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Ettore Sottsass: Oltre il design

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

Per esame di arredamentoParma Abbazia di Valserena, Strada Viazza di Paradigna, 1, 18 novembre 2017 alle ore 14 apre al pubblico la mostra Ettore Sottsass. Oltre il design, prodotta e organizzata dallo CSAC dell’Università di Parma e curata in stretta collaborazione con un gruppo di lavoro composto da storici dell’architettura, del design e dell’arte contemporanea, designer e archivisti.
Nel 1979 Ettore Sottsass donò allo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione oltre 14.000 materiali progettuali (schizzi, bozzetti e disegni) e 24 sculture. Nel centenario della nascita dell’autore, proprio a partire da questa preziosa donazione, lo CSAC ha promosso un importante progetto espositivo ed editoriale con il patrocinio del Comune di Parma.
L’ampio e intenso lavoro di catalogazione e digitalizzazione dell’intero fondo, sarà restituito nel catalogo a stampa Ettore Sottsass 1922-1978 (Silvana editoriale, 2017), pubblicato in occasione della mostra Ettore Sottsass. Oltre il design. L’esposizione è costituita da circa 700 pezzi selezionati all’interno dell’archivio e allestiti secondo una struttura narrativa cronologica (a partire da un disegno infantile del 1922), che fa emergere alcune costanti visive e metodologiche dell’autore interpretando il percorso espositivo dell’Archivio-Museo CSAC. Il titolo della mostra rimanda infatti alla pratica di lavoro propria di Sottsass, che travalica la specificità della sua attività di designer verso una visione più allargata, in cui il disegno ha una centralità assoluta, come strumento di progettazione ma prima e soprattutto come momento di riflessione e di verifica formale.
Il pianeta come festivalMostra e catalogo sono stati realizzati da un gruppo di lavoro comprendente Francesca Balena Arista (Politecnico di Milano) che ha approfondito la collaborazione di Sottsass con Poltronova, Elisa Boeri (Politecnico di Milano) che ha analizzato alcuni progetti di architettura degli anni ‘50, Giampiero Bosoni (Politecnico di Milano) che ha studiato il tema degli interni e il rapporto con il disegno degli oggetti, Federico Bucci (Politecnico di Milano) che ha studiato il rapporto con la cultura americana, Milco Carboni (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Accademia di Belle Arti Mario Sironi – Sassari) che ha affrontato il rapporto con l’azienda Poltronova, Giulia Daolio (CSAC Università di Parma) che si è occupata della collaborazione con “il lambello” e della partecipazione ai Littoriali, Chiara Fauda Pichet (Politecnico di Milano) che ha approfondito alcuni progetti degli interni e il disegno dei gioielli, e Chiara Lecce (Politecnico di Milano) che ha studiato il disegno degli oggetti, Elisabetta Modena (CSAC Università di Parma) che ha studiato le partecipazioni di Sottsass alle Triennali di Milano, Emanuele Piccardo (storico dell’architettura) che ha indagato l’incontro di Sottsass con la cultura beat e radicale, Simona Riva (CSAC Università di Parma) che si è occupata delle ceramiche negli anni ‘60 e ‘70, Marco Scotti (CSAC Università di Parma) che ha ricostruito alcuni progetti espositivi, Marta Sironi (CSAC Università di Parma) che ha affrontato il progetto grafico editoriale degli anni ‘40, Marcella Turchetti (Associazione Archivio Storico Olivetti) la cui ricerca ha riguardato la lunga collaborazione con lo storico marchio di Ivrea, Marina Vignozzi Paszkowski (Archivio Industriale Bitossi – Fondazione Vittoriano Bitossi) che ha messo in luce il rapporto con Bitossi Ceramiche dagli anni ‘50, e Francesca Zanella (CSAC Università di Parma) che ha analizzato il ruolo dell’archivio e il rapporto tra progetto e ricerca visiva.Grafica e Allestimento della mostra, che occuperà fino all’otto di aprile i suggestivi spazi Disegni vari 1934-39dell’Abbazia cistercense di Valserena, sede dello CSAC, sono a cura di Daniele Ledda (xycomm) e Elisabetta Terragni (Studio Terragni Architetti).
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid. Ingresso: 10 euro. Sabato 18 novembre dalle 14 alle 19 il pubblico potrà accedere con biglietto ridotto 5 euro orari: Martedì, giovedì e venerdì dalle ore 15 alle ore 19 Mercoledì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 19. (foto: Sottsass)

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Forum internazionale «La lingua russa – un mondo senza confini»

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

parma universitàParma. L’apertura ufficiale del Forum si terrà venerdì 10 novembre alle ore 10 nell’Aula dei Filosofi del Palazzo Centrale dell’Ateneo (Via Università 12), alla presenza del Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali Diego Saglia, della Vice Presidente dell’AIS – Associazione Italiana Slavisti Monica Perotto, oltre ad alcuni rappresentanti ufficiali della Federazione Russa.L’iniziativa nasce per volontà del Ministero dell’educazione e della scienza della Federazione Russa ed è organizzato dall’Università Statale Pedagogica di Mosca (MGPU) in collaborazione con l’Università di Parma, l’Associazione “Russkij dom – Italia” e la scuola russa “Lev Tolstoj” di Milano. Ai lavori del Forum saranno presenti i rappresentanti dei principali atenei russi e dei maggiori Dipartimenti italiani di Slavistica.
La seduta plenaria del 10 novembre sarà dedicata al tema dello studio della lingua russa in Italia. Maria Candida Ghidini, docente di Letteratura russa all’Università di Parma, traccerà una breve panoramica dello studio della lingua e della letteratura russa negli atenei e nelle scuole superiori italiane; Polina Guelfreikh, Presidente dell’Associazione “Russkij dom – Italia” e insegnante di Lingua russa presso l’Ateneo, interverrà con una relazione sullo studio della lingua russa nei corsi e nelle scuole di formazione all’interno delle associazioni culturali italiane, mostrando le possibilità di interazione tra queste associazioni, le università e le scuole superiori che annoverano il russo tra le lingue di studio. La seduta plenaria si concluderà con il saluto da parte di alcuni studenti laureandi e laureati in Lingua e Letteratura russa presso l’Università di Parma.La seconda parte della giornata sarà suddivisa in tre sezioni, all’interno delle quali i relatori presenteranno i propri interventi, partecipando infine alla tavola rotonda conclusiva. La sezione di lingua russa verrà coordinata da Wojciech Sosnowski (Università di Varsavia), autore di numerosi manuali dedicati all’apprendimento della lingua russa, e da Nicoletta Cabassi, docente di Filologia Slava all’Università di Parma, esperta di storia e cultura serba e autrice di numerosi articoli circa le relazioni interlinguistiche tra lingua russa, croata e serba. Interverranno alcuni degli autori dei più noti manuali di lingua russa: Stanislav Černyšov, autore di «Poechali!» e docente presso la Karl-Franzens-Universität di Graz, fondatore della Scuola “Extra-class”; Francesca Legittimo, insegnante presso lo IULM di Milano e autrice del recente manuale per scuole superiori «Davajte! Comunicare in russo» (Hoepli); Dario Magnati, insegnante presso lo IULM di Milano e autore del corso comunicativo di lingua russa «Molodec! Parliamo russo» (Hoepli). Interverranno quindi insegnanti di lingua russa presso atenei italiani ed europei, partecipando alla tavola rotonda finale circa le più attuali questioni inerenti l’insegnamento della lingua russa come L2. La seconda sezione, coordinata da Maria Candida Ghidini, sarà dedicata all’insegnamento della letteratura russa nelle università europee, con particolare attenzione alle modalità e agli strumenti utili a presentare agli studenti i periodi più complessi della storia russo-sovietica. L’intervento di Julija Valieva, docente presso l’Università degli Studi di San Pietroburgo (SPBGU) e vincitrice del premio Andrej Belyj, verterà sulla cosiddetta “culturale non ufficiale” o “underground” della Leningrado sovietica. A continuazione del tema interverrà Marco Sabbatini, docente di Letteratura russa presso l’Università di Macerata, autore di numerose pubblicazioni scientifiche sulla cultura non ufficiale sovietica e sulle relazioni tra la cultura italiana e quella russa, traduttore e vincitore del premio internazionale “Alpi Apuane”. Guido Carpi, docente di Letteratura russa presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, racconterà la propria esperienza in qualità di autore della recente “Storia della letteratura russa”, pubblicato da Carocci nel 2016. Chiuderà la sezione la relazione di Natalija Popova, docente di Metodologie per l’insegnamento della letteratura presso l’Università Statale Pedagogica di Mosca, con una relazione sugli approcci nuovi e tradizionali nello studio della letteratura russa nelle università. Una sezione a parte, coordinata da Polina Georgievna Guelfreikh, è stata pensata per gli studenti delle università e delle scuole superiori europee.Il primo giorno del Forum si concluderà con le tre tavole rotonde delle rispettive sezioni e con la presentazione delle ultime novità a cura dei rappresentanti delle maggiori case editrici di manualistica e didattica della lingua russa. La parte conclusiva della giornata sarà condotta da Ol’ga Jašina (Università Statale Pedagogica di Mosca).

