Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘ambiente’

Il lavoro flessibile?

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Fa bene ai lavoratori, alle aziende, ma anche all’ambiente e all’aria che respiriamo. Una diffusione su vasta scala del lavoro flessibile, infatti, ridurrebbe i livelli di anidride carbonica di 214 milioni di tonnellate l’anno entro il 2030, pari alla CO2 sottratta dall’atmosfera da 5,5 miliardi di alberi in dieci anni.È quanto emerge da The Added Value of Flexible Working, studio commissionato da Regus, leader mondiale per la fornitura di spazi di lavoro, a ricercatori indipendenti, per analizzare i benefici socio-economici del lavoro flessibile nel mondo.Oltre a quello di anidride carbonica, un impiego sempre più diffuso di spazi di lavoro flessibile consentirebbe entro il 2030 anche il risparmio di oltre 3,53 miliardi di ore impiegate ogni anno per raggiungere il posto di lavoro – l’equivalente del tempo passato al lavoro annualmente da 2,01 miliardi di persone.
Per citare un esempio, il Regno Unito risparmierebbe da solo 7,8 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030 grazie a una maggiore flessibilità da parte dei pendolari, che eviterebbero 115 milioni di ore annue di spostamenti casa-lavoro. È negli Stati Uniti, però, che si registrerebbe il più grande risparmio annuale di tempo e di emissioni: circa 960 milioni di ore e 100 milioni di tonnellate di CO2, dato ancor più rilevante se si considera che l’auto è il mezzo di trasporto prediletto dagli americani.Lo studio economico condotto da Regus prevede, nel complesso, che un aumento del lavoro flessibile nei 16 Paesi presi in esame apporterebbe un valore aggiunto di oltre 10 trilioni di dollari all’economia mondiale entro il 2030.Mauro Mordini, Country Manager di Regus Italia, ha commentato: “Il lavoro flessibile può fornire un contributo importante alla lotta al cambiamento climatico. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, il mondo dovrà ridurre le emissioni annuali di gas a effetto serra di ulteriori 12-14 miliardi di tonnellate entro il 2030 per poter limitare il riscaldamento globale a 2°C. Ogni anno si potrebbero risparmiare milioni di tonnellate di CO2 permettendo alle persone di lavorare in sedi più vicine a casa e limitando il pendolarismo. Aumentare le opportunità di lavoro flessibile non costituisce soltanto una necessità aziendale o personale, ma rappresenta anche un beneficio per l’intero pianeta”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Economia Circolare: a che punto siamo in Italia?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

L’economia circolare in Italia vale oggi 88 miliardi di fatturato, 22 miliardi di valore aggiunto, ovvero l’1,5% del valore aggiunto nazionale. Numeri che sostanzialmente equivalgono a quelli di tutto il settore energetico nazionale o di un settore industriale storico come quello dell’industria tessile, non molto distante dal valore aggiunto dell’agricoltura. Un settore che impiega oltre 575mila lavoratori, mostrandosi ogni anno sempre più competitivo per i giovani in cerca di occupazione e per i profili professionali più specializzati. E’ questo il dato più rilevante che emerge dalla ricerca: “L’Economia Circolare in Italia – la filiera del riciclo asse portante di un’economia senza rifiuti”, presentata oggi a Roma e curata dall’esperto ambientale Duccio Bianchi di Ambiente Italia, a seguito dei lavori svolti dal Gruppo Riciclo e Recupero del Kyoto Club, organizzazione non profit nata nel febbraio del 1999, costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Libro: leguminose minori

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

di Paolo Ranalli – Alfio Spina – Bruno Parisi – Renzo Torricelli. Alcuni legumi minori tradizionali come lupino, cicerchia e roveja, finora ignorati dal grande pubblico, vengono riscoperti per le loro proprietà nutrizionali assieme a farro e cereali antichi, nell’ottica della valorizzazione delle varietà e della tradizione. Sono colture molto rustiche, possono essere coltivate su terreni poveri o marginali proteggendoli così dall’erosione e dalla desertificazione, resistono alle malattie e non hanno bisogno di presidi chimici. Sono quindi colture perfettamente in linea con gli indirizzi di sostenibilità e di ridotto impatto sull’ambiente applicati ai moderni sistemi agricoli. Il libro introduce tutte le novità e le importanti innovazioni che la ricerca ha reso disponibili in questi ultimi anni, soprattutto in campo genetico e nella diversificazione colturale per ottimizzare le rese. Particolare attenzione è stata posta alle strategie per la riduzione dell’impatto sull’ambiente e al recupero di varietà autoctone particolarmente pregiate da un punto di vista commerciale e nutrizionale. € 15,00 – 2018 Edagricole di New Business Media srl ISBN: 978-88-506-5558-8 Pagine 128 – formato 14 x 21 cm

