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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘ambiente’

“Comgest: lusso, un solido approdo in un ambiente inflazionistico”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 ottobre 2022

A cura di Alistair Wittet, gestore azionario Europa di Comgest. Per alcune aziende, gli aumenti dei costi di manodopera e dei materiali dovuti all’inflazione potrebbero ridurre i profitti e mettere in discussione gli sforzi di ampliamento. A nostro avviso, tuttavia, l’inflazione inciderà molto meno sulle società growth di qualità che dovrebbero registrare una crescita annua degli utili per azione a due cifre su un orizzonte di investimento di cinque anni. Il motivo risiede in particolare nei vantaggi competitivi, che di solito sono accompagnati da potere di determinazione dei prezzi e da elevati margini lordi. Questo aspetto è stato riconosciuto anche da Warren Buffett, che era solito dire: “Se hai il potere di aumentare i prezzi senza perdere quote di mercato a favore dei concorrenti, hai un’ottima azienda”.Il potere di determinazione dei prezzi consente alle aziende di trasferire l’aumento dei costi. Un esempio di ciò è il conglomerato globale del lusso LVMH Moët Hennessy. L’azienda ha aumentato i prezzi dei suoi prodotti di marca rispettivamente del quattro e del cinque per cento circa nel 2020. Sebbene fosse ipotizzabile un calo delle vendite, i relativi dati sono rimasti invariati. Questo potere di determinazione dei prezzi è osservabile anche su un periodo più lungo. Nel 2009, ad esempio, Louis Vuitton ha lanciato una borsa da donna con un prezzo di acquisto di 400 euro. Esattamente la stessa borsa è stata tra le più vendute nel 2021, con un prezzo di acquisto di 1.600 euro. Nel corso degli anni non sono state apportate modifiche alla qualità o al design. Gli elevati margini lordi forniscono ad aziende come LVMH e Hermès le basi necessarie per implementare innovazioni e investire nei loro marchi in modo che rimangano desiderabili nel lungo periodo.Molte aziende di qualità creano un valore aggiunto concreto per i loro clienti introducendo nuove tecnologie o prodotti. Prendiamo ad esempio Essilor Luxottica: l’azienda opera nel campo dell’ottica oftalmica e, dopo anni di ricerca, è recentemente riuscita a sviluppare lenti per occhiali che rallentano del 67% la progressione della miopia nei bambini. Di conseguenza, l’azienda è in grado di imporre ai clienti aumenti di prezzo che contribuiscono alla crescita organica nel lungo periodo. Le acquisizioni sono un’altra fonte di crescita, che accelera la crescita degli utili nel lungo periodo. In LVMH, ad esempio, le vendite sono aumentate del 150% dall’acquisizione di Dior nel 2017.La domanda di beni di lusso a livello globale continua a essere trainata dalla Cina. Con la crescita della classe media, cresce anche il numero di consumatori con un patrimonio elevato che acquistano orologi costosi, capi firmata e borse di lusso di marchi occidentali. Ma la grande sorpresa è la crescita del mercato e l’inizio di una tendenza strutturale nelle classi medie europee e statunitensi. In particolare, durante la crisi di Covid 19, i consumatori hanno utilizzato i loro budget, che in realtà erano stati riservati ai viaggi, per gli acquisti nel mercato interno. Inoltre, i fattori strutturali portano a una maggiore popolarità dei marchi di lusso: la generazione più giovane ha speso di più in beni di lusso durante la pandemia e ora li considera uno status symbol.Infine, non è solo il potere dei prezzi a fornire a molte aziende del lusso uno scudo contro l’inflazione. Poiché l’aumento dei prezzi porta a un aumento dei tassi d’interesse, anche la solidità dei bilanci può fare la differenza. Molti titoli a forte crescita hanno una leva finanziaria bassa, che li protegge dall’aumento dei costi del debito o dal rifinanziamento, il che a sua volta conferisce loro vantaggi competitivi. In sintesi, quindi, riteniamo che molte società di qualità nel settore del lusso siano ampiamente protette dall’impatto dell’inflazione elevata. Rimaniamo quindi fiduciosi nella nostra filosofia e continueremo ad investire in società di qualità di prima classe e con una crescita sostenibile nel lungo periodo. In contesti economici difficili, questo approccio è più che mai vantaggioso.

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Papa Francesco “protagonista” del documentario innovativo sull’ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2022

Roma In occasione della festa di San Francesco, verrà presentata in anteprima mondiale nella Città del Vaticano (Aula Nuova del Sinodo, ore 18.30), “La Lettera”, documentario sul potere dell’umanità di fermare la crisi ecologica.Il film racconta la storia dei viaggi a Roma di diversi leader, impegnati in prima linea nella cura della casa comune, per parlare con Papa Francesco della Lettera Enciclica Laudato si’. Il dialogo esclusivo con il Papa, raccontato nel film, offre approfondimenti sulla storia personale di Papa Francesco e scorci inediti sul suo insediamento.I protagonisti sono un leader indigeno dell’Amazzonia, un rifugiato e studente del Senegal, una giovane attivista indiana e due scienziati statunitensi (marito e moglie), in rappresentanza delle voci spesso inascoltate nella conversazione globale sul nostro pianeta. Questi leader, insieme, attraverso l’incontro con il Papa e tra loro hanno trovato una nuova speranza per la nostra casa comune. Il Cardinale Raniero Cantalamessa O.F.M. Cap., Predicatore della Casa Pontificia dal 1980, appare nel film e offre una prospettiva unica per comprendere le antiche radici francescane del messaggio della Laudato si’.Il film è presentato da YouTube Originals. È la prima volta che un film con un Papa sarà disponibile gratuitamente attraverso un servizio di streaming. La data scelta segna anche l’ingresso ufficiale della Santa Sede nello storico accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Insieme al film, questi sforzi rappresentano l’impegno sempre più ambizioso e attivo dei cattolici sulle questioni ecologiche. Questa azione è in linea con i ripetuti allarmi del principale organismo scientifico mondiale sul clima, il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite, che ha pubblicato il suo ultimo rapporto nel febbraio di quest’anno affermando che “le mezze misure non sono più un’opzione”. Il film è stato prodotto dal team del premio Oscar Off the Fence (My Octopus Teacher) in collaborazione con il Movimento Laudato Si’, il film è stato diretto dal regista vincitore di un Emmy Nicolas Brown.

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Ambiente, Aidda: “Obiettivi dell’Agenda 2030 siano al centro dei programmi elettorali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 agosto 2022

Aidda, l’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda, sostiene l’appello ai partiti promosso da ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. ASviS ha presentato alle forze politiche un decalogo di proposte a favore dell’ambiente da includere nei programmi elettorali con l’obiettivo di condurre l’Italia verso uno sviluppo sostenibile e allinearla ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 che sono stati sottoscritti dalle Nazioni Unite. Aidda rilancia le richieste a favore dell’ambiente, sollecitando la politica tutta a un impegno di responsabilità di fronte alla crisi climatica. “I prossimi anni saranno determinanti per raggiungere quei traguardi fissati dall’Agenda 2030 che appaiono più che mai cruciali per il benessere della nostra società. Ci auguriamo, ma crediamo che sia diventato ormai un sentimento diffuso e collettivo, che il prossimo Governo assuma tra le priorità come arginare il collasso ambientale, quotidianamente evidente e non più ignorabile, e come limitarne la progressione nel futuro. Un piano di strategie – conclude Giachetti – per il presente, ma soprattutto in ottica futura. La tutela del clima, attraverso investimenti mirati e soprattutto attraverso una ridefinizione del modello di vita e di consumo, rappresenta oltre che indispensabile per garantire la sopravvivenza del genere umano, una forma di prevenzione non solo del territorio, ma anche di salvaguardia del tessuto economico”.

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Agricoltura biologica: Una risorsa per l’ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2022

I vantaggi del biologico non sono solo quelli a tutti noti legati all’ambiente e alla salute ma anche di tipo economico, come dimostra la crescita costante degli ultimi anni – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Leggendo gli ultimi dati sull’agricoltura bio in Italia, se ne deduce che la stabilità del suo sviluppo è importante anche in funzione anticongiunturale durante gravi crisi come quella che stiamo attraversando.La superficie coltivata a biologico in Italia supera i 2,1 milioni di ettari, un’estensione mai raggiunta prima – continua Tiso. Ma ciò che emerge con più forza è che nel nostro Paese i terreni bio sono il 17,4% del totale, quasi il doppio della media europea che si ferma al 9% circa. L’Italia parte insomma in posizione di vantaggio in vista dell’obiettivo di portare le superfici bio al 25% entro il 2030.L’agricoltura sostenibile sta vincendo la sfida sul campo, nonostante le tante difficoltà causate dalla congiuntura internazionale, dal clima e dalla burocrazia. Questo successo si deve soprattutto alla fiducia dei consumatori: un italiano su cinque acquista regolarmente prodotti biologici ed è disposto a pagare qualcosa in più per portarli sulla tavola. I partiti che si apprestano a confrontarsi in campagna elettorale non potranno ignorare questa realtà. Da loro ci attendiamo impegni precisi per far sì che il biologico possa continuare a crescere e diventi un fattore trainante per il primo settore.

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Ambiente, clima, biodiversità. Estinzioni senza colpe

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2022

Immaginate l’urlo di terrore dei dinosauri quando un asteroide si abbatté sulla Terra provocandone l’estinzione. La nube sollevata dall’impatto oscurò il cielo, diminuì i raggi solari e provocò un inverno lungo decenni. Quando la nube si dissolse definitivamente tre quarti delle specie viventi si erano estinte. Questo lo scenario della catastrofe che sconvolse la Terra 66 milioni di anni fa. Eppure, la vita tornò. Non c’erano più i dinosauri ma altri essere viventi. Il nostro Pianeta ha avuto, in precedenza, altri quattro eventi catastrofici tra i 444 e i 200 milioni di anni fa che hanno provocato estinzioni di massa. Tutto ciò può essere inserito nella storia evolutiva della Terra, considerato che nel tempo è scomparso il 99% dei quattro miliardi di specie presenti nel nostro Mondo. Tre degli eventi catastrofici hanno causato il raffreddamento e due il riscaldamento globale. Sono eventi che vanno inseriti nell’arco temporale di centinaia di milioni di anni che hanno determinato la fine di una specie e la nascita di altre vite. Oltre agli eventi naturali, anche gli esseri umani hanno avuto un impatto sull’ambiente e non solo dai processi di industrializzazione che si sono succeduti dal 1700 in poi. L’idea che l’uomo vivesse in equilibrio con l’ambiente circostante non corrisponde alle valutazione di quanto accaduto, infatti, c’è una sovrapposizione temporale tra l’arrivo dell’uomo e l’estinzione della megafauna – 178 dei più grandi mammiferi – dovuta alla caccia. Nell’8.000 a.C. c’erano 5 milioni di persone nel Mondo che hanno ucciso centinaia di specie che non avremo mai più. L’espansione dell’agricoltura è stata uno dei maggiori impatti dell’umanità sull’ambiente. Nel corso del tempo l’uso del suolo è stato modificato. Secoli fa la maggior parte della Terra era selvaggia: foreste e praterie dominavano il paesaggio. Oggi, la metà dei terreni abitabili è utilizzata per l’agricoltura, il che ha diminuito la biodiversità ma ha permesso di produrre cibo più che sufficiente per tutti, anche se mal distribuito. L’utilizzo della tecnologia ha consentito di aumentare la resa delle coltivazioni: a livello globale, per produrre la stessa quantità di colture del 1961, abbiamo bisogno solo del 30% dei terreni agricoli, il che consente di ripristinare gli ambienti precedenti (“Our World in Data”). Anno 2100. New York, Amburgo, Hong Kong, Londra, Cairo, Copenhagen e Roma sono invase dall’acqua. Da quando lo strato di ghiaccio artico e antartico si è sciolto, il mare ha sommerso la Danimarca, i Paesi Bassi, il Belgio e il Bangladesh. Nelle latitudini temperate il clima è diventato tropicale, nelle Prealpi crescono pini e cipressi, più a sud il clima è saheliano. E’ lo scenario temuto del cambiamento climatico cui concorre l’effetto serra, quando i valori di emissione dei gas sono eccessivi, provocando il riscaldamento globale. Non tutto è dovuto all’impronta umana, considerato che anche gli ambienti naturali – vulcani, paludi, sedimenti oceanici – contribuiscono a tale effetto. Possiamo intervenire per la nostra parte. (Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 21 luglio 2022) Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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III Edizione della Spring School Ambiente e Diritti Globali-Crisi delle risorse, conflitti e disastri ambientali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2022

Roma 9 – 13 maggio 2022 In modalità web live. L’emergenza globale di questi anni ha messo in luce, in modo crescente, l’impatto umano sul Pianeta e la necessità di un cambiamento in materia di protezione dell’ambiente. È sempre più evidente l’urgenza di decisioni importanti su fattori determinanti – crisi climatica, inquinamento, deforestazione, densità di popolazione, risorse energetiche – che tanto hanno a che fare con la salute umana, i conflitti armati e i fenomeni migratori. Dalla necessità di una riflessione su queste tematiche è nata la Spring School della SIOI e di Greenpeace Italia, giunta alla III edizione, con l’obiettivo di fornire approfondimenti su questioni ambientali di portata globale e sulle loro conseguenze sul piano socio-economico, indicando possibili soluzioni in termini di politiche nazionali e internazionali e opzioni tecnologiche.Il Corso – rivolto a coloro che, per interesse professionale o personale, siano interessati ad approfondire questi temi – è online e organizzato in modalità live, permettendo quindi una interazione diretta tra partecipanti e docenti. Sono previsti 5 incontri, da lunedì 9 a venerdì 13 maggio 2022, dalle ore 14:00 alle ore 17:00, che tratteranno i seguenti argomenti:La comunicazione del rischio ambientale Ambiente e comunicazione. Strategie di engagement e di mobilitazione, il caso di Greenpeace Effetto serra effetto guerra: il cambiamento del clima e i suoi effetti nell’area Mediterranea Clima: esiti e prospettive nel negoziato internazionale Proteggere il clima o le fonti fossili? Negoziati internazionali e protezione degli oceani Plastica in mare: il parere della ricerca Plastica e prodotti monouso: normativa nazionale, comunitaria e interessi economici Deforestazione. Ambiente e diritti dei Popoli nativi Difendere i diritti umani: perché si muore per la propria terra L’insostenibile produzione del nostro cibo Pandemia e Ambiente

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L’arte di coltivare la terra in modo sano e nel rispetto dell’ambiente si impara on line

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2022

Il corso prenderà il via il 3 febbraio 2022. In tutto 5 lezioni da un’ora e mezza ciascuna, il giovedì sera dalle 18.30 alle 20. Si svolgerà attraverso la piattaforma ZOOM e si potrà seguire da qualsiasi parte del mondo, attraverso un dispositivo (pc, smartphone o tablet) dotato di connessione internet. La prima lezione del 3 febbraio si intitola “Agroecologia: come possiamo dare il nostro piccolo contributo ecologico al pianeta?”. Giovedì 10 febbraio invece il tema sarà “Conoscere il terreno e renderlo fertile, contrastando il cambiamento climatico”. Nella lezione successiva prevista il 17 febbraio si parlerà de “Le regole e gli strumenti di base per la conduzione di un orto agroecologico”. Il 3 marzo la lezione tratta de “Le piante e l’acqua: come, quando e quanto irrigare”. L’ultima lezione è prevista il 10 marzo: “Quali sono i principali nemici delle colture orticole primaverili ed estive? Prevenire e curare con principi e tecniche naturali”. Non si tratta di una prima volta. Con l’esplosione della pandemia nei primi mesi del 2020, Corinna aveva deciso di spostare i corsi previsti inizialmente in presenza in modalità on line (in quel caso si era utilizzato Skype). Iniziativa di grande successo con 70 partecipanti suddivisi in 3 diversi gruppi. Tra loro anche un partecipante dall’Inghilterra (una ragazza che vive lì) e un partecipante da Roma. La replica c’era stata nella primavera 2021: oltre 50 iscritti da tutta Italia e anche dall’estero ad un unico corso on line. Si sono collegati su ZOOM da Strasburgo, Praga, Berlino e dal Portogallo, oltre che da tutta Italia per seguire il corso sull’orto agroecologico. La docente Corinna Raganato, laurea in Scienze Ambientali a Cà Foscari di Venezia, ora libera professionista, è agroecologa. Fa parte del direttivo provinciale del collegio degli agrotecnici di Treviso ed è tecnico controllore di agricoltura biologica abilitato dal Mipaaf. Il suo percorso sull’orto agroecologico ha il sostegno dell’associazione frazionale di Salvarosa di Castelfranco Veneto.

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Ambiente e transizione in agricoltura

Posted by fidest press agency su domenica, 26 dicembre 2021

“Lo stoccaggio della CO2 è uno degli obiettivi che ci vengono posti per mitigare gli effetti del surriscaldamento globale, limitandolo a 1,5 gradi. Ciò può avvenire piantando più alberi, ma l’Italia ha evidenti limiti geografici, oppure attraverso una corretta gestione forestale. Sebbene gli agricoltori siano responsabili di appena il 7 per cento delle emissioni di gas serra nel nostro Paese, di cui parte riassorbita dalle attività agricole stesse, ritengo che possano svolgere un ruolo cruciale nella cattura di CO2 nei suoli, sotto forma di carbone vegetale o biochar ottenuto tramite pirolizzazione della biomassa. Una visione che trova d’accordo anche il Governo che si impegnerà a valutare finanziamenti per il comparto agricolo in tal senso, nel rispetto delle finanze pubbliche”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura, che ha depositato un ordine del giorno al Decreto sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), accolto dal Governo.“L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha elaborato una modalità di calcolo per il sequestro di carbonio – aggiunge Gallinella – che conferma come stoccare una tonnellata di biochar equivalga a tre tonnellate di CO2 circa. Il carbone vegetale, inoltre, dal 2015 è inserito nella lista degli ammendanti dal Ministero delle Politiche agricole. Gli agricoltori, dunque, possono raggiungere il duplice risultato di migliorare i suoli o addirittura recuperare quelli più degradati e di contribuire allo stoccaggio della CO2”.“Ritengo, però, che questo impegno nel comparto primario nel porre rimedio ai danni ambientali causati da altri settori debba essere incentivato attraverso risorse dedicate e finalizzate allo sviluppare pratiche e tecnologie, oggi già disponibili. Lo step successivo sarà quello di certificare questi crediti per renderli vendibili sul mercato” conclude.

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Lavoro: Sindacati, 13 dicembre nuovo sciopero generale servizi ambientali

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2021

Nuovo sciopero generale lunedì 13 dicembre dei servizi ambientali per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto. Un’astensione dal lavoro che sarà per l’intera giornata e per tutti i turni di lavoro, con la garanzia dei servizi minimi previsti, e che interesserà gli oltre 100 mil addetti del settore, tra pubblico e privato, per rivendicare il diritto al rinnovo di un contratto scaduto da oltre due anni. A darne notizia sono Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, aggiungendo che: “Nonostante lo straordinario successo dello sciopero dello scorso 8 novembre, e dopo il nostro ennesimo tentativo di provare a chiudere il contratto, l’atteggiamento intransigente delle associazioni datoriali nega ancora una volta i legittimi diritti dei lavoratori e le loro aspettative di avere il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto da 29 mesi”.I sindacati puntano ancora una volta il dito contro le associazioni datoriali, Utilitalia per la parte pubblica, Confindustria Cisambiente e Fise/Assoambiente per quella privata, insieme alle tre centrali cooperative, Agci, Confcooperative e Legacoop, le quali, “nonostante la forte mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, non hanno rimosso le pesanti condizioni poste al tavolo di trattativa. Evidentemente le imprese vogliono perseverare sul loro obiettivo di non far crescere industrialmente il settore e, attraverso la riduzione del costo del lavoro e la cancellazione della rappresentanza sindacale dei lavoratori e delle lavoratrici, destrutturare il settore verso la povertà”.Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel lamentano un atteggiamento “intransigente e irresponsabile da parte delle controparti che nasconde un solo obiettivo: quello di precarizzare il lavoro, di destrutturare il settore e con esso i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che il contratto tutela. Non possiamo più tollerare questo ritardo: lo straordinario lavoro che migliaia di lavoratrici e lavoratori garantiscono ogni giorno attraverso un servizio pubblico indispensabile va riconosciuto e il rinnovo del contratto è la sola condizione per farlo. Lunedì 13 dicembre sarà una nuova straordinaria giornata di lotta: lavoratrici e lavoratori uniti nelle piazze per tutelare il loro futuro, il settore e le comunità nelle quali viviamo. Abbiamo un solo obiettivo, il rinnovo del contratto, e non faremo un passo indietro”, concludono.

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Piantumazione degli alberi

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

“Noi come Fareambiente ci siamo battuti per anni per l’inserimento nelle scuole dell’educazione ambientale, che è ‘cura della casa comune’, come dice Papa Francesco. Ci siamo riusciti con la legge del 2019. L’ambiente è lo stare bene ed è stile di vita. Purtroppo la legge Rutelli 113 del ‘92, sulla piantumazione di un albero ogni neonato o bambino adottato, nei comuni di nascita, non trova applicazione. È una vergogna che una legge così importante sia lettera morta e trovi un’insensibilità da parte dei ministeri competenti”. Lo afferma Vincenzo Pepe, presidente dell’associazione ambientalista FareAmbiente, in occasione della conferenza stampa “Cambiamento del clima e messa a dimora degli alberi. Una proposta di modifica della legge del 1992. Manifesto di protesta di FareAmbiente” alla sala stampa della Camera dei Deputati. “In prossimità della festa dell’albero, che cade il 21 novembre, siamo a sottolineare l’importanza di una coscienza ecologica strettamente collegata con l’economia e la società. Un processo olistico che deve toccare tutti gli aspetti della vita a partire dall’educazione dei giovani, affinché nel costruire la società del domani possano agire consapevolmente. Ecco perché – spiega Simona Vietina deputata di Coraggio Italia – ho ritenuto doveroso presentare due interrogazioni, affinché si focalizzi il problema e si rendano concrete due leggi già esistenti: la L.113 del 92 leggermente modificata dalla L.10 del 2013 che richiede di mettere a dimora un albero per ogni nato, ancora non applicata e l’altra la ‘92 del 2019 che introduce l’educazione civica”. Dello stesso avviso Maria Teresa Baldini, deputata di Coraggio Italia: “Una giornata importante quella del 21 novembre perché solo attraverso un gesto comune e concreto possiamo iniziare la vera rivoluzione green. L’albero e’ vita, e’ bellezza, e’ impegno ambientale e sociale per chi si impegna al rispetto del luogo dove vive. Coraggio italia condivide il fare ambiente che significa dare voce a progetti ambientali sostenibili che partono dai vari territori nel rispetto della loro identità e specificità”. “Se il G20 – conclude Pepe – ha stabilito di piantare 1000 miliardi di alberi entro il 2030, perché non iniziamo mettendo in pratica la cosiddetta Legge Rutelli? Possiamo utilizzare il Pnrr anche per destinare fondi ai comuni per la piantumazione degli alberi e prevedere sanzioni per le amministrazioni inadempienti”.

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La diversità che unisce, per un ambiente di lavoro equo e inclusivo,

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2021

Può contribuire al successo economico di un’azienda: è stato osservato che le aziende che promuovono la diversità di genere nei loro team hanno il 21% di probabilità in più di superare i loro diretti concorrenti in termini di redditività (AmCham EU Report 2020). Percentuale che sale al 33% nelle aziende che promuovono la diversità etnica e culturale.La diversità, se riconosciuta, accolta e valorizzata, può diventare un fattore strategico per il business e un valore per tutte le persone: è da questo assunto che prende le mosse “4 Weeks 4 Inclusion”, una grande maratona interaziendale in cui oltre 200 partner si alternano in una staffetta di webinar e eventi condivisi dedicati alla valorizzazione delle diversità e all’inclusione. 4 settimane, 189 eventi per oltre 200 ore totali dedicate al racconto delle storie aziendali e alla condivisione delle esperienze, per confrontarsi su come agire l’inclusione.Pfizer Italia è tra aziende protagoniste di questa maratona online, con un webinar sul tema della Diversity & Inclusion che si terrà lunedì 15 dicembre dalle ore 18.30 alle 19.30, aperto a tutti previa registrazione al link https://4w4i.it/event/pfizer“Il tema Diversity & Inclusion è centrale per Pfizer a livello globale ormai da oltre un decennio – dichiara Roberto Tocci, Sr Director HR Italy & Biopharma Cluster, IDM – con l’obiettivo di sviluppare e promuovere programmi volti ad aiutare i dipendenti ad apprezzare il valore della diversità e a vivere Pfizer come un ambiente equo e collaborativo all’interno del quale costruire una carriera di successo, consentendo a Manager e Leader di creare posti di lavoro inclusivi ed equi e trasmettendo ai nostri stakeholder il valore della diversità”.Il gruppo DNA – Diversity is NAtural fin dal 2015 promuove in Pfizer la cultura della diversità e dell’inclusione in azienda. Diversity is NAtural, perché la diversità in natura è elemento di ricchezza, ma anche DNA, come la doppia elica che accomuna tutti gli esseri viventi: superare i pregiudizi e creare un ambiente di lavoro equo e inclusivo sono gli obiettivi che hanno portato il team DNA a coinvolgere i dipendenti in un percorso che, iniziato con il Dnalphabet, è proiettato verso il futuro.“Il nostro gruppo lavora con passione per rendere Pfizer un ambiente di lavoro diverso e straordinario dove che tutti i colleghi siano riconosciuti per la loro diversità – sottolinea Marianne Rodger, Rare Disease Country Lead di Pfizer Italia e DNA Lead – ma agiamo anche come ‘ambasciatori’ al di fuori della nostra azienda per incoraggiare la diversità, far riconoscere il suo valore e ridurre le disparità in ambito sanitario”.Una importante novità della quale si parlerà nel corso del webinar sarà il progetto ForAll (Fornitori Alleati), ideato da Pfizer e promosso con altre venti aziende con l’obiettivo di creare consapevolezza in tutte le imprese italiane, con le quali queste aziende collaborano, sull’importanza dell’inclusione delle diversità sul luogo di lavoro.Il primo passo delle aziende del network, che annovera tra le sue fila multinazionali come P&G, Ikea, Coca-Cola HBC Italia e altre, è stato inviare un questionario ai propri fornitori per capire le loro attitudini su diversità e inclusione; i dati emersi saranno presentati il prossimo 22 novembre alle ore 14.00, sempre nell’ambito di 4 Weeks 4 Inclusion (https://4w4i.it/event/progetto-forall-fornitori-alleati).

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Ambiente, migrazioni e fame nel mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

I problemi del mondo sono stati abitualmente sottovalutati nella quotidianità. Istituzioni internazionali (Onu e dintorni) che se ne occupano ci sono, e riescono ad andare avanti grazie ai finanziamenti (drammaticamente pochi) degli Stati nazionali. Oggi questi problemi sembra che siano più valutati perché stanno esplodendo nei nostri giardini di mondo ricco. Il caso emblematico per eccellenza è il covid, contro il quale stiamo lottando fronteggiando ogni giorno novità (varianti e dintorni). Il modo stesso con cui affrontiamo il virus, non più segregandoci in casa (come quando – malati – non si va a scuola), dimostra che abbiamo maturato consapevolezza istituzionale, collettiva ed individuale che – FORSE – ci condurrà a qualche soluzione. E, anche se ancora in modo insoddisfacente, le nostre istituzioni di Paesi ricchi stanno cominciando ad “invadere” i Paesi poveri con derrate di vaccini. Niente di risolto, ma è innegabile che questa politica sia in atto.Gli “altri” tre grandi problemi dell’umanità sono ambiente, migrazioni e fame nel mondo. Non abbandonati a se stessi ma, visto che sono sempre più problematici, vuol dire che quanto si fa non è sufficiente e/o viene fatto male. Ambiente. La corsa all’ennesimo fallimento della COP di Glasgow, con le terribilmente reali denunce che – per semplificare – vengono da Greta Thunberg, sono attualità. Migrazioni. Oltre a diffusi respingimenti o accoglienze col contagocce , baruffe sulle quote dei Paesi Ue, sovranismi suicidi di Paesi del Pacifico quanto dell’Atlantico e dell’oceano Indiano… oltre questo, non si va. Fame nel mondo. E’ di oggi l’ennesimo bollettino di morte del Programma alimentare mondiale. Il balzo da 42 milioni di inizio anno a 45 milioni di persone a rischio fame è la presa d’atto di un Pianeta in cui si va su Marte, si raggiunge Internet collegandosi dallo Spazio, ma si è incapaci di dare acqua e cibo a tutti.Ma il covid non ci ha insegnato nulla? Possibile che la mobilitazione e l’impegno mondiale su questo virus non ci abbia fatto comprendere che la Sars-cov è SOLO uno dei problemi planetari che NON POSSONO NON ESSERE RISOLTI, pena l’accelerazione della nostra estinzione? Non basta, per esempio, che in questi ultimi mesi TUTTI i prodotti energetici ed alimentari hanno prezzi che lievitano senza controlli, prezzi dai quali a cascata dipendono tutte le indispensabilità della vita? Lievitazione non casuale o solo a causa di riccazzi che vogliono essere sempre più tali, ma per carenze e/o errori di politiche su drammi che stanno portando il Pianeta alla deriva? Il fatto che – per chi fosse ancora distratto – ambiente, migrazioni e fame nel mondo non siano nel proprio giardino, è scusante per qualche individuo, ma criminale per le istituzioni. (Comunicato Aduc)

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Mario Tassone: Ambiente, non si può più far finta di nulla

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2021

Il momento terribilmente difficile dalle prospettive non nitide deve spingere analisti, governanti, operatori sociali a valutazioni non di circostanza, meno enfatiche e possibilmente più realiste sullo stato di salute del pianeta. Il G20 che si è aperto a Roma e fra qualche giorno il Vertice sull’ambiente che si svolgerà a Glasgow in Scozia, sono occasioni uniche perché si prenda consapevolezza della gravità dei processi di decomposizione del pianeta che minacciano la vita e sottraggono ogni realistica visione del futuro.La pandemia, i mutamenti climatici, la difficile ripresa economica dopo il Covid – 19 sono cifre di problemi che vanno affrontati con diverse e più puntuali consapevolezze. Il quadro internazionale, i rapporti di forza tra potenze si vanno modificando rispetto a qualche tempo fa. Pensiamo alla Cina con la sua forza di penetrazione in Asia. Paesi quali l’India, il Brasile sono realtà destinate ad avere sempre più influenza nello scacchiere internazionale.Gli USA, dopo la presidenza Trump, con Biden, riprendono un rapporto più dialogante anche con l’Europa, anche se alcune scelte fanno intravvedere una rivisitazione della politica internazionale. Ma oggi cosa ci si aspetta da queste assisi internazionali? La consapevolezza che la Terra è sull’orlo del precipizio. La lotta al virus soprattutto nelle aree non servite sufficientemente dai vaccini, la riduzione dell’inquinamento, la svolta per fronteggiare le molte diseguaglianze e operare per prevenire ulteriori tragedie umanitarie, si impongono senza ritardi.Dunque occasioni perché gli egoismi siano accantonati. Non si può far finta di nulla. I palliativi delle parole e dei lunghi documenti accantonano i problemi. Tanto, alcuni ragionano, fra 50 anni non ci saremo e “sotto a chi tocca”. Questo significherebbe che la vita verrebbe sacrificata sull’altare dell’egoismo. E nessuno si salverà. La Cina, la Russia non presenti a Roma costituiscono un elemento di preoccupazione. L’Europa saprà ritrovare nella sua storia e cultura la energia per recitare un ruolo meno occasionale. Sono interrogativi, che vengono dalle esperienze del passato. Per l’ambiente da Rio di Janeiro in poi quante pantomime, quanti appuntamenti mancati, quanti impegni non rispettati. Oggi è il tempo delle decisioni vere. Non ci sono grandi e immortali. Tutti siamo fragili. Il futuro bisogna costruirlo e non scansarlo. Sarebbe l’annuncio del dissolvimento senza più appelli!

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24° Festival CinemAmbiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 settembre 2021

Torino, dall’1 al 6 ottobre 2021 al Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema, sia online. A partire dal giorno successivo alla proiezione in sala, i film saranno disponibili, fino al 13 ottobre, sulla piattaforma OpenDDB, che avrà una capienza di 500 accessi per ciascun titolo .Accompagnata dal claim “Time for Change” – che focalizza l’attenzione sulla necessità improcrastinabile di avviare una transizione ecologica in grado di contenere ulteriori effetti devastanti dei cambiamenti climatici – l’edizione 2021 presenta 89 film, in arrivo da oltre 30 Paesi. Due le sezioni competitive. Il Concorso documentari presenta 10 film selezionati tra la migliore e la più recente produzione internazionale di cinema ambientale. Tra questi, il film inaugurale, Animal, del regista francese Cyril Dion, che a cinque anni dal successo di Demain, allarga lo sguardo dai cambiamenti climatici all’emergenza del collasso della biodiversità, e The Ants & the Grasshopper, firmato dal pluripremiato regista inglese Zak Piper e da Raj Patel, l’autore di I padroni del cibo, economista e scrittore tra i massimi studiosi della crisi alimentare mondiale. Il Concorso cortometraggi vede 20 titoli in gara, provenienti da quattro continenti, specchio di un cinema “breve” in costante crescita e diffusione in ogni parte del mondo come strumento di immediata denuncia e rappresentazione delle emergenze ambientali del territorio.Tra le sezioni non competitive, Made in Italy, un’ampia vetrina di 40 film riservata alla più recente produzione nazionale di cinema ambientale, in grande crescita negli ultimi due anni nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria: un viaggio, geografico e umano, tra le emergenze del nostro Paese, le sue bellezze (spesso sfigurate), le esperienze di chi ha trovato una propria via verso la transizione.Nella sezione non competitiva Panorama internazionale, una selezione di 16 film, tra corti, medi e lungometraggi non inediti in Italia, ma ritenuti, per la qualità della realizzazione o l’incisività dei temi trattati, meritevoli di un’ulteriore circuitazione. Tra i titoli proposti, per lo più di recentissima produzione, anche un classico da riscoprire, Serengeti non morirà, premio Oscar nel 1960, e il documentario presentato nella serata di chiusura del Festival, Legacy, il nuovo film-testamento di Yann Arthus-Bertrand, l’autore francese tra i massimi esponenti mondiali della fotografia e del cinema ambientali, a cui quest’anno il Festival assegna il premio alla carriera Movies Save the Planet.Molti gli appuntamenti collaterali alle proiezioni. Tra gli Ecoeventi di quest’edizione: incontri, presentazioni di libri e di progetti, “conversazioni sul mondo che verrà” con scrittori ed esperti, iniziative alla Mole Antonelliana (visioni in VR, una mostra fotografica dedicata a “Il Quinto elemento”) e due panel: uno dedicato a “Il cinema ambientale oggi”, in cui registi e studiosi discuteranno della trasformazione di un settore in crescita accelerata, e l’altro a “Un festival più verde”– organizzato in collaborazione con AFIC — in cui direttori di festival e rappresentanti di enti e istituti di ricerca si confronteranno sul progetto finalizzato all’elaborazione di un protocollo green per la riduzione dell’impatto ambientale delle manifestazioni culturali.L’ingresso e l’accesso a tutti gli eventi del Festival sono gratuiti. Le proiezioni al Cinema Massimo e online su OpenDDB sono a prenotazione obbligatoria, che si può effettuare sul sito http://www.cinemambiente.it. La prenotazione in sala è consentita per max 2 persone. L’ingresso alle proiezioni e agli eventi del Festival sarà consentito solo dietro presentazione del Green pass.

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Corso Laurea in “Ambiente e Gestione sostenibile delle Risorse naturali”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 luglio 2021

Camerino. Nell’ambito dell’iniziativa Unicam “Laboratori Aperti” il prossimo 29 luglio presso la sede di Palazzo Castelli (via Pontoni 5, Camerino), il corso di laurea triennale in “Ambiente e Gestione sostenibile delle Risorse naturali”, presenterà alcune attività di ricerca ambientale, di base ed applicata, svolte da gruppi di studio coordinati da docenti del corso, nonché alcune attività imprenditoriali in cui la ricerca ambientale riversa il know how per percorsi economici sostenibili che possono rappresentare interessanti sbocchi professionali per gli studenti del corso di Laurea.Il corso di laurea in “Ambiente e Gestione sostenibile delle Risorse Naturali” (https://didattica.unicam.it/Guide/PaginaCorso.do?corso_id=10466&ANNO_ACCADEMICO=2020) è strutturato in due curricula. Il primo “Gestione e Valorizzazione delle Risorse Naturali” ha come obiettivo quello di fornire allo studente le conoscenze di base finalizzate alla gestione sostenibile degli ecosistemi e della biodiversità. Il secondo “Sostenibilità Ambientale delle Produzioni e Green Economy” ha invece l’obiettivo di formare una figura professionale in grado di affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità di lavoro della “svolta green” basata sui principi dell’economia circolare, sulla sostenibilità delle produzioni e la qualità degli ambienti rurali ed urbani. Nello specifico, gli interessati potranno partecipare a 7 attività laboratoriali articolate come segue: dopo l’accoglienza presso il Polo di Informatica alle ore 9, ci si sposterà a Palazzo Castelli, sede del corso di laurea, dove si terrà una breve illustrazione delle caratteristiche del corso. A partire dalle 9.30 e fino alle ore 12.00 i partecipanti verranno guidati presso le diverse postazioni dove riceveranno informazioni sul tipo della ricerca presentata nonché sulla sua importanza sociale, economica ed applicativa. Il viaggio inizierà con il LAB1: La ricerca botanica per la tutela della biodiversità (ERBARIO UNICAM) Una banca dati biologica al servizio della ricerca, della divulgazione e della protezione della natura. Si proseguirà poi con seguenti temi. LAB2: Quando la Plastica entra in un circolo virtuoso (OLIANS PLAST Civitanova Marche) Olians Plast Srl e Olians 4 R.ecycle creano opportunità e risorse da ciò che fino ad oggi veniva considerato nulla più che un rifiuto producendo dai rifiuti plastici nuovi materiali destinati al mondo della moda. LAB3: L’economia circolare nei sistemi zootecnici tradizionali (SIBILLANA Visso) L’allevamento tradizionale della razza ovina Sopravissana per la realizzazione di capi di maglieria esclusivi. Un esempio di filiera virtuosa che parte dalla gestione sostenibile dei sistemi pastorali all’utilizzo della lana e dei suoi sottoprodotti. LAB4: Pianificazione e gestione sostenibile delle infrastrutture verdi (STUDIO BOTANICO VENTRONE Macerata) Le competenze scientifiche del botanico naturalista applicate al Garden design sostenibile nella progettazione del verde privato, del paesaggio urbano e delle aree ricreative. LAB5: La ricerca applicata alla gestione della fauna selvatica (ATC-MC2, U.R.C.A. Macerata, Ricercatori UNICAM) Studi biometrici e morfometrici su specie animali di interesse faunistico-venatorio e Studi comportamentali sui selvatici per la pianificazione di interventi gestionali. La gestione della fauna venatoria come elemento di sviluppo economico delle aree montane e valorizzazione del comparto agro-turistico. LAB6: Biodiversità del suolo e agricoltura sostenibile (Ricercatori UNICAM) Sviluppo ed applicazione di test ecotossicologici, bioindicatori ed indici biotici, per monitorare e valutare gli impatti derivanti dall’uso di fertilizzanti o fitofarmaci sulla “salute” del suolo. La diversità del sistema suolo come elemento centrale dello sviluppo agricolo sostenibile. LAB7: Cartografia tematica e telerilevamento per il monitoraggio e la conservazione dell’ambiente (Ricercatori UNICAM) Il Remote-Sensing: la nuova frontiera per la conservazione della natura, la pianificazione del paesaggio ed il monitoraggio dei cambiamenti globali.La prenotazione agli eventi è obbligatoria e va effettuata al link https://orientamento.unicam.it/laboratori-aperti-2021

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G20 Ambiente: Rotta, occasione unica per svolta green

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

“Stiamo attraversando un momento cruciale per quella rivoluzione green di cui ogni giorno di più si avverte la necessità. Servono interventi mirati su clima, ecosistemi, biodiversità. E serve una linea comune globale. Il G20 dell’Ambiente in corso a Napoli è uno degli appuntamenti cruciali per definire le politiche della sostenibilità”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ambiente alla Camera, Alessia Rotta. “Come riconosce l’inviato speciale Usa sul clima, John Kerry – continua la presidente Rotta – il presidente del consiglio Mario Draghi e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani garantiscono l’impegno dell’Italia al raggiungimento di un accordo. Di più. Sono le figure più indicate a favorire il raggiungimento di questo obiettivo”. “I piani di azione sono molteplici – aggiunge Rotta – lo stesso ministro Cingolani ne ha tratteggiato i percorsi. Per esempio, bisogna fare in modo che il sistema finanziario sia incentivato ad allinearsi alle esigenze dello sviluppo sostenibile, e i progetti contenuti nel Pnrr vanno in questa direzione. Bisogna agire sull’istruzione, sulla formazione culturale delle nuove generazioni, che è l’unico strumento capace di rendere permanente la rivoluzione green, di prolungarne nei decenni gli effetti, di impedire che la sua spinta propulsiva, rigeneratrice, si interrompa. C’è poi il lavoro dei Comuni, delle Regioni, oltre che dell’Esecutivo: gli obiettivi che vengono posti e il coordinamento fra i vari livelli di governo sono elementi indispensabili alla riuscita della transizione ecologica”. “La pandemia – conclude Rotta – ci ha fatto scoprire un’Ue solidale nella lotta al virus e nella ricerca di una via d’uscita dalla crisi. Questo ci permette di disegnare l’Europa del domani. Ma il portato dell’esperienza che ha marcato la vita di tutti, in tutto il mondo, va oltre. Oggi avvertiamo una consapevolezza viva, comune, della necessità di una svolta che garantisca il futuro del pianeta. Questa svolta non può che essere verde e non può che essere condivisa dai governi. Il summit di Napoli è un tassello fondante per consolidare questa consapevolezza e per cominciare ad agire di conseguenza”.

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Ambiente: Rotta, con Cop26 stop ai ‘paradisi inquinanti’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

Roma. “Si devono combattere i paradisi fiscali, perché minano gli sforzi di quei Paesi che adottano politiche improntate sull’equità. E allo stesso modo serve una forte azione di contrasto ai paradisi inquinati, che azzoppano i benefici della rivoluzione green in atto in molte Nazioni, in primis l’Italia. Cop26 sarà un appuntamento cruciale per armonizzare gli sforzi a livello mondiale”. Lo ha detto Alessia Rotta in occasione della Giornata mondiale per l’ambiente. Alessia Rotta è presidente della commissione Ambiente della Camera e relatrice per il Parlamento italiano alla Cop26 delle Nazione Unite, la conferenza internazionale sul cambiamento climatico in programma dal 9 al 20 novembre 2020, a Glasgow. “Il Regno Unito assumerà la presidenza della Cop26 in partenariato con l’Italia – ricorda Alessia Rotta – L’Italia ospiterà la precop governativa, quella preliminare dei parlamentari e alcuni eventi dedicati ai giovani. In vista della conferenza di Glasgow, sto incontrando il presidente di Cop26 Alok Sharma e vari componenti delle commissioni parlamentari dei Paesi partecipanti, in modo da stilare il programma dei temi da affrontare”.“Cop26 – spiega Rotta – avrà il compito di allineare le politiche dei vari Paesi, per dimostrare che la direzione di marcia è una sola e che va verso la rivoluzione green. L’Italia ha davanti a sé una grande occasione per presentarsi come player. Abbiamo buone performances su alcuni asset fondamentali delle politiche di tutela dell’ambiente, penso ai risultati sul riciclo dei rifiuti e agli investimenti nelle fonti di energia alternativa, come l’eolico e il solare: l’Italia offre un terreno più favorevole di molti altri Paesi europei”.“Gli investimenti legati al Recovery – conclude Alessia Rotta – daranno un’accelerata alla rivoluzione green in Italia. Ma il nostro impegno sarebbe vano se non rientrasse in una strategia globale. In questa ottica, credo che gli sforzi debbano concentrarsi anche sui grandi dimenticati, come il mare e la tutela delle biodiversità. Per Papa Francesco la cosa peggiore della pandemia sarebbe sprecare l’occasione di migliorarsi. Cop26 e il Recovery ci danno la possibilità di cogliere questa occasione. Essere riformisti significa anticipare quel futuro già prevedibile per non subirne solo le esternalità negative. Questo è il nostro compito”.

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Pesticidi: I pericoli per i consumatori e l’ambiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Anche la battaglia contro la plastica monouso è legata a doppio filo alla direzione che prenderà l’agricoltura nel prossimo futuro – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati diffusi in questi giorni dall’Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) rivelano che il 53% di piatti, posate e cannucce compostabili contiene sostanze tossiche e pesticidi. I pericoli per i consumatori e per l’ambiente sono facilmente intuibili. Ma a preoccupare ancor di più è l’imminente entrata in vigore della direttiva europea Sup, che a partire da luglio metterà al bando molti prodotti monouso in plastica che dovrebbero essere sostituiti proprio dalle nuove stoviglie biodegradabili provenienti da fonti vegetali.Che i pesticidi finissero nel cibo servito sui nostri piatti era un fatto purtroppo noto, ma in pochi avrebbero immaginato che le stesse sostanze tossiche sarebbero state trovate anche al loro interno – continua Tiso. L’ultima denuncia delle associazioni di consumatori è un’ulteriore conferma che la transizione verso una vera sostenibilità non può avvenire se non si affronta la sfida nella sua globalità e si rifuggono soluzioni che non fanno altro che spostare il problema.In una lettera aperta, tredici associazioni del settore agroalimentare europeo hanno di recente sollecitato una valutazione complessiva degli effetti economici e sociali che produrrebbe la riduzione dei pesticidi prevista dalla Commissione europea. Il timore è che i traguardi della strategia ‘Farm to Fork’ siano troppo ambiziosi o comunque non ben calibrati. Se il confronto tra operatori e decisori è sempre positivo, è pur vero che per produrre risultati utili deve tener conto di tutti i dati a disposizione. Ancora più importante è non limitarsi ad analizzare le conseguenze delle nuove misure per l’agricoltura, ma includere nella valutazione tutte le ricadute sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.

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Día Mundial del Medio Ambiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Posiblemente la mayoría entendemos que la cultura y la sostenibilidad han de ir de la mano, pero necesitamos unas claves más precisas con las que operar. Esa es la razón de ser de esta publicación en formato póster, una iniciativa cuyo fin es el de promover desde las instituciones nuevos hábitos de aproximación a la cultura desde un modo mucho más respetuoso con la realidad del planeta que habitamos. Se ha diseñado de manera versátil y modular, con la idea de que cada una de sus caras pueda recortarse y funcione de manera autónoma, combinándose libremente. La idea es que se entienda como un manual de claves básico, no unívoco ni unidireccional, sino que sirva como punto de partida para alentar a que cada organización, institución, individuo o colectivo, se anime desarrollar unas líneas de trabajo que ayuden a construir un futuro más sostenible. No hay institución o agente cultural que pueda obviar el momento de crisis climática en que nos encontramos, y tenemos que enfrentarnos a la complejidad de esta crisis ecológica ante la que nos encontramos con optimismo, firmeza y una gran capacidad de anticipación y empatía. Esta propuesta opera a través de ese prisma, poliédrico y multifocal, en el que la cultura juega un rol crucial en la búsqueda de alternativas más sostenibles y la formulación de otros caminos que nos ayuden a trazar un cambio de paradigma. Un proyecto de Blanca De la Torre para la Real Academia de España en Roma “Porque la sostenibilidad no solo es cuestión de un día”

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Giornata mondiale dell’Ambiente

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Probabilmente la maggior parte di noi ritiene che la cultura e la sostenibilità debbano procedere di pari passo, ma abbiamo bisogno di elementi essenziali più precisi con i quali operare. Questa è la ragion d’essere di questa pubblicazione in formato poster, un’iniziativa il cui fine è quello di promuovere, a partire dalle istituzioni, nuove abitudini di approccio alla cultura con una modalità molto più rispettosa nei confronti del pianeta che abitiamo. È stato concepito in maniera versatile e modulare, con l’idea che ciascuna delle sue facciate possa essere ritagliata e funzioni in maniera autonoma, combinandosi liberamente. L’idea è che si intenda come un manuale di elementi basici, non univoco né unidirezionale, ma che serva come punto di partenza per incoraggiare ogni organizzazione, istituzione, individuo o collettivo, a sviluppare delle linee di lavoro che contribuiscano a costruire un futuro più sostenibile. Non c’è istituzione o agente culturale che possa ovviare il momento di crisi climatica nella quale ci troviamo, e dobbiamo affrontare la complessità di questa crisi ecologica con ottimismo, fermezza e una grande capacità di previsione ed empatia. Questa proposta opera attraversa questo prisma, poliedrico e multifocale, nel quale la cultura svolge un ruolo cruciale nella ricerca di alternative più sostenibili e della formulazione di altre vie che ci aiutino a tracciare un cambiamento di paradigma. Un progetto di Blanca de la Torre per la Real Academia de España en Roma “Ci vuole più di un giorno per la sostenibilità”

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