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Posts Tagged ‘rifiuti’

Rifiuti e termovalorizzatori: L’Economia circolare è il futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

L’Economia circolare non esiste ancora ed è un’ottima prospettiva, ma va costruita partendo dalle eccellenti prestazioni del riciclo garantito dalle aziende del nostro settore, creando le condizioni favorevoli per lo sviluppo di nuove attività di riciclo (tra cui le normative che rendano possibile la trasformazione di rifiuto in risorsa – cosiddetto End of waste) e realizzando un profondo cambiamento di modello economico, afferma Andrea Fluttero, presidente di Unicircular, l’Associazione che rappresenta “le fabbriche dell’economia circolare”.Ogni anello della catena dovrà ripensarsi in chiave di circolarità, dai produttori – con un’accurata ecoprogettazione – alla distribuzione, ai consumatori, per finire con “l’anello mancante” e da costruire del post consumo, composto da logistica di ritorno, raccolta, preparazione al riuso, riuso, riciclo, creazione del mercato dell’usato e delle materie prime seconde. Come si vede, una riorganizzazione complessa che non si risolve a colpi di slogan, ma ragionando ed ascoltando le categorie produttive, oltre ad individuare uno strumento che garantisca una regia di filiera.
Il paradosso è che il Governo parla di inceneritori “sì” o inceneritori “no”, senza considerare che mancano addirittura quei pochi necessari per smaltire le frazioni non riciclabili a valle del lavoro dei nostri impianti. Parla di Economia circolare e non consente una soluzione all’End of Waste “caso per caso” rilasciato dalle Regioni, che ha garantito in questi anni gli straordinari risultati di riciclo che conosciamo.Senza una semplice norma che ripristini tale possibilità in capo alle Regioni si sta rischiando il fermo delle imprese che riciclano rifiuti, tra i quali le macerie degli edifici, gli pneumatici a fine vita o i rifiuti tecnologici (RAEE).
Per realizzare la transizione verso l’economia circolare, come previsto dal pacchetto di Direttive europee, è necessario dotare il Paese di un adeguato sistema di impianti per il riuso e per il riciclo dei rifiuti, ma anche per il recupero energetico delle frazioni non riciclabili.

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Unico futuro è recupero e riciclo dei rifiuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

“Fontana deve rispettare la volontà del Consiglio regionale che nel 2013 ha votato all’unanimità una nostra risoluzione per la chiusura graduale dei propri inceneritori. La maggioranza di allora è la stessa di oggi”, così dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia. E soggiungono: “Da questo punto di vista facciamo nostre le parole del Senatore Gianmarco Corbetta, che nel 2013 firmava quella risoluzione. Il modello da seguire in tutta Italia, Campania inclusa, è quello veneto di Treviso di Zaia. Un modello che tutela ambiente, salute e crea più posti di lavoro. L’unico futuro possibile è la chiusura graduale degli inceneritori e l’investimento nella raccolta differenziata e nell’economia del recupero; materie queste che stanno avanzando in maniera preponderante. La provincia di Mantova dove non esiste un inceneritore di rifiuti urbani è all’85% poco indietro Treviso, altre province viaggiano tra il 65% e 75%. Applicando il ‘Modello Treviso’ a tutta Italia chiuderemo tantissimi inceneritori e discariche attraverso una strategia industriale che punta su raccolta differenziata di qualità con la raccolta porta a porta” conclude il M5S Lombardia.

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Roma: emergenza rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

“Il futuro della Capitale passa anche per la gestione del ciclo dei rifiuti, inceppato da anni dallo stucchevole rimpallo tra la sindaca di Roma e il presidente della Regione Lazio che ancora non hanno trovato la quadra per l’individuazione di nuovi impianti di trattamento e smaltimento. Il rimpallo tra i due è solo la punta dell’iceberg di una situazione giunta ormai al collasso dove i servizi di spazzamento risultano inefficienti, come evidenziato anche dai dati pubblicati in questi giorni dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici del Campidoglio. I centri di stoccaggio sono nettamente saturi, con i residenti del Salario esasperati per i miasmi dovuti all’impianto, la raccolta differenziata è ferma al palo e per finire in bellezza il Comune non ha ancor approvato il Bilancio della municipalizzata che si occupa della gestione dei rifiuti mandando in tilt tutti i municipi, con gravi disservizi sia ai residenti che agli esercenti. Roma è in emergenza e chiederò con un’interrogazione urgente al ministro dell’Ambiente cosa intenda fare per porre rimedio alla condizione da terzo mondo che patiscono i cittadini della Capitale”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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I 10 suggerimenti per una Roma civile proposti da Codici

