Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Archive for the ‘Politica/Politics’ Category

Politics

Cerimonia di Commemorazione dell’On. Matteotti

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Maggio 2022

“Sono particolarmente contento di poter comunicare che l’ill.mo Signor Presidente Roberto Fico ha voluto concedere anche quest’anno il Patrocinio istituzionale della Camera dei deputati alla cerimonia di Commemorazione dell’On. Matteotti! Questo atto rende onore alla memoria di Giacomo Matteotti quale figlio nobile e membro esemplare della Camera dei deputati, e ricorda a tutti noi quanto il Suo sacrificio non sia stato vano!”. -cosi Enzo Pirillo, Presidente del Circolo Saragat Matteotti- “Con la concessione del Patrocinio il Presidente Fico conferma la Sua grande attenzione e sensibilità verso la storia e gli ideali della Resistenza e della lotta al nazifascismo, che in quegli anni difficili e travagliati portarono alla nascita della nostra Repubblica. Un importante segnale per tutti, in particolare per le giovani generazioni, che vedono la vicinanza delle Istituzioni, oggi nella Persona del Presidente della Camera dei deputati, per un tema sociale che ha un enorme valenza etica e morale! Per questo desidero ringraziare vivamente il Presidente Fico, a nome mio personale e di tutti gli amici del Circolo Culturale Saragat Matteotti! Anche quest’anno –conclude Enzo Pirillo- la cerimonia si avvia sotto i migliori auspici, non resta che ritrovarci tutti il 10 giugno a lungotevere Arnaldo da Brescia per ricordare Giacomo Matteotti.” Vincenzo Pirillo, Presidente del Circolo Culturale “Saragat-Matteotti” Roma

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Polonia: in arrivo i fondi del piano di ripresa e resilienza

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

La Commissione europea darà il via libera al fondo polacco per la ripresa e resilienza nelle prossime due settimane.Varsavia e Bruxelles sono state bloccate in una lunga disputa sull’indipendenza della magistratura del Paese, che ha ritardato l’approvazione della quota della Polonia nel fondo di recupero pandemico, equivalente a 36 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti. L’UE ha stabilito tre condizioni per l’approvazione: smantellamento di una controversa sezione disciplinare per i giudici; riforma del regime disciplinare; ripristino dei giudici destituiti.In sintesi, le normative polacche sulla magistratura poneva questo ordinamento agli ordini del governo, il che viola le norme comunitarie sulla indipendenza della magistratura. Ora dopo l’accordo, si potranno trasferire i fondi comunitari alla Polonia.Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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47 again? Russia out, Kosovo in

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2022

Russia, a nuclear superpower with a population of 146 million and a landmass stretching across nine time zones, joined the Council of Europe in 1996. As a Council of Europe member, Russia waged wars in Chechnya (1999-2000), invaded Georgia (2008), annexed Crimea (2014), triggered war in Eastern Ukraine (from 2014), bombed civilians in Syria (from 2015) and then launched an assault against the whole of Ukraine in February 2022. Kosovo, one of Europe’s smallest democracies with a population of less than 2 million, with a territory that is 0.05 percent that of Russia, declared its independence in February 2008. This was recognised by a large majority of members of the Council of Europe (34 of 46). In October 2008, the General Assembly of the United Nations turned to the International Court of Justice (ICJ) in The Hague with a simple question: “Is the unilateral declaration of independence by the Provisional Institutions of Self-Government of Kosovo in accordance with international law?” In July 2010, the ICJ concluded that “the declaration of independence of Kosovo adopted on 17 February 2008 did not violate international law”. Unlike Russia, Kosovo has seen peaceful transfers of political power following free and fair elections. Unlike Russia, independent Kosovo never had political prisoners. Unlike Russia, it has not waged any wars. And yet, for many years, Kosovo governments have been actively discouraged from applying for Council of Europe membership by other members. The result: Kosovo remains outside. It is today the only European democracy which is not yet a member of the Council of Europe. Russia’s recent invasion of Ukraine, combined with threats by its leaders against other Council of Europe member states, was finally too much.On 15 March this year, the Parliamentary Assembly of the Council of Europe adopted an Opinion. It considered that the Russian Federation can no longer be a member State of the Organisation. The decision was unanimous. That same day, the Russian government announced its withdrawal. After more than a quarter of a century of being a member, Russia was out. Shortly thereafter, Kosovo’s government announced its intention of applying to take Russia’s place as 47th member. On 12 May, last week, Kosovo’s foreign minister submitted Kosovo’s application in Strasbourg.Italy currently chairs the Committee of Ministers. Luigi di Maio, the Italian foreign minister, has often spoken out in favour of Kosovo’s integration into European institutions.

