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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘arte’

Grande esposizione d’arte

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

cuccoCastellabate (SA) dal 22 luglio al 30 settembre 2017 Sale espositive del Castello Dell’Abate grande esposizione d’arte aperta gratuitamente al pubblico. La grande kermesse artistica del Premio Pio Alferano presenta quest’anno le mostre di Piero Guccione “L’armonia dell’invisibile” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini; di Rocco Iannelli “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis; di Nicolò Morales “Mediterraneo” a cura di Giampaolo Cagnin; di Grazia Cucco “Il paradiso ritrovato” a cura di Sabrina Colle; il grande murale dello street-artist Neve dal titolo “Leucosia” a cura di Simona Capodimonti e la mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone.
“L’armonia dell’invisibile” di Piero Guccione curata da Giuseppe Iannaccone è una mostra che racconta la natura, e soprattutto il mare. Guccione, noto per la sua riservatezza, è un poeta dotato di grande sensibilità. L’artista non dipinge la realtà, ma la sublimazione della realtà. Guccione fa un atto estremo di “sicilitudine” piantando il suo cavalletto, non davanti a ciò che la Sicilia potrebbe fornirgli in immagini varie, pittoresche e pittoriche, ma al contrario davanti a ciò che presenta di più piatto, di più immobile: la superficie del mare e le distese di terre bruciate. Sempre a cura di Giuseppe Iannaccone, la mostra di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” viene raccontata da Vittorio Sgarbi come pittura puramente mentale. Nelle opere di Guarienti troviamo quello che la pittura metafisica aveva voluto rappresentare, fin dai propri inizi, con la ricerca di De Chirico: una dimensione essenziale, totalmente purificata, di puro pensiero, che viene a distillare e quindi a distanziare l’emotività.
mostraLa mostra di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini espone un’imponente sequenza di tele dedicata alla pratica della divinazione, in particolare al gioco dei Tarocchi, con figure quasi irreali, che con movenze flessuose si avvicendano e si dissolvono. Le tele restano volutamente incompiute e trasmettono il fascino del non finito.
I dipinti di Rocco Iannelli in “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis, sembrano sospesi, segni che galleggiano nel vuoto, come zattere, come atolli nell’oceano. D’altronde la leggerezza, la sottrazione di peso, costituisce la sua cifra artistica, il suo specifico linguaggio caratterizzato da numeri e simboli astratti che esprimono l’ineffabile condizione umana.
Nicolò Morales, artista ceramista di Caltagirone, maestro nell’uso dei colori, rappresenta una vera e propria sfida cromatica. Sfumature mediterranee e delicate armonie dove i colori vibrano forti e possenti dentro ad ogni opera. Nicolò Morales, la cui storia sembra uscita da una romanzo d’altri tempi, trasforma senza limiti di fantasia quella straordinaria materia che è l’argilla, donandogli accesi cromatismi la cui luce si rispecchia direttamente nel titolo della mostra: 1985-1987OLIO SU TELAcm. 84x108 - CON CORNICE cm. 105x130x7FOTO PAOLO VANDRASCH“Mediterraneo”, curata da Giampaolo Cagnin.Le opere di Grazia Cucco che compongono il nucleo della mostra “Il paradiso ritrovato”, a cura di Sabrina Colle, guidano lo spettatore in un vero e proprio mondo incantato, in un’arte che rovescia le sue carte tra realismo magico e surrealismo, tra passione e rigore formale, tra lirismo e memoria. Come sogni a occhi aperti le opere di Grazia Cucco illustrano un paradiso ritrovato, irreale e trasognato.L’opera di Danilo Pistone, in arte Neve, “Leucosia” ha il privilegio di essere il primo murale realizzato a Castellabate e di rappresentare una forma espressiva contemporanea ormai molto diffusa e amata come la street art in una località di valore storico-artistico e in uno scenario di riconosciuto fascino paesaggistico. L’artista raffigura un’affascinante sirena, ripresa nel suo ambiente naturale sott’acqua, tra i riflessi di luce che penetrano dalla superficie, mentre stringe tra le dita una perla rara.
La mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone, è una rassegna dedicata ad una generazione, quella degli anni ’90 dello scorso secolo, una generazione di giovani che la mostra di Castellabate vuole “fotografare” sul piano del linguaggio artistico, delle poetiche e dei mezzi d’espressione utilizzati. A parte un caso isolato, tutti gli artisti che espongono in questa mostra sono nati nella prima metà del decennio e specialmente nei primi tre anni: 1990, 1991, 1992. Grazie a loro, e ai loro coetanei non presenti (i Novantiani sono l’esito di una selezione, oltre che di un censimento), la mostra vuole tentare una singolare analisi dell’arte e degli artisti e mettere in rilievo quello che potrebbe essere, e la mostra lo dirà, un denominatore comune o matrice “temporale”. Ingresso alle mostre: gratuito Orari: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 24:00 Chiusura: lunedì. (foto: cucco, mostra)

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Mostra d’arte internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

napoliNapoli. Dal 19 al 25 luglio 2017 Presso Galleria Serio Via Oberdan 8 Vernissage: 19 luglio ore 17 Visitabile dal lunedì al sabato h.10.30 – 13.00 / 16.30 – 19.30 Chiuso domenica Ingresso libero mostra d’arte internazionale “Napoli in Arte” curata dal critico e storico dell’arte Sabrina Falzone. L’esposizione, dedicata ad un pubblico eterogeneo, sarà visitabile dal lunedì al sabato fino al 25 luglio presso la Galleria Salvatore Serio, situata nel cuore della capitale partenopea.
L’evento prevede l’esposizione di opere provenienti da Parigi, dalla Spagna, dall’Austria, dalla Svizzera e da diverse città italiane per un confronto culturale a più voci che metta in evidenza la pluralità stilistica di differenti scuole artistiche.
Nel percorso di allestimento saranno esposte le opere di alcuni rinomati artisti d’eccellenza sul panorama artistico contemporaneo, come Jacqueline Gallicot Madar, Stefano Iosca, Daniela Rancati, Roberto Re, Paolo Remondini, Julio Saldaña Manero , Roswitha Schablauer, Paolo Schifano, Carmela Scialò, Georgeta Stefanescu, Traversi Guerra. Un viaggio tra scultura e pittura, da non perdere.

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Quarta edizione di “Arte nel Bosco”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

liberato nell'ariaBergamo Domenica 16 luglio 2017 dalle 09:00 alle 18:00 Inaugurazione: domenica 16 luglio 2017 ore 11:00 quarta edizione di “Arte nel Bosco” bosco sopra via Valle Richetti 19, frazione Valle Richetti, Colere, Val di Scalve,
All’interno della Manifestazione “Lungo la Via ègìò” che si svolge nei boschi di Valle Richetti , frazione di Colere nella Val di Scalve in provincia di Bergamo, lo scultore Pierantonio Volpini cura l’evento artistico “Arte nel Bosco” già alla quarta edizione, con opere di: Lella Buzzacchi, Felicetta Garofoli, Filippo Occhino, Max Vandi, Pierantonio Volpini. Gli artisti saranno presenti per dialogare con il pubblico.La manifestazione artistica oltre ad essere una esposizione di opere è un esperimento creativo un lavoro in divenire. Le opere saranno realizzata per intero o in parte in loco dagli artisti con materiali recuperati in parte o totalmente dal territorio, interagendo con quello che è il modificarsi del bosco e della natura circostante e con quello che accadrà con il passare del tempo.Le opere saranno realizzate con materiale recuperato sul luogo come tronchi, arbusti e quanto produce e rilascia il bosco, saranno riutilizzatati anche manufatti dell’uomo eventualmente ritrovati nel bosco, materiali riaggregati in maniera creativa e allo scopo di indurre al rispetto del luogo con questa sua nuova sacralità museale. Realizzando una concreta e immediata azione di sensibilizzazione ecologica.Dove indispensabile l’autore utilizzerà anche materiale già prodotto nel suo studio, in quanto alcuni elementi fanno parte dei sui stilemi senza i quali non potrebbe esprimersi in completa libertà creativa.Gli artisti con le loro opere esprimono la loro relazione con il bosco e la natura in generale, rapporto che trae dalla natura l’ispirazione per ridare allo spettatore il senso di commozione che la natura stessa comunica. Alla chiusura della manifestazione le opere potranno essere lasciate nel bosco, se l’artista lo desidera e l’opera entrerà in simbiosi con il bosco, modificandosi e mutandosi con esso fino al caso limite del riassorbimento dell’opera per opera della natura, creando una iterazione fra arte e natura.Questa manifestazione è una proposta di un nuovo modo di relazionarsi in armonia con la natura, non dimenticando le esperienze, tradizioni e abitudini del territorio. Esperienza e conoscenza tratte dal lavoro non solo agricolo in generale, e in particolare di quello svolto nel boschi, boschi che a volte in passato erano pascoli conquistati dall’uomo al bosco e ripresi dal bosco all’uomo in anni recenti. (foto: liberato nell’aria)

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Quattro Scuole d’Arte e dei Mestieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

viale artistiRoma Dal 14 al 23 giugno 2017 sarà possibile visitare i laboratori, parlare con i docenti e conoscere l’offerta didattica per l’anno 2017/2018. Durante le visite si potranno ottenere informazioni sui nuovi corsi e sulle modalità di iscrizione. Inoltre le storiche Scuole di formazione di Roma Capitale “si mettono in mostra”, a conclusione dell’anno di formazione, con l’esposizione dei lavori realizzati dagli allievi che hanno frequentato l’ultima edizione dei corsi. “Questa è un’ottima occasione per toccare con mano la qualità dell’offerta formativa delle scuole e l’impegno di docenti e allievi. Il valore storico ed educativo di questi Istituti è un patrimonio da difendere e diffondere, perché permette di approfondire, anche solo per cultura personale, tecniche e mestieri molto spesso dimenticati, che possono rappresentare un’opportunità di crescita e sviluppo degli antichi saperi dell’artigianato romano. Siamo al lavoro anche su progetti di orientamento per la microimpresa, in modo da fornire strumenti di base a chi volesse trasformare una passione in una piccola attività”, dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni.
14 giugno 2017 (ore 18) – Scuola Ettore Rolli. L’Istituto propone corsi di grafica, di informatica, di reportage fotografico e un corso dedicato alla progettazione e realizzazione di vetrate artistiche.
15 giugno 2017 (ore 16) – Scuola Nicola Zabaglia. E’ la scuola artistico-artigianale per eccellenza. Offre corsi di pittura, mosaico, affresco, ceramica, modellazione, illustrazione e grafica, e corsi dedicati alla manutenzione e conservazione dei materiali e tecniche di conservazione dei mosaici.
19 giugno (ore 16) – Scuola Arti Ornamentali. Propone corsi di oreficeria con le diverse specializzazioni, di restauro dei materiali, del mobile e della ceramica, di pittura, di modellazione e, sempre nel settore strettamente artigianale, di macramè, cesteria, arazzo, tessitura, moda, arredamento d’interni ed incisione.
22 giugno (ore 16) – Scuola Scienza e Tecnica. Prevede un’ampia offerta che comprende corsi di fotografia, corsi di erboristeria, corsi di arte e arredo dei giardini, erbari e paesaggi minimi. Nella scuola si organizzano anche corsi di informatica, web master e web design. Il percorso rivolto al campo della moda si caratterizza per una particolare attenzione all’utilizzo di materiali riciclati.

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Giornata mondiale del gioco

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

napoliNapoli Sabato 27 maggio 2017, ore 10.00 – 14.00 Villa comunale lato Piazza Vittoria si celebrerà la Giornata Mondiale del Gioco. Promossa dall’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli – Servizi Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza in collaborazione con la Ludoteca del Comune di Napoli e la Cooperativa Sociale Progetto Uomo, l’iniziativa trasformerà la Villa Comunale in un grande spazio ludico organizzato nelle nove aree tematiche Spazio Urbano, Scienza, Strada, Sana Alimentazione, Corpo, Arte, Mente, Sentimenti, Musica. L’evento rientra nell’ambito del programma Una Città per Giocare, un progetto di interventi condotti nelle dieci municipalità della città di Napoli, che verrà presentato durante la conferenza stampa di lunedì 22 maggio, alle ore 11.00 presso la Sala Giunta del Comune di Napoli e proseguirà con un fitto calendario di appuntamenti, fino al 30 giugno.
Una Città per Giocare è l’iniziativa portata avanti nelle dieci Municipalità di Napoli dall’Assessorato al Welfare in collaborazione insieme con la Ludoteca Comunale e la Cooperativa Sociale Progetto Uomo, che nel 2013 ha inaugurato Melagioco, il primo centro di cultura ludica in Regione Campania. L’intento è accrescere la diffusione di questa cultura e creare luoghi e momenti di aggregazione, partecipazione e cittadinanza attiva per adulti e bambini, perché per costruire una città amica dei più piccoli, è indispensabile che anche i grandi riscoprano il valore del gioco quale elemento sociale, di dialogo fra le generazioni e di recupero dei territori. Il progetto, che prevede interventi livello locale con la creazione di spazi e aree attrezzate per il gioco, avrà come vetrina un grande evento, organizzato a partire dalle ore 10.00 in Villa Comunale (lato Piazza Vittoria), in occasione della Giornata Mondiale del Gioco di sabato 27 maggio, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 su iniziativa di Freda Kim, presidentessa dell’Intenational Toy Library Association (ITLA), per affermare il Diritti al Gioco sancito dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza. Una città per giocare, rappresenta è un progetto per i territori e tutte le realtà che vi operano. L’Obiettivo generale è dare un contributo allo sviluppo sostenibile di Napoli, in linea con le indicazioni dell’Agenda 21. Nelle nostre città, lo spazio ludico è stato circoscritto ad aree recintate, che creano una forte separazione fra le generazioni. La totale negazione ai bambini del contatto con la natura, o della possibilità di costruirsi il proprio spazio-tempo, inibisce la creatività. Gli Obiettivi specifici sono riqualificare un numero consistente di spazi-gioco e luoghi di incontro fra coetanei, promuovendo il concetto di vivibilità della città attraverso il gioco, riscoprire il proprio quartiere, favorire la nascita di reti formali e informali di promozione di percorsi di formazione-informazioni.

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Mostra d’arte contemporanea ungherese a cura di Krisztina Szipőcs

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

Accademia d'Ungheria in RomaRoma 17 maggio – 11 giugno 2017 Inaugurazione: 17 maggio 2017, ore 19.30 (nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì 10.00-19.30, sabato-domenica 10.00-13.00, 14.00-18.00.) Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) mostra d’arte contemporanea ungherese a cura di Krisztina Szipőcs. L’Accademia d’Ungheria ospiterà la mostra d’arte contemporanea METTICI LA FACCIA! Artisti critici in Ungheria dagli anni Sessanta ad oggi. L’esposizione, proveniente dal Ludwig Museum – Museo di arte contemporanea di Budapest (curatore della partecipazione ungherese alla Biennale di Venezia) comprende n.41 opere di n.20 artisti, quali figure emblematiche della controcultura del suddetto periodo. Tra gli artisti ricordiamo András Baranyay, Balázs Beöthy, Ákos Birkás, Imre Bukta, István Csákány, Attila Csörgő (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), Gábor Gerhes, Gyula Gulyás, Tibor Gyenis, Tibor Hajas (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), László Haris, Judit Kele, Katalin Ladik (Lennon Ono Grant for Peace, 2016), Csaba Nemes, Sándor Pinczehelyi, Société Réaliste, János Sugár, Bálint Szombathy, Gyula Várnai (Padiglione dell’Ungheria, Biennale di Venezia 2017). In Ungheria verso la fine degli anni ’60 emergono dei giovani artisti che indipendentemente dalla politica artistica ufficiale, si ingegnano a creare delle opere all’insegna della libertà artistica e della modernità. All’inizio degli anni ’70 la critica verso il sistema politico di allora oramai non si limita solo ad una questione di stile, bensì viene estesa anche all’uso di simboli e gesti.
Le opere concettuali, basate su riproduzioni fotografiche, le numerosi azioni artistiche e performance mettono in discussione non solo tutti i topos ideologici e formali ben noti, ma anche l’intero apparato socio- politico, evidenziando il ruolo del pubblico e dei mass media. I cambiamenti socio-politici del dopo 1989 comportano nei paesi dell’Europa Centro-Orientale la moda di vecchi e nuovi insegnamenti, ideologie che spaziano dall’individualismo e dal consumismo al nazionalismo rinascente e alla religiosità.
Numerosi membri della nuova generazione di artisti del dopo ’89 si sono interessati al ruolo dell’arte e dell’artista, al rapporto esistente tra vita e arte, a questioni quali l’identità sessuale, nazionale e religiosa. Il periodo in oggetto è stato caratterizzato dalla pluralità, dalla concezione intermediale, dal pensiero concettuale, dall’ulteriore espandersi dei video e delle foto. Oggigiorno l’effetto della crisi si fa sentire sempre di più ed evoca in numerosi artisti nuove forme di attivismo e del pensiero critico. Nelle opere di questi ultimi appaiono delle referenze socio-storiche che aiutano a comprendere meglio il presente. Il visitatore attraverso la selezione delle opere provenienti dalla collezione del Museo Ludwig – Museo di arte contemporanea di Budapest – innanzitutto, fotografie e altre opere multimediali – avrà modo di conoscere non solo l’arte contemporanea ungherese ma anche il passato recente dell’Ungheria, il cambiamento delle ideologie che penetrano il quotidiano e l’arte.

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Michelangelo: amore e morte

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

michelangelo1Arriva al cinema dal 19 al 21 giugno il nuovo docu-film di David Bickerstaff, già regista di Vincent Van Gogh – Un nuovo modo di vedere, che ci guida attraverso la vita e le opere del gigante del Rinascimento. Uomo dall’energia straripante, ossessionato dall’arte, a tratti selvatico, complesso, fragile, assolutamente geniale. Michelangelo Buonarroti (1475-1564), figlio del podestà Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni, fu uno dei giganti che attraversarono la magnifica stagione del Rinascimento italiano. La sua esistenza tormentata e burrascosa e il suo eccezionale talento ne fecero uno degli artisti più amati di tutti i tempi, autore di capolavori come il David, la Pietà, Mosè, la Cappella Medicea, la volta della Sistina e il Giudizio Universale, la Pietà Rondanini. Scultore, pittore, architetto e poeta, l’artista nato a Caprese nel 1475 sarà il protagonista dell’ultimo docu-film, con eccezionali immagini in alta definizione, della stagione 2017 della Grande Arte al Cinema. Michelangelo. Amore e morte, che arriverà nelle sale per tre giorni, solo il 19, 20 e 21 giugno (elenco cinema a breve su http://www.nexodigital.it), propone infatti un viaggio cinematografico d’eccezione attraverso le opere, i musei e i luoghi fondamentali della vita del Buonarroti: Firenze naturalmente, e poi Roma e la Città del Vaticano.Diretto da David Bickerstaff e prodotto da Phil Grabsky il docu film si snoda attorno a una delle figure più carismatiche ed enigmatiche del Rinascimento, esplorandone i rapporti con i contemporanei e l’eredità artistica che ha lasciato dietro di sé. Ripercorrendo la biografia di Vasari, si comincia con l’apprendistato nella bottega del Ghirlandaio e l’incontro con Lorenzo il Magnifico nel Giardino di San Marco, una sorta Accademia ante litteram dove i giovani talenti studiavano le opere e le tecniche artistiche, copiando giorno dopo giorno le collezioni di arte antica dei Medici; seguono lo studio attento del corpo umano, di cui ci racconta il professore di anatomia Peter Abrahams, e la relazione complessa con i vari, eccezionali artisti fiorentini dell’epoca. Il film invita gli spettatori ad esaminare intimamente le opere e il processo artistico di Michelangelo: dalle cave di Carrara da cui ha attinto i suoi marmi, come ci racconta Francesca Nicoli dei Laboratori Artistici Nicoli, sino ai segreti dei lavori di più recente attribuzione.
Il percorso si snoda infatti dalle opere più antiche, come i rilievi marmorei della Madonna della Scala e della Centauromachia conservati a Casa Buonarroti, cui ci introduce il direttore Alessandro Cecchi, per passare poi ad analizzare il Crocifisso di Santo Spirito in legno policromo, mostrando la cura con cui l’artista, ancora giovanissimo, riesce a descrivere l’anatomia del Cristo. Il documentario ci guida quindi alla scoperta dei grandi capolavori pittorici, dal Tondo Doni degli michelangeloUffizi alla Deposizione di Cristo nel sepolcro della National Gallery, dalla volta della Cappella Sistina al Giudizio Universale, e approfondisce il delicato e appassionato tema del non finito che caratterizza molte delle opere dell’artista.Il regista propone inoltre un excursus al Victoria and Albert Museum di Londra dove Holly Trusted, Curatrice del Dipartimento Sculture del museo, ci accompagna nell’Italian Cast Court, ora ribattezzata Weston Cast Court, dove spicca la copia in gesso del David di Michelangelo, realizzata da Clemente Papi nel 1850 e destinata alla formazione di studenti d’arte. Tra gli altri luoghi del film anche il Dipartimento delle arti figurative occidentali dell’Ermitage (di cui conosciamo il responsabile Sergej Androsov), dove si trova il Ragazzo accovacciato in marmo, attribuito a Michelangelo solo in epoca recente.
Michelangelo. Amore e morte offre inoltre la straordinaria possibilità di conoscere i bronzi Rothschild, nudi virili in bronzo che cavalcano due pantere. Appartenute ai banchieri Rothschild, le due sculture sono state attribuite al maestro e sarebbero gli unici bronzi michelangioleschi sopravvissuti ai secoli come ci spiega Victoria Avery, Conservatrice di Arte Applicate del Museo Fitzwilliam di Cambridge.Tra le testimonianze raccolte dal regista ci sono inoltre quelle dei critici d’arte Martin Gayford, Jonathan Jones, Jennifer Sliwka e Cristina Acidini, quella del delegato per i dipartimenti scientifici ed i laboratori di restauro dei Musei Vaticani, Professore Arnold Nesselrath, e quella dell’artista Tania Kovats. (foto: michelangelo)

