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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘rifiuti’

Roma Capitale. La Raggi, i rifiuti e il riuso creativo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

Un tempo si chiamavano bidelli, ora operatori scolastici, prima erano netturbini ora sono operatori ecologici. E’ la trasformazione di nomi e professioni dei quali, il buonismo imperante, ha tentato di rendere gradevole il suono degli appellativi.Anche ai rifiuti, quelli che a Roma si chiamano “monnezza”, si è trovato il modo di ingentilirne la definizione: materiale post-consumo. E’ la definizione della assessore Pinuccia Montanari, dimessasi mesi fa per contrasti con la sindaca Virginia Raggi.Scriveva, la ex assessore Montanari: “Noi non li vogliamo più chiamare rifiuti, ma li vogliamo definire materiale post-consumo: materiali che potrebbero ritornare ad avere vita, attraverso un processo che li valorizzi dal punto di vista ambientale ma anche da quello sociale e da quello della tutela della salute”.
Parafrasando il Leopardi, invocando indulgenza, potremmo dire “il naufragar è dolce in questo mare di parole”.
Nel frattempo che il nome “rifiuti” si trasformi in valore socio-sanitario e ambientale, a Roma i rifiuti fanno, parte dell’ambiente quotidiano.Una soluzione prospettata dalla sindaca Raggi è quella del “riciclo creativo”, “un luogo dove le persone possono portare oggetti che non usano e che avranno vita nuova. Potrà essere anche un luogo di aggregazione, in Francia li chiamano “repair cafè”. Dimentica, la Raggi, che questi luoghi esistono da tempo, prima della sua elezione a sindaca, e che rimane il problema della prosaica “monnezza” che non trova luoghi dove si pratichi il riciclo creativo.Dopo più di 3 anni dalla sua elezione, la sindaca Raggi offre, alla vista, cassonetti della “monnezza” stracolmi e maleodoranti, sacchi di rifiuti accatastati e frotte di topi e gabbiani intendi a banchettare.Alla faccia del materiale post-consumo e del riciclo creativo. (Primo Mastramtoni, segretario Aduc)

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Rifiuti: senza End of Waste il riciclo degli inerti

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

Dopo più di due anni di intenso confronto con il Ministero dell’Ambiente e con ISPRA, alcune Associazioni di categoria (CNA nazionale, Confartigianato Imprese, Federbeton con ATECAP, FISE Unicircular, ANPAR, Legacoop Produzione e Servizi e il supporto di Centro Materia Rinnovabile) hanno inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa chiedendo il suo coinvolgimento per accelerare e portare a termine un importante Regolamento End of Waste relativo ai rifiuti inerti da costruzione e demolizione (C&D).
L’End of Waste – cioè il fatto che, a certe condizioni, alcuni rifiuti non vengano più considerati tali e possano essere impiegati nei processi di produzione – è una condizione essenziale perché le imprese possano diventare protagoniste dell’Economia circolare. In particolare, la valorizzazione dei rifiuti da C&D è una questione nodale per l’economia del Paese; è un problema che coinvolge decine di migliaia di imprese e migliaia di impianti di recupero. Secondo il recente Rapporto ISPRA Rifiuti Speciali 2019, il flusso di rifiuti “tracciati” arriva a 57 milioni di tonnellate all’anno (il 41% del totale), ma a questi si aggiungono enormi quantitativi di materiali “non identificati”, dispersi nel territorio, che costituiscono un danno per l’ambiente e un costo per la collettività.Stabilire regole chiare attraverso le quali poter valorizzare pienamente questi materiali nelle costruzioni è quindi un passo importante per l’economia di un settore che negli ultimi anni ha perso più di 500.000 posti di lavoro e può trovare una importante leva di ripresa proprio nell’Economia circolare.
Si tratta di conciliare criteri ambientali, nel rispetto delle norme in materia, e criteri tecnico industriali, che derivano dalle norme tecniche armonizzate europee e dall’esperienza operativa delle imprese.L’obiettivo è arrivare alla redazione di un nuovo testo di Regolamento End of Waste per i rifiuti da Costruzione e Demolizione, diverso dalla bozza fino ad oggi elaborata, che preveda analisi e verifiche assolutamente rigorose ma costruite a misura degli scopi specifici ai quali “la sostanza o l’oggetto è destinato” (si veda art.6, par. 1, Direttiva 2008/98).Per questo motivo le Associazioni confidano che il Ministro Costa dia una sua indicazione per favorire il riavvio di una piena collaborazione tra le parti e il trasferimento, dalle Associazioni a ISPRA, delle innovazioni industriali e delle pratiche consolidate che possano risultare utili per una migliore messa a punto degli aspetti tecnici del Regolamento.Le Associazioni firmatarie di questa lettera al Ministro hanno sottoscritto, lo scorso 25 luglio, anche l’Appello al Governo e al Parlamento per sboccare il cosiddetto End of Waste “caso per caso” che rappresenta una problematica strettamente connessa a quella qui esposta e con conseguenze drammatiche per le aziende del recupero.

