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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 48

Archive for the ‘Politica/Politics’ Category

Politics

Macerata: politica irresponsabile e Polizia a gestire le esasperazioni

Posted by fidest press agency su sabato, 10 febbraio 2018

“I drammatici fatti che si sono susseguiti a Macerata, e l’ennesima campagna elettorale che si caratterizza per il corrosivo scontro che nulla a che fare con il confronto su temi concreti, e meno che mai sulla sicurezza, dimostrano purtroppo la totale irresponsabilità di una politica che non esita a sfruttare persino tragedie simili per il proprio tornaconto, esasperando ulteriormente tensioni sociali che, come sempre, sono gli operatori della sicurezza a dover gestire. Perché è il caso di ricordare che nelle strade, a confrontarsi con estremismi di ogni genere e appartenenza, ci sono i Poliziotti”.Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo i gravissimi episodi di cronaca verificatisi a Macerata e le polemiche politiche che ne sono seguite.“La tribuna politica – insiste Pianese –, che somiglia sempre più a un’arena senza regole e senza alcun senso del rispetto e della correttezza, con evidenti e poco nobili fini elettorali urla i suoi slogan che ‘gettano benzina’ su un incendio che rischia di travolgere la collettività, lasciandoci a gestire da soli il pericolo delle ‘esplosioni’ che ne possono conseguire. Non è ammissibile che i leader politici abbiano scelto di cavalcare da più parti, con angolazioni diverse, e ciascuno per il proprio tornaconto, fatti che per la loro drammaticità dovevano trovare in risposta un imprescindibile senso di responsabilità di chi, a sinistra come a destra, ambisce a governare il paese. Purtroppo, abbiamo invece avuto l’ennesima conferma che la sicurezza, quella vera, e tutto ciò che essa presuppone, non importa poi molto alla politica. L’irresponsabilità dimostrata di fronte ai fatti di Macerata fa il pio, indiscutibilmente, con l’assoluta mancanza di rispetto e considerazione sistematicamente dimostrata verso gli appartenenti alle Forze dell’ordine. I soli, lo ripetiamo, che in concreto si trovano a fronteggiare il frutto dei disastri di ogni genere che politici di ogni colore contribuiscono alquanto attivamente a determinare”.

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Ora legale: Parlamento chiede valutazione approfondita sul cambiamento di orario

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

In una risoluzione non legislativa approvata giovedì, i deputati chiedono una valutazione dell’attuale sistema dell’ora legale e, se necessaria, una revisione delle norme.Varie iniziative di cittadini hanno dimostrato che l’opinione pubblica è preoccupata per il cambiamento biennale dell’orario, che segna l’inizio e la fine dell’estate, e che attualmente si compie l’ultimo fine settimana di marzo e di ottobre. Numerosi studi non sono riusciti a giungere a conclusioni definitive, ma hanno segnalato l’esistenza di possibili effetti negativi sulla salute umana. I deputati chiedono alla Commissione di condurre una valutazione approfondita della direttiva sull’ora legale e, se necessario, di formulare una proposta di revisione.Facendo riferimento alla necessità di evitare sistemi diversi di cambio orario in ciascun Paese UE, i deputati hanno anche affermato che è fondamentale mantenere un regime orario uniforme a livello di Unione. La risoluzione è stata approvata con 384 voti favorevoli, 153 contrari, 12 astensioni.L’attuale direttiva sull’ora legale, entrata in vigore nel 2001, prevede una data e un’ora comuni per l’inizio e la fine del periodo dell’ora legale in tutta l’UE, al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato interno.rafforzate per consentire loro di lavorare in questo modo.

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Elezioni europee 2019: il sistema degli “Spitzenkandidaten” non può essere revocato

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 febbraio 2018

Il PE respingerà i candidati a Presidente della Commissione che non siano stati “candidati principali” dei partiti politici europei
·Il sistema degli “Spitzenkandidaten” (candidato principale alla Presidenza della Commissione) si è rivelato un successo nel 2014
·I Commissari in carica potranno essere designati come “Spitzenkandidaten” prima delle elezioni UE
Il PE respingerà qualsiasi candidato a Presidente della Commissione che non sia stato nominato “candidato principale” dai partiti europei prima delle elezioni del 2019. Secondo i deputati, il cosiddetto sistema dei “candidati principali”, in cui i partiti politici europei, prima delle elezioni europee, designano ciascuno un candidato per la carica di Presidente della Commissione europea, non può essere revocato. Questo sistema è stato utilizzato per la prima volta nel 2014 per selezionare l’attuale Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker.
Il sistema degli “Spitzenkandidaten”, termine tedesco comunemente usato per indicare il “candidato principale”, deve essere quindi confermato per le prossime elezioni. Il Parlamento è infatti pronto a respingere qualsiasi candidato alla Presidenza della Commissione che non sia stato selezionato in questo modo.I deputati ritengono che nel 2014 il sistema si sia rivelato un successo, stabilendo un legame tra la scelta del Presidente della Commissione e l’esito delle elezioni europee, e sottolineano che le elezioni del 2019 saranno l’occasione per consolidare questa prassi.I Commissari in carica possono presentarsi come “candidati principali” prima delle elezioni UE. I deputati hanno adottato le proposte di modifica dell’accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea.Nella risoluzione, approvata con 457 voti favorevoli, 200 contrari e 20 astensioni, si chiede di:
· consentire ai Commissari UE in carica di candidarsi per l’elezione al Parlamento europeo e di essere designati dai partiti politici europei come “Spitzenkandidaten”, ovvero candidati principali, per l’incarico di Presidente della Commissione, senza dover prima richiedere un congedo non retribuito,
· obbligare il Presidente della Commissione a informare i deputati delle misure adottate per garantire che i Commissari candidati rispettino le norme in materia di indipendenza e integrità durante la campagna elettorale,
· esigere che i Commissari non utilizzino le risorse umane o materiali della Commissione per attività legate alla campagna elettorale.

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Andrej Plenković: Il futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 febbraio 2018

european parliamentIl primo ministro croato Andrej Plenković è stato il secondo leader dell’UE a discutere martedì sul futuro dell’Europa con i deputati. “Il nostro cammino deve andare avanti, non indietro. La Croazia è entrata nell’Unione europea per costruire e sviluppare il progetto europeo insieme ai nostri partner, per costruire un futuro basato sull’uguaglianza tra gli Stati, i cittadini e le opportunità”, ha dichiarato il Primo ministro Plenković.Nel presentare la sua visione sul futuro dell’Europa, il Primo ministro ha sottolineato che la solidarietà deve rimanere “un pilastro delle nostre azioni” e che un’Europa unita è la chiave di volta, “perché possiamo andare avanti solo se siamo uniti”.Plenković ha inoltre sottolineato l’importanza della crescita e della coesione, e di come l’Unione europea abbia bisogno che tutti i suoi membri progrediscano allo stesso modo. “I nostri cittadini dovrebbero percepire tutti i vantaggi dell’adesione all’UE; dovrebbero abbracciare e partecipare attivamente alla continuazione della sua costruzione”, ha affermato.
Il Primo Ministro ha poi ribadito che l’Unione europea deve investire nell’istruzione, nella cultura e nella creatività, nella ricerca e nello sviluppo, assicurando nel contempo una stabilità finanziaria che garantisca la protezione dei cittadini da eventuali crisi finanziarie.Nel dare il benvenuto al Primo Ministro croato, il Presidente del Parlamento Antonio Tajani ha dichiarato: “Nel suo discorso, il Primo Ministro Plenkovic ha delineato una visione positiva e lungimirante per il futuro dell’Europa, in cui la Croazia e l’UE, lavorando insieme, realizzeranno un’Unione più efficace. Ha avanzato argomentazioni eccellenti a favore dell’adesione all’ Unione europea e del modo in cui ha avvantaggiato la Croazia. Allo stesso tempo, ha giustamente sottolineato alcune delle sfide che dobbiamo affrontare insieme, come la sicurezza, l’immigrazione incontrollata e la disoccupazione giovanile”.La maggioranza dei leader dei gruppi politici del Parlamento ha elogiato l’impegno di Plenković per un’Europa più democratica, utilizzando la rottura del paese con la sua travagliata storia recente come un chiaro esempio del fatto che, con duro lavoro e determinazione, un futuro all’interno dell’Unione europea non solo è possibile, ma può anche essere luminoso.Alcuni deputati hanno sottolineato l’importanza di preservare l’identità nazionale dei cittadini UE unita a una forte identità europea, senza che i nazionalisti la considerino una contraddizione. Altri hanno riaffermato la necessità di maggiori investimenti per creare posti di lavoro, un tenore di vita dignitoso e un’Europa che si assuma una maggiore responsabilità sociale. Hanno poi chiesto riforme istituzionali, come l’introduzione di una circoscrizione elettorale paneuropea, e ribadito il loro fermo impegno a sostenere altri Paesi dei Balcani occidentali che desiderino aderire all’Unione europea, una volta risolte tutte le controversie sui confini e soddisfatti i criteri della Commissione.

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Elezioni 2018. Regione Lazio. Sanità. Analisi e proposte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 febbraio 2018

