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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘sostegno’

Scuola: Sostegno, il guazzabuglio è completo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Sono più di 60 mila i posti deroga oltre i 10 mila che rimarranno vacanti dopo le immissioni in ruolo. La conferma giunge del territorio: nonostante gli annunci durante il primo anno di governo, come confermato dalla recente revisione della riforma sul sostegno realizzata dalla Buona Scuola e approvata dalla (ex) maggioranza giallo-verde, ancora una volta almeno due posti su cinque saranno assegnati in deroga all’organico di diritto di poco superiore alle 100 mila unità, a fronte di 300 mila alunni con disabilità certificata. E in caso di gravità, le famiglie dovranno ricorrere in tribunale con Anief per veder riconosciuto il supplente in base a quanto richiesto dal PEI. Marcello Pacifico, presidente nazionale: a settembre su richiesta di genitori e insegnanti lo studio legale del sindacato impegnerà tutte le determinazioni degli uffici scolastici regionali e chiederà al Tar il commissariamento di quelli che non hanno adempiuto a ottemperare alle effettive esigenze. L’anno scolastico sta partendo con una tara sempre più grande, a seguito del mancato sostegno agli alunni disabili: mentre rischia di saltare il testo correttivo al decreto 66/2017 sull’inclusione scolastica pure se già approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri, a settembre si può dare per certo sin d’ora che circa il 40% dei posti di sostegno agli alunni disabili andrà in deroga: significa che verrà assegnato a supplenza fino al 30 giugno, senza alcuna possibilità di entrare a far parte dell’organico di diritto. E anche una parte di questi, almeno 10 mila, verranno assegnati a precari, in alto numero nemmeno specializzati, come confermano i primi dati provenienti dalle nomine in ruolo che si stanno realizzando in questi giorni nelle 100 province italiane.

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Scuola – Sostegno disabili: riforma nel caos

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Le disposizioni di modifica del decreto legislativo n. 66/2017, già approvate dal governo gialloverde, rischiano di non entrare in vigore a causa della mancata approvazione dei decreti attuativi che, in caso di crisi dell’esecutivo, potrebbe non vedere mai la luce. Lo ha rimarcato anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano, ricordando che mancano le misure di accompagnamento, cioè la formazione del personale scolastico e l’esonero della docenza per circa 450 insegnanti, attraverso il quale far avviare i gruppi territoriali per l’inclusione che avrebbero dovuto supportare le scuole a elaborare il piano di inclusione degli alunni.Secondo Anief, le osservazioni del sottosegretario Giuliano sono pertinenti, perché in effetti senza i decreti di attuazione le correzioni alla riforma prevista dalla Legge 107/15 non potranno essere adottate. Tuttavia, sono anche altre le disposizioni a rischio, come le nuove assegnazioni delle ore settimanali e la formazione delle commissioni mediche. Ma, soprattutto, rimane il rammarico per l’ennesima occasione mancata per andare a fare ordine in un sistema che regola la permanenza a scuola di 300 mila alunni disabili e oltre 150 mila docenti di sostegno: Anief ha rilevato più volte quali sono.

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Scuola: Sostegno, da settembre ogni alunno avrà un Progetto Individuale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

La novità è contenuta nelle disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017 sugli studenti con disabilità approvate in via definitiva dal Consiglio dei ministri nei giorni scorsi con il cosiddetto decreto Inclusione. Il Progetto Individuale costituisce uno degli strumenti per realizzare la piena integrazione delle persone con disabilità nell’ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi dell’istruzione scolastica o professionale e del lavoro: è redatto dal competente Ente locale d’intesa con la competente Azienda sanitaria locale sulla base del Profilo di funzionamento; inoltre, va realizzato su richiesta e con la collaborazione dei genitori o di chi ne esercita la responsabilità; le prestazioni, i servizi e le misure, in esso previste, sono definite anche con la partecipazione di un rappresentante dell’istituzione scolastica interessata. Intanto, però, quasi la metà delle cattedre di sostegno vanno a supplenza e nell’80% dei casi vengono affidate a supplenti nemmeno specializzati, con il paradosso che invece quelli specializzati e formati non vengono assunti. Marcello Pacifico (Anief): La decisione di introdurre un piano didattico plasmato sulle singole caratteristiche dell’alunno, in base al tipo di disabilità e di contesto, va considerato un passo in avanti. Tuttavia, si continua ad aggirare il problema numero uno, che impedisce di attuare per tantissimi studenti con disabilità un’azione formativa realmente efficace ai fini del loro apprendimento: quello della mancata presenza dal primo giorno di scuola del personale nell’impartire didattica speciale. Con il 40% degli organici dei docenti di sostegno in deroga, qualsiasi tentativo di migliorare l’offerta formativa, anche se mirata, è destinato a fallire in partenza.

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Scuola: Sostegno, approvato il decreto Inclusione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

Ancora paletti sugli organici nonostante sentenze dei tribunali ricordino che bisogna rispettare la Costituzione sul diritto all’istruzione. Ancora una riforma a costo zero che vorrebbe rimettere famiglie e insegnanti al centro del progetto educativo individualizzato degli alunni, ma diventa lettera morta nell’obbligo di fotografare l’illegittima realtà esistente che riporta il 40% dei posti in deroga rispetto all’organico di diritto. Nessuna certezza sui posti chiesti dai dirigenti scolastici che ogni anno di vedono rifiutare un posto su due. Inascoltate le proposte dell’Anief. Marcello Pacifico (Anief): Un’occasione persa per garantire il diritto allo studio di tutti i nostri figli. Troppe parole, un’ipertrofia a cui avrebbero dovuto seguire fatti concreti. I ricorsi continueranno nei tribunali per attribuire le ore non assegnate e per impugnare gli organici sbagliati. Sono diverse le nuove norme incluse nel decreto appena approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, dopo che era stato esaminato in via preliminare lo scorso maggio: dal nuovo conferimento delle ore settimanali, richiedibili anche dal Glho, alle rinnovate commissioni mediche, passando per il profilo di funzionamento che ricomprende la diagnosi funzionale e il profilo dinamico-funzionale, fino alla nascita dei Gruppi per l’Inclusione Territoriale e a quella del Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione. Novità in arrivo anche per le domande di accertamento della disabilità.
In attesa, di prendere visione del testo, ci atteniamo alla sintesi realizzata dal Miur, nella quale si evidenziano i punti salienti di un’altra piccola riforma del settore, successiva al decreto legislativo n. 66/2017, che allo stesso modo appare lontana dal risolvere i problemi della didattica speciale indirizzata a circa 300 mila alunni certificati, che aumentano al ritmo di 10 mila in più l’anno. Il tentativo di coinvolgere le famiglie e gli studenti maggiorenni nel piano educativo, continua poi ad essere vanificato da circa il 40% degli organici in deroga, con le cattedre non assegnabili ai ruoli e nemmeno ai trasferimenti, nonostante le effettive esigenze rilevate e nei casi gravi le ore scoperte, alcuna novità sugli assistenti all’autonomia e al raccordo della scuola con il mondo del lavoro, mentre la legge sui bisogni educativi e speciali rimane solo scritta e mai adottata. Le novità toccano punti importanti dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, come l’assegnazione delle ore di sostegno, che verranno decise “d’intesa con le famiglie” e “dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno”. Inoltre, “sussidi, strumenti, metodologie di studio non saranno più elaborati in modo ‘standard’, in base al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente”. Cambia poi ancora “la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno”. Trovano spazio pe la prima volta “i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione. I GIT avranno anche il compito di verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno che il dirigente scolastico invierà all’Ufficio scolastico regionale”. All’interno della scuola “opererà il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con l’alunno stesso, nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall’Ente Locale. Il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione avrà il compito di redigere il Piano Educativo Individualizzato, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno”.

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Editoria: servono misure di sostegno alle edicole

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Sostenere le edicole, cruciali sia nel garantire il diritto all’informazione sia come presidio del territorio, in particolare nei centri storici delle città e dei piccoli comuni, con uno stanziamento di 500 mila euro. È l’impegno assunto dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che nei giorni scorsi ha incontrato il presidente della Fieg, Federazione italiana editori giornali, Andrea Riffeser Monti. Un confronto anche alla luce della legge regionale sull’editoria locale dell’Emilia-Romagna, approvata nel giugno 2017 per un comparto fondamentale nell’assicurare una sempre maggiore informazione ai cittadini e la loro partecipazione alla formazione dei processi decisionali.In questo ambito, i due presidenti hanno convenuto sulla necessità di dedicare uno sforzo particolare al sostegno delle edicole, per la peculiare funzione economica e sociale che queste ricoprono non solo nel settore, ma più in generale nella vita delle città. Le edicole rappresentano storicamente uno dei luoghi d’incontro naturali, coniugando la propria funzione di servizio con quella non meno importante di presidio del territorio. Concorrono anzitutto al compito di assicurare il diritto all’informazione, con un ruolo pressoché insostituibile nel garantire il pluralismo dell’informazione stessa attraverso la carta stampata, ma sempre più spesso assolvono anche ad altri compiti di servizio e di pubblica utilità, complementari a quelli della rivendita dei giornali. È tuttavia evidente, è stato sottolineato nell’incontro, che le difficoltà del mercato dell’editoria e dei giornali cartacei mettono sempre più a dura prova la sopravvivenza di molti di questi esercizi, impegnati da tempo in una faticosa riconversione. Garantire la loro presenza sul territorio, con un’attenzione particolare ai piccoli centri, rappresenta quindi un interesse pubblico a cui la Regione vuole concorrere.“Ci siamo trovati d’accordo sulla necessità di misure specifiche di sostegno alle edicole – afferma il presidente Bonaccini – e considero estremamente significativo che questa sollecitazione venga proprio dalla Fieg. Nei giorni scorsi, peraltro, ho avuto alcuni contatti con i sindacati degli edicolanti, assicurando loro un interessamento non solo della nostra Regione, ma della stessa Conferenza delle Regioni. Per parte nostra, come Emilia-Romagna, siamo ora pronti a destinare un primo contributo di 500 mila euro al settore affinché le edicole possano rafforzare la loro presenza sul territorio e approntare gli investimenti necessari per implementare ulteriori servizi. Si tratta naturalmente di concordare con i sindacati del settore le misure più efficaci: per questo promuoveremo un incontro alla ripresa di settembre al fine di valutare insieme gli strumenti migliori. Mi pare essenziale poi coinvolgere in questa azione i Comuni stessi, primi attori istituzionali del territorio. Infine, anche col presidente Riffeser abbiamo convenuto sull’utilità di un momento di approfondimento più generale in sede di Conferenza delle Regioni”.Il presidente della Fieg, nel ringraziare Bonaccini per la sensibilità dimostrata, ribadisce “il ruolo delle edicole quale luogo fondamentale per la diffusione della stampa quotidiana e periodica” e sottolinea “l’impegno della Federazione perché sia mantenuta la capillarità della rete di vendita. Ritengo – conclude Riffeser – che con la fattiva collaborazione fra le istituzioni locali, gli editori e gli edicolanti si possa svolgere un significativo passo in avanti nel riconoscimento del ruolo dei punti vendita avvicinando i cittadini alla lettura dei giornali”.

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Scuola – Sostegno: si cambia senza risolvere i problemi veri

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Arrivano la possibilità di conferma del supplente, il ritorno alla richiesta di ore sostegno da parte del Glho, la domanda di accertamento handicap e composizione commissioni mediche, il profilo di funzionamento con diagnosi funzionale e profilo dinamico-funzionale, i nuovi gruppi per l’inclusione come il Glir e Git. Secondo Anief, solo alcune delle novità prodotte dalle Commissioni parlamentari al decreto legislativo n. 66/2017 risultano efficaci: in particolare, la cancellazione dell’attribuzione delle ore di sostegno che tiene conto di ulteriori fattori, come il contesto scolastico (gli insegnanti la famiglia, l’equipe medica) e il territorio. Molte altre, invece, non sono state recepite. E siccome le decisioni prese dai parlamentari delle Commissioni di competenza, giungono alla vigilia del record di supplenze annuali, sia di posti comuni che di sostegno, visto che si arriverà a 170 mila, tra poco più di un mese si vedranno le conseguenze: dopo gli allarmi di Lombardia, dove si attendono 40 mila cattedre da assegnare ai precari, ha fatto seguito il Veneto, dove mancano all’appello almeno 9 mila docenti. Poi c’è l’Emilia Romagna, con 4.349 cattedre scoperte. La maggior parte di sostegno, destinate ad andare a supplenti nemmeno specializzati e abilitati. Mentre ci sono 20 mila docenti invece abilitati e con specializzazione senza alcuna prospettiva di stabilizzazione, almeno sul breve periodo.Marcello Pacifico (Anief): Nelle risoluzioni approvate da Camera e Senato sulle modifiche da attuare alla riforma sul sostegno, sono state lasciate fuori diverse nostre richieste presentate anche in audizione. In assoluto, per Anief manca un piano di revisione serio e di investimenti per un settore che conta l’incremento costante di 10 mila nuovi iscritti l’anno, ma continua a essere gestito con modelli anacronistici e tesi a risparmiare soldi piuttosto che assicurare un servizio di livello. Inoltre, senza lo spostamento degli oltre 50 mila posti in deroga in organico di diritto non si va da nessuna parte.
Sono molte le novità che si stanno profilando sul sostegno ai quasi 300 mila alunni disabili iscritti a un corso di studi della scuola italiana: si tratta delle modifiche al decreto legislativo n. 66/2017 sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, che le commissioni parlamentari di competenza hanno attuato per cercare di stemperare i danni derivanti delle pessime scelte adottate con l’ultima Legge di riforma voluta ostinatamente e contro tutti dal governo Renzi. L’ultimo parere in ordine temporale sulla revisione del D.lgs. 66/2017 è stato quello dalla Commissione Cultura della Camera, che ha dato il via libera alla modifica della richiesta delle ore di sostegno e il cambio delle regole per l’attribuzione delle ore settimanali: in particolare, la richiesta delle ore di sostegno viene riaffidata al GLHO di istituto, sottraendola al GIT che avrà altri compiti. Quanto alla continuità didattica, il nuovo decreto prevede la possibilità di conferma del docente supplente con titolo di specializzazione.

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Scuola: Sostegno, nuovo record della vergogna

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

I danni della politica disastrosa dell’amministrazione centrale si ripercuotono sulle regioni: soltanto il 40% dei posti autorizzati in Emilia Romagna è in organico di diritto mentre il restante è assegnato in deroga; ne consegue che l’80% degli insegnanti potrebbe insegnare senza specializzazione, nonostante il Tar Lazio abbia già dato ragione ai legali dell’Anief sulla necessità di ampliare il numero degli ammessi ai corsi universitari e abbia già annullato la circolare sugli organici siciliani che presentava le stesse falle. Ancora aperto il ricorso per costituirsi nei ricorsi di ottemperanza su posti Tfa sostegno e organici e costringere il Miur a dare serie risposte. Altro che lotta al precariato: le cattedre di sostegno libere ma assegnate solo in supplenze risultano in sensibile aumento. È di queste ore la notizia che in Emilia Romagna si registra un incremento del 28% dei posti in deroga sulle cattedre. In tutti, sono 10.219 i prof di sostegno che saliranno in cattedra. Ben 954 in più rispetto al 2018 che furono 9.265 (+10,3%). Solo a Bologna sono 2.101 i docenti 2019-2020 (+ 236), le deroghe passano da 549 a 796. Il problema, scrive Orizzonte Scuola, è che “le graduatorie sono quasi esaurite, il Miur ha autorizzato pochi posti per il Tfa sostegno, che è comunque partito da poco. I posti saranno occupati da supplenti di terza fascia non specializzati, chiamati dalle messe a disposizione”.
Invece di prendere in mano la situazione, il Governo e l’amministrazione scolastica hanno pensato bene di mettersi alla finestra. Pensando di cavarsela con un pugno di immissioni in ruolo, 14.552 su 58.627 totali annunciate dal Miur, ma possiamo dire in partenza che almeno due su tre non si effettueranno, perché ci sono diverse migliaia di specializzati che continuano ad essere mantenuti nelle graduatorie sbagliate. Come se non bastasse, continua a rimanere in vigore l’assurda norma approvata nel 2013 dall’allora ministra Maria Chiara Carrozza, la n. 128, che colloca in organico di fatto, la cosiddetta “deroga”, ben un terzo di tutte le cattedre di sostegno, condannando gli alunni al cambio continuo del loro docente di sostegno e colloca oltre 50 mila cattedre in un limbo né utile per i trasferimenti né per le immissioni in ruolo. L’Anief ha provato in più occasione a superare quella norma, anche chiedendo un emendamento all’articolo 28 dell’ultima Legge di Stabilità, ma non c’è verso: continua a fare troppo comodo al Governo di turno per mantenere bassa la spesa del settore, andando a speculare sui mesi estivi e sulle assunzioni che produrrebbero incrementi di stipendi e ricostruzioni di carriera con arretrati a debito per lo Stato. Per il futuro, inoltre, si prevede una riduzione della spesa per tutto il comparto dell’inclusione degli alunni disabili: si era parlato di 4 miliardi in tre anni. Probabilmente il risparmio sarà inferiore, ma di sicuro ci sarà: ad ammetterlo, qualche giorno fa, è stata la neo ministra della Famiglia e della Disabilità Alessandra Locatelli, la quale ha detto che in effetti “ci sono stati tagli un po’ lineari”.

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Forse non saranno 4 miliardi in tre anni, ma le riduzioni di spesa per favorire l’inclusione degli alunni disabili da parte dell’attuale Governo gialloverde sono vere. Ad ammetterlo, senza arrampicarsi sugli specchi, come avevano fatto gli altri parlamentari della maggioranza, è stata la neo ministra della Famiglia e della Disabilità Alessandra Locatelli. Alla leghista, determinata quanto schietta, è stato chiesto come mai “questo Governo ha confermato nell’ultima legge di bilancio dei tagli importanti alle risorse destinate all’inclusione scolastica dei bambini disabili”. E lei ha replicato: “È vero, ci sono stati tagli un po’ lineari”. Anief ritiene particolarmente grave il comportamento del Governo sul fronte dell’assistenza e del diritto allo studio degli alunni disabili. “Prima di tutto – spiega il suo presidente Marcello Pacifico – perché dopo avere creato un ministero ad hoc, invece di trasformare i posti in deroga dei docenti di sostegno in cattedre di diritto, riportandole a quello che sono veramente, ha permesso di ridurre il budget nazionale con cui si permette a quasi 280 mila allievi disabili certificati di frequentare le nostre scuole. E dopo avere fatto questo in sordina, senza parlarne con le parti sociali interessate, ha per mesi negato, addebitando il disavanzo al fatto che ‘i posti in deroga su sostegno vengono contabilizzati di anno in anno’”. Le ammissioni sulle riduzioni di budget per il sostegno ai disabili stonano con quelle pronunciate da un altro ministro della Lega, quello dell’Istruzione Marco Bussetti: all’indomani dell’approvazione della legge, ricorda Tuttoscuola, l’opposizione aveva accusato il Governo di avere ridotto i fondi per il sostegno, ma il 17 gennaio scorso il ministro dell’istruzione Bussetti in Parlamento aveva respinto le accuse. “Non è vero che la legge di bilancio ha diminuito le risorse per i docenti di sostegno”, aveva affermato in modo perentorio il titolare del Miur. Così, “a distanza di sei mesi la verità viene chiarita proprio da parte della stessa maggioranza”, proprio attraverso le parole della ministra Alessandra Locatelli.

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Scuola: Sostegno disabili, altro scandalo italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

A fronte di ben oltre 50 mila cattedre di sostegno senza titolare, dopo avere organizzato una selezione per pochi posti e pure maldistribuiti, ora l’amministrazione scolastica centrale si permette il lusso di lasciare fuori dai corsi specializzanti circa 5 mila docenti reputati idonei, anche con votazioni d’eccellenza. Costringendo, a settembre, i dirigenti scolastici ad assegnare i tanti posti liberi a personale precario nemmeno abilitato all’insegnamento e spesso anche alla prima esperienza, con conseguente danno agli alunni con disabilità. Per questi motivi, Anief si è rivolta al Tar del Lazio, che ha chiesto al ministero dell’Istruzione l’istruttoria sul rispetto dei criteri di determinazione dei posti a numero chiuso.Marcello Pacifico (Anief): “Risulta fondamentale incrementare il numero di accessi ai corsi di sostegno, prima di tutto per via dell’ampia disponibilità di cattedre vacanti. Ma, soprattutto, per dare giustizia ai 5 mila idonei Tfa sostegno, che dopo aver superate le selezioni – la preselettiva, lo scritto e l’orale – si ritrovano incredibilmente esclusi dai corsi specializzanti del quarto ciclo. Ancora di più perché sul sostegno siamo all’emergenza totale e presto tantissimi presidi saranno costretti ad assegnare diverse migliaia di cattedre a docenti precari non specializzati e nemmeno abilitati all’insegnamento. Non possiamo accettare che un comparto così importante della nostra scuola, che deve garantire il diritto allo studio degli alunni più ‘deboli’, sia travolto dall’inefficienza e dalla burocrazia: chiediamo al Miur, pertanto, che tutti coloro che sono risultati idonei al Tfa sostegno vengano collocati sin da subito all’interno dei corsi di specializzazione organizzati delle Università accreditate. In caso contrario, sarà ancora il tribunale a dire come fare perché ciò avvenga”.Sul sostegno agli alunni disabili non ci siamo proprio. Tra poche settimane, il prossimo 1° settembre, entrerà in vigore il decreto legislativo n. 66/2017, conseguente alla Buona Scuola di Renzi, con le insufficienti modifiche realizzate dall’attuale Governo, sulle quali l’Anief si è espresso presentando ai parlamentari una serie di emendamenti ulteriori indispensabili: adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto, inserire il tetto di 20 alunni per classe, potenziare l’organico Ata del 10%, stabilizzare l’organico addetto ai servizi di assistente all’autonomia e alla comunicazione, attribuire le ore di sostegno indicate nel Pei, garantire l’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria, valutare il servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nei vincoli relativi alla mobilità volontaria.In attesa di una risposta dai deputati e senatori che stanno esaminando il testo da modificare, il ministro dell’Istruzione continua a pavoneggiarsi per aver previsto la specializzazione di 40 mila docenti in tre anni. Anche su questo fronte, Anief ha molto da ridire. Il primo ciclo di selezioni, riservato a 14.224 docenti e autorizzati con il decreto n. 92/2019, è risultato infatti del tutto fallimentare, sia dal punto di vista dell’impostazione generale che da quello organizzativo e dei numeri. Su quest’ultimo fronte, in particolare, considerando che vi sono ben oltre 50 mila cattedre prive di titolare e che gli attuali 280 mila alunni con disabilità risultano in progressivo aumento, il sindacato ha sempre reputato del tutto insufficienti i posti banditi per il primo ciclo Tfa sostegno: per questo motivo, si è rivolto al Tar del Lazio.

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Sostegno: Anief invia le sue proposte ai parlamentari sulla riforma voluta dal Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Il 1° settembre 2019 entra in vigore il decreto legislativo n. 66/2017, cosicché in temi rapidi il nuovo governo si appresti a rapidi correttivi, peraltro non discussi in audizione con le parti sociali e con il mondo della scuola, come il cambio delle regole per l’attribuzione delle ore di sostegno, non più attribuite a “monte” ma sulla base di altri fattori, come il contesto specifico della scuola (gli insegnanti la famiglia, l’équipe medica che segue il bambino) e del territorio (l’ente locale).Il sindacato Anief, ritiene che, nel rispetto delle diverse sentenze del tribunale amministrativo e della corte costituzionale bisogna eliminare gli attuali vincoli alla formazione dell’organico di diritto in presenza di un aumento esponenziale delle certificazioni presentate dalle famiglie negli ultimi anni che con un incremento costante di 10 mila nuovi iscritti l’anno è arrivato all’attuale consistenza di 300 mila alunni disabili iscritti (dati certificati Istat).Il sindacato chiede che a partire dall’anno scolastico 2019/2020, quindi dal prossimo 1° settembre, siano rivisti, con Decreto del Miur, i criteri di determinazione dell’organico di diritto su posti di sostegno attivato al fine di coprire il 100% della dotazione organica di sostegno complessivamente presente nell’anno scolastico precedente: si tratta di oltre 50 mila cattedre, da anni assegnate erroneamente in deroga, fino al 30 giugno dell’anno successivo, privando i docenti precari di farle proprie per le immissioni in ruolo e gli studenti della continuità didattica.Diventa basilare attuare la previsione di un tetto massimo di studenti per classe (massimo 20), al fine di garantire la necessaria personalizzazione degli interventi didattici e una più efficace azione inclusiva del corpo docente e di tutti gli altri membri della comunità educante scolastica. L’aumento di spesa, derivante dal maggior numero di classi da formare, verrebbe compensato dalla generale diminuzione degli alunni iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado, derivante a sua volta dalla riduzione delle nascite.
Ma, sempre in vista dell’effettiva realizzazione dell’inclusione scolastica degli studenti disabili, è necessario adeguare anche la dotazione organica del personale Ata, aumentandola del 10% rispetto a quanto previsto dalla normativa citata.Assumere il personale addetto ai servizi di assistente all’autonomia e alla comunicazione è un passaggio fondamentale per il miglioramento dell’assistenza agli alunni disabili certificati: tali figure professionali, invece, ancora non trovano spazio tra quelle riconosciute in pieno dallo Stato, né riescono ad essere presenti con continuità nei nostri istituti, sempre con gli stessi operatori specializzati.
Il rispetto delle ore di insegnamento specializzato per gli alunni con disabilità, previsto dal Programma educativo individualizzato realizzato dall’équipe specializzata e richiesto dal dirigente scolastico, deve sempre prevalere, anche in deroga all’organico complessivamente autorizzato.Garantire l’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria:Serve una norma che offra la certezza del diritto dell’alunno all’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria nel caso in cui non svolga prove equipollenti a quelle ordinarie e consegua l’attestazione di credito formativo”.Valutare il servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nei vincoli relativi alla mobilità volontaria Secondo il sindacato, infine, è giunta l’ora di chiarire la diretta valutabilità del servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nella mobilità volontaria del personale già di ruolo.

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Scuola Sostegno: Arriva un’altra riforma con poche luci e molte ombre

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Il Miur intende modificare il mai applicato decreto legislativo 66/17: tra le intenzioni espresse a viale Trastevere figura anche l’assegnazione “dell’insegnante a tempo indeterminato per l’intero ciclo di studi dell’alunno”. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), la continuità didattica non si garantisce abolendo le competenze relative al ciclo scolastico degli insegnanti o limitando al 50% i trasferimenti su posto comune, ma assumendo in ruolo i 40 mila supplenti oggi chiamati in deroga fino al 30 giugno su posti liberi. In modo da garantire, ogni inizio d’anno scolastico e non in autunno, la copertura di tutti i posti richiesti dalle scuole. E nemmeno cancellando soltanto il Gruppo per l’inclusione territoriale se non si ritorna alle vecchie certificazioni, perché quasi 300 mila alunni dovranno rifare le visite.Posticipare dal 1° gennaio prossimo al 1° settembre 2019 l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 66/2017, in modo da far approvare nel frattempo una riforma del sostegno: è questa l’intenzione del Ministero dell’Istruzione, per evitare l’adozione delle norme cervellotiche e raffazzonate approvate a seguito della legge di riforma 107/2015. Tra le novità che l’attuale gestione ministeriale vuole introdurre ve ne sono alcune positive, come il cambio delle regole per l’attribuzione delle ore di sostegno, non più attribuite a “monte” ma sulla base di altri fattori, come il contesto specifico della scuola (gli insegnanti la famiglia, l’équipe medica che segue il bambino) e del territorio (l’ente locale); me tra le nuove norme allo studio del Miur figura anche l’intenzione, scrive Orizzonte Scuola, di produrre la continuità didattica attraverso l’assegnazione “dell’insegnante a tempo indeterminato per l’intero ciclo di studi dell’alunno” così come originariamente voleva il ministro Giannini nel disegno di legge sulla Buona scuola, prima che la norma fosse espunta dalla legge di conversione.Sull’intenzione di base del Ministero non c’è nulla da dire: si vuole infatti andare a stralciare parte del decreto che permetteva di riconfermare, su richiesta della famiglia, l’insegnante di sostegno dell’anno precedente, parte tra l’altro mai entrata in vigore e sul quale il Consiglio Superiore delle Pubblica Istruzione aveva espresso parere fortemente negativo. Solo che lo si fa nel modo sbagliato. Inoltre, rimane ancora aperta la questione della limitazione al 50% dei trasferimenti dei docenti da posto di sostegno a posto comune su cattedra disciplinare e nulla si dice sull’assurdo blocco quinquennale sulla mobilità che niente ha a che vedere con la continuità didattica.Il sindacato Anief ritiene che sulla didattica “speciale” l’amministrazione scolastica stia cercando di disapplicare delle norme sbagliate, figlie della Buona Scuola di Renzi, introducendo delle semplici “toppe”: ancora una volta, manca un piano di revisione serio e di investimenti per un settore, quello della frequenza degli alunni con disabilità, che con un incremento costante di 10 mila nuovi iscritti l’anno è arrivato all’attuale consistenza di 280 mila alunni disabili iscritti (dati certificati Istat). Viene da chiedersi, inoltre, per quale motivo si stiano introducendo tali importanti novità, senza consultare chi vive la scuola e i disabili ogni giorno né le associazioni a loro tutela, le quali infatti hanno già espresso tutte le loro perplessità per il nuovo progetto ministeriale di riforma.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la continuità didattica non si garantisce abolendo le competenze relative al ciclo scolastico degli insegnanti o limitando al 50% i trasferimenti su posto comune, ma assumendo in ruolo i 40 mila supplenti oggi chiamati in deroga fino al 30 giugno su posti liberi, in modo da risparmiare soldi. Perché quello delle assunzioni sui tanti posti liberi è l’unico modo per garantire, ogni inizio d’anno scolastico e non in autunno, la copertura di tutti i posti richiesti dalle scuole”.Anief, pertanto, ribadisce che pensare di salvaguardare i bisogni formativi dell’allievo confermando lo stesso docente di sostegno per l’intero ciclo scolastico è un’illusione. Questo docente è, infatti, inserito all’interno dell’organico scolastico: all’inizio di ogni nuovo anno, sempre che abbia mantenuto la stessa sede di servizio, nulla vieta che possa cambiare alunno. Inoltre, la programmazione educativa individualizzata non è frutto del singolo docente, ma sempre e solo del Consiglio di Classe: ed è questo organo collegiale che determina, all’inizio dell’anno, la linea formativa dell’allievo bisognoso di didattica speciale.

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Fondimpresa a sostegno dell’aerospazio: formati 14 mila lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 2 luglio 2019

14 mila lavoratori di oltre 124 aziende dell’aerospazio, 92 mila ore di formazione erogate, di cui 5 mila attraverso avvisi del conto di sistema, 87 mila attraverso avvisi con contributo aggiuntivo e piani ordinari. Sono questi i numeri sulle attività formative per il comparto aerospaziale finanziate nel 2018 da Fondimpresa.
Fondimpresa è il Fondo Interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. E’ il più grande in Italia, è aperto alle imprese di ogni settore e dimensione e conta oltre 196 mila aziende aderenti per complessivi quattro milioni e 600 mila lavoratori.“Quello dell’aerospazio – sottolinea il presidente di Fondimpresa Bruno Scuotto – è un settore fortemente strategico nel panorama economico italiano e internazionale. Con aziende che soddisfano esigenze di sicurezza e tecnologia imprescindibili per gli utenti, non sono state risparmiate dalla crisi e si ritrovano a dover fronteggiare nuove sfide, innovare prodotti e processi e dover formare il personale all’utilizzo di nuove tecnologie. La formazione si presenta loro come la leva per la crescita delle imprese.Le regioni più performanti – continua Scuotto – sono state il Piemonte, la Campania, il Lazio e la Lombardia. I dati sull’attività formativa svolta sono importanti per le aziende e lavoratori, dimostrano l’impegno ad attrezzarsi di fronte a fenomeni come la digital trasformation che cambiano le regole del gioco, introducendo nuovi modelli organizzativi e formativi fondamentali per sostenere la domanda di competenze e di nuove professionalità. Fondimpresa si schiera dalla parte delle aziende, sostenendole quotidianamente in questa sfida complessa, perché, per eliminare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, è necessario rimettere al centro le imprese, quelle che creano ricchezza e valore per tutti. Questo, per noi di Fondimpresa, significa puntare ad una formazione sull’innovazione e in grado di innovare se stessa.”

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Scuola: Sostegno alunni disabili, 50 mila posti in deroga

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

È imminente la circolare interministeriale sugli organici del prossimo anno scolastico che regolamenterà le immissioni in ruolo: una delle situazioni più complicate è quella del sostegno agli allievi con disabilità certificata, che ogni anno vedono nella maggior parte dei casi cambiare il loro docente soprattutto per via della decisione di chi gestisce la scuola di lasciare un terzo delle cattedre vacanti nell’organico di fatto, quindi obbligatoriamente a supplenza. Per Anief è necessario trasformare da subito tutti i posti in deroga di sostegno in organico di diritto in modo da stabilizzare i docenti specializzati e garantire agli alunni disabili il diritto allo studio e all’inclusione: a questo scopo, il sindacato ha avviato le procedure di pre-adesione agli specifici ricorsi riservati ai docenti abilitati per la scuola infanzia e ai docenti specializzati sul sostegno di ruolo o precari. Anche le famiglie degli alunni disabili potranno ricorrere scrivendo a sostegno@anief.net Terminano le lezioni, prendono il via nuovi esami di maturità, partono altri concorsi riservati, ma quella del sostegno agli allievi con disabilità rimane sempre una ferita aperta. Perché lo Stato continua a risparmiare a danno degli studenti, a cui non si garantisce continuità didattica, e dei docenti precari, che vengono chiamati in un terzo dei casi, parliamo di oltre 50 mila cattedre complessive, a coprire i posti con supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo. Tutto questo, avviene a dispetto delle sentenze che invece continuano a tutelare discenti e insegnanti.

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Scuola: La questione annosa del sostegno

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 giugno 2019

Ai microfoni della trasmissione radiofonica di Italia Stampa, il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha affermato che “a proposito del personale docente ed educativo, per il sostegno non si capisce perché ogni anno vengano dati in deroga migliaia di posti nonostante corrispondano a esigenze certificate. Abbiamo avuto una sentenza al Tar che ci dice che, di fronte a posti vacanti che corrispondono a esigenze certificate, bisogna aggiornare gli organici, ma ancora una volta assistiamo al fatto che quasi un posto su due sia dato in deroga e in supplenza. Tutto questo non garantisce il diritto all’istruzione dei nostri alunni, a cominciare da quelli con disabilità grave e certificata. E poi pensiamo al personale dell’Infanzia, le sezioni Primavera siano inserite in un percorso nazionale di organico di diritto: purtroppo questi colleghi insegnano nel percorso 0-6 addirittura con contratti atipici. Tutto ciò non giova al funzionamento della macchina dello Stato”.

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Scuola: Sostegno disabili, alunni in crescita ma con 50 mila posti l’anno a supplenza non si va lontano

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Cresce ancora il numero di alunni con disabilità certificata iscritti ad un corso di studio nelle scuole italiane statali, paritarie e non paritarie: oggi il Miur ha reso pubblici i dati aggiornati all’anno scolastico 2017/18, dai quali risultano 268.246 alunni con disabilità, il 3,1% del totale, 14 mila in più rispetto all’anno precedente, quando erano il 2,9%. Anief prende atto del passo in avanti delle nuove regole che disciplinano l’assegnazione delle ore di sostegno, ma ribadisce che non potrà esserci alcun miglioramento complessivo su questo ambito sino a quando non verranno svincolate quasi il 40% di cattedre dall’assurda collocazione nell’organico di fatto. Marcello Pacifico (Anief): Dopo l’approvazione, a fine maggio, delle nuove norme da parte del Consiglio dei Ministri, ci aspettiamo che in Parlamento si abbia il coraggio di cancellare il sempre più assurdo vincolo delle deroghe introdotto nel 2013.
Rispetto a venti anni fa, gli alunni con disabilità certificata sono più che raddoppiati (erano 123.862 nel 1997/1998). Nel 2017/2018, il 93,3% degli alunni con disabilità ha frequentato una scuola statale, il 5,1% una paritaria, l’1,6% una non paritaria comunque iscritta negli elenchi regionali. Le classi con almeno un alunno con disabilità sono state 192.606, pari al 45% del totale delle 427.728 classi attivate, comprese le sezioni della Scuola dell’infanzia. Nel 2017/2018 gli studenti con disabilità erano così distribuiti per ordine di scuola: 31.724 nella Scuola dell’infanzia, 95.081 nella Primaria, 71.065 nella Secondaria di I grado, 70.376 nella Secondaria di II grado. Netta la prevalenza del genere maschile. Il 96,4% degli alunni con disabilità ha una disabilità psicofisica, l’1,4% una disabilità visiva, il 2,3% una disabilità uditiva. Negli istituti Professionali la presenza di studenti disabili ha raggiunto il 6,6%.
Nel 2017/2018 il rapporto tra numero di studenti con disabilità e posti di sostegno è stato pari, nella scuola statale, a 1,69 alunni per posto di sostegno. Sempre nel 2017/2018 si è registrato un incremento rispetto all’anno precedente di oltre 16.000 unità sul numero di docenti per il sostegno in tutti gli ordini di scuola. In numero complessivo, è risultato pari a 155.977 su un totale di 872.268, così ripartito: 17.743 per l’Infanzia, 55.578 per la Primaria, 41.512 per la Secondaria di I grado, 41.144 per la Secondaria di II grado. Al Miur preme sottolineare che con le nuove regole dell’inclusione, approvate lunedì 20 maggio dal Consiglio dei Ministri in via preliminare, si intendono “modificare significativamente le nuove norme in materia che sarebbero entrate in vigore il prossimo settembre e che vengono riviste mettendo sempre di più al centro lo studente e le sue necessità. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno che, d’ora in poi, avverrà anche con il coinvolgimento delle famiglie, fino a oggi lasciate fuori da questo processo”.

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Giovani, Roma Capitale a sostegno della creazione di impresa

Posted by fidest press agency su domenica, 2 giugno 2019

Roma Capitale investe sui giovani e scommette sulle idee vincenti per sostenere i loro progetti d’impresa. È online l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse per la presentazione di proposte progettuali “Roma Capitale per i giovani: dal progetto all’impresa”.L’iniziativa, promossa dall’Assessorato allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi cittadini e il Dipartimento Sport e Politiche Giovanili di Roma Capitale, è rivolta a ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni e promuove l’acquisizione di proposte progettuali da sostenere in un percorso di accompagnamento alla creazione d’impresa.Attraverso la Manifestazione e tramite una “competizione di idee”, i giovani selezionati saranno sostenuti da un percorso di accompagnamento alla creazione di impresa al termine del quale definire i piani di sviluppo aziendali sostenibili.I team selezionati parteciperanno ad un percorso integrato di orientamento e accompagnamento alla creazione di impresa che intende:
– affiancare i potenziali imprenditori verso la definizione di un piano di sviluppo aziendale e di rafforzamento delle competenze tecnico-manageriali;
– sostenere i potenziali imprenditori nello sviluppo di piani di impresa che possano dar luogo alla creazione di imprese innovative di successo.
Possono partecipare i proponenti riuniti in team composti da minimo di 2 soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti o domiciliati da almeno 6 mesi nella Città Metropolitana di Roma Capitale alla data di scadenza della Manifestazione.La partecipazione alla Manifestazione è gratuita e può avvenire esclusivamente in forma collettiva.
Sono ammissibili le iniziative riferibili a tutti i settori della produzione di beni e fornitura di servizi, quali ad esempio: servizi culturali, ricreativi e per il turismo; servizi alla persona; servizi per l’ambiente; servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione); risparmio energetico ed energie rinnovabili; servizi alle imprese; servizi allo sport, salute e benessere; manifatturiere e artigiane; imprese operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE 1407/2013. Sono esclusi il commercio al dettaglio e all’ingrosso, le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, le libere professioni.
Per partecipare alla Manifestazione ciascun team può presentare una sola proposta; i proponenti possono far parte di un solo team; i proponenti non possono partecipare, se già qualificati come imprenditori o soci d’impresa o in possesso di Partita IVA; tutti i proponenti devono avere un’età fra i 18 e i 35 anni al momento della candidatura.
Le domande, con allegati i documenti richiesti, dovranno pervenire entro le seguenti date:
– 17 giugno 2019 (ore 13.00);
– solo nel caso in cui alla data del 17 giugno 2019 non siano pervenute proposte progettuali, le domande potranno essere presentate entro il 27 settembre 2019 (ore 13.00).

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Scuola: Sostegno disabili

Posted by fidest press agency su sabato, 25 maggio 2019

L’organizzazione del sostegno didattico agli alunni disabili cambia faccia: ancora prima di vedere a regime la riforma prevista dal decreto legislativo 66/2017, attuativo della Buona Scuola di Renzi, diverse importanti novità sono state approvate dal Governo M5S-Lega, con il via libera del Consiglio dei Ministri e successiva presentazione al Senato dello schema di decreto correttivo, alla presenza del sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano. Le novità: torna il GLHO, si rivedono i componenti delle commissioni che decidono l’assegnazione dei bisogni formativi, cresce il coinvolgimento delle famiglie e dei docenti stessi, si conferma la specializzazione di 40 mila nuovi docenti. Secondo Anief il testo deve prevedere la cancellazione della norma inserita nella legge Carrozza 128/13 che impedisce di trasformare tutti i posti liberi in organico di diritto, superando così l’altissima percentuale di quelli attualmente in deroga. Come, del resto, indicato già dai giudici. Per il presidente, Marcello Pacifico, sarà tutto inutile se non si deciderà di assumere gli attuali e i prossimi docenti specializzati e già formati, perché gli studenti sarebbero sempre costretti a cambiare docente una o più volte l’anno. Poi va risolto il problema delle prove selettive in corso, sulle quali pesano evidenti errori organizzativi. Le ore di sostegno verranno decise da chi sta accanto allo studente e addirittura si quantificheranno insieme a lui quando sarà maggiorenne. A definirle, infatti, è come in passato quello che si chiamava GLHO, che ha il compito di redigere il Piano educativo individualizzato dell’alunno. Questo Piano, messo a punto da chi conosce sia le peculiarità dello studente sia le caratteristiche del contesto in cui apprende e vive la sua socialità, dovrà definire non solo le ore di sostegno, ma anche tutte le misure utili a rendere quanto più efficace possibile la partecipazione degli alunni con disabilità alle attività della classe e della scuola. Nel corso dei prossimi tre anni verranno formati 40mila nuovi insegnanti di sostegno, con il primo corso di specializzazione per l’a.a. 2018/19 che è già stato attivato. Secondo il Miur, con queste modifiche “l’intera comunità scolastica sarà coinvolta nei processi di inclusione. Viene rivista la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Un cambio di passo che punta ad assicurare la presenza di uno specialista nella patologia dell’alunno. Anche i genitori e, dove possibile, nel caso di maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno, per superare l’attuale impostazione che prevede una meccanica associazione tra la certificazione data ai sensi della legge 104 e il supporto offerto all’alunno”.

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Sostegno: Nuova riforma, vecchi problemi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Il Governo approva in prima lettura nuove regole per dare maggior voce a famiglie e studenti nel piano educativo, ma il 40% degli organici rimane in deroga nonostante le effettive esigenze rilevate e nei casi gravi le ore scoperte, alcuna novità sugli assistenti all’autonomia e al raccordo scuola/mondo del lavoro, mentre la legge sui bisogni educativi e speciali rimane sulla carta.Marcello Pacifico (Anief): In verità, aspettiamo di leggere il testo approvato in Consiglio dei Ministri. Più di dieci anni fa, sotto la presidenza di Prodi, fummo convocati. Da allora nessuno ci ha voluto più ascoltare o ha chiesto il nostro parere.
Intanto Anief rilancia l’operazione ‘Sostegno, non un’ora in meno!’ che, come ogni anno, registra un successo grandioso.Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, il Consiglio dei Ministri ha appena approvato un provvedimento che porta rilevanti novità per quanto concerne la disabilità a scuola; infatti, “con la revisione del decreto delegato della ‘Buona Scuola’ 66/2017 potremo migliorare l’inclusione degli oltre 200mila studenti con disabilità, aumentando la partecipazione di tutti i soggetti che affiancano questi giovani nella vita di tutti i giorni. Sono fiero di poter dire che la nuova norma è frutto dell’ascolto di istanze reali e di un lavoro partecipato, che si è svolto nei mesi passati gomito a gomito con le associazioni”. Il testo, approvato in via preliminare in cdm, prevede che i genitori siano maggiormente coinvolti nelle scelte che riguardano i figli con disabilità e che lo stesso minore possa contribuire a definire piani e progetti più adeguati per lui.Il sottosegretario al Miur Salvatore Giuliano, attraverso una nota, fa sapere come sia stato previsto che “le ore di sostegno, così come le attività didattiche e gli strumenti materiali per la formazione, non siano più stabiliti da un ufficio distante dall’alunno che agisce per procedure standardizzate, così come potevano essere i Gruppi per l’Inclusione Territoriale previsti nel vecchio testo. Al contrario, con il decreto Inclusione, coinvolgiamo in queste decisioni fondamentali la famiglia dell’alunno, lo psicologo o chi lo prende in cura a livello sanitario, un rappresentante dell’ente locale e, nel caso fosse maggiorenne, anche l’alunno stesso”. Altresì, è stato previsto che i gruppi territoriali siano trasformati in gruppi di docenti esperti nell’inclusione che saranno a disposizione delle scuole per supportarle in tutti i passaggi e nelle singole situazioni critiche con gli studenti.Si tratterebbe quindi di un modo differente di concepire la disabilità che recepisce i principi della Convenzione Onu dei diritti delle persone disabili applicandoli nel concreto a livello scolastico. In sintesi “più attenzione alle esigenze degli alunni con disabilità e maggiore coinvolgimento delle famiglie” è quanto prevede “il nuovo provvedimento normativo per l’inclusione scolastica elaborato dai ministri Lorenzo Fontana (Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione), che hanno lavorato alla riforma tenendo conto delle esigenze manifestate da associazioni, famiglie e docenti.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “in verità, aspettiamo di leggere il testo approvato in Consiglio dei Ministri. Più di dieci anni fa, sotto la presidenza di Prodi, fummo convocati. Da allora nessuno ci ha voluto più ascoltare o ha chiesto il nostro parere”.“Del resto, siamo ben lieti – continua Pacifico – di recepire le parole del ministro Marco Bussetti circa il fatto che l’inclusione scolastica sia una priorità del governo, ma, oltre le parole, crediamo che adesso sia giunto il tempo dei fatti. I nostri alunni diversamente abili hanno necessità che le belle idee siano calate nella realtà, dove purtroppo i docenti specializzati e formati non vengono assunti, gli studenti sono costretti a cambiare docente arbitrariamente, mentre in questi mesi si stanno selezionando nuovi docenti da far specializzare, in presenza di pecche, a partire dagli errori delle preselettive”.“Infine, come sindacato, non possiamo che sperare nella migliore delle soluzioni per il bene degli insegnanti, ma soprattutto dei nostri alunni che necessitano di più attenzioni: per essi e per le loro famiglie rilanciamo l’operazione ‘Sostegno, non un’ora in meno!’ che, come ogni anno, registra un successo grandioso”, ha concluso il presidente Pacifico.

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Scuola: Corsi di sostegno, il festival dell’inefficienza

Posted by fidest press agency su domenica, 12 maggio 2019

Le selezioni per partecipare ai corsi specializzanti si confermano tra le più disorganizzate degli ultimi anni: non bastava aver distribuito i 14.224 posti a caso, introducendo una soglia “mobile” per la prova preselettiva e arrivando a respingere ammessi con 27/30, avere predisposto malamente i test, con tanto di prove annullate in tre atenei, avere mutato, con il D.M. n. 92/2019 la soglia per passare allo step orale; nelle ultime ore dalle Università coinvolte nella rettifica della graduatoria dei candidati ammessi alla prova scritta continuano a giungere ammissioni di errori nelle risposte attribuite nei test preselettivi del 15 e 16 aprile. Anief ritiene che sia doveroso tutelare i diritti dei docenti danneggiati da questo bailamme: a questo scopo, dopo avere ottenuto dal Tribunale Amministrativo un provvedimento cautelare d’urgenza per far aumentare al Miur il numero di posti attivati e la sua distribuzione sul territorio, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. Marcello Pacifico (Anief): Essere scalzati in modo incoerente, avendo introdotto delle soglie di accesso mutevoli, è inaccettabile. Dagli atenei italiani continuano a giungere prove di ammissione sugli errori maldestri che hanno caratterizzato le selezioni dei docenti che, lo scorso 15 e 16 aprile, hanno partecipato ai test preselettivi per partecipare ai corsi specializzanti nel sostegno agli alunni disabili. A Foggia – scrive Orizzonte Scuola – alcuni candidati, dopo la diffusione dei test, hanno segnalato all’Università un errore nel requisito n. 22 “Individuare la parola sillabata erroneamente”. L’ateneo pugliese ha spiegato che “a seguito di segnalazioni su un quesito (n. 22 del questionario tipo) con duplice risposta esatta (A. Pres-sapo-chis-mo – B. At-tua-l-men-te), si comunica che in entrambi i casi la Commissione ha attribuito il punteggio di 0.50. Pertanto sono ammessi alla prova scritta della scuola secondaria di I grado, che si terrà il 17/05/2019, tutti coloro che hanno sommato il punteggio di 26″. Sul sito dell’università di Foggia è quindi comparsa una nuova ulteriore graduatoria corretta. Ma ad ammetterne altri è anche la struttura organizzatrice “madre” delle prove, che ha fornito le domande della preselettiva a tutti gli atenei, tanto che sono state riformulate alcune delle graduatorie della scuola di infanzia in cui i candidati avevano svolto il test preparato dal Consorzio interuniversitario CINECA. La domanda in questione era quella relativa a Piaget: “Nei processi fondamentali che caratterizzano lo sviluppo cognitivo del bambino, J. Piaget individua delle fasi evolutive, che chiama “stadi”. Quante sono?” la risposta corretta è “quattro” e non “sei” come in un primo tempo era stato indicato.” A correggere l’errore sono state l’Università di Salerno, Enna, Messina. Errori sono stati corretti anche presso l’Università di Cassino e Cagliari. Nel frattempo, continua la formulazione delle prove scritte e arrivano i primi risultati dei candidati ammessi alla prova orale. Le quali prove, però, ora rischiano fortemente di essere inficiate dai troppi errori commessi nelle fasi precedenti e quindi, perlomeno, di essere ripetute anche più volte, anche con delle verifiche suppletive. Davanti a questo festival dell’inefficienza, Anief ribadisce tutta la sua disponibilità ad accogliere le impugnazioni dei docenti che, dopo mesi di preparazione e attese snervanti per lo svolgimento delle prove, si sono visti sfumare l’accesso ai corsi specializzanti per motivi che non hanno nulla a che vedere con le loro conoscenze e competenze. Ma in questa situazione, avere introdotto una soglia “ballerina”, mutevole da ateneo ad ateneo, è risultato l’errore più grande: per questo motivo, il giovane sindacato è sceso in campo per far partecipare ai corsi tutti i docenti non ammessi che hanno superato almeno la soglia della sufficienza (18/30), prorogando la possibilità di presentare ricorso sino a tutto il 13 maggio. L’approdo in tribunale si basa anche sul fatto che i bandi delle Università, sulla scia delle discutibili indicazioni fornite dal Miur, hanno limitato l’accesso alle prove scritte a un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per ogni ordine e grado, riducendo l’accesso in moltissimi casi solo di poche decine di aspiranti. Per Anief la decisione è meritevole di un intervento del giudice amministrativo, il quale sarà chiamato a valutare i profili di legittimità dell’esclusione a priori di questi candidati dalle prove successive al test preselettivo. Va ricordato che Anief aveva anche impugnato con successo, al Tar del Lazio, la decisione del Miur, attraverso il Decreto del 21 febbraio 2019 n. 118, di autorizzare un numero di posti, rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, decisamente più piccolo rispetto alle effettive esigenze ed impellenze territoriali: il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha dato ragione al sindacato, ordinando al Miur l’immediato riesame della situazione, chiedendo all’amministrazione di redigere una relazione circostanziata attraverso la quale si possano finalmente chiarire, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte prodotte.

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Agenzia ICE e Amazon insieme a sostegno dell’imprenditoria italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 maggio 2019

Agenzia ICE e Amazon annunciano oggi la sigla di un’intesa volta a sostenere le piccole e medie imprese italiane a sviluppare le vendite e promuovere la cultura e l’imprenditorialità italiana in Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna e Stati Uniti. L’accordo prevede la realizzazione di un piano di sviluppo per l’inserimento di nuove aziende e dei loro prodotti nella vetrina di Amazon dedicata esclusivamente al Made in Italy, per la formazione ed il supporto alle aziende nelle vendite online, e per attività di marketing che promuovano i prodotti ed accrescano le vendite all’estero.
Amazon ha iniziato a diventare un motore per la crescita delle piccole e medie imprese fin dal lancio, nel 2000, dei negozi per i venditori terzi. Oltre la metà di tutti i prodotti venduti sui siti Amazon nel mondo provengono da milioni di piccole e medie imprese, incluse le oltre 12.000 PMI italiane che hanno raggiunto la cifra record di oltre €500 milioni di vendite all’estero nel 2018, con una crescita costante di più del 50% anno su anno. Più del 70% di tutte le imprese italiane presenti su Amazon vendono all’estero ed il loro successo le ha portate a generare più di 10.000 posti di lavoro in Italia.
Questa intesa tra Agenzia ICE e Amazon si basa su tre aree chiave: recruiting di nuove aziende ed inserimento di nuovi prodotti nella vetrina Made in Italy di Amazon, formazione e supporto alle piccole e medie imprese italiane che hanno avuto accesso al progetto e sviluppo di attività di marketing per la promozione delle vendite online.Agenzia ICE e Amazon supporteranno centinaia di nuove aziende, principalmente piccole e medie imprese con sede legale in Italia e prodotti che rispettano i requisiti del Made in Italy, che saranno inserite all’interno della vetrina Made in Italy di Amazon. La collaborazione aiuterà queste nuove imprese ad avere visibilità su migliaia di nuovi prodotti disponibili nei diversi siti globali di Amazon, tra cui Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es e Amazon.com.Questi venditori riceveranno supporto attraverso eventi di formazione offline (eventi, roadshow) e online (webinar) guidati dalla presenza di esperti di Amazon. Inoltre, Amazon fornirà l’accesso a materiali consultabili online su come sviluppare al meglio il percorso di vendita online.Inoltre, l’Agenzia ICE finanzierà delle campagne di advertising digitale per queste aziende sui siti Amazon.co.uk, Amazon.de, Amazon.fr, Amazon.es e Amazon.com.Le aziende italiane interessate possono inviare la propria manifestazione di interesse al progetto compilando il form disponibile al link http://bit.do/icemodulo, fornendo informazioni relative alla propria attività. Inoltre, è possibile consultare il calendario delle tappe 2019 del Roadshow Italia per le Imprese al link https://www.roadshow.ice.it.
Da lunedì 13 maggio sarà disponibile una nuova esperienza d’acquisto per i clienti di Amazon all’interno della vetrina del Made in Italy. Oltre ad una rinnovata landing page, venditori e clienti beneficeranno delle migliorate sezioni “Cucina e cantina” (Food), “Casa e arredo” (Design), “Abiti e accessori” (Fashion) e “Bellezza e benessere” (Beauty), e delle sezioni regionali Sicilia, Piemonte, Calabria, Campania, Sardegna, Toscana, Bergamo e Vicenza e dintorni.

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