Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘mondo’

La visione leopardiana del mondo e la sua concezione della vita

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Fin da quando ho avuto il mio primo approccio con la poesia leopardiana e il sofferto mondo dell’autore ho cercato di comprendere il fascino e il mistero del cosmo volgendo, come lui, lo sguardo verso il lontano scintillare delle stelle. È stato scritto in proposito: “Non c’è mai stato poeta senza Dio, quale comunemente viene ritenuto il Leopardi, che abbia tanto tenuto gli occhi rivolti verso il cielo, ad indagarvi la ragione profonda dell’essere eterno e della “flebile vita umana”. Lo ha, probabilmente, affascinato l’immensità e il silenzio, nel continuo fluire del tempo, e tormentato il significato del verbo espresso dal brillare delle stelle e del tacito silenzio della luna. In questa trasfigurazione del pensiero Leopardi veste il metafisico con un manto di stelle e una fantastica miriade di mondi disseminati nell’infinità dell’etere. Non a torto è stato definito il poeta dell’immensità stellare ma anche degli “ameni errori” che da sempre hanno acceso la fantasia degli uomini. In lui vi riverberano “Le luminose facelle del cielo e una segreta nostalgia per le mitiche invenzioni del mondo antico.” Nella stessa composizione poetica “Piccoli idilli” già il termine usato dal poeta non vuol significare una teocritea, o arcadica contemplazione di una bellezza paesistica, bensì “la visione stupita e dolorosa di uno spazio infinito, di un paese metafisico, una visione pensosa e religiosa che prende forma per un’improvvisa comparazione del limite del nostro temporale di fronte alle imperscrutabili ragioni dell’essere.” In questo contesto è paradigmatico l’esempio dell’ “Infinito” dove il poeta si rivolge inizialmente al contingente: “l’ermo colle”, la siepe, lo stormire del vento fra le piante per poi planare nella sua visione metafisica con “gli “interminati spazi”, i “sovrumani silenzi”, la “profondissima quiete”, “l’eterno” e le “morte stagioni” dove le Muse donano al poeta un ramo d’alloro come simbolo della sua vocazione poetica. È una visione che nasce proprio dal contrasto fra il limite del contingente e l’infinito silenzio dell’essere eterno e che già ritroviamo nei Pensée di Pascal ne “Le silence des espaces eterneles m’effraie”. La sua proposta esprime il valore immutabile dell’Essere di fronte al limite esistenziale dell’uomo, di fronte alla sua flebile voce che si perde negli abissi del tempo. Ed è proprio nel rapporto fra la dolorosa coscienza del limite e la cifra misteriosa dell’Infinito si inserisce la chiave decisiva per penetrare nel profondo della poetica leopardiana. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Il mondo è diviso in due movimenti ideologici: quello che è e quello che ha

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Quando leggo i dati del rapporto Oxfam per il World Economic Forum 2018 lo sconforto mi lascia profondamente depresso. Abbiamo creato una società “mostruosa”.
Basta leggere questi scarni dati per avere la misura del male che ci stiamo facendo: “Le 42 persone più ricche del mondo possiedono un patrimonio pari a quello dei 3,7 miliardi di persone più povere. Nel corso del 2017, ogni due giorni una persona è diventata miliardaria, mentre il 50 per cento più povero della popolazione mondiale non ha visto aumentare neppure di un centesimo la ricchezza a sua disposizione. Il divario tra ricchi e poveri nel mondo continua ad aumentare e ha raggiunto ormai squilibri insostenibili sia da un punto di vista etico sia economico. Sebbene sia vero, infatti, che il numero di persone costrette a vivere in condizioni di povertà estrema è stato dimezzato tra il 1990 e il 2010, “le disuguaglianze sono aumentate nello stesso periodo: 200 milioni di persone in più avrebbero potuto essere salvate dall’indigenza”. A questo punto non credo si possa aggiungere altro se non sopraggiungesse forte e cocente la rabbia su questo dramma che condanna senza appello la stragrande maggioranza della popolazione mondiale ad un presente e ancor più un futuro senza un briciolo di speranza per tempi migliori.
E mi chiedo: ma di che pasta siamo? E come è possibile che così pochi soggetti riescano a controllare e a condizionare tantissime persone fino a costringerli a vivere nella miseria pur facendo loro nutrire una speranza per un avvenire migliore? E’, chiaramente, una palese illusione. È un miraggio sotto il sole cocente del Sahara eppure sono numerosi coloro che lo credono reale. La nota dolente è anche un’altra. È che la cultura è messa in ginocchio dall’ignoranza degli opportunisti che pur di conservare il loro primato non si fanno scrupolo di adottare tutte le iniziative necessarie per rendere le masse asservite ai loro poteri. Ed è così che la lotta si rende più sofisticata ed insidiosa passando, dai campi di battaglia dove il numero dei contendenti può fare la differenza, alle applicazioni tecnologiche sempre più avanzate dove il fine ultimo è quello del controllo delle menti per renderle docili ai loro voleri. In questo senso si deve prefigurare il furto di milioni di identità per assoggettarle alla dipendenza e alla cancellazione delle loro volizioni per sostituirle con quelle delle forze dominanti. O tempora, o mores! (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La pace nel mondo e quella del mio vicino

Posted by fidest press agency su domenica, 23 agosto 2020

Siamo cittadini del mondo. Siamo degli apolidi. Nello stesso tempo avvertiamo il fascino del “campanile” dalla nostra strada, quartiere, municipio, comune, provincia, ecc. Può sembrare un contro senso, ma non lo è. A ben considerare, è il nostro modo dello stare insieme e di sentirci al tempo stesso figli di una coscienza planetaria. È anche un aspetto che appaga i nostri affetti ed ha la ventura di dividere le nostre gioie e dolori, ma anche, a volte, di provocare forti delusioni e cocenti affronti. Da qui nasce il potente impulso che va oltre le passioni del momento e si fissa per un equilibrio fondato sulla ragione, sulla ricerca di valori condivisi tra i quali la pace la giustizia la libertà. Nasce così la consapevolezza che la pace è un bene che parte dalla famiglia e si dirama oltre se volgiamo che essa possa diventare una costante di tutte le nostre vite e di quelle che seguiranno. Allo stesso modo non dobbiamo trascurare, come fa chi è attorno a un camino e tende a ravvivare il fuoco che si cela sotto la cenere, aggiungendo, man mano, altri ciocchi, per dare alla pace la vigoria necessaria. E nessuna pace può dirsi tale se non partiamo dal nostro piccolo, se non la fortifichiamo con le nostre minuscole opere, con il nostro impegno quotidiano.
Nessun essere umano può considerarsi un messaggero di pace se la pace non la nutre dentro di sé e la esprime nei suoi gesti, nei suoi rapporti e riesce a farla grande e universale perché sa comunicarla, perché riesce a entrare in sintonia con i suoi fratelli di tutto il mondo. È un linguaggio universale che oggi, purtroppo ha pochi conoscitori perché essi non sono costruttori di pace, nel loro microcosmo. Non vi sarà mai pace se insieme non la ricercheremo. Non vi sarà mai libertà e giustizia se il messaggio non sarà corale: dall’ultimo degli ultimi al primo dei primi. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ma in che mondo viviamo?

