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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘ambiente’

Lavoro: Sindacati, 13 dicembre nuovo sciopero generale servizi ambientali

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

Nuovo sciopero generale lunedì 13 dicembre dei servizi ambientali per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto. Un’astensione dal lavoro che sarà per l’intera giornata e per tutti i turni di lavoro, con la garanzia dei servizi minimi previsti, e che interesserà gli oltre 100 mil addetti del settore, tra pubblico e privato, per rivendicare il diritto al rinnovo di un contratto scaduto da oltre due anni. A darne notizia sono Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, aggiungendo che: “Nonostante lo straordinario successo dello sciopero dello scorso 8 novembre, e dopo il nostro ennesimo tentativo di provare a chiudere il contratto, l’atteggiamento intransigente delle associazioni datoriali nega ancora una volta i legittimi diritti dei lavoratori e le loro aspettative di avere il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto da 29 mesi”.I sindacati puntano ancora una volta il dito contro le associazioni datoriali, Utilitalia per la parte pubblica, Confindustria Cisambiente e Fise/Assoambiente per quella privata, insieme alle tre centrali cooperative, Agci, Confcooperative e Legacoop, le quali, “nonostante la forte mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, non hanno rimosso le pesanti condizioni poste al tavolo di trattativa. Evidentemente le imprese vogliono perseverare sul loro obiettivo di non far crescere industrialmente il settore e, attraverso la riduzione del costo del lavoro e la cancellazione della rappresentanza sindacale dei lavoratori e delle lavoratrici, destrutturare il settore verso la povertà”.Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel lamentano un atteggiamento “intransigente e irresponsabile da parte delle controparti che nasconde un solo obiettivo: quello di precarizzare il lavoro, di destrutturare il settore e con esso i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che il contratto tutela. Non possiamo più tollerare questo ritardo: lo straordinario lavoro che migliaia di lavoratrici e lavoratori garantiscono ogni giorno attraverso un servizio pubblico indispensabile va riconosciuto e il rinnovo del contratto è la sola condizione per farlo. Lunedì 13 dicembre sarà una nuova straordinaria giornata di lotta: lavoratrici e lavoratori uniti nelle piazze per tutelare il loro futuro, il settore e le comunità nelle quali viviamo. Abbiamo un solo obiettivo, il rinnovo del contratto, e non faremo un passo indietro”, concludono.

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Piantumazione degli alberi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

“Noi come Fareambiente ci siamo battuti per anni per l’inserimento nelle scuole dell’educazione ambientale, che è ‘cura della casa comune’, come dice Papa Francesco. Ci siamo riusciti con la legge del 2019. L’ambiente è lo stare bene ed è stile di vita. Purtroppo la legge Rutelli 113 del ‘92, sulla piantumazione di un albero ogni neonato o bambino adottato, nei comuni di nascita, non trova applicazione. È una vergogna che una legge così importante sia lettera morta e trovi un’insensibilità da parte dei ministeri competenti”. Lo afferma Vincenzo Pepe, presidente dell’associazione ambientalista FareAmbiente, in occasione della conferenza stampa “Cambiamento del clima e messa a dimora degli alberi. Una proposta di modifica della legge del 1992. Manifesto di protesta di FareAmbiente” alla sala stampa della Camera dei Deputati. “In prossimità della festa dell’albero, che cade il 21 novembre, siamo a sottolineare l’importanza di una coscienza ecologica strettamente collegata con l’economia e la società. Un processo olistico che deve toccare tutti gli aspetti della vita a partire dall’educazione dei giovani, affinché nel costruire la società del domani possano agire consapevolmente. Ecco perché – spiega Simona Vietina deputata di Coraggio Italia – ho ritenuto doveroso presentare due interrogazioni, affinché si focalizzi il problema e si rendano concrete due leggi già esistenti: la L.113 del 92 leggermente modificata dalla L.10 del 2013 che richiede di mettere a dimora un albero per ogni nato, ancora non applicata e l’altra la ‘92 del 2019 che introduce l’educazione civica”. Dello stesso avviso Maria Teresa Baldini, deputata di Coraggio Italia: “Una giornata importante quella del 21 novembre perché solo attraverso un gesto comune e concreto possiamo iniziare la vera rivoluzione green. L’albero e’ vita, e’ bellezza, e’ impegno ambientale e sociale per chi si impegna al rispetto del luogo dove vive. Coraggio italia condivide il fare ambiente che significa dare voce a progetti ambientali sostenibili che partono dai vari territori nel rispetto della loro identità e specificità”. “Se il G20 – conclude Pepe – ha stabilito di piantare 1000 miliardi di alberi entro il 2030, perché non iniziamo mettendo in pratica la cosiddetta Legge Rutelli? Possiamo utilizzare il Pnrr anche per destinare fondi ai comuni per la piantumazione degli alberi e prevedere sanzioni per le amministrazioni inadempienti”.

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La diversità che unisce, per un ambiente di lavoro equo e inclusivo,

