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Posts Tagged ‘prezzi’

Energia prezzi alle stelle. Lo Stato potrebbe intervenire, ma…. rivoluzionare politica ed economia?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

Il ministro della Transizione ecologica ha fatto sapere quello che tutti già sapevano ma che facevano finta di ignorare: le bollette energetiche schizzeranno molto in alto (+40% luce e +31% gas). E già sono al lavoro i vari giustificatori che, addirittura, ci spiegano che è un’emergenza che finirà a metà 2022 *. Nessuno è in grado di sapere cosa succederà nei prossimi mesi nel mercato energetico, legato ad umori geopolitici che, al momento, è quasi impossibile prevenire e gestire (rapporti Paesi arabi e Russia), motivo per cui crediamo sia necessario, oltre che “sperare” nel futuro, intervenire subito… facendo tesoro che il generale movimento dei prezzi verso l’alto, dato generalmente assodato per una economia che si dice sia in ripartenza, non è detto che debba essere parte di questa ripartenza. A fine giugno il Governo, a fronte di un aumento del 9,9% per la luce e del 15,3% del gas, ha spalmato 1,3 miliardi come compensazione sulle bollette. Ora non si sa se il presunto intervento sarà simile oppure verranno riviste le voci in bolletta come gli 11 miliardi annui di incentivi alle rinnovabili da spalmare in alternativa sulla fiscalità generale (e quindi sempre a carico del consumatore/contribuente). Per le decisioni da prendere, alcune cose sono certe: degli incentivi stanziati a luglio nessuno se n’è accorto e stiamo entrando nelle stagioni più fredde con consumi in crescita. Contesto in cui, anche se le previsioni geopolitiche dovessero azzeccarci, i consumatori di energia arriverebbero sfiniti alla ipotizzata ripresa… e quindi nuovi incentivi per rimediarvi? Sarebbe l’abituale politica di “mettere pezze”, senza incastonarne una che dia certezza, stabilità e futuro. Ci vorrebbe lungimiranza e dinamismo. Invece di continuare con interventi/sussidi a pioggia che rimandano problemi e scadenze, ci vorrebbe un intervento “pesante”, anzi “pesantissimo”. Lo Stato si dovrebbe far carico non solo di tutti gli aumenti distraendoli da quelli a pioggia, ma diminuire anche i prezzi correnti energetici con – perché no – inclusi i carburanti (su cui grava quasi il 70% di imposte). Non è una novità che i mercati energetici trainano tutte le economie, di produzione e di consumo. Sarebbe un’inversione di tendenza, dove lo Stato aiuta i consumi e non le posizioni di rendita (contributi di vario tipo all’esistenza di aziende e singoli): defiscalizzazione di ciò che rende ricchi aziende e consumatori quando producono e consumano. Ma…. Occorrerebbe metter mano a tutti gli equilibri politici che si basano sul favorire questa o quell’altra categoria grazie alla forza di chi se ne fa portavoce (categorie/corporazioni e partiti più o meno opportunisti ché pronti a cavalcare qualunque cosa credono porti loro consenso). Vincenzo Donvito, Aduc URL: http://www.aduc.it

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Benzina: Unc, schizzano i prezzi carburanti

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica, salgono i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,662 euro al litro per la benzina e a 1,510 euro per il gasolio.”Schizzano verso l’alto i prezzi dei carburanti. La benzina svetta a 1,662 euro al litro, un record dal 15 ottobre 2018, mentre il gasolio arrivando a 1,510 euro al litro tocca il valore massimo dal 3 giugno 2019, quando si attestò a 1.514 euro al litro” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 11 euro e 3 cent per la benzina e di 9 euro e 55 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 15,3% e del 14,5%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 265 euro all’anno per la benzina e 229 euro per il gasolio” prosegue Dona. “In un anno, dalla rilevazione del 14 settembre 2020, quando la benzina era pari a 1.392 euro al litro e il gasolio a 1.274 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 13 euro e 50 cent in più per la benzina e 11 euro e 79 cent in più per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 19,4% e del 18,5%. Un rincaro che equivale, su base annua, a una mazzata pari a 324 euro all’anno per la benzina e a 283 euro per il gasolio” conclude Dona.