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Negli U.S.A. vi è un partito contrarissimo all’assistenza sanitaria universale e quelli che ne potrebbero essere i beneficiari lo appoggiano. In diversi paesi arabi la ricchezza è di casa, per via dei pozzi di petrolio, eppure tantissime persone vivono nella miseria. L’occidente, considerato ricco se non opulento, conta centinaia di migliaia di clochard che nelle metropoli si trovano senza un tetto dove ripararsi e un pasto caldo per rifocillarsi. Ci sono società farmaceutiche che realizzano profitti miliardari eppure vi sono milioni di persone che muoiono perché non sono in grado d’acquistare i farmaci da loro prodotti. Il lavoro è l’unica fonte di vita per gli esseri umani poiché permette loro d’avere una casa dove ripararsi, il cibo per alimentarsi, l’accesso all’istruzione, l’assistenza sanitaria per proteggersi dai malanni e assicurarsi una vecchiaia decente, eppure in tutto il mondo ci sono centinaia di milioni di disoccupati. Accettiamo la logica capitalista, dove vige il credo del consumismo e dell’esaltazione per chi ha in dispregio di chi è con la conseguenza che la stessa cultura è posta in secondo piano se non produce ai diretti interessati lauti guadagni.
Abbiamo inventato il colonialismo e poi le dittature del “re travicello” per schiavizzare, perpetuandolo dal passato, intere popolazioni e lasciandole in miseria pur di trarne ricchezze personali.
Ci lasciamo governare da imbonitori da strapazzo e da governi che praticano il genocidio e il terrore per sottomettere intere popolazioni e non facciamo poco o nulla per reagire. Abbiamo imparato a inviare, con la scusa di difendere la libertà e la giustizia, eserciti con armamenti di distruzione di massa ma solo per garantire agli affaristi di turno d’agire indisturbati. Abbiamo accettato di buon grado l’idea della sofferenza con la distorta idea che ciò è necessario per avere un premio nell’al di là. In Italia vi è un governo che mette in ginocchio la povera gente e protegge i ricchi e ottiene il plauso delle stesse vittime.
Siamo dei servi della gleba ma basta che qualcuno ci offra qualche briciola di pane per sorridergli compiaciuti e siamo anche pronti a leccargli i piedi.Siamo tutto questo e molto ancora eppure non mostriamo la nostra contrarietà, salvo qualche mugugno di circostanza: è il piacere-sofferenza del masochista. Eppure vi è chi si ribella, ma è condannato alla repressione più feroce e, nella migliore delle circostanze, alla denigrazione, al disprezzo e a essere schiavizzato dalla disinformazione. Ma di che pasta siamo? (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Libro: Cina Covid-19. La chimera che ha cambiato il mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

«La mia vuole essere la ricerca della verità dei fatti e dell’evidenza cronologica dell’evolversi dell’epidemia, la testimonianza della sofferenza delle persone colpite dall’infezione virale, la critica ragionata delle verità assunte o presunte della scienza medica, la voce indipendente delle proposte della ricerca scientifica e tecnologica, lo scrutatore delle analisi dei determinanti sociali delle comunità umane coinvolte e sconvolte dalla pandemia. Per me che ho speranza nel futuro dell’umanità e nella giovane generazione che seguirà».Così Joseph Tritto ci introduce alla lettura di Cina Covid-19, pagine in cui attraverso un esame obiettivo il professore ricostruisce, dati scientifici alla mano, l’evolversi temporale, storico e scientifico dell’evento che ha cambiato la storia del mondo: le origini del virus SARS-CoV-2, il mondo della ricerca sui virus e i batteri, le caratteristiche del Covid-19, le cure possibili, i sintomi e i farmaci, i suggerimenti e le informazioni utili a medici, operatori sanitari, ricercatori e a tutti coloro che sono impegnati nella battaglia contro il coronavirus, i suggerimenti a livello normativo per evitare che questa tragedia possa accadere di nuovo, i protocolli e gli strumenti di diagnosi che abbiamo a disposizione, la necessità di una migliore gestione del rischio che dovrebbe coinvolgere a livello internazionale più parti e sfruttare i moderni strumenti di raccolta ed elaborazione dei dati.Quanto alla possibilità che il virus abbia un’origine naturale, secondo il prof. Tritto è un’ipotesi dal punto scientifico al momento non sostenibile. È invece molto più verosimile che il SARS-CoV-2 sia il frutto di anni di ricerca compiuta nel laboratorio di Wuhan in Cina dalla prof.ssa Shi Zheng-Li e dal suo team.Cina Covid-19 mette a disposizione di tutti una miriade di informazioni sul SARS-CoV-2, fondate su dati oggettivi attentamente analizzati e verificati prima di essere pubblicati. Per la stesura dei capitoli sono state utilizzate, con il massimo rigore, ricerche e studi internazionali, indispensabili per la comprensione dei temi trattati.Scrive il prof. James Goldberg nella sua Prefazione: «Il professor Tritto e il suo team hanno lavorato al saggio con pazienza certosina, in una situazione in continua evoluzione, verificando con grande rigore tutte le informazioni, gli studi, le ricerche alle quali ha attinto, ottenendo un risultato che senza ombra di dubbio è sorprendente. Un’opera globale offerta a tutti come un atto di amore per l’umanità».Adesso ci troviamo a un bivio. Il prof. Luigi Frigerio, nella sua Postfazione si interroga e ci interroga: «Possiamo fidarci del modello sociale e politico cinese? Questo modello incarna lo Stato autoritario che esalta lo sviluppo economico a discapito della libertà e può apparire affascinante per alcuni. Ma questo modello non può essere esportato in Paesi dove la cultura e la storia avanzano nel solco della democrazia. Dobbiamo scegliere fra un progetto collettivo di salute che nega la libertà in cambio di sicurezza, oppure una visione di salvezza che cerca il senso della vita accettandone gli inevitabili rischi. È impossibile azzerare i rischi dell’esistenza. Di paura si muore e di rischio si vive! Possiamo affrontare il pericolo in modo intelligente per evitare il tracollo sociale e riprendere la vita in tutti i suoi aspetti. Ben venga allora il contagio della libertà contro la paura che nega ogni legame e spegne la vita di tutti!». Joseph Tritto: Cina Covid-19. La chimera che ha cambiato il mondo Cantagalli 2020 pp. 272 euro 20. Già in libreria.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Oracle apre la 25ma cloud region nel mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2020

