Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Archive for the ‘Lettere al direttore/Letters to the publisher’ Category

Letters to the publisher

Notizie da Chiesa di tutti Chiesa dei poveri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 maggio 2018

Ci scrive Raniero La Valle: “Dopo quello che è successo domenica non ci sono le condizioni per un discorso sereno. Perciò rinunciamo a farlo. Restiamo comunque fedeli al primo articolo della Costituzione che dice:” la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, e non dice: “la sovranità appartiene al denaro che la esercita fuori delle forme e dei limiti della Costituzione”. Su materie affini si possono leggere nel sito un discorso di papa Francesco “Una tragica dicotomia tra etica religiosa e interessi dell’attuale comunità degli affari”, un documento dell’ex Sant’Uffizio sulle “questioni economiche e finanziarie”, un articolo del 2017 del prof. Luigi Ferrajoli “Come evitare il suicidio politico dell’Unione europea”, e una mia relazione del 1 febbraio 2018 all’ANPI di Ozzano Emilia su “Costituzione e Trattati europei”

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Lettera aperta di un ergastolano ai senatori a vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

L’Associazione Liberarsi onlus, che ha sempre sostenuto la campagna contro il carcere a vita, sta organizzando un nuovo giorno di digiuno nazionale per il 26 giugno 2018, data a cui l’ONU dedica una giornata alle vittime della tortura. Abbiamo scelto questa data perché, a 31 anni dall’entrata in vigore della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, i governi del mondo utilizzano ancora metodi, rudimentali o sofisticati, di tortura per estorcere informazioni, ottenere confessioni, mettere a tacere il dissenso o semplicemente come forma di punizione, come nel caso della pena dell’ergastolo, che mura vive le persone senza neppure l’umanità di ammazzarle. Credo però sia il momento di presentarmi: sono un condannato alla pena dell’ergastolo (o alla Pena di Morte Nascosta, come la chiama Papa Francesco), in carcere da ventisette anni. Attualmente sono in regime di semilibertà, esco al mattino e rientro alla sera in carcere. Durante il giorno svolgo attività di volontariato in una struttura della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, che mi sta dando la possibilità di rimediare (ovviamente, parzialmente) al male fatto in passato, ma il mio fine pena rimane nell’anno 9999. Io, però, sono l’eccezione che conferma la regola, perché la stragrande maggioranza dei miei compagni uscirà dalla cella solo cadavere. Da più di un quarto di secolo sono un attivista della campagna “Mai Dire Mai” per l’abolizione della pena senza fine, documentata nei siti http://www.liberarsi.net e http://www.carmelomusumeci.com, dove fra l’altro, in quest’ultimo, si trova una proposta di iniziati-va popolare per l’abolizione della pena dell’ergastolo. Tra i Primi Firmatari vi sono anche i compianti Margherita Hack, Umberto Veronesi e Stefano Rodotà, oltre a Maria Agnese Moro, Don Luigi Ciotti, Giuliano Amato, Bianca Berlinguer, Massimo D’Alema, Gino Strada, la famosa pianista Alessandra Celletti e tanti altri.Onorevoli Senatori, crediamo che la condanna a essere cattivi e colpevoli per sempre sia una pena insensata perché non c’è persona che rimanga la stessa nel tempo. Senza un fine pena certo, all’ergastolano rimane “solo” la vita, ma la vita senza futuro è meno di niente. Ci creda, con la pena dell’ergastolo è come se la vita diventasse piatta perché non si possono fare progetti per il giorno dopo, né per quello successivo. Per l’ergastolano il tempo è scandito come una clessidra: quando la sabbia è scesa, la clessidra viene rigirata…e questo si ripete incessantemente, fino alla fine dei suoi giorni. Imprigionare una persona per sempre è toglierle tutto, con questa condanna non si fa più parte degli esseri umani. Purtroppo con l’ergastolo la vita diventa una malattia. Ma la cosa più terribile è che l’ergastolo non ti uccide subito, ma ti fa diventare solo un corpo che beve la morte a sorsi, nell’oscurità e nel silenzio, e vivere diventa peggio che morire. Gli ergastolani più fortunati riescono a crearsi giorno dopo giorno un mondo interiore, costruito sul sale di tutte le loro lacrime. Non si ha più presente, né futuro, ma solo il passato. Con la condanna all’ergastolo la vita non vale più nulla, perché è morta anche la speranza. Si potrebbe dire che l’ergastolano non vive, mantiene in vita solo il suo corpo. E ogni giorno in meno è sempre un giorno in più di pena. Molti non sanno che la pena dell’ergastolo lascia la vita, ma divora la mente, il cuore e l’anima. La maggioranza delle persone è contraria alla pena di morte, ma con la pena capitale il colpevole soffre solo un attimo, con l’ergastolo invece il condannato soffre tutta la vita. Spesso mi chiedo se questa forma di “vendetta”, che nulla ha a che fare con la giustizia, possa soddisfare qualcuno, comprese le vittime dei reati che abbiamo commesso.
Onorevoli Senatori, se riterrete di rispondere saremo lieti di rendere pubbliche le vostre parole, e saremmo davvero felici se partecipate con noi alla giornata di digiuno nazionale del 26 giugno 2018 contro la pena dell’ergastolo. (Carmelo Musumeci)
la lettera è indirizzata ai senatori a vita: Giorgio Napolitano, Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia e Liliana Segre.

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Letter to CEO John Ridding and editors of the Financial Times

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

Eminences,Today I have read your article entitled “Rome opens its gates to the modern barbarians” and, with all due respect to a historical newspaper like yours, I have to be very honest, I think you need to better understand what is taking place in Italy and, perhaps, getting to know the 5 Star MoVement a little more closely. The last 30 years in Italy have been characterized by a constant mixture of politics, the mafia and occult affairs that have literally shattered our country to the bone, marking every negative record in our history. Today Italy suffers about 6 million people under the absolute poverty line and about 100,000 young people every year go to look for luck elsewhere, often right in your country. All this is the result of barbarians, old barbarians of whom I have never read so many negative things on your editorials as I am reading these days on us. The 5 Star Movement was born in 2009 with a specific purpose, to bring the popular will back to the center of the political debate and the decisions of the central government. In just 9 years we have grown so much that we can now touch the achievement of this goal thanks to over 11 million people who trusted us in the last elections.
We succeeded by working with our heads down, studying, always struggling in defense of Italians.
We succeeded with the younger, more educated and more gender-balanced parliamentary group that the history of Italy has ever seen.
The Italians who believed in us have always done it on these bases and on the awareness that everything we have promised or written in a program, has become a reality on the first occasion we have had to make it happen. In your article you are talking about a contract of government that is difficult to implement and economically unsustainable, a pity that you have not read this contract yet and this offends the profession of journalism.On one thing you are right, the contract we are writing is challenging and it will not be easy to remedy the damage done by 30 years of political barbarians to the government. But we are doing our best to give the Italians the hope they have lost and a better future.If you want to understand better how we will achieve this goal too, do not waste time raising false news created ad-hoc by the Italian press, come to know and report the truth. (By Five stars Luigi Di Maio)

Posted in Estero/world news, Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

L’inutile ipotesi del voto estivo: non sarebbe cambiato nulla

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

Riprendiamo la lettera pubblicata sul quotidiano “Il fatto”  che è stata inviata da Federico Fornara al direttore Travaglio per sostenere una petizione in favore di una nuova legge elettorale. Per l’occasione rivolgiamo un appello ai nostri lettori affinché l’iniziativa possa avere un consenso ampio. Nello stesso tempo riconosciamo alla redazione della testata giornalistica l’impegno che da sempre ha profuso nell’interesse di una informazione libera e alla costante ricerca della verità anche se a qualcuno risulta scomoda. E’ come dire: veritas odium parit. Ma per noi si traduce: leggete, riflettete e siatene conseguenti.
Caro direttore, sarebbe servito a qualcosa, invece, andare a elezioni anticipate, per di più con la stessa legge elettorale? È l’interrogativo che si sono posti milioni di italiani.
A leggere i dati che emergono da una attenta analisi dei risultati nei 231 collegi uninominali in cui il Rosatellum ha diviso il territorio italiano (oltre al seggio della Valle d’Aosta), la risposta è molto semplice: no, nuove elezioni, con grande probabilità, non avrebbe prodotto una maggioranza autosufficiente.Se si considerano, infatti, “incerti” i collegi dove il vincitore ha fatto registrare un vantaggio in termini di percentuale non superiore al 5% di voti, soltanto in 39 su 231 è ipotizzabile, in linea teorica, un ribaltamento del risultato del 4 marzo scorso. I 39 collegi contendibili non sono, poi, distribuiti omogeneamente dal momento che solamente 6 sono situati al Nord, 16 nelle (ex) regioni rosse (7 in Emilia Romagna e 6 in Toscana), 13 nel Lazio, 3 al Sud e 1 in Sardegna.
Quindi, in 192 collegi uninominali (83% del totale) nuove elezioni non modificherebbero l’appartenenza dell’eletto, salvo un nuovo e non prevedibile al momento, terremoto elettorale. I 39 seggi a rischio sono per di più equamente divisi: 15 hanno visto prevalere il candidato del centrodestra, 12 rispettivamente quello del Movimento 5 stelle e della coalizione del Pd. Differente la prospettiva se si guarda a chi è arrivato secondo e quindi potrebbe essere protagonista di una remuntada. In 23 collegi su 39, infatti, a essere stato sconfitto di misura è stato il candidato del centrodestra, in 10 quello del M5s e in 6 quello del Pd e alleati. È, dunque, il centrodestra quello che potenzialmente potrebbe avvantaggiarsi maggiormente da elezioni anticipate, perché, in linea teorica riconfermando tutti i collegi a rischio e conquistando tutti e 23 in cui è arrivato secondo potrebbe passare dai 109 seggi uninominali del 4 marzo 2018 a 132.
Anche raggiungendo la “magica quota” del 40%, però, il centrodestra si fermerebbe sotto i 300 seggi (295 per la precisione) sempre nettamente al di sotto della maggioranza assoluta dei 316 seggi. Vi è, infatti, da ricordare che nonostante la propaganda indichi nel 40% il livello di consenso per garantire la governabilità, il Rosatellum non prevede premi di maggioranza. Con l’attuale distribuzione geografica del voto (Nord al centrodestra e Sud al M5S, con le ex regioni rosse diventate terra di conquista dei due poli maggiori) il 40% non garantisce un bel nulla: per raggiungere la maggioranza assoluta il centrodestra dovrebbe crescere dal 37% al 44-45%. È dunque il 45% e non il 40 il target di sicurezza per la maggioranza assoluta alla Camera.Seguendo lo stesso schema per il Movimento 5 stelle si arriverebbe ancora più sotto: 259 deputati su 630, assai lontano dunque dalla maggioranza assoluta. Autosufficienza che, sempre in linea teorica, il M5s raggiungerebbe collocandosi tra il 45 e il 50%. Per parte sua, il Pd, rischia di veder scendere la sua rappresentanza a Montecitorio da un minimo di 84 a massimo 90/95 parlamentari contro gli attuali 110. Ad alto rischio di non superamento della soglia di sbarramento in uno schema di elezioni-ballottaggio tra centrodestra e M5s ci saremmo, ovviamente, anche noi di Liberi e uguali che il 4 marzo abbiamo raggiunto il 3.4% e 14 deputati. Una variabile distorcente con effetti scarsamente prevedibile in assenza di precedenti, è rappresentata, poi, dall’astensionismo in caso di elezioni anticipate fissate domenica 22 luglio. Se si andasse, per esempio, sotto il 60% di votanti su base nazionale potrebbe esserci delle sorprese dovute anche alla possibile innovativa distribuzione geografica dell’astensionismo (minor impatto al Sud rispetto al Nord e analogo fenomeno tra piccoli centri e grandi centri) in ragione del periodo feriale con una stima di circa 4 milioni di italiani in vacanza. In ogni caso, in un Paese alle prese con un astensionismo crescente chiedere ai cittadini di recarsi alle urne a fine luglio rappresenterebbe un autentico schiaffo alla partecipazione democratica. Un lusso, quello della bassa affluenza, che le nostre istituzioni non possono permettersi.C’è, infine, da ricordare una regola non scritta della politica italiana che evidenzia come chi vuole le elezioni anticipate è sempre stato penalizzato dagli italiani alle urne, da ultimo il Pd di Veltroni nel 2008. Resta, perciò, un dato di fondo: il rischio di un nuovo Parlamento “fotocopia” o quasi di quello del 4 marzo, senza un vincitore dotato di una maggioranza e la ripetizione del balletto dei veti incrociati sull’asse Berlusconi-Renzi che potrebbe aprire scenari di nuova instabilità dagli esiti incerti e pericolosamente vissuti dai mercati e dai detentori del nostro debito pubblico. (Fonte: Il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2018)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