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tutelare l’ambiente per salvaguardare la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Una necessità non più rinviabile come dimostrano i “numeri”: il 75% delle malattie e delle cause di morte è legato proprio al degrado ambientale e a stili di vita scorretti. Ne sono convinti i medici italiani che nel corso di un convegno ne hanno evidenziato l’aspetto.
Occorre, quindi, “individuare tutte le strategie efficaci e in grado di agire sulle condizioni socio-ambientali, cercando di ridurre il peso di tante malattie che gravano sulla collettività”.
“Le esposizioni a sostanze nocive, ai rifiuti e all’inquinamento atmosferico – dicono i medici – sono tra le maggiori cause dei pericoli per la salute.”
“Secondo la più recente letteratura, danni possono esserci anche a causa delle tante sostanze chimiche che usiamo quotidianamente: la maggior parte, infatti, non è ancora stata adeguatamente testata e valutata per la sua sicurezza”. I pericoli provengono anche dalle frodi commerciali.
Anni fa è stato registrato negli Stati Uniti un vertiginoso aumento dei casi di contraffazione di farmaci. In un editoriale pubblicato dalla rivista The Lancet, dedicato all’argomento parla di una crescita dell’800% e si esorta un rafforzamento delle norme sui farmaci, soprattutto nei Paesi dove non esistono o sono troppo blande. Proprio la mancanza di regole rigide e a volte le inadempienze degli stessi organismi di controllo, in specie nei Paesi in via di sviluppo, si rileva come si possa arrivare fino al 30% dei medicinali contraffatti. In particolare, a essere oggetto di falsificazione sono i farmaci antimalaria, che una volta alterati raggiungono il commercio, soprattutto nel Sud-Est asiatico, senza incontrare ostacoli. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, solo il 20% degli Stati membri ha un sistema regolatorio sui medicinali ben sviluppato e circa il 30% non ha alcun impianto legislativo in materia.
C’è bisogno di collaborazione fra governi, autorità, industrie, consumatori, forze di polizia, scienziati e operatori sanitari per combattere il problema. Le aziende, in particolare, dovrebbero riportare volontariamente casi sospetti di contraffazione e abbassare i prezzi dei loro prodotti nei Paesi in via di sviluppo per ridurre l’incentivazione economica alla falsificazione.
Vi è poi vi è un altro fronte critico nel campo dei prodotti alimentari.
Non solo i pomodori ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni, aglio, funghi, miele e olio, sono i “falsi alimentari” che invadono il nostro mercato e ingannano il consumatore.
Se un prodotto, sia chiaro, viene dall’estero, non è detto che sia necessariamente cattivo, dipende, semmai, dalla qualità e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il problema dei controlli, soprattutto per gli alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla presenza di sostanze non ammesse dalla normativa comunitaria (antibiotici, insetticidi, ecc.), perché il commercio globalizzato espone ad alcuni rischi se le regole non sono altrettanto globalizzate. Il problema è dovuto al fatto che questi prodotti sono spacciati come “made in Italy”, cioè come prodotti nostrani, quando invece non lo sono, ingannando così i consumatori.
Si consumano, in tal modo, passate di pomodoro italo-cinesi, o si grattugiano tartufi afro-cino-albanese messi accanto a quello italiano per farne assorbire l‘odore, o a tagliare formaggio danese, o a sbucciare arance e limoni maturati al sole del Sud America e del Sud Africa, o a soffriggere con aglio cinese venduto a pochi euro nei mercatini rionali, o a mangiare una pizza ai funghi dell’Est Europa, o a far colazione con il miele ungherese e a condire con olio mediterraneo. Il tutto pensando che stiamo mangiando prodotti della nostra terra.
Ora ci si mette anche la crisi che spinge molte persone titolari di redditi modesti, e in Italia ci avviciniamo ai dieci milioni, ad acquistare, soprattutto prodotti alimentari a costi molto bassi e di provenienza dubbia. In questo modo si rischia seriamente d’ammalarsi provocando un nuovo aggravio della spesa sanitaria. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions, Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tutti pazzi per le vacanze “green”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Se il 2017 è stato l’anno del turismo sostenibile, anche nel 2018 il viaggio eco-friendly fa da protagonista: i viaggiatori rispettosi dell’ambiente continuano ad aumentare. Paesaggi naturali, riserve e bellezze da esplorare: secondo la fondazione Univerde, il 61% degli italiani sceglie la propria meta in base alle attrazioni naturalistiche che la destinazione offre. Spesso e volentieri però, la sola scelta della destinazione non è sufficiente per rendere un viaggio davvero sostenibile. Il mezzo di trasporto, la struttura in cui dormire, gli sprechi d’acqua e di energia, lo sfruttamento eccessivo delle risorse per soddisfare il turismo di massa: anche quando viaggiamo, ogni nostra scelta può comportare effetti negativi sull’ambiente.
Di fronte alle emergenze di emissioni di carbonio, dei gas serra e del riscaldamento globale, il turismo gioca un ruolo decisamente non da trascurare. Dati recenti della rivista Nature research dimostrano che nel 2013 l’impronta ecologica del settore turistico ha raggiunto la quota di 4.5 miliardi di tonnellate di emissioni di carbonio – circa l’8% delle emissioni totali di gas serra sul nostro Pianeta. Gli stessi esperti prevedono che entro il 2025 le emissioni aumenteranno ancora, fino a toccare i 6.5 miliardi di tonnellate. Di fronte a questo scenario, sempre più persone scelgono di viaggiare in maniera sostenibile, compiendo le scelte più opportune anche nell’ottica del rispetto ambientale. Come? Evitando voli aerei e sostenendo le mete del nostro Paese, optando per un’ospitalità sostenibile e muovendosi in bicicletta, in treno o a piedi.
Ecobnb (https://ecobnb.it) è lo strumento perfetto per chi è alla ricerca di una vacanza green. La piattaforma web e mobile App permette infatti di trovare strutture ricettive rispettose dell’ambiente che hanno adottato almeno 5 di 10 buone pratiche di sostenibilità – dal cibo biologico, all’energia pulita – e che sono verificate dagli eco-viaggiatori. Sono piccoli B&B immersi nella natura, ma anche hotel di lusso, agriturismi biologici o eco-ospitalità davvero insolite ed originali, come queste che vi proponiamo, per un’estate unica e green. Dieci strutture perfette per un eco-stay all’insegna della sostenibilità, nel cuore della natura.
Il glamping è la tendenza che arriva dal Nord Europa per offrire ai viaggiatori una soluzione semplice, come quella del camping, ma in versione glamour. In Toscana, il glamping La Gallinella è il luogo ideale per vivere un’esperienza a contatto con la natura: tra castagni, eriche, allori e querce, ci sono otto tende lodge dotate di tutti i comforts necessari. Il glamping fa uso di energia pulita al 100%, nonché di prodotti biologici locali e riduttori per il flusso per minimizzare gli sprechi di acqua. Prezzi: a partire da 50€ a notte per due persone.

Posted in Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Festival dell’Ambiente delle Scienze e delle Arti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Cilento – Provincia di Salerno. Il 4 agosto Segreti d’Autore – Festival dell’Ambiente, delle Scienze e delle Arti cambia location, dai borghi storici di Valle e Rocca Cilento si sposta nell’affascinante comune di Serramezzana, il più piccolo del Cilento storico, con La Signora della Scena, un incontro con la versatile attrice e cantante Lina Sastri.
La straordinaria potenza espressiva della Sastri, la sua autorevole presenza scenica, unite alla capacità di immedesimazione brillano in ogni ruolo interpretato dal teatro, al cinema, alla televisione. La sua passione travolgente, la forza dell’interpretazione, dagli esordi teatrali nel celeberrimo Masaniello di Armando Pugliese, ai fortunati incontri con Eduardo De Filippo e Giuseppe Patroni Griffi, la magia della sua voce nella canzone napoletana e non, fino al debutto cinematografico ne Il prefetto di ferro di Pasquale Squitieri e le indimenticabili prove d’artista in Mi manda Picone di Nanni Loy, Segreti segreti di Giuseppe Bertolucci e L’inchiesta di Damiano Damiani, con le quali vince tre David di Donatello e un Nastro d’Argento, ci hanno donato una visione estremamente eclettica dell’interprete partenopea. L’incontro si articola in un racconto teso ad indagare la natura del lavoro dell’attore, i sacrifici e gli sforzi ad esso connessi. La serata si arricchisce di contributi video della lunga carriera dell’attrice e cantante. Nel corso della serata a Lina Sastri verrà conferito il Premio Segreti d’Autore 2018, una scultura a cura di Mimmo Paladino. L’ingresso agli eventi è gratuito.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ambiente: misure contro inquinamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

