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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

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Fondi per riordinare il sistema editoria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2021

Sosterremo l’appello “accendiamo le radio” e ne trasformeremo le istanze in azione parlamentare: è doveroso portare avanti un complessivo riordino del sistema. Abbiamo sostenuto la transizione digitale della radiofonia con il DAB e promosso più volte, nel corso delle discussioni sul PNRR, sostegni per l’editoria, in particolare per nuove assunzioni e per garantire la transizione digitale ed ecologica. Lo abbiamo fatto anche nella risoluzione unitaria in commissione Cultura alla Camera. Gli editori radiofonici chiedono nell’immediato sostegni economici ma anche una legge quadro per l’editoria e l’informazione. Quello del dl Sostegni bis è un primo segnale d’attenzione, anche se non esaustivo, per la tutela dei posti di lavoro e per la difesa del comparto di un settore che rischia di soccombere nel confronto con le piattaforme digitali e l’editoria straniera. In sede di conversione del decreto presenteremo emendamenti per più fondi per il comparto. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è presente un intervento limitato per l’innovazione dell’editoria, con un rimando nella linea di intervento Transizione 4.0.” Così il responsabile Innovazione di FDI e capogruppo in commissione Editoria, deputato Federico Mollicone, intervenendo su Crc Radio.

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L’evoluzione del sistema bancario in Italia e nel mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2021

Le sfide per il futuro del mondo finanziario e bancario in Italia e nel mondo saranno la sostenibilità, l’investimento in tecnologia e innovazione e l’adeguamento delle risorse umane alle nuove competenze richieste dal sistema. Le riflessioni sull’evoluzione del sistema bancario hanno aperto questa mattina la prima edizione del Global Banking Forum, appuntamento organizzato da Eccellenze d’Impresa, il laboratorio di idee e innovazione per le PMI italiane, promosso da GEA, Harvard Business Review e Arca Fondi SGR. Il forum si è aperto con gli interventi di Enrico Sassoon, direttore di Harvard Business Review Italia e presidente di Eccellenze d’Impresa, Massimo Gaudina, capo della Rappresentanza a Milano della Commissione europea che dà il patrocinio all’iniziativa, Rony Hamaui, segretario generale di ASSBB Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e Angelo Tantazzi, presidente di Prometeia. Il panel moderato dal chairman Nazzareno Gregori, presidente ASSBB e direttore generale Credito Emiliano, si è aperto con le riflessioni di Patrizia Grieco, presidente di MPS, sul ruolo della sostenibilità. La Grieco ha sostenuto che non c’è alcun dubbio che le banche possano e debbano diventare un fattore abilitante della transizione ambientale e sostenibile, accompagnando le filiere legate ai combustibili fossili verso una transizione giusta. Per gli intermediari finanziari è invece importante individuare filiere più sensibili che possano funzionare come modelli ha aggiunto Grieco, commentando anche il ruolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, molto importante perché individua filiera di investimento e innovazione che possono essere affiancate dalle banche per aumentare la consapevolezza anche sui temi della gestione del rischio e della sostenibilità. Secondo Giuliano Cicioni, partner e head of Banking di KPMG, il principale problema del sistema bancario italiano è la reddittività ed è inevitabile che la dinamica dell’M&A caratterizzerà i prossimi anni, in cui ci sarà un’importante crescita delle operazioni cross border. La sfida dei prossimi anni sarà riconciliare la presenza del sistema bancario tradizionale con gli elementi di innovazione e tecnologia che nascono al di fuori del sistema bancario e contribuiscono a modificare la relazione tra banca e cliente. Quanto possa essere disruptive l’impatto delle nuove tecnologie è stato illustrato da Elena Lavezzi head of Southern Europe di Revolut, start up che mira a gestire su un’unica piattaforma tutte le risorse e necessità finanziarie dell’utente. Sul problema del gap di reddittività tra le banche italiane ed europee è intervenuto Giuseppe Lusignani vicepresidente di Prometeia, secondo cui la reazione alla crisi generata dalla pandemia si giocherà sul doppio binario della diversificazione dei servizi e della riduzione dei costi, anche attraverso una maggiore razionalizzazione della rete distributiva. Il problema principale restano però gli investimenti in tecnologia che in Italia si attestano sul 3/5 % del margine di intermediazione mentre nei best performer europei è pari al triplo. Le banche portate a investire di più, secondo Lusignani, sono quelle di dimensioni maggiori mentre quelle più piccole sono ancora concentrate a garantire la sicurezza dei canali remoti. Certamente però – ha concluso Lusignani – esistono banche piccole che sono avanzatissime in tecnologia, ma si tratta della eccezione che conferma la regola. Giovanni Sabatini, direttore generale di ABI, ha sottolineato che se è impossibile pensare ad un futuro in cui si possa fare a meno delle banche, altrettanto impensabile è subire o adattarsi passivamente all’innovazione tecnologica, che è in grado oggi di trasformare i tradizionali paradigmi di riferimento. Sabatini ha proseguito sostenendo la necessità di avviare un percorso condiviso a livello europeo che consenta di rafforzare il ruolo internazionale dell’euro e studiare una possibile futura moneta digitale. Sulla necessità di regole condivise che permettano di preservare il valore sociale che da oltre cinquecento anni ha il sistema bancario è intervenuto Davide Serra amministratore delegato di Algebris Investments. Anche a suo avviso la BCE può giocare un ruolo fondamentale sul tema delle digital currency, accelerando verso la creazione dell’euro digitale.