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Ucraina: un tribunale internazionale speciale per i crimini di aggressione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Bruxelles. il Parlamento ha approvato una risoluzione sulla lotta contro l’impunità per i crimini di guerra in Ucraina, per alzata di mano. Nel testo, i deputati invitano l’UE ad adottare tutte le misure necessarie presso le istituzioni e le istanze internazionali per sostenere il perseguimento dei regimi russo e bielorusso per crimini di guerra, crimini contro l’umanità, crimini di genocidio e crimine di aggressione. Le indagini e i conseguenti procedimenti penali dovrebbero riguardare anche l’intero corpo delle forze armate russe e i funzionari governativi coinvolti in crimini di guerra.Nel testo, si chiede all’UE di sostenere l’istituzione di un tribunale speciale internazionale per il perseguimento del crimine di aggressione commesso contro l’Ucraina, per il quale la Corte penale internazionale (CPI) non ha giurisdizione e portare i leader politici e i comandanti militari russi e i suoi alleati a risponderne.Inoltre, l’UE dovrebbe di fornire il prima possibile tutte le risorse umane e di bilancio e il sostegno amministrativo, investigativo e logistico necessari ai fini dell’istituzione di tale tribunale.Le atrocità segnalate, tra cui il bombardamento indiscriminato delle città e dei centri urbani, le deportazioni forzate, l’uso di munizioni vietate, gli attacchi contro i civili in fuga attraverso corridoi umanitari predisposti, le esecuzioni e le violenze sessuali, costituiscono violazioni del diritto internazionale umanitario. Secondo i deputati tali atti, nessuno dei quali finora perseguito, possono costituire crimini di guerra.Nel testo si sollecita un’azione celere da parte dell’UE poiché vi è il grave rischio che, a causa delle ostilità in corso, le prove relative ai crimini di guerra vengano distrutte.I deputati esprimono il loro pieno sostegno all’indagine avviata dal Procuratore della Corte penale internazionale e al lavoro della commissione d’inchiesta dell’ufficio dell’Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, nonché alle organizzazioni della società civile indipendenti e alle autorità ucraine impegnate nella raccolta di prove.

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PE: applicare alla Bielorussia tutte le sanzioni UE contro la Russia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Bruxelles. In una risoluzione adottata giovedì, il Parlamento europeo si oppone con forza al ruolo svolto dal regime bielorusso nell’assistenza alla guerra illegale della Russia contro l’Ucraina, compresi il cosiddetto referendum per ripristinare lo status nucleare del paese e l’uso del territorio bielorusso da parte dell’esercito russo per muovere truppe e armi, utilizzare lo spazio aereo, rifornirsi di carburante e immagazzinare munizioni militari. Secondo i deputati, il regime bielorusso è corresponsabile dell’attacco e deve subirne le conseguenze ai sensi del diritto internazionale. Inoltre, i deputati sottolineano il ruolo crescente della Russia in Bielorussia e la sua influenza finanziaria, e sollevano seri dubbi sulla capacità della Bielorussia di prendere decisioni autonome.Il testo è stato approvato per alzata di mano.Il Parlamento accoglie con favore la proposta della Commissione europea per un sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia e la Bielorussia e invita i Paesi UE a garantirne la completa e rapida attuazione. I deputati chiedono che tutte le sanzioni UE emesse contro la Russia siano rigorosamente applicate anche alla Bielorussia.Nel testo, si sottolinea anche la necessità di un’indagine completa sui crimini commessi dal regime di Aliaksandr Lukashenka contro il popolo bielorusso. I Paesi UE sono invitati ad applicare attivamente il principio della giurisdizione universale e a predisporre processi contro i funzionari bielorussi responsabili o complici di violenze e repressioni, compreso lo stesso Lukashenka.I deputati condannano fermamente il recente arresto e la detenzione di leader e rappresentanti sindacali da parte delle autorità bielorusse, qualificandoli come un attacco ai diritti umani e ai diritti fondamentali sanciti dalle convenzioni internazionali. Di conseguenza, le persone arrestate devono essere rilasciate immediatamente ed è necessario garantire loro l’accesso a una giustizia indipendente.Il Parlamento denuncia anche le recenti modifiche apportate al codice penale bielorusso che introducono la pena di morte per tentati atti di terrorismo. Questa mossa può essere facilmente utilizzata dal regime contro i suoi oppositori politici, poiché molti prigionieri politici in Bielorussia sono stati accusati, o sono già stati condannati, a lunghe pene detentive in base alle disposizioni sul terrorismo. Infine, i deputati chiedono alla Bielorussia di abolire immediatamente la pena di morte in modo permanente e sottolineano la necessità di rafforzare la cooperazione dell’UE con le forze democratiche bielorusse, anche attraverso vertici regolari e un robusto aiuto finanziario.

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Global Minimum Tax: PE chiede rapida adozione dell’imposta per le multinazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Bruxelles Il PE ha sostenuto il recepimento nell’ordinamento UE del recente accordo internazionale su una imposta minima globale del 15% per le multinazionali.La risoluzione, adottata secondo la procedura di consultazione, è stata approvata con 503 voti favorevoli, 46 contrari e 48 astensioni.Nel testo, i deputati hanno approvato gli elementi principali della proposta della Commissione, in particolare il rispetto del calendario di attuazione proposto e il termine di attuazione fissato al 31 dicembre 2022, con l’intento di attuare la legislazione rapidamente.I deputati hanno, tuttavia, apportato alcune modifiche alla proposta e chiesto l’introduzione di una clausola di riesame della soglia dei ricavi annuali (oltre la quale una società multinazionale sarebbe soggetta all’aliquota minima) e una valutazione d’impatto della legislazione sui paesi in via di sviluppo.I deputati intendono ridurre anche alcune delle esenzioni proposte dalla Commissione e limitare le possibilità di abuso con l’introduzione di un articolo specifico contenente misure atte a contrastare i meccanismi di evasione fiscale.La relazione, che costituisce la posizione del Parlamento, verrà ora trasmessa al Consiglio UE che adotterà il testo definitivo all’unanimità. L’obiettivo della direttiva è quello di recepire nel diritto UE la riforma delle norme sulla tassazione internazionale delle società concordata dall’OCSE/G20 nel dicembre 2021. Questo accordo internazionale mira a garantire un livello minimo d’imposta del 15% per le grandi società multinazionali e costituisce un passo importante verso un sistema efficace ed equo di tassazione degli utili.

