Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 235

Archive for the ‘Diritti/Human rights’ Category

Human rights – Law

Violazione del pluralismo politico e della libera concorrenza dei principali mass media

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Il Movimento Astensionista Politico Italiano ha segnalato all’Antitrust e all’Autorità per le garanzie nelle tecomunicazioni quello che ritiene nei suoi confronti: “violazioni sistematiche del pluralismo politico dell’informazione e della libera concorrenza editoriale da parte delle principali testate giornalistiche italiane e delle principali emittenti radiotelevisive nei confronti del pluralismo politico dell’informazione.
Tali violazioni, facilmente riscontrabili anche dai tabulati riassuntivi pubblicati dall’AGCOM, denotano la perenne assenza nel pluralismo dell’informazione di ogni sorta di approfondimento sulle tematiche riguardanti l’astensionismo politico, oggetto di una stretta censura da parte dei mass media, nonostante gli sforzi compiuti contro tale pratica dallo scrivente movimento da un decennio a questa parte.
Sulla base degli ultimi esiti elettorali nazionali del 4 marzo l’area del non voto ha raggiunto in Italia una percentuale molto elevata, pari a circa il 30% dell’intero corpo elettorale, con poco più di 13 milioni e mezzo di elettori che così facendo hanno espresso il proprio voto per mezzo di un voto non utile per i partiti in competizione.
Ebbene, nonostante ciò, tutte le nostre continue richieste comunicative alle principali testate giornalistiche (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, ll Giornale, Il Messaggero, TG1, TG2, TG3, TG4, TG5, Studio Aperto, TGLA7, Rainews24, SkyTG24 etc.) e di partecipazione agli approfondimenti nei talk-show televisivi di Rai, Mediaset, LA7, nonostante la validità e l’utilità delle nostre argomentazioni nell’affrontare le grandi tematiche ed emergenze politiche attuali in un’ottica di un confronto dialettico democratico, vige una sistematica censura atta a strumentalizzare e condizionare politicamente l’arbitrio e la costituzione del libero pensiero politico dell’intera popolazione italiana.
Da confidenze riservate ricevute dallo scrivente movimento da alcuni noti esponenti politici oltre che da alcuni giornalisti, che tuttavia ci hanno chiesto di rimanere anonimi per timore di ritorsioni, pare che contro di noi esista un vero e proprio cartello editoriale da parte dei principali organi di informazione già citati, volto a censurare direttamente non soltanto quanto da noi redatto e proposto, ma di conseguenza ogni altra notizia di approfondimento sui temi dell’astensionismo politico-elettorale.
Pare inoltre, e questo per noi è un aspetto ancor più grave e inquietante, che tali direttive siano addirittura il risultato di una serie di pressioni giunte agli editori e alle redazioni dei principali mass media da parte dei Dipartimenti per l’Editoria dei passati Governi, al fine di facilitare, evitando ritorsioni, l’erogazione dei contributi economici statali per essi previsti. Per quanto esposto si chiede, in base ai poteri attribuiti alle Autorità in indirizzo, di avviare, ove previsto, le competenti istruttorie e tutti i provvedimenti volti a rimuovere le illegalità emerse da quanto descritto”. (La lettera è firmata da CVDP – Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa e noi per obiettività informativa riproduciamo)

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Documenti: per quanto tempo occorre conservarli

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

L’occasione è data con l’avvio delle attività per la dichiarazione dei redditi. Per quanto tempo occorre conservare i documenti? Come al solito la burocrazia ce la mette tutta per complicarci la vita, modulando in tempi diversi la custodia.Vediamo.
a) Dichiarazione dei redditi, tassa nettezza urbana, F24, Imu, Tasi: 5 anni, a partire dall’anno seguente a quello della dichiarazione o a quello del pagamento.
b) Affitto e spese condominiali: 5 anni.
c) Bollette luce, gas, telefono: 5 anni dalla data di scadenza.
d) Multe stradali: 5 anni.
e) Bollo auto: 3 anni a partire dall’anno seguente a quello del pagamento.
f) Canone RAI: 10 anni dalla scadenza.
Si consiglia, a titolo cautelativo, di conservare i documenti per uno o due anni in piu’ rispetto a quanto indicato. Per ulteriori approfondimenti si veda la scheda pratica: https://sosonline.aduc.it/scheda/prescrizione+decadenza_10118.php (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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I dati diffusi dal Garante dei detenuti confermano il fallimento dei governi precedenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

“Destano sconcerto i dati diffusi dal Garante dei detenuti Marco Palma nel corso della relazione svoltasi a Roma. Ascoltando la relazione, abbiamo constatato la scarsità dei rimpatri che, al netto di quelli fatti per la sicurezza nazionale, dimostra che fino al 2017 nulla è stato fatto, confermando le nostre denunce sul sostanziale azzeramento del fondo per i rimpatri. Ma quello che ci sconcerta di più è il paradosso creatosi con il Regolamento di Dublino e con la fallimentare gestione dei flussi da parte di Renzi e Gentiloni. L’Italia, terra di approdo per centinaia di migliaia di migranti, è stata costretta a ricevere da Paesi Ue oltre 6000 persone che, una volta arrivate nel nostro Paese, si erano trasferite altrove. Le domande di ripresa in carico ancora inevase ammontano invece a 30mila. Praticamente riprendiamo indietro più immigrati di quelli che dovrebbero essere collocati negli altri Paesi europei in forza delle quote assegnate da Bruxelles. Nel 2017, anno record di rimpatri, sono stati organizzati solo 78 charter per un totale di circa 16mila immigrati irregolari su 600mila entrati negli ultimi 5 anni, di cui 119mila nell’ultimo. Un risultato deludente che conferma la totale mancanza di volontà politica di arginare questo fenomeno”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.