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L’Europa affronta l’impennata dei prezzi dell’energia

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

I primi impatti sulla bolletta del consumatore si fanno sentire, sottolineano i quotidiano economici. Per una famiglia media, si registra un aumento di 133 euro all’anno rispetto al 2019. I prezzi sono in aumento da tempo, così come l’elettricità nei mercati all’ingrosso. Sui mercati a termine dell’energia elettrica è stata recentemente superata la soglia simbolica di 80 euro per MWh (contro i 30 euro al culmine del confinamento). Lato gas è stato superato il traguardo dei 50 euro al MWh, arrivando anche a 60 euro la scorsa settimana. La domanda è in aumento a causa della ripresa economica dalla crisi del coronavirus, mentre l’offerta da Russia e Norvegia non tiene il passo. Jef Currie, analista della banca d’investimento di Goldman Sachs, avverte di un picco dei prezzi quest’inverno, poiché anche le azioni sono state schiacciate dalla crisi del coronavirus. Un inverno più freddo del normale, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, rischia di far salire i prezzi dell’energia, minacciando i settori ad alta intensità energetica.

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Prezzi: Unc, stangata vacanze, la top ten dei rincari

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

Non c’è tregua per chi vuole andare in ferie. Dopo i rialzi record di giugno, non si arresta a luglio il rincaro dei beni e servizi legati all’estate, alla villeggiatura e allo svago. Lo denuncia l’Unione Nazionale Consumatori che ha elaborato i dati Istat resi noti ieri stilando la classifica dei prezzi più lievitati nel mese di luglio.In testa il Traporto marittimo, che vince la top ten sia degli aumenti mensili, con un astronomico +24,7% rispetto a giugno, sia nel confronto con luglio 2020, con +18,2%. Una speculazione bella e buona consentita dalla scarsa concorrenza nel settore.Al secondo posto della graduatoria mensile, il Voli nazionali, balzati del 17% rispetto al mese già vacanziero di giugno scorso, al terzo, Villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù e simili con un incremento del 15,4%. Fuori dal podio, ma per poco, i Voli internazionali letteralmente decollati del 12,3% sul mese precedente.In quinta posizione la voce che forse rappresenta più le vacanze, il pacchetto turistico: quelli internazionali sono rincarati dell’8,1%. Una mazzata anche per chi vuole fare finalmente sport dopo un anno chiuso in casa: i Servizi ricreativi e sportivi – partecipazione (piscine, palestre, impianti sportivi, stabilimenti balneari) salgono del 7,5%, mentre gli Articoli sportivi (palloni, racchette, maschere subacquee ecc. ecc.) del 4,1%. Non va molto meglio per chi vuole noleggiare un mezzo di trasporto o affittare un garage per il mese di vacanza, +3,9% sullo scorso mese. Dopo i carburanti, in nona posizione (+2,6% gasolio, +2,4% benzina), chiudono al decimo posto gli alberghi che segnano un aumento mensile dell’1,6%. Appena fuori dalla classifica i climatizzatori, con +1,5%.Nella top ten dei rincari annui, dopo il Trasporto marittimo con +18,2% e i carburanti (+16,5% la benzina, +16,2% il gasolio), che incideranno sulle tasche degli italiani che raggiungeranno la meta delle vacanze con la propria auto, in terza posizione chi ama fotografare e riprendere il luogo di villeggiatura, +8,4% le Macchine fotografiche e le videocamere.Se ne approfittano anche i musei che evidentemente intendono recuperare i giorni di chiusura e che, rispetto a luglio dello scorso anno, hanno maggiorato i prezzi del 7,4%.In quinta posizione Servizi ricreativi e sportivi – partecipazione (+5,5%), poi Alberghi, motel, pensioni e simili (+3,8%), Trasporto ferroviario passeggeri (+3,2%), in ottava posizione Trasporto aereo passeggeri (+2,3%), Ristoranti, bar e simili (+2%) e in decima posizione, gli amati gelati, che salgono dell’1,9% rispetto all’estate scorsa. “Preoccupano molto i rincari di luglio, anche perché si sommano a quelli di giugno. Inoltre va considerato che si tratta di aumenti medi. Nelle località turistiche, quindi, per alcune voci come alberghi e ristoranti i rialzi possono essere anche il triplo” commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Cereali, prezzi in rialzo e buona qualità in avvio di campagna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

