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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Archive for the ‘Politica/Politics’ Category

Politics

Legge elettorale: Proposta Forza Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

urne-vote“Rispetto al testo base proposto dal relatore Fiano, il Gruppo Forza Italia della Camera dei deputati – dopo un approfondito lavoro portato avanti dal sottoscritto insieme ai colleghi Occhiuto, Sisto, Fontana, Calabria, Centemero e Ravetto, in costante contatto e coordinamento con il presidente Silvio Berlusconi – ha presentato oggi in Commissione Affari costituzionali 4 proposte emendative tese a introdurre nel sistema di elezione della Camera e del Senato le caratteristiche principali che connotano il sistema di elezione tedesco, ovvero un sistema in grado di offrire agli elettori il diritto di avere corrispondenza tra il numero dei parlamentari e i voti espressi.Gli emendamenti modificano il testo base introducendo una ripartizione proporzionale dei seggi, corretta da una soglia di sbarramento al 5 per cento su base nazionale, sia alla Camera che al Senato. Il territorio è diviso in 27 circoscrizioni alla Camera e 20 al Senato; abbiamo altresì proposto la possibilità di un ulteriore ripartizione in collegi plurinominali (50 alla Camera e 30 al Senato). Il Trentino Alto Adige diventerà una circoscrizione come tutte le altre, e concorrerà al riparto proporzionale.Per le liste è previsto un duplice sistema di candidature: saranno 308 i candidati singoli che concorreranno all’interno di collegi uninominali, affiancati da un listino (con massimo 6 candidature) che vale per l’intera circoscrizione (o, in alternativa, per il collegio plurinominale). Il cittadino avrà la possibilità di esprimere un voto unico, diretto e personale in favore del candidato prescelto nel collegio uninominale e della lista, in un unico turno e su un’unica scheda.La proposta è inoltre accompagnata da ulteriori disposizioni tese all’introduzione di norme antibrogli, per garantire la regolarità del voto nelle sezioni elettorali, e alla modifica del voto all’estero, per un sistema di voto espresso non più per corrispondenza, ma direttamente all’interno di seggi predisposti nel territorio dalle rappresentanze diplomatiche e consolari. Siamo convinti che questo sia il sistema in grado di garantire in modo corretto ed equilibrato rappresentanza e governabilità”.

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Si è conclusa a Firenze la tre giorni dell’assemblea EuroLat

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 maggio 2017

firenzeFirenze. L’eurodeputato spagnolo Ramon Jauregui (S&D), Presidente della delegazione dei deputati europei di EuroLat ha dichiarato: “EuroLat lavora per l’unità geopolitica dell’Europa e dell’America Latina. I 150 deputati europei e latinoamericani che partecipano a EuroLat chiedono ai rispettivi governi che, nella prossima plenaria dell’assemblea CELAC (Comunità dei Paesi Latinoamericani e dei Caraibi) che si terrà a El Salvador a ottobre, ci sia un impegno per un rafforzamento dei legami commerciali, politici e sociali fra le due sponde dell’Atlantico. Dopo la sessione inaugurale, aperta dal Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e dal sindaco di Firenze Dario Nardella, in cui si è discusso di tutti i grandi temi di stretta attualità in Europa e in America Latina (Brexit, attentato di Manchester, situazione in Colombia, Brasile, Cuba e Venezuela etc.), i deputati si sono riuniti in quattro commissioni di lavoro che hanno affrontato i temi più caldi nelle relazioni bilaterali fra Europa e America Latina. Nella commissione Affari Sociali si è discusso di responsabilità sociale delle imprese, di contrasto al lavoro nero, di lotta alle diseguaglianze attraverso politiche di coesione sociale, di sparizioni forzate di minori e di lotta alla violenza sui minori in America Latina. Nella commissione Affari Politici, invece, si è parlato di ristrutturazione del debito sovrano, di giustizia e lotta all’impunità e alla corruzione, di cooperazione nel campo dell’aviazione e della sicurezza aeronautica e di un impegno per il futuro per regolamentare in maniera migliore le lobby. Nella commissione per lo Sviluppo Sostenibile, i deputati hanno affrontato i problemi legati all’import da parte dell’Europa di soia transgenica dai paesi latinoamericani. Si sono inoltre occupati di come intensificare gli scambi fra ricercatori e studenti fra le due sponde dell’Atlantico per lavorare, ad esempio, a progetti infrastrutturali come quello di un cavo per la trasmissione dati ad alta velocità da Lisbona a Fortaleza (Brasile) o per migliorare la cooperazione in ambito sanitario in emergenze quali quella del virus Zica. Infine, i parlamentari hanno fatto il punto della situazione sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle politiche di coesione territoriale con i cosiddetti progetti triangolari, che includono cooperazione e scambio di buone pratiche fra un paese europeo e due o più paesi latinoamericani. Nella commissione Affari Economici e Finanziari, i deputati hanno votato a larga maggioranza un rapporto dell’eurodeputato italiano Nicola Danti (S&D) e del deputato del Parlamento andino Luis Fernando Dunque che riguarda le ripercussioni dei negoziati sul TTIP e TPP nelle politiche commerciali fra UE e America Latina, trovando un consenso ampio nonostante i recenti cambiamenti verificatisi con l’elezione del Presidente statunitense Donald Trump. Fra gli altri temi trattati dalla stessa commissione il futuro delle relazioni commerciali multilaterali per giungere a un messaggio comune da presentare alla prossima conferenza ministeriale della Organizzazione Mondiale del Commercio a dicembre a Buenos Aires. Infine si è tenuto un dibattito con un esperto della Fao sulla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.

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Commissione: dibattito sul futuro della difesa europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 maggio 2017

europeBruxelles. Per alimentare la discussione sulla direzione che prenderà l’Europa a 27, la Commissione ha tenuto oggi un dibattito orientativo sul futuro della difesa europea. Fin dall’insediamento la Commissione Juncker ha annoverato fra le priorità un’Europa più forte in materia di sicurezza e di difesa. Nel discorso del 2016 sullo stato dell’Unione il Presidente Juncker ha annunciato la creazione di un fondo europeo per la difesa, annunciando: “l’Europa non può più permettersi di affidarsi alla potenza militare altrui. (…) Per una difesa europea forte è necessaria un’industria della difesa innovativa.” In una fase in cui la situazione della sicurezza nel vicinato dell’Europa va deteriorandosi e in cui solidi motivi economici spingono gli Stati membri dell’UE a intensificare la cooperazione nella spesa per la difesa, la Commissione ritiene che sia giunto il momento di avanzare verso un’Unione della sicurezza e della difesa. L’Alta rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini ha dichiarato: “La sicurezza e la difesa sono per l’Unione europea priorità perché tali sono per tutti i nostri concittadini. Dall’anno scorso continuiamo a potenziare la nostra difesa europea per affermarci con sempre maggior efficacia come garanti della sicurezza sia all’interno sia all’esterno dei nostri confini, investendo più risorse, intensificando la cooperazione fra gli Stati membri e avviandoci verso una cooperazione più stretta con la NATO. Il mondo che ci circonda è in rapido mutamento e ogni giorno ci attendono nuove sfide: siamo l’Unione europea, e in quanto tale dobbiamo assumerci la responsabilità di rispondervi.”Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha aggiunto: “Per rafforzare la politica europea di sicurezza e di difesa è necessario servirsi in modo più efficiente dei bilanci per la difesa a disposizione. Le decisioni sugli investimenti nelle capacità di difesa
restano nelle mani degli Stati membri e per la difesa il bilancio dell’Unione europea non può sostituirsi a quello degli Stati membri. Nondimeno, solidissimi motivi economici e industriali spingono a intensificare la cooperazione, per esempio riguardo alla ricerca e alle commesse della difesa. Nella misura in cui i bilanci nazionali restano sotto pressione, s’impone maggiore efficienza sia nella spesa per la difesa che nello sfruttamento delle relative capacità.” L’odierno dibattito orientativo concorrerà a guidare i lavori della Commissione nelle settimane a venire. Prima della conferenza europea ad alto livello sulla difesa e la sicurezza, che si terrà il 7 giugno a Praga, la Commissione varerà il fondo europeo per la difesa annunciato a novembre 2016 nel piano d’azione europeo in materia di difesa. In parallelo presenterà un documento di riflessione a più lungo termine nel quale indicherà gli scenari possibili per il futuro del settore della difesa europea, che s’iscrive nell’ambito del dibattito sul futuro dell’UE a 27 avviato il 1º marzo 2017 con il Libro bianco della Commissione sul futuro dell’Europa. Solidi motivi spingono a intensificare nell’UE la cooperazione nella sicurezza e nella difesa. Le minacce cui l’UE deve far fronte non conoscono confini nazionali e sono sempre più consistenti: l’efficacia del contrasto passa per la collaborazione. Una difesa europea forte implica un’industria europea della difesa forte. Via via che gli Stati membri cominciano ad aumentare i bilanci per la difesa, l’UE può aiutarli a spendere in modo più efficiente. Si stima che la mancanza di cooperazione tra gli Stati membri nel settore della difesa e della sicurezza costi ogni anno tra 25 e 100 miliardi di euro. L’80 % delle commesse e oltre il 90% della ricerca e tecnologia sono limitati alla dimensione nazionale. Mettendo in comune le commesse si potrebbe risparmiare fino al 30% della spesa annuale per la difesa.(cfr. scheda informativa sui motivi a favore di una maggiore cooperazione nell’UE in materia di sicurezza e di difesa). Contesto Negli orientamenti politici del giugno 2014 il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Ritengo che l’Europa debba essere resa più forte in termini di sicurezza e di difesa. Certo, l’Europa ha principalmente un potere di persuasione, ma a lungo andare anche il potere di persuasione più forte ha bisogno di un minimo di capacità di difesa integrate.” Il Presidente Juncker ha
annunciato la creazione di un fondo europeo per la difesa nel discorso del 2016 sullo stato dell’Unione; in occasione del vertice di Bratislava del settembre 2016 i capi di Stato e di governo di 27 Stati membri hanno concluso: “Abbiamo bisogno dell’UE per garantire non solo la pace e la democrazia ma anche la sicurezza del nostro popolo.” In un difficile contesto geopolitico, hanno convenuto sulla necessità di rafforzare la cooperazione dell’UE in materia di sicurezza esterna e difesa. In concreto, il Consiglio europeo del dicembre 2016 avrebbe dovuto prendere una “decisione su un piano di attuazione concreto in materia di sicurezza e difesa e sui modi per utilizzare al meglio le
possibilità offerte dai trattati, in particolare in materia di capacità.” Il 30 novembre 2016 la Commissione europea ha presentato il piano d’azione europeo in materia di difesa, nel quale illustra come un fondo europeo per la difesa e altre iniziative siano in grado di rendere più efficiente la spesa degli Stati membri per le capacità di difesa comuni, rafforzare la sicurezza dei cittadini europei e promuovere una base industriale competitiva e innovativa. L’iniziativa è stata accolta con favore dai leader dell’UE in occasione del Consiglio europeo del dicembre 2016 e del marzo 2017 e la Commissione è stata incaricata di presentare proposte prima dell’estate 2017. Il piano d’azione europeo in materia di difesa è parte di un più ampio pacchetto di misure per la difesa concordato dall’UE a 27 a Bratislava: è complementare agli altri due fili conduttori: il piano di attuazione della strategia globale in materia di sicurezza e di difesa, che definisce un nuovo grado di ambizione per l’Unione e individua una serie di azioni finalizzate alla sua realizzazione, e l’attuazione della dichiarazione congiunta UE-NATO firmata dal Presidente del Consiglio europeo, dal Presidente della Commissione e dal Segretario generale della NATO. È in fase di attuazione una seri comune di 42 proposte nelle 7 aree individuate nella dichiarazione di
Varsavia, tra cui le minacce ibride, che sono collegate anche al quadro congiunto dell’aprile 2016 per contrastare le minacce ibride, basato a sua volta sull’agenda europea sulla sicurezza adottata dalla Commissione nell’aprile 2015. I lavori su questi due fili conduttori progrediscono a un ritmo sostenuto: solo la settimana scorsa, i ministri della difesa dell’UE hanno adottato conclusioni intese a portare avanti i lavori in vista del Consiglio europeo di giugno.
Con la dichiarazione di Roma adottata il 25 marzo 2017 i leader dell’UE si sono impegnati ad adoperarsi per realizzare un’UE a 27 che contribuisca alla creazione di un’industria della difesa più competitiva e integrata e che rafforzi la propria sicurezza e difesa comune in cooperazione e complementarità con la NATO. Il Libro bianco sul futuro dell’Europa presentato il 1º marzo 2017 ha esposto le principali sfide e opportunità che si profilano per l’Europa nel prossimo decennio. Il Libro bianco ha segnato l’inizio di un processo in cui l’UE a 27 deciderà il futuro dell’Unione. Per stimolare la discussione la Commissione europea ospiterà, insieme al Parlamento europeo e agli Stati membri interessati, una serie didibattiti sul futuro dell’Europa che avranno luogo nelle città e nelle regioni del continente.

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Futuro del bilancio dell’Unione europea

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

parlamento europeo romaRoma Venerdì 26 maggio, alle ore 16.00 presso lo Spazio Europa, via IV Novembre 149 il Vice direttore Generale della Direzione generale Bilancio della Commissione europea Silvano Presa terrà un dibattito pubblico sul futuro del bilancio dell’Unione europea e sul Libro bianco sul futuro dell’Europa, rispondendo alle domande dei cittadini.
Lo scopo dei Dialoghi organizzati dalla Commissione europea è avvicinare i cittadini all’Unione europea, dando loro la possibilità di esprimere opinioni, porre domande e ricevere risposte direttamente dai rappresentanti della Commissione europea sulle questioni che toccano la loro quotidianità e stanno loro più a cuore.

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Province: La commedia dell’ipocrisia

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 maggio 2017

del rio grazianoSul salvataggio di Province e Città Metropolitane, in questi giorni, stiamo assistendo alla messa in scena di una vera e propria “commedia dell’ipocrisia”. 33 parlamentari del PD hanno presentato una serie di emendamenti alla “manovrina 2017”, per aumentare il finanziamento alle funzioni fondamentali di questi Enti, dimenticandosi che sono stati proprio loro, votando la legge Delrio prima, e tutte le leggi di stabilità dopo, ad affossare Province e Città Metropolitane – dichiara l’Esecutivo nazionale di USB P.I. -Enti Locali. Addirittura si è scomodato anche l’ex premier Renzi, che a caccia di voti e consensi, ha dichiarato che le Province vanno aiutate. Piuttosto che fare dichiarazioni di comodo, farebbe bene a ricordarsi della sonora sconfitta ricevuta il 4 dicembre 2016 al referendum da lui stesso promosso, anche per cancellare definitivamente gli Enti di area vasta dalla Costituzione – continua l’Esecutivo. Attori di rilievo nella “commedia”, anche i sindacati complici che proclamano iniziative nazionali a sostegno di Province e Città Metropolitane. Per fortuna i lavoratori non hanno la memoria corta e ricordano benissimo l’accordo siglato dalle tre Confederazioni nel 2013 a Genova con Confindustria, dove si prevedeva in maniera esplicita l’abolizione delle Province.Tornando sul referendum, non va inoltre dimenticato che questi sindacati hanno avuto un atteggiamento molto ambiguo, con la UIL e la CGIL che non hanno preso posizione, mentre la CISL si è apertamente schierata per il “SI”, che significava appunto l’abolizione delle Province. Ci vuole proprio una faccia di bronzo, a presentarsi oggi davanti ai lavoratori e dichiarare di fare i loro interessi!.L’USB aveva da subito preannunciato il disastro che avrebbe travolto questi importanti Enti istituzionali e che è sotto gli occhi di tutti. La vertenza delle Province è tutt’altro che conclusa e necessita di una lotta coerente e continua a sostegno dei lavoratori e dei servizi pubblici essenziali per i territori da esse erogati. Oggi presenteremo alla V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della camera una nostra proposta articolata a modifica ed integrazione della c.d. “manovrina 2017” all’interno della quale sono ricompresi anche gli interventi per Province e Città Metropolitane– conclude l’Esecutivo nazionale.

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Pacchetto di primavera 2017 del semestre europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 maggio 2017