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2021

Può contribuire al successo economico di un’azienda: è stato osservato che le aziende che promuovono la diversità di genere nei loro team hanno il 21% di probabilità in più di superare i loro diretti concorrenti in termini di redditività (AmCham EU Report 2020). Percentuale che sale al 33% nelle aziende che promuovono la diversità etnica e culturale.La diversità, se riconosciuta, accolta e valorizzata, può diventare un fattore strategico per il business e un valore per tutte le persone: è da questo assunto che prende le mosse “4 Weeks 4 Inclusion”, una grande maratona interaziendale in cui oltre 200 partner si alternano in una staffetta di webinar e eventi condivisi dedicati alla valorizzazione delle diversità e all’inclusione. 4 settimane, 189 eventi per oltre 200 ore totali dedicate al racconto delle storie aziendali e alla condivisione delle esperienze, per confrontarsi su come agire l’inclusione.Pfizer Italia è tra aziende protagoniste di questa maratona online, con un webinar sul tema della Diversity & Inclusion che si terrà lunedì 15 dicembre dalle ore 18.30 alle 19.30, aperto a tutti previa registrazione al link https://4w4i.it/event/pfizer“Il tema Diversity & Inclusion è centrale per Pfizer a livello globale ormai da oltre un decennio – dichiara Roberto Tocci, Sr Director HR Italy & Biopharma Cluster, IDM – con l’obiettivo di sviluppare e promuovere programmi volti ad aiutare i dipendenti ad apprezzare il valore della diversità e a vivere Pfizer come un ambiente equo e collaborativo all’interno del quale costruire una carriera di successo, consentendo a Manager e Leader di creare posti di lavoro inclusivi ed equi e trasmettendo ai nostri stakeholder il valore della diversità”.Il gruppo DNA – Diversity is NAtural fin dal 2015 promuove in Pfizer la cultura della diversità e dell’inclusione in azienda. Diversity is NAtural, perché la diversità in natura è elemento di ricchezza, ma anche DNA, come la doppia elica che accomuna tutti gli esseri viventi: superare i pregiudizi e creare un ambiente di lavoro equo e inclusivo sono gli obiettivi che hanno portato il team DNA a coinvolgere i dipendenti in un percorso che, iniziato con il Dnalphabet, è proiettato verso il futuro.“Il nostro gruppo lavora con passione per rendere Pfizer un ambiente di lavoro diverso e straordinario dove che tutti i colleghi siano riconosciuti per la loro diversità – sottolinea Marianne Rodger, Rare Disease Country Lead di Pfizer Italia e DNA Lead – ma agiamo anche come ‘ambasciatori’ al di fuori della nostra azienda per incoraggiare la diversità, far riconoscere il suo valore e ridurre le disparità in ambito sanitario”.Una importante novità della quale si parlerà nel corso del webinar sarà il progetto ForAll (Fornitori Alleati), ideato da Pfizer e promosso con altre venti aziende con l’obiettivo di creare consapevolezza in tutte le imprese italiane, con le quali queste aziende collaborano, sull’importanza dell’inclusione delle diversità sul luogo di lavoro.Il primo passo delle aziende del network, che annovera tra le sue fila multinazionali come P&G, Ikea, Coca-Cola HBC Italia e altre, è stato inviare un questionario ai propri fornitori per capire le loro attitudini su diversità e inclusione; i dati emersi saranno presentati il prossimo 22 novembre alle ore 14.00, sempre nell’ambito di 4 Weeks 4 Inclusion (https://4w4i.it/event/progetto-forall-fornitori-alleati).

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Ambiente, migrazioni e fame nel mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

I problemi del mondo sono stati abitualmente sottovalutati nella quotidianità. Istituzioni internazionali (Onu e dintorni) che se ne occupano ci sono, e riescono ad andare avanti grazie ai finanziamenti (drammaticamente pochi) degli Stati nazionali. Oggi questi problemi sembra che siano più valutati perché stanno esplodendo nei nostri giardini di mondo ricco. Il caso emblematico per eccellenza è il covid, contro il quale stiamo lottando fronteggiando ogni giorno novità (varianti e dintorni). Il modo stesso con cui affrontiamo il virus, non più segregandoci in casa (come quando – malati – non si va a scuola), dimostra che abbiamo maturato consapevolezza istituzionale, collettiva ed individuale che – FORSE – ci condurrà a qualche soluzione. E, anche se ancora in modo insoddisfacente, le nostre istituzioni di Paesi ricchi stanno cominciando ad “invadere” i Paesi poveri con derrate di vaccini. Niente di risolto, ma è innegabile che questa politica sia in atto.Gli “altri” tre grandi problemi dell’umanità sono ambiente, migrazioni e fame nel mondo. Non abbandonati a se stessi ma, visto che sono sempre più problematici, vuol dire che quanto si fa non è sufficiente e/o viene fatto male. Ambiente. La corsa all’ennesimo fallimento della COP di Glasgow, con le terribilmente reali denunce che – per semplificare – vengono da Greta Thunberg, sono attualità. Migrazioni. Oltre a diffusi respingimenti o accoglienze col contagocce , baruffe sulle quote dei Paesi Ue, sovranismi suicidi di Paesi del Pacifico quanto dell’Atlantico e dell’oceano Indiano… oltre questo, non si va. Fame nel mondo. E’ di oggi l’ennesimo bollettino di morte del Programma alimentare mondiale. Il balzo da 42 milioni di inizio anno a 45 milioni di persone a rischio fame è la presa d’atto di un Pianeta in cui si va su Marte, si raggiunge Internet collegandosi dallo Spazio, ma si è incapaci di dare acqua e cibo a tutti.Ma il covid non ci ha insegnato nulla? Possibile che la mobilitazione e l’impegno mondiale su questo virus non ci abbia fatto comprendere che la Sars-cov è SOLO uno dei problemi planetari che NON POSSONO NON ESSERE RISOLTI, pena l’accelerazione della nostra estinzione? Non basta, per esempio, che in questi ultimi mesi TUTTI i prodotti energetici ed alimentari hanno prezzi che lievitano senza controlli, prezzi dai quali a cascata dipendono tutte le indispensabilità della vita? Lievitazione non casuale o solo a causa di riccazzi che vogliono essere sempre più tali, ma per carenze e/o errori di politiche su drammi che stanno portando il Pianeta alla deriva? Il fatto che – per chi fosse ancora distratto – ambiente, migrazioni e fame nel mondo non siano nel proprio giardino, è scusante per qualche individuo, ma criminale per le istituzioni. (Comunicato Aduc)

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Mario Tassone: Ambiente, non si può più far finta di nulla

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Il momento terribilmente difficile dalle prospettive non nitide deve spingere analisti, governanti, operatori sociali a valutazioni non di circostanza, meno enfatiche e possibilmente più realiste sullo stato di salute del pianeta. Il G20 che si è aperto a Roma e fra qualche giorno il Vertice sull’ambiente che si svolgerà a Glasgow in Scozia, sono occasioni uniche perché si prenda consapevolezza della gravità dei processi di decomposizione del pianeta che minacciano la vita e sottraggono ogni realistica visione del futuro.La pandemia, i mutamenti climatici, la difficile ripresa economica dopo il Covid – 19 sono cifre di problemi che vanno affrontati con diverse e più puntuali consapevolezze. Il quadro internazionale, i rapporti di forza tra potenze si vanno modificando rispetto a qualche tempo fa. Pensiamo alla Cina con la sua forza di penetrazione in Asia. Paesi quali l’India, il Brasile sono realtà destinate ad avere sempre più influenza nello scacchiere internazionale.Gli USA, dopo la presidenza Trump, con Biden, riprendono un rapporto più dialogante anche con l’Europa, anche se alcune scelte fanno intravvedere una rivisitazione della politica internazionale. Ma oggi cosa ci si aspetta da queste assisi internazionali? La consapevolezza che la Terra è sull’orlo del precipizio. La lotta al virus soprattutto nelle aree non servite sufficientemente dai vaccini, la riduzione dell’inquinamento, la svolta per fronteggiare le molte diseguaglianze e operare per prevenire ulteriori tragedie umanitarie, si impongono senza ritardi.Dunque occasioni perché gli egoismi siano accantonati. Non si può far finta di nulla. I palliativi delle parole e dei lunghi documenti accantonano i problemi. Tanto, alcuni ragionano, fra 50 anni non ci saremo e “sotto a chi tocca”. Questo significherebbe che la vita verrebbe sacrificata sull’altare dell’egoismo. E nessuno si salverà. La Cina, la Russia non presenti a Roma costituiscono un elemento di preoccupazione. L’Europa saprà ritrovare nella sua storia e cultura la energia per recitare un ruolo meno occasionale. Sono interrogativi, che vengono dalle esperienze del passato. Per l’ambiente da Rio di Janeiro in poi quante pantomime, quanti appuntamenti mancati, quanti impegni non rispettati. Oggi è il tempo delle decisioni vere. Non ci sono grandi e immortali. Tutti siamo fragili. Il futuro bisogna costruirlo e non scansarlo. Sarebbe l’annuncio del dissolvimento senza più appelli!

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24° Festival CinemAmbiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2021

Torino, dall’1 al 6 ottobre 2021 al Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema, sia online. A partire dal giorno successivo alla proiezione in sala, i film saranno disponibili, fino al 13 ottobre, sulla piattaforma OpenDDB, che avrà una capienza di 500 accessi per ciascun titolo .Accompagnata dal claim “Time for Change” – che focalizza l’attenzione sulla necessità improcrastinabile di avviare una transizione ecologica in grado di contenere ulteriori effetti devastanti dei cambiamenti climatici – l’edizione 2021 presenta 89 film, in arrivo da oltre 30 Paesi. Due le sezioni competitive. Il Concorso documentari presenta 10 film selezionati tra la migliore e la più recente produzione internazionale di cinema ambientale. Tra questi, il film inaugurale, Animal, del regista francese Cyril Dion, che a cinque anni dal successo di Demain, allarga lo sguardo dai cambiamenti climatici all’emergenza del collasso della biodiversità, e The Ants & the Grasshopper, firmato dal pluripremiato regista inglese Zak Piper e da Raj Patel, l’autore di I padroni del cibo, economista e scrittore tra i massimi studiosi della crisi alimentare mondiale. Il Concorso cortometraggi vede 20 titoli in gara, provenienti da quattro continenti, specchio di un cinema “breve” in costante crescita e diffusione in ogni parte del mondo come strumento di immediata denuncia e rappresentazione delle emergenze ambientali del territorio.Tra le sezioni non competitive, Made in Italy, un’ampia vetrina di 40 film riservata alla più recente produzione nazionale di cinema ambientale, in grande crescita negli ultimi due anni nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria: un viaggio, geografico e umano, tra le emergenze del nostro Paese, le sue bellezze (spesso sfigurate), le esperienze di chi ha trovato una propria via verso la transizione.Nella sezione non competitiva Panorama internazionale, una selezione di 16 film, tra corti, medi e lungometraggi non inediti in Italia, ma ritenuti, per la qualità della realizzazione o l’incisività dei temi trattati, meritevoli di un’ulteriore circuitazione. Tra i titoli proposti, per lo più di recentissima produzione, anche un classico da riscoprire, Serengeti non morirà, premio Oscar nel 1960, e il documentario presentato nella serata di chiusura del Festival, Legacy, il nuovo film-testamento di Yann Arthus-Bertrand, l’autore francese tra i massimi esponenti mondiali della fotografia e del cinema ambientali, a cui quest’anno il Festival assegna il premio alla carriera Movies Save the Planet.Molti gli appuntamenti collaterali alle proiezioni. Tra gli Ecoeventi di quest’edizione: incontri, presentazioni di libri e di progetti, “conversazioni sul mondo che verrà” con scrittori ed esperti, iniziative alla Mole Antonelliana (visioni in VR, una mostra fotografica dedicata a “Il Quinto elemento”) e due panel: uno dedicato a “Il cinema ambientale oggi”, in cui registi e studiosi discuteranno della trasformazione di un settore in crescita accelerata, e l’altro a “Un festival più verde”– organizzato in collaborazione con AFIC — in cui direttori di festival e rappresentanti di enti e istituti di ricerca si confronteranno sul progetto finalizzato all’elaborazione di un protocollo green per la riduzione dell’impatto ambientale delle manifestazioni culturali.L’ingresso e l’accesso a tutti gli eventi del Festival sono gratuiti. Le proiezioni al Cinema Massimo e online su OpenDDB sono a prenotazione obbligatoria, che si può effettuare sul sito http://www.cinemambiente.it. La prenotazione in sala è consentita per max 2 persone. L’ingresso alle proiezioni e agli eventi del Festival sarà consentito solo dietro presentazione del Green pass.

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Corso Laurea in “Ambiente e Gestione sostenibile delle Risorse naturali”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2021

Camerino. Nell’ambito dell’iniziativa Unicam “Laboratori Aperti” il prossimo 29 luglio presso la sede di Palazzo Castelli (via Pontoni 5, Camerino), il corso di laurea triennale in “Ambiente e Gestione sostenibile delle Risorse naturali”, presenterà alcune attività di ricerca ambientale, di base ed applicata, svolte da gruppi di studio coordinati da docenti del corso, nonché alcune attività imprenditoriali in cui la ricerca ambientale riversa il know how per percorsi economici sostenibili che possono rappresentare interessanti sbocchi professionali per gli studenti del corso di Laurea.Il corso di laurea in “Ambiente e Gestione sostenibile delle Risorse Naturali” (https://didattica.unicam.it/Guide/PaginaCorso.do?corso_id=10466&ANNO_ACCADEMICO=2020) è strutturato in due curricula. Il primo “Gestione e Valorizzazione delle Risorse Naturali” ha come obiettivo quello di fornire allo studente le conoscenze di base finalizzate alla gestione sostenibile degli ecosistemi e della biodiversità. Il secondo “Sostenibilità Ambientale delle Produzioni e Green Economy” ha invece l’obiettivo di formare una figura professionale in grado di affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità di lavoro della “svolta green” basata sui principi dell’economia circolare, sulla sostenibilità delle produzioni e la qualità degli ambienti rurali ed urbani. Nello specifico, gli interessati potranno partecipare a 7 attività laboratoriali articolate come segue: dopo l’accoglienza presso il Polo di Informatica alle ore 9, ci si sposterà a Palazzo Castelli, sede del corso di laurea, dove si terrà una breve illustrazione delle caratteristiche del corso. A partire dalle 9.30 e fino alle ore 12.00 i partecipanti verranno guidati presso le diverse postazioni dove riceveranno informazioni sul tipo della ricerca presentata nonché sulla sua importanza sociale, economica ed applicativa. Il viaggio inizierà con il LAB1: La ricerca botanica per la tutela della biodiversità (ERBARIO UNICAM) Una banca dati biologica al servizio della ricerca, della divulgazione e della protezione della natura. Si proseguirà poi con seguenti temi. LAB2: Quando la Plastica entra in un circolo virtuoso (OLIANS PLAST Civitanova Marche) Olians Plast Srl e Olians 4 R.ecycle creano opportunità e risorse da ciò che fino ad oggi veniva considerato nulla più che un rifiuto producendo dai rifiuti plastici nuovi materiali destinati al mondo della moda. LAB3: L’economia circolare nei sistemi zootecnici tradizionali (SIBILLANA Visso) L’allevamento tradizionale della razza ovina Sopravissana per la realizzazione di capi di maglieria esclusivi. Un esempio di filiera virtuosa che parte dalla gestione sostenibile dei sistemi pastorali all’utilizzo della lana e dei suoi sottoprodotti. LAB4: Pianificazione e gestione sostenibile delle infrastrutture verdi (STUDIO BOTANICO VENTRONE Macerata) Le competenze scientifiche del botanico naturalista applicate al Garden design sostenibile nella progettazione del verde privato, del paesaggio urbano e delle aree ricreative. LAB5: La ricerca applicata alla gestione della fauna selvatica (ATC-MC2, U.R.C.A. Macerata, Ricercatori UNICAM) Studi biometrici e morfometrici su specie animali di interesse faunistico-venatorio e Studi comportamentali sui selvatici per la pianificazione di interventi gestionali. La gestione della fauna venatoria come elemento di sviluppo economico delle aree montane e valorizzazione del comparto agro-turistico. LAB6: Biodiversità del suolo e agricoltura sostenibile (Ricercatori UNICAM) Sviluppo ed applicazione di test ecotossicologici, bioindicatori ed indici biotici, per monitorare e valutare gli impatti derivanti dall’uso di fertilizzanti o fitofarmaci sulla “salute” del suolo. La diversità del sistema suolo come elemento centrale dello sviluppo agricolo sostenibile. LAB7: Cartografia tematica e telerilevamento per il monitoraggio e la conservazione dell’ambiente (Ricercatori UNICAM) Il Remote-Sensing: la nuova frontiera per la conservazione della natura, la pianificazione del paesaggio ed il monitoraggio dei cambiamenti globali.La prenotazione agli eventi è obbligatoria e va effettuata al link https://orientamento.unicam.it/laboratori-aperti-2021

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G20 Ambiente: Rotta, occasione unica per svolta green

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

“Stiamo attraversando un momento cruciale per quella rivoluzione green di cui ogni giorno di più si avverte la necessità. Servono interventi mirati su clima, ecosistemi, biodiversità. E serve una linea comune globale. Il G20 dell’Ambiente in corso a Napoli è uno degli appuntamenti cruciali per definire le politiche della sostenibilità”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ambiente alla Camera, Alessia Rotta. “Come riconosce l’inviato speciale Usa sul clima, John Kerry – continua la presidente Rotta – il presidente del consiglio Mario Draghi e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani garantiscono l’impegno dell’Italia al raggiungimento di un accordo. Di più. Sono le figure più indicate a favorire il raggiungimento di questo obiettivo”. “I piani di azione sono molteplici – aggiunge Rotta – lo stesso ministro Cingolani ne ha tratteggiato i percorsi. Per esempio, bisogna fare in modo che il sistema finanziario sia incentivato ad allinearsi alle esigenze dello sviluppo sostenibile, e i progetti contenuti nel Pnrr vanno in questa direzione. Bisogna agire sull’istruzione, sulla formazione culturale delle nuove generazioni, che è l’unico strumento capace di rendere permanente la rivoluzione green, di prolungarne nei decenni gli effetti, di impedire che la sua spinta propulsiva, rigeneratrice, si interrompa. C’è poi il lavoro dei Comuni, delle Regioni, oltre che dell’Esecutivo: gli obiettivi che vengono posti e il coordinamento fra i vari livelli di governo sono elementi indispensabili alla riuscita della transizione ecologica”. “La pandemia – conclude Rotta – ci ha fatto scoprire un’Ue solidale nella lotta al virus e nella ricerca di una via d’uscita dalla crisi. Questo ci permette di disegnare l’Europa del domani. Ma il portato dell’esperienza che ha marcato la vita di tutti, in tutto il mondo, va oltre. Oggi avvertiamo una consapevolezza viva, comune, della necessità di una svolta che garantisca il futuro del pianeta. Questa svolta non può che essere verde e non può che essere condivisa dai governi. Il summit di Napoli è un tassello fondante per consolidare questa consapevolezza e per cominciare ad agire di conseguenza”.

