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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

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La chiesa cattolica e la trasparenza

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

segretoRoma Giovedì 9 novembre 2017, ore 9:30 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4: L’impegno della Chiesa cattolica per la trasparenza sta crescendo, come si osserva per esempio nel campo delle finanze. D’altra parte, esiste una maggiore sensibilità per la tutela del segreto, in modo particolare per quanto riguarda la privacy e lo svolgimento dei processi penali. E tuttavia, come promuovere contemporaneamente la trasparenza delle attività ecclesiali e la necessaria segretezza? C’è bisogno di una normativa aggiornata, o piuttosto di una maggiore responsabilità nella sua applicazione?
È per rispondere a questi interrogativi che la Facoltà di Diritto Canonico e l’Istituto di Psicologia della Gregoriana hanno organizzato per il prossimo 9 novembre la giornata di studi «La Chiesa tra l’impegno per la trasparenza e la tutela del segreto». La giornata intende infatti affrontare questa sfida in un’ottica di dialogo tra le discipline, coinvolgendo in modo particolare la teologia morale, la psicologia e il diritto italiano.Ai saluti iniziali del Rettore della Gregoriana, P. Nuno da Silva Gonçalves, pontificia università gregorianaSJ, seguiranno quelli del Card. Giuseppe Versaldi, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, formatosi proprio alla scuola dei due enti organizzatori dell’evento, e oggi Titolare della Cattedra Ignacio Gordon per progetti interdisciplinari tra Psicologia e Diritto Canonico. Seguiranno le relazioni di P. Paolo Benanti, TOR (Dipartimento di Teologia Morale, Gregoriana) sul presunto conflitto di valori trasparenza/segreto in prospettiva del bene comune; di Stefano Guarinelli (Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Milano) sulla centralità dei confini psichici e della loro vulnerabilità nella diagnosi e nella terapia; e di Carlo Colapietro (Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi Roma Tre) sulla via italiana alla conoscibilità dell’agere pubblico.I lavori riprenderanno alle ore 15, focalizzandosi sulla parte propriamente canonica. Su trasparenza e segreto nel diritto canonico interverrà P. Ulrich Rhode, SJ (Facoltà di Diritto Canonico, Gregoriana). Mons. Alberto Perlasca (Segreteria di Stato, Vaticano) presenterà la questione della trasparenza nella amministrazione dei beni ecclesiastici; sull’ambito del diritto penale canonico si confronteranno invece P. Damián G. Astigueta, SJ (Facoltà di Diritto Canonico, Gregoriana) e Davide Cito (Facoltà di Diritto Canonico, Pontificia Università della Santa Croce). Le conclusioni saranno affidate a Mons. Gian Paolo Montini, del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.La giornata di studi è sostenuta dalla Cattedra Ignacio Gordon, sovvenzionata dal Pontificio Istituto Teutonico di Santa Maria dell’Anima. Sono invitati tutti gli interessati, in modo particolare gli studiosi, docenti, studenti e operatori del diritto canonico. L’ingresso è libero, ma con iscrizione obbligatoria sul sito http://www.iuscangreg.it/segreto. (foto: segreto)

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Polizia locale: tra l’antiterrorismo e il servizio a tutela del cittadino

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

vigili-urbaniQuasi in concomitanza due tragedie si sono abbattute sulle calde giornate di agosto, in Spagna terroristi uccidono decine di persone, in Italia il terremoto ad Ischia fa riemergere la polemica sulla regolarità delle opere edificate in Italia. Al terrorismo si risponde militarizzando le città, alzando barriere, e in questa operazione di antiterrorismo governo e sindaci vogliono forzatamente coinvolgere la Polizia Locale. USB dice basta a questa mistificazione delle funzioni della polizia locale nei territori comunali. Spostare la Polizia Locale dalle sue tradizionali competenze a compiti di ordine pubblico, vuol dire rinunciare completamente all’idea di poter rilanciare le azioni di prevenzione e controllo di ogni attività che prevede il rispetto di regolamenti e leggi territoriali.
Sono ormai anni che si sta abbandonando la capillare presenza sulle strade urbane di personale della Polizia Locale, i controlli sistematici e programmati di attività commerciali o di cantieri edilizi sono stato ormai sostituiti dalle segnalazioni dei cittadini, e non da una iniziativa propria degli agenti preposti. Permetteteci di fornire alcuni dati molto significativi:
per incidenti stradali ogni anno ci sono 3500 morti, e nonostante l’art.208 del cds lo preveda le azioni di educazione stradale e di miglioramento della sicurezza delle strade si contano sulle dita.
Per ciò che riguarda l’edilizia studi e ricerche dicono che “gran parte delle case colpite dai disastri ambientali degli ultimi 20 anni erano abusive oppure erano state condonate, se pur costruite senza controlli sulla qualità. Il Consiglio Nazionale delle ricerche ha calcolato che negli ultimi quarant’anni, quasi 5mila italiani hanno perso la vita per frane o alluvioni… Dal 1948 ad oggi in Italia si commettono 203 abusi edilizi al giorno, 74mila all’anno… Il 70% dei comuni sciolti per l’inquinamento malavitoso della pubblica amministrazione, dal 1991 ad oggi, hanno in comune un solo elemento: le mani sul territorio, attraverso l’abusivismo edilizio di massa…”
Sono stati censiti 1.260.000 edifici a rischio frane o alluvioni: fra essi vi sono 6mila scuole e 531 ospedali!
I dati si interpretano da soli. La problematica in questione non è la sola, né sta da sola, anzi, è in buona compagnia: emergenza ambientale non è solo cementificazione selvaggia, per quanto riguarda l’aspetto socio–urbanistico; esiste l’eterna difficoltà, densa sempre di nuovi pericoli, rappresentata dall’emergenza rifiuti (la quale ha una criticità maggiore per quanto riguarda i rifiuti ad altissima tossicità: scorie di tipo industriale, nucleari etc.etc.).
Abbandonando il controllo delle attività sottoposte a vincoli e regolamenti, avremo continuamente il ripetersi di tragedie che per numero di morti e per volume di danni alle cose ed alle persone saranno notevolmente più catastrofiche delle azioni terroristiche, dalle quali devono difenderci, esclusivamente gli apparati preposti. (Polizia di stato, Carabinieri, GdF).
USB rifiuta il coinvolgimento della Polizia Locale in queste operazioni che, oltre a non essere di competenza della PL, vede su tutto il territorio nazionale notevoli deficienze strutturali e di preparazione professionali che renderebbero oltremodo inutile il suo impiego.
In Italia il corpo di Polizia Locale, proprio per lo svolgimento delle proprie mansioni, si configura come la struttura di vigilanza con maggiore capillarità sul territorio. Per citare dei numeri:
144 comuni sono sopra i 50.000 abitanti, 2271 comuni hanno una popolazione che è inclusa tra i 5.000 e i 50.000 abitanti, e 5568 comuni sono abitati da meno di 5.000 abitanti, pari circa al 70% dei comuni italiani.
Da questi dati appare evidente che il personale di Polizia Locale presente in ogni comune e interessato per competenza a molti degli atti emanati dai comuni stessi, per numero e dislocazione è naturalmente collegato alla istituzione dell’Ente Locale.
Naturalmente non possiamo scordarci la diversità della nostra professione che ci porta quotidianamente al confronto con situazioni di forte contrasto con l’utente, perché se è vero che noi dovremmo rappresentare il riferimento “positivo” dell’amministrazione sul territorio, attraverso il lavoro di prevenzione e controllo, è pur vero che l’aggravarsi della condizione sociale in cui versa il paese, ci porta sempre più ad affrontare situazioni di conflitto soprattutto per la nostra prerogativa di irrogare le sanzioni amministrative che colpiscono le tasche del cittadino.
Per questo diventa IMPRESCINDIBILE la necessità della determinazione di un contratto specifico per la Polizia Locale ove si riconoscano l’equo indennizzo, la causa di servizio, la categoria usurante ed un reale monitoraggio della salute degli operatori soprattutto nei Comuni superiori ai 50.000 abitanti.