Roma. Il 4 marzo, oltre alle elezioni nazionali, si svolgeranno anche quelle nella Regione Lazio. Ci sembra opportuno fare un’analisi della situazione. La sanità del Lazio dispone di un finanziamento di circa 10,7 miliardi di euro (anno 2016) come parte del Fondo Sanitario Nazionale. La sanità costituisce circa i tre quarti del bilancio regionale. Per comprendere l’attuale situazione della sanità del Lazio è necessario accennare sinteticamente alla sua storia a partire dagli anni ’90/2000.
A seguito della riforma sanitaria del 1992-93 alle Regioni è stata affidata la gestione dei servizi sanitari ma, contestualmente, è stato imposto di essere responsabili dei propri costi.
Il Lazio già in partenza (anni 90) aveva un surplus di letti e ospedali (specialmente privati e religiosi) e degenza media sensibilmente più alta della media italiana; dunque avrebbe avuto bisogno di interventi incisivi e lungimiranti, anche se è vero che il debito sanitario è passato dai 5.678 miliardi del 2000-2005 ai 163 miliardi del 2016. La progressiva diminuzione del deficit dipende anche dal fatto che a partire dal 2007 leggi sanitarie nazionali hanno portato al commissariamento della sanità del Lazio per eccesso di deficit. La prossima Giunta regionale dovrà essere molto attenta a non sprecare l’occasione che si offre a partire dalla seconda metà del 2018 (fine del Commissariamento), quando tornerà in possesso di tutti gli strumenti di governo della sanità regionale.Alcuni suggerimenti ci appaiono utili:
* Continuare con maggiore decisione nella ristrutturazione degli ospedali e dei posti letto, senza rimanere prigionieri degli interessi consolidati all’interno della sanità ma con decisioni che tengano conto solo ed esclusivamente degli interessi della salute dei cittadini; avere ben presente che le nuove esigenze demografiche e dell’invecchiamento richiedono meno servizi per acuti e più servizi per malati cronici e disabili.
* Affrontare il “buco nero” dei Policlinici universitari che scaricano i loro costi sulla sanità laziale.
* Incrementare i servizi extra-ospedalieri (assistenza domiciliare, centri di cura primaria, medici di base, centri diurni Alzheimer, ecc..)
* A livello generale, spostare risorse dal sistema ospedaliero (cure per acuti) a quello per la cura e assistenza della cronicità e disabilità. Tale diversa allocazione delle risorse andrà fatta progressivamente nell’ambito della legislatura regionale; ad esempio, spostare 100milioni di euro ogni anno per arrivare a fine legislatura a uno movimento di 500 milioni di euro l’anno (su un totale di 10,7 miliardi di spesa)
* Controllare alcuni centri; ad esempio l’ospedale Bambino Gesù (peraltro ottima struttura) di proprietà del Vaticano, riceve ogni anno, in aggiunta al rimborso da parte della regione Lazio delle prestazioni erogate, circa 80 milioni dal Bilancio dello Stato.
* Controllare a tappeto le numerose strutture sanitarie private (religiose e non) accreditate o con accreditamento provvisorio, selezionando solo quelle realmente utili e con servizi di qualità.
* Predisporre un’operazione trasparenza sulla spesa sanitaria, sui servizi utili e quelli inappropriati, sulle nomine e sugli appalti, rendendo accessibili i dati a tutti.
* Impostare una generale opera di valutazione di tutti i servizi e le strutture; dosare finanziamenti e strategie in base agli esiti delle valutazioni; rendere pubblici e comprensibili a tutti (operatori, utenti, cittadini) i risultati delle valutazioni.
* Per le liste di attesa, controllare l’attività intramoenia degli operatori (attività a pagamento in regime privato all’interno della struttura pubblica, effettuata dai dipendenti della struttura) introducendo la regola che l’attività intramoenia è sospesa quando e se le liste di attesa del servizio pubblico superano valori “accettabili”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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La Meloni e la restante destra tradita da Berlusconi?

Posted by fidest press agency su martedì, 6 febbraio 2018

«Rimango basita di fronte alle parole di Silvio Berlusconi che apre alla possibilità di “coalizione allargata” e dice che non parteciperà alla manifestazione del 18 febbraio promossa da Fratelli d’Italia a Roma per dire no agli inciuci. Ma è un atto di chiarezza. Gli italiani ora sanno che Forza Italia si dice disposta a un altro governo con Renzi, mentre Fratelli d’Italia no. Scelgano il prossimo 4 marzo quale opzione preferiscono». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia e candidato premier, Giorgia Meloni. (Che Silvio Berlusconi avesse l’idea di formare un governo con il Pd di Renzi non è una grossa novità. Lo scopre oggi Giorgia Meloni e ha dovuto attendere che i giochi sono stati fatti per convincersene. E Salvini? Stendiamo un velo in proposito. La sua coabitazione con Forza Italia era stata già compromessa sin dall’inizio. D’altra parte era altrettanto noto che Renzi con le sue “epurazioni etniche” all’interno del PD e con le candidature blindate con i suoi fedelissimi aveva ed ha un solo obiettivo: allearsi con Berlusconi ed entrambi hanno fatto i conti della “serva”: 25% dei voti conquistabili da Forza Italia e 27% del PD con i rispettivi alleati. Per buona pace di tutti.)
Il dubbio resta anche dopo il successivo comunicato della Meloni: “«Bene la precisazione di Silvio Berlusconi sul no alle larghe intese: su questo punto non possono esserci ambiguità di nessun tipo. Per questo, però, non comprendo l’indisponibilità a partecipare a una manifestazione che intende ribadire esattamente questo: che non ci saranno i nostri voti per un governo con la sinistra. Quindi rinnovo il mio invito alla manifestazione del 18 febbraio a Roma. In quella sede tutti i nostri candidati si impegneranno solennemente a non tradire il voto degli italiani, rafforzerebbe la credibilità della coalizione se a questa iniziativa partecipassero anche i candidati degli altri partiti di centrodestra». (n.r. e dovremmo fare tanto per non stupircene?)

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La Corte dei Conti certifica il fallimento della Serracchiani

