Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Posts Tagged ‘sostegno’

Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 luglio 2018

In Senato, Marco Bussetti ha presentato le linee programmatiche che ha intenzione di condurre durante il mandato: “Miglioreremo la formazione dei docenti sostegno, e definiremo degli indicatori per misurare i processi di inclusione”, ha detto il Ministro. Per poi dire ancora che “tutti gli studenti dovranno essere incentivati fino al raggiungimento del diploma”, in una scuola “che permetta a tutti gli studenti di arricchirsi attraverso il confronto con gli altri”, ad iniziare dai disabili. È intenzione del Ministro anche dare “piena attuazione al decreto 66 che intende promuovere la partecipazione della famiglia e delle associazioni come interlocutori dei processi di inclusione”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le condizioni degli alunni disabili sono fortemente mutate nell’ultimo decennio: erano 180 mila nel 2006, oggi sono 250mila e non possiamo avere gli stessi organici e delle regole che servono solo a risparmiare sugli stipendi dei mesi estivi. Se al centro delle scelte del Miur e del governo devono esserci gli studenti, come è giusto che sia, allora facciamo cadere i rami secchi e le norme assurde. Altrimenti continueremo ad assistere alla politica dei proclami e delle buone intenzioni, senza mai incidere in meglio sulla vita scolastica reale. Purtroppo il decreto legislativo 66/2017, citato dal Ministro ed in vigore dal prossimo mese di gennaio, non ha minimamente affrontato questo problema: è bene che lo faccia allora questo governo, se vuole davvero essere quello del cambiamento.

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Scuola: Sostegno alunni disabili, aperta la “caccia” ai 40mila posti liberi

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 luglio 2018

Al centro della questione sono i cosiddetti posti “in deroga”, con termine del servizio collocato al 30 giugno dell’anno successivo, benché siano cattedre vacante e disponibili. Una vergogna, legalizzata cinque anni fa con la Legge Carrozza 128/13. Anche il Ministro dell’Istruzione dice che il personale specializzato su sostegno è sempre insufficiente, a causa del mantenimento dei posti di sostegno ancora al 30 giugno nonostante le deroghe ci siano ormai ogni anno nel numero di decine di migliaia: in occasione della presentazione dell’Osservatorio per l’inclusione ha dichiarato “L’inclusione scolastica è una priorità. La via maestra per garantirla è aumentare il personale specializzato. Dobbiamo lavorare in questa direzione”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Ministro Bussetti è bene che si adoperi per superare quanto previsto dalla legge 128/13 che blocca gli organici a quelli complessivamente attivati dieci anni prima, quando il numero di alunni con disabilità certificata era quasi la metà di quella attuale, visto che siamo arrivati ad oltre 250mila iscritti. Considerando che il decreto legislativo 66/2017, in vigore dal prossimo 1° gennaio, non ha minimamente affrontato questo problema, tentando invece di introdurre elementi di medicalizzazione della disciplina di cui nessuno sentiva il bisogno, spetta a questo governo prendersi in carico il problema: bisogna assolutamente aumentare le immissioni in ruolo, procedendo con l’abrogazione dei posti in deroga e con l’assunzione immediata su almeno 40 mila posti vacanti e disponibili.

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Scuola: Sostegno disabili, 40mila posti liberi da coprire anche con le assegnazioni provvisorie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 luglio 2018

Per il sindacato Anief non è più possibile ogni anno assistere al balletto delle supplenze annuali su posti liberi, specialmente per quei 40mila insegnanti di sostegno che rappresentano un terzo della componente docente che segue da vicino gli alunni disabili. Quest’anno, in base all’accordo sulle assegnazioni provvisorie, molti di quei posti potranno essere assegnati, come ultima chance, anche a docenti non specializzati, purché abbiano prestato servizio per almeno un anno su posti di sostegno (anche a tempo determinato). A questo punto, Anief chiede che tutto l’organico residuo dei posti, compresi quelli attivati “in deroga” sul sostegno e senza titolare, sia affidato in ruolo ai docenti abilitati e specializzati, attraverso un piano straordinario specifico per la categoria. Il contemperamento tra diritto alla famiglia, per i docenti di ruolo che vogliono giustamente rientrare nella provincia di residenza dopo anni di sacrifici lontani dai propri affetti, e diritto al lavoro, dei tanti precari spasmodicamente in attesa anno dopo anno di un contratto a termine, si deve ottenere con l’assunzione in ruolo del personale su tutto l’organico; senza più nascondersi neanche dietro il dito dell’organico ogni anno attivato “in deroga” sul sostegno e con l’abolizione definitiva di qualsiasi vincolo di permanenza nella provincia di immissione in ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Chi ha fatto sacrifici per anni ha diritto ad essere finalmente stabilizzato, così come ha diritto a rientrare nella provincia di residenza chi per anni si è sacrificato anche dopo l’immissione in ruolo. I posti ci sarebbero per tutti, se solo si trasformassero quelli dell’organico in posti effettivi da utilizzare per le immissioni in ruolo e i trasferimenti. Ma anche se solo il Miur non tendesse sempre “al risparmio”, penalizzando gli alunni più deboli, con disabilità spesso molto gravi, e costringendo annualmente centinaia di famiglie ad adire le vie legali per veder riconosciuto al proprio figlio il corretto numero di ore di sostegno che gli spetta. Per noi rimane fondamentale che si metta mano agli articoli della Legge 128/2013, che impongono un’alta percentuale di posti in deroga, da cui scaturiscono oltre 40 mila supplenze l’anno, con l’aggravante che vengono assegnate tutte su posti totalmente liberi e privi di docente titolare. In caso contrario, con il crescere continuo di alunni con certificazione di disabilità, con gli ultimi dati ufficiali che quantificano in 255 mila gli iscritti certificati, il fenomeno del sostegno negato diventerà sempre più cogente.