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Meloni, nessun limite temporale per validità Regolamento tutela Città Storica

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

adriano meloniRoma. “Non ci sono limiti temporali per la validità del Regolamento sulla tutela delle attività commerciali della Città Storica. Il provvedimento varato dalla Giunta ha previsto un meccanismo di salvaguardia che prevede dopo due anni dall’entrata in vigore un’analisi degli indici di saturazione, indicatori statistici precisi che fotografano il peso delle attività di vendita alimentare sull’area del Sito Unesco. All’esito dell’esame si stabilirà quindi se il divieto programmato di tre anni per l’apertura di nuove attività nei 15 rioni del Centro Storico dovrà essere protratto o interrotto, con un provvedimento di Assemblea che integrerà il Regolamento.
Per la prima volta abbiamo varato un provvedimento che mira alla tutela dell’area Unesco e della sua unicità, adottando un parametro tecnico molto preciso, con una logica di salvaguardia che riconduce sul terreno della qualità il settore, senza penalizzare imprenditori pronti a scommettere sul commercio di eccellenza che merita la città, ma dando finalmente una risposta ai tanti cittadini che chiedevano un impegno concreto per il decoro del centro storico. Sono convinto che questo provvedimento porterà i suoi frutti, anche perché è stato redatto dopo numerosi confronti con le associazioni di cittadini e le categorie. Un lavoro partecipato, quindi, che è stato armonizzato con attenzione alle attuali previsioni normative, sia locali che nazionali”. Lo dichiara in una nota l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni.

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Parco di Centocelle: percorso di piena tutela

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

parco centocelleRoma. “Il Parco Archeologico di Centocelle racchiude un patrimonio storico-archeologico unico al mondo e, in quanto tale, meritevole della massima tutela da parte di questa Amministrazione. A tal proposito, è nostra intenzione destinare oltre due milioni di euro all’esecuzione del progetto definitivo relativo alle operazioni di recupero e valorizzazione dell’intera area archeologica, da realizzarsi mediante l’apertura al pubblico della zona archeologica e l’istituzione di un museo ecologicamente compatibile dotato di una serie di servizi a beneficio degli utenti e di appositi spazi multimediali che agevolino la fruizione del bene. Inoltre, riteniamo sia importante affrontare in maniera organica e complessiva le problematiche emerse attraverso la costituzione di un tavolo tecnico interdisciplinare che coinvolga i dipartimenti competenti in materia di tutela ambientale, urbanistica, cultura e sovrintendenza capitolina, e che abbia il compito di adottare soluzioni definitive e una strategia condivisa finalizzata al recupero e alla valorizzazione dell’area nel suo complesso. Tale tavolo avrà anche il compito di individuare nuovi siti nei quali delocalizzare gli autodemolitori presenti nel Parco, sui quali l’attuale Amministrazione è intervenuta in maniera incisiva chiudendone 13 e chiedendo la messa in regola di altri 35. Infine, Roma Capitale si opporrà in tutti i modi alla realizzazione del ‘Pentagono Italiano’ all’interno del Parco, soprattutto in assenza di coinvolgimento di cittadini e comitati. Abbiamo le idee ben chiare su come far fronte alle varie criticità legate al Parco e profonderemo il massimo impegno al fine di arrivare a una loro celere risoluzione. Un esempio, in tal senso, è rappresentato dal caso delle fungaie, diventate vere e proprie discariche abusive per negligenza delle passate gestioni e per le quali l’attuale Amministrazione ha già stanziato 39 mila euro a fini di bonifica e di riqualificazione, individuando ulteriori risorse non derivanti dai fondi stanziati per l’attuazione del progetto del secondo stralcio. Una bonifica, quella relativa ai rifiuti interrati e abbandonati, che ci impegniamo a completare nella maniera più rapida possibile”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione capitolina Cultura Eleonora Guadagno.

