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Archive for the ‘Politica/Politics’ Category

Politics

La congiuntura economica sta peggiorando

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 giugno 2018

“Abbiamo visto oggi la società di rating Fitch che ha individuato per il nostro Paese, già dal 2018, un rallentamento del tasso di crescita di qualche decimale, rispetto a quello definito pochi mesi fa dal governo precedente sul Def, individuando un sentiero calante in termini di crescita del Pil Calante per il 2018, per il 2019 e per il 2020. Invece che avere tassi di crescita, come previsti dal governo, dell’1,4% per il 2020, siamo all’1,2% (addirittura alcuni previsori dicono allo 0,9%) per il 2019-2020. Questi sono numeri più bassi di quelli previsti dal governo solo pochi mesi fa, e la metà di quelli dell’Eurozona”. Così il deputato Renato Brunetta, in un’intervista a ‘Radio Radicale’, anticipando quello che dirà domani a Montecitorio al ministro Tria durante la discussione al Def.“Ma come sempre piove sul bagnato: si aggiunge a tutto questo un’altra negatività, vale a dire il peggioramento del deficit e quindi del debito, in ragione della bolla speculativa che si è manifestata nel nostro Paese nel mese di maggio, legata alle vicende della formazione del governo, che hanno fatto scattare la paura sui mercati e che hanno portato lo spread ben oltre i 200 punti base. Il che comporterà sempre di più ad un aumento della spesa per interessi sul debito. Insomma, ‘Bambole non c’è una lira’, non si sa neanche come trovare le risorse per sterilizzare l’aumento dell’Iva, previsto per l’anno prossimo”.

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Siamo in attesa del “Il Documento di Economia e Finanza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 giugno 2018

“Doveva essere approvato dal Parlamento entro la fine di aprile, ma le faticose discussioni riguardo alla formazione del nuovo governo hanno fatto slittare questo termine, ben oltre quella data, tra l’altro andando fuori sincrono rispetto al quadro europeo. Ricordiamo che il Def non è solo un documento interno del nostro Paese. È una sorta di orientamento che il Parlamento dà al Governo in vista delle manovre di autunno, vale a dire della Nota di variazione al Def del 15 settembre e poi della Legge di Bilancio di metà ottobre. Questo documento, insieme alla sequenza degli ulteriori documenti, Nota di variazione e Legge di Bilancio, vanno consegnati alle autorità europee perché facenti parte del programma europeo di definizione del quadro di bilancio di tutti i Paesi, con i giudizi dell’Unione Europea sui singoli Paesi”.Così il deputato Renato Brunetta, in un’intervista a ‘Radio Radicale’, anticipando quello che dirà domani a Montecitorio al ministro Tria durante la discussione al Def. “Ricordiamo a noi stessi – prosegue – che il Def non è il solo documento che deve essere approntato e che i governi hanno l’obbligo di approntare, ma che allegato al Documento di Economia e Finanza c’è anche il PNR (Piano Nazionale per le Riforme), che è la base strategica che ciascun governo dà all’Europa spiegando i proprio conti pubblici (deficit, debito, avanzo, disavanzo, tassi di interesse) alla luce di un processo di riforma che deve migliorare l’efficienza strategica del Paese (produttività, investimenti, infrastrutture).Per cui l’Europa, semmai avesse avuto il Def approvato a fine aprile e il PNR per quella data, avrebbe valutato l’uno alla luce dell’altro, individuando nel Paese il sentiero ottimale. Ma il caso della nostra stagione vuole che, non essendoci entrambi i documenti approvati, ci presenteremo a fine giugno al Consiglio Europeo senza che l’Europa abbia potuto giudicare né le nostre riforme, che non conosciamo, né i nostri conti. Domani ci sarà l’esame parlamentare del Def. Vedremo cosa la maggioranza scriverà nella sua risoluzione per l’approvazione del Documento”.

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Parlamento europeo: Riunioni delle commissioni

