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Posts Tagged ‘ambiente’

Roma: autodemolitori irregolari e sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 luglio 2017

autodemolitore“La mozione sulla delocalizzazione degli autodemolitori presentata da Sinistra Italiana non avrebbe risolto le reali criticità legati a questo settore. Trasferire in altro luogo l’attività di un autodemolitore che non rispetta i parametri ambientali (o comunque non in regola), infatti, lascerebbe inalterate tutta una serie di problematiche connesse all’inquinamento e in forte contrasto con il concetto di eco-sostenibilità proprio di questa Amministrazione. In tal senso, è nostra ferma intenzione procedere con una serie di controlli che, al momento, hanno già portato alla chiusura di ben 13 autodemolitori irregolari nell’arco di un anno, mentre altri 35 saranno chiusi qualora non dovessero adeguarsi ai requisiti ambientali richiesti. Un risultato importante, se rapportato alle 2 attività chiuse durante la gestione Tronca. Delocalizzare tali attività significherebbe semplicemente spostare il problema altrove. Una gestione efficiente del problema, a nostro avviso, presuppone la chiusura di chi non rispetta le regole o, soluzione ancora più auspicabile, la riconversione degli irregolari in attività ecocompatibili. Ed è proprio questa la direzione che abbiamo deciso di imboccare, anche attraverso la convocazione di un’apposita Commissione Ambiente e l’istituzione, oramai prossima, di un tavolo tecnico che analizzi il problema e individui le soluzioni più idonee ai fini di una sua adeguata risoluzione. Inoltre, stiamo prestando particolare attenzione alla situazione del Parco di Centocelle, circa la quale rispediamo al mittente ogni strumentalizzazione delle opposizionI. I dati parlano chiaro: dopo anni di immobilismo da parte delle precedenti gestioni amministrative, finalmente qualcosa si sta muovendo. Il nostro lavoro andrà avanti finchè non sarà fatta piena luce su un fenomeno troppo a lungo ignorato da chi ci ha preceduto”. Così, in una nota congiunta, l’assessore alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari e il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco.

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Comunicare in un ambiente multicanale: la piattaforma SoundsOfThings

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 giugno 2017

soundsofthingsAccessibile a tutti e vicino alle esigenze dei consumatori. Lo shopping on-line è oramai entrato nella nostra quotidianità, mutando notevolmente il mondo del retail. Secondo gli ultimi dati raccolti dalla ricerca “Ecommerce in Italia 2017” condotta dalla Casaleggio Associati, il fatturato complessivo delle vendite online è stimato in 31,7 miliardi di Euro con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente.
Questo scenario impone alle aziende di adottare una strategia multicanale omnicomprensiva per offrire ai consumatori un’offerta di shopping offline e online, adeguando quindi il proprio modello di business alle nuove abitudini di acquisto dei consumatori.
“Il consumatore moderno è sempre connesso e può usufruire di diversi canali di acquisto, ha dichiarato Germano Marano, CEO e fondatore di SoundsofThings. “I retailer – ha proseguito Marano – devono affrontare la sfida posta dalle nuove tecnologie, adottando delle soluzioni di vendita smart e che integrino l’offerta tra negozio fisico e online”.
La diffusione di nuovi canali di comunicazione come le piattaforme Social e Mobile sta modificando il modo di relazionarsi tra clienti e brand. Le sempre più alte aspettative dei consumatori e le sempre più fitte interazioni tra clienti e brand che avvengono attraverso i nuovi canali digitali hanno fatto della Customer Experience una vera e propria priorità per le aziende, affinché possano interagire con il cliente in maniera sempre più efficace.
SoundsOfThings, social network e piattaforma marketing, si prefigge di portare ad un nuovo livello l’interazione tra cliente e brand attraverso l’introduzione del Sound Emotion: un contenuto di nuova generazione che permette di comunicare in ogni canale e media disponibile. Attingendo dalla forza visiva dell’immagine e dalla forza emotiva del suono, Il SE associa ad ogni fotografia un suono che rappresenta l’immagine stessa.
“I retailer stanno imparando che l’interazione con il cliente è la chiave per aumentare i profitti. Una pessima relazione con il cliente – ha spiegato Germano Marano – può infatti compromettere la qualità dell’esperienza e vedere sfumare la vendita. Il SE permette alle aziende di interagire in un modo più coinvolgente con in consumatori attraverso l’integrazione dell’impatto visivo di un’immagine con la potenza acustica del suono. Il SE, inoltre si differenzia dagli altri contenuti in quanto è capace di intercettare e guidare i consumatori verso i prodotti dei brand dal mondo fisico a quello digitale e viceversa”. SoundOfThings è business globale che vuole rappresentare l’innovazione nel settore della comunicazione, della socializzazione e del marketing. La campagna di equity crowdfunding della startup si chiuderà il 15 settembre 2017.
SoundsOfThings è una startup innovativa con sede centrale a Roma ed un ufficio operativo nel Regno Unito, Londra ed è formata da un team di 9 persone , 4 delle quali residenti in Regno Unito. SoundsOfThings (SoT) è un social network dove comunicare attraverso i Sound Emotions e allo stesso tempo una piattaforma marketing nata per dare la possibilità alle aziende di raccontare se stesse e i propri prodotti attraverso i Sound Emotions; facendolo coinvolgeranno noi tutti come mai prima d’ora è stato possibile. http://www.soundsofthings.com (foto: soundsofthings)

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Accordo di Parigi: il Parlamento adotta nuovi limiti CO2 e discute il ritiro degli USA