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Sesta “Round Table”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 ottobre 2017

parma universitàParma. Da lunedì 23 a mercoledì 25 ottobre, presso il Centro Congressi Sant’Elisabetta (Campus Scienze e Tecnologie, Università di Parma) si terrà la sesta “Round Table” del progetto Europeo di ricerca sulla Gestione Sostenibile del Suolo in Europa LANDMARK (Land, Management, Assessment, Research Knowledge base), organizzata da Cristina Menta e Giovanna Visioli del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Ateneo.I 50 scienziati presenti, che si occupano di problematiche della gestione del Suolo, si riuniranno all’Università di Parma per discutere i risultati di oltre 2 anni di lavoro al progetto LANDMARK, iniziato a maggio 2015. Durante i tre giorni di lavori è in programma, in collaborazione con esperti della Regione Emilia Romagna, una visita in campo ad una Azienda del Consorzio del Parmigiano-Reggiano e una validazione degli “attributi” definiti dal progetto mediante l’analisi di profili di terreni di erba medica e prati stabili da cui si ricava il foraggio per produrre latte di elevata qualità per la produzione del Parmigiano-Reggiano.Le aziende di allevamento e coltivazione del nostro territorio, legate al processo produttivo del Parmigiano-Reggiano, sono particolarmente attente anche alla salvaguardia ambientale a partire dalle caratteristiche del terreno e dei sistemi di lavorazione.Il progetto LANDMARK si basa sul concetto che i suoli sono una risorsa finita che fornisce una gamma di servizi ecosistemici noti come “funzioni del suolo”. Le funzioni relative all’agricoltura includono: la produttività primaria, la regolazione e la purificazione dell’acqua, il sequestro del carbonio, il suo ciclo e regolazione, l’habitat per la biodiversità funzionale e intrinseca, la fornitura di sostanze nutritive. Possono verificarsi “trade-off” tra queste funzioni: la gestione mirata a massimizzare la produzione primaria può influire inavvertitamente sulle funzioni di “depurazione dell’acqua” o sulla “biodiversità”. Ciò ha portato a divergenze per quanto riguarda indicazioni sulle corrette pratiche agricole di gestione del suolo anche a livello politico. È quindi urgente sviluppare un quadro scientifico e pratico coerente per la gestione sostenibile dei suoli.
L’obiettivo del progetto è quantificare la fornitura di funzioni del suolo in tutta Europa, basandosi sulle proprietà del suolo, sull’uso del suolo e sulle pratiche di gestione dello stesso e fornire strumenti per una gestione sostenibile a diverse scale, locale, regionale ed europea.
LANDMARK è un consorzio Pan-Europeo costituito da 22 Istituzioni provenienti da 14 paesi dell’UE, oltre a Svizzera, Cina e Brasile. Queste includono Università, tra cui anche l’Università di Parma, Istituti di Ricerca applicati, Camere di agricoltura, PMI e Commissione Europea che svilupperanno un quadro coerente per la gestione del suolo, finalizzato alla produzione sostenibile di cibo in tutta Europa. Landmark è guidato da Wageningen University and Research (WUR) ed è supportato da una serie di organizzazioni che fanno parte del comitato direttivo degli stakeholder (FAO, COPA-COGECA, EFI, EUFRAS, DG-AGRI, DG-ENV, EMBRAPA, EFSA, EEA, EIONET).

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Convegno internazionale “Neuroscienze e diritto: implicazioni e prospettive”

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

parma universitàParma. Da giovedì 5 a sabato 7 ottobre si terrà nel Palazzo Centrale dell’Università di Parma (Aula dei Filosofi, via Università 12) il Convegno internazionale “Neuroscienze e diritto: implicazioni e prospettive”, organizzato dal Centro Universitario di Bioetica (UCB), dal Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA) e dal Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Ateneo. Il campo delle neuroscienze ha conosciuto negli ultimi tempi una straordinaria evoluzione, che ha suscitato diversi spunti di riflessione per gli operatori del mondo giuridico. L’idea di comprendere l’essere umano e i suoi comportamenti attraverso lo studio dei meccanismi cerebrali rappresenta una sfida estremamente difficile e, al contempo, particolarmente affascinante, rispetto alla quale il diritto non può di certo restare indifferente. Il Convegno ha come oggetto lo studio delle diverse interazioni che si instaurano fra il settore delle neuroscienze e il mondo del diritto, cercando di comprendere come le scoperte neuroscientifiche possano incidere su alcune fondamentali categorie giuridiche e in che modo il diritto debba comportarsi davanti a queste innovazioni.
Ad aprire i lavori, giovedì 5 ottobre alle ore 18, sarà l’incontro “Dimensioni della mente”, dialogo fra il Prof Giacomo Rizzolatti dell’Università di Parma, coordinatore del gruppo che ha scoperto i “neuroni specchio”, e il Prof Amedeo Santosuosso dell’Università di Pavia, magistrato e Presidente del Centro di Ricerca Interdipartimentale European Centre for Law, Science and New Technologies della stessa Università. L’intento è quello di presentare e introdurre, in chiave divulgativa, le questioni che saranno approfondite più tecnicamente nelle sessioni del convegno del 6 e 7 ottobre. L’incontro sarà moderato da Enrica Battifoglia, giornalista scientifica dell’agenzia ANSA.
Nel convegno l’analisi sarà condotta secondo un’ottica interdisciplinare (parteciperanno giuristi, filosofi, neuroscienziati e medici) e sarà articolata in tre sessioni: le prime due venerdì 6 ottobre e la terza sabato 7.
Venerdì 6 ottobre alle 9 la mattinata sarà aperta dai saluti introduttivi di Giovanni Franceschini, Rettore Vicario dell’Università di Parma, di Laura Pineschi, Presidente del Centro Studi in Affari Europei e Internazionali (CSEIA), e di Antonio D’Aloia, Direttore del Centro Universitario di Bioetica (UCB). A seguire La prima sessione, “Neuroscienze e diritto: profili generali”, dedicata al rapporto fra neuroscienze e scienze sociali, con particolare riferimento al diritto. L’intento è quello di individuare, secondo una prospettiva comparata, i campi di intersezione fra neuroscienze e diritto, sottolineando l’importanza di questo nuovo campo di dialogo.
La seconda sessione, “Neuroscienze e tutela della salute”, in programma a partire dalle 15, intende approfondire gli effetti delle conoscenze neuroscientifiche con riguardo all’ambito della tutela della salute e alla autodeterminazione dell’individuo. Si pensi, in particolare, a coloro che si trovano in stato vegetativo o di minima coscienza, a chi è affetto dalla cosiddetta sindrome Locked-in e alle opportunità offerte dai macchinari delle Brain Computer Interface. Il panel si occuperà, inoltre, dei problemi sociali, etici e giuridici legati al tema del cosiddetto potenziamento cognitivo o “enhancement”, ossia l’utilizzo di particolari farmaci o altri strumenti specifici, utilizzati da soggetti “sani” e finalizzati ad accrescere le capacità cognitive umane. Come, dunque, regolamentare l’utilizzo di queste nuove tecnologie? Quali le ricadute sul concetto di salute e di identità individuale?
La terza sessione, “Le Neuroscienze in Tribunale”, in programma sabato 7 ottobre alle 9, riguarderà l’impiego delle risultanze neuroscientifiche all’interno del processo. La casistica giurisprudenziale in materia appare sempre più consistente. Proprio per questo si cercherà di valutare l’idoneità di tali tecnologie a costituire valida prova scientifica e in che misura le scoperte neuroscientifiche possano incidere sulla definizione e sull’accertamento della responsabilità personale dell’individuo.

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Convegno sulle teorie delle interazioni fondamentali

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

parma universitàParma Da lunedì 11 a mercoledì 13 settembre si terrà, al Centro Sant’Elisabetta dell’Università di Parma (Campus Universitario – Parco Area delle Scienze), la V edizione del convegno “Theories of the Fundamental Interactions”.
Il convegno ha cadenza biennale e ha lo scopo di riunire esperti nel campo delle teorie supersimmetriche, delle teorie di gauge, di gravità, di stringa e delle loro applicazioni in ambiti che vanno dalla fisica delle interazioni fondamentali, alla cosmologia e a sistemi della materia condensata.
Il convegno è organizzato dai proff. Luca Griguolo e Marisa Bonini del Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche dell’Università di Parma e dal prof. Domenico Seminara dell’Università di Firenze, con il supporto dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare-INFN di Roma. Le precedenti edizioni si sono tenute a Napoli (2015), Trieste (2012), Perugia (2010) e Roma Tor Vergata (2008).

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Test di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 settembre 2017

parma universitàParma. Prendono il via il 5 settembre all’Università di Parma i test di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale. Martedì 5 sarà la volta delle prove per i candidati di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria, mercoledì 6 toccherà a quelli di Medicina Veterinaria e giovedì 7 a quelli di Scienze dell’Architettura. Mercoledì 13 settembre sarà infine la volta delle prove di ammissione per i corsi delle Professioni sanitarie (Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ortottica e assistenza oftalmologica, Ostetricia, Tecniche audioprotesiche, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia).Ecco i dettagli corso per corso:
Martedì 5 settembre: Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria
Sede Didattica di Ingegneria (Campus Scienze e Tecnologie, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 8. Numero di posti disponibili per Medicina e Chirurgia: 209 (di cui 20 riservati a extracomunitari). Numero di posti disponibili per Odontoiatria e protesi dentaria: 26 (di cui 2 riservati a studenti extracomunitari). L’Aula di destinazione di ogni candidato verrà indicata sul sito http://mc.unipr.it/it/didattica/ammissioni almeno due giorni prima della data dell’esame.
Mercoledì 6 settembre: Medicina Veterinaria
Sede Didattica di Ingegneria (Campus Scienze e Tecnologie, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 9. Numero di posti disponibili: 44 (di cui 3 riservati a studenti extracomunitari).
Giovedì 7 settembre: Scienze dell’Architettura
Sede Didattica di Ingegneria (Campus Scienze e Tecnologie, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 9.30. Numero di posti disponibili: 115 (di cui 3 riservati a studenti extracomunitari).
Mercoledì 13 settembre: corsi delle Professioni sanitarie
Sede Didattica di Ingegneria (Campus Scienze e Tecnologie, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 8. Numero di posti complessivi disponibili: 421 (di cui 24 riservati a studenti extracomunitari e 1 riservato a uno studente cinese). L’Aula di destinazione di ogni candidato verrà indicata sul sito http://mc.unipr.it/it/didattica/ammissioni almeno due giorni prima della data dell’esame.
Per tutte le prove di ammissione i candidati dovranno presentarsi muniti di documento d’identità personale, ricevuta dell’avvenuto pagamento entro i termini previsti dalla tassa di ammissione e copia del modulo di avvenuta iscrizione. Tale documentazione non va trasmessa alla Segreteria Studenti.

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Ferroelettricità organica: su “Nature” ricercatori di Parma criticano un lavoro del Nobel Stoddart

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

parma universitàParma Alcuni studiosi del gruppo di Materiali Molecolari per Applicazioni Avanzate (MMAA) del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, insieme a un qualificato team internazionale, hanno pubblicato su “Nature” una critica serrata a un lavoro della Northwestern University che affermava di aver trovato ferroelettricità “elettronica” a temperatura ambiente in tre composti organici. Il ferromagnetismo è un fenomeno ben noto, secondo cui dipoli magnetici si allineano in risposta a un campo magnetico esterno e mantengono tale allineamento (polarizzazione magnetica) anche a campo rimosso. Il ferromagnetismo è alla base di molte applicazioni di carattere tecnologico: per esempio le memorie dei calcolatori. La ferroelettricità è un fenomeno analogo: invece dei dipoli magnetici sono i dipoli elettrici a creare una polarizzazione elettrica permanente, allineandosi in risposta a un campo elettrico. Il primo materiale ferroelettrico è stato scoperto un secolo fa circa, ma una ricerca focalizzata sui ferroelettrici si è sviluppata solo a cavallo della seconda guerra mondiale. Oggi la ricerca di avanguardia punta all’ottenimento di materiali ferroelettrici organici (cioè costituiti in massima parte da carbonio, idrogeno e ossigeno) nell’ambito dello sviluppo di materiali per l’elettronica che siano leggeri, flessibili e bio/eco-compatibili.Alcuni anni fa un gruppo di ricercatori giapponesi dell’Università di Tokyo aveva effettivamente scoperto che un composto organico, il tetratiafulvalene-cloranile, già studiato in maniera approfondita dai ricercatori del gruppo MMAA, esibiva ferroelettricità, seppure solo in prossimità della temperatura dell’azoto liquido (-200 gradi centigradi circa). Tale ferroelettricità è risultata essere di un tipo particolare, cosiddetta elettronica perché dovuta alle “nubi” elettroniche delle molecole, ed è caratterizzata dalla velocità con cui si instaura la polarizzazione a opera del campo esterno, nonché dal suo valore. Allora la “gara” si è spostata verso l’ottenimento di ferroelettricità elettronica in composti organici a temperatura ambiente. Questa gara sembrava essere stata vinta dal forte gruppo di ricerca della Northwestern University americana, guidato dal Prof. Stupp e dal futuro premio Nobel Stoddart: nel 2012, infatti, essi pubblicarono, su “Nature”, i risultati relativi alla ferroelettricità elettronica di tre composti organici da loro sintetizzati a tale scopo. L’articolo ha comprensibilmente ricevuto grande attenzione dalla comunità scientifica, risultando in breve tempo tra gli “highly cited papers” nella classifica del “Citation Index” della baca dati WEB of Science. Gabriele D’Avino, Dottorato nel gruppo MMAA (ora all’Istituto Laue-Langevin di Grenoble), si è accorto però che qualcosa non tornava, sulla base di sofisticati calcoli da lui effettuati sui composti di Stoddart e Stupp. Su suo suggerimento, il gruppo MMAA, e in particolare Matteo Masino, Anna Painelli e Alberto Girlando, ha verificato che i dati sperimentali a supporto della ferroelettricità erano di cattiva qualità, anche se venivano da un gruppo molto prestigioso in campo chimico. Di comune accordo si è deciso di replicare gli esperimenti, coinvolgendo in un ampio team internazionale l’Università di Mons (Belgio), l’Istituto di Scienza dei Materiali di Barcellona (Spagna), l’Università di Augsburg (Germania), l’Università di Girona (Spagna) e la Scuola Internazionale per Studi Avanzati (SISSA) di Trieste.

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Consegna dei premi “Giovanna Melegari”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

parma universitàParma martedì 11 luglio alle ore 14.10, nell’Aula Magna dell’Università di Parma (Palazzo centrale, via Università 12), i premi di laurea e di studio intitolati a Giovanna Melegari, scomparsa dodici anni fa, notaio che ha dedicato gran parte del proprio impegno scientifico alla ricerca e all’attività didattica all’Università di Parma, in particolare alla Cattedra di Diritto costituzionale. Nel corso della cerimonia interverranno Giovanni Bonilini, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali dell’Università di Parma, e Antonio D’Aloia, Professore ordinario di Diritto costituzionale. Istituiti nel 2013 dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo (ora Dipartimento di Giurisprudenza, Studî Politici e Internazionali) grazie al contributo della famiglia della Dott.ssa Melegari, i Premi “Giovanna Melegari” sono nati per promuovere e coltivare l’interesse di giovani studiosi all’approfondimento delle tematiche che ne hanno caratterizzato l’esperienza accademica e professionale.Il bando per il Premio di laurea “Giovanna Melegari”, del valore di 2.000 euro, era rivolto a laureati in Giurisprudenza dell’Ateneo di Parma e degli altri Atenei dell’Emilia Romagna con una tesi di laurea specialistica o magistrale in materia di: diritti fondamentali; servizi sociali; giustizia costituzionale; costituzione e cultura; autonomia negoziale; successione mortis causa. Dopo l’esame delle domande pervenute, la commissione giudicatrice ha decretato vincitore Fabio Trolli.Il bando per il Premio di studio biennale “Giovanna Melegari”, del valore di 6.000 euro più eventuali 4.000 euro (in caso di pubblicazione dell’elaborato da parte di una rivista scientifica di rilevanza nazionale), era rivolto a laureati in Giurisprudenza dell’Ateneo di Parma e degli altri Atenei dell’Emilia Romagna e finalizzato a incentivare l’attività di giovani studiosi che intendano sviluppare un progetto di ricerca su una di queste tematiche: a) diritti fondamentali; b) servizi sociali; c) giustizia costituzionale; d) costituzione e cultura; e) autonomia negoziale; f) successione mortis causa. Dopo l’esame delle domande pervenute, la commissione giudicatrice ha decretato vincitore Michele Tempesta.

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Approccio ingegneristico al cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

Philippine climateParma Lunedì 10 luglio con inizio alle 9.30 si svolgerà, al Centro Congressi del Plesso Didattico-Congressuale del Campus Scienze e Tecnologie dell’Università di Parma (via Langhirano), il Seminario “Approccio ingegneristico al cambiamento climatico: esperienze nazionali e internazionali”.L’evento è organizzato da Maria Giovanna Tanda, Marco D’Oria e Chiara Cozzi, del gruppo di ricerca sui cambiamenti climatici del Dipartimento di Ingegneria e Architettura – Unità di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Parma, insieme ad Alberto Montanari, docente del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna.Il seminario si propone di promuovere uno spazio di riflessione e confronto per gli ingegneri professionisti sul cambiamento climatico attraverso la presentazione di alcune significative esperienze in ambito nazionale e internazionale. In particolare, verranno mostrati alcuni degli strumenti e degli approcci metodologici già adottati e a cui i professionisti potranno fare riferimento per tradurre gli obiettivi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico in specifici criteri di progettazione.Dei numerosi campi dell’ingegneria interessati al cambiamento climatico, nel seminario si tratteranno prevalentemente le problematiche relative all’ingegneria delle acque nei diversi aspetti, quali la disponibilità delle risorse idriche, il drenaggio urbano, le piene fluviali, le alluvioni e le ricadute sui piani di adattamento al cambiamento climatico che gli Amministratori sono chiamati a mettere a punto.La partecipazione al Seminario è gratuita; per gli ingegneri sono riconosciuti 4 CFP come deliberato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Parma. Iscrizioni dal portale dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Parma entro mercoledì 5 luglio 2017. Gli studenti dei corsi di laurea magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e in Ingegneria Civile sono invitati a partecipare. L’evento è patrocinato dal Centro Acque–eu.watercenter dell’Università di Parma.

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Studio del laboratorio di Probiogenomica dell’Università di Parma sulla rivista scientifica Microbiome

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 luglio 2017

biblio università parmaE’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Microbiome un lavoro riguardante l’identificazione e la caratterizzazione delle comunità microbiche (microbiota) intestinali nelle prime fasi di vita dell’uomo. Lo studio è stato realizzato dal Laboratorio di Probiogenomica, diretto dal prof. Marco Ventura, nel Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma.
La caratterizzazione del microbiota intestinale di diversi neonati e delle rispettive madri nonché del latte materno, ha evidenziato come esistano dei microrganismi appartenenti al genere Bifidobacterium che vengono ereditati per via materna tramite un meccanismo di trasmissione verticale. Questo studio evidenzia come esista una stretta co-evoluzione microrganismi-ospite che consente a ben precise specie e ceppi microbici di essere trasferiti dalle madri ai rispettivi figli. Il trasferimento avviene anche grazie al latte materno, che non solo agisce come vettore per il trasferimento di un microbiota ma anche come fonte di sostanze nutritive, per lo più carboidrati, che agiscono in modo selettivo per la colonizzazione di alcuni ceppi microbici.Nell’ambito di questo studio, sono stati caratterizzati per la prima volta i batteriofagi che vengono tramessi per via verticale dalla madre al neonato e che sono essenziali al fine di garantire la stabilità delle comunità microbiche nell’intestino del neonato. Lo studio è stato reso possibile grazie alla presenza, nel Laboratorio di Probiogenomica, di una divisione di genomica microbica, affiancata da un team bioinformatico specializzato, unico nel suo genere grazie alla presenza di sequenziatori di DNA di ultima generazione.
Questo articolo scientifico si colloca nell’ambito delle attività di ricerca condotte dal Laboratorio di Probiogenomica, dalla sua costituzione nel 2007 ad oggi, nel campo della microbiologia applicata e genomica microbica destinata allo studio del microbiota intestinale e alla sua interazione con l’uomo e gli alimenti. L’attività di ricerca del Laboratorio in questi importanti campi ha ricevuto nel corso degli anni numerosi riconoscimenti sia nazionali che internazionali. http://probiogenomics.unipr.it

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Parma primo Ateneo dell’Emilia-Romagna per crescita delle matricole

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

parma universitàContinua la crescita delle matricole all’Università di Parma: nell’a.a. 2016-2017 l’incremento è stato del 16,9%, una crescita davvero rilevante che colloca l’Ateneo al sesto posto tra le università statali italiane. È quanto emerge dalla classifica stilata da “Repubblica.it” su dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, effettuata su 90 atenei italiani (62 statali, 10 telematici, 18 non statali o privati). La classifica sottolinea il grande exploit (il migliore dal 2003) del sistema universitario italiano nel suo complesso, con una crescita media a livello nazionale del 4,3%.L’Università di Parma, con il suo +16,9%, è dunque oltre 12 punti percentuali sopra la crescita media nazionale, ed è primo ateneo dell’Emilia-Romagna: la seconda università emiliano-romagnola è quella di Modena e Reggio Emilia, al tredicesimo posto.Continua quindi la eccezionale performance dell’Università di Parma, che prosegue nel percorso di crescita già intrapreso lo scorso anno, quando il numero di matricole era aumentato del 22,5%, collocando l’Ateneo al primo posto della classifica di “Repubblica”.

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Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni e la classificazione sismica degli edifici

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Lunedì 12 e martedì 13 giugno, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12), con inizio alle ore 10, si terrà il convegno “LA NUOVA NTC 2017 E LA CLASSIFICAZIONE SISMICA DEGLI EDIFICI (SISMABONUS)”.
Il 12 giugno, dopo i saluti del Rettore, rappresentato dal Pro Rettore Vicario, prof. Giovanni Franceschini, i lavori saranno aperti dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ing. Massimo Sessa, che presiederà entrambe le giornate.Il Convegno è stato organizzato sotto gli auspici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, su iniziativa della prof.ssa ing. Lorella Montrasio, docente di geotecnica dell’Università di Parma nonché componente del Gruppo di lavoro NTC del CSLLPP.Interverranno al convegno l’on. Umberto Del Basso De Caro, Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e ai Trasporti, l’ing. Angelo Tedeschi, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Parma, il Vice Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ing. Giovanni Cardinale, il prof. ing. Franco Braga, dell’Università di Roma La Sapienza e Coordinatore del Gruppo di lavoro NTC del CSLLPP nonché Presidente dell’ANIDIS, i professori che hanno partecipato al Gruppo di Lavoro NTC del CSLLPP: Pietro Croce (Università di Pisa), Piero D’Asdia (Università di Chieti e Pescara), Walter Salvatore (Università di Pisa), Claudio Modena (Università di Padova) e l’ing. Emanuele Renzi, Coordinatore del Servizio Tecnico Centrale del CSLLPP. Alla seconda giornata interverranno il Presidente di ANCE, geom. Gabriele Buia, e i relatori del Gruppo di Lavoro sulla Classificazione del Rischio Sismico del CSLLPP: proff. Mauro Dolce (Università di Napoli Federico II), Walter Salvatore, Franco Braga e il dott. Biagio Eramo.La prima giornata ha lo scopo di tracciare un quadro delle principali novità introdotte dalle Norme Tecniche per le Costruzioni 2017 e di chiarire i contenuti della Circolare Applicativa ed Esplicativa che verrà pubblicata immediatamente dopo la pubblicazione delle Norme. La seconda giornata sarà rivolta ad illustrare i contenuti delle linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni. Gli interventi, che da un lato illustreranno la filosofia che ha mosso il legislatore nella costruzione delle Nuove Norme Tecniche – a garanzia della sicurezza delle costruzioni – e del Sismabonus -introdotto per agevolare la riduzione della classe di rischio degli edifici, valutabile, quest’ultima, anche sulla base delle stesse NTC -, dall’altro evidenzieranno il ruolo del Consiglio Superiore e delle Commissioni che hanno lavorato alla stesura delle Norme Tecniche e delle Linee Guida. I relatori dei contenuti tecnici di entrambe le giornate saranno gli stessi coordinatori e relatori dei Gruppi di Lavoro che, essendo stati attori protagonisti nella redazione, saranno in grado di approfondire gli argomenti con massima competenza. In entrambe le giornate, il focus verterà, oltre che sugli aspetti tecnici, su quelli professionali, fiscali e sulla ricaduta positiva per il comparto dell’edilizia e della progettazione, settori trainanti per l’economia del Paese.

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L’Università di Parma al “Gola Gola Festival”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

parma universitàParma Dal 2 al 4 giugno, all’interno del “Gola Gola Festival”, è previsto un fitto programma di eventi a cura dell’Università di Parma. Piazzale S. Bartolomeo diventa per l’occasione la “Piazza delle Scienze” ovvero uno spazio interamente gestito dal Comitato per il progetto “Parma Città Creativa della Gastronomia UNESCO”, coordinato dal prof. Andrea Fabbri, del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma.
Venerdì 2 giugno, alle ore 10.30, Furio Brighenti, Pro Rettore alla Ricerca dell’Ateneo, aprirà gli interventi parlando della Scuola Internazionale di Alta Formazione sugli Alimenti e la Nutrizione, hub di conoscenze multidisciplinari. A seguire (ore 11.30) verrà illustrata NUBI – NUtrizione BImbi: una app pensata per le famiglie per tenere sotto controllo l’alimentazione dei propri figli, a casa e a scuola. Alle ore 15 si parlerà del Sapore del gusto, e alle ore 16 de “L’importanza del suino pesante italiano nello sviluppo delle specialità salumiere italiane”. Alle ore 17 “Il gusto: semplice questione di chimica?”, seguito da un intervento su “Cibo è potere” alle ore 18.
Sabato 3 giugno si parte con “Regolazione del rischio: salute, ambiente e cibo” alle ore 10.30, e alle ore 11.30 si parlerà di “Guardare il piatto da un altro punto di vista: una visione artificiale della dieta”. Nel pomeriggio, alle ore 16, sono previsti gli interventi su “Comportamenti di consumo e di acquisto nell’alimentare: le nuove frontiere” e alle ore 17 si potrà discutere di “Cuochi sull’orlo di una crisi di nervi”. Alle ore 18 “Il progetto PASS121: presente e futuro della pasticceria da ristorazione”, seguito da “Confronti in aperitivo: un giro del mondo in mille sapori” (evento a pagamento).
Domenica 4 giugno sarà la giornata conclusiva del Festival. Alle ore 10.30 si parlerà di “Lievito Madre tra tradizione e modernità” e a seguire, alle ore 11.30, di “I grani antichi: alla scoperta di un patrimonio prezioso”. “La gastronomia tra arte e scienza per la valorizzazione dell’Italia agroalimentare” è previsto per le ore 16, mentre alle ore 17 i relatori illustreranno “Il doburoku e la cultura della fermentazione in Giappone”; per finire, alle ore 18, “Il peperoncino – Spezia universale dalla cucina di casa all’alta ristorazione”.

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L’Università di Parma in prima fila nell’organizzazione della Certificazione di latino

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Parma ateneoParma Le prove per la certificazione si terranno il 6 giugno dalle 14 alle 18 nelle aule K3 e K6 del Plesso D’Azeglio-Kennedy. L’Università di Parma è tra i primi Atenei italiani coinvolti nella sperimentazione della Certificazione di latino, considerata al pari di quella delle lingue straniere e rilasciata agli studenti che dimostrino di avere le competenze linguistiche a vari livelli. L’iniziativa è stata resa possibile dalla firma di un protocollo d’intesa tra l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna (USRER) e la Consulta Universitaria di Studi Latini (CUSL). L’Emilia-Romagna si è infatti recentemente unita alle altre regioni in cui è stata avviata la sperimentazione (Lombardia, Sicilia, Liguria, parte del Veneto e Provincia autonoma di Trento), che coinvolge anche gli Atenei emiliano-romagnoli di Bologna e Ferrara. L’obiettivo finale è quello di elaborare un modello unico di certificazione, che definisca in maniera univoca i livelli, le competenze richieste, le modalità di accertamento e verifica delle competenze richieste e le forme di spendibilità. La realizzazione di questo modello unico potrà portare alla definizione di un protocollo d’intesa nazionale con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), che stabilisca le modalità generali di svolgimento e conseguimento della certificazione. Le prove per la certificazione si svolgeranno nelle rispettive sedi universitarie. A Parma si terranno il 6 giugno dalle ore 14 alle ore 18 nelle aule K3 e K6 dell’Università di Parma (Plesso D’Azeglio-Kennedy). È ammesso un numero massimo di 140 studenti dei licei di Parma e provincia (ma auspicabilmente anche di Piacenza e Reggio Emilia). La commissione che si occupa dell’organizzazione e della correzione delle prove è costituita dalle responsabili prof.ssa Mariella Bonvicini e prof.ssa Stefania Voce, docenti del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma (Unità di Antichistica coordinata dal prof. Giuseppe Biondi), dalla prof.ssa Viviana Menoni, docente di Latino al Liceo Scientifico Marconi di Parma, e dal prof. Leonardo Ferrari, docente di Latino e greco al Liceo classico Romagnosi di Parma.

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“Proteins as drug target, and protein degradation as therapeutic strategy”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

Parma ateneoParma Lunedì 8 maggio 2017, presso il Centro Congressi del Plesso Didattico Q02 (Padiglione 25), si terrà la scuola “Proteins as drug target, proteins as drug, and protein degradation as therapeutic strategy”, organizzata congiuntamente dal Gruppo Proteine della Società Italiana di Biochimica, coordinato dal prof. Andrea Mozzarelli, e dalla Divisione di Chimica Farmaceutica della Società Italiana di Chimica, presieduta dal prof. Gabriele Costantino. La scuola rientra tra le attività del Dottorato di Scienze del farmaco, delle biomolecole e dei prodotti della salute e del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco. Lo studio della struttura e funzione delle proteine rende possibile l’identificazione mediante metodologie computazionali e sperimentali di nuovi e specifici composti chimici di sintesi ad azione terapeutica. Inoltre è in forte espansione la ricerca farmaceutica volta ad utilizzare le proteine come agenti terapeutici, quali anticorpi e vaccini, e a modularne la concentrazione mediante l’azione di farmaci.
All’interno della scuola saranno presentate ricerche sulla amiloidosi cardiaca, sulla modulazione della degradazione proteica, sull’inibizione della fosfodiesterasi 4,enzima implicato nell’asma e nei fenomeni infiammatori a livello polmonare, sulle chinasi e sulla timidilato sintasi, enzimi bersaglio di molti farmaci antitumorali, sugli anticorpi ad attività farmacologica, sull’uso di enzimi ingegnerizzati nella terapia di malattie associate alla degradazione delle purine, e su vaccini di nuova generazione per curare tumori.La scuola avrà come docenti prestigiosi ricercatori provenienti da laboratori accademici nazionali ed esteri e da aziende farmaceutiche italiane, quali Chiesi e Nerviano Medical Sciences. La scuola è stata resa possibile grazie al supporto di Chiesi Farmaceutici.

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Patti Smith: il 3 maggio la laurea ad honorem dall’Università di Parma

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

parma universitàParma 3 maggio 2017 Cerimonia alle ore 17 all’Auditorium Paganini. L’Università di Parma avrà una nuova dottoressa magistrale: un’artista a tutto tondo, icona del rock, cantante, compositrice, poetessa, fotografa e scrittrice. Patti Smith riceverà dall’Ateneo la laurea magistrale ad honorem in “Lettere Classiche e Moderne”.
La laurea ad honorem costituisce di fatto il primo atto della “tre giorni” parmigiana di Patti Smith, coordinata da Università e Comune di Parma: un tributo all’eccellenza di una delle più innovative e poliedriche artiste contemporanee, che ha lasciato un segno indelebile nel panorama culturale americano e internazionale in una carriera di oltre quarant’anni. Il 4 maggio alle ore 21 al Teatro Regio l’artista terrà infatti il concerto Patti Smith – Grateful, e il 5 maggio visiterà la mostra delle sue opere fotografiche Higher Learning, aperta al Palazzo del Governatore fino al 16 luglio insieme all’altra esposizione The NY Scene – arte, cultura e nuove avanguardie anni ’70-’80, con immagini legate al clima intellettuale che la stessa Patti Smith ha vissuto nella New York degli anni Settanta e Ottanta.Dopo una breve introduzione musicale del coro e dell’orchestra universitaria, la cerimonia del 3 maggio prenderà il via con la relazione del Rettore Loris Borghi. A seguire Massimo Magnani, Presidente del Corso di laurea magistrale in Lettere classiche e moderne, leggerà la motivazione del conferimento, e Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, pronuncerà la laudatio.Dopo la tradizionale vestizione della toga accademica e la consegna della pergamena e del tocco da parte del Rettore Loris Borghi, Patti Smith terrà la sua lectio doctoralis, che sarà arricchita di alcune letture scelte dall’artista.
È importante sottolineare che quella che sarà conferita dall’Università di Parma (con proposta inoltrata al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel giugno 2016 e approvata nel settembre 2016) sarà la prima laurea ad honorem per l’artista in Europa: Patti Smith ha infatti ricevuto simili onorificenze solo negli Stati Uniti, e principalmente nelle discipline legate all’arte figurativa. In questo caso, invece, si sottolinea in modo specifico la sua matrice letteraria, nella medesima ottica che ha condotto l’Accademia di Svezia a conferire quest’anno il Nobel per la letteratura al suo grande amico Bob Dylan.

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Mostra Objets trouvés: Archivi per un grande magazzino

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Domenica 7 maggio alle ore 11 (Orari dal martedì al venerdì dalle 10 alle 15 sabato e domenica dalle 10 alle 20 Ingresso 10 euro) l’Archivio-Museo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma inaugura la mostra Objets trouvés – Archivi per un grande magazzino: un percorso espositivo tra fotografia, grafica, architettura, design e moda, che occuperà gli spazi di diverse sezioni della Chiesa e della Sala delle Colonne all’interno dell’Abbazia di Valserena, a pochi chilometri dal centro di Parma, nell’ambito di Fotografia Europea 2017 dal titolo Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro, in programma a Reggio Emilia dal 5 maggio al 9 luglio.
Il ‘grande magazzino’ – e in particolare un committente d’eccezione come la Rinascente – nella sua duplice dimensione di grande oggetto urbano e di labirinto di merci e di desideri, è stato assunto dallo CSAC come un campo di indagine particolarmente calzante per rappresentare un archivio di immagini e progetti del ‘900 come l’Archivio-Museo CSAC. La fotografia è assunta nella sua specificità, ma è anche analizzata e restituita come una delle tante componenti della ricostruzione della memoria, così come i bozzetti, i cataloghi di moda, le pubblicità, i disegni esecutivi, il packaging, i prodotti finali: sono tutti objets trouvés che ricompongono e suggeriscono per frammenti innumerevoli potenziali narrazioni e microstorie.Il punto di avvio dell’indagine sono state le campagne fotografiche commissionate a Publifoto Roma che hanno sistematicamente documentato la costruzione della nuova sede de la Rinascente progettata da Franco Albini, in piazza Fiume a Roma (1959/62), e gli allestimenti di vetrine del grande magazzino romano che cadenzano le stagioni della moda e della vita della famiglia italiana dal 1955 al 1957. Da queste campagne si irraggiano molteplici storie di progetto e rappresentazione di oggetti, abiti e architetture. Altri objets che emergono dagli archivi consentono un discorso sulla specificità della fotografia. Si tratta di quelle ricerche che indagano la dimensione del doppio, il tema del riflesso, del frammento, oppure della dimensione urbana della vetrina, dagli anni Venti e Trenta (Florence Henri, Man Ray, Stefani), agli anni Ottanta (Fabio Mauri, Paola Mattioli, Ugo la Pietra, Luigi Ghirri).Per la moda il percorso va dagli anni Venti agli anni Sessanta e mostra la presentazione dell’abito attraverso diversi media, dalla pubblicità su rivista alla fotografia delle sfilate e delle vetrine, al catalogo di moda; saranno presenti anche diversi bozzetti tra cui alcuni di Ballester, John Guida, degli Atelier Antonelli e Albertina, di Schubert, i disegni di Brunetta e il progetto grafico di Roberto Sambonet in dialogo con i manifesti anni Sessanta di Giancarlo Iliprandi.Verrà inoltre messa in scena l’interazione tra i diversi archivi, a partire dalla documentazione della storia del Compasso d’oro (Marcello Nizzoli, Roberto Sambonet, Roberto Menghi tra gli altri), premio istituito proprio da la Rinascente, per poi proseguire con il progetto della presentazione del prodotto all’esterno e all’interno del Grande Magazzino da parte di Gio Ponti, Sambonet e Pino Tovaglia (vetrine, allestimenti interni e segnaletica). Il progetto d’architettura sarà invece raccontato attraverso due casi dagli archivi CSAC: l’edificio la Rinascente a Milano di Ferdinando Reggiori e il progetto non realizzato di Ignazio Gardella per la Rinascente di Roma a Piazza Colonna.
Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

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Premio Italiano di Pedagogia 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

parma universitàParma. Si è svolta nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati la Cerimonia di consegna del Premio Italiano di Pedagogia 2017 a Daniela Robasto e Luana Salvarani, ricercatrici del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma. Il Premio Italiano di Pedagogia, riconoscimento di livello nazionale in ambito pedagogico, è stato istituito nel 2014 dalla Società Italiana di Pedagogia quale Accademia (SIPED) che promuove lo sviluppo degli studi e delle ricerche nell’ambito delle discipline pedagogiche. La SIPED assegna ogni anno il Premio alle monografie, dei diversi settori della Pedagogia, considerate meritevoli sulla base dei seguenti criteri di valutazione: originalità del prodotto scientifico, rispondenza dello stesso a tematiche anche internazionali di ricerca, esaustività della ricerca, adeguatezza dell’apparato critico-bibliografico di profilo pure internazionale.
Daniela Robasto ha ricevuto il Premio per il volume “La ricerca empirica in Educazione” (Franco Angeli, 2014). Ha consegnato il premio il prof. Michele Corsi, Presidente del Premio Italiano di Pedagogia, con lettura della declaratoria da parte della prof.ssa Roberta Caldin, che ha esposto le motivazioni che hanno indotto la Commissione a conferire all’unanimità il Premio a Daniela Robasto per la sua opera monografica adottata come libro di testo in sei diversi atenei Italiani per le discipline attinenti il settore della Pedagogia Sperimentale. Tra le motivazioni si legge: «attraverso lo sguardo scientifico della Pedagogia Sperimentale, l’autrice espone e struttura il proprio lavoro con linearità, chiarezza, rigorosità metodologica e contenutistica, ponendo in luce con elevata competenza il tema della ricerca empirica in educazione».Daniela Robasto è attualmente docente di Pedagogia Sperimentale e Progettazione e Valutazione dei percorsi formativi nel Dipartimento DUSIC dell’Università di Parma; precedentemente ha insegnato per circa dieci anni all’Università di Torino.Luana Salvarani ha ricevuto il Premio per il volume “Nascita di una Nazione. Esperienze e modelli dell’educazione nell’America dell’Ottocento” (Anicia, 2015), sul settore storico della pedagogia. Ha consegnato il premio il prof. Michele Corsi, con lettura della declaratoria da parte della prof.ssa Simonetta Polenghi. Il volume affronta il tema della costruzione culturale dell’identità nazionale degli Stati Uniti, svelandone la matrice educativa, morale e religiosa a partire dalle radici protestanti anglofone e tedesche. Tra le motivazioni del conferimento all’unanimità, l’utilizzo di una «notevole messe di fonti» e «la padronanza metodologica, la rara capacità pedagogico-comparativa e l’ottima competenza linguistica».Luana Salvarani è docente di Storia della letteratura giovanile e Storia della Pedagogia nel Dipartimento DUSIC dell’Università di Parma.

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Apertura straordinaria Orto Botanico per manifestazione sulla Violetta di Parma

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 marzo 2017

parma universitàParma Sabato 25 marzo e domenica 26 marzo 2017, dalle ore 10.30 alle ore 18, in occasione della manifestazione sulla Violetta di Parma, è in programma una apertura straordinaria dell’Orto Botanico e del Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma. La manifestazione, aperta a tutta la cittadinanza, è organizzata dal Sistema Museale di Ateneo insieme al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale e, come di consueto, in collaborazione con l’associazione “Amici dell’Orto Botanico di Parma”.Il tema della “Violetta di Parma” sarà trattato nei suoi aspetti botanici, culturali e di costume. L’Orto Botanico sarà la sede di un’esposizione permanente della varietà “Duchessa di Parma”, della specie botanica Viola odorata e di altre specie della collezione delle storiche violette a fiore doppio.Nell’occasione, sarà possibile visitare anche il Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma, sede di via Farini.

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Cresce ancora l’export del comparto alimentare italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

alimentariParma. Fa registrare il +3,6% e un nuovo record nel 2016 con una forte accelerazione negli ultimi mesi, in particolare sui mercati extra-Ue. Ma ci si interroga su come evolveranno i mercati esteri a seguito dei molteplici cambiamenti geopolitici. Se ne parlerà a Cibus Connect la nuova fiera che Fiere di Parma e Federalimentare organizzano negli anni dispari (a Parma dal 12 al 13 aprile 2017).Tra i contenuti più attesi, quelli del Forum Agroalimentare Ambrosetti durante il quale Valerio De Molli illustrerà i risultati della ricerca realizzata per Federalimentare e Fiere di Parma e quindi il position paper su come “Sostenere la crescita e l’internazionalizzazione nel lungo periodo delle imprese del settore Food & Beverage. Analisi e riflessioni”, nell’ambito del quale i partecipanti potranno conoscere posizionamento e prospettive del Food made in Italy rispetto alle politiche assortimentali della distribuzione internazionale.Al dibattito sul “Posizionamento del Made in Italy Alimentare nell’evoluzione internazionale dei consumi”, interverranno speaker autorevoli provenienti dall’industria alimentare italiana e dalla distribuzione, nazionale ed internazionale. Tra i relatori già confermati: Luigi Scordamaglia (Presidente di Federalimentare e CEO Inalca), Marco Lavazza (Vice Presidente Luigi Lavazza), Francesco Mutti (CEO Mutti), Giampiero Calzolari (Presidente Gruppo Granarolo), Sara Roversi (Direttore Future Food Institute), Alex Tosolini (Vice Chairman Business Dev. The Kroger Co.), Peter Whitsett (Executive Vice President Meijer), Gregoire Kaufman (Sales & Mktg Director Carrefour Italia).
Oltre al Forum, l’innovativo layout della nuova fiera prevede anche un’area molto ampia con decine di cucine dedicate agli show cooking in cui le aziende presenteranno i loro prodotti, con l’aiuto di noti chef e testimonial. Sono state anche predisposte due “arene” che ospiteranno 14 panel tematici sulle tendenze, in Italia e nel mondo, del consumo alimentare dove si confronteranno il management delle aziende espositrici con buyers e category provenienti da tutto il mondo.
Duomo_e_Battistero_di_ParmaL’area espositiva è composta da 500 aziende alimentari italiane, selezionate tra quelle maggiormente vocate all’export, che parteciperanno ai lavori del Forum, esporranno i loro nuovi prodotti ed incontreranno circa 750 top buyer internazionali e migliaia di operatori italiani. Tra le aziende espositrici saranno presenti anche 50 produttori di nicchia selezionati da Slow Food.Negli stessi giorni Parma ospiterà anche “ORIGO, Geographical Indications’ Global Forum”, il primo Forum internazionale sui prodotti alimentari ad indicazione geografica protetta, italiani e non, organizzato da Ministero delle Politiche Agricole, Regione Emilia‐Romagna, con il patrocinio della Commissione Europea, e vedrà la partecipazione di esperti italiani ed internazionali.
L’export delle industrie alimentari italiane nel 2016 ha raggiunto la cifra record di 30 miliardi di euro (38 miliardi se si considera tutto il comparto agroalimentare) crescendo del 3,6% rispetto al 2015. Un dato molto positivo anche perché si colloca in un contesto di rallentamento generalizzato del commercio internazionale. I Paesi dove l’export alimentare continua a crescere sono alcuni mercati chiave come Usa, Germania, Francia, Spagna, Canada, Corea del Sud, alcuni Paesi dell’Est europeo (Slovacchia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Polonia) ed alcune aree medio orientali (Libia, Algeria, Tunisia). Altri Paesi invece, soprattutto per motivi esogeni, arretrano come Cina, Giappone, Brasile e Turchia. Da segnalare finalmente la ripresa dell’export verso la Russia, +3,4% (Elaborazioni Centro Studi Federalimentare su dati Istat). (alimentari)

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