La campagna cerealicola 2021/2022 inizia con segnali positivi sul fronte dei prezzi, in rialzo rispetto all’avvio della scorsa campagna, sia per il grano tenero (+18%) che per l’orzo (+25%).Questo lo scenario in cui è partita la campagna dei cereali, secondo le elaborazioni di BMTI sui prezzi all’ingrosso delle Camere di Commercio e delle Borse Merci nazionali.Nello specifico, con la raccolta ancora in corso al Nord e con i buoni riscontri sia per le rese che per la qualità della granella (l’insieme dei chicchi di grano e di altri cereali, separati dalla paglia dopo la trebbiatura), i prezzi del grano tenero destinato alla panificazione hanno esordito tra i 216 e i 220 €/t. A sostenere i prezzi del grano tenero sta contribuendo, in parte, l’aumento della domanda proveniente dagli allevamenti orientati sul grano tenero piuttosto che sul mais, aumentato del 48% rispetto al 2020, con prezzi sui 260 €/t. Per quanto riguarda il raccolto dell’orzo si registra una situazione molto variabile per le rese, con buoni riscontri al Nord e qualche difficoltà, invece, nel Lazio e in Umbria. Buona, in generale, la qualità.Le gelate di Aprile e le scarse precipitazioni di Maggio hanno inoltre impattato sulle rese della raccolta del grano duro, soprattutto al Sud, da dove proviene gran parte della produzione nazionale, rialzando lievemente i prezzi di inizio campagna a 315-320 €/t, in linea con i valori di un anno fa.

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Dl sostegni: caro prezzi edili, monitoraggi e compensazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2021

Un emendamento al dl Sostegni Bis prevede, per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi di alcuni materiali da costruzioni negli appalti pubblici, che nel caso il costo sia aumentato oltre l’8% si procederà a compensazioni in favore delle imprese.”Bene, ma non basta! L’emendamento mette una pezza che non può certo bloccare l’emorragia in corso! Intanto perché affronta solo il problema degli appalti pubblici e non quelli dell’edilizia privata, ma soprattutto perché interviene sulle conseguenze delle speculazioni sui prezzi e non risolve il problema alla radice, rimuovendo le cause di questi rialzi intollerabili” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Bisogna che ogni ricarico eccessivo dei prezzi sia considerato per legge automaticamente una pratica commerciale scorretta punibile dall’Antitrust, attraverso una definizione di prezzo anomalo” prosegue Dona. “Noi abbiamo già presentato un esposto all’Antitrust sugli aumenti dei prezzi nel settore dei materiali edili, come il raddoppio dei prezzi di noleggio dei ponteggi avvenuto in appena tre mesi. Ma non è certo che l’Antitrust proceda, come dimostrano le numerose archiviazioni contenute nel Bollettino settimanale del 28 giugno sui prezzi di vendita di beni di prima necessità durante le prime fasi del lockdown” prosegue Dona. “Queste speculazioni rischiano di compromettere seriamente il provvedimento del Superbonus, importantissimo per rilanciare la nostra economia. Ecco perché il Governo deve intervenire con urgenza in modo inflessibile” conclude Dona.

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Prezzi: Unc, stangata vacanze, la top ten dei rincari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

E’ un’estate salata quella che gli italiani, dopo essere stati chiusi in casa per un anno, si apprestano a vivere. Nonostante la gran parte delle ferie saranno trascorse nel mese di luglio e agosto, a giugno si sono già impennati i prezzi legati alle vacanze.L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat per stilare la classifica dei prodotti più rincarati nel mese di giugno. Rispetto a maggio, I voli nazionali, in un solo mese segnano un aumento del 19,7%, collocandosi al primo posto della top ten. Al secondo posto villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù e simili con un rialzo del 16,9%. Sul gradino più basso del podio i voli internazionali saliti del 10% sul mese precedente.Non si salva nemmeno chi vuole noleggiare un’auto o vuole affittare un posto auto nel luogo di villeggiatura: dovrà pagare il 6,3% in più rispetto a un mese fa. In quinta posizione la voce che forse rappresenta più le vacanze, il pacchetto turistico: quelli nazionali saranno più cari del 4,5%. Seguono il trasporto marittimo (+2,9%), i pacchetti vacanza internazionali (+2,5%), i musei, parchi e giardini (+1,8%), il trasporto ferroviario passeggeri (+1,1%), mentre chiudono la graduatoria i servizi ricreativi e sportivi che includono anche la voce stabilimenti balneari (parchi di divertimento, piscine, palestre, stabilimenti balneari, impianti sportivi) con un +0,9% (9 volte l’inflazione mensile, pari allo 0,1%).Non entrano nella top ten, anche se per un soffio, i ristoranti (+0,6%).Nella top ten dei rincari annui, al primo e secondo posto i carburanti, che incideranno pesantemente sui viaggi per andare verso l’agognata meta delle ferie. Ricordiamo che secondo l’Istat l’84% degli italiani utilizzerà il mezzo personale per raggiungere la località di vacanza. La benzina è salita rispetto a giugno 2020 del 16,2%, mentre il gasolio del 15,6%.Al terzo posto i pacchetti vacanza nazionali che rispetto a un anno fa segnano un rialzo del 9,7%. Se ne approfittano anche musei, parchi e giardini con un balzo su base annua del 9,1%. In quinta posizione l’affitto garage e il noleggio dei mezzi di trasporto (+6%), poi il trasporto ferroviario passeggeri (+5,9%), i Villaggi vacanze, campeggi (+4,5%), all’ottavo posto fast food e servizi ristorazione take away (+2,6%). Chiudono la classifica il trasporto marittimo (+2,2%) e, in decima posizione, i ristoranti con un aumento dell’1,9%.

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I prezzi delle materie prime agricole alle stelle

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Maggio 2021

E’ diventato economicamente insostenibile per gli allevatori alimentare gli animali mettendo così a serio rischio una filiera fondamentale dell’agroalimentare italiano”. Lo dichiara Marcello Veronesi, presidente di ASSALZOO – Associazione Nazionale tra i Produttori di Alimenti Zootecnici. “Ci uniamo alle richieste sia di Agrinsieme e Coldiretti al Ministero delle Politiche Agricole per la convocazione di un tavolo sull’emergenza latte, sia di Assocarni e Uniceb perché si apra subito un confronto con la GDO per sostenere le produzioni nazionali”, prosegue Veronesi. “Che un litro di latte fresco italiano valga al supermercato meno di un caffè è inaccettabile”. Secondo le ultime stime della FAO, aprile è stato l’undicesimo mese consecutivo di aumento dell’Indice dei prezzi dei prodotti alimentari. Dopo una breve flessione in marzo, sono tornate a salire le quotazioni dei cereali (+1,2%), che si assestano su un valore del 26% in più rispetto ad aprile 2020. In particolare, per il mais i prezzi si portano a un livello più alto del 66,7% rispetto a un anno fa. Anche per la soia, principale fonte proteica per l’alimentazione animale, secondo i dati Crefis, i prezzi del prodotto nazionale segnano un aumento di circa il 50% da inizio anno. “C’è il rischio – aggiunge il presidente di ASSALZOO – che il forte aumento delle quotazioni delle materie prime crei un cortocircuito per la zootecnia italiana che vede i costi di produzione superare nettamente i prezzi di vendita di carni, latte, uova e pesce”.“Il settore è stato già colpito duramente dalle conseguenze della pandemia che ha ridotto i consumi e gli scambi commerciali, aumentando l’incertezza sul mercato e sulle abitudini dei consumatori. Nei mesi scorsi i mangimisti hanno cercato di non scaricare il rincaro delle materie prime sugli allevatori ma, a fronte della consolidata tendenza rialzista, questa posizione diventa ormai impraticabile, con inevitabili conseguenze lungo tutta la filiera”. Infine “serve rilanciare i consumi interni di prodotti italiani, eliminare tutte le barriere che impediscono ai nostri prodotti di presentarsi sui mercati internazionali a più forte crescita, garantire la sostenibilità finanziaria della zootecnia nel suo complesso e un piano di potenziamento delle produzioni nazionali. È a rischio la sopravvivenza stessa della zootecnia italiana”, conclude Veronesi.

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Flash – USA: Prezzi in crescita ma spesa ferma

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

E’ l’effetto “occhi pieni e mani vuote” per i consumatori post riaperture”, a cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM. Dopo il forte dato sull’inflazione di aprile, oggi l’attesa di consenso per le vendite al dettaglio USA dello stesso mese era di andamento conseguente di consumi, ossia in tono forte ed invece…sorpresa, nulla di tutto questo. Vendite al dettaglio assolutamente deludenti, soprattutto con riferimento al cosiddetto control group, ossia quello meglio approssima l’andamento del Pil (al netto cioè di auto, componente energetica e componente edilizia). Alcune delle voci che erano state il traino principale dell’inflazione le ritroviamo nelle vendite al dettaglio come nel caso dell’auto (+2,9% m/m), Food services & drinking places (+3% m/m) o ancora prodotti per la cura della persona (+1%). Mancano all’appello, però, le voci di spesa collegate alle vendite presso le grandi catene – in alcuni casi in calo di quasi il 5% su base mensile. Cosa sta accadendo? La spiegazione passa soprattutto nella dinamica dei salari. Al momento della riapertura, i consumatori USA si stanno ritrovando con prezzi molto più alti ma con salari fermi ai livelli ante Covid, sebbene con qualche timido segnale in ordine sparso di inversione – come nel caso di McDonalds (incremento del 10% arrivando in media a circa 13$/ora) o ancora Amazon (incremento tra 0,50 e 3$ che porterebbe il salario orario fino a 18$). Biden ha provato a proporre l’incremento del salario minimo per legge ma, fino ad ora, non è riuscito nel suo intento. In estrema sintesi: quello che sta emergendo alla riapertura post covid è un forte incremento dei prezzi ma non altrettanto forte rialzo dei salari, con conseguente forte calo dei salari reali. Per ora, i consumatori USA continuano a beneficare dei sussidi – tra cui quelli per la disoccupazione maggiorati fino ad inizio settembre. In prospettiva: occorrerà valutare il tentativo di Biden di riparare a questo fenomeno ma, nel frattempo, per i mercati il segnale che arriva è che la Fed ha un motivo valido per non tirare i remi in barca, ossia i salari stagnanti che in termini reali crollano di fronte all’impennata dei prezzi.

