Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Archive for the ‘Università/University’ Category

University

“Giardini per crescere”

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Parma 21 gennaio, alle 15.30 nella Sala Don Boarini dell’Orto Botanico di via Farini, rivolto a coordinatori pedagogici ed educatori delle scuole dell’infanzia di Parma. Si tratta di un incontro di “disseminazione” del progetto Europeo Erasmus +, finanziato dall’Unione Europea, dal titolo “GARDENStoGROW: Urban Horticulture for Innovative and Inclusive Early Childhood Education”, di cui l’Università di Parma è partner (con il coordinamento di Paola Corsano, docente di Psicologia dello sviluppo del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali) e che ormai volge al termine. L’evento ha dunque l’obiettivo di informare i diretti destinatari (insegnanti e coordinatori pedagogici) in merito ai risultati raggiunti in termini di approfondimento delle conoscenze sul tema e delle ricadute sul piano pratico. Verrà infatti presentata la piattaforma on line “GARDENStoLEARN” a cui gli insegnanti potranno accedere per imparare a realizzare e gestire un orto didattico nelle loro scuole.All’appuntamento parteciperanno, oltre al gruppo di Parma impegnato nel progetto (Paola Corsano, Luisa Molinari, Ada Cigala e Laura Guidotti), i coordinatori di GARDENStoGROW (Museo dei Bambini di Roma “Explora”) e due insegnanti di una scuola partner di Roma. Saranno presenti in apertura, per i saluti istituzionali, Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, Ines Seletti, Assessora all’Educazione ed Innovazione Tecnologica del Comune di Parma e Andrea Pezzatini, Direttore di ParmaInfanzia.

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Parma: L’Ateneo in missione in Rwanda

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Nell’ambito degli accordi di cooperazione istituzionale tra l’Università di Parma e l’Università del Rwanda, promossi dal Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale (CUCI), in questi giorni è partita per il Rwanda una delegazione composta da Nadia Monacelli, Direttrice del CUCI, Gabriele Costantino, Direttore del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco e Bertrand Tchana, Responsabile della Cardiologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. I componenti della delegazione sono stati invitati dal College of Medicine and Health Sciences dell’Università del Rwanda per svolgere una serie di seminari e lavorare ad un prossimo progetto nell’ambito delle cure primarie, pediatriche e psicologiche.La missione è realizzata nell’ottica di redigere un importante progetto di cooperazione e collaborazione in ambiti di ricerca, formazione, didattica e assistenza con un Paese in piena fase di espansione. Il Rwanda sta infatti diventando un modello di sviluppo e crescita non solo per l’Africa centro-orientale ma per tutto il continente africano. Presenta un sistema di formazione superiore molto diversificato, con un bacino d’utenza esteso a tutta la regione dell’Africa orientale. Per quanto riguarda il sistema sanitario, nonostante alcuni ritardi sul piano della disponibilità di competenze e tecnologie, il Paese sta ponendo le basi per offrire al continente un modello di accesso alle cure a tutta la popolazione.Durante la missione, i partecipanti hanno avuto l’occasione di prendere parte a riunioni di alto livello istituzionale. Il programma degli incontri è stato organizzato e coordinato da Vincent Sezibera, direttore del Centro di Salute Mentale dell’Università del Rwanda. La delegazione ha potuto incontrare, tra gli altri, Charles Murigande, Deputy Vice-Chancellor responsabile dell’avanzamento istituzionale dell’Università del Rwanda (unica Università statale del Paese) e Fabien Hagenimana, Vice-Chancellor dell’Istituto Universitario di Scienze Applicate INES-Ruhengeri.La missione rappresenta uno dei tasselli del mosaico che pian piano si va componendo nei rapporti tra Università di Parma e istituzioni rwandesi, sulla base delle prerogative con cui il CUCI contribuisce ad attuare le politiche di internazionalizzazione dell’Ateneo.

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16 posti per l’ammissione ai dottorati Iuss di Pavia

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Pavia Sono tre i corsi di dottorato per i quali la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia mette a concorso complessivamente 16 posti: 9 per il Dottorato in Comprensione e gestione delle situazioni estreme, afferente alla Classe di Scienze, Tecnologie e Società e coordinato dal prof. Guido Magenes (scadenza 09 marzo 2020 ore 13:00); 3 per il Dottorato in Neuroscienze Cognitive e Filosofia della mente, coordinato dalla prof.sa Valentina Bambini(scadenza 25 maggio 2020 ore 13.00) e 4 per il dottorato in Scienze Biomolecolari e Biotecnologie, coordinato dal prof. Andrea Mattevi (scadenza 30 luglio 2020 ore 13.00), entrambi afferenti alla Classe di Scienze Umane e della Vita.Il Dottorato in Comprensione e gestione delle situazioni estreme di durata quadriennale è congiunto con l’Università di Pavia e prevede che dei 9 posti messi a concorso, 5 siano coperti con borsa di studio IUSS, di cui una finanziata sul progetto “Dipartimenti di Eccellenza”, mentre gli altri 4 con borsa di studio finanziata dalla Fondazione Eucentre; il Dottorato in Neuroscienze Cognitive e Filosofia della Mente di durata triennale è convenzionato con l’Università Vita-Salute San Raffaele e mette a concorso 3 posti, coperti con borsa di studio IUSS; il dottorato in Scienze biomolecolari e biotecnologie congiunto con l’Università di Pavia è di durata triennale, e mette a concorso 4 posti, uno dei quali in cotutela riservato ad iscritti o ammessi al dottorato presso l’Università di Groningen.
Possono partecipare alla selezione i candidati in possesso del Diploma di laurea (vecchio ordinamento), Diploma di laurea specialistica/magistrale e di analogo titolo accademico conseguito anche all’estero, equiparabile, per durata e contenuti, al titolo italiano e ritenuto idoneo ai fini della partecipazione al concorso, e tutti coloro che, alla data di scadenza del bando, conseguiranno il titolo entro il 31 ottobre2020.La domanda di partecipazione al concorso, una per ogni corso Ph.D.al quale si intende partecipare, deve essere redatta ed inviata a partire dal 16 gennaio 2020 esclusivamente per via telematica utilizzando l’apposita procedura presente nella sezione dedicata del sito della Scuola http://www.iusspavia.it entro la data indicata nelle singole schede dei Corsi Ph.D.
Per informazioni sul bando di concorso e sulle candidature online: http://www.iusspavia.it/ammissionephd

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Balletto: Prima romana di “Arcaico”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