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L’UE deve rafforzare il sostegno ai cittadini e alle imprese e l’aiuto all’Ucraina

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Bruxelles. Secondo i deputati, gli strumenti esistenti come il Recovery (NextGenerationEU), lo strumento europeo SURE di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) o il sistema di flessibilità del bilancio UE non sono sufficienti a mitigare gli effetti negativi della guerra e il costo per l’UE delle sanzioni imposte alla Russia.Per questo motivo, i deputati chiedono la tassazione dei proventi straordinari per le compagnie energetiche, il congelamento e sequestro dei beni degli oligarchi russi e un’ulteriore flessibilità nel bilancio UE. Inoltre, il quadro finanziario pluriennale (QFP) dovrebbe essere rivisto, le norme sugli aiuti di Stato dovrebbero essere applicate in modo più flessibile, il livello di garanzia dell’UE nel programma InvestEU dovrebbe essere aumentato e la Commissione dovrebbe essere pronta, se necessario, a proporre nuovi programmi. L’UE dovrebbe anche assumere un ruolo guida nella creazione di un fondo fiduciario di solidarietà per l’Ucraina.La guerra ha inasprito una già grave crisi dei prezzi dell’energia e ciò sta incidendo negativamente sul potere d’acquisto e sui costi operativi. L’aggravarsi della crisi richiede un intervento rapido. Per questo, i Paesi UE dovrebbero aumentare il loro sostegno sociale e stanziare spese supplementari per un supporto mirato alle imprese vulnerabili ma sostenibili. Inoltre, l’aumento delle retribuzioni dovrebbe tenere conto dell’inflazione a lungo termine e della crescita della produttività, al fine di mantenere il potere d’acquisto delle famiglie.Secondo i deputati, è necessario istituire un pacchetto temporaneo europeo per la resilienza sociale che coordini una serie di misure e mezzi per rafforzare i sistemi di previdenza sociale e di protezione sociale nell’UE.I deputati pongono particolare enfasi sullo sviluppo dell’autonomia dell’UE e chiedono l’istituzione di un nuovo fondo europeo dedicato. Il fondo per l’autonomia strategica per l’Europa finanzierebbe le infrastrutture energetiche transfrontaliere, la produzione di energia rinnovabile e l’efficienza energetica, la cibersicurezza, la competitività industriale, l’economia circolare, la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile.

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Governo – Ricciardi, vicepresidente Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24: Nessuna intenzione di far cadere l’esecutivo

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2022

“Non abbiamo alcuna intenzione di far cadere il governo, noi vogliamo rafforzare il governo che però si deve confrontare con il Parlamento e le forze politiche che lo sostengono”. Lo ha detto Riccardo Ricciardi, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24. Commissione Esteri – Ricciardi, vicepresidente Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24: Licheri? Avremmo perso con qualsiasi candidato. “Nocerino al posto di Licheri? No, avremmo potuto candidare anche Winston Churchill ma non avrebbe vinto perché il Movimento non doveva vincere, era questo il punto. Era un giochino per creare dissidi interni che none esistono, li l’obiettivo era far fuori il candidato del Movimento con un accordo Renzi-Meloni-Salvini-Berlusconi con il nome della Craxi, siamo alla restaurazione proprio”. Lo afferma Riccardo Ricciardi, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24. Politica – Ricciardi, vicepresidente Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24: PD ci dica se è su nostra strada altrimenti inutile campo progressista “Per noi la transizione ecologica non sono gli inceneritori, per noi la dignità del lavoro è un salario dove non ci sia gente che lavora a €3 l’ora, per noi non c’è da spendere 14 miliardi in armi, noi siamo basati su un polo progressista che abbia questo come strada maestra. Se il Partito Democratico devia da questa strada dovete chiederlo al Partito Democratico perché ritiene che un campo progressista debba spendere 14 miliardi in armi, non debba garantire stipendi e debba fare venire la transizione ecologica con gli inceneritori. Non vedo un campo progressista che si fa su questi temi perché altrimenti si pensa come Renzi e Salvini e Meloni. Noi non vogliamo fare l’alleanza per fare l’alleanza, ma vogliamo dare un progetto di Paese. E’ inutile fare un’alleanza che poi al primo provvedimento la pensi in maniera diversa. Il Pd avrà le sue priorità, noi abbiamo le nostre però su questi temi non vedo come si possa definire un campo progressista che va in un’altra direzione perché altrimenti è un campo di destra e conservatore”. Così Riccardo Ricciardi, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24. By Marialuisa Chioda

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Stati Uniti d’Europa. Orban e le mire “imperiali” dell’Ungheria

