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Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Petizione del Moige per dire basta a chi lucra irresponsabilmente sulla pelle dei nostri figli

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Di fronte ai morti di Corinaldo non possiamo restare fermi e in silenzio ma dobbiamo subito agire per evitare che ci siano altre “Lanterne Azzurre”.“In questi giorni, emerge con forza una mancanza inaccettabile di responsabilità collettiva che non è soltanto a Corinaldo ma molto più diffusa sul territorio nazionale.
Il rispetto delle norme è fondamentale soprattutto per i gestori di locali e discoteche e per tutti coloro che entrano in contatto con i minori, organizzando eventi in cui spesso circolano droga, alcol e fumo, ed altre sostanze vietate.
Per questo abbiamo lanciato una petizione per chiedere al Governo di approvare con urgenza misure più restrittive e più controlli per tutti i locali pubblici che vogliono organizzare eventi per i minori.In particolare chiediamo di introdurre misure come l’obbligo di telecamere a circuito chiuso; controlli della polizia durante ogni evento pubblico dedicato ai minori; obbligo di apertura e chiusura in orari diversi dai locali per gli adulti; divieto di ingresso ai minorenni nelle discoteche per adulti; chiusura immediata e revoca della licenza per chi supera il numero di ingressi legalmente consentiti; revoca definitiva a chi vende oppure ospita individui che vendono ai minori alcol, fumo, droghe o pasticche allucinogene e droganti. Crediamo che queste richiesta siano una base importante per garantire ai nostri figli un divertimento senza rischi e in sicurezza”. Queste le parole di Antonio Affinita, direttore generale del Moige – Movimento Italiano Genitori. Link alla petizione: https://www.citizengo.org/it/signit/167254/view

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Rapporti patrimoniali tra coniugi e nelle unioni registrate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Camerino. Tutto pronto per la presentazione del progetto incentrato sulle nuove regole europee in materia di rapporti patrimoniali tra coniugi e nelle unioni registrate. Il progetto, coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, direttore della Scuola di Specializzazione in Diritto civile di Unicam, è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Justice. L’Università di Camerino è capofila di un partenariato internazionale che vede coinvolte le Università di Rijeka (Croazia), Almeria (Spagna) e Lubiana (Slovenia) e la Fondazione Scuola di Alta Formazione Giuridica, presieduta dal prof. Pietro Perlingieri.
La presentazione avverrà a Bruxelles il prossimo 14 dicembre con un meeting aperto alla stampa durante il quale verrà presentato il portale e saranno descritte le principali tappe del progetto (l’evento sarà fruibile in diretta via Facebook alla pagina PSEFSproject e su WEBEX UNICAM). In due anni sono previsti incontri con giudici, avvocati e notai negli Stati coinvolti nel partenariato e l’elaborazione di materiale informativo diretto alle coppie interessate dalla nuova regolamentazione che entrerà in vigore il prossimo 29 gennaio.
Si tratta di due regolamenti europei che introducono possibilità di scelta della legge applicabile ai rapporti patrimoniali quando i coniugi o i conviventi appartengano a nazioni diverse. La crescente transnazionalità delle famiglie europee ha reso necessario questa nuova regolamentazione e i team del progetto lavoreranno con campioni di famiglie per sviluppare modulistica e schede informative multilingue, in un linguaggio semplice che possa essere compreso da tutti. Durante la giornata di lancio si svolgerà una conferenza che vedrà la partecipazione di giudici della Corte di Giustizia, esponenti di associazioni di avvocati che si occupano di diritto di famiglia, professionisti, esperti e studiosi provenienti da diversi Paesi europei. I lavori saranno aperti da Michael Wilderspin, Membro del Servizio Legale della Commissione europea, cui seguiranno gli interventi dei giudici Marko Ilešič e Vesna Tomljenović. Per la Croazia sarà presente il segretario di Stato del Ministero della Giustizia Kristian Turkalj, mentre per l’Italia parlerà Paolo Bruno, della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea. Alla conferenza seguirà un dibattito che vedrà coinvolti oltre cinquanta partecipanti provenienti da diversi paesi europei i quali supporteranno i lavori del progetto come esperti esterni.

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Vertenze e reati: Il confine tra legalità e necessità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

A seguito di un’indagine a campione rivolta alle famiglie che hanno dichiarato di aver subito un’ingiustizia dal proprio lavoratore, DOMINA ha riscontrato che oltre la metà dei rispondenti (56%) dichiara di aver subito furti da parte dei lavoratori domestici. Si tratta prevalentemente di generi alimentari (41,1%) o vestiario e biancheria (37,2%). Meno frequente invece il caso di furto di denaro o oggetti preziosi (21,7%). Per quanto riguarda i reati penali, solo il 14,5% del campione dice di aver subito episodi di questo tipo. Si tratta, per citarne alcuni, di violazione di domicilio da parte di terzi, stalking o minacce, truffa ai beni di famiglia (circonvenzione d’incapace – testamenti viziati – intestazione di beni di famiglia – depauperazione del patrimonio di famiglia), ricatti per segreti personali o di famiglia, prelievo non autorizzato con il bancomat o con la carta di credito. Di nuovo abbastanza frequente (48,9%), invece, il verificarsi di altri fatti gravi quali: abbandono dell’assistito, maltrattamenti fisici, segregazione della persona non autosufficiente, tentato omicidio, molestie. “La percentuale di denunce è molto bassa nel caso dei furti, pari al 6%, mentre sale per i reati e gli altri fatti gravi” commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA. “Molte famiglie – continua Gasparrini – davanti a tali comportamenti, non sono intenzionate a procedere giudizialmente, poichè è diffusa anche la componente della paura (minacce o intimidazioni)”.

