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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Banche: approvate le norme per ridurre i rischi e proteggere i contribuenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Le norme approvate dal Parlamento e già concordate in via informale con gli Stati membri, riguardano i requisiti prudenziali di capitale e la procedura da seguire dalle banche che devono affrontare perdite. Ciò dovrebbe contribuire a rilanciare l’economia dell’UE, aumentando la capacità di prestito e creando mercati dei capitali più liquidi, e rappresentare.Le banche di importanza sistemica dovranno disporre di un numero significativamente maggiore di fondi propri per coprire le loro perdite, al fine di rafforzare il principio del bail-in, ovvero le perdite imposte agli investitori bancari, ad esempio i detentori di obbligazioni, per evitare il fallimento e di ricorrere alla ricapitalizzazione finanziata con denaro pubblico.Per garantire che le banche siano trattate in modo proporzionale, in funzione del loro profilo di rischio e dell’importanza sistemica, i deputati hanno assicurato che gli “istituti piccoli e non complessi” saranno soggetti a requisiti semplificati, in particolare per quanto riguarda la segnalazione e l’accantonamento di fondi per coprire eventuali perdite.Poiché le piccole e medie imprese (PMI) presentano un rischio sistemico inferiore rispetto alle grandi imprese, i requisiti patrimoniali per le banche saranno inferiori quando erogano prestiti alle PMI. Ciò dovrebbe tradursi in un aumento dei prestiti alle piccole e medie imprese.Peter Simon (S&D, DE) relatore per i requisiti prudenziali (CRD-V/CRR-II), ha dichiarato: “In futuro, le banche saranno soggette a regole più severe sull’indebitamento e sulla liquidità a lungo termine. Anche la sostenibilità è importante, poiché le banche devono adattare la loro gestione del rischio a quelli relativi ai cambiamenti climatici e alla transizione energetica”.Il Parlamento ha approvato la direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e il regolamento sul meccanismo unico di risoluzione (SRMR). Ciò significa che le norme internazionali sull’assorbimento delle perdite e sulla ricapitalizzazione saranno incorporate nel diritto comunitario.Per far fronte alle perdite, le banche dovranno istituire una tabella di marcia che consenta loro di detenere capitale e cauzioni sufficienti così da non ricorrere al salvataggio a spese dei contribuenti.Infine, il Parlamento ha fissato delle disposizioni per tutelare i piccoli investitori dal detenere debiti bancari ammessi al bail-in, come le obbligazioni emesse da una banca, quando non rappresentano uno strumento finanziario adatto per loro.Le nuove regole per l’applicazione di un “potere di moratoria” sospenderanno i pagamenti delle banche in difficoltà. Questo potere può essere attivato se viene accertato che la banca rischia il dissesto e se non sono immediatamente disponibili misure preventive. Consentirà inoltre all’autorità preposta alla risoluzione delle crisi di stabilire se sia nell’interesse pubblico mettere la banca in liquidazione o in insolvenza.Il campo di applicazione della moratoria sarebbe proporzionato e adattato a un caso concreto: se la risoluzione di una banca in dissesto, o che potrebbe fallire, non è nell’interesse pubblico, quest’ultima dovrebbe essere liquidata in modo ordinato e in conformità alle norme nazionali.

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Riforma Madia: soppressione corpo forestale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

La legittimità della soppressione del Corpo Forestale dello Stato (CFS) e l’assorbimento del suo personale nell’Arma dei Carabinieri, riforma voluta nel 2016 dal Governo in base alla legge delega Madia, sarà discussa domani, martedì 16 aprile, davanti alla Corte Costituzionale. Sono tre i tribunali amministrativi che, a seguito dei ricorsi di oltre 3.200 membri dell’ex Corpo Forestale dello Stato, si sono rivolti alla Consulta per valutare se la soppressione del Corpo e la mutazione di status giuridico, da civile a militare, subita dai suoi dipendenti sia legittima.
“I TAR – spiega l’avvocato beneventano Egidio Lizza che interverrà nella discussione dinanzi alla Consulta in difesa del personale ex CFS – hanno considerato la riforma contraria alla ‘liberta’ di autodeterminazione’ degli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato, in mancanza della possibilità di esercitare una scelta pienamente libera e volontaria di divenire personale militare. I giudici dubitano, altresì, della razionalità della riforma che cancella un Corpo ad alta specializzazione per indimostrate esigenze di bilancio. La critica è ancor più severa quando focalizza l’attenzione sul fatto che il disciolto Corpo Forestale dello Stato è sempre stato riconosciuto quale capace tutore del bene ambiente, che è uno dei beni primari del nostro Paese”.La Corte Costituzionale dovrà valutare anche se il Parlamento, nel delegare la riforma al Governo, non sia intervenuto in modo troppo indefinito e generico, e se la scelta del Governo di militarizzare un Corpo di Polizia ad ordinamento civile, sia in contrasto con la tradizione e l’evoluzione giuridica del nostro ordinamento.
In attesa della decisione della Consulta, le migliaia di cause introdotte sull’intero territorio nazionale sono state sospese, potendo la decisione dei giudici costituzionali sovvertire le sorti del Corpo Forestale dello Stato e del suo personale, decise probabilmente in modo poco ponderato.
“L’obiettivo che auspichiamo – conclude l’avvocato Lizza – e su cui peraltro convergono diversi progetti di legge già presentati in Parlamento, è la ricomposizione delle funzioni appartenute al CFS all’interno di una struttura civile del comparto sicurezza, ricreando quelle sinergie indefettibili per tutelare l’ambiente e storicamente assicurate dal CFS con grande efficacia”.
Bisogna infine ricordare che la legittimità della soppressione del CFS e l’assorbimento del suo personale nell’Arma dei Carabinieri, sarà ora oggetto di valutazione anche da parte del Comitato europeo dei Diritti sociali, organo del Consiglio d’Europa che sovraintende al rispetto dei diritti sociali e dei lavoratori da parte degli Stati europei, cui si sono egualmente rivolti i dipendenti del CFS per verificare se la riforma subita possa ritenersi conforme all’articolo 1 della Carta sociale europea, che garantisce ad ognuno il diritto a svolgere un lavoro liberamente scelto.