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

1) Ridurre, in via prioritaria, la produzione dei rifiuti:
– Vietare la vendita di plastica, vetri e imballaggi usa e getta;
– Riconvertire i distributori automatici di snack in depositori per la differenziata del vuoto a rendere di plastiche e vetri;
– Introdurre le videocamere di quartiere per la vigilanza;
– Dare mandato alle guardie ambientali di sanzionare i trogloditi con ammende pecuniarie elevatissime più l’obbligo alla pulizia urbana in proporzione a quanto sporcato.
2) Aumentare e attuare sanzioni durissime contro chi sporca, in primis le attività commerciali e i privati con gli ingombranti;
3) Vietare volantini e qualsiasi altra forma di pubblicità che abbia un impatto ambientale;
4) Introdurre il tracking sul servizio per tutti gli operatori AMA;
5) Introdurre la tariffa ambientale personale per ogni cittadino, ivi inclusi turisti e pendolari, attraverso una identità ambientale digitale;
6) Obbligo dell’introduzione in ogni grado scolastico dell’ora di educazione ambientale;
7) Eliminazione progressiva dei cassonetti;
8) Obbligo di pulizia della parte antistante ai portoni, alle vetrine e alle serrande, a carico dei proprietari con detrazione sulla tariffa rifiuti.
9) Introduzione del premio cittadino modello;
10) Licenziamento in tronco e condanna alle spese per gli operatori #AMA che non svolgono le attività previste dalle mansioni assegnate.
“Ricordiamo -scrivono Codici – che la situazione, in specie in alcune zone della capitale è critica. Da 6 mesi i netturbini non passano, ad esempio, al Quartiere Italia, zona centrale parte del quartiere Nomentano. Gli operatori ecologici ammettono di non venire mandati a pulire o di essere in numero esiguo, quindi assolutamente insufficienti per riuscire a pulire delle zone in situazioni di crisi, se non al collasso. Considerando poi che, nella zona di Piazza Bologna, gremita la sera di giovani e locali, ovviamente vi è una concentrazione di bottiglie anche in aree vicine alle scuole, che in questo periodo dell’anno si trasformano in centri estivi per bambini; la possibilità quindi di qualche bambino di ferirsi con i cocci di bottiglie o bicchieri si moltiplica.Con il caldo ovviamente, i rifiuti organici fermentano e producono un odore nauseabondo, tenendo presente che tutto ciò si amplifica nelle zone in cui ci si trovi in prossimità di un ristorante ad esempio, dove si affacciano anche altri “amici” quali gabbiani geneticamente modificati a furia di mangiare pizza e pasta e non ci scordiamo i topi, che stanno raggiungendo le dimensioni di veri e propri castori.
Ci appelliamo quindi all’Assessore all’ambiente del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, per chiederle di intervenire urgentemente, prima che la situazione diventi emergenza sanitaria”.

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Sui rifiuti a Roma si rischia un’estate bollente

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Quanto è accaduto nel quartiere Laurentino è solo la punta di un Iceberg di una protesta che si fa sempre più pericolosa e minacciosa. Basta fare una capatina negli uffici di via dei Normanni dove giornalmente, lunghe file di romani infuriati, si recano per contestare i costi errati di salatissime bollette dei rifiuti ricevute in questi giorni. Tutti lamentano il danno di quartieri sporchi e la beffa di una TARI sempre più pesante in assenza di un servizio dignitoso. Tutti sottolineano l’indecenza di rifiuti che si accumulano o che tracimano dai cassonetti e le strade sono sempre più sporche e abbandonate. Con lo sciopero del 14 luglio, proclamato dalle organizzazioni sindacali che contestano alla sindaca la scelta di assumere altri dirigenti anziché operai per rafforzare la raccolta dei rifiuti si rischia il collasso della città con ripercussioni che andranno avanti per giorni. La giunta ‘grillina’ che licenzia il capo del personale perché non ha acconsentito ad assunzioni senza selezioni, sembra voler rispolverare la stagione di ‘parentopoli’. Così in una nota il consigliere del PD capitolino Orlando Corsetti.

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Ta.Ri.: Campidoglio, diminuisce tariffa rifiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Roma Diminuisce la tariffa sui rifiuti (Ta.Ri.) per l’anno 2018, che produrrà un gettito previsto di 771 milioni di euro con una riduzione che andrà a vantaggio sia delle utenze non domestiche, imprese ed esercizi commerciali (-0,93%), che a beneficio delle utenze domestiche (-0,73%). È quanto stabilisce una delibera della Giunta capitolina, che ha anche approvato il nuovo Regolamento per la disciplina della Ta.Ri. e altre due delibere per l’internalizzazione e la gestione diretta del tributo e della riscossione anche coattiva. “Per il secondo anno consecutivo – sottolinea la sindaca di Roma Virginia Raggi – riusciamo a ridurre le tariffe sui rifiuti per famiglie e imprese. È un risultato frutto dell’opera di contrasto all’evasione che stiamo portando avanti insieme ad Ama. Questa azione si rafforzerà mediante i censimenti preliminari all’introduzione della raccolta differenziata ‘porta a porta’ in diverse zone della città, che ci hanno già condotto a individuare 50.000 utenze fantasma. Inoltre, grazie al nuovo Regolamento, eliminiamo una serie di privilegi concessi in passato dalla politica e, per la prima volta, cominciamo a introdurre il principio del ‘chi inquina paga’: vengono previste agevolazioni per chi riduce i rifiuti prodotti e incrementa la differenziata, gettando le basi per l’applicazione futura della tariffa puntuale commisurata alla effettiva produzione di rifiuti”.Proprio sulla scorta del principio del “chi inquina paga”, il nuovo Regolamento Ta.Ri. elimina o diminuisce tutte le agevolazioni cosiddette “politiche”, cioè non legate alla capacità di produrre rifiuti: per esempio, vengono cancellate le riduzioni tariffarie per le scuole private e diminuite le percentuali forfettarie di riduzione per le attività nei cui locali non è possibile determinare le aree produttive di rifiuti speciali. Viene introdotto il pagamento anche sugli immobili vuoti e ribadita la riscossione del tributo per gli immobili dello Stato e degli enti pubblici, degli stati esteri e delle rappresentanze diplomatiche degli organismi internazionali. Resta invece invariata l’esenzione per reddito (fino a un valore Isee di 6.500 euro) e vengono inserite alcune agevolazioni “ambientali”: si prevedono premialità per la riduzione dello spreco alimentare nella ristorazione e nella distribuzione, per la riduzione di rifiuti prodotti e per l’incremento della raccolta differenziata.Con altre due delibere si avvia il processo di internalizzazione della gestione del tributo. Il Dipartimento Risorse economiche del Campidoglio avrà il supporto di Aequa Roma per le attività di accertamento, liquidazione e riscossione anche coattiva del tributo, mentre rimarranno in capo ad Ama le attività di bollettazione.“Nel nuovo Regolamento Ta.Ri. vengono eliminate le agevolazioni non rispondenti a necessità di tutela delle fasce deboli o a ragioni tecnico-economiche. La gestione diretta del tributo avvia invece una riforma delle riscossioni di Roma Capitale che in futuro riguarderà anche altre entrate, a partire dal Contributo di soggiorno. Progressivamente ritireremo tutti gli affidamenti ad Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) per governare le entrate in maniera più equa ed efficace, in modo da favorire lo spontaneo adempimento dei contribuenti e un maggiore beneficio per la casse comunali”, spiega l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti.