M5S: Lettera aperta a Autoguidovie Pavia: servizio all’altezza dei bisogni e reintegro lavoratori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 maggio 2018

La vicenda era già partita male a causa di un bando di gara improvvidamente predisposto dalla Provincia di Pavia su delega del Comune di Pavia, entrambe governate dal PD, che ha causato: il licenziamento di tutti i lavoratori del Trasporto Pubblico Locale, di cui 42 non ancora riassorbiti o reimpiegati; la dismissione degli autobus alimentati a metano, che produrrà un danno di circa 12 milioni di euro (2 milioni per gli autobus e 10 milioni per l’impianto di rifornimento appositamente creato presso l’ASM di Pavia); l’utilizzo del diesel, più inquinante del metano, in un territorio già maglia nera per i tassi di malattie tumorali e polmonari causate dai livelli di inquinamento dell’aria pavese.
In tutto questo dal 2014 il Movimento 5 Stelle ha interrogato e chiesto spiegazioni, nonché messo in guardia per i livelli occupazionali e la salute dei cittadini pavesi, sia con numerosi interventi, interpellanze, commissioni di lavoro in Consiglio comunale, sia mediante un’attività di approfondimento in Consiglio regionale.Adesso ci giungono continue segnalazioni di omesse fermate e il non rispetto degli orari di marcia, di assunzione di nuovo personale esterno, anziché il reintegro del personale licenziato e infine apprendiamo con sconcerto che Autoguidovie ha fatto scendere dall’autobus un bambino di 11 anni, “reo” di aver dimenticato a casa l’abbonamento, come si legge dalle pagine de La Provincia Pavese. La nonna del bambino riferisce che il bambino avrebbe dichiarato di essere in possesso dell’abbonamento, ma di esserne temporaneamente sprovvisto perché dimenticato a casa; aggiunge che il bambino, nonostante il possesso dell’abbonamento, avrebbe dichiarato di voler pagare la corsa, soldi alla mano, pur di poter proseguire il viaggio verso casa (di ritorno da scuola). Ciononostante l’atteggiamento del controllore sarebbe stato così perentorio d’aver causato agitazione e confusione al bambino al punto che avrebbe perso di vista il proprio zainetto subendone il furto.Se i fatti fossero confermati, saremmo di fronte a una vicenda gravissima. Infatti, secondo quanto dispone la legge in materia, non è possibile far scendere dall’autobus chi è temporaneamente sprovvisto di abbonamento, per giunta se è un bambino di 11 anni: è possibile invece irrogare una sanzione. “Il multato”, entro 5 giorni, può esibire l’abbonamento dimenticato presso gli uffici della società e ha diritto all’annullamento della sanzione. Insomma, la legge non consente ad alcuna Azienda di trasporto di far scendere dal mezzo un viaggiatore “colpevole” di aver dimenticato l’abbonamento a casa e tale regola vale per tutti i viaggiatori (pendolari, lavoratori e studenti in possesso di regolare abbonamento), ed è prevista dall’art. 46 comma 1 della Legge regionale 6/2012.Come M5S siamo a disposizione e vicini alla famiglia del bambino e ci auguriamo che tali episodi, per di più così gravi trattandosi di minorenne, non accadano più. Speriamo che Autoguidovie voglia risarcire il danno, direttamente o indirettamente, cagionato al bambino. In ogni caso proseguiremo a chiedere ad Autoguidovie che il servizio erogato sia all’altezza degli standard richiesti dalla cittadinanza e che la sua condotta si informi sempre a quanto previsto dalla legge. Il malcontento per i disservizi avuti col nuovo appalto è già altissimo, deve essere rimediato e da parte del M5S ci sarà sempre massima attenzione considerando anche che il trasporto è un servizio pubblico essenziale.Facciamo altresì appello perché la nuova società assorba i 42 lavoratori che ancora oggi non sono stati riassunti: in quei 42 lavoratori ci sono storie di intere famiglie che rischiano di finire sul lastrico se Autoguidovie non farà la sua parte. Simone Verni, consigliere regionale M5S Lombardia e Giuseppe Polizzi, consigliere comunale M5S Pavia.

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Appello ai giovani: “Non lasciate che gli altri decidano per voi”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

demigrazione-giovani-italiani-esteroi Carmelo Lentino: Care ragazze, cari ragazzi, nei giorni scorsi, a Otto e Mezzo, su La7, ho visto l’ultimo sondaggio sulle intenzioni di voto e sono rimasto, ancora una volta, colpito da quel 47% di under 25 che non sarebbe intenzionato a recarsi alle urne in occasione delle prossime elezioni politiche. Questo dato merita una riflessione anche se penso di poter comprendere le ragioni che portano ad un “sentimento” di disaffezione. Oramai già qualche anno fa, in seguito ad alcuni studi che abbiamo fatto condurre da istituti di ricerca, ho capito che i giovani partecipano dove gli viene data reale opportunità di farlo, ma in particolare dove comprendono che la loro partecipazione porta ad un risultato concreto. Da questo deriva anche l’importante coinvolgimento dei giovani all’interno delle associazioni. Le nuove generazioni cercano il riconoscimento del merito, non scorciatoie. Cercano opportunità. Di battaglie, in questi anni, ne sono state fatte tante in questa direzione, con risultati alterni ma un dato certo. I giovani hanno cercato, sempre, di affermare la loro presenza il loro impegno, le loro idee, le loro proposte. Non sempre sono stati ascoltati.
In alcuni casi hanno potuto partecipare a percorsi di cittadinanza attiva, in altri casi sono stati i protagonisti di percorsi di dialogo strutturato. Ma questo, lo so, non basta. C’è molto altro da fare.Un bell’esempio di cittadinanza attiva è quello del Forum Nazionale dei Giovani, ed è anche per questa esperienza – per quello che in tanti anni, con tantissime associazioni e migliaia di giovani, siamo riusciti a fare – che mi piace, ancora una volta, mettere in relazione la partecipazione con l’associazionismo.Ho sempre creduto nell’importanza dell’associazionismo, soprattutto di quello giovanile. Ci ho investito (come hanno fatto tanti altri ragazzi e ragazze) gran parte delle mie energie e del mio tempo libero, perché associazionismo e terzo settore sono importanti, molto importanti.Il mondo si cambia anche e soprattutto dal basso, non solo dall’interno delle Istituzioni. Ma il livello istituzionale è essenziale in una democrazia. Vi dico questo, perché non si possono scindere le due cose.L’associazionismo è importantissimo, fondamentale per il nostro Paese, e spesso le associazioni sono composte prevalentemente da giovani. Una generazione che, in larga parte, è delusa dalla politica e difficilmente tende a farsi coinvolgere. Ma dovete essere voi ad invertire questa tendenza, ad occuparvi direttamente di politica nell’accezione più alta e importante del termine.Non fatevi sconfortare. Non andare a votare è la cosa più sbagliata che possiate fare.
A voi rivolgo un forte appello: partecipate, perché siete voi a dover determinare il vostro futuro, non lasciate che gli altri decidano per voi.È vero che negli ultimi decenni hanno fortemente condizionato, in senso negativo, il vostro (nostro) futuro ma siamo accora in tempo a cambiare le cose. E l’approccio fondamentale è quello di non delegare ad altri la scelta, cosa che fareste decidendo di non esercitare il vostro diritto-dovere di voto.Il 4 marzo, anche voi, provate a smentire l’affermazione che l’Italia “non è un Paese per giovani”. (n.r. andare a votare è un diritto-dovere di tutti. Ciò premesso dobbiamo rilevare le ambiguità dei politici italiani anche in questa tornata elettorale che non concorrono a fare chiarezza ma semmai a confermare il sospetto che la partita si stia giocando per fare “fessi” gli italiani. E in questo i giovani non ci stanno anche se la loro reazione è di rifiuto e non di partecipazione attiva. Occorre una “rivoluzione” culturale che sappia coinvolgere in prima persona proprio i politici. Non dimentichiamo che spesso si raccoglie ciò che si semina)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lettera del MoVimento 5 Stelle a Berlusconi: ovvero quando le bugie hanno le gambe corte

