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Rassegna domenicale del Teatro Superga nel Salone della Palazzina di Caccia di Stupinigi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

Si sposta nel Cortile d’Onore confermando i quattro appuntamenti in programma rinviati a causa dell’emergenza Coronavirus: “Don Pasquale” domenica 21 giugno, “I maghi di Oz” domenica 28 giugno, “My Fair Lady” domenica 5 luglio, “Hollywood Musical” domenica 12 luglio.Lirica e Musical a Corte sono incontri-spettacolo di natura divulgativa, con gli interpreti della STM – Scuola del Teatro Musicale di Novara, che analizzano gli aspetti testuali e musicali delle opere concentrandosi sulla trama e sui retroscena storici della composizione e proponendo l’ascolto guidato di alcuni dei brani salienti.
Si parte domenica 21 giugno con “Don Pasquale”, l’opera di Gaetano Donizetti che leggenda vuole sia stata composta in soli 11 giorni e racconta le vicende del vecchio e ricco Don Pasquale e del nipote Ernesto. Si prosegue, poi, con i tre appuntamenti dedicati al musical. “I Maghi di Oz” il 28 giugno: tutta la storia del musical in un’unica storia, quella di Oz. “I Maghi di Oz” è l’odissea di Dorothy e Bobo nel mondo di Oz raccolta nelle canzoni più belle che l’hanno resa popolare negli anni, da “Over the Rainbow” ai brani tratti dal famosissimo prequel “Wicked” di Stephen Schwartz, a quelle del film “The Wizard of Oz” del 2011. Il 5 luglio sarà la volta di “My Fair Lady”, il musical perfetto. Storia e retroscena del più britannico musical di Broadway di Loewe & Lerner del 1956, tratto da “Pigmalione” di Shaw, considerato il più raffinato esempio di narrazione in musica che colleziona alcune delle arie più amate del genere musical. Chiude, infine, il 12 luglio, “Hollywood Musical”, celebrazione del musical cinematografico: dal primo film sonoro “The Jazz Singer” ai film originali che si staccano dai successi di Broadway, da “Cappello a Cilindro” a “Cantando sotto la Pioggia” che diventeranno solo successivamente spettacoli teatrali; dai musical Disney ai classici contemporanei, come “Moulin Rouge”, “La La Land” e “The Greatest Showman”.Gli eventi si svolgeranno nel rispetto delle disposizioni sanitarie di sicurezzaLa rassegna è organizzata da Reverse Agency in collaborazione con STM – Scuola del Teatro Musicale di Novara e Fondazione Ordine Mauriziano
Il costo del biglietto sarà ridotto di 5 euro (25 euro intero; 20 euro ridotto), perché a causa delle restrizioni imposte per contrastare l’epidemia non è possibile abbinare al concerto l’aperitivo. I biglietti già acquistati saranno validi per le nuove date. Chi ha già acquistato il biglietto, inoltre, riceverà un voucher di 5 euro spendibile a detrazione per uno spettacolo della prossima stagione del Teatro Superga.I biglietti saranno acquistabili online prossimamente sul sito Ticketone.La biglietteria sarà aperta nei giorni di spettacolo dalle ore 18 alla Palazzina di Caccia di Stupinigi.

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Teatro di Roma: Nuovo sovrintendente

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

“Voglio rivolgere il mio augurio di buon lavoro al nuovo consiglio della Fondazione del Teatro dell’Opera e a Carlo Fuortes, riconfermato oggi alla guida dell’istituzione culturale tra le più prestigiose d’Italia e del mondo. Tanto più in questi giorni difficili, abbiamo bisogno che la cultura, l’essenza più profonda della nostra identità, sia tenuta viva, e continui a rappresentare il punto di riferimento per tutta la comunità. Tutto il mondo della cultura capitolina si è mobilitato in questi giorni per continuare a diffondere la bellezza e il valore dell’arte. Vogliamo dare continuità a questa missione e la conferma di Fuortes alla guida dell’Opera rappresenta una scelta proiettata nel futuro”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi commenta l’insediamento del nuovo consiglio della Fondazione Teatro dell’Opera e la riconferma di Carlo Fuortes come Sovrintendente. “Insieme a Fuortes, voglio ringraziare tutti coloro che compongono la famiglia del Teatro dell’Opera, le maestranze, i lavoratori, gli artisti, che danno lustro a questo straordinaria Istituzione e le hanno permesso di raggiungere enormi risultati. Una storia che continuerà più forte di prima”, conclude.

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Teatro: “Nozze di Coccio”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Roma dal 4 marzo al 5 aprile 2020 Orario spettacoli: merc. giov. ven. ore 21 – sab ore 17,30 e 21 – domenica ore 17,30 Teatro Tirso De Molina, via Tirso 89 Un duo da record Pablo e Pedro, coppia storica della comicità italiana, che festeggia quest’anno 25 anni di carriera. Un sodalizio costellato di successi dalla tv, al teatro, al cinema. Grandi amici anche nella vita, Fabrizio Nardi e Nico Di Renzo, propongono un nuovo spettacolo intitolato, non a caso, “Nozze di Coccio”, in scena dal 4 marzo al 5 aprile al Teatro Tirso de Molina con Francesca Nunzi e Carlotta Rondana. Sul palco anche Enrico Ottaviano e Marco Todisco. Divertente e ricco di colpi di scena lo spettacolo dispensa una straordinaria ondata di buonumore grazie alla bravura dei suoi protagonisti, al ritmo incalzante e all’alternarsi della giusta dose di ironia e tecnica teatrale. La storia ruota, appunto, attorno all’annuncio di possibili nozze che scatenano una serie di reazioni inaspettate e rischiano di mandare a monte una consolidata amicizia. Ma sarà davvero così oppure i personaggi di questo intreccio riusciranno a regalare al pubblico il classico lieto fine con un finale da favola? Per scoprirlo tutti al teatro Tirso dal 4 marzo al 5 aprile per una commedia imperdibile per la prima di una serie di tappe in giro per l’Italia.

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Nasce la nuova compagnia “Figli di Medea”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 febbraio 2020

Nasce ufficialmente FIGLI DI MEDEA, la giovane Compagnia Teatrale attiva su territorio romano e nazionale nata dall’incontro di cinque artisti alla ricerca di un pubblico a cui raccontare il mondo con passione e follia.
I membri della Compagnia, Susanna Laurenti, Benedetta Russo, Enrico Torzillo, Riccardo Viola e Pietro Maria Virdis si incontrano nel 2016 all’interno degli storici locali del Teatro dell’Orologio di Via de’Filippini a Roma, dove comincia la loro storia comune di andata in scena. In questi anni, infatti, partecipano a tutte le produzioni della Compagnia del Teatro dell’Orologio (di cui fanno tutt’ora parte), mettendo in scena i classici senza tempo (Shakespeare, Plauto, Dickens…) raccontati con estro e magia al pubblico, in assetti teatrali, itineranti e immersivi per la regia di Leonardo Ferrari Carissimi.
Si affermano, inoltre, singolarmente, in diverse realtà artistiche italiane, calcando diversi importanti palchi del territorio.
Cinque amici fraterni, cinque forti individualità, cinque vite in comune, un’unica passione: la bottega del palcoscenico!
Cinque artisti più diversi che mai, stereotipi irriverenti e canoni classici della Commedia dell’Arte; singolarmente impegnati, oltre che nella recitazione, nei campi della drammaturgia, della regia, della musica e della danza. Innamorati della tradizione e della sperimentazione.
Reduci da grandi successi di pubblico per la loro prima produzione autonoma “Io non sono come Moira” (che ha debuttato a Roma lo scorso Novembre), i giovani artisti provenienti dal Teatro dell’Orologio creano oggi “Figli di Medea”, una compagnia giovane con l’intento di sperimentare e far valere la tradizione del teatro di bottega in un’epoca così lontana dagli antichi odori delle sale teatrali. A sostenere i giovani attori (figli del Teatro dell’Orologio e della sua produzione) un team di esperti del settore giovani e fiduciosi verso i giovani: l’ottima fotografa di scena Manuela Giusto, Federico Baciocchi all’apparato scenografico, Tommaso Laurenti alla grafica e comunicazione, restando perennemente alla ricerca di capitale umano fresco con cui confrontarsi e lavorare.
Giovani, fragili, attenti, traditi, attentati, traditori, innamorati, illusi, pazzi, orfani e divertiti, come i fantasmi di quei bambini ricoperti da un’oscura fama, i Figli di Medea vogliono commuovervi, divertirvi e spaventarvi.
Il primo appuntamento in scena è fissato per i prossimi 13,14,15 Marzo a Teatro Studio Uno con “Io non sono come Moira”, diretto da Susanna Laurenti e Riccardo Viola, di nuovo in scena dopo il successo dello scorso Novembre, la storia di Andrea, giovane metrosessuale e del viaggio all’interno del suo passato; da non perdere, poi, il debutto di “Tingeltangel”, testo inedito sull’omonima opera di Karl Valentin diretto da Enrico Torzillo in scena a Roma i prossimi 29,30,31 Maggio al Teatro Basilica e poi in giro per l’Italia.

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Teatro: “Satellite of Love – La teca”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Roma venerdì 21 a domenica 23 febbraio 2020 all’OFF/OFF Theatre via Giulia 19 va in scena “Satellite of Love – La teca”, commedia scritta dall’autrice Anne-Riitta Ciccone, che indaga sugli equilibri che regolano le relazioni tra gli esseri umani, come fossero pianeti di un unico sistema solare in cui, anche l’intervento di un piccolissimo meteorite, può generare un’incontrovertibile reazione a catena.Il testo, interpretato da giovani attori neo-diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia, Maria Vittoria Casarotti Todeschini, Gianvincenzo Pugliese, Giorgia Spinelli e Gabriele Stella, è diretto dal regista Lorenzo d’Amico De Carvalho che di nuovo insieme a Ciccone, torna in Via Giulia per confermare il successo riscontrato nella passata stagione con la pièce “La Pacchia è Finita”.
In “Satellite of Love” ci sono due persone che si amano. Una sera sono un uomo ed una donna, una sera due uomini, una sera due donne: venerdì 21 ore 21 in scena Giorgia Spinelli e Maria Vittoria Casarotti Todeschini, sabato 22 ore 17 Gianvincenzo Pugliese e Giorgia Spinelli, sabato 22 ore 21 Maria Vittoria Casarotti Todeschini e Gabriele Stella, domenica 23 ore 17 Gabriele Stella e Gianvincenzo Pugliese. Il testo è il medesimo, non cambia una virgola. Le situazioni della vita quotidiana, del sesso, i dialoghi, identici. Perché, contrariamente a quello che vogliono farci credere non cambia assolutamente nulla in un rapporto in cui due persone sono attratte dalla forza di gravità dell’amore, dal magnetismo della chimica.
Ma in ogni situazione, quale essa sia, ciò che rischia di creare una reazione a catena che porta alla distruzione è la caduta dell’equilibrio. Chi è la vittima e chi il carnefice se uno dei due chiude l’altro nella teca del suo totale e incondizionato amore? Chi è davvero a tenere le redini se uno dei due è su un piedistallo? L’amore tra chi si immola per l’altro e l’altro che ne diventa quindi il Re non può che essere una gabbia perché nessuno dei due può più fare a meno dell’altro, perché c’è qualcosa di orribilmente vero e spaventoso nell’espressione “se per tutto il mondo sei nessuno, per qualcuno sei tutto il mondo”. Se questo mondo esce dall’orbita del senso comune, se le porte della gabbia si chiudono intorno a due persone che si dicono “Ti amo” come il ringhio di un animale in cattività, prigionieri di una reciproca dipendenza non cambia nulla in chi siano i protagonisti. O forse anche un gioco al massacro tra l’oggetto di culto e il suo adoratore è comunque e sempre una forma d’amore e l’esplosione di una stella nana è comunque e sempre un bellissimo spettacolo.

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Teatro: “In casa con Claude” di Renèe Danìel Dobois

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Napoli giovedì 20 febbraio alle ore 20,30, con repliche venerdì 21 e sabato 22 febbraio alle ore 20.30 e domenica 23 febbraio alle ore 18 (Biglietti: intero 15 euro, ridotto 12 euro, under 35 10 euro) Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo (via Concezione a Montecalvario, 34) adattamento e regia Giuseppe Bucci, diretto da Laura Angiulli in scena Ettore Nigro, nel ruolo dell’investigatore, e Mario Autore che veste i panni dell’assassino. Lo spettacolo è prodotto da Piccola Città Teatro, progetto #quartiereospiti, con i costumi di Teresa Acone, le scene di Filippo Stasi, le musiche di Jo Coda e la grafica di Claudia Scuro. Si tratta di un thriller psicologico sui temi dell’emarginazione e del pregiudizio.Cosa scatta nella mente di una persona che, in modo autonomo, si dichiara colpevole dell’omicidio commesso, pur se consapevole che mai sarebbe stato indagato dalla polizia? Cosa porta un giovane marchettaro a ricattare un giudice e usare la stampa per tenere sotto scacco il sistema giudiziario, riuscendo così ad evitare la galera? Un ispettore, stremato dal lungo interrogatorio che va avanti già da trentasei ore, scandaglia ogni parola, gesto, sussulto dell’assassino per far venire alla luce le motivazioni che l’hanno spinto all’insano gesto. Yves è un ragazzo che si prostituisce, la sua più che una scelta è una dipendenza. Vive di notte, gira per i locali alla ricerca di clienti, è disincantato e indurito, convinto di essere incapace di sostenere un rapporto d’amore. Lo ritroviamo stremato, nella stanza di un ispettore al Palazzo di Giustizia, da oltre trentasei ore sta subendo un interrogatorio massacrante al quale si è sottoposto volontariamente, dichiarandosi colpevole di un omicidio che sembra non avere movente. L’unico ipotizzabile, anche per l’ispettore che lo ha davanti da ore e ore, è l’incapacità di intendere e di volere, per droga o per follia, eppure il giovane non mostra alcun segno che possa avvalorare la tesi.Ecco dunque il confronto-scontro tra l’ispettore di polizia, apparentemente rigido ma profondamente umano, che vive l’interrogatorio come una sfida personale; e Yves, esausto, spaesato e pronto a battersi come una belva. Nella mia visione l’assassino sfugge alle domande con veri e propri tilt della mente, che lo riportano alla sua vita “normale”, fatta di discoteche, droghe e prostituzione. Il giovane si batte fino alla fine pur di non rivelare, né all’ispettore né a se stesso, il motivo di un gesto così assurdo. L’interrogatorio subisce quindi un’oscillazione costante: da un lato il manifestarsi dell’immaginario del giovane di cui sono intrise le sue fibre costitutive, dall’altro la volontà dell’ispettore di entrare nella testa di Yves per costringerlo poi a ritornare alla realtà della stanza. Ci riuscirà e la confessione sincera offrirà una verità inimmaginabile.

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Teatro: Nostalgia di Dio di Lucia Calamaro

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Napoli Mercoledì 19 febbraio 2020, Teatro Nuovo via Montecalvario 16 (Inizio spettacoli ore 21.00 (mercoledì e giovedì), ore 18.30 (venerdì e domenica), ore 19.00 (sabato) E’ dell’uomo il pensiero, così come dell’uomo è l’azione. Ma quando il pensiero supera il confine dell’azione, la dimensione del pensare si rompe e penetra in uno spazio indefinito, là dove solo è Dio. E’ questa la matrice filosofica di Nostalgia di Dio, testo nato dalla penna di Lucia Calamaro, che firma anche la regia teatrale.
Autrice di un teatro di parola che nasce sulla scena e che richiede ai suoi attori di essere ‘atleti della parola’, capaci di affrontare temi universali attraverso storie personali, in Nostalgia di Dio Lucia Calamaro fa agire in una scena quattro protagonisti: una coppia scoppiata, un sacerdote e una donna amica di tutti che desidera con tutte le sue forze avere un figlio.In questo spettacolo, presentato da Teatro Stabile dell’Umbria/Teatro Metastasio, la Calamaro prova ad affrontare il rapporto con il senso del sacro, già evocato dal titolo. C’è l’immagine di un Dio bambino, che crea il mondo con l’onnipotenza dell’infanzia, ma anche con ingenuità, un Dio che non risponde alle preghiere perché letteralmente ancora infante, e che rintocca di protagonista in protagonista.Veniamo “proiettati” nella vita di quattro personaggi, Francesco, Alfredo, Cecilia e Simona, interpretati rispettivamente da Francesco Spaziani, Alfredo Angelici, Cecilia Di Giuli e Simona Senzacqua, e le loro poche, piccole, vicende quotidiane.In un giorno di quotidiana normalità sono attanagliati da dubbi esistenziali e affettivi che li porta a confrontarsi e a scontrarsi tra loro, in uno scambio di battute a tratti esilaranti, a tratti appassionati ed intensi.I quattro personaggi, legati da un’amicizia reticolare, accolgono e respingono il “palleggio” del dialogo, come la pallina sul campo da tennis. Rivolgono pensieri a se stessi liberandoli all’ascolto degli altri, senza quasi davvero cercare una risposta, ma confidando nella domanda come bacino primordiale di conoscenza.Questa volta, Lucia Calamaro si avventura a parlarci addirittura di Dio, con i suoi inconfondibili personaggi un po’ bizzarri, goffi, in difficoltà nella vita, nelle relazioni, negli affetti, nella vita sociale, che, in qualche modo, hanno conservato qualcosa d’infantile, svelandosi nei dialoghi serrati e raccontando le nostre fragilità interiori, decifrate con amorevole ironia. Nostalgia di Dio, quindi, ma anche nostalgia di casa, degli affetti, delle relazioni che resistono al tempo e alle crisi, o forse no, perché bisogna sempre fare i conti con le nevrosi, i fallimenti, le diverse aspettative.

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Musica e cabaret per la prima di Risollevante Cabaret Teatro 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 28 gennaio 2020

Bari Venerdì 31 gennaio al teatro Forma di Bari, Via Fanelli 206/1per la rassegna “Risollevante Cabaret Teatro 2020” organizzata dall’associazione culturale Sirio, il cui Presidente è Giovanni Tagliente, patron del Festival del Cabaret di Martina Franca, con la collaborazione dell’associazione culturale Echo Events, diretta da Donato Sasso, si esibiranno la band musicale Orchestra mancina e il comico Chicco Paglionico. La formazione, composta da Antonio Tinelli in voce e alla carra, Marcello De Felice alla batteria, Maurizio Cardone al trombone e alle percussioni, Giuseppe D’Amati alla chitarra elettrica, acustica e classica e al mandolino e Nicola Spera al basso, Ferdinando Filomeno al sax tenore e clarinetto e Piero Santoro alla fisarmonica, proporrò uno spettacolo musicale frizzante e coinvolgente basato su brani inediti e cover di canzoni famose, riproposte con un stile tutto nuovo che caratterizza il gruppo.
“Eseguiremo i brani del nostro ultimo lavoro discografico ‘Emusicon’ – ha affermato Tinelli, frontman del gruppo – pubblicato due anni fa e dove sono raccolti 7 brani inediti, alcune cover riarrangiate con il nostro stile e proporremo anche ‘Nella rete’ il nostro nuovo singolo”. Da Massafra, paese nel quale l’Orchestra mancina ha preso forma, grazie al proprio talento musica e alla grande capacità di coinvolgimento, hanno avuto modo di farsi apprezzare per tutta la Puglia e anche fuori regione. Ciò che contraddistingue questo gruppo è la capacità di eseguire famosi brani, in un modo totalmente diverso, da farsi sembrare nuovi all’orecchio. Questi, che spaziano da De Andrè a Mina, Da Lucio Battisti a Massimo Ranieri, sono riarrangiati da Maestri musicisti e riproposti in versione ska e reggae. Il risultato è uno spettacolo di costume, musica e divertimento. Particolarità dell’Orchestra mancina è suonare la loro musica realizzando un vero e proprio spettacolo dove ogni componente ha una sua figura.
“La parte teatrale è costituita dai costumi che indossiamo. Durante lo spettacolo ognuno di noi diventa un personaggio, quello che vuole rappresentare, in base a ciò che preferisce. Ad esempio a me piacciono molto l’Irlanda, la Scozia e in generale i paesi del nord. Quindi utilizzo un kilt e questa è la mia divisa.
Sul palco del teatro Forma, con i musicisti, ci sarà anche il comico Chicco Paglionico, che proporrà le sue divertenti disavventure da commesso Ikea, personaggio con il quale è stato presente nel cast di Zelig.

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Teatro: il Venditore di sigari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Roma dal 24 al 27 gennaio 2020 Spazio Diamante Via Prenestina 230B lunedì-venerdì h. 12:00/19:00, sabato h 14:00/19:00, domenica h 14:00/18:00 (Prezzo biglietti Intero € 18,00, Ridotto (Universitari, Under 30, Over 65, Residenti Municipio V) 15 euro
Orario Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21:00 – Domenica ore 17:00), Il venditore di sigari di Amos Kamil traduzione di Flavia Tolnay con la collaborazione di Alberto Oliva con Gaetano Callegaro e Francesco Paolo Cosenza regia Alberto Oliva scene e costumi Francesca Pedrotti – realizzazione scenografica Ahmad Shalabi disegno luci Fulvio Melli – direzione di Produzione Elisa Mondadori
durata dello spettacolo: 1 ora e 20 minuti.
Berlino 1947, ore sei e trenta. Nella Germania appena uscita dalla guerra, tutte le mattine alla stessa ora, due uomini si incontrano: un professore ebreo che vuole partire per fondare lo Stato di Israele e il proprietario di una tabaccheria, dall’aspetto tipicamente tedesco. Sono sopravvissuti alla tragedia che ha appena sconvolto e quasi annientato un popolo intero. Si attaccano, si rinfacciano colpe reciproche e recriminano sui torti subiti, fino a scoprire dolorosamente quanto gli obblighi della Storia possano condizionare il modo di agire dei singoli individui, quando, completamente soli, devono affrontare il proprio destino. Si gioca una partita in cui è impossibile giudicare vincitori e vinti, perché vittime e carnefici camminano su un piano sempre in bilico.
Nascere tedesco nel 1920 significava essere condannato a diventare un carnefice. Nascere ebreo nello stesso anno era la condanna ad essere una vittima. In entrambi i casi, la ribellione a questo destino poteva costare molto cara. A quali compromessi un essere umano, da solo, è disposto a scendere quando si trova sull’orlo dell’abisso? Lo spettacolo, partendo dalla questione ebraica in un momento cruciale della sua evoluzione, parla a tutti, perché tutti prima o poi siamo chiamati a fare i conti con la nostra identità e a scegliere i tempi e i modi della nostra partecipazione sociale.

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Teatro: Il motore di Roselena con Gea Martire

Posted by fidest press agency su domenica, 5 gennaio 2020

Roma 15 – 26 gennaio 2020 Via del Teatro Marcello, 4 Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro sarà in scena IL MOTORE DI ROSELENA, da un’idea di Gea Martire, drammaturgia di Antonio Pascale e Gea Martire. Protagonista una travolgente Gea Martire, diretta da Nadia Baldi. I costumi sono di Carlo Poggioli.
Storia in forma monologata dell’emancipazione di Roselena, nata e cresciuta dietro al Vesuvio. Il tono è tragicomico, come lei. Roselena è infiammata da una grande passione per le macchine. Una donna! C’è chi si sogna in abito da sposa, chi in tailleur manageriale, lei in tuta da pilota. L’importante nella vita è avere un motore e lei ce l’ha in testa come un chiodo fisso. Fin da piccola. Con molta meraviglia la madre si rende conto che il rumore dei motori delle macchine l’acquieta come nessuna ninna nanna e la mette di buon umore. Crescendo, il suo linguaggio dialettale, spesso sgrammaticato, colorito e poco forbito, diventa adeguato, calzante, perfetto se si ritrova a parlare di motori, carburatori, testate, pistoni, aerodinamicità. Le reazioni di chi la conosce passano dallo stupore alla perplessità allo scherno. Perché le persone intorno a lei sono fossi pieni d’acqua dentro i quali il suo motore si affoga. La bloccano, la mandano in avarìa. Ma Roselena sa aggiustare i motori scassati e truccarli a dovere, e ogni volta mette insieme i pezzi e riparte. Riuscirà ad arrivare alla meta e battere ogni record? O prenderà altre direzioni, condotta da quella macchina che tutti chiamano destino e che procede ignorando i nostri comandi? In ogni caso Roselena avrà vinto perché ha sfidato, combattuto e, di sicuro, non si è annoiata. Durata 1 ora e 20 minuti.

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Teatro: Last Minute

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Roma dal 14 al 19 gennaio 2020 via Podgora, 1 – P.zza Mazzini da martedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 17.30 BIGLIETTI: INTERO 15 € RIDOTTO 12 € (over 65, studenti, bambini, gruppi superiori a 10 persone). Dopo aver spaziato dalla comicità anglosassone a quella statunitense, la regista Emilia Miscio con Christian Cavallini, Daniele Di Luca, Dorinda Faustini, Jessica Ferro, Marco Gargiulo, Giulio Iaione, Cristiano Migali, Ezio Provaroni, Violetta Rogai, Emanuele Vircillo inaugura il 2020 al teatro San Genesio di Roma con un testo nostrano, Last Minute, di Adriano Bennicelli. Una commedia dolceamara, frizzante e al tempo stesso provocatoria, un viaggio fisico ed emotivo per dieci personaggi che non hanno nulla in comune tra loro, se non il fatto di trovarsi nello stesso momento nello stesso luogo. Un viaggio last minute in Thailandia si rivelerà un percorso all’interno di se stessi, tra ideali, sogni e frustrazioni: sessanta secondi per valutare la propria esistenza, prima di fare i conti con un evento inaspettato, da cui sarà impossibile fuggire. Tra divertimento e riflessione, Last Minute offre un finale imprevisto e molto significativo sulla condizione umana: nell’allestimento della compagnia Sogni di scena, la scenografia si fa essenziale, lasciando spazio alla musica e al disegno luci per evidenziare, con particolare cura e tocco emozionale, la parola e il sentimento dei personaggi. (Direttore di scena: Simona Borrazzo Fonica: Giorgia Caredda Scene: Giorgio Miscio Assistenti di Scena: P.Aluigi – L.Lopomo – M.Camedda Foto e Video: Riccardo dell’Era Ufficio Stampa: Chiara Bencivenga)

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Teatro: Lo cunto de li cunti

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

Roma dal 3 al 6 gennaio venerdì ore 20.45, sabato ore 19, domenica e lunedì ore 18 Teatro di Documenti via Nicola Zabaglia, 42. E’ un’antica fiaba in “cartone animato”, da Lo cunto de li cunti. Trattenemiento de li peccerilledi Giambattista Basile. Versione teatrale di Vincenzo Longobardi. Con A. Ancona, G. Barbero, M. Barchiesi, D. Busini, M. Colucci, F. Di Bernardino, R. Gargiulo, R. Inserra, V. Longobardi, G. Masala, S. Marazzi, R. Moschella, C. Rossi, B.M. Salvati, M. Toscanelli, S. Venettoni. Prod. Il Camerino.
Da un antico libro di fiabe popolari, si anima una vicenda in cui le forze negative dell’inganno e dell’invidia, oggi ci fanno riflettere sulla immutata condizione dell’uomo. Un nutrito gruppo di attori guidato da una lettura registica intelligente e fantasiosa che richiama per ritmo e scansione delle immagini la forma tipica del cartone animato.

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Teatro: Nevrotika vol.1-2-3

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Roma dal 6 all’ 8 gennaio ore 21 al Teatro de’ Servi, Via del Mortaro 22 nell’ambito della Stagione Fuoriclasse dedicata alla drammaturgia contemporanea, Nevrotika vol.1-2-3, spettacolo scritto e diretto da Fabiana Fazio. Un piccolo ironico tuffo nell’inconsapevolezza, che ci rende vittima di noi stessi, delle nostre piccole o grandi nevrosi e del tempo in cui viviamo.Tre “appestate emozionali”, prese come esempio tra le altre. Tre donne affette, come altri, da quella “malattia” che si manifesta proprio nella convivenza sociale.Un vero catalogo in tre volumi in cui si racchiudono aspetti di alcune delle nevrosi contemporanee.C’è il prototipo di chi è dominata dalla paura, dubbiosa, iper vigile, paranoica, goffa… certa della propria scarsa intelligenza e del fatto che tutti la considerino una scema.C’è l’ipocondriaca – masochista che vive cercando malattie da attribuirsi sfogliando la sua enciclopedia medica. Affannata da sempre a sentirsi speciale e a farsi notare nei suoi tentativi di soffrire, sempre di più, agognando disperatamente alla meta della morte e pregustando la scena del suo funerale. E infine c’è, l’innamorata cronica, certa di essere l’unica in grado di saper amare, e di non essere, al contrario, “mai stata amata, proprio mai”. Ossessionata dalla ricerca di un partner, che sia “per sempre” (parola che in assoluto ama di più) è disposta a non considerare i segnali evidenti del rifiuto dell’altro pur di attaccarvisi come una calamita fino a raggiungere deliri paranoici. Ipercontrollo, perfezionismo, e una generosità verso l’altro, affatto richiesta. Rabbia inespressa… pronta ad esplodere! Una serie di vite disastrate, in cui non c’è spazio neanche per spunti di benessere e brevi attimi di serenità. Liberamente ispirato agli scritti dello psicologo e filosofo P. Watzlawick (Istruzioni per rendersi infelici) e a quelli dello psichiatra, psicologo e antropologo cileno, C. Naranjo (Caratttere e Nevrosi), lo spettacolo è frutto di una riflessione su quelle che sono le conseguenze che una società “sempre più malata” come la nostra può avere sui singoli individui. E se è vero che le nevrosi sono principalmente un “disturbo dell’adattamento”, “Nevrotika” si propone di attraversare, con uno sguardo ironico, tagliente ed esorcizzante, i vari aspetti di questo “moderno disagio”, con un lavoro che prevede varie successive tappe, al fine di creare un vero e proprio “catalogo completo” dei disadattati. Un lavoro in divenire, insomma che prova a enfatizzare e mettere alla berlina i meccanismi mentali che ci allontanano inconsapevolmente dalla felicità .BIGLIETTI: Intero: 18€, Ridotto: 15€, Under 35: 12€,

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Teatro: Tosca e altre due

Posted by fidest press agency su domenica, 29 dicembre 2019

Roma Da martedì 7 fino a domenica 12 gennaio 2020, al Teatro Belli di Piazza di Sant’Apollonia, 11 in Trastevere, Dal martedì al sabato h. 21,00 – Domenica h, 17.30 Int. € 18,00 – Rid € 13,00 andrà in scena “Tosca e altre due”, con Cinzia Massironi e Elisabetta Spinelli, dirette da Raffaella Morelli. La storia, portata in scena per la prima volta al teatro Valle nel 1986, è ispirata dall’opera lirica “Tosca” di Giacomo Puccini. Franca Valeri, ha immaginato un’opera dentro l’opera, un ironico racconto, che si svolge nella portineria di Palazzo Farnese, fra la guardiana e la moglie del boia, mentre al piano nobile si consuma la tragedia della cantante Tosca e del suo amante, il pittore Cavaradossi. La regia di Raffaella Morelli, che decide di riportare in scena il testo, anche in occasione del prossimo centenario della Valeri, accompagna lo svolgimento dell’azione, sposando le istanze dei due personaggi e cercando di restituire alla storia tutta la sua umanità. Nei due ruoli di Emilia, la portinaia e di Iride, ex-attricetta di dubbi costumi, Cinzia Massironi e Elisabetta Spinelli, danno vita a una memorabile coppia di personaggi femminili, che in una scoppiettante alternanza di battute, richiama lo spirito della commedia dell’Arte. Lo spettacolo che si avvale dell’elegante e preziosa collaborazione della scenografa e costumista Lilia Rossi e delle raffinate luci di Alessio Pascale, sarà arricchito dal contributo delle video proiezioni di Tancredi Capucci, Emma Corazzi e Enrico Zaccheo, con l’amichevole partecipazione di Enzo Curcurù. Come molti sanno, la Tosca è l’opera lirica più famosa di Giacomo Puccini. Una storia d’amore e di morte che si consuma a Roma nel giugno del 1800, all’indomani del fallimento della Repubblica Romana di Napoleone, quando lo Stato Pontificio sostenuto dall’esercito borbonico, rastrella la città catturando i partigiani della Repubblica. In questo contesto, il pittore bonapartista Mario Cavaradossi e la sua amante Floria Tosca, incrociano Cesare Angelotti, patriota fuggito dalle carceri del Papa. Sulle
tracce del fuggiasco c’è però anche il capo della Polizia Pontificia, il barone Scarpia, anch’egli innamorato della bella Tosca che approfittando della situazione, non perde l’occasione per cercare di sedurla. L’opera drammatica finisce in tragedia, come ogni tragedia che si rispetti: muore il fuggiasco, muore il cattivo per mano della bella, muore il pittore e, dulcis in fundo, muore anche Tosca suicida. Una storia che conosciamo tutti, rappresentata centinaia di volte in tutto il mondo. Ma quella che molti non conoscono è la storia di “Tosca e altre due”. Il testo nasce dalla colta e raffinata comicità di Franca Valeri, che per un momento ha immaginato ciò che accadeva nella portineria di Palazzo Farnese, dove, nel corso di una lunga notte, facevano amicizia la custode Emilia e la Iride, moglie del boia. Una coppia sui generis che spia e origlia i piani alti dell’aristocrazia, dove la vicenda di Tosca andava assumendo sempre più toni tragici. In questo scenario le due donne parteggiano accanitamente, l’una per il cattivo barone Scarpia e l’altra per la sventurata Tosca.

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Teatro: Falstaff e il suo servo

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Roma dal 7 al 12 gennaio 2020 Teatro Argentina Largo Argentina 1 orari spettacoli: prima ore 21 martedì e venerdì ore 21 mercoledì e sabato ore 19 e giovedì e domenica ore 17. (Biglietti: intero 40 euro – ridotto 12 euro). Franco Branciaroli e Massimo De Francovich in coppia sul palcoscenico del Teatro Argentina diretti da Antonio Calenda in FALSTAFF E IL SUO SERVO, uno spettacolo dedicato al più tragicomico dei personaggi shakespeariani, non solo quale protagonista di uno dei suoi copioni, Le allegre comari di Windsor, ma anche per il suo ruolo nelle due parti di Enrico IV e la sua presenza/assenza ingombrante nell’Enrico V.Uomo di disperata vitalità, con il suo insistente ottimismo, Falstaff scombina il conflitto tra volontà e destino che attraversa tutti i testi di Shakespeare: e l’alter ego di ogni grande protagonista del suo teatro. Lo spettacolo trasferisce questo duello «nel cuore delle vicende di Falstaff, uomo che confonde i piaceri con la natura, la furbizia con il caso, mettendolo a confronto con un altro personaggio, un Servo che, come Iago, crede di poter manipolare la realtà o, come Puck, pensa di poter «mettere una cintura al mondo – così spiegano gli autori del testo Nicola Fano e lo stesso Calenda – Il conflitto tra i due, sempre giocato tra comicità e drammaticità, rievoca altre coppie celebri del canone shakespeariano (Lear e il suo Matto, Iago e Roderigo, Antonio e Shylock) e della letteratura teatrale (da Don Giovanni e Sganarello a Vladimiro ed Estragone)».L’eccezionale coppia di attori, Branciaroli-De Francovich, ripercorre gli ultimi giorni di vita del protagonista (subito prima della sua tragica morte nell’Enrico V) e racconta il catalogo delle beffe subite da questo eroe tragicomico fino all’epilogo drammatico: un teatro nel teatro nel quale il Servo assume il ruolo di regista demiurgo (tale era lo stesso Shakespeare, quando metteva in scena i suoi copioni con i Lord Chamberlain’s Men) e Falstaff quello di eroe tragicomico, biglia impazzita nel gioco della vita. Ne viene fuori un catalogo delle beffe (tutto il mondo è beffa, dirà lucidamente il Falstaff di Verdi/Boito) subite dal personaggio fino all’epilogo drammatico: la rottura con l’amico/allievo di sempre Enrico e l’abbandono in solitudine, lontano da quella guerra di Agincourt dove tutti gli altri – non lui – conquisteranno gloria eterna. In questa cavalcata nella propria vita, Falstaff avrà accanto i sodali che Shakespeare gli aveva assegnato: le comari di Windsor, l’Ostessa, ma anche i compagni di bevute Bardolph e Francis. Anzi, saranno proprio a issarlo su un grande cavallo dal quale egli cadrà definitivamente nella polvere, assecondando il piano terribile del Servo che, grazie a lui, cercherà di trasformarsi definitivamente in un padrone. Uno spettacolo comico e drammatico insieme: una cavalcata nelle atmosfere shakespeariane, rielaborate per un pubblico di oggi, in grado di cogliere l’eternità del duello tra Caso e Ragione.

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Allie Esiri: Un anno con Shakespeare

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

William Shakespeare scrisse almeno trentasette componimenti teatrali, centocinquantaquattro sonetti e un paio di poemetti. A quattro secoli di distanza dalla sua scomparsa, la sua imponente opera continua a parlare in modo diverso a ogni nuova generazione, motivo per cui la sua poesia non è mai fuori luogo, in nessuna epoca. Questa preziosa antologia offre una selezione unica dei suoi capolavori, proponendo un estratto per ogni giorno dell’anno e dando voce non solo ai personaggi e ai brani più noti e più amati, ma anche alle opere meno conosciute, come i poemetti che in epoca elisabettiana furono dei bestseller, ma di cui forse in pochi hanno sentito parlare.
Ogni brano citato, corredato da un commento di Allie Esiri, offre la possibilità di entrare nella vita di ciascun personaggio ed esaminarlo da ogni angolazione, così che il lettore si troverà a vivere, giorno dopo giorno, i dilemmi di Amleto, i finti stupori di Viola, la feroce determinazione di Macbeth e la sconvolgente disonestà di Iago persino verso sé stesso. Un libro davvero imperdibile per gli estimatori del Bardo, ma anche per chi decida di accostarsi per la prima volta alla sua opera, per trascorrere qualche ora del giorno all’insegna della saggezza, dello spirito e della poesia di uno dei più grandi geni dell’umanità. Traduzione dall’inglese di Chiara Ujka Euro 18,00 368 pagine
Allie Esiri (26 gennaio 1967), è una scrittrice britannica ed ex attrice teatrale, cinematografica e televisiva. Ha creato iF Poems, un’app di poesia educativa, e The Love Book, un’app letteraria interattiva su iOS e Android. Tra le sue opere si segnalano A Poem for Every Night of the Year (2016), che ha vinto il premio IBW Book 2017, e A Poem for Every Day of the Year (2017).
Neri Pozza editore.

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Teatro: Orson Welles’ Roast

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

Napoli giovedì 14 novembre 2019 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 17) al Teatro Nuovo di Napoli, Via Montecalvario, 16, con la regia di Michele De Vita Conti in scena Orson Welles’ Roast di Giuseppe Battiston e Michele De Vita. Presentato da Gli Ipocriti Melina Balsamo, lo spettacolo ricostruisce, attraverso ricordi e irresistibili aneddoti, l’avventura artistica di Orson Welles, icona del ventesimo secolo, attore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e produttore cinematografico geniale.Il testo, scritto a quattro mani dallo stesso Battiston e Michele De Vita, è tratto da numerose interviste rilasciate dal regista stesso, e restituisce alcuni aneddoti della vita del grande cineasta statunitense, attraverso alcune iniziali riflessioni sul cibo, per passare poi alla sua meno famosa carriera teatrale, alla fortunata trasmissione radiofonica e, infine, al suo musical su Cole Porter.Orson Welles’ Roast prova a immaginare come sarebbe un breve incontro con Orson Welles, se potesse, solo per un’ora, tornare a stare tra noi.L’epopea artistica di Welles diviene, così, una confessione priva d’ipocrisie e di false modestie, in cui il protagonista si rivolge direttamente al pubblico ripercorrendo, come in un fiume di ricordi, gli episodi della sua vita, che si mescolano alle riflessioni sul mondo, proprio come ingredienti di una ricetta.A fare da cornice all’esilarante e talvolta amara serie di aneddoti è, infatti, proprio una ricetta, quella dell’arrosto, di cui l’artista si professa un devoto cultore.Orson Welles, dunque, vuole essere “roasted”, messo a nudo e arrostito davanti al suo pubblico, e Giuseppe Battiston fa da cicerone nella vita dell’iconico regista, percorrendo gli episodi che ne hanno segnato l’ascesa.Il gioco teatrale di Orson Welles’ Roast ruota interamente intorno all’attore, che si specchia alla possente vita narrata di quel maestro indiscusso del Cinema mondiale, salito troppo in fretta all’apice della sua carriera e precipitato, inesorabilmente, verso il declino negli ultimi anni della sua vita. Giovedì 14>domenica 17 novembre 2019 @ Teatro Nuovo Napoli Inizio spettacoli ore 21.00 (giovedì), ore 18.30 (venerdì e domenica), ore 19.00 (sabato)

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Teatro: Cendrillon di Pauline Viardot

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 novembre 2019

Trapani, domenica 10 novembre, alle ore 21.00, Teatro “M° Tonino Pardo” l’Ente Luglio Musicale Trapanese in coproduzione con la Fondazione Teatro Coccia di Novara metterà in scena Cendrillon, l’opera da salotto di Pauline Viardot, liberamente ispirata alla celebre fiaba di Cenerentola.
Si tratta di un incantevole lavoro di teatro musicale. Una serata all’opera a Trapani con la magia di Cendrillon di Pauline Viardot, una prima assoluta con una nuova elaborazione musicale e orchestrazione a cura di Paola Magnanini. Un nuovo allestimento scenico completo e un grande lavoro di caratterizzazione dei personaggi.
Protagonisti sul palco: Francesca Martini (Marie, chiamata Cendrillon e figlia di Pictordu), interprete di quest’opera sin dalla prima edizione nel 2015, Pasquale Greco (Barone di Pictordu), Dario Sebastiano Pometti (Conte Barigoule), Simona Di Capua (Armelinde, altra figlia di Pictordu), Ilaria Alida Quilico (Maguelonne, sorella di Armelinde e Marie), Raffaella Di Caprio (La fata madrina), Gianluca Moro (Prince Charmant). L’opera sarà diretta da Michelangelo Rossi. Firma la regia Teresa Gargano, scene e costumi di Danilo Coppola, le luci di Giuseppe Saccaro.
Costi biglietti: intero € 10,00, ridotto € 7,00 (per abbonati Ente Luglio Musicale Trapanese, Amici della Musica di Trapani, Conservatorio di Musica “A. Scontrino”, i giovani fino a 24 anni previa presentazione di attestazione di frequenza o libretto universitario). (foto di scena copyright luglio musicale Trapani)

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Teatro: Familie Floz Teatro Delusio

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

Roma Dal 5 al 17 novembre 2019 al Teatro Sala Umberto, Via della Mercede, 50 dopo il grande successo riscontrato nella passata stagione, torna a grande richiesta uno dei fenomeni teatrali più famosi al mondo: la compagnia berlinese Familie Flöz che, insieme a Arena Berlin e Theaterhaus Stuttgart, presentano per la prima volta a Roma uno dei loro spettacoli di maggior successo: Teatro Delusio.con Andres Angulo, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk Musica Dirk Schröder Maschere Hajo Schüler Costumi Eliseu R. Weide Disegno Luci Reinhard Hubert Direttore di Produzione Gianni Bettucc Assistente di Produzione Dana Schmidt
Regia di MICHAEL VOGEL.Un ‘opera teatrale, una storia di successi, 640 repliche, 34 paesi, premi e menzioni, non ultima quella di essere la produzione più stellata del Fringe Festival di Edimburgo 2016, una produzione che annovera tra i suoi spettatori più affezionati anche il direttore artistico della Sala Umberto Alessandro Longobardi che ha già accolto la Familie lo scorso aprile 2019, segnando un successo di pubblico con un altro cavallo di battaglia di questa compagnia: Hotel Paradiso.
La Familie Flöz cavalca la cresta dell’onda della scena teatrale mondiale dopo più di 2.500 repliche in 43 paesi negli ultimi 25 anni e sono pronti ancora una volta a strabiliare il pubblico, tra gesti e maschere, dando vita ad un teatro muto capace di parlare al cuore di tutti. Biglietti da 34 € a 19 € http://www.salaumberto.com

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Settima stagione del Teatro degli Audaci

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Roma 12 settembre 2019 Conferenza stampa ore 19:00 – Via Giuseppe De Santis 29 “il teatro appartiene a coloro che credono nella bellezza di sogni” questa lo slogan che annuncia la fantastica stagione 2019/2010 del Teatro degli Audaci che vedrà salire sul suo palcoscenico artisti di un certo calibro quali Barbara De Rossi, Rodolfo Laganà, Massimo Wertmuller, Natalie Caldonazzo, Nadia Rinaldi, Milena Miconi, Martufello, Franco Oppini, Andrea Rivera, Attilio Fontana e tanti altri, ma infine, anche se non di minore importanza, il direttore artistico di questo ormai famoso stabile, nonché l’attore che cavalcherà la scena con importanti pièce de théâtre di un certo spessore artistico e culturale Flavio De Paola.
Sarà proprio lui a recidere il nastro di questa strepitosa stagione.
Aprirà il sipario sabato 5 ottobre Barbara De Rossi con lo spettacolo “Diario di Adamo ed Eva” di Mark Twain, con Barbara De Rossi e Francesco Branchetti, per la regia di Francesco Branchetti. Mark Twain, attingendo al mito della Creazione narra come siano andate le cose tra l’uomo e la donna in chiave ironica e umoristica ma anche fiabesca e romantica e come possa essere nata l’attrazione tra i due sessi. Sarà un anno ricco di sorprese che vedrà salire sul palcoscenico diversi volti del mondo dello spettacolo dal 10 al 20 ottobre cavalcherà le scene Natalie Caldonazzo con la commedia “Parlami d’amore” con Francesco Branchetti anche in questo caso attore e regista.
Inoltre, dopo lo strepitoso successo dello scorso anno, Flavio De Paola riproporrà dal 31 ottobre al 3 novembre “I geni della biro”, commedia ambientata a New York negli anni sessanta. I due protagonisti diversi in tutto e per tutto, che si limitano a dividere un appartamento e si scontrano con i problemi di convivenza quotidiana. Con Flavio De Paola, Gianluca delle Fontane e Giulia Di Turi.
Dal 14 novembre al 1 dicembre, invece, irromperà sul palcoscenico del Teatro degli Audaci Rodolfo Laganà con il suo spettacolo “Amici per la pelle” interpretato da Rodolfo Laganà e Massimiliano Wertmuller per la regia di Stefano Reali. All’alba del 5 giugno del 1944, Tazio e Otello, due cinquantenni imboscatisi per tutto il periodo dell’occupazione nazista, rimangono intrappolati sulle mine che i tedeschi in fuga hanno disseminato sul ponte di ferro sull’Aniene. I due amici non possono muoversi, altrimenti saltano per aria insieme a tutto il ponte. In questa costrizione all’immobilità, i due confliggono in un crescendo tragicomico di accuse reciproche.
Anche quest’anno il direttore artistico Flavio De Paola trascorrerà, insieme al suo affezionatissimo pubblico, il capodanno 2019 con uno spettacolo “a sorpresa”, come sempre per concludere in bellezza un anno ricco di emozioni!A grande richiesta dal 1 al 15 marzo 2020 torna “Nocevento” tratto dall’omonimo racconto di Alessandro Baricco, per la regia di Pablo Maximo Taddei con Flavio De Paola, diventato ormai un “must” per questo stabile! La strepitosa stagione del Teatro degli Audaci non finisce di certo qui, ma continua con gli spettacoli di Andrea Rivera “Nosense di me”, di Claudio Insegno “L’Imbianchino” con Manuela Villa, Martufello e Nadia Rinaldi e tanti altri! Ma per non dare ulteriori anticipazioni vi invitiamo a scoprirle personalmente partecipando alla conferenza stampa che si terrà il 12 settembre al Teatro degli Audaci insieme agli attori, dove, inoltre, si potrà degustare un gustosissimo buffet e brindare ad un anno da trascorrere insieme all’insegna della risata e del buon umore!

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