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Il personale di ruolo docente e Ata ha diritto al risarcimento per l’abuso dei contratti a termine superiori ai 36 mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Nuovo colpo di scena sul precariato scolastico. Sull’abuso da parte dello Stato italiano anche l’avvocato generale Szpunar della Curia europea si dichiara d’accordo con le tesi della Commissione UE e del ricorrente Rossato. Anief avvia le preadesioni al ricorso gratuito per ottenere dalle due alle dodici mensilità di risarcimento in caso di pronuncia conforme della Corte di giustizia e di superamento delle sentenze della Corte suprema italiana. Per aderire vai sul Portale ANIEF. Potrebbero essere più di 300 mila gli insegnanti e Ata interessati. Il pronunciamento riguarda la Causa C-494/17 promossa dalla Corte di Appello di Trento su ricorso presentato dal docente Rossato che, una volta assunto in ruolo dopo diversi anni di precariato, chiedeva il risarcimento per l’abuso dei contratti a termine, da negare per i giudici della Cassazione: nel depositare le sue osservazioni sulla reiterazione dei contratti a termine, l’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea sposa la tesi dei legali Anief: emerge, infatti, “che un’interpretazione giurisprudenziale di una normativa nazionale come quella di cui al procedimento principale non risulta conforme, fatte salve le verifiche incombenti al giudice del rinvio, ai requisiti risultanti dalla sentenza Mascolo” del novembre 2014 emessa dalla Corte di Giustizia Europea. Gli avvocati Anief hanno sempre sostenuto che la Legge 107/15 non prevede le sanzioni per l’abuso dei contratti a termine subito dal personale di ruolo anche durante il periodo di precariato.
Se la tesi verrà confermata dalla Corte di giustizia europea, i giudici del lavoro dovranno disapplicare le sentenze delle sezioni unite della Cassazione (ex plurimis 22552/17) ed estendere il risarcimento dalle 2 alle 12 mensilità anche al personale di ruolo che ha avuto più di 36 mesi di contratti a termine prima dell’assunzioni a tempo indeterminato, oltre agli eventuali danni morali e materiali che potrebbe vantare.

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Chiesa e protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

Roma lunedì 10 dicembre 2018 (ore 8.30, Aula Magna “Giovanni Paolo II”) Pontificia Università della Santa Croce, giornata di studio sul tema Chiesa e protezione dei dati personali. Il nuovo Regolamento dell’Unione Europea sulla protezione dei dati (GDPR) sta inaugurando un nuovo standard nella salvaguardia della privacy. E anche la Chiesa cattolica, dalle diocesi e parrocchie alle scuole e agli ospedali, è impegnata in questo ambito.Vi prenderanno parte esperti del diritto e della comunicazione oltre a vari operatori del settore, che condivideranno la propria conoscenza ed esperienza per illustrare le nuove esigenze derivate dal possesso dei dati personali nelle attività ecclesiali.“Benché sia una normativa europea, la disciplina del GDPR sta definendo uno standard di riferimento per tutti i Paesi, interpellando le istituzioni religiose in tutto il mondo – spiega Davide Cito, membro del Comitato organizzatore. Ogni persona impegnata nel servizio ecclesiale necessita dunque di una conoscenza di base di questi provvedimenti per poter operare con competenza e trasparenza nel rispetto dei diritti di tutti”.
Tra i relatori, Giovanni Buttarelli, Garante Europeo della Protezione dei Dati (GEPD); Venerando Marano, del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università Tor Vergata; e Andrea Sartori, Data Protection Officer della Diocesi di Roma.

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Africa: diritti negati e riconquistati

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

Roma Domenica 9 Dicembre 2018 (ore 12.30), a Più Libri Più Liberi (Sala Polaris – La Nuvola, Roma EUR – Viale Asia). L’evento è organizzato dalla casa editrice Paoline, in collaborazione con Amnesty International Italia e Amref Health Africa – Italia, in occasione del 5° Anniversario della morte di Nelson Mandela (5 dicembre) e del 70° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 dicembre).Prenderà spunto da alcuni volumi che, da diverse prospettive, affrontano questo complesso tema. In particolare: “Mai più schiavi. Biram Dah Abeid e la lotta pacifica per i diritti umani”, “Nelson Mandela. L’uomo, lo statista, il leader”, “Il coraggio della libertà. Una donna uscita dall’inferno della tratta”.Interverranno Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia; Mario Raffaelli, Presidente di Amref Health Africa – Italia; Maria Tatsos, Autrice del libro “Mai più schiavi”, Danilo Campanella, Autore del libro ”Nelson Mandela”.Modera Romano Cappelletto, Ufficio Stampa Paoline.