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Carceri: “Subito cancellazione vigilanza dinamica”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

“Quanto accaduto nel carcere di Ariano Irpino (Campania), dove un agente della polizia penitenziaria è stato sequestrato dai detenuti, impone al nuovo governo di sollecitare subito il Parlamento per un intervento legislativo che cancelli la vigilanza dinamica, il cosiddetto regime delle celle aperte, voluta dall’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando”: lo afferma Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fratelli di Italia.“Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede afferma che il governo vuole dare sostegno a chi lavora per lo Stato? Bene, per noi in cima alla lista c’è la polizia penitenziaria, mortificata negli ultimi anni dalle politiche del Pd” continua Cirielli. “La cancellazione della vigilanza dinamica è un primo passo verso una seria riforma dell’ordinamento penitenziaria che dovrà porre al centro la sicurezza della polizia penitenziaria” conclude il Questore Cirielli.

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Ritardi dei decreti attuativi per il fondo a favore dei risparmiatori

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

“Dal Governo vorremmo sapere i motivi dei ritardi dei decreti attuativi per il fondo a favore dei risparmiatori e se considera sufficienti le risorse stanziate: si parla di 25 milioni annui a fronte di 2,8 miliardi di euro andati in fumo a causa del dl salva banche”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo.“Così com’è strutturato il fondo – ha sottolineato il deputato di FDI – è da ritenersi uno strumento assolutamente inadeguato per poter rendere giustizia agli oltre 200mila azionisti/risparmiatori. Parliamo di soldi di onesti cittadini, ai quali la banca di fiducia aveva consigliato di sottoscrivere azioni, ex obbligazioni subordinate da essa stesse emesse. Non solo: con il DL n. 99/2017 – che ha messo in liquidazione coatta amministrativa Veneto Banca e Popolare di Vicenza – è stato azzerato il valore delle azioni di circa 11 miliardi (già svalutato) e i risparmiatori sono stati, in sostanza, privati anche del diritto di agire per tentare di ottenere il risarcimento del danno subito. Praticamente le banche sono state prima spacchettate in diversi sotto insiemi e poi, solo alcuni di questi sotto insiemi, sono stati ceduti a Banca Intesa che di fatto si è presa la polpa senza assumersi nessuna responsabilità in merito alle posizioni dei risparmiatori”. “La campagna elettorale è finita – ha concluso De Carlo – per questo speriamo venga fatta luce al più presto, anche perché le indagini delle procure di Roma e Vicenza hanno evidenziato una truffa di massa a carico di più di 200mila persone che non troveranno ristoro nei patrimoni di dirigenti, sindaci o amministratori delle banche”.

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Droni: nuove norme UE sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

I deputati hanno approvato in via definitiva nuove norme UE per garantire un uso sicuro dei droni e aggiornare le norme sulla sicurezza aerea.
I deputati hanno dato martedì il via libero definitivo all’accordo raggiunto, nel novembre 2017, tra i negoziatori del Consiglio e del Parlamento su regole UE per i droni e gli operatori di droni, al fine di garantire un livello comune di sicurezza e contribuire allo sviluppo di prodotti e servizi.Attualmente, la maggior parte dei droni è soggetta a differenti norme nazionali, il che può ostacolare lo sviluppo del mercato.In base alle nuove regole, i droni dovrebbero essere progettati in modo da poter essere utilizzati senza mettere a repentaglio le persone. In base al rischio connesso, ad esempio al peso del drone o all’area operativa, il drone avrà bisogno di dotarsi di caratteristiche specifiche, come l’atterraggio automatico, nel caso in cui l’operatore perda il contatto con il drone, o i sistemi anticollisione.Gli operatori dei droni avranno l’obbligo di essere a conoscenza di tutte le regole in vigore e essere in grado di operare in sicurezza. Ciò significa che alcuni di loro dovranno seguire un corso di formazione prima di poter utilizzare un drone.Per favorire l’identificazione in caso di incidente, gli operatori di droni dovranno essere iscritti in registri nazionali e i loro droni contrassegnati per l’identificazione. Ciò non si applicherà agli operatori di droni più piccoli. Sulla base di questi principi fondamentali, la Commissione europea ha il compito di elaborare norme più dettagliate a livello UE, quali i limiti massimi di altitudine e di distanza per il volo dei droni, e di stabilire quali operazioni e quali tipi di droni dovrebbero essere certificati in base al rischio che comportano. Le norme determineranno inoltre quali operatori dovranno seguire una formazione supplementare ed essere registrati e quali droni dovranno essere dotati di dispositivi supplementari di sicurezza.Oltre a stabilire le regole comunitarie sui droni, le modifiche approvate aggiornano la legislazione UE sulla sicurezza aerea, al fine di mantenere l’alto livello esistente nell’UE, con norme più adatte all’aumento del traffico aereo previsto nei prossimi decenni.
Sarà rafforzata la cooperazione tra l’Agenzia dell’UE per la sicurezza aerea (AESA) e le autorità nazionali per quanto riguarda la valutazione dei rischi in relazione al sorvolo delle zone di conflitto. Inoltre, la Commissione sarà incaricata di elaborare norme per ottenere in tempo reale i dati dai registratori di volo (“scatola nera”) in caso di emergenza di un aeromobile, così da accelerare gli interventi di emergenza.L’accordo provvisorio è stato approvato con 558 voti favorevoli, 71 contrari e 48 astensioni. Le norme dovranno ora essere formalmente approvate dai ministri dell’UE, prima che la legislazione possa entrare in vigore.Vietato l’uso della plastica monouso negli uffici e nei servizi dei palazzi della politica. Il ministero dell’Ambiente ha risposto alla richiesta di Marevivo di vietare l’uso della plastica monouso negli uffici e nei servizi dei palazzi della politica #StopSingleUsePlastic. Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a margine dell’incontro che si è svolto oggi con le 23 associazioni, da Greenpeace a Legambiente, dal Wwf a Marevivo alla Lipu, firmatarie dell'”Agenda Ambientalista 2018″, ha confermato l’impegno che aveva già lanciato in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente di rendere il suo dicastero “plastic free” e di voler utilizzare le leve fiscali per ridurre la produzione degli imballaggi di plastica e quindi dei rifiuti. Proprio durante la riunione, infatti, l’acqua è stata servita in una brocca con bicchieri di vetro, un chiaro segnale di cambiamento. «È una prima vittoria – dichiara Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo – al nostro appello di introdurre il divieto dell’uso di prodotti di plastica monouso, come bottiglie, stoviglie, cannucce e tutti gli oggetti che utilizziamo una volta sola prima di buttare via, nei servizi e negli uffici dei palazzi della politica. Il Ministero dell’Ambiente è stato il primo a dare il buon esempio e ci auguriamo che ben presto anche gli altri dicasteri accolgano il nostro appello diventando “plastic free”. Ringrazio Sergio Costa per questa importante decisione, una delle prime azioni concrete in soli pochi giorni dal suo insediamento. Ancora una volta l’Italia anticipa le direttive dell’Unione Europea dimostrando di essere lungimirante sulla salvaguardia dell’ambiente e del mare. A sostenere la nostra azione anche i circa 20.000 firmatari che hanno sottoscritto la petizione, lanciata su Change.org, che ringrazio per il supporto».Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo hanno risposto alla lettera inviata da Marevivo dimostrando il loro interesse alla campagna.Marevivo continuerà a fare pressione affinché tutti i palazzi della politica, dal Senato alla Camera fino a tutti i Ministeri ed istituzioni introducano il divieto della plastica “usa e getta”.