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

regione friuli venezia giuliaLa Corte dei Conti, attraverso il Rapporto sul coordinamento della Finanza Pubblica Regionale del Friuli Venezia Giulia presentato in aula questa mattina 2 febbraio 2018, conferma gli allarmi sulle criticità più e più volte denunciate dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Riccardo Riccardi. «La Corte dei Conti si è pronunciata sul Sistema Sanitario Regionale, sulla riforma delle UTI e sul sistema della Autonomie locali – ha dichiarato a fine audizione Riccardi – in un crescendo di rilievi di criticità che sono riusciti a piegare la tradizionale boria di Debora Serracchiani che ha commentato esprimendosi “sommessamente”». Sui meccanismi di compartecipazione al gettito IVA, il dr. Caruso della Corte dei Conti ha sottolineato che “l’allargamento delle fonti di entrata dovrebbero produrre un effetto stabilizzante dei flussi totali di entrata”. «Significa – ribadisce Riccardi – che gli allarmi sulla tenuta dei conti della Regione che abbiamo lanciato ormai da tempo sono fondati e condivisi anche da organi istituzionali neutri come la Corte dei Conti».
Il secondo punto critico sul quale il Rapporto si è soffermato è quello della riforma delle UTI per il quale si rileva che “In Friuli Venezia Giulia si è costituito un variegato fronte di opposizione al processo di riforma espresso anche attraverso numerosi ricorsi al Giudice Amministrativo. Allo stato attuale 51 Comuni non aderiscono ad alcune UTI”. «Ma ci rendiamo conto – sottolinea Riccardi – che decine di amministrazioni locali non ha aderito alla riforma di “grande successo” della Serracchiani? Ci stanno consegnando una regione spaccata, frammentata, imbufalita, dove le istituzioni per parlarsi vanno in tribunale. Il rapporto sottolinea un’evidenza che stiamo denunciando da quando hanno varato la scellerata riforma delle UTI: oggi viviamo una realtà estremamente variegata che non si concilia con le finalità di razionalizzazione necessarie al buon funzionamento del sistema».Infine il punto chiave della vita dei cittadini e della Regione visto che la metà del suo bilancio è impegnato qui: la sanità. «Su questo punto il Rapporto della Corte dei Conti evidenza la disfatta totale della riforma Telesca, la mancanza di visione e di connessione con la realtà. E’ stato creato un mostro, un disastro che stanno pagando i cittadini sulla loro pelle». Il Rapporto della Corte dei Conti, infatti, “rileva che il quadro complessivo del Sistema Sanitario regionale presenta aspetti di non univocità nelle sue linee di tendenza”. E più avanti che si è “indebolita fortemente la catena operativo-logica del ciclo di programmazione-gestione-controllo, impoverendo grandemente la responsabilizzazione delle Direzioni generali delle Aziende sanitarie regionali”. Per poi chiosare che “corre l’obbligo annotare un peggioramento verificatosi in importanti ambiti di attività già in passato contraddistinti da rilevanti criticità”.Il capogruppo di Forza Italia Riccardo Riccardi sottolinea che: «stiamo parlando dell’area della prevenzione e dell’area ospedaliera che, lo riporta la Corte, vede il nostro Sistema sanitario regionale perdere posizioni, scendendo ancora nella graduatoria delle Regioni nelle classifiche nazionali. E a questo si aggiunga che la Corte rileva un ulteriore peggioramento nell’area del percorso emergenza-urgenza. Queste parole certificano la dissoluzione, volontaria e programmata, di una certezza fondamentale dei cittadini: quello del diritto alla salute».

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Crisi migratoria: un ruolo più importante per la Banca europea per gli investimenti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

Banca europea per gli investimentiStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. I deputati voteranno giovedì una risoluzione che consente alla Banca europea per gli investimenti (BEI) di concedere ulteriori prestiti, pari a 5,3 miliardi di euro, ai progetti realizzati al di fuori dell’UE. Di questo importo, 3,7 miliardi di euro saranno destinati ai progetti che affrontano le questioni migratorie. L’accordo tra il Parlamento e il Consiglio è in votazione giovedì mentre la discussione è prevista per mercoledì pomeriggio.
Tra le altre modifiche principali: il mandato della BEI per i prestiti ai Paesi terzi con un quarto obiettivo “di alto livello” per affrontare le cause profonde della migrazione, il rafforzamento delle disposizioni volte a prevenire il riciclaggio di denaro e combattere il terrorismo, l’evasione, l’elusione e la frode fiscale, e il rafforzamento delle possibilità di prestito della BEI per progetti sulla mitigazione dei cambiamenti climatici.In una risoluzione separata, i deputati valuteranno la relazione annuale sulle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti per il 2016, difendendo l’importanza degli investimenti della BEI e richiedendo maggiore trasparenza e maggiore impegno nella lotta all’evasione fiscale.
L’UE fornisce una garanzia di bilancio alla Banca europea per gli investimenti (BEI) con un massimale di 30 miliardi di euro (27 miliardi di euro più 3 miliardi di euro di riserva) per le operazioni “esterne” per il periodo 2014-2020.Le nuove norme libererebbero questi 3 miliardi di euro posti in riserva. Di questi, un importo fino a 1,4 miliardi di euro sarebbe destinato ai progetti del settore pubblico che affrontano le cause profonde della migrazione.Un ulteriore importo, pari a 2,3 miliardi di euro, sarebbe destinato ai prestiti del settore privato per i progetti connessi all’immigrazione, portando così il massimale a 32,3 miliardi di euro.I progetti realizzati al di fuori dell’UE rappresentano circa il 10% del totale dei prestiti BEI.

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Allargamento UE: nuova strategia per i Balcani occidentali

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

Strasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. La nuova strategia dell’UE per i Balcani occidentali sarà svelata martedì dal Capo della politica estera dell’UE, Federica Mogherini, e discussa dai deputati. I Balcani occidentali sono destinati a dominare l’agenda della politica estera dell’UE nel 2018, poiché la regione è una delle priorità della Presidenza bulgara del Consiglio dell’UE. Gli sforzi per integrare la regione nell’Unione europea sono tradizionalmente sostenuti anche dal Parlamento europeo, che tuttavia mette in luce le carenze dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali o della lotta contro la corruzione.Dopo aver rivelato la sua strategia per i Balcani occidentali il 6 febbraio, la Commissione dovrebbe presentare le relazioni periodiche sull’allargamento dell’UE nel mese di aprile. Tali relazioni faranno il punto sui progressi compiuti dai Paesi che desiderano aderire all’UE e saranno esaminate dal Parlamento europeo nel corso dell’anno. Serbia e Montenegro sono i Paesi più vicini all’UE poiché i negoziati di adesione sono in pieno svolgimento, mentre l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia e l’Albania sono ancora in attesa dell’avvio dei negoziati. Bosnia-Erzegovina e Kosovo sono in ritardo, ma restano potenzialmente due paesi candidati.