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“Appello al Governo e al Parlamento per sbloccare il riciclo dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 luglio 2019

Roma giovedì 25 luglio a Roma (ore 11.00, Centro congressi ROMA EVENTI – Piazza di Spagna, VIA ALIBERT, 5 A – Sala Michelangelo) FISE Assoambiente e FISE Unicircular, insieme ad oltre 40 sigle associative, promuovono la Conferenza Stampa di presentazione di un “Appello al Governo e al Parlamento per sbloccare il riciclo dei rifiuti”.
Dopo una Sentenza del Consiglio di Stato dello scorso anno, l’intervento normativo contenuto nella legge n. 55 del 14 giugno 2019 di conversione del Decreto “Sblocca cantieri” in materia di cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste) non ha risolto questa grave situazione, limitandosi a salvaguardare le tipologie e le attività di riciclo previste e regolate dal DM 5 febbraio 1998 e successivi. Rimangono escluse quindi le numerose tipologie, provenienze, caratteristiche di rifiuti, attività di recupero e dei materiali che nel frattempo sono stati sviluppati. Il blocco del riciclo si è così creato investe la maggior parte delle tipologie di rifiuti e di attività di riciclo, con un grave ostacolo allo sviluppo dell’economia circolare e generando concreti rischi, in diverse località, anche per la gestione di importanti quantità di rifiuti.

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Soluzione emergenza rifiuti a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Roma. “Gli anziani di Roma esprimono il loro plauso per l’intesa trovata tra il Comune di Roma e la Regione Lazio in merito alla questione rifiuti”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “La mancata soluzione del problema avrebbe avuto un impatto pesante soprattutto sui soggetti più fragili, sugli anziani della capitale che in ragione delle loro magre pensioni hanno difficoltà a lasciare la città per andare in vacanza. L’intesa trovata dimostra come ispirandosi al bene dei cittadini la politica sia in grado di far prevalere il buon senso e trovare intese che vanno a vantaggio di tutti. Auspichiamo che con lo stesso spirito di servizio e approccio di collaborazione si possano trovare soluzioni di lungo periodo al problema rifiuti che assilla tante nostre città”.

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Rifiuti a Roma e il loro mancato trattamento

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

“La sindaca Raggi è in carica dal 2016, sono passati tre anni. E questa situazione non trova più giustificazione plausibile. Ma sulla pianificazione c’è una competenza sul piano regionale. Mentre Zingaretti, che ha fatto carriera diventando il segretario del Pd, sono sei anni che governa: o non sono capaci o non sono sufficientemente responsabili per capire quanto sia importante la materia dei rifiuti. C’è un rimpallo di responsabilità che è inaccettabile. Il Campidoglio sembra chiuso nel suo eremo, non ha cercato il dialogo con la Regione. Roma non ha più un obiettivo strategico sul piano dei rifiuti. La sinistra ha governato per decenni, il centrodestra per 5 anni in quel periodo grazie al presidente dell’Ama Piergiorgio Benvenuti siamo stati in grado di portare un incremento del 15%, che è un risultato importante per una grande città come Roma”.“I rifiuti vanno trattati in maniera responsabile: produrre meno rifiuti, riuso, riciclo, economia circolare, vuoto a rendere. Ci sono materiali che noi gettiamo e che potrebbero invece costituire una miniera del riciclo: la carta, il cartone, il vetro, l’alluminio, i rifiuti organici per le biomasse. Resterebbe da bruciare solo una parte infinitesimale, quello che non può essere riutilizzato. Ma per questo processo bisogna avere cultura, sensibilità ecologica, professionisti. Né Zingaretti né Raggi mi sembrano dotati di queste qualità. Portare i rifiuti a Stoccolma sarebbe un fallimento. Se invece dobbiamo prendere una città come riferimento, si prenda San Francisco che è riuscita a portare i rifiuti a zero”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervistato sull’emergenza rifiuti a Roma da Radio Radicale.

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Crisi rifiuti a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

Roma Le organizzazioni sindacali dei lavoratori di Ama hanno incontrato nel pomeriggio la sindaca di Roma Virginia Raggi e la presidente Ama Luisa Melara, sottoscrivendo un documento comune per la nascita di una “Cabina di regia permanente per la riorganizzazione del servizio di pulizia e il decoro della città”.Per l’Unione Sindacale di Base si tratta di un atto dovuto verso i cittadini e i lavoratori Ama. Quello di oggi è infatti il primo passo verso “un nuovo sistema di relazioni industriali”, quanto mai necessario in una città che ha bisogno di un servizio efficiente fornito da un’azienda pubblica in salute.Adesso il pericolo da evitare è quello di concentrare l’attenzione e le energie sulla fase emergenziale e sul lavoro da svolgere per traghettare la Capitale fuori da una durissima crisi ambientale, rinviando sine die la soluzione degli annosi problemi che attanagliano Ama e la gestione del ciclo dei rifiuti a Roma.Occorre immediatamente lavorare per il futuro. Questo significa sì attivarsi per reperire le risorse finanziarie da investire in infrastrutture e mezzi, ma soprattutto concentrarsi su un piano assunzionale.L’aver messo nero su bianco che l’elemento fondante del nuovo corso è la responsabilità sociale d’impresa, con la valorizzazione e la tutela del personale, la salvaguardia dei diritti dei cittadini, la sostenibilità ambientale e l’equilibrio gestionale è per USB un fatto positivo. Troppo spesso si è voluto scaricare ogni responsabilità sulle spalle dei lavoratori, comodi capri espiatori per una situazione nata invece nelle stanze della politica.Nella cabina di regia USB sarà parte attiva affinché il documento sottoscritto oggi non si trasformi in una vuota dichiarazione d’intenti.