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Migrazioni e soccorso in mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Ginevra. L’OIM, Agenzia ONU per le Migrazioni, ha accolto con favore la decisione della Spagna di offrire un porto sicuro agli oltre 600 migranti – compresi decine di bambini e sette donne incinte – che sono in attesa da domenica a bordo della nave Acquarius.“Sono lieto che la Spagna si sia fatta avanti per attenuare questa crisi, ma temo in ogni caso che sarebbe davvero grave se gli stati iniziassero a rifiutarsi di accogliere i migranti salvati in mare, come è stato minacciato di fare”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’OIM, William Lacy Swing.“Tenere in mare le persone soccorse non dissuaderà altri migranti dall’attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa e anche questi ultimi dovranno essere salvati prima o poi,” ha aggiunto. Con il peggioramento delle condizioni metereologiche e le crescenti preoccupazioni per il benessere dei migranti più vulnerabili a bordo dell’Aquarius, il governo spagnolo si è offerto di accogliere la nave, anche se ci vorranno altri due giorni per raggiungere il porto di destinazione. L’Aquarius ha soccorso nella giornata di sabato (9 giugno) circa 630 migranti, tra i quali oltre 120 minori non accompagnati e sette donne in gravidanza.
La nave di SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere (MSF), dopo aver soccorso alcuni migranti che si trovavano su gommoni, ne ha poi caricati altri trasferiti da “navi della guardia costiera italiana e da navi mercantili”.L’OIM ritiene che tutti gli Stati membri dell’Unione Europea debbano fare di più per sostenere gli Stati in prima linea e ha accolto favorevolmente l’iniziativa spagnola di portare i migranti al sicuro.“Fermare una o più barche nel Mar Mediterraneo non è la risposta alle sfide poste all’Unione Europea dalla questione migrazione,” ha detto il Direttore Generale Swing. “E’ necessario affrontare il fenomeno migratorio con un approccio globale e complesso che riesca combinare la necessità di creare opportunità di movimento sicuro e regolare, la realizzazione di una più efficace gestione delle frontiere e il rafforzamento della lotta al traffico di esseri umani.”
“Salvare vite deve sempre rimanere la nostra preoccupazione principale. Dobbiamo trovare con urgenza un modo per aiutare i migranti portati in salvo e lavorare per sostenere sia loro sia gli Stati in tutta Europa”, ha sottolineato Swing.
L’OIM sollecita quindi l’Unione Europea a riconsiderare una revisione del Regolamento di Dublino sulla base della proposta del Parlamento Europeo e a raggiungere un accordo all’interno del Consiglio garantendo la solidarietà tra gli Stati membri nel pieno rispetto delle disposizioni dei trattati.

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Autostrade: pochi investimenti e prezzi in aumento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 giugno 2018

La situazione delle Autostrade in Italia, secondo il dossier realizzato da CODICI, risulta penalizzata dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari, che sono rappresentati per il 70% da Società private del Gruppo Benetton e Gavio, concessionarie da oltre trent’anni, mentre la restante parte è costituita da imprenditori minori o dalla gestione di enti pubblici. In alcuni Paesi d’Europa le Autostrade sono gratuite, in altri si paga un abbonamento annuale. L’Italia detiene il primato di nazione con le autostrade più care della UE. A questo dato, però, non corrisponde una maggiore qualità del servizio. Infatti, nonostante il giro d’affari sui guadagni provenienti dalle Autostrade sia molto alto, le spese per gli investimenti e la manutenzione stradale registrano una flessione negativa. Ricordiamo che il fatturato delle Autostrade nel 2017 è arrivato a quasi 7 miliardi, l’83% dei quali è rappresentato dai pedaggi. CODICI chiede,​ dunque​,​ un intervento forte al nuovo Governo​,​ un controllo delle concessioni sugli effettivi lavori fatti da questi Gruppi sulle autostrade e sul costo di tali opere.
Si tratta di aziende che guadagnano miliardi di euro anche se le concessioni sono scadute: ad esempio, la concessione al Gruppo Gavio della Torino-Piacenza è scaduta il 30 giugno 2017;​ da qu​ella data​ Gavio ha guadagnato 128 milioni da questa autostrada. I tempi per realizzare una nuova gara d’appalto sono lunghi, si arriva anche a due anni, e nel frattempo Gavio avrà ottenuto altri 389 milioni di incassi prima di fare la nuova gara.
L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.“Ogni cittadino che usufruisce delle Autostrade è a tutti gli effetti un consumatore – afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – va dunque tutelato come tale”.Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi.

