Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Aumentano i casi di violenza nei luoghi di lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Se ne è parlato a Madrid al secondo seminario: “Violenza sul lavoro: come proteggere i lavoratori vittime”, organizzato dalla Confederazione dei Sindacati Indipendenti Europei (CESI) in collaborazione con i suoi membri spagnoli e finanziato dall’Unione Europea. All’evento era presente anche una delegazione ANIEF, in rappresentanza di CISAL e CONFEDIR, che ha partecipato attivamente al seminario, durante il quale è stata illustrata la situazione attuale in diversi settori, sia del pubblico che del privato, individuando le migliori prassi, proponendo campagne di sensibilizzazione e richiedendo politiche e normative dedicate. In base a quanto espresso dai relatori, risulta che la violenza sul posto di lavoro contro i lavoratori del settore pubblico è un fenomeno in aumento in Spagna e nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea. Secondo il 2014 EU-OSHA Indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER 2), il 67% del personale nei settori dell’istruzione e dei servizi sociali nel paese deve confrontarsi quotidianamente con una utenza problematica. Nella pubblica amministrazione il tasso si attesta al 62%. Secondo gli esperti, i dati vengono sostanzialmente confermati nel panorama dei Paesi dell’Unione Europea, dove violenza verbale e fisica, molestie sessuali e cyberbullismo costituiscono le principali minacce alla sicurezza e salute del lavoratore che spesso manifesta una certa riluttanza nella denuncia e condivisione delle violenze subite. Solo il 40% delle istituzioni dichiara di avere attivato procedure idonee per la gestione e la prevenzione dei casi di violenza. La CESI si pone, dunque, un triplice obiettivo. In primo luogo dovrebbe essere oggetto di una ampia campagna di sensibilizzazione il ruolo dello Stato nella tutela dei dipendenti pubblici. In secondo luogo, sarebbe necessario migliorare gli strumenti di prevenzione e repressione dei fenomeni di violenza sul posto di lavoro con una maggiore attenzione verso le vittime. Infine, sarebbe auspicabile lo sviluppo di una legislazione più efficiente per migliorare la sicurezza sul lavoro, nonché una più efficace difesa degli interessi e dei diritti delle vittime, prevedendo anche sanzioni più rigorose per gli atti di violenza commessi contro i dipendenti pubblici.
Le idee e le proposte emerse nel corso dei lavori saranno fatte proprie dal sindacato Anief e portati all’attenzione dei tavoli di contrattazione nazionali per la tutela dei lavoratori della scuola, un comparto nel quale sempre più spesso si manifestano atti di violenza.

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Il tribunale di Trento decide la causa della docente Motter e dà ragione ai legali Anief

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Sulla ormai famosa “causa Motter” di cui si è occupata anche la Corte di Giustizia dell’Unione Europea riguardo il diritto all’immediata e integrale ricostruzione di carriera computando tutto il servizio preruolo, ha ragione l’Anief. Questo quanto emerge dalla sentenza n. 101/2019 del Tribunale del Lavoro di Trento che rileva come non esistono nel caso concreto le ragioni oggettive invocate dallo Stato italiano e giustificate soltanto in linea di principio dalla CGUE nel medesimo caso deciso a Lussemburgo. Le mansioni svolte dal docente precario sono le medesime rispetto al docente assunto di ruolo e la circostanza che anteriormente allo svolgimento delle prestazioni a tempo determinato un precario non abbia superato un concorso “non comporta di per sé sola che tali prestazioni avessero una qualità inferiore rispetto a quelle dei docenti a tempo indeterminato assunti mediante concorso”. Marcello Pacifico (Anief): dopo questa vittoria, ci aspettiamo tante altre sentenze favorevoli. Anief ricorda ai propri iscritti che è ancora possibile aderire allo specifico ricorso promosso per ottenere l’immediata e integrale ricostruzione di carriera.Il Tribunale del Lavoro di Trento, dunque, ha accolto il ricorso Anief e ordinato al Miur di corrispondere alla docente 10mila Euro di arretrati mai riconosciuti a causa del computo discriminatorio effettuato nel decreto di ricostruzione di carriera condannando, inoltre, il Ministero dell’Istruzione al pagamento di ulteriori 3mila di spese di soccombenza. “Lo avevo dichiarato a caldo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci abbiamo sempre creduto e abbiamo avuto ragione. I precari svolgono lo stesso servizio dei colleghi di ruolo impegnando le stesse competenze e professionalità; la normativa italiana “raffredda” per diversi anni la progressione di carriera di entrambi, ma non esiste nel concreto alcuna ragione oggettiva che consenta di prediligere l’accesso ai ruoli per concorso rispetto ad altre procedure di reclutamento e non si possono discriminare i precari solo perché il loro servizio è stato svolto con contratti a termine, neanche dopo la loro immissione in ruolo”.