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

clima nel mondo1I nove obiettivi obbligatori paese per paese di riduzione delle emissioni di gas serra, in linea con l’accordo di Parigi, sono stati adottati mercoledì dai deputati, dopo un dibattito sul ritiro degli Stati Uniti.Tali riduzioni consentiranno di raggiungere l’obiettivo generale dell’UE: un taglio del 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. L’UE si impegna a effettuare questi tagli in linea con l’accordo di Parigi.La legislazione ripartisce l’obiettivo UE in obiettivi vincolanti nazionali per i settori non coperti dal mercato UE del carbonio (ETS) quali l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e i rifiuti, che rappresentano il 60% delle emissioni di gas a effetto serra dell’Unione europea.Ogni Stato membro dovrà seguire un percorso di riduzione delle emissioni, calcolato a partire da un punto di partenza nel 2018, anziché nel 2020 come proposto dalla Commissione, al fine di evitare un aumento delle emissioni nei primi anni o un rinvio delle riduzioni.Per l’Italia, l’obiettivo è meno 33% sul 2030.Analisi approfondita della proposta, compresi gli obiettivi di riduzione nazionali e la flessibilità massima annuale (EN)Per garantire la prevedibilità a lungo termine, i deputati hanno anche fissato un obiettivo per il 2050 per un livello di emissioni inferiore dell’80% rispetto ai livelli del 2005.I deputati hanno modificato la proposta inziale della Commissione per poter premiare gli Stati membri, con un PIL pro-capite inferiore alla media UE che hanno adottato o adotteranno prima del 2020 le misure necessarie, con una maggiore flessibilità durante la parte successiva del programma di riduzione.Per aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro obiettivi, il regolamento consente loro di “prendere in prestito” fino al 10% dell’indennità dell’anno successivo, riducendo così quella dell’anno in corso. La relazione legislativa è stata approvata con 534 voti favorevoli, 88 contrari e 56 astensioni.

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Energia e ambiente, workshop sulle tecnologie innovative

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

Roma Giovedì 15 Giugno 2017, ore 9:00 Dipartimento di Ingegneria, Sala Convegni Via Vito Volterra 62 si terrà uno dei workshop finali del progetto Smart Environments: Tecnologie innovative in ambito ENERGIA e AMBIENTE.Il workshop di propone d’illustrare alcuni dei risultati d’innovazione raggiunti dagli assegnisti di Roma Tre finanziati nell’ambito del progetto stesso.

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G7 Ambiente: la sfida delle città metropolitane

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

bolognaBologna. In occasione del G7 Ambiente, ospitato a Bologna l’11 e 12 giugno prossimi, le città metropolitane diventano le vere protagoniste della tutela dell’ambiente e della promozione di uno sviluppo sostenibile con la sottoscrizione della Carta di Bologna per l’Ambiente: il primo protocollo di questo genere, a livello nazionale, in ambito ambientale.Dai rifiuti alla qualità dell’aria e delle acque, dalla transizione energetica alla mobilità sostenibile, sono otto i macro obiettivi individuati dalla Carta di Bologna per l’Ambiente da inserire nelle agende metropolitane per lo sviluppo sostenibile. Promossa dalla Città metropolitana di Bologna, la Carta è stata sottoscritta alla Rocchetta Mattei (Grizzana Morandi – Bologna) dalle Città metropolitane di Bologna, Milano, Torino, Firenze, Catania (presenti) e Roma, Bari, Cagliari, Napoli, Reggio Calabria, Genova e Palermo (che hanno inviato la propria adesione formale non potendo intervenire), alla presenza del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Il protocollo identifica gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, in linea con l’Agenda Onu 2030, ed è il primo passo strutturato e concreto delle Città metropolitane sul fronte della sostenibilità ambientale. Le grandi città sono, infatti, ‘laboratori naturali’ per individuare soluzioni alle principali sfide globali, per sperimentare e implementare soluzioni innovative di sviluppo sostenibile, con ricadute positive non solo sull’ambiente ma anche nella dimensione economica, sociale ed istituzionale.“Noi Sindaci riteniamo che le città e le comunità locali possano davvero essere il motore fondamentale della transizione ecologica, che avrà importanti ricadute anche sullo sviluppo economico del Paese – dichiara Virginio Merola, Sindaco della Città metropolitana di Bologna e promotore della Carta di Bologna -. Per questo intendiamo assumerci tutto l’impegno e la responsabilità che sono necessari e siamo pronti a misurare in modo trasparente, attraverso la definizione di obiettivi quantitativi e temporali, il nostro progresso verso il conseguimento roma-fori-imperialidei traguardi degli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs). Ci auguriamo che il Governo elabori un’Agenda urbana nazionale, garantendo alle città le risorse economiche e lo scenario normativo adeguato a tradurre i propositi in azioni concrete”.Bologna si pone come capofila di questo patto delle Città, avendo già da anni avviato un percorso che la vede impegnata sotto il profilo della sostenibilità sia nella tutela del territorio (le aree tutelate rappresentano un terzo dell’intero territorio metropolitano bolognese) che nel coinvolgimento attivo di cittadini e imprese nel segno di una ‘città resiliente’, capace di adattarsi positivamente al cambiamento ed esserne promotrice. Ai primi posti nelle classifiche internazionali sul fronte della governance, il capoluogo emiliano si distingue tra le città metropolitane per essere modello per l’ecosistema urbano e il basso consumo di suolo, gode di un’alta densità di verde urbano, presenta un ridotto livello di consumi idrici ed è tra le più attive nella riduzione dell’impatto ambientale dei mezzi di trasporto (dal Rapporto Il posizionamento di Bologna nelle città metropolitane, 2016).
Il PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile – è lo strumento con cui il Comune di Bologna, in collaborazione con altri soggetti della città pubblici e privati, si è impegnato a ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Il piano raggruppa sei ambiti di intervento (edifici e illuminazione pubblica, mobilità e trasporti, edifici residenziali, forestazione urbana, produzione di energia da fonti rinnovabili, strategie energetiche per il terziario) e coinvolge tutte le realtà del territorio, incentivando la sostenibilità anche con forme di finanziamento per i cittadini e i soggetti privati che intendono migliorare l’efficacia energetica (tassi agevolati e tempi rapidi). Già nel 2013 il trend della città registrava un calo delle emissioni del 12,4% (rispetto al 2005), con punte particolarmente significative nel settore dei trasporti (-37,9%): dato su cui incide l’aumento dell’uso dei mezzi pubblici e della mobilità ciclabile. Bologna è stata la prima città italiana a dotarsi di un Piano di Adattamento ai cambiamenti climatici, grazie al progetto europeo Blue Ap.L’attenzione del territorio metropolitano metropolitana-torinobolognese ai temi della mobilità sostenibile è peraltro testimoniata anche dal fatto che proprio nei mesi scorsi alla Città metropolitana di Bologna è stata affidata la progettazione di tutta la tratta Verona-Firenze di ’Eurovelo7’, la ciclabile europea che congiunge Capo Nord a La Valletta.Le 14 Città metropolitane italiane concentrano il 36,4% della popolazione nazionale (22,1 milioni di persone) e rappresentano il principale asset economico dove viene prodotto oltre il 40% del Valore Aggiunto nazionale (circa 600 miliardi di Euro nel 2014) grazie a 1,8 milioni di aziende che occupano 7,9 milioni di persone (circa il 35% del totale degli occupati). Inoltre, vi si genera circa il 30% delle esportazioni italiane, per un valore di 112 miliardi di Euro. Vi hanno sede 55 Università (oltre la metà nazionale), tutti i Politecnici italiani, oltre 2.000 start-up innovative (il 47% del totale nazionale) e 17 incubatori di impresa certificati (oltre la metà dei 31 presenti sul territorio nazionale). Tra il 2009 e il 2011 è stato originato nelle Città metropolitane circa il 35% dei brevetti italiani registrati all’European pirellone-milanoPatent Office (EPO). Le aree metropolitane, infine, sono dei veri e proprio hub logistici – e snodi strategici – sia per i flussi di persone sia per le merci (60% complessivo sul totale nazionale). (Fonte The European House Ambrosetti/ANCI – Le città metropolitane catalizzatore dello sviluppo, 2016)La Carta di Bologna è stata redatta con il contributo di ANCI, dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e Urban@it-Centro Nazionale di Studi per le politiche urbane. La giornata è stata sostenuta dall’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, che ha ospitato i lavori presso la Rocchetta Mattei.L’economia circolare, in particolare, può consentire alle Città metropolitane di slegare lo sviluppo dal consumo delle risorse naturali esauribili ed evitare la distruzione di valore insita nel modello economico attuale. E proprio da qui parte la Carta di Bologna per l’Ambiente: le Città metropolitane si impegnano infatti a raggiungere gli obiettivi europei più ambiziosi: riciclo 70% e discarica max 5% dei rifiuti al 2030, riducendo la produzione dei rifiuti al di sotto della media europea e portando la raccolta differenziata ad almeno il 70% nel 2025 e all’80% nel 2030 (47,5% nel 2015 a livello nazionale) In relazione alla tutela del territorio, le città si impegnano a ridurre del 20% il proprio consumo netto di suolo al 2020 (dai 2 attuali a 1,6 mq/ab l’anno di media nazionale) e centrare le politiche urbanistiche sulla rigenerazione urbana, prevedendo sviluppo urbanistico solo in presenza di trasporto pubblico sostenibile e dei principali servizi al cittadino sia pubblici che privati. L’obiettivo europeo è l’azzeramento del consumo netto di suolo al 2050 e l’Agenda Onu richiede lo sforzo di anticiparlo al 2030.

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“La tua Arma per la Sicurezza e l’Ambiente”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

carabinieriMilano Lunedì 29 maggio, ore 9.30 presso Il Teatro del Verme. Arriva a Milano il Format “La Tua Arma per la Sicurezza e l’Ambiente”, volto a sensibilizzare gli studenti sul ruolo dell’Arma dei Carabinieri, in difesa del patrimonio agro-forestale italiano, per la tutela dell’ambiente e del paesaggio, con riguardo al controllo del territorio in tema di legalità e sicurezza. L’iniziativa, organizzata dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e ideata da Ital Communications di Attilio Lombardi, prevede la partecipazione di un migliaio di ragazzi (12-18 anni) provenienti dalle scuole medie e superiori milanesi. Nel piazzale esterno del Teatro verrà allestita una mostra di mezzi automobilistici usati dall’Arma per la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente, così come è prevista l’esposizione di importanti reperti archeologici recuperati dall’Arma durante le sue attività investigative.La prima edizione del Format è stata realizzata con grande successo lo scorso marzo 2017 presso il Palazzo dei Congressi di Roma, registrando un importante coinvolgimento dei ragazzi presenti e dei maggiori media nazionali.
L’evento sarà condotto da Cristina Chiabotto e verrà suddiviso in cinque mini panel, che tratteranno le aree tematiche in cui generalmente operano i Carabinieri, con l’obiettivo di diffondere fra i giovani una cultura più capillare della legalità in materia ambientale. L’iniziativa è stata realizzata con il contributo di: Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, di Pirelli e di ENI.E’ prevista la partecipazione di importanti testimonial del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport, come lo chef stellato Carlo Cracco, il cantante Fabio Rovazzi, la giornalista Rosanna Lambertucci, Valerio Staffelli di Striscia la Notizia, lo chef stellato Fabio Campoli e i Campioni Olimpici del Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri.La mattinata sarà divisa in 5 aree tematiche (mini panel):
– “Tavolo della Salute” sulla qualità e autenticità dei prodotti agroalimentari È previsto l’intervento dei Nas, che illustreranno come accorgersi dei prodotti contraffatti e delle truffe coinvolgendo direttamente i ragazzi con un quiz Vero/Falso;
– Panel dedicato allo “Sport”, al quale parteciperanno diversi campioni olimpici e il Gruppo Sportivo dell’Arma dei Carabinieri;
– “Le investigazioni scientifiche” rivolto alle apparecchiature innovative per scoprire i reati. È previsto l’intervento dei RIS che dimostreranno le attività di intelligence con l’aiuto dei cani molecolari;
– “Le Riserve naturali, i parchi e le aree marine” racconta il prezioso contributo dell’Arma per il mantenimento e la protezione delle aree naturali, nonché delle attività anti-inquinamento e di recupero dei reperti;
– “La sfida della mobilità sostenibile e dell’innovazione tecnologica” spiega l’importanza della sostenibilità ambientale.
Un momento divertente e di grande coinvolgimento per i 1300 ragazzi presenti in sala sarà l’intervento musicale di Fabio Rovazzi, con i suoi brani più noti “Andiamo a Comandare”, “Tutto molto interessante” e il suo nuovo brano “Volare”.

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Per lo studio di beni pubblici e ambiente. Le risorse bibliografiche del Fondo Nicola Greco

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

Roma Giovedì 25 Maggio 2017, ore 16:00 Dipartimento di Scienze Politiche, Aula tesi Via Gabriello Chiabrera 199 in occasione della giornata Per lo studio di beni pubblici e ambiente. Le risorse bibliografiche del Fondo Nicola Greco, si terrà la lectio magistralis del Prof. Sebastián Riestra López (Universidad Católica de Valparaíso) dal titolo La reforma del Código de Aguas en Chile. En búsqueda de la teoría del dominio público en la gestión de recursos hídricos. Salutano il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche Prof. Francesco Guida e il Presidente del Sistema Bibliotecario di Ateneo Prof. Emanuele Conte.Intervengono la Dott.ssa Simona Battisti (Biblioteca di area di Studi politici), la Prof.ssa Maria De Benedetto (Università degli studi Roma Tre), la Prof.ssa Nicoletta Rangone e Bianca Murroni Greco. Al termine dell’incontro sarà inaugurato il fondo bibliotecario già appartenuto a Nicola Greco.
http://www.sba.uniroma3.it/it/biblioteche/pol-biblioteca-di-area-di-studi-politici

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Filippine: la ministra per l’ambiente Regina Lopez costretta a lasciare l’incarico

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 maggio 2017

filippineIn seguito alla mancata conferma nelle Filippine della ministra per l’ambiente Regina Lopez, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è detta preoccupata per quello che a tutti gli effetti sembra una vittoria dell’industria mineraria a scapito delle popolazioni indigene del paese e dell’ambiente.Dopo essere stata in carica per 10 mesi, lo scorso 3 maggio la commissione parlamentare che avrebbe dovuto ratificare la nomina della Lopez l’ha invece sollevata dal suo incarico. Per l’APM si tratta di una evidente vittoria della potente lobby legata all’industria mineraria che da mesi tenta di impedire le limitazioni ambientali imposte dalla Lopez all’industria dell’estrazione mineraria. Le Filippine sono attualmente la quinta nazione mondiale per attività mineraria e sono uno dei più importanti fornitori di nichel al mondo.Nei dieci mesi del suo incarico, la Lopez ha fatto chiudere 22 miniere su 41 per non aver rispettato i diritti delle popolazioni indigene e/o la legislazione sull’ambiente. Regina Lopez non si era fatta intimidire dalla potente lobby dell’industria estrattiva e solo pochi giorni fa la ministra aveva proibito le miniere a cielo aperto per gli ingenti danni ambientali da queste causati. Per le 110 popolazioni indigene delle Filippine la Lopez costituiva una speranza per vedere finalmente rispettati i loro diritti. Ora temono una nuova ondata di violenza e l’ulteriore distruzione della loro base vitale da parte dell’industria estrattiva.La notizia della mancata conferma di Regina Lopez è stata accolta dalle borse di tutto il mondo con un notevole aumento delle quotazioni delle imprese estrattive operanti nelle Filippine. Evidentemente gli operatori di borsa partono dal presupposto che alla fine del mandato della Lopez seguirà ora l’annullamento delle limitazioni imposte dalla ministra.
Fino a marzo 2016 nel paese asiatico sono state concesse 246 licenze per l’estrazione mineraria su 610.000 ettari di terre indigene. Le licenze erano state concesse in base a una controversa legge del 1995. I progetti minerari hanno causato la deportazione di migliaia di persone, la distruzione di intere foreste e la contaminazione dei fiumi in cui le miniere scaricavano i residui chimici della loro attività. L’attività mineraria è anche alla base dei 76 assassini di attivisti per i diritti indigeni compiuti dal 2010 al 2016 nelle Filippine. Dal giungo 2016 ad oggi solamente sull’isola di Mindanao sono state uccise 16 persone appartenenti al popolo dei Lumad con l’intento di intimorire e ridurre al silenzio la popolazione.
Dei complessivamente 98 milioni di abitanti delle Filippine, circa 15 milioni di persone appartengono a uno dei 110 popoli indigeni presenti nel paese.

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V edizione Earth Day Cefalù

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

cefaluCefalù, dal 20 al 22 aprile 2017, un evento che intende offrire iniziative utili alla sensibilizzazione nei confronti delle tematiche relative al rispetto dell’ambiente e alla promozione di stili di vita sostenibili, nonchè alla salvaguardia delle risorse naturali del Pianeta sempre più esigue, ma anche promuovere e valorizzare a inizio della bella stagione e con l’arrivo dei primi flussi turistici, il ricco patrimonio architettonico e paesaggistico di Cefalù, città ricca di Storia, Arte e Cultura e in cui la Natura è di casa… “Siamo giunti ad una quinta edizione resa possibile grazie al patrocinio del Comune di Cefalù in collaborazione con Earth Day Italia e Fare Ambiente Cefalù Madonie”. – spiega Francesca Mancinelli , ideatrice e coordinatrice dell’evento. La manifestazione è ormai diventata un’appuntamento annuale sportivo, turistico di caratura internazionale capace di richiamare centinaia di atleti ed appassionati , e non solo: anche per questa edizione non mancheranno campagne di sensibilizzazione ambientale nelle scuole primarie e secondarie, degustazioni di prodotti tipici locali e biologici e mostra mercato dell’artigianato ecosostenibile con l’EcoVillage in piazza Colombo, escursioni naturalistiche guidate nel Parco urbano della Rocca di Cefalù, le prove a cavallo per grandi e piccini (Battesimo della Sella e Cavalgiocare) in una magnifica tenuta del territorio comunale, il Castello Ortolani di Bordonaro, il volo libero in parapendio sul cielo di uno dei luoghi più incantevoli della splendida Terra di Sicilia, la liberazione di volatili sulla Rocca di Cefalù e di tartarughe Caretta caretta sul Lungomare, e poi gare di orienteering, seminari, spettacoli, meeting, la mostra fotografica “QUATTR’OCCHI SUL MONDO” di Max Laudadio presso la sala espositiva del Municipio e tanti altri appuntamenti che vogliono sottolineare l’importanza dello sport all’aria aperta in uno stile di vita ecosostenibile e in linea con la Green Economy.

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Campidoglio: da giunta ok istituzione Osservatorio permanente Ambiente-Salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

campidoglioLa Giunta capitolina ha approvato l’istituzione dell’Osservatorio Permanente Ambiente-Salute. Lo rende noto il Campidoglio. Gli obiettivi saranno la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Compito primario dell’Osservatorio sarà garantire e alimentare i flussi informativi epidemiologici, integrando dati ambientali e sanitari per meglio individuare le priorità di intervento e rendere più efficace l’azione della pianificazione in materia di protezione ambientale e di prevenzione igienico-sanitaria. Il nuovo Osservatorio troverà sede presso l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale e avrà le seguenti finalità:
fare valutazioni sui dati ambientali;
fare valutazioni su dati statistici ed epidemiologici allo scopo di individuare eventuali noxae patogene presenti nell’ambiente al fine di ridurle ai fini della prevenzione primaria;
incrociare i dati ambientali con quelli epidemiologici;
mettere a sistema le informazioni esistenti allo scopo di ottenere un’ottica il più unitaria possibile nell’analisi dei singoli problemi e nel suggerire eventuali soluzioni o misure di miglioramento;
fare proposte che possano far diminuire l’incidenza di patologie gravi e frequenti, come tumori, patologie respiratorie, malattie cardiocircolatorie, incidentalità stradale e disturbi legati al disadattamento e degrado sociale ed ambientale (disagio sociale, ecc..);
elaborare relazioni tematiche sullo stato dell’ambiente nel territorio cittadino.
L’Osservatorio sarà composto, oltre che dall’Assessore alla Sostenibilità Ambientale e dai direttori dei competenti dipartimenti comunali, anche dai rappresentanti delle ASL, dell’ISPRA, dell’ARPA Lazio, di ISDE ITALIA-Associazione Medici par l’Ambiente Sezione del Lazio, ed esperti in epidemiologia, diritto ambientale, chimica ambientale. La partecipazione all’Osservatorio è a titolo gratuito.”I cittadini potranno sottoporre all’Osservatorio problematiche di interesse territoriale attraverso richieste di audizione. L’Osservatorio, dopo aver esaminato i casi, esprimerà raccomandazioni” dichiara l’Assessora alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.

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Pediatri “sentinelle dell’ambiente”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

medico-famiglia3Lo fanno per proteggere i bambini dai danni che possono essere provocati non solo dall’aria che respirano, dentro e fuori casa, ma anche dal cibo che ogni giorno mangiano, dai raggi del sole e dall’uso eccessivo dei dispositivi elettronici come cellulari e tablet. La Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha siglato un protocollo d’intesa con ANTER, associazione no profit che promuove e tutela le energie rinnovabili (annovera 5.000 iscritti con sedi in tutte le Province). “Per la prima volta in Italia – afferma il dott. Giampietro Chiamenti, presidente FIMP -, grazie alla rete capillare dei pediatri presenti su tutto il territorio, viene realizzato un progetto per studiare l’influenza dell’ambiente sulla crescita del bambino. Il protocollo ha la finalità di promuovere, di comune accordo, formazione e informazione, sensibilizzare e coinvolgere le istituzioni sui danni dell’inquinamento ambientale nello sviluppo dei bambini. Vogliamo sensibilizzare la popolazione, in particolare i genitori, sui fattori di rischio ambientali insegnando le regole della prevenzione. La prima iniziativa è un poster che sarà distribuito negli ambulatori dei pediatri, continueremo con corsi di formazione, lezioni nelle scuole, eventi nelle piazze, questionari indirizzati ai genitori e diffusione di opuscoli. Ogni pediatra di famiglia ha in cura in media 900 bambini, questo si traduce nella possibilità di raggiunge migliaia di famiglie e milioni di cittadini”. ANTER ha istituito un Comitato scientifico del quale fa parte la dott.ssa Maria Grazia Sapia, Referente Nazionale della FIMP per l’Ambiente. “È per noi un grande traguardo avere stipulato questo protocollo – spiega la dott.ssa Sapia -, in primis a dimostrazione che la FIMP si sta muovendo in maniera corretta e a 360 gradi per far prendere coscienza delle problematiche ambientali in relazione all’età pediatrica e poi perché una partnership di tale levatura permette una risonanza mediatica e una capillarizzazione della divulgazione. Questo protocollo segue la campagna di formazione dei pediatri sulle problematiche ambientali che si svolge attraverso corsi altamente specialistici che hanno lo scopo di preparare i pediatri all’educazione sanitaria delle famiglie”. “Sono molto orgogliosa dell’obiettivo raggiunto – sottolinea la dott.ssa Stefania Russo, componente del comitato scientifico ANTER, pediatra di famiglia iscritta FIMP e referente FIMP per i rapporti con il Miur -. E’ necessario puntare su programmi integrati che portino a migliorare la qualità della vita dei nostri figli. Questo protocollo d’intesa tra FIMP e ANTER è la risposta concreta all’impegno attivo per non rimanere fermi alle indicazioni teoriche delle istituzioni, operando insieme per un mondo migliore”. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), più del 33% delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni è dovuto a fattori ambientali. Prevenire l’esposizione a questi fattori di rischio salverebbe nel mondo circa 4 milioni di vite all’anno solo fra i piccoli, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. “In Italia non sono disponibili dati epidemiologici certi – continua la dott.ssa Sapia -, uno degli obiettivi di questa intesa è l’istituzione di un vero e proprio registro delle malattie provocate dall’ambiente nei neonati, nei bambini e negli adolescenti. Questi dati saranno messi a disposizione dei cittadini, delle Istituzioni e della comunità scientifica. Ad esempio, in alcune Regioni del Nord le patologie respiratorie fra i piccoli sono aumentate negli ultimi 10 anni in percentuali comprese fra il 5 e il 15%. Ma è sufficiente un incremento del 2% per allertare i clinici e indurli a mettere in atto misure preventive”. Prevenzione che dovrebbe iniziare prima della nascita. “L’ambiente – afferma la dott.ssa Sapia – influisce sul genoma e, già nel corso della gravidanza, il corredo genetico dei feti può essere contaminato da elementi inquinanti che la madre assorbe attraverso il cibo ingerito e trasmette al feto stesso. Le sostanze più nocive sono i pesticidi, contenuti negli alimenti. Seguono i metalli pesanti, presenti nelle città, e i cosiddetti interferenti endocrini, in grado di alterare il sistema endocrino e di influenzare negativamente diverse funzioni vitali”. “Asma e allergie sono alcune delle patologie più influenzate dall’inquinamento e oggi si osservano tutto l’anno, non solo in primavera come in passato – conclude la dott.ssa Sapia -. E sono sempre più gravi i danni visivi e comportamentali legati all’abuso dei dispositivi elettronici e del computer. In alcuni casi ci troviamo di fronte a bambini che hanno sviluppato forme di vera e propria dipendenza da questi apparecchi, come avviene negli adulti. È importante che i genitori riconoscano i campanelli d’allarme per intervenire tempestivamente con il supporto psicologico. Si sta diffondendo fra i bambini anche la dipendenza da telefonino. L’abuso dei cellulari può causare perdita di concentrazione, difficoltà di apprendimento e aggressività. In alcuni Paesi come la Danimarca è vietato l’utilizzo degli smartphone negli under 12, anche l’Italia dovrebbe introdurre una norma di questo tipo per tutelare i piccoli”.

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Seminario “L’Etichetta Trasparente per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

campidoglioRoma. Ieri, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, si è tenuto il seminario “L’Etichetta Trasparente per la tutela dell’ambiente e dei diritti dei consumatori” organizzato in collaborazione con l’Associazione Internazionale Un Punto Macrobiotico (UPM).L’Associazione Internazionale UPM Un Punto Macrobiotico, fondata nel 1980 dal professore Mario Pianesi conta oltre 80 mila soci. E’ un Ente con finalità assistenziali e culturali riconosciuto dal Ministero dell’Interno che collabora con Istituzioni, italiane e internazionali, per la diffusione di stili di vita ed alimentari più sani, equilibrati e sostenibili.Nel 1980 Pianesi ha ideato un modello di etichettatura che, in aggiunta alle informazioni previste dalla normativa vigente, riporta indicazioni su origine, caratteristiche e impatto ambientale come la quantità di energia, di acqua utilizzata e di CO2 prodotta per ogni prodotto.
In Italia, ad oggi, sono oltre un centinaio le aziende del settore agroalimentare che hanno deciso di applicare l’Etichetta Trasparente Pianesiana, premiata nel 2015 dall’Assoutenti come migliore etichetta alimentare. Sono intervenuti al convegno: Daniele Frongia, Assessore allo Sport, alle Politiche Giovanili e ai Grandi Eventi di Roma Capitale; Laura Baldassarre, Assessora alla Persona, alla Scuola e alla Comunità solidale Roma Capitale; Antonio Ricciardi, Vice Comandante Generale dell’Arma di Carabinieri e Comandante dell’Unità forestale, Ambientale ed Agroalimentare dei Carabinieri; Nicola Sebastiani, Vice Ispettore Generale – Ispettorato Generale della Sanità Militare – Ministero della Difesa; Mario Pianesi, Ideatore, Fondatore e Presidente dell’Associazione Internazionale UPM; Francesco Fallucca, Presidente del Centro Internazionale Studi Diabete – Co-presidente Centro Internazionale Studi AAASE; Paolo Pozzilli, Direttore Area di Endocrinologia e Diabetologia Univ.tà Campus Bio-Medico – Coordinatore Regione Lazio Società Italiana di Endocrinologia e Paolo Borghi, Ordinario di Diritto dell’UE e di Diritto Alimentare-Università di Ferrara.

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Legge di Bilancio: referendaria fino all’ultimo respiro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

aula senatoOggi il Senato ha espresso in fretta e furia il voto di fiducia sulla Legge di Bilancio 2017. Il 15 novembre, nel presentare la sua contromanovra, Sbilanciamoci! aveva evidenziato la natura strumentale di molte misure contenute in una delle leggi più importanti previste dal nostro ordinamento. La Legge di Bilancio dovrebbe programmare l’allocazione delle risorse pubbliche su base triennale al fine di garantire il buon andamento dei conti pubblici, il sostegno allo sviluppo economico e al rilancio dell’occupazione, il funzionamento dei servizi sociali fondamentali (sanità, scuola, università, protezione sociale), l’equità del sistema fiscale, la tutela dell’ambiente e del territorio, la riduzione della spesa pubblica inutile e dannosa a vantaggio del miglioramento del benessere dei cittadini. Non è stato il caso della Legge di Bilancio 2017, piegata all’intento del Governo di conquistare il consenso dell’opinione pubblica al sì referendario. Fortunatamente gli elettori del 4 dicembre non si sono fatti ingannare e hanno rispedito al mittente la riforma costituzionale. Resta un fatto un gravissimo: la crisi istituzionale che deriva dai risultati del referendum sfocia nella richiesta di un (ennesimo) voto di fiducia che priva materialmente il Senato della sua prerogativa: effettuare un controllo democratico effettivo delle misure contenute nella Legge di Bilancio 2017, controllo che già nell’accidentato e frettoloso iter seguito alla Camera era stato fortemente compromesso. E’ il modo peggiore per chiudere la parabola del Governo Renzi. Difficile prevedere cosa ci riserverà il futuro. Ciò che è certo è che le 47 organizzazioni della campagna Sbilanciamoci! continueranno a lavorare per chiedere un cambiamento netto delle politiche pubbliche adottate sino ad oggi nella direzione di una redistribuzione più equadella ricchezza, del rilancio di un’economia sostenibile, della garanzia dei diritti dei lavoratori, del rafforzamento del sistema di protezione sociale, della rinuncia alla corsa agli armamenti. Senza questo cambiamento, la distanza tra istituzioni e società continuerà ad allargarsi pericolosamente con esiti incerti e dannosi per i cittadini che saranno imputabili solo a chi ha governato il nostro paese negli ultimi anni.

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Presentazione del saggio “Ambiente clima e salute” di Alberto Bellini

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

Parma ateneoParma Mercoledì 7 dicembre, alle ore 15, al Centro Congressi Sant’Elisabetta (Parco Area delle Scienze 95 – Campus Universitario), si terrà la presentazione del saggio “Ambiente clima e salute. La sfida delle città negli anni Dieci” di Alberto Bellini, docente all’Università di Bologna.Ne discutono con l’autore il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, Giovanni Franceschini, Pro Rettore vicario dell’Ateneo e Monica Cocconi, docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale. Interviene inoltre Marco Boschini, Coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi. L’evento è organizzato dal Dipartimento di Ingegneria Industriale, dal Centro Interdipartimentale per l’Energia e l’Ambiente – CIDEA, dal Centro Interdipartimentale di Bioetica e dal Gruppo Sostenibilità di Ateneo dell’Università di Parma.

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Qualità ambiente urbano

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 novembre 2016

ministero-ambiente«Il Rapporto annuale dell’Istat sulla qualità dell’ambiente urbano certifica le carenze strutturali presenti nella stragrande maggioranza delle città italiane, in particolare in tema di efficienza energetica e verde pubblico. Gli enti locali, soprattutto i grandi centri e le realtà del Mezzogiorno, scontano almeno un doppio ordine di problemi: da una parte le crescenti difficoltà nel reperire risorse finanziarie che possono condizionare e limitare anche l’attività di amministratori tutto sommato virtuosi; dall’altra una scarsa sensibilità verso le tematiche legate all’ambiente, spesso vissute come inutili orpelli o, peggio, come veri e propri ostacoli a pratiche politiche improntate alla ricerca del consenso e caratterizzate da opacità e connivenze».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.
«In molti casi – spiega Simoncini – le politiche di miglioramento dell’ambiente urbano rimangono al livello di buone intenzioni, di linee di indirizzo con una scarsa capacità di incidere sulla quotidianità dei cittadini. Paradigmatico, ad esempio, il caso di Roma sul fronte del traffico: la Capitale ha varato da quasi un decennio un Piano strategico per la mobilità sostenibile le cui linee di principio sono state puntualmente disattese, contraddette o rinviate dalla pratica amministrativa. Ma si possono citare anche i casi di Firenze o Napoli, città che non si sono dotate nemmeno di un semplice Piano urbano di mobilità.Non va meglio sul fronte dell’efficienza energetica, visto che in molti casi la mappatura anche solo di parte del patrimonio edilizio cittadino non è stata seguita da iniziative efficaci per un profondo rinnovamento dello stesso. Basti pensare che oltre il 90% degli immobili è stato costruito antecedentemente alla prima legge organica al riguardo (1991) e che appena il 2% degli edifici rientra nella classe con il minore dispendio energetico. Al Sud, poi, solo il 32% delle amministrazioni ha varato un programma di certificazioni energetiche degno di questo nome.Ancora più sconfortante il dato sulla tutela di parchi e giardini: meno di un capoluogo di provincia su dieci si è dotato di un Piano del verde e nel Mezzogiorno solo in un caso, ad Iglesias, si è proceduto a promuovere un rinverdimento di aree di nuova edificazione o soggette a significativi interventi edilizi. In un territorio come quello italiano, assai malmesso dal punto di vista idrogeologico, la scarsa cura delle aree verdi e la quasi totale assenza di politiche di contrasto all’impermeabilizzazione del suolo e in favore della piantumazione costituiscono un errore di prospettiva destinato ad avere risvolti drammatici già nel breve periodo».

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Roma capitale presenta le quattro erre dell’ambiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

campidoglioLa cura e il rispetto per l’ambiente nell’ottica della ‘green economy’ saranno gli obiettivi del progetto ‘Le quattro erre dell’ambiente – Ridurre, Recuperare, Riusare, Riciclare‘ presentato oggi in Campidoglio dall’Assessora Laura Baldassarre e dal Direttore del Dipartimento Tutela ambientale Pasquale Libero Pelusi. Si tratta di un progetto promosso dall’Assessorato alla Sostenibilità ambientale in collaborazione con l’Assessorato alla Scuola. E’ un’importante iniziativa rivolta agli istituti scolastici il cui intento è quello di offrire un diverso approccio ai “rifiuti” promuovendo, al tempo stesso, un rinnovato senso civico in particolare nelle nuove generazioni. Sarà l’inizio di un percorso educativo chiamato a coinvolgere studenti, famiglie e insegnanti con il quale si intende sottolineare l’importante ruolo che le istituzioni scolastiche rivestono nell’ambito della comunicazione e della diffusione di questi temi. E’ quanto comunica, in una nota, il Campidoglio.

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Energia nucleare? Per il Prof. Baracca: “È una tecnologia costosa, poco salubre per l’uomo e l’ambiente, da abbandonare”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 agosto 2016

Angelo Baracca, docente emerito di Fisica Teorica dell’Università di Firenze, autore di numerose pubblicazioni sul nucleare, tra le quali, Scram ovvero la fine del nucleare (scritto nel 2011 con Giorgio Ferrari Ruffino), L’ Italia torna al nucleare. I costi, i rischi, le bugie (2008), A volte ritornano: il nucleare. La proliferazione nucleare, ieri, oggi e soprattutto domani (2005), da tempo impegnato sul tema dell’impiego sia militare che civile del nucleare, intervistato dalla redazione di Pro\Versi, piattaforma di dibattito online, sfata alcuni luoghi comuni sulla convenienza di un ritorno al nucleare e, anzi, sostiene con forza la necessità di abbandonarlo definitivamente. Alla domanda se l’impiego civile del nucleare contribuisca alla riduzione del gas serra e del CO2, il prof. Baracca afferma che si tratta di una fandonia sfatata da vent’anni: “Vero è che nello stadio attuale di sviluppo […] le emissioni complessive sono inferiori rispetto ad altre fonti di energia, ma […] se potessero svilupparsi massicci programmi nucleari lo sfruttamento di minerali più poveri di uranio porterebbe ad un aumento delle emissioni complessive”. Né vi sono dubbi, secondo Angelo Baracca, riguardo alla rischiosità dell’impiego massiccio del nucleare: “anche durante l’esercizio normale le centrali nucleari rilasciano emissioni radioattive. Le indagini epidemiologiche effettuate dimostrano nelle popolazioni che vivono nelle zone prossime alle centrali nucleari un aumento vari tipi di malattie, tra le quali tumori”. I rischi sono aggravati anche dalla difficoltà di trattare le scorie: “Dopo 60 anni dal decollo dell’energia nucleare nessun paese ha ancora realizzato un deposito nazionale definitivo per i residui radioattivi. Decine di migliaia di tonnellate di combustibile esaurito si accumulano pericolosamente in piscine. Ormai solo la Francia esegue il ritrattamento, producendo, altre a scorie radioattive pericolosissime, ulteriore plutonio”. Ulteriore pericolo deriva dalla probabilità che si verifichino incidenti alle centrali nucleari. C’è la “probabilità di un incidente grave ogni 7-8 anni”. Il prof. Baracca nega, inoltre la convenienza di un ritorno alla politica energetica del nucleare da un punto di vista dei costi dell’energia: “l’energia nucleare non è competitiva, mentre i costi delle rinnovabili sono in picchiata. I tempi di costruzione delle centrali si allungano, i costi lievitano e grandi capitali devono essere immobilizzati per tempi lunghi e non prevedibili” (foto: energia)

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Ilva, per commissione Ambiente Pe Ancora tanta strada per conformità impianto con normativa comunitaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2016

ilvaAl termine della visita della delegazione di eurodeputati della Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento europeo all’Ilva di Taranto e dell’incontro col presidente della regione Puglia Michele Emiliano, il capo delegazione On. Giovanni la Via (PPE/IT) ha dichiarato:”C’è ancora molto da fare per rendere l’impianto rispondente alle normative europee e compatibile con gli standard più tecnologicamente avanzati. Tanti interventi sono stati effettuati ma la strada è ancora lunga.”La complessità data dalle dimensioni del sito e dalla maestosità di alcuni interventi necessari, come ad esempio la copertura dei parchi minerari, ci fanno comprendere che i tempi non saranno rapidi.”Si tratta di un sito strategico per la nostra nazione e bisogna intervenire con un obiettivo chiaro: la difesa di un binomio imprescindibile, salute e lavoro.Dobbiamo preservare la salute dei cittadini di Taranto e delle fasce più vulnerabili della popolazione, come i bambini, ma anche quei posti di lavoro che garantiscono a oltre 12.000 famiglie la possibilità di guardare al futuro.La salute dei lavoratori e dei cittadini non è negoziabile. Ci sono ancora delle mancanze gravi, nonostante l’80% di attuazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia).Il nostro compito, come rappresentanti diretti dei cittadini, è proprio quello di fare tesoro di quanto ascoltato e visto in questi giorni, e migliorare il futuro di questa comunità, per ridare speranza alle persone che abbiamo incontrato e che hanno condiviso con noi le loro esperienze e i loro duri racconti di vita in momenti molto toccanti.”Hanno fatto parte della delegazione in visita a Roma, Taranto e Bari fra il 13 e il 15 luglio 2016 i seguenti eurodeputati:
– Giovanni La Via, Presidente della Commissione ENVI al Parlamento europeo e capo delegazione (EPP/IT);
– Massimo Paolucci, Nicola Caputo ed Elena Gentile (S&D/IT);
– Piernicola Pedicini (EFDD/IT);
– Eleonora Forenza (GUE/NGL/IT);
– Nikolay Barekov (ECR/BG);
– Jasenko Selimovic (ALDE/SV).

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Innovazione e rischi

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

Banca d'ItaliaL’innovazione, l’investimento devono beneficiare di un ambiente che li premi. Questa breve e in apparenza banale frase è stata estratta dalle considerazioni finali lette lo scorso 31 maggio dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco davanti alla consueta platea di banchieri e imprenditori.
L’innovazione e l’investimento, ripetiamo, devono beneficiare di un ambiente che li premi. Poiché nessuno potrebbe affermare il contrario sembrerebbe un’ovvietà. Ma non lo è se cerchiamo d’inquadrarne il senso nella consapevolezza, tanto per cominciare, che quell’ambiente da noi si presenta ostile.Innovare è bellissimo ma rischioso. E quanto più l’innovazione è radicale tanto più si deve accettare la possibilità del fallimento. Ma chi, avventurandosi in terra incognita, può avere la certezza che raggiungerà il suo obiettivo? E chi, accettando di sperimentare, ha già fisso in mente l’obiettivo che vuole raggiungere?
L’innovazione che conosciamo, quella che siamo capaci di comprendere e affrontare, è necessariamente di seconda fascia. Si limita a rincorrere piccoli aggiustamenti nei processi o nei prodotti che danno l’illusione del cambiamento lasciando tutto, nella sostanza, com’è.E non potrebbe essere diversamente perché la paura di sbagliare – e di pagare sanzioni molto salate in termini economici, giudiziari e di reputazione – è così alta da sconsigliare voli pindarici suggerendo invece di procedere per corti e goffi saltelli che offrono una rassicurante aderenza al suolo.Chi non risica non rosica ma nemmeno si fa male. Nel paese che non riesce a perdonare il successo bisogna schivare anche l’insuccesso perché basta mettere un piede in fallo per essere espulsi dal gioco. Accettare questa condizione non è da tutti ed è per questo che alla fine vince la prudenza.
In America, per parlare di un paese amico dell’intrapresa, l’insuccesso dovuto a fattori di mercato è considerato normale. Una tappa obbligata del percorso che, provando e riprovando, porterà alla formula vincente, al premio destinato a chi non s’arrende e con tenacia ritenta la sorte.Inseguire un’intuizione e scommettere sul futuro sprigiona tanti e forti sentimenti dove il coraggio si fonda con l’orgoglio e questo con la consapevolezza di appartenere a quella particolare e straordinaria élite destinata a passare alla storia per il contributo portato al progresso.
Il nostro ambiente è fatto di molte insidie e altrettante invidie. Da noi il mal comune è ancora e sempre un mezzo gaudio. L’uovo di oggi è preferito alla gallina di domani e, soprattutto,chi lascia la vecchia via per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova. Naturalmente questa stessa condizione di sofferenza per gli attori che si muovono con correttezza diventa un brodo di convenienza per gli spregiudicati e i malintenzionati che sanno bene come muoversi nei terreni accidentati del paese. (di Alfonso Ruffo Consiglio Direttivo Società Libera http://www.societalibera.org)

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E’ italiana la principale organizzazione internazionale per la protezione degli oceani

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2016

oceanoLa giornata mondiale degli oceani è l’occasione per ricordare gli importanti risultati conseguiti da Friend of the Sea, un’iniziativa tutta italiana diffusa ormai in oltre 50 nazioni nel mondo.Friend of the Sea nasce dal progetto Dolphin Safe, che ha salvato milioni di delfini da pratiche di pesca al tonno insostenibili. Friend of the Sea, dal 2008 ha esteso l’attività alla certificazione e monitoraggio della pesca – non solo del tonno – e dell’acquacoltura sostenibile, verificando l’impatto sull’ambiente marino ed acquatico in generale.Nel corso degli anni, l’organizzazione ha esteso il suo ambito d’azione ed ha elaborato ulteriori certificazioni per premiare quelle attività che riducono a livelli sostenibili il loro impatto sull’ecosistema ed habitat marino. Tra queste, le certificazioni del trasporto mercantile marittimo, delle specie marine ornamentali e delle attività di avvistamento dei delfini e delle balene.Friend of the Sea supporta inoltre numerosi progetti di conservazione ambientale ed ha attivato campagne globali, come quella contro l’uccisione delle balene a seguito delle collisioni con le navi.Scegliere prodotti e servizi certificati Friend of the Sea ci permette di sentirci tutti veramente Amici di Mare, non solo oggi, ma per tutto l’anno.
Friend of the Sea è un programma di certificazione internazionale per prodotti da pesca e acquacoltura sostenibili, e per le attività di dolphin e whale watching sostenibili. Più di 500 aziende da oltre 50 paesi nel mondo si sono affidate a Friend of the Sea per verificare la sostenibilità dell’origine dei propri prodotti. Gli audit sono svolti da enti di certificazione accreditati, sul luogo di pesca ed acquacoltura, e basati sui dati scientifici ufficiali più aggiornati. (foto oceano)

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