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Rifiuti di plastica e strategia europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

sacchetti plasticaLa prima strategia sulla plastica, adottata oggi, si inserisce nel processo di transizione verso un’economia più circolare. La strategia è intesa a proteggere l’ambiente dall’inquinamento da plastica e a promuovere al contempo la crescita e l’innovazione, trasformando così una sfida in un programma positivo per il futuro dell’Europa. Vi è un forte interesse commerciale nel modificare il modo in cui i prodotti sono progettati, realizzati, utilizzati e riciclati nell’UE e assumendo un ruolo guida in questa transizione potremo creare nuove opportunità di investimento e nuovi posti di lavoro.
La strategia sulla plastica di oggi cambierà la progettazione, la realizzazione, l’uso e il riciclaggio dei prodotti nell’UE: troppo spesso il modo in cui le materie plastiche sono attualmente prodotte, utilizzate e gettate non permette di cogliere i vantaggi economici derivanti da un approccio più circolare e arreca danni all’ambiente. Il duplice obiettivo è quello di tutelare l’ambiente e, al tempo stesso, di porre le basi per una nuova economia delle materie plastiche, in cui la progettazione e la produzione rispettano pienamente le necessità del riutilizzo, della riparazione e del riciclaggio e in cui sono sviluppati materiali più sostenibili.
L’Europa è nella posizione migliore per guidare tale transizione e questo approccio sarà fonte di nuove possibilità di innovazione, competitività e creazione di posti di lavoro. Con la strategia sulla plastica, la Commissione ha adottato un quadro di monitoraggio, costituito da una serie di dieci indicatori chiave che coprono tutte le fasi del ciclo, che misurerà i progressi compiuti nella transizione verso un’economia circolare a livello nazionale e di UE.

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Rimborsi Tari sulle pertinenze: Emanata la circolare ministeriale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 novembre 2017

rifiutiE’ stata emanata la “tanto attesa” circolare ministeriale sui rimborsi della Tari sulle pertinenze. Circolare che in verità non serviva perché i rimborsi sono già previsti e disciplinati dalla legge (art. 1, comma 164 legge 296 del 2006): si presenta istanza di rimborso entro 5 anni dal pagamento, il Comune ha 90 giorni di tempo per rispondere e 180 per pagare. E infatti la circolare questo ripete: la quota variabile è dovuta una sola volta per l’intera superficie dell’immobile (pertinenze incluse) e i comuni che hanno erroneamente duplicato la quota variabile per le pertinenze devono restituire ai cittadini gli importi pagati in eccesso.Ribadito l’ovvio, la circolare, a ben vedere, aggiunge qualcosa e chiarisce ai cittadini che non possono limitarsi a chiedere il rimborso della Tari pagata indebitamente ma devono anche indicare l’importo esatto del rimborso richiesto.Operazione semplice se l’avviso di pagamento ricevuto dal Comune contenesse il dettaglio delle quote variabili richieste, per cui sarebbe sufficiente individuare le quote variabili duplicate per le pertinenze e sommare gli importi.
Ma in questi giorni abbiamo visto -inviatici dagli utenti che chiedevano consiglio- diversi avvisi di pagamento Tari che non contengono il dettaglio degli importi. Lo sa anche il Ministero, che precisa che i regolamenti comunali in molti casi “non contengono una espressa e univoca previsione in ordine alle concrete modalità di calcolo della tassa nell’ipotesi di cui si tratta, potendosi manifestare l’errore in sede di applicazione degli atti regolamentari ai fini dell’emissione degli inviti di pagamento che specificano le somme dovute per ogni utenza”. Sembra una supercazzola. Che vuol dire? Che i cittadini potrebbero non essere in grado di capire quanto deve essergli restituito, perché il regolamento comunale potrebbe non indicare i criteri di calcolo della Tari. E quindi? Che soluzione prospetta la circolare?
Nessuna. Se i cittadini non saranno in grado di indicare l’esatto importo da restituire non riceveranno il rimborso.Diamo per scontato che la vicenda della Tari sulle pertinenze sia un errore in buona fede dei Comuni, che ora si troveranno una bella gatta da pelare poiche dovranno trovare la liquidità per i rimborsi (ma lo stesso problema lo hanno avuto i cittadini al momento di pagare la Tari), pianificare il rientro delle somme rimborsate, adeguare i piani finanziari e garantire comunque al 100% la copertura del servizio con la tassa riscossa e da riscuotere.Ma chiediamo ai Comuni che hanno commesso questo errore e alle associazioni di comuni, Anci in testa, di tutelare i cittadini, di non farsi travolgere dall’accidia tipica di una certa cattiva amministrazione, di non costringerli a ricorrere alla Commissione tributaria provinciale (operazione antieconomica – oltre che dai tempi biblici – rispetto agli importi in gioco).Invitiamo insomma i Comuni a non lasciare i cittadini con il cerino in mano. Così potranno dimostrare che l’errore è effettivamente stato commesso in buona fede.(Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Rifiuti e acque reflue

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

rifiuti lazioI rigidi standard governativi per gli effluenti, il boom della popolazione, la crescente industrializzazione in luoghi isolati e gli eccessivi volumi di rifiuti e acque reflue prodotti hanno evidenziato la necessità di tecnologie sostenibili, affidabili e convenienti per il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue. Le tecnologie di trattamento decentralizzato di rifiuti e acque reflue si stanno prendendo in considerazione a causa della bassa manutenzione associata, dei vantaggi economici e ambientali, nonché della capacità di consentire la riduzione delle emissioni di gas serra, ridurre il carico delle discariche, produrre ammendanti del suolo e preservare gli ecosistemi acquatici.La ricerca di Frost & Sullivan, intitolata “Decentralized Wastewater and Solid Waste Treatment Technologies”, identifica le tecnologie chiave, i fattori trainanti e le sfide del mercato, le tendenze globali e regionali, gli innovatori e le innovazioni nell’ambito delle tecnologie di trattamento dei rifiuti che consentono pratiche sostenibili, tra cui: impianti di recupero dei materiali, sistemi aerobici, anaerobici, rapidi e di vermicompostaggio; reattori batch sequenziali, sistemi UASB (Upflow Anaerobic Sludge Blanket) per il trattamento anaerobico delle acque reflue, filtri a gocciolamento e impianti di biometanazione.Alcune delle aziende innovative attive nell’ambito del trattamento decentralizzato dei rifiuti compostabili e delle acque reflue sono:
Ecoganix – Un’azienda di compostaggio aerobico che attualmente gestisce circa 30.000 tonnellate di rifiuti verdi e alimentari all’anno, attraverso il compostaggio all’aperto o in vaso.
Ecobin – Un fornitore di soluzioni di gestione dei rifiuti che fornisce soluzioni per la separazione dei rifiuti, compostiere anaerobiche Bokashi su misura e soluzioni di compostaggio comunitario che possono essere implementate in appartamenti, scuole e ristoranti.
The Urbanworm – Un’azienda specializzata nella fornitura di vermi tigre, che sono efficaci nei sistemi di vermicompostaggio e sono ottimi per la scomposizione della materia organica. Il vermicast ottenuto dalla degradazione è un ammendante del suolo di qualità superiore e ricco di nutrienti che può migliorare la fertilità dei terreni e aumentare la resa delle colture.
Ecoteam’s Constructed Wetland– Ecosistemi intensivi a bassa energia progettati per trattare i liquami, l’acqua piovana e gli scarichi agricoli. Ecoteam è specializzato nella progettazione, costruzione e manutenzione delle aree umide.
Worms Downunder – Azienda che produce sistemi di vermicoltura e vermicompostaggio conosciuti con il nome di Worm Habitat Junior. Worms Downunder opera estensivamente in tutto il territorio australiano e ha distributori in diversi stati dell’Australia. L’azienda produce inoltre una gamma di apparecchiature di compostaggio chiamate OSCA (On-Site Composting Apparatus).
“L’adozione di tecnologie decentralizzate per le acque reflue e i rifiuti solidi è limitata dalla mancanza di sostegno finanziario e incentivi”, osserva Thirumalai. “Inoltre, i governi dei paesi in via di sviluppo non stanno collaborando attivamente con le organizzazioni non governative per formare partenariati pubblico-privato né stanno educando le persone nelle aree rurali e semi-urbane riguardo all’importanza dei sistemi di trattamento decentralizzati.” Lo studio “Decentralized Wastewater and Solid Waste Treatment Technologies” fa parte del programma in abbonamento TechVision (Clean and Green Environment) di Frost & Sullivan.

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Roma verso Rifiuti Zero?

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

rifiuti

Roma. Dal 23 al 26 ottobre, Roma Capitale ospiterà una task force internazionale di esperti per sostenere e rafforzare il proprio percorso verso Rifiuti Zero iniziato con l’approvazione, lo scorso mese di marzo, del Piano per la Gestione Sostenibile dei materiali Post Consumo 2017-2021. L’iniziativa è stata decisa ieri nel corso di un incontro tra l’assessore alla Sostenibilità Pinuccia Montanari e Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy.“Per la prima volta Roma si è dotata di un piano concreto e misurabile per la riduzione di 200.000 tonnellate all’anno degli scarti da smaltire in discarica o inceneritore e per portare la raccolta differenziata al 70%. Questi obiettivi e le metodologie per raggiungerli saranno al centro di un importante confronto internazionale”, afferma l’assessore alla Sostenibilità Pinuccia Montanari.“In passato non sono mancati gli incontri tra le Amministrazioni Capitoline e quelle di città come San Francisco, che è stata la prima metropoli al mondo ad adottare una strategia Rifiuti Zero. Ma alle parole non sono seguiti i fatti. Per questo abbiamo deciso di confrontarci con chi ha già intrapreso il nostro stesso percorso verso Rifiuti Zero solo dopo aver deliberato e avviato il nostro piano. L’agenda prevede incontri istituzionali, seminari tecnici, confronti con le parti sociali: tutti gli appuntamenti saranno molto concreti e operativi”, spiega Montanari.“Ad oggi, Roma rappresenta il più importante banco di prova per la strategia Rifiuti Zero che è stata già adottata con ottimi risultati da importanti metropoli nel mondo”, aggiunge Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy e di Zero Waste Europe, “per questo abbiamo deciso di collaborare con l’Assessorato alla Sostenibilità mettendo a disposizione dell’Amministrazione Capitolina e di AMA un International Advisory Board di grande qualità e competenza”.“Ridurre gradualmente gli scarti da avviare a discariche e inceneritori, fino ad azzerarli, è l’obiettivo della Strategia Rifiuti Zero che, per la prima volta nella storia amministrativa di Roma, è stata posta alla base di un piano per la gestione dei rifiuti nella Capitale”, conclude Montanari, “questa scelta, che necessita di un importante sforzo da parte di tutti, ci pone a livello internazionale tra le più importanti realtà metropolitane orientate alla sostenibilità”.L’International Advisory Board per Roma verso Rifiuti Zero sarà coordinato da Paul Connett, professore della Lawrence University di Canton, e coinvolgerà: Jack Macy, coordinatore Zero Waste per la città di San Francisco; Amy Perlmutter, Zero Waste Boston; Ruth Abbe, presidente Zero Waste USA; Rick Anthony, presidente Zero Waste International Alliance; Joan Marc Simon, direttore esecutivo Zero Waste Europe; Rossano Ercolini, presidente Zero Waste Italy e Zero Waste Europe; Enzo Favoino, coordinatore scientifico Zero Waste Europe; Paolo Contò, direttore Contarina Spa, Treviso.

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Nuovo assessore al comune di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 agosto 2017

raggi (2)“Do il benvenuto nella mia squadra a Gianni Lemmetti. Da oggi si occuperà di bilancio e dei conti di Roma. Abbiamo davanti un sfida importante e allo stesso tempo difficile: rilanciare la nostra città e risollevarla dal baratro in cui l’hanno gettata. Negli ultimi tre anni Lemmetti ha ricoperto l’incarico di assessore al Bilancio e alle Partecipate del Comune di Livorno dove ha contribuito a trasformare l’Aamps, azienda partecipata che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti, da una macchina inefficiente con oltre 40 milioni di euro di debiti in una realtà solida che nel 2016 ha addirittura prodotto 2,3 milioni di euro di utili. L’Aamps oggi è un’azienda capace di stare sul mercato con le proprie gambe e in grado di creare un sistema virtuoso di gestione dei rifiuti che, anche grazie all’introduzione della raccolta porta a porta, porterà nei prossimi anni allo spegnimento dell’inceneritore di Livorno. Voglio ringraziare Andrea Mazzillo per il lavoro portato avanti finora sulla base di un progetto che abbiamo condiviso, quello del nostro programma di governo che continua con lo stesso impeto ed entusiasmo dell’inizio. Confermo la stima personale nei confronti dell’ex assessore ma la priorità resta quel progetto che ha portato il M5S in Campidoglio”. Lo afferma in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi.
mazzilloE qui il primo commento dell’opposizione:
“Ora che la notizia è ufficiale, voglio esprimere all’ex assessore Andrea Mazzillo la mia stima. A lui, pur dall’opposizione, riconosco di aver sempre messo impegno nel suo lavoro e di essersi speso in prima persona per governare una città complessa. All’ex assessore riconosco la puntualità nelle risposte in Aula Giulio Cesare e anche la dose di coraggio che gli è stata fatale per aver criticato apertamente l’operato di Grillo e Casaleggio. A chi critica viene chiusa la bocca, è evidente. Mentre la città muore assistiamo alla totale assenza di governo che questa Amministrazione dimostra continuamente e che purtroppo continuerà a dimostrare, a svantaggio dei romani”. Così in una nota la capogruppo della Lista Civica RomaTornaRoma, Svetlana Celli.

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Cumuli rifiuti in strade campagna di Roma inneschi per roghi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

rifiuti lazio1“Roma brucia ma quanto sta accadendo in questi giorni con centinaia di incendi e focolai che interessano tutta la città e la sua area metropolitana non è solo frutto di mani criminali o della casualità ma anche dell’incuria e della mancata raccolta dei cumuli di rifiuti accantonati lungo la maggior parte delle vie periferiche che attraversano la campagna romana.Purtroppo l’occhio distratto della Sindaca e della giunta non si cura di rimuovere la grande quantità di masserizie abbandonate lungo i cigli delle strade della capitale e che costituiscono potenziali inneschi per incendi devastanti. Si tratta di una inadempienza grave cui l’amministrazione capitolina M5S non si può sottrarre. Anche i ritardi nella nomina del responsabile della Protezione civile della capitale e l’insufficiente, quando non assente, manutenzione del verde sono in questa situazione scelte particolarmente gravi, come il mancato aggiornamento del Piano di emergenza del Comune alle nuove linee guida regionali, piano che è fermo al 2008. Solo grazie al grande impegno dei vigili del fuoco in queste settimane i danni già gravi sono stati contenuti. Irresponsabilmente l’amministrazione capitolina non ha messo in atto in previsione del caldo quelle azioni di prevenzione necessarie a prevenire quella che di ora in ora si sta trasformando in una pesante catastrofe ambientale”. Lo ha dichiarato in una nota il consigliere del PD capitolino Antongiulio Pelonzi.

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Periferie. Pelonzi (PD):” Raggi in periferia ha trovato il Far West

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

metro-romaRoma “Nel corso della sua audizione in commissione di Inchiesta sulle periferie alla Camera dall’esposizione della sindaca Raggi si rileva che dell’anno della sua amministrazione alle periferie romane sono rimaste solo le promesse e qualche toppa nelle disastrate strade capitoline. Verde pubblico e rifiuti sono in emergenza e sui progetti speciali di riqualificazione urbana la giunta non è pervenuta.
La sindaca dice aver trovato il far west e ad Ottavia nella periferia nord dove abita la sindaca qualcuno già vorrebbe proiettare l’epopea dei film di John Ford che hanno come protagonista il mitico John Wayne. La metro C, il rafforzamento del trasporto pubblico e i programmi urbanistici di riqualificazione sono stati perfezionati nel corso della precedente giunta di centrosinistra , mentre i contributi speciali per progetti mirati di riqualificazione delle periferie (Corviale) sono stati stanziati dal governo.
A parte le anticipazioni e le nuove promesse sulle funivie, in periferia dell’attività della giunta M5S non c’è traccia. La delusione si percepisce non solo dai sondaggi, dove il 70% degli elettori dichiara non volerla rivotare, ma anche dalla vacuità delle promesse grilline di cui rimangono solo le enunciazioni in attesa, chissà quando, che siano seguite da fatti concreti.” Così in una nota il consigliere del PD capitolino Antongiulio Pelonzi.

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Rifiuti, Piano Campidoglio vero e operativo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

rifiuti lazio1Roma.”Il Piano per la riduzione e la gestione dei materiali post-consumo di Roma Capitale vuole sviluppare un’economia fondata sul riciclo eco-efficiente ed il recupero di materia, un piano concreto e operativo che il deputato Roberto Morassut dimostra di non conoscere affatto. Prevenire, riutilizzare, differenziare e valorizzare sono le parole chiave del programma che prevede 12 azioni e 5 progetti, con l’obiettivo di ridurre entro il 2021 la produzione di rifiuti annuali di 200mila tonnellate, aumentare la raccolta differenziata dal 44% al 70%, realizzare nuovi impianti di riciclo e compostaggio e una nuova organizzazione di Ama basata su unità di Municipio. Il tutto per avviare Roma verso un’economia circolare e a Rifiuti Zero.A questo si aggiungono investimenti importanti legati all’impiantistica. Sono pronte 4 delle nuove isole ecologiche. Le aree sono già state consegnate e sono in fase di predisposizione in seguito alla firma del contratto in comodato tra l’amministrazione capitolina e Ama. Ognuna delle 4 isole ecologiche è dotata di un Centro di riciclo e riuso (Cric), in fase di realizzazione, che consentirà a sua volta di sottrarre alla raccolta indifferenziata circa 8.500 tonnellate di rifiuti all’anno.Sarà inoltre firmato, a stretto giro, un contratto in comodato per altre 3 isole ecologiche, con annessi 2 Cric già progettati. A questi si aggiungono i nuovi impianti di compostaggio aerobico per ridurre costi e rifiuti”.Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione capitolina Ambiente Daniele Diaco.

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Rifiuti Roma: riattivazione tritovagliatore Rocca Cencia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

rifiutiRoma Come si apprende da diversi giorni su vari organi di stampa, nel sito di Rocca Cencia si sta predisponendo la riattivazione del tritovagliatore per trattare la monnezza proveniente da tutta Roma, decisione che farebbe tornare la gestione dei rifiuti in mano ai privati. Così in una nota il capogruppo e membro dell’assemblea nazionale del Pd Dario Nanni.Uno straordinario salto della quaglia da parte dei Cinque Stelle che durante la campagna elettorale raccoglievano firme, presentavano interrogazioni e manifestavano ovunque. Tutto questo avviene nel più totale silenzio e nell’indifferenza del Presidente del Municipio e degli eletti, alcuni dei quali in campagna elettorale si erano distinti per l’impegno categorico nei confronti della chiusura di quell’impianto. Che fine hanno fatto le loro promesse elettorali? Che fine hanno fatto le firme raccolte? Che fine hanno fatto le decine di patologie che elencavano facendo riferimento a quell’impianto? Che fine ha fatto la sbandierata operazione rifiuti zero? Ma soprattutto, che fine hanno fatto i Cinque Stelle? Citando il testo di una nota canzone potremmo dire quelle dette in campagna elettorale “sono solo parole”, ma purtroppo il danno per i cittadini sarà tale che se le ricorderanno per gli anni a venire visto che da una parte vedranno aumentare in modo considerevole il transito di mezzi pesanti su Via Prenestina e nelle zone limitrofe, con relativo inquinamento atmosferico e acustico e dall’altra, vedranno accrescere le polveri prodotte da quell’impianto visto che l’installazione del tritovagliatore, in base alle indiscrezioni sarà in modalità open. Questa vicenda sembra surreale, al limite dell’inverosimile, visto che coloro che si ergevano a paladini della chiusura di quell’impianto, sono diventati i loro sostenitori o che nella migliore delle ipotesi, forse per vergogna, sono spariti o non dicono nulla. Ma purtroppo questo non è l’unico esempio del governo a cinque stelle di Roma e del VI Municipio, fatto di tante promesse, di tanti impegni, di tante belle parole, ma che alla prova dei fatti ha prodotto zero risultati e smascherato incompetenze planetarie e innumerevoli bugie. Nel frattempo, per non farci mancare nulla, le strade delle periferie romane sono diventate delle discariche a cielo aperto, in alcuni casi parzialmente impercorribili che con il caldo rappresentano una minaccia non indifferente in termini d’igiene e di sanità pubblica. Proprio per queste ragioni – conclude Nanni – oggi in accordo con il partito del VI Municipio abbiamo deciso di chiedere la convocazione di un consiglio straordinario sull’impianto di Rocca Cencia sperando che diventi l’occasione per far fare retromarcia su questa scriteriata scelta che il governo Stelle sta calando sulla testa dei cittadini del VI Municipio.

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Un italiano alla Vice Presidenza della Federazione europea delle imprese che operano nei servizi ambientali e gestione rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 giugno 2017