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Bruxelles. Riforma del diritto d’autore in UE. Proposte legislative per aggiornare le attuali norme UE sul diritto d’autore saranno sottoposte a votazione da parte della commissione Affari Giuridici. Tali norme mirano a garantire che le opere coperte da copyright siano ben protette sul mercato online e che gli editori siano remunerati in maniera corretta per i testi che pubblicano online. (Mercoledì)
Conferenza dei presidenti del PE. La Conferenza dei presidenti del Parlamento (presidente del Parlamento europeo e leader dei gruppi politici) sarà a Vienna per preparare la prossima presidenza del Consiglio austriaco. I leader del Parlamento europeo incontreranno rappresentanti del governo federale austriaco, il presidente dell’Austria Alexander Van der Bellen e rappresentanti del parlamento nazionale austriaco. Discuteranno di migrazione e frontiere esterne, del bilancio a lungo termine dell’UE (QFP), dell’occupazione e dei Balcani occidentali. Infine, parteciperanno a un dibattito con studenti e giovani austriaci. (Martedì)
Resistenza antimicrobica. La commissione per la salute pubblica e l’ambiente discuterà del piano d’azione per combattere la resistenza antimicrobica (AMR). L’AMR causa ogni anno nell’UE circa 25.000 decessi con una spesa di 1,5 miliardi di euro di costi sanitari extra, a causa di fattori quali uso inappropriato di antibiotici nell’uomo o uso eccessivo di antibiotici da parte dei veterinari. Altre situazioni che contribuiscono all’insorgere della resistenza antimicrobica sono le cattive condizioni igieniche nelle strutture sanitarie o nella catena alimentare. (Mercoledì)
Migrazione: tratta di donne e bambini. I deputati europei affronteranno il problema della tratta di esseri umani, in particolare donne e bambini con relatori dell’OIM, dell’OSCE e dell’Europol, con il coordinatore dell’UE per la lotta alla tratta di esseri umani ed con altri esperti. Lo stesso giorno, la commissione per le libertà civili analizzerà il rapporto del Centro europeo contro la tratta dei migranti. (Giovedi)
Relazioni UE-Cina. La commissione per gli affari esteri inviterà i paesi dell’UE a schierarsi uniti contro i tentativi della Cina di assumere il controllo delle infrastrutture strategiche europee e a basare le proprie relazionic on la Cina sul rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto. (Mercoledì)
Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE. I deputati europei e i loro omologhi dei parlamenti nazionali degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) si incontreranno per la 35ª sessione dell’Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE a Bruxelles per discutere di migrazione, crescita demografica, lotta alla xenofobia, razzismo e discriminazione, lotta al terrorismo internazionale e crisi umanitaria nel Sud Sudan. (Da lunedì 18 a mercoledì 19)
Mercoledì – alle 16. Il presidente Tajani terrà un Facebook live in cui risponderà alle domande dei cittadini sull’importanza e la promozione del patrimonio culturale europeo. Lo stesso giorno, il presidente Tajani incontrerà il Portavoce del parlamento egiziano Mohamed Saad El-Katatny.

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Presidente Tajani incontra domani a Vienna il Cancelliere austriaco Kurz

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

Vienna.Il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, sarà domani in visita ufficiale a Vienna per un incontro della “Conferenza dei Presidenti” con il Cancelliere austriaco, Sebastian Kurz. Il Presidente Tajani avrà anche un incontro bilaterale con il Cancelliere Kurz per discutere le priorità del prossimo semestre di Presidenza austriaca del Consiglio Ue, che prenderà il via il 1 luglio.Insieme ai leader dei gruppi parlamentari europei, Tajani sarà ricevuto anche dal Presidente dell’Austria, Alexander Van der Bellen. A seguire, incontrerà i deputati del Parlamento nazionale e parteciperà a un dibattito sul futuro dell’Europa all’Università di Vienna.Alla vigilia della sua missione a Vienna, Tajani ha dichiarato:“L’impegno dell’Austria per un’Europa che protegge, non poteva giungere in un momento più opportuno e decisivo. La crisi migratoria sta mettendo a serio rischio il progetto europeo col rischio di un ritorno ad una logica di frontiere nazionali. Mezzo miliardo di cittadini continua ad aspettare risposte efficaci che l’Unione non è ancora stata in grado di dare.Il Parlamento europeo ha fatto la sua parte approvando una riforma del sistema di asilo europeo che concilia fermezza e solidarietà. Mi appello ai Capi di Stato e di Governo affinché trovino un accordo al prossimo Vertice partendo da questo testo.Il Parlamento europeo lavorerà a stretto contatto con la Presidenza austriaca sulle diverse priorità del semestre: oltre alla lotta all’immigrazione clandestina, sicurezza, prosperità e competitività e una politica di vicinato stabile, basata su una chiara prospettiva europea per i Balcani occidentali e l’Europa sudorientale. Invito, inoltre, l’Austria ad inserire l’Africa tra le priorità in cima all’agenda della sua Presidenza. Queste sfide richiedono, nel complesso, un importante sostegno finanziario. Contiamo quindi sull’Austria per far avanzare il negoziato in corso sul bilancio Ue, in modo da adottarlo entro la tenuta delle prossime elezioni europee. Siamo pronti ad un forte impegno con il governo austriaco per creare un’Europa più forte e efficace”.

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Bce: taglia bond a 15 mld/mese fino dicembre, poi stop

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

La Banca Centrale Europea ridurrà gli acquisti di titoli fatti attraverso il Qe a 15 miliardi al mese da ottobre a dicembre, per poi portarli a zero da gennaio in poi.”Una brutta notizia. L’Italia ora è nei guai. Nonostante lo slittamento da settembre a dicembre, la riduzione a 15 mld rischia di avere effetti immediati sullo spread” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Pagheremo il fatto di non aver saputo approfittare del QE e dei bassi tassi di interesse per abbattere il debito pubblico in valore assoluto. Ogni anno vanno in scadenza 400 miliardi di debito. Un punto in più di tasso di interesse, quindi, equivale ad una mini manovra da 4 miliardi” conclude Dona.