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Rifiuti, emergenza in strada a Roma e progetto di discarica a Pian dell’Olmo

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Legambiente “Tornano i cumuli di rifiuti tra le strade della Capitale con il picco di produzione estiva. Roma invece di Rifiuti Zero, è all’anno Zero sui Rifiuti” “No alla discarica di Pian dell’Olmo, peraltro troppo vicina al Tevere e all’area protetta regionale. Se iter fosse favorevole, il Comune dovrebbe fermarla dimostrandone l’inutilità, oggi ne giustifica l’esistenza con 1 milione di tonnellate di monnezza che vanno già in discariche e inceneritori altrove”In questi giorni i romani sono di nuovo alle prese con i cumuli di rifiuti abbandonati in strada, siamo nel puntuale picco estivo di produzione, periodo dell’anno che insieme alle feste natalizie mette a dura prova la pulizia delle strade, lo svuotamento dei cassonetti e quindi tutto il ciclo dei rifiuti.“Tornano i cumuli di rifiuti tra le strade della Capitale con il picco di produzione estiva – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – basta alzare lo sguardo per rendersi conto che la situazione ritorna a precipitare, senza svuotamento dei cassoni, senza spazzamento e con una città sporca. L’amministrazione comunale di Roma, invece di Rifiuti Zero, porta la capitale all’anno Zero sui Rifiuti: non c’è un ciclo corretto, non ci sono impianti per gestirlo, non c’è da oltre quattro mesi un assessore che abbia la responsabilità politica sui rifiuti ancora in capo alla Sindaca, non c’è economia circolare, non ci sono impianti per gestire le frazioni e non ci sono neanche progetti presentati, a partire da quelli per la biodigestione anaerobica dell’umido; l’unico progetto che sta facendo il suo iter di valutazione di impatto ambientale è l’ennesima discarica”. Da qualche giorno infatti, sono state convocate per il prossimo 24 giugno presso l’ufficio VIA della Regione, diverse amministrazioni comunali, asl, Arpa e municipi di Roma, per la procedura amministrativa di Valutazione di Impatto Ambientale ai senso del combinato disposto dell’art.27bis parte II del Decreto legge 152/2006 e del d.m. 52/2015 per il progetto “Piattaforma per lo smaltimento definitivo dei residui prodotti dal processo dell’End of Waste”: una discarica da 700.000 metri cubi e 45mila metri quadri contro la quale si schiera Legambiente.“No alla discarica di Pian dell’Olmo, peraltro troppo vicina al confine con il territorio protetto di un parco regionale, a poca distanza dal Tevere e a pochi passi dal reticolo fluviale secondario che vi si immette. Se la procedura amministrativa regionale dovesse sciaguratamente dar esito positivo, il Comune di Roma dovrebbe intervenire con un dissenso reale, non a chiacchiere; dissenso da dimostrare in primo luogo con una crescita veloce della raccolta differenziata che renda chiara l’inutilità di nuove grandi discariche. Il problema vero però, è che stiamo assistendo a un’assurda inerzia senza alcuna crescita determinata della percentuale di differenziata e un milione di tonnellate di monnezza che ogni anno Roma produce, vanno in discariche e inceneritori di altri territori, a gravare sulle condizioni ambientali di altri: in questo modo l’amministrazione capitolina che proclama l’obiettivo rifiuti zero, giustifica nei fatti i progetti per nuove grandi discariche e lascia spazi immensi alle illegalità nel ciclo dei rifiuti come l’abbandono su strada di inerti e ingombranti – conclude Roberto Scacchi -. Ci opponiamo con forza al progetto di questa discarica ma anche a quelli di parcheggi e aree che miracolosamente si dovrebbero trasformare in siti di trasferenza: senza miglioramento del ciclo complessivo i cittadini si ritroverebbero solo con nuovi ed enormi cumuli di rifiuti”.

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Gli enti locali si impegnano per la riduzione dei rifiuti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 Mag 2019

Il Comitato europeo delle regioni ha ospitato la cerimonia annuale di premiazione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, nel quadro della Settimana verde 2019
Nel quadro della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti SERR sono stati premiati sei progetti, riconosciuti come le azioni migliori dell’anno nello sforzo di ridurre a zero i rifiuti nell’UE. I riconoscimenti, assegnati ogni anno, intendono segnalare e incoraggiare le iniziative di riduzione dei rifiuti attuate da tutti i soggetti della società. La SERR si svolge ogni anno in novembre, e comprende migliaia di attività di sensibilizzazione e di rimozione di rifiuti in tutta Europa. La decima edizione dei premi SERR mette in evidenza il ruolo centrale degli enti locali nella riduzione dei rifiuti. La prossima SERR avrà luogo dal 16 al 24 novembre 2019. Nel suo intervento di apertura, il membro del Comitato europeo delle regioni (CdR) André van de Nadort (NL/PSE) , sindaco di Weststellingwerf e membro della giuria dell’edizione di quest’anno, ha dichiarato: “Come membro della giuria sono impressionato dal numero di iniziative in corso in tutta Europa e dalla diversità dei gruppi, delle istituzioni e delle comunità che si impegnano attivamente nella prevenzione e nella riduzione dei rifiuti. Al Comitato europeo delle regioni e nei nostri comuni ci adoperiamo per aumentare il livello di ambizione della legislazione sui rifiuti in Europa. Ma non potremmo raggiungere i nostri obiettivi senza l’impegno e la dedizione delle comunità locali”. André van de Nadort (NL/PSE) è stato relatore del parere sulla Strategia europea per la plastica nell’economia circolare , adottato a ottobre 2018.

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“Per una strategia nazionale dei rifiuti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 aprile 2019

Roma 18 aprile 2019 (dalle 10 alle 13.30) presso la Sala degli Affreschi di Hdrà, Piazza di San Lorenzo in Lucina, 4 sarà presentato il Rapporto “Per una strategia nazionale dei rifiuti” curato dall’Associazione che fornisce, dati alla mano, una fotografia dell’attuale scenario nazionale della gestione rifiuti in Italia (raccolta, trattamento, riciclo, smaltimento, import, export, movimentazione sul territorio, valorizzazione economica del settore) e avanza una proposta concreta per superare le emergenze nazionali e raggiungere gli obiettivi fissati a livello europeo al 2035 (65% di riciclo e 10% discarica).Lo studio parte dalla consapevolezza che un Paese responsabile e moderno deve poter disporre di un sistema di gestione dei rifiuti adeguato ed evoluto sul piano industriale, e quindi della necessaria impiantistica per rispondere alle esigenze che emergono da una pianificazione del settore. Un sistema moderno è indispensabile per una adeguata gestione ambientale, per una corretta competitività del sistema Italia, per l’attrazione di investimenti e quindi anche per un corretto funzionamento del mercato del settore.I risultati dello studio saranno illustrati dal Presidente FISE Assoambiente . Chicco Testa.Seguirà l’intervento di Donato Berardi – Direttore Laboratorio REF che illustrerà il report “Economia circolare: senza gli impianti vince sempre la discarica”.Spazio poi al dibattito, nel corso del quale interverranno:
· Filippo Brandolini, Vice Presidente UTILITALIA
· Alessandro Bratti, Direttore Generale ISPRA
· Andrea Fluttero, Presidente FISE UNICIRCULAR
· Alessandro Marangoni, ALThESyS
· Stefano Saglia, ARERA
· Marco Steardo, Amministratore Delegato SERSyS AMBIENTE
· Monica Tommasi, Presidente AMICI DELLA TERRA
· Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente hERA SpA
· Giorgio Zampetti, Direttore Generale LEGAMBIENTE
Concluderanno i lavori gli interventi dei rappresentanti delle Istituzioni:
· Chiara Braga, 8ª Commissione Ambiente Camera
· Paola Nugnes, 13ª Commissione permanente territorio, ambiente, beni ambientali Senato
· Maria Alessandra Gallone, 13ª Commissione permanente territorio, ambiente, beni ambientali Senato
· Vannia Gava, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

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Emergenza rifiuti a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 dicembre 2018

L’Associazione dei Direttori di Albergo di Roma e Lazio esprime attraverso il suo Presidente Manuel Libertucci profonda preoccupazione per il livello di allerta immondizia raggiunto nella città in questi giorni con l’incalzare delle pessime notizie pubblicate su tutti gli organi di informazione internazionale che dipingono la città di Roma in una condizione drammatica. I turisti ospiti negli alberghi in città in questi giorni rientrano nelle strutture chiedendo spiegazioni e rammaricati per il livello di degrado raggiunto nelle strade invase dalla spazzatura. Questa emergenza non fa altro che aggiungere ulteriori ombre sulla pessima comunicazione che nel tempo sembra distinguere la nostra città a discapito della sua reputazione e con chiare ed evidenti ricadute sul traffico turistico. È ben chiaro a tutti gli addetti ai lavori da tempo che l’offerta ricettiva cittadina non è costituita semplicemente dalle strutture alberghiere ma da quella giusta alchimia tra i servizi offerti nella città, il suo decoro, la sicurezza ed ovviamente anche poi dalla qualità del servizio erogato in albergo stesso. L’Associazione dei Direttori di Albergo chiede un intervento immediato e mirato da parte dell’amministrazione capitolina volta alla risoluzione di una emergenza che non può avere una ulteriore escalation che porterebbe ad una successiva emergenza igienico sanitaria gravissima.

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Campidoglio: ok Giunta memoria su aree trasferenza rifiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 dicembre 2018

A seguito dell’incendio del TMB Salario, la Giunta Capitolina ha approvato una memoria che impegna Ama Spa, di concerto con Roma Capitale, ad impiegare immediatamente l’area di Ponte Malnome per la trasferenza dei rifiuti precedentemente effettuata presso l’impianto TMB Salario e ad individuare altre aree che consentano una logistica ottimizzata nelle operazioni di raccolta e trasferimento dei rifiuti di Roma agli impianti di trattamento. Così in una nota il Campidoglio.L’area di Ponte Malnome era l’unica utilizzabile nell’immediato e sarà impiegata, al massimo per 180 giorni non derogabili, come area di trasferenza per un quantitativo medio di 300 tonnellate al giorno. Entro 6 mesi Ama dovrà mettere in esercizio almeno un’area alternativa.L’approvazione della Memoria accelera il processo di organizzazione volto alla istituzione delle “AMA di Municipio attraverso il quale Ama Spa, in applicazione della pianificazione deliberata dalla Giunta Capitolina”, sta già ottimizzando la propria logistica anche tramite il reperimento di più aree di trasferenza per la gestione dei rifiuti. In particolare, la memoria oggi approvata impegna la municipalizzata a mettere in esercizio, entro un anno, almeno un’area di trasferenza per ciascuno dei quattro quadranti in cui è divisa operativamente la città, ed entro due anni a realizzare l’intero sistema integrato delle aree di trasferenza secondo bacini costituiti al massimo da 300.000 abitanti.Presso il sito di Ponte Malnome, il provvedimento obbliga Ama Spa ad attivare un servizio di sorveglianza specifico, anche in applicazione del recente Decreto Sicurezza.
Inoltre, è prevista l’istituzione di una cabina di regia permanente composta dagli assessorati municipali e capitolini di competenza, e dalla presidenza della commissione Ambiente capitolina, con funzioni di controllo e monitoraggio sulle attività e i servizi svolti da Ama Spa in via temporanea presso il sito di Ponte Malnome, anche su segnalazione della cittadinanza. La stessa cabina di regia dovrà svolgere supporto nelle attività di individuazione, scelta e adeguamento di tutti i siti funzionali al sistema integrato delle aree di trasferenza.

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Campidoglio e Ama al lavoro per aree di trasferenza rifiuti

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

A seguito dell’incendio del TMB Salario, la Giunta Capitolina ha elaborato una memoria per individuare aree di trasferenza che consentano una logistica ottimizzata nelle operazioni di raccolta e trasferimento dei rifiuti di Roma agli impianti di trattamento. L’atto sarà approvato nella prossima riunione di Giunta. Ama Spa, in applicazione della pianificazione deliberata dalla Giunta Capitolina e volta alla istituzione delle “AMA di Municipio”, sta già ottimizzando la propria logistica anche tramite il reperimento di più aree di trasferenza per la gestione dei rifiuti. Le aree di trasferenza, dove i mezzi adibiti alla raccolta scaricano temporaneamente i rifiuti da trasportare agli impianti di trattamento, presentano indubbi vantaggi economici, gestionali e ambientali legati alla riduzione dei tempi e dei chilometri percorsi dai mezzi e del relativo impatto su traffico e inquinamento nelle operazioni di raccolta e trasporto dei rifiuti presso gli impianti. Si calcola un numero di chilometri ridotti a circa un terzo rispetto a quelli percorsi attualmente dai mezzi Ama e fino a due ore recuperate per ogni turno di raccolta.Il grave incendio che ha colpito l’impianto pubblico TMB Salario, di proprietà di Ama Spa, ha reso necessario accelerare questo processo di riorganizzazione con l’immediata attivazione di un’area, anche temporanea, idonea ad accogliere il servizio di trasferenza che veniva effettuato presso l’impianto TMB Salario. Dall’analisi di tutte le opzioni possibili, l’unica area di trasferenza di immediato utilizzo è risultata essere quella di Ponte Malnome, già di proprietà di Ama.La memoria elaborata dalla Giunta Capitolina impegna Ama Spa, di concerto con Roma Capitale, a mettere in esercizio, entro un anno, almeno un’area di trasferenza per ciascuno dei quattro quadranti in cui è divisa operativamente la città, ed entro due anni a realizzare l’intero sistema integrato delle aree di trasferenza secondo bacini costituiti al massimo da 300.000 abitanti.Nell’immediato, la Giunta Capitolina impegna Ama Spa a impiegare l’area di sua proprietà presso Ponte Malnome, già idonea per svolgere il servizio di trasferenza precedentemente effettuato presso l’impianto TMB Salario, per un periodo comunque inderogabile di massimo 180 giorni. Entro 6 mesi Ama dovrà mettere in esercizio almeno un’area alternativa.Presso il sito di Ponte Malnome, la memoria obbliga Ama Spa a attivare un servizio di sorveglianza specifico, anche in applicazione del recente Decreto Sicurezza.Inoltre, è prevista l’istituzione di una cabina di regia permanente composta dagli assessorati municipali e capitolini di competenza, e dalla presidenza della commissione Ambiente capitolina, con funzioni di controllo e monitoraggio sulle attività e i servizi svolti da Ama Spa in via temporanea presso il sito di Ponte Malnome, anche su segnalazione della cittadinanza. La stessa cabina di regia dovrà svolgere supporto nelle attività di individuazione, scelta e adeguamento di tutti i siti funzionali al sistema integrato delle aree di trasferenza.

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Rifiuti. Pelonzi (PD): “ Municipio VII scopre disastro Raggi, chiedano dimissioni Giunta”

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

“Ora anche i grillini del VII municipio si accorgono che la città è sporca, la raccolta e lo smaltimento delle immondizie non funziona, il ciclo dei rifiuti è ben lontano dall’essere chiuso e l’emergenza, con l’incendio del TMB salario, è sempre più alle porte. La presidente Monica Lezzi, che solo oggi accorge del disastro, anziché attaccare AMA dovrebbe avere il coraggio di chiedere le dimissioni della sua giunta responsabile della grave crisi che da oltre 2 anni vive la Capitale. Ignorare l’assurda ed irresponsabile politica sui rifiuti della giunta Raggi significa esserne complice. In due anni e mezzo i ‘cinque stelle’ sono stati bravi solo a moltiplicare i cambi al vertice della Partecipata. La raccolta differenziata non cresce, sugli impianti non c’è neanche la progettazione e i cassonetti con i cortili dei condomini sono stracolmi di spazzature. Per giunta anche i governatori delle altre regioni, rimproverati dal M5S di essere favorevoli ai termovalorizzatori, sono restii a prestare soccorso a Roma dopo l’incendio del TMB Salario. L’importante però, sia per Lezzi come per Raggi e finanche a Di Maio è trovare un ‘capro espiatorio’ da esibire al pubblico ludibrio che in questo caso AMA, i suoi dipendenti e il Dipartimento Ambiente del Campidoglio. È il tentativo non dichiarato di affossare la società e privatizzare il servizio? Siamo chiaramente all’ennesima spudorata bugia per nascondere le vere responsabilità di quanto sta accadendo. Si vogliono coprire le incapacità e le inadeguatezze di una amministrazione che ha portato la Capitale al disastro, come certificato ampiamente anche dall’Authority dei servizi pubblici locali.” Così in una nota il capogruppo del PD capitolino Giulio Pelonzi.

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Rifiuti e termovalorizzatori: L’Economia circolare è il futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

L’Economia circolare non esiste ancora ed è un’ottima prospettiva, ma va costruita partendo dalle eccellenti prestazioni del riciclo garantito dalle aziende del nostro settore, creando le condizioni favorevoli per lo sviluppo di nuove attività di riciclo (tra cui le normative che rendano possibile la trasformazione di rifiuto in risorsa – cosiddetto End of waste) e realizzando un profondo cambiamento di modello economico, afferma Andrea Fluttero, presidente di Unicircular, l’Associazione che rappresenta “le fabbriche dell’economia circolare”.Ogni anello della catena dovrà ripensarsi in chiave di circolarità, dai produttori – con un’accurata ecoprogettazione – alla distribuzione, ai consumatori, per finire con “l’anello mancante” e da costruire del post consumo, composto da logistica di ritorno, raccolta, preparazione al riuso, riuso, riciclo, creazione del mercato dell’usato e delle materie prime seconde. Come si vede, una riorganizzazione complessa che non si risolve a colpi di slogan, ma ragionando ed ascoltando le categorie produttive, oltre ad individuare uno strumento che garantisca una regia di filiera.
Il paradosso è che il Governo parla di inceneritori “sì” o inceneritori “no”, senza considerare che mancano addirittura quei pochi necessari per smaltire le frazioni non riciclabili a valle del lavoro dei nostri impianti. Parla di Economia circolare e non consente una soluzione all’End of Waste “caso per caso” rilasciato dalle Regioni, che ha garantito in questi anni gli straordinari risultati di riciclo che conosciamo.Senza una semplice norma che ripristini tale possibilità in capo alle Regioni si sta rischiando il fermo delle imprese che riciclano rifiuti, tra i quali le macerie degli edifici, gli pneumatici a fine vita o i rifiuti tecnologici (RAEE).
Per realizzare la transizione verso l’economia circolare, come previsto dal pacchetto di Direttive europee, è necessario dotare il Paese di un adeguato sistema di impianti per il riuso e per il riciclo dei rifiuti, ma anche per il recupero energetico delle frazioni non riciclabili.

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Unico futuro è recupero e riciclo dei rifiuti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

“Fontana deve rispettare la volontà del Consiglio regionale che nel 2013 ha votato all’unanimità una nostra risoluzione per la chiusura graduale dei propri inceneritori. La maggioranza di allora è la stessa di oggi”, così dichiarano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle della Lombardia. E soggiungono: “Da questo punto di vista facciamo nostre le parole del Senatore Gianmarco Corbetta, che nel 2013 firmava quella risoluzione. Il modello da seguire in tutta Italia, Campania inclusa, è quello veneto di Treviso di Zaia. Un modello che tutela ambiente, salute e crea più posti di lavoro. L’unico futuro possibile è la chiusura graduale degli inceneritori e l’investimento nella raccolta differenziata e nell’economia del recupero; materie queste che stanno avanzando in maniera preponderante. La provincia di Mantova dove non esiste un inceneritore di rifiuti urbani è all’85% poco indietro Treviso, altre province viaggiano tra il 65% e 75%. Applicando il ‘Modello Treviso’ a tutta Italia chiuderemo tantissimi inceneritori e discariche attraverso una strategia industriale che punta su raccolta differenziata di qualità con la raccolta porta a porta” conclude il M5S Lombardia.

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Roma: emergenza rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

“Il futuro della Capitale passa anche per la gestione del ciclo dei rifiuti, inceppato da anni dallo stucchevole rimpallo tra la sindaca di Roma e il presidente della Regione Lazio che ancora non hanno trovato la quadra per l’individuazione di nuovi impianti di trattamento e smaltimento. Il rimpallo tra i due è solo la punta dell’iceberg di una situazione giunta ormai al collasso dove i servizi di spazzamento risultano inefficienti, come evidenziato anche dai dati pubblicati in questi giorni dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici del Campidoglio. I centri di stoccaggio sono nettamente saturi, con i residenti del Salario esasperati per i miasmi dovuti all’impianto, la raccolta differenziata è ferma al palo e per finire in bellezza il Comune non ha ancor approvato il Bilancio della municipalizzata che si occupa della gestione dei rifiuti mandando in tilt tutti i municipi, con gravi disservizi sia ai residenti che agli esercenti. Roma è in emergenza e chiederò con un’interrogazione urgente al ministro dell’Ambiente cosa intenda fare per porre rimedio alla condizione da terzo mondo che patiscono i cittadini della Capitale”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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I 10 suggerimenti per una Roma civile proposti da Codici

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

1) Ridurre, in via prioritaria, la produzione dei rifiuti:
– Vietare la vendita di plastica, vetri e imballaggi usa e getta;
– Riconvertire i distributori automatici di snack in depositori per la differenziata del vuoto a rendere di plastiche e vetri;
– Introdurre le videocamere di quartiere per la vigilanza;
– Dare mandato alle guardie ambientali di sanzionare i trogloditi con ammende pecuniarie elevatissime più l’obbligo alla pulizia urbana in proporzione a quanto sporcato.
2) Aumentare e attuare sanzioni durissime contro chi sporca, in primis le attività commerciali e i privati con gli ingombranti;
3) Vietare volantini e qualsiasi altra forma di pubblicità che abbia un impatto ambientale;
4) Introdurre il tracking sul servizio per tutti gli operatori AMA;
5) Introdurre la tariffa ambientale personale per ogni cittadino, ivi inclusi turisti e pendolari, attraverso una identità ambientale digitale;
6) Obbligo dell’introduzione in ogni grado scolastico dell’ora di educazione ambientale;
7) Eliminazione progressiva dei cassonetti;
8) Obbligo di pulizia della parte antistante ai portoni, alle vetrine e alle serrande, a carico dei proprietari con detrazione sulla tariffa rifiuti.
9) Introduzione del premio cittadino modello;
10) Licenziamento in tronco e condanna alle spese per gli operatori #AMA che non svolgono le attività previste dalle mansioni assegnate.
“Ricordiamo -scrivono Codici – che la situazione, in specie in alcune zone della capitale è critica. Da 6 mesi i netturbini non passano, ad esempio, al Quartiere Italia, zona centrale parte del quartiere Nomentano. Gli operatori ecologici ammettono di non venire mandati a pulire o di essere in numero esiguo, quindi assolutamente insufficienti per riuscire a pulire delle zone in situazioni di crisi, se non al collasso. Considerando poi che, nella zona di Piazza Bologna, gremita la sera di giovani e locali, ovviamente vi è una concentrazione di bottiglie anche in aree vicine alle scuole, che in questo periodo dell’anno si trasformano in centri estivi per bambini; la possibilità quindi di qualche bambino di ferirsi con i cocci di bottiglie o bicchieri si moltiplica.Con il caldo ovviamente, i rifiuti organici fermentano e producono un odore nauseabondo, tenendo presente che tutto ciò si amplifica nelle zone in cui ci si trovi in prossimità di un ristorante ad esempio, dove si affacciano anche altri “amici” quali gabbiani geneticamente modificati a furia di mangiare pizza e pasta e non ci scordiamo i topi, che stanno raggiungendo le dimensioni di veri e propri castori.
Ci appelliamo quindi all’Assessore all’ambiente del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, per chiederle di intervenire urgentemente, prima che la situazione diventi emergenza sanitaria”.

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Sui rifiuti a Roma si rischia un’estate bollente

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Quanto è accaduto nel quartiere Laurentino è solo la punta di un Iceberg di una protesta che si fa sempre più pericolosa e minacciosa. Basta fare una capatina negli uffici di via dei Normanni dove giornalmente, lunghe file di romani infuriati, si recano per contestare i costi errati di salatissime bollette dei rifiuti ricevute in questi giorni. Tutti lamentano il danno di quartieri sporchi e la beffa di una TARI sempre più pesante in assenza di un servizio dignitoso. Tutti sottolineano l’indecenza di rifiuti che si accumulano o che tracimano dai cassonetti e le strade sono sempre più sporche e abbandonate. Con lo sciopero del 14 luglio, proclamato dalle organizzazioni sindacali che contestano alla sindaca la scelta di assumere altri dirigenti anziché operai per rafforzare la raccolta dei rifiuti si rischia il collasso della città con ripercussioni che andranno avanti per giorni. La giunta ‘grillina’ che licenzia il capo del personale perché non ha acconsentito ad assunzioni senza selezioni, sembra voler rispolverare la stagione di ‘parentopoli’. Così in una nota il consigliere del PD capitolino Orlando Corsetti.

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Ta.Ri.: Campidoglio, diminuisce tariffa rifiuti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Roma Diminuisce la tariffa sui rifiuti (Ta.Ri.) per l’anno 2018, che produrrà un gettito previsto di 771 milioni di euro con una riduzione che andrà a vantaggio sia delle utenze non domestiche, imprese ed esercizi commerciali (-0,93%), che a beneficio delle utenze domestiche (-0,73%). È quanto stabilisce una delibera della Giunta capitolina, che ha anche approvato il nuovo Regolamento per la disciplina della Ta.Ri. e altre due delibere per l’internalizzazione e la gestione diretta del tributo e della riscossione anche coattiva. “Per il secondo anno consecutivo – sottolinea la sindaca di Roma Virginia Raggi – riusciamo a ridurre le tariffe sui rifiuti per famiglie e imprese. È un risultato frutto dell’opera di contrasto all’evasione che stiamo portando avanti insieme ad Ama. Questa azione si rafforzerà mediante i censimenti preliminari all’introduzione della raccolta differenziata ‘porta a porta’ in diverse zone della città, che ci hanno già condotto a individuare 50.000 utenze fantasma. Inoltre, grazie al nuovo Regolamento, eliminiamo una serie di privilegi concessi in passato dalla politica e, per la prima volta, cominciamo a introdurre il principio del ‘chi inquina paga’: vengono previste agevolazioni per chi riduce i rifiuti prodotti e incrementa la differenziata, gettando le basi per l’applicazione futura della tariffa puntuale commisurata alla effettiva produzione di rifiuti”.Proprio sulla scorta del principio del “chi inquina paga”, il nuovo Regolamento Ta.Ri. elimina o diminuisce tutte le agevolazioni cosiddette “politiche”, cioè non legate alla capacità di produrre rifiuti: per esempio, vengono cancellate le riduzioni tariffarie per le scuole private e diminuite le percentuali forfettarie di riduzione per le attività nei cui locali non è possibile determinare le aree produttive di rifiuti speciali. Viene introdotto il pagamento anche sugli immobili vuoti e ribadita la riscossione del tributo per gli immobili dello Stato e degli enti pubblici, degli stati esteri e delle rappresentanze diplomatiche degli organismi internazionali. Resta invece invariata l’esenzione per reddito (fino a un valore Isee di 6.500 euro) e vengono inserite alcune agevolazioni “ambientali”: si prevedono premialità per la riduzione dello spreco alimentare nella ristorazione e nella distribuzione, per la riduzione di rifiuti prodotti e per l’incremento della raccolta differenziata.Con altre due delibere si avvia il processo di internalizzazione della gestione del tributo. Il Dipartimento Risorse economiche del Campidoglio avrà il supporto di Aequa Roma per le attività di accertamento, liquidazione e riscossione anche coattiva del tributo, mentre rimarranno in capo ad Ama le attività di bollettazione.“Nel nuovo Regolamento Ta.Ri. vengono eliminate le agevolazioni non rispondenti a necessità di tutela delle fasce deboli o a ragioni tecnico-economiche. La gestione diretta del tributo avvia invece una riforma delle riscossioni di Roma Capitale che in futuro riguarderà anche altre entrate, a partire dal Contributo di soggiorno. Progressivamente ritireremo tutti gli affidamenti ad Agenzia Entrate Riscossione (ex Equitalia) per governare le entrate in maniera più equa ed efficace, in modo da favorire lo spontaneo adempimento dei contribuenti e un maggiore beneficio per la casse comunali”, spiega l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti.

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Rifiuti di plastica e strategia europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

sacchetti plasticaLa prima strategia sulla plastica, adottata oggi, si inserisce nel processo di transizione verso un’economia più circolare. La strategia è intesa a proteggere l’ambiente dall’inquinamento da plastica e a promuovere al contempo la crescita e l’innovazione, trasformando così una sfida in un programma positivo per il futuro dell’Europa. Vi è un forte interesse commerciale nel modificare il modo in cui i prodotti sono progettati, realizzati, utilizzati e riciclati nell’UE e assumendo un ruolo guida in questa transizione potremo creare nuove opportunità di investimento e nuovi posti di lavoro.
La strategia sulla plastica di oggi cambierà la progettazione, la realizzazione, l’uso e il riciclaggio dei prodotti nell’UE: troppo spesso il modo in cui le materie plastiche sono attualmente prodotte, utilizzate e gettate non permette di cogliere i vantaggi economici derivanti da un approccio più circolare e arreca danni all’ambiente. Il duplice obiettivo è quello di tutelare l’ambiente e, al tempo stesso, di porre le basi per una nuova economia delle materie plastiche, in cui la progettazione e la produzione rispettano pienamente le necessità del riutilizzo, della riparazione e del riciclaggio e in cui sono sviluppati materiali più sostenibili.
L’Europa è nella posizione migliore per guidare tale transizione e questo approccio sarà fonte di nuove possibilità di innovazione, competitività e creazione di posti di lavoro. Con la strategia sulla plastica, la Commissione ha adottato un quadro di monitoraggio, costituito da una serie di dieci indicatori chiave che coprono tutte le fasi del ciclo, che misurerà i progressi compiuti nella transizione verso un’economia circolare a livello nazionale e di UE.

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