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Scuola: Diplomati Magistrale nelle GaE, tra una settimana nuova Adunanza plenaria in Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

A distanza di un anno dalla sentenza n. 11, che ha piegato il diritto e costretto il Governo ad approvare il decreto Dignità, gli stessi giudici del massimo organo di consulenza giuridico-amministrativa sono chiamati ad esprimersi sulla opportunità della presenza di oltre 50 mila maestri abilitati nelle graduatorie che portano alla stabilizzazione sulla metà dei posti disponibili. I legali dell’Anief ritengono che le ragioni poste dalla VI sezione, che ha rimesso in discussione il tema, siano condivisibili, anche per gli interessi richiamati dal legislatore in termini di continuità didattica e tutela dei diritti soggettivi. L’Adunanza plenaria, presieduta da Patroni Griffi, rivedrà il suo giudizio come ha fatto il Parlamento in passato? Risponde Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: i tanti maestri supplenti della scuola pubblica ci sperano e si aspettano una decisione giusta, perché da troppo tempo subiscono continui attacchi alla loro professionalità, a causa di un’azione politica confusionaria, priva di un filo conduttore, mirata più a creare che a risolvere il problema del precariato italiano, il quale non a caso quest’anno ha toccato il record di supplenze annuali. È lo stesso leitmotive che ha portato ad alimentare i troppi contratti a termine, stipulati in modo sistematico, al punto da costringere la curia europea a produrre più di una condanna all’Italia per abuso di precariato.

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CIR: approvazione c.d. Decreto sicurezza un grave passo indietro per il diritto d’asilo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati – CIR è profondamente preoccupato per la conversione in legge del Decreto immigrazione e sicurezza, una normativa che, da una parte, comprimerà i diritti dei richiedenti asilo e rifugiati e dall’altra, andrà a compromettere fortemente il sistema di accoglienza e integrazione in questi anni faticosamente costruito.“Sembra che non integrare e marginalizzare quanti arrivano nel nostro Paese sia diventato un valore. Siamo inoltre allarmati dalla lesione dei diritti dei rifugiati: rendere incerto il diritto costituzionale alla protezione è davvero molto grave” dichiara Mario Morcone, direttore del CIR.Il provvedimento contiene misure lesive del diritto d’asilo limitando le possibilità di protezione per coloro che fuggono da guerre e persecuzioni. Introduce, tra le altre, il trattenimento per i richiedenti asilo fino a 210 giorni solo per identificarne l’identità. I richiedenti asilo e rifugiati sono persone che non hanno commesso alcun reato; una loro criminalizzazione è contraria alle norme internazionali. La Convenzione di Ginevra prevede esplicitamente che gli Stati non possano adottare sanzioni penali contro i rifugiati solamente per il loro ingresso o soggiorno irregolare. La legge introduce inoltre la procedura accelerata in frontiera e nuove ipotesi per qualificare la domanda d’asilo come manifestamente infondata (una domanda che viene rigettata non dando diritto ad alcuna forma di protezione salvo che ricorrano le – scarse ipotesi – di rilascio di quella speciale). Anche il principio della cosiddetta “alternativa di fuga interna” lascia profondamente sconcertati inserendo uno spazio di forte discrezionalità nell’esame delle singole domande.Il Ministero Affari Esteri, di concerto con i Ministeri dell’Interno e della Giustizia, redigerà un elenco di Paesi di origine sicuri attenuando così la valutazione e le ragioni delle singole domande di protezione per realizzare categorie di richiedenti a cui sarà negata ogni garanzia.“Molte di queste norme crediamo non siano compatibili con i diritti garantiti dalla nostra Costituzione; verranno impugnate in via legale aumentando in modo molto significativo i contenziosi e determinando ulteriori incertezze nella vita di tanti migranti e richiedenti asilo che avevano costruito un percorso di impegno e di rispetto delle nostre regole, partecipando positivamente alla vita della collettività” conclude Morcone.

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Decreto concretezza: Udir chiede di ripristinare il FUN del salario accessorio dei dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Lo stesso risulta di un terzo tagliato negli ultimi sette anni, anche per effetto del mancato versamento della RIA dei presidi andati in quiescenza. Ad ogni modo, dal 2019 la situazione deve cambiare per non impoverire più dei professionisti dello Stato che sono pagati già meno degli altri dirigenti e degli stessi ex presidi che svolgono il loro medesimo lavoro. In caso contrario dovremo far partire i ricorsi annunciati al tribunale del lavoro per ottenere giustizia e quanto dovuto.
Il presidente nazionale Udir Marcello Pacifico ha presentato una memoria all’XI Commissione del Senato commentando gli interventi da apportare attraverso il decreto Concretezza, collegato alla legge di Stabilità, il DDL S. 920. Infatti, “Articolo 3 e salario accessorio”, sull’adeguamento dei “fondi destinati al trattamento economico accessorio si valuta positivamente quanto previsto dalla norma che pone, finalmente, chiarezza rispetto al divieto prescritto dal decreto legislativo n. 75/17”. Ma “si chiede di applicarla anche per l’ormai trascorsa stagione contrattuale 2016/18 con una particolare attenzione alla ricostituzione del FUN dei dirigenti scolastici rispetto al versamento della RIA andati in pensione dal 1settembre 2015”. Inoltre “lo sblocco del salario accessorio deve essere accompagnato da una nuova regola nel settore pubblico che in analogia a quando deciso dalle parti negoziali nel settore privato porti al salario minimo dei dipendenti pubblici ancorato all’inflazione. Tale norma, peraltro, appare alla base dell’intervento previsto nel disegno di legge di stabilità che sblocca dal 2019 l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale”.Udir, quindi, chiede finalmente l’adeguato riconoscimento, anche economico, per una categoria che di fatto continua a sobbarcarsi importanti responsabilità, più gravose spesse volte di quelle che hanno gli altri dirigenti dell’amministrazione pubblica, ma sempre con una retribuzione non equa. Il giovane sindacato lancia nuovamente il suo appello: in caso di ulteriore silenzio, si dice pronto ad adire le vie legali.

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70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Il 10 dicembre 2018 in tutto il mondo si celebrerà il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: la Carta scritta, dopo due guerre mondiali e cento milioni di morti, per dire basta a tutti gli atti di barbarie e spingere l’’umanità sulla via della pace. Un documento importante che è alla base di molte grandi conquiste dell’’umanità oggi minacciate da crisi e politiche pericolose.In Italia, da più di un anno, sono in corso programmi educativi. Il 7 ottobre oltre centomila persone hanno partecipato alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità e il 10 dicembre centinaia di eventi si svolgeranno nelle scuole, università, Enti Locali, strade e piazze di tutt’’Italia. Ma nessuna iniziativa è ancora stata assunta dal Governo e dal Parlamento Italiano. Eppure l’’Italia occupa un posto importante nella comunità internazionale. Ha la Presidenza dell’’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ed è appena stata eletta nel Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite, il più importante organismo internazionale per i diritti umani. Perché tanto silenzio? I diritti umani sono sotto attacco in tante parti del mondo, Italia ed Europa incluse. Sotto attacco sono principi e valori umani universali, diritti, libertà fondamentali e istituzioni costruite per difenderli. Mentre, tutti i giorni, veniamo a sapere di crimini orribili compiuti nell’inerzia e nell’’impunità generale. Per questo, chiediamo al Parlamento e al Governo di riaffermare il valore insopprimibile della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e l’impegno dell’Italia per dare attuazione all’’agenda politica dei diritti umani. I diritti umani non si celebrano. Si difendono, si promuovono e si attuano. Con questo spirito, chiediamo che il 10 dicembre il Parlamento si riunisca in seduta comune per discutere dello stato dei diritti umani in Italia, in Europa e nel mondo e attuare le raccomandazioni che i pertinenti organismi internazionali hanno rivolto al nostro paese.

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PA e SCUOLA – TFR: per la Consulta è legittima la trattenuta del 2,5% per i dipendenti pubblici

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

Salvo lo Stato che avrebbe dovuto sborsare 5 miliardi di arretrati. Per volontà dei sindacati firmatari dell’accordo del 1999, chi è stato assunto dopo il 2001 merita di essere trattato diversamente dai suoi colleghi e dai lavoratori del privato. Anief vigilerà sul recupero ai fini della liquidazione. Chi è in regime di TFS, invece, può ancora entro dicembre inviare la diffida o ricorrere in tribunale per recuperare il biennio 2011/12; trascorso tale termine gli arretrati andranno prescritti.La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 213/18 sottolinea come la parte negoziale (confederazioni rappresentative) abbia avuto un ruolo decisivo vent’anni fa nel mantenere il contributo per evitare una disparità di trattamento tra lavoratori assunti prima e dopo il 2000. Ricorda, inoltre, che è previsto un corrispondente incremento figurativo ai fini previdenziali del trattamento di fine rapporto: incremento che Anief si riserva di verificare nei ricorsi pendenti del personale andato in quiescenza. Lo studio legale del giovane sindacato rammenta che i dipendenti in servizio ed in regime di TFS devono, invece, presentare formale diffida entro la fine del 2018: in tal modo, potranno richiedere tale trattamento per il biennio 2011/2012. Mentre chi è andato in pensione può procedere direttamente alla richiesta del 2,69% per le due annualità, dopo aver ricevuto la liquidazione, aderendo al ricorso al seguente link.

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Biosimilari: Il Tar ha riconosciuto la libertà prescrittiva

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

E’ stata salvaguardata la libertà di prescrizione del medico, aspetto per noi fondamentale come sancito dalla Costituzione. Abbiamo contrastato così un tentativo di monopolio inaccettabile. Questo grazie alla decisione dello scorso 20 novembre, proprio il giorno prima della discussione in aula, delle Regioni coinvolte di destinare una quota per l’acquisto del farmaco originator. Come SIR ora manterremo alta l’attenzione e vigileremo perché sia salvaguardata e garantita l’adeguatezza prescrittiva ai reumatologi di tutta Italia”. Con queste parole i proff Luigi Sinigaglia e Mauro Galeazzi (presidente eletto e presidente uscente della Società Italiana di Reumatologia) hanno commentato l’ordinanza del TAR del Piemonte che ha respinto l’istanza cautelare promossa dalla stessa SIR contro la decisione di cinque regioni di unirsi per la gara d’acquisto di un farmaco biosimilare per la cura di alcune malattie reumatologiche.
“L’obiettivo sarà anche spiegare come i progressi terapeutici degli ultimissimi anni abbiano permesso una svolta radicale nella lotta alle malattie reumatologiche, grazie alla medicina di precisione – aggiunge Galeazzi -. Come nel caso dell’artrite reumatoide, una patologia grave ed invalidante che colpisce oltre 350mila italiani. Grazie alla messa a punto di nuovi biomarcatori possiamo conseguire una valutazione più precisa delle indicazioni e delle risposte terapeutiche. Gli specialisti quindi devono tenere conto non solo della tipologia del disturbo ma anche di altri aspetti”. “L’artrite reumatoide, così come altre patologie, presenta diverse sfaccettature e i pazienti colpiti non possono essere considerati tutti uguali – sostiene Sinigaglia -. Se non viene trattata precocemente determina danni irreversibili alle articolazioni. La diagnosi tempestiva è uno degli elementi cruciali per rallentare il decorso della malattia. La medicina di precisione favorisce una rapida identificazione ma anche un trattamento più tempestivo e appropriato. Questo può avvenire grazie anche all’utilizzo di alcuni biomarker, come gli ACPA, che hanno un valore prognostico e di altri indicatori di potenziale risposta alla terapia”.
Un’altra categoria di malati alla quale la SIR da sempre presta particolare attenzione nelle sue iniziative scientifiche ed educazionali sono le donne. A Rimini vengono presentati anche i risultati di alcuni progetti portati avanti dal Gruppo di Studio Medicina di Genere. “Abbiamo già coinvolto 50 donne e 19 diversi centri attivi su tutto il territorio nazionale – conclude la prof.ssa Angela Tincani, Coordinatrice del Gruppo e Consigliere Nazionale SIR -. Prosegue anche la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità con il quale è stato avviato da oltre un anno diverse iniziative. La popolazione femminile risulta la più colpita dai disturbi reumatologici a causa di una predisposizione genetica. Una delle sfide più importanti che abbiamo di fronte a noi è riuscire a capire i meccanismi e i processi di insorgenza delle malattie e del loro sviluppo”.

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Smart City e diritti del cittadino: la nuova frontiera dello sviluppo urbano

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

L’aggettivo “smart” è la quintessenza di questa era digitale. E non c’è dubbio che la declinazione smart city (città intelligente) sia una delle definizioni più rilevanti tra quelle che hanno catturato l’immaginario pubblico nell’ultimo decennio. Tutto è iniziato nel 2010 a Rio de Janeiro, la città che ha svolto il ruolo di pioniere nell’implementare le tecnologie digitali allo scopo di innovare e ottimizzare i servizi pubblici. Si è dato il via così a un nuovo modello urbano che viaggia sulle reti globali di connessione veloce, sviluppato però all’interno di un ecosistema digitale chiuso. Altre città hanno poi proseguito estendendone i tratti caratteristici per rendersi più allettanti agli occhi della classe creativa imprenditoriale e commerciale. Rotterdam, Dubai, Il Cairo, e, in Italia, Milano, Trento, Varese e Firenze. La sintassi della frontiera tecnologica urbana che si va affermando è che le città intelligenti attraggono cittadini intelligenti, i quali, a loro volta, stimolano l’arrivo di soldi intelligenti. Oggi tutto deve essere smart: frigoriferi, telefoni cellulari, abitazioni, automobili, biciclette e perfino le panchine. L’iperconnessione è ormai divenuta un modello collettivo di vita sociale e amministrativa.Un simile modello di sviluppo impone, però, anche nuove riflessioni nel campo dei diritti delle persone e delle loro tutele in campo giuridico e costituzionale. La ricerca su come estendere lo Stato di Diritto all’era digitale permea le riflessioni di chi sta muovendo le prime critiche alle città intelligenti e alla loro invasività nella sfera individuale dei cittadini. Un’attenzione critica che smaschera la visione utopistica della propaganda sulle smart cities per la mancanza di connessione con i problemi reali delle persone, come sostengono Francesca Bria e Evgeny Romazov nel libro “Ripensare le Smart City”. Altri autori, invece, evidenziano l’ossessione delle città intelligenti per la sorveglianza e il controllo, o la necessità – sin qui in genere disattesa – di porre da subito i cittadini, e non le aziende e gli urbanisti, al centro del processo di sviluppo delle smart cities.
Certo è che, mentre la discussione è aperta, i modelli di città intelligenti iniziano a prendere campo un po’ ovunque. L’indagine sui legami tra le infrastrutture digitali – sensori, schermi, algoritmi, smartphone, camere di sorveglianza, meta e big data, o quant’altro modifichi il paesaggio tecnologico delle città – è in corso. Il legislatore sarà presto chiamato a colmare le lacune già evidenti. Il cittadino deve, innanzitutto, tornare a essere soggetto fondatore e partecipe della città, non oggetto della speculazione smart. I diritti individuali e sociali delle persone devono trovare tutela anche di fronte alla flessibilità semiotica – qualcosa sta per qualcos’altro – dei processi di comunicazione nel nuovo modello amministrativo, e riparo dalla invasione delle Smart City Control Rooms già attive presso numerose amministrazioni comunali.
I diritti del cittadino, in quanto persona dotata di soggettività giuridica e utente dei servizi della città smart, dovranno essere riorganizzati, aggiornati e implementati. La sfida che si pone con urgenza è, infatti, quella di evitare il sorgere di un nuovo sotto-proletariato urbano digitale, privo di consapevolezza dei diritti e delle tutele che gli appartengono e asservito a un modello mercantilista che lentamente sta distruggendo l’identità civica di numerose città europee. Poiché è innegabile che almeno sin qui, il motore di questa nuova sovranità digitale comunale che prende il nome di Smart City, stia tutto nel commercio.“Tutti vivono per vendere qualcosa”, sosteneva Robert Luis Stevenson. Diritti e tutele però non possono essere trattati al pari di merci, pena lo sgretolamento della città, mercato compreso. (Massimo Lensi, presidente Associazione Progetto Firenze Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“I Mercoledì del Diritto”: la colpa medica

Posted by fidest press agency su sabato, 24 novembre 2018

Parma 28 novembre ore 17 nell’Aula dei Filosofi dell’Ateneo (via Università, 12) si parlerà della colpa medica nel prossimo appuntamento di “I Mercoledì del Diritto”, rassegna d’incontri su temi giuridici organizzata dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma. L’incontro “Le Sezioni Unite e la colpa medica dopo la Legge Gelli-Bianco: un nuovo caso di diritto penale giurisprudenziale”. Relatore sarà Stefano Putinati, docente di Diritto penale all’Università di Parma.
“La responsabilità penale del medico e, più in generale, dell’operatore sanitario, è stata oggetto di due importanti interventi legislativi nel corso degli ultimi cinque anni – spiega il prof Putinati -. Il decreto Balduzzi (n. 158/12) prima e la recente legge Gelli-Bianco (n. 24/17) hanno, infatti, ridisegnato i profili di responsabilità penale (e civile) in ambito sanitario. La legge Gelli-Bianco ha introdotto l’art. 590-sexies c.p., Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario, norma che avrebbe dovuto nelle intenzioni del legislatore restringere i contorni della colpa medica. In senso contrario si è espressa da subito la IV Sezione della Suprema Corte negando alla nuova norma penale la natura stessa di causa di non punibilità pur nei limiti previsti dalla fattispecie. La medesima Sezione, pochi mesi dopo, ha effettuato un revirement e la decisione ha dato luogo a un vero e proprio contrasto “sincronico” che ha richiesto l’immediato intervento delle Sezioni Unite. Con un’opera di cesello, la decisione delle Sezioni Unite, cercando di mediare tra i due versanti interpretativi, ha sancito un allargamento del perimetro di potenziale responsabilità penale colposa del medico rispetto al decreto Balduzzi. Nel delicato settore medico, insomma, gli operatori sanitari sono destinati ancora a vagare tra comprensibili esigenze di “medicina difensiva” e il ruolo da attribuire al rispetto di linee guida e best practice ai fini della esclusione della responsabilità penale”.
L’iniziativa, patrocinata dall’Ordine degli Avvocati e dal Consiglio Notarile di Parma, si rivolge a docenti e studenti dell’Ateneo, a operatori del diritto ma anche a un pubblico più vasto, dai docenti e studenti delle scuole superiori a tutti gli interessati.

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Affitto e morosità: «il deposito cauzionale fa diventare più poveri i proprietari»

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

C’era una volta la cauzione. Quelle due mensilità che il proprietario di un appartamento chiedeva come deposito al nuovo inquilino; una garanzia a fronte di un’ipotetica, quanto scongiurata, insolvenza. Oggi, nove volte su dieci, il deposito cauzionale però non basta a coprire le spese che il locatario deve sostenere in caso di morosità dell’inquilino. «Parliamo di circa mille euro a garanzia contro una spesa media che può arrivare, e superare, i 10mila euro», spiega Claudio De Angelis, responsabile marketing di “Affitto Assicurato”, la soluzione che sta rivoluzionando il mondo dell’affitto garantendo 15 mensilità e il sostegno alle spese legali.«Per valutare la qualità, quindi la solvibilità, dell’inquilino, i nostri nonni si basavano su una sorta di “controllo sociale” – prosegue -. La conoscenza della famiglia di provenienza e il sapere dove si lavorava, unite al deposito cauzionale, diventavano il lasciapassare per l’affitto. Per i tempi, quello era il modo giusto di fare le cose. Oggi, ovviamente, tutto questo non è più pensabile. Anche la richiesta di una busta paga non riesce a dare tranquillità al locatore». Di fatto, le due mensilità depositate (che per legge possono arrivare ad un massimo di tre), non sono più sufficienti. «Quello che viene ritenuto ancora un elemento di salvaguardia e di garanzia, di fatto non lo è più: il deposito cauzionale non garantisce il locatore, o meglio, non lo garantisce a sufficienza», aggiunge De Angelis. «Con il nostro osservatorio abbiamo stimato che nell’90% delle situazioni di insolvenza, il deposito cauzionale non arrivi a coprire le spese e i mancati incassi che il proprietario si trova ad affrontare con un inquilino moroso».L’affitto diventa una scelta troppo rischiosa? «I numeri sembrano proprio dire questo», afferma De Angelis. «Solamente l’anno scorso sono state emesse 59.600 sentenze di sfratto, di queste 52.500 per morosità. In nove casi su 10 quindi non ci sono i soldi per pagare l’affitto e il deposito cauzionale è una somma obiettivamente insufficiente a coprire il periodo necessario a liberare l’immobile dall’inquilino moroso e le spese che il proprietario è chiamato a sostenere, tra canoni e spese condominiali non corrisposti oltre alle spese legati, arrivano mediamente a 10 mila euro».Che fare? Mantenere l’appartamento sfitto può essere una risposta e lo testimoniano le oltre 200 mila case vuote che ci sono a Roma, le 70 mila di Milano 70mila e le 60 mila di Torino, per esempio. «Ma sarebbero comunque altri costi da sostenere per il proprietario», rileva De Angelis. «Affitto Assicurato si pone al fianco del tradizionale deposito cauzionale, integrandolo. È una formula studiata per tutelare il padrone di casa, prevenire situazioni spiacevoli, tranquillizzare i proprietari dalla morosità degli inquilini, mettendo comunque gli stessi proprietari nelle condizioni di rispondere a un’esigenza abitativa che continua a ad essere molto elevata».Come? «Con la garanzia di 15 mensilità e l’intervento anche in caso di spese legali», spiega. «Non un servizio, ma un partner per il proprietario di casa che gli garantisce la rendita della locazione ed evita che incorra nei rischi di morosità. Per un affitto tranquillo».

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Tlc: Tar conferma entro 31/12 in bolletta rimborsi 28 giorni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Il Tar del Lazio, nel giudizio di merito, ha confermato che entro il 31 dicembre 2018 le società telefoniche dovranno restituire in bolletta i giorni illegittimamente erosi agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni decisa in violazione della delibera Agcom.
“Anche se é una vergogna che il Tar abbia annullato la multa alle compagnie telefoniche, resta una vittoria per i consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale consumatori.”Se le compagnie telefoniche, senza alcun pudore, decideranno di ricorrere al Consiglio di Stato, ora non riusciranno più ad evitare i rimborsi entro il 31 dicembre ed i clienti potranno finalmente riavere il maltolto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Vigileremo perché ogni consumatore riceva quanto indebitamente percepito dalle compagnie telefoniche” conclude Dona.L’associazione ricorda che i giorni di rimborso che ciascun operatore dovrà riconoscere in fattura ai propri utenti dovrà riguardare il periodo compreso tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ossia i primi giorni di aprile 2018.Gli operatori dovranno posticipare la data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli illegittimamente erosi (eventualmente spalmati su più fatture).

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Abbattimenti case abusive a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

Roma Legambiente “Bene gli abbattimenti, le ruspe nella capitale devono buttare giù le case abusive legate alla malavita, quelle in zone a rischio idrogeologico e quelle che deturpano l’ambiente” Da ore, a Roma, sono in corso gli abbattimenti di abitazioni abusive legate alla malavita organizzata. “Bene che a Roma si abbattano case abusive, finalmente vediamo le ruspe buttar giù edilizia illegale – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, ancor più se legata alla malavita organizzata. Ambiente e legalità devo essere al centro dell’azione politico-amministrativa e ora gli abbattimenti non si devono fermare: al clamore odierno legato principalmente alle proprietà degli edifici, devono seguire azioni concrete che arrivino ovunque sia stato deturpato il territorio dal cemento illegale, dal Lungomuro di Ostia ai quartieri a rischio idrogeologico da delocalizzare fino a ogni abitazione che abbia deturpato l’ambiente”.

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Governo ottiene dalla Consulta il rinvio dell’udienza sulla legittimità del corso riservato voluto dalla Buona Scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Avevamo già preannunciata la notizia del rinvio (link: https://fidest.wordpress.com/2018/11/18/governo-ottiene-dalla-consulta-il-rinvio-delludienza-sulla-legittimita-del-corso-riservato-voluto-dalla-buona-scuola/) ma da più parti ci è stato chiesto di confermare quanto scritto probabilmente perché increduli che l’iniziativa governativa fosse realmente avvenuta. Abbiamo rigirata la richiesta agli organi sindacali (Udir, Anief nello specifico) e il riscontro ha confermato quanto da noi già rilanciato e con la seguente precisazione:
“Tra le motivazioni della richiesta del governo alla Consulta la possibilità che alcuni ricorrenti possano superare l’attuale procedura e la volontà di modificare le regole dell’attuale concorso e d’intervenire per legge sull’argomento. Udir ricorda che ha presentato due emendamenti specifici per semplificare le future assunzioni e far partecipare al corso riservato gli attuali ricorrenti e i presidi incaricati per risolvere una volta per tutte la vertenza. 
La grande attesa si è arrestata improvvisamente: erano tantissimi i ricorrenti pronti ad assistere “all’udienza del 20 novembre in cui la Consulta avrebbe dovuto riunirsi per pronunciarsi in merito alla legittimità della legge 107, nella parte in cui al comma 88 discrimina i ricorrenti del concorso Ds 2011 rispetto ai ricorrenti del 2004 – 2006”. Tra le motivazioni, a quanto pare, ci sarebbero le nefaste conseguenze che deriverebbero dal riconoscimento, da parte della Corte, dell’illegittimità “costituzionale dei commi 87 e 88 della legge 107/2015”. Inoltre, “una pronuncia di accoglimento metterebbe a rischio tutti i dirigenti sanati dalla legge 107/2015 che dovrebbero fare ritorno ai ruoli di appartenenza, per non parlare dei posti disponibili, che spetterebbero ai ricorrenti del 2011 e non potrebbero essere più assegnati ai vincitori del concorso 2018”.
La questione risulta molto complessa e ingarbugliata: Udir, nato con l’intento di stare dalla parte dei DS, ha abbondantemente fatto riferimento alla giustezza di un sistema di reclutamento più snello, che permetta l’ottimo funzionamento degli istituti. Con l’intento di portare avanti tale progetto, all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, il giovane sindacato ha presentato 7 emendamenti, tra i quali quello per l’ammissione dei ricorrenti 2011 e dei presidi incaricati a un nuovo corso riservato. Tale risoluzione consentirebbe la composizione della controversia giudiziaria ancora in corso prima del pronunciamento della Consulta sul tema, nonché la copertura dei posti vacanti all’esito delle domande di pensionamento che decorreranno dal 2019. Infatti, ‘per le assunzioni relative ai dirigenti scolastici, all’articolo 28, dopo il comma 1’, il sindacato ha proposto di aggiungere che è “estesa anche agli aspiranti che hanno in corso un contenzioso avverso il decreto direttoriale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011”. Inoltre, “sono ammessi, altresì, tutti i soggetti non in quiescenza che, alla data di entrata in vigore della presente legge, abbiano svolto la funzione di dirigente scolastico per almeno un triennio a seguito di conferma degli incarichi di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43”. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, si provvederebbe attraverso l’impiego di “risorse destinate alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro in favore dei dirigenti scolastici integrate da quelle previste dall’articolo 1, comma 86, della legge 13 luglio 2015, n. 107, come modificata dall’articolo 1, comma 591, della legge 29 dicembre 2017, n. 205.” Inoltre, con l’altro emendamento rivolto alla semplificazione concorso DS 2018, “alle procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici si applicano le disposizioni normative previgenti a quanto previsto dall’articolo 1, comma 217, della Legge 28 dicembre 2015 n. 208 di modifica dell’articolo 29, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165”: quindi, “con Decreto del Ministro dell’istruzione sono abolite le disposizioni relative all’obbligo di frequenza del corso di formazione dirigenziale di cui al Decreto ministeriale del 3 agosto 2017, n. 138 e disposta l’assunzione diretta dei vincitori all’esito della procedura concorsuale”.

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Bollette gas: ‘stop’ ai maxi conguagli relativi ai consumi superiori a 2 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 17 novembre 2018

“Dal 1° gennaio 2019 anche per le bollette del gas (per quelle elettriche era già previsto dal 1° marzo 2018), arriverà lo ‘stop’ ai maxi conguagli relativi ai consumi superiori a 2 anni. E questo grazie ad una battaglia che, come Forza Italia, ho condotto in Parlamento per oltre tre anni, usando ogni strumento di iniziativa politica previsto dal Regolamento.Quella contro i maxi-conguagli è stata una bellissima pagina di attività parlamentare, che ha portato alla redazione di una norma in favore dei consumatori condivisa da tutte le forze politiche.” Lo afferma in una nota Simone Baldelli, vice capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati e responsabile nazionale del dipartimento azzurro per la tutela dei consumatori, commentando la notizia della delibera della ARERA in materia di fatturazione dei consumi di gas, che dà attuazione a quanto disposto da una norma introdotta a dicembre 2017, con un emendamento del deputato Baldelli, approvato all’unanimità, nella legge di Bilancio per il 2018.

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Fsp chiede l’introduzione del reato di terrorismo di piazza

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Dopo la ferma presa di posizione contro l’appello di Amnesty International Italia perché le forze di polizia siano dotate di codici identificativi alfanumerici individuali, l’Fsp Polizia, Federazione Sindacale di Polizia, torna sulla materia dell’ordine pubblico rilanciando la propria proposta di introdurre piuttosto nell’ordinamento la fattispecie di reato di “terrorismo di piazza”. “L’esperienza dell’ultimo decennio, per non voler andare troppo addietro – spiega Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia -, ci ha insegnato purtroppo che il sacrosanto diritto di manifestare le proprie idee e il proprio dissenso viene ormai sistematicamente strumentalizzato e stravolto da chi ha come unico scopo la devastazione della città e l’attacco premeditato alle Forze di Polizia quali rappresentanti dello Stato. Parallelamente, si è subdolamente insinuata l’idea che opporre ogni genere di resistenza, offendere e persino aggredire fisicamente gli operatori della sicurezza, in ogni contesto, siano fatti quasi normali considerata la sistematicità con cui avvengono, e che chi veste una divisa debba per ciò stesso sopportare ogni genere di violenza pur svolgendo solo il proprio dovere. Una situazione insostenibile aggravata da costanti tentativi di criminalizzare l’operato delle Forze dell’ordine, dal contemporaneo depotenziamento di norme tese a sanzionare e censurare molte ipotesi di torti arrecati agli operatori, e dalla carenza di tutele e garanzie su cui essi possono contare rispetto al servizio che svolgono. Ecco perché come Fsp Polizia siamo convinti che occorra anzitutto recuperare un reale e profondo senso del rispetto delle Istituzioni e delle leggi e di chi le rappresenta garantendo ordine e sicurezza, e soprattutto che sia indispensabile predisporre strumenti normativi che consentano di arginare efficacemente i diffusi comportamenti dei violenti che trasformano le occasioni di pubbliche manifestazioni in scene di vera e propria guerriglia urbana e, più in generale, tutelare l’incolumità fisica e la dignità professionale delle donne e degli uomini in divisa. Introdurre nell’ordinamento il delitto di terrorismo di piazza – conclude Mazzetti – consentirebbe di perseguire, anche attraverso la previsione di eventuali arresti differiti, chiunque arrechi agli operatori in servizio di ordine pubblico sofferenze fisiche o psichiche, calpestando l’onore della funzione e, al tempo stesso, mettendo in pericolo la sicurezza”.

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