Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Posts Tagged ‘sostegno’

Prove suppletive concorso docenti e specializzazione sostegno: le prove a maggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzioneAl Miur hanno preso atto dell’impossibilità di far coincidere le date delle due selezioni: i test per l’accesso all’insegnamento agli alunni disabili si svolgeranno il 25 e 26 maggio; nello stesso mese un’altra tornata di suppletive per il concorso docenti 2016, ma in altri giorni. Ha vinto il sindacato che aveva subito chiesto lo spostamento delle date, dopo aver preso visione della concomitanza delle prove: in quel modo, diversi candidati avrebbero dovuto rinunciare a una delle due possibilità. Nel decreto, il Miur ha anche ampliato di alcune decine di posti il numero di candidati che verranno ammessi, portandoli a circa 9.700 unità. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non ci voleva chissà quale abilità organizzativa per non far coincidere le due sessioni selettive. Ci lascia un po’ perplessi il fatto che gli ultimi docenti che svolgeranno le prove suppletive il 22 maggio avranno solo due o tre giorni di tempo per preparare l’accesso al Tfa sostegno. Sarebbe stato meglio, a questo punto, concedere loro una settimana o dieci giorni in più. Detto questo, è chiaro che siamo soddisfatti per il risultato raggiunto, con l’Anief che porterà ben oltre 2mila candidati alle selezioni ulteriori dell’ultimo concorso a cattedra, dopo che il Ministero dell’Istruzione aveva detto loro che non potevano.

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Sostegno ai rifugiati somali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

Somalia_Fulvio Zubiani_BASSAL’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) chiede un maggiore supporto a sostegno degli sforzi per garantire maggior stabilità in Somalia e nei Paesi che accolgono i rifugiati somali. Intervenendo al Summit Speciale dei Capi di Stato della Regione sulle soluzioni durevoli da adottare per la situazione dei rifugiati somali, organizzato dall’IGAD (Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo) a Nairobi, l’Assistente Alto Commissario per le Operazioni dell’UNHCR George Okoth-Obbo, ha elogiato i Paesi confinanti con la Somalia per la generosità che hanno dimostrato nel dare protezione internazionale ai rifugiati somali, nonostante i problemi di carattere socio-economico, ambientale e di sicurezza nazionale. “L’UNHCR è davvero lieto per quest’impegno senza precedenti assunto a livello regionale volto a garantire protezione e assistenza ai rifugiati somali”, ha dichiarato George Okoth-Obbo, esprimendo soddisfazione per l’esito del Summit. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha rivolto un appello affinché le responsabilità siano condivise a livello globale con la regione, dove, per anni, le comunità hanno accolto e condiviso le limitate risorse a disposizione coi rifugiati somali. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha, inoltre, lanciato un appello in merito alla necessità di preservare lo spazio di asilo per tutti quei rifugiati somali che non possono fare ritorno a casa.Il Summit ha messo in evidenza, inoltre, che il ritorno volontario non è la sola opzione possibile e ha esortato a rafforzare la solidarietà e la condivisione di responsabilità a livello internazionale attraverso misure quali il reinsediamento di rifugiati somali e altri canali complementari per l’ammissione di cittadini di Paesi terzi, quali trasferimenti per ragioni mediche, programmi di ammissione umanitaria, ricongiungimenti familiare e opportunità per i migranti qualificati, mobilità dei lavoratori e istruzione.
Oltre due milioni di somali sono stati costretti a fuggire a causa di una delle crisi di più lunga durata del mondo. Si stima che circa un milione di persone siano sfollate interne in Somalia e che 900.000 rifugiati somali – molti dei quali ormai di terza generazione – si trovino in Kenya (324.000), Etiopia (241.000), Yemen (255.000), Uganda (39.500) e Gibuti (13.000). George Okoth-Obbo ha dichiarato, inoltre, che la siccità costituisce un serio problema e che si devono trovare soluzioni al più presto. “E’ necessario riconoscere che la regione è attanagliata da nuovi problemi, quali la siccità e l’insicurezza alimentare, che minacciano di causare carestia e morte”.
Circa 6,2 milioni di persone, metà della popolazione somala, necessità di aiuti umanitari e i livelli di malnutrizione infantile sono elevati, con 944.000 bambini che versano in condizioni di malnutrizione acuta o addirittura grave. La grave siccità che ha colpito tutta la regione ha causato crisi alimentari in Etiopia, Kenya, Somalia, e Yemen. I Paesi stanno affrontando la peggiore siccità degli ultimi 60 anni. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati richiede urgentemente che si rafforzino le misure di risposta alla siccità in corso per attenuarne gli effetti e impedire il drammatico impatto umanitario che avrebbe una carestia, anche in relazione al rischio di generare ulteriori migrazioni forzate. “E’ essenziale agire tempestivamente e che gli attori umanitari coinvolti intervengano in modo risoluto, con il forte sostegno della comunità internazionale”, ho sottolineato l’Assistente Alto Commissario George Okoth-Obbo.

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Istruzione – Sostegno: il Parlamento approva il parere ma dal prossimo anno si complica l’integrazione scolastica

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzioneIn attesa dell’ultimo verdetto del Governo sulle deleghe alla Legge 107/15, le commissioni parlamentari licenziano delle richieste di modifica senza tenere conto delle ripetute denunce dell’Anief e delle famiglie degli allievi: da settembre, il personale docente continuerà a essere utilizzato per 30 per cento dell’organico come precario, su posti in deroga, con oltre 52mila posti liberi assegnati fino al 30 giugno; arrivano nuove regole sulle ri-certificazioni che, senza alcuna copertura finanziaria e opportune risorse umane per le équipe mediche, sconvolgeranno la vita di 260mila alunni disabili; rimane anche in vita il blocco decennale per gli insegnanti di sostegno che, in questo modo, risultano assegnati alla scuola e non più agli alunni.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il modello che si sta andando a determinare sugli insegnanti di sostegno contrasta la loro motivazione e li discrimina rispetto ai colleghi, addirittura rispetto ai neo-assunti, i quali vanno incontro a un blocco triennale sulla disciplina. Parlare di continuità didattica in queste condizioni significa solo fare demagogia. L’unico aspetto positivo è che viene riconosciuto il servizio pre-ruolo nel computo del blocco decennale su sostegno. Ma si conferma l’anomalia del riconoscimento dello stesso servizio nell’ipotesi di mobilità 2017: motivo per cui Anief lancerà ricorso, avendo già vinto nei tribunali.

