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Posts Tagged ‘arte’

L’arte di fallire e rialzarsi: in libreria dal 21 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Padova. Il libro sarà presentato online il 21 maggio alle 18.30, su piattaforma zoom, in una conferenza moderata da Alessandro Milan, giornalista del Sole 24 Ore. Chi volesse partecipare può scrivere alla mail studio@greggio.eu, riceverà il link per connettersi in diretta.Si tratta di un libro dedicato alla forza ricostruttiva della crisi, che esce in un momento storico assolutamente unico e complesso e che, mai come ora, richiede la capacità di riflettere e ripensare se stessi. Con l’esperienza di chi ha guardato negli occhi chi stava perdendo tutto, non solo i propri beni, ma anche i propri affetti, Marco Greggio è riuscito a identificare un percorso che accomuna le persone che sono riuscite a riemerge da una o più crisi, personale ed economiche e ne ha costruito attorno un metodo, interpretabile anche come un percorso, attraverso il quale ogni individuo può riuscire, in modo catartico a superare i peggiori momenti della vita e a trasformarli in esperienza.Tutti i proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti alla Fondazione Città della Speranza di Padova a favore della ricerca.

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Atelier Montez: L’arte ai tempi del coronavirus

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Tutto il mondo dell’arte è fermo. Le gallerie sono chiuse, i musei più forti tentano di promuovere i proprio contenuti via social, gli artisti combattono duramente per trovare la vita e l’energia da imprimere nelle proprie opere. Ai tempi del coronavirus, l’arte sembra un bene terziario, qualcosa di cui si può far a meno. O, ancor peggio, addirittura qualcosa di pericoloso. In un contesto storico così complesso, un barlume di speranza viene lanciato dal noto Atelier Montez, spazio creativo e polifunzionale creato da Gio’ Montez e situato in zona Pietralata, a Roma, che intende lanciare una proposta, o forse una sfida, a tutti gli artisti, italiani e non. Nasce “Be**pArt”, una call aperta a tutti gli artisti, artigiani e creativi, per la realizzazione della mostra d’arte collettiva più grande al mondo, che sarà organizzata entro la fine dell’anno 2020. Con l’obiettivo, magari di conquistare un nuovo Guinness World Record. Per partecipare è necessario effettuare l’iscrizione inviando via mail il modulo firmato con una fotocopia del documento, oltre a far pervenire in Atelier Montez le 30 opere in conto vendita entro e non oltre il 31/05/2020.I primi artisti ad aderire al progetto, a poche ore dal lancio, sono stati Claudio Meli, Raffaella Silvi, Turi Sottile, Kristina Milakovic, Fabio Imperiale, Walid Cheick, Marco Galletti Kaey, Akira Zakamoto, Alessandra Carloni, Marco Crispano, Jos Diegel, Cheick Zidor, Corinna Mayer, Stefan Stichler.
Gli artisti possono accedere alla pagina web dedicata a be**pART (https://lnx.montez.it/progetto-artivisive-bep-art/) e scaricare l’Allegato1 “Produttore Indipendente be**pART”. Poi compilarlo e inviarlo firmato, aggiungendo una fotocopia firmata del documento di identità, all’indirizzo montez@pec.it oppure a mezzo raccomandata A/R indirizzata a: Atelier Montez Via di Pietralata 147/AB, C.A.P. 00158 Roma (Rm) Italy. Si riceverà così una prima mail di conferma e si potrà procedere con la richiesta di iscrizione.Gli artisti potranno così realizzare il primo pacchetto produzione: trenta opere d’arte bidimensionali uniche e non replicabili, firmate e/o autenticate, di formato massimo 10×10 cm, che siano appendibili a un chiodo. Si avrà tempo sino al 31 maggio 2020 per far pervenire le opere in Atelier Montez, a pena di esclusione dal concorso. Farà fede la data di spedizione apposta sul timbro postale del pacchetto inviato. All’arrivo delle opere, verrà inviata una nuova mail con le istruzioni per completare l’iscrizione e accedere al proprio backend personalizzato nella nuova piattaforma web Be**pArt.Da questo momento l’artista sarà ufficialmente un “Produttore Indipendente” del circuito Be**pArt e potrà accedere alla piattaforma web inserendo nome utente e password e gestire il proprio profilo personale. Tutti coloro che avranno effettuato con successo l’iscrizione a be**pART riceveranno un questionario telematico con delle domande relative alla propria attività artistica, così da calcolare il proprio coefficiente di artista, utile alla determinazione del prezzo di vendita delle opere esposte in conto vendita.Sul proprio profilo si potrà aggiornare le foto, interagire con gli altri utenti, condividere le opere e inserire i dati per ricevere i pagamenti. Si potrà, inoltre, accettare o rifiutare una proposta di acquisto che sarà avanzata da Atelier Montez, ricevendo subito sul proprio conto l’onorario per la vendita delle opere. Oppure si potrà anche decidere di rimetterli in vendita ad un prezzo diverso da quello proposto da Atelier Montez. In alternativa si può anche cambiare idea e rientrarne in possesso, in qualsiasi momento. Le opere più popolari verranno battute all’asta nel mese di dicembre 2020. Sarà inoltre pubblicato un catalogo che raccoglierà tutte le opere prodotte dai Produttori Indipendenti aderenti all’iniziativa. La mostra Be**pArt sarà visitabile presso Atelier Montez da giugno a dicembre 2020, tutti i giorni esclusi i lunedì, negli orari di apertura 18-22 o su appuntamento.

