Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Archive for the ‘Università/University’ Category

University

Scoperta una nuova specie di pianta dell’Appennino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

Corydalis densiflora subsp. apennina (1)Camerino I ricercatori Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci del Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, gestito grazie all’accordo tra l’Università di Camerino ed il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in collaborazione con Luca Bracchetti di UNICAM e Dimitar Uzunov, botanico dell’Università di Cosenza, hanno descritto una nuova pianta: Corydalis densiflora subsp. apennina, dedicata all’Appennino di cui è endemica, ossia che vive solo in quel luogo, ed è presente dalle Marche e Umbria fino alla Calabria, sul Pollino.Lo studio è partito dalla popolazione del Parco del Gran Sasso che costituisce il locus classicus, la località nella quale è stato raccolto il campione d’erbario di riferimento della nuova entità (il cosiddetto typus).Un’altra pianta si aggiunge dunque al già nutrito gruppo di specie descritte dai botanici dell’Università di Camerino, arricchendo l’originalità e la preziosità della flora appenninica. La costituzione del CRFA sulle pendici meridionali del Gran Sasso si è rivelata dunque strategica per gli studi della flora spontanea.Nei giorni scorsi, inoltre, è stato avviato un progetto triennale, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito dei progetti Prin, che permetterà di conoscere e catalogare le piante endemiche italiane, oltre 1400, un dato che ci rende il terzo Paese più ricco di diversità vegetale dell’area mediterranea. Promosso dall’Università di Pisa, il progetto vede coinvolti anche i ricercatori Unicam Conti e Bartolucci. foto copyright università Camerino)

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Casa.it avvia un progetto con l’Università Cattolica del Sacro Cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

Casa.it – il sito e l’app di riferimento per chi cerca casa e per i professionisti del Real Estate – ha aperto i suoi uffici a 5 studenti del corso di laurea in Psicologia per le Organizzazioni: risorse umane, marketing e comunicazione dell’Università Cattolica, per un progetto di affiancamento in azienda.Il progetto è volto a promuovere un percorso a contatto con le realtà lavorative, e si svolge nell’ambito delle “Esperienze Professionalizzanti”, che nascono per offrire agli studenti l’opportunità di un’esperienza sul campo che vada oltre la semplice formazione.Nello specifico, Casa.it ha intrapreso con i brillanti studenti selezionati un percorso di ricerca qualitativa, commissionato dal dipartimento Marketing e Formazione Sales di Casa.it, con l’obiettivo di analizzare il business degli affitti tra i clienti del portale.
A partire dal brief fornito da Casa.it, il gruppo di studenti ha elaborato una struttura e una metodologia di lavoro, e ha stilato un questionario da sottoporre agli agenti immobiliari. Una volta che Casa.it avrà valutato e approvato la metodologia scelta dagli studenti, avrà il compito di coordinare gli incontri dedicati alle interviste e alla somministrazione del questionario. I dati raccolti saranno elaborati e analizzati dal gruppo di lavoro, e i risultati finali della ricerca verranno condivisi con Casa.it.

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Dal carcere alla speranza con la Società di San Vincenzo De Paoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

conferenza univ. europeaE’ stato presentato in una conferenza all’Università Europea di Roma il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario riservato ai reclusi delle carceri italiane, organizzato dalla Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con il Ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato.
L’incontro, sul tema “Il carcere e la speranza: un percorso di vita nuova”, ha messo in evidenza il valore dell’accompagnamento e dell’accoglienza delle persone che hanno vissuto l’esperienza della detenzione.Attraverso le testimonianze del Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, Antonio Gianfico, e del delegato nazionale carceri Claudio Messina, è stato presentato l’operato dell’Associazione, diffusa in tutto il mondo, che ha scopo principale quello di aiutare le persone più sfortunate: i bisognosi, gli ammalati, gli anziani soli, chiunque si trovi in difficoltà. E tra questi ci sono i detenuti. “I volontari della Società di San Vincenzo De Paoli – ha sottolineato il Presidente Gianfico – non si preoccupano soltanto di visitare i detenuti ed offrire loro un aiuto per ritrovare un giusto ruolo nella società, perché si fanno anche promotori di un impegno nella ricerca della riconciliazione tra vittime e colpevoli. Dove alla violenza si risponde con il perdono, là anche il cuore di chi ha sbagliato può essere riappacificato”. E questo incontro tra perdono ricercato, perdono offerto e perdono ricevuto è la miglior garanzia che chi ha raggiunto la consapevolezza del proprio errore, che non vi ricadrà in futuro.
“Perché la vera libertà – ha osservato Claudio Messina – è quella che si ottiene dentro di sè, indipendentemente dalle sbarre di una cella”. Si può essere “liberi dentro” e vivere responsabilmente il carcere, come si può continuare a vivere come “prigionieri in libertà”, incapaci di reinserirsi nella società, se non si è portato a termine un processo di riconciliazione con se stessi e con gli altri. “E’ per questo – prosegue il volontario – che è indispensabile coinvolgere i detenuti in attività formative accompagnate e supportate da una rete di volontari ed esperti. Dove questo viene applicato si può assistere ad una sensibile riduzione del tasso di recidiva nei reati”. Un approccio positivo, quindi, dove non è solo importante la detenzione, ma l’inclusione ed il reinserimento. E il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, nella sua formula che prevede un doppio riconoscimento in denaro per le opere vincitrici, si è rivelato un valido strumento per trasformare il detenuto stesso in un testimone di legalità. E’ lo stesso autore infatti, a dover decidere a quale associazione od opera di beneficenza destinare l’altra parte del premio. Chi ha sbagliato ha così la possibilità, facendo del bene, di riscattarsi almeno parzialmente. Nel suo intervento Carlo Climati, Direttore del Laboratorio “Non sei un nemico!” ha ricordato: “Ogni essere umano ha un valore. Incontrarlo e ascoltarlo significa aprire il proprio cuore a una comunicazione autentica, alimentata da un sereno dialogo. Ma per fare questo bisogna, prima di tutto, vincere la non-cultura del pregiudizio. È quella sensazione che ci spinge a non comunicare con gli altri perché, dentro di noi, li abbiamo già giudicati, catalogati, scartati, messi da parte”.”Il pregiudizio è una cosa terribile perché, come dice la parola stessa, è un giudizio dato prima. Prima di conoscersi realmente, di abbracciarsi e guardarsi negli occhi. Questo, purtroppo, può accadere anche quando incontriamo le persone che hanno vissuto l’esperienza del carcere e che cercano di cominciare una nuova vita. Vincere i pregiudizi significa ritrovare la nostra più autentica natura di esseri umani, pronti all’accoglienza e al dialogo con tutti”, ha spiegato Carlo Climati.Durante l’incontro è stata presentata anche la coinvolgente testimonianza di Roberto Giannoni che, dopo aver conosciuto il carcere da innocente, vittima di un errore giudiziario, ha scoperto la bellezza del volontariato ed ora presta servizio nelle carceri con la Società di San Vincenzo De Paoli, dimostrando così che anche dal male può nascere il bene.I volontari della San Vincenzo ringraziano l’Università Europea di Roma e Padre Gonzalo Monzon LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università, per l’accoglienza ed il supporto all’iniziativa.La Società di San Vincenzo De Paoli con 850.000 soci e 1.500.000 di volontari in 155 Paesi del mondo, una rappresentanza presso le Organizzazione delle Nazioni Unite di Ginevra, fondata nel 1833 dal Beato Federico Ozanam, allora studente universitario, cattolica ma laica, la Società di San Vincenzo De Paoli è una delle associazioni più vaste e radicate sul territorio. Il suo carisma si esprime con la visita a domicilio – e dunque anche in carcere – delle persone in difficoltà. (foto copyright università europea)

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“La musica popolare cuore dell’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Roma Martedì 16 Aprile, alle 17:00, presso il Senato della Repubblica, nella sala ‘Caduti di Nassirya’, si svolgerà la conferenza stampa ‘La musica popolare cuore dell’Italia’ su iniziativa del senatore di Forza Italia Francesco Giro. Saranno presenti come relatori Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia in Senato; Andrea Cangini, capogruppo di Forza Italia 7^commissione Cultura; i senatori Maurizio Gasparri, Massimo Mallegni, Claudio Fazzone, Francesco Battistoni e la deputata Catia Polidori. Alla conferenza parteciperanno sindaci, assessori e presidenti di associazioni delle bande musicali e corali e dei gruppi folklorici.Il focus della conferenza verterà su due aspetti fondamentali: la valorizzazione, a livello nazionale, delle bande musicali, corali e gruppi folklorici, che rappresentano l’identità culturale delle singole realtà territoriali e la mancata emanazione dei decreti attuativi previsti nella legge 22 novembre 2017, n. 175, per la nuova disciplina dello spettacolo da vivo che tra l’altro prevedeva la valorizzazione della musica popolare. Questo comporta l’impossibilità da parte delle associazioni di musica amatoriale di poter finalmente beneficiare dei nuovi fondi nella prevista riforma del Fondo unico per lo Spettacolo (FUS).

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Concerto del Quartetto Prometeo

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Roma Martedì 16 aprile alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “Sapienza” (ingresso da Piazzale Aldo Moro 5) la IUC-Istituzione Universitaria dei Concerti presenta il Quartetto Prometeo, uno dei migliori gruppi di questo tipo a livello italiano e internazionale, premiato con il Leone d’argento dalla Biennale Musica di Venezia nel 2012. Precedentemente il Quartetto Prometeo aveva vinto la 50° edizione del Prague Spring International Music Competition nel 1998, il premio Thomas Infeld dalla Internationale Sommer Akademie Prag-Wien-Budapest nel 1999 per le “straordinarie capacità interpretative” e il Premio Speciale Bärenreiter al Concorso ARD di Monaco di Baviera nel 2000. Ha suonato al Concertgebouw di Amsterdam, Musikverein di Vienna, Wigmore Hall di Londra, Aldeburgh Festival, Prague Spring Festival, Accademia di Santa Cecilia di Roma, Società del Quartetto di Milano e numerose altre delle principali istituzioni musicali italiane ed europee. Ha inciso per Ecm, Sony, Brilliant e Amadeus.Del Quartetto Prometeo la critica ha scritto: “Si è esibito in una performance memorabile suscitando l’approvazione entusiastica dei numerosissimi presenti”, “ha dimostrato la sua grandezza, ma anche l’adamantina coerenza del proprio pensiero”. I suoi concerti si impongono per la tenuta interpretativa e intellettuale e per la capacità di stabilire una forte comunicazione con il pubblico non solo nel repertorio tradizionale ma anche nella musica contemporanea, come accadrà anche in questo concerto che spazia attraverso tre secoli dall’Ottocento fino ai nostri giorni.Il concerto si apre con il Quartetto op. 3 di Alban Berg, del 1911. Il compositore stesso ne ha lasciato una specie di auto-recensione in una lettera alla moglie: “Ho goduto dell’armonia e della dolcezza solenne e dell’estasi di questa musica. Non puoi fartene un’idea. I cosiddetti passaggi più tumultuosi e più arditi erano una pura armonia, in senso classico. Alla fine un applauso generale, addirittura frenetico. È stato un successo enorme”.Facendo un salto di più di oltre cent’anni in avanti arriviamo ai nostri giorni con la prima esecuzione assoluta di Scènes d’Hérodiade di Matteo D’Amico, uno degli autori più autorevoli, raffinati e sensibili dell’attuale panorama musicale. Il pezzo di articola in tre movimenti, che “sono ricollegabili idealmente – come dice D’Amico stesso – alle tre parti del poema Hérodiade, di Stéphane Mallarmé, un testo sul quale da tempo sto lavorando”. Con quest’opera ha voluto dare “voce musicale ad una fra le più enigmatiche e complesse opere di Mallarmé, quella Hérodiade che non è mai stata portata a compimento dal poeta, che per quasi tutta la sua vita ne ha inseguito, senza riuscirci, la forma definitiva. Anche in questa veste incompiuta, quest’opera si presenta in tutta la sua pienezza e la sua forza”. D’Amico conclude così: “Camminare sul sottile crinale che separa speculazione musicale e coinvolgimento emotivo, disegno della forma e urgenza narrativa, è stata la piacevole scommessa di questa breve ma intensa avventura compositiva”.Tutta la seconda parte del concerto è dedicata al Quartetto n. 15 in sol maggiore op. 161 D 887, l’ultimo composto da Franz Schubert, a trent’anni d’età, nel 1826, quando gli restava solo un anno da vivere. È dunque un capolavoro giovanile e allo stesso tempo una delle sue opere estreme, che unisce uno slancio febbrile e drammatico alla complessa elaborazione e all’ampia architettura: indubbiamente uno dei capolavori assoluti del romanticismo in musica.

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Incontro “Migrazione in Italia e in Europa: opinioni e fatti”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Parma Lunedì 15 aprile, alle 16.30, nell’Aula K9 del Polo Didattico Universitario di via Kennedy, si terrà il seminario Migrazione in Italia e in Europa: opinioni e fatti, aperto alla cittadinanza interessata. L’incontro sarà l’occasione per presentare “Migration Facts”, un’iniziativa del Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale (CUCI) che nasce nell’ambito del progetto “Seminari di Europa”, di cui è responsabile organizzativo il prof. Alessandro Pagliara, docente del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali-DUSIC.Parteciperanno all’incontro Fabio Landini, economista dell’Università di Parma e organizzatore dell’evento, Paolo Pinotti, economista dell’Università Bocconi di Milano, Elly Schlein (in videoconferenza), Europarlamentare del Gruppo S&D, e Ayomide Folorunso, studentessa e atleta dell’Università di Parma e delle Fiamme Oro Atletica della Polizia di Stato.
Migration Facts nasce nel quadro del progetto “Seminari di Europa” e prende le mosse dalla duplice consapevolezza che le migrazioni sono un fenomeno complesso che coinvolgerà il nostro paese nei decenni a venire, e che buona parte del cosiddetto “problema immigrazione” è dovuta a una percezione distorta dei fatti riguardanti le migrazioni.
Su tale basi, il progetto si propone di favorire la condivisione di informazioni ed esperienze sul tema delle migrazioni avendo come riferimento particolare gli studenti delle scuole superiori. Tale attività prende due forme:
a) il coinvolgimento di un gruppo di studenti universitari nello sviluppo e gestione del portale “Migration Facts” e di pagine sui principali social network (per es. Facebook e Instagram) contenenti dati e informazioni sui fatti riguardanti il fenomeno migratorio
b) l’organizzazione di un ciclo di incontri con studenti delle scuole superiori in cui discutere di questi temi, con la partecipazione di giovani migranti di prima o seconda generazione che racconteranno il loro vissuto, favorendo la comprensione del cosa significhi essere “straniero” nell’Italia di oggi.Gli obiettivi del progetto sono i seguenti:
migliorare la conoscenza di tutti i soggetti coinvolti (studenti, ricercatori e la collettività) in merito alla portata e alle tendenze del fenomeno migratorio
stimolare la discussione e il dibattito pubblico inerente al tema dell’immigrazione favorire l’acquisizione da parte degli studenti universitari di competenze associate alla raccolta ed elaborazione di dati statistici.

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“Note in Biblioteca”: Aurora Orsini e sabato Sofia Adinolfi

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Roma venerdì 12 aprile 2019 alle 20.00 nella Biblioteca Villa Leopardi (via Makallé snc) e sabato 13 aprile alle 11.300 nella Biblioteca “Vaccheria Nardi” (via Grotta di Gregna 37)
“Note in Biblioteca” ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti fa seguito alla serie di incontri musicali organizzati da IUC e Biblioteche di Roma.
La protagonista dell’appuntamento di venerdì 12 è Aurora Orsini, grande speranza della chitarra. Ha studiato al Conservatorio di Latina, all’Accademia Liszt di Budapest all’Istituto Superiore di Studi Musicali di Lucca e nel 2018 è stata ammessa alla prestigiosa Accademia Chigiana di Siena nella classe del grande maestro Oscar Ghiglia.
L’incontro inizia con una Suite per liuto di Johann Sebastian Bach, che come altre musiche destinate a quell’antico strumento viene oggi suonata più spesso. con la chitarra. Fu invece composta da un grande chitarrista ed è quindi destinata espressamente alla chitarra la composizione seguente, Fantasia e variazioni brillanti op. 30 dello spagnolo Fernando Sor, che fu contemporaneo di Beethoven ed ebbe un ruolo della massima importanza nello sviluppo della musica per chitarra. L’incontro si conclude con El Decameron Negro, scritto nel 1975 dal compositore e chitarrista classico cubano Leo Brouwer, che si è ispirato ad alcuni racconti africani, che narrano la storia di un guerriero bandito dalla sua terra perché diventato suonatore di arpa, ma ritornato per salvare il suo popolo dai nemici; dopo la vittoria, viene nuovamente esiliato, ma fugge portando con sé l’amata. Guida all’ascolto a cura di Matteo Macinanti, laureando del corso magistrale in Musicologia della Sapienza.
Sabato 13 la protagonista è la pianista Sofia Adinolfi, giovane e talentuosa pianista, che attualmente si sta specializzando al Conservatorio di Bologna. Ha seguito masterclass in Olanda con David Kuyken e in Italia con Angela Hewitt e nel 2018 è stata ammessa al corso pianoforte tenuto da Lilya Zilberstein presso la prestigiosa Accademia Chigiana di Siena. Ha già iniziato con successo l’attività concertistica e il suo talento è stato confermato dai numerosi premi vinti in concorsi nazionali ed internazionali.
Sofia Adinolfi dedica quest’incontro a tre grandi musicisti russi tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, che, furono sia compositori che grandi virtuosi del pianoforte. Inizia con la Sonata n. 2 op. 19 detta “Sonata-fantaisia” di Aleksander Skrjabin, che così illustrò il significato di questa sua composizione: “La prima sezione rappresenta la calma della notte su una spiaggia del sud; lo sviluppo è la buia agitazione del mare profondissimo. La sezione centrale evoca il chiaro di luna che appare, simile a una carezza, dopo il primo buio della notte. Il secondo tempo rappresenta l’ampia distesa dell’oceano agitato dopo una tempesta”.Seguono le Variazioni su un tema di Corelli op. 42 di Sergej Rachmaninov, che fu l’ultima incarnazione della figura di compositore e virtuoso tardo-romantico: queste variazioni danno un esempio della sua straordinaria abilità pianistica. Conclude Sergej Prokof’ev con la Sonata n. 2 in re minore op. 14 del 1913, un’opera giovanile ma geniale, caratterizzata dall’alternanza di lirismo e sarcasmo tipica di questo compositore.

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Due università italiane tra i sei vincitori del concorso Win-a-Robot di Epson Europe

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Fra i sei vincitori del primo concorso di Epson Europe Win-A-Robot, creato per individuare e promuovere nuovi utilizzi nel campo della robotica e delle tecnologie di automazione, ben due sono i progetti italiani, presentati dalle università di Padova e di Pavia, che sono stati selezionati e si sono aggiudicati il riconoscimento accanto a quelli proposti da università e collegi inglesi, irlandesi, tedeschi e ungheresi.”Robotica e automazione svolgeranno un ruolo fondamentale nel sostenere la competitività e la crescita delle imprese europee”, ha dichiarato Volker Spanier, responsabile della divisione Robotics Solutions di Epson Europe, annunciando i vincitori del concorso. Garantire che gli studenti di oggi siano preparati con entusiasmo a questa sfida è di incredibile importanza ed Epson non vede l’ora di lavorare a fianco dei futuri talenti per far crescere e sviluppare competenze e progetti in quella direzione. Consideriamo questo annuncio come l’inizio di fruttuose relazioni a lungo termine con le università in tutta l’area EMEAR”.”Combinare un’industria tradizionale come quella della cottura – ha commentato il Professor Giulio Rosati, Ordinario di Meccanica Applicata alle Macchine, Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova – con soluzioni di automazione moderne e flessibili non è un compito facile. Con il progetto ‘ChocoBot – Decorazione personalizzata di torte celebrative ad alta efficienza energetica e prototipazione rapida di grandi strutture di cioccolato’ e con la domanda del mercato di prodotti personalizzati in rapida espansione, vediamo il potenziale per fornire soluzioni ad alta qualità per la personalizzazione delle torte sia come un’entusiasmante sfida di automazione sia come una soluzione industriale a lungo termine: i metodi di ottimizzazione sviluppati all’interno del progetto saranno generali e facilmente applicabili a diversi prodotti e settori industriali. Siamo fiduciosi di ciò che questa nuova opportunità può portare grazie al concorso Epson Win-A-Robot”.”Siamo onorati – ha dichiarato la Professoressa Antonella Ferrara, Ordinario di Automatica presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’Università di Pavia – di aver ottenuto questo importante risultato alla prima competizione Win-A-Robot di Epson Europe e che il nostro progetto sia stato valutato così positivamente dalla giuria. La nostra ricerca ha già ottenuto risultati interessanti nell’addestramento di un braccio robotico con collision avoidance mediante tecniche di Deep Reinforcement Learning. Grazie al supporto di Epson, saremo in grado di validare sperimentalmente i nostri algoritmi e portare al livello successivo il nostro progetto, coinvolgendo nuovi studenti e ricercatori in un ambito di ricerca estremamente attuale e promettente”.Gli altri vincitori sono: Università di Pecs, Ungheria, con il progetto “Controllo robotico con visori di realtà aumentata”; Heinz-Nixdorf-Berufskolleg, Germania, con il progetto “Simulazione di commercio online con l’esempio di un impianto di riempimento di caramelle”; Institute of Technology di Tallaght, Irlanda, con il progetto “Robotica, produzione alimentare e raccolta”; Università di Plymouth, Regno Unito, con il progetto “Robot autoadattabile per la produzione assistita in cellule di lavoro sostenibili intelligenti”.
La selezione dei vincitori è stata effettuata da una giuria composta da cinque esperti di robotica, attivi in politica, nell’industria e nel mondo accademico che si sono incontrati a Meerbusch, in Germania, per deliberare e selezionare le candidature vincenti: il professor Darwin Caldwell, Istituto Italiano di Tecnologia; Eva Kaili, membro del Parlamento europeo; dottor Imre Paniti, Accademia delle scienze ungherese; Patrick Schwarzkopf, Amministratore delegato di VDMA Robotics + Automation e Yoshifumi Yoshida, Epson Executive Officer.

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Il carcere e la speranza: un percorso di vita nuova

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Roma giovedì 11 aprile 2019, alle 14.30, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) incontro “Il carcere e la speranza: un percorso di vita nuova” organizzato dall’Ufficio Formazione Integrale dello stesso ateneo in collaborazione con la Società di San Vincenzo De Paoli. Dopo il saluto di Padre Gonzalo Monzon LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma, interverranno: Antonio Gianfico, Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli e Claudio Messina, Delegato nazionale Carceri della Società di San Vincenzo De Paoli. Verrà presentata anche la testimonianza della vittima di malagiustizia Roberto Giannoni che ha conosciuto il carcere da innocente. Trarrà le conclusioni Carlo Climati, Direttore del Laboratorio “Non sei un nemico!” dell’Università Europea di Roma.
Con 850.000 soci e 1.500.000 volontari in 155 Paesi del mondo, una rappresentanza presso le Organizzazione delle Nazioni Unite di Ginevra, la Società di San Vincenzo De Paoli è una delle associazioni più vaste e radicate sul territorio. Fondata a Parigi nel 1833 dal Beato Federico Ozanam insieme ad un gruppo di giovani studenti della Sorbona, cattolica ma laica, l’organizzazione ha come scopo principale quello di aiutare le persone più sfortunate: i bisognosi, gli ammalati, gli anziani soli, chiunque si trovi in difficoltà.
“Povertà tra le povertà – afferma Antonio Gianfico – il carcere rappresenta un impegno di carità tra i più difficili e coinvolgenti”. “L’aiuto dei volontari – prosegue il Presidente – non si riduce ad una visita fine a se stessa, ma coinvolge il detenuto in un percorso di recupero e prevenzione. Ed è questo che offre la Società di San Vincenzo De Paoli: non solo un sostegno materiale, ma soprattutto attenzione umana, amicizia, aiuto a redimersi, a ritrovare se stesso e un giusto ruolo nella società”. L’Associazione si preoccupa anche della cura delle famiglie che hanno congiunti in carcere, accompagnandole in un cammino di educazione alla legalità per scongiurare il fatto che i figli possano ricadere negli stessi errori dei propri genitori.Nell’occasione verrà anche presentato il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario riservato ai reclusi delle carceri italiane, organizzato dalla Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con il Ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato.“Un bell’incontro che vuole presentare – conclude il Presidente della San Vincenzo – il ruolo del volontariato come attenzione al prossimo secondo i valori e gli insegnamenti del Vangelo”.

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Convegno Il Neo-Medioevo Pseudo-Scientifico – Insanae Fabulae

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Corinaldo (AN), da giovedì 11 a sabato 13 aprile si terrà il convegno Il Neo-Medioevo Pseudo-Scientifico – Insanae Fabulae presso il Teatro Goldoni. La tre giorni di conferenze, patrocinate da SIMLA (Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni), porterà gli esperti a confrontarsi su tematiche tradizionali della medicina legale, con anche toni goliardici, in un contesto culturale che si rifà all’epoca medievale. Si comincia giovedì 11 aprile con un doppio appuntamento: nel pomeriggio (dalle 15 alle 18.30) Il Neo-Medioevo Pseudo-Scientifico, un incontro dedicato alla valutazione scientifica delle prove, e dalle 18.30 alle 21.00 con un convegno nel convegno dal titolo Istituti Assicurativi e Legge Finanziaria: rivalsa/rivincita/sconfitta? che aprirà l’interessante dibattito sulle modifiche introdotte nell’ultima Legge Finanziaria (L. 145 del 2018) dei meccanismi di rivalsa INAIL nei confronti del responsabile civile. Il tema è di grande interesse e attualità sia per le possibili ricadute negative sugli assicurati / danneggiati, sia per l’impatto culturale sull’intera medicina legale legata alla sempre maggiore sovrapposizione dei concetti di risarcimento e indennizzo, sia per le ricadute pratiche in ambito professionale. L’evento riprende nelle giornate del 12 aprile (dalle 8.30 alle 19) e del 13 aprile (dalle 9.30 alle 13) con numerose sessioni, che diventano un’occasione di confronto e aggiornamento sullo stato dell’arte della medicina legale specialmente sul tema della valutazione del danno a persona. Il corso si rivolge a medici legali e personale sanitario. La partecipazione dà diritto a 30 crediti ECM.SIMLA, che patrocina l’evento, da sempre si propone di promuovere e tutelare la cultura medico-legale a livello scientifico, legislativo, sociosanitario e professionale e di difenderne i principi etici e deontologici.

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La musica tradizionale del Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Mercoledì 10 aprile 2019 alle 18.00 la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) dedica come ogni anno un concerto alla Musica delle Regioni d’Italia: questa volta è il turno del Lazio. Si ascolteranno ciaramelle di Amatrice, improvvisazioni poetiche, organetti, zampogne, saltarelli, canti religiosi.Il concerto è a cura di Giorgio Adamo, professore di etnomusicologia presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, con la collaborazione Giuseppina Colicci, Giancarlo Palombini e Serena Salvatori.Le ciaramelle sono un arcaico strumento a fiato continuo, diverso dalle altre zampogne, sia per la struttura organologica (mancanza di bordone) sia per l’utilizzo di scale musicali pre-tonali e per il repertorio, che comprende la sonata per la sposa, l’accompagnamento del canto a terzina o quartina e la saltarella, per accompagnare l’omonimo ballo. Alessio Di Fabio fa parte dell’ultima leva di ciaramellari. La poesia improvvisata in ottava rima ha nella zona di Amatrice, tradizionalmente pastorale, una presenza forte e diffusa. Pietro e Donato De Acutis rappresentano due generazioni di poeti.I canti a due voci sul lavoro denominati “all’arianella” e “alla monnarella”, eseguiti dalle donne durante i lavori della monda del grano, erano presenti fino a qualche tempo fa soprattutto nella zona di Amatrice e sono riproposti da Susanna Buffa e Ludovica Valori.La ricca tradizione polivocale di canti religiosi del Lazio sarà rappresentata dai due gruppi, ciascuno di circa 25 esecutori, della cantoria della Confraternita del SS. Sacramento e dell’Immacolata Concezione di Fiuggi, Sarà eseguito il repertorio processionale del Venerdì Santo, tra cui il Vexilla Regis, il Pianto della Madonna e la Morte di Gesù.

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Libri di storia: Il mito delle biciclette Bianchi

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Parma mercoledì 10 aprile alle 17 al Palazzo del Governatore. Protagonisti dell’incontro saranno Daniele Marchesini, già docente di Storia dell’Italia contemporanea all’Università di Parma, e il suo volume Bianchi. Una storia italiana (Bolis Edizioni), introdotti dal coordinatore scientifico della rassegna Piergiovanni Genovesi, Delegato del Rettore alle iniziative culturali di carattere storico.
Gli indirizzi di saluto saranno affidati a Fabrizio Storti, Pro Rettore alla Terza missione dell’Università di Parma, e a Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – DUSIC. Dialogheranno con l’autore Vittorio Adorni, campione del mondo di ciclismo, Ugo Berti Arnoaldi, dirigente editoriale della Casa editrice Il Mulino, e Stefano Pivato, docente di storia contemporanea all’Università di Urbino.
Libri di Storia – Incontri con gli Autori è un’iniziativa promossa dall’Università di Parma all’interno delle azioni di Terza Missione dell’Ateneo (delega rettorale per le iniziative culturali di carattere storico assegnata al prof. Piergiovanni Genovesi) volte a contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della società, comunicando e divulgando la conoscenza attraverso una relazione diretta con il territorio e con tutti i suoi attori. La presentazione di una serie di novità editoriali di storia, alla presenza degli autori, si propone di far conoscere più da vicino alla città la ricerca svolta all’interno dell’Ateneo e, più in generale, di favorire la diffusione della conoscenza storica al fine di leggere in modo più profondo, articolato e dialogante l’oggi.
La partecipazione alle presentazioni è valida come aggiornamento per gli insegnanti che si iscriveranno attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. (www.istruzione.it/pdgf).

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Il Vice Ministro Castelli in merito alla c.d. “fuga dei cervelli”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

“Ho letto ieri un articolo de Il Fatto Quotidiano che dava un dato: negli ultimi 10 anni l’Italia ha perso 130 mila persone altamente qualificate. E oggi ne riparla anche Giorgetti da Verona. Questo Governo riporterà i nostri talenti in Italia! È nel decreto Crescita!
Spesso giovani costretti dalla mancanza di opportunità o perché in altri Stati venivano prospettate condizioni lavorative più vantaggiose. Adesso basta, basta ai cervelli in fuga: riportiamoli in Italia! Noi andremo a garantire loro maggiori benefici fiscali, semplificazione delle condizioni per accedere al regime fiscale di favore e più agevolazioni. Ci andremo a rivolgere a chi vuole tornare in Italia magari per fare impresa, ma anche ai docenti e ai ricercatori. Benefici anche per quei lavoratori italiani non iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’estero) che decideranno di rientrare nel nostro Paese. È chiaro a tutti che i vecchi governi hanno fallito, per questo motivo noi ci assumiamo questa responsabilità: a queste persone vogliamo dare una nuova opportunità in Italia!”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post Facebook, in merito alla “fuga dei cervelli”.

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Scoperto il primo archeoceto che oltre 42 milioni di anni fa raggiunse l’oceano Pacifico

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Camerino. Il suo nome è Peregocetus pacificus, che significa “il cetaceo viaggiatore che ha raggiunto il Pacifico”, e il ritrovamento del suo scheletro fossile in sedimenti di oltre 42 milioni di anni fa è stato fondamentale per ricostruire la rotta seguita dagli antenati di balene e delfini nel lungo viaggio che, fra i 50 e i 40 milioni di anni fa, li portò dal loro centro di origine fra India e Pakistan a colonizzare tutti gli oceani.L’importante scoperta, appena pubblicata dalla prestigiosa rivista “Current Biology” è stata fatta da un team internazionale di paleontologi e geologi dell’Università di Camerino e dell’Università di Pisa e dei musei di storia naturale di Parigi, Bruxelles e Lima, le cui ricerche nel deserto costiero del Perù hanno già dato importanti risultati, come il ritrovamento nella stessa località del Peregocetus ma in rocce più antiche di Mystacodon selenesis, il più antico antenato delle balene ad oggi conosciuto.“E’ straordinario avere trovato un cetaceo in rocce così antiche e così lontane dall’area di origine di questi mammiferi marini – spiega Claudio Di Celma, geologo della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino che ha curato lo studio stratigrafico dell’area di ritrovamento del fossile. Questa scoperta documenta, infatti, il primo ritrovamento indiscutibile di un cetaceo quadrupede nell’Oceano Pacifico, probabilmente il più antico rinvenuto in America e il più completo al di fuori di India e Pakistan”.
Secondo i ricercatori l’età geologica di questo cetaceo quadrupede e la sua presenza lungo la costa occidentale del Sud America sostengono fortemente l’ipotesi che i primi cetacei abbiano raggiunto il Nuovo Mondo attraversando il Sud Atlantico dalla costa occidentale dell’Africa al Sud America. Questi antenati delle balene e dei delfini sarebbero stati aiutati nel loro viaggio dalle correnti superficiali che scorrevano da ovest verso est e dal fatto che a quel tempo la distanza tra i due continenti era la metà di quella che è oggi.“Un aspetto particolarmente interessante di questo nuovo archeoceto – afferma Giovanni Bianucci, paleontologo del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa che ha preso parte allo scavo e allo studio del fossile – è che la presenza di piccoli zoccoli sulle dita, assieme alla forma del bacino e degli arti, suggerisce che fosse ancora in grado di camminare sulla terraferma mentre le lunghe dita, probabilmente palmate, e le caratteristiche anatomiche della coda indicano che era anche un buon nuotatore. Si tratterebbe, quindi, di uno stadio intermedio fra le balene e i delfini di oggi (non più in grado di muoversi fuori dall’acqua) e i loro antenati terrestri a quattro zampe, cioè di animale dal modo di vita simile alla lontra.”
E’ attraverso lo studio dettagliato dello scheletro che i ricercatori sono stati in grado di stabilire che questo archeoceto era in grado di manovrare il suo corpo lungo 4 metri sia in terra che in acqua. Per esempio, il fatto che le vertebre caudali siano simili a quelle dei castori e delle lontre suggerisce che la coda fornisse un contributo significativo durante il nuoto.Intanto le ricerche in Perù vanno avanti e il team internazionale continua a fare nuove scoperte. ”Ogni spedizione – conclude Giovanni Bianucci – ci riserva nuove sorprese. Tutto è possibile grazie a un giacimento di fossili eccezionale e a un gruppo di ricerca straordinario”.

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Incontro sul tema: “Scienza a fumetti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Camerino. Il prossimo martedì 9 aprile il Sistema Museale dell’Università di Camerino organizza un incontro sul tema “SCIENZA a FUMETTI” dedicato agli studenti degli Istituti Superiori, aperto anche al pubblico, per parlare di Scienza, allacciandosi ai poteri dei supereroi dei fumetti ideati da Stan Lee, scomparso pochi mesi fa ed i cui personaggi ancora oggi affascinano le nuove generazioni, con sorprendente continuità.
Parteciperanno all’iniziativa, che si terrà presso l’Auditorium Benedetto XIII con inizio alle ore 10, in qualità di relatori, il Rettore Unicam prof. Claudio Pettinari, per raccontare i superpoteri della chimica, il prof. David Vitali, Direttore della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam e esperto in onde gravitazionali e misteri del Cosmo, il dott. Andrea Ettore Bernagozzi, Astronomo dell’Osservatorio Astronomico Regione Autonoma Valle d’Aosta, per sondare la profondità delle galassie alla ricerca dei supereroi alieni, il prof. Gilberto Pambianchi, Direttore del Polo Museale ed Orto Botanico, il dott. Renato Franchi, Product Manager della Panini Comics che attualmente edita i fumetti Marvel in Italia ed il dott. Alessandro Blasetti, Responsabile dello Staff del Polo Museale di Unicam. Nel corso dell’incontro, dunque, i relatori, attraverso le loro specifiche competenze, tratteranno del rapporto fra Scienza e Fumetti, connubio capace di aprire orizzonti in grado di stimolare i giovani, appassionati e non, ad avvicinarsi al mondo della ricerca e delle scienze applicate, che rendono oggi possibili molte delle straordinarie capacità dei Supereroi Marvel.

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Beethoven col pianista Herbert Schuch alla IUC

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Roma martedì 9 aprile alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” Beethoven col pianista Herbert Schuch alla IUC. Nato in Romania da famiglia tedesca e trasferitosi giovanissimo in Germania, Herbert Schuch è molto legato all’Italia, perché è stata la vittoria del Concorso “Casagrande” di Terni – noto per aver scoperto alcuni dei migliori pianisti di oggi – ad averlo lanciato in campo internazionale. Poco dopo è stata la IUC la prima a farlo conoscere al pubblico romano. Da allora è apparso sulle principali scene musicali, tra cui Festival di Salisburgo, Ruhr Piano Festival, Philharmonie di Berlino, Elbphilharmonie di Amburgo e Kennedy Center di Washington, con importanti orchestre come le Filarmoniche di Londra, Monaco di Baviera e Dresda, la NHK di Tokyo, le orchestre radiofoniche di Copenhagen, Torino, Berlino, Colonia e Lipsia e l’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con grandi direttori quali Pierre Boulez, Valery Gergiev e Yannick Nézet-Seguin, per non citarne che alcuni. Nel 2013 ha vinto l’Echo Klassik, il più importante premio discografico tedesco di quegli anni, con un cd che comprendeva il Concerto n. 3 di Beethoven, il suo autore preferito: ha infatti studiato con Alfred Brendel, uno dei più grandi interpreti di Beethoven della nostra epoca, e si è aggiudicato il Concorso Beethoven a Vienna.
A Beethoven è dedicato anche questo suo concerto, che ha una particolarità: non per caso Schuch si è imposto fra i musicisti più interessanti della sua generazione anche per i suoi programmi concepiti in maniera sorprendente. Nella prima parte infatti suonerà le undici Bagatelle op. 119 di Beethoven, alternandole agli undici brani di Musica ricercata di Ligeti. Il titolo di Beethoven si riferisce alle piccolissime dimensioni di quei suoi pezzi, non certamente al loro valore, perché la brevità è la conseguenza dell’estrema concentrazione, per cui in uno o due minuti è condensata una grande ricchezza di idee: sono tra le opere più straordinarie dell’estrema maturità di Beethoven e tra le ultime sue composizioni per il pianoforte. Ligeti compose Musica ricercata nel 1952-1953 ma la tenne segreta fino al 1969, quando la fece eseguire per la prima volta in pubblico.
La seconda parte è più “normale”, con due tra le più grandi opere pianistiche di Beethoven, la Sonata n. 6 in fa maggiore op. 10 n. 2 e la Sonata n. 21 in do maggiore op. 53 nota come “Waldstein” o anche come “Aurora”. La prima è limpida, elegante e anche umoristica, mentre la seconda è un punto culminante del secondo periodo di Beethoven ed è caratterizzato dall’energia, dalla tensione e dalla drammaticità, tanto che fu definita “una Eroica per pianoforte”, paragonandola così alla Terza Sinfonia dello stesso Beethoven.

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“L’urgenza come criterio metodologico del contemporaneo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

E’ il tema del ciclo seminariale organizzato dall’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma (UER) in via degli Aldobrandeschi 190. Dopo un primo incontro interdisciplinare tenuto lo scorso venerdì 8 marzo, dal 9 all’11 Aprile 2019 prosegue la lettura del contemporaneo che lascia emergere come l’urgenza sembra imporsi, in tutti campi del sapere e dell’agire, quale unico e totalizzante criterio metodologico, rispondente alle necessità derivanti tanto dal fisiologico stato di crisi connaturato agli attuali modelli economici quanto dalla trasformazione tecnologica. Si apre così il secondo momento di riflessione che vedrà impegnati i singoli ambiti disciplinari nell’analisi di alcuni aspetti patologici che l’urgenza determina in ciascuno di essi.
Martedì 9 aprile (Ore 9.00 -13.30) sarà la volta dell’ambito di Storia e Filosofia con “L’innovazione sfida l’etica. Tempo noetico e tempo spazializzato”. Interverranno: il Prof. Guido Traversa (UER – Ateneo Pontificio Regina Apostolorum), il Prof. Mario Pollo (già LUMSA), il Prof. Luigi Russo (UER) e il Prof. Gianluca Casagrande (UER).
Mercoledì 10 aprile (Ore 9.00 -13.30) si ritroverà l’ambito di Psicologia con “La Tecnologizzazione della cura. Nuovi strumenti terapeutici e di riabilitazione”. Interverranno” il Prof. Tonino Cantelmi (UER), il Dott. Roberto Malinconico (Psicologo e Psicoterapeuta) e la Prof.ssa Stella Tamburello (Psicologa, Psicoterapeuta – Istituto Skinner Roma).
Giovedì 11 aprile (Ore 9.00 -13.30) conclude la settimana di studio la riflessione affrontata dall’ambito di Scienze della Formazione Primaria con “Alfabetizzazione e inclusione tecnologica. Armonizzazione della conoscenza e trasformazione delle coscienze”. Interverranno: la Prof.ssa Susy Zanardo (UER), il Prof. Mario Pollo (già LUMSA) la Prof.ssa Rebecca Honorati (UER) e la Dott.ssa Fiorella D’Ambrosio (UER).
Saranno momenti di confronto e approfondimento rivolti a studenti e professionisti accomunati dalla condivisione di valori e visione antropologica, al fine di interrogarli in merito a problemi contemporanei indagati con un approccio interdisciplinare tra saperi teleologicamente orientati al bene e ben-essere di tutto l’uomo, di ogni uomo.

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Borsa di studio per studenti in veterinaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Boehringer Ingelheim annuncia l’istituzione della Borsa di Studio BVDzero 2019-2020 per gli Studenti di Medicina Veterinaria. L’iniziativa riflette l’impegno di lungo termine dell’azienda a promuovere la salute e il benessere degli animali. Con questa Borsa di Studio Boehringer Ingelheim punta ad accrescere le conoscenze degli studenti di Medicina Veterinaria sulla diarrea virale bovina (BVD). Boehringer Ingelheim ritiene, inoltre, che iniziative di questo genere contribuiscano anche a diffondere la consapevolezza di questa patologia bovina a livello più generale e, di conseguenza, a favorire la riduzione della sua prevalenza.Il Comitato BVDzero, in collaborazione con un rappresentante dell’Associazione Mondiale di Buiatria, individuerà gli studenti di Medicina Veterinaria più meritori a livello mondiale, che possano contribuire a soddisfare le esigenze, in continua evoluzione, sia di salute e benessere degli animali, sia del settore buiatrico nel suo complesso.
Verranno assegnate 10 borse di studio, ciascuna del valore di 1.000 euro, ai 10 studenti di Medicina Veterinaria ritenuti più meritori.Ciascun assegnatario della borsa di studio potrà, inoltre, partecipare al prossimo Congresso Mondiale di Buiatria, che si terrà a Madrid nel 2020; nell’ambito di questa iniziativa Boehringer Ingelheim si farà carico dei costi di iscrizione al Congresso e delle spese di alloggio. Criteri di idoneità dei candidati
· Studenti di Medicina Veterinaria del secondo, terzo e quarto anno;
· Che dimostrino passione per il settore zootecnico, in particolare per i bovini;
· Che diano prova di risultati d’eccellenza accademica;
· Che dimostrino leadership e partecipazione ad attività extra-universitarie.
Le candidature possono essere presentate entro e non oltre il 25 maggio 2019.

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Alla IUC il pianista italo-ucraino Alexander Romanovsky

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

Roma Sabato 6 aprile alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” la IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti) presenta il pianista Alexander Romanovsky, che dedica questo concerto interamente al suo compositore preferito, Fryderyk Chopin, di cui esegue alcuni Notturni e Mazurche e le due raccolte di Studi, pagine di difficoltà tecnica pari all’intensità espressiva.
Alexander Romanovsky è nato in Ucraina nel 1984 e si è trasferito in Italia all’età di tredici anni, prendendo la cittadinanza italiana e compiendo gli studi all’Accademia Pianistica di Imola. Ha studiato anche al Royal College of Music di Londra. Di lui si è cominciato a parlare quando è stato nominato membro dell’Accademia Filarmonica a soli quindici anni, un onore concesso a quella età soltanto a Mozart prima di lui. A diciassette anni ha vinto il severissimo Concorso “Ferruccio Busoni” di Bolzano, uno dei più prestigiosi a livello mondiale, e da allora sono iniziate le sue tournée internazionali. Nel 2007 ha avuto il privilegio di suonare davanti a papa Benedetto XVI. Ora è nell’età magica che unisce la giovinezza alla maturità artistica e miete successi sia in recital solistici che insieme alle più importanti orchestre quali Royal Philharmonic di Londra, Filarmonica della Scala, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra Nazionale Russa, NHK Symphony Orchestra di Tokyo e New York Philharmonic, con direttori come Antonio Pappano e Valery Gergiev.Di lui il New York Times ha scritto che è “speciale, non solo possiede una tecnica straordinaria e creatività nei colori e nella fantasia, ma è anche un musicista sensibile e un lucido interprete”. Il grande direttore d’orchestra Carlo Maria Giulini l’ha definito, col suo consueto stile laconico, “un pianista di grande talento”. Ha inciso per Warner e più recentemente cinque cd per Decca, acclamati da pubblico e critica.Entrambe le parti del suo concerto romano si concluderanno con l’esecuzione di una delle due raccolte di Studi di Chopin, prima i dodici dell’op. 10, poi gli altri dodici dell’op. 25, che crearono una tecnica pianistica rivoluzionaria e aprirono al pianoforte possibilità allora inesplorate. Ma in questi ventiquattro brevi studi oltre alla tecnica c’è anche una profonda poesia, che ne fa alcuni dei pezzi più stimolanti ed evocativi di tutto il repertorio pianistico.Completano il concerto altri capolavori di Chopin. Per i tre Notturni op. 9 Chopin si ispirò all’arte del belcanto italiano, come indicano le lunghe e sinuose melodie, arricchite da fioriture finemente cesellate, e l’eloquio dolce, tenero e carezzevole. Le Mazurke op. 24 si ispirano invece a una danza popolare polacca, che Chopin conosceva fin dalla sua infanzia: quando era a Parigi, lontano dalla sua patria, il ritmo e le melodie di quella danza gli ispirarono delle rielaborazioni che trasformarono quella semplice musica popolare in qualcosa di assolutamente originale.

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La Brexit e la questione del confine irlandese

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Roma Martedì 9 aprile, alle ore 18.30, presso l’Aula magna Regina della John Cabot University, via della Lungara 233, Trastevere conferenza-dibattito sulla Brexit e la questione del confine irlandese fra i maggiori atenei americani d’Europa, con sede nel cuore di Roma, a Trastevere – a cura dall’Istituto Guarini per gli Affari pubblici.
L’incontro si aprirà con la conferenza della professoressa Tara Keenan, a cui seguirà un pubblico confronto a cui parteciperanno diplomatici, studiosi di politica estera, esperti della materia e ricercatori.«Nel caso molto probabile in cui la frontiera fra le due Irlande diventasse più rigida a seguito della Brexit, esiste il rischio concreto di una ripresa della violenza e anche del terrorismo, a distanza di 21 anni dagli accordi del Venerdì Santo», ha dichiarato il professor Federigo Argentieri, direttore dell’Istituto Guarini per gli Affari pubblici della JCU.

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