Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘mondo’

Per salvare il mondo abbiamo bisogno di un ambizioso accordo verde

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “Con il Green Deal, l’UE vuole raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. La legge europea sul clima ha reso questi impegni vincolanti, e oggi il Parlamento europeo accoglie con favore l’adozione del più grande pacchetto legislativo sul clima, l’energia e i trasporti che allinea le nostre normative a questi nuovi obiettivi.” “Il Parlamento è pronto a lavorare sulle proposte da subito. L’UE ha dimostrato che è possibile ridurre le emissioni preservando la crescita e creando posti di lavoro. Continuiamo su questa strada e assicuriamoci che nessuno venga lasciato indietro.”

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Rappresentanza nel mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

“Questo è un momento storico in cui, rispettando il metodo del patto sociale e del dialogo con tutti, dobbiamo provare a fare un passo avanti in tema di rappresentanza nel mondo del lavoro, in modo che i contratti collettivi firmati abbiano valore erga omnes. Anche per gli elementi di approfondimento fatti in commissione Lavoro non è un obiettivo facile da raggiungere ma aiuterebbe a portare legalità e tutele ai lavoratori”. Lo ha detto oggi la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), partecipando all’incontro “La riforma che manca: il Lavoro” organizzato nell’ambito delle Giornate del Lavoro CGIL, Futura 2021. “Mi rendo conto delle difficoltà ma – ha spiegato Mura – ci sono le risorse, c’è un Governo di unità nazionale, ci sono i sindacati, le associazioni datoriali, il terzo settore che stanno dando sollecitazioni interessanti. Vedo molta disponibilità da parte di tutti i soggetti che hanno un ruolo a voler fare un passo in avanti e – ha precisato – dentro questo contesto in commissione Lavoro noi siamo pronti a fare la nostra parte”.“Se riusciamo a costruire un pacchetto di diritti valido per tutti – ha ragionato la parlamentare – come stiamo facendo per le tutele universali, e attraverso una legge sulla rappresentanza lo affianchiamo alla possibilità che i contratti collettivi siano validi erga omnes, entreremo in un percorso virtuoso che ci consentirà di ottenere grandi risultati”.

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Quando il mondo era giovane di Carmen Korn

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 giugno 2021

E’ il primo capitolo della nuova saga in due volumi firmata Carmen Korn: un’emozionante storia corale, un decennio all’insegna della rinascita, tre famiglie a cui affezionarsi. Il tutto incomincia il primo gennaio 1950: a Colonia, Amburgo e Sanremo si festeggia l’arrivo del nuovo decennio. Quello che si è appena concluso ha lasciato ferite profonde: nelle città, nelle menti e nei cuori. Gerda e suo marito Heinrich Aldenhoven vivono a Colonia, nella casa ereditata a Pauliplatz, insieme ai figli Ursula e Ulrich e alle cugine non sposate di Heinrich, che hanno perso il loro appartamento sotto i bombardamenti. Heinrich gestisce una galleria d’arte, ma gli affari al momento vanno male: in troppi non hanno più le pareti dove appendere i quadri. La situazione è difficile anche ad Amburgo, dove l’amica di Gerda, Elisabeth, e suo marito Kurt dormono nella stanzetta accanto alla cucina da quando hanno lasciato il letto alla figlia Nina e al nipotino Jan. Il bambino ha cinque anni e non ha mai incontrato il padre, Joachim, disperso in Russia da anni nonostante Nina continui a sperare nel suo ritorno. E infine c’è Margarethe, nata Aldenhoven, che si è trasferita da Colonia a Sanremo, dove ha sposato Bruno, figlio di una ricca famiglia di commercianti di fiori; la vita tra le bellezze della riviera ligure sembra spensierata, ma la presenza della suocera, matriarca misogina che gestisce il patrimonio di famiglia, è molto ingombrante… Ognuno festeggia il Capodanno a modo suo, ma il mattino seguente tutti si pongono le stesse domande: le ferite finalmente guariranno? Cosa riserva il futuro?

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Un dialogo sulla nuova centralità del mondo rurale

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

07.06.2021 H 18:00 Registrazione online. L’incontro presenta i progetti degli studenti dello Studio Sergison ambientati nella Valle di Muggio, e un dialogo sulla nuova centralità del mondo rurale in compagnia di Jonathan Sergison – professore ordinario USI e direttore dell’Istituto di Studi Urbani e del Paesaggio dell’Accademia di architettura di Mendrisio – e di alcuni dei giovani autori. Jonathan Sergison: si è laureato presso la Architectural Association nel 1989 e ha maturato esperienza lavorando per David Chipperfield e Tony Fretton, prima di fondare Sergison Bates architects nel 1996. Il lavoro dello studio è stato vastamente pubblicato ed esibito e molti dei palazzi sono stati premiati. Lo studio è stato anche investito di un riconoscimento internazionale per ‘sviluppi innovativi in architettura’ (Erich Schelling Medal for Architecture) ed eccellenza architettonica (Heinrich Tessenow Gold Medal for Architecture) ed è stato invitato a partecipare alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2008 e nel 2012. Jonathan Sergison ha insegnato in diverse scuole di architettura, incluse l’Architectural Association a Londra, il Politecnico federale di Zurigo (ETH), il Politecnico federale di Losanna (EPFL), la Oslo School of Architecture and Design e la Harvard Graduate Design School. Ha preso parte a numerose giurie di competizioni architettonica internazionali, ed è stato esaminatore esterno alla University of Cambridge. Dal 2008 è professore di Progettazione architettonica all’Accademia di architettura di Mendrisio, presso la quale è titolare dell’atelier Studio Sergison, che promuove un approccio sperimentale e collaborativo, incoraggiando gli studenti a sviluppare solide posizioni che diano fondamento ai loro progetti. Swiss Talks è un ciclo di incontri dedicati agli orientamenti dell’architettura contemporanea in Svizzera. A cinque anni dalla loro istituzione, gli Swiss Talks s’interrogano sulla natura sperimentale dell’architettura coinvolgendo le tre principali scuole di architettura svizzere: EPFL, ETHZ, USI-Accademia di architettura. Un progetto di Istituto Svizzero e Casabella Formazione, a cura di Federico Tranfa. Con il patrocinio di USI-Accademia di architettura. Con il sostegno di Laufen, Gruppo Mondadori, ProViaggi Architettura.