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Bce: annuncio della fine del QE, nell’attesa che l’Italia confermi l’impegno sul bilancio

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

A cura di Fabio Castaldi e Marco Piersimoni, entrambi Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Come anticipato da diversi membri del direttorio ECB la settimana passata, la comunicazione sulle modalità e sul termine del programma di QE è stata annunciata oggi da parte della Bce di Mario Draghi. Nonostante i dati macro non abbiano offerto certezze nelle settimane recenti – fiacche la fiducia delle imprese e dei consumatori in Europa, in calo gli ordini industriali tedeschi, di poco migliori i numeri sull’inflazione – l’istituto di Francoforte non ha ritenuto necessario concedersi un ulteriore mese di attesa, per analizzare i dati di giugno e luglio per valutare se il rallentamento osservato nella prima parte del 2018 sia stato superato o meno. Il programma di QE avrà termine a fine 2018 con acquisti mensili da ottobre a dicembre ridotti a 15 miliardi. La forward guidance offerta dal governatore Mario Draghi rimane tuttavia prudente: cautela sull’evoluzione delle variabili macroeconomiche – inflazione e crescita – che richiedono un progresso e una robustezza sostenibile prima che si inizi a procedere alla normalizzazione dei tassi d’interesse che non è prevista prima della fine dell’estate del 2019.
Tuttavia, al di là dei toni dovish del governatore Mario Draghi, è chiaro che la Bce non farà sconti ad alcun Paese indisciplinato sul fronte fiscale. Le parole a fine maggio di Vítor Constâncio, numero due uscente dell’istituto di Francoforte, sono emblematiche: Constâncio ha ricordato allo Speigel che la strada ufficiale per ottenere il supporto dell’Europa è l’Outright Monetary Transactions (Omt), il programma di acquisto dei titoli di stato sul mercato secondario che funziona da scudo anti-spread e che è vincolato all’intervento della Troika e all’accettazione di un programma di aggiustamento dei conti pubblici. Un messaggio stentoreo per il futuro dell’Italia, al quale il numero due della Bce ha rivolto l’invito a rileggere le regole del gioco. Alla BCE non può e non deve essere chiesto di intervenire in soccorso di mercati in difficoltà, laddove tale “disordine” sia motivato da intenzioni e dichiarazioni politiche che siano palesemente in contrasto con le regole sottoscritte dai tutti i paesi membri dell’area Euro.Peraltro, nonostante l’espressione non piaccia a molti politici, i mercati stessi inducono alla disciplina: il drammatico allargamento dello spread non passa inosservato anche ai politici e allarma anche chi pretende che la politica nazionale non debba essere dettata dalla finanza. Tanto più che l’Italia deve collocare ogni due settimane importi rilevanti di titoli di stato sul mercato primario e gli investitori devono trovare conforto in dichiarazioni politiche che non facciano presagire misure estreme che possano mettere in discussione le prospettive dell’Italia nell’Euro. Non appare casuale, in questo contesto, l’intervista rilasciata alla stampa lo scorso fine settimana dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, che dalla colonne del Corriere https://www.corriere.it/economia/18_giugno_09/tria-economia-italiana-forte-ora-meno-deficit-piu-investimenti-c77cb4dc-6c24-11e8-8d9c-84247469dc85.shtml, si è impegnato sull’euro e sul bilancio pubblico.Lo stesso Di Maio lascia trapelare che il governo inizierà a lavorare su quelle politiche a costo zero – la legge sulla legittima difesa, i flussi migratori, l’abolizione dei vitalizi – che i mercati non hanno ragione di temere. È invece verosimile che i nodi vengano al pettine in autunno – con la legge di bilancio – se la scelta del governo sarà quella di spingere quei punti del programma che richiedano un finanziamento in deficit eccessivo: nell’ordine, neutralizzazione dell’aumento dell’Iva, riforma delle pensioni, reddito di cittadinanza e infine la flat tax. L’obiettivo di un deficit/Pil al 2,9% prospettato da Matteo Salvini appare, al momento, non credibile, a meno di non fare previsioni di crescita del PIL irrealisticamente elevate. La legge finanziaria è dunque la linea del Piave per capire se l’Italia potrà ritrovare stabilità politica in Europa e sui mercati finanziari, rientrando – pur con dei margini di flessibilità – nei ranghi della disciplina fiscale o, viceversa, se si arriverà allo scontro con Bruxelles. Ipotesi quest’ultima che non conviene a nessuno e che non conviene, soprattutto, all’Italia.L’Italia rimane però, al momento, protagonista in negativo sui mercati finanziari.Per avere una misura del malfunzionamento del mercato possiamo fare ricorso a due numeri:Il differenziale denaro-lettera sul benchmark BTP a 2 anni, è passato dai 2cts di inizio maggio a 40 cts delle fasi più drammatiche della crisi per attestarsi, attualmente, intorno ai 15-20 centesimi; la volatilità del future sul Btp 2 anni è passata, nello stesso periodo, dallo 0,5% a oltre il 20% per attestarsi ora intorno al 10%, livello ancora drammaticamente elevato.Il ritorno a un regime di volatilità sano e di liquidità normale del mercato obbligazionario italiano passa per il ritorno della fiducia degli investitori nei fondamentali non tanto economici – che appaiono ragionevolmente solidi e in progresso – ma quanto politici del nostro paese. La crisi è stata innescata da una precisa scelta politica e dalle intenzioni espresse dal governo, questo elemento deve essere rimosso in maniera convincente per ridurre lo spread in maniera sostenibile e riportare liquidità e ordine al mercato secondario dei bond.

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Ritardi dei decreti attuativi per il fondo a favore dei risparmiatori

Posted by fidest press agency su domenica, 17 giugno 2018

“Dal Governo vorremmo sapere i motivi dei ritardi dei decreti attuativi per il fondo a favore dei risparmiatori e se considera sufficienti le risorse stanziate: si parla di 25 milioni annui a fronte di 2,8 miliardi di euro andati in fumo a causa del dl salva banche”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo.“Così com’è strutturato il fondo – ha sottolineato il deputato di FDI – è da ritenersi uno strumento assolutamente inadeguato per poter rendere giustizia agli oltre 200mila azionisti/risparmiatori. Parliamo di soldi di onesti cittadini, ai quali la banca di fiducia aveva consigliato di sottoscrivere azioni, ex obbligazioni subordinate da essa stesse emesse. Non solo: con il DL n. 99/2017 – che ha messo in liquidazione coatta amministrativa Veneto Banca e Popolare di Vicenza – è stato azzerato il valore delle azioni di circa 11 miliardi (già svalutato) e i risparmiatori sono stati, in sostanza, privati anche del diritto di agire per tentare di ottenere il risarcimento del danno subito. Praticamente le banche sono state prima spacchettate in diversi sotto insiemi e poi, solo alcuni di questi sotto insiemi, sono stati ceduti a Banca Intesa che di fatto si è presa la polpa senza assumersi nessuna responsabilità in merito alle posizioni dei risparmiatori”. “La campagna elettorale è finita – ha concluso De Carlo – per questo speriamo venga fatta luce al più presto, anche perché le indagini delle procure di Roma e Vicenza hanno evidenziato una truffa di massa a carico di più di 200mila persone che non troveranno ristoro nei patrimoni di dirigenti, sindaci o amministratori delle banche”.

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Italy’s public debt: Fragile growth, new government’s programme raise questions on sustainability

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

At 131.8% of GDP as of Q4 2017, Italy’s public debt remains 32pp above Q4 2007 levels and the second-highest in the euro area after Greece’s. Italy’s debt ratio has remained stubbornly high since 2014 despite sustained economic recovery and above-potential growth of 1.0% and 1.6% respectively in 2016 and 2017.“This speaks to the scale of challenges in bringing about meaningful debt reduction,” notes Scope analyst Dennis Shen.
Difficulties in reducing public sector leverage partially reflect successively neutral to expansionary government budgets, including in 2018, with weaker than anticipated structural deficit adjustments. Moreover, EU bank bail-in rules have been bypassed owing to domestic concerns, resulting in the use of government monies to conduct bank rescues. The fact that Italy’s debt-to-GDP has not dropped to date despite peak economic growth raises questions on the long-term trajectory of debt, in view of inevitable pressures in an economic downturn.The formation of the Five Star Movement-Lega government clouds the outlook for macroeconomic and fiscal policies. The coalition’s programme—pledging to scrap a 2019 VAT hike and reverse 2011’s pension reform—would place a strain on debt, even if only a modest slice of the more than EUR 100bn (greater than 5.8% of GDP) package were implemented. Italy’s fiscal space is restricted owing both to elevated debt and fragile nominal growth, noting inflation of just 1.1% in May and Scope’s estimate of Italy’s medium-term annual growth potential of a modest 0.75%.In Scope’s view, the IMF’s baseline for a gradual decline in Italy’s debt ratio to 116.6% by 2023 is optimistic, as this assumes primary surpluses rising from 1.5% in 2017 to 3.6% by 2022-23. If, for example, primary surpluses were instead held constant at 2017 levels of 1.5% of GDP from 2019 onward, the debt ratio falls only to 125% of GDP. Moreover, in a “stressed” case, in which Scope assesses the impact on Italy’s public-sector balance sheet under conditions of a global economic shock (with the effect of two years of recession in Italy and associated deterioration in the fiscal balance) alongside a simultaneous spike in market financing rates, the debt ratio rises well above 145% of GDP.On 8 June, Scope affirmed Italy’s sovereign rating of A- but revised the Outlook to Negative from Stable. This reflected i) alterations in the Italian political landscape raising questions over the will and capacity of current and future governments to resolve Italy’s significant structural challenges, and ii) the programme of this singular government in challenging pre-existing debt sustainability concerns.Scope observes, however, that Italy’s A- sovereign ratings remain underpinned by euro area membership, Italy’s systemic importance (holding Europe’s largest debt stock) and support from European institutions in adverse scenarios, a relatively long 6.9-year average debt maturity, moderate levels of private debt and implicit government liabilities, and the country’s large, diversified economy (2017 nominal GDP: EUR 1.72tn).

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Parlamento europeo ribadisce sanzioni contro la Russia e invita a liberare Oleg Sentsov

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Nel giorno di inizio della Coppa del mondo di calcio FIFA in Russia, il Parlamento chiede alla Russia di garantire il rispetto dei diritti umani, la libertà di espressione e di riunione.
I deputati chiedono alle autorità russe di liberare immediatamente e incondizionatamente il regista ucraino Oleg Sentsov e oltre 70 cittadini ucraini detenuti illegalmente in Russia e nella penisola della Crimea.La risoluzione invita pertanto gli Stati membri dell’UE a rimanere fermi e uniti nell’attuazione delle sanzioni concordate contro la Russia e a prorogarle, e a prendere in considerazione anche misure mirate contro i responsabili della detenzione e del processo dei prigionieri politici.
Il Parlamento critica la legge russa sugli “agenti stranieri”, in base alla quale le ONG e i media stranieri che ricevono fondi stranieri sono soggetti a un elevato livello di controllo da parte del governo. Si condannano altresì le violazioni del diritto internazionale da parte della Russia nella Crimea occupata, compresa l’applicazione della legislazione russa, la pesante militarizzazione della penisola e le violazioni massicce e sistematiche dei diritti umani. Gli eurodeputati ricordano alla Russia che, in quanto potenza occupante, ha l’obbligo di proteggere i cittadini della Crimea da misure giudiziarie o amministrative arbitrarie e di garantire il rispetto dei loro diritti.La risoluzione non vincolante è approvata con 485 voti favorevoli, 76 contrari e 66 astensioni.

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Parlamento europeo su Trasporti su strada

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

I deputati voteranno la revisione delle norme a luglio. Il PE ha deciso di votare a luglio le proposte relative al distacco e ai periodi di riposo dei conducenti e quelle per contrastare le pratiche illegali nel settore dei trasporti su strada. Nel corso della sessione plenaria di luglio, i deputati terranno un dibattito e voteranno le proposte relative all’applicazione delle norme sul distacco dei lavoratori nel settore dei trasporti su strada, il miglioramento delle condizioni di riposo e una migliore applicazione delle regole per contrastare le pratiche illegali, come il ricorso alle società fittizie. I deputati hanno respinto la proposta della commissione trasporti di avviare immediatamente i negoziati con i Ministri UE.Per maggiori informazioni sulle proposte adottate dalla commissione per i trasporti cliccare qui.Le tre proposte relative al distacco dei conducenti, ai periodi di riposo dei conducenti e all’accesso alla professione di trasportatore su strada e al trasporto di merci su strada fanno parte del Pacchetto mobilità presentato dalla Commissione nel maggio 2017.

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Giuseppe Conte non riesce a sottrarre la scena mediatica al suo ‘vice’ Matteo Salvini

Posted by fidest press agency su sabato, 16 giugno 2018

Nonostante il suo debutto internazionale al G7 del Canada, il premier Giuseppe Conte non riesce a sottrarre la scena mediatica al suo ‘vice’ Matteo Salvini. A mettere in evidenza questo risultato è il monitoraggio svolto su oltre 1.500 fonti d’informazione fra carta stampata (quotidiani nazionali, locali e periodici), siti di quotidiani, principali radio, tv e blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dal 31 maggio al 11 giugno sui media nazionali e locali dai membri del Governo appena costituito.Dalla formazione del Governo all’11 giugno, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha raccolto sui mezzi di informazione nazionali 12.769 citazioni, quasi l’11% in meno rispetto al ministro dell’Interno Salvini, che a sua volta con 14.287 menzioni si lascia nettamente alle spalle il ‘collega’ vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, con il 33% in meno (9.554).Al di fuori dello stretto vertice della squadra di Governo, Paolo Savona, titolare del dicastero degli Affari Europei e che era stato oggetto del contezioso con il Quirinale per la formazione del Governo, è stato il ministro più presente sui mezzi di informazione ottenendo 3.686 menzioni. Nella classifica elaborata da Mediamonitor.it si posiziona al quinto posto il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che nei primi 12 giorni del suo mandato è stato nominato 2.879 volte sui media.Il pentastellato Danilo Toninelli nelle prime due settimane da ministro delle Infrastrutture è stato uno dei membri del governo più presenti sui mezzi di informazione (2342 menzioni, 6° nella classifica di Mediamonitor.it), anche in relazione alla chiusura dei porti italiani per evitare l’ingresso della nave Aquarius. Le dichiarazioni sul non riconoscimento delle “famiglie arcobaleno” ha fatto salire al settimo posto della graduatoria il leghista Lorenzo Fontana (1.899 citazioni), neo ministro per la Famiglia e le Disabilità.Chiudono la top ten dei ministri più presenti sui media Elisabetta Trenta (1.532 menzioni), titolare del dicastero della Difesa, il leghista Giancarlo Giorgetti (1.344), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e il pentastellato ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (1.321), decimo nella classifica di Mediamonitor.it.Il ministro che al momento ha la più bassa visibilità sui mezzi di informazione italiani è Sergio Costa, titolare del dicastero dell’Ambiente ed ex generale dei carabinieri, che secondo la rilevazione di Mediamonitor.it ha totalizzato 749 citazioni.

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Conte va a Parigi e Berlino per farsi accreditare

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

“Lo schema dei Presidenti del Consiglio non eletti dagli Italiani è sempre lo stesso. Appena nominati vanno a Parigi e Berlino per farsi accreditare dalle principali cancellerie europee. Conte ovviamente ha deciso di non fare eccezione. Questo nonostante il comportamento dei francesi di questi giorni gli avesse offerto la possibilità di provare a dimostrarsi diverso. In effetti candidarsi e farsi eleggere dagli Italiani è molto più difficile e complicato che andare a Parigi e Berlino. Per farsi votare dagli Italiani Conte avrebbe dovuto farsi conoscere e apprezzare. Avere delle idee e dei progetti per l’Italia. In tutta evidenza non ce l’avrebbe fatta. Allora meglio occupare il tempo con qualche viaggio in Europa senza dire agli Italiani nulla su cosa questo governo voglia fare su pensioni, lavoro, sanità, disoccupazione, infrastrutture, imprese. Come a voler nascondere la polvere sotto il tappeto. Gli Italiani meritano e vogliono altro”. Lo afferma in una nota Marco Marin, deputato di Forza Italia. (n.r. Dopo le parole offensive espresse sia dal portavoce della presidenza della repubblica francese sia da un collaboratore dello stesso Macron nei confronti del governo italiano e degli italiani c’era d’attendere un atteggiamento meno remissivo dell’Italia ed invece abbiamo incassato la “botta” e abbiamo provato a sorridere. Come dire tutto come prima, anzi peggio di prima per buona pace di Salvini e dei pentastellati.)

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Via Almirante: prima si poi no

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Roma “Ma che brava questa Raggi che nel giorno dell’incontro per lo scandalo dello stadio della Roma, in cui emerge la corruzione grillina, si prende la sua rivincita contro la memoria di Giorgio Almirante, campione di onestà in politica. Raggi non decide contro i corrotti, solo contro gli onesti”. È quanto dichiara il Senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso. E in un altro commento si aggiunge: “Chi oggi si straccia le vesti per l’intitolazione a Giorgio Almirante lo fa in malafede per pregiudizio ideologico” lo ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone. “Oltretutto – ha proseguito – chi lo fa non sa che la Camera dei Deputati gli tributò uno dei massimi onori con la pubblicazione integrale di tutti i discorsi riconoscendolo come uno dei protagonisti della storia politica italiana. Quanto al sindaco Raggi qualcuno dovrebbe informarla del fatto che se il consiglio ha determinato una decisione non può esprimersi nuovamente sullo stesso tema con un atto di livello uguale, al di là del merito che è incommentabile”. “Devo infine ricordare – ha concluso Mollicone – che da Presidente della commissione toponomastica avviai l’iter per l’intitolazione, ma in quell’occasione fu il Campidoglio a non completarla”. E sull’altro versante si argomenta: “Con un tweet notturno la Raggi ha dichiarato che oggi stesso presenterà una mozione a sua prima firma per revocare l’intitolazione di una via di Roma a Giorgio Almirante. Alcune considerazioni. Primo: se non si è faziosi, e noi non lo siamo, bisogna plaudire a questa scelta, vigilando che non resti un annuncio”. Lo scrive su Fb il senatore Dario Parrini.” Secondo: di fronte alle enormità – prosegue Parrini – lo sdegno della politica e della società civile può molto. Protestare contro le cose assurde e inaccettabili è una virtù. Terzo: la retromarcia in extremis non cambia di un millimetro il significato politico di quanto è accaduto. Ho sempre trovato penosi e bugiardi i dirigenti del M5S che si proclamavano eredi di Pertini e Berlinguer. Questa vicenda mi rafforza nell’idea: parlare di Pertini e Berlinguer e votare intitolazioni ad Almirante è un’offesa all’intelligenza dei cittadini, che il prospettato cambio di decisione, pur apprezzabile, non rende meno grave”. (n.r. E’ possibile che in italia dopo 73 anni dalla fine della seconda guerra mondiale si debba ancora essere tanto rancorosi alzando degli steccati tra la destra e la sinistra e per giunta su un nome e per l’intitolazione di una strada? D’altra parte stiamo cercando d’uscire dagli steccati eretti dalle passioni ideologiche concependo l’idea che a dividerci non sono i partiti e nemmeno le idee che sostengono ma le logiche dell’avere e dell’essere: tra chi ha e chi è, tra il benessere e la miseria, tra la ricchezza e la povertà. Sono le disuguaglianze sociali che erigono muri sempre più alti e invalicabili e ci spingono gli uni contro gli altri e generano una guerra tra poveri e non un nome o una colorazione politica. Finché non ne avremo l’intima consapevolezza continueremo a battibeccare sui falsi problemi e a lasciarci sfuggire ciò che realmente ci divide e ci rende homo homini lupus.)

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Bankitalia: nuovo record debito, sale a 2.311,7 miliardi

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Nuovo record storico del debito pubblico italiano, che ad aprile sale a 2.311,7 miliardi. “Considerato che in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, ci sono 25.386.000 famiglie, è come se ogni famiglia avesse 91 mila euro di debito, 91.062 euro per la precisione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un dato decisamente preoccupante, specie se si considera che a fine anno la Bce smetterà di acquistare titoli di Stato. Ci siamo comportati come le cicale, invece che come le formiche: non abbiamo approfittato del QE e dei bassi tassi di interesse per abbattere il debito pubblico in valore assoluto. E ora che i tassi di interesse saliranno, gli italiani si troveranno a pagare una mini manovra da 4 mld per ogni punto in più di tasso di interesse, visto che ogni anno vanno in scadenza 400 miliardi di debito” conclude Dona.

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Antonio Tajani, sul futuro dell’Europa con il Primo Ministro olandese Rutte

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha ricevuto oggi a Strasburgo il Primo Ministro olandese, Mark Rutte. L’incontro si è svolto nel quadro dell’iniziativa promossa dal Presidente Tajani di invitare i Capi di Stato e di governo dell’Ue a dibattere in plenaria sul futuro dell’Europa.A conclusione dell’intervento di Rutte, il Presidente Tajani ha dichiarato:
“Le nostre sfide comuni vanno oltre le frontiere nazionali, e hanno una dimensione europea. Contiamo sull’Olanda perché svolga un ruolo di primo piano per dare risposte efficaci ai cittadini su sicurezza, immigrazione, disoccupazione, cambiamento climatico. Voglio ringraziare il Primo Ministro Rutte per la sua partecipazione al dibattito odierno.Sulla gestione dell’immigrazione è in gioco la sopravvivenza stessa dell’Unione europea. Dobbiamo essere molto chiari: i singoli paesi da soli non possono risolvere il problema. Quindi serve una strategia a breve, a medio e a lungo termine. La prima urgenza è impedire le partenze dal Nord Africa e le morti in mare e nel deserto. A medio termine bisogna lavorare sulla stabilizzazione della Libia con l’obiettivo di dare vita a uno stato che possa essere un interlocutore dell’Europa; in parallelo serve una strategia che dovrà essere parte anche del prossimo bilancio dell’UE e che preveda più investimenti nel continente africano. A luglio andrò in Niger e se possibile in Libia. Il Parlamento europeo deve essere protagonista nella soluzione di questo problema storico per l’Unione europeaIl Parlamento europeo, che rappresenta mezzo miliardo di cittadini, ha approvato a larga maggioranza una riforma delle regole di Dublino già a novembre 2017. Non abbiamo scelto l’opzione più debole, ma abbiamo conciliato fermezza e solidarietà. Quindi si tratta di una solida base di partenza. Siamo disposti a discutere e a trovare compromessi. Il prossimo Consiglio europeo non potrà non decidere perché ne va dell’intero assetto dell’Unione europea.Per far fronte alle sfide di oggi, il budget dell’Unione europea deve disporre di risorse proprie. Il Parlamento europeo ha una sua proposta perché questo avvenga. Vogliamo che le aziende che pagano le tasse e creano posti di lavoro qui e quelle che generano enormi profitti spedendoli al di fuori dell’Unione europea giochino con le stesse regole. Una ‘web tax’ sulle piattaforme online permetterebbe di generare miliardi di euro senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini”.

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Composizione del PE: riduzione del numero dei deputati dopo le elezioni europee

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Il numero di deputati sarà ridotto da 751 a 705 dopo le elezioni di maggio 2019 46 dei 73 seggi britannici rimarranno liberi in vista di un eventuale allargamento dell’UE. 27 seggi del Regno Unito saranno ripartiti tra 14 Paesi sottorappresentati, tra cui l’Italia.
Con il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea, Il Parlamento europeo ridurrà il numero di deputati da 751 a 705, lasciando spazio ai nuovi Paesi che potrebbero aderire in futuro.
Oltre a ridurre le dimensioni del Parlamento europeo, da 751 a 705 rappresentanti eletti, la Plenaria ha approvato mercoledì una proposta di ridistribuzione dei seggi, per porre in riserva 46 dei 73 seggi che si libereranno in seguito al ritiro del Regno Unito.I 46 seggi in riserva potranno, in parte o nella loro totalità, essere assegnati ai nuovi Paesi che aderiranno all’Unione europea o rimanere liberi, riducendo così le dimensioni del Parlamento. I restanti 27 seggi saranno ridistribuiti tra i 14 Paesi dell’Unione che sono leggermente sottorappresentati, per compensare le attuali disparità in Aula.All’Italia, toccherebbero 3 seggi in più (da 73 a 76).

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Humanitarian emergencies in the Mediterranean and solidarity: debate in plenary

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

MEPs will discuss with Commissioner Dimitris Avramopoulos and the Council how to deal with humanitarian emergencies in the Mediterranean, following the decision by the Italian and Maltese governments not to allow the MV Aquarius, a ship operated by French NGOs SOS Mediterranée and Medecins sans Frontières, to land more than 629 people after rescuing them in the open sea.The migrants and asylum-seekers will be brought to Spain, after the Spanish Government announced it would welcome them on humanitarian grounds.

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EU-NATO: Il PE chiede più cooperazione per combattere minacce informatiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

I deputati chiedono una difesa informatica più solida per l’UE, con un sistema di risposta rapida e una più stretta cooperazione con la NATO, per combattere le nuove minacce ibride.In una risoluzione sulla difesa informatica, approvata mercoledì con 476 voti favorevoli, 151voti contrari e 36 astensioni, Il Parlamento sottolinea che Russia, Cina e Corea del Nord, ma anche attori non statali, hanno già compiuto attacchi informatici dannosi alle infrastrutture critiche dell’UE. Sono stati inoltre coinvolti in attività di spionaggio informatico e sorveglianza di massa dei cittadini dell’UE, hanno condotto campagne di disinformazione ed hanno limitato l’accesso a Internet (come nei casi di Wannacry e NonPetya). I deputati sottolineano che la frammentazione delle strategie e delle capacità di difesa dell’Europa l’ha resa vulnerabile agli attacchi informatici. Esortano pertanto gli Stati membri a migliorare la capacità collaborative delle loro forze armate, e a rafforzare la cooperazione informatica e livello europeo, con la NATO e altri partner.Ciò comporterebbe un maggior numero di esercitazioni informatiche congiunte, la formazione e lo scambio di ufficiali militari, il reclutamento di esperti di informatica forense e il miglioramento delle competenze in materia di difesa informatica delle missioni e operazioni dell’UE.I deputati sono favorevoli al lancio di due progetti informatici nell’ambito della cooperazione strutturata permanente (PESCO): una piattaforma per lo scambio di informazioni in materia di minaccia informatica e gruppi di risposta rapida a incidenti informatici. Si augurano che ciò porti alla creazione di una squadra europea di reazione rapida, che coordini, individui e contrasti le minacce informatiche collettive.In un’altra risoluzione sulle relazioni UE-NATO, approvata con 411 voti favorevoli, 182 contrari e 57 astensioni, i deputati sottolineano che nessuna delle due organizzazioni dispone di tutti gli strumenti necessari per affrontare le nuove sfide in materia di sicurezza, che sono sempre meno convenzionali e sempre più ibride.Oltre a migliorare la cooperazione in materia di difesa informatica, i deputati vogliono che i legami UE-NATO si concentrino sulla comunicazione strategica, la lotta al terrorismo, la consapevolezza della situazione, la condivisione di informazioni classificate, la lotta alla migrazione irregolare e l’eliminazione degli ostacoli alla rapida circolazione del personale e dei mezzi militari all’interno dell’UE.Il Parlamento sottolinea che l’aumento e la natura delle attività russe, come il suo comportamento militare, le manipolazioni politiche e gli attacchi informatici, sono fonte di preoccupazione, mentre permane il rischio che si indeboliscano i legami fra paesi UE e quelli transatlantici. Sottolinea la necessità di una forte cooperazione e scambio di informazioni tra UE e NATO, per rispondere a queste minacce ibride, come è avvenuto nel caso dell’attacco chimico, che si sospetta sia stato lanciato nel Regno Unito dalla Russia.

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WakEUp, revive Europe!

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Everyone agrees Europe needs change, yet very little gets done. It is time to send a message to our leaders to stop sleepwalking towards the collapse of Europe and to take the action needed to create a sovereign, democratic and united Europe.
The organisers invite all those who believe Europe needs political unity, those who think EU political leaders must take action to revive Europe now to join the demonstration “#wakEUp, revive Europe!” on June 28th as of 13:00 in front of the European Council (“Petite rue de la Loi”, between rond-point Schuman and Parc du Cinquantenaire).“The Eurozone is in sheer need of reforms. Leaders have been discussing them for years, but they fail to deliver over and over again. They know that the Eurozone and the EU cannot work in the interest of European citizens with such a tiny budget. The spread of populist and nationalist movements shows how deep the crisis of trust is. If national leaders don’t act now, they will be responsible for the collapse of the European project”, says Paolo Vacca, Secretary-General of the Union of European Federalists. “Some member states, at the head of which Germany, do not realise the urgency of reforming the EU because, at least for the moment, everything goes well for them. But they would be the first losers of an unravelling of the EU. They think we have time, but actually European citizens are asking for a change now. Either they do it, or voters will turn to the populists”, adds Christopher Glück, President of the Young European Federalist.

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Bilancio dell’UE: un ruolo più forte dell’UE quale garante della sicurezza e della difesa

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Un Fondo europeo per la difesa, con una dotazione di 13 miliardi di €, fornirà le risorse finanziarie necessarie per effettuare investimenti transfrontalieri in tecnologie e materiali all’avanguardia e pienamente interoperabili in settori quali i software cifrati e la tecnologia dei droni. Inoltre l’Alta rappresentante, con il sostegno della Commissione, propone in data odierna un nuovo strumento europeo per la pace, con una dotazione di 10,5 miliardi di €, fuori dal bilancio a lungo termine dell’UE, che contribuirà a migliorare la capacità dell’UE di prevenire conflitti, costruire la pace e garantire la sicurezza internazionale.
Jyrki Katainen, Vicepresidente responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: “Le attuali proposte contribuiranno a far sì che l’UE prenda in mano il proprio destino. Stiamo acquisendo una maggiore titolarità nel difendere e proteggere i nostri cittadini. Per la prima volta nella storia dell’Unione europea, una parte del bilancio europeo è destinata ad investimenti collettivi finalizzati allo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi materiali per proteggere i nostri cittadini. Il Fondo europeo per la difesa è un effettivo strumento europeo che incoraggia gli investimenti congiunti e intensifica gli sforzi degli Stati membri nel settore della difesa.” Il nuovo Fondo europeo per la difesa, con una dotazione di 13 miliardi di €, metterà a disposizione, in particolare mediante sovvenzioni, 4,1 miliardi di € per il finanziamento diretto di progetti di ricerca competitivi e collaborativi. Al di là della fase di ricerca, 8,9 miliardi di € saranno disponibili per integrare gli investimenti degli Stati membri mediante il cofinanziamento dei costi connessi allo sviluppo di prototipi e alle conseguenti attività di certificazione e collaudo. Il Fondo permetterà all’UE di attestarsi tra i 4 principali investitori europei in ricerca e tecnologia nel settore della difesa in Europa e fungerà da catalizzatore per una base industriale e scientifica innovativa e competitiva.
Un accordo in tempi brevi sul bilancio complessivo a lungo termine dell’UE e sulle relative proposte settoriali è fondamentale per garantire che i fondi dell’UE comincino a produrre risultati concreti quanto prima possibile.In caso di ritardi analoghi a quelli registrati all’inizio dell’attuale periodo di bilancio (2014-2020) si dovrebbero posticipare gli inviti a presentare proposte per progetti collaborativi in settori quali i metamateriali, i software cifrati, la tecnologia dei droni o la comunicazione via satellite.Un accordo nel 2019 sul prossimo bilancio a lungo termine consentirebbe una transizione senza soluzione di continuità tra l’attuale bilancio a lungo termine (2014-2020) e quello successivo, garantendo la prevedibilità e la continuità dei finanziamenti a beneficio di tutti. Dopo aver ottenuto il sostegno della Commissione, l’Alta rappresentante sottoporrà la proposta relativa a uno strumento europeo per la pace all’attenzione del Consiglio, che sarà chiamato a deliberare in proposito all’unanimità.

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