Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘ambiente’

Usa, Rotta: “Con Biden vince l’ambiente”

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

“Che alla casa Bianca ci sia un presidente come il democratico Biden è un’ottima notizia non solo per gli Stati Uniti ma per tutto il mondo. Non è un caso, infatti, che, come primo impegno, il nuovo presidente degli Stati Uniti abbia annunciato il ritorno degli USA all’interno dell’accordo di Parigi su il clima e la lotta all’inquinamento atmosferico.” Così la Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, saluta la vittoria di Biden alle elezioni presidenziali degli Usa. “È un segnale importante, perché da oggi come europei avremo un alleato importantissimo nella lotta contro il cambiamento climatico e per la tutela dell’ambiente. La forza dell’Europa, e dentro l’Europa dell’Italia, unita alla forza degli Stati Uniti sarà in grado di spingere anche altri importanti Paesi a incamminarsi lungo la strada, non più rinviabile, del drastico contenimento delle emissioni nocive in atmosfera. Ora è davvero possibile costruire un Green New Deal in tutto il mondo per un processo di profondo cambiamento nei modelli di produzione che, come ci sta insegnando anche la pandemia, non può più essere rinviato. Il nuovo modello di sviluppo economico e sociale infatti dovrà avere al centro l’essere umano, la sua vita, la sua salute, e quindi l’ambiente in cui studia, lavora e vive.”

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Salute e ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

La salute e l’ambiente devono essere tutelati in modo integrato e coerente, abolendo le pratiche agricole e zootecniche che portano beneficio a pochi e danno a molti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Apprendiamo con preoccupazione che gli spandimenti nei campi dei liquami degli allevamenti intensivi è ripresa a pieno ritmo in Lombardia, provocando un aumento dell’inquinamento atmosferico da polveri sottili soprattutto nelle campagne di Brescia, Mantova e Lodi.Nel frattempo, la Regione Lombardia ha deciso di ridurre i vincoli per lo spandimento dei reflui legandoli alle condizioni climatiche. Il provvedimento lascia però invariato il numero complessivo dei giorni di divieto, che restano 90. Si cerca in questo modo di rendere più flessibile una pratica che è l’ultimo atto di una filiera produttiva ormai insostenibile – spiega Tiso. In Lombardia si concentrano circa un quarto dei bovini e la metà dei suini allevati in Italia, applicando tecniche intensive che causano l’immissione nell’atmosfera di polveri sottili sicuramente pericolose per la salute umana. Ci troviamo davanti a un evidente paradosso. Mentre sono in arrivo nuove misure restrittive per l’emergenza sanitaria che colpiranno duramente molti settori, le amministrazioni locali e il Governo non fanno un solo passo per proteggere la salute dei cittadini su altri fronti. Ed è proprio la Lombardia, la regione più colpita dal coronavirus, a farne le spese. La crisi in corso offre un’occasione unica per voltare pagina, ma per farlo occorre riconoscere gli errori del passato ed evitare di ripeterli all’infinito.

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Aleviti temono la distruzione del loro ambiente e della loro cultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Le associazioni alevite in Turchia e in Europa protestano contro le “misure di ricostruzione” nella provincia di Dersim (turco: Tunceli). Accusano il presidente Erdogan e il suo partito islamista AKP di voler distruggere le fonti del fiume Munzur, che sono sacre per gli Aleviti curdi. Secondo le sue stesse dichiarazioni, il governo turco intende costruirvi grandi complessi turistici. La popolazione locale non è stata coinvolta nei piani e nelle misure dei progetti di costruzione. Per l’Associazione per i popoli minacciati (APM, a quanto pare, il governo islamista della Turchia ha in programma di turchizzare e islamizzare ulteriormente l’antica regione curdo-alevita del Dersim. La popolazione alevita è già stata vittima di genocidi negli anni ’30. Ora sembra che il governo di Ankara voglia insediare deliberatamente popolazione sunnita nella regione di Dersim.Come la conversione della basilica di Hagia Sophia in moschea, la popolazione alevita vede questa azione come un ulteriore passo verso la completa islamizzazione della Turchia. I circa 20 milioni di Aleviti turchi, curdi e arabi in Turchia si sono sentiti minacciati da questo aggressivo processo di islamizzazione. Anche se in Turchia c’erano già più di 80.000 moschee, ogni giorno ne venivano costruite di nuove, e anche nei villaggi di Alevi, per lo più contro la volontà della loro gente.Negli ultimi anni, diversi progetti di dighe hanno gravemente danneggiato l’ambiente in alcune zone della valle del Munzur. I nuovi edifici turistici potrebbero cambiare per sempre il volto delle sorgenti del Munzur. Le bellezze naturali della regione saranno danneggiate, così come i tradizionali luoghi di culto degli Aleviti. Questi luoghi di culto erano tra i luoghi più sacri dei Curdi aleviti in Turchia e in Siria.
L’acqua del fiume Munzur nasce da circa 40 sorgenti. I credenti aleviti le curano da secoli. Secondo la loro fede, lo stato naturale di queste sorgenti non deve essere distrutto o modificato. Sono luoghi di preghiera e di incontro per centinaia di migliaia di pellegrini aleviti provenienti da tutto il mondo. Lì pregano e distribuiscono la loro comunione Miyaz. Nell’Alevismo le sorgenti d’acqua hanno lo stesso significato del luogo di pellegrinaggio di Fatima in Portogallo per i credenti cattolici.L’Alevismo non è riconosciuto come comunità religiosa indipendente in Turchia. Molti credenti aleviti si definiscono musulmani, ma rifiutano rigorosamente il codice di diritto islamico della Sharia. Anche altri rituali dell’Islam non hanno alcun significato per loro. Non pregano nelle moschee e non vanno in pellegrinaggio alla Mecca. Mentre le donne nell’Islam sono generalmente subordinate agli uomini, nell’Alevismo hanno pari dignità e tutti pregano insieme nelle case assembleari per il rito Cem.

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Roma: “Waidy, l’app amica dell’acqua e dell’ambiente”

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

La Sindaca di Roma Virginia Raggi e l’Amministratore Delegato di ACEA Giuseppe Gola, nel corso dell’evento “Roma e l’acqua, una grande storia d’amore”, hanno presentato “Waidy, l’app amica dell’acqua e dell’ambiente”. Il progetto è nato nel luglio del 2019 dall’idea di alcuni dipendenti del Gruppo ACEA nell’ambito di un programma di imprenditorialità interno sui temi dell’innovazione. Alla serata, svoltasi nei pressi della Fontana del Gianicolo, erano presenti anche il Direttore Operativo di ACEA Giovanni Papaleo, il Soprintendente speciale di Roma Daniela Porro, e in rappresentanza della Federazione Italiana Nuoto, Stefano Battistelli, prima medaglia olimpica maschile del nuoto italiano a Seul nel 1988. Hanno partecipato l’Orchestra Italiana del Cinema e la Banda della Polizia Locale di Roma Capitale.Waidy, completamente sviluppata dal team interno al Gruppo, è una piattaforma semplice, pratica e divertente che, grazie alla digitalizzazione di circa 6000 punti di erogazione di acqua potabile attivi nei territori serviti dalle società idriche del Gruppo ACEA e alla loro geolocalizzazione, rende possibile individuare quelli più vicini, conoscerne la storia e la qualità dell’acqua erogata. Il tutto con uno sguardo attento alla sostenibilità: Waidy infatti incentiva l’utilizzo dei contenitori refill e contribuisce alla riduzione della plastica monouso, oltre a invitare ad un uso responsabile della risorsa idrica. Inoltre l’app, mettendo in rete tutti i punti di erogazione, attraverso un sistema intelligente e interattivo detto smart water grid, consente di rilevare eventuali malfunzionamenti delle singole fontane, dando anche la possibilità di segnalare eventuali guasti e richiedere, in tempo reale, i parametri quali-quantitativi dell’acqua erogata (grazie a un link diretto al portale MyAcea).Roma, regina aquarum, è il cuore pulsante di questo progetto: scaricando Waidy, cittadini, sportivi e turisti vengono guidati alla scoperta dei circa 3000 punti di distribuzione idrica della Capitale, tra nasoni, fontane, case dell’acqua. Dall’app vengono fornite anche informazioni storiche e artistiche, sui luoghi di interesse ed eventi in programma nelle prossimità dei punti di erogazione. Non mancano poi un aspetto salutistico, visto che con l’app si può facilmente tener traccia del proprio consumo idrico giornaliero ottimale, e un aspetto social. Infatti iscrivendosi a Waidy si entra a far parte di una grande water community, un nuovo canale di comunicazione interattivo tra i fruitori dell’app e il Gruppo ACEA, in ottica smart water city, che dà a tutti la possibilità di contribuire per raggiungere insieme obiettivi di sostenibilità importanti. Sono previste anche attività di gaming con la possibilità di partecipare a divertenti contest che premiano i comportamenti più virtuosi nell’utilizzo dell’acqua, di proporre un nome per un nasone oppure, a breve, di prender parte a una gara tra quartieri per premiare quello più eco-friendly.L’app “Waidy, l’acqua diventa smart” è già scaricabile da tutti gli App store (Apple e Android) oppure inquadrando il QR code apposto sui punti di erogazione idrica che rimanda direttamente al download.

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Ministero Ambiente dimentica Piemonte per ampliamento Malpensa

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2020

“L’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa può rappresentare un’opportunità per il territorio del novarese. Questo però deve avvenire nel pieno rispetto degli impatti ambientali dell’opera e soprattutto con il pieno coinvolgimento delle Istituzioni locali, a partire dalla Regione Piemonte. Per questo non ha alcuna giustificazione la mancata notifica ai vertici regionali da parte del Ministero dell’Ambiente della valutazione di impatto ambientale che è appunto essenziale nell’individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali di un’opera, il cui progetto poi dovrà essere soggetto ad approvazione. E’ evidente che quanto accaduto è molto grave. Non si tratta di mettere in atto iniziative volte a bloccare l’avvio di un’opera così importante, ma è chiaro che è impensabile procedere senza il coinvolgimento di chi vive quotidianamente sul territorio. Presenterò un’immediata interrogazione al ministro Costa per avere risposte in merito e capire come si sia potuta verifica una tale, gravissima, ‘dimenticanza’”. Lo dichiara il vicecoordinatore vicario di Fratelli d’Italia in Piemonte, senatore Gaetano Nastri.

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Benzina e ambiente. Tutto come e peggio di prima?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

A noi preme segnalare cosa sta accadendo per stimolare un cambio di politica:
– per la revisione della definizione dei prezzi dei carburanti, verso una loro maggiore e razionale defiscalizzazione; una politica del genere avrebbe una ricaduta su tutti i prezzi delle merci e i servizi delle collettività;
– la messa in atto di politiche meno impattanti con l’ambiente (il portafoglio dei 209 miliardi europei è una miniera… che potrebbe anche ritorcersi contro questa esigenza ambientale);
– sul punto precedente:
* è determinante la creazione di reti di trasporti pubblici alla bisogna della nuova realtà covid-19; prendendo in buona considerazione alcuni esperimenti di alcune città europee dove i trasporti sono stati resi gratuiti.
* è la tanto agognata occasione per la creazione di infrastrutture tipo l’alta velocità da Napoli in giù. By Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Trasporto marittimo: un settore sociale che fa passi da gigante in ambito ambientale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

A cura di Benjamin Kelly e Ash Kelso, di Columbia Threadneedle Investments. Quando si considerano gli investimenti ESG (con caratteristiche ambientali, sociali e di governance), la componente sociale viene spesso messa in secondo piano rispetto ai fattori ambientali e di governance. In parte, ciò è dovuto al fatto che questi ultimi aspetti sono più facili da valutare; ad esempio, è relativamente semplice misurare le emissioni di anidride carbonica degli aerei o la diversità di un consiglio di amministrazione.La dimensione sociale, invece, è un po’ più impegnativa. Ad esempio, la costruzione di un maggior numero di abitazioni per soddisfare le esigenze di una popolazione in espansione è un volano fondamentale della crescita economica. Tuttavia, dobbiamo comprendere il livello di accessibilità economica delle abitazioni in costruzione e il modo in cui esse migliorano il tenore di vita di chi vive in zone disagiate, ovvero il loro impatto sociale.Oggi, però, gli investimenti sociali potrebbero essere sul punto di non essere più trattati come il parente povero.Tale comportamento è molto diffuso nella valutazione delle infrastrutture di trasporto, dove le emissioni di gas serra in settori come l’aviazione e il trasporto marittimo ne mettono in ombra i benefici per la società. Entrambi i settori producono un impatto sociale significativo; vista la crescente attenzione rivolta dagli investitori ai fattori sociali, in questa sede illustreremo ibenefici sociali del trasporto marittimo, oltre a evidenziare alcuni sviluppi incoraggianti sul fronte ambientale. Ne emerge il quadro di un settore che offre investimenti appetibili dal punto di vista della sostenibilità, che non sono necessariamente evidenti a una prima analisi.
Il settore del trasporto marittimo è parte integrante dell’economia globale. È stato uno dei primi motori della globalizzazione e rimane una determinante fondamentale della crescita. economica mondiale: responsabile di circa il 90% del commercio globale, genera oltre 400 miliardi di euro all’anno e 13,5 milioni di posti di lavoro a livello mondiale . Nella sola Europa genera 140 miliardi di euro e 2,1 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti.
Tuttavia, l’opportunità di includere il settore marittimo in un approccio d’investimento responsabile è spesso messa in discussione. Noi crediamo però che si tratti di un’attività intrinsecamente sociale: collegare le comunità e fornire accesso al cibo, all’assistenza sanitaria e all’istruzione sono elementi essenziali per una società ben funzionante; questo è ciò che offre il settore del trasporto marittimo.
Quindi, benché tali attributi sociali siano stati messi in ombra dalle considerazioni ambientali, non sono passati inosservati alle Nazioni Unite. In particolare, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’ONU, nell’ambito dell’SDG 11 (Città e comunità sostenibili), evidenziano che il settore gioca un ruolo determinante nell’agevolare i flussi di cibo, energia, commercio e turismo.
CalMac Ferries, ad esempio, fornisce un servizio di trasporto merci e passeggeri dalla costa occidentale della Scozia alle isole circostanti. La società consegna la maggior parte degli articoli venduti dai negozi locali, oltre a carburante, cibo, posta, forniture mediche, petrolio, gas e servizi di pubblica utilità. Senza questi beni sarebbe difficile mantenere una qualità di vita accettabile sulle isole. Queste operazioni apportano benefici più ampi all’economia e al mercato del lavoro locali, nonché al turismo insulare. Secondo le stime della University of Strathclyde, l’impatto economico di queste attività è pari a 270 milioni di sterline.
La critica più frequente rivolta al trasporto marittimo riguarda il profilo di emissioni. Il settore è responsabile del 2,4% delle emissioni globali di gas serra, con la produzione di circa 940 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Tuttavia, il trasporto marittimo è tradizionalmente una delle forme di trasporto a minore intensità di carbonio, accanto a quello ferroviario; ad esempio, è molto più efficiente in termini di emissioni di CO2 rispetto al trasporto stradale o aereo (Figura 2). Tuttavia, a causa dell’enorme volume di merci trasportate via mare, il contributo complessivo alle emissioni globali è elevato e in crescita. La vera sfida è questa. L’International Maritime Organization (IMO) prevede che, in assenza di cambiamenti, le emissioni imputabili trasporto marittimo potrebbero aumentare tra il 50% e il 250% entro il 2050, compromettendo così gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Il settore, tuttavia, sta reagendo.

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Agricoltura protezione ambiente e lotta ai cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

L’agricoltura esce dal Consiglio Ue sul bilancio con una rinnovata responsabilità in tema di protezione dell’ambiente e lotta ai cambiamenti climatici – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’accordo raggiunto dai leader europei ha infatti confermato le risorse per i pagamenti diretti della Pac, stabilendo inoltre che il 40% dei fondi della politica agricola comune dovrà contribuire a raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione.Per gli agricoltori europei queste decisioni si traducono in una vera e propria investitura, che assegna loro un ruolo da protagonisti nel contrasto ai cambiamenti climatici e nella tutela delle risorse naturali – continua Tiso. Anche perché lo stesso Consiglio ha sancito una sostanziale riduzione delle risorse destinate al Programma ambientale Life e alla ricerca, concentrando dunque nel settore primario gli sforzi per realizzare il Green New Deal. Tagliare i traguardi stabiliti dalle strategie europee ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità 2030’ è ora possibile, a patto che i governi lavorino nella stessa direzione e siano disposti ad abbandonare modelli di sviluppo ormai superati.Si apre adesso una fase delicata, in cui l’Italia e gli altri Stati membri devono dimostrare di saper investire le risorse a disposizione per promuovere un’agricoltura sostenibile, proteggere il territorio, l’acqua, il suolo e gli ecosistemi a beneficio di tutti, evitando utilizzi distorti dei fondi. Nei prossimi mesi seguiremo da vicino gli sviluppi della nuova politica agricola europea, cercando di offrire un contributo costruttivo e augurandoci che il nostro Paese esca vincente dalla prova più importante: quella dei fatti.

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Sant’Egidio: ripartire dalla solidarietà dando priorità ai più fragili e all’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

L’importante risultato ottenuto dall’Italia a Bruxelles invita a cambiare in modo incisivo lo schema su cui si fondano la società e l’economia. Chiediamo a tutte le istituzioni di non dimenticare che nella fase più acuta della pandemia, il collante che ci ha fatto resistere è stato la solidarietà.E’ da questo valore che dobbiamo ripartire dando priorità a tutti gli interventi che riguardano le persone più fragili e a rischio. Occorre ricominciare dai cittadini più colpiti dagli effetti economici della crisi e dalle fasce della popolazione che hanno più sofferto per il coronavirus, ad iniziare dai tanti che stanno perdendo il lavoro.Oltre ad un urgente potenziamento del sistema sanitario nazionale, occorre ripensare il settore sociale e in particolare i servizi alla persona, agli anziani e ai bambini, assieme al sostegno alle famiglie.Inoltre occorre puntare sull’ambiente e la green economy sia come mutamento di qualità della crescita che come volano di nuova occupazione.Occorre ridare nuove e più solide garanzie alle famiglie italiane – importanti punti di riferimento durante la crisi – preservando una qualità della vita che restituisca il futuro alle nuove generazioni.Alla luce di una pandemia che ha rimesso in discussione tante certezze, gli italiani devono stringersi assieme in un comune slancio di ricostruzione e di solidarietà con tutti. Non c’è tempo da perdere.

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Al via la campagna del Parlamento europeo per l’ambiente

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

Attivisti, imprenditori e testimonial green d’eccezione uniscono le loro voci per la tutela del nostro pianeta. “Voglio un pianeta così” è il nome della campagna di comunicazione che il Parlamento europeo in Italia diffonderà sui suoi canali on-line durante l’estate 2020. L’obiettivo è sensibilizzare sui temi legati alla sostenibilità e stimolare la partecipazione attiva di ciascuno a tutela della Terra. Alessandro Gassman, Bianca Balti, Lorenzo Baglioni, Klaus-Tudor Laurini (in arte Klaus), Eugenio in via di gioia, Mario Tozzi, Licia Colò: sono tanti i personaggi pubblici che hanno aderito alla campagna e che dai loro canali social racconteranno il pianeta che vogliono, un pianeta più sostenibile, più attento alle energie rinnovabili, alla qualità dell’aria, con cittadini più consapevoli dei danni ambientali causati dai cambiamenti climatici.La campagna #vogliounpianetacosì si articolerà in una serie di video sui canali social del Parlamento europeo in Italia. Racconterà la percezione che gli italiani hanno delle tematiche ambientali e descriverà realtà e progetti del nostro Paese per la promozione della sostenibilità. In particolare i temi su cui si articolerà la campagna saranno: spreco alimentare, inquinamento atmosferico, biodiversità, utilizzo della plastica e impatto dei cambiamenti climatici.La campagna si rivolge a tutti, con l’invito a condividere la propria visione “verde e blu” del mondo e suggerire comportamente o accorgimenti per assicurare la salvaguardia del pianeta. Per partecipare la richiesta è di utilizzare l’hashtag #vogliounpianetacosì ed eventualmente taggare le pagine del Parlamento europeo in Italia Facebook @PEITALIA; Twitter e Instagram @PE_Italia. L’Unione europea vuole continuare a essere in prima linea nella lotta al riscaldamento globale e raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. La lotta all’inquinamento e il Green Deal europeo intendono indirizzare la ripresa e lo sviluppo di una nuova forma di economia, innovativa e sostenibile.

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Le 5 soluzioni tech per salvare il Pianeta e tutelare l’ambiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

I cambiamenti climatici, il consumo inadeguato delle fonti di energia, lo stato di salute degli oceani, la deforestazione sono alcune delle problematiche da risolvere su cui organizzazioni internazionali e singoli Stati sono già al lavoro. In tal senso, la tecnologia può rendere il nostro Pianeta un luogo più confortevole e sostenibile, in cui le generazioni future possono continuare a vivere e prosperare.Ecco alcune tecnologie, raccolte dal sito In a Bottle (wwwinabottle.it), che nel prossimo futuro potrebbero aiutare la Terra, rendendo il nostro Pianeta un posto migliore.
Il Vetro Solare: E se ogni finestra di un grattacielo potesse generare energia? Questa è la promessa del vetro solare, una tecnologia emergente che sta suscitando molto interesse in chi si occupa di design e sostenibilità. Il vetro solare è un materiale per finestre opportunamente trasparente capace di catturare l’energia del sole e convertirla in elettricità.Il grande ostacolo oggi è l’efficienza. Le celle solari ad alte prestazioni possono raggiungere un’efficienza pari o superiore al 25%, ma mantenere la trasparenza significa sacrificare l’efficienza con cui la luce viene convertita in elettricità. Un team dell’Università del Michigan sta sviluppando un prodotto in vetro solare che offre il 15% di efficienza lasciando passare il 50% della luce.
Il grafene: Più forte dell’acciaio, più sottile della carta, capace di condurre energia meglio del rame. Il grafene sembra essere un materiale miracoloso, fino a poco tempo conosciuto solo a livello teorico. Si tratta di uno strato ultra-sottile di grafite scoperto per la prima volta nel 2004 all’Università di Manchester. Ora è oggetto di intense ricerche e sperimentazioni, con molti che prevedono che sarà capace, dopo bronzo, ferro, acciaio e silicio, di promulgare l’evoluzione culturale e tecnologica della nostra specie.Un grafene è spesso composto da un solo atomo, flessibile, trasparente e altamente conduttivo, rendendolo adatto a una vasta gamma di applicazioni come la filtrazione dell’acqua, il trasferimento di energia su grandi distanze con perdite minime e usi fotovoltaici. Aumentando notevolmente l’efficienza rispetto ai materiali attuali, il grafene può rivelarsi una pietra miliare per un mondo sempre più green.
La plastica vegetale: Le materie plastiche a base vegetale che biodegradano sono una soluzione appetibile, in quanto potrebbero, in teoria, sostituire molti dei prodotti di plastica già in circolazione. Una società indonesiana chiamata Avani Eco produce dal 2014 bio-plastica di manioca.Attenzione: non tutte le bioplastiche biodegradano e si discute del merito di alcune tecniche di produzione. Un consumatore responsabile nel prossimo decennio dovrà saper conoscere il ciclo di vita dei prodotti che sceglie di acquistare.
La potenza è un fattore che limita lo sviluppo di molte tecnologie ecologiche. Il vento e il sole, ad esempio, sono in grado di generare grandi quantità di elettricità, ma la loro carenza in certi momenti ha ostacolato l’adozione delle tecnologie basate su di esse. Allo stesso modo, le auto elettriche stanno facendo passi da gigante, ma fino a quando la portata non aumenta e i tempi di ricarica diminuiscono, i combustibili fossili domineranno.Le batterie esistono e continueranno ad esserci, in quanto autoalimentarsi solo attraverso energie rinnovabili risulta oggi troppo costoso. Una società chiamata Form Energy sta sviluppando quelle che sono conosciute come batterie acquose a flusso di zolfo che costano tra $ 1 e $ 10 al chilowattora, rispetto ai $ 200 al chilowattora di quelle al litio. Anche i tempi di conservazione dovrebbero aumentare, forse per mesi. La sperimentazione di Form in California, se darà esiti positivi, potrebbe fornire una tabella di marcia al resto del mondo. Per curare il Pianeta occorre misurarlo. I sensori ambientali sono una delle tecnologie poco conosciute che permettono che ciò accada, e la diffusione dei sensori in rete sarà una delle tecnologie fondamentali per favorire ogni sforzo legato alla sostenibilità.I sensori di inquinamento in rete attualmente in uso aiutano a prevenire e ridurre le problematiche ambientali. Rispetto al passato, oggi sensori piccoli come un centesimo monitorano la qualità dell’aria e dell’acqua, identificando gli inquinanti e acquisendo dati in tempo reale su fenomeni che sono cruciali per il nostro benessere sociale ed economico. Sono in fase di realizzazione sensori indossabili per analizzare la qualità dell’aria e reti di sensori localizzati che monitorano l’utilizzo di energia e acqua negli edifici per ridurne gli sprechi. L’ulteriore proliferazione di questi sensori avrà un impatto positivo sul modo in cui viviamo.

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Greenpeace a Conte: Ripartire da salute, lavoro, ambiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

La ripartenza dopo il Covid-19 è un’occasione storica che ci mette davanti a un bivio: ripristinare il vecchio sistema economico fondato su attività inquinanti e distruttive che hanno avvelenato noi e il Pianeta, o porre una volta per tutte le basi per consegnare alle future generazioni un mondo verde, sicuro e pacifico? Greenpeace non ha dubbi in proposito, ed è con questo proposito che si reca oggi a Villa Pamphili, agli Stati Generali dell’Economia promossi dal Governo italiano. Le priorità identificate da Greenpeace sono quattro:
1. Più energia verde. Adottare di un piano nazionale di transizione energetica (PNIEC) più ambizioso, con l’obiettivo di ridurre del 65% le emissioni di CO2 entro il 2030, e di arrivare a emissioni nette 0 (zero) entro il 2040. Inoltre, è necessario impedire agli inquinatori di accedere ai fondi pubblici e distribuire denaro agli azionisti senza un piano di decarbonizzazione delle loro operazioni in linea con l’accordo di Parigi.
2. Più qualità della vita in città. Promuovere un cambiamento sistemico nelle città, a partire dalla mobilità alternativa e dalla creazione di aree verdi, fino agli investimenti nelle periferie per abbattere le disuguaglianze sociali ed economiche e alla promozione di modelli di produzione e consumo che riducano l’uso di plastica monouso.
3. Più agricoltura ecologica. Riscrivere il sistema di assegnazione dei sussidi all’agricoltura industriale in favore delle aziende che producono cibo in modo sano ed ecologico.
4. Più pace e salute. Mettere la sicurezza, la salute e il benessere dei cittadini al centro, destinando al nostro sistema di welfare e sanitario i fondi annualmente investiti in armamenti e nelle attività dannose per l’ambiente.
“Le azioni proposte sono tutte possibili e avrebbero l’effetto di migliorare sia l’economia, che l’ambiente e la salute dei cittadini”, aggiunge Onufrio, e sono oggetto di una petizione appena lanciata sul sito di Greenpeace. Proprio nei giorni scorsi, Greenpeace ha presentato “Italia 1.5”, una rivoluzione dell’energia all’insegna della transizione verso le fonti rinnovabili e la totale decarbonizzazione del nostro Paese. Tale piano – fondato su modelli analitici tra i più avanzati a livello mondiale – permetterebbe all’Italia non solo di rispettare gli accordi di Parigi, diventando a emissioni zero, ma di ottenere enormi vantaggi in termini economici, occupazionali e di indipendenza energetica. Altro esempio concreto è rappresentato dal successo della Campagna Detox di Greenpeace presso il settore tessile italiano, e non solo. Molte aziende, infatti, si sono impegnate a eliminare sostanze e processi inquinanti dai propri prodotti, aiutate da un Consorzio nazionale che ha sede presso il distretto industriale di Prato: “Invitiamo il Presidente Conte a considerare questa esperienza come un esempio di rilancio di una ‘competitività sostenibile’ in un settore fondamentale per l’export italiano”, conclude Onufrio, “dimostrando ancora una volta che tra ambiente e sviluppo non c’è contraddizione”.

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Il tema ambientale è strategico, ma vanno messe da parte le ideologie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Milano è la città che ha costruito la sua fortuna e quella dei suoi cittadini anche sull’operosità, sulla dinamicità e sulla velocità e sarebbe sbagliato cercare di inibire queste sue prerogative vincenti, immaginando di trasformarla forzatamente in una slow city.
Il tema delle piste ciclabili è molto importante, ma le piste ciclabili non si realizzano semplicemente dipingendo delle linee bianche sull’asfalto. Vanno pensate bene, nell’abito di una mobilità sostenibile e integrata, che tenga conto delle esigenze di tutti: dei lavoratori e degli imprenditori, degli anziani, dei disabili, delle famiglie numerose, di chi vive in aree della città metropolitana ancora poco servite dai mezzi pubblici. L’epidemia di covid-19 ci ha inoltre insegnato che non possiamo non tener conto dello spazio minimo necessario a ogni cittadino per vivere, lavorare e anche per trasferirsi in sicurezza. Infatti la mobilità basata sull’utilizzo dei mezzi pubblici, per trasportare grandi numeri di persone negli stessi orari ora è impraticabile. Cosa succederà quando arriverà il caldo che a Milano, d’estate, scioglie l’asfalto oppure l’inverno con le sue frequenti precipitazioni piovose, oltre alle possibili nevicate? Abbiamo convissuto con piogge acide, piogge rosse per la sabbia del deserto, con il rischio che il vento possa portare sulle nostre teste e poi la pioggia li faccia precipitare, elementi dannosi o pericolosi per la salute. Tutto ciò ci deve far pensare a una mobilità a basso impatto ambientale, ma contemporaneamente in grado di garantire la sicurezza dei cittadini, di tutti i cittadini a partire da quelli più fragili: dai bambini agli anziani.Siamo pronti a confrontarci su queste tematiche nell’interesse del futuro di tutti i nostri cittadini

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Prodotti green e attenzione all’ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Come sono cambiati (e come continueranno a cambiare) i consumi nell’epoca del Covid19? “Gli italiani trascorrono molto più tempo di prima chiusi in casa e questo li porta a prediligere acquisti che fanno bene alla loro salute e all’ambiente: dagli alimenti bio ai detersivi naturali, dai prodotti per l’igiene personale agli ingredienti base per cucinare”. A rivelarlo è Angela Lombardo, imprenditrice e consulente strategico per il negozio fisico nella provincia di Roma, già store manager e general manager di Eataly, partner della rete ‘Stile Naturale’. Lombardo ha passato in rassegna diversi studi e indagini che si focalizzano sulle abitudini dei consumatori romani, italiani e internazionali durante la fase del lockdown. “Partiamo anzitutto da un dato contenuto in uno studio dell’agenzia Mark Up risalente al periodo antecedente l’emergenza. Già nei mesi passati, prima del diffondersi del Coronavirus, il 57% dei consumatori diceva di essere disposto a cambiare le proprie abitudini per contribuire a ridurre l’impatto ambientale. Una tendenza trasversale che si riscontrava un po’ in tutte le fasce di età, dai Millenials agli anziani. Il 77% degli intervistati, inoltre, aggiungeva di essere pronto a spendere di più per prodotti che fanno bene alla propria salute e all’ambiente”. Un trend che, secondo la Lombardo, è stato accelerato dall’avvento dell’epidemia. “Se ci pensiamo è naturale: la gente, anche a livello inconscio, sa che è meglio non ammalarsi per non dover andare in ospedale, quindi presta grandissima attenzione alla cura di sé. Allo stesso tempo si è costretti a rimanere per tantissimo tempo in spazi chiusi: ecco allora che diventa importante ricorrere a quei prodotti che garantiscono la salubrità degli ambienti e riducono l’inquinamento indoor”. “In questo caso – aggiunge Lombardo – sono significativi i dati raccolti da GDO News, punto di riferimento in Italia per l’analisi della grande distribuzione organizzata, tra il 6 e il 12 aprile. Degno di nota l’incremento del comparto ‘prevenzione e salute’: detergenti e superfici (+37%), guanti (+97%), sapone per le mani solido e liquido (+52,1%), candeggina (+46,6%)”. Un andamento confermato anche dalle aziende del settore, come Verdevero (https://www.verdevero.it/), specializzata nella produzione e vendita di detersivi ecologici a ridottissimo impatto ambientale, che ha registrato un incremento del 40% rispetto al periodo pre-Covid19 e un +60% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In crescita anche la domanda di trattamenti anti-muffa, come quelli dell’azienda ‘Bastamuffa’ (https://bastamuffa.com) che a marzo ed aprile è andata incontro a un +20%. Abitudine più sane tra le mura domestiche ma anche a tavola, dove spopolano i cibi biologici e dalla tracciabilità controllata. “Le persone hanno più tempo per studiare, informarsi e comprendere le caratteristiche di quello che mangiano. Un’analisi effettuata da Assobio in collaborazione con Nielsen rivela infatti che le vendite biologiche nella grande distribuzione sono aumentate del 19,6%, mentre un vero e proprio boom è stato registrato dall’ortofrutta con un +24,8%. Accanto a tutto questo c’è anche il riaffermarsi dei piccoli supermercati bio di quartiere o vicinato anche a Roma e Provincia”.

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Europa: Non fermare gli impegni politici per l’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Mentre la pandemia di COVID-19 continua a diffondersi in tutta Europa, i cittadini si preoccupano della loro salute e degli impatti economici sul loro lavoro e sui propri mezzi di sostentamento.I Governi stanno già fornendo un sostegno urgente per affrontare la crisi sanitaria e saranno necessarie misure di emergenza per evitare i fallimenti delle PMI a causa del crollo improvviso dell’economia.Oltre a tali misure immediate, saranno sviluppati pacchetti di incentivi pubblici per rilanciare l’economia e dovranno essere prese decisioni cruciali su dove indirizzare questi consistenti flussi finanziari. Chiediamo all’Unione europea e ai suoi governi di dimostrare leadership e lungimiranza continuando e rafforzando la traiettoria verso un’economia resiliente e sostenibile, in linea con il Green Deal europeo.La Commissione europea ha già compiuto importanti passi in questa direzione proponendo una strategia industriale e un piano d’azione per l’economia circolare, nonché il meccanismo di transizione equa, che dovrebbe essere integrato con misure di sostegno e finanziamenti nazionali, al fine di realizzare su scala globale tale sfida.Incanalare gli investimenti di stimolo in tal modo creerà posti di lavoro duraturi in settori puliti, aiutando la ripresa economica dell’Europa e rendendo le nostre economie più resistenti agli shock futuri.Concretamente, riteniamo che l’UE e i suoi Stati membri debbano:
Rendere la distribuzione di fondi pubblici subordinata alla coerenza con il Green Deal europeo.Con l’avvio di massicci piani di risanamento, i leader dell’UE devono garantire che tali investimenti offrano vantaggi a lungo termine per la nostra società e contribuiscano a rendere le nostre economie più resistenti agli shock crescenti.
Riformare le norme fiscali per garantire continui investimenti pubblici nella decarbonizzazione dell’economia
Avviare iniziative sostenibili su larga scala in linea con l’interesse pubblico
Limitare le future crisi sanitarie agendo a livello globale contro i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità
L’associazione italiana Medici per l’Ambiente- ISDE Italia è pronta a lavorare con le Istituzioni nazionali ed europee per garantire che, nonostante queste sfide, continuiamo lungo il percorso scelto dall’Europa di una transizione giusta ed equa verso un’economia realmente sostenibile, in cui nessuno è lasciato indietro.

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22° Premio Alto Rendimento nella categoria “Miglior fondo SRI – Azionari Ambiente”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Pictet Asset Management nuovamente protagonista nell’ambito degli investimenti socialmente responsabili con il Pictet – Global Environmental Opportunities (GEO). Il fondo, lanciato nel 2011, ben prima dell’esplosione degli investimenti ESG, è stato insignito del 22° Premio Alto Rendimento nella categoria “Miglior fondo SRI – Azionari Ambiente” che viene assegnato al fondo con il miglior rendimento a un anno e che ha evidenziato uno score ESG sopra la media della categoria, grazie a una performance di +36,76% registrata nel 2019 (+8,41% rispetto alla categoria Morningstar e +10,16% rispetto all’indice MSCI World USD). Un prestigioso riconoscimento che ribadisce il ruolo pionieristico della società di gestione nell’ambito della sostenibilità e dell’approccio tematico.
Il fondo azionario globale, gestito da Luciano Diana, investe in azioni di società che operano nella catena di valore ambientale dell’energia pulita e dell’acqua, dell’agricoltura, del legno e che contribuiscono alla salvaguardia delle risorse naturali mondiali. Il tutto si traduce in un portafoglio globale concentrato, diversificato a livello settoriale e con un forte orientamento alla crescita, costruito con un approccio bottom-up nella selezione dei titoli. L’efficacia della strategia di investimento nasce da una combinazione di un approccio rigoroso dalle solide basi scientifiche e della decennale esperienza di Pictet Asset Management nell’ambito degli investimenti responsabili.

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L’emergenza coronavirus non ferma l’impegno degli imprenditori a sostegno dell’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Un workshop in collegamento streaming da Rimini per approfondire i temi legati alla sensibilità ambientale e al comfort abitativo: questa l’iniziativa lanciata congiuntamente da ‘Stile Naturale’, la rete di imprenditori e professionisti del mondo green presente con i suoi partner in tutta Italia, e da Sea Shepherd Italia, l’organizzazione no profit che da anni si batte per fermare la distruzione degli ecosistemi marini al fine di conservare e proteggere le varie specie animali e vegetali. Medici, ingegneri, architetti e professionisti forniranno il loro prezioso contributo su un tema particolarmente delicato come la qualità dell’aria in casa, spiegando in che modo scelte ecocompatibili e le abitudini quotidiane possono influire positivamente sulla nostra salute, riducendo rischi e pericoli. Per seguire i workshop in programma sarà sufficiente dotarsi di connessione internet, smartphone, tablet o Pc, e seguire le indicazioni che verranno fornite registrandosi al sito http://www.stilenaturale.com/oasi-naturale. Stile Naturale’ è una rete di imprenditori, professionisti e aziende, tutti accomunati da una fortissima visione di rispetto per il tema dell’ambiente e dell’ecosostenibilità, che si pongono come obiettivo quello di impattare in maniera decisiva sulla più grande emergenza dei giorni nostri: la salute delle persone, la salubrità degli ambienti e la salvaguardia del pianeta. A promuovere l’iniziativa è Fabrizio Zanetti, Ceo di Verdevero, azienda della provincia di Vicenza specializzata in detersivi naturali. “Stile Naturale – spiega Zanetti – si sarebbe dovuto presentare al pubblico dal 6 all’8 marzo prossimi, nella cornice di ‘Fa la cosa giusta!’, la grande fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in programma a Milano. L’evento, ovviamente, è stato rinviato a seguito delle limitazioni della Regione Lombardia per il contenimento dell’emergenza coronavirus. Non per questo, tuttavia, vogliamo che la nostra evoluzione verde si fermi e così, nel pieno rispetto delle ordinanze delle autorità preposte, abbiamo deciso di sfruttare le potenzialità del web per offrire a chi ci segue un momento di alta formazione in diretta streaming. Nel frattempo ci teniamo ad esprimere tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà alle persone e alle imprese dei Comuni sottoposti a isolamento, a coloro che sono ammalati o sono in ansia per i loro cari e a chi ha subìto un lutto”. Tra i partner di ‘Stile Naturale’ figura anche Sea Shepherd, organizzazione che ha fatto del contrasto alle attività illegali in mare la sua mission principale. “Parteciperemo al workshop per lanciare un messaggio importantissimo e dire basta alla devastazione perpetrata nel Mediterraneo: un mare che ha bisogno dell’aiuto di tutti – afferma Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia -. Basti pensare che 6 specie su 10, tra quelle presenti, vengono pescate in misura maggiore rispetto al loro ciclo di riproduzione, e questo mette seriamente a rischio la loro sopravvivenza. Se gli oceani muoiono, anche noi siamo destinati a morire: non dobbiamo mai dimenticarlo. È allora importante capire che ciascuno di noi, nel suo piccolo, può fare tanto, cominciando con il cambiare abitudini e stili di vita”.

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Veto del Parlamento al piombo nel PVC per proteggere la salute pubblica e l’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

I deputati hanno posto il veto su una proposta della Commissione che avrebbe permesso una certa presenza di piombo nel PVC riciclato. La Commissione ha proposto di modificare le norme relative sulla concentrazione di piombo nel PVC, in tal senso: come regola generale, lo 0,1% di piombo nel PVC, mentre soglie più alte possibili per il PVC riciclato (2% nel PVC rigido e 1% nel PVC flessibile/morbido).Con 394 voti favorevoli, 241 voti contrari e 13 astensioni, i deputati hanno respinto mercoledì tale proposta.
Il Parlamento europeo ritiene che la proposta vada contro il principio fondamentale del regolamento REACH, che è quello di proteggere la salute umana e l’ambiente. I deputati ricordano che il piombo è una sostanza tossica che può danneggiare gravemente la salute, compresi danni neurologici irreversibili, anche a basse dosi. Ritengono che i livelli proposti dalla Commissione non corrispondano a “livelli di sicurezza” e sottolineano la disponibilità di alternative.L’obiezione del Parlamento significa che il progetto di misura non può essere adottato dalla Commissione. La Commissione può presentare un progetto modificato o uno nuovo.Il Parlamento ha da tempo sostenuto la posizione secondo cui il riciclaggio del PVC non deve perpetuare il problema della presenza nell’ambiente dei metalli pesanti. I produttori europei hanno iniziato a eliminare gradualmente il piombo nel PVC nel 2015, grazie all’impegno volontario dell’industria europea del PVC, ma il piombo è ancora presente nel PVC importato.

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ZEISS: l’attenzione all’ambiente negli acquisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

Nel 2018, ZEISS ha eliminato la quantità di plastica necessaria a produrre 2,5 milioni di sacchetti di plastica e ha evitato emissioni CO2 pari alla quantità generata da una persona che vola 40 volte da Taiwan a Berlino. Grazie al miglioramento dei processi produttivi, ZEISS Vision Care ha risparmiato più o meno la quantità di acqua che bevono, in un anno, 180.000 persone.Secondo un recente studio, il 79% degli italiani (più della media europea del 67%) quando compra un prodotto o un servizio tiene conto anche del potenziale impatto sul clima. Il 64% di essi, però, pensa che le aziende non si impegnino abbastanza su questo fronte.A livello globale, ZEISS Vision Care, uno dei leader a livello mondiale nella produzione di lenti per occhiali da vista, rappresenta un’eccellenza nel proprio settore anche per quanto riguarda l’impegno nella sostenibilità. Grazie alla propria esperienza e alla ricerca continua, l’azienda è in grado offre soluzioni per la salvaguardia del pianeta e venire incontro alle abitudini d’acquisto delle persone.Con oltre 240 iniziative attive in tutto il mondo, ZEISS Vision Care promuove una produzione e una logistica più ecologica, ispirata al motto “Green, Safe, Responsible”. Alcuni degli accorgimenti attuati dall’azienda sono:
Nell’ambito della produzione di lenti, grazie all’utilizzo della prima serie di nuovi semifiniti, ZEISS è riuscita a eliminare 50 tonnellate di rifiuti di plastica in un anno, la stessa quantità di plastica che serve per produrre 2,5 milioni di sacchetti di plastica;
grazie ad un minor utilizzo di materiale plastico, sono state evitate oltre 75 tonnellate di emissioni di CO2 più o meno la quantità generata da una persona che vola 40 volte da Taiwan a Berlino.
In Italia, a partire dal 1° dicembre 2019, ZEISS Vision Care ha attivato su tutto il territorio nazionale contratti di fornitura di energia elettrica ottenuta al 100% da fonti rinnovabili. In questo modo l’azienda non consumerà più energia prodotta da fonti fossili, ma solo da fonti rinnovabili come impianti eolici, fotovoltaici, idroelettrici etc.Anche l’acqua è un elemento primario quando si parla di produzione di lenti: migliorando i processi produttivi, ZEISS ha risparmiato 180.200 tonnellate di acqua, più o meno la quantità di acqua che bevono, in un anno, 180.000 persone. Risultati dell’indagine della Banca europea per gli investimenti (Bei), in collaborazione con YouGov (società internazionale di analisi dell’opinione pubblica)

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SIMA e l’Università IUG di Sarajevo in prima linea per la salute e l’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Milano. È stato siglato un importante accordo tra la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), l’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo (ISBEM) e l’Università Internazionale di Goradze (IUG) per portare l’Alta Formazione universitaria in tema di determinanti ambientali della salute e di cambiamenti climatici e salute nel primo Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia che si svolgerà, a partire dal 2 marzo 2020, nella sede IUG di Sarajevo e sarà rivolto a studenti italiani.
“Grazie all’accordo appena siglato, già dal primo anno di corso, gli studenti di Medicina e Chirurgia della IUG saranno formati sui temi del binomio ambiente – salute, potendo contare sulle competenze scientifiche fornite da SIMA e ISBEM. Si tratta del primo passo internazionale del programma ‘U4ALL’ – University Rectors for Health and Environment, promosso da SIMA e presentato lo scorso 23 ottobre alla Camera dei Deputati, con il supporto e la partecipazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea”, dichiara il professor Alessandro Miani, Presidente SIMA e titolare della Cattedra di Environmental Medicine alla IUG.
“Crediamo che si tratti di una grande opportunità per una piena integrazione tra le due sponde dell’Adriatico – così vicine da essere già ricomprese dall’Unione Europea in un’unica macro – regione – con la possibilità di scambi di risorse umane, nella prospettiva della crescita di competenze e professionalità attraverso percorsi di laurea, programmi di training di alta formazione o specializzazione e Dottorati di Ricerca congiunti”, afferma il professor Alessandro Distante, Presidente ISBEM.
Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della IUG – in lingua italiana dal I anno e in lingua inglese o italiana dal II anno – attua programmi modulati esattamente su quelli delle Università Italiane, nell’ottica di un completo inserimento in chiave europea – con la possibilità di ottenere il riconoscimento giuridico nei Paesi UE – dei medici formatisi alla IUG di Sarajevo.L’anno accademico prenderà il via il 2 marzo 2020. Gli aspiranti medici di nazionalità italiana hanno la possibilità di iscriversi al Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia fino al 28 febbraio.

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