spreaficoL’ingegner Cesare Spreafico, Consigliere di FISE Assoambiente – l’Associazione Imprese Servizi Ambientali e Presidente dell’Impresa Sangalli, è stato nominato alla Vice Presidenza della FEAD – la Federazione Europea delle imprese che operano nel settore dei servizi ambientali e nella gestione dei rifiuti – nel corso dell’Assemblea Generale tenutasi ieri a Parigi.FEAD, attraverso le Associazioni nazionali di categoria ad essa aderenti, tra cui FISE Assoambiente per l’Italia, rappresenta ben 18 Paesi europei, inclusi Serbia e Norvegia, e 3.000 aziende con 320.000 addetti, che gestiscono circa il 60% del mercato dei rifiuti urbani e oltre il 75% dei rifiuti industriali e commerciali in Europa, con un fatturato annuo complessivo di circa 75 miliardi di euro.”Sono orgoglioso di rappresentare l’Italia e FISE Assoambiente in un consesso così importante”, ha dichiarato il neo Vicepresidente FEAD Cesare Spreafico, “perché sono convinto che la gestione dei rifiuti sia una delle sfide europee più importanti che ci aspettano e che potremo vincere solo se saremo in grado di cambiare l’approccio, considerando il rifiuto non più un problema ma una risorsa. In Europa oltre alla Circular Economy sono in discussione altri temi fondamentali per il nostro settore, in particolare le tematiche di fair competition, sulle quali è mia intenzione dar voce anche alle esigenze delle imprese italiane”.Rispetto alle numerose tematiche che caratterizzano l’attuale fase legislativa europea, seguite quotidianamente da FEAD, nel corso dell’Assemblea sono emerse alcune questioni centrali per il futuro del settore: tra queste la revisione dei BRef sul trattamento ed incenerimento dei rifiuti, la classificazione rifiuti ed aspetti connessi al public procurement e la fair competition tra pubblico-privato.
Cesare Spreafico Nato nel 1946, dopo aver conseguito la Laurea in Ingegneria Chimica presso il Politecnico di Milano con iscrizione all’Albo Professionale e un MBA presso l’Università Bocconi, ha ricoperto negli ultimi 20 anni ruoli di responsabilità in Italia e all’estero in società, aziende e fondazioni attive nel settore delle bonifiche, dell’ingegneria civile e del recupero e riciclo rifiuti.Tra gli altri incarichi, dal 2000 al 2011 è stato Direttore del COREPLA – Consorzio Nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi in plastica, mentre dal 2013 è Presidente dell’azienda del settore recupero e riciclo rifiuti ARGECO SpA. Dal 2014 è Presidente dell’Impresa Sangalli, azienda leader nel settore dei servizi ambientali. Dal settembre 2015 è membro del Consiglio Direttivo di FISE Assoambiente. (foto: spreafico)

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La situazione dei rifiuti a Roma è sotto controllo?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

rifiuti“Ci sono un po’ di allarmismi che vengono lanciati, ma la situazione dei rifiuti è assolutamente sotto controllo, certamente in un sistema fragile come abbiamo sempre sostenuto, un sistema fragile, che non abbiamo ovviamente creato noi, ma noi stiamo realizzando in tempi rapidissimi gli interventi necessari per eliminare questa fragilità.” Così Pinuccia Montanari, l’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, che, intervenuta ad Effetto Giorno di Simone Spetia su Radio 24, minimizza sul rischio di una nuova emergenza rifiuti nella Capitale. L’assessore aggiunge anche a Radio 24: “Stiamo lavorando per le prime quattro isole ecologiche nuove per cui abbiamo già consegnato l’area ad AMA. Stiamo lavorando per realizzare in ogni municipio i centri di riciclo e riciclo creativo che ogni anno assorbono migliaia di tonnellate di rifiuti. E stiamo realizzando l’impiantistica e confido di fare a breve una grande conferenza stampa in cui diremo i siti e la tempistica di realizzazione degli impianti.”
Sugli impianti, di cui non specifica le zone, l’assessore spiega a Radio 24 che “sono tre gli impianti da realizzare, stiamo facendo lo studio di fattibilità per verificare che nelle aree individuate con i municipi non ci siano elementi che possono ostare” e chiarisce: “Sono stati proposti 7/8 siti, su questi ce ne sono tre che sembrano i più adatti.” E specifica che le aree sono “lontano dalle abitazioni”. A Simone Spetia che incalza chiedendo in che misura siano lontane Pinuccia Montanari risponde: “Parecchio lontano”. Sui tempi, infine, l’assessore all’ambiente di Roma sottolinea: “Confido in un mesetto, un mesetto e mezzo di cominciare a fare la comunicazione.”

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Avremo una Roma meno sporca?

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

rifiuti elettroniciRoma. Sono pronte 4 delle nuove isole ecologiche previste dal Piano per la gestione dei materiali post-consumo di Roma Capitale. Le aree sono già state consegnate e sono in fase di predisposizione in seguito alla firma del contratto in comodato tra l’amministrazione capitolina e Ama. I siti sono così localizzati:
– Nel Municipio V, in via Virgilio Guidi;
– Nel Municipio IX, in via Pontina;
– Nel Municipio X, in via Enrico Ortolani;
– Nel Municipio XIII in via di Casal Selce.
Ognuna delle 4 isole ecologiche è dotata di un Centro di riciclo e riuso (Cric), in fase di realizzazione, che consentirà a sua volta di sottrarre alla raccolta indifferenziata circa 8.500 tonnellate di rifiuti all’anno tra materiali come mobili, apparecchiature elettriche ed elettroniche, articoli di bazar, libri, vestiti e componenti di macchinari vari. Sarà inoltre firmato, a stretto giro, un contratto in comodato per altre 3 isole ecologiche, con annessi 2 Cric già progettati.Prosegue a pieno ritmo anche il potenziamento della flotta di Ama. L’azienda ha già integrato il proprio parco con l’acquisto di 90 mezzi leggeri finalizzati alla raccolta porta a porta. E’, inoltre, in fase avanzata il processo di ottimizzazione degli impianti Tmb Salario e Rocca Cencia grazie all’acquisto di 2 gru a base fissa e con braccio telescopico. Sarà, infine, ultimata a breve la consegna di 12mila cassonetti a beneficio di Ama, che consentiranno un notevole salto di qualità nel percorso di implementazione della raccolta porta a porta.

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Rifiuti: Raggi, nostro piano materiali post-consumo concreto e con obiettivi chiari

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

campidoglio“Sono contenta che il ministro Galletti abbia finalmente accettato la mia richiesta di incontro. Ci vedremo presto. Voglio rassicurarlo. Il nostro piano rifiuti è concreto e si realizzerà in pochi anni con obiettivi già chiari come il raggiungimento del 70% della raccolta differenziata entro il nostro mandato. Anche sulle discariche siamo d’accordo. Né Roma Capitale, né il ministero le vogliono: possiamo tranquillizzare i cittadini. Le dichiarazioni allarmistiche di qualche esponente politico, quindi, vengono smentite”. Così in una nota la sindaca di Roma Virginia Raggi. “E concordo anche sul fatto che Roma non abbia impianti sufficienti in rapporto alla attuale produzione di rifiuti. Per questo puntiamo, come sottolinea anche l’Ue, ad una drastica riduzione dei rifiuti, al riciclo ed alla realizzazione di impianti di compostaggio per la frazione umida. Il nostro piano, nel tempo, eviterà anche il trasferimento di rifiuti fuori dall’Italia e risparmi per i cittadini. È un piano serio e concreto che piacerà anche al ministro quando glielo avrò illustrato di persona”, conclude.
“Al ministro Galletti voglio dire che il nostro è un piano vero ma soprattutto operativo. Con interventi a breve, medio e lungo termine. La fragilità del sistema è frutto di una mancanza di programmazione anche nazionale”. Così in una nota l’Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari. “Abbiamo fornito degli indicatori che saranno misurabili ogni anno – spiega – e fissato degli obiettivi che si articolano su tre livelli: riduzione della produzione dei rifiuti (materiali post-consumo) di 200mila tonnellate con risparmi dei costi di raccolta e di smaltimento; potenziamento della raccolta differenziata con l’obiettivo del 70% attraverso l’estensione del porta a porta (e a proposito di concretezza l’attuazione del piano è già iniziata con la raccolta differenziata per le utenze non domestiche), la realizzazione di isole ecologiche – quattro in partenza – e domus ecologiche, lo sviluppo di raccolte di filiera Raee (Rifiuti elettrici ed elettronici), ingombranti, carta e cartoni, la creazione di centri per il riciclo ed il riuso (Cric); la realizzazione di una rete di impianti per il trattamento dell’organico fino a 200mila tonnellate, per la separazione delle plastiche, e infine la creazione di fabbriche di materiali per recuperare ulteriori materie prime seconde delle 449mila tonnellate che restano di indifferenziato (recupero di metalli, di frazioni legno-cellulosiche, di plastiche di pregio, di plastiche non di pregio, di organico che è ancora possibile intercettare dopo la raccolta differenziata). Questo sistema complessivo di gestione dei materiali post-consumo non solo consentirà a Roma di essere autosufficiente ma ci permetterà di trasformare impianti obsoleti in innovative fabbriche dei materiali destinate a sviluppare quell’industria del riciclo ecoefficiente che il nostro Governo non sta promuovendo nel nostro Paese”.“Noi intendiamo passare da un vecchio modello basato sull’economia lineare che crea valore perso (rifiuti che vanno in discariche e inceneritori) ad un nuovo modello di economia circolare dove i flussi di materiali biologici sono in grado di essere reintegrati nella biosfera e i flussi tecnici sono destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”, aggiunge. “Riguardo l’affermazione del ministro Galletti che accusa di portare i rifiuti della Capitale in giro per l’Italia e l’Europa gli ricordiamo che in questa fase di transizione, che riflette la fragilità di una non programmazione di gestione dei rifiuti del passato, noi rispettiamo rigorosamente quanto stabilito dalla Regione Lazio e dal Ministero dell’Ambiente”, conclude Montanari.

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Infrazioni: rifiuti, la Commissione deferisce l’Italia alla Corte per non aver bonificato o chiuso 44 discariche

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

corte di giustizia europeaBruxelles. La Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE per la mancata bonifica o chiusura di 44 discariche che costituiscono un grave rischio per la salute umana e l’ambiente.Malgrado i precedenti ammonimenti della Commissione, l’Italia ha omesso di adottare misure per bonificare o chiudere 44 discariche non conformi, come prescritto dall’articolo 14 della direttiva relativa alle discariche di rifiuti (direttiva 1999/31/CE del Consiglio). Come altri Stati membri, l’Italia era tenuta a bonificare entro il 16 luglio 2009 le discariche che avevano ottenuto un’autorizzazione o che erano già in funzione prima del 16 luglio 2001 (“discariche esistenti”), adeguandole alle norme di sicurezza stabilite in tale direttiva oppure a chiuderle.
Considerata l’insufficienza dei progressi in quest’ambito, la Commissione ha trasmesso un parere motivato supplementare nel giugno 2015, nel quale si esortava l’Italia a trattare adeguatamente 50 siti che rappresentavano ancora una minaccia per la salute e l’ambiente. Nonostante alcuni progressi, nel maggio 2017 non erano ancora state adottate le misure necessarie per adeguare o chiudere 44 discariche. Nell’intento di accelerare il processo la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
A norma del diritto dell’UE, gli Stati membri sono tenuti a recuperare e smaltire i rifiuti in modo tale da non mettere in pericolo la salute umana e l’ambiente, vietando l’abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti. In Europa si dovrebbero svolgere solo attività di discarica sicure e controllate. La direttiva sulle discariche (direttiva 1999/31/CE del Consiglio) stabilisce norme per proteggere la salute umana e l’ambiente, in particolare le acque superficiali, le acque freatiche, il suolo e l’atmosfera dagli effetti negativi della raccolta, del trasporto, del deposito, del trattamento e dello smaltimento e mira a prevenire o a ridurre il più possibile le ripercussioni negative delle discariche di rifiuti, durante l’intero ciclo di vita della discarica.Esistono molti modi per smaltire i rifiuti. L’interramento nel suolo, ossia nella discarica, è il modo meno sostenibile dal punto di vista ambientale e dovrebbe essere limitato al minimo assoluto.Questa causa fa parte di un esercizio orizzontale che interessa altri sei Stati membri: Bulgaria, Cipro, Spagna, Romania, Slovenia e Slovacchia. La Corte ha già pronunciato sentenze di condanna nei confronti di Bulgaria, Cipro e Spagna.

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