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Tabacco. 8 milioni di morti all’anno nel mondo. Quasi 90mila in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 30 maggio 2021

Il fumo di tabacco è uno dei maggiori problemi di salute del mondo. Nel corso del XX secolo, ha ucciso circa 100 milioni di persone, la maggior parte delle quali nei paesi ricchi di oggi.Gli oneri sanitari del fumo si stanno ora spostando dai paesi ad alto reddito a quelli a reddito medio-basso; alcune stime suggeriscono che un miliardo di persone potrebbe morire a causa del tabacco nel XXI secolo. Secondo lo studio Global Burden of Disease più di 8 milioni di persone sono morte prematuramente a causa del fumo nel 2017. 7 milioni di persone sono morte per aver fumato tabacco da sole. Ma ci sono anche grandi impatti sulla salute dovuti al fumo passivo: si stima che 1,2 milioni di persone siano morte prematuramente a causa del fumo passivo.A confronto, il fumo passivo ha ucciso più persone rispetto agli incidenti stradali a livello globale.Il Global Burden of Disease è un importante studio globale sulle cause e sui fattori di rischio di morte e malattia pubblicato sulla rivista medica The Lancet.Queste stime del numero annuale di decessi attribuiti a un’ampia gamma di fattori di rischio sono visibili su uno specifico grafico, che può può essere esplorato per qualsiasi paese o regione utilizzando l’interruttore “cambia paese”.: https://ourworldindata.org/smoking. Il fumo è un fattore di rischio per molte delle principali cause di morte al mondo, compresi i polmoni e altre forme di cancro, malattie cardiache e respiratorie. Nel grafico si nota che è il secondo principale fattore di rischio di morte a livello globale. In Italia, i morti sono quasi 90mila (84.848), è la terza causa di morte dopo l’altra pressione sanguigna (119.780) e l’alto tasso di zucchero nel sangue (104.405). Dopo il fumo c’è l’obesità con 63.365 morti. Questi dati sono importanti visto che il prossimo 31 maggio è la giornata mondiale contro il fumo. (fonte: Comunicato Aduc)

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Quanto costa garantire la vaccinazione in tutto il mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 25 maggio 2021

Sarebbe sufficiente che i paesi ricchi del G7, che si riunirà il prossimo mese, investissero solo 80 centesimi di dollaro alla settimana per ogni loro cittadino si potrebbero fornire i vaccini Covid-19 ai paesi più poveri. Questa l’analisi di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro[1], che avverte che un mancato impegno a garantire la vaccinazione globale potrebbe costare ai paesi ricchi un prezzo 35 volte superiore all’investimento necessario per offrire invece i vaccini. L’analisi di Save the Children viene pubblicata lo stesso giorno in cui i leader si riuniscono per il Global Health Summit, con la richiesta ai leader stessi di voltare pagina impegnandosi ad aumentare il sostegno all’ACT-A (“Access to COVID-19 Tools Accelerator”) e ad intraprendere azioni urgenti per supportare una equa distribuzione dei vaccini.Mentre i paesi ricchi si stanno infatti avvicinando a tassi di copertura vaccinale pari al 50% della popolazione adulta, la copertura in gran parte dell’Africa subsahariana non ha ancora raggiunto il 2%. E se i paesi più ricchi discutono se vaccinare i bambini e fornire i richiami, gli operatori sanitari nei paesi più poveri stanno combattendo la pandemia in prima linea senza protezione.Secondo i dati ufficiali la pandemia ha fatto 3 milioni di vittime, ma il numero reale è probabilmente molto più grande. Nel 2020 142 milioni di bambini sono precipitati nella povertà e al culmine della pandemia, secondo le stime, 1,6 miliardi di studenti a livello globale – il 91% del totale – non ha frequentato la scuola.Un’intera generazione di bambini in tutto il mondo, per la prima volta nella storia umana, ha subito interruzioni dell’attività scolastica. Senza un piano d’azione globale sui vaccini, i bambini avranno difficoltà nel ritornare a scuola, e questo ostacolerà le loro opportunità di crescita e di apprendimento.Se visto come una polizza assicurativa, la spesa per ACT-A è un premio con un rimborso enorme. Per i cittadini di tutto il G7, l’equità globale sui vaccini fornirà un’assicurazione contro le minacce alla salute pubblica, di nuovi lockdown e di una ripresa economica indebolita dalla minaccia della persistenza della pandemia.Secondo l’autorevole modello della Camera di Commercio Internazionale, tassi bassi di vaccinazione nei paesi più poveri avrebbero un impatto negativo sul commercio e ritarderebbero la ripresa, con un costo di 1,3 trilioni di dollari per le economie ricche del G7.“Lo vediamo sempre più chiaramente. Quando si tratta di affrontare la pandemia, la solidarietà e l’interesse personale coincidono e sono la stessa cosa. I bambini e le famiglie di tutto il mondo dipendono dalle decisioni che i leader del G7 prenderanno il mese prossimo. Non devono sprecare questa opportunità di poter risolvere la crisi Covid ovunque e per tutti “, spiega ancora Bidisha Pillai.Save the Children chiede ai paesi del G7 di finanziare adeguatamente l’iniziativa globale per affrontare la pandemia, Access to COVID-19 Tools Accelerator” (ACT-A). Si stima che ACT-A avrà bisogno di circa 66 miliardi di dollari in due anni per fornire dosi sufficienti per vaccinare gli adulti nei paesi più poveri del mondo. Secondo il piano previsto dalla campagna, i paesi ricchi che parteciperanno al vertice del G7 investirebbero 43 miliardi di dollari, circa due terzi del totale. Analizzando il contributo necessario da ciascuno di questi paesi, Save the Children ha scoperto che la parte rimanente ammonta a una media di soli 80 centesimi di dollaro a settimana per cittadino dei paesi stessi.Se confrontato con l’investimento richiesto – sottolinea l’Organizzazione – il costo del non agire supera di gran lunga quello necessario all’assistenza per le conseguenze della pandemia. Per ogni dollaro investito nella vaccinazione globale, il G7 eviterà collettivamente circa 35 dollari di perdite economiche. Le cifre esatte variano tra le nazioni, a seconda dei loro contributi e della proiezione sulle perdite economiche previste.Save the Children sottolinea infine che il finanziamento è una parte fondamentale di un pacchetto che deve includere anche l’impegno dei paesi ricchi a condividere una parte dei vaccini che hanno già ordinato e a fare ogni sforzo per mettere in comune le tecnologie e il know-how necessari a massimizzare la capacità del mondo di produrre le dosi necessarie.

