Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Posts Tagged ‘coronavirus’

Coronavirus e vita da carcerati

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

In questi mesi, forse anche a causa della paura del coronavirus, sto continuando a ricevere molte lettere dai miei ex compagni e le loro parole mi fanno stare male. A volte non mi fanno neppure godere la libertà, perché è difficile essere liberi e felici quando molti tuoi compagni, nel tempo del coronavirus, sono murati vivi senza nessuna pietà.Ho pensato di rendere pubbliche alcuni brani di queste lettere per tentare di fare stare male anche quelle persone che pensano: “Se la sono cercata.” “Devono marcire in carcere.” “Chi ci pensa alle vittime?” “Chi è mafioso, lo sarà tutta la vita, niente pietà e niente benefici.” Lo so! Sarà difficile che le persone che pensano in questo modo rimangano colpite nel leggere queste parole, ma ci voglio provare, perché penso che anche dentro di loro ci sia dell’umanità. Comunque sia, spero di mettere il dubbio che non basta non fare del male (o reati) per essere buoni. Caro Carmelo, le tue parole mi trasmettono sempre energia e coraggio. Purtroppo alcuni detenuti per la paura del coronavirus si sono chiusi ancora di più in sé stessi. E alcuni di loro si dicono: “Non possiamo fare nulla”. In una delle tue lettere mi hai scritto: “Si può fare sempre qualcosa. Se vogliamo che le cose cambino non dobbiamo rassegnarci, ma dovremmo impegnarci di più. Un prigioniero non ha futuro se non lotta con la mente e con il cuore per averlo. E inganna sé stesso quando pensa che forse lui sarà uno dei pochi che uscirà senza fare nulla”. Ma qui è difficile ragionare in questo modo perché è sempre notte e non capisco perché continuano a tenerci ancora in vita: dopo ventidue anni (vado per i ventitré) di carcere dentro di me non c’è neppure più posto per la disperazione. Nonostante la sentenza della Corte europea e della Corte Costituzionale sull’ergastolo, nessuno è uscito in permesso. A sentire la televisione sembra che dovevamo uscire tutti. Che altro dirti? L’odio dei buoni cittadini mi ha avvelenato il corpo e la mente e mi ha tolto qualsiasi speranza di resuscitare, almeno su questa vita. Ormai per me vivere in carcere è come essere morti con gli occhi aperti. (…). Caro Carmelo, (…) ormai io vivo in uno stato eterno di dormiveglia in attesa di addormentarmi per sempre. E spero che non ci sia mai nessun Dio a svegliarmi perché ne ho già abbastanza di questo mondo e di quello dell’aldilà. (…) Carmelo Musumeci.

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A special edition on the coronavirus pandemic

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

Welcome to the newsletter highlighting The Economist ’s best writing on the pandemic and its effects. We have two covers this week. In Britain we look at the efforts of the ruling Conservative Party to redesign the British state in order to centralise power in the cabinet and speed up decision-making. Will it work? In our other editions we look at the rivalry between America and China. The achievement of the Trump administration was to recognise the authoritarian threat from China. The task for the Biden administration will be to work out what to do about it. We argue that America should aim to strike a grand bargain with its allies.In our coverage of covid-19 we analyse the continuing good news coming out of vaccine trials. We investigate the links between health outcomes and race and argue that, for the sake of fairness, governments ought to overcome their qualms about collecting data by ethnicity.We look at how Japanese health care is embracing telemedicine and how, in America, charter schools seem to be better at remote learning than public schools. We also report on Walmart’s success in turning the pandemic to its advantage. Our mortality tracker uses the gap between the total number of people who have died from any cause and the historical average for the time of year to estimate how many deaths from the virus the official statistics are failing to pick up. We have been covering the pandemic in Economist Radio and Economist Films, too. This week we have a film about a rise in the mistrust of vaccines. Will that threaten the effectiveness of the vaccines for covid-19? These are strange times. Amid the unexpectedly good news about treatments and vaccines, comes the rapidly mounting totals of infection—a dismal prelude to the deaths that lie between us today and the easing of the pandemic next year. I hope that our coverage helps you take stock of it all. Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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“Coronavirus: le PMI italiane riusciranno a ripartire?”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

Per farlo ci serviamo degli ultimi dati di Istat e Cerved – Confindustria, rilevati o pubblicati nel corso degli ultimi mesi. Innanzitutto, secondo Istat, oltre la metà delle imprese (con il 37,8% di occupati) prevede una mancanza di liquidità per far fronte alle spese che si presenteranno fino alla fine del 2020. Il 38% (27,1% di occupati) segnala rischi operativi e di sostenibilità della propria attività e il 42,8% ha richiesto il sostegno per liquidità e credito.Non sorprende che oltre il 70% delle imprese (che rappresentano il 73,7% dell’occupazione) abbia dichiarato una riduzione del fatturato nel bimestre marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019: nel 41,4% dei casi il fatturato si è più che dimezzato, nel 27,1% si è ridotto tra il 10% e il 50% e nel 3% dei casi meno del 10%; solo nell’8,9% delle imprese il valore del fatturato è invece rimasto stabile. Ma ovviamente questo è un dato parziale, che non fornisce un quadro completo della situazione, ma indica semplicemente gli effetti del lockdown.Il tema vero è che le imprese avevano smesso di crescere già prima del Covid. Questo si evince dal Report regionale PMI 2020, realizzato da Cerved e Confindustria, secondo cui il Covid si innesta in un periodo di debolezza per le PMI che, dal 2018, avevano praticamente interrotto la loro lenta ripresa per riagganciare i valori del 2008. Il Covid-19 avrà un impatto molto forte sui conti delle PMI, con ricadute pesanti sugli indici di redditività. In uno scenario più tranquillo si stima una contrazione del fatturato del 12,8% nel 2020, con un rimbalzo nel 2021 dell’11,2% (per una perdita di 227 miliardi di fatturato nel biennio 2020-21). E se continua la nuova ondata di Covid-19, il calo dei ricavi è stimato a -18,1% per l’anno in corso (+16,5% nel 2021), con minori ricavi che sfioreranno i 300 miliardi di euro.La buona notizia, che Confindustria e Cerved non mancano di sottolineare, è che i fondamentali finanziari delle PMI continuano a rafforzarsi, registrando una forte riduzione del peso dei debiti finanziari in rapporto al capitale netto, sceso nel 2018 al 63% (dal 66% del 2017 e dal 116% del 2007).Crediamo che quello che è successo nel 2020 possa avere l’effetto di una scossa e costringere le imprese a un cambiamento epocale: la pandemia ha dimostrato con i fatti che la digitalizzazione sia ormai una necessità e non è un caso che l’e-commerce sia stato, insieme ai dispositivi medicali, l’unico settore a crescere a doppia cifra, mentre gli altri perdevano altrettanto in termini di vendite. Tutte le imprese lo hanno compreso e stanno aggiungendo il canale digitale alla propria offerta. Ci saranno fallimenti, ci sarà una selezione, ma alla fine le PMI che resteranno sul mercato saranno più forti e promettenti di prima. E il FinTech sarà al loro fianco per supportarle nel cammino. A cura dell’ufficio studi di BorsadelCredito.it

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Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus: Storie da ricordare

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Edito Valentia Edizioni, disponibile sulla piattaforma CharityStars al link http://www.charitystars.com/product/storie-da-ricordare-grandi-imprese-e-solidarieta-ai-tempi-del-coronavirus-it. Un libro a scopo benefico che unisce diverse storie: storie d’imprenditori, di associazioni e di persone che hanno deciso di mettersi a disposizione per contrastare la lotta contro il COVID, con la finalità di dare una mano all’ambiente, fortemente in bilico negli ultimi anni.E’ così che nasce Storie da ricordare – Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus, una raccolta di testimonianze, di sodalizi, associazioni, istituzioni e cittadini meritevoli che si sono impegnati e contraddistinti su scala nazionale per contrastare il Covid-19. Un libro illustrato che racconta, attraverso gli occhi dei protagonisti, uno dei momenti più bui che l’Italia sta vivendo dal dopoguerra ad oggi e i cui proventi serviranno a costruire aree destinate agli alberi.Un’iniziativa che prende vita dall’impegno di Associazione Valentia realtà presente dal 2017 a Vibo Valentia, composta da un cospicuo numero di ragazzi che da anni dona il proprio solerte impegno per aiutare chi ne ha bisogno, attivandosi per il sociale, principalmente nel Meridione, in una delle regioni più martoriate dell’intera Penisola. Obiettivo primario dare sostegno fisico e psicologico a chi ne ha bisogno, aiutando le persone che vivono in condizioni economiche disagiate e precarie.Un segno simbolico per le nuove generazioni, una testimonianza del lavoro, della solidarietà e dell’umanità che tanti italiani, non solo quelli presenti nel libro, dimostrano giorno dopo giorno, in quello che può essere definito un vero e proprio “conflitto”. Con la prefazione del giornalista Ismaele La Vardera e la conclusione del giornalista Michel Dessì, Storie da ricordare – Grandi imprese da ricordare ai tempi del Coronavirus è edito da Valentia Edizioni e disponibile su CharityStars, piattaforma dedicata alle organizzazioni no profit, già famosa per le tante azioni di beneficenza e per la partecipazione alla sue iniziative di celebrities del mondo del calcio e non solo.

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Coronavirus, Senior Italia FederAnziani: lockdown per fasce d’età

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Al 4 novembre 2020 sono soltanto 1.793 su 39.052 i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai sessant’anni, mentre gli over 60 sono 37.259, ovvero il 95,4% del totale, di cui il 43,4% donne (16.181) e il restante 56,6% uomini (21.078). L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARSCoV-2 è 80 anni. Per questo è necessario un lockdown per fascia di età oppure, qualora ciò fosse impossibile, una mappatura dei soggetti fragili e massima attenzione nei loro confronti, concentrando tutte le risorse sugli over 60 con almeno una patologia, dato che i pazienti con almeno una o più patologie rappresentano il 96,6% dei decessi nel campione del recente studio condotto dall’ISS sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS.COV-2 in Italia.E’ il monito lanciato da Senior Italia FederAnziani dopo un approfondimento dei dati dell’ISS relativi allo studio condotto su 5.047 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche: il numero medio di patologie osservate è di 3,5; sul totale dei decessi presi in considerazione dall’Istituto superiore di sanità, il 96,6% del campione aveva una o più patologie pregresse: il 64,4% del campione aveva tre o più patologie, il 19,1% due patologie e il 13,1% una sola patologia. Soltanto il 3,4% del campione era privo di patologie. Le patologie presenti nelle persone decedute con positività al Covid sono prevalentemente l’ipertensione (65,7%), il diabete mellito di tipo due (29,3%), la cardiopatia ischemica (27,8%), la fibrillazione atriale (24%), la demenza (21,7%), l’insufficienza renale cronica (20,8%) e lo scompenso cardiaco (16,1%).«Questi dati ci spingono a lanciare un monito – dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale Senior Italia FederAnziani – o bisogna mettere in campo un lockdown per fasce d’età e patologie, oppure in subordinata occorre mappare i cittadini con più patologie, contattarli, sensibilizzarli sull’importanza di proteggersi perché sono loro che in caso di infezione rischiano la vita maggiormente, mentre un messaggio di allarme generalizzato senza analisi delle fasce d’età rischia di essere disorientante e controproducente. È fondamentale che i nostri anziani non interrompano le cure ordinarie, in questi difficili mesi in cui abbiamo visto sospesi tanti percorsi terapeutici, perché la sospensione delle terapie e le lacune nella presa in carico dei pazienti cronici polipatologici non possono che aggravare la situazione esistente. Inoltre man mano che i posti di terapia intensiva andranno a saturarsi aumenterà il rischio di trovarsi di fronte alla necessità di compiere scelte etiche che potrebbero penalizzare proprio le persone più anziane, come sta accadendo in altri paesi. Vogliamo scongiurare l’ipotesi aberrante che si arrivi a dover curare solamente le persone che hanno maggiore possibilità di sopravvivenza ovvero i giovani e i sani. Proprio per questo bisogna rafforzare la prevenzione ma dicendo a chiare lettere: sono gli anziani che rischiano la vita e sono loro che in caso di contagio rischiano di essere tagliati fuori dalle cure.» http://www.senioritalia.it

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Coronavirus. Prevenzione e organizzazione: questi sconosciuti. Occhio al ‘giorno del vaccino’, quando ci sarà…

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

Ci stiamo ancora leccando le ferite del click-day per il bonus mobilità… e forse è il caso di farne tesoro. Chi ha comprato una bici stimolato dai pressanti appelli di istituzioni e aziende del settore perché poteva avere un forte sconto, a parte i 500mila che ce l’hanno fatta ad inserire i propri dati sul portale ad hoc, resteranno col cerino in mano (1). Il fallimento dei web di Poste e Sielte, in barba alla demagogia sull’Italia Digitale, è stata l’ennesima dimostrazione che non ci siamo proprio, tecnicamente ma anche politicamente. Perché obbligare a fare una coda virtuale invece di accedere subito all’elemosina del bonus? Permane anche nell’Italia Digitale la vittoria del più furbo o del più fortunato. E tutto, per farci sentire anche internazionali e quindi addolcire l’amara pillola, con le magiche parole in lingua inglese: click-day (col risultato di un blackout, che è meglio dire sia stato un knock-out), in un periodo post e pre lockdown. In attesa di altre paroline inglesi per i prossimi eventi, forse è il caso di prepararsi al “giorno del vaccino”. Che, a differenza di quanto ci ha detto nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte, non sarà a Natale, ma… più in là. E tanto più in là o in qua che sia, sarebbe opportuno essere pronti. Si tratterà di distribuire 70 milioni di dosi che per giungere a destinazione avranno bisogno di una catena del freddo a -70 gradi, non i -2/8 gradi (come il frigo di casa) dei vaccini anti-influenzali. E sembra che il nostro Paese non sia attrezzato con una catena del genere (2), a differenza, per esempio, di quanto fanno in Germania e Belgio per spedizione e somministrazione del vaccino in breve tempo: Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), sentita da un quotidiano (“la più grande sfida logistico-farmaceutica del secolo per non ripetere gli errori delle mascherine bloccate senza certificazione Inail”) ha lanciato l’allarme, confortato anche dall’Anama (Associazione Nazionale Agenti Merci Aeree). Siamo consapevoli di essere nelle mani del premier Giuseppe Conte, Roberto Speranza (ministro della Salute), Paola De Micheli (ministra dei Trasporti) e Domenico Arcuri (Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19). Speriamo facciano tesoro del flop dei click-day.

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Governo. Coronavirus e contagi: spetta al cittadino

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

Un Governo contrastato tra sollecitazioni e interessi diversi e una opposizione che pensa ai consensi elettorali. Così possiamo descrivere il clima politico-istituzionale del nostro Paese. Della tragedia indotta dalla pandemia sembra che poco interessi. Ci dovrebbe essere un coro unanime che si leva contro il pericolo comune, invece, assistiamo ai piccoli giochi di potere e allo scarico di responsabilità. A che serve proclamare lo stato di emergenza se, poi, ogni istituzione pensa al proprio “particulare”? E’ un susseguirsi di provvedimenti governativi, senza che abbiano prodotto risultati e nuovi tentativi, vedi l’ultimo Dpcm, di mediare tra opposte esigenze, rincorrendo le richieste di questa o quella categoria che pone veti fuggendo dalle responsabilità. I provvedimenti restrittivi devono essere nazionali, dichiarano le regioni; no, risponde il Governo, le regioni hanno competenze primarie sulla salute e, quindi, spetta a loro prendere decisioni. Così, si è persa l’occasione di intervenire durante l’estate, mantenendo le prescrizioni. In mezzo ci sono i cittadini. Si, certo, ne usciremo. A costi elevati. Nel frattempo adottiamo le misure che Antony Fauci, immunologo, capo dell’Istituto Nazionale americano per le Allergie e le Malattie Infettive, suggerisce: mascherina, distanziamento, nessun assembramento, lavaggio delle mani.E’ ora che cittadini responsabili riprendano il controllo della situazione.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Governo e opposizione. Coronavirus: se la memoria non serve

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

L’esperienza e la relativa memoria dovrebbero indurre le persone a non ripetere atti e comportamenti dannosi. Mettere una mano sul fuoco fa male e siamo (dovremo) essere indotti a non ripetere il gesto.L’esperienza della pandemia in atto non sembra abbia modificato di molto i comportamenti dei nostri esponenti politici.Il segretario della Lega, Matteo Salvini, dichiarava: “Non ci sarà una seconda ondata: è inutile continuare a terrorizzare le persone”. Su questa linea ha promosso un convegno le cui riprese video circolano ancora, come il virus.Per Matteo Renzi, di Italia Viva, “Il Dpcm (Decreto presidente consiglio ministri), “crea tensioni ma non ferma il virus”. Vero è che il Decreto in questione è atto monocratico del premier Conte, ma è stato preceduto da una riunione di maggioranza, dove sono state esposte le direttive in programma. A che serve alzare il ditino? La presidente di FdI, Giorgia Meloni, chiedeva il tutto aperto, oggi vuole le elezioni in cambio della partecipazione al governo. Insomma, pensa alle poltrone, visto che i sondaggi la danno in crescita. Di Maio dichiara: “Fermare i vandali ma ascoltare le piazze.” Grazie e Graziella. Sul governo Conte ci siamo più volte espressi. I sindaci di Milano e Napoli, Sala e De Magistris, sono contrari alla chiusura, ma non devono aver visto la curva esponenziale dei contagi nella propria città. Qui Italia dove, nell’ultima settimana i decessi sono aumentati del 108%, i contagiati dell’89% e il rapporto positivi/testati dell’8%, di là Germania e Francia che chiudono bar, ristoranti, cinema e teatri. Se ognuno, nel nostro Paese, pensa al guicciardiniano “particulare” non ne usciremo. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Coronavirus e RSA

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

Sicuramente uno dei simboli dei luoghi di infezione del coronavirus, tra i tanti, sono le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), luoghi di degenza sanitaria con persone non autosufficienti e bisognose di cure continue. Lombardia e Toscana, più di altre regioni, sono state e sono le regioni dove queste Residenze sono state più frequentemente coinvolte. Questa situazione, anche perché coinvolge persone molto anziane, più deboli e bisognose di cure mediche e di affetto umano/famigliare, sta facendo emergere proposte di chiusura di questi centri. Il motivo conduttore di queste proposte è il fatto che il governo ha da poco istituito le unità speciali di continuità assistenziale per malati di Covid a domicilio… e quindi si ipotizza che si potrebbe fare lo stesso per gli anziani; in considerazione del dubbio che l’assistenza diffusa sul territorio (così come la sanità) non sia necessariamente più costosa di quella istituzionale, e stiamo parlando di costi elevatissimi comunque ininfluenti: non si tratta di una questione di soldi, visto che gli anziani sono morti anche laddove la retta era molto alta. Per questo si auspica un cambio di mentalità: superare l’istituto sarebbe una conquista civile per tutti. Queste considerazioni non sono da sottovalutare, ma vanno affrontate con serenità e razionalità. E’ comprensibile che questi pazienti abbiano bisogno di affetti che una RSA, per quanto bella e costosa e attrezzata possa essere, non potrà mai dare. Ma siamo sicuri che chi va in queste Residenze sia assimilabile a chi va, per esempio, in un ospizio? Un degente in RSA è mediamente non autosufficiente con necessità di assistenza 24 ore su 24, anche di più persone specializzate, con compiti molto diversi tra loro, e presenti in ogni momento. Un tipo di assistenza che in casa, per quanto possa essere incentivata da nuovi e specifici contributi pubblici, non potrà mai essere fornita (infermiere, caregiver o badante che sia… ché altri tipi di supporti, paragonabili a quelli di una Residenza, sono impossibili, a parte qualche ricchissimo). Non è un caso, infatti, che le rette per le RSA siano molto alte (categoria A in Toscana, per esempio, ci si avvicina ai 3.500 euro al mese), e che se non fossero degenti concentrati fisicamente in una struttura, sarebbero costi molto maggiori. Aduc ha in corso da anni un contenzioso con vari Comuni e Regioni per queste rette che, in alcuni casi, dovrebbero essere a totale carico del Servizio Sanitario, ma le amministrazioni locali si inventano l’inventabile pur di non contribuire. E si va avanti con sentenze a favore di una parte e dell’altra. Ma questo non ci porta a “buttar via il bambino con l’acqua sporca”. Dove “acqua sporca” è la furbizia delle amministrazioni per non contribuire a questo tipo di pazienti e, oggi col Coronavirus, la “acqua sporca” si ipotizza stia diventando il fatto che diversi focolai pandemici si concentrano in queste strutture. Ovviamente non sminuiamo quelli che sono i fatti e i focolai, ma ci teniamo a sottolineare che la necessità di una maggiore umanizzazione di queste Residenze non può entrare in conflitto col servizio di eccellenza che lì viene prestato, ipotizzando alternative che non sono praticabili. I focolai nelle RSA sono drammatici come quelli di un ospedale, ma a nessuno verrebbe in mente di dire che, per questo motivo, andrebbe abolito l’ospedale come istituzione. E’ bene quindi concentrarsi per farsi meno male e migliorare, ma non “per buttare via il bambino”. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Confindustria ed emergenza coronavirus

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

“Sappiamo benissimo che di fronte a un’emergenza sanitaria di questa portata ognuno deve fare la sua parte ma come comparto non possiamo non esprimere anche una forte preoccupazione per gli effetti che questa nuova chiusura di cinema, sale concerti e teatri e la sospensione degli eventi avrà sull’intera filiera e sui lavoratori”. Lo dichiara Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI), Federazione Italiana dell’Industria Culturale che riunisce le associazioni dell’editoria (AIE), della musica (AFI, FIMI, PMI), del cinema e audiovisivo (ANICA, APA, UNIVIDEO) e servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale (AICC), in relazione alle misure del nuovo DPCM emanato ieri dal Governo.“Comprendiamo – prosegue Cipolletta – con senso di responsabilità, la necessità di garantire prima di tutto la salute e la sicurezza dei cittadini visto l’aggravarsi della situazione epidemiologica, ma il mondo della cultura continua ad essere uno dei principali settori a risentire maggiormente delle misure adottate per limitare la diffusione del virus. Questa nuova chiusura, che arriva a distanza di pochi mesi dalla precedente, rischia di intaccare fortemente il sistema anche alla luce degli investimenti fatti dalle industrie per mettere in sicurezza le attività. Abbiamo apprezzato l’attenzione che il Presidente del Consiglio ha avuto nei confronti del comparto nel corso della conferenza stampa, quello che chiediamo però è che le misure annunciate siano tempestive, mirate e facilmente accessibili rispetto alle precedenti”.“Auspichiamo quindi – conclude Cipolletta – che il Governo metta in campo fin da subito gli interventi volti a limitare gli effetti che queste chiusure avranno sull’intera filiera e sui lavori. Noi come industria siamo ovviamente a disposizione per un confronto”.

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Coronavirus, le nuove misure per fronteggiare l’emergenza in vigore da oggi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2020

Da oggi 26 ottobre 2020 entrano in vigore le ennesime nuove misure di contenimento in ambito emergenza Coronavirus, in completa sostituzione delle ultime emanate il 18 ottobre ad integrazione di quelle del 13 ottobre scorso. Le disposizioni sono fissate dal nuovo DPCM 24 ottobre 202 e sono decisamente più restrittive delle precedenti, una sorta di semi-lockdown come sono state definite dai vari media. Restano in vigore, salvo ulteriori modifiche, fino al 24 novembre 2020. Tra le novità troviamo: – raccomandazione per tutti di non spostarsi, con mezzi pubblici o privarti, se non per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi; – sospesi gli eventi e le competizioni sportive degli sport individuali e di squadra, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato. Fanno eccezione quelli riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici/dilettantistici, e quelli organizzati da organismi sportivi internazionali, da svolgersi comunque senza pubblico; – sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; rimane consentita l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati; – sospesi anche gli sport di contatto, le relative attività sportive dilettantistiche di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento. – sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò; – sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto; – vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto anche se conseguenti a cerimonie civili e religiose. Per quanto riguarda le abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza; – per le scuole superiori previste forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica incrementando il ricorso a quella a distanza (DAD) per una quota pari almeno al 75% delle attività; prevista inoltre la modulazione degli orari di ingresso e di uscita anche attraverso l’uso di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9; – le attività di ristorazione (di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; restano consentite la consegna a domicilio e, fino alle 24, l’asporto, con divieto di consumazione sul poso o nelle adiacenze; – dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; – chiusi gli impianti nei comprensori sciistici, che possono essere utilizzati solo da atleti professionisti e non professionisti; – forte raccomandazione all’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati. Il nuovo decreto ha ripreso e confermato anche alcune restrizioni introdotte già dal 19 ottobre , tra cui la possibilità per le autorità locali di fissare “coprifuoco” dalle ore 21 nelle strade o piazze dei centri urbani. Riguardo alle mascherine, invece, si ricorda che già dall’8 ottobre, per effetto del decreto legge 125/2020, vige su tutto il territorio nazionale l’obbligo di portarle con sé e di usarle anche all’aperto ad eccezione dei casi in cui sia garantita la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Fanno eccezione i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva, i bambini di età inferiore ai sei anni e i soggetti con patologie o disabilità. La mascherina va usata anche nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private. Lo stesso decreto legge, lo ricordiamo, ha prolungato lo stato di emergenza fino al 31/1/2021.Si ricorda sempre l’importanza di tenere in considerazione anche le disposizioni locali fissate dalle Regioni, che potrebbero essere più restrittive. Tutte le disposizioni sono dettagliate nella scheda pratica Coronavirus, le nuove misure per fronteggiare l’emergenza in vigore dal 26 ottobre al 24 novembre 2020: https://sosonline.aduc.it/scheda/coronavirus+nuove+misure+fronteggiare+emergenza_30753.php. Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo.

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Coronavirus: arrivano i primi test rapidi

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Milano. I test rapidi per il virus SARS-CoV-2 possono fare la differenza per limitare il contagio, e le aziende del settore stanno lavorando a ritmi serrati per fornire ai sistemi sanitari un numero sufficiente di test rapidi. Oggi che è evidente la veloce ripresa dei casi di positività al virus SARS-CoV-2 molto, vi è la necessità di un monitoraggio molto più rapido e capillare dei casi sospetti e dei vari contatti. Con l’apertura delle scuole e delle università e con il ritorno al lavoro di milioni di italiani, urge un piano di screening efficace e veloce che permetta di individuare ogni giorno molti più positivi.Inoltre, con il riaffacciarsi della stagione autunnale si va incontro anche ai virus influenzali, i cui sintomi possono essere facilmente confusi con il Covid-19.Per questo motivo aumentare le persone sottoposte a test per rilevare il virus è fondamentale, e da qui la necessità di utilizzare i test rapidi che permettono di ottenere risultati in pochi minuti.Una bella differenza dal tampone naso faringeo che richiede personale specializzato e laboratori per la produzione dei referti.I test rapidi non sostituiscono il tampone che, resta il metodo più efficace, ma sono importanti come supporto allo screening e all’intercettazione veloce di nuovi positivi.Uno dei primi test rapidi ad arrivare sul mercato è quello della Screen Italia, azienda Italiana che distribuisce test rapidi, proprietaria del Marchio Screen.La società ha reso disponibile lo Screen Test Covid-19+FLU A/B (https://www.screenitalia.it/test-rapido-covid-19-antigene), un tampone rapido rinofaringeo Antigene Covid-19 e Influenza A+B.Con questo test immunocromatografico rapido avviene l’individuazione qualitativa degli antigeni del virus virus Sars-CoV-2, Influenza A e Influenza B presenti nella rinofaringe umana.Un prodotto per uso diagnostico professionale in vitro particolarmente utile per poter individuare i tre antigeni, con risultati rilasciati separati per ogni antigene.Questo viene individuato generalmente nei campioni delle vie respiratorie superiori quando l’infezione è nella fase acuta. Risultati positivi al test indicano la presenza degli antigeni ma bisogna ricercare una correlazione clinica e altre informazioni diagnostiche per determinare lo stato infettivo.Lo Screen Test Covid-19+Influenza A/B fornisce il risultato in soli 15 minuti, il che velocizza di molto l’individuazione di nuovi positivi agli antigeni del SARS-CoV-2, per poterli sottoporre a tamponi di conferma sullo stato dell’infezione.Nelle ultime settimane il Governo ha dato il via libera all’utilizzo dei test rapidi anche nelle scuole e si appresta a consentirne l’utilizzo anche in altri settori.

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Governo. Coronavirus. Il passato e il futuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

Le abbiamo sentite di tutti i colori sul Coronavirus: è poco più di una influenza, è clinicamente morto, finirà entro l’estate, morti per Covid 19 o con Covid 19, le mascherine servono per gli infetti, ecc. Risultato: il virus è stato sottovalutato e non è stato contenuto nella fase iniziale.E’ un piccolo promemoria, utile a un popolo che ha la memoria corta. Che fare? In attesa di farmaci e del vaccino, dobbiamo fare una cosa evidente ai più, tutelarci e tutelare, perché se non controlliamo questa seconda ondata, la stessa ci travolgerà. Facciamo la nostra parte (le critiche al Governo le abbiamo fatte e continueremo a farle), seguiamo le indicazioni di Anthony Fauci, immunologo, capo dell’Istituto nazionale americano per le Allergie e le Malattie Infettive:”Se avessimo avuto per tutti l’uso universale di mascherine, distanziamento, nessun assembramento e lavaggio delle mani, non vedremmo le impennate che stiamo vedendo.Succede a causa della mancanza di attuazione di semplici misure di salute pubblica. E’ così frustrante, perché non è necessario essere scienziati per capirlo.” Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Trattamento con immunoglobuline anti-Coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

Osaka (Japan) e King of Prussia (Pa, USA). La CoVIg-19 Plasma Alliance, una collaborazione senza precedenti di aziende leader nel settore del plasma, supportate da organizzazioni globali esterne all’industria del plasma, ha confermato che sono stati arruolati i primi pazienti nello studio clinico di fase 3 del trattamento con immunoglobuline anti-Coronavirus (ITAC) in ambito ospedaliero. Lo studio, sponsorizzato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), parte del National Institutes of Health (NIH), valuterà la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di un farmaco sperimentale con immunoglobuline iperimmuni anti-coronavirus (H-Ig) per il trattamento per via endovenosa di soggetti adulti ospedalizzati a rischio di gravi complicanze da COVID-19. In caso di successo, l’H-Ig dell’Alleanza potrebbe diventare una delle prime opzioni di trattamento per questi pazienti. Questo studio multicentrico globale, in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, arruolerà 500 pazienti adulti in 58 centri negli Stati Uniti, in Messico e in altri 16 paesi nei cinque continenti (utilizzando la rete globale INSIGHT dell’NIH). La selezione prevede l’arruolamento di soggetti che sono stati ricoverati in ospedale per COVID-19 con sintomi per 12 giorni o meno senza disfunzioni d’organo potenzialmente letali o insufficienza d’organo. I pazienti riceveranno remdesivir come trattamento standard, allo scopo di valutare la sicurezza e l’efficacia di H-Ig in associazione alla terapia di prima linea. Le H-Ig per la sperimentazione saranno fornite da CSL Behring e Takeda per conto della CoVIg-19 Plasma Alliance, nonché da altre due società. La CoVIg-19 Plasma Allianceriunisce aziende leader a livello mondiale nel settore del plasma per collaborare allo sviluppo di un farmaco non commerciale a base di immunoglobuline iperimmuni policlonali anti-SARS-CoV-2 per trattare pazienti che sono a rischio di gravi complicanze da COVID-19. Il preparato di immunoglobuline iperimmuni è un prodotto farmaceutico di alta qualità che contiene livelli consistenti, e concentrati di anticorpi “convalescenti”, purificati.

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Coronavirus: cosa si prospetta per le economie e per i mercati?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

A cura di Paul Doyle, Responsabile azionario per l’Europa (Regno Unito escluso) di Columbia Threadneedle Investments. È stato un periodo turbolento per gli investitori di tutto il mondo. L’Europa è alle prese da ormai più di sei mesi con la pandemia di coronavirus, dopo aver trascorso il primo trimestre 2020 a osservare impotente la diffusione della malattia in Cina e in Oriente.Come hanno reagito i mercati a questa situazione? I migliori risultati sono giunti inizialmente dai settori difensivi, in primis dalla tecnologia e dai prodotti farmaceutici; questo andamento è proseguito fino a quando le azioni value non hanno raggiunto un punto di minimo il 18 maggio. A giugno il rimbalzo del mercato si è allargato. I multipli prezzo/utile (P/E) delle banche e delle azioni “value cicliche” avevano toccato il fondo, scendendo su livelli insostenibili.Sino a fine aprile molti gestori attivi hanno sovraperformato l’indice di riferimento in virtù del loro posizionamento difensivo, e in questa fase non si è registrata alcuna discrepanza apparente: gli investitori sono stati prudenti, i dati pessimi. Più di recente, tuttavia, si è prodotto uno scollamento tra i mercati azionari e i fondamentali economici, in particolare negli Stati Uniti. Alcuni ritengono che non si tratti semplicemente di una questione tattica, ma non ne siamo così sicuri. La performance relativa dei titoli value vs. growth è correlata con una serie di fattori, che possono essere così classificati: prima i rendimenti obbligazionari, poi il dinamismo dell’indice PMI (indice dei responsabili degli acquisti, un indicatore delle tendenze economiche), quindi il dollaro USA e infine il prezzo del petrolio. Affinché una rotazione duri è necessario il contributo di questi fattori, ma al momento il compito principale della Federal Reserve è tenere sotto controllo i rendimenti obbligazionari. A gennaio, prima della crisi del Covid-19, gli Stati Uniti e la Cina avevano firmato un accordo commerciale di fase 1 ed erano in procinto di passare alla fase 2. Sembrava che il presidente Trump e il suo omologo cinese avessero deciso di collaborare e che il magnate statunitense fosse certamente destinato a ottenere un secondo mandato. Poi è sopraggiunta la crisi, seguita dal crollo dei dati economici. Nell’ultimo mese si è registrato un miglioramento, ma non si prevede un’accelerazione di questa tendenza. Le vendite al dettaglio statunitensi per il mese di maggio hanno evidenziato un incremento su base annua del 17% – una straordinaria ripresa – ma ad aprile erano diminuite del 15%. La crescita settimanale delle vendite “same store” è da allora tornata in territorio negativo. Il mercato sconta attualmente una ripresa a V, ma riteniamo che la perdita di posti di lavoro pregiudichi questa possibilità. Con la riapertura delle economie, i dati sull’occupazione sono destinati a peggiorare.Pertanto, a fronte di una perdita del 10% del PIL e di un mercato del lavoro stagnante, non è possibile che l’inflazione raggiunga il 2%, per cui il rendimento decennale sarà ancorato a zero. I dati degli indici PMI, intanto, mostrano che la Cina è stata la prima ad entrare in questa fase di contrazione e anche la prima a uscirne. A marzo, quando il PMI cinese è passato da 30 a 50, le azioni bancarie hanno guadagnato il 35%, ma adesso sono tornate sui loro minimi relativi. Il corollario del danno inferto ai settori ciclici è che possiamo aspettarci una ripresa della sovraperformance dei titoli tecnologici e farmaceutici. Con l’inflazione e i tassi d’interesse fermamente ancorati su livelli contenuti, è difficile trovare argomentazioni a sfavore delle azioni growth di natura difensiva. I rendimenti obbligazionari depressi riducono il tasso di sconto, favorendo gli attivi a lunga scadenza con cash flow elevati e sostenibili. Il PE relativo dei beni di prima necessità in Europa si attesta su un minimo decennale, e lo stesso vale per le utility, la tecnologia, la sanità e altri attivi a lunga scadenza.Se gli utili impiegano cinque anni per ritornare alla tendenza pre-virus, il valore attuale dei titoli azionari dovrebbe essere inferiore; ma i tassi d’interesse sono stati ridotti ovunque e i rendimenti a 10 e 30 anni sono crollati. Un calo del tasso di sconto suggerisce un aumento, non una diminuzione, delle valutazioni azionarie.

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Per lo screening del coronavirus occorre coinvolgere i farmacisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

“Dopo nove settimane di aumento costante dei contagi, è evidente che occorre coinvolgere anche i farmacisti e le farmacie per realizzare in tempi rapidi lo screening di settori sempre più ampi della popolazione, a cominciare dai soggetti più esposti ai contatti, come è il caso degli studenti e delle loro famiglie. La decisione dell’Emilia Romagna, e quella precedente della Provincia autonoma di Bolzano, vanno in questa direzione, e ci auguriamo abbia un seguito anche nelle altre Regioni” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “Già il 25 agosto, avevamo individuato nella sicurezza della ripresa dell’attività scolastica uno dei fronti nei quali farmacista di comunità avrebbe potuto svolgere un ruolo importante, sia per lo screening del personale scolastico sia per quello di studenti e genitori, e avevamo dato la nostra disponibilità a operare in questo senso. Nelle farmacie già dal 2009 si possono eseguire esami diagnostici di prima istanza, e non mancano quindi né le competenze né le risorse organizzative per procedere anche all’esecuzione di questi test. Ribadisco che non si può affrontare questa emergenza sanitaria con mezzi ordinari: occorre mettere a sistema tutte le risorse disponibili”.

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Coronavirus: tumori polmone e testa-collo sanno difendersi

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2020

Fin dall’inizio della pandemia da SARS-CoV-2 grande attenzione è stata rivolta a sapere se i pazienti oncologici sono più suscettibili all’infezione da coronavirus, se la presenza del cancro li rende più predisposti ad ammalarsi gravemente ed in generale a sapere quali sono le interazioni tra COVID-19 e cancro. Lo studio appena pubblicato dai ricercatori dell’IRCCS Regina Elena, analizza l’espressione di due geni fondamentali per l’infezione: ACE2 il recettore del virus presente sulla membrana delle cellule che viene riconosciuto e legato dalle proteine Spike, e TMPRSS2, una proteina che taglia Spike e genera la sua forma attiva, necessaria anch’essa per l’entrata del virus nelle cellule. Nel tumore, il meccanismo molecolare che causa l’inibizione della proteina TMPRSS2 e che determina una sorta di protezione delle cellule tumorali all’infezione dipende dai microRNA. “Nel nostro lavoro, – illustra Giovanni Blandino, Direttore dell’Unità di Oncogenomica ed Epigenetica IRE e primo autore dello studio – sono stati identificati un gruppo di 6 microRNA presenti in alti livelli nelle cellule tumorali, in grado di bloccare la produzione di TMPRSS2. Questa correlazione inversa tra l’espressione dei 6 microRNA e di TMPRSS2 è stata inoltre verificata in un paziente con tumore della testa-collo positivo all’infezione dal SARS-CoV-2.” “I risultati ottenuti – prosegue Blandino – suggeriscono di apprendere, proprio dagli studi condotti sulle cellule tumorali, i meccanismi molecolari che mediano la resistenza all’infezione da SARS-CoV-2.” “I microRNA inoltre,– conclude Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE – già coinvolti in diversi trial clinici per lo sviluppo di nuove terapie mirate per i tumori, grazie alla loro capacità di regolare l’espressione delle proteine coinvolte nella entrata del virus nelle cellule, potrebbero essere degli strumenti terapeutici efficaci per diminuire il tasso di infezione di SARS-CoV-2.”

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Progetto MAbCo19 su coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

AchilleS Vaccines e Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) hanno siglato un Joint Venture Agreement orientato al finanziamento e alla gestione dello sviluppo industriale del prodotto MAbCo19, frutto della ricerca su anticorpi monoclonali umani come soluzione terapeutica al SARS-CoV-2. Attraverso l’accordo, AchilleS Vaccines svolge il ruolo di coordinatore dei partner tecnici e industriali (tra cui Menarini Biotech S.r.l. e Istituto Biochimico Italiano Giovanni Lorenzini S.p.A) per garantire un rapido sviluppo farmaceutico e la produzione del primo lotto clinico del farmaco. Parallelamente, sempre nell’ambito dell’accordo, AchilleS Vaccines sta svolgendo un’intensa attività di Project Management clinico e regolatorio per assicurare il rapido avvio della fase di sperimentazione clinica e, al tempo stesso, predisporre un piano di produzione su larga scala successivo al completamento della fase sperimentale.Si realizza così una filiera tutta italiana nella risposta al coronavirus SARS-CoV-2 che, partendo dal laboratorio di ricerca e sviluppo, passa attraverso gli studi clinici per approdare alla produzione. Il tutto basandosi su un consolidato modello di partnership pubblico privata.Il valore dell’accordo è duplice se si considera che AchilleS è una startup incubata dal 2018 presso TLS, parte dunque di quell’ecosistema dell’innovazione che la Fondazione ha contribuito a creare e valorizzare fin dalla sua nascita, nel 2005. Il progetto di ricerca MabCo19 è condotto dal Monoclonal Antibody Discovery (MAD) Lab coordinato dal Dr. Rino Rappuoli presso la Fondazione Toscana Life Sciences e ha da poco completato la fase di discovery con la selezione di 3 anticorpi monoclonali umani capaci di neutralizzare in vitro il coronavirus SARS-CoV-2. L’approccio di ricerca su cui si basa è quello dell’individuazione e selezione di anticorpi monoclonali umani a partire dal sangue dei pazienti convalescenti o guariti dal COVID19. I campioni di sangue sono stati forniti, sulla base di specifici accordi di collaborazione, dall’INMI Spallanzani e dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese. La sicurezza e l’efficacia degli anticorpi monoclonali, candidati farmaco, saranno valutate attraverso gli studi clinici, con ipotesi di avvio entro la fine del 2020.

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Coronavirus e “Fase 3”, prorogate al 7 ottobre le misure per fronteggiare l’emergenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

In materia di contenimento e gestione dell’emergenza COVID-19 con il DPCM 7/9/2020 sono state prorogate le misure fissate in Agosto dal precedente DPCM (7/8/2020) con alcune modifiche. La nuova data di scadenza delle disposizioni è il 7 ottobre 2020.Sono confermate praticamente tutte le misure riguardo la mobilità, i negozi, le palestre, le attività sportive, bancarie, ricreative, etc. sia riguardo le misure igienico-sanitarie di prevenzione raccomandate per tutti (tra cui il distanziamento personale), il divieto di assembramento e le limitazioni alla mobilità in casi particolari.
Per quanto riguarda gli spostamenti da e per l’estero vengono confermati gli Stati per i quali sono previsti divieti e gli adempimenti necessari in caso di entrata in Italia, sanciti anche da provvedimenti del Ministero della salute. Per gli approfondimenti in caso di interesse sono determinanti gli allegati del DPCM 7/8/2020, in parte aggiornati dal nuovo DPCM (15 e 16 per il trasporto pubblico e 20 per gli spostamenti da e per l’estero rispetto ai provvedimenti del Min.Salute). Si ricorda sempre l’importanza di tenere in considerazione anche le disposizioni locali fissate dalle Regioni.
Per ogni dettaglio si veda la scheda pratica Coronavirus e “Fase 3”, le misure per fronteggiare l’emergenza in vigore fino al 7 ottobre 2020: https://sosonline.aduc.it/scheda/coronavirus+disposizioni+contenimento+gestione+dell_30753.php Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo.

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Coronavirus: occorre informare, invece di nascondere

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2020

Il Piano sanitario emergenziale per il Coronavirus, varato a gennaio scorso, fu secretato, cioè nascosto nei cassetti. Pochi giorni dopo fu proclamato lo Stato di emergenza.La domanda sorge spontanea: perché il Governo proclama lo Stato di emergenza senza informare del Piano sanitario? Perché un’organizzazione, la Fondazione Einaudi, è dovuta ricorrere alla magistratura per costringere il Governo a rendere pubblici i verbali del Comitato tecnico scientifico sul Coronavirus?Abbiamo sentito giustificazioni del tipo: non volevamo allarmare la popolazione. Ma è proprio la non conoscenza che aumenta i timori. Come non capirlo?La conoscenza del problema avrebbe consentito la predisposizione di programmi comprensibili e accettabili, invece, si è scelto di ricorrere a piani emergenziali dei quali non si capiva la necessità.Trasparenza e conoscenza consentirebbero di affrontare i problemi e trovare soluzioni, in particolare per quello che è un appuntamento ineludibile: l’anno scolastico.L’apertura deve fare i conti con una serie di problemi: l’agibilità delle aule, il trasporto pubblico e le misure da adottare in caso di infezioni.Si potevano programmare per tempo le azioni da svolgere, perlomeno dal 31 gennaio scorso, quando è stato decretato lo Stato di emergenza; sono passati sette mesi durante i quali poco o nulla è stato fatto. Ricordiamo che il bando per banchi scolastici è stato varato i primi di agosto, a poche settimane dalla apertura delle scuole.
Con questi problemi, con la tragedia provocata dal virus e la drammatica situazione economica, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina (M5S), è riuscita a dichiarare: stiamo per scrivere un nuovo capitolo della Storia.La realtà sfugge. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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