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Scuola: Sostegno negato agli alunni disabili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 giugno 2018

Con le lezioni scolastiche appena terminate, il giovane sindacato tira le somme dell’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!” che ha prodotto un alto numero di provvedimenti favorevoli da parte del tribunale, a tutela dei diritti degli alunni disabili, ai quali il Ministero continua a negare, per motivi di cassa, il giusto apporto delle ore di sostegno. Il tutto, sempre in spregio alle indicazioni pervenute delle équipe di medici e di professionisti, incaricati di quantificare l’offerta formativa sulla base di necessità di apprendimento oggettive, da cui poi scaturisce il Piano educativo individualizzato. L’alto numero di cause vinte dimostra anche che pure il decreto legislativo 66/2017, attuativo della Legge 107/2015, non ha affrontato il problema con efficacia, limitandosi ad obbligare le famiglie con figli disabili gravi a rifare le certificazioni daccapo, mettendo in dubbio la valenza delle diagnosi in essere e spostando il problema su un piano puramente diagnostico.L’ultimo provvedimento ottenuto dai legali Anief, è giunto dal Tribunale ordinario di Roma che ha riconosciuto l’illegittimità delle decisioni degli uffici ministeriali di ridurre la portata complessiva delle ore di sostegno ad un alunno disabile, condannando il Miur a circa 5 mila euro di risarcimento danni per aver illegittimamente depotenziato le determinazioni contenute nel Pei: nella sentenza, i giudici hanno ribadito come la pronuncia della Cassazione n. 25011/2014 abbia definitivamente chiarito che “il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità”. Nell’occasione, i giudici hanno citato anche l’art. 24 della Convenzione di New York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità (resa esecutiva in Italia nel 2009) che pone a carico degli Stati aderenti il compito di predisporre un sistema educativo che preveda l’integrazione scolastica dei disabili a tutti i livelli.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Con le sentenze ottenute dai nostri legali abbiamo dimostrato che l’amministrazione compie degli abusi di potere, negando l’offerta formativa prevista. Certamente, siamo orgogliosi di aver ottenuto il rispetto dei nostri alunni più deboli, ma allo stesso tempo è giunta l’ora di smetterla con le norme tagli-ore e tagli organici, legate e meri motivi di risparmio. Servono, piuttosto, dei decreti a tutela degli alunni disabili. Non è possibile che il Ministero continui a costringere le famiglie a muoversi da sole per la tutela dei propri figli: lo Stato non può danneggiarli. Pertanto auspichiamo che d’ora in poi si realizzi una vera responsabilità istituzionale che assicuri un organico di sostegno adeguato agli effettivi bisogni dei nostri alunni. Il punto d’inizio è quello di far cadere gli articoli della Legge 128/2013 che impongono un’alta percentuale di posti in deroga, uno ogni due cattedre, da cui scaturiscono oltre 40 mila supplenze l’anno, con l’aggravante che vengono assegnate tutte su posti totalmente liberi. In caso contrario, con il crescere continuo di alunni con certificazione di disabilità, con gli ultimi dati ufficiali nazionali che ci indicano quasi 255 mila casi, il fenomeno del sostegno negato non potrà purtroppo che dilagare.

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Sostenere l’impresa agricola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 giugno 2018

“In un periodo complesso per l’economia come quello che stiamo vivendo, ritengo che l’impresa agricola vada sostenuta ed incentivata come viatico del rilancio del nostro paese. Questa deve tornare al centro del piano economico nazionale andando a valorizzare l’eccellenza del “made in Italy” anche nel mondo agricolo. In questa direzione, però, non sembrerebbero andare le politiche del ministro dall’economia Tria, che ha annunciato diversi tagli all’agricoltura, tra cui quelli agli incentivi sul gasolio” lo dichiara, in una nota, Maria Spena, deputata di Forza Italia. Tali posizioni destano non poca preoccupazione; confido nel ministro all’agricoltura Centinaio che sono sicura saprà trovare delle soluzioni in grado di fare sintesi tra le esigenze del governo e quelle di un mondo che non può essere abbandonato al proprio destino. Oggidobbiamo tendere verso un’impresa agricola che sia forte ed il compito della politica è quello di mettere in campo tutti quegli strumenti necessari affinché questo sia possibile.” Conclude.

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Sostegno, il Miur certifica il record di iscrizioni di alunni con disabilità

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 maggio 2018

Sono quasi 255mila gli iscritti che frequentano le scuole italiane di ogni ordine e grado, quasi sempre con limiti psico-fisici, e vanno a coprire il 2,9% della popolazione studentesca. In un solo anno le studentesse e gli studenti con disabilità risultano in aumento (+8,3%), con la scuola primaria che registra la presenza più elevata di alunne e alunni con disabilità, 90.845. Mentre è la scuola secondaria di I grado ad avere la più alta incidenza di disabili sul totale della sua popolazione studentesca, pari al 4%.Ma il dato che continua purtroppo a non fare notizia, pur trattandosi di un elemento producente una serie di problemi non indifferenti all’organizzazione didattica speciale, è quello della stabilizzazione del personale docente specializzato: “Entrando del dettaglio della tipologia di contratto, dei 139.554 docenti per il sostegno nell’anno scolastico 2016/2017 – scrive il Ministero dell’Istruzione – 87.605 hanno un contratto a tempo indeterminato e 51.949 un contratto a tempo determinato. La quota di insegnanti per il sostegno a tempo indeterminato sul totale dei docenti per il sostegno è pari al 62,8%; nell’anno scolastico 2001/2002 tale rapporto si attestava sul 60,8%”.Il sindacato Anief da anni ha attivato ricorsi gratuiti al Tar Lazio per garantire #nonunoradimeno rispetto a quelle chieste dalla scuola ogni anno alle direzioni regionali in presenza di handicap grave e certificato.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono 40 mila i docenti precari che ogni anno continuano ad essere chiamati ad assicurare il diritto all’istruzione e che spesso, però, sono nominati in istituti scolastici diversi minando la continuità didattica. Il decreto legislativo 66 della Legge 107/2015 non ha risolto il problema: anzi, obbliga le famiglie con figli disabili gravi a rifare le certificazioni daccapo, mettendo in dubbio la valenza della diagnosi in essere. Sposta il problema su un piano diagnostico, ma non risolve nulla da un punto di vista della didattica. Tuttavia la soluzione sarebbe a portata di mano: basterebbe stabilizzare i 40 mila posti che per diversi anni sono dati in deroga, specie dopo le sentenze delle sezioni unite della Corte di Cassazione, secondo le quali va salvaguardata la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Basta con gli indugi.