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Demetrio Paparoni e Arthur Danto: Arte e poststoria

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Demetrio Paparoni e Arthur Danto hanno condiviso un marcato interesse per l’arte astratta degli anni Novanta. La loro amicizia li ha portati anche a intrattenere un ricco epistolario e a registrare conversazioni che sono all’origine dei testi qui pubblicati. Questi dialoghi, che nelle intenzioni degli autori avrebbero dovuto costituire il punto di partenza per un libro, si sono interrotti un anno prima che Danto venisse a mancare, all’età di 89 anni. La loro pubblicazione ora, a distanza di anni dalla scomparsa di «uno dei critici d’arte più letti dell’era postmoderna» (New York Times), si deve innanzi tutto al fatto che le questioni che vi sono dibattute abbracciano temi ancora oggetto di interrogazione nel panorama artistico-filosofico odierno. Spaziando dalla pop art americana al minimalismo, dall’astrazione all’appropriazionismo, gli argomenti trattati toccano, infatti, il nucleo centrale del pensiero di Danto: quei concetti di poststoria e di fine dell’estetica che hanno orientato, e continuano a orientare,la discussione sul senso e sul destino dell’arte contemporanea. Attraverso anche il prezioso contributo di Mimmo Paladino e di Mario Perniola, queste conversazioni, così ricche della spontaneità propria del dialogo, aiutano in tal modo a comprendere meglio gli sviluppi dell’arte attuale. Il saggio introduttivo di Paparoni è una chiara esposizione e una lucida analisi del pensiero di Danto, intriso di considerazioni che mettono in luce la visione dell’arte che contraddistingue il pensiero del critico italiano.Collana: I Colibrì Pagine: 304 Prezzo cartaceo: €18,00
Prezzo ebook: € 9,99
Demetrio Paparoni, saggista e curatore, è nato a Siracusa nel 1954 e vive a Milano. 2017). Arthur C. Danto (Ann Arbor 1924 – New York 2013) è stato professore emerito di filosofia alla Columbia University e critico d’arte del noto magazine The Nation.

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Tra arte e impresa innovativa, al via il nuovo progetto europeo ETI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Consapevole dell’importanza di aprire le proprie porte a nuovi pubblici, di favorire maggiori e diversificate relazioni con i visitatori, di sviluppare nella comunità un senso di appartenenza e partecipazione, di coinvolgere i cittadini nella creazione di contenuti espressivi e creativi, in linea con le sfide del XXI secolo, la Fondazione Bottari Lattes chiama a raccolta artisti che con la freschezza delle proprie idee sappiano indicare la strada verso nuovo modi di fruire l’arte e la cultura e attirare l’attenzione di nuovi spettatori, visitatori, lettori.
La Fondazione Bottari Lattes partecipa, infatti, al nuovo progetto europeo ETI (Expérimenter une Transformation Institutionnelle – Sperimentare una Trasformazione Istituzionale), che intende affrontare una sfida non procrastinabile per fare cultura nel nuovo millennio, seguendo le linee dell’audience engagement: la sfida di immaginare un’istituzione culturale sensibile alle trasformazioni della società e dell’arte, capace di guardare a innovative pratiche sociali e artistiche, che sappia aprire i propri spazi a un pubblico più ampio e nuovo rispetto a quello di riferimento. Il progetto ETI intende andare alla scoperta e far emegere azioni finora poco esplorate, capaci di favorire l’accesso libero ed egualitario all’arte e cultura a pubblci inconsueti, creare comunità attorno alla cultura e ridurre la frattura istituzionale tra l’arte e la società. Per affrontare queste sfide il progetto ETI si appella agli artisti, alla loro capacità visionaria di intercettare nuove tendenze, bisogni, direzioni e quindi alla loro forza creativa nell’immaginare innovative modalità di fruizioni dei prodotti culturali. Il tutto per avvicinare all’arte, alla letteratura, alla musica e a ogni esperienza culturale anche il pubblico meno interessato.Oltre alla Fondazione Bottari Lattes, unico partner italiano inserito nel progetto ETI, le altre tre realtà europee sono: l’ente ideatore e capofila Ecole Nationale d’Art di Parigi (Francia; http://www.enda.fr); Idensitat di Barcellona (Spagna; https://www.idensitat.net), Minitremu di Târgu Mureș (Romania; http://www.facebook.com/Minitremu). I partner accoglieranno gli artisti selezionati, che potranno mettere in campo una programmazione innovativa, che he fornisca all’istituzione le coordinate utili per trasformarsi in sintonia con il mondo del 21° secolo.Il bando del progetto ETI si rivolge ad artisti di ogni forma espressiva (arte figurativa, musica, scrittura, video arte, ecc.), a cui si chiede di proporre un progetto di riformulazione istituzionale che sperimenti l’accesso alla Fondazione Bottari Lattes da parte di nuovi pubblici.Il carattere innovativo del progetto risiede soprattutto nel coinvolgomento di privati e imprese. Per esprimere la propria candidatura l’artista, infatti, deve affiancarsi a un partner privato (persona fisica o giuridica) che sia espressione di competenze specifiche, radicato in un territorio, impegnato nello sviluppo economico e sociale. Dalla viticoltura al tessile, dall’agroalimentare all’artigianato, dall’ecologia al digitale, l’artista potrà scegliere tra diversi comparti, facendo perno sulle specificità del settore economico preso in considerazione. Non dovrà creare un’opera unica dalla classica fruizione attraverso il modello della mostra, ma dovrà ideare progetti, metodi, attività innovative che possano essere mobilitati o riutilizzati sulla stregua di un format culturale. Questa sperimentazione permetterà di combinare i modelli tradizionali con modelli operativi, economici, di visibilità e di accessibilità, favorendo così nuove vie di sviluppo dei pubblici di riferimento.Le candidature dovranno pervenire entro il 5 aprile 2020, compilando il form online: http://eti-europe.eu/it/candidatura.La selezione sarà effettuata dei quattro enti partner del Progetto ETI. Per l’artista vincitore sono previsti un contributo alla realizzazione del progetto per un massimo di 2.000 euro e la copertura delle spese di viaggio e di ospitalità. L’artista potrà sentirsi libero di ricercare in proprio cofinanziamenti per la realizzazione del suo progetto.Gli artisti selezionati parteciperanno a un insieme di azioni per una durata di due anni con un primo incontro a maggio 2020 (data da confermare) e una programmazione locale (date in funzione del Paese). Il progetto ETI si concluderà con un forum organizzato a Parigi a settembre 2021, in cui saranno presentate le sperimentazioni condotte nel corso dei due. Sarà l’occasione di proporre a livello europeo un’istanza di consultazione comune, che consenta di accompagnare le istituzioni dell’arte e della cultura nel lavoro di trasformazione dei loro modelli.

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Progetto incontri illuminanti con l’arte contemporanea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Torino giovedì 20 febbraio, alle ore 11.30, nelle Officine Caos, in piazza Montale 18a (Le Vallette), si terrà la conferenza stampa ‘Progetto incontri illuminanti con l’arte contemporanea – Public program della XXII^ edizione di Luci d’Artista’.Al termine della conferenza, in piazza Montale, sarà presentata l’opera collettiva ‘Segnali dal Mondo’ a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in collaborazione con Stalker Teatro.Saranno presenti:Francesca Leon, Assessora alla Cultura del Comune di Torino; Marco Novello, Presidente della Circoscrizione 5; Luca Pannoli, artista; Anna Pironti, Responsabile Capo del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea;
Gabriele Boccacini, Direttore Artistico di Stalker Teatro|Officine CAOS; Antonella Angeloro, Coordinamento Dipartimento Educazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea;
Orietta Brombin, Curatore delle Attività Educative e Formative del PAV – Parco Arte Vivente, Centro sperimentale d’arte contemporanea.

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Yale elimina i corsi introduttivi alla storia dell’arte rinascimentale

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

“La decisione di una delle più autorevoli università statunitensi Yale di eliminare i corsi introduttivi alla storia dell’arte rinascimentale ‘perché troppo bianca, etero, europea e maschile’ (testuale) costituisce un anacronistico attacco anti-italiano che si somma alla distruzione delle statue dedicate a Cristoforo Colombo. Capiamo che per la superpotenza mondiale sia mortificante constatare la sua ininfluenza nel XV-XVI secolo, periodo in cui l’Europa tutta era irradiata dall’influenza dei Mantegna, Leonardo, Michelangelo, Raffaello. Tuttavia la Yale si può senz’altro consolare con la straordinaria rivincita in atto fin dal XIX secolo, arrivando addirittura a trasformare antropologicamente le società nazionali sempre più tentate dall’american way of life. Per quanto ci riguarda siamo orgogliosi del Rinascimento ma anche del Medioevo e della storia dell’antica Roma. Se gli studenti americani volessero approfondire gli studi della storia dell’arte vengano in Italia dove abbiamo eccellenti insegnamenti e università. Perché la cultura non si può bruciare, chi ci ha provato è stato cancellato dalla storia”.È quanto scrive sulla sua bacheca Facebook il vicepresidente presidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli commentando e postando un pezzo del giornale della Yale nel quale si annunciano le nuove misure sullo studio della storia dell’arte rinascimentale.

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Jorge Eduardo Eielson: Arte come nodo/nodo come dono II

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Roma Dal 23 gennaio al 29 febbraio 2020 Instituto Cervantes di Roma – Sala Dalí Piazza Navona, 91 – ingresso gratuito inaugurazione mostra “Jorge Eielson: Arte come nodo, nodo come dono II”, a cura di Martha Canfield e Antonella Ciabatti. L’esposizione, organizzata da Centro Studi Eielson e Instituto Cervantes, in collaborazione con Istituto Italo Latinoamericano (IILA) e la Real Academia de España, resterà a Roma fino al 29 febbraio 2020 e si potrà visitare gratuitamente dal mercoledì al sabato dalle ore 16 alle 20.Jorge Eduardo Eielson (Lima 1924 – Milano 2006) è un caso eccezionale di precocità e di altissimo livello creativo sia nelle arti plastiche che nella letteratura. A soli 21 anni vince il Premio Nazionale di Poesia del Perù con la sua prima raccolta, Reinos. Ma nel 1949 lascia il paese e non tornerà più, se non per incontri artistici e mostre. Dopo importanti esperienze a Parigi e a Ginevra, nel 1951 si stabilisce a Roma dove rimarrà fino al 1965, entrando a far parte del gruppo L’Obelisco insieme a Mimmo Rotella e Piero Dorazio. Ma la sua residenza definitiva sarà a Milano, dove vivrà il resto della sua vita insieme al suo compagno, l’artista sardo Michele Mulas. Tuttavia è proprio a Roma, dopo varie sperimentazioni di collage con terre e sabbie e infine con tessuti strappati e ricomposti, dove arriva a configurare il segno fondamentale della sua arte: il nodo.“Arte come nodo, nodo come dono 2. (El nudo al desnudo)” presenta 27 opere originali dell’artista e scrittore peruviano, membro della «Generación del 50» e artefice della rivoluzione poetica del suo paese. Si tratta della seconda versione della mostra realizzata nel 2008 a Firenze (presentata da Mario Vargas Llosa) che testimonia la varietà creativa di Eielson: la poesia visiva e sonora, le installazioni, i dipinti, le sculture in tela, con il nodo come punto massimo di riflessione filosofica e segno estetico.Il nodo, oltre che il fondamento della sua arte, è un simbolo magico tra la dimensione visuale e quella verbale, un segno arcaico e moderno allo stesso tempo. Con il nodo il movimento si ferma, le tele si fissano, il tempo interrompe il suo corso e l’anima, libera da ogni angoscia, si concentra nella contemplazione. Attraverso le sue immagini visionarie e le sue illuminanti poesie, Eielson ci invita a ricongiungere passato e presente, io e non-io, gioia e dolore In occasione della mostra romana, inoltre, si terranno quattro appuntamenti tematici, realizzati dall’Instituto Cervantes e dal Centro Studi Eielson presso la Sala Dalí.
Mercoledí 29 gennaio alle 18.30, Enzo Minarelli e Martha Canfield presentano la performance “La materia sonora: Omaggio a Jorge Eielson”, seguita da una lettura poetica in spagnolo e in italiano.
Sabato 8 febbraio dalle ore 11 si darà spazio a una curiosa passeggiata letteraria a cura di Alessio Brandolini, ispirata dalla raccolta poetica “Di stanza a Roma”: partendo da piazza Navona si percorreranno luoghi e monumenti che danno titolo alle poesie di questa raccolta, svelando i legami tra l’artista e la città. Sabato 22 febbraio dalle 11 si terrà il laboratorio per bambini dal titolo “Essere artista: ora tocca a me!”. Un percorso sensoriale per famiglie con bambini, a cura di Laura Del Conte e Alessandra Maggio. Per questi due eventi è obbligatoria l’iscrizione: cultrom@cervantes.es.
Infine, giovedì 27 febbraio alle 18.30, in occasione del finissage della mostra, verranno presentate alcune opere delle artiste peruviane Elisenda Estrems e Nani Càrdenas, a cura di Marco Benacci, che dialogheranno con i lavori di Eielson esposti alla Sala Dalí.