«È necessario, sia a livello locale che nazionale, rivedere l’attuale normativa in materia di reati ambientali inasprendo, ove necessario, le pene e le sanzioni per queste nuove fattispecie di reati, il cui numero dei procedimenti, secondo uno studio recente pubblicato dalle procure della Repubblica a livello nazionale, risulta in costante aumento. Non c’è tempo da perdere, il lago d’Orta è uno dei “gioielli” del Novarese e Vco e abbiamo il dovere di tutelarlo. Non possiamo permetterci che venga continuamente inquinato. È per questo che ho presentato apposita interrogazione in Senato chiedendo al Ministro dell’ambiente di potenziare il sistema dei controlli, anche ispettivi, da parte delle autorità preposte. Sono necessarie urgenti iniziative al fine di sostenere le attività di indagine in corso a livello locale ed evitare il ripetersi di atti di crimine ambientale che nuocciono gravemente al territorio novarese coinvolto, danneggiandone l’immagine e l’economia locale” è quanto dichiarato dal Senatore di Fratelli d’Italia Gaetano Nastri, membro della commissione ambiente.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

AmbiensVR: la realtà virtuale che sta rivoluzionando il mondo immobiliare

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

Parlare di realtà virtuale e mondo corporate fino a qualche tempo fa non aveva molto senso. Le cose sono cambiate però molto rapidamente.Secondo Statista, un portale made in USA specializzato in analisi di mercato, il business della realtà virtuale toccherà la cifra di 40 miliardi di dollari nel 2020.Il paradigma VR, ed è uno degli elementi del suo crescente successo, si può applicare facilmente a tanti ambiti.Tutti conosciamo la storia di Zuckerberg che ha acquisito la start up Oculus per 2 miliardi di dollari. Ogni volta che Facebook ha acquisito un’azienda, i prodotti o servizi della stessa sono divenuti “mainstream”, basti pensare a Instagram o WhatsApp. Il VR è pronto a conquistare e trasformare così anche il settore immobiliare.
AmbiensVR è la realtà di riferimento per il mercato italiano. Una start up, con basi a Roma e Milano, che ha avuto un’idea geniale: portare le interazioni e il coinvolgimento tipiche dei videogiochi in un ambito professionale.E d’altra parte Ennio Pirolo, cofounder, dopo la laurea ha lavorato con Interactive Project (ora Motorsport Gaming) per un paio di anni come sviluppatore di videogames 3D su mobile.
Da qui l’intuizione, insieme all’altra founder, Veronica Vecci.Un modo assolutamente innovativo e funzionale di far incontrare domanda ed offerta e nel Real Estate. La fase più delicata e decisiva della compravendita immobiliare è certamente la visita. Dispendiosa talvolta in termini di energie fisiche ed emotive.
E non sempre attuabile, per difficoltà logistiche e di altro tipo.
Con la Realtà Virtuale tutto questo non c’è più.
Un asset molto importante di questo approccio innovativo è il risparmio in termini di tempo. Le visite divengono infatti più veloci, ottimizzando la filiera.Questo si traduce in una contrazione immediata dei tempi di vendita, che sono spesso un cruccio per gli agenti immobiliari.La Realtà Virtuale consente inoltre di espandere le possibilità di vendita in modo pressoché infinito ed indefinito, aprendosi all’estero, abbattendo qualsiasi barriera spaziale.
Clienti stranieri da UK o Germania potranno così facilmente visitare a loro piacimento un immobile sito in Italia senza dover organizzare un viaggio, prendere un aereo con conseguente risparmio di tempo e soldi.Ambiens VR, che si rivolge anche al mondo degli architetti e dei progettisti, propone rendering immersivi e navigabili, che permettono alle persone di vivere gli spazi della propria casa, addirittura prima che questa sia effettivamente realizzata (pensiamo al mercato delle Nuove Costruzioni).Il sistema Ambiens permette alle persone di vivere gli spazi in maniera interattiva, “dialogando” con pareti, oggetti, mobili. Il visore e l’app permettono ai clienti di visitare in anteprima il proprio appartamento e interagire con i mobili e gli oggetti disposti nello spazio virtuale, testando anche varie combinazioni di colori delle pareti, diversi materiali per il pavimento e il mobilio (qui entriamo nell’interessante campo dell’Home Staging, ne parleremo in un prossimo contributo).“Con un investimento tecnologico relativamente contenuto – dichiarano Veronica Vecci ed Ennio Pirolo, fondatori di AmbiensVR – sia in termini di tempi che in termini di costi – è possibile portare le esperienze del cliente ad un livello superiore. L’impatto emotivo generato da una galleria fotografica non può essere paragonato a quello dato da un’immersione totale in uno spazio 3d in cui è possibile personalizzare e di fare una serie di ipotesi progettuali direttamente dall’interno dell’immobile virtuale”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ambiente: nuovi obiettivi di riduzione CO2 per agricoltura, trasporto, edilizia e rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2018

Le emissioni di CO2 prodotte da agricoltura, trasporti, edilizia e rifiuti dovranno essere ridotte del 30% per il 2030 e la deforestazione dovrà essere compensata piantando nuovi alberi.
Questi sono gli obiettivi di due proposte di legge UE adottate martedì in via definitiva.
Gli obiettivi dell’UE dovranno essere trasformati in obiettivi nazionali vincolanti per i settori che non rientrano nell’attuale sistema comunitario di scambio delle quote di emissione, vale a dire l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che insieme rappresentano circa il 60% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione.Questi tagli contribuiranno a rispettare l’impegno collettivo dell’UE di ridurre del 40% le emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori e riportarle ai livelli del 1990, come previsto dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.”Abbiamo fatto del nostro meglio per concordare un ambizioso regolamento europeo in materia di azione sul clima, nonostante i tentativi di molti governi dell’UE di minare la nostra ambizione”, ha affermato il relatore Gerben-Jan Gerbrandy (ALDE, NL). “Grazie alle pressioni del Parlamento, siamo riusciti a ridurre il budget di carbonio consentito con le emissioni di circa quattro milioni di automobili. I governi europei dovranno fare di più e prima. Ritardare l’azione in favore del clima non è più possibile; questo regolamento chiede a tutti i governi di accelerare gli investimenti verdi per affrontare le emissioni provenienti da agricoltura, trasporti, rifiuti ed edifici”.Il regolamento è stato approvato con 343 voti favorevoli, 172 contrari e 170 astensioni.
Il Parlamento ha adottato un’altra normativa volta a ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dall’uso del suolo e dalla silvicoltura e ad aumentare il livello delle emissioni assorbite dalle foreste per far fronte ai cambiamenti climatici.Attualmente, le foreste dell’UE assorbono l’equivalente di quasi il 10% del totale dei gas a effetto serra prodotti dall’Unione ogni anno.La legge approvata stabilisce che i Paesi dell’UE dovranno garantire che la deforestazione sia bilanciata da nuovi alberi e introduce le misure da adottare per promuovere l’assorbimento di CO2 delle foreste, delle coltivazioni e dei pascoli.I deputati hanno rafforzato queste disposizioni aggiungendo che, entro il 2030, gli Stati membri dovranno impegnarsi affinché l’assorbimento di CO2 superi le emissioni, in linea con gli obiettivi a lungo termine dell’UE e con l’Accordo di Parigi.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dieci anni di REACH: sostanze chimiche più sicure per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2018

