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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘sostegno’

Scuola: La questione annosa del sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 giugno 2019

Ai microfoni della trasmissione radiofonica di Italia Stampa, il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha affermato che “a proposito del personale docente ed educativo, per il sostegno non si capisce perché ogni anno vengano dati in deroga migliaia di posti nonostante corrispondano a esigenze certificate. Abbiamo avuto una sentenza al Tar che ci dice che, di fronte a posti vacanti che corrispondono a esigenze certificate, bisogna aggiornare gli organici, ma ancora una volta assistiamo al fatto che quasi un posto su due sia dato in deroga e in supplenza. Tutto questo non garantisce il diritto all’istruzione dei nostri alunni, a cominciare da quelli con disabilità grave e certificata. E poi pensiamo al personale dell’Infanzia, le sezioni Primavera siano inserite in un percorso nazionale di organico di diritto: purtroppo questi colleghi insegnano nel percorso 0-6 addirittura con contratti atipici. Tutto ciò non giova al funzionamento della macchina dello Stato”.

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Scuola: Sostegno disabili, alunni in crescita ma con 50 mila posti l’anno a supplenza non si va lontano

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Cresce ancora il numero di alunni con disabilità certificata iscritti ad un corso di studio nelle scuole italiane statali, paritarie e non paritarie: oggi il Miur ha reso pubblici i dati aggiornati all’anno scolastico 2017/18, dai quali risultano 268.246 alunni con disabilità, il 3,1% del totale, 14 mila in più rispetto all’anno precedente, quando erano il 2,9%. Anief prende atto del passo in avanti delle nuove regole che disciplinano l’assegnazione delle ore di sostegno, ma ribadisce che non potrà esserci alcun miglioramento complessivo su questo ambito sino a quando non verranno svincolate quasi il 40% di cattedre dall’assurda collocazione nell’organico di fatto. Marcello Pacifico (Anief): Dopo l’approvazione, a fine maggio, delle nuove norme da parte del Consiglio dei Ministri, ci aspettiamo che in Parlamento si abbia il coraggio di cancellare il sempre più assurdo vincolo delle deroghe introdotto nel 2013.
Rispetto a venti anni fa, gli alunni con disabilità certificata sono più che raddoppiati (erano 123.862 nel 1997/1998). Nel 2017/2018, il 93,3% degli alunni con disabilità ha frequentato una scuola statale, il 5,1% una paritaria, l’1,6% una non paritaria comunque iscritta negli elenchi regionali. Le classi con almeno un alunno con disabilità sono state 192.606, pari al 45% del totale delle 427.728 classi attivate, comprese le sezioni della Scuola dell’infanzia. Nel 2017/2018 gli studenti con disabilità erano così distribuiti per ordine di scuola: 31.724 nella Scuola dell’infanzia, 95.081 nella Primaria, 71.065 nella Secondaria di I grado, 70.376 nella Secondaria di II grado. Netta la prevalenza del genere maschile. Il 96,4% degli alunni con disabilità ha una disabilità psicofisica, l’1,4% una disabilità visiva, il 2,3% una disabilità uditiva. Negli istituti Professionali la presenza di studenti disabili ha raggiunto il 6,6%.
Nel 2017/2018 il rapporto tra numero di studenti con disabilità e posti di sostegno è stato pari, nella scuola statale, a 1,69 alunni per posto di sostegno. Sempre nel 2017/2018 si è registrato un incremento rispetto all’anno precedente di oltre 16.000 unità sul numero di docenti per il sostegno in tutti gli ordini di scuola. In numero complessivo, è risultato pari a 155.977 su un totale di 872.268, così ripartito: 17.743 per l’Infanzia, 55.578 per la Primaria, 41.512 per la Secondaria di I grado, 41.144 per la Secondaria di II grado. Al Miur preme sottolineare che con le nuove regole dell’inclusione, approvate lunedì 20 maggio dal Consiglio dei Ministri in via preliminare, si intendono “modificare significativamente le nuove norme in materia che sarebbero entrate in vigore il prossimo settembre e che vengono riviste mettendo sempre di più al centro lo studente e le sue necessità. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno che, d’ora in poi, avverrà anche con il coinvolgimento delle famiglie, fino a oggi lasciate fuori da questo processo”.

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Giovani, Roma Capitale a sostegno della creazione di impresa

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Roma Capitale investe sui giovani e scommette sulle idee vincenti per sostenere i loro progetti d’impresa. È online l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse per la presentazione di proposte progettuali “Roma Capitale per i giovani: dal progetto all’impresa”.L’iniziativa, promossa dall’Assessorato allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi cittadini e il Dipartimento Sport e Politiche Giovanili di Roma Capitale, è rivolta a ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni e promuove l’acquisizione di proposte progettuali da sostenere in un percorso di accompagnamento alla creazione d’impresa.Attraverso la Manifestazione e tramite una “competizione di idee”, i giovani selezionati saranno sostenuti da un percorso di accompagnamento alla creazione di impresa al termine del quale definire i piani di sviluppo aziendali sostenibili.I team selezionati parteciperanno ad un percorso integrato di orientamento e accompagnamento alla creazione di impresa che intende:
– affiancare i potenziali imprenditori verso la definizione di un piano di sviluppo aziendale e di rafforzamento delle competenze tecnico-manageriali;
– sostenere i potenziali imprenditori nello sviluppo di piani di impresa che possano dar luogo alla creazione di imprese innovative di successo.
Possono partecipare i proponenti riuniti in team composti da minimo di 2 soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti o domiciliati da almeno 6 mesi nella Città Metropolitana di Roma Capitale alla data di scadenza della Manifestazione.La partecipazione alla Manifestazione è gratuita e può avvenire esclusivamente in forma collettiva.
Sono ammissibili le iniziative riferibili a tutti i settori della produzione di beni e fornitura di servizi, quali ad esempio: servizi culturali, ricreativi e per il turismo; servizi alla persona; servizi per l’ambiente; servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione); risparmio energetico ed energie rinnovabili; servizi alle imprese; servizi allo sport, salute e benessere; manifatturiere e artigiane; imprese operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE 1407/2013. Sono esclusi il commercio al dettaglio e all’ingrosso, le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, le libere professioni.
Per partecipare alla Manifestazione ciascun team può presentare una sola proposta; i proponenti possono far parte di un solo team; i proponenti non possono partecipare, se già qualificati come imprenditori o soci d’impresa o in possesso di Partita IVA; tutti i proponenti devono avere un’età fra i 18 e i 35 anni al momento della candidatura.
Le domande, con allegati i documenti richiesti, dovranno pervenire entro le seguenti date:
– 17 giugno 2019 (ore 13.00);
– solo nel caso in cui alla data del 17 giugno 2019 non siano pervenute proposte progettuali, le domande potranno essere presentate entro il 27 settembre 2019 (ore 13.00).

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su sabato, 25 maggio 2019

L’organizzazione del sostegno didattico agli alunni disabili cambia faccia: ancora prima di vedere a regime la riforma prevista dal decreto legislativo 66/2017, attuativo della Buona Scuola di Renzi, diverse importanti novità sono state approvate dal Governo M5S-Lega, con il via libera del Consiglio dei Ministri e successiva presentazione al Senato dello schema di decreto correttivo, alla presenza del sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano. Le novità: torna il GLHO, si rivedono i componenti delle commissioni che decidono l’assegnazione dei bisogni formativi, cresce il coinvolgimento delle famiglie e dei docenti stessi, si conferma la specializzazione di 40 mila nuovi docenti. Secondo Anief il testo deve prevedere la cancellazione della norma inserita nella legge Carrozza 128/13 che impedisce di trasformare tutti i posti liberi in organico di diritto, superando così l’altissima percentuale di quelli attualmente in deroga. Come, del resto, indicato già dai giudici. Per il presidente, Marcello Pacifico, sarà tutto inutile se non si deciderà di assumere gli attuali e i prossimi docenti specializzati e già formati, perché gli studenti sarebbero sempre costretti a cambiare docente una o più volte l’anno. Poi va risolto il problema delle prove selettive in corso, sulle quali pesano evidenti errori organizzativi. Le ore di sostegno verranno decise da chi sta accanto allo studente e addirittura si quantificheranno insieme a lui quando sarà maggiorenne. A definirle, infatti, è come in passato quello che si chiamava GLHO, che ha il compito di redigere il Piano educativo individualizzato dell’alunno. Questo Piano, messo a punto da chi conosce sia le peculiarità dello studente sia le caratteristiche del contesto in cui apprende e vive la sua socialità, dovrà definire non solo le ore di sostegno, ma anche tutte le misure utili a rendere quanto più efficace possibile la partecipazione degli alunni con disabilità alle attività della classe e della scuola. Nel corso dei prossimi tre anni verranno formati 40mila nuovi insegnanti di sostegno, con il primo corso di specializzazione per l’a.a. 2018/19 che è già stato attivato. Secondo il Miur, con queste modifiche “l’intera comunità scolastica sarà coinvolta nei processi di inclusione. Viene rivista la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Un cambio di passo che punta ad assicurare la presenza di uno specialista nella patologia dell’alunno. Anche i genitori e, dove possibile, nel caso di maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno, per superare l’attuale impostazione che prevede una meccanica associazione tra la certificazione data ai sensi della legge 104 e il supporto offerto all’alunno”.

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Sostegno: Nuova riforma, vecchi problemi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Il Governo approva in prima lettura nuove regole per dare maggior voce a famiglie e studenti nel piano educativo, ma il 40% degli organici rimane in deroga nonostante le effettive esigenze rilevate e nei casi gravi le ore scoperte, alcuna novità sugli assistenti all’autonomia e al raccordo scuola/mondo del lavoro, mentre la legge sui bisogni educativi e speciali rimane sulla carta.Marcello Pacifico (Anief): In verità, aspettiamo di leggere il testo approvato in Consiglio dei Ministri. Più di dieci anni fa, sotto la presidenza di Prodi, fummo convocati. Da allora nessuno ci ha voluto più ascoltare o ha chiesto il nostro parere.
Intanto Anief rilancia l’operazione ‘Sostegno, non un’ora in meno!’ che, come ogni anno, registra un successo grandioso.Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, il Consiglio dei Ministri ha appena approvato un provvedimento che porta rilevanti novità per quanto concerne la disabilità a scuola; infatti, “con la revisione del decreto delegato della ‘Buona Scuola’ 66/2017 potremo migliorare l’inclusione degli oltre 200mila studenti con disabilità, aumentando la partecipazione di tutti i soggetti che affiancano questi giovani nella vita di tutti i giorni. Sono fiero di poter dire che la nuova norma è frutto dell’ascolto di istanze reali e di un lavoro partecipato, che si è svolto nei mesi passati gomito a gomito con le associazioni”. Il testo, approvato in via preliminare in cdm, prevede che i genitori siano maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano i figli con disabilità e che lo stesso minore possa contribuire a definire piani e progetti più adeguati per lui.Il sottosegretario al Miur Salvatore Giuliano, attraverso una nota, fa sapere come sia stato previsto che “le ore di sostegno, così come le attività didattiche e gli strumenti materiali per la formazione, non siano più stabiliti da un ufficio distante dall’alunno che agisce per procedure standardizzate, così come potevano essere i Gruppi per l’Inclusione Territoriale previsti nel vecchio testo. Al contrario, con il decreto Inclusione, coinvolgiamo in queste decisioni fondamentali la famiglia dell’alunno, lo psicologo o chi lo prende in cura a livello sanitario, un rappresentante dell’ente locale e, nel caso fosse maggiorenne, anche l’alunno stesso”. Altresì, è stato previsto che i gruppi territoriali siano trasformati in gruppi di docenti esperti nell’inclusione che saranno a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e nelle singole situazioni critiche con gli studenti.Si tratterebbe quindi di un modo differente di concepire la disabilità che recepisce i principi della Convenzione Onu dei diritti delle persone disabili applicandoli nel concreto a livello scolastico. In sintesi “più attenzione alle esigenze degli alunni con disabilità e maggiore coinvolgimento delle famiglie” è quanto prevede “il nuovo provvedimento normativo per l’inclusione scolastica elaborato dai ministri Lorenzo Fontana (Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione), che hanno lavorato alla riforma tenendo conto delle esigenze manifestate da associazioni, famiglie e docenti.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “in verità, aspettiamo di leggere il testo approvato in Consiglio dei Ministri. Più di dieci anni fa, sotto la presidenza di Prodi, fummo convocati. Da allora nessuno ci ha voluto più ascoltare o ha chiesto il nostro parere”.“Del resto, siamo ben lieti – continua Pacifico – di recepire le parole del ministro Marco Bussetti circa il fatto che l’inclusione scolastica sia una priorità del governo, ma, oltre le parole, crediamo che adesso sia giunto il tempo dei fatti. I nostri alunni diversamente abili hanno necessità che le belle idee siano calate nella realtà, dove purtroppo i docenti specializzati e formati non vengono assunti, gli studenti sono costretti a cambiare docente arbitrariamente, mentre in questi mesi si stanno selezionando nuovi docenti da far specializzare, in presenza di pecche, a partire dagli errori delle preselettive”.“Infine, come sindacato, non possiamo che sperare nella migliore delle soluzioni per il bene degli insegnanti, ma soprattutto dei nostri alunni che necessitano di più attenzioni: per essi e per le loro famiglie rilanciamo l’operazione ‘Sostegno, non un’ora in meno!’ che, come ogni anno, registra un successo grandioso”, ha concluso il presidente Pacifico.

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Scuola: Corsi di sostegno, il festival dell’inefficienza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Le selezioni per partecipare ai corsi specializzanti si confermano tra le più disorganizzate degli ultimi anni: non bastava aver distribuito i 14.224 posti a caso, introducendo una soglia “mobile” per la prova preselettiva e arrivando a respingere ammessi con 27/30, avere predisposto malamente i test, con tanto di prove annullate in tre atenei, avere mutato, con il D.M. n. 92/2019 la soglia per passare allo step orale; nelle ultime ore dalle Università coinvolte nella rettifica della graduatoria dei candidati ammessi alla prova scritta continuano a giungere ammissioni di errori nelle risposte attribuite nei test preselettivi del 15 e 16 aprile. Anief ritiene che sia doveroso tutelare i diritti dei docenti danneggiati da questo bailamme: a questo scopo, dopo avere ottenuto dal Tribunale Amministrativo un provvedimento cautelare d’urgenza per far aumentare al Miur il numero di posti attivati e la sua distribuzione sul territorio, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. Marcello Pacifico (Anief): Essere scalzati in modo incoerente, avendo introdotto delle soglie di accesso mutevoli, è inaccettabile. Dagli atenei italiani continuano a giungere prove di ammissione sugli errori maldestri che hanno caratterizzato le selezioni dei docenti che, lo scorso 15 e 16 aprile, hanno partecipato ai test preselettivi per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili. A Foggia – scrive Orizzonte Scuola – alcuni candidati, dopo la diffusione dei test, hanno segnalato all’Università un errore nel requisito n. 22 “Individuare la parola sillabata erroneamente”. L’ateneo pugliese ha spiegato che “a seguito di segnalazioni su un quesito (n. 22 del questionario tipo) con duplice risposta esatta (A. Pres-sapo-chis-mo – B. At-tua-l-men-te), si comunica che in entrambi i casi la Commissione ha attribuito il punteggio di 0.50. Pertanto sono ammessi alla prova scritta della scuola secondaria di I grado, che si terrà il 17/05/2019, tutti coloro che hanno sommato il punteggio di 26″. Sul sito dell’università di Foggia è quindi comparsa una nuova ulteriore graduatoria corretta. Ma ad ammetterne altri è anche la struttura organizzatrice “madre” delle prove, che ha fornito le domande della preselettiva a tutti gli atenei, tanto che sono state riformulate alcune delle graduatorie della scuola di infanzia in cui i candidati avevano svolto il test preparato dal Consorzio interuniversitario CINECA. La domanda in questione era quella relativa a Piaget: “Nei processi fondamentali che caratterizzano lo sviluppo cognitivo del bambino, J. Piaget individua delle fasi evolutive, che chiama “stadi”. Quante sono?” la risposta corretta è “quattro” e non “sei” come in un primo tempo era stato indicato.” A correggere l’errore sono state l’Università di Salerno, Enna, Messina. Errori sono stati corretti anche presso l’Università di Cassino e Cagliari. Nel frattempo, continua la formulazione delle prove scritte e arrivano i primi risultati dei candidati ammessi alla prova orale. Le quali prove, però, ora rischiano fortemente di essere inficiate dai troppi errori commessi nelle fasi precedenti e quindi, perlomeno, di essere ripetute anche più volte, anche con delle verifiche suppletive. Davanti a questo festival dell’inefficienza, Anief ribadisce tutta la sua disponibilità ad accogliere le impugnazioni dei docenti che, dopo mesi di preparazione e attese snervanti per lo svolgimento delle prove, si sono visti sfumare l’accesso ai corsi specializzanti per motivi che non hanno nulla a che vedere con le loro conoscenze e competenze. Ma in questa situazione, avere introdotto una soglia “ballerina”, mutevole da ateneo ad ateneo, è risultato l’errore più grande: per questo motivo, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. L’approdo in tribunale si basa anche sul fatto che i bandi delle Università, sulla scia delle discutibili indicazioni fornite dal Miur, hanno limitato l’accesso alle prove scritte a un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per ogni ordine e grado, riducendo l’accesso in moltissimi casi solo di poche decine di aspiranti. Per Anief la decisione è meritevole di un intervento del giudice amministrativo, il quale sarà chiamato a valutare i profili di legittimità dell’esclusione a priori di questi candidati dalle prove successive al test preselettivo. Va ricordato che Anief aveva anche impugnato con successo, al Tar del Lazio, la decisione del Miur, attraverso il Decreto del 21 febbraio 2019 n. 118, di autorizzare un numero di posti, rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, decisamente più piccolo rispetto alle effettive esigenze ed impellenze territoriali: il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha dato ragione al sindacato, ordinando al Miur l’immediato riesame della situazione, chiedendo all’amministrazione di redigere una relazione circostanziata attraverso la quale si possano finalmente chiarire, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte prodotte.

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Agenzia ICE e Amazon insieme a sostegno dell’imprenditoria italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 maggio 2019

Agenzia ICE e Amazon annunciano oggi la sigla di un’intesa volta a sostenere le piccole e medie imprese italiane a sviluppare le vendite e promuovere la cultura e l’imprenditorialità italiana in Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti. L’accordo prevede la realizzazione di un piano di sviluppo per l’inserimento di nuove aziende e dei loro prodotti nella vetrina di Amazon dedicata esclusivamente al Made in Italy, per la formazione ed il supporto alle aziende nelle vendite online, e per attività di marketing che promuovano i prodotti ed accrescano le vendite all’estero.
Amazon ha iniziato a diventare un motore per la crescita delle piccole e medie imprese fin dal lancio, nel 2000, dei negozi per i venditori terzi. Oltre la metà di tutti i prodotti venduti sui siti Amazon nel mondo provengono da milioni di piccole e medie imprese, incluse le oltre 12.000 PMI italiane che hanno raggiunto la cifra record di oltre €500 milioni di vendite all’estero nel 2018, con una crescita costante di più del 50% anno su anno. Più del 70% di tutte le imprese italiane presenti su Amazon vendono all’estero ed il loro successo le ha portate a generare più di 10.000 posti di lavoro in Italia.
Questa intesa tra Agenzia ICE e Amazon si basa su tre aree chiave: recruiting di nuove aziende ed inserimento di nuovi prodotti nella vetrina Made in Italy di Amazon, formazione e supporto alle piccole e medie imprese italiane che hanno avuto accesso al progetto e sviluppo di attività di marketing per la promozione delle vendite online.Agenzia ICE e Amazon supporteranno centinaia di nuove aziende, principalmente piccole e medie imprese con sede legale in Italia e prodotti che rispettano i requisiti del Made in Italy, che saranno inserite all’interno della vetrina Made in Italy di Amazon. La collaborazione aiuterà queste nuove imprese ad avere visibilità su migliaia di nuovi prodotti disponibili nei diversi siti globali di Amazon, tra cui Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es e Amazon.com.Questi venditori riceveranno supporto attraverso eventi di formazione offline (eventi, roadshow) e online (webinar) guidati dalla presenza di esperti di Amazon. Inoltre, Amazon fornirà l’accesso a materiali consultabili online su come sviluppare al meglio il percorso di vendita online.Inoltre, l’Agenzia ICE finanzierà delle campagne di advertising digitale per queste aziende sui siti Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es e Amazon.com.Le aziende italiane interessate possono inviare la propria manifestazione di interesse al progetto compilando il form disponibile al link http://bit.do/icemodulo, fornendo informazioni relative alla propria attività. Inoltre, è possibile consultare il calendario delle tappe 2019 del Roadshow Italia per le Imprese al link https://www.roadshow.ice.it.
Da lunedì 13 maggio sarà disponibile una nuova esperienza d’acquisto per i clienti di Amazon all’interno della vetrina del Made in Italy. Oltre ad una rinnovata landing page, venditori e clienti beneficeranno delle migliorate sezioni “Cucina e cantina” (Food), “Casa e arredo” (Design), “Abiti e accessori” (Fashion) e “Bellezza e benessere” (Beauty), e delle sezioni regionali Sicilia, Piemonte, Calabria, Campania, Sardegna, Toscana, Bergamo e Vicenza e dintorni.

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Scuola: Accesso ai corsi di sostegno, la confusione continua: nuova soglia d’accesso per accedere all’orale

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Anief ricorre per far ammettere i candidati agli scritti con 18/30 e continua a raccogliere le segnalazioni sulle presunte irregolarità delle prove preselettive. La babele sulla selezione per individuare i partecipanti ai corsi di sostegno non sembra avere fine: dopo aver distribuito i 14.224 posti a caso, adottato una soglia “mobile” per la preselettiva, costringendo il sindacato a ricorrere in tribunale per fare ammettere tutti coloro che hanno raggiunto almeno la sufficienza, organizzato in modo maldestro i test, con tanto di prove annullate in tre atenei, adesso si scopre che il D.M. n. 92/2019 prevede che i candidati ammessi allo scritto dovranno raggiungere la soglia 21/30 per passare allo step successivo, la prova orale. Marcello Pacifico (Anief): Viene sempre più da pensare che a prendere queste decisioni siano delle persone che non solo non conoscono la scuola, ma nemmeno le più elementari procedure concorsuali d’accesso ai ruoli pubblici. Anief continua la raccolta di adesioni da parte dei candidati estromessi contro l’ingiusta esclusione dai corsi: fino al 6 maggio, possono impugnare l’esclusione tutti i candidati al Tfa Sostegno che in occasione delle prove di metà aprile hanno conseguito almeno la sufficienza, pari ad almeno 18/30, ritrovandosi ingiustamente esclusi dopo mesi di preparazione e sacrifici.
Ci sono importanti novità di trattamento dei candidati ai corsi di specializzazione, organizzati dalle Università sulla base dei decreti ministeriali, per diventare docente di sostegno: la prova scritta – che verterà su una o più tematiche previste dall’articolo 6, comma 1, del DM 30 settembre 2011 – verrà svolta da un numero doppio di candidati rispetto ai posti disponibili, più tutti coloro che hanno conseguito lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi: questo significa che, a seguito della prova scritta e prova orale, sarà bocciato il 50% (e anche più) dei candidati, scrive Orizzonte Scuola. “Per la valutazione della prova scritta – continua la rivista – rimane in vigore il dm 30 settembre 2011, che stabilisce a 21/30 la soglia di sufficienza. Quindi, anche qualora le Università non lo avessero indicato nel bando, scrivendo semplicemente che la prova sarà valutata in trentesimi, rimane comunque valido il decreto, sicuramente ricordato nelle premesse”. Inoltre, a differenza della preselettiva, le prove scritte non prevedono domande a risposta chiusa. E sono svariate le tematiche su cui verteranno le prove: le competenze didattiche diversificate in funzione del grado di scuola; le competenze su empatia e intelligenza emotiva; le competenze su creatività e pensiero divergente; le competenze organizzative e giuridiche correlate al regime di autonomia delle istituzioni scolastiche. Secondo Anief ci troviamo davanti all’ennesima stortura relativa all’organizzazione di questi corsi specializzanti sul sostegno agli alunni disabili. Invece di produrre una selezione seria, improntata sull’efficienza e sull’effettiva necessità di individuare i docenti più adatti e competenti per svolgere il delicato ruolo di affiancamento degli alunni con disabilità nel loro percorso formativo, si è partiti male e si sta finendo peggio. Prima si è ristretto davvero troppo il cerchio dei posti da assegnare. Il giovane sindacato autonomo ha immediatamente impugnato al Tar del Lazio quella scelta, ufficializzata dal Miur attraverso il Decreto del 21 febbraio 2019 n. 118, che ha di fatto dato il la alla selezione dei tanti aspiranti ai corsi di specializzazione. Anief ha dunque denunciato ai giudici amministrativi l’insufficienza dei posti autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, assieme all’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto alle effettive esigenze ed impellenze territoriali: qualche giorno fa, il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha dato ragione al sindacato, ordinando al Ministero dell’Istruzione l’immediato riesame della situazione, chiedendo all’amministrazione di redigere una relazione circostanziata attraverso la quale si possano finalmente chiarire, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte prodotte.

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Scuola: Sostegno, una babele: fuori con 27/30, ammessi con 0/30. Il Tar Lazio dà ragione ad Anief

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 aprile 2019

Ha fatto bene Anief a decidere di ricorrere, per chiedere di far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi pur avendo superato la soglia della sufficienza (18/30). Cresce la rabbia per le prove di accesso ai corsi di sostegno, sulla base dei risultati dei test svolti il 15 e 16 aprile scorsi: “è tanta la delusione per le modalità di svolgimento, a partire dai mancati controlli e dalla possibilità che i risultati non corrispondano a reale preparazione”, scrive oggi la rivista Orizzonte Scuola: ai posti distribuiti in malo modo, all’annullamento delle prove svolte in tre atenei e la sequela di inefficienza denunciate dalla stampa nazionale, nella giornata di oggi si è concretizzata la beffa sulle ammissioni casuali denunciata subito dall’Anief, fatta di candidati bocciati con 27/30 e altri invece ammessi con 0/30. Ma nella stessa giornata, il Tribunale Amministrativo del Lazio ha dato ragione al sindacato,
Marcello Pacifico (Anief): “A seguito di questa decisione del Tar – continua Pacifico – il Miur avrà 60 giorni di tempo per giustificare l’ingiustificabile e dare conto in tribunale al nostro sindacato delle scelte illogiche e non parametrate all’effettivo fabbisogno di docenti di sostegno specializzato nelle nostre scuole. Siamo certi che otterremo definitiva ragione e il Miur sarà costretto a rivedere in modo consistente il numero dei posti attivati per il prossimo TFA Sostegno. Nel frattempo, continua ancora con più vigore la raccolta di adesioni da parte dei candidati esclusi al ricorso contro l’ingiusta esclusione dai corsi: hanno facoltà di aderirvi tutti i candidati al Tfa Sostegno che in occasione delle prove di metà aprile hanno conseguito almeno la sufficienza, pari ad almeno 18/30, e si sono ritrovati però estromessi”. Sull’accesso ai corsi di sostegno si è toccato l’apice dell’inefficienza. A certificarlo, sono i risultati finora pubblicati dalle Università, perché, spiega la stampa specializzata, “il dm n. 92/2019 stabilisce che supera il test il doppio dei candidati rispetto al numero previsto dal bando, più tutti coloro che hanno conseguito il risultato dell’ultimo degli ammessi. Pertanto, non c’è una soglia di sufficienza, né un punteggio minimo con il quale si supera la prova. A stabilire chi accederà alla prova scritta in quell’Università è il candidato più bravo, quello che realizza il punteggio più alto”.
Così è accaduto che nell’Università della Basilicata secondaria di I grado, chi ha conseguito un punteggio da 27/30 in giù non è stato ammesso alla prova. Questo perchè i posti erano molto pochi, solo 15, per cui superano la prova solo i primi 40 (numero doppio più tutti coloro che hanno il punteggio dell’ultimo degli ammessi). Il più bravo ha totalizzato 29/30, determinando il destino dei suoi colleghi. Invece, all’Università di Urbino, l’ultimo degli ammessi alla prova scritta per la primaria ha totalizzato 0/30. I posti a disposizione erano 150, per cui anche se il più bravo dei candidati ha avuto 30/30, il numero non alto dei partecipanti (183) ha permesso che anche chi non aveva praticamente svolto la prova venga ammesso alla prova scritta”. Sempre secondo Orizzonte Scuola, ci troviamo davanti ad “una disparità che – per la sua distanza – fa riflettere sull’impostazione della prova”. Con questa sessione di test d’accesso, infatti, “è stata eliminata la contestata soglia di 21/30 delle precedenti edizione del corso, ma questa modalità rischia di creare delle disparità ancora maggiori”.
La notizia, comunque, non meraviglia l’Anief: il sindacato, infatti, aveva subito impugnato, presso il TAR Lazio, il Decreto Miur del 21 febbraio 2019 n. 118 di autorizzazione all’avvio dei corsi di Tirocinio Formativo Attivo propedeutici all’acquisizione della specializzazione per le attività di sostegno didattico degli alunni con disabilità, denunciando l’insufficienza dei posti complessivamente autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato nonché l’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto al fabbisogno territoriale. È notizia di oggi che il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha condiviso le ragioni patrocinate dai legali Anief e ha ordinato al Miur l’immediato riesame della situazione producendo, inoltre, una relazione circostanziata in cui vengano chiariti, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte espresse.

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Scuola: Il paradosso del numero chiuso sul TFA Sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

In tre atenei annullati i test d’accesso. Prove da rifare a dispetto del bisogno di insegnanti specializzati, mentre per il concorso ordinario il governo abbandona la formazione iniziale universitaria, lasciando però la tassa di 500 euro per conseguire i CFU. Anief continua a raccogliere alla mail ricorso.tfa@anief.net segnalazioni su anomalie delle prove nelle altre Universita e ha già deciso di ricorrere per chi ha superato il test con la sufficienza. L’ammissione ai maldistribuiti corsi di specializzazione di sostegno si è trasformata in un affare da 50 milioni di euro, senza contare i soldi pagati dai candidati per effettuare i test tra inefficienze, ritardi, ripetizioni delle prove: si tratta dello stesso sistema formativo nella didattica “speciale” che ha abolito il sistema universitario iniziale di formazione degli insegnanti, introducendo un’ulteriore “tassa” da 500 euro per conseguire i 24 CFU che con la laurea consentono di presentarsi alla preselezione anche in mancanza di abilitazione. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ribadisce che non c’era alcuna ragione per attivare, come fatto dal Miur, un numero chiuso che esclude proprio chi insegna da anni senza specializzazione o chi è di ruolo o abilitato in assenza di docenti specializzati. Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere a favore dei docenti non ammessi pur ottenuta la sufficienza (18/30), dando mandato al proprio ufficio legale di valutare le altre anomalie segnalate sulla gestione delle prove d’accesso messe pure in evidenza dalla carta stampata, come da La Repubblica, che parla di “caos per i test irregolari”.
Sono saltati, per palesi problemi organizzativi, i test d’accesso al Tfa sostegno in tre atenei: si dovranno ripetere all’Università della Calabria (Arcavacata, Rende), della Basilicata (Potenza) e di Bari. A riassumere le anomalie in occasione delle preselezioni dei corsi di sostegno con 14.224 posti in palio in questa prima tornata (in tre anni saranno circa 40 mila), è stat il sito Orizzonte Scuola.
Nel primo caso, a Rende, la preselezione per la scuola superiore, è stata annullata quaranta minuti dopo l’inizio del test, perché alcuni questionari erano risultati incompleti: una parte delle domande non erano state stampate; la prova selettiva sarà ripetuta il 27 aprile. A Potenza, 340 candidati hanno dovuto interrompere il test perché in venticinque casi le prove della secondaria di secondo grado erano state scambiate con quelle del primo grado; in questo caso ancora non si conosce la data del nuovo test. A Bari, infine, è stata annullata la prova preliminare, perchè le buste dei test erano vuote. E anche in questo caso non si conosce la data di ripetizione della preselezione.
Ma ci sono anche altre irregolarità lamentate dai partecipanti: domande non attinenti alle tematiche dell’inclusività, controlli superficiali, luoghi non adatti alla prova. Disagi – scrive La Repubblica – sono stati registrati all’Università di Salerno, all’Università del Salento, alla Kore di Enna. E all’Università di Foggia, dove il test è stato costruito da un’azienda privata, l’Ente Fiera ha ospitato tremila candidati per i 600 posti disponibili nei quattro cicli. Per la scuola superiore le domande, hanno raccontato i candidati, “erano fuori tema”: la pentola a pressione di Papin, la pila di Volta, la vita di Nelson Mandela, l’auto ibrida plug-in, la leggenda di Frankestein e ancora gli anni bisestili, le probabilità di ottenere una somma di 14 dal lancio di due dadi (da sei numeri l’uno). “Mesi di studio su riforme, normative, pedagogia, psicologia, leggi, commi e non ci siamo trovati nulla di tutto questo nei quesiti proposti, nulla che fosse inizialmente previsto dal bando”. Controlli superficiali, si è poi detto: candidati al bagno durante la prova, cellulari che squillavano nonostante la richiesta di ritiro dei dispositivi elettronici.
Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, reputa “particolarmente grave che tutto questo sia accaduto a fronte di una necessità estrema di selezionare decine di migliaia di docenti specializzati da formare il prima possibile e da affiancare ad altrettanti alunni con disabilità che ogni anno si ritrovano invece con un insegnante privo di specializzazione. Non bastava introdurre soglie d’accesso ‘mutevoli’ e quindi discriminanti, con l’accesso ai corsi legato non alle effettive competenze ma alla fortuna o sfortuna di avere svolto la prova preselettiva in una sede universitaria con meno partecipanti e con conoscenze sopra la media: una decisione, peraltro, contro la quale Anief si è ufficialmente dichiarata, chiedendo ai candidati esclusi, pur avendo conseguito almeno la sufficienza, pari a 18/30, di impugnare la decisione”.“Adesso – continua il sindacalista autonomo – si scopre anche che pur avendo incassato cifre altisonanti dai candidati, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro, le Università si tirano anche fuori, dichiarandosi non responsabili dell’accaduto. E lo stesso vale per il Ministero dell’Istruzione, che avrebbe ‘appaltato’ l’organizzazione delle prove preselettive a un’istituzione esterna. Fatto sta che a perderci, ancora una volta, saranno non solo i docenti che intendevano specializzarsi, ma tutto il sistema scolastico, la cui organizzazione continua a fare acqua da tutte le parti e i cui studenti continuano ad attendere personale da stabilizzare sui troppi posti vacanti”.

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Scuola: Test d’accesso ai corsi di specializzazione di sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

A Bari e Cosenza prove annullate Beffati migliaia di partecipanti candidati a specializzarsi nella didattica speciale, giunti alla prova preselettiva anche da fuori provincia e dopo mesi di preparazione. Marcello Pacifico (Anief): Con le somme di tutto rispetto chieste ai candidati solo per tentare l’accesso ai corsi, fino a 200 euro, si doveva e poteva predisporre una preselezione di primo livello, con supporti tecnologici d’avanguardia finalizzati a permettere ai partecipanti di mostrare le loro conoscenze e competenze. Partono con il piede sbagliato le preselezioni ai corsi di sostegno per selezionare 14.224 docenti, a fronte di decine di migliaia di candidati con abilitazione oppure con laurea e i 24 Cfu richiesti o con tre annualità di servizio svolte nel corso degli otto anni scolastici precedenti.
Nel capoluogo pugliese la prova preselettiva del Tfa sostegno della scuola primaria è saltata perché, riferiscono i partecipanti, non erano stati messi a disposizione dei partecipanti i manuali per la comprensione del testo. Stamattina, un’altra grave anomalia si è verificata a Cosenza, dove i responsabili della selezione sono stati costretti ad annullare la prova della scuola secondaria di primo grado per via della mancata stampa delle domande che non si vedevano, con oltre 1.700 partecipanti inferociti per il rinvio del test preselettivo a data da destinarsi. Secondo Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, “ci troviamo ancora una volta a commentare un’organizzazione della selezione dei docenti deficitaria e approssimativa, peraltro in un contesto, quale è il sostegno agli alunni disabili, dove c’è estremo bisogno di docenti specializzati. Quello che è accaduto a Bari e a Cosenza per noi rappresenta una mancanza grave, anche di rispetto per i tanti candidati che hanno fatto sacrifici per presentarsi alla prova di accesso, che si aggiunge alla cervellotica decisione del Miur di introdurre una soglia d’accesso ‘mutevole’, ovvero basata sui singoli esiti delle prove svolte in ogni Università: si tratta di disposizione che hanno dell’incredibile, contro le quali il nostro sindacato ha risposto impugnando tutte le esclusioni di chi supererà il test preselettivo avendo conseguito comunque la sufficienza pari a 18/30”.

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Sostegno: Che senso ha introdurre il numero chiuso per i corsi se c’è bisogno di molti docenti specializzati?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

Mentre in queste ore migliaia di docenti si preparano a sostenere la prova preselettiva per i corsi di specializzazione sostegno, la cronaca ci racconta di studenti diversamente abili sprovvisti dei docenti di cui hanno bisogno. Come il caso, ripreso dalla stampa, di un’alunna costretta a non essere seguita da un docente specializzato, nonostante la diagnosi funzionale dell’Asl parli chiaro, ma da supplenti, inseriti spesso nella seconda e terza fascia, abilitati o meno in altre classi di concorso. Marcello Pacifico (Anief): In tutto questo marasma, con organici insufficienti e precari purtroppo in una situazione di stallo, ci sfugge il senso di introdurre il numero chiuso nei corsi di specializzazione. Siamo da sempre vicini a tutti quei ragazzi e alle loro famiglie che necessitano di un docente di sostegno, perché è un loro diritto sacrosanto. In queste ore si stanno svolgendo i test preselettivi per i corsi di specializzazione sostegno e intanto la stampa nazionale riporta esempi di disservizi da parte del Miur, che non adegua la risposta alle domande. Mentre il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti annuncia che nei prossimi tre anni si attiveranno 40mila specializzazioni e quest’anno saranno al bando 14.224 posti, vengono raccontati diversi casi di posti non assegnati a docenti formati adeguatamente e secondo i dettami ministeriali. Come riporta Il Messaggero, i genitori di una “bimba affetta da sindrome di Down e crisi epilettiche raccontano la loro odissea scolastica in una lettera aperta. Ormai da dieci anni alla bimba, che frequenta la scuola statale di Morro d’Oro (Teramo) viene negato un insegnante di sostegno, nonostante la battaglia avviata dai genitori, tra sentenze del Tar e diffide legali. Secondo i genitori quello che sta accadendo nella scuola della figlia, i diritti che le sono stati negati e i conseguenti danni subiti non sono cosa degna di un’istituzione scolastica né di un paese civile”.
Come racconta la madre della ragazzina a Open, viene lamentato infatti che, “in quarta e quinta elementare, la sua bambina ha avuto la stessa insegnante di sostegno per due anni consecutivi e i progressi sono stati incredibili”, tanto che l’alunna sapeva leggere e scrivere frasi intere. Il problema è stato riscontato durante la frequenza della scuola media, quando “le è stato assegnato un docente di inglese, poi uno di educazione fisica” e la ragazzina “è tornata alle sillabe, non sa più leggere”, conclude la madre. Dunque, nonostante la diagnosi funzionale dell’Asl parli chiaro, con la bambina che “ha diritto a un sostegno 1 a 1, cioè a tempo pieno, per tutto l’orario scolastico”, già dalla scuola d’infanzia le viene “ridotta l’assistenza a 9 ore settimanali. Le insegnanti di sostegno poi cambiano ogni anno, con gravi ripercussioni sull’apprendimento della bimba”.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “in tutto questo marasma, con organici insufficienti e precari purtroppo in una situazione di stallo, ci sfugge il senso di introdurre il numero chiuso nei corsi di specializzazione, come è accaduto in occasione dell’attuale tornata, i cui test preselettivi si stanno svolgendo proprio in questi giorni. Siamo da sempre vicini a tutti quei ragazzi e alle loro famiglie che necessitano di un docente di sostegno, perché è un loro diritto sacrosanto che non può essere leso e per questo abbiamo confermato la nostra iniziativa ‘Non un’ora di meno!’ che lo scorso anno ha prodotto diverse cause vinte: famiglie, docenti e dirigenti scolastici possono segnalare – senza affrontare spese – ogni mancata tutela dei diritti degli alunni scrivendo all’indirizzo sostegno@anief.net”, conclude Marcello Pacifico.

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Sul Made in Italy c’è bisogno di maggiore sostegno ai produttori italiani per l’export

Posted by fidest press agency su martedì, 16 aprile 2019

“Il mercato USA apprezza molto il Made in Italy anche come espressione della nostra cultura e quindi il nostro artigianato che è sinonimo di alta qualità manifatturiera.Tuttavia, dobbiamo fare di più per aiutare i produttori italiani perché spesso si insinua un concorrente sleale che mette sul mercato prodotti contraffatti oppure che evocano origine italiana.Per contribuire a contrastare la contraffazione sono convinta che bisogna utilizzare gli strumenti legali del posto per bloccarne la vendita, in accordo a quanto previsto negli specifici ordinamenti. In tale ottica, la scorsa Legislatura, avevo proposto, in una mozione, poi, approvata dall’Aula di Montecitorio, di aprire un Ufficio anticontraffazione presso le nostre sedi diplomatiche per il contrasto a questo fenomeno che danneggia gravemente il Made in Italy e lì’Italia sia sul piano economico che su quello dell’immagine”.Lo ha detto l’on. Nissoli intervenendo alla Conferenza “Le eccellenze della produzione artigianale italiana negli Stati Uniti e la tutela del Made in Italy”, organizzata nella Sala Stampa di Montecitorio dall’Associazione “Sapori Mediterranei”, presieduta da Giusy Malcangi.

