Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Sicurezza e igiene nei bar

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Durante questi mesi difficili che hanno duramente colpito in particolare il settore HORECA, sono state tante le iniziative messe in campo da Afidamp, Fipe-Confcommercio e Codacons per aiutare gli operatori a garantire un ambiente sicuro sia ai propri clienti che ai propri dipendenti.Ecco perché le tre associazioni di categoria hanno realizzato insieme il prontuario per le buone prassi di pulizia nei bar, uno strumento agile che si propone come un vero e proprio vademecum per le pulizie ordinarie che ogni locale è tenuto a fare per mantenere l’ambiente pulito e protetto.Regole semplici e molto chiare che riguardano l’igiene del personale, con raccomandazioni sul lavaggio mani, sulle modalità di contatto con soldi contanti e alimenti, e le corrette operazioni di pulizia e detersione. Il tutto per cercare di evitare ogni tipo di contaminazione incrociata.Più nel dettaglio, il documento analizza le operazioni di pulizia relative a tutti gli ambienti dei bar, dal bancone ai bagni, suggerendo accorgimenti semplici, come l’identificazione delle attrezzature con un codice colore e indicando come utilizzare prodotti e macchinari per la detersione. A questo proposito, inoltre, si sottolinea quanto sia importante per una pulizia efficace la scelta dei prodotti adeguati (né troppo blandi, né troppo aggressivi) e degli strumenti più idonei. Il prontuario esposto all’interno dei bar permetterà a tutti i dipendenti di essere informati sulle prassi da adottare, riducendo notevolmente i rischi legati allo sporco invisibile. Allo stesso tempo, gli imprenditori del settore daranno un segno tangibile della loro sensibilità verso i temi della sicurezza e del loro impegno a offrire il miglior servizio possibile al consumatore.

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“Inconcepibili i domiciliari: criminali vengano destinati subito alla galera”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Brescia. “E’ inconcepibile che, nel 2020, un criminale, che investe ed uccide una bambina di 9 anni e si dà vigliaccamente alla fuga, sia destinato ai soli arresti domiciliari. I cavilli della nostra giurisdizione che cozzano con la legge sull’omicidio stradale, per la quale abbiamo arduamente lottato, devono essere eliminati. Gli assassini meritano la galera”. Sono parole rabbiose quelle pronunciate dal presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, Alberto Pallotti, in merito alla tragedia consumatasi a Bagnolo Mella, in provincia di Brescia, nella tarda serata di domenica 5 luglio.
A morire è stata la piccola Menar di 9 anni, travolta da un Suv, Chevrolet Orlando, di colore grigi. La vettura l’ha colpita in pieno, facendola sbalzare per diversi metri. Il conducente non si è fermato a prestare soccorso. La bambina stringeva con una mano la madre, lievemente ferita, e con l’altra spingeva la sua bicicletta. Il dramma si è consumato sotto agli occhi impotenti del padre e dei due fratellini, rimasti illesi. Il ritorno da una serata al parco è divenuto una tragedia per la famiglia di origini marocchine. Gli inquirenti non erano riusciti a risalire alla targa del veicolo, nonostante le riprese delle telecamere di sicurezza. L’automobilista si è costituito in procura, a Brescia, nella giornata di lunedì 6 luglio ed è stato interrogato dal pubblico ministero Maria Cristina Bonomo. L’accusa è di omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso.Le domande che si pone Alberto Pallotti lasciano poco spazio ad interpretazione: “Cosa dobbiamo fare per vedere degli assassini in carcere? Che giustizia può essere questa? A criminali di questo tipo non può essere concesso il beneficio dei domiciliari. Una bambina di 9 anni è all’obitorio, lui a casa. Il carcere non deve essere un tipo di interpretazione, ma l’unica strada da imboccare con pieno consenso giuridico. La legge va rivista. Alla famiglia va tutta la nostra vicinanza – conclude -, chiediamo venga fatta giustizia”.

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Ecobonus amministratori di condominio lanciano l’allarme

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

«In mancanza di dati definitivi, certi e ufficiali è impossibile fare delibere e previsioni». Esprime così la preoccupazione di perdere un’opportunità storica per l’efficientamento del patrimonio edilizio nazionale Leonardo Caruso, presidente di Anaci Milano e vicepresidente nazionale dell’associazione. «Nessuna linea di indirizzo è stata data per i condomini – prosegue Caruso- nonostante il parco edilizio italiano sia abbastanza vetusto e necessiti di interventi di ammodernamento e riqualificazione energetica per diventare più efficienti e meno inquinanti, ma in queste condizioni è impossibile andare in assemblea a proporre interventi ai cittadini».Mentre prosegue il lavoro alla Camera per la conversione in legge del Decreto Rilancio, in molti ancora aspettano ulteriori informazioni da parte del Governo per avere un quadro chiaro e definitivo per gli incentivi fiscali per l’efficienza energetica (Ecobonus), Sisma Bonus, Fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici. Resta ancora tutto fermo in attesa della nuova legge, nonostante le detrazioni fiscali del 110% siano già operative per le spese sostenute dall’1 luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021. Ciò che manca sono i provvedimenti attuativi che consentiranno di scegliere di usufruire immediatamente dello sconto in fattura o della cessione del credito.«L’auspicio- conclude il presidente di Anaci Milano e vicepresidente nazionale dell’associazione – è che si arrivi, in tempi brevi, a definire modalità e procedure per garantire quell’accesso al credito che consenta all’amministratore di avviare per tempo le procedure utili all’ammodernamento dei condomini prima che sia troppo tardi in relazione alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande».

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Tlc. Attivazione servizi non richiesti. La procura indaga. Intanto… che fare?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Con l’avvio delle indagini della procura di Milano per l’attivazione di servizi non richiesti si sono accorti dell’esistenza di un pentolone pieno di putrido. Per il momento riguarda aziende veicolate da Wind-Tre, ma giustamente la procura sta estendo le indagini. Pentolone che tutti gli utenti di telecomunicazioni conoscono da molto tempo e che in questi anni hanno continuato a denunciare alle autorità e ai loro fornitori di servizi. Ora il caso è esploso perché come utente ne è stato coinvolto anche uno degli esponenti di punta della procura milanese. Ne prendiamo atto e non ci facciamo domande su perché solo ora.
Sarà bene ricordare che è dal 2012 che esiste la possibilità, stabilita dalla specifica Autorità (Agcom) di indennizzi per questo tipo di prelievi. Quasi sempre ben nascosti nelle pieghe delle bollette, e quando l’utente se ne accorge e chiede al proprio gestore il blocco, gli viene spesso risposto negativamente e solo quando si dà da da fare con diffide e anche rivolgendosi alle autorità di conciliazione (Corecom), gli viene riconosciuta la ragione. Va da sé che la pretesa viene scoraggiata e solo i più tenaci vanno avanti. Per l’attivazione di servizi o profili tariffari non richiesti, oltre alla restituzione di quanto indebitamente pagato deve essere versato dal gestore un indennizzo di 5 euro al giorno per ogni giorno di attivazione. Questa norma è valida anche per tanti altri disservizi.A “margine” di questa indagine stanno emergendo anche altre problematiche che tutti gli utenti di telefonia conoscono e denunciano alle autorità ma che, per l’appunto, … meglio tardi che mai. Una delle più noiose e invadenti sono le telefonate promozionali che vengono fatte per cercare di vendere qualcosa, anche da parte di presunti rappresentanti di gestori diversi da quello proprio. Telefonini e linee fisse sono prese d’assalto, agli orari più incredibili da venditori che si presentano nei modi più fantasiosi per cercare di ingannare le loro vittime. E questo accade anche se, nella stipula del proprio contratto l’utente abbia evidenziato di non voler ricevere informazioni promozionali. Gli elenchi di questi numeri circolano a cura di aziende molto informate su tutti gli aggiornamenti e modifiche di un’utenza che, di conseguenza, possa essere suscettibile di aggressione commerciale.Siccome stiamo parlando di business miliardari, ad opera di aziende (tutti i grandi e piccoli gestori tlc ne sono coinvolti) speriamo che da questo momento in poi, le procure prestino più attenzione alle denunce che ricevono senza archiviarle come questioni “bagatellari” o semplici inadempimenti contrattuali.Curiosi, e vigili per ridurre i danni ai singoli utenti che chiedono il nostro aiuto, aspettiamo gli sviluppi. (fonte Aduc)

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Truffa telefonia: oltre 10 indagati

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Sono oltre 10 gli indagati nell’inchiesta della Procura di Milano sulle truffe nei confronti di centinaia di utenti delle compagnie telefoniche che si sono visti addebitare servizi a pagamento senza aver mai dato il consenso.”Fantastico! Ottima notizia! Finalmente uno spiraglio di luce per l’annosa vicenda dell’attivazione di servizi telefonici non richiesti, contro i quali le associazioni di consumatori hanno inviato in questi anni decine di esposti ad Antitrust e Authority delle Comunicazioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sono milioni i clienti che in questi anni si sono visti addebitare servizi a pagamento non voluti, costretti poi a contestare fatture, inviare raccomandate, presentare ricorsi al Corecom, rivolgersi ad una associazione di consumatori. Ora speriamo che l’inchiesta sul piano penale possa porre un freno ulteriore a questa pratica commerciale comunque scorretta, ancora diffusa” conclude Dona.

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Rimborso viaggi e pandemia. Partita la procedura d’infrazione Ue

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

Si sapeva che la procedura d’infrazione sarebbe arrivata a meno che l’Italia entro lo scorso 28 maggio non avesse preso in seria considerazione l’avvertimento della Commissione Ue: la legge italiana che fa scegliere agli operatori turistici se rimborsare un servizio (trasporti e pacchetti viaggio) in voucher o soldi, non è conforme al diritto europeo. E il diritto europeo vale più di quello italiano. Tutti lo sapevano e lo sanno, ma i tutti che ci governano e gli operatori del settore hanno fatto finta di nulla, e intanto hanno trattenuto i soldi delle loro vittime. Viaggiatori vittime due volte: degli scriteriati operatori turistici (non appagati dalle sovvenzioni dello Stato, al pari degli altri), e dello Stato (che aveva trovato un doppio metodo per dare soldi al settore… letteralmente rubandoli per legge).Migliaia di persone sono incappate in questa squallida e triste situazione, in una sorta di guerra tra poveri dove, complice lo Stato e il Parlamento, si è voluta creare la figura del donatore obbligato.
Ora siamo al dunque e auspichiamo che sia un dunque veloce.La Corte di Giustizia dovrà esaminare la denuncia della Commissione e sentenziare. Auspichiamo, ovviamente, per evitare un bagno di soldi con la multa che sicuramente lo Stato italiano riceverà (e i soldi dello Stato italiano sono quelli di tutti noi contribuenti), che i nostri governanti e legislatori vi rimedino prima della sentenza della Corte di Lussemburgo, con sostanziali scuse e rimborsi alle vittime. Aduc si è mossa fin dall’inizio contro questo scempio giuridico. Consigliando alle centinaia di persone che si sono rivolte a noi di non rassegnarsi, di pretendere soldi e non voucher, come stabilito dalle norme europee e da quelle italiane del codice del consumo (temporaneamente sospese dalla legislazione d’emergenza votata dal Parlamento). E oggi, più che mai, forti di questa procedura d’infrazione avviata dalla Commissione, è opportuno e necessario non rassegnarsi all’ingordigia degli operatori turistici e dello Stato. (fonte Aduc)

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USB chiede norme più stringenti per i monopattini elettrici: troppi pericoli, servono omolazione e targatura

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

L’Unione Sindacale di Base ha inviato una lettera al Ministero dei Trasporti e al Comune di Roma per chiedere una regolamentazione più stringente dell’uso dei monopattini elettrici, comprese l’omologazione e la targatura.USB sottolinea i rischi per l’incolumità dei pedoni e degli automobilisti, oltre che degli utilizzatori stessi dei monopattini, derivanti dall’inosservanza delle norme: specie di sera le strade, soprattutto in centro, si riempiono di sciami di ragazzi, spesso minorenni, che viaggiano in due sul medesimo mezzo, senza casco e giubbotti catarifrangenti, circolando contromano anche sui binari dei tram, facendo lo slalom tra gli autobus, viaggiando in gruppo e non allineati, invadendo le corsie o le aree pedonali e operando brusche inversioni.Tutto questo ha prodotto finora molti incidenti, diversi feriti e un morto, e rappresenta un incubo per chi sulle strade lavora: autisti dei bus, dei tram, dei taxi, gli agenti delle forze dell’ordine e del soccorso, i corrieri etc.Occorre dunque rivedere quanto disposto dalla legge 160 del 27 dicembre 2019 che equipara i monopattini ai velocipedi e ne consente la circolazione senza omologazione, peraltro fortemente incentivata dal Comune di Roma attraverso la modalità sharing.

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Decreto semplificazione e condono edilizio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

«In Italia conviene essere onesti? Se il Governo pensa di introdurre il silenzio assenso sugli abusi edilizi, i furbi l’avranno scampata ancora una volta. Quindi la risposta è no».E’ quanto dichiara il prof. Sandro Simoncini, urbanista e docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno. «Immaginate – spiega Simoncini – come si debba sentire un cittadino in attesa da oltre trent’anni di una risposta da parte del Comune per sanare anche un piccolo abuso formale, che ora si vede surclassare da chi non si è mai preoccupato di aver compiuto un illecito e domani potrebbe essere premiato con il silenzio assenso». «Se il Decreto Semplificazioni – conclude Simoncini – nella bozza che riguarda le sanzioni per gli abusi edilizi, verrà confermata avremo una situazione molto vicina al “cornuti e mazziati”: nessun vantaggio per il cittadino onesto e nessun incasso da parte dello Stato. Attraverso lo strumento del condono, infatti, il cittadino paga una sanzione per depenalizzare il reato. Con il silenzio assenso non solo viene cancellato l’illecito ma viene concesso di fatto al cittadino trasgressore l’autodeterminazione della sanzione e degli eventuali oneri concessori».

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TAR Bologna riammette in servizio il carabiniere destituito per i tatuaggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

(GRNET:IT) Il TAR dell’Emilia Romagna – presiedente Andrea Migliozzi, estensore Paolo Amovilli – ha riammesso in servizio un Appuntato dei Carabinieri destituito il 4 marzo scorso per il semplice possesso di tatuaggi (sentenza). Il TAR, ha accolto il motivo di impugnazione prospettato dai legali del carabiniere – gli avvocati Giorgio e Giovanni Carta – riguardante il difetto di proporzionalità della sanzione comminata rispetto alla condotta censurata «dal momento che, anche ove i tatuaggi per le relative dimensioni siano obbiettivamente deturpanti della persona, non si ravvisa per ciò solo il venir meno del rapporto fiduciario con l’Amministrazione e la ragionevolezza della massima sanzione espulsiva bensì i presupposti per l’applicazione di una sanzione più mite»;Il TAR ha aggiunto che «la condotta addebitata seppur non di lieve entità non appare inadempimento di gravità tale da non consentire la prosecuzione del rapporto, tenuta in considerazione sia la possibilità di impiego del ricorrente presso unità operative ove non è imposta l’uniforme a maniche corte sia della stessa rimozione ove volontaria dei tatuaggi».
«La sentenza del TAR Emilia Romagna – ha dichiarato l’avvocato Giorgio Carta – fa tirare un sospiro di sollievo a tutti quei militari che, negli ultimi mesi, dopo decenni di tolleranza da parte dell’Amministrazione, si sono trovati improvvisamente sottoposti a procedimenti disciplinari di stato per un comportamento assolutamente diffuso in tutte le polizie del mondo e, comunque, facilmente superabile dall’uso della divisa con maniche lunghe. Nel caso di specie, il ricorrente era giudicato da anni “superiore alla media” dai suoi stessi superiori e si era trovato d’improvviso licenziato dall’Arma pur essendo stato utilmente impiegato, durante tutta la durata del procedimento disciplinare, nel nucleo Tribunali con le maniche lunghe. Auspico che i procedimenti disciplinari attualmente in corso nei confronti di altri carabinieri tatuati tengano conto della importante affermazione di principi del TAR Emilia-Romagna».«Apprendiamo con soddisfazione della sentenza del Tar Emilia Romagna che ha reso Giustizia al collega destituito dall’Arma dei Carabinieri per essersi fatto alcuni tatuaggi in zone visibili del corpo. Abbiamo sempre sostenuto che la sanzione della destituzione per via di tatuaggi visibili, ledesse il principio di proporzionalità e ragionevolezza della sanzione e che la normativa interna dell’Arma “sconsigli” i tatuaggi, ma non li vieti. Anzi, tale pratica è diffusissima anche tra gli Ufficiali.».Così Massimiliano Zetti, Segretario generale del Nuovo Sindacato Carabinieri. «In mancanza di chiari divieti, è inammissibile che solo nella Legione Carabinieri Emilia Romagna, negli ultimi tempi, sia divampata una caccia alle streghe nei confronti di chi esibisce i tatuaggi. Chiediamo quindi che anche altri gli procedimenti disciplinari, seguiti dal nostro Pool Disciplina e pendenti sempre in Emilia Romagna per i tatuaggi, vengano archiviati in autotutela. Credo che la scala gerarchica dovrebbe occuparsi di altri gravi problemi che attanagliano quella Legione, piuttosto che di tatuaggi. Un pensiero finale va al Consulente Legale del nostro Sindacato, Avvocato Giorgio Carta, che ancora una volta si è schierato in prima linea nella difesa dei diritti dei Carabinieri.» (GRNET:IT).

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Allarme truffe agli anziani

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Le truffe agli anziani hanno registrato un aumento del 79,3% negli ultimi 12 mesi, ben 615 durante il 2019, praticamente quasi due ogni giorno. Dati allarmanti quelli emersi e diffusi dall’Arma dei Carabinieri.Infatti, proprio in questi giorni, una 78enne, sola e fragile di Novate Milanese, economicamente benestante, è stata circuita da un broker assicurativo e da sua moglie. I due malfattori, hanno sfruttato la fiducia della povera anziana al fine di farle firmare una polizza vita di € 200.000. Inoltre, sono riusciti a comprare con i soldi della vittima: un immobile nella provincia di Bergamo e due autovetture. I due sono stati arrestati con l’accusa di circonvenzione di incapace.“Insomma un problema grave quello dei raggiri ai danni degli anziani, ormai purtroppo sempre più presente e sempre più diffuso – commenta il Presidente del Codacons Marco Donzelli – È necessaria una maggiore consapevolezza dei rischi, in modo poi da evitare che tali inganni vadano poi a segno.
Allo scopo di prevenire truffe similari a danno di anziani, si propone il decalogo del Codacons, redatto per riconoscere ma soprattutto per prevenire questo genere di truffe:
– Sincerarsi che il controllo sia effettivo: molti pensionati aprono le porte della propria casa senza verificare che effettivamente sia necessario un controllo dell’abitazione. Solitamente è bene fare attenzioni agli avvisi del Condominio, nei quali vengono sempre indicati gli eventuali accertamenti nei singoli appartamenti, con indicazione della data e dell’ora dell’eventuale visita.
– Richiedere i documenti d’identità: è preferibile prima di far entrare qualcuno in casa propria, chiedere agli addetti di identificarsi tramite documento d’identità. Se il controllo è effettivo i tecnici non devono avere alcuna ragione di opporsi a tale richiesta.
– Richiedere un tesserino o un documento che attesti che effettivamente lavorano per la società detta: è utile fare richiesta di un documento o un tesserino per verificare se gli addetti siano realmente dipendenti della società con cui si sono presentati.
– Controllare che gli addetti lavorino effettivamente per il proprio fornitore di luce e gas, o che siano dipendenti della propria società idrica: molto spesso infatti si presentano soggetti per fantomatiche società elettriche o idriche al solo scopo di entrare nell’abitazione, dunque sincerarsi che siano veramente addetti alla propria società di fornitura.
– Visionare sempre il lavoro dei tecnici: è importante prestare sempre attenzione alle attività svolte nella propria casa dai tecnici, al fine di verificare che siano effettivamente lì per il motivo indicato, ossia riparare un guasto o fare controlli.
– Non permettere ai tecnici di andare da soli in altre stanze: non bisogna farsi scrupoli nell’impedire agli addetti di andare in altre stanze da soli. Non hanno alcun motivo per fare ciò e se sono in buona fede accetteranno senza problemi di essere seguiti.
– Non lasciare beni di valore in vista: prima di far entrare estranei nella propria abitazione, è importante mettere al sicuro qualsiasi bene sia “a portata di mano”. È sempre meglio mettere tutto in cassetti o in luoghi in cui non sia facile accedere.
– Non farsi mai distrarre: solitamente, se si tratta di una truffa, i sedicenti tecnici si presentano in due o più, questo in modo che uno o più possano distrarre il proprietario dell’abitazione mentre l’altro o gli altri possono porre in essere furti in casa.
– Verificare l’abbigliamento e la presenza di casse degli attrezzi: se gli addetti si presentano per riparare un guasto, o fare un controllo, è importare verificare l’abbigliamento e se portano con sé cassette degli attrezzi o simili, senza i quali difficilmente dei veri tecnici potrebbero lavorare.
– Chiamare aiuto: se non ci si sente sicuri, è bene farsi assistere da qualcuno, che può essere un vicino, un parente, perfino la portineria. È importante non essere da soli in questi casi. E qualora ci si dovesse rendere conto che si tratta di una truffa, è fondamentale chiamare subito il 118.

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Cassazione: niente licenziamento per chi fuma in orario d’ufficio nonostante il divieto

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Fumare è una pessima abitudine per la quale noi dello “Sportello dei Diritti”abbiamo avviato la battaglia senza sosta per la tutela della salute. Tuttavia anche i fumatori più incalliti non possono essere licenziati sol perché vengono sorpresi a fumare sul luogo del lavoro in orario d’ufficio e in barba al divieto. A meno che non metta a repentaglio l’incolumità e la salute dei colleghi. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza 12841 del 26 giugno 2020, ha respinto il ricorso di una società salvando un dipendente sorpreso all’interno dell’intercapedine con la sigaretta accesa. Per gli Ermellini, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” bene ha fatto la Corte territoriale – condividendo le conclusioni assunte dal Tribunale circa la vigenza del divieto di fumo (a norma di legge e di specifica disposizione adottata dalla ditta committente) in tutto lo stabilimento presso il quale l’uomo era stato assegnato per lo svolgimento della sua attività lavorativa — a valutare, ai fini di riempire di contenuto la clausola generale dettata dall’art. 2119 cod. civ., la scala valoriale del codice disciplinare contenuto nel contratto collettivo applicato in azienda; avendo rinvenuto due tipizzazioni contrattuali concernenti l’infrazione al divieto di fumo (l’una, ex art .47 ccnl, punita con sanzione conservativa e l’altra, ex art. 48, lett. f) con sanzione espulsiva) ha proceduto alla verifica della sussistenza dei requisiti elaborati dalle parti sociali per l’adozione del provvedimento di licenziamento, pervenendo alla conclusione della impossibilità della sussunzione della condotta adottata nell’art. 48, lett. f) per carenza della situazione di “pericolo per le persone o per gli impianti”. La Corte distrettuale, valutando sia il profilo soggettivo che quello oggettivo della condotta e in specie la conformazione del luogo ove il lavoratore è stato trovato intento a fumare, ha ritenuto di escludere la ricorrenza dei requisiti costitutivi della fattispecie contrattuale punita con sanzione espulsiva, in particolare rilevando che — alla luce delle circostanze concrete che caratterizzavano la condotta del lavoratore — non poteva ritenersi integrato un pericolo alla salute derivante dalla mera combustione di una sigaretta posto che l’infrazione al divieto di fumo in ambienti chiusi previsto dalla legge (art. 5 1 legge n. 3 del 2003) doveva misurarsi, quanto agli effetti sul rapporto di lavoro, con le due distinte previsioni disciplinari elaborate dalle parti sociali (artt. 47 e 48 ccnl). Infatti, in tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento, denotando scarsa inclinazione all’attuazione degli obblighi in conformità a diligenza, buona fede e correttezza.

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Bigenitorialità e parità di genere

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

La bigenitorialità è legge dal 2006, ma ancora i tribunali non riescono proprio a farsela andar giù. Con pronunce altalenanti, infatti, o di riffa o di raffa, emerge sempre un genitore di serie A e uno di serie B (generalmente il genitore di sesso maschile).
A volte, invece, la superiorità genitoriale di genere femminile è a tal punto postulata che non si sente neppure il dovere di argomentare il perché si chiedano o si concedano provvedimenti sui figli, squilibrati verso l’altro genitore.
Né, del resto, gli stessi giudici sentono vigente un obbligo motivazionale relativo alla suddetta falsa applicazione della legge.
Oppure lo hanno fatto con delle pseudo motivazioni:
1) la bigenitorialità è un principio che va declinato, di volta in volta, non garantendo “parità” di tempi per l’uno e l’altro genitore, ma garantendo solo un imprecisato continuativo “rapporto” con entrambi. Ma che vuol dire, se ciò non prevede poi la parità dei tempi di permanenza dei figli con ciascuno?
Per molte corti, infatti, bigenitorialità può voler dire ad esempio, che se io padre vedo mia figlia di 5 anni una volta alla settimana, dovrei esser a posto, avendo comunque ottemperato al diritto dovere di essere padre, ed avrò con lei un “rapporto al pari della madre”. Molte altre corti hanno fatto persino di peggio, “garantendo” al padre e al figlio una frequentazione di un giorno ogni quindici
2) l’infondato principio psicologico della maternal preference
3) l’esigenza di non “sballottare” il minore, che comporta, chissà perché, sempre la prevalenza della domiciliazione presso la madre, anziché presso il padre.
A ben vedere, nessuna di queste, che chiamo pseudo motivazioni non a caso, ha alcuna ragionevole logica, e di certo non trova in sé la forza di privare il figlio della presenza stabile, paritaria, sebbene turnaria, del genitore che, guarda caso, è sempre il padre.Il risultato è preservare lo status quo. Lo status che vede e vuole confinare il ruolo della donna principalmente nell’ambito familiare (del resto è un lavoro a tempo pieno fare il genitore, soprattutto di figli in età scolare). E che per farlo talvolta mal utilizza l’artificio del ritenerla “migliore” dell’uomo, più adatta, più devota, meno impegnata altrove ecc. Con la conseguenza che il padre si sentirà meno padre, meno bravo, meno devoto, più impegnato altrove ecc…
Il risultato è che i figli cresceranno in questo terreno culturale stereotipato, con i simboli e gli esempi della genitrice collocataria e prevalente, e del genitore delle “visite”.
Credo sia importante, lo dico da avvocata, da madre e da figlia di genitori separati negli anni 80, che i padri colgano l’opportunità della separazione per essere – e se del caso diventare- a pieno genitori di serie A. Ancor più importante che, al contempo, le madri accettino di avere un co-genitore al proprio pari e le conseguenze anche economiche del mantenimento diretto.Per far questo anche la magistratura dovrà applicare con rigore le norme disattese in punto di bigenitorialità, chiamiamola “perfetta”, non lasciando tracce del passato nelle generazioni di oggi. Sono sfide psicologiche e culturali senza le quali, però, non potrà esistere alcuna vera parità di genere. (Claudia Moretti, legale, consulente Aduc)

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Ustica: Le pagine strappate della storia repubblicana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

“L’ultimo “cablo” di Giovannone svelato da un autorevole quotidiano nazionale segue le rivelazioni del già ministro Giovanardi impone obblighi precisi: al premier Conte la necessità della desecretazione di tutti i documenti relativi al Lodo Moro e alla strage di Ustica, al Parlamento la costituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare per continuare a indagare sulle pagine strappate della storia repubblicana; alla procura di Roma, che ha ancora aperto una singolare indagine sui mandanti e sugli esecutori, di chiedere direttamente ai servizi segreti l’acquisizione dei documenti relativi che potrebbero ribaltare completamente la tesi giudiziaria – qualora fossero confermati – andando a supportare la tesi della dinamica dell’attentato con riflesso internazionale mediorientale per Ustica. Infine, va abolito il segreto funzionale, come proposto anche dal senatore Marilotti.” Così il fondatore dell’Intergruppo “La verità oltre il segreto”, deputato Federico Mollicone.

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Bonus vacanze: Tutto pronto per far fare soldi agli albergatori non certo per aiutare i consumi e l’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Tutto è pronto per l’utilizzo del bonus vacanze, dal 1 luglio si potranno utilizzare i soldi dei contribuenti (anche quelli che restano a casa perché non hanno un becco di un quattrino o perché non hanno voglia) per dare un po’ di soldi a quei “poveri cristi” che gestiscono alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia.
A parte le difficoltà di tempi e logistiche per usufruire di questo bonus… ma crediamo che l’italiano medio abbia acquisto una dimestichezza con la burocrazia che riuscirà a superarle a pié pari…. Rimane un fatto importante: si tratta di un finanziamento ad alcuni operatori del turismo non al settore economico.
Il bonus infatti vale per le strutture ricettive elencate (mi raccomando, non attraverso Booking et similia, anche se in tantissimi lo utilizzano) e serve per finanziare le stesse, non certo i consumi turistici. Che sono quelli, per esempio, di chi va in vacanza anche prendendo solo un aereo o un treno o in auto o un’escursione dalla mattina alla sera (vista la penuria, crediamo sarà una delle scelte più gettonate), tutte attività turistiche che non possono essere rimborsate col bonus.
Per chi ci governa il turismo degno di essere aiutato “perché così si rilancia l’economia bla bla…” è solo quello dell’ospitalità di certe strutture. Prendiamone atto: questo è il loro concetto e la loro pratica di rilancia dell’economia turistica.
Noi crediamo che, come in qualunque ambito economico i motori debbano essere i consumi e i consumatori, a cui magari dare anche un buono che poi utilizzano come meglio credono, foss’anche per mangiare al ristorante nella località turistica. Ma forse stiamo parlando di un altro mondo, di un’altra economia che sembra non siano neanche prossimi. Per ora ci siano infilati in questo “cul de sac” che è molto probabile porterà al perpetuarsi della sopravvivenza stentorea e non al consolidamento di una economia di mercato. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Lo studio legale bresciano eletto miglior team dell’anno Under 40

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Brescia. Lo studio legale Puccio – Penalisti Associati, fondato dall’avvocato bresciano Andrea Puccio è stato eletto miglior “team dell’anno” alla prima edizione dei Legalcommunity Forty Under 40 Italy Awards, il premio che celebra le eccellenze professionali (team e singoli professionisti) con meno di 40 anni di età. In gara tutti i grandi studi legali, anche internazionali, presenti in Italia, ma il trentacinquenne Puccio, con il suo team completamente a trazione under 40, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento, in quanto “in grado di fornire un’assistenza qualificata, oltre che a garantire una risposta pronta e attenta alle richieste dei clienti, in tutte le aree specifiche del diritto penale”.Da far notare che lo studio bresciano non ha vinto in una delle 40 categorie del diritto previste dal regolamento, ma è riuscito a centrare il miglior risultato assoluto, come “team dell’anno”.Operazioni svolte (valore e numero); fattori rilevanti di crescita ed espansione dello studio; posizionamento e immagine: questi i tre criteri presi in considerazione dalla giuria, composta da esperti del settore, principalmente Legal Counsel e General Counsel di società come, fra altre, Intesa Sanpaolo, Moncler, Deutsche Bank, Huawei, Missoni, Ermenegildo Zegna, Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FSI), DHL.Lo Studio Puccio – Penalisti Associati ha sede, oltre che a Brescia, anche a Milano ed è specializzato nel diritto penale dell’economia e dell’impresa.

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Antitrust: istruttoria per ostacolo a film gratuiti

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

L’Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti Anica, Anec e Anec Lazio per ostacoli all’approvvigionamento di film a titolo gratuito da parte delle arene cinematografiche.”Bene, ottima notizia! Si faccia subito chiarezza” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Finalmente un provvedimento che considera anche i diritti dei consumatori, mai valutati in nessuna delle leggi sul cinema finora varate, tese solo a venire incontro alle richieste di registi e produttori e non certo a quelle dei cinefili” prosegue Dona.”D’estate le proiezioni a titolo gratuito costituiscono un importante evento per molte località turistiche, creano afflusso di spettatori e un indotto significativo per molti commercianti, dai ristoranti alle gelaterie. E’ quindi grave che si limiti questo tipo di offerta cinematografica, indipendentemente dall’esistenza o meno di un’intesa restrittiva” conclude Dona.

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Roma: Episodi di corruzione e truffa

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Vedono coinvolti un funzionario del Comune e alcuni dipendenti di Risorse per Roma sono assolutamente vergognosi. Oltre alle mele marce esiste però un mondo di lavoratori dalla schiena dritta, pronti a denunciare episodi di illegalità. Il dipendente che ha denunciato i fatti agli inquirenti ha infatti permesso di bloccare un meccanismo di corruzione. Sono orgogliosa di lui e di chi, come lui, si espone ogni giorno a difesa e tutela dei cittadini. Al nostro dipendente, alla Procura della Repubblica e ai Carabinieri, va il mio più sentito ringraziamento”. Così in una nota la Sindaca di Roma Virginia Raggi. “Contro episodi di questo tipo ci stiamo muovendo attuando processi di smaterializzazione delle pratiche amministrative: nell’ufficio condono, durante il lockdown, abbiamo sperimentato riunioni online, appuntamenti in digitale, tutto tracciabile e documentabile. In questo modo la Pubblica Amministrazione possiede uno strumento in più per evitare interlocuzioni dirette e, quindi, il possibile verificarsi di favoritismi. Questa è la direzione che dobbiamo seguire”, conclude la Sindaca.

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Garante Privacy: persiste immutato marketing selvaggio

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

Per il Garante della Privacy, nella relazione annuale, con riguardo al telemarketing, “migliaia permangono le segnalazioni portate all’attenzione del Garante” e “la dimensione assunta dal fenomeno del cd. marketing selvaggio” persiste “in termini sostanzialmente immutati”.”E’ vergognoso che il problema del marketing selvaggio sia ancora irrisolto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il nuovo regolamento sul funzionamento del Registro pubblico delle opposizioni, ad esempio, che non solo consentirà ai consumatori di poter iscrivere al Registro anche i loro cellulari, ma anche di revocare tutti i consensi precedentemente espressi, varato il 17 gennaio 2020 dal Consiglio dei Ministri con incredibile ritardo rispetto ai tempi previsti dalla Legge n. 5 dell’11 gennaio 2018, non diventerà operativo prima del 1° dicembre 2020″ prosegue Dona.”Gli italiani sono stufi di telefonate indesiderate e attivazioni di servizi non richiesti” conclude Dona.

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Enac: istruttorie su voucher compagnie, rischio sanzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

L’Enac ha annunciato di aver avviato istruttorie per sanzioni a compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri.”Bene, ottima notizia! Chiediamo all’Enac di irrogare la sanzione massima prevista, nel più breve tempo possibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ gravissimo, infatti, continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti” prosegue Dona.”Insomma, le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’aeroporto di partenza è in un paese membro dell’UE sia se l’aeroporto di arrivo è in un paese dell’UE, qualora il vettore aereo sia comunitario” conclude Dona.

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Scuola: Gli educatori hanno diritto alla Carta del docente per aggiornarsi, lo dice anche il Tribunale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Anche le aule di giustizia dicono che non ci sono lavoratori di serie A e di serie B: tutti hanno diritto ad aggiornarsi e a fruire dei fondi annuali prevista dalla legge per questo obbligo. A confermarlo è stato il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che con la sentenza 1682/2020 del 15 giugno scorso ha condannato il ministero dell’Istruzione a riconoscere anche agli educatori il diritto ad avere la “Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”. Il giudice ha deciso che è sacrosanto “il diritto della ricorrente alla assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, prevista dall’art. 1, co. 12 della L. 13 luglio 2015 n. 107, a decorrere dall’a.s. 2015/2016”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si comprende perché negli ultimi anni verso gli educatori l’amministrazione è stata capace di produrre un ingiustificato blocco delle assunzioni, l’assurda esclusione dalle GaE della primaria e da diverse tornate di immissioni in ruolo. E ha anche escluso la categoria come dal bonus di 500 euro per l’aggiornamento professionale, producendo una distinzione che non ha alcun motivo di esistere”.Il giovane sindacato conferma pertanto l’opportunità di ricorrere al Giudice del Lavoro contro l’esclusione dalla carta docente, in modo da fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, precari compresi, l’accesso al bonus per l’aggiornamento annuale di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti di ruolo.
Il personale educativo deve accedere all’aggiornamento professionale alla pari dei colleghi docenti: ora lo dice anche il Tribunale.I giudici del palazzo di giustizia di Santa Maria di Capua Vetere , scrive Orizzonte Scuola, hanno accolto il ricorso di un’educatrice che reclamava di non aver ottenuto l’assegnazione dall’a.s. 2015/2016 del bonus annuale da 500 euro introdotto con la Legge 107/15. Il Tribunale ha precisato che, secondo quanto si legge “il personale educativo partecipa anche alla funzione di formazione e di istruzione degli allievi, convittori e semiconvittori, ed è collocato espressamente all’interno dell’area professionale del personale docente” e dunque “appare indiscutibile allora la piena equiparazione del profilo professionale di educatore con quello di docente ad ogni effetto di legge, anche con riferimento alla cd. Formazione professionale e agli strumenti attraverso cui l’amministrazione provvede alla sua concreta erogazione in favore del personale scolastico”. L’Anief non si meraviglia per l’esito della sentenza.

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