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“Avvocatura e magistratura nella Costituzione”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Modena 14 giugno, dalle 15.30, presso la Camera di Commercio di Modena in Via Ganaceto incontro organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Modena in collaborazione con il Consiglio Nazionale Forense dal titolo “Avvocatura e magistratura nella Costituzione” Si parlerà di quella che, se attuata, diventerebbe una vera e propria rivoluzione copernicana perché si trasformerebbe il potere giudiziario, in amministrazione della giustizia, inteso come servizio alla comunità e in particolare al cittadino grazie ad una piena e vera parità tra Avvocatura e Magistratura, con un pieno riconoscimento costituzionale della funzione dell’Avvocato.“Solo apparentemente è un tema per addetti ai lavori, dato che ogni cittadino ha interesse ad avere una giustizia equa che consenta a chiunque di vedere tutelati i propri diritti con un giusto processo. Come categoria ogni giorno operiamo affinché questi principi fondanti trovino coerente applicazione, ma abbiamo al tempo stesso la convinzione che una consacrazione esplicita anche all’interno della Costituzione del ruolo dell’avvocatura renderebbe ancora più percepibile la nostra funzione di contrappeso nell’ambito dell’amministrazione della giustizia” ha sottolineato l’avvocato Daniela Dondi, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Modena.
A rendere ancora più interessante e qualificato l’incontro in programma per giovedì prossimo saranno i relatori Andrea Mascherin, Presidente Nazionale del Consiglio Forense, CNF, e Giovanni Canzio, Primo Presidente Emerito della Corte di Cassazione. Sono inoltre previsti gli interventi degli avvocati Rosa Capria, Consigliere Segretario CNF, Giuseppe Pacchioni, Vicepresidente CNF, e Celestina Tinelli, Consigliere CNF.Sarà quindi un’occasione per parlare della Costituzione italiana, con particolare attenzione agli articoli che fissano i principi ai quali si deve ispirare l’amministrazione della giustizia, e della proposta del Consiglio Nazionale Forense che chiede di inserire un esplicito riferimento all’Avvocatura all’interno della carta costituzionale per dare piena attuazione alla parità tra l’esercizio della professione di avvocato e quella di magistrato.

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Presentazione guida comprare e vendere online

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Roma martedì 19 giugno alle ore 11.00 presso la sala Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale-Dipartimento Pubblica Sicurezza (via Agostino Depretis 95). Sapevi che ognuno di noi dispone potenzialmente di un “tesoretto” di 1.030 euro in casa, che potrebbe trasformare in denaro semplicemente liberandosi del superfluo e contribuendo in maniera attiva alla valorizzazione dei prodotti, evitando che questi diventino rifiuti? D’altra parte, soltanto nel 2017 ben il 42% degli italiani ha comprato o venduto un prodotto usato online. Auto, apparecchi elettronici, attrezzatura sportiva, sono tra gli oggetti di seconda mano più gettonati nella compravendita tra privati; in questo periodo in prossimità dell’estate, poi, non mancano gli annunci per vendere o affittare case per le vacanze. Ma perché gli acquisti di seconda mano restino una bella esperienza è necessario seguire qualche accorgimento per evitare di cadere in vere e proprie truffe quando si compra o vende online. Per questo motivo Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni e Subito presenta una guida agli acquisti sicuri dal titolo “Compravendita on-line dell’usato.”

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Compravendite online: boom di truffe anche per chi vende

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

Non è solo quando si acquista un qualsiasi prodotto o servizio online che si rischia di essere truffati. Anche chi vende deve prestare la massima attenzione, perché nel momento in cui si avvia un’interlocuzione con un soggetto sconosciuto che chiede informazioni o si mostra interessato all’acquisto, c’è sempre un contatto o un approccio che può essere in realtà uno strumento per poter apprendere illecitamente nostre informazioni personali, dati bancari o documenti. A sottolinearlo lo “Sportello dei Diritti” – associazione che tra le sue molteplici attività continua ad informare e tutelare gli utenti dai rischi della rete – che rilancia l’allarme della Polizia Postale. Allerta che è del tutto evidente in un post sulla pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” che ha reso pubblico lo screenshot di uno dei messaggi che possono pervenire sui nostri account con i quali un sedicente acquirente ci richiede tutta una serie d’informazioni quali IBAN, BIC, nome e cognome, indirizzo completo della banca e del nostro domicilio. Nulla di più pericoloso. Ecco perché Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene utile riportare integralmente la comunicazione della Polizia Postale e i consigli da seguire per evitare una triste sorpresa: “Alcuni utenti che hanno messo in vendita oggetti su piattaforme di compra/vendita ci segnalano aver ricevuto questo tipo di messaggio. Accertiamo sempre con chi iniziamo la trattativa. Sicuramente farlo prima di comunicare i nostri dati o fornire copia di documenti di riconoscimento. Diffidare maggiormente di acquirenti stranieri o mezzi di pagamento non tracciabili. Nella trattativa rimanere all’interno della piattaforma che ci ha fatto incontrare il potenziale acquirente per consentire alla stessa di avvertirci, attraverso algoritmi dedicati, se qualcosa non va. Nel dubbio è meglio perdere la vendita che rischiare di essere truffati.”