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Torna a Roma il Media Art Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

mercato digitaleRoma Maxxi – Spazio D, 27 aprile, ore 11 Museo nazionale delle arti del XXI secolo via Guido Reni 4A. Dal 27 al 29 aprile, oltre 35 artisti digitali, nell’insolito ruolo di changemaker, sperimentano nuovi processi e sinergie tra tecnologia e arte nella mostra “The power to change the world”. Il Media Art Festival, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Mondo Digitale per esplorare nuove frontiere della cultura e dell’arte, giunge alla sua terza edizione con il focus su “Path Toward Human Sustainability”, dedicato a una sfida cruciale del XXI secolo. Digitale, intelligenza artificiale e genetica sono i settori che stanno registrando le mutazioni più veloci e complesse, trasformando in profondità il modo di produrre e di consumare, anche a livello culturale. L’headline della scorsa edizione “L’arte in un mondo che cambia” diventa “L’arte che cambia il mondo”, grazie anche ai laboratori creativi per lo sviluppo sostenibile, realizzati con la collaborazione di ricercatori, scienziati e maker. L’evento porta nella capitale artisti di rilevanza mondiale, dall’israeliana Sigalit Landau che, dopo la Biennale di Venezia, torna in Italia con “Salted Lake”, all’americano Joseph Delappe che, per la prima volta nel nostro paese, porta in mostra “Gold Gandhi” e dialoga con il pubblico in workshop e lecture.
Si consolida così la dimensione internazionale del Media Art Festival, che quest’anno si inserisce in un prestigioso “sistema di festival europei”, come Article Biennial di Stavanger (Norvegia) e Spectra Aberdeen’s Festival of Light (Scozia), sostenuti dal Programma Europa Creativa. Un progetto laboratorio unico nel suo genere, che attraverso la formula delle residenze di artista ha portato artisti stranieri a lavorare in Italia e artisti italiani a lavorare all’estero: dalle opere d’arte realizzate presso la Palestra dell’Innovazione per il progetto European Light Expression Network – ENLIGHT finanziato dalla Commissione europea, alle Residenze d’artista attivate con il Goethe-Institut.
Anche nella terza edizione si conferma l’attenzione per la formazione, a partire dalla scuola. Con il progetto “Carbon Footprint attraverso le digital art”, realizzato con il sostegno del Miur in collaborazione con il Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, artisti, fisici e studenti delle scuole superiori lavorano insieme alla creazione di prodotti scientifico-artistici legati al concetto di sviluppo e sostenibilità. Il Media Art Festival è un’iniziativa della Fondazione Mondo Digitale realizzata in collaborazione con Lazio Innova, Ambasciata americana in Italia, Europa Creativa (Commissione Europea), MiBACT, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, MIUR, Sapienza Università di Roma, Goethe–Institut Rom, Accademia di Belle Arti di Roma, RUFA – Rome University of Fine Arts, Quasar Design University, Ambasciata di Israele. Sponsor tecnico è Epson. Media partner Inside Art. Per conoscere gli artisti in mostra consultare il sito mediaartfestival.org.

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Uguaglianza attraverso l’arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

uguaglianza arteDa aprile a settembre i territori del Polesine e del Delta del Po diventano la scenografia ideale di un nuovo importante evento culturale, Arte per la Libertà. Promosso dall’Associazione Culturale Voci per la Libertà quale significativa evoluzione dei vent’anni di esperienza maturata nell’organizzazione dei festival “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” e “DeltArte – il Delta della creatività”, il neonato festival è un intenso viaggio nell’arte giovanile a favore dei diritti umani.
Sostenuto dai bandi Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura della SIAE e CulturalMente Impresa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Arte per la Libertà trasformerà per sei mesi la Provincia di Rovigo in un caleidoscopio di creatività, senza perdere di vista le tematiche legate ai diritti umani indagate attraverso le diverse forme artistiche (dalla musica al teatro, al cinema all’arte contemporanea) e i linguaggi dei giovani under 35 selezionati.
uguaglianza arte1Un nuovo linguaggio per i diritti umani. Affinché questi temi possano entrare nel cuore prima che nella mente, c’è bisogno di trasformarli in emozioni mediante il potere immediato ed empatico dell’arte. Arte per la Libertà propone un corposo cartellone artistico, nato dalla forza creativa e dalla fusione dei due celebri e storici festival, seguendo il filo rosso della tematica dei diritti umani. È questo il valore fondante che il festival vuole promuovere attraverso le diverse forme d’arte, consapevoli che le arti sono uno strumento di formazione e crescita di consapevolezza, un vero e proprio mezzo educativo per la realizzazione di una cultura universale dei diritti umani. Arte per la Libertà diventa un percorso emozionante che unisce luoghi significativi e non convenzionali dei territori del Polesine e del Delta come ville storiche, spiagge, corti e piazze, imbarcazioni, per dare vita ad un evento unico nel suo genere.Il festival ha già preso il via con una serie di laboratori didattici di musica, street art e cinema realizzati nelle scuole: il primo tassello nella realizzazione di questo innovativo evento culturale, che mira a far diventare le persone, in particolare i giovani, parte attiva nella promozione dei diritti.

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Arte: alla Case Romane del Celio la “Pìetas” di Corrado Veneziano

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

hitlerRoma giovedì 20 aprile alle 18.00, nello straordinario complesso archeologico delle Case Romane del Celio (Clivo di Scauro), “Pìetas”, la mostra di Corrado Veneziano a cura di Raffaella Salato.L’esposizione, in programma fino al 2 maggio prossimo (orario: tutti i giorni, dal giovedì al lunedì, con orario 10.00-13.00 e 15.00-18.00, ingresso al pubblico: intero 8 euro, ridotto 6 euro) in uno dei poli museali più affascinanti dell’intero patrimonio laziale, presenta dieci tele di lino installate su strutture autoportanti che interpretano e riprendono la struttura visiva della Sacra Sindone, una delle forme estetiche più illuminanti della condizione mortuaria al di là di ogni risvolto di natura religiosa. I dieci sudari, che rappresentano altrettante figure umane immaginate in posizione funebre, sembrerebbero ritrarre uomini apparentemente comuni. In realtà, le somiglianze richiamano alla mente dello spettatore alcuni personaggi tristemente noti, annoverabili fra i despoti e i dittatori più sanguinari del XX e XXI secolo: Hitler, Mussolini, Pol Pot, Videla, Batista, Bin Laden, Gheddafi, Mobutu e Pinochet. Ritratti a misura reale, con le palpebre chiuse e le mani congiunte sotto il ventre in una postura che ricorda la Sacra Sindone, i soggetti di questi lavori, su cui evidente è il lavorìo intenso condotto dalla mano dell’artista, presentano i tratti del viso e del corpo trasfigurati e colti in una dimensione eterea, astratta, allo stesso tempo distaccata e appartata che solo la percezione della morte può produrre.
Nell’attimo solenne della dipartita, dunque, come dimostrano le opere di Veneziano, anche il volto di un individuo, assolutamente esecrabile in vita e privo di alcun genere di pentimento, può essere rappresentato in un’espressione più umana e dignitosa, risultato di quell’elevato sentimento della pìetas latina che insiste tra l’altro sul rispetto e sull’amore dovuto comunque a ogni essere umano a prescindere dalle nefandezze che gli sono appartenute. Come se la scomparsa terrena sia capace di allontanare lo sdegno e il ripudio per portare al suo posto una qualche forma di rasserenamento.Partendo dalle considerazioni di Ricoeur e Lèvinas, che avevano posto l’attenzione sull’assunto della religione cristiana secondo cui qualsiasi volto “potrebbe essere quello di Cristo”, Veneziano recupera l’immagine della Sindone e con un gioco di sostituzioni-trasformazioni riesce, dunque, a “trasferire” sul lenzuolo di lino le sembianze di uomini la cui ferocia ha segnato la storia dell’umanità.
mussolini“Il volto di Cristo – ha detto Veneziano – è, allo stesso tempo, l’immagine più riprodotta e la raffigurazione più astratta e priva di documentazione che ci sia. In questo senso l’operazione di ragionevole verosimiglianza delle immagini di Pìetas potrebbe rappresentare un tributo all’arricchimento semantico di tale immagine, ma anche diventare un onesto lavoro di allargamento delle opzioni figurative in cui Cristo si è materializzato”.Molteplici le domande che l’esposizione pone, infinite le questioni estetiche e artistiche, le problematiche politiche, religiose, psicologiche e sociologiche. In questo senso la mostra diventa l’occasione per riflettere sulla distanza tra mondi incomparabili o distanti, come quello della vita e della morte, della immanenza e della trascendenza, della guerra e della pace. Mentre, per l’ennesima volta, come ha scritto in passato Achille Bonito Oliva le opere di Veneziano ”massaggiano il muscolo atrofizzato della memoria collettiva”.L’appuntamento per il vernissage è fissato per giovedì 20 aprile alle ore 18. Apertura al pubblico: da giovedì 20 aprile 2017 a martedì 2 maggio Orario: 10.00-13.00 e 15.00-18.00 dal giovedì al lunedì Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro (foto: hitler, mussolini)

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Mostra:”Lo studio di Marisa Volpi. Arte, critica, scrittura”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

la sapienza romaRoma giovedì 20 aprile 2017 ore 17.00 MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea. Università Sapienza Palazzo del Rettorato Piazzale Aldo Moro, 5. A due anni dalla scomparsa di Marisa Volpi – studiosa, critica d’arte, docente e scrittrice – il Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo dell’Università Sapienza di Roma le dedica una mostra-memorial al Museo Laboratorio della città universitaria dal titolo “Lo studio di Marisa Volpi. Arte, critica, scrittura”.
Nata a Macerata nel 1928, Marisa Volpi si è dedicata – fino alla sua scomparsa avvenuta a Roma nel 2015 – alla ricerca storico-artistica su temi dal Seicento al contemporaneo, alla promozione di artisti, alla narrativa, vincendo importanti premi letterari. Professoressa emerita di Storia dell’arte contemporanea, ha insegnato all’Università di Cagliari e poi a Roma, al Magistero e, per due decenni, alla Sapienza. La mostra presenta al pubblico una selezione di foto e documenti provenienti dal suo archivio (entrato a far parte del Dipartimento e in via di sistemazione), prime edizioni delle sue pubblicazioni e rari cataloghi di mostre, il tutto nella cornice della ricostruzione parziale dello studio della sua casa romana di via Panama. Le tre settimane di apertura saranno animate da diversi appuntamenti,che vedranno la presenza di amici, colleghi, allievi, lettori, nelle date del 28 aprile, 3, 12 e 13 maggio. Progetto: Antonella Sbrilli, Maria Stella Bottai, Michela Santoro, in collaborazione con Caterina Volpi, Paola Volpi, Claudio Zambianchi.

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Mostra Plautilla Nelli: Arte e devozione in convento sulle orme di Savon

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

plautillaFirenze fino al 4 giugno 2017 Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture. Alle donne artiste, e in particolare alle donne che coltivarono il loro talento creativo tra le mura conventuali, gli studi hanno dedicato crescente attenzione, specie negli ultimi vent’anni.
Anche la figura di Plautilla Nelli (Firenze 1524-1588), la “prima pittrice fiorentina” le cui opere ai tempi di Giorgio Vasari erano disseminate nei conventi e nelle dimore dei gentiluomini fiorentini, è stata investita dall’impulso dei nuovi studi. Per tale motivo le Gallerie degli Uffizi hanno voluto inaugurare la serie di mostre dedicate alle donne artista con una monografica sulla suora pittrice.
Entrata a quattordici anni nel convento domenicano di Santa Caterina in Cafaggio – a Firenze, in piazza San Marco -, Plautilla, imbevuta della mistica savonaroliana, fu interprete appassionata della poetica figurativa ispirata al magistero di Girolamo Savonarola nel campo delle arti e al nuovo modello disciplinato di santità femminile della riforma tridentina.
Nel monastero fiorentino ricoprì la carica di priora e fu a capo di una fiorente bottega artistica grazie alla quale numerose consorelle sue discepole contribuirono alla diffusione di immagini sacre, avvalendosi di una tecnica pittorica da vere professioniste. Intesa come parte integrante del lavoro quotidiano delle suore e approvato come regola di tutte le terziarie domenicane, la creazione di immagini sacre era valutata essenzialmente per la loro efficacia devozionale e non certo dal punto di vista dell’originalità dello stile o della composizione. Il gusto “conservatore” nel campo artistico delle suore – e di Plautilla Nelli in particolare – rifletteva la scala dei valori maggiormente stimati, tra cui al sommo grado quelli che rappresentavano la continuità della illustre tradizione artistica domenicana.
L’attività artistica del convento di Santa Caterina in Cafaggio fu destinata a soddisfare principalmente la richiesta del mercato dei “parenti e clienti”, ovvero di coloro i quali erano legati alla vasta rete dei conventi toscani dell’Ordine dei Predicatori. La richiesta era diffusa a tal segno da implicare la serialità, come nel caso dei quattro dipinti raffiguranti l’immagine di una santa domenicana ritratta di profilo che costituiscono il fulcro di tutta la mostra.
La vendita di tali opere divenne poi fondamentale per la vita del convento di Santa Caterina all’indomani della riforma dei monasteri femminili emanata dai decreti tridentini (1566), riforma che sanciva la proibizione di ricercare beneficenze fuori delle mura conventuali. Le modifiche apportate alle iscrizioni che riportano il nome di santa Caterina da Siena distinguibili nella serie dei quattro dipinti tramandano il nome di “un’altra Caterina”: suor Caterina de’ Ricci, coetanea di Plautilla e anch’ella fervente savonaroliana, suggerendo la possibilità che in tali ritratti la Nelli volesse rappresentare la “monaca santa” di Prato, uguagliandola alla santa senese.Finalmente è giunto il tempo che a Plautilla si dedichi una mostra, il tempo di riscattare la sua memoria storica e le sue opere d’arte spesso, ingiustamente, assegnate a uomini artisti: una mostra questa di Plautilla che apre la serie delle iniziative che le Gallerie degli Uffizi hanno in programma di realizzare ogni anno dedicate all’altra metà del cielo, alle donne che seppero distinguersi anche nel campo delle arti.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Fausta Navarro, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei, ed è stata realizzata con il generoso contributo di Advancing Women Artists Foundation e con la collaborazione del Museo del Tessuto di Prato.Il catalogo Plautilla Nelli. Arte e devozione in convento sulle orme di Savonarola e l’omonimo breve video documentario in mostra sono stati infatti realizzati con il contributo della Advancing Women Artists Foundation, che ha anche finanziato il restauro di 5 opere e 2 manoscritti esposti, alcuni dei quali sono di nuova attribuzione.
La fondazione statunitense (www.advancingwomenartists.org), operativa a Firenze dal 2006, si dedica al restauro e all’esibizione dell’arte al femminile conservata nei musei e nelle chiese della città. Nell’ultima decade ha restaurato 21 opere di Plautilla Nelli, contribuendo notevolmente alla riscoperta dell’artista e diffondendo la sua storia a Firenze e in tutto il mondo.“Pochi sanno che da ben più di cinque secoli Firenze è un vero e proprio centro per l’arte al femminile” spiega Jane Fortune, fondatore e presidente di AWA. “Le opere di artiste donne che abbiamo ritracciato e censito nei musei e chiese di Firenze sono più di 2.000. Sono una parte ‘invisibile’ della storia dell’arte, che necessita di essere restituita al pubblico. Plautilla Nelli ha aperto la strada ad altre donne della sua epoca e ha goduto di un successo senza precedenti. È l’ispirazione il vero stimolo della nostra missione: dare voce alle donne artiste del passato. Grazie a questa mostra, Nelli non sarà più tra le artiste ‘invisibili’”.«Con la mostra dedicata a Plautilla Nelli non vengono soltanto posti i riflettori su una protagonista della pittura fiorentina del Cinquecento e della riforma e spiritualità savonaroliana» afferma Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, «ma, insieme alla monografica dedicata a Maria Lassnig, che aprirà il 25 marzo, instituiremo per gli anni a venire una serie di esposizioni dedicate alle donne artiste.» (foto: plautilla)

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Arriva a Roma l’arte delle donne africane con “Videzoom: Africana Womanism”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

arte-donne-africaneRoma, Mercoledì 1 marzo alle ore 17,30 si inaugura a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne la XVI edizione della rassegna Videozoom che quest’anno presenta opere di video artiste africane dal titolo “Africana womanism”. “Videozoom: Africana womanism” racconta la video arte contemporanea nella specificità culturale delle diverse realtà territoriali del mondo, con un progetto “work in progress” a cura di Antonella Pisilli. Le edizioni precedenti hanno visto come paesi coinvolti: Israele, Polonia, Iran, Cina, Spagna, San Marino, Marocco, Giappone, Québec, Bangladesh, Grecia, Kurdistan Iraq, Romania e Danimarca. La XVI edizione di Videozoom vede protagoniste 8 artiste africane Nirdeva Alleck (Mauritius), Nathalie Mba Bikoro (Gabon), Rehema Chachage (Tanzania), Wanja Kimani (Kenia), Michèle Magema (RDC), Fatima Mazmouz (Marocco), Myriam Mihindou (Gabon), Tabita Rezaire (Francia-Guyana/Danese) tutte accomunate da valori comuni quali l’identità, l’autenticità, l’egualitarismo e il radicamento. Africana womanism si rifà al termine creato da Clenora Hudson Weems alla fine del 1980 e va inteso non come un’appendice al femminismo nero, ma come ideologia che vede già nel titolo la sua spiegazione. La parola ‘Africana’ identifica l’etnia della donna e la sua identità culturale, mentre il termine ‘womanism’ ricorda il potente discorso improvvisato di Sojourner Truth ‘ Ain’t I a Woman? ‘, si fonda sulla cultura africana e sull’afrocentrismo e si concentra sulle esperienze, lotte, bisogni e desideri di donne africane e della diaspora africana. Africana womanism porta alla ribalta il ruolo di madri africane come leader nella lotta per ritrovare, ricostruire e creare un’integrità culturale che abbraccia gli antichi principi di reciprocità, equilibrio, armonia, giustizia, verità e ordine. Questa rassegna vuole proporre una visione nuova della donna africana attraverso l’occhio dell’artista e vuole essere un incitamento ad imparare a vedere in modo diverso, così che inevitabilmente impariamo a vedere il mondo in modo diverso. Viviamo in un’epoca in rapida evoluzione, quello che succede in Africa influenza la vita in Europa, ciò che accade in Europa influenza la vita delle persone in Africa e altrove. In questi tempi eccitanti, ma delicati, della globalizzazione è più importante che mai che i nostri mondi interiori si espandano allo stesso ritmo del mondo esterno. È tempo di un cambiamento radicale, ma questo significa che noi stessi dobbiamo cambiare drasticamente e non c’è niente di più radicata nella logica di una mente che sostituisce i malintesi con la verità. In occasione della rassegna Videozoom: Africana womanism sarà pubblicato un catalogo bilingue (italiano – inglese) con un testo critico della curatrice. Il progetto “Videozoom: Africana womanism”, è curato da Antonella Pisilli e prodotto dalla Kyo Noir in collaborazione con la Sala 1 e il Black History Month Florence. (foto: arte donne africane)

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Raggi: arriva il Treno dell’Arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

raggiRoma Vogliamo che la metropolitana si colori con i disegni dei bambini. La loro immaginazione contro le scritte dei vagoni imbrattati dai vandali. Arriva nella nostra città il Treno dell’Arte: a decorarlo saranno i bimbi delle scuole elementari di Roma attraverso il concorso “Adotta un treno” lanciato da Atac”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi.“Si tratta di una preziosa campagna per sensibilizzare tutti i cittadini sull’importanza dei temi del decoro e del rispetto dei mezzi del trasporto pubblico” aggiunge.“Adotta un treno. Il Concorso” è la nuova iniziativa di Atac, sotto il patrocinio dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale e dell’Assessorato alla Mobilità di Roma Capitale, promossa dall’XI Commissione Consiliare Permanente Scuola e dalla III Commissione Consiliare Permanente Mobilità di Roma Capitale, dedicata alle scuole primarie della città. Lo scopo è quello di realizzare un “Treno dell’Arte” con i disegni dei bambini vincitori del concorso, che viaggerà nella metropolitana di Roma. L’iniziativa è rivolta a tutte le classi delle scuole elementari della Capitale. Ogni classe partecipante (senza limite numerico per ogni scuola) realizzerà e sceglierà il miglior disegno, che potrà essere realizzato da un singolo bambino o potrà essere il frutto di un progetto di classe. Alla fine del concorso verranno selezionati 60 disegni vincitori che andranno a decorare un intero treno treno della metropolitana (sei vagoni) che circolerà per sei mesi. La partecipazione al concorso è gratuita mentre il regolamento è consultabile sul sito http://www.atac.roma.it.
La proclamazione dei vincitori avverrà in occasione di un evento dedicato e organizzato da Atac presso la sede storica di via Prenestina, all’interno delle officine centrali. In quell’occasione le classi partecipanti avranno a disposizione un “passaporto per la libera circolazione”, che consentirà ai più piccoli e ai loro accompagnatori di viaggiare liberamente e gratuitamente sui mezzi del trasporto pubblico per raggiungere la location della premiazione (e ritorno). Inoltre le 60 classi vincitrici verranno premiate con un evento da fruire con l’intera classe: una matinèe al teatro, una visita guidata ad un mostra, un’attività ludico formativa.

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Plautilla Nelli: Arte e devozione in convento sulle orme di Savonarola

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

savanarolaFirenze 9 marzo – 4 giugno 2017 Palazzo Pitti Piazza Pitti, 1. Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture a cura di Fausta Navarro. Il ritrovamento tra Firenze, Siena, Perugia e Assisi di una serie di cinque dipinti realizzati da Plautilla Nelli (1522-1588), tutti raffiguranti l’immagine di una santa domenicana ritratta a mezzo busto di profilo, costituisce un nuovo importante tassello nella ricostruzione dell’attività artistica della suora pittrice, epigona della Scuola di San Marco. Tale raffigurazione costituisce un’iconografia peculiare da porre in relazione con quella di Santa Caterina da Siena, seppure se ne discosti significativamente. La mostra intende approfondire la conoscenza della produzione seriale di immagini devote attraverso l’utilizzo di varie tecniche, a iniziare da quella dello “spolvero” impiegata dalle monache anche per l’arte del ricamo, il lavoro maggiormente legato alle tradizioni conventuali. A testimonianza di ciò sarà presente uno splendido paliotto in seta con ricamo ad applicazione della fine del XVI secolo, appartenente al Convento di San Vincenzo a Prato.

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Campidoglio, a Roma grande successo per il weekend d’arte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

Museo Nazionale del Palazzo di Venezia1Roma Un grande successo per il weekend d’arte della Capitale appena trascorso con 26mila visitatori che tra sabato 4 e domenica 5 febbraio hanno potuto godere bellezze archeologiche e artistiche della città: dai musei civici alla grande area archeologica dei Fori tornata unita. Sabato scorso, dalle 20 alle 24, oltre 1.300 persone hanno visitato i Musei Capitolini con il biglietto simbolico di un euro (visitatori che si sommano agli oltre 4.500 registrati durante l’intera giornata in tutti i Musei civici). Dal 4 febbraio i Musei Capitolini e i piccoli musei sono tornati ad animarsi con un nuovo ciclo di attività, che proseguirà fino a domenica 26 marzo e che coinvolge gli spazi del museo pubblico più antico del mondo con una grande festa popolare con danze, canti e musiche della tradizione del Carnevale, oltre alla possibilità unica di passeggiare nelle splendide sale del museo.
Le attività di animazione sono frutto della collaborazione con importanti istituzioni culturali cittadine, quali la Fondazione Musica per Roma, Teatro di Roma, Teatro dell’Opera, Casa del Jazz, Accademia di Santa Cecilia, Università Roma Tre, Sapienza Università degli Studi e con Agro Camera.
Domenica 5 febbraio, invece, l’area archeologica dei Fori è stata visitata da 4.650 persone che hanno potuto godere di una meravigliosa novità, ovvero un unico percorso senza barriere architettoniche: un’occasione da non perdere che si ripeterà, grazie alla sinergia tra il Campidoglio, la Sovrintendenza Capitolina e la Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, tutte le prime domeniche del mese per tutto il 2017.Infine, come tutte le prime domeniche del mese è tornato l’ingresso gratuito nei Musei civici della città per tutti i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana con attività per grandi e piccini con oltre 15.000 visitatori in totale. Le iniziative sono promosse da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

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“5 appuntamenti…viaggiando tra arte e cultura”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 gennaio 2017

rovigoRovigo Venerdì, 13 gennaio – ore 18.00 Palazzo Roncale, il giornalista Emilio Casalini è il protagonista dell’ultimo dei “5 appuntamenti… viaggiando tra arte e cultura” l’iniziativa culturale promossa dalla Camera di Commercio Venezia Rovigo Delta Lagunare e organizzata da Rovigo Convention & Visitors Bureau nell’ambito del progetto di promozione e marketing territoriale per il rilancio culturale e turistico del Polesine.Nel suo ultimo libro Rifondata sulla Bellezza (Spino Editore) che raccoglie tante piccole inchieste su come funziona il sistema turistico in diversi Paesi del mondo, il giornalista dimostra come questa risorsa economica sostenibile, sana e in crescita esponenziale nel resto del pianeta non funzioni come potrebbe in Italia e suggerisce delle idee su come migliorarla.
Quello del turismo, infatti, è un tema che riguarda tutti, in quanto gli attori in gioco non sono solo le istituzioni e gli operatori ma i singoli cittadini, ambasciatori di una ricchezza propria di ogni destinazione, protagonisti dell’accoglienza a vario titolo, fautori di una strategia di promozione che necessita di indubbie competenze complementari, ma anche dell’entusiasmo di tutti. Prenderne coscienza è il primo passo. Cambiare il secondo. Goderne dei frutti è il terzo.
Giornalista e collaboratore di molte emittenti e trasmissioni nazionali tra cui Rai News, Rai Educational e Report (Rai3), Emilio Casalini dal 1997 racconta il mondo e l’Italia attraverso inchieste, documentari e reportage. (foto: rovigo)

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Stati Generali della Cultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

auditorium-parco-della-musicaRoma 20 dicembre 2016 a partire dalle ore 9.00 si terrà a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia una nuova edizione degli Stati Generali della Cultura, “La nuova economia dell’arte e della musica”, evento in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Poste Italiane.Focus di questa quinta edizione sarà l’Art Bonus, introdotto nel 2014 per incentivare il mecenatismo e le donazioni a sostegno della cultura e dello spettacolo beneficiando di un credito d’imposta. L’Art Bonus nel 2015 è stato esteso a sostegno anche dei Teatri di Tradizione e delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.Ed è proprio il settore musicale a cui è dedicata questa quinta edizione, in cui si prenderanno in considerazione le iniziative a sostegno delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione, e i nuovi modelli di gestione di queste realtà culturali. Protagonista quindi la cultura musicale, la sua valorizzazione e la sua divulgazione, soprattutto verso i più giovani. A questo proposito si parlerà di Bonus Cultura 18 anni e delle potenzialità insite in queste leve di incentivazione alla autoformazione culturale.
Sono previsti interventi dei più importanti esponenti della politica, dell’arte e dell’economia della cultura. Interverrà il ministro Dario Franceschini (Mibact), il presidente del Gruppo 24 ORE Giorgio Fossa e il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano.
Armando Massarenti, Responsabile della Domenica Il Sole 24 Ore e Pierluigi Sacco, Professore di Economia della Cultura allo IULM, riepilogheranno i risultati raggiunti in cinque anni di Manifesto della Cultura e l’impatto che questa iniziativa ha avuto sul sistema culturale-economico italiano.Di Art bonus, buon mecenatismo e di una nuova economia della cultura basata sempre di più sul concorso pubblico-privato se ne parlerà con Paolo Astaldi presidente Astaldi, Luca Bergamo Assessore alla Crescita culturale del Comune di Roma, Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tiziano Onesti, Presidente di Trenitalia.
Per il mondo dei teatri di tradizione e delle fondazioni lirico sinfoniche interverranno nella seconda parte della mattinata Cristiano Chiarot, Sovrintendente della Fondazione Teatro La Fenice e Presidente ANFOLS, Michele Dall’Ongaro, Presidente e Sovrintendente dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Carlo Fuortes, Sovrintendente Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e Commissario Straordinario della Fondazione Arena di Verona, Alexander Pereira, Sovrintendente della Fondazione Teatro alla Scala e Rosanna Purchia, Sovrintendente della Fondazione di San Carlo. Concluderà la giornata la sessione dedicata al Bonus Cultura 18 anni, con l’intervento di Guido Guerzoni, Docente Ricercatore del Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell’Università Bocconi e l’intervento di Severino Salvemini, Professore di Organizzazione aziendale all’Università Bocconi di Milano. La moderazione dei lavori sarà a cura di Sebastiano Barisoni, Vice Direttore di Radio 24. Il convegno sarà preceduto da una introduzione musicale a cura di JuniOrchestra Kids dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta dal Dir. Simone Genuini. (foto: auditorium parco della musica)

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Mostra d’arte contemporanea a Spilimbergo

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2016

ventoso-paesaggioLa mostra sara’ aperta il 15 dicembre 2016 presso la “Quadreria T. Zancanaro” del Palazzo La Loggia, piazza Duomo a Spilimbergo. L’iniziativa è svolta a raccogliere fondi a favore delle attività di rieducazione delle persone disabili del progetto Spilimbergo e a sostegno di una qualificata offerta formativa della scuola Materna di Tauriano. Manifestazione curata tra gli altri dal presidente Cesare Serafino, Gruppo giovani pittori spilimberghesi. Artisti, operatori culturali, giornalisti, scrittori, critici d’arte, che hanno aderito all’iniziativa della mostra d’arte contemporanea “MANS TA LIS MAN”.
Tra questi è stato invitato anche il noto incisore Carlo Iacomucci nativo di Urbino ma di adozione maceratese. Impossibile elencare in poche righe le tante mostre, i tanti riconoscimenti ottenuti da Iacomucci a partire dai primi anni 70 ad oggi.
Le sue opere scandiscono il suo percorso artistico articolato in molteplici forme e tecniche espressive, ma sempre saldamente ancorato alla radice intima e profonda dell’incisione nata artisticamente all’Istituto Statale d’arte , meglio noto come Scuola del Libro di Urbino.Segnaliamo inoltre anche il suo impegno culturale come docente dal 1973 al 2008 di Discipline Pittoriche all’Accademia di Belle Arte di Lecce, al Liceo Artistico di Varese ed all’Istituto d’Arte di Macerata. (foto: Ventoso paesaggio)

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“Arte dal Carcere: Verso il Futuro”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 ottobre 2016

sempre-insiemeMassa. 6 Novembre 2016 negli spazi comuni del Tribunale di Massa (MS) s’inaugura “Arte dal Carcere: Verso il Futuro”, 1^ Rassegna nazionale d’arte visiva per detenuti.Col Patrocinio del Pontificium Consilium de Cultura, del Ministro della Giustizia On. Andrea Orlando, Comune di Massa; Comune di Carrara; Comune di Montignoso.Di grande valore Istituzionale per la partecipazione di 40 carceri ubicate in 17 regioni italiane, l’innovativa rassegna vede per la prima volta riuniti in un’unica esposizione 90 opere realizzate da detenuti reclusi in tutte le carceri italiane partecipi ad un unico grande progetto studiato per favorire, attraverso l’arte, la risocializzazione, il benessere psico-fisico e opportunità lavorative allacciando rapporti con la realtà esterna.
Pittura, scultura, grafica, installazioni, fotografie saranno esposte al pubblico, nel Tribunale di Massa fino al 30 settembre 2017.
Un’autorevole Giuria composta da esperti d’arte ha valutato i 276 elaborati artistici inviati da 190 artisti detenuti pervenuti via telematica alla Commissione esaminatrice che ne ha selezionati 90 (novanta) per l’esposizione.
La Commissione ha inoltre scelto, tra le opere selezionate, l’opera simbolo dell’annullo filatelico che Poste Italiane emetterà il 06 novembre per celebrare l’inaugurazione. L’opera scelta è “Sempre insieme”, disegno a matita su carta, raffigurante due mani saldamente unite nell’espressione di un aiuto reciproco. L’opera è realizzata da A. G. della Casa Circondariale di Ivrea.L’inaugurazione della Rassegna è fissata per domenica 06 novembre 2016 alle ore 10,00 – giornata della Misericordia – in cui Papa Francesco accoglierà una delegazione di detenuti delle carceri italiane nella Basilica di S. Pietro. Tutte le successive edizioni della mostra saranno inaugurate il 06 novembre per conservare memoria storica di un evento così importante.Il lungo periodo espositivo, undici mesi, dal 06 novembre 2016 al 30 settembre 2017, permetterà la massima fruizione del pubblico e la realizzazione di vari eventi collaterali quali: conferenze, dibattiti, riunioni di studio sulle opere esposte. I personaggi coinvolti saranno: storici, critici d’arte, artisti, ma anche associazioni che si occupano del disagio sociale ed emotivo dei detenuti.
I risultati dei vari workshop saranno raccolti in dispense e pubblicati sul sito della Rassegna.
Lo studio e il parere degli studiosi accresceranno il valore dell’iniziativa fornendo, nello stesso tempo, agli autori delle opere consapevolezza della propria creazione artistica. Ciò attiverà un percorso conoscitivo e di crescita che aprirà, nei detenuti, la strada ad approfondimenti di studio e al desiderio di miglioramento. Progetto artistico di Enrica Frediani curatrice di mostra e catalogo.
Presidente della Rassegna: Maria Cristina Failla – Presidente del Tribunale di MassaOrganizzatrice: Anna Molino – 1° Dirigente del Tribunale di Massa
Enti promotori: Tribunale di Massa, Casa di Reclusione di Massa, Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, Ass. Amici del Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, Associazione AiCS Solidarietà di Massa Carrara.
Enti collaboratori: Cisdac- Ass. di volontariato Centro Italo-Svizzero di Arte contemporanea di Montignoso; A.V.A.D. Ass. Versiliese audiovisivi didattici; Accademia di Belle Arti di Carrara (foto: sempre insieme)

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