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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘sostegno’

Scuola: Sostegno, metà delle cattedre ai precari

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

Appello Anief ad Azzolina e Gualtieri: sui corsi di specializzazione non ripetano gli errori di Bussetti e li bandiscano laddove ci siano le effettive esigenze.I dati ufficiali dicono che vi sono province con il 70% dei posti senza titolare. Occorrono quindi docenti specializzati, da immettere in ruolo alla svelta ed in modo mirato. Peccato che al Miur si operi senza essere coscienti di questo: in occasione del IV ciclo Tfa sostegno, i posti messi al bando furono gestiti dall’allora ministro Marco Bussetti nel peggiore dei modi, assegnandoli non in base alle esigenze territoriali ma assecondando le richieste degli atenei universitari. Tanto è vero che a delle province con 3 mila cattedre vacanti, come Torino, andarono l’ombra dei posti. E anche l’organizzazione delle prove d’accesso fu a dir poco deficitaria, con l’introduzione di una soglia “mobile” per la preselettiva diversa di regione in regioni e l’ammissione allo scritto oltre la sufficienza considerata invece utile in tutti i concorsi pubblici. Secondo l’Anief, è bene che la nuova ministra non cada negli stessi errori, in modo così da attivare dei corsi regolari per molti di più dei 20 mila docenti pensati. Marcello Pacifico (Anief): “È bene che i ministri Azzolina e Gualtieri si muovano subito, perché a dicembre il Miur di Fioramonti, invece di comunicare alle Università il numero dei posti disponibili sui quali attivare i corsi, ha chiesto agli atenei di indicare il numero massimo di studenti che potrebbero frequentare i corsi, facendo così intendere che siano anche stavolta gli atenei a decidere dove specializzare i docenti. Se così fosse, e se si dovesse sbagliare ancora il regolamento d’accesso e svolgimento dei corsi, Anief impugnerà il tutto, mentre gli altri sindacati stanno ancora a guardare.”

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Scuola: Concorso infanzia e primaria per 17 mila maestri

Posted by fidest press agency su domenica, 5 gennaio 2020

Sembra imminente il bando del concorso ordinario infanzia e primaria, posti comuni e di sostegno: sul sistema telematico Polis – Istanze On Line, il ministero dell’Istruzione ha pubblicato in queste ore una schermata sulla procedura rivolta agli aspiranti docenti del primo ciclo. Per Anief bisogna bandire contemporaneamente anche un nuovo concorso riservato e confermare i ruoli di chi ha superato l’anno di prova. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Si andranno a coprire soltanto una minima parte dei posti senza titolari, mentre per decine di migliaia di precari di lungo corso si continuerà a tenere la porta chiusa, anche a coloro che saranno licenziati dopo aver superato l’anno di prova. Si deve organizzare anche un nuovo concorso riservato perché così si danneggiano i precari della scuola dell’infanzia e della primaria due volte e senza alcuna ragione.”Secondo la rivista Orizzonte Scuola, il Miur “sta effettuando le prime prove per l’inserimento delle domande e per la loro compilazione. Si stanno anche ultimando i conteggi dei posti vacanti e disponibili per gli anni 2020/21 e 2021/22”.Manca davvero poco per l’avvio della selezione dei maestri di infanzia primaria. In base al DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il concorso servirà all’assunzione di 16.959 docenti: 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021; 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022. Tuttavia i posti potrebbero subire una leggera flessione in considerazione della proroga di un ulteriore anno delle graduatorie del concorso 2016. In ogni caso il concorso sarà bandito esclusivamente nelle regioni in cui, per il periodo considerato, ci saranno posti vacanti e disponibili, in modo da assicurare le assunzioni in ruolo.Il bando indicherà le date di presentazione della domanda. Gli unici titoli di accesso al concorso ordinario Infanzia e Primaria risultano la laurea in Scienze della formazione primaria oppure il diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. È possibile presentare un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Non saranno richiesti i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (richiesti solo ai laureati per l’accesso al concorso della secondaria), né requisiti di servizio di insegnamento. E potranno partecipare anche i docenti di ruolo.
Per i posti di sostegno è invece necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno per il grado specifico. Il bando specificherà la possibilità di accesso con riserva per i docenti che stanno partecipando al IV ciclo TFA sostegno: il titolo dovrà essere conseguito entro il 15 luglio 2020. Saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici. Il decreto scuola ha ampliato i requisiti di accesso, permettendo la partecipazione con riserva dei docenti specializzandi SOS IV ciclo TFA sostegno.