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44a edizione Arte Fiera: le sezioni

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Bologna dal 24 al 26 gennaio 2020 nei padiglioni 18 e 15 del Quartiere fieristico di Bologna, accessibili in auto dall’Ingresso Nord e con un servizio di navette dall’ingresso di Piazza Costituzione. L’edizione 2020 di Arte Fiera – la seconda diretta da Simone Menegoi, affiancato da Gloria Bartoli come vicedirettrice – si presenta ricca di novità. Coinvolgerà 155 gallerie tra italiane e straniere: 108 nella Main Section e 47 nelle tre sezioni curate e su invito, Fotografia e immagini in movimento (20 gallerie) a cui si aggiungono per la prima volta Focus (8 gallerie) e Pittura XXI (19 gallerie), per un totale di 345 artisti presentati in fiera. L’elenco completo degli espositori è disponibile al link: http://www.artefiera.it Le tre sezioni su invito nel dettaglio:Focus è una delle principali novità di Arte Fiera 2020: una sezione che prende in esame le ricerche artistiche della prima metà del XX secolo e del secondo dopoguerra, con un taglio differente ogni anno. Volutamente ridotta nelle dimensioni, vuole essere un meditato approfondimento su un aspetto dell’arte del XX secolo.
L’edizione d’esordio è firmata da Laura Cherubini, critica e storica dell’arte di chiara fama. Cherubini si è concentrata sul rinnovamento e sulle innovazioni linguistiche della pittura italiana tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Settanta.
Il Focus si è quindi concentrato, in particolare, sui decenni Cinquanta, Sessanta e Settanta di quello che possiamo ormai chiamare il secolo scorso. Anni in cui la pratica della pittura in Italia è stata ricca e intensa, nonostante a più riprese venisse data per morta e sepolta. All’interno del filo conduttore di questa concisa sezione potranno essere rintracciate conferme, riscoperte e qualche sorpresa. Si tratta di presenze singolari e diversificate e non etichettabili in un’unica tendenza, movimento o gruppo. Pitture italiane. Da sempre la pittura abita qui” (Laura Cherubini).Partecipano alla sezione le gallerie A arte Invernizzi (artista: Mario Nigro), Cortesi Gallery (Giuseppe Santomaso), Galleria dello Scudo (Gastone Novelli), Michela Rizzo (Fabio Mauri, Saverio Rampin), Mazzoleni (Lucio Fontana, Gianfranco Zappettini), Richard Saltoun (Bice Lazzari), Ronchini (Franco Angeli), Tornabuoni Arte (Piero Dorazio).
Pittura XXI, a cura di Davide Ferri, è la prima sezione di una fiera, in Italia o all’estero, dedicata interamente alla pittura contemporanea. L’obiettivo del progetto è di offrire una panoramica del lavoro degli artisti emergenti e mid-career, a livello nazionale e internazionale, che lavorano con questo medium. Una proposta audace e al contempo tempestiva, poiché si colloca in una fase storica in cui la pittura si è riaffacciata prepotentemente sulla scena dell’arte.
Pittura XXI includerà il lavoro di 30 artisti mid-career, in gran parte internazionali, che hanno iniziato a dipingere dall’inizio degli anni Duemila, presentati da una ventina di gallerie, e vuole evidenziare il lavoro di quegli spazi che, soprattutto in Italia, hanno saputo sviluppare in anni recenti una programmazione in cui la pittura ha avuto un ruolo di primo piano” (Davide Ferri).La nuova sezione includerà: 1/9unosunove (artisti: Simon Callery, Jonathan Vandyke), A+B Gallery (Markus Saile), Arcade (John Finneran), Bernhard Knaus Fine Art (Giacomo Santiago Rogado, Karim Noureldin), Boccanera (Nebojša Despotović, Andrea Fontanari), CAR DRDE (Damien Meade), Cardelli & Fontana (Mirko Baricchi, Beatrice Meoni), Eduardo Secci Contemporary (Chris Hood, Pierre Knop), Ex Elettrofonica (Federico Pietrella, Pesce Khete), Francesca Antonini (Guglielmo Castelli), Galleria FuoriCampo (Eugenia Vanni, Michele Tocca), Luca Tommasi (Mark Francis, Phillip Allen), Monica De Cardenas (Gianluca Di Pasquale, Ivan Seal), Monitor (Peter Linde Busk, Matteo Fato), Norma Mangione Gallery (Michael Bauer), P420 (Adelaide Cioni), Pinksummer (Jorge Queiroz), RIBOT (Jonathan Lux), The Gallery Apart (Corinna Gosmaro, Alessandro Scarabello).
Giunta alla sua seconda edizione, la sezione Fotografia e immagini in movimento, a cura del collettivo Fantom (rappresentato da Selva Barni, Ilaria Speri, Massimo Torrigiani, Francesco Zanot), costituisce un osservatorio puntato su alcune delle più recenti ricerche nel campo della fotografia e del video, cui si aggiungono alcuni imprescindibili punti di riferimento nel passato.La fotografia e il video invadono sempre più lo spazio del quotidiano, reale e virtuale, assumendo un ruolo di cruciale importanza nelle nostre vite. Sono macchine che consentono un’elaborazione estetica, sociale, filosofica e politica di tutto ciò che ci circonda. Ormai non si limitano a registrare cambiamenti e mutazioni, ma sono agenti cruciali della trasformazione del mondo e del nostro rapporto con esso (Fantom).
Fotografia e immagini in movimento vede la partecipazione delle gallerie aA29 Project Room (artisti: Kyle Thompson, Tiziana Pers), Dep Art Gallery (Tony Oursler), Galleria Marcolini (Aneta Bartos, Christian Thompson), Michela Rizzo (Antoni Muntadas, Katerina Šedá, Francesco Jodice), Galleria Poggiali (Goldschmied & Chiari), Gallleriapiù (Matteo Cremonesi), Marcorossi (Rune Guneriussen), Martini & Ronchetti (Lisetta Carmi), MC2 Gallery (Lamberto Teotino, Justine Tjallinks, Paolo Ciregia), Metronom (Christto & Andrew), MLZ Art Dep (The Cool Couple, Discipula, Källstrӧm+Fäldt), Otto Zoo (Paul Kooiker), Pinksummer (Luca Trevisani), Podbielski Contemporary (Giulio Di Sturco, Massimiliano Gatti, Yuval Yairi), Shazar (Giacomo Montanaro), Spazio Nuovo (Marco Maria Zanin, Edouard Taufenbach), Traffic Gallery (Mattia Zoppellaro), Umberto Di Marino (Francesco Jodice, Pedro Neves Marques, Sergio Vega), Viasaterna (Alessandro Calabrese), z2o Sara Zanin (Mariella Bettineschi, Silvia Camporesi, Ekaterina Panikanova).Fotografia e immagini in movimento è sostenuta da Mercedes Benz, automotive partner della fiera con Stefauto.

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Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Abu Dhabi mostra al Louvre Abu Dhabi, Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente (19 febbraio – 30 maggio 2020), sarà la terza della stagione culturale 2019/20 Changing Societies e vedrà esposti oggetti della cultura cavalleresca medievale provenienti dal mondo islamico e cristiano. Oltre 130 manufatti singolari, tra armature, utensili legati all’equitazione o alla battaglia e manoscritti miniati, con una particolare attenzione rivolta ai valori cavallereschi. Coraggio, fede, lealtà e onore rappresenteranno la base di una cultura comune, presente tanto in Oriente quanto in Occidente.Suddivisi in tre sezioni, gli oggetti in mostra giungono da tutto il Medio Oriente, Iraq, Iran, Egitto e Siria, e dagli stati francese e germanico in Europa, e risalgono al periodo compreso tra XI e XVI secolo. I visitatori potranno scoprire i tratti comuni caratterizzanti le tradizioni cavalleresche delle diverse aree geografiche e notare lo straordinario scambio culturale che deriva da punti di incontro chiave come la Spagna meridionale, la Sicilia e la Siria. In linea con il tema dell’attuale stagione culturale del Louvre Abu Dhabi, Changing Societies, la mostra mette in evidenza opere d’arte e manufatti iconici di epoche e culture diverse, spiegando in che modo le circostanze storiche abbiano contribuito alla loro produzione o, viceversa, come queste opere fungano oggi da testimonianza dei cambiamenti storici nelle culture che le hanno prodotte.Tenuta in collaborazione con il Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge a Parigi, e Agence France-Muséums, Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente è a cura del capo curatore Dott.ssa Elisabeth Taburet-Delahaye, ex direttore del Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge, accanto al co-curatore Dott.ssa Carine Juvin, curatore del Dipartimento di arte islamica al Musée du Louvre e Michel Huynh, capo curatore al Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge.Manuel Rabaté, direttore del Louvre Abu Dhabi, ha commentato: “Furusiyya: L’arte della cavalleria tra Oriente e Occidente è una mostra perfetta per il Louvre Abu Dhabi. La nostra città è sempre stata una porta tra Oriente e Occidente ed è un palcoscenico naturale per il racconto di questo momento chiave della storia araba e per lo scambio interculturale con il mondo occidentale. I numerosi partner internazionali sottolineano l’importanza di questa materia all’interno della comunità accademica e siamo incredibilmente grati al Musée de Cluny, musée national du Moyen Âge e ai nostri partner di New York, Dublino, Parigi e non solo, per aver contribuito a rendere questo spettacolo unico nel suo genere”.

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“Arquata arte rigenerante”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

Ascoli Piceno – Prende il via la seconda edizione dell’ambizioso progetto culturale “Arquata arte rigenerante”, che vuole mettere l’arte al centro del processo di rigenerazione e rinascita delle comunità colpite dal sisma. Il progetto, rivolto ai bambini dell’asilo, scuola elementare e media, sarà impostato sul personaggio di Shrek, il musical che sarà presentato alla fine dell’anno scolastico dai giovani studenti del plesso scolastico Specchio Dei Tempi di Arquata Del Tronto (Ascoli Piceno), uno dei paesi più colpiti dal terremoto del 2016. Il progetto nasce da un’idea e con il contributo di Fainplast, azienda del territorio ascolano e leader nella produzione di compound ed è strutturato in una serie di laboratori teatrali curati dall’associazione Fly Communication di Ascoli, che coinvolge i bambini per tutto l’anno scolastico. (Christian Flammia)

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Wilhelm Furtwängler: Processo all’Arte di Ronald Harwood

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Roma In prima nazionale, dall’8 gennaio al 9 febbraio 2020, al Teatro Stanze Segrete – Via della Penitenza 3 dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 19.00, domenica 8 dicembre doppia replica ore 16.30 e 19.00. Prezzo biglietti 17 e 13 euro + tessera semestrale obbligatoria 3 euro Wilhelm Furtwängler. Processo all’Arte, tratto dall’opera dell’autore britannico, con l’adattamento, l’allestimento scenico, e la regia di Ennio Coltorti: uno spettacolo filosofico, un’indagine storica unica sul ruolo dell’Arte e dell’impegno.In scena due “mattatori” contemporanei, eccellenze del doppiaggio italiano, Ennio Coltorti e Marco Mete, affiancati da Tomaso Thellung, Virna Zorzan, Licia Amendola, Federico Boccanera.“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Nessuno è tanto puro da poter giudicare. Ma di fronte a milioni di morti freddamente pianificati? Il titolo originale di questa straordinaria pièce (da cui è stato tratto anche un magnifico film) che mette in scena lo stringente interrogatorio a cui un inflessibile e volgare maggiore americano alla fine della seconda guerra mondiale, durante il processo di denazificazione, sottopone il più grande direttore d’orchestra di tutti tempi, è “Taking side”: “Prendere posizione”. Si è responsabili di ogni azione, nel bene e nel male. Vale anche per l’artista? Per Caravaggio, Rimbaud, Byron, Marlowe, D’annunzio etc.? O l’artista è al di sopra dei comuni mortali e non può essere giudicato per colpe riguardanti il vivere civile? È recente il caso del grande attore Kevin Spacey. L’autore, abilmente, non dà risposte. Il delicato momento che sta attraversando il nostro paese rende estremamente attuale questo testo che esorta in ogni caso a “Prendere” coraggiosamente “posizione”. Un inquietante viaggio quasi “artaudiano” nei misteriosi, e a volte mostruosi, meandri dell’animo umano. Un allestimento e una recitazione prettamente “cinematografici”. Uno spettacolo che, anche grazie allo spazio magico di Stanze Segrete, porta lo spettatore “dentro un film”.

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A Roma presentazione dell’Effettismo, corrente pittorica che si oppone alla tecnologia digitale applicata all’arte

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Roma, mercoledì 20 novembre, alle ore 18.30, presso la Cappella Orsini di via di Grotta Pinta 21 (Campo de’ Fiori), il vernissage dell’Effettismo, la prima corrente pittorica italiana sorta in opposizione all’uso smodato della tecnologia digitale nel settore artistico.
Il movimento, fondato dal maestro Franco Fragale, celebre pittore scomparso nel 2014 (un suo quadro è esposto alla Galleria nazionale di arte moderna), promuove il ritorno al cavalletto e al tocco creativo del singolo individuo.Al vernissage esibiranno i loro dipinti 13 artisti effettisti. Nel corso dell’evento sarà inoltre presentato il Manifesto del movimento.«Nei momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo, l’arte è la risposta. Noi ci ribelliamo al grigiore sociale, all’assopimento delle coscienze. Crediamo nel futuro, nel ritorno alla libera ispirazione e all’estro individuale, in opposizione all’omologazione e alle opere realizzate in serie, al ricorso al computer e all’arte prestampata usata per arredare», ha spiegato la pittrice Francesca Romana Fragale, leader del Movimento Effettista e vicepresidente dell’Accademia internazionale di arte moderna (Aiam).La mostra rimarrà aperta gratuitamente al pubblico dal 21 al 28 novembre 2019, dalle 16.30 alle 19.

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Picasso: l’arte come atto storico

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

Milano Martedì 10 dicembre, ore 17.00 Sala Conferenze – Piano Terra Via Duccio di Boninsegna 21/23. La travolgente creatività di Picasso ha attraversato tutta la vicenda artistica novecentesca con la potenza di una irresistibile forza d’urto, con la dirompente capacità di chi scelse la trasformazione della realtà al posto che la sua rappresentazione, utilizzando spregiudicatamente i più raffinati strumenti della tradizione pittorica occidentale e le folgoranti sintesi dell’arte negra che si andava scoprendo proprio in quegli anni nei suoi stringenti valori formali. Nel 1907, con le Damoiselles d’Avignon, inaugurò il cubismo, cancellando con un gesto di suprema e spregiudicata sicurezza secoli di tradizione pittorica. Dopo questo quadro nulla sarebbe più stato come prima.

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Noi siamo Rossocinabro. Noi siamo Arte Contemporanea

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

Roma 12 – 23 novembre 2019. Via Raffaele Cadorna, 28 (Sabato 16 Novembre alle 17.00) ci sarà un Tea & Conversation con gli artisti Come diceva Jean-Paul Sartre: “esistere è semplicemente essere lì; quelli che esistono si lasciano incontrare, ma non si può mai dedurre nulla ‘, ci sembra il modo migliore per iniziare questa nuova avventura dieci anni dopo l’apertura della seconda Galleria Rossocinabro a Roma. Ci sono molte opere che abbiamo esposto nelle nostre sale, dalle mostre collettive di artisti di tutto il mondo, alle ultime mostre personali di pittori che hanno ricevuto un grande successo, alla caratterizzazione per l’importanza dei contenuti delle singole mostre finora proposto, oltre centosessanta.
Per festeggiare il 10 anno proponiamo una collettiva dal titolo BE che oltre a segnare l’inizio dell’undicesimo anno di attività continua la sperimentazione di fusione e combinazione di differenti identità artistiche oltre che culturali.
Questo evento fa parte di un programma multiforme di mostre che, anno dopo anno, hanno offerto al grande pubblico l’opportunità di sperimentare da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea, rendendo tutti gli eventi organizzati da Rossocinabro un’opportunità per il pubblico di vedere e entrare in contatto con opere d’arte accessibili e con artisti di tutto il mondo.
In mostra: Misa Aihara, Janice Alamanou, Suzan Anan, Toni Altenstrasser, Brian Avadka Colez, Marco Azario, Benny De Grove, Izabela Bieryl, Frank Briffa, Wendy Cohen, Benny De Grove, Cees Dert, Onno Dröge, Mélissa Follet, Heidi Kaas, Marta Kisiliczyk, Rosana Largo Rodríguez, Kinga Lapot-Dzierwa, Greta Lorimer, Karl Weiming Lu, Elise Mendelle, Elvio Miressi, Bianca Neagu, Mehdi Oveisi, Ann Palmer, Ludwika Pilat, Sal Ponce Enrile, Irena Procházková, Joakim Sederholm, Merja Simberg, Christine Stettner, Annette Elizabeth Sykes, Petra Tiemann, HowardArthur Tweedie, Astrid Ufkes, Vanessa Elaine, Stéphane Vereecken, Diana Wahlborg, Anna Weichert, Ekaterina Zacharov. (A cura di Cristina Madini)
Be Rossocinabro 12th – 30 th November, 2019 We are Rossocinabro. We are Contemporary Art As Jean-Paul Sartre said: ‘to exist is simply to be there; those who exist let themselves be encountered, but you can never deduce anything’, it seems to us the best way to start this new adventure ten years after the opening of the second Galleria Rossocinabro in Rome. There are many works that we have exhibited in our Gallery, from the group exhibitions of artists from all over the world to the last solo show exhibitions of artists who have received wide acclaim, to the characterization for the importance of the contents of the individual exhibitions so far proposed, over one hundred and sixty.

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L’arte che cura

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 novembre 2019

Milano Martedì 19 novembre dalle ore 17.15 alle ore 18.30 Spazio culturale Imbonati11 – via Carlo Imbonati 11 Durante la presentazione Oliviero Rossi – psicologo, psicoterapeuta, direttore della scuola di Artiterapie e docente invitato dell’Università Antonianum di Roma – presenterà la struttura del corso e proporrà ai presenti una breve esperienza pratica, per fare “toccare con mano” di cosa si tratta, e quanto possa essere efficace e utile l’uso della mediazione artistica.Requisito indispensabile per l’iscrizione al corso triennale è il possesso di una laurea triennale o un titolo equipollente.Cos’è l’arte terapia? L’Arte terapia è una disciplina che utilizza gli strumenti dell’arte nella relazione di cura. In altre parole, invece di utilizzare le parole, l’arte terapeuta costruisce un canale comunicativo tramite varie discipline artistiche (video, scrittura, teatro, pittura, movimento) aiutando in questo modo le persone ad esprimere vissuti ed emozioni, e quindi a ricontattare e sviluppare le proprie risorse e potenzialità nella direzione della crescita personale e del benessere. Si può lavorare negli ospedali, nella scuola, nelle comunità realizzando progetti orientati alla crescita della consapevolezza, al problem solving, all’implementazione della resilienza, per arrivare fino al lavoro con bambini ed adolescenti
La formazione dura 3 anni, e tratta varie discipline fondamentali tra cui videoterapia, fototerapia, land art, collage, fumetto, teatro, fototerapia, body painting, autoritratto, utilizzo della poesia nella relazione di cura.Il corso avrà una durata di 1200 ore complessive e consentirà di conseguire, al termine dei tre anni, il Diploma di Formazione in Arte terapia come previsto dalla norma UNI 11592. E’ organizzato come un master, le lezioni si svolgeranno in 8 weekend (sabato e domenica) di 15 ore ciascuno e un residenziale intensivo (4 giorni) di 30 ore, per un totale, nel triennio, di 450 ore di lezioni frontali e laboratori. La supervisione, il tirocinio, e lo studio individuale completano il monte ore dell’intero percorso formativo.I corsi professionalizzanti di Nuove Arti Terapie sono organizzati secondo gli standard UNI. La scuola è riconosciuta da Apisat (Associazione Professionale Italiana Sviluppo Arti Terapie).

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Arte: Going and Coming

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Roma Rossocinabro Via Raffaele Cadorna 28 incontro con gli artisti sabato 26 ottobre dalle 18-20 (da lunedì a venerdì 11- sabato 18 – 20) In occasione della Rome Art Week, Rossocinabro è lieta di presentare ‘Going and Coming’, la riflessione degli artisti sulla loro situazione personale e sulla ciclicità della vita. L’insieme di opere esplora i temi della temporalità e dell’impermanenza della vita, articolando il paradosso di materialità e percezione, sofferenza ed esperienza.
In mostra: Janice Alamanou, Suzan Anan, Toni Altenstrasser, Brian Avadka Colez, Marco Azario, Benny De Grove, Cees Dert, Gustav Filipsons, Mélissa Follet, Liora Ganor, Kinga Lapot-Dzierwa, Heidi Kaas, Marta Kisiliczyk, Rosana Largo Rodríguez, Isabela Lleo Castells, Greta Lorimer, Karl Weiming Lu, Elise Mendelle, Betsie Miller-Kusz, Mehdi Oveisi, Elvio Miressi, Irena Procházková, Heidi Schütte-Kunz, Andrea E. Sroka, SS, Petra Tiemann, HowardArthur Tweedie, Astrid Ufkes, Vanessa Elaine, Vincenzo Vavuso, Stéphane Vereecken, Menno Vos, Anna Weichert, Ekaterina Zacharova
A cura di Cristina Madini
Rossocinabro Gallery is a pleasure to announce the participation in Rome Art Week this year with a group exhibition in room B, title: “Going and Coming”. The exhibition is the artists’ reflection on their personal situation and the cyclicality of life. The ensemble of works explores the themes of temporality and impermanence of life, articulating the paradox of materiality and perception, suffering and experience.
Featured Artists: Janice Alamanou, Suzan Anan,Toni Altenstrasser, Brian Avadka Colez, Marco Azario, Benny De Grove, Cees Dert, Gustav Filipsons, Mélissa Follet, Liora Ganor, Kinga Lapot-Dzierwa, Heidi Kaas, Marta Kisiliczyk, Rosana Largo Rodríguez, Isabela Lleo Castells, Greta Lorimer, Karl Weiming Lu, Elise Mendelle, Betsie Miller-Kusz, Mehdi Oveisi, Elvio Miressi, Irena Procházková, Heidi Schütte-Kunz, Andrea E. Sroka, SS, Petra Tiemann, HowardArthur Tweedie, Astrid Ufkes, Vanessa Elaine, Vincenzo Vavuso, Stéphane Vereecken, Menno Vos, Anna Weichert, Ekaterina Zacharova Curator Cristina Madini

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Quando la Fotografia cambiò l’Arte, alla Pinacoteca Zust

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2019

Rancate (Mendrisio), Canton Ticino – Svizzera Venerdì 18 ottobre, ore 11.00 Pinacoteca cantonale Giovanni Züst. A cura di Matteo Bianchi in collaborazione con Mariangela Agliati Ruggia ed Elisabetta Chiodini Quanto può influire un’invenzione tecnica sul modo in cui guardiamo il mondo? Cosa è accaduto alla pittura e alla scultura quando, a metà Ottocento, la fotografia arriva a sconvolgere il concetto stesso di arte, come da secoli lo si era inteso?
Cosa ne è dell’opera d’arte ‘nell’epoca della riproducibilità tecnica’, arrivata oggi alle estreme conseguenze, in un mondo in cui siamo sommersi dalle immagini?
È nota la frase di Paul Gauguin: ‘Sono entrate le macchine, l’arte è uscita… Sono lontano dal pensare che la fotografia possa esserci utile’. Un pregiudizio aleggiò infatti per molti decenni nei confronti della nuova tecnica: con l’arte si crea, con la fotografia si riproduce solo meccanicamente. Essa darà invece origine a un nuovo modo di rapportarsi al reale e molti saranno i pittori che sapranno farne un uso originale.
La mostra propone un confronto serrato e stimolante tra fotografie, dipinti, incisioni, disegni, libri, permettendo di ricostruire il processo creativo seguito dagli artisti e di comprendere come quella di metà Ottocento fu una vera e propria rivoluzione, senza ritorno, nel modo di vedere la realtà e di diffondere conoscenze e informazioni.
Ed è a uno straordinario artista che di questa transizione fu protagonista, Jean-Baptiste Camille Corot, che viene riservato un omaggio particolare, con una suite d’eccezione di suoi cliché-verre, punto di trasmutazione tra fotografia e arte figurativa. Oggi rarissimi, sono letteralmente ‘immagini di vetro’, visioni dal grande fascino.
Attorno, sfilano opere di pittori attivi tra Arras, Barbizon e Fontainbleau. La mostra presenta inoltre una ricca carrellata di lavori dei più noti artisti ticinesi e italiani dell’epoca: Fontanesi, Carcano, Induno, Faruffini, Dell’Orto, Michetti, Pellizza da Volpedo e Morbelli, solo per citarne alcuni.
Tre approfondimenti sono inoltre dedicati a Luigi Rossi, Filippo Franzoni e ai Vela, Vincenzo, Lorenzo e Spartaco. Un’apposita sezione, infine, documenta tecniche e strumenti a supporto della riproduzione delle immagini: macchine fotografiche e lastre d’epoca, stereoscopio, pietra litografica, tavola silografica, rame.

