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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

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A Roma nasce l’Accademia Europea Tutela Privata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

la sapienzaRoma sabato 25 e domenica 26 marzo 2017, presso il Centro Congressi del Church Palace, via Aurelia 481 porte aperte per mostrare le attività proposte. Tra i relatori della due giorni di workshop, il Gen. Mario Mori, generale e prefetto italiano che è stato comandante del ROS e direttore del Sisde; Reverendo Prof. Salvatore Vitiello, già docente per corsi di importanti Istituti come l’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena; Prof.ssa Laura Volpini, criminologa e docente della Facoltà di Medicina e Psicologia presso Università La Sapienza; Prof. Francesco Borghini, psicologo e psicoterapeuta e docente di Psicologia dell’emergenza; Davide Ferretti, istruttore MMA esperto di arti marziali e Vincitore della cintura e del titolo internazionale professionisti KINGS OF THE RING 2009, guida la nazionale italiana di MMA; Claudio Belotti, Master Trainer in Programmazione Neuro Linguistica; Sifu Nelson Tello, esperto disarmo e difesa; Dr Gianfranco Secci, esperto di topografia, marcia e orientering e la Dr.ssa Laura Mondino, consulente internazionale in ambito della Behavioral Economics..Contesti economici in continua evoluzione, cambiamenti sociali, globalizzazione e tecnologie che diventano obsolete già dopo pochi mesi. Tutti questi fattori per le aziende possono costituire al tempo stesso minacce e opportunità. Il Risk and Security Manager è colui che interviene per gestire e anticipare i cambiamenti, volgendoli a favore dell’impresa. Una figura proattiva, con una solida cultura aziendale, in grado di garantire la sopravvivenza e, soprattutto, la crescita del business, che secondo i dati di RiskGovernance ANRA e Confapi Industria, sarebbe oggi ricercato da circa l’82% delle imprese italiane, senza riuscire a trovare un candidato in possesso di tutti i requisiti necessari.
L’Accademia Europea Tutela Privata, è un istituto di alta formazione nato dall’esperienza del Consorzio Intrasecur Group, un punto di riferimento per servizi di sicurezza e di tutela del patrimonio aziendale e personale, che attraverso un rigido percorso accademico di due anni, formerà figure professionali di alto livello, in grado di operare nell’ambito del risk management.Una full immersion accademica per una preparazione accademica e psico-fisica, basata sullo studio e la pratica di specifiche materie strategiche e applicate, come medicina, programmazione neuro linguistica, giurisprudenza, psicologia, intelligence, ma anche disarmo e difesa personale, paracadutismo, e molto altro. Tra gli sbocchi professionali del corso: Risk Manager, Security Manager, Cyber Security Specialist, Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, Executive Coach, Addetto Squadra Primo Soccorso, Addetto Antincendio.
Sabato 25 (dalle ore 11 alle 19:30) sarà dedicata a temi che riguardano la conoscenza dell’uomo, partendo dagli aspetti antro e sociologici a quelli comportamentali, fino a quelli psicologi e devianti e verranno ospitati i Presidenti di AMATRICE 2.0 e della FIMPAR, Federazione Italiana Motociclismo Paralimpico. La giornata, si concluderà con una cena di gala alle 21:00, presso il circolo Ufficiali Pio IX, Viale Castro Pretorio 95, durante la quale verranno organizzati dei confronti in tema di galateo per i partecipanti.
Domenica 26 sarà, invece, incentrata sul racconto di storie di successo, su come trattare le scene del crimine e la fondamentale importanza della figura del negoziatore. Inoltre, sarà presentata una delle aziende partner, Articolo1, società italiana di Soluzioni HR e partner dell’Accademia, che si occuperà di collocare i ragazzi dell’Accademia nei vari stage formativi tra il primo e il secondo anno, aggiungendo, così, ad un percorso teorico anche un iter pratico. Ad intervenire sarà Luigi Schettini, Area Manager Sud di Articolo 1.

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Tutela dei crediti commerciali

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

Atradius e Deutsche bank annunciano di avere raggiunto un accordo di partnership per la tutela dei crediti commerciali destinata alle aziende e ai clienti business della Banca con un fatturato fino a 250 milioni di euro. Nel dettaglio, l’accordo permette ai clienti di Deutsche Bank di poter contare su polizze assicurative Atradius per proteggere il proprio portafoglio di crediti commerciali dal rischio di credito, sia sul mercato domestico che nell’export. La polizza credito di Atradius si caratterizza per un elevato livello di personalizzazione che la rende un prodotto completo e connotato da ampie garanzie sui crediti commerciali, particolarmente adeguato per tale fascia di imprese, prevedendo tra le usuali garanzie avverso le insolvenze dei crediti commerciali l’inclusione del rischio pre-credito, della copertura dei contratti vincolanti e del rischio derivante dalla revocatoria fallimentare, oltre che una caratterizzazione specifica per comparti industriali. La polizza credito offre copertura anche verso una serie di rischi aggiuntivi, quali il rischio politico di un singolo Paese o di gruppi specifici di Paesi. E’ incluso altresì il recupero dei crediti insoluti in Italia e all’estero, i cui costi restano a carico di Atradius.“L’accordo firmato con Deutsche Bank, uno dei principali gruppi bancari a livello mondiale – ha affermato Massimo Mancini, Country Manager per l’Italia di Atradius – offre ad Atradius rilevanti opportunità di diffusione del prodotto assicurativo credito, grazie al forte posizionamento del gruppo bancario sui principali mercati. Con questa partnership di valore, Atradius prosegue nel suo impegno verso la diffusione della cultura della tutela del credito commerciale, quale azione prioritaria nella buona gestione dell’azienda. Questo per rispondere in modo ottimale alle esigenze di crescita e sviluppo del business, di ogni dimensione e comparto”.“Questo accordo – ha aggiunto Silvio Ruggiu, Responsabile della rete filiali di Deutsche Bank in Italia – risponde all’impegno e all’attenzione della Banca nel supportare lo sviluppo delle piccole e medie imprese che rappresentano per noi, da sempre, uno dei target di maggiore rilevanza, nonché il volano per la crescita del nostro Paese. Siamo quindi contenti di potere ampliare la gamma di strumenti a supporto della crescita di queste aziende, anche in ambito assicurativo, accanto a un gruppo consolidato e di prestigio come Atradius”.
Le concrete sinergie operative espresse in tale accordo, oltre ad aprire significative opportunità di partnership tra i Gruppi assicurativo e bancario, ne rinnovano il costante impegno ad offrire ai clienti business i prodotti e servizi più rispondenti alle loro esigenze di gestione del portafoglio crediti commerciali, facilitandone il percorso di sviluppo al riparo da rischi, sia sul mercato domestico che all’export.

