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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘sostegno’

Scuola: Sostegno, migliaia di posti spuntano solo ora

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

Novembre è ormai finito e fanno capolino, come “funghi”, diverse migliaia di nuovi posti di sostegno: gli uffici scolastici pubblicano, infatti, l’esigenza di coprire tantissime cattedre, che senza la burocrazia e le leggi sbagliate si sarebbero potute tranquillamente materializzare prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, dal momento che le diagnosi funzionali degli alunni vengono presentante già pima di giugno e quindi con notevole anticipo. Accade, invece, che solo in questi giorni diversi Uffici Scolastici hanno pubblicato gli elenchi dei tanti posti da assegnare: i più recenti sono quelli di Cuneo, Bari, Milano, Brindisi, Sassari, Ferrara, Taranto, Messina e Lecce. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è giunta l’ora di garantire ai nostri studenti docenti specializzati, con corsi regolari e con posti equamente distribuiti, non di certo come accaduto nell’ultimo ciclo specializzante, rispettando i tempi e le quantità fissate nelle esigenze certificate dal Pei, assegnando con sollecitudine posti in deroga ogni volta che la scuola lo richieda senza ricorrere ai tribunali. Se il ministro Lorenzo Fioramonti dovesse decidere di convocarci al Miur per un confronto sul tema, saremmo ben lieti di spiegare come si fa a non arrivare a Natale con tanti alunni che ancora attendono il loro docente di didattica speciale”. Con colpevole ritardo, gli uffici periferici del Miur fanno sapere che ci sono da coprire tanti posti in deroga sul sostegno. “In questo modo – scrive Orizzonte Scuola – il fabbisogno stimato con l’organico di diritto regione per regione non corrisponde alle esigenze reali e ad essere penalizzati sono non soltanto gli alunni, ma anche gli insegnanti, che non possono usufruire di quelle cattedre per i trasferimenti e le assunzioni. Tutto ciò, nonostante una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale abbia imposto al Ministero dell’Istruzione di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno in Sicilia e di conseguenza un’assunzione di responsabilità e una revisione degli organici tale da garantire effettivamente la copertura del reale fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno in tutto il territorio nazionale trasformando, finalmente, i posti attivati “in deroga” in posti in organico di diritto”.

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Approvato bilancio UE 2020: sostegno per ambiente, lavoro e giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Per il bilancio UE del prossimo anno, i deputati hanno chiesto un maggior sostegno per tutela del clima, ricerca, investimenti nelle infrastrutture e giovani. Il Parlamento ha ottenuto complessivamente 850 milioni di euro in più, rispetto al progetto di bilancio presentato dalla Commissione, per le sue priorità.
Oltre mezzo miliardo di euro in più è destinato alle spese legate alla tutela del clima;
Più 302 milioni di euro per progetti di ricerca;
Più 133 milioni di euro per gli investimenti nelle infrastrutture di rete (Meccanismo per collegare l’Europa, CEF)
Più 50 milioni di euro per il programma Erasmus+ e più 28,3 milioni di euro per l’iniziativa per l’occupazione giovanile (e ulteriori 50 milioni di euro da aggiungere nel 2020 se necessario);
Gli stanziamenti di impegno complessivi per il 2020 ammontano a 168,7 miliardi di euro (aumento dell’1,5% rispetto al 2019); gli stanziamenti di pagamento ammontano a 153,6 miliardi di euro (+3,4% rispetto al 2019).Il Consiglio ha approvato formalmente l’accordo raggiunto con il Parlamento il 25 novembre. Mercoledì, il Parlamento ha approvato il bilancio con 543 voti favorevoli, 136 contrari e 23 astensioni. La legge è stata poi firmata dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

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Sostegno, il 41% degli studenti cambia insegnante rispetto all’anno precedente

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Organico e strutture. Limiti endemici della scuola italiana che, probabilmente, diventano più drammatici quando coinvolgono gli alunni con disabilità. Recentemente – come riporta la stampa specializzata – si è levata l’ennesima voce autorevole per sottolineare le carenze e la retorica di un’istruzione inclusiva, nel corso del convegno “Inclusione e Scuola, la tutela del diritto allo studio”, svoltosi alla Camera e promosso da Giusy Versace, responsabile del Dipartimento Pari Opportunità e Disabilità di Forza Italia. È quella di suor Anna Monia Alfieri, componente della Consulta di Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della CEI.
Nell’anno scolastico 2017/2018 (Focus Miur settembre 2018), ha fatto notare nella sua relazione, che gli alunni con disabilità che frequentavano le scuole statali di ogni ordine e grado erano 245.723, il 3,1% del totale della popolazione studentesca, con un aumento percentuale rispetto alla rilevazione precedente (+0,2%), e un aumento complessivo rispetto all’anno scolastico 2014/2015 pari a circa l’8,4%. Per i 272mila studenti che ne avrebbero diritto ci sono solamente 156mila insegnanti di sostegno, 40mila dei quali sono “in deroga”, ovvero senza studi di specializzazione. Il 41% degli alunni cambia docente rispetto all’anno precedente, il 12% addirittura durante lo stesso anno, scrive l’Istat. E, come se non bastasse, solo il 32% è accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche, mentre appena il 18 per cento lo è per la presenza di ostacoli senso-percettivi.Qualche soluzione c’è e il sindacato Anief l’ha prospettata in più occasioni. Recentissima è la richiesta di proposte emendative, sul sostegno, alla Legge di Bilancio 2020. Proposte che sono state presentate martedì scorso. Ma non solo. “Ci aspettiamo anche – sottolinea il leader del sindacato autonomo, Marcello Pacifico – che al Miur distribuiscano in modo equo e ragionato i posti di corsi di specializzazione, a differenza di quanto è stato fatto in occasione dell’ultima tornata.

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Scuola sostegno: mancano troppi docenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Docenti sostegno: mancano troppi docenti e Fioramonti aumenta i posti del TFA. Anief: intanto li ammetta al concorso straordinario e assuma i docenti già specializzati dalla II fascia delle graduatorie d’istituto o li inserisca nelle GaE Cresce l’esigenza di specializzare gli insegnanti di sostegno, la categoria che più di tutte scarseggia nei nostri istituti scolastici con la stragrande maggioranza delle oltre 60 mila supplenze annuali assegnate a docenti privi di specializzazione per l’insegnamento ai quasi 300 mila alunni disabili certificati iscritti nelle nostre scuole. Anche il ministro dell’Istruzione si è reso conto di tale necessità impellente, dichiarando, in audizione a Montecitorio davanti alle Commissioni Cultura congiunte di Camera e Senato, che di certo “amplieremo il numero posti per TFA sostegno, che sarà avviato al più presto”. Per agevolare l’intento del titolare del Miur, l’Anief ha chiesto al Parlamento di emendare il decreto salva-precari bis, per assumere i 30 mila docenti specializzati nei primi cicli del TFA in possesso di abilitazione attraverso l’attuale doppio canale di reclutamento e lo scorrimento delle graduatorie di istituto, e attraverso la partecipazione al nuovo concorso riservato anche dei docenti non specializzati che hanno svolto comunque tre anni di servizio su posto di sostegno. Questo perché, ha spiegato il giovane sindacato, “il mancato possesso della specializzazione su sostegno non può costituire motivo di esclusione dalla partecipazione al concorso straordinario”. Proprio “in vista della necessità di stabilizzare il maggior numero possibile di docenti di sostegno e a fronte almeno diecimila disponibilità”, tale soluzione garantirebbe “la necessaria qualità̀ dei docenti ai quali sono affidati gli studenti con disabilità”, senza ulteriori tempi morti e comunque “si potrà subordinare l’immissione in ruolo al conseguimento della specializzazione”.

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Scuola: Sostegno, il Miur stanzia fondi per la formazione e promette corsi per 42 mila posti nel triennio

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Il Miur ha stanziato 5 milioni per la formazione in servizio dei docenti sull’inclusione scolastica e presto si svolgeranno nuovi concorsi. L’annuncio è stato fatto dalla sottosegretaria all’Istruzione Lucia Azzolina, intervenendo alla Camera dei deputati, in Commissione Cultura, sul tema dell’inclusione scolastica e sull’attuazione delle nuove norme in materia: “Stiamo operando per assegnare oltre 5 milioni di euro non solo per la formazione dei docenti di sostegno, ma anche per quella di tutto il personale scolastico, per rendere tutta la comunità scolastica, in ogni sua declinazione, formata per accogliere la diversità”, ha detto la sottosegretaria.
Quanto al sostegno, “sta per concludersi – ha aggiunto la rappresentante di Governo – il quarto ciclo del corso di specializzazione per 14 mila posti. Ne seguiranno altri due, di cui uno sarà bandito a breve, ciascuno per altri 14.000 posti. Nel complesso, quindi, i posti banditi saranno 42 mila nel triennio 2018/2020. In questo modo si concorre a soddisfare l’esigenza di coprire il fabbisogno di docenti specializzati, evitando il ricorso a personale a tempo determinato sprovvisto di titolo di specializzazione per il sostegno”.
Azzolina, scrive Orizzonte Scuola, ha anche ricordato che, pure per effetto del decreto-legge sulla scuola “già approvato in Consiglio dei Ministri e alla firma del Presidente della Repubblica, saranno a breve banditi i concorsi ordinari per il primo e secondo ciclo di istruzione, nonché il concorso straordinario per la scuola secondaria per coprire tutti i posti vacanti e disponibili, inclusi quelli di sostegno”. Il sindacato Anief plaude all’attenzione che l’attuale Governo sta conferendo al sostegno e ai quasi 300 mila alunni disabili certificati iscritti nelle nostre scuole, tuttavia, reputa necessario superare subito, già nella prossima legge di bilancio, il vulnus degli oltre 50 mila posti in deroga che ogni anno sono assegnati in supplenza e non in organico di diritto.

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Scuola: Sostegno, risoluzione del M5S per fare corsi e concorsi regolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

La deputata pentastellata Rosa Alba Testamento ha chiesto “percorsi di specializzazioni continuativi per la formazione dei docenti di sostegno, attraverso la promozione di modelli didattici inclusivi. Occorre rassicurare le famiglie sulla presenza di tale personale, attraverso la pubblicazione di numerosi bandi di concorso, che possano essere continuativi nel tempo, per assicurare l’effettiva copertura delle classi e delle cattedre vacanti e disponibili”. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, si dichiara favorevole a condizione che, però, siano inseriti in organico di diritto gli attuali posti in deroga, siano rispettate le ore di insegnamento previste dal PEI di ogni alunno, siano riaperti gli attuali corsi di TFA sostegno senza numero programmato e per il personale con servizio affinché possa partecipare al nuovo concorso riservato. Leggi l’intervista su Orizzonte Scuola.
Dal Governo si continua a parlare di sostegno come settore da migliorare e riformare. Dopo la presa di posizione del sottosegretario all’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale in un’intervista televisiva ha detto espressamente di volere agire e «lavorare per aumentare il numero degli insegnanti di ruolo sul sostegno, trasformando parte di quelle cattedre che oggi sono instabili, ovvero destinate alle supplenze, il cosiddetto organico di fatto, in cattedre di diritto», è ancora il M5S a schierarsi: il partito di maggioranza relativa ha presentato una risoluzione affinché il Governo si impegni a garantire maggiore controllo del settore. Rosa Alba Testamento, portavoce molisana del MoVimento Cinque Stelle e componente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, prima firma della risoluzione, ha giustificato la sua richiesta spiegando che “molte famiglie italiane con bambini e ragazzi in situazioni di disabilità devono ogni giorno scontrarsi con le inadempienze e le carenze di un sistema scolastico che non riesce ad assicurare la copertura delle cattedre scoperte a causa dell’assenza di insegnanti di sostegno e quest’anno, rispetto al passato, la situazione è ancor più critica”.
Anche il ministro dell’Istruzione si è detto favorevole ad ampliare i corsi TFA sostegno: potrebbero essere varati al più presto, per dare una pronta risposta alla cronica mancanza di insegnanti di sostegno nelle scuole italiane. “Abbiamo troppe cattedre di sostegno scoperte – ha affermato Lorenzo Fioramonti illustrando le linee programmatiche del suo mandato in Senato – e troppi insegnanti di sostegno non formati”. Questo impegno si concretizzerà nel prossimo avvio del corso Tfa sostegno V ciclo, al quale potranno partecipare anche i docenti idonei alle precedenti selezioni.
È allo studio del Miur – conferma la rivista Orizzonte Scuola – un ampliamento del numero dei posti nelle varie Università. I posti totali, già autorizzati, sono 40.000. I requisiti di accesso finora noti: abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure laurea coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso + 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche; gli ITP continueranno a partecipare con il diploma fino al 2024/25. Da quella data laurea triennale + 24 CFU.

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Le politiche dell’UE offrano maggiore sostegno alla pastorizia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Il Comitato europeo delle regioni, su iniziativa di Jacques Blanc (FR/PPE), sindaco di La Canourgue, ha adottato all’unanimità il parere sulla pastorizia nella sessione plenaria di ottobre. “Il mantenimento dell’attività pastorizia è essenziale per conservare l’agricoltura in tutti i territori allo scopo di preservare un tessuto rurale dinamico, ma anche per conseguire i nostri obiettivi ambientali e climatici”, sottolineano i leader delle amministrazioni locali. Il mantenimento dell’attività pastorizia consente inoltre di sviluppare il turismo nelle zone rurali e di combattere gli incendi e le valanghe. È pertanto indispensabile che non solo la politica agricola comune (PAC) ma anche le politiche ambientali e sociali tengano maggiormente conto delle attività legate alla pastorizia.”L’attuale PAC favorisce i pascoli seminati e il pascolo grasso rispetto alla gariga, alla macchia o alle aree boschive di montagna, il che mette a rischio l’allevamento in molte regioni. È urgente riorientare il sostegno della PAC verso l’allevamento estensivo e riconoscere le superfici adibite a pascolo con una componente lignea come superfici di produzione agricola ammissibili ai diritti all’aiuto nell’ambito del regime di pagamento di base”, ha sottolineato Jacques Blanc. Il CdR chiede che l’indicazione “latte, formaggio e carne di pascolo” sia riservata ai prodotti che garantiscano che l’alimentazione degli animali proviene per oltre l’80 % dai pascoli nei limiti consentiti dalla stagione di pascolo.
In molti paesi europei in cui le popolazioni di grandi carnivori sono in aumento, le attività legate alla pastorizia sono a forte rischio. Infatti, le perdite provocate dai grandi predatori sono molto significative e in crescita. Il CdR chiede alla Commissione di valutare la necessità di rivedere la direttiva Habitat in base alla prossima relazione sullo stato della natura nel 2020, tenendo conto dei risultati del piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia e dello stato di conservazione delle diverse specie e dei differenti habitat. Chiede inoltre che la strategia a favore della biodiversità si basi su un nuovo fondo specifico per la conservazione delle specie. “Tale fondo dovrebbe coprire il risarcimento dei danni causati dai grandi carnivori, il cui costo è in forte aumento, e assicurare la protezione del bestiame, impegnando potenzialmente una parte sempre più importante del FEASR, il cui bilancio si sta tuttavia riducendo significativamente”, ha precisato Jacques Blanc.

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Scuola: Cercasi insegnante di sostegno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

In 30 mila sono specializzati ma non possono essere assunti. Soltanto un posto autorizzato su dieci è andato in ruolo e i presidi continuano a chiedere nuovi posti in deroga che non sono concessi. Nell’anno dei record, più che mai la parola passa dai Tribunali dove è ancora possibile richiedere il rispetto del diritto costituzionale all’istruzione con l’iniziativa di Anief #nonunoradimeno. Segui il webinar promosso da Anief ed Eurosofia, tenuto dall’avv. Walter Miceli.Negli ultimi quattro anni sono raddoppiati i posti in deroga, arrivando agli attuali 80 mila, mentre gli organici di diritto (100 mila) sono rimasti invariati dal 2017. Il tutto, nonostante l’aumento di 10 mila iscritti in più l’anno: oggi siamo alle soglie dei 300 mila, mentre nel 1997 gli alunni con disabilità accertata erano appena 123 mila. Solo in Sicilia, nell’ultimo lustro abbiamo assistito a un incremento di 5 mila alunni disabili certificati. L’unica risposta che è stata data a questa crescita impressionante di iscritti è stata la caccia al supplente senza specializzazione, tanto che tra il 2018 e il 2019 solo una cattedra su sei (5 mila) è stata assegnata a chi è fornito di titolo, a fronte di 30 mila docenti di sostegno specializzati dalle università che marciscono in graduatoria. E il nuovo TFA potrebbe non aprire le porte a tutti i candidati esclusi, perché i posti voluti dall’ex ministro Marco Bussetti sono sbagliati, mentre ancora una volta un posto su due in deroga chiesto dai presidi viene negato dal Miur che ha approvato una riforma anti-costituzionale che blocca gli organici. Marcello Pacifico (Anief): Bisogna subito adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, come ci ha detto il Tar nei ricorsi vinti in Sicilia, specializzare subito altri 50 mila insegnanti e reclutare quelli specializzati dalle GaE o dalle graduatorie di istituto, modificando l’attuale riforma che prevede nuove inutili certificazioni.Nel frattempo, Anief si sta muovendo su più fronti: ha presentato ricorso contro lo schema di decreto ministeriale sugli organici sul sostegno agli alunni disabili.

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Scuola: Sostegno, 70 mila docenti da nominare

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 settembre 2019

Quello del mancato sostegno sta diventando uno scandalo nazionale. “Sto verificando con l’Ufficio scolastico regionale la portata del problema che pure avevo evidenziato già da qualche mese”, ha detto l’assessore regionale all’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan. Ma il fatto più grave, oltre all’assenza di insegnanti nell’organico di diritto, ha aggiunto, “è la soluzione prospettata: indurre le famiglie a tenere i loro figli a casa. Trovo grave che il Ministero non comprenda l’importanza di avere un organico ottimale sin del primo giorno di avvio dell’anno scolastico. Suggerirei al ministero di partire in ogni caso dagli insegnanti di sostegno, perché se la scuola deve essere inclusiva e un diritto costituzionalmente sancito, e se il nostro grado di civiltà ci impone di pensare innanzitutto ai più fragile, allora questa scelta e questa cattiva programmazione denotano una vera e propria incapacità da parte dello Stato di ottemperare ai propri doveri”. “Da parte mia, ho coinvolto il presidente del Veneto – ha annunciato Donazzan – perché ritengo che questo sia un problema da affrontare ai massimi livelli istituzionali. E chiedo alle famiglie e a tutte le realtà interessate di segnalare al mio assessorato ulteriori casi di mancato accoglimento nelle scuole del Veneto di alunni certificati – ha concluso – al fine di poter rappresentare agli organi competenti la portata del problema, in tutta la sua drammatica consistenza”. Allo Stato, evidentemente, conviene troppo mantenere un insegnante nello status di precario. Magari a vita. Perché risparmia almeno un paio di stipendi l’anno, evita di adeguargli lo stipendio dopo l’immissione in ruolo, non deve assegnargli arretrati. E a nessuno sembra importare se in un lustro solo in Sicilia abbiamo assistito ad un incremento di 5 mila alunni disabili certificati. Dopo che, leggendo i rapporti Istat, l’incremento complessivo nazionale supera, costantemente, i 10 mila alunni l’anno e con quello corrente si è arrivati alla quota mai raggiunta di 300 mila allievi disabili iscritti. Anziché potenziare il personale, si sta agendo al contrario. Ed ecco perché negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’impennata dei ricorsi in tribunale. Anief, di fronte a questo scempio, non può rimanere indifferente. Continua a chiedere al Parlamento di cancellare la Legge Carrozza 128/2013, che ha introdotto l’assurdità dell’assegnazione del 40 per cento dei posti in deroga, con supplenze decretate fino al 30 giugno, non utili per le immissioni in ruolo né per i trasferimenti: ricorda che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 80/2010, ha dichiarato inammissibile fissare un limite numerico ai docenti di sostegno e che le Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza n. 25011 del 2014, hanno definitivamente chiarito come “il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità”. Il giovane sindacato, infine, si sofferma sulla recente sentenza del Tar Sicilia 140/19, la quale impone di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno dell’isola, e di conseguenza di tutte le altre regioni. Sulla base di questa chiara espressione del tribunale, ancora inapplicata, Anief ha presentato un ricorso conto lo schema di decreto ministeriale sugli organici sul sostegno agli alunni disabili.

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I deputati rafforzano il sostegno alla ricerca dell’UE e a Erasmus

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

La commissione per i bilanci ha inoltre approvato un aumento di 100 milioni di euro per i programmi UE Orizzonte 2020 (80 milioni di euro per il finanziamento della ricerca) ed Erasmus+ (20 milioni di euro per la mobilità giovanile), come stabilito nell’accordo sul bilancio UE 2019 fra Parlamento europeo e Consiglio del dicembre 2018.In un’altra votazione della commissione parlamentare, i deputati hanno deciso di restituire agli Stati membri dell’UE 1,8 miliardi di euro a partire dal 2018, attraverso una riduzione dei contributi dei paesi al bilancio dell’UE. Si tratta di una routine annuale, con un’eccedenza solitamente derivante dagli interessi di mora e dai pagamenti di ammende ricevuti dalla Commissione, nonché dalla sotto-esecuzione dei programmi dell’UE.
Prima di poter avere effetto, le relazioni dovranno essere approvate dal Parlamento nel suo insieme (votazioni previste nel corso della sessione plenaria del 16-19 settembre a Strasburgo) e dal Consiglio dei ministri UE.

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Scuola – Sostegno: in Gazzetta Ufficiale il decreto sull’inclusione

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Il decreto legislativo sull’inclusione scolastica è stato pubblicato in Gazzetta: si tratta delle modifiche al D.Lgs del 13 aprile 2017, n. 66, recante: Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107 – contiene la nuova normativa sull’assegnazione delle ore di sostegno agli alunni disabili (da decidere anche d’intesa con le famiglie), con la redazione di un rinnovato Piano didattico individualizzato, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe guardare con maggiore attenzione alle caratteristiche del singolo studente. Sono molti, però, i punti mancanti nel decreto di riforma. Marcello Pacifico (Anief): Appena si tornerà in classe, purtroppo moltissimi genitori e insegnanti scopriranno che le ore assegnate agli alunni disabili sono meno rispetto a quelle indicate nel Pei. Per questo, il nostro sindacato si opporrà presso gli Usr e chiederà al Tar il commissariamento di quelli che non hanno fatto rispettare i diritti degli allievi più bisognosi di attenzione. Con l’adozione del decreto, già approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri e che entrerà in vigore dal 12 settembre prossimo, avranno una nuova conformazione le commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: con le nuove norme, “saranno – spiega Orizzonte Scuola – sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Anche i genitori e, dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno. Nascono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione”. Il problema, conclude la rivista specializzata, è che “mancano ancora i decreti attuativi”. E non è una mancanza da poco.

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Scuola: Sostegno, il guazzabuglio è completo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Sono più di 60 mila i posti deroga oltre i 10 mila che rimarranno vacanti dopo le immissioni in ruolo. La conferma giunge del territorio: nonostante gli annunci durante il primo anno di governo, come confermato dalla recente revisione della riforma sul sostegno realizzata dalla Buona Scuola e approvata dalla (ex) maggioranza giallo-verde, ancora una volta almeno due posti su cinque saranno assegnati in deroga all’organico di diritto di poco superiore alle 100 mila unità, a fronte di 300 mila alunni con disabilità certificata. E in caso di gravità, le famiglie dovranno ricorrere in tribunale con Anief per veder riconosciuto il supplente in base a quanto richiesto dal PEI. Marcello Pacifico, presidente nazionale: a settembre su richiesta di genitori e insegnanti lo studio legale del sindacato impegnerà tutte le determinazioni degli uffici scolastici regionali e chiederà al Tar il commissariamento di quelli che non hanno adempiuto a ottemperare alle effettive esigenze. L’anno scolastico sta partendo con una tara sempre più grande, a seguito del mancato sostegno agli alunni disabili: mentre rischia di saltare il testo correttivo al decreto 66/2017 sull’inclusione scolastica pure se già approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri, a settembre si può dare per certo sin d’ora che circa il 40% dei posti di sostegno agli alunni disabili andrà in deroga: significa che verrà assegnato a supplenza fino al 30 giugno, senza alcuna possibilità di entrare a far parte dell’organico di diritto. E anche una parte di questi, almeno 10 mila, verranno assegnati a precari, in alto numero nemmeno specializzati, come confermano i primi dati provenienti dalle nomine in ruolo che si stanno realizzando in questi giorni nelle 100 province italiane.

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Scuola – Sostegno disabili: riforma nel caos

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Le disposizioni di modifica del decreto legislativo n. 66/2017, già approvate dal governo gialloverde, rischiano di non entrare in vigore a causa della mancata approvazione dei decreti attuativi che, in caso di crisi dell’esecutivo, potrebbe non vedere mai la luce. Lo ha rimarcato anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano, ricordando che mancano le misure di accompagnamento, cioè la formazione del personale scolastico e l’esonero della docenza per circa 450 insegnanti, attraverso il quale far avviare i gruppi territoriali per l’inclusione che avrebbero dovuto supportare le scuole a elaborare il piano di inclusione degli alunni.Secondo Anief, le osservazioni del sottosegretario Giuliano sono pertinenti, perché in effetti senza i decreti di attuazione le correzioni alla riforma prevista dalla Legge 107/15 non potranno essere adottate. Tuttavia, sono anche altre le disposizioni a rischio, come le nuove assegnazioni delle ore settimanali e la formazione delle commissioni mediche. Ma, soprattutto, rimane il rammarico per l’ennesima occasione mancata per andare a fare ordine in un sistema che regola la permanenza a scuola di 300 mila alunni disabili e oltre 150 mila docenti di sostegno: Anief ha rilevato più volte quali sono.

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Scuola: Sostegno, da settembre ogni alunno avrà un Progetto Individuale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

La novità è contenuta nelle disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017 sugli studenti con disabilità approvate in via definitiva dal Consiglio dei ministri nei giorni scorsi con il cosiddetto decreto Inclusione. Il Progetto Individuale costituisce uno degli strumenti per realizzare la piena integrazione delle persone con disabilità nell’ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi dell’istruzione scolastica o professionale e del lavoro: è redatto dal competente Ente locale d’intesa con la competente Azienda sanitaria locale sulla base del Profilo di funzionamento; inoltre, va realizzato su richiesta e con la collaborazione dei genitori o di chi ne esercita la responsabilità; le prestazioni, i servizi e le misure, in esso previste, sono definite anche con la partecipazione di un rappresentante dell’istituzione scolastica interessata. Intanto, però, quasi la metà delle cattedre di sostegno vanno a supplenza e nell’80% dei casi vengono affidate a supplenti nemmeno specializzati, con il paradosso che invece quelli specializzati e formati non vengono assunti. Marcello Pacifico (Anief): La decisione di introdurre un piano didattico plasmato sulle singole caratteristiche dell’alunno, in base al tipo di disabilità e di contesto, va considerato un passo in avanti. Tuttavia, si continua ad aggirare il problema numero uno, che impedisce di attuare per tantissimi studenti con disabilità un’azione formativa realmente efficace ai fini del loro apprendimento: quello della mancata presenza dal primo giorno di scuola del personale nell’impartire didattica speciale. Con il 40% degli organici dei docenti di sostegno in deroga, qualsiasi tentativo di migliorare l’offerta formativa, anche se mirata, è destinato a fallire in partenza.

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Scuola: Sostegno, approvato il decreto Inclusione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Ancora paletti sugli organici nonostante sentenze dei tribunali ricordino che bisogna rispettare la Costituzione sul diritto all’istruzione. Ancora una riforma a costo zero che vorrebbe rimettere famiglie e insegnanti al centro del progetto educativo individualizzato degli alunni, ma diventa lettera morta nell’obbligo di fotografare l’illegittima realtà esistente che riporta il 40% dei posti in deroga rispetto all’organico di diritto. Nessuna certezza sui posti chiesti dai dirigenti scolastici che ogni anno di vedono rifiutare un posto su due. Inascoltate le proposte dell’Anief. Marcello Pacifico (Anief): Un’occasione persa per garantire il diritto allo studio di tutti i nostri figli. Troppe parole, un’ipertrofia a cui avrebbero dovuto seguire fatti concreti. I ricorsi continueranno nei tribunali per attribuire le ore non assegnate e per impugnare gli organici sbagliati. Sono diverse le nuove norme incluse nel decreto appena approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, dopo che era stato esaminato in via preliminare lo scorso maggio: dal nuovo conferimento delle ore settimanali, richiedibili anche dal Glho, alle rinnovate commissioni mediche, passando per il profilo di funzionamento che ricomprende la diagnosi funzionale e il profilo dinamico-funzionale, fino alla nascita dei Gruppi per l’Inclusione Territoriale e a quella del Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione. Novità in arrivo anche per le domande di accertamento della disabilità.
In attesa, di prendere visione del testo, ci atteniamo alla sintesi realizzata dal Miur, nella quale si evidenziano i punti salienti di un’altra piccola riforma del settore, successiva al decreto legislativo n. 66/2017, che allo stesso modo appare lontana dal risolvere i problemi della didattica speciale indirizzata a circa 300 mila alunni certificati, che aumentano al ritmo di 10 mila in più l’anno. Il tentativo di coinvolgere le famiglie e gli studenti maggiorenni nel piano educativo, continua poi ad essere vanificato da circa il 40% degli organici in deroga, con le cattedre non assegnabili ai ruoli e nemmeno ai trasferimenti, nonostante le effettive esigenze rilevate e nei casi gravi le ore scoperte, alcuna novità sugli assistenti all’autonomia e al raccordo della scuola con il mondo del lavoro, mentre la legge sui bisogni educativi e speciali rimane solo scritta e mai adottata. Le novità toccano punti importanti dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, come l’assegnazione delle ore di sostegno, che verranno decise “d’intesa con le famiglie” e “dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno”. Inoltre, “sussidi, strumenti, metodologie di studio non saranno più elaborati in modo ‘standard’, in base al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente”. Cambia poi ancora “la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno”. Trovano spazio pe la prima volta “i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione. I GIT avranno anche il compito di verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno che il dirigente scolastico invierà all’Ufficio scolastico regionale”. All’interno della scuola “opererà il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con l’alunno stesso, nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall’Ente Locale. Il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione avrà il compito di redigere il Piano Educativo Individualizzato, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno”.

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Editoria: servono misure di sostegno alle edicole

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Sostenere le edicole, cruciali sia nel garantire il diritto all’informazione sia come presidio del territorio, in particolare nei centri storici delle città e dei piccoli comuni, con uno stanziamento di 500 mila euro. È l’impegno assunto dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che nei giorni scorsi ha incontrato il presidente della Fieg, Federazione italiana editori giornali, Andrea Riffeser Monti. Un confronto anche alla luce della legge regionale sull’editoria locale dell’Emilia-Romagna, approvata nel giugno 2017 per un comparto fondamentale nell’assicurare una sempre maggiore informazione ai cittadini e la loro partecipazione alla formazione dei processi decisionali.In questo ambito, i due presidenti hanno convenuto sulla necessità di dedicare uno sforzo particolare al sostegno delle edicole, per la peculiare funzione economica e sociale che queste ricoprono non solo nel settore, ma più in generale nella vita delle città. Le edicole rappresentano storicamente uno dei luoghi d’incontro naturali, coniugando la propria funzione di servizio con quella non meno importante di presidio del territorio. Concorrono anzitutto al compito di assicurare il diritto all’informazione, con un ruolo pressoché insostituibile nel garantire il pluralismo dell’informazione stessa attraverso la carta stampata, ma sempre più spesso assolvono anche ad altri compiti di servizio e di pubblica utilità, complementari a quelli della rivendita dei giornali. È tuttavia evidente, è stato sottolineato nell’incontro, che le difficoltà del mercato dell’editoria e dei giornali cartacei mettono sempre più a dura prova la sopravvivenza di molti di questi esercizi, impegnati da tempo in una faticosa riconversione. Garantire la loro presenza sul territorio, con un’attenzione particolare ai piccoli centri, rappresenta quindi un interesse pubblico a cui la Regione vuole concorrere.“Ci siamo trovati d’accordo sulla necessità di misure specifiche di sostegno alle edicole – afferma il presidente Bonaccini – e considero estremamente significativo che questa sollecitazione venga proprio dalla Fieg. Nei giorni scorsi, peraltro, ho avuto alcuni contatti con i sindacati degli edicolanti, assicurando loro un interessamento non solo della nostra Regione, ma della stessa Conferenza delle Regioni. Per parte nostra, come Emilia-Romagna, siamo ora pronti a destinare un primo contributo di 500 mila euro al settore affinché le edicole possano rafforzare la loro presenza sul territorio e approntare gli investimenti necessari per implementare ulteriori servizi. Si tratta naturalmente di concordare con i sindacati del settore le misure più efficaci: per questo promuoveremo un incontro alla ripresa di settembre al fine di valutare insieme gli strumenti migliori. Mi pare essenziale poi coinvolgere in questa azione i Comuni stessi, primi attori istituzionali del territorio. Infine, anche col presidente Riffeser abbiamo convenuto sull’utilità di un momento di approfondimento più generale in sede di Conferenza delle Regioni”.Il presidente della Fieg, nel ringraziare Bonaccini per la sensibilità dimostrata, ribadisce “il ruolo delle edicole quale luogo fondamentale per la diffusione della stampa quotidiana e periodica” e sottolinea “l’impegno della Federazione perché sia mantenuta la capillarità della rete di vendita. Ritengo – conclude Riffeser – che con la fattiva collaborazione fra le istituzioni locali, gli editori e gli edicolanti si possa svolgere un significativo passo in avanti nel riconoscimento del ruolo dei punti vendita avvicinando i cittadini alla lettura dei giornali”.

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Scuola – Sostegno: si cambia senza risolvere i problemi veri

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Arrivano la possibilità di conferma del supplente, il ritorno alla richiesta di ore sostegno da parte del Glho, la domanda di accertamento handicap e composizione commissioni mediche, il profilo di funzionamento con diagnosi funzionale e profilo dinamico-funzionale, i nuovi gruppi per l’inclusione come il Glir e Git. Secondo Anief, solo alcune delle novità prodotte dalle Commissioni parlamentari al decreto legislativo n. 66/2017 risultano efficaci: in particolare, la cancellazione dell’attribuzione delle ore di sostegno che tiene conto di ulteriori fattori, come il contesto scolastico (gli insegnanti la famiglia, l’equipe medica) e il territorio. Molte altre, invece, non sono state recepite. E siccome le decisioni prese dai parlamentari delle Commissioni di competenza, giungono alla vigilia del record di supplenze annuali, sia di posti comuni che di sostegno, visto che si arriverà a 170 mila, tra poco più di un mese si vedranno le conseguenze: dopo gli allarmi di Lombardia, dove si attendono 40 mila cattedre da assegnare ai precari, ha fatto seguito il Veneto, dove mancano all’appello almeno 9 mila docenti. Poi c’è l’Emilia Romagna, con 4.349 cattedre scoperte. La maggior parte di sostegno, destinate ad andare a supplenti nemmeno specializzati e abilitati. Mentre ci sono 20 mila docenti invece abilitati e con specializzazione senza alcuna prospettiva di stabilizzazione, almeno sul breve periodo.Marcello Pacifico (Anief): Nelle risoluzioni approvate da Camera e Senato sulle modifiche da attuare alla riforma sul sostegno, sono state lasciate fuori diverse nostre richieste presentate anche in audizione. In assoluto, per Anief manca un piano di revisione serio e di investimenti per un settore che conta l’incremento costante di 10 mila nuovi iscritti l’anno, ma continua a essere gestito con modelli anacronistici e tesi a risparmiare soldi piuttosto che assicurare un servizio di livello. Inoltre, senza lo spostamento degli oltre 50 mila posti in deroga in organico di diritto non si va da nessuna parte.
Sono molte le novità che si stanno profilando sul sostegno ai quasi 300 mila alunni disabili iscritti a un corso di studi della scuola italiana: si tratta delle modifiche al decreto legislativo n. 66/2017 sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, che le commissioni parlamentari di competenza hanno attuato per cercare di stemperare i danni derivanti delle pessime scelte adottate con l’ultima Legge di riforma voluta ostinatamente e contro tutti dal governo Renzi. L’ultimo parere in ordine temporale sulla revisione del D.lgs. 66/2017 è stato quello dalla Commissione Cultura della Camera, che ha dato il via libera alla modifica della richiesta delle ore di sostegno e il cambio delle regole per l’attribuzione delle ore settimanali: in particolare, la richiesta delle ore di sostegno viene riaffidata al GLHO di istituto, sottraendola al GIT che avrà altri compiti. Quanto alla continuità didattica, il nuovo decreto prevede la possibilità di conferma del docente supplente con titolo di specializzazione.

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Scuola: Sostegno, nuovo record della vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

I danni della politica disastrosa dell’amministrazione centrale si ripercuotono sulle regioni: soltanto il 40% dei posti autorizzati in Emilia Romagna è in organico di diritto mentre il restante è assegnato in deroga; ne consegue che l’80% degli insegnanti potrebbe insegnare senza specializzazione, nonostante il Tar Lazio abbia già dato ragione ai legali dell’Anief sulla necessità di ampliare il numero degli ammessi ai corsi universitari e abbia già annullato la circolare sugli organici siciliani che presentava le stesse falle. Ancora aperto il ricorso per costituirsi nei ricorsi di ottemperanza su posti Tfa sostegno e organici e costringere il Miur a dare serie risposte. Altro che lotta al precariato: le cattedre di sostegno libere ma assegnate solo in supplenze risultano in sensibile aumento. È di queste ore la notizia che in Emilia Romagna si registra un incremento del 28% dei posti in deroga sulle cattedre. In tutti, sono 10.219 i prof di sostegno che saliranno in cattedra. Ben 954 in più rispetto al 2018 che furono 9.265 (+10,3%). Solo a Bologna sono 2.101 i docenti 2019-2020 (+ 236), le deroghe passano da 549 a 796. Il problema, scrive Orizzonte Scuola, è che “le graduatorie sono quasi esaurite, il Miur ha autorizzato pochi posti per il Tfa sostegno, che è comunque partito da poco. I posti saranno occupati da supplenti di terza fascia non specializzati, chiamati dalle messe a disposizione”.
Invece di prendere in mano la situazione, il Governo e l’amministrazione scolastica hanno pensato bene di mettersi alla finestra. Pensando di cavarsela con un pugno di immissioni in ruolo, 14.552 su 58.627 totali annunciate dal Miur, ma possiamo dire in partenza che almeno due su tre non si effettueranno, perché ci sono diverse migliaia di specializzati che continuano ad essere mantenuti nelle graduatorie sbagliate. Come se non bastasse, continua a rimanere in vigore l’assurda norma approvata nel 2013 dall’allora ministra Maria Chiara Carrozza, la n. 128, che colloca in organico di fatto, la cosiddetta “deroga”, ben un terzo di tutte le cattedre di sostegno, condannando gli alunni al cambio continuo del loro docente di sostegno e colloca oltre 50 mila cattedre in un limbo né utile per i trasferimenti né per le immissioni in ruolo. L’Anief ha provato in più occasione a superare quella norma, anche chiedendo un emendamento all’articolo 28 dell’ultima Legge di Stabilità, ma non c’è verso: continua a fare troppo comodo al Governo di turno per mantenere bassa la spesa del settore, andando a speculare sui mesi estivi e sulle assunzioni che produrrebbero incrementi di stipendi e ricostruzioni di carriera con arretrati a debito per lo Stato. Per il futuro, inoltre, si prevede una riduzione della spesa per tutto il comparto dell’inclusione degli alunni disabili: si era parlato di 4 miliardi in tre anni. Probabilmente il risparmio sarà inferiore, ma di sicuro ci sarà: ad ammetterlo, qualche giorno fa, è stata la neo ministra della Famiglia e della Disabilità Alessandra Locatelli, la quale ha detto che in effetti “ci sono stati tagli un po’ lineari”.

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Forse non saranno 4 miliardi in tre anni, ma le riduzioni di spesa per favorire l’inclusione degli alunni disabili da parte dell’attuale Governo gialloverde sono vere. Ad ammetterlo, senza arrampicarsi sugli specchi, come avevano fatto gli altri parlamentari della maggioranza, è stata la neo ministra della Famiglia e della Disabilità Alessandra Locatelli. Alla leghista, determinata quanto schietta, è stato chiesto come mai “questo Governo ha confermato nell’ultima legge di bilancio dei tagli importanti alle risorse destinate all’inclusione scolastica dei bambini disabili”. E lei ha replicato: “È vero, ci sono stati tagli un po’ lineari”. Anief ritiene particolarmente grave il comportamento del Governo sul fronte dell’assistenza e del diritto allo studio degli alunni disabili. “Prima di tutto – spiega il suo presidente Marcello Pacifico – perché dopo avere creato un ministero ad hoc, invece di trasformare i posti in deroga dei docenti di sostegno in cattedre di diritto, riportandole a quello che sono veramente, ha permesso di ridurre il budget nazionale con cui si permette a quasi 280 mila allievi disabili certificati di frequentare le nostre scuole. E dopo avere fatto questo in sordina, senza parlarne con le parti sociali interessate, ha per mesi negato, addebitando il disavanzo al fatto che ‘i posti in deroga su sostegno vengono contabilizzati di anno in anno’”. Le ammissioni sulle riduzioni di budget per il sostegno ai disabili stonano con quelle pronunciate da un altro ministro della Lega, quello dell’Istruzione Marco Bussetti: all’indomani dell’approvazione della legge, ricorda Tuttoscuola, l’opposizione aveva accusato il Governo di avere ridotto i fondi per il sostegno, ma il 17 gennaio scorso il ministro dell’istruzione Bussetti in Parlamento aveva respinto le accuse. “Non è vero che la legge di bilancio ha diminuito le risorse per i docenti di sostegno”, aveva affermato in modo perentorio il titolare del Miur. Così, “a distanza di sei mesi la verità viene chiarita proprio da parte della stessa maggioranza”, proprio attraverso le parole della ministra Alessandra Locatelli.

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Scuola: Sostegno disabili, altro scandalo italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

A fronte di ben oltre 50 mila cattedre di sostegno senza titolare, dopo avere organizzato una selezione per pochi posti e pure maldistribuiti, ora l’amministrazione scolastica centrale si permette il lusso di lasciare fuori dai corsi specializzanti circa 5 mila docenti reputati idonei, anche con votazioni d’eccellenza. Costringendo, a settembre, i dirigenti scolastici ad assegnare i tanti posti liberi a personale precario nemmeno abilitato all’insegnamento e spesso anche alla prima esperienza, con conseguente danno agli alunni con disabilità. Per questi motivi, Anief si è rivolta al Tar del Lazio, che ha chiesto al ministero dell’Istruzione l’istruttoria sul rispetto dei criteri di determinazione dei posti a numero chiuso.Marcello Pacifico (Anief): “Risulta fondamentale incrementare il numero di accessi ai corsi di sostegno, prima di tutto per via dell’ampia disponibilità di cattedre vacanti. Ma, soprattutto, per dare giustizia ai 5 mila idonei Tfa sostegno, che dopo aver superate le selezioni – la preselettiva, lo scritto e l’orale – si ritrovano incredibilmente esclusi dai corsi specializzanti del quarto ciclo. Ancora di più perché sul sostegno siamo all’emergenza totale e presto tantissimi presidi saranno costretti ad assegnare diverse migliaia di cattedre a docenti precari non specializzati e nemmeno abilitati all’insegnamento. Non possiamo accettare che un comparto così importante della nostra scuola, che deve garantire il diritto allo studio degli alunni più ‘deboli’, sia travolto dall’inefficienza e dalla burocrazia: chiediamo al Miur, pertanto, che tutti coloro che sono risultati idonei al Tfa sostegno vengano collocati sin da subito all’interno dei corsi di specializzazione organizzati delle Università accreditate. In caso contrario, sarà ancora il tribunale a dire come fare perché ciò avvenga”.Sul sostegno agli alunni disabili non ci siamo proprio. Tra poche settimane, il prossimo 1° settembre, entrerà in vigore il decreto legislativo n. 66/2017, conseguente alla Buona Scuola di Renzi, con le insufficienti modifiche realizzate dall’attuale Governo, sulle quali l’Anief si è espresso presentando ai parlamentari una serie di emendamenti ulteriori indispensabili: adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto, inserire il tetto di 20 alunni per classe, potenziare l’organico Ata del 10%, stabilizzare l’organico addetto ai servizi di assistente all’autonomia e alla comunicazione, attribuire le ore di sostegno indicate nel Pei, garantire l’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria, valutare il servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nei vincoli relativi alla mobilità volontaria.In attesa di una risposta dai deputati e senatori che stanno esaminando il testo da modificare, il ministro dell’Istruzione continua a pavoneggiarsi per aver previsto la specializzazione di 40 mila docenti in tre anni. Anche su questo fronte, Anief ha molto da ridire. Il primo ciclo di selezioni, riservato a 14.224 docenti e autorizzati con il decreto n. 92/2019, è risultato infatti del tutto fallimentare, sia dal punto di vista dell’impostazione generale che da quello organizzativo e dei numeri. Su quest’ultimo fronte, in particolare, considerando che vi sono ben oltre 50 mila cattedre prive di titolare e che gli attuali 280 mila alunni con disabilità risultano in progressivo aumento, il sindacato ha sempre reputato del tutto insufficienti i posti banditi per il primo ciclo Tfa sostegno: per questo motivo, si è rivolto al Tar del Lazio.

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