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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘rifiuti’

“Affrontare l’emergenza e riorganizzare l’intero ciclo dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2020

Il Consorzio Valle Crati, rappresenta l’unico modello pubblico regionale di efficienza nella gestione delle discariche. Condivido l’indirizzo politico del Presidente della Giunta Regionale della Calabria On. Jole Santelli quando dichiara che per rompere il sistema dell’emergenza continua, bisogna dare vita a una fase di transizione, il tempo che serve per realizzare una nuova impiantistica che tenga conto delle indicazioni dell’Unione europea sull’economia circolare. L’obiettivo a lungo termine dovrà essere, come correttamente dichiara il Presidente Jole Santelli, quello di “Riorganizzare l’intero ciclo dei rifiuti in Calabria. Per realizzarlo, avremo bisogno di un sistema impiantistico alternativo e di non perdere altro tempo con soluzioni che si sono rivelate inefficaci e perfino controproducenti”.

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Coronavirus e rifiuti elettronici

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 maggio 2020

Ecolight ha stilato un vademecum per una gestione domestica dei piccoli RAEE, per prepararsi così ad una ripartenza rispettosa dell’ambiente dopo le settimane trascorse in casa. Innanzitutto, raccogliere tutti i rifiuti elettronici in un unico contenitore. Nella scatola potranno essere messi: joystick, frullatori, tostapane, chiavette usb, telefonini e tablet con i loro caricabatterie e auricolari, router con gli alimentatori, casse bluetooth, ventilatori. Le lampadine a risparmio energetico, quelle a led e i neon non più funzionanti sono anche loro dei RAEE: occorre raccoglierle però in un’altra scatola. Togliere – quando possibile – la batteria dai dispositivi destinati alla discarica. L’operazione che può essere facile per i telecomandi che funzionano con delle normali stilo, può risultare più complessa per separare gli smartphone dal loro accumulatore. Le batterie così raccolte dovranno essere poste in un contenitore apposito, possibilmente in plastica o in metallo per evitare che eventuali sostanze inquinanti possano andare disperse.
Conferire il tutto all’ecocentro comunale. Nella fase 2 i Comuni stanno riaprendo le piazzole ecologiche dove poter portare questo genere di rifiuti. Conferire negli appositi contenitori i RAEE appartenenti al raggruppamento R4, ovvero l’elettronica di consumo e i piccoli elettrodomestici; mettere nell’apposito contenitori quelli appartenenti al raggruppamento R5 (le sorgenti luminose); conferire le batterie e gli accumulatori in un terzo contenitore. Per informazioni sugli orari di apertura dell’ecocentro e sulle modalità di accesso, consultare il sito internet del proprio comune di residenza. «L’impegno di ciascuno può contribuire ad una ripartenza corretta», conclude Dezio. «La strada di uscita dall’emergenza che stiamo vivendo passa necessariamente dall’economia circolare: gli sforzi fatti negli ultimi anni in chiave ecologica non possono essere vanificati da una rincorsa economica che non tiene conto dell’ambiente. I primi a dare l’esempio sono i cittadini, differenziando e conferendo correttamente i loro rifiuti elettronici».

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Rifiuti organici, CIC: in Italia la raccolta sale a 7,1 milioni di tonnellate (+7,5%)

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Sono 7,1 milioni le tonnellate di rifiuti organici (umido, verde e altre matrici organiche provenienti dalla raccolta differenziata) raccolte in Italia. In particolare, si calcolano 5,1 milioni di tonnellate di FORSU, cui si aggiungono quasi 2 milioni di tonnellate di frazione verde: la raccolta dell’organico aumenta dunque del 7,5% rispetto all’anno precedente (+500.000 kg) e si conferma la frazione più importante per la Raccolta Differenziata. I cittadini italiani differenziano circa 17,5 milioni di tonnellate, il 40,4% dei quali rappresentano il rifiuto organico (Forsu e verde).
“Dopo un anno di crescita limitata tra il 2016 e il 2017, gli ultimi dati disponibili confermano il trend di crescita della RD dei rifiuti organici con dati evolutivi da record dovuti principalmente alla frazione umida che dal 2017 al 2018 è passata da 4,5 a 5,1 milioni di tonnellate. Il verde, al contrario, dal 2016 – anno di approvazione del collegato agricolo – ha smesso di crescere, registrando una sostanziale flessione nel 2017 e nel 2018. La generazione di scarto verde non è diminuita ma sono calati raccolta e trattamento, con la conseguenza che una parte di questo rifiuto è uscito dai radar della tracciabilità”, osserva Flavio Bizzoni, Presidente del Consorzio Italiano Compostatori.A livello nazionale il dato procapite di rifiuto organico intercettato ci mostra un’impennata importante, passando da 108 a 117 kg/abitante/anno. In particolare, in Emilia Romagna nel 2018 sono stati raccolti in modo differenziato più di 170 kg/abitante di rifiuto organico.
Al primo posto per quantità di frazione organica raccolta si conferma la Lombardia, con quasi 1,3 milioni di tonnellate annue, in aumento rispetto all’anno precedente quando la raccolta si attestava su 1,2 milioni. Al secondo posto sale l’Emilia Romagna, che con circa 794.000 tonnellate supera il Veneto, che quest’anno scende al terzo posto (750.000 t ca) registrando un lieve calo nella raccolta. Stabili al quarto e quinto posto la Campania (680.000 t ca) e il Lazio (550.000 t ca).“Le stime di crescita ci portano a traguardare per il 2025 quota 9.200.000 tonnellate di rifiuto organico raccolto in Italia, ovvero più di 150 Kg/ab/anno”, analizza Massimo Centemero, direttore del CIC. In Italia il riciclo dei rifiuti organici è affidato a 339 impianti di trattamento biologico: 281 sono impianti di compostaggio, 58 sono gli impianti integrati di digestione anaerobica e compostaggio. A fronte di una crescita contenuta dei quantitativi trattati presso siti che adottano solo il compostaggio (+500.000 t dal 2013 al 2018), i flussi gestiti da quelli integrati (Digestione anaerobica + compostaggio), sono pressoché raddoppiati (+1.670.000 t nello stesso periodo): nel 2018 sono arrivati a trattare più del 50% della frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata.In particolare, si contano 281 impianti di compostaggio che producono Compost utilizzato in agricoltura e nel florovivaismo, di cui 173 dislocati al Nord, 46 al Centro e 62 nel Sud e nelle Isole, che a fronte di una capacità autorizzata totale di 5.944.000 t/anno registrano un trattamento di 4.009.000 t/anno.
Gli impianti di Digestione Anaerobica e Compostaggio, che producono Compost e Biogas, sono 58, con capacità autorizzata pari a 4.371.000 t/anno, mentre il rifiuto trattato ammonta a 3.764.000 t/anno. La maggior parte delle strutture si trova a Nord (47), mentre se ne contano solo 4 al Centro e 7 tra Sud e Isole.