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Legge di Bilancio: referendaria fino all’ultimo respiro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

aula senatoOggi il Senato ha espresso in fretta e furia il voto di fiducia sulla Legge di Bilancio 2017. Il 15 novembre, nel presentare la sua contromanovra, Sbilanciamoci! aveva evidenziato la natura strumentale di molte misure contenute in una delle leggi più importanti previste dal nostro ordinamento. La Legge di Bilancio dovrebbe programmare l’allocazione delle risorse pubbliche su base triennale al fine di garantire il buon andamento dei conti pubblici, il sostegno allo sviluppo economico e al rilancio dell’occupazione, il funzionamento dei servizi sociali fondamentali (sanità, scuola, università, protezione sociale), l’equità del sistema fiscale, la tutela dell’ambiente e del territorio, la riduzione della spesa pubblica inutile e dannosa a vantaggio del miglioramento del benessere dei cittadini. Non è stato il caso della Legge di Bilancio 2017, piegata all’intento del Governo di conquistare il consenso dell’opinione pubblica al sì referendario. Fortunatamente gli elettori del 4 dicembre non si sono fatti ingannare e hanno rispedito al mittente la riforma costituzionale. Resta un fatto un gravissimo: la crisi istituzionale che deriva dai risultati del referendum sfocia nella richiesta di un (ennesimo) voto di fiducia che priva materialmente il Senato della sua prerogativa: effettuare un controllo democratico effettivo delle misure contenute nella Legge di Bilancio 2017, controllo che già nell’accidentato e frettoloso iter seguito alla Camera era stato fortemente compromesso. E’ il modo peggiore per chiudere la parabola del Governo Renzi. Difficile prevedere cosa ci riserverà il futuro. Ciò che è certo è che le 47 organizzazioni della campagna Sbilanciamoci! continueranno a lavorare per chiedere un cambiamento netto delle politiche pubbliche adottate sino ad oggi nella direzione di una redistribuzione più equadella ricchezza, del rilancio di un’economia sostenibile, della garanzia dei diritti dei lavoratori, del rafforzamento del sistema di protezione sociale, della rinuncia alla corsa agli armamenti. Senza questo cambiamento, la distanza tra istituzioni e società continuerà ad allargarsi pericolosamente con esiti incerti e dannosi per i cittadini che saranno imputabili solo a chi ha governato il nostro paese negli ultimi anni.

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Roma Capitale capofila nella lotta all’inquinamento e nella tutela della risorsa idrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

via margutta fontanaRoma Capitale sarà protagonista di un percorso che garantirà il coordinamento e la gestione delle attività finalizzate alla salvaguardia delle fonti di approvvigionamento idrico. Una memoria della giunta capitolina attesta, infatti, la volontà dell’amministrazione di stipulare un protocollo d’intesa con gli organi che compongono l’Ambito Territoriale Omogeneo (ATO2) tra cui oltre Roma Capitale, la Regione Lazio, l’Arpa Lazio, le Asl, la Città Metropolitana, Acea Ato2 e la Segreteria Tecnico Operativa dell’ATO2 Lazio Centrale. L’obiettivo complessivo dell’accordo sarà fornire un indirizzo omogeneo alla azioni di contrasto alle minacce di inquinamento ambientale riguardanti le risorse idriche e in particolare alla tutela delle acque sotterranee e superficiali destinate al consumo umano. Sarà quindi istituito un tavolo tecnico di monitoraggio che sviluppi sinergie tra i referenti designati da ogni ente. La collaborazione sarà incentrata sulla promozione dei principi dello sviluppo sostenibile, su iniziative di formazione ed educazione ambientale e punterà con decisione sulla condivisione delle informazioni e dei dati attraverso una piattaforma informativa web GIS. Questa amministrazione conferma così la sua vocazione improntata sulla sostenibilità ambientale e sulla lotta a qualsiasi forma di inquinamento.

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Nasce comitato tutela cimiteri capitolini

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2016

cimitero-veranoRoma “E’ nato il Comitato per la Tutela dei Cimiteri Capitolini”. E’ quanto si legge in una nota a firma di Valeria Campana e Lelia Basile fondatrici del Comitato per la Tutela dei Cimiteri Capitolini.“Lo stato di degrado in cui versano i cimiteri capitolini è una umiliazione continua per chi si reca in visita ai propri cari. Lungo l’elenco delle segnalazioni, dal malfunzionamento delle cabine elettriche o le pessime condizioni degli edifici e degli elementi murari, dai continui furti e danneggiamenti alle tombe, scippi e aggressioni. Per questi motivi vogliamo rappresentare le migliaia di persone che si recano nei cimiteri della Capitale e sono costretti a subire uno stato di abbandono che non ha mai avuto precedenti. Molte tombe, anche storiche e monumentali, sono in totale stato di abbandono nel cimitero del Verano, la segnaletica è assente al Laurentino e al Flaminio Prima Porta i cittadini sono costretti a portarsi l’acqua da casa perché molte fontane risultano fuori uso. Quotidianamente chi si reca nei campisanti della Capitale deve fare i conti con sporcizia e degrado che dovrebbero essere invece banditi da questi luoghi di raccoglimento e preghiera, anche in ragione dei costi sostenuti da chi vuole dare ai propri cari una degna sepoltura. Per tali ragioni si è costituito il Comitato per la Tutela dei Cimiteri Capitolini, che a breve presenterà un dossier sullo stato di questi luoghi e invierà una lettera aperta al Sindaco di Roma e al Presidente della Regione Lazio in cui verrà denunciata nei dettagli questa situazione inammissibile, con il fine di far ripristinare il giusto decoro nei cimiteri romani. Il nostro obiettivo sarà anche quello di portare le istanze delle tante persone anziane che non si sentono rappresentate e tentare di risolvere questi piccoli grandi problemi all’interno degli 11 cimiteri comunali, che hanno un’estensione territoriale complessiva di oltre 250 ettari. La nostra azione si concentrerà principalmente nei tre cimiteri principali Verano, Flaminio-Prima Porta e Laurentino, senza dimenticare gli altri otto, classificati come “minori”, Ostia Antica, San Vittorino, Isola Farnese, Castel di Guido, Cesano, Maccarese, S. Maria del Carmine-Parrocchietta, S. Maria di Galeria” concludono Campana e Basile.