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Turchia: i deputati condannano le morti di civili ad Afrin e la repressione contro la libertà di stampa

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

turchiaStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. In un dibattito con Federica Mogherini martedì, i deputati dovrebbero condannare l’assalto militare della Turchia contro l’enclave curda di Afrin (Siria) e le centinaia di arresti effettuati dal governo di Ankara nel tentativo di censurare le critiche su tale operazione.Il 29 gennaio scorso, il ministero degli interni turco ha annunciato che la Turchia, nei 10 giorni precedenti, aveva detenuto 311 persone per “diffusione di propaganda terroristica” sui social media. Tra i detenuti figurano politici, giornalisti e attivisti che hanno chiesto la pace e condannato l’offensiva militare del governo turco nell’enclave siriana nordoccidentale di Afrin.Questi arresti fanno parte della più ampia azione di repressione della libertà di stampa in Turchia, iniziata dopo il fallito colpo di Stato militare del luglio 2016. I deputati ne discuteranno martedì pomeriggio, in un dibattito con il Capo della politica estera dell’UE, Federica Mogherini. A seguito di questa discussione, i deputati dovrebbero poi condannare l’offensiva aerea e terrestre turca contro l’enclave curda di Afrin nella Siria settentrionale, che ha causato la morte di molti civili. Una risoluzione sarà votata giovedì.

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Commissione speciale sui pesticidi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Il Parlamento voterà martedì Il mandato e la costituzione di una commissione speciale che sarà incaricata di esaminare la procedura di autorizzazione UE per i pesticidi.La commissione speciale rappresenta una risposta alle preoccupazioni espresse in merito alla valutazione del rischio dell’erbicida glifosato. Nel novembre dello scorso anno, gli Stati membri dell’UE hanno rinnovato la licenza di commercializzazione del glifosato per cinque anni. La durata della commissione, che sarà composta 30 membri, sarà di nove mesi a partire dalla sua prima riunione. Alla fine dei lavori, una relazione finale con le conclusioni e le raccomandazioni della commissione sarà presentata per l’approvazione in Plenaria.
In una risoluzione votata lo scorso ottobre, il Parlamento ha affermato che la pubblicazione dei cosiddetti “Monsanto Papers” da parte dell’azienda che possiede e produce Roundup®, di cui il glifosato è la principale sostanza attiva, ha gettato dubbi sulla credibilità di alcuni studi utilizzati nella valutazione della sicurezza del glifosato nell’UE. La procedura di autorizzazione dell’UE, compresa la valutazione scientifica delle sostanze, dovrebbe basarsi unicamente su studi pubblicati e indipendenti sottoposti a revisione paritaria e commissionati dalle autorità pubbliche competenti. Le agenzie dell’Unione europea dovrebbero essere rafforzate per consentire loro di lavorare in questo modo.

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Dibattito con Draghi su investimenti, sostegno post-crisi alle banche e minacce informatiche

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

mario-draghi2Strasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Il sostegno della BCE alle banche ancora non si riflette pienamente nella concessione di prestiti all’economia reale. Lo affermeranno i deputati in un dibattito con il Presidente della BCE, Mario Draghi, che si terrà lunedì sera. Nel corso del dibattito, dovrebbero inoltre essere discusse le minacce informatiche e le conseguenze della Brexit. I deputati esprimeranno preoccupazione riguardo al prolungamento del programma di acquisto di attività finanziarie della BCE dopo la crisi, che potrebbe incidere sui singoli risparmiatori e sull’equilibrio finanziario dei regimi pensionistici e assicurativi. Chiederanno poi alla BCE di valutare i benefici e gli effetti collaterali di tale politica e di comunicarla chiaramente ai mercati finanziari.Esorteranno inoltre la BCE a continuare a segnalare le minacce informatiche al settore finanziario e ad adottare una politica chiara e pubblica in materia di denuncia delle irregolarità.I deputati dovrebbero chiedere una politica più organica in materia di crediti in sofferenza e il completamento dell’Unione bancaria dell’UE, al fine di garantire la sicurezza dei depositi dei risparmiatori. Dovrebbero infine invitare la BCE a condurre una valutazione di tutte le conseguenze del ritiro del Regno Unito dall’UE e a preparare in tempo utile l’architettura finanziaria europea post-Brexit.