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EmerSÌ – Il giro del mondo in 80 minuti

Posted by fidest press agency su domenica, 23 maggio 2021

E’ il viaggio nei mercati emergenti con il digital show di Pictet Asset Management. Terzo appuntamento del digital show di Pictet Asset Management, dopo il successo di “Venti di sostenibilità” (dicembre 2020) e “Finalmente 2021” (gennaio 2021) arriva il 27 maggio dalle ore 12.00 l’evento in streaming “EmerSÌ – Il giro del mondo in 80 minuti”, per compiere un viaggio virtuale nei mercati emergenti. Ancora una volta l’innovativo format, dinamico e interattivo, ispirato all’entertainment televisivo, sarà l’occasione per offrire una nuova chiave di interpretazione dei paesi emergenti.Un universo di investimento dalle molte sfaccettature che richiede un’analisi approfondita, in grado di sfatare falsi miti e luoghi comuni ed esaminare sotto una nuova luce i fenomeni economici, finanziari, sociali e culturali che caratterizzano un così fitto tessuto. Un approccio che tenga conto delle moltissime opportunità ma anche dei possibili rischi legati a tali mercati. Il viaggio virtuale si snoderà attraverso tre aree del globo: America Latina, Asia ed EMEA. Ogni area sarà affrontata dalla direzione commerciale di Pictet AM Italia, dai gestori delle strategie di investimento dedicate ai Mercati Emergenti e illustri ospiti del mondo accademico e imprenditoriale esperti conoscitori di ciascuna di queste aree. Un viaggio alla scoperta della storia, delle opportunità e dell’innovazione. Dinamiche che verranno approfondite da Marco Piersimoni, co-gestore del fondo Pictet-EMMA (Pictet-Emerging Markets Multi Asset, la soluzione multi asset per investire nei mercati emergenti in modo strategico e strutturale) che illustrerà il potenziale di crescita di questi mercati, spiegando il valore aggiunto di un approccio multi-asset e l’importanza di una rigida gestione del rischio quando si investe in queste aree.

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Quando il mondo era giovane di Carmen Korn

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

In libreria dal 3 giugno Collana Le strade. Dall’autrice bestseller Carmen Korn, dopo il successo della Trilogia del secolo, è in arrivo una nuova saga in due volumi che in Germania sta già spopolando. Tre famiglie, tre città, gli anni del dopoguerra. I gennaio 1950: a Colonia, Amburgo e Sanremo si festeggia l’arrivo del nuovo decennio. Quello che si è appena concluso ha lasciato ferite profonde: nelle città, nelle menti e nei cuori.

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L’evoluzione del sistema bancario in Italia e nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2021

Le sfide per il futuro del mondo finanziario e bancario in Italia e nel mondo saranno la sostenibilità, l’investimento in tecnologia e innovazione e l’adeguamento delle risorse umane alle nuove competenze richieste dal sistema. Le riflessioni sull’evoluzione del sistema bancario hanno aperto questa mattina la prima edizione del Global Banking Forum, appuntamento organizzato da Eccellenze d’Impresa, il laboratorio di idee e innovazione per le PMI italiane, promosso da GEA, Harvard Business Review e Arca Fondi SGR. Il forum si è aperto con gli interventi di Enrico Sassoon, direttore di Harvard Business Review Italia e presidente di Eccellenze d’Impresa, Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea che dà il patrocinio all’iniziativa, Rony Hamaui, segretario generale di ASSBB Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia. Il panel moderato dal chairman Nazzareno Gregori, presidente ASSBB e direttore generale Credito Emiliano, si è aperto con le riflessioni di Patrizia Grieco, presidente di MPS, sul ruolo della sostenibilità. La Grieco ha sostenuto che non c’è alcun dubbio che le banche possano e debbano diventare un fattore abilitante della transizione ambientale e sostenibile, accompagnando le filiere legate ai combustibili fossili verso una transizione giusta. Per gli intermediari finanziari è invece importante individuare filiere più sensibili che possano funzionare come modelli ha aggiunto Grieco, commentando anche il ruolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, molto importante perché individua filiera di investimento e innovazione che possono essere affiancate dalle banche per aumentare la consapevolezza anche sui temi della gestione del rischio e della sostenibilità. Secondo Giuliano Cicioni, partner e head of Banking di KPMG, il principale problema del sistema bancario italiano è la reddittività ed è inevitabile che la dinamica dell’M&A caratterizzerà i prossimi anni, in cui ci sarà un’importante crescita delle operazioni cross border. La sfida dei prossimi anni sarà riconciliare la presenza del sistema bancario tradizionale con gli elementi di innovazione e tecnologia che nascono al di fuori del sistema bancario e contribuiscono a modificare la relazione tra banca e cliente. Quanto possa essere disruptive l’impatto delle nuove tecnologie è stato illustrato da Elena Lavezzi head of Southern Europe di Revolut, start up che mira a gestire su un’unica piattaforma tutte le risorse e necessità finanziarie dell’utente. Sul problema del gap di reddittività tra le banche italiane ed europee è intervenuto Giuseppe Lusignani vicepresidente di Prometeia, secondo cui la reazione alla crisi generata dalla pandemia si giocherà sul doppio binario della diversificazione dei servizi e della riduzione dei costi, anche attraverso una maggiore razionalizzazione della rete distributiva. Il problema principale restano però gli investimenti in tecnologia che in Italia si attestano sul 3/5 % del margine di intermediazione mentre nei best performer europei è pari al triplo. Le banche portate a investire di più, secondo Lusignani, sono quelle di dimensioni maggiori mentre quelle più piccole sono ancora concentrate a garantire la sicurezza dei canali remoti. Certamente però – ha concluso Lusignani – esistono banche piccole che sono avanzatissime in tecnologia, ma si tratta della eccezione che conferma la regola. Giovanni Sabatini, direttore generale di ABI, ha sottolineato che se è impossibile pensare ad un futuro in cui si possa fare a meno delle banche, altrettanto impensabile è subire o adattarsi passivamente all’innovazione tecnologica, che è in grado oggi di trasformare i tradizionali paradigmi di riferimento. Sabatini ha proseguito sostenendo la necessità di avviare un percorso condiviso a livello europeo che consenta di rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e studiare una possibile futura moneta digitale. Sulla necessità di regole condivise che permettano di preservare il valore sociale che da oltre cinquecento anni ha il sistema bancario è intervenuto Davide Serra amministratore delegato di Algebris Investments. Anche a suo avviso la BCE può giocare un ruolo fondamentale sul tema delle digital currency, accelerando verso la creazione dell’euro digitale.

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Nel 2020 ACS ha sostenuto 18.389 catechisti in tutto il mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 maggio 2021

Con il Motu proprio Antiquum ministerium Papa Francesco ha istituito il ministero del catechista, figura che da sempre sostiene lo sforzo di evangelizzazione della Chiesa. I benefattori della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) manifestano una costante sensibilità nei confronti dei catechisti impegnati nelle terre di missione, specie quando l’evangelizzazione si scontra con la persecuzione in odio alla fede o con le difficoltà causate dalla povertà, spesso estrema. I numeri sono eloquenti. ACS nel solo 2020 ha infatti finanziato progetti per sostenere l’attività di 18.389 catechisti e laici impegnati nella pastorale, in particolare: 9.644 in Asia, 5.660 in Africa, 2.111 in America Latina, 524 nell’Europa centrale e orientale, 450 nel Medio Oriente. La fondazione, nello stesso 2020, ha inoltre finanziato 20 progetti per la fornitura di materiale catechetico e pastorale e 35 programmi di formazione per catechisti in 18 nazioni, tra le quali Pakistan, Etiopia e Ucraina. Per dare un volto e una fisionomia ai 18.389 catechisti sostenuti da ACS nel 2020 citiamo solo due storie. La prima è quella di John Joseph Gasi. La guerra civile in Sud Sudan gli ha strappato la famiglia, la casa e le radici. «Mio padre, mia sorella e mio fratello sono stati uccisi. Tutto è avvenuto nell’arco di pochi minuti», racconta in un colloquio con la fondazione pontificia. John è fuggito in Uganda insieme a un milione di altri rifugiati, gran parte dei quali ha ferite interiori profonde, in particolare quanti tra di loro sono stati impiegati come bambini soldato. «Molti di loro erano colmi di odio e di pensieri di vendetta. Ho parlato loro del perdono», spiega il giovane, compiendo un gesto considerato da molti ingenuo e senza speranza. Lo scetticismo diffuso non lo ha tuttavia paralizzato perché, pur avendo perso tutto, ha conservato la fede. Per questo motivo ha deciso di formarsi per diventare catechista e i benefattori di ACS hanno finanziato la sua formazione. Il Centro Emmaus, con sede vicino Kampala, la capitale ugandese, insegna a giovani come John Joseph Gasi a curare le ferite dei compatrioti. «Ora sono un soldato di Gesù. Combatto per far tornare le anime a Dio», spiega il giovane, che insieme ad altri catechisti ha appreso anche i fondamenti della psicologia per aiutare i rifugiati che hanno ceduto all’alcolismo. «Ringrazio ACS per il suo sostegno. Ora posso portare speranza e amore alla mia gente» conclude John Joseph Gasi. Un’altra storia significativa è quella di Santos Tai Gatluk, nato nel 1986, anche lui in fuga dal conflitto del Sud Sudan e rifugiato in Uganda. «Ora vivo a Bidibidi. Sono stato chiamato a dare aiuto con il catechismo della Chiesa». Nel 2019, racconta ad ACS, «sono venuto al Centro Emmaus. Era quando ACS sosteneva un corso di formazione per noi». È stata «una grande esperienza», grazie alla quale ora contribuisce a sanare le ferite interiori dei suoi compatrioti oppressi dalle tragiche conseguenze della guerra.

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Il movimento del mondo di Parag Khanna

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Un’analisi illuminante delle potenti forze globali che porteranno miliardi di persone a migrare nel corso dei prossimi trent’anni, inaugurando un’era di cambiamenti radicali. Da quando gli esseri umani hanno cominciato a colonizzare i continenti, 60.000 anni fa, la mobilità è sempre stata una caratteristica della civiltà umana, nella costante ricerca di risorse e stabilità. La Storia è ricca di eventi globali sismici: pandemie e pestilenze, guerre e genocidi. Ogni volta, dopo una grande catastrofe, il nostro istinto ci spinge a muoverci in cerca di sicurezza fisica. La mappa dell’umanità non è stabile, né ora né mai. Di fronte a un clima sempre più imprevedibile, all’arrivo di nuove pandemie e a un’economia altalenante, quali saranno le aree da cui le persone fuggiranno e verso quali aree migreranno? Quali paesi le accetteranno e quali no? Quale sarà la mappa futura della geografia umana che tracceranno i miliardi di persone in vita oggi e i miliardi in arrivo? In questo libro autorevole e chiarificatore, il consulente di strategia globale Parag Khanna risponde a queste e ad altre domande sulla civiltà del futuro. Mostrando come le prime due rivoluzioni dell’umanità – quella agricola e quella industriale – ci abbiano condotto sulla soglia della terza rivoluzione: quella della mobilità e della sostenibilità. La sfida che abbiamo di fronte è quella di spostare le persone nei luoghi in cui si trovano le risorse e le tecnologie nei luoghi in cui le persone ne hanno bisogno. Alla radice di questa accelerazione della mobilità vi sono cinque fattori in particolare: gli squilibri demografici; la dislocazione economica; gli sconvolgimenti tecnologici; le crisi politiche e il cambiamento climatico. Il movimento del mondo è un’analisi affascinante sul futuro delle migrazioni: un testo che mette in luce tendenze profonde che plasmeranno l’economia e la società di domani, ma che soprattutto ci permette di identificare la nostra posizione sulla mappa in continua evoluzione dell’umanità. Dove vivrai nel 2030? Dove si stabiliranno i tuoi figli nel 2040? Come sarà la mappa dell’umanità nel 2050? Il coronavirus ha imposto il lockdown più severo della Storia, congelando completamente la migrazione internazionale. Eppure tutte le forze che costringono le persone a sradicarsi stanno accelerando: carenza di manodopera, sconvolgimenti politici, crisi economiche, evoluzioni tecnologiche e cambiamenti climatici.

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Libertà religiosa nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Martedì 20 aprile alle ore 11.00 la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) presenterà la XV edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo. Lo studio, pubblicato ogni due anni, passa in rassegna il grado di rispetto e il livello di violazione del fondamentale diritto alla libertà religiosa nei 196 Paesi sovrani del pianeta. L’obiettivo della ricerca è accendere ancora una volta i riflettori sugli ostacoli incontrati da quanti intendono vivere pacificamente la propria fede. Oltre alla necessaria attenzione alle vittime, il Rapporto approfondisce le cause della persecuzione o discriminazione e denuncia l’identità responsabili, anticipando nella misura del possibile le tendenze del prossimo futuro. Il testo non limita il proprio esame alle violazioni ai danni dei cristiani, e dei cattolici in particolare, ma abbraccia le dinamiche persecutorie e discriminatorie sofferte nell’ultimo biennio dai credenti di ogni religione. Pubblicato per la prima volta nel 1999, il Rapporto viene consultato non solo dalle gerarchie ecclesiastiche ma anche da diplomatici e politici, ricercatori e giornalisti. A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia da COVID-19 la presentazione internazionale quest’anno si terrà nella forma di conferenza stampa in modalità digitale. Il link per il collegamento degli operatori dei media è il seguente: https://us02web.zoom.us/j/84688085860 Id riunione:846 8808 5860 La ricerca di ACS verrà presentata contestualmente nelle ventitré sedi della fondazione in tutto il mondo. All’introduzione iniziale di Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, rispettivamente Presidente e Direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia, seguirà un collegamento con Asia Bibi, simbolo mondiale del diritto negato alla libertà religiosa, e con il Professor Shahid Mobeen, Fondatore dell’Associazione Pakistani cristiani in Italia. Interverranno il Cardinale Mauro Piacenza e Thomas Heine-Geldern, rispettivamente Presidente e Presidente esecutivo di ACS Internazionale, e in collegamento da Dori, nord del Burkina Faso, mons. Laurent B. Dabiré, vescovo della stessa diocesi di Dori e presidente della Conferenza episcopale del Burkina Faso e del Niger.

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“Pictet AM rimette l’uomo al centro del mondo”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 aprile 2021

A cura di Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management. Ben prima di Covid-19, i cambiamenti demografici e il progresso tecnologico avevano avviato un processo di trasformazione radicale delle nostre vite. Formiamo famiglie più tardi, viviamo più a lungo e dobbiamo occuparci dei più anziani. Il tradizionale stile di vita basato sullo schema scuola-lavoro-pensione goduto dalle generazioni precedenti si è evoluto in qualcosa di più complesso e dinamico, spinto anche da nuove necessità. L’avvento della pandemia ha, poi, acuito alcune tendenze: il lavoro è più transitorio e sempre più spesso si svolge da casa, l’educazione si sta spostando fuori dall’aula verso l’online. Cresce, quindi, la rilevanza di servizi che supportano l’apprendimento di cui abbiamo bisogno per carriere in continua evoluzione, l’assistenza per le nostre famiglie e per noi stessi, le faccende quotidiane che cerchiamo di esternalizzare per liberare il bene più prezioso, il tempo, e i servizi che ci aiutano a godercelo.Sul fronte degli investimenti, in un’epoca segnata dalla diffusione dell’acronimo ESG (Environmental, Social, Governance), questo comporta la necessità di dedicare più spazio agli aspetti sociali, finora in parte trascurati per concentrarsi sulla tutela dell’ambiente. In quest’ambito c’è tutto un mondo di temi d’investimento che Pictet AM ha al momento diviso in tre grandi filoni: la crescita della domanda di istruzione, la sfera legata ai bisogni familiari e all’accudimento delle persone care e la potente domanda di intrattenimento e di esperienze che deflagrerà quando le restrizioni verranno finalmente meno. Le società di servizi incentrate sulla persona rappresentano un’opportunità di investimento potente e diversificante incentrata sui bisogni sociali quotidiani. Hanno il potenziale di fornire rendimenti, ma anche di migliorare il benessere delle comunità aiutando gli individui a condurre una vita più soddisfacente. L’obiettivo è sempre più quello di andare oltre i beni tangibili verso ciò che veramente appaga: la propria autorealizzazione.La crisi che stiamo attraversando ha portato con sé una serie di conseguenze negative e nuovi bisogni sociali da soddisfare. Il Global risks report 2021 del World Economic Forum (The Global Risks Report 2021 | World Economic Forum – weforum.org) ha collocato, all’interno della sua mappa dei rischi globali, l’erosione della coesione sociale tra le questioni a lungo termine, con cui, con alta probabilità, si dovrà fare i conti. È sempre più diffuso un certo malcontento, acuito dalla pandemia che ha portato inoltre solitudine, rinunce e, per alcuni, la perdita del lavoro (o la paura di perderlo). Su tutti questi capisaldi si fonda la strategia del fondo d’investimento Pictet-Human di Pictet AM, lanciato in Italia a inizio anno, nato per cavalcare un trend, quello legato al tema del sociale, evidentemente sottorappresentato nel mercato. Il portafoglio riesce ad avere, di fatto, un impatto sociale positivo. È così soprattutto per il mondo dell’istruzione e della sanità, come misurato dall’esposizione agli SDG dell’ONU numero 3 e 4, afferenti rispettivamente a “Salute e Benessere” e “Istruzione di Qualità”. I pilastri dell’universo di investimento sono quei settori in grado di rappresentare le radici del cambiamento nella nostra società, il che porta il fondo a investire in titoli sottorappresentati, ma con un enorme potenziale. È il primo fondo che pone attenzione a tutto tondo sull’uomo: dal percorso professionale all’istruzione, dalla formazione alla vita familiare, fino a toccare la socialità. Con buona pace del sistema eliocentrico, l’uomo torna a essere il centro del mondo. (abstract)

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A. Tiburzi: Un mondo estinto

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

La comunità ebraica di Brody e il suo destino (1941-1945). Prefazione di Carlo Saletti. Ombre corte, 2020. Tra i sei milioni di ebrei assassinati ci sono anche i nove mila della importante e antica comunità di Brody, che tra il 1941 e il 1944 furono quasi totalmente annientati nelle strade della loro città, e poi nel ghetto, nelle loro abitazioni, nelle loro scuole, nelle sedi delle loro associazioni giovanili, nei campi di lavoro forzato e nei campi di sterminio di Bełźec e Majdanek. Ciò fu possibile anche grazie al fondamentale collaborazionismo degli ultranazionalisti ucraini, animati da antico antisemitismo. Nelle ultime settimane di guerra, i superstiti ebrei organizzarono una resistenza all’interno del ghetto per accelerare la ritirata dei nazisti, ma le Einsatzkommando delle SS risposero compiendo uno dei più grandi massacri della storia della Shoah, che non risparmiò nemmeno i ragazzi e le ragazze nascosti nei rifugi. I pochi superstiti di Brody lasciarono l’Europa orientale perché nuovamente vittime dell’antisemitismo del dopoguerra. Tra Israele e gli Stati Uniti costituirono il gruppo degli “ex residenti di Brody” e diedero vita al progetto Yitzkor Sefer shel Brod (Il libro della memoria di Brody), testo indispensabile per ricostruire i fatti avvenuti tra settembre 1941 e luglio 1944, e per cogliere il profondo legame con la loro comunità. Ripercorrendo minuziosamente la distruzione della comunità, il lavoro di Antonella Tiburzi descrive la pianificata ferocia dei nazisti e dei loro complici ucraini, facendo emergere il mondo culturale e intellettuale di quella humanitas estinta con la Shoah. Antonella Tiburzi insegna Didattica della storia all’Università di Bolzano, specializzata all’International School of Holocaust studies di Yad Vashem. I suoi studi riguardano la Shoah in Italia e in Unione Sovietica, il lavoro forzato nei lager, la resistenza ebraica e le vittime ebraiche dell’Aktion T4. Tra le sue pubblicazioni: Kanada Kommando (2007); Non perdonerò mai (2006); I giorni del sole nero. La deportazione da Roma (2007); Perché insegnare la storia della Shoah. Strumenti didattici, in G. Capriotti (a cura di), Antigiudaismo, antisemitismo, memoria (2009). Carlo Saletti, storico e regista teatrale, ha dedicato diversi studi alla Shoah. Tra i più recenti: Fine terra. Benjamin a Portbou (2010); Visitare Auschwitz (2011, con F. Sessi); Precursori dello sterminio (2012, con E. De Cristofaro); Auschwitz. Guida alla visita dell’ex campo di concentramento e del sito memoriale (2016, con F. Sessi).

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Tahar Ben Jelloun: Dolore e luce del mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2021

Poesie collana i Venti, trad. Cettina Caliò, pp. 140, 17 euro. Testimone fedele del suo tempo, Tahar Ben Jelloun osserva e ascolta il mondo. Con attenzione, ne coglie le inquietudini e le sofferenze. Delicatamente, ne restituisce lo splendore e la luminosità.
Dai fatti drammatici della cronaca più recente ai ricordi gioiosi dell’infanzia in Marocco, dalla sensazione della piena libertà sperimentata attraverso la pittura ai profumi colori e suoni del mercato parigino di Aligre, in questa raccolta lo sguardo di Tahar Ben Jelloun si allarga a comprendere ogni aspetto della realtà, svelandolo in tutta la sua urgente bellezza e complessità. Poesia del mondo e dell’umanità, poesia di incanto e di mistero, poesia che sorprende con la sua verità: bisogna che i nostri occhi imparino a dare luce alla vita, perché solo così la musica della terra e del vento diventa un canto di gioia.

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In che modo il Covid-19 potrebbe cambiare il mondo per sempre

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

A cura di Pauline Grange, Gestore azioni globali di Columbia Threadneedle Investments. All’inizio del 2020, quando in Cina è iniziato il lockdown, si sono verificate numerose interruzioni delle catene produttive dell’elettronica, delle automobili o dei beni di consumo sanitari, come i dispositivi di protezione individuale, di cui avevamo bisogno nei nostri ospedali. Quindi, a livello aziendale è aumentata la consapevolezza che le società non possono più fare affidamento su una sola regione o un solo paese, come la Cina. Di conseguenza, le aziende hanno iniziato a diversificare le loro catene produttive e a orientare alcune forniture più a livello locale. Questa dinamica è stata evidente soprattutto nel settore tecnologico.Nel 2020 abbiamo osservato un’escalation della guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina: Washington ha imposto una serie di embarghi a società tecnologiche cinesi come Huawei, impedendo loro di accedere alla proprietà intellettuale o ai brevetti statunitensi. La Cina, a sua volta, è diventata più isolazionista negli investimenti tecnologici e ha capito di non poter più fare affidamento sulle società tecnologiche statunitensi. Quindi nel 2020, per la prima volta, ha investito più degli Stati Uniti in ricerca e sviluppo e si inizia a notare una regionalizzazione della tecnologia, in particolare per quanto riguarda le tecnologie per il clima. In quest’ambito si inizia a parlare di “guerre climatiche”, perché la Cina ha investito molto e sta iniziando a imporsi in aree come i veicoli elettrici, la tecnologia di batteria e quella solare, mentre l’Europa è diventata leader nelle energie rinnovabili.Con l’entrata in vigore dei piani di stimolo fiscale in Europa, nel Regno Unito e negli Stati Uniti, i governi torneranno a dare la priorità ai posti di lavoro e alle aziende locali. La globalizzazione dunque non scomparirà, ma sta sicuramente cambiando.Anche in quest’ambito il ritmo della transizione dal consumo offline a quello online e dai contanti ai pagamenti digitali ha superato le aspettative di tutti. I consumatori sono stati costretti ad acquistare online a causa dei lockdown in tutto il mondo, ma anche le aziende hanno dovuto accelerare i loro investimenti nelle piattaforme digitali. Negli Stati Uniti, nel 2020 la crescita delle vendite online ha raggiunto ben il 44% su base annua, ossia tre volte l’espansione del 15% registrata nel 2019. Ora la penetrazione online negli USA supera il 21%, a fronte del 15,8% del 2019: si tratta di un incremento di 5,5 punti percentuali su base annua, il più elevato dall’inizio delle registrazioni.Secondo molte delle società digitali con cui ho affrontato l’argomento, la pandemia di Covid-19 ha accelerato questa transizione di diversi anni. È improbabile che questa crescita si ripeta nel 2021, quindi la domanda diventa: l’importo assoluto in dollari del consumo online diminuirà? Non credo. Innanzitutto, le aziende continuano a investire in piattaforme digitali e a spostare le loro attività verso un mondo online, mentre i consumatori si sentono sempre più a loro agio a fare acquisti in rete: alcune fasce demografiche che non avevano mai usato le piattaforme digitali ora le hanno adottate. Lo vedo con i miei suoceri, che prima della pandemia non avevano mai fatto acquisti online: ora scelgono volentieri ricette proposte in rete da aziende alimentari e fanno tutta la loro spesa online, e ne apprezzano molto la comodità.Quindi si è verificato un cambiamento culturale e in Cina dopo il lockdown il boom dell’e-commerce è proseguito, con ottime vendite e continui investimenti delle aziende in piattaforme online come Tmall ecc. La crescita potrebbe non restare tanto sostenuta, ma il consumo online è destinato a perdurare.
Questi sono argomenti vasti e complessi. Il rilancio dell’agenda “green”, ad esempio, ha chiaramente assunto un ruolo di maggiore spicco e fa parte dei programmi dei governi di tutto il mondo. La globalizzazione delle politiche di “emissioni nette pari a zero” nel 2020 è stata un aspetto decisamente positivo. I governi fisseranno per un determinato anno l’obiettivo di avere emissioni nette di carbonio pari a zero in linea con l’Accordo di Parigi, il cui obiettivo è azzerare le emissioni mondiali entro il 2050.In primo luogo, come abbiamo visto l’UE ha messo il Green deal al centro del suo programma di ripresa post-Covid, accelerando anche il suo obiettivo di decarbonizzazione per ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 (dai livelli del 1990). Ma la grande sorpresa del 2020 è stata la Cina, la maggiore responsabile delle emissioni, che ha fissato l’obiettivo di emissioni nette pari a zero entro il 2060. Ciò ha avuto un impatto significativo: prima della fine del 2020 quasi la metà del mondo aveva fissato obiettivi di neutralità climatica. Ora, con Joe Biden alla presidenza, è più probabile che gli Stati Uniti stabiliscano un obiettivo di emissioni nette pari a zero; se ciò avvenisse, quest’anno circa il 60% delle emissioni globali sarebbe coperto da accordi di questo tipo, un fattore decisamente favorevole per quanto riguarda il cambiamento climatico.Per quanto riguarda il capitalismo morale, dobbiamo innanzitutto domandarci: cosa intendiamo per capitalismo morale o capitalismo responsabile? In precedenza, il capitalismo si concentrava notevolmente su un certo tipo di stakeholder, per esempio gli azionisti o i proprietari dell’azienda. Ora però le società sono soggette a crescenti pressioni da parte dei governi, dei consumatori e della popolazione in generale verso una maggiore attenzione a tutti i soggetti interessati. Rientrano in quest’ambito il modo in cui trattano o sostengono i loro dipendenti e/o fornitori e la creazione di valore per i consumatori.
Vi è anche la volontà di considerare i costi effettivi dell’attività aziendale, non solo in termini di dollari, ma di impatto sull’ambiente. Ciò che si è verificato durante la pandemia ha reso questi aspetti molto più importanti. Prendiamo per esempio il movimento Black Lives Matter, che si schiera contro il razzismo sistematico a livello mondiale e che ha costretto molte aziende a rivedere il loro organico, cercando di risolvere il problema della scarsa diversità del loro personale. Gli occhi sono stati puntati anche sulle catene produttive e alcuni rivenditori al dettaglio sono stati screditati pubblicamente per non aver onorato i contratti con i fornitori in Bangladesh, con un conseguente aumento dei livelli di povertà nel paese. Ora il modo in cui vengono trattati i fornitori ha conseguenze concrete.
Questi due fattori, ossia la rivisitazione del capitalismo e dell’agenda “green”, sono interconnessi? Credo proprio di sì. Le aziende hanno una responsabilità morale a livello sia sociale sia ambientale, e con la crescente importanza dell’agenda “green” dovranno anche affrontare una maggiore regolamentazione. Il loro accesso a finanziamenti a più basso costo potrebbe dipendere dal fatto che i loro prodotti aiutino a risolvere alcuni problemi ambientali a livello globale: finanziandosi attraverso social bond o green bond vedrebbero aumentare le valutazioni se rendessero i loro prodotti più responsabili dal punto di vista ambientale o sociale.Il ritmo e il successo con cui sono stati sviluppati diversi vaccini sono stati sorprendenti. Hanno superato le mie aspettative e dimostrano gli enormi progressi compiuti dalla tecnologia medica negli ultimi dieci anni. Per contestualizzare, prima della pandemia erano necessari in media più di 10 anni per trovare un vaccino, ma contro il Covid-19 sono stati messi a punto diversi vaccini di successo in meno di un anno.Per esempio, Moderna, una delle aziende biotecnologiche che ne hanno prodotto uno, è riuscita a sviluppare un vaccino pronto per la sperimentazione umana in soli 42 giorni dal ricevimento della sequenza genetica del virus. È riuscita nell’impresa usando una tecnologia innovativa chiamata MRNA, il che è stupefacente considerando che di solito con le tecnologie tradizionali sono necessari anni.Sono ottimista sul fatto che, essendo riuscita a sviluppare tutti questi vaccini e terapie contro il Covid-19 in meno di un anno, la comunità medica trovi una via d’uscita dalla pandemia per tutti noi nel corso del prossimo anno.

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Roma una capitale che deve saper parlare al mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2021

“Con un’estensione superiore di circa 10 volte rispetto alla città di Milano e con 50 milioni di presenze l’anno (prima dell’emergenza Covid), Roma ha il diritto di vedersi riconosciuto uno status degno della Capitale d’Italia: una Capitale che deve saper parlare al mondo, ma che al tempo stesso deve saper offrire risposte ai suoi cittadini. Una duplicità difficile e senza dubbio da rivedere”. E’ quanto dichiara in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito.“Basti pensare che i 15 municipi che governano Roma hanno numeri di residenti pari a quelli di città italiane di media estensione e, nonostante questo, non possono contare su risorse che spetterebbero a territori tanto vasti; così come la Roma Capitale d’Italia dovrebbe poter contare su risorse e poteri proporzionati alla sua grandezza immaginando un Bilancio separato da quello dei municipi per far fronte a costi che le derivano dal fatto di essere – appunto – una Capitale.Non possiamo più aspettare; è arrivato il momento di passare da una Capitale grande ad una grande Capitale. Ma, per realizzare un compito tanto impegnativo, è necessario individuare una metodologia di lavoro da condividere con le diverse forze politiche rappresentate nei differenti livelli istituzionali. Per questo oggi siamo qui, per una visione comune nella direzione della prossima consiliatura costituente” ha proseguito il presidente.“Le direttrici per un lavoro condiviso potrebbero partire anche da una proposta di Delibera di Assemblea Capitolina che articoli il territorio del Comune di Roma Capitale in più Comuni, nel rispetto della legge Del Rio, comma 22 art. 1. Una proposta consiliare cui potrebbero seguire proposte ulteriori: a livello regionale, con una legislazione in materia di costituzione di nuovi Comuni, con l’adeguamento di competenze e funzioni degli attuali municipi di Roma Capitale. A livello nazionale – approfittando dell’ampia maggioranza parlamentare – con la condivisione tra le diverse forze politiche di un modello forte di governance per Roma Capitale, in grado di superare le divisioni che hanno caratterizzato quest’ultimo decennio. E addirittura a livello europeo con la proposta ai nostri rappresentanti italiani di un atto parlamentare a sostegno di uno statuto europeo per le Capitali degli stati membri.Noi ci siamo e cercheremo di portare avanti, insieme, un progetto importante per la nostra Capitale. Buon lavoro a tutti!” ha concluso De Vito.

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Le epilessie nel mondo e in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Le epilessie riguardano circa 50 milioni di persone in tutto il mondo e non meno di 500.000 in Italia: “epilessie” al plurale, perché la malattia può avere volti e manifestazioni molto differenti ed essere legata a diverse cause e patologie, un arcipelago davvero vario di realtà. Ieri si è celebrata la Giornata Mondiale, un’ottima occasione per far luce su questo mondo dai grandi numeri, ma che include tantissime patologie rare e rarissime. Ed è su queste forme in particolare che Osservatorio Malattie Rare ha voluto per l’occasione puntare il proprio sguardo, inaugurando uno specifico spazio dedicato.Il focus si concentra soprattutto su due gruppi di epilessie, quelle rare e complesse, tra le quali troviamo ad esempio la Sindrome di Angelman, la Sindrome di Dravet, la Sindrome di Lennox-Gastaut, la Malattia Correlata a GNAO1, il Deficit di Glut 1, e le forme di epilessia farmacoresistente, una condizione che ha in comune con le malattie rare l’essere di fatto orfana di terapie: le crisi non sono controllabili, con un fortissimo impatto sulla vita.Su questi due gruppi di patologie l’Italia ha un ruolo importante a livello europeo, basti pensare che per le epilessie rare e complesse è stato costituito il network ERN Epi-Care, di cui l’Italia è capofila e nel quale a coordinare i rappresentanti dei pazienti è Isabella Brambilla, presidentessa dell’associazione Dravet Italia Onlus.Il ruolo dell’Italia spicca anche per un’altra forma di epilessia, complessa e farmacoresistente, così rara che viene ancora chiamata con il nome del gene responsabile individuato solo nel 2010: SCN8A. Nel mondo sono noti circa 400 casi, 15 di questi bimbi in Italia. Per loro gli attacchi epilettici possono manifestarsi più volte al giorno, a partire fin dai primi mesi di vita, con drammatiche conseguenze. È grazie ad alcuni genitori che alla fine del 2020 è nata SCN8A Italia, la prima associazione in Europa dedicata a questa patologia, presieduta da Cinzia Scarcelli. A distanza di poche settimane è stata seguita dall’associazione SCN8A UK & Ireland: l’unica associazione di riferimento a livello mondiale, fino a qualche mese prime era quella statunitense. “L’obiettivo dell’associazione italiana, oltre ad essere un punto di riferimento per le famiglie, è quello di aumentare la conoscenza nella classe medica e supportare la ricerca – spiega la presidente – I pazienti vengono seguiti in vari ospedali, ma in Italia non c’è ancora un centro di riferimento. Per questa patologia ci rivolgiamo al Danish Epilepsy Hospital in Danimarca, dove lavora anche la professoressa Elena Gardella, neurologa italiana e membro del nostro comitato scientifico”

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“Notizie dal mondo” di Paulette Jiles

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

Tratto dall’omonimo bestseller candidato al National Book Award di Paulette Jiles, il film Notizie dal mondo, diretto da Paul Greengrass, nasce da una semplice considerazione: “Ormai quando guardi i tuoi figli pensi che ci sia bisogno di un mondo meno diviso perché ci sia futuro. Ed è per questo che ho fatto questo film. Volevo – sottolinea Greengrass – che Notizie dal mondo fosse per famiglie, il mio personale film per le famiglie.”Texas, 1870. All’indomani della Guerra civile, l’anziano capitano Jefferson Kidd, veterano di guerra e stampatore in pensione, si guadagna da vivere spostandosi da una città all’altra e leggendo ad alta voce i giornali per un pubblico pagante e affamato di notizie dal mondo.Un giorno, a Wichita Falls, Kidd viene avvicinato da Britt Johnson, un nero libero che fa il trasportatore. Sul suo carro c’è una bambina di una decina d’anni, vestita alla maniera Comanche con una tunica di pelle di daino con quattro file di denti d’alce cuciti sul petto. I capelli sono del colore dello zucchero d’acero, con una penna d’aquila e due piumini legati a una ciocca, e gli occhi, azzurrissimi, di una bambola di porcellana.Western mozzafiato, Notizie dal mondo è la storia di una toccante amicizia, un potente romanzo sull’universale sentimento dell’onore e della fiducia, al di là delle differenze di popoli e di culture.

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Malattie cardiache prima causa di morte nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Le malattie cardiache rimangono la principale causa di morte in tutto il mondo, secondo l’aggiornamento 2021 delle American Heart Association’s Heart Disease and Stroke Statistics, pubblicato su Circulation. Sulla base dell’aggiornamento statistico del 2021, che ha fornito i dati sulla mortalità degli Stati Uniti dal 2018, le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte negli Stati Uniti.
A livello globale, quasi 18,6 milioni di persone sono decedute per malattie cardiovascolari nel 2019, l’ultimo anno per il quale sono state calcolate le statistiche mondiali, con un aumento del 17,1% nell’ultimo decennio. Ci sono stati più di 523,2 milioni di casi di malattie cardiovascolari nel 2019, il che significa un aumento del 26,6% rispetto al 2010. Ma secondo gli esperti, l’onere globale delle malattie cardiovascolari crescerà esponenzialmente nei prossimi anni a causa degli effetti a lungo termine della pandemia da Covid-19. «Covid-19 influenzerà direttamente e indirettamente i tassi di prevalenza e di morte delle malattie cardiovascolari per gli anni a venire. La ricerca sta dimostrando che il coronavirus può causare danni al cuore. Inoltre, le persone stanno ritardando la cura di infarti e ictus, il che può portare a esiti peggiori» spiega Salim Virani, del Baylor College of Medicine di Houston, negli Stati Uniti, che ha presieduto il comitato di scrittura. E i ricercatori sottolineano che un problema ancora più critico saranno i comportamenti e lo stile di vita che sono prevalenti durante la pandemia, molti dei quali fanno aumentare il rischio di malattie cardiache e ictus. «Abitudini alimentari malsane, aumento del consumo di alcol, mancanza di attività fisica e il costo mentale dell’isolamento da quarantena, e persino la paura di contrarre il virus, possono avere un impatto negativo sul rischio di una persona per la malattia cardiovascolare» prosegue Virani.La novità del rapporto di quest’anno è un capitolo dedicato agli esiti avversi della gravidanza, che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari nelle madri e nei loro bambini. Le complicazioni della gravidanza, tra cui problemi ipertensivi, diabete gestazionale, nascite pretermine, e bambini piccoli per l’età gestazionale, si verificano nel 10-20% di tutte le gravidanze negli Stati Uniti, e un problema cardiovascolare è la causa più comune di morte materna nel paese. «Dobbiamo tenere conto di questo problema per salvare la vita delle madri e migliorare quella dei bambini» concludono gli autori. (fonte Doctor33)

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