Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Roma: Le contravvenzioni si potranno pagare in tempo reale

Posted by fidest press agency su domenica, 29 gennaio 2023

È in corso la distribuzione a tutti i gruppi della Polizia Locale di Roma Capitale del nuovo applicativo che, entro metà febbraio, aggiornerà tutti i palmari e le piccole stampanti in dotazione agli agenti accertatori consentendo di stampare la notifica delle contravvenzioni già completa del codice QR e di tutte le informazioni necessarie per recarsi a pagare direttamente nelle tabaccherie e nelle ricevitorie convenzionate. Si è infatti conclusa la fase sperimentale che nelle ultime due settimane ha interessato il territorio del II Municipio. Finora i cittadini trovavano sul parabrezza delle automobili il documento relativo alla multa, ma non i riferimenti utili per l’immediato pagamento on line o presso le ricevitorie abilitate. Potevano quindi accedere al sito di Roma Capitale inserendo i dati necessari per ottenere il vero e proprio bollettino o attendere la notifica a domicilio, dalla quale partivano comunque i 5 giorni di tempo per poter effettuare il pagamento della sanzione in misura scontata. Adesso potrà essere fatto tutto in pochi minuti dall’individuazione della notifica.

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Diritto d’autore: soddisfazione de L’Eco della Stampa per il Regolamento AgCom

Posted by fidest press agency su sabato, 28 gennaio 2023

“Avere come riferimento il nuovo Regolamento AGCOM è un sollievo e una soddisfazione”, afferma il Presidente de L’Eco della Stampa spa, Paola Frugiuele. Dopo un ampio confronto con tutti i portatori di interesse sul tema, AGCOM ha deliberato il Regolamento che determina i criteri dell’equo compenso per l’utilizzo online di pubblicazioni di carattere giornalistico anche per le “imprese di media monitoring e di rassegna stampa”, così espressamente definite dal nuovo Art.43-bis LDA (Legge sul Diritto d’Autore). “L’Eco della Stampa ha illustrato in dettaglio la propria attività e i servizi di media monitoring di cui si avvalgono Istituzioni ed Aziende. – precisa Paola Frugiuele – L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha così manifestato grande capacità di ascolto e di attenzione al settore. Siamo sicuri che vigilerà non solo sulla tutela della libertà di espressione e del pluralismo dell’informazione, valori che la nostra azienda ha sposato fin dalla sua fondazione, ma anche per bilanciare il potere contrattuale durante eventuali negoziati tra editori e imprese di media monitoring con equilibrio e rigore”. In particolare, per la determinazione del compenso, i criteri sono considerati da AGCOM cumulativamente e secondo un ordine decrescente di rilevanza, ponendo al primo posto il numero di articoli rilanciati da una certa testata¸ magari con una differenziazione dell’equo compenso in base alla tipologia dell’articolo (fonte online, articolo con riproduzione riservata, articolo senza riproduzione riservata). A questo proposito AGCOM non fornisce ancora indicazioni specifiche ma è importante il riferimento del Regolamento alle “pratiche consolidate di mercato”, ovvero alla positiva esperienza del Repertorio Promopress presieduto da Fabrizio Carotti, di fatto la collecting agency di FIEG con cui anche L’Eco della Stampa collabora con reciproca soddisfazione. Un Regolamento utile e necessario, quindi, per tutti i soggetti coinvolti, che contribuirà ad uno sviluppo equilibrato dell’intero ecosistema della produzione dei contenuti.

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Lotta alla mafia? Tra garantismo e droghe illegali