Roma martedì 21 gennaio alle 20.30 nell’Aula Magna della “Sapienza” si svolgerà la prima romana di “Arcaico”, con la coreografia di Davide Bombana, una produzione del Balletto di Roma – che nel 2020 festeggia i suoi sessant’anni di vita artistica – in coproduzione con Fabbrica Europa. “Arcaico” immerge lo spettatore in un rituale in cui si sondano valori e connessioni da sempre alla base dell’esistenza e dei rapporti umani. L’idea di questa “azione coreografica” nasce e si sviluppa da una riflessione su mondi ancestrali, che si incontrano e si fondono assieme, tra inevitabili contrasti e affinità.Il coinvolgimento delle diverse sonorità musicali, del canto e della danza danno un aspetto multidisciplinare a questa creazione. Sul palcoscenico, accanto a cinque danzatori del Balletto di Roma agiscono la poliedrica musicista Katia Pesti e il cantante africano Gabin Dabiré. I ritmi creati dal suono dei diversi strumenti suonati dal vivo da Katia Pesti (pianoforte, contrabbasso e percussioni etniche) e l’accompagnamento vocale di Gabin Dabiré, la cui sensibilità artistica si lega indissolubilmente al senso solenne di “Arcaico”, si amalgamano al movimento dei corpi e alla gestualità ricercata e plasmata dalla coreografia di Davide Bombana, protesa a quel richiamo attrattivo, profondo e metamorfico che regola l’umanità intera fin dalla sua nascita. In uno spazio vuoto – se non fosse per il pianoforte e le percussioni adagiate al suolo – e in un tempo percepito da subito come denso, i danzatori emergono dall’ombra attraversando fisicamente il tessuto sonoro, fino a dar vita ad una danza solenne, simbolo d’inizio e insieme di transitorietà. Movimenti avvolgenti e decisi, ristabiliscono equilibri antichi senza distruggere o annullare la contemporaneità ma, al contrario, attribuendole un ruolo centrale in quanto “fonte di recupero”, espediente di salvezza dalla durezza del mondo, vivo ritorno alla comunicazione più primordiale, quella connessione di anime che interviene con la più rara delle qualità: la semplicità.

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Nuova edizione di Amgen Scholars

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

Le prossime settimane sono le ultime per potersi candidare alla nuova edizione di Amgen Scholars (www.AmgenScholars.com), il programma di Fondazione Amgen che permette agli studenti più meritevoli delle facoltà medico-scientifiche di lavorare per due mesi estivi su progetti in ambito biomedico e biotecnologico, presso gli istituti di ricerca europei più prestigiosi. Amgen Scholars è un’iniziativa che, ogni anno, offre a 75 studenti universitari di tutta Europa, e a centinaia di studenti in tutto il mondo, il privilegio di inserirsi in prestigiosi team internazionali per immergersi in un contesto sperimentale di altissimo livello. Grazie a questa opportunità gli studenti potranno confrontarsi sugli aspetti concreti che animano la ricerca scientifica. L’inserimento in gruppi di lavoro di alto profilo consentirà ai giovani talenti di comprendere concretamente il significato della “sperimentazione”: dallo studio di lavori svolti da altri, alla ricerca di una strada per fare ulteriori passi avanti; dallo sviluppo di nuove idee, all’individuazione di percorsi innovativi e mai provati prima. Lo sviluppo di intuito e creatività è accompagnato dalla possibilità di utilizzare un mondo di strumenti sofisticati e di tecnologia avanzata che danno la percezione di quanto sia complesso, ma allo stesso tempo affascinante, il mondo della ricerca.
Il programma Amgen Scholars, al quale ci si può candidare fino al 3 febbraio 2020, rientra tra le iniziative formative che Fondazione Amgen sostiene, a livello mondiale, per favorire la cultura scientifica tra le nuove generazioni, e che comprende, altri due programmi riservati rispettivamente a insegnanti e studenti delle scuole superiori, Amgen Teach e Amgen Biotech Experience (ABE). A favore di questi tre programmi e di ulteriori iniziative scientifiche a livello locale, l’investimento complessivo sostenuto dalla Fondazione Amgen in Italia, a partire dal 2014, è stato di 500mila euro, mentre la cifra destinata in tutto il mondo allo sviluppo dei Progetti Amgen Scholars, Amgen Teach e ABE ammonta a oltre 150 milioni di dollari.
L’Italia si colloca tra i primi cinque Paesi in Europa per numero di candidature al programma: negli ultimi due anni sono state circa 100 le domande degli studenti italiani e 30 i giovani talenti del nostro Paese che, a partire dal 2009, hanno potuto prendere parte al progetto nelle più prestigiose Università europee; a questi vanno aggiunti due studenti che hanno partecipato al programma presso istituti in Giappone.
In tutto il mondo sono 24 le Università cui il programma Amgen Scholars ha destinato nel corso di oltre 16 anni 74 milioni di dollari: tra questi atenei l’Harvard University di Cambridge (Massachusetts), il National Institutes of Health di Bethesda (Maryland), l’Università di Cambridge e la Stanford University di Stanford (California), o ancora l’University di Melbourne, l’University di Toronto e tante altre.
Anche l’Europa non è da meno. Tra le Università che hanno aderito al progetto, infatti, figurano Istituti che si collocano ai primi posti nella classifica internazionale come l’Università di Cambridge, l’ETH di Zurigo, l’Istituto Pasteur di Parigi, il Karolinska Institutet di Solna (nei pressi di Stoccolma) o la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera.

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37esimo Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 gennaio 2020

Venezia Dal 28 al 31 gennaio 2020 si terrà a Venezia, presso la Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore, il 37esimo Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, consueto e atteso appuntamento organizzato dalla Fondazione Umberto e Elisabetta Mauri in collaborazione con Messaggerie Libri e Messaggerie Italiane, l’Associazione Librai Italiani, l’Associazione Italiana Editori e il Centro per il Libro e la Lettura.L’intento è quello di ridefinire attraverso strumenti di analisi e conoscitivi sempre più aggiornati la figura professionale del libraio, favorendo così la continuità di un percorso formativo che nel rispetto dell’identità originaria gli consenta di riconoscere e anticipare i nuovi ritmi della produzione e della circolazione del libro. Per essere librai non basta essere delle persone colte o degli abili commercianti o dei manager accorti, essere librai significa soprattutto avere la capacità di trasmettere la curiosità e la sensibilità per un mondo fatto di storie che rimandano ad altre storie senza soluzione di continuità. Il libraio, il bravo libraio dev’essere una sintesi virtuosa di tutte queste qualità e la Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri ha fornisce a chi ha scelto questo mestiere gli strumenti tecnici, organizzativi e conoscitivi per muoversi con consapevolezza in un settore che oggi, forse più di altri, è in continua trasformazione.
Nella giornata inaugurale di martedì 28 gennaio, dopo i saluti di benvenuto e la presentazione del programma del Seminario sono previsti gli interventi di Chiara Valerio (Marsilio Editori) Essere o non essere (un libraio)?, Pier Luigi Celli La lettura come cura dei disagi della carriera e Gian Arturo Ferrari Ragazzo italiano.
Il giorno seguente, mercoledì 29 gennaio, il Seminario prosegue con diversi interventi dedicati al tema “La gestione, l’assortimento e il servizio in libreria”. Sono previsti i contributi di Gian Luca Marzocchi (Università di Bologna) Brand Equity: il valore e i valori di una marca, Angelo Paletta (Università di Bologna) Valore economico aggiunto della libreria, Edoardo Scioscia (Libraccio) e Mirco Dordolo (Libraccio) Il budget: dalla teoria alla pratica.Nel pomeriggio si proseguirà con due interessanti contributi internazionali: Steffen Burmeister (Libri), Essere competitivi rispetto all’e-commerce: quali strumenti offre il grossista ai librai? e Hartmut Falter (Mayersche) Essere competitivi: il caso Mayersche Buchhandlung. Dopo la relazione del giornalista argentino Pablo Gianera (La Nacion), interverrà Giuseppe Laterza (Editori Laterza) Una ciliegia tira l’altra. L’assortimento visto dall’editore.
“Creatività e innovazione in libreria” sarà il tema della giornata di giovedì 30 gennaio e il centro dei contributi di Roberto Liscia (netcomm) Il nuovo consumatore in equilibrio tra tradizione e nuove tecnologie, Giorgia Russo e Matteo Baldi (ibs.it) Un profilo da libraio. I Social per la libreria, Sandro Ferri, Sandra Ozzola e Eva Ferri (Edizioni e/o) La transizione generazionale in una casa editrice, Luca Domeniconi e Romano Montroni La parola ai librai!Nel pomeriggio James Daunt (Waterstones) e Michael Busch (Thalia), moderati da Alberto Rivolta (Feltrinelli) parleranno dello Sviluppo di due grandi catene di librerie; Stefano Quintarelli (imprenditore e scrittore) di Capitalismo immateriale – le tecnologie digitali ed il nuovo conflitto sociale; Andrea Pontremoli (Dallara) di Perché l’innovazione non è tecnologia.
Venerdì 31 gennaio il tradizionale appuntamento della Giornata Conclusiva, curato da Achille Mauri e coordinato da Stefano Mauri e Giovanna Zucconi, sarà dedicato al tema “Le grandi sfide”.Apre i lavori Angelo Tantazzi (Prometeia) con un intervento sulle Proiezioni per il 2020: dove va la spesa delle famiglie italiane?, cui fa seguito Ricardo Franco Levi (Associazione Italiana Editori) con alcune riflessioni su Il mercato del libro in Italia.Si proseguirà con la consegna del Premio per Librai Luciano e Silvana Mauri, giunto alla sua quattordicesima edizione, e la presentazione e consegna della prima Borsa di Lavoro Nick Perren.Seguiranno gli inteventi di James Daunt (Waterstones e Barnes & Noble) Il libraio dei due mondi e di Arnaud Nourry (Hachette Il futuro del libro).Entrambi parteciperanno alla successiva tavola rotonda moderata da Stefano Mauri, Alberto Ottieri e Giovanna Zucconi.A seguire è atteso l’intervento dello scrittore, giornalista e antropologo indiano Amitav Ghosh.Chiuderà il Seminario il Presidente della Scuola Achille Mauri.

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SIMA e l’Università IUG di Sarajevo in prima linea per la salute e l’ambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Milano. È stato siglato un importante accordo tra la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), l’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo (ISBEM) e l’Università Internazionale di Goradze (IUG) per portare l’Alta Formazione universitaria in tema di determinanti ambientali della salute e di cambiamenti climatici e salute nel primo Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia che si svolgerà, a partire dal 2 marzo 2020, nella sede IUG di Sarajevo e sarà rivolto a studenti italiani.
“Grazie all’accordo appena siglato, già dal primo anno di corso, gli studenti di Medicina e Chirurgia della IUG saranno formati sui temi del binomio ambiente – salute, potendo contare sulle competenze scientifiche fornite da SIMA e ISBEM. Si tratta del primo passo internazionale del programma ‘U4ALL’ – University Rectors for Health and Environment, promosso da SIMA e presentato lo scorso 23 ottobre alla Camera dei Deputati, con il supporto e la partecipazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea”, dichiara il professor Alessandro Miani, Presidente SIMA e titolare della Cattedra di Environmental Medicine alla IUG.
“Crediamo che si tratti di una grande opportunità per una piena integrazione tra le due sponde dell’Adriatico – così vicine da essere già ricomprese dall’Unione Europea in un’unica macro – regione – con la possibilità di scambi di risorse umane, nella prospettiva della crescita di competenze e professionalità attraverso percorsi di laurea, programmi di training di alta formazione o specializzazione e Dottorati di Ricerca congiunti”, afferma il professor Alessandro Distante, Presidente ISBEM.
Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia della IUG – in lingua italiana dal I anno e in lingua inglese o italiana dal II anno – attua programmi modulati esattamente su quelli delle Università Italiane, nell’ottica di un completo inserimento in chiave europea – con la possibilità di ottenere il riconoscimento giuridico nei Paesi UE – dei medici formatisi alla IUG di Sarajevo.L’anno accademico prenderà il via il 2 marzo 2020. Gli aspiranti medici di nazionalità italiana hanno la possibilità di iscriversi al Corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia fino al 28 febbraio.

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Democrazia paritaria in Italia e in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Roma Mercoledì 15 Gennaio 2020 (h 14,30 – 17,30) Parlamento Europeo – Sala delle Bandiere – Via IV Novembre,149 Come sta funzionando la doppia preferenza di genere? Quali iniziative si impongono per introdurla nelle Regioni che non la hanno ancora prevista e, dove adottata, quali azioni occorrono per gestirla al meglio? Sono sufficienti le norme vigenti nelle leggi elettorali? Quali sono gli ulteriori obiettivi non rinviabili? Per i Consigli di Amministrazione e per i Collegi Sindacali è sufficiente prorogare la legge Golfo- Mosca? Quali strategie attivare per garantire la parità tra i generi per le nomine monocratiche? Sono alcuni dei quesiti tecnici intorno ai quali si svolge l’incontro organizzato da Noi Rete Donne mercoledì 15 gennaio allo scopo sollecitare una riflessione attraverso il contributo di esperte che, arrivando da varie regioni, mettono a disposizione specifiche competenze e differenti punti di vista. Sullo sfondo ci sono alcuni “nodi politici sui quali occorre confrontarsi senza remore – spiega Daniela Carlà, fondatrice e animatrice della rete insieme a Marisa Rodano – interrogandoci se con la loro presenza nelle istituzioni e nei luoghi decisionali le donne sono riuscite sempre ad essere veicolo di cambiamento, di buona pratiche, di trasparenza, a garantire la legalità. O se, invece, logiche di conservazione del potere hanno condizionato la scelta favorendo spesso la cooptazione di donne propense a mantenere lo status quo. Lo stesso Papa Francesco di recente ha sostenuto la necessità di associare le donne nei processi decisionali per i valori di cui sono portatrici, ma ci chiediamo se è sempre vero e come far sì che la loro presenza modifichi in positivo i meccanismi di selezione della classe dirigente. Noi Rete Donne, che ha coordinato per molti anni l’Accordo per la Democrazia Paritaria riunendo oltre 60 associazioni e sostenendo il lavoro trasversale delle parlamentari per gli importanti traguardi già raggiunti, ritiene ora necessario fare il punto, valutare le misure adottate, costruire un laboratorio per definire strategie più articolate”. Sulla stessa lunghezza d’onda Marilisa D’Amico, che osserva: “Negli ultimi anni sono stati numerosi gli interventi normativi nelle leggi elettorali sia statali che regionali che hanno introdotto meccanismi per promuovere l’equilibrio di genere nelle istituzioni rappresentative. In particolare, la doppia preferenza di genere, prevista da alcune leggi regionali, é stata positivamente valutata anche in una importante decisione della Corte costituzionale (sent. n. 4 del 2010). Occorre però ragionare sull’efficacia di tali strumenti, che in molti casi sono stati aggirati nell’applicazione concreta, non garantendo i risultati sperati. Infine occorre anche riflettere sulla ‘qualità’ delle rappresentanti: non sempre a un maggior numero di donne é corrisposto un effettivo cambiamento dei contenuti della politica, tale da incidere in modo generale sulla vita di tutte”.
Daniela Carlà e Marisa Rodano coordinano gli interventi, a partire dall’introduzione di Marilisa D’Amico (Ordinaria di Diritto Costituzionale e Prorettrice Università statale Milano) cui seguiranno i contributi di Agnese Canevari (Noi Rete Donne), Patrizia del Giudice (Presidente Commissione P.O. Puglia), Francesca Fantato (Associazione Noi Donne2005 Sardegna), Laura Onofri (Commissione P.O. Piemonte), Lorena Saracino (Giornalista e Presidente CoReCom Puglia), Flora Sculco (Consigliera Regionale Calabria), Magda Terrevoli (Presidente CUG Regione Puglia), Alessandra Volpe (Avvocata Consigliera Ordine Avvocati di Genova). È prevista la partecipazione di Massimo Rubechi (Università Urbino) in qualità di Coordinatore del settore legislativo del Gabinetto Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. Nel corso del convegno sarà presentata la ricerca di Maria Lippiello “Le donne e la politica. Il caso degli Statuti regionali e locali e la doppia preferenza di genere”.

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La Brexit non ricada sulle opportunità per i giovani e la visione della Generazione Erasmus

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

“La decisione presa dalla Camera dei Comuni inglese, per quanto prevedibile nelle ultime settimane e senza alcuna conseguenza pratica immediata, è un brutto segnale non solo per i giovani britannici ma per tutti quelli europei, per il quale il programma Erasmus rappresenta una delle più significative opportunità di crescita personale e di formazione.” dichiara a caldo Vittorio Gattari, Presidente di Erasmus Student Network Italia, la principale organizzazione internazionale che si occupa di mobilità studentesca. “Il paradosso che rende ancora più ingiusto tutto ciò è che, come noto, i giovani britannici nel 2016 votarono largamente contro la Brexit e a favore della permanenza nell’Unione Europea e sono quindi vittime incolpevoli di quella scelta.” Non è retorico quindi, secondo il Presidente Gattari, parlare di “vero e proprio scontro generazionale”.Il voto di ieri non comporta l’immediata uscita del Regno Unito dal programma Erasmus+, ma il segnale politico, in vista dei negoziati con l’Unione Europea, è sicuramente in controtendenza rispetto alla visione di una Generazione Erasmus in grado di diventare “Gioventù Europea”. I ragazzi tuttavia non smettono di guardare avanti. “Come Erasmus Student Network Italia — conclude Gattari — chiediamo con forza che il Regno Unito continui a far parte del programma, anche eventualmente sotto forme diverse che sono già previste per altri paesi, membri e non-membri dell’UE. Bisogna fare tutto il necessario per non privare migliaia di giovani di un diritto, quello all’esperienza Erasmus, che permette di studiare, lavorare e formarsi in un ambiente internazionale, comunitario, aperto, e che tutti i dati dimostrano essere straordinariamente positivo in termini di sviluppo di competenze trasversali e opportunità di trovare lavoro”.
ESN Italia è la branca italiana di Erasmus Student Network, la più grande organizzazione di studenti volontari in Europa.ESN supporta lo sviluppo di programmi di mobilità studentesca in più di 1.000 Istituti di Alta Formazione in oltre 40 Paesi secondo il principio Students Helping Students.Ogni anno sono circa 2.000 i volontari italiani che si impegnano nell’accoglienza degli studenti Erasmus per l’arricchimento della società attraverso gli studenti internazionali. (by Alessandra Palmulli)

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“Evoluzione degli elefanti nel Pleistocene: anche Unicam nel team internazionale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Quaternary Science Reviews”, un nuovo studio sull’evoluzione di uno dei due principali gruppi di elefanti fossili che hanno abitato il Vecchio Mondo durante il Pleistocene, Italia compresa: si tratta degli elefanti del genere Palaeoloxodon, tra i più grandi mammiferi terrestri mai vissuti, potendo raggiungere i 4,5 metri di altezza alla spalla ed un peso di 17 tonnellate. Lo studio è stato condotto da un team internazionale di paleontologi, tra cui il docente Unicam Marco P. Ferretti, della Scuola di Scienze e Tecnologie. “Questi elefanti – racconta il professor Ferretti – si sono originati in Africa, la culla di tutti i proboscidati, circa 2 milioni di anni fa e si sono diffusi in tutta l’Eurasia attorno ad 1 milione di anni fa. La storia evolutiva di questo gruppo di mammiferi, ben documentato nel record fossile, ci fornisce un modello di come i cambiamenti paleoclimatici e paleogeografici influiscono sulle capacità di adattamento, di diffusione ed infine sulle dinamiche di estinzione delle specie animali”.

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L’Università di Parma in missione in Myanmar

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

Si sta svolgendo in questi giorni una missione dell’Università di Parma in Myanmar. Partecipano Marco Mezzadri, delegato del Rettore per la Formazione iniziale e in servizio degli insegnanti, e Rossana Cecchi, docente di Medicina legale, che si fermerà a Yangon per un mese all’Università di Medicina 1 per svolgere attività di docenza nell’ambito del progetto condotto da Leopoldo Sarli per il programma Erasmus+ KA107. Al viaggio partecipano anche alcuni membri dell’Associazione per l’Amicizia Italia-Birmania “Giuseppe Malpeli” Onlus, guidati dall’ex senatrice Albertina Soliani. A Yangon la delegazione si è ampliata con la presenza di due studenti del corso di laurea in Medicina dell’Università di Parma, in Birmania per un periodo di tirocinio nell’ambito del Programma Overworld, e del primo gruppo di studenti birmani appena rientrati dopo alcuni mesi trascorsi a Parma all’interno del programma Erasmus+ KA107. Si sono svolti incontri per fare il punto sull’andamento dei progetti di scambio e di cooperazione in corso, e per ampliare la collaborazione accademica a nuovi ambiti. Sono risultati particolarmente significativi gli incontri con Zaw Wai Soe, coordinatore dei rettori birmani e rettore dell’Università di Medicina 1 di Yangon, e con il rettore dell’Università di Lingue Straniere.

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“Il prezzo della Pace”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 gennaio 2020

Roma Venerdì 10.01.2020 h. 21:00-22:30 San Giovan Battista dei Fiorentini, Piazza dell’Oro 4 prosegue il percorso di formazione cristiana dell’associazione cattolica romana MEIC Sant’Ivo alla Sapienza, sul tema Profeti di Pace con l’intervengo di p. Maurizio Botta C.O. Sul tema “Il prezzo della Pace”. Il percorso “profeti di pace” vuole formare i partecipanti alla vocazione profetica del cristiano in modo pacifico. Chi è il profeta di pace? E’ colui che rimanda il contenuto divisivo della profezia seminando pace in chiunque incontra, ma al contempo è capace di rimanere fedele alle sue idee, fino al sacrificio estremo se necessario. L’obbiettivo è coniugare la pace con gli altri senza rinunciare alle istanze della propria coscienza. Il ciclo, inaugurato da p. Emidio Alessandrini, ofm, ed il prof. Marco Guzzi, proseguirà con don Luigi Maria Epicoco, p. Ottavio de Bertolis sj ed i proff. Tonino Cantelmi e Andrea Monda, si inquadra all’interno dell’offerta formativa del MEIC dell’anno 2019-2020 fatta di: Cineforum sulle relazioni affettive, percorso culturale “Storie: inconti di Letteratura” e scuola socio politica “Don Lorenzo Milani”. Maggiorni informazioni alla pagina http://www.facebook.com/meicroma
Maurizio Botta, predicatore dell’iniziativa “I 5 passi nel Mistero” che da anni riunisce in 5 felici catechesi su temi diversi presso la chiesa di S. M. in Vallicella, Prefetto dell’Oratorio Secolare San Filippo Neri e viceparroco presso la suddetta chiesa, interviene nel terzo in contro della rassegna con il tema “Il prezzo della pace”. Nell’ambito di tutta la rassegna il tema chiave è quello della morte a se stessi per fare spazio all’altro. Mettere a tacere i propri bisogni per fare spazio ai bisogni degli altri, oppure cercare di trovare una via che soddisfa i bisogni di tutti, fin quando c’è la possibilità e la forza per farlo.

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“Roma e gli altri”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 gennaio 2020

Parma. E’ la lectio magistralis che lo storico Andrea Giardina terrà martedì 14 gennaio 2020 alle 17 al Palazzo del Governatore nell’ambito dei “Seminari di Europa”, ciclo d’incontri organizzati dall’Università di Parma con il Comune di Parma e numerosi partner istituzionali, con il contributo della Fondazione Cariparma, per riflettere sui temi dell’incontro tra culture e sul patrimonio culturale europeo come bene comune, sugli ideali, i principi e i valori che ne sono alla base.La conferenza, nata dalla collaborazione tra l’Università di Parma e la Giunta Centrale per gli Studi Storici di Roma, inaugura la serie d’incontri che, nell’ambito del secondo ciclo dei “Seminari di Europa”, sono stati programmati per le celebrazioni di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.L’appuntamento sarà aperto dai saluti del Rettore dell’Università di Parma Paolo Andrei e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Michele Guerra, e sarà moderato da Domenico Vera, già professore ordinario di Storia romana all’Università di Parma, e Alessandro Pagliara, docente di Storia romana all’Università di Parma e responsabile organizzativo dei “Seminari di Europa”.«Il fattore caratterizzante della storia romana, troppo spesso falsata, nella cultura corrente, dai luoghi comuni dell’imperialismo e dello schiavismo, va cercato invece – come ha osservato Marta Sordi – nella capacità, originale dei Romani e anteriore a ogni influenza dei Greci (che la percepivano anzi con stupore e ammirazione sin dal III sec. a.C. […]), di propagare la civitas al di là dei confini dell’urbs, con un’indifferenza al fattore etnico che nasce dalla coscienza dei Romani di essere un popolo misto, risultato dell’incontro e della fusione di popoli diversi in un’unità di natura politica e morale, non etnica» (Storia greca e romana, Jouvece, Milano, 1992). Su questi e altri temi si soffermerà il prof Giardina nella sua lectio.Andrea Giardina si è laureato in Storia romana nel 1970 all’Università “La Sapienza” di Roma, sotto la guida del suo maestro Santo Mazzarino. Ha insegnato nelle università di Chieti, Firenze, Palermo, Bari, Roma “La Sapienza” e alla Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui ha rivestito anche le funzioni di Direttore. È stato docente all’École Normale Supérieure, all’École des hautes études en sciences sociales e all’École pratique des hautes études di Parigi.Il prof. Giardina è componente di numerose istituzioni nazionali ed europee, nonché presidente dell’Istituto italiano per la storia antica e della Giunta centrale per gli studi storici. Tra i suoi principali campi di ricerca: storia sociale, amministrativa e politica del mondo romano, dalla media età repubblicana a quella tardoantica; storia del concetto e dell’idea d’Italia, dall’età repubblicana all’età gotica; storia dei valori sociali nel mondo romano e bizantino, con particolare riferimento all’aspetto delle attività crematistiche; storia del regno ostrogoto d’Italia, con particolare riferimento alla figura di Flavio Magno Aurelio Cassiodoro; storia dei rapporti tra storia romana e politica in età contemporanea (dalla Rivoluzione francese al fascismo); storia della storiografia moderna relativa al mondo antico.
Tra i libri di Andrea Giardina: Il mito di Roma, da Carlo Magno a Mussolini, scritto con A. Vauchez (Laterza, Roma-Bari 2000 e Fayard, Paris 2000); L’Italia romana. Storie di un’identità incompiuta (Laterza, Roma-Bari 2004); Cassiodoro politico (L’Erma di Bretschneider, Roma 2006). Ha curato: Roma antica (Laterza, Roma-Bari 2005); con F. Pesando, Roma caput mundi. Una città tra dominio e integrazione (Electa, Milano 2012); con E. Betta, M.P. Donato e A. Feniello, Storia mondiale dell’Italia (Laterza, Roma-Bari, 2017). Al prof. Giardina si deve la direzione e la cura dell’opera, in sei volumi: Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore, Varie (L’Erma di Bretschneider, Roma 2014 ss.).I “Seminari di Europa” sono organizzati dall’Università di Parma (Dipartimento DUSIC – Unità di Storia e CUCI – Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale) con il Comune di Parma (Assessorato alla Cultura), in collaborazione con la Giunta Centrale per gli Studi Storici di Roma, l’Ufficio Scolastico provinciale di Parma e Piacenza, la Fondazione Collegio Europeo, la Scuola per l’Europa, il Liceo Scientifico “Marconi” e il Polo Scolastico Agro-Industriale di Parma. Il secondo ciclo dei “Seminari di Europa”, intitolato “Variazioni sul tema della Tolleranza”, è parte di Facciamo Conoscenza, la rassegna delle attività con cui l’Uni8versità di Parma contribuisce alle celebrazioni per Parma Capitale Italiana della Cultura 2020.

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Allo IUSS di Pavia il dottorato nazionale sui cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

La Scuola Superiore IUSS di Pavia ha recentemente deciso di orientare le attività di ricerca verso le grandi sfide che l’umanità deve affrontare per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e per garantire lo sviluppo sostenibile. Sono temi per i quali è necessario mettere insieme competenze diverse fra loro e fra queste l’economia e il diritto, la scienza e l’ingegneria, la biologia e la medicina. Occorre fin da subito creare nuove competenze che sappiano comprendere la complessità dei fenomeni che governano le relazioni tra le attività dell’uomo e l’ambiente, tra le scelte politiche e le conseguenze sulla produzione industriale, tra il consumo del suolo e delle materie prime e le migrazioni.Per formare queste nuove figure la Scuola IUSS ha progettato un dottorato di ricerca nazionale che coinvolgerà molti Atenei italiani che contribuiranno con competenze specifiche a formare giovani laureati. Si tratta di un progetto che attiva due cicli di dottorato triennale con 60 borse di studio per ciclo, aperto alle università italiane sotto il coordinamento dello IUSS. Per il progetto il Ministro Fioramonti ha stanziato 3,9 milioni di euro sul fondo 2019 per le università. Il finanziamento assegnato allo IUSS coprirà i costi delle borse di dottorato e alcuni costi della ricerca e prevede un cofinanziamento da parte delle università partecipanti e di altri soggetti privati interessati alle sfide dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile.Il ruolo di guida nazionale che questo finanziamento conferisce allo IUSS su un tema di così importante prospettiva per il futuro e anche di forte impatto mediatico è certamente un riconoscimento della capacità dello IUSS di formare talenti e di guidare progetti ambiziosi e di rilevanza strategica per il Paese.

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Giornata di studi su “Attuali ricerche romane di Assiriologia”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

Roma 17 gennaio ore 18 Residenze, Storia, Talk, Via Liguria 20 Roma, e più in generale l’Italia, vanta una gloriosa tradizione “orientalistica”. Sapienza – Università di Roma è stata tra le prime università in Europa ad accogliere e sostenere gli “Studi Orientali”, in seguito Storia, Filologia ed Archeologia del Vicino Oriente Antico (VOA). Ad oggi la cattedra di Assiriologia della Sapienza accoglie numerosi ricercatori residenti ed in visita, ed altre istituzioni romane contribuiscono parimenti alla ricca comunità italiana di esperti in Studi del VOA. Questa conferenza si propone di avvicinare alcuni personaggi rappresentativi delle attuali attività di ricerca a Roma ed impegnati in diversi aspetti della documentazione cuneiforme del VOA, al fine di creare un forum per il dialogo e la cooperazione. La partecipazione attiva di un pubblico più ampio è non solo benvenuta ma anche incoraggiata.Programma
H18:00 Introduzione musicale
H18:05 Saluti istituzionali (Adrian Brändli) e introduzione (Armando Bramanti)
H18:20 Franco D’Agostino (Sapienza – Università di Roma), La Sapienza a Sumer
H18:35 Lorenzo Verderame (Sapienza – Università di Roma), Il progetto del vocabolario sumerico
H18:50 Angela Greco (Sapienza – Università di Roma), Gli uccellatori di Umma all’epoca di Ur-III
H19:05 Gabriella Spada (Sapienza – Università di Roma), I modelli di contratto paleo-babilonesi: nuovi risultati e prospettive
H19:20 Cristina Simonetti (Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”), Il processo nel Vicino Oriente antico
H19:35 Maria Giovanna Biga (Sapienza – Università di Roma), Lavori in corso per la pubblicazione di testi di Ebla inediti
H19:50 Rita Francia (Sapienza – Università di Roma), Il nome di Babilonia nei testi ittiti
H20:05 Marco Bonechi (ISMA – CNR, Roma), La struttura elicoidale degli ANE Studies, e dove soffia il vento
H21:00 La giornata di studi si concluderà con un momento conviviale che invita il pubblico ad approfondire le tematiche affrontate durante l’evento.

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L’Ateneo di Parma al vertice nella classifica delle università italiane

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

È stato pubblicato nei giorni scorsi il Decreto del Ministro Lorenzo Fioramonti con cui si concede all’Università di Parma l’accreditamento delle sedi e dei corsi in seguito alla visita dell’Agenzia Nazionale per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) dello scorso aprile.L’ANVUR ha assegnato all’Ateneo il punteggio di 7.88, il più alto finora conseguito dagli atenei italiani che sono stati accreditati, collocandolo in “Fascia A”, la più elevata tra le quattro previste (corrispondente a un giudizio “Molto positivo”, unico Ateneo ad aver raggiunto tale riconoscimento in ambito regionale).È uno straordinario risultato quello sancito dagli esiti della visita della Commissione di Esperti Valutatori dell’ANVUR che ha verificato il sistema di “Assicurazione della Qualità” dell’Università di Parma con riferimento alla coerenza delle politiche e delle strategie di Ateneo rispetto agli assetti organizzativi che orientano i processi formativi, della ricerca, della terza missione e dell’internazionalizzazione. Particolare attenzione è stata posta anche al coinvolgimento degli studenti nei processi decisionali dell’Ateneo, nonché alla adeguatezza dei servizi loro dedicati.«Gli esiti definitivi della visita ANVUR, con un punteggio di 7.88 che ci pone al primo posto in Italia tra le università finora accreditate – commenta il Rettore Paolo Andrei – ci riempiono di orgoglio e soddisfazione. Desidero ringraziare tutta la comunità accademica per il lavoro corale che è stato svolto da tutte le sue componenti, e sottolineare in particolare due elementi di grande importanza: il primo è la passione e l’impegno di tutti coloro che hanno partecipato, conferma dell’orgoglio di essere parte di una grande Istituzione che nei secoli ha difeso sapere, libertà e coraggio nella formazione e nella ricerca; il secondo è l’apprezzamento dei valutatori per una Università ricca di saperi diversi, che trova nella complessità non un limite ma una ricchezza, e che per questo ha un forte senso di coesione, regole e progettualità comuni».
L’Agenzia Nazionale per la Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), istituita nel 2006 con una Legge dello Stato al fine di sovraintendere al sistema pubblico nazionale di valutazione della qualità delle Università e degli Enti di Ricerca, tra le proprie prerogative esercita anche verifiche periodiche volte a garantire l’accreditamento delle sedi universitarie, esprimendo un giudizio fondato su analisi documentali e visite presso le sedi.
È la prima volta che l’Università di Parma viene sottoposta all’accreditamento dell’ANVUR, preceduto da un accurato esame documentale a distanza. Il processo di accreditamento riguarda tutte le componenti universitarie, dal momento che l’Ateneo, nella sua interezza, deve dare evidenza del possesso, e successivamente della permanenza, dei requisiti di qualità della didattica, della ricerca, della terza missione e dell’internazionalizzazione, nonché del rispetto degli indicatori di efficienza e sostenibilità dell’Università attraverso l’applicazione di un modello di “Assicurazione della Qualità” basato su procedure interne di progettazione, gestione, autovalutazione e miglioramento delle attività formative e di ricerca scientifica.

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Università di Parma: Terapia del tumore del polmone

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Parma Il gruppo di ricerca guidato da Nicola Sverzellati, docente di Diagnostica per immagini al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, ha vinto un importante bando dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – AIRC. Approccio Radio-Immuno-Genomico nell’identificazione di modelli prognostici e predittivi della risposta all’immunoterapia nel tumore del polmone non a piccole cellule il titolo del progetto, che ha ottenuto un finanziamento di 1 milione e 119mila euro.Lo studio trae origine da una continua e solida collaborazione multidisciplinare tra il gruppo del prof Sverzellati (Principal investigator, Scienze radiologiche), l’Oncologia Medica (referente Marcello Tiseo), l’Ematologia (referente Giovanni Roti), la Chirurgia toracica (referente Luca Ampollini), e l’Anatomia patologica (referente Letizia Gnetti), in una piena sinergia tra Ateneo e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. L’esperienza di Federico Quaini, già docente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, è stata fondamentale per la sua realizzazione. La ricerca coinvolgerà diverse figure professionali, con particolare attenzione a giovani ricercatori, che in parte hanno contributo alla progettazione dello studio (Gianluca Milanese, dottorando in Scienze Mediche e Chirurgiche Traslazionali, Giulia Mazzaschi, specializzanda in Oncologia Medica e Roberta Minari, biologa molecolare presso Oncologia Medica).Il progetto si articola nell’ambito della patologia oncologica toracica ed è finalizzato al miglioramento delle conoscenze nel campo dell’immunoterapia del tumore del polmone. Prevede l’utilizzo combinato di strumenti tecnologicamente avanzati, che includono sistemi di intelligenza artificiale, per l’integrazione di multipli (migliaia) parametri potenzialmente utili per prevedere sopravvivenza e risposta alla terapia in pazienti affetti da tumore del polmone.
Gli specialisti coinvolti, ciascuno per il proprio settore di competenza, studieranno un approccio integrato Radio-Immuno-Genomico per individuare specifiche caratteristiche dei pazienti e per predire la risposta alla terapia in maniera personalizzata, basandosi sull’analisi di dati radiologici estratti dalle immagini TAC ed immuno-genetici ottenuti da campioni di tessuto e di sangue.I risultati dello studio potrebbero avere una fondamentale ricaduta clinica per tutti i pazienti affetti da tumore del polmone, ed aprire nuovi orizzonti di ricerca anche per altre malattie oncologiche.

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Due prestigiosi premi internazionali per il neuroscienziato Vittorio Gallese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

Docente di Psicobiologia all’Università di Parma, a suggellare ulteriormente una carriera di studioso caratterizzata da numerosi e importanti pubblicazioni e riconoscimenti. La International Neuropsychoanalysis Society ha conferito al prof Gallese lo Sloan-Menninger-Shevrin Prize 2019, con questa motivazione: “La ricerca di Vittorio Gallese si occupa di neurofisiologia, neuroscienze cognitive, neuroscienze sociali e filosofia della mente. I suoi principali contributi scientifici sono la scoperta dei neuroni specchio insieme ai suoi colleghi di Parma e lo sviluppo di un nuovo modello unificato di percezione e intersoggettività noto come teoria della simulazione incorporata. Attraverso la sua indagine empirica sulle basi neurali della cognizione sociale, Vittorio Gallese ha dato un grande contributo nel gettare nuova luce sul ruolo del corpo nello sviluppo del sé corporeo, non solo in relazione a situazioni intersoggettive più comuni, ma anche in relazione a disturbi psicopatologici come schizofrenia, autismo e disturbi alimentari. La sua indagine teorica ed empirica sulla cognizione incarnata è stata applicata anche all’estetica e al linguaggio”.La Fondazione tedesca Alexander von Humboldt ha invece conferito al prof Gallese l’Humboldt Forschung Preis (Humboldt Research Award), assegnato, sulla base del lavoro complessivo svolto, “a scienziati e studiosi dall’estero le cui scoperte, intuizioni o nuove teorie fondamentali hanno avuto un impatto duraturo sulla loro disciplina, e che si prevede continuino a produrre risultati eccezionali in futuro”. Il premio permetterà al prof. Gallese di trascorrere l’anno prossimo un periodo di ricerca e didattica all’Università di Tübingen, e ciò consentirà di stabilire collaborazioni scientifiche tra l’Ateneo tedesco e l’Università di Parma.

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Corso di formazione “Insegnare italiano a stranieri”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

Il Laboratorio di Glottodidattica dell’Università di Parma, in collaborazione con CPIA-Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Parma, ha istituito per l’a.a. 2019/2020 un corso di formazione/aggiornamento, rivolto a docenti o futuri docenti, di scuole di vario ordine e grado, facilitatori linguistici e mediatori culturali. Il termine per le iscrizioni è il 1° febbraio 2020.Tra gli obiettivi del corso vi è la riflessione sulle coordinate glottodidattiche di base necessarie per gestire classi o singoli studenti di italiano come lingua straniera, l’elaborazione di strategie di valutazione degli apprendimenti e l’acquisizione delle competenze necessarie per il conseguimento, facoltativo, della certificazione Cedils-Certificazione in didattica dell’italiano a stranieri dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.Il corso prevede 7 incontri pomeridiani che si svolgeranno tra febbraio e aprile 2020, oltre ad attività autonoma a completamento del lavoro, per un totale di 75 ore. Il costo di iscrizione è di 250 euro (non compresi i costi della certificazione Cedils). È possibile l’iscrizione tramite il bonus docenti. L’iniziativa è presente sulla piattaforma SOFIA; i codici identificativi sono ID Iniziativa formativa 38364, ID Edizione formativa 56257.
L’esame per il conseguimento della certificazione Cedils si terrà a Parma nella prima settimana di maggio e verrà gestito, per gli aspetti amministrativi, dal CPIA di Parma.I requisiti per l’ammissione, le modalità di iscrizione, le date delle lezioni e informazioni più dettagliate sono consultabili sul sito http://www.glottodidattica.unipr.it.

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Restare umani in un mondo che cambia

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

GerusalemmeGerusalemme. “Le nuove sfide antropologiche: tra memoria e visione del futuro” è il tema di un convegno internazionale organizzato l’11 e 12 dicembre 2019 nell’ambito delle attività di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma, presso il Pontificio Istituto Notre Dame di Gerusalemme. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di tracciare un’immagine, quanto più precisa, della realtà sociale ed etica contemporanea. I relatori hanno dedicato particolare attenzione all’esperienza della memoria collettiva e individuale, offerta dalla ricerca archeologica, e alle prospettive etiche rivolte al futuro.Per questo la conoscenza dei luoghi, degli spazi, delle rovine della città e della terra nel suo insieme sono così importanti, sia sul piano scientifico dei Religious Studies, sia su quello della comunicazione e del turismo.
Proseguire e sviluppare progetti di ricerca su Gerusalemme e la Terrasanta significa coinvolgere una pluralità di discipline e di temi e consolidare collaborazioni con gli altri soggetti presenti, a partire dalle università israeliane e dallo Studium Biblicum Franciscanum, punto di riferimento chiave per l’elaborazione del l’archeologia cristiana”.Fra i vari interventi, nel convegno si è parlato delle nuove sfide antropologiche, frutto degli sviluppi della scienza e della tecnologia.
L’uomo, di fronte al rischio di essere ridotto a spettatore passivo di flussi informatici, sembra perdere quella posizione di centralità che gli veniva attribuita dalla tradizione umanistica rinascimentale per approdare a un nuovo umanesimo che da più parti viene indicato, appunto, come un Post-umanesimo. Emerge, allora, la necessità di strutturare un’analisi filosofica delle dinamiche antropologiche al fine di rendersi in grado di interpretare prima e gestire poi, i repentini cambiamenti dei paradigmi esistenziali imposti dallo sviluppo tecnologico. Affinché l’uomo del Post-umanesimo rimanga sempre e comunque uomo”.Padre Alberto Carrara, L.C., Direttore del Gruppo di ricerca in Neurobioetica (GdN) e Membro della Pontificia Accademia per la Vita, ha parlato dell’Intelligenza artificiale.“La sfida che l’I.A. pone – ha detto Padre Carrara, non è solo di carattere gestionale. Essa Gerusalemme1.JPGinterpella la stessa autocomprensione di noi stessi come esseri umani e ci permette di riconsiderare, ancora ed in modo più approfondito, la perenne domanda su chi, ciascuno di noi, è, cioè ci permette di continuare ad indagare ed esplicitare la nostra costituzione”.Secondo Padre Carrara “il potenziale che l’evoluzione degli algoritmi offre oggi all’umanità può, da una parte suscitare entusiasmo e speranza, dall’altra anche gravi preoccupazioni. Non c’è dubbio che la nostra storia è legata allo sviluppo della tecnologia e, nell’ultimo secolo, alla crescita esponenziale delle innovazioni computazionali. È urgente una riflessione interdisciplinare in materia che sia in grado di offrire lo stato dell’arte, le reali evoluzioni prossime, le applicazioni positive e i pericoli dell’utilizzo dell’I.A”.Nel corso del convegno si è parlato anche del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, con un intervento di Padre Rafael Pascual, L.C., Professore ordinario di Filosofia Teoretica e Direttore scientifico del Master in Consulenza Filosofica e Antropologia Esistenziale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. “L’uomo – ha ricordato Padre Pascual – non può fare un uso arbitrario, capriccioso, della natura, dell’ambiente, delle risorse, ma deve fare un uso responsabile. L’uomo non è il padrone della natura, ma casomai l’amministratore. Inoltre, deve condividere questo patrimonio della natura, che gli è affidato, con gli altri, anche con le future generazioni. Possiamo parlare di casa comune e di buon vicinato, allargando il discorso a livello planetario, o anche di solidarietà ambientale”. seconda foto: Pontificio Istituto Notre Dame di Gerusalemme copyright Univerità europea di roma)

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