Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘mondo’

La fame nel mondo e le risorse private

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

“Non si può vincere la fame nel mondo se non si trasformano miliardi di dollari di risorse private in investimenti di sviluppo nei paesi poveri e non si garantiscono condizioni di maggiore libertà, economica e politica, e di giustizia alle popolazioni emarginate del mondo”. E’ quanto affermato dal prof. Vincenzo Sanasi D’Arpe, presidente del World Food Programme Italia, l’agenzia dell’Onu per combattere la fame nel mondo.Aprendo i lavori del workshop sui Sustainable Development Goals, gli obiettivi indicati dall’Onu per lo sviluppo sostenibile del pianeta – organizzato dal WFP Italia insieme a Diplomatia, l’associazione cui aderiscono ambasciatori, esponenti delle istituzioni e del mondo economico che promuove incontri informali sui temi di rilievo internazionale – il Presidente del W. F. P. Italia, Sanasi D’Arpe ha sottolineato: “Anche se combattere la fame ed eradicare la povertà, rappresentano i primi obiettivi di sostenibilità che le Nazioni Unite hanno messo in agenda fino al 2030, non bisogna dimenticare che tutti i 17 obiettivi sono profondamente interconnessi fra loro e l’uguale accesso alle risorse deve andare di pari passo con un crescente e diffuso accesso ai diritti umani fondamentali. Per questo è di primaria importanza che gli Stati si dotino di ordinamenti efficienti e trasparenti, perché non deve esistere libertà senza giustizia”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il consumo delle sigarette nel mondo è diverso tra donne e uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Uomini e donne non sono stati creati uguali nemmeno di fronte al consumo di sigarette e il fenomeno non è sfuggito agli esperti in medicina di genere. Le differenze non si limitano solo ai dati epidemiologici: all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) scrivono che l’essere nato maschio è il principale elemento predittivo dell’uso di tabacco. E non a caso sono i maschi a pagare lo scotto della maggiore mortalità per malattie fumo correlate. Dei 7 milioni di persone che ogni anno perdono la vita per questa causa, un milione e mezzo sono donne. “I 170 Paesi che aderiscono al WHO Framework Convention in Tobacco Control (FCTC) evidenziano una disparità globale: gli uomini fumano in media 4,4 volte più delle donne in generale, in Europa 2 volte di più, 9,3 volte in più nelle regioni del Sud Est Asiatico e 11,4 volte in quelle dell’Est Pacifico (con un divario di ben 22 e 23 volte in Cina e India rispettivamente)” ha ricordato il Presidente SITAB, Vincenzo Zagà, durante i lavori del XIV° Congresso Nazionale in corso a Firenze.
Le differenze continuano quando si prendono in considerazione età e prodotti: i giovanissimi (13-15 anni) partono alla pari, senza differenze rilevanti in 87 studi analizzati tra il 2000 e il 2007. Ma mentre le donne smettono prima, gli uomini continuano a fumare. Il tabacco uccide il 50% dei suoi utilizzatori, 15 anni prima. In Indonesia fuma il 62% degli uomini, dove fumare è considerato sintomi di mascolinità e successo, contro l’1-3% delle donne. Nei paesi occidentali il fumo è percepito dalle donne come simbolo di uguaglianza ed emancipazione con uno scotto molto alto e una impennata dei casi di tumore al polmone anche nel sesso femminile. Un problema non da poco se pensiamo che il ciclo ha un effetto protettivo su molti organi e apparati e che le fumatrici presentano ratei più elevati di cancro alla cervice e un numero maggiore di fratture causate dall’osteoporosi. “Differenze sesso-specifiche sono state riportate anche riguardo gli effetti della nicotina sul cervello dove, ad esempio, la risposta al fumo della dopamina, il neurotrasmettitore maggiormente responsabile degli effetti gratificanti della nicotina (e, di conseguenza, del tabagismo), avviene negli uomini in regioni cerebrali diverse ed in tempi più rapidi che nella donna. La nicotina altera in maniera differente nei due sessi anche il microbioma intestinale, un ecosistema microbico costituito da migliaia di miliardi di microrganismi (più comunemente noto come “flora intestinale”), il quale influenza il sistema immunitario e le funzioni cerebrali e che si sospetta possa avere un ruolo nell’insorgenza di malattie neurodegenerative e di disturbi mentali” spiega nella sua lettura al Congresso SITAB la dottoressa Liana Fattore, Primo Ricercatore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR. Ma le differenze di genere emergono anche nel comportamento di cessazione. Usando i dati longitudinali dell’ITC4_ International Tobacco Control Tour Country Surveys condotto in Inghilterra, Stati Uniti, Canada e Australia, una ricerca apparsa su Nicotine & Tobacco Research ha esaminato incidenza dei tentativi di smettere, motivazioni, uso dei farmaci, e percentuali di successo nella transizione verso la definizione di ex-fumatori.Per quello che riguarda il ‘desiderio’ di smettere è dichiarato dal 39% delle donne e dal 38% degli uomini, le donne riferiscono che le motivazioni sono correlate a salute, benessere, aspetto fisico e approvazione sociale anche se temono di prendere peso o sperimentare una un calo dell’umore. (By D.ssa Johann Rossi Mason)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Louvre Abu Dhabi tra le meraviglie urbane del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