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Scuola: ANCODIS verso il Sindacato dei collaboratori del Ds e figure di sistema

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 maggio 2021

ANCODIS ha attivato il percorso per la trasformazione in Associazione professionale a valenza sindacale, ponendosi l’obiettivo strategico di dare finalmente una voce autorevole, chiara e credibile al “terzo anello” della scuola italiana, costituito dai docenti che assumono incarichi e responsabilità negli staff organizzativi e didattici.Si tratta di un momento di svolta orientato al riconoscimento e alla valorizzazione professionale del personale docente che assicura ogni giorno il funzionamento degli istituti, senza cui la scuola italiana non potrebbe offrire il suo servizio istituzionale in modo efficiente e efficace.ANCODIS è pronta a dare un solido e credibile punto di riferimento a oltre 100.000 docenti che si dedicano non solo all’attività di insegnamento, ma anche al funzionamento organizzativo e didattico della scuola e al conseguente sviluppo del piano triennale dell’offerta formativa di ciascuna autonomia scolastica. Dall’acquisto della personalità giuridica e dell’autonomia da parte delle istituzioni scolastiche unitamente al conferimento della qualifica dirigenziale ai presidi, per quanto riguarda il tema della governance la scuola – per “miopia politica” e “inerzia sindacale” – si è fermata al comma 16 dell’articolo 21 della legge delega 59 del 15/3/1997! Oggi non si deve più lasciare ai margini del dibattito delle parti sociali il tema del riconoscimento e della tutela della professionalità di diverse migliaia di docenti che continuano a subire una insopportabile indifferenza da parte delle forze politiche e delle OO.SS.. Siamo consapevoli che il percorso non sarà semplice; il lavoro di chi – vivendo la scuola oltre gli obblighi contrattuali – assume gli incarichi necessari per portare avanti il piano organizzativo e il progetto didattico, deve trovare in tutte le sedi, rispetto professionale, adeguato riconoscimento e meritata valorizzazione, temi che oggi sembrano lontani nella cultura sindacale del comparto istruzione che – dal nostro punto di vista – ci appare arcaica, conservatrice e discriminatoria nei nostri confronti. ANCODIS promuoverà un incontro nazionale nelle prossime settimane per far conoscere la piattaforma sindacale della quale si chiederà la condivisione e il sostegno a quanti riterranno di avere diritto ad una voce autorevole e credibile presso le Istituzioni ed il mondo sindacale. Oltre la conquistata visibilità nel panorama scolastico italliano, il “terzo anello” avrà finalmente piena rappresentanza della sua identità unitaria e sindacale! Prof. Rosolino Cicero

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Roma Culture: riapertura del Sistema Musei civici dal 26 aprile

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Roma Da lunedì 26 si potranno visitare nuovamente i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, il Museo dell’Ara Pacis, i Fori Imperiali – ingresso dalla Colonna Traiana e uscita dal Foro di Cesare su Via dei Fori Imperiali, dalle 08.30 alle 19.15, ultimo ingresso 18.10 – e il Mausoleo di Augusto, riaperto lo scorso marzo. Sempre il 26 aprile si potrà di nuovo attraversare il percorso pedonale dell’area archeologica del Teatro di Marcello, dalle ore 9 alle ore 19, chiuso da marzo 2020. Seguiranno martedì 27 aprile le aperture degli altri musei del circuito: la Centrale Montemartini, il Museo di Roma, il Museo di Roma in Trastevere, la Galleria d’Arte Moderna, i Musei di Villa Torlonia, il Museo Civico di Zoologia, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo Napoleonico, il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, il Museo di Casal de’ Pazzi, il Museo delle Mura e la Villa di Massenzio, che torneranno ad accogliere i visitatori con i capolavori delle collezioni permanenti, le numerose mostre prorogate e alcune importanti novità espositive, sinora rinviate a causa della pandemia in corso. Dal 27 aprile si potrà tornare a visitare anche l’area archeologica del Circo Massimo, aperta tutti i giorni compresi il sabato e la domenica dalle ore 9.30 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 17.50). Al suo interno, da giovedì a sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00, sarà a disposizione del visitatore Circo Maximo Experience, la visita immersiva in realtà aumentata e virtuale del più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità. Le riaperture sono promosse da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti si potranno seguire su museiincomuneroma.it e culture.roma.it e sui canali social di Roma Culture, del Sistema musei civici e della Sovrintendenza Capitolina. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

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Transizione ecologica del sistema agroalimentare italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Una lettera al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro Patuanelli per chiedere di allineare l’Italia alle strategie di transizione ecologica dell’Unione europea. AIAB, Assobio, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e FederBio hanno inviato oggi una lettera al Presidente Mario Draghi e al Ministro Patuanelli per chiedere che lo sviluppo del biologico costituisca un elemento centrale della transizione ecologica del sistema agricolo e alimentare.Mentre l’Europa punta fortemente sulla conversione al biologico con il Green Deal e le strategie di attuazione Farm to Fork e Biodiversità, che hanno l’obiettivo ambizioso di triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e ridurre l’uso dei pesticidi e degli antibiotici del 50% entro il 2030, l’Italia sta perdendo un’opportunità concreta per lo sviluppo di un settore che può contribuire alla ripresa economica del Paese. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non prevede infatti investimenti strategici per favorire la conversione al biologico, settore che vede l’Italia fra i Paesi leader in Ue.Con oltre 80.000 imprese certificate e più di due milioni di ettari di superficie agricola coltivata o in conversione al biologico, il 16% della superficie agricola totale, l’Italia è un punto di riferimento non solo per la produzione ma anche per la trasformazione e l’esportazione, con quasi 7 miliardi di euro di fatturato complessivo.Il biologico è un settore che continua a crescere a ritmi decisamente elevati sia come consumi che come produzione, inoltre attrae imprenditoria giovanile, investimenti e genera nuova occupazione, inserendosi perfettamente nell’ambito di un’economia sempre più circolare e “verde”. Deluse dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che, a differenza delle strategie europee, non fa alcun riferimento al biologico, le principali Associazioni del bio hanno scritto al Presidente del Consiglio per sollecitare interventi finalizzati alla conversione al biologico, quale asset fondamentale per il rilancio del sistema agroalimentare.In particolare, nella lettera si auspica che nel percorso di stesura definitiva del PNRR possano essere accolte le proposte che le Associazioni avevano già avanzato nel corso dell’audizione presso la Commissione agricoltura della Camera, nessuna delle quali è stata inserita nel parere condizionato che è stato espresso.Nello specifico si fa riferimento alla digitalizzazione e innovazione del sistema del biologico per favorire la trasparenza delle filiere e la semplificazione per le imprese del settore, a interventi diretti a promuovere lo sviluppo dei distretti biologici e delle filiere di “Made in Italy Bio” e alla promozione di ricerca e innovazione per il biologico finalizzata alla transizione ecologica dei sistemi agricoli e alimentari.Infine, nelle riforme collegate al PNRR relative alla revisione del sistema della fiscalità ambientale per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, le Associazioni sollecitano l’inserimento del biologico come sistema produttivo con impatto positivo sull’ambiente e sulla salute anche al fine d’incentivarne i consumi in coerenza con le strategie europee del Green Deal.