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Clima: tagli più ampi alle emissioni di CO2 e finanziamenti per l’innovazione a basse emissioni

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

Philippine climateStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Nuove regole UE per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra, attraverso il Sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS) saranno sottoposte a votazione finale martedì. Il progetto di legge, sul quale c’è già un accordo informale con i ministri dell’UE, prevede che la quantità totale di emissioni che le imprese UE possono produrre, messe all’asta ogni anno nel sistema ETS, sia ridotta più rapidamente. Inoltre, la capacità della riserva di stabilità del mercato ETS verrebbe raddoppiata con lo scopo di eliminare le quote di emissioni in eccesso e quindi di non far crollarne il prezzo.Per promuovere l’innovazione a basse emissioni di carbonio, la legge istituirebbe un “fondo di modernizzazione” per contribuire a migliorare i sistemi energetici degli Stati membri a basso reddito e un “fondo di innovazione” per sostenere le energie rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e i progetti sull’innovazione a basse emissioni.Il sistema ETS dell’UE introduce una soglia massima alla quantità totale di gas a effetto serra che può essere emessa dai settori interessati dal sistema. All’interno di tale soglia, le imprese UE ricevono o acquistano “quote di emissioni” (ovvero permessi di emissione di CO2) che possono, se necessario, scambiare tra loro.La Commissione ha pubblicato il 15 luglio 2015 la sua proposta relativa alla fase IV dell’ETS. La proposta mira a conseguire l’obiettivo “minimo” UE di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 40% per il 2030, proteggendo allo stesso tempo l’industria europea dal rischio di “rilocalizzazione” (ovvero lo spostamento delle industrie inquinanti in Paesi terzi con limiti meno rigorosi) e promuovendo l’innovazione e la modernizzazione dell’industria e del settore energetico dell’UE nel corso dei dieci anni successivi al 2020.

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Elezioni 2019: distribuzione dei seggi del PE e riforma della legge elettorale europea

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

ElezioniLogoStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Il numero dei deputati del Parlamento europeo dovrebbe ridursi da 751 a 705 quando il Regno Unito lascerà l’UE, secondo un’iniziativa legislativa che sarà discussa e votata mercoledì.Secondo la proposta di ridistribuzione, oltre a ridurre le dimensioni del Parlamento, 46 dei 73 seggi liberati dalla Brexit sarebbero messi in riserva per il periodo 2019-2024. Gli altri 27 seggi verrebbero ridistribuiti tra i 14 Stati membri che al momento sono leggermente sottorappresentati.
Nel testo si sottolinea come tale assegnazione sarebbe d’applicazione solo qualora il Regno Unito lasciasse effettivamente l’UE. In caso contrario, l’attuale ripartizione dei seggi rimarrebbe invariata.I deputati voteranno inoltre una proposta per l’istituzione di liste elettorali transnazionali che comprendano l’intero territorio dell’Unione.La decisione finale sulla composizione del Parlamento per la prossima legislatura richiede il sostegno unanime di tutti i capi di Stato e di governo degli Stati membri.
Sempre mercoledì, i deputati ribadiranno la loro richiesta ai governi degli Stati membri di portare a termine la riforma della legge elettorale dell’UE, necessaria per creare una base giuridica per l’introduzione di liste transnazionali. Il Parlamento chiederà al Consiglio di porre fine allo stallo interistituzionale che ha ostacolato i precedenti tentativi di modernizzazione delle regole per le elezioni europee.L’11 novembre 2015 il Parlamento, in base all’articolo 223 (1) del TFUE, ha avviato la procedura di riforma dell’Atto elettorale europeo del 1976.La riforma della legge elettorale UE deve essere prima approvata all’unanimità dal Consiglio dei Ministri UE e poi dal Parlamento nel suo insieme. Infine, per entrare in vigore, dovrà essere ratificata da tutti gli Stati membri sulla base dei loro rispettivi ordinamenti costituzionali.

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Shopping online senza frontiere

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

global shop solutionStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. Gli acquirenti online avranno un maggiore accesso transfrontaliero a prodotti quali prenotazioni alberghiere, noleggio di auto o biglietti per concerti, in base alle nuove norme che vietano il geoblocking ingiustificato e che saranno votate in via definitiva martedì. In base alle nuove norme, i consumatori potranno scegliere da quale sito web desiderano acquistare beni o servizi senza essere bloccati o reindirizzati automaticamente verso un altro sito web a causa della nazionalità, del luogo di residenza o dell’ubicazione temporanea.Gli operatori commerciali dovranno trattare gli acquirenti online provenienti da un altro Paese dell’UE allo stesso modo dei clienti locali, ossia permettere loro l’accesso agli stessi prezzi o alle stesse condizioni di vendita, in particolare quando:
acquistano beni fisici (ad esempio elettrodomestici, elettronica, abbigliamento) che dovranno essere spediti o nel proprio Stato membro alle stesse condizioni di consegna offerte per gli acquirenti locali, o ritirati in un luogo concordato da entrambe le parti nel Paese dell’UE in cui il commerciante offre tale possibilità, ricevono servizi elettronici non protetti da copyright quali cloud, firewall, memorizzazione di dati, hosting di siti web, o acquistano un servizio fornito nei locali commerciali o in un luogo fisico in cui opera il commerciante, ad esempio soggiorni in hotel, eventi sportivi, noleggio auto, festival musicali o biglietti per i parcheggi.Esclusi per ora i contenuti protetti da copyright. I contenuti digitali protetti da copyright, come i libri elettronici, la musica o i giochi online, non saranno coperti per il momento dalle nuove norme. Tuttavia, i negoziatori del Parlamento europeo hanno inserito nella legge una “clausola di revisione”, che impone alla Commissione europea di valutare entro due anni se il divieto di geoblocking debba essere esteso a tali contenuti. Anche i servizi audiovisivi e di trasporto sono per il momento esclusi dal campo d’applicazione.Il regolamento sul geoblocking è stato approvato provvisoriamente dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio il 20 novembre 2017. Sarà applicabile in nove mesi a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

