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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘ambiente’

22° Premio Alto Rendimento nella categoria “Miglior fondo SRI – Azionari Ambiente”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Pictet Asset Management nuovamente protagonista nell’ambito degli investimenti socialmente responsabili con il Pictet – Global Environmental Opportunities (GEO). Il fondo, lanciato nel 2011, ben prima dell’esplosione degli investimenti ESG, è stato insignito del 22° Premio Alto Rendimento nella categoria “Miglior fondo SRI – Azionari Ambiente” che viene assegnato al fondo con il miglior rendimento a un anno e che ha evidenziato uno score ESG sopra la media della categoria, grazie a una performance di +36,76% registrata nel 2019 (+8,41% rispetto alla categoria Morningstar e +10,16% rispetto all’indice MSCI World USD). Un prestigioso riconoscimento che ribadisce il ruolo pionieristico della società di gestione nell’ambito della sostenibilità e dell’approccio tematico.
Il fondo azionario globale, gestito da Luciano Diana, investe in azioni di società che operano nella catena di valore ambientale dell’energia pulita e dell’acqua, dell’agricoltura, del legno e che contribuiscono alla salvaguardia delle risorse naturali mondiali. Il tutto si traduce in un portafoglio globale concentrato, diversificato a livello settoriale e con un forte orientamento alla crescita, costruito con un approccio bottom-up nella selezione dei titoli. L’efficacia della strategia di investimento nasce da una combinazione di un approccio rigoroso dalle solide basi scientifiche e della decennale esperienza di Pictet Asset Management nell’ambito degli investimenti responsabili.

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L’emergenza coronavirus non ferma l’impegno degli imprenditori a sostegno dell’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Un workshop in collegamento streaming da Rimini per approfondire i temi legati alla sensibilità ambientale e al comfort abitativo: questa l’iniziativa lanciata congiuntamente da ‘Stile Naturale’, la rete di imprenditori e professionisti del mondo green presente con i suoi partner in tutta Italia, e da Sea Shepherd Italia, l’organizzazione no profit che da anni si batte per fermare la distruzione degli ecosistemi marini al fine di conservare e proteggere le varie specie animali e vegetali. Medici, ingegneri, architetti e professionisti forniranno il loro prezioso contributo su un tema particolarmente delicato come la qualità dell’aria in casa, spiegando in che modo scelte ecocompatibili e le abitudini quotidiane possono influire positivamente sulla nostra salute, riducendo rischi e pericoli. Per seguire i workshop in programma sarà sufficiente dotarsi di connessione internet, smartphone, tablet o Pc, e seguire le indicazioni che verranno fornite registrandosi al sito http://www.stilenaturale.com/oasi-naturale. Stile Naturale’ è una rete di imprenditori, professionisti e aziende, tutti accomunati da una fortissima visione di rispetto per il tema dell’ambiente e dell’ecosostenibilità, che si pongono come obiettivo quello di impattare in maniera decisiva sulla più grande emergenza dei giorni nostri: la salute delle persone, la salubrità degli ambienti e la salvaguardia del pianeta. A promuovere l’iniziativa è Fabrizio Zanetti, Ceo di Verdevero, azienda della provincia di Vicenza specializzata in detersivi naturali. “Stile Naturale – spiega Zanetti – si sarebbe dovuto presentare al pubblico dal 6 all’8 marzo prossimi, nella cornice di ‘Fa la cosa giusta!’, la grande fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in programma a Milano. L’evento, ovviamente, è stato rinviato a seguito delle limitazioni della Regione Lombardia per il contenimento dell’emergenza coronavirus. Non per questo, tuttavia, vogliamo che la nostra evoluzione verde si fermi e così, nel pieno rispetto delle ordinanze delle autorità preposte, abbiamo deciso di sfruttare le potenzialità del web per offrire a chi ci segue un momento di alta formazione in diretta streaming. Nel frattempo ci teniamo ad esprimere tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà alle persone e alle imprese dei Comuni sottoposti a isolamento, a coloro che sono ammalati o sono in ansia per i loro cari e a chi ha subìto un lutto”. Tra i partner di ‘Stile Naturale’ figura anche Sea Shepherd, organizzazione che ha fatto del contrasto alle attività illegali in mare la sua mission principale. “Parteciperemo al workshop per lanciare un messaggio importantissimo e dire basta alla devastazione perpetrata nel Mediterraneo: un mare che ha bisogno dell’aiuto di tutti – afferma Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia -. Basti pensare che 6 specie su 10, tra quelle presenti, vengono pescate in misura maggiore rispetto al loro ciclo di riproduzione, e questo mette seriamente a rischio la loro sopravvivenza. Se gli oceani muoiono, anche noi siamo destinati a morire: non dobbiamo mai dimenticarlo. È allora importante capire che ciascuno di noi, nel suo piccolo, può fare tanto, cominciando con il cambiare abitudini e stili di vita”.

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Veto del Parlamento al piombo nel PVC per proteggere la salute pubblica e l’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 febbraio 2020

I deputati hanno posto il veto su una proposta della Commissione che avrebbe permesso una certa presenza di piombo nel PVC riciclato. La Commissione ha proposto di modificare le norme relative sulla concentrazione di piombo nel PVC, in tal senso: come regola generale, lo 0,1% di piombo nel PVC, mentre soglie più alte possibili per il PVC riciclato (2% nel PVC rigido e 1% nel PVC flessibile/morbido).Con 394 voti favorevoli, 241 voti contrari e 13 astensioni, i deputati hanno respinto mercoledì tale proposta.
Il Parlamento europeo ritiene che la proposta vada contro il principio fondamentale del regolamento REACH, che è quello di proteggere la salute umana e l’ambiente. I deputati ricordano che il piombo è una sostanza tossica che può danneggiare gravemente la salute, compresi danni neurologici irreversibili, anche a basse dosi. Ritengono che i livelli proposti dalla Commissione non corrispondano a “livelli di sicurezza” e sottolineano la disponibilità di alternative.L’obiezione del Parlamento significa che il progetto di misura non può essere adottato dalla Commissione. La Commissione può presentare un progetto modificato o uno nuovo.Il Parlamento ha da tempo sostenuto la posizione secondo cui il riciclaggio del PVC non deve perpetuare il problema della presenza nell’ambiente dei metalli pesanti. I produttori europei hanno iniziato a eliminare gradualmente il piombo nel PVC nel 2015, grazie all’impegno volontario dell’industria europea del PVC, ma il piombo è ancora presente nel PVC importato.

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ZEISS: l’attenzione all’ambiente negli acquisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

Nel 2018, ZEISS ha eliminato la quantità di plastica necessaria a produrre 2,5 milioni di sacchetti di plastica e ha evitato emissioni CO2 pari alla quantità generata da una persona che vola 40 volte da Taiwan a Berlino. Grazie al miglioramento dei processi produttivi, ZEISS Vision Care ha risparmiato più o meno la quantità di acqua che bevono, in un anno, 180.000 persone.Secondo un recente studio, il 79% degli italiani (più della media europea del 67%) quando compra un prodotto o un servizio tiene conto anche del potenziale impatto sul clima. Il 64% di essi, però, pensa che le aziende non si impegnino abbastanza su questo fronte.A livello globale, ZEISS Vision Care, uno dei leader a livello mondiale nella produzione di lenti per occhiali da vista, rappresenta un’eccellenza nel proprio settore anche per quanto riguarda l’impegno nella sostenibilità. Grazie alla propria esperienza e alla ricerca continua, l’azienda è in grado offre soluzioni per la salvaguardia del pianeta e venire incontro alle abitudini d’acquisto delle persone.Con oltre 240 iniziative attive in tutto il mondo, ZEISS Vision Care promuove una produzione e una logistica più ecologica, ispirata al motto “Green, Safe, Responsible”. Alcuni degli accorgimenti attuati dall’azienda sono:
Nell’ambito della produzione di lenti, grazie all’utilizzo della prima serie di nuovi semifiniti, ZEISS è riuscita a eliminare 50 tonnellate di rifiuti di plastica in un anno, la stessa quantità di plastica che serve per produrre 2,5 milioni di sacchetti di plastica;
grazie ad un minor utilizzo di materiale plastico, sono state evitate oltre 75 tonnellate di emissioni di CO2 più o meno la quantità generata da una persona che vola 40 volte da Taiwan a Berlino.
In Italia, a partire dal 1° dicembre 2019, ZEISS Vision Care ha attivato su tutto il territorio nazionale contratti di fornitura di energia elettrica ottenuta al 100% da fonti rinnovabili. In questo modo l’azienda non consumerà più energia prodotta da fonti fossili, ma solo da fonti rinnovabili come impianti eolici, fotovoltaici, idroelettrici etc.Anche l’acqua è un elemento primario quando si parla di produzione di lenti: migliorando i processi produttivi, ZEISS ha risparmiato 180.200 tonnellate di acqua, più o meno la quantità di acqua che bevono, in un anno, 180.000 persone. Risultati dell’indagine della Banca europea per gli investimenti (Bei), in collaborazione con YouGov (società internazionale di analisi dell’opinione pubblica)

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SIMA e l’Università IUG di Sarajevo in prima linea per la salute e l’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Milano. È stato siglato un importante accordo tra la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), l’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo (ISBEM) e l’Università Internazionale di Goradze (IUG) per portare l’Alta Formazione universitaria in tema di determinanti ambientali della salute e di cambiamenti climatici e salute nel primo Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia che si svolgerà, a partire dal 2 marzo 2020, nella sede IUG di Sarajevo e sarà rivolto a studenti italiani.
“Grazie all’accordo appena siglato, già dal primo anno di corso, gli studenti di Medicina e Chirurgia della IUG saranno formati sui temi del binomio ambiente – salute, potendo contare sulle competenze scientifiche fornite da SIMA e ISBEM. Si tratta del primo passo internazionale del programma ‘U4ALL’ – University Rectors for Health and Environment, promosso da SIMA e presentato lo scorso 23 ottobre alla Camera dei Deputati, con il supporto e la partecipazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea”, dichiara il professor Alessandro Miani, Presidente SIMA e titolare della Cattedra di Environmental Medicine alla IUG.
“Crediamo che si tratti di una grande opportunità per una piena integrazione tra le due sponde dell’Adriatico – così vicine da essere già ricomprese dall’Unione Europea in un’unica macro – regione – con la possibilità di scambi di risorse umane, nella prospettiva della crescita di competenze e professionalità attraverso percorsi di laurea, programmi di training di alta formazione o specializzazione e Dottorati di Ricerca congiunti”, afferma il professor Alessandro Distante, Presidente ISBEM.
Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della IUG – in lingua italiana dal I anno e in lingua inglese o italiana dal II anno – attua programmi modulati esattamente su quelli delle Università Italiane, nell’ottica di un completo inserimento in chiave europea – con la possibilità di ottenere il riconoscimento giuridico nei Paesi UE – dei medici formatisi alla IUG di Sarajevo.L’anno accademico prenderà il via il 2 marzo 2020. Gli aspiranti medici di nazionalità italiana hanno la possibilità di iscriversi al Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia fino al 28 febbraio.

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Greenpeace: Un anno a difesa di persone e ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 31 dicembre 2019

