Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Fatturazione a 28 giorni: l’ennesima sanzione AGCom

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Ammontano a 9 milioni di euro complessivi le sanzioni che AGCom ha comminato a Tim, Vodafone Italia, WindTre e Fastweb per non aver rispettato le delibere che sanciscono l’obbligo di rimborsare, automaticamente e senza necessità di presentare alcuna richiesta, la clientela di telefonia fissa a cui è stata applicata la fatturazione a 28 giorni.La vicenda si trascina da così tanto tempo da essere diventata estenuante eppure, nonostante sentenze, pronunciamenti e altri provvedimenti emessi fino ad ora, i gestori continuano a non rispettare le disposizioni applicando il criterio automatico nella restituzione dei giorni illegittimamente erosi.
Ribadiamo ancora una volta ciò che affermiamo da sempre: l’automatismo dei rimborsi è stato stabilito in tutte le sedi opportune e da tutte le Autorità competenti, quindi non è accettabile che le aziende continuino ad opporre resistenza passiva a spese di utenti che hanno pieno diritto ad essere risarciti.Come Federconsumatori ci opponiamo con fermezza al vincolo della presentazione di richieste finalizzate ad ottenere i rimborsi che devono essere erogati automaticamente e sono allo studio iniziative legali per il definitivo riconoscimento degli indennizzi automatici, che auspichiamo di poter riprendere presto, appena terminata l’emergenza sanitaria che ha così gravemente colpito il nostro Paese. In questa occasione rinnoviamo inoltre l’invito a coloro i quali abbiano necessità di informazioni e assistenza a rivolgersi alle sedi Federconsumatori presenti su tutto il territorio nazionale.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Falsi avvisi sul controllo condomini

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

“Ci stanno giungendo numerose segnalazioni di avvisi affissi nei portoni dei condomini che anticipano la richiesta di accesso agli appartamenti per il controllo della residenza. La comunicazione riporta che ‘le autorità svolgeranno dei controlli nelle abitazioni private, tutte le persone non giustificate verranno denunciate, con l’addebito anche di un’ammenda fino a 206 euro, arresto fino a 3 mesi, reclusione dai 3 ai 12 anni nei casi più gravi’. Niente di più falso. Siamo in presenza di una truffa organizzata da veri e propri lestofanti. In una parola: ladri, che approfittano dell’emergenza coronavirus e del dramma sanitario in corso per colpire anziani e famiglie”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

Posted in Cronaca/News, Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Stipula di copertura assicurativa per i militari colpiti da Covid-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Apprendiamo con soddisfazione che, a seguito della richiesta congiunta firmata da SIM Carabinieri, SAP Polizia di Stato e SIM Guardia di Finanza riguardo la stipula di copertura assicurativa per i militari colpiti da Covid-19, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha comunicato, con una nota odierna, che il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri ha disposto di interpellare alcune compagnie assicurative di primaria importanza per la stipula a carico del Fondo Assistenza Previdenza e Premi di polizza sanitaria, a favore dei Carabinieri che hanno contratto o che contrarranno il virus. Nella polizza dovranno essere coperte parte delle spese per:
– ricovero ospedaliero prevedendo: una diaria per un periodo di almeno 10 giorni e, “una tantum”, nel caso di ricovero in unità di terapia intensiva o sub intensiva; l’impiego di ambulanza per raggiungere il domicilio a seguito di dimissione ospedaliera; l’assistenza infermieristica domiciliare per una/due settimane;
– quarantena presso il domicilio o camerata prevedendo una diaria ridotta.
Per i militari che hanno contratto la malattia in epoca pregressa l’assicurazione o il Fondo Assistenza Previdenza e Premi si faranno carico di garantire analogo sostegno. Il Comando Generale ha, inoltre, richiesto la disponibilità di un call center per il consulto psicologico dei Carabinieri. Sarebbe auspicabile che tali iniziative fossero intraprese anche a livello di Comando Generale della Guardia di Finanza e di Dipartimento della P.S., visto che in strada a controllare le prescrizioni dell’esecutivo ci siamo tutti, fianco a fianco.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Acquisti e pagamenti online al tempo del coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Un argomento che, sebbene sempre attuale, in questo periodo assume particolarmente rilievo: come il consumatore può tutelarsi nel caso in cui, dopo aver effettuato un pagamento online, la merce non venga consegnata oppure venga consegnata in misura diversa rispetto a quella ordinata.Cosa prevede la Legge? Gli acquisti online debbono essere consegnati entro e non oltre 30 giorni.
Unica deroga è costituita dall’accordo intercorso tra venditore ed acquirente. Cosa accade se il termine di consegna non viene rispettato? Il consumatore ha diritto tanto al rimborso di quanto pagato quanto al risarcimento del danno per la mancata consegna.
Come agire per la tutela dei propri interessi? La prima cosa da fare, nel caso in cui la merce non venga consegnata oppure vi sia un grave ritardo, è quella di sollecitare il venditore inviando una pec o una raccomandata a/r di diffida alla sede legale. Potrebbe anche andar bene utilizzare una chat oppure andare sul sito per inviare una segnalazione ma se la risposta non arriva in modo tempestivo consigliamo di utilizzare pec oppure raccomandata a/r di diffida.Nel caso di mancata consegna della merce è opportuno allegare la prova del pagamento, l’elenco dei beni acquistati, la bolla di consegna, se disponibile, e contestare che nell’ordine consegnato mancano alcuni beni che dovranno essere indicati precisamente e per i quali si richiede il rimborso della somma versata.Nel caso di ritardo nella consegna della merce le comunicazioni da inviare potrebbero essere tre.Nella prima occorre sempre allegare la prova del pagamento nonché indicare il bene o i beni acquistati, ma l’elemento più importante è costituito dall’indicazione della data entro cui la merce avrebbe dovuto essere consegnata. Tale passaggio è necessario per tutelare il proprio diritto!La formula da utilizzare, può essere di questo tipo: “la merce dovrà essere consegnata entro e non oltre la data del… . La mancata consegna nel termine indicato determinerà la risoluzione del contratto per inadempimento”.Altra raccomandazione: la tentazione di indicare un termine nell’immediato è sicuramente forte ma rischia di essere controproducente.Occorre evitare che il venditore possa eccepire di non aver potuto adempiere perché il termine rendeva la prestazione impossibile!Il consiglio è, quindi, quello di dare 15 giorni di tempo.Se la merce arriva… bene!Se la merce non arriva sarà necessario inviare la seconda pec, o seconda lettera raccomandata a/r di diffida, sempre indirizzata alla sede legale, in cui si comunicherà la formale disdetta per inadempimento del venditore utilizzando una formula del genere: “non avendo consegnato la merce nel successivo termine indicato, con la presente comunico formale disdetta determinata dal Vostro inadempimento”.Questa lettera deve essere inviata il giorno, o nei giorni successivi, alla scadenza del termine. Una doverosa precisazione: prima si invia meglio è.La disdetta sarà efficace solo dopo l’invio di questa comunicazione.Il che comporta che se la merce arriva, anche oltre il termine indicato, prima dell’invio della disdetta questa merce dovrà essere accettata.Una volta inviata la disdetta, si potrà, sempre a mezzo pec o raccomandata a/r di diffida (sarebbe la terza comunicazione) richiedere di annullare il contratto per inadempimento del venditore e conseguentemente chiedere il rimborso del prezzo.Altra strada percorribile, se la merce riveste particolare interesse, è quella, sempre con i soliti strumenti, di continuare a richiedere la consegna della merce esigendo, tuttavia, il risarcimento del danno subito a causa della spedizione tardiva.Sebbene superfluo si precisa che in questo caso non deve essere inviata alcuna disdetta!
Cosa fare se il venditore rifiuta il rimborso? Occorre ricorrere all’Autorità Giudiziaria.Il ricorso all’Autorità Giudiziaria può essere duplice.Agire in giudizio, dopo aver esperito la procedura di negoziazione assista, per ottenere il rimborso del prezzo ed il risarcimento del danno ed anche denunciare, entro e non oltre 90 giorni dal pagamento, l’accaduto.Da ultimo si ricorda che i siti delle aste online non sono responsabili di quanto accade con le transazioni e che le richieste vanno rivolte direttamente al venditore anche se l’acquisto è stato effettuato tramite una specifica piattaforma. (Sara Astorino, legale, consulente Aduc)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le nuove sanzioni in materia Coronavirus. Come, nel caso, ci si difende in questo groviglio di norme?