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“Stato rimborsi tasse a proprietari immobili occupati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Firenze. “Il Governo rimborsi ai proprietari di immobili oggetto di occupazioni abusive le tasse pagate durante il periodo di inutilizzo. Si tratterebbe di un gesto di civiltà, un risarcimento non sufficiente, ma sicuramente dovuto da parte dello Stato, che non può negare la tutela di una legittima proprietà privata”. E’ quanto chiede il parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, che ha presentato alla Camera un’interrogazione per chiedere al governo spiegazioni sull’immobile di via Bronzino a Firenze, per cui, spiega il deputato, “i proprietari stimano una perdita annua di circa 100 mila euro per un’occupazione che prosegue da tre anni e mezzo e sulla quale pende una denuncia il cui processo vedrà la sua prossima udienza lunedì 11 giugno”, spiega il deputato.”Vogliamo sapere cosa sta facendo l’amministrazione comunale fiorentina sul caso – sottolinea Donzelli – l’ultimo sopralluogo ufficiale che risulta agli atti risale al febbraio 2015: è gravissimo che le istituzioni non verifichino se in quell’edificio vivano criminali, clandestini oppure persone con disagio. Non è stato fatto più niente dopo che, all’epoca, furono rilevate ‘pessime condizioni di manutenzione generali’, ‘impianti elettrici palesemente fatiscenti’, ‘rischi per la salute pubblica’ e per gli stessi occupanti. Per di più l’assessore Funaro negli ultimi due anni e mezzo si è dileguata dagli incontri richiesti a più riprese dalla proprietà. Non possiamo accettare di vivere in città in cui, oltre ai diritti, viene negata la sicurezza dei suoi abitanti – conclude Donzelli – le istituzioni attivino immediatamente gli strumenti per ripristinare la legalità”.

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Agenzia entrate non può chiedere gli interessi e i compensi quando riscuote le sanzioni al Codice della Strada

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

Agenzia delle Entrate Riscossione (già Equitalia), non può richiedere gli interessi pari addirittura ad un decimo ogni semestre di ritardo nel pagamento né i relativi compensi, quando riscuote le sanzioni pecuniarie previste dal Codice della Strada perché nella fattispecie va applicato l’articolo 203 comma 3 del Codice della Strada in deroga all’articolo 27 della Legge 689/81 di depenalizzazione delle sanzioni amministrative. È questo il principio di diritto stabilito dal Giudice di Pace di Lecce nella persona dell’avvocato Nicola Brunetti con la sentenza n. 2561/2018 e depositata il 9 giugno 2018 che ha accolto l’opposizione ad una cartella esattoriale proposta da un’automobilista leccese che si era rivolta allo “Sportello dei Diritti”. La donna, assistita dall’avvocato Donato Maruccia, aveva ritenuto esorbitanti e ben oltre la sanzione edittale della multa a cui si riferivano, le somme riportate nell’atto impositivo ed aveva deciso di proporre ricorso che è stato ritenuto fondato dal giudice onorario del capoluogo leccese. Ricorda il giudice di Pace che la Corte di Cassazione con sentenza n. 3701/07 ha chiarito che “…alle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l’art. 203 C.d.S., comma 3, che, in deroga alla L. n. 689 del 1981, art. 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell’ordinanza-ingiunzione, prevede, l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale non anche degli aumenti semestrali del 10%…”. Ed è a questo orientamento che ha aderito anche il Giudice di Pace con un’articolata decisione che per Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, costituisce un ulteriore importante precedente in materia e che dovrebbe essere generalmente applicato, in quanto le somme rivenienti dalla sanzioni amministrative pecuniarie al Codice della Strada sono iscritte a ruolo anche a distanza di anni con conseguenti ingiustificate maggiorazioni di un decimo ogni semestre e di ulteriori compensi per la riscossione che non sono dovuti in ragione della corretta applicazione della richiamata disciplina di cui all’articolo 203 comma 3 del Codice della Strada. È bene, quindi, che tutti i contribuenti, prima di pagare una cartella esattoriale o un’ingiunzione proveniente da un ente che assume di aver notificato un verbale per un’infrazione stradale, prestino la massima attenzione alle voci di pagamento riportate nell’atto impositivo, al fine di presentare tempestiva opposizione nella sede competente.

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Telefono Azzurro compie 31 anni