Oracle ha annunciato la sua 25ma Cloud Region nel mondo, aprendola oggi a San Jose, California. L’apertura fa parte dell’aggressivo piano di Oracle di aggiungere 11 Regioni Cloud entro il luglio 2021, portando il totale a 36. Ora, i clienti e i partner nordamericani della costa occidentale hanno accesso locale a tutti i servizi cloud dell’azienda, tra cui Oracle Autonomous Database, Oracle Autonomous Linux e tutte le applicazioni Oracle Cloud (ERPM, HCM, CX) in modalità SaaS per spingere sull’innovazione e proteggere in modo sicuro applicazioni e dati. Il sito di San Jose ospita anche la sesta interconnessione multi-cloud tra Oracle e Microsoft Azure. Questa interoperabilità cloud – annunciata ormai da oltre un anno – consente ai clienti di gestire i loro carichi di lavoro mission-critical senza soluzione di continuità tra Oracle Cloud Infrastructure e MS Azure.
Oracle ha aperto 8 regioni cloud nel 2020 e attualmente ne gestisce 25 a livello globale – 19 commerciali e 6 per il settore pubblico/governativo –: si tratta della più rapida espansione da parte di uno dei principali fornitori di cloud. Per aiutare i clienti ad avere una vera continuità operativa e una protezione dalle calamità, soddisfacendo al contempo i requisiti di residenza dei dati all’interno del proprio Paese, Oracle prevede di stabilire almeno due cloud region in quasi tutte le aree in cui opera. Gli Stati Uniti, il Canada, l’Unione Europea, la Corea del Sud, il Giappone, l’India e l’Australia hanno già due regioni cloud (inoltre in Europa-non U.E. ce ne sono altre due, ndr). Le prossime sono previste nel Regno Unito, in Brasile, negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita; altre cloud region nell’Unione Europea saranno aperte in Italia, Svezia e Francia, oltre a nuove in Cile, Singapore, Sudafrica e Israele.Le regioni Oracle Cloud attualmente disponibili sono:
– Asia Pacifico: Tokyo, Osaka, Seoul, Chuncheon, Mumbai, Hyderabad, Sydney, Melbourne
– Americhe: San José, Phoenix, Ashburn, Toronto, Montreal, San Paolo
– Europa: Francoforte, Londra, Zurigo, Amsterdam
– Medio Oriente: Jedda
– Settore governativo: due regioni per il governo degli Stati Uniti generiche, tre regioni specifiche del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, una del Regno Unito
Il cloud di seconda generazione di Oracle è progettato e ottimizzato per aiutare le aziende a gestire in modo sicuro i carichi di lavoro più impegnativi. Oracle Cloud consente alle aziende di qualsiasi dimensione di eseguire i loro database e le loro applicazioni più importanti, con grandi quantità di dati e elevate prestazioni. Oracle Cloud soddisfa tutti i requisiti di livello enterprise e offre costi competitivi, un provisioning rapido e una scalabilità quasi illimitata, oltre a offrire servizi cloud completi che includono sviluppo di applicazioni, business analytics, data management, integrazione, sicurezza, intelligenza artificiale e blockchain.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coppa del Mondo della Gelateria

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

E’ in programma a Rimini nel 2022. Accanto a “Sigep Gelato d’Oro” per quella italiana, sarà la prima volta che la squadra tedesca verrà selezionata nella Gelato Arena, in occasione della 42ª edizione del Salone internazionale della Gelateria, Pasticceria e Panificazione internazionali e Caffè di Italian Exhibition Group, in programma dal 16 al 20 gennaio prossimi nel quartiere fieristico di Rimini.Secondo mercato in Europa per il gelato artigianale dopo l’Italia, la Germania conta 9.000 imprese di cui 3.362 gelaterie pure (fonte: Der Deutsche Handwerkskammertag). Le iscrizioni alla Coppa del Mondo delle Gelaterie si apriranno a settembre sul sito web di Sigep 2021 e con una newsletter che ne darà notizia ai maestri gelatieri di qua e di là dal Brennero. La Coppa si articola in quattro gare, per gelatieri, pasticcieri, una prova di alta cucina e una di scultura nel ghiaccio. Nelle passate edizioni ha fatto emergere, tra gli altri, talenti come Ernst Knam, Roberto Rinaldini, Sergio Colalucci, Eugenio Morrone. Sigep 2021 si conferma, così, punto di contatto tra l’evoluzione del mercato e la creatività che contraddistingue questo segmento alimentare tra i più rappresentativi del Made in Italy dolce nel mondo.

Posted in Cronaca/News, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il mondo del catering ha bisogno d’incentivare i consumi

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

Il mondo del catering e degli eventi è senza dubbio il più colpito dall’emergenza Covid. Eventi, congressi e convention aziendali non hanno richiesta da parte del mercato e questo ha generato un crollo dei fatturati che ancora a giugno segnano un drammatico -90%.“Il nostro settore sta vivendo una crisi senza precedenti e non si vede alcuna luce in fondo al tunnel – ha dichiarato Paolo Capurro, Presidente di ANBC, Associazione Nazionale Banqueting e Catering federata a Fipe -Guardiamo con interesse alle misure che, a quanto pare, saranno nel prossimo decreto agosto. Ci sembra assolutamente giusto mettere in campo un’azione forte per incentivare i consumi attraverso l’istituzione di un bonus che rimborsi del 20% chi va a cena o a pranzo in un ristorante. Chiediamo di allargare, con i dovuti accorgimenti, questa misura al mondo del catering. Questo potrebbe dare una spinta alla ripresa, in molti casi troppo lenta, nel nostro ancora quasi inesistente”.“Un provvedimento del genere, unitamente a quelli suggeriti in occasione della richiesta dello stato di crisi per il settore, darebbe ossigeno ai nostri imprenditori – continua Capurro – Ribadiamo, quindi, come siano altrettanto urgenti una proroga del Fondo di Integrazione Salariale fino al 31 dicembre 2020 per il sostegno al reddito dei lavoratori e interventi economici e fiscali, compresi interventi sul cuneo fiscale”.“Infine – conclude Capurro – sento di dover fare una ulteriore raccomandazione alle Istituzioni sulla necessità di maggiori controlli, in particolare sulle abitudini dei giovani. I nostri eventi sono quelli sottoposti ai controlli più rigidi e non diciamo che non sia giusto, ben venga ogni tipo di prevenzione a tutela dei nostri clienti! Ma perché le regole non sono uguali per tutti? Le scene di mala movida sono ormai quotidiane e rischiano di provocare una nuova impennata dell’epidemia. Non possiamo rischiare un nuovo lockdown e perdere anche quel poco che ci rimane e la speranza di una ripresa nel 2021. Sarebbe senza dubbio una catastrofe. Siamo tra i pochi a rispettare tutte le regole e vorremmo evitare che i nostri imprenditori paghino le colpe di altri”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Una storia tutta italiana che si mescola con le altre del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Davanti a un mondo così tenacemente diviso in due tronconi ideologici la strada più praticabile parve quella di un generale rimescolamento delle carte. E la distensione che seguì in Occidente fu che, per quanto riguarda l’Italia, si ritirarono le “credenziali” che le avevano permesso di vivere sopra le righe e con una forza lavoro eccedentaria che fu imbrigliata con la logica degli ammortizzatori sociali. Ma i nostri governanti non ebbero da subito la percezione del cambiamento e finirono nella rete di “mani pulite” con processi alla corruzione e al mal governo. Tutto il ceto medio, e una parte della classe operaia, si ritrovarono, nel giro di qualche anno, senza referenti politici come lo erano stati per anni la Democrazia Cristiana, il partito socialista di Craxi e i loro alleati: repubblicani, liberali, socialdemocratici. Restò in piedi, ironia della sorte, proprio quel partito comunista che altrove si era dissolto come neve al sole. Ma la remora anticomunista era dura a morire e ci pensarono bene le teste d’uovo della politica dei salotti romani e milanesi dando in pasto al popolo dei moderati un partito nuovo di zecca e a guidarlo chiamarono chi era considerato, per le sue qualità di comunicatore e di patron di televisioni private, il vero “asso della manica”. Lo fecero non per ridare all’Italia fiducia e nuovi stimoli ma per preparare il terreno a una mossa politica che gli strateghi del Cremlino avevano messo in conto già alla vigilia della caduta del muro.
Mentre l’Unione Sovietica stava vivendo il suo momento più critico passando dal leader sovietico Michail Gorbačëv, con la sua glasnost e la perestroika, in altre parole con le riforme che avrebbero dovuto segnare il cambiamento, a un fallito colpo di stato nel 1991 e alla sua dichiarata indipendenza come Federazione Nazionale Russa il 13 novembre dello stesso anno, insieme alle altre ex repubbliche sovietiche dopo che il Soviet Supremo aveva decretato lo scioglimento dell’Urss, l’Italia rimase sola con i suoi problemi e con i partiti in dissoluzione. Mancava una guida certa e i comunisti italiani si resero conto che la loro scalata al potere, da decenni sognati, li avrebbe costretti a convivere con un Paese ai limiti dell’ingovernabilità se non si fosse consentita la ricostruzione di una classe politica capace di assicurare al sistema l’alternativa al potere. Così fu aperto il cantiere della politica e misurato sul campo, con il voto elettorale, la possibile capacità di tenuta del sistema bipolare. Si arrivò in questo modo a una governabilità “assistita” nella quale il sogno Moro-Berlinguer di un compromesso storico riaffiorò e s’infranse, questa volta, per la litigiosità delle sinistre estreme ancora fortemente ideologizzate su una posizione che per altri era già antistorica e arcaica. Così finì con il prevalere una guida diversa e si ebbe l’era berlusconiana sia pure con qualche ritorno di fiamma (governi Prodi). Chi ricorda ancora queste cose? Forse solo gli addetti ai lavori. E’ davvero un peccato. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Crisi: la differenza tra Italia e il resto del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Due situazioni sono note da anni. La prima è che gli U.S.A. hanno fondato la crescita della propria economia sui soldi degli investitori stranieri e che l’Italia ha preso i soldi dei risparmiatori domestici, istituzionali e forestieri per arricchire gli speculatori. Nel primo caso l’America ha consolidato nel mondo la sua leadership e la sua capacità di competere con le economie emergenti mentre l’Italia ha gonfiato a dismisura il suo debito primario senza lasciare al sistema paese una solida eredità. Tutto questo oggi è stato ignorato e si vuole anche trovare l’alibi affermando che la crisi è planetaria e che siamo in buona compagnia con quel colosso che si chiama Stati Uniti ma ora dobbiamo parlare anche di Cna e Russia. Vogliamo in questo modo continuare a prenderci in giro o a trovare una scusa per spremere ancora di più chi ha dato sempre molto per ricevere poco e per continuare a favorire quelli che molto hanno ricevuto per offrire poco?
Gli osservatori economici mondiali sono qualcosa di diverso dalle borse, notoriamente emotive e volatili, e il loro giudizio sull’Italia è di merito. In pratica si dice ai nostri governanti: smettetela di pensare ai vostri personali vantaggi e guardate alla crescita del paese. Mettete mano alle riforme realisticamente e non solo con gli annunci. Riformare il welfare, la sanità, la scuola, il lavoro, la giustizia, il fisco, la politica non significa maggiori spese ma, semmai, risparmiare poiché si mette ordine al sistema, si evitano sprechi, e si razionalizzano le risorse disponibili. Ma a chi le diciamo queste cose? Come si dice? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Così va il mondo: diamo uno sguardo al nostro recente passato

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

L’Unione Europea non era di certo gradita alla Russia di Putin e ancor più guardata con sospetto con una Germania che, avvalendosi del ventre debole dell’Unione Europea, tendeva ad assumere la guida economica e politica sotto il tallone di una moneta unica che, elargita con il contagocce, non faceva altro che deprimere le stesse economie degli altri paesi con un modesto standard di sviluppo a vantaggio della propria.
Ed ecco far capolino il nuovo ordine mondiale dove l’Italia avrebbe potuto assumere il “doble paso” dell’alleato che rompe e si apre verso i nuovi scenari geopolitici. Mancava, però, una guida certa e i comunisti italiani si resero conto che la loro scalata al potere, da decenni sognata, li avrebbe costretti a convivere con un Paese ai limiti dell’ingovernabilità se non si permetteva la ricostruzione di una classe politica capace di assicurare al sistema l’ascesa al potere. Fu in tal modo aperto il cantiere della politica e misurato sul campo, con il voto elettorale, la possibile capacità di tenuta del sistema bipolare. Si arrivò in questo modo a una governabilità “assistita” nella quale il sogno Moro-Berlinguer di un compromesso storico riaffiorò e s’infranse, questa volta, per la litigiosità delle sinistre estreme ancora fortemente ideologizzate su una posizione che per altri era già antistorica e arcaica. Finì, alla fine, con il prevalere una guida diversa e si ebbe l’era berlusconiana sia pure con qualche ritorno di fiamma (governi Prodi). Così, anno dopo anno, la politica italiana ingessata dai soliti veti incrociati dei vari gruppi di potere esterni alla politica non permise di fare il tanto auspicato balzo in avanti generando una classe dirigente al passo con i tempi. Forse ci sarebbe voluto un uomo forte come Putin? Non poteva essere di certo Berlusconi con la palla di piombo legata al piede dei suoi interessi di bottega e le cui fortune erano fatalmente dipendenti dai grossi interessi nazionali industriali ed economici che si incrociavano con una dialettica affaristica di caratura europea. Era semplicemente l’uomo dello status quo. Così fu e, oggi, fatalmente potrebbe continuare ad esserlo con altri uomini o donne, ovviamente, ma con la stessa musica. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il mondo ha sempre più fame