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Riforma del mercato dei diritti d’autore

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

“Non possiamo che essere d’accordo con le dichiarazioni del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli relativamente all’importanza della tutela del diritto d’autore” – dichiara Davide d’Atri, AD di Soundreef S.p.A. “È questo il momento per fare i primi decisivi passi verso una riforma organica del settore e recepire a pieno la Direttiva Barnier. Soundreef è disponibile sin da subito a un confronto – così come avvenuto per gli altri paesi dell’Unione Europea – con il Ministro, al fine di costruire insieme – anche con SIAE – la riforma che il mercato aspetta ormai da molti anni. Il mercato dei diritti d’autore oggi vale oltre 700 mln di euro, una riforma chiara e completa avrebbe effetti positivi sugli operatori, gli artisti e, indubbiamente, sul giro d’affari.”

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E’ necessario porre un freno al fenomeno dell’evasione assicurativa RCA

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Il fenomeno favorito anche dalla diffusione delle assicurazioni false, soprattutto attraverso internet, ha raggiunto oggi livelli allarmanti” così il senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi membro della commissione permanente Finanze e Tesoro, presentando un’interrogazione sul tema al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. “Sembra ormai appurato infatti, che il processo di dematerializzazione del contrassegno RC auto, (legge 24 marzo 2012, n.27) che consente di evitare l’obbligatorietà di esposizione del cosiddetto “tagliando assicurativo”, abbia rappresentato -come previsto dal sindacato nazionale agenti di assicurazione (SNA)- un’ ulteriore difficoltà da affrontare e un nuovo stimolo alla diffusione dell’evasione assicurativa invece che risolvere il problema dei veicoli circolanti sprovvisti di assicurazione obbligatoria, penalizzando anche il mercato del settore”.
“Anche il M.I.S.E. rispondendo alla mia interrogazione del 6 giugno scorso si prefiggeva di adottare immediatamente misure efficaci per far cessare tali pratiche abusive. Ritengo opportuno pertanto, introdurre un espresso divieto alla vendita online delle polizze assicurative in generale, reintroducendo anche l’obbligo di esposizione del tagliando cartaceo dell’assicurazione RCA, integrato da un apposito codice anti contraffazione (codice a barre o Q-R code)”.
“Mi auguro che il ministro Toninelli condivida tali criticità e preveda un intervento legislativo finalizzato alla reintroduzione dell’obbligo di esposizione del documento cartaceo e del possesso del certificato di assicurazione, anche per garantire un più efficace controllo da parte delle forze dell’ordine ” conclude il senatore de Bertoldi.

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Dieselgate: Tar, ok maximulta Antitrust 5 mln a VW

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Il Tar del Lazio ha confermato la maximulta da cinque milioni di euro inflitta nell’agosto 2016 dall’Antitrust a Volkswagen per lo scandalo ‘Dieselgate’.”Una vittoria per i consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Un fatto importante, considerato che la sanzione era pari al massimo edditale. Certo il legislatore farebbe meglio a eliminare del tutto i tetti, stabilendo il principio che le multe devono sempre essere superiori all’illecito guadagno e commisurate al fatturato dell’azienda. Ma cinque milioni di euro sono comunque una sanzione importante e significativa. Il rischio era che venisse ridotta dal Tar” conclude Dona.

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A quando il registro delle opposizioni?

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Nonostante le declamate modifiche al Registro delle Opposizioni, che dovrebbero permettere l’iscrizione anche agli utenti che non vogliono ricevere offerte commerciali, né sul telefono fisso né sul cellulare e nemmeno tramite la posta cartacea, è ancora tutto fermo e i cittadini attendono di poter usufruire su tali novità.Il regolamento estende, inoltre, la possibilità di iscrivere anche i numeri di telefonia mobile e i numeri riservati o non presenti negli elenchi telefonici pubblici, superando così una delle criticità del registro che abbiamo sempre denunciato.
Il Garante della Privacy pur approvando il regolamento predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha presentato alcune importanti osservazioni in merito alle proposte presentate, utili anche per evitare successivi problemi che potrebbero alimentare il contenzioso.Innanzitutto il Garante ritiene che sia necessario chiarire bene che l’iscrizione al Registro comporta automaticamente l’opposizione a tutti i trattamenti a fini promozionali, da chiunque effettuati e la revoca anche di tutti i consensi manifestati in precedenza.
Secondo il Garante, poi, Il Ministero dovrebbe prevedere la possibilità di iscrivere nel Registro tutti gli indirizzi postali, anche quelli che non sono presenti negli elenchi telefonici.
Infine sulle sanzioni: il Garante propone di prevedere in caso di comportamenti illegittimi una responsabilità, non revocabile tramite contratto, tra l’azienda ed il call center che ha effettuato la chiamata.Riteniamo il lavoro svolto di fondamentale importanza per la tutela di uno dei beni oggi più ambiti dal cosiddetto mercato: i dati e la profilazione dei consumatori, ma NON POSSIAMO NON RILEVARE che i tempi per l’aggiornamento della normativa sul Registro delle Opposizioni si stanno prolungando eccessivamente. Esortiamo quindi il MISE ad accelerare e concludere l’iter di approvazione del regolamento, dando così concreta applicazione alla legge che risale all’inizio del 2018.

