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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

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Cresce ancora l’export del comparto alimentare italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 21 marzo 2017

alimentariParma. Fa registrare il +3,6% e un nuovo record nel 2016 con una forte accelerazione negli ultimi mesi, in particolare sui mercati extra-Ue. Ma ci si interroga su come evolveranno i mercati esteri a seguito dei molteplici cambiamenti geopolitici. Se ne parlerà a Cibus Connect la nuova fiera che Fiere di Parma e Federalimentare organizzano negli anni dispari (a Parma dal 12 al 13 aprile 2017).Tra i contenuti più attesi, quelli del Forum Agroalimentare Ambrosetti durante il quale Valerio De Molli illustrerà i risultati della ricerca realizzata per Federalimentare e Fiere di Parma e quindi il position paper su come “Sostenere la crescita e l’internazionalizzazione nel lungo periodo delle imprese del settore Food & Beverage. Analisi e riflessioni”, nell’ambito del quale i partecipanti potranno conoscere posizionamento e prospettive del Food made in Italy rispetto alle politiche assortimentali della distribuzione internazionale.Al dibattito sul “Posizionamento del Made in Italy Alimentare nell’evoluzione internazionale dei consumi”, interverranno speaker autorevoli provenienti dall’industria alimentare italiana e dalla distribuzione, nazionale ed internazionale. Tra i relatori già confermati: Luigi Scordamaglia (Presidente di Federalimentare e CEO Inalca), Marco Lavazza (Vice Presidente Luigi Lavazza), Francesco Mutti (CEO Mutti), Giampiero Calzolari (Presidente Gruppo Granarolo), Sara Roversi (Direttore Future Food Institute), Alex Tosolini (Vice Chairman Business Dev. The Kroger Co.), Peter Whitsett (Executive Vice President Meijer), Gregoire Kaufman (Sales & Mktg Director Carrefour Italia).
Oltre al Forum, l’innovativo layout della nuova fiera prevede anche un’area molto ampia con decine di cucine dedicate agli show cooking in cui le aziende presenteranno i loro prodotti, con l’aiuto di noti chef e testimonial. Sono state anche predisposte due “arene” che ospiteranno 14 panel tematici sulle tendenze, in Italia e nel mondo, del consumo alimentare dove si confronteranno il management delle aziende espositrici con buyers e category provenienti da tutto il mondo.
Duomo_e_Battistero_di_ParmaL’area espositiva è composta da 500 aziende alimentari italiane, selezionate tra quelle maggiormente vocate all’export, che parteciperanno ai lavori del Forum, esporranno i loro nuovi prodotti ed incontreranno circa 750 top buyer internazionali e migliaia di operatori italiani. Tra le aziende espositrici saranno presenti anche 50 produttori di nicchia selezionati da Slow Food.Negli stessi giorni Parma ospiterà anche “ORIGO, Geographical Indications’ Global Forum”, il primo Forum internazionale sui prodotti alimentari ad indicazione geografica protetta, italiani e non, organizzato da Ministero delle Politiche Agricole, Regione Emilia‐Romagna, con il patrocinio della Commissione Europea, e vedrà la partecipazione di esperti italiani ed internazionali.
L’export delle industrie alimentari italiane nel 2016 ha raggiunto la cifra record di 30 miliardi di euro (38 miliardi se si considera tutto il comparto agroalimentare) crescendo del 3,6% rispetto al 2015. Un dato molto positivo anche perché si colloca in un contesto di rallentamento generalizzato del commercio internazionale. I Paesi dove l’export alimentare continua a crescere sono alcuni mercati chiave come Usa, Germania, Francia, Spagna, Canada, Corea del Sud, alcuni Paesi dell’Est europeo (Slovacchia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Polonia) ed alcune aree medio orientali (Libia, Algeria, Tunisia). Altri Paesi invece, soprattutto per motivi esogeni, arretrano come Cina, Giappone, Brasile e Turchia. Da segnalare finalmente la ripresa dell’export verso la Russia, +3,4% (Elaborazioni Centro Studi Federalimentare su dati Istat). (alimentari)

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Settimo convegno annuale sull’IVA

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

parma universitàParma 23 marzo 2017 dalle ore 15 alle 18, presso l’Aula Magna dell’Università di Parma (via Università, 12), è in programma il “Settimo convegno annuale sull’IVA: nuove problematiche e prospettive di evoluzione del sistema”.Il convegno è diventato un appuntamento fisso, su base annuale, per tutta la comunità scientifica italiana, e si pone come obiettivo quello di indagare sulle principali e più attuali problematiche relative all’imposta sul valore aggiunto: la più complessa del nostro ordinamento giuridico, a causa della sua genesi all’interno del diritto dell’Unione Europea. La giornata di studi sarà focalizzata sulle novità intervenute negli ultimi dodici mesi e analizzerà i progetti di riforma da parte della Commissione Europea, anche alla luce della più recente giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’UE e della Corte di Cassazione italiana.Il convegno ha una sua indiscutibile originalità, nel panorama tributario, sia per l’appuntamento annuale ormai consolidato a Parma sia per la prospettiva metodologica proposta. L’evento, inoltre, conferma la centralità dell’Università di Parma nel panorama non solo italiano ma europeo nella ricerca in materia di imposta sul valore aggiunto.
Dopo saluti del Prof. Massimo Regalli, Delegato del Rettore, è prevista, tra i relatori del convegno, la partecipazione dei più autorevoli studiosi dell’IVA a livello italiano: il Prof. Mario Nussi, Presidente dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Tributario, la Prof.ssa Livia Salvini, Ordinaria di Diritto tributario presso l’Università LUISS Guido Carli, il Prof. Maurizio Logozzo, Ordinario di Diritto tributario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’avv. Paolo Centore, Professore a contratto all’Università di Parma e membro effettivo del VAT Expert Group presso la Commissione europea, il Prof. Massimo Basilavecchia, Ordinario di Diritto tributario presso l’Università di Teramo, il Prof. Fabrizio Amatucci, Ordinario di Diritto tributario presso la Seconda Università di Napoli.Come nei precedenti convegni annuali sull’IVA, l’iniziativa è stata organizzata dal Prof. Alberto Comelli, Associato di Diritto tributario presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Studi politici e internazionali dell’Università di Parma, il quale svolgerà la funzione di moderatore dell’evento.

