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Archive for the ‘Politica/Politics’ Category

Politics

Une présidence française dans l’Europe post-Merkel

Posted by fidest press agency su sabato, 4 dicembre 2021

Ce 8 décembre devrait voir en Allemagne l’installation du successeur attendu d’Angela Merkel, Olaf Scholz. Le nouveau chancelier prend la tête d’une coalition tricolore, dont le programme de gouvernement impressionne par sa tonalité résolument européenne. L’Allemagne va aussi présider le G7. En même temps, la France s’apprête à assurer la présidence du Conseil de l’UE, avec un chef de l’Etat décidé à faire la démonstration à ses compatriotes de la plus-value européenne et à ses pairs, du leadership français.La conjugaison d’ambitions européennes de part et d’autre du Rhin a le potentiel de faire bouger quelques lignes. La présidence française a déjà fait connaître les résultats qu’elle espère obtenir du Conseil en matières sociale, à propos des salaires minimums, climatique, avec le mécanisme d’ajustement carbone aux frontières, et en matière numérique, par l’adoption des directives sur les services et les marchés digitaux, entre autres. Elle n’a plus à craindre l’enlisement initialement redouté pour la formation de la coalition allemande, ni a priori une intransigeance dogmatique aux finances. Berlin ne paraît ainsi pas fermer la porte à une pérennisation du plan de relance européen, pour le remboursement duquel la future coalition réclame la création de nouvelles ressources propres. Le prochain exécutif fédéral souhaite aussi avancer sur l’union bancaire. Et l’évolution du Pacte de stabilité n’est pas taboue. Le texte donne par une formulation ouverte sur les sujets budgétaires traditionnellement conflictuels avec Paris les gages d’une disponibilité à dialoguer. Ce contrat de coalition est même reçu comme une réponse tardive de l’Allemagne au foisonnant discours de la Sorbonne de 2017.Avec la première visite d’Olaf Scholz attendue à Paris le 9 décembre, le moteur franco-allemand pourrait donc montrer à court et moyen termes qu’il reste bien huilé. Mais vise-t-il la même ligne d’arrivée pour l’Europe ? La vision d’une Europe non seulement « capable d’agir » mais aussi « stratégiquement souveraine », formulée à plusieurs reprises dans le contrat de coalition allemand, n’aura pas échappé à la France, dont l’un des trois mots d’ordre de sa présidence du Conseil sera « puissance ». S’engager comme le fait Berlin à « définir les intérêts allemands à la lumière des intérêts européens » et à agir « dans un esprit de service de l’UE dans son ensemble » devraient rassurer au-delà tous les partenaires européens de l’Allemagne.Mais la perspective fédéraliste imprimée au projet européen, chère aux Verts allemands, diverge clairement de celle du Quai d’Orsay. Pour la première fois un gouvernement allemand écrit noir sur blanc qu’il souhaite conduire l’Union « vers un Etat fédéral européen » (einen europäischen Bundesstaat). Ceci n’a jamais été le dessein français pour l’Europe. Transformer la Conférence sur le futur de l’Europe en « convention constituante » dépasse les attentes de l’initiateur de ce projet. Avancer à quelques pays sur certains sujets rejoint toutefois les aspirations françaises à l’intégration différenciée. Passer à la majorité qualifiée en matière d’affaires étrangères, comme le souhaite l’Allemagne, n’est pas d’emblée balayé d’un revers de main en France. En revanche, Paris goûte traditionnellement peu au renforcement du Parlement européen par le droit d’initiative. Et on imagine mal le pays créateur du Conseil européen soutenir un système de Spitzenkandidat, comme le réclame le futur exécutif allemand.Plus largement, l’écart paraît béant entre ces ambitions institutionnelles pour l’Europe soulevées par l’Allemagne et une précampagne électorale en France au ton souverainiste, comme la dangereuse remise en cause de la primauté du droit européen sur le droit national. Un dialogue entre Paris et Berlin sera vite nécessaire pour imaginer, en vue des élections européennes de 2024, les nouveaux contours de l’intégration européenne post-Merkel. Sébastien Maillard, Directeur de l’Institut Jacques Delors

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Agricoltura: Legge sul biologico

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2021

“Per raggiungere gli obiettivi che l’Europa ha posto all’Italia nell’ambito del Green Deal è importante che il Parlamento doti il comparto biologico di una norma di settore. L’occasione potrà presto arrivare in Aula a Montecitorio dove il testo è atteso per l’approvazione definitiva entro fine anno. A ricordarne l’importanza è stato lo stesso presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, che ringrazio. Se da un lato l’Unione europea ci chiede di ampliare la superficie dedicata al biologico per una transizione ecologica che coinvolga il comparto primario, dall’altro i cittadini chiedono sempre più cibo rispettoso dell’ambiente”. Lo dichiara il deputato Pasquale Maglione, esponente M5S in commissione Agricoltura e relatore della proposta di legge ‘Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico’.“La norma ci permetterà – aggiunge – di armonizzare tutte le misure e le azioni volte alla salvaguardia e allo sviluppo delle produzioni biologiche che, nel nostro Paese, coinvolgono già circa 82mila operatori per oltre 2mila ettari coltivati e ci vede tra i leader europei con Francia e Spagna. Come emerge dai dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), in Italia l’agricoltura è responsabile di appena il 7 per cento delle emissioni nazionali e, aumentando le produzioni biologiche, così come ci chiede l’Europa, potremo porre un ulteriore tassello per migliorare questo dato”.“Un ulteriore impulso giungerà dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – continua Maglione – dove sono dedicati esclusivamente al biologico 300 milioni di euro del Fondo per la creazione di contratti di filiera e distretto”.”L’auspicio è quello di poter festeggiare il 23 settembre 2022 la prima Giornata europea dell’Agricoltura Biologica, istituita dal Commissario Ue Janusz Wojciechowski, con una legge di settore moderna affinché aumentino produzione e consumo nonché la sostenibilità ambientale del comparto primario nazionale, in linea con le strategie comunitarie ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità’” conclude.

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Salario minimo: via libera all’avvio dei negoziati con il Consiglio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Strasburgo. Il Parlamento ha approvato il mandato concordato dalla commissione per l’occupazione e gli affari sociali con 443 voti a favore, 192 contro e 58 astensioni. I negoziati possono iniziare non appena il Consiglio avrà concordato la propria posizione. La proposta di direttiva su un salario minimo mira a stabilire dei requisiti di base per garantire un reddito che permetta un livello di vita dignitoso per i lavoratori e le loro famiglie. I deputati propongono due possibilità’ per raggiungere questo obbiettivo: un salario minimo legale (il livello salariale più basso consentito dalla legge) o la contrattazione collettiva fra i lavoratori e i loro datori di lavoro Inoltre, il Parlamento vuole rafforzare ed estendere la copertura della contrattazione collettiva obbligando i Paesi UE con meno dell’80% dei lavoratori coperti da questi accordi a prendere misure efficaci per promuovere questo strumento.La decisione della commissione per l’occupazione di intraprendere i colloqui con il Consiglio è stata annunciata all’apertura della Plenaria di lunedì a Strasburgo.

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Il Parlamento europeo chiede nuove regole per rafforzare la migrazione lavorativa legale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

Strasburgo. I deputati hanno approvato una risoluzione di iniziativa legislativa sulla migrazione legale con finalità lavorativa. Nel testo, si auspica la creazione di un pool di talenti europei per far incontrare i candidati di paesi terzi con i potenziali datori di lavoro con sede nell’UE, per alleviare la carenza di manodopera nei Paesi dell’Unione. Il sistema dovrebbe basarsi sull’esistente portale EURES.Il testo è stato approvato a maggioranza qualificata, con 497 voti favorevoli, 160 contrari e 38 astensioni.Il Parlamento chiede uno schema di inserimento per i lavoratori di paesi terzi con un livello di istruzione medio-basso e un quadro di riconoscimento per le loro competenze e qualifiche. Tale schema dovrebbe facilitare l’ingresso legale nell’Unione di imprenditori stranieri che vogliono creare imprese e start-up, e per i lavoratori altamente mobili come gli artisti e i professionisti della cultura. Inoltre, i deputati chiedono che la Commissione crei nuovi visti per ingressi multipli della durata di cinque anni, che consenta ingressi nell’UE fino a 90 giorni all’anno.I deputati chiedono una revisione delle norme in vigore per i cittadini di paesi terzi che sono residenti di lunga durata, per consentire loro di trasferirsi in un altro Paese UE, dal giorno in cui il loro permesso viene rilasciato, a condizioni simili a quelle già valide per i cittadini UE. Il numero di anni necessari per acquisire un permesso di soggiorno europeo di lunga durata dovrebbe essere ridotto da cinque a tre.Inoltre, i deputati chiedono una semplificazione delle procedure di richiesta per i visti, previste nell’attuale legislazione sui permessi unici. Ciò permetterebbe di presentare la richiesta sia dall’interno di un Paese UE – se il richiedente ha un permesso di soggiorno valido – sia da un paese terzo.I deputati propongono anche di cambiare le attuali regole sui lavoratori stagionali, consentendo loro di rimanere disoccupati – mentre sono in cerca di un nuovo lavoro – per un massimo di tre mesi, senza che il loro permesso esistente sia revocato.

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Ungheria condannata dalla Corte di giustizia europea sull’indipendenza dei giudici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 dicembre 2021

E’ comodo avere magistrati al proprio servizio, pronti ad emettere sentenze contro chi dissente e a favore del potere costituito, ma questo non è possibile in uno stato democratico: la magistratura deve essere autonoma dal potere legislativo (parlamento) ed esecutivo (governo). Non devono pensarla così la Polonia e l’Ungheria. Quest’ultima è stata condannata dalla Corte di giustizia europea perché nega la indipendenza della magistratura. Come accettato nel momento di entrata nella Unione europea, gli atti normativi comunitari sono sovraordinati a quelli nazionali, vale a dire che la norma europea ha maggior valore di quella nazionale. La Corte suprema ungherese, infarcita di nomine governative, vuole sanzionare i giudici che applicano le direttive comunitarie e disattendono quelle nazionali in contrasto con quelle europee. Nonostante l’Ungheria sia entrata nella Ue ben 17 anni, e ne abbia accettato le regole, è dalla elezione di Viktor Orban a premier che viola l’ordinamento comunitario negandone la primazia. Orban, però vuole continuare a beneficiare dei contributi dell’Unione europea e, al contempo, disconosce il Trattato istitutivo della Ue. Ne abbiamo le tasche piene di furbetti che vogliono i nostri soldi e fare come gli pare. Nessuno li trattiene: la porta dell’uscita è sempre aperta.Primo Mastrantoni, Aduc

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Erasmus+: quasi 3,9 miliardi di € nel 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

