Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for the ‘Politica/Politics’ Category

Politics

Responses to high numbers of arrivals still causing concern

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

migrantsBruxelles. Some of the main areas of fundamental rights-related concerns identified in the latest summary report include the following: With new arrivals to Italy remaining high, reaching some 22,470 persons in June, the Italian government announced that the country may consider closing its ports to ships engaged in search and rescue operations as accommodation of new arrivals cannot be guaranteed. In other developments, Greek NGOs, the UNHCR and the Council of Europe’s Commissioner for Human Rights expressed deep concerns over alleged pushbacks at the Greek-Turkish land border, and the Greek Ombudsman ordered an investigation of alleged forced returns of Turkish citizens by Greek authorities to Turkey.The number of asylum applications also remains high in various EU Member States, with the Greek Asylum Service registering some 4,200 new applications for international protection in June. Germany received some 16,640 asylum applications in May, an increase of 12.1% compared to April. Also in Germany, several human rights and welfare organisations demanded an improvement of the non-governmental and independent support structures for applicants of asylum and refugees after an internal investigation of 2,000 asylum decisions revealed severe deficiencies in the procedure.The number of forced returns in some Member States remains high, with more than 700 forced returns from Greece conducted by the Hellenic Police in June, compared with close to 420 returns under the IOM Assisted Voluntary Return and Reintegration programme over the same period. Meanwhile returns to Afghanistan were criticised and demonstrated against by various stakeholders in Austria, Finland, Germany, the Netherlands and Sweden, given the allegedly unstable and deteriorating security situation in the country.Reception conditions remain a concern, in particular the formation of informal camps, overcrowding, violence and poor living conditions were reported in in a number of countries.Various aspects of child protection continue to be worrying. In Italy, Save The Children released an ‘Atlas of Unaccompanied Children in Italy(link is external)’, mapping the developments since 2011 which showed, inter alia, a six-fold increase in annual arrivals. Elsewhere, children disappearing from reception centres, reported cases of rape and age assessment methods were issues of concern.A number of legal changes making things more difficult for migrants were introduced in various countries. Incidents of hate crime and acts of violence against migrants also continued to be reported.
The European Commission asked the Agency to collect data about the fundamental rights situation of people arriving in Member States particularly affected by large migration movements. The reports cover 14 Member States: Austria, Bulgaria, Denmark, Finland, France, Germany, Greece, Hungary, Italy, the Netherlands, Poland, Slovakia, Spain and Sweden. (photo. migrants)

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Invasione immigrati non significa emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

marco minniti“Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ieri ha detto in Parlamento che non ci sono le condizioni per chiedere lo stato di emergenza in merito all’invasione dei migranti che il nostro Paese sta subendo da mesi e mesi, salvo poi andare in Europa, lo ha fatto nelle scorse settimane, a dire che in Italia c’è un’emergenza. Si metta d’accordo con se stesso. I cittadini italiani non possono più sopportare indecisioni e improntitudine”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Dall’inizio del 2017 sulle nostre coste sono sbarcati oltre 93.292 migranti, il 16,79 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2016. Dal 2014, cioè da quando la sinistra è al governo, sono sbarcati sulle nostre coste oltre 600mila disperati. È troppo facile dare la colpa al regolamento di Dublino e all’Europa cattiva. Ed è fuorviante richiamare gli errori delle missioni Triton e Sophia, su cui la stessa sinistra al governo, con Renzi premier, ha svenduto l’Italia. Cosa ormai assodata dopo le rivelazioni della Bonino e le conferme dello stesso Minniti.È invece importane conoscere i contenuti degli accordi che hanno portato l’Italia a diventare l’unico approdo di tutti i migranti del Mediterraneo, visto che il governo sta facendo carte false per cambiare i piani operativi di quelle missioni che ora sono diventate ‘sbagliate’, ricevendo solo porte in faccia.È importante poi conoscere i contenuti del Regolamento di condotta per i salvataggi in mare a cura delle Ong, visto che è evidente come il traffico degli ultimi mesi sia cambiato, e che i migranti vengono caricati direttamente su gommoni destinati ad affondare, che guidano loro stessi, e recuperati direttamente dalle navi delle Ong, senza la possibilità di incriminare gli scafisti.È importante aprire gli occhi di fronte alla drammatica realtà, e dichiarare lo stato di emergenza: non solo per adottare più agevolmente ogni misura urgente e utile per affrontare la catastrofe migratoria, ma, soprattutto, per assumersi la responsabilità politica di una questione che non può più essere scaricata sul territorio e sugli amministratori locali.Dal governo nessuna risposta degna di questo nome, nessuna trasparenza, nessuna chiarezza, solo una fuga irresponsabile dalla realtà. Sarà bene che il premier Gentiloni e il ministro Minniti tornino al più presto con i piedi per terrà per gestire con decisione, con azioni forti, un’emergenza senza fine. Blocco dei porti, blocco navale, regole stringenti per le Ong. Basta pannicelli caldi”, conclude Brunetta. (n.r. Con 600mila immigrati arrivati in Italia negli ultimi due anni dobbiamo aggiungere che non si tratta tanto di ospitarli ma di come gestirli tra lavoro che non c’è, abitazioni che mancano, assistenza sempre più carente, i terremoti e gli incendi che hanno messo in ginocchio gran parte dell’Italia e le risorse finanziarie che si sono ridotte all’osso.)