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Tutela dei diritti dei pazienti oncologici

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

tumore metastatico1Roma. Il progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” ideato e coordinato da Salute Donna onlus promuove con successo anche nel Lazio un Intergruppo consiliare regionale per favorire il confronto fra Associazioni pazienti, politici ed esperti e migliorare così la presa in carico e la tutela dei diritti dei pazienti oncologici.Nel Lazio sono oltre 265.000 le persone che convivono con un tumore mentre le nuove diagnosi stimate nel 2016 sono circa 33.000. Incremento delle risorse per i pazienti oncologici, mutazioni genetiche BRCA1 e BRCA2, qualità dei percorsi diagnostico-terapeutici, attuazione e gestione della Rete oncologica regionale, sistema informatico “user-friendly” sono i principali obiettivi da raggiungere.L’Intergruppo, che sarà presieduto da Rodolfo Lena, Presidente della VII Commissione Consiliare Politiche Sociali e Salute, avrà come scopo quello di favorire un dialogo efficace e costruttivo fra i principali attori del sistema oncologico ed ematologico ed indirizzare la Giunta regionale verso obiettivi raggiungibili ed utili per migliorare l’offerta sanitaria in oncologia.«Con gli Intergruppi regionali vogliamo dare una nuova concretezza alle azioni intraprese a livello nazionale», dichiara Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus. «Con essi vogliamo far sentire ancora di più la nostra vicinanza ai pazienti e dare una risposta autentica ai loro bisogni nell’ottica di una tutela ottimale dei loro diritti».

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I paesi che più tutelano la proprietà sono anche quelli che crescono più stabilmente

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

pietro paganiniSono più competitivi e producono maggiore innovazione. Questo il risultato dell’edizione 2017 dell’International Property Rights Index (IPRI), presentata oggi da Competere.
Promossa dalla Property Rights Alliance, che raccoglie attorno a sé organizzazioni e think tanks operanti in tutto il mondo a favore della libera iniziativa e di politiche indirizzate a favore dell’innovazione, l’indagine misura il grado di tutela della proprietà fisica e intellettuale in 127 paesi, per un totale complessivo del 98% del PIL mondiale e del 94% della popolazione della terra. Come tale è, dunque, uno strumento fondamentale per rapportare il grado di tutela della proprietà con la capacità di ciascuna regione di produrre innovazione ed essere competitiva sul mercato globale. In questa edizione della ricerca le performance dei paesi sono state valutate in correlazione con il livello di imprenditoria globale, l’accesso alla rete internet, lo sviluppo umano, il numero di ricercatori universitari e le prestazioni ambientali.
“Nel 2017 l’Italia si colloca al 49° posto, guadagnando una posizione rispetto al 2016 ma perdendone 9 rispetto al 2014. Siamo ancora lontani, dunque, dai paesi che innovano e competono al meglio come Svizzera, Svezia, Finlandia, Norvegia e Lussemburgo”, afferma Pietro Paganini, Presidente di Competere. “Il Patent Box, il sistema fiscale opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo dei diritti di proprietà intellettuale, non ha dunque portato grandi miglioramenti nel quadro normativo italiano. In sintesi possiamo dire che è stato adottato un approccio incoerente che ha finito solamente per moltiplicare gli oneri di coloro che avrebbero voluto beneficiare del sistema”.Nell’International Property Rights Index sono presenti anche alcuni casi studio elaborati da esperti del settore che illustrano le differenze presenti fra le tematiche relative alla proprietà intellettuale e le modalità con le quali è possibile raggiungere un buon livello di progresso e innovazione.
Competere è un think-tank che promuove l’innovazione attraverso l’elaborazione di analisi e proposte e la sensibilizzazione dei processi decisionali. Aiutano imprese, associazioni ed enti pubblici e privati a posizionarsi a livello internazionale ed istituzionale attraverso l’attività di intelligence, analisi e comunicazione istituzionale. http://www.competere.eu (foto: pietro paganini)

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Banche venete: gli azionisti lasciati senza alcuna tutela!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

bancaIn sede di conversione del decreto legge “salvabanche” devono essere assunte misure a tutela degli azionisti.“Incredibilmente l’operazione di salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca non comprende gli azionisti e cioè centinaia di migliaia di persone alle quali sono state vendute fraudolentemente le azioni, poi rivelatesi carta straccia”. E’ quanto dichiara l’Avv. Valentina Greco, legale dell’Unione Nazionale Consumatori, che prosegue: “si stigmatizza con forza la decisione del Governo che non può lontanamente pensare di lasciare sul lastrico tutti coloro che alle due banche hanno affidato i risparmi di una vita”. “Sarebbe opportuno – incalza Valentina Greco – che il Governo si comportasse responsabilmente modificando il decreto legge appena approvato, restituendo così tutela a soggetti del tutto incolpevoli, vittime di gravissimi illeciti recentemente accertati dalla Consob, che ha pubblicato numerosi provvedimenti sanzionatori a carico delle due banche”.

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Intervenire per garantire reale tutela alle Forze di Polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

volanti-polizia-di-stato“C’è un poliziotto che a Bolzano è finito in un letto d’ospedale, gravemente ferito, per aver risposto senza alcun tentennamento al proprio altissimo senso del dovere e alla propria impagabile esperienza. A lui rivolgiamo i nostri migliori auguri di pronta guarigione e la nostra vicinanza, e lo facciamo mentre, contemporaneamente, rivolgiamo lo stesso sentimento di solidarietà al collega che a Guidonia è finito sotto inchiesta per aver sventato una rapina a mano armata. Ciò che la cronaca ci consente di tracciare stamane è lo sconfortante riepilogo delle conseguenze cui oggi, troppo spesso, un operatore della sicurezza va incontro a causa del proprio servizio: o finisce in tribunale, o finisce all’ospedale. Le due vicende di Guidonia e Bolzano sono estremamente simili: due colleghi liberi dal servizio che si rifiutano di girarsi dall’altra parte di fronte all’illegalità e al bisogno dei cittadini e rischiano la vita pur di intervenire in situazioni di altissimo rischio. Uno è finito sotto i ferri del chirurgo e raccoglierà giustamente gratitudine, stima e vicinanza comune. L’altro ha rimediato un’inchiesta penale a suo carico e gli strali dei soliti schiamazzanti esponenti del partito dell’antipolizia. Ma oggi vogliamo sapere senza se e senza ma, e senza ipocrisia: il Paese vuole Poliziotti che rispondono sempre e comunque quando il dovere chiama oppure no?”.
Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commentando quanto avvenuto a Bolzano dove un agente della Squadra volante, libero dal servizio, ha riconosciuto in strada un’auto segnalata come rubata con il motore acceso e ha cercato di fermarla, ma il conducente lo ha travolto ed è scappato. Il poliziotto ha riportato gravi lesioni a un arto e contusioni multiple ed ha poi subito un intervento chirurgico.
“A chi detiene il potere legislativo ed esecutivo, infine – conclude Pianese -, chiediamo che ci si assicurino gli strumenti operativi e legali perché andando in strada ogni giorno possiamo contare almeno su un’alternativa alle due attuali opzioni tribunale, ospedale”.