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Buon compleanno alla Galleria d’Arte Jean-François Cazeau!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Dopo la morte di Philippe Cazeau, nel 2007, con il quale ha collaborato per quasi 17 anni, e da cui ha acquisito una profonda conoscenza della pittura, dell’impressionismo e della scultura moderna, in questi anni, Jean-François Cazeau ha incominciato pian piano a costruire una sua personalità propria, pur rimanendo nella tradizione di famiglia. Grazie al supporto di molti collezionisti internazionali, Jean-François Cazeau è stato in grado di continuare la sua carriera e diventare un punto di riferimento per gli amanti dell’arte francese e straniera, offrendo una vasta selezione di grandi maestri impressionisti e moderni come Corot, Sisley, Guillaumin, Bonnard, Van Dongen, Modigliani, Matisse, Picasso, Miro, Herbin, Alberto e Diego Giacometti, Masson, così come i principali artisti del dopoguerra come Chaissac, Soulages, Dubuffet, Klein, Afro, Hartung, Fontana, Joan Mitchell, Guston, Nikki di Saint Phalle …
Questi anni sono stati anche segnati da importanti mostre come “Joan Miro, semplicità poetica” nel 2014 e l’omaggio a Picasso e Tabaraud nel 2015. La galleria ha anche reso omaggio a case d’arte come Philippe Cazeau e Michel Leiris, con una proposta eclettica di opere del XIX e XX secolo. Nel 2015 la galleria presenta una retrospettiva di Afro Basaldella, artista italiano degli anni ’50, amico intimo di De Kooning e pittori espressionisti americani. Lo stesso anno, viene allestita una mostra che mette a confronto André Masson, uno dei maestri del XX secolo, e una selezione di opere khmer, gruppo etnico dell’Indocina meridionale, per ammirare parallelismi e divergenze tra l’arte khmer e il surrealismo. Nel 2017, la galleria esplora l’astrazione geometrica attorno alle opere di Auguste Herbin, grazie alla collezione Kouro, quindi l’anno 2018 è caratterizzato dalla mostra dei fratelli Giacometti: “Alberto e Diego: Intime”. Il 2019 vede il consolidamento del lavoro svolto per mantenere il massimo livello di qualità e lo sviluppo di questo know-how all’esterno e all’estero, con l’apertura nel 2018 di una nuova galleria a Sanremo. Questo nuovo ancoraggio, a due passi dalla Costa Azura e Monaco, fu immediatamente dedicato alla ricerca artistica della pittura contemporanea avviando un dialogo diretto con gli artisti e le opere impressioniste e moderne.

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76 °Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Venezia 3 settembre alle ore 16.30 presso la sala Giardino e il 4 settembre alle ore 20.00 presso la sala Pasinetti proiezione del film “Beyond the Beach: The Hell and the Hope” il documentario sul lavoro di EMERGENCY, con il debutto alla regia del produttore inglese Graeme A. Scott e del direttore della fotografia americano Buddy Squires.
Beyond the Beach – The Hell and the Hope esplora la brutalità della guerra attraverso le voci dello staff di EMERGENCY, un gruppo appassionato di medici, infermieri, chirurghi e logisti che lavorano per garantire cure mediche alle vittime della guerra e della povertà.
I registi intrecciano due storie, apparentemente lontane e invece legate in modo indissolubile.Da un lato raccontano il fenomeno delle migrazioni che attraversano il Mediterraneo, mettendo in luce il ciclo della guerra dai feriti di guerra a Kabul ai campi profughi in Iraq fino alle imbarcazioni di salvataggio al largo delle coste libiche. Dall’altro, testimoniano l’impegno quotidiano dei medici e degli infermieri che hanno deciso di fare la propria parte contro l’indifferenza. Nel film assistiamo alle loro lacrime e ai loro sorrisi, ma anche alla frustrazione; scopriamo le difficoltà e lo stress emotivo che devono affrontare per portare a termine le loro missioni senza mai perdere la volontà di fare la differenza.

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La verità è come l’arte: è nell’occhio di chi guarda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 agosto 2019

Davanti a un dipinto, o seduto in terza fila per seguire un’esecuzione di musica sinfonica o mentre attendo pazientemente il mio turno nella sala d’attesa affollatissima dello studio medico il mio pensiero ad un tratto sembra andare oltre la mia presenza fisica e migrare altrove. E’ che forse incoscientemente cerco la ragione del mio essere in quel posto, in quella determinata ora e confuso tra gente che non conosco, lì in piedi o seduto, a guardare o ad essere osservato sfuggevolmente tra chi ti sta accanto, ti sfiora il braccio o tu ti scosti per evitare che questo indesiderato contatto fisico ti turbi ulteriormente.
Ma cosa penso? Verso chi o cosa è diretto il mio pensiero? Non certo al particolare di un dipinto o all’archetto del violinista va su e giù toccando con grazia le corde del suo strumento o alla donna o all’uomo che con me cercano nella sala d’attesa dello studio medico di mitigare l’attesa sfogliando una rivista o cercando d’attaccare bottone con un vicino. Ma cosa mai potranno dirsi due sconosciuti se non parlando del tempo?
Io cerco di capire un qualcosa che ha assillato la vita di una moltitudine di persone in tutte epoche e in tutti i momenti della propria esistenza: perché sono qui? Perché esisto? Chi sono in realtà? E cerco di guardare oltre il visibile per cercare di dare una risposta logica al mio assillo esistenziale. Io inseguo una verità che non si nasconde sotto il tappeto, che non si cela dietro una nota musicale, che non riesco a carpire dall’espressione di chi estasiato ammira il dipinto di un celeberrimo artista. Forse perché non riesco ad avere la vista acuta come vorrei per fendere l’aria come una saetta, per entrare nel mondo dell’ignoto che mi circonda e mi compenetra e perdermi in esso.
Io mi sento reale e al tempo stesso figlio di una verità che sfugge alla mia fisicità forse perché non riesco a guardare come dovrei con gli occhi del saggio, del pensatore, del sognatore, del profeta. Oggi appartengo a quel popolo di sette miliardi di viventi, sono confuso tra loro, sono preso dall’ansietà di barcamenarmi nella vita, dall’affrontare i mali che lacerano le mie carni e fanno scempio dei miei progetti per un futuro migliore.
E sono così compreso dal contingente che diventa sommamente ardua concentrarmi alla ricerca della verità ultima prima che essa si possa disvelare al termine della mia esistenza. E’ così che il mio occhio si distrae e si lascia sfuggire la verità che cerco. (Riccardo Alfonso)

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