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“Fake news in merito alle notizie diffuse sui dati sulla cosiddetta lotta all’evasione fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

tasseL’entusiasmo di Gentiloni, Renzi, Boschi e compagnia per i dati diramati dall’Agenzia delle entrate sul recupero complessivo dall’evasione è semplicemente ridicolo, perché semmai dimostrano che nulla hanno prodotto i loro governi in termini di risultati concreti, a parte sanatorie una tantum.
Il dato, pari a 13,1 miliardi nel 2013, 14,2 nel 2014 e 14,9 nel 2015, schizza a 19,0 nel 2016 e 20,1 nel 2017 solo perché nel 2016 il fisco ha incassato 4,1 miliardi dalla voluntary disclosure e nel 2017 6,5 miliardi dalla rottamazione delle cartelle. La voluntary disclosure e la rottamazione delle cartelle, dovrebbero saperlo i nostri geni al governo, non sono assolutamente lotta all’evasione.
Senza questi versamenti spontanei dei contribuenti volti a beneficiare delle sanatorie una tantum, come ha giustamente notato l’amico Enrico Zanetti, il dato del 2016 si attesterebbe a 14,9 miliardi e quello del 2017 addirittura in calo a 13,6 miliardi. Insomma: la banda dei bonus e delle una tantum colpisce ancora. Una nota finale: Paolo Gentiloni, candidato del Partito democratico alle prossime elezioni e presidente del Consiglio in carica per il disbrigo degli affari correnti, dovrebbe pensare solo a fare il premier con decoro e decenza, mettendo da parte una sua partecipazione attiva alla campagna elettorale. Il ruolo istituzionale che ricopre dovrebbe indurlo a più corretti e responsabili comportamenti”.Lo afferma in una nota Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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Inaugurato l’Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

european commissionBruxelles. La Commissione europea ha inaugurato l’Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain con il sostegno del Parlamento europeo, rappresentato dal deputato Jakob von Weizsäcker, autore della recente relazione sulle valute virtuali.L’Osservatorio e forum sulla blockchain si occuperà di evidenziare gli sviluppi più importanti di tale tecnologia, di promuoverne i protagonisti europei e di rafforzare l’impegno assunto a livello europeo con i diversi soggetti interessati coinvolti nel settore della blockchain.Le tecnologie blockchain registrano blocchi di informazioni distribuiti in tutta la rete e sono considerate una grande innovazione, in quanto offrono elevati livelli di tracciabilità e sicurezza nelle transazioni economiche online. Si prevede che tali tecnologie influiranno sui servizi digitali e trasformeranno i modelli aziendali in molteplici settori, ad esempio in ambito sanitario, assicurativo, finanziario, energetico, logistico e nel settore della gestione dei diritti di proprietà intellettuale o dei servizi pubblici.La Commissione, attraverso il settimo programma quadro per la ricerca (7°PQ) e il programma Orizzonte 2020 dell’Unione europea, finanzia progetti relativi alla blockchain dal 2013. Da qui al 2020 la Commissione finanzierà progetti in grado di sfruttare le tecnologie blockchain fino a un massimo di 340 milioni di euro.
Gli innovatori e gli imprenditori europei hanno già iniziato ad offrire soluzioni basate sulla blockchain. I protagonisti di settori tradizionali, ad esempio le banche, le compagnie di assicurazioni, le borse, le imprese logistiche o altre società, sono impegnati in progetti pilota. Numerosi Stati membri hanno annunciato iniziative con le quali intendono rafforzare l’uso della tecnologia blockchain.
L’Osservatorio e forum dell’UE sulla blockchain svolgerà un ruolo proattivo nell’aiutare l’Europa a cogliere le nuove occasioni offerte dalla blockchain, nello sviluppo delle competenze e nell’assumere un ruolo di guida in questo settore; si occuperà di raccogliere informazioni, di seguire ed analizzare le tendenze, di affrontare le sfide e di esplorare il potenziale socioeconomico offerto dalla blockchain. L’Osservatorio e forum dell’UE renderà possibile la cooperazione transfrontaliera nei casi di utilizzo pratico, riunendo i maggiori esperti a livello europeo e promuovendo uno spazio aperto in cui tecnici della blockchain, innovatori, cittadini, operatori del settore, pubbliche autorità, regolatori e supervisori possano discutere e sviluppare nuove idee al fine di imparare, partecipare e contribuire in modo aperto.

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Disposizioni sui flussi e la protezione dei dati negli accordi commerciali dell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

flusso datiLa Commissione europea ha approvato alcune disposizioni orizzontali riguardanti i flussi transfrontalieri di dati e la protezione dei dati personali nei negoziati commerciali. La protezione dei dati personali è un diritto fondamentale nell’UE e non può dunque essere oggetto di negoziato nel quadro degli accordi commerciali dell’Unione. I flussi di dati fra l’UE e i paesi terzi possono essere assicurati tramite i meccanismi previsti nella legislazione dell’UE sulla protezione dei dati.
Come già sottolineato nella comunicazione della Commissione del 10 gennaio 2017, intitolata “Scambio e protezione dei dati personali in un mondo globalizzato”, la via preferenziale dell’UE sono le “decisioni di adeguatezza”, ossia il riconoscimento che un paese terzo garantisce un livello di protezione dei dati equivalente a quello dell’Unione. I dialoghi sulla protezione dei dati e i negoziati commerciali con i paesi terzi possono integrarsi, ma devono procedere su binari diversi, come nel caso del Giappone e della Corea del Sud.La Commissione ha incaricato un gruppo di progetto, guidato dal Primo Vicepresidente Timmermans, di analizzare come promuovere al meglio gli interessi dell’UE in quest’ambito, in particolare nei casi in cui una “decisione di adeguatezza” non possa essere realisticamente presa in parallelo ai negoziati commerciali in corso. Il progetto di testo elaborato consentirebbe all’Unione europea di combattere le pratiche protezionistiche dei paesi terzi assicurando al contempo che gli accordi commerciali non possano essere usati per compromettere le solide norme dell’UE sulla protezione dei dati personali. Ora la Commissione comunicherà la propria posizione alle altre istituzioni europee, al Garante europeo della protezione dei dati e al gruppo di lavoro “Articolo 29” delle autorità di controllo della protezione dei dati, secondo le procedure usuali. La posizione adottata oggi dalla Commissione determinerà il suo approccio ai flussi e alla protezione dei dati negli accordi commerciali fino al termine del suo mandato. (foto: flusso dati)

