Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘sostegno’

Sostegno all’aumento delle risorse al personale del Maeci

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

“Ieri sono intervenuta in Commissione Esteri, durante l’audizione del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, per sottolineare alcuni aspetti concernenti la legge di bilancio di competenza della Commissione Affari Esteri.In particolare, dopo aver ringraziato il Ministro Di Maio e tutta la rete diplomatico consolare, per gli sforzi fatti all’inizio della pandemia anche per il rimpatrio degli italiani ho sottolineato come ci sono ancora problemi per il rientro di italiani da Panama e Repubblica Dominicana.Poi, andando nello specifico del bilancio e parlando di internazionalizzazione, ho rilevato che se aumentano i compiti dei consolati, devono aumentare anche le persone che ci lavorano facendo notare come la Farnesina abbia bisogno di nuove energie sia come personale di ruolo che come personale a contratto locale, cosa per cui presenterò emendamenti al bilancio.Quindi ho chiesto al Ministro Di Maio come l’Amministrazione degli Esteri pensa di venire incontro alle necessità di personale nelle nostre sedi diplomatiche e consolari e, sull’internazionalizzazione delle Università, come intende favorire la mobilità temporanea dei ricercatori permettendo loro di avere dei rimborsi per i giorni di ricerca all’estero. Infine, ho fatto appello al Ministro affinché sia attivato il negoziato per l’aggiornamento della Convenzione di sicurezza sociale Italia-Usa.Il Ministro Di Maio si è detto disponibile a lavorare con la Commissione per migliorare la legge di bilancio sui temi da me sollevati e ha dato apertura all’avvio del negoziato per il rinnovo della Convenzione di sicurezza sociale tra il nostro Paese e gli Stati Uniti.Un atteggiamento costruttivo che segna una differenza rispetto al passato”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Sostegno all’editoria italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

“Con il decreto firmato oggi dal ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini il governo aggiunge un importante e indispensabile tassello nel disegno complessivo di sostegno all’editoria italiana, individuando, come avevamo segnalato, nella produzione di libri d’arte e per il turismo due settori particolarmente in sofferenza” dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo l’approvazione di un intervento da 22 milioni a sostegno dell’editoria specializzata in arte e turismo e per i fornitori di servizi guida, audioguida o didattica nei musei. “Il governo sta agendo a tutto campo per il sostegno all’editoria libraria nel nostro Paese – conclude Levi – e come Associazione siamo fieri di aver contribuito a definire gli interventi più efficaci: dal sostegno alla domanda delle biblioteche e dei giovani, per arrivare fino agli aiuti diretti per i soggetti più in difficoltà della filiera, come piccoli editori e, adesso, editoria specializzata in arte e turismo”.

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REACT-EU: accordo su sostegno di 47,5 mil. euro per affrontare COVID-19

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 novembre 2020

Stamani il Parlamento europeo e il Consiglio UE hanno concluso i negoziati sulla mobilitazione di fondi UE per promuovere la ripresa dalla crisi in risposta alla pandemia COVID-19 e alle sue conseguenze sociali. Le misure hanno l’obiettivo di sostenere una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia dell’UE (REACT-EU). REACT-EU fornirà 47,5 miliardi di euro nei prossimi due anni. Le risorse saranno rese disponibili attraverso i Fondi strutturali dell’UE, con 37,5 miliardi di euro stanziati per il 2021 e 10 miliardi di euro per il 2022. Le operazioni coperte dall’accordo saranno ammissibili a partire dal 1° febbraio 2020. Inoltre, i Paesi dell’UE potranno utilizzare queste risorse aggiuntive fino alla fine del 2023, oltre alla proposta originaria della Commissione del 2022. Le risorse di REACT-EU sono aggiuntive rispetto a quelle previste nel Piano di ripresa (Recovery Plan).

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Corsi di formazione di sostegno didattico

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2020

Parma. Lunedì 16 novembre, alle 15, si terrà l’inaugurazione dei Corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. I Corsi, attivati quest’anno per la prima volta presso l’Università di Parma, sono organizzati dall’Unità di Educazione del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali-DUSIC dell’Ateneo di Parma.All’inaugurazione interverranno Paolo Andrei, Rettore dell’Università di Parma, Sara Rainieri, Pro Rettrice alla Didattica e Servizi agli studenti, Diego Saglia, Direttore del Dipartimento DUSIC, Marco Mezzadri, Delegato per la Formazione Insegnanti, Stefano Versari, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Emilia-Romagna, Maurizio Bocedi, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Parma, e i Dirigenti Scolastici Reti Territoriali Parma Andrea Grossi e Ciro Marconi. Parteciperanno all’incontro Roberta Caldin, Direttrice Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, Luigi D’Alonzo, Presidente della Società Italiana di Pedagogia Speciale, Dario Ianes, Co-Fondatore Centro Studi Erickson, Maja Antonietti, Vice-Direttore Vicario dei corsi, e i coordinatori dei corsi Dimitris Argiropoulos, Andrea Giacomantonio e Andrea Pintus.Gli interventi saranno coordinati dal Direttore dei corsi Paolo Calidoni, del Dipartimento DUSIC dell’Università di Parma. I Corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità rispondono a un’elevata domanda del territorio, dove operano molti insegnanti ancora privi del titolo, nell’intento di garantire i diritti di tutti gli alunni con una scuola inclusiva di qualità. I corsi sono autorizzati dal Ministero dell’Università e della Ricerca, a seguito di accordo con la Direzione Scolastica Regionale e il Comitato Regionale di Coordinamento Interuniversitario, e grazie alla Convenzione con le Istituzioni Scolastiche della Provincia di Parma per lo svolgimento dei tirocini. Alla selezione per i posti autorizzati disponibili (35 per il corso per insegnanti nella scuola dell’infanzia, 35 per la scuola primaria, 70 per la secondaria di primo grado e 70 per la secondaria di secondo grado) hanno partecipato circa 1500 candidati. Le prove di ammissione si sono svolte a ottobre e i Corsi dell’Università di Parma sono tra i primi a partire in Italia. L’incontro potrà essere seguito via Teams collegandosi al link disponibile sul sito dell’Ateneo.

