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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

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Another World. Arte in città per immaginare il futuro

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

Roma. Un progetto di rigenerazione urbana nel quartiere Vigne Nuove a Roma”, lancia una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso per realizzare una serie di interventi artistici presso il TSMREE – Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva della ASL Roma 1. Another World è un complesso progetto di rigenerazione urbana che prevede l’intervento di artisti ed artigiani nell’area di Via Dina Galli, 8 dove si trova la sede della ASL che accoglie minori (0-18 anni) con difficoltà o disturbi di carattere neurologico, psichiatrico, neuropsicologico e/o qualsiasi difficoltà del neurosviluppo. Il titolo stesso ha in nuce l’idea della possibilità di cambiare prospettiva di vedere e vivere il mondo e lo spazio con occhi nuovi. L’intero progetto prevede la realizzazione in step successivi di tre diverse fasi riguardanti rispettivamente l’area antistante l’ingresso – la facciata – l’area esterna adiacente.Vigne Nuove con le sue case torri è un quartiere nato negli anni ‘70, si trova nella periferia Nord della Capitale, nell’attuale III Municipio, a ridosso delle borgate storiche Tufello e Val Melaina. Oggi è lo skyline grigio a prevalere, i negozi e i servizi sono pochi, le luci si sono spente o sono state rotte, i ponti sono sconnessi, le aree porticate sono buie, sporche, vandalizzate da centinaia di graffiti. L’idea di rigenerare attraverso l’arte un’area di frontiera a partire proprio da un presidio sanitario che ha il compito di tutelare il benessere psico-fisico dei più giovani, nasce dal basso, dal desiderio di medici, operatori e famiglie che operano all’interno del servizio, di poter dare loro qualche cosa di più.Saranno invitati a lavorare, artisti, mosaicisti e giovani artisti; racconteranno, in un ideale e terapeutico percorso interiore, l’idea di crescita, di trasformazione nella differenza; la possibilità di riportare la natura in un paesaggio urbano in cui la nota dominante è il grigio del cemento; la possibilità di entrare in contatto con i propri eroi, con le proprie speranze; di riconoscere le proprie emozioni e infine, attraverso le immagini ispirate alle favole millenarie e sempre attuali di Esopo, ci riveleranno come sia possibile volgere in positivo ciò che apparentemente appare uno svantaggio così da poter superare i propri timori.Il tema, in linea con l’identità stessa e la funzione del luogo, sarà dunque la trasformazione possibile solo a partire da un rinnovato contatto con l’elemento naturale, vegetale e animale in cui immergersi in pieno, per poi compiersi nell’essere umano grazie a suggestive immagini provenienti dal mondo della fantasia e del fumetto che aiuteranno a riconoscere difficoltà, sentimenti e paure, a identificarci e a riflettere.Le attività artistiche saranno affiancate da attività laboratoriali rivolte ai giovani utenti della ASL e appena possibile anche alla cittadinanza.Il primo intervento dell’artista Gola Hundun, per la prima volta a Roma, che inizierà in questi giorni, sarà dedicato proprio al tema della natura. L’accesso alla ASL dovrà sorprendere i visitatori grandi e piccoli introducendoli in un mondo meraviglioso, in uno spazio magico ed immersivo in cui ritrovare il contatto con una natura primigenia.Il progetto, patrocinato dalla ASL Roma 1 in collaborazione con Ater Roma proprietario dell’immobile, che sta provvedendo alla pulitura preliminare delle pareti, è promosso e realizzato da Eco dell’arte e curato da Elena Paloscia.Sostengono il progetto ANSVI Accademia di Neurologia dello sviluppo, Laboratorio apprendimento e collaborano le Associazioni A.I.F.A. Lazio – odv – AIFA Lazio odv – Associazione Italiana Famiglie Adhd, CSV Centro di servizi per il Volontariato.www.ecodellarte.it

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Parte il progetto “Another World”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

Roma. L’Associazione Eco dell’arte, promotrice del progetto “Another World. Arte in città per immaginare il futuro – Un progetto di rigenerazione urbana nel quartiere Vigne Nuove a Roma”, lancia una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso per realizzare una serie di interventi artistici presso il TSMREE – Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva della ASL Roma 1. Another World è un complesso progetto di rigenerazione urbana che prevede l’intervento di artisti ed artigiani nell’area di Via Dina Galli, 8 dove si trova la sede della ASL che accoglie minori (0-18 anni) con difficoltà o disturbi di carattere neurologico, psichiatrico, neuropsicologico e/o qualsiasi difficoltà del neurosviluppo. Il titolo stesso ha in nuce l’idea della possibilità di cambiare prospettiva di vedere e vivere il mondo e lo spazio con occhi nuovi. L’intero progetto prevede la realizzazione in step successivi di tre diverse fasi riguardanti rispettivamente l’area antistante l’ingresso – la facciata – l’area esterna adiacente. L’Associazione Eco dell’arte ha raccolto la sfida proponendo un cambio di prospettiva, da qui il nome del progetto Another World che si rivolge a bambini, adolescenti, alle loro famiglie e, in generale, a tutta la cittadinanza, con l’obiettivo di cambiare il modo di percepire la realtà attraverso un’arte che non sia solo da guardare, ma da vivere e da sperimentare. L’obiettivo di questa iniziativa, infatti, è creare, non solo un luogo colorato e accogliente, ma un luogo in cui l’attesa possa diventare scoperta, un luogo da vivere, in cui sostare, da attraversare con gioia. Saranno invitati a lavorare, artisti, mosaicisti e giovani artisti; racconteranno, in un ideale e terapeutico percorso interiore, l’idea di crescita, di trasformazione nella differenza; la possibilità di riportare la natura in un paesaggio urbano in cui la nota dominante è il grigio del cemento; la possibilità di entrare in contatto con i propri eroi, con le proprie speranze; di riconoscere le proprie emozioni e infine, attraverso le immagini ispirate alle favole millenarie e sempre attuali di Esopo, ci riveleranno come sia possibile volgere in positivo ciò che apparentemente appare uno svantaggio così da poter superare i propri timori.Le attività artistiche saranno affiancate da attività laboratoriali rivolte ai giovani utenti della ASL e appena possibile anche alla cittadinanza. Il primo intervento dell’artista Gola Hundun, per la prima volta a Roma, che inizierà in questi giorni, sarà dedicato proprio al tema della natura. L’accesso alla ASL dovrà sorprendere i visitatori grandi e piccoli introducendoli in un mondo meraviglioso, in uno spazio magico ed immersivo in cui ritrovare il contatto con una natura primigenia. Il progetto, patrocinato dalla ASL Roma 1 in collaborazione con Ater Roma proprietario dell’immobile, che sta provvedendo alla pulitura preliminare delle pareti, è promosso e realizzato da Eco dell’arte e curato da Elena Paloscia. Sostengono il progetto ANSVI Accademia di Neurologia dello sviluppo, Laboratorio apprendimento e collaborano le Associazioni A.I.F.A. Lazio – odv – AIFA Lazio odv – Associazione Italiana Famiglie Adhd, CSV Centro di servizi per il Volontariato. http://www.ecodellarte.it

