medico-pedagogica statale: pesante anche il risarcimento danni.

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Diritto alla Retribuzione Professionale Docenti (RPD)

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 ottobre 2018

Lo scorso 27 luglio 2018, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con una storica ordinanza, ha riconosciuto il diritto alla Retribuzione Professionale Docenti (RPD) anche per gli insegnanti che hanno stipulato contratti brevi. Tutto il personale, ha spiegato la Suprema Corte, a prescindere dal tipo di contratto professionale stipulato, ha quindi pieno diritto all’assegno mensile, da 164 euro a 257,50 euro per tutta la durata della supplenza, rivalutato dal 1° marzo 2018 con gli incrementi previsti dal CCNL 2016-2018 come da tabella allegata. Per questa ragione, il ricorso è stato esteso anche al recupero del Compenso Individuale Accessorio (CIA) per le fasce A, AS, B, C del personale ATA, da 58,50 euro a 64,50 euro anch’essi da rivalutare. Possibile recuperare fino a 23mila Euro per gli ultimi 10 anni.

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Da Tar primo via libera a nuove regole per bus turistici

Posted by fidest press agency su domenica, 14 ottobre 2018

Roma. Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione delle nuove regole per i bus turistici. Nessuno stop, quindi, per la delibera con cui la Giunta capitolina ha istituito la Ztl Bus A, B e C e il Regolamento per l’accesso e la circolazione degli autobus nelle Ztl Bus. I provvedimenti sono diretti a vietare l’accesso dei bus non di linea nel Centro storico a partire dal 1 gennaio 2019.In particolare, il Tar, nel respingere allo stato le richieste dei ricorrenti, ha ritenuto che “nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevalga l’interesse generale ad una riduzione dell’inquinamento e ad un’ordinata gestione del traffico sotteso all’adozione dell’impugnata delibera n. 55/2018″“Il Tar ci ha dato ragione. Si tratta di una decisione attesa e importante, che premia la bontà del nostro provvedimento e il lavoro svolto dall’Amministrazione. Abbiamo, per la prima volta, approvato regole serie e rigorose per proteggere i monumenti e le aree di pregio, per contrastare l’inquinamento, per incrementare la sicurezza stradale. Da gennaio parte la nostra rivoluzione: strade più sicure e città più vivibile”, dichiara la Sindaca Virginia Raggi.“Questa ordinanza sottolinea il valore della nostra azione: l’interesse generale deve prevalere. Abbiamo dato vita ad una regolamentazione efficace che introduce nuove aree di sosta brevi e lunghe, grazie alla tecnologia sistemi di regolazione per le fermate e gli accessi, e tariffe congrue. Ci aiuterà a promuovere la mobilità sostenibile e a ridurre l’impatto dell’overtourism sulla nostra città”, dichiara l’Assessore alla Città in movimento Linda Meleo. “Il Tar conferma l’ottimo lavoro di squadra fatto dagli uffici e dalla parte politica. Ora avanti decisi nell’attuazione di questa misura che è la prima parte di un piano più ampio che prevede un centro storico sempre più a misura di pedoni e di ciclisti e con un trasporto pubblico efficiente”, dichiara il Presidente della Commissione capitolina Mobilità Enrico Stefàno.

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Maratona di Roma: il Tar conferma validità del bando