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Ripensare “Il Sistema Extra-Ospedaliero di Emergenza Sanitaria”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2021

E’ stato pubblicato oggi il Position Paper “Il Sistema Extra-Ospedaliero di Emergenza Sanitaria”, un documento messo a punto dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia intensiva (SIAARTI), dall’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani – Emergenza Area Critica (AAROI-EMAC) e dal Collegio dei Professori di Anestesia e Rianimazione (CPAR). Il documento è stato elaborato e firmato da Flavia Petrini (Presidente SIAARTI), Alessandro Vergallo (Presidente AAROI-EMAC), Paolo Pelosi (Presidente CPAR), Emiliano Cingolani (Responsabile SIAARTI Medicina Critica dell’Emergenza). Il Position Paper prende l’avvio dalla considerazione che “a trent’anni dall’istituzione del 118 come numero unico per le chiamate di emergenza sanitaria e del decreto istitutivo della risposta territoriale, è necessaria una riorganizzazione del sistema che tenga presenti i cambiamenti intercorsi in questo periodo e i progressi registrati in campo scientifico-professionale”. La riorganizzazione, precisa il documento, deve tener conto del fatto che “la realtà italiana è disomogenea riguardo allo sviluppo e all’implementazione di modelli organizzativi che realmente assicurano una risposta di sistema con piena integrazione con le reti ospedaliere dell’emergenza e delle Terapie Intensive”. Il ripensamento del sistema extra-ospedaliero di emergenza sanitaria deve essere guidato da standard minimi basati sui principi di: appropriatezza e innovazione gestionale e clinico-assistenziale; tempestività dell’intervento di soccorso in emergenza sul territorio e in ambito ospedaliero; equità di organizzazione e risposta emergenziale sul territorio nazionale, in base alle necessità cliniche del paziente; efficienza e ottimizzazione nell’uso delle risorse disponibili.Poste queste premesse, il Position Paper presenta alcune chiare e sintetiche Proposte:
1- Definizione e avvio di una GOVERNANCE unitaria del sistema di emergenza-urgenza;
2- Coinvolgimento del personale sanitario e tecnico nella pianificazione del MODELLO organizzativo e della sua gestione;
3- Definizione e avvio di un nuovo modello organizzativo basato su idonee COMPETENZE e sul rifiuto dell’occasionalità;
4- Adeguata FORMAZIONE e specifico training nell’area della medicina critica dell’emergenza;
5- Percorsi specifici di formazione per gli INFERMIERI, visto il loro ruolo fondamentale (sia all’interno delle Centrali Operative 118-112, che sui mezzi di soccorso);
6- Percorsi formativi integrati e “team building” con il coinvolgimento delle figure tecniche di SUPPORTO (autisti, soccorritori, autisti-soccorritori).
Il Position Paper termina lanciando l’appello affinché tutti gli attori del sistema accolgano il Documento e possano avviare un programma di riforma “che veda unite Società Scientifiche, Organizzazioni Professionali e Sindacali afferenti alla Disciplina Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e Dolore, “come elemento fondamentale per il miglioramento della risposta al soccorso di emergenza territoriale e per la crescita professionale, didattica e scientifica con una stretta relazione interdisciplinare e multi-professionale”. Su queste basi SIAARTI, AAROI-EMAC E CPAR sono convinte si possa sviluppare una seria riflessione e rifondazione del sistema complessivo, a tutto vantaggio dei cittadini italiani e dei loro quotidiani bisogni di salute.

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Scuola Pacifico (Anief): “Importante discutere su sistema istruzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 marzo 2021

Nelle prossime due settimane partiranno tavoli di approfondimento allargati ai rappresentanti sindacali di comparto su sistema di istruzione, personale, scuola oggi al tempo del Covid e disparità regionali. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, durante il seminario organizzato oggi sulla legislazione scolastica per la provincia di Foggia, ha sottolineato l’importanza dei nuovi tavoli che si apriranno, di discutere e “trovare soluzioni a problemi legati ai concorsi ordinari e straordinari, alla specializzazione su sostegno, alla stabilizzazione dei precari di tutto il sistema nazionale d’istruzione e all’abolizione dei vincoli della mobilità.

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Sistema Paese: La vera sfida è la realizzazione delle riforme