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

Il nuovo Decreto Legge n. 19 approvato il 25 marzo 2020 prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento emesse per l’epidemia sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro. In altre parole, viene introdotta una sanzione amministrativa per la violazione del divieto di “uscire di casa” (salve le necessità espressamente previste) e, contestualmente, vengono depenalizzate le medesime condotte: la violazione di questi divieti non è più prevista come reato. Cosa succederà adesso alle decine di migliaia di soggetti già denunciati per la violazione dell’art. 650 c.p.?Verosimilmente nulla di grave, visto che è espressamente previsto dal Decreto Legge la applicazione della sanzione amministrativa attualmente in vigore nella misura minima, ridotta della metà (e dunque 200 euro).
E per quanto riguarda le autocertificazioni mendaci?
Fatte salve tutte le considerazioni relative al caso singolo vi saranno, ad avviso di chi scrive, ampi margini di difesa per almeno due ordini di ragioni (come avevamo già scritto https://www.aduc.it/articolo/reati+materia+coronavirus+spunti+difensivi+prassi_30822.php):
1) nessuno può essere costretto a fare dichiarazioni che lo danneggiano e, dunque, nel momento in cui doveva essere contestato l’art. 650 c.p., i soggetti fermati non avrebbero potuto essere costretti a consegnare un’auto-dichiarazione falsa, né tanto meno a compilarla davanti alle forze dell’ordine;
2) l’art. 495 c.p. non pare contestabile a chi non abbia dichiarato false generalità. La possibilità di configurare il reato di falso ideologico dovrebbe essere rivalutata da oggi, essendo entrato in vigore il nuovo decreto legge e non essendo la violazione dei divieti, da sola, sufficiente ad integrare reato. Il decreto legge prevede poi ulteriori sanzioni in un crescendo di gravità, giungendo a prevedere espressamente la applicabilità di gravi fattispecie di reato.
In particolare, per la violazione dei divieti riguardanti l’apertura dei pubblici esercizi o luoghi dove tipicamente si verificano grossi assembramenti (ivi compresi mercati, cinema, teatri, palestre, eccetera) è prevista, oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, anche la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni: inoltre è conferito alle forze dell’ordine il potere di disporre immediatamente “la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio” per un massimo di 5 giorni.
La sanzione amministrativa è raddoppiata (e la eventuale chiusura dell’esercizio sarà di 30 giorni) nel caso di violazione reiterata.
Viene poi previsto un divieto “assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus”. La violazione di questo divieto è punita con un reato contravvenzionale, per cui è prevista una pena delle reclusione da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5.000 euro.
Questa fattispecie è applicabile “salvo che il fatto non costituisca violazione dell’art. 452 del codice penale o comunque più grave reato”: si è dunque voluto richiamare espressamente il reato di epidemia colposa.Ma come ci si difende in questo groviglio di norme? La difesa è altamente tecnica, ma proviamo a dare qualche spunto sintetico:
1. Per le vecchie contestazioni dell’art. 650 c.p., nel caso in cui non sia disposta l’archiviazione di ufficio, potrà essere richiesta – con gli strumenti opportuni – l’emissione di una sentenza di assoluzione perché il fatto non è previsto dalla legge come reato;
2. Per le nuove sanzioni amministrative potrà essere valutato, ove vi siano i presupposti, un ricorso al Giudice di Pace per ottenere l’annullamento della sanzione;
3. Per le contestazioni relative alla falsità della auto-dichiarazione dovrà essere valutata una linea difensiva che consideri tutte le circostanze di fatto e consenta di affrontare il processo penale ordinario per ottenere una sentenza assolutoria o di ricorrere a riti alternativi;
4. Anche per le contestazioni relative alla violazione della quarantena per i soggetti risultati positivi dovranno essere valutate tutte le circostanze di fatto e, essendo esclusa la possibilità di ricorrere alla oblazione, sarà necessario scegliere il rito più opportuno;
5. Per le contestazioni più gravi, fra le quali, ad esempio il reato di epidemia colposa (o dolosa), dovrà essere considerata – fra le altre cose – la sussistenza del nesso di causalità fra la condotta (la violazione dei divieti) e l’evento (il provato diffondersi dell’epidemia).
Ci troviamo in una situazione di emergenza, ma il ricorso alle norme punitive da parte del Legislatore è sempre stato segnato da richiami caotici ed errati in diritto: oggi l’approccio del Governo non sembra migliorare.Questa genericità si riflette nel testo normativo, dove si richiamano gravi conseguenze penali per soggetti “risultati positivi al virus” senza neppure chiarire di quale virus stiamo parlando.Al contrario, per il futuro, dopo che i danni più gravi sono già stati fatti, si è optato per il ricorso a più che rilevanti sanzioni pecuniarie amministrative che, come tali, possono essere applicate senza che al soggetto siano riconosciute le garanzie del processo penale. (Fabio Clauser, legale, consulente Aduc)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Preoccupano le ipotesi sulla semplificazione del codice degli appalti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