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 ottobre 2018

Roma. Il Tar Lazio ha pubblicato la Sentenza che ribadisce, in maniera molto chiara e dettagliata, la correttezza della procedura pubblica voluta dall’Amministrazione Raggi. La Maratona Internazionale di Roma nasce nel 1994, a seguito di un Protocollo d’Intesa siglato dall’allora Comune di Roma e la Fidal e da lì viene istituito il Comitato Promotore composto appunto dai due Enti. La prima edizione ha visto l’affidamento dell’organizzazione mediante una selezione comparativa, in linea con le normative di allora; per tutte le edizioni successive invece si è proceduti ad un affidamento diretto ad un solo privato, contravvenendo quindi a quanto già all’epoca prevedeva la Legge. La Sentenza del Tar Lazio evidenzia invece come l’attuale iniziativa comunale sia “frutto di una più ponderata e corretta valutazione dell’originaria assunzione «pubblica» della manifestazione; la quale era stata di fatto, per così dire, «lasciata» alla gestione diretta delle ricorrenti, contravvenendo tuttavia a basilari regole di buona amministrazione, che, già all’epoca, avrebbero imposto quanto meno una selezione comparativa, trattandosi si attribuire a privati chiari vantaggi economici e competitivi e di preservare anche utilità pubbliche”.
Il bando “appare dunque scelta corretta, la quale ripristina la regolare azione amministrativa”, rispettando “il principio di buon andamento ex art.97 della Costituzione”, il quale “non ammette una rinuncia tacita ad una utilità pubblica a favore di un privato, laddove l’amministrazione abbia previamente consacrato in atti amministrativi l’assunzione di un evento di pubblica utilità, siccome foriero tra l’altro di vantaggi ideali ed economici di rilevante consistenza”. “Con la sentenza del Tar Lazio – afferma l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini Daniele Frongia – si conferma la validità dell’azione posta in essere dall’Amministrazione in maniera palese e netta. Finora, e ci riserviamo anche di verificare cosa sia stato o meno fatto in passato, la Maratona di Roma non solo non ha avuto il lustro che merita, ma è stata anche gestita non correttamente dal punto di vista amministrativo. Dal 2020 avremo una Maratona di livello, competitiva finalmente con gli standard delle altre capitali europee. Nel frattempo la prossima edizione del 2019, come ribadito più volte, si svolgerà regolarmente il 7 aprile sotto la gestione della Fidal, come d’altronde previsto nel bando stesso”. “La prossima edizione della Maratona di Roma sarà la maratona di tutti, un evento che inizia sei mesi prima del giorno della gara e che vedrà coinvolti direttamente tutti i gruppi sportivi romani che vorranno collaborare agli eventi preparatori, agli allenamenti di gruppo e, naturalmente, all’evento del 7 aprile”, conclude il Presidente della X Commissione Capitolina, Angelo Diario.

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La sostituzione dei contatori del gas non è obbligatoria per ogni consumatore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

Lo ribadisce l’Associazione Codici, all’indomani della puntata della trasmissione Le Iene, che ripropone il pericolo truffe.Nel corso di un servizio, è stato dimostrato che alcuni modelli dei nuovi tipi di contatori digitali segnano consumi anche se è stato chiuso il gas.Si parla di un incremento che si aggira intorno ai 15 euro al mese. Il problema non sarebbe voluto, come riportato dal servizio della trasmissione Le Iene, ma c’è chi non segnala il malfunzionamento ai consumatori e così ci guadagna.“Se il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività – precisa l’Associazione Codici – non è necessaria la sostituzione. Invitiamo gli utenti a controllare i propri contatori, verificando la corretta registrazione dei consumi.

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Codici: serve intervento strutturale sul caro bollette

Posted by fidest press agency su martedì, 9 ottobre 2018

Bene l’azione del Parlamento, ma non basta. Secondo l’Associazione Codici, la convocazione del nuovo collegio dell’Autorità per l’Energia in Commissione Attività Produttive della Camera e in Commissione dell’Industria del Senato deve essere il primo passo per affrontare, e finalmente risolvere, il gravoso problema del caro bollette.Fa bene il Governo a chiedere chiarimenti, ma l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente avrà sempre pronta una giustificazione. E la dimostrazione è già arrivata, con Arera che sostiene che la decisione arriva per far fronte ai forti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche, che hanno raggiunto livelli record in Italia ed in Europa.
Nel settembre scorso, l’Arera aveva annunciato il congelamento dei rincari. È il secondo in pochi mesi. Quella che ad un primo sguardo sembrerebbe una buona notizia, in realtà, secondo l’Associazione Codici, è soltanto il rinvio di un problema che, con il passare del tempo, assumerà dimensioni sempre più grandi e preoccupanti, e che rischia di esplodere, con conseguenze gravi per i consumatori.Il nodo centrale della questione, secondo l’Associazione Codici, è legato agli oneri generali di sistema. Un problema che si trascina dietro da tempo degli interrogativi. Ad esempio, c’è ancora bisogno di incentivi a pioggia sulle rinnovabili? Che senso ha la messa in sicurezza del nucleare in un Paese dove le centrali nucleari sono chiuse? E poi, perché il cittadino deve sostenere i costi per garantire le agevolazioni tariffarie sulle ferrovie?Riconosciamo che ci sono anche degli oneri generali di sistema positivi, che si possono mantenere, a patto che vengano migliorati. Ci riferiamo al bonus elettrico per gli indigenti, che deve essere modificato perché è inammissibile che il 90% dei cittadini non sappiano cos’è e se ne hanno diritto. Bene anche il sostegno alla ricerca di sistema, così come la copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia e la promozione dell’efficienza energetica, fermo restando che chiama in causa le abitutidini dei cittadini.Non siamo noi a dire chi deve intervenire prima tra Governo e Autorità per l’Energia, l’importante è che la questione degli oneri generali di sistema venga affrontata e risolta una volta per tutte, perché non devono più gravare sulle famiglie italiane.