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Ambiente: Rotta, con Cop26 stop ai ‘paradisi inquinanti’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

Roma. “Si devono combattere i paradisi fiscali, perché minano gli sforzi di quei Paesi che adottano politiche improntate sull’equità. E allo stesso modo serve una forte azione di contrasto ai paradisi inquinati, che azzoppano i benefici della rivoluzione green in atto in molte Nazioni, in primis l’Italia. Cop26 sarà un appuntamento cruciale per armonizzare gli sforzi a livello mondiale”. Lo ha detto Alessia Rotta in occasione della Giornata mondiale per l’ambiente. Alessia Rotta è presidente della commissione Ambiente della Camera e relatrice per il Parlamento italiano alla Cop26 delle Nazione Unite, la conferenza internazionale sul cambiamento climatico in programma dal 9 al 20 novembre 2020, a Glasgow. “Il Regno Unito assumerà la presidenza della Cop26 in partenariato con l’Italia – ricorda Alessia Rotta – L’Italia ospiterà la precop governativa, quella preliminare dei parlamentari e alcuni eventi dedicati ai giovani. In vista della conferenza di Glasgow, sto incontrando il presidente di Cop26 Alok Sharma e vari componenti delle commissioni parlamentari dei Paesi partecipanti, in modo da stilare il programma dei temi da affrontare”.“Cop26 – spiega Rotta – avrà il compito di allineare le politiche dei vari Paesi, per dimostrare che la direzione di marcia è una sola e che va verso la rivoluzione green. L’Italia ha davanti a sé una grande occasione per presentarsi come player. Abbiamo buone performances su alcuni asset fondamentali delle politiche di tutela dell’ambiente, penso ai risultati sul riciclo dei rifiuti e agli investimenti nelle fonti di energia alternativa, come l’eolico e il solare: l’Italia offre un terreno più favorevole di molti altri Paesi europei”.“Gli investimenti legati al Recovery – conclude Alessia Rotta – daranno un’accelerata alla rivoluzione green in Italia. Ma il nostro impegno sarebbe vano se non rientrasse in una strategia globale. In questa ottica, credo che gli sforzi debbano concentrarsi anche sui grandi dimenticati, come il mare e la tutela delle biodiversità. Per Papa Francesco la cosa peggiore della pandemia sarebbe sprecare l’occasione di migliorarsi. Cop26 e il Recovery ci danno la possibilità di cogliere questa occasione. Essere riformisti significa anticipare quel futuro già prevedibile per non subirne solo le esternalità negative. Questo è il nostro compito”.

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Pesticidi: I pericoli per i consumatori e l’ambiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Anche la battaglia contro la plastica monouso è legata a doppio filo alla direzione che prenderà l’agricoltura nel prossimo futuro – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati diffusi in questi giorni dall’Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) rivelano che il 53% di piatti, posate e cannucce compostabili contiene sostanze tossiche e pesticidi. I pericoli per i consumatori e per l’ambiente sono facilmente intuibili. Ma a preoccupare ancor di più è l’imminente entrata in vigore della direttiva europea Sup, che a partire da luglio metterà al bando molti prodotti monouso in plastica che dovrebbero essere sostituiti proprio dalle nuove stoviglie biodegradabili provenienti da fonti vegetali.Che i pesticidi finissero nel cibo servito sui nostri piatti era un fatto purtroppo noto, ma in pochi avrebbero immaginato che le stesse sostanze tossiche sarebbero state trovate anche al loro interno – continua Tiso. L’ultima denuncia delle associazioni di consumatori è un’ulteriore conferma che la transizione verso una vera sostenibilità non può avvenire se non si affronta la sfida nella sua globalità e si rifuggono soluzioni che non fanno altro che spostare il problema.In una lettera aperta, tredici associazioni del settore agroalimentare europeo hanno di recente sollecitato una valutazione complessiva degli effetti economici e sociali che produrrebbe la riduzione dei pesticidi prevista dalla Commissione europea. Il timore è che i traguardi della strategia ‘Farm to Fork’ siano troppo ambiziosi o comunque non ben calibrati. Se il confronto tra operatori e decisori è sempre positivo, è pur vero che per produrre risultati utili deve tener conto di tutti i dati a disposizione. Ancora più importante è non limitarsi ad analizzare le conseguenze delle nuove misure per l’agricoltura, ma includere nella valutazione tutte le ricadute sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

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Día Mundial del Medio Ambiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Posiblemente la mayoría entendemos que la cultura y la sostenibilidad han de ir de la mano, pero necesitamos unas claves más precisas con las que operar. Esa es la razón de ser de esta publicación en formato póster, una iniciativa cuyo fin es el de promover desde las instituciones nuevos hábitos de aproximación a la cultura desde un modo mucho más respetuoso con la realidad del planeta que habitamos. Se ha diseñado de manera versátil y modular, con la idea de que cada una de sus caras pueda recortarse y funcione de manera autónoma, combinándose libremente. La idea es que se entienda como un manual de claves básico, no unívoco ni unidireccional, sino que sirva como punto de partida para alentar a que cada organización, institución, individuo o colectivo, se anime desarrollar unas líneas de trabajo que ayuden a construir un futuro más sostenible. No hay institución o agente cultural que pueda obviar el momento de crisis climática en que nos encontramos, y tenemos que enfrentarnos a la complejidad de esta crisis ecológica ante la que nos encontramos con optimismo, firmeza y una gran capacidad de anticipación y empatía. Esta propuesta opera a través de ese prisma, poliédrico y multifocal, en el que la cultura juega un rol crucial en la búsqueda de alternativas más sostenibles y la formulación de otros caminos que nos ayuden a trazar un cambio de paradigma. Un proyecto de Blanca De la Torre para la Real Academia de España en Roma “Porque la sostenibilidad no solo es cuestión de un día”

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Giornata mondiale dell’Ambiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Probabilmente la maggior parte di noi ritiene che la cultura e la sostenibilità debbano procedere di pari passo, ma abbiamo bisogno di elementi essenziali più precisi con i quali operare. Questa è la ragion d’essere di questa pubblicazione in formato poster, un’iniziativa il cui fine è quello di promuovere, a partire dalle istituzioni, nuove abitudini di approccio alla cultura con una modalità molto più rispettosa nei confronti del pianeta che abitiamo. È stato concepito in maniera versatile e modulare, con l’idea che ciascuna delle sue facciate possa essere ritagliata e funzioni in maniera autonoma, combinandosi liberamente. L’idea è che si intenda come un manuale di elementi basici, non univoco né unidirezionale, ma che serva come punto di partenza per incoraggiare ogni organizzazione, istituzione, individuo o collettivo, a sviluppare delle linee di lavoro che contribuiscano a costruire un futuro più sostenibile. Non c’è istituzione o agente culturale che possa ovviare il momento di crisi climatica nella quale ci troviamo, e dobbiamo affrontare la complessità di questa crisi ecologica con ottimismo, fermezza e una grande capacità di previsione ed empatia. Questa proposta opera attraversa questo prisma, poliedrico e multifocale, nel quale la cultura svolge un ruolo cruciale nella ricerca di alternative più sostenibili e della formulazione di altre vie che ci aiutino a tracciare un cambiamento di paradigma. Un progetto di Blanca de la Torre per la Real Academia de España en Roma “Ci vuole più di un giorno per la sostenibilità”

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Giornata Ambiente: Cia, agricoltura in prima linea. Solo 7% di emissioni

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

L’agricoltura oggi pesa solo il 7% circa sul totale delle emissioni prodotte che si riversano sull’ambiente. Un impegno sulla strada della sostenibilità che in Italia va avanti da anni: diminuisce drasticamente l’uso di chimica impattante; crescono le superfici biologiche e le agroenergie; si riduce di netto il consumo d’acqua grazie all’irrigazione di precisione; aumenta la manutenzione del verde, nelle aree rurali e urbane, realizzata dagli agricoltori. Così Cia-Agricoltori Italiani, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente che si celebra domani 5 giugno, fa il punto sul settore e lancia il suo piano per il futuro: l’agricoltura è pronta a cogliere la sfida del Green Deal europeo, così come gli obiettivi dell’Agenda 2030, però chiede strumenti e risorse adeguate per affrontare la transizione verde puntando su innovazione, ricerca e nuove tecnologie.In questo senso -spiega Cia- i fondi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, così come la nuova Pac, sono essenziali per consentire all’agricoltura di impattare sempre meno su clima e ambiente, tutelando al contempo competitività, reddito e qualità. Questo vuol dire continuare a produrre cibo sano e sicuro per tutti, ma anche assicurare la tenuta e lo sviluppo delle aree rurali, difendendo il paesaggio e la biodiversità; gestendo le risorse idriche; incentivando la produzione di energia da fonti rinnovabili, dal biogas alle biomasse al fotovoltaico sui tetti delle strutture agricole; salvaguardando il suolo e le foreste per prevenire il dissesto idrogeologico, migliorando la sostenibilità dei processi produttivi con nuove tecnologie digitali, blockchain e rinnovo del parco macchine per non inquinare.“La sfida green vogliamo giocarla da protagonisti -sottolinea il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino- continuando sempre a migliorare la sostenibilità di allevamenti e coltivazioni e valorizzando i servizi ecosistemici del nostro settore, ma con una visione dell’agricoltura che tutela l’ambiente senza penalizzare la produzione”.

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Filippo D’Edimburgo: Paladino dell’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2021

Il Principe Filippo di Edimburgo fu Presidente del WWF Internazionale dal 1981 al 1996 e fino ad oggi ne era presidente emerito.Fulco Pratesi, Presidente Onorario e tra i fondatori del WWF Italia lo ricorda così: “Credo di poter dire di aver avuto un sincera amicizia con Filippo d’Edimburgo. Col primo Presidente del WWF Internazionale ho avuto modo di avere spesso incontri e di ammirare la sua semplicità, il suo humour. Il nostro comune passato (era più anziano di me di 13 anni) di cacciatori pentiti e l’amore per la natura mi consentirono di frequentarlo spesso. Ricordo negli anni 70 un’escursione al Parco Nazionale d’Abruzzo dove arrivò con un solo collaboratore e abitò con noi in un Motel Agip che preferì al Grand Hotel dove abitavano i turisti ricchi. Poi in una lunga salita in montagna dove, miracolosamente, riuscimmo a osservare due orsi marsicani al pascolo che il marito della Regina riprese con una minuscola macchina fotografica. Un viaggio all’Oasi WWF di Palo Laziale, invitati dalla principessa Nicoletta Odescalchi, nell’auto dell’Ambasciata britannica, mi chiese cosa significassero le schioppettate dei cacciatori che risuonavano lungo la via Aurelia. Ne fu indignato. In un volo nel suo aereo da Roma a Londra, nel quale si metteva sempre alla cloche ai decolli e agli atterraggi, parlavamo di natura e di animali da salvare. In una delle visite al WWF di Roma (nel 1995 incontrò tutto lo staff, visitando tutto l’ufficio) ci disse che se fosse stato distrutto il Colosseo, disponendo di disegni e rilievi, si sarebbe potuto in qualche modo ricostruirlo. Se si fosse estinto il rinoceronte indiano (allora in grave pericolo) nemmeno Dio avrebbe potuto rifarlo”. Fautore dell’incontro tra i movimenti ambientalisti e le grandi religioni monoteiste, venne in Italia anche in occasione del grande incontro interreligioso organizzato dal WWF ad Assisi nel 1986. “La sua scomparsa – conclude Pratesi – lascia un grande vuoto nel WWF”. Il principe Filippo è stato fra i padri fondatori del WWF, voce appassionata, sostenitore e un esempio per il lavoro dell’organizzazione fin dalla sua creazione, in particolare nel periodo in cui ne fu presidente. Nel 1970, il WWF ha intitolato a lui il suo più alto premio di conservazione, chiamato Duke of Edinburgh Conservation Award, per riconoscere e incoraggiare risultati significativi nel campo ambientale globale. Il principe è stato anche il primo presidente del WWF-UK, dalla sua fondazione nel 1961 al 1982.

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Ambiente, Rotta: “Bene approccio integrato proposto da ministro Giovannini”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

“E’ molto apprezzabile l’approccio trasversale e integrato presentato oggi all’attenzione delle commissioni infrastrutture e ambiente e trasporti dal ministro Giovannini perché tiene insieme le due risposte fondamentali che dobbiamo dare con il PNRR: la riconversione sostenibile del nostro sistema e il rilancio economico e sociale. Due azioni che si intrecciano e che hanno un unico obiettivo politico: la riduzione delle disuguaglianze che la crisi pandemica ha accentuato ancora di più sia dal punto di vista socioeconomico che geografico” così Alessia Rotta, presidente della Commissione Ambiente e infrastrutture della Camera commenta l’audizione del ministro per le Infrastrutture e le mobilità sostenibili, Enrico Giovannini.“E’ evidente quindi che assume rilevanza strategica – spiega Rotta – tutta la partita delle opere pubbliche che tiene dentro di se’ le risposte ai bisogni di mobilità e quindi di riduzione delle distanze fra centro e aree marginali e-o periferiche. E si tratta di una risposta che deve arrivare in tempi brevi e quindi attraverso sistemi decisionali meno complessi. Perché uno dei nodi fondamentali che dobbiamo sciogliere subito è proprio la scarsa rapidità degli apparati pubblici a far diventare cantierabili e quindi esecutivi i progetti”.“Un aspetto da sottolineare – aggiunge Rotta – è anche l’attenzione riservata dal ministro alle aree urbane. Parlare di rinnovamento dei servizi di rete, di qualità dell’abitare e di sostenibilità delle infrastrutture significa infatti poter disegnare le città del futuro più resilienti”.

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Brasile: distruzione dell’ambiente e Coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

In Brasile, dopo le proteste a livello nazionale delle ultime settimane, il presidente Jair Bolsonaro potrebbe essere riuscito ad evitare un possibile impeachment. Dopo la rielezione dei presidenti di entrambe le camere del parlamento lunedì scorso, il processo sembra non avere alcuna possibilità. Per i popoli indigeni, questo implica che non ci sarà nessuna prospettiva di miglioramento nei prossimi due anni. L’espansione aggressiva dell’economia continuerà ad avere la precedenza sui diritti umani fondamentali, sui diritti delle terre indigene e sulla protezione dell’ambiente e del clima per il prossimo futuro. L’indirizzo politico dato da Bolsonaro incoraggia le invasioni illegali dei territori indigeni che sono direttamente legate al degrado ambientale. Queste invasioni sono aumentate del 135% da quando è entrato in carica, con la deforestazione delle foreste pluviali che ha raggiunto livelli record e tredici volte più incendi boschivi nelle terre
indigene. C’è anche un numero significativamente maggiore di miniere nelle terre indigene: le richieste ufficiali per questo sono aumentate del 91% sotto Bolsonaro. Anche se non è nemmeno legalmente possibile, ci sono attualmente 58 nuove autorizzazioni minerarie approvate su terre indigene in Amazzonia. Solo nel territorio Yanomami, sono attualmente attivi oltre 20.000 minatori d’oro illegali. Questi invasori non solo stanno distruggendo gli habitat e i mezzi di sussistenza delle popolazioni indigene, ma sono anche un’importante porta d’ingresso per il coronavirus. Secondo uno studio dell’Instituto Socio-Ambiental brasiliano, un solo invasore potrebbe arrivare ad infettare 1600 indigeni. La pandemia ha anche messo in evidenza il razzismo istituzionale contro la popolazione indigena del Brasile. Il piano nazionale di vaccinazione del Ministero della Salute ha escluso più della metà degli indigeni. Le comunità indigene riferiscono anche di pastori evangelici che tentano di convincere gli indiani a non vaccinarsi. Le informazioni false sono diffuse via radio, il che le rende purtroppo molto efficaci. Gli indigeni sono stati colpiti in modo sproporzionato dalla pandemia. Secondo uno studio sierologico a livello nazionale, gli indigeni hanno cinque volte più probabilità di contrarre il virus rispetto alla popolazione bianca. Il tasso di mortalità era del 16% superiore alla media della popolazione nel dicembre 2020. Le misure preventive contro le malattie infettive sono limitate dalle condizioni di vita di molti indigeni, che vivono in famiglie numerose e in spazi ristretti. Allo stesso tempo, c’è spesso una mancanza di acqua pulita e di infrastrutture sanitarie.

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“Il ministero dell’Ambiente finanzia le opere per mettere in sicurezza la Lombardia”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

“Il Piano nazionale di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, oltre 262 milioni di euro per 119 interventi in 19 Regioni, fortemente voluto dal governo e dal ministero dell’Ambiente, permetterà di realizzare in Lombardia tredici interventi mirati per la tutela del suolo e delle acque. Il tutto grazie ad un investimento di circa ventisette milioni di euro” lo annuncia Massimo De Rosa, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Regione Lombardia e punto di riferimento all’interno del Team Ambiente pentastellato. “Mentre gli irresponsabili mandano in crisi il Paese vaneggiando di opere inutili, il Movimento Cinque Stelle apre i cantieri per la sicurezza dei nostri territori. La lotta al dissesto idrogeologico è la grande opera che serve all’Italia, per questo è stato realizzato un piano nazionale dal 260milioni di euro. Di questi 27 saranno destinati alla Lombardia. Con la stessa legge, ai presidenti di Regione vengono conferiti poteri straordinari che riducono del 40% i tempi. Lo Stato anticiperà ai comuni il 30% della spesa, in modo da permettere l’attivazione di tutta la procedura per la messa in opera del cantiere. Insomma non ci sono più scuse per la Giunta Fontana. Speriamo che nonostante tutte le difficoltà che ne hanno segnato il percorso, questa amministrazione regionale riesca a utilizzare queste risorse per il bene dei territori” conclude De Rosa.