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L’Unione europea a sostegno dei lavoratori: il programma SURE

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2020

Quali strumenti ha messo in campo l’UE per fronteggiare la crisi sanitaria, economica e sociale e per palliare gli effetti della pandemia da COVID-19 sul mondo del lavoro? Ne parliamo lunedì 9 novembre dalle 10:00 con il commissario UE all’economia Paolo Gentiloni, eurodeputati, rappresentanti del governo e delle più importanti sigle sindacali del nostro Paese. L’evento è organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea.L’Europa sta fronteggiando una crisi sanitaria ed economica senza precedenti dal dopoguerra. In Italia, più di 3 milioni di famiglie hanno visto il loro reddito dimezzarsi e il 50% delle imprese sono a rischio chiusura, con centinaia di migliaia di lavoratori che potrebbero perdere il posto.L’Unione europea ha messo in campo strumenti straordinari per far fronte alla crisi e far ripartire l’economia. Oltre al Piano per la ripartenza, ai prestiti BEI e agli impegni di acquisti per 1710 miliardi della BCE, è già operativo il programma SURE, con 100 miliardi di prestiti a condizioni molto convenienti. SURE è un acronimo: sta per “Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency”, ovvero aiutare i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro con un sussidio europeo.SURE è stato studiato proprio per i Paesi più colpiti dalla pandemia e dalla crisi economica, come Italia e Spagna. Difatti, il nostro Paese, con 27 miliardi, è il primo beneficiario di SURE, e ha già ottenuto una prima linea di credito da 10 miliardi.Questa misura, nella pratica, si concretizzerà in un sussidio pubblico, che potrà garantire il posto di lavoro a milioni di cittadini europei. I lavoratori potranno così continuare ad avere reddito e potere di acquisto, con un impatto positivo su tutta l’economia. Nel tempo libero creatosi con la diminuzione delle ore di lavoro, i dipendenti potranno seguire corsi di formazione utili per il loro percorso professionale e per la stessa azienda. In questo contesto, è importante che i rappresentanti dei sindacati possano confrontarsi con quelli delle istituzioni europee e nazionali sul migliore utilizzo di questo importante strumento.

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Sostegno al turismo sostenibile? Tante parole pochi fatti

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Non solo le città d’arte fanno del nostro territorio una delle principali mete turistiche a livello mondiale: un nuovo tipo di turismo, ambientale e sostenibile, di riscoperta del territorio e delle tradizioni locali, è nato in questi anni e cresce rapidamente, in risposta ai bisogni e ai desideri dei viaggiatori. Sono le Guide Ambientali Escursionistiche (GAE) le figure professionali con il compito di accompagnare in natura in sicurezza, divulgando ed educando alla sostenibilità ambientale, oggi duramente colpite dalla paralisi economica che ha investito il Paese.La stagione turistica conclusa dimostra che la filiera turistica verde e l’economia sostenibile a basso impatto, costituiranno una delle forze principali del paese nella fase di rilancio post covid ma a fronte di grandi dichiarazioni di aiuto al settore tramiti incentivi, la figura delle GAE rimane tuttora esclusa dalle misure attuali di ristoro. Chiediamo con questa lettera aperta un atto di lungimiranza e innovazione, che accosti la nostra figura professionale a quelle del turismo tradizionale: un segnale concreto verso la ripresa delle attività e a favore dello sviluppo di un’economia sempre più sostenibile.

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Scuola: Sostegno, cercasi docenti specializzati

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

In Italia mancano all’appello almeno 50 mila insegnanti specializzati nel sostegno. E chi governa la scuola cosa fa? Invece di fare del tutto per assegnare alle classi e agli alunni disabili degli insegnanti con titoli adeguati, quindi che hanno svolto i corsi universitari ad hoc, si limita ad organizzare specializzazioni riservate ad un numero ristretto di candidati: appena un quarto delle cattedre libere. Con l’aggravante di mal distribuire pure i posti rispetto ai potenziali interessati: così proprio nelle passate settimane si è arrivati al paradosso di 50 candidature per 458 posti di specializzazione previsti dalla regione Piemonte. Una decisione che ha convinto il sindacato a predisporre dei ricorsi finalizzati ad essere ammessi e partecipare agli scritti del V ciclo Tfa sostegno per gli alunni disabili certificati.Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, “se non si apriranno i corsi a tutti, continueremo a ritrovarci con aspiranti docenti di sostegno validi e motivati a svolgere questo delicato ruolo d’insegnamento estromessi, mentre laddove vi è bisogno continueremo ad allestire inutili selezioni per selezionare meno candidati rispetto ai posti messi a bando. E con il tempo le cose non potranno che peggiorare, visto che – ha concluso il sindacalista – la quantità di iscritti con disabilità sale al ritmo di 8-10 mila in più l’anno e una percentuale non indifferente di docenti specializzati va in pensione o torna su disciplina”.