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Democrazia politica e democrazia degli interessi a reciproco sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

di Giuseppe BIANCHI. Quale sia la scelta che avverrà tra nuovo governo o nuove elezioni un’ombra inquieta graverà sul futuro del Paese in ordine a tre macro-questioni: la capacità di crescita economica, oggi a metà di quella europea, per comprimere i divari in termini di occupazione, salari, reddito delle famiglie all’interno del paese e nel confronto intereuropeo; la tenuta dei conti pubblici legata al rischio di un elevato debito pubblico esposto per il suo rifinanziamento alla speculazione dei mercati finanziari anche per il venir meno del ruolo protettivo della B.C.E.; l’ancoraggio alla moneta unica e all’Unione Europea per gestire problemi (emigrazione, sicurezza) non più alla portata dei singoli Stati nazionali.Questioni divisive nella nuova maggioranza che si sta creando, la quale tende a legittimarsi spostando le priorità sulla redistribuzione del reddito alimentando dubbi sulla loro sostenibilità.Questa inquietudine si riflette nel ruolo evocato di garanzia del Presidente della Repubblica in un contesto di debolezza e di anomalia nel funzionamento delle regole costituzionali.
E’ pur vero che esiste nel nostro Paese una governance politica articolata in un pluralismo bilanciato di istituzioni a garanzia della legittimità democratica delle decisioni. Ma nello stesso tempo è proprio in questi momenti difficili che va evocata l’altra dimensione, quella del pluralismo sociale, che sostiene lo sviluppo della vita democratica.Esiste una interconnessione fra democrazia politica e democrazia degli interessi che si auto organizzano in forma di rappresentanza collettiva, dando luogo ad ordinamenti autonomi che trovano la loro legittimità al di fuori della sfera statuale. Associazioni di imprese, corporazioni professionali, sindacati dei lavoratori, istituzioni finanziarie sono centri di potere legittimi che, benché portatori di interessi parziali, sono titolati a influenzare le decisioni politiche.
Il gioco democratico va al di là dei confini dell’equilibrio interno tra i diversi poteri dello Stato, dando vita ad equilibri diversi a seconda della capacità espressa da queste istituzioni dell’organizzazione sociale di conciliare gli interessi di parte con quelli generali del Paese.
Si dirà che anche queste istituzioni di rappresentanza collettiva condividono con le istituzioni politiche condizioni di crisi che spiegano il successo dei vari movimenti populisti quale risultato congiunto di una sfiducia dei cittadini nella politica così come del venir meno della capacità di intermediazione delle forze sociali nell’aggregare un consenso consapevole.Ma non può essere neppure sottovalutata la coincidenza fra crisi istituzionale e crisi economica e sociale.La democrazia vive di aspettative crescenti che mal si conciliano con la realtà fattuale di un paese la cui politica non riesce ad esprimere un progetto condiviso di sviluppo.In questo contesto va rivalutata l’autonomia delle parti sociali che hanno un proprio spazio di iniziative. Recente è l’accordo Confindustria-Sindacati che prevede un comune impegno alla modernizzazione del nostro apparato industriale sostenuto da nuovi scambi sociali nelle imprese e da una gestione bilaterale delle politiche del lavoro, del welfare, del territorio.Tradurre tale impegno in azioni concrete significa immettere nel sistema elementi di vitalità innovativa e di coesione sociale. Non si tratta di rievocare passate esperienze di supplenza del potere sociale al potere politico, ma prendere atto dell’interdipendenza che esiste tra democrazia politica, rappresentanza collettiva degli interessi, crescita economica e coesione sociale. E’ all’interno di questa filiera che può riattivarsi un processo di rivitalizzazione della nostra democrazia nella complessità dei suoi elementi costitutivi. (fonte: Istituto di studi sulle relazioni industriali e di lavoro)

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Scuola – Sostegno negato, in Sicilia aumentano gli alunni disabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