La Commissione ha pubblicato oggi gli inviti a presentare proposte nell’ambito del bando Erasmus+ 2022, a seguito dell’adozione del relativo programma di lavoro annuale per il 2022. Con un bilancio rafforzato pari a quasi 3,9 miliardi di € per il prossimo anno, Erasmus+ continuerà a offrire opportunità relative a periodi di studio all’estero, tirocini, apprendistati e scambi di personale nonché a progetti di cooperazione transfrontaliera in diversi ambiti dell’istruzione e della formazione, della gioventù e dello sport. Oltre all’invito generale, il programma di lavoro annuale comprende anche altre azioni da avviare separatamente, come l’iniziativa delle università europee.Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “La pubblicazione dei nuovi inviti di Erasmus+ per il 2022 ha una rilevanza particolare. Il 2022 segnerà il 35º anniversario del programma, ma anche l’anno dedicato ai giovani. Da molti anni Erasmus è un’esperienza indimenticabile, facciamo in modo che il 2022 sia ancora più memorabile! In questo nuovo anno del programma vogliamo rendere l’esperienza più inclusiva e di più ampia portata, per dare ai giovani l’opportunità di imparare e di viaggiare dopo molti mesi difficili.”Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani, ha aggiunto: “L’anno prossimo Erasmus+ festeggerà 35 anni di successi nell’offrire opportunità per studiare, imparare e svolgere un’esperienza di formazione all’estero. Tutti i partecipanti lo descrivono come un’esperienza che cambia la vita, che ha segnato il loro percorso personale e professionale e ha lasciato ricordi indelebili di cosa significa vivere nell’Unione europea. Vogliamo dare a un numero maggiore di persone l’opportunità di partecipare e di beneficiare delle possibilità offerte da Erasmus+. Nel 2022 celebreremo anche l’Anno europeo dei giovani ed Erasmus+ avrà un ruolo centrale in tale contesto.” Il programma continuerà a sostenere i giovani e a incoraggiarne la partecipazione alla vita democratica, contribuendo in modo significativo agli obiettivi dell’Anno europeo dei giovani 2022, annunciato nel discorso sullo stato dell’Unione del settembre 2021. Nel 2022 saranno potenziate anche le principali attività di mobilità e cooperazione.

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Sviatlana Tsikhanouskaya: “L’Europa deve affrontare l’autocrazia in modo più proattivo”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Nel suo discorso di apertura, il Presidente del PE David Sassoli ha affermato: “Sviatlana è un simbolo della lotta per la democrazia e la libertà ed una voce per molti prigionieri politici attualmente in carcere in Bielorussia. A più di un anno dalle elezioni di cui l’Unione europea non ha riconosciuto il risultato, la Bielorussia continua a violare i diritti dei suoi cittadini, a silenziare la società civile, ad usare la repressione come arma quotidiana. Il regime non ha esitato ad utilizzare uomini, donne e bambini bisognosi di protezione mettendo le loro vite in pericolo senza alcun rispetto per i diritti umani fondamentali al solo fine di destabilizzare l’Unione Europea.”“Lo ribadiamo anche oggi: i valori dell’Unione non sono in vendita. Questo Parlamento chiede anche alle altre istituzioni di essere all’altezza della difesa dei diritti fondamentali”, ha concluso il Presidente. Nel suo discorso, Sviatlana Tsikhanouskaya ha iniziato ripercorrendo la spaventosa repressione del regime bielorusso contro i manifestanti e le voci dissenzienti a seguito delle elezioni presidenziali fraudolente dell’agosto dello scorso anno.Ha poi menzionato tutti coloro che sono stati imprigionati, presi di mira e persino uccisi dalle forze di sicurezza bielorusse, come l’attivista per i diritti umani Ales Bialiatski, il blogger Raman Pratasevich, l’attivista politica Maria Kalesnikava, l’insegnante d’arte Raman Bandarenka, i giornalisti Daria Tchultsova e Katsiaryna Andreeva, l’atleta olimpica Krystsina Tsimanouskaya e molti altri, oltre ad affrontare l’ultima crisi dei migranti ai confini UE-Bielorussia. Nel farlo, ha posto una domanda ai deputati: “Supponendo che questo abuso di migranti sia in qualche modo fermato, pensate davvero che gli abusi e le minacce del regime oltre i suoi confini finiranno lì?”, ha chiesto, avvertendo di aumenti di contrabbando di droga e di altro tipo, di provocazioni militari e persino di disastri nucleari ai confini esterni dell’UE.Sviatlana Tsikhanouskaya ha anche sottolineato che il movimento democratico bielorusso non può permettersi di aspettare ancora a lungo l’Europa, che le espressioni europee di solidarietà e preoccupazione devono ora essere trasformate in azioni concrete e che l’Europa deve diventare più proattiva di fronte all’autocrazia.Sulle sanzioni europee, ha detto: “Vi assicuro che le sanzioni funzionano. Continuate a mantenere una politica coerente di sanzioni. Le sanzioni dividono le élite, distruggono gli schemi di corruzione e dividono la gente intorno a Lukashenka”.Ha inoltre chiesto all’Europa e alle forze democratiche bielorusse di essere più solidali. “Non dimentichiamo i prigionieri di coscienza bielorussi e aiutiamo coloro che sono stati costretti a lasciare il paese. Oggi, non solo la democrazia in Bielorussia ma anche la democrazia in Europa dipendono dal percorrere questo cammino insieme”, ha concluso. I deputati hanno poi tenuto un dibattito separato con il ministro degli Esteri sloveno Anže Logar, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, e il Vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas, sulle conseguenze umanitarie e di sicurezza della situazione in Bielorussia e al suo confine con l’UE.

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Nuovo piano proposto dalla Commissione Europea per contrastare la deforestazione nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Nel 2003 l’Unione europea pubblicò il suo Piano d’azione FLEGT, stabilendo specifiche misure di contrasto al cosiddetto illegal logging (prelievo legnoso non autorizzato) che affliggeva, e continua tuttora a danneggiare, il patrimonio forestale di diversi Paesi del mondo. Di fatto, la necessità di frenare tale fenomeno distruttivo era già stata riconosciuta come un’azione prioritaria ai fini della gestione forestale sostenibile in occasione del 24° summit G8 di Birmingham del 1988. Nell’ambito del citato piano d’azione comunitario, l’UE approvò alcuni regolamenti volti a promuovere la legalità dei tagli boschivi effettuati nei vari Paesi esportatori di legno e derivati, nonché quella degli analoghi prodotti commercializzati in territorio comunitario. I regolamenti fondamentali del pacchetto legislativo comunitario sono ben noti agli operatori dei settori del legno con gli acronimi FLEGT (Forest Law Enforcement Governance and Trade del 2005) ed EUTR (European Union Timber Regulation del 2010). Quest’ultimo è conosciuto anche come regolamento sulla due diligence in quanto si basa su tale procedura chiave per determinare e contenere al massimo il rischio che legno e derivati commercializzati nell’UE possano essere illegali, ossia essere stati raccolti o prodotti contravvenendo alle leggi vigenti nei paesi d’origine. Per gli Operatori EUTR, dimostrare che le merci di cui approvvigionarsi sono compatibili con le prescrizioni introdotte dal regolamento è spesso cosa ardua quando non problematica, soprattutto nel caso di prodotti caratterizzati da processi industriali complessi, ripetute intermediazioni commerciali o provenienti dai cosiddetti “Paesi a rischio” in cui coesistono condizioni di scarsa governance del settore forestale ed alti tassi di corruzione. Non meno gravoso è il compito delle Autorità competenti dei vari Stati membri deputate ai controlli degli operatori ed in particolare, della congruità delle procedure di due diligence da essi messe in pratica. IL FLEGT – che si basa su accordi bilaterali di partenariato tra l’UE ed i Paesi terzi che ne fanno richiesta e che dimostrano di essere in grado di assicurare la legalità del legno e dei derivati da esportare in territorio comunitario – non ha avuto particolare fortuna in quanto, ad ormai 16 anni dalla promulgazione, risulta completamente attuato soltanto per l’Indonesia. Di fatto i processi propedeutici al varo delle cosiddette “licenze FLEGT”, attestanti la piena legalità dei prodotti esportati, si sono dimostrati troppo spesso complessi e farraginosi, anche a causa dell’instabilità socio-politica che contraddistingue una buona parte dei Paesi con cui l’UE ha intrapreso i necessari negoziati preliminari. Le suddette criticità hanno portato le Istituzioni europee ad interrogare sé stesse, gli Stati membri e la Società civile riguardo all’efficacia dei due suddetti regolamenti; ciò anche a mezzo di specifiche consultazioni pubbliche. In linea di massima, l’utilità del piano d’azione FLEGT e delle relative norme comunitarie di riferimento viene abbastanza riconosciuta anche dall’opinione pubblica che ne condivide sempre più gli obiettivi generali di contrasto alla deforestazione ed alla degradazione delle risorse forestali globali: oggi, come non mai, oggetto di importanti dibattiti ed accordi internazionali, quale la recente COP 26 dell’ONU sul cambiamento climatico. Il 17 novembre, la Commissione ha presentato la nuova proposta di regolamento (Regulation on deforestation-free products) mirante a sostenere la protezione del patrimonio forestale del pianeta ed in particolare a porre un sostanziale freno alla deforestazione. L’approccio di tale regolamento è a dir poco innovativo, ma forse è più giusto definirlo “rivoluzionario” in quanto la Commissione non si limita più a voler accertare che legno e derivati commercializzati negli Stati membri siano legali (e quindi a contrastare l’illegal logging), ma intende prevenire l’importazione di derrate alimentari (olio di palma, soia, carne bovina, caffè e cacao) e legno prodotti in aree deforestate di qualsiasi parte del mondo. Così facendo, entro il 2030, l’UE dovrebbe contenere di oltre 70.000 ettari all’anno la deforestazione indotta dall’importazione di tali prodotti in territorio comunitario. Di pari passo, questo comporterebbe la mancata immissione di circa 32 milioni di tonnellate di carbonio in atmosfera (valutabile anche in un risparmio annuale di almeno 3 miliardi di euro) con ovvie ripercussioni positive in termini di prevenzione del cambiamento climatico e protezione della biodiversità. In sostanza, l’attenzione del legislatore si estende dal concetto della legalità a quello più ampio della sostenibilità. Sarà possibile importare soltanto prodotti che non hanno causato deforestazione e danneggiato irrimediabilmente ecosistemi preziosi e delicati quali quelli boschivi. Questo è effettivamente realizzabile? La stessa domanda, chi lavora in ambito EUTR se la pone da anni e le risposte possibili sono molte e spesso contraddittorie. Di fatto il nuovo regolamento anti-deforestazione beneficerà proprio delle esperienze maturate attuando l’EUTR. Fermo restando per gli operatori l’obbligo della due diligence da effettuare prima dell’acquisizione e della seguente commercializzazione dei prodotti oggetto del regolamento, le procedure collaterali che essi dovranno attuare saranno abbastanza diverse da quelle ora imposte dall’EUTR. Tra i cambiamenti più significativi, si segnalano: l’obbligo di depositare una dichiarazione preliminare che i prodotti da importare ed esportare non abbiano causato deforestazione e degradazione forestale, la geolocalizzazione delle superfici agro-forestali di provenienza, il coinvolgimento diretto delle Agenzie delle dogane degli Stati membri nelle fasi di controllo, la pubblicazione da parte della CE del livello di rischio legato ai vari Paesi esportatori (cosiddetto benchmarking). Per il momento, è possibile soltanto aggiungere che l’appena avviato iter della “Regulation on deforestation-free products”, per quanto complesso e travagliato, dovrà necessariamente tradursi in azioni concrete; anche in considerazione del fatto che l’approvvigionamento responsabile di materie prime rappresenta oggi una delle soluzioni più verosimilmente attuabili per limitare l’impatto antropico sugli ecosistemi naturali e sulle foreste in particolare.Head of Media Relations

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Quirinale, Bianco: Draghi ok. Evitare le ‘lotte tra comari’.

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

“In questo momento di ‘eccezione della logica’ per l’emergenza politica causata dalla pandemia, si dovrebbero mettere da parte le differenze partitiche, puntando all’elezione immediata di un rappresentante di grande autorevolezza, con una ispirazione europeista. Il nome c’è ed è quello dell’attuale presidente del Consiglio”.È quanto dice Gerardo Bianco, ex Ministro della Pubblica Istruzione, in un’intervista circa la situazione politica odierna nel contesto di emergenza pandemica a beemagazine, nuova rivista online del Gruppo The Skill.“Ritengo positivo eleggere subito il presidente della Repubblica, senza tatticismi, trovando un nome al quale le forze politiche non possono dire di no. Se la soluzione della Presidenza della Repubblica è unitaria, con una maggioranza parlamentare diventa più facile trovare la soluzione che arrivi alla scadenza naturale. Sono inaccettabili, in questo momento così delicato, i litigi personali: le ‘lotte fra comari’ vanno evitate, ragionando sugli interessi principali del Paese. La riforma, presentata come forma punitiva di riduzione della rappresentanza, ha indebolito il Parlamento. È necessario un rafforzamento del Governo, seguendo la logica del sistema parlamentare italiano”.

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Unione della salute: i farmaci devono essere più accessibili ed economici

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Bruxelles. La risoluzione, che costituisce il contributo del Parlamento alle future proposte della Commissione per aggiornare la legislazione farmaceutica dell’UE previste nel 2022, è stata adottata mercoledì con 527 voti a favore, 92 contro e 70 astensioni.Fra le raccomandazioni, c’è la richiesta di affrontare le cause primarie della carenza di medicinali e di garantire ai pazienti l’accesso a trattamenti farmaceutici sicuri, economici ed efficaci. Inoltre, si vuole aumentare la trasparenza dei prezzi e il finanziamento pubblico per ricerca e sviluppo, oltre che a rafforzare la capacità di produzione e di approvvigionamento UE. Maggiori dettagli sugli aspetti specifici trattati nella risoluzione sono disponibili qui.Durante il dibattito della sessione plenaria di lunedì, i deputati hanno affermato che una delle lezioni principali che i responsabili politici hanno imparato dalla pandemia di COVID-19 è l’importanza di una stretta collaborazione a livello europeo, insieme a una politica per rendere i sistemi sanitari nazionali più sostenibili e resistenti.I deputati hanno aggiunto che l’UE deve impegnarsi a ripristinare l’indipendenza del suo approvvigionamento farmaceutico e a rafforzare i partenariati pubblico-privato. Un’ampia maggioranza di deputati ha chiesto un quadro normativo aggiornato e solido che garantisca la sicurezza e l’efficacia dei prodotti farmaceutici, la definizione di prezzi equi e trasparenti, e la promessa che l’industria rispetti i suoi impegni ambientali.

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Approvato il bilancio UE 2022: maggiori investimenti per la ripresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Bruxelles. Il Parlamento ha ottenuto in totale 479,1 milioni di euro per le sue priorità, oltre a quanto proposto dalla Commissione nel progetto di bilancio aggiornato dalla lettera rettificativa. I deputati sono riusciti ad aumentare i finanziamenti per i programmi e le politiche che contribuiscono alla ripresa post-pandemia, in linea con le priorità del Parlamento definite nelle sue linee guida per il 2022.Le cifre concordate per il bilancio 2022 ammontano complessivamente a 169,5 miliardi di euro in stanziamenti d’impegno e 170,6 miliardi di euro in stanziamenti di pagamento. I dettagli sull’accordo di bilancio del 15 novembre si trovano nel comunicato stampa che segue l’accordo con il Consiglio e nelle conclusioni comuni.I progetti di bilancio rettificativo 5/2021 e 6/2021 per il 2021 erano parte dell’accordo complessivo. Si tratta di fondi per il sostegno ai rifugiati siriani in Turchia e nella regione, e per il finanziamento di 200 milioni di dosi di vaccini per i paesi extra UE attraverso il programma COVAX. Sono stati adottati con 588 voti contro 87 e 14 astensioni (DAB 5/2021) e 623 voti contro 27 e 38 astensioni (DAB 6/2021). Maggiori informazioni si trovano nel recente comunicato stampa.Il Consiglio ha formalmente approvato l’accordo sul bilancio UE 2022 raggiunto con il Parlamento il 23 novembre. Mercoledì il Parlamento ha approvato il bilancio 2022 con 550 voti contro 77 e 62 astensioni. Il bilancio è stato poi firmato dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

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Materie prime critiche: garantire l’approvvigionamento autonomo per l’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