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Scuola: Tfa Sostegno, il Miur pubblica le date di svolgimento dei test d’accesso e fa subito pasticci

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzioneCon il decreto n. 141, il Ministero dell’Istruzione ripartisce i 9.649 posti destinati a ciascuna Università per i corsi di specializzazione nelle attività di sostegno agli alunni disabili e le modalità per accedervi, le cui prove d’accesso saranno predisposte dai singoli atenei. I giorni saranno invece gli stessi per tutte: il 19 e 20 aprile 2017. Nelle medesime giornate però, sempre il Miur, ha convocato diversi candidati delle prove scritte del ‘concorsone’, inizialmente esclusi ma poi riabilitati dai giudici. Anief, pertanto, invita il Ministero dell’Istruzione a cambiare le date relative al test preliminare per accedere ai corsi di specializzazione.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): se ciò non accadrà in tempi celeri, quindi nelle prossime ore, il sindacato annuncia la volontà di procedere attraverso modalità d’impugnazione formale. Non è possibile che, ancora una volta, a pagare i disservizi della macchina organizzativa di Viale Trastevere debbano essere i cittadini.

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Scuola Sostegno, cade il mito della continuità didattica: la delega della riforma va modificata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl decreto della Legge 107/15 sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità non salvaguarda i diritti dell’alunno. E nemmeno del docente specializzato. I motivi sono stati spiegati dall’Anief, durante le audizioni tenute al Senato e alla Camera dei deputati, e ribaditi a seguito delle crescenti proteste di questi ultimi giorni: l’insegnamento del sostegno è assegnato alla scuola, quindi alla classe, al pari degli altri componenti. E siccome l’alunno con disabilità è collocato in un gruppo-classe, è chiaro che è il Consiglio ad approvare la programmazione differenziata, come l’ammissione alla classe successiva: pertanto, o si bloccano tutti i membri del Consiglio stesso o si lede la continuità didattica. Essa infatti diventa un obiettivo impossibile da conseguire, perché significa che ogni docente non dovrebbe mai assentarsi per maternità, malattia o altro.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il vincolo di dieci anni di permanenza dei docenti specializzati dopo l’immissione in ruolo non tiene conto di troppi aspetti. Ecco perché la continuità è un mito da sfatare. Poi c’è almeno un’altra incongruenza: se un docente insegna tre anni alle medie o cinque alla primaria o alle superiori, perché il vincolo sul sostegno è stato portato a dieci anni?

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Futuro del lavoro e del welfare, sharing economy e misure di sostegno al reddito: si conclude così il 4° Future Forum

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

forumLa sharing economy distrugge lavoro? Più che regolamentarla, bisogna formare i lavoratori e i cittadini a utilizzare gli stessi strumenti delle grandi piattaforme per tutelarsi e “giocare” al rialzo. Forse è una strada più difficile, ma probabilmente più efficace di quella di creare regolamentazioni che è plausibile risultino già superate una volta che completano tutto l’iter di approvazione, con questa politica che non riesce a star dietro ai tempi della tecnologia. Marco Luccisano, già capo della segreteria recnica del Miur e fondatore del Progetto Rena, Intelligenza collettiva a servizio dell’Italia, ha aperto oggi pomeriggio l’ultimo “giro di relatori” del Future Forum, in sala Valduga. Moderati dal direttore de Linkiesta Francesco Cancellato, con Luccisano c’erano Giuseppe Bronzini, magistrato della Cassazione sezione lavoro, Guido Ferradini, avvocato, Vice Presidente AGI Toscana, Marco Bentivogli segretario generale Fim-Cisl e, in collegamento skype, Marco Leonardi, professore di economia politica all’Università di Milano e consulente economico della Presidenza del consiglio.In apertura, un videomessaggio del presidente dell’Inps Tito Boeri, che non è potuto intervenire di persona, ma che ha lanciato tutti i temi di discussione di questo tavolo conclusivo dell’edizione 2017 del Future Forum della Camera di Commercio di Udine: il futuro del lavoro, del welfare, della previdenza, la sharing economy, le conseguenze del jobs act, le misure di sostegno al reddito e la formazione continua.Argomenti assolutamente centrali, su cui si giocherà il futuro di tutti.
«Nella “Buona scuola”, l’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro è un fatto positivo – ha sostenuto Luccisano –. Non per imparare un mestiere, perché oggi forse non serve, ma perché servono invece le competenze per poter leggere il cambiamento della nostra società e del nostro mondo del lavoro. E forse, farlo nei luoghi in cui il lavoro accade, permette ai ragazzi di leggerlo meglio». Per Luccisano «oggi le persone producono valore non lavorando ma consumando. Amazon ha distrutto posti di lavoro, ma ne ha creati altri. Ha cominciato, per esempio, distruggendo il lavoro dei librai, ma ha creato lavoro per chi si occupa di consegne».
Leonardi ha parlato poi di welfare. «Nel jobs act, una delle riforme principali dello scorso governo e che ora continuiamo, una delle cose principali è stato l’allargamento dei sussidi disoccupazione. Si cambia più spesso lavoro, si passa da lavoro dipendete ad autonomo e viceversa, molti sono i contratti a termine. Chi aveva, per esempio, un cococo non aveva diritto al sussidio di disoccupazione. Ora abbiamo allargato la platea di chi ne ha diritto ed è uno dei vantaggi maggiori della riforma, passato in secondo piano perché oscurato dal dibattito sull’articolo 18. Chi ha lavorato anche solo per 13 settimane nei 4 anni precedenti ha comunque un sussidio e non è poco. Oggi poi c’è anche sussidio disoccupazione assistenziale che prima non c’era in Italia». Ciò che il Governo sta concludendo ora «è costruire un sistema di reddito di ultima istanza, una misura universale – ha aggiunto Leonardi –. Abbiamo fatto una sperimentazione prima su alcune città del Sud e poi sulle grandi città. Si si chiama Sia e rappresenta una misura per tutti contro la povertà. Finora su questa misura abbiamo sempre stanziato pochi fondi e culturalmente non siamo stati pronti. La crisi ha lasciato ferite profonde: 600 mila nuclei familiari sotto la soglia povertà. Ma se quest’anno ne abbiamo coperte solo 60 mila, saremo in grado di raddoppiarle nel 2017 e arrivare a 400 mila nel 2018. Una strada verso una misura universale contro la povertà ci rende Paese più civile. Siamo impegnati a fare i decreti attuativi in tempo record».
Guido Ferradini ha invitato poi a considerare i diversi punti di vista che vengono spesso confusi quando si parla di lavoro: economia, diritto, sociologia, etica. «L’economia è stata sempre elemento trainante di tutte le riforme. Ma l’aspetto sociale dell’impatto del lavoro è sempre stato tralasciato. Si può creare massima flessibilità nel mercato del lavoro, ma si rischia di distruggere l’aspetto sociale. È possibile che l’occupazione cresca, ma creiamo un disastro sociale, perché la gente si trova a lavorare per più datori di lavoro e a fare lavori mal pagati. Socialmente ci si trova in profonda insicurezza e noi si ha tempo né forza per formarsi. Va dunque creato un sistema che garantisca formazione continua forum1anche in queste condizioni». Ferradini si è invece detto favorevole a un reddito di cittadinanza, da lui visto «non affatto come un disincentivo alla formazione. Io credo che se garantiamo una risorsa come questa, forse diamo la possibilità alle persone di formarsi. E la formazione facilita anche la nascita d’impresa». Bentivogli della Cisl invece non si è detto d’accordo sul reddito di cittadinanza e ha anche messo in luce diverse anomalie del nostro sistema, «su cui dobbiamo anche avere il coraggio di essere impopolari. Abbiamo 800 miliardi di spesa pubblica. Ma abbiamo pensionati sotto i 65 anni che ci costano 85 miliardi. Ma veramente sono in pensione o continuano a lavorare in altre forme? Ne spendiamo poi 70 nel sistema di formazione. Siamo dunque un Paese per vecchi e in buona salute». Il tema è scomodo per tutti, ha detto. «Lo squilibrio non è più nord-sud, è tra i giovani e tutti gli altri. Bisognerebbe fare politiche più serie. Il primo scivolone di Renzi fu mettere il Tfr in busta paga, un errore per i nostri giovani». Per i quali c’è però, contemporaneamente, anche «un problema “di sveglia” e di scossa». Bentivolgi ha poi parlato di welfare. «Appena si sono tarati meglio e stretti i criteri per l’Isee sono “spariti” un sacco di poveri. I poveri ci sono, ma nel grande numero dobbiamo essere consapevoli che ci sono anche tanti evasori. La lotta all’evasione fiscale non credo sia una delle medaglie del governo Renzi. Qui la si fa franca ancora troppo quando si frodano le regole minime del vivere insieme». (foto: forum)