Il 2019 inizia per Greenpeace con la partecipazione al Carnevale di Viareggio dove i volontari hanno sfilato davanti a un carro rappresentante una gigantesca balena morente, di oltre 20 metri, sommersa dalla plastica monouso.
L’uso di plastica usa e getta è cresciuto notevolmente negli anni tanto da rappresentare il 40 per cento della produzione globale di plastica. Per questo Greenpeace è tornata in mare in primavera con una spedizione di ricerca sulla microplastica nel Tirreno e alla foce di fiumi come Tevere e Sarno, insieme a ricercatori del CNR di Genova e dell’Università Politecnica delle Marche.Il nostro mare è colpito anche dai cambiamenti climatici. Per andare a studiare cosa sta succedendo abbiamo deciso di lavorare insieme ai ricercatori dell’Università di Genova e in autunno abbiamo posizionato una prima stazione pilota nel mare dell’Isola d’Elba per misurare le variazioni delle temperature lungo la colonna d’acqua.Quest’anno attivisti di Greenpeace sono entrati in azione di fronte al Ministero delle Politiche Agricole, con un gigantesco maiale che emette fumo dal naso per simboleggiare il contributo degli allevamenti intensivi alla formazione di gas serra, e rilascia un getto di acqua scura: i liquami, che inquinano suolo, acqua e aria. La crescente produzione di carne è responsabile, ad oggi, del 14 per cento delle emissioni di gas serra in Europa; un contributo pari a quello del settore dei trasporti, finora non affrontato adeguatamente dalle politiche nazionali e internazionali.
Ci sono state poi le iniziative internazionali per salvare gli oceani, con il popolare attore Javièr Bardem al nostro fianco, e quelle per proteggere le foreste e i Popoli che in esse vivono. In occasione del Sinodo sull’Amazzonia leader e rappresentanti di alcuni Popoli Indigeni sono arrivati a Roma per incontrare il Papa, grazie alla campagna “Sangue indigeno: non una goccia di più”, e denunciare le sistematiche violazioni dei loro diritti in Brasile. Greenpeace li ha aiutati a farsi sentire sia attraverso i media che facilitando incontri istituzionali.A giugno attivisti di Greenpeace sono entrati in azione con i gommoni davanti alla piattaforma di estrazione “Prezioso”, situata nello Stretto di Sicilia, ricordando al governo italiano che non sta facendo abbastanza per affrontare l’emergenza climatica. Il cambiamento dovrebbe partire anche da chi continua a sostenere gli investimenti nel carbone – la fonte energetica con le più alte emissioni di CO2 – come Assicurazioni Generali: spettacolari le proteste a Trieste e a Roma. Riuscirà il Pianeta a rimanere sotto la soglia di innalzamento della temperatura globale di 1,5 gradi? Non c’è molto tempo da perdere. A ricordare alla politica che deve impegnarsi di più per combattere i cambiamenti climatici sono stati quest’anno anche i giovani dei “Fridays for Future” con i loro scioperi globali per il clima e proteste pacifiche come quella di fronte alla sede dell’Eni a Roma.«La voce dei giovani e dei giovanissimi partita “dal basso”, in modo democratico, sincero e appassionato, va ascoltata. La loro energia è d’ispirazione per tutti noi», dichiara Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia. «Giunti alla fine di un anno così impegnativo per Greenpeace voglio ringraziare di cuore chi ci ha sostenuto con convinzione. Nel 2020, anno cruciale per il clima e il Pianeta, continueremo a combattere le nostre battaglie con ancora maggiore determinazione».

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“Un’agricoltura evoluta indirizzata al consumatore e all’ambiente”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Si svolgerà giovedì 12 dicembre a Cassino (Frosinone), presso l’Edra Palace Hotel di via Ausonia, il Convegno Nazionale Compag dedicato al Centro-Sud. Il convegno laziale segue quello di Bologna svoltosi il 20 novembre scorso per il pubblico del Nord Italia. La Federazione nazionale dei commercianti di prodotti per l’agricoltura (che dopo una profonda ristrutturazione interna è passata a rappresentare anche gli stocchisti di tutta Italia) si occuperà di un tema quanto mai attuale: ‘’Un’agricoltura evoluta indirizzata al consumatore e all’ambiente”. Un’agricoltura che negli ultimi anni è avanzata notevolmente e rapidamente grazie alla diffusione di mezzi tecnici e tecniche applicative di ultima generazione, che hanno reso possibile la disponibilità di prodotti alimentari diversificati e di elevata qualità. È mancata, invece, un’informazione adeguata, che rassicurasse i consumatori sulla qualità e sicurezza dei prodotti agricoli italiani. Alla base del convegno, dunque, ci saranno apertura, confronto e desiderio di informazione, come indica la scelta dei relatori e degli ospiti invitati, tra cui rappresentanti dei consumatori e delle amministrazioni.I lavori, moderati da A. Frascarelli, inizieranno alle ore 16,30 e vedranno la partecipazione di Fabio Manara (Presidente Compag), Piero Catelani (rappresentante Compag presso i Ministeri), Edoardo Musarò (junior manager Compag comparto cerealicolo), Ivano Valmori (Image Line) e Vittorio Ticchiati (Direttore Generale Compag) i quali aggiorneranno il pubblico sugli avvenimenti e conseguimenti dell’ultimo anno. Seguirà una tavola rotonda con la partecipazione di Alberto Masci (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), Rosario Trefiletti (Centro Consumatori italia), Massimiliano Giansanti (Confagricoltura), Paolo Tassani (Federchimica e Agrofarma) e Fabio Manara (Compag), con un intervento speciale del consulente Herbert Lavorano, che si occuperà degli aspetti pratico-organizzativi degli accordi di filiera in atto o già realizzati.

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Ambiente: “Per salvare il pianeta bisogna far durare di più gli smartphone”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