Posted by fidest press agency su sabato, 20 gennaio 2018

berlusconi_neroneGentile dottor Silvio Berlusconi, da settimane ormai Le sentiamo ripetere che gli eletti del MoVimento 5 Stelle per l’87 per cento non hanno mai lavorato. E, nonostante le smentite dati alla mano, Lei continua a sostenere questa tesi che, dati oggettivi, dimostrano essere infondata. Nel dubbio che, magari, Lei semplicemente sia stato male informato da qualcuno, Le scriviamo questa missiva attraverso la quale Lei stesso potrà verificare come si sta facendo latore di informazioni non veritiere.Il Movimento 5 Stelle conta 123 parlamentari uscenti tra Camera e Senato. Su 123 parlamentari uscenti 80 sono laureati (65%), 41 diplomati (33,4%) e 2 hanno la licenza media (1,6%). Le professioni svolte dai nostri portavoce sono: impiegati (14), insegnanti (11), studenti universitari (11), ingegneri (10), dipendenti di aziende private (10), liberi professionisti (6), consulenti (5), avvocati (4), piccoli imprenditori (4), medici (3), architetti (2), artigiani (2), ricercatori universitari (2), dipendenti aziende pubbliche (2), soci di piccole imprese (2), praticanti avvocati (2), educatori professionali settore pubblico (1), infermiere (1), sioterapista (1), funzionario tributario (1), operaio metalmeccanico (1), idraulico (1), biologo (1), casalinga (1), operatrice economica (1), amministratore unico (1), assistente giudiziario di tribunale (1), telecineoperatore (1), addetto alla selezione del personale (1), pedagogista 1, operatore Sociale in settore privato (1), Perito Chimico (1), chimico (1), scrittore( 1), commerciante (1), tecnico sala prove ( 1), tecnico laboratorio (1), consulente Informatico (1), settore turismo (1), giornalista pubblicista (1).I disoccupati di cui Lei parla sono 6 su 123, circa 4,8% degli eletti, compresa una lavoratrice precaria. Quindi 4,8%, non 87 per cento. A Lei che è abituato a leggere i numeri, non le sfuggirà certo la macroscopica di erenza che passa fra le due cifre. E, a scanso di equivoci, le riportiamo a seguire l’elenco dei parlamentari con le relative professioni, nella speranza di averLe fatto massimo chiarezza.Il MoVimento 5 Stelle.

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Cascadia Announced Major Breakthrough In Blockchain Industy

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

torontoToronto. In addition to having the titles of the world’s first Bitcoin ATM and world’s first reversed take-over transaction in the blockchain industry, Canada has once again secured its leadership with yet another world’s first title in the blockchain industry. This time the historical milestone was set by Cascadia Consumer Electronics Corp. (CSE: CK) (“Cascadia”), a publicly listed Canadian company in transition to the blockchain and fintech sectors. Cascadia announced the completion of 425 bitcoin private placement, valued at US$ 6.12 million in total, on December 29, 2017, just one short week after its initial announcement of such a plan. “This lightning speed of execution is in line with the pace of development in the blockchain industry. This also showcases the high level of enthusiasm and support of the industry investors. Cascadia will be able to accelerate our transition and expansion into the blockchain and fintech sectors, pending the approval from CSE on our proposed business change,” said Rachel Wang, CEO of Cascadia in the company’s press release announcing the completion of the private placement. According to Cascadia’s public filing, a few well-known Asian institutional investors specialized in the blockchain and cryptocurrency sectors, such as FBG Capital, BitCapital, ChainFunder, Qtum, Nebulas, aelf, and BTCtrade, participated in this round of Cascadia’s private placement. In recent years, many new start-ups are using ICOs (or “Initial Coin Offerings”) to raise the necessary capital. However, cryptocurrencies seem not very commonly used or accepted in the traditional capital market. This is really the first time that there has been a cross-over between the new fintech sector and the traditional capital market, proving that these two are not necessarily mutually exclusive and that in the foreseeable future, it is likely to see more innovative and creative transactions with both involved.

Posted in Estero/world news, Lettere al direttore/Letters to the publisher, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lettera aperta a Lettori ed Autori

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

libriQuest’anno come ormai molti sanno cade il decimo anniversario della Casa Editrice che io ed alcuni amici stiamo cercando di portare avanti occupandoci quasi esclusivamente di poesia ed eventi. Nel tempo abbiamo cavalcato, devo dire prendendoci non di rado asprissime critiche, desideri di innovazione e cambiamento. Dal dire all’Autore facciamo editing, cioè quello che mi mandi lo voglio discutere prima di pubblicare, al facciamo eventi proponendo anche autori di altri Editori, al facciamo gli open-mic per far venire sti benedetti poeti agli eventi e così, incontro dopo incontro, formarli, alla recentissima evoluzione dell’open-mic in richiesta di scrittura su determinati testi e/o tematiche fino all’utilizzo delle piattaforme di Crowdfunding per pubblicare i libri e agli eventi ormai quasi didattici sulla Poesia, o agli incontri ciclici per fare cultura su determinati territori, paesaggi umani come direbbe un amico artista, abbiamo cercato anno dopo anno di far maturare un ambiente che veramente rischiava di vedere l’Editore di Poesia come un semplice stampatore deresponsabilizzato.A volte ci siamo riusciti, altre volte meno. Con orgoglio però posso dire che alle critiche per le novità che di certo non stavamo inventando noi ma semplicemente riproponendo, ristrutturando secondo le regole editoriali, sono corrisposte vere e proprie copie di quello che stavamo facendo. Non che sia una cosa strana in Editoria né nel mondo odierno. Un mondo alla fidget spinner dove le idee funzionano due mesi poi vengono talmente saturate dalle copie e riproposizioni che perdono d’interesse, di qualità, d’efficacia.Ma non è ovviamente solo questo il problema. L’Editoria purtroppo è una realtà che ha le medesime lentezze di un dinosauro. Sa essere resistente ma non vuole evolversi e piange il rischio d’estinzione. E quando parlo di Editoria non sto intendendo semplicemente l’Editore ma l’insieme di tutta la filiera umana attorno al libro. Un Editore non esiste senza Autore e viceversa. Un Editore non esiste senza Lettore e viceversa. E nel mondo editoriale un Autore non esiste senza Lettore e viceversa (altra cosa sarebbe se guardassimo solo le opere che possono ben esistere senza Lettore almeno per un determinato periodo di tempo). Osservando in questa prospettiva l’Editoria ci rendiamo conto che sussiste una percezione condivisa e accettata che è la medesima di trent’anni fa.
Parliamo ad esempio della distribuzione: grandissimo problema della piccola Editoria. E restiamo nell’ambito dell’Editoria di Poesia dato che è l’ambito di chi vi scrive, e resto convinto che bisogna sempre parlare di ciò che si conosce. Una delle domande più classiche che mi vengono fatte è se abbiamo distribuzione. Che sia un Lettore o un Autore la domanda è sempre la medesima. E la risposta che posso dare è ovviamente si, abbiamo un Distributore e ci appoggiamo e determinate realtà. Ma questa è una risposta di trent’anni che ignora i cambiamenti che hanno portato e costruito le dinamiche dell’oggi.Vorrei allora chiedere all’Autore e al Lettore: a cosa vi serve sapere che il libro x (vostro o non vostro) è presente nelle librerie di settore (perché parliamo di Poesia) che non esistono nemmeno più perché voi i libri non li andate a comprare, li volete solo lì? A cosa vi serve quando potete accendere lo schermo del vostro telefonino e aprire Facebook, Instagram, Twitter o Google o andare nel sito dell’Editore che è anche un negozio oppure semplicemente aprire le vostre mail, a volte addirittura whatsapp, per avere davanti i libri? Oggi il Lettore non deve più andare in libreria a cercare le opere perché è l’Editore stesso che va a casa sua e gli dice che ha pubblicato quell’opera. E questa è distribuzione che passa attraverso la promozione. Ed è efficace per il settore della Poesia perché crea luoghi ben definiti, identità riconoscibili dove sai che lì trovi quello che cerchi e anche quello che ti sorprenderà. È sostanzialmente il nuovo negozio di settore che non ti obbliga a prendere l’auto per raggiungerlo ma ti arriva in mano con tutto un apparato di contenuti aggiuntivi (foto degli eventi, recensioni e via dicendo).Parliamo poi degli eventi. Noi come Samuele Editore facciamo dai 2 ai 6 eventi al mese. Dipende dai mesi. Bene, dovete sapere che se a un incontro vengono quattro persone (capita, parliamo di Poesia) io venderò due copie. Se vengono dieci persone io venderò due copie. Se vengono trenta persone probabilmente io venderò sempre solo due copie. E non importa quanti chilometri su e giù per l’Italia io avrò fatto in auto o in treno per quell’evento, quanti soldi avrò speso in spostamenti, alberghi, ufficio stampa, io con due copie dovrò coprire tutte le spese. Questo non è solo sbagliato, è profondamente ingiusto e la responsabilità di questo non è dell’Editore ma del Lettore.In Italia vogliamo tutto gratis, lo sappiamo bene. Ma se il Lettore non compra i libri dell’Editore quest’ultimo non potrà stare in piedi. Ecco allora che se un Editore propone un evento sarebbe non solo educato ma addirittura doveroso acquistare il libro presentato secondo la formula mi è piaciuto l’evento te lo dico comprando il libro. Così facendo l’Editore potrà fare anche l’evento dopo e l’evento dopo ancora. Perché continuare a fare eventi che sono puntualmente una perdita economica non ha senso.Gli Autori e i Lettori vogliono gli eventi e questo è comprensibile. Esistono realtà che pagano gli Autori per presentare e non fanno pagare il biglietto al Lettore per vedere. Ma sono solo due o tre Fondazioni in Italia che riescono ad attrarre fondi e sponsorizzazioni tali da poterselo permettere. E due tre casi significa che sono un’eccezione. Poi ci sono le associazioni che a volte ci riescono a spot. Quando capita capita.Quello che vorrei quindi dire all’Autore e al Lettore è che la responsabilità di un libro di Poesia non è solo dell’Editore o dell’Autore ma anche del Lettore. Perché un Editore di Poesia è un imprenditore che deve sottostare ai doveri di un’impresa ma non può seguirne le regole. Certo mi si potrebbe obiettare che vengono stampati talmente tanti libri di Poesia che non si sa più quali comprare. Questa è una scusa che funzionava dieci anni, e su questa considerazione noi abbiamo fatto la Samuele Editore. Oggi ci sono Editori di Poesia non solo bravi ma ottimi. Quelli che fanno ricerca, che scelgono, che formano, che spingono gli autori non per la loro vendibilità ma per la loro qualità. E sono visibili, conoscibili e conosciuti perché tutto oggi è a portata di mano. Ma hanno bisogno di Lettori per essere in grado di portare avanti un dialogo culturale che, ripeto, non è una responsabilità esclusivamente del singolo ma va intesa come una realtà collettiva dove ognuno deve fare la sua parte. Dove l’Autore studia per scrivere opere di qualità, l’Editore sceglie e matura Autori ed opere, e il Lettore mette in condizioni l’Editore e le opere di esistere.Senza questo ragionamento restano le scelte dei pochi, le lobbies, le edizioni puramente commerciali di cui poi tutti si lamentano.