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I virtuosismi del PD

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

fabio_rampelli_daticamera“E’ davvero sorprendente come i democrat riescano a utilizzare le parole per rifarsi una verginità sulla tutela dell’ambiente: parlano di desertificazione, si preoccupano dell’effetto serra, della siccità e dello scioglimento ghiacciai, si stracciano le vesti se Trump dispone la fuoriuscita degli Usa da Cop 21, l’ultimo protocollo firmato a Parigi per combattere i mutamenti climatici. A parole sono bravissimi ma poi non si capisce cosa abbiano fatto per prevenire i roghi che hanno bruciato in pochi mesi in Italia i 27mila ettari andati in fumo in tutto l’arco del 2016… Ah, già, qualcosa il Pd ha fatto, ha abolito il Corpo forestale dello Stato”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Il centrodestra rappresenta un ritorno al futuro

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

renato-brunetta“Perché la formula di Berlusconi del ‘94 del centrodestra unito di governo fu allora la formula del futuro, che fu sempre maggioritaria dal ’94 fino a ieri”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno.“Ricordiamo che quella formula ha vinto tutte le elezioni, anche quando le ha perse nel ‘96 per la defezione della Lega o come con la vicenda Prodi del 2006 o nel 2013, per poche migliaia di voti. Il centrodestra ha perso quando si è presentato disunito come nel ’96. Ha perso una volta per 24 mila voti, una volta per 138 mila. E la sinistra quasi vinse, ma non vinse, perché non si vince con 24 mila voti di differenza.L’elettorato di centrodestra, che nelle sue varie formulazioni è un elettorato moderato, è sempre stato maggioranza in Italia dal secondo dopoguerra. E non è stato maggioranza solo quando si è diviso.E’ stato, nella seconda Repubblica, Berlusconi a inventarsi la doppia alleanza con la Lega e con Fini e da allora questa formula, che è sempre la stessa, è maggioritaria nel Paese. Non è maggioritaria solo quando si divide oppure quando ci sono, come nel 2011, congiure internazionali.Non dimentichiamo che nel 2008 il centrodestra vinse quasi con il 48% dei voti. Quindi quando il centrodestra vince, vince alla grande e quando vince la sinistra o il centrosinistra vince per 24 mila voti”.

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Il “toto premier” in casa leghista

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

maroni“Io non faccio nomi, ‘La Stampa’ è un giornale filo renziano, anche se non so se sta cambiando collocazione”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno, rispondendo ad una domanda in merito a un retroscena de “La Stampa” che ipotizza Roberto Maroni candidato premier del centrodestra. “Maroni è un bravissimo governatore della Lombardia, è stato ministro del governo Berlusconi, ottimo ministro del Lavoro e ottimo ministro dell’Interno. E’ una personalità fondante della Lega, è una risorsa istituzionale e di governo del nuovo centrodestra vincente nel nostro Paese. Come lo è Zaia e come lo è il ruvido Salvini”.

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Dibattito sul Futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