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

Roma – “La sfida più grande non è rappresentata dalla mera assegnazione delle risorse del Recovery Plan, in quanto tale, a cui sta lavorando il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la squadra diretta da Carmine Nuzzo, un uomo dello Stato che ho avuto modo di conoscere in questi anni e di cui apprezzo le indubbie capacità. Ma dalla realizzazione di quelle riforme, dalla concorrenza, ai tempi della giustizia civile, dalla lotta all’evasione fiscale all’efficacia della Pubblica Amministrazione, che come ha ricordato il Commissario Gentiloni, obbligatoriamente devono accompagnare ciascuna missione d’intervento presente nel PNRR per poter mettere a terra i progetti.È su questo che dobbiamo concentrare il lavoro di Parlamento e Ministeri, per fare ciò che non è stato fatto negli ultimi decenni. E che ha rallentato il Paese, rendendolo meno competitivo.Serve un lavoro di squadra, perché questa è un’occasione importante ed irripetibile. Nei prossimi giorni, grazie anche al lavoro dei tecnici del MEF, potremo approfondire il piano, completandolo con i dettagli sui singoli progetti, per chiarire e definire ulteriormente gli obiettivi strategici e i relativi cronoprogrammi”. Lo scrive, in un post sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Economia lombarda e il suo sistema produttivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Dopo la conclusione del 2020, un anno sicuramente più difficile degli altri per il sistema produttivo lombardo, la ripartenza nel 2021 è cauta, condizionata dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria, dalla tempistica del piano vaccinale dalle misure di stimolo all’economia. È in questo clima d’incertezza che vanno inquadrate le stime formulate a dicembre 2020 per quanto riguarda il calo del PIL che, secondo Prometeia, è atteso al -9,7% per la Lombardia e al -9,1% per l’Italia, mentre la ripresa parziale nel 2021 al +5,2% per la Lombardia e al +4,8% per l’Italia. È quanto si legge sul booklet economico pubblicato su Genio & Impresa (genioeimpresa.it), il web magazine di Assolombarda. Non solo: a causa delle chiusure prolungate, continuano ad accusare il colpo i servizi legati al turismo, alla ristorazione e il commercio al dettaglio, come testimoniano i dati relativi alla demografia d’impresa. Nel 2020, infatti, le iscrizioni al Registro delle imprese in Lombardia sono calate del 18% rispetto al 2019. Più nel dettaglio, il deterioramento ha colpito in maggior misura il terziario, che ha registrato un -35% nei servizi di alloggio e ristorazione, ma anche l’industria (-28%), il commercio (-16%) e le costruzioni (-14%). Non stupisce quindi il calo del clima di fiducia nel Nord-Ovest a gennaio sia lato imprese sia lato consumatori, le cui prospettive a breve termine rimangono piuttosto caute a causa del clima economico presente e futuro. Ma ci sono anche buone notizie: per far fronte alla crisi e supportare le imprese lombarde in questo momento difficile, si è assistito a un’accelerazione delle erogazioni alle stesse. Nei dati aggiornati a settembre 2020, l’incremento complessivo dei prestiti è pari al +6,3% su base annua, in particolare per quanto riguarda i servizi (+8,8%) e la manifattura (+7,2%). Dipendenti dall’andamento della pandemia anche i livelli di mobilità e le ore di cassa integrazione. Negli spostamenti, a inizio 2021 si rileva una mobilità complessiva più vicina alla normalità pre Covid, ma di fatto ancora molto ridotta soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti verso i luoghi di lavoro, anche per effetto dell’ampia diffusione dello smart working. Nella media lombarda, a fine gennaio 2021 si è registrato un -28% di mobilità rispetto a prima della pandemia, così come Monza Brianza (-28%) e Lodi (-27%), ma anche Pavia (-23%). A Milano invece il divario e più ampio (-35%): nel Comune rimane molto basso l’utilizzo della metropolitana (-70% in media a gennaio) a fronte di una ripartenza più marcata degli ingressi di autoveicoli in Area B e C, che pur sono inferiori rispetto a un anno fa (rispettivamente -10% e -27% circa nella seconda metà di gennaio 2021). Lato cassa integrazione, fra novembre e dicembre 2020 in Lombardia si è registrato un calo rispetto ai livelli elevati di ottobre. Tuttavia, nel 2020 il ricorso all’ammortizzatore sociale della regione è ammontato a 716 milioni di ore, ovvero più del doppio rispetto al picco annuo del 2010. In particolare, le ore di CIG autorizzate sono state 247 milioni a Milano, 65 milioni a Monza, 12 milioni a Lodi e 20 milioni a Pavia.

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Il sistema agroalimentare italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

“Con oltre 522 miliardi di euro, il sistema agroalimentare italiano rappresenta il 15% del PIL nazionale: primi in Europa per valore aggiunto agricolo. ll sistema agro­alimentare, inteso complessivamente come agricoltura, silvicoltura e pesca, si conferma settore chiave della nostra economia, in tutte le sue componenti (agricoltura, agroindustria e commercio all’ingrosso e al dettaglio e ristorazione), raggiunge un peso del 15% del PIL italiano, come media stabile degli ultimi anni. Messo alla prova dalla pandemia, il sistema ha saputo essere resiliente rispetto alla media generale dell’economia (stime ISTAT). Nonostante la superficie nazionale sia circa la metà di quella spagnola e francese, l’agricoltura italiana conferma la sua leadership europea: è la prima agricoltura d’Europa per valore aggiunto e la terza per produzione lorda vendibile. L’Italia è primo produttore mondiale di vino in volume e primo produttore europeo in valore nella produzione di ortaggi. Nel 2019 il valore della produzione agricola è stato di 57,3 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente, di cui oltre il 50% dovuto alle coltivazioni, il 29% circa agli allevamenti e la restante parte alle attività di supporto e secondarie. Crescita significativa nell’ultimo decennio per l’industria alimentare con +12% di valore aggiunto (circa il doppio rispetto a quello del manifatturiero) e +8% dell’indice della produzione, a fronte di una diminuzione generale. Indiscusso il contributo dell’agricoltura e dell’industria alimentare (incidenza sul settore del 64%) alla bioeconomia, che, con un fatturato in crescita (+1,3%) di oltre 324 miliardi di euro, costituisce ormai uno degli elementi di forza dell’economia italiana.
Le produzioni di qualità certificata (DOP-IGP) che, meglio di altre, hanno fatto fronte alle difficoltà legate alla pandemia, si confermano tra le più dinamiche dell’agroalimentare italiano, con un valore che raggiunge i 17 miliardi di euro (+oltre il 4%), tra componente alimentare e vinicola, circa il 19% del totale dell’agro-alimentare italiano. Sempre più significativa è la crescita delle attività connesse all’agricoltura, ormai oltre un quinto del valore complessivo della produzione agricola realizzata: l’agriturismo con +3,3% in valore e +4,1% di aziende nel solo 2019, (brusca flessione nel 2020 per le restrizioni conseguenti alla pandemia) e il contoterzismo (+1,7% in valore), particolarmente attivo in termini di maggiore diffusione di innovazioni tecnologiche, di ricorso alle pratiche dell’agricoltura 4.0, di facilitazioni nel rispetto di alcune prescrizioni ambientali, di riduzione del digital divide. Dal punto di vista strutturale sono oltre 1,5 milioni le aziende agricole, di cui il 27% sono imprese che intrattengono rapporti stabili di mercato, ricoprono il 65% della SAU (superficie media di 21 ha, superiore alla media nazionale) e rappresentano il 75% della produzione standard complessiva. Le imprese non specificamente orientate al mercato, invece, sono circa il 66% del totale (di cui il 36% ha rapporti solo saltuari e il 30% dedito al solo autoconsumo) eoccupano complessivamente circa il 29% della SAU totale. Si conferma rilevante il sostegno pubblico al settore agricolo, circa 11,9 miliardi di euro nel 2019, ma in calo rispetto agli anni precedenti: dal 2015 al 2019, infatti, si è verificata una riduzione oltre 1,3 miliardi di euro (-10%), quasi totalmente derivante da minori agevolazioni nazionali. Sul fronte degli scambi commerciali, come evidenziato dal Rapporto sul commercio estero 2019, netta è stata la riduzione del deficit della bilancia agroalimentare italiana, sceso largamente al di sotto di 1 miliardo di euro nel 2019, a fronte dei 5 miliardi del 2015 e degli oltre 9 miliardi del 2011. Si tratta di un dato straordinario, confermato dai primi 9 mesi del 2020, in cui, addirittura, si verifica un cambio di segno nel saldo, per la prima volta positivo dall’inizio della serie storica, grazie alla crescita tendenziale delle esportazioni (+0,8%) a fronte di un importante calo delle importazioni (-4,4%). In particolare, l’export, dopo un’ottima performance nei primi tre mesi dell’anno (+6,3%) e un calo nel secondo trimestre (-4,6%) soprattutto a maggio, ha visto una ripresa dei flussi, confermata al termine del terzo trimestre 2020 (+0,8%). I settori dell’export più colpiti dagli effetti del Covid-19, nel secondo trimestre 2020, sono stati il florovivaismo, le carni, i prodotti dolciari e il vino, parzialmente compensati dalla crescita di altri importanti prodotti del Made in Italy, come la pasta, le conserve di pomodoro e l’olio di oliva.
Verrà infine presentato il Rapporto L’emergenza Covid-19 e il settore ittico italiano: impatto e risposte, realizzato dal CREA, in collaborazione con NISEA, dedicato al settore della pesca e dell’acquacoltura, che ha ampiamente risentito della crisi pandemica, con un calo della domanda di prodotto fresco (-29% in valore a marzo e -17% ad aprile). In termini di scambi commerciali con l’estero, il settore è tra i più colpiti dagli effetti delle misure di contenimento del Covid-19 e dalla conseguente crisi economica (-16% in valore le importazioni nel I semestre 2020). Le imprese di acquacoltura hanno subìto una forte riduzione nelle vendite, soprattutto tra marzo e aprile, ad eccezione del canale della grande distribuzione. Le attività di pesca hanno cercato di adattarsi alle richieste del consumo domestico, anche attraverso il ricorso a nuove modalità di commercializzazione, quali la vendita diretta, le prenotazioni a distanza, gli acquisti on-line e le consegne a domicilio. By Micaela Conterio abstract

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Il Parco Archeologico di Ercolano potenzia il sistema di monitoraggio ambientale

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Lo fa per affrontare con la consapevolezza dei dati la sfida della conservazione e della fruizione nel XXI secolo. Il progetto pilota si svolge nella Casa del Bicentenario dove, dopo 10 anni di rilevamenti effettuati nel monumento chiuso al pubblico, le indagini si allargano a studiare l’interazione con i visitatori mappando il percorso che seguono all’interno della casa e tenendo conto dei cicli delle stagioni. È stato implementato in questi giorni l’apparato di controllo della stazione metereologica all’interno del tablino della casa grazie ad ulteriori sensori per monitorare e valutare le condizioni climatiche interne ed esterne del sito di Ercolano. Il fine è di individuare possibili rischi alla salvaguardia delle superfici decorate, e preservarle assieme alle preziose superfici architettoniche, in previsione del ritorno dei visitatori in presenza all’interno del sito. I risultati del monitoraggio aiuteranno i restauratori e la Direzione del Parco a sviluppare e sperimentare strategie per il miglioramento delle condizioni ambientali in modo da attenuare lo sviluppo e gli eventuali ulteriori fenomeni di degrado, trovando applicazione in altri edifici e pitture murali del sito archeologico.Operativamente il monitoraggio è stato studiato in due fasi, una “breve” della durata di due mesi, nella quale oltre al rilevamento dei parametri termici e igrometrici verranno anche testati alcuni materiali di nuova generazione (film plastici, reti sintetiche con tramature differenti) per schermare l’ambiente interno dai raggi UV e ridurre lo scambio d’aria con l’esterno, in modo da minimizzare le fluttuazioni nell’ambiente del tablino. I materiali che risulteranno più idonei serviranno per il successivo “monitoraggio a lungo termine”, della durata di un anno. Per il monitoraggio provvisorio sono stati installati dei sensori al centro dell’ambiente del Tablino, nel corridoio laterale e in esterno, con una stazione installata nel giardino. Sul tetto della Domus è stata posizionata una stazione meteo. Il sistema di trasmissione dei dati acquisiti da questi quattro sensori, posti su piedistalli, per la consultazione degli stessi, avverrà “da remoto”, con appositi software forniti alla direzione del Parco.Il progetto è condotto congiuntamente dal Parco Archeologico di Ercolano, l’Herculaneum Conservation Project e il Getty Conservation Institut.