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Regioni e città decise a fare di più di difendere diritti fondamentali e Stato di diritto

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

A otto settimane dalle elezioni europee, i leader locali e regionali avvertono che il crescente populismo rappresenta una minaccia per lo Stato di diritto e i diritti fondamentali nell’UE e invitano l’Unione a rafforzare la loro capacità di lottare contro razzismo, incitamento all’odio e discriminazione, promuovendo nel contempo la coesione sociale. Questo il messaggio principale emerso dal dibattito di oggi con Koen Lenaerts, Presidente della Corte di giustizia dell’Unione europea, Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea, Domenica Ghidei Biidu, vicepresidente della commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa, e Michael O’Flaherty, direttore dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali.
Lo Stato di diritto è privo di sostanza senza democrazia e diritti fondamentali. La Carta dei diritti fondamentali si trova al vertice nella gerarchia delle norme UE. Qualsiasi misura nazionale incompatibile con la Carta deve essere abbandonata”. Come ha spiegato il primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans “I diritti fondamentali esisterebbero solo sulla carta se la loro tutela non fosse garantita da tribunali indipendenti. Lo Stato di diritto non è importante solo a livello nazionale. È essenziale a tutti i livelli di governo, anche a livello locale e regionale. Purtroppo abbiamo visto che negli ultimi anni le preoccupazioni in materia di Stato di diritto si sono moltiplicate in tutta l’Unione. Questi sviluppi non hanno fatto che rafforzare la convinzione della Commissione riguardo all’importanza di utilizzare tutti gli strumenti di cui disponiamo per difendere i valori dell’UE”.

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L’integrazione secondo Pippo Pollina

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Monaco di Baviera. Martedì 16 aprile presso il Teatro Filarmonico di Monaco di Baviera Pippo Pollina sarà in concerto al fianco degli amici Werner Schmidbauer e Martin Kärlberger con il progetto Süden, giunto al suo secondo splendido capitolo. La serata è in gemellaggio con la serata in programma l’8 giugno al Teatro Massimo di Palermo. Un gemellaggio all’insegna del dialogo e dell’accoglienza: in occasione dei due concerti, infatti, i due Sindaci, rispettivamente di Monaco e di Palermo, si incontreranno in un percorso di incontri che hanno inizio il 16 aprile a Monaco e si concludono l’8 giugno a Palermo, proprio in occasione della data italiana di Süden. Incontri e confronti per condividere i percorsi di integrazione messi in campo da entrambe le municipalità. Quella palermitana con la sua Carta di Palermo e quella bavarese protagonista di una massiccia operazione di assimilazione di migranti: un milione di persone fra il 2014 e il 2015, per lo più siriani, che entrarono in massa dai balcani.Questo fortunatissimo progetto nasce nel 2002 per un caso fortuito della vita. Pippo Pollina tiene un proprio concerto in un club della Baviera. Durante il concerto si rompe una corda della chitarra …. Pippo, quasi per scherzo, chiede aiuto al pubblico e una persona risponde e sale sul palco, cambiando la corda, mentre il cantautore siciliano continua il concerto al pianoforte ….. poi suonano anche insieme. Pippo è stupito dall’eccezionale entusiasmo del pubblico in quei momenti. Scoprirà alla fine dello spettacolo che la persona salita sul palco per soccorrerlo è Werner Schmidbauer, che taoltre che esperto musicista, è un notissimo presentatore della televisione pubblica tedesca. Cinque anni dopo Pippo viene invitato a partecipare ad un grande evento per festeggiare i 10 anni del duo « Schmidbauer & Kälberer ». Pippo inserisce a sorpresa dal vivo una strofa in italiano nella loro celebre canzone « Im Süden von meinem Herzen » …. E lo stesso fa Werner con la storica canzone di Pippo « Camminando », cantando una strofa in bavarese. L’idea dell’incontro fra lingue e culture, nasce così, spontaneamente. E nasce anche una grande amicizia. Tre anni dopo, nel 2010, c’è la prima piccola tournée di Pippo con il duo « Schmidbauer & Kälberer » ….. sono una decina di date, ma è la nascita effettiva di un nuovo trio, che nel decennio successivo farà cose inattese e straordinarie. http://www.alfaprom.com

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Unione Naz. Consumatori su Inps e ricalcoli per 5,6 mln di pensioni

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

L’Inps ha annunciato ora che, a seguito dell’entrata della Legge di bilancio 2019 è stata effettuata una seconda operazione di rivalutazione e che le posizioni interessate dal ricalcolo sono circa 5,6 milioni.”Una vergogna! E incredibile che ora i pensionati con più di 1.523 euro siano costretti, in pratica, a restituire i soldi avuti in più, per colpa di un sistema di rivalutazione iniquo, che penalizza anche chi ha pensioni basse, solo perché superiori a 3 volte il trattamento minimo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “La responsabilità non è dell’Inps, ma del Governo che, nonostante la sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, ha deciso di spillare ancora soldi ai pensionati, peraltro con un sistema che, non essendo per fasce di importo, rispetta ancor meno il principio di proporzionalità” conclude Dona. (n.r. E i sindacati cosa fanno? E i pensionati? Possibile che siamo giunti ad accettare passivamente senza una reazione forte? Non siamo, forse, alla vigilia delle elezioni europee? Ebbene la democrazia ci offre un’arma potente nelle mani degli elettori: si deve andare a votare per penalizzare quelle forze politiche che oltre a decurtare le pensioni già modeste tentano maldestramente di dividere il popolo dei pensionati: divide et impera. E bisogna ricordare, in questo frangente, che gli “assenti hanno sempre torto”.)

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Pressenza ha intervistato Javier Arcentales Illescas sul caso di Julián Assange

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

E’ il Consigliere per la Mobilità umana presso l’Ufficio del Difensore civico dell’Ecuador, un’istituzione che oggi si è pronunciata sulla detenzione di Julian Assange presso il consolato dell’Ecuador a Londra. Ecco l’intervista..
P: Il Cancelliere ecuadoriano, la Ministra dell’Interno e i rappresentanti del governo hanno detto in una conferenza stampa che la decisione di allontanare Julián Assange dall’ambasciata di Londra è conforme alla legge e hanno citato alcuni strumenti giuridici, indicando che Assange non ha rispettato gli accordi della Convenzione di Caracas. Qual è la sua posizione riguardo a questa affermazione?
J.A: Uno dei principali elementi di preoccupazione riguardo la decisione del governo è proprio la mancata osservanza del giusto processo, in particolare dell’articolo 81 della Legge Organica sulla Mobilità umana in vigore in Ecuador, che indica il procedimento per la revoca della nazionalità di una persona di un altro paese che si trovi qui o che sia stata nazionalizzata come ecuadoriana. Secondo la LOMH [Ley Orgánica de Movilidad Humana], la persona deve avere precedentemente ricevuto la notifica, avere avuto la possibilità di argomentare a fronte di tale notifica, deve esserci una decisione motivata e la persona deve avere la possibilità di rispondere a tale motivazione. A quanto pare, nulla di tutto questo si è verificato nel caso di Julian Assange. Anche nella sua presentazione all’Assemblea, di fatto, il cancelliere non l’ha giustificato. Pertanto, ci sarebbe una violazione del giusto processo così come indicato nell’art. 81 della nostra Legge, anche al di là di altre norme internazionali in materia di diritti umani. Proprio la Commissione interamericana e la Corte interamericana dei Diritti dell’uomo hanno affermato che le garanzie del giusto processo devono essere rispettate durante tutto il processo che comporti la perdita della nazionalità o del riconoscimento della personalità giuridica di una persona, e in questo caso sembra che ciò non si sia ancora verificato.
Ci preoccupa anche la questione dell’asilo, perché sebbene Julian Assange si trovasse sotto la figura dell’asilo diplomatico, disciplinato dalla Convenzione di Caracas, non è meno vero che si tratta di una persona bisognosa di protezione internazionale e, pertanto, ci sono diversi principi da rispettare: il non respingimento, per esempio. La condizione di una persona che necessita di protezione internazionale implica la garanzia del suo diritto alla vita, alla libertà o all’integrità, perché si tratta di diritti a rischio. Pertanto, al fine di ritirare la condizione di asilo, il governo ecuadoriano avrebbe dovuto effettuare un esame rigoroso che consentisse di determinare che nessuno di questi diritti sarebbe stato a rischio. Questo esame non è stato ottemperato dal governo.
P: Il presidente Moreno, nella sua dichiarazione ufficiale, ha detto che il governo aveva richiesto al governo britannico che Assange non venisse inviato in nessun paese dove avrebbe potuto subire torture o la pena di morte. Il governo ecuadoriano può chiedere una cosa del genere al Regno Unito?
J.A: Dal momento in cui Assange viene allontanato dal consolato ecuadoriano, lo stato ecuadoriano non ha nessuno strumento per garantire la libertà, la vita e l’integrità di Julian Assange. Quindi, questa è fondamentalmente una dichiarazione di buone intenzioni. Lo Stato ecuadoriano non può dire al Regno Unito “non hai fatto quello che mi hai promesso”, non avrebbe alcun senso. Non esiste un meccanismo che consenta di esigere un tale impegno.
P: La decisione dell’Ecuador può avere conseguenze per il paese, al di là dell’opinione pubblica, di fronte alle organizzazioni internazionali?
J.A: Io direi di sì. Potrebbe esserci una responsabilità dello stato, in particolare proprio per tutte le violazioni al giusto processo e ad altri standard internazionali. Ciò potrebbe comportare osservazioni sia da parte degli organismi delle Nazioni Unite che del Sistema Interamericano. Questo dipenderà anche dai percorsi che la difesa di Assange deciderà di intraprendere, ma per come stanno ora le cose, le carenze dello Stato ecuadoriano potrebbero implicare una responsabilità internazionale.
P: C’è qualche possibilità di invertire ciò che è accaduto, da un punto di vista giuridico? Quali sono le alternative che Assange potrebbe avere?
J.A: Le alternative che Julián Assange ha ora sono molto poche, ed è anche giunta la notizia che sia già stato processato da un tribunale del Regno Unito. Il suo spazio di manovra si sta riducendo. Forse gli organismi per i diritti umani in Europa possono essere un’alternativa.
P: Qual è la posizione di fondo dell’Ufficio del Difensore Civico in merito a tale situazione?
J.A: I punti centrali sono una preoccupazione per l’assenza di garanzie del giusto processo e preoccupazione per l’uso della questione della sovranità come forma di violazione dei diritti. Stiamo mettendo enfasi sul fatto che l’adozione di decisioni sovrane da parte di uno Stato non può mai implicare la violazione dei diritti umani di nessuna persona, tanto meno di una persona che lo stato ha dichiarato soggetto di protezione internazionale.
Stiamo dicendo che avrebbe dovuto esserci una rigorosa valutazione dei rischi che comportava il porre fine all’asilo o alla fine valutare la possibilità di contattare un altro stato che potesse accoglierlo, per quanto complesso potesse essere. (Traduzione dallo spagnolo di Matilde Mirabella)

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Julian Assange is under arrest

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

By Jon Allsop. Mid-morning, UK time, a bevy of police officers hauled Assange, the divisive founder of WikiLeaks, out of Ecuador’s embassy in London, where he had lived under diplomatic immunity since 2012, and into a waiting truck. In a video message, Lenín Moreno, Ecuador’s president, confirmed that his government had taken the “sovereign decision” to withdraw asylum from Assange due to “his repeated violations to international conventions and daily-life protocols.” One of Assange’s lawyers said that characterization was incomplete—she tweeted that Assange had also been arrested in response to a US extradition request (British police later confirmed this)—another accused Ecuador of doing America’s bidding for financial reasons. As he was dragged away, Assange appeared to shout “the UK must resist!” In his hands he clutched a copy of Gore Vidal’s History of the National Security State.Assange’s arrest marks the end of his extraordinary, long spell in the embassy. He first took refuge there in June 2012 to avoid extradition to Sweden, where authorities wanted him to answer charges that he sexually assaulted two women. (Assange and his supporters called the allegations a pretext to extradite Assange to the US, where he could have faced the death penalty over his work for WikiLeaks. Although Swedish prosecutors did drop their arrest warrant for Assange in 2017, the case has never been closed: Sweden is expected to provide an update later today.) In August 2012, Ecuador bucked intense pressure from the British government and granted Assange’s request for asylum; at the time, the decision was variously interpreted as an escalation of Ecuador’s hostile relationship with Washington, and a bid to improve its poor reputation on freedom of speech. Its government expressed hope that Britain would allow Assange to leave the embassy for Ecuador itself, but Britain made clear that he would be arrested the minute he set foot outside. And so Assange stayed put—for nearly seven years.In recent months, Assange’s relationship with Ecuador soured. Last year, officials cut his internet access and restricted his access to visitors; Assange, they said, was in violation of an agreement he had made to quit meddling in other countries’ affairs. In October, Assange sued Ecuador, which he accused of breaching his “fundamental rights.” Late last week, WikiLeaks predicted, in a tweet, that Assange would be kicked out of the embassy within “hours to days.” In his final days of refuge, WikiLeaks said Assange was living a “Truman Show existence” under intense surveillance.Assange’s lawyer says the Americans have finally got their way. Late last year, the US Justice Department accidentally revealed, in a filing in an unrelated case, that it has filed secret, unspecified criminal charges against Assange. As The New York Times reported, Assange “would have to be arrested and extradited if he were to face charges in federal court, altogether a multistep diplomatic and legal process.” The first of those steps, at least, has now been taken care of. Assange has been a wanted man in America ever since he orchestrated WikiLeaks’s dumps of incriminating government documents in the early 2010s, in particular the diplomatic cables leaked by Chelsea Manning. His publication, in 2016, of emails stolen from senior Democratic Party officials by Russian operatives hardly helped his case. Going forward, journalists will need to be vigilant. Assange’s case is specific, but the way the Justice Department responds to his arrest could have serious implications for all of us.This day was always likely to come. As governments change, so, too, do their diplomatic alignments: since he took office in Ecuador in 2017, Moreno has reportedly been looking for ways to rid himself of Assange, calling him “an inherited problem.” While we wait for more information, it’s interesting to take a moment to reflect on Assange’s years in exile. Mostly, we forgot about him; sometimes—during bursts of media attention related to his work, health, or associates—he cast a long, familiar shadow across the public eye. With his actions on behalf of the Russians in 2016, he chiseled himself, indelibly, into the annals of American history. It’s an extraordinary story. (font: CJR Editors)

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Flashmob a Roma per Julian Assange

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Roma 12 aprile – ore 17 – 18 Porta Pia, angolo Corso Italia (accanto l’ambasciata inglese) si terrà un flashmob nei pressi dell’ambasciata inglese promosso dal Gruppo degli Osservatori dei Diritti Umani, dall’Agenzia stampa internazionale Pressenza, dalla Casa Umanista e dalla Onlus Energia per i Diritti Umani. I promotori invitano ed esortano la società civile, i cittadini, il mondo dell’associazionismo e dell’attivismo sociale ad aderire alla mobilitazione come forma di solidarietà a chi si è coraggiosamente esposto in nome della libertà di espressione e contro certe logiche portate avanti del potere politico-economico internazionale e per protestare contro l’irruenta azione di arresto che minaccia le sorti di Julien Assange.
Durante la mattina dell’11 aprile a Londra, presso l’ambasciata dell’Ecuador, è stato arrestato il fondatore di WikiLeaks Julian Assange dopo che Quito ha revocato la concessione dell’asilo al giornalista australiano.La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo scaturendo preoccupazione per le sorti di Assange e generando sgomento in molti ambiti della società civile, dell’associazionismo, dei media, del giornalismo, degli attivisti per i diritti umani. Proprio in queste ore stanno arrivando le adesioni alla mobilitazione.