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2023

Chissà se il ministro della Giustizia reggerà al chiacchiericcio che si è diffuso su intercettazioni, privacy e mafia. E, soprattutto, chissà se il governo di cui è parte avrà capacità di non infognarsi nella difesa del particolare sovranista scambiandolo per quello pubblico. Carlo Nordio è persona di integerrima carriera garantista e sembra isolato quando, per esempio, sostiene che uno dei problemi base del nostro sistema giudiziario è l’essere fondato sul codice Rocco, figlio del fascismo e incompatibile con l’attuale Costituzione. Mentre il ministro dichiara questa sua preoccupazione, non registriamo altrettanto impegno sulle droghe illegali. Il narcotraffico, e lo spaccio, sono uno dei pilastri del business della mafia, con un ruolo internazionale che la fa essere fulcro indispensabile e hub europeo. Tutti lo sanno e fanno finta di niente, con l’aggiunta di un ministro degli Interni che in materia non solo sa poco, ma quando lo esterna fa danno. Comprendiamo che per Nordio il suo ministero diventerebbe ancora più difficile. Non solo, in un governo con molti nostalgici del fascismo, sostiene l’abolizione del codice penale del regime mussoliniano… ma perorare legalizzazione delle droghe in un governo in cui c’è gara a sostenere che l’unica lotta alle droghe è continuare con gli insuccessi proibizionisti degli ultimi 50 anni… sarebbe tosto e aggiungerebbe incertezza al suo dicastero. Non solo ma, mentre sul garantismo generico nel governo ha consenso fintanto che non tocca gli interessi politico/elettorali della maggioranza, sulle droghe illegali l’effetto sarebbe devastante: a parte qualche illuminista ben nascosto, non c’è nessuno antiproibizionista e/o disponibile a ragionare sui diritti dell’individuo. Eppure garantismo e antiproibizionismo vanno di pari passo. E’ incontestabile che nei Paesi in cui alcune droghe sono state legalizzate, le mafie ne hanno risentito. Il ministro Nordio deve decidere se essere paravento di riformicchie che alla fine si annullano da sole o affrontare i nodi del sistema giustizia e libertà. Non è facile e non siamo certo noi a dar lezioni di fattibilità (ché nell’attuale governo e maggioranza ci sembra difficile): ci limitiamo a fotografare la realtà e a comunicarla a chi di dovere, soprattutto quando quest’ultimo ha storia e principi non contraddittori. By Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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La conciliazione in sanità: il nuovo orizzonte legislativo

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2023

La soluzione alle criticità della giustizia civile prevista dal PNRR è affidata prioritariamente al potenziamento degli strumenti di definizione delle liti alternativi alla sentenza, le cosiddette ADR (Alternative Dispute Resolution). “Una progressiva applicazione di tali istituti può avere un impatto fortemente positivo sull’efficienza della pubblica amministrazione e su una nuova cultura di fiducia tra cittadini e istituzioni – spiega Roberto Ravinale, Direttore esecutivo di Relyens – In particolare in ambito sanitario”. A questo orizzonte è stato dedicato l’incontro “Gli strumenti complementari della risoluzione delle controversie” ospitato presso il Centro Congressi della Fondazione Cariplo a Milano e organizzato da Relyens, in qualità di Risk Manager e assicuratore della sanità italiana ed europea, in collaborazione con l’Avvocato Ernesto Macrì. Tra gli esperti presenti, in ordine di intervento: Paola Moreschini, Vicepresidente dell’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione; Arturo Iadecola, Vice Procuratore generale presso la Corte dei conti; Tiziana Frittelli, Direttore generale dell’AO San Giovanni Addolorata e Presidente nazionale di Federsanità; Maria Gagliardi, Professoressa associata di Diritto Privato presso la Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa (Istituto Dirpolis, Lider-lab). Relyens è il Gruppo mutualistico europeo di riferimento nel campo dell’Assicurazione e della Gestione dei rischi, specialista degli operatori sanitari e territoriali. Fonte: http://www.relyens.eu

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Caricabatterie unico ma toner solo costoso

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2023

Antitrust ha invitato con una “moral suasion” Epson e Lexmark ad informare meglio i propri clienti sull’uso di toner non originali o se richiedono l’utilizzo esclusivo di cartucce originali. La vicenda stupisce per il fatto che sia proprio l’Antitrust a porre il problema in questi termini e non a perorare la totale libertà del consumatore di usare il toner che ritiene più opportuno, senza doversi adeguare alla marca del produttore. Questo perché viviamo in un mercato dove, per esempio, i produttori di vari device saranno obbligati dal 2024 ad utilizzare caricabatterie unici e non specifici per ogni prodotto. Decisione presa dopo anni di discussioni e ostruzioni (in particolare da parte di Apple) che ha stabilito un principio base che, però, l’Antitrust non prende in considerazione in questo caso. Cosa non torna? Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Tlc: in vista aumenti di oltre il 5% per i clienti di Tim e WindTre

