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AmbiensVR: la realtà virtuale che sta rivoluzionando il mondo immobiliare

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Parlare di realtà virtuale e mondo corporate fino a qualche tempo fa non aveva molto senso. Le cose sono cambiate però molto rapidamente.Secondo Statista, un portale made in USA specializzato in analisi di mercato, il business della realtà virtuale toccherà la cifra di 40 miliardi di dollari nel 2020.Il paradigma VR, ed è uno degli elementi del suo crescente successo, si può applicare facilmente a tanti ambiti.Tutti conosciamo la storia di Zuckerberg che ha acquisito la start up Oculus per 2 miliardi di dollari. Ogni volta che Facebook ha acquisito un’azienda, i prodotti o servizi della stessa sono divenuti “mainstream”, basti pensare a Instagram o WhatsApp. Il VR è pronto a conquistare e trasformare così anche il settore immobiliare.
AmbiensVR è la realtà di riferimento per il mercato italiano. Una start up, con basi a Roma e Milano, che ha avuto un’idea geniale: portare le interazioni e il coinvolgimento tipiche dei videogiochi in un ambito professionale.E d’altra parte Ennio Pirolo, cofounder, dopo la laurea ha lavorato con Interactive Project (ora Motorsport Gaming) per un paio di anni come sviluppatore di videogames 3D su mobile.
Da qui l’intuizione, insieme all’altra founder, Veronica Vecci.Un modo assolutamente innovativo e funzionale di far incontrare domanda ed offerta e nel Real Estate. La fase più delicata e decisiva della compravendita immobiliare è certamente la visita. Dispendiosa talvolta in termini di energie fisiche ed emotive.
E non sempre attuabile, per difficoltà logistiche e di altro tipo.
Con la Realtà Virtuale tutto questo non c’è più.
Un asset molto importante di questo approccio innovativo è il risparmio in termini di tempo. Le visite divengono infatti più veloci, ottimizzando la filiera.Questo si traduce in una contrazione immediata dei tempi di vendita, che sono spesso un cruccio per gli agenti immobiliari.La Realtà Virtuale consente inoltre di espandere le possibilità di vendita in modo pressoché infinito ed indefinito, aprendosi all’estero, abbattendo qualsiasi barriera spaziale.
Clienti stranieri da UK o Germania potranno così facilmente visitare a loro piacimento un immobile sito in Italia senza dover organizzare un viaggio, prendere un aereo con conseguente risparmio di tempo e soldi.Ambiens VR, che si rivolge anche al mondo degli architetti e dei progettisti, propone rendering immersivi e navigabili, che permettono alle persone di vivere gli spazi della propria casa, addirittura prima che questa sia effettivamente realizzata (pensiamo al mercato delle Nuove Costruzioni).Il sistema Ambiens permette alle persone di vivere gli spazi in maniera interattiva, “dialogando” con pareti, oggetti, mobili. Il visore e l’app permettono ai clienti di visitare in anteprima il proprio appartamento e interagire con i mobili e gli oggetti disposti nello spazio virtuale, testando anche varie combinazioni di colori delle pareti, diversi materiali per il pavimento e il mobilio (qui entriamo nell’interessante campo dell’Home Staging, ne parleremo in un prossimo contributo).“Con un investimento tecnologico relativamente contenuto – dichiarano Veronica Vecci ed Ennio Pirolo, fondatori di AmbiensVR – sia in termini di tempi che in termini di costi – è possibile portare le esperienze del cliente ad un livello superiore. L’impatto emotivo generato da una galleria fotografica non può essere paragonato a quello dato da un’immersione totale in uno spazio 3d in cui è possibile personalizzare e di fare una serie di ipotesi progettuali direttamente dall’interno dell’immobile virtuale”.

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Ambiente: nuovi obiettivi di riduzione CO2 per agricoltura, trasporto, edilizia e rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

Le emissioni di CO2 prodotte da agricoltura, trasporti, edilizia e rifiuti dovranno essere ridotte del 30% per il 2030 e la deforestazione dovrà essere compensata piantando nuovi alberi.
Questi sono gli obiettivi di due proposte di legge UE adottate martedì in via definitiva.
Gli obiettivi dell’UE dovranno essere trasformati in obiettivi nazionali vincolanti per i settori che non rientrano nell’attuale sistema comunitario di scambio delle quote di emissione, vale a dire l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che insieme rappresentano circa il 60% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione.Questi tagli contribuiranno a rispettare l’impegno collettivo dell’UE di ridurre del 40% le emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori e riportarle ai livelli del 1990, come previsto dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.”Abbiamo fatto del nostro meglio per concordare un ambizioso regolamento europeo in materia di azione sul clima, nonostante i tentativi di molti governi dell’UE di minare la nostra ambizione”, ha affermato il relatore Gerben-Jan Gerbrandy (ALDE, NL). “Grazie alle pressioni del Parlamento, siamo riusciti a ridurre il budget di carbonio consentito con le emissioni di circa quattro milioni di automobili. I governi europei dovranno fare di più e prima. Ritardare l’azione in favore del clima non è più possibile; questo regolamento chiede a tutti i governi di accelerare gli investimenti verdi per affrontare le emissioni provenienti da agricoltura, trasporti, rifiuti ed edifici”.Il regolamento è stato approvato con 343 voti favorevoli, 172 contrari e 170 astensioni.
Il Parlamento ha adottato un’altra normativa volta a ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dall’uso del suolo e dalla silvicoltura e ad aumentare il livello delle emissioni assorbite dalle foreste per far fronte ai cambiamenti climatici.Attualmente, le foreste dell’UE assorbono l’equivalente di quasi il 10% del totale dei gas a effetto serra prodotti dall’Unione ogni anno.La legge approvata stabilisce che i Paesi dell’UE dovranno garantire che la deforestazione sia bilanciata da nuovi alberi e introduce le misure da adottare per promuovere l’assorbimento di CO2 delle foreste, delle coltivazioni e dei pascoli.I deputati hanno rafforzato queste disposizioni aggiungendo che, entro il 2030, gli Stati membri dovranno impegnarsi affinché l’assorbimento di CO2 superi le emissioni, in linea con gli obiettivi a lungo termine dell’UE e con l’Accordo di Parigi.

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Dieci anni di REACH: sostanze chimiche più sicure per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