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

È questa la principale conclusione del Rapporto sullo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo, pubblicato dalle Nazioni Unite. Il Rapporto SOFI – State of Food Insecurity è da molti anni la fonte più autorevole su quanti abitanti del nostro Pianeta non hanno ogni giorno abbastanza di che nutrirsi, un trend che dal 2014 sta aumentando in termini numerici e in proporzione alla popolazione mondiale.Nel 2019 erano circa 690 milioni le persone che vivevano la fame come realtà quotidiana, ovvero l’8,9% della popolazione mondiale, mentre erano oltre 2 miliardi, il 25,9% della popolazione mondiale, le persone costrette a mangiare meno del necessario e a mangiare cibi con un valore calorico meno dell’indispensabile. L’obiettivo 2 degli SDGs (obiettivi di sviluppo sostenibile)“Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile” entro il 2030 si allontana sempre di più.Il tema della fame è il primo affrontato dalla Campagna “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” che Caritas Italiana e FOCSIV hanno lanciato lo scorso 8 luglio. La diffusione del COVID19, e le misure di blocco adottate hanno reso questa situazione ancora più drammatica e le conseguenze della pandemia hanno causato un aumento delle diseguaglianze e una drastica diminuzione delle risorse essenziali per la sopravvivenza.Sempre il rapporto SOFI, stando ad una prima valutazione, indica come la pandemia potrebbe aggiungere tra 83 e 132 milioni di persone al numero totale di denutriti nel mondo entro la fine del 2020 a seconda dell’andamento dell’economia mondiale. Una pandemia ben peggiore di quella sanitaria, una pandemia della fame, che le stesse stime non riescono a disegnare e a rendere così reale come si sta evidenziando.Al momento possiamo avere solo una vaga idea del dramma che sta investendo l’intero Pianeta: quello degli ultimi e degli invisibili, le cui vite neppure rientrano nelle statistiche ufficiali. È ancora presto misurare il reale impatto di quanto è avvenuto e sta avvenendo, nei Paesi del ‘sud globale’, ma anche nelle nostre società ricche e industrializzate. Il grande paradosso è che, come evidenziato negli ultimi anni, con la fame aumenta anche l’obesità, in particolare quella degli adulti in tutte le regioni del mondo. Si tratta di una ‘piccola’ contraddizione, oppure di un sintomo preciso di una disfunzionalità del sistema?La fame non è stata causata dalla pandemia, ma questa ultima rende ancora più evidenti le contraddizioni del mondo nel quale viviamo. La fame non è mai un evento accidentale provocato dalla mancanza di cibo e di risorse, la realtà è che è la conseguenza della iniqua distribuzione e del cattivo uso del cibo e delle risorse. La vera riforma non dovrebbe essere quella dell’indiscriminato aumento della produzione, ma il frutto di un cambiamento radicale della gestione delle risorse e delle filiere alimentari, della valorizzazione dell’agricoltura legata ai territori e di quella familiare, sistemi di piccola scala. Sistemi che svolgono un ruolo imprescindibile per una gestione sostenibile del territorio, che già oggi produce il 70% del cibo disponibile sul Pianeta. Sono proprio quei piccoli contadini, tuttavia, che si trovano sempre più marginalizzati, espulsi dalla loro terra a causa dei sempre più diffusi del fenomeno dell’accaparramento delle terre, il cosiddetto ‘land grabbing’. Liberare il mondo dalla fame si può e si deve. Ma questo è un obiettivo raggiungibile solo attraverso percorsi di giustizia, il rispetto delle persone, la cura per il Pianeta.La campagna si avvale della partnership di AgenSIR, Agenzia DIRE, L’Osservatore Romano, Avvenire, Famiglia Cristiana, FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici, TV2000, Radio INBlu, Radio Vaticana, Vatican News e di Banca Etica come partner finanziario.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Le certezze nel mondo post-Covid”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2020

A cura di Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management. La pandemia di Coronavirus ha seminato un’ondata di incertezza senza precedenti. Il mondo, semplicemente, non era preparato a un’emergenza sanitaria della portata di quella che abbiamo vissuto nei mesi passati e che stiamo vivendo tuttora. Il costo di tale impreparazione è stato pagato innanzitutto con le vite di centinaia di migliaia di persone. Ma anche con il danno economico causato a milioni di attività costrette a chiudere i battenti, almeno temporaneamente, per ottemperare alle regole di distanziamento sociale.Oggi, però, con il Treasury USA decennale che rende lo 0,6% (in dollari) e il corrispondente Bund tedesco -0,5% (in euro), i tassi reali (nominali – inflazione) permangono in territorio fortemente negativo. E la prospettiva, in un mondo sempre più saturo di debito pubblico e privato, è che le banche centrali non farebbero molto per opporsi a una risalita dell’inflazione, consapevoli del fatto che questa sia utile al fine di erodere, almeno in parte, l’immenso ammontare di debito. Di conseguenza, nei prossimi mesi potremmo verosimilmente assistere a un’ulteriore discesa dei tassi reali.Uno dei fattori più attentamente monitorati dal team di gestione di Pictet-ARFI è la liquidità del portafoglio, il che lo porta a prediligere titoli di qualità molto elevata (le obbligazioni AAA e AA rappresentano oltre il 50% del portafoglio). Come abbiamo osservato nel corso del mese di marzo, infatti, le fasi di crisi acuta sui mercati sono spesso accompagnate da situazioni di stress di liquidità, soprattutto nei segmenti strutturalmente meno liquidi (obbligazioni corporate, in particolare high yield), capaci di vanificare l’articolata costruzione del portafoglio.Un metodo efficace per contenere il rischio di default si è rivelato quello dell’applicazione dei criteri ESG (Environmental, Social e Governance) nella selezione degli emittenti creditizi: il 78% delle aziende IG fallite negli ultimi 10 anni, infatti, non avrebbe superato uno screening di questo genere. Si tratta esattamente del lavoro che viene fatto all’interno del comparto Pictet-Global Sustainable Credit che di fatto, per quanto non immune al movimento di allargamento degli spread dei mesi passati, ha evitato i già citati casi di default eccellenti.
Il risultato è un portafoglio solido (rating medio BBB), fortemente orientato alla sostenibilità, e quindi in grado anche di cavalcare la spinta in tal senso dell’opinione pubblica e dei regolatori, nonché di beneficiare delle politiche green degli ultimi anni e mesi (come dimostrato in Europa da Green Deal e Next Generation EU).Infine, per chi tramite la componente a reddito fisso ricerca soprattutto decorrelazione resta valida l’alternativa delle obbligazioni cinesi onshore in valuta locale. Come dimostrato dall’andamento Pictet-Chinese Local Currency Debt, nel corso della recente correzione di mercato queste obbligazioni sono state in grado ancora una volta di apportare reali benefici di diversificazione rispetto agli attivi finanziari più tradizionali. A conferire stabilità a questi strumenti è soprattutto l’assoluta dominanza di investitori locali, perlopiù istituzionali. Questi, che rappresentano quasi il 90% di questo immenso mercato obbligazionario (il secondo più grande al mondo dopo quello USA), proteggono infatti le emissioni cinesi dalle fluttuazioni del sentiment degli investitori globali, che tanto affliggono invece il resto del debito dei mercati emergenti.Un’ultima considerazione riguardo la componente difensiva di portafoglio non può che interessare il Pictet-Multi Asset Global Opportunities (MAGO). Il fondo multi-asset rappresenta a tutti gli effetti il primo passo al di fuori del mondo obbligazionario puro, in grado di offrire protezione e stabilità adattandosi in modo flessibile e dinamico ai diversi rischi che via via si affacciano sui mercati finanziari. La strategia, gestita dal team italiano capitanato da Andrea Delitala, è stata costruita su misura sulla base delle caratteristiche del risparmiatore italiano e, quindi, con un’allocazione tipo composta da un 70% di obbligazioni e un 30% di azioni, secondo il portafoglio tipico dell’investitore nostrano.Nello scenario delineato, in cui le incertezze in cui ci ha proiettato la pandemia di Covid-19 restano elevate, ritroviamo dei punti fermi osservando i grandi fenomeni di cambiamento strutturale che impattano sulle nostre vite quotidiane (i cosiddetti Megatrend). Infatti, agendo in modo lento ma ineluttabile, questi modellano le nostre abitudini di vita e di consumo, determinando quali saranno le aziende vincitrici del domani, quelle in grado di cavalcare e determinare tali cambiamenti. Nei Megatrend ritroviamo, quindi, le certezze che ci sono venute a mancare nel contesto macroeconomico di breve. Anche perché molti di questi fenomeni di cambiamento hanno ricevuto una decisa accelerazione grazie alla crisi recente.
L’esplosione del mondo digitale, in cui siamo stati costretti a vivere per diverse settimane, ha portato a un’impennata nella crescita di alcuni settori che erano già in forte espansione prima che il Coronavirus facesse la sua apparizione nelle nostre vite: pensiamo, per esempio, all’e-commerce, ma anche alla telemedicina. Per proteggersi molte aziende si sono trovate costrette ad investire nei sistemi di sicurezza. Addirittura, in pieno COVID, quando da molte parti si tagliavano i budget di spesa, i CIO delle aziende più grandi a livello globale hanno ribadito che le uniche 3 voci di spesa che cresceranno nel 2020 saranno quelle del cloud, dei software per la collaborazione tra dipendenti e con clienti e la sicurezza informatica appunto.Per concludere, la robotica, l’automazione industriale e le stampanti 3D diverranno centrali nelle nuove filiere produttive, più regionali e meno globali, che si stanno formando come reazione allo shock prodotto dalla pandemia, ma anche dalle precedenti tensioni commerciali sino-americane.I Megatrend sono numerosi e variegati, in quanto sempre più complesse e articolate sono diventate le nostre vite quotidiane, ma presi tutti insieme ci forniscono le basi su cui costruire il nuovo mondo post-Covid. (abstract)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le certezze nel mondo post-Covid”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

