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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for the ‘Politica/Politics’ Category

Politics

Castelli: “A Torino siete riusciti a fare delle cose che per molti erano impossibili”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2021

“Questo è il vero valore che lasciate ai cittadini, aver dimostrato di poter realizzare progetti che tutti dicevano essere irrealizzabili. Questa conferenza stampa oggi mi emoziona soprattutto per questo”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo alla conferenza stampa di fine mandato della Sindaca di Torino, Chiara Appendino.“Quando parliamo di fondi stanziati dal Governo per Torino non possiamo non ricordare gli 800 milioni per il primo lotto della Metro 2, i 150 milioni per le Aree di Crisi industriale complessa, risorse che cambiano anche la faccia della città e migliorano il rapporto con le imprese, gli 80 milioni per l’Istituto di Intelligenza Artificiale, chiuso proprio nell’ultimo Decreto per consentire alla Città di aprirsi ancora di più al Mondo, i 78 milioni per le APT Finals, i 35 milioni per il vecchio contenzioso IMU-ICI e fondo Salva Comuni o 100 milioni per il Parco del Valentino. Ogni volta che scorro questo elenco ricordo quanto l’Amministrazione si sia dovuta far sentire, perché spesso proponeva progetti ambiziosi ed un po’ fuori dalla norma, rispetto agli standard di altri Comuni. E poi ci sono i fondi del PNRR, le risorse aggiuntive per la funzione sociale, e quelle per l’efficientamento energetico delle scuole, o le risorse di cui Torino ha beneficiato, assieme ad altre realtà, per ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale 80/2021, che è valso l’equilibrio di bilancio. Sono una parte delle risorse che hanno permesso a Chiara Appendino, e alla sua Amministrazione, di fare quello sognavamo per la Città e che siamo riusciti a realizzare. Sono molto felice di aver potuto accompagnare, in questi anni, la Sindaca e la Giunta, primo per l’amicizia ma soprattutto per la sfida di una progettualità che è stata insolita”. Castelli, che ha poi ricordato anche il “grande lavoro fatto per ridurre, agli ambulanti, del 30% il costo dell’occupazione del suolo pubblico per la loro attività”, ha concluso: “Il valore aggiunto di una Amministrazione che fa bene la propria attività, è quello di lasciare alla propria comunità, ma anche a tutta la nazione, dei modelli migliori. In questo campo Torino lo ha fatto e noi li abbiamo recepiti poi, estendendoli a tutto il territorio nazionale, migliorando così la vita di molti cittadini”.

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Sassoli: Gruppi Europarlamento uniti per procedere veloci con le riforme

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2021

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “Ho riunito oggi la conferenza dei Presidenti dei Gruppi politici del Parlamento europeo in una riunione straordinaria per discutere insieme le proposte di riforma del funzionamento della nostra istituzione dopo l’esperienza della pandemia, come scaturite dalla riflessione lanciata in primavera e che ha coinvolto deputati e deputate di ogni orientamento. Abbiamo esaminato nel dettaglio le proposte di riforma dei metodi di lavoro delle sessioni plenarie, di potenziamento delle prerogative legislative e di controllo del Parlamento, di rafforzamento del ruolo della diplomazia parlamentare, di rilancio della comunicazione istituzionale rivolta ai cittadini. Il ritorno ad un esercizio dell’attività parlamentare in presenza e la possibilità di un utilizzo selettivo delle nuove modalità di lavoro in remoto, utilizzate nel corso della pandemia, sono state questioni al centro della discussione di oggi. I Presidenti hanno deciso che già dalle prossime plenarie il Parlamento europeo attuerà in via sperimentale il ritorno in presenza con alcune proposte di modifica dei lavori, come l’introduzione di un numero limitato di dibatti chiave in prime time, uno slot dedicato e selettivo per i dibattiti di politica estera in presenza dell’Alto Rappresentante, l’utilizzo del catch the eye e della carta blu nei dibattiti con la Commissione e il Consiglio, la possibilità per i deputati di parlare dal podio centrale e di sedere nelle prime file nel corso dei dibattiti che li riguardano.

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Stato dell’UE: lotta a COVID-19, ripresa, clima e politica estera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha iniziato il suo secondo discorso sullo Stato dell’Unione europea sottolineando che, durante più grande crisi sanitaria globale da un secolo, la più profonda crisi economica globale da decenni e la più grave crisi planetaria di tutti i tempi, “abbiamo scelto di andare avanti insieme. Come una sola Europa. E possiamo esserne fieri”. Ha sottolineato poi che l’Europa è tra i leader mondiali per tasso di vaccinazione, pur avendo condiviso la metà della sua produzione di vaccini col resto del mondo. Ora la priorità è quella di accelerare la vaccinazione globale, continuare gli sforzi in Europa e prepararsi bene per le future pandemie.Guardando al futuro, ha notato che “il digitale è la questione che fa la differenza” e ha annunciato una nuova legge europea sui microchip per mettere insieme le capacità di ricerca, progettazione e di test dell’Europa e coordinare gli investimenti europei e nazionali. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, von der Leyen ha chiarito che “poiché è causato dall’uomo, noi possiamo fare qualcosa”. Ha poi sottolineato che, con il Green Deal, l’UE è stata la prima grande economia mondiale a presentare una legislazione completa in questo settore e ha promesso di raddoppiare i finanziamenti esterni per la biodiversità ai paesi in via di sviluppo, impegnandosi a stanziare altri 4 miliardi di euro per la finanza sostenibile fino al 2027. Parlando di politica estera e di sicurezza, la Presidente ha chiesto una politica europea di difesa informatica e un nuovo atto europeo di resilienza informatica, e ha infine annunciato un Vertice sulla difesa europea da tenersi sotto la Presidenza francese del Consiglio UE.

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Energia. Ricchiuti (FdI): governo in legge Bilancio affronti nodo tariffe PMI

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

“Il ministro Cingolani conferma che da ottobre, le bollette elettriche aumenteranno del 40 per cento che si somma al +20 per cento del trimestre precedente, dovuto al rincaro delle materie prime sul mercato internazionale, aggiungendo che ‘queste cose vanno dette’. Più che dette andrebbero evitate. Questa cosa è inaccettabile. Il governo deve intervenire immediatamente su IVA, accise e oneri di sistema e convocare Enel e gli altri operatori per ridurre tariffe e profitti. Famiglie e imprese hanno già dato. Mi auguro, inoltre, che già dalla prossima legge di Bilancio si affronti il nodo delle tariffe energetiche totalmente a sfavore delle PMI che pagano mediamente, rispetto alle grandi industrie, il doppio sull’energia elettrica e quasi il triplo per quella del gas. In nessun altro paese dell’Unione Europea, c’è un disallineamento delle tariffe energetiche così elevato tra queste due classi”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Reddito e ammortizzatori sociali

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

“Su Reddito di Cittadinanza e politiche attive del lavoro, per fare una riflessione seria, dobbiamo partire dai fatti. Il primo è che i 2/3 dei percettori del Reddito, come ha ricordato l’INPS, non sono direttamente occupabili. Non sono loro che “spiazzano” il mercato del lavoro, ma bensì persone per le quali, in molti casi, dobbiamo immaginare anche un percorso formativo di base. Il secondo, invece, è relativo ai percettori di NASPI, che sono 1,4 milioni. Ed essendo da poco usciti dal mercato del lavoro sono quelli, potenzialmente, più vicini al reinserimento. Le politiche attive, soprattutto in questo particolare momento storico, vanno viste in modo complessivo. Con un ragionamento che tenga conto di tutti questi aspetti, e che possa mettere in campo, grazie ai 5 miliardi del PNRR, gli strumenti giusti per la formazione di chi cerca lavoro e di chi il lavoro lo deve difendere. Almeno per un momento, sarebbe importante mettere da parte le posizioni ideologiche e lavorare, tutti insieme, per affinare quella rete di protezione sociale, che per troppo tempo è mancata al nostro Paese e che noi, con il Reddito e la Pensione di Cittadinanza, abbiamo introdotto. Le misure di sostegno al reddito, e di lotta alla povertà, sono presenti, già da anni, praticamente in tutta Europa ed un paese civile, come l’Italia, non può certo pensare di lasciare nessuno dei suoi cittadini ai margini della società. Senza il Reddito, nel 2020, 3,7 milioni di persone sarebbero state sotto la soglia di povertà, con un impatto devastante durante la pandemia. Lo strumento è altamente innovativo, ed oggi può fare da apripista ad una organica e strutturata riforma degli ammortizzatori sociali. Mettendolo così a sistema con tutte le altre misure di sostegno al reddito, che vanno necessariamente riorganizzate. Non troviamo scuse per non affrontare i problemi reali. Per troppi anni questo Paese non è stato in grado di reinserire le persone nel mondo del lavoro, e la collaborazione tra i livelli istituzionali è spesso mancata. Ora va cambiata rotta”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Politiche fiscali a livello europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

“Il dato sugli utili delle banche europee (20 miliardi in 7 anni, realizzati in Paesi con fiscalità super-agevolata), se lo studio sarà confermato, è estremamente significativo e richiede una seria riflessione. A livello europeo va affrontato il tema delle politiche fiscali, parlando chiaramente tra Paesi, cosa che già stiamo facendo, con risultati positivi, in molti altri ambiti dell’economia e soprattutto nella lotta all’evasione ed elusione fiscale. È un tema ancora più importante oggi, che l’Italia, l’Europa, stanno ricostruendo un tessuto economico e produttivo fortemente penalizzato dalla pandemia. Regole chiare, per evitare che differenti politiche fiscali, in un mercato unico, portino a delle “storture” che privilegino un Paese a scapito di un altro. Un’Europa maggiormente coesa, anche su questo, può meglio affrontare il problema dei paradisi e dei rifugi fiscali presenti a livello internazionale. Ed arginare l’infiltrarsi della criminalità nell’economia. Anche per questo, come ha sottolineato il Procuratore De Raho, si rende sempre più necessario aumentare l’interconnessione e lo scambio di dati ed informazioni tra i Paesi UE, per fare in modo che la criminalità organizzata non possa spostare i propri capitali in quei territori che hanno una limitata attività di contrasto. Rafforzando il “Country by country report”, strumento efficace di collaborazione tra gli Stati.La pandemia, nel 2020, ha abbattuto il totem del Patto di Stabilità, che da anni, come MoVimento 5 Stelle, chiedevamo di rivedere. E sempre nel 2020, con il Recovery Fund, abbiamo portato l’Europa ad un’assunzione collegiale di responsabilità. Oggi dobbiamo riscrivere molte delle regole economiche. Su quelle fiscali non possiamo girarci dall’altra parte”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Sassoli: Rafforzare centralità del Parlamento in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2021

Bruxelles. Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. “Ho riunito oggi tutti i deputati e le tutte le deputate che hanno partecipato alla riflessione sul futuro del parlamento e della democrazia parlamentare europea dopo l’esperienza della pandemia”. “Ho ricevuto le raccomandazioni dei gruppi di lavoro che per tre mesi hanno discusso del parlamento del futuro”.“Sì è trattato di un lavoro straordinario che, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, ha visto la partecipazione attiva e appassionata di tanti deputati e tante deputate, un importante scambio di esperienze”.“Questa è solo la fine del primo tempo. L’obiettivo ora è rafforzare la centralità del parlamento nel contesto istituzionale e nel rapporto con i cittadini”.“Ora porterò il frutto di questo lavoro all’attenzione degli organi di governo del parlamento europeo per una discussione e una valutazione approfondite su quali misure prendere per il parlamento del futuro”.“Il Covid ci ha aperto gli occhi ed ha cambiato il nostro modo di lavorare come parlamento. Il parlamento sa ora di cosa deve discutere”.“Dobbiamo essere fieri di noi stessi e della centralità del nostro parlamento in questa stagione difficile”.“Il parlamento deve avere tante voci e tante idee e possiamo arrivare a compromessi giusti per il buon funzionamento della nostra istituzione”.

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Delocalizzazioni: Mura (Pd), Parlamento abbia ruolo attivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

“Siamo tutti d’accordo che non si deve più ripetere che una multinazionale possa licenziare con un whatsapp o che prenda risorse pubbliche per poi abbandonare il territorio e i lavoratori. Se siamo d’accordo su questi principi e che le delocalizzazioni selvagge debbano essere arginate attraverso una legislazione che funzioni da deterrente, credo che potremmo fare un buon lavoro anche con un ruolo attivo del Parlamento che possa intervenire a migliorare la proposta definitiva, decreto o disegno di legge”. Lo ha detto oggi la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) intervenendo a Tgcom24 rispondendo a una domanda sulla possibilità che sulle delocalizzazioni non si intervenga per decreto, come auspicato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

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La Commissione pubblica uno studio relativo all’impatto del software “open source” sull’economia europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

Bruxelles. La Commissione ha pubblicato i risultati di uno studio che analizza l’impatto economico del software e dell’hardware “open source” sull’economia europea. Si stima che nel 2018 le imprese con sede nell’UE abbiano investito circa 1 miliardo di € in software “open source”, con un impatto positivo sull’economia europea compreso tra 65 e 95 miliardi di €. Lo studio prevede che un aumento del 10 % dei contributi al software “open source” genererebbe ogni anno un aumento del PIL compreso tra lo 0,4 % e lo 0,6 % e permetterebbe la nascita di oltre 600 nuove start-up nel settore delle TIC nell’UE. Gli studi di casi rivelano che, acquistando software con codice sorgente aperto anziché software proprietario, il settore pubblico potrebbe ridurre il costo totale della proprietà, evitare effetti di dipendenza dal fornitore (“vendor lock-in”) e di conseguenza rafforzare la propria autonomia digitale. Lo studio formula una serie di raccomandazioni specifiche di politica pubblica per fare sì che il settore pubblico diventi autonomo sotto il profilo digitale, la ricerca e l’innovazione abbiano carattere aperto e favoriscano la crescita europea e l’industria sia digitalizzata e competitiva a livello interno. A lungo termine, i risultati dello studio potrebbero essere utilizzati per rafforzare la dimensione “open source” nello sviluppo di future politiche in materia di software e hardware per l’industria dell’UE. Maggiori informazioni sullo studio sono disponibili qui. Inoltre, dal ottobre 2020 la Commissione dispone di una propria nuova strategia per il software “open source” 2020-2023, che incoraggia e sfrutta ulteriormente il potenziale trasformativo, innovativo e collaborativo dell’open source, al fine di conseguire gli obiettivi della strategia digitale globale della Commissione e contribuire al programma Europa digitale. La strategia della Commissione pone un accento particolare sulla condivisione e sul riutilizzo di soluzioni, conoscenze e competenze in materia di software, nonché sull’aumento dell’uso dell’open source nelle tecnologie dell’informazione e in altri settori strategici.

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Afghanistan. Rauti (FdI): con i Talebani non è un Paese per donne

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2021

“Nasce l’Emirato islamico in Afghanistan, senza donne tra i membri del governo e con qualche ricercato internazionale per terrorismo. Ed è significativo che tra i primi indirizzi del neonato Regime ci sia il divieto della pratica sportiva per le donne. Sarebbero due le motivazioni dei Talebani: la prima è che lo sport non è necessario; la seconda è perché ‘durante l’attività sportiva le donne potrebbero scoprire il volto e il corpo’, questo è quanto testualmente dichiarato dal vice capo della Commissione culturale dei talebani che, a scanso di equivoci, ha voluto precisare che ‘l’Emirato islamico non consentirà alle donne di giocare a cricket né di praticare un tipo di sport in cui vengano esposte’. Il governo italiano fa ancora finta di non capire il vero profilo dell’Emirato mentre è di tutta evidenza che il ritorno dei talebani ed il fondamentalismo islamico cancellino, con un colpo di spugna, i traguardi sociali e civili raggiunti negli ultimi anni dal popolo afghano; in particolare le conquiste delle donne in settori fondamentali come sanità, istruzione, lavoro, amministrazione e vita politica. Al di là delle iniziali e pelose rassicurazioni, fornite dai leader talebani, all’opinione pubblica occidentale, sul rispetto dei diritti umani e dei diritti delle donne, la verità è che l’Emirato afghano, che fonda sulla Sharia la sua fonte di diritto, riporterà il Paese agli anni più bui. Le bambine non potranno studiare, le donne non potranno lavorare ed i matrimoni precoci contribuiranno a cancellare le libertà femminili faticosamente conquistate. Il divieto della pratica sportiva è solo il primo passo; l’Afghanistan dei Talebani non vuole coprire solo il corpo delle donne ma anche la loro esistenza. E per Fratelli d’Italia nessun dialogo è possibile con chi vuole nascondere le donne al mondo ed il mondo agli occhi delle donne”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, responsabile nazionale del Dipartimento Pari Opportunità, Famiglia, valori non negoziabili.

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Giustizia. Balboni (FdI): riforma Cartabia su processo civile peggiore di quella Bonafede

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2021

“La riforma del processo civile proposta dal ministro Cartabia è addirittura peggiorativa del testo Bonafede. Gli emendamenti presentati dal governo in Commissione giustizia introducono un sistema ferreo di preclusioni e decadenze mesi prima dell’udienza di comparizione con conseguenze molto gravi a carico delle parti. Fratelli d’Italia non crede che la celerità del processo possa ottenersi a scapito dei diritti che si devono far valere in giudizio. Il rispetto del principio del contraddittorio può essere garantito soltanto attraverso il confronto con il giudice in udienza alla presenza delle parti e non con memorie da depositare mesi prima, che avviliscono il processo a uno scambio astratto di atti tra attore e convenuto. E ancor più inaccettabile è che a fronte di questa drastica compressione dei diritti delle parti non sia previsto alcun rimedio alla prassi diffusissima in molti Tribunali di rinvii abnormi, anche di anni, spesso privi di una vera giustificazione. Per questo ci batteremo in Commissione ed in aula con i nostri emendamenti per impedire questo ennesimo arretramento della nostra civiltà giuridica nel campo della tutela dei diritti e del processo civile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, vicepresidente della Commissione Giustizia.

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Economia: La ripartenza e il recupero occupazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2021

“Il Paese ha bisogno di forza lavoro e la sta cercando. I dati presentati dall’ISTAT ci dicono questo. Le imprese manifatturiere stanno assumendo, da gennaio gli occupati sono saliti di 550 mila unità. Si sta rimettendo in moto tutto, grazie al lavoro delle nostre imprese e alle misure messe in campo dagli ultimi Governi. Anche i dati sul PIL sono positivi, con la previsione di chiudere l’anno intorno al 6%, ed i mercati da mesi, ormai, stanno dando una risposta importante. È una fase di ripartenza che dobbiamo continuare a supportare, per consolidare il recupero occupazionale, lavorando su tre binari paralleli: sostegno alle imprese per semplificare i meccanismi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale, dando così loro l’opportunità di intercettare importanti quote di mercato che si sono aperte anche a seguito dell’emergenza sanitaria; riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro; investire sul lavoro autonomo. Su quest’ultimo aspetto abbiamo avviato un percorso per garantire ai lavoratori autonomi quei diritti che prima erano solo per i dipendenti. Penso all’Iscro, un’ammortizzatore sociale rivolto agli autonomi, o all’Assegno unico per sostenere le famiglie. Ora dobbiamo andare oltre. Vanno semplificate tutte le procedure burocratiche per aprire un’attività e poi, per quelle avviate, occorre incentivarle a “crescere”, senza l’oppressione di un sistema fiscale che li “tartassi”. In questo percorso sarà fondamentale la riforma fiscale a cui, come Governo, stiamo lavorando in queste settimane. Per i lavoratori autonomi è sempre più necessario superare il sistema di “saldo e acconti” a favore di una “tassazione per cassa”, un sistema di versamenti mensili di quanto effettivamente incassato, al netto delle spese. Garantirebbe al contribuente la possibilità di una maggiore programmazione ed allo Stato un flusso costante di entrate. Oltre a ridurre il numero degli adempimenti. Da ultimo dobbiamo ridare fiducia alle vocazioni professionali. Le lauree abilitanti rappresentano il primo tassello, ma servono politiche “di visione” per i giovani, che creino, ad esempio, nuovi ambiti professionalizzanti, con profili di tecnici altamente qualificati. In grado di cogliere tutte le opportunità che deriveranno dal Recovery Plan”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post sui social.

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Breyer e l’immigrazione: la Corte Suprema influenzata dalla politica?

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2021

By Domenico Maceri. “La fedeltà dei giudici sta con l’osservanza della legge, non con il partito politico che li ha aiutati a ottenere i loro incarichi”. Così Stephen Breyer, uno dei nove giudici della Corte Suprema americana nel suo nuovo libro “The Authority of the Court and the Peril of Politics” (L’autorità della Corte e il pericolo della politica), che uscirà fra pochi giorni, edito dalla Harvard University. Breyer voleva ovviamente reiterare il principio dell’indipendenza delle toghe. Non stupisce l’asserzione ma la politica nel sistema giudiziario spesso emerge almeno nella mente dei cittadini americani informati ma anche di tanti altri che seguono casualmente le sentenze della Corte Suprema. Uno di questi casi recenti serve da esempio che ci chiarisce il mix fra sistema legale e politica.In una decisione di 6-3 la Corte Suprema ha respinto il ricorso dell’amministrazione di Joe Biden di abbandonare il Migrant Protection Protocols (MPP), una misura sull’immigrazione creata da Donald Trump. Per ridurre il numero dei rifugiati centroamericani in America, il 45esimo presidente aveva concluso un accordo internazionale per mantenere i richiedenti asilo nel Messico mentre il lento sistema giudiziario americano considerava i loro casi. Trump aveva negoziato l’accordo per ridurre il numero sempre crescente di rifugiati, interpretando i continui aumenti alla frontiera come un’invasione, mantenendo la sua linea “dura” contro gli immigrati. L’accordo, MPP, “Remain in Mexico”, siglato nel 2019, era stato sospeso per 17 mesi, ma il 13 agosto dell’anno in corso, il giudice federale Matthew J. Kacsmaryk, ha ordinato il suo restauro. Kacsmaryk ha giudicato legittima la richiesta di Greg Abbott e Mike Parson, ambedue repubblicani, e governatori del Texas e Missouri rispettivamente. I due hanno giustificato la loro richiesta citando l’onere delle spese dei loro Stati per la presenza di questi rifugiati. L’amministrazione di Biden ha reagito chiedendo alla Corte Suprema di bloccare la decisione di Kacsmaryk. La Corte Suprema ha deciso di mantenere l’ordine del giudice federale e dare tempo alla Corte di Appello del Quinto Circuito di decidere il caso.Si tratta dunque di una sconfitta, almeno temporanea per Biden, che adesso si vede obbligato a riprendere le negoziazioni con le autorità messicane. Lo farà controvoglia ma la Corte Suprema ha anche dato l’incarico a Kacsmaryk di assicurarsi che Biden la prenda sul serio. In caso contrario vi potrebbero essere altre conseguenze legali, che la Corte Suprema ha conferito Kacsmaryk.Né Kacsmaryk né la Corte Suprema hanno considerato la triste situazione dei rifugiati, molti dei quali sfuggono alla violenza dell’America Centrale. Impedendogli di entrare negli Usa continua i pericoli per la loro vita poiché la sicurezza in Messico non è poi tanto migliore dei loro Paesi di origine. Dall’inizio del MPP nel 2019, i rifugiati hanno subito soprusi dentro i confini del Messico. Human Rights First, un’associazione sui diritti umani basata negli Usa, ha rilasciato un rapporto in cui si forniscono dati di 1550 casi di abusi che includono morti, stupri, sequestri contro questi migranti costretti a rimanere nel Messico.Le negoziazioni fra Biden e il Messico potrebbero facilmente andare a monte se le autorità messicane decidono di non cooperare e rifiutarsi di accettare questi rifugiati nel loro territorio. In passato, dopo la richiesta iniziale, i migranti venivano rilasciati nel territorio americano aspettando la data del loro processo. Con frequenza, però, non si presentavano ed entravano nel mercato del lavoro illegalmente. Trump voleva proprio evitare loro l’accesso per limitare o eliminare queste situazioni. La decisione temporanea della Corte Suprema sembrerebbe avere poco a che fare con la politica ma difatti si tratta proprio del contrario. A cominciare dal fatto che Kacsmaryk era stato nominato da Trump. C’è poi ovviamente il costante conflitto politico fra governatori repubblicani e un presidente democratico. Kacsmaryk ha chiarito che la necessità di restaurare il MPP era dovuta agli aumenti dei rifugiati al confine. In effetti ha usato una giustificazione politica e non legale. Ha spiegato che il Missouri e il Texas ne facevano le spese per i costi di servire questi rifugiati per quanto riguarda la sanità e l’istruzione dei loro figli. Fare ricorso al sistema giudiziario spesso è l’unico modo per risolvere i conflitti. In questo caso la Corte ha deciso di rimandare tutto e probabilmente riconsiderare il caso nei prossimi mesi. Nel frattempo, l’immigrazione, compito del governo federale e non statale, viene consegnato al volere degli Stati, mediante l’uso del giudice Kacsmaryk.La decisione della Corte Suprema sul MPP conferma la linea poco chiara che esiste fra legalità e l’influenza delle considerazioni politiche. Il giudice Breyer non vede queste acque sporche. Per lui tutto è limpido e cita l’indipendenza della Corte Suprema, facendo riferimento al fatto che, nonostante i suoi dissensi giudiziari espressi per iscritto, il sistema funziona. La richiesta di Trump alla Corte Suprema di ribaltare l’elezione del 2020 è stata respinta. Il fatto che Trump abbia nominato 3 degli attuali 6 giudici scelti da presidenti repubblicani e solo 3 da presidenti democratici non gli è servito a nulla per i suoi scopi politici. Breyer aggiunge inoltre che la Corte Suprema ha votato 3 volte per mantenere l’Obamacare, la riforma sanitaria del 2010 approvata durante la presidenza di Barack Obama.Breyer però non sembra avere captato che la politica a Washington sia divenuta tossica negli ultimi anni. Il giudice sembra essere congelato negli anni novanta quando lui fu nominato da Bill Clinton e confermato dal Senato con un voto schiacciante di 87 sì e 9 no. Un evento inconcepibile di questi giorni. Breyer non tocca neanche il tasto dell’ipocrisia di Mitch McConnell, senatore repubblicano del Kentucky e Presidente del Senato fino a gennaio del 2021, che ha “rubato” uno dei seggi alla Corte Suprema al presidente Obama. Va ricordato che con la morte di Antonin Scalia all’inizio del 2016, giudice conservatore, McConnell si rifiutò di sottoporre la nomina di Merrick Garland alla conferma perché si trattava di un anno di elezione presidenziale. Quando però poi Trump nominò Amy Coney Barrett per sostituire Ruth Bader Ginsburg, McConnell la fece confermare in tempi rapidissimi con l’elezione del 2020 già in corso, creando una maggioranza di 6 a 3 per giudici del suo partito. Breyer chiude gli occhi a queste considerazioni politiche ma Biden non lo ha fatto. Ecco perché ha istituito una commissione per studiare possibili riforme sulla Corte Suprema. Le raccomandazioni della Commissione dovrebbero arrivare fra breve. Il più presto possibile andrebbe bene per ristrutturare la Corte Suprema, che pende a destra, anche se Breyer non lo riconosce. Le ultimissime notizie ne confermano l’emergenza. La Corte Suprema, con un voto di 5-4 si è rifiutata di sospendere la nuovissima legge draconiana del Texas che proibisce l’aborto dopo sei settimane di gravidanza, anche in caso di stupro o incesto. Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California.

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Interrogazione parlamentare sul trattamento del personale militare di rientro dai teatri operativi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 agosto 2021

Qualche settimana fa il SIAM era intervenuto per denunciare il pessimo ed indecoroso trattamento riservato al personale militare dell’Aeronautica di rientro dai teatri operativi, in particolare dal teatro Afghano. Ora, anche il Parlamento è intervenuto sulla tematica con una interrogazione al Ministro della Difesa da parte della Deputata Emanuela Corda del Gruppo Misto – L’alternativa c’è. Ai nostri militari, al loro rientro, era stato riservato un trattamento vergognoso con obbligo di quarantena (non previsto dalle circolari di igesan) in licenza straordinaria e a centinaia di kilometri di distanza dall’aeroporto di arrivo, procurando loro enormi disagi dovuti al trasporto in bus dall’altro capo dell’Italia e senza la minima attenzione al benessere psicofisico, specie dopo un lungo e scomodo viaggio con aerei militari. Ci auguriamo che il Ministro Guerini risponda in tempi brevi per chiarire cosa non abbia funzionato nella catena di comando e nell’organizzazione logistica laddove, nell’ultimo periodo, l’Aeronautica ha dimostrato molto presappochismo specie quando si è trattato di gestione del personale militare. Non è accettabile che la Forza Armata enfatizzi mediaticamente la propria efficienza ed efficacia nel suo porsi a servizio del paese, quando poi nella realtà tocca constatare il protrarsi di una scarsa (e, talvolta, inesistente) attenzione per la componente umana impiegata nei teatri operativi esteri. Riteniamo urgente un serio esame di coscienza da parte del Vertice dell’Arma Azzurra e un repentino cambio di rotta nella gestione delle diverse fasi organizzative del personale impiegato in OFCN, per il cui rispetto è necessario che la discrezionalità nelle decisioni, affinché non scada in arbitrio e approssimazione, sia sempre più collegata al principio di legalità.

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“Il Superbonus al 110% è uno dei pilastri della transizione ecologica”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2021

Almeno per due ordini di motivi: il primo, perché va fatto un grande lavoro sull’efficientamento energetico (e sismico) degli edifici; il secondo, perché la sostenibilità ambientale va di pari passo con la sostenibilità sociale ed economica, e la riqualificazione ambientale produce utili e lavoro. Questo è un concetto che noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo molto chiaro, ed è per questo che stiamo spingendo molto su questa misura.Il Superbonus sta funzionando e, grazie al grande lavoro Parlamentare, durante la conversione del Decreto Semplificazioni, ha avuto, proprio in queste ultime settimane, un’importante accelerazione. L’introduzione del modello unico ha, infatti, drasticamente semplificato gli adempimenti per accedere all’agevolazione. In un solo mese (da luglio ad agosto) abbiamo registrato un grande aumento dei cantieri avviati, che attualmente sono 32 mila, e i lavori nei condomini sono incrementati del 45%.Stiamo riuscendo così a garantire ad un maggior numero di cittadini la possibilità di ottenere, per i loro immobili, una maggiore efficienza da un punto di vista energetico e sismico. E da questo processo di transizione, con la riduzione delle emissioni ed una rigenerazione urbana, a trarne beneficio non saranno solo i singoli cittadini ma l’intera comunità. Questa resta una misura strategica”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Spesa sociale per i comuni italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2021

Roma – “Le prossime elezioni amministrative rappresentano un appuntamento importante. Un’occasione per raccontare la rivoluzione silente fatta in questi anni, sempre dalla parte dei cittadini. Una rivoluzione di cui adesso, tutti, inizieremo a raccogliere i frutti. E che parte proprio da quei servizi che hanno sempre condizionato la vera differenza nella spesa sociale degli enti locali, soprattutto tra nord e sud.Da quest’anno tutti i Comuni italiani sono più uguali, ed hanno le stesse risorse per asili nido e spesa per la funzione sociale. Iniziamo ad avere così un Paese che garantisce, ai cittadini, gli stessi diritti, indipendentemente dal luogo in cui risiedono. È un lavoro di cui vado molto fiera, che in questi anni di Governo ho portato avanti per il MoVimento 5 Stelle. Con la determinazione che ci contraddistingue da sempre. Per molte realtà, come Salerno dove la spesa sociale passa dai 70,20 € ad abitante del 2020 ai 104,29 del 2021, con un incremento complessivo sul primo anno di oltre 1,5 milioni di euro, vuol dire poter riprogrammare radicalmente alcuni settori.I Comuni, infatti, grazie ai nuovi criteri (e alla cancellazione di quello storico) ed alle risorse aggiuntive (stanziate dal Governo Conte Il fino al 2030), potranno attivare altri servizi, o potenziare quelli esistenti, a beneficio di anziani, cittadini disabili e minori. Questo, in concreto, vuol dire che gli enti locali devono dedicare risorse all’assistenza domiciliare sociale o all’erogazione di servizi come i pasti, la spesa o le faccende domestiche, per favorire la permanenza a domicilio degli anziani. Ma anche attività di sostegno ai minori in età scolare, e ai nuclei familiari fragili, tra cui i centri per le famiglie. E poi l’assistenza domiciliare, i centri diurni ed i servizi di trasporto per i disabili.Questa è la nostra idea di Italia, un’Italia dove la qualità della vita dei cittadini è al centro dell’azione amministrativa, politica e di Governo.Ora che ci sono più risorse, scegliere gli amministratori giusti è ancora più importante”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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What Joe Biden’s debacle means for Afghanistan and America

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2021

America has spent $2trn in Afghanistan since invading in 2001; more than 2,000 American lives have been lost, not to mention more than 117,000 Afghan ones. And yet, having taken Kabul, the Taliban control more of the country today than they did when they were last in power. They have also won the ultimate affirmation: defeating a superpower. It is not surprising that America failed to turn Afghanistan into a democracy. Nor was it unreasonable for Joe Biden, America’s president, to want to draw the conflict to a close, given the duration, scale and expense of the American deployment. But his failure to withdraw in an orderly fashion has left the Afghans abandoned. America’s intelligence was flawed and its planning rigid. Mr Biden was capricious and his concern for allies minimal. That is likely to embolden jihadists everywhere. It will also dismay America’s friends and encourage adventurism on the part of hostile governments such as Russia’s or China’s. By Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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Afghanistan: Rojc (Pd), Ue esposta e debole senza iniziative unitarie

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2021

“Sono doverose ma non bastano le richieste e le manifestazioni di solidarietà nei confronti delle fasce più deboli e a rischio della popolazione afghana, a cominciare dalle donne. I talebani si sono insediati al potere e non se ne andranno, gli Usa si stanno sfilando da quel teatro, altre potenze si stanno posizionando, e l’Europa sarà sempre più esposta se sarà debole e non saprà prendere iniziative politiche unitarie, rapide e incisive. La questione dei diritti civili dev’essere il discrimine per regolare i rapporti con la nuova realtà statuale, che sotto la propaganda sta mostrando un volto noto e brutale. Altrimenti qualunque allarme sui flussi dei profughi sarà inutile e strumentale”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd), membro della commissione Esteri a Palazzo Madama, dopo che la Ue e altri 20 Stati tra cui Usa e Regno Unito hanno espresso preoccupazione “per le donne e ragazze afgane, i loro diritti all’istruzione, al lavoro e alla libertà di movimento”.

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Afghanistan: 20 anni di fallimenti per il tentativo della famosa “Democrazia Esportata con le guerre”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 agosto 2021

Cosi la comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) esprime senza giri di parole che è stato decretato ufficialmente il fallimento del famoso tentativo di esportare la democrazia tramite le guerre. Ha fallito in Afghanistan, in Iraq e nello Yemen.E’ stata una fuga precipitosa mettendo a rischio numerose vite di civili, donne e occidentali. In questi 20 anni sono stati commessi tanti sbagli da parte degli americani e dei paesi occidentali ,bisogna ammettere i propri errori e i calcoli politici. Inoltre il pensiero che la democrazia esportata con le guerre può risolvere tutte le questioni locali e sia un modo per combattere il terrorismo è sbagliato ed ha causato più danni e vittime .L”annuncio da parte del presidente americano Biden, del ritiro dall’Afghanistan, ha contribuito ad una accelerazione dell’entrata dei talebani a Kabul. Chiediamo di sostenere il popolo afghano compreso le donne e i bambini e basta con la scusa della democrazia esportata con le guerre bisogna dialogare di più con le popolazioni locali e con il vero mondo musulmano, che rispetta i diritti umani e delle donne e crede nella pace, per costruire società e governi eletti democraticamente dalla popolazione. Cosi Dichiara Foad Aodi presidente Co-mai e dell’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) che ricorda anche la primavera araba ha fallito per gli stessi motivi e per ingerenze di diplomazie straniere senza dare la parola ai popoli in modo democratico e libero.

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Iniziative Ue contro il riciclaggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista- L’Europol stima che l’1% del Pil dell’Unione europea, equivalente a circa 160 miliardi di euro, è coinvolto in attività finanziarie illegali. E’ clamoroso il caso della filiale estone della banca danese Danske Bank, che dal 2007 al 2015 sarebbe stata il veicolo di transazioni molto sospette per oltre 200 miliardi di euro. Del resto è risaputo che il riciclaggio di soldi per fini illegali, per il sostegno al terrorismo e per l’evasione e l’elusione fiscale ha assunto dimensioni preoccupanti. Anche le reti criminali si sono dimostrate molto esperte a “dribblare” i regolamenti e i controlli dei singoli Paesi, sfruttandone le differenze, le incongruità e anche le reciproche avversità. In questa materia l’Unione europea si “barcamena” tra un desiderato coordinamento centralizzato e i provvedimenti dei diversi governi. Recentemente la Commissione ha presentato delle condivisibili proposte legislative al Parlamento e al Consiglio europeo per consolidare le norme Ue per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Da notare che inizialmente l’iniziativa era stata osteggiata da alcuni Paesi membri, tra cui Cipro, Malta ed Estonia. Non convincente, invece, è l’introduzione del massimale di 10.000 euro per i pagamenti in contanti. Si ricordi che in Italia esso è di 2.000 euro. In un attimo, tutta la passata battaglia ideologica di casa nostra sull’argomento è stata spazzata via. Il citato pacchetto mira anzitutto a creare una nuova autorità europea in materia di riciclaggio. E’ previsto un regolamento con norme direttamente applicabili. C’è una direttiva, relativa agli organismi di vigilanza, da recepire ai vari livelli nazionali. Lungimirante, ci sembra, è il regolamento per tracciare i trasferimenti in cripto-valute. La nuova autorità europea dovrebbe rafforzare la vigilanza e prevedere un unico sistema integrato per meglio coordinare gli organismi nazionali di monitoraggio. Gli attuali registri nazionali dei conti bancari dovrebbero essere collegati tra loro, consentendo alle varie Unità d’informazione finanziaria di accedere rapidamente ai movimenti sui conti correnti. Compito non secondario sarebbe la vigilanza su alcuni enti finanziari che si ritengono più rischiosi. Per quanto riguarda le cripto-valute e le cripto-attività, si rileva che attualmente solo alcuni prestatori di detti servizi sono soggetti alle norme di antiriciclaggio. Il che è una negligenza grave che potrebbe essere sfruttata anche da interessi illegali. Perciò è positiva la previsione di modifiche per la tracciabilità dei trasferimenti di cripto-attività, come i bitcoin. Saranno inoltre vietati i portafogli anonimi di cripto-attività. Naturalmente il riciclaggio è un fenomeno globale che richiede una forte cooperazione internazionale. La Commissione è già parte del Gruppo di azione finanziaria internazionale (Gafi), che è il garante a livello mondiale della lotta al riciclaggio di denaro. Gli elenchi del Gafi saranno inseriti in quelli dell’Ue. Essi avranno una “lista nera”, in cui figurano la Corea del Nord e l’Iran, e una “lista grigia”. Quest’ultima comprende 22 Stati. Oltre a quelli sospettati di terrorismo o coinvolti in guerre, ci sono alcuni dei paradisi fiscali più “gettonati” da interessi europei, tra cui le Barbados, le Cayman, Giamaica, Panama Albania e Malta (!). Anche la Romania stava per esservi inclusa. E’ incredibile che vi siano coinvolti dei Paesi europei e persino dell’Ue! Il documento è ricco di dati che evidenziano i rischi connessi ai vari settori economici influenzati o influenzabili dal riciclaggio di soldi sporchi. Ad esempio, si afferma che esso opera principalmente ancora attraverso il trasferimento di contanti e che le banconote da 500 euro sono state largamente usate a tal fine. Si stima che a livello mondiale il riciclaggio sfrutterebbe il mercato immobiliare per 1.600 miliardi di dollari l’anno e quello dei diamanti, che è concentrato soprattutto in Belgio. Il rapporto rileva la crescita dell’utilizzo dei paradisi fiscali quali veicoli per il riciclaggio: già nel 2016 i residenti Eu tenevano ben 1.600 miliardi di dollari nei centri off shore. Le nuove proposte della Commissione affrontano la sfida principale per il futuro dell’Unione: operare congiuntamente, senza sabotaggi di varia natura, per fronteggiare e sconfiggere il riciclaggio di soldi sporchi, che mina la sicurezza, la stabilità e il bilancio dell’Europa.

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