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Tutela della salute nelle scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2016

Ministero saluteScuole, attività sportive e ludiche riaprono i battenti in questi giorni. Ma se settembre è il mese della ripresa dei ritmi normali, il rovescio della medaglia è il ritorno anche delle infezioni. E come se non bastasse, adesso bisogna fare attenzione anche ai selfie che, secondo un recente studio olandese, sarebbero la causa di una maggiore diffusione dei pidocchi tra bambini e ragazzi.
Al di là dei nuovi allarmismi, è certamente vero che la vita in comunità presenta molte insidie, per questo è importante saper riconoscere e prevenire le infezioni più comuni che colpiscono i bimbi piccoli ma anche i più grandicelli.“I locali chiusi, spesso eccessivamente riscaldati e frequentati da tanti bambini – sottolinea la prof.ssa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell’Università degli Studi di Milano e presidente WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (www.susannaesposito.it) – rappresentano un ambiente ideale per la diffusione dei virus, principali agenti eziologici delle infezioni nei primi anni di vita e durante l’età scolare; la trasmissione dei microrganismi è, poi, particolarmente facilitata dallo scambio degli oggetti che inevitabilmente avviene soprattutto tra bimbi piccoli, complice anche il sistema immunitario immaturo. La frequentazione di piscine e palestre è un’ulteriore fonte di rischio che può essere limitata applicando le buone norme igieniche. Per rientrare, infine, nella vita normale dopo la lunga pausa estiva è fondamentale rispettare uno stile di vita sano basato su un’alimentazione corretta e varia, un riposo notturno mai al di sotto delle 8 ore e un utilizzo dei video-giochi limitato ai fine settimana”.Ma adesso che riaprono le scuole quali sono i rischi infettivi più diffusi a cui mamme e papà devono prestare più attenzione? Ecco i consigli e le raccomandazioni degli esperti di WAidid per riconoscere e affrontare alcune delle infezioni più comuni che colpiscono bambini e ragazzi:
La pediculosi del capo, è una infestazione del cuoio capelluto (soprattutto regione retro-auricolare e nucale) da parte di pidocchi adulti, larve o uova (lendini) e si trasmette per contatto diretto tra testa e testa infetta o attraverso l’utilizzo di pettini, spazzole, cappelli o caschi infestati. La pediculosi può essere asintomatica ma spesso provoca prurito intenso e lesioni da grattamento. Il periodo di incubazione è caratterizzato dallo schiudersi delle larve del pidocchio 6-10 giorni dopo la deposizione delle uova; il pidocchio raggiunge la maturità dopo 8-9 giorni. Il soggetto è contagioso finchè continua ad ospitare pidocchi o lendini vitali; la vita media del pidocchio sulla persona è di circa 1 mese.
Il trattamento consigliato: effettuare un’accurata ispezione del cuoio capelluto; trattare i capelli con prodotti specifici a base di piretrina in mousse o permetrina in gel o creme, lasciar agire in genere per almeno 10 minuti e risciacquare con acqua; sfilare tutte le lendini rimaste sui capelli servendosi di un pettine a denti molto stretti, partendo dalla radice dei capelli; ripetere il trattamento a distanza di 7-10 giorni; disinfestare le lenzuola e gli abiti che vanno lavati in acqua calda o a secco.
La scabbia, è una malattia parassitaria della cute causata da un acaro e si trasmette per contatto diretto cute-cute. Inizia con piccole macchie rosse e un intenso prurito, soprattutto notturno. Nei bambini al di sotto dei due anni, l’eruzione è spesso vescicolare con frequente localizzazione alla testa, collo, palmo delle mani e pianta dei piedi. Nei bambini più grandi vengono colpite in modo particolare le pieghe interdigitali (tra dito e dito), la zona dei polsi, gomiti e le pieghe ascellari. L’incubazione è di solito di 4-6 settimane.
Il trattamento consigliato: fare attenzione al contatto con le lesioni o, comunque, con la cute; lavare accuratamente lenzuola e capi d’abbigliamento; iniziare il trattamento specifico con una crema o lozione medicata per uccidere gli acari. È necessario applicare la crema sulla pelle di tutto il corpo e non solo sull’area che presenta l’eruzione. Di solito la crema deve rimanere sulla pelle da 8 a 12 ore prima di poterla lavare via, è necessario ripetere il trattamento dopo una settimana. La contagiosità del soggetto dura fino alla distruzione degli acari e delle uova.
La gastroenterite si trasmette per via orofecale ma anche per contatto e in alcuni casi per via respiratoria. A volte definita erroneamente “influenza intestinale”, la gastroenterite è un’infezione molto comune che riguarda lo stomaco e l’intestino ed è causata per lo più da virus come Rotavirus, che colpisce soprattutto i bambini più piccoli, Norovirus, che colpisce anche gli adolescenti e gli adulti, Adenovirus, che può causare anche sintomi respiratori o da batteri tra cui Salmonella e Clostridium difficile. Siano esse virali o batteriche, le gastroenteriti sono caratterizzate da sintomi quali nausea, vomito, diarrea o dolori addominali.Il trattamento consigliato: nella maggior parte dei casi, quando si sviluppa una forma blanda di diarrea, i malati guariscono con un’adeguata idratazione. Tuttavia è consigliabile assumere anche probiotici, ossia microrganismi quali il Lactobacillus GG in grado di migliorare l’equilibrio della microflora endogena. Nei casi di diarrea acuta, la principale problematica è la disidratazione comune soprattutto nei bambini con meno di 2 anni di età. Vanno evitate le bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati che potrebbero aggravare la diarrea. E’ raccomandabile, poi, non smettere di mangiare, in pasti piccoli e frazionati (es. 6 pasti al giorno). Non vanno utilizzati né antibiotici né farmaci antiemetici.
La malattia “mani-piedi-bocca” è una malattia esantematica molto frequente nei bambini dei primi anni di vita ed è caratterizzata da una faringite associata a un’eruzione cutanea di pustole, vescicole o bolle che si concentrano nel cavo orale, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi.
Il trattamento consigliato: la malattia ha generalmente decorso benigno, quindi tende di norma a guarire spontaneamente senza particolari complicanze. Va somministrato il paracetamolo in caso di malessere persistente o febbre ed eventualmente rimedi locali per attenuare il dolore in bocca e facilitare l’ingestione di cibo e liquidi.
La mononucleosi è causata dal virus di Epstein-Barr (EBV) ed è una malattia che si contrae attraverso lo scambio di saliva infetta. Molto comune soprattutto tra giovani e adolescenti è caratterizzata da sintomi come febbre, astenia, malessere, cefalea e linfonodi ingrossati.Il trattamento consigliato: nella maggior parte dei casi, la malattia è risolvibile con una decina di giorni a riposo e con una terapia di supporto farmacologica con paracetamolo in caso di febbre. Il riposo e una buona idratazione contribuiscono, nella maggior parte dei casi, a rendere più veloce il processo di guarigione.
Le infezioni respiratorie virali sono malattie infettive che colpiscono gli organi dell’apparato respiratorio (naso, trachea, bronchi e polmoni) e sono molto frequenti in età pediatrica. Sono favorite da fattori ambientali quali umidità inadeguata o calore eccessivo che causano la secchezza delle mucose. Gli agenti responsabili delle infezioni respiratorie possono essere diversi: spesso la colpa è di virus, come l’Adenovirus o il Rinovirus, che causano infezioni virali. Tuttavia, anche se più raramente, queste infezioni possono essere di origine batterica. Tra le infezioni respiratorie, la più comune è la faringite virale, ossia l’infiammazione della faringe che si manifesta con senso di bruciore e difficoltà a deglutire; in alcuni casi compaiono febbre e malessere generale, talvolta si verifica anche un ingrossamento dei linfonodi cervicali. Nonostante i virus influenzali circolino nel nostro Paese soprattutto tra dicembre e marzo, sono stati riscontrati casi sporadici di influenza già in settembre e ottobre.
Il trattamento consigliato: non esiste alcun trattamento specifico per la cura della faringite virale, dato che il fastidio tende a risolversi da sé. Ad ogni modo, è possibile trattare la febbre e il dolore con farmaci quali paracetamolo e ibuprofene.