L’ultimo allarme sulla salute del pianeta e i cambiamenti climatici che lo riguardano è del noto climatologo e ricercatore Luca Mercalli, intervenuto alla trasmissione “Che tempo che fa” su Raiuno. Mercalli ha affermato nel corso della trasmissione che i prossimi 10 anni sono vitali per salvarci dalla catastrofe: “Dieci anni in cui possiamo agire per ridurre il danno per le generazioni future. Nella migliore delle ipotesi ci sarà un aumento di 2 gradi, che può essere gestibile per l’umanità. Ma se non facciamo nulla ci saranno 5 gradi in più entro fine secolo, con uno scenario che viene definito ignoto, nemmeno catastrofico”. Questo il grido d’allarme lanciato dal noto climatologo.Ma cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo per salvare il pianeta e la vita delle generazioni future? Il primo fattore da considerare è che il nostro stile di vita, le nostre scelte e i nostri consumi, anche in fatto di tecnologia, impattano direttamente sull’inquinamento, il consumo della risorse e quindi sulla salute del pianeta. Basta pensare che ogni anno in Italia un singolo cittadino produce circa 500 chili di rifiuti a testa, tra cui, a farla da padrone, ci sono gli elettrodomestici e gli oggetti tecnologici obsoleti come gli smartphone. Uno studio della Facoltà di Ingegneria della MacMaster University, in Canada, ha lanciato l’allarme su quanto sia sottovalutato l’impatto degli smartphone sulla salute del pianeta. Secondo lo studio nel 2040, sebbene l’energia consumata dagli smartphone sia veramente minima si stima che inquineranno almeno la metà di tutto il sistema dei trasporti del mondo intero. In base ai dati forniti dal consulente minerario David Michaud si è scoperto poi che per produrre i metalli che compongono uno smartphone di ultima generazione dal peso di 130 grammi, dovrebbero essere utilizzati circa 34 chilogrammi di roccia. Calcolando che nel solo 2017 è stato venduto un miliardo e mezzo di smartphone della più nota marca di cellulari, si stima che per produrli è stata necessaria l’estrazione di ben 34 miliardi di chili di roccia.
Una quantità enorme, che ha contaminato ben 100 miliardi di litri di acqua, con un carico di circa 100 litri di acqua inquinata per ogni smartphone prodotto.In sostanza la produzione di un modello di nuova generazione produce il 10% in più di CO2 rispetto al vecchio e come se non non bastasse solo 1 smartphone su 10 viene riciclato correttamente. Numeri spaventosi che richiedono un cambio di rotta urgente se vogliamo evitare il totale collasso del pianeta.Quale potrebbe essere la soluzione per arginare il problema?Senza ombra di dubbio il primo passo è quello di utilizzare al massimo le energie rinnovabili modificando così i processi produttivi attuali, mentre il secondo passo da seguire è quello di razionalizzare i nostri consumi, cominciando con l’evitare gli sprechi. Per fortuna in questo senso qualcosa si sta muovendo da parte delle aziende produttrici e dei cittadini, grazie anche (o soprattutto) alla campagna di sensibilizzazione sui cambiamenti climatici della giovane studentessa Greta Thunberg.Visto quante risorse vengono sprecate per produrre un cellulare molto utile sarebbe anche imparare a far durare il più possibile il nostro smartphone, visto che ogni individuo sostituisce un cellulare in media ogni 2 anni. Come? Semplicemente riparandolo.“Per un impatto immediato sull’ambiente basta seguire i principi delle 3 R: Recupero, Riciclo e Riutilizzo anche nell’uso delle nostre tecnologie. Questo ci aiuterebbe a sprecare meno risorse del pianeta” spiega Walter Ruggeri di iFix-iPhone.com, una piattaforma che seleziona i migliori centri di assistenza cellulari di zona e permette di prenotare una riparazione in 30 minuti, con un prezzo certo e una garanzia di 12 mesi.Riparare uno smartphone poi non è solo una scelta ecologica ma anche economica: basti pensare che il 70% delle riparazioni riguarda componenti che possono essere sostituiti senza grosse spese e facilmente. Cosa che permetterebbe anche di risparmiare cifre interessanti ogni anno.”L’Italia è piena di riparatori organizzati, in grado di far tornare come nuovo il nostro smartphone o tablet, di qualsiasi marca. Riparatori esperti, capaci di cambiare uno schermo, una batteria o i circuiti interni in massimo 60 minuti. Basta cercare su https://ifix-iphone.com/dove-siamo, il riparatore a noi più vicino, o quello che ci conviene di più” conclude Ruggeri. Consigli utili e semplici da seguire per dare una mano al nostro pianeta, e renderlo più sano e più vivibile per noi che lo abitiamo.

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Un’arnia smart per salvare, insieme alle api, il nostro ambiente e contrastare l’inquinamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Ha questo fine l’installazione nella sede di Confagricoltura Parma in via Magani, zona San Pancrazio, della prima “arnia smart” del Parmense nell’ambito di una partnership tra Confagricoltura Parma e Beesmart Italy che coinvolge anche l’Azienda agraria sperimentale Stuard, per la corretta conduzione della famiglia di api.“Le api, – commenta Mario Marini, presidente di Confagricoltura Parma – oltre ad essere il garante essenziale della biodiversità del nostro pianeta, sono degli affidabilissimi organismi di monitoraggio dell’ambiente. Poter analizzare la loro opera in modo puntuale e preciso permette di utilizzarle come indicatori multispettro di dati ambientali. La nostra idea, contando sull’adesione dei soci di Confagricoltura Parma e di tutti gli agricoltori interessati, è quella di installare le arnie smart in differenti luoghi della provincia in modo da creare una rete di misurazione indipendente in grado di garantire un monitoraggio costante e raffinate mappe dell’inquinamento dell’aria a livello locale. Collegando i sensori ad un cloud sarà possibile raccogliere una mole notevole di dati sulla qualità ambientale di una determinata zona aiutando i decisori e noi agricoltori ad adottare le migliori pratiche”.A sostenere l’iniziativa anche la Regione Emilia-Romagna. <L’arnia smart – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli – è un passo importante per il settore con una sensoristica che è uno strumento prezioso per un’apicoltura in grado di resistere al cambiamento climatico. La nostra Regione ha investito molto sull’apicoltura che è un settore fondamentale per vivere. Abbiamo approvato, di recente, una nuova legge che punta molto sulla biodiversità. Da tempo abbiamo un osservatorio per evitare che ci sia una moria di api e si possa tenere monitorato tutto il territorio. Si sono previsti anche dei contratti di filiera, con i sementieri, per fare in modo che si possano arginare i problemi che possono derivare alle api da alcune colture ed abbiamo investito anche nell’ambito dell’Ocm. Spero che l’arnia smart possa diventare una delle buone pratiche da diffondere nel Parmense ed in tutto il territorio regionale”. L’arnia smart collocata nella sede di Confagricoltura sarà gestita dall’Azienda agraria sperimentale Stuard che metterà in atto i protocolli veterinari ed effettuerà le periodiche e basilari operazioni di pulizia al fine di garantire un’efficace lettura dei sensori di bordo. L’arnia smart sfrutta l’energia solare ed è dotata di una batteria di riserva che mantiene il dispositivo in carica anche senza luce solare diretta.

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Approvato bilancio UE 2020: sostegno per ambiente, lavoro e giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Per il bilancio UE del prossimo anno, i deputati hanno chiesto un maggior sostegno per tutela del clima, ricerca, investimenti nelle infrastrutture e giovani. Il Parlamento ha ottenuto complessivamente 850 milioni di euro in più, rispetto al progetto di bilancio presentato dalla Commissione, per le sue priorità.
Oltre mezzo miliardo di euro in più è destinato alle spese legate alla tutela del clima;
Più 302 milioni di euro per progetti di ricerca;
Più 133 milioni di euro per gli investimenti nelle infrastrutture di rete (Meccanismo per collegare l’Europa, CEF)
Più 50 milioni di euro per il programma Erasmus+ e più 28,3 milioni di euro per l’iniziativa per l’occupazione giovanile (e ulteriori 50 milioni di euro da aggiungere nel 2020 se necessario);
Gli stanziamenti di impegno complessivi per il 2020 ammontano a 168,7 miliardi di euro (aumento dell’1,5% rispetto al 2019); gli stanziamenti di pagamento ammontano a 153,6 miliardi di euro (+3,4% rispetto al 2019).Il Consiglio ha approvato formalmente l’accordo raggiunto con il Parlamento il 25 novembre. Mercoledì, il Parlamento ha approvato il bilancio con 543 voti favorevoli, 136 contrari e 23 astensioni. La legge è stata poi firmata dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

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Italia-Turchia, la cooperazione si gioca sul clima e la società civile

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development (SCSD-SD) è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea, nell’ambito del programma Civil Society Dialogue. Obiettivo è migliorare e sostenere un dialogo efficace con la società civile e sviluppare la cooperazione tra Turchia e Italia nel settore ambientale.Coinvolgere le principali organizzazioni della società civile e gli Enti locali per aumentare gli scambi bilaterali e la cooperazione nel settore ambientale a lungo termine tra Turchia e Italia. È questo il principale obiettivo del progetto SCSD-SD, co-finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Civil Society Dialogue – V e i cui partner sono Kyoto Club, Roma e Çevreci Enerji Derneği (Environmental Energy Association), Smirne.Durante la visita della delegazione turca in Italia, tenutasi a Roma tra il 24 e il 27 settembre 2019, sono state coinvolte diverse organizzazioni ambientaliste locali e nazionali, centri di ricerca, associazioni di categoria al fine di scambiare buone pratiche e rafforzare i contatti bilaterali tra i due Paesi. Tra le organizzazioni visitate: Coordinamento FREE, Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV), ISES Italia, Campagna Amica, Lunaria, Federbio, Legambiente, Greenpeace, Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria (CREA), Yunus Emre Institute, Azzero CO2, Qualenergia.it, E3G. Durante gli incontri, sono state presentate proposte per la nascita di un network attivo sui temi dell’agricoltura e sono emersi interessi comuni circa le opportunità sull’eolico nell’area di Smirne.Kyoto Club e Çevreci Enerji Derneği hanno poi redatto il monitoring report, uno studio che approfondisce l’acquis comunitario in materia di ambiente, clima ed energia e che illustra i progressi compiuti dalla Turchia nell’armonizzare il proprio quadro normativo ambientale con quello dell’Unione. Scopo dello studio è offrire una comparazione tra i due sistemi e dare un’idea di cosa manca alla Turchia per allinearsi con la normativa UE ai fini dell’ingresso.Dal report si apprende come, negli ultimi anni, la Turchia, nonostante alcuni persistenti ritardi, abbia realizzato importanti progressi nella gestione dei rifiuti, nel controllo dell’inquinamento, nella riduzione dei rischi idrogeologici e nella qualità delle sue acque e dell’aria.A questo proposito, la “Strategia Europea di Approssimazione Integrata 2007-2023” stabilisce gli obiettivi, i target e le attività da intraprendere in Turchia per i diversi settori: secondo la Strategia, il costo di investimenti necessari per garantire l’allineamento con l’acquis ambientale dell’UE è stimato a circa 59 miliardi di euro.Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development è un progetto sostenuto nell’ambito del programma Civil Society Dialogue finanziato dall’Unione europea. Civil Society Dialogue è un programma che riunisce le organizzazioni della società civile provenienti dalla Turchia e dall’UE attorno ad argomenti comuni, per scambiare conoscenze ed esperienze e costruire un dialogo sostenuto tra di loro. Il Dipartimento per le Politiche Europee è l’istituzione responsabile dell’attuazione tecnica del programma, mentre l’unità centrale per le finanze e i contratti è l’autorità di controllo del programma.

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Ambiente, economia e contesto sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Cosenza, 15 Novembre 2019, presso l’hotel Royal in Via Medaglie D’oro. Interverrà all’incontro il Sindaco di San Pietro in Amantea Gioacchino Lorelli. Ambiente, economia e contesto sociale sono gli ingredienti di base dell’economia circolare. Per questo la prospettiva dell’economia circolare oggi rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese, anche in termini di nuova occupazione e risoluzione di storici problemi (gestione dei rifiuti, reperibilità delle materie prime, efficienza energetica, ecc.). Noi come amministratori rappresentiamo una esperienza virtuosa che arriva anche da una regione come la Calabria dove ancora domina la vecchia economia lineare, ormai inefficiente e ne rappresentiamo spesso la parte più innovativa e vincente, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico, sociale e occupazionale, punto dal quale ripartire.
Abbiamo l’ambizione di creare in Calabria una vera rivoluzione ambientale per realizzare la nuova Green Economy calabrese.
Dobbiamo rilanciare il Sud attraverso la corretta amministrazione. L’obiettivo? In Calabria bisogna sostenere, lo sviluppo e l’attuazione di progetti e programmi dedicati alla circular economy. Ciò significa non solo iniziative in grado di promuovere il riciclo ma anche capaci di prevenire ed eliminare la produzione di rifiuti, migliorare l’efficienza d’uso delle risorse e sostenere la circolarità in tutti i settori economici dell’Unione. Di questo ne parleremo, con gli amministratori calabresi, nel convegno organizzato dal movimento d’opinione regionale Un’Altra Storia. (by Avv. Maximiliano Granata)

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Castelli: “Vincoliamo la politica economica al rispetto dell’ambiente”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

“Per anni i trattati internazionali e i protocolli di intesa sul clima e l’ambiente sono stati ignorati. La politica, dopo averli firmati, si dimenticava di portarli avanti con una programmazione concreta. Con il Decreto Legge “Clima” questo governo ha voluto dare un segnale forte di discontinuità. Come? Rendendo vincolanti gli impegni assunti con il programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e vincolando la politica economica al rispetto ambientale.
Così si assicura il futuro del pianeta. Un grazie di cuore al Ministro Sergio Costa che porterà nel mondo questa grande innovazione”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Milano Green Forum: il cittadino e l’ambiente

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Milano. dal 12 al 14 settembre MiCo Milano Congressi – Ingresso Via Gattamelata 5, patrocinato dalla Commissione europea, il Milano Green Forum si svolgerà con numerosi stand fieristici che creeranno un vero e proprio percorso stimolante, tra esperienze virtuali, lezioni, innovazioni e prodotti. Durante la fiera verranno inoltre affrontate diverse aree tematiche, tra cui sanità, rifiuti, economia circolare, cibo, energia, clima e molte altre, con il coinvolgimento di molteplici attori, sia nazionali che europei.

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Tutelare l’ambiente per salvaguardare la salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 agosto 2019

Una necessità non più rinviabile come dimostrano i “numeri”: il 75% delle malattie e delle cause di morte è legato proprio al degrado ambientale e a stili di vita scorretti. Ne sono convinti i medici italiani che nel corso di un convegno ne hanno evidenziato l’aspetto.
Occorre, quindi, “individuare tutte le strategie efficaci e in grado di agire sulle condizioni socio-ambientali, cercando di ridurre il peso di tante malattie che gravano sulla collettività”.
“Le esposizioni a sostanze nocive, ai rifiuti e all’inquinamento atmosferico – dicono i medici – sono tra le maggiori cause dei pericoli per la salute.”
“Secondo la più recente letteratura, danni possono esserci anche a causa delle tante sostanze chimiche che usiamo quotidianamente: la maggior parte, infatti, non è ancora stata adeguatamente testata e valutata per la sua sicurezza”. I pericoli provengono anche dalle frodi commerciali.
Anni fa è stato registrato negli Stati Uniti un vertiginoso aumento dei casi di contraffazione di farmaci. In un editoriale pubblicato dalla rivista The Lancet, dedicato all’argomento parla di una crescita dell’800% e si esorta un rafforzamento delle norme sui farmaci, soprattutto nei Paesi dove non esistono o sono troppo blande. Proprio la mancanza di regole rigide e a volte le inadempienze degli stessi organismi di controllo, in specie nei Paesi in via di sviluppo, si rileva come si possa arrivare fino al 30% dei medicinali contraffatti. In particolare, a essere oggetto di falsificazione sono i farmaci antimalaria, che una volta alterati raggiungono il commercio, soprattutto nel Sud-Est asiatico, senza incontrare ostacoli. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, solo il 20% degli Stati membri ha un sistema regolatorio sui medicinali ben sviluppato e circa il 30% non ha alcun impianto legislativo in materia.
C’è bisogno di collaborazione fra governi, autorità, industrie, consumatori, forze di polizia, scienziati e operatori sanitari per combattere il problema. Le aziende, in particolare, dovrebbero riportare volontariamente casi sospetti di contraffazione e abbassare i prezzi dei loro prodotti nei Paesi in via di sviluppo per ridurre l’incentivazione economica alla falsificazione.
Vi è poi vi è un altro fronte critico nel campo dei prodotti alimentari.
Non solo i pomodori ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni, aglio, funghi, miele e olio, sono i “falsi alimentari” che invadono il nostro mercato e ingannano il consumatore.
Se un prodotto, sia chiaro, viene dall’estero, non è detto che sia necessariamente cattivo, dipende, semmai, dalla qualità e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il problema dei controlli, soprattutto per gli alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla presenza di sostanze non ammesse dalla normativa comunitaria (antibiotici, insetticidi, ecc.), perché il commercio globalizzato espone ad alcuni rischi se le regole non sono altrettanto globalizzate. Il problema è dovuto al fatto che questi prodotti sono spacciati come “made in Italy”, cioè come prodotti nostrani, quando invece non lo sono, ingannando così i consumatori.
Si consumano, in tal modo, passate di pomodoro italo-cinesi, o si grattugiano tartufi afro-cino-albanese messi accanto a quello italiano per farne assorbire l‘odore, o a tagliare formaggio danese, o a sbucciare arance e limoni maturati al sole del Sud America e del Sud Africa, o a soffriggere con aglio cinese venduto a pochi euro nei mercatini rionali, o a mangiare una pizza ai funghi dell’Est Europa, o a far colazione con il miele ungherese e a condire con olio mediterraneo. Il tutto pensando che stiamo mangiando prodotti della nostra terra.
Ora ci si mette anche la crisi che spinge molte persone titolari di redditi modesti, e in Italia ci avviciniamo ai dieci milioni, ad acquistare, soprattutto prodotti alimentari a costi molto bassi e di provenienza dubbia. In questo modo si rischia seriamente d’ammalarsi provocando un nuovo aggravio della spesa sanitaria. (Riccardo Alfonso)

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Clima: l’Italia spende più di 19 miliardi di euro in incentivi ambientalmente dannosi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Clima e ambiente non sono mai state, se non in rare eccezioni, delle priorità per il nostro Paese, e lo dimostra anche il fatto che nel 2017 i sussidi ambientalmente dannosi sono aumentati rispetto all’anno precedente.Lo stima il Ministero dell’Ambiente, che ha recentemente pubblicato sul proprio sito il nuovo “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli” uscito con oltre un anno di ritardo. Secondo i ricercatori, nel 2017 i sussidi “ambientalmente dannosi” hanno raggiunto quota 19,3 miliardi, di cui ben 16,8 miliardi destinati al settore fossile. Al contrario, i sussidi favorevoli all’ambiente sono 15,2 miliardi, mentre quelli “neutri” ammontano a quota 6,5 miliardi.Secondo la scorsa edizione del report, nel 2016 i sussidi ambientalmente dannosi erano stimati a 16,16 miliardi di euro: questo significa che l’Italia ha speso oltre 3 miliardi di euro in più per sostenere attività dannose per l’ambiente, al netto dei sussidi volti a ridurre l’impatto ambientale della nostra economia – rimasti sostanzialmente stabili.“Seppur con molto ritardo, abbiamo finalmente a disposizione il Catalogo preparato dal Ministero dell’Ambiente. L’ordine di grandezza della quantità dei sussidi
ambientalmente dannosi e in particolare di quelli destinati a sostenere i fossili era peraltro già nota e non c’è stata alcuna sorpresa ¬ dichiara il Vicepresidente di Kyoto Club Francesco Ferrante ¬ Ora però davvero non ci sono più scuse: è venuto il momento delle scelte politiche. Si sa tutto, si tratta di muoversi con decisione e fermezza verso un’economia low carbon, che seppur con la gradualità e l’attenzione necessaria alle sue implicazioni sociali, preveda la riduzione e infine l’eliminazione di tutti questi sussidi in modo da liberare risorse per detassare il lavoro e le imprese e sostenere davvero un’economia innovativa, circolare e densa di futuro”

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Ambiente: 24mila tonnellate di rifiuti elettronici raccolti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Quasi 24 mila tonnellate di rifiuti elettronici gestiti con un tasso di recupero superiore al 97% e un impegno nell’Uno contro Uno che è valso 300 tonnellate nel 2018. Sono questi i principali dati contenuti nel Rapporto sociale di Ecolight, consorzio nazionale no profit impegnato da dieci anni nella gestione dei RAEE, delle pile e degli accumulatori esausti. Punto di riferimento per quasi 1.800 aziende, Ecolight l’anno scorso ha confermato i risultati dell’anno precedente, indicando però strade innovative per la raccolta della spazzatura hi-tech, soprattutto in vista degli obiettivi europei che proprio a fine 2019 si innalzeranno ancora. «Il Rapporto sociale del consorzio è un documento che guarda al futuro, alle sfide che abbiamo davanti e prova a indicare delle soluzioni», premette il presidente di Ecolight, Walter Camarda. «La strada da percorrere è quella del coinvolgimento, così come “coinvolgere” è il titolo che abbiamo voluto dare al nostro Rapporto sociale. Il pacchetto relativo all’economia circolare, che è stato vagliato dal Parlamento UE proprio l’anno scorso, non deve essere visto come un mero elenco di prescrizioni, ma un percorso da fare. Affinché la visione circolare possa trovare concretezza è indispensabile che ciascuno faccia il proprio compito fino in fondo».
Ecolight lo ha fatto. «Il consorzio ha servito oltre 3 mila punti di prelievo in tutta Italia, dagli oltre 700 in Lombardia fino ai 19 del Molise», ricorda il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. «Un’azione capillare e puntuale, come testimoniato dal grado di efficienza del servizio che è stato superiore al 98%. A questi si aggiungono gli oltre 2.500 ritiri che sono stati fatti presso i punti vendita nel rispetto di quanto previsto dall’Uno contro Uno e che hanno permesso la raccolta di 300 tonnellate di RAEE. Nell’anno i consumatori hanno lasciato in negozio più di 42 mila elettrodomestici non più funzionanti al momento dell’acquisto di un altro elettrodomestico di equivalente funzionalità». Sul fonte dell’Uno contro Zero, che prevede la possibilità per i consumatori di lasciare le piccole apparecchiature elettroniche non funzionanti nei negozi di grandi dimensioni (quelli con più di 400 mq di superficie di vendita dedicata al materiale elettronico) senza alcun obbligo di acquisto , Ecolight ha effettuato 132 missioni, arrivando a ritirare 460 kg di RAEE, prevalentemente piccoli elettrodomestici e cellulari rotti.
Nell’ottica di attuare l’economia circolare, la sfida è duplice, in particolare in vista del target europeo previsto per il 2019. «Entro la fine di quest’anno, l’Italia è chiamata a raccogliere il 65% delle apparecchiature immesse calcolato sulla media dei tre anni precedenti», ricorda Dezio. «Un obiettivo importante, visto che partiamo dal 40% registrato nel 2017. Ma è un obiettivo che si può raggiungere attraverso due strade: la prima, un potenziamento della raccolta, andando incontro ai cittadini, sensibilizzandoli sulla necessità di conferire in modo differenziato non solamente frigoriferi e forni, ma anche e soprattutto smartphone, frullatori e lampadine non più funzionanti; la seconda, un freno ai canali di raccolta paralleli. Si stima che almeno due terzi dei RAEE prodotti siano gestiti al di fuori del sistema, senza che vi sia un controllo sulla filiera, sul recupero e sul riciclo».
I rifiuti elettronici sono del resto una risorsa importante. Come testimoniato dall’attività di Ecolight, sono riciclabili per oltre il 97% del loro peso. Il consorzio ha infatti inviato a recupero più di 8.570 tonnellate di ferro, oltre 6.500 tonnellate di materie plastiche, quasi 2.000 tonnellate di vetro e 1.000 tonnellate di metalli non ferrosi. «È il primo passo di un’economia circolare concreta nella quale crediamo profondamente», conclude Dezio.

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Maggiore rispetto dell’ambiente e prodotti più ecologici

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

Presentati i risultati di una nuova ricerca Winni’s-Nextplora su quali saranno i comportamenti d’acquisto nei prossimi 10 anni nel settore dei detergenti. Rispetto dell’ambiente ed ecologia del prodotto sono gli elementi principali emersi da una recentissima ricerca su quali saranno i comportamenti d’acquisto nei prossimi 10 anni, per quanto riguarda i prodotti sostenibili per la pulizia della casa e del bucato, e per comprendere la relazione dei consumatori con temi ambientali ed ecologici. La ricerca, effettuata da Nextplora su incarico del noto brand della detergenza ecologica Winni’s, è stata eseguita su un campione di 500 persone, rappresentativo dei Responsabili Acquisto, e le interviste sono state effettuate fra il 21 e il 27 maggio 2019. La ricerca è partita dall’analisi di quali sono i fattori che oggi influenzano maggiormente le scelte d’acquisto dei consumatori. Escludendo dalla rilevazione il fattore prezzo/promozione, efficacia (56%), profumo (37%) e formato/quantità (31%) sono i primi 3 elementi. Rilevante anche il tema ecologia: il 4° elemento citato come determinante la scelta è il rispetto dell’ambiente (24%). Inoltre, il 54% degli intervistati indica almeno un elemento “green” tra i fattori che a oggi guidano le scelte d’acquisto dei consumatori. E tra 10 anni quali saranno, invece, i fattori che influenzeranno le scelte d’acquisto? Chiedendo alle persone di proiettarsi nel 2029 la situazione cambia: rispetto dell’ambiente (40%) ed ecologia del prodotto (36%) diventeranno i principali elementi considerati nel processo decisionale. Seguiti da efficacia (sempre 36%), confezione riciclabile (28%), naturale senza conservanti e coloranti (25%). Sale al 79% (dal 54%) la quota di intervistati che indica almeno un elemento “green” tra i fattori di influenza nella scelta.Ma qual’è l’opinione dei consumatori in merito alle aziende che mostrano un impegno ambientale, etico e sociale? Circa 8 consumatori su 10 credono nell’utilità delle scelte sostenibili delle aziende per costruire un mondo più pulito domani. Chi già acquista prodotti eco ha un’opinione più positiva. Le persone tra i 18 e i 44 anni hanno un maggior livello di conoscenza e d’utilizzo dei detersivi ecologici.Dall’analisi dei dati raccolti è emerso anche che il 69% delle persone conosce almeno un’azienda di detersivi ecologici per piatti. Fra queste il primo brand è Winni’s (55%), che è noto anche facendo riferimento a tutti i marchi (eco e non eco): 6° posizione in assoluto.Per quanto riguarda i detersivi ecologici per il bucato, invece, il 63% degli intervistati conosce almeno un’azienda del settore. Winni’s si conferma il brand più conosciuto nel segmento eco.

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Emirates festeggia la Giornata Mondiale dell’Ambiente trasformando in zaini vecchi cartelloni pubblicitari

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Dubai In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Emirates dà nuova vita ai suoi vecchi cartelloni pubblicitari in Sud Africa, trasformando il materiale PVC Flex in centinaia di zaini riutilizzabili. Con l’intento di diffondere un messaggio di sostenibilità e avere un impatto positivo sulle comunità locali, Emirates ha raccolto i suoi cartelloni pubblicitari di tutto il Sud Africa per dargli una seconda vita: il materiale PVC Flex è stato riciclato per produrre zaini per gli studenti della scuola elementare Emfundisweni ad Alexandra.In totale, sono stati raccolti 517 metri quadrati di materiale PVC Flex e inviati a Johannesburg, dove Emirates ha commissionato all’imprenditore di Soweto Raymond Phiri di Motion Bags la progettazione e la creazione degli zaini. Phiri e il suo talentuoso team, con il supporto di Just Bags, un’altra impresa locale, hanno creato 200 zaini e 125 borse della spesa.
Caunhye e i rappresentanti dell’ufficio locale di Johannesburg di Emirates hanno visitato la scuola elementare per donare gli zaini riciclati a 200 studenti. Incluso negli zaini anche una selezione di articoli di cancelleria e di libri di attività provenienti dai prodotti di bordo di Emirates dedicati ai bambini.Emirates si conferma essere una compagnia rispettosa dell’ambiente. “Nel corso degli anni, abbiamo introdotto molteplici migliorie sostenibili che includono le nostre coperte sostenibili ricavate da bottiglie riciclate e una giovane flotta di aerei a basso consumo di carburante”, ha affermato Caunhye.
Nel 2017 Emirates ha introdotto coperte sostenibili fatte con bottiglie di plastica riciclate al 100%. Sfruttando la tecnologia brevettata ecoTHREAD ™, ogni coperta è composta da 28 bottiglie di plastica riciclata. Si stima che entro la fine del 2019, le coperte ecoTHREAD ™ di Emirates avranno permesso di recuperare dalle discariche 88 milioni di bottiglie di plastica.All’Emirates Engineering Center di Dubai, la compagnia aerea utilizza una tecnica di lavaggio a secco per pulire i suoi aerei, risparmiando milioni di litri di acqua ogni anno. Altre iniziative includono l’installazione di una serie di megawatt di pannelli solari fotovoltaici che generano oltre 1.800 megawattora di elettricità ogni anno. Ciò si traduce in un risparmio di 800 tonnellate nelle emissioni di anidride carbonica. Emirates gestisce inoltre una delle flotte di aeromobili più giovani e più efficienti dal punto di vista dei consumi, un investimento significativo con l’intento di ridurre il suo impatto ambientale.

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L’equity crowdfunding fa bene all’ambiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Se ci sono temi caldi nel mondo dell’innovazione e delle startup, ultimamente quello dell’ambiente è sicuramente ai primi posti. Il rispetto per il nostro pianeta e l’ecosistema passa dai comuni gesti quotidiani che tutti possiamo mettere in atto, alle grandi o piccole innovazioni che permettono a giovani aziende di contribuire in maniera importante alla sostenibilità globale. E quando queste aziende fanno campagne di equity crowdfunding, riescono a catalizzare l’interesse del mercato e anche quello degli investitori. “Un progetto che decide di raccogliere fondi su una piattaforma di equity crowdfunding deve riuscire prima di tutto a stimolare l’interesse degli investitori con una presentazione chiara e immediata”. Racconta Tommaso Baldissera Pacchetti Ceo di CrowdFundMe. “Detto questo, ci sono sicuramente argomenti in grado di mettersi in evidenza più facilmente e quelli legati al green e all’ambiente sono fra questi, perché toccano tematiche verso le quali siamo tutti più sensibili”.
Fra le aziende “verdi” che hanno condotto delle brillanti campagne di equity crowdfunding su CrowdFundMe c’è PCUP, la startup che rende conveniente rinunciare all’usa e getta, trasformando la scelta dell’ecologia da un costo a un’opportunità di guadagno. Ha già venduto più di 10.000 bicchieri in silicone riutilizzabili, sicuri e adatti per i grandi eventi.La campagna appena conclusa ha raccolto 419.400 euro in overfunding del 280%.
Fra le prime campagne di CrowdFundMe vale poi la pena ricordare quella di BiorFarm che mette in contatto diretto chi produce il cibo in modo sostenibile con chi lo porta a tavola. Permette di adottare o regalare alberi e ricevere a casa i frutti freschi bio appena raccolti. La campagna su CrowdFundMe ha attirato l’attenzione di H-Farm e Google ed ha raccolto 300mila euro con un overfunding del 375%.

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