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Legittima difesa e garanzia sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 ottobre 2018

“Non nutriamo alcuna preoccupazione che il progetto di riforma della legittima difesa possa creare i presupposti per tragedie peggiori di quelle che già si verificano troppo spesso a carico delle vittime di reati predatori sempre più caratterizzati da ferocia e inutile crudeltà. Lanciano è solo l’ultimo esempio di quanto la violazione della proprietà privata a scopo di rapina possa degenerare in un vortice di atrocità che non lascia spazio a molti dubbi. Garantire la sicurezza resta una prerogativa delle Forze dell’ordine, e come poliziotti sappiamo che la prevenzione e la dissuasione sono fondamentali e ci auguriamo di essere messi in condizione di poter assolvere sempre meglio a questo nostro compito, assicurando ai cittadini il miglior grado di sicurezza reale e percepita che sia possibile. Ma proprio perché conosciamo la violenza che anima i delinquenti, troviamo assolutamente doveroso che la riforma metta con maggiore decisione in cima alle priorità le vittime di certi reati. A partire dal fatto che la legittimità della difesa possa essere sempre presunta, fino alla fondamentale attribuzione a carico dello Stato delle eventuali spese legali di chi deve dimostrare la propria innocenza per essersi solamente difeso. Un cittadino che subisce violenza in casa propria non deve temere lo Stato forse ancor di più di quanto teme i criminali che minacciano lui e la sua famiglia. Pari importanza ha certamente la previsione dell’inasprimento delle pene per reati sempre più allarmanti, e lo stop ad assurde e vergognose richieste di risarcimento da parte dei delinquenti. Fermo restando, ovviamente, che la certezza della pena è purtroppo ancora un miraggio, altrimenti non ci troveremmo ad arrestare ancora e ancora pregiudicati con fedine penali di svariate pagine. E lavorare in questo senso è altrettanto indispensabile”.
Così Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia, Federazione Sindacale di Polizia, dopo il deposito in Commissione Giustizia del Senato del testo unificato per la riforma della Legittima difesa.

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Class Action, Codici: bene l’approvazione alla Camera

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Con 365 voti a favore, la Camera ha dato il primo via libera alla legge sulla Class Action. In attesa che il testo passi al Senato, Codici commenta favorevolmente questa prima approvazione.
“Con questa legge – dichiara il Segretario Nazionale dell’Associazione Ivano Giacomelli – viene introdotta una nuova disciplina importante per i consumatori”. Codici, che si batte da sempre per la tutela dei consumatori con uno sguardo attento a quei particolari strumenti che sono in loro difesa, aveva chiesto al nuovo Governo un’attenzione particolare proprio alla
riforma della Class Action in Italia. “La nostra Associazione – ricorda il Segretario Nazionale Ivano Giacomelli – aveva partecipato alla conferenza stampa in Senato sulla proposta di legge del M5S per la Class Action. Avevamo chiesto un’approvazione definitiva all’onorevole Alfonso Bonafede, attuale Ministro della Giustizia, per una proposta di legge che si era arenata nel 2015. Per questo non possiamo che essere soddisfatti del voto favorevole espresso dalla Camera e ci auguriamo che tutto proceda per il meglio anche al Senato. I consumatori meritano una legge che li tuteli fino in fondo”.

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“Roma Capitale a sostegno dei diritti dei bambini”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