europaBruxelles. Il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Mi incoraggia molto vedere così tante persone impegnate nel dibattito sul futuro dell’Unione europea, che la Commissione ha avviato il 1° marzo 2017 con il Libro bianco. Sono già state espresse diverse opinioni e il dibattito è sostenuto da un forte slancio positivo. In settembre presenterò la mia visione , ma in realtà il futuro dell’Europa sarà concepito da voi. Siete voi che scrivete il libro di storia di domani. Continuate quindi ad impegnarvi e fare sentire le vostre voci”.La Commissione ha prospettato cinque scenari di possibile sviluppo per l’UE per il prossimo decennio, generando un ampio dibattito sostenuto dalle istituzioni politiche e dalla società civile in generale. Finora, più di 270 000 cittadini hanno partecipato a più di 1 750 eventi organizzati o sostenuti dalla Commissione. I partecipanti on-line sono, inoltre, molti di più (vedi cifre). Nei prossimi mesi continueranno ad essere organizzati manifestazioni e dibattiti, e i cittadini possono inoltre apportare il loro contributo diretto su questo sito https://ec.europa.eu/commission/give-your-comments_en
I cittadini sono inoltre invitati a continuare a esprimere le proprie opinioni, in particolare prima del discorso annuale sullo stato dell’Unione del 13 settembre 2017, quando il Presidente Juncker delineerà la sua visione per il futuro dell’Europa.
Informazioni generali​Il 1º marzo 2017, con il Libro bianco sul futuro dell’Europa, la Commissione ha avviato un dibattito paneuropeo che consentirà ai cittadini e ai leader di definire una visione per l’UE a 27. Il Libro bianco presenta cinque scenari per l’evoluzione dell’Unione di qui al 2025:”Avanti così”: l’UE a 27 continua ad attuare il suo programma positivo di riforme;”Solo il mercato unico”: l’UE a 27 si concentrerebbe sul mercato unico, perché i 27 Stati membri non riescono a trovare un terreno comune in un numero crescente di settori;
“Chi vuole di più fa di più”: l’UE a 27 continua secondo la linea attuale, ma gli Stati membri che lo desiderano possono aumentare la cooperazione in ambiti specifici;
“Fare meno in modo più efficiente”: i lavori sono diretti principalmente al raggiungimento di maggiori risultati in tempi più rapidi in alcuni settori selezionati, intervenendo meno in altri;”Fare molto di più insieme”: gli Stati membri decidono di condividere in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti.
Gli scenari contemplano una serie di possibilità, i cui esiti variano a seconda del settore interessato. Sono di natura illustrativa, e non si escludono né si completano a vicenda.

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Eurodeputati commissione Sicurezza e difesa in Italia per fare il punto sulla cooperazione Nato Ue nel Mediterraneo centrale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

parlamento europeoUna delegazione di quattro eurodeputati della Sottocommissione Sicurezza e Difesa del Parlamento europeo sarà in visita istituzionale al centro di coordinamento dell’operazione Triton di Roma, alla sede Frontex di Catania e al quartier generale della Nato a Napoli da oggi, 17 luglio 2017, fino a mercoledì 19 luglio 2017.Gli eurodeputati faranno una verifica di prima mano della collaborazione fra autorità italiane, Frontex e Nato per il controllo del Mediterraneo centrale e per quel che riguarda la lotta al traffico di esseri umani e le operazioni di search and rescue in mare. Dopo la dichiarazione di cooperazione fra Nato ed Unione europea firmata a Varsavia lo scorso anno, gli europarlamentari faranno una prima valutazione di come un tale acordo stia funzionando.Fra gli incontri istituzionali previsti, nel pomeriggio di oggi, 17 luglio 2017, la delegazione incontrerà il sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa Domenico Rossi e il presidente della III commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati Fabrizio Cicchitto.
La delegazione sarà composta dai seguenti eurodeputati:Anna Fotyga (ECR/PL, presidente),Ivo Belet (PPE/BE),Lorenzo Cesa (PPE/IT), Doru Frunzulica (S&D/RO).

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La Corte Costituzionale ha fermato le trivelle di Renzi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

corte costituzionale“Avevamo ragione nel chiedere l’impugnazione dell’articolo 38 dello ‘Sblocca Italia’ che consentiva la ricerca, la trivellazione e lo stoccaggio indiscriminati di idrocarburi sul territorio. La Corte Costituzionale, con la sentenza del 12 luglio, ristabilisce che la materia è concorrente tra Stato e Regione, sulla ricerca di idrocarburi lo Stato non può prendere decisioni per una Regione senza consultarla. Solo il PD lombardo, allora completamente renziano, aveva difeso quel decreto pro trivelle che la Corte ha impugnato.
E’ stato sventato il tentativo di Renzi di consentire al Governo di agire indisturbato con altre concessioni e prolungamenti che vanno contro la volontà dei cittadini e delle buone politiche per i territori e la tutela dell’ambiente. Ora la Lombardia faccia un ulteriore passo avanti, ripensi le politiche regionali sulle trivelle e gli stoccaggi e orienti il suo futuro sulle energie rinnovabili “, così Andrea Fiasconaro, capogruppo del M5S Lombardia, commenta la sentenza 170, della Corte Costituzionale, pubblicata il 12 luglio scorso, che ha dichiarato illegittimo il comma 7 dell’articolo 38 del Decreto legge 133, lo Sblocca Italia, che ribadisce che il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale è materia concorrente tra Stato e Regioni.