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Dipartimento di Chimica dell’Università di Parma ai vertici in Italia nei dati ANVUR

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

parma universitàParma Il Dipartimento di Chimica dell’Università di Parma si è confermato nell’élite dei Dipartimenti di Chimica italiani, conseguendo il secondo posto nella classifica ANVUR dei Dipartimenti universitari “medi” per la qualità della ricerca nelle Scienze Chimiche. È quanto emerge dall’analisi condotta dall’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) sui “prodotti” scientifici relativi agli anni 2011-2014 di 86 università esaminate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.Nella valutazione delle strutture dell’area scientifica “Scienze Chimiche”, il Dipartimento di Chimica dell’Università di Parma (dal 1° gennaio 2017 confluito nel Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale) si posiziona tra le “top 3” per rilevanza, originalità e innovatività dei prodotti di ricerca presentati. Gli ottimi risultati derivano dalla elevata percentuale di prodotti qualificati come eccellenti su quelli attesi e dalla partecipazione di tutti i docenti all’esercizio della valutazione.
Il Dipartimento di Chimica aveva già conseguito l’eccellenza nell’ambito della VQR (Valutazione Qualità della Ricerca) 2004-2010, posizionandosi al primo posto delle grandi strutture a livello nazionale.Al fine di mantenere questa eccellenza in termini di qualità e impatto della produzione scientifica dei docenti, l’allora Direttore prof.ssa Maria Careri ritenne strategico attuare una politica per l’assicurazione qualità della ricerca del Dipartimento, promuovendo la costituzione di una struttura organizzativa costituita da una Commissione per la valutazione della ricerca, un Responsabile dei processi di assicurazione qualità, un Delegato alla ricerca e un Delegato alla ricerca internazionale. Ulteriore elemento strategico è stato l’aver dedicato una unità di Personale tecnico amministrativo al supporto gestionale nei processi di valutazione della ricerca.“Attraverso il monitoraggio e il controllo dell’attuazione del programma per l’assicurazione della qualità del Dipartimento – spiega la prof.ssa Maria Careri – è stato possibile individuare con tempestività fattori di criticità, raggiungendo così gli obiettivi di qualità fissati dal Dipartimento. Queste “good practices” hanno consentito al Dipartimento di Chimica del nostro Ateneo di confermare il proprio status di struttura eccellente a livello nazionale”.

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Il Battistero di Parma e i suoi segreti

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

battisteroFino al 20 aprile 2017, un ciclo di incontri dove i massimi esperti raccontano il monumento rosa ottagonale simbolo della città. Le proposte delle strutture a marchio INC Hotels Group. C’è un luogo molto speciale a Parma, simbolo della città e internazionalmente riconosciuto come una delle massime espressioni artistiche d’Italia: è il Battistero in marmo rosa, creazione ottagonale sempiterna firmata dal genio di Benedetto Antelami. In occasione delle celebrazioni dei 2.200 anni della fondazione di Parma, è possibile conoscere più a fondo la storia e i segreti di questo monumento unico, grazie a una serie d’incontri gratuiti e aperti a tutti ospitati a Palazzo del Governatore (nella piazza centrale della città, a pochi passi dal Battistero) con i massimi esperti dell’edificio sacro, che proporranno immagini e documenti originali per approfondirne ogni aspetto: l’architettura, i cicli degli affreschi e le sculture, i fonti battesimali con i riti e le simbologie del battesimo, la storia liturgica e civile dell’edificio. Nomi del calibro di Roberto Greci, professore ordinario di Storia Medievale, ma anche Chiara Frugoni, medievalista autrice di volumi tradotti anche in giapponese, saranno le guide in questo viaggio unico. Si parlerà dunque in due incontri della straordinaria Cupola (venerdì 3 marzo e venerdì 17 marzo alle 17), mentre giovedì 13 aprile (ore 17,30) sarà il turno delle celeberrime sculture dei mesi antelamici, per concludere giovedì 20 aprile (ore 17,30) con una conversazione dedicata al Battistero e alla città (info: http://www.comune.parma.it).
Per non mancare una tale e unica immersione nella storia medievale, è possibile fermarsi una notte in città soggiornando in una delle strutture a marchio Inc Hotels, che per l’evento propongono prezzi speciali: da 45 euro a persona con camera e prima colazione per il BEST WESTERN Hotel Farnese oppure da 36 euro con camera e prima colazione per l’Holiday Inn Express Parma. Ognuno degli Inc Hotel si trova a pochi minuti in auto dalla piazza della città. (foto: battistero)

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Tornano all’Università di Parma le “Lezioni aperte sulla globalizzazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

parma universitàParma dal 13 febbraio al 30 marzo, otto incontri organizzati all’interno del corso di Sociologia della Comunicazione (prof.ssa Vincenza Pellegrino) e aperti a tutti gli interessati. Gli incontri del primo ciclo si svolgeranno nell’Aula B (primo piano) del Palazzo centrale dell’Università di Parma, dalle ore 16.30 alle 19. Il via il 13 febbraio con “Cercare di salvarsi. Come interpretare le migrazioni forzate contemporanee: le instabilità neocoloniali, le rotte di fughe, le città dell’attesa, i nuovi muri e gli (im)possibili attraversamenti”. Secondo incontro il 20 febbraio: “Spostarsi in Europa nell’era Dublino. Come interpretare “l’andirivieni” migratorio tra politiche locali e desideri soggettivi”. Terzo appuntamento il 6 marzo con “Protestare insieme. Come interpretare i movimenti di protesta: il caso Lampedusa in Berlin e la co-costruzione di uno spazio pubblico per l’asilo”. Il ciclo si chiuderà il 20 marzo con “Nonostante tutto, rifarsi una vita e rigenerare la cittadinanza. Come interpretare le politiche dell’accoglienza alla luce di alcune sperimentazioni di accoglienza e con-cittadinanza”
Gli incontri del primo ciclo si svolgeranno nell’Aula B (primo piano) del Palazzo centrale dell’Università di Parma, dalle ore 16.30 alle 19. Il via il 13 febbraio con “Cercare di salvarsi. Come interpretare le migrazioni forzate contemporanee: le instabilità neocoloniali, le rotte di fughe, le città dell’attesa, i nuovi muri e gli (im)possibili attraversamenti”. Secondo incontro il 20 febbraio: “Spostarsi in Europa nell’era Dublino. Come interpretare “l’andirivieni” migratorio tra politiche locali e desideri soggettivi”. Terzo appuntamento il 6 marzo con “Protestare insieme. Come interpretare i movimenti di protesta: il caso Lampedusa in Berlin e la co-costruzione di uno spazio pubblico per l’asilo”. Il ciclo si chiuderà il 20 marzo con “Nonostante tutto, rifarsi una vita e rigenerare la cittadinanza. Come interpretare le politiche dell’accoglienza alla luce di alcune sperimentazioni di accoglienza e con-cittadinanza”
Il secondo ciclo si aprirà invece il 15 febbraio dalle ore 14.45 alle 17 nell’Aula dei Filosofi dell’Università di Parma (Palazzo centrale, via Università 12), con “Assia Djebar, Leila Sebbar e la forza del plurilinguismo”. Secondo incontro il 23 febbraio dalle ore 15.30 alle 17 al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani (v.le S.Martino 8 – Parma) con “Try-me. La soggettività femminile interculturale. Partecipazione, politica, coraggio di sé: donne allo specchio”. Terzo appuntamento il 13 marzo dalle ore 16.30 alle 18 con “Intercultura e stili di maternità (in luogo ancora da definire). Ultimo incontro il 30 marzo dalle ore 15.30 alle 17, nell’Aula B (primo piano) del Palazzo centrale dell’Università (via Università 12), con “I femminismi mediterranei e l’agency femminile che cambia, a partire dalla voce di Fatima Mernissi”
Il secondo ciclo si aprirà invece il 15 febbraio dalle ore 14.45 alle 17 nell’Aula dei Filosofi dell’Università di Parma (Palazzo centrale, via Università 12), con “Assia Djebar, Leila Sebbar e la forza del plurilinguismo”. Secondo incontro il 23 febbraio dalle ore 15.30 alle 17 al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani (v.le S.Martino 8 – Parma) con “Try-me. La soggettività femminile interculturale. Partecipazione, politica, coraggio di sé: donne allo specchio”. Terzo appuntamento il 13 marzo dalle ore 16.30 alle 18 con “Intercultura e stili di maternità (in luogo ancora da definire). Ultimo incontro il 30 marzo dalle ore 15.30 alle 17, nell’Aula B (primo piano) del Palazzo centrale dell’Università (via Università 12), con “I femminismi mediterranei e l’agency femminile che cambia, a partire dalla voce di Fatima Mernissi”
L’obiettivo specifico delle lezioni aperte è quello di coinvolgere nei corsi universitari – a fianco di ricercatori e scienziati sociali – persone che abbiano esperienza diretta dei fenomeni sociali analizzati: in questo ciclo di seminari, infatti, tra i docenti ci saranno anche richiedenti asilo e donne delle associazioni interculturali del territorio.
Le lezioni aperte non sono riservate ai soli studenti: tutti gli interessati sono invitati a partecipare. L’iscrizione non è obbligatoria ma gradita e permette anche di ricevere i materiali presentati negli incontri.

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“Stress, behavior and the heart”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2016

Parma ateneoParma università. E’ appena uscito un numero speciale della prestigiosa rivista internazionale Neuroscience & Biobehavioral Reviews (impact factor 8.8) intitolato “Stress, behavior and the heart”, curato da Andrea Sgoifo del Dipartimento di Neuroscienze della nostra Università. E’ il frutto di due anni di lavoro, al quale hanno contribuito i maggiori esperti internazionali del settore: neuroscienziati, epidemiologi, cardiologi, fisiologi, farmacologi, psichiatri e psicologi. Ne è risultata una collezione di 19 articoli che rappresentano un prezioso rapporto sullo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche riguardo al rapporto tra stress, comportamento e salute cardiovascolare.In questo numero speciale si spiega come eventi stressanti acuti e cronici, alterazioni psicologiche come ansia e depressione, differenti tratti di personalità e la maggiore o minore disponibilità di supporto sociale influenzino l’insorgenza e la progressione dei disturbi cardiovascolari. Questo fascicolo aggiorna sulle evidenze scientifiche più recenti riguardo ai substrati molecolari neurobiologici, genetici ed epigentici che sottostanno all’intima e complessa relazione esistente tra stress, comportamento e sistema cardiovascolare e fornisce preziose indicazioni per la messa a punto di nuovi approcci terapeutici di tipo farmacologico e comportamentale.

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Nuovo percorso espositivo per l’Archivio-Museo CSAC

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERAParma Dal 26 novembre 2016 Abbazia di Valserena Strada Viazza di Paradigna, 1 l’Archivio-Museo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma presenta un percorso espositivo rinnovato in sette delle sedici sezioni visitabili all’interno della suggestiva cornice dell’Abbazia cistercense di Valserena, a pochi chilometri da Parma: una selezione inedita di oltre 600 opere tratta dallo straordinario patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi custoditi dallo CSAC e suddivisi tra le collezioni di Arte, Fotografia, Progetto, Media e Spettacolo.A partire dal 26 novembre sarà inoltre disponibile al bookshop del museo anche la nuova guida, edita da All Around Art: una pubblicazione che racconterà la storia dell’Abbazia e introdurrà alle diverse sezioni dell’archivio e del percorso espositivo, pensato per rinnovarsi costantemente, come testimoniano i primi 18 mesi di vita dell’Archivio-Museo CSAC. Il primo volume della guida sarà caratterizzato da una sezione speciale dedicata al progetto di allestimento della serie di dipinti Ciao Roberta di Concetto Pozzati e sarà arricchito da un contenuto multimediale accessibile in streaming tramite QR Code. L’Archivio-Museo CSAC si articola in sedici sezioni differenti attraverso gli spazi della grande Chiesa cistercense, della Sala delle Colonne, della Sala Ipogea e della Corte delle sculture dell’Abbazia, e rappresenta la complessità e la ricchezza delle prestigiose collezioni dell’archivio CSAC: in questa occasione si inaugurano sette sezioni completamente rinnovate di opere e progetti.
sorelle-fontanaPer tutta la giornata di sabato 26 novembre il biglietto di ingresso sarà ridotto da 10 a 5 euro.
In linea con quella che è la conformazione trasversale e dinamica dell’Archivio-Museo CSAC, la definizione del nuovo percorso espositivo è stata preceduta negli ultimi mesi da costanti rivisitazioni e trasformazioni: Giulio Paolini, tra i maggiori esponenti dell’Arte Povera italiana, è stato invitato a progettare personalmente il posizionamento, nella prima cappella del transetto sud della Chiesa, dell’opera Early Dynastic, realizzata nel 1971 e donata con un atto pubblico allo CSAC nel 1977.
Poco distante è stata riallestita l’opera La porta con l’ombra dello scultore e pittore italiano, celebre per le sue opere in ferro e cemento, Giuseppe Uncini, mentre nell’area presbiteriale in fondo alla navata minore sud sono state allestite due opere dell’architetto e artista minimalista Gianfranco Pardi: Tempio (1980) e Architettura (1973).
Di Lucio Fontana (Rosario, 1899-1968) sono custodite negli archivi CSAC oltre 300 opere, tra cui un importante gruppo di disegni. Nella cappella dedicata a Il progetto dell’arte, all’interno del percorso museale CSAC, accanto alla sua scultura in gesso e oro Il Fiocinatore, è esposta da quest’estate una serie di studi, ritratti e figure caricaturali dell’artista, fondatore del movimento spazialista.
Nell’ambito del nuovo riallestimento, dal 26 novembre, nella cappella dedicata al tema Pittura, materia, téchne l’artista Concetto Pozzati ha pensato – a quasi cinquant’anni dalla mostra monografica che nel 1968 inaugurò l’attività espositiva dello CSAC – un progetto di allestimento della serie di tele Ciao Roberta, che troverà il suo completamento nella Sala delle Colonne con un’antologica di disegni dagli anni Cinquanta al 2000, selezionati dallo stesso Pozzati all’interno del Fondo conservato allo CSAC.
mario-giacomelliLa cappella Storie di architettura esporrà invece tre approfondimenti dagli archivi di alcune figure centrali del progetto italiano del Novecento, sui quali si concentrano i programmi di ricerca del centro studi: a Ignazio Gardella sarà dedicato un approfondimento monografico sulle pareti con i progetti per il PAC di Milano, per Borsalino e per la IX Triennale di Milano, mentre l’insula ospiterà due progetti di Luigi Vietti e Roberto Menghi. A questa si affiancherà la sezione Il progetto degli oggetti, interamente dedicata a Enzo Mari, per documentare la sua ricerca tra arte, progetto, didattica e riflessione teorica; Il progetto del corpo sarà raccontato attraverso i disegni e i bozzetti delle Sorelle Fontana, protagoniste assolute dell’alta moda italiana, mentre la sezione Abitare la scena vedrà un rinnovamento dei costumi conservati all’interno dell’archivio dell’Atelier Farani, originariamente pensati per cinema, opera e teatro. La cappella Foto-Grafia presenterà quindi un allestimento dedicato alle figure del dopoguerra, tra neorealismo, formalismo e fotogiornalismo: Nino Migliori, grande protagonista della storia dello CSAC, occuperà l’insula centrale, mentre sulle pareti si articoleranno i racconti dagli archivi Publifoto e Dessena Roma e Milano, Mario Giacomelli e Gualberto Davolio Marani, a restituire diverse ricerche e declinazioni della fotografia italiana dagli anni Trenta al secondo dopoguerra. Chiuderà L’archivio cresce, spazio dedicato alla presentazione delle più recenti donazioni agli archivi CSAC, tra cui quelle di Mario Cresci e Pino Pinelli, entrambe esposte in occasione della recente mostra Fuoco Nero.
giulio-paoliniLo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).
Lo CSAC oggi è un nuovo spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, Triennale di Milano e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid. (foto: CSAC cortile, Sorelle Fontana, Mario Giacomelli, Giulio Paolini, Luciano Fabro)

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Lectio inauguralis:“Dalla descrizione alla sintesi del vivente”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

parma universitàParma martedì 22 novembre alle ore 16 in Aula dei Filosofi (Palazzo Centrale dell’Ateneo – via Università 12) lectio inauguralis del Centro Universitario di Bioetica dell’Ateneo di Parma. “Dalla descrizione alla sintesi del vivente”. Relatore sarà Carlo Alberto Redi, Professore ordinario di Zoologia all’Università di Pavia e Accademico dei Lincei, da anni impegnato principalmente nel campo della genomica funzionale. A introdurlo saranno il Rettore Loris Borghi e il Direttore del Centro Universitario di Bioetica Antonio D’Aloia.
Il Prof. Redi interverrà su uno degli argomenti che oggi più dividono la comunità scientifica nel settore delle scienze della vita. La nuova tecnica di genome editing (CRISPR-Cas9) è infatti considerata rivoluzionaria perché consente di modificare la sequenza delle basi che compongono il DNA di un essere vivente: proprio per questo è anche oggetto di forti preoccupazioni etiche collegate al suo potenziale uso sull’uomo.Alcuni autorevoli scienziati hanno chiesto una moratoria sull’uso biomedico della nuova tecnica, ancora immatura e rischiosa, e la rivista “Science” ha pubblicato on line l’appello di un gruppo ricercatori (tra i firmatari il premio Nobel per la medicina David Baltimore) sulla necessità di definire misure (policy) appropriate, come ad esempio linee-guida e criteri etici comuni sul genome editing, che per molti scienziati ha un potenziale straordinario e prospetta grandi benefici per le generazioni future
Carlo Alberto Redi è Professore ordinario di Zoologia all’Università di Pavia e Accademico dei Lincei.
È stato componente della Commissione Nazionale di Studio sull’utilizzazione delle cellule staminali, presieduta da Renato Dulbecco; dal 2006 al 2010 è stato direttore Scientifico della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo su nomina dell’allora Ministro Livia Turco. Nel 2007 è stato nominato membro del Comitato Nazionale Biosicurezza, Bioterrorismo e Scienze della Vita.
Sul piano scientifico ha lavorato soprattutto nel campo della genomica funzionale. È stato a capo del gruppo di ricerca che con il professor Ryuzo Yanagimachi ha partecipato alla clonazione del primo topo, Cumulina.È editorialista scientifico di alcuni dei principali quotidiani italiani (“Corriere della Sera”, “La Stampa”). Tra i suoi libri più conosciuti, anche dal grande pubblico, “Il biologo furioso. Provocazioni d’autore tra scienza e politica”.
Il Centro Universitario di Bioetica dell’Ateneo di Parma (UCB – University Center of Bioethics), recentemente istituito, si propone di svolgere un ruolo di coordinamento e di promozione della ricerca bioetica in Ateneo, attraverso il metodo del confronto interdisciplinare e pluralistico. Vi aderiscono docenti e ricercatori di tutte le aree coinvolte nella riflessione bioetica.
Finalità principale del Centro, diretto dal Prof. Antonio D’Aloia (ordinario di Diritto Costituzionale e docente di Biodiritto), è l’approfondimento delle questioni di ordine etico, medico, sociologico, giuridico ed economico connesse allo sviluppo delle scienze e delle biotecnologie applicate alla persona umana (ingegneria genetica, biologia sintetica, neuroscienze, robotica, nanotecnologie), ai progressi della medicina (procreazione, decisioni di fine vita, trapianti e donazioni di organi), alle prospettive della salute come diritto individuale e interesse collettivo (dignità del malato, diritto di rifiutare le cure, consenso informato, medicina predittiva, TSO). A questo nucleo fondamentale dei temi bioetici, il Centro affiancherà l’analisi dei problemi legati alla cosiddetta “bioetica della sopravvivenza”, che consente di recuperare alla dimensione tematica del progetto questioni legate alla sostenibilità ecologica e ambientale, alle diseguaglianze nell’accesso ai beni primari per la vita e la dignità umana (acqua, cibo, assistenza sanitaria), alla tutela degli animali.

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Pubblicato su Scientific Reports Gruppo Nature uno studio dell’Unità di Microbiologia e Virologia di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2016

parma universitàHa la firma dell’Università di Parma uno studio che descrive l’identificazione di virus respiratori mediante spettrometria di massa, pubblicato lo scorso 27 ottobre su Scientific Reports, una prestigiosa rivista del gruppo Nature.In questo studio, realizzato dalla prof.ssa Adriana Calderaro con i proff. Maria Cristina Arcangeletti, Maria Cristina Medici, Flora De Conto e Carlo Chezzi e con i dott. Isabella Rodighiero, Mirko Buttrini, Sara Montecchini, Rosita Vasile Simone dell’Unità di Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, per la prima volta è stato sviluppato un metodo semplice e rapido per l’identificazione dei virus dell’apparato respiratorio che sfrutta la spettrometria di massa (MS) mediante la tecnologia “Matrix-assisted laser desorption/ionization-time of flight (MALDI-TOF)”.Questo metodo supera le difficoltà dell’identificazione tradizionale di virus dopo coltura, abbrevia i tempi di diagnosi e ne riduce sensibilmente i costi: ciò consente un eventuale tempestivo trattamento terapeutico e/o terapie di supporto a vantaggio del paziente. Infatti, fino a qualche tempo fa la diagnosi virologica era considerata un esercizio accademico, ma oggi anche grazie a queste tecnologie è possibile una diagnosi rapida e accurata come accade per le infezioni da batteri, parassiti e funghi.Allo stato attuale, la spettrometria di massa ha un’applicazione limitata in virologia clinica. Lo scopo principale di questo studio è stato lo sviluppo di un nuovo metodo basato sulla spettrometria di massa MALDI-TOF da utilizzare come modello per l’identificazione di virus respiratori coltivabili. In questo studio è stato sviluppato un metodo di spettrometria di massa MALDI-TOF in grado di rilevare specifici profili proteici di colture cellulari infettate con i principali agenti virali che causano infezioni del tratto respiratorio come i virus dell’influenza A e B, i virus parainfluenzali, gli adenovirus, il virus respiratorio sinciziale, gli echovirus, metapneumovirus e citomegalovirus.La spettrometria di massa viene quotidianamente utilizzata dai ricercatori dell’Unità di Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, che ne hanno già sviluppato diverse applicazioni importanti ed innovative per la diagnosi rapida di infezione da batteri, da parassiti e da funghi e, in ambito virologico, impiegata anche per l’identificazione e tipizzazione dei virus della poliomielite.Mediante questa tecnologia si costruisce una vera e propria impronta proteica (insieme di tutte le proteine = spettro) di un determinato agente di infezione in base al rapporto massa/carica delle sue proteine. Le proteine caricate positivamente e trasformate in ioni, sono fatte “volare”, dopo accelerazione in un campo elettrico, in un tubo di “volo” di lunghezza fissa. Lo strumento misura il tempo di “volo” delle proteine che risulta direttamente proporzionale al rapporto massa/carica di ogni singola proteina. Le nuove conoscenze emerse in questo studio potrebbero essere utilizzate come punto di partenza per ulteriori sviluppi e applicazioni MALDI-TOF MS in virologia clinica e/o di base, in quanto le differenze osservate confrontando gli spettri proteici ottenuti dai diversi virus suggeriscono la possibilità di applicare questo metodo per l’individuazione di altri virus responsabili di infezioni in altri siti corporei.

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Finanziata la Virologia di Parma per lo studio del ruolo di virus nella sclerosi sistemica

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

Parma ateneoParma. La Virologia dell’Università di Parma è stata finanziata per lo studio del ruolo di virus nella sclerosi sistemica. Il finanziamento rientra tra i Progetti di Ricerca di rilevante Interesse Nazionale (PRIN).Il prestigioso risultato è stato ottenuto dal gruppo di ricerca composto dalle proff.sse Maria Cristina Arcangeletti, Adriana Calderaro, Flora De Conto e Maria Cristina Medici, affiancato dalle dottorande dott.sse Rosita Vasile Simone, Clara Maccari e Alessandra Fazzi. Il gruppo di ricerca è afferente alla Unità di Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Parma e svolge anche attività diagnostica presso l’Unità Operativa di Virologia (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma) diretta dalla prof.ssa Adriana Calderaro.
Il finanziamento ricevuto è di 522.351 euro, di cui 122.400 euro attribuiti al gruppo di ricerca della Virologia di Parma; per quel che riguarda il macrosettore LS (Scienze della Vita), questo progetto è il secondo tra i sei progetti PRIN finanziati a Parma per lo stesso macrosettore ed è tra i nove progetti con più alto finanziamento sui 109 finanziati a livello nazionale.Il progetto, dal titolo “Impatto dell’infezione da virus a DNA sullo sviluppo di patologie autoimmuni: focus sulla sclerosi sistemica”, è coordinato da un gruppo di ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia che, come il gruppo di Parma, svolge attività assistenziale, in particolare presso l’Unità Operativa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena; al progetto partecipano anche le Università di Firenze e di Ferrara con una unità ciascuna.Questo progetto è stato considerato eccellente da tutti i Revisori per originalità, ma anche perché soddisfa i criteri di fattibilità grazie alle elevate competenze dei gruppi di ricerca partecipanti, che favoriscono la collaborazione interdisciplinare. In particolare, il gruppo di ricerca di Parma, implicato anche in attività diagnostica, potrà avvalersi dell’uso di sofisticate tecnologie presenti presso l’Unità Operativa di Virologia, sfruttando l’esperienza pluriennale raggiunta dai partecipanti allo studio nella diagnosi di laboratorio delle malattie da infezione virale.Lo studio è focalizzato sulla sclerosi sistemica (SSc), una malattia cronica autoimmune caratterizzata da fibrosi tissutale con coinvolgimento della cute e di organi vitali, quali polmone e cuore, con quadri non di rado molto gravi e anche mortali. L’eziopatogenesi della malattia resta sconosciuta, ma verosimilmente è multifattoriale. Come per altre condizioni autoimmuni, si ipotizza il ruolo di fattori scatenanti infettivi su un background genetico predisponente. Costituiscono ipotetici fattori scatenanti della SSc alcuni virus, accomunati dalle seguenti caratteristiche: capacità di persistere a lungo nell’individuo infettato e capacità di infettare le tipologie cellulari coinvolte nella patogenesi della SSc (linfociti, cellule endoteliali e fibroblasti). Tra gli agenti virali che rispondono a tali caratteristiche sono da annoverare parvovirus B19, citomegalovirus umano (HCMV) ed herpesvirus umano 6 che, appunto, verranno studiati in questo progetto.
Il gruppo di ricerca afferente all’Unità di Microbiologia e Virologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Parma e all’Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, che vanta esperienza pluriennale per le ricerche e per la diagnosi di laboratorio delle infezioni da virus, tra cui quelle da HCMV, studierà il ruolo eventuale svolto da tale agente nella eziopatogenesi della SSc. In particolare, l’azione di interferenza sul ciclo cellulare virus-indotta, sulle cui dinamiche il gruppo di ricerca annovera diversi studi pubblicati, potrebbe rappresentare un fattore di spicco nell’induzione dell’apoptosi di cellule endoteliali e/o nella iper-proliferazione di fibroblasti, eventi che caratterizzano la SSc.
Altro aspetto di rilievo è rappresentato dalla ricerca e individuazione, nei soggetti con SSc, di ceppi di HCMV caratterizzati da specifiche associazioni genotipiche di fattori di virulenza che possano essere considerati marcatori di SSc. Tale risultato potrà fornire le basi molecolari per l’utilizzo sistematico dell’analisi di tali genotipi virali come indici predittivi per definire i possibili esiti di infezione da HCMV in questa categoria di pazienti e per mettere a punto protocolli profilattici e terapeutici mirati.Inoltre, di particolare interesse potrebbe essere l’utilizzo di questi specifici fattori di virulenza di HCMV quali molecole candidate per l’allestimento di vaccini terapeutici. Valutare gli aspetti eziologici di una malattia complessa come la sclerosi sistemica, soffermandosi sulle infezioni da virus a DNA, rappresenta un’importante sfida che potrebbe portare a rilevanti acquisizioni su tale malattia, sia dal punto di vista eziopatogenetico che terapeutico, offrendo importanti prospettive per migliorare la qualità di vita di questi pazienti. Tutti i Revisori del progetto concordano sul fatto che esso possa avere un’enorme impatto sullo sviluppo di nuovi trattamenti per la sclerosi sistemica.

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23° Meeting della Sezione di Ricerca Urologica della Associazione Europea di Urologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2016

Prostata urinary_bladderParma. Da giovedì 20 a sabato 22 ottobre si terrà a Parma all’Hotel De La Ville, per la prima volta in Italia dopo molti anni, il 23° Meeting della Sezione di Ricerca Urologica della Associazione Europea di Urologia (ESUR16) (http://esur16.uroweb.org/).Si tratta di un convegno di grande prestigio internazionale, che vedrà la partecipazione delle personalità scientifiche più importanti nel panorama europeo che si occupano di ricerca pre-clinica e clinica in ambito urologico, con un focus particolare su diversi tipi di tumore, tra cui il cancro della prostata, della vescica e del rene. Uno degli argomenti che sarà trattato sarà ad esempio l’uso di sostanze di derivazione alimentare (polifenoli del tè verde) per la chemio prevenzione del cancro della prostata. Alla Cerimonia di apertura del Convegno, in programma per giovedì 20 ottobre alle ore 14.30, interverranno Furio Brighenti, Pro Rettore alla Ricerca, Massimo Fabi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma e Luigi Amore, Direttore Generale di Fondazione Cariparma.La Vice Sindaco del Comune di Parma Nicoletta Paci porterà un saluto ai convegnisti, provenienti da tutta Europa, alle ore 18.15 all’Academia Barilla.Coordinatore dei lavori del Convegno è il prof. Saverio Bettuzzi, docente di Biochimica al Dipartimento di Scienze Biomediche, Biotecnologiche e Traslazionali dell’Università di Parma.

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“Loyalty Disruption: Emotion, Big Data & New Players”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 ottobre 2016

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma venerdì 21 ottobre a partire dalle ore 10 all’Auditorium del Campus, sarà dedicato al tema “Loyalty Disruption: Emotion, Big Data & New Players”. Il convegno, realizzato grazie al sostegno di Brand Loyalty, Catalina, Comarch, DoveConviene, ECRM Group, Epipoli, Food, Promotion Magazine, Symphony EYC, Ti Frutta e Valassis, discuterà le discontinuità dello scenario del Loyalty Marketing, in particolare la convergenza degli strumenti di fidelizzazione con quelli di pagamento all’interno dei digital wallet, i rischi di un approccio non rigoroso all’uso dei Big Data, la necessità di parlare non solo alle digital minds dei consumatori, ma ancora, e soprattutto, agli analogue hearts, attraverso la leva delle Emozioni. Il tema della disruption verrà illustrato con il caso del settore della Pay TV, attraverso una tavola rotonda senza precedenti che vedrà fianco a fianco i player consolidati Mediaset Premium e Sky, e gli sfidanti emergenti Netflix e Vodafone. Della disruption in atto specificamente nel mondo delle attività di Loyalty Marketing parleranno alcuni New Players attraverso la presentazione di case histories innovative.Infine, verranno presentate in anteprima due ricerche realizzate quest’anno dall’Osservatorio. In collaborazione con Nielsen è stato esplorato “Il ruolo dei touchpoint nell’esperienza dei consumatori italiani” dei settori GDO alimentare, banche e telefonia. Vedremo quali touchpoint e relative esperienze hanno l’impatto maggiore sulla fedeltà della clientela. La seconda ricerca dell’Osservatorio illustrerà come le aziende italiane sono attualmente organizzate per la gestione efficace dei touchpoint e della customer experience.
L’evento sarà anche l’occasione per premiare tre laureati/e eccellenti dell’Osservatorio che si sono distinti con importanti carriere che hanno preso avvio proprio dal Loyalty Management. L’Osservatorio Fedeltà è una realtà nata nel 1998 all’interno del Dipartimento di Economia dell’Università di Parma. Finalità dell’Osservatorio è quella di contribuire allo sviluppo di una cultura della customer loyalty e del marketing fondato sulla conoscenza dei clienti presso le imprese del nostro Paese, svolgendo ricerca, divulgando i progressi degli studi sulla fedeltà a livello internazionale e facendo conoscere casi e strumenti eccellenti. L’Osservatorio Fedeltà sviluppa progetti di ricerca e formazione per le imprese sui temi della fidelizzazione, micromarketing e CRM. Infine, promuove la realizzazione di tesi di ricerca che permettano una stretta collaborazione tra studenti e aziende.Il programma completo della giornata è disponibile sul sito http://www.osservatoriofedelta.it

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Anche a Parma studi sulle nanotecnologie molecolari, premiati con il Nobel 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 18 ottobre 2016

parma universitàNel Dipartimento di Chimica dell’Università di Parma è stata accolta con soddisfazione la notizia del conferimento ai colleghi Jean-Pierre Sauvage, J. Fraser Stoddart e Bernard L. Feringa del Premio Nobel per la Chimica 2016 per, come recita l’annuncio ufficiale della Reale Accademia Svedese delle Scienze, “the design and synthesis of molecular machines”. È l’alto riconoscimento per aver esteso il concetto di macchina fino a livello molecolare, proiettando nel futuro lo sviluppo delle nanotecnologie molecolari.I lavori di questi scienziati sono ben noti a Parma poiché nel Dipartimento di Chimica dell’Ateneo il gruppo di ricerca dei proff. Arturo Arduini, Andrea Secchi e Franco Ugozzoli, anche in collaborazione con il gruppo di ricerca dell’Università di Bologna di Margherita Venturi e Alberto Credi, ha contribuito allo sviluppo di questo innovativo settore scientifico attraverso numerosi lavori scientifici pubblicati sulle più prestigiose riviste internazionali di ambito chimico e le cui prospettive applicative spaziano dallo sviluppo di nuovi materiali nanotecnologici alla nanomedicina.Le ricerche in corso a Parma hanno radici profonde e rappresentano l’evoluzione di quel settore altamente interdisciplinare della chimica moderna noto col nome di Chimica Supramolecolare, che ha visto l’Ateneo di Parma protagonista a livello internazionale fin dai primi anni ’80 grazie alle pionieristiche ricerche di Rocco Ungaro, Andrea Pochini e Giovanni Dario Andreetti.Le nanotecnologie molecolari prendono il nome dal fatto che nel “mondo” sul quale esse operano, le distanze e le dimensioni degli oggetti (le molecole) si misurano sulla scala dei nanometri (miliardesimi di metro). Affrontare con successo queste ricerche richiede la capacità di capire, con metodi sperimentali e computazionali, come sia possibile utilizzare molecole singole come “mattoni molecolari” per la costruzione di aggregati molecolari più complessi capaci di svolgere funzioni programmate o una azione precisa quando tali aggregati siano attivati dall’ esterno mediante impulsi energetici (es.: radiazioni elettromagnetiche, fasci di elettroni, variazioni di pH, ecc.). Per far comprendere come funzionano le ‘macchine molecolari’ progettate e realizzate dal gruppo di ricerca nei laboratori dell’Ateneo, si può dire che si tratta di sistemi molecolari complessi costituiti da due componenti che si autoassociano spontaneamente dando origine ad una specie “supramolecolare” paragonabile (su scala nanometrica) ad un asse infilato in una ruota che, sotto l’azione di uno stimolo energetico esterno elettrochimico e luce, può essere fatto scorrere in modo unidirezionale attraverso la ruota, così come accade ad esempio a livello macroscopico, quando noi percorriamo una galleria a senso unico.Tuttavia, dal punto di vista chimico tutto questo non è affatto semplice: riuscire ad ottenere nanostrutture capaci di compiere lavoro meccanico sotto l’azione di stimoli energetici esterni è estremamente difficile poiché questi aggregati molecolari sono tenuti insieme da legami chimici non-covalenti. Perciò per fare in modo che questi sistemi funzionino, occorre che le interazioni deboli che li tengono insieme siano capaci di rompersi e di riconfigurarsi in modo ciclico sotto l’azione di un impulso di energia fornito dall’ esterno. Si sottolinea quindi con soddisfazione che, per una particolare classe di macchine molecolari appartenenti alla classe dei Rotaxani, la progettazione della loro architettura molecolare, la loro fabbricazione, la determinazione della loro struttura così come molti aspetti del loro funzionamento come prototipi di macchine molecolari sono state condotte interamente all’Università di Parma.«Non si può non notare che se il Nobel assegnato ai tre studiosi ha voluto premiare la capacità di sintetizzare le nanomacchine» – commentano i tre docenti dell’Ateneo – «esso ha tuttavia sorprendentemente escluso l’italiano Vincenzo Balzani, professore emerito dell’Università di Bologna (tra l’altro co-autore di numerose ricerche insieme ai tre vincitori), i cui studi sulla fotochimica sono stati fondamentali per studiare come indurre e controllare il movimento in questi complessi sistemi si aggregati molecolari. Senza i contributi di Balzani non sarebbe stato in alcun modo possibile realizzare macchine molecolari capaci di muoversi a comando. Per cui grande è stato lo stupore del gruppo di ricerca dell’Ateneo di Parma nell’apprendere che Balzani non è tra i tre vincitori del Nobel visto che è tra i cento chimici più citati nel mondo ed è unanimemente riconosciuto come colui che ha “fornito il carburante” alle nanomacchine».

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Salvaguardia idrogeologica a Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

invasoCi sono voluti cinque mesi di lavoro a pieno ritmo per consentire, al Consorzio di bonifica Parmense, di completare la costruzione della cassa di espansione sul Canale Burla, opera idraulica, che mette in sicurezza gran parte dell’ area nord di Parma. La nuova opera idraulica è un’imponente vasca di laminazione in grado di contenere oltre 60.000 metri cubi di acqua in caso di eventi meteo straordinari: l’acqua caduta viene “rallentata” ed i flussi fatti defluire all’interno del perimetro dell’invaso, in modalità controllata. Il costo complessivo dell’opera è pari a 1.500.000 euro; con il terreno asportato per la realizzazione del bacino, l’ente consortile provvederà anche all’innalzamento ed al consolidamento dell’ arginatura della sponda sinistra del canale Burla.
“Opere idrauliche come questa rappresentano la risposta più utile, che i Consorzi di bonifica sono in grado di dare alle comunità – evidenzia Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – L’Italia è caratterizzata da un territorio idrogeologicamente fragile e la manutenzione idraulica è prioritaria. ANBI collabora costantemente con la Struttura di Missione #italiasicura, con cui ha presentato il Report “Manutenzione Italia . Azioni per l’Italia Sicura”, dove sono indicati 3.574 progetti di intervento perlopiù definitivi ed esecutivi (abbisognano solo del finanziamento) per ridurre il rischio idrogeologico nel Paese; l’investimento pluriennale supera gli otto miliardi di euro, ma bisogna ricordare che, in Italia, si spendono annualmente due miliardi e mezzo per riparare i danni da frane ed alluvioni, senza contare le perdite in vite umane e le pesanti conseguenze economiche sullo sviluppo di un territorio. Il Piano ANBI, che in Emilia Romagna prevede 820 interventi per oltre 976 milioni di investimento, creerebbe inoltre circa 50.000 nuovi posti di lavoro. Con l’inaugurazione della cassa di espansione sul canale Burla, il Consorzio di bonifica Parmense ha dato un esempio, mantenendo non solo una promessa verso chi aveva subito allagamenti, ma interpretando al meglio il ruolo di ente pubblico operativo, rapido e funzionale.” (foto: invaso)

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Cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2016-17

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

Parma ateneoParma Martedì 6 settembre, alle ore 17.30, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo, si terrà la Cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2016-17 della Scuola per l’Europa di Parma. Dopo i saluti del Rettore Loris Borghi e delle autorità, interverranno il Direttore Esecutivo dell’EFSA Bernhard Url e il Direttore della Scuola per l’Europa di Parma Carlo Cipollone.
A seguire Marco Mezzadri, Delegato del Rettore per la formazione degli insegnanti, presenterà il Protocollo di collaborazione, recentemente sottoscritto dall’Ateneo e dalla Scuola per l’Europa, per la realizzazione di attività congiunte di formazione, ricerca, consulenza e promozione culturale rivolte a insegnanti, docenti, allievi, famiglie, territorio e cittadinanza.
Nell’ambito dell’accordo di collaborazione potranno, tra le altre cose, essere previste attività formative congiunte, progetti di ricerca in ambiti di interesse comune, progettazione e realizzazione di tesi di laurea e di dottorato, organizzazione di conferenze e di attività di carattere scientifico-culturale, produzione congiunta di pubblicazioni.Gli studenti dell’Ateneo potranno inoltre svolgere attività di tirocinio all’interno della Scuola per l’Europa e potranno essere attivati percorsi di work experience per gli studenti dell’Istituzione scolastica presso le strutture dell’Università di Parma. L’Ateneo potrà infine attivare un servizio di consulenza psicosociale in italiano, francese e inglese rivolto alle famiglie, agli studenti e al personale della Scuola per l’Europa.

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Corsi di laurea: test ammissione nazionali

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma. Prendono il via il 6 settembre all’Università di Parma i test di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale. Martedì 6 sarà la volta delle prove per i candidati di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentaria, mercoledì 7 toccherà invece a quelli di Medicina veterinaria, e giovedì 8 a quelli di Scienze dell’Architettura. Martedì 13 settembre sarà infine la volta delle prove di ammissione per i corsi delle Professioni sanitarie (Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ortottica e assistenza oftalmologica, Ostetricia, Tecniche audioprotesiche, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia).
Sul sito web dell’Ateneo, al banner “Test di ammissione” (link http://www.unipr.it/node/14449), si possono trovare tutte le informazioni utili.Ecco i dettagli corso per corso:
Martedì 6 settembre: prova di ammissione per Medicina e chirurgia e per Odontoiatria e protesi dentaria, Sede didattica di Ingegneria (Campus Universitario, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 8. Numero di posti disponibili per Medicina e chirurgia: 221 (di cui 20 riservati a extracomunitari). Numero di posti disponibili per Odontoiatria e protesi dentaria: 22 (di cui 2 riservati a studenti extracomunitari).
Mercoledì 7 settembre: prova di ammissione per Medicina veterinaria, Sede didattica di Ingegneria (Campus Universitario, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 9. Numero di posti disponibili: 44 (di cui 3 riservati a studenti extracomunitari).
Giovedì 8 settembre: prova di ammissione per Scienze dell’Architettura, Sede didattica di Ingegneria (Campus Universitario, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 9.30. Numero di posti disponibili: 128 (di cui 3 riservati a studenti extracomunitari).
Martedì 13 settembre: prova di ammissione per i corsi delle Professioni sanitarie, Sede didattica di Ingegneria (Campus Universitario, Parco Area delle Scienze 69/A), convocazione ore 8. Numero di posti complessivi disponibili: 444 (di cui 24 riservati a studenti extracomunitari e 6 riservati a studenti cinesi).

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Ottava edizione della Scuola Internazionale di Fisica Teorica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

parma universitàParma Da domenica 4 a sabato 10 settembre si svolgerà, al Centro Sant’Elisabetta (Campus Universitario di via Langhirano), l’VIII edizione della Parma International School of Theoretical Physics,: “Decoding the Path Integral: Resurgence, Lefschetz Thimbles and Non-Perturbative Physics”. Giovani ricercatori, in maggioranza studenti di PhD in Fisica Teorica, arriveranno a Parma da tutto il mondo per arricchire la loro formazione scientifica grazie alle lezioni tenute da esperti riconosciuti a livello internazionale e alla mutua interazione in un ambiente giovane e stimolante.Nata nel 1991 come Seminario Nazionale di Fisica Teorica e organizzata dal gruppo INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Dipartimento di Fisica (ora Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra “Macedonio Melloni” – DiFeST), la Scuola ha esplicitamente assunto dal 2006 carattere internazionale. Rivolta agli studenti di dottorato in Fisica Teorica, ha affrontato nel corso delle sue edizioni diversi temi di attualità in Fisica Teorica delle Interazioni Fondamentali. Il tema di quest’anno riguarda aspetti non-perturbativi delle teorie quantistiche di campo, e in particolare un formalismo che si propone di fornire nuovi strumenti per la comprensione di problemi fondamentali delle teorie di campo.Le lezioni saranno tenute dai prof. G. Dunne (Connecticut University), A. Cherman (INT Seattle), A. Pineda (U.A. Barcellona), Y. Tanizaki (RIKEN Tokio), S. Cremonesi (King’s College Londra) e R. Schiappa (Università di Lisbona). È prevista la partecipazione di una trentina di studenti, provenienti da scuole di dottorato italiane e internazionali.

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Mostra “Gli Ori di Parma”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Da venerdì 2 settembre sarà nuovamente possibile visitare a Palazzo Pigorini (strada Repubblica 29A) la mostra Gli Ori di Parma. L’industria, il cibo, il lavoro (glioridiparma.unipr.it), con foto a colori e in bianco e nero di Francesco Maria Colombo.
La mostra, organizzata dalla UOS Musei dell’Università di Parma con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma e a cura di Gloria Bianchino, sarà di nuovo visitabile, dopo la chiusura estiva, fino a domenica 25 settembre, con ingresso libero.
L’esposizione, che si situa nell’ambito delle iniziative legate a “Parma Città creativa della gastronomia Unesco”, sarà accompagnata da un ciclo di conferenze sul tema organizzate in collaborazione con il progetto UNIforCITY; la prima, in programma venerdì 2 settembre alle ore 17.30 a Palazzo Pigorini, sarà tenuta da Cristina Mora, del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma, sul tema Pubblicità dei prodotti alimentari: Il ruolo del consumatore.
La mostra coincide con un racconto articolato e approfondito di un tema che fa parte dell’identità di Parma: l’eccellenza nella produzione del cibo. Si tratta di qualcosa per cui Parma è celebre in tutto il mondo, ma in realtà è un soggetto per nulla semplice e scontato. Da un lato l’immagine tradizionale del prodotto artigianale è quello che le pubblicità veicolano e che si è fissato in una sorta di «mito» (il parmigiano, il culatello, il prosciutto di Parma come icone leggendarie della città, allo stesso modo di Giuseppe Verdi); dall’altro lato la realtà è quella di un’industria che deve essere agguerrita per imporsi sul mercato internazionale, e che deve continuamente aggiornare le tecniche e le modalità di produzione. Come convivono questi due aspetti? Due foto presenti in mostra sono emblematiche: in una vediamo i culatelli appesi nel fresco di una cantina, sospesi a antiche impalcature di legno per la stagionatura; nell’altra vediamo gli stessi culatelli, in una fase diversa della produzione, conservati in camere asettiche, sterilizzate, razionalizzate. Qual è la «verità»? La cantina degli avi o quella sorta di Fort Knox?
Mostra e catalogo a cura di Gloria Bianchino Foto di Francesco Maria Colombo Catalogo Skira Allestimento a cura di Maria Amarante

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Approvazione delle “Linee guida per il telelavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma. Il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Parma ha approvato il 28 luglio le “Linee guida per il telelavoro”. In questo modo il telelavoro, avviato come progetto sperimentale già nel 2009, diventa una modalità gestionale stabile e ordinaria, dando attuazione ai piani triennali delle azioni positive promossi dal “CUG-Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”.Il telelavoro viene ora esteso a una più ampia platea di dipendenti con il fine, da una parte, di aumentare il livello di qualità e flessibilità dell’organizzazione del lavoro, dall’altra di favorire una migliore conciliazione tra tempo lavoro/tempo famiglia.Come nel passato, l’ammissione al telelavoro avverrà su base selettiva a seguito di un bando annuale, con la presentazione di una domanda accompagnata da un progetto approvato dal responsabile della struttura di afferenza del dipendente interessato. Il primo bando sarà pubblicato all’inizio del mese di settembre e prevederà 25 postazioni di cui 22 finalizzate alla “conciliazione lavoro/famiglia” e 3 finalizzate all’ “aumento della qualità e flessibilità dell’organizzazione del lavoro”. Il telelavoro rientra nell’ambito del concetto più ampio di “lavoro agile” che un gruppo di progetto coordinato dal prof. Fulvio Celico, delegato del Rettore al “Miglioramento della qualità della vita dei dipendenti e dei rispettivi nuclei familiari”, sta sviluppando con il fine di contemperare produttività e soddisfazione delle esigenze familiari dei dipendenti.

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Il Dipartimento di Bioscienze partecipa al progetto europeo INTENSE sull’agricoltura sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

biblio università parmaParma. Il Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Parma è partner nel progetto internazionale INTENSE per la ricerca di pratiche agricole innovative che tutelino l’ambiente e favoriscano la sostenibilità.Sette Istituzioni Europee (da Germania, Francia, Spagna, Belgio, Polonia, Norvegia e Italia) collaboreranno per tre anni nel campo dell’agricoltura di precisione e conservativa, al fine di salvaguardare la risorsa suolo, risparmiare acqua e fertilizzanti, e sfruttare le potenzialità dei microrganismi del suolo nel promuovere la fertilità. A questo scopo verranno utilizzate al meglio le competenze e le conoscenze di gruppi di ricerca noti a livello internazionale, tra cui il gruppo di ricerca del prof. Nelson Marmiroli, Direttore del Dipartimento di Bioscienze e coordinatore dell’Unità di Biotecnologie Ambientali che partecipa al progetto.
L’agricoltura convenzionale ha consentito di incrementare la produzione grazie anche a un massiccio uso di fertilizzanti e di acqua. Il progetto INTENSE si propone di rovesciare questa logica e di “intensificare” la produttività di siti agricoli, anche di siti marginali poco produttivi, ricorrendo invece maggiormente all’impiego dei microrganismi del suolo e alle loro proprietà di fertilizzanti per le piante. Questo è il messaggio nelle parole del prof. Arne Sæbø dell’Istituto norvegese NIBIO (Norwegian Institute for Bioeconomy), coordinatore del progetto: “l’uso sostenibile di suoli europei degradati a causa di inquinamento, siccità, erosione e salinità richiede la scelta di piante e di ammendanti appropriati, in accordo con le parti interessate, per intensificare la produzione di piante alimentari e per la produzione di energia alternativa”. Nelle azioni previste dal progetto è lo studio dell’aggiunta di materia organica per il recupero della fertilità dei suoli. Ad esempio il biochar, carbone vegetale ottenuto da processi di pirogassificazione e reforming, verrà utilizzato per valutarne le proprietà ammendanti. Nel biochar, che ha una nanostruttura con microscopici pori e cavità, possono essere alloggiati batteri, funghi, protozoi, e con la distribuzione del “char” al suolo portati vicino alle radici delle piante.Il Dipartimento di Bioscienze è impegnato nel progetto per quanto riguarda soprattutto lo sviluppo di strategie per un’agricoltura conservativa e sostenibile, analizzando gli effetti di stimolazione che diversi tipi di biochar possono produrre sulla crescita di microrganismi del suolo, e sulla resistenza delle piante a stress ambientali, biotici e abiotici, e in ultimo sulla produzione.Il progetto è finanziato nell’ambito dell’iniziativa FACCE SURPLUS anche dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e terminerà nel 2018. Il prossimo settembre si terrà ad Aarhus in Danimarca il primo convegno in cui il coordinatore del progetto presenterà le azioni intraprese. I primi risultati del progetto verranno presentati dal gruppo di Parma al convegno PHYTOTECH 2016 che si terrà il 26 settembre a Hanghzhou in Cina. Questo progetto e le sue finalità complessive si inquadrano perfettamente con la “missione” sulla sostenibilità che l’Ateneo di Parma, per volontà del Rettore Loris Borghi, ha assunto con il nuovo Statuto.

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