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2023

Tim e WindTre, le aziende di comunicazioni con il maggior numero di utenti in Italia, hanno recentemente modificato le condizioni dei propri contratti, arrogandosi la possibilità, a partire dal 1° gennaio 2024, di modificare in qualsiasi momento le tariffe applicate ai loro servizi, adeguandoli al tasso annuale di inflazione ISTAT, escludendo inoltre il diritto di recesso per gli utenti. Sono previsti incrementi minimi fissi del 5%, anche in caso di tasso di inflazione inferiore a tale livello. Una decisione del tutto arbitraria e a nostro avviso vessatoria, che limita fortemente la libera scelta del consumatore di disdire senza costi il contratto.Tale pratica impone agli utenti, già vittime di rincari diffusi in tutti i settori, un’interpretazione arbitraria delle regole, che squilibra il mercato delle telecomunicazioni, provocando danni in tutto il comparto.Abbiamo manifestato il nostro dissenso alle aziende coinvolte, che giustificano tale condotta con “la forte crisi che sta investendo il settore a causa di eccessivi costi infrastrutturali ed energetici, tale da mettere in serio rischio la sostenibilità economica delle stesse imprese” – a detta del management.Quello delle comunicazioni è un settore vitale per il Paese: riveste un ruolo strategico nello sviluppo, nella democrazia, nonché si configura come un servizio universale e quindi indispensabile per i cittadini/consumatori, per questo richiede un’attenzione particolare e scelte strategiche nell’interesse dell’intera collettività. Alla luce di tale situazione è necessario e urgente l’intervento del Governo per garantire, nell’immediato, l’eliminazione delle condizioni contrattuali ingiustamente introdotte e, contestualmente, aprire un Tavolo tecnico con tutti gli attori del comparto delle TLC, che coinvolga le Associazioni dei Consumatori, per individuare soluzioni che garantiscano un rilancio del settore senza che, a farne le spese, siano i cittadini attraverso ingiusti aumenti tariffari.

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Commissione Segre: Contrastare spaccio d’odio

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2023

“Oggi votiamo per istituire la Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. La senatrice a vita Liliana Segre è stata costretta a denunciare gli haters che le avevano persino augurato la morte. Persone vili e veri e propri sciacalli del web. Persone che non hanno rispetto per nessuno. Colpiscono indistintamente donne, giornalisti, uomini delle Forze dell’ordine e della politica, compreso il nostro presidente del Consiglio e sua figlia. Ad ognuno di loro va sempre la nostra solidarietà”. Lo afferma in aula la senatrice di Fratelli d’Italia Ester Mieli. La quale aggiunge: “I dati ci dicono che la tendenza dell’odio è in continuo aumento: i linguaggi e gli strumenti dell’odio circolano liberamente sui dispositivi digitali”. Per la senatrice di FdI, “il proselitismo del male deve essere quindi sterilizzato, con metodi digitali strutturati su un modello contemporaneo. Abbiamo l’orgoglio e vanto di una Polizia Postale capace di intervenire tempestivamente individuando spesso i colpevoli; dando loro un nome e cognome ed un volto. Ma non basta. Troppo spesso la libertà d’espressione sulla rete viene scambiata per libertà di sfogo”. Pertanto, prosegue la Mieli, “con questa Commissione siamo chiamati ad aiutare le autorità preposte a distinguere una opinione dallo ‘spaccio di odio’. Solo unendo la politica e l’intero arco parlamentare, con il concorso di tutti i cittadini, possiamo sconfiggere questi fenomeni”. La Mieli infine rileva: “Se siamo stati in grado di assestare un colpo alla mafia con la cattura di Messina Denaro, con la stessa forza dobbiamo sconfiggere l’odio. Lo dobbiamo ai nostri figli”.

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Canone Rai. Le promesse da marinai non risolvono il problema. Che fare

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2023

Sì, il canone Rai è un problema da quando, negli anni 70 del secolo scorso, è stato abolito il monopolio statale e le offerte radiotelevisive si sono moltiplicate. Il problema è la violazione della concorrenza: la Rai, che è finanziata da canone e pubblicità, compete con emittenti radio e tv che non fruiscono del canone. Generalmente le emittenti private si finanziano con la pubblicità, dove quest’ultima è distorta per il fatto che uno dei maggiori attori (Rai) ha anche soldi dallo Stato. Roba da Antitrust (abuso posizione dominante) che, però, interpellata diversi anni fa, come anche Cassazione e Corte Costituzionale, si è arrampicata sugli specchi per giustificare la situazione. Nel 1995 si è anche tenuto un referendum (vinto!) che ha chiesto la privatizzazione della Rai… ma siamo ancora qui. Insomma, il problema del canone Rai è possibile affrontarlo solo tramite il Parlamento: il legislatore deve decidere se e come cambiare. Un contesto in cui, nell’attuale Parlamento, spicca la Lega di Matteo Salvini che, nell’ultima campagna elettorale, ha rispolverato la propria proposta storica di abolizione. Ora la Lega è al governo e il suo leader ha fatto sapere di essere sempre impegnato in merito. Il contesto (legge finanziaria), è tutto un rimando rispetto agli impegni presi in campagna elettorale, quindi ci vengono in mente le famose “promesse da marinaio”. Aspetteremo, così come stiamo aspettando da quasi mezzo secolo che l’anomalia sia risolta. Sembra non esserci interesse ad affrontare e risolvere il problema. Legislatori di governo e opposizione traggono profitto dal lasciare la situazione com’é: la struttura Rai favorisce tutto l’arco parlamentare, sia in informazione che in quote dirigenti, e sembra che l’interesse privato abbia prevalenza sul buon diritto. Noi utenti e contribuenti possiamo solo difenderci, cercando di farci meno male. E’ possibile non pagare il canone non avendo tv: una rinuncia che non comporta altrettanta rinuncia a informazione e divertimento, visto quanto offre la Rete. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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ACS si unisce alle richieste di rispetto dei diritti umani in Iran

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2023

La convocazione da parte del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani dell’Ambasciatore iraniano designato Mohammad Reza Sabouri per richiedere il rispetto dei diritti umani nella Repubblica Islamica dell’Iran rappresenta un atto particolarmente apprezzabile. L’Iran è responsabile della violazione di molti diritti umani, incluso il diritto alla libertà religiosa come definito dalle convenzioni delle Nazioni Unite.Qualsiasi attività volta ad evangelizzare in Iran è contro la legge. Le Chiese non registrate, soprattutto quelle evangeliche, sono considerate nemiche dello Stato e subiscono una persecuzione sistematica. I cristiani sono spesso vittime di arresti arbitrari, detenzione e aggressioni da parte della polizia. Molti fedeli sono stati arrestati durante cerimonie religiose e accusati di crimini contro la sicurezza nazionale. Il governo impone limitazioni legali alla costruzione e al restauro delle chiese. Sono vietate le celebrazioni in lingua farsi, l’idioma nazionale, di conseguenza non si possono celebrare Messe in persiano e diventa impossibile trasmettere la fede. Per lo stesso motivo non è permesso detenere Bibbie o libri sacri in persiano. La libertà, l’integrità fisica e perfino la vita dei convertiti al Cristianesimo sono particolarmente a rischio, potendo essere accusati di apostasia, un reato che prevede la pena capitale. La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre si unisce pertanto alla voce delle Istituzioni italiane per chiedere una reale svolta nelle politiche del Paese.

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Carceri: Fp Cgil, confronto immediato con Ministero per soluzioni urgenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2022

Lettera a Nordio e Tuccillo: ‘Agire subito, istituti in emergenza’. “Un immediato confronto con i vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento della giustizia minorile e di comunità per individuare le misure di urgenza che devono essere messe in campo ora per consentire la messa in sicurezza degli istituti, per tutelare il personale tutto, oggi stremato e demotivato, e per consentire così una adeguata risposta istituzionale alle istanze di recupero sociale che devono essere garantire ai minori in carcere”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio, in una lettera indirizzata al guardasigilli, Carlo Nordio, e al Capo del dipartimento giustizia minorile e di comunità, Gemma Tuccillo, in merito ai fatti registrati nel carcere Beccaria di Milano. Nella lettera di Oliverio sono diverse le criticità rilevate, ed evidenziate dalla Fp Cgil nel corso degli anni, che vanno dalla carenza di dirigenti penitenziari alle difficoltà che investono il Dipartimento di giustizia minorile e di comunità, in termini di risorse e di occupazione, fino alle questioni che investono la Polizia Penitenziaria. Secondo il dirigente sindacale, infatti, “è indispensabile agire subito con soluzioni ‘creative e coraggiose’ che tengano conto dell’emergenza che registriamo sia negli istituti minorili che negli istituti per adulti prevedendo un intervento finanziario che ad oggi, pur se richiesto, è stato ignorato da questo Governo nella legge di Bilancio in corso di approvazione”, conclude Oliverio.

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DI GIACOMO (S.PP.) – Con il suicidio di un detenuto a Lanciano sale a 83 il numero di suicidi all’interno degli istituti penitenziari

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2022

“Leggere che il detenuto originario di Matera, autore di femminicidio, prima di suicidarsi ieri nel carcere di Lanciano aveva ripetutamente manifestato il proposito di togliersi la vita, contribuisce dolorosamente ad aggravare l’emergenza suicidi che raggiunge il terrificante numero di 83 detenuti dall’inizio dell’anno”. Lo afferma il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo che aggiunge: “il 2022 è un anno orribile per le morti nelle carceri, mentre si abbassa l’età dei detenuti suicidi (over 40 con numerosi over 30 ed extracomunitari) a riprova che i giovani, insieme ai tossicodipendenti e a quanti hanno problemi psichici sono i più fragili e vulnerabili. Purtroppo – dice Di Giacomo – mentre si leggono impegni politici e dichiarazioni di nuovi parlamentari ed esponenti di Governo i suicidi dovrebbero riportare alla realtà del carcere ed accelerare le misure da prendere passando dalle parole generiche e di circostanza, quasi sempre le stesse, ai fatti. È legittimo chiedere di individuare responsabilità sulla precedente circolare sui suicidi dimostratasi fallimentare, come la task force insediata dall’allora Ministra di Grazia e Giustizia, Cartabia? Lo stesso precedente Capo del DAP Renoldi ha definito i suicidi “una sconfitta per le istituzioni”. Del resto è troppo facile – continua Di Giacomo – procedere al classico ‘scarica barile’ delle responsabilità pur sapendo che né provveditori né direttori dispongono di risorse umane (psichiatri, psicologi) e finanziarie, strumenti e strutture per intervenire. Anche gli annunci per la costruzione di nuovi padiglioni lasciano il tempo che trovano mentre il Ministro Nordio sta pensando al recupero di vecchie caserme, idea non nuova che richiede comunque soldi e tempi non brevi di realizzazione. Questa mattanza silenziosa deve finire con misure e azioni concreti perché lo Stato ha in carico la vita dei detenuti e ne risponde. Si ascoltino le proposte del sindacato di polizia penitenziaria che quotidianamente si misura con l’emergenza suicidi e si metta mano alla manovra di bilancio rimediando al taglio di spesa imposto all’Amministrazione Penitenziaria e al personale come primo segnale concreto di volontà di affrontare le numerose emergenze del carcere”.

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In Pakistan aumentano i casi di minorenni cristiane vittime di rapimenti e matrimoni forzati

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2022

Più di 30 organizzazioni umanitarie in Pakistan, tra cui la Commissione Giustizia e Pace della locale Conferenza Episcopale, sostenuta da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), hanno sollecitato il Governo affinché prenda in seria considerazione gli ultimi dati sugli episodi di conversione forzata. Il numero di casi sta infatti aumentando a un ritmo allarmante. In un rapporto presentato al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a luglio, il Centro per la Giustizia Sociale con sede a Lahore ha riferito di 78 episodi, ufficialmente denunciati, di conversione forzata nel 2021, ma secondo fonti locali di ACS il numero di casi sarebbe fortemente sottostimato a causa della mancata denuncia. Un caso ha riguardato la quattordicenne cristiana Mehwish Bibi, rapita da un vicino di casa musulmano che l’ha convertita con la forza all’Islam e l’ha sposata. Bibi ha fatto molta strada dall’ottobre 2021, quando un tribunale le ha concesso il divorzio da Muhammad Imran, un uomo sulla quarantina, sulla base del suo “comportamento duro e crudele”. L’incubo dei mesi trascorsi nella sua prigionia ossessiona ancora questa ragazza, figlia di una povera coppia cristiana di Sheikhupura, a circa 20 miglia da Lahore. Il 4 agosto 2021 Imran le ha proposto un passaggio per andare al lavoro. «Dopo aver accettato mi ha offerto una bibita con qualcosa dentro, e non so cosa sia successo dopo», racconta Bibi. È stata portata a Sargodha, a 85 miglia dal suo villaggio natale, e tenuta all’interno di un furgone. Una settimana dopo, Imran ha prodotto presso un tribunale locale i documenti della sua presunta conversione e del suo matrimonio con lui. Il CTS ospita anche 15 studentesse della St. Joseph’s Girls High School di Lahore, una scuola cattolica gestita dalle Suore della Carità di Gesù e Maria. Tra loro cinque figlie cristiane di donne convertite con la forza all’Islam e 10 ragazze che lavoravano nelle fornaci di mattoni. Tra queste ultime c’è Sara Fayaz, 12 anni, nata da madre cristiana e padre musulmano. Dopo che Fayaz è stata violentata da suo padre, la madre, a sua volta rapita nel 2007 e convertita all’Islam, ha preso con sè Fayaz ed è fuggita da Islamabad. Anche sua sorella minore è stata violentata da uno dei suoi cugini. «Mio padre picchiava mia madre», ricorda la studentessa di prima media, con le lacrime agli occhi, ma è determinata a diventare un medico per aiutare gli altri.

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WindTre. Dal 2024 aumento dei prezzi senza possibilità di recesso gratuito. Aduc denuncia all’Antitrust

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2022

Per i gestori di telefonia, le norme sulle modifiche unilaterali al contratto sono un cappio al collo: costringono il gestore ad avvisare il cliente che, se non accetta la modifica, può recedere gratuitamente e passare alla concorrenza. Per questo motivo WindTre ha escogitato quella che la stessa società ha chiamato “la terza via”, cioè consentire al consumatore di non accettare la modifica e rimanere con Wind. Antitrust è intervenuta, condannando Wind su denuncia di Aduc. E così WindTre, che nel frattempo è stata nuovamente denunciata da Aduc per una condotta pressoché identica (4), ha deciso di aggirare la norma sulle modifiche unilaterali – per evitare che i consumatori possano esercitare il diritto di recesso – inserendo nei propri contratti una clausola sull’adeguamento annuale del prezzo, già applicabile ai nuovi contratti di telefonia fissa e mobile dal 21 novembre 2022 e ai cambi di piano tariffario: “Il cliente prende atto e accetta che, da gennaio 2024, in caso di variazione annua positiva dell’indice nazionale dei prezzi al consumo FOI rilevata da ISTAT nel mese di ottobre dell’anno precedente, WINDTRE ha titolo di aumentare il prezzo mensile del Servizio di un importo percentuale pari alla variazione di tale indice o comunque pari almeno al 5% ove tale variazione fosse inferiore a detta percentuale. L’adeguamento, applicato entro il primo trimestre di ciascun anno, non costituisce una modifica contrattuale ai sensi dell’art. 2.4 delle Condizioni Generali di Contratto e, pertanto, non conferisce al Cliente diritto di recesso senza costi dal Contratto. L’importo del prezzo mensile del Servizio, così adeguato, potrà essere arrotondato per difetto al centesimo di euro. WINDTRE segnala annualmente tale adeguamento sul proprio sito Internet e con pubblicazione su un quotidiano nazionale nei sette giorni solari precedenti”. Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc http://www.aduc.it

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Contro le ecomafie impegno del governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2022

“Da quanto emerge dal report Ecomafie 2022 realizzato da Legambiente con il sostegno di Novamont ed edito da Edizioni Ambiente, ci troviamo davanti a numeri inquietanti: nel 2021 ben 30.590 reati ambientali di cui il 44% registrato al Sud. Una media di 84 reati al giorno, con un incremento del +11,9% rispetto al 2020. Gli illeciti amministrativi contestati sono 59.268 con un giro d’affari che si aggira intorno a 9 miliardi di euro. Ferite permanenti nella nostra terra da parte della criminalità organizzata. L’impegno del Governo per contrastare le ecomafie sarà costante e concreto, per scongiurare ulteriori danni al territorio italiano tutto e ripristinare quel senso di legalità di cui l’Italia ha il necessario bisogno.” Lo afferma l’On. Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno

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Unsic: “Incoraggiare le assemblee condominiali online”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2022

La drammatica vicenda di Roma, dove un problema condominiale è degenerato in una strage, ha riacceso i riflettori sulla convivenza condominiale e sulle assemblee negli edifici.È noto che le questioni relative alle circa dodici milioni di abitazioni in condominio, insieme alla previdenza, occupano la quota più rilevante di tutti i procedimenti civili: sono circa due milioni su un totale di quasi 3,5 milioni. Ogni anno se ne accendono circa 500mila. In rapporto alla popolazione, sono circa 32 ogni mille abitanti: la Campania è la regione dove il rapporto è più elevato, superando quota 34; appena dietro Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lazio, Sicilia e Liguria. I meno litigiosi gli abitanti del Trentino-Aldo Adige.Diverse organizzazioni riportano le classifiche dei motivi dei litigi. In testa ci sarebbero gli odori molesti, in particolare quelli generati dai cibi etnici; poi i problemi relativi agli spazi comuni, spesso utilizzati per uso personale; quindi i rumori. Ma anche i panni stesi, l’innaffiatura delle piante, lo sbattimento delle tovaglie, i mozziconi di sigaretta, l’incapacità di mettersi d’accordo sulla manutenzione, in particolare sulle infiltrazioni. Ad accentuare le liti la presenza di animali, che la riforma del condominio (legge 220 dell’11 dicembre 2012) ha reso lecita anche in caso di divieto nei regolamenti condominiali.L’aspetto più preoccupante? I problemi di convivenza sono crescenti. Tra i lasciti del Covid, i più a livello psicologico, c’è l’aumento vertiginoso della litigiosità, confermato da una nota associazione condominiale di Roma Boccea.E non capita quindi di rado, come nel caso della borgata Fidene a Roma, che i litigi degenerino. Le cronache degli ultimi anni riportano omicidi per i fumi di un barbecue (ad esempio a Palermo), colluttazioni per rapporti ormai logori, incendi di abitazioni per vendette condominiali.L’assemblea condominiale è il luogo dove la rabbia sopita spesso esplode. Ecco perché le esperienze effettuate online, in particolare a causa della pandemia, hanno trovato tanti favori. Certo, una lite rimane tale: ma le persone hanno scoperto un meccanismo efficace che favorisce un intervento alla volta, limitando le risse verbali ed impedendo quelle fisiche. Inoltre, mentre si ascolta, è possibile oscurare e fare altro. Oppure collegarsi dal luogo di lavoro, limitando le alzate di voce. Ecco perché sempre più persone vorrebbero promuovere le assemblee su Zoom anche al di fuori dell’emergenza Covid.“L’art. 63 del decreto legge 104 del 2020 ha previsto la partecipazione all’assemblea in modalità di videoconferenza, ma previo il consenso di tutti i condomini – spiega Domenico Mamone, presidente dell’Unsic, sindacato datoriale che, attraverso l’Enuip e la Naca, promuove anche corsi per amministratori di condominio. “Occorre incoraggiare l’assemblea online, rendendola attuabile con semplici maggioranze. Anche su questo lavoreremo nei prossimi incontri con le istituzioni. Del resto ormai siamo tutti digitalizzati e non si comprende perché non facilitare una modalità che favorisce il confronto, con una modalità diversa, tra persone che s’incontrano in un edificio quasi tutti i giorni”.L’Unsic ha lanciato anche una petizione a supporto della proposta di passare dall’unanimità alla maggioranza semplice per assemblee online: https://chng.it/YHWsH8P4.

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Iran: Rojc (Pd), firmo per salvezza di Fahimeh Karimi

Posted by fidest press agency su martedì, 13 dicembre 2022

“Il Governo italiano e le Istituzioni europee, tutta la politica e la società si mobilitino per la salvezza di Fahimeh Karimi, delle donne e di ogni singolo iraniano che rischia la vita lottando per libertà essenziali. Ho firmato e invito a firmare la petizione per l’allenatrice di pallavolo, madre di tre bambini piccoli condannata a morte dal regime di Teheran. L’Italia esprima condanna formale per la repressione selvaggia di un popolo dalle grandissime e insopprimibili tradizioni di civiltà”. Così la senatrice Tatjana Rojc (Pd) rende noto di aver sottoscritto la petizione lanciata dalla Stampa per la vita di Fahimeh Karimi, la giovane donna iraniana condannata a morte per aver dato calci a un paramilitare durante una manifestazione.

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Unc: esposto ad Agcm e Agcom su portabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2022

L’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di presentare un esposto all’Antitrust e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in relazione a numerose segnalazioni di consumatori che lamentano difficoltà a effettuare la portabilità del numero di telefono mobile, dopo che la Delibera n. 86/21/CIR, che modifica la procedura, è diventata operativa, lo scorso 15 novembre 2022.”La delibera ha la sacrosanta finalità di aumentare la sicurezza nei casi di sostituzione della sim, per bloccare o arginare eventuali fenomeni fraudolenti associati ai casi di Sim swap, ma, anche per come viene applicata da alcune compagnie telefoniche, sta ostacolando i consumatori, privandoli dell’altrettanto intoccabile diritto di poter cambiare liberamente il fornitore dei servizi di telefonia mobile mantenendo il proprio numero” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ fondamentale conciliare le esigenze di sicurezza con la salvaguardia del diritto del cliente di poter passare a un nuovo operatore, aderendo così a un’offerta più vantaggiosa, risparmiando. La mobilità dei clienti è uno dei principali presupposti per un’effettiva concorrenza nel settore” conclude Dona.L’associazione, quindi, chiede alle due Authority sia una revisione della normativa di settore sia di accertare se via sia da parte delle compagnie telefoniche una corretta applicazione delle disposizioni vigenti o non invece, da parte di alcune di esse, pratiche scorrette mirate a ostacolare il passaggio della clientela verso altri operatori.

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Addobbi natalizi. Pericoli e costi dei consumi

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2022

Diverse famiglie cominciano a preparare gli addobbi luminosi per le prossime festività. I costi di questi addobbi sono secondo i gusti, molto contenuti ché quasi tutti sono “made in China” (almeno per ora…).Occorre fare attenzione per due motivi: costi dei consumi e pericoli. Le catene luminose possono essere pericolose se non hanno il marchio CE (Conformità Europea, da non confondere con China Export… che, se non è evidente, non ci sono alternative ad acquisti presso commercianti di fiducia); marchio apposto dal produttore o dall’importatore… il che non garantisce la sicurezza. Le luci sono pericolose per rischio scosse: c’è il cavo della terra e l’impianto domestico è come dovrebbe essere? Soprattutto per bambini e animali domestici (il gatto che si arrampica sull’albero di Natale è un classico). Possono provocare incendi per surriscaldamento, favoriti dalla infiammabilità degli abeti resinosi e dal fatto che spesso sono lasciate accese anche di notte o durante la lontananza da casa, cioè in condizioni di assenza di controlli. Per essere più sicuri occorre che le catene luminose oltre al marchio CE abbiano la certificazione dell’Istituto italiano del marchio (IMQ), che le sottopone ad una serie di controlli di sicurezza (autoestinzione, diametro del filo, ecc.). Fonte http://www.aduc.it

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Attacchi informatici

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2022

Testo a cura di Domenico Dominoni, Director of Sales South Europe di Claroty. (abstract) Secondo gli ultimi dati CLUSIT, nel 2021 l’Italia occupava la quarta posizione a livello globale nella classifica delle nazioni più colpite da attacchi informatici. Anche il 2022 si è confermato estremamente complesso in quanto sia l’aumento delle minacce sia il conflitto in territorio ucraino hanno contribuito a un peggioramento di tutte le questioni legate alla sicurezza. In questo scenario, soprattutto quando si parla del comparto industriale, nel corso del 2023 i responsabili della sicurezza si troveranno a dover ripensare nuovamente al proprio perimetro di rete e ad adottare misure di sicurezza adeguate ai nuovi rischi. In tal senso, Zero trust è un modello di sicurezza strategico che risponde alle nuove necessità di protezione, basato sulla convinzione che nulla, interno o esterno al perimetro aziendale, debba essere ritenuto automaticamente sicuro. Nel framework Zero Trust, infatti, l’identità svolge un ruolo fondamentale, in quanto le aziende devono garantire che solo gli utenti e i dispositivi autorizzati possano accedere alle applicazioni, ai sistemi di controllo e ai dati.Tra le minacce più attese e frequenti, anche per il nuovo anno si riconfermeranno i ransomware, che hanno raggiunto proporzioni e pericolosità tali da spingere i Governi di molti Stati a prevedere, entro il 2025, una legislazione ad hoc che ne regolamenti i pagamenti. Ad oggi nel nostro Paese, come in tutti gli Stati membri dell’UE, è in vigore la direttiva NIS, recepita nel nostro ordinamento attraverso il decreto legislativo 18 maggio 2018, n. 65. A seguito della sua adozione, la normativa italiana in materia di cybersecurity è stata rafforzata attraverso l’istituzione del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica e i decreti attuativi dello stesso, ma alla luce dell’acutizzazione degli attacchi informatici tale normativa potrebbe subire un ulteriore aggiornamento (NIS 2). Le preoccupazioni legate alla cyber sicurezza sono state esplicitate anche all’interno del primo discorso tenuto dal neopremier Giorgia Meloni, che ha sottolineato l’importanza di tutelare le infrastrutture strategiche nazionali assicurando la proprietà delle reti e aggiungendo che la transizione digitale, sostenuta dal PNRR, deve essere accompagnata ad una sovranità tecnologica, un cloud nazionale e una forte spinta alla cybersicurezza. Le aziende di molti settori stanno facendo convergere i loro sistemi OT e IT, oltre a collegare dispositivi Internet of Things (IoT) e dispositivi Internet of Medical Things (IoMT) alle reti aziendali senza segmentazione delle policy basata sulle risorse. Questi dispositivi cyber-fisici non sono sempre progettati pensando alla sicurezza, il che significa che possono presentare una serie di vulnerabilità che i criminali possono sfruttare a proprio vantaggio. Per questo motivo qualsiasi nuova normativa in ambito informatico deve prevedere che le aziende di occupino, in primis, di colmare le proprie lacune di sicurezza intrinseche e abbiano una visibilità completa delle risorse su tutti i sistemi cyber-fisici collegati alla rete. Dovrebbe, infatti, essere obbligatorio che le aziende dispongano di procedure di patching per sistemi OT, dispositivi IoT e dispositivi IoMT. Inoltre, le normative devono imporre la segmentazione della rete con criteri di rete di asset class per limitare la connettività non necessaria: ciò limiterà l’accesso di malware, mitigando l’impatto degli attacchi informatici.

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Privacy: multata Vodafone

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2022

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ll Garante privacy ha sanzionato per 500 mila euro Vodafone Italia in seguito al reclamo presentato da una signora ultraottantenne, che si era vista trasferire, contro la sua volontà, la propria utenza telefonica da un altro operatore a Vodafone stessa, perché l’informativa era stata letta al telefono con ben 63 parole in 16 secondi, 200 parole al minuto per ben 6 minuti. “Ottima notizia, finalmente potremo denunciare tutti quei call center che leggono messaggi alla velocità della luce, rendendo incomprensibile il testo. Si apre un nuovo filone di denuncia, che speriamo non venga riservato solo agli ultraottantenni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell”Unione Nazionale Consumatori. “Bene anche la sanzione, per la prima volta significativa, considerato che si tratta di un singolo caso, anche se è stata valutata l’aggravante della recidiva” conclude Dona.

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