“Le misure urgenti che i Governi stanno giustamente adottando in questo difficilissimo momento di emergenza non devono preludere a passi indietro sul fronte ambientale. Al contrario, serve proseguire con decisione verso il Green Deal europeo e italiano, rafforzando la tutela di ecosistemi e biodiversità, anche a garanzia della nostra salute”.
Lo afferma la Lipu-BirdLife Italia dopo aver appreso che sarebbe allo studio la sospensione del Codice Appalti al fine di velocizzare l’assegnazione di tutti gli appalti pubblici, superando le rigidità strutturali nel settore dell’edilizia e nelle opere pubbliche. Preoccupano inoltre, allo stesso modo, le dichiarazioni di Hernest Dorfmann, europarlamentare altoatesino dell’Epp, che chiede di rimandare all’autunno il Green deal e la strategia Farm2Fork, in campo agricolo, prevista per fine aprile.“E’ ormai chiaro che la nostra impronta sul Pianeta ha avuto un ruolo determinante nell’origine della pandemia che stiamo vivendo – afferma Claudio Celada, direttore Area conservazione natura della Lipu – La distruzione degli habitat primigeni e il commercio di specie selvatiche favoriscono il passaggio di patogeni dalle specie selvatiche all’uomo, il cosiddetto Spillover, mettendo nel contempo a nudo, come nel caso del Covid-19, il modello economico dominante, che ha mostrato tutta la sua fragilità e inadeguatezza di fronte a questa emergenza”.“Stiamo pagando un durissimo prezzo in vite umane e sofferenza – prosegue Celada – ma abbiamo finalmente capito cosa può accadere se non ci si prende cura del nostro ambiente. Sarebbe dunque un grave errore se, per il rilancio di un’economia che non può più reggere, si aprisse a un nuovo attacco al territorio mediante la semplificazione della concessione degli appalti, o non si proseguisse speditamente con i percorsi del Green deal europeo e italiano, del Farm2Fork e della Convenzione per la Diversità Biologica, anche per dare forza ai segnali positivi che stanno emergendo, come il divieto da parte della Cina di vendita degli animali selvatici ai mercati.“Oggi il primo obiettivo è salvare vite umane e superare l’emergenza. Dopo questa gravissima fase occorrerà davvero partire con una rivoluzione ambientale, salvaguardando la filiera di produzione e approvvigionamento di cibo, dicendo addio ad un’agricoltura che dissipa le risorse naturali come acqua, suolo e biodiversità, e che avvelena l’ambiente. E ciò ad iniziare dalla futura Pac, incanalando gli investimenti verso modelli di economia sostenibile e dando una speciale attenzione agli ecosistemi, che sono la più grande e preziosa infrastruttura che abbiamo.“Il ritorno alla normalità – conclude Celada – con l’enorme impegno economico e politico che verrà messo in atto, sia all’insegna non del ‘tutto come prima’, ma del ‘tutto molto meglio di prima’.

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Coronavirus. FdI: inviata a governo istanza formale. Governo chiarisca su spostamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

“I gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia della Camera dei deputati e del Senato hanno presentato una formale istanza al governo, affinchè sia fatta chiarezza su quali attività sono lecite nell’ambito delle restrizioni previste dal diffondersi dell’epidemia Covid-19. Infatti, anche consultando il sito del governo nella sezione dedicata alle domande frequenti che dovrebbe chiarire ciò che è consentito fare, rimangono margini di incertezza che a sua volta hanno prodotto in tantissimi cittadini disorientamento e confusione. Il rischio di un mancato chiarimento è quello di un’ottemperanza discrezionale ai divieti, e di multe e divieti, con il conseguente effetto di avere una normativa a macchia di leopardo. Ad esempio, riguardo i genitori separati e divorziati ancora oggi non è possibile conoscere in maniera univoca se, oltre i casi previsti dalla sentenza di affidamento dei figli, sulla base di un accordo dei genitori è possibile o meno prendere e riportare i figli minori o maggiorenni dall’altro genitore. E se questa eventualità sia lecita anche nel caso si tratti di viaggiare da un Comune ad un altro, o di recarsi a casa dei nonni. Così come manca chiarezza riguardo la possibilità di prestare aiuto ad un familiare o un amico che non si trovi in stato di autosufficienza, così come prevede la normativa, ma semplicemente in stato di bisogno; oppure accompagnare chi, non automunito, abbia necessità di spostarsi nelle circostanze previste dalla legge o per raggiungere le attività rimaste aperte, laddove i collegamenti con i servizi pubblici siano precari. Rimane incertezza anche sulla possibilità che i coniugi conviventi possano insieme fare una delle attività consentite, come ad esempio la spesa, o sulla possibilità di svolgere prestazioni di lavoro occasionale nell’ambito di quei settori di attività rimasti attivi, come babysitter o ripetizioni private. Infine, nemmeno sull’utilizzo di mascherine e guanti il governo sembra essere riuscito a dare un quadro chiaro. Posto, infatti, che non è stato stabilito espressamente alcun obbligo è comunque possibile uscirne sprovvisti? O se ne consiglia l’utilizzo? E in questo caso quali modelli sarebbero più efficaci per evitare il contagio? Ecco chiediamo che il governo faccia definitivamente chiarezza, perché non è possibile che gli italiani, già privati di alcune libertà fondamentali, non sappiamo quali comportamenti sono leciti adottare”. Lo dichiarano i capigruppo di Camera e Senato, Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Emergenza Sanitaria e Diritti Inviolabili dell’Uomo

