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Elezioni: Una politica “evaporata” ci fa votare per un finto sistema bipolare

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2022

By Enrico Cisnetto. Viviamo un momento drammatico in cui gli equilibri planetari sono violentemente messi in discussione. Ci accingiamo ad entrare in una tempesta perfetta che è la sommatoria di una crisi energetica senza precedenti, del ritorno (stabile) dell’inflazione, di una recessione globale simile a quella del 2008, o forse anche peggiore, e che ci farà dolorosamente impoverire. Ma la portata epocale di tutto ciò sfugge, per ignoranza nell’analisi e per povertà assoluta di risposte. E in più affrontiamo il momento più complicato dal secondo dopoguerra con la classe politica peggiore di sempre, fatta di leader usa e getta prigionieri dei social e di gregari dilettanti senza né arte né parte. Con il sistema politico-istituzionale da tempo in default senza che nessuno ci abbia messo mano. Con un capitalismo che si divide tra chi ha successo individuale ma non fa sistema e chi sopravvive solo grazie alla spesa pubblica e all’evasione fiscale. Con una società attraversata dai sentimenti del disincanto e del rancore che sono l’anticamera dell’anti-politica, del populismo e delle illusioni sovraniste. Come ha magistralmente scritto lo psicoanalista Massimo Recalcati sulla Stampa, siamo di fronte alla “evaporazione della politica”, insieme causa ed effetto di una crescente astensione dal voto e matrice della nascita e della morte in tempi sempre più veloci di fenomeni politici fondamentalisti (i migliori che cacciano i peggiori, ma che dopo aver a loro volta fallito vengono cacciati dal “nuovo che avanza”). Certo, è vero quello che sostiene Giuliano Amato, e cioè che oggi tutte le democrazie “sono fragili perché non hanno più quei grandi persuasori di massa che erano i partiti” e dunque la politica “non ha un ruolo guida”. Tutto l’Occidente è contagiato da questa malattia, e ciò spiega il successo, anche presso le nostre opinioni pubbliche, delle cosiddette “democrature”. Ma la patologia italiana va oltre, perché in nessun paese europeo esistono partiti di plastica che abbiano generato politici di cartapesta (felice espressione di Francesco Cundari). Così come va oltre il fisiologico l’intensità dello scontro tra le forze politiche nella contesa elettorale. Come ha notato Massimo Franco, l’eccesso di aggressività – fatto di allarmi sulla tenuta della democrazia, minacce di guerra civile, terrorismo sulle sanzioni alla Russia – non solo infetta i rapporti tra i partiti (compresi quelli alleati), ma trasferisce veleni nei rispettivi elettorati, creando “un serbatoio di parole d’ordine tossiche destinato a inquinare a lungo anche il dopo elezioni”. Lo dimostra l’accoglienza che stanno avendo gli accorati appelli di Guido Crosetto, maître à penser di Giorgia Meloni, a considerare la necessità che subito dopo il voto, quale che sia il risultato, si dovranno unire tutte le forze migliori per salvare il Paese (“e tutte vuol dire tutte”, sottolinea Crosetto): pur trattandosi di un auspicio sacrosanto, già viene bollato (l’ineffabile avvocato Conte è specialista in questo) come inciucio di potere all’insegna del più bieco opportunismo. Con il risultato che i compromessi che inevitabilmente si dovranno fare dopo le elezioni saranno difficili se non impossibili da realizzarsi. O, se si faranno, risulteranno poco credibili e dunque fragili (come dimostra la breve durata del governo Draghi). Intanto il voto che esprimeremo tra due settimane sarà il compimento di una crisi che è ormai prossima ai trent’anni e che ha prodotto il declino strutturale dell’Italia. In questi anni non è stata risolta alcuna delle questioni che avevano portato alla fine della Prima Repubblica, a cominciare dalla giustizia, che sono davanti a noi aggravate dal trascorrere del tempo e dall’aggiungersi di nuove problematiche. Inizialmente ci si era illusi che il bipolarismo, forzato dagli elementi maggioritari della legge elettorale (nelle sue varie declinazioni), consegnasse al Paese una sana governabilità. Ma un sistema basato sulla contrapposizione tra “bene e male”, rappresentati dal berlusconismo e dall’anti-berlusconismo, non poteva che generare populismo e ingovernabilità, fino alla crisi estrema del 2011 quando è morta la soi-disant Seconda Repubblica senza che nascesse la Terza. Il fallimento degli esperimenti fatti tra il 2011 e il 2018 ha portato al successo dell’antipolitica e alla nascita di uno sgangherato bipopulismo, crollato miseramente quando si è stati costretti a chiedere aiuto a Draghi. Se a questo si aggiunge che pur essendo ormai conclamata da tempo la crisi del tutto irreversibile del sistema politico – partiti personali, cartelli elettorali spacciati per coalizioni, Parlamento impotente e dequalificato e ora per di più a ranghi ridotti, presidenzialismo surrettizio, ecc. – la questione non è stata minimamente affrontata, neppure nel suo aspetto più facile (legge ordinaria) e più urgente come le modalità di espressione e conteggio del voto – salvo pentirsi ora quasi tutti di non avere seppellito l’orrido Rosatellum a favore di un proporzionale accompagnato da un severo sbarramento, alla tedesca – si capisce sia perché la sollecitazione al voto stia lasciando indifferenti quando non fortemente arrabbiati i cittadini (non a caso mai così incerti se andare ai seggi, e, andandoci, chi votare).Non è un caso, dunque, che a farla da padroni siano i sondaggi, le cui indicazioni sembrano addirittura diventate il contenuto stesso dell’offerta politica, per cui il Pd sicuro di perdere chiede di far argine alla sicura vincitrice Meloni per evitare che almeno non abbia i due terzi dei seggi e possa cambiare la Costituzione senza colpo ferire. Considero altamente probabile che i numeri che ci vengono propinati da settimane, peraltro niente affatto omogenei salvo sul fatto che a vincere sarà il cosiddetto centro-destra, saranno quelli veri. Anche perché ciò che conta non sono le percentuali complessive dei contendenti, ma l’effettiva distribuzione dei seggi (che per il 37% saranno assegnati dai collegi uninominali e dunque secondo la logica maggioritaria, e il 63% dal voto proporzionale). Ma non serve a nulla divinare quale sarà il responso effettivo delle urne, anzi è distorcente. Quello che importa sapere è che: a) è improprio l’uso delle definizioni di centro-destra e centro-sinistra, vuoi perché a sinistra la coalizione non si è formata e vuoi perché la destra è orfana del centro, e il cartello elettorale è talmente diviso su quasi tutto che è pronta a implodere un minuto dopo la chiusura delle urne; b) è errato continuare a considerare bipolare il sistema politico, visto che in campo i poli sono quattro (5stelle e TerzoPolo oltre ai due già citati); c) è truffaldino evocare il “voto utile”, proprio perché non siamo in un sistema bipolare e perché se l’esito delle elezioni è ancora indefinito – per esempio al Senato ci potrebbe essere una situazione di pareggio o di maggioranza risicata – o comunque destinato a cambiare in tempi brevi, anche i voti alle formazioni minori risulteranno utili, se non addirittura determinanti. (abstract by http://www.terzarepubblica.it

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Cerved Rating Agency e Open-es: dati ESG e sviluppo sostenibile per il sistema industriale e bancario

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2022

San Donato Milanese (MI) Cerved Rating Agency annuncia la collaborazione con Open-es per promuovere un approccio sempre più integrato e sinergico allo sviluppo sostenibile. L’accordo si pone l’obiettivo di semplificare la condivisione dei dati ESG e delle valutazioni delle performance di sostenibilità delle imprese con il sistema industriale e finanziario. L’iniziativa Open-es ha l’obiettivo di supportare tutte le imprese che vogliono essere protagoniste nel percorso di sviluppo sostenibile, attraverso una piattaforma digitale che consente la misurazione, il miglioramento e la valorizzazione delle proprie performance di sostenibilità ambientale, sociale e di governance.Cerved Rating Agency metterà a disposizione delle aziende presenti su Open-es la propria esperienza integrando la raccolta dei dati ESG e valutando le performance di sostenibilità delle imprese a beneficio delle filiere produttive, degli istituti di credito e tutti gli altri stakeholder del mercato. “Siamo orgogliosi di aver siglato l’accordo con Open-es che ci consente di apportare la nostra esperienza e know how ad un’iniziativa strategica di sistema finalizzata al coinvolgimento delle imprese in un percorso di crescita e miglioramento continuo delle performance di sostenibilità. Cerved Rating Agency grazie ad una metodologia proprietaria e ad un team di analisti specializzati è ormai un punto di riferimento per la valutazione ESG delle imprese – ha commentato Fabrizio Negri, Amministratore Delegato di Cerved Rating Agency – e ha creato soluzioni in grado di assegnare un giudizio a tutte le aziende a prescindere dalle loro dimensioni nella consapevolezza che le PMI in particolare ricoprono un ruolo cruciale per la nostra economia e dunque per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. Questo accordo consentirà di offrire alle imprese un’esperienza di rendicontazione dei dati di sostenibilità integrata e semplificata, potendo le stesse gestire le proprie informazioni e valutazioni ESG su un’unica piattaforma e ottimizzando la condivisione con tutti i propri stakeholder. Inoltre, le società capo-filiera e gli istituti bancari potranno ottenere un quadro di valutazione completo delle performance di sostenibilità delle imprese grazie all’accesso a variabili economico-finanziarie, dati ESG e rating riconosciuti, gestendo pertanto in maniera integrata la propria value chain. Stefano Fasani, Program Manager di Open-es, ha commentato: “Teniamo molto a questa collaborazione poiché rappresenta un nuovo importante passo per rispondere concretamente alle esigenze delle imprese nel loro percorso di misurazione e miglioramento sulle dimensioni ESG, in linea con il profilo di inclusione che caratterizza fin dal principio l’iniziativa Open-es”. L’intesa tra Cerved Rating Agency e Open-es si inquadra dunque in una strategia comune di democratizzazione dei dati di sostenibilità, volta a favorire il percorso di misurazione e condivisione dei dati ESG delle imprese, garantendone pieno possesso e riservatezza. La creazione di questo ecosistema aperto e collaborativo, senza barriere tecnologiche o di conoscenza, consentirà di concentrare gli sforzi e gli investimenti di tutti gli attori sulle iniziative di sviluppo sostenibile e il miglioramento delle performance ESG del sistema industriale e finanziario.

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Giustizia: andare ‘Oltre il sistema’

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2022

“Un’idea di giustizia diversa, in grado di operare una rivoluzione copernicana rispetto all’attuale andazzo, che rimetta al centro la dignità dell’uomo e riduca l’arbitrio. Per questo sposo appieno il programma riformatore sostenuto da Luca Palamara con la sua associazione ‘Oltre il sistema’, che dovrebbe avere il pieno sostegno di larghi strati della società civile”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, intervenuto oggi, 23 luglio, alla presentazione della nuova realtà, all’hotel Baglioni di Roma, occasione in cui l’ex presidente dell’Anm ha annunciato la sua candidatura alle prossime politiche, offrendo alle coalizioni in corsa che vorranno appoggiarlo, quella che definisce “una riforma coraggiosa della giustizia”. Per questo Maritato ha ribadito, in linea con Palamara, che “è ora di dire basta con l’obbrobrio dei mostri sbattuti in prima pagina, con la fuga di notizie dagli uffici giudiziari, con i vari addentellati di informatori compiacenti, volti a condizionare l’andamento dei processi. Ė necessario regolamentare tutta la materia – sostiene il presidente – come occorre riequilibrare il rapporto tra giustizia e politica, in modo che l’una non possa condizionare l’altra e viceversa. A tal fine, la legge Severino è una delle aberrazioni più vistose e va ricondotta nei confini in cui non possa più arrecare danno al normale svolgimento della vita istituzionale del nostro Paese”, chiosa Maritato. Fonte: AssoTutela

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Buoni pasto: un passo importante per una riforma del sistema

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2022

“Il passo in avanti che registriamo oggi sulla questione dei buoni pasto è estremamente positivo e apre la strada a una soluzione che auspichiamo, una volta approvata, ponga fine al più presto ad una situazione ormai insostenibile per le nostre aziende, che pagano commissioni eccessive a fronte di un prezioso servizio erogato ogni giorno a milioni di lavoratori. Diamo atto dell’impegno con cui la Vice Ministra del MEF, On. Laura Castelli, che ringraziamo, ha raccolto le istanze delle imprese, sostenendo una proposta di intervento che rimarca l’importanza di tutelare il sistema dei buoni pasto, introducendo un principio di equità tra il servizio offerto e le commissioni applicate alle aziende della distribuzione e della ristorazione. L’auspicio è che la soluzione individuata, che andrà adesso all’esame delle aule parlamentari, sia il primo tassello di un percorso che porti alla necessaria riforma strutturale del sistema dei buoni pasto, ormai non più procrastinabile”.Così ANCD Conad, ANCC Coop, FIEPeT Confesercenti, Federdistribuzione, FIDA e FIPE-Confcommercio, le sei organizzazioni che rappresentano il mondo dei pubblici esercizi e della distribuzione commerciale.

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Necessario in Italia un sistema di monitoraggio cerealicolo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 Maggio 2022

“L’operazione antipirateria agroalimentare condotta dalla Guardia di Finanza, in collaborazione con il centro di ricerca Crea di Foggia, che ha portato al sequestro in diverse regioni di 105 tonnellate di grano duro rafforza la necessità di dare finalmente avvio a ‘Granaio Italia’. Il sistema di monitoraggio di frumento, mais, granaglie e farine che circolano sul territorio nazionale, introdotto da una nostra norma, attende solo la circolare operativa di Agea, l’Ente per le erogazioni in Agricoltura del Mipaaf, per entrare pienamente in funzione. L’Italia sarà il primo Paese a dotarsi del registro telematico di carico e scarico del settore cerealicolo, dando un quadro trasparente, chiaro e oggettivo dei quantitativi e delle tipologie di cereali e granelle che vengono movimentate”. Lo dichiara il deputato Luciano Cillis, esponente M5S in commissione Agricoltura e ideatore di ‘Granaio Italia’, il quale commenta l’operazione dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria che ha condotto anche alla denuncia di cinque persone per varie ipotesi illecite.“Lo scenario globale – aggiunge – rende lo strumento di monitoraggio ancor più determinante e strategico, viste le difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime che impone ai singoli Stati di essere a conoscenza dei fabbisogni e delle necessità in maniera chiara e oggettiva. Al contempo, potremo conoscere gli spostamenti di quantità e tipologia di cereali così come avviene già ora con vino, olio e prodotti lattiero-caseari, presto anche bovini, prevenendo truffe e illeciti. Una norma a tutela del vero made in Italy agroalimentare”.

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Urgenza di un supporto da parte di Banche e Istituzioni al sistema agricolo nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Ai forti aumenti dei costi energetici e del trasporto e ai rincari dei mezzi tecnici (come fertilizzanti e antiparassitari) e delle materie prime si somma l’esposizione finanziaria dei commercianti (stoccatori e rivenditori di mezzi tecnici) rappresentati da Compag che, da sempre e ancor più nella situazione contingente, si trovano a sostenere gli anticipi di credito a vantaggio degli agricoltori. Un’attività creditizia comprensibile e sostenibile se vista in ottica di filiera, ma diventata insostenibile con l’attuale congiuntura dei mercati nazionali, europei e mondiali. Da qui l’appello di Compag a banche e istituzioni affinché supportino concretamente l’operato di attori di filiere agricole fondamentali per l’agroalimentare italiano. “Perché – continua Acciarri – è doveroso un distinguo tra filiere: la situazione attuale ha reso ancora più evidente che vi sono filiere vere, operose e attive, e altre che al contrario sono nate sotto la spinta di aiuti nazionali e che, di fronte a un mercato come quello attuale, vacillano e perdono il legame con la parte agricola che preferisce vendere il prodotto sul mercato.Compag, che rappresenta un settore con un fatturato stimato di circa 3,8 mld di euro e circa 4.000 imprese, ritiene necessario uno sforzo comune della politica e del sistema bancario per evitare che il mercato agricolo nazionale crolli sotto i colpi del caro prezzi e della carenza di materia prima, come già sostenuto lo scorso marzo in occasione del tavolo convocato dal Sottosegretario Centinaio per affrontare la situazione emergenziale relativa ai cereali. Già in quell’occasione la federazione aveva segnalato l’urgenza di lavorare sulla reperibilità dei fertilizzanti (fondamentali per le produzioni per il fabbisogno nazionale), vista anche la chiusura – causa forte aumento dei costi energetici – dello stabilimento del principale produttore italiano di urea a livello UE. Compag aveva proposto al Governo di intervenire in emergenza al fine di rimettere in produzione lo stabilimento italiano, oltre a prevedere dei contributi per rendere accessibile il prezzo dell’urea e a rivedere le limitazioni nell’utilizzo di alcuni fertilizzanti, come i liquami.Come emerso durante il convegno dei DurumDays, la siccità ha compromesso i raccolti delle campagne 2020/21 e 2022/23, per cui gli stock continueranno a restare ai minimi storici. Per questo motivo, a metà maggio 2022 i prezzi del grano duro si aggirano sui 540 €/t, con valori superiori di oltre l’80% rispetto a quelli registrati a maggio dello scorso anno. Le prospettive di riduzione dei prezzi per il grano duro, peraltro modeste, rimangono subordinate ai rischi di ulteriore deterioramento delle produzioni. Difficile, dunque, ipotizzare grandi ribassi dei prezzi, anche per il sostegno che arriva da condizioni sempre più critiche sul generale mercato dei cereali, dove i prezzi record del frumento tenero sono vicini a far da pavimento anche al mercato del frumento duro.www.compag.org

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Evoluzione del sistema energetico in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2021

Da alcuni anni il sistema energetico nazionale ed europeo sta subendo una forte evoluzione e l’Italia, che attraverso il Decreto Incentivi del Ministero dello Sviluppo Economico ha recepito parte della Direttiva Europea RED II, stavolta si è mossa in anticipo, rendendo una realtà le CER Comunità Energetiche Rinnovabili (previste dalla Direttiva): nuovi soggetti giuridici basati sulla partecipazione aperta e volontaria di attori situati nelle vicinanze degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, il cui obiettivo principale è quello di fornire benefici ambientali, sociali ed economici alla comunità, ai suoi azionisti o membri e alle aree locali in cui opera. Confindustria Toscana Sud guarda con favore alla novità e il Presidente Fabrizio Bernini ne spiega le ragioni: “L’Italia è partita subito con una fase sperimentale, in questo modo è stato possibile individuare alcune criticità che ci auguriamo vengano eliminate con il completo recepimento della normativa previsto entro il prossimo 15 dicembre. La transizione energetica è un lungo cammino, bisogna partire con il piede giusto e le CER sono un metodo innovativo di approvvigionamento energetico che ha tanti vantaggi e porta benefici economici, sociali ed ambientali: infatti, accedendo a tutti i mercati dell’energia elettrica, possono produrre, consumare, immagazzinare e vendere energia rinnovabile e possono scambiare, all’interno della stessa comunità, l’energia prodotta dalle diverse unità di produzione. Tramite le CER i consumatori finali (industrie, cittadini, Comuni) diventano attori al centro della transizione energetica perché sono in grado di autoprodursi localmente l’energia necessaria al loro fabbisogno; si riduce quindi lo scarto di energia elettrica prodotta dagli impianti da fonti energetiche rinnovabili e si aumenta l’Economia Circolare anche nel settore energetico, favorendo la transizione energetica e riducendo le emissioni di CO2. La decentralizzazione della produzione di energia elettrica resa possibile dalle CER inoltre aumenta la flessibilità dell’intero sistema, aspetto ancora più rilevante se consideriamo la forte volatilità del mercato elettrico che sta causando incrementi di costo da molti non sostenibili – continua Bernini – ancora oggi in Italia, più del 50% dell’energia elettrica viene prodotta tramite l’utilizzo del gas, per cui i benefici sociali in termini di contrasto alla povertà energetica sarebbero evidenti. Come Confindustria stiamo ponendo l’attenzione su questo tema innovativo e pensiamo che per sostenere la creazione delle CER sia fondamentale che le amministrazioni facciano da capofila, favorendone appunto la creazione, senza aggiungere aspetti normativi ma promuovendo piuttosto formule incentivanti di riqualificazione energetica. A questo proposito, ricordiamo che il PNRR riserva 2.200.000.000 € ai Comuni con meno di 5.000 abitanti per sostenere la creazione di CER, e che il territorio della Toscana del Sud è ricco di realtà comunali con meno di 5.000 abitanti, contandone 15 in provincia di Arezzo, 19 in provincia di Grosseto e 19 in provincia di Siena. Non dimentichiamoci infine, che per le CER sono previsti ristori, da ripartire tra i vari membri, della durata di 20 anni”.www.confindustriatoscanasud.it

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Convegno “Stato e sistema delle autonomie dopo la pandemia: problemi e prospettive”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Roma 23 e 24 Novembre 2021 ore 9.30 Sala Perin del Vaga – Istituto Luigi Sturzo Via delle Coppelle 35. Saluti: Bruno Tabacci. Introduzione: Nicola Antonetti. Interventi: Renato Balduzzi, Massimo Bordignon, Floriana Cerniglia, Maria De Benedetto, Gian Candido De Martin, Marcello Cecchetti, Ugo De Siervo, Franco Gallo, Patrizia Lattarulo, Bernardo Giorgio Mattarella, Alessandro Pajno, Simone Pajno, Stefania Parisi, Cesare Pinelli, Anna Poggi, Stefania Profeti, Giovanni Tarli Barbieri, Livia Salvini, Francesco Saraceno, Claudia Tubertini

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Risorse al sistema editoriale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2021

“Siamo stati i primi a denunciare, dopo la frase incredibile “trovino altre risorse”, la volontà di tagliare le risorse al sistema editoriale eliminando la quota del canone assegnata annualmente al Fondo per l’editoria, risorse volte a sostenere il pluralismo informativo. Ci associamo all’appello della FIEG per il sostegno all’industria editoriale e porteremo avanti atti in ogni sede – dichiara il capogruppo in commissione Editoria di FDI, deputato Federico Mollicone – ci preoccupa la reale capacità gestionale di Fuortes che, ad oggi, è stato solo a capo di istituzioni culturali con poche centinaia di dipendenti. La Rai è la principale aziende culturale nazionale, va tutelata e difesa ma non a scapito di altri comparti strategici nazionali come l’editoria cartacea e radiotelevisiva. A Roma “spogli Pietro e vesti Maria”.

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Primo sistema robotico per le procedure endovascolari

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

È stato presentato a Milano, in occasione del 42° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Interventista (GISE), Corindus CorPath GRX, di Siemens Healthineers, il primo e unico sistema robotico, approvato da FDA e marcato CE, per l’esecuzione di interventi vascolari ed endovascolari, coronarici e periferici. A portare la sua testimonianza sui vantaggi di Corindus CorPath GRX, con una demo live, il profesor Dariusz Dudek, Presidente della European Association of Percutaneous Cardiovascular Interventions of the European Society of Cardiology.Tramite imaging integrato, il robot aiuta i cardiologi a controllare in modo più preciso cateteri, impianti a palloncino o stent. In più, consentendo agli operatori di lavorare in una postazione schermata dalle radiazioni, e grazie alla possibilità di eseguire movimenti automatizzati e misurazioni anatomiche più accurate, CorPath GRX contribuisce a migliorare il livello di sicurezza e affidabilità di queste procedure.Per l’esposizione continua a radiazioni ionizzanti, il laboratorio di cateterismo è, infatti, un luogo di lavoro potenzialmente pericoloso. Indossare pesanti protezioni di piombo richiede uno sforzo fisico: un operatore interventista su due ha sofferto almeno una volta di lesioni ortopediche, uno su dieci ha avuto un periodo di assenza per motivi di salute1. Inoltre, come è ben noto, vari tipi di tumore sono associati all’esposizione alle radiazioni. Con interventi sempre più lunghi e complessi, tali rischi sono destinati ad aumentare. Riducendola del 95%2, CorPath GRX elimina virtualmente l’esposizione alle radiazioni ionizzanti degli operatori sanitari, che non devono lavorare direttamente al tavolo angiografico, come è pratica comune, ma possono coordinare la procedura con un modulo di controllo separato. Gli operatori sono sottoposti a minori sforzi fisici e a un rischio inferiore di interruzione dell’attività lavorativa. Gli interventisti, inoltre, si trovano spesso ad affrontare anatomie “difficili” e lesioni complesse che implicano procedure più lunghe e una maggiore esposizione alle radiazioni. Replicando le tecniche manuali di cardiologi altamente qualificati, il sistema robotico Corindus CorPath GRX permette di standardizzare le procedure e di ridurre del 53% il tempo di inserimento di guide e cateteri3, consentendo così una maggiore sicurezza.CorPath GRX offre agli operatori un supporto prezioso anche sul fronte della precisione degli interventi. Due terzi delle lesioni stimate visivamente comportano una scelta inappropriata della lunghezza dello stent4, con conseguente impatto negativo sui risultati. I pazienti hanno poi più del doppio delle probabilità di richiedere una rivascolarizzazione dei vasi target entro un anno dall’intervento e tre volte più probabilità di infarto del miocardio entro tre anni5. CorPath GRX permette una misurazione istantanea dell’anatomia, con accuratezza submillimetrica, e un posizionamento degli stent con movimenti del dispositivo inferiori a 1 millimetro. Questo può ridurre gli errori di misurazione e la necessità di ulteriori stent.

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Carceri e riforma sistema

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2021

“Quanto accaduto ieri nel carcere di Frosinone dimostra, ancora una volta, che le nostre denunce erano fondate. Il sistema penitenziario è al collasso ed è a rischio l’incolumità di coloro che ci lavorano e di coloro che sono ristretti. Chiediamo alla Ministra Cartabia di perseguire quanto da noi proposto: serve una riforma organizzativa e forti investimenti”. Ad affermarlo è la Fp Cgil Nazionale in merito a quanto avvenuto al carcere di Frosinone dove un detenuto ha minacciato con una pistola un agente e poi sparato contro tre altri detenuti.”Più che del lavoro dell’ennesima commissione di esperti – prosegue il sindacato -, tra l’altro composta solo in minima parte da operatori del settore, anche se di comprovata esperienza, per riformare il sistema penitenziario la Ministra Cartabia dovrebbe accogliere le proposte che abbiamo avanzato. Non abbiamo bisogno di una riforma dei codici, su cui esiste già uno studio approfondito commissionato dall’allora Ministro Orlando, ma di una riforma organizzativa che venga accompagnata da ingenti investimenti per l’assunzione di personale, la messa in sicurezza delle strutture, l’acquisto di mezzi e strumentazioni tecnologiche e l’implementazione delle attività trattamentali”.Per la Fp Cgil, “le nostre carceri sono fatiscenti, il personale è pesantemente sotto organico e si lavora senza strumenti: se non si parte da questo qualsiasi riforma sarebbe inutile. Bisogna analizzare cosa non funziona e proporre come farlo funzionare. A tal proposito abbiamo inviato da tempo alla Ministra le nostre proposte di modifica dei modelli organizzativi, di quelli operativi e di innovazione dei profili professionali. Siamo come sempre disponibili per ulteriori confronti e chiediamo alla titolare del dicastero di via Arenula risposte concrete su questi temi”, conclude.

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Dopo la giustizia ora la riforma del sistema carcerario

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“La riforma della giustizia non può limitarsi alle aule dei Tribunali ma deve entrare nelle carceri. Aspettiamo adesso che gli impegni che ha preso la ministra Cartabia dopo la visita del 14 luglio a Santa Maria Capua Vetere, insieme al Premier Draghi, si trasformino in provvedimenti ed atti recuperando il tempo perduto dai precedenti Governi”. Lo afferma il segretario del S.PP. Aldo Di Giacomo ricordando che “l’ultimo tentativo di riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria risale al 1990 alla legge 395 che ha introdotto qualche novità in un avvio di processo di riforma rimasta incompiuta per la responsabilità di tutti i Ministri alla Giustizia che hanno preceduto la Cartabia”. “Tra le promesse contenute nell’intervento a Santa Maria Capua Vetere, come abbiamo avuto modo di ascoltare dalla diretta tv – ricorda il segretario del sindacato penitenziari – ci sono nuove assunzioni per la polizia penitenziaria, la costruzione di 8 nuovi padiglioni con i fondi comunitari, programmi di formazione per il personale. E’ da anni che segnaliamo una carenza di dotazione organica che va oltre 5mila nuovi posti se si vuole realmente superare le attuali condizioni massacranti di lavoro che vanno oltre i turni senza riposo e riguardano la sicurezza del personale penitenziario. Ci aspettiamo inoltre programmi adeguati per formazione ed aggiornamento professionale di uomini e donne in divisa che nelle intenzioni del Governo dovrebbero aiutare a far sì che la pena sia finalizzata al recupero sociale del detenuto come prevede la Costituzione e non sia fine a se stessa. Un obiettivo più che condivisibile e più facile da dire che da realizzare senza strumenti e strutture adeguati. Ci sono poi due “nervi scoperti” del sistema penitenziario attuale: i detenuti con problemi psichiatrici e quindi il problema della salute mentale in carcere; la presenza nelle celle di alcune decine di bambini con le madri detenute che è un’offesa alla coscienza civile del Paese. Sappiamo bene che riaffermare la presenza dello Stato in carcere – continua Di Giacomo – non è facile perché c’è la necessità di resettare tutta l’attività dei vari Ministri di Grazia e Giustizia che si sono succeduti in tanti anni. Gli effetti di decenni di sottovalutazioni, provvedimenti scoordinati, direzione del DAP inadeguata sono a tutti evidenti.

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Nuovo Decreto Legge Vecchio sistema di emanare una norma incomprensibile per il cittadino

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Il labirinto normativo è oggi allungato dal Decreto Legge n. 105 datato 23 luglio 2021, infatti, sono passati il Governo Conte 1, il Governo Conte 2 e ora abbiamo il Governo Draghi ma proseguono a essere emanate leggi incomprensibili per il cittadino che, per capirle, si deve rivolgere agli specialisti che, alla fine, concludono le spiegazioni con un … dovrebbe essere così o, peggio, vediamo cosa risponde il Governo e il ministro di turno nelle FAQ che, incredibilmente in uno Stato di diritto, le vediamo assunte a livello di legge.Al contrario, in uno Stato di diritto, i provvedimenti, particolarmente incisivi sulle libertà dei cittadini, devono contenere norme intelligibili, facilmente comprensibili, conoscibili e, quindi, da consentire al cittadino di rispettarle oppure poter presentare ricorso allorquando vede leso un suo diritto non trovando spiegazioni e dati esaustivi alle limitazioni socioeconomiche imposte. Sono stati continui gli appelli rivolti al Governo di turno per redigere testi semplici, chiari e riepilogativi delle varie disposizioni emanate ma anche in questo caso ecco 7 pagine piene di rinvii a disposizioni contenute in altri provvedimenti. Ora ci chiediamo: Nell’era della informatizzazione al servizio del Governo di turno non ci sono dei dipendenti in grado di preparare un testo unico ogni volta che si impongono limitazioni socioeconomiche ai cittadini? Oppure: L’emanare leggi incomprensibili è una scelta precisa per impedire ai cittadini di capire e partecipare? Il risultato sicuro è che: Ormai, appare chiaro che la “caccia” ai provvedimenti e la conoscenza di obblighi e doveri, è diventata una micidiale costante, quindi è da archiviare il principio: “L’ignoranza del diritto non può essere invocata come scusa”. By Pier Luigi Ciolli – http://www.coordinamentocamperisti.it

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Francesco Massimiliano Minniti: Intelligence e sistema penitenziario

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2021

Indagini in una terra di confine Pianeta Carcere. Un modo di dire piuttosto noto per descrivere un universo per lo più sconosciuto. In effetti, nonostante la sempre maggiore apertura informativa, del sistema penitenziario – troppo spesso soffocato da stereotipi e luoghi comuni – si sa veramente poco. Il carcere è un luogo «diverso». Un luogo fisico, un luogo dell’anima, mai un luogo comune. Ancora meno si conosce dell’operato della Polizia Penitenziaria, della delicatezza e dell’importanza dei compiti ad essa demandati e delle grandi potenzialità investigative che le sono proprie. Questo testo cerca di offrire una visione quanto più lucida possibile del sistema penitenziario e delle attività di indagine della Polizia Penitenziaria che hanno come denominatore il «carcere», tentando di ricostruire una mappa di un sistema organico di intelligence in cui il settore penitenziario si innesti a pieno titolo, offrendo panorami investigativi e informativi di elevato profilo. Rubbettino Editore.

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Partire dall’alimentazione per la prevenzione delle malattie del sistema nervoso

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

Nutrizione e prevenzione in un’ottica di ricerca applicata e immediatamente disponibile per le persone. Sono queste le basi dell’accordo quadriennale siglato oggi dal Presidente del CREA, Carlo Gaudio, e dal Direttore Generale del Santa Lucia IRCCS, Edoardo Alesse. Si partirà dallo studio del microbiota intestinale, il complesso di microrganismi che secondo le ultime evidenze scientifiche svolge un ruolo fondamentale per il benessere dell’organismo.L’obiettivo ultimo è creare un modello virtuoso di scambio tra ricerca, sperimentazione e formazione, per applicare la One Health, l’approccio, promosso dall’OMS, che mira a raggiungere una salute globale, che integri quella delle persone con quella dell’ambiente e degli altri esseri viventi.«Sono molto lieto – dichiara Carlo Gaudio Presidente del CREA – che il CREA possa affiancare il Santa Lucia IRCCS su tematiche così importanti e delicate non solo per il futuro della nostra alimentazione, ma anche della nostra agricoltura come il microbioma, la sicurezza degli alimenti e la nutraceutica».Secondo recenti studi, raccolti dal Santa Lucia IRCCS in una review del 2020 pubblicata dalla rivista scientifica Neuroscientist, una cattiva alimentazione e la conseguente disfunzione del microbiota possono avere impatti severi nello sviluppo di malattie neurodegenerative e neuroinfiammatorie. Attualmente sono già attivi presso l’ospedale di neuroriabilitazione romano numerosi progetti di ricerca volti a determinare l’efficacia della dieta per la prevenzione e il supporto al percorso di neuroriabilitazione in pazienti con, ad esempio, Sclerosi Multipla, Malattia di Parkinson e Alzheimer.«La ricerca traslazionale, missione primaria di ogni Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, come il Santa Lucia – afferma Edoardo Alesse, Direttore Generale del Santa Lucia IRCCS – è quell’attività che immediatamente porta i suoi effetti nella vita delle persone e dei pazienti. Sviluppare il tema dell’alimentazione rientra negli obiettivi che ci poniamo ed è particolarmente efficace poiché affronta il tema della prevenzione e della riduzione dei fattori ambientali che contribuiscono allo sviluppo di malattie del sistema nervoso».

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Carceri: Fp Cgil a Cartabia, serve riogranizzazione sistema penitenziario

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2021

“Abbiamo ribadito alla Ministra che quanto accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere nell’aprile dello scorso anno è inaccettabile e incompatibile con la Costituzione, la dignità delle persone detenute e offendono ogni agente della Polizia Penitenziaria che svolge correttamente il proprio lavoro. Ora bisogna intervenire sull’organizzazione complessiva del sistema penitenziario: ci aspettiamo da chi ha la responsabilità politica del settore provvedimenti concreti, efficaci e duraturi nel tempo, non semplici dichiarazioni di circostanza”. Questo il commento delle Fp Cgil al termine dell’incontro con la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere. “Da troppi anni – prosegue il sindacato – il sistema carcerario italiano soffre di condizioni tali che ne impediscono di svolgere la funzione costituzionalmente prevista, mortificando la dignità di chi vi è detenuto e di chi vi opera. Cgil e Funzione Pubblica Cgil da tempo hanno presentato proposte per riformare il sistema penitenziario, chiedendo l’apertura di un confronto. Proposte che abbiamo avanzato anche alla Ministra Cartabia e al sottosegretario Sisto, ma senza che ci fosse un seguito. Riteniamo, oggi più che mai, necessario che la Ministra si faccia promotrice di un doppio livello di confronto: con le parti sociali e la società civile, per affrontare il tema di una effettiva capacità di risposta al mandato costituzionale e per favorire maggiore integrazione tra il dentro e il fuori le mura, perché non può esserci riabilitazione e reinserimento del reo se il mondo di fuori continua a tenere lontano da sé quello di dentro”. “Il sistema penitenziario è – continua la Fp Cgil – un mondo complesso. La sua funzione necessita di integrazione tra aree e discipline assai diverse tra loro ma complementari. Queste aree di intervento vanno organizzate nel rispetto della dignità di ciascuno. Per questo chiediamo di affermare il principio dell’organizzazione per filiere omogenee di attività, ciascuna con una propria distinta linea di comando: Polizia Penitenziaria, area Educativa Penitenziaria ed Esecuzione Penale Esterna. Per ciascuna area vanno individuate figure professionali di direzione e coordinamento tra loro paritarie, e ad esse sovraordinate, va individuata e finalmente qualificata l’Area della Dirigenza Penitenziaria come soggetto unitario e garante del mandato costituzionale. Se non si parte anche da qui, dal mettere finalmente in chiaro i diversi livelli di responsabilità, allora non saremo mai in grado di impedire davvero le degenerazioni dovute, da un lato, alle presunte superiorità corporative e, dall’altro, alla mancanza di formazione, di professionalità, di specializzazione di ciascuno dei servizi che convivono nel sistema penitenziario italiano”.

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«È urgente una riforma del sistema carcerario italiano»

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2021

In merito ai fatti avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile 2020 diciamo subito una cosa: sono inaccettabili e chi ha sbagliato deve assumersi le proprie responsabilità.Deve farlo perché non solo ha commesso un abuso ma ha anche minato dinanzi agli occhi dell’opinione pubblica il lavoro svolto ogni giorno con professionalità, onestà e abnegazione dalla stragrande maggioranza degli agenti di polizia penitenzia.Un lavoro condotto secondo le regole e nel rispetto della legge. Si tratta di un’attività quotidiana, oscura, che non fa notizia, spesso svolta in condizioni difficilissime e in ambienti fatiscenti. Vorrei ricordare che in piena pandemia nel carcere di Santa Maria Capua Vetere mancava l’acqua potabile.Può essere considerato un dettaglio, ma estremamente significativo delle condizioni di lavoro in cui vivono i detenuti e operano gli agenti di polizia penitenziaria. Le carceri sono da troppo tempo vere e proprie discariche sociali di cui governi e politici si ricordano solo quando c’è qualche emergenza.Ferma restando la responsabilità soggettiva, le falle del sistema carcerario italiano non sono certo imputabili al corpo di polizia penitenziaria. È evidente che si pongono con urgenza i temi di una riforma del sistema carcerario italiano e di un investimento nei confronti del personale di polizia penitenziaria. Per parte sua la Uilpa si adopererà in ogni sede affinché tali temi siamo affrontati e discussi una volta per tutte. Sandro Colombi, Segretario generale UILPA

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Carceri: Fp Cgil, serve profonda revisione sistema penitenziario

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

“È giunto il momento che il Ministero della Giustizia e i vertici dell’Amministrazione prendano coscienza che il sistema penitenziario necessita di una profonda rivisitazione”. Così la Fp Cgil in merito all’operazione di polizia giudiziaria di oggi in relazione agli eventi avvenuti al carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile dello scorso anno.“Le rivolte – prosegue – sono state la chiara dimostrazione di una gestione organizzativa inadeguata, e in strutture fatiscenti, nel sistema penitenziario. Da tempo abbiamo chiesto ai vertici un incontro finalizzato ad una riorganizzazione, resa ancor più necessaria nella pandemia, per garantire agli agenti di polizia penitenziaria carichi di lavoro sostenibili e un nuovo modello custodiale, insieme ad interventi di ristrutturazione e di implementazione delle tecnologie. Ferma restando la fiducia nella magistratura nell’accertamento delle responsabilità individuali, il nostro obiettivo deve essere quello di ridurre le situazioni di disagio ridando da subito dignità a tutti gli agenti di Polizia penitenziaria, anche a tutela degli stessi detenuti e della qualità del sistema penitenziario”, conclude la Fp Cgil.

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Fondi per riordinare il sistema editoria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2021

Sosterremo l’appello “accendiamo le radio” e ne trasformeremo le istanze in azione parlamentare: è doveroso portare avanti un complessivo riordino del sistema. Abbiamo sostenuto la transizione digitale della radiofonia con il DAB e promosso più volte, nel corso delle discussioni sul PNRR, sostegni per l’editoria, in particolare per nuove assunzioni e per garantire la transizione digitale ed ecologica. Lo abbiamo fatto anche nella risoluzione unitaria in commissione Cultura alla Camera. Gli editori radiofonici chiedono nell’immediato sostegni economici ma anche una legge quadro per l’editoria e l’informazione. Quello del dl Sostegni bis è un primo segnale d’attenzione, anche se non esaustivo, per la tutela dei posti di lavoro e per la difesa del comparto di un settore che rischia di soccombere nel confronto con le piattaforme digitali e l’editoria straniera. In sede di conversione del decreto presenteremo emendamenti per più fondi per il comparto. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è presente un intervento limitato per l’innovazione dell’editoria, con un rimando nella linea di intervento Transizione 4.0.” Così il responsabile Innovazione di FDI e capogruppo in commissione Editoria, deputato Federico Mollicone, intervenendo su Crc Radio.

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L’evoluzione del sistema bancario in Italia e nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

Le sfide per il futuro del mondo finanziario e bancario in Italia e nel mondo saranno la sostenibilità, l’investimento in tecnologia e innovazione e l’adeguamento delle risorse umane alle nuove competenze richieste dal sistema. Le riflessioni sull’evoluzione del sistema bancario hanno aperto questa mattina la prima edizione del Global Banking Forum, appuntamento organizzato da Eccellenze d’Impresa, il laboratorio di idee e innovazione per le PMI italiane, promosso da GEA, Harvard Business Review e Arca Fondi SGR. Il forum si è aperto con gli interventi di Enrico Sassoon, direttore di Harvard Business Review Italia e presidente di Eccellenze d’Impresa, Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea che dà il patrocinio all’iniziativa, Rony Hamaui, segretario generale di ASSBB Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia. Il panel moderato dal chairman Nazzareno Gregori, presidente ASSBB e direttore generale Credito Emiliano, si è aperto con le riflessioni di Patrizia Grieco, presidente di MPS, sul ruolo della sostenibilità. La Grieco ha sostenuto che non c’è alcun dubbio che le banche possano e debbano diventare un fattore abilitante della transizione ambientale e sostenibile, accompagnando le filiere legate ai combustibili fossili verso una transizione giusta. Per gli intermediari finanziari è invece importante individuare filiere più sensibili che possano funzionare come modelli ha aggiunto Grieco, commentando anche il ruolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, molto importante perché individua filiera di investimento e innovazione che possono essere affiancate dalle banche per aumentare la consapevolezza anche sui temi della gestione del rischio e della sostenibilità. Secondo Giuliano Cicioni, partner e head of Banking di KPMG, il principale problema del sistema bancario italiano è la reddittività ed è inevitabile che la dinamica dell’M&A caratterizzerà i prossimi anni, in cui ci sarà un’importante crescita delle operazioni cross border. La sfida dei prossimi anni sarà riconciliare la presenza del sistema bancario tradizionale con gli elementi di innovazione e tecnologia che nascono al di fuori del sistema bancario e contribuiscono a modificare la relazione tra banca e cliente. Quanto possa essere disruptive l’impatto delle nuove tecnologie è stato illustrato da Elena Lavezzi head of Southern Europe di Revolut, start up che mira a gestire su un’unica piattaforma tutte le risorse e necessità finanziarie dell’utente. Sul problema del gap di reddittività tra le banche italiane ed europee è intervenuto Giuseppe Lusignani vicepresidente di Prometeia, secondo cui la reazione alla crisi generata dalla pandemia si giocherà sul doppio binario della diversificazione dei servizi e della riduzione dei costi, anche attraverso una maggiore razionalizzazione della rete distributiva. Il problema principale restano però gli investimenti in tecnologia che in Italia si attestano sul 3/5 % del margine di intermediazione mentre nei best performer europei è pari al triplo. Le banche portate a investire di più, secondo Lusignani, sono quelle di dimensioni maggiori mentre quelle più piccole sono ancora concentrate a garantire la sicurezza dei canali remoti. Certamente però – ha concluso Lusignani – esistono banche piccole che sono avanzatissime in tecnologia, ma si tratta della eccezione che conferma la regola. Giovanni Sabatini, direttore generale di ABI, ha sottolineato che se è impossibile pensare ad un futuro in cui si possa fare a meno delle banche, altrettanto impensabile è subire o adattarsi passivamente all’innovazione tecnologica, che è in grado oggi di trasformare i tradizionali paradigmi di riferimento. Sabatini ha proseguito sostenendo la necessità di avviare un percorso condiviso a livello europeo che consenta di rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e studiare una possibile futura moneta digitale. Sulla necessità di regole condivise che permettano di preservare il valore sociale che da oltre cinquecento anni ha il sistema bancario è intervenuto Davide Serra amministratore delegato di Algebris Investments. Anche a suo avviso la BCE può giocare un ruolo fondamentale sul tema delle digital currency, accelerando verso la creazione dell’euro digitale.

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