Bruxelles.Le materie prime critiche (CRM – Critical Raw Materials) sono determinanti per la produzione di una vasta gamma di beni e applicazioni. La transizione verso economie digitali, altamente efficienti dal punto di vista energetico e neutrali dal punto di vista climatico porterà ad una domanda significativamente più alta di CRM, poiché le tecnologie che le richiedono, come le batterie e i motori elettrici, saranno fondamentali per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi.Nel testo, approvato con 543 voti a favore, 52 contrari e 94 astensioni, i deputati chiedono una strategia UE che aumenti l’autonomia strategica per la fornitura di CRM, tramite la costruzione di un mercato secondario con risorse riciclate. Le nuove materie prime dovranno provenire dall’interno dell’UE, le fonti dovranno essere diversificate e si dovrà intensificare la ricerca sulle alternative sostenibili. I deputati chiedono anche ai Paesi UE di considerare lo stoccaggio strategico.I deputati sottolineano che il riciclaggio non sarà sufficiente a soddisfare la crescente domanda di CRM e chiedono di esplorare le possibilità di approvvigionamento sostenibile negli Stati membri ricchi di tali materie. Chiedono di esplorare le possibilità di approvvigionamento sostenibile negli Stati membri ricchi di CRM. Il Parlamento esorta inoltre gli Stati membri a rendere i loro processi di autorizzazione per i progetti di prospezione e approvvigionamento più efficienti in termini di tempo e trasparenti, senza abbassare gli standard ambientali e sociali.I progetti CRM dovrebbero anche ottenere migliori opportunità di finanziamento nell’ambito dei piani nazionali di recupero e del regolamento sulla tassonomia. Gli sforzi degli stati membri dovrebbero essere messi in comune attraverso un importante progetto di interesse comune (IPCEI), sottolineano i deputati. Il riciclaggio dei rifiuti è cruciale, dicono i deputati, data la presenza significativa di CRM nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. La Commissione e gli stati membri dovrebbero migliorare i loro sforzi per raccogliere e riciclare correttamente i prodotti a fine vita con CRM, invece di accumularli nelle case e nelle discariche, o incenerirli. Secondo gli eurodeputati, sono necessari controlli più severi delle esportazioni dell’UE di prodotti chiave di rifiuti CRM. Una nuova task force dovrebbe essere istituita per coordinare le attività nazionali sui CRM.

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Sport: sì a modello basato sui valori UE e no a “competizioni separatiste”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Con 597 voti a favore, 36 contrari e 55 astensioni, i deputati chiedono un forte impegno per allineare la cultura sportiva europea con i principi UE principi di solidarietà, sostenibilità, inclusività per tutti, competizione aperta, merito sportivo ed equità. Inoltre, il Parlamento si oppone fermamente alle “competizioni separatiste” che minano questi principi e mettono in pericolo la stabilità dell’intero ecosistema sportivo.I deputati vogliono che si trovi un equilibrio tra gli interessi commerciali dello sport professionale e le sue funzioni sociali, rafforzando i legami fra gli sport di base e quelli ad alto livello. Inoltre, chiedono una maggiore ridistribuzione finanziaria tra lo sport professionistico e quello di base e propongono la creazione di un meccanismo di solidarietà da parte delle federazioni sportive per garantire un adeguato finanziamento dello sport a livello amatorialeIl Parlamento vuole che la Commissione e i Paesi europei facciano del loro meglio per incoraggiare l’attività fisica tra i cittadini dell’UE, soprattutto i giovani di tutte le estrazioni, aumentando il numero di ore di educazione fisica nelle scuole e facendo leva su modelli di riferimento e ambasciatori dello sport.I deputati intendono anche affrontare le molestie nello sport e la disuguaglianza di genere, in particolare in materia di retribuzioni, e la pari rappresentanza nei consigli di amministrazione delle organizzazioni sportive, ed esortano i media europei a prevedere una maggiore copertura per una gamma più ampia di sport, in particolare gli sport femminili e giovanili.Il testo approvato invita anche a tutelare i minori dalla discriminazione, dalle molestie e da ogni forma di abuso nello sport, anche offrendo l’accesso a mezzi di ricorso, tra cui consulenze legali e una tutela tempestiva.Inoltre, secondo il Parlamento le federazioni sportive nazionali dovrebbero progredire verso l’equiparazione dei compensi corrisposti agli atleti e alle atlete, seguendo l’esempio della federazione calcistica irlandese (FAI).La risoluzione esorta le autorità pubbliche, le federazioni e le organizzazioni sportive a rispettare i diritti umani e i principi democratici in tutte le loro azioni, in particolare nell’assegnare lo status di paese o città ospitante per le grandi manifestazioni sportive e nella scelta degli sponsor. I deputati insistono sul fatto che non si dovrebbero più scegliere paesi in cui tali diritti e valori fondamentali sono ripetutamente violati come sedi per ospitare grandi manifestazioni sportive.

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Subito legge contro consumo suolo

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

I dati diffusi oggi dall’Osservatorio CittàClima di Legambiente non lasciano dubbi sull’incedere della violenza degli eventi atmosferici: in 11 anni sono stati registrati 1.118 eventi meteorologici estremi sull’Italia , 133 dei quali negli scorsi 12 mesi, segnando un +17,2% ed interessando 602 comuni (+18%), tra cui Roma, ove dal 2010 su sono registrate 56 emergenze (9 negli ultimi 12 mesi), Bari e Milano, dove i fiumi Lambro e Seveso sono esondati almeno 20 volte.Di fronte a questo quadro, l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) condivide l’urgenza, evidenziata da Legambiente, di approvare quanto prima il Piano Nazionale di Adattamento al Clima, che deve comprendere anche la ristrutturazione di una rete idraulica ormai obsoleta. Sono 23 i Paesi dell’Unione Europea, compreso il Regno Unito, che hanno adottato un piano nazionale o settoriale di adattamento al clima e tra questi non c‘è però l’Italia, che continua a spendere mediamente 7 miliardi all’anno per riparare i danni da eventi naturali.“Non solo – aggiunge Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – ci chiediamo che fine abbia fatto la legge contro il consumo di suolo, ferma da anni nei meandri del Parlamento. Approvarla rappresenterebbe un importante atto contro l’inarrestabile cementificazione, evidente amplificatore delle conseguenze causate dall’emergenza climatica in atto.”

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Bollette: Camera, ok definitivo al decreto legge

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Il decreto per il contenimento delle bollette energetiche è stato approvato in via definitiva dalla Camera.”Bene. Una buona notizia, visto che oramai per il trimestre in corso non si poteva fare di più” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora però urge sapere quanti miliardi si intendono stanziare in manovra per il primo trimestre 2022, visto che 2 miliardi sono un affronto al buon senso e alle quotazioni internazionali del gas. Inoltre va discussa una riforma complessiva delle bollette di luce e gas che va inserita nel ddl concorrenza che deve affrontare urgentemente anche il tema della fine del mercato tutelato” conclude Vignola.

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La riforma del diritto di famiglia è legge

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2021

La legge delega per riforma del processo civile è stata approvata definitamente dall’Aula della Camera dei deputati nel testo già licenziato dal Senato lo scorso 21 settembre con 364 voti a favore, 32 contrari (i deputati di Fdi e Alternativa) e 7 astenuti. Dal via libera definitivo di Montecitorio, l’esecutivo avrà 12 mesi di tempo per emanare i decreti legislativi di attuazione della delega. CAMMINO vede così finalmente concretizzate in una legge le tantissime sue proposte, formulate in lunghi anni – quasi 20 – di audizioni, convegni, studi e scritti, con l’intento di dar voce ai diritti delle persone, soprattutto delle più vulnerabili.Il disegno di legge n. 3289 e abb. contiene la “Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata”. Di seguito i punti principali della riforma in materia di diritto di famiglia. È prevista l’istituzione di un rito unitario per tutti i procedimenti in materia di famiglia, con la possibilità per il giudice, in caso di questioni che riguardano i figli di discostarsi dalle richieste dei genitori, se non conformi all’interesse superiore del minore. Ove un minore rifiuti di incontrare un genitore, il giudice sentito lo stesso e assunta ogni informazione ritenuta necessaria, accerta con urgenza le cause del rifiuto e assume i provvedimenti nel superiore interesse del minore.Viene prevista la valorizzazione della mediazione familiare e del ruolo del curatore speciale.Viene istituito ‘il Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie’, composto da tribunali circondariali e un tribunale distrettuale.Viene sollecitata una velocizzazione dell’iter dei provvedimenti posti a tutela della donna vittima di violenza e delle persone di età minore, con la previsione di strumenti di raccordo tra giustizia civile e penale.Viene garantito che gli eventuali incontri tra i genitori e il figlio siano accompagnati dai servizi sociali, se necessario e non compromettano la sicurezza della vittima.La Presidente di CAMMINO, Avv. Maria Giovanna Ruo, esprime “soddisfazione per il riconoscimento di lunghe battaglie a favore di una Giustizia migliore, con un unico processo in cui i diritti di difesa e il contraddittorio sono pienamente garantiti e con un giudice di prossimità specializzato, di fronte al quale vengono concentrate le tutele per le persone, le famiglie e i minorenni. Un traguardo di civiltà giuridica e di democrazia!”. http://www.cammino.org

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Il premio Regione imprenditoriale europea 2023 mette in primo piano le comunità resilienti

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2021

Il Comitato europeo delle regioni (CdR) lancia un invito a presentare candidature per il premio Regione imprenditoriale europea (EER) 2023. Nel quadro del tema generale L’imprenditoria e le comunità resilienti , le città, le regioni e i comuni possono presentare strategie su come intendono sostenere le PMI nei prossimi due anni. Il termine per la presentazione delle candidature è il 29 marzo 2022.Michael Murphy (IE/PPE), sindaco di Clonmel e presidente della commissione Politica economica (ECON) del CdR, ha annunciato che sono aperte le candidature per il premio EER 2023 durante l’ Assemblea delle PMI 2021 , l’evento più importante per le piccole e medie imprese (PMI) in Europa, organizzato dalla Commissione europea in collaborazione con la presidenza slovena del Consiglio dell’UE. Nel quadro dell’Assemblea delle PMI 2021, la commissione ECON ha organizzato un seminario sul tema Il ruolo delle PMI nelle politiche industriali basate sul territorio . Dall’evento è emerso che, per essere efficaci, le politiche industriali e dell’innovazione dell’UE devono non solo essere favorevoli alle PMI, ma anche tenere conto delle specificità di ogni territorio, riconoscendo il ruolo degli attori e delle parti interessate territoriali nell’agevolare una ripresa trainata dall’innovazione, dalla collaborazione e dalla creazione di reti delle PMI.Nel corso del seminario Eddy Van Hijum (NL/PPE), assessore per l’Economia, le finanze e l’Europa della provincia di Overijssel e relatore del CdR sulla strategia per le PMI , ha dichiarato: ” Per molte PMI la pandemia non è finita, in quanto oggi ci troviamo di fronte a una nuova ondata di coronavirus . Ciò significa che anche noi, in quanto enti locali e regionali, abbiamo la responsabilità di aiutare le PMI, che svolgono un ruolo di primo piano nelle nostre regioni e possono contribuire a plasmare il nostro futuro. Sono lieto di constatare che il prossimo premio EER riconosce questo aspetto e interpella le regioni riguardo alla loro politica di ripresa.”

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Un’Unione europea più democratica richiede maggiori poteri legislativi

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 novembre 2021

Le conclusioni iniziali del gruppo ad alto livello del CdR sulla democrazia europea hanno integrato un dibattito di più ampio respiro che si è svolto durante la riunione sul coinvolgimento degli enti locali e regionali nella Conferenza sul futuro dell’Europa (“la Conferenza”). È stato espresso un ampio consenso sul fatto che la dimensione locale e regionale dovrebbe essere più visibile nelle discussioni in seno alla Conferenza e che più coordinamento e interazione tra i livelli di governance (europeo, nazionale, regionale e locale) sono essenziali per consentire all’UE di migliorare le proprie credenziali democratiche e dimostrare ai cittadini di essere molto più di una mera “fabbrica di chiacchiere”. A tal fine sarà anche necessario un maggiore coinvolgimento dei livelli locali e regionali nel processo decisionale dell’UE, poiché essi rappresentano il livello di governo più spesso in prima linea per quanto riguarda l’impatto delle norme europee.Herman Van Rompuy ha dichiarato ai membri della commissione CIVEX: “Numerose sfide del nostro tempo richiedono un rafforzamento del ruolo del livello europeo e dell’interazione tra tutti i livelli di governo, al fine di ottenere risultati efficaci per i cittadini. Molto può essere fatto in seno alle strutture esistenti per rafforzare l’Unione e la democrazia, e l’UE può dare l’esempio di una migliore cooperazione con i parlamenti e gli organi nazionali e regionali. La democrazia è un dialogo permanente che deve svolgersi tra i cittadini e i politici eletti, tra i cittadini stessi e tra le autorità locali, regionali, nazionali ed europee”.

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Oltre 30 milioni di euro di liquidità nel comparto vitivinicolo italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2021

Divenuto operativo appena da febbraio scorso, il Pegno rotativo ha permesso di immettere oltre 30 milioni di euro di liquidità nel comparto vitivinicolo italiano senza alcun onere per le casse dello Stato. Ben 64 le operazioni telematiche registrate sul SIAN, il portale informatico del Ministero delle Politiche agricole, attuate per i vini a denominazione d’origine. La metà delle aziende beneficiarie appartiene alla regione Toscana, seguono poi il Trentino Alto Adige e la Lombardia”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura, che avviò il ‘Progetto Credito’ quando ricopriva il ruolo di sottosegretario al Mipaaf.“Il Pegno rotativo – aggiunge – è stato introdotto con il Dl Cura Italia grazie a un emendamento fortemente voluto dal collega Alberto Manca. Si tratta di uno strumento tecnico che accontenta le banche in quanto si può ritenere il credito garantito ai fini delle regole di Basilea e, quindi, possono essere accordate delle condizioni migliori. Finora tra gli istituti di credito più attivi ci sono Monte dei Paschi di Siena e Credit Agricole. Chiaramente anche le imprese agricole traggono beneficio dal Pegno poiché possono lavorare il loro prodotto con tranquillità, senza l’assillo di risultare inadempienti”.“Le banche sono già pronte ad attivare le linee di credito anche sull’olio extravergine di oliva Dop e Igp, su cui il Pegno rotativo telematico è in fase di apertura mentre stiamo sperimentando l’applicabilità anche a prodotti non a denominazione, magari coinvolgendo Borsa Merci Telematica Italiana. Il tutto sempre senza contributi pubblici” conclude L’Abbate.

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Provvedimenti di urgenza e ripartenza riguardanti il mondo della musica e dello spettacolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 novembre 2021

“La crisi pandemica ha messo a dura prova l’intero settore dello spettacolo nell’anno che ci siamo lasciati alle spalle. Durante l’emergenza sanitaria, la commissione VII alla Camera è stata la prima a sollecitare il Ministero della Cultura e il Ministro Franceschini per mezzo di una risoluzione – agli atti – con provvedimenti di urgenza e ripartenza riguardanti il mondo della musica e dello spettacolo. Per primi abbiamo avviato un’indagine conoscitiva per poter comprendere le condizioni di lavoro degli occupati nello spettacolo, una ricerca che ha fotografato lo stato di intermittenza e sussistenza del lavoro, mai emerso prima. Da tempo parliamo di riformare un settore che rappresenta migliaia di operatori e con la pandemia abbiamo “scoperto” che è composto da maestranze invisibili, che sono il fulcro degli spettacoli live: mi riferisco a facchini, tecnici audio e suono fino ad arrivare ai servizi di sicurezza per gli spettacoli. La pandemia ha praticamente lasciato senza un lavoro tutte queste figure, ma anche promoter e organizzatori di spettacoli dal vivo, che sono rimasti senza un’occupazione. Il fermo delle attività ha prodotto in poche settimane effetti catastrofici sull’occupazione del settore e pertanto, la delega Spettacolo dovrebbe guardare a tutte queste figure e, in particolare, riconoscere in modo chiaro il ruolo della musica popolare contemporanea all’interno del quadro di riferimento per le attività culturali. Siamo anche stati capofila nelle richieste di riapertura al 100% delle sale da spettacolo e anche ora, con questo clima, si sente il bisogno riportare le persone nelle sale e ai concerti. Per questo, tra le altre proposte, riteniamo sia necessario introdurre la detrazione del consumo culturale e l’abbassamento dell’IVA al 4% sui prodotti culturali, e su questo riteniamo che la legge di bilancio possa essere il principale vettore. Lanciamo la sfida alla maggioranza e al ministro Franceschini.” Lo dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura di FDI, nel corso dell’evento organizzato da Assomusica all’interno della Milano Music Week 2021.

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