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Conti pubblici: legge di bilancio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

ministero-finanzeDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “La Legge di Bilancio del prossimo ottobre parte già con un buco da almeno 8 miliardi di euro per effetto delle errate previsioni del Tesoro sul gettito della ‘voluntary disclosure’, dell’APE, della inesistente azione di spending review e delle mancate privatizzazioni.Sulla ‘voluntary disclosure’, il Ministero dell’Economia aveva quantificato entrate per 1,6 miliardi, prevedendo 27mila domande da parte dei contribuenti che avrebbero dovuto riportare in Italia i capitali detenuti all’estero. Ebbene, stando a quanto riportato dal Sole 24 Ore, a soli 15 giorni dalla chiusura del termine per la presentazione delle domande, il numero di istanze presentate ammonta soltanto a 6mila. Avanti di questo passo, il flop costerà più di 1 miliardo.Anche sul fronte dell’APE si sta aprendo uno scenario catastrofico, con un buco da 2 miliardi di euro che si creerà se il Tesoro non coprirà al più presto il cumulo contributivo previsto dalla Legge di Stabilità per i professionisti che vantano contributi a gestioni previdenziali oltre che all’Inps.Stando ai calcoli dell’Associazione degli enti privatizzati, migliaia di potenziali beneficiari del cumulo contributivo rischiano di ritrovarsi a terra, dal momento che la copertura finanziaria stanziata per l’anno dai ministeri del Lavoro e dell’Economia non arriva neppure a 100 milioni di euro. Sembra incredibile ma la dimensione dell’errore di previsione è proprio questa.Nessun risparmio, infine, si realizzerà in termini di revisione della spesa pubblica. Come recentemente certificato dalla Corte dei Conti: ‘Dalla spending review non c’è stato contenimento della spesa totale’. Altro buco di bilancio, quindi, in questo caso di difficile quantificazione.Enorme anche il buco generato dalle mancate privatizzazioni, che, come indicato nel DEF 2017, avrebbero dovuto garantire entrate pari allo 0,3% del Pil (circa 5 miliardi l’anno) nel quadriennio 2017-2020. Invece, i proventi, fino a questo momento, sono stati pari a zero. Che fine hanno fatto le cessioni di quote in Poste Italiane e la vendita sul mercato di Trenitalia tanto sbandierata dal Governo?Inutile che il ministro Padoan continui ad andare in pellegrinaggio a Bruxelles ad elemosinare sconti sul deficit quando, tradendo la fiducia delle istituzioni europee, ha ‘truccato’ il bilancio dello Stato, non mantenendo le promesse scritte nel programma economico presentato in primavera alla Commissione Ue.Se a tutto ciò si aggiungono i 15 miliardi che servono per evitare che scattino le clausole di salvaguardia, vale a dire l’aumento dell’Iva, altri 3-4 miliardi per finanziare le cosiddette “spese indifferibili” (come, per esempio, le missioni all’estero) e 5-10 miliardi ancora per le promesse del governo (come, per esempio, il taglio del cuneo fiscale). Un totale che si attesta fra i 30 e i 35, certamente non nelle disponibilità del governo.I conti pubblici italiani stanno correndo verso il baratro, come certificato dal record di debito pubblico appena stimato dall’ISTAT. Aver nascosto la polvere sotto il tappeto con del maquillage contabile non salverà il ministro Padoan dalle sue responsabilità, quando l’entità del dissesto dei conti pubblici uscirà il prossimo ottobre in tutta la sua gravità”.

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Renzi: Più deficit per la ripresa

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

draghiQuando la politica (chiamiamola così) si fa con gli annunci estemporanei e slogan, il rischio di combinare guai è altissimo. Ne è un esempio l’ultima uscita di Matteo Renzi in tema di deficit pubblico, anche se prospettata per il suo ritorno (?) a palazzo Chigi anziché per il presente. Dice il segretario del Pd, in un libro dal nome improprio (“Avanti”) ora uscito, che occorre tornare al patto di Maastricht, e quindi prospetta un quinquennio di deficit corrente a ridosso della soglia del 3% per poter consolidare il rilancio dell’economia italiana. E pazienza se questo significa il tradimento degli impegni europei assunti con il Fiscal compact, e la conseguente apertura di una procedura d’infrazione. Diciamo subito che la proposta – pur in assenza di un’analisi che avrebbe dovuto precederla e sostanziarla, e pur essendone chiare le finalità strumentali, politiche ed elettorali – è perfettamente legittima. Ma con altrettanta nettezza, diciamo che non solo è doppiamente sbagliata, ma anche assai pericolosa. Partiamo proprio dal rischio che essa contiene, figlio di una clamorosa contraddizione. Renzi, da Presidente del Consiglio, ha sbandierato ai quattro venti una ripresa che non c’era, e che per quel poco che si è manifestata, è stata interamente frutto della politica monetaria della Bce di Draghi e della congiuntura internazionale, tant’è che è stata, ed è, tutta basata sull’export. Da quando ha lasciato palazzo Chigi, ha smesso con quello stucchevole ritornello – solo per non fare un (presunto) favore a Gentiloni – e ora, proprio quando la ripresa comincia ad essere un pochino più robusta, ci viene a dire che occorre ben altro, lui che ha bollato come “benaltristi”, oltre che come “gufi”, tutti coloro – noi tra questi – che si permettevano di obiettare che la politica economica del suo governo, basata su bonus che si sperava si traducessero in consumi, non dava frutti e non era quella giusta. Ma questa contraddizione sarebbe nient’altro che fastidiosa se non fosse che è potenzialmente assai infida. Perché sottende l’idea che la “crisi italiana” dipenda da fattori esogeni, come appunto gli orientamenti europei, e non già dalle politiche (e dalle non scelte) nazionali, e che non sia preesistente e prescindente rispetto alla grandi crisi mondiale del 2008 e alla recessione che ne è seguita. Sarebbe dunque ora che la politica e l’intera classe dirigente, si impegnassero in un lavoro di analisi puntuale delle origini distintive del nostro declino – prima di tutto ammettendone una volta per tutte l’esistenza – per poi declinare un piano rifondativo del Paese su cui basare alleanze e contrapposizioni politiche, finalmente scevre da motivazioni strumentali, ideologiche o peggio personalistiche, come è stato dal 1994 in poi. Finora solo il piano Calenda per una nuova rifondazione del nostro capitalismo sulla base delle sfide della grandi rivoluzioni tecnologiche in atto, ha seguito questa logica. Ma quello è un tassello di un puzzle ben più complesso, di cui non se ne vede traccia.Detto questo, all’Italia serve o no fare maggior deficit? Certo che sì, i lettori più affezionati sanno che sono anni che lo sosteniamo. La nostra non è una crisi congiunturale, ma strutturale, e come tale non può essere affrontata senza una dose massiccia di investimenti pubblici. Tanto più nell’ottica sia della rifondazione capitalistica di cui abbiamo detto, sia per soddisfare l’imprescindibile modernizzazione infrastrutturale (materiale e immateriale) di un paese troppo vetusto per immaginare di riuscire a tenere il ritmo di crescita dei paesi competitor, europei e non. Dunque, viva la proposta di Renzi e pazienza per le sue contraddizioni? Manco per idea. Intanto perché non bastano certo quei 30 miliardi in cinque anni che Renzi immagina di avere a disposizione grazie alla sua “trasgressione”. Mettersi dalla parte del torto – perché noi italiani il Fiscal compact mica lo abbiamo contestato: è stato approvato e tradotto in vincolo costituzionale senza che Renzi e il su partito abbiano speso una parola di diniego – per una cifra del tutto insufficiente è come farsi dare l’ergastolo per aver rapinato una vecchietta sull’autobus. Un errore sesquipedale. Tanto vale continuare ad elemosinare la cosiddetta “flessibilità”, cioè un po’ di sconto sui tempi di rientro verso il deficit zero, come abbiamo fatto in questi anni. È poco dignitoso, lo abbiamo sempre denunciato, ma meno peggio che rompere con Bruxelles per poco di più.Il secondo motivo per cui la “via Renzi alla crescita” non va bene è proprio legato all’inopportunità di una rottura in Europa in questa fase storica. Prima di tutto perché saremo l’ultimo paese importante ad avere elezioni politiche e l’unico in cui il rischio che i movimenti populistici e sovranisti prendano il sopravvento è alto, forse maggiore del suo contrario. Dunque, ora più che mai abbiamo bisogno dell’Europa e di alleanze con i più forti. Stare fuori dal ricostituendo asse franco-tedesco o, peggio, rischiare il cartellino rosso muovendoci sulla base della presunzione che tanto “siamo troppo grandi per essere messi fuori”, sarebbe esiziale. Certo che le rigidità europee sono un vincolo, spesso stupido, ma per combatterle occorre avere idee alternative forti e credibilità politica, istituzionale ed economica. Qualità che non si possiedono se si è il paese della spesa pubblica assistenziale e delle intemerate alla Renzi contro l’Europa per puri fini elettorali (senza nemmeno il lucro). Altrove chi avesse portato il proprio paese ad uno scontro epico su riforme costituzionali presentate come rivoluzionarie e lo avesse perso, non avrebbe più voce. Da noi si costituisce – ancora una volta – come lo spartiacque della politica, l’alfa e l’omega delle sorti nazionali. E non esita ad usare il paese come scudo per predisporre una campagna elettorale che, stante le premesse, sarà all’insegna dello scontro con Bruxelles, indicata come nemico da battere. Ma c’è, infine, anche un terzo motivo per cui la proposta Renzi è da respingere: non dice come sarà utilizzato quel tesoretto che vorrebbe costituire dribblando gli obblighi europei. Perché un conto è se quelle risorse vengono utilizzate per insistere sullo schema già fallito “+soldi=+consumi=+pil” o genericamente per un abbattimento delle tasse – che per essere efficace richiede somme ben più grandi – a parità di tutte le altre condizioni, o se invece sono messe al servizio di un progetto di rinascita con forti investimenti (anche) pubblici.Ma un grande piano di stampo liberal-keynesiano – di cui qui abbiamo delineato da tempo i contorni – richiede deficit almeno al 5-6%, e quindi va ben oltre la provocazione bullesca del segretario del Pd. E per reggere una simile forzatura, non solo nei rapporti con la Ue ma anche in termini di tenuta del nostro sistema economico, specie sui mercati finanziari (leggi spread), essa non può non essere accompagnata da un rigorosissimo piano di rientro del debito che vada ben oltre il miglioramento virtuoso del rapporto debito-pil per via dell’incremento del prodotto. Occorre, cioè, un piano di abbattimento una tantum dello stock di debito, attraverso una valorizzazione finanziaria del patrimonio pubblico, mobiliare e immobiliare, sia dello Stato che degli enti locali. Insomma, qualcosa di ben più sofisticato delle provocazioni fatte per guadagnare la scena mediatica e alimentare la paranoia (mai sopita) di elezioni autunnali anticipate. (by Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Bankitalia: nuovo record debito, sale a 2.278 miliardi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

banca-ditaliaNuovo record storico del debito pubblico italiano, che a maggio sale a 2.278,9 miliardi, battendo il precedente primato di aprile (2.270,6), che a sua volta aveva battuto il record di marzo (2.260,2). “Considerato che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, aveva promesso che il debito si sarebbe stabilizzato nel 2015 e poi sarebbe sceso nel 2016, direi che ha sbagliato previsioni per solo due anni, come minimo” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“La verità è che, per quanto il ministro consideri la questione del record del debito una cosa veramente noiosa, l’Italia, se vuole davvero ridiscutere il fiscal compact con l’Europa, dovrebbe mostrare perlomeno un’inversione del debito in valore assoluto, specie se ci considera che la pacchia del QE sta per finire e che tra pochi mesi ci sarà un’impennata dell’onere del debito pubblico. Altrimenti non si può avere né la credibilità nè l’autorevolezza per affrontare l’argomento” conclude Dona.

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Proposta Renzi sul deficit troppo rischiosa per l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

cottarelli“L’Italia ha un debito così alto che credo sia rischioso indebitarsi ulteriormente e non credo neanche che possa servire a far ripartire l’economia italiana, vista l’incertezza legata al futuro della finanza pubblica.” Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, intervistato da Sebastiano Barisoni a Focus Economia su Radio 24, commenta così la proposta di Renzi di portare il deficit dell’Italia al 2.9% per 5 anni e spiega: “Abbiamo un debito molto elevato, trovare come via d’uscita per l’economia italiana un ulteriore indebitamento, a me sembra un po’ rischioso. Non mi sembra la soluzione ai problemi dell’economia italiana. Se fossimo un paese con un debito più basso sarebbe una cosa diversa. Ci sono paesi che hanno spazio fiscale come la Germania che anzi non spendono abbastanza, potrebbero avere un deficit più alto”.
“In aggiunta – ha concluso Cottarelli – per ridurre il rapporto debito /pil la storia ci dimostra che non basta far crescere il denominatore, ossia il pil ma deve ridursi anche il numeratore ossia il debito. Per non parlare – ha concluso Cottarelli – del fatto che con un deficit al 2,9% qualunque shock economico inatteso anche di matrice esterna ci porterebbe oltre quella soglia con un immediata reazione dei mercati finanziari”

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Riduzione debito pubblico: la richiesta dell’U.E. all’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

european commission“Leggendo con attenzione la lettera inviata al Tesoro dal vice-presidente della Commissione Europea Dombrovskis e dal commissario Moscovici, in risposta alla richiesta italiana di ottenere una riduzione dell’impegno necessario per correggere i disastrati conti pubblici italiani, appare evidente che Bruxelles non ha concesso in alcun modo quello sconto di cui ha scritto in termini trionfalistici la stampa”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Dopo l’arrivo della missiva, il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan hanno esultato, parlando di ‘buone notizie’ e di concessione di uno sconto da 9 miliardi di euro che permetterebbe al Governo di ridurre lo sforzo di risanamento indicato nel DEF dello scorso maggio. Invece, la lettera non contiene alcun riferimento a questo famoso ‘sconto’. Non una percentuale, non un numero. Nulla di tutto ciò. Solo un generico riconoscimento alla ‘proficua collaborazione’ tra Governo italiano e Commissione Europea e un retorico riconoscimento che lo sforzo di risanamento dei conti pubblici non deve andare a detrimento del più ampio obiettivo di crescita. Mantra che la Commissione Europea ripete in ogni occasione a tutti gli stati membri, non solo all’Italia.Quello che, invece, il Governo non ha detto e la stampa non ha scritto è che la Commissione ha ricordato senza mezzi termini che le sue raccomandazioni 2017 richiedono che ‘l’Italia persegua un sostanziale sforzo fiscale per il 2018’ e che ‘il governo italiano deve assicurare un significativo miglioramento della spesa primaria netta come indicato nelle previsioni economiche d’autunno 2017 della Commissione’.Sempre nella lettera, la Commissione ha ricordato che l’Italia è tenuta ad ‘assicurare la discesa del rapporto debito/PIL’. E proprio quest’ultimo è il punto che non rende credibile l’entusiasmo del Governo: concedere uno sconto, in termini di deficit, pari a 9 miliardi, significherebbe far aumentare ulteriormente il debito pubblico in rapporto al Pil, situazione che l’Italia, al contrario, è tenuta a combattere. Sconto del deficit e riduzione del debito non sono due obiettivi raggiungibili simultaneamente. Uno esclude l’altro. E’ la semplice matematica dei conti. Che la Commissione sia disposta ad accettare un ulteriore aumento del debito italiano è qualcosa di non credibile, anche perché si porrebbe in contrasto con le regole del Fiscal Compact.Più che aspettare sconti da Bruxelles come la manna dal cielo, il Governo italiano farebbe meglio a pensare ai buchi di bilancio che le sue politiche economiche hanno già prodotto, a partire da quello generato dalla voluntary disclosure bis, una delle tante misure ‘anti-evasione’ sbandierate per aumentare le entrate, in questo caso 1,6 miliardi di euro, ma che finora ha prodotto un gettito quasi pari a zero, per l’assenza di domande di adesione da parte dei contribuenti. Il che equivale ad un aumento di deficit che andrà sanato nella prossima Legge di Bilancio. Per non parlare dei tagli ai ministeri inseriti nella manovra correttiva appena votata e di cui nessuno conosce i dettagli. Una mancata riduzione della spesa pubblica che si rifletterà anch’essa sull’aumento del deficit pubblico”, conclude Brunetta.

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Banche: un provvedimento che mette a rischio il risparmio italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

banking“Il provvedimento sul salvataggio delle banche, oltre ad essere in deroga al testo unico bancario e totalmente appiattito sulle richieste di Banca Intesa, presenta gravi elementi di illegittimità e di spregio del dettato costituzionale sulla tutela del risparmio”. Lo dichiara l’On. di Forza Italia Sandra Savino. “Infatti, tutti i rapporti – aggiunge la parlamentare e componente della Commissione Finanze – che sono sfociati in contenzioso pendente o che ancora possono trasformarsi in contenzioso tra azionisti e obbligazionisti nei confronti delle banche liquidate, non passano a Banca Intesa, che potrà scegliere gli asset migliori, ma continueranno a gravare sulle gestioni liquidatorie”. “Forza Italia dice no a questo modus operandi, al diverso trattamento dei risparmiatori, al rischio che gli italiani, perdendo definitivamente fiducia nel sistema bancario, tengano i soldi sotto il materasso, compromettendo così qualunque possibilità di ripartenza per un Paese già devastato dalla sinistra al Governo”, conclude l’esponente azzurra.

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Si salvano le banche e aumenta la povertà degli italiani

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

banca“Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, con senso di responsabilità e passando anche sopra quelle che erano e sono le nostre convinzioni in merito all’ennesimo salvataggio delle banche pur di giungere ad una soluzione condivisa. In cambio da pare di questo Esecutivo abbiamo ottenuto un trattamento offensivo non solo del ruolo del Parlamento ma anche e soprattutto dei cittadini, sulla cui pelle si gioca questa partita”. Lo dichiara Sandra Savino, parlamentare di Forza Italia e componente della Commissione Finanze. “I decreti attuativi – aggiunge l’On. Savino – sono infatti stati condivisi esclusivamente con Intesa, l’unico interlocutore ritenuto degno di attenzione e con il quale si è giunti ad un accordo immodificabile, al punto da non prendere nemmeno in considerazione gli emendamenti presentati dall’opposizione e dallo stesso relatore”.“E nel frattempo, con il debito pubblico che continua ad aumentare e gli italiani sempre più poveri, sono stati spesi finora 31 miliardi per il salvataggio di sette banche italiane”, conclude l’esponente di Forza Italia.

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Debito pubblico, banca d’Italia e la “maschera” di Renzi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

Banca d'Italia«I freddi numeri dell’economia smascherano ancora una volta le menzogne di Renzi e del Pd: nuovo record per il debito pubblico, 2279 miliardi di euro, più 34 miliardi in un solo anno, che si sommano ai 200 miliardi di debito prodotto dal Governo Renzi. Dove sono finiti questi soldi, visto che è aumentato il numero di poveri in Italia e le tasse non sono diminuite? Ovviamente a finanziare le marchette elettorali, i regali fatti a banchieri e lobbisti amici e l’invasione dell’Italia con la politica dell’accoglienza. Fare peggio di così era praticamente impossibile. Che dite, alle prossime elezioni ci saranno ancora degli italiani disposti a dare fiducia alla sinistra?». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Immigrati: Renzi da incriminare per alto tradimento?

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

“Se la nave che sta per soccorre 1500 migranti batte bandiera norvegese è di tutta evidenza che – se vale il trattato di Dublino – la prima ‘terra’ su cui arrivano i 1500 migranti destinati a Crotone è la Norvegia. Li portassero direttamente a Oslo invece di ‘scaricarli’ come pacchi postali in Italia. A tutto c’è un limite. Se il ‘giullare fiorentino’ ha determinato il cambiamento peggiorativo del regolamento di Dublino, un trattato già capestro per l’Italia che tutti – maggioranza e opposizione – abbiamo chiesto di modificare per renderlo meno punitivo per noi, allora il problema si fa serio perché ci sono gli estremi per accusare Renzi di alto tradimento. La Procura apra un indagine”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Jus soli e la fiducia al Senato

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

senato«La sinistra ci ripete ogni giorno che gli immigrati “fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”. Un esempio? Votare il Pd. Ecco il loro obiettivo: con lo ius soli vogliono regalare la cittadinanza a centinaia di migliaia di immigrati per recuperare quei voti che hanno perso nel popolo italiano. Ed è ancor più scandaloso che il Pd stia pensando di approvare questa legge mettendo la fiducia al Senato. Il Presidente della Repubblica Mattarella intervenga subito per scongiurare questa ipotesi sostenuta da un governo abusivo e non scelto da nessuno. In ogni caso, se la legge dovesse passare, come Fratelli d’Italia siamo pronti a raccogliere le firme per il referendum abrogativo».
Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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La politica e gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

fucsia-nissoli-fitzgeraldDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Leggiamo dichiarazioni farneticanti da parte del Partito democratico nei confronti del presidente Silvio Berlusconi, di Forza Italia, e della nostra deputata Fucsia Fitzgerald Nissoli. Lo sconosciuto parlamentare dem, Marco Fedi, mette una dietro l’altra una serie assurda di bugie e falsità.Il nostro movimento politico, sin dai primi anni della sua costituzione, è stato ed è da sempre in prima linea per gli italiani all’estero, per i loro bisogni, per la loro rappresentanza democratica.Ricordiamo al distratto deputato del Pd che se oggi lui siede negli scranni del Parlamento e se può permettersi di formulare simili accuse lo deve alle azioni concrete del governo Berlusconi, che, con la legge Tremaglia prima e con la legge elettorale varata nel 2005 poi, permise il primo voto per corrispondenza degli italiani residenti all’estero in occasione di due referendum del 2003 e per le elezioni politiche del 2006.Renzi, con l’Italicum e con la sua riforma della Costituzione, voleva intaccare questa conquista di civiltà. Gli italiani, anche quelli all’estero, seguendo l’indicazione di Forza Italia, gli hanno detto di ‘No’.Fedi si metta l’anima in pace, faccia politica, se ne è capace, e insulti semmai i suoi compagni di partito. Con Forza Italia si misuri sul campo e vedremo alle prossime elezioni se gli italiani residenti all’estero staranno dalla sua o dalla nostra parte”.

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Mediterranean migration route: help for Italy and long-term solutions

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

mediterraneoTo avoid migrants continuing to drown while trying to reach Italy, EU countries must offer their help, say MEPs. The Civil Liberties Committee held on Wednesday a hearing on search-and-rescue operations, the relations between the different actors including EU military vessels, Frontex staff and NGOs, the need to fight people smugglers as well as cooperation with Libyan authorities.Italian Coast Guard Captain Sandro Gallinelli, Frontex executive director Fabrice Leggeri, as well as representatives of Doctors without Borders and Human Rights Watch presented the committee with their views.NGOs’ role, cooperation with Libya, long-term solutions. Most MEPs in the debate defended the work of NGOs from criticism that their presence and rescue interventions are encouraging perilous journeys and even supporting human traffickers. Nevertheless, some MEPs also agreed that a code of conduct is needed to create order in operations at sea.Many voiced doubts about the cooperation with Libya, pointing to the political instability in the country, the unreliability of its authorities and the heightened risk of abuse and violence faced by migrants who are returned to its shores. Finally, most MEPs considered that a longer-term solution is needed, via a well-functioning asylum system, based on fair burden-sharing by all member states, combined with legal ways for migrating to the EU as well as a strategy to address the root causes of migration in the countries of origin. Italy is the main EU arrival point for migrants and asylum-seekers since the closure of the Balkans route and the EU-Turkey deal. In the first six months of 2017, already over 85 000 people arrived on its shores, an increase of almost 10% compared to the same period last year.According to UNHCR data, 2 253 persons have died or gone missing trying to cross the Mediterranean Sea between 1 of January and 30 of June, almost all of them (2 171) in the Central.

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