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Governo: guardi i più deboli

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2016

poverta_mani-400x300Le priorità del governo dovrebbero essere quelle di occuparsi della categorie maggiormente bisognose, e quindi, nel caso del Bel Paese, dei giovani, dei pensionati, degli agricoltori e dei lavoratori. La realtà però – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – è ben diversa. I mezzi di comunicazione – conclude Tiso – sono infatti privi di dibattiti su idee a confronto con le quali risolvere le problematiche di queste persone. Ma sono pieni di polemiche sulle nomine al comune di Roma; delle ultime dichiarazioni senza concretezza della presidenza della Repubblica. Come Confeuro – conclude Tiso – sentiamo la necessità di chiedere al governo una nuova agenda programmatica. Non è più possibile indugiare sull’immobilismo dell’esecutivo e soprassedere sui suoi continui favoritismi. E’ giunta l’ora di alcuni cambiamenti radicali.

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«Un plauso alle Forze dell’Ordine che tutelano la legalità e la correttezza del mercato»

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

Carabinieri Ammedola GobbiMettono in luce e bloccano comportamenti illeciti deplorevoli di per sé, dice il presidente camerale, «ma che rappresentano anche un danno ingente agli operatori economici e alle tantissime imprese oneste» «In tempi ancora così complessi per l’economia e per le nostre realtà produttive, l’attenzione alla legalità e alla correttezza del mercato è fondamentale». Il presidente della Camera di Commercio di Udine Giovanni Da Pozzo plaude «all’impegno quotidiano delle nostre forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, al coordinamento della Prefettura: con il loro lavoro, mettono in luce e bloccano comportamenti illeciti di ogni tipo, illeciti deplorevoli di per sé, ma che rappresentano anche un danno ingente agli operatori economici e alle tantissime imprese oneste, quelli che anche in questi momenti difficili non mettono in secondo piano il rispetto delle regole – aggiunge Da Pozzo –. Un grazie, quindi, alle nostre forze dell’ordine per tutte le operazioni di controllo e di freno agli abusivi, per i sequestri di patrimoni derivanti da attività di dubbia provenienza, come per esempio quelli di case e auto avvenuti nei giorni scorsi a Udine, con l’applicazione della prima misura di prevenzione patrimoniale prevista dal Codice antimafia. O per i sequestri di prodotti di contrabbando, come le centinaia di litri di birra bloccati al confine goriziano, o per i venditori abusivi di prodotti contraffatti a Lignano, o ancora per la vigilanza costante sulla sicurezza delle attività produttive e i furti sventati in pubblici esercizi, come nel caso di Palazzolo. Purtroppo, illeciti come questi si verificano a ondate ed è importantissima l’attività costante di controllo e indagine sul territorio. A essa, confermiamo una collaborazione sempre convinta e proficua anche da parte dell’ente camerale – conclude Da Pozzo –, per la tutela della giusta concorrenza e il supporto a chi opera ogni giorno con correttezza e integrità».

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E’ ora di tutelare i diritti del mondo agricolo

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

mondo agricolodi GIORGIO SCARLATO. Mentre stanno per terminare in Molise e nel Meridione le operazioni di mietitrebbiatura del grano duro, si accentuano in modo preoccupante i segnali negativi in merito alla caduta libera del relativo prezzo di mercato. Per la verità una campagna iniziata già sotto una cattiva stella con segnali per nulla positivi visti il prezzo che oscillava intorno ai 22 euro/ql; ora si attesta sui 17-19 euro. Una debacle.
Di questo passo non si possono che avere pensieri negativi per il futuro.
Il prezzo potrà ancora scendere visti i continui arrivi di grosse navi cariche di grano estero che costantemente riforniscono i nostri molini. Il settore agricolo ancora sotto scacco, e questo da anni, per una politica nazionale e regionale che non fa molto per tutelarne gli interessi, per di più affossato da un mercato globalizzato che poco ha che vedere con la leale concorrenza.
Un’agricoltura avviata verso una pericolosa deriva politico-economica a danno di una categoria da sempre svenduta: quella dei “cafoni”.Non si può restare inerme ed accettare in modo impassibile tali decisioni astruse ed aggressive nei confronti delle imprese agricole. C’è preoccupazione perché quello che si sta prefigurando.
Il rischio è quello di creare danni irreparabili alle aree tradizionalmente vocate alla cerealicoltura.
Gli scenari ipotizzabili sono infatti anche quelli di un definitivo abbandono di questa coltivazione visto che, prendendo ad esempio il Molise, dopo l’abbandono della coltivazione delle barbabietole da zucchero, le riduzioni di superfici quali quelle di pomodoro da industria, di orticole e frutticole non ci sono alternative agronomicamente praticabili; il conseguente degrado ambientale, sociale ed economico è vicino.Proprio mercoledì 29 giugno u.s. si è tenuto davanti alla Camera di Commercio di Foggia un sit-in di protesta contro il continuo ribasso del prezzo del grano ( in Molise, come al solito non si è saputo nulla) e come all’indomani della Brexit con il crollo di tutte le borse mondiali, anche il borsino nazionale del grano duro ha presentato un andamento in forte calo al punto che nella piazza della città dauna, la più importante a livello nazionale, è stato deciso di sospendere le quotazioni.
Non è possibile che il nostro grano venga svalutato e nel contempo veder continuare in modo inarrestabile l’import di grano dall’estero. Il mondo agricolo si trova in una situazione peggiore rispetto a quella dello scorso anno, inimmaginabile, con valori ben al di sotto dei costi di produzione.La famiglia agricola non può vivere con una redditività inesistente! Sempre la scorsa settimana, presso l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia si è tenuto un vertice tra l’assessore Di Gioia, le Organizzazioni di categoria e della trasformazione per cercare di trovare un punto d’incontro.
Come pure l’On Colomba Mongiello, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione da precisato: ” I pastai affermano che è necessario importare grano a causa del basso tasso proteico di quello italiano, assumendosi la responsabilità di deprimere il prezzo della materia prima molto al di sotto dei costi di produzione. Però non vogliono dichiarare in etichetta il Paese d’origine del grano per non perdere appeal commerciale.
La drammatica crisi di questi giorni impone l’urgenza del confronto tra gli attori economici ed istituzionali sul Piano Cerealicolo Nazionale per condividere le misure più idonee a valorizzare la cerealicoltura italiana e dei prodotti della filiera 100% Made in Italy.Sono in evidente crescita i produttori di pasta ottenuta dalla trasformazione di solo grano nazionale, segno che c’è un valore aggiunto commerciale e che è possibile ottenere prodotti di alta qualità.” Vista la grave situazione, è ora che le varie regioni, Molise compreso, si siedano ad un tavolo per cercare in modo concreto soluzioni al grave problema che da anni si trascina. Il malcontento dei produttori è evidente, anche nell’ “ovattato” Molise.
Non è più concepibile veder fare il solito scarica barile delle responsabilità fra tutti gli attori della filiera senza giungere, così come sempre avvenuto in passato, al nulla.
Non è più concepibile assistere a tavoli interprofessionali simili ad una “torre di Babele” dove ciascuna componente parla una lingua diversa, incomprensibile per le altre e dove, sempre, si tende a minimizzare o peggio disconoscere addirittura il ruolo fondamentale della produzione della materia prima.E’ ora che il governo regionale unito ai nostri onorevoli e senatori regionali, con le altre regioni, si preparino a tutelare ed a rivendicare i sacrosanti diritti del mondo agricolo.
Basta alle accettazioni passive calate dall’alto! Il mondo agricolo ha diritto alla sua dignità che non può essere più calpestata. (fonte: Pasquale Di Lena blogspot.it) (foto: mondo agricolo)

