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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘arte’

A Modugno un nuovo centro per la promozione dell’arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

Sabrina SchiralliModugno (Ba) Sabato 16 settembre ore 18:00 presso La dimora dell’arte – via Roma 56 prenderà il via l’attività dell’associazione culturale “La dimora dell’arte”, diretta dalla prof.ssa Sabrina Schiralli, che aprirà le porte della propria sede sita in via Roma 56, per tutti gli appassionati di arte, professionisti e non, con l’obiettivo di creare nel comune barese un centro polifunzionale atto alla promozione dell’arte. “L’associazione che dirigo – spiega la Schiralli – vuol essere un contenitore culturale dove si farà attività di formazione artistica, di musica, canto, recitazione, pittura, dizione e regia. Si rivolge sia a professionisti che vogliono affinare le proprie tecniche ma anche agli hobbisti, gli appassionati che si vogliono avvicinare alle arti”.
La dimora dell’arte nasce in un appartamento, che originariamente era proprio un’abitazione. Ora invece punta ad accogliere artisti e appassionati,sia adulti che bambini, per lavorare in e a favore di un Comune scelto non a caso, con maestri del luogo, col fine di elevare l’attività artistica del paese, sia dal punto di vista della formazione che, in futuro, quella dell’organizzazione di eventi.
Corridoio“A parte la fisicità della struttura, mia casa natia, ho scelto di insediare a Modugno questa associazione, dedicata alla memoria di mio padre, scomparso cinque anni fa, per operare su questo territorio dove ritengo che ci sia ancora molto da fare. Le rassegne, i festival e le manifestazioni artistiche in genere sono poche e le attività da noi trattate sono ancora in via di sviluppo. Puntiamo a operare sul territorio, per elevare l’arte con la collaborazione di maestri pugliesi, alcuni dei quali proprio di questo comune”.
Nel giorno dell’inaugurazione l’associazione presenterà agli invitati la propria attività. A partire dalle 18 nelle cinque aule presenti, ognuna con il nome di un grande artista del passato, saranno presenti i maestri che spiegheranno quello che verrà svolto e la metodologia utilizzata per l’insegnamento. Inoltre in tutta la sede sarà allestita una mostra di pittura di Sabrina Schiralli, cantante, musicista e pittrice, insegnante di musica nel pubblico e nel privato, concertista, laureata in pianoforte e oboe al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari. (foto: corridoio, Sabrina Schiralli)

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Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

striscioneLondra Dal 9 al 15 settembre 2017 Vernissage: sabato 9 settembre dalle 17:00 alle 19:00 4a Castletown Road Presso Birla Art Gallery, Curata dal critico e storico dell’arte Sabrina Falzone, la mostra espone la migliore arte contemporanea europea dalla scultura alla fotografia e alla nuova ricerca pittorica. Comprende opere di Art Nou, Cinta Agell, Esther Arnuelos, Montse B. Cavedo, Susana Baldis, Vincenzo Bartoli, Carmen Berges, Giorgio Buccolini in arte G.B., Magdalena Florica, Heber L. Gil, Fina Giménez-Checa, Clara Gràcia, Günther K, Krisma, Higuera, Stefano Iosca, Luca Marchetti L M Art, Moirym, Nietto, Daniela Rancati, Roberto Re, Eva Rossi-Kivimaki, Julio Saldaña Manero, Antonio Salinari, Ana Solanas, Georgeta Stefanescu, Franco Trevisan, Andrés Vijande, Gaetano Zaccareo in arte Zag. Orari di apertura:domenica 12:00-18:00, dal lunedì al giovedì 16:00-19:00, venerdì 12:00-15:00 Ingresso libero.

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Arte: da Roma a Lanzhou

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 agosto 2017

Il mare, Debussy, KleeEliot, La Terra desolataLanzhou (Cina) da sabato 2 settembre (con anteprima per le autorità venerdì 1) a martedì 10 ottobre (ingresso libero, orario: 9.00-18.00) alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Lanzhou esposizione di Corrado Veneziano dal titolo “Segni”.
La mostra si svolge in Cina, ma la cosa significativa è che si dà spazio (cosa che lì avviene molto raramente!) a un pittore italiano (e infatti proprio questa mattina è uscito un pezzo sul Domenicale de Il Sole). La Galleria Nazionale di Arte Moderna di Lanzhou, infatti, accoglie i lavori dei più importanti artisti cinesi, è tra le molteplici gallerie nazionali cinesi quella più accreditata nel settore dell’arte contemporanea e ospita le opere di artisti viventi, con particolare attenzione nei confronti di quelli internazionali. Raramente, tuttavia, organizza mostre personali, cosa che ha invece deciso di fare con Veneziano. In esposizione quaranta tele, metà delle quali di grandi dimensioni, che – partendo da un universo visivo rappresentato da simboli quotidiani, marchi legati al mondo dell’economia e dell’industria, codici a barre e opere pittoriche realizzate nel 1500 italiano– ribaltano e ricombinano tutti questi segni, sfidando il consueto e il ripetuto e trasformandole in tutt’altro rispetto a quello che sono. Le opere sono state realizzate con colori a olio, acrilico o con tecnica mista. (foto: Il mare, Debussy, Klee, Eliot, La Terra desolata)

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Festival dei Teatri d’Arte Mediterranei

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

samihporticcioloFormia (Lt) dal 18 al 20 Agosto Il festival è dedicato ad Ilaria Alpi, la giornalista assassinata nel 1994.Un evento ricorrente promosso dal Teatro Bertolt Brecht all’interno del progetto delle Officine Culturali della Regione Lazio, del riconoscimento del Ministero per i beni e le attività culturali con il patrocinio del Comune di Formia e del Parco Riviera di Ulisse. Tre giorni di visite guidate, concerti, spettacoli, incontri ad ingresso gratuito con presenze nazionali ed internazionali tra Marocco, Spagna e Tunisia sulla scia del progetto de “I Fari Culturali del Mediterraneo” che il collettivo formiano sta portando avanti. Artisti, docenti, istituzioni dei Paesi del Mediterraneo chiamati a raccontare le donne tra musiche, danze, storia e fenomeni culturali.Atmosfere e suggestioni mediterranee hanno fortemente influenzato le scelte artistiche anche di questa edizione che si svolgerà prevalentemente al contatto con il mare, i profumi, i paesaggi e gli scorci del Mediterraneo nel meraviglioso scenario dell’Area protetta di Gianola tra i secolari resti archeologici romani e l’incanto del paesaggio.
OsservazioneAstronomicaAlla ore 7:00 del 18 ed del 20 Agosto nello scenario a strapiombo sul mare dei ruderi della Villa di Mamurra, nella cisterna maggiore ed il 19 Agosto alla Tomba di Cicerone tornano le letture reinterpretate e drammatizzate dei classici greci e latini, quest’anno dedicate agli epici personaggi femminili. A seguire ogni giorno le visite guidate nell’area protetta a cura del Presidente del Parco Riviera di Ulisse Davide Marchese (su prenotazione). Suggestiva novità della XIII Edizione saranno le letture in barca a vela con partenza alle ore 9:00 e alle ore 11:00 dal porticciolo Caposele (su prenotazione). Si continuerà alle 18:00 con i reading nei luoghi simbolo della città (ex lavatoio di Maranola, ex clinica Cusumano e ex Seven Up), alle ore 19:30 con gli incontri di approfondimento sul rapporto tra donne, poesia, letteratura, lavoro e religione nel Mediterraneo e alle ore 21:30 sulla spiaggia del porticciolo romano con spettacoli e concerti tra musiche e danza tunisine, il Fado portoghese e i ritmi delle terre del sud. Tre giorni per lasciarsi trasportare dall ’incanto che solo i poeti, gli artisti e i sapori del Mediterraneo sanno donare in una terra dall’incredibile fascino e piena di contraddizioni, tra storia e precarietà, eppure “di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio” (B.Brecht).www.teatrobertoltbrecht.it (foto: samih, porticciolo, osservazione astronomica)

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Grotta dei desideri: innovazione, arte, cultura e stile

Posted by fidest press agency su sabato, 29 luglio 2017

giorgia surinagiulia petrungaroCampora San Giovanni (Cs) 1 agosto a partire dalle ore 21 in piazza San Francesco grazie al supporto dell’associazione “Aics No Limits” mentre la “Fashion Dinner” è pianificata per il 2 agosto, sempre alle ore 21, presso l’Hotel La Principessa di Campora San Giovanni. A sua volta l’evento “Dalla parte delle donne” è programmato per il 3 agosto alle 21 a San Pietro in Amantea (Cs). La “Serata di Gala”, come di consueto, si terrà il 4 agosto nell’incanto e nella suggestione del Parco della Grotta di Amantea (Cs) alle 21. La “Cerimonia di consegna delle borse di studio” si svolgerà invece il 24 settembre presso il Municipio di Cariati (Cs), in un abbraccio ideale tra Tirreno e Ionio. Gran finale nella Capitale, presso la “Rome University of Fine Arts”, per la premiazione degli stagisti dei corsi di fotografia e cinematografia e per la presentazione del bando di partecipazione della quattordicesima edizione. Senza dimenticare il “closing party” della Grotta dei desideri che avrà luogo all’interno del Twiga di Falerna (Cz) nel segno della raffinatezza. Sullo sfondo i vini firmati iGreco: dal bianco al rosso, senza dimenticare il pluripremiato rosato che omaggeranno gli ospiti trasmettendo loro il senso della Calabria.
Lunghissimo l’elenco dei personaggi che prenderanno parte alla kermesse: da Giorgia Surina, tra radio, fiction e televisione, a Giovanni Scifoni che alterna le sue performance tra teatro e piccolo schermo e che nell’immaginario collettivo rimane il vice questore Davide Tempofosco di “Squadra Antimafia”. E ancora: il tuffatore azzurro Giovanni Tocci, fresco di medaglia ai mondiali, l’attrice Milena Miconi, la creatrice di gioielli Daniela Moretti, i protagonisti della fiction televisiva “L’onore e il rispetto”, Milena MiconiGraziano AmadoriValerio Morigi e Giulia Petrungaro, la conduttrice della Domenica Sportiva Giorgia Cardinaletti, il prefetto ed il vice prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao ed Emanuela Greco.
Confermata la giuria tecnica di professionisti e volti noti del mondo della moda: Graziano Amadori, stilista delle dive e presidente della commissione di valutazione che eleggerà i designer vincenti, Michela Zio (giornalista tra le più accreditate del settore), Rosanna Trinchese (art director della Camera della moda del Principato di Monaco) e Stefania Arnaldi (direttore della rivista “La mia boutique”).
Allo stilista primo classificato andrà un assegno di 2 mila euro finanziato da Banca Mediolanum, mentre per chi raggiungerà la piazza d’onore la borsa di studio è di 700 euro, messa a disposizione dal progetto Calabria’s. A queste cifre già rilevanti si aggiungono altre due borse di studio da 300 euro cadauna destinate al vincitore del premio della Stampa e della Fashion Dinner. Quest’ultimo è supportato dalle lavorazioni dolciarie dei Fratelli Marano, mentre il premio della Stampa è sostenuto dal dottor Federico Lorelli che, oltre a svolgere la professione di dentista nel suo studio di Vibo Valentia dove ha introdotto l’uso costante dell’immagine fotografica, omaggerà il vincitore del volume “Genti di Calabria” di Pino Bertelli, un viaggio antropologico tra i volti che popolano la regione. Per gli stagisti due assegni da 250 euro. Per essere sempre informati basta cliccare sul sito http://www.grottadeidesideri.com o consultare la pagina Facebook ufficiale. (foto: giorgia surina, giulia petrungaro, milena miconi, Graziano Amadori)

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Il Festival della Valle d’Itria

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

Alberto Triola - Francesco Lenociomaggio a rodolfo cellettiGrottaglie. Venerdì 28 luglio 2017 presso l’ex Convento dei Cappuccini (Via dei Cappuccini), alle ore 19,00, si svolgerà la Conferenza “Storie di Creazione di Valore: il Festival della Valle d’Itria”. La conferenza è organizzata dal Rotary Club Grottaglie. Porgerà i saluti Mauro Roussier-Fusco, presidente del Rotary Club Grottaglie.Concluderà Gianni Lanzillotti, governatore del Distretto 2120 – Puglia e Basilicata.
Il professor Francesco Lenoci, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Patriae Decus della Città di Martina Franca, svolgerà la relazione “Storie di Creazione di Valore: il Festival della Valle d’Itria”, prendendo spunto dalla seguente meravigliosa descrizione del gruppo di facebook “Il Festival della Valle d’Itria Ospite come sempre a Milano”, da lui fondato nel 2009:
“Il Festival della Valle d’Itria rientra,
per origini e per meriti acquisiti,
tra le manifestazioni benemerite della Cultura e dell’Arte.
Appartengono alla Storia del Festival:
– molteplici riproposte di opere italiane e internazionali;
– innumerevoli interpretazioni musicali diventate celebri;
– tanti….tanti straordinari interpreti”.
L’ingresso è libero. (foto: Alberto Triola – Francesco Lenoci, omaggio a rodolfo celletti)

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Grande esposizione d’arte

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

cuccoCastellabate (SA) dal 22 luglio al 30 settembre 2017 Sale espositive del Castello Dell’Abate grande esposizione d’arte aperta gratuitamente al pubblico. La grande kermesse artistica del Premio Pio Alferano presenta quest’anno le mostre di Piero Guccione “L’armonia dell’invisibile” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” a cura di Giuseppe Iannaccone; di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini; di Rocco Iannelli “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis; di Nicolò Morales “Mediterraneo” a cura di Giampaolo Cagnin; di Grazia Cucco “Il paradiso ritrovato” a cura di Sabrina Colle; il grande murale dello street-artist Neve dal titolo “Leucosia” a cura di Simona Capodimonti e la mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone.
“L’armonia dell’invisibile” di Piero Guccione curata da Giuseppe Iannaccone è una mostra che racconta la natura, e soprattutto il mare. Guccione, noto per la sua riservatezza, è un poeta dotato di grande sensibilità. L’artista non dipinge la realtà, ma la sublimazione della realtà. Guccione fa un atto estremo di “sicilitudine” piantando il suo cavalletto, non davanti a ciò che la Sicilia potrebbe fornirgli in immagini varie, pittoresche e pittoriche, ma al contrario davanti a ciò che presenta di più piatto, di più immobile: la superficie del mare e le distese di terre bruciate. Sempre a cura di Giuseppe Iannaccone, la mostra di Carlo Guarienti “Finzione ambigua” viene raccontata da Vittorio Sgarbi come pittura puramente mentale. Nelle opere di Guarienti troviamo quello che la pittura metafisica aveva voluto rappresentare, fin dai propri inizi, con la ricerca di De Chirico: una dimensione essenziale, totalmente purificata, di puro pensiero, che viene a distillare e quindi a distanziare l’emotività.
mostraLa mostra di Pino Navedoro “Di-segno e destino” a cura di Cristina Mazzantini espone un’imponente sequenza di tele dedicata alla pratica della divinazione, in particolare al gioco dei Tarocchi, con figure quasi irreali, che con movenze flessuose si avvicendano e si dissolvono. Le tele restano volutamente incompiute e trasmettono il fascino del non finito.
I dipinti di Rocco Iannelli in “Paesaggi cifrati” a cura di Michele Ainis, sembrano sospesi, segni che galleggiano nel vuoto, come zattere, come atolli nell’oceano. D’altronde la leggerezza, la sottrazione di peso, costituisce la sua cifra artistica, il suo specifico linguaggio caratterizzato da numeri e simboli astratti che esprimono l’ineffabile condizione umana.
Nicolò Morales, artista ceramista di Caltagirone, maestro nell’uso dei colori, rappresenta una vera e propria sfida cromatica. Sfumature mediterranee e delicate armonie dove i colori vibrano forti e possenti dentro ad ogni opera. Nicolò Morales, la cui storia sembra uscita da una romanzo d’altri tempi, trasforma senza limiti di fantasia quella straordinaria materia che è l’argilla, donandogli accesi cromatismi la cui luce si rispecchia direttamente nel titolo della mostra: 1985-1987OLIO SU TELAcm. 84x108 - CON CORNICE cm. 105x130x7FOTO PAOLO VANDRASCH“Mediterraneo”, curata da Giampaolo Cagnin.Le opere di Grazia Cucco che compongono il nucleo della mostra “Il paradiso ritrovato”, a cura di Sabrina Colle, guidano lo spettatore in un vero e proprio mondo incantato, in un’arte che rovescia le sue carte tra realismo magico e surrealismo, tra passione e rigore formale, tra lirismo e memoria. Come sogni a occhi aperti le opere di Grazia Cucco illustrano un paradiso ritrovato, irreale e trasognato.L’opera di Danilo Pistone, in arte Neve, “Leucosia” ha il privilegio di essere il primo murale realizzato a Castellabate e di rappresentare una forma espressiva contemporanea ormai molto diffusa e amata come la street art in una località di valore storico-artistico e in uno scenario di riconosciuto fascino paesaggistico. L’artista raffigura un’affascinante sirena, ripresa nel suo ambiente naturale sott’acqua, tra i riflessi di luce che penetrano dalla superficie, mentre stringe tra le dita una perla rara.
La mostra “I Novantiani. Giovinezza della pittura. Censimento primo” a cura di Camillo Langone, è una rassegna dedicata ad una generazione, quella degli anni ’90 dello scorso secolo, una generazione di giovani che la mostra di Castellabate vuole “fotografare” sul piano del linguaggio artistico, delle poetiche e dei mezzi d’espressione utilizzati. A parte un caso isolato, tutti gli artisti che espongono in questa mostra sono nati nella prima metà del decennio e specialmente nei primi tre anni: 1990, 1991, 1992. Grazie a loro, e ai loro coetanei non presenti (i Novantiani sono l’esito di una selezione, oltre che di un censimento), la mostra vuole tentare una singolare analisi dell’arte e degli artisti e mettere in rilievo quello che potrebbe essere, e la mostra lo dirà, un denominatore comune o matrice “temporale”. Ingresso alle mostre: gratuito Orari: 9:30 – 12:30 e 16:00 – 24:00 Chiusura: lunedì. (foto: cucco, mostra)

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Mostra d’arte internazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

napoliNapoli. Dal 19 al 25 luglio 2017 Presso Galleria Serio Via Oberdan 8 Vernissage: 19 luglio ore 17 Visitabile dal lunedì al sabato h.10.30 – 13.00 / 16.30 – 19.30 Chiuso domenica Ingresso libero mostra d’arte internazionale “Napoli in Arte” curata dal critico e storico dell’arte Sabrina Falzone. L’esposizione, dedicata ad un pubblico eterogeneo, sarà visitabile dal lunedì al sabato fino al 25 luglio presso la Galleria Salvatore Serio, situata nel cuore della capitale partenopea.
L’evento prevede l’esposizione di opere provenienti da Parigi, dalla Spagna, dall’Austria, dalla Svizzera e da diverse città italiane per un confronto culturale a più voci che metta in evidenza la pluralità stilistica di differenti scuole artistiche.
Nel percorso di allestimento saranno esposte le opere di alcuni rinomati artisti d’eccellenza sul panorama artistico contemporaneo, come Jacqueline Gallicot Madar, Stefano Iosca, Daniela Rancati, Roberto Re, Paolo Remondini, Julio Saldaña Manero , Roswitha Schablauer, Paolo Schifano, Carmela Scialò, Georgeta Stefanescu, Traversi Guerra. Un viaggio tra scultura e pittura, da non perdere.

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Quarta edizione di “Arte nel Bosco”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

liberato nell'ariaBergamo Domenica 16 luglio 2017 dalle 09:00 alle 18:00 Inaugurazione: domenica 16 luglio 2017 ore 11:00 quarta edizione di “Arte nel Bosco” bosco sopra via Valle Richetti 19, frazione Valle Richetti, Colere, Val di Scalve,
All’interno della Manifestazione “Lungo la Via ègìò” che si svolge nei boschi di Valle Richetti , frazione di Colere nella Val di Scalve in provincia di Bergamo, lo scultore Pierantonio Volpini cura l’evento artistico “Arte nel Bosco” già alla quarta edizione, con opere di: Lella Buzzacchi, Felicetta Garofoli, Filippo Occhino, Max Vandi, Pierantonio Volpini. Gli artisti saranno presenti per dialogare con il pubblico.La manifestazione artistica oltre ad essere una esposizione di opere è un esperimento creativo un lavoro in divenire. Le opere saranno realizzata per intero o in parte in loco dagli artisti con materiali recuperati in parte o totalmente dal territorio, interagendo con quello che è il modificarsi del bosco e della natura circostante e con quello che accadrà con il passare del tempo.Le opere saranno realizzate con materiale recuperato sul luogo come tronchi, arbusti e quanto produce e rilascia il bosco, saranno riutilizzatati anche manufatti dell’uomo eventualmente ritrovati nel bosco, materiali riaggregati in maniera creativa e allo scopo di indurre al rispetto del luogo con questa sua nuova sacralità museale. Realizzando una concreta e immediata azione di sensibilizzazione ecologica.Dove indispensabile l’autore utilizzerà anche materiale già prodotto nel suo studio, in quanto alcuni elementi fanno parte dei sui stilemi senza i quali non potrebbe esprimersi in completa libertà creativa.Gli artisti con le loro opere esprimono la loro relazione con il bosco e la natura in generale, rapporto che trae dalla natura l’ispirazione per ridare allo spettatore il senso di commozione che la natura stessa comunica. Alla chiusura della manifestazione le opere potranno essere lasciate nel bosco, se l’artista lo desidera e l’opera entrerà in simbiosi con il bosco, modificandosi e mutandosi con esso fino al caso limite del riassorbimento dell’opera per opera della natura, creando una iterazione fra arte e natura.Questa manifestazione è una proposta di un nuovo modo di relazionarsi in armonia con la natura, non dimenticando le esperienze, tradizioni e abitudini del territorio. Esperienza e conoscenza tratte dal lavoro non solo agricolo in generale, e in particolare di quello svolto nel boschi, boschi che a volte in passato erano pascoli conquistati dall’uomo al bosco e ripresi dal bosco all’uomo in anni recenti. (foto: liberato nell’aria)