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

La prima telefonata arriva alle 8:05 del mattino, chiamano dalla Sicilia, precisamente dalla zona di Palermo. Una voce maschile racconta una triste storia sul figlio dei vicino: ”Lo tengono sempre in casa, da solo, non esce e piange e quando i suoi arrivano a casa spesso sono botte”. E’ l’8 giugno 1987, il primo giorno di SOS Il Telefono Azzurro Onlus. Da allora 72mila bambini e adolescenti sono stati assistiti dall’associazione, più di 2.400 ogni anno.
Fin dalla sua fondazione, il 8 giugno del 1987, Telefono Azzurro ha sempre offerto ascolto a bambini e adolescenti e lungo i suoi 31 anni di attività si è trasformato nel simbolo della lotta per la tutela dei diritti dei minori, portando all’attenzione il taciuto fenomeno della violenza domestica.Se nei primi 7 anni monitorati (1989-1994) i casi presi in carico da Telefono Azzurro sono stati 5.243, negli ultimi 7 (2010-2017) sono arrivati a 16mila.La prima generazione chiedeva aiuto principalmente per problematiche legate alle relazioni con adulti o coetanei (il 45% dei casi gestiti tra 1987 e 1994) e per situazioni di violenza domestica (percosse e maltrattamenti fisici rappresentavano il 10% circa delle chiamate).
Oggi insieme alle chiamate aumentano le casistiche di aiuto: non più solo violenza domestica ma anche violenza tra coetanei come bullismo e dating violence e violenza contro se stessi intesa come autolesionismo. A ciò si aggiungono le minacce del web – il 6% del totale – frutto di un utilizzo poco consapevole ed inadeguato delle nuove tecnologie: invio e condivisione di immagini e video sessualmente espliciti autoprodotti (sexting), ricatti legati a questi invii (sextortion), adescamenti di minori ad opera di sconosciuti (grooming).
Telefono Azzurro può contare su 30 linee telefoniche gestite da 40 operatori specializzati e centinaia di volontari. Per rispondere in maniera immediata alle esigenze dei minori, intorno allo storico numero 1.96.96 è cresciuta una piattaforma di ascolto multicanale fatta nuovi strumenti di ascolto – chat, web e social – e nuove linee come il 114 Emergenza Infanzia, per segnalare abusi e violenze ai danni di bambini e adolescenti, e 116.000, la linea di riferimento per denunciare la scomparsa di un minore.
Solo nel 2017 sono stati quasi 4.300 i casi gestiti da Telefono Azzurro, di questi 2.800 sono arrivati tramite la linea 1.96.96, 1.301 da 114 Emergenza Infanzia e 177 sono state le segnalazioni di bambini scomparsi inoltrate al 116.000. I contatti pervenuti tramite chat, canale di comunicazione più usato soprattutto dagli adolescenti, sono stati 5631.
L’introduzione nel 2015 del servizio di traduzione simultanea in 20 lingue, allineate nel corso del 2017 alle lingue disponibili negli altri servizi di emergenza (es. 112 e 118), ha poi l’obiettivo di avvicinare l’utenza di origine straniera e facilitarne la richiesta di aiuto in situazioni di emergenza e/o rischio e pregiudizio.
La violenza domestica – fisica, psicologica e sessuale – è ancora oggi la principale forma di abuso denunciata dal 50% di chi si è rivolto a Telefono Azzurro nel 2017 (incidenza del 58% per la linea 1.96.96; 41% per 114 Emergenza Infanzia; 42% per segnalazioni via chat) e i genitori (47,7% madre e 34,4% padre) i principali presunti responsabili delle situazioni riferite. Oltre la metà della casistica ha riguardato bambini sotto i 10 anni di età, prevalentemente di nazionalità italiana (85.5% dei casi).Negli ultimi anni, l’Associazione ha riscontrato un aumento di situazioni di violenza tra coetanei, che rappresenta circa 1 caso su 10. Le forme più diffuse sono bullismo, cyberbullismo e dating violence, la violenza all’interno di una relazione di coppia, che sempre più spesso riguarda non solo gli adulti, ma anche gli adolescenti.
In crescita anche gli atti di violenza contro se stessi, con 306 richieste di aiuto arrivate all’Associazione nell’ultimo biennio (il 6,1% del totale). Solo nei primi 6 mesi del 2017 i consulenti di Telefono Azzurro hanno offerto sostegno e intervento in 118 casi, il 9,5% del totale.

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Risarcimenti ai risparmiatori danneggiati

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

“Fratelli d’Italia chiede di sapere quali siano le misure previste per provvedere tempestivamente all’emanazione del decreto attuativo, scaduto il 30 marzo 2018, necessario a garantire ai risparmiatori danneggiati, gli adeguati risarcimenti, e se non ritenga opportuno incrementare la dotazione del ‘fondo ristoro’ ad oggi insufficiente a compensare le perdite subite anche da azionisti e obbligazionisti”.Così in una interrogazione al ministro dell’Economia Giovanni Tria i deputati di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, Marco Osnato, Maria Cristina Caretta, Ciro Maschio e Walter Rizzetto che chiedono inoltre “una adeguata regolamentazione della procedura Anac per standardizzare ed agevolare l’accesso al fondo da parte dei risparmiatori traditi”. “In passato – aggiunge il deputato di FDI, Luca De Carlo – si è abusato della grandissima fiducia che i veneti, specialmente quelli di una certa età, nutrivano per le banche che sentivano proprie. Ai risparmiatori truffati dobbiamo dare risposte immediate e per questo motivo vogliamo sapere a che punto sono i decreti attuativi e se il governo Conte intende ampliare la dotazione di risorse visto che i 25 milioni previsti all’anno sono davvero ben poca cosa. Centinaia di migliaia di risparmiatori sono stati depredati dei loro risparmi e ad oggi non hanno ancora ottenuto alcun sostegno”.

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Maggiore contrasto alla violenza sulle donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

“La cronaca di oggi racconta di tre gravissimi episodi di violenza di genere verificatesi nel territorio della provincia di Mantova. La cronaca locale – anche nelle zone generalmente più tranquille o apparentemente tali – restituisce uno spaccato nazionale che purtroppo non si smentisce. La violenza domestica e quella all’interno delle relazioni sentimentali interpersonali, resta un’emergenza ed un fenomeno strutturale e sommerso” – così in una nota la Senatrice di Fratelli d’Italia Isabella Rauti. “Al neonato Governo chiediamo con forza – convinti di interpretare un sentimento diffuso nel Paese, al di là degli schieramenti politici – di non dimenticarsi delle donne, di applicare appieno la Convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne – che l’Italia è stata tra i primi Paesi europei a ratificare, il 19 giugno 2013 – e di vigilare sulla corretta applicazione delle norme in materia con particolare riferimento a tutte le disposizioni contenute nella Legge n.119 del 15 ottobre 2013 , sul contrasto alla violenza di genere”. “E – prosegue la Senatrice Rauti – è evidente che nel Contratto di Governo non si sia dedicata un’attenzione particolare e specifica al mondo delle donne, al fenomeno della violenza, alle questioni di pari opportunità nonché al lavoro ed all’occupazione femminile”, conclude la Senatrice di Fratelli d’Italia.

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“70 volte 7” – XI Assemblea Nazionale della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Roma, 8 giugno 2018 – Palazzo Valentini – Aula consigliare “Giorgio Fregosi” – Via IV Novembre 119/a Programma Partecipano:
– Santi Consolo, Capo del Dipartimento Amministrazione penitenziaria.
– Mauro Palma, Presidente dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale
Ore 9,45 Apertura dei lavori- Ornella Favero Presidente CNVG
Prima sessione Cosa fare perché sia sufficiente dare una seconda possibilità
Il volontariato va ben oltre la scelta di dare a chi commette reati una seconda possibilità nella disperata speranza di non buttare via nessuno, come dice sempre Agnese Moro. Di recente sono nate molte polemiche sulla recidiva e in tanti sono convinti che è il carcere cattivo che ci rende più sicuri, ma in realtà il carcere cattivo è un invito a tornare a commettere reati. Un carcere come quello di Bollate crea le condizioni, coinvolgendo la società esterna, perché non si debba per settanta volte sette cercare di recuperare le persone ma basti un solo tentativo, però ben fatto.
Interventi di: Massimo Parisi direttore della Casa di reclusione di Milano – Bollate
Seconda sessione Raccontare a una società spaventata che più “apertura” del carcere crea più sicurezza. La riforma mancata dell’Ordinamento Penitenziario, che toglieva un po’ di ostacoli ai percorsi di reinserimento delle persone detenute, è stata bloccata facendo credere alla gente che “svuotava le carceri” e moltiplicava i rischi per la società. La realtà è bene diversa, per questo ne parliamo con chi fa il Magistrato di sorveglianza e quella riforma la conosce bene così come chi si occupa direttamente di detenuti e trattamento sa che non può essere solo una risposta punitiva quella che crea sicurezza.Interventi di: Fabio Gianfilippi magistrato di Sorveglianza a Spoleto, è stato membro della Commissione per la riforma dell’Ordinamento penitenziario
Terza sessione. Il Volontariato “interroga” i garanti. In questi anni i garanti delle persone private della libertà personale sono diventati una presenza importante nelle carceri, e il Volontariato si è abituato a ricorrere al loro intervento, a segnalare situazioni difficili. Oggi i tempi non sono facili neppure per la presenza e le attività dei volontari stessi. E se fosse giunto il momento di pensare a una competenza nuova per i Garanti, come garantire l’ingresso e la presenza in carcere del Volontariato? Interventi di: Gabriella Stramaccioni, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Roma – Roma Capitale, Interventi di: Stefano Anastasia Garante dei diritti delle persone private della libertà personale Regione Lazio e regione Umbria
Quarta sessione Come prendersi cura dei ragazzi più disastrati. Ma quante possibilità si devono dare ai ragazzi che finiscono al carcere minorile? E se poi quei ragazzi vengono da zone disastrate, con genitori che hanno conosciuto a loro volta la galera, e sognano magari di diventare dei piccoli boss? E come ci si pone di fronte alle ricadute e ai tradimenti della fiducia? Interventi di: Gianluca Guida, direttore dell’Istituto penale di Nisida. Interventi di: Ettore Cannavera, volontario nell’Istituto penale minorile di Quartucciu, dove per anni è stato cappellano, fondatore della Comunità La Collina (Serdiana)
Quinta sessione Vittime e carnefici: quando il Volontariato sa farli dialogare Il Volontariato che si occupa di pene e carceri è sempre stato accusato di stare “dalla parte dei cattivi”, in realtà sono proprio i Volontari che in questi anni hanno aperto il confronto con molte vittime, le hanno fatte incontrare con le persone detenute, hanno iniziato un dialogo profondo e utile a tutti. Ma i ruoli non sono mai definiti, quando parliamo di storie così complesse: è successo anche che una vittima, che ha rischiato di essere un “carnefice”, e che un “carnefice”, oggi siano diventati un punto di riferimento reciproco, e insieme studino per diventare mediatori.
Interventi di: Giorgio Bazzega, figlio del maresciallo dei Servizi di Sicurezza Sergio Bazzega, ucciso dal brigatista rosso Walter Alasia il 15 dicembre 1976. Interventi di: Lorenzo Sciacca, redattore di Ristretti Orizzonti, prima dentro il carcere, ora in libertà
Sesta sessione Quando il Volontariato contribuisce ad “aprire dei silenzi” Il Volontariato è da sempre impegnato a far ritrovare la voce a chi l’ha persa, a dare spazio alle sue parole e mettere al centro della sua attività le testimonianze. Qualche volta può farsi aiutare da poeti.
Interventi di: Stefano Raimondi poeta e critico letterario, laureato in Filosofia (Milano). Ha numerose pubblicazioni al suo attivo, fra cui Soltanto vive. E’ tra i fondatori della rivista filosofica Materiali di estetica, ha svolto laboratori di poesia all’interno della C.R di Opera.
Settima sessione Il Volontariato che non ama la parola “fallimento” I volontari che si occupano di situazioni complesse come quelle delle persone detenute non possono permettersi di fare bilanci, né di calcolare i percorsi di reinserimento che hanno avuto successo e quelli che sono stati “fallimentari”. I volontari devono continuare a investire sulle persone, ad aiutarle anche quando cadono. Uno degli strumenti che più aiuta a dare un senso a vite frantumate è la scrittura Andrea Carraro, scrittore. Dal suo romanzo più noto Il branco, è nato il film omonimo diretto da Marco Risi. L’ultimo suo romanzo, Sacrificio, è la storia di un padre che tenta in tutti i modi di salvare la propria figli tossicodipendente. Uno dei temi chiave del libro è quello del fallimento in ogni senso, come padre come marito e come uomo cristiano, un uomo schiacciato dai sensi di colpa. Conclusioni Ornella Favero Presidente CNVG

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Comune di Milano: Non intende procedere con il rimborso automatico della Tari

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori Milano contestano la decisione del Comune di Milano, che non solo ha annunciato di non voler procedere con il rimborso automatico della Tari sulle autorimesse, come in un primo tempo ipotizzato, ma che ha anche scelto la lunga strada dei ricorsi alle Commissioni tributarie.Una decisione non condivisa dalle due associazioni, non solo perchè quella dei ricorsi alle Commissioni è la più gravosa per i cittadini, ma anche perché non è l’unica strada possibile.
La Corte dei Conti, infatti, interpellata dal Comune stesso, non ha vietato la possibilità di un provvedimento di autotutela, con rimborsi automatici, ma si è limitata a stabilire l’inammissibilità del quesito, trattandosi di un potere sul quale la Corte non può pronunciarsi.
“E’ di tutta evidenza” scrive la Corte “che il quesito formulato comporterebbe che questa Sezione si pronunci sulla legittimità o meno del potere d’autotutela (estrinsecantesi nell’azione di provvedimenti di “rimborso d’ufficio della quota variabile”) che l’ente comunale intende esercitare per risolvere le problematiche esposte”.Non solo. La Corte dei Conti ha anche implicitamente ammesso la possibilità di rimborsi automatici, ossia d’ufficio, laddove si legge: “Ne consegue che qualora il Comune, a partire dall’anno 2014, dovesse avviare una procedura di rimborso (d’ufficio o su istanza di parte) della quota variabile (della Tari, ndr) applicata alle autorimesse, la sua copertura finanziaria” può derivare dalle “entrate ascrivibili alla fiscalità generale”.Insomma, il Comune di Milano, avrebbe potuto esercitare l’autotutela e rimborsare direttamente e semplicemente i cittadini, specie ora che la Corte dei Conti ha reso praticabili i rimborsi autorizzando la via di coprire i costi con la fiscalità generale. Invece ha preferito porre a carico dei consumatori l’onere dei ricorsi.

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Controversie commerciali internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Da qualche tempo parole come “made in” hanno cambiato significato. Uno stesso bene può difatti essere fabbricato in paesi diversi, utilizzando materie prime e servizi che provengono da altri paesi ancora.E’ la globalizzazione dei mercati, con le sue insidie e i suoi vantaggi per imprese e consumatori. E tenendo conto che il tasso di controversie nei rapporti commerciali all’interno di un Paese è già elevato, è facile desumere cosa possa accadere in caso di conflittualità sovranazionali.Nel contesto dei contratti internazionali il ricorso alla autorità giudiziaria ordinaria è reso complesso dalla presenza di sistemi giurisdizionali statali che solo in parte sono coordinati tra loro. E quindi che fare? Se ne è parlato stamani alla Camera di Commercio di Bari nell’incontro “I rapporti commerciali sovranazionali”, un evento col patrocinio dell’ente camerale barese, voluto dalla Camera Arbitrale e della Mediazione su richiesta dell’associazione “diDiritto”, rappresentata dall’avvocato Vittorio De Rosas. «Gli scambi commerciali con i paesi esteri sono fondamentali per la crescita delle imprese, ma è altrettanto fondamentale sapere di poter contare su strumenti efficaci per prevenire o gestire il conflitto, fra i quali le clausole compromissorie e l’arbitrato internazionale, garanzie in più in tutte le transazioni commerciali», ha detto nei saluti il vice presidente della Camera Arbitrale barese, avvocato Francesco Andriani. Che ha altresì evidenziato come la Camera di Commercio di Bari, nella sua funzione di regolazione di mercato, si faccia spesso promotrice di momenti e iniziative formative e informative che possano aiutare gli operatori a prevenire e gestire meglio l’eventuale controversia nel mare magnum della globalizzazione.Nei registri delle imprese pugliesi sono censite più di 380.000 imprese. E una imprenditoria diffusa, che pervade praticamente tutti i comparti economici e con moltissime eccellenze produttive.Queste imprese nel 2017 hanno esportato prodotti superando gli 8 miliardi e 261 milioni di euro per valore delle merci in uscita, un risultato ottimo rispetto al 2016. Parliamo di un +4,10%. Che tra l’altro è un fattore trainante della ripresa.In questo contesto, il contratto internazionale non è più uno scambio bilaterale che si effettua una tantum tra due soggetti ben distinti. E’ un sistema complesso di relazioni/interazioni che durano nel tempo e che integrano segmenti/parti di prodotti e di processi produttivi gestiti da imprese, a volte “indipendenti”, a volte “collegate” da un punto di vista societario, ma comunque legate dalla necessità di integrare le varie fasi del processo di progettazione, fabbricazione, messa in vendita del prodotto o servizio.Nel corso dell’incontro relatori molto qualificati, collegati da Sidney, Londra, Tirana e Bratislava, in diretta Skype e fruibile anche in streaming, hanno parlato di esportazioni e investimenti in Australia, Albania, Gran Bretagna (dopo la Brexit) e Slovacchia, di incentivi all’export nelle Zone Economiche Speciali, di clausole compromissorie e di arbitrato consumeristico internazionale, di strumenti di finanziamento della piccola e media impresa (minibond, titoli di debito, crowfunding) con i rispettivi vantaggi e svantaggi, analizzando gli aspetti tecnici e tecnico giuridici.

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Legge contro immigrazione clandestina

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

“Indegne le parole di Soros contro l’Italia. Siamo stanchi di questi sciacalli della speculazione che, non appagati dal controllo che hanno sulla nostra finanzia, ora vogliono controllare anche la nostra democrazia. Fratelli d’Italia sta lavorando ad una proposta di legge per fermare l’ingerenza di Soros e dei suoi compari nella nostra Nazione, sul modello di quanto già fatto coraggiosamente in Ungheria da Orban. Vogliamo perseguire come illecito penale ogni forma di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, compresa quella fatta fin ora alla luce del sole dalle Ong. Inoltre intendiamo regolare per legge i flussi migratori regolari, bloccando l’ingresso alle nazionalità che, in base ai dati statistici del Viminale, hanno dimostrato di creare problemi di integrazione e di sicurezza. Stop alle Ong che favoriscono l’immigrazione clandestina e porte chiuse in Italia a chi non rispetta le nostre leggi, la nostra cultura e la nostra identità. È questo ciò che intendiamo fare con la nostra proposta di legge anti Soros”.E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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