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“Una vita oltre la vita” dedicata al cantautore Chris Cappell

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2021

È il tema della quarta trasmissione della serie dedicata al cantautore Chris Cappell su Radio Onda UER, la web radio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma.Christian Cappelluti, in arte Chris Cappell, è morto a soli 22 anni. Ma la sua è veramente una vita che va oltre la vita, un’esistenza che guarda all’infinito. Una storia di rinascita, di rinnovamento, di riscoperta d’amore. Una storia di energia che tocca il cuore di tutti quelli che hanno ascoltato la musica di Chris e che hanno conosciuto i suoi doni.Nella quarta puntata Carlo Climati parlerà dei buoni frutti e degli incontri che sono nati grazie a Christian. La trasmissione sarà on line domenica 30 maggio 2021 alle 15.00 sulla pagina web di Radio Onda UER.L’arte e la storia di Christian hanno ispirato tantissimi giovani. I suoi genitori, Adriana e Franco, hanno dato vita ad una Fondazione che porta il suo nome e che ha contribuito a realizzare opere a supporto dell’istruzione e della formazione dei ragazzi.Fra le iniziative c’è il Chris Cappell College di Anzio, inaugurato nel 2002. Un liceo di eccellenza dotato, fra l’altro, di una biblioteca multimediale e di laboratori per musica, lingue straniere, informatica e fisica.Come sempre, il programma di Radio Onda UER proporrà l’invito all’ascolto di una canzone di Christian. L’ospite della puntata, con una sua riflessione, sarà Alessandro Ginotta, scrittore, giornalista e Responsabile dell’ufficio stampa della Società San Vincenzo De Paoli.Tutte le trasmissioni dedicate a Chris Cappell si possono ascoltare e scaricare sulla pagina di Radio Onda UER: https://www.universitaeuropeadiroma.it/formazioneintegrale/radio-onda-uer/Il sito di Chris Cappell, per approfondire la sua storia e ascoltare la sua musica, è http://www.chriscappell.comIl sito della Fondazione Christian Cappelluti Onlus è: http://www.fondazionechristiancappelluti.net

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La telemedicina in farmacia può salvare la vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2021

Il recente episodio avvenuto a Lanzada (SO), dove un elettrocardiogramma eseguito in farmacia ha salvato la vita di un paziente, consentendo l’immediato ricorso al cardiologo, è un perfetto esempio del ruolo fondamentale che il farmacista di comunità può avere nell’assistenza territoriale, in particolare nelle aree lontane dalle grandi città. Il Comitato Centrale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani si complimenta dunque con il collega Alberto Orseniga per aver dotato il suo presidio dei servizi di telemedicina. Queste prestazioni, che non si limitano agli esami elettrocardiografici, sono una delle nuove funzioni previste dal modello della “farmacia dei servizi”, promosso dalla FOFI, la cui sperimentazione avrebbe dovuto cominciare all’inizio del 2020 ma che l’inizio della pandemia ha forzatamente ritardato. E’ evidente che questi servizi permettono non soltanto un più semplice monitoraggio dei pazienti cronici ma – come in questo caso – possono rivelarsi fondamentali anche per prevenire emergenze, così come per raggiungere i pazienti costretti al domicilio. Come la Federazione ha sempre sostenuto, se la “farmacia dei servizi” fosse stata già operativa lo scorso anno, la risposta ai bisogni dei pazienti sul territorio sarebbe stata diversa. Oggi il Paese sta affrontando la sfida dell’immunizzazione contro la COVID-19, alla quale stanno contribuendo anche i farmacisti, ma è una priorità anche avviare una riforma dell’assistenza sul territorio nella quale i farmacisti e le farmacie di comunità possano operare a tutto campo in collaborazione con gli altri professionisti.

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Una vita da ricostruire di Brigitte Riebe

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Berlino, maggio 1945: è l’ora zero. Il vecchio mondo è finito. La città è ridotta a un cumulo di macerie, così come le anime dei suoi abitanti. La villa dei Thalheim, agiata famiglia di commercianti, è stata requisita e il loro negozio di abiti è stato bombardato. Le donne di casa, rimaste sole dopo che gli uomini sono scomparsi in guerra, devono ricominciare tutto da capo. Le tre sorelle Rike, Silvie e Florentine, trascinate dalla determinazione della maggiore, imprenditrice nata, decidono di provare a realizzare un sogno: riaprire l’attività di famiglia, riportare colore nella tetra Berlino del dopoguerra con tessuti sofisticati e abiti alla moda, riuscire a far sì che le berlinesi tornino a sentirsi donne. Riesumate le Singer, le forbici da sarta, i vecchi cartamodelli e le preziose stoffe che Rike aveva saggiamente nascosto insieme al padre, le ragazze si rimboccano le maniche e nel giro di poco le loro creazioni sono sulla bocca di tutti. Ma i tempi nuovi portano nuovi problemi: oscuri segreti inaspettatamente rivelati gettano una luce ingloriosa sull’attività e sulla famiglia, mettendo tutte a dura prova. Gelosie fra donne, amori, storie torbide del passato che riemergono a sparigliare le carte, il lontano scintillio della Berlino capitale della moda che torna a risplendere… Tutto questo, ma anche molto altro, nel primo capitolo della nuova trilogia bestseller Le sorelle del Ku’damm. (Fazi Editore)

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Nel 2020 è diminuita la speranza di vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2021

“La rielaborazione dei dati del Rapporto sul benessere equo e sostenibile (BES) dell’ISTAT fatta da Longevitystudio lo conferma: la speranza di vita alla nascita, che nel 2019 era di 83,2 anni rispetto agli 81,7 del 2010, nel 2020 si è ridotta di quasi 1 anno, attestandosi a 82,3 anni. L’aumento della mortalità dovuta al COVID-19 ha portato a questo risultato negativo, ma non vanno sottovalutate alcune modificazioni peggiorative nel nostro stile di vita alimentare che potremmo scontare nei prossimi anni”.Roberto Volpe, ricercatore medico del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma (CNR), commenta così l’analisi di Longevitystudio, progetto che nasce con l’obiettivo di essere un punto di riferimento della nutrizione in Italia unendo le migliori esperienze del mondo medico scientifico.L’analisi dell’ufficio studi di Longevitystudio confronta i risultati del Rapporto dell’Istat con l’indagine scientifica dei ricercatori Federico Scarmozzino e Francesco Visioli dell’Università di Padova, pubblicata da Foods, e quella dell’Università di Milano di Laura Di Renzo, pubblicata dal Journal of Translational Medicine. Due studi che sono stati realizzati durante il primo lockdown italiano.“Le due indagini – continua Volpe – evidenziano nel 2020 un aumento del consumo di frutta e verdura negli intervistati del 21,2%, ma soprattutto un aumento delle quantità di cibo consumato del 46,1%, con una particolare incidenza degli alimenti considerati ‘di conforto’, come cioccolata, gelati e dolci del 42,5 per cento e snack salati del 23,5.Inevitabilmente, ciò ha comportato un aumento del peso nelle popolazioni intervistate, che va dal 19,5% riportato dallo studio pubblicato da Foods, al 48,6 per cento dello studio pubblicato da Journal of Translational Medicine.La lieve riduzione del tasso di sedentarietà, passato dal 35,5% del 2019 al 33,8% del 2020 secondo il rapporto ISTAT sui BES, non è riuscita a contrastare il maggior introito di cibo e calorie. In questo scenario l’aumento dell’indice di povertà assoluta, un importante fattore di rischio di malattia, il cui tasso, che nel 2019 era già del 7,7%, nel 2020 è passato al 9,4%”. “In attesa che il lavoro e l’economia tornino a crescere – spiega Volpe- tutti noi possiamo far qualcosa per migliorare il nostro stile di vita e riprendere a guadagnare anni. A tal riguardo, ancora una volta, appare importante e fondamentale il ruolo preventivo e terapeutico dell’alimentazione. Lo storico modello alimentare mediterraneo, caratterizzato da alimenti prevalentemente di origine vegetale, ma anche di origine animale, come il pesce o il moderato consumo di latte, latticini, uova e parti magre dei cibi carnei, continua a rappresentare un punto di riferimento del mondo della nutrizione.

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Una vita da ricostruire di Brigitte Riebe

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

Collana Le strade In libreria dal 18 marzo Tre sorelle, la Berlino del dopoguerra, una sartoria che diventa tempio della moda. Gelosie fra donne, amori, storie torbide del passato che riemergono a sparigliare le carte dei legami familiari, il lontano scintillio di Berlino, capitale della moda che torna a risplendere. Una nuova trilogia bestseller tutta al femminile per chi ha amato la saga di Carmen Korn.
«Berlino, la città in cui sono ambientati questi libri, è stata ed è tuttora un crogiolo di destini, nel secolo scorso come nel presente. La sua forza è stata meravigliosamente ritratta da Brigitte Riebe». Carmen Korn (Fazi Editore)

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Indice Covid-19: quando torneremo alla vita “normale”?

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

By Paul DiGiacomo, Responsabile della ricerca azionaria. In quanto locomotiva dell’economia mondiale, gli Stati Uniti sono da sempre nel mirino degli investitori. Il tentativo di tornare alla normalità dopo la pandemia accomuna tutti i paesi. Noi stiamo cercando di capire quando l’attività economica statunitense si rimetterà in carreggiata e per farlo monitoriamo una serie di indicatori della “normalità”, come le attività di intrattenimento e svago, gli acquisti nelle vie del centro e la riapertura delle scuole. Il risultato è un indice che misura l’avanzamento lungo il percorso che ci condurrà al mondo post-Covid. Gli Stati Uniti sono ormai entrati nel vivo della campagna vaccinale anti-Covid, e l’Indice del ritorno alla normalità intende misurare i dati relativi alle attività umane rispetto ai livelli precrisi. L’indice viene compilato dai nostri scienziati dei dati e analisti fondamentali e monitora le attività svolte negli Stati Uniti, tra cui i viaggi, il rientro al lavoro e a scuola, lo shopping nei negozi fisici e il consumo di pasti fuori casa. L’indice è concepito appositamente per misurare le componenti della vita quotidiana anziché gli indicatori economici come la crescita del PIL. Con il graduale ritorno alla normalità, il livello percentuale si avvicinerà sempre più a 100, e i nostri analisti aggiorneranno regolarmente l’indice.Non tutte le attività umane torneranno sui livelli pre-Covid. L’indice potrebbe centrare la “normalità” sotto quota 100 per via della continua evoluzione delle nostre abitudini, si pensi ad esempio al telelavoro e alla riduzione dei viaggi di lavoro. La definizione di “normalità futura” sta cambiando, e la soglia di normalità dell’indice rifletterà ciò che emerge dalle nostre analisi inferenziali dei dati e dalla nostra ricerca fondamentale. Stiamo analizzando il tempo che le persone dedicano a una serie di attività svolte fuori casa. Le componenti dell’indice hanno implicazioni per la crescita economica, ma l’obiettivo primario è monitorare quanto siamo distanti o vicini al ritorno alla normalità.Il nostro indice suggerisce che siamo ancora del 40% sotto i livelli di attività pre-Covid. Il recente balzo dei contagi di quest’inverno ha comportato una lieve flessione nel nostro indice, ma il comportamento resta ampiamente invariato da luglio 2020. I livelli delle diverse attività che compongono l’Indice variano: il ritorno ai negozi fisici è del 29% al di sotto dei livelli pre-crisi mentre per un normale ritorno alla routine lavorativa manca ancora il 30%. La componente più in sofferenza è quella dei viaggi/intrattenimento, in calo del 67% rispetto ai livelli pre-Covid.Un’accelerazione del ritmo di distribuzione e inoculazione dei vaccini potrebbe accorciare i tempi del ritorno alla normalità (scenario ottimistico). Gli sviluppi che possono invece frenare il ritorno alla normalità (scenario pessimistico) includono l’emergere di varianti resistenti agli attuali vaccini o un rallentamento del tasso di vaccinazione in alcune regioni (per la riluttanza delle persone a vaccinarsi o per mancanza di vaccini).L’Indice ci fornisce un quadro di lavoro all’interno del quale analizzare le società. È una mappa che ci dice quale potrebbe essere l’aspetto futuro della “normalità” dopo il Covid e quanto tempo ci vorrà per arrivarci. Queste informazioni ci consentono di mettere alla prova le ipotesi formulate dalle aziende e di correggere i nostri giudizi in caso di necessità. Per gli investitori, l’Indice del ritorno alla normalità di Columbia Threadneedle può svolgere la stessa funzione: è un input aggiuntivo da considerare quando formulano le proprie decisioni di asset allocation e di portafoglio.Capire a che punto siamo nel percorso verso il ritorno alla vita normale sarà un aspetto cruciale nel 2021. Questi dati possono aiutare gli investitori a prendere decisioni di asset allocation ponderate e a formulare aspettative corrette sull’attività di mercato. Fonte: Columbia Threadneedle Investments

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Una vita da ricostruire di Brigitte Riebe

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

Collana Le strade In libreria dal 18 marzo Fazi Editore. Tre sorelle, la Berlino del dopoguerra, una sartoria che diventa tempio della moda. Gelosie fra donne, amori, storie torbide del passato che riemergono a sparigliare le carte dei legami familiari, il lontano scintillio di Berlino, capitale della moda che torna a risplendere. Una nuova trilogia bestseller tutta al femminile per chi ha amato la saga di Carmen Korn.

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Vita d’Artista: Flavio Favelli

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 febbraio 2021

Milano dal 10 febbraio al 7 maggio 2021 dal lunedì al venerdì 10:00 – 13:00 e 15:00 – 17:00 Ingresso su prenotazione: Eventbrite, http://www.eventbrite.it Fondazione Adolfo Pini Corso Garibaldi 2 progetto espositivo site-specific che coinvolge tutti gli spazi della Fondazione Adolfo Pini. Partendo dalla suggestione del libro di Carlo Cassola che, con lo stesso titolo, affronta la questione dell’arte rispetto a certi ideali, alla politica, all’impegno sociale, Favelli interviene nella casa che fu di Adolfo Pini (1920-1986) e prima di lui del pittore Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), alla ricerca di un confronto tra il passato, la sua eredità e l’opera dell’artista.Flavio Favelli utilizza oggetti d’arredamento o di uso comune che rimandano sia all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto, sia a quella del consumo prodotto dall’industria e dalla pubblicità. Nelle sue opere – collage, sculture, ambienti – i materiali vengono assemblati dando vita a sovrapposizioni di senso che non snaturano gli oggetti ma ne amplificano il valore simbolico. Sono oggetti di una quotidianità passata ma inconsciamente presente ancora oggi.Favelli cerca un confronto serrato con gli ambienti di grande seduzione e potere evocativo della Fondazione. Scritte, loghi, segni urbani e immagini pubblicitarie, nelle sale arredate con mobili e quadri di pregio, tappeti e vasi cinesi, non fanno altro che chiarire e manifestare con decisione il rapporto dell’immaginario dell’artista con un contesto esso stesso intrecciato al mondo del commercio e della borghesia cittadina.Il titolo Vita d’Artista per questo intervento site-specific nasce dalla riflessione sulla dimensione privata di una casa di “ideali borghesi illuminati”: un contesto tanto felice quanto ambiguo per un confronto con il passato e con quel “senso del bello”, ancora estremamente vitale, trasmesso dai suoi arredi. Parallelamente è anche un modo per mettere l’accento sulle differenze che emergono nella relazione con una “bella casa” e un’idea di un’arte esteticamente “bella” e il un punto di vista di un artista che cerca di rileggere, con opere inedite, un luogo e un tempo che in qualche modo ci appartiene. By http://www.larafacco.com

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Una vita da ricostruire di Brigitte Riebe

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

In libreria dal 18 marzo Collana Le strade Tre sorelle, la Berlino del dopoguerra, una sartoria che diventa tempio della moda. Gelosie fra donne, amori, storie torbide del passato che riemergono a sparigliare le carte dei legami familiari, il lontano scintillio di Berlino, capitale della moda che torna a risplendere. Una nuova trilogia bestseller tutta al femminile per chi ha amato la saga di Carmen Korn.

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Angela Camuso torna in libreria con “La vita che ci state rubando”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

(Castelvecchi), il dossier di una voce fuori dal coro già in libreria. Marzo 2020, ha inizio la reclusione forzata. I media rilasciano notizie allarmanti e contraddittorie, gli stessi medici che minimizzavano sono in tv a fornire cifre catastrofiche. C’è un’emergenza reale, il collasso della sanità, che viene affrontata in maniera fallimentare: molti dei malati non sono curati adeguatamente o non sono curati affatto, e la strategia del “conta o zero” ha come risultati l’isolamento del paziente, innumerevoli morti evitabili e azioni disumane. C’è poi un’altra emergenza che esiste soprattutto nella propaganda, si nutre di capri espiatori, è assecondata dai giornalisti e arriva a reti unificate; il popolo rimane in balia del copione che perpetua il lockdown per tutti, nelle regioni più colpite come in quelle con bassa circolazione del virus, e chi dissente da questa narrazione viene stigmatizzato. La vita che ci state rubando è un’analisi critica dei numeri della pandemia che racconta gli effetti sociali del virus, le inadempienze nella risposta delle istituzioni, il ruolo dei mass media, lo smarrimento del senso di libertà dei cittadini, e della stessa capacità di reagire agli abusi.

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Giampiero Rigosi: Ciao vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

Collana Oceani, pp. 512, 20 euro.Il ritorno al romanzo di un autore amatissimo anche all’estero. Un grande romanzo sull’amicizia, l’onore, il peso delle promesse, l’eutanasia. Sergio è un regista affermato, vive a Roma in una casa accogliente, con una compagna elegante e sicura di sé. Ma una sera riceve una telefonata in cui lo informano che Vitaliano, un vecchio amico che non vede da tantissimo tempo, sta attraversando la fase terminale di una rara malattia degenerativa. La notizia lo mette di fronte a un patto che si scambiarono quando erano due adolescenti inquieti e ribelli. Sergio e Vitaliano si sono conosciuti sui banchi delle scuole medie, nella Bologna degli anni Settanta, e per un decennio sono stati inseparabili: idealista, tormentato, ma studioso e posato il primo, istrionico, provocatore e animato da una vena autodistruttiva il secondo. La loro è stata un’amicizia profonda, cementata dalle passioni comuni per la letteratura, la musica e il cinema. Hanno condiviso viaggi, serate in osteria, la ferita dell’attentato alla stazione, un grande amore, la loro relazione viene persino lambita dall’ombra dell’eroina. Fino a che un momento di incomprensione profonda non li ha separati. A riavvicinarli dopo più trent’anni è proprio la malattia di Vitaliano. La difficile decisione davanti a cui Sergio si trova – e che in diversi momenti cerca di eludere – si rivela anche un’occasione per rimettere in discussione la propria esistenza, il senso del suo lavoro e le relazioni professionali e affettive. Scritto con mano precisa e ricco di dialoghi nitidi e luminosi, un romanzo che segue il punto di vista dei due protagonisti sull’amicizia e il peso delle promesse. In libreria dall’11 febbraio

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Massimiliano Scuriatti: Una vita mille vite

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2020

Conversazione con Lorenza Mazzetti collana i Delfini, pp. 288 + 16 tavole fuori testo, 15 euro. Con un’appendice di documenti inediti, fra i quali la lettera che Robert Einstein, poco tempo prima del suicidio, scrisse al cugino Albert, e L’ora di religione, atto unico che Lorenza presentò al Festival dei Due Mondi, che fu poi estromesso dal cartellone, a prove già iniziate, in quanto ritenuto blasfemo e irrispettoso dal vescovo e dal sindaco della Spoleto dell’epoca. Lorenza Mazzetti, regista, scrittrice, pittrice, personalità fra le più straordinarie e influenti del panorama culturale del Novecento, si racconta in un dialogo che ripercorre tutte le sfumature emotive di un’intera esistenza. Dalla parentela con la famiglia Einstein all’infanzia straziata dalla ferocia della guerra; dal periodo londinese, durante il quale, con Lindsay Anderson e pochi altri giovani cineasti, Lorenza è artefice di una vera e propria rivoluzione cinematografica, al ritorno in patria, all’oblio e al quasi fatale smarrimento per il ricordo lacerante della tragedia che colpì la sua famiglia. Ad alimentare il suo talento innato, espresso in ogni forma d’arte, un vissuto brulicante di ingegno creativo, e popolato da amici artisti come Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Marguerite Duras, Elio Vittorini, Albert Camus, Cesare Zavattini, Gian Maria Volonté e molti altri, destinati a restare per sempre nella sua quotidianità. Un confronto a due sincero e appassionato, emozionante e ricco di humour, fedele fino in fondo a quanto Lorenza Mazzetti disse una volta di sé: “L’orrore più grande sarebbe un universo senza di me”. In libreria dal 14 gennaio

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Coronavirus e vita da carcerati

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2020

In questi mesi, forse anche a causa della paura del coronavirus, sto continuando a ricevere molte lettere dai miei ex compagni e le loro parole mi fanno stare male. A volte non mi fanno neppure godere la libertà, perché è difficile essere liberi e felici quando molti tuoi compagni, nel tempo del coronavirus, sono murati vivi senza nessuna pietà.Ho pensato di rendere pubbliche alcuni brani di queste lettere per tentare di fare stare male anche quelle persone che pensano: “Se la sono cercata.” “Devono marcire in carcere.” “Chi ci pensa alle vittime?” “Chi è mafioso, lo sarà tutta la vita, niente pietà e niente benefici.” Lo so! Sarà difficile che le persone che pensano in questo modo rimangano colpite nel leggere queste parole, ma ci voglio provare, perché penso che anche dentro di loro ci sia dell’umanità. Comunque sia, spero di mettere il dubbio che non basta non fare del male (o reati) per essere buoni. Caro Carmelo, le tue parole mi trasmettono sempre energia e coraggio. Purtroppo alcuni detenuti per la paura del coronavirus si sono chiusi ancora di più in sé stessi. E alcuni di loro si dicono: “Non possiamo fare nulla”. In una delle tue lettere mi hai scritto: “Si può fare sempre qualcosa. Se vogliamo che le cose cambino non dobbiamo rassegnarci, ma dovremmo impegnarci di più. Un prigioniero non ha futuro se non lotta con la mente e con il cuore per averlo. E inganna sé stesso quando pensa che forse lui sarà uno dei pochi che uscirà senza fare nulla”. Ma qui è difficile ragionare in questo modo perché è sempre notte e non capisco perché continuano a tenerci ancora in vita: dopo ventidue anni (vado per i ventitré) di carcere dentro di me non c’è neppure più posto per la disperazione. Nonostante la sentenza della Corte europea e della Corte Costituzionale sull’ergastolo, nessuno è uscito in permesso. A sentire la televisione sembra che dovevamo uscire tutti. Che altro dirti? L’odio dei buoni cittadini mi ha avvelenato il corpo e la mente e mi ha tolto qualsiasi speranza di resuscitare, almeno su questa vita. Ormai per me vivere in carcere è come essere morti con gli occhi aperti. (…). Caro Carmelo, (…) ormai io vivo in uno stato eterno di dormiveglia in attesa di addormentarmi per sempre. E spero che non ci sia mai nessun Dio a svegliarmi perché ne ho già abbastanza di questo mondo e di quello dell’aldilà. (…) Carmelo Musumeci.

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“Il tempo che viviamo impone nuove forme di partecipazione alla vita democratica del nostro paese”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

Una partecipazione che non può limitarsi alle consultazioni politiche e referendarie. Nonostante la distanza siderale che esiste oggi tra gli elettori e gli eletti, la richiesta di coinvolgimento politico da parte dei cittadini è elevatissima, ma spesso non trova risposte né formule per concretizzarsi. Così il leader delle Sardine Mattia Santori intervenendo sabato 31 ottobre a “PoliticiPerCaso, tempo di rinnovare la democrazia!”, il neonato Comitato italiano per l’assemblea dei cittadini estratto a sorte fondato d Mario Staderini, attivista per i diritti politici e Marco Cappato, anche Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e fondatore di Eumans!. Politici per caso promuove proposta di legge popolare per istituire anche in Italia le Assemblee di cittadini estratti a sorte, depositata in Cassazione nello scorso dicembre.Nel corso della diretta i fondatori hanno inviato una prima iniziativa, rappresentata dall’invio di una a lettera al Presidente del Consiglio e ai Presidente di Camera e Senato per chiedere che si possa, da subito, raccogliere online le 50mila firme previste dalla Costituzione per depositare la proposta in Parlamento. Afferma Marco Cappato: «Mentre il Parlamento discute la possibilità di far votare gli eletti da remoto, nessuno pone il problema di come restituire ai cittadini il diritto intervenire nella vita pubblica, attraverso gli strumenti telematici. Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio di proporre con urgenza un decreto che consenta di firmare online referendum e iniziative popolari. In una fase di emergenza come questa, va garantito il massimo coinvolgimento dei cittadini, in particolare con gli strumenti di democrazia diretta». Il comitato promotore della proposta di schiera infine a sostegno di iniziative analoghe che prospettano di istituire lo strumento dell’assemblea dei cittadini anche a livello locale. È il caso dell’iniziativa referendaria “Introduzione del Gran Consiglio dei cittadini e di un primo Consiglio sulla crisi climatica”, una proposta locale nella provincia autonoma di Bolzano, promossa dall’associazione Più Democrazia Bolzano. Associazione che si unisce ai firmatari della lettera nell’appello alle istituzioni per la firma digitale.

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“Lunga vita all’Arma dei Carabinieri”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Scrive Michele Fornicola: “Recentemente ho letto un articolo con il seguente titolo che mi è piaciuto molto. “Il carabiniere è già sindacalista, è il sindacalista del cittadino”. Il mio appello, quindi, lo rivolgo ai sindacati, alla rappresentanza militare ma anche ai nostri Generali che ci hanno formato, ci hanno insegnato ad essere “sindacalisti del cittadino”. Un appello affinchè, anche per i Carabinieri, sia ripensata l’organizzazione del servizio in modo consensuale e flessibile, ovvero mediante l’introduzione degli accorgimenti indicati dall’Unione Europea, che rendano possibile il sostegno alla famiglia e conciliare meglio le esigenze famigliari, di crescita e sviluppo personale.Gli effetti contrari, terminati ma ancora irrisolti dell’art.16 L. 183/2010 sono stati superati dalla disciplina europea (direttiva del 15/12/1997 n. 97/81/CE) che tende ad introdurre i principi della non discriminazione del lavoratore a tempo parziale rispetto a quello a tempo pieno (indicazioni recepite successivamente, nel 2011, e presenti nella circolare “Presidenza Consigli Ministri n° 9 ). E’ giunto il momento di pensare, in questi termini, al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro perchè le valutazioni del Comando Generale continuano a prevalere sui principi di correttezza e buona fede spesso disapplicati/elusi, sul maggior valore comparato: a) del sostegno alla famiglia, della possibilità di conciliare meglio le esigenze famigliari, di crescita e sviluppo personale introducendo la facoltà di lavorare a tempo parziale; b) delle prescrizioni minime che riguardano la “conciliazione tempi di vita e di lavoro” c) rispetto al “ricongiungimento familiare” sotteso alle domande di trasferimento per raggiungere la serenità economica, nonostante il quadro delle regole generali in materia di ricongiungimento. Se si vuole garantire “lunga vita all’Arma dei Carabinieri” servono decisioni che preservino l’Istituzione, ma con sguardo lungimirante e riformista, non conservatore e fine a se stesso. La permanenza delle attuali condizioni di impiego e di orario non vanno in questa direzione anche alla luce dei provvedimenti che da anni tendono ad innalzare sempre più il limite per poter accedere ad una “pensione dignitosa”. L’appello quindi ai Vertici Istituzionali affinchè, anche per i Carabinieri, sia ripensata l’organizzazione del servizio in modo che sia possibile conciliare meglio le esigenze famigliari ovvero di crescita e sviluppo personale.

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Vita d’Artista, Flavio Favelli

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2020

Firenze dal 26 novembre 2020 al 5 marzo 2021 un progetto espositivo site-specific che coinvolge tutti gli spazi della Fondazione Adolfo Pini Corso Garibaldi Milan. Partendo dalla suggestione del libro di Carlo Cassola che, con lo stesso titolo, affronta la questione dell’arte rispetto a certi ideali, alla politica, all’impegno sociale, Favelli interviene nella casa che fu di Adolfo Pini (1920-1986) e prima di lui del pittore Renzo Bongiovanni Radice (1899-1970), alla ricerca di un confronto tra il passato, la sua eredità e l’opera dell’artista. Flavio Favelli utilizza oggetti d’arredamento o di uso comune che rimandano sia all’estetica borghese degli ambienti familiari in cui è cresciuto, sia a quella del consumo prodotto dall’industria e dalla pubblicità. Nelle sue opere – collage, sculture, ambienti – i materiali vengono assemblati dando vita a sovrapposizioni di senso che non snaturano gli oggetti ma ne amplificano il valore simbolico. Sono oggetti di una quotidianità passata ma inconsciamente presente ancora oggi. OPENING 25 novembre 2020 dal lunedì al venerdì 10:00 – 13:00 | 15:00 – 17:00 Ingresso su prenotazione: Eventbrite, http://www.eventbrite.it

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“A tutta vita”: Adolescenti e sani stili di vita

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

Il progetto è partito qualche giorno fa ed è rivolto agli alunni delle scuole secondarie di I e II grado, dai 13 ai 16 anni.“A tutta Vita” si basa sul ruolo fondamentale della scuola e della famiglia nello sviluppo di una nuova cultura della salute e una nuova educazione al benessere come diritto e anche dovere. Il progetto prevede inoltre un torneo interscolastico online, una vera e propria sfida a quiz virtuale tra i partecipanti. La classe vincitrice riceverà un premio costituito da materiale tecnologico per la scuola.Per sollecitare la curiosità dei ragazzi e renderli più consapevoli e responsabili, nella scelta dei propri stili di vita e nell’adozione di sani comportamenti alimentari, si è scelto di utilizzare un linguaggio semplice e immediato e uno strumento virtuale, vale a dire una piattaforma, dove sarà possibile scaricare un kit educativo multimediale dinamico e versatile. Uno strumento che potrà essere utilizzato sia a scuola con gli insegnanti sia a casa grazie all’e-book creato come supporto per le famiglie.Gli argomenti trattati nel kit multimediale sono: l’importanza di una sana alimentazione per vivere meglio e prevenire alcune patologie; le dipendenze da sostanze, dedicato ai rischi associati all’uso di sostanze psicotrope, con particolare riferimento a quelle spesso non ritenute tali e tanto diffuse tra i giovani di oggi, come l’alcol e il fumo; e le dipendenze 3.0, quelle tecnologiche, oggi molto diffuse con la conseguente pericolosa inversione delle dinamiche relazionali che la fase web 3.0 ha generato. Tutto ciò in linea anche con le nuove Linee Guida del Ministero dell’Istruzione per l’insegnamento dell’Educazione Civica e con gli obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.Il kit è uno strumento in grado di coniugare simbologie e stimoli visivi e sonori a registri stilistici tipici della comunicazione giovanile. Un supporto di chiaro valore educativo, per andare incontro alle esigenze psico-pedagogiche dei ragazzi, esortandoli alla riflessione e debellando prese di posizione basate su una scarsa conoscenza dell’argomento.La piattaforma e il kit multimediale sono stati sviluppati da Civicamente, da sempre molto impegnata in progetti educativi con il Ministero, e sono strumenti pedagogici innovativi in grado di generare consapevolezza, indurre i ragazzi all’adozione di comportamenti consapevoli e aumentare la conoscenza sulle tematiche della campagna.“Per il Ministero dell’Istruzione sensibilizzare i giovani sullo sviluppo sostenibile e orientarli verso corretti stili di vita è una priorità – spiega la dott.ssa Anna Brancaccio, Dirigente della Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici e per la valutazione del sistema nazionale di istruzione -. In questo modo creiamo nuove competenze di cittadinanza attiva sul benessere e la salute. Il progetto è finalizzato a fornire ai docenti un percorso didattico gratuito sul tema dei corretti stili di vita per le nuove generazioni, coerentemente con gli obiettivi 3 e 4 dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, e al coinvolgimento degli studenti attraverso attività di gamification”.

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Peggiorano le condizioni di vita al Centro di accoglienza e identificazione di Moria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

A quattro settimane dagli incendi che hanno devastato il Centro di accoglienza e identificazione di Moria, a Lesbo, l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, rinnova l’appello ad assicurare con urgenza gli interventi e le migliorie necessari a evitare l’ulteriore deterioramento delle condizioni di vita di circa 7.800 rifugiati e richiedenti asilo attualmente accolti presso il sito di emergenza allestito a Kara Tepe. Le forti piogge abbattutesi l’8 ottobre hanno aggravato le condizioni abitative all’interno del sito di emergenza. Le tende di alcuni ospiti sono state danneggiate da allagamenti. L’UNHCR ha condotto visite di monitoraggio delle esigenze di protezione per valutare la situazione in seguito alle consistenti precipitazioni, dando priorità alla distribuzione di teli impermeabili alle persone le cui tende sono state danneggiate dalla pioggia. I rifugiati stessi hanno inoltre trovato altre soluzioni temporanee quali lo scavo di canali e fossati intorno alle tende per prevenire allagamenti, poiché il sito non è dotato di un adeguato sistema di drenaggio. L’UNHCR e altri partner umanitari hanno allertato le autorità greche in merito ai rischi per la sicurezza all’interno del sito di emergenza, richiedendone l’intervento immediato. L’area è naturalmente soggetta ad allagamenti e il sito in cui sono attualmente piantate la tende non è attrezzato per garantire la necessaria protezione da intemperie e basse temperature. Tuttavia, si tratta esclusivamente di interventi a breve termine che non possono considerarsi adeguati o sufficienti per far fronte all’inverno. L’UNHCR ha fatto notare alle autorità la necessità di attuare interventi su larga scala, tra cui dotare prontamente il sito di un adeguato sistema di drenaggio e assicurare soluzioni alloggiative migliori per i più vulnerabili e le loro famiglie. Contemporaneamente, l’Agenzia continua a sollecitare un numero maggiore di trasferimenti in alloggi adeguati sulla terraferma. Allo stesso tempo, l’UNHCR trova rincuoranti gli sforzi profusi nel corso di questo mese per decongestionare i siti sovraffollati in tutte le isole Egee, attraverso l’avvio dei trasferimenti governativi verso la terraferma dei richiedenti asilo e dei rifugiati riconosciuti e più vulnerabili. L’Agenzia continua a sostenere e incoraggiare l’accelerazione di tale iniziativa. Fino a quando non saranno adottate soluzioni maggiormente comprensive e dignitose, l’Alto Commissariato continuerà ad appellarsi alle autorità greche affinché assicurino che iniziative di questo genere siano implementate per garantire protezione e rispondere alle esigenze specifiche dei rifugiati più vulnerabili.

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Progetto “Arte per la vita”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Ancona Un’iniziativa che vede il sostegno dell’associazione Soroptimist di Ancona e della Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona Onlus grazie alla quale, la Clinica Oncologica è diventata una galleria d’arte. Il progetto viene presentato oggi con una conferenza stampa presso l’aula S del Polo Murri della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche. Il nuovo reparto completamente rinnovato viene riaperto dopo tre mesi di lavori strutturali e di abbellimento con incluso un progetto di cromoterapia. E’ prevista anche la presenza, nelle camere di degenza, di luci colorate i cui colori possono essere scelti dai pazienti mediante una App. “Grazie a queste novità il nostro diventa un reparto all’avanguardia in Italia – afferma la prof.ssa Rossana Berardi, Prof. Ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche, Direttore Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona e Coordinatrice regionale AIOM Marche -. In particolare aprire la Clinica Oncologica all’Arte è stato naturale. In questi anni abbiamo rivoluzionato il reparto, con l’aiuto di tutti, per accogliere, prenderci cura, aiutare le persone a suon di musica, di parole, di danza, di moderna tecnologia. Il senso è quello di un luogo pensato non solo come luogo di cura, ma anche di benessere, dove la qualità delle prestazioni e le migliori terapie si accompagnano alla qualità della vita. Del resto prendersi cura vuol dire prendersi a cuore ed è un atto creativo, un gesto che modifica l’esistente generando bellezza. E l’arte è bellezza. Un ringraziamento speciale va all’Accademia di Belle Arti di Brera e alla Direttrice Maria Cristiana Fioretti che con i suoi allievi ha pensato con generosità e creatività un progetto speciale per la Clinica Oncologica, alle amiche del Soroptimist di Ancona, che hanno fortemente creduto e sostenuto questo progetto, alla Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona Onlus e alla sua Presidente Marisa Carnevali, che ci aiuta da sempre a trasformare ogni sogno in realtà. Tutte donne meravigliose e sensibili. Grazie a loro abbiamo trasformato la Clinica Oncologica in una galleria d’arte, in un percorso espositivo tra cura e cultura sempre nell’ottica del miglioramento dell’accoglienza, perché il nostro obiettivo è quello di curare le persone, non solo le malattie.” “L’arte è da sempre una delle forme più spontanee e innate per rappresentare la bellezza e la voglia di orientare la vita nella sua direzione – aggiunge il dott. Michele Caporossi, Direttore Generale Ospedali Riuniti di Ancona -. L’arte in ospedale è il segno che questa ricerca non si interrompe mai, neanche di fronte alla malattia o alle ansie insite nelle attività ad alto contenuto emotivo come quelle che quotidianamente si svolgono da noi. Sui nostri muri appaiono le forme e i colori della speranza, della profondità delle cause prime e delle ragioni ultime, in una parola della necessità che l’uomo esprime di avere una risposta alla domanda delle domande: qual è il senso del nostro esistere”. “Le opere prodotte per la Clinica Oncologica – sottolinea il prof. Gian Luca Gregori, Rettore dell’UNIVPM – trasformeranno gli spazi dell’ospedale creando un ambiente nuovo non solo per i pazienti ma anche per i familiari e per tutti coloro che lavorano all’interno della struttura. Gli spazi dedicati alla cura e alla ricerca dialogheranno con la bellezza delle opere d’arte per diffondere sensazioni positive, le stesse che si percepiscono entrando in contatto con la cultura, visitando una mostra o un museo”. “Il bello provoca emozioni positive ed è in quest’ottica che si può contribuire ad aiutare i pazienti ricoverati in Clinica Oncologica, un reparto che si trasforma in una galleria d’arte – aggiunge il prof. Marcello D’Errico, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’UNIVPM -. E chi meglio di un artista sa guardare oltre l’immagine e trasformare il tutto in opera d’arte. Chi meglio di un medico, di un infermiere, di un operatore sanitario sa guardare oltre un corpo malato e vedere la persona. Si punta all’arte e alla bellezza per lenire la sofferenza e attutire l’impatto con la malattia in un reparto d’eccellenza che non trascura l’approccio olistico al paziente”.

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Oggi la vita da chi viene difesa?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Il tutto parte, come si sa, allorché il gamete materno si unisce a quello paterno. Da questa anfimissi nasce una vita nuova. E da questa vita spuntano i problemi esistenziali. Se il diritto alla vita è assicurato lo è anche quello al vivere? Ma se l’essere umano è celebrato come l’infinitesima particola di Dio perché il suo cammino deve essere costellata da infinite difficoltà? Mi si dice per metterlo alla prova. E qui rilevo la prima contraddizione. Non è Dio colui che ha sconfitto il tempo? Ciò significa che egli già sa come gli umani si comportano dal primo vagito all’ultimo respiro. E ancora si obietta: la sofferenza non è altro che un apologo sulla ricerca di Dio. Ma le mie perplessità continuano a frullarmi in testa. Perché, mi chiedo, la sapienza deve giungere all’uomo dopo difficoltà estreme, cammini tortuosi, speranze e disillusioni? Perché noi viventi siamo indotti ad affrontare una lotta incessante e un desiderio illimitato e sfrenato di conquistare posizioni preminenti anche a costo di schiavizzare persone singole, o addirittura intere popolazioni? E tutto questo perché? Forse per sentirci dire che la realtà va oltre la vita? Il pagano Epicuro dichiarava con cinico distacco che “quando ci sono io non c’è la morte, e quando c’è la morte non ci sono io”. Dopo secoli gli fa il verso un cardinale spagnolo del Cinquecento che fece scolpire sul suo sepolcro nella basilica di Santa Sabina sull’Aventino: “Ut moriens viveret, vixit ut morituruus” (Per morire vivo, visse e morì). Così la “meditatio mortis” diventa un inno alla vita, ma una vita che incomincia dopo la morte. Non per niente il cristiano sogna le delizie del Paradiso dantesco e il musulmano nel regno dei beati con una moltitudine di vergini che l’attendono. E allora perché siamo qui se il nostro regno è altrove? (Riccardo Alfonso)

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