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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘arte’

La 77a edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica è stata sicuramente ottima

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

A fronte anche del difficile momento organizzativo: l’edizione di quest’anno dona forza e speranza al cinema e al teatro per ripartire. E’ stata sicuramente una gioia vedere le persone affollare le sale, nel rispetto delle norme. Il nostro plauso va all’amministrazione regionale di Zaia e comunale di Brugnaro, al presidente della Biennale Cicutto, al direttore Barbera e agli staff – afferma il responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, capogruppo in commissione Cultura alla Camera, deputato Federico Mollicone – Abbiamo avuto anche la dimostrazione che si può innovare, con un’edizione “digitale” con prenotazione online dei film. Va, comunque, riconosciuto l’oltraggio per il cinema italiano, nonostante lo sforzo produttivo di RaiCinema. In particolare, l’opera di Gianfranco Rosi, già invitata ai maggiori festival internazionali e accolta molto favorevolmente da pubblico e addetti ai lavori, è stata esclusa forse perchè, come ha detto l’ad di Rai Cinema Del Brocco, la giuria non rappresentava tutte le sensibilità del cinema. La vittoria è stata attribuita a “Nomadland”, espressione del pensiero unico relativista, un’opera molto lontana dal senso del tempo che stiamo vivendo. Certo non è sufficiente il premio a Favino, peraltro nemmeno attore protagonista ma con un ruolo più che altro da produttore. Crediamo sia arrivato il momento di istituire un Leone d’oro al cinema italiano come categoria, con la partecipazione dei nostri prodotti cinematografici anche nelle altre categorie. Siamo la patria del cinema e non possiamo accettare che giurie “politically correct” oltraggino così il nostro cinema e i nostri autori. Non vorremmo che qualcuno abbia costruito un Festival solo per l’immagine internazionale, senza pensare alla valorizzazione del cinema nazionale.”

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77a Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Venezia. Un importante appuntamento sarà quello del 10 settembre 2020 riservato anche all’importanza di una filiera sostenibile per il cinema, dalle produzioni alle sale cinematografiche con l’incontro “Sustainable Screens 2020: un cinema sostenibile per una ripresa green”, tavola rotonda organizzata da Green Cross Italia con Enea, GSE, Anec, Fondazione ecosistemi, Connect4Climate e Film Commission.La consegna del Green Drop Award 2020 avverrà venerdì 11 settembre 2020 nella Sala Tropicana dell’Hotel Excelsior presso la Fondazione Ente dello Spettacolo.“Il 2020 ha segnato uno spartiacque nell’idea di futuro che ognuno aveva. Siamo tutti chiamati a riconsiderare le nostre azioni perché è evidente che la gestione del Pianeta non è più sostenibile. Significativo che tra le opere fuori concorso vi sia il film che parla di Greta. Il Coronavirus ha limitato i movimenti e ci ha obbligato a ripensare gli stili di vita. Come sarà il domani che siamo chiamati a vivere? Come affrontare i cambiamenti climatici in atto? Il Cinema in questi anni ci ha spesso aiutato a sognare il futuro e a denunciare le storture del presente. Con il Green Drop Award, da quasi dieci anni, scegliamo quelle opere per noi più significative per il grande pubblico per indirizzarci verso un futuro sostenibile” ha spiegato Marco Gisotti, direttore del Green Drop Award.
“La maggior parte di noi è cosciente che abbiamo poco tempo per cercare di invertire la rotta che sta portando a collassi ambientali e sociali sempre più frequenti e devastanti. Gli irresponsabili comportamenti e decisioni di governanti, asserviti alle logiche del profitto e delle corporazioni più conservatrici, mette a rischio la sicurezza, l’equilibrio ecologico e la prosperità delle comunità umane. Siamo chiamati tutti a cambiare stile di vita, a pretendere dai governi e dalle imprese l’accelerazione della conversione ecologica verso un mondo sostenibile e socialmente equo” sottolinea Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia. Il Green Drop Award è rappresentato da una goccia non a caso. La marea che può e deve sconvolgere i modelli del passato deve essere fatta da tanti singoli individui. La forza è nella collettività, nella riconsiderazione dell’ambiente come un bene comune” “L’impossibilità di grandi spostamenti a causa del Covid ha dato forza a una frase che forse negli ultimi anni è stata ribadita troppo poco: pensare globalmente, agire localmente. Noi di Green Cross Italia lo facciamo da sempre cercando di portare avanti progetti di cooperazione internazionale per agire lì dove lo sconvolgimento ambientale ha causato grandi ingiustizie sociali”.L’edizione 2020 è realizzata con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di ENEA – Ente per le nuove tecnologia, l’energia e l’ambiente e la collaborazione della Sardegna Film Commission.

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28ª edizione del Festival ArteScienza

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

Roma. 28ª edizione del Festival ArteScienzaRoma dall’8 settembre al 4 ottobre il Centro Ricerche Musicali organizza il festival fin dal suo nascere. Si parte l’8 settembre al Casino Nobile di Villa Torlonia con l’installazione sonora Voci sottese, e si proseguirà al Goethe-Institut Rom dove per ogni sera saranno in programma più appuntamenti multimediali, fra performance, concerti, video, incontri e tant’altro.ArteScienza fa parte di Romarama 2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale. Titolo di quest’edizione “Accelerazione || Decelerazione”, un titolo pensato prima dell’emergenza Covid e che alla luce degli ultimi mesi acquista un significato ancora più attuale e stimolante. Come sempre il Festival sarà occasione per scoprire i risultati delle nuove ricerche in campo musicale, legandole all’arte, alla danza, al video d’autore e a ciò che di più innovativo si sta realizzando in generale nel campo artistico.

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Freud e l’arte

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

L’arte secondo Freud non è analizzabile. Freud afferma che se la psicoanalisi può far comprendere per quali vie una persona ha preso la strada dell’arte quest’ultima resta un mistero. In altri termini non esiste una spiegazione logica sull’esistenza stessa dell’arte. Il motivo lo spiega considerandola di livello autonomo superiore e diverso ovvero “L’essenza dell’attività artistica è inaccessibile psicoanaliticamente”. In questa fattispecie l’artista si ritrae come il nevrastenico dal mondo insoddisfacente della realtà per passare in quello della fantasia. Ma è, egli soggiunge, un passaggio ben diverso dalla nevrastenia in quanto sa trovare la via del ritorno e rientrare nelle sue consuete abitudini. Ma dopo queste osservazioni precisa: “La psicanalisi non può dire nulla per spiegare l’ingegno artistico, e neppure è il suo compito scoprire i mezzi con i quali l’artista lavora, cioè la tecnica artistica.” Con questo pensiero nella mente ho riletto il capolavoro di Daudet “Saffo” dove si traccia la storia di un esclusivo disperato amore tra una bellissima modella che pittori e scultori hanno ritratto nelle più libere pose. Lungo queste corde sensibili di un amore, che attraverso il campo dell’arte, si esalta e si sublima, si mette a nudo l’estro artistico nelle sue diverse percettibilità e le rendono inquietanti in una società fortemente legata alle tradizioni borghesi del Diciannovesimo secolo. E gli artisti che dalla tavolozza alla tela fanno di una modella il loro “verismo” dai tratti nevrastenici che poi si ricompongono nell’essere strumenti di atti sensuali per ricondurli alla crudezza della vita finché non giunge il vero amore capace di emarginare l’atavico e il selvatico delle loro manifestazioni nevrasteniche. E se ritorniamo alle parole di Freud l’aspetto sessuale vive nell’ambito di quell’antologia che Platone chiamava eros e che io considero sublimata in livelli più alti di quello abituale e biologico. E’ come dire l’arte è amore in tutte le sue più variegate rappresentazioni ed entrambi non si lasciano catturare dal gelido sguardo della psicanalisi. (Riccardo Alfonso)

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CivitaFestival

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2020

Civita Castellana (VT) dal 25 agosto al 6 settembre 2020, torna il CivitaFestival che, giunto alla trentaduesima edizione, rappresenta il più longevo festival del viterbese e tra i primi 10 del centro Italia.La suggestiva scenografia ospiterà uno tra i festival più raffinati della stagione: una serie di appuntamenti che presenterà al grande pubblico i molteplici volti dell’arte e che nella cornice medievale di un monumento simbolo della regione, porterà il grande teatro con In Exitu di Testori, regia di Roberto Latini il 5 settembre, il 6 settembre La Pianista Perfetta, prodotto dalla Compagnia MauriSturno, testo di Giuseppe Manfridi con Guenda Goria e Lorenzo Manfridi per la regia di Maurizio Scaparro, e ancora la musica colta con l’omaggio a Ennio Morricone a cura di Orchestra da Camera Domenico Scarlatti, il 26 agosto; la prima assoluta, contemporaneamente all’uscita del disco, del nuovo progetto del musicista statunitense John B. Arnold, nipote del celeberrimo compositore Americano Hoagy Carmichael; Enrico Pieranunzi Unlimited il 4 settembre e molto altro.
Giovedì 27 agosto sarà presentato in prima assoluta, contemporaneamente all’uscita del disco, il nuovo progetto del musicista statunitense John B. Arnold, nipote del celeberrimo compositore Americano Hoagy Carmichael, Tekna un progetto musicale ibrido ideato dal batterista statunitense John B. Arnold che da anni spazia tra il jazz moderno e la musica elettronica. Il progetto vede l’unione del batterista insieme ad uno dei pianisti più importanti della sua generazione, Greg Burk.
Venerdì 28 agosto in un concerto di musica da camera con sonate e arie di Schubert, Rossini e Mozart , trio formato da di Enrico Mazzoni, Matteo Biscetti e Francesca Bruni. Sabato 29 agosto un concerto dell’eccezionale Alma Sax Quartet fantastico quartetto di fiati umbro formato da Andrea Piccione Sax Alto Simone Bellagamba Sax Soprano Francesco Desideri Sax Tenore Andrea Leonardi Sax Baritono con un repertorio della tradizione americana. Domenica 30 agosto ancora jazz con il CGF trio formato da Mario Corvini trombone,AndreaGomellini chitarra e Stefano Nunzi al Contrabbasso. Martedì 1 settembre il concerto Quanti canti di Lucia Galeazzi, tra le più importanti personalità del folk italiano e internazionale, e Stefania Placidi.
Mercoledì 2 settembre Ti regalo gli occhi miei, omaggio a Gabriella Ferri con Vanessa Cremaschi voce, violino, pianoforte e tinypiano Giovanna Famulari voce, violoncello, pianoforte.
Giovedì 3 settembre LA CONSUETUDINE FRASTAGLIATA DELL’AVERTI ACCANTO diretto e interpretato da Daniele Pilli e Claudia Vismara. Lo spettacolo di Marco Andreoli è un’opera dagli innumerevoli piani di lettura. Potremmo dire che è un testo che parla di coppia, di quell’universo criptico che sono le relazioni, del loro lento disgregarsi, dell’ostinazione con cui a volte ci si accanisce per mantenere con se stessi una facciata, una parvenza di felicità… Lo spettacolo è stato presentato in anteprima nel 2018 a Roma a Carrozzerie n.o.t.
Venerdì 4 settembre concerto straordinario per piano solo di Enrico Pieranunzi unlimited. Un anno certamente particolare questo 2020, decisamente “senza limiti”, in un concerto in cui il grande pianista celebrerà alcune ricorrenze da Fellini a Bill Evans omaggiano l’amico Ennio Morricone.
TEATRO AL CIVITAFESTIVAL.Da sabato 5 settembre, al XXXII Civitafestival arriva il grandeteatro con In Exitu dall’omonimo romanzo di Giovanni Testori nell’adattamento, interpretazione e regia di Roberto Latini, prodotto dalla compagnia Lombardi-Tiezzi. Ultima fatica di Roberto Latini che affronterà la furente inventività linguistica di In exitu, 1988, e a dare vita alla parola testoriana.
Chiuderà Civitafestival Domenica 6 settembre, Guenda Goria in La Pianista Perfetta prodotto dalla Compagnia MauriSturno, testo i Giuseppe Manfridi con Lorenzo Manfridi,regia di Maurizio Scaparro. Concerto spettacolo su Clara Schumann, la più celebre pianista dell’800 e il suo rapporto con la musica. Spettacoli ore 21.00, biglietti 7 euro. http://www.civitafestival.it

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La politica e l’arte della mistificazione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

La prossima campagna elettorale si preannuncia essenzialmente mediatica. I giochi sin da ora sono aperti. Qualcuno cerca d’esorcizzare le “fake news” considerandole delle banali fanfaluche ma in effetti sono capaci di mettere in cattiva luce l’avversario e sono come la “calunnia” un venticello, come ce lo canta e ce lo suona Rossini nel Barbiere di Siviglia, dove la calunnia è “un’auretta assai gentile Che insensibile sottile Leggermente dolcemente Incomincia a sussurrar. Piano piano terra terra Sotto voce sibillando Va scorrendo, va ronzando, Nelle orecchie della gente S’introduce destramente, E le teste ed i cervelli Fa stordire e fa gonfiar. Dalla bocca fuori uscendo Lo schiamazzo va crescendo: Prende forza a poco a poco, Scorre già di loco in loco, Sembra il tuono, la tempesta Che nel sen della foresta, Va fischiando, brontolando, E ti fa d’orror gelar. Alla fin trabocca, e scoppia, Si propaga si raddoppia E produce un’esplosione Come un colpo di cannone, Un tremuoto, un temporale, Un tumulto generale Che fa l’aria rimbombar. E il meschino calunniato Avvilito, calpestato Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar”.
Come si può notare è un antico mestiere, quello del calunniatore, che lancia il sasso e nasconde la mano e lascia alle spalle solo macerie. Un noto politico ne aveva fatto un insegnamento magistrale quando affermava che parlar male di qualcuno si fa peccato ma spesso s’indovina. Oggi, purtroppo, siamo pronti ad accettarla per buona dopo che per anni abbiamo gettato discredito su tutto rendendoci sospettosi e persino maligni. Alla fine, nessun politico o amministratore che sia riesce a salvarsi: sono tutti corrotti sussurrano i calunniatori e noi che possiamo farci? Ci crediamo e il gioco è fatto. (Centro studi politici e sociali della Fidest diretto da Riccardo Alfonso)

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Pistoia Novecento: Sguardi sull’arte dal secondo dopoguerra

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Pistoia 19 settembre 2020 – 22 agosto 2021 ondazione Pistoia Musei Palazzo de’ Rossi a cura di Alessandra Acocella, Annamaria Iacuzzi, Caterina Toschi. Il design radicale degli Archizoom, la logica binaria delle opere di Gianfranco Chiavacci, i collage di Remo Gordigiani, le ricerche astrattiste di Gualtiero Nativi, Mario Nigro e Fernando Melani, l’ironia pop di Gianni Ruffi: sono oltre 70 le opere che scandiscono il secondo capitolo del progetto PISTOIA NOVECENTO con il percorso di Sguardi sull’arte dal secondo dopoguerra, allestimento temporaneo a lungo termine a cura di Alessandra Acocella, Annamaria Iacuzzi, Caterina Toschi che FONDAZIONE PISTOIA MUSEI presenta dal 19 settembre 2020 al 22 agosto 2021 nella sua sede di Palazzo de’ Rossi.
PISTOIA NOVECENTO è il grande progetto dedicato alla collezione permanente di Fondazione Pistoia Musei con opere delle collezioni di Fondazione Caript e Intesa Sanpaolo (già Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia), pensato per consentire una lettura il più possibile esaustiva del panorama artistico pistoiese nel suo articolarsi attraverso il secolo scorso. La prima parte del progetto, conclusasi a fine agosto 2020, ha raccontato la prima metà del Novecento.Questo secondo capitolo – PISTOIA NOVECENTO. Sguardi sull’arte dal secondo dopoguerra – offre un’immagine d’insieme della seconda metà del secolo a Pistoia.La mostra raccoglie, oltre alle opere degli autori pistoiesi presenti nella collezione permanente di Fondazione Pistoia Musei, alcuni lavori di artisti non locali ma che con la città hanno intrattenuto rapporti di scambio e dialogo, oltre a prestiti da collezioni pubbliche e private.Uno specifico indirizzo di curatela ha voluto arricchire il percorso espositivo con un’ampia selezione di documenti (fotografie, lettere, manifesti, inviti, video): un’operazione inedita volta a narrare la vivacità del clima artistico pistoiese nel contesto più ampio della cultura toscana, nazionale e internazionale. L’intenzione è quella di proporre nuovi sguardi sulle principali esperienze artistiche cittadine offrendo così un quadro di contesto alle opere d’arte selezionate.
I materiali documentari come le fotografie, le corrispondenze, i manifesti e gli audiovisivi sono disposti secondo un progetto grafico ed espositivo ideato appositamente per l’occasione e capace di offrire molteplici livelli di lettura.
Palazzo de’ Rossi si consolida come uno dei punti di forza del polo museale di Fondazione Pistoia Musei, connotandosi ancora una volta come centro dedicato all’arte del Novecento pistoiese, punto di riferimento per la conoscenza delle varie generazioni artistiche che si sono succedute lungo il secolo scorso: artisti che con ardimento e autenticità di ricerca hanno sempre cercato un dialogo con i grandi centri dell’arte apportando il proprio contributo in un’ottica di originalità.

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Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Venezia. Dal 2 al 12 settembre, il legame tra Campari e il Cinema torna protagonista della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, per celebrare ed esaltare la Passione e la Creatività, elementi imprescindibili nel percorso di creazione dell’opera. Uno sguardo attento verso i giovani talenti di questo affascinante mondo sarà il fil rouge che attraverserà tutte le iniziative firmate Campari – Main Sponsor della Mostra per il terzo anno consecutivo – che rappresenteranno l’occasione per facilitare l’incontro, il dialogo e l’apprendimento reciproco tra volti già affermati ed emergenti del grande schermo.Durante gli 11 giorni della Mostra, saranno ospiti di Campari attori e registi affermati come Carolina Crescentini, Marco D’Amore ed Edoardo Leo, oltre a volti emergenti come Ludovica Martino, Fotini Peluso ed Eduardo Valdarnini, per condividere una visione innovativa dell’arte cinematografica, con uno sguardo al futuro.Il luogo attorno al quale ruoteranno le iniziative sarà lo spazio Campari presso la Terrazza Biennale, proprio di fronte al Palazzo del Casinò. In questo luogo, Marco D’Amore darà vita a un dialogo sulla passione per l’arte del grande schermo e l’importanza di saper innovare mettendosi sempre in gioco. Lo spazio Campari ospiterà anche incontri con i protagonisti di “Orizzonti”, il concorso internazionale di Biennale Cinema 2020 dedicato ai film che rappresentano nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale, con particolare riguardo per gli esordi, gli autori emergenti e le opere con intenti d’innovazione e originalità creativa.Altro punto di incontro sarà, poco lontano dal Palazzo del Cinema e proprio di fronte al red carpet, un’emozionale installazione Campari pensata per offrire un’esperienza unica e visiva, incentrata sulla Red Passion e sul processo di creazione che porta alla realizzazione di opere straordinarie. Spettacolare ed emozionante sarà poi una piattaforma sull’acqua che, nel cuore della laguna, metterà in scena una serie di appuntamenti ideati per celebrare il talento e la passione dei giovani artisti del cinema. Si partirà il 7 settembre con una serata in cui l’ospite d’eccezione, Carolina Crescentini, accompagnata dai due nuovi e talentuosi volti Fotini Peluso ed Eduardo Valdarnini, presenterà in anteprima “Beyond Passion”, il cortometraggio realizzato dagli studenti del Centro Sperimentale del Cinema di Roma nell’ambito del progetto Campari Lab, giunto alla sua seconda edizione. La piattaforma resterà attiva anche nei giorni successivi e ospiterà diversi e imperdibili eventi, tra cui due inedite performance di Edoardo Leo e Ludovica Martino.Infine, anche quest’anno, sarà assegnato il premio ufficiale Campari Passion For Film Award, nato dalla collaborazione tra Campari e la Direzione Artistica della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, con l’obiettivo di valorizzare e premiare lo straordinario contributo che i collaboratori più stretti dei registi offrono al compimento del progetto artistico rappresentato da ciascun film.

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La verità è come l’arte: è nell’occhio di chi guarda

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Davanti a un dipinto, o seduto in terza fila per seguire un’esecuzione di musica sinfonica o mentre attendo pazientemente il mio turno nella sala d’attesa affollatissima dello studio medico il mio pensiero ad un tratto sembra andare oltre la mia presenza fisica e migrare altrove. È che forse incoscientemente cerco la ragione del mio essere in quel posto, in quella determinata ora e confuso tra gente che non conosco, lì in piedi o seduto, a guardare o ad essere osservato sfuggevolmente tra chi ti sta accanto, ti sfiora il braccio o tu ti scosti per evitare che questo indesiderato contatto fisico ti turbi ulteriormente.
Ma cosa penso? Verso chi o cosa è diretto il mio pensiero? Non certo al particolare di un dipinto o all’archetto del violinista va su e giù toccando con grazia le corde del suo strumento o alla donna o all’uomo che con me cercano nella sala d’attesa dello studio medico di mitigare l’attesa sfogliando una rivista o cercando d’attaccare bottone con un vicino. Ma cosa mai potranno dirsi due sconosciuti se non parlando del tempo?
Io cerco di capire un qualcosa che ha assillato la vita di una moltitudine di persone in tutte epoche e in tutti i momenti della propria esistenza: perché sono qui? Perché esisto? Chi sono in realtà? E cerco di guardare oltre il visibile per cercare di dare una risposta logica al mio assillo esistenziale. Io inseguo una verità che non si nasconde sotto il tappeto, che non si cela dietro una nota musicale, che non riesco a carpire dall’espressione di chi estasiato ammira il dipinto di un celeberrimo artista. Forse perché non riesco ad avere la vista acuta come vorrei per fendere l’aria come una saetta, per entrare nel mondo dell’ignoto che mi circonda e mi compenetra e perdermi in esso.
Io mi sento reale e al tempo stesso figlio di una verità che sfugge alla mia fisicità forse perché non riesco a guardare come dovrei con gli occhi del saggio, del pensatore, del sognatore, del profeta. Oggi appartengo a quel popolo di sette miliardi di viventi, sono confuso tra loro, sono preso dall’ansietà di barcamenarmi nella vita, dall’affrontare i mali che lacerano le mie carni e fanno scempio dei miei progetti per un futuro migliore.
E sono così compreso dal contingente che diventa sommamente ardua concentrarmi alla ricerca della verità ultima prima che essa si possa disvelare al termine della mia esistenza. È così che il mio occhio si distrae e si lascia sfuggire la verità che cerco. (Riccardo Alfonso)

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L’arte di fallire e rialzarsi: in libreria dal 21 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Padova. Il libro sarà presentato online il 21 maggio alle 18.30, su piattaforma zoom, in una conferenza moderata da Alessandro Milan, giornalista del Sole 24 Ore. Chi volesse partecipare può scrivere alla mail studio@greggio.eu, riceverà il link per connettersi in diretta.Si tratta di un libro dedicato alla forza ricostruttiva della crisi, che esce in un momento storico assolutamente unico e complesso e che, mai come ora, richiede la capacità di riflettere e ripensare se stessi. Con l’esperienza di chi ha guardato negli occhi chi stava perdendo tutto, non solo i propri beni, ma anche i propri affetti, Marco Greggio è riuscito a identificare un percorso che accomuna le persone che sono riuscite a riemerge da una o più crisi, personale ed economiche e ne ha costruito attorno un metodo, interpretabile anche come un percorso, attraverso il quale ogni individuo può riuscire, in modo catartico a superare i peggiori momenti della vita e a trasformarli in esperienza.Tutti i proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti alla Fondazione Città della Speranza di Padova a favore della ricerca.

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Atelier Montez: L’arte ai tempi del coronavirus

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Tutto il mondo dell’arte è fermo. Le gallerie sono chiuse, i musei più forti tentano di promuovere i proprio contenuti via social, gli artisti combattono duramente per trovare la vita e l’energia da imprimere nelle proprie opere. Ai tempi del coronavirus, l’arte sembra un bene terziario, qualcosa di cui si può far a meno. O, ancor peggio, addirittura qualcosa di pericoloso. In un contesto storico così complesso, un barlume di speranza viene lanciato dal noto Atelier Montez, spazio creativo e polifunzionale creato da Gio’ Montez e situato in zona Pietralata, a Roma, che intende lanciare una proposta, o forse una sfida, a tutti gli artisti, italiani e non. Nasce “Be**pArt”, una call aperta a tutti gli artisti, artigiani e creativi, per la realizzazione della mostra d’arte collettiva più grande al mondo, che sarà organizzata entro la fine dell’anno 2020. Con l’obiettivo, magari di conquistare un nuovo Guinness World Record. Per partecipare è necessario effettuare l’iscrizione inviando via mail il modulo firmato con una fotocopia del documento, oltre a far pervenire in Atelier Montez le 30 opere in conto vendita entro e non oltre il 31/05/2020.I primi artisti ad aderire al progetto, a poche ore dal lancio, sono stati Claudio Meli, Raffaella Silvi, Turi Sottile, Kristina Milakovic, Fabio Imperiale, Walid Cheick, Marco Galletti Kaey, Akira Zakamoto, Alessandra Carloni, Marco Crispano, Jos Diegel, Cheick Zidor, Corinna Mayer, Stefan Stichler.
Gli artisti possono accedere alla pagina web dedicata a be**pART (https://lnx.montez.it/progetto-artivisive-bep-art/) e scaricare l’Allegato1 “Produttore Indipendente be**pART”. Poi compilarlo e inviarlo firmato, aggiungendo una fotocopia firmata del documento di identità, all’indirizzo montez@pec.it oppure a mezzo raccomandata A/R indirizzata a: Atelier Montez Via di Pietralata 147/AB, C.A.P. 00158 Roma (Rm) Italy. Si riceverà così una prima mail di conferma e si potrà procedere con la richiesta di iscrizione.Gli artisti potranno così realizzare il primo pacchetto produzione: trenta opere d’arte bidimensionali uniche e non replicabili, firmate e/o autenticate, di formato massimo 10×10 cm, che siano appendibili a un chiodo. Si avrà tempo sino al 31 maggio 2020 per far pervenire le opere in Atelier Montez, a pena di esclusione dal concorso. Farà fede la data di spedizione apposta sul timbro postale del pacchetto inviato. All’arrivo delle opere, verrà inviata una nuova mail con le istruzioni per completare l’iscrizione e accedere al proprio backend personalizzato nella nuova piattaforma web Be**pArt.Da questo momento l’artista sarà ufficialmente un “Produttore Indipendente” del circuito Be**pArt e potrà accedere alla piattaforma web inserendo nome utente e password e gestire il proprio profilo personale. Tutti coloro che avranno effettuato con successo l’iscrizione a be**pART riceveranno un questionario telematico con delle domande relative alla propria attività artistica, così da calcolare il proprio coefficiente di artista, utile alla determinazione del prezzo di vendita delle opere esposte in conto vendita.Sul proprio profilo si potrà aggiornare le foto, interagire con gli altri utenti, condividere le opere e inserire i dati per ricevere i pagamenti. Si potrà, inoltre, accettare o rifiutare una proposta di acquisto che sarà avanzata da Atelier Montez, ricevendo subito sul proprio conto l’onorario per la vendita delle opere. Oppure si potrà anche decidere di rimetterli in vendita ad un prezzo diverso da quello proposto da Atelier Montez. In alternativa si può anche cambiare idea e rientrarne in possesso, in qualsiasi momento. Le opere più popolari verranno battute all’asta nel mese di dicembre 2020. Sarà inoltre pubblicato un catalogo che raccoglierà tutte le opere prodotte dai Produttori Indipendenti aderenti all’iniziativa. La mostra Be**pArt sarà visitabile presso Atelier Montez da giugno a dicembre 2020, tutti i giorni esclusi i lunedì, negli orari di apertura 18-22 o su appuntamento.

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Demetrio Paparoni e Arthur Danto: Arte e poststoria

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Demetrio Paparoni e Arthur Danto hanno condiviso un marcato interesse per l’arte astratta degli anni Novanta. La loro amicizia li ha portati anche a intrattenere un ricco epistolario e a registrare conversazioni che sono all’origine dei testi qui pubblicati. Questi dialoghi, che nelle intenzioni degli autori avrebbero dovuto costituire il punto di partenza per un libro, si sono interrotti un anno prima che Danto venisse a mancare, all’età di 89 anni. La loro pubblicazione ora, a distanza di anni dalla scomparsa di «uno dei critici d’arte più letti dell’era postmoderna» (New York Times), si deve innanzi tutto al fatto che le questioni che vi sono dibattute abbracciano temi ancora oggetto di interrogazione nel panorama artistico-filosofico odierno. Spaziando dalla pop art americana al minimalismo, dall’astrazione all’appropriazionismo, gli argomenti trattati toccano, infatti, il nucleo centrale del pensiero di Danto: quei concetti di poststoria e di fine dell’estetica che hanno orientato, e continuano a orientare,la discussione sul senso e sul destino dell’arte contemporanea. Attraverso anche il prezioso contributo di Mimmo Paladino e di Mario Perniola, queste conversazioni, così ricche della spontaneità propria del dialogo, aiutano in tal modo a comprendere meglio gli sviluppi dell’arte attuale. Il saggio introduttivo di Paparoni è una chiara esposizione e una lucida analisi del pensiero di Danto, intriso di considerazioni che mettono in luce la visione dell’arte che contraddistingue il pensiero del critico italiano.Collana: I Colibrì Pagine: 304 Prezzo cartaceo: €18,00
Prezzo ebook: € 9,99
Demetrio Paparoni, saggista e curatore, è nato a Siracusa nel 1954 e vive a Milano. 2017). Arthur C. Danto (Ann Arbor 1924 – New York 2013) è stato professore emerito di filosofia alla Columbia University e critico d’arte del noto magazine The Nation.

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Tra arte e impresa innovativa, al via il nuovo progetto europeo ETI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Consapevole dell’importanza di aprire le proprie porte a nuovi pubblici, di favorire maggiori e diversificate relazioni con i visitatori, di sviluppare nella comunità un senso di appartenenza e partecipazione, di coinvolgere i cittadini nella creazione di contenuti espressivi e creativi, in linea con le sfide del XXI secolo, la Fondazione Bottari Lattes chiama a raccolta artisti che con la freschezza delle proprie idee sappiano indicare la strada verso nuovo modi di fruire l’arte e la cultura e attirare l’attenzione di nuovi spettatori, visitatori, lettori.
La Fondazione Bottari Lattes partecipa, infatti, al nuovo progetto europeo ETI (Expérimenter une Transformation Institutionnelle – Sperimentare una Trasformazione Istituzionale), che intende affrontare una sfida non procrastinabile per fare cultura nel nuovo millennio, seguendo le linee dell’audience engagement: la sfida di immaginare un’istituzione culturale sensibile alle trasformazioni della società e dell’arte, capace di guardare a innovative pratiche sociali e artistiche, che sappia aprire i propri spazi a un pubblico più ampio e nuovo rispetto a quello di riferimento. Il progetto ETI intende andare alla scoperta e far emegere azioni finora poco esplorate, capaci di favorire l’accesso libero ed egualitario all’arte e cultura a pubblci inconsueti, creare comunità attorno alla cultura e ridurre la frattura istituzionale tra l’arte e la società. Per affrontare queste sfide il progetto ETI si appella agli artisti, alla loro capacità visionaria di intercettare nuove tendenze, bisogni, direzioni e quindi alla loro forza creativa nell’immaginare innovative modalità di fruizioni dei prodotti culturali. Il tutto per avvicinare all’arte, alla letteratura, alla musica e a ogni esperienza culturale anche il pubblico meno interessato.Oltre alla Fondazione Bottari Lattes, unico partner italiano inserito nel progetto ETI, le altre tre realtà europee sono: l’ente ideatore e capofila Ecole Nationale d’Art di Parigi (Francia; http://www.enda.fr); Idensitat di Barcellona (Spagna; https://www.idensitat.net), Minitremu di Târgu Mureș (Romania; http://www.facebook.com/Minitremu). I partner accoglieranno gli artisti selezionati, che potranno mettere in campo una programmazione innovativa, che he fornisca all’istituzione le coordinate utili per trasformarsi in sintonia con il mondo del 21° secolo.Il bando del progetto ETI si rivolge ad artisti di ogni forma espressiva (arte figurativa, musica, scrittura, video arte, ecc.), a cui si chiede di proporre un progetto di riformulazione istituzionale che sperimenti l’accesso alla Fondazione Bottari Lattes da parte di nuovi pubblici.Il carattere innovativo del progetto risiede soprattutto nel coinvolgomento di privati e imprese. Per esprimere la propria candidatura l’artista, infatti, deve affiancarsi a un partner privato (persona fisica o giuridica) che sia espressione di competenze specifiche, radicato in un territorio, impegnato nello sviluppo economico e sociale. Dalla viticoltura al tessile, dall’agroalimentare all’artigianato, dall’ecologia al digitale, l’artista potrà scegliere tra diversi comparti, facendo perno sulle specificità del settore economico preso in considerazione. Non dovrà creare un’opera unica dalla classica fruizione attraverso il modello della mostra, ma dovrà ideare progetti, metodi, attività innovative che possano essere mobilitati o riutilizzati sulla stregua di un format culturale. Questa sperimentazione permetterà di combinare i modelli tradizionali con modelli operativi, economici, di visibilità e di accessibilità, favorendo così nuove vie di sviluppo dei pubblici di riferimento.Le candidature dovranno pervenire entro il 5 aprile 2020, compilando il form online: http://eti-europe.eu/it/candidatura.La selezione sarà effettuata dei quattro enti partner del Progetto ETI. Per l’artista vincitore sono previsti un contributo alla realizzazione del progetto per un massimo di 2.000 euro e la copertura delle spese di viaggio e di ospitalità. L’artista potrà sentirsi libero di ricercare in proprio cofinanziamenti per la realizzazione del suo progetto.Gli artisti selezionati parteciperanno a un insieme di azioni per una durata di due anni con un primo incontro a maggio 2020 (data da confermare) e una programmazione locale (date in funzione del Paese). Il progetto ETI si concluderà con un forum organizzato a Parigi a settembre 2021, in cui saranno presentate le sperimentazioni condotte nel corso dei due. Sarà l’occasione di proporre a livello europeo un’istanza di consultazione comune, che consenta di accompagnare le istituzioni dell’arte e della cultura nel lavoro di trasformazione dei loro modelli.

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Progetto incontri illuminanti con l’arte contemporanea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Torino giovedì 20 febbraio, alle ore 11.30, nelle Officine Caos, in piazza Montale 18a (Le Vallette), si terrà la conferenza stampa ‘Progetto incontri illuminanti con l’arte contemporanea – Public program della XXII^ edizione di Luci d’Artista’.Al termine della conferenza, in piazza Montale, sarà presentata l’opera collettiva ‘Segnali dal Mondo’ a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in collaborazione con Stalker Teatro.Saranno presenti:Francesca Leon, Assessora alla Cultura del Comune di Torino; Marco Novello, Presidente della Circoscrizione 5; Luca Pannoli, artista; Anna Pironti, Responsabile Capo del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea;
Gabriele Boccacini, Direttore Artistico di Stalker Teatro|Officine CAOS; Antonella Angeloro, Coordinamento Dipartimento Educazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea;
Orietta Brombin, Curatore delle Attività Educative e Formative del PAV – Parco Arte Vivente, Centro sperimentale d’arte contemporanea.

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Yale elimina i corsi introduttivi alla storia dell’arte rinascimentale

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

“La decisione di una delle più autorevoli università statunitensi Yale di eliminare i corsi introduttivi alla storia dell’arte rinascimentale ‘perché troppo bianca, etero, europea e maschile’ (testuale) costituisce un anacronistico attacco anti-italiano che si somma alla distruzione delle statue dedicate a Cristoforo Colombo. Capiamo che per la superpotenza mondiale sia mortificante constatare la sua ininfluenza nel XV-XVI secolo, periodo in cui l’Europa tutta era irradiata dall’influenza dei Mantegna, Leonardo, Michelangelo, Raffaello. Tuttavia la Yale si può senz’altro consolare con la straordinaria rivincita in atto fin dal XIX secolo, arrivando addirittura a trasformare antropologicamente le società nazionali sempre più tentate dall’american way of life. Per quanto ci riguarda siamo orgogliosi del Rinascimento ma anche del Medioevo e della storia dell’antica Roma. Se gli studenti americani volessero approfondire gli studi della storia dell’arte vengano in Italia dove abbiamo eccellenti insegnamenti e università. Perché la cultura non si può bruciare, chi ci ha provato è stato cancellato dalla storia”.È quanto scrive sulla sua bacheca Facebook il vicepresidente presidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli commentando e postando un pezzo del giornale della Yale nel quale si annunciano le nuove misure sullo studio della storia dell’arte rinascimentale.

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Jorge Eduardo Eielson: Arte come nodo/nodo come dono II

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Roma Dal 23 gennaio al 29 febbraio 2020 Instituto Cervantes di Roma – Sala Dalí Piazza Navona, 91 – ingresso gratuito inaugurazione mostra “Jorge Eielson: Arte come nodo, nodo come dono II”, a cura di Martha Canfield e Antonella Ciabatti. L’esposizione, organizzata da Centro Studi Eielson e Instituto Cervantes, in collaborazione con Istituto Italo Latinoamericano (IILA) e la Real Academia de España, resterà a Roma fino al 29 febbraio 2020 e si potrà visitare gratuitamente dal mercoledì al sabato dalle ore 16 alle 20.Jorge Eduardo Eielson (Lima 1924 – Milano 2006) è un caso eccezionale di precocità e di altissimo livello creativo sia nelle arti plastiche che nella letteratura. A soli 21 anni vince il Premio Nazionale di Poesia del Perù con la sua prima raccolta, Reinos. Ma nel 1949 lascia il paese e non tornerà più, se non per incontri artistici e mostre. Dopo importanti esperienze a Parigi e a Ginevra, nel 1951 si stabilisce a Roma dove rimarrà fino al 1965, entrando a far parte del gruppo L’Obelisco insieme a Mimmo Rotella e Piero Dorazio. Ma la sua residenza definitiva sarà a Milano, dove vivrà il resto della sua vita insieme al suo compagno, l’artista sardo Michele Mulas. Tuttavia è proprio a Roma, dopo varie sperimentazioni di collage con terre e sabbie e infine con tessuti strappati e ricomposti, dove arriva a configurare il segno fondamentale della sua arte: il nodo.“Arte come nodo, nodo come dono 2. (El nudo al desnudo)” presenta 27 opere originali dell’artista e scrittore peruviano, membro della «Generación del 50» e artefice della rivoluzione poetica del suo paese. Si tratta della seconda versione della mostra realizzata nel 2008 a Firenze (presentata da Mario Vargas Llosa) che testimonia la varietà creativa di Eielson: la poesia visiva e sonora, le installazioni, i dipinti, le sculture in tela, con il nodo come punto massimo di riflessione filosofica e segno estetico.Il nodo, oltre che il fondamento della sua arte, è un simbolo magico tra la dimensione visuale e quella verbale, un segno arcaico e moderno allo stesso tempo. Con il nodo il movimento si ferma, le tele si fissano, il tempo interrompe il suo corso e l’anima, libera da ogni angoscia, si concentra nella contemplazione. Attraverso le sue immagini visionarie e le sue illuminanti poesie, Eielson ci invita a ricongiungere passato e presente, io e non-io, gioia e dolore In occasione della mostra romana, inoltre, si terranno quattro appuntamenti tematici, realizzati dall’Instituto Cervantes e dal Centro Studi Eielson presso la Sala Dalí.
Mercoledí 29 gennaio alle 18.30, Enzo Minarelli e Martha Canfield presentano la performance “La materia sonora: Omaggio a Jorge Eielson”, seguita da una lettura poetica in spagnolo e in italiano.
Sabato 8 febbraio dalle ore 11 si darà spazio a una curiosa passeggiata letteraria a cura di Alessio Brandolini, ispirata dalla raccolta poetica “Di stanza a Roma”: partendo da piazza Navona si percorreranno luoghi e monumenti che danno titolo alle poesie di questa raccolta, svelando i legami tra l’artista e la città. Sabato 22 febbraio dalle 11 si terrà il laboratorio per bambini dal titolo “Essere artista: ora tocca a me!”. Un percorso sensoriale per famiglie con bambini, a cura di Laura Del Conte e Alessandra Maggio. Per questi due eventi è obbligatoria l’iscrizione: cultrom@cervantes.es.
Infine, giovedì 27 febbraio alle 18.30, in occasione del finissage della mostra, verranno presentate alcune opere delle artiste peruviane Elisenda Estrems e Nani Càrdenas, a cura di Marco Benacci, che dialogheranno con i lavori di Eielson esposti alla Sala Dalí.

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44a edizione Arte Fiera: le sezioni

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Bologna dal 24 al 26 gennaio 2020 nei padiglioni 18 e 15 del Quartiere fieristico di Bologna, accessibili in auto dall’Ingresso Nord e con un servizio di navette dall’ingresso di Piazza Costituzione. L’edizione 2020 di Arte Fiera – la seconda diretta da Simone Menegoi, affiancato da Gloria Bartoli come vicedirettrice – si presenta ricca di novità. Coinvolgerà 155 gallerie tra italiane e straniere: 108 nella Main Section e 47 nelle tre sezioni curate e su invito, Fotografia e immagini in movimento (20 gallerie) a cui si aggiungono per la prima volta Focus (8 gallerie) e Pittura XXI (19 gallerie), per un totale di 345 artisti presentati in fiera. L’elenco completo degli espositori è disponibile al link: http://www.artefiera.it Le tre sezioni su invito nel dettaglio:Focus è una delle principali novità di Arte Fiera 2020: una sezione che prende in esame le ricerche artistiche della prima metà del XX secolo e del secondo dopoguerra, con un taglio differente ogni anno. Volutamente ridotta nelle dimensioni, vuole essere un meditato approfondimento su un aspetto dell’arte del XX secolo.
L’edizione d’esordio è firmata da Laura Cherubini, critica e storica dell’arte di chiara fama. Cherubini si è concentrata sul rinnovamento e sulle innovazioni linguistiche della pittura italiana tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Settanta.
Il Focus si è quindi concentrato, in particolare, sui decenni Cinquanta, Sessanta e Settanta di quello che possiamo ormai chiamare il secolo scorso. Anni in cui la pratica della pittura in Italia è stata ricca e intensa, nonostante a più riprese venisse data per morta e sepolta. All’interno del filo conduttore di questa concisa sezione potranno essere rintracciate conferme, riscoperte e qualche sorpresa. Si tratta di presenze singolari e diversificate e non etichettabili in un’unica tendenza, movimento o gruppo. Pitture italiane. Da sempre la pittura abita qui” (Laura Cherubini).Partecipano alla sezione le gallerie A arte Invernizzi (artista: Mario Nigro), Cortesi Gallery (Giuseppe Santomaso), Galleria dello Scudo (Gastone Novelli), Michela Rizzo (Fabio Mauri, Saverio Rampin), Mazzoleni (Lucio Fontana, Gianfranco Zappettini), Richard Saltoun (Bice Lazzari), Ronchini (Franco Angeli), Tornabuoni Arte (Piero Dorazio).
Pittura XXI, a cura di Davide Ferri, è la prima sezione di una fiera, in Italia o all’estero, dedicata interamente alla pittura contemporanea. L’obiettivo del progetto è di offrire una panoramica del lavoro degli artisti emergenti e mid-career, a livello nazionale e internazionale, che lavorano con questo medium. Una proposta audace e al contempo tempestiva, poiché si colloca in una fase storica in cui la pittura si è riaffacciata prepotentemente sulla scena dell’arte.
Pittura XXI includerà il lavoro di 30 artisti mid-career, in gran parte internazionali, che hanno iniziato a dipingere dall’inizio degli anni Duemila, presentati da una ventina di gallerie, e vuole evidenziare il lavoro di quegli spazi che, soprattutto in Italia, hanno saputo sviluppare in anni recenti una programmazione in cui la pittura ha avuto un ruolo di primo piano” (Davide Ferri).La nuova sezione includerà: 1/9unosunove (artisti: Simon Callery, Jonathan Vandyke), A+B Gallery (Markus Saile), Arcade (John Finneran), Bernhard Knaus Fine Art (Giacomo Santiago Rogado, Karim Noureldin), Boccanera (Nebojša Despotović, Andrea Fontanari), CAR DRDE (Damien Meade), Cardelli & Fontana (Mirko Baricchi, Beatrice Meoni), Eduardo Secci Contemporary (Chris Hood, Pierre Knop), Ex Elettrofonica (Federico Pietrella, Pesce Khete), Francesca Antonini (Guglielmo Castelli), Galleria FuoriCampo (Eugenia Vanni, Michele Tocca), Luca Tommasi (Mark Francis, Phillip Allen), Monica De Cardenas (Gianluca Di Pasquale, Ivan Seal), Monitor (Peter Linde Busk, Matteo Fato), Norma Mangione Gallery (Michael Bauer), P420 (Adelaide Cioni), Pinksummer (Jorge Queiroz), RIBOT (Jonathan Lux), The Gallery Apart (Corinna Gosmaro, Alessandro Scarabello).
Giunta alla sua seconda edizione, la sezione Fotografia e immagini in movimento, a cura del collettivo Fantom (rappresentato da Selva Barni, Ilaria Speri, Massimo Torrigiani, Francesco Zanot), costituisce un osservatorio puntato su alcune delle più recenti ricerche nel campo della fotografia e del video, cui si aggiungono alcuni imprescindibili punti di riferimento nel passato.La fotografia e il video invadono sempre più lo spazio del quotidiano, reale e virtuale, assumendo un ruolo di cruciale importanza nelle nostre vite. Sono macchine che consentono un’elaborazione estetica, sociale, filosofica e politica di tutto ciò che ci circonda. Ormai non si limitano a registrare cambiamenti e mutazioni, ma sono agenti cruciali della trasformazione del mondo e del nostro rapporto con esso (Fantom).
Fotografia e immagini in movimento vede la partecipazione delle gallerie aA29 Project Room (artisti: Kyle Thompson, Tiziana Pers), Dep Art Gallery (Tony Oursler), Galleria Marcolini (Aneta Bartos, Christian Thompson), Michela Rizzo (Antoni Muntadas, Katerina Šedá, Francesco Jodice), Galleria Poggiali (Goldschmied & Chiari), Gallleriapiù (Matteo Cremonesi), Marcorossi (Rune Guneriussen), Martini & Ronchetti (Lisetta Carmi), MC2 Gallery (Lamberto Teotino, Justine Tjallinks, Paolo Ciregia), Metronom (Christto & Andrew), MLZ Art Dep (The Cool Couple, Discipula, Källstrӧm+Fäldt), Otto Zoo (Paul Kooiker), Pinksummer (Luca Trevisani), Podbielski Contemporary (Giulio Di Sturco, Massimiliano Gatti, Yuval Yairi), Shazar (Giacomo Montanaro), Spazio Nuovo (Marco Maria Zanin, Edouard Taufenbach), Traffic Gallery (Mattia Zoppellaro), Umberto Di Marino (Francesco Jodice, Pedro Neves Marques, Sergio Vega), Viasaterna (Alessandro Calabrese), z2o Sara Zanin (Mariella Bettineschi, Silvia Camporesi, Ekaterina Panikanova).Fotografia e immagini in movimento è sostenuta da Mercedes Benz, automotive partner della fiera con Stefauto.

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Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Abu Dhabi mostra al Louvre Abu Dhabi, Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente (19 febbraio – 30 maggio 2020), sarà la terza della stagione culturale 2019/20 Changing Societies e vedrà esposti oggetti della cultura cavalleresca medievale provenienti dal mondo islamico e cristiano. Oltre 130 manufatti singolari, tra armature, utensili legati all’equitazione o alla battaglia e manoscritti miniati, con una particolare attenzione rivolta ai valori cavallereschi. Coraggio, fede, lealtà e onore rappresenteranno la base di una cultura comune, presente tanto in Oriente quanto in Occidente.Suddivisi in tre sezioni, gli oggetti in mostra giungono da tutto il Medio Oriente, Iraq, Iran, Egitto e Siria, e dagli stati francese e germanico in Europa, e risalgono al periodo compreso tra XI e XVI secolo. I visitatori potranno scoprire i tratti comuni caratterizzanti le tradizioni cavalleresche delle diverse aree geografiche e notare lo straordinario scambio culturale che deriva da punti di incontro chiave come la Spagna meridionale, la Sicilia e la Siria. In linea con il tema dell’attuale stagione culturale del Louvre Abu Dhabi, Changing Societies, la mostra mette in evidenza opere d’arte e manufatti iconici di epoche e culture diverse, spiegando in che modo le circostanze storiche abbiano contribuito alla loro produzione o, viceversa, come queste opere fungano oggi da testimonianza dei cambiamenti storici nelle culture che le hanno prodotte.Tenuta in collaborazione con il Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge a Parigi, e Agence France-Muséums, Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente è a cura del capo curatore Dott.ssa Elisabeth Taburet-Delahaye, ex direttore del Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge, accanto al co-curatore Dott.ssa Carine Juvin, curatore del Dipartimento di arte islamica al Musée du Louvre e Michel Huynh, capo curatore al Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge.Manuel Rabaté, direttore del Louvre Abu Dhabi, ha commentato: “Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente è una mostra perfetta per il Louvre Abu Dhabi. La nostra città è sempre stata una porta tra Oriente e Occidente ed è un palcoscenico naturale per il racconto di questo momento chiave della storia araba e per lo scambio interculturale con il mondo occidentale. I numerosi partner internazionali sottolineano l’importanza di questa materia all’interno della comunità accademica e siamo incredibilmente grati al Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge e ai nostri partner di New York, Dublino, Parigi e non solo, per aver contribuito a rendere questo spettacolo unico nel suo genere”.

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“Arquata arte rigenerante”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

Ascoli Piceno – Prende il via la seconda edizione dell’ambizioso progetto culturale “Arquata arte rigenerante”, che vuole mettere l’arte al centro del processo di rigenerazione e rinascita delle comunità colpite dal sisma. Il progetto, rivolto ai bambini dell’asilo, scuola elementare e media, sarà impostato sul personaggio di Shrek, il musical che sarà presentato alla fine dell’anno scolastico dai giovani studenti del plesso scolastico Specchio Dei Tempi di Arquata Del Tronto (Ascoli Piceno), uno dei paesi più colpiti dal terremoto del 2016. Il progetto nasce da un’idea e con il contributo di Fainplast, azienda del territorio ascolano e leader nella produzione di compound ed è strutturato in una serie di laboratori teatrali curati dall’associazione Fly Communication di Ascoli, che coinvolge i bambini per tutto l’anno scolastico. (Christian Flammia)

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Wilhelm Furtwängler: Processo all’Arte di Ronald Harwood

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Roma In prima nazionale, dall’8 gennaio al 9 febbraio 2020, al Teatro Stanze Segrete – Via della Penitenza 3 dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00, domenica 8 dicembre doppia replica ore 16.30 e 19.00. Prezzo biglietti 17 e 13 euro + tessera semestrale obbligatoria 3 euro Wilhelm Furtwängler. Processo all’Arte, tratto dall’opera dell’autore britannico, con l’adattamento, l’allestimento scenico, e la regia di Ennio Coltorti: uno spettacolo filosofico, un’indagine storica unica sul ruolo dell’Arte e dell’impegno.In scena due “mattatori” contemporanei, eccellenze del doppiaggio italiano, Ennio Coltorti e Marco Mete, affiancati da Tomaso Thellung, Virna Zorzan, Licia Amendola, Federico Boccanera.“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Nessuno è tanto puro da poter giudicare. Ma di fronte a milioni di morti freddamente pianificati? Il titolo originale di questa straordinaria pièce (da cui è stato tratto anche un magnifico film) che mette in scena lo stringente interrogatorio a cui un inflessibile e volgare maggiore americano alla fine della seconda guerra mondiale, durante il processo di denazificazione, sottopone il più grande direttore d’orchestra di tutti tempi, è “Taking side”: “Prendere posizione”. Si è responsabili di ogni azione, nel bene e nel male. Vale anche per l’artista? Per Caravaggio, Rimbaud, Byron, Marlowe, D’annunzio etc.? O l’artista è al di sopra dei comuni mortali e non può essere giudicato per colpe riguardanti il vivere civile? È recente il caso del grande attore Kevin Spacey. L’autore, abilmente, non dà risposte. Il delicato momento che sta attraversando il nostro paese rende estremamente attuale questo testo che esorta in ogni caso a “Prendere” coraggiosamente “posizione”. Un inquietante viaggio quasi “artaudiano” nei misteriosi, e a volte mostruosi, meandri dell’animo umano. Un allestimento e una recitazione prettamente “cinematografici”. Uno spettacolo che, anche grazie allo spazio magico di Stanze Segrete, porta lo spettatore “dentro un film”.

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