A cura di Paolo Paschetta, Country Head Italia di Pictet Asset Management. La pandemia di Coronavirus ha seminato un’ondata di incertezza senza precedenti. Il mondo, semplicemente, non era preparato a un’emergenza sanitaria della portata di quella che abbiamo vissuto nei mesi passati e che stiamo vivendo tuttora. Il costo di tale impreparazione è stato pagato innanzitutto con le vite di centinaia di migliaia di persone. Nella fase più acuta della crisi, l’universo a reddito fisso è tornato a svolgere in modo efficace quel ruolo di decorrelatore con le azioni che storicamente gli appartiene, ma che tante volte ha abbandonato nell’ultimo decennio a causa delle politiche monetarie straordinarie adottate dalle banche centrali.Oggi, però, con il Treasury USA decennale che rende lo 0,6% (in dollari) e il corrispondente Bund tedesco -0,5% (in euro), i tassi reali (nominali – inflazione) permangono in territorio fortemente negativo. E la prospettiva, in un mondo sempre più saturo di debito pubblico e privato, è che le banche centrali non farebbero molto per opporsi a una risalita dell’inflazione, consapevoli del fatto che questa sia utile al fine di erodere, almeno in parte, l’immenso ammontare di debito. Di conseguenza, nei prossimi mesi potremmo verosimilmente assistere a un’ulteriore discesa dei tassi reali. Uno dei fattori più attentamente monitorati dal team di gestione di Pictet-ARFI è la liquidità del portafoglio, il che lo porta a prediligere titoli di qualità molto elevata (le obbligazioni AAA e AA rappresentano oltre il 50% del portafoglio). Come abbiamo osservato nel corso del mese di marzo, infatti, le fasi di crisi acuta sui mercati sono spesso accompagnate da situazioni di stress di liquidità, soprattutto nei segmenti strutturalmente meno liquidi (obbligazioni corporate, in particolare high yield), capaci di vanificare l’articolata costruzione del portafoglio.Un metodo efficace per contenere il rischio di default si è rivelato quello dell’applicazione dei criteri ESG (Environmental, Social e Governance) nella selezione degli emittenti creditizi: il 78% delle aziende IG fallite negli ultimi 10 anni, infatti, non avrebbe superato uno screening di questo genere. Si tratta esattamente del lavoro che viene fatto all’interno del comparto Pictet-Global Sustainable Credit che di fatto, per quanto non immune al movimento di allargamento degli spread dei mesi passati, ha evitato i già citati casi di default eccellenti.
Infine, per chi tramite la componente a reddito fisso ricerca soprattutto decorrelazione resta valida l’alternativa delle obbligazioni cinesi onshore in valuta locale. Come dimostrato dall’andamento Pictet-Chinese Local Currency Debt, nel corso della recente correzione di mercato queste obbligazioni sono state in grado ancora una volta di apportare reali benefici di diversificazione rispetto agli attivi finanziari più tradizionali. A conferire stabilità a questi strumenti è soprattutto l’assoluta dominanza di investitori locali, perlopiù istituzionali. Questi, che rappresentano quasi il 90% di questo immenso mercato obbligazionario (il secondo più grande al mondo dopo quello USA), proteggono infatti le emissioni cinesi dalle fluttuazioni del sentiment degli investitori globali, che tanto affliggono invece il resto del debito dei mercati emergenti.Un’ultima considerazione riguardo la componente difensiva di portafoglio non può che interessare il Pictet-Multi Asset Global Opportunities (MAGO). Il fondo multi-asset rappresenta a tutti gli effetti il primo passo al di fuori del mondo obbligazionario puro, in grado di offrire protezione e stabilità adattandosi in modo flessibile e dinamico ai diversi rischi che via via si affacciano sui mercati finanziari. La strategia, gestita dal team italiano capitanato da Andrea Delitala, è stata costruita su misura sulla base delle caratteristiche del risparmiatore italiano e, quindi, con un’allocazione tipo composta da un 70% di obbligazioni e un 30% di azioni, secondo il portafoglio tipico dell’investitore nostrano.L’esplosione del mondo digitale, in cui siamo stati costretti a vivere per diverse settimane, ha portato a un’impennata nella crescita di alcuni settori che erano già in forte espansione prima che il Coronavirus facesse la sua apparizione nelle nostre vite: pensiamo, per esempio, all’e-commerce, ma anche alla telemedicina. A tal proposito, gli Stati Uniti hanno approvato di recente al Congresso una deroga alle restrizioni che impedivano l’accesso al Medicare a distanza e ciò è diventato possibile grazie al fatto che oggi visitare i pazienti in remoto è una necessità. Grazie a questa “deregolamentazione”, i privati che si sono affidati a visite mediche a distanza sono passati da 11mila a settimana a oltre 650mila a settimana (dato fornito dallo stesso Trump in conferenza stampa). Un altro settore dell’universo digitale che ha sperimentato una rapida diffusione è quello dei pagamenti digitali, capaci di soppiantare buona parte delle transazioni prima effettuate con il contante, che incideva sul 75% dei pagamenti effettuati in Europa prima del Covid. Non sorprende, quindi, che un’azienda come Paypal abbia registrato quasi $200 miliardi di transazioni nel primo trimestre dell’anno e mediamente 250mila nuovi utenti ogni giorno del mese di aprile. E con il lancio prossimo di WhatsApp Pay, che consentirà agli utenti di trasferirsi denaro e pagare nei piccoli negozi usando direttamente l’app sul modello della cinese WeChat Pay, il segmento dei pagamenti digitali, più veloci ed economici potrebbe vivere una fase di ulteriore accelerazione.Per concludere, la robotica, l’automazione industriale e le stampanti 3D diverranno centrali nelle nuove filiere produttive, più regionali e meno globali, che si stanno formando come reazione allo shock prodotto dalla pandemia, ma anche dalle precedenti tensioni commerciali sino-americane. I Megatrend sono numerosi e variegati, in quanto sempre più complesse e articolate sono diventate le nostre vite quotidiane, ma presi tutti insieme ci forniscono le basi su cui costruire il nuovo mondo post-Covid.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Dialoghi con il mondo del cinema

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

E’ la nuova rubrica della Consulta Universitaria del Cinema (CUC), l’associazione italiana dei docenti e dei ricercatori universitari di cinema, fotografia, televisione e media audiovisivi.La rubrica dedicata al confronto con il mondo delle istituzioni e dei diversi operatori coinvolti nella produzione e nella promozione culturale del cinema. Direttori di festival, registi, sceneggiatori, attori ed esponenti dell’ambito produttivo, film commission, esercenti, responsabili di archivi e istituzioni cinetecarie, critici cinematografici e referenti ministeriali interverranno in dialogo con la Consulta.«L’urgenza di una riflessione intorno alle conseguenze della pandemia sul settore dello spettacolo, e del cinema in particolare – spiega Giulia Carluccio, presidente CUC – è stata espressa con forza, attraverso mozioni e interventi di associazioni di categoria, e discussa in diverse sedi istituzionali, oltreché ampiamente segnalata dai media. Una riflessione che necessariamente deve accompagnarsi (e si è accompagnata) a una nuova progettualità, all’elaborazione di risposte e modalità inedite che devono poter trovare adeguate forme di sostegno, unitamente alla difesa e al recupero di quanto l’emergenza Covid-19 ha messo fortemente in crisi».
MAKING ØF intende intervenire nel vivo di questa riflessione e di questa progettualità, mettendo in dialogo la Consulta Universitaria del Cinema con i diversi interlocutori del mondo politico e culturale del cinema. I primi tre appuntamenti sono in programma a luglio 2020 e riguarderanno i festival, le cineteche e la critica. Si comincia lunedì 6 luglio con Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e Stefano Francia di Celle, direttore del Torino Film Festival. Si prosegue lunedì 13 luglio con Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna e co-direttore del festival Il Cinema Ritrovato. Si conclude prima della pausa estiva lunedì 20 luglio con Steve della Casa, critico cinematografico e conduttore del programma radiofonico “Hollywood Party”. Fanno parte della redazione di MAKING ØF Giulia Carluccio (Università di Torino), Emiliano Morreale (Sapienza Università di Roma), Andrea Minuz (Sapienza Università di Roma), Vito Zagarrio (Università Roma Tre) e Giovanna Maina, membri della Consulta Universitaria del Cinema.I soci e le socie CUC potranno partecipare attivamente agli incontri accedendo alla piattaforma Zoom alle ore 18.30. Per tutto il pubblico gli incontri verranno trasmessi anche in live streaming sulla pagina Facebook http://www.facebook.com/consultacinema.
http://www.consultacinema.org/makingof

Posted in Recensioni/Reviews, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Necessità di un importante ed urgente sostegno per il mondo del libro

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

L’Associazione Italiana Editori (AIE) torna a chiedere un buono libri a sostegno dei consumi delle famiglie per superare la crisi Covid-19, nel giorno dopo l’incontro online tra i rappresentanti del mondo della cultura e il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.“Esprimiamo soddisfazione per l’incontro di ieri organizzato da Editori Laterza – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi -. Dobbiamo ricordare che il mondo del libro è centrale tanto nella creazione e nel nutrimento di qualsiasi espressione di cultura (perché non può esserci cultura che non si nutra di libri) quanto nel suo peso economico, in quanto di gran lunga la prima industria culturale del Paese, con oltre 3 miliardi di fatturato e un corrispondente, elevatissimo, numero di posti di lavoro”.
“A fronte del durissimo colpo subito, tanto che si parla di una perdita di fatturato che potrebbe arrivare a sfiorare il miliardo, riaffermiamo la necessità di un importante e urgente sostegno – conclude Levi –. In questa prospettiva, dopo aver salutato con soddisfazione il primo passo compiuto con le due misure di sostegno approvate a favore delle biblioteche e delle librerie, riproponiamo con forza e convinzione la proposta avanzata insieme all’Associazione Librai Italiani e all’Associazione Italiana Biblioteche per un buono libri da 100 euro per l’acquisto di libri a favore delle famiglie con figli che iniziano il loro percorso scolastico. Si tratta di una misura che unisce l’urgenza dell’intervento alla costruzione del futuro”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Libro: Intelligence Studies. Una comparazione tra l’Italia e il mondo anglo-americano