Le sostanze chimiche accompagnano ogni aspetto della nostra vita: al lavoro, ma anche nei beni di consumo come i capi di abbigliamento, i giocattoli, i mobili e gli elettrodomestici. Pur essendo essenziali nella vita quotidiana, alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute umana e per l’ambiente. Nel riesame del REACH pubblicato oggi si legge che grazie al “regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche” (cioè il REACH), le imprese e le autorità dell’UE garantiscono l’impiego in sicurezza delle sostanze chimiche e la progressiva eliminazione delle sostanze pericolose.
Elżbieta Bieńkowska, Commissaria responsabile per il mercato interno e l’industria, ha dichiarato: “REACH è la normativa in materia di sostanze chimiche più avanzata e completa al mondo e molte altre giurisdizioni hanno seguito l’esempio dell’UE in questo senso. Grazie a questa normativa l’industria dell’UE rende le sostanze chimiche più sicure per i cittadini e per l’ambiente. Dobbiamo sfruttare questo successo e fare in modo che i produttori dell’UE non si trovino svantaggiati rispetto alla concorrenza dei produttori di paesi terzi, in particolare garantendo che i prodotti importati rispettino la normativa dell’UE in materia di sostanze chimiche.”Il Commissario per l’ambiente Karmenu Vella ha dichiarato: “Gran parte degli europei si preoccupa dell’esposizione a sostanze chimiche pericolose. Grazie al REACH, l’UE risponde in maniera valida a queste preoccupazioni, diffondendo informazioni sulle sostanze chimiche e proibendo le sostanze nocive sul mercato dell’UE. Il REACH è già fonte di ispirazione per la normativa in materia di sostanze chimiche in altri paesi; un ulteriore perfezionamento ci permetterà di tutelare ancora meglio la salute dei cittadini e l’ambiente.”
Il REACH continua a produrre per gli europei risultati concreti tra cui:
Prodotti più sicuri per i consumatori, i lavoratori e l’ambiente Grazie al REACH l’UE ha fatto dei passi avanti nella restrizione e nel divieto d’uso di determinate sostanze chimiche che possono essere nocive per la salute umana e per l’ambiente e ne ha avviato la sostituzione con alternative più sicure. Alcuni esempi: o Divieto di sostanze chimiche nocive: sono state emesse 18 restrizioni per diversi gruppi di sostanze come il cromo, il nickel e il piombo nei prodotti di consumo, il bisfenolo A, un interferente endocrino, negli scontrini di cassa e i composti di nonilfenolo, tossici per l’ambiente acquatico, nei prodotti tessili. Sostituzione delle sostanze più pericolose (“sostanze estremamente preoccupanti”) con alternative più sicure: finora sono state individuate 181 sostanze chimiche che possono avere gravi ripercussioni sulla salute umana e sull’ambiente e 43 sono state inserite nell’“elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione REACH”; ciò significa che le imprese devono ottenere un’autorizzazione per l’uso di queste sostanze, le quali a loro volta vengono gradualmente eliminate man mano che diventano disponibili alternative adeguate.Contro la sperimentazione animale: il REACH promuove metodi alternativi alla sperimentazione animale per la valutazione dei rischi legati alle sostanze chimiche, riducendo così la necessità di esperimenti di questo tipo. Tra il 2012 e il 2016 la Commissione ha stanziato circa 40 milioni di euro all’anno per sostenere la ricerca di metodi alternativi.
Una raccolta dati completa per la sicurezza delle sostanze chimiche sul mercato unico dell’UE: a oggi la procedura di registrazione REACH ha permesso di raccogliere informazioni su oltre 17 000 sostanze tramite 65 000 fascicoli di registrazione delle principali sostanze chimiche prodotte e utilizzate nell’UE, migliorando così la comunicazione e la trasparenza nella catena di approvvigionamento e permettendo all’Europa di affrontare meglio i rischi legati alle sostanze chimiche e di approfondire l’armonizzazione del mercato interno dei prodotti chimici.
Per tutelare ancora meglio i consumatori, i lavoratori e l’ambiente, la Commissione europea propone oggi diverse misure concrete per migliorare l’attuazione della normativa REACH. Queste misure sono volte a migliorare la qualità dei fascicoli di registrazione presentati dalle imprese, semplificare il processo generale di autorizzazione e garantire condizioni di parità tra le imprese dell’UE e quelle di paesi terzi. La Commissione intende continuare a sostenere le PMI nel loro sforzo di conformarsi alla normativa e di rafforzare l’applicazione di quest’ultima da parte delle autorità nazionali.La Commissione auspica inoltre di aumentare la coerenza del regolamento REACH con la normativa in materia di tutela dei lavoratori e sui rifiuti.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Anche le farmacie coinvolte nella direttiva per la riduzione dell’uso della plastica a favore dell’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 gennaio 2018

Interno farmacia

472659764

Dal 1 gennaio 2018 anche le farmacie sono coinvolte nell’obbligo di far pagare al consumatore finale il sacchetto di plastica biodegradabile che contiene gli acquisti.Le farmacie rispettando la legge introdurranno nello scontrino la voce “shopper” o “busta” introducendo un costo simbolico per venire incontro anche alle esigenze dei cittadini.Nello spirito della normativa europea, che vuole portare alla riduzione dell’uso della plastica per salvaguardare l’ambiente e i nostri mari, i farmacisti potranno proporre ai clienti la possibilità di portare via il farmaco senza sacchetto, in particolare quando di tratta di una singola confezione, e saranno disponibili all’impiego della borsa riutilizzabile portata dal cliente in tutti gli altri casi.“Il rispetto della legge è una condizione naturale per la farmacia, e anche in questo caso la rispetteremo” spiega Annarosa Racca presidente di Federfarma Lombardia. “Le farmacie cercheranno di venire incontro alle esigenze dei cittadini, comprendiamo infatti che questa nuova norma comporta, per tutti noi consumatori, un esborso aggiuntivo. Introdurremo un costo molto limitato per i sacchetti e cercheremo di collaborare sempre con i nostri clienti con i quali abbiamo quotidianamente un dialogo, anche per spiegare l’obiettivo della legge, visto che abbiamo tutti a cuore il nostro territorio. Nelle farmacie saranno presenti anche cartelli informativi per spiegare in questo primo mese le novità.”

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le nuove frontiere del nostro futuro prossimo

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

ambienteOggi molti prodotti come le auto, il frigo ecc. sono stati concepiti per non durare più di tanto. Il loro rinnovo comporta alti consumi di energia per la fabbricazione e pesanti oneri a carico dell’ambiente con la dispersione dei rottami inquinanti o per il loro riciclaggio.
La svolta, anche in questo campo, è quella di avere manufatti di qualità con una vita media di gran lunga più lunga e costituiti da materiali puliti e riciclabili solo per i componenti nel senso che si può cambiare un pezzo ed il motore continuare a funzionare ancora per molto. Anche per i prodotti alimentari la linea di tendenza dovrebbe essere un’altra. Vanno in questo senso sollecitati incentivi per un ritorno all’agricoltura organica senza rischi chimici dato che è oramai scontato che i pesticidi ed i fertilizzanti non fanno altro che avvelenare la terra e con essa le falde idriche.
Anche questa volta dovremmo fermarci all’ora “X” e configurare una società che di colpo si priva delle sue fabbriche di armamenti, smantella l’industria chimica e riduce del 35% l’intera produzione industriale puntando a beni durevoli e di elevata qualità. La disoccupazione andrebbe alle stelle a meno che non si riduca a due o al massimo tre ore giornaliere l’attività lavorativa. Ma quest’ultimo aspetto potrebbe essere scongiurato, o per meglio dire limitato, e digerito senza traumi se riuscissimo a trovare dei lavori alternativi e nello stesso tempo a ridurre drasticamente la popolazione sulla terra.
Il primo punto potrebbe essere facile da adottare se pensiamo alle estese opere di riconversione industriale e di bonifica delle aree inquinate da porre mano in tutti i settori delle attività umane e negli ambienti in cui si vive, ma il secondo è terribilmente complicato.
Non si tratta solo di ragioni etico-religiose. Lo dimostra la frenesia di quanti si sotto¬pongono a pratiche, a volte rischiose per la propria incolumità fisica, per avere un figlio. Una maternità ed una paternità sovente sentita più come uno sfogo ai propri egoismi che dettata da altre motivazioni. Non si ama prolificando, ma rinunciando a mettere al mondo creature senza un avvenire o capaci solo di condurre una vita grama fatta di stenti e di rinunce. E l’emarginazione sociale è la prima droga assunta dai giovani che vivono questa esperienza e a poco servirà l’amore se lo trasformiamo in un surrogato e per giunta molto scadente rispetto all’originale.
E ci sembra che a questo proposito abbiamo speso non poche pagine del nostro lavoro per illustrare tutti questi aspetti deformanti del nostro modo di impostare i rapporti con i nostri simili ed i danni irreversibili che ricadono sull’ambiente. Le conseguenze gravi che derivano ci fanno, probabilmente, comprendere meglio del perché, ad esempio, nel 13° o 14° secolo si dovevano fare le “guerre sante” per uccidere i barbari ed i miscredenti anche se tali infedeli in realtà esprimevano la loro religiosità in nome di una fede altrettanto rispettabile rispetto a quella dei loro detrattori. E il XX secolo non è da meno se constatiamo i danni provocati dagli “integralismi” religiosi che si traducono facilmente in odi razziali e accesi e irragionevoli fanatismi. E se la terra si metteva a ruotare su se stessa diventava un altro delitto contro la lesa maestà di un creato modellato secondo tradizioni empiriche pianificate per diventare immutabili in ogni epoca e in ogni cultura.
ambienteOggi ci troviamo a che fare con l’ingegneria genetica, il culto di una natività pianificata e perfetta dove non è permesso l’accesso all’handicappato o al ritardato mentale. Dovremmo anche in questo caso prendere per buoni gli aspetti esaltanti di queste scelte tecnologiche nell’impianto dei soggetti umani e non intravederne solo e comunque i pericoli e le insidie. Essi, ovvia¬mente, non mancano, ma non è certo in una acritica ripulsa che si fa cultura e si scelgono le strade del nostro divenire.
A questo riguardo ci sembra opportuno richiamare l’attenzione del lettore sulle iniziative condotte dalla Fondazione Lanza di Padova indirizzate alla ricerca di un confronto interdisciplinare sui principi conduttori che regolano i rapporti interumani dagli antichi paradigmi filosofici, e la loro costellazione classica, a quelli odierni con l’avvento della tecnologia e le sue applicazioni ai confini della vita e della morte. Si tratta anzitutto di processi dinamici, se stiamo alle parole del prof. Corrado Viafora coordinatore del progetto Etico della Fondazione, dove i confini consueti della nascita e della morte subiscono una diluizione, se non una indeterminazione.
Sembra proprio che quanto più la medicalizzazione si impossessa dei limiti dell’esistenza, tanto più quei limiti tendono a divenire incerti. Non ultimo è il paradosso di un “progresso scientifico – osserva Giancarlo Zizola – che rischia nella secolarizzazione estrema del nascere e del morire, di smarrire il significato onto¬logico, ma anche l’anagrafe obiettiva.”
Dobbiamo arguire che la qualità della persona può essere riconosciuta solo per l’autocoscienza di cui è dotata, per la razionalità e per un minimo senso di moralità, insomma per l’autonomia. E poiché non tutti gli esseri umani sono autocoscienti, razionali e capaci di concepire la possibilità di biasimare e di lodare, la conclusione è che i feti, i neonati, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in coma senza speranza costituiscono esempi di non persone umane.
Il rischio che ne deriva l’ha tracciato il teologo Francesco Compagnoni osservando che in questa misura noi costruiamo un modello di società “dominata solo dai più forti, scaltri, intelligenti, astuti, magari coalizzati in una specie di mafia eugenetica. E’ gente che accetta un neonato e scarica il nonno in una casa di cura per lungo degenti dichiarandolo non più persona”. Ma è anche un presente e un futuro che si abbevera nel passato sia pure riscrivendolo secondo i canoni delle nostre convenienze. Non ci hanno insegnato, ad esempio, gli spartani che i figli generati male andassero gettati in un dirupo dal sommo di una montagna? Ed ancora che il ramo cadetto, di una numerosa famiglia nobile, venisse sterilizzato attraverso una obbligata vocazione religiosa? Due facce, una ambientecrudele e l’altra ipocrita, per assicurare un avvenire a danno degli altri. E la logica dei trapianti, se esasperata, ci porta ad analoghe, sconsiderate prestazioni, dove si mutilano e si uccido¬no “ragazzi di strada” ritenuti dalla società ingombranti e fonte di turbativa dell’ordine pubblico, per assicurare qualche anno di vita in più al bene¬stante. Anche in questo caso ci troviamo davanti a delle scelte fondamentali proprio perché la tecnologia ha permes¬so miracoli di questo genere.
Si possono, infatti, sostituire integralmente le funzioni cardiorespiratorie, quelle omeostatiche del tronco encefalico e molte altre ancora assicurando il funzionamento dell’organismo come un tutto, anche dopo la distruzione dell’en¬cefalo.
Nonostante ciò la morte della persona non verrà mai impedita, essa resta solo una questione di….. tempo! La bioetica vorrebbe a questo punto stemperare le azioni dell’uomo davanti a situazioni contingenti anticipandole il più possibile per cercare di prevederle e scongiurarle.
Il progresso, dunque, tende a queste finalità. Nello stesso tempo siamo indotti a porci problemi in modo diverso rispetto alla tradizione.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La vernice che aiuta l’ambiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 dicembre 2017