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“Il Governo spieghi perché ha affidato a un manager Eni il tavolo ambiente ed energia del G-20”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 gennaio 2021

Commentando quanto riportato da un’inchiesta pubblicata nelle ultime ore dal quotidiano Domani – secondo cui un manager di Eni sarebbe stato scelto da Palazzo Chigi come “referente del tavolo ambiente e energia e dei lavori preparatori dei diversi delegati ministeriali per il G20 Ambiente, clima e energia che si terrà a luglio a Napoli” – Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, dichiara:«Se confermati ufficialmente, i contenuti dell’inchiesta del quotidiano Domani tratteggiano uno scenario inquietante sulle reali intenzioni del nostro governo. Affidare a una big del gas fossile e del petrolio le trattative del tavolo ambiente ed energia del G20 è un po’ come consegnare le vittime ai carnefici. Aziende come Eni, che hanno grossi interessi internazionali nell’ambito del mercato delle fossili e le cui attività hanno un impatto negativo sul clima del Pianeta, non devono essere coinvolte dai governi quando questi hanno un ruolo di presidenza di importanti vertici internazionali. E certamente, come pare accadere in questo caso, non dovrebbero avere questo ruolo nei tavoli tecnici. Ne va della credibilità dei lavori».Greenpeace sottolinea come Eni sia una delle aziende italiane con il più alto livello di emissioni di gas serra al mondo, nonché tra le realtà principalmente responsabili dell’emergenza climatica in corso: le sue emissioni globali sono maggiori di quelle dell’Italia. Nei suoi piani futuri, il Cane a sei zampe non prevede affatto la svolta green che sbandiera a tambur battente con spot o interventi sui media, bensì intende continuare a puntare massicciamente sul gas fossile, una delle cause della crisi climatica in corso. Se quanto scoperto dal “Domani” fosse ufficialmente confermato, l’esecutivo di fatto diventerebbe complice di questo pericoloso atteggiamento, purtroppo già anticipato da altre scelte governative.«Assumendo la Presidenza del G20, il capo di governo Giuseppe Conte aveva affermato di voler mettere persone e Pianeta tra i pilastri dell’immediato futuro», continua Iacoboni. «Eppure, alcuni progetti presenti nell’ultima bozza disponibile del Recovery plan italiano sembrano essere stati scritti sotto dettatura di Eni. Si veda la parte che destina miliardi di finanziamento pubblico a un progetto inutile e costoso come il polo di Cattura e Stoccaggio della CO2 (CCS) a Ravenna, funzionale solo a continuare a sfruttare gas fossile, e non ad avviare una vera decarbonizzazione del mix energetico di Eni. È davvero questa la svolta green a cui mira l’Italia?», conclude Iacoboni.Se davvero vuole perseguire l’obiettivo della decarbonizzazione, per Greenpeace il governo deve puntare davvero sulle energie rinnovabili. Come dimostra il report “Italia 1.5” dell’organizzazione ambientalista, una rivoluzione energetica che metta da parte i combustibili fossili porterebbe al Paese vantaggi ambientali, economici e occupazionali.

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Coronavirus, l’ambiente familiare è un importante luogo di trasmissione dell’infezione

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2020

Fino a quando gli individui con infezioni da Coronavirus sospette o confermate verranno indirizzati all’isolamento domiciliare, le famiglie resteranno un luogo significativo per la trasmissione dell’infezione. Queste, almeno, sono le conclusioni di una metanalisi pubblicata su Jama Network Open, primo firmatario Zachary Madewell del Dipartimento di Biostatistica, Università della Florida, Gainesville. «Gli ambienti interni affollati, come quelli familiari, con contatti e conversazioni ravvicinate e prolungate, sono luoghi ad alto rischio di trasmissione della sindrome respiratoria acuta grave da Coronavirus, che si diffonde attraverso il contatto diretto o indiretto tramite goccioline respiratorie infette» scrivono gli autori, che hanno voluto stimare il tasso di trasmissibilità secondaria dell’infezione nelle famiglie.La metanalisi è stata condotta includendo gli articoli con dati originali sulla stima del tasso di trasmissibilità domestica ed escludendo i case report centrati su singole famiglie e gli studi su contatti stretti che non riportavano la trasmissibilità tra i membri del nucleo familiare. A conti fatti sono stati identificati 54 studi con 77.758 partecipanti che hanno segnalato una trasmissione secondaria domestica. «Il tasso stimato è stato del 16,6%, superiore a quello di Sars-CoV e Mers-CoV, stimati rispettivamente nel 7,5% e nel 4,7%» riprende l’autore, aggiungendo che la percentuale di trasmissibilità all’interno del nucleo familiare aumenta al 18% in presenza di casi indice sintomatici rispetto agli asintomatici (0,7%). Il tasso di trasmissione secondaria sale anche in caso di contatti con persone adulte (28,3%) rispetto a quelli con figli (16,8%). «Questi dati suggeriscono che le famiglie sono importanti luoghi di trasmissione. Servono ulteriori studi per verificare l’efficacia di strategie preventive quali l’uso sistematico delle mascherine a casa, una migliore ventilazione, l’isolamento volontario presso strutture esterne e la profilassi antivirale mirata» conclude Madewell.

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Usa, Rotta: “Con Biden vince l’ambiente”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

“Che alla casa Bianca ci sia un presidente come il democratico Biden è un’ottima notizia non solo per gli Stati Uniti ma per tutto il mondo. Non è un caso, infatti, che, come primo impegno, il nuovo presidente degli Stati Uniti abbia annunciato il ritorno degli USA all’interno dell’accordo di Parigi su il clima e la lotta all’inquinamento atmosferico.” Così la Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, saluta la vittoria di Biden alle elezioni presidenziali degli Usa. “È un segnale importante, perché da oggi come europei avremo un alleato importantissimo nella lotta contro il cambiamento climatico e per la tutela dell’ambiente. La forza dell’Europa, e dentro l’Europa dell’Italia, unita alla forza degli Stati Uniti sarà in grado di spingere anche altri importanti Paesi a incamminarsi lungo la strada, non più rinviabile, del drastico contenimento delle emissioni nocive in atmosfera. Ora è davvero possibile costruire un Green New Deal in tutto il mondo per un processo di profondo cambiamento nei modelli di produzione che, come ci sta insegnando anche la pandemia, non può più essere rinviato. Il nuovo modello di sviluppo economico e sociale infatti dovrà avere al centro l’essere umano, la sua vita, la sua salute, e quindi l’ambiente in cui studia, lavora e vive.”

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