Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 151

Archive for the ‘Lettere al direttore/Letters to the publisher’ Category

Letters to the publisher

Lettera aperta ai Giudici della Corte Costituzionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

ergastolaniSignori Giudici, ventisei anni di carcere mi hanno insegnato che prima di scrivere bisogna leggere. E dopo bisogna tentare di riflettere con la mente e con il cuore. Subito dopo però bisogna avere il coraggio di scrivere quello che si pensa.
È quello che ho deciso di fare adesso: non sono assolutamente d’accordo con voi che avete deciso di ritenere corretta la norma che consente all’amministrazione penitenziaria di vietare ai detenuti sottoposti al regime di tortura del 41 bis di ricevere libri e riviste dall’esterno. In questo modo, il “fine giustifica i mezzi” e, secondo voi, questo divieto consente di prevenire contatti del detenuto con l’organizzazione criminale di provenienza. A mio parere però con questa decisione avete fatto un “favore” alla mafia perché non avere tenuto conto che i libri potrebbero aiutare a sconfiggere l’anti-cultura mafiosa.
Signori Giudici, credo che pensiate in questo modo perché leggete poco, forse perché non avete tempo. Io, invece, in questi 26 anni di carcere, ho letto moltissimo. Potrei affermare che sono sempre stato con un libro in mano. E sono convinto che senza libri non ce l’avrei potuta fare.
Mi sono fatto la convinzione che noi siamo anche quello che leggiamo e, soprattutto, quello che non leggiamo. Vi confido che nei libri ho vissuto la vita che non ho potuto vivere: ho sofferto, ho pianto, ho amato, sono stato amato, sono cresciuto, sono stato felice ed infelice nello stesso tempo. E sono morto e vissuto tante volte.
Una volta, una giornalista mi ha chiesto qual era il libro che mi era piaciuto più di tutti. Mi è stato difficile rispondere, perché i libri sono un po’ come i figli: si amano tutti, perché tutti ti danno qualcosa. Alla fine ho detto che mi è piaciuto molto il libro “Il Signore degli anelli” perché molti prigionieri sono un po’ come i bambini. E per vivere meglio si immaginano di vivere in mezzo a boschi e palazzi incantati, fra meraviglie o incantesimi. Mi ha entusiasmato anche il libro “Il rosso e nero” di Stendhal perché mi ha insegnato che l’amore è fatto di amore. Poi ho citato il libro “Delitto e castigo” di Fëdor Michailovic Dostoevskij perché mi ha insegnato come si sconta la propria pena e che la vita è fatta di errore, se no non sarebbe vita. Infine, ho elencato i libri di Hermann Hesse, fra cui “Siddharta” e “Il Lupo della steppa”, perché mi hanno insegnato che quello che penso io lo pensano anche gli altri… a parte forse voi.
Signori Giudici, permettetemi di affermare che nei libri non ci sono dei nemici. Anzi, essi aiutano a frugare meglio dentro se stessi. Solo gli sciocchi hanno paura dei libri. Per la prossima volta che dovrete prendere delle importanti decisioni, vi consiglio di leggere prima un buon libro, come facevano i padri della nostra Carta Costituzionale che il carcere lo conoscevano bene, perché sotto il regime fascista vi hanno trascorso molti anni della loro vita.
I libri sono stati la mia luce in tutti questi anni di buio, mi hanno anche aiutato a continuare a lottare e a stare al mondo perché, come scrive Elvio Fassone (ex magistrato e componente del Consiglio della magistratura, oltre che Senatore della Repubblica), nel suo libro “Fine pena: ora”: “Certe volte una pagina, una frase, una parola smuove delle pietre pesanti sul nostro scantinato”.
Fin dall’inizio della mia lunga carcerazione ho iniziato a leggere, all’inizio con la testa e alla fine con il cuore. L’ho fatto prima per rimanere umano, dopo per sopravvivere, alla fine per vivere. Credetemi non è stato facile leggere in carcere quando ero sottoposto al regime di tortura del 41 bis o nei circuiti punitivi e d’isolamento, perché spesso, per ritorsione, mi impedivano persino di avere libri o una penna per scrivere. E in certi casi mi lasciavano il libro, ma mi levavano la copertina.
Penso che ci dovrebbe essere una buona legge per “condannare” i detenuti a tenere più libri in cella e, forse, anche una norma per obbligare i giudici della Corte Costituzionale a leggere di più. (Carmelo Musumeci)
Anche per questo l’Associazione Liberarsi, Sabato 8 aprile 2017, nella Sala del Centro Sociale Valdese in Via Manzoni, 21 – FIRENZE, ha organizzato il Convegno dal titolo: 1992- 2017: 25 ANNI DI 41 BIS 25 ANNI DI TORTURA

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Lettera al Direttore

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2017

logo-fidest-jpgCaro Direttore, Il Veneto dovrebbe imporre delle sanzioni a coloro che distruggono gli ecosistemi e uccidono degli individui indifesi attraverso la caccia e la pesca, invece di prendersela con le persone compassionevoli che difendono gli animali. Se un gruppo di persone desse la caccia a cani e gatti, per divertimento, noi non lo definiremmo uno “sport” ma maltrattamento – questo è ció che accade anche ai cervi, agli uccelli e agli altri animali. La caccia non è necessaria per la sopravvivenza degli umani e, oggigiorno, la maggior parte dei cacciatori pedinano e uccidono gli animali solo per il brivido di ammazzare un essere vivente. Questa forma di violenza che alcuni chiamano “intrattenimento” distrugge delle famiglie e lascia numerosi animali orfani o gravemente feriti, cosa che spesso succede quando i cacciatori sbagliano a mirare. Lo stesso dicasi per i pesci: nonostante sia stato scientificamente dimostrato che provano dolore, un numero incalcolabile di pesci soffrono terribilmente durante la cattura, soffocano lentamente o vengono fatti a pezzi mentre ancora coscienti. La stragrande maggioranza degli italiani si oppone alla caccia – il Veneto dovrebbe stare al passo coi tempi e mettere fuori legge questo “sport” arcaico e inutile. Cordiali saluti, (Sascha Camilli PETA Foundation 8 All Saints Street N1 9RL London, UK) (n.r. La Fidest si associa a quanto ha scritto il nostro lettore)

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Regione Lazio: un bilancio che non convince

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2017

regione-lazioCi scrive Raffaella BAGNANO, consigliere del Comune di Civitavecchia: “Mi permetto di intervenire anche quest’anno sul bilancio di capodanno della Regione, blindato more solito con il jolly del maxiemendamento. Al di là della propaganda di Zingaropoli, emerge chiaramente la finta riduzione fiscale, la sfalciata al sistema sociale, da sempre vanto di quella che una volta era la Sinistra… Tra i tanti problemi che si ripercuotono dagli Appennini al Tirreno, cito il dramma delle RSA, particolarmente acuto a Civitavecchia oppure il problema dei rifiuti, già elegantemente dribblato da Zingaretti presidente della Provincia: magari l’anno prossimo indicherà nel Comune di Roma a guida Raggi il punto debole della catena decisionale… Per concludere però mi sembra opportuno riproporre quanto previsto 365 giorni fa: la questione taxi-NCC è andata come volevasi dimostrare; alle ATER, bene che va, cambieranno il nome come con le ASL nel capodanno 2016… Anche nel PD ormai stanno pensando di promuoverlo, ibernandolo come parlamentare (di minoranza”.

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Monserrato: Il Grande Teatro dei Piccoli

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

teatro-piccoliteatro-piccoli1Monserrato da martedì 27 dicembre a giovedì 29 dicembre alle 18 al teatro in via 31 marzo 1943 si alza il sipario sullo spettacolo di micro marionette e narrazioni “Doni”, interpretato da Donatella Pau.Nel classico del repertorio proposto dalla compagnia padrona di casa sono narrate cinque storie sul significato del dono come atto per rafforzare la fiducia tra gli uomini: un racconto di Grazia Deledda, una favola dei fratelli Grimm, due leggende di tradizione orale e una fiaba di ambientazione araba, adattate dalla burattinaia de Is Mascarareddas con Elisabetta Pau.
Piccole marionette animate sulla superficie di un tavolo, che assume di volta in volta le forme dei diversi scenari, sono le protagoniste di un susseguirsi di storie scandite da un carillion: una vecchia signora riceve una visita inaspettata, mentre un ragazzino scopre il dono della vita proprio nella sera di Natale. E ancora, un calzolaio e la moglie hanno nella generosità la loro più grande ricchezza, mentre un giovane innamorato non ha solo il sentimento, ma anche il dono dell’invenzione. Infine, una ragazza riceve dalla nonna il dono di saper creare qualcosa con le proprie mani. Le piccole marionette sono realizzate da Donatella Pau, le ambientazioni scenografiche da Sonia Carlini, Tonino Murru e Stefano Dallari. Biglietti al costo di 5 euro. (foto: teatro piccoli)

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Roma Capitale. Raggi di sei mesi

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

virginia raggi5Lettera alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, dal segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni.
Signora Sindaca,
oggi compie sei mesi, non di eta’ ovviamente, ma di sindacatura. Infatti, il 19 giugno scorso e’ stata eletta sindaca con il 67% e ha conquistato una assoluta maggioranza in Consiglio Comunale.
Condizioni ideali per governare, considerato che, a mia memoria (decenni), non ricordo tali condizioni di omogeneita’ e prevalenza nella guida della Citta’ Eterna.
Citta’ disastrata sulla quale e’ passata come un caterpillar l’indagine giudiziaria denominata “Mafia Capitale”.
Non esiste la fatina con la bacchetta magica che risolve i problemi, come ho sempre sostenuto, ma una compagine di governo che affronti le difficoltà, con l’obiettivo di risolverli nel tempo e, soprattutto, con le idee chiare su quel che si vuole.
A sei mesi dal Suo insediamento non mi sembra che ci siano ancora le idee chiare e, di conseguenza, non sono stati affrontati i problemi.
Ho assistito, invece, ad un turbinio di nomine, successivamente annullate, di dimissioni e sostituzioni. L’assessore alla Sostenibilita’ Ambientale e’ indagata, ironia della sorte, per reati ambientali, il vice capo di Gabinetto e’ in carcere, ironia della sorte, per corruzione e, mi faccia dire, che non e’ uno dei semplici 23 mila dipendenti comunali, come ha Lei ha affermato, ma uno dei Suoi piu’ stretti collaboratori.Un esponente del Suo partito ha detto che ingenuita’ e onesta’ vanno di pari passo. L’ingenuita’, purtroppo, non ce la possiamo piu’ permettere.Delle due emergenze della citta’, trasporti e rifiuti, non si vede non dico soluzione, ma neanche un proposta concreta, se non quella di promettere una citta’ pulita in 5 giorni (!) e poi in 20 (!) o quella di sbandierare l’arrivo di 150 bus, peraltro acquistati dalla amministrazione precedente. Insomma, un disastro. Se vuole continuare fare la sindaca, carica per la quale riceve una indennita’ di 117 mila euro lorde l’anno (superiore a quella del Presidente del Consiglio), e’ necessario che tiri su le maniche e affronti i problemi, altrimenti passi la mano. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc) (n.r. In effetti quanto è accaduto a Roma sa del surreale. Non si può andare avanti in questo modo e credo che lo abbiamo capito prima ancora della sindaca i rappresentanti del Movimento che l’ha candidata e continua a sostenerla. I romani, di solito sono pazienti e anche po’ fatalisti e non si aspettano di certo soluzioni miracoliste sia da subito sia in futuro. Ma qualcosa di può e si deve fare. Roma non si amministra se non vi è la convinta partecipazione dei romani sotto forma di associazioni di volontari e di quanti sono disposti, per il bene della città a mettere da parte i “rancori” partitici e lasciare che la sindaca dimostri le sue capacità e la sua determinazione per dare una svolta non solo di onestà ma anche di operosità nell’esercizio del suo mandato. Se proprio per certe “opere” è necessario del tempo incoinciamo almeno dalle buche stradali, dal contrasto ai parcheggi selvaggi e ad accellerare i lavori dei tanti cantieri aperti che sembrano durare un’eternità come quello di via Tiburtina subito dopo il ponte di Portonaccio in uscita da Roma che è aperto da ben sei anni.

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La Raggi disdegna i mezzi d’informazione

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2016

logo-fidest-jpgLa Fidest da qualche giorno ha ricevuto una nota della consigliera del PD Capitolino Ilaria Piccolo dove scrive, tra l’altro che la sindaca Raggi ha ammesso candidamente, durante la conferenza stampa dove, tra l’altro, non è stato possibile ai rappresentanti della stampa di chiederle delucidazioni, che “La nomina di Raffaele Marra le è stata imposta con la procedura dell’articolo 110 del TUEL. Logico ci viene da chiedere come s’interroga la Piccolo: “ma non è lei la Sindaca della città? Non è lei che prende le decisioni? Oltre alla notizia inquietante delle perquisizioni in Campidoglio, dovevamo scoprire anche quella di un sindaco ostaggio non si sa bene di chi. Da chi viene indotta per nomine e scelte che riguardano la città? Chi fa le scelte a Palazzo Senatorio? Chi governa in Campidoglio? Poiché sull’argomento ci è sorto un dubbio abbiamo pensato bene di “congelare” la nota ricevuta per avere chiarimenti sia alla segreteria della Raggi sia all’ufficio stampa del comune. Abbiamo atteso sino ad ora senza ricevere nemmeno un cenno di riscontro anche se questa volta ci è andata meglio delle altre in cui la e-mail ci veniva respinta perché la casella era piena. Ora trasmettiamo, per conoscenza, anche sul blog di Grillo questo mancato riscontro precisando, tra l’altro, che gli avevamo già fatto presente mesi fa e in più occasioni che se il movimento si lamenta dell’ostilità della carta stampata è anche vero che non si fa nulla o ben poco dal “fare al far sapere” e se un ufficio stampa di una città importante come Roma ha le gambe ingessate e crediamo non certo per colpa dei colleghi assegnati a tale servizio ma è ben più credibile per la volontà politica di chi amministra, non sarebbe il momento d’invertire questa tendenza? Non è anche questa una questione di trasparenza? (Riccardo Alfonso direttore agenzia stampa Fidest)

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Coisp: lettera aperta al capo della polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2016

franco gabrielli“In questi anni è mancato un Capo vero che ci aiutasse a difendere i Poliziotti, che avesse a cuore le loro legittime aspettative e richieste di attenzione e giustizia. Oggi però siamo convinti, ma soprattutto lo vogliamo tutti quanti, che tale Capo sia arrivato”.
E’ questo il “cuore” della lettera che Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, ha scritto al Prefetto Franco Gabrielli, neo Capo della Polizia, per porgere il benvenuto e l’augurio ad un uomo che la maggioranza dei Poliziotti aveva sperato fortemente fosse investito del delicato incarico, come ampiamente dimostrato dal risultato del sondaggio che il Coisp ha lanciato nei mesi scorsi.
E nella missiva Maccari ripercorre molti dei passaggi dell’apprezzatissimo discorso tenuto da Gabrielli nel corso della cerimonia per il suo insediamento e per la Festa della Polizia, per ribadire la vibrata speranza che davvero lui sia l’uomo del cambiamento rispetto a una realtà che ha visto il progressivo ed incalzante deterioramento del rapporto fra gli Appartenenti al Corpo e la stessa Amministrazione di riferimento, nonché una gravissima compromissione delle prerogative del Sindacato. “È realtà, infatti – si legge nella lettera sottoscritta da Maccari – che da anni il ruolo primario del Sindacato, che è quello di ottenere per i propri iscritti condizioni di lavoro migliori e migliore trattamento economico, viene distratto dalla necessità di vigilare sulle continue violazioni di norme e leggi seppur consolidate anche da anni, sui comportamenti di vari dirigenti che, nella più totale indifferenza del Dipartimento della P.S. (spesso addirittura vile complice) continuano con protervia ad ignorare i diritti dei poliziotti arrivando finanche a palesi violazioni di leggi di Stato con comportamenti che, non di rado, sarebbero sanzionabili per responsabilità quantomeno disciplinari. Una continua serie di violazioni di norme poste deliberatamente in atto con l’unico disegno di umiliare il personale: questa da anni e sino ad oggi è stata la Polizia di Stato. Una insistente volontà di negare le prerogative del Sindacato e la pretesa, manifestata vessandone platealmente e di continuo i propri rappresentanti, di assoggettarlo per impedirne lo svolgimento delle peculiari funzioni. È l’irrinunciabile conquista della Riforma dell’81 che finora doveva essere eliminata per impedire che i Poliziotti, attraverso i propri Rappresentanti Sindacali, denunciassero l’inadeguatezza e l’incapacità di non pochi individui ai quali non dovrebbe essere consentito di indossare la divisa della Polizia di Stato: questa da anni e sino ad oggi è stata la nostra Amministrazione”.
E poi ancora: “Se chi rappresenta l’Amministrazione a così altissimi livelli crede di poter bistrattare il personale ed infischiarsene del Sindacato, Le lasciamo immaginare cosa da anni succede nei vari Uffici di Polizia di tutt’Italia, Le lasciamo immaginare come da anni il Dipartimento è stato parte attiva di disinteresse e prepotenze nei riguardi dei Poliziotti”.
“Queste sono le ‘cose che possono essere cambiate’ e che devono essere cambiate!” è l’epilogo del Segretario Generale del Coisp, che poi torna sull’auspicio proprio e di tutto il Sindacato Indipendente: “siamo certi che predisporrà il Dipartimento di cui Lei adesso è il Capo in maniera che gli uomini e le donne della Polizia di Stato non debbano ancora continuamente avere a che fare con un’Amministrazione predisposta alla continua negazione dei loro diritti e delle loro esigenze anche quando è assolutamente possibile concederli, ma che possano finalmente contare, almeno dentro l’ambiente lavorativo, su quella tranquillità di cui hanno bisogno per espletare le peculiari funzioni cui sono obbligati, per espletare quella ‘missione’ che Lei ci ha ricordato”.

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ESC Guidelines on acute and chronic heart failure launched today

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2016

laserflorenceFlorence, Italy – 21 May 2016: European Society of Cardiology (ESC) Guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure are published today in European Heart Journal1 and the European Journal of Heart Failure, and presented at Heart Failure 2016 and the 3rd World Congress on Acute Heart Failure. Around 1–2% of adults in developed countries have heart failure. At 55 years of age, the lifetime risk is 33% for men and 28% for women. During one year, 17% of hospitalised and 7% of stable/ambulatory heart failure patients will die, primarily from sudden death and worsening heart failure.The 2016 guidelines include LCZ696 for this first time. This drug is the first in the class of angiotensin receptor neprilysin inhibitors (ARNIs) and was shown in the PARADIGM-HF trial to be superior to the angiotensin-converting enzyme inhibitor (ACEI) enalapril for reducing the risk of death and hospitalisation in patients with heart failure with reduced ejection fraction (HFrEF) who met strict inclusion and exclusion criteria. Professor Piotr Ponikowski, Chairperson of the guidelines Task Force, said: “The issue of how to include LCZ696 in the treatment algorithm generated a lot of discussion. We recommend that the drug should replace ACEIs in patients who fit the PARADIGM-HF criteria. The Task Force agreed that more data is needed before it can be recommended in a broader group of patients.”
Professor Adriaan A. Voors, Task Force Co-Chairperson, said: “Used in the right patients, LCZ696 will have a positive effect on prognosis. Adoption of LCZ696 may however be a challenge because patients and doctors are usually reluctant to change a drug they have used for decades. The cost of the swap will be relatively small compared to the new cancer drugs that extend life for just a few months.”A new category of heart failure with mid-range ejection fraction (HFmrEF) has been added for patients with a left ventricular ejection fraction (LVEF) ranging from 40 to 49%. It sits between HFrEF, defined as LVEF less than 40%, and heart failure with preserved ejection fraction (HFpEF), defined as LVEF above 50%. Professor Ponikowski said: “There are no evidence based treatments for patients with LVEF 40% or above. Many patients fall into the mid-range category and this should stimulate research into novel therapies.”
Cardiac resynchronisation therapy (CRT) is now contraindicated in patients with a QRS duration less than 130 msec after the EchoCRT study found it may increase mortality in this group. This is a change from the 120 msec cut-off in the 2012 guidelines. The indications for CRT vary according to the presence or absence of left bundle branch block and QRS duration.The concept of ‘time is muscle’ in acute heart failure, adopted from acute coronary syndrome, is included in the guidelines for the first time and demands urgent diagnosis and treatment.2 “Acute heart failure is a life-threatening condition and earlier appropriate treatment may prevent organ damage,” said Professor Voors.A new algorithm is introduced for the diagnosis of heart failure in the non-acute setting and is based on the evaluation of heart failure probability. “This algorithm will be more useful in clinical practice for general practitioners and other non-cardiologists faced with patients who may have heart failure,” said Professor Ponikowski. “It clearly defines when heart failure can be ruled out and when further tests are needed.” Adaptive servo-ventilation (ASV) is not recommended in patients with HFrEF and central sleep apnoea after mortality increased in the SERVE-HF trial. Professor Ponikowski said: “We took for granted that ASV benefitted these patients. The trial was a big surprise and ASV is now contraindicated in this situation.”Novel recommendations to prevent or delay the onset of heart failure and prolong life include: treatment of hypertension, statins for patients with or at high risk of coronary artery disease, and empagliflozin (a sodium-glucose cotransporter 2, or SGLT2, inhibitor) for patients with type 2 diabetes.Professor Voors said: “We have better ways to treat comorbidities that increase the risk of heart failure. Several drugs for diabetes were associated with a higher risk of deterioration of heart failure but now we have an SGLT2 inhibitor that reduces the risk of heart failure hospitalisations in high risk patients, although studies with SGLT2 inhibitors in patients with established heart failure are still lacking.”Professor Ponikowski concluded: “Heart failure is becoming a preventable and treatable disease. Implementing the guidelines published today will give patients the best chance of a positive outcome.”

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Corte europea condanna l’Italia per l’Ilva

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2016

corte europea giustiziaLa notizia dell’apertura di un procedimento nei confronti dello Stato italiano, accusato dalla Corte europea dei diritti umani di non aver protetto dalle emissioni dell’Ilva la vita e la salute dei cittadini di Taranto e dei comuni vicini, dimostra in maniera chiara ed inequivocabile quanto l’USB denuncia da tempo: la necessità di mettere realmente in sicurezza gli impianti dell’ILVA, sia per la tutela dei cittadini e dell’ambiente che per la sicurezza dei 11.800 lavoratori tarantini.L’USB, che peraltro si è costituita parte civile nel processo contro l’ILVA “Ambiente Svenduto”, iniziato ieri a Taranto con oltre 40 imputati (tra i quali Fabio e Nicola Riva, l’ex presidente Vendola, il sindaco di Taranto, l’ex presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, l’ex responsabile dei rapporti istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà), evidenzia che tutte le gestioni commissariali hanno lavorato solo ed esclusivamente negli interessi del mercato, con il favore e la compiacenza di Cgil-Cisl-Uil.Sotto accusa anche i decreti “Salva ILVA”, con cui il Governo, tutto rivolto a salvaguardare gli interessi dei soliti noti, ha permesso la continuazione delle attività produttive. Il governo italiano è inoltre oggetto di un nuova procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea, ancora una volta per questioni molto gravi di inquinamento e mancata salvaguardia della salute dei cittadini, che in breve tempo sarà sottoposta alla Corte di Giustizia Europea con sede in Lussemburgo.
L’USB ribadisce dunque l’unica soluzione praticabile per una vera via d’uscita: il ritorno in mano pubblica dell’ILVA, per permettere la salvaguardia dei posti ed un’effettiva bonifica, che sia veramente garanzia per la salute di chi lavora e di tutti i cittadini, sacrificati in questi anni al più bieco profitto.

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Interventi urgenti per garantire cure salva vita per epatite C a oltre 100.000 pazienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

epatite-CLettera aperta al Presidente del Consiglio
In nome e per conto di migliaia di pazienti affetti da Epatite C, con La presente vogliamo esprimere profonda preoccupazione per la grave situazione in cui versano almeno 100.000 pazienti che tuttora non posso accedere ai nuovi e potenti farmaci salva vita che curano l’epatite C nel 95-100% dei casi.
Il primo dei farmaci innovativi in oggetto è stato autorizzato nel Dicembre 2014, ma reso rimborsabile solo ed esclusivamente per i pazienti con malattia grave o gravissima, attraverso limitazioni di accesso decise dall’Agenzia del Farmaco.
Tali limitazioni furono elaborate sulla scorta di un presunto impatto economico “devastante”, calcolato sul costo medio per terapia, ma soprattutto su un numero di pazienti da curare ancora indefinito.
Il solo fatto che nessuna Istituzione pubblica abbia provveduto a stimare con precisione il numero di pazienti con epatite C da curare rappresenta un primo fatto sorprendentemente negativo e che impedisce la elaborazione di qualunque stima di investimento necessario nel breve e medio periodo per garantire la cura per tutti i pazienti.
A una tale mancanza, ha cercato di provvedere l’associazione EpaC onlus, che attraverso la raccolta delle esenzioni per patologia di tutte le regioni Italiane, ha tentato di stimare il numero totale di pazienti diagnosticati ed eleggibili a un trattamento antivirale, in circa 160/180.000.Se le nostre stime sono epatite C ospedale cardarelliveritiere, e in virtù di imminenti rinegoziazioni dei prezzi dei farmaci con le aziende farmaceutiche, è assolutamente fattibile un piano di intervento pluriennale sostenibile per garantire la cura a tutti, da subito.
Vogliamo sottolineare che altri Paesi al mondo hanno già deciso di non porre alcun limite di accesso alle cure per l’epatite C, come l’Australia, il Portogallo, Olanda, Croazia ed altri Paesi.Le limitazioni di accesso stanno generando una serie di storture e anomalie incredibili a cui stiamo assistendo da diversi mesi.
Parliamo del fenomeno del turismo farmaceutico, ovvero cittadini italiani che si recano nelle farmacie di Paesi come India, Marocco, Egitto per acquistare di tasca propria la formula generica di tali farmaci, disponibili per qualche migliaio di euro e altrettanto efficaci.Nei fatti, per quello che ci riguarda siamo in presenza della fine dell’universalismo sanitario, da più parti sbandierato, poichè lo Stato non è più in grado di garantire l’assistenza farmaceutica necessaria a un esercito di pazienti.
Eppure, Signor Primo Ministro,Ci viene detto che per curarci dobbiamo attendere che la malattia si aggravi, nonostante la letteratura scientifica e ogni elementare assunto sulla prevenzione, affermi chiaramente che le malattie infettive trasmissibili e cronico degenerative debbano essere bloccate e curate il prima possibile;ma, soprattutto, ci viene detto che non ci sono le risorse per curare tutti.Tuttavia nessuno sa quanti sono questi “tutti”.Vogliamo e pretendiamo che questa follia cessi.Noi, in rappresentanza di migliaia di pazienti affetti da epatite C, le chiediamo un intervento immediato per garantire la cura a tutti i pazienti attraverso uno stanziamento pluriennale ragionevole e che consenta all’Agenzia del Farmaco di eliminare immediatamente le restrizioni di accesso tuttora vigenti.

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Giornalisti, la notizia e il volo senza motore

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2016

deltaplanoGustavo Vitali dell’Ufficio Stampa FIVL (Associazione Nazionale Italiana Volo Libero) ci ha fatto pervenire una lettera rivolta agli addetti all’informazione che seguono le manifestazioni sul volo libero. Il tutto è derivato dal fatto che è periodico l’apparire sui media di notizie riguardo incidenti occorsi a piloti di volo libero, vale a dire il volo senza motore in deltaplano e parapendio. Al che Vitali precisa: “Secondo noi, come riteniamo indiscutibile il diritto di cronaca, consideriamo altrettanto irrinunciabile una corretta informazione, anche in occasione di incidenti. Immaginiamo che il giornalista alle prese con un qualunque evento di volo spesso non è un esperto in tale disciplina. Non è un peccato, ma un dato di fatto. Tuttavia basterebbe un minimo d’informazione per evitare gli strafalcioni. Giusto per esempio, deltaplanosi attribuisce talvolta la colpa del sinistro ad un “vuoto d’aria”, fenomeno che esiste solo nella fantasia; oppure ad “improvvisi colpi di vento”, tranquillamente assorbibili dalle nostre ali; e poi si scrive di “lanci da strapiombi”, impossibili tecnicamente, perchè deltaplani e parapendio per decollare necessitano di un leggero pendio e non di precipizi. Per altro il “lancio” è proprio del paracadutismo, ala solo in apparenza simile al parapendio.
Si fa spesso confusione tra i due mezzi usati per il volo libero, oppure con deltamotore e paramotore, velivoli diversi come dice il nome stesso; anche tra ultraleggeri e no, tra paracadute, aliante ed altro ancora. In un caso, clamoroso, un palloncino fu scambiato per un parapendio che volteggiava tra i palazzoni di una metropoli! Ci vuole poco per sprofondare nel ridicolo ed altrettanto poco per evitarlo. Basterebbe, prima di scrivere involontariamente notizie fuorvianti, contattare, per esempio, la nostra associazione. Saremmo lieti di metterci al servizio della stampa ed evitare che la cronaca scada a disinformazione. Il volo libero è ampiamente diffuso con migliaia di praticanti provenienti da ogni ceto e stato sociale, accomunati da identica passione, felici di visitare il cielo, alla ricerca di sano svago più che di imprese al limite dell’estremo. Gli attestati VDS (Volo Diporto Sportivo), obbligatori per legge, rilasciati ad oggi sono circa 40 mila. Se aggiungiamo gli allievi delle scuole ed i numerosi, occasionali curiosi che quotidianamente provano un volo con un istruttore, la platea s’allarga ulteriormente. La FIVL esiste da 40 anni e raccoglie la massima parte dei piloti in attività. Possiamo tranquillizzare che l’interesse per questo sport non accenna a diminuire in seguito a notizie d’incidenti, così come la cronaca di quelli stradali non dissuade dall’uso di moto ed auto. Riteniamo che il pubblico, magari sommariamente, sappia cosa sono parapendio e deltaplano. Indipendentemente dal ritenere o meno il volo sport estremo, è ovvio che
esso comporta l’assunzione di rischi, così come il mettersi in strada. Per altro pensiamo che estremo diventa qualunque mezzo, anche stradale, se ne facciamo un uso improprio. Ci sembra pure che un incidente qualunque mal riportato nuoce in primis a chi lo divulga”.

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Lettera all’editore: Giornata della donna

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2016

donna al volante1Londra. Caro editore, Quale giorno migliore della giornata internazionale della donna (8 marzo) per festeggiare i notevoli progressi che il movimento delle donne ha fatto. Ciò nonostante dobbiamo riconoscere che molto rimane ancora da fare e tutti dobbiamo far parte della soluzione. Un modo semplice per contribuire a porre fine a ogni tipo di sfruttamento – degli esseri umani e non-umani – è scegliendo pasti vegani. Circa 800 milioni di persone in tutto il mondo muoiono di fame – e più del 60 per cento di loro sono donne. La crisi alimentare è il risultato di una carenza di cereali, che sono stati destinati all’alimentazione del bestiame (che a sua volta è poi consumato da persone), invece di alimentare direttamente le persone che soffrono la fame.Inoltre, dato che una vera presa di posizione femminista è l’opporsi a ogni tipo di oppressione femminile – a prescindere dalla specie – bisogna considerare che l’industria lattiero-casearia costantemente schiavizza, sfrutta e insemina artificialmente le femmine non umane e le priva dei loro bambini portandoli lontano per essere uccisi. Mentre festeggiamo quanta strada ha fatto il movimento delle donne, perché non contemplare allo stesso tempo un cambiamento di stile di vita che avvantaggia la nostra salute, aiuta ad alleviare la fame nel mondo e ferma il ciclo di abuso che colpisce milioni di animali? Avere un delizioso pasto vegano – non è mai stato così facile! Cordiali saluti, (Harriet Barclay European Outreach Liaison, PETA)

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Emigrati italiani: Cittadini di serie B

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2016

uimLettera aperta al Presidente Renzi e ai ministri Lorenzin e Padoan,
“È notorio come gli emigrati italiani ed iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) si sentano da sempre un po’ maltrattati dal loro Paese, l’Italia, come se fossero dei cittadini di serie B. Spesso, ad onor del vero, più dalla burocrazia della pubblica amministrazione che dalla politica. L’assurdo è che, a volte, questi emigrati continuano a sentirsi tali anche dopo il loro rimpatrio.È il caso, per esempio, degli emigrati italiani che – dopo lunghi anni di lavoro ed aver maturato il diritto ad una pensione elvetica – rimpatriano dalla Svizzera per trascorrere la loro Terza età in patria realizzando il sogno di una vita.Infatti, quando questi ex emigrati in pensione, una volta in Italia (avvalendosi del diritto di opzione previsto dagli Accordi bilaterali sulla libera circolazione stipulati tra la Confederazione Elvetica e l’Unione Europea), scelgono di assicurarsi contro le malattie con il Servizio Sanitario Nazionale italiano (SSN), le ASL locali li obbligano a farlo tramite l’iscrizione volontaria al SSN che comporta il versamento di un contributo annuale – calcolato sul reddito complessivo conseguito nell’anno precedente in Italia o all’estero – come se fossero degli stranieri e non dei cittadini italiani semplicemente rimpatriati dopo anni di emigrazione.Un vero e proprio paradosso poiché si tratta di cittadini italiani beneficiari di una pensione svizzera assoggettata al fisco italiano (Legge 26 luglio 1975 n.386) e quindi cittadini della Repubblica che versano regolarmente le tasse in Italia e che, inspiegabilmente, vengono trattati diversamente rispetto a tutti gli altri cittadini italiani che non hanno vissuto l’emigrazione e che, invece, sono assicurati al SSN attraverso la fiscalità generale. Un paradosso che né un intervento dello scrivente nei confronti del Ministero della Salute, né interrogazioni parlamentari, finora e a distanza di un anno, sono riusciti a risolvere (sembra per problemi di coordinamento tra Ministero della Salute e MEF) per far diventare anche gli ex emigrati italiani in Svizzera dei cittadini di serie A! Fin quando dovrà durare questa incredibile discriminazione? Questo – signor Presidente del Consiglio ed egregi Ministri – ci domandiamo noi e si domandano, soprattutto, quei pensionati ex emigrati in Svizzera che ci contattano da ogni parte d’Italia per denunciare queste situazioni!” (Dino Nardi, Coordinatore europeo UIM) (foto uim)

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Lettera ai compagni de “La Campora” di Buenos Aires

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2015

evitaCare/i compagne/i, desidero manifestarvi piena solidarietà per la dura lotta che avete intrapreso a difesa delle conquiste sociali e di libertà del lavoratori e del popolo argentini conseguite negli ultimi 12 anni di governo progressista e di sinistra e oggi poste in discussione dai decreti d’urgenza del nuovo presidente di centro-destra.
Sapete che io non sono peronista ma comunista, tuttavia approvo molte delle scelte portate avanti dal vostro partito e movimento, ieri dal governo e oggi dall’opposizione.
Così come vi dico che, in questi anni di frequentazione del vostro bellissimo Paese, attraverso la lettura e le testimonianze, ho visto emergere la figura carismatica di Evita Duarte che ammiro tantissimo per la sua umanità e sensibilità verso i più deboli, per la sua opera sociale e politica a favore dei poveri, degli emarginati, della classe operaia, delle donne spinte verso obiettivi di emancipazione, ecc.
Evita fu una personalità davvero straordinaria poiché, pur non ricoprendo incarichi di governo, divenne l’emblema di una certa fase della lotta popolare progressista in Argentina e continua a vivere nel ricordo dell’opinione pubblica argentina e internazionale.
Penso che l’esempio di Evita riuscirà a sopravvivere allo stesso peronismo.
A oltre 60 anni dalla sua precoce morte, lontano dall’odio dei suoi nemici e dalle passioni dei suoi fans, penso si debba analizzare, studiare (razionalmente, criticamente) l’opera sociale e politica di Evita per ri-collocarla nella nuova dimensione della lotta anticapitalista sud-americana e mondiale. Ovviamente, senza farne un feticcio ma uno dei principali riferimenti per i movimenti nazional-popolari, democratici e progressisti. Sono convinto che nella nuova prospettiva di lotta globale contro le oligarchie economiche e finanziarie un posto importante dovrebbero assumere anche i movimenti ispirati a un sano nazionalismo, popolare e democratico, nell’accezione gramsciana, poiché, oltre ai lavoratori, sono i popoli, le nazioni le prime vittime della strategia neo-liberista. Da tempo, nel mio piccolo, ho iniziato questa riflessione e in omaggio alla memoria di Evita tengo una sua foto sulla mia scrivania, accanto a quella di Enrico Berlinguer e dei miei genitori.Vi lascio con i migliori Auguri per un nuovo Anno di pace, di solidarietà, per nuove vittorie. (Agostino Spataro) (foto: evita)

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Il Petraroia-pensiero sul “Molise in fermento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2015

campobasso villa comunaleGentile direttore, pur riconoscendo all’assessore molisano Michele Petraroia un amore sconfinato per il Molise e un’onestà intellettuale che non tutti gli amministratori possono vantare, tuttavia le sue frequenti comunicazioni, diffuse dagli organi d’informazione regionali, non fanno altro che evidenziare quel che del Molise già si conosce, trascurando – viceversa – qualsiasi proposta progettuale per il futuro. Insomma, queste note dell’assessore sono molto coerenti con quel diffuso “conservatorismo” che da sempre rappresenta più croce che delizia del territorio, mancando di “affacci sul futuro” e di soluzioni concrete per tentare di frenare un inarrestabile declino che vede associati alla regione – vedi ultimo rapporto Svimez – numeri da record negativo in ambito di Pil, occupazione, ecc. (tra l’altro, materie di cui si occupa proprio il Petraroia). Nell’ultima comunicazione, intitolata un po’ troppo entuusiasticamente “Il Molise in fermento”, l’assessore ci ricorda che i borghi molisani in questi giorni “sono vestiti a festa per accogliere turisti (davvero pochi, aggiungo io) ed emigranti (sempre meno)” e, a supporto di ciò, stila un lungo elenco di eventi ed iniziative culturali da Termoli a Capracotta, da Guglionesi ad Agnone. Tutto bene? Sì, ma in fondo niente di nuovo. Anche l’accento posto e riposto su “Molise Cinema” o su “Cammina Molise” fa un po’ sorridere dal momento che queste manifestazioni si svolgono da tanti anni ed il cinema molisano è reduce da quel “capolavoro” costruito con l’arte di Checco Zalone (a proposito, dov’è quel fiume di turisti che la pellicola avrebbe dovuto smuovere verso le nostre terre?). E se, nonostante questo “fervore”, il Molise continua a perdere ricchezza, numero di residenti, turismo, rientri di emigrati, ecc., evidentemente quanto messo in campo finora non è sufficiente o addirittura è sbagliato. La “forza di volontà”, che richiama l’assessore, da sola evidentemente non basta. Il Molise è sempre più emarginato, debole, sfiduciato. Colpa anche di una classe politica incapace di grandi slanci, anche perché assiduamente e diligentemente legata a ciò che stancamente si ripete ogni anno. (Valerio Mancini Socio dell’associazione “Forche Caudine”)

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L’omosessualità e le bistecchine di maiale nelle Sacre Scritture

Posted by fidest press agency su domenica, 6 maggio 2012

Chiave Biblica

Chiave Biblica (Photo credit: illuminato)

Lettera al direttore. Al seminario dell’apertura degli scout cattolici dell’Agesci, padre Francesco Compagnoni ha dichiarato: “Le relazioni tra persone omosessuali, secondo la Sacra Scrittura, sono gravi depravazioni. Per questo, le persone omosessuali sono chiamate alla castità”. Il ragionamento del perspicace sacerdote non fa una piega. E’ scritto nella Sacra Scrittura (per essere precisi, nell’Antico Testamento e in san Paolo ma non nel Vangelo), e quindi così è. Il prete ha ragione. Infatti, il Levitico recita:”Con un uomo non giacerai come si giace con una donna: è un abominio!” (18, 22). Più avanti, invece, ordina: “Se un uomo è giaciuto con una donna durante le sue regole, e ne ha scoperto la nudità, ha messo a nudo la fonte del suo sangue ed essa ha scoperto la fonte del suo sangue: siano eliminati ambedue in mezzo al loro popolo” (Lv 20,18). Quindi tutti gli uomini che si uniscono ad una donna che ha le mestruazioni, peccano. E’ scritto nella Sacra Scrittura e quindi così è. E peccano anche tutte le persone (abominevoli!) che mangiano bistecchine di maiale (cf Levitico 11, 7). E’ scritto nella Sacra Scrittura e quindi così è. Il ragionamento non fa una piega. E se le dicessi, gentile padre Compagnoni, che in realtà riprovevole è tutto ciò che reca danno al prossimo, tutto ciò che è contrario al comandamento fondamentale di Gesù, e quindi che gli atti d’omosessualità sono leciti giacché non vanno contro il comandamento dell’amore? Farebbe una piega il ragionamento? (renato Pierri)

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Il discorso del Presidente Napolitano

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2012

Lettera al direttore. “Molti, moltissimi hanno approvato il discorso del Presidente della Repubblica: “L’Italia può e deve farcela…. I sacrifici sono inevitabili, per tutti, e non saranno inutili. Gli italiani devono accettarli per assicurare un futuro ai propri figli…”. A me ha fatto rabbia e tristezza ad un tempo. Non si offenda Giorgio Napolitano, ma io in queste parole non posso non vedere dell’ipocrisia, ovviamente inconsapevole (potrebbe essere altrimenti, considerata la moralità della persona?). Inconsapevole, innocentissima ipocrisia. Sacrifici per tutti? O forse non capisco? Sarebbe così gentile il nostro amato Presidente da spiegarci in concreto in che cosa consisteranno i sacrifici dei ricconi del nostro bel Paese? Un giorno di vacanza in meno? Una barca leggermente meno grande? Una villa più modesta? Un gioiello in meno? Un appartamento un po’ meno lussuoso? Così potrò fare un confronto con i sacrifici di chi non riesce a pagare le bollette della luce e del gas prima della scadenza, oppure non riesce a pagarle neppure dopo la scadenza. A me viene in mente, sempre senza offesa, il noto “Armiamoci e partite!” del Guerrini. (Attilio Doni Genova) E nel merito Doni commenta: “Tranne OGGI.It e alcuni siti internet come Apocalisselaica, Fidest, Politicamentecorretto, nessun giornale (neppure Il Giornale!) ha avuto il coraggio di pubblicare. Evidentemente affermare che nelle parole di Giorgio Napolitano c’era della inconsapevole innocentissima ipocrisia, è un inconsapevole innocentissimo reato”. (n.r. non sono uno di quei italiani che pensa all’infallibilità degli uomini e delle donne che sono chiamati ad assumere eminenti ruoli nelle estituzioni. Abbiamo criticato l’attuale Papa e lo facciamo oggi con il presidente della Repubblica, pur rispettandone il ruolo. Lo facciamo convinti che non è questa la strada che ci porta ad una sana democrazia. Non si può benedire il sacrificio di coloro che hanno sempre dato, e ci sta bene, e dimenticare che vi sono altri che mai hanno dato e quel che è peggio continuano a non dare.)

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Lettera aperta al ministro della Difesa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 dicembre 2011

Signor Ministro della Difesa Paolo Dipaola
Il giorno 02 agosto 2010 ho scritto una lettera aperta al presidente del CoCeR Interforze ma indirizzata anche al Capo di Stato Maggiore della Difesa ed al Comandante Generale dell’Arma nella quale, fra l’altro, segnalavo la mia perplessità in ordine “ai tempi di risposta, da parte del Comandante affiancato alle numerosissime delibere del CoCeR Carabinieri”. Una lettera ove chiedevo un autorevole intervento nella Sede Centrale Interforze ed in tutte le altre Sedi ritenute opportune nell’esclusivo interesse dell’Istituzione e dei Carabinieri di ogni ordine e grado affinchè la normativa potesse trovare una corretta applicazione ovvero che, in assenza di risposta, il CoCeR/CC sottoponesse le numerosissime problematiche deliberate alla S.V. per il tramite del Presidente del CoCeR Interforze. Risulta ancora oggi difficile pensare che le suddette delibere, in gran parte originate dalla “Base”, otterranno mai quella doverosa risposta e già mi torna in mente e si spiega meglio il perché dell’invito, da parte del Generale Luciano Gottardo (già Comandante Generale) quando ha invitato i Comandanti delle Unità di base ed intermedie, in un clima di reciproco rispetto delle delicate funzioni ricoperte; a confermare il loro impegno nel valorizzare, in ogni circostanza, le componenti della Rappresentanza Militare, favorendo il dialogo con i Consigli, rispettando i tempi di risposta alle delibere e superando eventuali difficoltà che possano rallentare il regolare funzionamento degli Organismi. Ho imparato, in questi anni, che il governo del personale dovrebbe essere preoccupazione di chi è al comando di unità e reparti anche ai minori livelli: esercizio questo di alta responsabilità da svolgere con equilibrio e serenità in primo luogo e sostanziato dall’esempio, non dimenticando mai che dietro ogni Carabiniere c’è prima di tutto un uomo.”
Anche queste ultime affermazioni, del tutto condivisibili del Generale Gianfrancesco Siazzu (già Comandante Generale) tradivano tuttavia una minore consapevolezza del fatto che “…..ormai, da parte di alcuni comandanti”, si è “persa quella capacità di percepire ed intuire situazioni di disagio….” Aspetto confermato, sempre il Generale Gianfrancesco Siazzu, quando è tornato sull’argomento nella Sua lettera datata 16/11/2006. Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, nel corso di un precedente incontro (marzo 2005) con il CoCeR Interforze, ha percepito un certo stato di disagio dei delegati, dichiaratamente riferibile alla carenza di un giusto riconoscimento del ruolo della Rappresentanza e, in particolare, degli Organismi di base ed intermedi, da parte dei comandi a vari livelli.
Signor Ministro, In occasione della Sua prossima visita presso il Comando Generale dell’Arma, purtroppo, non credo vi sarà l’occasione di un incontro con il CoCeR Carabinieri che non è convocato in riunione. Possa quindi, questa articolata ma doverosa premessa, essere utile ad una riflessione anche sulla validità e sull’efficacia dello strumento “Rappresentanza Militare” affinchè le ragioni dei militari trovino finalmente quel favorevole consenso attraverso la mediazione ed una guida maggiormente “europeista” del Suo Ministero. Nei prossimi mesi si dovranno prendere decisioni anche in merito ai numerosi progetti sulla riforma della Rappresentanza dei militari. La proroga anche di questo mandato, imposta per due anni, aveva questo come principale scopo e responsabilità nei confronti dei cittadini in divisa. Dovranno quindi necessariamente essere considerate le forti aspettative di minori limitazioni a quei diritti fondamentali che sono garantiti dalla Costituzione. Aspettative che potranno essere soddisfatte solo grazie a valutazioni più aderenti all’evoluzione ed al nuovo contesto sociale. L’eventuale apertura ad una forma di rappresentanza di tipo sindacale o associativa, sono convinto, oltre al notevole risparmio di risorse economiche, rispecchierebbe quei principi di garanzia e di pluralismo già richiamati dalla Comunità Europea nel quadro di una maggiore integrazione.Diversamente, il disagio e la disapprovazione da parte di tutti i militari per una proroga del mandato del tutto ingiustificabile sarà alimentato proprio perché rimasta ingiustificata. Rispettosamente Delegato CoCeR CC Michele Fornicola

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Pensionati in rivolta

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2011

Il Forum dei Pensionati con sede a Roma in via di Porta San Lorenzo A/15 nella persona del suo segretario nazionale Michele De Cesare ha inviato una lettera aperta ai segretari dei maggiori partiti nazionali di questo tenore: “Il Forum dei pensionati riunitosi in data odierna ha analizzato i provvedimenti che il governo Monti ha ritenuto d’inserire nel Dl di stabilizzazione dei conti pubblici. Si tratta dell’ennesimo intervento correttivo che porta a 20 le manovre subite dagli italiani negli ultimi 12 anni per un ammontare complessivo di 600 miliardi di euro. Dalla manovra “natalizia” – prosegue la lettera – ci aspettavamo come promesso, soprattutto equità e non lacrime e sangue come invece, per l’ennesima volta, lavoratori e pensionati dovranno caricarsi sulle proprie spalle. Il blocco delle perequazioni delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 , il ritorno dell’Ici sulla prima casa e il consistente aumento sulla seconda, la revisione degli estimi catastali, l’introduzione di ulteriori ticket sulla sanità, i riflessi derivanti dall’ennesimo aumento dell’iva, sono solo alcuni dei provvedimenti che colpiranno in modo definitivo il potere di acquisto degli assegni di altri due terzi dei pensionati, andando ad ingrossare il numero di chi già vive nella fascia di povertà assoluta. Il solo congelamento della scala mobile comporterà sacrifici ben superiori a quelli richiesti alle altre componenti sociali del Paese che, tradotto in cifre, ammontano ad un mancato aumento delle pensioni nell’ordine di 100 euro mensili. Anche il prof. Monti ritiene di far cassa intervenendo sulle pensioni di chi i sacrifici li fa da troppo tempo e che farà sentire la propria voce sino in fondo nel contrastare le scelte sbagliate. Per questi motivi non daremo tregua, non abdicheremo al nostro ruolo fino al varo della manovra nei due rami del Parlamento, ma soprattutto non ci faremo intenerire dalle lacrime del ministro Fornero.” (n.r. Ci pare opportuno aggiungere che il prof. Monti avrebbe potuto agevolmente evitare questo modo di fare cassa con tre semplici provvedimenti: recuperare i 13 miliardi di euro previsti per l’acquisto di caccia bombardieri, tenendo conto che non siamo un paese in guerra, di 2 miliardi di consulenze, di recupero di 3 miliardi di euro aumentando il contributo per il rientro dei capitali scudati. Sono 18 miliardi di cui non si ha traccia pur nei severi provvedimenti del Presidente del Consiglio. E’ davvero un “bel modo” per dare fiducia nelle istituzioni.al paese E queste cifre, sia chiaro, possono da subito fare cassa, forse più e meglio dei 100 euro sottratti ai pensionati in due anni dopo che le pensioni sono rimaste congelate per 5 anni.)

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Luca Marco Comellini, ha scritto al Ministro della difesa

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2011

“Ill.mo Sig. Ministro Di Paola, nell’esprimerLe il più cordiale augurio di buon lavoro mi permetto di rappresentarLe la prepotente esigenza di vedere effettivamente riconosciuti ai militari quei diritti e quelle prerogative che la Costituzione e le leggi già gli affidano in quanto cittadini italiani. Sono numerose le iniziative e le interrogazioni parlamentari presentate alla Camera dei Deputati per contrastare le negazioni del diritto e dei diritti che da anni si verificano nei confronti del personale militare, come ad esempio le continue richieste di proroga del mandato dei Consigli della Rappresentanza militare che gli attuali membri dei Cocer hanno rivolto al suo predecessore, privando così gli stessi loro colleghi del diritto di poter liberamente esprimere con il voto i loro rappresentanti.
Le chiedo, fin da ora, di avviare le procedure per il rinnovo dei Consigli della Rappresentanza militare al fine di rimettere il potere di rappresentanza nelle mani di tutti i militari titolari di quel diritto di voto che per ben due volte gli è stato negato al solo scopo di assecondare le ingiustificabili pretese degli attuali membri del Cocer a vantaggio esclusivo dei loro soli interessi personali.A seguire, inoltre, Le rappresento sinteticamente le proposte e le richieste che ritengo essere necessarie per portare le Forze armate e le Forze di polizia verso l’Europa, attraverso una attenta razionalizzazione delle risorse umane ed economiche che consentirebbero, inoltre, di ottenere non trascurabili risparmi valutabili in più di 7 miliardi di euro/anno:
1) unificazione delle Forze di polizia – smilitarizzazione dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza per ridurre la duplicazione delle spese che necessariamente si hanno quando sul territorio operano contemporaneamente le Forze di polizia a ordinamento civile e quelle a ordinamento militare;
2) sospensione dei programmi di acquisizione JSF e rimodulazione della spesa destinata all’acquisizione di nuovi armamenti in rapporto alla sostenibilità dell’attuale modello Difesa;
3) estensione dei diritti sindacali al personale delle Forze armate al fine di una completa integrazione nell’ambito dell’Unione Europea che oggi vede l’Italia ultima sul fronte dei diritti e delle tutele dei cittadini militari;
4) promozione in sede europea di una iniziativa per la creazione di un Esercito comune europeo con funzioni e organizzazione subordinate ai principi dell’Unione, secondo una logica di maggiore razionalizzazione delle risorse singole e collettive.
Nella convinzione che quanto precede riceverà da parte Sua la dovuta considerazione, resto a Sua disposizione per eventuali chiarimenti in merito. Cordiali saluti.” (Luca Marco comellini Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia)

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