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Legge quadro a sostegno della terza età

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

federanzianiL’Italia non è un paese per vecchi. Eppure, nei prossimi decenni il mondo sarà popolato prevalentemente da anziani. Secondo i dati emersi oggi nel corso dell’incontro “Invecchiamento in salute e silver economy” nel 2050, le persone ultrasessantenni supereranno i nuovi nati. “E’ necessario attivare politiche e programmi che tengano conto della fascia di popolazione più fragile – ha dichiarato Michele Conversano Presidente HappyAgeing l’Alleanza per l’invecchiamento attivo, nel corso dell’incontro organizzato oggi al Senato dall’Intergruppo parlamentare per l’Invecchiamento attivo – e stimolare l’azione di governo mettendo in campo iniziative pubbliche a favore degli anziani: è questo il primo obiettivo dell’Integruppo Parlamentare sull’invecchiamento attivo, al quale HappyAgeing vuole dare un aiuto concreto, come già avvenuto per l’inserimento dei vaccini per gli anziani nei LEA”.Ad oggi, oltre 13 milioni di Italiani (più di una persona su cinque) ha un’età superiore ai 65 anni, e, secondo le previsioni, nel 2040 circa un individuo su tre sarà over 65. E già nel 2030 gli anziani saranno il circa 26,6%.“E’ quanto mai opportuna una legge quadro, che prenda in considerazione in maniera interdisciplinare una tematica di grandissima attualità e che rappresenta il futuro della nostra società, in parte già il presente” spiega il senatore Lucio Romano, coordinatore, insieme alla deputata Vittoria D’Incecco, dell’intergruppo parlamentare sull’ invecchiamento attivo. L’invecchiamento non va inteso come minus, da cui la marginalizzazione, ma una ricchezza a livello sociale da tesaurizzare per competenze e partecipazione attiva. Bisogna invertire una cultura imperante che isola quelle realtà sociali che si ritengono improduttive o quelle che per utilizzare una terminologia attuale sono definite scarto”.
Ad affrontare il tema della silver economy, anziani e produttività è intervenuto l’onorevole Carlo Dell’Aringa, economista, che ha sottolineato come, a differenza di quanto si creda, l’anzianità non diminuisca la produttività. “Secondo gli ultimi dati ISTAT – ha dichiarato Dell’Aringa – nell’ultimo anno, si è verificato un aumento molto consistente dell’occupazione proprio nella fascia d’età over cinquanta, con oltre 410 mila nuovi assunti. Dato in controtendenza rispetto a quanto accaduto per la fascia media e per i più giovani, per i quali si registra una diminuzione di 150mila posti di lavoro. Questi dati – ha commentato Dell’Aringa – dimostrano quanto gli adulti e anziani costituiscano un patrimonio di esperienza, competenza, affidabilità e senso d’identità aziendale, doti necessarie alle aziende e alla produttività.” “La vera barriera contro invecchiamento sono la salute e l’attività fisica. – dichiara l’onorevole Vittoria D’Incecco coordinatrice dell’Intergruppo e medico di famiglia – Quando l’età cresce, il rischio di malattie aumenta, quindi dobbiamo agire sulla prevenzione. L’esercizio fisico ricopre un ruolo fondamentale, contribuisce a diminuire l’incidenza di malattie coronariche, diabete, ictus, cancro al seno, a rinforzare le ossa, a prevenire infortuni e a ridurre l’Alzheimer. Le cellule staminali, che diminuiscono con l’età, si rigenerano con l’attività fisica. Con una sola ora e mezzo di esercizio aerobico alla settimana, si prevengono circa 40 malattie croniche e il pericolo di ammalarsi di Alzheimer diminuisce del 50% e questo vale per tutte le età ma soprattutto nell’anziano.”
HappyAgeing – Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, presieduta da Michele Conversano, nasce nel 2014 per promuovere nel nostro Paese politiche e iniziative volte a tutelare la salute dell’anziano e a sviluppare le indicazioni della Commissione europea sul fronte dell’invecchiamento attivo. L’iniziativa nasce per rispondere alle indicazioni della Commissione europea che, con partnership per l’innovazione sul tema “invecchiare rimanendo attivi e in buona salute”, ha inteso stimolare il mondo scientifico, della società civile e delle istituzioni a rivolgere una maggiore attenzione sui temi del progressivo invecchiamento della popolazione europea e delle dinamiche socioeconomiche e culturali ad esso connesse. Del nucleo fondativo dell’Alleanza HappyAgeing fanno parte: SItI, SIGG, SIMFER, FNP CISL, SPI CGIL, UIL Pensionati, FAP ACLI e Federsanità ANCI. Dal 2015 HappyAgeing è stata cooptata dall’International Federation on Ageing, osservatore permanente presso le Nazioni Unite.

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Scuola: Legge di Stabilità, beffa cosmica per il sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

scuolaNel testo della Legge di Bilancio presentato alla Camera, negli articoli 52 e 53, a proposito di stabilizzazione di posti, si parla soltanto di accorpamento degli spezzoni di cattedra che prevede, quindi, una vera e propria ‘aggregazione’ degli spezzoni di orario, anche tra più scuole, fino a formare una cattedra o un posto intero. Non c’è traccia, invece, della stabilizzazione dei posti di sostegno: 9 mila alunni disabili e le loro famiglie non avranno, pertanto, la stabilizzazione sperata. Vengono confermati in pieno, dunque, gli oltre 32mila posti precarizzati per legge la cui supplenza annuale al 30 giugno, malgrado si tratti di cattedre libere, obbliga 60 mila ragazzi disabili ad avere ogni anno docenti precari che, per gli effetti delle graduatorie, mutuano quasi costantemente.
Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): basta ‘tira e molla’ sul sostegno: decine di migliaia di posti in deroga costituiscono un’emergenza formativa nazionale. Se si vuole uscire dalla “babele” sul sostegno, cui pure quest’anno abbiamo assistito, con tanti supplenti annuali ancora da nominare a novembre inoltrato, occorre dare seguito alla sentenza pilota n. 80/10 della Corte Costituzionale e superare i laccioli messi sull’art. 40, comma 1, della Legge 27 dicembre 1997 n. 449, in base al quale è possibile assumere insegnanti di sostegno, in deroga al rapporto docenti-alunni. Proprio a tutela dei diritti degli studenti disabili e delle loro famiglie, per avere più docenti di sostegno, per l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, oltre che per cancellare il vincolo quinquennale per i neo-assunti, Anief ha deciso di scioperare e indire un presidio davanti Montecitorio il prossimo 14 novembre.

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Scuola: Sostegno ai disabili ma nel caos

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

ministero pubblica istruzioneI docenti neo-specializzati rimangono fuori dal concorso e gli idonei dalle assunzioni, mentre le scuole si rivolgono ai non abilitati È incredibile quanto stia accadendo nella secondaria di primo grado della Toscana: a superare il concorso per 28 posti di sostegno sono stati 70 candidati. Il problema è che l’art. 9 del bando di concorso, emanato a febbraio 2016, impone la compilazione di una graduatoria di merito nel limite massimo del 10% di idonei. Se i docenti della GM rinunciano al ruolo, paradossalmente, non ci sono candidati nella graduatoria di merito ma vi sono, tuttavia, vincitori di concorso senza diritto alla cattedra. Si è creata, in tal modo, un’altra categoria di “invisibili”: docenti con laurea, abilitazione e specializzazione al sostegno, con prove del concorso superate ma, tuttavia, senza diritto all’assunzione. Intanto, in cattedra vanno i docenti chiamati dalle graduatorie di istituto.Per il sindacato, quanto sta accadendo sui docenti di sostegno italiani è doppiamente paradossale. Innanzitutto, perché ci sono tanti insegnanti specializzati per la didattica “speciale”, nello scorso mese di giugno, a cui è stato impedito di partecipare al concorso. È accaduto a Palermo ma anche in altre città, non certo per colpa degli specializzandi ma per ritardi degli atenei. Nel frattempo, gli iscritti “certificati” sono incrementati in modo esponenziale: se nel 2011 erano 198.672, nel 2015 sono diventati 223.567 e, quest’anno, potrebbero superare quota 141mila. Di conseguenza, nello stesso periodo fino allo scorso anno, anche i posti dei docenti di sostegno sono lievitati, passando da 96mila a 129mila.Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): che senso ha vanificare il percorso positivo, superiore al 7 come valutazione, escludendo a priori il docente idoneo, se vi sono posti vacanti assegnati dalle scuole, perché costrette, a aspiranti docenti alle prime ‘armi’ e non specializzati? La selezione non può essere legata a una soglia numerica prestabilita e pure ridotta ai minimi termini: anche perché, dopo tre anni, le graduatorie dei vincitori e idonei dei concorsi pubblici decadono. È bene che al Miur si adoperino per chiedere al Governo di eliminare il tetto del 10 per cento di idonei e affiché, il prima possibile, vengano istituite delle prove concorsuali suppletive a cui fare accedere tutti i neo-specializzati che non hanno avuto la possibilità di partecipare al Concorso a cattedra per il sostegno bandito lo scorso 23 febbraio.

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SACE (Gruppo Cdp): Risultati semestrali € 20 miliardi di nuove operazioni a sostegno delle imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

Beniamino QuintieriIl Consiglio di Amministrazione di SACE (Gruppo Cdp), presieduto da Beniamino Quintieri, ha approvato oggi i risultati semestrali al 30 giugno 2016.In uno scenario complesso, caratterizzato da un’elevata volatilità geopolitica e da una crescita ridotta dell’economia mondiale, SACE rafforza il proprio ruolo a sostegno della competitività del Made in Italy con un significativo incremento delle operazioni concluse nella prima metà dell’anno.Di seguito i principali risultati consolidati del primo semestre 2016:
§ nuove operazioni deliberate a 20 miliardi di euro (+36% rispetto ai primi sei mesi del 2015)
§ premi lordi a 282,3 milioni di euro (+12%)
§ oneri netti relativi ai sinistri a 74,5 milioni di euro, in aumento rispetto ai 33,4 milioni di euro del corrispondente periodo 2015
§ proventi da recuperi a 150,2 milioni di euro, in crescita rispetto ai 31,1 milioni di euro del primo semestre 2015, soprattutto grazie ai crediti sovrani recuperati dall’Iran
§ risultato della gestione tecnica a 99,6 milioni di euro, in diminuzione del 42,6% principalmente per la variazione delle riserve tecniche (negativa per 230 milioni di euro)
§ risultato della gestione non tecnica, prevalentemente attribuibile al risultato della gestione finanziaria, a 83 milioni di euro, in calo rispetto ai 294,5 milioni di euro del 30 giugno 2015
§ utile netto a 102,9 milioni di euro (-67%).
“Nell’attuale scenario di incertezza e di generale aumento dei rischi, abbiamo dimostrato di saper stare a fianco delle aziende in maniera sempre più efficace e di supportare lo sviluppo del Made in Italy nel mondo, aumentando significativamente i volumi garantiti per attività di export e internazionalizzazione – ha dichiarato Alessandro Decio, amministratore delegato e direttore generale di SACE –. Dietro queste operazioni vi sono i prodotti dell’eccellenza italiana come macchinari, beni agroalimentari, tecnologie e servizi ad alto valore aggiunto venduti dalle imprese con il nostro supporto in 198 paesi. Nonostante il difficile contesto internazionale, la redditività e l’andamento tecnico si confermano molto positivi, seppur con un minor contributo della gestione finanziaria e un lieve aumento della sinistrosità.”Relativamente alle nuove operazioni del semestre, si osserva un’accelerazione di tutte le linee di business. Le attività a sostegno di export e internazionalizzazione, in particolare, sono cresciute del 70%, in termini di nuovi volumi assicurati. A fare da traino, le esportazioni verso Unione Europea, Americhe e Medio Oriente e Nord Africa. Crocieristico, Elettrico e Infrastrutture e Costruzioni sono stati i settori più dinamici del semestre. Anche la performance delle altre linee di business conferma il trend di crescita: sono infatti in aumento del 22% i volumi assicurati nei rami credito, cauzioni e altri danni ai beni, e del 32% il turnover delle attività di factoring.
Un supporto destinato ad aumentare ulteriormente nell’ambito del piano industriale 2016-2020 del Gruppo Cdp, che mette a disposizione delle imprese 63 miliardi di euro di risorse per attività di export e internazionalizzazione, attraverso la costituzione di un unico presidio per il supporto al Made in Italy che integrerà i servizi di SACE e SIMEST e le attività di export credit di Cdp.

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Scuola: Sostegno alunni disabili

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2016

scuolaStorica decisione del tribunale di Caltanissetta ottenuta dai legali Anief, in difesa di un’alunna della scuola primaria con disabilità grave: il Tribunale del capoluogo siciliano, accertata l’ennesima mancata tutela del diritto allo studio di una ragazza con handicap in situazione di gravità, ha sanzionato sonoramente la condotta discriminatoria del Miur per la mancata attribuzione di un insegnante di sostegno pari al numero di ore richiesto dalla scuola al fine di tutelare il suo diritto all’integrazione e all’istruzione.Appello del giovane sindacato a dirigenti scolastici, docenti e genitori: sorvegliate sin da subito sulla formazione delle cattedre che nelle prossime settimane verranno assegnate dagli uffici periferici del Miur alle scuole e soprattutto sulla corretta assegnazione delle ore di sostegno. Le premesse non sono positive, perché è notizie di queste ore che l’organico di fatto del prossimo anno scolastico è stato tagliato di 1.200 posti. Laddove risultassero delle discrepanze rispetto a quanto stabilito dalle Asl di competenza e dal Piano educativo individualizzato, vanno segnalate all’Anief aderendo all’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”, presso il Tribunale di Caltanissetta è stato raggiunto un risultato importante. Il Ministero dell’Istruzione deve solo vergognarsi per aver pensato di fare “cassa” in presenza di una bambina disabile che, attraverso i genitori, rivendicava solo il giusto diritto a un’istruzione adeguata alle sue necessità.

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Sostegno di Virginia Raggi per una Roma sostenibile

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2016

campagna amicaraggiAlfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente, tra i primi firmatari dell’appello lanciato da Coldiretti Lazio e Fondazione Campagna Amica per #NoOgmRoma ha accolto con entusiasmo il sostegno di Virginia Raggi per una Roma sostenibile
«È importante – dichiara Alfonso Pecoraro Scanio – che la capitale diventi una città simbolo del “NO OGM”, sia vecchi che nuovi, del cibo biologico e a km 0 in tutte le mense, dello stop al consumo di suolo e della nuova agricoltura multifunzionale. Di fronte al nuovo assalto delle multinazionali e dei loro lobbysti che, con il trucco dei nuovi OGM e la violenza del TTIP, vogliono smantellare la tradizione “NO OGM” dell’Italia, questa posizione netta della candidata a sindaco di Roma che ha voluto manifestare il suo sostegno con una foto insieme ad un rappresentante di Campagna Amica, è un segno di svolta per una Roma sostenibile».
Già in tantissimi, circa 10.000, tra cui anche esponenti della società civile, di realtà ambientaliste e della difesa dei consumatori hanno sottoscritto in questi giorni l’appello per il divieto assoluto di coltivazione con OGM, contro il consumo ulteriore di suolo agricolo nell’Agro-Romano, per l’istituzione di un orto sociale ed un Farmers Market per ogni municipio e per il consumo di cibi biologici a Km 0 in tutte le mense pubbliche della città.Tra le adesioni: Alfonso Pecoraro Scanio, già Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente – Presidente della Fondazione Univerde; Carlo Petrini, Presidente di Slow Food: Fulco Pratesi, Presidente Onorario WWF; Giancarlo Caselli, Presidente Comitato Scientifico Agromafie; Elio Lannutti, Presidente Adusbef; Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori; Rossella Muroni, Presidente Legambiente; Carlo Rienzi, Presidente Codacons; Vittorio Emiliani, Comitato Nazionale per la Bellezza; Federica Ferrario, Greenpeace; Alessandro Gianni, Greenpeace; Angelo Consoli, Direttore dell’Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin e Rosalba Giugni, Presidente Nazionale Marevivo. (foto: campagna amica, raggi)

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Due borse di ricerca per il sostegno degli studenti nel campo dell’accesso alla pratica sportiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2016

parma universitàParma. Scadono il 13 maggio due bandi pubblicati dall’Ateneo per l’assegnazione di due borse di ricerca dedicate al sostegno degli studenti italiani e stranieri dell’Università di Parma nel campo dell’accesso alla pratica sportiva.
La prima borsa di ricerca (bando al link http://www.bioscienze.unipr.it/sites/st02/files/ bando_ 10_bios_2016.pdf) sarà assegnata per il progetto Ricerca e sperimentazione dei sistemi di tutoraggio e assistenza più idonei per l’attuazione del progetto “riconoscimento dell’attività sportiva” agli studenti sportivi di rango nazionale, studenti arbitri o studenti allenatori di rango. Tra le tematiche del progetto: normative europee per gli studenti atleti, arbitri, allenatori di rango nazionale; loro necessità ed esigenze di tutoraggio.
La seconda borsa di ricerca (bando al link http://www.bioscienze.unipr.it/ sites/st02/files/bando_09_ bios_2016.pdf) sarà assegnata per il progetto Analisi e gestione delle richieste degli studenti dell’Università degli Studi di Parma richiedenti il riconoscimento dei crediti sportivi. Miglioramento della attrattività dell’Ateneo verso gli studenti stranieri. Collegamenti tra aree di riferimento. Tra le tematiche del progetto: principi informativi dei diritti allo studio degli studenti universitari; conoscenza del progetto “Riconoscimenti dei crediti sportivi” e del suo inserimento nel piano triennale di Ateneo.
Le borse, entrambe di 12 mesi, sono di 15mila euro. Per l’accesso alla selezione è richiesto il diploma di laurea triennale / magistrale / vecchio ordinamento.L’attività dei borsisti si svolgerà al Dipartimento di Bioscienze, sotto la responsabilità del Delegato allo Sport dell’Università di Parma, prof. Nelson Marmiroli, Direttore del Dipartimento.

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Sostegno alimentare ai siriani

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2016

Onu palaceIl Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha annunciato oggi che i nuovi finanziamenti promessi durante la Conferenza di Londra “Supporting Syria and the Region” all’inizio di febbraio, permetteranno al WFP di ripristinare la completa assistenza alimentare ai siriani.Con i fondi promessi, si potrà riprendere l’assistenza alimentare nella sua totalità per i rifugiati in Giordania, Libano, Iraq e Egitto da marzo fino alla fine dell’anno. I fondi permetteranno anche al WFP di fornire razioni complete alle famiglie in Siria da aprile a ottobre 2016. La risposta senza precedenti per un impegno record di circa 675 milioni di dollari alle operazioni del WFP per la Siria aiuterà a salvare la vita delle persone più vulnerabili in Siria e nella regione. Inoltre, i fondi serviranno a sostenere maggiormente i programmi di pasti a scuola e altre attività, aiutando a ridare una speranza per un futuro migliore a milioni di persone colpite dalla crisi.“A nome della popolazione siriana la cui esistenza è stata distrutta dal conflitto, ringraziamo i leader mondiali che si sono impegnati a Londra. Grazie alla loro generosità, possiamo fare fronte in maniera completa ai bisogni alimentari immediati di 1,8 milioni di rifugiati nella regione e di 4,5 milioni di siriani nel paese, che contano ogni giorno sull’assistenza del WFP,” ha detto la Direttrice Esecutiva del WFP Ertharin Cousin.

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Ci siamo: marcia per il sostegno dei diritti LGBT

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2015

sostegno dirittiVicenza 12 dicembre, dalle ore 15.00, in piazza Matteotti e coinvolgerà tutti i cittadini: al grido di “CI SIAMO” si marcerà per Corso Palladio a sostegno dei diritti LGBT, contro ogni discriminazione e per il pieno riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. Tutti sono invitati e si sentano partecipi in questa svolta storica: l’estensione dei diritti umani è una questione di democrazia e civiltà per l’intera cittadinanza. Con l’approssimarsi di imminenti discussioni parlamentari sul tema, i Veneti e gli Italiani ribadiranno di essere stanchi di aspettare, di vedere calpestati i diritti e la dignità di milioni di cittadine e cittadini da una politica arrogante e sorda. In gemellaggio con la contemporanea “Marcia dei diritti” a Roma, le associazioni promotrici insistono sull’urgenza assoluta di allinearsi subito con il resto del mondo occidentale e adottare finalmente politiche familiari inclusive per chiunque. In una Regione caratterizzata da una insensata e anacronistica omofobia istituzionale – con mozioni regionali e comunali per la “famiglia naturale” e contro la dignità di altre forme di affetto, contro un’inesistente “teoria gender” e indici di libri proibiti da sindaci omofobi in cerca di visibilità – riparte la sfida al Parlamento: stare al passo coi tempi e adottare politiche inclusive e rispettose delle esigenze di vita di ognuno. Tutti in piazza dunque: la Storia avanza e non si può più aspettare. Visita il sito http://www.ci-siamo.com.
le associazioni promotrici: Ass. 15 GIUGNO-Arcigay Vicenza, Tralaltro Arcigay Padova, Arcigay Pianeta Urano Verona, D.E.L.O.S., MaiMa, AGEDO Vicenza per il Triveneto, Queerquilia ArciLesbica Treviso, Coordinamento LGBTE Treviso, Lieviti, Rete degli Studenti Medi, Amnesty International. CI SIAMO! (foto: sostegno diritti)

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A sostegno dell’infanzia altri strumenti, non solo cognitivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

bambini-diritti-infanzia1“Il linguaggio simbolico permette una maggiore espansione anche della dimensione concettuale. Proporre strumenti che passino solo attraverso la dimensione cognitiva non è la strada per aiutare i bambini. Si sta aprendo tutto uno scenario di altri strumenti a sostegno dell’infanzia”. Lo dice Magda Di Renzo, direttrice della Scuola di Psicoterapia Psicodinamica dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) che sabato a Roma presenterà il corso quadriennale dell’IdO in un Open Day dalle 9.30 e 12.30 in via Alessandria 128/b. “La nostra scuola si basa su due baluardi teorici- spiega la psicoterapeuta dell’età evolutiva- l’identità psiche-soma e la differenza tra il pensiero concettuale e il pensiero simbolico. La prima permette di dire che si può lavorare in ambito psicoterapico con la dimensione corporea; la seconda, la dimensione simbolica, permette invece di lavorare con i bambini proprio perché- ricorda Di Renzo- è più vicina al loro tipo di linguaggio e di rappresentazione mentale. Infatti- ripete Di Renzo- è attraverso un linguaggio simbolico che può maggiormente espandersi anche la dimensione concettuale”.Il modello psicodinamico teorico-clinico dell’IdO rappresenta “una risposta concreta all’eccesso di medicalizzazione connesso alle diagnosi di tipo descrittivo, che enfatizzano un approccio meramente tecnico alla patologia che punta principalmente all’eliminazione del sintomo ma non della causa. Contro questa impostazione- aggiunge l’analista junghiana- la scuola propone una formazione psicodinamica che pone al centro dell’attenzione il bambino come individuo, per comprenderne i suoi bisogni e ricercare le condizioni che hanno determinato il disagio da affrontare nella sua complessità”.L’intento della scuola di specializzazione dell’IdO è infatti “formare figure professionali capaci di affrontare i disagi e le varie patologie nelle diverse fasi dello sviluppo, e in riferimento ai differenti contesti in cui si esplicano (dal nido alle scuole superiori). Ciò significa offrire loro gli strumenti per comprendere e intervenire nelle situazioni traumatiche di abuso e abbandono, nelle difficoltà di relazione e comunicazione all’interno del nucleo familiare e nel contesto dei pari, nelle difficoltà scolastiche (dal rifiuto alle difficoltà di apprendimento), nei comportamenti a rischio e in tutte quelle patologie complesse, conseguenti o meno a danni organici- conclude Di Renzo- che necessitano di interventi mirati”.Le iscrizioni per l’anno accademico 2016 sono aperte e le lezioni per il primo anno prenderanno il via nel mese di gennaio per terminare a dicembre, con la frequenza di un fine settimana al mese (dal venerdì sera). Tirocinio ed esperienze cliniche si svolgeranno presso l’IdO o altre strutture convenzionate. Sono inoltre previste altre giornate supplementari (possibilmente il sabato o la domenica) per attività scientifico-culturali o esperienziali. In considerazione del numero limitato dei posti, per partecipare all’Open day è necessaria l’iscrizione.

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No al TTIP. No a chi vuole mettere sotto silenzio il sostegno ai diritti dei palestinesi

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2015

palestinaUn gruppo di associazioni mostrano tutta la loro contrarietà a quello che considerano un negoziato pericoloso pericoloso sul Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP) ed ai tentativi di alcuni politici statunitensi di utilizzare il TTIP per limitare sia la libertà di espressione politica che le campagne di solidarietà con la lotta del popolo palestinese per libertà, giustizia e uguaglianza.
Il TTIP, attualmente in corso di negoziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, potrebbe comportare un trasferimento di potere senza precedenti alle corporation allo scopo di salvaguardare i loro interessi e rappresenta un grave attentato alla democrazia, agli standard sociali, ai diritti dei lavoratori e alle normative sull’ambiente. Esso porterebbe all’irreversibile privatizzazione e frammentazione dei servizi pubblici e pregiudicherebbe seriamente l’attuazione di provvedimenti a tutela dell’ambiente.Inoltre, sono molto preoccupanti la segretezza e la mancanza di democrazia, che sono le caratteristiche fondamentali del negoziato, e il meccanismo proposto dello “Investor State Dispute Settlement” (ISDS), che permetterebbe alle multinazionali di avviare azioni legali nei confronti dei governi secondo un sistema giudiziario parallelo riservato esclusivamente ad esse.Come organizzazioni che si oppongono a qualsiasi trattato UE-USA sul commercio che non privilegi l’interesse pubblico, ci preoccupa molto l’introduzione nella legislazione del Congresso degli Stati Uniti di norme che potrebbero permettere di usare il TTIP nella repressione di campagne per i diritti umani in solidarietà con il popolo palestinese.
Il 29 giugno 2015, il presidente Barack Obama ha firmato il Bipartisan Congressional Trade Priorities and Accountability Act, che gli concede l’autorità di procedere attraverso una “corsia veloce” (fast track) sui negoziati commerciali, come il TTIP. La sezione 20 di questa legge stabilisce gli “obiettivi negoziali principali” per i partner commerciali nel TTIP e vi è compresa una clausola che “scoraggia azioni politiche tese a boicottare, disinvestire o sanzionare Israele e mira ad eliminare barriere non tariffarie ed imposte con motivazioni politiche su beni, servizi o altri scambi con lo Stato di Israele”.La definizione di tali azioni specifica inoltre che vi sono incluse non solo quelle mirate a chi svolge attività in Israele, ma anche quelle verso chi opera “in territori controllati da Israele “. La legge, quindi, ha lo scopo di proteggere gli insediamenti illegali di Israele da misure che in futuro li gravino di responsabilità, nonostante che l’Unione europea e le Nazioni Unite li considerino illegali, secondo il diritto internazionale.L’inclusione di tali disposizioni nella legislazione ‘fast track’ è una risposta al crescente successo delle campagne di solidarietà con il popolo palestinese in tutta Europa e negli Stati Uniti, essa potrebbe richiedere all’UE di rivedere le misure esistenti già adottate sulla base degli obblighi previsti dal diritto internazionale. Questi includono la fine di un trattamento preferenziale per le esportazioni provenienti da insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata e l’attuazione delle linee guida che impediscono la concessione di fondi pubblici europei a tali insediamenti.L’UE ha anche adottato misure per mettere in guardia le imprese dall’avere rapporti economici con gli insediamenti israeliani illegali; le principali banche europee hanno disinvestito da banche ed imprese israeliane a causa del ruolo di queste nelle violazioni israeliane del diritto internazionale; grandi aziende europee come G4S e Veolia sono ritenute responsabili per il loro coinvolgimento nelle infrastrutture dell’occupazione israeliana della terra palestinese.
A seguito dell’aggressione di Israele alla Striscia di Gaza nel 2014, che ha provocato la morte di più di 2.200 persone con attacchi deliberati contro i civili, considerati crimini di guerra dall’ONU e da altri organismi, in tutto il mondo è sceso in strada un gran numero di persone per esprimere sostegno alla lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. Non accetteremo alcun tentativo legislativo di tacitare queste espressioni di solidarietà.

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SACE Egitto: Eur 4,9 mld di nuove operazioni allo studio

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2015

expo 2015In occasione del National Day dell’Egitto in Expo e della visita del premier egiziano Ibrahim Mahlab, SACE conferma il proprio impegno nel paese nordafricano e si appresta ad annunciare nuove importanti operazioni a sostegno di export e investimenti d’imprese italiane in uno dei mercati più strategici per l’Italia nell’area del Mediterraneo. In Egitto, SACE conta già su un portafoglio d’impegni assicurati pari a circa 415 milioni di euro, concentrati prevalentemente nei settori dell’energia, petrolchimico e tecnologie industriali, e sta lavorando a nuovi progetti per un valore complessivo di circa 4,9 miliardi di euro che coinvolgono sia grandi società italiane che tante PMI. Un impegno rafforzato dal Memorandum of Understanding firmato lo scorso febbraio da SACE con il Ministero dell’Industria egiziano che ha posto le basi per una più stretta collaborazione in settori strategici per l’Egitto in cui il Made in Italy può offrire un valore aggiunto importante: infrastrutture, energia elettrica e da fonti rinnovabili, agroindustria, sistemi di irrigazione e trattamento dell’acqua. Per sostenere le imprese italiane che continuano a trovare nella sponda sud del Mediterraneo una destinazione privilegiata per le proprie esportazioni e investimenti, SACE ha inoltre costituito un Desk dedicato al Medio Oriente e Nord Africa, la seconda area in termini di esposizione nel portafoglio SACE con oltre 4 miliardi di euro, pari all’8% dell’esposizione totale.

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Shoah e sostegno a Israele

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 gennaio 2015

“Il vero tributo alla memoria della shoah-iconsiste nel rinnovare oggi il nostro sostegno, la nostra ammirazione e gratitudine verso il popolo israeliano che è il vero baluardo per l’Occidente contro il terrorismo jihadista nel cuore del Medio Oriente. Perciò dobbiamo lottare contro ogni forma di totalitarismo e sostenere lo sforzo di Israele che, difendendo la propria esistenza e il proprio diritto alla sicurezza, difende la libertà e la sicurezza di tutti”. A dirlo è Paolo Alli, deputato del Nuovo Centrodestra, capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato.“Pertanto, – continua Alli – difendere Israele e il suo diritto alla sicurezza, contro ogni forma di antisemitismo significa oggi fare memoria della Shoah, rendendo onore ai milioni di ebrei che, in nome della propria identità, sono stati immolati sull’altare della follia umana. E significa difendere la libertà di tutti e di ciascuno”.

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La rete territoriale sostiene chi non ha lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 settembre 2014

lavoratoriUn territorio unito dalla volontà di sostenere le famiglie. Comune, parrocchia, banca di credito cooperativo, Acli, Caritas, associazioni e semplici cittadini hanno dato operatività al progetto “Lavori in corso”. L’iniziativa, avviata nel 2010 dal Comune di Busto Garolfo (Mi), dall’unità pastorale di Busto Garolfo e Olcella e dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha portato in quattro anni alla raccolta di oltre 78mila euro che hanno permesso di sostenere l’inserimento lavorativo temporaneo di 39 persone rimaste senza occupazione. «Il progetto è nato in uno dei momenti più acuti della difficile crisi economica che stiamo vivendo con l’intento di dare delle occasioni di sostegno alle famiglie», ricorda il parroco di Busto Garolfo don Ambrogio Colombo. «La risposta che abbiamo avuto è stata corale: un’intera comunità si è stretta attorno al progetto permettendo così di aiutare diverse famiglie. Non solo. L’iniziativa si è rivelata un modello che altre realtà hanno voluto seguire».
La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha creduto fin da subito al progetto. «La nostra mission di banca del territorio ci ha spinti a diventare parte attiva in una iniziativa che non vede interventi di carattere assistenziale, ma sostiene le famiglie facendo leva sul principio della dignità della persona e della dignità del lavoro», afferma il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «Il progetto è molto vicino alla nostra sensibilità; è nato e si è sviluppato sul territorio, dalla collaborazione di soggetti diversi accomunati dalle medesime finalità, e indirizzandosi alla nostra comunità in particolare a chi vive una situazione di difficoltà».
“Lavori in corso” è stato ideato per le persone che hanno perso il lavoro, disoccupati, in mobilità e che non hanno intrapreso percorsi di tirocinio con l’obiettivo di mettere a disposizione tirocini lavorativi e formativi. Il primo passo è stata la raccolta di fondi: la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha messo a disposizione un conto corrente dove sono stati convogliati i soldi del “Fondo di solidarietà per il Lavoro e le Famiglie” aperto dalla parrocchia e dal Comune per finanziare il progetto. Poi è stata avviata una vera e propria gara di solidarietà tra associazioni, aziende, enti e privati cittadini. 130 le persone che hanno partecipato ai bandi di selezione fatti dai Servizi sociali del Comune e dalle Acli; di queste, 39 hanno avuto accesso al progetto. Nella prima fase, che ha riguardato il periodo ottobre 2010 – agosto 2011, sono state coinvolte dieci persone: sei hanno avuto accesso a tirocini lavorativi, mentre quattro hanno seguito percorsi di orientamento e ricerca attiva del lavoro presso il consorzio sociale CS&L. Con la seconda edizione (da settembre 2011 ad agosto 2014) sono state coinvolte altre 29 persone: due tirocini lavorativi e due percorsi di orientamento e ricerca attiva del lavoro presso il Consorzio Sociale CS&L, 18 tirocini lavorativi alla cooperativa sociale Arcadia, cinque tirocini lavorativi presso la cooperativa sociale Jolly e due tirocini lavorativi nelle strutture parrocchiali. I tirocini lavorativi hanno avuto una durata media di circa tre mesi (con tutti i diritti dovuti: contributi previdenziali, assegni familiari, disoccupazione), mentre le ricerche attive una durata variabile a seconda del caso. I beneficiari sono stati prevalentemente over 50 che hanno effettivamente una maggiore difficoltà di ricollocamento lavorativo. Il 20% delle persone coinvolte ha avviato rapporti continuativi dopo l’esperienza del tirocinio lavorativo.Ora, a conclusione del quarto anno di attività, sono in corso le valutazioni per un rilancio del progetto perché le emergenze non sono finite, anzi, gli effetti della crisi continuano a farsi sentire e a colpire le famiglie.

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