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Erasmus: valutazione intermedia e sviluppi futuri

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

foto_giovaniLa Commissione europea ha adottato la valutazione intermedia di Erasmus+, il programma faro dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport (2014-2020). La relazione evidenzia che il programma è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di sostenere 4 milioni di studenti, insegnanti e formatori entro il 2020 e che contribuisce in modo sostanziale alla transizione dei partecipanti verso il mondo del lavoro e allo sviluppo di un’identità europea fra i cittadini dell’UE.Ne sottolinea inoltre il grande valore aggiunto rispetto a quanto potrebbero ottenere i singoli paesi partecipanti, in termini di impulso alla mobilità a fini di apprendimento e alla cooperazione transnazionale fra istituti di apprendimento.Il Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport Tibor Navracsics ha dichiarato: “Questa valutazione così incoraggiante non fa che ribadire che Erasmus+ è un successo. Aiuta le persone a diventare membri attivi della società e ci permette di stimolare la crescita economica e di costruire comunità inclusive ed eque. La relazione dimostra anche che dobbiamo aumentare i finanziamenti a favore del programma nel prossimo periodo finanziario. Abbiamo l’ambizione di creare uno spazio europeo dell’istruzione, e in questo quadro vogliamo aumentare la mobilità a fini di apprendimento, in particolare fra gli studenti della secondaria e dell’istruzione e della formazione professionali e tra i giovani, fornendo loro le competenze necessarie in una società mobile e sempre più digitale. Dobbiamo inoltre rendere il programma che succederà all’Erasmus+ ancora più inclusivo, raggiungendo gli studenti più vulnerabili e le organizzazioni più piccole.”(foto: giovani)

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Valutazione delle tecnologie sanitarie nell’UE

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

BruxellesBruxelles La Commissione ha presentato oggi una proposta volta a promuovere la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE in merito alla valutazione delle tecnologie sanitarie. Una maggiore trasparenza conferirà poteri più ampi ai pazienti, garantendo loro l’accesso a informazioni sul valore clinico aggiunto di nuove tecnologie che potrebbero potenzialmente recare loro beneficio. Un maggior numero di valutazioni potrebbe portare a strumenti sanitari efficaci e innovativi, più rapidamente disponibili per i pazienti. Per le autorità nazionali ciò significa poter formulare politiche per i propri sistemi sanitari sulla base di evidenze più solide. I fabbricanti, inoltre, non dovranno più adeguarsi a procedure nazionali differenti.
La proposta di regolamento relativo alla valutazione delle tecnologie sanitarie, che riguarda i nuovi medicinali e alcuni nuovi dispositivi medici, getta le basi per una cooperazione permanente e sostenibile a livello dell’UE in merito alle valutazioni cliniche congiunte in questi settori. Gli Stati membri potranno utilizzare strumenti, metodologie e procedure comuni in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie in tutta l’UE, collaborando in quattro settori principali: 1) valutazioni cliniche congiunte incentrate sulle tecnologie sanitarie più innovative, dall’impatto potenzialmente più significativo sui pazienti; 2) consultazioni scientifiche congiunte grazie alle quali gli sviluppatori possono chiedere la consulenza delle autorità di valutazione delle tecnologie sanitarie; 3) individuazione delle tecnologie sanitarie emergenti al fine di riconoscere precocemente le tecnologie promettenti; 4) proseguimento della cooperazione volontaria in altri settori. La responsabilità della valutazione degli aspetti non clinici (ad esempio, economici, sociali, etici) delle tecnologie sanitarie e delle decisioni in materia di fissazione dei prezzi e di rimborso continuerà a incombere ai singoli paesi dell’UE.
La cooperazione su basi sostenibili a livello dell’UE in materia di valutazione delle tecnologie sanitarie dovrebbe garantire a tutti i paesi dell’Unione di poter realizzare guadagni di efficienza, massimizzando il valore aggiunto dell’UE. Il rafforzamento della cooperazione a livello dell’UE in questo settore è largamente sostenuto dai portatori di interessi, favorevoli all’accesso tempestivo dei pazienti all’innovazione. I portatori di interessi e i cittadini che hanno risposto alla consultazione pubblica della Commissione si sono espressi massicciamente a favore della proposta, riconoscendo quasi tutti (98%) l’utilità della valutazione delle tecnologie sanitarie e condividendo in larga maggioranza (87%) l’opinione che la cooperazione a livello UE in materia dovrebbe continuare oltre il 2020.

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