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lettera aperta alle forze politiche in vista delle elezioni della prossima primavera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 dicembre 2017

elezioni1E’ intenzione della FICT presentare un documento all’attenzione di quanti si apprestano a concorrere alle prossime elezioni elettorali per chiedere con forza che la questione delle dipendenze venga rimessa al centro delle politiche. Il documento verrà proposto a tutti i senatori e ai candidati alle elezioni politiche e, su tutti i territori, tramite i 42 Centri federati FICT, ai candidati alle regionali e amministrative.In Italia il settore delle dipendenze è sempre più relegato ai margini del dibattito nazionale tra le diverse forze politiche. Sembra vi sia una sostanziale e generalizzata delega agli addetti ai lavori, che però, sia nel pubblico che nel privato sociale, sono sempre meno e sempre più soli.Eppure a leggere i dati ufficiali della Relazione annuale sulle droghe al Parlamento, a voler fare lo sforzo di capire, c’è da restare sconcertati. Le droghe non solo sono sempre più diffuse e pericolose, ma si evolvono con una rapidità straordinaria, a fronte di un sistema di contrasto fossilizzato ed arretrato di decenni.Il sistema di contrasto, la rete dei servizi del pubblico e del privato sociale deve continuamente lottare per la propria sopravvivenza, facendo il possibile con risorse sempre più esigue ed all’interno di un quadro normativo arretrato ed inadeguato.Mentre il mondo della droga è quotidianamente in evoluzione, e negli ultimi 10 anni ha visto un mutamento enorme, nelle forme di dipendenza, nelle sostanze e persino nelle modalità di assunzione, gli operatori sono costretti ad operare con strumenti di intervento che fanno riferimento ad una normativa ampiamente superata. Ed a fronte di tutto ciò solo un assordante silenzio della politica.

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Greenpeace Italia ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

marcia per il climaLo ha fatto nel giorno di chiusura della COP23, la Conferenza sui cambiamenti climatici che si è tenuta a Bonn sotto la presidenza delle isole Fiji, per sottolineare l’urgenza della situazione e rimarcare il dovere dell’Italia, e dell’Unione europea, di passare subito dalle parole ai fatti.
«L’Italia sta facendo alcuni passi avanti. Tra questi l’annuncio dell’abbandono del carbone entro il 2025 o l’adesione all’alleanza “Powering Past Coal” avvenuta proprio durante la COP. Ma per ora si tratta solo di annunci a cui non seguono i fatti», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia. «In Europa, dove è al momento in discussione un pacchetto di misure che definirà il futuro energetico dei prossimi dieci anni, l’Italia sta infatti mantenendo posizioni retrograde a favore delle energie più inquinanti».Secondo Greenpeace è incomprensibile ed inaccettabile che il nostro governo sia favorevole a finanziare con soldi pubblici carbone, gas e nucleare, e che non proponga una data chiara per l’abbandono del carbone in Europa. Dovrebbe poi promuovere obiettivi più ambiziosi per la produzione di energia da fonti rinnovabili.«Stiamo facendo gli interessi di Germania, Polonia, e altri Paesi estremamente legati ai combustibili fossili, e se continueremo così saremo responsabili del fallimento delle politiche climatiche», continua Iacoboni. Il 18 dicembre si terrà a Bruxelles un Consiglio Europeo sull’energia, durante il quale gli Stati Membri esprimeranno le proprie posizioni sul pacchetto di misure denominato “Clean Energy for all Europeans”. Ad oggi, rispetto a questo provvedimento, le posizioni dell’Italia sono poco chiare e per nulla ambiziose. Per l’Ue, inoltre, si tratterà del primo banco di prova dopo la COP, appena conclusasi con risultati non del tutto soddisfacenti «La buona notizia che arriva da Bonn è che Trump non è riuscito a bloccare le trattative sul clima, nonostante il suo annuncio di voler abbandonare gli accordi di Parigi», continua Iacoboni. «Ma ora c’è bisogno di azioni perché il tempo stringe. I veri leader devono tornare nei propri Paesi e dimostrare di aver compreso l’urgenza della situazione. Questa COP non è un punto di arrivo né un punto di partenza, ma un passo avanti lungo un percorso, iniziato due anni fa a Parigi, a cui ora occorre dare un’accelerazione importante», conclude.Greenpeace si attende ora più leadership, serietà e azioni concrete anche dall’Ue, e – oltre che dall’Italia – da Paesi come Francia e Germania che durante questi negoziati hanno mostrato pochissima ambizione

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Giochetti elettorali e scelte coraggiose