I sindacati sono stati informati che a cospetto di un incremento di 724 allievi con disabilità certificata sull’isola “non si assiste, invece, ad un altrettanto consequenziale aumento di posti in organico di diritto, rimandando la gestione del problema all’assegnazione di posti in deroga” fino al 30 giugno dell’anno successivo. Vanificando in tal modo la possibilità di considerare quei posti liberi, quindi utili per la continuità didattica, i trasferimenti e le immissioni in ruolo. In vista del prossimo anno, quindi, si prevede un incentivo dei ricorsi da parte delle famiglie degli alunni disabili. Del resto, è questa l’unica risposta possibile dinanzi ad uno Stato che non rispetta i diritti dei più deboli. Proprio di recente, l’Istat – attraverso un dettagliato report – ha fatto sapere che nella scuola primaria addirittura una famiglia ogni dieci ricorrere al giudice per far valere le ore di sostegno negate al figlio. E questo avviene proprio perché gli uffici scolastici non si allineano al fabbisogno di ore stabilito dall’equipe medica pubblica. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ricorda come “negli ultimi anni il nostro sindacato con l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’ ha permesso a tanti alunni di ottenere quel sostegno che nessuno voleva assegnare loro. Tutto deriva dal fatto che lo Stato si ostina a voler risparmiare sui mesi estivi non assegnati e sugli scatti stipendiali del personale: nella cinica logica di chi ci governa, infatti, conviene tenere sotto scacco un insegnante specializzato per 10 mesi l’anno con lo stipendio bloccato piuttosto che per 13 mensilità e gli incrementi previsti solo per i colleghi già immessi in ruolo. Ne consegue che oggi l’organico dei docenti di sostegno supera i 140 mila docenti, ma più di 40 mila risultano in deroga, fino al 30 giugno. Neanche il decreto legislativo 66 della Legge 107/2015 ha risolto il problema. Anief non ha mai voluto sottostare a questo stato di cose e i giudici gli hanno dato ragione. Proprio in Sicilia, a Palermo, solo pochi mesi fa hanno imposto un decreto d’urgenza, per attuare il pieno rispetto del diritto all’istruzione e all’inclusione dell’alunno disabile e l’immediata attribuzione del docente di sostegno per l’intero monte ore necessario. Famiglie, insegnanti, personale Ata, dirigenti e semplici cittadini, che intendono vederci chiaro sulla mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato, possono sempre scrivere all’indirizzo e-mailsostegno@anief.net. Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell’organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all’azione di sensibilizzazione che l’Anief promuove da anni gratuitamente con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, attraverso cui il sindacato promuove apposite impugnazioni presso il tribunale.

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Alunni disabili: la metà cambia docente di sostegno ogni anno eppure la soluzione è a portata di mano

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2018

Almeno 100 mila allievi con problemi di apprendimento (il 43% dei 233 mila alunni disabili presenti quest’anno nelle classi di ogni ordine di scuola) si sono visti assegnare un insegnante specializzato diverso: tuttavia, la rivista Tuttoscuola ha calcolato come una spesa per le Casse dello Stato di circa 1.650 euro per alunno disabile permetterebbe la stabilizzazione dei posti di sostegno. Solo il 7% di quanto già si spende, ma il risultato sarebbe del tutto diverso. Una soluzione è necessaria, anche perché aumenta di anno in anno il numero degli alunni disabili (+106% negli ultimi vent’anni) e con esso anche quello dei docenti di sostegno precari: 10 mila nel 99-00 (17% del totale docenti di sostegno), 30 mila nel 2004-05 (38%), 40 mila nel 2007-08 (45%!), 41.021 nel 2016-17 (29,8%). Che ‘deroga’ è un fenomeno che da decenni riguarda una fetta così larga del corpo degli insegnanti di sostegno? Una contraddizione in termini. Eppure ancora oggi dunque quasi un insegnante di sostegno su 3 è ‘in deroga’, cioè precario per scelta (dello Stato), non per necessità.Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Ben 100mila alunni disabili sono costretti a subire il valzer dei 41 mila supplenti chiamati ogni anno su posti vacanti e disponibili, ma esclusi dal reclutamento per colpa delle leggi dello Stato. Per ragioni di finanza, applicando la L.244/07, sino alla più recente L.128/13, l’organico di diritto del sostegno è bloccato al 70% di quello annualmente utilizzato, nonostante invece ogni anno cresca di quasi 8 mila unità il numero di alunni con disabilità certificata iscritti nelle nostre scuole. Inoltre, ora che secondo la Cassazione i precari hanno diritto allo stesso trattamento economico dei colleghi di ruolo, non si comprende perché debba essere impedito il diritto alla continuità didattica da parte del personale a tempo determinato: è un problema facilmente risolvibile, non con l’assegnazione di supplenze triennali, come autorizza il D.lgs 66/17, ma piuttosto con la stabilizzazione del personale e incentivi a permanere nei ruoli e non invece penalizzazioni per i passaggi di ruolo.

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Povertà: quasi 900mila con sostegni reddito

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 aprile 2018

Le persone beneficiate da misure di contrasto alla povertà sono nel primo trimestre 2018 quasi 900 mila, 251 famiglie per un totale di 870 mila componenti. E’ quanto riporta oggi l’Inps ed il Ministero del Lavoro.”Bene, ma non basta. Il Rei è forse il provvedimento migliore varato nella precedente legislatura, ma il problema è che i dati di oggi attestano che finora la misura di contrasto alla povertà ha raggiunto appena il 15,5% delle famiglie in povertà assoluta, pari ad 1 milione e 619 mila famiglie, ed il 18,3% degli individui poveri, pari a 4 milioni e 742 mila” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Senza contare che l’importo medio mensile, pari a 297 euro, è talmente basso che non è nemmeno sufficiente per far uscire i beneficiari dalla soglia della povertà assoluta” prosegue Dona.”Per questo chiediamo al prossimo Governo di triplicare gli stanziamenti” conclude Dona.

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“Aiutateci a sostenere il processo di pace”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Il South Sudan Council of Churches – che rappresenta le Chiese cristiane del Sud Sudan – a Roma per consultazioni con Sant’Egidio, dopo essere stato ricevuto da Papa Francesco, ha espresso in conferenza stampa la sua volontà di sostenere il processo di pace nel Paese e ha chiesto alla Comunità di facilitare il cammino verso la riconciliazione con nuove iniziative che verranno messe a punto prossimamente.
“Ringraziamo la Comunità – ha detto a Sant’Egidio il segretario del Consiglio che rappresenta tutte le Chiese cristiane del Sud Sudan, padre James Oyet Latansio – per averci ospitato e per avere condiviso la nostra consultazione. Abbiamo discusso su come raggiungere la pace per il nostro popolo, su come arrivare alla fine di una guerra di fratelli contro fratelli che è costata troppo dolore e povertà e che ha causato, oltre alle vittime, milioni di profughi”. Padre James ha anche raccontato l’affetto con cui Papa Francesco aveva accolto poche ore prima la delegazione in Vaticano: “Non è stato un incontro protocollare: abbiamo parlato del nostro Paese, pregato insieme e auspicato il raggiungimento della pace. Il Papa ha a cuore la nostra situazione e ha nuovamente espresso il suo desiderio di scendere fino al Sud Sudan per stare vicino al popolo che soffre. Noi aspettiamo di sapere quando verrà”.
Mauro Garofalo ha assicurato il sostegno di Sant’Egidio al processo di pace “attraverso una stretta collaborazione tra il Consiglio delle Chiese e la Comunità, che permetterà di elaborare nuove iniziative comuni”.

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Sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Tre nuovi accordi e €1,5 mld a supporto di export e internazionalizzazione. Obiettivo dei nuovi accordi è ampliare la storica collaborazione tra Intesa Sanpaolo e il Polo SACE SIMEST, offrendo tutti gli strumenti necessari ad accompagnare le imprese clienti in ogni fase del loro processo di crescita internazionale: dall’aggiudicazione all’esecuzione delle commesse all’estero, dai finanziamenti per l’internazionalizzazione alle garanzie per l’approntamento delle forniture fino ai servizi di recupero dei crediti all’estero.
Il primo è un Accordo Quadro di Partecipazione per la condivisione del rischio che migliorerà l’accesso per le imprese clienti ai prodotti di trade finance tra i più diffusi nel commercio internazionale. L’intesa, siglata dalla Divisione Corporate e Investment Banking di Intesa Sanpaolo, consentirà infatti un più agevole coinvolgimento di SACE nella copertura dei rischi connessi sia alle conferme dei crediti documentari utilizzate per il pagamento delle forniture all’estero, sia al rilascio delle garanzie contrattuali a beneficio delle aziende italiane richieste per l’aggiudicazione e l’esecuzione di commesse internazionali.
Il secondo accordo è stato siglato tra Intesa Sanpaolo e SACE SRV, società del Polo SACE SIMEST specializzata in servizi di recupero crediti all’estero. L’alleanza permetterà ai clienti di Intesa Sanpaolo di accedere a condizioni competitive ai servizi di SACE SRV, che comprendono la gestione delle diverse fasi dell’attività stragiudiziale e giudiziale per il recupero dei crediti vantati verso controparti estere. Per facilitare e accompagnare l’offerta del servizio, Intesa Sanpaolo mette a disposizione la propria capillare rete di filiali in Italia, le proprie strutture specialistiche dedicate all’internazionalizzazione e un’ampia gamma di prodotti-servizi che rispondono alle esigenze delle imprese che operano all’estero.
Il terzo accordo consiste nel rinnovo della Convenzione tra SACE e Mediocredito Italiano (Gruppo Intesa Sanpaolo), che mette a disposizione delle PMI nuovi finanziamenti a medio-lungo termine, erogati da Mediocredito e garantiti da SACE, destinati ad attività d’internazionalizzazione (linea International+).
I tre accordi confermano e rafforzano la collaborazione in essere tra le parti nell’ottica di supporto all’export e pongono le basi per una sempre più stretta cooperazione nell’offerta di strumenti che accompagnino le imprese italiane nel loro processo di internazionalizzazione.

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Scuola – Sostegno: l’Istat certifica il boom di ricorsi in tribunale delle famiglie per ottenere le ore di didattica specializzata negate dallo Stato

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Diventa un fenomeno comune, soprattutto nel Sud Italia, quello di vedersi riconoscere le ore settimanali stabilite dalla equipe di medici cui gli uffici scolastici non danno seguito. La tendenza in crescita è rilevata dal report pubblicato dall’Istat, in queste ore, sull’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado: se si analizzano i cambiamenti di insegnante, ben il 41,1% degli alunni nella scuola primaria e il 37,2% in quella secondaria di primo grado sono caduti in questa cattiva prassi. Nel report annuale, inoltre, si evidenzia che circa il 9% delle famiglie di alunni con disabilità della scuola primaria e il 5% della secondaria di primo grado hanno presentato negli anni un ricorso per ottenere l’aumento delle ore di sostegno: si sono rivolti al Tribunale civile o al Tar il 6,7% delle famiglie degli alunni della scuola primaria e il 4,7% di quelle della scuola secondaria di primo grado. Nell’a.s. 2016/17, gli alunni con disabilità erano circa 90 mila nella scuola primaria (pari al 3% del totale degli iscritti) e 69 mila nella scuola secondaria di I grado (il 4% del totale): in tutto, circa 3 mila in più rispetto all’anno precedente. Se si considera anche la secondaria di secondo grado i numeri diventano impressionanti: oggi, sono iscritti ad un corso di studi della scuola pubblica circa 280mila alunni, quasi il doppio dei 160mila del 2006. Eppure l’organico di diritto è bloccato al 70% del fabbisogno. E il tentativo di bloccare i posti in deroga è stata bocciata dalla Consulta nel 2010.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Oggi più che mai il diritto all’istruzione rimane ad appannaggio dei tribunali. Lo sa bene l’Anief che con l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’ ha permesso a tanti alunni di ottenere quel sostegno che nessuno voleva dare loro. Tutto ha avuto origine con l’articolo 40 della Legge 449/1997, introdotta come provvisoria dei posti in deroga su sostegno, da assegnare con contratto a tempo determinato per garantire il diritto allo studio degli studenti con disabilità, poi reiterata nel tempo: la norma transitoria è stata infatti riproposta nel 2007, sancita nel 2010 e confermata dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza con la Legge 128/2013, che ha portato a 90mila unità di organico, imponendo però sempre la copertura del 30% dei posti di sostegno liberi con supplenze 30 giugno. Oggi l’organico dei docenti di sostegno è di oltre 140 mila docenti, ma più di 40 mila cattedre sempre in deroga: sono queste le ‘forze’, insufficienti, con cui i 280mila alunni con disabilità o problemi di apprendimento dovrebbero vedersi garantito il diritto allo studio. E nemmeno il decreto legislativo n. 66 della Legge 107/2015 fa giustizia. Pensare che lo Stato possa ‘risparmiare’ sui diritti dei più deboli concretizza il vero fallimento del nostro sistema pubblico di istruzione. Ecco perché insistiamo con i ricorsi, la cui crescita è stata ora registrata dall’Istat.
Famiglie, insegnanti, personale Ata, dirigenti e cittadini che intendono vederci chiaro per la mancata nomina dei docenti di sostegno o delle ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche dello Stato possono sempre scrivere all’indirizzo e-mail sostegno@anief.net. Il ricorso per ottenere la stabilizzazione dell’organico di sostegno con la trasformazione dei posti in deroga in posti in organico di diritto fa da corollario all’azione di sensibilizzazione che l’Anief promuove da anni gratuitamente con l’iniziativa “Sostegno, non un’ora di meno!”, attraverso cui il sindacato promuove ricorsi presso il tribunale.