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Richiesti bonus sociali, settore idrico e rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

L’ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, è già intervenuta con alcuni provvedimenti urgenti nel settore dell’energia, del gas, del sistema idrico integrato e dei rifiuti, per tutelare le famiglie a fronte all’emergenza Covid-19. Provvedimenti che hanno, però, carattere temporaneo. Ecco perché l’Autorità in una nota ha segnalato a Governo e Parlamento la necessità di introdurre nuovi strumenti di contenimento delle criticità che emergeranno nelle prossime settimane.
Misure che condividiamo, a maggior ragione se si considera che proprio in queste ore si decide sulle eventuali riaperture dopo il lockdown.Nel dettaglio, relativamente alle proposte sui bonus sociali, condividiamo la posizione dell’Authority che prevede il rinnovo automatico per ulteriori dodici mesi senza soluzione di continuità, ma è necessario a nostro avviso dare soluzione anche alla questione irrisolta dell’ISEE (chi deve presentare la domanda oggi si trova nella posizione assurda per cui non utilizzerà il bonus per il danno subito a causa del Covid-19, perché l’ISEE preso a riferimento è quello relativo all’anno scorso). Problema che si presenta anche in relazione alle tariffe dei rifiuti.Relativamente alle proposte avanzate nel settore Energia, siamo d’accordo con le misure previste per le PMI in tema di azzeramento degli oneri di sistema, ma è fondamentale e urgente che tali misure siano estese anche ai clienti domestici che si trovano in condizione di difficoltà.
Oltre alle giuste proposte dell’Autorità, vogliamo denunciare, però, alcuni comportamenti che richiedono una condanna urgente dell’ARERA:
– La situazione a dir poco inopportuna per cui alcune aziende di acqua, luce e gas hanno inviato agli utenti, in questa fase delicata, bollette con conguagli;
– La situazione assurda per cui in caso di richieste di rateizzazione, molte aziende rinunciano sì a chiedere gli interessi, per poi inserire in fattura 8 Euro per il piano di rateizzazione;
– Nonostante la prescrizione biennale, ancora alcune aziende inseriscono i conteggi fino al 4 e 5 anno, per poi eliminarli su richiesta degli utenti. Chiediamo che venga applicata la legge e che vengano eliminati automaticamente il 4 e 5 anno, ecc.
Si tratta di veri e propri abusi da parte delle aziende, ancor più intollerabili vista la situazione di forte difficoltà in cui si trovano le famiglie e il Paese intero.

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Coronavirus, USB: dai rifiuti elevato rischio contagio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Giorno per giorno l’emergenza sanitaria sta facendo venire a galla le conseguenze nefaste di anni di tagli agli investimenti sulla salute e la sicurezza di lavoratori e cittadini.Ne è una dimostrazione lampante il settore della sanità ormai al collasso, ma ce n’è un altro, che fa meno notizia, che sta mettendo a repentaglio la vita degli oltre 100.000 operatori ecologici del nostro paese, oltre che la cittadinanza. USB nei giorni scorsi ha denunciato, sulla base delle segnalazioni dei delegati di tutta Italia, il rischio elevato di contagio in cui incorrono i lavoratori di questo settore, con una nota dettagliata inviata a governo e Ministero della Salute. Del resto le stesse aAssociazioni datoriali del settore Igiene Ambientale hanno ammesso di essere in difficoltà rivolgendosi al governo, quasi a volersi lavare le mani in caso di responsabilità civili e penali.Nella missiva USB ha denunciato come gli operatori ecologici stiano raccogliendo rifiuti cosiddetti “pericolosi” in quanto contaminati dal virus, anche prelevandoli direttamente dalle case e dai condomini dove risiedono le persone in quarantena. Rifiuti che andrebbero trattati come quelli ospedalieri e pertanto smaltiti dalle Asl, ma che al contrario vengono impunemente lasciati nelle mani di ignari lavoratori, spesso costretti a lavorare senza neppure le mascherine e i guanti di protezione monouso obbligatori. Né sono state messe in atto le adeguate misure di contenimento del rischio in merito alla sanificazione degli immobili e soprattutto dei mezzi e degli ambienti comuni.Inoltre, USB ha denunciato come per questi lavoratori il rischio si triplichi quando gli stessi sono costantemente a contatto con materiali sui quali il virus ha dimostrato di resistere per giorni, come ad esempio la plastica e il cartone.Nonostante le denunce, molte amministrazioni regionali e locali, con la complicità di aziende e sindacati allineati ai soli interessi padronali, in spregio alle misure contenute nei decreti governativi, continuano a non mettere i lavoratori in condizione di operare in sicurezza.Per questo motivo USB si è vista costretta ad inviare un fermo invito al Governo, al Ministero della Salute, ai governatori delle Regioni e ai sindaci, nonché agli organi preposti di vigilanza preannunciando che, se non interverranno tempestivamente e adeguatamente, a garanzia della salute degli operatori e degli utenti lo faranno gli stessi lavoratori – che finora hanno accettato per senso civico il rischio a cui sono stati esposti fino a oggi – per tutelare se stessi e la collettività perché qui è in gioco la salute pubblica. Lo faranno nelle modalità che saranno ritenute opportune, con senso di responsabilità verso la salute dei colleghi e cittadini.USB, visto il permanere delle situazioni di insicurezza nonostante i solleciti e le proposte, ha pertanto comunicato alle controparti nazionali e al governo che, in assenza di significative ed immediate novità, ciascuno di essi valuterà se avvalersi del diritto previsto dall’art. 44 della L.81/2008 per cui «il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa”.In ogni caso la USB non esclude di intraprendere ulteriori iniziative anche di sciopero, laddove perduri questa gravi situazioni di rischio, nonostante i solleciti e le denunce, o si verificassero gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori.