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Quattro Scuole d’Arte e dei Mestieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

viale artistiRoma Dal 14 al 23 giugno 2017 sarà possibile visitare i laboratori, parlare con i docenti e conoscere l’offerta didattica per l’anno 2017/2018. Durante le visite si potranno ottenere informazioni sui nuovi corsi e sulle modalità di iscrizione. Inoltre le storiche Scuole di formazione di Roma Capitale “si mettono in mostra”, a conclusione dell’anno di formazione, con l’esposizione dei lavori realizzati dagli allievi che hanno frequentato l’ultima edizione dei corsi. “Questa è un’ottima occasione per toccare con mano la qualità dell’offerta formativa delle scuole e l’impegno di docenti e allievi. Il valore storico ed educativo di questi Istituti è un patrimonio da difendere e diffondere, perché permette di approfondire, anche solo per cultura personale, tecniche e mestieri molto spesso dimenticati, che possono rappresentare un’opportunità di crescita e sviluppo degli antichi saperi dell’artigianato romano. Siamo al lavoro anche su progetti di orientamento per la microimpresa, in modo da fornire strumenti di base a chi volesse trasformare una passione in una piccola attività”, dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni.
14 giugno 2017 (ore 18) – Scuola Ettore Rolli. L’Istituto propone corsi di grafica, di informatica, di reportage fotografico e un corso dedicato alla progettazione e realizzazione di vetrate artistiche.
15 giugno 2017 (ore 16) – Scuola Nicola Zabaglia. E’ la scuola artistico-artigianale per eccellenza. Offre corsi di pittura, mosaico, affresco, ceramica, modellazione, illustrazione e grafica, e corsi dedicati alla manutenzione e conservazione dei materiali e tecniche di conservazione dei mosaici.
19 giugno (ore 16) – Scuola Arti Ornamentali. Propone corsi di oreficeria con le diverse specializzazioni, di restauro dei materiali, del mobile e della ceramica, di pittura, di modellazione e, sempre nel settore strettamente artigianale, di macramè, cesteria, arazzo, tessitura, moda, arredamento d’interni ed incisione.
22 giugno (ore 16) – Scuola Scienza e Tecnica. Prevede un’ampia offerta che comprende corsi di fotografia, corsi di erboristeria, corsi di arte e arredo dei giardini, erbari e paesaggi minimi. Nella scuola si organizzano anche corsi di informatica, web master e web design. Il percorso rivolto al campo della moda si caratterizza per una particolare attenzione all’utilizzo di materiali riciclati.

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Giornata mondiale del gioco

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

napoliNapoli Sabato 27 maggio 2017, ore 10.00 – 14.00 Villa comunale lato Piazza Vittoria si celebrerà la Giornata Mondiale del Gioco. Promossa dall’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli – Servizi Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza in collaborazione con la Ludoteca del Comune di Napoli e la Cooperativa Sociale Progetto Uomo, l’iniziativa trasformerà la Villa Comunale in un grande spazio ludico organizzato nelle nove aree tematiche Spazio Urbano, Scienza, Strada, Sana Alimentazione, Corpo, Arte, Mente, Sentimenti, Musica. L’evento rientra nell’ambito del programma Una Città per Giocare, un progetto di interventi condotti nelle dieci municipalità della città di Napoli, che verrà presentato durante la conferenza stampa di lunedì 22 maggio, alle ore 11.00 presso la Sala Giunta del Comune di Napoli e proseguirà con un fitto calendario di appuntamenti, fino al 30 giugno.
Una Città per Giocare è l’iniziativa portata avanti nelle dieci Municipalità di Napoli dall’Assessorato al Welfare in collaborazione insieme con la Ludoteca Comunale e la Cooperativa Sociale Progetto Uomo, che nel 2013 ha inaugurato Melagioco, il primo centro di cultura ludica in Regione Campania. L’intento è accrescere la diffusione di questa cultura e creare luoghi e momenti di aggregazione, partecipazione e cittadinanza attiva per adulti e bambini, perché per costruire una città amica dei più piccoli, è indispensabile che anche i grandi riscoprano il valore del gioco quale elemento sociale, di dialogo fra le generazioni e di recupero dei territori. Il progetto, che prevede interventi livello locale con la creazione di spazi e aree attrezzate per il gioco, avrà come vetrina un grande evento, organizzato a partire dalle ore 10.00 in Villa Comunale (lato Piazza Vittoria), in occasione della Giornata Mondiale del Gioco di sabato 27 maggio, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 su iniziativa di Freda Kim, presidentessa dell’Intenational Toy Library Association (ITLA), per affermare il Diritti al Gioco sancito dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza. Una città per giocare, rappresenta è un progetto per i territori e tutte le realtà che vi operano. L’Obiettivo generale è dare un contributo allo sviluppo sostenibile di Napoli, in linea con le indicazioni dell’Agenda 21. Nelle nostre città, lo spazio ludico è stato circoscritto ad aree recintate, che creano una forte separazione fra le generazioni. La totale negazione ai bambini del contatto con la natura, o della possibilità di costruirsi il proprio spazio-tempo, inibisce la creatività. Gli Obiettivi specifici sono riqualificare un numero consistente di spazi-gioco e luoghi di incontro fra coetanei, promuovendo il concetto di vivibilità della città attraverso il gioco, riscoprire il proprio quartiere, favorire la nascita di reti formali e informali di promozione di percorsi di formazione-informazioni.

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Mostra d’arte contemporanea ungherese a cura di Krisztina Szipőcs

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

Accademia d'Ungheria in RomaRoma 17 maggio – 11 giugno 2017 Inaugurazione: 17 maggio 2017, ore 19.30 (nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì 10.00-19.30, sabato-domenica 10.00-13.00, 14.00-18.00.) Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) mostra d’arte contemporanea ungherese a cura di Krisztina Szipőcs. L’Accademia d’Ungheria ospiterà la mostra d’arte contemporanea METTICI LA FACCIA! Artisti critici in Ungheria dagli anni Sessanta ad oggi. L’esposizione, proveniente dal Ludwig Museum – Museo di arte contemporanea di Budapest (curatore della partecipazione ungherese alla Biennale di Venezia) comprende n.41 opere di n.20 artisti, quali figure emblematiche della controcultura del suddetto periodo. Tra gli artisti ricordiamo András Baranyay, Balázs Beöthy, Ákos Birkás, Imre Bukta, István Csákány, Attila Csörgő (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), Gábor Gerhes, Gyula Gulyás, Tibor Gyenis, Tibor Hajas (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), László Haris, Judit Kele, Katalin Ladik (Lennon Ono Grant for Peace, 2016), Csaba Nemes, Sándor Pinczehelyi, Société Réaliste, János Sugár, Bálint Szombathy, Gyula Várnai (Padiglione dell’Ungheria, Biennale di Venezia 2017). In Ungheria verso la fine degli anni ’60 emergono dei giovani artisti che indipendentemente dalla politica artistica ufficiale, si ingegnano a creare delle opere all’insegna della libertà artistica e della modernità. All’inizio degli anni ’70 la critica verso il sistema politico di allora oramai non si limita solo ad una questione di stile, bensì viene estesa anche all’uso di simboli e gesti.
Le opere concettuali, basate su riproduzioni fotografiche, le numerosi azioni artistiche e performance mettono in discussione non solo tutti i topos ideologici e formali ben noti, ma anche l’intero apparato socio- politico, evidenziando il ruolo del pubblico e dei mass media. I cambiamenti socio-politici del dopo 1989 comportano nei paesi dell’Europa Centro-Orientale la moda di vecchi e nuovi insegnamenti, ideologie che spaziano dall’individualismo e dal consumismo al nazionalismo rinascente e alla religiosità.
Numerosi membri della nuova generazione di artisti del dopo ’89 si sono interessati al ruolo dell’arte e dell’artista, al rapporto esistente tra vita e arte, a questioni quali l’identità sessuale, nazionale e religiosa. Il periodo in oggetto è stato caratterizzato dalla pluralità, dalla concezione intermediale, dal pensiero concettuale, dall’ulteriore espandersi dei video e delle foto. Oggigiorno l’effetto della crisi si fa sentire sempre di più ed evoca in numerosi artisti nuove forme di attivismo e del pensiero critico. Nelle opere di questi ultimi appaiono delle referenze socio-storiche che aiutano a comprendere meglio il presente. Il visitatore attraverso la selezione delle opere provenienti dalla collezione del Museo Ludwig – Museo di arte contemporanea di Budapest – innanzitutto, fotografie e altre opere multimediali – avrà modo di conoscere non solo l’arte contemporanea ungherese ma anche il passato recente dell’Ungheria, il cambiamento delle ideologie che penetrano il quotidiano e l’arte.

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Michelangelo: amore e morte

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

michelangelo1Arriva al cinema dal 19 al 21 giugno il nuovo docu-film di David Bickerstaff, già regista di Vincent Van Gogh – Un nuovo modo di vedere, che ci guida attraverso la vita e le opere del gigante del Rinascimento. Uomo dall’energia straripante, ossessionato dall’arte, a tratti selvatico, complesso, fragile, assolutamente geniale. Michelangelo Buonarroti (1475-1564), figlio del podestà Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni, fu uno dei giganti che attraversarono la magnifica stagione del Rinascimento italiano. La sua esistenza tormentata e burrascosa e il suo eccezionale talento ne fecero uno degli artisti più amati di tutti i tempi, autore di capolavori come il David, la Pietà, Mosè, la Cappella Medicea, la volta della Sistina e il Giudizio Universale, la Pietà Rondanini. Scultore, pittore, architetto e poeta, l’artista nato a Caprese nel 1475 sarà il protagonista dell’ultimo docu-film, con eccezionali immagini in alta definizione, della stagione 2017 della Grande Arte al Cinema. Michelangelo. Amore e morte, che arriverà nelle sale per tre giorni, solo il 19, 20 e 21 giugno (elenco cinema a breve su http://www.nexodigital.it), propone infatti un viaggio cinematografico d’eccezione attraverso le opere, i musei e i luoghi fondamentali della vita del Buonarroti: Firenze naturalmente, e poi Roma e la Città del Vaticano.Diretto da David Bickerstaff e prodotto da Phil Grabsky il docu film si snoda attorno a una delle figure più carismatiche ed enigmatiche del Rinascimento, esplorandone i rapporti con i contemporanei e l’eredità artistica che ha lasciato dietro di sé. Ripercorrendo la biografia di Vasari, si comincia con l’apprendistato nella bottega del Ghirlandaio e l’incontro con Lorenzo il Magnifico nel Giardino di San Marco, una sorta Accademia ante litteram dove i giovani talenti studiavano le opere e le tecniche artistiche, copiando giorno dopo giorno le collezioni di arte antica dei Medici; seguono lo studio attento del corpo umano, di cui ci racconta il professore di anatomia Peter Abrahams, e la relazione complessa con i vari, eccezionali artisti fiorentini dell’epoca. Il film invita gli spettatori ad esaminare intimamente le opere e il processo artistico di Michelangelo: dalle cave di Carrara da cui ha attinto i suoi marmi, come ci racconta Francesca Nicoli dei Laboratori Artistici Nicoli, sino ai segreti dei lavori di più recente attribuzione.
Il percorso si snoda infatti dalle opere più antiche, come i rilievi marmorei della Madonna della Scala e della Centauromachia conservati a Casa Buonarroti, cui ci introduce il direttore Alessandro Cecchi, per passare poi ad analizzare il Crocifisso di Santo Spirito in legno policromo, mostrando la cura con cui l’artista, ancora giovanissimo, riesce a descrivere l’anatomia del Cristo. Il documentario ci guida quindi alla scoperta dei grandi capolavori pittorici, dal Tondo Doni degli michelangeloUffizi alla Deposizione di Cristo nel sepolcro della National Gallery, dalla volta della Cappella Sistina al Giudizio Universale, e approfondisce il delicato e appassionato tema del non finito che caratterizza molte delle opere dell’artista.Il regista propone inoltre un excursus al Victoria and Albert Museum di Londra dove Holly Trusted, Curatrice del Dipartimento Sculture del museo, ci accompagna nell’Italian Cast Court, ora ribattezzata Weston Cast Court, dove spicca la copia in gesso del David di Michelangelo, realizzata da Clemente Papi nel 1850 e destinata alla formazione di studenti d’arte. Tra gli altri luoghi del film anche il Dipartimento delle arti figurative occidentali dell’Ermitage (di cui conosciamo il responsabile Sergej Androsov), dove si trova il Ragazzo accovacciato in marmo, attribuito a Michelangelo solo in epoca recente.
Michelangelo. Amore e morte offre inoltre la straordinaria possibilità di conoscere i bronzi Rothschild, nudi virili in bronzo che cavalcano due pantere. Appartenute ai banchieri Rothschild, le due sculture sono state attribuite al maestro e sarebbero gli unici bronzi michelangioleschi sopravvissuti ai secoli come ci spiega Victoria Avery, Conservatrice di Arte Applicate del Museo Fitzwilliam di Cambridge.Tra le testimonianze raccolte dal regista ci sono inoltre quelle dei critici d’arte Martin Gayford, Jonathan Jones, Jennifer Sliwka e Cristina Acidini, quella del delegato per i dipartimenti scientifici ed i laboratori di restauro dei Musei Vaticani, Professore Arnold Nesselrath, e quella dell’artista Tania Kovats. (foto: michelangelo)

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Torna a Roma il Media Art Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

mercato digitaleRoma Maxxi – Spazio D, 27 aprile, ore 11 Museo nazionale delle arti del XXI secolo via Guido Reni 4A. Dal 27 al 29 aprile, oltre 35 artisti digitali, nell’insolito ruolo di changemaker, sperimentano nuovi processi e sinergie tra tecnologia e arte nella mostra “The power to change the world”. Il Media Art Festival, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Mondo Digitale per esplorare nuove frontiere della cultura e dell’arte, giunge alla sua terza edizione con il focus su “Path Toward Human Sustainability”, dedicato a una sfida cruciale del XXI secolo. Digitale, intelligenza artificiale e genetica sono i settori che stanno registrando le mutazioni più veloci e complesse, trasformando in profondità il modo di produrre e di consumare, anche a livello culturale. L’headline della scorsa edizione “L’arte in un mondo che cambia” diventa “L’arte che cambia il mondo”, grazie anche ai laboratori creativi per lo sviluppo sostenibile, realizzati con la collaborazione di ricercatori, scienziati e maker. L’evento porta nella capitale artisti di rilevanza mondiale, dall’israeliana Sigalit Landau che, dopo la Biennale di Venezia, torna in Italia con “Salted Lake”, all’americano Joseph Delappe che, per la prima volta nel nostro paese, porta in mostra “Gold Gandhi” e dialoga con il pubblico in workshop e lecture.
Si consolida così la dimensione internazionale del Media Art Festival, che quest’anno si inserisce in un prestigioso “sistema di festival europei”, come Article Biennial di Stavanger (Norvegia) e Spectra Aberdeen’s Festival of Light (Scozia), sostenuti dal Programma Europa Creativa. Un progetto laboratorio unico nel suo genere, che attraverso la formula delle residenze di artista ha portato artisti stranieri a lavorare in Italia e artisti italiani a lavorare all’estero: dalle opere d’arte realizzate presso la Palestra dell’Innovazione per il progetto European Light Expression Network – ENLIGHT finanziato dalla Commissione europea, alle Residenze d’artista attivate con il Goethe-Institut.
Anche nella terza edizione si conferma l’attenzione per la formazione, a partire dalla scuola. Con il progetto “Carbon Footprint attraverso le digital art”, realizzato con il sostegno del Miur in collaborazione con il Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, artisti, fisici e studenti delle scuole superiori lavorano insieme alla creazione di prodotti scientifico-artistici legati al concetto di sviluppo e sostenibilità. Il Media Art Festival è un’iniziativa della Fondazione Mondo Digitale realizzata in collaborazione con Lazio Innova, Ambasciata americana in Italia, Europa Creativa (Commissione Europea), MiBACT, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, MIUR, Sapienza Università di Roma, Goethe–Institut Rom, Accademia di Belle Arti di Roma, RUFA – Rome University of Fine Arts, Quasar Design University, Ambasciata di Israele. Sponsor tecnico è Epson. Media partner Inside Art. Per conoscere gli artisti in mostra consultare il sito mediaartfestival.org.

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Uguaglianza attraverso l’arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

uguaglianza arteDa aprile a settembre i territori del Polesine e del Delta del Po diventano la scenografia ideale di un nuovo importante evento culturale, Arte per la Libertà. Promosso dall’Associazione Culturale Voci per la Libertà quale significativa evoluzione dei vent’anni di esperienza maturata nell’organizzazione dei festival “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” e “DeltArte – il Delta della creatività”, il neonato festival è un intenso viaggio nell’arte giovanile a favore dei diritti umani.
Sostenuto dai bandi Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura della SIAE e CulturalMente Impresa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Arte per la Libertà trasformerà per sei mesi la Provincia di Rovigo in un caleidoscopio di creatività, senza perdere di vista le tematiche legate ai diritti umani indagate attraverso le diverse forme artistiche (dalla musica al teatro, al cinema all’arte contemporanea) e i linguaggi dei giovani under 35 selezionati.
uguaglianza arte1Un nuovo linguaggio per i diritti umani. Affinché questi temi possano entrare nel cuore prima che nella mente, c’è bisogno di trasformarli in emozioni mediante il potere immediato ed empatico dell’arte. Arte per la Libertà propone un corposo cartellone artistico, nato dalla forza creativa e dalla fusione dei due celebri e storici festival, seguendo il filo rosso della tematica dei diritti umani. È questo il valore fondante che il festival vuole promuovere attraverso le diverse forme d’arte, consapevoli che le arti sono uno strumento di formazione e crescita di consapevolezza, un vero e proprio mezzo educativo per la realizzazione di una cultura universale dei diritti umani. Arte per la Libertà diventa un percorso emozionante che unisce luoghi significativi e non convenzionali dei territori del Polesine e del Delta come ville storiche, spiagge, corti e piazze, imbarcazioni, per dare vita ad un evento unico nel suo genere.Il festival ha già preso il via con una serie di laboratori didattici di musica, street art e cinema realizzati nelle scuole: il primo tassello nella realizzazione di questo innovativo evento culturale, che mira a far diventare le persone, in particolare i giovani, parte attiva nella promozione dei diritti.

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Arte: alla Case Romane del Celio la “Pìetas” di Corrado Veneziano

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

hitlerRoma giovedì 20 aprile alle 18.00, nello straordinario complesso archeologico delle Case Romane del Celio (Clivo di Scauro), “Pìetas”, la mostra di Corrado Veneziano a cura di Raffaella Salato.L’esposizione, in programma fino al 2 maggio prossimo (orario: tutti i giorni, dal giovedì al lunedì, con orario 10.00-13.00 e 15.00-18.00, ingresso al pubblico: intero 8 euro, ridotto 6 euro) in uno dei poli museali più affascinanti dell’intero patrimonio laziale, presenta dieci tele di lino installate su strutture autoportanti che interpretano e riprendono la struttura visiva della Sacra Sindone, una delle forme estetiche più illuminanti della condizione mortuaria al di là di ogni risvolto di natura religiosa. I dieci sudari, che rappresentano altrettante figure umane immaginate in posizione funebre, sembrerebbero ritrarre uomini apparentemente comuni. In realtà, le somiglianze richiamano alla mente dello spettatore alcuni personaggi tristemente noti, annoverabili fra i despoti e i dittatori più sanguinari del XX e XXI secolo: Hitler, Mussolini, Pol Pot, Videla, Batista, Bin Laden, Gheddafi, Mobutu e Pinochet. Ritratti a misura reale, con le palpebre chiuse e le mani congiunte sotto il ventre in una postura che ricorda la Sacra Sindone, i soggetti di questi lavori, su cui evidente è il lavorìo intenso condotto dalla mano dell’artista, presentano i tratti del viso e del corpo trasfigurati e colti in una dimensione eterea, astratta, allo stesso tempo distaccata e appartata che solo la percezione della morte può produrre.
Nell’attimo solenne della dipartita, dunque, come dimostrano le opere di Veneziano, anche il volto di un individuo, assolutamente esecrabile in vita e privo di alcun genere di pentimento, può essere rappresentato in un’espressione più umana e dignitosa, risultato di quell’elevato sentimento della pìetas latina che insiste tra l’altro sul rispetto e sull’amore dovuto comunque a ogni essere umano a prescindere dalle nefandezze che gli sono appartenute. Come se la scomparsa terrena sia capace di allontanare lo sdegno e il ripudio per portare al suo posto una qualche forma di rasserenamento.Partendo dalle considerazioni di Ricoeur e Lèvinas, che avevano posto l’attenzione sull’assunto della religione cristiana secondo cui qualsiasi volto “potrebbe essere quello di Cristo”, Veneziano recupera l’immagine della Sindone e con un gioco di sostituzioni-trasformazioni riesce, dunque, a “trasferire” sul lenzuolo di lino le sembianze di uomini la cui ferocia ha segnato la storia dell’umanità.
mussolini“Il volto di Cristo – ha detto Veneziano – è, allo stesso tempo, l’immagine più riprodotta e la raffigurazione più astratta e priva di documentazione che ci sia. In questo senso l’operazione di ragionevole verosimiglianza delle immagini di Pìetas potrebbe rappresentare un tributo all’arricchimento semantico di tale immagine, ma anche diventare un onesto lavoro di allargamento delle opzioni figurative in cui Cristo si è materializzato”.Molteplici le domande che l’esposizione pone, infinite le questioni estetiche e artistiche, le problematiche politiche, religiose, psicologiche e sociologiche. In questo senso la mostra diventa l’occasione per riflettere sulla distanza tra mondi incomparabili o distanti, come quello della vita e della morte, della immanenza e della trascendenza, della guerra e della pace. Mentre, per l’ennesima volta, come ha scritto in passato Achille Bonito Oliva le opere di Veneziano ”massaggiano il muscolo atrofizzato della memoria collettiva”.L’appuntamento per il vernissage è fissato per giovedì 20 aprile alle ore 18. Apertura al pubblico: da giovedì 20 aprile 2017 a martedì 2 maggio Orario: 10.00-13.00 e 15.00-18.00 dal giovedì al lunedì Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro (foto: hitler, mussolini)

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Mostra:”Lo studio di Marisa Volpi. Arte, critica, scrittura”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

la sapienza romaRoma giovedì 20 aprile 2017 ore 17.00 MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea. Università Sapienza Palazzo del Rettorato Piazzale Aldo Moro, 5. A due anni dalla scomparsa di Marisa Volpi – studiosa, critica d’arte, docente e scrittrice – il Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo dell’Università Sapienza di Roma le dedica una mostra-memorial al Museo Laboratorio della città universitaria dal titolo “Lo studio di Marisa Volpi. Arte, critica, scrittura”.
Nata a Macerata nel 1928, Marisa Volpi si è dedicata – fino alla sua scomparsa avvenuta a Roma nel 2015 – alla ricerca storico-artistica su temi dal Seicento al contemporaneo, alla promozione di artisti, alla narrativa, vincendo importanti premi letterari. Professoressa emerita di Storia dell’arte contemporanea, ha insegnato all’Università di Cagliari e poi a Roma, al Magistero e, per due decenni, alla Sapienza. La mostra presenta al pubblico una selezione di foto e documenti provenienti dal suo archivio (entrato a far parte del Dipartimento e in via di sistemazione), prime edizioni delle sue pubblicazioni e rari cataloghi di mostre, il tutto nella cornice della ricostruzione parziale dello studio della sua casa romana di via Panama. Le tre settimane di apertura saranno animate da diversi appuntamenti,che vedranno la presenza di amici, colleghi, allievi, lettori, nelle date del 28 aprile, 3, 12 e 13 maggio. Progetto: Antonella Sbrilli, Maria Stella Bottai, Michela Santoro, in collaborazione con Caterina Volpi, Paola Volpi, Claudio Zambianchi.

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Mostra Plautilla Nelli: Arte e devozione in convento sulle orme di Savon

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

plautillaFirenze fino al 4 giugno 2017 Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture. Alle donne artiste, e in particolare alle donne che coltivarono il loro talento creativo tra le mura conventuali, gli studi hanno dedicato crescente attenzione, specie negli ultimi vent’anni.
Anche la figura di Plautilla Nelli (Firenze 1524-1588), la “prima pittrice fiorentina” le cui opere ai tempi di Giorgio Vasari erano disseminate nei conventi e nelle dimore dei gentiluomini fiorentini, è stata investita dall’impulso dei nuovi studi. Per tale motivo le Gallerie degli Uffizi hanno voluto inaugurare la serie di mostre dedicate alle donne artista con una monografica sulla suora pittrice.
Entrata a quattordici anni nel convento domenicano di Santa Caterina in Cafaggio – a Firenze, in piazza San Marco -, Plautilla, imbevuta della mistica savonaroliana, fu interprete appassionata della poetica figurativa ispirata al magistero di Girolamo Savonarola nel campo delle arti e al nuovo modello disciplinato di santità femminile della riforma tridentina.
Nel monastero fiorentino ricoprì la carica di priora e fu a capo di una fiorente bottega artistica grazie alla quale numerose consorelle sue discepole contribuirono alla diffusione di immagini sacre, avvalendosi di una tecnica pittorica da vere professioniste. Intesa come parte integrante del lavoro quotidiano delle suore e approvato come regola di tutte le terziarie domenicane, la creazione di immagini sacre era valutata essenzialmente per la loro efficacia devozionale e non certo dal punto di vista dell’originalità dello stile o della composizione. Il gusto “conservatore” nel campo artistico delle suore – e di Plautilla Nelli in particolare – rifletteva la scala dei valori maggiormente stimati, tra cui al sommo grado quelli che rappresentavano la continuità della illustre tradizione artistica domenicana.
L’attività artistica del convento di Santa Caterina in Cafaggio fu destinata a soddisfare principalmente la richiesta del mercato dei “parenti e clienti”, ovvero di coloro i quali erano legati alla vasta rete dei conventi toscani dell’Ordine dei Predicatori. La richiesta era diffusa a tal segno da implicare la serialità, come nel caso dei quattro dipinti raffiguranti l’immagine di una santa domenicana ritratta di profilo che costituiscono il fulcro di tutta la mostra.
La vendita di tali opere divenne poi fondamentale per la vita del convento di Santa Caterina all’indomani della riforma dei monasteri femminili emanata dai decreti tridentini (1566), riforma che sanciva la proibizione di ricercare beneficenze fuori delle mura conventuali. Le modifiche apportate alle iscrizioni che riportano il nome di santa Caterina da Siena distinguibili nella serie dei quattro dipinti tramandano il nome di “un’altra Caterina”: suor Caterina de’ Ricci, coetanea di Plautilla e anch’ella fervente savonaroliana, suggerendo la possibilità che in tali ritratti la Nelli volesse rappresentare la “monaca santa” di Prato, uguagliandola alla santa senese.Finalmente è giunto il tempo che a Plautilla si dedichi una mostra, il tempo di riscattare la sua memoria storica e le sue opere d’arte spesso, ingiustamente, assegnate a uomini artisti: una mostra questa di Plautilla che apre la serie delle iniziative che le Gallerie degli Uffizi hanno in programma di realizzare ogni anno dedicate all’altra metà del cielo, alle donne che seppero distinguersi anche nel campo delle arti.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Fausta Navarro, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei, ed è stata realizzata con il generoso contributo di Advancing Women Artists Foundation e con la collaborazione del Museo del Tessuto di Prato.Il catalogo Plautilla Nelli. Arte e devozione in convento sulle orme di Savonarola e l’omonimo breve video documentario in mostra sono stati infatti realizzati con il contributo della Advancing Women Artists Foundation, che ha anche finanziato il restauro di 5 opere e 2 manoscritti esposti, alcuni dei quali sono di nuova attribuzione.
La fondazione statunitense (www.advancingwomenartists.org), operativa a Firenze dal 2006, si dedica al restauro e all’esibizione dell’arte al femminile conservata nei musei e nelle chiese della città. Nell’ultima decade ha restaurato 21 opere di Plautilla Nelli, contribuendo notevolmente alla riscoperta dell’artista e diffondendo la sua storia a Firenze e in tutto il mondo.“Pochi sanno che da ben più di cinque secoli Firenze è un vero e proprio centro per l’arte al femminile” spiega Jane Fortune, fondatore e presidente di AWA. “Le opere di artiste donne che abbiamo ritracciato e censito nei musei e chiese di Firenze sono più di 2.000. Sono una parte ‘invisibile’ della storia dell’arte, che necessita di essere restituita al pubblico. Plautilla Nelli ha aperto la strada ad altre donne della sua epoca e ha goduto di un successo senza precedenti. È l’ispirazione il vero stimolo della nostra missione: dare voce alle donne artiste del passato. Grazie a questa mostra, Nelli non sarà più tra le artiste ‘invisibili’”.«Con la mostra dedicata a Plautilla Nelli non vengono soltanto posti i riflettori su una protagonista della pittura fiorentina del Cinquecento e della riforma e spiritualità savonaroliana» afferma Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, «ma, insieme alla monografica dedicata a Maria Lassnig, che aprirà il 25 marzo, instituiremo per gli anni a venire una serie di esposizioni dedicate alle donne artiste.» (foto: plautilla)

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Arriva a Roma l’arte delle donne africane con “Videzoom: Africana Womanism”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2017

arte-donne-africaneRoma, Mercoledì 1 marzo alle ore 17,30 si inaugura a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne la XVI edizione della rassegna Videozoom che quest’anno presenta opere di video artiste africane dal titolo “Africana womanism”. “Videozoom: Africana womanism” racconta la video arte contemporanea nella specificità culturale delle diverse realtà territoriali del mondo, con un progetto “work in progress” a cura di Antonella Pisilli. Le edizioni precedenti hanno visto come paesi coinvolti: Israele, Polonia, Iran, Cina, Spagna, San Marino, Marocco, Giappone, Québec, Bangladesh, Grecia, Kurdistan Iraq, Romania e Danimarca. La XVI edizione di Videozoom vede protagoniste 8 artiste africane Nirdeva Alleck (Mauritius), Nathalie Mba Bikoro (Gabon), Rehema Chachage (Tanzania), Wanja Kimani (Kenia), Michèle Magema (RDC), Fatima Mazmouz (Marocco), Myriam Mihindou (Gabon), Tabita Rezaire (Francia-Guyana/Danese) tutte accomunate da valori comuni quali l’identità, l’autenticità, l’egualitarismo e il radicamento. Africana womanism si rifà al termine creato da Clenora Hudson Weems alla fine del 1980 e va inteso non come un’appendice al femminismo nero, ma come ideologia che vede già nel titolo la sua spiegazione. La parola ‘Africana’ identifica l’etnia della donna e la sua identità culturale, mentre il termine ‘womanism’ ricorda il potente discorso improvvisato di Sojourner Truth ‘ Ain’t I a Woman? ‘, si fonda sulla cultura africana e sull’afrocentrismo e si concentra sulle esperienze, lotte, bisogni e desideri di donne africane e della diaspora africana. Africana womanism porta alla ribalta il ruolo di madri africane come leader nella lotta per ritrovare, ricostruire e creare un’integrità culturale che abbraccia gli antichi principi di reciprocità, equilibrio, armonia, giustizia, verità e ordine. Questa rassegna vuole proporre una visione nuova della donna africana attraverso l’occhio dell’artista e vuole essere un incitamento ad imparare a vedere in modo diverso, così che inevitabilmente impariamo a vedere il mondo in modo diverso. Viviamo in un’epoca in rapida evoluzione, quello che succede in Africa influenza la vita in Europa, ciò che accade in Europa influenza la vita delle persone in Africa e altrove. In questi tempi eccitanti, ma delicati, della globalizzazione è più importante che mai che i nostri mondi interiori si espandano allo stesso ritmo del mondo esterno. È tempo di un cambiamento radicale, ma questo significa che noi stessi dobbiamo cambiare drasticamente e non c’è niente di più radicata nella logica di una mente che sostituisce i malintesi con la verità. In occasione della rassegna Videozoom: Africana womanism sarà pubblicato un catalogo bilingue (italiano – inglese) con un testo critico della curatrice. Il progetto “Videozoom: Africana womanism”, è curato da Antonella Pisilli e prodotto dalla Kyo Noir in collaborazione con la Sala 1 e il Black History Month Florence. (foto: arte donne africane)

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Raggi: arriva il Treno dell’Arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

raggiRoma Vogliamo che la metropolitana si colori con i disegni dei bambini. La loro immaginazione contro le scritte dei vagoni imbrattati dai vandali. Arriva nella nostra città il Treno dell’Arte: a decorarlo saranno i bimbi delle scuole elementari di Roma attraverso il concorso “Adotta un treno” lanciato da Atac”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi.“Si tratta di una preziosa campagna per sensibilizzare tutti i cittadini sull’importanza dei temi del decoro e del rispetto dei mezzi del trasporto pubblico” aggiunge.“Adotta un treno. Il Concorso” è la nuova iniziativa di Atac, sotto il patrocinio dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale e dell’Assessorato alla Mobilità di Roma Capitale, promossa dall’XI Commissione Consiliare Permanente Scuola e dalla III Commissione Consiliare Permanente Mobilità di Roma Capitale, dedicata alle scuole primarie della città. Lo scopo è quello di realizzare un “Treno dell’Arte” con i disegni dei bambini vincitori del concorso, che viaggerà nella metropolitana di Roma. L’iniziativa è rivolta a tutte le classi delle scuole elementari della Capitale. Ogni classe partecipante (senza limite numerico per ogni scuola) realizzerà e sceglierà il miglior disegno, che potrà essere realizzato da un singolo bambino o potrà essere il frutto di un progetto di classe. Alla fine del concorso verranno selezionati 60 disegni vincitori che andranno a decorare un intero treno treno della metropolitana (sei vagoni) che circolerà per sei mesi. La partecipazione al concorso è gratuita mentre il regolamento è consultabile sul sito http://www.atac.roma.it.
La proclamazione dei vincitori avverrà in occasione di un evento dedicato e organizzato da Atac presso la sede storica di via Prenestina, all’interno delle officine centrali. In quell’occasione le classi partecipanti avranno a disposizione un “passaporto per la libera circolazione”, che consentirà ai più piccoli e ai loro accompagnatori di viaggiare liberamente e gratuitamente sui mezzi del trasporto pubblico per raggiungere la location della premiazione (e ritorno). Inoltre le 60 classi vincitrici verranno premiate con un evento da fruire con l’intera classe: una matinèe al teatro, una visita guidata ad un mostra, un’attività ludico formativa.

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