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Prende piede il riferimento storico ottocentesco del proprio Stato. Prima il Regno Unito che, pensando di essere rimasto ai tempi della regina Vittoria, è uscito dalla Ue (Brexit), poi la Russia di Putin che, pensando all’impero zarista e alla sua ricostituzione, invade e accorpa territori altrui e, ora, il premier Viktor Orban che ricorda la Grande Ungheria che si estendeva fino alla costa dalmata e ai suoi porti. Motivo della rimembranza? L’embargo sul petrolio russo. Orban chiede tempo e soldi per aderire all’iniziativa comunitaria, ricordando che il suo Paese non ha i porti di un tempo e quindi non può approvvigionarsi via mare. “Se non ce lo avessero tolto avremmo anche un porto” dichiara Orban, celebrando i fasti antecedenti alla Prima guerra mondiale. Insomma, rievocazioni imperiali. Rammentiamo che Orban non consente il transito delle armi destinate all’Ucraina invasa da Putin e ha stretti rapporti economici con Russia e Cina, che vanno dai vaccini, alla costruzione di università, alle infrastrutture e alle centrali nucleari. Orban non ha presente la storia più recente della occupazione sovietica dell’Ungheria e della insurrezione di Budapest nel 1956, repressa dai carri armati bolscevici. Per avere i soldi comunitari ricorda i fasti della Grande Ungheria che ora non c’è più, come non esiste più l’impero zarista che Putin vorrebbe ricostituire. Primo Mastrantoni, http://www.aduc.it

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Deflusso Ecologico e normativa comunitaria

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Maggio 2022

“Fin dalla scorsa primavera, in tempi assai diversi dagli attuali, avevamo richiamato l’attenzione sulla necessità di rinviare l’applicazione della normativa comunitaria sul Deflusso Ecologico, perché i parametri previsti, limitando le disponibilità idriche sul territorio, avrebbero pregiudicato l’equilibrio agricolo ed ambientale di ampie zone del Paese; poi l’emergenza bellica e la necessità di incrementare l’autosufficienza alimentare in una difficile contingenza climatica ne hanno esaltato l’urgenza, cui le forze politiche hanno saputo rispondere in maniera unitaria. Per questo, esprimiamo un sentito ringraziamento al Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Gianpaolo Vallardi ed a tutti i Componenti della stessa che molto si sono spesi per ottenere l’importante risultato nell’ interesse complessivo del Paese”: a dichiararlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) dopo l’approvazione dell’emendamento sul Deflusso Ecologico in occasione del Decreto Legge Ucraina.“E’ stato raggiunto un obbiettivo importante, grazie alla collaborazione di molti, ma di cui possiamo vantare la primogenitura nell’aver segnalato le gravi conseguenze che , anche in campo idroelettrico, avrebbe comportato l’attuazione di provvedimenti attualmente tarati su realtà idriche e territoriali assai diverse delle nostre; questo, pur nel comune interesse per il benessere dei corsi d’acqua – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Entro Dicembre 2024 le Autorità di Distretto dovranno completare le sperimentazioni sul Deflusso Ecologico nel rispetto degli obbiettivi fissati dai relativi Piani di Gestione. I Consorzi di bonifica ed irrigazione continueranno ad offrire piena collaborazione, impegnandosi al contempo nel proseguire l’applicazione e la ricerca di soluzioni per l’ottimizzazione d’uso dell’acqua a servizio dell’agricoltura, che produce cibo: dall’evoluzione del sistema di consiglio irriguo Irriframe al Piano Laghetti di prossima presentazione. Auspichiamo che le nostre proposte possano trovare l’adeguata attenzione delle forze politiche come dimostrato nel caso del Deflusso Ecologico.”

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L’Europa a geometria variabile

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Maggio 2022

E’ stata un’idea di Altiero Spinelli (1907-1986), scrittore e politico, fondatore del Movimento Federalista Europeo nel 1943, ricordato come padre fondatore dell’Unione europea, quella di un’Europa a due velocità o a “geometria variabile” e ripresa del presidente francese Emmanuel Macron, nel suo discorso celebrativo dell’Unione europea come simbolo di libertà.L’Ue con i suoi 27 membri sconta la difficoltà di conciliare istanze diverse e, mentre da una parte raggiunge obiettivi importanti quali il debito comune e l’azione collegiale contro il Coronavirus, dall’altra registra posizioni diverse sullo Stato di diritto e sulla primazia della legislazione nazionale su quella europea.Occorre una revisione dei Trattati, dichiara il presidente Macron, che preveda le votazioni a maggioranza qualificata, un mix che tenga conto della popolazione e dei membri proponenti. La domanda è: ha lo stesso peso una nazione di 83 milioni di abitanti e una di 5 milioni che blocca le decisioni perchè devono essere prese all’unanimità?La proposta è una Europa a “geometria variabile”, con un gruppo di Paesi che si costituiscono in “Comunità politica europea”, aderenti a una comune base di valori, con la stessa politica di sicurezza, energetica, sui trasporti e sulla circolazione delle persone. In questo modo si potranno coinvolgere Ucraina, Moldavia, Georgia, i Balcani occidentali e recuperare il Regno Unito. Un gruppo di testa, insomma, cui segue la Ue che vuole proseguire nell’attuale configurazione. E’ un progetto che può sbloccare una situazione di stallo ormai non più sostenibile: i problemi economici e sociali determinati, anche, dalla guerra all’Ucraina hanno bisogno di risposte adeguate, efficienti e veloci.Primo Mastrantoni, Aduc

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La Commissione europea lancia la piattaforma visionaria 3D “Dai voce alla tua visione” durante l’Anno europeo dei giovani 2022

Posted by fidest press agency su martedì, 10 Maggio 2022

Quando la Presidente Ursula von der Leyen ha annunciato che il 2022 sarebbe stato l’Anno europeo dei giovani, ha auspicato da parte dell’Europa un attento ascolto dei giovani europei per plasmare al meglio il futuro dell’Unione in base alla loro visione. La Commissione europea ha quindi lanciato una nuovissima piattaforma digitale 3D “Dai voce alla tua visione” come elemento centrale dell’Anno europeo dei giovani: una piattaforma interattiva in cui i giovani europei possono registrare il loro messaggio personale e unico. L’obiettivo di “Dai voce alla tua visione” è quello di consentire ai giovani europei provenienti da ogni contesto e angolo del continente di esprimere la propria visione di futuro, dalle questioni che riguardano l’occupazione, l’inclusione, la pace e la sicurezza, al cambiamento climatico, all’istruzione, alla salute mentale e altro ancora. Sulla scia della pandemia globale e di fronte alla guerra di aggressione contro l’Ucraina, le voci dei giovani stanno diventando sempre più importanti. Per questo “Dai voce alla tua visione” si presenta come uno spazio interattivo e all’avanguardia di voci che consente letteralmente alle persone di attivare e registrare il proprio messaggio personale e di esprimere le proprie opinioni e idee sugli argomenti che ritengono più rilevanti.  La piattaforma è stata sviluppata per accogliere qualsiasi messaggio, in tutte le lingue ufficiali dell’UE (oltre a norvegese, turco, serbo, macedone del nord e islandese). Una volta aggiunta, ogni voce genera la propria onda 3D unica che interagisce con tutte le altre registrazioni sulla piattaforma e consente a tutti di ascoltare qualsiasi voce, in qualsiasi lingua e su qualsiasi dispositivo in ogni momento. Secondo Mariya Gabriel, Commissario europeo per la gioventù, “‘Dai voce alla tua visione’ si caratterizza per uno spirito di co-creazione giovane, ricco di significato, dinamico e aperto, concretizzatosi durante l’Anno dei giovani. Un’iniziativa che dà ai giovani europei l’opportunità di farsi conoscere, comunicare e condividere le proprie preoccupazioni e idee sul futuro. ’Dai voce alla tua visione’ non sarebbe potuta arrivare in un momento più significativo per tutti i giovani, non solo in quanto cittadini europei, ma anche come membri di una società che ora più che mai vive tempi difficili”. Riguardo all’importanza dell’Anno europeo dei giovani 2022, il Commissario Gabriel ha aggiunto: “Chiediamo a tutti i giovani di partecipare e impegnarsi ora. Le loro voci sono un elemento essenziale del cammino dell’Europa verso la crescita, la conoscenza, l’innovazione, le opportunità e le soluzioni migliori e più rilevanti per i giovani. Ascolteremo attentamente e ci impegneremo affinché le politiche per i giovani possano realizzarsi in spazi più aperti e collaborativi e tutte le voci vengano ascoltate e considerate quest’anno e negli anni a venire”. Nell’ambito della campagna “Anno europeo dei giovani”, gli Stati membri contribuiscono a promuovere a livello nazionale e locale l’impegno dei giovani in molte attività diverse. In Italia sono già state organizzate oltre 200 attività nell’ambito dell’Anno europeo dei giovani, e secondo il Consigliere Marco De Giorgi, Capo del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri e coordinatore nazionale dell’Anno europeo dei giovani in Italia, ne saranno previste molte altre nei prossimi mesi. Alcuni esempi possono essere: l’evento lancio che si è tenuto a Roma il 24 marzo; la selezione di 46 giovani, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, nominati Ambasciatori dell’Anno europeo dei giovani; il Forum sull’educazione dei giovani ai diritti umani e alla cittadinanza democratica in Europa (Torino, 10-14 aprile) e il Neet Working tour, campagna informativa itinerante rivolta ai giovani inattivi. La nuova piattaforma “Dai voce alla tua visione” si inserirà in queste attività e sarà anche un elemento centrale dell’Eredità dell’Anno europeo dei giovani dopo il 2022, con le voci dei giovani come motore del cambiamento e co-sviluppatore della politica futura. L’Anno europeo dei giovani 2022 è stato lanciato dalla Commissione europea come “un anno dedicato alla valorizzazione di coloro che si sono tanto sacrificati per gli altri”, come annunciato dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione nel 2021. Si tratta quindi di un anno completamente dedicato ai giovani, che mira a valorizzarli, incoraggiarli e arricchirli con nuove opportunità e nuovi modi di partecipare e assumere un ruolo di cittadinanza attiva nella società. L’obiettivo generale dell’Anno europeo dei giovani è incoraggiare tutti i giovani a far sentire la propria voce e a partecipare condividendo la loro visione sui temi chiave1dell’anno e le loro speranze per il futuro dell’Europa. Inoltre, l’Anno mira a fornire visibilità e promuovere i valori europei, diffondendo messaggi di solidarietà tra il pubblico giovanile e sostenendo l’Ucraina attraverso ogni tipo di attività. Ciò si traduce in una molteplicità di iniziative nazionali e locali – più di 1.650 iniziative in tutta Europa sono già state caricate sul sito Web dell’Anno europeo dei giovani – che riuniscono i giovani per partecipare all’anno in modo concreto e rilevante. Maggiori informazioni su https://giovani2030.it/anno-europeo-della-gioventu-2022/ e Cos’è l’Anno europeo dei giovani? Portale europeo per i giovani (europa.eu/index_it)

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Copasir svolgerà approfondimento su ingerenza straniera e su attività di disinformazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

“Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha posto da tempo la propria attenzione, nell’ambito della minaccia ibrida, sull’utilizzo dello spazio cibernetico, delle fake news, dei social network e di forme di condizionamento sui mezzi di comunicazione pubblica e privata, quali strumenti di ingerenza da parte di attori statuali invasivi. Il Comitato ha, inoltre, acquisito ulteriori elementi, nel corso dell’audizione del Presidente del Consiglio, svolta il 5 aprile, nonché in quella del Direttore dell’AISE svolta nella giornata di ieri. Tenuto, altresì, conto di quanto riportato nella Relazione annuale del Governo al Parlamento sulla politica dell’informazione per la sicurezza per l’anno 2021, nella Risoluzione del Parlamento Europeo del 7 aprile 2022 sulle ingerenze straniere in tutti i processi democratici nell’Unione europea e di quanto già indicato nella propria Relazione annuale al Parlamento del 9 febbraio 2022 in merito all’uso dello spazio cyber e di campagne di disinformazione da parte di attori statuali invasivi, il Comitato ha deliberato, nell’odierna seduta, di svolgere un approfondimento sulla ingerenza straniera e sulla attività di disinformazione, anche al fine di preservare la libertà e l’autonomia editoriale e informativa da qualsiasi forma di condizionamento, con particolare riferimento al conflitto tra Russia e Ucraina. Sono già in programma, a tal proposito, le audizioni del direttore dell’Aisi, Mario Parente, mercoledì 11 maggio, dell’amministratore delegato Rai, Carlo Fuortes, giovedì 12 maggio e del presidente Agcom, Giacomo Lasorella, mercoledì 18 maggio”.

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Il Parlamento europeo rinvia la certificazione del bilancio dell’agenzia Frontex

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 Maggio 2022

Bruxelles. Il Parlamento ha rinviato il discarico (ossia la procedura di verifica delle spese effettuate) del bilancio 2020 dell’agenzia UE per il controllo delle frontiere e delle coste, Frontex.La decisione, come spiegano i deputati nella risoluzione che accompagna il provvedimento (approvata con 492 voti favorevoli, 145 contrari e 8 astensioni), si fonda sul mancato rispetto delle condizioni stabilite nella precedente relazione di discarico del Parlamento, nonché sulle indagini in corso dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) in merito a eventi riguardanti il rispetto dei diritti fondamentali, tra cui i respingimenti dei migranti. I deputati dichiarano di non aver potuto leggere la relazione completa dell’indagine e che quindi non sono in grado, attualmente, di prendere una decisione informata.Prima del voto, il relatore Tomáš Zdechovský (PPE, CZ) ha dichiarato: “Frontex opera in circostanze difficili e, in seguito al rafforzamento del suo ruolo, c’è bisogno di una gestione efficace e di una maggiore responsabilità. Anche se Frontex ha compiuto dei passi in avanti nell’ultimo anno, attualmente non abbiamo abbastanza informazioni per prendere una decisione informata sulla concessione del discarico. Rinviamo quindi tale decisione all’autunno 2022.”Il Parlamento ha certificato anche le spese per il 2020 della Corte dei conti, con 333 voti favorevoli, 291 contrari e 8 astensioni. Tuttavia, nella risoluzione di accompagnamento adottata con 361 favorevoli, 240 contrari e 46 astensioni, i deputati chiedono alla Corte di risolvere una serie di questioni etiche e di gestione finanziaria che coinvolgono i suoi membri e il presidente e che hanno causato danni alla reputazione della Corte e sollevato dubbi sulla sua imparzialità. La procedura di discarico è lo strumento più importante attraverso cui il Parlamento europeo verifica come sono stati spesi i fondi pubblici e come sono stati gestiti i progetti dell’UE. Il Parlamento ha il diritto esclusivo di approvare l’esecuzione del bilancio delle istituzioni e agenzie europee. Ogni anno il Parlamento deve adottare la decisione di discarico entro il 15 maggio.

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Fisheries: EU and Norway strengthen cooperation for sustainable fishing in the Northeast Arctic

Posted by fidest press agency su martedì, 3 Maggio 2022

Norway and the EU reached a political understanding in relation to the fisheries in the Northeast Arctic, in ICES subareas 1 and 2. The area concerned includes the waters around the archipelago of Svalbard and the international waters of the Barents Sea. The understanding ensures sustainable fishing in the Northeast Arctic, while also providing certainty for EU fleets fishing in that area.Virginijus Sinkevičius, Commissioner for the Environment, Oceans and Fisheries, said: “The understanding with Norway reflects our joint commitment to sustainable fishing and highlights what can be achieved when addressing matters of common interest together. We look forward to continuing and further strengthening our joint efforts in the area of fisheries and in this respect I look forward to meeting Bjørnar Selnes Skjæran, the Norwegian Minister for Fisheries, during my upcoming travel to the Arctic Frontiers conference in Tromsø.”Through the understanding, Norway and the EU reiterate their commitment to the continued sustainable management of marine living resources in the Northeast Arctic, in accordance with international law. The understanding allows EU fleets fishing for cod in the waters around the archipelago of Svalbard to continue fishing in line with their historic fishing rights. Norway and the EU will continue setting catch limits applying to EU vessels fishing in Svalbard waters in their legislation, as is the established practice.The understanding furthermore strengthens cooperation on measures in relation to fisheries in the Northeast Arctic, ensuring sustainable fishing. The fisheries covered are fisheries with catches of cod, redfish, haddock and Greenland halibut. The EU and Norway will in this case engage in consultations regarding such measures, and the measures will be set in a coordinated manner.The EU will now engage with Norway to determine the next steps that they will take to implement the actions. The reaching of this agreement also provides the opportunity for Norway and the EU to focus on other issues of common interest in the area of fisheries.

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Ucraina: L’Onu si muove come un pachiderma

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

“L’Onu avrebbe dovuto agire molto tempo prima, il suo ritardo ne tradisce l’inutilità. Tuttavia auspichiamo che metta in campo una proposta efficace per far cessare questa aggressione, un cessate il fuoco o l’invio di una forza di interposizione. I leader europei hanno tentato varie mediazioni, ma sono comunque rappresentati di parte, sarebbe stata l’Onu l’organismo sovranazionale preposto a dirimere i contrasti prima dell’invasione dell’Ucraina. L’Italia è parte di un’alleanza internazionale e farà le sue scelte in sintonia militare con la Nato e con l’Ue. Voglio rammentare che non sono gli Stati Uniti ad aver bisogno della Nato, ma gli Stati europei privi di un’autonoma capacità di difesa, nazionale e continentale. Un approccio non ideologico suggerirebbe che se si vuole evitare l’annessione dell’Ucraina alla Russia occorra sostenerne la difesa militare. Precisando che la stessa è propedeutica al raggiungimento di una pace giusta, ben diversa da una resa incondizionata”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia ad Agorà.

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Il significato del 25 aprile in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

“C’è una metafora storica tra il 25 aprile e la resistenza ucraina contro l’invasore russo e in questo senso mi sento di condivederne lo spirito. Per la nostra partecipazione alle manifestazioni, io ieri ho partecipato a quella romana nell’unico municipio governato dalla destra, presieduto da Nicola Franco, che per l’occasione ha celebrato questa giornata con tante bandiere tricolori. Quando finirà l’esibizione di bandiere rosse, di partito o di parte e ci saranno vessilli unificanti e si parlerà anche delle verità storiche scomode legate a certa parte della resistenza, lo scetticismo della destra smetterà di esistere. Del resto, se negli anni, nel corso dei ‘festeggiamenti’, ci sono stati scontri, proteste ed espulsioni nei confronti di sindaci, segretari di partito, perfino del Pd, la Brigata ebraica e finanche bambini che portavano le bandiere dell’Italia e degli Stati Uniti, come accaduto ieri, qualcosa vorrà dire. Le bandiere che vengono issate dagli invasori russi nelle terre ucraine conquistate non sono quelle della federazione russa ma dell’Unione Sovietica con la falce e martello, proprio come molte di quelle che sventolavano nelle manifestazioni di ieri. È la sinistra che invece di trasformarla in quasi 80 anni in un evento pacificatore e condiviso da tutti ha soffiato sul fuoco strumentalizzandola. E alla fine chi semina vento raccoglie tempesta… Se parlamentari del Pd devono sfilare scortati è evidente che c’è un problema. Non si partecipa a una festa scortati, oltretutto chi si lamenta della nostra assenza dalle celebrazioni ufficiali dovrebbe dirci: se il Pd deve andarci scortato, come ci dovremmo presentare noi? Accompagnati dai caschi blu dell’Onu? La sinistra decida cosa vuole fare del 25 aprile, una festa divisiva anche al proprio interno oppure la festa condivisa della pacificazione nazionale, della libertà e della democrazia per far sentire uniti gli italiani di fronte alle insidiose sfide del nostro tempo”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia ad Agorà.

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A Roma laboratorio politico per nuove alleanze

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 aprile 2022

Le imminenti elezioni amministrative a Palermo e in Sicilia diventano, ancora una volta, la prova generale per le alleanze nazionali del centrodestra e si annuncia il rischio che i primi a pagarne le spese saranno le palermitane e i palermitani. Il centrodestra continua a ignorare i problemi della città e le sue soluzioni, continuando a proporre soluzioni non solo prettamente partitiche ma, ancor peggio, scollate dalla realtà locale. Mentre Italia Viva decide di scivolare verso destra appoggiando il candidato Lagalla con l’ennesima dichiarazione di “amore nei confronti di Palermo”, che odora più di retorica che di realtà, e invocando il “passo indietro”, ennesimo esempio di non assunzione di responsabilità, i candidati Sindaco indicati dal centrodestra rivelano le vere intenzioni dei diversi partiti, ossia quella di trasformare le candidature nel solito mercato di voti e d’intrighi di palazzo. Il candidato Lagalla sbandiera oggi la sua appartenenza al civismo sperando che le cittadine e i cittadini di Palermo si siano dimenticati che nel suo curriculum compare il suo ruolo di Assessore regionale alla Sanità durante il governo Cuffaro e quello di Assessore all’Istruzione nell’attuale governo Musumeci. Dobbiamo quindi aspettarci che l’UDC, il partito cui fa riferimento, scenda in campo con un altro candidato all’ultimo minuto o piuttosto ritenere che il candidato Lagalla sia espressione di Italia Viva e Udc, quindi espressione dei partiti? Non naviga in acque sicure nemmeno il candidato del centrosinistra Miceli che, proprio durante le festività pasquali, aprendo il tradizionale uovo di pasqua ha scoperto che esiste il fuoco amico di cui comincia a essere bersaglio, come nel caso delle dichiarazioni del vicesindaco uscente Giambrone a proposito dei dipendenti comunali, a seguito delle sue posizioni propagandistiche, e dell’assessore uscente Catania che critica la campagna elettorale invocando una maggiore incisività e, soprattutto, la definizione di un programma che sembra di fatto non esserci.«Tra passeggiate alla Favorita e annunci di partecipazioni strumentali alle manifestazioni sulle vertenze di lavoro – dichiara Rita Barbera – risulta chiaro che si sta tentando di raccogliere il “voto facile” e non un voto mirato al cambiamento di un modello di amministrazione che ha già fatto il suo tempo, e lo ha fatto sulla pelle delle cittadine e dei cittadini palermitani».

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Faire barrage et refaire société

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2022

En plaçant de nouveau l’extrême-droite au second tour de la présidentielle, les électeurs français donnent au choix du 24 avril une gravité qui, si elle n’est malheureusement plus exceptionnelle, n’en est pas moins cette fois des plus palpables. Toute l’Europe l’a compris et aura l’œil rivé ce soir-là sur le verdict des urnes françaises. Durant la campagne du premier tour, sur France 2, notre président Enrico Letta fut le contradicteur de Marine Le Pen. Il sût en démasquer l’agenda politique anti-européen et grossièrement poutinien. Il appelle aujourd’hui à la battre au nom de l’Europe et pour la France, en soutenant l’ambition européenne résolue du président sortant. Devant l’enjeu historique, l’abstention n’est en effet pas une option. Quelle que puisse être la déception des uns ou des autres devant le quinquennat passé, on ne peut fuir ses responsabilités citoyennes pour l’avenir, que l’extrême-droite au pouvoir mettrait en péril. Il faut lui faire barrage activement et non s’en laver les mains.Le duel s’annonce serré. Même éventuellement plus large que ce dont augurent les derniers sondages, la victoire incertaine d’Emmanuel Macron sera âpre. Elle aura le goût amer de la bataille gagnée sur un champ électoral démobilisé, reflet d’une société fracturée, d’une nation scindée. La carte du premier tour fait ressortir des clivages territoriaux et générationnels devenus profonds. L’abstention déjà forte au premier tour, comme lors de la dernière présidentielle, et l’attirance répandue pour des positions radicales et de rupture expriment une défiance largement commentée envers les partis de gouvernement en particulier et le pouvoir politique en général, jugés défaillants et/ou impuissants. L’individualisme exacerbé comme le communautarisme identitaire ont sérieusement érodé les bases de la démocratie représentative, au risque d’un prochain procès en illégitimité instruit dans la rue.Dans ces conditions tendues, jamais être Président de tous les Français n’a paru mission aussi impossible qu’impérieuse. L’après-24 avril y presse. Il faut prendre le candidat Macron au mot sur sa promesse démocratique d’un nouveau mode de gouvernement et de planification. Et relire Delors* qui, après que le référendum sur Maastricht emporté de justesse avait fait apparaître des lignes de faille comparables, définissait trois rôles à un Etat au service de la nation : celui de gardien de la sécurité, celui d’animateur du développement économique et social et celui de rassembleur.Le premier rôle, le plus régalien, est le plus attendu sans être le plus évident à exercer équitablement sur la diversité du territoire. Le deuxième est étroitement lié à la planification que Delors ne réduit pas à un ministère ordonnateur de travaux prospectifs d’experts mais voit comme un carrefour où s’expriment les aspirations tant intellectuelles que patronales, syndicales, de la haute administration et de toutes les parties prenantes. Un Plan qu’il situe « dans les interstices du pouvoir et de la société » et qui devient une « boîte nationale à idées ».A « l’Etat-rassembleur » incombe plus largement « la redoutable mission de maintenir l’identité nationale et de stimuler le vouloir-vivre ensemble ». De redonner du sens à la vie collective. De soigner le lien social. « L’Etat-rassembleur » réhabilite les corps intermédiaires en médiateurs entre citoyens et pouvoir politique, que l’institution présidentielle de la Vème République tend à éclipser. En contrepoint à la verticalité décisionnaire, il laisse dans les politiques publiques la place au dialogue et aux initiatives, encourageant une citoyenneté d’engagement en réponse aux soifs inassouvies de reconnaissance et aux ressentis de mépris ou de relégation. Les expériences récentes de démocratie participative devraient trouver un terrain fertile. Le défi du prochain quinquennat sera de conjuguer ainsi des forces contraires qui acceptent de faire un bout de chemin ensemble. L’enjeu n’est pas nécessairement le seul dépassement de la gauche et de la droite mais plus fondamentalement, selon une définition de la démocratie chère à Delors, « un dépassement du citoyen par sa propre participation à l’œuvre collective ». Et cette participation, ce dépassement commencent le 24 avril. Sébastien Maillard, Directeur de l’Institut Jacques Delors

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Riforma istituzionale in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2022

«Oggi si è maturi per portare il modello presidenziale degli enti locali a livello statale: la repubblica parlamentare, finora, ha generato esecutivi la cui durata media è stata di appena 13 mesi. Serve un cambio di passo», lo ha detto il costituzionalista Alfonso Celotto in un’intervista rilasciata al The Watcher Post. Commentando la proposta semipresidenzialista avanzata da Fratelli d’Italia il professore ha spiegato: «L’Italia ha un serio problema di governabilità. Presidenzialismo e semi-presidenzialismo la favoriscono – ha detto -. Il problema di fondo, però, è che noi abbiamo affidato alla questione elettorale il tema della stabilità degli esecutivi, ma è un’impostazione dalla quale dissento». Sulla paternità di Fratelli d’Italia sulla proposta semipresidenziale, Celotto ha precisato: «È vero che tale proposta è stata portata avanti principalmente dal centrodestra, ma ricordo più recentemente anche il progetto di Renzi del “Sindaco d’Italia”, che aveva l’ambizione di far eleggere direttamente il Presidente del Consiglio».

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