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

gentiloniLettera aperta di Enrico Cisnetto al presidente del consiglio: “Caro Gentiloni, ora che la spinosa vicenda del rinnovo della guida di Bankitalia si è chiusa e che la nuova legge elettorale ha varcato anche le colonne d’Ercole del Senato, e mentre il Governo si accinge a varare la versione definitiva della manovra di bilancio, ci consenta, in nome dell’antica amicizia, di rivolgerci direttamente a Lei con alcune riflessioni e un accorato appello. Sappiamo bene, e lo apprezziamo, che Lei incarna la figura del politico mite e rispettoso degli altri, amici o avversari che siano, e delle regole, a cominciare da quelle comportamentali. Più volte, in questa sede, abbiamo detto che il suo stile alieno da enfasi e retorica era quanto di più necessario dopo le dosi massicce di overstatement introdotte nella politica italiana da Matteo Renzi e dal renzismo, e in un contesto dove il populismo la fa da padrone. Inoltre, non ci sfugge la vecchia regola secondo cui, quasi sempre, ostacolare con troppa veemenza gli incendiari rischia di far divampare ancor di più il fuoco, anziché spegnerlo. Per questo, caro Presidente, l’abbiamo sempre difesa, pur non facendo mai mancare il nostro pungolo costruttivo, anche quando francamente avevamo voglia di tirarle la giacca. Ed è sempre per questo che, pensando al futuro, teniamo a preservarla, nella convinzione che dopo le elezioni e per come si stanno mettendo le cose in Europa, ci sia bisogno di uomini come Lei per trarre d’impaccio il Paese. Detto questo, e proprio per questo, non possiamo esimerci dal dirLe che è venuto il momento di voltare nettamente pagina. Lei, finora, ha tenuto fede al patto di lealtà che ha moralmente sottoscritto con il segretario del suo partito, fatto inusuale in un mondo, quello della nostra politica, dove regnano ipocrisia e trasformismo. Cosa tanto più apprezzabile visto che non è stato affatto ricambiato. È però venuto meno a quel patto confermando, alla fine, Ignazio Visco a governatore della Banca d’Italia. Ha fatto bene, ma doveva farlo prima. Molto prima. La necessità di preservare l’autonomia e l’indipedenza della banca centrale con cui il Governo (privo dei ministri renziani, assenti) ha motivato la scelta invisa a Renzi sussisteva fin dall’inizio, ed è difficile credere che negli ultimi mesi, anche prima dell’estate, in vista della scadenza del mandato di Visco, il segretario del Pd sia andato chiedendo a diversi interlocutori – non si capisce bene a che titolo – la loro disponibilità ad accettare un’eventuale candidatura. Insomma, come da più parti Le era stato suggerito, noi compresi, che sarebbe stato bene procedere alla designazione – a quel punto anche altra persona, non per forza Visco – ben prima della data ultima, tagliando così la strada ai giochi e giochetti che intorno a quella nomina si erano messi in moto, e ad essere onesti non solo per mano di Renzi. Siamo convinti che il Quirinale avrebbe accettato di buon grado quell’anticipo. Attendere, nella (comprensibile) preoccupazione che il Pd potesse procurare danni al Governo, e quindi introdurre elementi di instabilità in un quadro già complicato, ha finito per generare i presupposti del “caso” che si è venuto a creare nelle ultime due settimane, con ben più grave nocumento di quello che si temeva.Ma non è per tornare sul tema Bankitalia, su cui abbiamo detto tutto quello che c’era da dire la scorsa settimana, che abbiamo fatto questo discorso. No, questo è lo spunto per riflettere sulla necessità che sia il Governo, e quindi Lei, a indicare al suo azionista di maggioranza la strada da percorrere, piuttosto che viceversa. Per carità, non Le chiediamo di mettersi in guerra con Renzi (tanto ci pensa già lui). Ma di sottrarsi al gioco di precostituirsi alibi e dotarsi di armi per la campagna elettorale, anche al prezzo di fare scelte sbagliate per il Paese, di alimentare il clima di tensione già in atto e di minare ancor più di quanto già non sia la credibilità delle istituzioni democratiche, questo sì, glielo chiediamo con forza. Prendiamo il caso della legge elettorale. Quella che porta il nome di Ettore Rosato è probabilmente incostituzionale e sicuramente una schifezza. Lei, giustamente, aveva detto che il Governo ne sarebbe rimasto fuori. Perché, dunque, farsi costringere a mettere la fiducia, finendo così per far propria una cosa che è nata altrove e che doveva rimanere (anche se fosse stata una buona legge) di responsabilità del Parlamento? Ora sarà più difficile, una volta che si dimostrerà che il mix tra proporzionale e maggioritario aiuta l’ingovernabilità, indicare Gentiloni come l’uomo adatto alle complesse mediazioni che saranno necessarie dopo il voto perché estraneo alla modalità elettorale che avrà favorito il caos politico. Peccato. Ma queste di Bankitalia e legge Rosato sono scelte ormai fatte. Vediamo invece quelle da fare, specie sul terreno dell’economia. Il giochetto di comportarsi come se fosse all’opposizione pur essendo il partito di maggioranza relativa che esprime il Governo, Renzi sembra volerlo ripetere con la richiesta di rinviare a dopo le elezioni l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita. Una scelta che sarà pure pagante sul piano elettorale – ma se si ragionasse sulla dimensione della platea dei diretti interessati, forse le aspettative si ridimensionerebbero – ma che rischia di essere devastante per la tenuta dei nostri conti, tanto che il presidente dell’Inps Boeri ha già avvisato che su questo potrebbe ritornare la speculazione finanziaria, misurabile con l’andamento dello spread. Dunque, che il presidente del Consiglio dia retta al ministro dell’Economia, fermamente contrario al rinvio, e mostri il coraggio necessario per tenere la barra dritta: dal 2019 l’età di quiescenza salirà dai 66 anni e 7 mesi di oggi a 67 anni. Se poi Lei, caro Gentiloni, volesse addirittura stupirci (in positivo, naturalmente), potrebbe ripensare all’assunto su cui ha basato la legge di bilancio 2018, che fin qui è apparsa, per quanto se ne sa, una manovrina ina-ina di fine legislatura. È stato dato per certo, infatti, che l’aumento dell’Iva sarà sterilizzato, con ciò esaurendo quasi tutte le risorse della prossima Finanziaria. Ma c’è da chiedersi se, in un momento di ripresa che deve essere assolutamente sostenuta se si vuole si trasformi in crescita strutturale, sia davvero la giusta priorità usare 19 miliardi per tenere ferma l’Iva, considerato anche il fatto che bisognerebbe trovare altri 19 miliardi sia per il 2019 che per il 2020. Ora, facendo finta che le altre misure della legge di Bilancio siano tutte indispensabili e inderogabili – e non è così – è evidente che destinare solo un euro su cinque allo sviluppo è sbagliato. Tanto più che quasi 60 miliardi in tre anni sono proprio la cifra che servirebbe per rilanciare gli investimenti pubblici in conto capitale, che hanno un effetto moltiplicatore sul pil e sull’occupazione, più che recuperando così l’effetto negativo sui consumi che l’aumento dell’Iva avrebbe. Certo, capiamo bene che non sarebbe facile far approvare a pochi mesi dalle elezioni una manovra del genere, magari spiegandola con gli effetti positivi che avrebbe sull’inflazione, ancora maledettamente troppo bassa. Ma comunque non è di sicuro grazie alla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia Ue (tra cui l’Iva, appunto) che gli italiani correranno in massa alle urne. Invece, una misura coraggiosa potrebbe restituire credibilità, oltre che verso i mercati e i partner europei, anche nei confronti degli elettori, perché non è vero che le cose serie e coraggiose sono elettoralmente improduttive. E poi, avendo noi quattro aliquote (4-5-10- 22 percento), mentre, per esempio, la Germania solo due (al 7% e al 19%), c’è spazio per una riorganizzazione intelligente. Anche perché la differenza tra gettito Iva potenziale e reale è intorno ai 40 miliardi, e questa “tassa occulta” va in qualche modo colpita. Insomma, se per sterilizzare l’aumento dell’Iva e nella molto aleatoria ipotesi che questo porti consenso elettorale, il governo si lega mani e piedi impegnando quasi tutte le (poche) risorse che ci sono, forse è il caso di cambiare rotta. E se non lo si vuole fare con questa manovra, almeno si dica che nella prossima legislatura sarà questa la scelta di fondo.Caro Presidente, come avrà capito apprezziamo il suo understatement ma la vogliamo decisamente più coraggioso. Pronto a prendere per mano questo Paese smarrito, che altrimenti sarà definitivamente preda del populismo dilagante. Con stima e speranza.(Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lo sfogo di un lettore: Esperienza di vita

Posted by fidest press agency su domenica, 22 ottobre 2017

universita-studi-palermoRiportiamo una lettera che ci è pervenuta da Anthony Ceresa, Italia International Association, sottoponendola all’attenzione dei nostri lettori per una riflessione di merito sullo stato dell’arte dell’Italia e della condizione giovanile in particolare. Non possiamo, per ragioni di spazio, riprodurla per intero ma abbiamo cercato di preservarne i punti più significativi: “Egregio Direttore, “Sembrerebbe che si parla tanto e si scrive tantissimo ma la Politica del nostro Paese é diretta da persone cieche, sorde e mute di cui non importa se giorno dopo giorno andiamo sempre peggio. Un giovane che a scuola si era sempre distinto nello studio, terminata l’università con ottimi voti, Laureatosi Dottore in Filosofie Politiche, decide di gettarsi a capo fitto nel mondo del lavoro per un impiego fisso e poter avviare la sua vita in modo normale. Fatto sta che ha distanza di sei mesi continuava a girovagare nel tentativo di rendersi indipendente dagli aiuti dei genitori ormai anziani ed in pensione speculativa contributiva, dopo cinquantanni di lavoro del padre in Italia e per il mondo, dove tutti i soldi guadagnati, venivano spediti a casa per il mantenimento della famiglia, ingrassando il Prodotto Interno Lordo e la Kasta di Governo.
Abbiamo tanti Dottori come si suol dire della Mutua, ma pochissimi Medici. Abbiamo tanti laureati in filosofie Politiche ma non abbiamo Politici.
Abbiamo tanti Laureati in Legge ma non abbiamo Giustizia.
Abbiamo tanti Laureati in Economia, una materia sconosciuta in Italia e siamo in crisi cinquantennale. Dopo la guerra ci siamo salvati con gli aiuti Americani, altrimenti eravamo ridotti a mangiarci le unghie dei piedi.
La crisi che nel nostro paese perdura da oltre gli anni 1970, non trova Politici preparati ed onesti ad occupare quelle poltrone altamente privilegiate.
Ci hanno obbligati ad ingoiare la Globalizzazione ed abbiamo perso decine di migliaia di Ditte e milioni di posti di lavoro.
Abbiamo un sistema di tassazione che boccia l’imprenditorialità. Abbiamo…….. abbiamo…….. o forse non abbiamo più nulla e i giovani se ne vanno all’estero.
Gli articoli della Costituzione Italiana sono 139 i quali mettono in discussione l’introduzione dei primi dodici fra il si, il no, e il forse, in modo elastico togliendo lo stato di diritto.
Una Repubblica fondata sul Lavoro: Bar, Pizzerie, Discoteche, venditori ambulanti, Equitalia, Vigili Urbani e Stadi per il pallone.
La sovranità appartiene al popolo: senza diritti. Paga e taci.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale: esclusivamente con le raccomandazioni Politiche e Spirituali.
L’Italia ripudia la guerra: non ne hanno mai vinto una, preferiscono i manganelli contro gli indifesi che reclamano i propri diritti.
La Giustizia é uguale per tutti: ma non per tutti.
Gli Italiani sono tutti ricchi: grazie ai Trades, Forex, Giochi di Azzardo, Lotterie, Gratta e Vinci, i Tarocchi, il Pallone, dove vincono tanti soldi e perdono le mutande.
Il Governo é generoso con i soldi dei cittadini: aprendo le porte ai clandestini da ogni provenienza, per indottrinarli a Babbo Natale e ai nostri esemplari sistemi Economici che oltre alle Tasse, le multe, i Teleton, la Mafia: i cui introiti vanno sempre allo Stato e non ai derubati.
Il lavoro ci sarebbe con tantissimi progetti innovativi per milioni di posti di lavoro ma necessitano investimenti non da speculazioni finanziarie o da sprechi Regionali, ma se continuiamo ad eleggere artisti della parola in posizioni di comando, i quali non sono altro che avvoltoi e sciacalli, il risultato é piangere.
Se ci fosse un minimo di Giustizia in questo Paese, avrebbero dato seguito al Referendum che bocciava il finanziamento ai Partiti, milioni o meglio miliardi sprecati che potevano essere devoluti a sviluppi di lavoro.
Se ci fosse un minimo di Giustizia in questo Paese, avrebbero arrestato i manipolatori di centinaia di progetti miliardari e poi abbandonati.
Aveva già tentato Renzi a modificare la Costituzione e nuovamente ci tentano i Leghisti per camminare liberamente sulle teste dei lavoratori, dei pensionati, degli ammalati creati maggiormente dall’inquinamento aria, cibo e Politiche adatte ai minchioni.
In Italia serve un solo uomo con la testa a posto ed in dodici mesi capace di riportare il Paese con i meriti Nazionali ed Internazionali a noi dovuti. Fatelo sapere al Presidente Emerito e Padre della Repubblica Italiana, informandolo che il Paese una volta Impero della Cultura, si confonde con le Repubbliche del Centro Africa”. E’ la diagnosi di un disperato o è la cruda realtà?

