Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Luis Suarez e il Marketing Universitario

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Dalla vicenda dell’esame di idoneità linguistica del calciatore Luis Suarez si potrebbe trarre almeno una lezione significativa. Molti si stanno esercitando nella discussione entrando nello specifico delle responsabilità di enti e persone. Invece, vorrei fare un discorso più grave e parlare di liberismo (e neoliberismo selvaggio). Che c’entra? C’entra eccome, e riguarda i tentativi maldestri e malaugurati di introdurre la competizione tra Atenei, assecondando il modello della concorrenza di mercato nella formazione universitaria. Anni fa, all’improvviso, si è chiesto alle comunità di professori di applicare modelli liberisti, cioè di competere nel mercato per premiare i migliori.Con poche eccezioni, l’Università italiana è sempre stata statale, statali sono i professori, i rettori, i PTA (l’inventore del termine andrebbe punito, come chi ha inventato quello di operatore ecologico), statale è la mentalità e il servizio che viene fornito. Statale è il titolo che viene rilasciato, cioè con un valore legale riconosciuto dallo Stato. Cioè, se vuoi fare un concorso statale devi avere il titolo, la laurea, volgarmente detto “pezzo di carta”. Come il pezzo di carta che voleva Suarez perché qualcuno gli aveva detto che gli serviva. Con un pezzo di carta da architetto non puoi fare né il medico né l’ingegnere. Anzi, per fare certi mestieri, oltre al pezzo di carta, devi superare un esame di stato e prendere un altro pezzo di carta. E senza pezzo di carta da insegnante non puoi aprire un asilo riconosciuto né insegnare alle medie e alle superiori (scuole). Senza pezzo di carta, nemmeno puoi fare concorsi per la Regione, la Provincia, il Comune… Tutto questo suona ridicolo, senza nemmeno calcare troppo il tono dell’ironia sui pezzi di carta. E dev’essere suonato ridicolo anche ai vari ministri della Istruzione, della Ricerca e dell’Università che si sono succeduti sulla poltrona della riforma universitaria negli ultimi venti anni e più. La parola d’ordine era competizione uguale più efficienza, bisognava mettere subito in competizione gli Atenei, i Dipartimenti, gli Istituti, i Rettori, i singoli docenti, valutando la loro produttività, da buoni e consumati liberisti. Solo che è stato deciso di misurare la produttività non nel mercato delle lauree, ma con parametri statali, pensati dal Ministero, dall’ANVUR. E il parametro unico, in fondo, è banalmente il numero di laureati che escono ogni anno dai singoli atenei. Più sforni pezzi di carta più soldi ti danno. Una rincorsa al Trenta e Lode per tutti, o quasi, insomma. Sì, c’è la valutazione della ricerca, ma questa è un’altra specie di follia,fondata com’è su modelli pensati dal dittatore romeno Nicolae Ceausescu per avere criteri “oggettivi” che i funzionari di partito potessero usare per valutare cose di cui non capivano nulla.Ecco allora che gli Atenei costretti alla competizione, per strapparsi studenti gli uni con gli altri, magari per attirarne di stranieri, che fa fino, applicano le più bieche tecniche di marketing. Pagano anche agenzie specializzate, inventano slogan accattivanti, promuovono mestieri interni di comunicazione e promozione, regalano tablet, danno incentivi alle matricole. Annunci televisivi, testimonial che si laureano mentre lavorano, gente che grazie alla laurea riscatta il periodo di studi e va in pensione prima, e così via. Non solo, iniziano a piovere lauree da Atenei online, Master a distanza, le Lauree ad honorem fioccano per premiare gente già famosa. Uno dei tanti, Valentino, sfreccia in moto e si fregia del titolo multicolorato sul fondoschiena di The Doctor. L’Università di Urbino, non è stata indagata per questo, anzi si è fatta notare per l’arguzia. Quanti dottori onorari ci sono in Italia per causa legittima di marketing?Il succo è questo: è difficile incontrare un liberale per strada, ancora più difficile incontrare qualche neoliberista, perché, se ci sono, si vergognano a dirlo, strapazzati da un’imponente onda contraria di intellettuali e popolani. In questo deserto liberale, pretendere che le Università diventino competitive per legge, e per di più con leggi sgangherate e criminogene è più che ridicolo, è folle e tragico. Leggendo della vicenda Suarez-Università Stranieri di Perugia si può anche pensare che qualche reato sia ipotizzabile. Ma si dovrebbe imparare che imporre modelli liberisti a gente che lavora immersa in un sistema statale dove la competizione non si sa nemmeno che cosa sia e, peggio, credere che le riforme abbiano messo le Università in condizione di competere lealmente sia una cosa molto, molto, ma molto stupida.Gian Luigi Corinto, collaboratore Aduc

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Istruttoria dell’Antitrust sui voli cancellati causa Covid-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Si allarga la verifica dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul comportamento delle compagnie aeree in merito alla cancellazione di voli a causa del Covid-19. Dopo Alitalia e Volotea, l’Antitrust ha avviato quattro procedimenti istruttori, ed altrettanti subprocedimenti cautelari, nei confronti di Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling.“Alla base dell’iniziativa dell’Autorità – sottolineano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ed Ivan Marinelli, Presidente di Aeci – ci sono le segnalazioni, sempre più numerose, dei consumatori. Lamentele che riguardano anche altre compagnie, come Alitalia, che si sta distinguendo per una gestione scandalosa dei rimborsi”. Sono le stesse proteste che le due associazioni dei consumatori stanno raccogliendo con la campagna “Voucher? No, grazie!”, avviata per tutelare chi, a fronte della cancellazione di un viaggio, non si è visto riconoscere il rimborso. “Pur essendo programmati per un periodo in cui non erano più in vigore i limiti di circolazione imposti dai provvedimenti governativi – proseguono Giacomelli e Marinelli – le quattro compagnie aeree hanno motivato la cancellazione dei voli con l’emergenza per la pandemia. Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling hanno offerto, in alternativa allo spostamento del volo, soltanto l’erogazione di un voucher anziché il rimborso del prezzo del biglietto già pagato. Non solo. Non hanno nemmeno informato i consumatori sui loro diritti in caso di cancellazione, costringendoli anche a lunghe e costose attese per mettersi in contatto con un servizio di assistenza carente, in quanto difficilmente raggiungibile. Ci auguriamo che le verifiche dell’Antitrust portino ad una dura sanzione nei confronti di queste compagnie aeree, perché il trattamento riservato ai consumatori è inaccettabile”.I consumatori che si sono visti negare il diritto al rimborso per un viaggio, una vacanza o una gita scolastica cancellati a causa della pandemia possono richiedere l’assistenza legale di Codici ed Aeci. Sui siti delle due associazioni (www.codici.org – http://www.euroconsumatori.eu) sono disponibili le indicazioni per aderire alla campagna “Voucher? No, grazie!”

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Rimborsi voli cancellati

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

In questi mesi abbiamo più volte affrontato la questione dei rimborsi dei voli cancellati dopo il lockdown: alcune compagnie aeree, adducendo all’emergenza sanitaria, hanno annullato le prenotazioni, offrendo ai clienti solo l’emissione del voucher e non la restituzione dell’importo versato nonostante fossero ormai quando decaduti i limiti alla circolazione imposti dai decreti governativi.Le sedi Federconsumatori hanno ricevuto numerose segnalazioni da parte degli utenti coinvolti, che peraltro hanno anche denunciato difficoltà, a volte insormontabili, nell’accesso al servizio di assistenza clienti. Il problema è diventato così rilevante da indurre l’Antitrust ad intervenire: l’AGCM ha infatti avviato quattro procedimenti nei confronti di BluePanorama, Easyjet, Ryanair e Vueling, a cui viene appunto contestato sia il rimborso tramite voucher di cancellazioni che invece avrebbero dovuto essere rimborsate in denaro sia la predisposizione di servizi di assistenza onerosi e carenti.È evidente che alcuni vettori abbiano deliberatamente voluto lucrare su una situazione di grave emergenza sanitaria, quindi è più che fondato e legittimo che l’Authority voglia fare luce su quanto accaduto. Non possono certo essere gli utenti a pagare le conseguenze, certamente pesanti, del momento di difficoltà che l’intero comparto turistico sta attraversando ed è fondamentale che i diritti dei passeggeri vengano garantiti e tutelati. Ci aspettiamo quindi sanzioni severe e provvedimenti inflessibili nei confronti delle compagnie che hanno approfittato della situazione, senza scrupolo alcuno, per meri interessi economici.

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21° edizione del Master in “Relazioni Internazionali e Protezione dei Diritti Umani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Roma 7 ottobre 2020 – 30 aprile 2021. Le opportunità di lavoro nelle Organizzazioni Internazionali, nelle Istituzioni europee, nelle ONG italiane ed estere e nelle Imprese nazionali e multinazionali sono in espansione. Il Master della SIOI ha l’obiettivo di far acquisire conoscenze specialistiche del Diritto Internazionale e degli strumenti per la Protezione internazionale dei Diritti Umani con approfondimenti nella politica economica e nella storia delle relazioni internazionali dopo la guerra fredda.Il percorso didattico è articolato in quattro aree disciplinari: Diritto e Organizzazione Internazionale; Politica Economica; Teoria e Storia delle Relazioni Internazionali; Protezione Internazionale dei Diritti Umani. Seminari specialistici sono dedicati all’Analisi delle Relazioni Internazionali, Imprese e Diritti Umani, Gestione dei Processi Negoziali, Diplomazia Digitale e al Ruolo dei Social Media, Cerimoniale nelle Relazioni Istituzionali. Le lezioni si svolgeranno in modalità web live, con possibilità di alta interazione tra partecipanti e docenti, da ottobre 2020 a gennaio 2021 mentre da febbraio, la didattica proseguirà in modalità blended (online e in presenza) con incontri in presenza a carattere non obbligatorio.Il tirocinio curriculare, parte integrante del Master, consentirà di fare un’esperienza presso Organizzazioni o Istituzioni internazionali, Amministrazioni ed Enti pubblici, ONG, Camere di commercio, e imprese sia in Italia che all’estero.La Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) è un Ente morale a carattere internazionalistico (riconosciuto con D.P.R. del 27/12/1948 n. 1700 e sottoposto al controllo della Corte dei Conti).È l’Associazione italiana per le Nazioni Unite, membro fondatore della “Federazione Mondiale delle Associazioni per le Nazioni Unite” (WFUNA) e della “Unione Internazionale delle Accademie Diplomatiche”.Ha la sua sede centrale a Roma a Palazzetto di Venezia. https://www.sioi.org/attivita/formazione-internazionale-master-corsi/master-in-relazioni-internazionali/

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Antitrust: procedimenti su voucher contro compagnie aeree

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

L’Antitrust ha avviato quattro procedimenti istruttori – e altrettanti sub-procedimenti cautelari – nei confronti delle compagnie aeree Blue Panorama, Easyjet, Ryanair e Vueling per aver offerto solo il voucher e non anche il rimborso del biglietto. “Vittoria per i consumatori. Ottima notizia. Finalmente un po’ di giustizia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Avevamo subito denunciato che i voucher obbligatori erano illegali e contrari alla normativa europea, al Reg. (CE) n. 261/2004. Ma nonostante la procedura di infrazione contro l’Italia aperta dall’Europa, il richiamo di Art, Enac e Antitrust, nulla era cambiato” prosegue Dona.”Ora il ministro Franceschini, l’inventore ed il fautore dei voucher, si dovrebbe dimettere, se avesse un minimo di coerenza. Avevamo scritto al ministro del Turismo fin dal 4 marzo, chiedendogli di rivedere questa regola assurda dei voucher, controproducente per le stesse agenzie di viaggio e per le compagnie aeree, visto che nessuno prenota un viaggio se poi, in caso di annullamento, non può riavere i soldi. Ma non c’è stato verso di fargli cambiare idea!” prosegue Dona. “Ora vanno restituiti i soldi a tutti i consumatori o scatteranno azioni legali a raffica” conclude Dona

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I privilegi della Chiesa e non solo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Le parrocchie devono pagare l’imposta municipale (IMU) anche se svolgono le attività ricettive e scolastiche con finalità solidaristiche. Quello che i giudici tributari devono accertare è se le attività sono rivolte a un pubblico indifferenziato o a categorie predefinite di soggetti, se vengono svolte per tutto l’anno e quali tariffe e compensi vengono applicate. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (ordinanza 18831 del 10 settembre 2020), che ha annullato con rinvio la pronuncia dei giudici d’appello. Un ulteriore passo contro gli smisurati privilegi che la Chiesa cattolica ha in sede fiscale, pur svolgendo lo stesso servizio di altri suoi concorrenti (scuole private essenzialmente) e, di conseguenza, svolgendo concorrenza sleale. La collezione di sentenze in merito è smisurata, anche per i cosiddetti alberghi religiosi che, godendo di esenzioni fiscali, non pagano come fanno i loro concorrenti che – alcuni – nelle stanze per gli ospiti hanno solo la Bibbia in un cassetto e non anche un crocifisso appeso ad un muro.Tutto nasce dal Concordato che lo Stato italiano ha siglato con la Chiesa cattolica romana e, andando “più in alto” dall’art 7 della Costituzione che ha inserito i Patti Lateranensi nella nostra Carta principale. É bene ricordare che la Chiesa cattolica (e non solo) ha forme di finanziamento da parte dello Stato anche con l’8 per mille che viene devoluto alle confessioni religiose, e questo rende le esenzioni come quelle bocciate dalla Cassazione ancora più assurde e inique. Soprattutto se consideriamo il meccanismo di distribuzione di questo finanziamento: lo Stato comunque devolve alle chiese questo 8 per mille delle tasse che i contribuenti pagano, anche se questi ultimi non hanno indicato nella denuncia dei redditi la confessione a cui intendono devolverla: le percentuali di chi indica la confessione a cui versare il proprio 8 per mille vengono estese al totale dei contribuenti, anche quelli che non hanno dato indicazioni.La stessa logica, per esempio, che viene utilizzata per finanziare la tv di Stato: ognuno finanzia l’informazione e il divertimento di Stato con una imposta per il possesso di un tv (il cosiddetto canone)… ma la tv di Stato è in concorrenza nel mercato pubblicitario con altre tv che non hanno finanziamenti di Stato ma vivono solo di introiti pubblicitari.L’elenco dei privilegi dello Stato e dei suoi “fedeli” è sterminato. Questi sono solo due esempi venuti alla luce con l’attualità della sentenza di Cassazione dello scorso 10 settembre (il famoso “giudice a Berlino”?) Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Puglia: restituire agli agricoltori le certezze perdute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Grazie alla conferma alle urne, il presidente Michele Emiliano ha l’opportunità di porre rimedio agli errori commessi nella precedente legislatura e di restituire agli agricoltori pugliesi le certezze perdute – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La nuova giunta non può che ricominciare dai nodi in cui si era incagliata: Programmi di Sviluppo Rurale; semplificazione della burocrazia; rilancio del settore olivicolo e un piano di contrasto efficace per debellare la Xylella. Ad Emiliano va il merito di aver riconosciuto i punti deboli dell’amministrazione da lui guidata. Ci auguriamo che questa consapevolezza si traduca ora in azioni concrete per fornire agli agricoltori pugliesi gli strumenti di cui hanno bisogno per assicurarsi redditi adeguati, ma anche risorse per investire nell’innovazione e nel contrasto ai cambiamenti climatici, che in questa regione causano sempre più spesso calamità naturali e danni alle colture – continua Tiso.Il dipartimento Agricoltura della Regione Puglia ha annunciato in questi giorni di aver sbloccato finanziamenti del Psr Puglia 2014-2020 per 660 imprese, per un ammontare di oltre 135 milioni di euro. Secondo quanto rende noto lo stesso dipartimento, sarà inoltre possibile attivare aiuti per 155 milioni a favore dei progetti di 800 giovani. Speriamo che questo sia solo il primo passo e che la politica diventi di nuovo protagonista in senso positivo, affinché gli agricoltori non siano più costretti a ricorrere alla giustizia per vedere riconosciuti i loro diritti.

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Bollette a 28 giorni: Due passi avanti e uno indietro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Il Consiglio di Stato ha emesso oggi l’ordinanza sul ricorso promosso dalle principali compagnie telefoniche sul caso delle bollette a 28 giorni, rimettendo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione della sussistenza in capo alle autorità nazionali del potere di regolamentare la cadenza di rinnovo contrattuale e di fatturazione.”Rimettere il giudizio alla Corte di Giustizia Europea è un deciso passo indietro. Un ennesimo rinvio che contraddice precedenti pronunce” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Al di là del fatto che, per fortuna, ora la cadenza mensile è stata fissata anche dal legislatore, e quindi è, almeno per il momento, intoccabile, è assurdo che si metta anche solo in dubbio la possibilità dell’Authority delle Comunicazioni di prevederla a tutela dei consumatori ed in nome della trasparenza informativa” conclude Dona.Si legge nell’ordinanza di oggi che si sollevano i seguenti ulteriori quesiti pregiudiziali: “c) se la corretta interpretazione ed applicazione del principio di proporzionalità, in combinazione con gli artt. 49 e 56 TFUE e il quadro normativo armonizzato espresso dalle direttive 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/21/CE e 2002/22/CE e, in particolare, dagli artt. 8, par. 2 e par. 4, Direttiva 2002/21/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, dall’art. 3 Direttiva 2002/20/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, e dagli artt. 20, 21 e 22 Direttiva 2002/22/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/136/CE, osti all’adozione di misure regolatorie assunte dall’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche volte a imporre: i) per la telefonia mobile, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione non inferiore a quattro settimane con la contestuale previsione dell’obbligo per i relativi operatori economici che adottino una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da quella mensile, di informare prontamente l’utente, tramite l’invio di un SMS, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta; ii) per la telefonia fissa, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base mensile o suoi multipli; iii) in caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, l’applicazione della cadenza relativa a quest’ultima”; “d) se la corretta interpretazione ed applicazione dei principi di non discriminazione e di parità di trattamento, in combinazione con gli artt. 49 e 56 TFUE e il quadro normativo armonizzato espresso dalle direttive 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/21/CE e2002/22/CE e, in particolare, dagli artt. 8, par. 2 e par. 4, Direttiva 2002/21/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, dall’art. 3 Direttiva 2002/20/CE,come modificata dalla Direttiva 2009/140/CE, e dagli artt. 20, 21 e 22 Direttiva2002/22/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/136/CE, osti all’adozione di misure regolatorie assunte dall’Autorità nazionale di regolamentazione nel settore delle comunicazioni elettroniche volte a imporre: i) per la telefonia mobile, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione non inferiore a quattro settimane con la contestuale previsione dell’obbligo per i relativi operatori economici che adottino una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base diversa da quella mensile, di informare prontamente l’utente, tramite l’invio di un SMS, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta; ii) per la telefonia fissa, una cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base mensile o suoi multipli; iii) in caso di offerte convergenti con la telefonia fissa, l’applicazione della cadenza relativa a quest’ultima”.

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Per sconfiggere la criminalità lo Stato deve presidiare il territorio

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

Roma. Ha fatto scalpore, e non poteva essere diversamente, la richiesta avanzata dalla Procura di Roma per la condanna nei confronti dei membri del clan Gambacurta, attivo a Montespaccato, zona a nord della capitale. Un processo che vede impegnata, in qualità di parte civile, l’associazione Codici, che ha chiesto la condanna di tutti gli affiliati al sodalizio criminale.“Parliamo di accuse pesanti – sottolinea Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – dall’associazione a delinquere finalizzata all’usura allo spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Da più parti viene enfatizzata la richiesta di 544 anni di carcere per i membri del clan Gambacurta, ma a nostro avviso tutto questo clamore rischia di distogliere l’attenzione dal tema centrale”.“È fuori luogo dire che è stata fatta giustizia – aggiunge Carmine Laurenzano, avvocato di Codici – perché se è vero che le richieste di condanna sono importanti, come i 30 anni per il capo del sodalizio criminale, è altrettanto vero che l’allarme criminalità nella capitale è tuttora altissimo. Con gli arresti degli ultimi anni si è creato un vuoto che nuove bande stanno cercando di riempire e questo è il nodo centrale della questione: chi ha occupato il posto del clan Gambacurta? È necessario presidiare il territorio. Bisogna vigilare, mantenere la guardia altissima, altrimenti si lascerà campo alla malavita, con i cittadini abbandonati al loro destino”.“Pensare che la criminalità organizzata si sia volatilizzata sarebbe sbagliato oltre che superficiale – conclude Giacomelli – è adesso che inizia la vera sfida dello Stato, che deve riappropriarsi dei territori liberati dalla malavita. L’attività di controllo e contrasto è importante, ma non basta. Serve anche un’azione decisa e capillare di prevenzione e di aiuto nei confronti dei cittadini in difficoltà, che devono percepire lo Stato come un alleato vicino, non un’entità astratta e lontana. Se non si capisce questo, se non si interviene in questa direzione, fare processi con decine di imputati risulterà inutile, perché alla fine il potere dei clan sarà soltanto scalfito”.

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Pirateria editoriale e audiovisiva sono emergenza nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Il mio plauso al Nucleo di polizia economico-finanziaria di Gorizia per l’operazione Evil Web. La pirateria audiovisiva ed editoriale causa ogni anno agli editori e ai produttori di contenuti danni enormi, con ricadute sull’economia nazionale e sull’occupazione di migliaia di lavoratori. L’ampiezza della dimensione del fenomeno della pirateria ne fa una vera e propria emergenza nazionale. Già Fratelli d’Italia, infatti, ha presentato una proposta di legge, anche a mia firma, per il contrasto alla pirateria, che auspichiamo possa presto iniziare il proprio percorso di approvazione in parlamento. Siamo da sempre a fianco della Federazione Italiana Editori Giornali a difesa dell’informazione e dell’editoria nazionale.” Così il capogruppo FDI in commissione Editoria, Responsabile Innovazione del partito, deputato Federico Mollicone.

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Ciclisti: Aumento infortuni agli arti inferiori

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Il ciclismo è ancora oggi uno degli sport più praticati al mondo grazie all’accessibilità e agli enormi benefici per corpo e mente, ma il numero d’infortuni sembrerebbe essere aumentato negli ultimi anni. Basti pensare che, secondo quanto riportato da una ricerca del British Medical Journal sul portale NBCI, le problematiche legate agli arti inferiori sono aumentate del 37% negli ultimi due anni. E ancora, secondo una ricerca pubblicata sul portale The Telegraph, i pendolari che si recano a lavoro in bicicletta corrono un rischio d’infortunio maggiore del 50% rispetto a chi utilizza mezzi alternativi. Problematiche che hanno accomunato diversi ciclisti professionisti impegnati fino a ieri nel Tour de France: da Davide Formolo, che ha subito una frattura della clavicola sinistra, a Steven Kruijswijk, reduce da un infortunio alla spalla, da Daniel Muñoz, che ha riportato un trauma contusivo al ginocchio destro, a Bauke Mollema, vittima di una frattura del polso sinistro. Ma quali sono, dunque, i consigli degli esperti per prevenire i più frequenti infortuni? Occorre eseguire una valutazione fisioterapica per scongiurare eventuali problemi di rigidità fisica, non sottovalutare l’importanza dell’idratazione e alimentarsi in maniera idonea. Fondamentale anche utilizzare un adeguato abbigliamento sportivo e indossare un casco. Per ridurre i tempi di recupero dagli infortuni, infine, gli esperti raccomandano l’utilizzo della laser e tecarterapia: tecnologie riabilitative utilizzate anche dallo staff medico della FISO – Federazione Italiana Sport Orientamento, che ha siglato un’importante partnership con Mectronic, azienda italiana leader del settore, in occasione dell’open WRE Finland 2020 sprint e dell’EMTBOC open WRE Finland 2020 Middle. Ma quali sono gli infortuni più comuni per chi pratica ciclismo? Secondo una ricerca dell’American Health Association, il 42% dei ciclisti subisce infortuni al collo, il 36% stiramenti ai muscoli inguinali, 31% alla schiena e 38% al cranio. Buona parte degli infortuni si verifica per la mancanza di un casco: soltanto il 50,7% di chi pratica ciclismo ne indossa uno. Ma non è tutto, il 70% degli infortunati è di sesso maschile e i bambini di 12 anni presentano rischi d’infortunio due volte maggiori a quelli di adulti tra 20 e 39 anni. Anche i più avvezzi al mondo delle bici non sono esenti da queste problematiche, dal momento che sono stati riscontrati anche dal 36% di chi percorre 80 chilometri a settimana.

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No alla sostituibilità automatica da farmaco originale al biosimilare

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

“Contestiamo profondamente la recente sentenza 465/20 del TAR del Piemonte sull’approvvigionamento dei farmaci biologici. E’ una decisione che consentirà alle Regioni di porre le condizioni per una sostituibilità automatica da un farmaco originator al suo biosimilare, o da un biosimilare all’altro. Si tratta di un pericoloso precedente giuridico che potrà avere conseguenze e che lede due diritti: la continuità terapeutica per il paziente e la libertà prescrittiva per il clinico”. E’ quanto sostengono in un documento congiunto sette Società Scientifiche (SIR – Società Italiana di Reumatologia; SIN – Società Italiana Nefrologia; SID – Società Italiana di Diabetologia; FADOI – Federazione delle Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti; ADOI Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri; SIGE – Società italiana di Gastroenterologia e SIMI – Società Italiana di Medicina Interna). “Come rappresentati dei clinici ribadiamo che non siamo contrari allo switch o allo switch multiplo – sottolineano le sette Società Scientifiche -. L’avvento dei biosimilari ha, infatti, rappresentato un’opportunità terapeutica nonché un sistema per contenere i costi di terapie in grado di modificare il decorso di diverse patologie infiammatorie croniche. Lo switch per ragioni non mediche però non può e non deve diventare una prassi ineluttabile. E’ assolutamente necessario valutare attentamente ogni singolo caso e la storia clinica specifica di ogni paziente prima di procedere a questa pratica clinica. Si tratta di una decisione che quindi spetta solo allo specialista curante e non può essere imposta. Il nostro timore è che la sentenza del tribunale piemontese ponga le basi per la sostituibilità automatica. I giudici amministrativi hanno, infatti, introdotto una regolamentazione che solo formalmente rispetta i principi stabiliti dalle normative nazionali: come la legge 232/2016 sulla continuità terapeutica. Per arrivare a questi risultati, i giudici si rifanno a sentenze datate, trascurando tutta la giurisprudenza prodotta su questo specifico argomento negli anni più recenti, anche dal Consiglio di Stato. La sentenza inoltre conduce ad applicare ai farmaci biologici (originatori rispetto ai biosimilari e tra biosimilari stessi) la disciplina sulla sostituibilità oggi esclusivamente riservata ai farmaci a composizione chimica (brand rispetto agli equivalenti o, altrimenti detti, generici). Nella sostanza molti pazienti potranno essere costretti a cambiare il proprio piano terapeutico a meno che non siano disposti ad acquistare a proprio carico il farmaco originator”. “La scelta del tribunale di Torino è stata a nostro avviso dettata solo ed esclusivamente da motivi economici e non clinici – proseguono i rappresentati di SIR; SIN; SID; FADOI; ADOI; SIGE e SIMI -. E’ stato di recente dimostrato da una revisione sistematica della letteratura scientifica che nei pazienti con patologie infiammatorie croniche, in cura con farmaci originator, il passaggio al biosimilare non determina una minore efficacia ma fa registrare una maggiore propensione alla sospensione del trattamento. Gli studi scientifici a sostegno dello switch inoltre hanno portato a risultati molto eterogenei e con evidenze scientifiche di bassa qualità. In altre parole, non abbiamo ancora dati certi ed inequivocabili che possano dare garanzie al paziente sul fatto che lo switch non rappresenti un problema. Proprio per questo riteniamo che sia sbagliato imporlo con una sentenza”.

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“Prima di cliccare, pensaci”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Parte il 1° ottobre la campagna dell’Unione Europea per sensibilizzare cittadini e aziende sulle minacce informatiche. Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, richiama anche nel nostro Paese l’attenzione al corretto comportamento e alla gestione dei rischi associati al digitale, promuovendo eventi per approfondire le tematiche di cyber security, in collaborazione con esperti, centri di ricerca e università, e in accordo con l’Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione del Ministero dello Sviluppo Economico (ISCOM).“Prima di cliccare, pensaci” – “Think Before U Click” – è il motto ufficiale di ECSM 2020, organizzata da ENISA l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione, che dedica le prime due settimane della campagna alle “Competenze Digitali” e al tema della e-privacy, della protezione dei dati personali, del cyberbullismo e del cyber stalking.La seconda quindicina di ottobre verterà invece sull’approfondimento delle “Truffe Informatiche”, con eventi e sessioni di formazione specifiche sulle minacce informatiche attuali e potenziali come il phishing, la compromissione della posta elettronica aziendale e le frodi negli acquisti online.

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Diplomati magistrale: Anief ottiene dal CDS la sospensione delle sentenze di licenziamento del Tar Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Colpo di scena nell’annosa vicenda sull’espulsione delle maestre dalle GaE dopo l’assunzione in ruolo. Dopo l’Adunanza Plenaria, la Cassazione e il Parlamento, i giudici ordinano un’istruttoria al Ministero dell’Istruzione che consente, nelle more, la conferma degli incarichi ricevuti. Marcello Pacifico (Anief): Si apra subito un tavolo di confronto per sanare il contenzioso ed evitare di disperdere professionalità anche prima della pronuncia del Consiglio UE sul reclamo collettivo presentato dal sindacato.Anief ancora una volta riesce a intervenire per tutelare la professionalità di migliaia di insegnanti con diploma magistrale che da anni insegnano nelle nostre scuole e hanno anche superato l’anno di prova: il Consiglio di Stato sospende le sentenze TAR che le avrebbero cancellate dalla scuola italiana.La straordinaria azione legale è coordinata dai legali Anief Walter Miceli, Nicola Zampieri e Fabio Ganci: in Consiglio di Stato, emanate tre ordinanze cautelari che chiedono dettagliati chiarimenti al Ministero dell’Istruzione e sospendono l’esecuzione dei provvedimenti negativi del TAR Lazio. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): “Il Ministero ha il dovere di chiarire e di confrontarsi in uno specifico tavolo tecnico su come garantire la continuità didattica ed evitare il licenziamento a fronte anche di migliaia di immissioni in ruolo andate vacanti, nel rispetto delle decisioni assunte dagli organi collegiali di ciascuna istituzione scolastica, nel frattempo e in attesa dell’udienza di merito del prossimo 25 febbraio 2021”. Piena la vittoria Anief in fase cautelare: secondo il Consiglio di Stato, infatti, la relazione che il Ministero dell’Istruzione ha presentato per l’udienza non chiarisce molti punti controversi come la situazione effettiva di molti ricorrenti già immessi in ruolo senza alcuna clausola rescissoria esplicita nei propri contratti e sulla loro possibilità di essere inseriti in GPS per poter conseguire supplenze successivamente all’eventuale licenziamento. Su questi e su altri punti focali, il Ministero dell’Istruzione dovrà rispondere ai Giudici del Consiglio di Stato e presentare nuova memoria esplicativa e dettagliata. Nel frattempo, come richiesto dai legali Anief, il Consiglio di Stato in via cautelare ha sospeso gli effetti delle sentenze TAR considerando che “l’esecuzione della sentenza impugnata è idonea a procurare un grave ed irreparabile pregiudizio in capo agli appellanti, alcuni dei quali già destinatari di atti di decadenza o di risoluzione contrattuale” evidenziando come “nella comparazione tra i contrapposti interessi, appare prevalente l’interesse a mantenere la res iudicanda integra, con conservazione dell’assetto cautelare pregresso in attesa della definizione del merito, per il quale viene fissata l’udienza pubblica del 25 febbraio 2021”. Attese a breve nuove ordinanze cautelari per tutti ricorrenti Anief interessati dalle sentenze di rigetto del TAR Lazio.

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Le frodi su carte di credito e bancomat

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Secondo le stime della Banca Centrale Europea, contenute nel terzo rapporto sulle frodi a danno dei sistemi di pagamento elettronici nell’area SEPA, circa un euro viene frodato ogni 2.635 spesi con carta di credito. In altri termini, circa lo 0,038% delle transazioni totali è stato oggetto di frodi. Poco? In assoluto sì, ma calcolando che si parla di un volume pari a circa 3.500 miliardi di euro, ci sono state frodi per oltre 1,3 miliardi di euro, il 14,8% in più rispetto all’anno precedente.
ll Codacons invita tutti coloro che possiedono una carta di credito a seguire il seguente decalogo, per evitare truffe:
1) Conservare sempre in un luogo sicuro la carta ed il codice segreto e tenerli sempre con sé;
2) Non tenere nello stesso posto la carta di credito ed il codice segreto;
3) I codici segreti sono personali, non rivelarli mai a nessuno;
4) Nel caso in cui riceviamo una e-mail con la quale ci viene chiesto di inserire i propri codici personali, non dobbiamo assolutamente farlo, si tratta molto probabilmente di uno strumento con il quale qualcuno cerca di carpire i nostri dati personali.
5) Quando si digita il codice segreto prestare sempre la massima attenzione, per non far sì che qualcuno veda il nostro codice;
6) Controllare regolarmente il proprio conto, con i movimenti in entrata ed in uscita, e nel caso ci siano operazioni sospette o che non riconosciamo avvisare subito la banca;
7) Nel caso di acquisti online, stare molto attenti al sito sul quale effettuiamo l’acquisto, ma in ogni caso cerchiamo di utilizzare sempre una carta pre-pagata;
8) Nel caso in cui ci accorgiamo di aver perso o smarrito la carta di credito chiamare immediatamente la banca o l’istituto di credito, per bloccarla prima che venga utilizzata da qualcuno.
9) Nel caso in cui abbiamo perso o ci è stata rubata la carta, dopo averne richiesto il blocco all’istituto andiamo a presentare denuncia ai Carabinieri ed alla Polizia;
10) Richiedere sempre, quando possibile, l’attivazione di un servizio di SMS Alert, che ci avverte in ogni momento delle operazioni compiute con la carta di credito.

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Antitrust: 5 mln multa a Poste, raccomandate ingannevoli

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

L’Antitrust ha irrogato a Poste Italiane una sanzione da 5 milioni di euro per aver adottato una pratica commerciale scorretta, consistente nella promozione ingannevole, di caratteristiche del servizio di recapito delle raccomandate e del servizio di Ritiro Digitale delle raccomandate.”Ottima notizia. Una vittoria dei consumatori, che da anni denunciano disservizi e disagi per il recapito delle raccomandate. Un servizio che è sempre sistematicamente e progressivamente peggiorato negli anni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Purtroppo, come ammette la stessa Antitrust, per colpa del legislatore è una vittoria parziale. Da sempre chiediamo di togliere il tetto alle multe di tutte le Authority e di prevedere che le sanzioni siano sempre, per legge, superiori all’illecito guadagno, altrimenti non potranno mai avere alcun effetto deterrente. Ma il nostro ripetuto appello, presentato anche sotto forma di osservazioni alla legge sulla concorrenza a Camera e Senato, è rimasto inascoltato. Speriamo che ora il grido dell’Antitrust sia sentito” conclude Dona.

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Da carenza vaccini e Dpi a Usca e convenzione

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Dove non è arrivato il sindacato arriva l’Ordine dei Medici. La Federazione guidata da Filippo Anelli ha firmato un accordo quadro con il commissario straordinario all’emergenza Covid per fornire ai medici mascherine chirurgiche e Ffp2, made in Italy, a prezzo calmierato ed ovviare alle carenze registrate nei giorni scorsi, (e in passato!) La questione della carenza di mascherine, in coincidenza con lo screening sierologico al personale delle scuole, era stata sollevata in questi giorni dai medici di famiglia di Fimmg alla vigilia dell’incontro con il ministro della Salute Roberto Speranza, incontro indetto principalmente per concertare un utilizzo ragionato dei fondi europei (Recovery Fund). Ricordiamo che il Piano ministeriale per il territorio impegnerebbe 5 miliardi per le case della salute, 4 per i country hospital, altre risorse su fascicolo sanitario e digitalizzazione. Ma, al pari dei medici ospedalieri Cimo che hanno osservato come siano ignorati i comparti “ospedale” e “territorio”, Fimmg chiede interesse e certezze per il territorio. Molti medici impegnati nello screening hanno fin qui ricevuto dalle Asl kit incompleti e guanti di taglia inidonea a proteggersi. Per inciso, chi medico convenzionato si ammala di Covid-19 non può aprire la pratica Inail perché libero professionista. Dopodiché, alcune regioni (Lazio) i test li affidano alle Asl e non ai mmg. Nel riconoscere il valore della scommessa del ministro sui medici di famiglia per i test sierologici e nel ribadire il “sì” all’impegno non retribuito, il consiglio nazionale del sindacato una settimana fa ha evidenziato dolenti note anche sul versante delle vaccinazioni antinfluenzali, affidate al medico di famiglia (è compito convenzionale). Al momento, le dosi di vaccino antinfluenzale e anti-pneumococcico rischiano di non bastare rispetto alle nuove previsioni di fabbisogno per i cittadini dai 60 ai 64 anni che hanno portato Governo e Regioni ad ampliare a 17 milioni il numero di confezioni chieste. Infatti, potrebbero restare fuori i cittadini non a rischio che di consueto si vaccinano. Le regioni stanno verificando la possibilità di una revisione dei quantitativi. L’antinfluenzale a tappeto sulla popolazione “anziana”, evita in un ampio numero di casi di contrarre un virus che presenta sintomi sovrapponibili al coronavirus, quindi scongiura diagnosi incerte che potrebbero portare quest’inverno ad accessi ospedalieri “inutili” di pazienti con febbre, tosse e dispnea. Sia per l’accordo Fnomceo-Arcuri sia per la redistribuzione dei vaccini contro l’influenza, le prossime ore dovrebbero essere cruciali.
Sottolineiamo le altre richieste del consiglio nazionale Fimmg. Riguardano le Usca, la prossima convenzione e la formazione. Le Unità speciali di continuità assistenziale formate da medici ed infermieri per la gestione dei pazienti Covid a casa, per i medici di famiglia rivestono un ruolo chiave in prospettiva nella gestione di altre situazioni ma devono restare nella medicina generale. Serve “un atto normativo che permetta di realizzare, nell’ambito dell’Accordo nazionale, modelli di supporto tra medici non solo per le funzioni Covid ma anche per ampliare la capacità assistenziale in coordinamento con il medico di medicina generale titolare”. Fimmg chiede poi che in tempi brevissimi si completi “il percorso di rinnovo contrattuale che confermi la convenzione come strumento regolatorio del rapporto professionale”, esalti la capacità di investimento della medicina generale e definisca “ruolo, compiti e funzioni specifiche da adempiere durante le fasi di emergenza sanitaria e/o calamità naturale”. Quanto ai medici in formazione, i delegati danno mandato al segretario Scotti di sostenere in tutte le sedi la posizione secondo cui gli incarichi in convenzione attribuiti in emergenza Covid-19 ai discenti del tirocinio 2019-22 siano compatibili “come da normativa vigente” con la frequenza delle lezioni al via tra una settimana. Mauro Miserendino (fonte Doctor33)

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Vendite sottocosto: La ministra delle Politiche Agricole che mette lavoratori versus consumator

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

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La ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, in un incontro in provincia di Firenze, ha detto: “Promuovere i prodotti a prezzo scontato va bene una volta – ha aggiunto Bellanova – farlo in continuazione significa incidere negativamente sugli equilibri di filiera, scaricare sulle parti piu’ deboli quel mancato guadagno, produrre disinformazione per i consumatori”.
Pur comprendendo la ratio dell’esortazione della nostra ministra, non comprendiamo se a fare un invito del genere sia un ministro della Repubblica o un rappresentante di categoria. Certo, è il ministro delle Politiche Agricole, ma ci viene il dubbio che le politiche di questo ministero debbano essere indirizzate solo ad alcune categorie o a tutti i cittadini. Qui abbiamo due tipologie di cittadini coinvolti:
i lavoratori agricoli del settore (che sembrano quelli maggiormente chiamati in causa dal ministro) che dalle vendite sottocosto ne avrebbero un riflesso negativo: i loro prodotti verrebbero acquistati a prezzi più bassi e, a ricaduta, tutti i guadagni di chi opera nel settore sarebbero più bassi;
i consumatori che acquistano più volentieri i prodotti sottocosto (o in genere a prezzi promozionali) ché altrimenti avrebbero difficoltà per varietà, qualità e quantità della loro alimentazione (per fortuna nel nostro Paese non ci sono problemi di fame a questi livelli).
Di conseguenza ci torna anomalo l’interesse del nostro ministro solo per una categoria. Ma cosa sono le vendite sotto costo?
Ci rendiamo conto che le politiche dei consumatori non sempre possano e debbano essere in armonia con quelli dei lavoratori, produttori, distributori, venditori. Ma è proprio in questa difficoltà che risiede l’azione politica e non sindacale di un ministro della Repubblica.Nella fattispecie sarebbe opportuno che, prima di esprimersi per ingraziarsi alcune categorie come se fosse il loro leader sindacale, ci si informasse su cosa sono in realtà le vendite sottocosto. Forme pubblicitarie di venditori che, invece che spendere in campagne pubblicitarie basate su bellezza, convenienza, moda, salubrità, etc… preferiscono un secco e immediato messaggio basato solo sul costo del prodotto: elemento di attrazione che fa leva sulla interpretazione e la necessità individuale del consumatore. Questo per dire che molto probabilmente se una confezione di pomodori viene venduta sottocosto, questo prezzo non ricade sull’acquisto del prodotto… che altrimenti non potrebbe essere offerto come sottocosto… ma è una forma di utilizzo di un budget pubblicitario. Tutto questo la nostra ministra non lo sa? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Codici: il caso Bprimes finisce alla Consob

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

“Abbiamo presentato una denuncia alla Consob – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – affinché venga fatta piena luce su questo nuovo caso di trading online pieno di ombre. Stiamo raccogliendo le segnalazioni dei clienti, di chi ha investito denaro dietro la promessa di facili guadagni ma non è mai riuscito ad incassare nemmeno un euro. Per attirarli i broker a volte ricorrono anche a fantomatici personaggi famosi diventati ricchi con questo genere di investimenti. Una pubblicità scorretta e ingannevole, perché sono casi del tutto inventati. Bisogna fare molta attenzione, diffidare di chi assicura guadagni immediati a fronte di esborsi irrisori, perché il rischio di ritrovarsi vittima di una truffa è molto alto”.L’associazione Codici ha attivato i suoi legali per fornire assistenza ai risparmiatori che hanno fatto un investimento con Bprimes ed hanno visto andare in fumo i propri soldi.

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Dl semplificazioni: Ecco tutte le misure per i medici

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Con il sì del senato alla conversione in legge da parte di 157 onorevoli (e 82 no), il Decreto legge 76 sulle Semplificazioni è in dirittura d’arrivo e attende ora l’ok della Camera. In sanità, il maxi-emendamento di maggioranza a prima vista non introduce grandi novità, se non una timida rivoluzione tra le incompatibilità: potranno fare i medici di famiglia -in primis verso il personale della propria amministrazione e i relativi familiari- medici della Polizia di Stato e ufficiali medici di Forze Armate e Guardia di Finanza. Potranno svolgere sia attività convenzionata sia il servizio permanente effettivo ma devono avere almeno 4 anni di anzianità di servizio, aver conseguito il diploma di formazione in medicina generale ed essere stati chiamati da Asl in cui continuino a mancare medici di medicina generale diplomati. Per l’effettività serve un decreto attuativo del Ministero della Salute, di concerto con il Ministeri di Difesa, Interno ed Economia. La vera novità del decreto, sempre in tema di convenzionata, era stata decisa prima del maxi-emendamento: se si vuole accedere alle scuole di specializzazione, è scritto all’articolo 19 comma 5, non si può far valere il nel punteggio il diploma di medicina generale, o l’attività medico di famiglia. Parimenti non si può far valere il titolo se si è già medico specializzando in altra branca o dipendente o candidato alla dipendenza in una struttura pubblica o privata accreditata. La norma attenua il rigore di altre recenti. Ispirandosi alla Finanziaria 2002 che aveva vietato di partecipare al test di specialità agli aspiranti medici di famiglia del corso triennale e viceversa aveva vietato il corso per Mmg agli specializzandi, quest’anno il regolamento del test d’accesso alle scuole di specialità aveva imposto la rinuncia alla borsa agli allievi dei corsi di medicina generale che volessero tentare il test di specialità ma il Tar Lazio lo ha bocciato. Nulla era invece stato scritto o detto sugli specializzandi che volessero fare il test di medicina generale, un percorso meno appetibile che però, se lasciato aperto, consente di avere qualche medico convenzionato in più in situazione di ricambio difficile. Ora la “penalizzazione” avverrebbe solo ai fini dei punteggi.
Tra gli emendamenti che non sono passati, ci sono quelli a prima firma di Domenica Castellone (M5S) che apriva ad un percorso universitario di formazione specialistica per la medicina generale parallelo ai corsi triennali di formazione specifica di medicina generale erogati dalle Regioni e quello della Svp secondo cui in Provincia di Bolzano la conoscenza della lingua tedesca sarebbe stata condizione sufficiente ad esercitare qualsiasi professione sanitaria. Il governatore del Sud Tirolo Arno Kompatscher aveva comunque chiarito che la norma riguardava il solo ambito delle visite libero professionali private. In tema di università, il decreto consente a docenti e ricercatori a tempo pieno viene consentito svolgere attività extra-istituzionali in favore di privati, o per fini di giustizia, anche continuative, purché siano prestate in regime non subordinato ed in assenza di organizzazione di mezzi e/o persone preordinata al loro svolgimento. Introduce una deroga al Codice degli Appalti fino a tutto il 2021 in materia di attribuzione dei contratti, prevedendo l’affidamento diretto per importi fino a 150 mila euro e procedure senza bando per gli appalti entro 5 milioni di euro o per emergenze legate al Covid-19. All’articolo 8 c’è una norma specifica per velocizzare l’attuazione dei piani di riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale.
Ma soprattutto, il decreto obbliga tutti i professionisti iscritti ad un Ordine o Albo, a dotarsi di Posta elettronica certificata ed a comunicare l’indirizzo all’Ordine di appartenenza. Ogni medico o dentista può controllare sul Registro nazionale Ini-Pec se i propri estremi sono riportati e avvertire l’Ordine di appartenenza per evitare malintesi; ove invece non si fosse dotato di Pec, il mancato adempimento è sua responsabilità e rischia la diffida dell’Ordine e la successiva sospensione se non si adegua subito. Altro effetto: dal 1° marzo 2021, tutti gli enti pubblici dovranno abbandonare i vecchi sistemi di identificazione online: se non in possesso di carta d’identità elettronica (perché deve ancora rinnovarla), il cittadino potrà utilizzare solo l’identità digitale Spid per accedere ai servizi Inps o del Fisco. Mauro Miserendino Fonte Doctor33)

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