“La nostra attenzione al fenomeno dei maltrattamenti nelle scuole resta alta. Siamo fermamente convinti che lo strumento migliore per scongiurare i vari episodi di abusi nei confronti dei piccoli sia la prevenzione.L’argomento è stato ampiamente trattato nella Commissione Scuola odierna, dove l’organizzazione internazionale Save the Children ha parlato di un progetto sviluppato in collaborazione con le istituzioni del Municipio XIII. Attraverso il confronto continuo e costante con i funzionari educativi, il personale Ata e altre figure a stretto contatto quotidiano con i bambini, si è pervenuti all’elaborazione di una serie di linee guida che prevedono un patto educativo con gli insegnanti, alla redazione di un manuale relativo alle misure di prevenzione e di segnalazione degli abusi e alla definizione di adeguati percorsi di formazione finalizzati a evitare potenziali ‘burn-out’ da parte di chi è preposto all’educazione dei piccoli alunni delle scuole romane.Al riguardo, assieme all’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale e al Dipartimento Scuola, stiamo implementando una serie di provvedimenti atti a contrastare eventuali episodi di maltrattamenti: tra questi, la reintroduzione (dopo anni di assenza) del Piano triennale per l’aggiornamento e la formazione delle educatrici e delle insegnanti, la diffusione delle buone prassi, la sensibilizzazione alla cultura della segnalazione di comportamenti, una convenzione stipulata con l’ordine degli psicologi tre mesi fa e una fitta interlocuzione, avviata con Save The Children nel gennaio 2017, per la stipula di un protocollo da applicare in tutti gli istituti scolastici di competenza comunale.Una serie di importanti iniziative che la Commissione Scuola monitorerà attentamente e che saranno argomento di discussione di altre sedute della Commissione stessa”.Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione capitolina Scuola Maria Teresa Zotta.

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Occupazione abusiva area stazione Tiburtina

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

Roma “Da oltre due anni la Tibus Srl occupa abusivamente e senza alcuna autorizzazione l’area antistante la stazione Tiburtina movimentando giornalmente centinaia di bus e migliaia di utenti. Oggi la Corte dei Conti ha reso noto di aver accertato, attraverso le indagini della GdF, un danno erariale per il periodo 2008-2016 di oltre 4 milioni di euro in relazione alle procedure di proroga e rinnovo della concessione per la gestione dell’autostazione di Roma Tiburtina, stipulata nell’anno 1999, per la durata di 9 anni. L’indagine della GdF ha registrato un mancato adeguamento del canone fissato inizialmente a 47mila e mai aggiornato. E’ l’esito di un mio precedente esposto che dava seguito anche alle iniziative inascoltate dei cittadini del quartiere. L’indagine della GdF non ha potuto appurare ulteriori danni economici in quanto dopo il 31 marzo 2016 la Tibus Srl, come da me segnalato ripetutamente, ha continuato ad operare nel parcheggio accanto al piazzale Tiburtino senza alcuna autorizzazione. L’attività è proseguita nonostante l’intimazione da parte di Roma Capitale alla società che gestisce il piazzale di abbandonare l’area. Quindi dal 1 aprile 2016 oltre all’ ulteriore danno erariale si è aggiunta anche l’aggravante di una attività esercitata illecitamente con il coinvolgimento di migliaia di utenti che ignorano di non avere alcuna tutela assicurativa in caso di incidente. Ad oltre due anni e mezzo dall’intimazione di sgombero il Campidoglio non ha ancora provveduto a liberare l’area da un’attività a tutti gli effetti abusiva. Mentre squadre di vigili rincorrono venditori irregolari di paccottiglie, assistiamo al paradosso che nessuno interviene rispetto ad un illecito abnorme connesso ad un’attività che registra milioni utili annui.
Per i motivi suddetti ho inviato una ulteriore denuncia alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, all’Anac e per conoscenza ho informato la sindaca Raggi e il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale affinché intervengano con la massima celerità per sgomberare l’area e provvedere al ripristino dei luoghi e della legalità.” Così in una nota il consigliere del Pd capitolino Orlando Corsetti.

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Il Sud Sudan firma la Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha oggi accolto con favore l’adesione del Sud Sudan alla Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951 e al relativo Protocollo del 1967. Venerdì 28 settembre il presidente Salva Kiir ha firmato a Juba lo strumento di adesione a seguito della sua ratifica da parte dell’Assemblea legislativa nazionale di transizione.Il Sud Sudan è il centoquarantatreesimo Stato ad aderire sia alla Convenzione sullo status dei rifugiati del 1951 che al relativo Protocollo del 1967.Nonostante i problemi creati dalla guerra civile che ha causato esodi di grande portata tra la sua stessa popolazione, il paese ospita circa 300.000 rifugiati.“L’adesione rappresenta una pietra miliare per il Sud Sudan, la nazione più giovane al mondo, che si impegna così ad assumersi maggiori responsabilità nell’assicurare protezione ai rifugiati e ai richiedenti asilo nel paese”, ha affermato Valentin Tapsoba, Direttore dell’Ufficio Regionale per l’Africa dell’UNHCR.
Nel 2016 il Sud Sudan ha aderito alla Convenzione del 1969 sui rifugiati dell’Organizzazione dell’Unità Africana, uno strumento regionale che disciplina gli aspetti specifici dei problemi dei rifugiati nel continente africano.

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Ue: illegittimo patto di stabilità voluto dalla Germania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

Sul quotidiano online spraynews.it è pubblicata un intervista al presidente dell’associazione Eureca Angelo Polimeno Bottai, autore tra gli altri del libro “Non chiamatelo Euro”:
https://www.spraynews.it/blog-1/polimeno-bottai-il-patto-di-stabilit%C3%A0-voluto-dalla-germania-% C3%A8-illegittimo-sta-sfaldando-l-europa. I contenuti della manovra sono quelli che figuravano nei programmi di Lega e Movimento 5 Stelle. Dunque per dare un giudizio occorre attendere e capire questi provvedimenti mirati ad alzare il deficit di che natura sono. Se una forte quota non sarà riservata agli investimenti, e premieranno invece gli aiuti a pioggia per chi non lavora, questo potrebbe rappresentare un problema serio. Al contrario se non ci sarà un forte aumento della spesa corrente e si punterà soprattutto su investimenti nelle infrastrutture e per incentivare l’aumento dell’occupazione, allora l’aumento del deficit potrebbe davvero innescare un processo virtuoso. Occorre un ragionevole lasso di tempo per capire quanto Pil potranno produrre questo genere di provvedimenti» Una manovra che appare in rottura con la tendenza degli ultimi decenni di operare in condizioni di austerity. Ed è proprio questo il punto nevralgico del discorso: le statistiche degli ultimi venticinque anni ci dicono con chiarezza che le politiche adottate in questo lasso di tempo – politiche impostate soprattutto sull’austerità, sulla riduzione del costo del lavoro, sul taglio delle pensioni e sull’aumento delle tasse – hanno prodotto il risultato opposto a quello sperato: il debito pubblico è cresciuto e il Pil è diminuito. Per quanto riguarda i mercati non mi preoccuperei. C’è una vera e propria guerra in corso ed è normale che la risposta sia questa. Cosa pensiamo, di opporci a questo sistema trovando il favore di chi da questo ha tratto dei vantaggi enormi? La resistenza sarà strenua e fino all’ultimo, anche perché se l’Italia dovesse spuntarla altri Paesi la seguirebbero a ruota. L’Europa l’abbiamo costruita noi e non dobbiamo rinunciare a un progetto nel quale abbiamo creduto per primi. Dobbiamo invece batterci per riportarla sui binari giusti. L’unica strada è quella di impugnare queste norme illegittime nelle sedi opportune. Come EURECA, assieme al prof. Guarino, all’ambasciatore Giulio Terzi, all’economista Marcello Minenna e al costituzionalista Alfonso Celotto, abbiamo intenzione di mettere sul tavolo delle forze politiche la proposta di aggiornamento delle leggi italiane in relazione con l’Europa. L’articolo 11 della nostra Costituzione stabilisce che l’Italia può cedere quote sovranità purché ciò avvenga in condizione di parità con gli altri Stati membri. Una condizione che però non c’è visto i cittadini italiani non possono pronunciarsi in merito alle leggi europee tramite referendum come accade invece per altri cittadini europei. C’è un’urgente necessità in Italia di aggiornare il nostro assetto giuridico. I sovranisti stanno diventando forti perché gli uomini politici che li rappresentano cavalcano l’onda dei tempi e la situazione problematica e reale che stiamo attraversando. Ciò che davvero rimprovero loro è di basare la tesi della loro protesta su basi non oggettive. Non è possibile che in tutti questi anni di attacchi continui all’Europa non sia mai stata posta la problematica del processo legislativo al suo interno che ha perso la sua indispensabile matrice democratica. A tal proposito noi come EURECA, nella persona del nostro responsabile legale Federico Tedeschini, abbiamo attivato una class action pubblica sul fiscal compact. Abbiamo concluso il primo passaggio, che prevede la sollecitazione al governo e al ministero dell’Economia ad interrompere l’applicazione di questo Trattato internazionale. Ora procediamo con la seconda fase: il ricorso al Tar. Così Angelo Polimeno Bottai a spraynews.it (fonte: Macchioni Communications Carpe Diem Srl)

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Scuola: Il tema precariato in Corte di Giustizia Europea

Posted by fidest press agency su domenica, 30 settembre 2018

Sta giungendo a termine la madre di tutte le cause sul pubblico impiego, perché riguarda un equo risarcimento del danno perpetrato ai supplenti, attraverso un abuso di precariato che solo in Italia ha raggiunto dimensioni ciclopiche: la conclusione dell’avvocato generale è stata in queste ore fissata per il prossimo 6 dicembre e la sentenza finale tra marzo e aprile 2019. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, presente a Lussemburgo, ha detto che se la Corte europea darà ragione al sindacato, tantissimi docenti e Ata potrebbero ottenere non solo il riconoscimento degli scatti di anzianità, percependo in media oltre 15 mila euro di risarcimento, ma anche altri 15mila euro per essersi ritrovati precari oltre i termini consentiti. È chiaro che in caso di esito positivo, Anief riaprirà il contenzioso. Con lo Stato italiano che potenzialmente sarebbe chiamato a spendere fino a 9 miliardi di euro di risarcimenti complessivi.

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Detenute madri

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

I recenti fatti di cronaca hanno riaperto una delle profonde ferite del diritto penale: il (grossissimo) problema-sociale e, soprattutto, giuridico-delle madri detenute. Lo ius puniendi, infatti, nel caso in esame, oltreché “tendere alla rieducazione del condannato”, deve essere mitigato dai diritti-doveri posti, dalla costituzione, a salvaguardia della maternità e dell’infanzia: come è facile comprendere, ad oggi, un vero equilibrio tra l’esecuzione della pena e la tutela delle madri carcerate e dei loro figli non è stato raggiunto. Tale problematica non è da sottovalutare perché i dati ufficiali, attualmente, fotografano la presenza di ben 52 detenute madri-con 62 figli al seguito-all’interno degli istituti penitenziari italiani e questi numeri, dal 93 ad oggi, sono tra i più elevati. Occorre ricordare, inoltre, che la famiglia è una “comunità di persone, che preesiste, di fatto, allo stato e all’ordinamento ed è deputata a svolgere un ruolo primario anche in ambito sociale”: approntare una tutela a favore delle detenute madri e dei loro figli è, pertanto, imprescindibile. La normativa di riferimento, al fine di fornire tale tutela, prevede espressamente che “alle madri è consentito di tenere presso di sé i figli fino all’età di tre anni. Per la cura e l’assistenza dei bambini sono organizzati appositi asili nido”. Il designato punto di equilibrio tra l’esigenza di punire dello stato ed il rapporto madre-figlio pare, tuttavia, un po’ (troppo?) paradossale: se è vero, ed è vero, che il limite dei tre anni è sorto a seguito della presa d’atto della nocività del carcere, allora, non si comprende come si possa consentire ad un bambino di vivere i primi tre anni della propria vita in tale contesto. “Che si debba punire la colpa dei padri nei figli?”: verrebbe da dire. Fuori dalle (facilissime) provocazioni viene da dire che, come in altri casi, il carcere persegue finalità altre rispetto alla rieducazione e, nel caso de quo, prevarica i diritti costituzionali della maternità.
Le riflessioni sul problema delle madri detenute devono, tuttavia, essere operate tenendo conto dei due differenti piani della “carcerazione”: la fase cautelare va, infatti, distinta nettamente da quella esecutiva della pena. Per quanto attiene all’esecuzione della pena si deve, anzitutto, sottolineare che quest’ultima è differita “se deve avere luogo nei confronti di madre di infante di età inferiore ad anni uno”: un bambino di sei mesi, quindi, potrà trovarsi ristretto insieme alla madre solo se quest’ultima è sottoposta a custodia cautelare in carcere. Se, invece, “una pena restrittiva della libertà personale deve essere eseguita nei confronti di madre di prole di età inferiore a tre anni” la pena può, e non deve, essere differita: già si ravvisa, in tali parole, l’esistenza di una forte discrezionalità in capo al magistrato di turno. Per quanto concerne le misure alternative alla detenzione si potrebbe, al di là della detenzione domiciliare “standard” ex art. 47ter, citare la detenzione domiciliare speciale ex art. 47quinquies per la quale “quando non ricorrono le condizioni di cui all’articolo 47ter le condannate madri di prole di età non superiore ad anni dieci, se non sussiste un concreto pericolo di commissione di ulteriori delitti e se vi è la possibilità di ripristinare la convivenza con i figli, possono essere ammesse ad espiare la pena nella propria abitazione”: un’altra norma che, al di là delle facili astrazioni, concede un’eccessiva discrezionalità alla magistratura e, per tale ragione, può divenire di rara applicazione.
Il paradosso della disciplina delle detenute madri si evince, forse ancor di più, allorquando si osservino i vincoli ai quali queste ultime sono sottoposte in funzione cautelare, piuttosto che esecutiva della pena. Nel momento in cui si ritiene sussistente la pericolosità sociale, infatti, le madri, quasi sicuramente si vedranno catapultate in carcere insieme ai propri figli di età pari od inferiore a tre anni. In buona sintesi, in tal caso, soltanto la madre di infante di età inferiore ad anni uno si eviterà-momentaneamente-il carcere, poiché in tal caso l’esecuzione della pena è differita ex art. 146 c.p.: non è differibile, tuttavia, la custodia cautelare in carcere. Restiamo in attesa di una rivoluzione copernicana in ambito penale che sappia dimostrare che il carcere non è al centro dell’universo punitivo poiché è soltanto una delle pene possibili (e, molto probabilmente, quella meno efficace) e provi che, casomai, tale posizione è occupata dall’uomo e dalla sua rieducazione. Occorre, infatti, “prendere coscienza del fatto che il diritto penale si basa su una sorta di incanto, su una sorta di illusione [poiché esiste una] trascendenza che fa credere a una differenza tra vendetta, sacrificio e sistema punitivo [e che] consente di ingannare anche la violenza e rompere il rischio di una ritorsione infinita”: se, tuttavia, la pena cardine dell’intero sistema-il carcere-non raggiunge i risultati che promette, allora, l’illusione cessa di esistere e rimane unicamente la tragica realtà conosciuta da tutti. (By Dott. Daniel Monni in sintesi)

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Giornata Internazionale della Nonviolenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 settembre 2018

Milano dal 2 ottobre al 23 dicembre Giornata Internazionale dell’ONU della Nonviolenza mostra gratuita e aperta al pubblico “Terra Mala”. All’inaugurazione, in programma alle 14:30 presso GUNA (via Palmanova, 69 – MI), saranno presenti: Stefano Schirato, FotoreporterGiangi Milesi, Networking & Relations, Past President – Cesvi Fondazione Onlus Colonnello Massimiliano Corsano, Comandante del Gruppo Tutela Ambientale dei Carabinieri. GUNA intende contribuire a denunciare, cogliendo l’occasione di una giornata importante e significativa come quella dell’ONU sulla Nonviolenza, gli atti criminali delle ecomafie legati all’industria dei rifiuti che hanno provocato il più grande disastro ambientale d’Italia, con milioni di rifiuti tossici smaltiti illegalmente negli ultimi 30 anni e gravi ripercussioni ancora oggi sul suolo, sui prodotti agricoli, sull’allevamento e sulle falde acquifere.
Il 2 ottobre è un giorno per ricordare, educare e agire in nome della cultura della pace, della tolleranza e della giustizia, e in memoria del Mahatma Gandhi, di cui il 2 ottobre si festeggia l’anniversario della nascita. GUNA, azienda farmaceutica italiana che dal 1983 sviluppa proposte terapeutiche d’avanguardia e leader nazionale nella medicina dei bassi dosaggi, da parecchi anni in occasione della ricorrenza organizza varie iniziative sociali che coinvolgono i dipendenti. Quest’anno ha invitato il fotoreporter Stefano Schirato che incontrerà i dipendenti a cui presenterà alcune sue opere. Inoltre, allestirà presso la sua sede di via Palmanova 69 a Milano una mostra che raccoglie i migliori scatti dell’autore sul dramma della terra dei fuochi.
L’artista – già noto a livello internazionale per lo scioccante reportage dalla “zona rossa” di Chernobyl e per le efficaci collaborazioni con testate internazionali del calibro di New York Times, CNN, Vanity Fair, Al Jazeera, Le Figaro e National Geographic – ha selezionato 25 immagini iconiche che mettono a nudo il degrado del territorio e le pressioni camorristiche, mostrando le condizioni in cui bambini, donne e uomini sono costretti a vivere ogni giorno in quella zona d’Italia, un’area di 55 municipi compresa tra le province di Napoli e di Caserta.

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La legittima difesa e il carcere non fanno paura ai chi vuole delinquere

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Sì, è vero: una società ha diritto di difendersi dai suoi membri che non rispettano la legge ma, a mio parere, non lo dovrebbe fare dimostrando di essere peggiore di loro o, ancora peggio, creando un clima da far west. La proposta di legge per riformare la legittima difesa, come deterrente a furti e rapine, mi fa paura e mi fa temere non certo per i rapinatori o per i ladri, ma per le brave persone, nel caso venissero derubate o rapinate, perché se un bandito sa che può essere ucciso, a sua volta tenterà di sparare per primo.
Chi è mentalmente malato (pedofili e simili), chi è in astinenza da droga, chi si sente in guerra contro il mondo per motivi religiosi o politici, non ha sostanzialmente paura di andare in carcere o di essere ucciso. Infatti, alcuni non hanno neppure paura di farsi saltare in aria nel nome del Dio di turno. La possibilità di essere ucciso non fa paura neppure ad uno che ha fame e molti ladri provengono da situazioni di degrado, emarginazione, povertà e altro.
Molti delinquenti si sentono in guerra verso la povertà, coltivano un sogno di vita diversa, un destino migliore e, sapendo che potrà loro capitare di ricevere una fucilata alle spalle, accetteranno di ammazzare per non essere ammazzati. Leggete qui sotto questo articolo di Daniel Monni e capirete che questa non è una buona legge per la nostra società. (Carmelo Musumeci)

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Scuola: La Corte di Giustizia Europea accoglie le tesi dello Stato italiano sulle ragioni oggettive legate al concorso

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

Secondo i giudici di Lussemburgo, la norma del Testo Unico della scuola – l’art. 485 co.1 d.lgs. 16.4.1994, n. 297 relativo alle ricostruzioni di carriera -, laddove discrimina il servizio prestato dai lavoratori quando erano precari, sarebbe compatibile con il diritto dell’Unione Europea se intende valorizzare l’accesso per merito garantito dalla Costituzione: a questo punto, la partita per i legali Anief rimane aperta in Corte di Cassazione, dopo le 350 sentenze vinte in primo grado e appello presso i tribunali del lavoro, considerato che le stesse presunte ragioni oggettive dopo alcuni anni di servizio scompaiono dando luogo a un riallineamento della carriera.La partita delle ricostruzioni di carriera del personale scolastico si sposta in Cassazione: la Corte di Giustizia Europea ha oggi infatti stabilito che la considerazione diversificata delle prestazioni professionali dei lavoratori precari, considerate oltre i primi quattro anni solo in parte ai fini economici e professionali, sarebbe compatibile con il diritto dell’Unione qualora intenda valorizzare l’accesso per merito garantito dalla Costituzione.“Stando così le cose – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – chiederemo al giudice nazionale di verificare anche la legittimità costituzionale della norma, perché paradossalmente oggi sembra più conveniente rimanere precario che entrare nei ruoli dello Stato. Il tutto, dopo i ricorsi vinti sul precariato presso la Corte Suprema, come d’altronde gli stessi giudici della Corte di Giustizia Europea in diversi punti della causa 466/17 Motter hanno rimarcato”. “Spetta dunque al giudice nazionale, nel caso concreto, valutare se queste ragioni oggettive siano reali. Ma se ad un docente precario viene riconosciuto tutto il servizio pre-ruolo mentre a un insegnante di ruolo per sedici anni è “raffreddata” la carriera, sarà difficile per l’Avvocatura giustificare queste astratte ragioni oggettive”, conclude il sindacalista Anief-Cisal.

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Banche digitali: Italia sempre all’avanguardia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Il cliente invia un reclamo a mezzo posta elettronica certificata, e loro rispondono mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.Nelle immagini ci sono Intesa Sanpaoloe Banco BPM, ma non sono affatto gli unici istituti che ancora rimpiangono i piccioni viaggiatori.Tra preparazione, spedizione e consegna possiamo stimare una perdita di tempo pari ad almeno una settimana, se non anche dieci giorni.
Senza contare l’eventuale, ma molto frequente, caso di assenza del destinatario e del conseguente tempo perso per recarsi all’Ufficio Postale per ritirare la lettera. Alla fine, possono trascorrere senza alcuna difficoltà almeno due settimane. Tutto tempo sprecato dal cliente. Non finisce qui. Il costo di una Raccomandata con Avviso di Ricevimento è di minimo 6,50 euro, che moltiplicato per tutte le comunicazioni inviate porta ad un notevole esborso economico per l’istituto. Un costo che, in un modo o in un altro, viene poi riversato sulla clientela. (fonte: Aduc)

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