Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Archive for the ‘Politica/Politics’ Category

Politics

Poste Italiane Castelli: “Grande lavoro in favore dei piccoli Comuni”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“Sono contenta del lavoro che Poste Italiane, un’importante azienda di Stato, sta facendo per i piccoli Comuni italiani. Impegni reali, investimenti e nuovi servizi, per la crescita del Paese. Una rinnovata sinergia, frutto anche del dialogo permanente di Poste con il territorio, di cui ci siamo fatti promotori.Da oggi un portale web misura lo stato di attuazione dei 10 impegni a favore delle comunità dei piccoli Comuni. Un sito che consiglio a tutti di visitare.L’Italia è un Paese pieno di energie, che vanno solo valorizzate. Ed in questo un grandissimo lavoro può essere fatto dalle partecipate di Stato. Andiamo avanti, abbiamo intrapreso la strada giusta”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta la nascita del nuovo portale di Poste Italiane dedicato ai piccoli Comuni.

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La Rai del cambiamento resta nel mondo delle buone intenzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“La lotta per un cambiamento radicale del servizio pubblico è iniziata da tempo, ma non sta procedendo sui giusti binari.Ho voluto dirlo in maniera esplicita al Presidente Rai Foa stamattina in audizione in commissione di Vigilanza Rai. Riteniamo sia stato fatto un lavoro approfondito sul piano industriale triennale, ma ci sono delle incongruenze: penso alla capacità dell’azienda RAI sul mercato realtà degli OTT, sempre più competitive, che aggrediscono il mercato dei contenuti mentre il servizio pubblico rimane sempre più indietro.La riorganizzazione generale in corso, pensiamo alla chiusura di RaiMovie, avrebbe potuto portare un completo cambio di paradigma: quello che chiamo “Raiflix”.
Netflix, Amazon e gli altri OTT praticano un’attività predatoria, e la Rai annaspa. Invitiamo i vertici Rai a tutelare e garantire il pluralismo interno. Non è ammissibile il tono delle dichiarazioni del sottosegretario Vito Crimi sulla chiusura di Radio Radicale. Vergognoso è inoltre il mancato rifinanziamento del credito d’imposta per l’editoria per il 2019, che costringe molti giornali ai tagli del personale.
Questo governo, attraverso anche la Rai, si sta dimostrando un governo liberticida. Abbiamo richiesto l’audizione del sottosegretario per chiedere chiarimenti su questi atteggiamenti.Un appunto: Giorgia Meloni, quarto o quinto leader nell’indice di gradimento, è agli ultimi posti per numero di apparizioni televisive sui canali Rai, come denunciato francesco storace sul Secolo d’Italia. È pluralismo? Dubbi vengono oltretutto posti sul piano delle assunzioni: perché verranno assunti nuovi collaboratori mentre quelli precari non vengono stabilizzati e le graduatorie in sospeso non vengono assorbite? Completa solidarietà al Vicedirettore del TG1 Angelo Polimeno. L’azienda faccia velocemente chiarezza sull’eventuale lite e irrori le eventuali sanzioni.
Gli atteggiamenti aggressivi di Carboni in vigilanza fanno supporre che, probabilmente, una lite ci sia stata. La Rai del cambiamento, per ora, è sempre la stessa.”

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I produttori di articoli monouso in plastica sono praticamente tutti italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Solo i produttori di stoviglie ‘usa e getta’ (piatti, bicchieri, posate, cannucce e mescolatori) sono una trentina nel territorio italiano e occupano circa 3.000 dipendenti. “I prodotti monouso in plastica – spiega Marco Omboni, Presidente di Pro.Mo Federazione Gomma Plastica – rappresentano solo lo 0,6% della plastica prodotta in Europa. Bandire la plastica monouso produrrebbe gravi danni imprenditoriali e occupazionali per le nostre imprese. Il problema della dispersione dei prodotti monouso nell’ambiente è un problema di educazione, e la maleducazione non distingue tra un materiale e l’altro. Occorre quindi potenziare il riciclo, in cui l’Italia è virtuosa, nell’ottica dell’economia circolare e dare tempo alle imprese per sperimentare nuovi materiali favorendole con incentivi fiscali”.
Un’errata applicazione della direttiva UE rischia dunque di mettere in crisi altri settori economici in cui l’Italia è leader in Europa: dalle acque minerali alla distribuzione automatica. Il primo comparto ha un giro d’affari di 3 miliardi di euro, comprende 246 marche italiane e 126 imbottigliatori che esportano in oltre 100 Paesi del mondo. La Distribuzione Automatica di cibi e bevande, dove l’acqua è il secondo prodotto più venduto, ha un giro d’affari di 3 miliardi di euro con 3.000 aziende di gestione dei distributori che occupano 33.000 dipendenti. “La distribuzione automatica – spiega Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica – opera al 97% all’interno di edifici chiusi (aziende, ospedali, scuole e università) dove è attiva la raccolta differenziata della plastica quindi la possibilità che la plastica utilizzata nel nostro settore venga dispersa nell’ambiente è inesistente. Inoltre il vending è il primo settore che sperimenta un progetto, chiamato RiVending, di riciclo della plastica di bicchieri e palette del caffè che viene reintrodotta in produzione per produrre nuovi prodotti”.
La campagna “Plastic Free”, anche grazie al favore mediatico, ha spinto inoltre numerose amministrazioni locali (Comuni e Regioni), Università e altri enti a dar vita a ordinanze, mozioni e regolamenti divergenti tra loro e spesso contrastanti con i contenuti stessi della Direttiva Europea come emerge dall’analisi dell’avvocato Andrea Netti, titolare dello studio ADR, esperto di diritto amministrativo: “Il 47% dei provvedimenti analizzati include erroneamente i bicchieri tra i prodotti monouso in plastica da abolire e ancora il 52% vuole abolire anche le bottiglie d’acqua quando la Direttiva UE richiede invece nuovi requisiti di fabbricazione”.