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“La Turchia manda truppe in Libia a sostegno di Sarraj”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

“E si appresta a spartirsi il territorio con la Russia che appoggia Haftar. L’Europa a un passo dall’irrilevanza e gli interessi nazionali italiani messi a rischio. Per questo grandioso risultato bisogna ringraziare la geniale strategia dei Napoleone da operetta Sarkozy e Macron che hanno alimentato il caos libico in chiave anti italiana e nella speranza di avvantaggiare la Francia. Ora il Governo italiano si faccia sentire nelle sedi opportune, chieda conto alla Francia di anni di atteggiamenti spregiudicati e irresponsabili e pretenda di dettare la linea dell’Intera Unione Europea nel dossier libico”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Scuola. Pubblicata la Legge di Bilancio 2020: per l’Istruzione un sostegno modesto

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Nella Legge 27/12/2019, n.160 figurano 30 milioni di euro per il fondo unico nazionale destinato ai dirigenti scolastici; 11 milioni di euro per il potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica; un milione di euro per 2020, 2021 e 2022 per attività di formazione su bullismo e cyberbullismo; 2 milioni di euro per attività finalizzate all’innovazione digitale nella didattica; l’apertura a fondi specifici per l’edilizia scolastica per un totale di 70 milioni di euro; l’incremento di 31 milioni di euro del fondo per il diritto allo studio universitario; la trasformazione in organico di diritto di circa mille posti di sostegno oggi in deroga. Invece, nulla per il precariato, per le carriere del personale, per cancellare classi pollaio ed estendere il tempo pieno, solo per fare qualche esempio. Marcello Pacifico (Anief): Deluse le aspettative di chi insegna e degli alunni. La manovra finanziaria è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale: la Legge 27/12/2019, n.160, sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022”, ha trovato spazio sul supplemento ordinario n. 45 della Gazzetta ufficiale n. 304. Si compone di 19 articoli, corredati da centinaia di pagine di tabelle, ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2020. Le norme che riguardano la scuola sono contenute nell’articolo 1, a partire dal comma 255 e fino al 285. E la delusione è tanta. Fra le disposizioni più importanti del settore scolastico figurano lo stanziamento di 30 milioni di euro per il fondo unico nazionale destinato ai dirigenti scolastici; un fondo di 11 milioni di euro per il potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica; la concessione di un milione di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 per attività di formazione in materia di bullismo e cyberbullismo; l’aggiunta di 2 milioni di euro per attività finalizzate all’innovazione digitale nella didattica; l’apertura a fondi specifici per l’edilizia scolastica per un totale di 70 milioni di euro; l’incremento di 31 milioni di euro del fondo per il diritto allo studio universitario; la trasformazione in organico di diritto di circa mille posti di sostegno oggi in deroga. “Mancano, come abbiamo avuto occasione di segnalare più volte, finanziamenti necessari per ridurre il numero di alunni per classe o per estendere ulteriormente il tempo pieno nelle scuole delle regioni del sud”, commenta la rivista La Tecnica della Scuola. Ma per la Scuola mancano all’appello, aggiunge Anief, anche e soprattutto gli attesi finanziamenti utili agli aumenti contrattuali e per cancellare la piaga del precariato. Il suo presidente Marcello Pacifico commenta così: “Avevamo fatto presentare diverse proposte emendative a questa Legge di Bilancio, che però non sono state accolte. Servivano in primis delle risorse, utili a coprire almeno l’inflazione: non si possono prendere come riferimento gli stipendi europei e poi nemmeno recuperare il gap rispetto al costo della vita”. “Il fondo unico nazionale per i dirigenti scolastici, il potenziamento dei docenti in materia d’inclusione scolastica, l’incremento dell’attività di formazione su bullismo, cyberbullismo, innovazione digitale nella didattica e per il diritto allo studio universitario, i fondi specifici per l’edilizia scolastica, la trasformazione in organico di diritto di appena mille posti di sostegno su 60 mila in deroga non possono soddisfarci. Se non si investe sulla formazione, la sfida del domani è persa in partenza. Bisogna, a questo punto, pensare di rivedere l’approccio alla prossima manovra, perché siamo convinti che, oltre alle risorse, manca anche il giusto apporto culturale e l’adeguata sensibilizzazione ai problemi della scuola da parte di governanti e parlamentari. Noi – conclude Pacifico – continueremo la nostra azione, ancora più incisiva di prima, attraverso audizioni, incontri e partecipando a tutti le riunioni sindacali in qualità di organizzazione rappresentativa nazionale”.

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Sostegno: diritto allo studio del disabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è stato intervistato ai microfoni della trasmissione radiofonica ‘Effetto Giorno’ de Il Sole 24 ore sulla spinosa tematica del sostegno. Purtroppo il sostegno è sempre un grosso problema in Italia, come ci racconta anche la cronaca. L’ultimo caso: il Tar di Napoli ha riconosciuto 300 euro al mese a una ragazza gravemente disabile che aveva solo 12 ore di sostegno a settimana, pur avendone diritto a 40 ore. Adesso i ricorsi potrebbero aumentare, con risarcimenti fino a mille euro al mese.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha dichiarato che il problema è più serio di quello che sembra. Infatti, i docenti di sostegno che attualmente mancano sono “più di 70mila e addirittura i 50mila utilizzati sono chiamati come precari. Viviamo dunque in un limbo, non è garantito il diritto allo studio dei nostri studenti disabili. Le famiglie possono e devono ricorrere: Anief ha attivato, come ogni anno, il ricorso Sostegno, non un’ora di meno!; il giudice sicuramente darà ragione a loro, risarcendoli e assegnando il monte ore che spetta allo studente diversamente abile”.

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Corsi TFA V ciclo sostegno: Le Università cominciano a programmare l’offerta formativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

Anief avvisa il Miur. Bisogna chiedere agli Uffici scolastici provinciali la consistenza degli organici, il fabbisogno in base alle richieste presenti nel PEI di ognuno dei 280 mila alunni con handicap. In caso contrario faremo annullare il bando dai giudici, come avverrà per quello emanato dal ministro Bassetti.Mentre nella Legge di Bilancio 2020 vengono consolidati in organico di diritto appena mille dei 60 mila posti sul sostegno agli alunni disabili che vengono assegnati ogni anno in deroga, le Università si mettono al lavoro per l’attivazione del V ciclo di specializzazione dal quale dovranno uscire oltre 20 mila docenti – in possesso dell’abilitazione all’insegnamento oppure della laurea comprendente 24 CFU universitari – col titolo di esperto di didattica speciale: dopo la richiesta agli atenei, da parte del Miur, di indicare il numero massimo di studenti che potrebbero frequentare i corsi, le strutture accademiche cominciano a fornire le risposte, “ma toccherà sempre al Ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti la responsabilità di andare a valutare le effettive esigenze territoriali a differenza di quanto non fatto dal suo predecessore”, ricorda Marcello Pacifico.“Quello che c’è da capire – commenta il leader dell’Anief – è se anche stavolta ci ritroveremo con regioni intere con un numero maxi di posti vacanti e di aspiranti, a fronte dei pochissimi posti messi a bando. In occasione del precedente ciclo specializzante, in diverse regioni, soprattutto al Nord, migliaia di candidati si ritrovarono in competizione per aggiudicarsi poche centinaia di posti messi a bando. Dinanzi a quel forte squilibrio nell’assegnazione dei posti dell’ultimo ciclo di specializzazione nel sostegno, Anief si è opposto in tribunale. E anche stavolta, se il grave errore dovesse ripetersi, non starà a guardare. Ad ogni modo sarebbe opportuno permettere a tutti di conseguire la specializzazione su sostegno, senza numero programmato, a partite proprio da quei precari che si sono ritrovati a fare i supplenti senza titolo”.
Le prime notizie sull’attivazione del V ciclo di specializzazione sul sostegno arrivano dall’Università di Palermo, che per l’anno accademico 2019/20 si dice disponibile ad organizzare i corsi anche per la secondaria, mentre lo scorso anno c’erano stati posti solo per infanzia e primaria. L’Università, scrive Orizzonte Scuola, ha indicato in 950 posti la capienza massima di corsisti nell’anno accademico 2019/20. Se autorizzati dal Ministero, i posti saranno così suddivisi: 200 per la scuola di infanzia; 350 per la scuola primaria; 200 per la scuola secondaria di I grado; 200 per la scuola secondaria di II grado.

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Scuola: Sostegno, migliaia di posti spuntano solo ora

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

Novembre è ormai finito e fanno capolino, come “funghi”, diverse migliaia di nuovi posti di sostegno: gli uffici scolastici pubblicano, infatti, l’esigenza di coprire tantissime cattedre, che senza la burocrazia e le leggi sbagliate si sarebbero potute tranquillamente materializzare prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, dal momento che le diagnosi funzionali degli alunni vengono presentante già pima di giugno e quindi con notevole anticipo. Accade, invece, che solo in questi giorni diversi Uffici Scolastici hanno pubblicato gli elenchi dei tanti posti da assegnare: i più recenti sono quelli di Cuneo, Bari, Milano, Brindisi, Sassari, Ferrara, Taranto, Messina e Lecce. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è giunta l’ora di garantire ai nostri studenti docenti specializzati, con corsi regolari e con posti equamente distribuiti, non di certo come accaduto nell’ultimo ciclo specializzante, rispettando i tempi e le quantità fissate nelle esigenze certificate dal Pei, assegnando con sollecitudine posti in deroga ogni volta che la scuola lo richieda senza ricorrere ai tribunali. Se il ministro Lorenzo Fioramonti dovesse decidere di convocarci al Miur per un confronto sul tema, saremmo ben lieti di spiegare come si fa a non arrivare a Natale con tanti alunni che ancora attendono il loro docente di didattica speciale”. Con colpevole ritardo, gli uffici periferici del Miur fanno sapere che ci sono da coprire tanti posti in deroga sul sostegno. “In questo modo – scrive Orizzonte Scuola – il fabbisogno stimato con l’organico di diritto regione per regione non corrisponde alle esigenze reali e ad essere penalizzati sono non soltanto gli alunni, ma anche gli insegnanti, che non possono usufruire di quelle cattedre per i trasferimenti e le assunzioni. Tutto ciò, nonostante una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale abbia imposto al Ministero dell’Istruzione di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno in Sicilia e di conseguenza un’assunzione di responsabilità e una revisione degli organici tale da garantire effettivamente la copertura del reale fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno in tutto il territorio nazionale trasformando, finalmente, i posti attivati “in deroga” in posti in organico di diritto”.

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Approvato bilancio UE 2020: sostegno per ambiente, lavoro e giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 1 dicembre 2019

Per il bilancio UE del prossimo anno, i deputati hanno chiesto un maggior sostegno per tutela del clima, ricerca, investimenti nelle infrastrutture e giovani. Il Parlamento ha ottenuto complessivamente 850 milioni di euro in più, rispetto al progetto di bilancio presentato dalla Commissione, per le sue priorità.
Oltre mezzo miliardo di euro in più è destinato alle spese legate alla tutela del clima;
Più 302 milioni di euro per progetti di ricerca;
Più 133 milioni di euro per gli investimenti nelle infrastrutture di rete (Meccanismo per collegare l’Europa, CEF)
Più 50 milioni di euro per il programma Erasmus+ e più 28,3 milioni di euro per l’iniziativa per l’occupazione giovanile (e ulteriori 50 milioni di euro da aggiungere nel 2020 se necessario);
Gli stanziamenti di impegno complessivi per il 2020 ammontano a 168,7 miliardi di euro (aumento dell’1,5% rispetto al 2019); gli stanziamenti di pagamento ammontano a 153,6 miliardi di euro (+3,4% rispetto al 2019).Il Consiglio ha approvato formalmente l’accordo raggiunto con il Parlamento il 25 novembre. Mercoledì, il Parlamento ha approvato il bilancio con 543 voti favorevoli, 136 contrari e 23 astensioni. La legge è stata poi firmata dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

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Sostegno, il 41% degli studenti cambia insegnante rispetto all’anno precedente

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Organico e strutture. Limiti endemici della scuola italiana che, probabilmente, diventano più drammatici quando coinvolgono gli alunni con disabilità. Recentemente – come riporta la stampa specializzata – si è levata l’ennesima voce autorevole per sottolineare le carenze e la retorica di un’istruzione inclusiva, nel corso del convegno “Inclusione e Scuola, la tutela del diritto allo studio”, svoltosi alla Camera e promosso da Giusy Versace, responsabile del Dipartimento Pari Opportunità e Disabilità di Forza Italia. È quella di suor Anna Monia Alfieri, componente della Consulta di Pastorale scolastica e del Consiglio Nazionale Scuola della CEI.
Nell’anno scolastico 2017/2018 (Focus Miur settembre 2018), ha fatto notare nella sua relazione, che gli alunni con disabilità che frequentavano le scuole statali di ogni ordine e grado erano 245.723, il 3,1% del totale della popolazione studentesca, con un aumento percentuale rispetto alla rilevazione precedente (+0,2%), e un aumento complessivo rispetto all’anno scolastico 2014/2015 pari a circa l’8,4%. Per i 272mila studenti che ne avrebbero diritto ci sono solamente 156mila insegnanti di sostegno, 40mila dei quali sono “in deroga”, ovvero senza studi di specializzazione. Il 41% degli alunni cambia docente rispetto all’anno precedente, il 12% addirittura durante lo stesso anno, scrive l’Istat. E, come se non bastasse, solo il 32% è accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche, mentre appena il 18 per cento lo è per la presenza di ostacoli senso-percettivi.Qualche soluzione c’è e il sindacato Anief l’ha prospettata in più occasioni. Recentissima è la richiesta di proposte emendative, sul sostegno, alla Legge di Bilancio 2020. Proposte che sono state presentate martedì scorso. Ma non solo. “Ci aspettiamo anche – sottolinea il leader del sindacato autonomo, Marcello Pacifico – che al Miur distribuiscano in modo equo e ragionato i posti di corsi di specializzazione, a differenza di quanto è stato fatto in occasione dell’ultima tornata.

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Scuola sostegno: mancano troppi docenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Docenti sostegno: mancano troppi docenti e Fioramonti aumenta i posti del TFA. Anief: intanto li ammetta al concorso straordinario e assuma i docenti già specializzati dalla II fascia delle graduatorie d’istituto o li inserisca nelle GaE Cresce l’esigenza di specializzare gli insegnanti di sostegno, la categoria che più di tutte scarseggia nei nostri istituti scolastici con la stragrande maggioranza delle oltre 60 mila supplenze annuali assegnate a docenti privi di specializzazione per l’insegnamento ai quasi 300 mila alunni disabili certificati iscritti nelle nostre scuole. Anche il ministro dell’Istruzione si è reso conto di tale necessità impellente, dichiarando, in audizione a Montecitorio davanti alle Commissioni Cultura congiunte di Camera e Senato, che di certo “amplieremo il numero posti per TFA sostegno, che sarà avviato al più presto”. Per agevolare l’intento del titolare del Miur, l’Anief ha chiesto al Parlamento di emendare il decreto salva-precari bis, per assumere i 30 mila docenti specializzati nei primi cicli del TFA in possesso di abilitazione attraverso l’attuale doppio canale di reclutamento e lo scorrimento delle graduatorie di istituto, e attraverso la partecipazione al nuovo concorso riservato anche dei docenti non specializzati che hanno svolto comunque tre anni di servizio su posto di sostegno. Questo perché, ha spiegato il giovane sindacato, “il mancato possesso della specializzazione su sostegno non può costituire motivo di esclusione dalla partecipazione al concorso straordinario”. Proprio “in vista della necessità di stabilizzare il maggior numero possibile di docenti di sostegno e a fronte almeno diecimila disponibilità”, tale soluzione garantirebbe “la necessaria qualità̀ dei docenti ai quali sono affidati gli studenti con disabilità”, senza ulteriori tempi morti e comunque “si potrà subordinare l’immissione in ruolo al conseguimento della specializzazione”.

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Scuola: Sostegno, il Miur stanzia fondi per la formazione e promette corsi per 42 mila posti nel triennio

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Il Miur ha stanziato 5 milioni per la formazione in servizio dei docenti sull’inclusione scolastica e presto si svolgeranno nuovi concorsi. L’annuncio è stato fatto dalla sottosegretaria all’Istruzione Lucia Azzolina, intervenendo alla Camera dei deputati, in Commissione Cultura, sul tema dell’inclusione scolastica e sull’attuazione delle nuove norme in materia: “Stiamo operando per assegnare oltre 5 milioni di euro non solo per la formazione dei docenti di sostegno, ma anche per quella di tutto il personale scolastico, per rendere tutta la comunità scolastica, in ogni sua declinazione, formata per accogliere la diversità”, ha detto la sottosegretaria.
Quanto al sostegno, “sta per concludersi – ha aggiunto la rappresentante di Governo – il quarto ciclo del corso di specializzazione per 14 mila posti. Ne seguiranno altri due, di cui uno sarà bandito a breve, ciascuno per altri 14.000 posti. Nel complesso, quindi, i posti banditi saranno 42 mila nel triennio 2018/2020. In questo modo si concorre a soddisfare l’esigenza di coprire il fabbisogno di docenti specializzati, evitando il ricorso a personale a tempo determinato sprovvisto di titolo di specializzazione per il sostegno”.
Azzolina, scrive Orizzonte Scuola, ha anche ricordato che, pure per effetto del decreto-legge sulla scuola “già approvato in Consiglio dei Ministri e alla firma del Presidente della Repubblica, saranno a breve banditi i concorsi ordinari per il primo e secondo ciclo di istruzione, nonché il concorso straordinario per la scuola secondaria per coprire tutti i posti vacanti e disponibili, inclusi quelli di sostegno”. Il sindacato Anief plaude all’attenzione che l’attuale Governo sta conferendo al sostegno e ai quasi 300 mila alunni disabili certificati iscritti nelle nostre scuole, tuttavia, reputa necessario superare subito, già nella prossima legge di bilancio, il vulnus degli oltre 50 mila posti in deroga che ogni anno sono assegnati in supplenza e non in organico di diritto.

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Scuola: Sostegno, risoluzione del M5S per fare corsi e concorsi regolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 ottobre 2019

La deputata pentastellata Rosa Alba Testamento ha chiesto “percorsi di specializzazioni continuativi per la formazione dei docenti di sostegno, attraverso la promozione di modelli didattici inclusivi. Occorre rassicurare le famiglie sulla presenza di tale personale, attraverso la pubblicazione di numerosi bandi di concorso, che possano essere continuativi nel tempo, per assicurare l’effettiva copertura delle classi e delle cattedre vacanti e disponibili”. Il presidente Anief, Marcello Pacifico, si dichiara favorevole a condizione che, però, siano inseriti in organico di diritto gli attuali posti in deroga, siano rispettate le ore di insegnamento previste dal PEI di ogni alunno, siano riaperti gli attuali corsi di TFA sostegno senza numero programmato e per il personale con servizio affinché possa partecipare al nuovo concorso riservato. Leggi l’intervista su Orizzonte Scuola.
Dal Governo si continua a parlare di sostegno come settore da migliorare e riformare. Dopo la presa di posizione del sottosegretario all’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale in un’intervista televisiva ha detto espressamente di volere agire e «lavorare per aumentare il numero degli insegnanti di ruolo sul sostegno, trasformando parte di quelle cattedre che oggi sono instabili, ovvero destinate alle supplenze, il cosiddetto organico di fatto, in cattedre di diritto», è ancora il M5S a schierarsi: il partito di maggioranza relativa ha presentato una risoluzione affinché il Governo si impegni a garantire maggiore controllo del settore. Rosa Alba Testamento, portavoce molisana del MoVimento Cinque Stelle e componente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, prima firma della risoluzione, ha giustificato la sua richiesta spiegando che “molte famiglie italiane con bambini e ragazzi in situazioni di disabilità devono ogni giorno scontrarsi con le inadempienze e le carenze di un sistema scolastico che non riesce ad assicurare la copertura delle cattedre scoperte a causa dell’assenza di insegnanti di sostegno e quest’anno, rispetto al passato, la situazione è ancor più critica”.
Anche il ministro dell’Istruzione si è detto favorevole ad ampliare i corsi TFA sostegno: potrebbero essere varati al più presto, per dare una pronta risposta alla cronica mancanza di insegnanti di sostegno nelle scuole italiane. “Abbiamo troppe cattedre di sostegno scoperte – ha affermato Lorenzo Fioramonti illustrando le linee programmatiche del suo mandato in Senato – e troppi insegnanti di sostegno non formati”. Questo impegno si concretizzerà nel prossimo avvio del corso Tfa sostegno V ciclo, al quale potranno partecipare anche i docenti idonei alle precedenti selezioni.
È allo studio del Miur – conferma la rivista Orizzonte Scuola – un ampliamento del numero dei posti nelle varie Università. I posti totali, già autorizzati, sono 40.000. I requisiti di accesso finora noti: abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure laurea coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso + 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche; gli ITP continueranno a partecipare con il diploma fino al 2024/25. Da quella data laurea triennale + 24 CFU.

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Le politiche dell’UE offrano maggiore sostegno alla pastorizia

Posted by fidest press agency su martedì, 15 ottobre 2019

Il Comitato europeo delle regioni, su iniziativa di Jacques Blanc (FR/PPE), sindaco di La Canourgue, ha adottato all’unanimità il parere sulla pastorizia nella sessione plenaria di ottobre. “Il mantenimento dell’attività pastorizia è essenziale per conservare l’agricoltura in tutti i territori allo scopo di preservare un tessuto rurale dinamico, ma anche per conseguire i nostri obiettivi ambientali e climatici”, sottolineano i leader delle amministrazioni locali. Il mantenimento dell’attività pastorizia consente inoltre di sviluppare il turismo nelle zone rurali e di combattere gli incendi e le valanghe. È pertanto indispensabile che non solo la politica agricola comune (PAC) ma anche le politiche ambientali e sociali tengano maggiormente conto delle attività legate alla pastorizia.”L’attuale PAC favorisce i pascoli seminati e il pascolo grasso rispetto alla gariga, alla macchia o alle aree boschive di montagna, il che mette a rischio l’allevamento in molte regioni. È urgente riorientare il sostegno della PAC verso l’allevamento estensivo e riconoscere le superfici adibite a pascolo con una componente lignea come superfici di produzione agricola ammissibili ai diritti all’aiuto nell’ambito del regime di pagamento di base”, ha sottolineato Jacques Blanc. Il CdR chiede che l’indicazione “latte, formaggio e carne di pascolo” sia riservata ai prodotti che garantiscano che l’alimentazione degli animali proviene per oltre l’80 % dai pascoli nei limiti consentiti dalla stagione di pascolo.
In molti paesi europei in cui le popolazioni di grandi carnivori sono in aumento, le attività legate alla pastorizia sono a forte rischio. Infatti, le perdite provocate dai grandi predatori sono molto significative e in crescita. Il CdR chiede alla Commissione di valutare la necessità di rivedere la direttiva Habitat in base alla prossima relazione sullo stato della natura nel 2020, tenendo conto dei risultati del piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia e dello stato di conservazione delle diverse specie e dei differenti habitat. Chiede inoltre che la strategia a favore della biodiversità si basi su un nuovo fondo specifico per la conservazione delle specie. “Tale fondo dovrebbe coprire il risarcimento dei danni causati dai grandi carnivori, il cui costo è in forte aumento, e assicurare la protezione del bestiame, impegnando potenzialmente una parte sempre più importante del FEASR, il cui bilancio si sta tuttavia riducendo significativamente”, ha precisato Jacques Blanc.

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Scuola: Cercasi insegnante di sostegno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

In 30 mila sono specializzati ma non possono essere assunti. Soltanto un posto autorizzato su dieci è andato in ruolo e i presidi continuano a chiedere nuovi posti in deroga che non sono concessi. Nell’anno dei record, più che mai la parola passa dai Tribunali dove è ancora possibile richiedere il rispetto del diritto costituzionale all’istruzione con l’iniziativa di Anief #nonunoradimeno. Segui il webinar promosso da Anief ed Eurosofia, tenuto dall’avv. Walter Miceli.Negli ultimi quattro anni sono raddoppiati i posti in deroga, arrivando agli attuali 80 mila, mentre gli organici di diritto (100 mila) sono rimasti invariati dal 2017. Il tutto, nonostante l’aumento di 10 mila iscritti in più l’anno: oggi siamo alle soglie dei 300 mila, mentre nel 1997 gli alunni con disabilità accertata erano appena 123 mila. Solo in Sicilia, nell’ultimo lustro abbiamo assistito a un incremento di 5 mila alunni disabili certificati. L’unica risposta che è stata data a questa crescita impressionante di iscritti è stata la caccia al supplente senza specializzazione, tanto che tra il 2018 e il 2019 solo una cattedra su sei (5 mila) è stata assegnata a chi è fornito di titolo, a fronte di 30 mila docenti di sostegno specializzati dalle università che marciscono in graduatoria. E il nuovo TFA potrebbe non aprire le porte a tutti i candidati esclusi, perché i posti voluti dall’ex ministro Marco Bussetti sono sbagliati, mentre ancora una volta un posto su due in deroga chiesto dai presidi viene negato dal Miur che ha approvato una riforma anti-costituzionale che blocca gli organici. Marcello Pacifico (Anief): Bisogna subito adeguare l’organico di fatto a quello di diritto, come ci ha detto il Tar nei ricorsi vinti in Sicilia, specializzare subito altri 50 mila insegnanti e reclutare quelli specializzati dalle GaE o dalle graduatorie di istituto, modificando l’attuale riforma che prevede nuove inutili certificazioni.Nel frattempo, Anief si sta muovendo su più fronti: ha presentato ricorso contro lo schema di decreto ministeriale sugli organici sul sostegno agli alunni disabili.

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Scuola: Sostegno, 70 mila docenti da nominare

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 settembre 2019

Quello del mancato sostegno sta diventando uno scandalo nazionale. “Sto verificando con l’Ufficio scolastico regionale la portata del problema che pure avevo evidenziato già da qualche mese”, ha detto l’assessore regionale all’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan. Ma il fatto più grave, oltre all’assenza di insegnanti nell’organico di diritto, ha aggiunto, “è la soluzione prospettata: indurre le famiglie a tenere i loro figli a casa. Trovo grave che il Ministero non comprenda l’importanza di avere un organico ottimale sin del primo giorno di avvio dell’anno scolastico. Suggerirei al ministero di partire in ogni caso dagli insegnanti di sostegno, perché se la scuola deve essere inclusiva e un diritto costituzionalmente sancito, e se il nostro grado di civiltà ci impone di pensare innanzitutto ai più fragile, allora questa scelta e questa cattiva programmazione denotano una vera e propria incapacità da parte dello Stato di ottemperare ai propri doveri”. “Da parte mia, ho coinvolto il presidente del Veneto – ha annunciato Donazzan – perché ritengo che questo sia un problema da affrontare ai massimi livelli istituzionali. E chiedo alle famiglie e a tutte le realtà interessate di segnalare al mio assessorato ulteriori casi di mancato accoglimento nelle scuole del Veneto di alunni certificati – ha concluso – al fine di poter rappresentare agli organi competenti la portata del problema, in tutta la sua drammatica consistenza”. Allo Stato, evidentemente, conviene troppo mantenere un insegnante nello status di precario. Magari a vita. Perché risparmia almeno un paio di stipendi l’anno, evita di adeguargli lo stipendio dopo l’immissione in ruolo, non deve assegnargli arretrati. E a nessuno sembra importare se in un lustro solo in Sicilia abbiamo assistito ad un incremento di 5 mila alunni disabili certificati. Dopo che, leggendo i rapporti Istat, l’incremento complessivo nazionale supera, costantemente, i 10 mila alunni l’anno e con quello corrente si è arrivati alla quota mai raggiunta di 300 mila allievi disabili iscritti. Anziché potenziare il personale, si sta agendo al contrario. Ed ecco perché negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’impennata dei ricorsi in tribunale. Anief, di fronte a questo scempio, non può rimanere indifferente. Continua a chiedere al Parlamento di cancellare la Legge Carrozza 128/2013, che ha introdotto l’assurdità dell’assegnazione del 40 per cento dei posti in deroga, con supplenze decretate fino al 30 giugno, non utili per le immissioni in ruolo né per i trasferimenti: ricorda che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 80/2010, ha dichiarato inammissibile fissare un limite numerico ai docenti di sostegno e che le Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza n. 25011 del 2014, hanno definitivamente chiarito come “il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità”. Il giovane sindacato, infine, si sofferma sulla recente sentenza del Tar Sicilia 140/19, la quale impone di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno dell’isola, e di conseguenza di tutte le altre regioni. Sulla base di questa chiara espressione del tribunale, ancora inapplicata, Anief ha presentato un ricorso conto lo schema di decreto ministeriale sugli organici sul sostegno agli alunni disabili.

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I deputati rafforzano il sostegno alla ricerca dell’UE e a Erasmus

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

La commissione per i bilanci ha inoltre approvato un aumento di 100 milioni di euro per i programmi UE Orizzonte 2020 (80 milioni di euro per il finanziamento della ricerca) ed Erasmus+ (20 milioni di euro per la mobilità giovanile), come stabilito nell’accordo sul bilancio UE 2019 fra Parlamento europeo e Consiglio del dicembre 2018.In un’altra votazione della commissione parlamentare, i deputati hanno deciso di restituire agli Stati membri dell’UE 1,8 miliardi di euro a partire dal 2018, attraverso una riduzione dei contributi dei paesi al bilancio dell’UE. Si tratta di una routine annuale, con un’eccedenza solitamente derivante dagli interessi di mora e dai pagamenti di ammende ricevuti dalla Commissione, nonché dalla sotto-esecuzione dei programmi dell’UE.
Prima di poter avere effetto, le relazioni dovranno essere approvate dal Parlamento nel suo insieme (votazioni previste nel corso della sessione plenaria del 16-19 settembre a Strasburgo) e dal Consiglio dei ministri UE.

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Scuola – Sostegno: in Gazzetta Ufficiale il decreto sull’inclusione

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Il decreto legislativo sull’inclusione scolastica è stato pubblicato in Gazzetta: si tratta delle modifiche al D.Lgs del 13 aprile 2017, n. 66, recante: Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107 – contiene la nuova normativa sull’assegnazione delle ore di sostegno agli alunni disabili (da decidere anche d’intesa con le famiglie), con la redazione di un rinnovato Piano didattico individualizzato, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe guardare con maggiore attenzione alle caratteristiche del singolo studente. Sono molti, però, i punti mancanti nel decreto di riforma. Marcello Pacifico (Anief): Appena si tornerà in classe, purtroppo moltissimi genitori e insegnanti scopriranno che le ore assegnate agli alunni disabili sono meno rispetto a quelle indicate nel Pei. Per questo, il nostro sindacato si opporrà presso gli Usr e chiederà al Tar il commissariamento di quelli che non hanno fatto rispettare i diritti degli allievi più bisognosi di attenzione. Con l’adozione del decreto, già approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri e che entrerà in vigore dal 12 settembre prossimo, avranno una nuova conformazione le commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: con le nuove norme, “saranno – spiega Orizzonte Scuola – sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Anche i genitori e, dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno. Nascono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione”. Il problema, conclude la rivista specializzata, è che “mancano ancora i decreti attuativi”. E non è una mancanza da poco.

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Scuola: Sostegno, il guazzabuglio è completo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Sono più di 60 mila i posti deroga oltre i 10 mila che rimarranno vacanti dopo le immissioni in ruolo. La conferma giunge del territorio: nonostante gli annunci durante il primo anno di governo, come confermato dalla recente revisione della riforma sul sostegno realizzata dalla Buona Scuola e approvata dalla (ex) maggioranza giallo-verde, ancora una volta almeno due posti su cinque saranno assegnati in deroga all’organico di diritto di poco superiore alle 100 mila unità, a fronte di 300 mila alunni con disabilità certificata. E in caso di gravità, le famiglie dovranno ricorrere in tribunale con Anief per veder riconosciuto il supplente in base a quanto richiesto dal PEI. Marcello Pacifico, presidente nazionale: a settembre su richiesta di genitori e insegnanti lo studio legale del sindacato impegnerà tutte le determinazioni degli uffici scolastici regionali e chiederà al Tar il commissariamento di quelli che non hanno adempiuto a ottemperare alle effettive esigenze. L’anno scolastico sta partendo con una tara sempre più grande, a seguito del mancato sostegno agli alunni disabili: mentre rischia di saltare il testo correttivo al decreto 66/2017 sull’inclusione scolastica pure se già approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri, a settembre si può dare per certo sin d’ora che circa il 40% dei posti di sostegno agli alunni disabili andrà in deroga: significa che verrà assegnato a supplenza fino al 30 giugno, senza alcuna possibilità di entrare a far parte dell’organico di diritto. E anche una parte di questi, almeno 10 mila, verranno assegnati a precari, in alto numero nemmeno specializzati, come confermano i primi dati provenienti dalle nomine in ruolo che si stanno realizzando in questi giorni nelle 100 province italiane.

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Scuola – Sostegno disabili: riforma nel caos

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Le disposizioni di modifica del decreto legislativo n. 66/2017, già approvate dal governo gialloverde, rischiano di non entrare in vigore a causa della mancata approvazione dei decreti attuativi che, in caso di crisi dell’esecutivo, potrebbe non vedere mai la luce. Lo ha rimarcato anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano, ricordando che mancano le misure di accompagnamento, cioè la formazione del personale scolastico e l’esonero della docenza per circa 450 insegnanti, attraverso il quale far avviare i gruppi territoriali per l’inclusione che avrebbero dovuto supportare le scuole a elaborare il piano di inclusione degli alunni.Secondo Anief, le osservazioni del sottosegretario Giuliano sono pertinenti, perché in effetti senza i decreti di attuazione le correzioni alla riforma prevista dalla Legge 107/15 non potranno essere adottate. Tuttavia, sono anche altre le disposizioni a rischio, come le nuove assegnazioni delle ore settimanali e la formazione delle commissioni mediche. Ma, soprattutto, rimane il rammarico per l’ennesima occasione mancata per andare a fare ordine in un sistema che regola la permanenza a scuola di 300 mila alunni disabili e oltre 150 mila docenti di sostegno: Anief ha rilevato più volte quali sono.

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Scuola: Sostegno, da settembre ogni alunno avrà un Progetto Individuale

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

La novità è contenuta nelle disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 13 aprile 2017 sugli studenti con disabilità approvate in via definitiva dal Consiglio dei ministri nei giorni scorsi con il cosiddetto decreto Inclusione. Il Progetto Individuale costituisce uno degli strumenti per realizzare la piena integrazione delle persone con disabilità nell’ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi dell’istruzione scolastica o professionale e del lavoro: è redatto dal competente Ente locale d’intesa con la competente Azienda sanitaria locale sulla base del Profilo di funzionamento; inoltre, va realizzato su richiesta e con la collaborazione dei genitori o di chi ne esercita la responsabilità; le prestazioni, i servizi e le misure, in esso previste, sono definite anche con la partecipazione di un rappresentante dell’istituzione scolastica interessata. Intanto, però, quasi la metà delle cattedre di sostegno vanno a supplenza e nell’80% dei casi vengono affidate a supplenti nemmeno specializzati, con il paradosso che invece quelli specializzati e formati non vengono assunti. Marcello Pacifico (Anief): La decisione di introdurre un piano didattico plasmato sulle singole caratteristiche dell’alunno, in base al tipo di disabilità e di contesto, va considerato un passo in avanti. Tuttavia, si continua ad aggirare il problema numero uno, che impedisce di attuare per tantissimi studenti con disabilità un’azione formativa realmente efficace ai fini del loro apprendimento: quello della mancata presenza dal primo giorno di scuola del personale nell’impartire didattica speciale. Con il 40% degli organici dei docenti di sostegno in deroga, qualsiasi tentativo di migliorare l’offerta formativa, anche se mirata, è destinato a fallire in partenza.

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