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Arera: rischio aumento bollette per Alitalia UNC: una vergogna!

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Secondo la segnalazione di Arera a Governo e Parlamento il decreto crescita conterrebbe il rischio di un aumento delle bollette di luce e gas.”Una vergogna! E’ già il colmo che si buttino soldi pubblici dalla finestra per l’ennesimo inutile salvataggio della compagnia aerea Alitalia, ma ha dell’incredibile che il costo di questa operazione, invece di gravare sulla fiscalità generale, sia caricato sul sistema elettrico, con il rischio di aumenti delle bollette di luce e gas, che sono già tra le più care d’Europa” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, gli oneri, come abbiamo sempre chiesto, dovrebbero semmai scendere, non certo aumentare” conclude Vignola.

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Prenotare un acquisto e trovarsi con l’azienda fallita

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 maggio 2019

La vicenda del fallimento della cosiddetta “Ikea italiana” (povera Ikea…) “Mercatone Uno” è tornata sulle cronache dopo il fallimento della Holding che la gestiva e che aveva preso in gestione questa azienda, in amministrazione straordinaria dal 2015, da solo nove mesi dopo che, ad agosto scorso, le era stata venduta dai tre commissari di questa amministrazione straordinaria, che ora la riprendono in mano. Le vicende finanziarie, occupazionali e creditizie sono cronaca, mentre rimangono una sorta di “nulla” le storie di chi (sembra siano circa 20 mila) aveva versato qualcosa come 3,8 milioni di acconti per ordinare una merce che non ha ritirato prima della chiusura. “Nulla” per il fatto che gli acquirenti, nella ipotetica divisione di quanto dovrebbe/potrebbe essere rimasto del patrimonio, non sono “creditori privilegiati” al pari di dipendenti e fornitori: una situazione in cui abitualmente queste persone rimangono senza nulla. Questa di “Mercatone Uno” è occasione per mettere i puntini sulle “i” di situazioni come questa, che accadono e finiscono sempre male per chi ha un acquisto o un servizio in sospeso, dal venditore di mobili ad uno studio dentistico o ad un mediatore di trading online. Prima di tutto c’è da mettere sul “chi va là” rispetto a facili promesse (che spuntano come funghi, soprattutto in Rete, e in particolare per le vittime del trading online, falliti o spariti che siano gli operatori) di chi, magari facendosi pagare un qualche acconto, invita a usare il proprio servizio per recuperare i soldi versati: il fatto stesso che chiedano soldi in anticipo per un recupero e non, magari, una percentuale su quanto recuperato e da trattenere solo ad operazione conclusa, la dice lunga sulla reale utilità ed onestà di queste proposte. Poi ci sono coloro che, magari anche in buona fede, chiedono che sia lo Stato a farsi carico dei crediti di queste persone. E’ di ieri una richiesta dell’associazione Codacons: “…chiediamo … al Governo di attivarsi per tutelare i cittadini coinvolti nella chiusura dei punti vendita di Mercatone Uno, garantendo loro il rimborso di quanto pagato nei casi di mancata consegna della merce, istituendo un apposito fondo di garanzia”. Cioè l’intera comunità, lo Stato, si dovrebbe far carico di garantire ad un privato che acquista da altrettanto privato, che il suo acquisto sia garantito. Senza neanche tanto estremizzare, sarebbe come chiedere allo Stato di garantire che la verdura e la frutta acquistata dall’ortolano siano buone, ché in caso contrario tutti gli altri cittadini devono pagare per rimborsarmi di questa cattiva qualità. E’ una estremizzazione, ma il concetto è lo stesso: il Leviatano a garanzia di tutto. Neanche le rappresentazioni letterarie e cinematografiche di George Orwell sono arrivate a tanto…. Ma forse abbiamo sottovalutato la fantasia di chi crede che lo Stato ci debba garantire e assistere dalla culla alla bara: una sottovalutazione che in un’economia di libertà monca come la nostra, non ci vergogniamo a valutare come una nostra pecca o illusione del contrario. Oltre queste due situazioni c’é la realtà. Che è quella che ci preme evidenziare, per amara che possa essere in casi del genere. Quella di consumatori che decidono di acquistare un prodotto o un altro, in un luogo o in un altro, rispetto a quello che viene offerto dal mercato. Pieno di insidie, per carità, ma proprio per questo “mercato” e non monopolio (ed associazioni come Aduc cercano di dare una mano a non essere vittime di queste insidie). “Mercato” perché, grazie alla concorrenza, consente una ampia scelta di prezzi e qualità. In cui districarsi è meglio che non acquistare, per esempio, il frigorifero unico prodotto dallo Stato… per cui vale la pena di correre il rischio di essere anche gabbati, truffati o magari di scegliere in modo superficiale facendosi ingannare da apparenze o semplici e facili occasioni… e non essere costretti al frigorifero unico che, proprio perché tale, presuppone che le esigenze di uso e consumo siano uniche e stabilite dallo Stato. E’ questa la leva delle economie e delle culture dei cosiddetti Paesi occidentali… di cui, al momento, sembra che facciamo ancora parte. Realtà che può portare un consumatore anche a finire a “gambe all’aria” come sembra sia accaduto nel caso di “Mercatone Uno”. Il consumatore ha scelto di acquistare da questo negozio per tanti e diversi motivi, ed ha fatto un patto (contratto) che se non rispettato da uno dei due contraenti, ci sono le leggi a cui appellarsi per costringere la parte inadempiente a non essere più tale (codice civile, codice penale, norme antitrust, codice del consumo, etc). Ma se il consumatore non ha più soldi per far fronte al proprio impegno verso il commerciante, quest’ultimo può cercare di rifarsi sul patrimonio del consumatore, nei modi e nei limiti dell’esistenza di questo patrimonio. E viceversa: se il commerciante non è più in grado di mantenere il proprio impegno contrattuale, il consumatore può cercare di rifarsi sul patrimonio (restante come nel caso di fallimento) del commerciante. Stiamo parlando di regole base della nostra economia, dove entrambi i contraenti sono uguali di fronte alla legge.
Così, almeno, abbiamo capito che funziona il mercato, pur nella sua non piena libertà come quello del nostro Paese. Ad ognuno le proprie responsabilità. Forse i soggetti più deboli (spesso i consumatori) non sono consapevoli di queste responsabilità, ed allora è proprio il caso che si facciano istanze e richieste perché fin dalle prime scuole si sia messi in grado di avere questa consapevolezza (coscienza e conoscenza civica), ma chiedere che la consapevolezza del consumatore sia sostituita da quello dello Stato (cioè dai soldi di tutti gli altri), ci sembra proprio una cosiddetta bestemmia.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Scandalo “estimi catastali” a Lecce

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Pensavamo che lo scandalo in salsa leccese degli “estimi catastali” fosse giunto finalmente al capolinea con quella che appariva come una scelta, almeno ufficiosa, di voler rinunciare alle impugnazioni avverso i ricorsi già vittoriosi dei contribuenti ed in ragione di un orientamento ormai pacifico della giurisprudenza di merito e quindi anche di legittimità. In realtà, però così non è stato e, come risulta dalla recentissima ordinanza della Corte di Cassazione, la numero 13907/2019 pubblicata negli scorsi giorni, in relazione ad un giudizio nel quale due contribuenti erano difesi dall’avvocato Maurizio Villani, così non è. Ed imperterrita, l’Agenzia delle Entrate continua a subire sonore sconfitte anche innanzi ai giudici di legittimità su un argomento che pensavamo fosse archiviato. Il problema principale, però è che a tutt’oggi la Suprema Corte ha inteso compensare le spese di lite tra contribuenti e Agenzia delle Entrate con la conseguenza che, il Fisco non è disincentivato a continuare a “perdere” se non subisce anche una concreta perdita patrimoniale conseguente all’eventuale soccombenza. A questo punto, per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è auspicabile che anche i giudici di piazza Cavour condannino alle spese l’Ufficio, in una vicenda consolidata anche nella giurisprudenza e che più e più volte non abbiamo lesinato di definire un vero e proprio scandalo.

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Nuova normativa che regolamenta il servizio di noleggio

Posted by fidest press agency su sabato, 25 maggio 2019

Il Presidente del Fai, Trasporto persone Alfonso Riva rende noto che: “Ieri mattina il Garante della Privacy ha risposto in merito alla questione di tutela dei dati personali nella nuova normativa che regolamenta il servizio di noleggio con conducente. In particolare, a destare la preoccupazione dell’Autorità è la modifica dell’articolo 11 della legge del 1992 che introduce “l’obbligo di compilazione e tenuta da parte del conducente di un foglio di servizio in formato elettronico”.
Nella segnalazione inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha scritto che: “Le modalità di redazione del foglio di servizio suscitano preoccupazioni sotto il profilo della protezione dei dati personali, in quanto i dati che devono esservi riportati consentono l’identificazione del soggetto che usufruisce del servizio di noleggio e la tracciabilità del percorso effettuato”.
Questa risposta del Garante è la conferma di quanto sia sbagliata questa legge. Una legge chiaramente fatta contro di noi e che mette a repentaglio migliaia di posti di lavoro. Ringraziamo chi, come l’onorevole Massimiliano Salini, si è interessato a questo problema e ci sta aiutando in questa partita sia in Italia che in Europa.”
http://www.faitrasportopersone.it

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Scuola – Incidente a un alunno, condanna definitiva in Cassazione per la preside

Posted by fidest press agency su sabato, 25 maggio 2019

La dirigente condannata per lesioni colpose gravi, per la caduta di un alunno da un balcone durante gli esami di Stato. Per Udir in questa sentenza è affermato un principio pericoloso: il DS è responsabile comunque sui temi di sicurezza indipendentemente dalle prove, dai fatti oggettivi e dalle evidenze.Sentenza definitiva per la dirigente scolastica del polo liceale di Sapri, per l’incidente a uno studente avvenuto a scuola nel 2011. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sentenza di secondo grado e la preside è stata condannata, per lesioni colpose gravi, a un mese di reclusione, pena sospesa, col beneficio della non menzione nel certificato penale, e a una provvisionale di 15mila euro. «È una sentenza che deve preoccupare tutti i presidi d’Italia», afferma l’avvocato. «La mia assistista è stata condannata per fatti che sono avvenuti all’interno di un’area dell’edificio che non era nelle competenze della scuola ma della Provincia di Salerno e in un giorno in cui la stessa si trovava fuori Sapri per presiedere una commissione d’esame.»Per Udir questa sentenza afferma un principio molto pericoloso, ovvero che il dirigente scolastico è responsabile comunque sui temi di sicurezza indipendentemente dalle prove, dai fatti oggettivi e dalle evidenze. In questo caso come in molti altri il D.Lsg. 81/2008 presta il fianco a tutta la sua ottusità nel voler considerare il DS alla stregua di datore di lavoro e comunque di responsabile unico in tema di sicurezza. Ricordiamo come il sindacato da anni ormai lanci moniti su questo tema: il dirigente scolastico non è proprietario dell’immobile e nemmeno ha fondi sufficienti per poter intervenire, non è datore di lavoro nel senso esteso della parola e nemmeno può gestire strutture complesse come quelle scolastiche che spesso si estendono su più comuni, con tutte le difficoltà di controllo.Eppure la Cassazione e prima di lei due gradi di giudizio hanno ritenuto la dirigente scolastica, da tutti stimata per la sua precisione, operosità e correttezza, colpevole dei fatti e questo nonostante le evidenze dibattimentali che hanno provato che il ballatoio da cui era caduto il ragazzo non era di pertinenza della scuola. Questo deve allarmare sopra ogni cosa, perché una legge non può esser strutturata per ritenere colpevole al di sopra di ogni prova a discolpa.Ma il fatto che più sconcerta è come la responsabilità in carico al dirigente scolastico sia fortemente sbilanciata rispetto alle leve che ha per difendersi dall’eccessiva responsabilità che la legge stessa carica in seno al DS.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che “questa condanna non può che portare a un irrigidimento delle posizioni del sindacato che si vedrà costretto a dare indicazioni per l’eventuale chiusura degli istituti scolastici con problematiche legate alla sicurezza tramite segnalazione in prefettura; lo Stato non può colpire i suoi servitori senza dare gli strumenti per assolvere a quanto ottusamente le sue leggi richiedono”.

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Nasce il Sindacato Aeronautica Militare (SIAM)

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

Dopo la recente sentenza Corte Costituzionale, il prossimo 25 Maggio 2019, si riuniranno a Roma i soci fondatori del SIAM (Sindacato Aeronautica Militare) per formalizzare l’atto costitutivo ed eleggere il Segretario Generale.
Con questo avvenimento prenderà il via quel percorso che permetterà anche al personale dell’Aeronautica Militare di avere, finalmente, un’organizzazione sindacale che difenda i loro diritti e tuteli i loro interessi.

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Unione Naz. Consumatori su bollette a 28 gg

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 maggio 2019

Il Consiglio di Stato ha rigettato la sospensiva delle compagnie telefoniche sui rimborsi per la nota vicenda delle bollette a 28 giorni e le ha invitate a predisporre un piano per i rimborsi.”Era ora! Finalmente si stringe il cerchio intorno alle compagnie telefoniche e anche gli ultimi tentativi fatti dalle compagnie telefoniche si stanno rilevando inutili. Ora i rimborsi sono alle porte!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Peraltro le compagnie stanno già presentando dei piani alternativi di rimborso sotto forma di servizi. I consumatori sono liberi di accettarli, ma devono verificare se sono effettivamente convenienti e conformi alle linee guida dell’Agcom. In ogni caso resta salvo il diritto del consumatore di avere il rimborso in fattura” conclude Dona.

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Valore probatorio degli atti notori nel processo tributario

Posted by fidest press agency su domenica, 19 maggio 2019

Con un’importante ordinanza, n. 13174 del 16 maggio 2019, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto da un contribuente, rappresentato e difeso dall’Avv. Maurizio Villani, avente ad oggetto due avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate a seguito di indagini bancarie.In particolare, mediante la produzione in giudizio di dichiarazioni sostitutive dei familiari che avevano affermato che le ingenti somme contestate erano pervenute al contribuente per donazione paterna, veniva dimostrata l’illegittimità ed infondatezza delle contestazioni mosse dall’Agenzia delle Entrate.Tuttavia, mentre i giudici di primo grado accoglievano in toto le doglianze del contribuente, i giudici di seconde cure ritenevano che le dichiarazioni sostitutive non potevano assurgere a prova idonea a giustificare le ingenti somme di moneta contante transitate dal padre defunto al figlio.Avverso la sfavorevole sentenza dei giudici di secondo grado, il contribuente ha proposto ricorso per Cassazione, in particolare eccependo l’insufficiente e contradditoria motivazione della sentenza della CTR che si era limitata a ritenere le dichiarazioni sostitutive non idonee ad assurgere a fonte di prova, senza tenere in considerazione alcuna l’ulteriore produzione documentale esibita in giudizio, costituita da assegni, estratti conto, atti di vendita e ricevute di pagamento.Il contribuente rilevava, altresì, come gli atti notori costituiscono valida giustificazione delle operazioni segnalate in sede di verifica, rivestendo valore di elementi indiziari, considerato che il divieto di cui all’art. 7 del D. Lgs. n. 546/1992 si riferisce alla sola prova testimoniale nella sua accezione tipica, ma non preclude al giudice tributario di porre a fondamento della decisione dichiarazioni di soggetti terzi acquisite dalle parti processuali.Ebbene, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, i giudici di legittimità nell’accogliere le tesi difensive dell’Avv. Maurizio Villani, hanno avuto finalmente la possibilità di chiarire che:
– il divieto di cui all’art. 7 del D.Lgs. n. 546 del 1992 fa riferimento alla sola prova testimoniale, ma non preclude al giudice tributario di porre a fondamento della decisione dichiarazioni di soggetti terzi acquisite dalle parti processuali;
– gli atti notori hanno il valore probatorio proprio degli elementi indiziari e, qualora rivestano i caratteri di gravità, precisione e concordanza di cui all’art. 2729 c.c., danno luogo a presunzioni;
– anche al contribuente, al pari dell’Amministrazione finanziaria, è consentito introdurre in giudizio innanzi alle Commissioni tributarie dichiarazioni rese da terzi in sede extraprocessuale per far valere le proprie ragioni e tali dichiarazioni devono assurgere a rango di indizi, che necessitano di essere valutati congiuntamente ad altri elementi.

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Convegno: “Etica e Legalità. Riappropriamoci dei principi morali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 maggio 2019

Bari 17 maggio 2019 ore 17,30- 20, Palace Hotel Per favorire la crescita culturale del nostro Paese è importante riflettere su temi di grande attualità come l’etica e la legalità. Da qui la necessità di organizzare un convegno promosso dal Prof. Angelo VACCA e organizzato in collaborazione con l’Università di Bari e l’associazione Il Vaso di Pandora”. Lo ha dichiarato in una nota Severina BERGAMO Consigliere Delegato per lo Sviluppo della Rete di CONFASSOCIAZIONI.“L’appuntamento che vedrà la partecipazione di molti importanti personaggi e di molti studenti universitari – ha continuato BERGAMO che è anche la Presidente de Il Vaso di Pandora – ha come obiettivo la sensibilizzazione sulle conseguenze che scaturiscono dall’illegalità in generale fornendo, nel contempo, le conoscenze utili per accedere al mercato del lavoro con consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri. Altro elemento importante è trasferire a tutti la conoscenza del sistema delle Istituzioni e delle Organizzazioni Sociali dedicate a tutelare la Legalità e l’Etica, principio morale essenziale per una vita basata sul rispetto.”
“CONFASSOCIAZIONI – ha proseguito il Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Angelo DEIANA – da sempre è in prima linea per assicurare un futuro etico e sostenibile per il mercato del lavoro professionale e per la società. Con il nostro Comitato Etico Scientifico e di Indirizzo, presieduto da Claudio ANTONELLI abbiamo più volte rimarcato quanto sia importante per le nostre organizzazioni professionali e imprenditoriali il prestare la massima attenzione e impegno nel promuovere l’etica, e di conseguenza la legalità, fra i propri associati. Questo convegno organizzato dai nostri aderenti dimostra quanto sia importante seminare e deve rappresentare un ulteriore punto di partenza verso quel circolo virtuoso di etica, legalità e semplicità dove vincono tutti: i professionisti, le imprese e i cittadini.”
Per Riccardo ALEMANNO, Vice Presidente Vicario di CONFASSOCIAZIONI e Presidente INT “sono Valori come etica e legalità assolutamente necessari se si vuole contribuire alla rinascita del Paese. Occorre cambiare paradigma su queste tematiche, cosa che dovrà fare la classe dirigente del Paese, e ripartire dal sistema scolastico.”

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Diffamazione a mezzo stampa: Subito una legge contro le liti temerarie

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

“È auspicabile che si giunga ad una rapida approvazione del provvedimento contro le liti temerarie, nell’interesse generale ad una libera e corretta informazione, che è garanzia fondamentale di partecipazione del cittadino alla vita pubblica e di esercizio consapevole di tutti i suoi diritti, in una società democratica.”Così si è espresso Fabrizio Carotti, Direttore generale della Federazione italiana editori giornali, nel corso dell’audizione, presso la Commissione giustizia del Senato, svoltasi oggi nell’ambito dell’esame di due disegni di legge in materia di diffamazione e di lite temeraria.“L’intervento legislativo in materia è quanto mai urgente e necessario per superare l’attuale normativa che incentiva l’avvio di contenziosi giudiziari in materia di diffamazione che penalizzano in termini economici editori e giornalisti, limitando di fatto la libertà di espressione con azioni legali pretestuose e infondate, accompagnate da richieste risarcitorie sproporzionate, che hanno come unico fine quello di condizionare l’esercizio della libertà di stampa.”
Gli editori hanno espresso apprezzamento per i due disegni di legge in esame e ribadiscono le richieste formulate da tempo dalla Fieg: l’eliminazione della pena detentiva in materia di diffamazione; una disciplina delle rettifiche che preveda la non punibilità dell’autore dell’offesa a seguito di rettifica; limiti precisi alla responsabilità penale del direttore responsabile e al risarcimento del danno non patrimoniale; la prescrizione di un anno per l’esercizio dell’azione civile per il risarcimento dei danni alla reputazione e la previsione di sanzioni pecuniarie adeguate nei casi di liti temerarie.
Gli editori auspicano, poi, che si rivedano alcuni limiti presenti nel ddl 812. Tra questi i più rilevanti riguardano la non estensione all’intero perimetro dei prodotti editoriali della legge sulla stampa, una disciplina eccessivamente rigida dell’istituto della rettifica che non consente alcuna possibilità di commento e risposta da parte del mezzo di informazione e, infine, la competenza territoriale basata sulla residenza della persona offesa. Questa infatti determinerebbe la proliferazione dei procedimenti penali, tanti quanti i luoghi di residenza dei diffamati, con preoccupanti ricadute sulle possibilità di difesa da parte di editori e giornalisti e sulla stessa certezza del giudicato.

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Buy&sharing: Dopo pronuncia Antitrust non finisce tutto: disonesti e furbi ci sono sempre

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 maggio 2019

L’Antitrust si è pronunciata con un multone nei confronti di diverse società che applicavano in Rete il sistema di vendita piramidale conosciuto col nome di Buy&Sharing: versi una caparra per acquistare un prodotto a prezzo mozzafiato e ti inserisci in una lista, che via via che ci sono nuovi adepti, quelli in cima alla lista riescono ad avere il prodotto che hanno prenotato, ma se non hai pazienza di aspettare il tuo “turno” puoi procedere all’acquistato di quanto hai già prenotato ma con un prezzo molto al di fuori (al rialzo) rispetto al mercato. Ma – ed è questo che ha sanzionato l’Autorità – se cominciano a mancare quelli in fondo alla lista che via via si aggiungono, la lista stessa si ferma. E, come è accaduto grazie a diverse denunce presentate anche da Aduc, denunce anche penali oltre che all’Autorità di Garanzia per la concorrenza e il mercato (Agcm, nota come Antitrust), queste società spariscono o falliscono.
La vicenda va avanti da diverso tempo e, purtroppo non sembra diminuire od attenuarsi. Ora, ovviamente, speriamo che la pronuncia dell’Antitrust riesca far parlare di più della realtà di questi venditori di occasioni false (occasioni solo tali per loro…) e di quei consumatori che, attratti al presunto prezzo basso, si fanno coinvolgere.
C’è da dire che mentre i venditori piramidali finiscono per sparire col bottino o ad intraprendere percorsi giudiziari o sanzionatori, i consumatori – buona parte di loro (Aduc ne conosce diversi che chiedono aiuto/consulenza quando si sono resi conto di essere cascati in questa rete) – non sono proprio degli sprovveduti, ma sono consapevoli di dove si sono andati ad infilare e, fintanto che riescono anch’essi a trovare persone che conoscono che si aggiungono in coda alla lista che dovrebbe poterli portare ad arrivare in cima ed acquistare il prodotto a prezzo mozza fiato, partecipano al “gioco”; ma quando si accorgono che stanno solo per rimetterci soldi, ecco che si rivolgono ad Aduc come se la nostra associazione fosse detentrice di bacchetta magica per far sparire o rinsavire tutti i presunti malfattori… e si “devono accontentare” che Aduc dia loro indicazioni su come avviare un procedimento anche penale contro i loro “benefattori”, oltre al fatto che Aduc
coinvolge sempre l’Antitrust.
In questo contesto c’è da ricordare che, nonostante la nutrita lista dei multati da parte dell’Antitrust (6 aziende), il fenomeno è tutt’altro che in calo. Non solo, ma a coloro che usano quei metodi rilevati illeciti da parte dell’Antitrust, se ne aggiungono continuamente di nuovi che usano metodi più “innovativi” e meglio mascherati, ma che poi in sostanza sono sempre vendite piramidali che si basano sugli ultimi che pagano per i primi… fintanto che questi ultimi non si esauriscono (in genere molo, ma proprio molto presto) e tutti quelli in lista rimangono col cerino in mano e il portafogli vuoto.
Aduc continua la sua opera di vigilanza e informazione, in generale e per ogni specifico caso che i singoli consumatori vorranno sottoporre ai propri servizi di consulenza e assistenza. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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U.S. extradition request for Julian Assange to be heard on Thursday

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 maggio 2019

LONDON (Reuters) – A request by the United States to extradite WikiLeaks founder Julian Assange for one of the biggest ever leaks of classified information will be heard by a London court on Thursday.”Julian Assange will be sentenced at Southwark Crown Court at 1030 tomorrow for ‘violating his bail conditions’ whilst seeking & obtaining political asylum,” WikiLeaks said.”On Thursday at 10AM there will be a hearing in Westminster Magistrate Court on the US extradition request,” it said.The U.S. Justice Department said Assange was charged with conspiring with former Army intelligence analyst Chelsea Manning to gain access to a government computer as part of a 2010 leak by WikiLeaks of hundreds of thousands of U.S. military reports about the wars in Afghanistan and Iraq and American diplomatic communications. (Reporting by Guy Faulconbridge. Editing by Andrew MacAskill)

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“Legge sulla legittima difesa troppo debole”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

“La legge sulla legittima difesa, seppur rappresenti un primo passo, è fin troppo debole, non essendo l’optimum che abbiamo richiesto e che le nostre proposte di legge volevano interpretare. Rischia di avere gli stessi limiti di quella precedente, perché ripropone i due principali problemi: ti puoi difendere ma la tua difesa deve essere commisurata all’offesa, lasciando ampio margine al giudice.
Fratelli d’Italia è da sempre al fianco delle vittime della giustizia “ingiusta”, soprattutto per chi si è difeso in situazione di pericolo. Fra un ladro che entra in casa e il cittadino che si difende, saremo sempre con il cittadino che voleva solo proteggere la propria famiglia.” È quanto dichiarano in una nota Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia per il collegio Roma Centro, e Paola Radaelli, presidente dell’Unione Nazionale Vittime (Unavi) e candidata per Fratelli d’Italia alle elezioni europee nel collegio Nord-Ovest.

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Nuovi limiti alle emissioni di CO2 degli autocarri

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Bruxelles. Obiettivo vincolante di riduzione del 30% entro il 2030 per i nuovi veicoli pesanti Circa il 25% delle emissioni del trasporto su strada nell’UE proviene da camion e autocarri. Il primo regolamento UE sulla riduzione delle emissioni di CO2 per camion e autocarri è stato approvato in via definitiva giovedì.La nuova legislazione, concordata in via informale con i ministri UE a febbraio, è stata adottata con 474 voti favorevoli, 47 contrari e 11 astensioni.Nel testo viene stabilito che le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti, quali camion e autocarri, dovranno essere ridotte del 30% entro il 2030, con un obiettivo intermedio di riduzione del 15% entro il 2025, rispetto ai valori emessi nel 2019.Sempre entro il 2025, i costruttori dovranno garantire che almeno il 2% della quota di mercato delle vendite di veicoli nuovi sia costituito da veicoli a basse o a zero emissioni, al fine di contrastare il costante aumento delle emissioni del traffico stradale, di cui circa un quarto è dovuto ai veicoli pesanti. Inoltre, in linea con l’accordo di Parigi, la Commissione europea dovrà proporre nel 2022 nuovi obiettivi per il periodo successivo al 2030.

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