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Misure straordinarie a sostegno dei lavoratori dell’edilizia

Posted by fidest press agency su domenica, 28 gennaio 2018

lavoratori edilizialavoratori edilizia1Recepiti gli accordi sindacali raggiunti dalle parti Ance Fillea, Fenel e Filca in merito a nuove assistenze, riduzione di contributi alle imprese regolari, massima attenzione a salute, sicurezza, istruzione ed informazione con l’APP mobile
Ieri sera il Comitato di Gestione della Cassa Edile di Siena, presieduto da Giannetto Marchettini e dal Vice Presidente Serafino Marino, ha recepito gli accordi sindacali provinciali e deliberato il nuovo regolamento delle assistenze.In sintesi massima attenzione alla salute, sicurezza, istruzione ed informazione; quest’ultima fornendo un’applicazione per smartphone con la quale gli operai riceveranno, in tempo reale, le comunicazioni sulle prestazioni economiche della Cassa. Per favorire la tutela della salute, la Cassa Edile di Siena corrisponderà il rimborso delle giornate lavorative per fare esami diagnostici oltre alle visite specialistiche, già previste come i rimborsi per protesi dentarie, oculistiche, acustiche ed ortopediche.
Un doveroso e particolare impegno per garantire la sicurezza sul lavoro con la fornitura di scarpe antinfortunistiche di altissima qualità.
Le imprese in regola con il pagamento dei contributi e con le ore denunciate otterranno le scarpe antinfortunistiche gratuitamente per gli operai ed una riduzione contributiva dell’1%.
Gli iscritti otterranno anche i rimborsi delle spese sostenute per l’istruzione dei figli e borse di studio dalle medie all’Università.
Infine un rimborso delle spese sostenute presso i CAAF convenzionati per la denuncia fiscale (730).
Marchettini e Marino dichiarano: “In tema di sicurezza le parti sociali provinciali hanno sottoscritto un accordo per avere il rappresentante dei lavori per la sicurezza territoriale (RLST) aderendo all’Associazione Toscana SLC, pertanto le imprese iscritte alla Cassa Edile di Siena potranno avere questo servizio che per almeno tre/quattro anni sarà completamente gratuito.” (foto: lavoratori edilizia)

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Scuola: È di oltre il 15% il tasso di precarietà nella scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneIl tasso di precarietà rilevabile dai dati pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato per il 2014 era del 5,5%, mentre quello della scuola statale si attestava al 14,6%, quasi il triplo di quello degli altri comparti pubblici. Un tasso di precarietà, quello della scuola statale che, evidentemente, ha natura non congiunturale ma strutturale. Con l’emblema della “precarietà della scuola” che risiede proprio nel nodo irrisolto del “sostegno in deroga e degli spezzoni di cattedra”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): un posto su tre sul sostegno rimane in deroga, non disponibile per le immissioni in ruolo a discapito della continuità didattica. E tutto ciò nonostante 200 mila posti siano stati cancellati negli ultimi dieci anni per via della riduzione del tempo scuola, del dimensionamento e del piano di razionalizzazione. Una maxi-manovra assurda che ha preso il via con la Legge Tremonti-Gelmini 133 del 2008 e che nessun governo successivo, nemmeno gli ultimi di sinistra, hanno saputo e voluto annullare. Anzi, sul sostegno agli alunni disabili si è riuscito a fare peggio, impostando, durante la gestione della Ministra Maria Chiara Carrozza, la copertura del 30% dei posti di sostegno liberi con supplenze al 30 giugno, dunque non disponibili per trasferimenti ed immissioni in ruolo. Il blocco, attuato ai giorni nostri, è il motivo per cui oggi abbiamo più di 40 mila posti di sostegno in deroga. E con effetti nefasti per la didattica e gli alunni con problemi di apprendimento. È una tendenza che con l’incremento di allievi disabili, confermato negli ultimi 20 anni, non potrà che acuire il problema. A meno che non si decida una vola per tutte, attraverso una apposita legge, di adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, ovvero di disporre le assunzioni per ogni posto vacante e disponibile.