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

COVID-19: il Comitato europeo delle regioni lancerà una piattaforma per sostenere le comunità regionali e locali in tutta Europa,
Una piattaforma di scambio contribuirà a condividere le esigenze e le soluzioni, rafforzerà il sostegno reciproco e fungerà da meccanismo di feedback per consentire una verifica effettiva delle misure dell’UE a livello locale e regionale. Il CdR metterà a disposizione delle comunità locali informazioni pratiche e regolari sulle azioni dell’UE.Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha messo a punto un piano d’azione per sostenere e assistere gli enti locali e regionali in prima linea nella lotta alla pandemia di coronavirus. Il piano, in cinque punti, comprende l’avvio di una piattaforma di scambio per aiutare i leader locali e regionali a condividere le loro esigenze e soluzioni e rafforzare il sostegno reciproco tra le comunità locali in tutta Europa. Esso inoltre metterà i membri del CdR in condizione di esprimere le loro posizioni sulle azioni dell’UE già attuate, consentendo una verifica pratica sul campo delle politiche. Il CdR fornirà informazioni pratiche e regolari sulle misure dell’UE, con particolare attenzione per le opportunità di finanziamento.Il piano d’azione, approvato dalla Conferenza dei Presidenti del CdR*, invita le istituzioni dell’UE a promuovere il sostegno dell’UE ai leader locali attraverso un meccanismo dell’UE per le emergenze sanitarie, volto tra l’altro a coordinare la distribuzione di apparecchiature mediche essenziali in tutta l’UE. Per affrontare le esigenze sanitarie, sociali ed economiche dei cittadini, i leader locali e regionali devono proteggere le loro economie. Il piano d’azione chiede un sostegno finanziario per le imprese locali e le persone colpite dalla disoccupazione, e fa appello al sostegno dell’UE per strategie di ripresa regionale tagliate su misura, attualmente elaborate da molte regioni dell’UE per stabilizzare l’economia.Commentando l’approvazione del piano d’azione, il Presidente del Comitato europeo delle regioni Apostolos Tsitsikostas, ha affermato : ” I membri del CdR e tutti i leader locali e regionali dell’UE stanno facendo sforzi straordinari per contrastare la pandemia . In questi tempi difficili dobbiamo essere uniti e agire responsabilmente. Numerosi presidenti di regioni e sindaci mi hanno chiesto di istituire una piattaforma di scambio che consenta ai membri del CdR e ai leader locali e regionali dell’UE di condividere le loro esigenze, le loro posizioni e le loro idee, e di elaborare soluzioni comuni. Il piano d’azione consentirà inoltre di trattare in maniera più mirata le esigenze sanitarie delle comunità locali e di affrontare gli aspetti sociali ed economici della pandemia, e il loro impatto sugli enti locali e regionali “.A seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19 sono state imposte limitazioni alla libertà di circolazione, di domicilio, di riunione, di pratica della propria religione, di riservatezza, di iniziativa economica, di scelta del trattamento sanitario, giustificate dall’esigenza di assicurare il primario diritto alla vita mediante il contenimento del contagio.La lettura delle opinioni circolanti sul web e di molti articoli di stampa induce la Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo a porre l’attenzione su alcuni aspetti rilevantissimi per la previsione ed attuazione degli strumenti per contrastare l’emergenza sanitaria.Prima di tutto occorre ricordare il rilievo riconosciuto ai diritti inviolabili dell’Uomo dall’art. 2 della nostra Costituzione, declinati nelle loro espressioni dalla Corte Costituzionale in numerose pronunce, la cui limitazione è consentita solo in presenza di conflitto con altri interessi costituzionalmente protetti. In tali casi si impone l’esigenza di un “ragionevole bilanciamento” degli uni con gli altri il quale, tuttavia, non può mai pregiudicare la “garanzia di un nucleo irriducibile del diritto” protetto dalla Carta Costituzionale “come ambito inviolabile della dignità umana”, che impone di impedire la costituzione di situazioni prive di tutela (C.Cost. n. 252/2001).
La tutela del diritto alla salute è riconosciuta dall’art. 32 Cost. come diritto inviolabile della persona umana, prima ancora che interesse della collettività, il quale deve essere realizzato positivamente dal legislatore mediante una non irragionevole opera di bilanciamento fra i valori costituzionali e di commisurazione degli obiettivi così determinati alle risorse esistenti, il cui nucleo irriducibile consiste nell’assicurare cure gratuite agli indigenti.Quanto ai trattamenti sanitari obbligatori, la Corte ha chiarito che essi possono essere imposti solo dalla necessità di salvaguardare contemporaneamente la salute individuale e la salute collettiva, nel senso che l’eventuale conflitto tra la libertà individuale e l’interesse alla salute collettiva può essere risolto a favore di quest’ultimo solo nei casi in cui la sua tutela coincida con la tutela della salute dell’individuo, ferma restando l’esigenza di salvaguardare la dignità della persona, che comprende anche il diritto alla riservatezza sul proprio stato di salute ed al mantenimento della vita lavorativa e di relazione compatibile con tale stato.In questa cornice di principi, l’adozione di misure restrittive della libertà personale deve essere rigorosamente e razionalmente giustificata dalle esigenze di tutela della salute collettiva dai contagi. Rigore e razionalità impongono che, nell’ambito delle determinazioni sulle modalità applicative e sugli strumenti di controllo e repressione degli abusi, la scelta di uno strumento, tra le diverse opzioni possibili, ricada su quello implicante il minore impatto sui diritti in conflitto tutelati dalla Costituzione.Alcune misure tra quelle proposte, se adottate indiscriminatamente, potrebbero comportare la totale compromissione di ogni garanzia dei diritti violati, a volte senza neppure assicurare con certezza il controllo e la tutela della salute collettiva: si pensi all’installazione di applicazioni o trojan sui cellulari per verificare la posizione dei cittadini, senza alcuna comunicazione preventiva, né garanzie sulla loro eliminazione al termine del periodo di emergenza come ha evidenziato il Un ostacolo alla riduzione dei rischi e delle conseguenti misure per fronteggiarli è rappresentato, ora come nei secoli scorsi, dalla necessità di una seria condivisione internazionale di dati, programmi, strumenti e risorse per le emergenze sanitarie. L’accordo tra Firenze e Genova per la peste del 1652 durò pochi anni; il tentativo di accordo della Prima conferenza sanitaria internazionale del 1851 sul colera fu un fiasco totale; ancora oggi i moniti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ed i protocolli per fronteggiare situazioni di pandemia sono rimasti lettera morta per un tempo sufficiente a procurare la diffusione del virus in tutto il pianeta.
Solo una vera solidarietà umana potrà assicurare in futuro il contenimento dei contagi senza le disastrose conseguenze economiche che già si prospettano e che, come nelle epidemie dei secoli passati, avranno come conseguenza certa l’impoverimento di buona parte della popolazione. Anna Maria Pitzolu (Componente esecutivo Lidu – Lega Italiana dei diritti dell’uomo)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Codici: rincari ingiustificati e truffe, raffica di segnalazioni a Agcm e Gdf

