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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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CHRISTOPHER LASCH, Rifugio in un mondo senza cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

Apparso per la prima volta nel 1977, questo libro, che affronta la disgregazione della vita familiare nella società contemporanea, fu accolto dalle recensioni entusiastiche della stampa di destra e dalla disapprovazione aperta degli ambienti della sinistra radicale, dai quali Christopher Lasch pure proveniva.
Per i primi, l’opera costituiva «una vivace difesa dei valori tradizionali» che, una volta fatta astrazione dalle «sciocchezze marxiste» che la puntellavano, ne faceva un «libro meravigliosamente reazionario». Per i secondi, l’opera mirava semplicemente a restaurare «la famiglia borghese», responsabile per eccellenza delle ingiustizie inflitte alle donne.
Nell’introduzione all’edizione tascabile del volume, apparsa nel 1978, Lasch non mancò di sottolineare l’assoluta incomprensione del testo che è alla base di simili interpretazioni, mostrando in primo luogo come la cosiddetta controcultura degli anni Sessanta fosse soltanto «un’immagine speculare del capitalismo consumistico» e come le legittime istanze del movimento femminista dovessero essere sostenute da una prospettiva, assai più radicale, di critica dell’organizzazione contemporanea del lavoro. La confutazione di queste interpretazioni è, tuttavia, contenuta nella maniera più chiara nello svolgimento dell’opera, dove destra e sinistra radicale appaiono soltanto in apparenza su posizioni opposte nell’interpretazione dell’origine della disgregazione della famiglia.
Per entrambe sono gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso gli anni decisivi: magnifici i primi e catastrofici i secondi per la destra conservatrice, esattamente l’opposto per la sinistra radicale.
Lasch ha buon gioco nel mostrare come la lenta dissoluzione della famiglia abbia invece una storia più che secolare. La crisi dei divorzi, il femminismo e la rivoluzione giovanile iniziarono non con la fine dei «gloriosi» anni Cinquanta e l’avvento della cosiddetta «rivoluzione sessuale» nei Sessanta, ma… nell’Ottocento, con l’estensione della produzione industriale e del modello della «fabbrica» che si impadronirono di «attività un tempo delegate all’individuo o alla famiglia».
Libro insostituibile per comprendere le trasformazioni radicali del nostro tempo nei loro effetti sul singolo e sulla società, Rifugio in un mondo senza cuore è una di quelle opere che fa di Christopher Lasch non semplicemente un grande studioso, ma, come scrive Goffredo Fofi nello scritto che accompagna la presente edizione, un grande studioso militante che «ha capito più e prima di noi, e ci ha messo in guardia». Traduzione di Lucio Trevisan Euro 19,00 288 pagine. neri Pozza editore.
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017), L’io minimo. Sopravvivenza psichica in tempi difficili (Neri Pozza, 2018) e La cultura del narcisismo (Neri Pozza, 2020).

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Droghe e tossicodipendenze nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 ottobre 2019

A parte qualche piccola voce, di droghe e legalizzazione, il governo in carica sembra non abbia intenzione di occuparsi. Altrettanto per quanto riguarda l’Unione Europea e l’ONU; la prima impegnata a capire se risolvere i problemi piuttosto che capire come fare l’equilibrista per soddisfare la maggioranza di cui è stata espressione, la seconda travolta dalle vicende del cambiamento climatico e, allo stato dei fatti, con agenzie ad hoc (tipo UNODC) brave solo a fare le fotografie del disastro in materia.
Intanto il fenomeno droghe, nella sua doppia esplicitazione sanitaria e politica (con tutte le varianti possibili ed immaginabili tra sociale, politico, economico, umano, antropologico, etc), dilaga. Si potrebbe prendere in considerazione ciò che accade in Usa ma, al momento, anche se questo Paese continua a mantenere il suo abituale essere riferimento mondiale per molte innovazioni, sembra concentrato su se stesso, soprattutto per far sì che le legalizzazioni statali abbiano gli strumenti per essere tali nel “american style life”.
Sostanzialmente in assenza di strategie nazionali, sovrannazionali e globali in materia, ognuno fa da sé. Col proprio stile, che gli deriva dal proprio sistema politico. E’ il caso del più popoloso Paese al mondo, la Cina. I cui numeri, ovviamente, sono all’altezza delle sue dimensioni e, pur se fanno impressione, sono sintomatici di un dato di fatto: le persone vogliono consumare droghe, e non c’è regime, libero o meno che sia, che riesca a sedare questo desiderio.Per quanto riguarda la repressione e prevenzione dei traffici, la Cina è allineata ai metodi di tutti gli altri Paesi proibizionisti del mondo, alleandosi anche con gli attuali suoi più acerrimi avversari, gli Usa. Sicuramente, come tutti gli altri, è consapevole di girare intorno al problema visto che, nonostante tutti gli sforzi e gli investimenti, la domanda di droghe è sempre in crescita, ma si “adegua” e svolge il suo ruolo di gendarme planetario con armi potenti, affliggenti, dolorose, ma spuntate… quindi inutili e dannose.
Il rimedio radicale a questa situazione, cinese e non solo, si può intravedere, quantomeno si potrebbe valutare una sua sperimentazione: la legalizzazione delle droghe. Contesto in cui – per esempio come avviene per alcool, tabacco e videogiochi – la disintossicazione non dovrebbe avere a che fare con sostanze proibite e, di conseguenza, i tossicodipendenti non sarebbero equiparati a fuorilegge. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Come cambiare il nostro modus vivendi in Italia e nel mondo?