europaBruxelles. La Commissione europea presenta le raccomandazioni specifiche per paese 2017, che delineano i suoi orientamenti in materia di politica economica per i singoli Stati membri per i prossimi 12-18 mesi. L’economia dell’UE e della zona euro sta dimostrando di essere resiliente, ma continuano a far sentire i loro effetti la lentezza della crescita della produttività, le conseguenze della crisi, compreso il persistere delle disuguaglianze, e l’incertezza dovuta per lo più a fattori esterni. La Commissione invita pertanto gli Stati membri a sfruttare questa opportunità per rafforzare i fondamentali delle loro economie attuando le priorità economiche e sociali comuni individuate a livello europeo: rilanciare gli investimenti, portare avanti le riforme strutturali e perseguire politiche di bilancio responsabili. Particolare attenzione è rivolta alle sfide e alle priorità individuate per la zona euro.
Il Vicepresidente Valdis Dombrovskis, responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato: “Le tendenze economiche sono nel complesso positive; dovremmo quindi approfittare di questa opportunità per rendere le economie europee più competitive, resilienti e innovative”.
Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha dichiarato: “Quest’anno la lotta contro la disuguaglianza è uno dei capisaldi della nostra valutazione. Abbiamo voltato pagina rispetto alla crisi: il prossimo capitolo è quello sociale.”
Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “L’UE sta crescendo, e questa tendenza proseguirà anche nel 2018, per il sesto anno consecutivo. Tuttavia la ripresa rimane fragile e disomogenea.”
L’economia europea si è dimostrata resiliente a fronte di grandi sfide. I tassi di crescita dell’UE e della zona euro sono stati prossimi al 2% nel 2016, le finanze pubbliche stanno migliorando e l’occupazione ha raggiunto il livello record di quasi 233 milioni di persone.”
Per rafforzare le tendenze positive e la convergenza all’interno sia dei singoli paesi che dell’UE, è essenziale conseguire una crescita più inclusiva, solida e sostenibile, puntando anche sull’incremento della competitività e sull’innovazione. È questo l’obiettivo delle raccomandazioni formulate nell’ambito del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche. Questo approccio comprende anche una maggiore attenzione alle priorità e alle sfide per gli Stati membri in campo sociale. Poiché l’elaborazione e l’attuazione di riforme importanti richiede tempo, per avere un quadro più chiaro dei progressi compiuti è utile esaminare un orizzonte pluriennale invece di limitarsi a quanto avvenuto nel corso di un solo anno. Dall’adozione delle raccomandazioni specifiche per paese dell’anno scorso, i progressi più significativi compiuti dagli Stati membri hanno riguardato la politica di bilancio, la governance di bilancio e le politiche attive del mercato del lavoro. Sono state adottate misure per quanto concerne le politiche fiscali (ad esempio per la riduzione del carico fiscale sul lavoro), le politiche sociali e del mercato del lavoro (in particolare in materia di inclusione sociale e assistenza all’infanzia) e i servizi finanziari. Tra i settori che hanno registrato i minori progressi figurano la concorrenza nei servizi e il contesto imprenditoriale. Il quadro complessivo mostra che gli Stati membri continuano negli sforzi di attuazione delle riforme, ma che il grado di avanzamento oscilla tra “progressi limitati” e “alcuni progressi” nella maggior parte dei settori individuati nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2016.
Il pacchetto presentato fa seguito al pacchetto d’inverno del semestre europeo di febbraio e tiene conto delle conclusioni in esso contenute, anche per quanto concerne la procedura per gli squilibri macroeconomici. Riguardo a Cipro, all’Italia e al Portogallo, che presentavano squilibri macroeconomici eccessivi, la Commissione ha concluso che non vi sono dati analitici che giustifichino il passaggio alla fase successiva della procedura, a condizione che i tre paesi attuino pienamente le riforme indicate nelle rispettive raccomandazioni specifiche per paese. Complessivamente si prevede che il livello del disavanzo aggregato nella zona euro scenderà all’1,4% del PIL quest’anno, dal picco del 6,1% del PIL nel 2010.
In base alla valutazione dei programmi di stabilità e convergenza del 2017, la Commissione ha inoltre adottato una serie di misure nell’ambito del patto di stabilità e crescita. La Commissione raccomanda di chiudere la procedura per i disavanzi eccessivi per la Croazia e il Portogallo. Se il Consiglio seguirà la raccomandazione della Commissione, rimarranno soggetti al braccio correttivo del patto solo quattro Stati membri, rispetto a 24 paesi nel 2011.
La Commissione ha inoltre adottato relazioni a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) nei confronti del Belgio e della Finlandia, in cui esamina la conformità di questi paesi con il criterio del debito previsto dal trattato. In entrambi i casi si è giunti alla conclusione che attualmente il criterio del debito può considerarsi rispettato. Nel caso del Belgio questa conclusione è valida a condizione che siano prese ulteriori misure di bilancio nel 2017 per garantire la sostanziale conformità con il percorso di aggiustamento verso l’obiettivo a medio termine sia nel periodo 2016-2017. Nel caso della Finlandia, si osserva che l’adozione e l’attuazione rapide di riforme strutturali per aumentare la produttività e l’offerta di lavoro rappresentano la chiave per migliorare le prospettive di crescita a medio termine e la sostenibilità del bilancio.
Per quanto riguarda l’Italia, la Commissione conferma che sono state adottate le ulteriori misure di bilancio richieste per il 2017, e che pertanto in questa fase non sono ritenuti necessari interventi supplementari per garantire la conformità con il criterio del debito.
Sulla base della valutazione del programma di stabilità 2017, la Commissione propone di concedere la flessibilità richiesta alla Lituania e alla Finlandia.
Le raccomandazioni rivolte agli Stati membri, pur essendo modificate ogni anno sulla base dei progressi compiuti e dell’evoluzione del contesto, sono saldamente ancorate alle priorità generali delineate dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione e nell’analisi annuale della crescita. Dal suo insediamento, la Commissione in carica ha introdotto una serie di modifiche al semestre europeo per renderlo più efficace e pertinente. Le modifiche sono state annunciate nel novembre 2014 nell’analisi annuale della crescita 2015, attuate all’inizio del 2015 e confermate nella comunicazione sui prossimi passi da compiere per completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa nell’ottobre 2015. Attualmente, ad esempio, la Commissione formula una raccomandazione per la zona euro nella fase iniziale del ciclo (a novembre), in modo che gli Stati membri possano includere la prospettiva della zona euro nei loro piani per gli anni successivi.
Inoltre negli ultimi mesi la Commissione ha avviato un dialogo con i governi, i parlamenti nazionali, le parti sociali e le altre parti interessate e ha tenuto incontri bilaterali con le autorità nazionali per discutere delle loro priorità.
A febbraio la Commissione ha presentato l’analisi dettagliata della situazione economica e sociale di ciascuno Stato membro, sotto forma di relazioni per paese, nell’ambito del cosiddetto pacchetto d’inverno 2017 del semestre europeo. La Commissione ha istituito inoltre il servizio di assistenza per le riforme strutturali e uno strumento specifico dell’UE, il Programma di sostegno alle riforme strutturali, per fornire un’assistenza mirata agli Stati membri, su loro richiesta, e agevolare l’elaborazione e l’attuazione delle riforme istituzionali, strutturali e amministrative, comprese quelle indicate nelle raccomandazioni specifiche per paese.
La Commissione chiede al Consiglio di approvare l’approccio proposto e di adottare le raccomandazioni specifiche per paese, e chiede agli Stati membri di attuarle appieno e tempestivamente. I ministri dell’UE dovranno discutere le raccomandazioni specifiche per paese prima che i capi di Stato e di governo dell’UE le approvino. Spetterà poi agli Stati membri attuarle tramite misure inserite nelle rispettive politiche economiche e di bilancio nazionali nel 2017-2018.

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What to expect in Iran’s presidential election today

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

persian gulfSINCE the Islamic revolution of 1979, Iran has been a curious mixture of theocracy and democracy. Every four years, it goes through a great bout of electioneering to choose a new president among candidates pre-selected by a group of clerics. But real power lies in the hands of the supreme leader, and of various unelected branches that he controls, such as the judiciary and the Revolutionary Guards.The latest presidential campaign, waged with duelling Instagram videos and in competing Telegram channels, comes to a climax today as Iranians go to the polls. Hassan Rouhani, the country’s reformist president, hopes to be re-elected. He has taken the unusual step of criticising the powerful Revolutionary Guards, warning them “to stay in their own place”. Every Iranian president since 1981 has won a second term. Punters on PredictIt, a political betting website, reckon that Mr Rouhani is, indeed, the clear favourite to win, with the probability of victory above 80%. His main challenger is Ebrahim Raisi, a cleric who oversees Iran’s largest charity. He is the standard-bearer for hardliners disappointed by Mr Rouhani’s nuclear deal with America and other world powers, which has yet to produce a much-promised economic revival. The only other candidate to poll above single digits, Muhammad Baqer Qalibaf, dropped out of the race on May 15th and endorsed Mr Raisi.
IranPoll, a polling firm based in Canada, has provided The Economist with results from its survey taken on May 16th. Among respondents expressing an opinion, 58% said they planned to vote for Mr Rouhani, compared with just 36% for Mr Raisi. That would be enough for the incumbent to win outright in the first round. Even if a late swing in favour of the challenger forces a run-off, the sitting president appears to have little to fear. In a hypothetical second round between the two front-runners, 91% of respondents said their minds were made up, and 60% of those said they preferred Mr Rouhani.
Defeat may be only a temporary setback for Mr Raisi. Ali Khamenei, the current supreme leader, is thought to be grooming Mr Raisi as his successor. But that might be harder if Mr Raisi has been rejected by Iranian voters. (font. The Economist)

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La Commissione autorizza una joint-venture per la pubblicità cinematografica tra TSC e UCI Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

european commissionBruxelles. A norma del regolamento UE sulle concentrazioni, la Commissione europea ha autorizzato la costituzione di una joint-venture che opererà nel settore della pubblicità cinematografica tra UCI Italia e The Space Cinema 1 (TSC), entrambe italiane. UCI Italia è controllata indirettamente dal gruppo cinese Dalian Wanda attraverso la statunitense AMC. TSC è controllata da Vue International del Regno Unito, a sua volta controllata congiuntamente da due società d’investimento canadesi. Sia UCI Italia che TSC sono fornitori di servizi di proiezione cinematografica in Italia e vendono anche spazi pubblicitari nelle loro sale cinematografiche. La Commissione ha concluso che l’operazione proposta non darebbe luogo a problemi di concorrenza, in quanto rimarrebbe sul mercato dei servizi di pubblicità cinematografica una serie di concorrenti forti a cui i cinema concorrenti potrebbero vendere i loro spazi pubblicitari. L’operazione è stata esaminata secondo la normale procedura di esame delle concentrazioni. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web Concorrenza della Commissione, nel registro pubblico dei casi, con il numero di caso M.8431.

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Antonio Tajani riceve il Presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

parlamento europeoBRUXELLES, PRN Africa. “Dobbiamo approfondire il nostro partenariato e la nostra cooperazione con l’Unione africana su numerosi temi, come lo sviluppo sostenibile, i giovani e l’occupazione, la lotta ai cambiamenti climatici, la pace, la sicurezza, i diritti dell’uomo e la gestione delle crisi”, ha dichiarato il Presidente del Parlamento europeo al termine del suo incontro con il nuovo Presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat.”L’Africa è una priorità per l’Unione europea”, ha sottolineato Tajani, indicando che: “la presenza in Aula del Presidente Moussa Faki è un segnale politico molto forte che darà un nuovo slancio alle relazioni con i nostri partner africani.”
Il Presidente Tajani ha proseguito affermando che: “l’Europa e l’Africa devono affrontare la stessa sfida anche per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori. Bisogna cercare la radice del problema. È necessario investire di più e meglio in Africa, nel quadro di una robusta diplomazia economica, per creare crescita e occupazione. Questo continente è ricco di opportunità e di speranza e sarà, ne sono certo, il continente del futuro” “Rendo altresì omaggio al forte impegno del Presidente Moussa Faki nella lotta contro la minaccia terroristica. Non dobbiamo dimenticare che l’Africa è il continente più colpito dagli attacchi. La cooperazione tra l’Unione europea e l’Unione africana è cruciale in questo settore, in particolare nel Sahel e in Libia”, ha concluso Tajani.
Il Parlamento europeo ha invitato anche il Presidente della Repubblica della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, a tenere un discorso in seduta plenaria a giugno.Il prossimo vertice Unione europea-Africa si terrà a fine novembre 2017, a Abidjan, in Costa d’Avorio.

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“In Italia ci sono 3,9 milioni di cittadini non comunitari regolari”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

renato-brunetta“Di questi lavorano meno della metà, vale a dire 1,8 milioni, mentre gli altri sono inattivi (900mila), in cerca di lavoro (300mila) o non in età da lavoro (900mila tra bambini e anziani)”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato da “Il Giornale”. “Questo vuol dire che a fronte di 1,8 milioni di cittadini non comunitari regolari, che hanno un proprio percorso di contribuzione e di finanziamento del welfare, ci sono 2,1 milioni di individui che rappresentano, di fatto, solo un costo. Ripetiamo: bambini, anziani, inoccupati che non hanno mai lavorato o disoccupati che il lavoro l’hanno perso. A questi bisogna aggiungere una cifra stimata in circa mezzo milione di cittadini (in realtà molti di più) non comunitari irregolari, che non hanno un permesso soggiorno, dunque non possono lavorare. O meglio, lavorano nel mercato nero. In realtà, anche molti di quei 2,1 milioni descritti sopra lavorano in nero, senza quindi contribuire alle casse dello Stato. Vista così, l’immigrazione rappresenta un grande vantaggio più per il sommerso che per le società in cui sono inseriti. Dire che 1,8 milioni di immigrati regolari sono un beneficio per i conti pubblici italiani, come fa Emma Bonino in quanto versano alla previdenza pubblica oltre 10 miliardi di euro, è un grande errore di prospettiva, perché non si fa il conto complessivo, vale a dire comprensivo anche dei costi relativi ai familiari a carico, di quelli che non lavorano, all’istruzione e alla sanità.Se a tutto questo si aggiungono i costi per l’accoglienza legati alla tragedia dei recenti flussi migratori, stimato dal governo in 4,6 miliardi, il bilancio del fenomeno migratorio in Italia diventa ampiamente negativo.Il calcolo di Emma Bonino è parziale e buonista in quanto considera solo i benefici derivanti dagli immigrati ‘regolari-regolari’ (1,8 milioni), mentre non considera i costi degli immigrati ‘regolari-irregolari’ (2,1 milioni), vale a dire che hanno permesso di soggiorno ma non un lavoro regolare, né quelli degli immigrati ‘irregolari-irregolari’ (oltre 500mila), senza permesso di soggiorno e senza lavoro. Ne deriva che, proprio perché da offerta e non da domanda, l’immigrazione ha sempre rappresentato per l’Italia più un costo che un beneficio. Da qui la reazione, il disagio, la paura. C’è poco da sfilare”, conclude Brunetta.

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“Un tentativo eversivo contro Renzi? La sua denuncia è certamente legittima, ma puzza di ipocrisia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

legge-e-giustizia“Da molti anni c`è un utilizzo abnorme di intercettazioni che vengono passate ai giornali in modo illegale. Noi lo abbiamo denunciato quando accadeva contro Berlusconi e lo facciamo anche oggi. Mentre i compagni del Pd hanno costruito la loro battaglia politica anche con questi strumenti”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”. “Pubblicare un`intercettazione illegale configura il reato di ricettazione, esattamente come un gioielliere che compra un orologio rubato. Noi l`abbiamo sempre pensata così e abbiamo la coscienza a posto. Nel Pd, invece, in questi giorni va in scena un ‘contrordine compagni’. La legge è chiara oggi come lo era allora, solo che quando c`era di mezzo Berlusconi quelli del Pci-Pds-Ds-Pd andavano in piazza a manifestare contro il bavaglio e con lo slogan ‘Intercettateci tutti’. Perché Renzi non denunciò allora il tentativo eversivo contro Berlusconi? Solo se lo avesse fatto, oggi sarebbe credibile. E invece contro gli avversari quelle telefonate facevano comodo… si vergognino”. Noi “non abbiamo mai usato questi strumenti illegali contro gli avversari. E anche in questi giorni ho denunciato il circuito giornalistico-giudiziario che fa danni spaventosi alla democrazia. Fino a livelli eversivi. Ma la denuncia di Renzi mi fa male per la sua ipocrisia. Non ha diritto di gridare allo scandalo”, sottolinea Brunetta.

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Legge elettorale: Il PD ci prova a vincere a tavolino

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

urne-voteIl Verdinellum proposto dal Pd “ produce squilibri insanabili. Collegi maggioritari, mancanza di scorporo, alte soglie di accesso: a queste condizioni col 30% una forza potrebbe avere 390 seggi, oltre il 60%. Una cosa aberrante e incostituzionale”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”.Ci sono frange di centrodestra, anche del suo partito, non così contrarie alla proposta di legge del Pd. “Il nostro è un partito anarchico e monarchico, ma alla fine la linea è quella di Berlusconi. Ci sono idee diverse sulla legge elettorale, ma nessuno pensi di poterci dividere, neppure in questa battaglia. Vedrà che non ci saranno voti di Forza Italia a favore del Verdinellum”, conclude Brunetta.

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“Africa is increasingly important to the EU”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

africa7The recent Business Beyond Borders (BBB) event at African Utility Week was praised by H. E. the Danish Ambassador to the Republic of South Africa, Trine Thygesen, as a “project to help EU businesses, in particular SMEs and clusters, to operate internationally by engaging in business opportunities – and our doors are open for Africa”.
The Danish Ambassador represented the voice of the EU at the first BBB event to take place outside Europe – which was held at African Utility Week (AUW), Cape Town (16th – 18th May), and focused on small and medium enterprises (SMEs) and clusters in the water, power and utilities sector. Speaking during AUW’s opening keynote session, Ms Thygesen said: “Africa is increasingly important to the EU. Major African markets with strong growth rates represent significant increased cooperation between our continents. May AUW be the platform for engaging in new sustainable and inclusive economic development in Africa as well as the EU.” The Danish Ambassador to the Republic of South Africa also underlined the potential for private investment in energy and water, as Ms. Thygesen believes that “the answer to unlocking more potential lies in the formulation of PPP’s within the water sector”. Joining Ms. Thygesen during AUW’s keynote programme, were high-profile governmental and entrepreneurial personalities such as Dikobe Ben Martins, South African Deputy Minister of Public Enterprises; and Ben Ngubane, ESKOM’s Board Chairman.
During his keynote speech, Dikobe Ben Martins highlighted the fair’s potential to “share content and best practices” in the power and water sector: “The conference comes at a time when Africa is dealing with mounting challenges with regards to access to sustainable, modern energy services, which are a prerequisite for meeting basic human needs and for economic and social development”.
BBB is a European Commission-funded initiative which helps EU businesses to expand regionally and globally. By facilitating a series of Business-to-Business (B2B), Cluster-to-Cluster (C2C), and Business-to-Cluster (B2C) matchmaking events at the top international trade fairs around the world, the aim of the initiative is for new international business partnerships to be formed and deals to be brokered.
Over the course of AUW’s three days, BBB facilitated over 900 matchmaking meetings between more than 729 companies representing 60 countries.
Besides the one-to-one matchmaking sessions at the BBB Connecting Platform, SMEs and clusters also had the opportunity to present their business and technology to a wider audience at the BBB Demo Zone stand. Other BBB-supported activities included a Workshop on Hydropower organised by the European Renewable Energies Federation (EREF), and the BBB Social Media Competition, which sought to help participating companies increase their visibility online.
Coming from Finland, the winner of the BBB Social Media Competition, Gregory Neethling of FINNZA, considered the BBB matchmaking sessions to be positive for his company: “I really benefited from being here and having all these business meetings, which can lead to very successful projects”.
The next BBB matchmaking event will take place on 18th-21st September at TEXWORLD, Paris, and will be aimed at companies operating in the textile and apparel industry.

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Access to education failing many migrants

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

migrantsThe Agency’s latest summary identifies pressing fundamental rights issues that need addressing in various EU Member States. Some of the main findings include:
Children in immigration detention have no access to any form of education in nine out of the 14 Member States covered by this report. This is mainly because Member States expect short detention periods, which may also be shorter than needed to perform the administrative and medical checks for schooling. In the other countries informal education is offered. Education, independent of the time spent in detention, is only on offer in three Member States.
Very few Member States specifically address the educational needs of those who have been unable to attend school regularly before arriving. As a result they may also lag behind students of a similar age. This is particularly a problem in many Member States when it comes to educating children who are above the compulsory school age without the necessary skills.
Traumatised children often have difficulties integrating due to behavioural issues or because they are withdrawn. In four Member States, there is some form of psychological support but it does not specifically target refugee children. Teachers receive support through training or guidance in dealing with traumatised children in only three Member States.
Early childhood education can help students learn better and prevent them from leaving school early. However, long waiting periods, language barriers, long distances, insufficient guidance to families, lack of information, low allowances for asylum applicants to cover expenses, and the treatment and integration of traumatised children are all factors limiting access to early childhood education. For example, over 40% of Dutch municipalities with reception centres have no childcare facilities at these centres.
In four Member States, asylum seekers and refugees have no access to formal schooling in some parts or regions of the country. Although almost all Member States have special support classes to help children follow or join regular schools, in five they spend up to two years in separate preparatory classes outside schools until they can attend public schools.
Once enrolled in school, migrant children generally benefit from the same services as national children. In some Member States they are also eligible for additional support such as language courses or allowances for buying school supplies.
Problems in recognising non-EU diplomas hinder access to third-level education and employment in many Member States.
Most Member States increased their budgets and staffing for education following the 2015/2016 migration crisis. For example, in Austria staffing for basic care has quadrupled since the large-scale increase in migration.
The European Commission asked the Agency to collect data about the fundamental rights situation of people arriving in Member States particularly affected by large migration movements. The reports cover 14 Member States: Austria, Bulgaria, Denmark, Finland, France, Germany, Greece, Hungary, Italy, the Netherlands, Poland, Slovakia, Spain and Sweden.

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Si potranno guardare film e TV online dall’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

europa-261011-cI cittadini UE con sottoscrizioni a pagamento online per film, eventi sportivi, musica e serie TV potranno accedere a questi contenuti durante un soggiorno all’estero in un altro paese UE.Attualmente, i cittadini che visitano un altro Paese UE spesso non possono accedere a servizi e contenuti online, come film, serie TV, musica, videogiochi ed eventi sportivi, anche se pagano un abbonamento nel loro Paese d’origine.Le nuove regole approvate in via definitiva dal Parlamento giovedì e già concordate con il Consiglio a febbraio 2017, rimuoveranno le restrizioni esistenti in modo che i cittadini UE potranno accedere a servizi come Netflix, HBO Go, Amazon Prime, Spotify, Deezer mentre sono in un altro Paese UE per vacanze, studio o lavoro. Le nuove regole sono state adottate con 586 voti favorevoli, 34 contrari e 8 astensioni.
I fornitori di servizi con contenuti online potranno prendere misure “efficaci e ragionevoli” per verificare che l’abbonato non si è trasferito definitivamente in un altro paese UE, poiché le licenze sui diritti d’autore possono essere diverse da un paese all’altro. Tra i metodi di verifica consentiti ci sono il controllo della carta d’identità, dei dettagli di pagamento, delle informazioni fiscali pubbliche, delle informazioni postali o dell’indirizzo IP. Gli operatori devono garantire tuttavia che qualsiasi trattamento di dati personali sia proporzionato allo scopo e devono introdurre delle tutele, specialmente per i controlli degli indirizzi IP.Le nuove norme riguarderanno solo i servizi a pagamento online, ma i fornitori di servizi gratuiti avranno la possibilità di rendere i propri contenuti disponibili in tutta l’UE, a condizione che soddisfino i requisiti relativi ai controlli di residenza.”I cittadini europei attendevano queste nuove norme, che rappresentano un passo verso un mercato digitale comune. Queste nuove norme aumentano la mobilità e garantiscono la portabilità agli utenti dei contenuti online europei, senza pregiudicare il diritto d’autore”, ha dichiarato il relatore Jean-Marie Cavada (ALDE, FR).La legislazione deve essere ancora approvata formalmente dal Consiglio dei Ministri UE, dopodiché gli Stati membri avranno nove mesi di tempo per approvare le nuove regole.
Secondo un sondaggio della Commissione nel 2016 il 64% degli europei ha usato internet per accedere o scaricare videogiochi, immagini, film o musica (in Italia il 54,7%). Molti si aspettano di poterlo fare anche mentre viaggiano nell’UE. Questi numeri dovrebbero crescere visto che gli europei pagheranno di meno per accedere a internet sui loro dispositivi mobili negli altri stati UE a partire dal 15 giugno 2017, quando finiranno i costi del roaming internazionale nell’UE.

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Relazione della Commissione europea sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’UE nel 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

european commissionBruxelles. La Commissione europea ha pubblicato oggi la relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
La relazione sintetizza le iniziative intraprese dall’UE nel 2016 per rafforzare i diritti fondamentali ed esamina come questi diritti siano stati applicati in una serie di politiche dell’Unione e negli Stati membri.Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione, ha dichiarato: “L’Unione europea non è soltanto un mercato o una valuta, ma è prima di tutto un’Unione di valori. In quanto custode dei trattati, la Commissione europea ha l’obbligo speciale di difendere i diritti fondamentali e lo Stato di diritto in tutta l’Unione, responsabilità che condivide con le altre istituzioni dell’UE e gli Stati membri.”
La Commissaria per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, Věra Jourová, ha aggiunto: “La Commissione europea lavora attivamente in tutti i settori del diritto dell’Unione per tutelare i diritti fondamentali in Europa, ad esempio proteggendo i diritti dei minori, rafforzando il diritto alla tutela dei dati personali, migliorando i diritti del consumatore e garantendo le condizioni di base anche per i richiedenti asilo e i migranti. Dobbiamo continuare ad adoperarci per garantire che questi diritti siano una realtà per tutti in Europa. I diritti umani devono valere per tutti.”
La relazione di quest’anno conclude che i recenti sviluppi rappresentano minacce gravi per i diritti fondamentali. La Commissione garantirà che tutte le proposte legislative dell’UE e tutti gli organi vincolati dalla Carta continuino a rispettarla. Un’attenzione speciale sarà dedicata all’importante sistema dei controlli e degli equilibri, con particolare riguardo al ruolo chiave delle corti supreme e costituzionali nella difesa dei valori comuni dell’UE.Per quanto riguarda gli sviluppi legislativi specifici, dalla relazione emerge che nel 2016 l’UE ha compiuto importanti passi avanti per garantire la tutela dei minori coinvolti in controversie transfrontaliere sulla responsabilità genitoriale (regolamento Bruxelles II bis) e per aiutare le coppie internazionali a chiarire le norme applicabili ai regimi patrimoniali. Ha lanciato una piattaforma online di risoluzione delle controversie per contribuire al rafforzamento della protezione dei consumatori. Ha inoltre concordato con Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft un codice di condotta per contrastare l’incitamento illecito all’odio online e, infine, ha mantenuto un dialogo importante con gli Stati membri sullo Stato di diritto.
L’adozione definitiva della riforma sulla protezione dei dati ad aprile 2016 ha fissato un insieme unico di norme che conferiscono ai cittadini un accesso più facile ai propri dati personali, il diritto alla portabilità dei dati, un chiaro “diritto all’oblio” e alcuni diritti in caso di violazione dei dati. La Commissione ha inoltre concluso lo scudo UE-USA per la privacy, un accordo quadro per una migliore protezione dei dati personali dei cittadini europei quando vengono trasferiti negli Stati Uniti. Il diritto a un processo equo ha trovato inoltre un’applicazione concreta nel 2016 con l’adozione di una serie di direttive concernenti la presunzione di innocenza e il diritto presenziare al proprio processo, il patrocinio a spese dello Stato e i diritti procedurali per i minori.
Le democrazie basate sullo Stato di diritto devono proteggere i diritti fondamentali delle minoranze e dei soggetti più vulnerabili. Anche le istituzioni europee devono rispettare la Carta in tutte le loro azioni. La direttiva sulla lotta contro il terrorismo è un buon esempio di come si sia tenuto conto di diversi diritti fondamentali già nelle fasi di stesura e di negoziazione dell’atto.La libertà e il pluralismo dei mezzi di comunicazione sono pilastri indispensabili delle democrazie sane. Il tema scelto dalla Commissione per il convegno dell’UE sui diritti fondamentali del 2016 è stato il ruolo dei media a difesa della democrazia, dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto. Le conclusioni del convegno hanno individuato azioni concrete per promuovere la libertà dei mezzi di comunicazione, assicurare l’indipendenza dalle pressioni politiche e finanziarie, conferire un più ampio margine di manovra ai giornalisti e promuovere la diversità delle voci all’interno della società.
Il convegno sui diritti fondamentali del 2017 si concentrerà sulla promozione e la protezione dei diritti delle donne e sulla parità di genere. In un contesto di crescente intolleranza, è importante che l’UE riaffermi con forza e promuova la parità di diritti per tutti. Tale convegno sarà l’occasione per affrontare l’emancipazione economica e politica delle donne, i diritti delle donne nella sfera pubblica e privata e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne in tutte le sue forme; quest’ultimo è anche il tema di azioni mirate per tutto il 2017.
Con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è diventata giuridicamente vincolante. Le disposizioni di quest’ultima sono indirizzate in primo luogo alle istituzioni dell’UE e in secondo luogo agli Stati membri esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione.
La Commissione sta lavorando con le autorità competenti a livello nazionale, locale e dell’UE per informare meglio i cittadini circa i loro diritti fondamentali e su dove trovare aiuto in caso di violazione di tali diritti. Informazioni pratiche sui diritti fondamentali sono reperibili sul portale europeo della giustizia elettronica; la Commissione ha inoltre instaurato un dialogo con i difensori civici, gli organismi per le pari opportunità e le istituzioni di difesa dei diritti dell’uomo sul trattamento delle denunce di violazione dei diritti fondamentali.

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Riunione assemblea parlamentari Ue-America Latina

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

firenzeFirenze Palazzo Vecchio – Sala d’Arme, 23 maggio 2017 ore 13.00. I membri del Parlamento europeo e i parlamentari latinoamericani si riuniranno dal 22 al 24 maggio a Firenze per discutere delle relazioni bilaterali Ue-America Latina e preparare il prossimo vertice UE-CELAC.
All’inaugurazione, martedì 23 maggio, parteciperanno il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il Sindaco di Firenze Dario nardella e i due co-presidenti dell’assemblea Euro-Latinoamericana (EuroLat) Ramón Jáuregui (Spagna) e Roberto Requião (Brasile).I parlamentari si concentreranno sulla preparazione del prossimo vertice UE-CELAC (Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici), che avranno luogo a El Salvador a ottobre 2017.Nel programma dei parlamentari ci saranno discussioni e votazioni riguardo al commercio, con particolare attenzione al potenziale effetto del TTIP e al TTP nelle relazioni bilaterali Ue America Latina, e riguardo a come far fronte alla crisi del debito sovrano. La volatilità dei prezzi degli alimenti e la creazione delle scorte alimentari in entrambe le regioni, così come le questioni della sicurezza, soprattutto il traffico di armi, occuperanno un posto di rilievo nelle riunioni.La riduzione delle disuguaglianze sociali mediante le politiche di coesione e i progressi verso la creazione di un’area comune di investigazione UE-CELAC sono ugualmente nel programma dei lavori di Firenze.
Gli ultimi sviluppi della situazione in Venezuela e in Brasile, il processo di pace in Colombia, le relazioni con la nuova amministrazione statunitense, la crisi migratoria e la ratificazione dell’accordo UE-Cuba sul dialogo politico e la cooperazione sono alcuni dei temi di attualità che, prevedibilmente, saranno trattati negli incontri.
Il futuro dell’UE, sessant’anni dopo la firma del Trattato di Roma, in un contesto di crescente minaccia populista in vari Stati membri, e le conseguenze della Brexit per le relazioni bilaterali Ue America Latina, emergeranno allo stesso modo nelle discussioni tra i parlamentari.

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“Adesso si deve fare una legge elettorale”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

elezioni“Non si può andare a votare con i due tronconi venuti fuori dalle sentenze della Corte costituzionale sul Porcellum e sull’Italicum. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ci ha chiesto massima condivisione. Concordiamo con il Capo dello Stato”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a Santa Maria di Sala (Venezia) a un’iniziativa a sostegno del candidato sindaco Nicola Fragomeni. “Il Partito democratico per mesi ha bloccato tutto, abbiamo aspettato il loro congresso e adesso si comincia a fare sul serio. La scorsa settimana sembrava esser giunti ad un buon compromesso con il testo Mazziotti di Celso, l’estensione dell’Italicum bis anche al Senato. Il Pd ha detto ‘non ci piace’, ed ha proposto il Verdinellum: un modello metà maggioritario e metà proporzionale che non può funzionale in un sistema tripolare.In un sistema tripolare se un partito con il 30% vince in tutti i collegi maggioritari, sommando la quota proporzionale prende il 75% dei seggi, ma anche se fosse il 50% dei seggi è una cosa abnorme, inaccettabile. Forza Italia ha proposto una legge elettorale a base proporzionale, con premio di maggioranza al 40% per le coalizioni e con sub collegi sul modello del provincellum.
Nelle prossime settimane lavoreremo con gli emendamenti per modificare il Verdinellum, una legge incostituzionale e assurda per un sistema tripolare. Lavoreremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi per fare la legge elettorale per poi andare alle elezioni a questo punto a scadenza naturale della legislatura”.

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Manovra economica: Più risorse alle province

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

renato-brunettaIl presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, e il parlamentare azzurro Roberto Occhiuto, hanno ricevuto questo pomeriggio, presso i propri uffici a Montecitorio, una delegazione dell’Unione delle Province Italiane – accompagnata dal responsabile Enti locali di Forza Italia, Marcello Fiori –, in merito al cosiddetto decreto manovrina che stanzia risorse ridicole per le Province, assolutamente insufficienti per garantire servizi alla collettività.All’incontro hanno partecipato: Achille Variati, Sindaco e Presidente Provincia di Vicenza, Presidente UPI; Marco Filippeschi, Sindaco e Presidente Provincia di Pisa, Vicepresidente UPI; Carlo Riva Vercellotti, Presidente Provincia di Vercelli, Vicepresidente UPI; Nicola Valluzzi, Presidente Provincia di Potenza, Sindaco di Castelmezzano; Eleonora Della Penna, Presidente Provincia di Latina, Sindaco di Cisterna di Latina; Antonfrancesco Vivarelli Colonna, Sindaco e Presidente della Provincia di Grosseto; Nicola Giorgino, Presidente Provincia Barletta-A-T, sindaco Andria; Antonio Pettinari, Presidente Provincia di Macerata, Presidente UPI Marche; Antonio Di Marco, Presidente Provincia di Pescara, Presidente UPI Abruzzo.“Forza Italia è dalla parte delle Province – afferma Brunetta – e giudica assurdo il comportamento del governo. Negli ultimi anni abbiamo denunciato dapprima l’assurda riforma Delrio e nei mesi scorsi la cattiva riforma Costituzionale di Renzi, poi bocciata dai cittadini al referendum. Provvedimenti miopi, contro il territorio, contro gli amministratori.Già dai prossimi mesi si dovrà ragionare su una futura riorganizzazione degli enti locali, Renzi ha fallito e il prossimo Parlamento dovrà intervenire per correggere le atroci storture introdotte durante i suoi mille giorni.Per tentare di risolvere, in parte e a stretto giro, alcuni dei problemi sul tavolo, chiederemo un incontro, per i primissimi giorni della prossima settimana, al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, per rappresentargli il grido di dolore che viene dai territori e per fare in modo che il cosiddetto decreto manovrina sia modificato per dare alle Province le risolse necessarie per far fronte alle primarie emergenze da affrontare da qui alla fine dell’anno”, conclude Brunetta.

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Legge elettorale e intrighi di palazzo

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

elezioni«Oggi mi sono divertita ad elencare i nomi delle varie proposte di legge elettorale: Italicum, Italicum-bis, Porcellum, Verdinellum, Mattarellum, Rosatellum, Legalicum, Toninellum, Cespugliellum, Provincellum, Consultellum, Bersanellum, Anticinquestellum. Sapete il motivo di tutti questi nomi? Perché continuano a lavorare su una legge elettorale che li faccia vincere indipendentemente dai voti reali che prendono. Ma una legge del genere, in realtà, non esiste, perché quando hai contro il popolo non c’è alchimia che possa salvarti. Per questo, noi di Fratelli d’Italia ci limitiamo a chiedere due cose: spetta al popolo scegliere i suoi parlamentari e bisogna andare subito al voto». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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