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Coronavirus, igiene ambientale e gestione rifiuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 marzo 2020

Le attività di igiene ambientale e gestione rifiuti rischiano di bloccarsi in diverse aree del Paese a causa dell’assenza di dispositivi individuali di protezione (DPI) per tutti i 90mila addetti del settore che ogni giorno, anche in piena emergenza COVID-19, stanno continuando a garantire i servizi pubblici ed essenziali di raccolta e gestione dei rifiuti urbani e speciali. Per venire incontro alle nuove esigenze di sicurezza chiediamo al Governo di assicurare un adeguato rifornimento di questi dispositivi alle imprese del settore e di valutare in questa fase di emergenza misure fiscali sui DPI per supportare le aziende.
La denuncia e la proposta sono contenute in una lettera indirizzata da FISE Assoambiente, (l’Associazione che rappresenta le imprese di igiene urbana, riciclo, recupero e smaltimento di rifiuti urbani e speciali ed attività di bonifica) al Ministro dell’Ambiente.
L’Associazione chiede al Ministero dell’Ambiente, ad oggi assente, di attivarsi urgentemente allo scopo di fornire disposizioni chiare e coordinate, per ora lasciate solo all’iniziativa di poche Regioni, verso un settore che si trova, da un lato, impegnato pur in questo critico momento nel garantire servizi essenziali non interrompibili e, dall’altro, a far fronte ad una crescente complessità organizzativa, in un contesto di tendenziale riduzione del personale addetto ai servizi: una criticità che richiede un indirizzo chiaro, uniforme e concreto da parte delle Autorità centrali e la garanzia di adeguato stock di DPI alle aziende al fine di poter operare in piena sicurezza. Il problema non è più rinviabile, in quanto le imprese sono oggi costrette a centellinare i dispositivi di sicurezza in dotazione ai dipendenti; senza la garanzia di adeguati rifornimenti di questi strumenti, le imprese non potranno assicurare il servizio.
Per venire incontro alle nuove esigenze di sicurezza chiediamo inoltre al Governo di valutare l’imposizione di un’IVA agevolata (al 4%) per questi dispositivi e la possibilità di detrarre i costi relativi in forma maggiorata. Un’agevolazione fiscale che potrebbe alleggerire lo stato economico delle aziende in questa fase emergenziale e tutelerebbe fortemente i lavoratori.
Sul tema dell’aumento dei costi, l’Associazione segnala inoltre che il costo delle mascherine utilizzate dai lavoratori del settore è oggi raddoppiato e che quindi occorre monitorare attentamente l’andamento dei loro costi sul mercato al fine di evitare eventuali distorsioni.

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Arriva Grycle, ovvero come eliminare i rifiuti trasformandoli in materia prima

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

Il team di Grycle presenterà il progetto con cui intende rivoluzionare il concetto di raccolta e smaltimento dei rifiuti e annuncerà la campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe.Grycle è una startup innovativa con la missione di rendere la popolaziome progressivamente capace di riusare indefinitamente il 100% di ciò che consumiamo, su scala industriale e, a tendere, domestica. Una risposta concreta, fattibile e sostenibile al bisogno, sempre più diffuso e consapevole, di agire con urgenza sul problema dell’impatto ambientale del nostro sviluppo economico.Il brevetto di Grycle è solido e definisce un progetto unico. È infatti la prima tecnologia in grado di miniaturizzare i consolidati processi industriali e a condurli a monte della catena, con l’obiettivo di ridurre drasticamente l’impatto ambientale del trattamento dei rifiuti, in modo energeticamente sostenibile.Il coraggio d’investire nello sviluppo di una tecnologia dirompente, tutta Italiana.Con l’obiettivo di finanziare la fase finale dello sviluppo sperimentale, Grycle dopo essere stata presentata al CES 2020, la più importante fiera globale dedicata all’innovazione tecnologica, terrà un webinar per annunciare la propria campagna di equity crowdfunding, che partirà nei giorni successivi sulla piattaforma CrowdFundMe, l’unico portale di equity crowdfunding quotato su Borsa Italiana.In questo webinar il team spiegherà perché Grycle, una macchina innovativa che trasforma rifiuti indifferenziati in granuli di materia prima, separandoli automaticamente e rendendoli già pronti per il riuso, può essere una soluzione cruciale contro i danni prodotti dall’inadeguato smaltimento dei rifiuti. Ma soprattutto come, grazie alla campagna di equity crowdfunding, potrà arrivare nel 2021 all’industrializzazione del prodotto da commercializzare rapidamente in un mercato profittevole e dai grandissimi numeri.In questo modo sarà possibile recuperare le materie prime dai rifiuti, riducendo l’impatto ambientale e assicurando la sostenibilità nel tempo per quanto riguarda l’approvvigionamento di materie prime preziose.“Ogni anno produciamo globalmente oltre due miliardi di tonnellate di rifiuti indifferenziati. La filiera per il trattamento, inefficiente e costosa, genera a sua volta svariati impatti negativi, in termini di costo, emissioni di CO2, traffico. L’impatto ambientale è sempre più evidente e cresce la sensibilità verso il tema della sostenibilità”, ha spiegato Daniele Pes, uno dei due soci fondatori di Grycle.
“Ma il problema non riguarda solo l’impatto sull’ambiente e la nostra salute. I rifiuti sono i nostri scarti e gli scarti sono tali perché ce ne liberiamo. Se fossimo in grado di ritrasformarli completamente, non sprecheremmo più le materie prime che li compongono http://www.grycle.com/webinar.

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“L’economia circolare nei rifiuti elettronici”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Milano ’Hotel Melià Milano in via Masaccio 19. L’inizio è previsto alle 9.30; la chiusura dei lavori entro la mattinata. La partecipazione è libera. Saranno presentati i risultati del progetto “Separazione e selezione delle plastiche contenute nei RAEE di cui al raggruppamento 4 (piccoli elettrodomestici): innovazioni di processo e miglioramento delle percentuali di riciclo e recupero”.Promosso da Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università di Brescia e da Stena Recycling, impianto di trattamento dei rifiuti elettronici e realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del territorio e mare – Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento, il progetto ha voluto studiare nuove modalità di trattamento per migliorare il recupero delle plastiche contenute nei rifiuti elettronici di piccole dimensioni.
Di fatto, phon, frullatori e persino i telefonini sono composti per il 30% del loro peso da materie plastiche che hanno due caratteristiche essenziali: l’estrema varietà dei polimeri utilizzati e la presenza di plastiche con ritardanti di fiamma bromurati. Due elementi che rendono complesso il recupero e, di conseguenza, fanno diventare più articolata la “chiusura del cerchio”. Nell’ottica di concretizzare i principi dell’economia circolare, Ecolight, Università di Brescia e Stena Recycling hanno analizzato le modalità di trattamento con l’intento non solamente di aumentare i quantitativi di plastica da inviare a recupero di materia, ma anche di migliorare la qualità delle plastiche ottenute dal processo di riciclo.

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Raccolta rifiuti elettronici

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Nel 2019 Ecodom ha gestito 122.330 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) provenienti dai nuclei domestici. Una quantità paragonabile al peso di 156 Freccia Rossa 1000 da 8 carrozze, e che rappresenta per il principale Consorzio italiano di gestione dei RAEE un incremento del 16% rispetto al risultato raggiunto nel 2018 (105.824 tonnellate).Tra i RAEE domestici gestiti da Ecodom nel 2019 prevalgono quelli del Raggruppamento R2 (Grandi Bianchi) con 76.042 tonnellate, pari al 62% del totale. Seconda posizione per i RAEE del Raggruppamento R1 (Freddo e Clima) con 38.451 tonnellate (31%), seguiti dai RAEE di R4 (Piccoli Elettrodomestici) con 4.553 tonnellate (4%) e da quelli di R3 (Tv e Monitor) con 3.277 tonnellate (3%). Il Consorzio ha inoltre trattato anche 7 tonnellate di sorgenti luminose (R5).“I risultati ottenuti da Ecodom nel 2019 sono la prova di un impegno continuo per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Più che delle quantità gestite, siamo particolarmente orgogliosi della qualità del servizio che il Consorzio offre al Paese, sia per quanto riguarda la puntualità dei ritiri dalle isole ecologiche, che lo scorso anno è stata pari al 99,6% su 53.567 ritiri effettuati, sia per i benefici ambientali che la nostra attività genera” – ha dichiarato Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom – “Sono risultati ancora più importanti se si considera che il settore dei RAEE è indebolito da carenze legislative e dalla mancanza di adeguati controlli lungo la filiera, come è stato evidenziato dalla recente inchiesta svolta dal nostro Consorzio insieme ad Altroconsumo sulle rotte illecite dei rifiuti elettrici ed elettronici in Italia”.I risultati operativi del 2019 confermano il ruolo chiave di Ecodom nello sviluppo di una reale Economia Circolare a livello nazionale. Il tasso di riciclo delle Materie Prime Seconde è stato pari al 89%* del peso dei RAEE domestici gestiti dal Consorzio. In dettaglio, dalle oltre 122mila tonnellate di RAEE domestici gestiti, Ecodom ha ricavato 70.833 tonnellate di ferro, pari a 202 volte il peso della copertura della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, 2.264 tonnellate di alluminio, pari a 2,7 milioni di caffettiere, 2.493 tonnellate di rame, pari a 27 volte il peso del rivestimento della Statua della Libertà, e 13.894 tonnellate di plastica, pari a 38,6 milioni di cestini da ufficio.
Il corretto trattamento di questa tipologia di rifuti ha permesso di risparmiare 153.475.338 kWh di energia elettrica, pari ai consumi domestici annui di una città di 141.844 abitanti (come Salerno) e di evitare l’immissione in atmosfera di 849.408 tonnellate di anidride carbonica, come la quantità di CO2 che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 849 kmq (esteso quanto la provincia di Lecco).

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Bioeconomia dei rifiuti organici e delle biomasse

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 dicembre 2019

Sono aperte fino al 10 dicembre le iscrizioni all’undicesima edizione del Master in “Bioeconomia dei Rifiuti Organici e delle Biomasse” proposto dal CNR – Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria in collaborazione con il Consorzio Italiano Compostatori. Obiettivo è quello di formare figure professionali specializzate in grado di soddisfare le esigenze delle aziende che intendono orientarsi verso il settore del biowaste, ad alto potenziale di crescita. Con questo obiettivo parte da gennaio 2020 l’undicesima edizione del Master in “Bioeconomia dei Rifiuti Organici e delle Biomasse”, organizzato da CNR – Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria e AMSAF – Associazione Milanese Laureati in Scienze Agrarie e in Scienze Forestali. Il Master rinnova quest’anno la collaborazione, avviata nella precedente edizione, con il Consorzio Italiano Compostatori (CIC), la principale organizzazione italiana che rappresenta sia gli impianti di riciclo dei rifiuti organici pubblici e privati, che le aziende, gli Enti e gli Istituti di Ricerca interessati al tema della valorizzazione del biowaste.Il Master si rivolge non soltanto a giovani laureati ma anche a coloro che già operano nel settore agro-alimentare, forestale e della gestione dei rifiuti, per preparare figure professionali specializzate e in grado di soddisfare le esigenze delle aziende, industriali, agricole e del settore rifiuti, che intendono orientarsi verso questo settore ad alto potenziale di crescita.
Gli sbocchi professionali offerti dal Master sono molteplici: dalle imprese nazionali e internazionali interessate all’efficienza energetica, agli istituti di credito, ai soggetti istituzionali deputati alla regolazione del settore, alle società di consulenza ed ai centri di ricerca specialistici. L’elevata qualità della didattica e il costante rapporto con la realtà produttiva hanno aperto alla quasi totalità dei partecipanti delle precedenti edizione del Master un percorso professionale coerente con gli obiettivi proposti, con un inserimento nel mondo del lavoro pari all’80%, grazie anche allo sviluppo di una fitta rete di collaborazioni con Enti di ricerca, Regioni, Comuni, Fondazioni e aziende. Il 22% degli iscritti delle precedenti edizioni, operando già nel settore della bioeconomia e dei rifiuti organici, ha riconosciuto nel Master un’opportunità di aggiornamento.In ambito agro-industriale e civile, particolare attenzione è rivolta alla progettazione di specifiche filiere per la produzione di bioprodotti a partire da rifiuti e sottoprodotti, all’efficienza energetica e alla produzione di energia rinnovabile da biomasse di scarto, tutti settori in forte sviluppo proprio grazie all’impulso fornito dai principi dell’economia circolare.Le domande di ammissione al Master potranno essere presentate entro il 10 dicembre 2019 (http://www.master-bioenergia.org/master/). Sono a disposizione dei candidati numerose borse di studio a parziale o completa copertura dell’iscrizione. Le lezioni si svolgeranno prevalentemente nel weekend a partire da gennaio 2020 presso la sede del CNR in via Alfonso Corti a Milano, e saranno poi seguite dai tirocini e dai progetti di tesi.

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Educare alla riduzione dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

Questo uno dei claim della “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” che mira a dare il buon esempio attraverso numerose iniziative promosse e diffuse su tutto il territorio comunitario. Il movimento di coscienze ha portato l’Italia nel 2018 a registrare 5.080 azioni, riconfermandosi così tra le nazioni più sensibili al tema della sostenibilità in Europa.“Ma cosa può fare ciascuno di noi nel quotidiano, per ridurre se non evitare la produzione di rifiuti?”. Senza arrivare a scelte estreme, sicuramente attraverso piccoli accorgimenti e cambiamenti nel nostro stile di vita e di consumo tutti noi possiamo fare la nostra parte. Lo scopo ultimo è quello di rendere ogni settimana la settimana per la riduzione dei rifiuti, partendo da come ci muoviamo a cosa mangiamo, senza dimenticare l’igiene ed il consumo di acqua in generale. A tal proposito, abbiamo pensato ad alcuni spunti efficaci e semplici, per farci essere più green e rispettosi dell’ambiente.
– quando si fa la spesa, prediligere packaging in materiale riciclabile come la carta o il vetro
– avvicinarsi al mondo dello sfuso:sono sempre più numerosi i negozi che offrono prodotti alimentari, detersivi o prodotti per l’igiene sfusi: basta poco per organizzarsi, portando con sé contenitori vuoti e riempirli all’occorrenza e rispondere così all’esigenza di inquinare meno e ridurre i rifiuti
– in cucina,gli scarti della verdura spesso possono essere riutilizzati per preparare deliziosi brodi vegetali o base per nuove ricette
– anche per il consumo di acqua a casa si possono evitare le pesanti e molto inquinanti bottiglie di plastica, l’Italia purtroppo è il Paese in Europa con il più alto consumo di acqua in bottiglia. Ricorrendo all’acqua del rubinetto e ai gasatori domestici, versatili e sicuramente più sostenibili, possiamo risparmiare fino a 2000 bottiglie di plastica all’anno a famiglia.Ci sono gasatori molto eleganti che utilizzano anche caraffe in vetro che una volta riempite e “gasate” possono essere portate direttamente in tavola
– quando ci si muove fuori casa, al posto di usare le bottigliette di acqua in plastica – ogni minuto nel mondo viene acquistato l’impressionante numero di 1 milione di bottigliette di plastica- è meglio ricorrere alle borracce(abitudine fortunatamente sempre più diffusa, grazie anche all’impegno di molte amministrazioni cittadine che hanno distribuito le borracce a scuola e negli uffici pubblici). Esistono in commercio borracce di ogni tipo, sportive o di design, come la MyOnlyBottle di SodaStream, che rispondono alle esigenze e ai gusti di ciascuno
– scatole e confezioni di vario tipo possono avere una seconda vita, con un po’ di creatività infatti è possibile trasformare una scatola di biscotti in un simpatico porta oggetti da tavolo piuttosto che i classici cartoni da imballaggio diventare sedie e tavolini decorabili per bambini, una vecchia bottiglia di vetro si può trasformare in una lampada di design e gli esempi potrebbero continuare a lungo. (Sara Orsenigo)

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Roma Capitale. La Raggi, i rifiuti e il riuso creativo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Un tempo si chiamavano bidelli, ora operatori scolastici, prima erano netturbini ora sono operatori ecologici. E’ la trasformazione di nomi e professioni dei quali, il buonismo imperante, ha tentato di rendere gradevole il suono degli appellativi.Anche ai rifiuti, quelli che a Roma si chiamano “monnezza”, si è trovato il modo di ingentilirne la definizione: materiale post-consumo. E’ la definizione della assessore Pinuccia Montanari, dimessasi mesi fa per contrasti con la sindaca Virginia Raggi.Scriveva, la ex assessore Montanari: “Noi non li vogliamo più chiamare rifiuti, ma li vogliamo definire materiale post-consumo: materiali che potrebbero ritornare ad avere vita, attraverso un processo che li valorizzi dal punto di vista ambientale ma anche da quello sociale e da quello della tutela della salute”.
Parafrasando il Leopardi, invocando indulgenza, potremmo dire “il naufragar è dolce in questo mare di parole”.
Nel frattempo che il nome “rifiuti” si trasformi in valore socio-sanitario e ambientale, a Roma i rifiuti fanno, parte dell’ambiente quotidiano.Una soluzione prospettata dalla sindaca Raggi è quella del “riciclo creativo”, “un luogo dove le persone possono portare oggetti che non usano e che avranno vita nuova. Potrà essere anche un luogo di aggregazione, in Francia li chiamano “repair cafè”. Dimentica, la Raggi, che questi luoghi esistono da tempo, prima della sua elezione a sindaca, e che rimane il problema della prosaica “monnezza” che non trova luoghi dove si pratichi il riciclo creativo.Dopo più di 3 anni dalla sua elezione, la sindaca Raggi offre, alla vista, cassonetti della “monnezza” stracolmi e maleodoranti, sacchi di rifiuti accatastati e frotte di topi e gabbiani intendi a banchettare.Alla faccia del materiale post-consumo e del riciclo creativo. (Primo Mastramtoni, segretario Aduc)

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Rifiuti: senza End of Waste il riciclo degli inerti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

Dopo più di due anni di intenso confronto con il Ministero dell’Ambiente e con ISPRA, alcune Associazioni di categoria (CNA nazionale, Confartigianato Imprese, Federbeton con ATECAP, FISE Unicircular, ANPAR, Legacoop Produzione e Servizi e il supporto di Centro Materia Rinnovabile) hanno inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa chiedendo il suo coinvolgimento per accelerare e portare a termine un importante Regolamento End of Waste relativo ai rifiuti inerti da costruzione e demolizione (C&D).
L’End of Waste – cioè il fatto che, a certe condizioni, alcuni rifiuti non vengano più considerati tali e possano essere impiegati nei processi di produzione – è una condizione essenziale perché le imprese possano diventare protagoniste dell’Economia circolare. In particolare, la valorizzazione dei rifiuti da C&D è una questione nodale per l’economia del Paese; è un problema che coinvolge decine di migliaia di imprese e migliaia di impianti di recupero. Secondo il recente Rapporto ISPRA Rifiuti Speciali 2019, il flusso di rifiuti “tracciati” arriva a 57 milioni di tonnellate all’anno (il 41% del totale), ma a questi si aggiungono enormi quantitativi di materiali “non identificati”, dispersi nel territorio, che costituiscono un danno per l’ambiente e un costo per la collettività.Stabilire regole chiare attraverso le quali poter valorizzare pienamente questi materiali nelle costruzioni è quindi un passo importante per l’economia di un settore che negli ultimi anni ha perso più di 500.000 posti di lavoro e può trovare una importante leva di ripresa proprio nell’Economia circolare.
Si tratta di conciliare criteri ambientali, nel rispetto delle norme in materia, e criteri tecnico industriali, che derivano dalle norme tecniche armonizzate europee e dall’esperienza operativa delle imprese.L’obiettivo è arrivare alla redazione di un nuovo testo di Regolamento End of Waste per i rifiuti da Costruzione e Demolizione, diverso dalla bozza fino ad oggi elaborata, che preveda analisi e verifiche assolutamente rigorose ma costruite a misura degli scopi specifici ai quali “la sostanza o l’oggetto è destinato” (si veda art.6, par. 1, Direttiva 2008/98).Per questo motivo le Associazioni confidano che il Ministro Costa dia una sua indicazione per favorire il riavvio di una piena collaborazione tra le parti e il trasferimento, dalle Associazioni a ISPRA, delle innovazioni industriali e delle pratiche consolidate che possano risultare utili per una migliore messa a punto degli aspetti tecnici del Regolamento.Le Associazioni firmatarie di questa lettera al Ministro hanno sottoscritto, lo scorso 25 luglio, anche l’Appello al Governo e al Parlamento per sboccare il cosiddetto End of Waste “caso per caso” che rappresenta una problematica strettamente connessa a quella qui esposta e con conseguenze drammatiche per le aziende del recupero.

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“Appello al Governo e al Parlamento per sbloccare il riciclo dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2019

Roma giovedì 25 luglio a Roma (ore 11.00, Centro congressi ROMA EVENTI – Piazza di Spagna, VIA ALIBERT, 5 A – Sala Michelangelo) FISE Assoambiente e FISE Unicircular, insieme ad oltre 40 sigle associative, promuovono la Conferenza Stampa di presentazione di un “Appello al Governo e al Parlamento per sbloccare il riciclo dei rifiuti”.
Dopo una Sentenza del Consiglio di Stato dello scorso anno, l’intervento normativo contenuto nella legge n. 55 del 14 giugno 2019 di conversione del Decreto “Sblocca cantieri” in materia di cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) non ha risolto questa grave situazione, limitandosi a salvaguardare le tipologie e le attività di riciclo previste e regolate dal DM 5 febbraio 1998 e successivi. Rimangono escluse quindi le numerose tipologie, provenienze, caratteristiche di rifiuti, attività di recupero e dei materiali che nel frattempo sono stati sviluppati. Il blocco del riciclo si è così creato investe la maggior parte delle tipologie di rifiuti e di attività di riciclo, con un grave ostacolo allo sviluppo dell’economia circolare e generando concreti rischi, in diverse località, anche per la gestione di importanti quantità di rifiuti.

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Soluzione emergenza rifiuti a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Roma. “Gli anziani di Roma esprimono il loro plauso per l’intesa trovata tra il Comune di Roma e la Regione Lazio in merito alla questione rifiuti”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “La mancata soluzione del problema avrebbe avuto un impatto pesante soprattutto sui soggetti più fragili, sugli anziani della capitale che in ragione delle loro magre pensioni hanno difficoltà a lasciare la città per andare in vacanza. L’intesa trovata dimostra come ispirandosi al bene dei cittadini la politica sia in grado di far prevalere il buon senso e trovare intese che vanno a vantaggio di tutti. Auspichiamo che con lo stesso spirito di servizio e approccio di collaborazione si possano trovare soluzioni di lungo periodo al problema rifiuti che assilla tante nostre città”.

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Rifiuti a Roma e il loro mancato trattamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

“La sindaca Raggi è in carica dal 2016, sono passati tre anni. E questa situazione non trova più giustificazione plausibile. Ma sulla pianificazione c’è una competenza sul piano regionale. Mentre Zingaretti, che ha fatto carriera diventando il segretario del Pd, sono sei anni che governa: o non sono capaci o non sono sufficientemente responsabili per capire quanto sia importante la materia dei rifiuti. C’è un rimpallo di responsabilità che è inaccettabile. Il Campidoglio sembra chiuso nel suo eremo, non ha cercato il dialogo con la Regione. Roma non ha più un obiettivo strategico sul piano dei rifiuti. La sinistra ha governato per decenni, il centrodestra per 5 anni in quel periodo grazie al presidente dell’Ama Piergiorgio Benvenuti siamo stati in grado di portare un incremento del 15%, che è un risultato importante per una grande città come Roma”.“I rifiuti vanno trattati in maniera responsabile: produrre meno rifiuti, riuso, riciclo, economia circolare, vuoto a rendere. Ci sono materiali che noi gettiamo e che potrebbero invece costituire una miniera del riciclo: la carta, il cartone, il vetro, l’alluminio, i rifiuti organici per le biomasse. Resterebbe da bruciare solo una parte infinitesimale, quello che non può essere riutilizzato. Ma per questo processo bisogna avere cultura, sensibilità ecologica, professionisti. Né Zingaretti né Raggi mi sembrano dotati di queste qualità. Portare i rifiuti a Stoccolma sarebbe un fallimento. Se invece dobbiamo prendere una città come riferimento, si prenda San Francisco che è riuscita a portare i rifiuti a zero”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervistato sull’emergenza rifiuti a Roma da Radio Radicale.

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Crisi rifiuti a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Roma Le organizzazioni sindacali dei lavoratori di Ama hanno incontrato nel pomeriggio la sindaca di Roma Virginia Raggi e la presidente Ama Luisa Melara, sottoscrivendo un documento comune per la nascita di una “Cabina di regia permanente per la riorganizzazione del servizio di pulizia e il decoro della città”.Per l’Unione Sindacale di Base si tratta di un atto dovuto verso i cittadini e i lavoratori Ama. Quello di oggi è infatti il primo passo verso “un nuovo sistema di relazioni industriali”, quanto mai necessario in una città che ha bisogno di un servizio efficiente fornito da un’azienda pubblica in salute.Adesso il pericolo da evitare è quello di concentrare l’attenzione e le energie sulla fase emergenziale e sul lavoro da svolgere per traghettare la Capitale fuori da una durissima crisi ambientale, rinviando sine die la soluzione degli annosi problemi che attanagliano Ama e la gestione del ciclo dei rifiuti a Roma.Occorre immediatamente lavorare per il futuro. Questo significa sì attivarsi per reperire le risorse finanziarie da investire in infrastrutture e mezzi, ma soprattutto concentrarsi su un piano assunzionale.L’aver messo nero su bianco che l’elemento fondante del nuovo corso è la responsabilità sociale d’impresa, con la valorizzazione e la tutela del personale, la salvaguardia dei diritti dei cittadini, la sostenibilità ambientale e l’equilibrio gestionale è per USB un fatto positivo. Troppo spesso si è voluto scaricare ogni responsabilità sulle spalle dei lavoratori, comodi capri espiatori per una situazione nata invece nelle stanze della politica.Nella cabina di regia USB sarà parte attiva affinché il documento sottoscritto oggi non si trasformi in una vuota dichiarazione d’intenti.

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Rifiuti, emergenza in strada a Roma e progetto di discarica a Pian dell’Olmo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Legambiente “Tornano i cumuli di rifiuti tra le strade della Capitale con il picco di produzione estiva. Roma invece di Rifiuti Zero, è all’anno Zero sui Rifiuti” “No alla discarica di Pian dell’Olmo, peraltro troppo vicina al Tevere e all’area protetta regionale. Se iter fosse favorevole, il Comune dovrebbe fermarla dimostrandone l’inutilità, oggi ne giustifica l’esistenza con 1 milione di tonnellate di monnezza che vanno già in discariche e inceneritori altrove”In questi giorni i romani sono di nuovo alle prese con i cumuli di rifiuti abbandonati in strada, siamo nel puntuale picco estivo di produzione, periodo dell’anno che insieme alle feste natalizie mette a dura prova la pulizia delle strade, lo svuotamento dei cassonetti e quindi tutto il ciclo dei rifiuti.“Tornano i cumuli di rifiuti tra le strade della Capitale con il picco di produzione estiva – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – basta alzare lo sguardo per rendersi conto che la situazione ritorna a precipitare, senza svuotamento dei cassoni, senza spazzamento e con una città sporca. L’amministrazione comunale di Roma, invece di Rifiuti Zero, porta la capitale all’anno Zero sui Rifiuti: non c’è un ciclo corretto, non ci sono impianti per gestirlo, non c’è da oltre quattro mesi un assessore che abbia la responsabilità politica sui rifiuti ancora in capo alla Sindaca, non c’è economia circolare, non ci sono impianti per gestire le frazioni e non ci sono neanche progetti presentati, a partire da quelli per la biodigestione anaerobica dell’umido; l’unico progetto che sta facendo il suo iter di valutazione di impatto ambientale è l’ennesima discarica”. Da qualche giorno infatti, sono state convocate per il prossimo 24 giugno presso l’ufficio VIA della Regione, diverse amministrazioni comunali, asl, Arpa e municipi di Roma, per la procedura amministrativa di Valutazione di Impatto Ambientale ai senso del combinato disposto dell’art.27bis parte II del Decreto legge 152/2006 e del d.m. 52/2015 per il progetto “Piattaforma per lo smaltimento definitivo dei residui prodotti dal processo dell’End of Waste”: una discarica da 700.000 metri cubi e 45mila metri quadri contro la quale si schiera Legambiente.“No alla discarica di Pian dell’Olmo, peraltro troppo vicina al confine con il territorio protetto di un parco regionale, a poca distanza dal Tevere e a pochi passi dal reticolo fluviale secondario che vi si immette. Se la procedura amministrativa regionale dovesse sciaguratamente dar esito positivo, il Comune di Roma dovrebbe intervenire con un dissenso reale, non a chiacchiere; dissenso da dimostrare in primo luogo con una crescita veloce della raccolta differenziata che renda chiara l’inutilità di nuove grandi discariche. Il problema vero però, è che stiamo assistendo a un’assurda inerzia senza alcuna crescita determinata della percentuale di differenziata e un milione di tonnellate di monnezza che ogni anno Roma produce, vanno in discariche e inceneritori di altri territori, a gravare sulle condizioni ambientali di altri: in questo modo l’amministrazione capitolina che proclama l’obiettivo rifiuti zero, giustifica nei fatti i progetti per nuove grandi discariche e lascia spazi immensi alle illegalità nel ciclo dei rifiuti come l’abbandono su strada di inerti e ingombranti – conclude Roberto Scacchi -. Ci opponiamo con forza al progetto di questa discarica ma anche a quelli di parcheggi e aree che miracolosamente si dovrebbero trasformare in siti di trasferenza: senza miglioramento del ciclo complessivo i cittadini si ritroverebbero solo con nuovi ed enormi cumuli di rifiuti”.

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Gli enti locali si impegnano per la riduzione dei rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Il Comitato europeo delle regioni ha ospitato la cerimonia annuale di premiazione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, nel quadro della Settimana verde 2019
Nel quadro della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti SERR sono stati premiati sei progetti, riconosciuti come le azioni migliori dell’anno nello sforzo di ridurre a zero i rifiuti nell’UE. I riconoscimenti, assegnati ogni anno, intendono segnalare e incoraggiare le iniziative di riduzione dei rifiuti attuate da tutti i soggetti della società. La SERR si svolge ogni anno in novembre, e comprende migliaia di attività di sensibilizzazione e di rimozione di rifiuti in tutta Europa. La decima edizione dei premi SERR mette in evidenza il ruolo centrale degli enti locali nella riduzione dei rifiuti. La prossima SERR avrà luogo dal 16 al 24 novembre 2019. Nel suo intervento di apertura, il membro del Comitato europeo delle regioni (CdR) André van de Nadort (NL/PSE) , sindaco di Weststellingwerf e membro della giuria dell’edizione di quest’anno, ha dichiarato: “Come membro della giuria sono impressionato dal numero di iniziative in corso in tutta Europa e dalla diversità dei gruppi, delle istituzioni e delle comunità che si impegnano attivamente nella prevenzione e nella riduzione dei rifiuti. Al Comitato europeo delle regioni e nei nostri comuni ci adoperiamo per aumentare il livello di ambizione della legislazione sui rifiuti in Europa. Ma non potremmo raggiungere i nostri obiettivi senza l’impegno e la dedizione delle comunità locali”. André van de Nadort (NL/PSE) è stato relatore del parere sulla Strategia europea per la plastica nell’economia circolare , adottato a ottobre 2018.

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“Per una strategia nazionale dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Roma 18 aprile 2019 (dalle 10 alle 13.30) presso la Sala degli Affreschi di Hdrà, Piazza di San Lorenzo in Lucina, 4 sarà presentato il Rapporto “Per una strategia nazionale dei rifiuti” curato dall’Associazione che fornisce, dati alla mano, una fotografia dell’attuale scenario nazionale della gestione rifiuti in Italia (raccolta, trattamento, riciclo, smaltimento, import, export, movimentazione sul territorio, valorizzazione economica del settore) e avanza una proposta concreta per superare le emergenze nazionali e raggiungere gli obiettivi fissati a livello europeo al 2035 (65% di riciclo e 10% discarica).Lo studio parte dalla consapevolezza che un Paese responsabile e moderno deve poter disporre di un sistema di gestione dei rifiuti adeguato ed evoluto sul piano industriale, e quindi della necessaria impiantistica per rispondere alle esigenze che emergono da una pianificazione del settore. Un sistema moderno è indispensabile per una adeguata gestione ambientale, per una corretta competitività del sistema Italia, per l’attrazione di investimenti e quindi anche per un corretto funzionamento del mercato del settore.I risultati dello studio saranno illustrati dal Presidente FISE Assoambiente . Chicco Testa.Seguirà l’intervento di Donato Berardi – Direttore Laboratorio REF che illustrerà il report “Economia circolare: senza gli impianti vince sempre la discarica”.Spazio poi al dibattito, nel corso del quale interverranno:
· Filippo Brandolini, Vice Presidente UTILITALIA
· Alessandro Bratti, Direttore Generale ISPRA
· Andrea Fluttero, Presidente FISE UNICIRCULAR
· Alessandro Marangoni, ALThESyS
· Stefano Saglia, ARERA
· Marco Steardo, Amministratore Delegato SERSyS AMBIENTE
· Monica Tommasi, Presidente AMICI DELLA TERRA
· Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente hERA SpA
· Giorgio Zampetti, Direttore Generale LEGAMBIENTE
Concluderanno i lavori gli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni:
· Chiara Braga, 8ª Commissione Ambiente Camera
· Paola Nugnes, 13ª Commissione permanente territorio, ambiente, beni ambientali Senato
· Maria Alessandra Gallone, 13ª Commissione permanente territorio, ambiente, beni ambientali Senato
· Vannia Gava, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

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