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

“Stiamo ricevendo numerose segnalazioni relative a speculazioni sulla vendita di prodotti, non solo le ormai famose mascherine, sempre più care ed introvabili, ma anche beni di prima necessità, tra cui i generi alimentari”. È quanto dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli, che fa il punto sul servizio di assistenza ai consumatori avviato dall’associazione per tutelarli in questo difficile momento di emergenza.“Abbiamo attivato uno Sportello online per poter continuare a fornire il nostro aiuto ai consumatori – spiega l’avvocato Giacomelli – e purtroppo stiamo registrando un invio incessante di segnalazioni relative a rincari ingiustificati, soprattutto nel settore e-commerce. Invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione, perché non si tratta soltanto di singoli utenti che mettono in vendita prodotti a prezzi esagerati, ma abbiamo anche casi di società. Il nostro consiglio è quello di verificare sempre l’affidabilità del venditore, il prezzo del prodotto e in caso di anomalie di segnalarcelo, così da poter allertare le autorità, come stiamo facendo ormai da diverse settimane. Attenzione anche ai messaggi promozionali che si ricevono via SMS o WhatsApp, perché spesso si tratta di truffe, quindi non bisogna rispondere e tantomeno chiamare eventuali numeri che vengono forniti”.I consumatori possono inviare le loro segnalazioni a segreteria.sportello@codici.org, dove sono arrivate anche email su aumenti spropositati dei prezzi di beni di prima necessità. Emblematico il caso registrato in Sicilia. “Diversi cittadini – afferma l’avvocato Vincenzo Maltese, Dirigente di Codici Sicilia e Presidente dell’Osservatorio per la Legalità – ci hanno contattato per denunciare i rincari soprattutto di frutta e verdura, ma anche di carne e pesce. Dopo aver accertato attraverso alcuni colleghi che tali pratiche sarebbero state segnalate e poste in essere da esercizi commerciali in altre città italiane, abbiamo inoltrato una segnalazione all’Antitrust al fine di procedere con l’avvio di un’istruttoria. In questo momento che vede in grande difficoltà tante famiglie, alle prese con bollette di luce, acqua e gas che arrivano lo stesso nonostante l’emergenza, con rate di prestiti personali non sospesi, come i mutui ipotecari, rivolgiamo un invito alla Polizia Municipale ad aumentare i controlli e soprattutto ai commercianti a non approfittare del delicato momento di necessità correlato alle limitazioni di transito”.

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus. Sanificazione condomini. Attenzione alle spese inutili

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Ci giunge notizia che in sempre più condomini sono state ordinate attività di sanificazione straordinaria degli spazi comuni. Una tantum o addirittura periodicamente nel corso della settimana. Le misure richieste alle imprese dagli amministratori, spesso su sollecitazione dei condòmini, alle volte di propria iniziativa, vorrebbero essere orientate a diminuire il rischio di contagio coronavirus. Ci giunge notizia di richieste alle amministrazioni comunali di imporre simili attività per le parti comuni degli edifici. Ogni attenzione alla maggiore pulizia degli ambienti è utile, ma attenzione a evitare aggravi di spesa per i condòmini.
Perché? Perché una pulizia non costante, ma una tantum o periodica con archi temporali bi settimanali o settimanali è sostanzialmente inutile. In tal senso, leggiamo sul sito del ministero della sanità che «le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio. L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’0,5% (candeggina). Ricorda di disinfettare sempre gli oggetti che usi frequentemente (il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). (Fonte: ISS)». Ha senso pulire gli uffici, le case, ma per le parti comuni, a meno che non si faccia almeno una volta al giorno, dubitiamo della reale utilità. Qual è il senso di far sanificare la pulsantiera di un ascensore che viene usata decine di volte al giorno? Quale quella di sanificare corrimano e portoni? Meglio chiedere alle imprese, che svolgono le ordinarie pulizie, di eseguirle con disinfettanti, piuttosto che ordinare o addirittura imporre spese per centinaia di euro….completamente inutili. Agiamo con razionalità, senza farci prendere da inutili psicosi. (Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

«Le app anti-contagio rispettino la privacy e siano introdotte per legge, ascoltando il Garante»

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

In queste ore il Governo sta valutando ipotesi di tipo “coreano” circa la sorveglianza degli italiani. In particolare si parla dell’introduzione di app per individuare le aree di maggior contagio da Covid-19. Dovrà trattarsi, però, di soluzioni compatibili con il rispetto della privacy. Lo sottolinea il professor Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e fondatore del portale http://www.dirittodellinformazione.it. «Nelle situazioni di emergenza – evidenzia il professor Razzante – si varano misure straordinarie che però rischiano di diventare definitive e di cancellare conquiste di decenni. Affidare alle tecnologie la delimitazione dei confini dei diritti individuali è sempre un rischio. E’ evidente che in questa fase di emergenza la privacy possa temporaneamente essere sacrificata per assicurare standard più elevati di protezione della salute. Tuttavia, un conto è la raccolta dei dati aggregati e in forma anonima, già consentita dalle leggi vigenti a livello europeo e nazionale in casi di emergenze sanitarie come quella che stiamo vivendo. Altra cosa è l’utilizzo prolungato nel tempo, da parte dello Stato e degli operatori telefonici, di nostri dati che svelano particolari estremamente intimi della nostra vita. Si possono utilizzare le app per monitorare e combattere più efficacemente la diffusione del virus, anche preservando uno zoccolo duro di riservatezza rispetto alle nostre abitudini, alle nostre frequentazioni, al nostro sentire, alle nostre opinioni. Una via di mezzo è possibile, attraverso una maggiore responsabilizzazione dei singoli utenti rispetto a rischi di contagio e investendo l’Autorità garante della privacy di un delicato compito di sorveglianza sul corretto e proporzionale uso dei dati degli utenti da parte di chi li raccoglie e di chi sta combattendo questa disastrosa pandemia, quindi degli operatori telefonici e della protezione civile». «Per raggiungere tale obiettivo – conclude Razzante – bene ha fatto il Ministero per l’innovazione a promuovere una call per aziende, enti di ricerca e altri soggetti pubblici e privati potenzialmente in grado di elaborare soluzioni tecnologiche efficaci e compatibili con un sufficiente livello di protezione della privacy. Tuttavia, occorre chiarire fin da ora che per introdurre misure così invasive non può bastare una delibera della protezione civile ma è necessaria l’emanazione di una legge ordinaria o, vista l’urgenza, di un decreto legge, sul cui contenuto coinvolgere comunque fin da subito il Parlamento. Inoltre bisognerà vigilare affinché il trattamento dei nostri dati avvenga secondo criteri di proporzionalità e per il tempo strettamente necessario, quindi fino alla cessazione delle misure restrittive della libertà personale e non oltre. Qualora si decidesse di coinvolgere anche i colossi del web, è opportuno accertarsi che l’utilizzo di queste informazioni da parte di tali piattaforme avvenga nel rispetto delle normative vigenti, dunque per le finalità dichiarate e non per attività di profilazione intrusiva».

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scienza & Vita: attenzione ai bisogni reali delle persone più fragili durante la pandemia in corso

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

L’associazione Scienza e vita esprime la sua preoccupazione per le necessità delle persone con patologie croniche o disabilità confinate in quarantena in questo periodo di pandemia.Ci giungono varie segnalazioni da più parti di Italia su difficoltà inerenti le restrizioni della pandemia per alcune particolari categorie e nostro obbligo è segnalarle e vigilare che non restino inevase. Nella necessità di aderire alle indicazioni della Protezione Civile e del Governo per contenere i contagi, non possiamo non segnalare l’urgenza di chi non è autosufficiente e che vede ulteriori difficoltà assistenziali a domicilio per le restrizioni del loro proprio movimento o del movimento di chi dovrebbe assisterli. E’ fondamentale che il bene comune venga tarato sul bene delle persone più fragili. Dunque, chiediamo che per i cittadini con disabilità vengano immediatamente adottate delle misure assistenziali in grado di sopperire le carenze del momento. Vogliamo sperare che questa riflessione porti rapidi ausili, ma non solo: che sia lo spunto per ripensare le emergenze e il diritto alla salute sempre sul metro e sui diritti dei più deboli anche quando questa crisi sarà terminata.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Telefono solidale per le persone più fragili

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

La Comunità di Sant’Egidio ha attivato una nuova linea telefonica per le persone più fragili, in questo tempo, nella città di Roma: lo 06 8992299 Tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 anche la domenica. Oltre a dare informazioni e fornire aiuto di tipo sociale sui servizi disponibili (come ad esempio la consegna a domicilio), viene offerta anche la possibilità di un teleconsulto multispecialistico per tutti coloro che, a causa dell’emergenza Covid_19, faticano a rivolgersi ai normali canali del sistema sanitario.
Il servizio è rivolto in particolare ad anziani, malati, persone sole, che hanno necessità di aiuto per problemi sociali o patologie diverse dal coronavirus, che in questo periodo incontrano serie difficoltà ad essere ascoltate e aiutate.
Il telefono si avvale dell’esperienza del programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio (attivo in 11 Paesi africani) e dei servizi della Global Health Telemedicine che da anni offrono consulenza a centri sanitari in diversi luoghi del mondo.Si precisa che il servizio, pur essendo di grande utilità per consigli riguardanti diverse situazioni mediche, non si prende carico di urgenze o di patologie afferenti a sospetta o conclamata infezione da Covid_19 per le quali già esistono reti e percorsi regionali dedicati.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Governo aiuti i marittimi italiani bloccati sulle navi

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

“In questa fase di generale emergenza dettata dal diffondersi del Covid-19 ce ne è un’altra su cui sollecito il governo ad intervenire prontamente e cioè le condizioni precarie in cui si trovano i nostri marittimi. Mi riferisco a quei tantissimi italiani a bordo delle navi da crociera, in molti casi contagiati dal Coronavirus, a cui è impedito lo sbarco nei nostri porti. Vivono in condizioni di estrema precarietà, spesso senza assistenza medica adeguata, a cui viene negata la possibilità di rientrare. Il governo non può voltarsi dall’altro lato, ha il dovere di intervenire per salvare i tanti nostri connazionali bloccati sulle navi e per dare risposte alle famiglie che chiedono per i loro cari assistenza. Peraltro, sarebbe assurdo che un governo che ha dimostrato grande disponibilità nell’accogliere i clandestini, adesso negasse assistenza a tanti italiani in difficoltà”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus: Unc, sospendere bioraria ed oneri di sistema per luce

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

“Abbiamo chiesto che nel decreto Cura Italia, per le bollette della luce, sia prevista la sospensione della tariffa bioraria nel Servizio di Maggior Tutela e sia applicata, anche nelle ore di punta, quella della fascia più bassa (F3), visto che gli italiani sono costretti a restare a casa e, quindi, saliranno i consumi diurni” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori. “Abbiamo chiesto anche l’estensione immediata dei bonus sociali di luce e gas a chiunque perde il posto di lavoro, il posticipo delle date di scadenza di tutti i conguagli, l’azzeramento degli interessi in caso di richiesta di rateizzazione, la riduzione dell’Iva sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali, oltre che la sospensione, promessa ma poi non mantenuta, degli oneri generali di sistema sulle bollette di luce e gas” conclude Vignola.

Posted in Diritti/Human rights, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tlc: esposto Unc ad Agcom e Agcm su modem libero

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2020

“L’utente non è obbligato ad avere il modem dalla sua compagnia telefonica, ma questa possibilità non appare in modo così evidente e chiara sui siti di Tim, Vodafone e Windtre. Da qui l’esposto in cui chiediamo alle Authority se siano rispettati il Codice del Consumo e la delibera dell’Agcom n. 348/18/cons che dal 2 agosto 2018 fissa il sacrosanto principio della libertà di scelta delle apparecchiature terminali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Le compagnie inventano trucchetti vari per nascondere il diritto del consumatore di attivare i servizi senza bisogno di acquistare ed utilizzare il loro modem: dal fatto che questa eventualità non è nella pagina iniziale ma è nascosta, magari nel dettaglio costi o nelle domande frequenti, alle classiche scritte con caratteri minuscoli, fino al fatto che l’utente, se non opta per il loro modem, deve essere richiamato dall’operatore ed il contratto non può essere subito attivato online” aggiunge Dona.”La libertà di modem deve essere effettiva e va comunicata al consumatore in modo chiaro, così da sottoscrivere i contratti consapevolmente. Purtroppo non sempre gli operatori mantengono questa trasparenza: oltre quindi a continuare la nostra azione di denuncia alle Autorità, ricordiamo ai consumatori che ne avessero bisogno che i nostri sportelli di assistenza sono sempre attivi sul sito http://www.consumatori.it”, conclude Dona.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Firma grafometrica e firma biometrica su dispositivi elettronici in banca e in Posta