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Direttiva UE plastica: “A rischio chiusura 30 aziende italiane con 3000 addetti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Bruxelles. Con l’entrata in vigore della direttiva UE sulla plastica monouso rischiano la chiusura trenta aziende italiane della filiera della plastica che danno impiego complessivamente a 3.000 addetti. L’allarme viene lanciato dal movimento ecologista europeo Fare Ambiente insieme a 7 associazioni di categoria e consorzi tra cui Unionplast (Federazione Italiana Gomma Plastica), Corepla (Consorzio Nazionale per la raccolta e il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica): “La nuova normativa – spiega Vincenzo Pepe, Presidente di Fare Ambiente – non inciderà, se non in minima parte, sul problema ambientale. Infatti il 90% della plastica presente negli oceani proviene da dieci fiumi extra-europei, come dimostrano i dati del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (Unep) mentre i rischi produttivi e occupazionali per le imprese italiane sono alti”. E’ il messaggio che le associazioni questa mattina hanno lanciato ai rappresentanti delle istituzioni presenti al convegno tematico organizzato a palazzo Giustiniani: tra i politici in sala il sottosegretario all’Ambiente Vannia Gava, il presidente della commissione Industria Gianni Pietro Girotto, l’europarlamentare Lara Comi e la deputata Maria Stella Gelmini. Il movimento ecologista europeo Fare Ambiente punta il dito anche sulle possibili conseguenze sulla sicurezza alimentare: “Si pensi soprattutto ad esempio a piatti e bicchieri di plastica usati negli ospedali. Vietarne l’uso porterà rischi per la salute dei consumatori”. E la tesi è confermata anche dallo studio del prof. David Mc Dowell dell’Università dell’Ulster e presidente in carica del comitato consultivo britannico per la sicurezza alimentare, che ha “provato il collegamento tra il bando dei prodotti monouso in plastica e l’aumento della diffusione di batteri come escherichia coli, campylobacter, listeria, norovirus e altri virus che causano gastroenteriti acute”.

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Incidenti su strada: obbligo di tecnologie salvavita a bordo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Bruxelles. Nel 2018, sono morte 25.100 persone a causa di incidenti sulle strade UE Da maggio 2022, i nuovi veicoli dovranno essere dotati di dispositivi di sicurezza come l’assistenza intelligente alla velocità e il sistema avanzato di frenata d’emergenza.”Questa legge sta spianando la strada per salvare migliaia di vite umane nei prossimi anni. La nostra attenzione è sempre stata rivolta alla sicurezza degli utenti della strada, in particolare di quelli vulnerabili. L’equipaggiamento obbligatorio aggiuntivo per auto, camion e autobus contribuirà a salvare vite umane”, ha dichiarato la relatrice Róża Thun (PPE, PL). L’accordo provvisorio con i ministri UE è stato raggiunto il 26 marzo.
I veicoli a motore dovranno essere dotati dei seguenti sistemi avanzati per veicoli: adattamento intelligente della velocità, interfaccia di installazione di dispositivi di tipo alcolock, avviso della disattenzione e della stanchezza del conducente, avviso avanzato di distrazione del conducente, segnalazione di arresto di emergenza, rilevamento in retromarcia e registratore di dati di evento (“scatola nera”).
Secondo le stime, il sistema di adattamento intelligente della velocità (ISA) potrebbe ridurre del 20% il numero di vittime sulle strade UE.”L’ISA fornirà al conducente un feedback basato sulle mappe e sull’osservazione dei segnali stradali ogni volta che il limite di velocità verrà superato. Non introduciamo un limitatore di velocità, ma un sistema intelligente che renderà i conducenti pienamente consapevoli del superamento del limite di velocità. Ciò non solo renderà tutti noi più sicuri, ma aiuterà anche gli automobilisti ad evitare multe per eccesso di velocità”, ha dichiarato la relatrice Thun.Per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri sarà inoltre obbligatorio disporre di un sistema di frenata d’emergenza (già obbligatorio per autocarri e autobus), nonché di un sistema di emergenza di mantenimento della corsia.La maggior parte di queste tecnologie e sistemi dovrebbe diventare obbligatoria a partire dal maggio 2022 per i nuovi modelli e dal maggio 2024 per i modelli esistenti.
Gli autobus e autocarri dovranno essere sono progettati e costruiti in modo da migliorare la visibilità degli utenti vulnerabili dal posto di guida, come i pedoni e i ciclisti (la cosiddetta “visione diretta”). Nel testo si esplicita che questi veicoli dovranno essere dotati di caratteristiche avanzate per ridurre “al massimo gli angoli morti davanti e al lato del conducente”.La tecnologia della visione diretta dovrebbe essere applicata sui nuovi modelli a partire dal novembre 2025 e su quelli esistenti dal novembre 2028.Le nuove norme miglioreranno anche i requisiti di sicurezza passiva, compresi i crash test (anteriori e laterali) e i parabrezza, per ridurre la gravità delle lesioni per pedoni e ciclisti. Anche l’omologazione dei pneumatici sarà migliorata per testare i pneumatici usurati.Il regolamento, approvato dal Parlamento con 578 voti favorevoli, 30 voti contrari e 25 astensioni, sarà ora sottoposto all’approvazione formale del Consiglio dei ministri UE per poi entrare in vigore dopo la pubblicazione.Nel 2018, secondo i dati preliminari pubblicati dalla Commissione europea, circa 25.100 persone sono morte sulle strade dell’UE e 135.000 sono rimaste gravemente ferite.

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Brexit de Bertoldi (FdI): testimonia fallimento Ue delle consorterie

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“La Brexit testimonia il fallimento di questa Unione europea, che Fratelli d’Italia dal 26 maggio vuole cambiare profondamente. Mettendo da parte l’Europa degli eurocrati e dei burocrati che non appartiene ai popoli europei ma piuttosto alle consorterie. Quanto accaduto in Gran Bretagna deve portare a riflettere e a ripensare questa Unione, affinchè non si ripetano altri tentativi di abbandono unilaterale. Fratelli d’Italia lavorerà nell’ottica di rafforzare l’Europa, dandole nuova vitalità ma soprattutto recuperando lo spirito originario dei Trattati di Roma. Per questo siamo solidali con il popolo britannico che non si è piegato ad un’Unione a trazione franco-tedesca, che non ha garantito parità di trattamento tra le varie Nazioni. Il 26 maggio chi voterà Fratelli d’Italia sappia che lo farà per cambiare davvero tutto in Europa”. Lo ha detto in Aula il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro sul decreto Brexit.

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Europee. de Bertoldi (FdI): elezioni saranno occasione per rafforzare autorevolezza Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

“La vicenda Tercas, con la Corte di Giustizia europea che ha dato ragione all’Italia, conferma che il 26 maggio bisogna voltare pagina, per ricostruire un’Europa che risponda al vero spirito dei trattati di Roma. Non quell’Europa che in questi anni ha voluto il Pd, nella quale l’Italia è stata ai margini e calpestata, ma in cui ritrovi la sua dignità e autorevolezza. Questo vale anche sul piano del sistema bancario, che dovrà essere il banco di prova della nostra Nazione e rispetto al quale dovrà pretendere parità di confronto e trattamento, come finora non è stato. Fratelli d’Italia dal 26 maggio porterà al Parlamento europeo queste istanze e questa nuova visione d’Europa, facendosi portavoce dei diritti della nostra Nazione”. Lo ha detto in Aula il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, nel corso della discussione sulla Legge europea.

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Improved law enforcement access to financial information to curb crime

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

New rules improving law enforcement authorities’ access to financial information to investigate serious crime were adopted by MEPs on Wednesday
Financial data can offer valuable information to law enforcement authorities and can help them prevent, detect, investigate and prosecute serious crime and terrorism. The new rules, already agreed with EU ministers, aim to improve law enforcement authorities’ access to information and the cross-border exchange of financial information between EU authorities.
The new measures include the following changes:competent law enforcement authorities will be able access to bank account information for the prevention, detection, investigation or prosecution of criminal offences;
financial intelligence units (FIU) will be required to cooperate and reply in a timely manner to requests for financial information or analysis from the competent law enforcement authorities; national competent authorities will be required to reply in a timely manner to requests for law enforcement information by the national financial intelligence units;
national financial intelligence units will be entitled to exchange any information related to terrorism and organised crime associated with terrorism; and
better cooperation between authorities in different member states and improved exchange of information between Europol and national financial intelligence units.
The new rules were adopted by 574 to 26, 6 abstentions. The text still needs to be formally approved by the Council before entering into force. EU countries will have two years to put the rules into practice.

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European Border and Coast Guard: 10 000 strong standing corps by 2027

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

New standing corps to support member states with border control and return tasks and in the fight against cross-border crime Strengthened cooperation with non-EU countries
MEPs approved the new law to strengthen the European Border and Coast Guard, on Wednesday, to ensure better protection of EU external borders.The changes to the European Border and Coast Guard Agency (Frontex), already agreed with EU ministers, aim to resolve the current shortcomings and better respond to the present needs in security and migration.
A new standing corps will be set up to support EU countries on the ground in border control and return tasks, as well as in the fight against cross-border crime. Starting with 5 000 operational staff in 2021, the standing corps will be fully operational by 2027 with 10 000 staff. In addition, a rapid reserve pool will be created for deployment in emergencies.
The standing corps will consist of border and coast guards employed by the agency as well as staff seconded on a mandatory basis by EU countries.The updated agency will be able to support return procedures in member states, for example by identifying irregularly staying non-EU nationals and by assisting national authorities to obtain travel documents. The new rules will also strengthen the cooperation with the European Asylum Support Office.
Cooperation with non-EU countries will also be strengthened, by allowing for new agreements beyond the current limitation to countries neighbouring the EU. Respect for fundamental rights and protection of personal data in such cooperation are ensured through several safeguards. Additionally, a significant number of fundamental rights monitors will constantly assess that the agency’s operational activities comply with fundamental rights.

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Guardia costiera europea: 10.000 nuove unità entro il 2027

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Le modifiche all’Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera (Frontex), già concordate con i ministri UE, mirano a risolvere le attuali carenze e a rispondere con più efficacia alle esigenze di sicurezza e gestione della migrazione.Corpo permanente di 10.000 unità entro il 2027Sarà istituito un nuovo corpo permanente per sostenere i Paesi UE nel controllo delle frontiere e nei rimpatri, nonché nella lotta alla criminalità transfrontaliera. Con un organico operativo di 5.000 persone nel 2021, il corpo permanente sarà pienamente operativo entro il 2027 con 10.000 unità. Inoltre, sarà creato un pool di intervento rapido per le emergenze.Il corpo permanente sarà composto da guardie di frontiera e guardie costiere impiegate dall’agenzia, nonché da personale distaccato su base obbligatoria dai Paesi UE. L’agenzia così rafforzata sarà in grado di sostenere le procedure di rimpatrio negli Stati membri, individuando i cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’UE e aiutando le autorità nazionali ad ottenerne i documenti di viaggio. Le nuove norme rafforzeranno inoltre la cooperazione con l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO). Sarà infine rafforzata la cooperazione con i Paesi terzi, consentendo nuovi accordi che andranno oltre i paesi limitrofi dell’UE. Il rispetto dei diritti fondamentali e la protezione dei dati personali in tale cooperazione è assicurato da varie garanzie. Le norme stabiliscono l’impiego di personale che valuterà costantemente che le attività operative dell’agenzia siano conformi ai diritti fondamentali.

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Parliament adopts new rules for short-stay visas

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Positive incentives for non-EU countries cooperating on readmitting irregular migrants.
The EU will simplify procedures for requesting and issuing short-stay visas and will use its visa policy to encourage non-EU countries to cooperate on migration.
Parliament approved on Wednesday the new EU Visa Code, already informally agreed with the Council of Ministers. The law establishes the procedures and conditions for issuing visas to nationals of more than one hundred non-EU countries travelling to the EU for short periods (up to 90 days in any 180-day period).Procedures for bona fide travellers will be simpler, and there will be a direct link between visa and migration policy.
Visa applications will have to be submitted between six months (instead of the current three months) and 15 days ahead of the intended trip, except for seafarers, who will be allowed to submit applications nine months in advance.Among other changes:
the general visa fee will increase from 60 to 80 euros -with a possible reduction for people under 18 years old-, and children under six, students and researchers will continue to be exempt from paying the visa fee;
the new prerequisite to buy travel health insurance will be assessed by the European Commission 15 months after being introduced, taking into account the actual medical costs incurred by visa-holders;
EU member states will have to work with external service providers to manage visa requests in non-EU countries where they are neither present nor represented; and
frequent travellers might be eligible for multiple entry visas.
Cooperation on readmission by non-EU countries
Some provisions, such as the visa fees, the time taken to issue decisions on applications, and the length of time for which multiple entry visas are valid, may be adapted depending on whether a given non-EU country cooperates “sufficiently”, or alternatively “insufficiently” on readmitting irregular migrants, following a full and objective assessment carried out by the European Commission every year.

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Terrorist content online should be removed within one hour, says EP

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Companies could face sanctions of up to 4% of turnover if there are persistent breaches No general monitoring obligation for online platforms, nor compulsory use of filters MEPs insist that free speech and press freedom must be safeguarded Internet companies should remove terrorist content within one hour after receiving an order from the authorities, to combat radicalisation and contribute to public security.
With 308 votes in favour to 204 against and 70 abstentions, Parliament backed on Wednesday a proposal to tackle the misuse of internet hosting services for terrorist purposes. Companies that systematically and persistently fail to abide by the law may be sanctioned with up to 4% of their global turnover.The newly elected European Parliament will be in charge of negotiating with the Council of Ministers on the final form of the text.Once an internet company hosting content uploaded by users (like Facebook or YouTube) that offers their services in the EU has received a removal order from the competent national authority, they will have one hour to remove it or disable access to it in all EU member states. However, they will not be generally obliged to monitor the information they transmit or store, nor have to actively seek facts indicating illegal activity.To help smaller platforms, MEPs decided that, when a company has never received a removal order before, the competent authority should contact it, to provide information on procedures and deadlines, at least 12 hours before issuing the first order to remove content that they are hosting.If a company has been subject to a substantial number of removal orders, the authorities may request that it implements additional specific measures (e.g. regularly reporting to the authorities, or increasing human resources). MEPs in the Civil Liberties Committee agreed not to impose an obligation to monitor uploaded content nor the use of automated tools.The legislation targets any material -text, images, sound recordings or videos- that “incites or solicits the commission or contribution to the commission of terrorist offences, provides instructions for the commission of such offences or solicits the participation in activities of a terrorist group”, as well as content providing guidance on how to make and use explosives, firearms and other weapons for terrorist purposes.
Content disseminated for educational, journalistic or research purposes should be protected, according to MEPs. They also make clear that the expression of polemic or controversial views on sensitive political questions should not be considered terrorist content.

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Tolstoy, Causes, Poland and the Aegean

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

On 29 May 2018 the Batory Foundation and ESI published a joint report on the rule of law in Poland. We made a concrete recommendation: that the European Commission take Poland to the Court of Justice of the European Union (CJEU) to challenge its Law on the Supreme Court, which violated core principles of the legal order of the European Union. On 2 July 2018 the European Commission started the procedure which led to Poland being taken to the CJEU in September. The court issued an interim decision to stop implementation of the law. The Polish government withdrew its changes. It was a victory for the rule of law.On 22 March 2019 the Batory Foundation and ESI published a second report on the rule of law in Poland. We made another concrete recommendation: “the European Commission needs to take Poland to the Court of Justice of the European Union (CJEU) as soon as possible for infringement of the EU’s fundamental values and principles, focusing on disciplinary procedures and the executive’s control over judges. The case is strong, and the need is great.” We argued that the system of disciplining judges violated core principles on which the legal order of the European Union is based:
“A Polish judge given a sensitive case, perhaps a business deal involving members of the governing party or a criminal case the government has strong views about, is not “protected against external interventions or pressure liable to impair her independent judgment”, which is what the Court of Justice of the European Union in Luxembourg requires of all courts in the EU. Polish ministers of justice, in this or any future government, can threaten, pressure and punish judges. New disciplinary procedures make this all too easy. And it is already happening.”
We added a legal opinion to make a tight argument for another infringement procedure. We presented our proposals to European officials and in the European Parliament in Brussels. We sent a newsletter to 36,000 readers. We sent another newsletter in Polish, a first for ESI.Then we learned that the European Commission launched an infringement procedure against Poland. Its press release on 3 April stated:”The new disciplinary regime undermines the judicial independence of Polish judges by not offering necessary guarantees to protect them from political control, as required by the Court of Justice of the European Union … the Commission is of the opinion that Poland failed to fulfil its obligations under Article 19 of the Treaty on European Union read in connection with Article 47 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union, which enshrine a right to an effective remedy before an independent and impartial court. Polish law allows to subject ordinary court judges to disciplinary investigations, procedures and ultimately sanctions, on account of the content of their judicial decisions.” (by European Stability Initiative (ESI)

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Direttiva europea sul divieto della plastica

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

La direttiva prevede che tutti gli Stati membri dovranno vietare, entro il 2021, l’uso di prodotti plastici monouso più frequentemente rinvenuti in mare come posate (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), piatti, cannucce, cotton fioc in plastica non biodegradabili, bastoncini di plastica per palloncini, tazze in polistirolo espanso e contenitori per alimenti. Gli Stati membri dovranno, inoltre, garantire che almeno il 50% degli attrezzi da pesca contenenti plastica, smarriti o abbandonati, venga raccolto ogni anno, con un obiettivo di riciclaggio almeno del 15% entro il 2025. Tutte misure che serviranno a ridurre la mole dei rifiuti di plastica in mare del 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030.Per Marevivo è necessario vietare anche i bicchieri di plastica. Si tratta di prodotti usa e getta che si ritrovano spesso in spiaggia e rappresentano circa il 20% dei rifiuti marini. L’associazione ritiene fondamentale che il Governo inserisca, nell’atto di recepimento della direttiva comunitaria, anche il divieto dell’uso dei bicchieri di plastica, così come già previsto per altri prodotti. Un’integrazione che consentirebbe al nostro Paese di essere all’avanguardia e che sarà di certo considerata positivamente dalla Commissione Europea.«Ho scelto di sostenere questa associazione – dichiara Andy Bianchedi, Cavaliere del mare di Marevivo – perché ne condivido le finalità e le modalità che portano ad azioni con risultati concreti. Mi sto battendo insieme a Marevivo per l’eliminazione della plastica monouso, supportando la campagna #StopSingleUsePlastic. Non si spiega perché i bicchieri non siano stati inseriti nella normativa, solo in Italia ne consumiamo tra i 6 e i 7 miliardi all’anno, è assurdo pensare di continuare così. Occorre vietare anche i bicchieri, la Direttiva europea è ancora migliorabile».

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L’Italia è al 13° posto in Europa per puntualità dei pagamenti da parte delle imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

E’ stata sorpassata da Paesi come Polonia (1°), Slovenia (7°), Irlanda (8°) e Belgio (12°) mentre, complice anche la Brexit, la Gran Bretagna si posiziona 14° alle nostre spalle. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti 2019 effettuato da CRIBIS, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento di 32 Paesi nel mondo, di cui 22 europei.In Italia nel 2018 soltanto il 35,5% di imprese rispettano i tempi concordati e l’11,5% di aziende saldano i conti con ritardi superiori ai 30 giorni.A livello europeo, la Polonia nel 2018 è il Paese con il maggior numero di imprese puntuali, il 79,3%, seguita dai Paesi Bassi, con il 73,8% e dalla Germania con il 67,1%. Chiude la classifica continentale il Portogallo, che con il 14,2% di aziende virtuose guadagna l’ultimo posto, preceduto dalla Romania con il 20,3% e dalla Bulgaria con il 20,4%. Nella parte centrale della classifica stilata da CRIBIS, troviamo al quarto posto la Svezia (57,1%) seguita da Lussemburgo (51,6%), Slovenia (49,9%), Irlanda (47,8%), Spagna (47,5%), Finlandia (45,5%), Francia (43,3%) e Belgio (40,6%). Nel Regno Unito il numero di imprese puntuali nei pagamenti si attesta al 34,7%, mentre crescono le aziende che pagano con più di 30 giorni di ritardo, dal 7,6% del 2017 all’8,1% del 2018.“Lo scenario europeo è dominato dalle imprese dell’Europa settentrionale – afferma Marco Preti, amministratore delegato di CRIBIS – in Polonia le imprese virtuose sono cresciute del 3,8% mentre quelle che pagano con gravi ritardi sono diminuite del 3,9%. Dall’altra parte in Italia le aziende puntuali sono diminuite dell’1,8% a fronte di un aumento dell’1% dei pagamenti oltre i trenta giorni”.Per quanto riguarda la percentuale di imprese che pagano oltre i 30 giorni di ritardo, la Grecia presenta la performance peggiore (32,1%), sostanzialmente in linea con i dati del 2017 (31,6%). In Svezia, invece, si trova la più bassa percentuale di imprese ritardatarie (solo lo 0,4%), seguita da Finlandia (0,8%) e Paesi Bassi (1,4%). I cattivi pagatori diminuiscono leggermente in Romania (dal 37,2% al 31,6%) e Bulgaria (dall’11,7% al 9,2%).
Tra le aree geografiche analizzate da CRIBIS, nel continente asiatico le Filippine sono il Paese con il maggior numero di imprese che pagano con ritardi superiori ai 30 giorni (38,6%), anche se il dato è in miglioramento rispetto al 2017 (52,3%). I cattivi pagatori diminuiscono anche a Honk Kong (dal 14,3% al 13,9%), Thailandia (dal 6,8% al 5,7%) e India (dal 17% al 13%), mentre crescono in Cina (dal 22,8% al 24,2%) e Israele (dal 20,6% al 21,9%).In Nord America “gli Stati Uniti registrano un buon andamento – prosegue Preti – con le performance di pagamento che migliorano dello 0,7%, raggiungendo il 57,1% di pagatori puntuali mentre i ritardi superiori ai 30 giorni diminuiscono dell’1,8%, raggiungendo il 6,4%. In Canada diminuisce di 10 punti, dal 42% al 31,9%, la quota di aziende che paga entro i termini previsti e contemporaneamente si riduce anche quella di chi adempie ai propri obblighi con ritardi superiori a 30 giorni dall’8,2% al 6,3%. In Messico la percentuale di imprese che paga abitualmente con grave ritardo è del 2,8%, in crescita rispetto al 2,5% del 2017”

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Il Parlamento rafforza la vigilanza finanziaria UE

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Il PE ha approvato in via definitiva le norme che rafforzano la vigilanza finanziaria UE, per rendere i mercati finanziari più sicuri, combattere il riciclaggio e proteggere i consumatori.La nuova legislazione, adottata martedì con 521 voti favorevoli, 70 contrari e 55 astensioni e già concordata con i ministri UE, consiste in un aggiornamento delle regole sulle autorità di vigilanza finanziaria dell’UE, istituite nel 2010.Grazie alla riforma, i consumatori, gli investitori e le imprese europee beneficeranno di mercati finanziari più sicuri e più integrati. La riforma è inoltre essenziale per aprire la strada al completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali, due progetti chiave per un mercato unico più forte. Infine, la riforma include delle disposizioni per promuovere i prodotti finanziari che sostengono iniziative ambientali, sociali e di buon governo (ESGs).
La revisione dell’architettura di vigilanza aumenterà le responsabilità delle autorità di vigilanza dell’UE per le banche, per i mercati mobiliari e finanziari, nonché per le assicurazioni e le pensioni, e migliorerà la loro struttura di governance. Ciò consentirà di tenere il passo con il mondo della finanza, sempre più complesso, così da proteggere meglio i consumatori e i contribuenti e risolvere in modo più efficace le controversie e le violazioni del diritto comunitario.Per garantire un’applicazione uniforme delle norme UE e promuovere una vera Unione dei mercati dei capitali, la riforma affida all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) il potere di vigilanza diretta in settori finanziari specifici, come i mercati degli strumenti finanziari. L’ESMA coordinerà inoltre le azioni nazionali nei settori delle tecnologie finanziarie (FinTech), promuoverà la finanza sostenibile, e effettuerà stress test a livello UE per individuare quali attività potrebbero avere un effetto negativo sull’ambiente.I consumatori potranno beneficiare dei nuovi poteri conferiti alle autorità di vigilanza dell’UE, come quello di coordinare le attività di mystery shopping (audit a sorpresa per misurare il rispetto della regolamentazione) delle autorità nazionali, e quello di vietare o limitare alcune attività finanziarie considerate potenzialmente dannose per i consumatori.Infine, con la nuova legge si rafforza il mandato dell’Autorità bancaria europea (EBA), che avrà ora il potere di adottare misure per prevenire e contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Le autorità nazionali saranno tenute a fornire all’EBA le informazioni necessarie per individuare le debolezze del sistema finanziario in materia di riciclaggio di denaro.I ministri dell’UE dovranno ora confermare formalmente l’accordo prima dell’entrata in vigore della riforma.

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Whistleblower: approvate norme UE per proteggere gli informatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Chi divulga informazioni su attività illegali o dannose, acquisite nel contesto lavorativo, sarà protetto più efficacemente, dopo l’approvazione in via definitiva di nuove norme UE.La legislazione, adottata con 591 voti favorevoli, 29 contrari e 33 astensioni e già concordata con i ministri UE, stabilisce nuove regole a livello europeo per proteggere gli informatori che rivelano l violazioni del diritto comunitario in settori quali appalti pubblici, servizi finanziari, riciclaggio di denaro, sicurezza dei prodotti e dei trasporti, sicurezza nucleare, salute pubblica, protezione dei consumatori e dei dati.
Per garantire la sicurezza dei potenziali informatori e la riservatezza delle informazioni divulgate, le nuove norme consentiranno di comunicare le segnalazioni: all’interno dell’ente interessato (come un’azienda), direttamente alle autorità nazionali competenti, nonché agli organi e le agenzie competenti dell’UE. Pertanto, tali canali di comunicazione dovranno essere creati sia dalle aziende sia dalle autorità nazionali.Nei casi in cui non siano state adottate delle misure adeguate in risposta alla segnalazione iniziale di un whistleblower, o qualora si ritenga che vi sia un pericolo imminente per l’interesse pubblico o un rischio di ritorsione, l’informatore sarà comunque protetto in caso decidesse di divulgare pubblicamente le informazioni, senza passare attraverso questi canali (cfr. più sotto).La legge vieta esplicitamente le rappresaglie e introduce delle salvaguardie, per evitare che chi denuncia sia sospeso, declassato e intimidito o che si trovi ad affrontare altre forme di ritorsione. Saranno tutelati anche coloro che assistono gli informatori, come i facilitatori, i colleghi e i parenti.Gli Stati membri dovranno garantire che gli informatori abbiano accesso gratuito a informazioni e consulenze complete e indipendenti sulle procedure e sui mezzi di ricorso disponibili, nonché all’assistenza legale nel corso del procedimento. Durante i procedimenti giudiziari, gli informatori potranno ricevere sostegno finanziario e psicologico.

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MEPs back partial agreement on Justice Programme

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

The EU should promote non-discriminatory access to justice for all its citizens, as well as support gender equality. Plenary endorsed with 490 votes to 120, and 42 abstentions, the partial agreement reached between co-legislators on the EU Justice Programme for 2021-2027. The Programme will continue cultivating a European area of justice based on the rule of law, independence and impartiality of the judiciary, access to justice, mutual recognition and trust and cross-border cooperation.The Programme will, in all its actions, also promote gender mainstreaming, particularly gender equality, the rights of the child, the protection of victims and the effective application of the principle of equal rights and non-discrimination.More specifically, the programme aims to:facilitate and support judicial cooperation in civil and criminal matters, including by supporting the efforts to improve the effectiveness of national justice systems and enforcement of decisions;
support and promote judicial training to develop a common legal, judicial and rule of law culture among justice professionals; and to improve judicial cooperation and trust in cross-border proceedings;
facilitate non-discriminatory access to justice for all and effective redress, by promoting efficient procedures and supporting the rights of all victims of crime, including by electronic means.

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Sicurezza alimentare: nuove regole per rafforzare la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Una banca dati comune europea sugli studi utilizzati per le autorizzazioni L’Autorità europea per la sicurezza alimentare può rendere pubblici gli studi Rispondere alle preoccupazioni espresse nell’Iniziativa cittadina sul glifosato Le nuove regole per garantire l’affidabilità e la trasparenza della procedura di valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare nell’UE sono state adottate mercoledì. Già concordate con i ministri UE, le nuove regole assicurano che la procedura di valutazione del rischio dell’UE per la sicurezza alimentare sia più affidabile, trasparente e obiettiva.Il testo è stato state approvato con 603 voti favorevoli, 17 contrari e 27 astensioni.Le nuove norme creeranno una banca dati comune europea degli studi commissionati, per dissuadere le imprese, che richiedono un’autorizzazione per la vendita di un alimento, dal non divulgare gli studi sfavorevoli. Ciò consentirà all’ Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) di rendere pubblici tutti gli studi presentati e consentirne l’analisi da parte di terzi. In tal modo, si potrà considerare l’eventuale esistenza di altri dati scientifici o studi pertinenti, al fine di garantire l’accuratezza dei dati di cui dispone l’Autorità.Per garantire la trasparenza della procedura, i richiedenti dovranno divulgare tutte le informazioni pertinenti alla valutazione della sicurezza. Tuttavia, alcune informazioni, come il processo di fabbricazione o di produzione, possono essere mantenute riservate.Infine, la nuova legge introduce una nuova procedura consultiva, precedente alla presentazione, che consente all’EFSA di consigliare i richiedenti su come presentare correttamente la domanda di autorizzazione, rendendo il processo più affidabile.
La legge chiarisce come gestire la cosiddetta ‘doppia qualità’ dei prodotti
L’importo delle multe può arrivare al 4% del fatturato annuo. Un aggiornamento delle norme UE sulla tutela dei consumatori, per contrastare le recensioni ingannevoli online e la doppia qualità dei prodotti, è stato approvato. La nuova legge, già concordata con i ministri UE, aggiorna i diritti dei consumatori all’era di internet, garantendo ai consumatori maggiori informazioni sul funzionamento delle graduatorie online e quando esse derivino da post sponsorizzati. Le nuove regole mirano inoltre a rendere più trasparente per i consumatori l’uso delle recensioni online e dei prezzi personalizzati.I marketplace online e i servizi comparativi (ad esempio, Amazon, eBay, AirBnb, Skyscanner) dovranno rivelare i principali parametri che determinano la classificazione delle offerte risultanti da una ricerca. I consumatori dovranno inoltre essere informati da chi acquistano beni o servizi (da un commerciante, dal marketplace stesso o da un privato) e se sono stati utilizzati prezzi personalizzati.La direttiva tratta la questione della cosiddetta “doppia qualità dei prodotti”, ovvero i prodotti, commercializzati con lo stesso marchio in diversi Paesi UE, che differiscono per composizione o caratteristiche. Nel testo, si afferma che spetta agli Stati membri combattere la commercializzazione ingannevole.Quando sono soddisfatte determinate condizioni (ad esempio, commercializzazione simile in Stati membri di prodotti identici, con composizione o caratteristiche significativamente diverse e senza una giustificazione), la pratica potrebbe essere qualificata come ingannevole e quindi proibita. Inoltre, il testo include una clausola di riesame che impone alla Commissione di valutare la situazione entro due anni, per verificare se la doppia qualità dei prodotti debba essere aggiunta alla lista nera delle pratiche commerciali sleali.Per le infrazioni diffuse (ossia quelle che danneggiano i consumatori in diversi Paesi UE), l’ammenda massima disponibile negli Stati membri deve ammontare ad almeno il 4% del fatturato annuo del commerciante nell’esercizio finanziario precedente o, qualora non fossero disponibile informazioni sul fatturato, a un importo forfettario pari a due milioni di euro.

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Tackling terrorism: MEPs approve tighter rules on homemade explosives

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 aprile 2019

Homemade explosives used in 40% of terrorist attacks in the EU between 2015 and 2017 New chemicals added to the list of banned substances.
Clearer licensing and screening systems for the sale of dangerous chemicals.
Plans to update and tighten rules on the use and sale of chemicals that could be used to make homemade explosives were approved by MEPs, on Tuesday
Approximately 40% of terrorist attacks in the EU between 2015 and 2017 used homemade explosives, demonstrating clear gaps in the current rules. Furthermore, the security threat has been constantly evolving, with terrorists using new formulas and techniques to prepare homemade explosives.The new rules aim to close the gaps in current legislation by:
adding new chemicals to the list of banned substances. This would include sulphuric acid which is used to produce TATP, the explosive used in the 2015 attacks in Paris, the Brussels attack in 2016 and the Manchester attack in 2017;
tightening the licensing conditions to purchase and use explosives precursors, ending the current weak registration systems that allow people to buy restricted substances by simply showing an ID card;
clarifying that online marketplaces are equally covered by the rules on sale, and on the reporting of suspicious transactions.The restrictions will not apply to professionals who need to use these chemicals in connection to their trade or profession.Rapporteur Andrejs Mamikins (S&D, LV) said: “This is a victory of European security over the terrorist threat, which no Member State can tackle individually. The new rules will close security gaps in the use and sale of explosives by setting strict rules along the whole supply chain, regulating the online market and restricting access to certain substances for members of the general public.”The new rules were adopted by 616 to 7, 21 abstentions. The text still needs to be formally approved by the Council before entering into force.The new rules will apply 18 months after their publication. Issued licences will remain valid 12 months after the application of the new rules.

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