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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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La pirateria nel mondo del libro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Per la prima volta un’indagine condotta su tutto il territorio nazionale alza il velo sui danni che la pirateria arreca al mondo del libro e all’economia nazionale. Sarà presentata il prossimo 22 gennaio a Roma, durante il convegno “La pirateria nel mondo del libro. Danni e indispensabile contrasto”, organizzato da Gli Editori, l’accordo di consultazione e azione comune dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Con questa iniziativa viene così inaugurata la collaborazione tra l’associazione degli editori di libri e quella degli editori di quotidiani e periodici su un tema fondamentale per l’intero mondo dell’industria culturale e informativa.La ricerca, condotta da Ipsos per AIE, sarà presentata dal suo presidente Nando Pagnoncelli durante una giornata di confronto che si terrà a partire dalle 11 (registrazione e welcome coffe dalle 10.30) alla Sala Spadolini del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e a cui parteciperanno i principali protagonisti del settore e interlocutori istituzionali.La ricerca fotografa l’ampiezza del fenomeno, i danni arrecati all’industria del libro nel suo complesso e ai principali settori (editoria di varia, editoria universitaria, editoria professionale), l’impatto sull’economia nazionale e i mancati introiti per il fisco. Verranno proposte iniziative per il contrasto all’illegalità e il sostegno alla domanda legale.Il programma. Dopo l’introduzione dei presidenti di AIE e FIEG, Ricardo Franco Levi e Andrea Riffeser Monti, ci sarà un saluto del sottosegretario per i beni e le attività culturali e per il turismo Anna Laura Orrico, cui seguiranno, dopo l’illustrazione della ricerca, gli interventi di Innocenzo Cipolletta (presidente Confindustria Cultura Italia), dello scrittore Giacomo Mazzariol, di Angelo Marcello Cardani (presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), di Renzo Nisi, generale di brigata e comandante del nucleo speciale beni e servizi della Guardia di Finanza. Le conclusioni saranno a cura di Andrea Martella, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria.

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Il mondo nel 2020: opportunità e rischi per le imprese italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

Milano Giovedì 23 Gennaio alle ore 10.00 a Milano presso l’Auditorium di Assolombarda (via Pantano 9) si terrà la Conferenza ‘Il Mondo nel 2020: opportunità e rischi per le imprese italiane’ promossa da ISPI e Assolombarda (cfr. Programma allegato).
Per l’occasione, ISPI distribuirà ai presenti una pubblicazione speciale dedicata ai Top risks 2020 per le imprese. Il 2020 rappresenta un turning point degli attuali assetti politici ed economici internazionali: inizierà con l’entrata in carica della nuova Commissione europea e terminerà con le elezioni americane di novembre. Quali saranno, in questo contesto, i principali driver politici ed economici? L’Europa può ritrovare sé stessa o rimarrà schiacciata nelle logiche del confronto bipolare? Come rilanciare il multilateralismo? Di questo si discuterà con i vertici di aziende, istituzioni e autorevoli esperti tra cui Manlio di Stefano, Sottosegretario di Stato, Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Silvia Candiani, Amministratore Delegato, Microsoft Italia; Fabrizio Di Amato, Presidente, Maire Tecnimont; Roberto Gavazzi, Amministratore Delegato, Boffi; Paolo Magri, Vicepresidente Esecutivo e Direttore, ISPI; Giampiero Massolo, Presidente, ISPI e Fincantieri; Alessandro Scarabelli, Direttore Generale, Assolombarda; Marco Sesana, Amministratore Delegato, Generali Italia e Alessandro Terzulli, Chief Economist, Sace.La conferenza è organizzata nell’ambito delle attività di ISPI per le imprese e in particolare dell’Osservatorio Geoeconomia promosso da ISPI e Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Sace.

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L’Europa potrà guidare il mondo verso la sostenibilità?

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

Il programma di investimenti “verdi” presentato dalla Commissione von der Leyen conferma il grande impegno per il prossimo decennio. Ma per una leadership globale serve un’Europa più coesa e determinata. 17/1/20 Al riguardo Donato Speroni scrive:
“Non sono stato originale nei miei doni di Natale: ho regalato libri. Visitando alcune librerie mi ha colpito la quantità di volumi ben esposti, soprattutto nelle sezioni internazionali, che parlavano del futuro. Insomma, il futuro vende: sembra aumentata la voglia di guardare avanti e di interrogarsi sui possibili scenari, forse alimentata anche dalle crescenti preoccupazioni sul clima e sulle sorti del Pianeta. O meglio, sulle sorti dell’umanità, visto che il Pianeta se la caverà comunque ancora per qualche miliardo di anni.La preoccupazione può davvero trasformarsi in azione? Mira proprio a questo la “Decade of action”, che le Nazioni unite avvieranno il 22 gennaio. Si tratta di un piano che prevede tre livelli, in vista dell’attuazione dell’Agenda 2030: un’azione globale per soluzioni più efficienti nell’uso delle risorse; un’azione locale che incorpori transizioni significative nelle politiche, nelle istituzioni e nei quadri normativi di governi, città e autorità locali; un’azione individuale da parte di giovani, società civile, media, settore privato, sindacati, università e altre parti interessate. Amina Mohammed, vicesegretaria generale delle Nazioni Unite, presentando l’iniziativa ha sottolineato che “il Decade of action è un’opportunità per correggere la rotta”.In questo contesto, l’Europa può davvero assumere una funzione di leadership, ben delineata dallo “European green deal”. Una parte importante di questo piano, lo “European green deal’s investment plan”, è stato presentato martedì 14 dalla Commissione von der Leyen al Parlamento europeo: un piano da mille miliardi di investimenti in dieci anni. Come spiega il sito della Commissione. La normativa europea sul clima sancirà per la prima volta nella legge l’obiettivo della neutralità climatica dell’Ue entro il 2050. Ciò significa emettere meno biossido di carbonio ed eliminare dall’atmosfera quello emesso. Per farlo è necessario estendere ad altri settori il sistema di scambio di quote di emissione che già aiuta l’Ue a ridurre le emissioni dei settori energetico e industriale. Lo sviluppo di fonti di energia più pulite e di tecnologie verdi ci consentirebbe di produrre, viaggiare, consumare e vivere rispettando di più l’ambiente. Occorre sviluppare un’economia realmente circolare e proteggere la biodiversità. In particolare, il Green deal europeo prevede un percorso per una transizione giusta e socialmente equa. È concepito in modo da non lasciare indietro nessun individuo e nessuna regione in questa grande trasformazione.Più in dettaglio, il Piano si basa su tre dimensioni:
Il finanziamento: ci si propone di mobilitare almeno mille miliardi di investimenti sostenibili nel prossimo decennio, con una spesa sulle azioni climatiche ed ambientali senza precedenti nel budget dell’Unione, ma con un contributo importante anche di fondi privati e un ruolo fondamentale della Banca europea degli investimenti.
L’abilitazione: fornire incentivi per liberare e reindirizzare investimenti pubblici e privati. La Ue metterà a disposizione degli investitori nuovi strumenti che mettano la finanza sostenibile al centro del sistema finanziario; faciliterà investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche, attraverso forme di incoraggiamento ad acquisti e bilanci verdi; verranno delineate procedure per facilitare l’aiuto di Stato nelle regioni più colpite dalle esigenze di giusta transizione.Il supporto pratico: la Commissione aiuterà le autorità pubbliche nella programmazione, messa a punto ed esecuzione di progetti sostenibili.Particolare attenzione verrà dedicata alla Giusta transizione, con un meccanismo ad hoc, il Just transition mechanism (Jtm), finanziato con 100 miliardi di euro dal 2021 al 2027, per aiutare i territori maggiormente esposti sul piano socioeconomico. Si precisa che il Jtm non riguarda soltanto il finanziamento, ma:sulla base di una piattaforma per la giusta transizione, la Commissione fornirà assistenza tecnica agli Stati membri e agli investitori e si assicurerà che le comunità, le autorità locali, i partner della società civile e le Ong vengano coinvolti nella gestione. Il Jtm includerà un forte contesto di governance basato su piani territoriali di giusta transizione. (fonte: ASviS)

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Il temperamento umano alla conquista del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 gennaio 2020

Nel suo rapporto con la natura e i propri simili l’essere umano si distingue per le sue diverse sensibilità. Lo ritroviamo, infatti, a misurarsi con il suo temperamento artistico, impulsivo, socievole e negativo.Il temperamento artistico si riconosce dalla capacità di discernere la bellezza in senso lato. E’ un genere di comportamento che troviamo anche in chi non ha alcuna inclinazione verso fantasie artistiche. Le tappe del processo creativo sono essenzialmente tre: la capacità di recepire e di immagazzinare una serie di informazioni importanti, l’abilità di rielaborarle più o meno coscientemente, si dice che la solitudine sia la scuola del genio, e l’improvvisa illuminazione che si concretizza poi nell’opera d’arte. La creatività è essenziale e funzionale al processo di adattabilità della specie e l’atto creativo del singolo si riflette sul presente e sull’avvenire dell’intera comunità.
L’impulsività si estrae da soggetti che amano il rischio misto ad uno spiccato senso di intraprendenza. Un temperamento impulsivo spinto agli estremi porta ad effetti deleteri, cioè alla ricerca dell’eccitazione a tutti i costi. Per contro un grado equilibrato di impulsività può rappresentare una buona spinta.Il socievole e il suo opposto entrano nella categoria degli introversi e degli estroversi. Sono sempre esistiti. Gli estroversi non avranno mai chiusure davanti ad un estraneo. Gli introversi, invece, rimarranno timidi ed isolati tutta la vita. L’ideale sarebbe quello di stabilire un equilibrio tra queste due tendenze. Per i soggetti introversi esiste una base neurologica per il loro lato caratteriale con bassi livelli di capacità di eccitazione per cui necessiterebbero di più stimoli rispetto agli introversi più “autosoddisfacenti”. Sull’argomento ne ha parlato diffusamente il psicologo americano Perry Buffington, in un recente convegno.La figura negativa, a sua volta, è da ritenersi la componente caratteriale più studiata. Si tratta della propensione individuale a rispondere in modo positivo o negativo ad una situazione stabilita. Ad un lato estremo troviamo rabbia, depressione, ansietà e preoccupazione e dal lato opposto felicità, allegria e serenità. Ed è proprio la componente “negatività” quella che si è mostrata più importante per la salute psichica e fisica dell’uomo. I soggetti con preponderanza di “negatività” tendono ad ammalarsi più di frequente ed impiegano più tempo a guarire. Sono in genere individui che hanno un’opinione negativa di se stessi. Si preoccupano più degli insuccessi che dei successi. Invecchiando hanno più disturbi e dolori degli altri. (Riccardo Alfonso)

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Conferenza dei ricercatori italiani nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

La manifestazione, giunta alla sua XIV edizione, è stata organizzata dal CTIM in collaborazione con la Miami Scientific Italian Community, con i patrocini del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanità, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, della Camera dei Deputati e del Consiglio Generale degli Italiani all’estero.
L’evento ha ricevuto apprezzamenti e messaggi istituzionali di saluto rivolto ai ricercatori partecipanti da parte della Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, del Ministro dell’Istruzione-Università e Ricerca, Lorenzo Fioramonti, del Ministro della Salute, Roberto Speranza, del Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Silvio Brusaferro, del Presidente del CNR, Massimo Inguscio, del Console Generale d’Italia a Miami, Cristiano Musillo, e del Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone.
I partecipanti all’evento sono stati ricercatori che hanno presentato tematiche di vario genere, dalla medicina all’alta tecnologia, dall’aerospazio alla fisica, dal biotech all’umanistica, e provenienti da Florida, Minnesota, Illinois e Messico, con collegamenti esterni dall’Italia, Massacchussettes e Texas.
Il presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, Vincenzo Arcobelli, arrivato per l’occasione dal Texas, dopo aver portato i saluti ed i ringraziamenti per l’ottima organizzazione locale della Miami Scientific Italian Community, per l’ospitalità al Miami Dade College, ha rivolto un sentito apprezzamento a tutti i partecipanti, per il loro contributo alla ricerca e per la loro presenza, evidenziando di come sia importante creare networking e nuove collaborazioni, e che tra i compiti principali della manifestazione vi è l’intenzione di coinvolgere altre realtà scientifiche localizzate in diversi Stati non solo degli Usa.
Arcobelli, a nome di tutto il CTIM, ha letto la motivazione citata nel Diploma d’Onore consegnato per meriti speciali al Presidente della Miami Scientific Italian Community (MSIC), Fabio De Furia, che al di là delle capacità professionali, ha saputo promuovere le eccellenze italiane, in aggiunta alle varie attività svolte come il progetto Leonardo Way in US e la giornata dedicata al PMI, contribuendo a favorire rapporti bilaterali tra l’Italia e gli USA. (fonte: aise)

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Innovazione per un mondo più sano

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

A cura di Lydia Haueter, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Dai big data ai letti smart, la tecnologia sta rivoluzionando la nostra salute, spalancando interessanti opportunità di investimento.La tecnologia sta ridefinendo il nostro mondo. E la salute non fa eccezione. La pressione per lo sviluppo di nuovi farmaci e altri prodotti sanitari è in aumento, grazie alla domanda di una popolazione mondiale che invecchia ed è sempre più attenta alla salute.Questa situazione sta creando un intero universo di opportunità di investimento. Si prevede, ad esempio, che il settore dell’informatica legata alla salute sia destinato a più che raddoppiare nei prossimi cinque anni fino a raggiungere 390 miliardi di dollari entro il 2024. Ciò che cresce a un ritmo ancora maggiore è l’importo di dati relativi alla salute che vengono generati.Grazie a un sequenziamento del genoma ormai a costi convenienti, dilagano le iniziative per sequenziare intere popolazioni e trovare i geni responsabili delle malattie. Ma i principali protagonisti del settore sanitario IT sono le compagnie assicurative sanitarie, come United Health. Per loro, i dati sono fondamentali per gestire i costi e migliorare i risultati per i beneficiari. Identificare i gruppi a rischio elevato e disporre di un check up medico sul paziente dal punto di vista della profilassi possono consentire di risparmiare denaro e vite umane.Un altro settore in cui i dati possono rivelarsi utili è la possibilità di impedire reazioni avverse ai farmaci – la quarta causa principale di morte negli Stati Uniti e in Canada dopo le malattie cardiache, i tumori e gli infarti. Gli algoritmi software, come quelli sviluppati dalla società del New Jersey Tabula Rasa HealthCare, possono contribuire a prevedere in che modo i pazienti reagiranno ai farmaci, e in che modo farmaci diversi interagiranno tra loro se assunti nello stesso momento. I medici quindi potranno utilizzare le informazioni per regolare il dosaggio e ridurre gli effetti laterali o prescrivere farmaci alternativi.
Questa tecnologia sarà sempre più importante man mano che la popolazione invecchia. Le Nazioni Unite prevedono che entro il 2050, un quarto della popolazione di Europa e Nord America avrà almeno 65 anni. E quella è la fascia d’età che assume più medicine: secondo i dati di CDC, il 40% negli Stati Uniti e il 50% nel Regno Unito assume più di cinque farmaci.
Il ruolo della tecnologia nella salute non è limitato alle cure mediche. Le aziende innovatrici stanno fronteggiando la crescente domanda di strumenti che consentano alle persone di condurre una vita più sana – una domanda che prevediamo aumenterà ulteriormente di pari passo con il maggiore benessere delle società.Le società come Sleep Number, un produttore di letti smart, operano proprio in questo mercato in sviluppo. La mancanza di sonno è connessa ai problemi di salute fisica e mentale, eppure molte persone non dormono abbastanza e le poche ore di sonno che conquistano sono spesso di scarsa qualità.I letti Sleep Number sono direttamente connessi allo smartphone dell’utente e dispongono di funzioni come le regolazioni automatiche per il cambio di posizione o il riscaldamento dei piedi per aiutare ad addormentarsi prima. Esiste anche una funzione anti-russamento, che solleva delicatamente il busto in modo da liberare il flusso d’aria.Acqua pulita, aria pulita e di buona qualità, alimenti ricchi di nutrienti sono anch’essi ingredienti vitali per una vita sana. Man mano che le preoccupazioni per i problemi globali come l’inquinamento e l’obesità aumentano, i consumatori sono sempre più attenti nelle loro scelte e privilegiano i prodotti con chiari vantaggi per la salute e per l’ambiente. La salute è una delle principali preoccupazioni della società. Situazioni di vita diverse generano sfide diverse per la salute, alcune delle quali saranno affrontate dal nostro sistema sanitario e altre dai singoli che se ne occuperanno direttamente.Considerare la salute non solo attraverso le limitate lenti della sanità, ma attraverso un’ottica più olistica ci aiuta a identificare i veri trend di crescita alla base di questo affascinante tema.

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Il mondo dello sport si impegna a favore dei rifugiati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Oltre 70 enti sportivi – fra i quali comitati olimpici nazionali, federazioni sportive internazionali, associazioni nazionali, club, e organizzazioni della società civile attive nel mondo dello sport – si sono impegnati ad assicurare opportunità in ambito sportivo ai giovani rifugiati. Lo hanno reso noto ieri l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e il Comitato Olimpico Internazionale (COI).Riconoscendo il potere trasformatore dello sport, l’UNHCR ha lavorato a stretto contatto con l’Olympic Refuge Foundation (ORF) e con il CIO a questa iniziativa globale, in vista del primo Forum Globale sui Rifugiati che si terrà a Ginevra il 17 e il 18 dicembre 2019. I tre impegni sottoscritti sono:
– Promuovere e assicurare l’accesso di tutti i rifugiati, senza alcun tipo di distinzione, a strutture sportive sicure e inclusive.
– Incrementare la disponibilità e l’accesso ad iniziative sportive organizzate o legate allo sport a favore di rifugiati e comunità di accoglienza, tenendo attivamente in considerazione età, genere, abilità personali, e altre esigenze legate alla diversità.
– Promuovere e favorire l’accesso paritario e la partecipazione dei rifugiati a competizioni ed eventi sportivi ad ogni livello.
Anche il Presidente del CIO, Thomas Bach, che presenterà tali impegni per conto dei firmatari in occasione dell’imminente Forum Globale sui Rifugiati, ha accolto con favore il sostegno ricevuto.“Il CIO sostiene i rifugiati in tutto il mondo da molti anni grazie allo sport”, ha dichiarato Thomas Bach. ”Più recentemente, insieme all’UNHCR, abbiamo creato l’Olympic Refuge Foundation. Da quest’esperienza abbiamo appreso che per i bambini e i giovani sradicati dalle guerre o dalle persecuzioni, lo sport rappresenta molto più di un’attività di svago”.
Tra i firmatari vi sono World Athletics, la Federazione internazionale di judo, Special Olympics e il Comitato paralimpico internazionale, le Federazioni calcistiche di Bangladesh, Inghilterra e Repubblica d’Irlanda, la Fondazione AC Milan, il Consiglio delle associazioni calcistiche dell’Africa del Sud, e i Comitati olimpici di 12 Paesi. Una dichiarazione firmata dalle organizzazioni partecipanti riconosce che per i bambini e per i giovani sradicati dalle guerre o dalle persecuzioni lo sport è molto più di un’attività di svago. È un’opportunità di inclusione e di protezione – un’occasione per guarire, formarsi e crescere.L’annuncio di ieri rafforza inoltre l’impegno dell’UNHCR e dei partner a favore degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals/SDG).I firmatari, inoltre, esortano le organizzazioni sportive di tutto il mondo a unirsi a loro per offrire opportunità in ambito sportivo ai giovani rifugiati e sfollati interni, specialmente quelli che vivono nelle comunità in cui esse operano.
Il Global Compact sui Rifugiati, il quadro internazionale per il rafforzamento della cooperazione e della solidarietà a favore dei rifugiati e dei Paesi di accoglienza interessati, riconosce in modo specifico il contributo apportato dallo sport e dagli enti sportivi alla protezione e al benessere dei rifugiati e degli sfollati interni. Gli impegni assunti dal mondo dello sport, nonché gli altri contributi, saranno in evidenza in occasione dell’imminente Forum Globale sui Rifugiati.

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Restare umani in un mondo che cambia

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

GerusalemmeGerusalemme. “Le nuove sfide antropologiche: tra memoria e visione del futuro” è il tema di un convegno internazionale organizzato l’11 e 12 dicembre 2019 nell’ambito delle attività di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma, presso il Pontificio Istituto Notre Dame di Gerusalemme. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di tracciare un’immagine, quanto più precisa, della realtà sociale ed etica contemporanea. I relatori hanno dedicato particolare attenzione all’esperienza della memoria collettiva e individuale, offerta dalla ricerca archeologica, e alle prospettive etiche rivolte al futuro.Per questo la conoscenza dei luoghi, degli spazi, delle rovine della città e della terra nel suo insieme sono così importanti, sia sul piano scientifico dei Religious Studies, sia su quello della comunicazione e del turismo.
Proseguire e sviluppare progetti di ricerca su Gerusalemme e la Terrasanta significa coinvolgere una pluralità di discipline e di temi e consolidare collaborazioni con gli altri soggetti presenti, a partire dalle università israeliane e dallo Studium Biblicum Franciscanum, punto di riferimento chiave per l’elaborazione del l’archeologia cristiana”.Fra i vari interventi, nel convegno si è parlato delle nuove sfide antropologiche, frutto degli sviluppi della scienza e della tecnologia.
L’uomo, di fronte al rischio di essere ridotto a spettatore passivo di flussi informatici, sembra perdere quella posizione di centralità che gli veniva attribuita dalla tradizione umanistica rinascimentale per approdare a un nuovo umanesimo che da più parti viene indicato, appunto, come un Post-umanesimo. Emerge, allora, la necessità di strutturare un’analisi filosofica delle dinamiche antropologiche al fine di rendersi in grado di interpretare prima e gestire poi, i repentini cambiamenti dei paradigmi esistenziali imposti dallo sviluppo tecnologico. Affinché l’uomo del Post-umanesimo rimanga sempre e comunque uomo”.Padre Alberto Carrara, L.C., Direttore del Gruppo di ricerca in Neurobioetica (GdN) e Membro della Pontificia Accademia per la Vita, ha parlato dell’Intelligenza artificiale.“La sfida che l’I.A. pone – ha detto Padre Carrara, non è solo di carattere gestionale. Essa Gerusalemme1.JPGinterpella la stessa autocomprensione di noi stessi come esseri umani e ci permette di riconsiderare, ancora ed in modo più approfondito, la perenne domanda su chi, ciascuno di noi, è, cioè ci permette di continuare ad indagare ed esplicitare la nostra costituzione”.Secondo Padre Carrara “il potenziale che l’evoluzione degli algoritmi offre oggi all’umanità può, da una parte suscitare entusiasmo e speranza, dall’altra anche gravi preoccupazioni. Non c’è dubbio che la nostra storia è legata allo sviluppo della tecnologia e, nell’ultimo secolo, alla crescita esponenziale delle innovazioni computazionali. È urgente una riflessione interdisciplinare in materia che sia in grado di offrire lo stato dell’arte, le reali evoluzioni prossime, le applicazioni positive e i pericoli dell’utilizzo dell’I.A”.Nel corso del convegno si è parlato anche del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, con un intervento di Padre Rafael Pascual, L.C., Professore ordinario di Filosofia Teoretica e Direttore scientifico del Master in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. “L’uomo – ha ricordato Padre Pascual – non può fare un uso arbitrario, capriccioso, della natura, dell’ambiente, delle risorse, ma deve fare un uso responsabile. L’uomo non è il padrone della natura, ma casomai l’amministratore. Inoltre, deve condividere questo patrimonio della natura, che gli è affidato, con gli altri, anche con le future generazioni. Possiamo parlare di casa comune e di buon vicinato, allargando il discorso a livello planetario, o anche di solidarietà ambientale”. seconda foto: Pontificio Istituto Notre Dame di Gerusalemme copyright Univerità europea di roma)

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Osservatorio sul mondo dell’industria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

E’ la fotografia scattata dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL – Settore Industria pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Industria: rallenta la crescita delle SRL dopo l’ascesa degli anni scorsi. Nel 2018 sono aumentati gli addetti (+2,4%), il fatturato (+4,7%) e il valore della produzione (+4,9%) ma in netta decelerazione al confronto del 2017 che segnava un incremento del +3,6% per gli addetti, +5,8% nel fatturato e +6,3% nel valore della produzione. Una frenata ancora più significativa se guardiamo al valore aggiunto che dal+6,4% del 2017 è lievitato solo del +3,7% l’anno scorso. Questo il quadro emerso dall’Osservatorio sui bilanci delle SRL – Settore Industria pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. L’analisi, sulla base della banca dati Aida –Bureau Van Dick ha riguardato i bilanci 2018 di 88.000 srl appartenenti al settore industria, pari al 21% del totale di srl attive, con un numero di addetti equivalente al 31% del globale. La performance migliore in termini di fatturato si è avuta nel comparto della fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (+16,8%); un settore questo che rappresenta solo lo 0,2% delle Srl, lo 0,3% degli addetti e il 2,3% dei ricavi. Tra i comparti più significativi, invece, spicca quello della fabbricazione dei prodotti in metallo (+7%) seguito dalle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (+5,4%), mentre un po’ a distanza troviamo il comparto della fabbricazione di macchinari ed apparecchiature (+3,8%). Tra gli altri, si segnala la crescita del comparto fabbricazione di computer e prodotti elettronici (+7,1%), seguito dal comparto della fabbricazione di articoli in pelli e simili (+6,3%), dal comparto della metallurgia (+6,1%), dal comparto della carta e di prodotti di carta (+5,6%) e dal comparto della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+5,3%). Nessuno registra un calo dei ricavi, solo due comparti registrano un incremento inferiore all’1% e sono il comparto della fabbricazione di prodotti farmaceutici e il comparto della fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+0,8%).A livello geografico, il risultato migliore è quello del Nord –Est dove si rileva un aumento del fatturato del +6,8% e del valore aggiunto pari a +7,7%. Piccolo non è bello. Le microimprese (fatturato fino a 350.000 euro) sono in sofferenza con valori decisamente negativi (-9,3% di addetti e -3,6% di fatturato) al confronto delle SRL con fatturato superiore ai 10 milioni che presentano un incremento sia del fatturato (+6,7% ) che dei lavoratori (+5,2).

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FLOS OLEI 2020: i migliori extravergine del mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Roma Sabato 7 Dicembre 2019 a Roma, presso l’hotel The Westin Excelsior (Via Vittorio Veneto, 125), andrà in scena l’evento Flos Olei Tour in Rome. Masterclass di cucina con grandi chef e workshop sulle tecniche di degustazione dell’olio completeranno l’offerta per il pubblico di appassionati e addetti ai lavori. Si alza il sipario su Flos Olei 2020, la prima e più importante guida alle aziende di produzione olearia di tutto il mondo e ai loro extravergine. Molte le novità dell’11° edizione del volume nato nel 2010 e curato dall’esperto internazionale Marco Oreggia (che ne è anche editore) e dalla giornalista Laura Marinelli. Sono ben 720 gli oli extravergine selezionati da assaggiatori professionisti, 500 i produttori segnalati, provenienti da 53 paesi su 5 continenti (il Kuwait è la new entry), 85 le cartografie mondiali delle zone olivicole. Più focus sulla tecnica di degustazione e consigli sugli abbinamenti gastronomici. Due le versioni, che dimostrano la portata globale del progetto: italiano-inglese e, dopo il successo dello scorso anno, italiano-cinese.Ma la novità più rilevante è la nascita della Hall of Fame, classifica di merito che affiancherà d’ora in poi la storica e ambita The Best. Se quest’ultima premia abitualmente le aziende che, presentando un extravergine di altissimo livello, si sono distinte nelle diverse categorie di concorso, a entrare nella Hall of Fame sono le realtà premiate con i 100/100esimi le quali, dopo un’importante crescita negli anni, hanno ormai raggiunto un traguardo stabile di eccellenza. E dunque alle due spagnole Castillo de Canena Olive Juice e Aceites Finca La Torre (entrambe andaluse) si affiancano le cinque italiane provenienti da diverse regioni: Azienda Agricola Comincioli (Lombardia), Frantoio Bonamini (Veneto), Frantoio Franci (Toscana), Azienda Agraria Viola (Umbria), Azienda Agricola Biologica Americo Quattrociocchi (Lazio).
Interessanti novità anche nella The Best, con diversi produttori presenti nella classifica per la prima volta. Tra i 21 premiati (una categoria è a pari merito): 12 italiani, 5 spagnoli, 1 croato, 1 argentino, 1 cileno, 1 sudafricano. Tra i riconoscimenti più ambiti: L’Azienda dell’Anno è la pugliese Olio Intini; il Migliore Olio Extravergine di Oliva dell’Anno è dell’Azienda Agraria Marfuga (Umbria); L’Azienda Emergente è l’Agricola Fratelli Renzo (Calabria); i Migliori Oli Extravergine di Oliva da Agricoltura Biologica sono quelli di Frantoio di Riva (Trentino Alto Adige) e della spagnola Almazara Deortegas (Region de Murcia); il miglior rapporto Qualità/Prezzo se lo aggiudica la cilena Agrícola Monteolivo, mentre quello Qualità/Quantità l’italiano Frantoio Gaudenzi (Umbria). Nelle altre categorie troviamo aziende italiane: Società Cooperativa Agricola C.A.B. (Emilia Romagna), Società Agricola Buonamici (Toscana), Madonna dell’Olivo (Campania), Azienda Agricola Le Tre Colonne (Puglia), Olio Mimì (Puglia), Azienda Agricola Ortoplant (Puglia), Olearia San Giorgio (Calabria). Accanto alle spagnole: Aceites La Maja (Comunidad Foral de Navarra), Marqués de Griñon Family Estate e Casas de Hualdo (Castilla-La Mancha), Monva (Andalucía). E dal resto del mondo: Olea B. B. (Croazia), Tokara (Sudafrica), Familia Zuccardi (Argentina).
Ultima novità presente nell’11° edizione della guida è il simbolo della blockchain, strumento in grado di garantire trasparenza e tracciabilità dei processi aziendali. Mentre le 880 pagine di Flos Olei 2020 sono stampate, come sempre, su carta FSC a testimonianza dell’attenzione degli autori per l’ambiente. La guida è disponibile anche su App per iOS e Android.

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Il muro di Berlino 1989-2019: 30 anni che hanno cambiato l’Europa e il mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 novembre 2019

Milano 6 novembre 2019 dalle ore 10:00 alle 12:00, Sede del Parlamento Europeo – Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61. Sono passati trent’anni da quello storico 9 novembre 1989. Da quel giorno ad oggi con la Caduta del Muro e dei Regimi Comunisti di mezza Europa, il mondo e’ cambiato. Ma cos’era il Muro che per quasi trent’anni dal 1961 divideva in due la Germania e l’Europa? Qual’è la storia e le conseguenze della sua caduta, che ha realmente causato la fine del Comunismo? Come vivono quei Paesi oggi e cos’ e’ cambiato per le società europee, internazionali, per il mondo ebraico e per Israele? Tra i tanti ospiti presenti anche Gianluca Marco COMAZZI – Consigliere Regione Lombardia ( Forza Italia) , Manfredi Palmeri Consigliere Regione Lombardia ( Energie per l’Italia) , Gianni Rubagotti membro del consiglio generale del Partito Radicale, che contribuiranno ad arricchire l’evento, con le loro riflessioni . Introduzione di Roberto Zadik (Giornalista e Conferenziere Sinagoga Beth Shlomo). Il calendario degli interventi è il seguente:
• On. Angelo CIOCCA ( Europarlamentare Lega ),
• Massimiliano BASTONI ( Consigliere Regione Lombardia Lega ),
• Luca CERESA ( Presidente Terre Ambrosiane ),
• Avv. Giampaolo BERNI FERRETTI (Presidente Ass. Milano Vapore e Vice-Capogruppo Forza Italia Municipio1 ),
• Avv. Mario CARNEVALE BARAGLIA ( Studioso storico delle dinamiche aristocratiche Europee ),
• Roberto JARACH ( Presidente Fondazione Memoriale Shoa ),
• Davide ROMANO ( Presidente ADI – Amici di Israele),
• Carmelo FERRARO (Presidente del Comitato M’Impegno e Presidente del Comitato Scientifico di Milano Vapore).
(By avvocato Giampaolo Giorgio Berni Ferretti)

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Che tristezza: Un mondo che cade a pezzi

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

di Vincenzo Olita. Sergio Costa, ministro 5Stelle dell’ambiente, ci spiega che occorre dare impulso all’economia circolare con la cultura del riciclo e dismettere definitivamente la cultura del rifiuto, nel frattempo Roma soffoca tra 4600 tonnellate di rifiuti prodotti quotidianamente. Il confronto con capitali e ministri europei evidenzia che il nostro ministro ambientalista manca sia di buon senso che di vigoria intellettuale. Che tristezza
Fortunatamente solo un’infinitesima parte della popolazione, dalla Lombardia alla Sicilia, ha fatto l’esperienza di un Pronto Soccorso, dove si attende anche per 8/10 ore l’accettazione, per poi ascoltare in TV che abbiamo la migliore sanità del mondo. Che tristezza
Infiniti tempi della giustizia, carcerazioni in ambienti disumani con pessime prospettive, rapporti lacerati e conflittuali tra i componenti la comunità carceraria, il tutto a proposito della funzione rieducativa della pena. Che tristezza
In famiglie prive di sufficienti risorse finanziarie, la convivenza con condizioni croniche dei nostri vecchi, con malattie invalidanti di un congiunto, si traduce, tra la pubblica indifferenza, in un calvario quotidiano. Che tristezza
Si è parlato della manovra di bilancio dal 15 gennaio e si continuerà fino al 30 dicembre, argomento quasi incomprensibile per la maggior parte della popolazione, ma funzionale agli interessi mediatici: si riempiono palinsesti e cachet di moderatori, il più delle volte, ignari dei fondamentali dell’economia. Da liberale, lo dico con Marx, siamo alla personificazione dell’economia. Che tristezza
La consapevolezza di avere un Presidente del Consiglio buono per tutti gli usi ed utile per tutte le stagioni, disprezzato dagli ex alleati, ben considerato dagli ex avversari, conduce ad una misera considerazione del sistema politico nel suo complesso. Che tristezza
Debito pubblico, manovra finanziaria, emigrazione, con porti chiusi o aperti, lotta alla droga persa da anni, sistema elettorale riformato ad ogni legislatura, priorità che il Paese non avverte come tali. Che tristezza
Il clero cattolico compresso e indaffarato tra lotta alla pedofilia e intrighi tra fazioni della gerarchia, tra teologia della liberazione e disinteresse per l’estesa crisi del cattolicesimo in Occidente. E i fedeli? Che tristezza
In undici anni l’incapacità della classe politica, di tutti gli schieramenti, di privatizzare l’Alitalia é costata più di 10 miliardi. Ora il Governo ha concesso, per la presentazione di un’offerta vincolante, la settima proroga al 21 novembre. Passata sotto silenzio l’ulteriore erogazione di un prestito di 400 milioni per far fronte ad una perdita giornaliera di 715 mila euro. Uno scandalo europeo. Non resta che consolarsi con lo slogan che Berlusconi coniò “Io amo l’Italia, io volo Alitalia”. Che tristezza
Apprendiamo dal capo politico dei 5Stelle che viviamo in un periodo post ideologico che letteralmente non significa nulla, la destra resta la destra, la sinistra resta la sinistra, a meno che non vengano cancellate come è stato fatto con la povertà. Che tristezza
Lo Stato, ovvero la maggioranza governativa, per il nostro benessere pretende di disciplinare anche i metodi di pagamento, facendo balenare l’idea che se tutti pagano le imposte io pagherò di meno, intanto dovrò pagarmi annualmente una carta di credito e relative spese. Che tristezza
Il Paese non guarda al futuro, non ha la cultura del progetto, é ripiegato sul passato e vive sugli errori degli avversari politici, non ha coesione sociale, né un elemento fondamentale delle società aperte: l’informazione, relegata al ruolo di sottoprodotto della politica. Insomma é un Paese fondamentalmente triste, molto triste.
Può sembrare l’esemplificazione di uno stato emotivo individuale invece é un profondo sentimento diffuso tra chi non vive di politica, non lavora per la politica, non beneficia della politica, non vota per interessi politici, non è affascinato dal politicamente corretto e che possiamo definire, qualunquisticamente, persone qualunque. (fonte: http://www.societalibera.org)

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CHRISTOPHER LASCH, Rifugio in un mondo senza cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

Apparso per la prima volta nel 1977, questo libro, che affronta la disgregazione della vita familiare nella società contemporanea, fu accolto dalle recensioni entusiastiche della stampa di destra e dalla disapprovazione aperta degli ambienti della sinistra radicale, dai quali Christopher Lasch pure proveniva.
Per i primi, l’opera costituiva «una vivace difesa dei valori tradizionali» che, una volta fatta astrazione dalle «sciocchezze marxiste» che la puntellavano, ne faceva un «libro meravigliosamente reazionario». Per i secondi, l’opera mirava semplicemente a restaurare «la famiglia borghese», responsabile per eccellenza delle ingiustizie inflitte alle donne.
Nell’introduzione all’edizione tascabile del volume, apparsa nel 1978, Lasch non mancò di sottolineare l’assoluta incomprensione del testo che è alla base di simili interpretazioni, mostrando in primo luogo come la cosiddetta controcultura degli anni Sessanta fosse soltanto «un’immagine speculare del capitalismo consumistico» e come le legittime istanze del movimento femminista dovessero essere sostenute da una prospettiva, assai più radicale, di critica dell’organizzazione contemporanea del lavoro. La confutazione di queste interpretazioni è, tuttavia, contenuta nella maniera più chiara nello svolgimento dell’opera, dove destra e sinistra radicale appaiono soltanto in apparenza su posizioni opposte nell’interpretazione dell’origine della disgregazione della famiglia.
Per entrambe sono gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso gli anni decisivi: magnifici i primi e catastrofici i secondi per la destra conservatrice, esattamente l’opposto per la sinistra radicale.
Lasch ha buon gioco nel mostrare come la lenta dissoluzione della famiglia abbia invece una storia più che secolare. La crisi dei divorzi, il femminismo e la rivoluzione giovanile iniziarono non con la fine dei «gloriosi» anni Cinquanta e l’avvento della cosiddetta «rivoluzione sessuale» nei Sessanta, ma… nell’Ottocento, con l’estensione della produzione industriale e del modello della «fabbrica» che si impadronirono di «attività un tempo delegate all’individuo o alla famiglia».
Libro insostituibile per comprendere le trasformazioni radicali del nostro tempo nei loro effetti sul singolo e sulla società, Rifugio in un mondo senza cuore è una di quelle opere che fa di Christopher Lasch non semplicemente un grande studioso, ma, come scrive Goffredo Fofi nello scritto che accompagna la presente edizione, un grande studioso militante che «ha capito più e prima di noi, e ci ha messo in guardia». Traduzione di Lucio Trevisan Euro 19,00 288 pagine. neri Pozza editore.
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017), L’io minimo. Sopravvivenza psichica in tempi difficili (Neri Pozza, 2018) e La cultura del narcisismo (Neri Pozza, 2020).

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Droghe e tossicodipendenze nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

A parte qualche piccola voce, di droghe e legalizzazione, il governo in carica sembra non abbia intenzione di occuparsi. Altrettanto per quanto riguarda l’Unione Europea e l’ONU; la prima impegnata a capire se risolvere i problemi piuttosto che capire come fare l’equilibrista per soddisfare la maggioranza di cui è stata espressione, la seconda travolta dalle vicende del cambiamento climatico e, allo stato dei fatti, con agenzie ad hoc (tipo UNODC) brave solo a fare le fotografie del disastro in materia.
Intanto il fenomeno droghe, nella sua doppia esplicitazione sanitaria e politica (con tutte le varianti possibili ed immaginabili tra sociale, politico, economico, umano, antropologico, etc), dilaga. Si potrebbe prendere in considerazione ciò che accade in Usa ma, al momento, anche se questo Paese continua a mantenere il suo abituale essere riferimento mondiale per molte innovazioni, sembra concentrato su se stesso, soprattutto per far sì che le legalizzazioni statali abbiano gli strumenti per essere tali nel “american style life”.
Sostanzialmente in assenza di strategie nazionali, sovrannazionali e globali in materia, ognuno fa da sé. Col proprio stile, che gli deriva dal proprio sistema politico. E’ il caso del più popoloso Paese al mondo, la Cina. I cui numeri, ovviamente, sono all’altezza delle sue dimensioni e, pur se fanno impressione, sono sintomatici di un dato di fatto: le persone vogliono consumare droghe, e non c’è regime, libero o meno che sia, che riesca a sedare questo desiderio.Per quanto riguarda la repressione e prevenzione dei traffici, la Cina è allineata ai metodi di tutti gli altri Paesi proibizionisti del mondo, alleandosi anche con gli attuali suoi più acerrimi avversari, gli Usa. Sicuramente, come tutti gli altri, è consapevole di girare intorno al problema visto che, nonostante tutti gli sforzi e gli investimenti, la domanda di droghe è sempre in crescita, ma si “adegua” e svolge il suo ruolo di gendarme planetario con armi potenti, affliggenti, dolorose, ma spuntate… quindi inutili e dannose.
Il rimedio radicale a questa situazione, cinese e non solo, si può intravedere, quantomeno si potrebbe valutare una sua sperimentazione: la legalizzazione delle droghe. Contesto in cui – per esempio come avviene per alcool, tabacco e videogiochi – la disintossicazione non dovrebbe avere a che fare con sostanze proibite e, di conseguenza, i tossicodipendenti non sarebbero equiparati a fuorilegge. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Come cambiare il nostro modus vivendi in Italia e nel mondo?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

A volte si ha la netta sensazione che gli italiani siano un popolo senza regole. Soprattutto nelle grandi città e in particolare quelle da Firenze in giù diventa una regola parcheggiare in seconda fila, sostare dove è proibito, passare con il rosso e sentirsi affrancato dal rischio di pagare una multa se si percorre una strada in senso vietato o si viaggia nella corsia riservata ai bus e ai taxi. E’ una prima e più visibile immagine di una tendenza che tocca molti altri aspetti della vita in comune. L’altra più vistosa e inquietante è quella della sistematica dissacrazione delle istituzioni dal parlamento alle amministrazioni locali, dalla giustizia dei tribunali alla Consulta e non esclude l’inquilino del Quirinale. I più critici non si fanno scrupolo di fare di tutta l’erba un mazzo sentenziando che siamo un popolo di corrotti, corruttori e corruttibili. Ma è anche un modo di soppesare con la bilancia, mal tarata, i comportamenti dei media e degli stessi lettori o ascoltatori che siano. Ci rifacciamo, nello specifico, al fatto più recente di un vice brigadiere dei carabinieri che è stato ucciso con ben undici coltellate da un giovane americano e già la sua difesa ritiene d’avere le carte in regola per farlo scarcerare e forse persino rimpatriarlo solo perché si è riusciti ad imbastire una campagna di dubbi e di sospetti in seguito a una foto dove un suo compagno di ventura e complice veniva ripreso all’interno di una stazione dei carabinieri seduto, ammanettato e bendato. Il fatto che sia morto un servitore dello stato ucciso con una violenza inaudita con un pugnale, si dice di quelli in dotazione ai marines, sembra voler poco contare agli occhi di una certa opinione pubblica pronta a impietosirsi sulla persona sbagliata se la messinscena viene ben orchestrata da taluni organi di stampa adusi all’arte della disinformazione e della mistificazione. E nel mondo le notizie che quotidianamente ci pervengono sono ancora più inquietanti. Pensiamo alle manifestazioni di piazza con feriti, scontri, arresti e quanto altro ad Hong Kong, a Mosca, alla guerra civile in Siria che dura da sei anni e da quella più recente in Libia innescata da ambizioni personali e lotte tribali. Negli Usa, poi, gli odi razziali suscitano di continuo sparatorie ed uccisioni. E a tutte queste violenze si aggiungono, sia pure sotto traccia, altre numerose ma non meno drammatiche dove le prime vittime sono spesso donne, bambini e anziani. Ma ciò che mi addolora, maggiormente, è il cinismo di alcuni giovani, sovente minorenni, che non trovano di meglio, per scacciare la noia, di prendersela con le persone più deboli: anziani e handicappati con calci, spintoni e parolacce. E a volte ci scappa anche il morto o delle invalidità permanenti. (Riccardo Alfonso direttore Centri studi politici e sociali della Fidest)

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Il mondo a rovescio

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

Mi scrive Valeria Sonda: “Mentre gli Usa legano, torturano, contaminano, ammalano, incapucciano, fanno a pezzi, bruciano, gasano esseri umani innocenti e in tutto il mondo, distruggono città, azzoppano economie, montano lavaggi del cervello per tutte le età in tutto il globo, addestrano i massacratori seriali che poi fingono di rincorrere, spiano nella vita privata delle persone oneste che non si arrendono, le torturano psicologicamente e le fanno inseguire passo dopo passo sempre e ovunque, tutto con i nostri soldi mentre la gente si butta dai palazzi perche’ ha perso tutto … … negli Usa, i “giornalisti” si preoccupano per un cittadino statunitense, che ha ammazzato un carabiniere in Italia, mica perchè ha mmazzato un cittadino italiano con 11 coltellate. No!: perchè il cittadino statunitense è stato bendato!

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L’insufficienza cardiaca cronica colpisce più di 23 milioni di persone al mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Dal 21 giugno 2019 Merck è nuovamente titolare in Italia dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale Congescor (Bisoprololo Fumarato), indicato nel trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica, stabile, con ridotta funzione ventricolare sistolica sinistra. Il farmaco è da somministrarsi in aggiunta ad ACE inibitori e diuretici ed eventualmente glicosidi cardioattivi. L’insufficienza cardiaca (nota anche come scompenso cardiaco) è una patologia provocata dalla compromissione della funzione cardiaca, ovvero dell’attività attraverso la quale il cuore pompa il sangue e garantisce, quindi, il corretto apporto di ossigeno a tutti gli organi. Nel mondo colpisce oltre 23 milioni di persone e in Europa, così come negli Stati Uniti, provoca circa 300.000 decessi all’anno. In Italia lo scompenso cardiaco rappresenta la seconda causa di ricovero dopo il parto con un tasso di ospedalizzazione pari a 4-5 giorni ogni 1.000 abitanti; la fascia di età più frequente nei pazienti ricoverati è quella tra i 75 e gli 85 anni. La prevalenza della malattia aumenta proporzionalmente all’età, andando dall’1-2% della popolazione in generale al 6,4% per gli over 654. Il costo che questa patologia provoca è pari all’1-2% del totale della spesa sanitaria in diversi Paesi. Generalmente lo scompenso cardiaco si manifesta con sintomi quali l’affanno in situazione sotto sforzo e a volte anche a riposo, il gonfiore degli arti inferiori, debolezza, difficoltà respiratorie in posizione supina, tosse, addome gonfio o indolenzito, mancanza di appetito, confusione, peggioramento della memoria. Nella fase precoce, però, lo scompenso cardiaco può essere anche asintomatico. Attraverso la terapia si cerca di migliorare la qualità di vita dei pazienti riducendo i sintomi della malattia, di diminuire le occasioni di ospedalizzazione, di rallentare la progressione della patologia, e, infine, di aumentare la sopravvivenza.In questo scenario si inserisce il Bisoprololo Fumarato: si è infatti accertato che la terapia con questo farmaco può dare importanti benefici, poiché riduce la mortalità dei pazienti, specialmente quella improvvisa, l’ospedalizzazione per tutte le cause che provocano lo scompenso, e l’ospedalizzazione per peggioramento dell’insufficienza cardiaca.

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Primo collegamento laser nel cielo al mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

E’ basato su tecnologia laser europea all’avanguardia, e consente il trasferimento quasi in tempo reale di grossi volumi di dati, in particolare immagini, dai satelliti nello spazio alla Terra. Il sistema è un partenariato pubblico-privato tra l’Agenzia spaziale europea (ESA) e Airbus e beneficia di 90 milioni di euro di finanziamenti dell’UE per il periodo 2015-2020 dal programma di osservazione della terra Copernicus e dall’ESA. Grazie al sistema, le immagini di Copernicus saranno disponibili fino a 7 volte più rapidamente rispetto ai tempi attuali. Copernicus, uno dei principali fornitori di dati di osservazione della Terra in tutto il mondo, offre un monitoraggio ambientale di elevata qualità, contribuisce a salvare vite e a gestire le emergenze e sostiene la sicurezza marittima e delle frontiere.Il sistema satellitare Copernicus dell’UE è il primo cliente a lungo termine dell’autostrada spaziale dei dati. I nuovi servizi aiuteranno Copernicus ad aumentare le capacità e la tempestività di scaricamento dei dati e ne migliorano notevolmente il valore per una serie di applicazioni per le quali la tempestività è essenziale. La dimostrazione dal vivo si è svolta contemporaneamente presso la sede centrale del SEAE a Bruxelles, presso l’Agenzia europea per la sicurezza marittima a Lisbona e presso la delegazione dell’UE a Tokyo.

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“L’oncologia italiana è sempre più all’avanguardia nel mondo”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

“Lo è anche grazie all’impegno e alla dedizione di molti giovani specialisti. L’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) conta ormai un 30% di iscritti con meno di 40 anni. Il loro contributo è fondamentale per tutte le nostre attività sia scientifiche che educazionali. E lo sarà sempre di più per combattere gli oltre 1.000 nuovi casi di cancro che ogni giorno vengono diagnosticati in Italia”. E’ quanto afferma la dott.ssa Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar in occasione dell’apertura del 13° Congresso Nazionale AIOM Giovani. Fino a domani oltre 200 oncologi si riuniscono a Perugia per fare il punto sulle ultime novità emerse dalla ricerca medico-scientifica nazionale e internazionale. Un appuntamento fisso che rappresenta anche l’occasione per ascoltare le proposte e le istanze che arrivano dai membri più giovani della principale Società Scientifica dell’oncologia italiana. “Il congresso di Perugia è la più importante “palestra” per i giovani dell’AIOM – aggiunge Gori -. Grazie ai nostri convegni scientifici ogni anno avviamo centinaia di medici all’aggiornamento delle proprie conoscenze. Prestiamo grande attenzione alla comunicazione e quindi alla capacità di saper prontamente rispondere alle domande e ai bisogni dei pazienti. Vogliamo anche far comprendere la grande importanza dell’etica e di una assistenza sanitaria equa e accessibile per tutti”. Al congresso di Perugia ampio spazio è dedicato anche agli aspetti sociali e organizzativi della lotta al cancro in Italia. “In questi ultimi 15 anni abbiamo coltivato e seguito con grande attenzione e costanza una folta schiera di giovani medici – aggiunge la dott.ssa Gori -. Oggi rappresentano il vanto e l’orgoglio di AIOM e, proprio per loro, come Società Scientifica ci dobbiamo impegnare sempre di più per definire con maggiore chiarezza il ruolo dell’oncologo dell’oncologia medica all’interno di un sistema sanitario nazionale che si sta riorganizzando. Le istituzioni sanitarie devono seguire il nostro esempio e maggiormente valorizzare i giovani medici oncologi iniziando dall’aumento del numero di borse di studio elargite agli specializzandi. I tumori sono malattie già in forte aumento e destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Per riuscire a rispondere alle attuali sfide, e a quelle del futuro, dobbiamo avere a disposizione personale medico con un’adeguata preparazione”. “Come AIOM siamo infine convinti che la costituzione delle Reti Oncologiche Regionali, su tutto il territorio nazionale, potrà rappresentare una grande opportunità non solo per i pazienti ma anche per i nostri colleghi under 40 – conclude Gori -. Una maggiore condivisione di conoscenze e competenze, tra professionisti di diversi centri, può migliorare il livello di preparazione di tutti gli oncologi, soprattutto quelli più giovani. E’ però necessario che le Reti non rimangano sulla carta ma siano effettivamente realizzate e vadano rese quanto prima operative”.

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70 milioni in fuga nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Nel 2018, Il numero di persone in fuga da guerre, persecuzioni e conflitti ha superato i 70 milioni. Si tratta del livello più alto registrato dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in quasi 70 anni di attività. I dati raccolti nel rapporto annuale dell’UNHCR Global Trends, mostrano come attualmente siano quasi 70,8 milioni le persone in fuga. Per coglierne la portata, tale cifra corrisponde al doppio di quella di 20 anni fa, con 2,3 milioni di persone in più rispetto a un anno fa, e a una popolazione di dimensione compresa fra quelle di Thailandia e Turchia.
La cifra di 70,8 milioni registrata dal rapporto Global Trends è composta da tre gruppi principali. Il primo è quello dei rifugiati, ovvero persone costrette a fuggire dal proprio Paese a causa di conflitti, guerre o persecuzioni. Nel 2018 il numero di rifugiati ha raggiunto 25,9 milioni su scala mondiale, 500.000 in più del 2017. Inclusi in tale dato sono i 5,5 milioni di rifugiati palestinesi che ricadono sotto il mandato dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (United Nations Relief and Works Agency/UNRWA).
Il secondo gruppo è composto dai richiedenti asilo, persone che si trovano al di fuori del proprio Paese di origine e che ricevono protezione internazionale, in attesa dell’esito della domanda di asilo. Alla fine del 2018 il numero di richiedenti asilo nel mondo era di 3,5 milioni.Infine, il gruppo più numeroso, con 41,3 milioni di persone, è quello che include gli sfollati in aree interne al proprio Paese di origine, una categoria alla quale normalmente si fa riferimento con la dicitura sfollati interni (Internally Displaced People/IDP).
La crescita complessiva del numero di persone costrette alla fuga è continuata a una rapidità maggiore di quella con cui si trovano soluzioni in loro favore. La soluzione migliore per qualunque rifugiato è rappresentata dalla possibilità di fare ritorno nel proprio Paese volontariamente, in condizioni sicure e dignitose. Altre soluzioni prevedono l’integrazione nella comunità di accoglienza o il reinsediamento in un Paese terzo. Tuttavia, nel 2018 solo 92.400 rifugiati sono stati reinsediati, meno del 7 per cento di quanti sono in attesa. Circa 593.800 rifugiati hanno potuto fare ritorno nel proprio Paese, mentre 62.600 hanno acquisito una nuova cittadinanza per naturalizzazione.
“Ad ogni crisi di rifugiati, ovunque essa si manifesti e indipendentemente da quanto tempo si stia protraendo, si deve accompagnare la necessità permanente di trovare soluzioni e di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle persone di fare ritorno a casa”, ha dichiarato l’Alto Commissario Filippo Grandi. “Si tratta di un lavoro complesso che vede l’impegno costante dell’UNHCR, ma che richiede che anche tutti i Paesi collaborino per un obiettivo comune. Rappresenta una delle grandi sfide dei nostri tempi”.

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