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Fervicredo compie 20 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Venezia – San Giuliano (via Orlanda 4) venerdì 12 aprile, dalle ore 9.30 alle ore 12.30, presso la Sala meeting Dogi, al Russott Hotel sarà dedicata una giornata di studio, “20 anni di Fervicredo nel ricordo delle Vittime la cultura della legalità”. sarà dedicata una giornata di studio, “20 anni di Fervicredo nel ricordo delle Vittime la cultura della legalità” Il Presidente di Fervicredo, Mirko Schio, presenterà l’incontro, moderato da Gian Marco Chiocci, direttore Adnkronos. Le relazioni saranno affidate a: Alessandro Meluzzi, psichiatra e criminologo; Alfredo Mantovano, magistrato, Vice Presidente del Centro studi Livatino; Fabio Dattilo, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; Franco Gabrielli, Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza; Franco Maccari, Fondatore di Fervicredo e Vice Presidente Nazionale Fsp Polizia di Stato; Gianfranco Bettin, Sociologo e scrittore. Ai lavori daranno il proprio contributo anche i Testimoni della Memoria, presentati dal conduttore televisivo Gianluca Versace, che saranno: Donato Agnoletto, Vittima della criminalità organizzata; Luigi Elefante, Familiare di Vittima del Dovere; Marina Orlandi Biagi, Familiare di Vittima del terrorismo; Maurizio Campagna, Familiare di Vittima del terrorismo; Silvio Busato, Vittima del Dovere.
Nel pomeriggio seguirà l’Assemblea generale dei soci di Fervicredo e, per tutta la giornata, sarà in esposizione una Mostra di uniformi e cimeli storici a cura di Mauro Sartorel.
“Questo per noi è un traguardo importante – afferma Schio -, un momento che vogliamo esaltare perché i nostri sforzi per tradurre la solidarietà in gesti concreti hanno prodotto in tutto questo tempo effetti di cui siamo orgogliosi, se è vero come è vero che i nostri numerosi iscritti hanno la consapevolezza di poter contare sempre su di noi. E’ un momento che, quindi, vogliamo trascorrere tutti insieme, Vittime, Familiari, volontari, amici e tutti coloro che sentono lo stesso anelito di voler fare tutto quanto possibile per esserci ancora, esserci sempre. Un momento, anche, per continuare a riflettere, partendo dagli spunti degli illustri ospiti che hanno voluto essere con noi e che vogliamo ringraziare sentitamente per la loro considerazione e vicinanza. La loro presenza, illuminante e lusinghiera, sarà importante quanto quella di tutti gli altri che vorranno partecipare, che vorranno starci vicino, che vorranno ascoltare, che vorranno accostarsi a tematiche che non possono essere ignorate in una società che voglia dirsi civile e che, per questo, ha il dovere di mettere sempre e comunque le Vittime al primo posto. Ecco perché abbracceremo idealmente tutti coloro che ci saranno, di persona o anche in rete, ovunque si troveranno”.

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Gen. Giovanni Nistri: “Pronti a costituirci parte civile contro i carabinieri indagati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Questa decisione è giunta dopo un lungo percorso di interlocuzioni da parte del Gen. Giovanni NISTRI con la famiglia del geometra romano, deceduto a Roma il 22 ottobre 2009, mentre era sottoposto a custodia cautelare, la cui morte è al centro del processo tuttora in corso. Il SIM Carabinieri prende atto della dichiarazione del Comandante Generale dell’Arma, esprimendo soddisfazione della volontà di difendere l’immagine di tutta l’Arma, nella misura in cui verrà accertata ogni responsabilità di pochi infedeli, per la tutela di tutti i Carabinieri che svolgono il loro servizio con dedizione ed onestà.
Ma il SIM Carabinieri allo stesso modo non può non dichiarare con fermezza, la profonda delusione e amarezza per non aver mai sentito dagli stessi vertici dell’Arma, la possibilità di costituirsi parte civile in favore e a difesa dei Carabinieri che subiscono sputi e insulti da manifestanti nelle piazze o negli stadi, dai Carabinieri che vengono insultati solo per avere addosso una divisa, dai Carabinieri che sui social vengono posti come bersaglio di frasi di odio e nefandezze al loro indirizzo e dei loro familiari.
Il SIM Carabinieri auspica che da oggi, e per tutti i giorni a venire, il Comandante Generale dell’Arma senta l’impulso di chiedere all’Arma di costituirsi parte civile in ogni processo dove ogni Carabiniere è parte lesa. Noi del SIM Carabinieri lo faremo, perché nessuno sarà mai più lasciato solo!

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La cultura della prevenzione, l’incultura dell’emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Padova Venerdì 10 maggio 2019, ore 9.00-17.00 – Casa di reclusione di Padova giornata nazionale di studi. Apriranno i lavori il direttore della Casa di reclusione, Claudio Mazzeo, e il Provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per il Triveneto, Enrico Sbriglia. Coordinerà i lavori Adolfo Ceretti, Professore ordinario di Criminologia, Università di Milano-Bicocca, e Coordinatore Scientifico dell’Ufficio per la Mediazione Penale di Milano. Tra le sue pubblicazioni, Cosmologie violente, Oltre la paura e Il libro dell’incontro. Sono stati invitati a intervenire (siamo in attesa di una risposta) Francesco Basentini, magistrato, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, e Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica a Catanzaro, Impegnato in prima linea contro la’Ndrangheta.
È uno strano Paese, il nostro, dove la “difficoltà imprevista” diventa così prevista, da giustificare leggi cosiddette “emergenziali”. Manca la cultura del “pensarci prima”, ed è curioso che invece individualmente siamo tutti un po’ convinti che noi saremmo capaci di “pensarci prima”. E non a caso la domanda più ricorrente, quando le persone detenute portano la loro testimonianza agli studenti, è proprio “Non potevi pensarci prima?”. Ma se spesso non ci pensa prima lo Stato, se le Istituzioni sono così poco abituate a farlo, chi educherà i singoli cittadini, chi gli insegnerà che nessuno è “buono per sempre”, e che al Bene bisogna allenarsi, anche per mezzo della conoscenza del Male?
Gli attentati a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino hanno rappresentato il punto più alto dell’emergenza criminalità nel nostro Paese. E la risposta dello Stato ha preso un’unica direzione: repressione, 41-bis, effettiva sospensione dei diritti e, purtroppo, nessuna verità processuale, come sottolinea Fiammetta Borsellino: “Nella lotta alla mafia non mi piacciono le passerelle, e diffido degli slogan. Piuttosto, ci vogliono gesti concreti. Li aspettiamo ancora. Qualsiasi impegno nei confronti della lotta alla criminalità organizzata può essere efficace solo se svolto con la massima sobrietà. Nei gesti e nelle parole”.
Fiammetta Borsellino, figlia minore del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla Mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992, quando persero la vita anche i cinque agenti della scorta.

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Polizze cyber bullismo: un mercato da oltre 100 milioni di euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

cyber bullismo, revenge porn, stalking online, minacce e insulti sui social network, ma anche furto di dati personali e frodi informatiche; i pericoli connessi all’uso di internet sono molteplici e non sorprende che le compagnie assicurative stiano mettendo a punto polizze dedicate alla protezione dei cittadini, contribuendo a creare un mercato potenziale che, secondo le stime di Facile.it, in Italia potrebbe valere più di 100 milioni di euro l’anno.Si tratta di prodotti assicurativi dal costo contenuto, che varia mediamente tra i 24 e i 40 euro l’anno, ancora poco diffusi in Italia ma dalle grandi potenzialità se si pensa che, secondo dati diffusi di recente, nel 2017 sono stati 16 milioni i cittadini che hanno avuto problemi con il cyber crimine.Dal supporto tecnico e legale a quello psicologico, dalla tutela dell’identità digitale al recupero dei dati persi; ecco come funzionano le polizze cyber risk, cosa coprono e, anche, cosa non coprono.

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Il Parlamento europeo rafforza i diritti dei consumatori online e offline

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo In base alle norme sui “contenuti digitali”, le prime di questo tipo a livello europeo, chi acquista o scarica musica, app, giochi o utilizza servizi cloud o piattaforme di social media sarà maggiormente protetto nel caso l’operatore non fornisca il contenuto digitale o ne fornisca uno difettoso. Tali misure mirano a garantire parità di trattamento per i consumatori che forniscono dati in cambio di contenuti o servizi digitali e per quelli che pagano per fruirne.Nel testo viene stabilito che, qualora non fosse possibile correggere un contenuto digitale o un servizio difettoso in un lasso di tempo ragionevole, il consumatore avrà diritto a una riduzione di prezzo o a un rimborso integrale entro 14 giorni. Se un difetto si manifesta entro un anno dalla data di fornitura, si presume che sussista già, senza che il consumatore debba provarlo (inversione dell’onere della prova). Per le forniture continue, l’onere della prova rimane a carico del commerciante per tutta la durata del contratto.Il periodo di garanzia per le forniture una tantum non può essere inferiore a due anni mentre per le forniture continue dovrebbe applicarsi per tutta la durata del contratto.
La direttiva sulla vendita di beni si applica ai prodotti e servizi acquistati sia online che offline, sia che il consumatore compri un elettrodomestico, un giocatolo o un computer online sia che li compri al banco di un negozio locale.Il commerciante sarà responsabile nel caso il difetto si manifesti entro due anni dal momento in cui il consumatore ha ricevuto il prodotto (gli Stati membri possono, tuttavia, introdurre o mantenere un periodo di garanzia legale più lungo nella loro legislazione nazionale, al fine di mantenere lo stesso livello di protezione del consumatore già concesso in alcuni Paesi). L’inversione dell’onere della prova a favore dei consumatori dura un anno, ma gli Stati membri possono prorogare il termine a due anni.Anche i beni con elementi digitali (ad esempio i frigoriferi “smart”, gli smartphone e i televisori o gli orologi connessi) sono coperti dalla presente direttiva. I consumatori che acquistano questi prodotti avranno il diritto di ricevere gli aggiornamenti necessari durante “un periodo di tempo che il consumatore può ragionevolmente attendersi” in base al tipo e alla destinazione dei beni e agli elementi digitali.

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Sentenza Tar sui farmaci biologici

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 marzo 2019

“Accogliamo con grande soddisfazione la recente sentenza del TAR della Toscana sui farmaci. Il tribunale ha ribadito la non sostituibilità automatica tra un farmaco biologico di riferimento e il suo biosimilare, né tra diversi biosimilari. E’ quanto, infatti, stabilito dalle normative nazionali. La giustizia amministrativa ha quindi giustamente riconfermato il principio dell’autonomia prescrittiva e della continuità terapeutica da parte del medico”. E’ questo il commento della Società Italiana di Reumatologia (SIR) all’ordinanza del TAR di Firenze. Il provvedimento della giustizia amministrativa è giunto in seguito ad un ricorso, presentato da una casa farmaceutica, contro una decisione della giunta regionale della Toscana. “Come abbiamo già più volte affermato, la nostra Società Scientifica è assolutamente favorevole all’utilizzo dei farmaci biosimilari – afferma il dott. Luigi Sinigaglia, Presidente Nazionale della SIR -. Sono farmaci che ormai prescriviamo da anni ai nostri pazienti e che hanno dimostrato tutta la loro efficacia per il trattamento di malattie gravi ed invalidanti come quelle reumatologiche. Non abbiamo nessun pregiudizio, ma siamo al tempo stesso convinti che la scelta della terapia da utilizzare spetti solo ed esclusivamente al medico specialista. Si tratta di una decisione che va presa ovviamente sempre in comune accordo con il paziente”. “Chiediamo all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di esercitare un controllo mirato sulle delibere regionali su questi temi – continua il dott. Sinigaglia -. In molte Regioni infatti è stato creato un notevole disagio nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche articolari sulla base del principio della sostenibilità del sistema sanitario, che va tutelato ma non può mai essere anteposto al concetto di appropriatezza”. “E’ giunto il momento che su questo delicato tema si apra un dibattito serio tra tutti gli attori coinvolti – conclude il dott. Sinigaglia -. Per questo nelle prossime settimane partirà un tour in alcune Regioni italiane. Parteciperanno rappresentanti di medici, farmacologi, pazienti e anche delle Istituzioni locali. Sarà l’occasione per cercare soluzioni condivise per migliorare il più possibile l’assistenza agli oltre cinque milioni di italiani colpiti dalle patologie reumatologiche”.

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Copyright: Parlamento europeo approva le nuove regole sul diritto d’autore

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

E’ una pessima notizia! La riforma approvata, purtroppo, non riesce a coniugare la sacrosanta tutela del diritto d’autore con la facilità di accesso alle news, salvaguardando la libertà della rete ed il diritto dei consumatori ad un’informazione libera ed accessibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Avevamo scritto ai parlamentari europei, denunciando che la previsione di una responsabilità assoluta per le piattaforme di condivisione online, sarebbe comunque andata a colpire il pluralismo e la diffusione delle notizie, rischiando di trasformarle in censori” conclude Dona. L’associazione di consumatori aveva lanciato la campagna #pocheparole che fa riferimento alle poche parole di uno snippet (la breve descrizione che accompagna un link con la funzione anticiparne il contenuto).

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Approvate le nuove regole sul diritto d’autore online

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Strasburgo. I deputati hanno approvato la direttiva con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astensioni. Le piattaforme online saranno responsabili dei contenuti che gli utenti caricano. Meme o GIF espressamente esclusi dalla direttiva. Hyperlink ad articoli di attualità accompagnati da “singole parole o brevi estratti” possono essere condivisi liberamente I giornalisti devono ottenere una quota delle entrate legate al diritto d’autore ottenute dal loro editore Le start-up saranno soggette ad obblighi meno rigidi
Le nuove norme UE sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web.
Si conclude così il processo legislativo, iniziato nel 2016, per il Parlamento europeo. Spetterà ora agli Stati membri, nelle prossime settimane, approvare la decisione del Parlamento.
La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore di lunga data si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione.La direttiva si impegna inoltre a garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione.
La direttiva mira ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) e editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme Internet.
Le piattaforme Internet saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie.
Numerose disposizioni sono specificamente concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di libertà di espressione.
Poiché la condivisione di frammenti di articoli di attualità è espressamente esclusa dal campo di applicazione della direttiva, essa può continuare esattamente come prima. Tuttavia, la direttiva contiene anche delle disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie ne abusino.Lo “snippet” può quindi continuare ad apparire in un newsfeed di Google News, ad esempio, o quando un articolo è condiviso su Facebook, a condizione che sia “molto breve”.Il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature, parodie o pastiche è stato protetto ancor più di prima, garantendo che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.
Nel testo viene inoltre specificato che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale come Wikipedia, o su piattaforme software open source come GitHub, sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva. Le piattaforme di nuova costituzione (start-up) saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.
Autori, artisti, interpreti o esecutori potranno chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti qualora la remunerazione originariamente concordata fosse sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori.
L’accordo mira a facilitare l’utilizzo di materiale protetto da diritti d’autore per la ricerca che si basa sull’estrazione di testi e dati, eliminando così un importante svantaggio competitivo che i ricercatori europei si trovano attualmente ad affrontare. Viene inoltre stabilito che le restrizioni del diritto d’autore non si applicheranno ai contenuti utilizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica.Infine, la direttiva consentirà l’utilizzo gratuito di materiale protetto da copyright per preservare il patrimonio culturale. Le opere fuori commercio possono essere utilizzate quando non esiste un’organizzazione di gestione collettiva che possa rilasciare una licenza.
Attualmente, le aziende online sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti solo su richiesta del titolare. Tuttavia, ciò è oneroso per i titolari dei diritti e non garantisce loro un reddito equo. La responsabilità delle società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, ricavando in tal modo una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.

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Bollette tlc 28 giorni: Il rimborso non lo vedremo mai

Posted by fidest press agency su martedì, 26 marzo 2019

Il Consiglio di Stato si pronuncerà almeno il prossimo 21 maggio. Avrebbe dovuto farlo entro il 31 marzo sulla misura cautelare che sospende i rimborsi da parte di Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per i giorni erosi ai consumatori con il meccanismo della fatturazione a 28 giorni, così come aveva stabilito il Tar a novembre scorso. Motivo: non si conoscono ancora le motivazioni del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Quindi le bollette tlc che avevano trasformato l’anno in 13 mesi dovranno ancora aspettare per eventualmente essere rimborsate. Eventualmente, perché niente è sicuro. Visto anche l’andazzo di questa vicenda, che ha tutte le caratteristiche di beffa per gli utenti. Prevenuti? Non più di tanto.
Ammesso che il Consiglio di Stato decida a favore degli utenti, i rimborsi saranno di importi contenuti per questi ultimi, ma milionari per i gestori. Rimborsi che chissà quali meccanismi (tempi e denaro) verranno inventati per ottenerli…. Quanto se ne perderanno per strada? … Ammesso che il Consiglio di Stato decida pro-utenti….
Intanto i soldi (tantissimi) sono stati incassati dai gestori, che li hanno usati come profitti e come partite di giro per le loro attività e con ritorni molto probabilmente più alti di quanto fossero questi introiti aggiuntivi. E, quand’anche fossero restituiti con gli interessi (legali), per i singoli utenti sarebbe un di più ridicolo. Questo per sottolineare come l’eventuale pronuncia del Consiglio di Stato a favore degli utenti, senza nessuna sanzione (ormai cancellata) sarebbe per i gestori come il FASTIDIO DI UN CAPELLO SU UNA GIACCA: li hanno incassati senza doverli pagare (come dovrebbe fare un comune mortale per un qualunque prestito), li hanno usati, ne hanno tratto profitto, casomai dovessero restituirli sarebbe sicuramente meno di quelli incassati …. operazione che, pur se riconosciuta illecita, avrà dato i suoi frutti. E quindi: avanti con la prossima operazione del genere!! Perché no? Un meccanismo tritacarne per i diritti e per le tasche degli utenti, nonché ben architettato per incassi e utili dei gestori.
Allo stato dei fatti, l’unica arma che esisterebbe per farli pagare per il maltolto e farli desistere da simili progetti futuri, sarebbero multe non di importi fissi come quelli che esistono oggi, ma commisurate percentualmente ai bilanci (non agli utili), multe che non dovrebbero inoltre essere soppresse di fronte alla presunta disponibilità dei gestori di rimettere le cose come dovrebbero essere. Troppo severi? Suvvia, il meccanismo che abbiamo spiegato prima con l’uso di proventi illeciti (a costo zero) per ricavi leciti…. Non è una fantasia matematica di marketing sconclusionato, ma realtà quotidiana!! Perchè, riconosciuti colpevoli, non farglielo pagare? Nel frattempo ci potrebbe anche essere una pronuncia di un’altra Autorità, l’Antitrust, che ha ipotizzato un cartello tra i gestori che si sarebbero messi d’accordo per questo tipo di prestiti a costo zero a danno degli utenti. Vedremo. Ma anche con l’Antitrust si pone il problema degli importi delle multe e della loro potenziale soppressione a fronte degli impegni di redenzione da parte dei gestori.Siamo strani quando diciamo che siamo di fronte ad una beffa a danno di diritti e tasche degli utenti? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Basta costi extra sulla bolletta della luce

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

I costi extra della bolletta, i c.d. oneri generali di sistema, sono tornati alla ribalta grazie alla denuncia della nota conduttrice Rita Dalla Chiesa.Da tempo – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – denunciamo questa pratica. Più volte e in varie occasioni, abbiamo sottolineato l’esigenza di una revisione della struttura tariffaria, a partire dagli oneri generali di sistema, adeguandola alle scelte energetiche che il Governo si darà.La nostra proposta – prosegue De Masi – è di contenere e ridurre i costi, trasferendo una quota degli oneri generali di sistema sulla fiscalità generale, come già avviene in altri Paesi. Ciò anche per combattere la povertà energetica e permettere a tutti di accedere all’energia. Anche a tal proposito, abbiamo presentato, in più occasioni, le nostre proposte.Auspichiamo – conclude De Masi – che il Piano nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, presentato dai tre Ministeri (Sviluppo Economico, Ambiente e Trasporti, diventi l’occasione, finora mancata, di una reale svolta del nostro Paese nella politica energetica per gestire in modo adeguato la transizione energetica in atto e il cambio di paradigma. http://www.adiconsum.it

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“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Sono trascorsi 20 anni dall’approvazione della Legge 68/1999 grazie alla quale il nostro Paese si dotava di uno strumento normativo volto a superare una visione esclusivamente assistenziale delle persone con disabilità e a porre le basi per una loro piena inclusione sociale. Oltre a fissare per i datori di lavoro, pubblici e privati, quote di assunzioni di lavoratori disabili e stabilire agevolazioni fiscali e contributive per le aziende virtuose, la legge 68/1999 prevedeva una serie di servizi di sostegno e di collocamento mirato per facilitarne l’attuazione.A vent’anni di distanza permangono non pochi ostacoli per la sua piena attuazione: il tasso di occupazione delle persone con disabilità è sempre rimasto di gran lunga inferiore rispetto allo standard dei lavoratori senza disabilità. Inoltre una delle principali riforme introdotte da quella legge, la formazione professionale, non si è rilevata strumento adeguato: in numerosi casi, infatti corsi, tirocini e stage, spesso, non hanno portato a uno sbocco lavorativo, avendo avuto il solo effetto di un avvicinamento al mondo del lavoro. In questo panorama, ricordando che la Legge 68/1999 è una vera e propria conquista di civiltà e rappresenta una legislazione avanzata a livello europeo, l’esperienza della Comunità di Sant’Egidio dimostra che è possibile realizzarla in modo compiuto. E’ il caso della “Trattoria degli Amici”, un ristorante nel cuore di Trastevere, che offre impiego stabile a 12 lavoratori con disabilità e, nel corso di 20 anni di attività, ha formato decine di professionisti della ristorazione (camerieri, aiuto-cuochi, sommelier) ora impiegati in diversi locali della Capitale e sostenuto, con la sua esperienza, iniziative analoghe in diverse città d’Italia. Un’iniziativa che dimostra come sia possibile valorizzare le persone con disabilità nelle loro capacità, anche professionali, in modo che possano contribuire con il proprio lavoro al benessere comune e creare una società davvero inclusiva.

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Ue. de Bertoldi (FdI): per FdI rimborsi truffati banche è tema centrale. Basta dilazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

“Fratelli d’Italia ho ribadito alla commissaria Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager la centralità del tema dei rimborsi dei risparmiatori truffati. A fronte di una certa disponibilità sul tema dobbiamo, purtroppo, continuare a registrare un atteggiamento di attesa che preoccupa. Per FdI è necessario intervenire in maniera tempestiva, evitando di abbandonare a se stessi i risparmiatori”. Così il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro. “Dall’altro sempre sul tema bancario e in particolare su quello delle crisi l’Ue deve evitare discriminazioni, laddove alla Germania permettono aiuti di Stato ed a noi no, ovvero gli Npl sono oggetto di particolare attenzione mentre i derivati delle banche tedesche di alcuna verifica. Infine, sul piano delle politiche fiscali, anche alla luce della realizzazione di un mercato unico, ho chiesto che si proceda verso un’armonizzazione effettiva, che faccia da argine all’aggressività fiscale di alcuni Paesi che di fatto rappresenta l’ostacolo principale ad un vero mercato unico”, conclude il senatore di FdI.

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