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

A volte si ha la netta sensazione che gli italiani siano un popolo senza regole. Soprattutto nelle grandi città e in particolare quelle da Firenze in giù diventa una regola parcheggiare in seconda fila, sostare dove è proibito, passare con il rosso e sentirsi affrancato dal rischio di pagare una multa se si percorre una strada in senso vietato o si viaggia nella corsia riservata ai bus e ai taxi. E’ una prima e più visibile immagine di una tendenza che tocca molti altri aspetti della vita in comune. L’altra più vistosa e inquietante è quella della sistematica dissacrazione delle istituzioni dal parlamento alle amministrazioni locali, dalla giustizia dei tribunali alla Consulta e non esclude l’inquilino del Quirinale. I più critici non si fanno scrupolo di fare di tutta l’erba un mazzo sentenziando che siamo un popolo di corrotti, corruttori e corruttibili. Ma è anche un modo di soppesare con la bilancia, mal tarata, i comportamenti dei media e degli stessi lettori o ascoltatori che siano. Ci rifacciamo, nello specifico, al fatto più recente di un vice brigadiere dei carabinieri che è stato ucciso con ben undici coltellate da un giovane americano e già la sua difesa ritiene d’avere le carte in regola per farlo scarcerare e forse persino rimpatriarlo solo perché si è riusciti ad imbastire una campagna di dubbi e di sospetti in seguito a una foto dove un suo compagno di ventura e complice veniva ripreso all’interno di una stazione dei carabinieri seduto, ammanettato e bendato. Il fatto che sia morto un servitore dello stato ucciso con una violenza inaudita con un pugnale, si dice di quelli in dotazione ai marines, sembra voler poco contare agli occhi di una certa opinione pubblica pronta a impietosirsi sulla persona sbagliata se la messinscena viene ben orchestrata da taluni organi di stampa adusi all’arte della disinformazione e della mistificazione. E nel mondo le notizie che quotidianamente ci pervengono sono ancora più inquietanti. Pensiamo alle manifestazioni di piazza con feriti, scontri, arresti e quanto altro ad Hong Kong, a Mosca, alla guerra civile in Siria che dura da sei anni e da quella più recente in Libia innescata da ambizioni personali e lotte tribali. Negli Usa, poi, gli odi razziali suscitano di continuo sparatorie ed uccisioni. E a tutte queste violenze si aggiungono, sia pure sotto traccia, altre numerose ma non meno drammatiche dove le prime vittime sono spesso donne, bambini e anziani. Ma ciò che mi addolora, maggiormente, è il cinismo di alcuni giovani, sovente minorenni, che non trovano di meglio, per scacciare la noia, di prendersela con le persone più deboli: anziani e handicappati con calci, spintoni e parolacce. E a volte ci scappa anche il morto o delle invalidità permanenti. (Riccardo Alfonso direttore Centri studi politici e sociali della Fidest)

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Il mondo a rovescio

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

Mi scrive Valeria Sonda: “Mentre gli Usa legano, torturano, contaminano, ammalano, incapucciano, fanno a pezzi, bruciano, gasano esseri umani innocenti e in tutto il mondo, distruggono città, azzoppano economie, montano lavaggi del cervello per tutte le età in tutto il globo, addestrano i massacratori seriali che poi fingono di rincorrere, spiano nella vita privata delle persone oneste che non si arrendono, le torturano psicologicamente e le fanno inseguire passo dopo passo sempre e ovunque, tutto con i nostri soldi mentre la gente si butta dai palazzi perche’ ha perso tutto … … negli Usa, i “giornalisti” si preoccupano per un cittadino statunitense, che ha ammazzato un carabiniere in Italia, mica perchè ha mmazzato un cittadino italiano con 11 coltellate. No!: perchè il cittadino statunitense è stato bendato!

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L’insufficienza cardiaca cronica colpisce più di 23 milioni di persone al mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2019

Dal 21 giugno 2019 Merck è nuovamente titolare in Italia dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale Congescor (Bisoprololo Fumarato), indicato nel trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica, stabile, con ridotta funzione ventricolare sistolica sinistra. Il farmaco è da somministrarsi in aggiunta ad ACE inibitori e diuretici ed eventualmente glicosidi cardioattivi. L’insufficienza cardiaca (nota anche come scompenso cardiaco) è una patologia provocata dalla compromissione della funzione cardiaca, ovvero dell’attività attraverso la quale il cuore pompa il sangue e garantisce, quindi, il corretto apporto di ossigeno a tutti gli organi. Nel mondo colpisce oltre 23 milioni di persone e in Europa, così come negli Stati Uniti, provoca circa 300.000 decessi all’anno. In Italia lo scompenso cardiaco rappresenta la seconda causa di ricovero dopo il parto con un tasso di ospedalizzazione pari a 4-5 giorni ogni 1.000 abitanti; la fascia di età più frequente nei pazienti ricoverati è quella tra i 75 e gli 85 anni. La prevalenza della malattia aumenta proporzionalmente all’età, andando dall’1-2% della popolazione in generale al 6,4% per gli over 654. Il costo che questa patologia provoca è pari all’1-2% del totale della spesa sanitaria in diversi Paesi. Generalmente lo scompenso cardiaco si manifesta con sintomi quali l’affanno in situazione sotto sforzo e a volte anche a riposo, il gonfiore degli arti inferiori, debolezza, difficoltà respiratorie in posizione supina, tosse, addome gonfio o indolenzito, mancanza di appetito, confusione, peggioramento della memoria. Nella fase precoce, però, lo scompenso cardiaco può essere anche asintomatico. Attraverso la terapia si cerca di migliorare la qualità di vita dei pazienti riducendo i sintomi della malattia, di diminuire le occasioni di ospedalizzazione, di rallentare la progressione della patologia, e, infine, di aumentare la sopravvivenza.In questo scenario si inserisce il Bisoprololo Fumarato: si è infatti accertato che la terapia con questo farmaco può dare importanti benefici, poiché riduce la mortalità dei pazienti, specialmente quella improvvisa, l’ospedalizzazione per tutte le cause che provocano lo scompenso, e l’ospedalizzazione per peggioramento dell’insufficienza cardiaca.

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Primo collegamento laser nel cielo al mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

E’ basato su tecnologia laser europea all’avanguardia, e consente il trasferimento quasi in tempo reale di grossi volumi di dati, in particolare immagini, dai satelliti nello spazio alla Terra. Il sistema è un partenariato pubblico-privato tra l’Agenzia spaziale europea (ESA) e Airbus e beneficia di 90 milioni di euro di finanziamenti dell’UE per il periodo 2015-2020 dal programma di osservazione della terra Copernicus e dall’ESA. Grazie al sistema, le immagini di Copernicus saranno disponibili fino a 7 volte più rapidamente rispetto ai tempi attuali. Copernicus, uno dei principali fornitori di dati di osservazione della Terra in tutto il mondo, offre un monitoraggio ambientale di elevata qualità, contribuisce a salvare vite e a gestire le emergenze e sostiene la sicurezza marittima e delle frontiere.Il sistema satellitare Copernicus dell’UE è il primo cliente a lungo termine dell’autostrada spaziale dei dati. I nuovi servizi aiuteranno Copernicus ad aumentare le capacità e la tempestività di scaricamento dei dati e ne migliorano notevolmente il valore per una serie di applicazioni per le quali la tempestività è essenziale. La dimostrazione dal vivo si è svolta contemporaneamente presso la sede centrale del SEAE a Bruxelles, presso l’Agenzia europea per la sicurezza marittima a Lisbona e presso la delegazione dell’UE a Tokyo.

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“L’oncologia italiana è sempre più all’avanguardia nel mondo”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

“Lo è anche grazie all’impegno e alla dedizione di molti giovani specialisti. L’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) conta ormai un 30% di iscritti con meno di 40 anni. Il loro contributo è fondamentale per tutte le nostre attività sia scientifiche che educazionali. E lo sarà sempre di più per combattere gli oltre 1.000 nuovi casi di cancro che ogni giorno vengono diagnosticati in Italia”. E’ quanto afferma la dott.ssa Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar in occasione dell’apertura del 13° Congresso Nazionale AIOM Giovani. Fino a domani oltre 200 oncologi si riuniscono a Perugia per fare il punto sulle ultime novità emerse dalla ricerca medico-scientifica nazionale e internazionale. Un appuntamento fisso che rappresenta anche l’occasione per ascoltare le proposte e le istanze che arrivano dai membri più giovani della principale Società Scientifica dell’oncologia italiana. “Il congresso di Perugia è la più importante “palestra” per i giovani dell’AIOM – aggiunge Gori -. Grazie ai nostri convegni scientifici ogni anno avviamo centinaia di medici all’aggiornamento delle proprie conoscenze. Prestiamo grande attenzione alla comunicazione e quindi alla capacità di saper prontamente rispondere alle domande e ai bisogni dei pazienti. Vogliamo anche far comprendere la grande importanza dell’etica e di una assistenza sanitaria equa e accessibile per tutti”. Al congresso di Perugia ampio spazio è dedicato anche agli aspetti sociali e organizzativi della lotta al cancro in Italia. “In questi ultimi 15 anni abbiamo coltivato e seguito con grande attenzione e costanza una folta schiera di giovani medici – aggiunge la dott.ssa Gori -. Oggi rappresentano il vanto e l’orgoglio di AIOM e, proprio per loro, come Società Scientifica ci dobbiamo impegnare sempre di più per definire con maggiore chiarezza il ruolo dell’oncologo dell’oncologia medica all’interno di un sistema sanitario nazionale che si sta riorganizzando. Le istituzioni sanitarie devono seguire il nostro esempio e maggiormente valorizzare i giovani medici oncologi iniziando dall’aumento del numero di borse di studio elargite agli specializzandi. I tumori sono malattie già in forte aumento e destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Per riuscire a rispondere alle attuali sfide, e a quelle del futuro, dobbiamo avere a disposizione personale medico con un’adeguata preparazione”. “Come AIOM siamo infine convinti che la costituzione delle Reti Oncologiche Regionali, su tutto il territorio nazionale, potrà rappresentare una grande opportunità non solo per i pazienti ma anche per i nostri colleghi under 40 – conclude Gori -. Una maggiore condivisione di conoscenze e competenze, tra professionisti di diversi centri, può migliorare il livello di preparazione di tutti gli oncologi, soprattutto quelli più giovani. E’ però necessario che le Reti non rimangano sulla carta ma siano effettivamente realizzate e vadano rese quanto prima operative”.

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70 milioni in fuga nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Nel 2018, Il numero di persone in fuga da guerre, persecuzioni e conflitti ha superato i 70 milioni. Si tratta del livello più alto registrato dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in quasi 70 anni di attività. I dati raccolti nel rapporto annuale dell’UNHCR Global Trends, mostrano come attualmente siano quasi 70,8 milioni le persone in fuga. Per coglierne la portata, tale cifra corrisponde al doppio di quella di 20 anni fa, con 2,3 milioni di persone in più rispetto a un anno fa, e a una popolazione di dimensione compresa fra quelle di Thailandia e Turchia.
La cifra di 70,8 milioni registrata dal rapporto Global Trends è composta da tre gruppi principali. Il primo è quello dei rifugiati, ovvero persone costrette a fuggire dal proprio Paese a causa di conflitti, guerre o persecuzioni. Nel 2018 il numero di rifugiati ha raggiunto 25,9 milioni su scala mondiale, 500.000 in più del 2017. Inclusi in tale dato sono i 5,5 milioni di rifugiati palestinesi che ricadono sotto il mandato dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (United Nations Relief and Works Agency/UNRWA).
Il secondo gruppo è composto dai richiedenti asilo, persone che si trovano al di fuori del proprio Paese di origine e che ricevono protezione internazionale, in attesa dell’esito della domanda di asilo. Alla fine del 2018 il numero di richiedenti asilo nel mondo era di 3,5 milioni.Infine, il gruppo più numeroso, con 41,3 milioni di persone, è quello che include gli sfollati in aree interne al proprio Paese di origine, una categoria alla quale normalmente si fa riferimento con la dicitura sfollati interni (Internally Displaced People/IDP).
La crescita complessiva del numero di persone costrette alla fuga è continuata a una rapidità maggiore di quella con cui si trovano soluzioni in loro favore. La soluzione migliore per qualunque rifugiato è rappresentata dalla possibilità di fare ritorno nel proprio Paese volontariamente, in condizioni sicure e dignitose. Altre soluzioni prevedono l’integrazione nella comunità di accoglienza o il reinsediamento in un Paese terzo. Tuttavia, nel 2018 solo 92.400 rifugiati sono stati reinsediati, meno del 7 per cento di quanti sono in attesa. Circa 593.800 rifugiati hanno potuto fare ritorno nel proprio Paese, mentre 62.600 hanno acquisito una nuova cittadinanza per naturalizzazione.
“Ad ogni crisi di rifugiati, ovunque essa si manifesti e indipendentemente da quanto tempo si stia protraendo, si deve accompagnare la necessità permanente di trovare soluzioni e di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle persone di fare ritorno a casa”, ha dichiarato l’Alto Commissario Filippo Grandi. “Si tratta di un lavoro complesso che vede l’impegno costante dell’UNHCR, ma che richiede che anche tutti i Paesi collaborino per un obiettivo comune. Rappresenta una delle grandi sfide dei nostri tempi”.

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New York riconquista il titolo di principale Hub Finanziario nel mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 Mag 2019

Duff & Phelps, società di consulenza che opera a livello globale all’insegna del «protect, restore and maximize value» per i propri clienti, ha appena pubblicato il suo settimo studio annuale “Global Regulatory Outlook (GRO)”. L’analisi, basata su un’indagine che ha coinvolto esperti professionisti di istituzioni finanziarie in tutto il mondo, ha rilevato che gli intervistati considerano New York il centro finanziario più importante a livello mondiale. New York strappa così il primato a Londra, in cima alla classifica lo scorso anno, risultato, questo, su cui ha sicuramente influito la Brexit, che continua a gettare un’ombra di incertezza sull’economia del Regno Unito.In particolare, il 52% del campione vede New York come il centro finanziario mondiale per eccellenza, segnando un incremento del 10% rispetto al 2018. Il 36% vede invece attualmente Londra come l’hub finanziario globale più rilevante (-17% dallo scorso anno). Proiettandosi avanti di 5 anni, la percentuale di professionisti che crede che New York manterrà questa posizione è scesa al 44%, e solo il 21% del campione ha dichiarato che Londra potrebbe essere il più importante centro finanziario mondiale. Inoltre, il 12% degli intervistati ha dichiarato che Hong Kong deterrà questo primato entro il 2024, un incremento significativo rispetto al 3% che aveva espresso questa opinione nel 2018.
Ken Joseph, Managing Director e Responsabile della practice Disputes Consulting di Duff & Phelps, ha dichiarato, “Che siano basati in centri finanziari tradizionali o meno, i dirigenti della finanza responsabili in materia di governance, risk management e compliance sono alle prese con minacce significative derivanti da crescenti obblighi relativi a programmi anti-riciclaggio, protezione dei dati e privacy, cybersecurity, whistleblowers e ‘big data’ e tecnologia.” Joseph ha quindi proseguito, “Nel corso della nostra indagine questi professionisti hanno confermato che le organizzazioni sono costrette a dedicare sempre più risorse per indirizzare gli obblighi di conformità e per “navigare” in un contesto normativo che è reso più complicato da una rete di incertezze geo-politiche, che includono tensioni commerciali e Brexit.” La ricerca ha inoltre messo in evidenza che le principali problematiche che deve affrontare la comunità finanziaria globale relativamente alla compliance regolamentativa continuano a riguardare i temi dell’anti-riciclaggio e del whistleblowing. L’utilizzo della tecnologia e la definizione del budget sono ulteriori fattori che le funzioni aziendali legate alla compliance devono tenere in considerazione.

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Gli straordinari viaggi di Paolo Gotti intorno al mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Mag 2019

Bologna Prosegue alla Temporary Gallery di via Santo Stefano 91/a la mostra 45 YEARS TRAVELLING. Gli straordinari viaggi di Paolo Gotti intorno al mondo che propone un excursus attraverso alcune delle immagini più significative che il fotografo bolognese ha registrato in 45 anni di esplorazioni in oltre 70 paesi nei cinque continenti.
Dal primo grande viaggio in Africa, nel 1974, quando attraversò il Sahara con la sua land rover per poi fare ritorno in Italia a bordo di una nave cargo, agli ultimi viaggi a Cuba alla scoperta delle piantagioni di tabacco e della coloratissima cittadina di Baracoa, in mostra sono rappresentati non solo i paesaggi e i visi delle persone che Gotti ha incrociato nel corso di questi 45 anni, ma soprattutto emerge evidentissimo lo sguardo del fotografo, mai disincantato ma sempre curioso ed entusiasta, convinto che la destinazione non esista senza il percorso e che il viaggio più bello sia quello che bisogna ancora compiere.Nella sala cinema, al piano inferiore della Temporary Gallery, sarà possibile assistere alla proiezione dei suoi progetti fotografici più significativi degli ultimi anni: Cina 1978. Appunti di viaggio (2019), Ruggine (2018), Stories. Viaggio tra fotografia e letteratura (2016) e Alle origini della terra (2014).

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Eruzioni nel mondo, presentata la prima stima globale delle probabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Un recente studio curato da un team di ricercatori dell’INGV e dell’Università Federico II di Napoli ha presentato una stima della probabilità del verificarsi delle eruzioni vulcaniche in un arco temporale che va da uno a centomila anni, considerando sia eventi piccoli che le grandi eruzioni esplosive, comunemente definite “super-eruzioni”
I risultati oggetto di questo perspective paper, frutto del lavoro di Paolo Papale, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), e Warner Marzocchi, dell’Università Federico II, offrono per la prima volta una stima globale della probabilità del verificarsi di una eruzione vulcanica. Il lavoro si basa sulle informazioni relative ad eruzioni vulcaniche avvenute in tutto il mondo e prende in considerazione la distribuzione temporale di eventi di ogni dimensione: grazie a questi dati, frutto di lavori precedenti, Papale e Marzocchi hanno potuto calcolare la probabilità che si verifichi una eruzione di ciascuna taglia, e hanno quindi potuto confrontare queste probabilità con quelle associate ad altri eventi avversi, come l’impatto di asteroidi o il verificarsi di incidenti in centrali nucleari.“Non esistono piani per affrontare le conseguenze di una eruzione di dimensioni cataclismatiche, in grado di colpire profondamente la società su scala planetaria”, spiega il ricercatore INGV Papale, “tuttavia, tali eruzioni sono avvenute molte volte in passato, certamente avverranno ancora in futuro e la probabilità che ciò accada è dieci volte maggiore della massima probabilità di fusione del nucleo, un rischio considerato accettabile per il funzionamento di una centrale nucleare”.
Non solo: gli effetti di una super-eruzione avrebbero un impatto ben maggiore di quello di un incidente nucleare. Anche se in epoca storica non si è ancora assistito a una eruzione di tali proporzioni, è possibile comprenderne gli effetti grazie alle ricostruzioni geologiche, ai modelli fisici e matematici e alle estrapolazioni dalle osservazioni effettuate su eruzioni di scala minore. Nell’insieme, le conseguenze di una super-eruzione vengono considerate dai vulcanologi tali da mettere in discussione la sopravvivenza della stessa civiltà come la conosciamo oggi: basti pensare, ad esempio, all’eruzione del vulcano Tambora, in Indonesia, avvenuta nel 1815 che, pur essendo stata decine di volte più piccola di una potenziale super-eruzione, causò in Europa quello che venne definito “l’anno senza estate”.Una super-eruzione che avvenisse da qualche parte nel mondo, dunque, potrebbe causare mesi, forse anni, di chiusura del traffico aereo su gran parte del globo a causa della concentrazione di ceneri vulcaniche nell’atmosfera, in grado di provocare il blocco dei motori a reazione. I cambiamenti climatici, dovuti principalmente alle ceneri vulcaniche e ancor più alla formazione di aerosol negli strati alti dell’atmosfera, potrebbero protrarsi per molti anni con effetti sull’agricoltura in tutto il pianeta.
“La società globale investe grandi risorse per difendersi dalle severe conseguenze del possibile impatto con un asteroide di dimensioni chilometriche, nonostante questo evento abbia una probabilità di verificarsi almeno dieci volte minore rispetto a una super-eruzione”, conclude Papale, “sarebbe quindi opportuno, allo stesso modo, investire nella definizione di piani di resilienza da eruzioni di grandissime dimensioni così da dotare l’umanità di una strategia che consenta la salvaguardia degli elementi critici necessari per il mantenimento del livello di progresso e civilizzazione così faticosamente conseguito”.Lo studio di Papale e Marzocchi, “Volcanic threats to global society”, è stato pubblicato sulla rivista Science. Lo studio rispecchia le opinioni dei suoi autori.

