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Posts Tagged ‘teatro’

Marie – Teatro de LA Abadía di MAdrid dal 9 al 17 gennaio 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Madrid. L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid collabora alla presentazione dello spettacolo Marie diretto da Rafael Villalobos e la scenografia di Emanuele Sinisi, prodotto dal Teatro de La Abadía e dal Teatro Real e ospitato in prima assoluta dal Teatro de La Abadía dal 9 al 17 gennaio 2021. Ispirata al simbolico personaggio di Woyzeck, Marie analizza le difficoltà della libertà sessuale di una ragazza madre, lapidata dalla società e assessinata dal suo amante. L’opera di Georg Büchner e l’omologa Wozzeck di Alban Berg sono considerate la tragedia dell’uomo contemporaneo e Marie la tragedia della donna contemporanea.

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Un teatro deserto, il Teatro Sociale di Como è lo sfondo del video di “Last Christmas”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

E’ un omaggio del pianista e compositore Alessandro Martire al classico natalizio degli Wham!, che proprio quest’anno compie 36 anni. L’inedita versione strumentale (piano solo e chill-edit) è uscita su tutte le piattaforme digitali il 18 dicembre per Carosello Records.Lanciato in anteprima da Repubblica.it – Milano, il video, in contrapposizione al gusto squisitamente anni ’80 dell’originale, è una performance in solitaria di Alessandro, registrata all’interno del Teatro Sociale di Como, sua città natale, da Davide Derocchi e Kristian Pedretti (Sound Waves Chalet).“Ho deciso di regalare una live performance di Last Christmas al teatro simbolo della mia città, ovvero il Teatro Sociale di Como – spiega Alessandro – Aprire il teatro, anche senza pubblico è un messaggio di speranza forte verso il futuro. Noi artisti e tutto il pubblico abbiamo bisogno di tornare a teatro. Dopo quasi un anno senza concerti, suonare dal vivo, anche se davanti a una platea vuota, è stato davvero emozionante.”Rappresentante della nuova generazione di pianisti neoclassici, Alessandro, classe 1992, è un’eccellenza italiana e ambasciatore del made in Italy nel mondo. Il 2020 è stato per Alessandro un anno ricco di soddisfazioni, che hanno compensato lo stop forzato all’attività live. In aprile l’uscita, sempre per Carosello Records, del fortunato album “Share the world”; l’1 settembre la spettacolare performance sul Lago di Como “The Floating Moving Concert – LEJ Festival”, e il conferimento di due riconoscimenti importanti: il 19 settembre il Nations Artistic Award, nell’ambito del XIV Premio Cinematografico delle Nazioni nello splendido Teatro Antico di Taormina, e il 25 settembre il Premio Internazionale ISFOA alla Carriera.Eccellenza italiana all’estero, Alessandro Martire è una sapiente miscela di musica classica contemporanea, pop, minimalista e crossover, che gli ha permesso di raggiungere uno stile personalissimo apprezzato dal pubblico, dalla critica e da grandi marchi internazionali che hanno scelto le sue musiche per spot e colonne sonore (National Geographic, Allianz, Alitalia, Cathay Pacific) e che lo hanno invitato come ospite d’onore in prestigiosi eventi aziendali (Bric’s, Bridgestone, Whirlpool, BMW Italia, Yamaha, Lamborghini). La sua attività concertistica con musiche originali lo ha portato a esibirsi in tutto il mondo, con già all’attivo tour in Cina, Russia, Corea, Stati Uniti e Regno Unito, solo per citare alcuni dei paesi che ha toccato con la sua musica.

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Teatro Trastevere: Il Posto delle Idee

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Roma via Jacopa de’ Settesoli 3 dal 20 al 25 Ottobre di Paola Moretti, Maria Gabriella Olivi, Maria Sandias Regia Paolo Perelli con Ausilia Muscianese: La madre, Livia D’Ingegno: La ragazza, Gaia Salvi: La bambina e la partecipazione straordinaria di Anna Carrera: la cantante. Tre monologhi, tre storie di rabbia, rimpianti, emozioni e speranze. Uno spettacolo corale, struggente, poetico sulla vulnerabilità e resilienza femminile. Nella prima parte, scritta con cruda poeticità da Paola Moretti e interpretata da una giovanissima Gaia Salvi, Siri, una bambina della provincia thailandese, viene venduta dalla famiglia per prostituirsi nei bordelli della grande città a uso ed abuso dei ricchi yankee. Venduta per un televisore, un telefono e un frigorifero: segni inconfutabili della brutalità del capitalismo occidentale che tutto annulla, persino le speranze di una giovane donna.L’attrice-danzatrice Livia D’Ingegno è la protagonista della seconda pièce, scritta con intensa forza drammaturgica da Maria Sandias. È il dramma di una ragazza, che, sbattendoci in faccia la sua anoressia, trova il coraggio di gridare al mondo, e in particolare alla sua famiglia, la voglia di essere compresa nel profondo. Una rabbia che non riuscirà però a distruggere la danza che è in lei. Il terzo monologo, nato dall’ispirata penna di Maria Gabriella Olivi, per la struggente interpretazione di Ausilia Muscianese, dipinge la tragedia di una madre di fronte alla perdita “inspiegabile” di una figlia, rimasta intrappolata tra le macerie dopo il terremoto che ha distrutto la sua casa, portandole via un pezzo di vita, ma non i ricordi. Smarrirsi infatti non è perdersi se, anche nello strazio per le ferite dell’anima e il dolore delle perdite, rimane una forte consapevolezza di sé davanti alle sorti di una realtà segnata da violenza e manipolazione.

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Roma: concerti fino al 24 settembre 2020 alle ore 21, al Teatro Tor Bella Monaca

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Roma via Bruno Cirino all’angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca. I cinque concerti spaziano dalla musica classica al rock, dal jazz al fado e alla canzone d’autore. Il primo concerto, il 5 settembre, è dedicato alle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, una delle opere più celebri di tutta la storia della musica, accostate ad Otoño porteño (Autunno a Buenos Aires), una delle Cuatro Estaciones Porteñas di Astor Piazzolla, per le quali il compositore argentino si ispirò a Vivaldi ma servendosi del ‘nuevo tango’ da lui creato per esprimere lo spirito e la vita di Buenos Aires nei diversi periodi dell’anno. Ne saranno interpreti l’Ensemble Roma Sinfonietta e il solista Vincenzo Bolognese, uno dei migliori violinisti italiani, “spalla” dell’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.
Il titolo del concerto del 12 parla da sé: “La chitarra: la storia del rock, da Jimi Hendrick ad oggi”. Ne saranno protagonisti le chitarre di Rocco Zifarelli e Nicola Costa, il basso elettrico di Marco Siniscalco e la batteria di Marco Rovinelli.
Il 15 è la volta della voce di Peppe Servillo, dei sassofoni di Javier Girotto e del piano di Natalio Mangalavite, un trio d’eccezione che presenta il concerto-spettacolo “Parientes”, in cui si tocca il tema attualissimo dei valori e delle culture dei popoli migranti: siamo tutti parenti! Il 17 la voce di Isabella Mangani, il contrabbasso di Carla Tutino e la chitarra di Stefano Donegà ci portano a Lisbona con “Lisboa meu amor: dal fado alla nuova musica portoghese”. Sarà uno spettacolo dedicato interamente alle sonorità della lingua e della musica portoghesi. Non solo fado ma anche altre musiche portoghesi assai diverse, passeggiando tra musiche del Settecento e brani scritti pochi anni fa.Il concerto finale, il 24 settembre, sarà un omaggio a Fabrizio De André da parte del Coen-Siniscalchi-Saletti-Rivera Quartet. Questi quattro musicisti, provenienti da esperienze differenti, si incontrano per rendere omaggio alla musica e alle parole di un indimenticabile poeta del Novecento. Il tacito accordo tra loro è rispettare la scrittura profonda ed ispirata di De André, ma esplorando sonorità che si muovono oltre la canzone d’autore per dipingere le sue canzoni con i colori della musica world e jazz.
I biglietti si possono acquistare al costo di € 10,00 (€ 7,50 per gli over 65; € 5,00 per gli studenti), prenotandoli telefonicamente allo 06 2010579 (lunedì – venerdì dalle 11 alle 19.30). Accesso consentito con mascherina. Nel rispetto delle prescrizioni È PREFERIBILE PRENOTARE E RITIRARE I BIGLIETTI CON ANTICIPO per evitare assembramenti.
BIGLIETTI intero 10 Euro ridotto 7,50 Euro studenti 5 Euro prezzo speciale GIFT CARD 7,50 Euro.

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Teatro: Passo a due, Pas de deux

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Roma mercoledì 29 luglio 2020 ore 21,30 Teatro Marconi Viale Guglielmo Marconi 698, l’emozionante e divertente PASSO A DUE PAS DE DEUX (ovvero: l’amore ha cinque fasi ma molte coppie si fermano alla terza), di David Conati, con Nathalie Caldonazzo e Francesco Branchetti. Accanto a loro sul palco La divertentissima Isabella Giannone e gli straordinari Mariachiara Grasso e Stefano Rufini, la regia è curata da Francesco Branchetti, le musiche sono di Pino Cangialosi.L’amore, secondo alcuni è un groviglio complesso di sentimenti e situazioni che ci fanno perdere la testa, secondo altri si tratta di una serie di reazioni chimiche determinate dai ferormoni che alla fine portano comunque allo stesso risultato.In letteratura eminenti psicologi, che hanno il vizio di dover “fasificare” e analizzare tutto, si sono scomodati per incasellare, catalogare, dare una struttura più o meno logica per comprendere questo sentimento che nel bene o nel male, volenti o nolenti, ci tocca, ci sfiora, ci coinvolge tutti.Chi perché, come Diogene, lo cerca per tutta la vita senza trovarlo, chi perché fa di tutto per sfuggirgli, chi perché non può vivere senza e chi perché vorrebbe non averlo mai incontrato, chi perché lo venera, chi perché, come nelle fiabe, sogna il suo amore ideale con tanto di “e vissero per sempre felici e contenti”.Coloro che si sono presi la briga di analizzare “La costruzione di un amore” osservandola nelle sue diverse sfumature, evoluzioni e involuzioni, hanno stabilito che questo percorso ha cinque fasi.Fasi ben identificabili per una serie di comportamenti e di stati d’animo che le caratterizzano in modo inequivocabile: Infatuazione, Innamoramento, Disillusione, Consapevolezza, Complicità.Per esporre meglio il concetto in questo percorso teatrale alla scoperta delle fasi dell’amore, una serie di quadri le ripercorrono tutte, partendo dal Simposio di Platone passando per Amore e Psiche, arrivando fino ai giorni nostri. Il viaggio tra le schermaglie amorose di epoche e stili teatrali diversi ci permette di osservare e immedesimarci nell’evoluzione del gioco delle relazioni nel quale le diverse coppie sono coinvolte loro malgrado.Alla fine di questo percorso forse saremo in grado di capirne un po’ di più e potremo ripetere comunque gli stessi errori ma stavolta in modo più consapevole.Le musiche di Pino Cangialosi, le luci e gli interventi di Mariachiara Grasso e Stefano Rufini creeranno incantate atmosfere e daranno un apporto fondamentale a questo viaggio nel mondo dei rapporti tra uomini e donne.” http://www.teatromarconi.itPrezzo biglietti: Intero € 16,00 – Ridotto € 13,00 (I prezzi dei biglietti sono comprensivi di prevendita)

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Rassegna domenicale del Teatro Superga nel Salone della Palazzina di Caccia di Stupinigi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

Si sposta nel Cortile d’Onore confermando i quattro appuntamenti in programma rinviati a causa dell’emergenza Coronavirus: “Don Pasquale” domenica 21 giugno, “I maghi di Oz” domenica 28 giugno, “My Fair Lady” domenica 5 luglio, “Hollywood Musical” domenica 12 luglio.Lirica e Musical a Corte sono incontri-spettacolo di natura divulgativa, con gli interpreti della STM – Scuola del Teatro Musicale di Novara, che analizzano gli aspetti testuali e musicali delle opere concentrandosi sulla trama e sui retroscena storici della composizione e proponendo l’ascolto guidato di alcuni dei brani salienti.
Si parte domenica 21 giugno con “Don Pasquale”, l’opera di Gaetano Donizetti che leggenda vuole sia stata composta in soli 11 giorni e racconta le vicende del vecchio e ricco Don Pasquale e del nipote Ernesto. Si prosegue, poi, con i tre appuntamenti dedicati al musical. “I Maghi di Oz” il 28 giugno: tutta la storia del musical in un’unica storia, quella di Oz. “I Maghi di Oz” è l’odissea di Dorothy e Bobo nel mondo di Oz raccolta nelle canzoni più belle che l’hanno resa popolare negli anni, da “Over the Rainbow” ai brani tratti dal famosissimo prequel “Wicked” di Stephen Schwartz, a quelle del film “The Wizard of Oz” del 2011. Il 5 luglio sarà la volta di “My Fair Lady”, il musical perfetto. Storia e retroscena del più britannico musical di Broadway di Loewe & Lerner del 1956, tratto da “Pigmalione” di Shaw, considerato il più raffinato esempio di narrazione in musica che colleziona alcune delle arie più amate del genere musical. Chiude, infine, il 12 luglio, “Hollywood Musical”, celebrazione del musical cinematografico: dal primo film sonoro “The Jazz Singer” ai film originali che si staccano dai successi di Broadway, da “Cappello a Cilindro” a “Cantando sotto la Pioggia” che diventeranno solo successivamente spettacoli teatrali; dai musical Disney ai classici contemporanei, come “Moulin Rouge”, “La La Land” e “The Greatest Showman”.Gli eventi si svolgeranno nel rispetto delle disposizioni sanitarie di sicurezzaLa rassegna è organizzata da Reverse Agency in collaborazione con STM – Scuola del Teatro Musicale di Novara e Fondazione Ordine Mauriziano
Il costo del biglietto sarà ridotto di 5 euro (25 euro intero; 20 euro ridotto), perché a causa delle restrizioni imposte per contrastare l’epidemia non è possibile abbinare al concerto l’aperitivo. I biglietti già acquistati saranno validi per le nuove date. Chi ha già acquistato il biglietto, inoltre, riceverà un voucher di 5 euro spendibile a detrazione per uno spettacolo della prossima stagione del Teatro Superga.I biglietti saranno acquistabili online prossimamente sul sito Ticketone.La biglietteria sarà aperta nei giorni di spettacolo dalle ore 18 alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.

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Teatro di Roma: Nuovo sovrintendente

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

“Voglio rivolgere il mio augurio di buon lavoro al nuovo consiglio della Fondazione del Teatro dell’Opera e a Carlo Fuortes, riconfermato oggi alla guida dell’istituzione culturale tra le più prestigiose d’Italia e del mondo. Tanto più in questi giorni difficili, abbiamo bisogno che la cultura, l’essenza più profonda della nostra identità, sia tenuta viva, e continui a rappresentare il punto di riferimento per tutta la comunità. Tutto il mondo della cultura capitolina si è mobilitato in questi giorni per continuare a diffondere la bellezza e il valore dell’arte. Vogliamo dare continuità a questa missione e la conferma di Fuortes alla guida dell’Opera rappresenta una scelta proiettata nel futuro”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi commenta l’insediamento del nuovo consiglio della Fondazione Teatro dell’Opera e la riconferma di Carlo Fuortes come Sovrintendente. “Insieme a Fuortes, voglio ringraziare tutti coloro che compongono la famiglia del Teatro dell’Opera, le maestranze, i lavoratori, gli artisti, che danno lustro a questo straordinaria Istituzione e le hanno permesso di raggiungere enormi risultati. Una storia che continuerà più forte di prima”, conclude.

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Teatro: “Nozze di Coccio”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Roma dal 4 marzo al 5 aprile 2020 Orario spettacoli: merc. giov. ven. ore 21 – sab ore 17,30 e 21 – domenica ore 17,30 Teatro Tirso De Molina, via Tirso 89 Un duo da record Pablo e Pedro, coppia storica della comicità italiana, che festeggia quest’anno 25 anni di carriera. Un sodalizio costellato di successi dalla tv, al teatro, al cinema. Grandi amici anche nella vita, Fabrizio Nardi e Nico Di Renzo, propongono un nuovo spettacolo intitolato, non a caso, “Nozze di Coccio”, in scena dal 4 marzo al 5 aprile al Teatro Tirso de Molina con Francesca Nunzi e Carlotta Rondana. Sul palco anche Enrico Ottaviano e Marco Todisco. Divertente e ricco di colpi di scena lo spettacolo dispensa una straordinaria ondata di buonumore grazie alla bravura dei suoi protagonisti, al ritmo incalzante e all’alternarsi della giusta dose di ironia e tecnica teatrale. La storia ruota, appunto, attorno all’annuncio di possibili nozze che scatenano una serie di reazioni inaspettate e rischiano di mandare a monte una consolidata amicizia. Ma sarà davvero così oppure i personaggi di questo intreccio riusciranno a regalare al pubblico il classico lieto fine con un finale da favola? Per scoprirlo tutti al teatro Tirso dal 4 marzo al 5 aprile per una commedia imperdibile per la prima di una serie di tappe in giro per l’Italia.

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Nasce la nuova compagnia “Figli di Medea”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Nasce ufficialmente FIGLI DI MEDEA, la giovane Compagnia Teatrale attiva su territorio romano e nazionale nata dall’incontro di cinque artisti alla ricerca di un pubblico a cui raccontare il mondo con passione e follia.
I membri della Compagnia, Susanna Laurenti, Benedetta Russo, Enrico Torzillo, Riccardo Viola e Pietro Maria Virdis si incontrano nel 2016 all’interno degli storici locali del Teatro dell’Orologio di Via de’Filippini a Roma, dove comincia la loro storia comune di andata in scena. In questi anni, infatti, partecipano a tutte le produzioni della Compagnia del Teatro dell’Orologio (di cui fanno tutt’ora parte), mettendo in scena i classici senza tempo (Shakespeare, Plauto, Dickens…) raccontati con estro e magia al pubblico, in assetti teatrali, itineranti e immersivi per la regia di Leonardo Ferrari Carissimi.
Si affermano, inoltre, singolarmente, in diverse realtà artistiche italiane, calcando diversi importanti palchi del territorio.
Cinque amici fraterni, cinque forti individualità, cinque vite in comune, un’unica passione: la bottega del palcoscenico!
Cinque artisti più diversi che mai, stereotipi irriverenti e canoni classici della Commedia dell’Arte; singolarmente impegnati, oltre che nella recitazione, nei campi della drammaturgia, della regia, della musica e della danza. Innamorati della tradizione e della sperimentazione.
Reduci da grandi successi di pubblico per la loro prima produzione autonoma “Io non sono come Moira” (che ha debuttato a Roma lo scorso Novembre), i giovani artisti provenienti dal Teatro dell’Orologio creano oggi “Figli di Medea”, una compagnia giovane con l’intento di sperimentare e far valere la tradizione del teatro di bottega in un’epoca così lontana dagli antichi odori delle sale teatrali. A sostenere i giovani attori (figli del Teatro dell’Orologio e della sua produzione) un team di esperti del settore giovani e fiduciosi verso i giovani: l’ottima fotografa di scena Manuela Giusto, Federico Baciocchi all’apparato scenografico, Tommaso Laurenti alla grafica e comunicazione, restando perennemente alla ricerca di capitale umano fresco con cui confrontarsi e lavorare.
Giovani, fragili, attenti, traditi, attentati, traditori, innamorati, illusi, pazzi, orfani e divertiti, come i fantasmi di quei bambini ricoperti da un’oscura fama, i Figli di Medea vogliono commuovervi, divertirvi e spaventarvi.
Il primo appuntamento in scena è fissato per i prossimi 13,14,15 Marzo a Teatro Studio Uno con “Io non sono come Moira”, diretto da Susanna Laurenti e Riccardo Viola, di nuovo in scena dopo il successo dello scorso Novembre, la storia di Andrea, giovane metrosessuale e del viaggio all’interno del suo passato; da non perdere, poi, il debutto di “Tingeltangel”, testo inedito sull’omonima opera di Karl Valentin diretto da Enrico Torzillo in scena a Roma i prossimi 29,30,31 Maggio al Teatro Basilica e poi in giro per l’Italia.

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Teatro: “Satellite of Love – La teca”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Roma venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2020 all’OFF/OFF Theatre via Giulia 19 va in scena “Satellite of Love – La teca”, commedia scritta dall’autrice Anne-Riitta Ciccone, che indaga sugli equilibri che regolano le relazioni tra gli esseri umani, come fossero pianeti di un unico sistema solare in cui, anche l’intervento di un piccolissimo meteorite, può generare un’incontrovertibile reazione a catena.Il testo, interpretato da giovani attori neo-diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia, Maria Vittoria Casarotti Todeschini, Gianvincenzo Pugliese, Giorgia Spinelli e Gabriele Stella, è diretto dal regista Lorenzo d’Amico De Carvalho che di nuovo insieme a Ciccone, torna in Via Giulia per confermare il successo riscontrato nella passata stagione con la pièce “La Pacchia è Finita”.
In “Satellite of Love” ci sono due persone che si amano. Una sera sono un uomo ed una donna, una sera due uomini, una sera due donne: venerdì 21 ore 21 in scena Giorgia Spinelli e Maria Vittoria Casarotti Todeschini, sabato 22 ore 17 Gianvincenzo Pugliese e Giorgia Spinelli, sabato 22 ore 21 Maria Vittoria Casarotti Todeschini e Gabriele Stella, domenica 23 ore 17 Gabriele Stella e Gianvincenzo Pugliese. Il testo è il medesimo, non cambia una virgola. Le situazioni della vita quotidiana, del sesso, i dialoghi, identici. Perché, contrariamente a quello che vogliono farci credere non cambia assolutamente nulla in un rapporto in cui due persone sono attratte dalla forza di gravità dell’amore, dal magnetismo della chimica.
Ma in ogni situazione, quale essa sia, ciò che rischia di creare una reazione a catena che porta alla distruzione è la caduta dell’equilibrio. Chi è la vittima e chi il carnefice se uno dei due chiude l’altro nella teca del suo totale e incondizionato amore? Chi è davvero a tenere le redini se uno dei due è su un piedistallo? L’amore tra chi si immola per l’altro e l’altro che ne diventa quindi il Re non può che essere una gabbia perché nessuno dei due può più fare a meno dell’altro, perché c’è qualcosa di orribilmente vero e spaventoso nell’espressione “se per tutto il mondo sei nessuno, per qualcuno sei tutto il mondo”. Se questo mondo esce dall’orbita del senso comune, se le porte della gabbia si chiudono intorno a due persone che si dicono “Ti amo” come il ringhio di un animale in cattività, prigionieri di una reciproca dipendenza non cambia nulla in chi siano i protagonisti. O forse anche un gioco al massacro tra l’oggetto di culto e il suo adoratore è comunque e sempre una forma d’amore e l’esplosione di una stella nana è comunque e sempre un bellissimo spettacolo.

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Teatro: “In casa con Claude” di Renèe Danìel Dobois

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Napoli giovedì 20 febbraio alle ore 20,30, con repliche venerdì 21 e sabato 22 febbraio alle ore 20.30 e domenica 23 febbraio alle ore 18 (Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro, under 35 10 euro) Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo (via Concezione a Montecalvario, 34) adattamento e regia Giuseppe Bucci, diretto da Laura Angiulli in scena Ettore Nigro, nel ruolo dell’investigatore, e Mario Autore che veste i panni dell’assassino. Lo spettacolo è prodotto da Piccola Città Teatro, progetto #quartiereospiti, con i costumi di Teresa Acone, le scene di Filippo Stasi, le musiche di Jo Coda e la grafica di Claudia Scuro. Si tratta di un thriller psicologico sui temi dell’emarginazione e del pregiudizio.Cosa scatta nella mente di una persona che, in modo autonomo, si dichiara colpevole dell’omicidio commesso, pur se consapevole che mai sarebbe stato indagato dalla polizia? Cosa porta un giovane marchettaro a ricattare un giudice e usare la stampa per tenere sotto scacco il sistema giudiziario, riuscendo così ad evitare la galera? Un ispettore, stremato dal lungo interrogatorio che va avanti già da trentasei ore, scandaglia ogni parola, gesto, sussulto dell’assassino per far venire alla luce le motivazioni che l’hanno spinto all’insano gesto. Yves è un ragazzo che si prostituisce, la sua più che una scelta è una dipendenza. Vive di notte, gira per i locali alla ricerca di clienti, è disincantato e indurito, convinto di essere incapace di sostenere un rapporto d’amore. Lo ritroviamo stremato, nella stanza di un ispettore al Palazzo di Giustizia, da oltre trentasei ore sta subendo un interrogatorio massacrante al quale si è sottoposto volontariamente, dichiarandosi colpevole di un omicidio che sembra non avere movente. L’unico ipotizzabile, anche per l’ispettore che lo ha davanti da ore e ore, è l’incapacità di intendere e di volere, per droga o per follia, eppure il giovane non mostra alcun segno che possa avvalorare la tesi.Ecco dunque il confronto-scontro tra l’ispettore di polizia, apparentemente rigido ma profondamente umano, che vive l’interrogatorio come una sfida personale; e Yves, esausto, spaesato e pronto a battersi come una belva. Nella mia visione l’assassino sfugge alle domande con veri e propri tilt della mente, che lo riportano alla sua vita “normale”, fatta di discoteche, droghe e prostituzione. Il giovane si batte fino alla fine pur di non rivelare, né all’ispettore né a se stesso, il motivo di un gesto così assurdo. L’interrogatorio subisce quindi un’oscillazione costante: da un lato il manifestarsi dell’immaginario del giovane di cui sono intrise le sue fibre costitutive, dall’altro la volontà dell’ispettore di entrare nella testa di Yves per costringerlo poi a ritornare alla realtà della stanza. Ci riuscirà e la confessione sincera offrirà una verità inimmaginabile.

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Teatro: Nostalgia di Dio di Lucia Calamaro

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Napoli Mercoledì 19 febbraio 2020, Teatro Nuovo via Montecalvario 16 (Inizio spettacoli ore 21.00 (mercoledì e giovedì), ore 18.30 (venerdì e domenica), ore 19.00 (sabato) E’ dell’uomo il pensiero, così come dell’uomo è l’azione. Ma quando il pensiero supera il confine dell’azione, la dimensione del pensare si rompe e penetra in uno spazio indefinito, là dove solo è Dio. E’ questa la matrice filosofica di Nostalgia di Dio, testo nato dalla penna di Lucia Calamaro, che firma anche la regia teatrale.
Autrice di un teatro di parola che nasce sulla scena e che richiede ai suoi attori di essere ‘atleti della parola’, capaci di affrontare temi universali attraverso storie personali, in Nostalgia di Dio Lucia Calamaro fa agire in una scena quattro protagonisti: una coppia scoppiata, un sacerdote e una donna amica di tutti che desidera con tutte le sue forze avere un figlio.In questo spettacolo, presentato da Teatro Stabile dell’Umbria/Teatro Metastasio, la Calamaro prova ad affrontare il rapporto con il senso del sacro, già evocato dal titolo. C’è l’immagine di un Dio bambino, che crea il mondo con l’onnipotenza dell’infanzia, ma anche con ingenuità, un Dio che non risponde alle preghiere perché letteralmente ancora infante, e che rintocca di protagonista in protagonista.Veniamo “proiettati” nella vita di quattro personaggi, Francesco, Alfredo, Cecilia e Simona, interpretati rispettivamente da Francesco Spaziani, Alfredo Angelici, Cecilia Di Giuli e Simona Senzacqua, e le loro poche, piccole, vicende quotidiane.In un giorno di quotidiana normalità sono attanagliati da dubbi esistenziali e affettivi che li porta a confrontarsi e a scontrarsi tra loro, in uno scambio di battute a tratti esilaranti, a tratti appassionati ed intensi.I quattro personaggi, legati da un’amicizia reticolare, accolgono e respingono il “palleggio” del dialogo, come la pallina sul campo da tennis. Rivolgono pensieri a se stessi liberandoli all’ascolto degli altri, senza quasi davvero cercare una risposta, ma confidando nella domanda come bacino primordiale di conoscenza.Questa volta, Lucia Calamaro si avventura a parlarci addirittura di Dio, con i suoi inconfondibili personaggi un po’ bizzarri, goffi, in difficoltà nella vita, nelle relazioni, negli affetti, nella vita sociale, che, in qualche modo, hanno conservato qualcosa d’infantile, svelandosi nei dialoghi serrati e raccontando le nostre fragilità interiori, decifrate con amorevole ironia. Nostalgia di Dio, quindi, ma anche nostalgia di casa, degli affetti, delle relazioni che resistono al tempo e alle crisi, o forse no, perché bisogna sempre fare i conti con le nevrosi, i fallimenti, le diverse aspettative.

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Musica e cabaret per la prima di Risollevante Cabaret Teatro 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 28 gennaio 2020

Bari Venerdì 31 gennaio al teatro Forma di Bari, Via Fanelli 206/1per la rassegna “Risollevante Cabaret Teatro 2020” organizzata dall’associazione culturale Sirio, il cui Presidente è Giovanni Tagliente, patron del Festival del Cabaret di Martina Franca, con la collaborazione dell’associazione culturale Echo Events, diretta da Donato Sasso, si esibiranno la band musicale Orchestra mancina e il comico Chicco Paglionico. La formazione, composta da Antonio Tinelli in voce e alla carra, Marcello De Felice alla batteria, Maurizio Cardone al trombone e alle percussioni, Giuseppe D’Amati alla chitarra elettrica, acustica e classica e al mandolino e Nicola Spera al basso, Ferdinando Filomeno al sax tenore e clarinetto e Piero Santoro alla fisarmonica, proporrò uno spettacolo musicale frizzante e coinvolgente basato su brani inediti e cover di canzoni famose, riproposte con un stile tutto nuovo che caratterizza il gruppo.
“Eseguiremo i brani del nostro ultimo lavoro discografico ‘Emusicon’ – ha affermato Tinelli, frontman del gruppo – pubblicato due anni fa e dove sono raccolti 7 brani inediti, alcune cover riarrangiate con il nostro stile e proporremo anche ‘Nella rete’ il nostro nuovo singolo”. Da Massafra, paese nel quale l’Orchestra mancina ha preso forma, grazie al proprio talento musica e alla grande capacità di coinvolgimento, hanno avuto modo di farsi apprezzare per tutta la Puglia e anche fuori regione. Ciò che contraddistingue questo gruppo è la capacità di eseguire famosi brani, in un modo totalmente diverso, da farsi sembrare nuovi all’orecchio. Questi, che spaziano da De Andrè a Mina, Da Lucio Battisti a Massimo Ranieri, sono riarrangiati da Maestri musicisti e riproposti in versione ska e reggae. Il risultato è uno spettacolo di costume, musica e divertimento. Particolarità dell’Orchestra mancina è suonare la loro musica realizzando un vero e proprio spettacolo dove ogni componente ha una sua figura.
“La parte teatrale è costituita dai costumi che indossiamo. Durante lo spettacolo ognuno di noi diventa un personaggio, quello che vuole rappresentare, in base a ciò che preferisce. Ad esempio a me piacciono molto l’Irlanda, la Scozia e in generale i paesi del nord. Quindi utilizzo un kilt e questa è la mia divisa.
Sul palco del teatro Forma, con i musicisti, ci sarà anche il comico Chicco Paglionico, che proporrà le sue divertenti disavventure da commesso Ikea, personaggio con il quale è stato presente nel cast di Zelig.

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Teatro: il Venditore di sigari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Roma dal 24 al 27 gennaio 2020 Spazio Diamante Via Prenestina 230B lunedì-venerdì h. 12:00/19:00, sabato h 14:00/19:00, domenica h 14:00/18:00 (Prezzo biglietti Intero € 18,00, Ridotto (Universitari, Under 30, Over 65, Residenti Municipio V) 15 euro
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21:00 – Domenica ore 17:00), Il venditore di sigari di Amos Kamil traduzione di Flavia Tolnay con la collaborazione di Alberto Oliva con Gaetano Callegaro e Francesco Paolo Cosenza regia Alberto Oliva scene e costumi Francesca Pedrotti – realizzazione scenografica Ahmad Shalabi disegno luci Fulvio Melli – direzione di Produzione Elisa Mondadori
durata dello spettacolo: 1 ora e 20 minuti.
Berlino 1947, ore sei e trenta. Nella Germania appena uscita dalla guerra, tutte le mattine alla stessa ora, due uomini si incontrano: un professore ebreo che vuole partire per fondare lo Stato di Israele e il proprietario di una tabaccheria, dall’aspetto tipicamente tedesco. Sono sopravvissuti alla tragedia che ha appena sconvolto e quasi annientato un popolo intero. Si attaccano, si rinfacciano colpe reciproche e recriminano sui torti subiti, fino a scoprire dolorosamente quanto gli obblighi della Storia possano condizionare il modo di agire dei singoli individui, quando, completamente soli, devono affrontare il proprio destino. Si gioca una partita in cui è impossibile giudicare vincitori e vinti, perché vittime e carnefici camminano su un piano sempre in bilico.
Nascere tedesco nel 1920 significava essere condannato a diventare un carnefice. Nascere ebreo nello stesso anno era la condanna ad essere una vittima. In entrambi i casi, la ribellione a questo destino poteva costare molto cara. A quali compromessi un essere umano, da solo, è disposto a scendere quando si trova sull’orlo dell’abisso? Lo spettacolo, partendo dalla questione ebraica in un momento cruciale della sua evoluzione, parla a tutti, perché tutti prima o poi siamo chiamati a fare i conti con la nostra identità e a scegliere i tempi e i modi della nostra partecipazione sociale.

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Teatro: Il motore di Roselena con Gea Martire

Posted by fidest press agency su domenica, 5 gennaio 2020

Roma 15 – 26 gennaio 2020 Via del Teatro Marcello, 4 Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro sarà in scena IL MOTORE DI ROSELENA, da un’idea di Gea Martire, drammaturgia di Antonio Pascale e Gea Martire. Protagonista una travolgente Gea Martire, diretta da Nadia Baldi. I costumi sono di Carlo Poggioli.
Storia in forma monologata dell’emancipazione di Roselena, nata e cresciuta dietro al Vesuvio. Il tono è tragicomico, come lei. Roselena è infiammata da una grande passione per le macchine. Una donna! C’è chi si sogna in abito da sposa, chi in tailleur manageriale, lei in tuta da pilota. L’importante nella vita è avere un motore e lei ce l’ha in testa come un chiodo fisso. Fin da piccola. Con molta meraviglia la madre si rende conto che il rumore dei motori delle macchine l’acquieta come nessuna ninna nanna e la mette di buon umore. Crescendo, il suo linguaggio dialettale, spesso sgrammaticato, colorito e poco forbito, diventa adeguato, calzante, perfetto se si ritrova a parlare di motori, carburatori, testate, pistoni, aerodinamicità. Le reazioni di chi la conosce passano dallo stupore alla perplessità allo scherno. Perché le persone intorno a lei sono fossi pieni d’acqua dentro i quali il suo motore si affoga. La bloccano, la mandano in avarìa. Ma Roselena sa aggiustare i motori scassati e truccarli a dovere, e ogni volta mette insieme i pezzi e riparte. Riuscirà ad arrivare alla meta e battere ogni record? O prenderà altre direzioni, condotta da quella macchina che tutti chiamano destino e che procede ignorando i nostri comandi? In ogni caso Roselena avrà vinto perché ha sfidato, combattuto e, di sicuro, non si è annoiata. Durata 1 ora e 20 minuti.

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Teatro: Last Minute

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Roma dal 14 al 19 gennaio 2020 via Podgora, 1 – P.zza Mazzini da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 17.30 BIGLIETTI: INTERO 15 € RIDOTTO 12 € (over 65, studenti, bambini, gruppi superiori a 10 persone). Dopo aver spaziato dalla comicità anglosassone a quella statunitense, la regista Emilia Miscio con Christian Cavallini, Daniele Di Luca, Dorinda Faustini, Jessica Ferro, Marco Gargiulo, Giulio Iaione, Cristiano Migali, Ezio Provaroni, Violetta Rogai, Emanuele Vircillo inaugura il 2020 al teatro San Genesio di Roma con un testo nostrano, Last Minute, di Adriano Bennicelli. Una commedia dolceamara, frizzante e al tempo stesso provocatoria, un viaggio fisico ed emotivo per dieci personaggi che non hanno nulla in comune tra loro, se non il fatto di trovarsi nello stesso momento nello stesso luogo. Un viaggio last minute in Thailandia si rivelerà un percorso all’interno di se stessi, tra ideali, sogni e frustrazioni: sessanta secondi per valutare la propria esistenza, prima di fare i conti con un evento inaspettato, da cui sarà impossibile fuggire. Tra divertimento e riflessione, Last Minute offre un finale imprevisto e molto significativo sulla condizione umana: nell’allestimento della compagnia Sogni di scena, la scenografia si fa essenziale, lasciando spazio alla musica e al disegno luci per evidenziare, con particolare cura e tocco emozionale, la parola e il sentimento dei personaggi. (Direttore di scena: Simona Borrazzo Fonica: Giorgia Caredda Scene: Giorgio Miscio Assistenti di Scena: P.Aluigi – L.Lopomo – M.Camedda Foto e Video: Riccardo dell’Era Ufficio Stampa: Chiara Bencivenga)

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Teatro: Lo cunto de li cunti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

Roma dal 3 al 6 gennaio venerdì ore 20.45, sabato ore 19, domenica e lunedì ore 18 Teatro di Documenti via Nicola Zabaglia, 42. E’ un’antica fiaba in “cartone animato”, da Lo cunto de li cunti. Trattenemiento de li peccerilledi Giambattista Basile. Versione teatrale di Vincenzo Longobardi. Con A. Ancona, G. Barbero, M. Barchiesi, D. Busini, M. Colucci, F. Di Bernardino, R. Gargiulo, R. Inserra, V. Longobardi, G. Masala, S. Marazzi, R. Moschella, C. Rossi, B.M. Salvati, M. Toscanelli, S. Venettoni. Prod. Il Camerino.
Da un antico libro di fiabe popolari, si anima una vicenda in cui le forze negative dell’inganno e dell’invidia, oggi ci fanno riflettere sulla immutata condizione dell’uomo. Un nutrito gruppo di attori guidato da una lettura registica intelligente e fantasiosa che richiama per ritmo e scansione delle immagini la forma tipica del cartone animato.

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Teatro: Nevrotika vol.1-2-3

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Roma dal 6 all’ 8 gennaio ore 21 al Teatro de’ Servi, Via del Mortaro 22 nell’ambito della Stagione Fuoriclasse dedicata alla drammaturgia contemporanea, Nevrotika vol.1-2-3, spettacolo scritto e diretto da Fabiana Fazio. Un piccolo ironico tuffo nell’inconsapevolezza, che ci rende vittima di noi stessi, delle nostre piccole o grandi nevrosi e del tempo in cui viviamo.Tre “appestate emozionali”, prese come esempio tra le altre. Tre donne affette, come altri, da quella “malattia” che si manifesta proprio nella convivenza sociale.Un vero catalogo in tre volumi in cui si racchiudono aspetti di alcune delle nevrosi contemporanee.C’è il prototipo di chi è dominata dalla paura, dubbiosa, iper vigile, paranoica, goffa… certa della propria scarsa intelligenza e del fatto che tutti la considerino una scema.C’è l’ipocondriaca – masochista che vive cercando malattie da attribuirsi sfogliando la sua enciclopedia medica. Affannata da sempre a sentirsi speciale e a farsi notare nei suoi tentativi di soffrire, sempre di più, agognando disperatamente alla meta della morte e pregustando la scena del suo funerale. E infine c’è, l’innamorata cronica, certa di essere l’unica in grado di saper amare, e di non essere, al contrario, “mai stata amata, proprio mai”. Ossessionata dalla ricerca di un partner, che sia “per sempre” (parola che in assoluto ama di più) è disposta a non considerare i segnali evidenti del rifiuto dell’altro pur di attaccarvisi come una calamita fino a raggiungere deliri paranoici. Ipercontrollo, perfezionismo, e una generosità verso l’altro, affatto richiesta. Rabbia inespressa… pronta ad esplodere! Una serie di vite disastrate, in cui non c’è spazio neanche per spunti di benessere e brevi attimi di serenità. Liberamente ispirato agli scritti dello psicologo e filosofo P. Watzlawick (Istruzioni per rendersi infelici) e a quelli dello psichiatra, psicologo e antropologo cileno, C. Naranjo (Caratttere e Nevrosi), lo spettacolo è frutto di una riflessione su quelle che sono le conseguenze che una società “sempre più malata” come la nostra può avere sui singoli individui. E se è vero che le nevrosi sono principalmente un “disturbo dell’adattamento”, “Nevrotika” si propone di attraversare, con uno sguardo ironico, tagliente ed esorcizzante, i vari aspetti di questo “moderno disagio”, con un lavoro che prevede varie successive tappe, al fine di creare un vero e proprio “catalogo completo” dei disadattati. Un lavoro in divenire, insomma che prova a enfatizzare e mettere alla berlina i meccanismi mentali che ci allontanano inconsapevolmente dalla felicità .BIGLIETTI: Intero: 18€, Ridotto: 15€, Under 35: 12€,

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Teatro: Tosca e altre due

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Roma Da martedì 7 fino a domenica 12 gennaio 2020, al Teatro Belli di Piazza di Sant’Apollonia, 11 in Trastevere, Dal martedì al sabato h. 21,00 – Domenica h, 17.30 Int. € 18,00 – Rid € 13,00 andrà in scena “Tosca e altre due”, con Cinzia Massironi e Elisabetta Spinelli, dirette da Raffaella Morelli. La storia, portata in scena per la prima volta al teatro Valle nel 1986, è ispirata dall’opera lirica “Tosca” di Giacomo Puccini. Franca Valeri, ha immaginato un’opera dentro l’opera, un ironico racconto, che si svolge nella portineria di Palazzo Farnese, fra la guardiana e la moglie del boia, mentre al piano nobile si consuma la tragedia della cantante Tosca e del suo amante, il pittore Cavaradossi. La regia di Raffaella Morelli, che decide di riportare in scena il testo, anche in occasione del prossimo centenario della Valeri, accompagna lo svolgimento dell’azione, sposando le istanze dei due personaggi e cercando di restituire alla storia tutta la sua umanità. Nei due ruoli di Emilia, la portinaia e di Iride, ex-attricetta di dubbi costumi, Cinzia Massironi e Elisabetta Spinelli, danno vita a una memorabile coppia di personaggi femminili, che in una scoppiettante alternanza di battute, richiama lo spirito della commedia dell’Arte. Lo spettacolo che si avvale dell’elegante e preziosa collaborazione della scenografa e costumista Lilia Rossi e delle raffinate luci di Alessio Pascale, sarà arricchito dal contributo delle video proiezioni di Tancredi Capucci, Emma Corazzi e Enrico Zaccheo, con l’amichevole partecipazione di Enzo Curcurù. Come molti sanno, la Tosca è l’opera lirica più famosa di Giacomo Puccini. Una storia d’amore e di morte che si consuma a Roma nel giugno del 1800, all’indomani del fallimento della Repubblica Romana di Napoleone, quando lo Stato Pontificio sostenuto dall’esercito borbonico, rastrella la città catturando i partigiani della Repubblica. In questo contesto, il pittore bonapartista Mario Cavaradossi e la sua amante Floria Tosca, incrociano Cesare Angelotti, patriota fuggito dalle carceri del Papa. Sulle
tracce del fuggiasco c’è però anche il capo della Polizia Pontificia, il barone Scarpia, anch’egli innamorato della bella Tosca che approfittando della situazione, non perde l’occasione per cercare di sedurla. L’opera drammatica finisce in tragedia, come ogni tragedia che si rispetti: muore il fuggiasco, muore il cattivo per mano della bella, muore il pittore e, dulcis in fundo, muore anche Tosca suicida. Una storia che conosciamo tutti, rappresentata centinaia di volte in tutto il mondo. Ma quella che molti non conoscono è la storia di “Tosca e altre due”. Il testo nasce dalla colta e raffinata comicità di Franca Valeri, che per un momento ha immaginato ciò che accadeva nella portineria di Palazzo Farnese, dove, nel corso di una lunga notte, facevano amicizia la custode Emilia e la Iride, moglie del boia. Una coppia sui generis che spia e origlia i piani alti dell’aristocrazia, dove la vicenda di Tosca andava assumendo sempre più toni tragici. In questo scenario le due donne parteggiano accanitamente, l’una per il cattivo barone Scarpia e l’altra per la sventurata Tosca.

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Teatro: Falstaff e il suo servo

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Roma dal 7 al 12 gennaio 2020 Teatro Argentina Largo Argentina 1 orari spettacoli: prima ore 21 martedì e venerdì ore 21 mercoledì e sabato ore 19 e giovedì e domenica ore 17. (Biglietti: intero 40 euro – ridotto 12 euro). Franco Branciaroli e Massimo De Francovich in coppia sul palcoscenico del Teatro Argentina diretti da Antonio Calenda in FALSTAFF E IL SUO SERVO, uno spettacolo dedicato al più tragicomico dei personaggi shakespeariani, non solo quale protagonista di uno dei suoi copioni, Le allegre comari di Windsor, ma anche per il suo ruolo nelle due parti di Enrico IV e la sua presenza/assenza ingombrante nell’Enrico V.Uomo di disperata vitalità, con il suo insistente ottimismo, Falstaff scombina il conflitto tra volontà e destino che attraversa tutti i testi di Shakespeare: e l’alter ego di ogni grande protagonista del suo teatro. Lo spettacolo trasferisce questo duello «nel cuore delle vicende di Falstaff, uomo che confonde i piaceri con la natura, la furbizia con il caso, mettendolo a confronto con un altro personaggio, un Servo che, come Iago, crede di poter manipolare la realtà o, come Puck, pensa di poter «mettere una cintura al mondo – così spiegano gli autori del testo Nicola Fano e lo stesso Calenda – Il conflitto tra i due, sempre giocato tra comicità e drammaticità, rievoca altre coppie celebri del canone shakespeariano (Lear e il suo Matto, Iago e Roderigo, Antonio e Shylock) e della letteratura teatrale (da Don Giovanni e Sganarello a Vladimiro ed Estragone)».L’eccezionale coppia di attori, Branciaroli-De Francovich, ripercorre gli ultimi giorni di vita del protagonista (subito prima della sua tragica morte nell’Enrico V) e racconta il catalogo delle beffe subite da questo eroe tragicomico fino all’epilogo drammatico: un teatro nel teatro nel quale il Servo assume il ruolo di regista demiurgo (tale era lo stesso Shakespeare, quando metteva in scena i suoi copioni con i Lord Chamberlain’s Men) e Falstaff quello di eroe tragicomico, biglia impazzita nel gioco della vita. Ne viene fuori un catalogo delle beffe (tutto il mondo è beffa, dirà lucidamente il Falstaff di Verdi/Boito) subite dal personaggio fino all’epilogo drammatico: la rottura con l’amico/allievo di sempre Enrico e l’abbandono in solitudine, lontano da quella guerra di Agincourt dove tutti gli altri – non lui – conquisteranno gloria eterna. In questa cavalcata nella propria vita, Falstaff avrà accanto i sodali che Shakespeare gli aveva assegnato: le comari di Windsor, l’Ostessa, ma anche i compagni di bevute Bardolph e Francis. Anzi, saranno proprio a issarlo su un grande cavallo dal quale egli cadrà definitivamente nella polvere, assecondando il piano terribile del Servo che, grazie a lui, cercherà di trasformarsi definitivamente in un padrone. Uno spettacolo comico e drammatico insieme: una cavalcata nelle atmosfere shakespeariane, rielaborate per un pubblico di oggi, in grado di cogliere l’eternità del duello tra Caso e Ragione.

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