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Business Beyond Borders matchmaking event

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

Milan. The next Business Beyond Borders matchmaking event will take place in Milan at HOST, the leading food, hospitality and tourism fair, on 20 to 21 October 2017.
After three successful matchmaking sessions at Genera (Madrid), African Utility Week (Cape Town), and Texworld (Paris), the next Business Beyond Borders (BBB) matchmaking event turns its attention to Italy and will be organising meetings and talks at HOST, the main European fair for food, hospitality and tourism. Celebrating its 40th Edition, HOST will combine supply chains and common services, leveraging the specificities of each and every sector and individual enterprise to guarantee the maximisation of investments.Business Beyond Borders help businesses, especially Small and Medium Enterprises (SMEs) and Clusters, to trade across borders and explore third markets. During HOST, BBB will provide a matchmaking hub for EU and non-EU companies looking for new business and new partners.
Welcoming the upcoming BBB event, Massimo Gaudina, Head of the EU Regional Representation in Milan, says “The European Commission considers SMEs and entrepreneurship as critical to ensuring economic growth, innovation, job creation, and social integration in the EU; and the funds that it makes available to support SMEs are testimony to that. In Italy alone, thanks to the Juncker Plan, 52 agreements with financial institutions have been signed, allowing €1.7 billion in total financing which is set to trigger approximately €21.5 billion in investments in SMEs. And programmes such as BBB offer the practical support also required by SMEs in order to grow through trading internationally”.
The event will also be supported by Enterprise Europe Network (EEN), the world’s largest support network for small and medium-sized enterprises (SMEs) with international ambitions. “Enterprise Europe Network’s brokerage events bring together businesses and other organisations looking for partners to take their projects forward. More than 600 EEN partners located all over the world cooperate in the organisation of brokerage events, that often take place alongside international trade fairs and conferences”, says Susy Longoni, EEN Project Manager for InnovubSSI – Special Agency of Milan Chamber of Commerce. “HOST Matchmaking Event 2017 is a unique platform to share innovative technologies, initiate cross border co-operations and to find new business partners in the H.O.R.E.C.A. and hospitality fields. Initiatives like Business Beyond Borders will help companies to make better use of their time at HOST, with its 14 pavilions, a real hub for the Ho.Re.Ca world.”
Companies attending the BBB matchmaking sessions will be able to benefit from a unique package:
· Business meetings perfectly matching each BBB delegate needs and preferences taking place in a convenient matchmaking area at the heart of the trade fair;
· Access to technical sessions in the strategic conference on relevant topics for BBB participants;
· Access to an international and well placed worldwide network, including several EU-funded support schemes.
· Participation in the BBB Social Media Competition for a chance to further promote your business online;
· Professional assistance on the spot and after the event to make the participation tailored to the needs of each BBB delegate.

Posted in Estero/world news, Lettere al direttore/Letters to the publisher, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Casi di tumore in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

tumore metastaticoSono 369mila i nuovi casi di tumore in Italia stimati nel 2017 (192.000 fra i maschi e 177.000 fra le femmine), nel 2016 erano 365.800. È un vero e proprio boom di diagnosi di cancro del polmone fra le donne: 13.600 nel 2017 (+49% in 10 anni), dovuto alla forte diffusione del fumo fra le italiane. Crescono in entrambi i sessi anche quelli del pancreas, della tiroide e il melanoma; in calo, invece, le neoplasie allo stomaco e al colon-retto, grazie anche alla maggiore estensione dei programmi di screening. E oggi oltre 3 milioni e trecentomila cittadini (3.304.648) vivono dopo la diagnosi, addirittura il 24% in più rispetto al 2010. Poi, una conferma: il cancro colpisce più al Nord della Penisola, ma al Sud si sopravvive di meno.
È questo il censimento ufficiale, giunto alla settima edizione, che fotografa l’universo cancro in tempo reale grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e della Fondazione AIOM, raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2017” presentato oggi all’Auditorium del Ministero della Salute in un convegno nazionale. “L’incidenza è in netto calo negli uomini (-1.8% per anno nel periodo 2003-2017), legata principalmente alla riduzione dei tumori del polmone e della prostata, ed è stabile nelle donne, ma si deve fare di più per ridurre l’impatto di questa malattia, perché oltre il 40% dei casi è evitabile – afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Ormai è scientificamente provato che il cancro è la patologia cronica che risente più fortemente delle misure di prevenzione. Migliaia di studi condotti in 50 anni hanno dimostrato con certezza il nesso di causalità fra fattori di rischio quali gli stili di vita sbagliati (fumo di sigaretta, sedentarietà e dieta scorretta), agenti infettivi, a cui può essere ricondotto l’8,5% del totale dei casi (31.365 nel 2017), esposizioni ambientali e il cancro. Oggi abbiamo a disposizione armi efficaci per combatterlo, come l’immunoterapia e le terapie target che si aggiungono alla chemioterapia, chirurgia e radioterapia. Tutto questo, unito alle campagne di prevenzione promosse con forza anche da AIOM, si traduce nel costante incremento dei cittadini vivi dopo la diagnosi. Lo scorso anno si temeva che il nostro sistema sanitario non riuscisse a reggere le conseguenze economiche dovute all’arrivo dei nuovi trattamenti. Siamo riusciti ad evitare questo rischio grazie al Fondo di 500 milioni di euro destinato ai farmaci oncologici innovativi che ci ha permesso di garantire a tutti i pazienti le migliori cure disponibili. Per questo rilanciamo anche per il 2018 la richiesta di proroga del Fondo con risorse dedicate”. “La conoscenza dei dati presentati in questo volume – spiega il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione – potrà rendere più facile e incisiva l’azione di miglioramento del livello delle prestazioni e dei servizi, in particolare per lo sviluppo dei percorsi e delle reti oncologiche, garanzia di uguale accesso, tempestività, qualità e appropriatezza sia negli iter diagnostici che nelle cure per tutti i cittadini in tutte le Regioni. Ricerca clinica e traslazionale, umanizzazione, rapporto medico-paziente, informazione e prevenzione sono alcune tra le parole chiave da conoscere ed implementare per chi ha compiti di responsabilità nei confronti dei cittadini ammalati di tumore”. Nel 2014 (ultimo dato ISTAT disponibile) sono stati 177.301 i decessi attribuibili al cancro. Le neoplasie rappresentano la seconda causa di morte (29% di tutti i decessi) dopo le patologie cardio-circolatorie (37%). Il tumore che ha fatto registrare nel 2014 il maggior numero di decessi è quello al polmone (33.386), seguito da colon-retto (18.671), mammella (12.330 decessi), pancreas (11.186) e stomaco (9.557). “La mortalità, – sottolinea la dott.ssa Stefania Gori, presidente eletto AIOM -, continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi come risultato di più fattori, quali la prevenzione primaria (in particolare la lotta al tabagismo), la diffusione degli screening su base nazionale e il miglioramento diffuso delle terapie in termini di efficacia e di qualità di vita in un ambito sempre più multidisciplinare e integrato. Più pazienti hanno lunghe sopravvivenze e più persone guariscono dal cancro: e questo è un importante risultato di sanità pubblica”. Complessivamente, la sopravvivenza a 5 anni nelle donne raggiunge il 63%, migliore rispetto a quella degli uomini (54%), in gran parte determinata dal tumore del seno, la neoplasia più frequente fra le italiane, caratterizzata da una buona prognosi. I cittadini che si sono ammalati nel 2005-2009 hanno una sopravvivenza migliore rispetto a chi è stato colpito dalla malattia nel quinquennio precedente sia negli uomini (54% vs 51%) che nelle donne (63% vs 60%). Le percentuali più alte a 5 anni si registrano in Emilia-Romagna e Toscana sia negli uomini (56%) che nelle donne (65% donne). “Un bilancio nel suo complesso fortemente positivo – continua il prof. Pinto – perché, anche con minori risorse economiche disponibili in percentuale del PIL rispetto ai Paesi dell’Europa occidentale, la sanità pubblica italiana raggiunge questi importanti risultati. La bestia nera in termini di mortalità in entrambi i sessi riguarda ancora il tumore del pancreas (solo 8% i pazienti vivi a 5 anni dalla diagnosi)”. Le 5 neoplasie più frequenti nel 2017 nella popolazione sono quelle del colon-retto (53.000 nuovi casi), seno (51.000, in crescita solo nelle fasce di età dove si è avuto un ampliamento dello screening, cioè fra i 45-49 anni e nelle over 70), polmone (41.800), prostata (34.800) e vescica (27.000). E si conferma, anche dal Rapporto 2017, un’Italia a due velocità. “Emerge una forte difformità tra il numero di nuovi casi registrati al Nord rispetto al Centro e Sud sia negli uomini che nelle donne – spiega la prof.ssa Lucia Mangone, presidente AIRTUM -. In particolare, al Nord ci si ammala di più rispetto al Sud. Il tasso d’incidenza tra gli uomini è più basso dell’8% al Centro e del 17% al Sud/Isole rispetto al Nord e per le donne del 5% e del 18%. Alla base di queste differenze vi sono fattori protettivi che ancora persistono al Sud, ma anche una minore esposizione a fattori cancerogeni (abitudine al fumo, inquinamento ambientale ecc). Per contro, al Sud si sopravvive di meno: nelle regioni meridionali, dove gli screening oncologici sono ancora poco diffusi, non si è osservata la riduzione della mortalità e dell’incidenza dei tumori della mammella, colon-retto e cervice uterina”. “Nel mondo il ruolo delle infezioni croniche è considerato responsabile del 16% di tutte le neoplasie – afferma la dott.ssa Gori -. Per l’Europa questa stima è pari al 7%, simile a quanto evidenziato per l’Italia (8,5%). Nel nostro Paese è stato calcolato che, tra i tumori dovuti a agenti infettivi, l’Helicobacter pylori è causa del 42%, il virus dell’epatite B e C del 35%, il virus del papilloma umano (HPV) del 20%. Nel complesso quasi 4.400 casi ogni anno sono riconducibili all’HPV, ma oggi è disponibile un’arma fondamentale per combatterlo, la vaccinazione. In Italia è offerta gratuitamente e attivamente alle dodicenni in ogni Regione dal 2007-2008. Inoltre, tra le vaccinazioni previste nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza e nel Piano nazionale Vaccini 2017-2019 ora vi è anche quella contro l’HPV nei maschi undicenni”.
“I cittadini devono essere sensibilizzati sull’importanza di aderire alle campagne di prevenzione – conclude il dott. Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM -. Lo dimostrano i risultati ottenuti grazie all’estensione del programma di screening colorettale, quello più recentemente implementato in Italia. A livello nazionale fino al 2005 le esperienze di screening colorettale erano sporadiche, ma in seguito hanno avuto ampia diffusione. L’incremento è stato notevole, passando da una copertura di poco più del 10% nel 2005 a quasi il 75% nel 2015. L’efficacia di questi programmi è tanto maggiore quanto più elevata è l’adesione all’invito. Il dato del 2015 non è, però, del tutto soddisfacente: complessivamente solo il 43% degli invitati ha aderito, con notevoli differenze fra Nord (53%), Centro (36%) e Sud (25%). Serve ancora molto impegno su questo fronte”.

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le “pecore nere” dei carabinieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

Paolo RomaniDichiarazione congiunta dei capigruppo di Forza Italia di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani: “I fatti di Firenze, che coinvolgono due carabinieri e due studentesse americane, sono di una gravità inaudita. Coloro che dovevano in ogni momento, anche fuori dal servizio, onorare la loro divisa e la loro Arma di appartenenza, hanno avuto comportamenti inaccettabili, inqualificabili, da condannare senza se e senza ma. Sarà compito della magistratura quello di accertare le dinamiche di quanto accaduto, stabilendo la reale ricostruzione dei fatti. Ma quello che sappiamo è già tanto, e i due colpevoli vanno puniti in modo esemplare. Un altro dovere che, però, abbiamo nei confronti delle istituzioni e della collettività, è quello di difendere, senza tentennamenti, l’Arma dei carabinieri: centinaia di migliaia di appartenenti alle forze dell’ordine che quotidianamente presidiano i nostri territori, lavorano con senso dello Stato e abnegazione per garantire sempre la sicurezza di tutti noi, difendono la cittadinanza in ogni delicata situazione a rischio della loro stessa vita. Questo è il nostro appello. Nessun passo indietro nell’accertare la verità e nel punire chi ha sbagliato, ma rispetto e totale gratitudine nei confronti dei carabinieri tutti. Nessuno si permetta di utilizzare una disdicevole vicenda per colpire l’Arma. Non lo permetteremo”. (n.r. Abbiamo evitato di parlarne alla notizia del “fattaccio”. Volevamo avere delle certezze e soprattutto dei riscontri obiettivi di là dei clamori. La verità è che restavamo increduli e dubbiosi sulla dinamica dei fatti. Volevamo a tutti i costi pensare che fosse una montatura creata ad arte per screditare l’arma. Solo dopo ci siamo resi conto che la realtà superava l’immaginazione e allora abbiamo compreso la severità degli accadimenti e concordiamo con Brunetta nel tenere separati i due aspetti del problema. I colpevoli di là delle verifiche e delle risultanze degli organi inquirenti hanno per noi commesso un atto di gran lunga superiore all’abuso sessuale compiuto. E’ nell’aver screditato il buon nome dell’arma ed esposta ad un indebolimento delle istituzioni come garanti di ordine, onestà e difesa dei diritti dei cittadini ad essere tutelati. E’ un vulnus che peserà a lungo sulla storia dell’arma e ciò ci addolora profondamente.)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Italia il paese degli “allocchi?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 agosto 2017

alloccoUn lettore mi scrive: “C’è il partito di quelli che non vogliono rinunciare a vivere da nababbi a spese degli allocchi (ovviamente nel pensiero dei politici) che li votano, e c’è il partito di quelli che non vogliono vivere da nababbi alle spalle degli elettori.” E’ un ragionamento che implica una riflessione più approfondita in quanto oggi, più crudemente che in passato, ci troviamo al cospetto di una realtà che tende sempre di più a radicalizzare la lotta tra due tendenze e a limare quelle parti più sfumate che ne fanno da contorno. Mi riferisco, ovviamente, a quella borghesia che nei secoli scorsi si agitava in cerca di una collocazione benestante a ridosso delle ricchezze capitalistiche adoperandosi per fare da cerniera tra i due estremi: il proletariato, i plebei dei tempi moderni e il padronato industriale e finanziario, i patrizi del nuovo corso storico. Diremmo a questo punto tertium non datur, ma tale consapevolezza ancora è dura ad essere recepita ai giorni nostri.
Questa è la forza di chi ha nell’illudere quella fascia “cuscinetto” che è ma vorrebbe avere e resta nel guado nella speranzosa attesa salvifica dalla sua condizione di “mezzo”.
Forse ragionando in questo modo si interpretò la rivoluzione francese sotto l’etichetta di “borghese” e quella leninista sotto l’egida della spinta proletaria. Due rivoluzioni che si sono sciolte nel tempo della mediocrità e delle speranze tradite.
Oggi le menti più sensibili e riflessive sono consapevoli che è un andazzo che non regge e che la società che abbiamo costruito in occidente come in oriente riesce solo a produrre un mero trasformismo camaleontico: dal colonialismo ai governi fantoccio del “colono” di turno, dalle dittature di comodo alle guerre chiamate di libertà e di giustizia, ma surrettizie alla logica della convenienza e del possesso. E l’Italia è figlia di tutto questo, perchè figlia del mondo e delle sue logiche capitalistiche. Ma per spezzare queste catene occorrono parecchi gradienti, nel corso opera, nella loro scalarità a partire da quelli culturali, in senso lato. E nel frattempo il nemico è sempre in agguato per fare mistificazione della verità, per instillare dubbi e generare allarmismi, per suscitare timori e infondere rassegnazione, nella logica del meno peggio rispetto al peggio che si prospetta. E ora posta così la questione dovremmo riprendere il discorso del lettore citato e chiederci quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Per quel Catilina, parafrasando il detto, che identifichiamo nel capitalista e vessatore. A quando il punto di rottura? (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions, Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lettera aperta ai politici che siedono in Parlamento e agli esseri umani di buona volontà

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

camera deputati“Egregi signori, inviando questa lettera sono consapevole di compiere un peccato di “presunzione” e uno di logica ben sapendo che non si parla di corda in casa dell’impiccato. Ma io sono un peccatore e non me ne vogliano. Dopo l’assolutismo della monarchia e dei nobili, dopo il potere temporale dei papi, l’assetto istituzionale compì un significativo passo in avanti con Lo spirito delle leggi (L’esprit des lois) nel quale Montesquieu tracciò la teoria della separazione dei poteri. Partendo dalla considerazione che il “potere assoluto corrompe assolutamente”, l’autore analizza i tre generi di poteri che vi sono in ogni Stato: il potere legislativo (fare le leggi; parlamento), il potere esecutivo (indicare le linee politiche e operare le scelte conseguenti; governo, amministrazione pubblica) e il potere giudiziario (attuare concretamente le norme giuridiche; magistratura). Condizione oggettiva per l’esercizio della libertà del cittadino, è che questi tre poteri restino nettamente separati. Ora dobbiamo fare una riflessione in più alla luce degli accadimenti che dal XIX secolo si sono portati sino ad oggi. Il punto fermo resta “l’assolutismo” che cacciato dalla porta principale dell’edificio che si chiama “democrazia compiuta” ogni tanto tenta di ritornare passando dalla finestra. Questa intrusione non sempre è favorita dall’oscurità della notte ma a volte avviene alla luce del sole e servendosi delle stesse armi della democrazia. Così è nata, si è maturata e si è conclusa drammaticamente la rivoluzione francese, quella russa, le dittature di destra dal nazismo al fascismo e molte altre rivoluzioni locali. Non sono mancate nemmeno gli atteggiamenti ipocriti di democrazie che hanno predicato nei loro paesi la libertà, la giustizia, l’uguaglianza e hanno esportato l’esatto contrario con le logiche colonialistiche tra il XIX e i primi anni del XX secolo per poi sostituire questi comportamenti favorendo l’assunzione al potere nelle ex-colonie di personaggi corrotti e facilmente ricattabili e ripagati, per i loro servigi, con lauti conti in banche estere, in forniture di armi di distruzione di massa e limitandosi a proteste verbali e formali ai loro genocidi etnici e tribali e alla violenza privata e pubblica dei loro sgherri per gli oppositori o supposti tali. Questa tecnica, ai giorni nostri, si è resa persino più sfacciata e arrogante permettendo agli eserciti d’invadere e schiacciare il potere dei “re travicello” se essi mostravano una loro indipendenza cercando a loro volta di ricattare “i potentati economici e finanziari occidentali” con l’arma del terrorismo, della nazionalizzazione delle fonti energetiche, e con la gestione degli stessi a proprio piacimento e senza dividere gli immensi profitti con quelli che si ritenevano i loro padroni. Così sta diventando una farsa sempre più marcata l’idea che l’occidente sia una “democrazia compiuta”. Corriamo il rischio di un imbarbarimento della società mondiale dietro i falsi idoli del consumismo, del capitalismo, dei facili arricchimenti, del potere esercitato con la violenza o con leggi inique che distruggono di fatto lo stato sociale, istituzionalizzando la povertà e l’emarginazione. Questi segnali li avvertiamo un po’ ovunque e sono inquietanti e subdoli. Lo sono in quanto cercano di influenzare l’immaginario popolare con l’idea che le istituzioni non funzionano, che sono irrimediabilmente alla deriva. Si afferma che il Parlamento, come istituzione, e i parlamentari come artefici del suo funzionamento, non si identificano più con i loro elettori producendo leggi contrarie all’interesse generale del paese e fungendo da cassa di risonanza delle malefatte di un esecutivo piegato ai soli voleri dei “poteri forti” che potremmo chiamare clientelari, lobbistici e per ottenere voti di scambio. E la corruzione diventa il denominatore comune di tutti i tre i poteri concepiti da Montesquieu e con essa lo stesso disfacimento dello Stato stabilendo un nuovo dominio attraverso una rivisitazione storico-giuridica del significato “democrazia compiuta”. In termini più globali possiamo dire che è in atto una vera e propria selezione della specie dove su sei miliardi di abitanti solo poche centinaia di milioni appartengono alla razza eletta e il resto è spazzatura. Sono i rifiuti che i media a volte ci rappresentano con le povertà estreme dei paesi del cosiddetto terzo mondo o con le nostre povertà, forse meno traumatiche, ma altrettanto dolorose e ancor più stridenti se vi è chi dorme sotto le arcate dei ponti o nelle bidonville e si confronta quotidianamente con l’opulenza delle grandi città e devono, per guadagnarsi il pane quotidiano, chiedere un obolo al passante e persino rubare per sopravvivere. Questo scenario torbido e immerso nelle nebbie della nostra cultura che sta navigando a vista e con evidente difficoltà tende sempre più a non farci distinguere con serenità il buono dal cattivo, l’utile dall’inutile, i valori dai disvalori per cui siamo portati a fare di tutta l’erba un fascio. Confondiamo spesso la spiga di grano dalla gramigna che gli cresce accanto e nella scelta, che non siamo più capaci di fare, condanniamo in toto il sistema, ci chiudiamo in noi stessi, guardiamo gli altri con diffidenza se non con ostilità e odio. E questi altri potrebbero essere i nostri amici e salvatori ma non dovremmo stupirci più di tanto. E’ nella storia di tutti i tempi che la nostra cecità spirituale ci espone ai mancati riconoscimenti, o a quelli tardivi e a distruggere con il male anche il bene. Questo accade anche negli uomini che rappresentano le istituzioni. Stiamo dunque toccando il fondo? Non riusciamo più ad alzare la testa? E in questo nostro reclinare ci portiamo tutto e tutti indifferentemente come l’inevitabile e inafferrabile destino che rende la nostra vita ebeti e agnostici? Siamo dunque arrivati al capolinea? Siamo alla soluzione finale? La risposta ancora una volta ci soccorre guardando il nostro passato. Tutte le volte che la situazione diventava disperata vi era sempre qualcuno capace di aprire il pertugio della speranza. La possiamo definire in tanti modi da quella cristiana a quella di altre professioni di fede compreso chi ha dato alla fede una risposta laica e aconfessionale. Sta di fatto che è stata capace di non estinguere la specie, di farci risorgere dalle macerie preservando sotto un cumolo di cenere quella timida fiammella che si nutre di noi e ci spinge ad alzare la testa, a osservare il creato e a specchiarsi in esso. Ma qual è il nutrimento che tiene vivida una fiamma che il tempo e gli elementi dovrebbero spegnere? E’ la ricerca del buon pastore che raccoglie il gregge e lo conduce nella stalla, è la ricerca dell’anacoreta che si è rifugiato negli anfratti di una boscosa montagna, è la ricerca del saggio che vive inascoltato, è la ricerca dei buoni che sono le vittime del silenzio e dell’anonimato, è la ricerca delle persone che sapranno sconfiggere la logica dei numeri. Questo è il motivo per il quale mi apro al dialogo, cerco di comunicare per condividere insieme i valori che sono alla base del nostro vivere civile e di poterli, insieme, contrapporre con forza e convinzione ai quanti si sono persi dietro alle suggestioni, ai miraggi, alle illusioni. D’altra parte i messaggi possono avere la loro forza solo in virtù di chi li diffonde e essere in tanti in quella che potrei chiamare “catena della solidarietà” è il solo valido percorso per farsi ascoltare e per creare un vasto movimento d’opinione. E’ un’autorevolezza che si può ottenere solo in due modi: dal ruolo istituzionale e carismatico del singolo e dai gruppi e la loro trasversalità. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

Posted in Confronti/Your opinions, Lettere al direttore/Letters to the publisher, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Eutanasia tra “omicidio” e “pietà”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

Le mie elle al di...Tempo fa Renato Pierri Scrittore ed ex docente di religione mi ha scritto una lettera per sottoporre alla mia attenzione il problema delicato e complesso dell’eutanasia. “Intanto – mi precisa – è importante informare non credenti e credenti, ecclesiastici compresi, che si ostinano a definire omicidio l’eutanasia, che la Chiesa stessa non considera l’uno e l’altra alla stessa stregua. Per rendersene conto basta confrontare due passi del Catechismo. Al n. 2268: “Il quinto comandamento proibisce come gravemente peccaminoso l’omicidio diretto e volontario. L’omicida e coloro che volontariamente cooperano all’uccisione commettono un peccato che grida vendetta al cielo”. Riguardo, invece, all’eutanasia, al n. 2277: “Essa è moralmente inaccettabile”. C’è una notevole differenza. In genere la posizione della Chiesa su questi problemi si basa su un’errata interpretazione di alcuni passi delle Scritture. Molti ecclesiastici lo sanno, ma non possono parlare, giacché la Chiesa può riconoscere gli errori del passato, ma non quelli attuali. I passi in questione si trovano nell’Antico Testamento: “Sono io che do la morte e faccio vivere” (Dt 32,39); “Il Signore dà la morte e dà la vita, fa scendere agli inferi e ne fa risalire” (1Sm 2,6). La Chiesa si appella a versetti come questi per affermare: “La vita e la morte dell’uomo sono, dunque, nelle mani di Dio, in suo potere”; “Morire per il Signore significa vivere la propria morte come atto supremo di obbedienza al Padre, accettando di incontrarla nell’«ora» voluta e scelta da lui, che solo può dire quando il cammino terreno è compiuto (cf Evangelium vitae). Ora, se c’è un Dio creatore ed una creazione, è ovvio che questa dipenda da Dio, ma non è altrettanto ovvio che sia Dio a “decidere” di dare la vita e la morte ad ogni individuo. Il concetto non solo non trova seria rispondenza nelle Scritture, ma è contraddetto dalla ragione e dalla nostra esperienza. Si pensi ad un concepimento a seguito di stupro, agli aborti spontanei, alle morti premature, accidentali, ecc. Non possiamo pensare che sia Dio a prendere simili “decisioni”. Che idea dovremmo farci del Creatore? Non possiamo basarci sul versetto della Bibbia che più ci fa comodo, per sostenere le nostre tesi. Altrimenti, per sostenere ad esempio che Dio è vendicativo e violento, potremmo ricorrere ai versetti che seguono immediatamente il verso citato del Deuteronomio: “Quando avrò affilato la mia spada folgorante, e la mia mano si accingerà al giudizio, farò vendetta dei miei avversari, ripagherò quelli che mi odiano. Inebrierò le mie frecce di sangue, la mia spada divorerà la carne: sangue degli uccisi e dei prigionieri, teste dei principi nemici”. E’ lo stesso Dio che parla, e nello stesso contesto. Le citazioni bibliche non devono contrastare né con la ragione né con lo spirito del Vangelo. La posizione della Chiesa sarà allora in sintonia col Vangelo? Neppure per sogno. Gesù ci dice: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15, 12). Ora, per portare un esempio limite, non si vede come si realizzi questo amore nel caso di un neonato portatore di malattia gravissima ed incurabile, allungandogli di qualche giorno o di qualche settimana la vita. Ma perché dobbiamo pensare che debba provvedere Dio a togliere dalla sofferenza un malato senza speranza, e non piuttosto che sia proprio Dio ad affidarne all’uomo la responsabilità?” (Riccardo Alfonso dal libro: “Le mie Elle al Di ” edito su Amazon)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lettere al direttore: Le letture

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

ateneo regina apostolorumMi scrive una lettrice: “ho letto solo ora un libro di qualche anno fa che comincia così: “Gesù non ha mai detto di voler fondare una religione, una Chiesa, che portassero il suo nome; mai ha detto… di essere nato da una vergine…”. E continua in tal modo per un pezzo. Ora, anche un profano si accorge che il discorso è impostato male. Il fatto che i vangeli non riportino certi discorsi di Gesù, non esclude la possibilità che li abbia pronunciati; ed anche se non li avesse pronunciati, non esclude la possibilità che fatti come quello, ad esempio, d’essere nato da una vergine possano essere accaduti. Forse le grosse case editrici, potrebbero essere grandi case editrici, se badassero alla qualità oltre che alla quantità”. (n.r. Non è facile fare una netta distinzione tra ciò che ha detto realmente Gesù e quanto sia “fedele” il racconto degli apostoli che, tra l’altro, è riportato da altri e vi sono state, per giunta, diverse traduzioni dall’aramaico al latino, al greco e all’italiano. Leggendo i testi sulle fonti del cristianesimo nascono non pochi dubbi su tutta la vicenda che ruota intorno alla figura di Gesù e lo sanno bene i padri della Chiesa. Ma la fede presuppone credere senza porsi i tanti ma e perché. D’altra parte le moderne tecniche del parto e la stessa ingegneria genetica c’indicano traguardi per i quali è facile supporre che si può essere al tempo stesso madre e vergine. Dobbiamo, semmai, chiederci come avrebbero potuto spiegarlo gli antichi e ancor più se inquadriamo la situazione avvalendoci di alcuni scenari fantascientifici che suppongono la presenza di una civiltà evoluta che ci fa visita e persino c’è chi intravede siffatta eventualità anche attraverso la mitologia con la figura di dei e superuomini e superdonne. Lasciamo che le parole si sbizzarriscono poiché qualcosa, sia pure con le loro provocazioni iconoclastiche, ci hanno lasciato e ci fanno dire che la fede resta il nostro più prezioso bene e non si nutre, necessariamente, di forme e di parole ma di valori.)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »