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Rafforzare il sistema di protezione per i minori non accompagnati

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

mediterraneoBruxelles. Alla fine di luglio 2017, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) e le autorità italiane hanno firmato un emendamento al piano operativo per l’Italia. L’EASO ha iniziato a cooperare con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per attuare una nuova misura di sostegno riguardante il sistema di tutela volontaria per minori stranieri non accompagnati.L’Italia è uno dei principali paesi europei di arrivo di minori non accompagnati. Nei primi sette mesi del 2017, attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, ne sono giunti più di 12 500, mentre nel 2016 il numero complessivo di nuovi arrivi ammontava a quasi 26 000.Per affrontare i bisogni specifici di queste persone particolarmente vulnerabili e agire sempre secondo il principio del superiore interesse dei minori in tutte le procedure che li riguardano, ivi incluse quelle legate al sistema di accoglienza e di asilo, a maggio 2017 è entrata in vigore una nuova legge (L. n. 47/2017) contenente “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”. Una delle novità principali di questo testo normativo è sicuramente l’introduzione della possibilità per privati cittadini, precedentemente selezionati e adeguatamente formati, di diventare tutori volontari.EASO lavorerà, quindi, insieme all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per rafforzare l’attuazione di queste misure di protezione per i minori non accompagnati. Le aree di cooperazione includeranno una campagna nazionale di sensibilizzazione mirata all’individuazione di tutori volontari, e il supporto nella selezione e formazione nelle regioni di competenza. È ugualmente previsto lo sviluppo di strumenti pratici e un’attività di assistenza e consulenza. Infine faranno parte di questa cooperazione azioni mirate allo scambio di buone pratiche.
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza è un’istituzione indipendente stabilita dalla legge 112/2011 con l’obiettivo di proteggere e promuovere i diritti dei minori. Ai sensi della legge n. 47/2017, l’Autorità ha il compito di selezionare e formare i tutori volontari nelle regioni dove non è stato nominato un garante regionale.Il supporto che l’EASO garantisce alle autorità italiane è previsto e regolato dal piano operativo 2017 per l’Italia, che include supporto alla procedure di ricollocazione e ricongiungimento familiare nell’ambito del Regolamento Dublino (attraverso la pre-identificazione, l’informativa, la registrazione e la presa in carico dei casi Dublino) e attività relative alla raccolta di informazioni sui paesi di origine.

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Dal sistema democratico al regime della maggioranza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

camera deputatiMentre il vicino oriente continua a generare venti di guerra, l’Italia si incammina decisamente verso l’alterazione del sistema democratico in una regime individualistico a tutela e difesa del leader tanto dei suoi interessi privati che dei suoi presunti reati. Ma siamo sicuri di poter parlare ancora con il linguaggio della vera democrazia? La distorsione culturale della democrazia è la dittatura della maggioranza, quella che solo pochi decenni addietro si chiamava “regime”, che esclude ogni forma di dialettica interna ad ogni società civile e scaturisce, inevitabilmente, in una frattura insanabile tra governanti e popolo governato; è l’esaltazione della iniqua legge del più forte che impone le sue scelte. La prova che un sistema, inizialmente, democratico vira verso il regime della maggioranza è data dal ricorso al “voto di fiducia” che il leader di una maggioranza pone su un libero esercizio di voto, per garantirsi che la maggioranza precostituita obbedisca agli ordini impartiti. Praticamente l’obbligo, per i rappresentanti del popolo, di tacitare la propria coscienza e mettere il cervello all’ammasso. Il voto di fiducia stronca sul nascere qualsiasi velleità di autonoma capacità di giudizio, di critica, di dibattito, è la negazione stessa della democrazia. Quando il ricorso a questo strumento diventa sistema di governo, significa che il concetto stesso di democrazia è giunto al fondo del barile. Non contano più nulla i principi dell’etica politica, contano solamente le decisioni di quel leader, peraltro senza alcuna autorevolezza, che impone le sue scelte, solo con l’autorità del potere, non consentendo nessun diritto di critica o di replica o di libero esercizio della coscienza. La dispersione del sistema democratico e la sua trasformazione in regime della maggioranza, si materializza in eventi che non tengono in nessun conto gli interessi di quel popolo che ha legittimato quella maggioranza. Non c’è nessuna differenza tra il regime della maggioranza che decide unilateralmente di aggredire un Paese con un proditorio attacco bellico in una guerra preventiva, e quello che impone scelte di governo che trascurano gli interessi del popolo, ma non quelli del leader. La differenza sta nella conta dei morti, ma nella sostanza i due comportamenti sono sovrapponibili, essendo entrambi frutto dell’arrogante uso del potere sostenuto da una occasionale e temporanea maggioranza. E’ la quotidiana tragedia alla quale stiamo assistendo: lo scontro di vertice provocato da interessi che nulla hanno a che vedere con il benessere dei popoli, che si tramuta in forme aggressive di belligeranza o di personale tornaconto. Questa costante, dove il più forte vuole imporre la sua legge e il suo tipo di ordine, genera la tragedia della guerra, così come genera una medesima tragedia la scelta economica tornacontista che non tiene in considerazione gli interessi della collettività e soffoca anche la parvenza della dissidenza invocando il voto di fiducia. I “sordomuti” della politica, gli eletti dal popolo che non sanno imporre il diritto di critica, quelli che la dialettica spicciola popolare chiama “i peones”, avallano, con il silenzio, le scelte dei capi, salvando così il proprio diritto a un posto a tavola, dove vengono blanditi con i resti di un lauto pranzo e con gli avanzi del bottino, premio di fedeltà per avere tradito la propria Coscienza e con essa il mandato ricevuto. Tutto ciò genera un vincitore e un vinto; al centro, indistintamente confuso tra vincitori e vinti, sta il popolo sovrano, che sovrano non è più perché non chiamato a dirimere le controversie ed evitare gli abusi con libere elezioni; emergono solo le vittime di una tale dispersione democratica, incolpevoli soggetti sacrificali della logica del non-essere e del volere apparire. (Rosario Amico Roxas)

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“Siamo di fronte all’ennesimo scandalo sul sistema bancario italiano”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

salva banche“In un momento in cui si registra il minimo di fiducia nel sistema del credito da parte dei cittadini italiani. Questo decreto legge, al quale si aggancerà quello di domenica, sul salvataggio della Banca popolare di Vicenza e Banca Veneto, è un regalo alla grande finanza e al capitale finanziario. Il ministro Padoan ha detto oggi che non ci sarà alcun regalo ai privati, peccato però che abbiamo appena appreso che Intesa San Paolo ha comprato questi due istituti a 1 euro mentre il Governo si appresta ad accollare le bad bank sui cittadini italiani., Qual è l’alternativa? Esiste eccome ed è quella di nazionalizzare queste banche, e riservare agli obbligazionisti lo stesso trattamento prevedendo rimborsi. L’alternativa è la divisione tra banche d’affari e banche commerciali, come da nostra proposta di legge; qualcuno deve pagare in primis da parte di Bankitalia e Consob che, ancora una volta, si sono dimostrati inadeguate a esercitare il dovere della vigilanza. Con questo decreto legge si stanno violando gli articoli 3 e 47 della Costituzione, il primo che impone parità di trattamento di fronte alla legge e il secondo che tutela il risparmio. Ed è per questo che Fdi-An voterà sì alle pregiudiziali di costituzionalità”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Walter Rizzetto intervenendo in aula sulle pregiudiziali di costituzionali del disegno di legge di conversione del decreto-legge 16 giugno 2017, n. 89, recante interventi urgenti per assicurare la parità di trattamento dei creditori nel contesto di una ricapitalizzazione precauzionale nel settore creditizio.

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Incendi: Conapo, vigili fuoco insufficienti sistema da rivedere

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

vigili del fuoco“I compiti di lotta agli incendi boschivi sono sotto la responsabilità delle regioni. I vigili del fuoco vi concorrono solo dal 2017 avendo ereditato i compiti del soppresso Corpo Forestale dello Stato senza però un correlato sufficiente numero di uomini e questo mette, tenuto conto dei 3 mila pompieri che già mancavano dall’organico, mette in crisi anche il sistema di spegnimento a terra, non solo aereo. Molte regioni inoltre non hanno valorizzato questa attività dei vigili del fuoco e non hanno ancora stipulato le convenzioni che stanziano i fondi di potenziamento del servizio o lo hanno fatto in modo insufficiente. Ne discende che in alcune regioni la coperta è corta e quando i vigili del fuoco sono impegnati negli incendi boschivi si rischia di non poter garantire le attività di soccorso pubblico urgente. Un quadro variegato a fronte di un rischio incendi diffuso su tutto il territorio e alimentato dal gran caldo, che necessita di soluzioni politiche e linee di indirizzo univoche”. Lo dichiara Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei Vigili del Fuoco, commentando le indicazioni odierne in materia di incendi boschivi fornite alle regioni da parte del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

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Carceri: sistema sicurezza non funziona

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

carcere“Due evasioni in due giorni, tre nell’ultima settimana. Il sistema sicurezza nelle carceri italiane non funziona e gli episodi di queste ore sono un’ulteriore conferma. La situazione, a causa della carenza di personale di Polizia Penitenziaria e dell’assenza di tecnologie adeguate, come denunciato dal segretario nazionale del Sappe, Donato Capece, rischia di diventare davvero pericolosa”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, responsabile del Dipartimento Giustizia del partito.
“Bisogna rivedere il sistema di vigilanza – aggiunge- e far fronte immediatamente alla carenza di personale, abbandonato a se stesso e costretto a turni di lavoro stressanti. Presenterò un’interrogazione al ministro Orlando per sapere cosa il governo intenda fare per rispondere alla esigenza di maggiore sicurezza della Polizia Penitenziaria e degli stessi cittadini italiani. Il sistema non regge. Servono interventi seri”.

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L’Unione Europea rischia di passare dalla padella alla brace

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

“Il presidente della Commissione Juncker sarebbe pronto a dimettersi e in pole per la successione ci sarebbe Katainen. In sintesi: l’ex premier lussemburghese Juncker che ha contribuito a creare un enorme sistema di elusione fiscale che ha tolto miliardi di euro di entrate agli Stati europei verrebbe sostituito dall’ex premier finlandese Katainen che chiese di ipotecare l’Acropoli e il Partenone di Atene in cambio degli aiuti alla Grecia. E il pericolo dell’Europa sarebbero i populisti?». Lo scrive su facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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“Il sistema parlamentare si è trasformato: siamo in presenza ormai di un monocameralismo di fatto”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

senato“Siamo in presenza ormai di un monocameralismo di fatto. Quando un provvedimento, soprattutto un dl, arriva dal Senato, il Governo pone la fiducia alla Camera impedendo ai deputati di discuterlo e di emendarlo. Questa pratica risulta ancora più scandalosa quando si tratta di materia sensibile, come quella che riguarda il sistema bancario”. È quanto ha dichiarati il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli durante la conferenza stampa di presentazione degli emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto legge misure di tutela del risparmio nel settore creditizio (Ac 4280).
“Il governo – ha aggiunto Rampelli – si è letteralmente incartato sul sistema del credito italiano. Questo decreto salva banca, l’ennesimo, è in linea con gli esecutivi di Letta e Renzi: indulgente con il sistema del credito. Evidenti i profili d’ incostituzionalità visto che presenta un’incomprensibile disparità di trattamento tra i risparmiatori delle quattro banche fallite (Banca Etruria, Banca Marche,CariFerrara, CariChieti) dei mesi scorsi e i risparmiatori del Monte dei Paschi di Siena. Nel corso del dibattito abbiamo tentato di attribuire la paternità di questi disastri non solo ai manager ma anche e soprattutto al Pd. Giova ricordare nel caso di Mps che gli enti territoriali e locali, da sempre governati dal Pci ieri e dal Pd, oggi esprimono consiglieri di amministrazione: lo fa il Comune di Siena, lo fa la Regione Toscana che nominano entrambi propri componenti nel cda. Per questo continuiamo a reclamare la commissione d’inchiesta monocamerale sul sistema del credito in Italia per fare luce sulla gestione dei risparmi degli italiani dal secondo dopoguerra a oggi”.
“Il punto di caduta dei Dem è stato e resterà quello delle banche. – ha osservato il deputato Walter Rizzetto- Guardiamo quanto è accaduto alla ministra Boschi e a suo padre. Per colpa del Partito democratico la legislatura è paralizzata, in aula si fa ben poco e anche questa volta in modo vigliacco è stata posta la fiducia per evitare il confronto. Non capiamo la ratio di questo provvedimento. La disparità di trattamento tra alcuni risparmiatori parzialmente indennizzati e altri che vengono totalmente indennizzati lede il principio di uguaglianza tra i cittadini (art. 3) e la tutela costituzionale del risparmio (art. 47)”.

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Banche: Laffranco (Fi), operazione verità per ricostruire sistema-Paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

camera deputati“Forza Italia ritiene che si debba prima discutere e poi agire senza indugio sulla questione della crisi del sistema bancario. Perché parlare di banche significa parlare di credito ma significa parlare anche di risparmio, di imprese, di famiglie e quindi di economia e di società. Parlare di risparmio poi significa parlare della nostra cultura, tradizione, del nostro essere Nazione. Noi volevamo arrivare al risultato a cui sembra oggi si possa arrivare, ossia fare una grande operazione di verità e di trasparenza non contro qualcuno, ma per ricostruire la credibilità del sistema-Paese. L’operazione verità vuole, anche, dotare il nostro Paese di una strategia nell’affrontare la questione bancaria che fino ad oggi non c’è stata. Il nostro Paese deve capire che è necessario rinegoziare la permanenza nell’Unione bancaria europea, perché non possiamo accettare che la vigilanza europea adotti parametri diversi tra paese e paese. La nostra azione verità serve anche a questo. Ma serve anche a correggere gli errori del passato, a dare una tutela autentica ai risparmiatori, tutti ed in maniera equa. Serve a verificare le responsabilità del management, ad affrontare il tema del conflitto d’interessi nei consigli d’amministrazione delle banche. Serve a lavorare per arrivare alla separazione tra banche d’affari e banche commerciali, per avere la trasparenza sui grandi debitori. Serve ad arrivare ad un intervento serio dello Stato in questi salvataggi, che vanno fatti con spirito imprenditoriale. Noi vogliamo lavorare per ricostruire la credibilità del sistema Italia, correggendo i gravi errori del passato e lavorando in Europa per nuove regole. Perché la nostra stella polare è solo l’interesse dell’Italia e degli italiani.” Lo afferma Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia, intervenendo in aula nel corso della discussione delle mozioni sulla crisi del sistema bancario.

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Il sistema elettorale giusto

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

urne-voteSarà la saggezza degli Ottanta, anche se noi dubitiamo, o piuttosto la preoccupazione per l’attacco francese a Mediaset, che rende ragionevoli pure i recalcitranti incalliti, sta di fatto che in questa fase Silvio Berlusconi si sta guadagnando la palma di uomo politico più equilibrato e affidabile. Persino al Quirinale, dove è notorio che non godesse di particolare stima (e viceversa), la pensano così. Dunque, per quanto possa sembrare paradossale, è dal vecchio leader di Forza Italia che passa la possibilità che nei prossimi mesi l’asse Mattarella-Gentiloni abbia il sopravvento su quello Renzi-renzisti, che anche dopo l’assise generale del Pd si conferma il nemico numero uno del governo che pure, e non a torto, è stato definito “Renzi bis”. È infatti il Cavaliere ad aver imboccato la strada più giusta per arrivare ad una legge elettorale finalmente ragionevole, proponendo di adottare, senza correzioni all’italiana che finirebbero per storpiarlo, il sistema tedesco, che è un proporzionale corretto dalla soglia di sbarramento (5%) e dalla sfiducia costruttiva (non puoi buttar giù un governo se non ne hai già un altro pronto), così da coniugare in modo equilibrato la rappresentanza con la governabilità. Cioè il più adatto per l’Italia, in assoluto – lo era già al momento del referendum Segni, quando si volle forzare la mano imponendo il maggioritario – e a maggior ragione ora che il sistema politico è divenuto tripolare. Dunque, si colga la disponibilità di Berlusconi e si (ri)costruisca quell’alleanza riformisti-moderati che sia il Cavaliere sia Renzi hanno avuto il grave torto prima di ridurre a patto occulto di potere (Nazareno) e poi di rompere.Viceversa, Renzi ha offerto al Pd sia un’analisi povera e poco convincente del voto referendario – non basta riconoscere di aver perso, quello è il minimo, bisogna capirne i motivi e proporre soluzioni politiche, non mediatiche – sia la riesumazione del Mattarellum, che è strumento adatto solo ad uno schema bipolare della realtà politica, tant’è che fu inventato per regolare lo scontro tra centro-destra e centro-sinistra che ha tenuto banco nella cosiddetta Seconda Repubblica. Il gioco di Renzi è fin troppo chiaro, al di là della furbizia di buttar lì una legge che porta il nome del Presidente della Repubblica: da un lato, l’ex primo ministro vuole provare a forzare la mano per vedere se passa la sua proposta, dall’altro la usa per bloccare quelle altrui. Tutto deriva da un difetto di analisi, e cioè partire dal presupposto che il 40,8% di Sì referendari siano voti di Renzi, facilmente trasportabili (e magari pure aumentabili) alle prossime elezioni politiche. Cui si aggiunge l’errore di credere che il Pd vincerebbe sia se dovesse vedersela con il centro-destra sia con i grillini. Perché è ragionevolmente vera la prima cosa, ma trattasi di circostanza non data, sia perché il vecchio centro-destra non esiste più – Salvini ha scientemente deciso di rompere il giocattolo, ed è meglio così viste le posizioni lepeniste che la sua Lega è venuta assumendo – sia perché sarebbe comunque terzo nella corsa a tre. Mentre è assai probabile che la partita sia tra il Pd (o il centro-sinistra) e il M5S, ma dubitiamo che in quel caso a vincerla sia Renzi (o chi per lui alla guida del partito Democratico). Tra l’altro, se Renzi abbandonasse la linea “continuista” basata sull’affermazione, anche un po’ puerile, “abbiamo fatto scelte giuste comunicate in modo sbagliato”, e cercasse nel profondo della società italiana, troverebbe almeno due ragioni forti della sua sconfitta su cui varrebbe la pena di lavorare. La prima riguarda il motto, ormai consunto, de “l’uomo solo al comando”. Forse gli italiani, dopo tanti fallimenti, hanno capito che quella semplificazione non porta ad un più alto tasso, quantitativo e qualitativo, di governabilità. Anzi. La seconda ragione attiene all’economia. Il malcontento vero – e ce n’è molto anche tra chi ha votato Sì – sta su questo fronte, e nulla abbiamo ascoltato che ci faccia capire come la politica economica messa in campo nei mille giorni di Renzi sia stata oggetto di una revisione critica. Il fatto che il primo atto del governo Gentiloni ha dovuto essere quello a salvaguardia delle banche in difficoltà, per toglierle dalle grinfie del bail-in, la dice lunga sulla miopia dell’esecutivo precedente, che ha lasciato incancrenire le cose solo per evitare di pagare un prezzo elettorale in sede di referendum (che tra l’altro ha poi pagato lo stesso).
Naturalmente, se “Atene piange, Sparta non ride”. Lo spettacolo indecoroso prodotto dalla giunta pentastellare di Roma va ben al di là del Campidoglio, perché mostra come la protesta (fondata) verso l’establishment, politico e non solo, si sia indirizzata verso un “non partito” che manca dei requisiti democratici mentre non si fa mancare alcuno dei difetti delle forze politiche tradizionali. Il “continuismo” (anche qui) che Grillo ha scelto per non pagare dazio (ma prima o poi lo pagherà) ci restituisce un movimento che è rimasto al “vaffa” verso tutto e verso tutti, e non è stato capace – ma come poteva? – di accumulare un granello non si dice di saggezza politica, ma almeno amministrativa. Hanno voglia i nostri amici Bersani e Giulio Sapelli (a Roma Incontra del 12 dicembre) di spiegarci che è bene che la protesta sia stata incanalata dai grillini fuori da un quadro di violenta ribellione. Perché il tasso di populismo che è insito nel movimento e quei tratti che non abbiamo remore a definire “fascitoidi” che esso ha, rendono i vantaggi (ammesso e non concesso che davvero ci siano) decisamente inferiori agli svantaggi.Insomma, diranno i nostri lettori: Terza ci disegna un quadro da cui emerge la necessità di una vera e propria rifondazione della politica italiana, e questo cozza con l’auspicio, di cui abbiamo parlato già la settimana scorsa e che ora ribadiamo con ancor più forza, di lunga vita al governo Gentiloni. No, non c’è contraddizione. Primo perché uno dei compiti di questo governo è riformulare la legge elettorale, la quale è la base su cui poggia la nascita di una nuova stagione politica (la famosa Terza Repubblica). Secondo perché se si vuole voltar pagina occorre ridisegnare l’impianto istituzionale, e siccome l’unico modo per farlo senza commettere gli errori di Renzi è affidarne il compito ad un’Assemblea Costituente, questo può essere il governo giusto per assumersi la responsabilità di indicare questa strada al Paese e al Parlamento. E terzo perché il carattere necessariamente transitorio di questo esecutivo (se anche andasse a fine legislatura, avrebbe davanti poco più di un anno) è la sua debolezza ma anche la sua forza. Confidiamo che il 2017 sia un anno di novità positive. E per questo vi e ci facciamo tanti auguri. Terza torna dopo la Befana. (Enrico Cisnetto direttore Terza repubblica.it)

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Immigrazione: sistema sotto stress

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

ministero interniSecondo i dati del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, dal 1 gennaio 2016 a oggi (26 ottobre 2016) in Italia sono sbarcati 156.705 migranti, facendo registrare un aumento del 12,16%. In Piemonte al momento sono presenti 13.007 immigrati, su una popolazione di più di 4 milioni di abitanti, suddivisi tra strutture temporanee prefettizie (11.801) e progetti SPRAR (1.206), gestiti direttamente dai Comuni.
L’assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte ha sottolineato come il sistema di accoglienza a livello nazionale e regionale sia sotto stress. La speranza è che il fatto che la novità dell’apertura permanente del bando per l’adesione dei Comuni ai progetti del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) possa permettere di colmare lo squilibrio con i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) gestiti dalle prefetture. I comuni piemontesi che attualmente accolgono sono neanche un 1/4 del totale e da questo punto di vista i margini di miglioramento sono ampi, mantenendo il principio di un’accoglienza diffusa.
A metà del 2014 si stabilì che i rifugiati arrivati in Piemonte dovessero essere distribuiti sul territorio regionale in modo equo: il 40% del totale in provincia di Torino e il 60% sul resto del territorio. L’assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte auspica che si possa mantenere tale suddivisione e che possa essere risolto il problema che sarebbe sorto a Novara, chiarendo che l’accoglienza non riguarda solo la città, ma l’intero territorio provinciale.

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Un sistema bancario malato, non solo in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 luglio 2016

banca mondialeIl malato è ancora una volta l’intero sistema bancario internazionale. Da una recente analisi fatta dal Wall Street Journal sulle 20 maggiori banche mondiali, tra cui la JP Morgan Chase, la Goldman Sachs, la Deutsche Bank e la nostra Unicredit, risulta che dall’inizio dell’anno esse hanno perso almeno 500 miliardi di dollari del valore delle loro azioni quotate in borsa.
Circa un quarto della loro capitalizzazione di mercato. Al momento della pubblicazione dello studio le azioni dell’inglese Barclay’s, del Credit Suisse e della Deutsche Bank avevano perso circa la metà del loro valore, quelle della Bank of Scotland erano cadute del 56% e quelle della UniCredit di quasi due terzi!
Secondo la banca delle banche centrali, la Banca dei Regolamenti Internazionali, l’intero sistema bancario internazionale sta registrando un netto ridimensionamento dei crediti interbancari ed in particolare di quelli verso le imprese non finanziarie, con la sola eccezione della Cina e di alcuni Paesi asiatici. Il problema principale per le banche è adesso l’effetto del tasso di interesse zero che, in verità, avrebbe dovuto aiutarle fornendo liquidità senza costi.
Oggi si racconta un’altra storia. Nel mondo, infatti, obbligazioni e altri tioli di debito per quasi 12 trilioni di dollari sono entrati nel cono d’ombra dell’interesse negativo. L’intero sistema è compresso nella morsa fatta da un debito crescente, da una produttività in diminuzione e dall’inefficacia delle politiche monetarie cosiddette accomodanti. Una simile combinazione crea ovviamente instabilità e perdita di fiducia.Perciò si è tornati a ventilare la possibilità o la necessità, di creare delle fusioni tra mega banche per dare ‘l’illusione’ di maggiore forza e solidità, ignorando il fatto che due debolezze non fanno una forza. Al contrario, i giornali tedeschi citano nuovi studi, come quello del centro di consulenza bancaria ZEB, limitati alle maggiori 50 banche europee, dove invece si parla di rischio di contagio tra le banche in crisi che hanno un livello di profitto inferiore al costo del capitale.
Non deve quindi sorprendere se anche il Fondo Monetario Internazionale indica la Deutsche Bank, seguita a ruota dall’inglese Hong Kong Shanghai Bank e dal Credit Suisse, come “la più importante ‘too big to fail’ che contribuisce ad aumentare i rischi sistemici”.
D’altra parte un confronto tra la situazione della Deutsche Bank di oggi e quella della Lehman Brothers prima del fallimento è devastante. La banca americana aveva attivi per 639 miliardi di dollari e debiti per 619 miliardi con un pacchetto di derivati otc pari a circa 35 trilioni di dollari. Ogni sua azione valeva 25 dollari nel 2007 e 10 centesimi nel 2009!
La DB ha attivi per 1630 miliardi di euro e debiti per 1560 miliardi a cui occorre aggiungere 428 miliardi di prestiti. A fine 2015 aveva in pancia derivati otc per 42 trilioni di euro. Un anno prima erano 52 trilioni. L’azione DB valeva 135 dollari nel 2007 e oggi ne vale 17.
E’ in questo contesto che si colloca anche l’emergenza bancaria italiana che necessiterebbe di 150 miliardi di euro per stabilizzare il sistema. Nei giorni passati si sono sentite dichiarazione ufficiali che fino a qualche ora prima sembravano venire solo da ‘voci fuori dal coro’. Si pensi al governatore Ignazio Visco che non esclude nuovi bail out, “interventi pubblici” per salvare le banche o al presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che denuncia il bail in come anticostituzionale!
E’ ovvio, quindi, che non c’è ragione di presentare ‘l’altro’ come se fosse in condizioni peggiori: l’americano per gli europei, la Deutsche Bank per Roma o le banche italiane per i tedeschi.
A otto anni dall’esplosione della crisi globale dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che il sistema finanziario vive una situazione ancora peggiore. Peggiore in quanto i comportamenti rischiosi delle banche sono continuati e sono stati tollerati, mentre l’economia globale è stata indebolita da una progressiva recessione e le autorità monetarie hanno esaurito tutte le munizioni standard.
Si ripropone quindi, con più urgenza, la necessità di approntare insieme regole efficaci e stringenti per riportare la finanza e il sistema bancario nell’alveo della loro vera missione, cioè quella di fornitori di credito alle politiche di sviluppo e di crescita.
Si tratta perciò di sganciare il sistema bancario e finanziario dalla costante “tentazione speculativa” attraverso la reintroduzione della legge Glass-Steagall, la separazione bancaria voluta dal presidente Roosevelt proprio per affrontare gli eccessi speculativi delle grande crisi del ’29, di proibire alle grandi banche di giocare alla roulette dei derivati otc e di vietare in borsa le vendite allo scoporto. Basta con i bail out e i bail in.Questa è la vera sfida di fronte ai governi e a quei leader politici che sentono la responsabilità di essere statisti e non soltanto politicanti di successo. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Analisi sul presente e il futuro del modello economico e politico mondiale basato sulla globalizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

copertina“Il modello politico, economico e sociale detto della ‘globalizzazione’ ha dominato gli ultimi decenni, contribuendo a raddoppiare la ricchezza nel mondo, a far uscire dalla povertà estrema un miliardo e mezzo di persone e ad ampliare la sfera dei diritti su scala, appunto, globale. Ma adesso, nel 2016, la grande questione della nostra epoca è: il sistema della ‘globalizzazione neoliberista’, per usare la definizione cara ai suoi detrattori, regge ancora o è sotto attacco proprio perché arrivato al capolinea?”. Così apre il proprio editoriale Christian Rocca nel nuovo numero di IL, mensile del Sole 24 Ore dedicato alle Idee e al Lifestyle, in edicola con il quotidiano da venerdì 17 giugno, che nella storia di copertina cerca di rispondere alla domanda “Che cosa c’è dopo la globalizzazione?”. “A fronte di una sempre più diffusa critica al sistema, evidenziata dai consensi fino a poco tempo fa impensabili per Trump e Grillo, per la destra nazionalista e la sinistra radicale, con questo numero di IL – aggiunge Christian Rocca – torniamo a ragionare sul punto: ok, per effetto della grande redistribuzione della ricchezza di questi anni, dal Nord al Sud del mondo, la classe media occidentale cresce meno di quella asiatica, anche se resta più ricca, e aumentano le diseguaglianze interne e tutto quanto, ma – di grazia – qual è l’alternativa alla globalizzazione?” Tra scenari possibili, la mappa degli accordi bilaterali e internazionali, l’analisi dell’aumento di viaggiatori e connessioni, la storia di copertina dedica quattro pagine al “Global report” di Guido De Franceschi e Davide Mottes che con numeri e infografiche spiegano “35 anni (su 36) con il segno +”. Se è infatti vero che mentre la popolazione mondiale è aumentata a tassi costanti, la linea della crescita del Prodotto interno lordo è più frastagliata e, 2009 a parte, il Pil mondiale è comunque sempre cresciuto rispetto all’anno precedente. (copertina)

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Il sistema delle DOP e delle IGP per il comparto agroalimentare

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2016

Con 61 Consorzi rappresentativi di 63 prodotti tutelati ad esso appartenenti “copre” circa il 90% del valore economico complessivo delle IG italiane e circa 1/3 del valore economico totale attribuito alle produzioni agroalimentari IG europee: AICIG, Associazione Italiana dei Consorzi Indicazioni Geografiche si presenta a CIBUS 2016 a Parma dal 9 al 12 maggio come ambasciatore del sistema delle DOP e IGP in un contesto istituzionale particolarmente significativo, ovvero lo stand del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, presso il quale sono in programma una serie di appuntamenti per soci e operatori del settore, in particolare convegni, incontri a tema, degustazioni e occasioni di formazione e confronto.”Il sistema delle DOP e delle IGP per il comparto agroalimentare rappresenta una garanzia di qualità certificata e di conseguenza la punta di diamante della produzione Made in Italy – afferma il Presidente di AICIG Giuseppe Liberatore. Molti dei prodotti italiani che possono fregiarsi di tale riconoscimento sono i nostri ambasciatori nel mondo e hanno uno stretto legame con il territorio di riferimento: di questi, una parte importante ha le proprie radici in Emilia giuseppe liberatoreRomagna, considerata la regione con la più alta concentrazione di denominazioni di origine e indicazioni geografiche. Pensiamo all’Aceto Balsamico di Modena IGP che esporta oltre il 90% della produzione totale o al Parmigiano Reggiano DOP, al Prosciutto di Parma DOP e ancora al Grana Padano DOP”.Ad oggi le IG agroalimentari italiane registrate sono 282, di cui 165 DOP e 117 IGP, per una produzione in volume certificata di 1,47 milioni di tonnellate corrispondente a 6,4 miliardi di euro di valore alla produzione e circa 13,2 miliardi di euro al consumo. Anche l’export – che incide mediamente sul 40% della produzione) – si mantiene in crescita con valori quasi raddoppiati (in percentuale) rispetto al risultato dell’agroalimentare totale.
La partecipazione di AICIG presso lo stand E068 (pad. 3) del Mipaaf avviene nell’ambito di una stretta collaborazione con il suddetto Ministero con l’obiettivo di valorizzare il Made in Italy agroalimentare e promuovere le Indicazioni Geografiche – intese anche come stile di vita e di consumo nonché come valore storico-culturale dei territori di produzione – sostenerle in ambito nazionale, comunitario ed internazionale anche attraverso un monitoraggio costante dell’evoluzione normativa del settore e allo stesso tempo fornire altresì un supporto informativo e un orientamento al consumatore verso scelte di qualità, informare puntualmente non solo i produttori ma anche gli operatori di settore in ambito nazionale ed internazionale per creare consapevolezza sulle potenzialità del comparto dell’agroalimentare di qualità e ribadire l’importanza delle indicazioni geografiche nel settore della grande distribuzione veicolando messaggi rappresentativi di una garanzia per il consumatore. Ma non solo: con questa partnership oltre a rafforzare l’immagine di unità dell’intero apparato istituzionale nella difesa dei prodotti agroalimentari Made in Italy, si intende sottolineare altresì l’importanza strategica del fare sistema nella definizione di politiche di promozione e valorizzazione di tali prodotti, così come delle identità storico-culturali dei distretti di riferimento. Uno degli scopi indicati nello statuto di AICIG è infatti favorire lo sviluppo omogeneo del settore delle IGP promuovendo un confronto permanente tra in Consorzi di Tutela riconosciuti anche se appartenenti a filiere differenti e favorire la crescita economico-sociale dei distretti produttivi, attraverso un monitoraggio sul corretto funzionamento del legame tra IG, territorio, cultura e turismo al fine di innescare sinergie positive.Nei giorni di CIBUS, il palinsesto di AICIG sarà dunque ricco di eventi: l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche sarà presente in rappresentanza di tutti e 61 i Consorzi di Tutela che ne fanno parte, anche se presso lo stand del Mipaaf saranno presenti Grana Padano DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP, Aceto Balsamico di Modena IGP, Provolone Valpadana DOP, Oliva La Bella della Daunia DOP, Pomodoro di Pachino IGP, Oli DOP Chianti Classico, Riviera Ligure, Val di Mazara e Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP. Numerosi altri consorzi di tutela saranno comunque presenti con stand individuali.
Tutti i giorni verrà dedicato uno spazio alla formazione per i Consorzi soci e saranno presentati i Manuali DOP e IGP realizzati da Aicig su progetto di Ismea, così come tutti i giorni sono previste sessioni di degustazione di prodotti DOP e IGP. Tra gli appuntamenti da non perdere, l’inaugurazione lunedì 9 maggio alla presenza del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina – seguita dalla presentazione del Consorzio di Tutela Ricotta di Bufala Campana DOP, una dimostrazione di filatura e mozzatura della Mozzarella di Bufala Campana DOP e una degustazione guidata di oli DOP Chianti Classico, Riviera Ligure e Val di Mazara – la tavola rotonda Martedì 10 maggio tra GDO e Mipaaf su “Accordo tra Ministero e Grande Distribuzione per la promozione dei prodotti DOP e IGP: più spazio nei punti vendita alle eccellenze della produzione agroalimentare” e il convegno – nel pomeriggio dello stesso giorno – del Mipaaf sulla Protezione Internazionale delle Indicazioni Geografiche con la presenza della Commissione Europea, a cui seguirà una presentazione a cura del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP del video-tutorial con Adua Villa per imparare tutti i segreti sull’oro nero. Nella giornata di mercoledì 11 maggio, da segnalare la II edizione del progetto Sos Food Blogger organizzato dal Consorzio di Tutela del Grana Padano in collaborazione con il Consorzio Mortadella Bologna IGP e il Consorzio Piadina Romagnola IGP e una serie di eventi dedicati all’Aceto Balsamico di Modena IGP con degustazioni narrative sensoriali e momenti dedicati all’abbinamento di questo prodotto d’eccellenza con la pizza. Nello stesso giorno, si terrà anche la presentazione del portale DOP IGP http://www.dop-igp.eu, l’incontro-presentazione del sistema consortile ai buyers ICE e l’aperitivo italiano “bianco rosso e verde” con DOP e IGP, in particolare la Mozzarella di Bufala Campana, il Pomodoro di Pachino e l’oliva Bella della Daunia. Un appuntamento, quest’ultimo, che verrà replicato anche il giorno seguente, giovedì 12 maggio, quando la manifestazione si avvia a chiudere in bellezza con due incontri dedicati al Provolone Valpadana DOP e al Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP. (foto: giuseppe liberatore)

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Riforma del sistema Radiotelevisivo e direttiva servizi media audiovisivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

BruxellesBruxelles giovedì 3 marzo 2016 dalle ore 15 alle ore 18 e 30, al Parlamento Europeo, presso la sala ASP 1E2, in un incontro organizzato dalla Parlamentare del Gruppo EFDD- Movimento 5 stelle, Isabella Adinolfi. L’Incontro, moderato dal Giurista Fulvio Sarzana vedrà tra gli altri, la partecipazione del presidente della Commissione di vigilanza sulla RAI, Roberto Fico, della stessa parlamentare presso la Commissione Cultura del Parlamento Europeo Isabella Adinolfi, del Presidente dell’Associazione REA-Radio televisioni Associate Antonio Diomede, del Professore di diritto costituzionale e diritto delle comunicazioni elettroniche all’Università di Milano Marco Orofino, e del Blogger e Giornalista Piero Ricca. L’evento è gratuito.

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Primo bilancio sui 10 anni della Legge 219 sul sistema trasfusionale

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2015

trasfusioneLa legge 219 sul sistema trasfusionale è giunta al suo decimo anno dalla sua emanazione. Per celebrare questo anniversario Avis Nazionale ha promosso un convegno presso la Sala del Mappamondo della Camera dei Deputati a Roma dal titolo “Una legge che fa buon sangue” che ha permesso di stilare un bilancio dei primi 10 anni dall’entrata in vigore. Ogni anno in Italia si effettuano oltre 3000000 di emocomponenti e Avis è presente su tutto il territorio nazionale con 1.314.316 soci (compresa la Svizzera) distribuiti in 3384 (+ 20 in Svizzera) sedi locali, 122 provinciali ed equiparate, 21 regionali. Vincenzo Saturni, presidente di Avis Nazionale ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’evento:”È stato importante dialogare in un prestigioso luogo istituzionale come la Camera dei deputati sui primi anni 10 di vita di una legge che ha avuto – e ha ancora – il grande merito di porre le associazioni di volontariato del sangue al centro del sistema.
Non si è trattato di un momento auto celebrativo, benché sia innegabile che siano stati ottenuti da tutti gli attori ottimi risultati, quanto piuttosto di un’occasione per discutere delle prossime sfide che attendono il sistema. Un sistema, quello italiano, chiamato sempre più a dare risposte ai pazienti, i veri beneficiari del gesto di gratuità della donazione, e a diventare punto di riferimento in un’Europa dove ci sono ancora pressioni perché la donazione di sangue esca dalla sfera della gratuità”.
All’incontro hanno partecipato le associazioni di volontari del sangue del CIVIS (AVIS, Croce Rossa, FIDAS e Fratres), il presidente della SIMTI, Claudio Velati, il direttore del Centro nazionale del Sangue, Giancarlo Liumbruno. Quest’ultimo ha illustrato alcuni dati interessanti:”8000 emocomponenti trasfusi al giorno, oltre 1700 pazienti al giorno, 600mila pazienti all’anno”.

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Campania: 75 milioni di euro a valere sui fondi UE per migliorare la qualità dell’acqua e l’infrastruttura ambientale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

napoliLa Commissione europea ha adottato il progetto “Risanamento Ambientale Corpi idrici Superficiali delle Aree interne” del valore di 100 milioni di euro con un contributo del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione pari a 75 milioni di euro. Corina Creţu, Commissaria responsabile per la politica regionale, ha affermato: “Questo è un investimento importante per la Campania e rappresenta un buon esempio di come i nostri investimenti regionali contribuiscano a migliorare la qualità della vita dei cittadini proteggendo nel contempo l’ambiente”.Il progetto mira a ripristinare la qualità dell’acqua del Volturno e di alcuni dei suoi affluenti. Esso ha per oggetto gli impianti di trattamento delle acque reflue e il miglioramento del sistema fognario della zona che comprende 46 comuni delle province di Avellino, Benevento e Caserta in Campania.Il progetto interessa direttamente circa 194 000 abitanti e prevede la costruzione di 10 impianti comunali e intercomunali di depurazione delle acque reflue con trattamento biologico secondario. Il progetto prevede inoltre la riabilitazione dei cinque impianti esistenti di trattamento delle acque reflue, la costruzione di 50 km di collettori fognari per il ciclo di depurazione e l’estensione di circa 60 km delle condotte fognarie esistenti. Il progetto assicurerà la messa in conformità con la direttiva quadro sulle acque (direttiva 2000/60/CE).
Si tratta di un “grande progetto” in relazione al quale l’investimento complessivo (IVA compresa) supera i 50 milioni di euro ed è quindi subordinato a una decisione specifica della Commissione europea, mentre per altri tipi di progetti l’approvazione avviene ai livelli nazionale o regionale.Il progetto è cofinanziato nel contesto del Programma operativo regionale “Campania” 2007-2013 e nell’ambito dell’asse prioritario I “Sostenibilità ambientale e attrattività culturale e turistica”.
L’Italia è destinataria di fondi a valere sulla politica di coesione pari a 28,8 miliardi di euro per il periodo 2007-2013 e a 32,2 miliardi di euro per il 2014-2020.

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Nuovo sistema di identificazione digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2015

tar lazioIl TAR del Lazio ha dato ragione ad Assintel e Assoprovider: le due associazioni di Confcommercio avevano impugnato il Decreto SPID in quanto lesivo della concorrenza nell’ambito della costruzione del nuovo sistema di identificazione digitale.La prima sezione del tribunale amministrativo ha infatti annullato le prescrizioni contenute nell’articolo 10 del Decreto della Presidenza del Consiglio (G.U. n. 285 del 9 dicembre 2014), accogliendo in toto le censure articolate dallo Studio legale Sarzana e Associati, relativamente ai requisiti necessari per esercitare le attività degli Identity Provider.Il pomo della discordia è stato il requisito che impone un capitale sociale sproporzionato per potersi accreditare come fornitori dello SPID, capitale a cui gli operatori pubblici non sono invece soggetti: questo avrebbe dato luogo ad una indebita discriminazione in favore di questi ultimi, introducendo effetti distorsivi nel mercato e cagionando una rarefazione della concorrenza nel settore, in pieno contrasto con quanto prescrive l’ordinamento comunitario.“E’ un primo grande risultato per ridare dignità alle piccole imprese digitali, in un Paese in cui l’Innovazione è troppo spesso appannaggio di poche grandi realtà che falsano il mercato”, commenta Giorgio Rapari, Presidente Assintel.“La digitalizzazione del paese deve essere un processo partecipativo non discriminatorio e lo Stato non può contemporaneamente auspicare la nascita e sviluppo delle startup e poi limitare artificiosamente i settori nei quali queste possono operare. L’innovazione non è una questione di capitale sociale ma solo e soltanto di capitale umano. Assoprovider ritiene che sia giunto il tempo di rimuovere tutti i vincoli che frenano la diffusione dal basso dei servizi e della tecnologia, cosa che riguarda anche il vincolo di 1 milione di euro di capitale sociale minimo richiesto per divenire gestore di Posta Elettronica Certificata”. Dino Bortolotto, Presidente Assoprovider

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Sistema irriguo Irriframe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 febbraio 2015

sistema irriguo IrriframeRisparmiare annualmente almeno 500 milioni di metri cubi d’acqua: è questo l’obbiettivo dichiarato anche in sede internazionale dall’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) per il sistema irriguo Irriframe attualmente attivo in 60 Consorzi operanti su quasi il 50% della superficie irrigua nazionale (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna). L’annuncio è stato dato a Marsiglia, in Francia, durante il Forum sull’acqua, organizzato dalla Regione Paca, presenti i rappresentanti dei Paesi euromediterranei, interessati ad una virtuosa gestione della risorsa idrica. Ampio è stato l’interesse suscitato dal software italiano che, attraverso la combinazione di più parametri, offre il miglior consiglio irriguo all’agricoltore, permettendo un risparmio fino al 25% nel fabbisogno d’acqua (nel 2014 sono stati calcolati oltre 150.000 bilanci idrici, interessanti circa 9.000 appezzamenti di terreno ed inviati più di 30.000 sms di consiglio irriguo agli agricoltori); ne sono conseguenza le numerose richieste di missioni straniere per verificare l’applicabilità di tale tecnologia “made in Italy” in altre zone del Pianeta. Il sistema Irriframe, che sarà tra i protagonisti di Expo 2015, è stato molto apprezzato anche dalle associazioni ecologiste presenti, perché risponde ad esigenze ambientali (preleva una quota di risorsa sostenibile e mirata a raggiungere un equilibrio ambientale tra apporti naturali ed impieghi), produttive (crea valore aggiunto alla filiera acqua, massimizzando il reddito dell’agricoltore e liberando risorse crescenti per l’impiego nei settori industriale e civile), etiche (armonizza l’irrigazione con altre pratiche colturali per fornire prodotti agricoli sempre più sani e con ridotto impiego di antiparassitari, diserbanti, concimi).
“L’impegno green dei Consorzi di bonifica italiani – commenta Anna Chiumeo, Direttore dell’Unione Regionale Bonifiche Puglia, che ha rappresentato l’ANBI al Forum di Marsiglia – è attivo anche nel campo delle energie rinnovabili attraverso l’annuale produzione idroelettrica di oltre 380 milioni di kilowattora, cui aggiungerne altri 2 milioni circa derivanti dal fotovoltaico. Non solo: sono in atto in alcuni Consorzi di bonifica, di cui uno pugliese, sperimentazioni sull’uso di materiale boschivo e fogliame, in particolare di ulivi e viti, per trasformarlo in “pellet“ o per adoperarlo nel riscaldamento di edifici pubblici. Tutto questo impegno – conclude la rappresentante A.N.B.I. – porta alla conservazione della risorsa acqua ed alla riduzione dell’inquinamento, garantendo sviluppo economico e sociale.”

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Co-produzione USA-ITALIA: Delta Star Pictures incontra a Los Angeles i produttori di Hollywood

Posted by fidest press agency su martedì, 20 gennaio 2015

produttoriLOS ANGELES – Si sono svolti in questi giorni a Sherman Oaks, Studio City di Los Angeles, diversi incontri di business. Per l’Italia era presente all’incontro statunitense il regista 3D e producer Jordan River (AD della Delta Star Pictures) che ha illustrato la volontà nel collaborare per creare un ponte tra USA e Italia per nuovi progetti innovativi in 3D e destinato al mercato internazionale, con particolare riguardo al sistema IMAX 3D. La Delta Star Pictures è nata infatti come azienda “Start-up innovativa” riconosciuta in Italia ai sensi del Decreto Crescita 2.0 e opera nel campo dell’audiovisual high technology – specializzata proprio nella produzione 3D Stereovision; a Roma il suo quartier generale che, proprio in questi giorni, si sta traferendo al Parco Tecnologico, Tiburtino Valley. Alla serie di incontri a Los Angeles erano presenti fra gli altri Mr. Michael I. Levy (da oltre 40 anni nel cinema USA, collaborazione per FOX-CBS Tri-Star Motion Pictures/Columbia Pictures etc. e una dozzina di film con la 20th Century Fox statunitense), Mr. Steve Braun (casting director di Hollywood e titolare della BGB Studio), Ms Julia Robertson (produttrice americana della Golden Dragon) e il presidente della Y.F.F. Shi Yanfan. (foto produttori)

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Appalti: è necessario un nuovo codice?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 gennaio 2015

appalti-pubblici-biproget1“La proposta di Cantone di istituire un albo nazionale per la formazione delle commissioni di gare per l’assegnazione dei contratti pubblici, attraverso un sistema di sorteggio, tra professionalità con competenze specifiche strettamente connesse al tipo di appalto, ci vede perfettamente d’accordo” lo dichiara, in una nota, Vincenzo Garofalo, capogruppo di Ap (Ncd – Udc) in commissione Trasporti alla Camera.“Come ha sottolineato il presidente Nunzia De Girolamo, ciò va nella direzione da noi sempre auspicata, ovvero quello della trasparenza e rispetto delle regole. Il gruppo Ncd, infatti, aveva presentato un emendamento in tal senso nella legge di stabilità, e lo ripresenterà alla legge delega per la riforma del Codice degli appalti” spiega.“E’ bene sottolineare che già nel 2010 il Governo si era espresso in questa direzione e che Camera e Senato avevano approvato, nel nuovo Regolamento del Codice degli appalti pubblici, forme di selezione analoghe per i soggetti partecipanti alle gare. Ci adopereremo per introdurre, finalmente, questo basilare principio di trasparenza e, inoltre, un sistema premiante per le imprese sulla base dei comportamenti tenuti nei precedenti appalti al fine di abbattere i costi delle opere pubbliche, avere certezza sui tempi di completamento delle opere, e, altresì, favorire la crescita delle imprese migliori e più meritevoli” conclude Garofalo.

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