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Scuola: Sostegno, 84 mila cattedre a supplenza ma si fa di tutto per tenere lontani i docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Quella che si sta determinando sul sostegno è una situazione che diventa sempre più paradossale, dal momento che “il numero di studenti con disabilità continua ad aumentare”. I numeri sono eloquenti: negli ultimi 22 anni si è più che raddoppiato (+138%) e continua a crescere (nell’ultimo anno +5% rispetto al precedente). Nel 1998 vi era un alunno con disabilità ogni 67 alunni (1,5% del totale), oggi ve ne è uno ogni 28 (3,5% del totale). Presto sarà in media presente un alunno con disabilità certificata in ogni classe della scuola italiana: 1 ogni 25.Anche il concorso straordinario lascerà immutato il quadro delle necessità: basta ricordare che “per i 4.069 posti di sostegno per la secondaria di I grado (scuola media) il numero dei candidati complessivi è di soli 1.413, pari a circa un terzo del totale. In 13 Regioni su 18 ci sono meno candidati che posti. Alla fine del concorso rimarranno vacanti 2.720 posti, sempre che tutti i candidati riescano ad ottenere nella prova scritta almeno il punteggio minimo di 56/80. E lo stesso fenomeno si osserva per il concorso straordinario per il sostegno nella secondaria di II grado”.Dallo studio di Tuttoscuola, “il dato più clamoroso” risulta “quello della Lombardia dove sono stati messi a concorso ben 1.259 posti (quasi un terzo del totale), ma che registra soltanto 261 candidati iscritti: non saranno assegnati, quindi, quasi mille posti”. In percentuale, però, va ancora peggio in Piemonte, dove per 458 posti si sono candidati appena 50 docenti, quindi circa il 90% dei posti banditi continueranno ad andare a supplenza.Anche per il concorso straordinario nella secondaria di II grado c’è un sostanziale disinteresse: complessivamente, vi sono “più posti (1.600) che candidati (1.332). Ancora una volta la Lombardia ha il primato negativo: soltanto 100 candidati per 421 posti con uno scoperto di 321 posti che rimarranno vacanti, seguita dal Piemonte con 223 posti senza vincitori finali, dal Veneto (212) e così via altre quattro Regioni con più posti che candidati. Alle superiori però il fenomeno è ribaltato al Sud: in Campania per 6 posti concorrono 215 candidati, in Sicilia 128 candidati per 9 posti; eccedenza di candidati rispetto al numero di posti anche in altre 8 Regioni meridionali e centrali”. Sempre secondo Tuttoscuola, questa “situazione rovesciata produrrà un paradosso: il concorso straordinario per il sostegno – che ha costi organizzativi notevoli – si concluderà con almeno 3.700 posti vacanti (quasi tutti al Centro-Nord) e oltre 700 candidati sicuramente esclusi (quasi tutti al Sud). E questo nonostante al Sud ci siano in proporzione molti più posti in organico che al Nord”. Citando le principali cause che portano al tiepido interesse verso la professione di docente di sostegno, la rivista specializzata sostiene che “il percorso per diventare insegnante di sostegno prevede alcuni ostacoli non indifferenti. Il primo per conseguire la specializzazione, requisito necessario per diventare docenti di sostegno, è rappresentato dal tempo necessario (un anno almeno) per la frequenza di corsi universitari a numero chiuso (TFA), un tempo che va ad aggiungersi a quello impiegato per conseguire la laurea magistrale, senza contare che per accedere a posti di ruolo occorre anche il possesso dell’abilitazione all’insegnamento”. Inoltre, “il numero chiuso per l’accesso a questi tirocini formativi universitari esclude altri potenziali candidati. Dopo la preselezione (con un costo di iscrizione di 100-200 euro), per gli ammessi c’è anche il costo di iscrizione e frequenza ai corsi (mediamente circa 4 mila euro)”.

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Concorso straordinario per il sostegno: più posti che candidati

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Chi vuol essere insegnante di sostegno? No, non è il titolo di un nuovo format televisivo, ma uno dei problemi del nostro Paese che vede ancora troppi posti vacanti per il sostegno, mentre il numero di studenti con disabilità continua ad aumentare. Un buco enorme che non verrà coperto nemmeno dal concorso straordinario: per i 4.069 posti di sostegno per la secondaria di I grado (scuola media) il numero dei candidati complessivi è di soli 1.413, pari a circa un terzo del totale. In 13 Regioni su 18 ci sono meno candidati che posti. Alla fine del concorso rimarranno vacanti 2.720 posti, sempre che tutti i candidati riescano ad ottenere nella prova scritta almeno il punteggio minimo di 56/80. E lo stesso fenomeno si osserva per il concorso straordinario per il sostegno nella secondaria di II grado. Quali ragioni sono alla base di questa carenza di personale specializzato in alcune aree del paese? Tuttoscuola prova a dare una risposta a queste domande in un dossier di prossima pubblicazione, di cui anticipiamo alcuni dati e analisi. Partiamo dai numeri. Per quanto riguarda il concorso straordinario nella secondaria di I grado, in 13 Regioni su 18 ci sono meno candidati che posti. Alla fine del concorso rimarranno vacanti 2.720 posti, sempre che tutti i candidati riescano ad ottenere nella prova scritta almeno il punteggio minimo di 56/80. Il dato più clamoroso è quello della Lombardia dove sono stati messi a concorso ben 1.259 posti (quasi un terzo del totale), ma che registra soltanto 261 candidati iscritti: non saranno assegnati, quindi, quasi mille posti. In Piemonte per 458 posti solo 50 candidati. Almeno l’89% dei posti banditi resteranno scoperti.D’altronde il numero di alunni con disabilità continua ad aumentare su tutto il territorio. Come ha ricordato il recente dossier di Tuttoscuola sul tema, negli ultimi 22 anni si è più che raddoppiato (+138%), e continua a crescere (nell’ultimo anno +5% rispetto al precedente). Allora vi era un alunno disabile con disabilità ogni 67 alunni (1,5% del totale), ora uno ogni 28 (3,5% del totale). Presto ve ne sarà in media uno ogni classe nella scuola italiana (1 su 25). E il crescente numero di alunni con disabilità determina un parallelo aumento di posti di sostegno che il sistema fatica a stabilizzare. È di questi giorni la previsione contenuta nella manovra di bilancio per il 2021 di stabilizzare 25 mila posti di sostegno. Ma perché non si trovano insegnanti di sostegno? Innanzitutto il sistema subisce una continua “emorragia” con il passaggio di docenti di sostegno al posto comune. Inoltre il percorso per diventare insegnante di sostegno prevede alcuni ostacoli non indifferenti. Il primo per conseguire la specializzazione, requisito necessario per diventare docenti di sostegno, è rappresentato dal tempo necessario (un anno almeno) per la frequenza di corsi universitari a numero chiuso (TFA), un tempo che va ad aggiungersi a quello impiegato per conseguire la laurea magistrale, senza contare che per accedere a posti di ruolo occorre anche il possesso dell’abilitazione all’insegnamento. Il numero chiuso per l’accesso a questi tirocini formativi universitari esclude altri potenziali candidati. Dopo la preselezione (con un costo di iscrizione di 100-200 euro), per gli ammessi c’è anche il costo di iscrizione e frequenza ai corsi (mediamente circa 4 mila euro).Un paio d’anni fa il ministro Marco Bussetti realizzò l’impegno di specializzare nell’arco di due-tre anni almeno 40 mila docenti di sostegno. Servirà a colmare il vuoto registrato nel settore, ma nel frattempo, in attesa di quella boccata d’ossigeno (che comunque potrebbe non bastare), diverse graduatorie sono ancora in sofferenza.Ma il percorso arduo per conseguire la specializzazione non rappresenta certo l’unico ostacolo per chi sogna di diventare insegnante di sostegno. A questo si aggiunge la delicatezza e complessità del lavoro, a contatto con situazioni personali difficili e toccanti e la scarsa integrazione con i colleghi del consiglio di classe. E ora si aggiunge il vincolo quinquennale sulla stessa sede, introdotto da settembre 2020 per i nuovi immessi in ruolo. Forse è arrivato il momento di pensare a un nuovo modello per il sostegno: meno insegnanti di sostegno, più specializzati, meglio pagati, che operino in centri territoriali specializzati per patologia e che si interfaccino con i docenti su posto comune, chiamati a occuparsi collegialmente anche degli alunni con disabilità, come peraltro la normativa già prevede. Anche se nella maggior parte dei casi i genitori non lo sanno e gli insegnanti curricolari (e forse pure quelli di sostegno) lo dimenticano (o fingono)… Di più su tuttoscuola.com

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Banco BPM e SACE al fianco di e-work a sostegno del mercato HR

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Banco BPM e SACE hanno finalizzato un’operazione di finanziamento da 1,5 milioni di euro a supporto della liquidità del gruppo e-work, per sostenere i principali servizi offerti dall’azienda in ambito HR.L’operazione è stata perfezionata in piena emergenza Covid-19. Grazie al finanziamento della durata di 5 anni, erogato da Banco BPM tramite la propria struttura Mercato Corporate Milano e garantito in tempi brevi da SACE ai sensi del Decreto Liquidità attraverso Garanzia Italia, e-work potrà sostenere i principali servizi pensati per affrontare e gestire le necessità dei propri clienti: dallo Staffing Temporary e Permanent alla Formazione, dall’Outplacement all’Assessment sino alla gestione delle Politiche Attive del Lavoro.e-work SpA nasce nel 2000 ed è specializzata nella consulenza e gestione di soluzioni HR. E’ una Società in grado di affrontare e gestire le necessità di compagnie multinazionali e corporate, enti pubblici, aziende dal profilo nazionale e regionale, nonché gruppi locali. L’azienda opera sia a livello nazionale sia accompagna i propri partner nei mercati stranieri, grazie ad una rete di società partecipate all’estero. e-work serve annualmente oltre 1200 aziende e 40 mila persone.

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Sostegno economico per categorie che subiscono limitazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

“Insieme alle misure più stringenti e uniformi che arriveranno con il DPCM, ci saranno subito sostegni economici per quelle categorie che subiranno delle limitazioni per fermare la diffusione del virus. Provvedimenti, a cui stiamo lavorando in queste ore, che verranno adottati in modo rapido, per assicurare ristori, indennizzi e cassa integrazione a tutte le realtà coinvolte. Più di quanto abbiamo già fatto a marzo. Sono ore molto delicate per rallentare la seconda ondata della pandemia, e tutelare la vita di ciascuno di noi. Senza mettere in ginocchio l’economia del Paese, che si sta riprendendo dopo il lockdown.A marzo nessuno, nel mondo, sapeva cosa aveva davanti. Oggi affrontiamo questa seconda ondata con maggiore consapevolezza. E interveniamo adesso per evitare un nuovo lockdown, perché il Paese non potrebbe reggere l’urto. Siamo un Paese forte, che se gioca in squadra può vincere questa partita. Soprattutto per questo mi auguro che si smetta di soffiare sul fuoco delle tensioni sociali evitando, in una fase così critica, di strumentalizzare le legittime preoccupazioni dei cittadini.Anche questa volta, uniti, ne usciremo!”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e Finanze, Laura Castelli.

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Scuola: In arrivo 25 mila assunzioni di docenti di sostegno

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

L’operazione sarà finanziata con 1,2 miliardi previsti dalla prossima Legge di Bilancio. Considerando la mole di posti vacanti e disponibili, “sul sostegno sarebbe bene aprire il Tfa specializzante a tutti gli insegnanti che abbiano la volontà e il desiderio di acquisire un titolo che per lo Stato italiano è una necessità: l’anno scolastico è iniziato ancora una volta con pochi insegnanti specializzati” e da specializzare. Così si è espresso Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, in una intervista ad Italia Stampa, commentando l’entità di spesa che il Governo si accinge a investire con la legge economica di fine anno per supportare i settori della Conoscenza pubblica, Università compresa. Senza questa operazione, la stabilizzazione dei docenti che svolgono didattica speciale rivolta agli alunni con disabilità rischierebbe di trasformarsi in un flop, analogo a quello di inizio anno scolastico, quando su 85 mila assunzioni già finanziate dal Mef ne sono state completate nemmeno 30 mila. Il sindacato ricorda che al termine del V Tfa sostegno che si sta avviando si specializzeranno un numero di docenti utili a coprire solo un quarto dei cattedre vacanti e disponibili, peraltro con sensibile squilibrio nell’assegnazione dei posti da parte degli atenei che stanno svolgendo le selezioni per l’acceso ai corsi.La Legge di Bilancio porterà nuove risorse per la scuola: “oltre 6 miliardi, tra cui quelli per assumere anche 25 mila docenti di sostegno, sono un inizio. Sono soldi che darebbero un sostegno maggiore al comparto: come Anief, lo abbiamo sempre chiesto”, ha detto il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, nel corso dell’intervista.Come se non bastasse, ha ricordato il sindacalista autonomo, “purtroppo tantissimi posti assegnati e finanziati per le immissioni in ruolo sono andati disertati. Tutto ciò è avvenuto anche perché non sono state aperte le Graduatorie provinciali per le supplenze anche per le immissioni in ruolo”: eppure, Anief lo ripete da tempo, “è questa l’unica soluzione possibile per potere arrivare all’obiettivo” prezioso di coprire le cattedre, assicurare la continuità didattica e abbattere il precariato. Una strada che passa, tra l’altro, per la cancellazione della norma contenuta nella Legge 128/2013 che giustifica l’assegnazione di una cattedra di sostegno su tre ai docenti supplenti.

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Scuola: Il docente di sostegno può fare lezione a casa dell’alunno disabile

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2020

Permettere al docente di sostegno di svolgere lezione nel domicilio dell’alunno è una facoltà. Dalla scorsa estate, tale possibilità è prevista dalla legge: con il Decreto Scuola, infatti, è stato approvato un emendamento che prevede l’assistenza domiciliare a casa da parte dei docenti di sostegno, per i casi di tutti quegli alunni disabili che necessitano di più ore di attività. In tali contesti, l’insegnante si sposta nel domicilio dello studente.“Quello che suggerisco, con il buon seno di tutti – ha detto il dirigente scolastico Salvatore Giuliano ad Orizzonte Scuola – è consentire al docente di sostegno di recarsi presso il domicilio dell’alunno. È evidente che ci vuole uno sforzo, ci vuole buon senso e tanta volontà. Questo sicuramente può ridurre di molto il disagio dovuto alla didattica a distanza per alunni che hanno bisogno di una pedagogia speciale”. Questa possibilità, tuttavia, comporta una serie di condizioni, non sempre facilmente attuabili. Prima di tutto, perché lo spostamento del docente di sostegno si realizzi occorre che siano rispettate tutte le circostanze di sicurezza, per la salvaguardia della salute di tutti gli individui coinvolti, ad iniziare dal distanziamento anti-Covid. In secondo luogo è indispensabile, come previsto dalla medesima legge, che tutte le parti coinvolte (a partire da famiglia e docenti) siano d’accordo nell’intraprendere la didattica in presenza domiciliare. Infine, va rilevato che l’uscita del docente di sostegno dall’aula scolastica va ben ponderata, poiché si tratta di insegnanti assegnati alla classe e non al singolo alunno disabile. Quest’ultimo punto è regolamentato con chiarezza dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 104, ma è stata ribadita recentemente anche dal ministero dell’Istruzione, con la nota n. 2215 del 26 novembre 2019, che così recita: “Il docente di sostegno, come più volte afferma la norma, è assegnato alla classe, di cui diventa pienamente contitolare, e non al singolo alunno”. La stessa nota ministeriale specifica i docenti di sostegno sono “impegnati nella loro complessa azione didattica, collocata spesso tra la necessità di fornire risposte specialistiche ad ogni singolo caso ed un altrettanto necessario coinvolgimento nelle dinamiche inclusive della classe”. Tale specifica va sempre tenuta in debita considerazione, sia in fase formativa sia nel contesto valutativo, poiché il docente di sostegno partecipa attivamente alle fasi di scrutinio non solo dell’alunno con disabilità ma tutto il gruppo-classe.

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L’UNHCR chiede solidarietà, sostegno e soluzioni per i rifugiati rohingya

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Alla vigilia della conferenza di donatori per i rifugiati rohingya che si terrà questa settimana, l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, oggi sottolinea la necessità di assicurare maggiore supporto internazionale e di intensificare gli sforzi volti a trovare soluzioni a beneficio di questo popolo apolide e in fuga. Insieme a Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea, questo giovedì (22 ottobre) l’UNHCR presenterà una conferenza di donatori virtuale col fine di rispondere alle urgenti esigenze umanitarie dei rohingya costretti alla fuga, sia all’interno sia al di fuori del Myanmar. Garantire supporto ai servizi essenziali in seno alle comunità di accoglienza costituisce un’altra priorità.Le attività di risposta umanitaria in corso stanno risentendo di un drastico ammanco quest’anno, dal momento che, ad oggi, sono stati ricevuti meno della metà dei finanziamenti richiesti. Nel 2020, le Nazioni Unite hanno chiesto più di 1 miliardo di dollari per rispondere alle esigenze umanitarie dei rifugiati rohingya in Bangladesh. La pandemia di COVID-19 è andata ad aggiungere una serie di nuove sfide ed esigenze a un’emergenza già complessa e di dimensioni massicce.Sono 860.000 i rifugiati rohingya che attualmente vivono in insediamenti all’interno del distretto di Cox’s Bazar, in Bangladesh. La maggior parte, circa 740.000, sono fuggiti dal Myanmar durante la crisi più recente che ha causato l’esodo del 2017. Altri Paesi della regione accolgono circa 150.000 rifugiati rohingya. Si stima che 600.000 vivano nello Stato di Rakhine, in Myanmar.In tutta la regione, la maggior parte dei rohingya vive ai margini della società ed è necessario assicurare loro accesso ad assistenza sanitaria di base, acqua potabile, scorte alimentari affidabili, oppure significative opportunità di lavoro ed educative. La pandemia di COVID-19 ne ha peggiorato le condizioni di vita, ha reso l’accesso ai servizi ancora più difficoltoso, ha fatto aumentare il rischio che si verifichino casi di violenza sessuale e di genere e ha esacerbato gli effetti delle malattie infettive sui rohingya sfollati in campi affollati, quali quelli di Cox’s Bazar e dello Stato di Rakhine.L’UNHCR sottolinea come la comunità internazionale e i Paesi della regione non soltanto debbano continuare ad assicurare supporto ai rifugiati e alle comunità che li accolgono, ma adattare gli interventi alle nuove esigenze fondamentali e ampliare la ricerca di soluzioni.Il fulcro di tale ricerca deve mirare al conseguimento del ritorno volontario e in condizioni sicure, dignitose e sostenibili dei rifugiati rohingya e delle altre persone in fuga alle proprie case o in luoghi di loro preferenza in Myanmar.La responsabilità di creare i presupposti che favoriscano il ritorno in condizioni sicure e sostenibili dei rohingya spetta alle autorità del Myanmar. Tale processo dovrà comportare il coinvolgimento della società intera, l’avvio e la promozione del dialogo tra le autorità del Myanmar e i rifugiati rohingya e l’adozione di misure che contribuiscano a cementare sicurezza e fiducia reciproca. Tra queste vi sono la necessità di revocare le restrizioni alla libertà di movimento, permettere ai rohingya sfollati di fare ritorno ai propri villaggi e istituire un iter effettivo per poter acquisire la cittadinanza.La conferenza di donatori virtuale, che prevede anche testimonianze di rifugiati rohingya, si terrà dalle ore 14 alle ore 16:30 CEST, ora di Ginevra (8-10:30 EDT Washington; 19-21:30 GMT+7 in Bangkok) il 22 ottobre 2020. Sarà trasmessa in diretta streaming su http://www.rohingyaconference.org. I fondi raccolti grazie alla conferenza saranno destinati a organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative impegnate sul campo ad alleviare gli effetti della crisi in Myanmar e nell’intera regione, e al Piano di risposta congiunta (Joint Response Plan/JRP) a guida ONU in Bangladesh.

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Per Scuola e Università 6,1 miliardi: 25mila docenti di sostegno da assumere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

A tanto ammonta la spesa che il Governo intende investire per supportare i settori della Conoscenza pubblica: 1,2 miliardi riguardano la stabilizzazione dei docenti che svolgono didattica speciale rivolta agli alunni con disabilità. Anief ritiene importante questa decisione, sempre se confermata: il sostegno detiene infatti il record di precari, con 80 mila supplenze annuali su 180 mila posti complessivi e appena 101.164 docenti di ruolo. Il numero assunzioni, poi, andrebbe incrementato fruendo, anche indirettamente, dei fondi che l’Unione europea concederà all’Italia attraverso il Recovery Fund. Ovviamente il sindacato attende di leggere il testo per esprimere un giudizio; sicuramente saranno presentati degli emendamenti migliorativi. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “questa situazione comporta un danno importante agli alunni disabili, perché due su tre sono costretti ogni anno a cambiare docente. Assumere 25 mila nuovi insegnanti specializzati, quindi, è un primo segnale di inversione di tendenza. A questo scopo sarà anche indispensabile incrementare il numero di specializzati e di posti messi a concorso, visto che nell’ultima sessione riservata sono state messe a bando appena un quarto delle cattedre vacanti e disponibili. Peraltro co un sensibile squilibrio nell’assegnazione dei posti. Ma ancora prima bisognerà cambiare la normativa che regola gli organici del settore: la Legge 128/2013 infatti impone che una cattedra di sostegno su tre debba andare necessariamente in deroga, precludendola quindi alla mobilità e alle immissioni in ruolo. Quelle che ora il Governo intende invece finalmente realizzare nel 2021”.

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Sostegno economico alla ricerca in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica esprime soddisfazione e apprezzamento su quanto annunciato dal Ministro dell’Università e della Ricerca a sostegno del sistema ricerca nel paese. Dalla sua fondazione, il Gruppo 2003 ha dedicato un costante impegno a sostegno di questo obiettivo nella convinzione che la ricerca scientifica, tanto di base che applicata, sia una risorsa preziosa per aumentare la capacità di innovazione e la competitività del nostro paese nell’arena mondiale. La crisi indotta dal Covid19 può essere trasformata in una svolta storica, non solo portando il finanziamento della ricerca ai livelli della media europea, ma anche contribuendo al consolidamento delle strutture guida. Pensiamo, in particolare, ad una Agenzia della Ricerca, idonea ad indirizzare il finanziamento secondo un piano nazionale coerente con le direttrici dell’Unione Europea. È una grande occasione ed il Gruppo 2003 auspica sia sfruttata guardando con particolare attenzione ai giovani ricercatori che vorrebbero operare in un quadro di meritocrazia, mobilità e prospettive future nel mondo accademico e della ricerca. Sono queste le condizioni necessarie per la crescita della competitività del sistema ricerca in Italia.

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Scuola: Sostegno, ai corsi di specializzazione si entra a caso

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Il superamento della prova preselettiva per l’accesso al corso di specializzazione per le attività didattiche di sostegno, competenze, conoscenze e attitudini ad insegnare agli alunni con disabilità diventano elementi variabili e indefiniti: l’accesso muta in ogni ateneo sulla base del numero di posti messi a disposizione (che spesso non corrisponde a quelli necessari), alla quantità di partecipanti e al loro esito della prova. Le difformità di accesso ai corsi sono evidenti: da uno studio dell’Anief è emerso che gli aspiranti sono appena 129 candidati nell’ateneo di Trento, mentre alla Benincasa di Napoli sono 7.600, ma anche 1.943 a Bari, 1.535 a Catania e 1.361 dell’Università del Molise. Per essere ammessi agli scritti ogni ateneo ha avallato soglie diverse. Ma il dato più assurdo è quello conseguenziale: per essere ammessi ai corsi specializzanti della secondaria dell’Università degli Studi Internazionali di Roma servono 28,5 punti, all’Università di Catania 21, a Siena e nel Salento 20,5. Mentre per la primaria a Napoli ne bastano 11. Alla base di queste discrepanze vi è il fatto che il V ciclo specializzante per il sostegno agli alunni disabili risulta portatore di un sensibile e inevitabile squilibrio nell’assegnazione dei posti: per questi motivi, il giovane sindacato ha predisposto una serie di ricorsi finalizzati a essere ammessi e partecipare agli scritti. Di fatto, il livello di competenza minima per accedere ad un corso specializzante sul sostegno varia quindi a seconda della città dove si è presentata la domanda: il DM 92/2019 non prevede un punteggio minimo e ad ammettere alla prova scritta, dopo il test preliminare da 60 quesiti, un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella singola sede per gli accessi (nei singoli Atenei). Sono inoltre ammessi alla prova scritta coloro che conseguono lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi. Con il voto della preselettiva che non farà media con la prova scritta e orale, ma utile ai fini dell’accesso ai corsi. Una procedura che Anief vuole contrastare attraverso appositi ricorsi finalizzati a fare ammettere gli esclusi in modo illegittimo agli scritti. La decisione è stata impugnata dall’Anief, poiché è chiaro chi si tratta di un paletto alzato in modo del tutto ingiustificato, ancora di più alla luce dalla scarsità di domande in alcune province. Non si comprende come mai si continui a decidere il numero di posti dei corsisti solo sulla base delle disponibilità degli atenei e non alle esigenze precipue locali. “La domanda – chiosa il presidente Anief Marcello Pacifico – è d’obbligo: perché non si aumentano i posti da mettere a bando, laddove è palese l’alto interesse da parte dei docenti abilitati interessati a specializzarsi nel sostegno agli alunni disabili?”

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Diventare docenti di sostegno? Dipende dall’università in cui ci si candida

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

È ancora una volta deludente il meccanismo utilizzato per determinare il superamento della prova preselettiva (prove svolte dal 22 settembre al 1° ottobre, preludio per l’accesso alle prove scritte) per l’accesso al nuovo corso di specializzazione per le attività didattiche di sostegno, il TFA sostegno V ciclo anno accademico 2019/20, in quanto a determinare l’accesso è il risultato del più bravo. Se il più bravo totalizza 30 punti su 30, quello è il metro di partenza. Se il più bravo totalizza 28, la scala scende. A denunciarlo è la stampa specializzata, che ricorda anche che sono stati esonerati dalla prova preselettiva (per cui accedono direttamente alla prova scritta) i soggetti che nei dieci anni scolastici precedenti abbiano svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, valutabili come tali ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124, sullo specifico posto di sostegno del grado cui si riferisce la procedura. Subito ammessi alla prova scritta anche “i candidati con disabilità affetti da invalidità pari o superiore all’80% di cui alla legge 104/1992 art. 20”. L’accesso ai corsi di sostegno non è legato alle competenze degli aspiranti corsisti, ma al fato. Per superare il test preliminare – spiega la rivista Orizzonte Scuola – non c’è un punteggio minimo e, come prevede il DM 92/2019, è ammesso alla prova scritta un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nella singola sede per gli accessi (nei singoli Atenei). Sono inoltre ammessi alla prova scritta coloro che conseguono lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi. Il risultato della preselettiva non farà media con la prova scritta e orale, ma è determinante solo ai fini dell’accesso. Il test preliminare è costituito da 60 quesiti: la risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la mancata risposta o la risposta errata vale 0 (zero) punti. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è inverosimile quello che sta accadendo: “Premesso che i posti messi a concorso sono pari ad appena un quarto delle cattedre vacanti e che anche quest’anno due alunni disabili su tre si ritroveranno assegnato un docente nuovo – dice il sindacalista autonomo – resta da comprendere come mai si continui a decidere il numero di posti dei corsisti solo sulla base delle disponibilità degli atenei e non in base alle esigenze precipue locali. Perché, ad esempio, si mette nelle condizioni un ateneo di organizzare una selezione di accesso ai corsi, ben sapendo, come è accaduto pure quest’anno, che l’interesse è residuo. E perché non si aumentano i posti da mettere a bando, laddove è palese l’alto interesse da parte dei docenti abilitati interessati a specializzarsi nel sostegno agli alunni disabili?”.

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La mancanza di posti di sostegno sta diventando un problema per la scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Piove sul bagnato. Come sottolineato anche nell’ultimo dossier di Tuttoscuola sugli insegnanti di sostegno, ben 170 mila ragazzi, infatti, dovranno cambiare quest’anno l’insegnante di sostegno, che potrebbe essere tra l’altro non specializzato sul sostegno. Una roulette del tutto casuale che nemmeno l’avvio ormai prossimo del concorso straordinario voluto dalla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina e avversato dai sindacati (con l’appoggio di una parte della maggioranza) potrebbe riuscire a influenzare positivamente. L’avvisaglia viene dai primi dati dei calendari delle prove scritte del concorso straordinario della scuola secondaria, pubblicati in queste ore dagli Uffici Scolastici regionali soprattutto con riferimento agli scritti che si svolgeranno il prossimo 22 ottobre, primo giorno delle prove. I candidati dei posti di sostegno sono molti meno dei posti a concorso.Gli scritti del concorso straordinario per il sostegno di scuola secondaria di I e di II grado si svolgeranno a metà novembre, ma due USR, quelli dell’Emilia Romagna e del Lazio, hanno già pubblicato l’intero calendario di tutte le prove, consentendo di conoscere il numero di candidati che sosterranno la prova del concorso straordinario per il sostegno. In Emilia per i 322 posti del concorso straordinario per il sostegno nella secondaria di I grado i candidati sono soltanto 74 (23%); per i 205 posti di sostegno a concorso nella secondaria di II grado i candidati sono soltanto 68 (33%). Nel Lazio per 564 posti di sostegno nella secondaria di I grado i candidati sono soltanto 173 (30%); per i 43 posti di secondaria di II grado, invece, i candidati sono 346. Alla fine del concorso straordinario, se tutti i 141 candidati dell’Emilia conseguiranno almeno 56 punti su 80 nello scritto diventando tutti vincitori, rimarranno scoperti ben 385 posti dei 527 a concorso: un vuoto del 73%. Nel Lazio per il I grado, analogamente rimarranno scoperti 391 posti. I posti di sostegno in questo concorso straordinario sono in tutto 5.669 (soprattutto al nord), di cui 4.069 nel I grado e 1.600 nel II grado. C’è il timore che il caso dell’Emilia e del Lazio non sia diverso da quello delle altre regioni. Se sarà così, una notevole quantità di quei posti rimarranno scoperti, acuendo la crisi di un settore particolarmente in sofferenza a causa della mancanza di personale specializzato. Del resto la carenza di insegnanti di sostegno non si riscontra solo per il i concorsi ma anche nelle nomine di supplenza. Per esempio ad Arezzo su 400 posti di sostegno si sono presentati solo 8 supplenti. “Vengono nominati tardi e sanno fare poco” dice Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, degli insegnanti di sostegno, che propone un modello diverso: meno insegnanti di sostegno, ma altamente qualificati, che sappiano coinvolgere in nuove pratiche inclusive i colleghi curricolari, a loro volta adeguatamente formati e incentivati. Il nuovo dossier di Tuttoscuola sulla scuola per gli alunni con disabilità racconta di un contingente di 185 mila insegnanti di sostegno, quasi come tutti i militari dell’Esercito e gli agenti della Polizia di Stato messi insieme; un grande investimento (6 miliardi e 250 milioni di euro l’anno e 44 miliardi di euro spesi solo per gli stipendi nell’ultimo decennio) nel Paese che per primo oltre 40 anni fa ha creduto nell’integrazione scolastica degli studenti con disabilità, superando le ghettizzanti classi differenziate: tutto in buona parte vanificato dall’avvicendamento e dalla non riconferma degli insegnanti, che peraltro in molti casi non sono specializzati, tanto meno nella patologia specifica. Quest’anno si sta toccando la vetta dello scandalo: ben 170 mila alunni con disabilità (il 59% del totale) all’apertura della scuola non hanno trovato il docente di sostegno che li seguiva l’anno scorso. In molti casi ne cambieranno nei prossimi mesi anche più di uno. Un’insensata girandola di cattedre che si ripete ogni anno, di Governo in Governo, che aumenta invece di diminuire. Tutti gli approfondimenti, i numeri e i dettagli saranno nel nuovo dossier di Tuttoscuola sul sostegno, in uscita nei prossimi giorni.

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Scuola: Emergenza sostegno: pochi specializzati, 100 mila supplenze e tante ore ancora negate

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

La mancanza di posti di sostegno sta diventando un problema che nemmeno i concorsi riuscirà interamente a risolvere: del resto, sono stati messi a bando appena 18.280 posti, che corrispondono solo ad uno su quattro liberi. Siamo dinanzi ad “una roulette che – scrive oggi Orizzonte Scuola – nemmeno l’avvio del concorso straordinario voluto dalla ministra dell’istruzione Lucia Azzolina e avversato dai sindacati potrebbe riuscire a influenzare positivamente”. Qualche migliaio di cattedre da assegnare in ruolo non può del resto tamponare l’alta mole complessiva di supplenze annuali da realizzare: circa 19mila su posti vacanti, più circa altri 84mila su posti in deroga. Con conseguenze negative non indifferenti. È indicativo, per comprendere la serietà del problema, che secondo i recenti calcoli di Tuttoscuola ben 170 mila ragazzi (il 59% del totale) dovranno cambiare quest’anno l’insegnante di sostegno, il quale in diversi casi non è tra l’altro nemmeno specializzato per insegnare agli alunni con disabilità. È in pieno svolgimento il “balletto” dei docenti supplenti disabili che passano da una scuola all’altra. Con il triste risultato che praticamente due alunni disabili su tre resteranno spaesati “davanti a un nuovo docente mai visto prima”.

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