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Scuola: Corsi di specializzazione per il sostegno, oggi e domani i test preselettivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Si parte: oggi e domani si svolgeranno le attese prove preselettive per accedere ai corsi di sostegno, per i quali il Miur ha previsto 14.224 posti e hanno fatto domanda decine e decine di migliaia di candidati con abilitazione oppure con laurea e i 24 Cfu richiesti o con 3 annualità di servizio svolte nel corso degli otto anni scolastici precedenti.La prima prova di selezione per l’accesso al Tfa sostegno ha riguardato la scuola dell’infanzia e si è svolta questa mattina, mentre nel pomeriggio si svolgerà quella della scuola primaria. Domani toccherà ai docenti della scuola secondaria: la mattina per quelli di primo grado, mentre il pomeriggio toccherà a quelli delle superiori.
Per Anief, tuttavia, ci sono anche altri docenti che vanno ammessi in soprannumero: sono tutti quelli che oggi e domani sosterranno la prova preselettiva conseguendo un punteggio finale pari o superiore a 18/30. La decisione del sindacato di impugnare le esclusioni di chi supererà il test preselettivo, avendo conseguito comunque la sufficienza, scaturisce dall’incredibile decisione del Miur di introdurre una soglia d’accesso ai corsi di tipo “fluttuante”, ovvero variabile a seconda dei punteggi conseguiti dai candidati al termine di ogni singola somministrazione dei test. Inoltre, con Radamante si ricorrerà contro il paletto vero e proprio del numero programmato.
Le selezioni per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili prevedono, oltre al test preliminare odierno e di domani, anche una o più prove scritte ovvero pratiche, più una prova orale.
L’articolo 4, comma 4, del decreto Miur n. 92/2019, ricorda oggi Orizzonte Scuola, implica che sono “ammessi in soprannumero ai relativi percorsi”, senza svolgere le prove di ammissione, “i soggetti che, in occasione dei precedenti cicli di specializzazione abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso” oppure “siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni” o “siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile”. Sono inoltre previsti dei percorsi di specializzazione abbreviati per coloro “che abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso; siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni; siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile”.
“Con questa decisione cervellotica – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si sono venuti a determinare i presupposti per andare a determinare una selezione di tipo discriminante. Tra l’altro, non si comprendono i motivi per i quali, a fronte di oltre 50 mila posti vacanti, assegnati in alto numero e personale non specializzato, l’amministrazione abbia concesso un numero così limitato di posti, una sorta di numero chiuso, peraltro attuato in modo anche disomogeneo. Basta dire che ci sono alcune istituzioni interessate, come la Giunta del Piemonte, che hanno chiesto formali spiegazioni sul modesto numero di posti messi a bando nella Regione: appena 200, di cui la miseria di 15 nella scuola dell’infanzia, peraltro concentrandoli nella sola Università di Torino”.
“Siccome non si comprende – continua Pacifico – il motivo di così pochi posti messi a bando e la mancanza di coerenza nell’imporre una soglia indefinita per l’accesso agli stessi corsi, in dispregio al merito individuale, come Anief abbiamo deciso di rivolgerci al Tar del Lazio, in modo da tutelare sino in fondo tutti coloro che supereranno la sufficienza, ovvero i 18/30. E siccome il merito individuale e le motivazioni a svolgere un corso di formazione così particolare come quello della didattica speciale sono elementi fondamentali, i quali devono sempre prevalere, noi siamo pronti a difendere in tribunale tutti coloro che si ritroveranno esclusi dai corsi di didattica speciale pur avendo fatto riscontrare la sufficienza”.

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Scuola: Sostegno alunni disabili, maldistribuiti i posti dei corsi di specializzazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

La Regione Piemonte raccoglie la denuncia di Anief che ha portato all’immediata impugnazione della decisione del Miur di far ripartire in modo disomogeneo i 14.224 posti utili a specializzarsi come docente di sostegno, autorizzati con il decreto n. 92/2019 secondo l’offerta degli Atenei e non della vacanza di posti e di insegnanti specializzati nel territorio come prevede la legge. Il caso dei posti di sostegno assegnati al Piemonte: a non comprendere il perché del sensibile squilibrio nella distribuzione dei posti a livello regionale è ora l’Assessorato regionale all’Istruzione del Piemonte che ha chiesto un incontro tra l’Università di Torino e l’Ufficio Scolastico. Per Anief la richiesta è più che lecita, perché si è introdotta una soglia “fluttuante”. Secondo il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico oltretutto non c’era alcun motivo di lasciare fuori un altissimo numero di candidati che già stanno aderendo in tanti a una nuova azione giudiziaria contro il numero chiuso e l’assenza di una soglia ai test pre-selettivi oggettiva legata al raggiungimento della sufficienza.
I corsi di sostegno devono ancora prendere il via, le selezioni si avvieranno solo a metà a aprile, ma già è tempo di polemiche. E i motivi sono fondati. Secondo Orizzonte Scuola, il problema rimane “capire come far fronte alla cronica mancanza di insegnanti di sostegno specializzati. Numerosi docenti infatti anche quest’anno continuano ad insegnare privi del titolo di specializzazione e delle competenze specifiche per questa professione”. Il problema è che invece di fare fronte alla comprovata necessità di specializzare migliaia di docenti che ogni anno coprono le cattedre di sostegno vacanti, l’amministrazione piemontese è riuscita ad allestire dei corsi che avviano alla didattica “speciale” per appena 200 posti, di cui la miseria di 15 nella scuola dell’infanzia, peraltro concentrandoli nella sola Università di Torino. “Si tratta con ogni evidenza di cifre del tutto inadeguate ai bisogni piemontesi – ha detto l’assessore regionale Gianna Pentenero a Torinoggi -. Basti pensare che lo stesso numero complessivo di percorsi di specializzazione è attivato dagli atenei della Basilicata, regione con popolazione inferiore di otto volte a quella del Piemonte. Questo non può che riflettersi negativamente sulle condizioni di tante ragazze e tanti ragazzi disabili. La questione è stata posta anche in Conferenza Stato-Regioni e, allo stato attuale, è indispensabile – ha concluso la consigliera piemontese – che il Governo nazionale dedichi maggiori risorse per finanziare la formazione degli insegnanti”. Anief concorda con la presa di posizione del Consiglio regionale del Piemonte dopo aver denunciato all’USR l’incredibile situazione: la scuola pubblica italiana ha estremo bisogno di docenti di sostegno specializzati, come del resto più volte rilevato dal Ministro dell’Istruzione. A questo scopo, sono stati programmati i corsi per specializzare 40 mila docenti in tre anni ma lo si è deciso di fare con una ripartizione di posti illogica e con dei numeri del tutto insufficienti. Oltretutto, decidendo di ammettere alla prova scritta solo chi supererà una soglia “fluttuante”, variabile in base al conseguimento dei punteggi conseguiti in ogni singolo ateneo, si stanno andando a determinare i presupposti per creare una selezione discriminante. Anief ricorda, che è fondamentale la preparazione iniziale per affrontare al meglio le prove e il corso. Per informazioni, rivolgersi a Eurosofia.

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Scuola: Tfa sostegno sotto la scure di nuove accuse per via dei criteri di superamento delle prove di accesso tra i diversi Atenei

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

A parità di punteggio si passa in una Università e non in un’altra. Il regolamento non prevede un punteggio minimo per superare la prova preselettiva: la soglia d’accesso è rappresentata dal numero di posti disponibili in ciascun Ateneo e dipenderà dal numero delle disponibilità già fortemente disomogenee a livello regionale, e non dal merito. Anief non ci sta e si rivolge al Tar del Lazio per i candidati che conseguiranno un punteggio finale alle prove preselettive pari o superiore a 18/30, senza essere ammessi. Marcello Pacifico (Anief): Ancora una volta il Miur ha approvato un bando discriminatorio e irragionevole, anche perché il conseguimento della specializzazione non porta ai ruoli e, pertanto, non necessita di un numero chiuso.
La selezione per diventare docenti di sostegno, avviata con il Decreto n. 92/2019, è viziata da una procedura ingiusta e discriminante: il vulnus che rischia di compromettere l’esito regolare della procedura, che si somma all’assurda volontà di distribuire 14.224 posti con modalità random, è stata denunciata subito dall’Anief ed ora viene messa in evidenza dalla stampa, a meno di venti giorni dallo svolgimento dei test d’accesso ai corsi universitari specializzanti nella didattica speciale in programma a metà aprile: la mattina del giorno 15 toccherà infatti ai concorrenti della Scuola dell’infanzia, mentre il pomeriggio il test d’accesso verrà affrontato dai candidati della Scuola primaria; il giorno dopo, il 16 aprile, sarà la volta dei docenti della scuola secondaria di primo grado (la mattina) e della secondaria di secondo grado (il pomeriggio). In base al bando, risulta che il test avrà una durata di due ore e si comporrà di 60 quesiti, ognuno dei quali presenterà cinque opzioni di risposta, fra le quali il candidato ne dovrà individuare una soltanto: almeno 20 domande saranno volte a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi in lingua italiana. Per quanta riguarda la valutazione, ogni risposta esatta varrà 0,5 punti, mentre ogni eventuale risposta non assegnata oppure errata varrà 0 punti. E alla prova scritta saranno ammessi il doppio dei candidati rispetto al numero dei posti disponibili in ciascun Ateneo. Se, ad esempio, i posti messi a bando da una Università sono 100, verranno ammessi alla prova scritta solo i primi 200 candidati meglio collocati in quella graduatoria.Il problema è che al termine di quelle prove, scrive oggi Orizzonte Scuola, “non è previsto un punteggio minimo per superare il test, per cui la soglia è rappresentata dal numero di posti disponibili in ciascuna università”. Questo significa che “chi, tra i candidati presenti, raggiungerà il punteggio più alto nel test determinerà la sorte di tutti gli altri partecipanti. Potrà pertanto accadere che con lo stesso punteggio in una Università il candidato sarà ammesso alla prova scritta e nell’altra no, poiché dipenderà dal numero di posti”.L’ufficio legale dell’Anief ritiene che questa procedura selettiva non contempli minimamente criteri oggettivi e rispettosi dell’effettivo merito dei candidati che vi parteciperanno: pertanto, il giovane sindacato ha deciso di rivolgersi al Tar del Lazio per tutelare coloro che conseguiranno un punteggio finale alle prove preselettive pari o superiore a 18/30, ma che per ingiustificati motivi non verranno ammessi ai corsi di sostegno.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “quando il Ministro dell’Istruzione dichiara che il sostegno ai disabili è una priorità per questo Governo e che intende specializzare 40 mila docenti in tre anni, deve essere coerente con quello che dice. Organizzare in questo modo i corsi per trasmettere i dettami della didattica speciale equivale a dire che si stanno riempiendo dei vuoti, senza occuparsi della qualità”.“Come si fa a comunicare a un candidato che anche se ha conseguito 28 punti su 30 non potrà partecipare ai corsi di sostegno, mentre un altro che per rispondere agli stessi quesiti ha preso 25 su 30 potrà invece avere accesso a quel corso, solo perché lo ha svolto in un’altra Università? Non è di certo questa la strada giusta per chi si professa paladino del merito professionale. Ancora una volta – conclude il sindacalista Anief – noi staremo accanto ai docenti che per colpa di bandi astrusi e norme discutibili rischiano di compromettere la loro carriera professionale”.

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I corsi di specializzazione per docenti di sostegno continuano a far discutere

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Dopo la pubblicazione del Decreto n. 92/2019 e la successiva incomprensibile decisione, avallata tacitamente dal Miur, di distribuire 14.224 posti con modalità random, senza rispettare minimamente i fabbisogni territoriali legati alle disponibilità di cattedre libere e alla mancanza di candidati, costringendo il sindacato a ricorrere in tribunale, in questi giorni stiamo assistendo alla pubblicazione dei bandi, da parte degli atenei autorizzati, che confermano i costi proibitivi richiesti ai partecipanti. Ad ogni corsista si chiedono almeno 120 euro per tentare l’accesso e fino a 3.800 euro (a Napoli) per frequentare i corsi. Marcello Pacifico (Anief): C’è un’esigenza di carattere nazionale e sociale, non possono le università decidere autonomamente se e come allestire i corsi oppure trasformare questa formazione in introiti economici per compensare quelli mancati. Lavandosene le mani, non imponendo alcuna regola, il Miur è venuto meno al suo ruolo di garante e di gestore centrale della macchina organizzativa scolastica. Il business su docenti che intendono specializzarsi sul sostegno agli alunni disabili è ripreso con più vigore del passato. Stavolta, tra gli atenei che più si caratterizzano per le richieste esose primeggiano quelle del Sud: il record è dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli che ha deciso di chiedere ai frequentanti del corso specializzante in didattica speciale ben 3.800 euro. Non molto meno (3.700 euro) chiedono le università di Catania, Messina e Palermo. Ma il business non finisce qui: gli atenei, infatti, hanno deciso di fare cassa anche sfruttando al massimo i test preselettivi. È notizia di oggi, pubblica dalla rivista specializzata Orizzonte Scuola, che ogni aspirante al sostegno per tentare l’accesso al corso specializzante di Urbino dovrà avere prima versato all’università umbra la bellezza di 200 euro. E comunque, anche negli altri atenei non si andrà al di sotto dei 120 euro a candidato. Assicurando alle loro amministrazioni economiche, in questo modo, cifre non indifferenti, anche nell’ordine dei milioni di euro.

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Scuola: Sostegno, corsi di specializzazione organizzati a caso

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

La scuola ha bisogno di docenti di sostegno specializzati: anche il Ministro dell’Istruzione lo ha detto più volte nel corso degli ultimi mesi, annunciando l’intenzione di avviare corsi specializzanti per 40 mila docenti in tre anni. La prima tranche dei corsi è stata avviata qualche giorno fa attraverso il Decreto n. 92/2019, con 14.224 posti disponibili per l’anno accademico 2018/2019: successivamente, però, è stato pubblicato un secondo decreto, il 24 febbraio, che nel ripartire quei posti ha incredibilmente penalizzato numerose regioni e province dove il fabbisogno è altissimo. Si è prodotta una ripartizione di posti illogica, con numeri del tutto insufficienti, in diverse regioni, a coprire il fabbisogno di docenti specializzati.
Esaminando la “tabella riassuntiva dell’offerta formativa di specializzazione sul sostegno”, desta scalpore, ad esempio, la scelta fatta per la provincia di Palermo, dove nella scuola secondaria a fronte di complessivi 2.350 posti liberi, tra vacanti e in deroga, il Miur non ha attivato alcun corso. Ci sono anche altre regioni ad essere state penalizzate. Vale per tutti quanto accade in Piemonte, dove si attiverà un solo corso di specializzazione, all’Università di Torino, per la misera di 200 posti, di cui appena 15 riservati alla scuola dell’infanzia. Eppure, in provincia di Torino, nell’anno scolastico in corso sul sostegno sono state assegnate circa 3 mila supplenze, quasi tutte affidate a docenti non specializzati e per assenza di personale con titolo specifico.
“Si tratta, inoltre, – afferma Marcello Pacifico – di uno schiaffo rivolto anche agli studenti, alle famiglie, alle scuole e all’amministrazione scolastica delle regioni svantaggiate. È amaro ammetterlo, ma ancora una volta siamo costretti a rivolgerci ai tribunali per garantire il diritto all’inclusione degli studenti con disabilità certificata”.

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Pacifico: “Emergenza sostegno, trasformare tutti i posti in deroga in posti di diritto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Intervista a Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ai microfoni di Radio Cusano Campus: “Ogni anno si assiste al balletto delle supplenze e degli insegnanti, solo uno su due è di ruolo sul sostegno e le famiglie si rivolgono ai tribunali. Il governo stia a sentire le proposte concrete dei sindacati. Se per cinque anni un alunno ha assegnato un docente in deroga, quello non è più un posto in deroga. E poi bisogna pensare anche al futuro di questi ragazzi dopo la scuola”
Le pari opportunità fra studenti normodotati e disabili? Passano principalmente dai tribunali. Ne sa qualcosa Anief che, in questo senso, attiva e vince ricorsi. Se ne è parlato nel corso del programma radiofonico “A Ruota libera” di Radio Cusano Campus, a cui ha partecipato anche il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico. «Purtroppo il legislatore non ha aggiornato la normativa sugli organici di sostegno – ha sottolineato Pacifico, nel corso della trasmissione – e l’ultimo aggiornamento risale al 2013, alla legge Carlotta, che però fissava un tetto degli organici su numeri di dieci anni fa. È vero che ci sono state assunzioni, sia dopo la Buona scuola che nell’anno successivo, ma sono insufficienti. E comunque si tiene contro del limite stabilito da quell’aggiornamento. Qualcosa di anacronistico. Se si pensa che negli ultimi dodici anni è quasi raddoppiato nelle scuole il numero di nostri figli con una disabilità certificata anche grave. Bisogna trasformare tutti i posti in deroga in posti di diritto.»Soprattutto nel mondo della scuola l’Italia appare come il Paese delle deroghe infinite, anche in ambiti su cui non sarebbe possibile fare sconti, pure tra i banchi di scuola. «Purtroppo – ha fatto notare il presidente dell’Anief – ancora oggi in Italia il quaranta per cento degli organici su posti di sostegno viene dato in deroga. Nonostante il numero degli alunni con disabilità aumenti di seimila, settemila unità l’anno. Significa che quasi solo un insegnante su due è di ruolo per il sostegno e ogni anno c’è il balletto delle supplenze e degli insegnanti. I presidi chiedono quasi il doppio degli docenti che vengono effettivamente assegnati dagli uffici scolastici regionali e dal Ministero che, per ragioni di finanza pubblica, non li accontenta, nonostante le scuole abbiano tantissimi alunni con disabilità certificata. È così che le famiglie si rivolgono ai tribunali e presentano ricorsi, che noi di Anief facciamo gratuitamente, e ottengono giustizia dalle sentenze. Il paradosso più grande è che i tribunali, in presenza di una disabilità grave certificata, prevedono un rapporto uno a uno fra insegnante e alunno, mentre i presidi, che si ritrovano con gli organici ridotti, danno la metà delle ore dovute, o un quarto.»
Pacifico chiede alla maggioranza di mettere in pratica il programma di governo, ovvero il contratto stilato all’inizio della legislatura in cui Movimento Cinque Stelle e Lega si assumevano gli impegni comuni e imprescindibili. «Nel contratto di governo – osserva Pacifico – c’è un punto specifico che riguarda l’inclusione scolastica e c’è anche un ministro che se ne deve occupare. Alla maggioranza chiediamo di ascoltare, oltre alle associazioni di categoria, anche i sindacati che fanno proposte concrete. La prima proposta di Anief è trasformare tutti in posti in deroga in posti di diritto. Il concetto di posto in deroga deriva da esigenze straordinarie, ha senso per un anno. Se per cinque anni allo stesso alunno è assegnato lo stesso insegnante vuol dire che questo posto non dovrebbe essere in deroga. Bisogna, dunque, aumentare gli organici.» Non si assisterebbe più, così, a un inizio di scuola ritardato per i ragazzi con disabilità e a tutte le altre criticità del caso. «Attualmente è così – conclude il presidente dell’Anief – perché le supplenze si stabiliscono dopo le immissioni in ruolo, entro il 31 agosto e a volte anche oltre, e dopo le procedura di mobilità. Poi un altro problema è la mancanza di assistenti all’autonomia; alcuni Comuni sono carenti in questo senso. Un caso eclatante è avvenuto a Termini Imerese, dove un’alunna con la sindrome di Down non è stata sostenuta dall’assistenza per il trasporto e da tre anni non va a scuola. È un problema che sta molto a cuore ad Anief, gli studenti con disabilità sono trecentomila su otto milioni. Speriamo che il governo ci ascolti, non è solo una questione di posti di lavoro, si parla del futuro dei nostri ragazzi. Serve un’opera ulteriore di sensibilizzazione nei confronti delle famiglie, che molto spesso non conoscono i diritti dei loro figli. In Sicilia abbiamo coinvolto le associazioni di famiglie, annullando l’ultima circolare degli organici che per anni attribuiva sempre posti in deroga e siamo pronti a commissariare gli uffici scolastici se non faranno, come il Tar ha richiesto, un’analisi sull’effettiva esigenza dei posti. E poi sarebbero necessarie politiche sociali diverse, di coesione, con provvedimenti legislativi post-scuola, per sviluppare le competenze e le peculiarità di questi ragazzi.»

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Scuola: Corsi di specializzazione sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Bussetti firma il decreto di suddivisione dei 14.224 posti e le date della selezione. Anief conferma i ricorsi per i tanti candidati esclusi con diploma AFAM, educatori, dottori di ricerca e abilitati nella classe A-66. Contestato anche il numero programmato degli ammessi agli scritti dopo la pre-selettiva vista la carenza di organici. Il Miur ha firmato il decreto di distribuzione alle Università dei posti per le specializzazioni, attraverso cui si individuano anche nel 28 e 29 marzo le date delle prove di accesso ai corsi: in una tabella allegata c’è anche la suddivisione dei posti a livello regionale. Anief conferma i ricorsi al Tar Lazio cui aderire entro l’11 marzo per l’accesso TFA Sostegno(Scuola Primaria) del Personale Educativo; (Scuola Secondaria) dei diplomati Conservatorio, Accademia Belle Arti o Accademia Danza e dei Dottori di Ricerca, dei docenti con diploma utile per l’accesso alla classe di concorso ad esaurimento A-66 (ex cdc A075 e A076) e per tutte le altre ugualmente non contemplate.
Inoltre, il sindacato avvia fin da subito la preadesione al ricorso al Tar del Lazio per ottenere l’accesso alla prova scritta per il corso di specializzazione per tutti i candidati che supereranno la prova preselettiva, in considerazione dell’alto numero dei posti vacanti presenti in tutte le regioni.
Dopo il Decreto n. 92/2019, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha firmato il decreto di distribuzione alle Università dei 14.224 posti disponibili per l’anno accademico 2018/2019 per le specializzazioni sul sostegno, così come previsto dall’art 2, commi 2, 3 e 4 del D.M. 948/2016: il decreto, spiega il Miur, individua anche le date delle prove di accesso ai corsi. Le prove si terranno il 28 marzo di mattina per la Scuola dell’infanzia e di pomeriggio per la Scuola primaria, il 29 marzo di mattina per la secondaria di primo grado e di pomeriggio per la scuola secondaria di secondo grado. Il Ministero dell’Istruzione ha anche comunicato, in un’apposita tabella allegata al decreto, la suddivisione dei posti a livello regionale dei corsi di specializzazione sul sostegno.
“In tre anni – ha detto il ministro Bussetti – specializzeremo 40.000 nuovi insegnanti sul sostegno per garantire un servizio migliore ai nostri studenti. Partiamo con questi primi 14 mila posti e proseguiremo, nei prossimi due anni, con una precisa programmazione che mette al centro il bene della scuola e degli studenti con disabilità. Era un impegno che avevo preso fin dai primi mesi del mio mandato e che stiamo concretizzando rapidamente. Il sostegno è un problema annoso, lo stiamo affrontando con serietà e con una visione di lungo periodo”. L’Anief, però, rileva tante anomalie e incongruenze nella suddivisione dei posti pubblicata ed evidenzia come in alcune regioni siano previste pochissime disponibilità quando, invece, la disponibilità di cattedre vacanti è altissima. L’avvio dei corsi di sostegno viene accolto dal sindacato con positività. Tuttavia, Anief è costretta a rilevare che anche in questa occasione il Miur ha realizzato una pre-selezione senza che ve ne fossero motivazioni logiche e norme che escludono diverse categorie di docenti come quelli in possesso del diploma di Conservatorio, di Belle Arti o Accademia di Danza e del titolo di dottore di ricerca, non considerato dal Miur come abilitante. Palesemente illegittima risulta l’esclusione del personale educativo che deve poter accedere al sostegno per la scuola primaria. Chiarito invece il dubbio sulla partecipazione straordinaria degli ITP, gli insegnanti tecnico-pratici. In mille avevano già preaderire gratuitamente al ricorso lanciato dall’Anief e ora potranno partecipare alle prove. Lo studio legale di Anief continua a ritenere irricevibile, inoltre, la soglia di sbarramento nella pre-selettiva per l’accesso alle prove scritte: sempre secondo il decreto 92/2019, saranno ammessi a sostenere la prova scritta solamente i candidati che rientreranno nel numero pari al doppio dei posti messi a bando, anche qualora abbiano superato brillantemente i test preliminari. In questo caso, il ricorso sarà notificato dopo la pubblicazione delle graduatorie, ragione per cui allo stato attuale risulta necessario soltanto attivare la preadesione alla specifica azione legale.

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