Abu DhabiAbu Dhabi, Il Louvre Abu Dhabi, recentemente votato come una delle sette meraviglie urbane del mondo (LikeWhere), ha annunciato una spettacolare line up, dall’8 all’11 novembre 2018, per i festeggiamenti dell’anniversario del primo anno dalla sua apertura. I quattro giorni di celebrazioni, aperti dall’artista rivelazione dell’anno, Dua Lipa, saranno ricchi di concerti, esibizioni, attività per famiglie e workshop, nonché esibizioni pop-up di arte poetica in tutti gli spazi del Louvre di Abu Dhabi, dall’iconica passeggiata sotto la cupola alle gallerie permanenti recentemente aggiornate fino all’auditorium.La cantante e compositrice britannica Dua Lipa, una delle principali artiste della sua generazione, celebre in tutto il mondo, l’11 novembre sarà la protagonista di un’esibizione esclusiva nel concert village del Louvre Abu Dhabi, a un anno esatto dall’apertura del museo al pubblico. I singoli di Dua Lipa e i video musicali tra cui New Rules e One Kiss hanno avuto oltre un miliardo di visualizzazioni. I biglietti sono disponibili al costo di 200 AED, con ingresso gratuito al museo dalle 14:00 alle 18:00. Le porte del concert village apriranno dalle 18:00 con un DJ set prima dello spettacolo.Dal 9 al 10 novembre, una serie di esibizioni pop-up intitolate Spoken Art, dirette da Dorian Paul Rogers, vedranno esibirsi sette poeti in tutto il museo, dalle gallerie permanenti fino allo spazio sotto la cupola. I poeti si ispireranno a opere d’arte presenti nelle gallerie del Louvre di Abu Dhabi: Jayzus Zain e Qutouf Yahia dal Sudan, Safwa Mohammed e Jorge Monterrosa dagli Stati Uniti, Chamma AlBastaki dagli EAU, Aathma Dious dall’India e Danabelle Gutierrez dalle Filippine.Il designer interdisciplinare emiratino Salem Al Mansoori, un creatore di lavori generativi, basati sui dati e sulla narrazione, svelerà nella hall d’ingresso del museo un’opera digitale animata. Intitolata Constellations, l’opera riflette sui dati dei visitatori del Louvre Abu Dhabi nel corso dell’ultimo anno. Il suo corpo di lavoro attraversa le discipline e varia dalla fabbricazione digitale alla visualizzazione dei dati, fino a giungere a installazioni di arte visiva basate su algoritmi.Per il weekend di architettura pop-up (9 e 10 novembre), il Louvre Abu Dhabi ospiterà attività gratuite e un discovery tour per tutte le età della durata di 30 minuti (11:00, 13:00, 17:00, 17:00) nel parco di fronte al museo. Famiglie, bambini e adolescenti potranno collaborare insieme per creare costruzioni ispirate alla cupola del Louvre di Abu Dhabi utilizzando forme geometriche su larga scala.I visitatori potranno scoprire le opere del museo nelle gallerie permanenti con 11 nuove acquisizioni di livello mondiale e oltre 20 nuovi capolavori iconici in prestito dai musei partner francesi e della regione, oltre a un grande riallestimento delle gallerie d’arte moderna e contemporanea.
Japanese Connections: The Birth of Modern Décor, è la mostra internazionale che espone dipinti, stampe e paraventi del XIX e XX secolo. Le opere illustrano il dialogo artistico e culturale tra Giappone e Francia e l’importante influenza dell’estetica colorata ukiyo-e sull’arredamento moderno francese. I visitatori potranno visitare l’esposizione fino al 24 novembre 2018.Adolescenti e ragazzi potranno poi esplorare il Manga Lab, uno spazio estremamente popolare appositamente progettato per esplorare la cultura giovanile giapponese. Lo spazio offre un’esperienza immersiva di realtà virtuale, giochi arcade retrò, un muro di espressione, un’area relax per la lettura e una serie di masterclass e workshop che esplorano l’arte del manga e dei fumetti. Il Louvre Abu Dhabi ospiterà un simposio di due giorni in collaborazione con École du Louvre, affrontando il tema dei musei in un mondo globalizzato. Il simposio riunirà i leader del settore per discutere la museografia contemporanea in discorsi e tavole rotonde. Un anno dopo l’apertura di Louvre Abu Dhabi, il simposio intende esplorare e mettere in discussione il DNA di questa istituzione come primo museo universale nel mondo arabo. Quale nuovo membro della comunità museale internazionale, il Louvre Abu Dhabi esaminerà anche il suo debito nei confronti della storia dell’arte, della storia dei musei e discuterà il suo contributo nel più ampio contesto dei musei in un mondo globalizzato.  (copyright foto w. dctabudhabi.ae )

Posted in Estero/world news, Viaggia/travel | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Western Union inaugura i trasferimenti digitali per tutte le destinazioni del mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 ottobre 2018

The Western Union Company, società leader nelle movimentazioni transfrontaliere di denaro in valuta plurima, ha annunciato oggi il proprio ingresso nel settore multimiliardario dei trasferimenti di denaro in dollari tra conti bancari per il segmento dei consumatori, rendendo possibili i trasferimenti digitali di importi elevati dal Regno Unito al resto del mondo.
I consumatori del Regno Unito potranno ora inviare fino a 50.000 £ tramite i propri smartphone da wu.com o dall’app mobile Western Union®, trasferendo direttamente il denaro dal proprio conto ad altri conti bancari dislocati in vari Paesi del mondo.Negli ultimi anni, Western Union ha subito una straordinaria trasformazione digitale, promuovendo una strategia digitale multistrato che consente ai clienti di dare il via alle proprie transazioni dal cellulare, tramite app o browser di rete. Oggi, l’attività digitale di Western Union segnala una costante crescita a due cifre, con ben il 70% delle transazioni digitali avviate da dispositivi mobili. I consistenti investimenti della società in termini di controlli di conformità in tempo reale ed espansione della propria rete di pagamenti bancari a miliardi di conti hanno reso finalmente possibili ai consumatori trasferimenti di denaro di importo elevato, per ora soltanto dal Regno Unito, ma a breve anche da altri importanti Paesi che ricorrono spesso ai trasferimenti di denaro.“Con l’inaugurazione di questo servizio abbiamo aggiunto un’altra pietra miliare al nostro sogno di voler soddisfare le diverse esigenze di trasferimento di denaro dei nostri clienti, molti dei quali sono cittadini del mondo con patrimoni e attività in vari Paesi”, ha dichiarato Graham Baker, responsabile nazionale per il Regno Unito dei trasferimenti globali di denaro per Western Union.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I paradigmi odierni nel mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 ottobre 2018

Risulta abbastanza chiaro che i paradigmi usati fino ad oggi nel mondo del lavoro non sono più sufficienti a risolvere i problemi contemporanei, ed è per questo che ne vanno trovati di nuovi. Tra quelli maggiormente interessanti vi è senza dubbio quello della Shared Value.
In questo nuovo modello si abbandona la visione che vede la contrapposizione di interessi tra la società civile e le grandi aziende e si pone in evidenza come alcune attività di business commerciali, se indirizzate nel modo giusto, possano generare soddisfazione per entrambe le parti, creando una sorta di win-win.L’applicazione della logica della Shared Value, ideata circa dieci anni fa da Michael Porter, professione ed economista della Harvard Business School, determinerebbe significativi vantaggi su temi di estrema importanza come la tutela ambientale e la salvaguardia dei territori. Alcune azioni, infatti, non si presentano semplicemente come eticamente giuste, ma, proprio seguendo la logica di interesse coincidente della Shared Value e di altre teorie alla base della Green economy, anche potenzialmente profittevoli per le grandi aziende.In quest’epoca così difficile, confusa e contraddittoria è fondamentale abbandonare la logica dello scontro e comprendere che è solo con la collaborazione che si possono raggiungere determinati risultati e uscire dalla crisi globale che ha travolto il mondo occidentale.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I detenuti nelle carceri nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

La metà della popolazione carceraria mondiale di circa nove milioni è detenuta negli Stati Uniti, in Cina o in Russia. I tassi di carcerazione negli Stati Uniti sono i più alti del mondo, a 724 persone su 100.000. In Russia il tasso è 581. Molti dei tassi più bassi sono nei paesi in via di sviluppo, ma il sovraffollamento può essere un problema serio. Le prigioni del Kenya hanno un livello di occupazione del 343,7%. Ma è dall’altra parte dell’Adriatico che si registrano i tassi più alti d’Europa, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,. In tal senso, l’Albania è al primo posto nella regione per il maggior numero di prigionieri per 100.000 persone. Secondo gli ultimi dati della Prison Studies Organization, in Albania il numero dei detenuti per 100.000 persone è stato di 193 durante il 2018, il più alto tra gli altri paesi della regione.Il secondo posto di questa graduatoria spetta al Montenegro con 174 prigionieri per 100.000 persone, la Serbia con 174 prigionieri, la Macedonia con 134 e poi il Kosovo con 106 e Bosnia con 73.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Tecnologie e clima cambiano il mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Più volte sono tornato, in questi ultimi anni, sullo stesso tema nel prospettare una società del domani capace di definirsi come tale a una sola condizione: quella di accettare il cambiamento da subito. Gli inizi del XX secolo sono stati segnati da una prorompente produzione industriale. Ora che siamo nel 2018 un’altra fase si sta per concretizzare. E’ dettata dalle tecnologie informatiche e dalle comunicazioni.
Non posso, da una parte, cogliere questi segnali e, dall’altra, disattenderli. Oggi si richiede una popolazione lavorativa ben informata, creativa e flessibile e dotata di conoscenze specifiche. Quando prospettai al Ministro del Lavoro, alcuni anni fa, un mio “progetto” inteso a rivoluzionare l’attuale sistema previdenziale e d’assistenza italiana e dimostrai che ciò si poteva realizzare in tempi diversi senza provocare eccessivi traumi, la risposta mi venne con una laconica lettera nella quale mi fu detto che i “tempi non erano maturi”.
Evidentemente la “miopia” del ministro, e di quanti come lui, stava nell’inconscio di chi temeva un salto nel buio, mentre sarebbe stato più facile gestire le cose che si sanno e che abbiamo consolidato nel tempo. Non era, tuttavia, solo il frutto di un’epoca. Basta pensare quanto è accaduto in Italia con il ventennio Berlusconiano frammisto a quello del centro sinistra, anche se quest’ultimo ha governato per brevi periodi. In circa vent’anni i governi che si sono succeduti, e persino l’attuale, dato dalle prime avvisaglie, che è una specie d’inciucio tra centro-destra e centro-sinistra, hanno svolto solo un ruolo: quello di fermare il tempo. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il ruolo dell’uomo nel mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

Non sono certo le tendenze integraliste e isolazioniste di quanti vedono, in chiave etnica e razziale, il ruolo dell’uomo nel mondo. Il terreno per misurarci e competere può essere un altro. E’ un aspetto dalle molte “facce”: da quella culturale e turistica all’economica e sociale. E’ un discorso, dopo di tutto, non nuovo. Abbiamo un passato che dovrebbe aiutarci a capire poiché le vicende del nostro presente ci accomunano con i tempi andati. Oggi, se ammiriamo le bellezze architettoniche della Spagna o se seguiamo con un certo interesse alcune manifestazioni folkloristiche in Sicilia o in Calabria, possiamo richiamarci alla cultura araba che ne ha lasciato l’impronta.
Noi credo che da tutto ciò non possa provenire un messaggio indicativo soprattutto se ritorniamo in quei paesi del Molise, della Puglia, della Calabria, della Lucania e della Sicilia, dove restano quasi immutate, nel tempo, la lingua e le tradizioni ora albanesi, ora greche, ora arabe. Persino nei tratti somatici delle nostre genti noi a volte scorgiamo il passaggio di questi “conquistatori” che dal Sud al Nord hanno percorso la penisola italica, la Spagna e i paesi Slavi. Furono amati e odiati, furono temuti e attesi come liberatori, furono l’anima dei primi commerci, furono i portatori di novità di grande rilievo e che ancora oggi ne assaporiamo i frutti: pensiamo all’uso della carta e alle tecniche per la sua produzione importata in Europa dagli arabi che a loro volta ne carpirono i segreti dai cinesi. Mi riferisco ai tempi nei quali si affermava che “La cristianità era come un’isola circondata dai flutti minacciosi della barbarie e dell’Islam.”
Da allora, dalla metà del nono secolo in poi, con il declino dell’impero cristiano carolingio, il “mare nostrum”, non inteso in senso latino, nel suo concetto di conquista, divenne sempre più un crocevia per stimolare altri interessi. Divenne un ponte costruito più per la condivisione che per rinfocolare gli opposti interessi o sogni di rivalsa e di dominio. Tutto ciò a dispetto delle numerose iniziali incursioni e infiltrazioni dei saraceni lungo le coste italiche: Piraticam exercentes!
Oggi su questo Mediterraneo noi vorremmo che si consolidasse un nuovo “polo” economico, commerciale, culturale e sul quale costruire la società del post 2000 in un’area che ne ha tutte le premesse e i precedenti storici per farlo. Farlo a dispetto degli integralismi che possono guastarne il rapporto, le incomprensioni che possono ritardare la realizzazione del progetto, le gelosie di chi teme che il primato di una grande alleanza sia di altri, e non la propria, e di chi procede come una “talpa” e non riesce a vedere oltre il proprio naso. L’Italia e la Spagna sono, d’altra parte, i paesi del bacino del Mediterraneo che, a mio avviso, meglio identificano la loro capacità di edificare un costruttivo dialogo tra le varie parti. Proprio per questo motivo incomincio a parlare della Spagna. Lo faccio per affermare che tra i paesi europei la Spagna è stata quella che conserva i ricordi più vivi del mondo arabo. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il mondo nell’abisso. Heidegger e i quaderni neri di Eugenio Mazzarella

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Il mondo nell'abissoCon la pubblicazione dei Quaderni neri di Martin Heidegger le domande, che da tempo aleggiano attorno alla figura del pensatore tedesco, si sono riproposte con forza: Heidegger era nazista? La sua filosofia si fonda su un aperto antisemitismo? Eugenio Mazzarella tenta di rispondere a questi interrogativi analizzando il controverso rapporto del filosofo con il nazismo. Il libro mostra come dopo l’esplicita adesione al nazismo, attestata chiaramente dal celebre discorso del rettorato del 1933 («Il Führer stesso e solo lui è la realtà tedesca dell’oggi e del domani e la sua legge»), Heidegger avvii un vero e proprio disimpegno dalla politica e dalla realtà storica del suo tempo. Disimpegno che assume un tono sempre più apocalittico man mano che, nell’inoltrarsi negli anni Trenta, diviene sempre più chiara, nella prospettiva filosofica di Heidegger, la deriva di mera potenza del Reich “millenario”; da contropotenza politico-spirituale alla crisi dell’Europa a mera variante del mondo moderno, del calcolo della “tecnica”. Un giudizio che consegna l’intero presente – il mondo, la vita, la storia, e l’umanità che vi è coinvolta – al puro abisso di un anatema gnostico, di fronte a cui non c’è scampo se non quello di un’altra possibile storia dell’Essere a venire, sancita dalla celebre espressione: “Soltanto un dio ci può salvare”; di un dio che ci possa salvare. La storicità concreta, esistenziale e storica, così come si offriva in Essere e tempo, viene in tal modo completamente abbandonata.
Eugenio Mazzarella insegna filosofia teoretica all’Università Federico II di Napoli. È stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo friedericiano e deputato al Parlamento nella XVI legislatura. Tra le sue opere Vie d’uscita. L’identità umana come programma stazionario metafisico (Il melangolo, Genova 2004); L’uomo che deve rimanere. La smoralizzazione del mondo (Quodlibet, Macerata 2017); Sacralità e vita (Guida, Napoli 1998); Vita politica valori (Guida, Napoli 2010) e la raccolta di poesie Anima madre (ArtstudioPaparo, Napoli 2015).
Euro 12,50 128 pagine EAN 9788854516977 Neri Pozza: autori italiani di Settembre (copertina copyright: Il mondo nell’abisso)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il temperamento umano alla conquista del mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 luglio 2018

Nel suo rapporto con la natura e i propri simili l’essere umano si distingue per le sue diverse sensibilità. Lo ritroviamo, infatti, a misurarsi con il suo temperamento artistico, impulsivo, socievole e negativo.
Il temperamento artistico si riconosce dalla capacità di discernere la bellezza in senso lato. E’ un genere di comportamento che troviamo anche in chi non ha alcuna inclinazione verso fantasie artistiche. Le tappe del processo creativo sono essenzialmente tre: la capacità di recepire e di immagazzinare una serie di informazioni importanti, l’abilità di rielaborarle più o meno coscientemente, si dice che la solitudine sia la scuola del genio, e l’improvvisa illuminazione che si concretizza poi nell’opera d’arte. La creatività è essenziale e funzionale al processo di adattabilità della specie e l’atto creativo del singolo si riflette sul presente e sull’avvenire dell’intera comunità.
L’impulsività si estrae da soggetti che amano il rischio misto ad uno spiccato senso di intraprendenza. Un temperamento impulsivo spinto agli estremi porta ad effetti deleteri, cioè alla ricerca dell’eccitazione a tutti i costi. Per contro un grado equilibrato di impulsività può rappresentare una buona spinta.
Il socievole e il suo opposto entrano nella categoria degli introversi e degli estroversi. Sono sempre esistiti. Gli estroversi non avranno mai chiusure davanti ad un estraneo. Gli introversi, invece, rimarranno timidi ed isolati tutta la vita. L’ideale sarebbe quello di stabilire un equilibrio tra queste due tendenze. Per i soggetti introversi esiste una base neurologica per il loro lato caratteriale con bassi livelli di capacità di eccitazione per cui necessiterebbero di più stimoli rispetto agli introversi più “autosoddisfacenti”. Sull’argomento ne ha parlato diffusamente il psicologo americano Perry Buffington, in un recente convegno.
La figura negativa, a sua volta, è da ritenersi la componente caratteriale più studiata. Si tratta della propensione individuale a rispondere in modo positivo o negativo ad una situazione stabilita. Ad un lato estremo troviamo rabbia, depressione, ansietà e preoccupazione e dal lato opposto felicità, allegria e serenità. Ed è proprio la componente “negatività” quella che si è mostrata più importante per la salute psichica e fisica dell’uomo. I soggetti con preponderanza di “negatività” tendono ad ammalarsi più di frequente ed impiegano più tempo a guarire. Sono in genere individui che hanno un’opinione negativa di se stessi. Si preoccupano più degli insuccessi che dei successi. Invecchiando hanno più disturbi e dolori degli altri. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Siamo certi di capire cosa veramente sta succedendo nel mondo?

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

“Noi ci troviamo davanti a un mutamento drammatico della politica mondiale: gli Stati Uniti non sono più quelli (ora escono anche dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite), la Corea del Nord non è più quella (si spaventa anche lei dell’olocausto atomico), Israele non è più quello (sta legiferando di essere uno Stato solo per gli ebrei, lì sono gli altri ad essere in lista), in Europa siamo agli insulti tra governanti impazziti e anche l’Italia non è più quella. A ben vedere però non tanto è cambiato il modo di concepire la politica, quanto è cambiato il modo di governare. La politica sembra sempre quella: l’assillo di fermare i profughi c’è adesso e c’era prima, però si mandano medici e navi militari a soccorrerli adesso come si faceva prima; i porti si chiudono ma anche si lasciano aperti adesso come prima; il blocco navale lo vorrebbe oggi Giorgia Meloni con le Marine europee, come Minniti lo voleva ieri con le motovedette libiche; l’idea di “aiutarli a casa loro” era di Renzi come oggi è di Salvini, ma era anche della FAO e del Vertice mondiale sull’alimentazione che nel 1996 aveva stabilito che ogni Paese dovesse destinare una quota del PIL agli aiuti ai Paesi poveri e aveva perfino coltivato il sogno di dimezzare la fame nel mondo entro il 2015: ma povertà e fame sono ai livelli di prima e del PIL sono cadute a sfamare e illudere i poveri solo le briciole (dall’Italia lo 0,2 per cento). In Europa le politiche di Maastricht, la proibizione degli aiuti di Stato, l’ultimatum sul debito, il pareggio di bilancio c’erano prima e ci sono adesso: prima ci pensava Padoan e adesso, garante Mattarella, vi provvede con generale sollievo dei mercati, Tria. In Israele insediamenti e colonie si facevano prima e si continuano anche adesso. La corsa al riarmo nucleare c’era prima, c’e adesso, e viene boicottato, anche dall’Italia, il Patto per il bando delle armi di sterminio.
Però è cambiato il modo di governare. Prima tutto si faceva e si accettava con sussiego, tutti compunti quando Hollande, il socialista, spazzava via la città satellite dei profughi a Calais o quando Clinton, il democratico, costruiva il muro col Messico, che c’era dunque già prima che Trump lo elevasse a 12 metri, tanto è vero che il papa c’è andato accanto a pregare i Salmi della desolazione. Però la leggenda somministrata al popolo (prima che esso degenerasse nel populismo) era che si viveva nel migliore dei mondi possibili. Adesso si governa più o meno allo stesso modo, ma con grida, ira, esecrazione e ingiuria reciproca. La situazione è perfettamente descritta nell’appello di mons. Nogaro e Sergio Tanzarella pubblicato in questo sito: i precedenti governi avevano già compiuto atti gravissimi, ora si aggiunge odio e paura. Ovvero, la realtà è la stessa, cambia il racconto.
Se volessimo ricordare una vecchia interpretazione marxista, tanto vituperata quando utilizzata dai gesuiti e dalla teologia della liberazione in America Latina, ma tanto utile come strumento d’analisi da tenere nella cassetta degli attrezzi, dovremmo dire che resta immutata la struttura ma cambia la sovrastruttura, cioè resta la dura realtà delle cose ma cambia l’ideologia, cambia la rappresentazione, cambia il “singhiozzo della creatura oppressa”. Nessuno pensi che ciò sia senza conseguenze. Lo scarto tra realtà e rappresentazione può diventare esplosivo, e l’intero sistema rischia di andare in pezzi.
Ma di nuovo qui bisogna non sbagliare l’analisi. È un luogo comune che, almeno qui da noi, a far saltare il tappo sia stato Salvini con la sua politica spettacolo, e se è così vuol dire che ci voleva poco. In ogni caso lui viene vissuto come un Che Guevara, la rivoluzione è lui, come dice e illustra la copertina del “Corriere della sera”. Ma l’errore sta in questo: Salvini non è la rivoluzione, è la controrivoluzione. La rivoluzione è un’altra e ormai si capisce anche chi ne sono i soggetti.
Si discusse seriamente di rivoluzione nel 1986 in un convegno a Cortona che forse qualcuno ricorderà. Dopo l’installazione dei missili, il mondo sembrava a un passo dallo scontro nucleare. Nessuno sembrava più in grado di controllare la situazione. Il partito comunista non credeva più in un’uscita dal capitalismo. Anche la cristianità era divisa: i vescovi del Santo Sinodo della Chiesa russa, incoraggiati da Gorbaciov, condannavano la dottrina del primo uso (“first use”) dell’arma nucleare ed escludevano che quella nucleare potesse essere una guerra giusta, i vescovi americani, intimiditi da Reagan, legittimavano il primo uso ammettendo come guerra giusta anche quella atomica. La tesi di Cortona, illustrata da Claudio Napoleoni, era che bisognava uscire dal sistema di guerra, come dicevamo noi pacifisti, ma questo non bastava, anzi non sarebbe stato possibile se non si fosse usciti dal sistema di dominio: il dominio delle cose sull’uomo, dell’uomo sull’uomo, di un popolo sugli altri popoli. Dunque, una rivoluzione. Ma quali avrebbero potuto essere i soggetti della rivoluzione, che naturalmente si pensava pacifica? La classe operaia non più. Le suggestioni furono diverse. A discuterne furono personalità di spicco del tempo, cattolici e no, Giulio Girardi, Augusta Barbina, padre Balducci, i senatori Ossicini e Anderlini, padre Turoldo, Salvatore Senese, Giovanni Franzoni, Gianni Gennari, Tonino Tatò (il segretario di Berlinguer), Giuseppe Chiarante, Italo Mancini, Giovanni Franzoni, Mario Gozzini, Boris Ulianich e altri. E chi diceva che il nuovo soggetto rivoluzionario sarebbero stati i giovani, chi diceva le donne, chi diceva i popoli nuovi, quelli del Terzo Mondo. Nessuna di queste previsioni si è avverata. Il sistema di dominio e di guerra non è stato scalfito, anzi si è inorgoglito presentandosi come “fine della storia”. Ma oggi la cosa si svela.
Oggi ci troviamo di fronte a un fenomeno che male faremmo a non riconoscere come un evento rivoluzionario. È quello dei migranti, 68 milioni nel 2017. Se viene trattato come un’emergenza, è irrisolvibile, e tutto il caos europeo e americano di questi giorni mostra che cercare di tamponarlo come tale è addirittura patetico, oltre che tragico. Se invece si riconosce come un evento rivoluzionario, si può cominciare a organizzare una risposta ragionevole. Una rivoluzione la si può prendere a cannonate, ma quasi mai funziona. Oppure la si può assumere e gestire con la politica, con il diritto e con il cuore (lo dice perfino la signora Trump).
E intanto si vede chi sono i soggetti della rivoluzione. Sono i migranti, che l’ONU nemmeno vuol chiamare così, perché sono rifugiati, fuggiaschi, richiedenti protezione e asilo, sfollati interni, Internally Displaced People, ed è impossibile distinguere tra migranti economici e politici. Sono soggetti rivoluzionari perché non dicono, ma fanno, mettono in gioco i loro corpi, usano mani e piedi, lottano per la vita dando la vita, perseguono un fine che se raggiunto non vale solo per loro, ma per tutti, perché ne verrebbe un mondo diverso e magari questo fine sarà raggiunto per altri, non da loro. Per questo sono rivoluzionari, e sono non violenti perché non mettono in questione il sistema con le armi, ma ne svelano l’ottusità e ingiustizia col semplice muoversi, andare, sfidare il mare ma anche le torture e i lager. Fanno obiezione di coscienza a un mondo che non li vuole.
Si può fare la controrivoluzione contro di loro, ed è irrisoria. Oppure si può riconoscere il diritto fondamentale universale umano di migrare, lo ius migrandi, disciplinarlo e graduarne l’attuazione affidandolo a mezzi di trasporto comuni e sicuri, e riaggiustare il mondo globale, nei suoi meccanismi economici, sociali e politici, secondo la misura di un’umanità indivisa. Perciò è una rivoluzione; riconoscerlo vuol dire anche sapere che, come dicevano i cinesi, non è un pranzo di gala: è cimento e lotta. Se ne dovrà parlare. Ne va della salvezza della terra, non solo delle anime”. (fonte: http://www.chiesadituttichiesadeipoveri.it/)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

A 50 anni dalla pubblicazione de “Il mondo salvato dai ragazzini”

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

Procida 1 e 2 giugno località Terra murata Piazza Marina Grande cerimonia conclusiva per il primo anno di attività svolte a Procida da un progetto culturale e sociale corale continuativo, nel nome di Elsa Morante. La presentazione è stata aperta da un applaudito reading di Rosaria De Cicco e Nello Mascia, tratto da Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, ispiratrice di questo progetto: realizzato in collaborazione anche con il mensile «Andersen – il mondo dell’infanzia» diretto da Barbara Schiaffino, l’ente di formazione Agita Teatro, tutta la comunità educante (coordinata da Pina Cucurullo, segretario della Giuria Tecnica del Premio) e le due librerie dell’isola, Graziella e Nutrimenti, con il supporto iniziale della Fondazione Banco di Napoli. «L’azione culturale dell’Associazione Kolibrì è garanzia di qualità nel campo della civiltà dell’infanzia, in piena sintonia con lo spirito della Fondazione, laboratorio che intende creare armonia tra le manifestazioni culturali, educando alla lettura e alla bellezza» afferma il Presidente Ciruzzi. «Perciò – continua – la Fondazione Premio Napoli accoglie questo sodalizio, che aprirà anche le nostre iniziative al riconoscimento condiviso delle migliori voci della letteratura giovanile, nel segno di una cultura partecipata e dell’interazione con i giovani che è il miglior antidoto all’orrore dilagante che pensa di sconfiggere l’illegalità con la repressione. Non c’è sicurezza senza crescita culturale, investimento nel welfare e una educazione precoce alla bellezza».
«Questo progetto – aggiunge il sindaco di Procida Raimondo Ambrosino – sottolinea e rafforza lo storico legame tra l’isola e Napoli, con un omaggio a Elsa Morante che celebra la partecipazione attiva dei nostri bambini, in una condivisione culturale più ampia della nostra piccola realtà di provincia». Una «piccola isola ma con una grande scuola» gli fa eco la dirigente Martano, napoletana da tre anni a Procida, che grazie a questa esperienza si è annoverata tra i «Felici Pochi» morantiani. Un’isola che conta, infatti, quasi 1500 bambini e ragazzi «i quali, contraddicendo gli stereotipi degli adulti Infelici Molti – ironizza Martano – amano, e come, leggere: ma solo quando trovano proposte di senso, di interesse e accattivanti come questa».
«Questo progetto – dice Lubrano Lavadera – ci ha fatto sognare con il suo respiro controcorrente di fraternità e di educazione alla pace. Un grande sogno che ne contiene un altro: l’auspicio di restituire alla fruizione pubblica i locali dell’opificio dell’ex Carcere Borbonico a Terra Murata, sito che vorremmo destinare alla Casa delle Arti dei Bambini e Ragazzi». In questo senso, aggiunge Trotta illustrando le tappe del progetto, «Procida salvata dai ragazzini è anche una sfida, un cammino condiviso, una fucina di idee in movimento che aspira a creare ponti con altre realtà, nel segno dei più giovani e dei beni relazionali». Di qui il primo gemellaggio con i ragazzini della Comunità Montana di Vico Equense (I.C Caulino), che con la guida di Guadagnuolo apriranno le manifestazioni conclusive sull’isola, mettendo in scena una parte de Il mondo salvato dai ragazzini. «Sono i primi “vascelli vagabondi” che suggellano una straordinaria esperienza formativa partecipata dal basso, che ha registrato da subito un entusiastico riscontro nei bravi docenti e allievi dell’isola».

Posted in Cronaca/News, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Circa 220 mila persone hanno avuto l’occasione di conoscere da vicino il mondo della Marina

Posted by fidest press agency su martedì, 29 maggio 2018

Lo hanno fatto attraverso gli stand espositivi di NoiSiamolaMarina realizzati presso il centro commerciale “Porta di Roma”. La presenza del personale della Marina, dei mezzi e dei simulatori e l’allestimento di mostre storiche hanno suscitato non solo la curiosità del pubblico adulto, ma in particolar modo quella dei più giovani che hanno partecipato a diverse attività dimostrative e interattive, come le discese in corda su parete, le dimostrazioni con i robot e quelle di difesa personale, oltre ad avere la possibilità di vestire lo scafandro da palombaro e svolgere le lezioni sui nodi e sul carteggio nautico. I giovani partecipanti che sono riusciti a portare a termine tutte le prove sono stati premiati con gadget della Marina Militare.E’ stata una grande opportunità questa per i visitatori di vivere un’esperienza da #ProfessionistidelMare e conoscere i segreti dell’equipaggio della #MarinaMilitare, anche attraverso un contatto diretto con i testimonial delle varie componenti della Marina Militare, che hanno fornito informazioni sulle varie specializzazioni, ruoli ed eccellenze della Forza Armata.Sono stati resi disponibili a favore dei visitatori il simulatore di plancia di una nuova unità navale, la camera di manovra con simulatore d’immersione di un sommergibile oltre al simulatore di periscopio di un sommergibile, il simulatore per i segnali di appontaggio di un elicottero sulle unità navali, un battello della Brigata San Marco e del Gruppo Subacquei ed Incursori, i mezzi subacquei filoguidati e telecomandati, i modellini in scala di navi e di un elicottero in configurazione antisommergibile.Inoltre, i medici del servizio sanitario della forza armata hanno avuto modo di illustrare al pubblico presente le attività svolte sul territorio nazionale e a bordo delle unità navali della Marina Militare, come ad esempio quelle di terapia iperbarica a favore della collettività presso i centri di La Spezia e del Centro Ospedaliero di Taranto.
Grande trionfo anche per il concerto dal titolo “Banda in Band” realizzato dalla Banda della Marina Militare,in formazione di 65 elementi, che ha persuaso numerosi passanti nel centro commerciale Porta di Roma catturati dal piacevole repertorio musicale composto da pezzi rock e pop.All’evento hanno partecipato anche gli atleti della Marina che hanno fatto provare le attrezzature sportive – tra cui un simulatore di barca a vela – e coinvolto il pubblico partecipante nella divertente attività sportiva del tiro con l’arco.Grazie ai punti informativi sono state soddisfatte le curiosità del pubblico e illustrate le possibilità di carriera nella Marina Militare.Gli appassionati di storia hanno potuto invece visitare un’intera area dedicata alla mostra sulla Prima Guerra mondiale, cui proprio quest’anno ricade il centenario, nella quale sono stati esposti cimeli e pannelli illustrativi.Partner dell’evento sono state le Fondazioni “Francesca Rava”, “Operation Smile” e l’Associazione “Mare Vivo” con le quali si sono tenuti numerosi incontri sulle attività e i progetti messi fino ad oggi in campo con la Marina Militare.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La sclerosi multipla nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 maggio 2018

Milano, giovedì 10 maggio 2018 Ore 11.00 – Magna Pars Via V. Forcella, 6. La sclerosi multipla colpisce circa 2,5-3 milioni di persone, di cui 600.000 in Europa e circa 114.000 in Italia. Sempre più di frequente la diagnosi arriva in età giovanile, tra i 20 e i 40 anni, nella fascia di età più produttiva. Ma qual è l’impatto della malattia sul paziente, sul caregiver e sul neurologo? Che cosa significa oggi qualità della vita per il paziente? Da quali dimensioni è composta? Quanto la tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione digitale possono supportare i pazienti? Per comprendere meglio il fenomeno Teva Italia ha commissionato a Doxapharma una ricerca sul significato di qualità della vita, cruciale per i pazienti, i caregiver e i neurologi. I risultati dell’indagine saranno presentati in occasione dell’apertura del BEMS (Best Evidence in Multiple Sclerosis), giunto quest’anno alla settima edizione.All’evento, moderato da Maria Concetta Mattei, giornalista di Rai 2, interverranno: Roberto Ascione, Global CEO Healthware International; Mario Alberto Battaglia, Presidente Fondazione Italiana Sclerosi Multipla; Roberta Bonardi, Senior Director Business Unit Innovative e General Manager Teva Grecia; Giancarlo Comi, Direttore del Dipartimento di Neurologia dell’Università Vita Salute dell’Ospedale San Raffaele di Milano e Presidente European Charcot Foundation; Luigi Lavorgna, Neurologo – Seconda Università di Napoli; Gianluigi Mancardi, Presidente SIN Società Italiana Neurologia; Direttore della Clinica Neurologica Università di Genova; Francesco Saverio Mennini, Direttore Centro per la Valutazione Economica e HTA (CEIS – EEHTA). Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Paola Parenti, Vice Presidente di Doxapharma; Hubert Puech d’Alissac – Amministratore Delegato Teva Italia.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ma in che mondo viviamo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2018

Negli U.S.A. vi è un partito contrarissimo all’assistenza sanitaria universale e quelli che ne potrebbero essere i beneficiari lo appoggiano. In diversi paesi arabi la ricchezza è di casa, per via dei pozzi di petrolio, eppure tantissime persone vivono nella miseria. L’occidente, considerato ricco se non opulento, conta centinaia di migliaia di clochard che nelle metropoli si trovano senza un tetto dove ripararsi e un pasto caldo per rifocillarsi. Ci sono società farmaceutiche che realizzano profitti miliardari eppure vi sono milioni di persone che muoiono perché non sono in grado d’acquistare i farmaci da loro prodotti. Il lavoro è l’unica fonte di vita per gli esseri umani poiché permette loro d’avere una casa dove ripararsi, il cibo per alimentarsi, l’accesso all’istruzione, l’assistenza sanitaria per proteggersi dai malanni e assicurarsi una vecchiaia decente, eppure in tutto il mondo ci sono centinaia di milioni di disoccupati. Accettiamo la logica capitalista, dove vige il credo del consumismo e dell’esaltazione per chi ha in dispregio di chi è con la conseguenza che la stessa cultura è posta in secondo piano se non produce ai diretti interessati lauti guadagni.
Abbiamo inventato il colonialismo e poi le dittature del “re travicello” per schiavizzare, perpetuandolo dal passato, intere popolazioni e lasciandole in miseria pur di trarne ricchezze personali.
Ci lasciamo governare da imbonitori da strapazzo e da governi che praticano il genocidio e il terrore per sottomettere intere popolazioni e non facciamo poco o nulla per reagire. Abbiamo imparato a inviare, con la scusa di difendere la libertà e la giustizia, eserciti con armamenti di distruzione di massa ma solo per garantire agli affaristi di turno d’agire indisturbati. Abbiamo accettato di buon grado l’idea della sofferenza con la distorta idea che ciò è necessario per avere un premio nell’al di là. In Italia vi è un governo che mette in ginocchio la povera gente e protegge i ricchi e ottiene il plauso delle stesse vittime.
Siamo dei servi della gleba ma basta che qualcuno ci offra qualche briciola di pane per sorridergli compiaciuti e siamo anche pronti a leccargli i piedi.
Siamo tutto questo e molto ancora eppure non mostriamo la nostra contrarietà, salvo qualche mugugno di circostanza: è il piacere-sofferenza del masochista.
Eppure vi è chi si ribella, ma è condannato alla repressione più feroce e, nella migliore delle circostanze, alla denigrazione, al disprezzo e a essere schiavizzato dalla disinformazione. Ma di che pasta siamo? (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

La pace nel mondo e quella del mio vicino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 marzo 2018

Siamo cittadini del mondo. Siamo degli apolidi. Nello stesso tempo avvertiamo il fascino del “campanile” dalla nostra strada, quartiere, municipio, comune, provincia, ecc. Può sembrare un contro senso, ma non lo è. A ben considerare, è il nostro modo dello stare insieme e di sentirci al tempo stesso figli di una coscienza planetaria. E’ anche un aspetto che appaga i nostri affetti ed ha la ventura di dividere le nostre gioie e dolori, ma anche, a volte, di provocare forti delusioni e cocenti affronti. Da qui nasce il potente impulso che va oltre le passioni del momento e si fissa per un equilibrio fondato sulla ragione, sulla ricerca di valori condivisi tra i quali la pace la giustizia la libertà. Nasce così la consapevolezza che la pace è un bene che parte dalla famiglia e si dirama oltre se volgiamo che essa possa diventare una costante di tutte le nostre vite e di quelle che seguiranno. Allo stesso modo non dobbiamo trascurare, come fa chi è attorno a un camino e tende a ravvivare il fuoco che si cela sotto la cenere, aggiungendo, man mano, altri ciocchi, per dare alla pace la vigoria necessaria. E nessuna pace può dirsi tale se non partiamo dal nostro piccolo, se non la fortifichiamo con le nostre minuscole opere, con il nostro impegno quotidiano.
Nessun essere umano può considerarsi un messaggero di pace se la pace non la nutre dentro di se e la esprime nei suoi gesti, nei suoi rapporti e riesce a farla grande e universale perché sa comunicarla, perché riesce a entrare in sintonia con i suoi fratelli di tutto il mondo. E’ un linguaggio universale che oggi, purtroppo ha pochi conoscitori perché essi non sono costruttori di pace, nel loro microcosmo. Non vi sarà mai pace se insieme non la ricercheremo. Non vi sarà mai libertà e giustizia se il messaggio non sarà corale: dall’ultimo degli ultimi al primo dei primi. E pace sia agli uomini di buona volontà. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il primo giorno dell’anno nasceranno nel mondo quasi 386 mila bambini, 1.325 in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

maternitaSecondo l’UNICEF oggi nasceranno in tutto il mondo quasi 386.000 bambini; di questi oltre il 90% nascerà nelle regioni meno sviluppate, in Italia nasceranno circa 1.325 bambini.L’Isola di Christmas delle Kiribati, una piccola isola nel Pacifico, molto probabilmente accoglierà il primo bambino nato nel 2018, gli Stati Uniti l’ultimo. A livello globale, oltre la metà di queste nascite dovrebbe avvenire in 9 paesi: in India 69.070; in Cina 44.760; in Nigeria 20.210; in Pakistan 14.910; in Indonesia 13.370; negli Stati Uniti d’America 11.280; nella Repubblica Democratica del Congo 9.400; in Etiopia 9.020; in Bangladesh 8.370.Molti bambini sopravvivranno, altri non ce la faranno a superare il primo giorno. Nel 2016, ogni giorno, sono morti circa 2.600 bambini nelle prime 24 ore di vita. Per almeno 2 milioni di neonati, la prima settimana di vita è stata anche l’ultima. Complessivamente 2,6 milioni di bambini sono morti prima della fine del loro primo mese di vita. Tra questi bambini, oltre l’80% delle morti di neonati sono state dovute a cause prevenibili e curabili come nascita prematura, complicazioni durante il parto e infezioni come sepsi e polmonite.Negli ultimi 20 anni, il mondo ha assistito a progressi per la sopravvivenza infantile mai visti prima, dimezzando il numero di bambini nel mondo morti prima di compiere 5 anni, arrivando a 5,6 milioni nel 2016. Nonostante questi traguardi, sono lenti i progressi per i neonati. I bambini che muoiono durante il 1° mese di vita rappresentano il 46% di tutte le morti tra i bambini sotto i 5 anni.Il prossimo mese, l’UNICEF lancerà l’iniziativa Every Child Alive, una campagna globale per chiedere e fornire, a prezzi accessibili, soluzioni mediche di qualità per tutte le mamme e i neonati. Queste comprendono: costante alimentazione di elettricità e acqua pulita per le strutture sanitarie, la presenza di assistenza sanitaria specializzata al parto, disinfezione del cordone ombelicale, allattamento durante le prime ore dopo il parto, contatto corpo a corpo tra la madre e il bambino.“Stiamo entrando in un’era in cui tutti i neonati del mondo potrebbero avere l’opportunità di vedere il 22° secolo”, ha ricordato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. “Sfortunatamente, circa la metà dei bambini nati quest’anno non ce la farà. Mentre un bambino nato in Italia a gennaio 2018 vivrà probabilmente fino al 2101, un bambino somalo potrebbe arrivare al 2075. In questo nuovo anno, l’obiettivo dell’UNICEF è di aiutare a garantire a ogni bambino più di un’ora, più di un giorno o un mese di vita, più della mera sopravvivenza. Chiediamo ai governi e ai partner di unirsi in questa battaglia per salvare le vite di milioni di bambini dando il loro supporto con soluzioni economiche, ma concrete”, ha concluso Guerrera.

Posted in Cronaca/News, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Italiani nel mondo e dinamiche futuribili

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

farnesinaRoma. “La relazione presentata dal Governo nell’ambito della plenaria del Cgie alla Farnesina fa un bilancio interessante rispetto al comparto degli italiani nel mondo, a quanto ottenuto e alle dinamiche auspicate e futuribili, ed è da inquadrare in una prospettiva funzionale ed operativa la volontà di coinvolgimento di tutti gli attori del comparto, come i parlamentari eletti all’estero, gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero, l’associazionismo nel mondo e le rappresentanze sindacali, ma molti aspetti restano da approfondire come la difficoltà da parte della struttura estera di far fronte alla domanda crescente di servizi da parte di un’utenza in crescita esponenziale, il ruolo dei consoli onorari che sembra evolversi in una direzione dalla dubbia legittimità e le prospettive di cooperazione con i patronati che dovrebbero però svolgersi entro parametri operativi di liceità”. Lo dichiara in una nota Aldo Di Biagio, senatore di Ap -Ce in merito alla relazione di governo presentata alla Farnesina, dove si è aperto il Consiglio Generale degli Italiani all’estero. “La consapevolezza che il funzionamento dei servizi alle collettività italiane all’estero sia penalizzato anche dalla carenza di organico – spiega – rappresenta un punto importante del ragionamento così come il fatto che le innovazioni tecnologiche e la digitalizzazione – per quanto conquiste da incoraggiare – siano ancora lontane dal considerarsi un elemento determinante rispetto alle risorse umane. Ed è questo un aspetto da non trascurare, il ruolo delle rappresentanze consolari e del personale ivi operante in grado di offrire servizi e risposte ai cittadini, che non può essere soppiantato da soggetti e strutture che non si configurano come emanazione della PA né in termini di completa e chiara operatività né in termini di tutela della sicurezza e segretezza dei dati, come i consolati onorari o i patronati”. “Importante – sottolinea di Biagio – anche l’attuale procedura di allineamento tra schedari consolari e AIRE che attualmente è al 94 per cento e che deve rappresentare una mission inderogabile anche nella prospettiva di rendere ottimale l’esercizio del voto all’estero, tenendo ulteriormente conto della campagna di promozione per l’iscrizione all’Aire lanciata in queste settimane”. Di Biagio conclude: “Guardiamo con attenzione alle attività della sessione di bilancio di queste ore soprattutto sul fronte delle integrazioni assunzionali e delle rimodulazioni delle risorse, che nei fatti – sebbene non completamente risolutivi – possono rendere attuabili le prospettive e gli auspici condivisi in sede di Cgie”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Seconda Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

cucina italianaMadrid Istituto Italiano di Cultura Calle Mayor, 86 il 27 novembre alle ore 11.00 sarà proiettato il cortometraggio “Le visite” diretto da Elio Di Pace (15’), 2017. E sempre all’interno della Settimana, alle ore 11.30 si terrà “2017 Rivoluzione in cucina. Vite che cambiano intorno a un progetto”. Un incontro con giovani piccole e medie imprese del settore del food e dell’enogastronomia, con un accento sul significato di vero e proprio laboratorio di cambiamento individuale e sociale, quindi di cambiamento di vita, delle iniziative di impresa avviate oggi dalle giovani generazioni di nuovi lavoratori della conoscenza intorno a: sostenibilità, ambiente, creatività, innovazione, opportunità, valore del lavoro, cambiamento e benessere comune.Interverranno: Food on the road, Apicoltura Romagnoli, Misceliamo Coffee Emotion e Casa Editrice Zona/La Buona Spesa. Seguirà una degustazione dei prodotti delle aziende.Ingresso libero fino a esaurimento posti. (foto: cucina italiana)

Posted in Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La fede nel mondo della comunicazione

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Rita SbernaRoma Giovedì 16 novembre 2017, alle 13.30, si terrà a Roma, in via degli Aldobrandeschi 190 una conferenza organizzata dalle Cappellanie dell’Università Europea di Roma e dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum: “La fede nel mondo della comunicazione. Incontro con la scrittrice e blogger Rita Sberna”. Interverranno: Carlo Climati, direttore del Laboratorio di comunicazione dell’Università Europea di Roma, Giuseppe Scarlato, blogger e conduttore di Radio Mater, e Marina Tomarro, giornalista. La conferenza sarà un’occasione per riflettere sulle grandi opportunità che il web può offrire ad ognuno di noi, per diffondere buone notizie. La storia di Rita Sberna, a cui è dedicato l’incontro, è un esempio di come i giovani possano dare un contributo importante alla cultura della speranza, attraverso i mezzi di comunicazione.I mezzi di comunicazione rappresentano una grande opportunità di dialogo e di incontro con gli altri. L’avvento di internet ha dato a tutti la possibilità di entrare facilmente in contatto con persone che si trovano in ogni parte del mondo.Non sempre, però, assistiamo ad un uso costruttivo dei media. A volte giornali, telegiornali, programmi radiofonici e social network insistono troppo sulle cattive notizie, generando sentimenti di pessimismo e rassegnazione. Non a caso Papa Francesco, nel messaggio per la 51ma Giornata delle Comunicazioni Sociali, ha scritto: “Credo ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’attenzione sulle ‘cattive notizie’ (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane). Certo, non si tratta di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male. Vorrei, al contrario, che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite”. Le parole del Papa rappresentano un invito importante. Basterebbe guardarsi intorno per accorgersi che esistono tante buone notizie, che possono aiutarci a ritrovare fiducia nel domani. Il web può essere il posto giusto per raccontarle. Ed è entusiasmante scoprire che spesso sono proprio i giovani ad introdurre nel mondo di internet una mentalità nuova ed incoraggiante.(foto: rita sberna)

Posted in Roma/about Rome, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »