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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 87

Posts Tagged ‘rifiuti’

Rifiuti: aumentare il riciclaggio, ridurre lo smaltimento in discarica e i rifiuti alimentari

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 marzo 2017

rifiutiBruxelles. La relatrice Simona Bonafè (S&D, IT) ha detto: “Oggi, il Parlamento ha dimostrato a larghissima maggioranza che crede nella transizione verso un’economia circolare. Abbiamo deciso di ripristinare obiettivi ambiziosi per il riciclaggio e la discarica, in linea con quanto la Commissione aveva inizialmente proposto nel 2014”.
Le statistiche per il 2014 indicano che il 44% di tutti i rifiuti urbani dell’UE è riciclato o compostato, a fronte di appena il 31% del 2004. Inoltre, entro il 2020, gli Stati membri dell’UE dovrebbero essere in grado di riciclare o compostare più del 50% dei rifiuti.Secondo i deputati, entro il 2030, almeno il 70% in peso dei cosiddetti rifiuti urbani (familiari e di piccole imprese) dovrebbe essere riciclato o preparato per il riutilizzo, ovvero, controllato, pulito o riparato. La Commissione europea aveva proposto il 65%.
Per i materiali di imballaggio, come carta e cartone, plastica, vetro, metallo e legno, si propone l’80% come obiettivo per il 2030, con obiettivi intermedi per ogni materiale nel 2025.Il progetto di legge limita la quota di rifiuti urbani collocati in discarica al 10% entro il 2030. Si propone una riduzione di quest’ultima al 5% ma è prevista una proroga di cinque anni a determinate condizioni per gli Stati membri che, nel 2013, hanno collocato in discarica più del 65% dei loro rifiuti urbani.
I rifiuti alimentari nell’UE sono stimati a circa 89 milioni di tonnellate, pari a 180 kg pro-capite annui. Rispetto al 2014, i deputati mirano a una riduzione dei rifiuti alimentari del 30% per il 2025 e del 50% entro il 2030. Si propone inoltre un obiettivo simile per i rifiuti marini.Le quattro risoluzioni approvate martedì rappresentano la posizione negoziale del Parlamento in vista dei negoziati con il Consiglio dei ministri UE, che deve ancora adottare la propria posizione.

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Parlamento europeo Rifiuti: più riciclo e meno smaltimento in discarica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 marzo 2017

Bruxelles. Secondo la proposta legislativa che sarà posta in votazione martedì, la quota di rifiuti da riciclare aumenterebbe dall’odierno 44% al 70% entro il 2030. I deputati vogliono inoltre limitare lo smaltimento in discarica al 5% dei rifiuti globali, nonché la riduzione dei rifiuti alimentari del 50% entro il 2030.
Secondo i deputati, entro il 2030 almeno il 70%, in peso, dei rifiuti “urbani” (familiari e di piccole imprese) dovrebbe essere riciclato o preparato al riutilizzo, ovvero controllato, pulito o riparato. La Commissione europea ha proposto il 65%. Per i materiali di imballaggio come carta e cartone, plastica, vetro, metallo e legno, si propone come obiettivo di riciclaggio l’80% entro il 2030, con obiettivi intermedi per ogni materiale.
Nel 2014, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Svezia non hanno smaltito praticamente nessun rifiuto urbano nelle discariche, mentre Cipro, Croazia, Grecia, Lettonia e Malta ancora smaltiscono in discarica più di tre quarti dei propri rifiuti urbani.Sebbene la gestione dei rifiuti nell’UE sia notevolmente migliorata negli ultimi decenni, quasi un terzo dei rifiuti urbani viene smaltito in discarica e meno della metà viene riciclato o compostato; con ampie variazioni tra gli Stati membri.Migliorare la gestione dei rifiuti potrebbe fornire benefici per l’ambiente, il clima, la salute umana e l’economia. Come parte di un cambiamento nella politica dell’UE verso un’economia circolare, la Commissione europea ha fatto quattro proposte legislative che introducono nuovi obiettivi nella gestione dei rifiuti per quanto riguarda il riutilizzo, il riciclaggio e lo smaltimento in discarica.Le proposte rafforzano inoltre le disposizioni UE sulla prevenzione dei rifiuti e sull’estesa responsabilità del produttore, semplificando le definizioni, gli obblighi di comunicazione e i metodi di calcolo per gli obiettivi.

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Rifiuti Roma: Montanari, “Obiettivo stop ai camion e alla trasferenza”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

rifiutiRoma. “Nell’ambito della relazione illustrata oggi in Commissione Bicamerale Ecomafie ho riferito riguardo il potenziamento del trattamento dell’organico che dovrà svilupparsi tramite il compostaggio domestico, il compostaggio di comunità e l’impiantistica appositamente dedicata. Nel complesso si prevede un aumento delle potenzialità al 2021 pari al 500%. Per la valutazione della tipologia di impiantistica e della sua localizzazione ci atterremo allo studio ora in fase di elaborazione da parte della ‘Scuola Agraria Parco di Monza’, che rappresenta la massima autorità europea in materia, senza mancare di dialogare con i cittadini e con le amministrazioni coinvolte. Il nostro impegno è verso la diminuzione dell’inquinamento da trasporto su gomma e per la fine della trasferenza”. Lo precisa, in una nota, l’assessora alla Sostenibilità ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.

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La Commissione ENVI del Parlamento Europeo appoggia Bioplastics nel voto sulla legge riguardo ai rifiuti

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 gennaio 2017

parlamento europeoEuropeanBioplastics (EUBP), l’associazione che rappresenta il settore bioplastico in Europa, plaude agli sforzi attivi della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo e della relatrice Simona Bonafè per i risultati del voto di ieri sulle proposte di legge sui rifiuti riguardanti il pacchetto UE sull’economia circolare. Il risultato del voto favorevole degli europarlamentari comporta emendamenti alla direttiva quadro sui rifiuti che aiuteranno ad assicurare che la raccolta separata dei rifiuti organici in tutta l’Europa sarà facilitata da strumenti certificati di raccolta come sacchetti compostabili per i rifiuti organici.”Gli emendamenti garantiscono che il potenziale dei rifiuti organici come preziosa risorsa possa essere sfruttato attraverso il riciclaggio organico e darà una spinta importante al mercato delle risorse e prodotti secondari all’interno dell’Unione Europa”, ha dichiarato François de Bie, il Presidente di EUBP.Per quanto riguarda la direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, l’adozione dell’emendamento che incoraggia l’uso di risorse di origine biologica per la produzione di imballaggi è una prima importante pietra miliare che collega concretamente i concetti dell’economia circolare e della bioeconomia.Le materie plastiche di origine biologica riciclabili meccanicamente ed organicamente sostengono i concetti dell’economia circolare riducendo le emissioni di carbonio, aiutando a rispettare le quote di riciclo e a mantenere nel circolo preziose materie prime secondarie e carbonio rinnovabile.”Il Parlamento Europeo ha appena compiuto un passo importante nella riduzione della dipendenza dalle risorse fossili e a sostegno della transizione verso un’economia basata su materie di origine organica a bassa emissione di carbonio.Questa è una questione che può essere affrontata solo un passo alla volta nel corso dei prossimi anni attraverso uno sforzo concertato da parte di tutti gli interessati”, ha dichiarato de Bie.L’EUBP è ansiosa di continuare il dialogo riguardo all’imminente strategia per le materie plastiche e collaborerà da vicino con le istituzioni europee e con gli interessati alla costruzione di un quadro coerente e completo per un’economia circolare in Europa.

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Rifiuti Sicilia: “basta emergenze, serve seria pianificazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

rifiuti“Sul sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia dobbiamo dire stop all’approccio emergenziale, quello che serve è una seria pianificazione e programmazione”. E’ quanto ha dichiarato in Aula alla Camera il deputato di Area popolare Vincenzo Garofalo, annunciando il voto favorevole di Ap alla relazione della commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti della Regione Sicilia. “Ad oggi infatti abbiamo sul piano normativo un sistema caratterizzato principalmente da deroghe, dettato da uno stato di continua emergenza, che consente di intervenire in un regime di perenne straordinarietà. Uno scenario – ha aggiunto Garofalo – che in questi anni, come emerso dalle indagini della commissione di inchiesta, ha continuato ad alimentare il malaffare, creare zone grigie di illegalità mentre sono lievitati gli sprechi economici con continui danni per le famiglie, doppiamente beffate perché costrette a pagare tariffe ‘monstre’ e a vedere le proprie città sempre sporche. Serve una svolta dunque, che però ad oggi ancora non vediamo. E’ chiaro quindi che auspichiamo quanto prima una inversione di marcia e per questo abbiamo votato favorevolmente la risoluzione con la quale – ha concluso Garofalo – si impegna il Governo nazionale, per quanto di competenza, a intraprendere tutte le iniziative necessarie a risolvere in maniera rapida le questioni evidenziate dalla stessa commissione parlamentare d’inchiesta in raccordo e leale collaborazione con la Regione, i relativi organismi nazionali e gli enti territoriali interessati”.

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Roma capitale presenta le quattro erre dell’ambiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2016

campidoglioLa cura e il rispetto per l’ambiente nell’ottica della ‘green economy’ saranno gli obiettivi del progetto ‘Le quattro erre dell’ambiente – Ridurre, Recuperare, Riusare, Riciclare‘ presentato oggi in Campidoglio dall’Assessora Laura Baldassarre e dal Direttore del Dipartimento Tutela ambientale Pasquale Libero Pelusi. Si tratta di un progetto promosso dall’Assessorato alla Sostenibilità ambientale in collaborazione con l’Assessorato alla Scuola. E’ un’importante iniziativa rivolta agli istituti scolastici il cui intento è quello di offrire un diverso approccio ai “rifiuti” promuovendo, al tempo stesso, un rinnovato senso civico in particolare nelle nuove generazioni. Sarà l’inizio di un percorso educativo chiamato a coinvolgere studenti, famiglie e insegnanti con il quale si intende sottolineare l’importante ruolo che le istituzioni scolastiche rivestono nell’ambito della comunicazione e della diffusione di questi temi. E’ quanto comunica, in una nota, il Campidoglio.

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Rifiuti a Roma: ruolo delle opposizioni

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2016

rifiuti“Non è giusto, dopo neanche 60 giorni, dare un giudizio definitivo alla giunta Capitolina ma allo stesso tempo non è onesto intellettualmente affermare che la città è più pulita soprattutto alla luce di tre considerazioni: è falso, le zone semi e periferiche sono nel totale degrado, la Capitale è vuota, sia di cittadini che di pendolari, e i vertici dell’Ama sono stati nominati da pochissimi giorni. Se si vuole la collaborazione dell’opposizione la si meriti ma è venuto il momento di dire basta a questa becera propaganda” lo dichiara in una nota Francesco Figliomeni, consigliere di Roma Capitale di Fratelli d’Italia, in merito alle dichiarazioni di Paolo Ferrara, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale che ha affermato che “l’obiettivo del 20 agosto è stato raggiunto: la città è più pulita”.”Al di là delle polemiche e delle legittime contrapposizioni e per il bene di Roma, Fratelli d’Italia è disponibile a dare il proprio contributo per trovare le giuste soluzioni al ciclo dei rifiuti ma la Sindaca Raggi deve dire chiaramente cosa vuole fare con i rifiuti romani e, soprattutto, farsi dire tutta la verità dall’assessora Paola Muraro. Siamo molto preoccupati per il destino igienico – sanitario della nostra città che nelle prossime settimane, al rientro dalle ferie, rischia di convivere con una nuova emergenza rifiuti che, purtroppo, l’Assessora Paola Muraro non sarà in grado di gestire impegnata com’è a definire il suo conflitto d’interessi tra le pendenze con l’AMA e gli incarichi ottenuti da numerose società operanti nel settore dei rifiuti e non da ultimo non è chiaro cosa sia accaduto nella regione Umbria con alcune consulenze ottenute da aziende ricollegabili al gruppo Cerroni. Sarebbe opportuno che l’ex consulente Ama, ora assessore della giunta capitolina, si facesse da parte togliendo l’Amministrazione da ogni imbarazzo. Solo così è possibile un dialogo libero da condizionamenti e orientato a risolvere definitivamente la questione rifiuti a Roma che oggettivamente è stata gestita nel passato con superficialità e gravi responsabilità politiche da parte di chi ha gestito i processi di smaltimento dei rifiuti” conclude l’esponente di Fratelli d’Italia.

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Rifiuti a Roma, Legambiente: “No a nuovi Termovalorizzatori nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

raggiMentre a Roma continua la situazione critica nella gestione dei rifiuti e prende intanto corpo il nuovo assetto dirigenziale di Ama, dal Ministero dell’Ambiente arrivano sollecitazioni per la realizzazione di Termovalorizzatori anche nel Lazio, possibilità prevista dallo Sblocca Italia, per affrontare questa fase. Il No di Legambiente è categorico.”No a nuovi Termovalorizzatori nel Lazio, il governatore Zingaretti e la sindaca Raggi hanno già esplicitato la loro contrarietà all’opzione, ora il Comune punti alla realizzazione di un ciclo virtuoso e la Regione a stendere un piano dei rifiuti che dia concretezza alla possibilità di trasformare i rifiuti in risorsa – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -. Bene infatti che Presidente della Regione e Sindaco abbiano già rifiutato tale opzione ma ora sia redatto e reso funzionante il Piano Regione sui Rifiuti dove prevedere l’impiantistica necessaria al riciclo e a Roma serve tutt’altro che un termovalorizzatore, si deve piuttosto puntare tutto sull’aumento della differenziata con l’estensione della raccolta porta a porta all’intera città, costruire gli impianti di trattamento e riciclo dell’organico con la tecnologia della digestione anaerobica per produrre compost e biometano (ne servono 15 da 30mila tonnellate all’anno), realizzare centri di raccolta e di riuso per ognuno dei 15 municipi, pianificare l’attivazione della tariffa puntuale”.

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Rifiuti elettronici, la raccolta si fa in negozio

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

rifiuti elettroniciLa raccolta dei rifiuti elettronici di piccole dimensioni si fa più vicina ai cittadini. Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei RAEE, ha posizionato due nuove EcoIsole intelligenti in corrispondenza dei punti vendita Sacchi Unieuro di Barzanò (LC), in via Privata G. Sacchi 2 e di Merate (LC), in via Turati 4. Qui è possibile conferire gratuitamente piccoli utensili ed elettrodomestici, cellulari, tablet, telecomandi e lampadine a risparmio energetico non più funzionanti. Lo scopo è incrementare la raccolta differenziata dei RAEE di piccole dimensioni al fine di tutelare maggiormente l’ambiente e di potenziare la sensibilità su questi rifiuti. «I rifiuti elettronici rappresentano un’importante risorsa: essendo riciclabili per oltre il 90% del loro peso, se correttamente raccolti e trattati possono fornire significativi volumi di materie prime e seconde come plastica, metalli e vetro», spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. «Con le EcoIsole abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sui rifiuti di piccole dimensioni che sono quelli più difficili da raccogliere: meno del 15% di questi rifiuti segue un corretto percorso di raccolta, recupero e smaltimento». In concreto, le Ecoisole rispondono a due esigenze importanti, prosegue Dezio: «Anzitutto, agevolano il cittadino-consumatore nel riciclare correttamente il proprio rifiuto. Infatti, essendo localizzate in aree commerciali ad alta frequentazione, sono facilmente raggiungibili. Inoltre, questo sistema riesce a dare una risposta concreta agli obblighi previsti dall’Uno contro Zero: i negozi con almeno 400 mq di superficie di vendita sono tenuti a ritirare i piccoli RAEE gratuitamente».
Con queste ultime due, salgono a 44 le EcoIsole posizionate da Ecolight in prossimità di centri commerciali e grandi punti vendita di Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio. Uno sforzo che ha portato solamente nei primi sei mesi di quest’anno a intercettare oltre 15 tonnellate di piccoli RAEE.«È un’iniziativa che conferma la volontà di promuovere i temi della salvaguardia ambientale e del risparmio energetico, che da tempo caratterizzano l’approccio di Sacchi Unieuro», spiega Agostino Salvioni, Responsabile Negozio Sacchi Unieuro. «I due punti vendita di Barzanò e Merate sono stati al centro di un’evoluzione green: dalla coibentazione delle strutture alla realizzazione di impianti fotovoltaici, ogni azione aveva al centro il rispetto per l’ambiente. Con le EcoIsole diamo un ulteriore segnale e un servizio concreto ai nostri clienti, nell’ottica di ampliare la sensibilità ecologica sui rifiuti elettronici».
Come funziona l’EcoIsola? L’EcoIsola è un cassonetto di dimensioni contenute (1,5×1,2×1,5 metri) interamente automatizzato. Per conferire il rifiuto, il consumatore deve indicare il tipo di prodotto da smaltire (se un piccolo elettrodomestico o una lampadina) e identificarsi strisciando la carta regionale dei servizi. Il cassonetto sblocca lo sportello indicato dove poter inserire il RAEE. A conferma dell’avvenuto conferimento, al termine viene rilasciato uno scontrino. Quando i contenitori interni sono pieni, la macchina avvisa i tecnici per lo svuotamento con un sms. I rifiuti conferiti vengono così tracciati dal momento del conferimento fino al trattamento e recupero, nell’intento di prevenire il traffico illegale dei RAEE. Inoltre, i cittadini avranno sempre la certezza che i materiali conferiti seguiranno la filiera corretta, con grande beneficio per l’ambiente. (foto: rifiuti elettronici)

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Rifiuti a Roma: possibili rimedi

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

cassonettiAumentare la differenziata con l’estensione della raccolta porta a porta a tutta la città; costruire gli impianti di trattamento e riciclo dell’organico con la tecnologia della digestione anaerobica per produrre compost e biometano (ne servono 15 da 30mila tonnellate all’anno); realizzare centri di raccolta e di riuso per ognuno dei 15 municipi; pianificare l’attivazione della tariffa puntuale come già fatto a Parma da un anno. Sono questi per Legambiente i quattro punti fondamentali sui quali il Comune di Roma deve scommettere e puntare se vuole veramente uscire dall’ennesima situazione critica sui rifiuti, riducendo ai minimi termini lo smaltimento negli inceneritori e nelle discariche e l’esportazione fuori regione. Per farlo è fondamentale che il Comune e la Regione concretizzino le scelte in tale direzione che fino ad oggi sono mancate, e in particolare dopo la chiusura di Malagrotta ottenuta grazie alle forti pressioni dell’Europa. “La situazione che vive oggi Roma – dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – è il risultato di una “non politica” dei rifiuti che ha contraddistinto le amministrazioni comunali e regionali degli ultimi 20 anni. Una situazione critica che deve essere affrontata una volta per tutte. Dopo la tanto agognata chiusura di Malagrotta, non è stato fatto un granché per diffondere la raccolta differenziata domiciliare a Roma e per costruire nuovi impianti di trattamento e riciclo dell’organico nella Capitale e nel resto della regione Lazio. I rifiuti romani continuano a viaggiare su gomma in tutta Italia. Ogni giorno escono da Roma 160 Tir pieni di organico differenziato che vanno negli impianti di compostaggio e digestione anaerobica in provincia di Padova e Pordenone, mentre almeno due terzi dei rifiuti romani vanno fuori regione in discarica, in primis in Emilia Romagna, e negli inceneritori, soprattutto a Colleferro (Rm) e San Vittore (Fr). A causa dell’assenza degli impianti di riciclo a Roma si raddoppiano i costi e alimentiamo una follia economica ed ambientale, che produce immensi consumi di gasolio e un pesante inquinamento, facendo spendere inutilmente agli abitanti di Roma, che pagano la tariffa sui rifiuti, tanti soldi che arricchiscono la categoria degli autotrasportatori e che potrebbero essere utilizzati più utilmente per realizzare gli impianti di riciclo”. “A Roma non esiste un sano ciclo integrato dei rifiuti, per avviarlo subito porta a porta dovunque e tariffa puntuale – aggiunge Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – Grazie alla sacrosanta chiusura di Malagrotta che chiedevamo da anni, siamo faticosamente usciti dalla dittatura delle discariche e del sistema Cerroni che aveva condizionato negativamente il ciclo dei rifiuti in tutta la regione, ma siamo passati a quella degli autotrasportatori che si è aggiunta a quella già consolidata dei produttori di cassonetti stradali. Ora la sindaca Virginia Raggi indichi, con la partecipazione della cittadinanza, i luoghi dove realizzare entro due anni tutti gli impianti necessari adottando una politica sana del riciclo, per affrontare nel breve e lungo periodo la complessa vicenda e fermare la girandola nazionale dei rifiuti romani. Intanto c’è un processo in corso per il disastro di Malagrotta e sono passate appena due settimane dal rinvio a giudizio della proprietà per disastro ambientale secondo la nuova legge sugli ecoreati: chi ha inquinato deve pagare e l’amministrazione comunale non deve avere mai più niente a che fare con le società che ha portato al grave inquinamento della Valle Galeria. Al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, oltre a sottolineare la positività e il nostro forte sostegno per l’inserimento della tariffa puntuale obbligatoria nel collegato, attualmente in discussione in Consiglio regionale, chiediamo di definire una volta per tutte il nuovo piano regionale dei rifiuti per avviare le politiche di riduzione, riuso e riciclo virtuoso di ogni frazione, velocizzando anche l’analisi dei progetti dei nuovi impianti, in primis di quelli necessari a trattare l’organico, ai fini di autorizzare o meno gli impianti nel più breve tempo possibile, evitando che i progetti giacciano in Regione per troppo tempo”.

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Roma Capitale. Il caso dell’assessore Muraro visto diversamente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

campidoglioSul caso della assessore alla Sostenibilità Ambientale, Paola Muraro, ha ragione la sindaca di Roma, Virginia Raggi, quando afferma che il PD deve tacere. Aggiungiamo che deve tacere l’intero centro sinistra e l’intero centro destra.
Roma era ed è sporca. Lo era quando, nel 2004, l’allora sindaco Valter Veltroni (centrosinistra) affidò l’incarico di consulenza alla dottoressa Muraro, lo era nel 2008 con Gianni Alemanno (centrodestra) e lo era nel 2013 con Ignazio Marino (centrosinistra).
Vero e’ che il consulente consiglia e non prende decisioni, pero’ una azienda, quale e’ l’Ama (settore rifiuti, 100% di proprieta’ del Comune), dopo un paio d’anni di consulenza dovrebbe acquisire metodi e obiettivi della consulente e, se ritenuti validi, procedere autonomamente. Perche’ non lo ha fatto? Il presidente, o l’amministratore delegato dell’Ama, e’ nominato su indicazione del sindaco e allora dobbiamo responsabilizzare Veltroni, Alemanno e Marino perchè non sono bastati 12 anni di consulenza della Muraro per organizzare un settore di attivita’ dell’Ama.
C’e’ un aspetto delle iniziative dell’assessore Muraro che non comprendiamo (oltre alle sceneggiate delle trasmissioni telematiche delle riunioni con i dirigenti dell’Ama): come ha fatto ad affermare, tre settimane fa, che Roma sarebbe stata pulita in cinque giorni? Ovviamente, la Capitale non è stata ripulita ma, allora, l’esperienza dodecennale in Ama non è servita a conoscere l’azienda. A cosa è servito, quindi, il milione e passa di euro che il contribuente romano ha versato per la sua consulenza?Ora, l’assessore Muraro, afferma che il 20 agosto Roma dovrebbe essere pulita. Aspettiamo e speriamo. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Rifiuti a Roma: Dov’è l’accordo tra 5 stelle e la Colari di Cerroni?

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2016

malagrottaFesteggiavano per gli arresti del 2013 e ora pronti all’accordo. Interrogazione in Regione e in Campidoglio per chiedere trasparenza su riapertura Malagrotta “Tra cinghiali, topi, maiali e scarafaggi nella gestione dei rifiuti di Roma spuntano anche i politici affetti da metamorfosi post elezioni. Portavoce a 5 stelle prima del voto e pronti all’accordo con il monopolista dei rifiuti Cerroni subito dopo la tornata elettorale” lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia che insieme al consigliere capitolino Francesco Figliomeni stanno depositando un’interrogazione urgente sul tema dei rifiuti e dell’incontro tra l’imprenditore Cerroni e alcuni esponenti del 5 stelle.
“Malagrotta, la più grande discarica d’Europa, tornerà pericolosamente a vivere proprio grazie a chi sul territorio della Valle Galeria e su questa materia ha scritto e detto fiumi di parole come il Movimento 5 Stelle: ha fatto barricate, insultato i governanti precedenti, ha eletto un deputato, consiglieri municipali e comunali che al tempo festeggiavano l’arresto di Cerroni e altri per associazione a delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti. Perché se è vero che tutto deve essere fatto in trasparenza, come ha scritto un deputato 5 stelle su facebook, allora siamo ancora in attesa di vedere l’accordo sottoscritto tra l’amministrazione comunale e la Colari per smaltire 200 tonnellate di rifiuti in più al giorno. Dove è finito il mitico Rifiuti Zero al posto delle buche? Ma soprattutto perché il sindaco Virginia Raggi continua a mantenere in piedi quel Cda dell’Ama composto da Fortini e Cirillo, pedine chiave ai tempi di Ignazio Marino e del Pd romano? Insomma tutto è molto strano tranne i camion della mondezza che passeranno su via Portuense e su via Aurelia per riempire la buca di Cerroni” concludono.

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Caos rifiuti in Sicilia, governo inadeguato ad affrontare emergenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2016

“In Sicilia siamo al caos rifiuti e la regione è evidentemente incapace a far fronte all’emergenza. Non c’è una strategia ma solo soluzioni alla carlona frutto dell’inabilità a programmare. Il risultato sono città invase dalla spazzatura in piena estate e in piena stagione turistica con danni notevoli alla nostra economia e con seri rischi per la salute pubblica. Le soluzioni attualmente messe in atto non risolvono il problema; la raccolta differenziata è una soluzione tampone destinata a creare una nuova emergenza visto che non ci sono gli impianti per trattarla; non valgono a nulla gli sforzi dei comuni a predisporre piani per la differenziata se poi non ci sono le infrastrutture per trasformarla” lo dichiara, in una nota, Nino Minardo, deputato di Ap e vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera.
“Quello che sta attraversando in questi giorni la Sicilia è la conferma di una esperienza governativa disastrosa che agisce senza alcuna programmazione; si è preferito “insudiciare” la nostra bella isola piuttosto che agire preventivamente su una problematica che si è riusciti a trasformare in una vera e propria calamità. Si affronti seriamente l’emergenza e contemporaneamente si agisca subito per predisporre un piano per i rifiuti sensato con sostegno e risorse rivolti all’impiantistica per il loro trattamento e smaltimento” conclude.

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Roma Capitale: Romani e rifiuti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

rifiutiIl rapporto dei romani con i rifiuti non è dei migliori. Alcuni episodi accaduti nei giorni scorsi danno un’idea di come il senso civico degli abitanti della Città Eterna non sia particolarmente sviluppato.L’esperienza e’ personale. Vediamo per episodi.
1. Signora che deposita il suo sacchetto dei rifiuti a terra davanti al cassonetto vuoto. Segnalo che il cassonetto e’ vuoto e puo’ utilizzarlo. La risposta e’: me fanno male le spalle. Faccio notare che il pedale per aprire lo sportello del cassonetto e’ funzionante, basta pigiare. Risposta: me fanno male le spalle ad alza’ er sacchetto.
2. Signora che deposita il proprio sacchetto davanti al cassonetto vuoto. Stesso invito precedente. Risposta: do’ ‘na mano a lascia’ Roma zozza.
3. Commerciante che lascia le scatole integre, senza schiacciarle, accanto ai cassonetti. Consiglio di piegare le scatole e inserirle nell’apposito contenitore. Risposta: fanno tutti cosi’.
4. Muratori stranieri che effettuano lavori di manutenzione in un appartamento. Chiedo che i prodotti di risulta non siano abbandonati per strada. Il mattino dopo trovo lavandini e vasi sanitari accanto ai cassonetti.
5. Ristoratore. In un angolo trovo dei rifiuti con sottobicchieri della birra Paulaner. Segnalo il fatto al ristoratore della Paulaner, li’ a due passi. Si giustifica dicendo che non e’ colpa sua ma di un bar vicino. Faccio notare che i sottobicchieri sono della birra che lui vende. Si convince e promette che raccogliera’ i rifiuti. Me ne vado ma non so se ha fatto quello che aveva promesso. Prima o poi qualcuno me dara’ ‘n sacco de’ botte. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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I piccoli rifiuti elettronici si portano in negozio

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

rifiuti elettroniciL’Uno contro Zero è legge. Dal 22 luglio si potranno portare in negozio i propri rifiuti elettronici di piccole dimensioni. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto 121 del 31 maggio 2016 che impone ai negozi con una superficie di vendita di almeno 400 mq il ritiro gratuito dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) con dimensioni fino a 25 cm, senza alcun obbligo di acquisto. «Già previsto nella normativa generale sui RAEE entrata in vigore due anni fa, con questo decreto l’Uno contro Zero diventa a tutti gli effetti operativo. Lo scopo è incrementare la raccolta di questi rifiuti in vista degli obiettivi europei: entro la fine di quest’anno dovremo arrivare a raccogliere il 45% di quanto immesso. Scopo è anche aumentare la sensibilità ambientale verso questo i rifiuti elettronici», osserva Giancarlo Dezio direttore generale di Ecolight, tra i principali consorzi nazionali no profit per la gestione dei RAEE. Cellulari, tablet, piccoli elettrodomestici ed elettroutensili di ridotte dimensioni che non funzionano più sono i rifiuti elettronici più difficili da intercettare: «Solamente il 14% segue un corretto iter di raccolta differenziata, trattamento e recupero; la parte restante viene spesso dimenticata in fondo a qualche cassetto o armadio, oppure nella peggiore delle ipotesi viene messa nel sacco dell’indifferenziata – aggiunge il direttore di Ecolight -. Questi rifiuti rappresentano anche una vera risorsa di materie prime seconde: il 95% può essere riciclato».Ad una maggiore facilità di conferimento per i piccoli RAEE corrisponde anche un maggiore impegno dei negozi. Ecolight ha anticipato i tempi mettendo a disposizione della Distribuzione una serie di strumenti per raccogliere i piccoli rifiuti elettronici. «Attraverso un progetto europeo sperimentale abbiamo sviluppato l’EcoIsola RAEE, un cassonetto intelligente dove conferire i RAEE di piccole dimensioni e lampadine a risparmio energetico che rientrano nella famiglia dei rifiuti elettronici. Si tratta di soluzioni studiate per essere posizionate nei centri commerciali e in prossimità dei grandi punti vendita», prosegue Dezio. Ad oggi, sono 42 le EcoIsole già attive che si trovano prevalentemente in Emilia Romagna – dove è stata fatta la sperimentazione del progetto europeo -, in Lombardia, in Veneto e nel Lazio. «Sono al vaglio altri posizionamenti», anticipa il direttore di Ecolight. «I dati di raccolta sono decisamente confortanti: nei soli primi sei mesi di quest’anno sono circa 15 le tonnellate raccolte; un valore significativo se consideriamo che 14 EcoIsole sono state posizionate tra gennaio e giugno 2016».
Ecolight ha sviluppato anche dei cassonetti specifici per la raccolta dei micro RAEE e delle lampadine a risparmio energetico appositamente da collocare all’interno dei centri commerciali. «Abbiamo ribaltato l’approccio: non sono più i cittadini che devono andare negli ecocentri comunali per conferire i rifiuti elettronici, ma sono le ecoisole che vanno dove si trova la gente. Inoltre queste soluzioni sollevano i negozi dalla compilazione di moduli, permettendo loro di rispondere agli obblighi di legge». (foto: rifiuti elettronici)

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Nuove regole sui rifiuti pericolosi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2016

Interno farmacia

Novità in tema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 Maggio scorso, è entrato in vigore in questi giorni il decreto 78 del 30 marzo scorso del ministro dell’Ambiente. Il nuovo Testo Unico Sistri 2016 sostituisce il test unico sul Sistri approvato 5 anni fa con decreto ministeriale 52/2011 e semplifica metodi e tempistiche di comunicazione da parte degli operatori, rinviando però a futuri decreti il dettaglio delle procedure per l’accesso al Sistri, l’inserimento e la trasmissione dei dati (e la disciplina di casi particolari). Il nuovo testo, tra le altre cose, ricorda che a 30 giorni dall’avvenuta iscrizione, sono consegnati all’impresa dispositivi Usb e credenziali per l’accesso al sistema e l’inserimento dei dati. E che nella scheda Sistri vanno indicati quantità e caratteristiche dei rifiuti entro 10 giorni lavorativi dalla produzione degli stessi (come avviene per il registro di carico e scarico). L’articolo 19 consente di delegare la gestione operativa alle associazioni imprenditoriali di categoria rappresentative sul piano nazionale. L’articolo 20 offre la possibilità di adempiere agli obblighi stipulando una convenzione con il servizio pubblico di raccolta o altro smaltitore di rifiuti. Il Sistri è nato nel 2009 per tracciare i percorsi dei rifiuti speciali a livello nazionale, e per contrastare situazioni d’illegalità. Inizialmente doveva essere obbligatorio per tutti i produttori di rifiuti speciali pericolosi, comportando il pagamento di un tributo annuale, e la tenuta di credenziali web e un dispositivo Usb per trasmettere alla “scatola nera” del veicolo del produttore o del trasportatore i dati relativi alle partite di rifiuti conferiti.
La società Assinde partecipata da Farmindustria, Federfarma, Assofarm, Adf e Federfarma Servizi ha concluso a gennaio un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente d’intesa con quello dello Sviluppo economico per la gestione del ciclo produttivo e distributivo dei rifiuti speciali della farmacia: non solo farmaci scaduti, prodotti non classificati, infettivi, acque madri ma anche scarti di preparazioni galeniche, reagenti per esami in farmacia, protesi etc. La Commissione di Controllo per la gestione dell’Accordo di programma sta per essere insediata.Francesco Ascone, Direttore generale Assinde, ricorda che, «pur produttrici di molte tipologie di rifiuti tra cui anche pericolosi, le farmacie per la maggior parte non sono sottoposte agli adempimenti Sistri. Ai sensi del decreto del Ministero dell’Ambiente 24 aprile 2014, non sono tenuti ad aderire al Sistri imprese ed enti produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a dieci dipendenti. Per buona parte della categoria restano dunque vigenti gli adempimenti ante-Sistri che prevedono la tenuta e l’aggiornamento di un registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi da compilare entro 10 giorni dalla produzione del rifiuto (5 giorni se infettivo) ed altrettanti dallo scarico-conferimento a trasportatore autorizzato. Altro adempimento: entro il 30 aprile di ogni anno. La presentazione dei dati dell’anno precedente in una dichiarazione (Mud) da presentare alla competente Camera di commercio e relativa alla produzione di rifiuti pericolosi. Resta peraltro la possibilità di aderire al Sistri a titolo volontario. Per chi aderisse, volontariamente od obbligatoriamente, l’Accordo di programma con il ministero dell’Ambiente una volta operativo potrà prevedere forme di semplificazione nella gestione dello smaltimento dei rifiuti». (Mauro Miserendino da farmacista33)

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Italia sommersa dai rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 31 maggio 2016

rifiuti

Sacchi contenenti spazzatura nel quartiere Monti a Roma, 30 maggio 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

«In questo momento l’adesione media allo sciopero è del 90%». Lo rendono noto le segreterie nazionali di Fp Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel in merito allo sciopero nazionale dei lavoratori della raccolta rifiuti che chiedono il rinnovo del contratto di lavoro. «Nelle grandi aziende la partecipazione è stata quasi totale e, complessivamente, sono state confermate le alte percentuali di adesione che storicamente si raggiungono». Uno sciopero che sta producendo nelle strade italiane una vera e propria emergenza rifiuti. Particolarmente drammatica la situazione a Roma, dove l’Ama in una nota ha invitato i cittadini a «non abbandonare in nessun caso sacchetti di rifiuti su strada o ai piedi dei cassonetti; separare scrupolosamente carta, plastica e metallo, vetro e scarti organici conferendo correttamente queste frazioni di rifiuto nei contenitori per la raccolta differenziata che risultano avere capienza residua». Tenere la spazzatura a casa, una richiesta paradossale, soprattutto a Roma, dove i cittadini sono i primi contribuenti in quanto al costo della tariffa urbana sui rifiuti. (fonte “Secolo d’Italia”) (foto: rifiuti)

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Roma rifiuti: caos raccolta

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2016

rifiutiRoma. «Forti disservizi nella raccolta dei rifiuti differenziati e turni di spazzamento non rispettati da oltre due settimane stanno creando situazioni insostenibili nelle periferie del Municipio IX».
Lo ha dichiarato il presidente Andrea Santoro, che ha documentato in un video postato sulla sua pagina facebook i disservizi nei quartieri Laurentino, Colle dei Pini, Falcognana, Santa Felicola e Cecchignola.
«Il sopralluogo di stamane ha evidenziato inaccettabili disfunzioni: bidoncini della differenziata stracolmi, una microdiscarica di rifiuti abbandonati di fronte al Centro Culturale Elsa Morante al Laurentino, rifiuti stipati sui balconi di un’abitazione privata per l’impossibilità di conferire nei bidoncini già colmi. Una situazione intollerabile che mi ha convinto a chiedere ad Ama una Conciliazione paritetica per violazione della Carta dei Servizi. Se Ama non ristorerà il danno causato dai disservizi, e il danno d’immagine già arrecato all’Amministrazione, mettendo in campo immediatamente un piano chiaro di servizi aggiuntivi ed un calendario di interventi, o riducendo la Tari ai cittadini del municipio, adiremo alle vie legali intentando una causa civile che individui tutte le responsabilità» ha continuato Santoro.
«Io non ho competenze dirette sull’organizzazione di Ama ma in questo municipio, grazie allo sforzo enorme dei cittadini, abbiamo il record della raccolta differenziata, con più del 60% di rifiuti avviati al riciclo. Apprezzo lo sforzo di riorganizzazione che Ama sta compiendo in questi ultimi tempi ma non è sufficiente e mi chiedo se la natura dei disservizi non sia un fatto intenzionale – ha concluso Santoro».

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Lo Spreco Alimentare in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

alimentareIn Italia si sprecano 146 kg tonnellate di cibo annui (secondo i dati BFCN). Il valore economico dello spreco alimentare domestico italiano è pari a 8,1 miliardi di euro/anno. Secondo i dati del Last Minute Market il quantitativo di prodotti non raccolti (lasciati in campo) nel 2013 è di circa circa 1,4 milioni di tonnellate, pari a circa il 3% della produzione agricola nazionale. (Fonte: Elaborazione Università di Bologna – Last Minute Market su dati ISTAT). Mentre lo spreco alimentare nella trasformazione industriale si aggira sui circa 2 milioni di tonnellate (Fonte: Elaborazione Università di Bologna – Last Minute Market). Infine lo spreco alimentare nella distribuzione commerciale è di circa 300 mila tonnellate (Fonte: Elaborazione Università di Bologna – Last Minute Market). Il problema dello spreco alimentare è globale, circa un terzo della produzione mondiale di cibo destinata al consumo umano si perde o si spreca lungo la filiera alimentare ogni anno (FAO 2011); circa il 24% se misurata in calorie (WRI 2013). Tale quantitativo corrisponde ad uno spreco di circa 1,6 miliardi di tonnellate di alimenti (inclusa la parte non edibile dell’alimento); 1,3 miliardi di tonnellate se si considera solo la frazione edibile (Ministero Ambente). Il valore economico del cibo sprecato a livello globale si aggira intorno ai 1.000 miliardi di dollari/anno. Dall’altro canto, circa 1/3 della popolazione mondiale ha una alimentazione insufficiente. Secondo l’OMS, 500 milioni di persone non dispongono neppure di 1500 calorie al giorno, per cui soffrono di fame assoluta. Affianco alla grande fame è necessario accostare il problema della grande sete. Le ultime ricerche fatte nel Terzo Mondo indicano che in Africa circa il 75% della popolazione rurale non ha acqua potabile; in America latina sono il 77%; in Estremo Oriente circa il 70%. In valori assoluti, sono più di 600 milioni le persone al mondo prive d’acqua potabile. Carenza di cibo ed eccesso possono portare quindi gravi problemi alla salute delle popolazioni, siano essi adulti che bambini. Il fenomeno dell’obesità infantile cresce nei Paesi industrializzati ed emergenti incidendo fortemente sull’insorgenza di patologie nell’adolescenza e in età adulta. Ormai i bambini obesi superano, a livello globale, in numero quelli denutriti: 155 milioni contro 148 milioni. I bambini in età scolare in sovrappeso, o obesi, nel mondo sono 155 milioni, cioè 1 su 10, mentre i bambini sottopeso con età inferiore ai 5 anni sono 148 milioni, pari al 25% della popolazione mondiale denutrita. (Fonte: Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition). Per quanto concerne gli adulti in sovrappeso sono più di un miliardo, dei quali almeno trecento milioni sono obesi. In Italia, secondo ricerche più recenti, un italiano su dieci è obeso, con un incremento annuo dell’8 per cento. Nello specifico meno della metà degli anziani ha un peso regolare (il 38 per cento degli uomini e il 44 per cento delle donne) e tra le donne dopo i 50 anni, oltre il 30 per cento ha problemi di peso e l’80 per cento di queste ha anche problemi di ipertensione. Troppa la disparità quindi tra chi ha eccesso al cibo e chi invece non ha accesso al cibo.

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Cemento e rifiuti, le offese al litorale laziale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2015

rifiuti lazioScarichi abusivi o non controllati direttamente su spiaggia e un deficit depurativo, sono i principali fattori che continuano a mettere a dura prova il mare del Lazio, dei ventiquattro punti monitorati lungo le coste laziali da Goletta Verde, 15 presentano una carica batterica superiore ai limiti consentiti dalla legge. Per frenare le problematiche legate alla depurazione, Legambiente chiede che Regione e amministrazioni comunali, di costa e entroterra, siano attive nella risoluzione dei deficit depurativi ancora presenti, per non compromettere una delle principali risorse di questo territorio, e iniziare a rilanciare l’economia turistica e del mare in chiave sostenibile. È questa la richiesta avanzata da Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che oggi chiude la sua tappa nel Lazio. L’istantanea regionale sulle acque costiere dell’equipe tecnica dell’imbarcazione ambientalista è stata presentata questa mattina, in conferenza stampa a Roma da Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente e da Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.”Sulla sfida della depurazione si gioca il futuro del nostro Paese e di questa regione – dichiara Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente -. L’obiettivo del monitoraggio di Goletta Verde è, bene specificarlo, è quello di individuare i punti critici di una regione e le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, analizzando il carico batterico che arriva in mare prevalentemente dalle foci di fiumi, canali o scarichi non depurati. È quindi un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né Legambiente assegna patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e rifiuti lazio1ragionare sulle soluzioni. Anche nel Lazio abbiamo quindi messo sotto osservazione prevalentemente foci di fiumi e torrenti, ma che si trovano in tratti di costa o su spiagge molto frequentate e che quindi possono diventare elementi di criticità per gli stessi bagnanti. Punti che, in molti casi, sono stati segnalati al nostro servizio Sos Goletta dagli stessi cittadini che chiedevano maggiori controlli su tratti di spiaggia e scarichi sospetti”.Purtroppo ancora oggi la situazione dei nostri mari risente inevitabilmente del forte deficit depurativo che vive l’Italia, dove secondo le ultime stime dell’Istat e del Governo tre italiani su dieci non sono ancora allacciati a fognature o a depuratori e il 40% dei nostri fiumi risultano gravemente inquinati. Eppure sono passati dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi, ma piuttosto di agire non abbiamo fatto altro che collezionare multe. A pagare l’immobilismo cronico delle istituzioni, quando siamo prossimi ormai alla terza sentenza di condanna prevista per gennaio 2016, saranno al solito i cittadini. In questa regione secondo il rapporto della “Struttura di missione” del Governo la multa sarà di 7 milioni di euro. Soldi che, così come per il resto d’Italia, sarebbe stato sicuramente più utile investire in depuratori e fognature.
I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente tra il 22 e il 23 luglio scorso. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.
Dei quattordici prelievi effettuati in provincia di Roma, addirittura dieci hanno riportato un giudizio di “fortemente inquinato”. Nella capitale cariche batteriche ben oltre i limiti sono state riscontrate alla foce del fiume Tevere e alla foce del canale presso il cancello numero 1 a Ostia (sempre a Ostia è invece risultato nei limiti il prelievo effettuato al canale dei Pescatori). Gli altri prelievi con esito negativo sono stati effettuati sul lungomare Pyrgi (altezza via Oleandri) a Santa Severa di Santa Marinella; ala foce del fiume Arrone, sul lungomare di Ponente di Fregene; alla foce del canale Crocetta (Filadelfia), alla foce del canale Orfeo e alla foce del Rio Torto tutti a Torvajanica, nel comune di Pomezia; alla foce del fosso Grande ad Ardea; alla foce del fosso Cavallo Morto (lungomare delle Sterlizzie) in località Lido dei Gigli di Anzio e alla foce del porto canale Loricina di Nettuno. Entro i limiti, invece, gli altri campionamenti: alla foce del fosso Zambra a Marina di Cerveteri; alla spiaggia presso la foce del canale e del fiume Statua a Ladispoli.

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