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Nuovo sistema unico doganale

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

Durante i lavori della Commissione per il Mercato interno e la protezione dei consumatori, tenutasi lunedì 11 gennaio, in cui il Commissario Paolo Gentiloni ha presentato la proposta della Commissione europea di realizzare un sistema unico armonizzato e semplificato per le procedure doganali degli Stati membri, l’Eurodeputato Salvatore De Meo apprezzandone le finalità ha voluto comunque rilevare la necessità da parte dell’Unione Europea di un maggior controllo delle importazioni di prodotti agroalimentari da Paesi terzi. «Ritengo importate che l’Unione Europea – dichiara De Meo – adotti un sistema unico doganale applicabile in tutti gli Stati membri, rimuovendo quelle differenze che nel passato hanno costituto, purtroppo, vantaggi o svantaggi competitivi che il Mercato unico non può consentire. Le procedure di semplificazione sono ovviamente benvenute, ma è necessario chiarire se si traducono anche con una riduzione dei costi di gestione delle procedure per le aziende. Allo stesso tempo – continua De Meo – bisogna valutare il possibile impatto del nuovo sistema unico sui prodotti agro alimentari. Infatti, nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale della nuova Politica Agricola Comune, è verosimile che ci potrebbe essere una riduzione delle nostre produzioni europee e di conseguenza, per far fronte al fabbisogno interno, un conseguente aumento dell’importazione da Paesi terzi. Per questo – prosegue Salvatore De Meo – ho chiesto al Commissario Gentiloni di garantire che, con il nuovo sistema unico doganale, i controlli per l’ingresso delle merci, soprattutto agro alimentari, siano ulteriormente migliorati ed intensificati. Non possiamo ignorare che in passato ci siano state alcune criticità nella fase di controllo, soprattutto per i prodotti agroalimentari, a svantaggio dei nostri produttori europei. Infine ho chiesto al Commissario Gentiloni – conclude De Meo – di valutare l’opportunità di mettere a disposizione delle aziende europee le informazioni relative al nuovo sistema unificato, nel rispetto delle norme sulla privacy, per effettuare valutazioni e analisi dei flussi di movimentazione delle merci».

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Covid e implicazioni sul sistema nervoso

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

Il Covid, come può colpire organi come polmoni, cuore, rene, può anche colpire il cervello e con due implicazioni nelle malattie neurologiche, manifestazioni neurologiche direttamente indotte dall’infezione e grosse ripercussioni sulla gestione delle malattie neurologiche legate all’emergenza come dimostra uno studio recentemente pubblicato che ha evidenziato gli effetti comportamentali e psicologici della quarantena nei pazienti con demenza: peggioramento di sintomi comportamentali e psicologici della demenza come apatia (34,5%), depressione (25%), ansia (29%), disturbi del sonno (24%), irritabilità (40,2%), agitazione (30,7%) e un nuovo inizio di sintomi comportamentali e psicologici della demenza quali disturbi del sonno (21,3%), irritabilità (20,6%), apatia ( 17%) e aggressività (13%). E’ quanto è emerso durante il webinar “Organopatia da Covid-19. Diagnosi, terapia e follow up” organizzato da Motore Sanità. Sono molteplici i quadri neurologici che possono insorgere nelle varie fasi dell’infezione:sintomi a livello del sistema nervoso centrale come cefalea, vertigini, disturbi dello stato di coscienza (confusione, delirium, fino al coma), encefaliti da infezione diretta del virus o su base autoimmune, manifestazioni epilettiche, disturbi motori e sensitivi, spesso legati a ictus ischemici o emorragici; sintomi a livello del sistema nervoso periferico come la perdita o distorsione del senso dell’olfatto, del gusto, sofferenza diretta o su base immuno-mediata dei nervi periferici (neuralgie, sindrome di Guillan-Barrè), nonché sintomi da danno muscolare scheletrico, che si manifestano con mialgie intense, spesso correlate a rialzo di enzimi liberati dal muscolo (CPK), espressione di danno muscolare diretto. Ma, come è stato segnalato per altri organi, si possono manifestare complicanze neurologiche post Covid: in circa il 30% dei soggetti trattati presso gli ambulatori post Covid, oltre ad astenia, che è il sintomo più comune, si è osservata difficoltà di concentrazione o veri e propri disturbi di memoria, e ora i neurologi stanno cercando di documentare quali sono le aree cerebrali che posso maggiormente essere colpite, con valutazioni neuropsicologiche o con la risonanza o con esami di imaging. Si possono inoltre manifestare patologie neurologiche legate ad alterazioni delle pareti vasali, alterazioni della coagulazione, liberazione delle citochine pro-infiammatorie, infiammazione della parete dei vasi e la produzione di autoanticorpi. Proprio per il rischio importante di complicanze durante l’infezione e di conseguenze anche dopo l’infezione, la Società Italiana di Neurologia (SIN) ha promosso lo studio multicentrico NeuroCOVID sulle manifestazioni neurologiche durante l’infezione con l’obiettivo di raccogliere informazioni sui pazienti che sono o sono stati affetti da Covid relative alla specifica sintomatologia clinica neurologica manifestata, ad esami eventualmente eseguiti per evidenziare un interessamento del sistema nervoso e sul decorso della sintomatologia allo scopo di valutare possibili implicazioni a lungo termine sul sistema nervoso. Lo studio è partito a marzo con l’esplosione della pandemia e il reclutamento si protrarrà fino al giugno 2021 con un follow-up che dovrebbe protrarsi fino alla fine dell’anno prossimo. Allo studio hanno già aderito 48 unità di neurologia nel territorio italiano e altre stanno chiedendo l’adesione. Infine, la pandemia ha avuto una enorme ripercussione sulla gestione delle malattie neurologiche. “La chiusura degli ambulatori, soprattutto nella prima fase, la difficoltà stessa di pazienti che hanno avuto ansia a recarsi al pronto soccorso per le loro patologie e quindi non sono stati seguiti, e lo stesso lockdown che ha costretto a casa pazienti con la demenza hanno fatto registrare un netto peggioramento del quadro dei disturbi comportamentali o addirittura la comparsa di nuovi disturbi comportamentali in soggetti affetti da demenza, come testimonia uno studio recentemente pubblicato – ha concluso il Professor Ferrarese -. Stiamo cercando di attrezzarci con la telemedicina, con collegamenti via internet e telefonici, seppur non è la stessa cosa che seguire direttamente questi pazienti. Le patologie neurologiche hanno avuto un grosso impatto da questa pandemia, stiamo cercando di monitorarle e vedremo anche a distanza di tempo quale sarà lo scenario”.

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Il sistema Perché non funziona e come possiamo aggiustarlo di Robert B. Reich

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

In libreria dal 21 gennaio Collana Le terre Fazi Editore. Da uno dei più importanti intellettuali d’America, autore di Come salvare il capitalismo, Aftershock e Supercapitalismo, un’urgente disamina del modo in cui i moderni sistemi politici sono “truccati” in modo tale da garantire la perpetuazione dello status quo, di come siamo arrivati a questo punto e di quello che possono fare i cittadini comuni per cambiare le cose. «Robert Reich è uno dei commentatori più perspicaci del nostro paese in materia di politica ed economia». Elizabeth Warren

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Criticità del sistema formativo italiano e attività universitarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2020

Cresce la fiducia per la formazione universitaria, anche in un periodo complesso come quello attuale, dove la didattica a distanza preoccupa per la potenziale incidenza sull’abbandono scolastico, ma resta il divario con l’Europa e il gap fra formazione teorica e pratica. Questo quanto emerge da un’elaborazione di Fondazione Deloitte sui dati dello studio realizzato dal Censis a ottobre 2020 e che vede fra le criticità del sistema universitario l’Italia ancora al di sotto della media europea per immatricolazioni (51,8% dei giovani italiani in età corrispondente vs il 58,7% in Europa). “Sebbene la quota di immatricolati cresca, molto resta ancora da fare per colmare il gap che ci separa dal resto dei paesi dell’Unione europea per numero di giovani con titolo di studio terziario e per scelta nei percorsi STEM” – dichiara Paolo Gibello, Presidente di Fondazione Deloitte – “trend confermato anche dal nostro Osservatorio che evidenzia come la spesa delle università italiane per singolo studente risulti essere tra le più basse d’Europa, oltre a presentare un tasso di crescita annuo sul PIL nazionale (2,4%) inferiore alla media europea (2,5%)”.Inoltre, sempre dall’Osservatorio Deloitte, emergono alcune riflessioni sull’offerta formativa: sia gli studenti di scuole superiori che gli universitari, accusano un mancato bilanciamento tra formazione teorica e pratica. Per oltre uno studente su cinque non sono previste ore di esercitazione operativa nel proprio percorso di studi, e per il 32% di chi invece ne ha ufficialmente in programma, il numero di ore è considerato insufficiente. Questo gap è percepito in maniera significativa soprattutto dai docenti di materie STEM, in quanto il 34% di essi afferma di avere a disposizione un numero insufficiente di ore da dedicare allo sviluppo di competenze pratiche.Tuttavia, ci sono anche buone notizie. Dai primi dati resi disponibili dal Ministero dell’Università e della Ricerca, utili per tracciare iscrizioni e cambiamenti nei confronti dell’istruzione universitaria in periodo di pandemia, emerge che gli iscritti al primo anno per l’anno accademico in corso sono, infatti, cresciuti del 7,6% rispetto all’anno precedente con un’impennata di iscrizioni nelle università del centro e sud Italia; in testa l’Umbria al +22% e la Sicilia +18,8%.

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Emergenza Covid e tenuta del sistema sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

L’emergenza Covid si è rivelata giorno dopo giorno un banco di prova per le forze del nostro sistema sociale. Ed è in questo momento, che ha colpito soprattutto i più fragili, che è emerso così spesso anche il volto più forte della nostra comunità: il volontariato. Per questo, quest’anno, il 5 dicembre, Giornata Internazionale del Volontariato, acquista un valore speciale, un invito a riflette su quanto sia insostituibile questo mondo, ma anche uno stimolo, per tutte le forze che ne sono parte attiva ad andare avanti, con un’attenzione particolare ai più fragili, gli anziani in primo luogo, vittime principali di questa pandemia e, più di tutti, costretti ad affrontare quegli stravolgimenti della vita quotidiana richiesti dall’emergenza. E’ attivo, grazie alla collaborazione tra Senior Italia FederAnziani, WINDTRE e SIPEM SoS Federazione, il numero verde 800.99.14.14 che offre un supporto psicologico agli anziani in questo periodo di isolamento. Il numero verde è raggiungibile da telefono fisso e mobile, dal lunedì alla domenica dalle ore 14.00 alle ore 19.00. Il numero è attivo anche nei giorni festivi e continuerà ad esserlo durante le festività natalizie, giornate più difficili per l’emergenza solitudine. “Da ormai 21 anni SIPEM SoS milita nel mondo della Protezione Civile per portare in campo professionisti formati in psicologia dell’emergenza”, racconta Roberto Ferri, Presidente di SIPEM SoS Federazione, “I nostri soci, circa 500 affiliati alle nostre 13 sezioni regionali a cui si aggiungeranno presto altre 2 nuove sedi, sono prevalentemente psicologi e psicoterapeuti, ma anche assistenti sociali, educatori, logisti, pronti a intervenire in situazioni di crisi e calamità, locali e nazionali; sono volontari preparati ad accogliere la sofferenza delle vittime e dei soccorritori che le assistono, in tempo reale, accanto a loro, coadiuvando spesso le attività di soccorso. Una presenza importante e tutelante nella macchina della Protezione Civile, che stimola la resilienza individuale e collettiva. L’emergenza Covid, nella sua unicità, ci ha posto nuove sfide non solo operative ed organizzative, ma anche procedurali, tra cui la possibilità di operare a distanza (al telefono e on-line) e, potenzialmente, accogliere ancora più richieste di aiuto per restare, come dice il nostro motto, accanto a tutti, sempre. Essere oggi accanto agli anziani, persone vulnerabili ma straordinariamente adattive alle avversità, attraverso il numero verde ‘emergenza solitudine’, dona un nuovo senso alla nostra mission associativa. Un sincero ringraziamento va ai 108 nostri volontari che rispondono al centralino: alleviare la solitudine, aiutare a fare chiarezza nella confusione emotiva di questo momento delicato, stimolando anche l’attivazione delle risorse personali, sono solo alcune delle azioni messe in atto per prevenire la sofferenza psicologica, che nei senior sappiamo incidere in maniera significativa sulla qualità della vita e della salute fisica. Celebrare il ruolo del volontariato, nel nostro caso di professionisti, non come sostituto o riempitivo delle funzioni dello Stato, ma come arricchimento e integrazione di esso, ci onora e ci consente di farci promotori non solo di un know-how specialistico, ma anche di quella straordinaria umanità che caratterizza tutti quegli individui che vogliono essere e si sentono parte della comunità e vogliono partecipare alla sua tutela”.