Group_AndreaPanicciaGroup_AndreaPaniccia1Civitanova Marche. Stop al petrolio, taglio delle emissioni di anidride carbonica e attenzione alla salute delle persone. Sono gli obiettivi raggiunti dall’azienda marchigiana ICA Group che, dopo tre anni di ricerche, ha realizzato un prodotto che rivoluziona il mondo della chimica. Arrivano sul mercato le vernici bio, a base d’acqua, che utilizzano materie prime provenienti da materiali di riciclo e con fasi di produzione di minore impatto ambientale.
Sono prodotte con materie prime rinnovabili atossiche ed ecologiche (acqua più resina bio), con un ridottissimo contenuto di VOC (composti organici volatili) e il cui ciclo di produzione riduce drasticamente le emissioni di CO2. Ognuno di noi dovrebbe misurare le azioni da compiere per ridurre il proprio impatto ambientale e l’azienda civitanovese della famiglia Paniccia ha accettato questa sfida, creando una rete virtuosa che rende il prodotto più sostenibile rispetto a quelli derivati dal petrolio, grazie all’utilizzo di fonti rinnovabili.
Il risultato rappresenta un passo importante per la corsa che il nostro pianeta sta facendo per fermare Group_AndreaPaniccia2il riscaldamento globale, ed evitare l’estendersi di aree aride e lo scioglimento dei ghiacciai. Mille kg della vernice bio per arredi interni – Iridea bio – permette di tagliare 300 kg di CO2, ovvero l’equivalente dell’anidride carbonica emessa da un’auto che percorre 2521 km. Verniciare ad esempio un armadio permette di risparmiare le emissioni di 340 km percorsi dalla macchina, come la distanza tra Roma e Reggio Emilia. La sua “sorella” – Arborea bio – per arredi esterni arriva addirittura a ridurre 530 kg di emissioni con lo stesso quantitativo (1000 kg), in pratica 4454 km percorsi da una vettura.
Le nuove vernici bio per interni e per esterni sono state applicate ad aVOID, la prima abitazione mobile tutta italiana. Creata da Leonardo Di Chiara, architetto e ingegnere ventiseienne di Pesaro, è esposta a Berlino, all’interno del Museo del Design fino a marzo 2018. Il prodotto ICA è stato scelto per abbellire e proteggere tutte le parti in legno della tiny house perché in linea con la sostenibilità ambientale e la componente innovativa del progetto.
Nel mondo dell’arredo per interni sono sempre più numerose le aziende interessate a creare una nuova collezione, con la vernice bio. Per il 2018 sono annunciati i primi mobili in commercio. (foto: Group_AndreaPaniccia)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

IBM porta l’ambiente cloud-native nei cloud privati

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

ibmIBM (NYSE: IBM) ha annunciato la nuova piattaforma IBM Cloud Private, che permette di risparmiare miliardi di dollari in investimenti per tecnologie a supporto di dati strategici e applicazioni grazie alla disponibilità di strumenti cloud-nativi, attraverso cloud pubblici e privati.Il software IBM Cloud Private permette alle aziende di creare funzionalità cloud on premise in maniera simile al public cloud permettendo di accelerare lo sviluppo delle applicazioni. La nuova piattaforma è costruita sull’architettura container open source Kubernetes e supporta sia i container Docker che Cloud Foundry. Questo permette integrazione e portabilità semplificate dei carichi di lavoro quando essi passano su qualunque tipo di ambiente cloud.IBM ha inoltre annunciato nuove versioni container ottimizzate dei propri software strategici per il mondo enterprise, quali IBM WebSphere Liberty, Db2 e MQ, ampiamente utilizzati per l’esecuzione in sicurezza delle applicazioni e la gestione dei dati aziendali più strategici. Ciò semplifica la condivisione dei dati e permette, quando richiesto, l’evoluzione delle applicazioni tra IBM Cloud private, cloud pubblici e altri ambienti cloud con una user experience sempre coerente.
Ad esempio, le compagnie aeree potrebbero utilizzare IBM Cloud Private per portare l’applicazione che registra le miglia dei “frequent flyer” in un ambiente cloud privato e collegarlo ad una nuova app per cellulari disponibile in public cloud. Oppure le aziende del settore finanziario potrebbero utilizzare IBM Cloud Private per conservare i dati dei clienti al proprio interno rispettando i requisiti normativi e di sicurezza, traendo al contempo vantaggio dai nuovi strumenti analitici e di machine learning disponibili nel cloud pubblico per identificare velocemente tendenze e possibilità di investimento.
Mentre l’adozione di public cloud continua a crescere a ritmi sostenuti, alcune aziende, soprattutto se operanti nei settori più regolamentati come quello finanziario e della sanità, proseguono nell’utilizzo di cloud privati per mettere rapidamente in produzione le loro applicazioni e aggiornarle. IBM valuta che, dal 2017 al 2020, le aziende spenderanno globalmente oltre 50 miliardi di dollari all’anno per sviluppare cloud privati, con un tasso di crescita che oscilla tra il 15 e il 20 percento annuo.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ambiente e interventi strutturali

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 ottobre 2017

ambiente“Il Pd pensava che con l’arrivo dell’autunno sarebbero arrivate anche le piogge, invece no. Secondo quanto rivelato da uno studio della Confederazione degli agricoltori, l’abbassamento delle piogge e l’innalzamento delle temperature registrati in questo 2017 porteranno con se un autunno anomalo, ciò avrà un impatto sui prodotti di stagione, allarme smog nelle città e siccità nelle campagne”. Lo afferma , in una nota, Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia. “Il Pd con l’arrivo delle prime piogge – aggiunge – pensava che il problema fosse accantonato, e che non fosse necessario iniziare a programmare una serie di interventi necessari, penso agli invasi, alla raccolta di acqua piovana, per iniziare a porre le basi per un sistema deficitario quello idrico, che crea grandi problemi alla nostra agricoltura, ai pericoli incendi, di cui il nostro territorio è stato tenuto sotto scatto per tutto il periodo estivo, ma anche ai cittadini tutti”. “E’ indispensabile – prosegue l’esponente azzurra – intervenire in maniera incisiva programmando una serie di interventi che mettano al sicuro il nostro Paese. Serve bonificare le nostre falde acquifere, prevedere un sistema di conservazione delle acque piovane e depurazione di quelle reflue, bisogna intervenire in maniera strutturale per fornire le nostre città di verde urbano per abbattere le polveri sottili e inquinanti gassosi”. “Forza Italia – conclude Labriola – una volta al Governo si adopererà per la prevenzione e la cura del nostro ambiente e di conseguenza sulla nostra salute. Se iniziamo a investire sull’ambiente avremo una riduzione anche sulle spese sanitarie connesse alle malattie che derivano da un ambiente malato”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Destinati agli Stati membri oltre 222 milioni di euro in investimenti per ambiente, natura e clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 settembre 2017

climate_changeBruxelles. La Commissione europea ha approvato un pacchetto di investimenti di 222 milioni di EUR dal bilancio UE, a titolo del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, allo scopo di sostenere la transizione dell’Europa verso un futuro più sostenibile e a basse emissioni di carbonio
Il finanziamento dell’Unione mobiliterà ulteriori investimenti per un totale di 379 milioni di EUR da destinare a 139 nuovi progetti in 20 Stati membri. Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “Il programma LIFE, inaugurato 25 anni fa, continua a investire in progetti innovativi con grande valore aggiunto per le persone, le imprese e la natura. Sono lieto di constatare che il programma trasforma tecnologie precommerciali in nuove imprese verdi”. Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha aggiunto: “La storico accordo di Parigi ha dato un ulteriore impulso al fiorire di investimenti attenti ai cambiamenti climatici. Con un modico peso per le finanze pubbliche, questi progetti fungono da catalizzatori per sbloccare finanziamenti privati destinati a proteggere l’ambiente, lottare contro i cambiamenti climatici e fornire energia più pulita ai cittadini. Questo tipo di investimenti è d’importanza capitale per tradurre in azione le nostre aspirazioni”. Finanziare un futuro a basse emissioni di carbonio e un’economia circolare 181.9 milioni di EUR saranno destinati a progetti riguardanti tre ambiti: ambiente e uso efficiente delle risorse, natura e biodiversità, governance e informazione in materia di ambiente.
In linea con il pacchetto della Commissione europea sull’economia circolare, i progetti aiuteranno gli Stati membri nella transizione verso un’economia più circolare. Tra i progetti vi sono: la sperimentazione di un prototipo italiano che potrebbe convertire in modo economicamente efficiente le autovetture a benzina in veicoli ibridi, la fabbricazione, nei Paesi Bassi, di bioprodotti a partire da fanghi e l’applicazione di un nuovo trattamento biologico per eliminare i pesticidi e i nitrati dall’acqua nella Spagna meridionale. Altri progetti sosterranno l’attuazione del piano d’azione per la natura, in particolare la gestione dei siti Natura 2000. La protezione delle specie è un altro aspetto considerato, come nel progetto sloveno transfrontaliero inteso a salvare dall’estinzione una specie di lince alpina ad alto rischio.
Sul fronte del clima, l’UE investirà 40,2 milioni di EUR per sostenere progetti mirati all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mitigazione, alla governance e all’informazione. I progetti selezionati concorrono al conseguimento dell’obiettivo dell’UE di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. I finanziamenti LIFE contribuiranno inoltre a migliorare la resilienza di una via navigabile tra le più trafficate di Europa, l’estuario della Schelda, in Belgio, a mettere a punto strumenti per prevedere le tempeste di sabbia e a contrastare il fenomeno dell’isola di calore nelle città.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Assemblea Generale dell’ONU: Realtà ed aspettative

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

Onu palaceUn centinaio di capi di Stato e di governo sono attesi questa settimana a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il mega-incontro diplomatico e’ dominato quest’anno dalle tensioni con la Corea del Nord, la Siria e la spada di Damocle sull’accordo nucleare iraniano. Nel contempo dovra’ essere affrontata anche la questione della riforma della “macchina dell’ONU”.
Fatto rilevante: e’ il primo incontro del genere a cui partecipano il presidente Usa Donald Trump, il suo omologo francese Emmanuel Macron, e il segretario generale dell’ONU stessa, Antonio Guterres, tutti e tre entrati in funzione quest’anno.Oltre ai numerosi incontri bilaterali che caratterizzeranno queste Assemblee, saranno di un certo rilievo le questioni relative agli esperimenti nucleari della Corea del Nord; l’accordo sul programma nucleare iraniano concluso tra Teheran e le potenze del gruppo P5 + 1 (Stati Uniti, Germania, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina) nel 2015; i sei anni del conflitto siriano che ha gia’ prodotto piu’ di 300mila morti e milioni di rifugiati; la riforma dell’ONU che deve rendersi piu’ efficace e performante (la sua burocrazia e’ uno dei punti deboli della praticita’ di questo organismo); nonche’ il patto mondiale per l’ambiente che sara’ presentato dal presidente francese e che, proprio da oggi, dovra’ prendere in considerazione le nuove aperture dell’amministrazione Trump rispetto alle precedenti chiusure sugli accordi di Parigi. Quest’ultimo, redatto da 80 esperti internazionali, potrebbe diventare il primo accordo internazionale di un certo peso giuridico,mettendo insieme ed armonizzando l’insieme dei diritti ambientali in un solo documento.Per questo, e non solo, sara’ interessante verificare il comportamento dell’Unione Europea, se sara’ in grado di avere una sua originalita’ positiva e utile, o essere semplicemente motore di trasmissione delle volonta’ nazionali dei suoi membri (l’iniziativa francese sull’ambiente fa onu assembleapensare che probabilmente sara’ proprio cosi’).Ogni volta che c’e’ un’Assemblea del genere, viene spontanea una domanda: serve? La risposta e’ semplice e banale: Si’! Serve in se’ e come messaggio:
– In se’. Gli accordi che verranno raggiunti saranno un punto di riferimento per le politiche dei vari Stati, oltre che un grimaldello verso i riluttanti e i finti tonti. Saranno importanti per questo, rispettivamente, le volonta’ nazionali di fare il bene dei propri amministrati in armonia e senza conflitti a partire dal proprio vicino, nonche’ le iniziative di controllo e persuasive che l’ONU mettera’ in campo nei vari scenari dei conflitti.
– Come messaggio. Sara’ la politica in grado di porsi come strumento utile e valido per armonizzare un’economia che e’ gia’ transnazionale, e spesso senza regole se non quelle del profitto ad ogni costo, anche il piu’ brutale? E’ la scommessa base di una istituzione del genere, creata quando la transnazionalita’ dell’economia era uno degli aspetti, mentre oggi questa transnazionalita’ e’ dominante e spesso molto pesante. Si pensi, per esempio, alle comunicazioni e agli enormi ed incontrollati poteri che le aziende del settore (Internet e non solo) esercitano con scarse regole e, quando ci sono, spesso eluse (censura, diritto d’autore, evasione fiscale,…).
Non ci aspettiamo niente di avveniristico da questa Assemblea. E non potrebbe essere altrimenti. Ma una base di lavoro e di iniziativa e’ importante, anche solo per rapportarsi coi piu’ riottosi e violenti negatori dei diritti dei cittadini e degli esseri umani.
Purtroppo, l’Unione europea e’ un nano in questo contesto. Ma e’ stata e puo’ continuare ad essere una buona esecutrice, foss’anche per le consistenti disponibilita’ finanziare che ha. Gli Stati nazionali membri dell’Unione avranno il compito di stimolarla maggiormente, usandola anche come ponte per le proprie iniziative. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Roma: autodemolitori irregolari e sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

autodemolitore“La mozione sulla delocalizzazione degli autodemolitori presentata da Sinistra Italiana non avrebbe risolto le reali criticità legati a questo settore. Trasferire in altro luogo l’attività di un autodemolitore che non rispetta i parametri ambientali (o comunque non in regola), infatti, lascerebbe inalterate tutta una serie di problematiche connesse all’inquinamento e in forte contrasto con il concetto di eco-sostenibilità proprio di questa Amministrazione. In tal senso, è nostra ferma intenzione procedere con una serie di controlli che, al momento, hanno già portato alla chiusura di ben 13 autodemolitori irregolari nell’arco di un anno, mentre altri 35 saranno chiusi qualora non dovessero adeguarsi ai requisiti ambientali richiesti. Un risultato importante, se rapportato alle 2 attività chiuse durante la gestione Tronca. Delocalizzare tali attività significherebbe semplicemente spostare il problema altrove. Una gestione efficiente del problema, a nostro avviso, presuppone la chiusura di chi non rispetta le regole o, soluzione ancora più auspicabile, la riconversione degli irregolari in attività ecocompatibili. Ed è proprio questa la direzione che abbiamo deciso di imboccare, anche attraverso la convocazione di un’apposita Commissione Ambiente e l’istituzione, oramai prossima, di un tavolo tecnico che analizzi il problema e individui le soluzioni più idonee ai fini di una sua adeguata risoluzione. Inoltre, stiamo prestando particolare attenzione alla situazione del Parco di Centocelle, circa la quale rispediamo al mittente ogni strumentalizzazione delle opposizionI. I dati parlano chiaro: dopo anni di immobilismo da parte delle precedenti gestioni amministrative, finalmente qualcosa si sta muovendo. Il nostro lavoro andrà avanti finchè non sarà fatta piena luce su un fenomeno troppo a lungo ignorato da chi ci ha preceduto”. Così, in una nota congiunta, l’assessore alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari e il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco.

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Comunicare in un ambiente multicanale: la piattaforma SoundsOfThings

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

soundsofthingsAccessibile a tutti e vicino alle esigenze dei consumatori. Lo shopping on-line è oramai entrato nella nostra quotidianità, mutando notevolmente il mondo del retail. Secondo gli ultimi dati raccolti dalla ricerca “Ecommerce in Italia 2017” condotta dalla Casaleggio Associati, il fatturato complessivo delle vendite online è stimato in 31,7 miliardi di Euro con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente.
Questo scenario impone alle aziende di adottare una strategia multicanale omnicomprensiva per offrire ai consumatori un’offerta di shopping offline e online, adeguando quindi il proprio modello di business alle nuove abitudini di acquisto dei consumatori.
“Il consumatore moderno è sempre connesso e può usufruire di diversi canali di acquisto, ha dichiarato Germano Marano, CEO e fondatore di SoundsofThings. “I retailer – ha proseguito Marano – devono affrontare la sfida posta dalle nuove tecnologie, adottando delle soluzioni di vendita smart e che integrino l’offerta tra negozio fisico e online”.
La diffusione di nuovi canali di comunicazione come le piattaforme Social e Mobile sta modificando il modo di relazionarsi tra clienti e brand. Le sempre più alte aspettative dei consumatori e le sempre più fitte interazioni tra clienti e brand che avvengono attraverso i nuovi canali digitali hanno fatto della Customer Experience una vera e propria priorità per le aziende, affinché possano interagire con il cliente in maniera sempre più efficace.
SoundsOfThings, social network e piattaforma marketing, si prefigge di portare ad un nuovo livello l’interazione tra cliente e brand attraverso l’introduzione del Sound Emotion: un contenuto di nuova generazione che permette di comunicare in ogni canale e media disponibile. Attingendo dalla forza visiva dell’immagine e dalla forza emotiva del suono, Il SE associa ad ogni fotografia un suono che rappresenta l’immagine stessa.
“I retailer stanno imparando che l’interazione con il cliente è la chiave per aumentare i profitti. Una pessima relazione con il cliente – ha spiegato Germano Marano – può infatti compromettere la qualità dell’esperienza e vedere sfumare la vendita. Il SE permette alle aziende di interagire in un modo più coinvolgente con in consumatori attraverso l’integrazione dell’impatto visivo di un’immagine con la potenza acustica del suono. Il SE, inoltre si differenzia dagli altri contenuti in quanto è capace di intercettare e guidare i consumatori verso i prodotti dei brand dal mondo fisico a quello digitale e viceversa”. SoundOfThings è business globale che vuole rappresentare l’innovazione nel settore della comunicazione, della socializzazione e del marketing. La campagna di equity crowdfunding della startup si chiuderà il 15 settembre 2017.
SoundsOfThings è una startup innovativa con sede centrale a Roma ed un ufficio operativo nel Regno Unito, Londra ed è formata da un team di 9 persone , 4 delle quali residenti in Regno Unito. SoundsOfThings (SoT) è un social network dove comunicare attraverso i Sound Emotions e allo stesso tempo una piattaforma marketing nata per dare la possibilità alle aziende di raccontare se stesse e i propri prodotti attraverso i Sound Emotions; facendolo coinvolgeranno noi tutti come mai prima d’ora è stato possibile. http://www.soundsofthings.com (foto: soundsofthings)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Accordo di Parigi: il Parlamento adotta nuovi limiti CO2 e discute il ritiro degli USA

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

clima nel mondo1I nove obiettivi obbligatori paese per paese di riduzione delle emissioni di gas serra, in linea con l’accordo di Parigi, sono stati adottati mercoledì dai deputati, dopo un dibattito sul ritiro degli Stati Uniti.Tali riduzioni consentiranno di raggiungere l’obiettivo generale dell’UE: un taglio del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. L’UE si impegna a effettuare questi tagli in linea con l’accordo di Parigi.La legislazione ripartisce l’obiettivo UE in obiettivi vincolanti nazionali per i settori non coperti dal mercato UE del carbonio (ETS) quali l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che rappresentano il 60% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione europea.Ogni Stato membro dovrà seguire un percorso di riduzione delle emissioni, calcolato a partire da un punto di partenza nel 2018, anziché nel 2020 come proposto dalla Commissione, al fine di evitare un aumento delle emissioni nei primi anni o un rinvio delle riduzioni.Per l’Italia, l’obiettivo è meno 33% sul 2030.Analisi approfondita della proposta, compresi gli obiettivi di riduzione nazionali e la flessibilità massima annuale (EN)Per garantire la prevedibilità a lungo termine, i deputati hanno anche fissato un obiettivo per il 2050 per un livello di emissioni inferiore dell’80% rispetto ai livelli del 2005.I deputati hanno modificato la proposta inziale della Commissione per poter premiare gli Stati membri, con un PIL pro-capite inferiore alla media UE che hanno adottato o adotteranno prima del 2020 le misure necessarie, con una maggiore flessibilità durante la parte successiva del programma di riduzione.Per aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro obiettivi, il regolamento consente loro di “prendere in prestito” fino al 10% dell’indennità dell’anno successivo, riducendo così quella dell’anno in corso. La relazione legislativa è stata approvata con 534 voti favorevoli, 88 contrari e 56 astensioni.

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »