Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Posts Tagged ‘mondo’

Mostra dal titolo “Finestre sul mondo”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

Bologna 27 ottobre 2021 – 28 febbraio 2022 Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19.30 MUG – magazzini generativi Via Emilia Levante 9/F. Lo sguardo artistico di Paolo Gotti tra natura, cultura e umanità a cura di Licia Mazzoni con oltre 30 opere fotografiche di grandi dimensioni. Il nuovo hub bolognese – realizzato grazie al contributo di Emil Bancacon l’obiettivo di creare uno spazio collaborativo e attivare percorsi ad alto impatto sociale – ha scelto di proporre un excursus tra gli scatti più significativi che il fotografo Paolo Gotti ha realizzato in quasi 50 anni di esplorazioni attorno al mondo. MUG – Magazzini Generativi nasce nel 2021 dalla riqualificazione di un ex magazzino di oltre 1700 metri quadrati, riconvertito in una smart working area per imprese, organizzazioni del terzo settore, startup e talenti. Spazi contemporanei con infrastrutture tecnologicamente avanzate, all’interno dei quali MUG sviluppa idee e progetti con una particolare attenzione alla tutela dell’ambiente e delle persone per generare un cambiamento positivo e di impatto sul lungo periodo. Per il suo primo evento espositivo, la curatrice Licia Mazzoni ha invitato Paolo Gotti con l’obiettivo di “spalancare le finestre sul mondo”: le grandi opere fotografiche dell’artista bolognese si presentano come veri e propri varchi aperti su paesaggi, architetture, culture e umanità differenti. Scorci meravigliosi di angoli del pianeta così distanti da noi, visioni di natura incontaminata o popolata di umanità che è ancora più importante ritrovare in questo periodo così difficile, in attesa di ritrovare la libertà di muoversi e viaggiare con serenità. FINESTRE SUL MONDO include oltre 30 opere fotografiche di grandi dimensioni, tratte dal monumentale repertorio di oltre 10.000 immagini realizzate da Paolo Gotti in occasione dei suoi numerosi viaggi che hanno interessato oltre 70 paesi nei cinque continenti: dal Niger alla Cina, da Haiti al Brasile, e ancora il Messico e il Guatemala, il Nepal, Ceylon e le Maldive, l’Indonesia, gli USA, il Canada, la Thailandia, i Caraibi, la Malesia, lo Yemen, il Venezuela, le Filippine, Cuba, l’India, il Cile, la Bolivia, l’Islanda, l’Australia, la Colombia. Suggestioni internazionali – naturali, culturali, geografiche – che seguono il filo conduttore del grande “atlante visivo” che da decenni Paolo Gotti va componendo con la sua fedele Nikon. In mostra sono rappresentati non solo i paesaggi e i visi delle persone che Gotti ha incrociato dal 1974 a oggi, ma soprattutto emerge evidentissimo lo sguardo del fotografo, mai disincantato ma sempre curioso ed entusiasta, convinto che la destinazione non esista senza il percorso e che il viaggio più bello sia quello che bisogna ancora compiere.Oltre alle opere da esporre in parete, sul grande schermo installato nella gradinata centrale saranno proiettati i video che compongono una narrazione ancora più completa e descrittiva dell’opera dell’artista.Paolo Gotti nasce a Bologna e si laurea in architettura a Firenze, dove frequenta il Centro di studi tecnico-cinematografici.

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“Tu puoi cambiare il mondo” di Adriano Affaticati

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

I giovani appartenenti alla generazione dei millennials si presentano oggi all’attenzione dei media come degli attivi sostenitori dell’etica e dell’autenticità della moda verso i cambiamenti climatici. Lo è stata e continua ad esserla Greta Thunberg impegnandosi nella battaglia planetaria contro gli innumerevoli disastri ambientali resi più drammatici da alcuni anni a questa parte. Oggi si aggiunge, e non è il solo per fortuna, il giovane Adriano nel tentativo di capire e spiegare i comportamenti umani a fronte di una società malata dove la giustizia e la verità si rendono spesso conflittuali con la concretezza della vita. Diciamo pure che quando si è giovani si nutrono degli ideali, dei forti entusiasmi e anche una grande voglia di lasciare una traccia di sé frutto di letture, di riflessioni, di conversari con gli amici e lo è ancora di più per i giovani nati in questo XXI secolo, vivendo in un’epoca molto travagliata dal punto di vista economico, sociale e d’identità etica e culturale. Ad essi spetta il compito di capire e trovare i possibili antidoti alle nostre miserabili repliche di meschinità e di vippismo, di intolleranza e di potere per amare di più, perché amare significa uscire dalla nostra egocentrica danza che nutre le nostre egocentriche Star alternative e vedere i bisogni dell’altro così come veramente sono. Ma per farlo dovremmo oggi accettare di toccare, di capire e di abbracciare l’entità della nostra sconfitta fino in fondo, comprenderne le ragioni e da lì trovare le idee per salvarci. E questo libro, chiosando l’autore, “è ricco di ispirazione. E’ un viaggio nel mondo, attraverso le persone che lo costituiscono, i loro modi di essere e i rapporti che si creano tra di loro. Ipotizza soluzioni e ne immagina i risultati, mettendo sempre al primo posto il sogno di un mondo migliore e che spera un giorno di vederlo realizzato.” Il libro è edito da “Europa Edizioni” collana “Fare mondi” 180 pagine euro 13,90. (Riccardo Alfonso)

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Mondo. La pax cinese

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2021

“Dobbiamo costruire un nuovo tipo di relazioni internazionali basate sul rispetto reciproco, l’equità, la giustizia sociale e la cooperazione.” Così il messaggio del presidente cinese Xi Jinping nel corso della assemblea dell’ONU, l’Organizzazione mondiale delle nazioni, costituita nel 1945, che ha tra i suoi obiettivi principali quelli di mantenere la pace e la sicurezza internazionale; sviluppare relazioni amichevoli fra le nazioni, sulla base del rispetto dell’eguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli; promuovere la cooperazione internazionale in materia economica, sociale e culturale, nonché il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Come questi obiettivi mondiali si adattino a un presidente a vita, alle persecuzioni contro il popolo Uiguri, alla repressione delle manifestazioni dei cittadini di Hong Kong, non è dato di capire. Se il modello è quello cinese non possiamo che dire al presidente Xi: no,senza grazie. Primo Mastrantoni, Aduc

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Come è cambiato il mondo del riso italiano ed europeo negli ultimi 15 anni?

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2021

E quali sono le sue prospettive di sviluppo? Le risposte sono nel volume Le varietà di riso coltivate in Europa 2006-2021. Caratteristiche e criteri di scelta tra biodiversità ed innovazione, realizzato dal CREA – con il suo Centro di Ricerca Difesa e Certificazione -, sponsorizzato da Corteva, importante player del settore e presentato oggi al Festival del giornalismo alimentare, in un momento di confronto sul riso anche più ampio con stakeholder e giornalisti, alla presenza del Sottosegretario delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio.Il volume nasce dall’esigenza di un aggiornamento sullo stato dell’arte delle principali innovazioni nella risicoltura, che negli ultimi 15 anni ha subìto trasformazioni non solo degli aspetti varietali e tecnici, ma anche di quelli commerciali, legislativi e fitopatologici, per poter fornire a tutti gli operatori del settore un quadro organico e completo delle recenti introduzioni nel panorama varietale europeo. Per esempio, vengono censite le 270 le varietà di riso, coltivate in Italia e in altri paesi dell’Unione Europea, iscritte dal 2006 ad oggi al registro Europeo. Partendo dalla storia e dall’evoluzione varietale della risicoltura italiana dagli ultimi decenni del 1800 ad oggi, vengono, infatti, illustrate sia le novità tecniche maggiormente determinanti (ad esempio la comparsa di varietà con tolleranza agli erbicidi e l’introduzione di varietà ibride) sia le trasformazioni della normativa dedicata alle sementi (la certificazione ufficiale e fitosanitaria, la protezione delle novità vegetali e la gestione e la salvaguardia del patrimonio genetico). Non manca poi un approfondimento sulle avversità, inquadrate temporalmente nel ciclo colturale del riso, che sono numerose, di varia natura e, in alcuni casi, provenienti da realtà geograficamente distanti e comparse anche a causa dei cambiamenti climatici in corso.La diversificazione varietale ha – inoltre – influenzato le caratteristiche morfologiche e la fisiologia delle nuove accessioni, offrendo ai risicoltori un’ampia possibilità di scelta in funzione del ciclo della singola varietà e della gestione delle tempistiche della coltura. Nello specifico il miglioramento genetico ha permesso di ottenere cultivar sia con caratteristiche agronomiche particolarmente utili (riduzione della taglia, introduzione di cicli fenologici più brevi, miglioramento della struttura della pianta, introduzione di particolari resistenze), sia nuove tipologie particolarmente richieste dal mercato. “Questo volume – evidenzia il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio – traccia in modo completo l’evoluzione del riso in Italia e in Europa e nello stesso tempo rappresenta un utile strumento di lavoro per gli operatori del settore, analizzando le tecniche, le normative e le trasformazioni che hanno interessato la risicoltura negli ultimi 15 anni. Un lavoro prezioso, soprattutto in un momento in cui dobbiamo affrontare le difficoltà legate alle avversità climatiche. Per restare competitivi e vincere le sfide lanciate dall’Europa a favore dell’ambiente e dei consumatori è fondamentale il ruolo della ricerca. Un’evoluzione necessaria anche per il riso – sottolinea Centinaio -, di cui il nostro paese si conferma primo produttore europeo, con la qualità Made in Italy apprezzata in tutto il mondo”.

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Stefano Pica “Nell’ombra del Mondo il viaggiatore”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2021

Edizioni Terre Sommerse. Renato Ranucci è un giovane laureando in Storia e Filosofia, che durante una ricerca per la sua tesi su Giordano Bruno si imbatte accidentalmente in un antico e misterioso volume dal titolo ‘Umbra mundi’ (un libro non scritto).Presto scoprirà che quell’antico tomo consente, a chi ne viene in possesso, di viaggiare dentro i sogni e confrontarsi con i lati più segreti dell’esistenza. Durante il suo peregrinare il protagonista sarà coinvolto in una rete intricata di eventi sempre in bilico tra sogno e realtà in cui avrà modo di comprendere i molteplici volti del Potere da cui sarà anche lui sedotto, per accedere poi ad una conoscenza interiore caratterizzata da luci e ombre. Romanzo sul potere con una trama psicologica e metafisica nata dal ‘fango infero’ di un percorso iniziatico di tipo massonico dell’autore. Stefano Pica nasce a Roma il 17 febbraio del1972, psicologo clinico con orientamento junghiano, specializzato in psicologia forense, criminologia e psicodiagnostica, esperto di psicologia investigativa e sicurezza urbana. Svolge l’attività clinica in diversi studi, nell’ambito peritale come consulente tecnico di parte e come formatore. Studioso di energie sottili e Tecniche Energetico Vibrazionali.

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Il mondo è degli operosi?

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2021

Scriveva Cesare Balbo nel “Sommario della Storia d’Italia”: “Il mondo è di chi sei prende; cioè degli operosi, cioè di chi opera per sé, cioè degli indipendenti.” Se riduco in estrema sintesi l’osservazione del Balbo, ne ricaverei questa prodigiosa sentenza: “Il mondo è degli indipendenti”. L’indipendenza è un valore che si oppone alla servitù. Nella vita sociale non dovrebbe essere per l’individuo altra servitù all’infuori di quella per la quale ci sentiamo costretti al compimento del proprio dovere, ammesso che il dovere che dobbiamo sempre compiere per noi stessi possa talora apparire come servitù. Non sembri, a questo punto, un paradosso l’affermazione: “Chi è dolcemente e continuamente servo fedele e pronto del proprio dovere è più che mai libero e indipendente.” Nella fattispecie, però, si tratta di ben altro. L’indipendenza morale di cui vogliamo indicare, è già una diretta conseguenza del dovere compiuto tranquillamente e assiduamente, conseguenza che determina uno stato di spirituale sicurezza per cui ci sentiamo liberi in noi e, quel che più importa, liberi al cospetto del mondo. Chi opera servo non della propria coscienza ma dell’altrui, non opera più per sé e contravviene al fecondo spirito d’indipendenza che è spirito rinnovatore e conquistatore. La servitù è sempre un attributo dei deboli come la gruccia un sostegno per chi non può reggersi. Dalla sicurezza di sé lo spirito d’indipendenza e quindi il carattere motore del vero indipendente è che tutto fa per sé e sempre fa, anche quanto tutto quello che fa è per gli altri. “Il mondo è di chi sel prende” non di chi consente che altri lo prendano perché non sanno superare sé stessi e si prestano ai sottili servigi altrui eliminando a poco a poco la propria azione. È il caso quindi di dire che i più grandi indipendenti sono quelli che hanno saputo abilmente spiazzare gli altri. Il tema trattato è per me avvincente. Credo che le parole del Balbo riassuminino il pensiero prevalente dell’Ottocento dove l’opera dell’uomo deve essere improntata a “operosità”, a inventiva, a impegno solidale con i propri simili. Sta di fatto che oggi riusciamo a vedere le cose un tantino diverso. Manca all’uomo la libertà di scelta. Fin dalla nascita è oppresso dai suoi stessi natali: può essere stato generato da famiglie povere o ricche, può essere procreato nel profondo sud e mi riferisco soprattutto all’Africa nera e all’America meridionale ed essere figlio delle bidonville. E oggi ce lo ritroviamo agli angoli delle strade dell’opulento occidente a stendere una mano per elemosinare una monetina per sopravvivere. Come potrà essere operoso? E che senso può avere in questo caso l’operosità? (Riccardo Alfonso)

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Cresce l’insicurezza alimentare nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2021

BY Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. In preparazione del summit di settembre delle Nazioni Unite, si è tenuto a Roma a fine luglio un incontro preparatorio della Food and Agriculture Organization (FAO) e del World Food Programme (WFP) sul sistema mondiale del cibo, anche con la partecipazione dei rappresentanti dei 500 milioni di piccoli agricoltori del mondo. C’è il rischio, o la quasi certezza, che gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu di ridurre la povertà, la fame e le diseguaglianze entro il 2030 possano essere mancati. Indubbiamente la pandemia ha complicato la situazione economica mondiale e indebolito i programmi di sviluppo, ma al riguardo è evidente anche la mancanza di volontà e di azione da parte dei principali attori economici e politici mondiali. Ancora oggi la povertà, le disparità di reddito e gli alti costi del cibo fanno sì che 3 miliardi di persone non abbiano accesso a un dieta sana e giusta. Secondo un rapporto pubblicato dalla FAO, lo scorso anno 811 milioni di persone, circa un decimo della popolazione mondiale, hanno affrontato la fame. 161 milioni di persone in più rispetto al 2019. Nel 2020 la fame è aumentata sia in termini assoluti sia proporzionali, superando la crescita della popolazione Si stima che circa il 9,9% degli abitanti del pianeta abbia sofferto di malnutrizione, rispetto al 8,4% del 2019. Più della metà di tutte le persone denutrite (418milioni) vive in Asia; più di un terzo (282 milioni) in Africa; e una percentuale minore (60 milioni) in America Latina e nei Caraibi. Ma l'aumento più marcato della fame si è verificato in Africa, con il 21% della popolazione, più del doppio di quella di qualsiasi altra regione del globo. Anche la disuguaglianza di genere si è aggravata: per ogni 10 uomini vittime dell’insicurezza alimentare, nel 2020 c'erano 11 donne nella stessa situazione, in crescita rispetto al 10,6 del 2019. Sono i bambini a pagare il prezzo più alto. Si stima che nel 2020 oltre 149 milioni di bambini sotto i cinque anni siano rachitici, o troppo bassi per la loro età e più di 45 milioni troppo magri per la loro statura. La pandemia ha anche causato un generale calo del reddito agricolo e ha influito più negativamente sui redditi delle famiglie rurali in tutte le regioni in via di sviluppo. Si tenga presente che il 9;80% dei cittadini più poveri del mondo, in altre parole 600 milioni di persone più dell,8,39% dell’intera popolazione europea – vive in aree rurali, lavora nel settore agricolo, ma soffre la malnutrizione. Se non si intraprenderanno azioni urgenti, la FAO teme che nel 2030 non solo la fame e la povertà non saranno sradicate ma ci potrebbero essere ancora 600 milioni di persone esposte al rischio di fame. Il rapporto afferma anche che nei prossimi quattro mesi almeno 23 aree mondiali saranno colpite da una elevata insicurezza alimentare e dalla fame. 17 sono in Africa e le altre in zone di guerra, come l’Afghanistan e lo Yemen. 41 milioni di persone rischiano la carestia se non riceveranno immediatamente cibo e assistenza. Secondo il Global Report on Food Crises del WFP, il 2020 ha visto 155 milioni di persone affrontare un'insicurezza alimentare acuta in 55 paesi, con un aumento di oltre 20 milioni rispetto al 2019. La stragrande maggioranza delle persone più esposte sono agricoltori. Sarà fondamentale che, accanto all'assistenza alimentare, essi siano aiutati a ricominciare la propria produzione alimentare, in modo che le famiglie e le comunità possano tornare all'autosufficienza. Quest’ultima si può perdere a seguito dello spostamento della popolazione, dell'abbandono di terreni agricoli, dell'interruzione del commercio e dei raccolti e del mancato accesso ai mercati. Secondo la Banca Mondiale, le perdite di reddito causate dalla crisi sanitaria e dai lockdown hanno fatto crescere di 97 milioni le persone che vivono in povertà. Il rapporto FAO/WFP ha anche rilevato che i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati costantemente da giugno 2020 a maggio 2021. A causa della forte domanda registrata durante la ripresa economica dopo la prima ondata della pandemia, vi è stata un'impennata dei prezzi degli oli vegetali, dello zucchero e dei cereali,. Nel giugno 2021, i prezzi dei generi alimentari, misurati dall'Indice FAO dei prezzi del cibo, sono aumentati di oltre il 30% in un anno. È probabile che gli alti prezzi internazionali dei prodotti alimentari, insieme agli elevati costi di trasporto, facciano aumentare il costo delle importazioni alimentari globali, specialmente nei Paesi in via di sviluppo. Ciò, una volta trasmesso ai mercati nazionali, limiterà l'accesso al cibo delle famiglie più vulnerabili e avrà un impatto negativo sulla sicurezza alimentare. David Beasley, direttore del WFP, è stato molto chiaro: “Mentre corriamo nello spazio, 41 milioni di persone in più rischiano di morire di fame”. Se i miliardari, che in un anno si sono arricchiti di oltre mille miliardi di dollari, contribuissero con 40 miliardi all’anno, entro il 2030 la fame potrebbe essere debellata nel mondo, ha polemicamente affermato.

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Per salvare il mondo abbiamo bisogno di un ambizioso accordo verde

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “Con il Green Deal, l’UE vuole raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. La legge europea sul clima ha reso questi impegni vincolanti, e oggi il Parlamento europeo accoglie con favore l’adozione del più grande pacchetto legislativo sul clima, l’energia e i trasporti che allinea le nostre normative a questi nuovi obiettivi.” “Il Parlamento è pronto a lavorare sulle proposte da subito. L’UE ha dimostrato che è possibile ridurre le emissioni preservando la crescita e creando posti di lavoro. Continuiamo su questa strada e assicuriamoci che nessuno venga lasciato indietro.”

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Rappresentanza nel mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

“Questo è un momento storico in cui, rispettando il metodo del patto sociale e del dialogo con tutti, dobbiamo provare a fare un passo avanti in tema di rappresentanza nel mondo del lavoro, in modo che i contratti collettivi firmati abbiano valore erga omnes. Anche per gli elementi di approfondimento fatti in commissione Lavoro non è un obiettivo facile da raggiungere ma aiuterebbe a portare legalità e tutele ai lavoratori”. Lo ha detto oggi la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), partecipando all’incontro “La riforma che manca: il Lavoro” organizzato nell’ambito delle Giornate del Lavoro CGIL, Futura 2021. “Mi rendo conto delle difficoltà ma – ha spiegato Mura – ci sono le risorse, c’è un Governo di unità nazionale, ci sono i sindacati, le associazioni datoriali, il terzo settore che stanno dando sollecitazioni interessanti. Vedo molta disponibilità da parte di tutti i soggetti che hanno un ruolo a voler fare un passo in avanti e – ha precisato – dentro questo contesto in commissione Lavoro noi siamo pronti a fare la nostra parte”.“Se riusciamo a costruire un pacchetto di diritti valido per tutti – ha ragionato la parlamentare – come stiamo facendo per le tutele universali, e attraverso una legge sulla rappresentanza lo affianchiamo alla possibilità che i contratti collettivi siano validi erga omnes, entreremo in un percorso virtuoso che ci consentirà di ottenere grandi risultati”.

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Quando il mondo era giovane di Carmen Korn

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

E’ il primo capitolo della nuova saga in due volumi firmata Carmen Korn: un’emozionante storia corale, un decennio all’insegna della rinascita, tre famiglie a cui affezionarsi. Il tutto incomincia il primo gennaio 1950: a Colonia, Amburgo e Sanremo si festeggia l’arrivo del nuovo decennio. Quello che si è appena concluso ha lasciato ferite profonde: nelle città, nelle menti e nei cuori. Gerda e suo marito Heinrich Aldenhoven vivono a Colonia, nella casa ereditata a Pauliplatz, insieme ai figli Ursula e Ulrich e alle cugine non sposate di Heinrich, che hanno perso il loro appartamento sotto i bombardamenti. Heinrich gestisce una galleria d’arte, ma gli affari al momento vanno male: in troppi non hanno più le pareti dove appendere i quadri. La situazione è difficile anche ad Amburgo, dove l’amica di Gerda, Elisabeth, e suo marito Kurt dormono nella stanzetta accanto alla cucina da quando hanno lasciato il letto alla figlia Nina e al nipotino Jan. Il bambino ha cinque anni e non ha mai incontrato il padre, Joachim, disperso in Russia da anni nonostante Nina continui a sperare nel suo ritorno. E infine c’è Margarethe, nata Aldenhoven, che si è trasferita da Colonia a Sanremo, dove ha sposato Bruno, figlio di una ricca famiglia di commercianti di fiori; la vita tra le bellezze della riviera ligure sembra spensierata, ma la presenza della suocera, matriarca misogina che gestisce il patrimonio di famiglia, è molto ingombrante… Ognuno festeggia il Capodanno a modo suo, ma il mattino seguente tutti si pongono le stesse domande: le ferite finalmente guariranno? Cosa riserva il futuro?

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Un dialogo sulla nuova centralità del mondo rurale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

07.06.2021 H 18:00 Registrazione online. L’incontro presenta i progetti degli studenti dello Studio Sergison ambientati nella Valle di Muggio, e un dialogo sulla nuova centralità del mondo rurale in compagnia di Jonathan Sergison – professore ordinario USI e direttore dell’Istituto di Studi Urbani e del Paesaggio dell’Accademia di architettura di Mendrisio – e di alcuni dei giovani autori. Jonathan Sergison: si è laureato presso la Architectural Association nel 1989 e ha maturato esperienza lavorando per David Chipperfield e Tony Fretton, prima di fondare Sergison Bates architects nel 1996. Il lavoro dello studio è stato vastamente pubblicato ed esibito e molti dei palazzi sono stati premiati. Lo studio è stato anche investito di un riconoscimento internazionale per ‘sviluppi innovativi in architettura’ (Erich Schelling Medal for Architecture) ed eccellenza architettonica (Heinrich Tessenow Gold Medal for Architecture) ed è stato invitato a partecipare alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2008 e nel 2012. Jonathan Sergison ha insegnato in diverse scuole di architettura, incluse l’Architectural Association a Londra, il Politecnico federale di Zurigo (ETH), il Politecnico federale di Losanna (EPFL), la Oslo School of Architecture and Design e la Harvard Graduate Design School. Ha preso parte a numerose giurie di competizioni architettonica internazionali, ed è stato esaminatore esterno alla University of Cambridge. Dal 2008 è professore di Progettazione architettonica all’Accademia di architettura di Mendrisio, presso la quale è titolare dell’atelier Studio Sergison, che promuove un approccio sperimentale e collaborativo, incoraggiando gli studenti a sviluppare solide posizioni che diano fondamento ai loro progetti. Swiss Talks è un ciclo di incontri dedicati agli orientamenti dell’architettura contemporanea in Svizzera. A cinque anni dalla loro istituzione, gli Swiss Talks s’interrogano sulla natura sperimentale dell’architettura coinvolgendo le tre principali scuole di architettura svizzere: EPFL, ETHZ, USI-Accademia di architettura. Un progetto di Istituto Svizzero e Casabella Formazione, a cura di Federico Tranfa. Con il patrocinio di USI-Accademia di architettura. Con il sostegno di Laufen, Gruppo Mondadori, ProViaggi Architettura.

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Tabacco. 8 milioni di morti all’anno nel mondo. Quasi 90mila in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 Maggio 2021

Il fumo di tabacco è uno dei maggiori problemi di salute del mondo. Nel corso del XX secolo, ha ucciso circa 100 milioni di persone, la maggior parte delle quali nei paesi ricchi di oggi.Gli oneri sanitari del fumo si stanno ora spostando dai paesi ad alto reddito a quelli a reddito medio-basso; alcune stime suggeriscono che un miliardo di persone potrebbe morire a causa del tabacco nel XXI secolo. Secondo lo studio Global Burden of Disease più di 8 milioni di persone sono morte prematuramente a causa del fumo nel 2017. 7 milioni di persone sono morte per aver fumato tabacco da sole. Ma ci sono anche grandi impatti sulla salute dovuti al fumo passivo: si stima che 1,2 milioni di persone siano morte prematuramente a causa del fumo passivo.A confronto, il fumo passivo ha ucciso più persone rispetto agli incidenti stradali a livello globale.Il Global Burden of Disease è un importante studio globale sulle cause e sui fattori di rischio di morte e malattia pubblicato sulla rivista medica The Lancet.Queste stime del numero annuale di decessi attribuiti a un’ampia gamma di fattori di rischio sono visibili su uno specifico grafico, che può può essere esplorato per qualsiasi paese o regione utilizzando l’interruttore “cambia paese”.: https://ourworldindata.org/smoking. Il fumo è un fattore di rischio per molte delle principali cause di morte al mondo, compresi i polmoni e altre forme di cancro, malattie cardiache e respiratorie. Nel grafico si nota che è il secondo principale fattore di rischio di morte a livello globale. In Italia, i morti sono quasi 90mila (84.848), è la terza causa di morte dopo l’altra pressione sanguigna (119.780) e l’alto tasso di zucchero nel sangue (104.405). Dopo il fumo c’è l’obesità con 63.365 morti. Questi dati sono importanti visto che il prossimo 31 maggio è la giornata mondiale contro il fumo. (fonte: Comunicato Aduc)

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Quanto costa garantire la vaccinazione in tutto il mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

Sarebbe sufficiente che i paesi ricchi del G7, che si riunirà il prossimo mese, investissero solo 80 centesimi di dollaro alla settimana per ogni loro cittadino si potrebbero fornire i vaccini Covid-19 ai paesi più poveri. Questa l’analisi di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro[1], che avverte che un mancato impegno a garantire la vaccinazione globale potrebbe costare ai paesi ricchi un prezzo 35 volte superiore all’investimento necessario per offrire invece i vaccini. L’analisi di Save the Children viene pubblicata lo stesso giorno in cui i leader si riuniscono per il Global Health Summit, con la richiesta ai leader stessi di voltare pagina impegnandosi ad aumentare il sostegno all’ACT-A (“Access to COVID-19 Tools Accelerator”) e ad intraprendere azioni urgenti per supportare una equa distribuzione dei vaccini.Mentre i paesi ricchi si stanno infatti avvicinando a tassi di copertura vaccinale pari al 50% della popolazione adulta, la copertura in gran parte dell’Africa subsahariana non ha ancora raggiunto il 2%. E se i paesi più ricchi discutono se vaccinare i bambini e fornire i richiami, gli operatori sanitari nei paesi più poveri stanno combattendo la pandemia in prima linea senza protezione.Secondo i dati ufficiali la pandemia ha fatto 3 milioni di vittime, ma il numero reale è probabilmente molto più grande. Nel 2020 142 milioni di bambini sono precipitati nella povertà e al culmine della pandemia, secondo le stime, 1,6 miliardi di studenti a livello globale – il 91% del totale – non ha frequentato la scuola.Un’intera generazione di bambini in tutto il mondo, per la prima volta nella storia umana, ha subito interruzioni dell’attività scolastica. Senza un piano d’azione globale sui vaccini, i bambini avranno difficoltà nel ritornare a scuola, e questo ostacolerà le loro opportunità di crescita e di apprendimento.Se visto come una polizza assicurativa, la spesa per ACT-A è un premio con un rimborso enorme. Per i cittadini di tutto il G7, l’equità globale sui vaccini fornirà un’assicurazione contro le minacce alla salute pubblica, di nuovi lockdown e di una ripresa economica indebolita dalla minaccia della persistenza della pandemia.Secondo l’autorevole modello della Camera di Commercio Internazionale, tassi bassi di vaccinazione nei paesi più poveri avrebbero un impatto negativo sul commercio e ritarderebbero la ripresa, con un costo di 1,3 trilioni di dollari per le economie ricche del G7.“Lo vediamo sempre più chiaramente. Quando si tratta di affrontare la pandemia, la solidarietà e l’interesse personale coincidono e sono la stessa cosa. I bambini e le famiglie di tutto il mondo dipendono dalle decisioni che i leader del G7 prenderanno il mese prossimo. Non devono sprecare questa opportunità di poter risolvere la crisi Covid ovunque e per tutti “, spiega ancora Bidisha Pillai.Save the Children chiede ai paesi del G7 di finanziare adeguatamente l’iniziativa globale per affrontare la pandemia, Access to COVID-19 Tools Accelerator” (ACT-A). Si stima che ACT-A avrà bisogno di circa 66 miliardi di dollari in due anni per fornire dosi sufficienti per vaccinare gli adulti nei paesi più poveri del mondo. Secondo il piano previsto dalla campagna, i paesi ricchi che parteciperanno al vertice del G7 investirebbero 43 miliardi di dollari, circa due terzi del totale. Analizzando il contributo necessario da ciascuno di questi paesi, Save the Children ha scoperto che la parte rimanente ammonta a una media di soli 80 centesimi di dollaro a settimana per cittadino dei paesi stessi.Se confrontato con l’investimento richiesto – sottolinea l’Organizzazione – il costo del non agire supera di gran lunga quello necessario all’assistenza per le conseguenze della pandemia. Per ogni dollaro investito nella vaccinazione globale, il G7 eviterà collettivamente circa 35 dollari di perdite economiche. Le cifre esatte variano tra le nazioni, a seconda dei loro contributi e della proiezione sulle perdite economiche previste.Save the Children sottolinea infine che il finanziamento è una parte fondamentale di un pacchetto che deve includere anche l’impegno dei paesi ricchi a condividere una parte dei vaccini che hanno già ordinato e a fare ogni sforzo per mettere in comune le tecnologie e il know-how necessari a massimizzare la capacità del mondo di produrre le dosi necessarie.

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EmerSÌ – Il giro del mondo in 80 minuti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2021

E’ il viaggio nei mercati emergenti con il digital show di Pictet Asset Management. Terzo appuntamento del digital show di Pictet Asset Management, dopo il successo di “Venti di sostenibilità” (dicembre 2020) e “Finalmente 2021” (gennaio 2021) arriva il 27 maggio dalle ore 12.00 l’evento in streaming “EmerSÌ – Il giro del mondo in 80 minuti”, per compiere un viaggio virtuale nei mercati emergenti. Ancora una volta l’innovativo format, dinamico e interattivo, ispirato all’entertainment televisivo, sarà l’occasione per offrire una nuova chiave di interpretazione dei paesi emergenti.Un universo di investimento dalle molte sfaccettature che richiede un’analisi approfondita, in grado di sfatare falsi miti e luoghi comuni ed esaminare sotto una nuova luce i fenomeni economici, finanziari, sociali e culturali che caratterizzano un così fitto tessuto. Un approccio che tenga conto delle moltissime opportunità ma anche dei possibili rischi legati a tali mercati. Il viaggio virtuale si snoderà attraverso tre aree del globo: America Latina, Asia ed EMEA. Ogni area sarà affrontata dalla direzione commerciale di Pictet AM Italia, dai gestori delle strategie di investimento dedicate ai Mercati Emergenti e illustri ospiti del mondo accademico e imprenditoriale esperti conoscitori di ciascuna di queste aree. Un viaggio alla scoperta della storia, delle opportunità e dell’innovazione. Dinamiche che verranno approfondite da Marco Piersimoni, co-gestore del fondo Pictet-EMMA (Pictet-Emerging Markets Multi Asset, la soluzione multi asset per investire nei mercati emergenti in modo strategico e strutturale) che illustrerà il potenziale di crescita di questi mercati, spiegando il valore aggiunto di un approccio multi-asset e l’importanza di una rigida gestione del rischio quando si investe in queste aree.

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Quando il mondo era giovane di Carmen Korn

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

In libreria dal 3 giugno Collana Le strade. Dall’autrice bestseller Carmen Korn, dopo il successo della Trilogia del secolo, è in arrivo una nuova saga in due volumi che in Germania sta già spopolando. Tre famiglie, tre città, gli anni del dopoguerra. I gennaio 1950: a Colonia, Amburgo e Sanremo si festeggia l’arrivo del nuovo decennio. Quello che si è appena concluso ha lasciato ferite profonde: nelle città, nelle menti e nei cuori.

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L’evoluzione del sistema bancario in Italia e nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

Le sfide per il futuro del mondo finanziario e bancario in Italia e nel mondo saranno la sostenibilità, l’investimento in tecnologia e innovazione e l’adeguamento delle risorse umane alle nuove competenze richieste dal sistema. Le riflessioni sull’evoluzione del sistema bancario hanno aperto questa mattina la prima edizione del Global Banking Forum, appuntamento organizzato da Eccellenze d’Impresa, il laboratorio di idee e innovazione per le PMI italiane, promosso da GEA, Harvard Business Review e Arca Fondi SGR. Il forum si è aperto con gli interventi di Enrico Sassoon, direttore di Harvard Business Review Italia e presidente di Eccellenze d’Impresa, Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea che dà il patrocinio all’iniziativa, Rony Hamaui, segretario generale di ASSBB Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia. Il panel moderato dal chairman Nazzareno Gregori, presidente ASSBB e direttore generale Credito Emiliano, si è aperto con le riflessioni di Patrizia Grieco, presidente di MPS, sul ruolo della sostenibilità. La Grieco ha sostenuto che non c’è alcun dubbio che le banche possano e debbano diventare un fattore abilitante della transizione ambientale e sostenibile, accompagnando le filiere legate ai combustibili fossili verso una transizione giusta. Per gli intermediari finanziari è invece importante individuare filiere più sensibili che possano funzionare come modelli ha aggiunto Grieco, commentando anche il ruolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, molto importante perché individua filiera di investimento e innovazione che possono essere affiancate dalle banche per aumentare la consapevolezza anche sui temi della gestione del rischio e della sostenibilità. Secondo Giuliano Cicioni, partner e head of Banking di KPMG, il principale problema del sistema bancario italiano è la reddittività ed è inevitabile che la dinamica dell’M&A caratterizzerà i prossimi anni, in cui ci sarà un’importante crescita delle operazioni cross border. La sfida dei prossimi anni sarà riconciliare la presenza del sistema bancario tradizionale con gli elementi di innovazione e tecnologia che nascono al di fuori del sistema bancario e contribuiscono a modificare la relazione tra banca e cliente. Quanto possa essere disruptive l’impatto delle nuove tecnologie è stato illustrato da Elena Lavezzi head of Southern Europe di Revolut, start up che mira a gestire su un’unica piattaforma tutte le risorse e necessità finanziarie dell’utente. Sul problema del gap di reddittività tra le banche italiane ed europee è intervenuto Giuseppe Lusignani vicepresidente di Prometeia, secondo cui la reazione alla crisi generata dalla pandemia si giocherà sul doppio binario della diversificazione dei servizi e della riduzione dei costi, anche attraverso una maggiore razionalizzazione della rete distributiva. Il problema principale restano però gli investimenti in tecnologia che in Italia si attestano sul 3/5 % del margine di intermediazione mentre nei best performer europei è pari al triplo. Le banche portate a investire di più, secondo Lusignani, sono quelle di dimensioni maggiori mentre quelle più piccole sono ancora concentrate a garantire la sicurezza dei canali remoti. Certamente però – ha concluso Lusignani – esistono banche piccole che sono avanzatissime in tecnologia, ma si tratta della eccezione che conferma la regola. Giovanni Sabatini, direttore generale di ABI, ha sottolineato che se è impossibile pensare ad un futuro in cui si possa fare a meno delle banche, altrettanto impensabile è subire o adattarsi passivamente all’innovazione tecnologica, che è in grado oggi di trasformare i tradizionali paradigmi di riferimento. Sabatini ha proseguito sostenendo la necessità di avviare un percorso condiviso a livello europeo che consenta di rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e studiare una possibile futura moneta digitale. Sulla necessità di regole condivise che permettano di preservare il valore sociale che da oltre cinquecento anni ha il sistema bancario è intervenuto Davide Serra amministratore delegato di Algebris Investments. Anche a suo avviso la BCE può giocare un ruolo fondamentale sul tema delle digital currency, accelerando verso la creazione dell’euro digitale.

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Nel 2020 ACS ha sostenuto 18.389 catechisti in tutto il mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2021

Con il Motu proprio Antiquum ministerium Papa Francesco ha istituito il ministero del catechista, figura che da sempre sostiene lo sforzo di evangelizzazione della Chiesa. I benefattori della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) manifestano una costante sensibilità nei confronti dei catechisti impegnati nelle terre di missione, specie quando l’evangelizzazione si scontra con la persecuzione in odio alla fede o con le difficoltà causate dalla povertà, spesso estrema. I numeri sono eloquenti. ACS nel solo 2020 ha infatti finanziato progetti per sostenere l’attività di 18.389 catechisti e laici impegnati nella pastorale, in particolare: 9.644 in Asia, 5.660 in Africa, 2.111 in America Latina, 524 nell’Europa centrale e orientale, 450 nel Medio Oriente. La fondazione, nello stesso 2020, ha inoltre finanziato 20 progetti per la fornitura di materiale catechetico e pastorale e 35 programmi di formazione per catechisti in 18 nazioni, tra le quali Pakistan, Etiopia e Ucraina. Per dare un volto e una fisionomia ai 18.389 catechisti sostenuti da ACS nel 2020 citiamo solo due storie. La prima è quella di John Joseph Gasi. La guerra civile in Sud Sudan gli ha strappato la famiglia, la casa e le radici. «Mio padre, mia sorella e mio fratello sono stati uccisi. Tutto è avvenuto nell’arco di pochi minuti», racconta in un colloquio con la fondazione pontificia. John è fuggito in Uganda insieme a un milione di altri rifugiati, gran parte dei quali ha ferite interiori profonde, in particolare quanti tra di loro sono stati impiegati come bambini soldato. «Molti di loro erano colmi di odio e di pensieri di vendetta. Ho parlato loro del perdono», spiega il giovane, compiendo un gesto considerato da molti ingenuo e senza speranza. Lo scetticismo diffuso non lo ha tuttavia paralizzato perché, pur avendo perso tutto, ha conservato la fede. Per questo motivo ha deciso di formarsi per diventare catechista e i benefattori di ACS hanno finanziato la sua formazione. Il Centro Emmaus, con sede vicino Kampala, la capitale ugandese, insegna a giovani come John Joseph Gasi a curare le ferite dei compatrioti. «Ora sono un soldato di Gesù. Combatto per far tornare le anime a Dio», spiega il giovane, che insieme ad altri catechisti ha appreso anche i fondamenti della psicologia per aiutare i rifugiati che hanno ceduto all’alcolismo. «Ringrazio ACS per il suo sostegno. Ora posso portare speranza e amore alla mia gente» conclude John Joseph Gasi. Un’altra storia significativa è quella di Santos Tai Gatluk, nato nel 1986, anche lui in fuga dal conflitto del Sud Sudan e rifugiato in Uganda. «Ora vivo a Bidibidi. Sono stato chiamato a dare aiuto con il catechismo della Chiesa». Nel 2019, racconta ad ACS, «sono venuto al Centro Emmaus. Era quando ACS sosteneva un corso di formazione per noi». È stata «una grande esperienza», grazie alla quale ora contribuisce a sanare le ferite interiori dei suoi compatrioti oppressi dalle tragiche conseguenze della guerra.

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Il movimento del mondo di Parag Khanna

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Un’analisi illuminante delle potenti forze globali che porteranno miliardi di persone a migrare nel corso dei prossimi trent’anni, inaugurando un’era di cambiamenti radicali. Da quando gli esseri umani hanno cominciato a colonizzare i continenti, 60.000 anni fa, la mobilità è sempre stata una caratteristica della civiltà umana, nella costante ricerca di risorse e stabilità. La Storia è ricca di eventi globali sismici: pandemie e pestilenze, guerre e genocidi. Ogni volta, dopo una grande catastrofe, il nostro istinto ci spinge a muoverci in cerca di sicurezza fisica. La mappa dell’umanità non è stabile, né ora né mai. Di fronte a un clima sempre più imprevedibile, all’arrivo di nuove pandemie e a un’economia altalenante, quali saranno le aree da cui le persone fuggiranno e verso quali aree migreranno? Quali paesi le accetteranno e quali no? Quale sarà la mappa futura della geografia umana che tracceranno i miliardi di persone in vita oggi e i miliardi in arrivo? In questo libro autorevole e chiarificatore, il consulente di strategia globale Parag Khanna risponde a queste e ad altre domande sulla civiltà del futuro. Mostrando come le prime due rivoluzioni dell’umanità – quella agricola e quella industriale – ci abbiano condotto sulla soglia della terza rivoluzione: quella della mobilità e della sostenibilità. La sfida che abbiamo di fronte è quella di spostare le persone nei luoghi in cui si trovano le risorse e le tecnologie nei luoghi in cui le persone ne hanno bisogno. Alla radice di questa accelerazione della mobilità vi sono cinque fattori in particolare: gli squilibri demografici; la dislocazione economica; gli sconvolgimenti tecnologici; le crisi politiche e il cambiamento climatico. Il movimento del mondo è un’analisi affascinante sul futuro delle migrazioni: un testo che mette in luce tendenze profonde che plasmeranno l’economia e la società di domani, ma che soprattutto ci permette di identificare la nostra posizione sulla mappa in continua evoluzione dell’umanità. Dove vivrai nel 2030? Dove si stabiliranno i tuoi figli nel 2040? Come sarà la mappa dell’umanità nel 2050? Il coronavirus ha imposto il lockdown più severo della Storia, congelando completamente la migrazione internazionale. Eppure tutte le forze che costringono le persone a sradicarsi stanno accelerando: carenza di manodopera, sconvolgimenti politici, crisi economiche, evoluzioni tecnologiche e cambiamenti climatici.

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Libertà religiosa nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Martedì 20 aprile alle ore 11.00 la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) presenterà la XV edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo. Lo studio, pubblicato ogni due anni, passa in rassegna il grado di rispetto e il livello di violazione del fondamentale diritto alla libertà religiosa nei 196 Paesi sovrani del pianeta. L’obiettivo della ricerca è accendere ancora una volta i riflettori sugli ostacoli incontrati da quanti intendono vivere pacificamente la propria fede. Oltre alla necessaria attenzione alle vittime, il Rapporto approfondisce le cause della persecuzione o discriminazione e denuncia l’identità responsabili, anticipando nella misura del possibile le tendenze del prossimo futuro. Il testo non limita il proprio esame alle violazioni ai danni dei cristiani, e dei cattolici in particolare, ma abbraccia le dinamiche persecutorie e discriminatorie sofferte nell’ultimo biennio dai credenti di ogni religione. Pubblicato per la prima volta nel 1999, il Rapporto viene consultato non solo dalle gerarchie ecclesiastiche ma anche da diplomatici e politici, ricercatori e giornalisti. A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia da COVID-19 la presentazione internazionale quest’anno si terrà nella forma di conferenza stampa in modalità digitale. Il link per il collegamento degli operatori dei media è il seguente: https://us02web.zoom.us/j/84688085860 Id riunione:846 8808 5860 La ricerca di ACS verrà presentata contestualmente nelle ventitré sedi della fondazione in tutto il mondo. All’introduzione iniziale di Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, rispettivamente Presidente e Direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia, seguirà un collegamento con Asia Bibi, simbolo mondiale del diritto negato alla libertà religiosa, e con il Professor Shahid Mobeen, Fondatore dell’Associazione Pakistani cristiani in Italia. Interverranno il Cardinale Mauro Piacenza e Thomas Heine-Geldern, rispettivamente Presidente e Presidente esecutivo di ACS Internazionale, e in collegamento da Dori, nord del Burkina Faso, mons. Laurent B. Dabiré, vescovo della stessa diocesi di Dori e presidente della Conferenza episcopale del Burkina Faso e del Niger.

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“Pictet AM rimette l’uomo al centro del mondo”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

A cura di Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management. Ben prima di Covid-19, i cambiamenti demografici e il progresso tecnologico avevano avviato un processo di trasformazione radicale delle nostre vite. Formiamo famiglie più tardi, viviamo più a lungo e dobbiamo occuparci dei più anziani. Il tradizionale stile di vita basato sullo schema scuola-lavoro-pensione goduto dalle generazioni precedenti si è evoluto in qualcosa di più complesso e dinamico, spinto anche da nuove necessità. L’avvento della pandemia ha, poi, acuito alcune tendenze: il lavoro è più transitorio e sempre più spesso si svolge da casa, l’educazione si sta spostando fuori dall’aula verso l’online. Cresce, quindi, la rilevanza di servizi che supportano l’apprendimento di cui abbiamo bisogno per carriere in continua evoluzione, l’assistenza per le nostre famiglie e per noi stessi, le faccende quotidiane che cerchiamo di esternalizzare per liberare il bene più prezioso, il tempo, e i servizi che ci aiutano a godercelo.Sul fronte degli investimenti, in un’epoca segnata dalla diffusione dell’acronimo ESG (Environmental, Social, Governance), questo comporta la necessità di dedicare più spazio agli aspetti sociali, finora in parte trascurati per concentrarsi sulla tutela dell’ambiente. In quest’ambito c’è tutto un mondo di temi d’investimento che Pictet AM ha al momento diviso in tre grandi filoni: la crescita della domanda di istruzione, la sfera legata ai bisogni familiari e all’accudimento delle persone care e la potente domanda di intrattenimento e di esperienze che deflagrerà quando le restrizioni verranno finalmente meno. Le società di servizi incentrate sulla persona rappresentano un’opportunità di investimento potente e diversificante incentrata sui bisogni sociali quotidiani. Hanno il potenziale di fornire rendimenti, ma anche di migliorare il benessere delle comunità aiutando gli individui a condurre una vita più soddisfacente. L’obiettivo è sempre più quello di andare oltre i beni tangibili verso ciò che veramente appaga: la propria autorealizzazione.La crisi che stiamo attraversando ha portato con sé una serie di conseguenze negative e nuovi bisogni sociali da soddisfare. Il Global risks report 2021 del World Economic Forum (The Global Risks Report 2021 | World Economic Forum – weforum.org) ha collocato, all’interno della sua mappa dei rischi globali, l’erosione della coesione sociale tra le questioni a lungo termine, con cui, con alta probabilità, si dovrà fare i conti. È sempre più diffuso un certo malcontento, acuito dalla pandemia che ha portato inoltre solitudine, rinunce e, per alcuni, la perdita del lavoro (o la paura di perderlo). Su tutti questi capisaldi si fonda la strategia del fondo d’investimento Pictet-Human di Pictet AM, lanciato in Italia a inizio anno, nato per cavalcare un trend, quello legato al tema del sociale, evidentemente sottorappresentato nel mercato. Il portafoglio riesce ad avere, di fatto, un impatto sociale positivo. È così soprattutto per il mondo dell’istruzione e della sanità, come misurato dall’esposizione agli SDG dell’ONU numero 3 e 4, afferenti rispettivamente a “Salute e Benessere” e “Istruzione di Qualità”. I pilastri dell’universo di investimento sono quei settori in grado di rappresentare le radici del cambiamento nella nostra società, il che porta il fondo a investire in titoli sottorappresentati, ma con un enorme potenziale. È il primo fondo che pone attenzione a tutto tondo sull’uomo: dal percorso professionale all’istruzione, dalla formazione alla vita familiare, fino a toccare la socialità. Con buona pace del sistema eliocentrico, l’uomo torna a essere il centro del mondo. (abstract)

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