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Prezzi: l’inflazione cresce attestandosi al +1,1%

Posted by fidest press agency su domenica, 2 Maggio 2021

Continua a crescere, ad aprile, il tasso di inflazione, che si attesta al +1,1% sull’anno.Un’accelerazione – spiega l’Istat – al confronto con Aprile 2020, mese in cui i prezzi dei beni energetici “avevano subito una diminuzione marcata.Il carrello della spesa segna un calo del -0,4%, sull’onda della diminuzione, secondo l’Istat, dei costi dei beni alimentari, di quelli per la cura della casa e della persona. Diminuzione che, soprattutto sul fronte dei prodotti alimentari, in realtà non ci sembra sia avvenuta. Anzi, stando alle rilevazioni effettuate dal nostro Osservatorio Nazionale, i prezzi di alcuni beni alimentari, soprattutto l’ortofrutta, sono anche in salita. Con l’inflazione a questi livelli, in ogni caso, le ricadute complessive per le famiglie saranno di +327,80 Euro annui.Un importo oneroso, soprattutto alla luce della crisi che i cittadini e il Paese stanno vivendo a causa delle conseguenze della pandemia.Alla luce di tale andamento si rende sempre più urgente e necessario un piano di intervento per aiutare le famiglie e rilanciare la domanda interna. Non sembrano ancora sufficienti, in questa direzione, le prime misure tracciate dal Governo, che dovrebbero agire in misura più decisa per il rilancio dell’occupazione e per il sostegno ai nuclei che si trovano maggiormente in difficoltà.In tale quadro, inoltre, è prioritario affrontare con responsabilità e attenzione la questione, sempre più grave, delle disuguaglianze e delle disparità esistenti nel nostro Paese, prevedendo misure tese a contrastarle ed a riaffermare equità e sostenibilità sociale in un’Italia sempre più divisa.

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Risalgono i prezzi dei carburanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico pubblicati ora, rincarano ancora i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,577 euro al litro per la benzina e a 1,438 euro per il gasolio. “Italia in giallo e benzina in rosso. Dopo il rialzo di settimana scorsa, che interrompeva un trend in discesa che durava dal 29 marzo, continua la corsa dei carburanti, guarda caso proprio ora che riprendono gli spostamenti degli italiani” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 6 euro e 78 cent per la benzina e di 5 euro e 93 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 9,4% e del 9%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 163 euro all’anno per la benzina e 142 euro per il gasolio” prosegue Dona.

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Prezzi: il tasso di inflazione al +0,8%

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Prosegue la risalita del tasso di inflazione, che a marzo sale a quota +0,8% sull’anno. La spinta maggiore, spiega l’Istituto Nazionale di Statistica, proviene dai beni energetici, in primis i carburanti che crescono a marzo del +1,7%. Rimane fermo, invece, il tasso relativo al carrello della spesa.Come purtroppo avevamo previsto, destano allarme i costi dei carburanti e dei beni alimentari non lavorati. I costi di questi ultimi crescono del +1%. Quello dei carburanti, in particolar modo della benzina, è un aumento che si attesta ben al di sopra di quanto dovrebbe. Sono note a tutti le tensioni sui mercati internazionali, aggravata, da ultimo, anche dall’incagliamento della nave cargo nel canale di Suez, ma le speculazioni sono sempre dietro l’angolo. Secondo i calcoli dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il prezzo della benzina, calcolando le quotazioni del petrolio ed il cambio, dovrebbe attestarsi ben al di sotto di quello attuale, almeno di 11 centesimi. Un sovrapprezzo di questa portata, in un anno, porterebbe ad un aggravio di circa +132 Euro ad automobilista. Con l’inflazione a questi livelli, complessivamente, le ricadute pe le famiglie saranno di +238,40 Euro annui. Un importo notevole, specialmente alla luce della grave crisi che i cittadini e il Paese stanno affrontando a causa delle conseguenze della pandemia. Per fronteggiare tale situazione è necessario che il Governo adotti misure adeguate ad aiutare le famiglie, oltre al sostegno alle attività economiche che si trovano in maggiore difficoltà. Un sostegno che non sia solo di carattere emergenziale, ma costituisca la base per avviare una ripresa stabile e duratura.“È giunto il momento di avviare un piano lungimirante per il rilancio dell’occupazione, la promozione di una crescita sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale, una determinata lotta alle disuguaglianze e della povertà. Inoltre è fondamentale, in questa fase, una seria azione di monitoraggio e di contrasto ai fenomeni speculativi.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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Prezzi: Unc, la top ten dei rincari durante pandemia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio sui prodotti più rincarati durante la pandemia, facendo il confronto con i prezzi di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, ossia prima che scattassero i rialzi avvenuti durante l’emergenza Covid, elaborando i dati Istat. Il record spetta alla voce E-book download, con i prezzi che sono più che raddoppiati dal febbraio 2020, con un’impennata del 54,4%. Si è approfittato, insomma, dell’esigenza di trascorrere il tempo libero in casa per far lievitare i listini.Al secondo posto il prodotto simbolo dello smart working e della didattica a distanza, ossia Computer portatile, palmare e tablet, con un balzo del 20,6%. I rincari a danno dei lavoratori e degli studenti sono anche al quinto posto con gli Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia monitor e stampanti, saliti del 12,8%, e al settimo posto, con gli Altri apparecchi per la ricezione, registrazione e riproduzione di suoni e immagini, come le cuffie con microfono, indispensabili per webinar e webmeeting, e gli E-book reader, con un incremento del 10,3%..Al terzo posto un altro bene utile per intrattenere i ragazzi a casa nel tempo libero, i giochi elettronici, con +16,9%. Un altro gruppo che ha registrato rialzi lunari è quello dei trasporti: trasporto ferroviario appena giù dal podio con +15% (per fortuna le compagnie ferroviarie avevano sostenuto di non aver aumentato i prezzi…..), voli intercontinentali al sesto posto con +10,9%.Altri segmenti di consumo per i quali si è sfruttata l’esigenza di dover stare in casa sono gli Altri piccoli apparecchi elettrici per la casa, come le centrifughe che segnano un +8,6% e, appena fuori dalla top ten, all’undicesimo posto, gli Apparecchi per la telefonia fissa, +4,9% (i telefoni fissi che si avevano non potevano bastare dal momento che tutta la famiglia era durante il giorno tra le quattro mura di casa).Al nono posto le spese bancarie, che salgono del 7% e al decimo posto le Macchine fotografiche e videocamere, +6,8%.”C’è chi si è approfittato del fatto che gli italiani erano costretti ad acquistare alcuni prodotti per via dell’emergenza Covid, in particolare lockdown, smart working e Dad, per lucrare. Gli aumenti sono talmente stratosferici che appaiono ingiustificati” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Prezzi: l’Istat stima una crescita dell’inflazione del +0,6% sull’anno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2021

L’Istat stima a febbraio un aumento dell’inflazione del +0,1% rispetto al mese precedente e del +0,6% sull’anno. Il carrello della spesa, invece, frena ancora al +0,2%.In questo modo, le ricadute pe le famiglie in termini annui, si attestano a un aumento di +173,40 Euro.Aumenti che avvengono in un momento delicato e difficile per le famiglie, che devono fare i conti con le gravi conseguenze della pandemia e con sostegni che in molti casi tardano ad arrivare. Per questo è urgente avviare misure straordinarie che prevedano: un prolungamento del blocco ai licenziamenti (così come annunciato dal Ministro del Lavoro), un sostegno alle famiglie in base alla loro situazione reddituale, un aiuto alle attività economiche, specialmente quelle che risentono maggiormente delle attuali restrizioni. “Non ci stancheremo di ribadire che, in questa delicata fase storica, è indispensabile avviare una ripresa urgente e duratura, in grado di rilanciare l’occupazione e affermare un nuovo modello di sviluppo improntato alla sostenibilità sociale, oltre che ambientale.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

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Prezzi: con l’inflazione al +0,6% ricadute di +178,80 Euro annui a famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

Prosegue la risalita del tasso di inflazione, che a febbraio si attesta a quota +0,6% sull’anno. Rallenta lievemente il tasso relativo al carrello della spesa, che frena invece al +0,3%. Con l’inflazione a questi livelli le ricadute pe le famiglie saranno di +178,80 Euro annui. Un importo non indifferente, specialmente se considerato alla luce della grave crisi che i cittadini stanno vivendo a causa della pandemia in corso. Per questo riteniamo fondamentale e urgente che il Governo adotti tutte le misure opportune per aiutare le famiglie, oltre al sostegno alle attività economiche che si trovano in maggiore difficoltà. Un sostegno che non sia solo di carattere emergenziale, ma costituisca la base per avviare una ripresa stabile e duratura. “Da troppi anni la politica economica del nostro Paese si focalizza su provvedimenti tesi a far fronte alle maggiori criticità del momento, senza che vi sia una visione generale di sviluppo, di modernizzazione e di crescita.” – afferma Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori. È ora di avviare una pianificazione lungimirante improntata al rilancio dell’occupazione, alla promozione di una crescita sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale, al serio contrasto delle disuguaglianze e della povertà, fenomeni che abbiamo visto crescere in modo esponenziale negli ultimi anni.

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Prezzi: con l’inflazione al +0,4% ricadute di +119,20 Euro annui a famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

Continua la timida ripresa del tasso di inflazione, che conferma a gennaio il rientro in campo positivo: +0,4% sull’anno e + 0,7% rispetto al mese precedente.Il carrello della spesa, invece, frena al +0,4%, allineandosi all’andamento generale dei prezzi. In questo modo, le ricadute pe le famiglie in termini annui, si attestano a un aumento di +119,20 Euro, ma temiamo tali aggravi siano destinati ad aumentare.Il dato diffuso oggi dall’Istat va osservato, infatti, in parallelo all’andamento dei consumi e dei costi delle commodities. Se da un lato assistiamo alla frenata della spesa da parte delle famiglie, ancora in forte disagio a causa della pandemia e dei suoi risvolti economici, dall’altro vi sono forti spinte al rialzo dei prezzi, dal costo del petrolio al gasolio, a materie prime alimentari come il frumento e il mais. Non dimentichiamo poi le ricadute indirette, determinate dai costi di trasporto su gomma, che il rincaro del gasolio determina su tutti i beni di largo consumo nel nostro Paese.Appare evidente, in tal senso, che il nuovo Governo dovrà prestare la massima attenzione a tali tendenze, facendo in modo che gli aumenti non siano oggetto di speculazioni (come abbiamo purtroppo denunciato più volte in passato) e che non gravino eccessivamente sulle famiglie già in forte difficoltà.Nel delicato quadro economico che attraversa il Paese un’inflazione contenuta è fondamentale per una ripresa dei consumi, pur non essendo, da sola, in grado di determinare un rilancio in tal senso. Per questo, oltre agli obiettivi delineati in campo sanitario e per lo sviluppo del Paese, riteniamo fondamentale che il Governo si impegni rapidamente e concretamente per avviare una ripresa dell’occupazione e promuovere una crescita sostenibile, che contrasti le disuguaglianze ed argini la crescente povertà.

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I prezzi dei vaccini e la strategia della ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

“Dopo immani sforzi da parte dell’opinione pubblica e di parte dell’informazione, si squarcia il velo di omertà intorno ai vaccini, in particolare sui loro prezzi e ne viene fuori una realtà sconcertante: la società del benessere prende il sopravvento sull’essere umano”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “mettendo in fila alcuni dei Paesi che si sono ‘conquistati’ le maggiori quantità di vaccino di una nota multinazionale, se ne ricava la visione che, chi paga di più vaccina di più. Così, ne deriva una discutibile asta per cui, l’Unione europea pagherebbe 15 dollari a dose, gli Usa ne verserebbero 19 mentre Israele, Paese sul podio quanto a numero di dosi inoculate ai propri cittadini, avrebbe speso ben 40 dollari per ogni immunizzato. Un criticabile mercato”. Il presidente riflette poi sulle possibilità potenziali per l’Italia: “ci auguriamo che lo spiraglio aperto con la possibilità di produrre l’antidoto in casa nostra possa invertire la rotta, la produzione in proprio di beni strategici si è rivelata fondamentale e l’esempio delle mascherine di protezione, in un primo momento irreperibili, calza alla perfezione. L’accaduto – precisa Maritato – dovrebbe farci riflettere sull’importanza di finanziare a dovere la ricerca pubblica. Senza tralasciare le ricadute economiche: chi per primo vaccina, per primo riattiva la propria economia. Di sicuro, più cittadini sono immunizzati prima si riattivano produzione e lavoro. Ragioniamoci sopra”, chiosa il presidente.

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Aumenti 2021: tra tariffe, prezzi e costi dei servizi

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2021

Come ogni anno l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha effettuato una stima sull’andamento dei prezzi e delle tariffe per il nuovo anno alle porte. Per il 2021 si prevede un forte impatto sui conti delle famiglie, pari a +795,80 Euro annui A determinare tali andamenti sono i rincari in alcuni settori, specialmente quello alimentare (i cui costi da tempo non conoscono ribassi) e a quello dei trasporti (dovuto in larga misura al maggior utilizzo dei vicoli privati a causa della paura di contagio sui mezzi pubblici).Si prospettano lievi discese dei costi per quanto riguarda la tariffa del servizio idrico con l’introduzione del nuovo sistema tariffario.Seppure in linea con gli aumenti che calcoliamo ogni anno, a peggiorare la situazione per il 2021 vi è la situazione di grave difficoltà in cui si trovano molte famiglie a causa delle conseguenze della pandemia. Non bisogna trascurar, infatti, che tali aumenti avvengono in un contesto estremamente delicato e in molti casi non faranno altro che accrescere disuguaglianze e disparità all’interno del Paese.Per questo riteniamo urgente e necessario l’avvio di un piano per il rilancio economico che punti sullo sviluppo, sulla ricerca, sull’occupazione, ma soprattutto sul contrasto alle disuguaglianze. Ci troviamo di fronte ad una sfida epocale: è doveroso nei confronti dei cittadini e del Paese operare scelte coraggiose e lungimiranti, mettendo in campo ogni sforzo e ogni risorsa per gettare basi stabili utili ad avviare una nuova fase di crescita.

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Antitrust: avviata preistruttoria su prezzi treni

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 dicembre 2020

L’Antitrust ha trasmesso ieri una richiesta di informazioni alle principali compagnie di trasporto ferroviario (Trenitalia e NTV) in relazione all’offerta dei collegamenti sulle principali tratte e al significativo aumento dei prezzi dei biglietti che si registra in alcune giornate del periodo 15 dicembre 2020-15 gennaio 2021. “Bene, ottima notizia. Si faccia subito chiarezza! E’ evidente che si tratta di una speculazione intollerabile rialzare i prezzi in modo esorbitante. I rincari ci sono sempre stati nei momenti di maggiore richiesta, così come negli orari di punta, ma non in modo così consistente. Inoltre è inaccettabile che avvenga durante un momento di così grande difficoltà per il Paese e per i viaggiatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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I dati sui prezzi dei terreni agricoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

L’andamento dei prezzi della terra nel 2019, dopo due anni positivi, segna una nuova battuta d’arresto (-0,4% rispetto al 2018) che si somma alla riduzione dell’attività di compravendita che si è verificata dopo quattro anni di continui aumenti. Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono le regioni con le maggiori riduzioni (rispettivamente -2,8% e -4,5%), ma segno negativo anche per Lombardia, Emilia-Romagna, Molise e Sardegna. Questo è il quadro che emerge dall’indagine curata dalle sedi regionali del CREA Politiche e Bioeconomia. Le ragioni della contrazione vanno ricercate nell’aggiustamento delle quotazioni in Veneto (con oltre 50.000 euro/ha detiene il primato dei valori medi regionali), nella scarsa redditività del comparto dei seminativi e nella mancanza dell’effetto trainante del comparto viti-vinicolo. Le ricadute dell’emergenza COVID sul mercato fondiario, stando ai dati raccolti nei primi mesi del 2020, evidenziano una maggiore preoccupazione per le regioni meridionali rispetto alle settentrionali, sebbene bisognerà attendere il 2021 per avere una valutazione più oggettiva della situazione. Alcune tipologie aziendali, viticoltura e floricoltura in particolare, sono state particolarmente danneggiate dall’emergenza sanitaria. Si conferma alto l’interesse anche nel 2019 per l’affitto dei terreni in alternativa all’acquisto, con una generale tendenza alla diminuzione della durata dei contratti. Il mercato è stato particolarmente dinamico nelle regioni settentrionali, con una domanda tendenzialmente superiore all’offerta, soprattutto nel caso di terreni di pregio; mentre nel meridione il mercato è stato stagnante nelle aree più interne e più dinamico in prossimità delle coste.

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