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Un libro di Mario Caligiuri e Giangiuseppe Pili edito da Rubbettino. “Intelligence Studies. Un’analisi comparata tra l’Italia e il mondo angloamericano” è il titolo del testo scritto da Mario Caligiuri, Presidente della Società Italiana di intelligence e uno dei massimi accademici europei del settore, e Giangiuseppe Pili che da anni presenta i suoi studi sulla filosofia dell’intelligence negli Stati Uniti e in altri Paesi, insegnando anche alla Dublin City University. Il testo, pubblicato da Rubbettino nella collana del Laboratorio sull’Intelligence dell’Università della Calabria, rappresenta uno studio originale e prezioso che colloca per la prima volta l’evoluzione degli studi sull’intelligence italiana nel panorama internazionale. Attraverso un efficace confronto, il testo ricostruisce lo stato dell’arte su quanto è accaduto negli ultimi dieci anni, in cui nel nostro Paese l’intelligence si è imposta come argomento scientifico e nel contesto angloamericano ha ulteriormente ampliato gli orizzonti culturali. Nonostante si stia affermando a livello planetario come un’attività fondamentale, l’inquadramento scientifico dell’intelligence è spesso ancora incerto. Questo volume si prefigge di applicare il rigore necessario per chiarire una complessa materia in modo da inserirla a pieno titolo nel dibattito culturale e politico del nostro Paese, anche per diradare le ombre del passato. Gli intelligence studies vengono qui dettagliatamente presentati in modo chiaro, informato e incalzante. Gli autori offrono una prospettiva originale e comparativa sull’intelligence tra l’Italia, gli USA e Regno Unito mettendo in rilievo le tematiche, gli autori, gli studiosi e i modelli dell’intelligence in diversi contesti culturali e politici che rappresentano due diverse concezioni del mondo. Una ricerca appassionata, documentata e illuminante per condurre il lettore italiano nelle affascinanti sfaccettature sulla natura e sulle ragioni dell’intelligence. Una ricostruzione intrigante, unica per prospettiva e dettaglio, sul mondo scientifico dell’intelligence internazionale.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Misure insufficienti per il mondo della cultura e del turismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

“Le misure del governo per fronteggiare le restrizioni e le chiusure che hanno colpito la cultura e il turismo sono insufficienti. Parliamo di un mondo che riguarda i settori balneare, museale, ricettivo, editoriale, ludico e sportivo. Fratelli d’Italia è sempre stata collaborativa e ma dobbiamo registrare che su quanto si sta facendo su queste materie di alto impatto pubblico non ci siamo. La crisi provocata dall’epidemia del coronavirus fa sì che questo mondo sarà uno degli ultimi a ripartire e non basta prendere atto di alcuni interventi come quello della proroga ai balneari fino al 2033. E’ necessario ad esempio rimodulare per il 2020 i criteri di accesso alle risorse del Fondo unico per lo spettacolo e del tax credit, prevedere risorse aggiuntive per la filiera del libro e dell’editoria, gli archivi, le biblioteche, i musei, compresi quelli statali o comunali, istituire un fondo con funzione di investimento sia con la Cassa depositi e prestiti sia con l’Istituto per il credito sportivo. Non vogliamo restare sordi alla voce di una Nazione che chiede di più e quindi non mancheremo di essere presenti mantenendo vivo il nostro contributo”. E’ quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanna Petrenga, nel suo intervento in aula sull’informativa del ministro Franceschini.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Il mondo chiede più democrazia non meno”

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Sono le parole del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli pronunciate giorni fa e che riprendo con una riflessione perché sono convinto che abbiamo eretto un simulacro intorno a talune parole svuotandole, in pratica, del loro reale significato. In questo caso, sia chiaro, non da chi le ha pronunciate ma da chi dovrebbe farne un uso quotidiano nel suo agire politico ed istituzionale. Ciò mi fa dire che esistono due linguaggi distinti, e a volte incomunicabili, se pensiamo a cosa è l’Europa e cosa vorremmo che fosse. Non dimentichiamo che l’idea di un’Europa unita aveva per i padri costituenti un primo importante obiettivo: provvedersi di un salvacondotto per evitare in futuro lo scatenarsi di altre guerre mondiali che avessero il proprio innesco in Europa. Ma non abbiamo fatto i conti con i singoli stati e i loro retrogusti. La Germania, ad esempio, che ha provocato due guerre mondiali perdendole, ora sembra rifarsi con il suo potere finanziario ed industriale e volendo avere la pretesa di considerarsi democratica nella logica del primus inter pares ma in pratica sfalsandone il significato per restare “primus” senza “pares”. Oggi questo scollamento comportamentale lo avvertiamo ancora di più in quanto stiamo vivendo una stagione di cambiamenti radicali della società che è divenuta complessa e frammentata con la conseguente crisi dei tradizionali partiti di massa e della loro capacità di rappresentare settori ben definiti della stessa società. A questo punto dovremmo dire che la parola “democrazia” resta ma a quale prezzo? L’abbiamo svilita ed umiliata facendoci perdere la visione di una forma di governo in grado di assicurare stabilità, efficienza decisionale, chiaro funzionamento della responsabilità politica dei governanti e dello stesso ruolo di stimolo e di pragmatismo delle opposizioni. A questo punto, mi chiedo, dobbiamo continuare a parlare di democrazia senza ridicolizzarla? (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un aiuto straordinario per salvare il mondo del libro e ripartire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

E’ la richiesta, “un appello che non può essere disatteso”, che, unite, AIB – Associazione Italiana Biblioteche, AIE – Associazione Italiana Editori e ALI – Associazioni Librai Italiani tornano a rivolgere al governo e al parlamento nelle ore decisive prima del varo del decreto che definirà le misure di sostegno all’economia italiana colpita dall’emergenza Covid-19. “La priorità in questo momento è salvare il settore con un piano di aiuti immediati che diano liquidità e sostegno a tutti i soggetti della filiera” spiegano i tre presidenti Rosa Maiello (AIB), Ricardo Franco Levi (AIE) e Paolo Ambrosini (ALI).Secondo le tre associazioni, che già lo scorso 21 aprile avevano presentato un appello congiunto, sono urgenti “interventi immediati a sostegno di imprese, specie le più piccole, di biblioteche, di lavoratori, autori e traduttori”. Accanto alle misure immediate sul fronte del lavoro, con gli ammortizzatori sociali, e sul fronte della liquidità per le imprese, le tre associazioni chiedono un sostegno diretto alla domanda “lungo due linee: risorse alle biblioteche di pubblica lettura per un piano straordinario di acquisti di libri, con particolare attenzione alle librerie del territorio, e un sostegno diretto che favorisca l’acquisto dei libri destinato ai consumatori, ai lettori, alle famiglie con uno strumento analogo al bonus cultura, la cosiddetta 18App, che si è dimostrato di straordinaria efficacia”. Costo della carta, spesa per gli affitti e per l’adeguamento delle sedi sono altre leve su cui intervenire per dare sollievo alla filiera.“Passata questa prima fase di emergenza – concludono i tre presidenti –, presenteremo ancora una volta assieme quelle che a nostro avviso dovrebbero essere le linee guida per uno sviluppo equo e sostenibile del settore del libro, centrale per lo sviluppo culturale e democratico del Paese”.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »