Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for the ‘Università/University’ Category

University

Luigi Notarangelo Visiting Professor al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Parma. Luigi Daniele Notarangelo, attualmente a capo del Laboratory of Clinical Immunology and Microbiology del National Institute of Health-NIH di Washington, riconosciuto internazionalmente come uno dei più importanti centri per la ricerca biomedica a livello mondiale, sarà Visiting Professor al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma.
Notarangelo è tra i 20 Visiting Professor di elevata qualificazione scientifica, provenienti da 15 Paesi di 3 continenti, che l’Ateneo di Parma ha selezionato per tenere lezioni, sostenere l’attività di ricerca dei dottorandi e rafforzare le partnership e i progetti scientifici in corso, nel secondo semestre dell’anno accademico 2020-2021.Al Dipartimento di Medicina e Chirurgia Luigi Notarangelo terrà il corso Inborn Errors of Immunity-IEI. Con questa definizione si individuano un gruppo eterogeno di malattie genetiche che colpiscono lo sviluppo e/o il funzionamento del sistema immunitario. Nel corso verranno descritte le diverse forme di IEI, con un focus particolare sui difetti molecolari e cellulari, sulle manifestazioni cliniche, sui risultati delle ricerche di laboratorio e infine sui trattamenti proposti.Notarangelo, nato in Italia e laureato in Medicina all’Università di Pavia nel 1980, ha contribuito a scoprire le basi di diverse forme di Immunodeficienza Primaria ed è autore di più di 500 pubblicazioni scientifiche, la maggior parte delle quali hanno un focus sulla caratterizzazione delle basi molecolari e cellulari delle immunodeficienze primarie e sullo sviluppo di nuovi approcci terapeutici per queste malattie. Le sue pubblicazioni sono apparse su numerose riviste scientifiche internazionali, tra le quali Nature, Science, The Lancet, The New England Journal of Medicine, Nature Immunology, Journal of Clinical Investigation, JAMA, Blood, The Journal of Allergy and Clinical Immunology.

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Summit internazionale Forlì organizzato da studenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Forlì. L’edizione 2020 dell’HSIR si terrà nelle giornate del 24, 25, 26 e 27 settembre e vuole essere un’occasione per cogliere a pieno le opportunità che la rete ci offre, reinterpretando il senso di comunità, anche accademica, in chiave virtuale, dimostrando come dibattito e confronto, alla base dello studio della Politica nelle sue mille sfaccettature, possano fiorire anche in contesti nuovi e inaspettati. Il summit, completamente gratuito, è stato ben recepito dalla comunità studentesca nazionale e vanta un pubblico variegato con partecipanti provenienti da università da tutta la Penisola.Esso vedrà illustri ospiti come Romano Prodi, Enrico Letta, Parag Khanna (famoso politologo), Atifete Jahjaga (precedente presidentessa del Kosovo) e molti altri; e workshops in collaborazione con enti come Orizzonti Politici, IAI e altri. In allegato trovate un video contenente tutte le informazioni rilevanti. Si rimanda alla pagina Instagram (https://www.instagram.com/hikma_team/?hl=it) e al sito web ufficiale dell’Associazione (https://www.hikmasummit.com/) per ulteriori approfondimenti. L’ambizioso progetto dell’Hikma Summit vuole essere la dimostrazione della capacità degli studenti, spesso troppo sottovalutati, di organizzarsi efficacemente per realizzare un grande obiettivo comune. Nel caso l’iniziativa vi abbia incuriosito, restiamo a disposizione per fissare una videochiamata per discutere la possibilità di un articolo riguardo il nostro progetto. (by Silvia Panini – ufficio stampa Hikma, UniBo)

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Sistema Qualità e Controllo Qualità nei Laboratori di Prova”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Il corso si svolgerà ogni venerdì e sabato in Ateneo a partire dal 23 ottobre 2020. A causa dell’emergenza sanitaria le lezioni potranno essere fruite anche in modalità a distanza. Il corso, patrocinato da ACCREDIA – l’Ente unico nazionale di Accreditamento – e dalla Regione Emilia-Romagna, è rivolto a laureati triennali e magistrali nelle discipline scientifiche, sia in cerca di prima occupazione che a Direttori, Responsabili e Operatori di laboratorio, Responsabili della qualità, Consulenti. Al termine del corso verranno rilasciati 30 CFU. L’attività sarà organizzata nei seguenti moduli didattici:
organizzazione di un Laboratorio di prova secondo la Norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018
validazione dei metodi di prova nelle analisi chimiche
carte di controllo e norma UNI ISO 7870-2:2014
incertezza di misura nelle analisi chimiche e regole decisionali nei giudizi di conformità
gestione del Rischio
Quality by design
metrologia della massa: taratura strumenti per pesare a funzionamento non automatico (NAWI)
gestione della strumentazione secondo la Norma UNI EN ISO 10012:2004
incertezza di misura nelle analisi microbiologiche per le acque secondo la ISO 8199/2018 e per alimenti con la nuova ISO 19036:2019 seminari con esperti del settore
Al termine delle lezioni frontali, i partecipanti svolgeranno attività di stage presso aziende convenzionate. Le aziende potranno anche essere quelle di provenienza dei partecipanti già occupati. https://www.unipr.it/node/28741

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E’ dell’Ateneo l’unico progetto italiano finanziato nell’ultima call dello European Research Council

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

Parma. Gli Starting Grants dello European Research Council sono finanziamenti della ricerca destinati a giovani ricercatori nella fase di passaggio all’indipendenza scientifica: nell’ultima call ERC-StG, in area Life Science, è stato finanziato un solo progetto italiano e questo progetto è PREDICT-CARE (Developing tools for the prediction, at individual level, of the cardiometabolic response to the consumption of dietary (poly)phenols), di cui è responsabile scientifico Pedro Mena, del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma. La valutazione si basa sull’innovatività del progetto e sul curriculum del ricercatore.Si tratta di un risultato molto significativo, di cui l’Università di Parma è particolarmente orgogliosa anche alla luce del fatto che solo 20 ERC Starting Grants in totale sono stati assegnati a ricercatori che svolgeranno il progetto in istituzioni italiane.Spagnolo d’origine, Mena ha trascorso un periodo del suo dottorato di ricerca nei laboratori dell’Unità di Nutrizione Umana, sotto la guida del professor Daniele Del Rio, e la collaborazione è continuata per il post-dottorato, fino al raggiungimento della posizione di Ricercatore di tipo B da circa un anno. Mena ha portato avanti le tematiche del gruppo di Del Rio, in stretta collaborazione con i professori Furio Brighenti e Francesca Scazzina.Il progetto, che è stato finanziato per un totale di 2.3 milioni di euro, è centrato sulla prevenzione delle patologie cardiometaboliche mediante l’alimentazione, con l’aspetto innovativo legato alla valutazione delle differenze con cui ciascun individuo risponde al consumo di specifici alimenti di origine vegetale. Recentemente, è infatti emerso che ogni persona, dopo aver consumato frutta e verdura o i prodotti da queste derivati, produce differenti gruppi di composti come risultato della digestione e dell’assorbimento di quelli presenti nell’alimento. Questa differenza, che si contestualizza nell’ambito della nutrizione personalizzata, rende i potenziali benefici associati al consumo di determinati alimenti variabili nella popolazione. L’obiettivo del progetto è quindi quello di sviluppare strumenti che permettano di predire come si modifica la risposta cardiometabolica al consumo di determinati alimenti contenenti una classe di composti vegetali noti come polifenoli, in base alle caratteristiche individuali e con una particolare attenzione al microbiota intestinale. Il successo del progetto permetterà di poter definire strategie di dieta personalizzate, idealmente riducendo il rischio di malattie legate all’alimentazione e contribuendo al benessere dei consumatori, ciascuno considerato per le proprie caratteristiche ed individualità.La ricerca vedrà coinvolti altri ricercatori dell’Ateneo: i docenti Federico Bergenti, del Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche, Riccardo Bonadonna, del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e Marco Ventura, del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale. Nel progetto è anche compreso l’acquisto di un uno spettrometro di massa ad alta definizione, che andrà ulteriormente ad incrementare la dotazione del gruppo di nutrizione dell’Ateneo.Questo risultato richiama ancora una volta l’attenzione verso l’elevata qualità della ricerca in ambito alimentare che l’Università di Parma sta conducendo con grande impegno.

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Arrivati in Italia i 20 rifugiati vincitori di borse di studio dei corridoi universitari

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Sono arrivati in Italia i venti rifugiati destinatari di borse di studio che proseguiranno il loro percorso accademico in dieci atenei italiani grazie al progetto University Corridors for Refugees.Gli studenti, tra cui una donna, provengono da Eritrea, Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo, e sono stati selezionati sulla base del merito accademico e della motivazione, attraverso un bando pubblico, da una commissione di selezione individuata da ciascuna università. Una volta completato il periodo di quarantena reso obbligatorio dall’emergenza Coivd-19, gli studenti inizieranno il loro percorso universitario presso le Università di Cagliari, Firenze, L’Aquila, Milano (Statale), Padova, Perugia, Pisa, Roma (Luiss), Sassari, e Venezia (IUAV).Il progetto, che vede la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, di Caritas Italiana e Diaconia Valdese, e’ reso possibile anche grazie al sostegno dell’Universita’ di Bologna (promotrice della prima edizione del progetto nel 2019) e di un’ampia rete di partner in Etiopia (Gandhi Charity) e in Italia che assicureranno il supporto necessario agli studenti per tutta la durata del programma di laurea magistrale.“Siamo estremamente felici per questo straordinario risultato”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “Con questa iniziativa l’Italia dimostra di voler essere all’avanguardia nell’individuare soluzioni innovative per la protezione dei rifugiati”. Solo il 3% dei rifugiati a livello globale ha accesso all’istruzione superiore, secondo il rapporto UNHCR intitolato Coming Together for Refugee Education, pubblicato la scorsa settimana. Una tendenza che puo’ essere invertita, anche con i Corridoi Universitari.Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure che tengano in considerazione i bisogni specifici e le legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire il loro futuro in dignità.

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Virgo e LIGO svelano nuove e inattese popolazioni di buchi neri

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Virgo e LIGO hanno annunciato l’osservazione della fusione di un sistema binario di massa straordinariamente grande: due buchi neri di 66 e 85 masse solari, hanno prodotto alla fine un buco nero di circa 142 masse solari. Il buco nero finale è il più massiccio rivelato finora per mezzo delle onde gravitazionali. Si trova in una regione di massa entro cui non è mai stato osservato prima un buco nero, né con onde gravitazionali né con osservazioni elettromagnetiche, e potrebbe servire a spiegare la formazione dei buchi neri supermassicci. Inoltre, il componente più pesante del sistema binario iniziale si trova in un intervallo di massa proibito dalla teoria dell’evoluzione stellare e rappresenta una sfida per la nostra comprensione degli stadi finali della vita delle stelle massicce. Gli scienziati delle collaborazioni internazionali che sviluppano e utilizzano i rivelatori Advanced Virgo presso lo European Gravitational Observatory (EGO) in Italia e i due Advanced LIGO negli Stati Uniti hanno annunciato l’osservazione di un buco nero di circa 142 masse solari, che è il risultato finale della fusione di due buchi neri di 66 e 85 masse solari. I componenti primari e il buco nero finale si trovano tutti in un intervallo di massa mai visto prima, né con onde gravitazionali né con osservazioni elettromagnetiche. Il buco nero finale è il più massiccio rivelato finora per mezzo di onde gravitazionali. L’evento di onda gravitazionale è stato osservato dai tre interferometri della rete globale il 21 maggio 2019. Il segnale (chiamato GW190521) è stato analizzato dagli scienziati, che stimano che la sorgente disti circa 17 miliardi di anni luce dalla Terra. Due articoli scientifici che riportano la scoperta e le sue implicazioni astrofisiche sono stati pubblicati oggi su Physical Review Letters e Astrophysical Journal Letters, rispettivamente. “Il segnale osservato il 21 maggio dello scorso anno è molto complesso e, dal momento che il sistema è così massiccio, lo abbiamo osservato per un tempo molto breve, circa 0.1 s”, dice Nelson Christensen, directeur de recherche CNRS presso ARTEMIS a Nizza in Francia e membro della Collaborazione Virgo. “Non assomiglia molto ad un sibilo che cresce rapidamente in frequenza, che è il tipo di segnale che osserviamo di solito: assomiglia piuttosto ad uno scoppio, e corrisponde alla massa più alta mai osservata da LIGO e Virgo.” Effettivamente, l’analisi del segnale – basata su una potente combinazione di modernissimi modelli fisici e di metodi di calcolo – ha rivelato una gran quantità di informazione su diversi stadi di questa fusione davvero unica. Questa scoperta è senza precedenti non solo perché stabilisce il record di massa tra tutte le osservazioni fatte finora da Virgo e LIGO ma anche perché possiede altre caratteristiche speciali. Un aspetto cruciale, che ha attratto in particolare l’attenzione degli astrofisici, è che il residuo finale appartiene alla classe dei cosiddetti “buchi neri di massa intermedia” (da cento a centomila masse solari). L’interesse verso questa popolazione di buchi neri è collegato ad uno degli enigmi più affascinanti e intriganti per astrofisici e cosmologi: l’origine dei buchi neri supermassicci. Questi mostri giganteschi, milioni di volte più pesanti del Sole e spesso al centro delle galassie, potrebbero essere il risultato della fusione di buchi neri di massa intermedia. Fino ad oggi, pochissimi esempi di questa categoria sono stati identificati unicamente per mezzo di osservazioni elettromagnetiche, e il residuo finale di GW190521 è la prima osservazione di questo genere per mezzo di onde gravitazionali. Ed è di interesse ancora maggiore, visto che si trova nella regione tra 100 e 1000 masse solari, che ha rappresentato per molti anni una specie di “deserto dei buchi neri”, a causa della scarsità di osservazioni in questo intervallo di massa. I componenti e la dinamica della fusione del sistema binario che ha prodotto GW190521 offrono spunti astrofisici straordinari. In particolare, il componente più massiccio rappresenta una sfida per i modelli astrofisici che descrivono il collasso in buchi neri delle stelle più pesanti, quando queste arrivano alla fine della loro vita. Secondo questi modelli, stelle molto massicce vengono completamente distrutte dall’esplosione di supernova, a causa di un processo chiamato “instabilità di coppia”, e si lasciano dietro solo gas e polveri cosmiche. Perciò gli astrofisici non si aspetterebbero di osservare alcun buco nero nell’intervallo di massa tra 60 e 120 masse solari: esattamente dove si trova il componente più massiccio di GW190521. Quindi, questa osservazione apre nuove prospettive nello studio delle stelle massicce e dei meccanismi di supernova. “Parecchi scenari predicono la formazione di buchi neri nel cosiddetto intervallo di massa di instabilità di coppia: potrebbero risultare dalla fusione di buchi neri più piccoli o dalla collisione multipla di stelle massicce o addirittura da processi più esotici”, dice Michela Mapelli, professore presso l’Università di Padova, e membro dell’INFN Padova e della Collaborazione Virgo. “Comunque, è possibile che si debba ripensare la nostra attuale comprensione degli stadi finali della vita di una stella e i conseguenti vincoli di massa sulla formazione dei buchi neri. In ogni caso, GW190521 è un importante contributo allo studio della formazione dei buchi neri.” Infatti, l’osservazione di GW190521 da parte di Virgo e LIGO porta la nostra attenzione sull’esistenza di popolazioni di buchi neri che non sono mai stati osservati prima o sono inattesi, e in tal modo solleva nuove intriganti domande sui meccanismi con cui si sono formati. A dispetto del segnale insolitamente breve, che limita la nostra capacità di dedurre le proprietà astrofisiche della sorgente, le analisi più avanzate e i modelli attualmente disponibili suggeriscono che i buchi neri iniziali avessero alti valori di spin, o in altre parole che avessero un’elevata velocità di rotazione. “Il segnale mostra segni di precessione, una rotazione del piano orbitale prodotta da spin elevati e con un’orientazione particolare”, nota Tito Dal Canton, ricercatore del CNRS presso IJCLab ad Orsay, Francia, e membro della Collaborazione Virgo, “L’effetto è debole e non possiamo esserne certi del tutto, ma se fosse vero darebbe forza all’ipotesi che i buchi neri progenitori siano nati e vissuti in un ambiente cosmico molto dinamico e affollato, come un ammasso stellare denso o il disco di accrescimento di un nucleo galattico attivo.” Parecchi scenari diversi sono compatibili con questi risultati e anche l’ipotesi che i progenitori della fusione possano essere buchi neri primordiali non è stata scartata dagli scienziati. Effettivamente, noi stimiamo che la fusione abbia avuto luogo 7 miliardi di anni fa, un tempo vicino alle epoche più antiche dell’Universo. Rispetto alle precedenti osservazioni di onde gravitazionali, il segnale di GW190521 è molto breve e più difficile da analizzare. La complessa natura di questo segnale ci ha spinto a considerare anche altre sorgenti più esotiche, e queste possibilità sono descritte in un altro articolo che accompagna quello della scoperta. La fusione di un sistema binario di buchi neri resta però l’ipotesi più probabile. “Le osservazioni portate avanti da Virgo e LIGO illuminano l’universo oscuro e definiscono un nuovo panorama cosmico”, dice Giovanni Losurdo, che guida Virgo ed è dirigente di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare in Italia, “E oggi, ancora una volta, annunciamo una scoperta senza precedenti. Continuiamo a migliorare i nostri strumenti per aumentare la loro performance e per vedere sempre più a fondo nell’Universo.”

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Milkomeda: la “supergalassia” che verrà

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Un nuovo studio internazionale, coordinato da un team del Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, ha realizzato sofisticate simulazioni numeriche per prevedere i tempi cosmici nei quali la nostra Galassia si scontrerà con Andromeda fino a fondersi in un’unica “supergalassia”. I risultati del lavoro, che gettano nuova luce sul destino del nostro sistema stellare, sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy and AstrophysicsLa nostra galassia appartiene a un ammasso di galassie detto Gruppo Locale, composto da circa settanta sistemi stellari per la maggior parte di relativamente piccole dimensioni. Il centro di massa del Gruppo Locale si trova in un punto compreso fra la Via Lattea e la Galassia di Andromeda, che sono infatti, insieme alla galassia M 33, le sue componenti principali.Le moderne osservazioni astronomiche suggeriscono l’esistenza all’interno sia della Via Lattea, che di Andromeda, di buchi neri supermassicci, con una massa superiore milioni di volte a quella del nostro Sole che a sua volta pesa circa un milione di volte la Terra. Non solo, la posizione e la velocità relativa delle due galassie lasciano ipotizzare una collisione futura tra i due sistemi che apre numerosi interrogativi sui loro destini e su quelli dei rispettivi buchi neri.
Oggi, un nuovo studio coordinato dal Dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, in collaborazione con l’Universitá di Heidelberg (Germania) e la Northwestern University (USA), fornisce le risposte a queste domande e individua i tempi cosmici in cui avverranno gli scontri fra le due galassie e i loro buchi neri.Il lavoro, pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics, suggerisce che fra circa 10 miliardi di anni la Via Lattea e Andromeda si fonderanno in un’unica “supergalassia”, che potrebbe prendere il nome di Milkomeda.I ricercatori sono giunti a tali risultati mediante sofisticate simulazioni numeriche, le quali sono state realizzate con un sistema di calcolo di alte prestazioni a disposizione del gruppo di astrofisica teorica (ASTRO) del Dipartimento di Fisica della Sapienza.
“In un tempo senz’altro lungo rispetto ai tempi umani, ma non enorme rispetto a quelli cosmici, le due galassie collideranno e si fonderanno in un’unica supergalassia, Milkomeda – spiega Roberto Capuzzo Dolcetta della Sapienza. “La prima collisione tra le galassie avverrà tra 4 miliardi di anni e la fusione tra circa 10 miliardi anni, tempo curiosamente simile a quella che è la stima dell’età dell’Universo, ovvero dal Big Bang a oggi”.I dati ottenuti hanno permesso inoltre ai ricercatori di predire che, in seguito alla collisione galattica e alla fusione, i rispettivi buchi neri supermassicci delle due galassie si troveranno ad orbitare uno vicino all’altro. “Ciò implica – aggiunge Roberto Capuzzo Dolcetta – che in un tempo mille volte più` breve di quello necessario alla collisione delle galassie “madri”, i buchi neri si scontreranno a loro volta dando origine a una esplosione di onde gravitazionali di potenza inimmaginabile, miliardi di volte maggiore di quelle recentemente individuate dai grandi osservatori gravitazionali interferometrici della collaborazione internazionale LIGO-VIRGO negli Stati Uniti e in Italia”.

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Aperte le iscrizioni alla laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Parma. Sono aperte fino a venerdì 2 ottobre alle ore 12 le iscrizioni al test di ammissione al corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche dell’Università di Parma. Il bando di ammissione con tutte le informazioni su posti, modalità di accesso e formazione delle graduatorie è pubblicato sul sito web di Ateneo. 30 i posti disponibili. Per iscriversi al test occorre presentare domanda esclusivamente online attraverso il sito web di Ateneo, cliccando dalla home page http://www.unipr.it sul banner “Iscrizioni on line”. La prova di ammissione è in programma per venerdì 30 ottobre. La prova avrà inizio alle 11. L’aula è ancora da definire: sarà resa nota con un avviso pubblicato sulla pagina web dedicata del Dipartimento di Medicina e Chirurgia.

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Torna all’Università di Parma la Notte dei Ricercatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Parma venerdì 25 e sabato 26 settembre 2020. la più importante manifestazione europea di comunicazione scientifica è promossa dall’Università di Parma con la co-organizzazione e il patrocinio di Comune di Parma e IMEM-CNR. Il centro storico di Parma ospiterà gran parte delle attività di sabato 26 settembre. Il programma degli eventi e le novità di questa edizione, dovute all’emergenza coronavirus, sono state presentate dal Rettore Paolo Andrei, dal Consigliere incaricato del Comune di Parma al Welfare dello studente universitario Leonardo Spadi, dal Direttore di IMEM-CNR Andrea Zappettini e dalla Dirigente dell’Area Ricerca, Internazionalizzazione e Terza Missione dell’Ateneo Barbara Panciroli. 33 gli eventi in programma. Il Campus Scienze e Tecnologie (Parco Area delle Scienze) e lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Abbazia di Valserena – strada Viazza di Paradigna 1) aspettano i visitatori nel pomeriggio di venerdì 25 settembre, dalle 16 alle 20. Sabato 26 settembre ancora la possibilità di visitare lo CSAC dalle 16 alle 20 e dalle 10.30 alle 20 seminari divulgativi interdisciplinari in centro storico tenuti da ricercatori dell’Ateneo e visite guidate al Museo di Storia Naturale e all’Orto Botanico.
Venerdì 25 al Campus sarà possibile visitare le stanze della chimica e il Museo di Cristallochimica, viaggiare nel packaging intelligente, approfondire il comportamento degli edifici in caso di collasso o di terremoto, giocare con la Scienza dei Materiali all’IMEM-CNR e scoprire come funziona la macchina umana in movimento. Alcune attività proposte dai ricercatori del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco riguarderanno invece l’emergenza coronavirus, con focus su farmaci e vaccini, test e tamponi, supercomputer e Big Data, alimentazione e regole di prevenzione, con la possibilità di stampare e portare a casa la propria mascherina ergonomica. Nella Sala Congressi del Centro Convegni Aule delle Scienze sono in programma 3 “Pillole di Scienza”, con inizio alle 17, dedicate alla prospettiva filosofica della tolleranza, a diritto e giustizia nell’universo di Batman e alle conseguenze economiche del coronavirus. Sarà esposta anche la macchina da corsa dell’Unipr Racing Team: gli studenti che lavorano al progetto spiegheranno ai visitatori tutti i segreti della monoposto.
Nella Sede Centrale dell’Ateneo sono in programma seminari divulgativi tenuti da ricercatori dell’Università, aperti alle 10.30 da una riflessione sull’esperienza del Covid Hospital 1 di Parma. A seguire si parlerà di previsione del futuro attraverso modelli e algoritmi, fenomeni migratori, simulazione di alluvioni e medicina di genere. Il pomeriggio, a partire dalle 16.30, sarà dedicato a docenti e ricercatori del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, con focus su neuroscienze, intelligenza artificiale, le novità in odontoiatria, Epatite B, uso della tecnologia in medicina e la cura con il plasma per il Covid-19, argomento di strettissima attualità. Sono inoltre in programma visite guidate al Museo di Storia Naturale in via Università 12 e all’Orto Botanico in via Farini 90.
Sia venerdì 25 che sabato 26 allo CSAC sarà infine possibile effettuare visite guidate gratuite alla mostra “Il canone” di Luca Vitone, che aprirà al pubblico il 6 settembre.

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Forte aumento delle preiscrizioni ai corsi di studio Iuav

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Venezia. È più che positivo l’esito delle preiscrizioni ai corsi di studio dell’Università Iuav di Venezia, che si sono chiuse ieri con la sola eccezione della laurea triennale in Urbanistica e Pianificazione del territorio (iscrizioni aperte fino al 28 settembre).
Tutte le filiere dell’Ateneo dedicato alle discipline del progetto mostrano una consistente crescita delle richieste di iscrizione rispetto allo scorso anno accademico.
Ottimo il risultato per Architettura, che registra 701 domande per la laurea triennale (471 le domande dello scorso anno, 360 i posti disponibili) e 427 per la magistrale (388 lo scorso anno, per 360 posti). Sempre alta l’attrattività per i corsi di Design: sono 534 le domande per i 180 posti disponibili della laurea triennale in Disegno industriale e multimedia, mentre per la magistrale in Design del prodotto e della comunicazione visiva le richieste sono 240 (168 lo scorso anno) per 80 posti disponibili. Si conferma il successo dei corsi di Arti e Moda: le preiscrizioni alla triennale in Design della Moda e Arti Multimediali chiudono con 656 domande a fronte delle 542 dello scorso anno accademico, per 210 posti a disposizione (aumentati grazie al nuovo curriculum in Comunicazione e nuovi media della moda); in crescita le preiscrizioni alla magistrale in Arti Visive e Moda, con 186 domande (125 lo scorso anno) per 86 posti. Buono il risultato per Pianificazione: 58 rispetto alle 36 dello scorso anno le domande per la magistrale in Pianificazione e politiche per la Città, il Territorio e l’Ambiente; stabile la triennale in Urbanistica e Pianificazione del territorio, ad accesso libero, le cui iscrizioni chiudono il 28 settembre.
Infine, cresce l’interesse per il percorso della magistrale in Teatro e Arti performative, che registra 55 domande (30 lo scorso anno) per 29 posti disponibili.
In aumento anche le adesioni degli studenti internazionali: le iscrizioni al Master Degree in Architecture, la laurea magistrale tenuta in lingua inglese inaugurata da Iuav nel 2019, si sono chiuse qualche mese fa con più del doppio di richieste rispetto ai 60 posti disponibili. Domande di iscrizione sono arrivate anche da paesi come Cina, India, Iran, frutto in parte di un lavoro di promozione sul campo messo in atto dai servizi di orientamento Iuav e in parte di un migliore posizionamento delle università italiane nei ranking internazionali, che ha reso i nostri atenei più attrattivi sia per qualità che per sostenibilità economica.
Tutte le prove orali per l’ammissione ai corsi di laurea si sono tenute con la modalità a distanza.

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Il futuro di istruzione e ricerca post Covid

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Potenziamento del sistema scolastico e dei processi di apprendimento grazie alla tecnologia per migliorare la didattica in presenza e abilitare quella a distanza. Snellimento ed efficientamento delle attività burocratiche. Garantire l’inclusione e la partecipazione di tutti gli studenti. Aumentare i livelli occupazionali giovanili post-laurea. Trasformare le competenze della ricerca in un asset strategico per migliorare il Sistema Paese e attirare capitale estero.Devono essere questi gli obiettivi delle nuove politiche di innovazione della Scuola e della Ricerca Universitaria, due grandi leve a disposizione per rilanciare la nostra economia e puntare a una crescita più virtuosa e sostenibile. Per realizzare questi obiettivi sono due le priorità: spingere sulla virtualizzazione ed ibridizzazione dei modelli scolastici e continuare a promuovere la ricerca, una distintiva eccellenza italiana.
Il nuovo Coronavirus ha sconvolto la vita di tutti. E finché non ci sarà un vaccino efficace, non si può escludere la possibilità di un ritorno a forme di lock-down. Un’ipotesi spiacevole, che, però, si può trasformare in opportunità di promozione della virtualizzazione del sistema scolastico. Senza una copertura nazionale delle infrastrutture digitali, non si può garantire il diritto all’istruzione che, in questi mesi, è stato reso possibile proprio grazie alle tecnologie digitali (il Piano Nazionale Scuola Digitale 2020 prevede la messa a disposizione di €1,1mld per migliorare la connessione alla rete delle scuole e formare il personale alla didattica digitale). Come è noto, infatti, durante la pandemia non tutti hanno avuto le stesse possibilità di accedere alle tecnologie e alla connessione. In certe zone, il digital divide ha intensificato le diseguaglianze sociali preesistenti. Pur non avendo difficoltà specifiche con il mondo digitale e valutando positivamente l’impatto della scuola durante il lockdown, quasi il 40% dei Gen-Z ha avvertito una nuova forma di stress, amplificata da un modello didattico completamente a distanza (Deloitte Millenial Survey, 2020), senza tener conto della percezione degli insegnanti. Che si torni o meno a un nuovo lockdown, è chiara la necessità di sviluppare modelli scolastici ibridi, in cui il mondo digitale e quello tradizionale convivono e si completano e in cui il rapporto umano tra insegnate e alunno è al centro dell’esperienza formativa. I nativi digitali, infatti, chiedono più investimenti per ridurre il “digital divide”, ma ribadiscono che niente può sostituire le relazioni umane (The future We Want, Unicef, 2020). Sostanziali passi in avanti devono essere fatti: l’intensità della R&S in Italia è stata pari all’ 1,39% del PIL, ben al di sotto della media EU di 2,06%, del 3% di Germania e Svezia (Istat, 2020). A tal fine è essenziale non solo incentivare la collaborazione delle università pubbliche con le aziende private tramite l’istituzione di centri di ricerca e poli innovativi, ma anche investire in talenti specializzati, che al momento scarseggiano. Come dimostrato dai dati dell’esclusiva ricerca dell’Osservatorio della Fondazione Deloitte, in Italia quasi un’azienda su quattro (il 23%) non riesce a trovare i profili professionali STEM di cui ha bisogno. Nel nuovo contesto Covid, investire per valorizzare il capitale umano è una sfida strategica da cogliere e vincere per il futuro del Paese.

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La docente della Jagiellonian University di Cracovia terrà il corso “European private international law”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

Parma. Anna Wysocka-Bar, dal 2015 docente di Diritto internazionale privato dell’Unione Europea alla Jagiellonian University di Cracovia (Polonia), sarà Visiting Professor al Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali dell’Università di Parma.La docente polacca rientra tra i 20 Visiting Professor di elevata qualificazione scientifica, provenienti da 15 Paesi di 3 continenti, selezionati dall’Ateneo di Parma per tenere lezioni, sostenere l’attività di ricerca dei dottorandi e rafforzare le partnership e i progetti scientifici in corso, nel secondo semestre dell’anno accademico 2020-2021.Il processo di internazionalizzazione dell’Università di Parma prosegue con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione con gli Atenei europei e internazionali e una delle azioni principali è proprio il coinvolgimento di Visiting Professor stranieri di chiara fama nell’attività didattica e di ricerca dell’Ateneo.Il titolo del corso che Anna Wysocka-Bar terrà all’Università di Parma è “European private international law”. L’obiettivo del corso è quello di aumentare la consapevolezza tra gli studenti e diffondere la conoscenza in merito al Diritto internazionale privato dell’Unione Europea, la sua interazione con le leggi e le normative nazionali ed anche il suo impatto sulle variabili economiche.Referente per la visita di Anna Wysocka-Bar è la docente del Dipartimento Francesca Trombetta Panigadi.
L’attività di internazionalizzazione del Dipartimento di Giurisprudenza, Studî politici e internazionali è variamente articolata. Il Dipartimento partecipa attivamente ai Programmi Erasmus Plus e OVERWORLD (SMS-SMT) e sono stati formati tre tutor per l’internazionalizzazione per promuovere i programmi di mobilità e tenere i contatti con le università estere e i Visiting Professor. Il personale docente partecipa al Programma Erasmus+ in entrata e in uscita (STA). È previsto un programma di doppia laurea (UNIPR-PUCRS) con l’Università del Brasile “Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul”. Il Dipartimento dispone di un sito internet tradotto in inglese e ha già ospitato tre Visiting Professor (Vincenzo Scalia della Winchester University, Wojciech Sadurski della Sydney University e Nobuhito Yoshinaka della Hiroshima University).

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Progetto dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Il progetto “OICR e investimenti urbani. Modello per la realizzazione di infrastrutture con il concorso d’investimenti privati a partire dal PUMS della Città metropolitana di Milano”, presentato dall’Università di Parma, capofila dell’iniziativa insieme alla Città Metropolitana di Milano e all’Associazione Audis di Bologna, è stato approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il progetto, di cui è coordinatore scientifico Claudio Cacciamani, docente del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Ateneo di Parma, è stato presentato in risposta all’avviso pubblico per la raccolta di proposte progettuali per l’elaborazione di modelli di rilancio degli investimenti.Il progetto è risultato quarto a livello nazionale rispetto alle undici proposte finali ammesse alla selezione.Gli obiettivi del progetto consistono nello sviluppare un modello per la realizzazione rapida delle infrastrutture del PUMS-Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città metropolitana di Milano, nel favorire la nascita di un Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio-OICR che consenta di raccogliere capitali nazionali ed esteri, e nel promuovere la replicabilità del modello nel territorio nazionale.

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Università Parma: Didattica in presenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Come già annunciato, la ripresa delle attività didattiche dell’Università di Parma, a settembre, sarà in modalità mista (sia in presenza sia online), nell’ambito di un piano organizzativo incentrato sui principi della massima precauzione e delle pari opportunità. Per garantire la massima sicurezza delle attività in presenza, l’Ateneo ha messo a punto un sistema di prenotazione del posto in aula, in modo da assicurare il distanziamento sociale necessario e la piena fruibilità degli spazi nel rispetto delle misure anti-COVID19.Per agevolare la sicurezza, la capienza delle aule sarà ridotta al 50%, e i posti a lezione dovranno essere prenotati tramite la App UNIPR Mobile (https://www.unipr.it/mobile) o il portale “Agenda Studenti” (http://agendastudenti.unipr.it/), utilizzando le credenziali di Ateneo.Ogni studente dovrà innanzitutto configurare il proprio profilo di prenotazione selezionando il proprio corso di studio all’interno dell’offerta formativa dei 9 Dipartimenti e i relativi insegnamenti che desidera frequentare; successivamente potrà prenotare il posto in aula per ciascun insegnamento del profilo che prevede una modalità di erogazione della didattica in presenza. Per garantire la turnazione, ogni studente avrà a disposizione per ciascun insegnamento un monte ore “prenotabili”, esaurito il quale non potrà più prenotarsi. Il monte ore prenotabili di ciascun insegnamento sarà calcolato automaticamente dal sistema di prenotazione e aggiornato dinamicamente con frequenza giornaliera in maniera inversamente proporzionale al numero di studenti che hanno inserito l’insegnamento nel proprio profilo di prenotazione.È importante sottolineare che non tutti gli insegnamenti prevedono la presenza e quindi la prenotazione, poiché alcuni saranno esclusivamente on line. Nelle pagine web dei singoli Dipartimenti, al menù “Didattica”, è illustrata l’organizzazione del Dipartimento e dei corsi di studio, con informazioni specifiche sull’erogazione della didattica (in presenza o on line) nel primo semestre del prossimo anno accademico.Le prenotazioni potranno essere effettuate a partire da 6 giorni antecedenti la lezione, mentre potranno essere cancellate fino al giorno precedente. Se entro 12 ore dall’inizio della lezione ci saranno ancora posti disponibili, a quel punto, con una procedura last minute, le prenotazioni saranno aperte a tutti, anche al di là del monte ore di ogni singolo studente: potrà dunque prenotarsi anche chi ha esaurito il proprio monte ore.Il sistema di prenotazione invierà via email allo studente una ricevuta di prenotazione – carta di accesso – unica per tutte le lezioni della giornata; lo studente dovrà o stampare o portare con sé sul proprio smartphone la carta di accesso, che potrà essere verificata all’ingresso del plesso.Gli studenti dovranno prenotarsi anche per le cosiddette “lezioni zero”, le lezioni di accoglienza di ogni corso di studio, se previste in presenza; in tal caso, per poter prenotare la lezione zero, occorrerà inserire nel proprio profilo l’insegnamento dedicato “lezione zero”.Saranno comunque resi disponibili adeguati supporti (compresa l’eventuale registrazione delle lezioni) per garantire la piena fruizione dell’attività didattica anche a coloro che non potranno spostarsi dalla propria residenza a causa della eventuale emergenza sanitaria.

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“Potential short‐term earthquake forecasting by farm animal monitoring”

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Camerino. La rivista scientifica “Ethology” pubblica, l’articolo “Potential short‐term earthquake forecasting by farm animal monitoring” a cui sarà anche dedicata la copertina del fascicolo. Il lavoro di ricerca, coordinato dal Prof. Martin Wikelski, Direttore del Dipartimento di Migrazione del Max Planck Institute, ha visto coinvolti i professori Andrea Catorci e Paola Scocco della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di UNICAM, oltre a diversi altri ricercatori tedeschi, russi ed arabi.
Il Prof. Wikelsk,i che svolge la sua attività di ricerca sulle migrazioni di animali in tutto il mondo mediante l’uso di avanzate tecnologie che prevedono l’utilizzo di satelliti ed alta tecnologia informatica, ha auspicato un proseguimento della collaborazione con il gruppo di ricerca UNICAM, anche a supporto delle attività di didattica e di Stage per gli studenti del nuovo Corso di Laurea triennale di Ambiente e gestione sostenibile delle risorse naturali.
“Poter partecipare alle attività di formazione con il Max Planck Institute, uno dei più prestigiosi centri di ricerca europei – ha sottolineato il prof. Andrea Catorci, responsabile del nuovo corso di laurea – ritengo sia una opportunità che gli studenti del Corso non si lasceranno di certo sfuggire”.Il corso di Laurea in “Ambiente e Gestione sostenibile delle Risorse Naturali” che l’Università di Camerino attiverà dal nuovo anno accademico è strutturato in due curricula. Il primo, Gestione e Valorizzazione delle Risorse Naturali, è maggiormente incentrato sulla figura del rilevatore naturalistico ed ha come obiettivo quello di fornire allo studente le conoscenze di base sui temi della botanica, zoologia ed ecologia abbinati ad una forte acquisizione di capacità pratiche finalizzate alla gestione sostenibile degli ecosistemi e della biodiversità. Il secondo, Sostenibilità Ambientale delle Produzioni e Green Economy, ha invece l’obiettivo di formare una figura professionale in grado di affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità di lavoro della “svolta green” dettata dalle principali economie mondiali e basata sui principi dell’economia circolare, sulla sostenibilità delle produzioni e la qualità degli ambienti rurali ed urbani.La ricerca scientifica oggetto della pubblicazione su Ethology è stata svolta durante la crisi sismica iniziata nel 2016 e si basa su un lavoro di osservazione ed interpretazione dei dati relativi al monitoraggio satellitare dei movimenti collettivi degli animali da allevamento come verifica delle possibilità di utilizzare tale approccio come uno degli strumenti possibili per la previsione a breve termine dei terremoti.
I risultati pubblicati hanno dimostrato come gli animali domestici, mostrino livelli di attività statisticamente più elevati prima dei terremoti, con tempi di anticipazione (1–20 ore) negativamente correlati alla distanza dagli epicentri (5–28 km); vale a dire, ad esempio, che con epicentri entro i 5 Km gli animali mostrano variazioni significative dei loro movimenti anche 20 ore prima di un evento sismico di magnitudo superiore a 4.
Questi sono dati iniziali ed ancora non applicabili operativamente ma che per la prima volta dimostrano su basi scientifiche la capacità degli animali di avvertire in anticipo shock sismici pur senza poter, per il momento, dimostrare a cosa tale capacità sia connessa. Tali studi hanno comunque permesso di realizzare un modello statisticamente affidabile di attività pre-sismica e tracciano la via per ulteriori ricerche che necessiteranno dilunghi tempi lunghi di osservazione in ambienti più standardizzati.
Il Prof. Wikelski in autunno terrà un Webinar in UNICAM proprio per illustrare i contenuti del recente articolo pubblicato sulla rivista Ethology. Non resta quindi che seguire la pagina degli eventi UNICAM e del Corso di Laurea in Ambiente e Gestione Sostenibile delle Risorse Naturali per non perdere l’appuntamento.

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Porte aperte all’università di Camerino

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

Camerino. Prosegue fino al prossimo 4 settembre l’iniziativa “Porte aperte in Unicam – estate 2020”, promossa dal servizio Orientamento proprio nel periodo in cui gli studenti che devono scegliere il percorso universitario hanno bisogno di avere maggiori informazioni e chiarire eventuali dubbi.
L’iniziativa è in programma presso le sedi Unicam di Camerino, Matelica, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto.
Consultando il calendario disponibile nel sito orientamento.unicam.it, è possibile prenotare, un appuntamento sia telematico che in presenza per la visita in Unicam: gli studenti interessati potranno così parlare direttamente con i docenti e visitare aule, biblioteche e laboratori, nonché avere maggiori informazioni sui corsi di laurea attivati dalle cinque Scuole di Ateneo, Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie.
Sarà inoltre possibile acquisire informazioni utili sulle molteplici agevolazioni e borse di studio messe a disposizione dall’Ateneo in particolare per gli studenti meritevoli, sui servizi per gli studenti, sulle possibilità di alloggio. “Vogliamo dare alle ragazze ed ai ragazzi e alle loro famiglie – ha sottolineato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – l’opportunità di venire a conoscerci, di incontrare docenti e studenti, di chiarire dubbi e di avere tutte le informazioni necessarie per scegliere al meglio il percorso universitario. Dal nuovo anno accademico abbiamo poi importanti novità nell’offerta formativa con una particolare attenzione alla sostenibilità: è rinnovato il curriculum del corso di laurea in Scienze Geologiche e Tecnologie per l’ambiente, ora di nuovo in lingua italiana, ed istituito il nuovo corso in Ambiente e Gestione sostenibile delle risorse naturali. Abbiamo inoltre stabilito l’esonero totale dalle tasse per le matricole, cioè per gli iscritti al primo anno dei Corsi di laurea di primo livello e Magistrali a ciclo unico, una riduzione in percentuale per tutti gli altri studenti e l’estensione dei benefici previsti dalla No Tax Area. Si tratta di misure sostanziali ed importantissime, che si aggiungono all’aumento del numero di borse di studio a disposizione dei nostri iscritti”.“Siamo molto soddisfatti dell’interesse e del successo ottenuti da questa iniziativa, anche in un periodo così particolare come quello che stiamo attraversando – ha affermato la prof.ssa Valeria Polzonetti, delegata del Rettore per l’Orientamento. – Ogni giorno, infatti, sono moltissimi i ragazzi e le loro famiglie che raggiungono Unicam, sia in modalità telematica che venendo a visitare le nostre sedi, per avere informazioni e per poi iscriversi al nostro Ateneo. Vi aspettiamo!”. Tutte le informazioni dettagliate sono disponibili all’indirizzo orientamento.unicam.it

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Stanze fuori sede: il Covid raddoppia l’offerta e ferma il caro prezzi

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

Dopo anni in cui accaparrarsi una stanza era diventata per molti studenti e lavoratori ardua impresa, il 2020 registra un’impennata nell’offerta, con picchi che arrivano al +290%. È questa la principale evidenza che emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it che ha fatto il punto sul comparto delle locazioni di stanze e posti letto nelle principali città universitarie. Il Covid-19 ha avuto come effetto collaterale quello di svuotare, da Nord a Sud, le stanze generalmente affittate agli studenti e ai lavoratori fuori sede. A livello Italia la disponibilità di camere rispetto al 2019 è infatti più che raddoppiata (+149%).
Milano è la città record per quanto riguarda la disponibilità di stanze: +290% su base annuale, seguita da Bologna (+270%). Offerta quasi triplicata a Padova (+180%) e Firenze (+175%) e raddoppiata a Torino (108%), Roma (+130%) e Napoli (+100%).L’aumento considerevole dell’offerta ha avuto a sua volta come effetto una frenata sul caro prezzi. Nel 2020 non si rileva infatti nessuna impennata sui costi di questa tipologia di locazioni, fermi a livello nazionale. Guardando alle variazioni sulle singole città si scopre che molte registrano addirittura un’oscillazione lievemente in negativo, come Bologna e Palermo dove una stanza singola costa il 9% in meno rispetto al 2019.Milano si conferma la città più cara in cui vivere da fuori sede, nonostante i prezzi delle singole siano rimasti praticamente fermi rispetto al 2019 (565 euro al mese) e quelli dei posti letto in doppia abbiano subito un ribasso del 7% (345 euro). Roma, seppur con costi decisamente inferiori, è la seconda più cara: qui vengono richiesti in media 438 euro per una singola e 287 euro per un posto in doppia. Seguono Bologna e Firenze dove per affittare una singola sono necessari circa 400 euro.

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Domande ricevute dall’Università di Parma per i 9 corsi di laurea delle Professioni Sanitarie

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

Parma Sono 1046 le domande ricevute dall’Università di Parma per i 9 corsi di laurea delle Professioni sanitarie (Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ortottica e assistenza oftalmologica, Ostetricia, Tecniche audioprotesiche, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia). La prova di ammissione unica per l’accesso ai corsi di laurea delle Professioni Sanitarie dell’Università di Parma si terrà martedì 8 settembre al Padiglione 2 delle Fiere di Parma. La sede di svolgimento della prova è stata individuata dall’Ateneo nel rispetto delle misure anti COVID-19: spazi grandi e adeguati allo svolgimento dei test in piena sicurezza e con il necessario distanziamento, dati i numeri elevati degli ammessi. I candidati dovranno presentarsi davanti all’ingresso del Padiglione 2, per il riconoscimento, a partire dalle 9, e il test avrà inizio alle 12.
Tutte le informazioni relative ai corsi a numero programmato sono costantemente aggiornate sul sito dell’Università di Parma, alla pagina dei “Test di ammissione”. Le future matricole e le loro famiglie e gli studenti già iscritti all’Ateneo possono inoltre rivolgersi al Welcome Point Matricole, il punto di informazione, comunicazione e accoglienza dell’Università di Parma, realizzato in collaborazione con il Comune di Parma e ER.GO, l’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, aperto fino al 31 ottobre nel Sottopasso del Ponte Romano (orari di apertura: da lunedì a venerdì 10-19, sabato 10-13).

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Sociale: Campidoglio, firmato accordo con CNR, Sapienza e Link Campus University

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

Roma. Con l’obiettivo di rafforzare il percorso verso l’adozione di politiche innovative nel campo delle politiche sociali, in risposta alle esigenze sorte dall’emergenza Covid, l’Amministrazione Capitolina ha dato il via a un accordo di collaborazione con l’IRPPS-CNR, il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione e il Dipartimento di Psicologia dell’Università Sapienza di Roma, Link LAB (Laboratorio di Ricerca Sociale) della Link Campus University.L’accordo, sottoscritto dal Dipartimento Politiche Sociali, è un’ulteriore risposta che l’Amministrazione mette in campo, dopo i servizi emergenziali durante la fase di lockdown e il lavoro con la Task Force capitolina per il Sociale istituita dall’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale, per l’emergere di nuove forme di povertà generate dalla pandemia. L’Amministrazione intende quindi raccogliere e mettere a sistema un maggior numero di dati a sostegno dei servizi, grazie alla collaborazione con altre istituzioni, per ottenere una fotografia più accurata possibile della nuova situazione sociale presente nella Capitale, con il fine ultimo di sostenere la progettazione di nuove e specifiche modalità di intervento. Condivisione di banche dati, sistematizzazione degli stessi e creazione di iniziative comuni sono alcuni aspetti dell’accordo biennale, prorogabile.La collaborazione si svilupperà attraverso programmi di ricerca e formazione, monitoraggi, studi e partecipazione congiunta a programmi di ricerca nazionali, europei e internazionali, insieme all’attivazione di gruppi di lavoro e ad azioni mirate di divulgazione e promozione delle attività di ricerca di comune interesse.“Roma non si ferma. Abbiamo affrontato una situazione senza precedenti, che richiedeva un nuovo approccio calibrato in base alle nuove esigenze. Passata la fase emergenziale, il supporto della ricerca può essere fondamentale nella progettazione di risposte adeguate. Abbiamo stipulato questo accordo con partner d’eccellenza, che ringraziamo per l’importante contributo che daranno alla nostra azione di sostegno ai cittadini”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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L’Università di Parma è tra le prime 24 in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Lo afferma l’Academic Ranking of World Universities (Arwu) di Shanghai, la prestigiosa classifica che mette in fila 2mila università in tutto il mondo e pubblica i risultati delle migliori mille. L’Ateneo di Parma si piazza quest’anno nella fascia dal 501° al 600° posto: un risultato significativo, che migliora nettamente quello dello scorso anno (era nella fascia 601-700) e lo colloca nella top 24 italiana. Le prime Università italiane nel ranking (tutte nella fascia 151-200) sono La Sapienza di Roma, la statale di Milano e Pisa; in classifica anche il Politecnico di Milano, Bologna, Padova e Torino nella fascia 201-300, Firenze, Milano Bicocca, Napoli Federico II nella fascia 301-400, la Normale di Pisa, Bari, Catania, Pavia, Perugia, Trento e Vita-Salute San Raffaele nella fascia 401-500 e, insieme a Parma, la Bocconi di Milano, Ferrara, Genova, Palermo, Roma Tor Vergata e Verona nella fascia 501-600.Il ranking di Shanghai prende in esame diversi indicatori, con particolare attenzione a premi, pubblicazioni, “Highly cited researchers” (cioè gli studiosi più citati), articoli indicizzati in Scienze Citation Index e così via.
Recentemente l’Ateneo di Parma ha collezionato diversi piazzamenti di rilievo in ranking nazionali e internazionali: è terzo a livello nazionale tra i grandi Atenei nella classifica Censis; è sesto tra gli statali in Italia per la retribuzione media dei laureati nel primo decennio dal conseguimento del titolo e quarto per l’incremento della retribuzione nella carriera lavorativa secondo l’ “University Report 2020” dell’Osservatorio JobPricing; è quattordicesimo tra le Università italiane nella nuova classifica 2020-2021 del Center for World University Rankings – CWUR, che ogni anno prende in esame 20mila Università di tutto il mondo e dove si piazza al 355° posto; è sesto tra gli Atenei italiani classificati nel THE Impact Rankings 2020, che misura il successo delle università negli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) delle Nazioni Unite.

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