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Mostra: “Vissi d’Arte”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Livorno. Il Museo della Città di Livorno, piazza del Luogo Pio (quartiere La Venezia) ospiterà dal 30 ottobre prossimo al 31 gennaio 2021 la mostra “VISSI D’ARTE – Cento capolavori dalle collezioni Della Ragione e Iannaccone”, progetto ideato da Sergio Risaliti, Direttore del Museo Novecento di Firenze, e a cura di Eva Francioli, Elena Pontiggia, Sergio Risaliti. Un eccezionale percorso espositivo che riunisce per la prima volta, in un dialogo profondo e serrato, le opere di due importanti collezioni dedicate all’arte italiana del Novecento: quella di Alberto Della Ragione (1892-1973) e quella di Giuseppe Iannaccone (1955), entrambi accomunati dall’intensa passione nei confronti dell’arte italiana, in particolare quella sviluppata negli anni tra le due guerre. In mostra opere di grandi Maestri come Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Emilio Vedova, Renato Birolli, Mario Mafai, Scipione e Filippo De Pisis, e ancora Felice Casorati, Aligi Sassu, Ottone Rosai, Carlo Levi e Fausto Pirandello; opere di altissima qualità pittorica esposte in un percorso dialettico dal forte impatto visivo.La mostra, promossa dal Comune di Livorno, sancisce la collaborazione con la Città di Firenze e il Museo Novecento, nel segno dell’arte moderna e della cultura contemporanea. Le due collezioni sono parallele e complementari, seppur frutto di acquisti e scelte maturate in epoche storiche differenti da due appassionati collezionisti, che in comune non hanno solo una smisurata fede nell’arte italiana, ma anche un dato biografico, essendo entrambi nati in Campania per poi svolgere tutta la loro carriera al Nord Italia: in Liguria, a Genova, l’ingegnere Della Ragione, e, in Lombardia, a Milano, l’avvocato Iannaccone.Una collezione, quella di Alberto Della Ragione, arrivata a Firenze come frutto generoso di una donazione effettuata all’indomani della terribile alluvione subita da Firenze, la culla del Rinascimento, ferita nel suo patrimonio di bellezza dalla furia delle acque dell’Arno, che nel novembre del 1966 tracimò sommergendo le case, le chiese e i palazzi. Fu allora che l’ingegnere decise di risarcire Firenze affidando alle cure della città ben 240 opere di sua proprietà, con un contratto che fu siglato finalmente nel 1970. Forse Della Ragione, nel prendere questa decisione, fu motivato anche dal fatto che nella città di Cosimo Il Vecchio e Lorenzo Il Magnifico abbia avuto origine il collezionismo moderno, dalla cui costola sono poi nati i musei più importanti della città, dagli Uffizi, alla Galleria Palatina, dal Museo Bardini, al Museo Horne, fino allo stesso Museo Novecento, che conserva ed espone la Raccolta Alberto Della Ragione.L’altra collezione è nata invece dalla grande passione di Giuseppe Iannaccone. Le opere da lui sapientemente collezionate rivelano una straordinaria capacità nelle scelte, guidate da una profonda coerenza concettuale e da una rara intelligenza critica, che hanno condotto l’avvocato verso una pittura connotata da un originale calore romantico ed espressionistico, come quella degli artisti di Corrente e della Scuola romana.Il titolo dell’esposizione, “Vissi d’arte”, sta a sottolineare proprio la grande passione che accomuna i due collezionisti spinti a dedicare un’intera vita alla ricerca ed al possesso di alcune opere entrate nel mirino del loro prorompente desiderio di bellezza. Cento di queste opere si potranno ammirare nella mostra livornese che sarà corredata di apparati didattici che consentiranno non solo di comprendere le ragioni dei due collezionisti, ma anche di conoscere la vita e l’opera dei maggiori artisti e dei movimenti affermatisi in Italia tra le due guerre. Il catalogo, pubblicato da Forma edizioni, sarà arricchito da saggi critici e schede di approfondimento sulle singole opere esposte.Orario : dal martedì alla domenica orario continuato 9.00-19.00 (chiusa il lunedì). Ingresso : biglietto intero 8€ – ridotto 5€ – visita guidata 2€ a persona ( con prenotazione)

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“Pret a porter” Mostra Internazionale di Arte contemporanea

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Roma Domenica 18 ottobre alle ore 12,00 la Galleria Studio CiCo via Gallese 8/10/12 inaugura una mostra Collettiva Internazionale dal titolo pret a porter dove saranno esposte opere inedite di Artisti provenienti da 3 continenti, eseguite nell’ultimo periodo del loro percorso artistico. La mostra sarà presentata dal critico d’ arte dott.ssa Mara Ferloni e curata da Cinzia Cotellessa e Giuseppe Zumbolo. Gli Artisti che esporranno a pret a porter sono: Arman-Angelucci-Bacci-Bosio-Brancia-Brunetti-Calza-Camilleri-Corbut-Cremonesi-Dal Bo-De Ponti-Francesconi-Frati-Florio Hacker-Fusar Poli-Khasiev-Lera-Marte-Nanì-Ogliari-Orazi-Premoli-Romanello-Roro-Tavcar-Uber-Veronese-Vulcanes-Zumbolo.In questo particolarissimo 2020 la Galleria Studio CiCo inaugura una Collettiva Internazionale nella quale saranno esposte opere inedite di artisti provenienti da 3 continenti. Presenterà la mostra il critico d’arte dottoressa Mara Ferloni. 30 sono gli artisti provenienti da Russia, Argentina, Usa ed Europa che presenteranno opere inedite e recentissime di piccolo formato; le opere, se pure attraverso le tecniche più svariate e gli argomenti più variegati, hanno come filo conduttore in comune il formato 30×30 cm: un indirizzo compositivo ristretto in una visuale ritmica che ne uniforma il contenuto. Questa collettiva ha l’intento di aprire virtualmente una finestra sul mondo dell’Arte contemporanea.Ogni Artista attraverso forme, colori e spessori, ombre e luci riesce, con il suo linguaggio personale, a raggiungere l’intimo di ogni visitatore. Gli Artisti, sempre cronisti del loro periodo storico, in questo così particolare momento della vita dell’uomo sulla terra, hanno creato delle opere non necessariamente legate al tema condiviso del Corona Virus, ma hanno messo su carta, tela, legno, forex e alluminio il loro animo, la loro gioia, il loro dolore, i sogni e la loro energia. La possibilità di esprimere l’inconscio e comunicare attraverso le immagini favorisce chi delle immagini si serve per trasmettere emozioni. Un poeta dovrà tradurre in parole ciò che emerge dal suo inconscio sottoforma di immagini. In tal senso le arti visive sono avvantaggiate rispetto alle altre arti. Quindi, sfruttando tale caratteristica, la Collettiva pret a porter si presenta come una sequenza di fotogrammi apparentemente slegati, ma in realtà appartenenti all’unico cortometraggio di emozioni generate da un medesimo universale senso di sbigottimento mondiale. E allora si alternano sentimenti di speranza, fughe simboliche, metafore e segni dalle molteplici interpretazioni, segni di un tempo complesso e condiviso in cui ognuno di noi, anche attraverso l’Arte, ricerca futuri e soluzioni possibili: i rifugi in cui annichilirsi o immagini attraverso le quali condividere la propria personale posizione rispetto al presente. Anche la presenza di più tecniche e dei molti materiali utilizzati indirizza il fruitore nei vari mondi interpretativi che garantiscono una mostra di gran respiro.L’interessante altalenare di mondi, culture e tecniche diverse ci conducono ad un unico obiettivo: l’emozione. L’Arte non si ferma nemmeno oggi. Questa mostra ne è la prova.

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Quadriennale d’arte, dal titolo FUORI

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2020

Roma dal 30 ottobre 2020 al 17 gennaio 2021, al Palazzo delle Esposizioni a Roma, la prossima edizione della Quadriennale d’arte, dal titolo FUORI, a cura di Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol, organizzata dalla Fondazione La Quadriennale di Roma, presieduta da Umberto Croppi, e da Azienda Speciale Palaexpo, presieduta da Cesare Pietroiusti. Principale partner istituzionale della mostra è il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, che attraverso la Direzione Generale Creatività Contemporanea ha confermato un importante contributo ad hoc, facendosi anche promotore del progetto speciale Premio AccadeMibact.Curata da Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol, la Quadriennale d’arte 2020 è pensata per restituire un’immagine nuova dell’arte contemporanea italiana a livello internazionale e il titolo, FUORI, è emblematico del tipo di sguardo proposto dai curatori.Gli artisti selezionati sono: Alessandro Agudio, Micol Assaël, Irma Blank, Monica Bonvicini, Benni Bosetto, Sylvano Bussotti, Chiara Camoni, Lisetta Carmi, Guglielmo Castelli, Giuseppe Chiari, Isabella Costabile, Giulia Crispiani, Cuoghi Corsello, DAAR – Alessandro Petti – Sandi Hilal, Tomaso De Luca, Caterina De Nicola, Bruna Esposito, Simone Forti, Anna Franceschini, Giuseppe Gabellone, Francesco Gennari, Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, Diego Gualandris, Petrit Halilaj and Alvaro Urbano, Norma Jeane, Luisa Lambri, Lorenza Longhi, Diego Marcon, Raffaela Naldi Rossano, Valerio Nicolai, Alessandro Pessoli, Amedeo Polazzo, Cloti Ricciardi, Michele Rizzo, Cinzia Ruggeri, Salvo, Lydia Silvestri, Romeo Castellucci – Socìetas, Davide Stucchi, TOMBOYS DON’T CRY, Maurizio Vetrugno, Nanda Vigo, Zapruder.

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Progetto “Arte per la vita”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Ancona Un’iniziativa che vede il sostegno dell’associazione Soroptimist di Ancona e della Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona Onlus grazie alla quale, la Clinica Oncologica è diventata una galleria d’arte. Il progetto viene presentato oggi con una conferenza stampa presso l’aula S del Polo Murri della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche. Il nuovo reparto completamente rinnovato viene riaperto dopo tre mesi di lavori strutturali e di abbellimento con incluso un progetto di cromoterapia. E’ prevista anche la presenza, nelle camere di degenza, di luci colorate i cui colori possono essere scelti dai pazienti mediante una App. “Grazie a queste novità il nostro diventa un reparto all’avanguardia in Italia – afferma la prof.ssa Rossana Berardi, Prof. Ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche, Direttore Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona e Coordinatrice regionale AIOM Marche -. In particolare aprire la Clinica Oncologica all’Arte è stato naturale. In questi anni abbiamo rivoluzionato il reparto, con l’aiuto di tutti, per accogliere, prenderci cura, aiutare le persone a suon di musica, di parole, di danza, di moderna tecnologia. Il senso è quello di un luogo pensato non solo come luogo di cura, ma anche di benessere, dove la qualità delle prestazioni e le migliori terapie si accompagnano alla qualità della vita. Del resto prendersi cura vuol dire prendersi a cuore ed è un atto creativo, un gesto che modifica l’esistente generando bellezza. E l’arte è bellezza. Un ringraziamento speciale va all’Accademia di Belle Arti di Brera e alla Direttrice Maria Cristiana Fioretti che con i suoi allievi ha pensato con generosità e creatività un progetto speciale per la Clinica Oncologica, alle amiche del Soroptimist di Ancona, che hanno fortemente creduto e sostenuto questo progetto, alla Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona Onlus e alla sua Presidente Marisa Carnevali, che ci aiuta da sempre a trasformare ogni sogno in realtà. Tutte donne meravigliose e sensibili. Grazie a loro abbiamo trasformato la Clinica Oncologica in una galleria d’arte, in un percorso espositivo tra cura e cultura sempre nell’ottica del miglioramento dell’accoglienza, perché il nostro obiettivo è quello di curare le persone, non solo le malattie.” “L’arte è da sempre una delle forme più spontanee e innate per rappresentare la bellezza e la voglia di orientare la vita nella sua direzione – aggiunge il dott. Michele Caporossi, Direttore Generale Ospedali Riuniti di Ancona -. L’arte in ospedale è il segno che questa ricerca non si interrompe mai, neanche di fronte alla malattia o alle ansie insite nelle attività ad alto contenuto emotivo come quelle che quotidianamente si svolgono da noi. Sui nostri muri appaiono le forme e i colori della speranza, della profondità delle cause prime e delle ragioni ultime, in una parola della necessità che l’uomo esprime di avere una risposta alla domanda delle domande: qual è il senso del nostro esistere”. “Le opere prodotte per la Clinica Oncologica – sottolinea il prof. Gian Luca Gregori, Rettore dell’UNIVPM – trasformeranno gli spazi dell’ospedale creando un ambiente nuovo non solo per i pazienti ma anche per i familiari e per tutti coloro che lavorano all’interno della struttura. Gli spazi dedicati alla cura e alla ricerca dialogheranno con la bellezza delle opere d’arte per diffondere sensazioni positive, le stesse che si percepiscono entrando in contatto con la cultura, visitando una mostra o un museo”. “Il bello provoca emozioni positive ed è in quest’ottica che si può contribuire ad aiutare i pazienti ricoverati in Clinica Oncologica, un reparto che si trasforma in una galleria d’arte – aggiunge il prof. Marcello D’Errico, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’UNIVPM -. E chi meglio di un artista sa guardare oltre l’immagine e trasformare il tutto in opera d’arte. Chi meglio di un medico, di un infermiere, di un operatore sanitario sa guardare oltre un corpo malato e vedere la persona. Si punta all’arte e alla bellezza per lenire la sofferenza e attutire l’impatto con la malattia in un reparto d’eccellenza che non trascura l’approccio olistico al paziente”.

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La 77a edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica è stata sicuramente ottima

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

A fronte anche del difficile momento organizzativo: l’edizione di quest’anno dona forza e speranza al cinema e al teatro per ripartire. E’ stata sicuramente una gioia vedere le persone affollare le sale, nel rispetto delle norme. Il nostro plauso va all’amministrazione regionale di Zaia e comunale di Brugnaro, al presidente della Biennale Cicutto, al direttore Barbera e agli staff – afferma il responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, capogruppo in commissione Cultura alla Camera, deputato Federico Mollicone – Abbiamo avuto anche la dimostrazione che si può innovare, con un’edizione “digitale” con prenotazione online dei film. Va, comunque, riconosciuto l’oltraggio per il cinema italiano, nonostante lo sforzo produttivo di RaiCinema. In particolare, l’opera di Gianfranco Rosi, già invitata ai maggiori festival internazionali e accolta molto favorevolmente da pubblico e addetti ai lavori, è stata esclusa forse perchè, come ha detto l’ad di Rai Cinema Del Brocco, la giuria non rappresentava tutte le sensibilità del cinema. La vittoria è stata attribuita a “Nomadland”, espressione del pensiero unico relativista, un’opera molto lontana dal senso del tempo che stiamo vivendo. Certo non è sufficiente il premio a Favino, peraltro nemmeno attore protagonista ma con un ruolo più che altro da produttore. Crediamo sia arrivato il momento di istituire un Leone d’oro al cinema italiano come categoria, con la partecipazione dei nostri prodotti cinematografici anche nelle altre categorie. Siamo la patria del cinema e non possiamo accettare che giurie “politically correct” oltraggino così il nostro cinema e i nostri autori. Non vorremmo che qualcuno abbia costruito un Festival solo per l’immagine internazionale, senza pensare alla valorizzazione del cinema nazionale.”

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77a Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2020

Venezia. Un importante appuntamento sarà quello del 10 settembre 2020 riservato anche all’importanza di una filiera sostenibile per il cinema, dalle produzioni alle sale cinematografiche con l’incontro “Sustainable Screens 2020: un cinema sostenibile per una ripresa green”, tavola rotonda organizzata da Green Cross Italia con Enea, GSE, Anec, Fondazione ecosistemi, Connect4Climate e Film Commission.La consegna del Green Drop Award 2020 avverrà venerdì 11 settembre 2020 nella Sala Tropicana dell’Hotel Excelsior presso la Fondazione Ente dello Spettacolo.“Il 2020 ha segnato uno spartiacque nell’idea di futuro che ognuno aveva. Siamo tutti chiamati a riconsiderare le nostre azioni perché è evidente che la gestione del Pianeta non è più sostenibile. Significativo che tra le opere fuori concorso vi sia il film che parla di Greta. Il Coronavirus ha limitato i movimenti e ci ha obbligato a ripensare gli stili di vita. Come sarà il domani che siamo chiamati a vivere? Come affrontare i cambiamenti climatici in atto? Il Cinema in questi anni ci ha spesso aiutato a sognare il futuro e a denunciare le storture del presente. Con il Green Drop Award, da quasi dieci anni, scegliamo quelle opere per noi più significative per il grande pubblico per indirizzarci verso un futuro sostenibile” ha spiegato Marco Gisotti, direttore del Green Drop Award.
“La maggior parte di noi è cosciente che abbiamo poco tempo per cercare di invertire la rotta che sta portando a collassi ambientali e sociali sempre più frequenti e devastanti. Gli irresponsabili comportamenti e decisioni di governanti, asserviti alle logiche del profitto e delle corporazioni più conservatrici, mette a rischio la sicurezza, l’equilibrio ecologico e la prosperità delle comunità umane. Siamo chiamati tutti a cambiare stile di vita, a pretendere dai governi e dalle imprese l’accelerazione della conversione ecologica verso un mondo sostenibile e socialmente equo” sottolinea Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia. Il Green Drop Award è rappresentato da una goccia non a caso. La marea che può e deve sconvolgere i modelli del passato deve essere fatta da tanti singoli individui. La forza è nella collettività, nella riconsiderazione dell’ambiente come un bene comune” “L’impossibilità di grandi spostamenti a causa del Covid ha dato forza a una frase che forse negli ultimi anni è stata ribadita troppo poco: pensare globalmente, agire localmente. Noi di Green Cross Italia lo facciamo da sempre cercando di portare avanti progetti di cooperazione internazionale per agire lì dove lo sconvolgimento ambientale ha causato grandi ingiustizie sociali”.L’edizione 2020 è realizzata con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di ENEA – Ente per le nuove tecnologia, l’energia e l’ambiente e la collaborazione della Sardegna Film Commission.

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28ª edizione del Festival ArteScienza

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

Roma. 28ª edizione del Festival ArteScienzaRoma dall’8 settembre al 4 ottobre il Centro Ricerche Musicali organizza il festival fin dal suo nascere. Si parte l’8 settembre al Casino Nobile di Villa Torlonia con l’installazione sonora Voci sottese, e si proseguirà al Goethe-Institut Rom dove per ogni sera saranno in programma più appuntamenti multimediali, fra performance, concerti, video, incontri e tant’altro.ArteScienza fa parte di Romarama 2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale. Titolo di quest’edizione “Accelerazione || Decelerazione”, un titolo pensato prima dell’emergenza Covid e che alla luce degli ultimi mesi acquista un significato ancora più attuale e stimolante. Come sempre il Festival sarà occasione per scoprire i risultati delle nuove ricerche in campo musicale, legandole all’arte, alla danza, al video d’autore e a ciò che di più innovativo si sta realizzando in generale nel campo artistico.

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Freud e l’arte

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

L’arte secondo Freud non è analizzabile. Freud afferma che se la psicoanalisi può far comprendere per quali vie una persona ha preso la strada dell’arte quest’ultima resta un mistero. In altri termini non esiste una spiegazione logica sull’esistenza stessa dell’arte. Il motivo lo spiega considerandola di livello autonomo superiore e diverso ovvero “L’essenza dell’attività artistica è inaccessibile psicoanaliticamente”. In questa fattispecie l’artista si ritrae come il nevrastenico dal mondo insoddisfacente della realtà per passare in quello della fantasia. Ma è, egli soggiunge, un passaggio ben diverso dalla nevrastenia in quanto sa trovare la via del ritorno e rientrare nelle sue consuete abitudini. Ma dopo queste osservazioni precisa: “La psicanalisi non può dire nulla per spiegare l’ingegno artistico, e neppure è il suo compito scoprire i mezzi con i quali l’artista lavora, cioè la tecnica artistica.” Con questo pensiero nella mente ho riletto il capolavoro di Daudet “Saffo” dove si traccia la storia di un esclusivo disperato amore tra una bellissima modella che pittori e scultori hanno ritratto nelle più libere pose. Lungo queste corde sensibili di un amore, che attraverso il campo dell’arte, si esalta e si sublima, si mette a nudo l’estro artistico nelle sue diverse percettibilità e le rendono inquietanti in una società fortemente legata alle tradizioni borghesi del Diciannovesimo secolo. E gli artisti che dalla tavolozza alla tela fanno di una modella il loro “verismo” dai tratti nevrastenici che poi si ricompongono nell’essere strumenti di atti sensuali per ricondurli alla crudezza della vita finché non giunge il vero amore capace di emarginare l’atavico e il selvatico delle loro manifestazioni nevrasteniche. E se ritorniamo alle parole di Freud l’aspetto sessuale vive nell’ambito di quell’antologia che Platone chiamava eros e che io considero sublimata in livelli più alti di quello abituale e biologico. E’ come dire l’arte è amore in tutte le sue più variegate rappresentazioni ed entrambi non si lasciano catturare dal gelido sguardo della psicanalisi. (Riccardo Alfonso)

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CivitaFestival

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2020

Civita Castellana (VT) dal 25 agosto al 6 settembre 2020, torna il CivitaFestival che, giunto alla trentaduesima edizione, rappresenta il più longevo festival del viterbese e tra i primi 10 del centro Italia.La suggestiva scenografia ospiterà uno tra i festival più raffinati della stagione: una serie di appuntamenti che presenterà al grande pubblico i molteplici volti dell’arte e che nella cornice medievale di un monumento simbolo della regione, porterà il grande teatro con In Exitu di Testori, regia di Roberto Latini il 5 settembre, il 6 settembre La Pianista Perfetta, prodotto dalla Compagnia MauriSturno, testo di Giuseppe Manfridi con Guenda Goria e Lorenzo Manfridi per la regia di Maurizio Scaparro, e ancora la musica colta con l’omaggio a Ennio Morricone a cura di Orchestra da Camera Domenico Scarlatti, il 26 agosto; la prima assoluta, contemporaneamente all’uscita del disco, del nuovo progetto del musicista statunitense John B. Arnold, nipote del celeberrimo compositore Americano Hoagy Carmichael; Enrico Pieranunzi Unlimited il 4 settembre e molto altro.
Giovedì 27 agosto sarà presentato in prima assoluta, contemporaneamente all’uscita del disco, il nuovo progetto del musicista statunitense John B. Arnold, nipote del celeberrimo compositore Americano Hoagy Carmichael, Tekna un progetto musicale ibrido ideato dal batterista statunitense John B. Arnold che da anni spazia tra il jazz moderno e la musica elettronica. Il progetto vede l’unione del batterista insieme ad uno dei pianisti più importanti della sua generazione, Greg Burk.
Venerdì 28 agosto in un concerto di musica da camera con sonate e arie di Schubert, Rossini e Mozart , trio formato da di Enrico Mazzoni, Matteo Biscetti e Francesca Bruni. Sabato 29 agosto un concerto dell’eccezionale Alma Sax Quartet fantastico quartetto di fiati umbro formato da Andrea Piccione Sax Alto Simone Bellagamba Sax Soprano Francesco Desideri Sax Tenore Andrea Leonardi Sax Baritono con un repertorio della tradizione americana. Domenica 30 agosto ancora jazz con il CGF trio formato da Mario Corvini trombone,AndreaGomellini chitarra e Stefano Nunzi al Contrabbasso. Martedì 1 settembre il concerto Quanti canti di Lucia Galeazzi, tra le più importanti personalità del folk italiano e internazionale, e Stefania Placidi.
Mercoledì 2 settembre Ti regalo gli occhi miei, omaggio a Gabriella Ferri con Vanessa Cremaschi voce, violino, pianoforte e tinypiano Giovanna Famulari voce, violoncello, pianoforte.
Giovedì 3 settembre LA CONSUETUDINE FRASTAGLIATA DELL’AVERTI ACCANTO diretto e interpretato da Daniele Pilli e Claudia Vismara. Lo spettacolo di Marco Andreoli è un’opera dagli innumerevoli piani di lettura. Potremmo dire che è un testo che parla di coppia, di quell’universo criptico che sono le relazioni, del loro lento disgregarsi, dell’ostinazione con cui a volte ci si accanisce per mantenere con se stessi una facciata, una parvenza di felicità… Lo spettacolo è stato presentato in anteprima nel 2018 a Roma a Carrozzerie n.o.t.
Venerdì 4 settembre concerto straordinario per piano solo di Enrico Pieranunzi unlimited. Un anno certamente particolare questo 2020, decisamente “senza limiti”, in un concerto in cui il grande pianista celebrerà alcune ricorrenze da Fellini a Bill Evans omaggiano l’amico Ennio Morricone.
TEATRO AL CIVITAFESTIVAL.Da sabato 5 settembre, al XXXII Civitafestival arriva il grandeteatro con In Exitu dall’omonimo romanzo di Giovanni Testori nell’adattamento, interpretazione e regia di Roberto Latini, prodotto dalla compagnia Lombardi-Tiezzi. Ultima fatica di Roberto Latini che affronterà la furente inventività linguistica di In exitu, 1988, e a dare vita alla parola testoriana.
Chiuderà Civitafestival Domenica 6 settembre, Guenda Goria in La Pianista Perfetta prodotto dalla Compagnia MauriSturno, testo i Giuseppe Manfridi con Lorenzo Manfridi,regia di Maurizio Scaparro. Concerto spettacolo su Clara Schumann, la più celebre pianista dell’800 e il suo rapporto con la musica. Spettacoli ore 21.00, biglietti 7 euro. http://www.civitafestival.it

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La politica e l’arte della mistificazione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

La prossima campagna elettorale si preannuncia essenzialmente mediatica. I giochi sin da ora sono aperti. Qualcuno cerca d’esorcizzare le “fake news” considerandole delle banali fanfaluche ma in effetti sono capaci di mettere in cattiva luce l’avversario e sono come la “calunnia” un venticello, come ce lo canta e ce lo suona Rossini nel Barbiere di Siviglia, dove la calunnia è “un’auretta assai gentile Che insensibile sottile Leggermente dolcemente Incomincia a sussurrar. Piano piano terra terra Sotto voce sibillando Va scorrendo, va ronzando, Nelle orecchie della gente S’introduce destramente, E le teste ed i cervelli Fa stordire e fa gonfiar. Dalla bocca fuori uscendo Lo schiamazzo va crescendo: Prende forza a poco a poco, Scorre già di loco in loco, Sembra il tuono, la tempesta Che nel sen della foresta, Va fischiando, brontolando, E ti fa d’orror gelar. Alla fin trabocca, e scoppia, Si propaga si raddoppia E produce un’esplosione Come un colpo di cannone, Un tremuoto, un temporale, Un tumulto generale Che fa l’aria rimbombar. E il meschino calunniato Avvilito, calpestato Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar”.
Come si può notare è un antico mestiere, quello del calunniatore, che lancia il sasso e nasconde la mano e lascia alle spalle solo macerie. Un noto politico ne aveva fatto un insegnamento magistrale quando affermava che parlar male di qualcuno si fa peccato ma spesso s’indovina. Oggi, purtroppo, siamo pronti ad accettarla per buona dopo che per anni abbiamo gettato discredito su tutto rendendoci sospettosi e persino maligni. Alla fine, nessun politico o amministratore che sia riesce a salvarsi: sono tutti corrotti sussurrano i calunniatori e noi che possiamo farci? Ci crediamo e il gioco è fatto. (Centro studi politici e sociali della Fidest diretto da Riccardo Alfonso)

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Pistoia Novecento: Sguardi sull’arte dal secondo dopoguerra

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Pistoia 19 settembre 2020 – 22 agosto 2021 ondazione Pistoia Musei Palazzo de’ Rossi a cura di Alessandra Acocella, Annamaria Iacuzzi, Caterina Toschi. Il design radicale degli Archizoom, la logica binaria delle opere di Gianfranco Chiavacci, i collage di Remo Gordigiani, le ricerche astrattiste di Gualtiero Nativi, Mario Nigro e Fernando Melani, l’ironia pop di Gianni Ruffi: sono oltre 70 le opere che scandiscono il secondo capitolo del progetto PISTOIA NOVECENTO con il percorso di Sguardi sull’arte dal secondo dopoguerra, allestimento temporaneo a lungo termine a cura di Alessandra Acocella, Annamaria Iacuzzi, Caterina Toschi che FONDAZIONE PISTOIA MUSEI presenta dal 19 settembre 2020 al 22 agosto 2021 nella sua sede di Palazzo de’ Rossi.
PISTOIA NOVECENTO è il grande progetto dedicato alla collezione permanente di Fondazione Pistoia Musei con opere delle collezioni di Fondazione Caript e Intesa Sanpaolo (già Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia), pensato per consentire una lettura il più possibile esaustiva del panorama artistico pistoiese nel suo articolarsi attraverso il secolo scorso. La prima parte del progetto, conclusasi a fine agosto 2020, ha raccontato la prima metà del Novecento.Questo secondo capitolo – PISTOIA NOVECENTO. Sguardi sull’arte dal secondo dopoguerra – offre un’immagine d’insieme della seconda metà del secolo a Pistoia.La mostra raccoglie, oltre alle opere degli autori pistoiesi presenti nella collezione permanente di Fondazione Pistoia Musei, alcuni lavori di artisti non locali ma che con la città hanno intrattenuto rapporti di scambio e dialogo, oltre a prestiti da collezioni pubbliche e private.Uno specifico indirizzo di curatela ha voluto arricchire il percorso espositivo con un’ampia selezione di documenti (fotografie, lettere, manifesti, inviti, video): un’operazione inedita volta a narrare la vivacità del clima artistico pistoiese nel contesto più ampio della cultura toscana, nazionale e internazionale. L’intenzione è quella di proporre nuovi sguardi sulle principali esperienze artistiche cittadine offrendo così un quadro di contesto alle opere d’arte selezionate.
I materiali documentari come le fotografie, le corrispondenze, i manifesti e gli audiovisivi sono disposti secondo un progetto grafico ed espositivo ideato appositamente per l’occasione e capace di offrire molteplici livelli di lettura.
Palazzo de’ Rossi si consolida come uno dei punti di forza del polo museale di Fondazione Pistoia Musei, connotandosi ancora una volta come centro dedicato all’arte del Novecento pistoiese, punto di riferimento per la conoscenza delle varie generazioni artistiche che si sono succedute lungo il secolo scorso: artisti che con ardimento e autenticità di ricerca hanno sempre cercato un dialogo con i grandi centri dell’arte apportando il proprio contributo in un’ottica di originalità.

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Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Venezia. Dal 2 al 12 settembre, il legame tra Campari e il Cinema torna protagonista della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, per celebrare ed esaltare la Passione e la Creatività, elementi imprescindibili nel percorso di creazione dell’opera. Uno sguardo attento verso i giovani talenti di questo affascinante mondo sarà il fil rouge che attraverserà tutte le iniziative firmate Campari – Main Sponsor della Mostra per il terzo anno consecutivo – che rappresenteranno l’occasione per facilitare l’incontro, il dialogo e l’apprendimento reciproco tra volti già affermati ed emergenti del grande schermo.Durante gli 11 giorni della Mostra, saranno ospiti di Campari attori e registi affermati come Carolina Crescentini, Marco D’Amore ed Edoardo Leo, oltre a volti emergenti come Ludovica Martino, Fotini Peluso ed Eduardo Valdarnini, per condividere una visione innovativa dell’arte cinematografica, con uno sguardo al futuro.Il luogo attorno al quale ruoteranno le iniziative sarà lo spazio Campari presso la Terrazza Biennale, proprio di fronte al Palazzo del Casinò. In questo luogo, Marco D’Amore darà vita a un dialogo sulla passione per l’arte del grande schermo e l’importanza di saper innovare mettendosi sempre in gioco. Lo spazio Campari ospiterà anche incontri con i protagonisti di “Orizzonti”, il concorso internazionale di Biennale Cinema 2020 dedicato ai film che rappresentano nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema mondiale, con particolare riguardo per gli esordi, gli autori emergenti e le opere con intenti d’innovazione e originalità creativa.Altro punto di incontro sarà, poco lontano dal Palazzo del Cinema e proprio di fronte al red carpet, un’emozionale installazione Campari pensata per offrire un’esperienza unica e visiva, incentrata sulla Red Passion e sul processo di creazione che porta alla realizzazione di opere straordinarie. Spettacolare ed emozionante sarà poi una piattaforma sull’acqua che, nel cuore della laguna, metterà in scena una serie di appuntamenti ideati per celebrare il talento e la passione dei giovani artisti del cinema. Si partirà il 7 settembre con una serata in cui l’ospite d’eccezione, Carolina Crescentini, accompagnata dai due nuovi e talentuosi volti Fotini Peluso ed Eduardo Valdarnini, presenterà in anteprima “Beyond Passion”, il cortometraggio realizzato dagli studenti del Centro Sperimentale del Cinema di Roma nell’ambito del progetto Campari Lab, giunto alla sua seconda edizione. La piattaforma resterà attiva anche nei giorni successivi e ospiterà diversi e imperdibili eventi, tra cui due inedite performance di Edoardo Leo e Ludovica Martino.Infine, anche quest’anno, sarà assegnato il premio ufficiale Campari Passion For Film Award, nato dalla collaborazione tra Campari e la Direzione Artistica della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, con l’obiettivo di valorizzare e premiare lo straordinario contributo che i collaboratori più stretti dei registi offrono al compimento del progetto artistico rappresentato da ciascun film.

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La verità è come l’arte: è nell’occhio di chi guarda

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Davanti a un dipinto, o seduto in terza fila per seguire un’esecuzione di musica sinfonica o mentre attendo pazientemente il mio turno nella sala d’attesa affollatissima dello studio medico il mio pensiero ad un tratto sembra andare oltre la mia presenza fisica e migrare altrove. È che forse incoscientemente cerco la ragione del mio essere in quel posto, in quella determinata ora e confuso tra gente che non conosco, lì in piedi o seduto, a guardare o ad essere osservato sfuggevolmente tra chi ti sta accanto, ti sfiora il braccio o tu ti scosti per evitare che questo indesiderato contatto fisico ti turbi ulteriormente.
Ma cosa penso? Verso chi o cosa è diretto il mio pensiero? Non certo al particolare di un dipinto o all’archetto del violinista va su e giù toccando con grazia le corde del suo strumento o alla donna o all’uomo che con me cercano nella sala d’attesa dello studio medico di mitigare l’attesa sfogliando una rivista o cercando d’attaccare bottone con un vicino. Ma cosa mai potranno dirsi due sconosciuti se non parlando del tempo?
Io cerco di capire un qualcosa che ha assillato la vita di una moltitudine di persone in tutte epoche e in tutti i momenti della propria esistenza: perché sono qui? Perché esisto? Chi sono in realtà? E cerco di guardare oltre il visibile per cercare di dare una risposta logica al mio assillo esistenziale. Io inseguo una verità che non si nasconde sotto il tappeto, che non si cela dietro una nota musicale, che non riesco a carpire dall’espressione di chi estasiato ammira il dipinto di un celeberrimo artista. Forse perché non riesco ad avere la vista acuta come vorrei per fendere l’aria come una saetta, per entrare nel mondo dell’ignoto che mi circonda e mi compenetra e perdermi in esso.
Io mi sento reale e al tempo stesso figlio di una verità che sfugge alla mia fisicità forse perché non riesco a guardare come dovrei con gli occhi del saggio, del pensatore, del sognatore, del profeta. Oggi appartengo a quel popolo di sette miliardi di viventi, sono confuso tra loro, sono preso dall’ansietà di barcamenarmi nella vita, dall’affrontare i mali che lacerano le mie carni e fanno scempio dei miei progetti per un futuro migliore.
E sono così compreso dal contingente che diventa sommamente ardua concentrarmi alla ricerca della verità ultima prima che essa si possa disvelare al termine della mia esistenza. È così che il mio occhio si distrae e si lascia sfuggire la verità che cerco. (Riccardo Alfonso)

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L’arte di fallire e rialzarsi: in libreria dal 21 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Padova. Il libro sarà presentato online il 21 maggio alle 18.30, su piattaforma zoom, in una conferenza moderata da Alessandro Milan, giornalista del Sole 24 Ore. Chi volesse partecipare può scrivere alla mail studio@greggio.eu, riceverà il link per connettersi in diretta.Si tratta di un libro dedicato alla forza ricostruttiva della crisi, che esce in un momento storico assolutamente unico e complesso e che, mai come ora, richiede la capacità di riflettere e ripensare se stessi. Con l’esperienza di chi ha guardato negli occhi chi stava perdendo tutto, non solo i propri beni, ma anche i propri affetti, Marco Greggio è riuscito a identificare un percorso che accomuna le persone che sono riuscite a riemerge da una o più crisi, personale ed economiche e ne ha costruito attorno un metodo, interpretabile anche come un percorso, attraverso il quale ogni individuo può riuscire, in modo catartico a superare i peggiori momenti della vita e a trasformarli in esperienza.Tutti i proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti alla Fondazione Città della Speranza di Padova a favore della ricerca.

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Atelier Montez: L’arte ai tempi del coronavirus

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

Tutto il mondo dell’arte è fermo. Le gallerie sono chiuse, i musei più forti tentano di promuovere i proprio contenuti via social, gli artisti combattono duramente per trovare la vita e l’energia da imprimere nelle proprie opere. Ai tempi del coronavirus, l’arte sembra un bene terziario, qualcosa di cui si può far a meno. O, ancor peggio, addirittura qualcosa di pericoloso. In un contesto storico così complesso, un barlume di speranza viene lanciato dal noto Atelier Montez, spazio creativo e polifunzionale creato da Gio’ Montez e situato in zona Pietralata, a Roma, che intende lanciare una proposta, o forse una sfida, a tutti gli artisti, italiani e non. Nasce “Be**pArt”, una call aperta a tutti gli artisti, artigiani e creativi, per la realizzazione della mostra d’arte collettiva più grande al mondo, che sarà organizzata entro la fine dell’anno 2020. Con l’obiettivo, magari di conquistare un nuovo Guinness World Record. Per partecipare è necessario effettuare l’iscrizione inviando via mail il modulo firmato con una fotocopia del documento, oltre a far pervenire in Atelier Montez le 30 opere in conto vendita entro e non oltre il 31/05/2020.I primi artisti ad aderire al progetto, a poche ore dal lancio, sono stati Claudio Meli, Raffaella Silvi, Turi Sottile, Kristina Milakovic, Fabio Imperiale, Walid Cheick, Marco Galletti Kaey, Akira Zakamoto, Alessandra Carloni, Marco Crispano, Jos Diegel, Cheick Zidor, Corinna Mayer, Stefan Stichler.
Gli artisti possono accedere alla pagina web dedicata a be**pART (https://lnx.montez.it/progetto-artivisive-bep-art/) e scaricare l’Allegato1 “Produttore Indipendente be**pART”. Poi compilarlo e inviarlo firmato, aggiungendo una fotocopia firmata del documento di identità, all’indirizzo montez@pec.it oppure a mezzo raccomandata A/R indirizzata a: Atelier Montez Via di Pietralata 147/AB, C.A.P. 00158 Roma (Rm) Italy. Si riceverà così una prima mail di conferma e si potrà procedere con la richiesta di iscrizione.Gli artisti potranno così realizzare il primo pacchetto produzione: trenta opere d’arte bidimensionali uniche e non replicabili, firmate e/o autenticate, di formato massimo 10×10 cm, che siano appendibili a un chiodo. Si avrà tempo sino al 31 maggio 2020 per far pervenire le opere in Atelier Montez, a pena di esclusione dal concorso. Farà fede la data di spedizione apposta sul timbro postale del pacchetto inviato. All’arrivo delle opere, verrà inviata una nuova mail con le istruzioni per completare l’iscrizione e accedere al proprio backend personalizzato nella nuova piattaforma web Be**pArt.Da questo momento l’artista sarà ufficialmente un “Produttore Indipendente” del circuito Be**pArt e potrà accedere alla piattaforma web inserendo nome utente e password e gestire il proprio profilo personale. Tutti coloro che avranno effettuato con successo l’iscrizione a be**pART riceveranno un questionario telematico con delle domande relative alla propria attività artistica, così da calcolare il proprio coefficiente di artista, utile alla determinazione del prezzo di vendita delle opere esposte in conto vendita.Sul proprio profilo si potrà aggiornare le foto, interagire con gli altri utenti, condividere le opere e inserire i dati per ricevere i pagamenti. Si potrà, inoltre, accettare o rifiutare una proposta di acquisto che sarà avanzata da Atelier Montez, ricevendo subito sul proprio conto l’onorario per la vendita delle opere. Oppure si potrà anche decidere di rimetterli in vendita ad un prezzo diverso da quello proposto da Atelier Montez. In alternativa si può anche cambiare idea e rientrarne in possesso, in qualsiasi momento. Le opere più popolari verranno battute all’asta nel mese di dicembre 2020. Sarà inoltre pubblicato un catalogo che raccoglierà tutte le opere prodotte dai Produttori Indipendenti aderenti all’iniziativa. La mostra Be**pArt sarà visitabile presso Atelier Montez da giugno a dicembre 2020, tutti i giorni esclusi i lunedì, negli orari di apertura 18-22 o su appuntamento.

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Demetrio Paparoni e Arthur Danto: Arte e poststoria

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Demetrio Paparoni e Arthur Danto hanno condiviso un marcato interesse per l’arte astratta degli anni Novanta. La loro amicizia li ha portati anche a intrattenere un ricco epistolario e a registrare conversazioni che sono all’origine dei testi qui pubblicati. Questi dialoghi, che nelle intenzioni degli autori avrebbero dovuto costituire il punto di partenza per un libro, si sono interrotti un anno prima che Danto venisse a mancare, all’età di 89 anni. La loro pubblicazione ora, a distanza di anni dalla scomparsa di «uno dei critici d’arte più letti dell’era postmoderna» (New York Times), si deve innanzi tutto al fatto che le questioni che vi sono dibattute abbracciano temi ancora oggetto di interrogazione nel panorama artistico-filosofico odierno. Spaziando dalla pop art americana al minimalismo, dall’astrazione all’appropriazionismo, gli argomenti trattati toccano, infatti, il nucleo centrale del pensiero di Danto: quei concetti di poststoria e di fine dell’estetica che hanno orientato, e continuano a orientare,la discussione sul senso e sul destino dell’arte contemporanea. Attraverso anche il prezioso contributo di Mimmo Paladino e di Mario Perniola, queste conversazioni, così ricche della spontaneità propria del dialogo, aiutano in tal modo a comprendere meglio gli sviluppi dell’arte attuale. Il saggio introduttivo di Paparoni è una chiara esposizione e una lucida analisi del pensiero di Danto, intriso di considerazioni che mettono in luce la visione dell’arte che contraddistingue il pensiero del critico italiano.Collana: I Colibrì Pagine: 304 Prezzo cartaceo: €18,00
Prezzo ebook: € 9,99
Demetrio Paparoni, saggista e curatore, è nato a Siracusa nel 1954 e vive a Milano. 2017). Arthur C. Danto (Ann Arbor 1924 – New York 2013) è stato professore emerito di filosofia alla Columbia University e critico d’arte del noto magazine The Nation.

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Tra arte e impresa innovativa, al via il nuovo progetto europeo ETI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Consapevole dell’importanza di aprire le proprie porte a nuovi pubblici, di favorire maggiori e diversificate relazioni con i visitatori, di sviluppare nella comunità un senso di appartenenza e partecipazione, di coinvolgere i cittadini nella creazione di contenuti espressivi e creativi, in linea con le sfide del XXI secolo, la Fondazione Bottari Lattes chiama a raccolta artisti che con la freschezza delle proprie idee sappiano indicare la strada verso nuovo modi di fruire l’arte e la cultura e attirare l’attenzione di nuovi spettatori, visitatori, lettori.
La Fondazione Bottari Lattes partecipa, infatti, al nuovo progetto europeo ETI (Expérimenter une Transformation Institutionnelle – Sperimentare una Trasformazione Istituzionale), che intende affrontare una sfida non procrastinabile per fare cultura nel nuovo millennio, seguendo le linee dell’audience engagement: la sfida di immaginare un’istituzione culturale sensibile alle trasformazioni della società e dell’arte, capace di guardare a innovative pratiche sociali e artistiche, che sappia aprire i propri spazi a un pubblico più ampio e nuovo rispetto a quello di riferimento. Il progetto ETI intende andare alla scoperta e far emegere azioni finora poco esplorate, capaci di favorire l’accesso libero ed egualitario all’arte e cultura a pubblci inconsueti, creare comunità attorno alla cultura e ridurre la frattura istituzionale tra l’arte e la società. Per affrontare queste sfide il progetto ETI si appella agli artisti, alla loro capacità visionaria di intercettare nuove tendenze, bisogni, direzioni e quindi alla loro forza creativa nell’immaginare innovative modalità di fruizioni dei prodotti culturali. Il tutto per avvicinare all’arte, alla letteratura, alla musica e a ogni esperienza culturale anche il pubblico meno interessato.Oltre alla Fondazione Bottari Lattes, unico partner italiano inserito nel progetto ETI, le altre tre realtà europee sono: l’ente ideatore e capofila Ecole Nationale d’Art di Parigi (Francia; http://www.enda.fr); Idensitat di Barcellona (Spagna; https://www.idensitat.net), Minitremu di Târgu Mureș (Romania; http://www.facebook.com/Minitremu). I partner accoglieranno gli artisti selezionati, che potranno mettere in campo una programmazione innovativa, che he fornisca all’istituzione le coordinate utili per trasformarsi in sintonia con il mondo del 21° secolo.Il bando del progetto ETI si rivolge ad artisti di ogni forma espressiva (arte figurativa, musica, scrittura, video arte, ecc.), a cui si chiede di proporre un progetto di riformulazione istituzionale che sperimenti l’accesso alla Fondazione Bottari Lattes da parte di nuovi pubblici.Il carattere innovativo del progetto risiede soprattutto nel coinvolgomento di privati e imprese. Per esprimere la propria candidatura l’artista, infatti, deve affiancarsi a un partner privato (persona fisica o giuridica) che sia espressione di competenze specifiche, radicato in un territorio, impegnato nello sviluppo economico e sociale. Dalla viticoltura al tessile, dall’agroalimentare all’artigianato, dall’ecologia al digitale, l’artista potrà scegliere tra diversi comparti, facendo perno sulle specificità del settore economico preso in considerazione. Non dovrà creare un’opera unica dalla classica fruizione attraverso il modello della mostra, ma dovrà ideare progetti, metodi, attività innovative che possano essere mobilitati o riutilizzati sulla stregua di un format culturale. Questa sperimentazione permetterà di combinare i modelli tradizionali con modelli operativi, economici, di visibilità e di accessibilità, favorendo così nuove vie di sviluppo dei pubblici di riferimento.Le candidature dovranno pervenire entro il 5 aprile 2020, compilando il form online: http://eti-europe.eu/it/candidatura.La selezione sarà effettuata dei quattro enti partner del Progetto ETI. Per l’artista vincitore sono previsti un contributo alla realizzazione del progetto per un massimo di 2.000 euro e la copertura delle spese di viaggio e di ospitalità. L’artista potrà sentirsi libero di ricercare in proprio cofinanziamenti per la realizzazione del suo progetto.Gli artisti selezionati parteciperanno a un insieme di azioni per una durata di due anni con un primo incontro a maggio 2020 (data da confermare) e una programmazione locale (date in funzione del Paese). Il progetto ETI si concluderà con un forum organizzato a Parigi a settembre 2021, in cui saranno presentate le sperimentazioni condotte nel corso dei due. Sarà l’occasione di proporre a livello europeo un’istanza di consultazione comune, che consenta di accompagnare le istituzioni dell’arte e della cultura nel lavoro di trasformazione dei loro modelli.

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Progetto incontri illuminanti con l’arte contemporanea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Torino giovedì 20 febbraio, alle ore 11.30, nelle Officine Caos, in piazza Montale 18a (Le Vallette), si terrà la conferenza stampa ‘Progetto incontri illuminanti con l’arte contemporanea – Public program della XXII^ edizione di Luci d’Artista’.Al termine della conferenza, in piazza Montale, sarà presentata l’opera collettiva ‘Segnali dal Mondo’ a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in collaborazione con Stalker Teatro.Saranno presenti:Francesca Leon, Assessora alla Cultura del Comune di Torino; Marco Novello, Presidente della Circoscrizione 5; Luca Pannoli, artista; Anna Pironti, Responsabile Capo del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea;
Gabriele Boccacini, Direttore Artistico di Stalker Teatro|Officine CAOS; Antonella Angeloro, Coordinamento Dipartimento Educazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea;
Orietta Brombin, Curatore delle Attività Educative e Formative del PAV – Parco Arte Vivente, Centro sperimentale d’arte contemporanea.

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