Le sostanze chimiche accompagnano ogni aspetto della nostra vita: al lavoro, ma anche nei beni di consumo come i capi di abbigliamento, i giocattoli, i mobili e gli elettrodomestici. Pur essendo essenziali nella vita quotidiana, alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute umana e per l’ambiente. Nel riesame del REACH pubblicato oggi si legge che grazie al “regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche” (cioè il REACH), le imprese e le autorità dell’UE garantiscono l’impiego in sicurezza delle sostanze chimiche e la progressiva eliminazione delle sostanze pericolose.
Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il mercato interno e l’industria, ha dichiarato: “REACH è la normativa in materia di sostanze chimiche più avanzata e completa al mondo e molte altre giurisdizioni hanno seguito l’esempio dell’UE in questo senso. Grazie a questa normativa l’industria dell’UE rende le sostanze chimiche più sicure per i cittadini e per l’ambiente. Dobbiamo sfruttare questo successo e fare in modo che i produttori dell’UE non si trovino svantaggiati rispetto alla concorrenza dei produttori di paesi terzi, in particolare garantendo che i prodotti importati rispettino la normativa dell’UE in materia di sostanze chimiche.”Il Commissario per l’ambiente Karmenu Vella ha dichiarato: “Gran parte degli europei si preoccupa dell’esposizione a sostanze chimiche pericolose. Grazie al REACH, l’UE risponde in maniera valida a queste preoccupazioni, diffondendo informazioni sulle sostanze chimiche e proibendo le sostanze nocive sul mercato dell’UE. Il REACH è già fonte di ispirazione per la normativa in materia di sostanze chimiche in altri paesi; un ulteriore perfezionamento ci permetterà di tutelare ancora meglio la salute dei cittadini e l’ambiente.”
Il REACH continua a produrre per gli europei risultati concreti tra cui:
Prodotti più sicuri per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente Grazie al REACH l’UE ha fatto dei passi avanti nella restrizione e nel divieto d’uso di determinate sostanze chimiche che possono essere nocive per la salute umana e per l’ambiente e ne ha avviato la sostituzione con alternative più sicure. Alcuni esempi: o Divieto di sostanze chimiche nocive: sono state emesse 18 restrizioni per diversi gruppi di sostanze come il cromo, il nickel e il piombo nei prodotti di consumo, il bisfenolo A, un interferente endocrino, negli scontrini di cassa e i composti di nonilfenolo, tossici per l’ambiente acquatico, nei prodotti tessili. Sostituzione delle sostanze più pericolose (“sostanze estremamente preoccupanti”) con alternative più sicure: finora sono state individuate 181 sostanze chimiche che possono avere gravi ripercussioni sulla salute umana e sull’ambiente e 43 sono state inserite nell’“elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione REACH”; ciò significa che le imprese devono ottenere un’autorizzazione per l’uso di queste sostanze, le quali a loro volta vengono gradualmente eliminate man mano che diventano disponibili alternative adeguate.Contro la sperimentazione animale: il REACH promuove metodi alternativi alla sperimentazione animale per la valutazione dei rischi legati alle sostanze chimiche, riducendo così la necessità di esperimenti di questo tipo. Tra il 2012 e il 2016 la Commissione ha stanziato circa 40 milioni di euro all’anno per sostenere la ricerca di metodi alternativi.
Una raccolta dati completa per la sicurezza delle sostanze chimiche sul mercato unico dell’UE: a oggi la procedura di registrazione REACH ha permesso di raccogliere informazioni su oltre 17 000 sostanze tramite 65 000 fascicoli di registrazione delle principali sostanze chimiche prodotte e utilizzate nell’UE, migliorando così la comunicazione e la trasparenza nella catena di approvvigionamento e permettendo all’Europa di affrontare meglio i rischi legati alle sostanze chimiche e di approfondire l’armonizzazione del mercato interno dei prodotti chimici.
Per tutelare ancora meglio i consumatori, i lavoratori e l’ambiente, la Commissione europea propone oggi diverse misure concrete per migliorare l’attuazione della normativa REACH. Queste misure sono volte a migliorare la qualità dei fascicoli di registrazione presentati dalle imprese, semplificare il processo generale di autorizzazione e garantire condizioni di parità tra le imprese dell’UE e quelle di paesi terzi. La Commissione intende continuare a sostenere le PMI nel loro sforzo di conformarsi alla normativa e di rafforzare l’applicazione di quest’ultima da parte delle autorità nazionali.La Commissione auspica inoltre di aumentare la coerenza del regolamento REACH con la normativa in materia di tutela dei lavoratori e sui rifiuti.

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Anche le farmacie coinvolte nella direttiva per la riduzione dell’uso della plastica a favore dell’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

Interno farmacia

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Dal 1 gennaio 2018 anche le farmacie sono coinvolte nell’obbligo di far pagare al consumatore finale il sacchetto di plastica biodegradabile che contiene gli acquisti.Le farmacie rispettando la legge introdurranno nello scontrino la voce “shopper” o “busta” introducendo un costo simbolico per venire incontro anche alle esigenze dei cittadini.Nello spirito della normativa europea, che vuole portare alla riduzione dell’uso della plastica per salvaguardare l’ambiente e i nostri mari, i farmacisti potranno proporre ai clienti la possibilità di portare via il farmaco senza sacchetto, in particolare quando di tratta di una singola confezione, e saranno disponibili all’impiego della borsa riutilizzabile portata dal cliente in tutti gli altri casi.“Il rispetto della legge è una condizione naturale per la farmacia, e anche in questo caso la rispetteremo” spiega Annarosa Racca presidente di Federfarma Lombardia. “Le farmacie cercheranno di venire incontro alle esigenze dei cittadini, comprendiamo infatti che questa nuova norma comporta, per tutti noi consumatori, un esborso aggiuntivo. Introdurremo un costo molto limitato per i sacchetti e cercheremo di collaborare sempre con i nostri clienti con i quali abbiamo quotidianamente un dialogo, anche per spiegare l’obiettivo della legge, visto che abbiamo tutti a cuore il nostro territorio. Nelle farmacie saranno presenti anche cartelli informativi per spiegare in questo primo mese le novità.”

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Le nuove frontiere del nostro futuro prossimo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

ambienteOggi molti prodotti come le auto, il frigo ecc. sono stati concepiti per non durare più di tanto. Il loro rinnovo comporta alti consumi di energia per la fabbricazione e pesanti oneri a carico dell’ambiente con la dispersione dei rottami inquinanti o per il loro riciclaggio.
La svolta, anche in questo campo, è quella di avere manufatti di qualità con una vita media di gran lunga più lunga e costituiti da materiali puliti e riciclabili solo per i componenti nel senso che si può cambiare un pezzo ed il motore continuare a funzionare ancora per molto. Anche per i prodotti alimentari la linea di tendenza dovrebbe essere un’altra. Vanno in questo senso sollecitati incentivi per un ritorno all’agricoltura organica senza rischi chimici dato che è oramai scontato che i pesticidi ed i fertilizzanti non fanno altro che avvelenare la terra e con essa le falde idriche.
Anche questa volta dovremmo fermarci all’ora “X” e configurare una società che di colpo si priva delle sue fabbriche di armamenti, smantella l’industria chimica e riduce del 35% l’intera produzione industriale puntando a beni durevoli e di elevata qualità. La disoccupazione andrebbe alle stelle a meno che non si riduca a due o al massimo tre ore giornaliere l’attività lavorativa. Ma quest’ultimo aspetto potrebbe essere scongiurato, o per meglio dire limitato, e digerito senza traumi se riuscissimo a trovare dei lavori alternativi e nello stesso tempo a ridurre drasticamente la popolazione sulla terra.
Il primo punto potrebbe essere facile da adottare se pensiamo alle estese opere di riconversione industriale e di bonifica delle aree inquinate da porre mano in tutti i settori delle attività umane e negli ambienti in cui si vive, ma il secondo è terribilmente complicato.
Non si tratta solo di ragioni etico-religiose. Lo dimostra la frenesia di quanti si sotto¬pongono a pratiche, a volte rischiose per la propria incolumità fisica, per avere un figlio. Una maternità ed una paternità sovente sentita più come uno sfogo ai propri egoismi che dettata da altre motivazioni. Non si ama prolificando, ma rinunciando a mettere al mondo creature senza un avvenire o capaci solo di condurre una vita grama fatta di stenti e di rinunce. E l’emarginazione sociale è la prima droga assunta dai giovani che vivono questa esperienza e a poco servirà l’amore se lo trasformiamo in un surrogato e per giunta molto scadente rispetto all’originale.
E ci sembra che a questo proposito abbiamo speso non poche pagine del nostro lavoro per illustrare tutti questi aspetti deformanti del nostro modo di impostare i rapporti con i nostri simili ed i danni irreversibili che ricadono sull’ambiente. Le conseguenze gravi che derivano ci fanno, probabilmente, comprendere meglio del perché, ad esempio, nel 13° o 14° secolo si dovevano fare le “guerre sante” per uccidere i barbari ed i miscredenti anche se tali infedeli in realtà esprimevano la loro religiosità in nome di una fede altrettanto rispettabile rispetto a quella dei loro detrattori. E il XX secolo non è da meno se constatiamo i danni provocati dagli “integralismi” religiosi che si traducono facilmente in odi razziali e accesi e irragionevoli fanatismi. E se la terra si metteva a ruotare su se stessa diventava un altro delitto contro la lesa maestà di un creato modellato secondo tradizioni empiriche pianificate per diventare immutabili in ogni epoca e in ogni cultura.
ambienteOggi ci troviamo a che fare con l’ingegneria genetica, il culto di una natività pianificata e perfetta dove non è permesso l’accesso all’handicappato o al ritardato mentale. Dovremmo anche in questo caso prendere per buoni gli aspetti esaltanti di queste scelte tecnologiche nell’impianto dei soggetti umani e non intravederne solo e comunque i pericoli e le insidie. Essi, ovvia¬mente, non mancano, ma non è certo in una acritica ripulsa che si fa cultura e si scelgono le strade del nostro divenire.
A questo riguardo ci sembra opportuno richiamare l’attenzione del lettore sulle iniziative condotte dalla Fondazione Lanza di Padova indirizzate alla ricerca di un confronto interdisciplinare sui principi conduttori che regolano i rapporti interumani dagli antichi paradigmi filosofici, e la loro costellazione classica, a quelli odierni con l’avvento della tecnologia e le sue applicazioni ai confini della vita e della morte. Si tratta anzitutto di processi dinamici, se stiamo alle parole del prof. Corrado Viafora coordinatore del progetto Etico della Fondazione, dove i confini consueti della nascita e della morte subiscono una diluizione, se non una indeterminazione.
Sembra proprio che quanto più la medicalizzazione si impossessa dei limiti dell’esistenza, tanto più quei limiti tendono a divenire incerti. Non ultimo è il paradosso di un “progresso scientifico – osserva Giancarlo Zizola – che rischia nella secolarizzazione estrema del nascere e del morire, di smarrire il significato onto¬logico, ma anche l’anagrafe obiettiva.”
Dobbiamo arguire che la qualità della persona può essere riconosciuta solo per l’autocoscienza di cui è dotata, per la razionalità e per un minimo senso di moralità, insomma per l’autonomia. E poiché non tutti gli esseri umani sono autocoscienti, razionali e capaci di concepire la possibilità di biasimare e di lodare, la conclusione è che i feti, i neonati, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in coma senza speranza costituiscono esempi di non persone umane.
Il rischio che ne deriva l’ha tracciato il teologo Francesco Compagnoni osservando che in questa misura noi costruiamo un modello di società “dominata solo dai più forti, scaltri, intelligenti, astuti, magari coalizzati in una specie di mafia eugenetica. E’ gente che accetta un neonato e scarica il nonno in una casa di cura per lungo degenti dichiarandolo non più persona”. Ma è anche un presente e un futuro che si abbevera nel passato sia pure riscrivendolo secondo i canoni delle nostre convenienze. Non ci hanno insegnato, ad esempio, gli spartani che i figli generati male andassero gettati in un dirupo dal sommo di una montagna? Ed ancora che il ramo cadetto, di una numerosa famiglia nobile, venisse sterilizzato attraverso una obbligata vocazione religiosa? Due facce, una ambientecrudele e l’altra ipocrita, per assicurare un avvenire a danno degli altri. E la logica dei trapianti, se esasperata, ci porta ad analoghe, sconsiderate prestazioni, dove si mutilano e si uccido¬no “ragazzi di strada” ritenuti dalla società ingombranti e fonte di turbativa dell’ordine pubblico, per assicurare qualche anno di vita in più al bene¬stante. Anche in questo caso ci troviamo davanti a delle scelte fondamentali proprio perché la tecnologia ha permes¬so miracoli di questo genere.
Si possono, infatti, sostituire integralmente le funzioni cardiorespiratorie, quelle omeostatiche del tronco encefalico e molte altre ancora assicurando il funzionamento dell’organismo come un tutto, anche dopo la distruzione dell’en¬cefalo.
Nonostante ciò la morte della persona non verrà mai impedita, essa resta solo una questione di….. tempo! La bioetica vorrebbe a questo punto stemperare le azioni dell’uomo davanti a situazioni contingenti anticipandole il più possibile per cercare di prevederle e scongiurarle.
Il progresso, dunque, tende a queste finalità. Nello stesso tempo siamo indotti a porci problemi in modo diverso rispetto alla tradizione.

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La vernice che aiuta l’ambiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 dicembre 2017

Group_AndreaPanicciaGroup_AndreaPaniccia1Civitanova Marche. Stop al petrolio, taglio delle emissioni di anidride carbonica e attenzione alla salute delle persone. Sono gli obiettivi raggiunti dall’azienda marchigiana ICA Group che, dopo tre anni di ricerche, ha realizzato un prodotto che rivoluziona il mondo della chimica. Arrivano sul mercato le vernici bio, a base d’acqua, che utilizzano materie prime provenienti da materiali di riciclo e con fasi di produzione di minore impatto ambientale.
Sono prodotte con materie prime rinnovabili atossiche ed ecologiche (acqua più resina bio), con un ridottissimo contenuto di VOC (composti organici volatili) e il cui ciclo di produzione riduce drasticamente le emissioni di CO2. Ognuno di noi dovrebbe misurare le azioni da compiere per ridurre il proprio impatto ambientale e l’azienda civitanovese della famiglia Paniccia ha accettato questa sfida, creando una rete virtuosa che rende il prodotto più sostenibile rispetto a quelli derivati dal petrolio, grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili.
Il risultato rappresenta un passo importante per la corsa che il nostro pianeta sta facendo per fermare Group_AndreaPaniccia2il riscaldamento globale, ed evitare l’estendersi di aree aride e lo scioglimento dei ghiacciai. Mille kg della vernice bio per arredi interni – Iridea bio – permette di tagliare 300 kg di CO2, ovvero l’equivalente dell’anidride carbonica emessa da un’auto che percorre 2521 km. Verniciare ad esempio un armadio permette di risparmiare le emissioni di 340 km percorsi dalla macchina, come la distanza tra Roma e Reggio Emilia. La sua “sorella” – Arborea bio – per arredi esterni arriva addirittura a ridurre 530 kg di emissioni con lo stesso quantitativo (1000 kg), in pratica 4454 km percorsi da una vettura.
Le nuove vernici bio per interni e per esterni sono state applicate ad aVOID, la prima abitazione mobile tutta italiana. Creata da Leonardo Di Chiara, architetto e ingegnere ventiseienne di Pesaro, è esposta a Berlino, all’interno del Museo del Design fino a marzo 2018. Il prodotto ICA è stato scelto per abbellire e proteggere tutte le parti in legno della tiny house perché in linea con la sostenibilità ambientale e la componente innovativa del progetto.
Nel mondo dell’arredo per interni sono sempre più numerose le aziende interessate a creare una nuova collezione, con la vernice bio. Per il 2018 sono annunciati i primi mobili in commercio. (foto: Group_AndreaPaniccia)

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IBM porta l’ambiente cloud-native nei cloud privati

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

ibmIBM (NYSE: IBM) ha annunciato la nuova piattaforma IBM Cloud Private, che permette di risparmiare miliardi di dollari in investimenti per tecnologie a supporto di dati strategici e applicazioni grazie alla disponibilità di strumenti cloud-nativi, attraverso cloud pubblici e privati.Il software IBM Cloud Private permette alle aziende di creare funzionalità cloud on premise in maniera simile al public cloud permettendo di accelerare lo sviluppo delle applicazioni. La nuova piattaforma è costruita sull’architettura container open source Kubernetes e supporta sia i container Docker che Cloud Foundry. Questo permette integrazione e portabilità semplificate dei carichi di lavoro quando essi passano su qualunque tipo di ambiente cloud.IBM ha inoltre annunciato nuove versioni container ottimizzate dei propri software strategici per il mondo enterprise, quali IBM WebSphere Liberty, Db2 e MQ, ampiamente utilizzati per l’esecuzione in sicurezza delle applicazioni e la gestione dei dati aziendali più strategici. Ciò semplifica la condivisione dei dati e permette, quando richiesto, l’evoluzione delle applicazioni tra IBM Cloud private, cloud pubblici e altri ambienti cloud con una user experience sempre coerente.
Ad esempio, le compagnie aeree potrebbero utilizzare IBM Cloud Private per portare l’applicazione che registra le miglia dei “frequent flyer” in un ambiente cloud privato e collegarlo ad una nuova app per cellulari disponibile in public cloud. Oppure le aziende del settore finanziario potrebbero utilizzare IBM Cloud Private per conservare i dati dei clienti al proprio interno rispettando i requisiti normativi e di sicurezza, traendo al contempo vantaggio dai nuovi strumenti analitici e di machine learning disponibili nel cloud pubblico per identificare velocemente tendenze e possibilità di investimento.
Mentre l’adozione di public cloud continua a crescere a ritmi sostenuti, alcune aziende, soprattutto se operanti nei settori più regolamentati come quello finanziario e della sanità, proseguono nell’utilizzo di cloud privati per mettere rapidamente in produzione le loro applicazioni e aggiornarle. IBM valuta che, dal 2017 al 2020, le aziende spenderanno globalmente oltre 50 miliardi di dollari all’anno per sviluppare cloud privati, con un tasso di crescita che oscilla tra il 15 e il 20 percento annuo.

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Ambiente e interventi strutturali

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 ottobre 2017

ambiente“Il Pd pensava che con l’arrivo dell’autunno sarebbero arrivate anche le piogge, invece no. Secondo quanto rivelato da uno studio della Confederazione degli agricoltori, l’abbassamento delle piogge e l’innalzamento delle temperature registrati in questo 2017 porteranno con se un autunno anomalo, ciò avrà un impatto sui prodotti di stagione, allarme smog nelle città e siccità nelle campagne”. Lo afferma , in una nota, Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia. “Il Pd con l’arrivo delle prime piogge – aggiunge – pensava che il problema fosse accantonato, e che non fosse necessario iniziare a programmare una serie di interventi necessari, penso agli invasi, alla raccolta di acqua piovana, per iniziare a porre le basi per un sistema deficitario quello idrico, che crea grandi problemi alla nostra agricoltura, ai pericoli incendi, di cui il nostro territorio è stato tenuto sotto scatto per tutto il periodo estivo, ma anche ai cittadini tutti”. “E’ indispensabile – prosegue l’esponente azzurra – intervenire in maniera incisiva programmando una serie di interventi che mettano al sicuro il nostro Paese. Serve bonificare le nostre falde acquifere, prevedere un sistema di conservazione delle acque piovane e depurazione di quelle reflue, bisogna intervenire in maniera strutturale per fornire le nostre città di verde urbano per abbattere le polveri sottili e inquinanti gassosi”. “Forza Italia – conclude Labriola – una volta al Governo si adopererà per la prevenzione e la cura del nostro ambiente e di conseguenza sulla nostra salute. Se iniziamo a investire sull’ambiente avremo una riduzione anche sulle spese sanitarie connesse alle malattie che derivano da un ambiente malato”.

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Destinati agli Stati membri oltre 222 milioni di euro in investimenti per ambiente, natura e clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 settembre 2017

climate_changeBruxelles. La Commissione europea ha approvato un pacchetto di investimenti di 222 milioni di EUR dal bilancio UE, a titolo del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, allo scopo di sostenere la transizione dell’Europa verso un futuro più sostenibile e a basse emissioni di carbonio
Il finanziamento dell’Unione mobiliterà ulteriori investimenti per un totale di 379 milioni di EUR da destinare a 139 nuovi progetti in 20 Stati membri. Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “Il programma LIFE, inaugurato 25 anni fa, continua a investire in progetti innovativi con grande valore aggiunto per le persone, le imprese e la natura. Sono lieto di constatare che il programma trasforma tecnologie precommerciali in nuove imprese verdi”. Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha aggiunto: “La storico accordo di Parigi ha dato un ulteriore impulso al fiorire di investimenti attenti ai cambiamenti climatici. Con un modico peso per le finanze pubbliche, questi progetti fungono da catalizzatori per sbloccare finanziamenti privati destinati a proteggere l’ambiente, lottare contro i cambiamenti climatici e fornire energia più pulita ai cittadini. Questo tipo di investimenti è d’importanza capitale per tradurre in azione le nostre aspirazioni”. Finanziare un futuro a basse emissioni di carbonio e un’economia circolare 181.9 milioni di EUR saranno destinati a progetti riguardanti tre ambiti: ambiente e uso efficiente delle risorse, natura e biodiversità, governance e informazione in materia di ambiente.
In linea con il pacchetto della Commissione europea sull’economia circolare, i progetti aiuteranno gli Stati membri nella transizione verso un’economia più circolare. Tra i progetti vi sono: la sperimentazione di un prototipo italiano che potrebbe convertire in modo economicamente efficiente le autovetture a benzina in veicoli ibridi, la fabbricazione, nei Paesi Bassi, di bioprodotti a partire da fanghi e l’applicazione di un nuovo trattamento biologico per eliminare i pesticidi e i nitrati dall’acqua nella Spagna meridionale. Altri progetti sosterranno l’attuazione del piano d’azione per la natura, in particolare la gestione dei siti Natura 2000. La protezione delle specie è un altro aspetto considerato, come nel progetto sloveno transfrontaliero inteso a salvare dall’estinzione una specie di lince alpina ad alto rischio.
Sul fronte del clima, l’UE investirà 40,2 milioni di EUR per sostenere progetti mirati all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mitigazione, alla governance e all’informazione. I progetti selezionati concorrono al conseguimento dell’obiettivo dell’UE di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. I finanziamenti LIFE contribuiranno inoltre a migliorare la resilienza di una via navigabile tra le più trafficate di Europa, l’estuario della Schelda, in Belgio, a mettere a punto strumenti per prevedere le tempeste di sabbia e a contrastare il fenomeno dell’isola di calore nelle città.

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Assemblea Generale dell’ONU: Realtà ed aspettative

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

Onu palaceUn centinaio di capi di Stato e di governo sono attesi questa settimana a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il mega-incontro diplomatico e’ dominato quest’anno dalle tensioni con la Corea del Nord, la Siria e la spada di Damocle sull’accordo nucleare iraniano. Nel contempo dovra’ essere affrontata anche la questione della riforma della “macchina dell’ONU”.
Fatto rilevante: e’ il primo incontro del genere a cui partecipano il presidente Usa Donald Trump, il suo omologo francese Emmanuel Macron, e il segretario generale dell’ONU stessa, Antonio Guterres, tutti e tre entrati in funzione quest’anno.Oltre ai numerosi incontri bilaterali che caratterizzeranno queste Assemblee, saranno di un certo rilievo le questioni relative agli esperimenti nucleari della Corea del Nord; l’accordo sul programma nucleare iraniano concluso tra Teheran e le potenze del gruppo P5 + 1 (Stati Uniti, Germania, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina) nel 2015; i sei anni del conflitto siriano che ha gia’ prodotto piu’ di 300mila morti e milioni di rifugiati; la riforma dell’ONU che deve rendersi piu’ efficace e performante (la sua burocrazia e’ uno dei punti deboli della praticita’ di questo organismo); nonche’ il patto mondiale per l’ambiente che sara’ presentato dal presidente francese e che, proprio da oggi, dovra’ prendere in considerazione le nuove aperture dell’amministrazione Trump rispetto alle precedenti chiusure sugli accordi di Parigi. Quest’ultimo, redatto da 80 esperti internazionali, potrebbe diventare il primo accordo internazionale di un certo peso giuridico,mettendo insieme ed armonizzando l’insieme dei diritti ambientali in un solo documento.Per questo, e non solo, sara’ interessante verificare il comportamento dell’Unione Europea, se sara’ in grado di avere una sua originalita’ positiva e utile, o essere semplicemente motore di trasmissione delle volonta’ nazionali dei suoi membri (l’iniziativa francese sull’ambiente fa onu assembleapensare che probabilmente sara’ proprio cosi’).Ogni volta che c’e’ un’Assemblea del genere, viene spontanea una domanda: serve? La risposta e’ semplice e banale: Si’! Serve in se’ e come messaggio:
– In se’. Gli accordi che verranno raggiunti saranno un punto di riferimento per le politiche dei vari Stati, oltre che un grimaldello verso i riluttanti e i finti tonti. Saranno importanti per questo, rispettivamente, le volonta’ nazionali di fare il bene dei propri amministrati in armonia e senza conflitti a partire dal proprio vicino, nonche’ le iniziative di controllo e persuasive che l’ONU mettera’ in campo nei vari scenari dei conflitti.
– Come messaggio. Sara’ la politica in grado di porsi come strumento utile e valido per armonizzare un’economia che e’ gia’ transnazionale, e spesso senza regole se non quelle del profitto ad ogni costo, anche il piu’ brutale? E’ la scommessa base di una istituzione del genere, creata quando la transnazionalita’ dell’economia era uno degli aspetti, mentre oggi questa transnazionalita’ e’ dominante e spesso molto pesante. Si pensi, per esempio, alle comunicazioni e agli enormi ed incontrollati poteri che le aziende del settore (Internet e non solo) esercitano con scarse regole e, quando ci sono, spesso eluse (censura, diritto d’autore, evasione fiscale,…).
Non ci aspettiamo niente di avveniristico da questa Assemblea. E non potrebbe essere altrimenti. Ma una base di lavoro e di iniziativa e’ importante, anche solo per rapportarsi coi piu’ riottosi e violenti negatori dei diritti dei cittadini e degli esseri umani.
Purtroppo, l’Unione europea e’ un nano in questo contesto. Ma e’ stata e puo’ continuare ad essere una buona esecutrice, foss’anche per le consistenti disponibilita’ finanziare che ha. Gli Stati nazionali membri dell’Unione avranno il compito di stimolarla maggiormente, usandola anche come ponte per le proprie iniziative. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Roma: autodemolitori irregolari e sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

autodemolitore“La mozione sulla delocalizzazione degli autodemolitori presentata da Sinistra Italiana non avrebbe risolto le reali criticità legati a questo settore. Trasferire in altro luogo l’attività di un autodemolitore che non rispetta i parametri ambientali (o comunque non in regola), infatti, lascerebbe inalterate tutta una serie di problematiche connesse all’inquinamento e in forte contrasto con il concetto di eco-sostenibilità proprio di questa Amministrazione. In tal senso, è nostra ferma intenzione procedere con una serie di controlli che, al momento, hanno già portato alla chiusura di ben 13 autodemolitori irregolari nell’arco di un anno, mentre altri 35 saranno chiusi qualora non dovessero adeguarsi ai requisiti ambientali richiesti. Un risultato importante, se rapportato alle 2 attività chiuse durante la gestione Tronca. Delocalizzare tali attività significherebbe semplicemente spostare il problema altrove. Una gestione efficiente del problema, a nostro avviso, presuppone la chiusura di chi non rispetta le regole o, soluzione ancora più auspicabile, la riconversione degli irregolari in attività ecocompatibili. Ed è proprio questa la direzione che abbiamo deciso di imboccare, anche attraverso la convocazione di un’apposita Commissione Ambiente e l’istituzione, oramai prossima, di un tavolo tecnico che analizzi il problema e individui le soluzioni più idonee ai fini di una sua adeguata risoluzione. Inoltre, stiamo prestando particolare attenzione alla situazione del Parco di Centocelle, circa la quale rispediamo al mittente ogni strumentalizzazione delle opposizionI. I dati parlano chiaro: dopo anni di immobilismo da parte delle precedenti gestioni amministrative, finalmente qualcosa si sta muovendo. Il nostro lavoro andrà avanti finchè non sarà fatta piena luce su un fenomeno troppo a lungo ignorato da chi ci ha preceduto”. Così, in una nota congiunta, l’assessore alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari e il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco.

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Comunicare in un ambiente multicanale: la piattaforma SoundsOfThings

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

soundsofthingsAccessibile a tutti e vicino alle esigenze dei consumatori. Lo shopping on-line è oramai entrato nella nostra quotidianità, mutando notevolmente il mondo del retail. Secondo gli ultimi dati raccolti dalla ricerca “Ecommerce in Italia 2017” condotta dalla Casaleggio Associati, il fatturato complessivo delle vendite online è stimato in 31,7 miliardi di Euro con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente.
Questo scenario impone alle aziende di adottare una strategia multicanale omnicomprensiva per offrire ai consumatori un’offerta di shopping offline e online, adeguando quindi il proprio modello di business alle nuove abitudini di acquisto dei consumatori.
“Il consumatore moderno è sempre connesso e può usufruire di diversi canali di acquisto, ha dichiarato Germano Marano, CEO e fondatore di SoundsofThings. “I retailer – ha proseguito Marano – devono affrontare la sfida posta dalle nuove tecnologie, adottando delle soluzioni di vendita smart e che integrino l’offerta tra negozio fisico e online”.
La diffusione di nuovi canali di comunicazione come le piattaforme Social e Mobile sta modificando il modo di relazionarsi tra clienti e brand. Le sempre più alte aspettative dei consumatori e le sempre più fitte interazioni tra clienti e brand che avvengono attraverso i nuovi canali digitali hanno fatto della Customer Experience una vera e propria priorità per le aziende, affinché possano interagire con il cliente in maniera sempre più efficace.
SoundsOfThings, social network e piattaforma marketing, si prefigge di portare ad un nuovo livello l’interazione tra cliente e brand attraverso l’introduzione del Sound Emotion: un contenuto di nuova generazione che permette di comunicare in ogni canale e media disponibile. Attingendo dalla forza visiva dell’immagine e dalla forza emotiva del suono, Il SE associa ad ogni fotografia un suono che rappresenta l’immagine stessa.
“I retailer stanno imparando che l’interazione con il cliente è la chiave per aumentare i profitti. Una pessima relazione con il cliente – ha spiegato Germano Marano – può infatti compromettere la qualità dell’esperienza e vedere sfumare la vendita. Il SE permette alle aziende di interagire in un modo più coinvolgente con in consumatori attraverso l’integrazione dell’impatto visivo di un’immagine con la potenza acustica del suono. Il SE, inoltre si differenzia dagli altri contenuti in quanto è capace di intercettare e guidare i consumatori verso i prodotti dei brand dal mondo fisico a quello digitale e viceversa”. SoundOfThings è business globale che vuole rappresentare l’innovazione nel settore della comunicazione, della socializzazione e del marketing. La campagna di equity crowdfunding della startup si chiuderà il 15 settembre 2017.
SoundsOfThings è una startup innovativa con sede centrale a Roma ed un ufficio operativo nel Regno Unito, Londra ed è formata da un team di 9 persone , 4 delle quali residenti in Regno Unito. SoundsOfThings (SoT) è un social network dove comunicare attraverso i Sound Emotions e allo stesso tempo una piattaforma marketing nata per dare la possibilità alle aziende di raccontare se stesse e i propri prodotti attraverso i Sound Emotions; facendolo coinvolgeranno noi tutti come mai prima d’ora è stato possibile. http://www.soundsofthings.com (foto: soundsofthings)

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Accordo di Parigi: il Parlamento adotta nuovi limiti CO2 e discute il ritiro degli USA

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

clima nel mondo1I nove obiettivi obbligatori paese per paese di riduzione delle emissioni di gas serra, in linea con l’accordo di Parigi, sono stati adottati mercoledì dai deputati, dopo un dibattito sul ritiro degli Stati Uniti.Tali riduzioni consentiranno di raggiungere l’obiettivo generale dell’UE: un taglio del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. L’UE si impegna a effettuare questi tagli in linea con l’accordo di Parigi.La legislazione ripartisce l’obiettivo UE in obiettivi vincolanti nazionali per i settori non coperti dal mercato UE del carbonio (ETS) quali l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che rappresentano il 60% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione europea.Ogni Stato membro dovrà seguire un percorso di riduzione delle emissioni, calcolato a partire da un punto di partenza nel 2018, anziché nel 2020 come proposto dalla Commissione, al fine di evitare un aumento delle emissioni nei primi anni o un rinvio delle riduzioni.Per l’Italia, l’obiettivo è meno 33% sul 2030.Analisi approfondita della proposta, compresi gli obiettivi di riduzione nazionali e la flessibilità massima annuale (EN)Per garantire la prevedibilità a lungo termine, i deputati hanno anche fissato un obiettivo per il 2050 per un livello di emissioni inferiore dell’80% rispetto ai livelli del 2005.I deputati hanno modificato la proposta inziale della Commissione per poter premiare gli Stati membri, con un PIL pro-capite inferiore alla media UE che hanno adottato o adotteranno prima del 2020 le misure necessarie, con una maggiore flessibilità durante la parte successiva del programma di riduzione.Per aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro obiettivi, il regolamento consente loro di “prendere in prestito” fino al 10% dell’indennità dell’anno successivo, riducendo così quella dell’anno in corso. La relazione legislativa è stata approvata con 534 voti favorevoli, 88 contrari e 56 astensioni.

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Energia e ambiente, workshop sulle tecnologie innovative

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

Roma Giovedì 15 Giugno 2017, ore 9:00 Dipartimento di Ingegneria, Sala Convegni Via Vito Volterra 62 si terrà uno dei workshop finali del progetto Smart Environments: Tecnologie innovative in ambito ENERGIA e AMBIENTE.Il workshop di propone d’illustrare alcuni dei risultati d’innovazione raggiunti dagli assegnisti di Roma Tre finanziati nell’ambito del progetto stesso.

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G7 Ambiente: la sfida delle città metropolitane

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

bolognaBologna. In occasione del G7 Ambiente, ospitato a Bologna l’11 e 12 giugno prossimi, le città metropolitane diventano le vere protagoniste della tutela dell’ambiente e della promozione di uno sviluppo sostenibile con la sottoscrizione della Carta di Bologna per l’Ambiente: il primo protocollo di questo genere, a livello nazionale, in ambito ambientale.Dai rifiuti alla qualità dell’aria e delle acque, dalla transizione energetica alla mobilità sostenibile, sono otto i macro obiettivi individuati dalla Carta di Bologna per l’Ambiente da inserire nelle agende metropolitane per lo sviluppo sostenibile. Promossa dalla Città metropolitana di Bologna, la Carta è stata sottoscritta alla Rocchetta Mattei (Grizzana Morandi – Bologna) dalle Città metropolitane di Bologna, Milano, Torino, Firenze, Catania (presenti) e Roma, Bari, Cagliari, Napoli, Reggio Calabria, Genova e Palermo (che hanno inviato la propria adesione formale non potendo intervenire), alla presenza del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Il protocollo identifica gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, in linea con l’Agenda Onu 2030, ed è il primo passo strutturato e concreto delle Città metropolitane sul fronte della sostenibilità ambientale. Le grandi città sono, infatti, ‘laboratori naturali’ per individuare soluzioni alle principali sfide globali, per sperimentare e implementare soluzioni innovative di sviluppo sostenibile, con ricadute positive non solo sull’ambiente ma anche nella dimensione economica, sociale ed istituzionale.“Noi Sindaci riteniamo che le città e le comunità locali possano davvero essere il motore fondamentale della transizione ecologica, che avrà importanti ricadute anche sullo sviluppo economico del Paese – dichiara Virginio Merola, Sindaco della Città metropolitana di Bologna e promotore della Carta di Bologna -. Per questo intendiamo assumerci tutto l’impegno e la responsabilità che sono necessari e siamo pronti a misurare in modo trasparente, attraverso la definizione di obiettivi quantitativi e temporali, il nostro progresso verso il conseguimento roma-fori-imperialidei traguardi degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs). Ci auguriamo che il Governo elabori un’Agenda urbana nazionale, garantendo alle città le risorse economiche e lo scenario normativo adeguato a tradurre i propositi in azioni concrete”.Bologna si pone come capofila di questo patto delle Città, avendo già da anni avviato un percorso che la vede impegnata sotto il profilo della sostenibilità sia nella tutela del territorio (le aree tutelate rappresentano un terzo dell’intero territorio metropolitano bolognese) che nel coinvolgimento attivo di cittadini e imprese nel segno di una ‘città resiliente’, capace di adattarsi positivamente al cambiamento ed esserne promotrice. Ai primi posti nelle classifiche internazionali sul fronte della governance, il capoluogo emiliano si distingue tra le città metropolitane per essere modello per l’ecosistema urbano e il basso consumo di suolo, gode di un’alta densità di verde urbano, presenta un ridotto livello di consumi idrici ed è tra le più attive nella riduzione dell’impatto ambientale dei mezzi di trasporto (dal Rapporto Il posizionamento di Bologna nelle città metropolitane, 2016).
Il PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile – è lo strumento con cui il Comune di Bologna, in collaborazione con altri soggetti della città pubblici e privati, si è impegnato a ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Il piano raggruppa sei ambiti di intervento (edifici e illuminazione pubblica, mobilità e trasporti, edifici residenziali, forestazione urbana, produzione di energia da fonti rinnovabili, strategie energetiche per il terziario) e coinvolge tutte le realtà del territorio, incentivando la sostenibilità anche con forme di finanziamento per i cittadini e i soggetti privati che intendono migliorare l’efficacia energetica (tassi agevolati e tempi rapidi). Già nel 2013 il trend della città registrava un calo delle emissioni del 12,4% (rispetto al 2005), con punte particolarmente significative nel settore dei trasporti (-37,9%): dato su cui incide l’aumento dell’uso dei mezzi pubblici e della mobilità ciclabile. Bologna è stata la prima città italiana a dotarsi di un Piano di Adattamento ai cambiamenti climatici, grazie al progetto europeo Blue Ap.L’attenzione del territorio metropolitano metropolitana-torinobolognese ai temi della mobilità sostenibile è peraltro testimoniata anche dal fatto che proprio nei mesi scorsi alla Città metropolitana di Bologna è stata affidata la progettazione di tutta la tratta Verona-Firenze di ’Eurovelo7’, la ciclabile europea che congiunge Capo Nord a La Valletta.Le 14 Città metropolitane italiane concentrano il 36,4% della popolazione nazionale (22,1 milioni di persone) e rappresentano il principale asset economico dove viene prodotto oltre il 40% del Valore Aggiunto nazionale (circa 600 miliardi di Euro nel 2014) grazie a 1,8 milioni di aziende che occupano 7,9 milioni di persone (circa il 35% del totale degli occupati). Inoltre, vi si genera circa il 30% delle esportazioni italiane, per un valore di 112 miliardi di Euro. Vi hanno sede 55 Università (oltre la metà nazionale), tutti i Politecnici italiani, oltre 2.000 start-up innovative (il 47% del totale nazionale) e 17 incubatori di impresa certificati (oltre la metà dei 31 presenti sul territorio nazionale). Tra il 2009 e il 2011 è stato originato nelle Città metropolitane circa il 35% dei brevetti italiani registrati all’European pirellone-milanoPatent Office (EPO). Le aree metropolitane, infine, sono dei veri e proprio hub logistici – e snodi strategici – sia per i flussi di persone sia per le merci (60% complessivo sul totale nazionale). (Fonte The European House Ambrosetti/ANCI – Le città metropolitane catalizzatore dello sviluppo, 2016)La Carta di Bologna è stata redatta con il contributo di ANCI, dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e Urban@it-Centro Nazionale di Studi per le politiche urbane. La giornata è stata sostenuta dall’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, che ha ospitato i lavori presso la Rocchetta Mattei.L’economia circolare, in particolare, può consentire alle Città metropolitane di slegare lo sviluppo dal consumo delle risorse naturali esauribili ed evitare la distruzione di valore insita nel modello economico attuale. E proprio da qui parte la Carta di Bologna per l’Ambiente: le Città metropolitane si impegnano infatti a raggiungere gli obiettivi europei più ambiziosi: riciclo 70% e discarica max 5% dei rifiuti al 2030, riducendo la produzione dei rifiuti al di sotto della media europea e portando la raccolta differenziata ad almeno il 70% nel 2025 e all’80% nel 2030 (47,5% nel 2015 a livello nazionale) In relazione alla tutela del territorio, le città si impegnano a ridurre del 20% il proprio consumo netto di suolo al 2020 (dai 2 attuali a 1,6 mq/ab l’anno di media nazionale) e centrare le politiche urbanistiche sulla rigenerazione urbana, prevedendo sviluppo urbanistico solo in presenza di trasporto pubblico sostenibile e dei principali servizi al cittadino sia pubblici che privati. L’obiettivo europeo è l’azzeramento del consumo netto di suolo al 2050 e l’Agenda Onu richiede lo sforzo di anticiparlo al 2030.

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“La tua Arma per la Sicurezza e l’Ambiente”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

carabinieriMilano Lunedì 29 maggio, ore 9.30 presso Il Teatro del Verme. Arriva a Milano il Format “La Tua Arma per la Sicurezza e l’Ambiente”, volto a sensibilizzare gli studenti sul ruolo dell’Arma dei Carabinieri, in difesa del patrimonio agro-forestale italiano, per la tutela dell’ambiente e del paesaggio, con riguardo al controllo del territorio in tema di legalità e sicurezza. L’iniziativa, organizzata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e ideata da Ital Communications di Attilio Lombardi, prevede la partecipazione di un migliaio di ragazzi (12-18 anni) provenienti dalle scuole medie e superiori milanesi. Nel piazzale esterno del Teatro verrà allestita una mostra di mezzi automobilistici usati dall’Arma per la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente, così come è prevista l’esposizione di importanti reperti archeologici recuperati dall’Arma durante le sue attività investigative.La prima edizione del Format è stata realizzata con grande successo lo scorso marzo 2017 presso il Palazzo dei Congressi di Roma, registrando un importante coinvolgimento dei ragazzi presenti e dei maggiori media nazionali.
L’evento sarà condotto da Cristina Chiabotto e verrà suddiviso in cinque mini panel, che tratteranno le aree tematiche in cui generalmente operano i Carabinieri, con l’obiettivo di diffondere fra i giovani una cultura più capillare della legalità in materia ambientale. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo di: Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, di Pirelli e di ENI.E’ prevista la partecipazione di importanti testimonial del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport, come lo chef stellato Carlo Cracco, il cantante Fabio Rovazzi, la giornalista Rosanna Lambertucci, Valerio Staffelli di Striscia la Notizia, lo chef stellato Fabio Campoli e i Campioni Olimpici del Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri.La mattinata sarà divisa in 5 aree tematiche (mini panel):
– “Tavolo della Salute” sulla qualità e autenticità dei prodotti agroalimentari È previsto l’intervento dei Nas, che illustreranno come accorgersi dei prodotti contraffatti e delle truffe coinvolgendo direttamente i ragazzi con un quiz Vero/Falso;
– Panel dedicato allo “Sport”, al quale parteciperanno diversi campioni olimpici e il Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri;
– “Le investigazioni scientifiche” rivolto alle apparecchiature innovative per scoprire i reati. È previsto l’intervento dei RIS che dimostreranno le attività di intelligence con l’aiuto dei cani molecolari;
– “Le Riserve naturali, i parchi e le aree marine” racconta il prezioso contributo dell’Arma per il mantenimento e la protezione delle aree naturali, nonché delle attività anti-inquinamento e di recupero dei reperti;
– “La sfida della mobilità sostenibile e dell’innovazione tecnologica” spiega l’importanza della sostenibilità ambientale.
Un momento divertente e di grande coinvolgimento per i 1300 ragazzi presenti in sala sarà l’intervento musicale di Fabio Rovazzi, con i suoi brani più noti “Andiamo a Comandare”, “Tutto molto interessante” e il suo nuovo brano “Volare”.

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Per lo studio di beni pubblici e ambiente. Le risorse bibliografiche del Fondo Nicola Greco

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

Roma Giovedì 25 Maggio 2017, ore 16:00 Dipartimento di Scienze Politiche, Aula tesi Via Gabriello Chiabrera 199 in occasione della giornata Per lo studio di beni pubblici e ambiente. Le risorse bibliografiche del Fondo Nicola Greco, si terrà la lectio magistralis del Prof. Sebastián Riestra López (Universidad Católica de Valparaíso) dal titolo La reforma del Código de Aguas en Chile. En búsqueda de la teoría del dominio público en la gestión de recursos hídricos. Salutano il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche Prof. Francesco Guida e il Presidente del Sistema Bibliotecario di Ateneo Prof. Emanuele Conte.Intervengono la Dott.ssa Simona Battisti (Biblioteca di area di Studi politici), la Prof.ssa Maria De Benedetto (Università degli studi Roma Tre), la Prof.ssa Nicoletta Rangone e Bianca Murroni Greco. Al termine dell’incontro sarà inaugurato il fondo bibliotecario già appartenuto a Nicola Greco.
http://www.sba.uniroma3.it/it/biblioteche/pol-biblioteca-di-area-di-studi-politici

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Filippine: la ministra per l’ambiente Regina Lopez costretta a lasciare l’incarico

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

filippineIn seguito alla mancata conferma nelle Filippine della ministra per l’ambiente Regina Lopez, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è detta preoccupata per quello che a tutti gli effetti sembra una vittoria dell’industria mineraria a scapito delle popolazioni indigene del paese e dell’ambiente.Dopo essere stata in carica per 10 mesi, lo scorso 3 maggio la commissione parlamentare che avrebbe dovuto ratificare la nomina della Lopez l’ha invece sollevata dal suo incarico. Per l’APM si tratta di una evidente vittoria della potente lobby legata all’industria mineraria che da mesi tenta di impedire le limitazioni ambientali imposte dalla Lopez all’industria dell’estrazione mineraria. Le Filippine sono attualmente la quinta nazione mondiale per attività mineraria e sono uno dei più importanti fornitori di nichel al mondo.Nei dieci mesi del suo incarico, la Lopez ha fatto chiudere 22 miniere su 41 per non aver rispettato i diritti delle popolazioni indigene e/o la legislazione sull’ambiente. Regina Lopez non si era fatta intimidire dalla potente lobby dell’industria estrattiva e solo pochi giorni fa la ministra aveva proibito le miniere a cielo aperto per gli ingenti danni ambientali da queste causati. Per le 110 popolazioni indigene delle Filippine la Lopez costituiva una speranza per vedere finalmente rispettati i loro diritti. Ora temono una nuova ondata di violenza e l’ulteriore distruzione della loro base vitale da parte dell’industria estrattiva.La notizia della mancata conferma di Regina Lopez è stata accolta dalle borse di tutto il mondo con un notevole aumento delle quotazioni delle imprese estrattive operanti nelle Filippine. Evidentemente gli operatori di borsa partono dal presupposto che alla fine del mandato della Lopez seguirà ora l’annullamento delle limitazioni imposte dalla ministra.
Fino a marzo 2016 nel paese asiatico sono state concesse 246 licenze per l’estrazione mineraria su 610.000 ettari di terre indigene. Le licenze erano state concesse in base a una controversa legge del 1995. I progetti minerari hanno causato la deportazione di migliaia di persone, la distruzione di intere foreste e la contaminazione dei fiumi in cui le miniere scaricavano i residui chimici della loro attività. L’attività mineraria è anche alla base dei 76 assassini di attivisti per i diritti indigeni compiuti dal 2010 al 2016 nelle Filippine. Dal giungo 2016 ad oggi solamente sull’isola di Mindanao sono state uccise 16 persone appartenenti al popolo dei Lumad con l’intento di intimorire e ridurre al silenzio la popolazione.
Dei complessivamente 98 milioni di abitanti delle Filippine, circa 15 milioni di persone appartengono a uno dei 110 popoli indigeni presenti nel paese.

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V edizione Earth Day Cefalù

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

cefaluCefalù, dal 20 al 22 aprile 2017, un evento che intende offrire iniziative utili alla sensibilizzazione nei confronti delle tematiche relative al rispetto dell’ambiente e alla promozione di stili di vita sostenibili, nonchè alla salvaguardia delle risorse naturali del Pianeta sempre più esigue, ma anche promuovere e valorizzare a inizio della bella stagione e con l’arrivo dei primi flussi turistici, il ricco patrimonio architettonico e paesaggistico di Cefalù, città ricca di Storia, Arte e Cultura e in cui la Natura è di casa… “Siamo giunti ad una quinta edizione resa possibile grazie al patrocinio del Comune di Cefalù in collaborazione con Earth Day Italia e Fare Ambiente Cefalù Madonie”. – spiega Francesca Mancinelli , ideatrice e coordinatrice dell’evento. La manifestazione è ormai diventata un’appuntamento annuale sportivo, turistico di caratura internazionale capace di richiamare centinaia di atleti ed appassionati , e non solo: anche per questa edizione non mancheranno campagne di sensibilizzazione ambientale nelle scuole primarie e secondarie, degustazioni di prodotti tipici locali e biologici e mostra mercato dell’artigianato ecosostenibile con l’EcoVillage in piazza Colombo, escursioni naturalistiche guidate nel Parco urbano della Rocca di Cefalù, le prove a cavallo per grandi e piccini (Battesimo della Sella e Cavalgiocare) in una magnifica tenuta del territorio comunale, il Castello Ortolani di Bordonaro, il volo libero in parapendio sul cielo di uno dei luoghi più incantevoli della splendida Terra di Sicilia, la liberazione di volatili sulla Rocca di Cefalù e di tartarughe Caretta caretta sul Lungomare, e poi gare di orienteering, seminari, spettacoli, meeting, la mostra fotografica “QUATTR’OCCHI SUL MONDO” di Max Laudadio presso la sala espositiva del Municipio e tanti altri appuntamenti che vogliono sottolineare l’importanza dello sport all’aria aperta in uno stile di vita ecosostenibile e in linea con la Green Economy.

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Campidoglio: da giunta ok istituzione Osservatorio permanente Ambiente-Salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

campidoglioLa Giunta capitolina ha approvato l’istituzione dell’Osservatorio Permanente Ambiente-Salute. Lo rende noto il Campidoglio. Gli obiettivi saranno la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Compito primario dell’Osservatorio sarà garantire e alimentare i flussi informativi epidemiologici, integrando dati ambientali e sanitari per meglio individuare le priorità di intervento e rendere più efficace l’azione della pianificazione in materia di protezione ambientale e di prevenzione igienico-sanitaria. Il nuovo Osservatorio troverà sede presso l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale e avrà le seguenti finalità:
fare valutazioni sui dati ambientali;
fare valutazioni su dati statistici ed epidemiologici allo scopo di individuare eventuali noxae patogene presenti nell’ambiente al fine di ridurle ai fini della prevenzione primaria;
incrociare i dati ambientali con quelli epidemiologici;
mettere a sistema le informazioni esistenti allo scopo di ottenere un’ottica il più unitaria possibile nell’analisi dei singoli problemi e nel suggerire eventuali soluzioni o misure di miglioramento;
fare proposte che possano far diminuire l’incidenza di patologie gravi e frequenti, come tumori, patologie respiratorie, malattie cardiocircolatorie, incidentalità stradale e disturbi legati al disadattamento e degrado sociale ed ambientale (disagio sociale, ecc..);
elaborare relazioni tematiche sullo stato dell’ambiente nel territorio cittadino.
L’Osservatorio sarà composto, oltre che dall’Assessore alla Sostenibilità Ambientale e dai direttori dei competenti dipartimenti comunali, anche dai rappresentanti delle ASL, dell’ISPRA, dell’ARPA Lazio, di ISDE ITALIA-Associazione Medici par l’Ambiente Sezione del Lazio, ed esperti in epidemiologia, diritto ambientale, chimica ambientale. La partecipazione all’Osservatorio è a titolo gratuito.”I cittadini potranno sottoporre all’Osservatorio problematiche di interesse territoriale attraverso richieste di audizione. L’Osservatorio, dopo aver esaminato i casi, esprimerà raccomandazioni” dichiara l’Assessora alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.

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