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Nuovo appello al governo per tutela dei posti di lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

montecitorio

Roma “Nel corso dell’iter di approvazione alla Camera della cosiddetta Manovrina, Sapar ha avanzato proposte concrete e assolutamente responsabili per una riorganizzazione del settore orientata ai principi di equità e tutela delle piccole e medie imprese di gestione e dell’intero indotto occupazionale. Così come richiesto a gran voce dai nostri associati nel corso delle due manifestazioni indette a Montecitorio, e così come ribadito al Sottosegretario Pier Paolo Baretta, facciamo di nuovo appello al Governo affinché il senso di responsabilità e la difesa dell’occupazione prevalgano su tutto il resto. Vorremmo scongiurare l’ipotesi dell’astensione dalla raccolta, ma evidenziamo che le aziende con questi aumenti di tassazione «scellerati» non riescono più a sostenere i costi della raccolta. I margini sono esauriti”. È quanto dichiara Raffaele Curcio, Presidente di SAPAR, l’Associazione Nazionale Servizi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, la principale sigla associativa che riunisce e rappresenta le aziende di gestione degli apparecchi da intrattenimento del gioco pubblico e legale.”Se davvero l’obiettivo che si vuol raggiungere è la tutela delle persone più esposte e il contrasto ai fenomeni patologici, è necessario – aggiunge Curcio – che la riduzione del numero delle AWP avvenga con una contestuale riduzione del numero delle VLT. D’altra parte, proprio l’installazione delle VLT è stata autorizzata e definita in proporzione al numero della AWP, in particolare per il 14% di esse. Tutto questo può essere fatto entro il 31 dicembre 2017, attraverso un nuovo contingentamento che renda equa e sostenibile la riduzione degli apparecchi, senza prevaricazioni fra concessionari e gestori proprietari degli apparecchi, anzi arrivando ad un riconoscimento giuridico del ruolo stesso del Gestore. Allo stesso modo è necessario riequilibrare il livello della tassazione, spostando il prelievo sul cassetto degli apparecchi e incidendo anche su tutte le altre offerte di gioco”.E conclude: “L’associazione è sempre disponibile ad un confronto costruttivo con le istituzioni, a valutare osservazioni e contributi in termini di idee e proposte da tutti i protagonisti del settore. Ma Sapar rimarrà sempre fedele alla sua linea associativa orientata ad un unico obiettivo: la difesa delle piccole e medie aziende di gestione e la tutela degli uomini e delle donne che onestamente, e alla luce del sole, ogni giorno vi lavorano”.

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Necessaria una legge per tutelare l’agro romano antico

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

villa adrianaLettera aperta al ministro Martina: Gentile Ministro Martina,Italia Nostra Roma e il Comitato “Salviamo Villa Adriana” sono consapevoli dei pericoli, per funzioni devastanti e incompatibili, che si addensano sull’area, a vocazione agricola, compresa tra Tivoli e Prenestina e il Grande Raccordo Anulare; un cimitero comprensoriale di 60 H nella Tenuta agricola di Passerano e ancora, dopo il tentativo fallito nel 2012 con uno spiegamento di forze, di costruire una discarica a poche centinaia di metri da Villa Adriana, un’altra discarica potrebbe devastare quell’area, sempre in prossimità del bene Unesco Villa Adriana.Il territorio è da sempre a vocazione agricola, le grandi Tenute Barberini, Brancaccio, la Tenuta di Passerano e molte altre hanno mantenuta integra la propria identità. Un territorio ricchissimo di preesistenze archeologiche Villa Adriana, l’area di Gabi e gli imponenti acquedotti e ponti romani che dai Colli Albani portavano l’acqua a Roma. L’enorme interesse storico, naturalistico ed archeologico dell’Agro Romano antico e la sua vocazione agricola che è arrivato intatto fino a noi dall’età romana, deve essere garantito da una legge di tutela e sviluppo.Italia Nostra Roma e il Comitato “Salviamo Villa Adriana”, che interpretano il larghissimo consenso della popolazione dell’area e delle categorie di settore, chiedono a Lei, Signor Ministro di farsi autorevole portavoce di questa grande esigenza di tutela.La vocazione agricola di quest’area, per ora indifesa, deve trasformarsi, a nostro parere, attraverso il Suo autorevole intervento presso la Regione Lazio, in un parco agricolo regionale che produca, conservi, valorizzi e protegga le attività agricole.Quest’area straordinaria, di grande valore per il suo paesaggio agricolo, deve entrare a far parte del patrimonio di pregio della Nazione.
Italia Nostra Roma e il Comitato “Salviamo Villa Adriana” auspicano ed hanno fiducia che questo appello urgente venga al più presto preso in esame da Lei.

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Tutela dei diritti degli anziani

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 aprile 2017

federanzianiLatina. I Centri Anziani della provincia di Latina aderenti a Senior Italia Federcentri si sono riuniti per definire la programmazione delle attività e condividere le linee guida della Federazione. Al centro dell’incontro la tutela del diritto alla salute, i progetti per migliorare la qualità della vita della popolazione senior e l’obiettivo di sviluppare una solida e radicata rete associativa nel territorio di Latina. Tutto ciò attraverso il rafforzamento e la modernizzazione dei Centri Sociali Anziani affinché diventino punti di riferimento per tutta la cittadinanza. All’incontro sono intervenuti il Segretario Generale di Senior Italia Federcentri Raimondo Giuliani, il Presidente di Senior Italia FederAnziani, Roberto Messina e i Presidenti dei Centri Anziani del territorio di Latina, che hanno aderito con entusiasmo all’importante proposta di azione sociale promossa da Senior Italia Federcentri. La giornata di incontro ha consentito di condividere le opportunità e il fitto programma di attività che coinvolgeranno i Centri, per fornire risposte adeguate ai bisogni sociali, ricreativi e di salute della terza e quarta età.
Tra le attività previste, le grandi campagne di screening e monitoraggio della salute dei senior, i convegni di informazione sanitaria, il coinvolgimento in progetti nazionali di indagine sulla salute dell’anziano per avere un quadro sempre più preciso della qualità della vita nella terza e quarta età da poter condividere con le Istituzioni.

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Una tutela speciale per il Centro Storico di Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 aprile 2017

RomaRoma. E’ l’area già dichiarata Sito Unesco e patrimonio dell’Umanità, e dove si deve porre un freno al proliferare di attività come i minimarket, le lavanderie self-service, che non sempre sono compatibili con il pregio storico e urbanistico dell’area centrale della Capitale.L’obiettivo dichiarato del nuovo Regolamento per la tutela e la riqualificazione delle attività commerciali e artigianali della Città Storica è la riorganizzazione normativa complessiva che si articolerà su due ambiti geografici: Città Storica e Sito Unesco. Cuore del provvedimento resta la tutela delle attività commerciali e artigianali: tra le quali librerie, negozi storici, negozi di antiquariato. Rispetto alla precedente normativa, è previsto l’inserimento di nuove attività: cartolibrerie, articoli da disegno, grafica e belle arti. Inalterato il termine di due anni di attività per il formarsi del vincolo di attività tutelata, mentre scende a tre anni la durata per la decadenza del vincolo in caso di inutilizzo.Punto qualificante e novità introdotta nel nuovo Regolamento è la tutela dedicata al Sito Unesco, il cuore del Centro Storico. In questo ambito sarà vietata l’apertura di nuove attività diverse da quelle tutelate. Una prescrizione è prevista per attività alimentari di elevata qualità, per quelle che utilizzino e vendano prodotti alimentari a marchio DOCG e DOP e per quelle che pongano in vendita prodotti appartenenti ad almeno 5 differenti tipologie.Da un’attenta analisi sugli indici di saturazione – vale a dire l’affollamento di esercizi di vicinato alimentari e non preesistenti – svolta dal Dipartimento Sviluppo Economico, Attività Produttive e Agricoltura è scaturita una mappa dei Rioni che subiscono il maggiore impatto. L’obiettivo è la sostenibilità del commercio in aree già densamente affollate e per questo sono al vaglio diverse ipotesi.“Oggi abbiamo presentato i punti salienti del nostro provvedimento alle associazioni di categoria, alle quali abbiamo chiesto di presentare le loro osservazioni. Abbiamo delineato un svolta profonda per il commercio nelle aree più pregiate della Capitale. Il nostro obiettivo è, da una parte, arginare fenomeni che hanno stravolto l’identità del Centro Storico, dall’altra stabilire condizioni che non comprimano la libertà d’impresa. Sviluppo e tutela del decoro possono convivere insieme e questo vuole essere un primo, fondamentale, passo in questa direzione”, dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Adriano Meloni.

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La tutela internazionale dell’adulto vulnerabile

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 aprile 2017

Roma Lunedì 10 Aprile 2017, ore 10:00 Dipartimento di Giurisprudenza, Aula 4 Via Ostiense 139.La tutela internazionale dell’adulto vulnerabile, seminario del professore Pietro Fanzina nell’ambito del ciclo Incontri di diritto internazionale privato. Il professor Franzina, autore di una monografia sul tema dell’incontro, ha partecipato alla redazione di un documento di studio commissionato dal Parlamento europeo ai fini della presentazione di una iniziativa legislativa alla Commissione dell’Ue.

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Tutela degli stock ittici del Mediterraneo: la Commissione europea ottiene un impegno decennale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

mediterraneoDopo mesi di negoziati, oggi la Commissione europea ha ottenuto un impegno per i prossimi dieci anni a tutela degli stock ittici del Mediterraneo e della prosperità ecologica ed economica della regione.La dichiarazione MedFish4Ever di Malta, un esempio concreto della riuscita della politica di vicinato dell’UE, stabilisce un programma di lavoro dettagliato per i prossimi dieci anni basato su obiettivi ambiziosi ma realistici. I posti di lavoro diretti sui pescherecci operanti nel Mediterraneo sono oltre 300 000, ma quelli indiretti generati dal settore sono molti di più. La dichiarazione è stata firmata da rappresentanti ministeriali sia della costa settentrionale che di quella meridionale del Mediterraneo ed è il risultato di un processo avviato dalla Commissione europea a Catania nel febbraio 2016. La firma conferisce titolarità politica a una questione che fino a questo momento era stata gestita a livello tecnico.
Il Commissario Karmenu Vella, responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “Oggi si fa la storia. La firma della dichiarazione MedFish4Ever di Malta sancisce la nostra volontà politica di realizzare azioni concrete per la pesca e le altre attività che hanno un impatto sulle risorse ittiche, l’economia blu, l’inclusione sociale e la solidarietà tra le sponde nord e sud del Mediterraneo. Spero che questa dichiarazione possa essere considerata una svolta, foriera di un futuro radioso per i pescatori, le comunità costiere e le risorse della pesca.”
I firmatari si sono impegnati a:
– garantire un’adeguata raccolta dei dati e una valutazione scientifica periodica per tutti i principali stock del Mediterraneo entro il 2020. In particolare, i piccoli pescatori dovranno svolgere un ruolo più attivo nella raccolta dei dati necessari per approfondire le conoscenze scientifiche;
– elaborare piani di gestione pluriennali per le principali attività di pesca. Da parte sua, la Commissione ha già avviato questo processo con la proposta relativa a un piano di pesca pluriennale per gli stock di piccoli pelagici nel Mare Adriatico;
– eradicare la pesca illegale entro il 2020, garantendo che tutti gli Stati membri dispongano del quadro giuridico e delle capacità umane e tecniche necessarie per adempiere alle loro responsabilità di controllo e di ispezione. La Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) guiderà l’istituzione di sistemi nazionali di controllo e di sanzionamento;
– aiutare le piccole attività di pesca e acquacoltura sostenibili semplificando i meccanismi di finanziamento dei progetti locali finalizzati all’ammodernamento della flotta, grazie a tecniche e attrezzi da pesca a basso impatto, all’inclusione sociale e alla partecipazione dei pescatori alla tutela dell’ambiente.
Per un’attuazione efficace della dichiarazione sarà necessaria la partecipazione di tutte le parti coinvolte: pescatori, sia uomini che donne, comunità costiere, società civile, attività di pesca industriale, su piccola scala, artigianale e ricreativa, l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite e la CGPM. La dichiarazione firmata oggi si aggiunge agli impegni internazionali assunti dall’UE nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile (obiettivo 14: “Conservare e sfruttare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”).
Il Mediterraneo è un bacino marittimo unico, caratterizzato da un litorale esteso e da un settore della pesca che impiega oltre 300 000 persone. L’80% della flotta della regione appartiene ai piccoli pescatori (con imbarcazioni di lunghezza inferiore ai 10 metri), autori di un quarto delle catture complessive. Questi posti di lavoro sono a rischio, perché gli stock ittici del Mediterraneo si stanno progressivamente riducendo: circa il 90% degli stock valutati è sovrasfruttato. La sicurezza alimentare, la sussistenza, la stabilità e sicurezza della regione sono minacciate.La dichiarazione di oggi è il risultato del cosiddetto processo di Catania avviato dal commissario Vella nel febbraio dello scorso anno, che ha permesso di instaurare una fruttuosa cooperazione con le parti interessate, il segretariato della CGPM, gli Stati membri dell’UE e i paesi terzi. Le tappe principali di questo processo sono state: una prima conferenza ministeriale tra i Ministri della pesca del Mediterraneo ad aprile 2016, la riunione annuale della CGPM a giugno 2016 e la riunione intersessione della CGPM a settembre 2016.Alla conferenza ministeriale MedFish4Ever di Malta hanno partecipato: la Commissione europea, otto Stati membri (Spagna, Francia, Italia, Malta, Slovenia, Croazia, Grecia, Cipro), sette paesi terzi (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Turchia, Albania, Montenegro), la FAO, la Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo, il Parlamento europeo e il Consiglio consultivo dell’UE per il Mediterraneo.

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Tutela della biodiversità nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

mediterraneoBorgo Val Di Taro (Parma) Sabato 25 Marzo – briefing stampa e convention – ore 15 – Sala dell’Unione dei Comuni della Comunità Montana – Piazza XI Febbraio, 7. Una grande Convention Nazionale targata AIGAE e FORMA FUTURO. Martellos: “L’apertura e il successivo allargamento del Canale di Suez stanno causando, nel Mar Mediterraneo, un’invasione importante di specie marine aliene provenienti dal Mar Rosso, mettendo potenzialmente a rischio il mercato della pesca in Italia. Per questo e altri motivi nel nostro Paese la biodiversità è in pericolo. Ecco i risultati di CSMON – LIFE, uno dei primi progetti italiani di Citizen Science sulla biodiversità in Italia, finanziato nell’ambito del programma LIFE”. “Renderemo noti ed illustreremo alcuni dei risultati di CSMON–LIFE, uni dei primi progetti italiani di citizen science sulla biodiversità, che prevede il coinvolgimento delle scuole e dei cittadini nello studio, nella gestione e nella conservazione della biodiversità – ha proseguito Martellos – mettendo in rete scuole, persone comuni, istituzioni e comunità scientifica. CSMON-LIFE, acronimo di Citizen Science MONitoring (http://www.csmon-LIFE.eu) è realizzato dall’Università di Trieste, l’Università Tor Vergata, l’Università La Sapienza, la Regione Lazio, l’Istituto Agronomico Mediterraneo Valenzano di Bari, la Divulgando Srl e Comunità Ambiente. I risultati sono preoccupanti, e confermano che la biodiversità presente in Italia è fortemente in pericolo, anche a causa delle attività umane . L’Italia è probabilmente il paese Europeo più ricco di biodiversità. Ad esempio, nel solo comparto vegetale, contiamo ben 8000 specie diverse di piante e 3000 di licheni. Questo patrimonio è a rischio. Abbiamo esemplari di farfalle che stanno spostando il proprio habitat, piante e animali provenienti da diverse parti del mondo che stanno invadendo anche le nostre città. Inoltre l’allargamento del Canale di Suez sta causando una vera invasione di specie marine del Mar Rosso che stanno prendendo il posto di quei pesci che troviamo nel Mediterraneo e che rischiamo di non avere più”.

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A Roma nasce l’Accademia Europea Tutela Privata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

la sapienzaRoma sabato 25 e domenica 26 marzo 2017, presso il Centro Congressi del Church Palace, via Aurelia 481 porte aperte per mostrare le attività proposte. Tra i relatori della due giorni di workshop, il Gen. Mario Mori, generale e prefetto italiano che è stato comandante del ROS e direttore del Sisde; Reverendo Prof. Salvatore Vitiello, già docente per corsi di importanti Istituti come l’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena; Prof.ssa Laura Volpini, criminologa e docente della Facoltà di Medicina e Psicologia presso Università La Sapienza; Prof. Francesco Borghini, psicologo e psicoterapeuta e docente di Psicologia dell’emergenza; Davide Ferretti, istruttore MMA esperto di arti marziali e Vincitore della cintura e del titolo internazionale professionisti KINGS OF THE RING 2009, guida la nazionale italiana di MMA; Claudio Belotti, Master Trainer in Programmazione Neuro Linguistica; Sifu Nelson Tello, esperto disarmo e difesa; Dr Gianfranco Secci, esperto di topografia, marcia e orientering e la Dr.ssa Laura Mondino, consulente internazionale in ambito della Behavioral Economics..Contesti economici in continua evoluzione, cambiamenti sociali, globalizzazione e tecnologie che diventano obsolete già dopo pochi mesi. Tutti questi fattori per le aziende possono costituire al tempo stesso minacce e opportunità. Il Risk and Security Manager è colui che interviene per gestire e anticipare i cambiamenti, volgendoli a favore dell’impresa. Una figura proattiva, con una solida cultura aziendale, in grado di garantire la sopravvivenza e, soprattutto, la crescita del business, che secondo i dati di RiskGovernance ANRA e Confapi Industria, sarebbe oggi ricercato da circa l’82% delle imprese italiane, senza riuscire a trovare un candidato in possesso di tutti i requisiti necessari.
L’Accademia Europea Tutela Privata, è un istituto di alta formazione nato dall’esperienza del Consorzio Intrasecur Group, un punto di riferimento per servizi di sicurezza e di tutela del patrimonio aziendale e personale, che attraverso un rigido percorso accademico di due anni, formerà figure professionali di alto livello, in grado di operare nell’ambito del risk management.Una full immersion accademica per una preparazione accademica e psico-fisica, basata sullo studio e la pratica di specifiche materie strategiche e applicate, come medicina, programmazione neuro linguistica, giurisprudenza, psicologia, intelligence, ma anche disarmo e difesa personale, paracadutismo, e molto altro. Tra gli sbocchi professionali del corso: Risk Manager, Security Manager, Cyber Security Specialist, Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, Executive Coach, Addetto Squadra Primo Soccorso, Addetto Antincendio.
Sabato 25 (dalle ore 11 alle 19:30) sarà dedicata a temi che riguardano la conoscenza dell’uomo, partendo dagli aspetti antro e sociologici a quelli comportamentali, fino a quelli psicologi e devianti e verranno ospitati i Presidenti di AMATRICE 2.0 e della FIMPAR, Federazione Italiana Motociclismo Paralimpico. La giornata, si concluderà con una cena di gala alle 21:00, presso il circolo Ufficiali Pio IX, Viale Castro Pretorio 95, durante la quale verranno organizzati dei confronti in tema di galateo per i partecipanti.
Domenica 26 sarà, invece, incentrata sul racconto di storie di successo, su come trattare le scene del crimine e la fondamentale importanza della figura del negoziatore. Inoltre, sarà presentata una delle aziende partner, Articolo1, società italiana di Soluzioni HR e partner dell’Accademia, che si occuperà di collocare i ragazzi dell’Accademia nei vari stage formativi tra il primo e il secondo anno, aggiungendo, così, ad un percorso teorico anche un iter pratico. Ad intervenire sarà Luigi Schettini, Area Manager Sud di Articolo 1.

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Tutela dei crediti commerciali

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

Atradius e Deutsche bank annunciano di avere raggiunto un accordo di partnership per la tutela dei crediti commerciali destinata alle aziende e ai clienti business della Banca con un fatturato fino a 250 milioni di euro. Nel dettaglio, l’accordo permette ai clienti di Deutsche Bank di poter contare su polizze assicurative Atradius per proteggere il proprio portafoglio di crediti commerciali dal rischio di credito, sia sul mercato domestico che nell’export. La polizza credito di Atradius si caratterizza per un elevato livello di personalizzazione che la rende un prodotto completo e connotato da ampie garanzie sui crediti commerciali, particolarmente adeguato per tale fascia di imprese, prevedendo tra le usuali garanzie avverso le insolvenze dei crediti commerciali l’inclusione del rischio pre-credito, della copertura dei contratti vincolanti e del rischio derivante dalla revocatoria fallimentare, oltre che una caratterizzazione specifica per comparti industriali. La polizza credito offre copertura anche verso una serie di rischi aggiuntivi, quali il rischio politico di un singolo Paese o di gruppi specifici di Paesi. E’ incluso altresì il recupero dei crediti insoluti in Italia e all’estero, i cui costi restano a carico di Atradius.“L’accordo firmato con Deutsche Bank, uno dei principali gruppi bancari a livello mondiale – ha affermato Massimo Mancini, Country Manager per l’Italia di Atradius – offre ad Atradius rilevanti opportunità di diffusione del prodotto assicurativo credito, grazie al forte posizionamento del gruppo bancario sui principali mercati. Con questa partnership di valore, Atradius prosegue nel suo impegno verso la diffusione della cultura della tutela del credito commerciale, quale azione prioritaria nella buona gestione dell’azienda. Questo per rispondere in modo ottimale alle esigenze di crescita e sviluppo del business, di ogni dimensione e comparto”.“Questo accordo – ha aggiunto Silvio Ruggiu, Responsabile della rete filiali di Deutsche Bank in Italia – risponde all’impegno e all’attenzione della Banca nel supportare lo sviluppo delle piccole e medie imprese che rappresentano per noi, da sempre, uno dei target di maggiore rilevanza, nonché il volano per la crescita del nostro Paese. Siamo quindi contenti di potere ampliare la gamma di strumenti a supporto della crescita di queste aziende, anche in ambito assicurativo, accanto a un gruppo consolidato e di prestigio come Atradius”.
Le concrete sinergie operative espresse in tale accordo, oltre ad aprire significative opportunità di partnership tra i Gruppi assicurativo e bancario, ne rinnovano il costante impegno ad offrire ai clienti business i prodotti e servizi più rispondenti alle loro esigenze di gestione del portafoglio crediti commerciali, facilitandone il percorso di sviluppo al riparo da rischi, sia sul mercato domestico che all’export.

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Legge di Bilancio: referendaria fino all’ultimo respiro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2016

aula senatoOggi il Senato ha espresso in fretta e furia il voto di fiducia sulla Legge di Bilancio 2017. Il 15 novembre, nel presentare la sua contromanovra, Sbilanciamoci! aveva evidenziato la natura strumentale di molte misure contenute in una delle leggi più importanti previste dal nostro ordinamento. La Legge di Bilancio dovrebbe programmare l’allocazione delle risorse pubbliche su base triennale al fine di garantire il buon andamento dei conti pubblici, il sostegno allo sviluppo economico e al rilancio dell’occupazione, il funzionamento dei servizi sociali fondamentali (sanità, scuola, università, protezione sociale), l’equità del sistema fiscale, la tutela dell’ambiente e del territorio, la riduzione della spesa pubblica inutile e dannosa a vantaggio del miglioramento del benessere dei cittadini. Non è stato il caso della Legge di Bilancio 2017, piegata all’intento del Governo di conquistare il consenso dell’opinione pubblica al sì referendario. Fortunatamente gli elettori del 4 dicembre non si sono fatti ingannare e hanno rispedito al mittente la riforma costituzionale. Resta un fatto un gravissimo: la crisi istituzionale che deriva dai risultati del referendum sfocia nella richiesta di un (ennesimo) voto di fiducia che priva materialmente il Senato della sua prerogativa: effettuare un controllo democratico effettivo delle misure contenute nella Legge di Bilancio 2017, controllo che già nell’accidentato e frettoloso iter seguito alla Camera era stato fortemente compromesso. E’ il modo peggiore per chiudere la parabola del Governo Renzi. Difficile prevedere cosa ci riserverà il futuro. Ciò che è certo è che le 47 organizzazioni della campagna Sbilanciamoci! continueranno a lavorare per chiedere un cambiamento netto delle politiche pubbliche adottate sino ad oggi nella direzione di una redistribuzione più equadella ricchezza, del rilancio di un’economia sostenibile, della garanzia dei diritti dei lavoratori, del rafforzamento del sistema di protezione sociale, della rinuncia alla corsa agli armamenti. Senza questo cambiamento, la distanza tra istituzioni e società continuerà ad allargarsi pericolosamente con esiti incerti e dannosi per i cittadini che saranno imputabili solo a chi ha governato il nostro paese negli ultimi anni.

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Roma Capitale capofila nella lotta all’inquinamento e nella tutela della risorsa idrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 dicembre 2016

via margutta fontanaRoma Capitale sarà protagonista di un percorso che garantirà il coordinamento e la gestione delle attività finalizzate alla salvaguardia delle fonti di approvvigionamento idrico. Una memoria della giunta capitolina attesta, infatti, la volontà dell’amministrazione di stipulare un protocollo d’intesa con gli organi che compongono l’Ambito Territoriale Omogeneo (ATO2) tra cui oltre Roma Capitale, la Regione Lazio, l’Arpa Lazio, le Asl, la Città Metropolitana, Acea Ato2 e la Segreteria Tecnico Operativa dell’ATO2 Lazio Centrale. L’obiettivo complessivo dell’accordo sarà fornire un indirizzo omogeneo alla azioni di contrasto alle minacce di inquinamento ambientale riguardanti le risorse idriche e in particolare alla tutela delle acque sotterranee e superficiali destinate al consumo umano. Sarà quindi istituito un tavolo tecnico di monitoraggio che sviluppi sinergie tra i referenti designati da ogni ente. La collaborazione sarà incentrata sulla promozione dei principi dello sviluppo sostenibile, su iniziative di formazione ed educazione ambientale e punterà con decisione sulla condivisione delle informazioni e dei dati attraverso una piattaforma informativa web GIS. Questa amministrazione conferma così la sua vocazione improntata sulla sostenibilità ambientale e sulla lotta a qualsiasi forma di inquinamento.

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Nasce comitato tutela cimiteri capitolini

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 novembre 2016

cimitero-veranoRoma “E’ nato il Comitato per la Tutela dei Cimiteri Capitolini”. E’ quanto si legge in una nota a firma di Valeria Campana e Lelia Basile fondatrici del Comitato per la Tutela dei Cimiteri Capitolini.“Lo stato di degrado in cui versano i cimiteri capitolini è una umiliazione continua per chi si reca in visita ai propri cari. Lungo l’elenco delle segnalazioni, dal malfunzionamento delle cabine elettriche o le pessime condizioni degli edifici e degli elementi murari, dai continui furti e danneggiamenti alle tombe, scippi e aggressioni. Per questi motivi vogliamo rappresentare le migliaia di persone che si recano nei cimiteri della Capitale e sono costretti a subire uno stato di abbandono che non ha mai avuto precedenti. Molte tombe, anche storiche e monumentali, sono in totale stato di abbandono nel cimitero del Verano, la segnaletica è assente al Laurentino e al Flaminio Prima Porta i cittadini sono costretti a portarsi l’acqua da casa perché molte fontane risultano fuori uso. Quotidianamente chi si reca nei campisanti della Capitale deve fare i conti con sporcizia e degrado che dovrebbero essere invece banditi da questi luoghi di raccoglimento e preghiera, anche in ragione dei costi sostenuti da chi vuole dare ai propri cari una degna sepoltura. Per tali ragioni si è costituito il Comitato per la Tutela dei Cimiteri Capitolini, che a breve presenterà un dossier sullo stato di questi luoghi e invierà una lettera aperta al Sindaco di Roma e al Presidente della Regione Lazio in cui verrà denunciata nei dettagli questa situazione inammissibile, con il fine di far ripristinare il giusto decoro nei cimiteri romani. Il nostro obiettivo sarà anche quello di portare le istanze delle tante persone anziane che non si sentono rappresentate e tentare di risolvere questi piccoli grandi problemi all’interno degli 11 cimiteri comunali, che hanno un’estensione territoriale complessiva di oltre 250 ettari. La nostra azione si concentrerà principalmente nei tre cimiteri principali Verano, Flaminio-Prima Porta e Laurentino, senza dimenticare gli altri otto, classificati come “minori”, Ostia Antica, San Vittorino, Isola Farnese, Castel di Guido, Cesano, Maccarese, S. Maria del Carmine-Parrocchietta, S. Maria di Galeria” concludono Campana e Basile.

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