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Il sistema: Perché non funziona e come possiamo aggiustarlo di Robert B. Reich

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

Collana Le terre In libreria dal 21 gennaio 2021. Da uno dei più importanti intellettuali d’America, autore di Come salvare il capitalismo, Aftershock e Supercapitalismo, un’urgente disamina del modo in cui i moderni sistemi politici sono “truccati” in modo tale da garantire la perpetuazione dello status quo, di come siamo arrivati a questo punto e di quello che possono fare i cittadini comuni per cambiare le cose. (Fazi Editore)

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Maltempo: Cia, Governo intervenga su sistema idrico a partire dalle fiumare calabre

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Le piogge di particolare intensità nel Crotonese con disastrose ripercussioni anche sull’agricoltura del territorio, allagamenti e semine compromesse, danni a strutture e reti viarie, riporti l’attenzione sulla necessità di un Piano nazionale di gestione anche del sistema idrico del Paese come già sollecitato da tempo e anche dopo l’ultima tragedia a ottobre nel Nord Ovest d’Italia. A intervenire di nuovo sul tema è Cia-Agricoltori Italiani che chiede al Governo di agire subito con una metodologia innovativa e più pragmatica, sotto la regia della Presidenza del Consiglio. Per Cia, lo stato emergenziale in cui si trova ora Crotone, a causa delle piogge abbondanti, mette sotto lente d’ingrandimento le criticità gestionali delle fiumare calabre così come delle bonifiche del sistema idrico locale. Si tratta dell’ennesimo caso che fa dell’Italia un Paese estremamente fragile e che per questo richiede con assoluta urgenza, interventi organici e investimenti in prevenzione. Dunque per Cia non è più rinviabile un Piano nazionale che metta seriamente mano alla gestione delle infrastrutture idriche e di bonifica, in grado di affrontare il dramma del rischio idrogeologico legato a fenomeni climatici sempre più frequenti. Secondo Cia, infatti, serve un nuovo approccio sistemico a tutte le aree del Paese, come l’organizzazione ampiamente sostiene da più di un anno con il progetto “Il Paese che Vogliamo”, rivolto alla tutela e rinascita delle aeree interne. “Se non si riparte da un dialogo costante con le strutture e i protagonisti che controllano capillarmente il territorio -commenta il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- non se ne esce. Occorre risalire i fiumi e indagare a monte, su quei versanti spopolati e caratterizzati da un sistema idrografico e demografico alterato ormai per sempre. E’ chiaro che non è sufficiente l’intervento di un singolo ministero -conclude Scanavino-. Il nuovo Piano di manutenzione deve seguire la regia centralizzata di Palazzo Chigi, attingendo anche dal Recovery Fund le risorse necessarie alla messa in sicurezza del territorio nazionale”.

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Legge di sistema per la filiera editoriale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

“L’iniziativa del ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini a favore di una legge di sistema a sostegno dell’intera filiera editoriale ha il nostro totale apprezzamento” ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi dopo l’incontro del tavolo convocato dal ministero proprio per ragionare su una futura legge di sistema per il libro sul modello di quella per il cinema.“Come associazione – ha continuato Levi – non possiamo che constatare come il nostro Paese sia stato un modello in Europa nel sostegno all’editoria colpita dalla pandemia, giudicando il libro un bene essenziale e consentendo così di tenere aperte le librerie, ma soprattutto promuovendo misure volte a rafforzare la domanda di libri dei giovani (attraverso la 18App), delle famiglie più bisognose, delle biblioteche pubbliche, delle librerie. Per questo la nostra prima richiesta al governo è di rendere stabili, magari rafforzandole, tali misure che vanno a beneficio dell’intera filiera, stimolando al tempo stesso la lettura in un Paese che legge ancora troppo poco”.“Accanto a queste – ha concluso Levi – abbiamo proposto interventi specifici per i segmenti più colpiti (come l’editoria turistica e l’editoria d’arte) e volti alla trasformazione del settore secondo le linee guida del programma europeo Next Generation EU. Chiediamo di puntare a un’editoria italiana ancora più sostenibile, inclusiva, innovativa e internazionale, che potrà rafforzare il suo ruolo nella crescita culturale del paese e nel contrasto alla povertà educativa. Proponiamo quindi un credito di imposta sulla carta eco-sostenibile e sulla produzione di ebook accessibili, incentivi all’innovazione nella logistica, nella gestione dei dati e dei diritti d’autore, nella produzione di contenuti e piattaforme al servizio della didattica digitale nelle scuole e nelle università; aiuti all’internazionalizzazione e la creazione di un sistema integrato delle fiere del libro”.

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Il sistema sanitario del Lazio non è stato preparato ad affrontare il ritorno del Covi-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Zingaretti e D’Amato hanno preso decisioni sbagliate, nonostante ci fossero tempo, risorse e strumenti, anche normativi ed emergenziali, per agire tempestivamente. Dopo il primo impatto del virus, è stato chiaro che i soli ospedali non potevano reggere l’urto di una ondata di Covid19 e che non sarebbe stato ne giusto ne sufficiente azzerare l’assistenza a malati di patologie croniche gravi. Il sovraffollamento nei Pronto Soccorso che ha incrementato i contagi tra i sanitari e tra i malati poteva essere evitato, se si fosse alleggerita la pressione sui DEA attivando presidi di Medicina Territoriale per i contagiati che non necessitavano il ricovero e dotando i PS di percorsi Covid-Non Covid. Più volte abbiamo cercato di far capire alla giunta di Sinistra del Lazio che era necessario realizzare una rete di strutture ospedaliere dedicate al contrasto al Covid19 per evitare condizioni di promiscuità tra pazienti positivi e altri malati senza dover convertire interi reparti essenziali, come quelli di Cardiologia e Cardiochirurgia e di Oncologia del Policlinico Umberto I e di tanti altri nosocomi, sacrificando prestazioni specialistiche di alta complessità e danneggiando i medici specializzandi. Ribadiamo che servono ulteriori assunzioni oltre a quelle previste per incrementare il personale sanitario,da impegnare contro il Coronavirus e al tempo stesso garantire tutte le altre prestazioni sanitarie.>> Così in un comunicato Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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