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Il Consiglio Regionale all’unanimità ha approvato la mozione a tutela del Lambrusco

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2016

Milano. La mozione è nata su iniziativa del Movimento 5 Stelle, in particolare del consigliere Fiasconaro. Con il voto di oggi, dunque, si chiude l’iter del provvedimento che punta alla difesa di una delle eccellenze più accreditate del nostro territorio. “La proposta – come spiegato da Fiasconaro in altre occasioni – è quella di salvaguardare la menzione del vitigno Lambrusco, ancorandola cioè alla produzione delle zone geografiche di cui è tipico, per scongiurare la liberalizzazione del nome Lambrusco. Dalla Ue, come noto, ci sono stati segnali confortanti, con il commissario all’agricoltura Hogan che ha confermato l’intenzione di riaprire la discussione riguardante la tutela dei vitigni senza penalizzare l’attuale modello del sistema vitivinicolo italiano di qualità. Ci sono stati accordi politici – prosegue Fiasconaro – e impegni per evitare tale liberalizzazione, però non vi è ancora nulla di scritto e formale. L’obiettivo di questa risoluzione è quello di impegnare anche regione Lombardia a vigilare affinché si formalizzi un accordo che possa tutelare il vitigno e la produzione tipica di Lambrusco. Il testo del documento è chiaro: si impegna il presidente Maroni e la giunta a vigilare affinché l’atto delegato sulla tutela dei vini identitari venga ritirato, e che comunque non si realizzi una indiscriminata liberalizzazione dell’utilizzo della menzione di un vitigno, proponendo misure volte alla tutela del carattere locale e della peculiarità del vitigno Lambrusco, nonché delle produzioni Dop e Igp che da esso prendono il nome».

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Tutela delle botteghe storiche

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2016

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo che introduce una norma molto attesa e per la quale mi batto da anni in Parlamento: la tutela delle botteghe storiche. E’ una bellissima vittoria soprattutto per Roma, per le città in generale e per il lavoro e l’impegno di quanti nel corso degli anni hanno creduto in questo progetto”. Lo afferma la senatrice del Pd Daniela Valentini.
“Il ministro Dario Franceschini – aggiunge – ha messo a punto una norma prevede che i comuni, d’intesa con le Regioni, possano individuare zone con particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico in cui vietare (o subordinare ad autorizzazione) attività commerciali non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Il decreto legislativo approvato ieri riprende sostanzialmente l’impianto del mio ddl che è ora all’esame della commissione Industria del Senato e che vuole essere un riconoscimento alla cultura, alla civiltà e alla tradizione artistica italiana, ma soprattutto un contributo alla nostra economia. E’ necessario infatti – conclude Valentini – salvaguardare alcune attività artigianali e tutelare quelle antiche lavorazioni e tecniche di produzioni che nel tempo stanno rischiando di scomparire”.

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Convegno: “La tutela della salute nel diritto internazionale ed europeo tra interessi globali e interessi particolari”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2016

parma universitàParma Giovedì 9 e venerdì 10 giugno (ore 12), l’Università degli Studi di Parma ospiterà, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale (via Università, 12 – Parma), il XXI Convegno annuale della Società Italiana di Diritto Internazionale e di Diritto dell’Unione Europea (SIDI). Il Convegno – dedicato a “La tutela della salute nel diritto internazionale ed europeo tra interessi globali e interessi particolari” – intende affrontare, sul piano del diritto internazionale e dell’Unione europea, i delicati problemi che sorgono dal tentativo di bilanciare le contrapposte esigenze dei diversi soggetti coinvolti nel campo della protezione della salute umana e proporre soluzioni per i relativi conflitti.Per trattare nel migliore dei modi temi tanto complessi, sono stati invitati a presentare una relazione studiosi di grande prestigio internazionale: professori universitari particolarmente esperti nelle materie oggetto del Convegno e persone che occupano o hanno occupato posizioni di rilievo nell’ambito di istituzioni internazionali, quali Gian Luca Burci, già Consigliere giuridico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; Vincenzo Salvatore, già Direttore del Servizio giuridico dell’Agenzia europea per i medicinali; Giovanni Buttarelli, Garante europeo della protezione dei dati. Vanno altresì segnalati, tra i relatori, giuristi di chiara fama che svolgono o hanno svolto il ruolo di giudici in Corti internazionali: Guido Raimondi, Presidente della Corte europea dei diritti umani; Francesco Francioni, giudice ad hoc designato dall’Italia al Tribunale arbitrale che si occupa dell’incidente che ha coinvolto i Marò italiani in India; Tullio Treves, giudice del Tribunale internazionale per il Diritto del Mare dal 1996 al 2011.
Il Convegno offrirà l’occasione per esaminare questioni di particolare interesse sia per settori che vedono Parma protagonista a livello nazionale e internazionale, quali quello farmaceutico e alimentare, sia per il pubblico in generale. Saranno infatti affrontati temi come la qualità e sicurezza dei farmaci e del cibo; la tutela dei diritti umani e della salute dei soggetti particolarmente vulnerabili; la protezione dei dati personali e della proprietà intellettuale; la cooperazione tra attori pubblici e privati; la responsabilità civile delle imprese per danni alla salute.

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Convegno su “La tutela dei mercati finanziari”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2016

università roma treRoma giovedì 9 giugno 2016, dalle ore 9.00 alle ore 13.30, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Studi Aziendali, Università degli Studi Roma Tre (Via Silvio D’Amico, 77) si terrà il convegno su “La tutela dei mercati finanziari: sfide e frontiere per la Funzione Compliance e nuove forme di collaborazione con e tra le Autorità di Controllo”. Le prossime nuove normative europee in materia di antiriciclaggio, di lotta al finanziamento del terrorismo (IV Direttiva Antiriciclaggio) e di servizi d’investimento (MiFID II, MiFIR e MAD II) definiscono un nuovo quadro di tutela dei mercati finanziari e necessitano di nuove modalità di collaborazione e di confronto con e tra le Autorità di Controllo, in quanto sempre maggiore appare la connessione tra gli illeciti in materia di riciclaggio, corruttivi, societari e fiscali. Illustreranno il punto di vista delle rispettive Autorità su questi temi e sulle loro interconnessioni esponenti di primo piano di UIF, CONSOB, ANAC, Procura della Repubblica – Tribunale di Torino. Seguirà un dibattito al quale parteciperanno qualificati rappresentanti di Associazioni di Categoria, di pubbliche amministrazioni e di primarie imprese.

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Si sviluppa a Milano “Puntoeacapo Tutela” per i giornalisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 maggio 2016

GiornalistiE’ la rete di tutele e convenzioni aperta da Puntoeacapo nel 2015 che ha consentito finora a decine di colleghi di difendere i propri diritti. Anche in Lombardia sarà da oggi possibile essere assistiti nelle cause di diffamazione civile e penale, grazie a una vantaggiosa convenzione stipulata con lo studio dell’avvocato Ezio Monaco.
Alle medesime condizioni stabilite a Roma con gli studi degli avvocati Giovanna Corrias Lucente e Michele Clemente e a Torino con lo studio dell’avvocato Roberto Lamacchia, il giornalista coinvolto in querele per diffamazione potrà essere assistito anche a Milano e in Lombardia dall’avvocato Monaco a condizioni assolutamente vantaggiose.
Ezio Monaco è nato a Foggia nel 1959 e si è laureato nel 1983 a Modena, discutendo la tesi in “Diritto Processuale Civile” con il preside della Facoltà, professor Francesco Lancellotti. Ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense nel 1986, presso la Corte d’Appello di Bari ed è iscritto all’Albo degli avvocati cassazionisti dal 1999.
Figlio di magistrato (il padre Nicola, attualmente in pensione, è stato anche Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro, nonché Consigliere della Suprema Corte di Cassazione, II e V sezioni penali), sin dai primi anni della professione ha esercitato la propria attività nel campo del diritto civile, dapprima nel settore della contrattualistica della più ampia specie e della consulenza stragiudiziale e poi nell’ambito del contenzioso giudiziale di varia natura. Tuttavia, anche in conseguenza della tradizione familiare, ha sempre mantenuto contestualmente il proprio interesse anche per il diritto penale, cui sono stati dedicati in particolare gli ultimi anni della propria formazione professionale presso lo studio del professor Oreste Dominioni, attualmente titolare della Cattedra di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Milano, nonché Presidente dell’Unione delle Camere Penali.
L’interesse, oltre che principalmente per il diritto civile, anche per il diritto penale, è stato sviluppato ulteriormente svolgendo la funzione onoraria di Vice Procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano per tre trienni (dal 1989 al 1998), su nomina del Consiglio Superiore della Magistratura, sostenendo l’accusa in oltre un migliaio di processi penali presso la Pretura Circondariale di Milano. Nel 2001 è stato commissario e nel 2008 e nel 2009 Presidente titolare di commissione per gli esami di abilitazione alla professione forense presso la Corte d’Appello di Milano.
“L’allargamento della rete di Puntoeacapo Tutela”, commenta il portavoce di Puntoeacapo Carlo Chianura, “dimostra il successo della nostra iniziativa e testimonia la possibilità di essere al fianco dei giornalisti in maniera disinteressata, gratuita, in un momento in cui le iscrizioni al sindacato unico Fnsi crollano e i bilanci delle associazioni regionali di stampa si reggono solo grazie ai contributi di Inpgi e Casagit, pur destinando una minima parte alla tutela concreta dei diritti dei giornalisti”.
Puntoeacapo si appella ai Comitati di redazione e a tutti i colleghi della Lombardia per diffondere e pubblicizzare la nuova convenzione nell’interesse di tutti i giornalisti.

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Accesso ai fondi UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 aprile 2016

european commissionLa Commissione Europea utilizza una definizione estremamente ampia del concetto di impresa: considera impresa ogni entità, indipendentemente dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica, dove per attività economica si intende qualunque attività consistente nell’offrire beni e servizi in un dato mercato. Un orientamento molto chiaro, richiamato in numerose raccomandazioni e regolamenti del 2013 e 2014, e confermato dal TAR, sulla base del quale tutti i fondi europei FSE e FESR devono essere aperti anche ai lavoratori autonomi, anche non organizzati in forma di impresa e senza distinzione tra professionisti con ordine e senza ordine.Tuttavia questo orientamento è stato generalmente ignorato in Italia: in molte regioni gli enti preposti hanno continuato a limitare l’accesso ai bandi alle sole imprese (ovvero a chi esercita un’attività economica ed è iscritto al Registro Imprese delle Camere di Commercio). Per spingere tutte le regioni a conformarsi alle regole comunitarie, il DDL – Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato collegato alla legge di stabilità 2016, introduce definitivamente nell’ordinamento nazionale la parificazione giuridica del professionista allo status di “piccolo imprenditore” quale è considerato dall’Europa.La parificazione dei lavoratori autonomi ai piccoli imprenditori vale anche ai fini dell’accesso ai Programmi cofinanziati dai Fondi SIE (Fondi strutturali e di investimento europei, ovvero, Fondo Sociale Europeo, FSE – Fondo europeo di sviluppo regionale, FESR – Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, FEASR – Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, FEAMP).

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Il governo non tutela i risparmiatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

Banca europea per gli investimenti“Nella mia qualità di Vice Presidente della Commissione politiche dell’Unione Europea della Camera dei deputati ho appena denunciato, durante i lavori della Commissione, un fatto gravissimo che si è verificato con l’approvazione in via definitiva da parte del Governo del decreto legislativo di recepimento della direttiva sul bail in (ovvero la possibilità di risolvere la crisi delle banche con il contributo forzoso dei soci, degli azionisti, dei risparmiatori con conti correnti superiori a 100 mila euro).Infatti il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri non ha recepito una specifica condizione posta dalla Commissione Politiche dell’Unione Europea volta a ripristinare i necessari e tempestivi obblighi informativi per tutelare i risparmiatori e gli investitori in modo che gli stessi siano sempre messi in condizione di assumere autonomamente le decisioni che ritengono più opportune in relazione ai loro risparmi. Il Governo, invece, disinteressandosi di tale importante profilo posto a tutela dei consumatori e dei risparmiatori, ha mantenuto l’impostazione iniziale del provvedimento perpetrando la grave disapplicazione di questi presidi informativi che privano i cittadini correntisti di ogni difesa in caso di crisi aziendali delle banche.Ritenendo assolutamente grave questa condotta del Governo, che peraltro viola la disciplina comunitaria in materia di abusi di mercato, sto predisponendo la documentazione occorrente per inviare una specifica e circostanziata denuncia alla Commissione Europea per violazione del diritto europeo, propedeutica all’avvio di una procedura di infrazione a carico del Governo italiano. In questo modo sarà la Commissione Europea, qualora ritenga fondata la denuncia, ad imporre al Governo di apportare le modifiche occorrenti per ripristinare questi importanti presidi informativi a tutela dei risparmiatori e, più in generale, dei consumatori”.

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Tutelare il patrimonio agro-alimentare Made in Italy

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2015

alimentare“L’Italia si deve battere per la tutela del nostro patrimonio agroalimentare in Europa”: non usa mezzi termini il presidente dei giovani imprenditori di Confapi Angelo Bruscino che interverrà questo pomeriggio a Milano ad Expo 2015 al forum “Il Ruolo dell’Europa nella tutela del patrimonio agroalimentare” a cui parteciperanno tra gli altri il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. L’evento si terrà alle 18 nella sala Workshop Cascina di Triulza ed è organizzato dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati.“L’Italia- dichiara Bruscino- è uno dei pochi paesi che riesce ad esprimere nel mondo un ecosistema di eccellenze che vanno dall’artigianato, all’industria, dai beni culturali a quelli paesaggistici, dalla manifattura, al design. Naturalmente nella produzione di beni e prodotti agroalimentari, che da soli costituiscono ogni anno per il nostro paese tra mercato interno ed export circa 250 miliardi di euro, ossia il 15% del nostro Pil, impegnando circa 1,6 milioni di aziende agricole, che tra i vari primati conseguiti a livello globale, continuano a mantenere quelli della sicurezza con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità con la decisione di non coltivare OGM, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico e quindi della sostenibilità delle nostre produzioni al punto tale da potersi giustamente titolare come quella più “Green” d’Europa.
Il nostro paese vanta 272 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) oltre 20.000 agriturismi, ed il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari, le regole produttive più rigorose nelle caratteristiche dei prodotti alimentari, dal divieto di produrre pasta con grano tenero a quello di utilizzare la polvere di latte nei formaggi fino al divieto di aggiungere zucchero nel vino, regole che nei paesi dell’Unione nostri competitor spesso non vengono applicate, anzi la tendenza a snaturare l’identità degli alimenti, anche a scapito delle nostre eccellenze continua a crescere, complice l’assenza di una vera politica e di controlli capaci di tutelare chi invece non solo crede nelle regole, ma con la loro applicazione crea benessere diffuso e protegge le nostre tradizioni ed i nostri luoghi.
L’Italia, soprattutto nel settore della produzione Bio è campione europeo, come lo è anche nella produzione di valore aggiunto e siamo i primi anche in termini di occupazione, con 7,3 milioni di addetti, con una potenziale crescita prevista nei prossimi anni anche grazie ai nuovi modelli di economia circolare di un altro milione di unità.””Il tema vero- continua Bruscino- attorno al quale si declina il tutto, cioè cura del territorio, equilibrio, tradizione, innovazione, buon lavoro soprattutto giovane in questi ultimi anni, rende il nostro Made in Italy sinonimo di qualità e potrei aggiungere esclusività. Eppure nonostante questo indiscutibile successo celebrato anche ad Expo 2015 non siamo mai riusciti ad imporci in Europa come i titolari di una cultura millenaria, anzi abbiamo e ancora oggi subiamo la dittatura di altri paesi nostri concorrenti che per incomprensione, per la natura dei loro territori, per la volontà esplicitata o nascosta di batterci su un mercato nel quale siamo leader mondiali cerca di vincere anche in maniera sleale.””Per questo- conclude Bruscino- il ruolo dell’Europa diventa centrale, nel combattere l’agropirateria unitamente ad azioni di contrasto all’italian sounding che sono tra i primissimi obbiettivi da raggiungere, ma per farlo abbiamo necessità di esprimere a Bruxelles il meglio del nostro paese, solo se sapremo essere determinanti nelle scelte comunitarie, costanti nell’impegno e convinti che sulla produzione agroalimentare si gioca il futuro non solo dell’Italia, ma probabilmente quello del nostro pianeta, riusciremo a determinare il passo di un settore che ha la capacità di trasformare tutto, i nostri territori, le nostre abitudini, la nostra salute ed infine le nostre vite.”

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Esodati: Il Governo Renzi sbatte la porta in faccia alla tutela dei lavoratori

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

opportunita-lavoro“Un’interpretazione inaccettabile ed un no che si commenta da solo, ancora una volta il Governo Renzi sbatte la porta in faccia alla tutela dei lavoratori ed in questo caso a chi è stato danneggiato, pesantemente, dalla riforma Fornero”. Lo affermano i Deputati della Sinistra Monica Gregori, Giorgio Airaudo e Antonio Placido, Componenti della Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati, in merito al parere espresso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze oggi in Commissione Lavoro sul provvedimento che prevedeva la settima salvaguardia degli esodati. “Il rischio concreto – prosegue la nota dei Deputati della Sinistra – è che il prossimo anno migliaia di lavoratori restino senza pensione e senza stipendio. È per questo che, al di là del parere espresso dal MEF, peraltro in contrasto con l’opinione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rivolgiamo un appello ai Deputati e Senatori, affinché il Parlamento si faccia effettivamente carico di questo problema. È indubbio – aggiungono – che la questione è politica, visto che è necessario affrontare il tema delle risorse risparmiate dal fondo esodati, ma a rimetterci non possono essere sempre le solite vittime”.

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TTIP: quando le carte smentiscono la Commissione europea e il Governo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2015

Fao-RomaSembrano due mondi separati, ma in realtà si riferiscono alla stessa cosa. Si tratta degli scenari benefici creati dal TTIP, l’accordo di libero scambio tra UE e USA, così come presentati dalla Commissione europea e dal Governo italiano, e quello che effettivamente è scritto nei (pochi e insufficienti) documenti resi di pubblico dominio. Elementi che aumentano e certo non diminuiscono le preoccupazioni sulle ricadute negative che l’approvazione del TTIP potrebbe portare, a cominciare dalla questione degli standard agroalimentari che, secondo le istituzioni europee, non verranno abbassati.Nei testi di posizionamento dell’Unione europea viene ribadito il ruolo centrale del Codex Alimentarius, l’organismo Fao/Oms deputato all’elaborazione degli standard di qualità alimentare, dai residui di pesticida nei piatti all’uso di Ogm. Considerato che spesso i criteri usati dal Codex per la qualità degli alimenti sono più permissivi di quelli europei, questo significa che ogni variazione più restrittiva potrebbe essere considerata “distorsiva del mercato” e per questo sanzionata. La mancanza poi, nel mandato negoziale, di ogni riferimento esplicito al “Principio di precauzione” è un ulteriore elemento di preoccupazione.Per il Governo italiano le IG saranno il cavallo di battaglia da difendere nel TTIP. Una posizione che prova a distrarre rispetto al fatto che se è vero che l’apertura del mercato agroalimentare europeo porterà a un incremento delle esportazioni europee del 60%, la contropartita sarà un aumento delle importazioni statunitensi del 118% con un impatto pesante sull’agricoltura europea e italiana, tra i settori “perdenti” come evidenziato anche dal Rapporto Prometeia redatto per il Governo italiano. Peraltro la tutela delle IG sarà parziale come dimostra il CETA, l’accordo con il Canada, in cui su oltre 1400 IG riconosciute in EU, di cui 273 italiane, solo 141 sono state inserite (40 italiane) in un regime che prevede comunque la convivenza con tutto l’italian sounding (come il Parmesan) registrato prima dell’ottobre 2013 e soprattutto la reciprocità: anche sui nostri scaffali arriverà il Parmesan, ora non consentito.”Ci sarebbe bisogno di maggiore chiarezza da parte di Commissione europea e Governo italiano” dichiara Elena Mazzoni, coordinatrice di Stop TTIP Italia, la coalizione di oltre 300 organizzazioni che si oppone al TTIP “ma purtroppo la comunicazione istituzionale si limita a promuovere il negoziato senza aprire spazi di vero e proprio contraddittorio, basti pensare che il panel definito per l’incontro di Cecilia Malmstrom di oggi a Roma prevede relatori tutti dichiaratamente a favore della conclusione del trattato”.”Più analizziamo i contenuti dei documenti disponibili, e che si riferiscono al solo posizionamento dell’Unione visto che i testi negoziali sono inacessibili” sottolinea Monica Di Sisto, portavoce della campagna Stop TTIP Italia, “più emergono dubbi e perplessità sulle posizioni a nostro modo di vedere troppo acritiche del Governo italiano: dalla trasparenza ai servizi, per passare all’agroalimentare e alla tutela degli investimenti, stiamo parlando di questioni che riguardano la vita di ogni cittadino e verso cui il Governo dovrebbe avere atteggiamento più laico e meno partigiano. Gli emendamenti presentati alla risoluzione sul TTIP al Parlamento europeo così come la stessa spaccatura emersa a Strasburgo tra le forze politiche poche settimane fa dimostra come le nostre posizioni si basino su dati di realtà”.

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Giornata di Studio AICT Tutela della privacy 2.0:cooperazione tra tecnologia e diritto

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2015

tutela della privacyMilano. 11 giugno 2015 Aula Magna Politecnico di Milano – Piazza Leonardo da Vinci 32 Recenti sviluppi delle Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni (ICT) applicate all’internet hanno resa inadeguata la regolamentazione vigente per quanto riguarda la tutela della privacy. Pur essendo il tema largamente dibattuto e oggetto di attività regolatoria, esso non sembra avere lo stesso livello di priorità (in particolare da parte dei nativi digitali) rispetto ad altre tematiche poste dalla rete, come il diritto all’accesso. Social Media, Motori di Ricerca e Servizi Cloud emergono fra i maggiori responsabili tecnologici del gap regolatorio in tema di privacy. Essi pongono il Diritto di fronte a nuove sfide dettate da nuove esigenze. Quella di garantire la tutela della privacy nel corretto equilibrio con i diritti di accesso all’informazione e di comunicazione volontaria d’informazioni proprie. Quella di adeguarsi alla natura globale della rete e all’ubiquità dell’informazione, superando i confini nazionali con una normativa multinazionale. Infine quella di predisporsi ai prevedibili ulteriori sviluppi tecnologici.
La ricerca tecnologica a sua volta ha davanti a sé la sfida di fornire nuovi strumenti utili a tutelare la privacy, consentendo allo stesso tempo il corretto equilibrio citato, e a facilitare contestualmente sia la regolamentazione, sia lo sviluppo di nuove aree di business legate al trattamento dei dati personali. Sicurezza informatica, autenticazione, oblio dei dati, trasmissione sicura, tracciabilità, storage, sono aree nelle quali l’innovazione tecnologica è attesa fornire nuove efficaci soluzioni di supporto ai diritti.Lo stesso Mercato Unico Digitale dell’UE non può prescindere dall’adeguamento delle normative in quest’area. Il trattamento dei dati personali e la revisione della direttiva e-privacy sono oggetto di una delle 16 azioni chiave della strategia per il DSM, recentemente annunciata dal Presidente Juncker e all’ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio Europeo.
Andrea Penza, Presidente di AICT, ritiene che “la pubblicazione della strategia comunitaria sul Digital Single Market, avvenuta lo scorso 6 Maggio, abbia dato un contributo altamente significativo e creato condizioni favorevoli per incentivare lo sviluppo dei nuovi mercati digitali. Si parla di 415 miliardi di Euro l’anno e centinaia di nuovi posti di lavoro, certamente ossigeno per l’economia europea, ancora sofferente e fortemente legata a “format di business” non del tutto rispondenti ai nuovi paradigmi innovativi.
In particolare ci si aspetta a breve una maggiore consapevolezza sulla necessità di accedere a beni e servizi digitali in tutta Europa, sia da parte di aziende che dei cittadini in modo che la potenzialità di crescita dell’economia digitale possa svilupparsi pienamente.
Evidentemente è assolutamente necessario che Istituzioni, Autorità, aziende ed Associazioni di categoria facciano la loro parte per facilitare la creazione di un contesto favorevole e parità di condizioni per un corretto sviluppo delle reti digitali e dei servizi innovativi”.La Giornata di Studio si propone di evidenziare questi temi, di mettere a confronto su di essi Diritto e Tecnologia e di prospettare una collaborazione fra i due ambiti per individuare soluzioni condivise. Si articolerà in interventi di operatori nei due ambiti, che presenteranno i rispettivi punti di vista, le più recenti iniziative intraprese per far fronte alle problematiche di competenza, i prevedibili sviluppi sia normativi (il nuovo regolamento UE fra questi), che tecnologici, che di servizi e di business. Si concluderà con una tavola rotonda, che offrirà ai relatori e al pubblico un’occasione di confronto e di dibattito,nonché auspicabilmente di una sintesi condivisa sul da farsi.(foto: tutela della privacy)

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