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2020

Si è oramai abituati ad apporre la propria firma su un tablet, ma non tutte le firme sono uguali. Ad esempio, ad un corriere si rilascia la semplice firma grafometrica, ma ne esiste un’altra tipologia che sempre più si diffonde: la firma biometrica, la cui prima autorizzazione del Garante Privacy riguardo il suo utilizzo in banca risale al 31 gennaio del 2013.
La firma biometrica si differenzia della normale firma elettronica per la diversità di raccolta ed utilizzo dei dati comportamentali legati al gesto della sottoscrizione, che possono essere utilizzati come strumento di riconoscimento di un soggetto che abbia in precedenza provveduto a depositare alcuni “specimen”. Le caratteristiche biometriche di natura comportamentale rilevate dal sistema nel momento in cui l’interessato appone la propria firma autografa sono il ritmo, la velocità, la pressione, l’accelerazione ed il movimento. Per creare lo specimen, il sistema autorizzato dal Garante prevede che il cliente apponga più volte la propria firma su un apposito tablet. In questo modo vengono rilevati i dati biometrici che vengono inviati a uno specifico server per essere convertiti in una sequenza di caratteri che viene memorizzata ed archiviata, e da quel momento in poi viene utilizzata come parametro di confronto. In caso di esito positivo, il confronto tra la stringa “specimen” e quella corrente, permette l’autenticazione dell’utente presso un certificatore di firma digitale, consentendo l’avvio della procedura di sottoscrizione con firma digitale del documento visionato. Si tratta quindi di una procedura a due fasi che consente di identificare con rigore la clientela ai fini della normativa antiriciclaggio e di creare un valido contrasto ai furti di identità. L’adozione della firma biometrica non è obbligatoria, e presuppone il consenso libero e informato del cliente. Nel caso quest’ultimo ritenga di non consegnare alla banca i propri dati biometrici, può negare il consenso e chiedere che si ricorra a sistemi alternativi di riconoscimento. Il sistema di acquisizione dei dati biometrici non deve rilevare, nemmeno accidentalmente, eventuali patologie del cliente, e le informazioni acquisite devono essere cancellate in tempi brevi una volta che il cliente decida di recedere dall’utilizzo. Il valore giuridico delle sottoscrizioni è in linea con l’articolo 2702 del Codice Civile (vale come la firma su carta) ed assolve ai requisiti di forma “ad probationem e ad substantiam” richiesti dalla legge. L’utilizzo del dispositivo di firma si presume riconducibile al titolare, salvo che questi ne disconosca l’uso dandone prova contraria. La presunzione può essere superata con ogni mezzo, prove testimoniali e presunzioni contrarie incluse. Infine, è anche possibile il formale disconoscimento della firma digitale ai sensi dell’articolo 214 del Codice di Procedura Civile. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Coronavirus, il Dpcm con lo stop alle attività. Ecco quelle ritenute essenziali

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Ottanta voci delle attività riconosciute come essenziali che quindi continueranno a restare in funzione. Arriva dopo quasi un giorno intero di trattativa il Dpcm che chiude le fabbriche per fermare il contagio del Coronavirus. Nonostante l’annuncio notturno del premier, Giuseppe Conte, infatti, il braccio di ferro sulle attività da includere e da escludere dalla lista è andato avanti a lungo, con le imprese in pressing per tenere aperto il più possibile e i sindacati in allarme per il rischio che alla fine troppe attività restassero aperte vanificando gli intenti di preservare la salute dei lavoratori. – «Ci sono lavori che non possiamo interrompere e che consentono alle persone di accendere la luce a casa o avere l’acqua dal rubinetto o mangiare. Sono lavori che vanno preservati, ma tutti quelli che non sono essenziali li abbiamo sospesi. Chi si può fermare per due settimane e restare a casa può aiutare anche chi sta facendo il proprio lavoro, come i medici, gli infermieri, le forze dell’ordine, gli autotrasportatori, i commessi, i farmacisti» ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.
La tensione è salita quando circola un elenco che include anche i codici 24 e 25, cioè “metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo” che di fatto avrebbe significato lasciare aperto “il 70% delle imprese metalmeccaniche”. Goccia che fa traboccare il vaso per i sindacati che, nonostante le due voci spariscano dall’elenco definitivo, mandano un messaggio forte e unitario a Conte: se si dovessero allargare troppo le maglie i sindacati sono pronti anche allo sciopero generale. La lista in effetti potrà essere aggiornata in un secondo momento con decreto del ministero dello Sviluppo economico (sentito il Mef) e anche i prefetti avranno potere di bloccare eventuali aperture ‘fuori schema’. Gli studi dei professionisti, dopo i vari allarmi lanciati dalle categorie, resteranno aperti (commercialisti, avvocati, ma anche ingegneri e architetti), così come l’intera filiera della stampa, dalla carta al commercio all’ingrosso di libri, riviste e giornali fino ai servizi di informazione e comunicazione. Oltre alle edicole, comunque, continueranno a operare anche i tabaccai, nonostante lo stop a Lotto e scommesse. Mentre le famiglie potranno continuare ad avere colf e badanti conviventi e pure a servirsi del portiere in condominio. Scorrendo la lista compare una serie di servizi, a partire dai call center, che potranno continueranno ad operare rispettando ovviamente le regole sulle distanze e i protocolli siglati la scorsa settimana sull’uso di guanti e mascherine per ridurre il più possibile il rischio contagio (regola che vale per tutte le attività aperte). Nell’ambito delle aziende restano attive tutte le filiere ritenute essenziali, e quindi legate al settore alimentare, a quello farmaceutico e biomedicale, compresa la fabbricazione forniture mediche e dentistiche. Inclusa anche la filiera del legno e, la fabbricazione delle bare.
Netta la riduzione delle attività della Pubblica amministrazione: restano di fatto aperte gli esercizi legati a sanità, difesa e istruzione, rigorosamente a distanza. In ‘vita’ anche i servizi dell’Inps, e l’assistenza sociale residenziale e non residenziale.
Sul fronte agroalimentare restano attive l’industria delle bevande, le industrie del cibo, la zootecnia. Anche l’industria tessile potrà continuare a operare escluso, però, l’abbigliamento. Le produzioni gomma, materie plastiche e prodotti chimici non saranno interrotte, così come le raffinerie petrolifere non saranno fermate. Restano operative anche le attività legate all’idraulica, all’installazione di impianti elettrici, di riscaldamento o di condizionatori, oltre alle diverse forniture, dall’energia elettrica all’acqua al gas. Previste anche la manutenzione sia di pc e telefoni sia di elettrodomestici e, come attività legate ai servizi essenziali, restano attive anche le riparazioni della strumentistica utilizzata nella filiera alimentare, farmaceutica o dei trasporti (comprese le riparazioni di auto e moto). Questi ultimi, infatti, saranno assicurati anche da oggi. Il Dpcm lascia libero il trasporto terrestre, marittimo e aereo, oltre al trasporto merci. Attive anche la gestione fognaria e quella della raccolta dei rifiuti, oltre alle attività bancarie, postali, assicurative e finanziarie. Non sono intaccati nemmeno i servizi di vigilanza privata oltre alle attività di pulizia e disinfezione. (fonte: doctor33)

Posted in Diritti/Human rights, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuove misure urgenti di contenimento del contagio da Coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Da aggi 23 marzo e fino al 3 aprile 2020 sono state adottate nuove misure urgenti di contenimento del contagio da Coronavirus valide sull’intero territorio nazionale fissate dal DPCM 22/3/2020. Vediamo quelle di più stretto interesse del consumatore.
Sospensione attività produttive industriali e commerciali. Per quanto riguarda le attività produttive industriali e commerciali sono sospese tutte ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 del DPCM. Restano sempre consentite anche le attivita’ che sono funzionali ad assicurare la continuita’ delle filiere delle attivita’ dell’allegato 1, nonche’ dei servizi di pubblica utilita’ e dei servizi essenziali. E’ sempre consentita l’attivita’ di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonche’ di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresi’ consentita ogni attivita’ comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza.
Per le attivita’ commerciali, rimane valido quanto disposto dal DPCM 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 che ha anche chiuso i parchi, limitato le attività all’aperto e gli spostamenti nelle seconde case.
L’efficacia di ambedue i provvedimenti è prorogata al 3 Aprile 2020. Ribadito il fermo dei servizi di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice beni culturali, nonche’ dei servizi che riguardano l’istruzione ove non erogati a distanza o in modalita’ da remoto nei limiti attualmente consentiti.
Divieti di spostamento fuori dal Comune ove ci si trova. E’ fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.
Non è più consentito, conseguentemente, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza a suo tempo introdotto dal DPCM 8/3/2020.
Su questa scheda un riassunto delle regole: https://sosonline.aduc.it/scheda/coronavirus+ disposizioni+valide+tutto+territorio_30753.php (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus. La nuova “autocertificazione” rischia di essere controproducente?

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2020

Abbiamo già avuto modo di chiarire qual è la portata applicativa del reato previsto e punito dall’art. 650 del codice penale, ossia il mancato rispetto di un provvedimento legalmente dato dall’Autorità. Abbiamo anche avuto modo di accennare quali sono i limiti applicativi dei reati richiamati nel modello di “auto-dichiarazione” che può essere richiesto al momento dei controlli disposti dalle Forze dell’Ordine.In sintesi: ferma restando ogni valutazione di legittimità del provvedimento reso dall’Autorità e ferma restando ogni considerazione che caratterizza il caso singolo, in linea di massima, può essere contestata, a chi non rispetti gli obblighi enucleati nei decreti, la citata contravvenzione.In questo caso, non potranno essere applicate misure “precautelari” e dunque la persona fermata, pur denunciata dovrà essere lasciata libera dopo l’identificazione e non potrà essere arrestata. In un secondo momento, se il procedimento non dovesse essere archiviato dal Pubblico Ministero, l’interessato riceverà la notifica degli atti giudiziari e dovrà valutare, con il proprio avvocato, la migliore strategia difensiva. Nel caso di notifica di un decreto penale di condanna, che prevede il semplice pagamento di una pena pecuniaria, ci saranno brevi termini (di 15 giorni) per fare importanti valutazioni difensive, anche per evitare la iscrizione del precedente nella “fedina” penale (ossia il certificato penale). Il Governo aveva inoltre fatto riferimento alla c.d. autodichiarazione (che è disciplinata dal DPR 445/2000) ed è stato divulgato un modello, recentemente aggiornato, da compilare e da consegnare alle forze dell’ordine al momento del controllo.Il nuovo modello prevede – per quanto qui interessa – che chi debba uscire dalla propria dimora dichiari di essere “consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale (art. 495 c.p.)”, di “non essere sottoposto alla misura della quarantena e di non essere risultato positivo al virus COVID-19”, “di essere a conoscenza delle sanzioni previste (…) in caso di inottemperanza delle predette misure di contenimento (art. 650 c.p., salvo che il fatto non costituisca più grave reato)”.Nel resto ricalca il precedente modello. Ebbene, le perplessità già analizzate restano e, anzi, si acuiscono. Da un primo punto di vista, il richiamo all’art. 495 c.p. pare fuorviante.Altro effetto ottenuto era quello di rendere possibile l’arresto immediato nel caso in cui i soggetti controllati avessero fornito false attestazioni al pubblico ufficiale.Ad ogni buon conto, il richiamo a quel delitto è improprio anche perché il contenuto dei modelli non riguarda l’identità o lo stato (civile) o le qualità personali, ma riguarda un fatto: la necessità di uscire di casa, la circostanza di essere positivi al test o di trovarsi in quarantena obbligatoria.Il problema – come abbiamo detto più volte – non è secondario perché per la violazione dell’art. 495 c.p. è ammesso l’arresto facoltativo.Ma il nuovo modello lascia spazio ad ulteriori perplessità soprattutto in relazione alla positività al test.In particolare, viene da chiedersi se la nuova “autocertificazione” non sia criminogena, controproducente, o peggio, non rischi di avere l’effetto perverso di estendere il contagio.La domanda è semplice: come si può pretendere che gli individui si sottopongano al test se sanno che, una volta risultati positivi, avranno conseguenze giuridiche solo peggiorative?Il risultato che si ottiene con la minaccia di gravi sanzioni ai soggetti “risultati positivi” pare quello di disincentivare la trasparenza e le comunicazione fra soggetti “non ancora risultati positivi” ed il Sistema Sanitario, individui che potrebbero percepire un vantaggio a sottrarsi ai test.Insomma, il richiamo fuorviante a norme sanzionatorie che non sembrano neppure applicabili rischia di comprimere il ricorso alle strutture sanitarie e dunque di estendere il contagio. (Fabio Clauser, legale, consulente Aduc)

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »