Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°56

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

La Cassazione boccia l’insulto omofobo

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 febbraio 2019

La Cassazione sollecita un maxi risarcimento per le vittime di omofobia. Lo ha fatto con l’ordinanza 4815/19, pubblicata oggi dalla sezione lavoro che boccia il ricorso del legale rappresentante condannato in secondo grado a risarcire un dirigente per condotte vessatore ai suoi danni, cioè perché preso di mira perché gay. Non c’era nulla di scherzoso nella condotta del legale rappresentante per la Corte territoriale anzi l’atteggiamento rivelava una grave mancanza di rispetto e di lesione della personalità morale del lavoratore. Il ragionamento del giudice di appello non fa una piega ad avviso del Palazzaccio che conferma il risarcimento. La Corte d’appello ha riprodotto le allegazioni contenute nel ricorso introduttivo di primo grado e «ha dato atto di come gli specifici episodi descritti non fossero stati dimostrati ma come, invece, fosse stata comprovata la protratta condotta offensiva di parte datoriale, pure allegata dal lavoratore, e relativa alla presunta omosessualità del lavoratore, sistematicamente apostrofato col termine finocchio». Sbaglia la società a criticare la sentenza impugnata per non aver colto «il carattere scherzoso degli epiteti con cui il legale rappresentante era solito apostrofare il dipendente, in presenza degli altri colleghi e in un clima cameratesco». La Corte di merito, infatti, ha rilevato il danno non patrimoniale subito dal lavoratore dagli elementi probatori raccolti sul contenuto delle offese, «sulla reiterazione, sulle modalità e contesti in cui le stesse venivano arrecate, sulla difficoltà di reazione per essere il destinatario lavoratore subordinato; ha ritenuto che le offese, ripetute nel tempo, avessero arrecato, tra l’altro, concreto e grave pregiudizio alla dignità del lavoratore nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione, per il fatto che gli epiteti spregiativi erano ripetuti alla presenza dei colleghi e in situazioni nelle quali il destinatario non era in condizioni di reagire». E, art. 2 della Costituzione alla mano, la Suprema Corte, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha ricordato “il diritto costituzionalmente tutelato alla libera espressione della propria identità sessuale quale essenziale forma di realizzazione della propria personalità”.

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Per Fratelli d’Italia la difesa è sempre legittima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

“Il testo sulla legittima difesa approvato in Senato è un primo importante passo avanti ma rimane ancora troppo debole per quelle che sono le aspettative di Fratelli d’Italia su una sua battaglia storica. Ci auguriamo, pertanto, che la Camera accolga i nostri emendamenti che puntano a facilitare l’attività interpretativa dei giudici sull’eccesso colposo di legittima difesa: se un ladro entra nel domicilio, non si deve indagare lo stato psicologico e la reazione della vittima che si difende, ma le modalità oggettive dell’aggressione. Senza nulla togliere allo Stato nel monopolio dell’uso legittimo della forza, va affermato con chiarezza il diritto naturale a difendersi in casa propria quando lo Stato non può intervenire. Se un delinquente entra in una casa si presume il rischio maggiore, cioè alla vita e all’incolumità e si deve perseguire il delinquente e non la vittima che si difende. Per Fratelli d’Italia insomma, la difesa è sempre legittima”.
Lo dichiara Ciro Maschio, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Giustizia.

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Scuola – Diplomati magistrale: domani l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Il 20 febbraio, l’organo di rilievo costituzionale potrebbe ristabilire il giudicato violato nel dicembre 2017 sull’inserimento in GaE di migliaia di maestre e maestri e la conseguente pasticciata soluzione politica che ha prorogato di un anno i contratti annuali e indetto un concorso straordinario non selettivo – con DDG n. 1456 del 7 novembre scorso – per insegnanti che già avevano superato l’anno di prova. Marcello Pacifico (Anief): L’accertamento dell’annullamento erga omnes del decreto ministeriale potrebbe dare il via alla riaperture delle GaE per tutto il personale abilitato e risolvere il problema della copertura del turn over con quota 100. In alternativa, toccherà a marzo alla Corte di Suprema di Cassazione giudicare la legittimità della decisione che ha sconvolto lo stato di diritto nella gestione dei supplenti della scuola.

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SCUOLA: Diplomati magistrale, prossima l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Il 20 febbraio, l’organo di rilievo costituzionale potrebbe ristabilire il giudicato violato nel dicembre 2017 sull’inserimento in GaE di migliaia di maestre e maestri e la conseguente pasticciata soluzione politica che ha prorogato di un anno i contratti annuali e indetto un concorso straordinario non selettivo – con DDG n. 1456 del 7 novembre scorso – per insegnanti che già avevano superato l’anno di prova. Marcello Pacifico (Anief): L’accertamento dell’annullamento erga omnes del decreto ministeriale potrebbe dare il via alla riaperture delle GaE per tutto il personale abilitato e risolvere il problema della copertura del turn over con quota 100. In alternativa, toccherà a marzo alla Corte di Suprema di Cassazione giudicare la legittimità della decisione che ha sconvolto lo stato di diritto nella gestione dei supplenti della scuola.

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Nuovi FortiGate Next-Generation Firewall di Fortinet

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Fortinet® (NASDAQ: FTNT), leader mondiale nelle soluzioni di cybersicurezza integrate e automatizzate, ha annunciato i suoi nuovi FortiGate Next-Generation Firewall (NGFW) ad alte prestazioni con le serie FortiGate 3600E, FortiGate 3400E, FortiGate 600E e FortiGate 400E, che consentono alle aziende di implementare la segmentazione Intent-based all’interno della propria infrastruttura di sicurezza. L’Intent-based Segmentation consente alle organizzazioni di ottenere un controllo granulare degli accessi, una valutazione continua dell’affidabilità, visibilità end-to-end e protezione automatica dalle minacce. Oltre a fornire la segmentazione Intent-based, FortiGate 3600E offre protezione dalle minacce da 30Gbps e prestazioni di SSL inspection da 34Gbps. FortiGate 3400E offre una protezione dalle minacce da 23Gbps e prestazioni di SSL inspection da 30Gbps.
FortiGate ha ottenuto da parte degli NSS Labs una serie di valutazioni “Recommended” nei group test dei Next-Generation Firewall, date le prestazioni elevate di SSL inspection con il minimo impatto sulle performance, tra gli altri parametri di valutazione.
La combinazione della crescita aziendale, dei workload che migrano verso molteplici cloud e dell’aumento degli attacchi informatici rende difficile per le organizzazioni riuscire a mantenere una solida architettura di sicurezza che applichi efficacemente policy di sicurezza coerenti attraverso tutti gli ambienti di rete. Disporre di reti flat, con un singolo punto di enforcement aggrava ulteriormente questo problema, rendendo più semplice per i criminali informatici entrare nella rete. Una volta entrati, diventano parte della “zona fidata”, potendo diffondere rapidamente le minacce lateralmente. È estremamente difficile individuare e contenere questi criminali informatici mentre si addentrano più in profondità nella rete, con conseguenti rischi a cascata e la sottrazione di dati preziosi.
Poiché le strategie di sicurezza esistenti non riescono a tenere il passo con un complesso panorama di sicurezza, le organizzazioni cercano una protezione predittiva e adattativa che prevenga la diffusione delle minacce attraverso la rete. Con l’Intent-based Segmentation, le organizzazioni ottengono una sicurezza adattiva segmentando in modo intelligente le risorse IT in base agli obiettivi aziendali, come ad esempio la conformità, avendo più punti di applicazione. La protezione adattiva si ottiene implementando un controllo capillare degli accessi basato su livelli di fiducia variabili e sicurezza avanzata ad alte prestazioni.
“La segmentazione sta diventando fondamentale come l’applicazione di patch nei sistemi vulnerabili. L’Intent-based Segmentation allinea gli obiettivi di business con i cambiamenti dell’infrastruttura e separa dinamicamente l’infrastruttura per proteggere utenti, dati e sistemi. Elemento fondamentale della segmentazione Intent-based è il NGFW a elevate prestazioni. Le nuove serie FortiGate 3400E e 3600E offrono protezione dalle minacce leader del settore e performance di SSL inspection che consentono ai clienti di sviluppare un’architettura end-to-end olistica.” ha commentato John Maddison, EVP of products and solutions di Fortinet.Fortinet facilita l’adozione da parte delle organizzazioni dell’Intent-based Segmentation con l’introduzione dei nuovi FortiGate NGFW ad alte prestazioni, che includono le soluzioni FortiGate 3600E, FortiGate 3400E, FortiGate 600E e FortiGate 400E. Come parte del Security Fabric di Fortinet, i nuovi NGFW FortiGate offrono alle organizzazioni policy di sicurezza integrate e coerenti in modalità on-premise e cloud. Basati su Security Processor Unit (SPU) personalizzati, i nuovi NGFW FortiGate offrono visibilità completa e protezione avanzata dalle minacce senza incidere sulle prestazioni.

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Scuola – Sostegno, 270 mila alunni disabili: i servizi latitano e l’inclusività passa per i tribunali

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

Secondo il report nazionale dell’Osservatorio sulla povertà educativa “L’inclusione degli alunni con disabilità nelle scuole”, i diritti degli allievi sono tenuti in piedi dai giudici, a partire dalla Corte Costituzionale che ha fatto giurisprudenza. Anief invita il Parlamento ad approvare una legge che trasformi i posti in deroga in organico di diritto, risponda alle richieste di personale ogni anno inoltrate delle scuole e passi gli assistenti all’autonomia a ruoli statali e non stagionali. Così si garantisce il diritto all’istruzione e la continuità didattica, non certo con inutili blocchi quinquennali sui trasferimenti.
Ma per i ricercatori “i dati visti finora ancora non ci informano sulla effettiva inclusione delle ragazze e dei ragazzi con disabilità nelle scuole italiane”, con fenomeni compensativi tra docenti di sostegno e assistenti all’autonomia e comunicazione. Così “l’inclusione del minore con disabilità rischia di restare solo sulla carta”. Marcello Pacifico (Anief): È l’ennesimo abuso nei confronti di alunni che meriterebbero ben altre attenzioni. Proprio per denunciare queste situazioni, con l’inizio del 2019 abbiamo lanciato il progetto Operazione verità. E continuano i ricorsi gratuiti per le famiglie con l’iniziativa Anief “Sostegno, non un’ora di meno!”.

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Accordo sulle nuove regole UE sul copyright nell’era digitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

Creativi e editori avranno più forza per negoziare con i giganti del web la giusta remunerazione del diritto d’autore, grazie a un accordo raggiunto mercoledì notte.
L’accordo raggiunto tra i negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio mira a garantire che i diritti e gli obblighi derivati dal copyright si applichino anche a Internet. YouTube, Facebook e Google News sono tra le aziende più direttamente interessate da questa legislazione.I co-legislatori si sono inoltre impegnati a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. I frammenti degli articoli di cronaca potranno così continuare ad essere condivisi senza violare il diritto d’autore, così come le GIF e i meme.I giganti del web dovranno condividere i ricavi con artisti e giornalisti. L’accordo mira a rafforzare la posizione dei titolari dei diritti d’autore, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché gli editori di notizie, al fine di negoziare accordi migliori per la retribuzione per l’uso delle loro opere sulle piattaforme online.
Come regola generale, la condivisione di frammenti di articoli non sarà soggetta al diritto d’autore. Tuttavia, l’accordo contiene anche misure per evitare che gli aggregatori di notizie abusino di questa concessione. Il cosiddetto “snippet” potrà quindi continuare ad apparire nel newsfeed di Google News, ad esempio, o ad essere condiviso su Facebook, a condizione che il testo sia “molto breve”.Il caricamento di opere protette a scopo di citazione, critica, recensione, caricatura o parodia è protetto, assicurando che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.
Il testo specifica inoltre che il caricamento di opere su enciclopedie online a scopi non commerciali, come Wikipedia, o piattaforme software open source, come GitHub, sarà automaticamente escluso dalle nuove regole. Le piattaforme start-up saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.
Gli autori e gli artisti, interpreti o esecutori, potranno chiedere al distributore una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti, quando la remunerazione originariamente concordata è sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne deriva per il distributore.
Attualmente, le società di internet sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono soltanto obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti su richiesta degli autori. Tuttavia, ciò è oneroso per gli autori e non garantisce loro un reddito equo. L’introduzione della responsabilità per le società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, con una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.
L’accordo deve ora essere approvato dai rappresentanti del Consiglio, dalla commissione parlamentare per gli affari giuridici e dalla plenaria del Parlamento.

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Copyright, Levi (AIE): “L’Europa dichiara il suo amore per il diritto d’autore”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

“Oggi, il giorno di San Valentino, l’Europa dichiara il suo amore per il diritto d’autore, per la creatività e in definitiva per la cultura. Quella di oggi è davvero una vittoria per la libertà, come espressione di un libero dibattito democratico e della creatività della persona. Questo è il diritto d’autore: rappresenta la libertà ed esprime l’identità europea”. È il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi subito dopo la fine del negoziato del Trilogo sulla riforma del diritto d’autore nel mercato unico digitale.“Siamo soddisfatti – ha proseguito – perché con l’esito di oggi si è affermato un principio fondamentale, e cioè che il diritto d’autore va sì aggiornato al digitale ma conservandone la funzione di libertà e di contrasto dei monopoli. Attendiamo ora fiduciosi che il Parlamento e il Consiglio confermino questa decisione. Certo, il testo approvato – come ogni testo di compromesso tra interessi e visioni diverse – presenta alcuni aspetti che richiedono molta attenzione in sede di recepimento. Siamo pronti a dare il nostro contributo, come abbiamo sempre fatto, perché le norme italiane vadano in direzione di un’effettiva innovazione digitale, della crescita e della diversità culturale. La Direttiva è però un’ottima premessa perché in Europa e in Italia ci sia un insieme di norme che incentivino gli autori e garantiscano il futuro delle imprese culturali”.

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Fisioterapisti alle prese con l’abusivismo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

La questione dell’esercizio abusivo della professione e’ “un grossissimo problema che ci vede impegnati da sempre, anche a supporto delle autorita’ competenti, per mettere a posto una situazione molto, molto pericolosa per la salute dei cittadini. In questi giorni stiamo cercando nelle sedi ministeriali di far sviluppare nel miglior modo possibile lo strano ‘condono’ che e’ stato inserito nella legge di Bilancio appena approvata”. Cosi’ il presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti, Mauro Tavarnelli, ai microfoni di Radio Cusano Campus. Il riferimento e’ ai commi 537-542 che prevedono una deroga per l’iscrizione agli Ordini per i professionisti sanitari senza titoli. “Il nostro e’ un impegno costante a difesa della cittadinanza”, come dimostra il sito dell’AIFI “che fornisce in modo trasparente l’elenco dei nostri iscritti validati e certificati come fisioterapisti abilitati all’esercizio della professione”.
Contro la norma salva-abusivi e’ sempre in piedi l’ipotesi di una protesta in piazza. “Noi, insieme alle altre professioni sanitarie, stiamo facendo tutto il possibile con il massimo senso di responsabilita’ istituzionale: speriamo di essere ascoltati e se cio’ non dovesse accadere saremo pronti a farci riconoscere in tutti i modi possibili, anche con una manifestazione”. Nel frattempo prosegue l’iter di istituzione dell’Ordine, ma “sulla questione c’e’ ancora bisogno di tempo perche’ la legge prevede dei passaggi e delle decisioni da assumere all’interno del futuro albo. Al momento abbiamo un ordine professionale insieme a tutte le altre professioni sanitarie e a brevissimo avremo un albo perche’ sono in dirittura d’arrivo i cosiddetti decreti attuativi. Ma- ha concluso Tavarnelli- la battaglia per la tutela dei diritti e’ assolutamente gia’ partita”.

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Trivelle e arbitrati, non è vero che l’Italia deve pagare per forza

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2019

Un documento citato dalla Campagna Stop TTIP Italia insieme al Coordinamento Nazionale No Triv svela che il nostro paese non deve pagare compensazioni nelle cause ISDS se vengono intentate da multinazionali con sede negli stati membri dell’Unione europea. Nessun investitore europeo potrà più fare causa al nostro Paese se fermeremo trivelle e progetti simili. Lo stabilisce un documento siglato da 15 Stati europei, tra cui l’Italia [1] con il suo ambasciatore Maurizio Massari. Il 15 gennaio scorso, infatti, la Corte di Giustizia Europea ha stabilito nel Caso Achmea che nessun investitore con sede nell’Unione europea può più fare causa a un altro stato membro utilizzando la clausola arbitrale contenuta nei trattati commerciali e sugli investimenti. In questi giorni le compagnie dell’oil&gas minacciano arbitrati internazionali contro l’Italia per l’emendamento al Dl Semplificazioni che sospenderebbe per 18 mesi le ricerche. Il caso Rockhopper, tramite cui l’impresa britannica chiede 350 milioni di dollari di risarcimento in opache sedi arbitrali al nostro paese per averle vietato di trivellare entro le 12 miglia dalle coste abruzzesi, viene citato come precedente da tenere presente.Il documento congiunto dei Governi europei, invece, dichiara che “tutti gli accordi internazionali conclusi dall’Unione, compreso il Trattato sulla Carta dell’energia, sono parte integrante dell’ordinamento giuridico dell’UE e devono pertanto essere compatibili con il Trattati”. In questo quadro, la clausola contenuta in tutti gli accordi bilaterali intraeuropei e nella Carta dell’energia viene definita “incompatibile con i Trattati e quindi dovrebbe essere disapplicata”.
Una simile presa di posizione metterà fine a circa 200 accordi commerciali tra paesi membri dell’UE ed eviterà le compensazioni agli investitori di quei paesi decise in sede di arbitrato internazionale. Ma non ci mette al riparo da tutte le cause e risarcimenti che potrebbero essere presentate da investitori extra-UE grazie al #CETA, al trattato Europa-Singapore all’esame del Parlamento europeo il 12 febbraio prossimo, e da tutti gli altri trattati che contengono una clausola #ISDS, #ICS o similo. Per questo la campagna Stop TTIP/CETA Italia e il Coordinamento No Triv chiedono al Governo Italiano di bocciare il #CETA per fermare il proliferare di accordi commerciali che contengono #ISDS #ICS, arbitrati e capestri.
Non ci ascoltano? Raccogliamo qui https://stop-ttip-italia.net/diritti-per-le-persone-regole…/ più firme possibili per cancellare #ISDS e #ICS da tutti i trattati vigenti e futuri, e istituire un trattato Onu per difendere i diritti delle persone e dell’ambiente. Una petizione che, a circa 10 giorni dal lancio, ha già raccolto quasi 400mila firme
“Mi chiedo come possiamo contraddire questa importante decisione tenendo in piedi tutti gli altri trattati commerciali, come il CETA o l’accordo UE-Singapore, in votazione al Parlamento europeo il prossimo 12 febbraio – spiega Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP/CETA – Per noi la compatibilità con il diritto dell’Unione è un fatto importante, ma siamo contrari a questi oscuri tribunali privati per molte altre ragioni. Per questo chiediamo con una petizione europea che il Parlamento bocci subito il CETA e che le clausole arbitrali vengano cancellate da tutti i trattati sul commercio e gli investimenti”.
“Viste le conclusioni della Corte di Giustizia e la presa di posizione dei 15 paesi membri contro gli arbitrati – dichiara Enzo Di Salvatore, professore di diritto costituzionale ed estensore dei quesiti del referendum contro le trivellazioni in mare – l’Avvocatura dello stato ora faccia quello che tutti si aspettano da lei, e chieda la chiusura della assurda causa intentata dalla Rockhopper”.Francesco Masi, portavoce del Coordinamento nazionale No Triv conclude: “Lo stop agli arbitrati è un punto dirimente della battaglia per i beni comuni e contro l’ingerenza delle imprese private, che porteremo in piazza il prossimo 23 marzo a Roma nella manifestazione per il clima e contro le grandi opere imposte e a forte impatto”.Come dimostra il rapporto “Diritti per le persone, regole per le multinazionali“, in tutto il mondo i governi hanno già dovuto sborsare 84 miliardi di dollari alle imprese in sede arbitrale. Il sistema è talmente lucroso che molti fondi finanziari hanno iniziato a pagare le spese legali delle aziende in cambio di una quota del premio finale. Nel 2020 gli analisti stimano un giro di “scommesse” da parte di soggetti finanziari sugli arbitrati da 2 miliardi di dollari.Sosteniamo insieme la petizione per mettere fine ai privilegi delle multinazionali e per l’istituzione di un trattato delle Nazioni Unite che vincoli le corporation al rispetto dei diritti umani e dell’ambiente perché ISDS deve essere cancellato in tutti i trattati commerciali e sugli investimenti, e i piani dell’UE di estenderlo e consolidarlo creando una corte permanente di arbitrato internazionale devono essere stracciati.

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Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 febbraio 2019

Torino Il Piano triennale della prevenzione della corruzione e della trasparenza 2019-2021 è stato adottato dalla Città Metropolitana di Torino con il Decreto della Sindaca Chiara Appendino numero 27 del 31 gennaio 2019, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio metropolitano.
Al termine del periodo di consultazione pubblica, il Piano verrà se necessario adeguato alle proposte ritenute accoglibili e diverrà definitivo. Il Piano è incentrato sul ruolo fondamentale della dirigenza dell’Ente, che deve garantire il presidio della legalità degli atti attraverso il controllo di regolarità tecnica e contabile, ma anche attraverso il rispetto degli obblighi e vincoli previsti in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione.Tra gli obiettivi del Piano vi è la revisione della mappatura dei processi e dei procedimenti amministrativi, per aggiornare l’elenco analitico delle misure anticorruzione suddivise per aree di rischio. La fase di avvio della nuova tecnostruttura della Città Metropolitana comporta infatti la necessità di adeguare il Piano all’evoluzione dell’Ente.
Tra le possibili aree di rischio che devono essere attentamente monitorate vi sono gli affidamenti diretti, le procedure di somma urgenza, i conflitti di interesse, le cause di incompatibilità e inconferibilità degli incarichi dirigenziali e di vertice, gli incarichi esterni, la gestione delle dotazioni strumentali, la rilevazione delle presenze in servizio. È prevista la revisione delle misure per contrastare la corruzione nei processi di affidamento di lavori, servizi e forniture e nella selezione e reclutamento del personale e dei collaboratori professionali.Il Piano prevede la riattivazione del Tavolo anticorruzione metropolitano, a cui partecipano i responsabili della prevenzione della corruzione dei Comuni e delle Zone omogenee e il responsabile per la prevenzione della corruzione della Città Metropolitana. I soggetti che siedono al Tavolo rilevano congiuntamente le necessità di aggiornamento delle misure di prevenzione, condividendole quando è possibile ed orientandole. Nell’ambito del Tavolo la Città Metropolitana esercita una funzione di supporto agli Enti locali, per aiutarli ad individuare le buone pratiche e a programmare le attività. All’interno dell’Ente inoltre si opererà per omogeneizzare le strutture degli atti amministrativi e per favorirne la dematerializzazione.

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Piemonte: La Regione ha inviato il ricorso contro la legge sicurezza alla Corte Costituzionale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

Il Piemonte ha inviato questa mattina, alle 9, dall’ufficio postale del tribunale di Torino, il ricorso contro la legge sicurezza alla Consulta. Con questo atto di 96 pagine si chiede la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’intero decreto legge del 4 ottobre 2018 n. 113, convertito poi in legge che violerebbe ben 26 norme.
Il ricorso è stato redatto dal docente di diritto internazionale, e avvocato, Ugo Mattei, con la collaborazione dell’avvocata della Regione, Giovanna Scollo. Sono otto, in tutto, i profili di incostituzionalità. Tra questi, la mancanza del requisito della necessità ed urgenza indispensabile per poter decretare. Con un decreto non si possono fare riforme strutturali mentre la legge Salvini le fa. Ancora, sulla norma è stata chiesta la fiducia impedendo il dibattito. Il decreto poi è mal scritto e parlerebbe solo ai giuristi, mentre le leggi devono essere chiare. Infine, si abolisce la protezione umanitaria che è prevista dal diritto internazionale.
Il ricorso inizia con queste parole: ‘Si sperava di non dover vedere mai più, nell’Italia repubblicana nata dalla Resistenza antifascista, scene come quelle andate in onda, proprio intorno al Giorno della Memoria, al Cara di Castelnuovo di Porto, dove numerosi migranti di colore, donne e bambini inclusi, già integrati nel territorio, sono stati caricati su autobus e deportati in località loro ignote. Si è trattato del primo esempio di applicazione pratica del Decreto Salvini, norme che vanno cancellate dal nostro diritto positivo perché mostrano le caratteristiche devastanti di un virus letale per il nostro ordine democratico. La Regione Piemonte ritiene che tale riforma, oltre a essere ispirata a un disegno gravemente incostituzionale di limitazione dei diritti delle persone e di marginalizzazione (per non dire vera e propria “criminalizzazione”) dello straniero e di quanti, più in generale, si trovino in una condizione di vulnerabilità sociale, incide in modo rilevante sulle prerogative costituzionali delle Regioni e degli Enti locali’. Alle Regioni spetta il compito costituzionale di ‘rimuovere gli squilibri economici e sociali e favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona’. È chiamata a provvedere alle esigenze sottese a un disegno costituzionale sociale e inclusivo e non deve esser costretta – prosegue il ricorso – ‘a partecipare, con le proprie risorse e la propria organizzazione, al perseguimento del disegno incostituzionale (in quanto xenofobo ed escludente) di una parte politica che pro tempore riesce a determinare, in modo abusivo, come si dimostrerà più avanti, il processo di normazione statale’.Entro un mese la Corte Costituzionale dovrebbe fissare una prima udienza.“Speriamo ora – conclude Cerutti – di avere un responso che fermi questa norma pericolosa, che rischia di far diventare, solo in Piemonte, 5mila persone irregolari”.

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Le aziende che hanno investito per salvaguardare la privacy delle informazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

Secondo lo studio globale Cisco 2019 Data Privacy Benchmark Study, le aziende che hanno investito per salvaguardare la privacy dei dati sensibili, stanno ottenendo benefici di business tangibili, confermando dunque il legame esistente tra questi due elementi. Gli intervistati che hanno preso parte allo studio confermano infatti minori ritardi nelle vendite così come un numero inferiore di violazioni e di relative perdite economiche. Il regolamento Europeo sulla protezione dei dati, noto come GDPR, che intende rafforzare la protezione dei dati personali e della privacy dei residenti europei, è entrato in vigore nel maggio del 2018. Le aziende di tutto il mondo hanno lavorato assiduamente per essere pronte in ottica GDPR. Secondo il report Cisco 2019 Data Privacy Benchmark Study, il 59% delle aziende ha dichiarato di aver soddisfatto tutti o la maggior parte dei requisiti, il 29% prevede di farlo entro un anno mentre per il 9% ci vorrà oltre un anno. “Quest’anno in particolare, riservatezza e privacy dei dati sono stati aspetti molto importanti. Il dato è la nuova valuta e, mentre il mercato evolve, le aziende ottengono benefici di business reali dai propri investimenti nella protezione dei dati,” ha commentato Michelle Dennedy, Chief Privacy Officer di Cisco. “In Cisco, crediamo fortemente sia nella protezione dei nostri clienti che nella creazione del successo aziendale grazie all’ottimizzazione del valore dei dati e alla diminuzione del rischio”. I clienti vogliono sempre più che i prodotti e i servizi implementati forniscano l’adeguata salvaguardia della privacy. Tali aziende, che hanno investito nella riservatezza dei dati per soddisfare i requisiti del GDPR, hanno subito minor ritardi nelle vendite ai clienti esistenti: 3,4 settimane rispetto a 5,4 settimane per le aziende meno pronte in ottica GDPR. Nel complesso, il ritardo medio nelle vendite ai clienti esistenti è stato di 3,9 settimane, in calo rispetto alle 7,8 settimane registrate un anno fa. Le aziende pronte per il GDPR hanno indicato una minor incidenza delle violazioni dei dati, un minor numero di record coinvolti in incidenti legati alla sicurezza e tempi inferiori di inattività del sistema. Inoltre, la probabilità di subire una perdita finanziaria significativa a causa di una violazione dei dati è stata molto inferiore. Oltre a ciò, il 75% degli intervistati ha dichiarato di aver ottenuto diversi benefici dagli investimenti fatti nella salvaguardia della privacy, che includono maggiore agilità e innovazione derivanti da un adeguato controlli dei dati, nonché vantaggio competitivo e maggiore efficienza operativa grazie a una pronta organizzazione e classificazione dei dati.

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Scuola Sicurezza: proroga verifiche di vulnerabilità sismica e adeguamento alla norma antincendio

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

In merito alla sicurezza antincendio delle scuole, il sindacato UDIR si è sempre battuto per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, nonché per la salvaguardia delle responsabilità civili e penali dei dirigenti scolastici in Italia. Sono già disponibili i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, per singolo istituto scolastico, attraverso il portale del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, nella sezione dedicata ai dati e open data, che consentono a tutti i cittadini di conoscere lo stato di salute degli edifici scolastici presenti sul territorio nazionale; tali dati risultano utili per individuare le priorità d’intervento. Il giovane sindacato ha chiesto all’ingegnere Natale Saccone di approfondire la questione. Il Ministero, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ha anche avviato una mappatura satellitare delle scuole per poter verificare eventuali spostamenti, anche millimetrici, degli stessi negli ultimi 8 anni e far partire i necessari controlli. Dall’ultimo aggiornamento dell’Anagrafe emerge che in Italia c’è un patrimonio edilizio scolastico composto da 40.151 edifici attivi che fanno capo agli enti locali; 22 mila di questi edifici sono stati costruiti prima del 1970. L’aggiornamento dell’anagrafe ha consentito un censimento più completo del precedente con un +17,8% di edifici intercettati, che nella precedente rilevazione risultavano inattivi. Ad oggi: il 46,8% degli edifici non possiede il certificato di collaudo statico (la prima norma che introduce in Italia l’obbligo del certificato di collaudo statico è la legge 5 novembre 1971, n. 1086, il 22,3% degli edifici senza questo certificato è costruito prima del 1970);
il 59,5% non ha quello di prevenzione incendi (oggi SCIA). Il 53,8% non ha quello di agibilità/abitabilità (oggi SCA);
il 21,4% delle scuole non ha il piano di emergenza, ma con il decreto che andrà a sostituire il DM 10/03/98 ci saranno ulteriori novità;
il 42,5% degli edifici non è dotato di accorgimenti per ridurre i consumi energetici;
il 25,5% degli edifici non ha abbattute le barriere architettoniche per i diversamente abili.
Infatti, entrando nel merito, col decreto-legge 135/2018, A.S. 989, detto DL 989 semplificazioni, attinente alla conversione in legge del decreto-legge 14 dicembre 2018, n.135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, sono state tra l’altro introdotte due proposte emendative in senato.

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DLA Piper e Jones Day nell’acquisizione di uno dei più grandi parchi fotovoltaici italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Lo studio legale internazionale DLA Piper ha assistito il gruppo ERG, tramite la controllata ERG Power Generation S.p.A., nella sottoscrizione di un accordo con Soles Montalto GmbH, fondo di investimenti gestito dal gruppo AREAM – asset manager europeo nel settore rinnovabile – per rilevare il 78,5% di Perseo S.r.l., titolare del 100% di Andromeda PV S.r.l., società che a sua volta gestisce due impianti fotovoltaici con capacità installata complessiva di 51.4 MW. L’accordo prevede anche la sottoscrizione con Soles Montalto GmbH, che rimarrà socio di minoranza, di un accordo parasociale.L’enterprise value dell’operazione è pari a circa 221 milioni di euro, corrispondente all’equity value della quota acquisita di 96 milioni di euro ed alla posizione finanziaria netta della target stimata al 31.12.2018 pari a 125 milioni di Euro. Il closing dell’operazione, previsto entro il primo trimestre 2019, rimane condizionato al consenso al cambio di controllo di Perseo S.r.l. da parte delle banche finanziatrici.
Lo Studio Legale DLA Piper ha assistito il gruppo ERG con un team multidisciplinare, guidato da Francesco Novelli, senior partner dello Studio in Italia, e composto dagli Avvocati Gianmarco Scialpi e Fabio Lenzini. Per la fase di due diligence ha agito un team corporate composto anche dall’avvocato Roberta Padula e dai trainee Riccardo Malavolti, Riccardo Dore e Martina Antonelli; e il partner Germana Cassar e l’avvocato Andrea Leonforte per gli aspetti Regulatory. Il partner Domenico Gullo e l’avvocato Matteo Bozzo sono stati coinvolti per le questioni Antitrust; mentre il partner Giovanni Ragnoni Bosco Lucarelli, assieme all’all’avvocato Gianfranco Giorgio e al trainee Raffaele Costanzo Egheoni, ha prestato assistenza, oltre che nella fase di due diligence, anche negli aspetti legati alla richiesta di consenso da parte delle banche finanziatrici al cambio di controllo.Jones Day ha assistito SolEs Montalto GmbH con un team multi giurisdizionale guidato dai soci Fabrizio Faina (ufficio di Milano) e Kerstin Henrich (ufficio di Düsseldorf), che include Carla Calcagnile (Of Counsel – Milano), Luca Ferrari (Of Counsel – Milano), Federico Ferrari (Associate – Milano), Klaus Herkenroth (Partner – Francoforte) ed Oliver Staatz (European Counsel – Francoforte).

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Sicurezza sul lavoro: specializzati 1.000 Consulenti del Lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Nel 2019 salgono a 1.000 i Consulenti del Lavoro che hanno scelto di formarsi nel delicato ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ampliando così la gamma dei servizi da offrire alle aziende clienti. Si tratta di una competenza trasversale, sulla quale l’attenzione della Categoria è altissima, come dimostra la grande partecipazione degli iscritti all’Ordine ai corsi promossi dall’Enpacl, in collaborazione con la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Guardando agli ultimi dati disponibili sull’attività di vigilanza in materia di sicurezza, relativi all’anno 2017, sono risultate irregolari tre aziende su quattro (77,09%). Inoltre, secondo le stime elaborate dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro sugli open data Inail sugli infortuni sul lavoro avvenuti nei primi 11 mesi del 2018 le denunce di infortunio durante l’attività lavorativa sono aumentate dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2017. “In questo contesto – sottolinea la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine Marina Calderone – il ruolo del Consulente del Lavoro è cruciale”.

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Nuovo “Stop” della Cassazione ai verbali elevati con autovelox

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 gennaio 2019

Altro duro colpo nei confronti degli enti accertatori e dei prefetti in materia di sanzioni al codice della strada per eccesso di velocità elevati con apparecchiature elettroniche come l’autovelox. In data odierna, la seconda sezione civile Cassazione con l’ordinanza 1661/19, pubblicata il 22 gennaio, ha riaffermato compiutamente alcuni principi che per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si stanno consolidando in questa delicata materia che vede ancora contrapposti automobilisti e enti ma anche, da una parte la certezza del diritto e dall’altra l’esigenza di “far cassa” con la scusa della regolamentazione del traffico veicolare e della sicurezza. Nella fattispecie, in particolare, si è ribadito il concetto secondo cui, se è vero che il verbale che contesta l’eccesso di velocità non debba indicare la presenza del segnale che preavvisa il conducente del rilevamento elettronico, tuttavia, in caso di contestazione circa la sua esistenza tocca comunque all’ente accertatore dimostrare la presenza del cartello, che costituisce una condizione di legittimità della pretesa sanzionatoria. Nel caso approdato innanzi alla Suprema Corte, il cittadino aveva proposto ricorso dopo aver perso sia innanzi al Giudice di Pace di Parma che in appello davanti al Tribunale dello stesso comune emiliano. In primo luogo, nell’accogliere il ricorso, i giudici di legittimità ricordano che se il trasgressore contesta l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice è tenuto ad accertare se lo strumento che misura la velocità dei veicoli è stato sottoposto alle verifiche di funzionalità e taratura così come affermato dalla nota sentenza della Corte Costituzionale n. 113 del 2015. Altro punto a favore dell’automobilista riguarda la contestazione dell’assenza dell’apposita segnaletica che preannuncia la presenza dell’autovelox. In tal senso, sottolinea la Suprema Corte, che sia l’articolo 142 Cds, al comma 6 bis introdotto dal decreto legge 117/07, sia il decreto ministeriale attuativo 15 agosto 2007 prevedono che i segnali devono essere installati con adeguato anticipo rispetto agli autovelox e l’amministrazione non ha alcuna discrezionalità nell’adempiere all’obbligo ricorrendo a sistemi informativi alternativi, mentre è lo stesso Codice della Strada a imporre di utilizzare le segnalazioni luminose, se necessario. Evidenziano gli ermellini che se la decisione impugnata è corretta nella parte in cui dichiara che non è previsto da alcuna norma primaria o secondaria che il verbale di contestazione debba fornire indicazioni circa la presenza del cartello di preavviso del dispositivo elettronico, non è tale anche nella parte in cui, invece, ha sia pur implicitamente affermato, che è onere dell’opponente la prova della violazione da parte dell’amministrazione delle procedure di accertamento quanto alla presenza del cartello di preavviso del dispositivo elettronico: il relativo onere probatorio, infatti, in mancanza di un’attestazione fidefaciente al riguardo contenuta nel verbale va dunque a carico dell’amministrazione. Va poi rigettato l’assunto secondo cui l’eventuale inadempienza dell’ente possa rimanere limitata nell’ambito dei rapporti organizzativi interni alla pubblica amministrazione: è tutt’altro che priva di precettività la norma ex articolo 4 della legge 168/02. La segnalazione preventiva degli apparecchi è un obbligo specifico posto a carico della polizia stradale per tutelare la sicurezza dei conducenti. Morale della favola: l’inadempienza dell’amministrazione non può non riflettersi sulla legittimità degli accertamenti.

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In banca cambia tutto: ovvero poco o nulla

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Erano i tempi post-crack Parmalat e di conseguenza post-crack Cirio e post-crack Argentina. Mezza Italia e più era stordita dai crack grandi e piccoli (Giacomelli, Fantuzzi Reggiane, Italtractor, e tanti altri) che ancora si susseguivano. Ma in banca erano pronti a cambiare tutto. Nell’autunno del 2005, Matteo Arpe annunciava la “rivoluzione copernicana” della sua Capitalia, nata tre anni prima dall’unione di Banca di Roma e Bipop Carire. Lo faceva mediante una campagna pubblicitaria i cui personaggi e l’intera ambientazione erano assimilati dai film “Mad Max” e “Il Gladiatore”.
chiave di lettura della campagna è evidente: girare pagina rispetto al recente passato, superare le ombre che vagano sul sistema bancario dopo gli scandali Cirio e Parmalat, scommettere sulla centralità di Capitalia come banca di servizio, oltre che come grande banca commerciale. La scena del filmato si apre su due eserciti di barbari schierati pronti a dar vita a una violenta battaglia campale, l’uno contro l’altro armati. In cielo domina l’eclisse di sole, un istante prima che accada l’inevitabile, i guerrieri si fermano e smettono di guardarsi con odio. Improvvisamente, il campo di battaglia viene invaso dalla musica. Il sole squarcia il buio e illumina i guerrieri che, al canto di ‘Let the sunshine in’ del musical ‘Hair’, evitano per un soffio lo scontro frontale. La luce illumina il logo Capitalia e la scritta che l’accompagna: “Tutto può cambiare. Basta immaginarlo. Capitalia cambia tutto”. (Prima Comunicazione, ottobre 2005). Fu anche allestito un apposito sito internet: cambiatutto.it.Dopo un cospicuo numero di anni, possiamo tirare le somme:
– I crack sono andati avanti uguale e pure peggio: ora a fare crack sono direttamente le banche;
– Le banche non sono cambiate per niente salvo per le modernissime sigle Mifid, Idd, Kid, ecc.;
– Ma continuano “a girare pagina rispetto al recente passato e superare le ombre che vagano sul sistema bancario” (nei comunicati);
– Capitalia è invece cambiata al punto tale che non esiste più;
– Il sito cambiatutto.it appartiene oggi ad uno sconosciuto cantante Punk Rock torinese.
Ma ora cambia tutto: si gira pagina rispetto al passato. Basta immaginarlo.(fonte:L’Antipatico Rubrica del canale web Investire Informati dell’Aduc)

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Codici: finanziamento auto, dopo la sanzione dell’Agcm scatta il risarcimento

Posted by fidest press agency su martedì, 22 gennaio 2019

Hai stipulato un finanziamento per l’acquisto della tua auto tra il 2009 ed il 2017? Hai diritto ad un risarcimento del danno pari agli interessi pagati sul finanziamento stesso. È la conseguenza della sanzione comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato lo scorso 20 dicembre ai costruttori di auto ed alle rispettive banche per aver messo in atto un cartello, ovvero un’intesa restrittiva della concorrenza diretta ad alterare il funzionamento della concorrenza e così facendo ad alterare i prezzi a danno degli utenti.Responsabili dell’intesa sono state le società Banca PSA Italia S.p.A., Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, BMW AG, Daimler AG, Merceds Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A., FCA Italy S.p.A., CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., Ford Motor Company, General Motor Financial Italia S.p.A., General Motors Company, RCI Banque S.A., Renault S.A., Toyota Financial Services Plc., Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen AG. In considerazione della gravità e della durata dell’infrazione, l’Autorità ha imposto sanzioni per 678 milioni di euro.
“Secondo la legge – spiega l’Avvocato di Codici Marcello Padovani – in caso di intesa restrittiva della concorrenza, i contratti stipulati tra le imprese parte del cartello e gli utenti finali sono nulli, con i conseguenti obblighi restitutori. In questo caso, la nullità non può che colpire gli interessi pagati e da pagare in esecuzione del contratto di finanziamento stipulato per l’acquisto dell’auto”.Chi ha stipulato un contratto di finanziamento per l’acquisto dell’auto può contattare l’Associazione Codici al numero telefonico 06.5571996

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Promoting rule of law and fundamental rights in the EU

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

EP wants to triple the budget for the Rights and Values Programme Fast-track procedure to support democratic dialogue where EU values are at risk The EU should do more to promote democracy, rule of law and fundamental rights across the EU, including through support to civil society organisations.MEPs endorsed on Thursday the position of the Civil Liberties Committee to triple the funds allocated in the long-term EU budget (2021-2027) for the Rights and Values Programme, up to 1.834 billion euros (the European Commission had proposed €642 million).
Parliament’s mandate to start negotiations with EU ministers was approved with 426 votes to 152 and 45 abstentions.With a general objective to protect and promote the rights and values enshrined in Article 2 of the EU Treaty through support to civil society organisations at local, regional, national and transnational level, the Programme seeks to promote equality and non-discrimination, encourage citizens’ engagement and participation in the democratic process, and fight violence.MEPs decided to specifically mention the protection and promotion of democracy and the rule of law as the main aim, as these are a prerequisite for protecting fundamental rights and for ensuring mutual trust among member states and of citizens’ trust in the European Union, says the text.Regarding the activities to be funded with EU money, Parliament suggests awareness-raising campaigns on European core values and the rights and obligations derived from EU citizenship. Initiatives to reflect on the factors that lead to totalitarian regimes occurring and to commemorate their victims were also suggested. MEPs also want to support town-twinning projects, human rights defenders and whistle-blowers, measures countering hate-speech and misinformation, and protection of victims of violence, among others.
MEPs agreed that, in exceptional cases, when there is a serious and rapid deterioration of the situation in a member state and the founding values are at risk, the European Commission may open a call for proposals, under a fast-track procedure, to fund civil society organisations to facilitate and support the democratic dialogue in the country.

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