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Il lavoro deve essere la priorità nel 2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

opportunita-lavoro«Il sostegno al lavoro è indubbiamente l’elemento da valorizzare in questo 2018 per poter guardare al futuro con fiducia. Senza lavoro non è ipotizzabile lo sviluppo e non si creano le condizioni necessarie per il progresso: i segnali incoraggianti che da qualche tempo l’Istat registra sul fronte dell’occupazione (le ultime rilevazioni per novembre parlano di un aumento degli occupati, +0,3% su base mensile e +1,5% su base annua) devono essere colti e sostenuti sia dallo Stato, sia dai principali attori della nostra economia. Univendita fa proprie le indicazioni fatte dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del discorso di fine anno rilanciando l’impegno a essere strumento per la creazione di opportunità di lavoro e di crescita. Davanti a una politica che è ancora in cerca di un’identità e di azioni strutturali per far veramente ripartire il Paese, la vendita diretta a domicilio ha sempre fatto la sua parte: è un settore in forte espansione che ha saputo reggere con grande forza al pesante impatto della crisi economica rappresentando un punto di approdo per migliaia di giovani che cercavano un futuro nel lavoro. Abbiamo saputo crescere e siamo stati capaci di creare fiducia nei consumatori attraverso una rete di venditori a domicilio affidabile e garantita. Anche in questo inizio di 2018 Univendita è promotrice di crescita attraverso il lavoro: le oltre 18.500 posizioni aperte in tutta Italia nelle reti di vendita delle aziende associate testimoniano l’impulso concreto alla creazione di posti di lavoro. Quando si guarda con fiducia al futuro, Univendita c’è e c’è con le proprie aziende associate che rappresentano un valore aggiunto per quanti sono alla ricerca di un’occupazione dinamica, moderna e stimolante».Ciro Sinatra, nato nel 1961, è il presidente di Univendita, l’associazione di categoria che riunisce le più importanti aziende operanti nel settore della vendita diretta a domicilio in Italia. Le imprese associate a Univendita contano oltre 156mila collaboratori in tutta Italia e hanno realizzato nel 2016 un fatturato complessivo di 1 miliardo e 643 milioni di euro. La vendita diretta in Italia ha fatturato complessivamente 3,6 miliardi di euro nel 2016. Univendita, con oltre 1,6 miliardi pari al 46% del valore dell’intero comparto, rappresenta quasi la metà del mercato (fonte: Format Research, marzo 2017).

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Sostegno ai soggetti fragili e il bla, bla dei politicanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

anzianiL’ex Premier Renzi ha dichiarato, durante l’intervista a Dimartedì su La7, che bisogna trovare i soldi per aiutare chi non riesce a pagare la badante e che bisogna dare respiro a chi si prende cura delle persone anziane. “Con DOMINA promuoviamo da anni l’importanza di sostenere le famiglie datori di lavoro domestico – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – soprattutto quelle che si prendono cura di persone non autosufficienti”.
L’età media si allunga, ha ricordato Renzi durante il programma di Floris, e questo porta in tutte le famiglie esperienze di persone con Alzheimer e demenza senile che richiedono le cure di assistenti familiari i cui costi pesano sul bilancio familiare. “Siamo contenti che il dibattito politico inizi a capire l’importanza del lavoro domestico – prosegue Gasparrini – ma le parole devono essere seguite da fatti concreti”. Il settore domestico contribuisce all’1,3% del PIL (circa 19 miliardi di Euro generati da colf e badanti – dati Ricerca DOMINA) e secondo le stime dell’Associazione metà dei lavoratori domestici (circa 1 milione) attivi in Italia non è in regola. “Immaginate il beneficio in termini di valore aggiunto che potremmo avere se aumentasse la quota dei lavoratori regolari – continua Gasparrini – serve una politica di defiscalizzazione che dia respiro alle famiglie e incentivi a regolarizzare le badanti; il lavoro sommerso è un male per le famiglie, per i lavoratori e per le casse dello Stato”. (n.r. Non vorremmo far perdere una speranza a chi crede ancora alle parole gettate al vento ma, purtroppo, da anni sulla fragilità degli anziani e dei diversamente abili se ne parla solo, guarda caso, solo a ridosso di campagne elettorali. Perché il governo non interviene subito, perché non dimostra con i fatti ciò che sembrano essere le sue intenzioni sia pure per l’interposta persona del suo segretario politico? Questo problema, del resto, non si presenta oggi ma è già un qualcosa che dura da parecchio, da troppo tempo).

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Centrafrica, Sant’Egidio: “Cresce il sostegno al processo di pace avviato nel giugno scorso”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 novembre 2017

mauro-garofaloNew York. Alla fine della sessione del Consiglio di sicurezza dell’Onu dedicato alla crisi in Centrafrica, il responsabile delle relazioni internazionali della Comunità di Sant’Egidio, Mauro Garofalo, commenta positivamente la “crescita del sostegno al processo di pace”, avviato nel giugno scorso a Roma con la firma dell’”accordo politico” tra i diversi gruppi politico-militari del Paese. Ieri, nel suo intervento al consiglio di sicurezza, oltre ad avere sottolineato gli “effetti positivi” della recente visita del segretario generale Antonio Guterres a Bangui e Bangassou, Garofalo ha parlato dei “primi risultati concreti” relativi al disarmo, già avvenuto, di 200 uomini di alcuni gruppi armati, passo avanti concreto che “può determinare la credibilità dell’intero processo in corso e dimostrare che il programma può funzionare”. “Dialogo politico e ascolto delle istanze locali sono efficaci”, ha aggiunto il rappresentante di Sant’Egidio: “Secondo il primo progetto pilota, puntiamo a smobilitare entro la fine dell’anno 600 uomini dei gruppi armati per integrarli nell’esercito repubblicano e in altri programmi civili”.
Altri interventi nel corso di questa sessione del Consiglio di sicurezza hanno fatto registrare un sostegno significativo al processo di pace avviato nel giugno scorso grazie alla mediazione di Sant’Egidio, in particolare quello della Federazione Russa (“Abbiamo appoggiato sin dall’inizio l’accordo di Roma”) e quello del rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la Repubblica Centrafricana, Parfait Onanga-Onyanga.

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Scuola: Sostegno record

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl dato è contenuto nel Focus che il Miur pubblica sul sostegno all’inizio di ogni anno scolastico all’interno del dossier “Anticipazione sui principali dati della scuola statale”. I posti di docenti istituiti per l’a.s. 2017/2018 – scrivono da Viale Trastevere – sono complessivamente 819.049, di cui 680.200 sono posti comuni e 138.849 sono posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia che l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono comprese anche le deroghe. Occorre ricordare, infine, che l’adeguamento dell’organico alle situazioni di fatto per la parte delle deroghe per il sostegno è in via di consolidamento e pertanto i dati sono provvisori.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo 100mila docenti in organico di diritto, ma ce ne sono almeno 40mila con i contratti in deroga fino al 30 giugno. Sono supplenze annuali che si trascinano da anni, con tutti i problemi che una scelta del genere comporta. Ad iniziare dal disagio che si procura agli alunni. Si è tanto parlato di riforma del sostegno, ma, a parte le chiacchiere, ci ritroviamo sempre con un posto su tre ogni anno da assegnare. Inoltre, tanti docenti specializzati attendono ancora di essere convocati. Eppure la scuola è cominciata da una settimana e la Ministra aveva pure promesso che le supplenze si sarebbero concluse entro il 15 settembre scorso.Per cercare di trovare delle soluzioni a questi problemi, lo stesso presidente Anief, Marcello Pacifico, ha scritto in questi giorni alle scuole e alle famiglie, rilanciando l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”: “l’obiettivo è ottenere il rispetto del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli e dei nostri alunni che, attraverso certificazioni idonee, devono ottenere quanto previsto dalle normative vigenti a loro tutela”. I genitori, guidati dai referenti Anief, possono chiedere la documentazione utile per il ricorso: “tutti i docenti, gli ATA e i Dirigenti Scolastici possono partecipare attivamente alla nostra iniziativa informando le famiglie”.

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Sostegno alla ricerca accademica indipendente a favore dei pazienti

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

cancerLugano, Svizzera e Bruxelles/PRNewswire/ In un articolo apparso su ESMO Open [http://esmoopen.bmj.com/content/2/3/e000187 ], tre importanti organizzazioni europee impegnate nella lotta contro il cancro si sono appellate all’UE affinché rafforzi con urgenza il sostegno alla ricerca accademica indipendente a favore dei pazienti oncologici.”La ricerca accademica indipendente è in pericolo a causa della mancanza di fondi e di una normativa adeguata” ha dichiarato Rolf Stahel, Past-President di ESMO nonché cofondatore di CAREFOR. Che aggiunge: “Lavorando in stretta collaborazione con le istituzioni dell’UE possiamo essere certi che l’Europa disponga di un quadro giuridico efficace e diventi in futuro il luogo d’eccellenza in termini di ricerca e innovazione a vantaggio dei pazienti oncologici”.I principali settori che potrebbero trarre vantaggi dal contributo della ricerca accademica sono la medicina personalizzata, l’innovazione centrata sul paziente e i tumori rari.”Le questioni principali su cui chiediamo l’intervento dell’UE comprendono: l’adeguata implementazione del Regolamento sulle sperimentazioni cliniche e di quello sulla protezione dei dati; la necessità di finanziamenti a favore della ricerca indipendente; la necessità di promuovere ambienti accademici collaborativi” ha spiegato Stahel. “Chiediamo anche l’istituzione di una banca dati comune dell’Unione europea per monitorare tutte le sperimentazioni cliniche in Europa”.Altri punti critici affrontati nell’articolo del CAREFOR riguardano l’accessibilità delle cure oncologiche; la necessità di biobanche indipendenti, collaborative e di qualità; l’accettazione di nuovi metodi per la generazione e la valutazione dei dati, l’uso e la protezione dei dati elettronici del paziente.”La ricerca accademica indipendente è utile per risparmiare tempo, abbattere i costi, accelerare lo sviluppo di farmaci coperti da brevetto e migliorare l’accesso alle cure da parte dei pazienti” conclude Stahel.
lugano-vedutaCAREFOR (Clinical Academic Cancer Research Forum) è un’iniziativa congiunta di EACR
ESMO è la più importante organizzazione professionale nel campo dell’oncologia medica, con 16.000 iscritti che rappresentano oncologi provenienti da oltre 130 Paesi del mondo.
Cancer is a complex disease that is constantly evolving. It is now the most common cause of death in Europe after cardiovascular diseases. There are inequalities among European countries, potentially unsustainable healthcare systems impacting quality of cancer care and increasing number of patients with cancer with rare conditions.Clinical and translational research are the backbone in establishing scientific advances as novel treatments and advancing progress to the benefit of patients. Commercially sponsored clinical trials are responsible for developing new medicines that can treat various disease areas, including cancer. It is important to note, however, that these clinical trials only assess the viability of compounds that are chosen by a commercial entity that funds the entire process. By their design and focus, these trials need to fulfil commercial interests and market expectations, which do not always coincide with patients’ needs.As soon or even before novel treatments and compounds obtain formal market authorisation, academia will take these existing and new medicines to further conduct research in order to optimise their use, develop new combinations and with a strong focus on the patients and their needs. Established standard of care most commonly relies on clinical cancer research stemming from non-commercial entities, cooperative groups or academic clinical research.This article provides a consensus on the definition of academic research, illustrates its added value and suggests and calls to European Union institutions to support this type of research for the benefit of patients. (photo: cancer)

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