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Il mondo nell’abisso. Heidegger e i Quaderni neri

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

Milano Giovedì 28 febbraio 2019 ore 21 Casa della Cultura Via Borgogna 3 Eugenio Mazzarellapresenta Il mondo nell’abisso. Heidegger e i Quaderni neri intervengono Massimo Cacciari e Costantino Esposito. Con la pubblicazione nel 2014 dei tre volumi dei Quaderni neri si è di nuovo proposta una querelle classica della vicenda di pensiero di Martin Heidegger: «Heidegger e la politica». Più precisamente: «Heidegger e il nazismo». E più ancora «Heidegger e gli ebrei». Al di là, tuttavia, della evidente operazione di marketing editoriale che ruota attorno a questa riproposizione, i Quaderni neri pongono una serie di questioni rilevanti sul rapporto tra Heidegger e il suo tempo storico e sull’ultima fase della sua riflessione filosofica. Oggetto di questo libro sono esattamente tali questioni, strettamente connesse al grande tema heideggeriano della modernità e della tecnica. Eugenio Mazzarella mostra come dopo l’esplicita adesione al nazismo, attestata chiaramente dal celebre discorso del rettorato del 1933, Heidegger avviò un vero e proprio disimpegno dalla politica e dalla realtà storica del suo tempo. Disimpegno che assume un tono sempre più apocalittico man mano che, nell’inoltrarsi negli anni Trenta, diviene sempre più chiara, per il filosofo tedesco, la deriva di mera potenza del Reich «millenario»; da contropotenza politico-spirituale alla crisi dell’Europa a mera variante del mondo moderno, del calcolo della «tecnica». Un giudizio che consegna l’intero presente – il mondo, la vita, la storia, e l’umanità che vi è coinvolta – al puro abisso di un anatema gnostico, di fronte a cui non c’è scampo se non quello di un’altra possibile storia dell’Essere a venire, sancita dalla celebre espressione: «Soltanto un dio ci può salvare». La storicità concreta, esistenziale e storica, così come si offriva in Essere e tempo, viene in tal modo completamente abbandonata.
Eugenio Mazzarella insegna filosofia teoretica all’Università Federico II di Napoli. È stato preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo friedericiano e deputato al Parlamento nella XVI legislatura. Tra le sue opere Vie d’uscita. L’identità umana come programma stazionario metafisico (Il melangolo, Genova 2004); L’uomo che deve rimanere. La smoralizzazione del mondo (Quodlibet, Macerata 2017); Sacralità e vita (Guida, Napoli 1998); Vita politica valori (Guida, Napoli 2010) e la raccolta di poesie Anima madre (ArtstudioPaparo, Napoli 2015)

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Eugenio Mazzarella: Il mondo nell’abisso

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Milano Giovedì 28 febbraio 2019 ore 21 Casa della Cultura Via Borgogna 3, Eugenio Mazzarella presenta Il mondo nell’abisso. Heidegger e i Quaderni neri. Con la pubblicazione nel 2014 dei tre volumi dei Quaderni neri si è di nuovo proposta una querelle classica della vicenda di pensiero di Martin Heidegger: «Heidegger e la politica». Più precisamente: «Heidegger e il nazismo». E più ancora «Heidegger e gli ebrei». Al di là, tuttavia, della evidente operazione di marketing editoriale che ruota attorno a questa riproposizione, i Quaderni neri pongono una serie di questioni rilevanti sul rapporto tra Heidegger e il suo tempo storico e sull’ultima fase della sua riflessione filosofica.
Oggetto di questo libro sono esattamente tali questioni, strettamente connesse al grande tema heideggeriano della modernità e della tecnica. Eugenio Mazzarella mostra come dopo l’esplicita adesione al nazismo, attestata chiaramente dal celebre discorso del rettorato del 1933, Heidegger avviò un vero e proprio disimpegno dalla politica e dalla realtà storica del suo tempo. Disimpegno che assume un tono sempre più apocalittico man mano che, nell’inoltrarsi negli anni Trenta, diviene sempre più chiara, per il filosofo tedesco, la deriva di mera potenza del Reich «millenario»; da contropotenza politico-spirituale alla crisi dell’Europa a mera variante del mondo moderno, del calcolo della «tecnica». Un giudizio che consegna l’intero presente – il mondo, la vita, la storia, e l’umanità che vi è coinvolta – al puro abisso di un anatema gnostico, di fronte a cui non c’è scampo se non quello di un’altra possibile storia dell’Essere a venire, sancita dalla celebre espressione: «Soltanto un dio ci può salvare». La storicità concreta, esistenziale e storica, così come si offriva in Essere e tempo, viene in tal modo completamente abbandonata. Pagine 112 Euro 12,50 Neri Pozza editore.

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“L’evoluzione del mondo con la tecnologia 8K e AIoT”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

Las Vegas. Sharp partecipa al CES 2019 di Las Vegas, una delle più grandi fiere dedicate all’elettronica di consumo, che si terrà dall’8 all’11 gennaio. Per la prima volta dal 2015, Sharp punta su uno stand espositivo full-scale nella Central Hall del Las Vegas Convention Center.Sulla base della business vision “Cambiare il mondo con la tecnologia 8K e AIoT2”, Sharp avrà uno stand con quattro aree dedicate alle soluzioni 8K, AIoT, Home, e Business. I visitatori potranno sperimentare in prima persona un “Ecosistema 8K” basato su dispositivi, soluzioni e apparecchiature 8K e “Soluzioni AIoT” guidate da tecnologia robotica, sensori, elettrodomestici e altri dispositivi AIoT.L’integrazione di Sharp della sua pionieristica tecnologia 8K in un ecosistema 8K e “soluzioni AIoT”, come il servizio COCORO+ (una gamma di soluzioni per la smart home), si sono finora concentrate sul mercato giapponese. Sharp sta ora espandendo e accelerando lo sviluppo su scala globale.In occasione del CES, Sharp annuncia inoltre la sua partnership con Google in Europa. Un’ampia gamma (dai modelli entry-level a quelli di fascia alta) per tutte le categorie di prezzo della serie di Smart TV Sharp per il 2019 sarà dotata di TV Android per la distribuzione nel mercato di massa. Questa e ulteriori collaborazioni con specialisti leader nel settore del design (Pininfarina) e del suono (Harman Kardon) continuano a posizionare e a ristabilire Sharp come brand TV premium.

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UNICEF: il primo giorno dell’anno sono nati nel mondo oltre 395.000 bambini, 1.335 in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Secondo l’UNICEF, ieri sono nati nel mondo circa 395.072 bambini. Di questi, un quarto solo in Asia Meridionale; in Italia ne nasceranno circa 1.335. Nelle città di tutto il mondo, si festeggia non solo l’anno nuovo, ma anche i cittadini più nuovi e più piccoli. Allo scoccare della mezzanotte, Sydney darà il benvenuto a circa 168 bambini, Tokyo a 310, Pechino a 605, Madrid a 166, Roma a 89 e New York a 317.Le isole Fiji, nel Pacifico, molto probabilmente hanno accolto il primo bambino nato nel 2019, gli Stati Uniti accoglieranno l’ultimo. A livello mondiale, oltre la metà di queste nascite dovrebbe avvenire in 8 paesi: in India 69.944; in Cina 44.940; in Nigeria 25.685; in Pakistan 15.112; in Indonesia 13.256; negli Stati Uniti d’America 11.086; nella Repubblica Democratica del Congo 10.053; in Bangladesh 8.428.In tutto il mondo, oggi, le famiglie daranno il benvenuto a moltissimi Alexanders e Ayeshas, Zixuans e Zainabs. I nomi più utilizzati in Italia saranno Sofia, Aurora, Leonardo, Alessandro e Lorenzo. Ma in diversi paesi molti bambini non riceveranno nemmeno un nome, visto che non supereranno il loro primo giorno di vita.Nel 2017, circa 1 milione di bambini sono morti il giorno in cui sono nati, e 2,5 milioni nel loro primo mese di vita. Fra questi bambini, la maggior parte sono morti per cause prevenibili, come nascita prematura, complicanze durante il parto e infezioni come sepsi e polmonite, una violazione del loro diritto fondamentale alla sopravvivenza. Mentre un bambino nato in Italia nel 2019 vivrà probabilmente fino al 2103 – la prospettiva di vita più lunga al mondo con Spagna, Giappone e Svizzera –, un bambino nato in Sierra Leone potrebbe vivere fino al 2072.“In questo inizio d’anno, impegniamoci a realizzare tutti i diritti di ogni bambino, a partire dal diritto alla sopravvivenza”, ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Se facciamo degli investimenti per formare e dotare gli operatori sanitari locali di attrezzature, in modo che ogni neonato nasca in mani sicure, possiamo salvare milioni di bambini”.
Il 2019 segnerà anche il 30esimo anniversario dell’adozione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che l’UNICEF ricorderà con eventi globali durante tutto l’anno. Ratificando la Convenzione, i governi si sono impegnati, fra le altre cose, a prendere delle misure per salvare ogni bambino, fornendo assistenza sanitaria di buona qualità.Nei tre decenni passati, il mondo ha assistito a notevoli progressi per la sopravvivenza infantile: il numero di bambini nel mondo che sono morti prima di compiere cinque anni è più che dimezzato. Ma i progressi sono stati più lenti per i neonati: i bambini che muoiono nel primo mese costituiscono il 47% di tutte le morti dei bambini sotto i cinque anni.La campagna dell’UNICEF, Every Child Alive-OGNI BAMBINO E’ VITA, chiede investimenti immediati per portare assistenza sanitaria di qualità, a un prezzo accessibile, a ogni madre e neonato. Ciò include una fornitura costante di acqua pulita ed elettricità alle strutture sanitarie, la presenza di operatori sanitari qualificati durante il parto, sufficienti provviste e medicine per prevenire e curare complicanze durante la gravidanza, il parto e la nascita, e ragazze adolescenti e donne preparate a chiedere una migliore qualità dei servizi sanitari.

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Dalla Basilicata al mondo: i macchinari di Cicoria arrivano in Africa e Sud America

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 dicembre 2018

SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, ha assicurato le esportazioni in Africa e Sud America di Cicoria, azienda lucana specializzata nella produzione di macchinari agricoli.Attraverso tre diverse operazioni di assicurazione del credito, concluse direttamente online sul sito sacesimest.it per un valore complessivo di oltre 600 mila euro, l’azienda ha protetto le proprie vendite in Kenya, Tunisia e Costa Rica dai rischi di mancato pagamento per eventi di natura politica e commerciale.“I contratti stipulati con SACE ci hanno permesso di offrire dilazioni di pagamento ai nostri clienti, utilizzando tale strumento quale fattore competitivo di natura commerciale rispetto alle proposte provenienti da altri Paesi extra-europei o per permettere ai nostri partner commerciali di costruire uno stock di macchine più alto che nel passato” – ha dichiarato Marco Cicoria, amministratore delegato di Cicoria.Nata nel 1927, Cicoria è specializzata nella produzione e commercializzazione di macchine agricole per la raccolta di paglia e foraggio e per la trebbiatura di semi ad alto valore aggiunto. La costante attenzione allo sviluppo tecnologico e le elevate prestazioni dei suoi macchinari hanno permesso all’azienda di conquistare negli anni i mercati internazionali. Ad oggi, i macchinari targati Cicoria sono presenti in più di 50 Paesi di 4 diversi continenti.
La partnership con SACE SIMEST è ormai consolidata da anni. In passato l’azienda ha assicurato le sue esportazioni in geografie emergenti come Uzbekistan, Algeria, Ucraina e Argentina, dove il particolare contesto politico-economico rende necessario l’intervento assicurativo del Polo, al fine di garantire dilazioni di pagamento più vantaggiose ai clienti esteri.SACE SIMEST rinnova il suo impegno per le eccellenze del Mezzogiorno che intendono crescere sui mercati esteri. Nel solo 2017, ha mobilitato oltre 635 milioni di euro in favore di più di 3.000 aziende meridionali.

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La fame nel mondo e le risorse private

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

“Non si può vincere la fame nel mondo se non si trasformano miliardi di dollari di risorse private in investimenti di sviluppo nei paesi poveri e non si garantiscono condizioni di maggiore libertà, economica e politica, e di giustizia alle popolazioni emarginate del mondo”. E’ quanto affermato dal prof. Vincenzo Sanasi D’Arpe, presidente del World Food Programme Italia, l’agenzia dell’Onu per combattere la fame nel mondo.Aprendo i lavori del workshop sui Sustainable Development Goals, gli obiettivi indicati dall’Onu per lo sviluppo sostenibile del pianeta – organizzato dal WFP Italia insieme a Diplomatia, l’associazione cui aderiscono ambasciatori, esponenti delle istituzioni e del mondo economico che promuove incontri informali sui temi di rilievo internazionale – il Presidente del W. F. P. Italia, Sanasi D’Arpe ha sottolineato: “Anche se combattere la fame ed eradicare la povertà, rappresentano i primi obiettivi di sostenibilità che le Nazioni Unite hanno messo in agenda fino al 2030, non bisogna dimenticare che tutti i 17 obiettivi sono profondamente interconnessi fra loro e l’uguale accesso alle risorse deve andare di pari passo con un crescente e diffuso accesso ai diritti umani fondamentali. Per questo è di primaria importanza che gli Stati si dotino di ordinamenti efficienti e trasparenti, perché non deve esistere libertà senza giustizia”.

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Il consumo delle sigarette nel mondo è diverso tra donne e uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Uomini e donne non sono stati creati uguali nemmeno di fronte al consumo di sigarette e il fenomeno non è sfuggito agli esperti in medicina di genere. Le differenze non si limitano solo ai dati epidemiologici: all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) scrivono che l’essere nato maschio è il principale elemento predittivo dell’uso di tabacco. E non a caso sono i maschi a pagare lo scotto della maggiore mortalità per malattie fumo correlate. Dei 7 milioni di persone che ogni anno perdono la vita per questa causa, un milione e mezzo sono donne. “I 170 Paesi che aderiscono al WHO Framework Convention in Tobacco Control (FCTC) evidenziano una disparità globale: gli uomini fumano in media 4,4 volte più delle donne in generale, in Europa 2 volte di più, 9,3 volte in più nelle regioni del Sud Est Asiatico e 11,4 volte in quelle dell’Est Pacifico (con un divario di ben 22 e 23 volte in Cina e India rispettivamente)” ha ricordato il Presidente SITAB, Vincenzo Zagà, durante i lavori del XIV° Congresso Nazionale in corso a Firenze.
Le differenze continuano quando si prendono in considerazione età e prodotti: i giovanissimi (13-15 anni) partono alla pari, senza differenze rilevanti in 87 studi analizzati tra il 2000 e il 2007. Ma mentre le donne smettono prima, gli uomini continuano a fumare. Il tabacco uccide il 50% dei suoi utilizzatori, 15 anni prima. In Indonesia fuma il 62% degli uomini, dove fumare è considerato sintomi di mascolinità e successo, contro l’1-3% delle donne. Nei paesi occidentali il fumo è percepito dalle donne come simbolo di uguaglianza ed emancipazione con uno scotto molto alto e una impennata dei casi di tumore al polmone anche nel sesso femminile. Un problema non da poco se pensiamo che il ciclo ha un effetto protettivo su molti organi e apparati e che le fumatrici presentano ratei più elevati di cancro alla cervice e un numero maggiore di fratture causate dall’osteoporosi. “Differenze sesso-specifiche sono state riportate anche riguardo gli effetti della nicotina sul cervello dove, ad esempio, la risposta al fumo della dopamina, il neurotrasmettitore maggiormente responsabile degli effetti gratificanti della nicotina (e, di conseguenza, del tabagismo), avviene negli uomini in regioni cerebrali diverse ed in tempi più rapidi che nella donna. La nicotina altera in maniera differente nei due sessi anche il microbioma intestinale, un ecosistema microbico costituito da migliaia di miliardi di microrganismi (più comunemente noto come “flora intestinale”), il quale influenza il sistema immunitario e le funzioni cerebrali e che si sospetta possa avere un ruolo nell’insorgenza di malattie neurodegenerative e di disturbi mentali” spiega nella sua lettura al Congresso SITAB la dottoressa Liana Fattore, Primo Ricercatore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR. Ma le differenze di genere emergono anche nel comportamento di cessazione. Usando i dati longitudinali dell’ITC4_ International Tobacco Control Tour Country Surveys condotto in Inghilterra, Stati Uniti, Canada e Australia, una ricerca apparsa su Nicotine & Tobacco Research ha esaminato incidenza dei tentativi di smettere, motivazioni, uso dei farmaci, e percentuali di successo nella transizione verso la definizione di ex-fumatori.Per quello che riguarda il ‘desiderio’ di smettere è dichiarato dal 39% delle donne e dal 38% degli uomini, le donne riferiscono che le motivazioni sono correlate a salute, benessere, aspetto fisico e approvazione sociale anche se temono di prendere peso o sperimentare una un calo dell’umore. (By D.ssa Johann Rossi Mason)

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Il Louvre Abu Dhabi tra le meraviglie urbane del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

Abu DhabiAbu Dhabi, Il Louvre Abu Dhabi, recentemente votato come una delle sette meraviglie urbane del mondo (LikeWhere), ha annunciato una spettacolare line up, dall’8 all’11 novembre 2018, per i festeggiamenti dell’anniversario del primo anno dalla sua apertura. I quattro giorni di celebrazioni, aperti dall’artista rivelazione dell’anno, Dua Lipa, saranno ricchi di concerti, esibizioni, attività per famiglie e workshop, nonché esibizioni pop-up di arte poetica in tutti gli spazi del Louvre di Abu Dhabi, dall’iconica passeggiata sotto la cupola alle gallerie permanenti recentemente aggiornate fino all’auditorium.La cantante e compositrice britannica Dua Lipa, una delle principali artiste della sua generazione, celebre in tutto il mondo, l’11 novembre sarà la protagonista di un’esibizione esclusiva nel concert village del Louvre Abu Dhabi, a un anno esatto dall’apertura del museo al pubblico. I singoli di Dua Lipa e i video musicali tra cui New Rules e One Kiss hanno avuto oltre un miliardo di visualizzazioni. I biglietti sono disponibili al costo di 200 AED, con ingresso gratuito al museo dalle 14:00 alle 18:00. Le porte del concert village apriranno dalle 18:00 con un DJ set prima dello spettacolo.Dal 9 al 10 novembre, una serie di esibizioni pop-up intitolate Spoken Art, dirette da Dorian Paul Rogers, vedranno esibirsi sette poeti in tutto il museo, dalle gallerie permanenti fino allo spazio sotto la cupola. I poeti si ispireranno a opere d’arte presenti nelle gallerie del Louvre di Abu Dhabi: Jayzus Zain e Qutouf Yahia dal Sudan, Safwa Mohammed e Jorge Monterrosa dagli Stati Uniti, Chamma AlBastaki dagli EAU, Aathma Dious dall’India e Danabelle Gutierrez dalle Filippine.Il designer interdisciplinare emiratino Salem Al Mansoori, un creatore di lavori generativi, basati sui dati e sulla narrazione, svelerà nella hall d’ingresso del museo un’opera digitale animata. Intitolata Constellations, l’opera riflette sui dati dei visitatori del Louvre Abu Dhabi nel corso dell’ultimo anno. Il suo corpo di lavoro attraversa le discipline e varia dalla fabbricazione digitale alla visualizzazione dei dati, fino a giungere a installazioni di arte visiva basate su algoritmi.Per il weekend di architettura pop-up (9 e 10 novembre), il Louvre Abu Dhabi ospiterà attività gratuite e un discovery tour per tutte le età della durata di 30 minuti (11:00, 13:00, 17:00, 17:00) nel parco di fronte al museo. Famiglie, bambini e adolescenti potranno collaborare insieme per creare costruzioni ispirate alla cupola del Louvre di Abu Dhabi utilizzando forme geometriche su larga scala.I visitatori potranno scoprire le opere del museo nelle gallerie permanenti con 11 nuove acquisizioni di livello mondiale e oltre 20 nuovi capolavori iconici in prestito dai musei partner francesi e della regione, oltre a un grande riallestimento delle gallerie d’arte moderna e contemporanea.
Japanese Connections: The Birth of Modern Décor, è la mostra internazionale che espone dipinti, stampe e paraventi del XIX e XX secolo. Le opere illustrano il dialogo artistico e culturale tra Giappone e Francia e l’importante influenza dell’estetica colorata ukiyo-e sull’arredamento moderno francese. I visitatori potranno visitare l’esposizione fino al 24 novembre 2018.Adolescenti e ragazzi potranno poi esplorare il Manga Lab, uno spazio estremamente popolare appositamente progettato per esplorare la cultura giovanile giapponese. Lo spazio offre un’esperienza immersiva di realtà virtuale, giochi arcade retrò, un muro di espressione, un’area relax per la lettura e una serie di masterclass e workshop che esplorano l’arte del manga e dei fumetti. Il Louvre Abu Dhabi ospiterà un simposio di due giorni in collaborazione con École du Louvre, affrontando il tema dei musei in un mondo globalizzato. Il simposio riunirà i leader del settore per discutere la museografia contemporanea in discorsi e tavole rotonde. Un anno dopo l’apertura di Louvre Abu Dhabi, il simposio intende esplorare e mettere in discussione il DNA di questa istituzione come primo museo universale nel mondo arabo. Quale nuovo membro della comunità museale internazionale, il Louvre Abu Dhabi esaminerà anche il suo debito nei confronti della storia dell’arte, della storia dei musei e discuterà il suo contributo nel più ampio contesto dei musei in un mondo globalizzato.  (copyright foto w. dctabudhabi.ae )

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Western Union inaugura i trasferimenti digitali per tutte le destinazioni del mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 ottobre 2018

The Western Union Company, società leader nelle movimentazioni transfrontaliere di denaro in valuta plurima, ha annunciato oggi il proprio ingresso nel settore multimiliardario dei trasferimenti di denaro in dollari tra conti bancari per il segmento dei consumatori, rendendo possibili i trasferimenti digitali di importi elevati dal Regno Unito al resto del mondo.
I consumatori del Regno Unito potranno ora inviare fino a 50.000 £ tramite i propri smartphone da wu.com o dall’app mobile Western Union®, trasferendo direttamente il denaro dal proprio conto ad altri conti bancari dislocati in vari Paesi del mondo.Negli ultimi anni, Western Union ha subito una straordinaria trasformazione digitale, promuovendo una strategia digitale multistrato che consente ai clienti di dare il via alle proprie transazioni dal cellulare, tramite app o browser di rete. Oggi, l’attività digitale di Western Union segnala una costante crescita a due cifre, con ben il 70% delle transazioni digitali avviate da dispositivi mobili. I consistenti investimenti della società in termini di controlli di conformità in tempo reale ed espansione della propria rete di pagamenti bancari a miliardi di conti hanno reso finalmente possibili ai consumatori trasferimenti di denaro di importo elevato, per ora soltanto dal Regno Unito, ma a breve anche da altri importanti Paesi che ricorrono spesso ai trasferimenti di denaro.“Con l’inaugurazione di questo servizio abbiamo aggiunto un’altra pietra miliare al nostro sogno di voler soddisfare le diverse esigenze di trasferimento di denaro dei nostri clienti, molti dei quali sono cittadini del mondo con patrimoni e attività in vari Paesi”, ha dichiarato Graham Baker, responsabile nazionale per il Regno Unito dei trasferimenti globali di denaro per Western Union.

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