Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Archive for the ‘Politica/Politics’ Category

Politics

“I criteri per accedere al Mes devono essere modificati”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

“Fermo restando che, secondo quanto sostengono tutti, l’Italia non avrà bisogno di accedere al fondo perché il suo debito è sostenibile, dobbiamo chiedere che nei trattati europei sia inserito il parametro del debito privato. Questo dato, assieme a quello pubblico, costituisce la garanzia della solidità dell’Italia e misurerà in qualunque nazione la sostenibilità del debito. Un debito pubblico basso senza risparmio privato è più rischioso di un debito pubblico alto con adeguato risparmio privato in grado di coprirlo. Se il Mes riconosce e soccorre il debito delle banche private, significa che di fatto lo contempla e quindi non può non considerare il risparmio privato delle singole nazioni. Allora non è più rinviabile l’inclusione di questo elemento nei trattati europei. Una modifica in tal senso consentirebbe una più idonea valutazione da parte dell’Europa dello stato di salute della nostra economia, ben oltre il nero debito pubblico.Ci troveremmo in una graduatoria completamente diversa, ai primi posti, avendo un’economia privata tra le più floride d’Europa. Conte non si faccia intimidire e porti a casa risultati concreti per gli italiani, non vada a fare il cerimoniere di Merkel e Macron”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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Mes. Rauti (FdI): maggioranza asservita a interessi franco tedeschi per salvare status quo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

“Alla faccia dei programmi elettorali contro il Mes, e anche alle recenti dichiarazioni per le quali non si firma al buio con l’escamotage della ‘logica del pacchetto’, che richiama un po’ quella delle tre carte, la maggioranza salva se stessa a scapito dell’interesse nazionale. L’Italia, finora, non ha mai preso in prestito un euro dal Mes, ma ha già versato alla causa del fondo salva Stati ben 14,3 miliardi di euro ed ha sottoscritto un finanziamento di circa 125 miliardi di euro. E, col 18 per cento, è il terzo contribuente del Mes, dopo la Germania (27%) e la Francia (20%), ma non ne beneficerebbe perché abbiamo un debito pubblico troppo alto ed in caso di bisogno non potremmo appigliarci al meccanismo economico di stabilità che pure contribuiamo a mantenere in piedi. È quindi evidente che il Mes ha rappresentato e rappresenta la grande frizione all’interno della maggioranza, come è altrettanto vero che invece di far coerentemente esplodere le proprie contraddizioni, si trova un accordo al ribasso per salvare lo status quo”. E’ quanto dichiara il vicepresidente vicario di Fratelli d’Italia al Senato, Isabella Rauti.

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Eurobarometro: protezione dei diritti umani in cima alla lista dei valori UE

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Diritti umani, libertà di parola e parità di genere i valori europei da salvaguardare. Il 52% degli intervistati considera i cambiamenti climatici il problema ambientale più urgente Il 59% è a favore del fatto che il proprio paese sia membro dell’UE.
L’Eurobarometro pubblicato martedì ha chiesto ai cittadini anche quale questione politica dovrebbe essere affrontata come una priorità dal Parlamento.Tradizionalmente, l’Eurobarometro autunnale chiede ai cittadini quale questione politica debba essere affrontata in via prioritaria dal Parlamento europeo. Per quanto riguarda i valori europei, una chiara maggioranza dei cittadini vede la protezione dei diritti umani nel mondo (48%), la libertà di parola (38%), l’uguaglianza di genere (38%) e la solidarietà tra gli Stati membri dell’UE (33%) come i principali valori da preservare.Sebbene la classifica delle priorità mostri una variazione significativa tra i singoli Stati membri, per la prima volta il cambiamento climatico è in cima alla lista delle questioni importanti per i cittadini: quasi un terzo degli intervistati (32%) vuole che il Parlamento affronti la lotta ai cambiamenti climatici come priorità principale. La lotta contro la povertà e l’esclusione sociale (31%), la lotta al terrorismo (24%) e la lotta alla disoccupazione (24%) sono le altre materie indicate come prioritarie.Anche in Italia la lotta ai cambiamenti climatici è salita nella scala delle priorità da affrontare, affiancando al secondo posto la necessità di sviluppare una politica comune di immigrazione e integrazione (25%). Un risultato secondo solo alla lotta alla disoccupazione giovanile e all’impegno per raggiungere la piena occupazione nella UE, considerati prioritari per il 37% degli italiani.
Nel corso dell’ultimo anno, le manifestazioni per il clima guidate dai giovani hanno mobilitato milioni di cittadini nell’UE e nel mondo. I dati dell’Eurobarometro riflettono questo trend: la maggioranza assoluta degli intervistati (52%) considera i cambiamenti climatici il problema ambientale più urgente, seguito dall’inquinamento atmosferico (35%), dall’inquinamento marittimo (31%), dalla deforestazione (28%) e dalla crescente quantità di rifiuti (28%). Inoltre, quasi sei europei su dieci ritengono che le proteste guidate dai giovani abbiano contribuito – tanto a livello europeo quanto a livello nazionale – al varo di nuove misure per affrontare l’emergenza climatica.Sei europei su dieci (59%) sono a favore della partecipazione del proprio paese all’UE
Con quasi sei europei su dieci (59%) a favore dell’appartenenza del loro Paese all’Unione europea, il sostegno dei cittadini all’UE si mantiene elevato per il terzo anno consecutivo. I risultati del sondaggio condotto nell’ottobre 2019 mostrano anche un aumento del livello di soddisfazione per il modo in cui la democrazia funziona nell’Unione: il 52% (+3 punti) degli europei condivide questo sentimento, sottolineando positivamente l’influenza esercitata dalle recenti elezioni europee e dalla maggiore affluenza degli elettori nel processo elettorale.I cittadini vorrebbero che il Parlamento svolgesse un ruolo più incisivo: il 58% degli intervistati chiede infatti un’Assemblea più influente. Si tratta di un aumento di 7 punti percentuali dalla primavera del 2019, arrivando a toccare il risultato più elevato dal 2007.
Una grande maggioranza desidera maggiori informazioni sull’UE
Infine, L’Eurobarometro offre alcune indicazioni su quali tipo di informazioni relative all’UE potrebbero interessare di più i cittadini e su come questi ultimi potrebbero essere maggiormente coinvolti nell’elaborazione delle politiche dell’Unione. In totale, tre quarti degli europei (77%) vorrebbero ricevere maggiori informazioni sulle attività delle istituzioni europee. Le conseguenze concrete della legislazione dell’UE a livello locale, regionale e nazionale, nonché le attività del Parlamento europeo e dei suoi membri sono tra i settori più rilevanti per i cittadini.

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Green deal europeo: prime reazioni dei deputati

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

I deputati europei hanno discusso il Green Deal europeo e la tabella di marcia verso un continente climaticamente neutrale con Ursula von der Leyen e Frans Timmermans. Dopo la recente dichiarazione del Parlamento europeo sull’emergenza climatica, la Presidente della Commissione von der Leyen ha presentato, mercoledì in Plenaria a Bruxelles, le proposte dell’Esecutivo UE per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.I leader dei gruppi politici del Parlamento hanno esposto le loro opinioni su come garantire che la futura “legge europea sul clima” sia finanziata e attuata in maniera economicamente e socialmente equilibrata. A conclusione del dibattito di due ore, il Commissario responsabile del Green Deal, il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, ha risposto ad alcune delle domande più urgenti dei deputati, in particolare sulle modalità di finanziamento della transizione energetica negli Stati membri centrali e orientali e su come garantire che le industrie europee e dei paesi terzi possano competere secondo regole simili.

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Risolte distorsioni ecobonus: Frutto malato precedente maggioranza

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

“Fratelli d’Italia è soddisfatta per il via libera in Commissione Bilancio di un emendamento alla legge di Bilancio, uguale a quelli che avevamo presentato, che risolve l’iniquo meccanismo creato con il decreto Crescita dal governo gialloverde e che aveva trasformato l’ecobonus e il sismabonus in un cappio per le imprese fornitrici. Era una battaglia che FdI conduceva da tempo attraverso emendamenti nei vari provvedimenti economici che si sono succeduti dal decreto Crescita in poi, e finanche con un disegno di legge, raccogliendo quelle che erano le istanze che giungevano dal mondo delle piccole e media imprese. Il nostro intento è stato sempre quello di correggere le distorsioni di un sistema che, costringendo le aziende a praticare al cliente immediatamente lo sconto in fattura, addossava al fornitore l’onere dell’anticipazione finanziaria, che avrebbe poi recuperato in 5 anni. Un sistema che alla fine rischiava di danneggiare gravemente le imprese. Con l’emendamento approvato gli incentivi continueranno ad essere erogati, ma senza che diventino una penalizzazione per le aziende. Era il frutto malato di una scelta dell’allora maggioranza di governo formata da Lega e M5S, che con il suo atteggiamento di chiusura ha sempre impedito di migliorare un provvedimento che, invece di aiutare, rischiava di aggravare la crisi delle PMI. Finalmente siamo riusciti nel nostro intento e siamo lieti che questo risultato porti la firma di Fratelli d’Italia”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani.

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“Il presidente del Consiglio Conte ha affermato che il Mes non è modificabile”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

“La risoluzione del centrodestra chiede invece di modificarlo finché siamo in tempo. Si vuole far credere che o si accetta il Mes come è, oppure si finisce col fare la parte di coloro che vogliono minare le fondamenta dell’Unione Europea. La verità è esattamente il contrario, il fondo salva Stati costringe l’Italia ad un esborso di 125 miliardi di euro, pari a cinque nostre manovre finanziarie, soldi con i quali si potrebbero fare cose utili per la nostra Nazione. Se dovesse arrivare il giorno in cui l’Italia dovrà ricorrere di stabilità europea vorrebbe dire che saremmo arrivati al capolinea della nostra economia. Il vero problema dell’Europa sono le banche a rischio per i derivati, chiediamo quindi con forza che il Mes venga modificato e adesso la palla passa al M5S, se non vogliono tradire le aspettative del popolo italiano”.

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Manovra. FdI Senato: Approvati emendamenti su bollette pazze e truffe online

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

“Due buone notizie per i consumatori e le famiglie italiane grazie agli emendamenti di Fratelli d’Italia alla legge di Bilancio approvati in Senato, che mettono fine al triste fenomeno degli importi non dovuti da parte dei gestori di servizi pubblici essenziali, e che puntano a contrastare più efficacemente le truffe online in ambito finanziario. Riguardo l’emendamento delle ‘bollette pazze’ si stabilisce il diritto dell’utente ad ottenere oltre al rimborso delle somme eventualmente versate, anche il pagamento di una penale pari al 10 per cento dell’ammontare contestato e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro. Le modalità di rimborso sono scelte dall’utente che potrà optare per lo storno nelle fatturazioni successive o per un apposito versamento, entro un termine in ogni caso non superiore a 15 giorni dall’accertamento o dal riscontro positivo alla dichiarazione autonomamente trasmessa dall’utente. Il secondo emendamento approvato fa, invece, riferimento all’altrettanto delicato tema delle truffe online riguardanti la vendita di prodotti finanziari, senza prospetti, l’attività pubblicitaria di offerte abusive al pubblico e il trading a valere su prodotti derivati con leva finanziaria superiore ai limiti autorizzati da ESMA. Si tratta di prodotti ad altissimo rischio finanziario spesso offerti e venduti a persone ignare delle reali criticità. Grazie al nostro emendamento la Consob avrà il potere di chiedere direttamente ai fornitori di connettività alla rete internet l’inibizione dei siti web mediante i quali sono svolte queste attività illecite. Questo potere consentirà agevolmente di bloccare in Italia l’accesso ai siti web, senza dover fare affidamento sulla collaborazione dei provider che ospitano i singoli siti web. Possiamo quindi affermare con orgoglio che da oggi il portafoglio e i risparmi delle famiglie italiane sono più al sicuro”. Lo dichiara in una nota il gruppo di Fratelli d’Italia al Senato.

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Nissoli (FI): Comites/Il Governo rinvia la democrazia per mancanza di budget!!! Ma abbiate un minimo di rispetto!

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Roma “Ieri, il Sottosegretario agli Esteri, on. Manlio Di Stefano, ha risposto alla mia interrogazione in cui chiedevo certezza sulla data delle elezioni dei Comites che normalmente dovrebbe essere, a scadenza naturale, il 17 aprile 2020.Il Sottosegretario nella sua risposta non ha dato alcuna certezza, anzi ha evidenziato che le elezioni sono “strettamente condizionate dalla disponibilità di adeguate risorse finanziarie, rispetto alle quali potrà essere decisiva la manovra di bilancio in corso di esame da parte delle Camere”.
Una risposta inaccettabile per un Paese democratico! Infatti, non dovrebbe essere il Governo stesso ad assicurare il minimo budget per il funzionamento della democrazia? Immaginate se ad un Comune italiano si dice che il rinnovo del Consiglio comunale è subordinato alla legge di bilancio!? Insomma, se vogliono emarginare gli italiani all’estero dai loro diritti politici lo dicano chiaramente! Votare no, ma le tasse si! Beh questo sinceramente mi lascia senza parole, spero che il Governo, invece, trovi presto le parole adatte per indicare un cambiamento di rotta, un ravvedimento che lo porti a rispettare i connazionali che vivono all’estero e che, spesso, hanno dato lustro a quell’Italia che hanno dovuto lasciare per mancanza di lavoro!” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI), eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo sul voto in Gran Bretagna

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

“Mi congratulo con Boris Johnson per il successo nel voto di ieri. Adesso ci aspettiamo che il nuovo parlamento di Westminster approvi in fretta l’accordo con la UE per una Brexit ordinata entro il 31 gennaio del 2020. Dopo l’approvazione del Parlamento britannico dell’accordo con la UE sarà il Parlamento Europeo ad esprimere il suo voto a gennaio”.”Saremo vigili -continua il Presidente dell’Europarlamento- sull’attuazione degli accordi, in particolare per quanto riguarda i diritti dei cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito e di quelli del Regno Unito che si trovano in altri Stati membri. Il Parlamento Europeo auspica -conclude David Sassoli- relazioni future molto strette tra Unione europea e Regno Unito e continuerà ad agire in modo responsabile durante la nuova fase negoziale, nel rispetto dei valori fondanti e dei principi della nostra Unione e in ferma difesa degli interessi dei cittadini e degli Stati europei”.

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Elezioni UK: commenti flash di Investec AM

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Commento di John Stopford, Portfolio manager del Global Multi-Asset Income Fund di Investec AM. Prevediamo un ulteriore recupero della sterlina e delle azioni domestiche inglesi con il calo dell’incertezza e la rimozione del rischio di coda di politiche non favorevoli al mercato ̶ sebbene buona parte di questo sia già prezzato, visti i sondaggi prima delle elezioni. L’incertezza politica del Regno Unito si è manifestata in investimenti deboli da parte delle imprese, che hanno contribuito negativamente alla crescita del PIL per cinque degli ultimi otto trimestri e un mercato immobiliare modesto, con i prezzi delle case che non sono riusciti a tenere il passo con l’inflazione. La vittoria dei conservatori ha fornito una certa chiarezza economica per il breve termine, poiché il Regno Unito lascerà finalmente l’UE e gli investimenti netti del settore pubblico torneranno a livelli storicamente elevati. Crediamo che i mercati inizieranno a prepararsi per una crescita di Boris Johnson. Ciò tenderebbe a sostenere i rendimenti dei titoli di Stato (il Regno Unito è uno dei mercati dei titoli di Stato più costosi che copriamo) e una sterlina più forte. Tuttavia, riteniamo che il rally sarà limitato, perché c’è la possibilità di una rapida transizione post-Brexit verso un’ulteriore incertezza sulle future relazioni commerciali del Regno Unito con l’UE.Per limitare l’impatto dell’incertezza elettorale sul portafoglio, il Global Multi-Asset Income Fund è posizionato con un peso relativamente basso sugli asset domestici del Regno Unito e sulla sterlina.
Commento di Ken Hsia, Portfolio manager dello European Equity Fund di Investec AM. Una maggioranza dei conservatori era diventata sempre più realtà con l’avvicinarsi delle elezioni favorendo così un rafforzamento graduale della sterlina. Sicuramente questo esito elettorale riduce le incertezze ma è anche vero che restano da stabilire i termini finali della Brexit e di un qualsiasi accordo commerciale con l’UE. Pertanto, mentre ci aspettiamo un rimbalzo importante da quelle società che si riferiscono al mercato domestico e che avevano abbassato i propri prezzi per essere più competitivi sui mercati europei, non ci aspettiamo un impatto immediato sulle entrate o gli investimenti delle società britanniche.
Manteniamo un posizionamento di portafoglio neutrale rispetto alla Brexit. Gran parte della nostra esposizione al Regno Unito riguarda le società multinazionali che traggono la maggior parte dei loro ricavi all’estero, anche se deteniamo Lloyds Bank e il gruppo edilizio Berkeley Group. Riteniamo che entrambi i titoli rappresentino asset di qualità scambiati con uno sconto che dovrebbe beneficiare della riduzione dell’incertezza economica.

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The Economist this week: Boris Johnson and the Conservative victory

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

“We have published a special edition with our analysis of Britain’s astonishing general election. As we went to press, Boris Johnson was heading for a majority of around 80 seats, the largest Conservative victory since the days of Margaret Thatcher. Under Jeremy Corbyn, meanwhile, Labour has suffered its worst result since 1935. The vote marks a profound realignment in British politics. For the first time since the referendum of 2016, it is clear that Britain will leave the European Union. The party of the rich has buried Labour under the votes of working-class northerners and Midlanders. And, after a decade of weak or non-existent majorities, Britain has a prime minister with immense personal authority and a free rein in Parliament.” (by Zanny Minton Beddoes, Editor-in-Chief)

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La Gran Bretagna sceglie la Brexit

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

Londra. Boris Johnson ha vinto la scommessa. Gli elettori gli hanno dato un’ampia fiducia. In base agli ultimi exit ha ottenuto 368 seggi su 650 alla Camera dei Comuni mentre il suo diretto avversario laburista Jeremy Corbyn non è andato oltre i 191 e segnando un declino peggiore del previsto per i Labour. Ora, ha dichiarato Boris Johnson, usciremo formalmente dall’Ue il 31 gennaio 2020. E la sterlina vola. La proclamazione degli eletti avverrà tra breve e con essi il numero esatto dei componenti dei vari schieramenti. In Italia la prima a congratularsi, per la vittoria dei conservatori britannici, è stata Giorgia Meloni, presidente dei Fratelli d’Italia, scrivendo su Twitter: «Congratulazioni a Boris Johnson per la grande vittoria. Ancora una volta la coerenza paga, ora la volontà del popolo britannico sarà finalmente rispettata. A noi il compito di difendere gli interessi italiani in un nuovo rapporto di cooperazione con il Regno Unito».

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La professoressa Marta Cartabia nuovo presidente della Corte costituzionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Roma “Sono contenta per l’elezione, a Presidente della Corte Costituzionale, della professoressa Marta Cartabia, apprezzata e stimata giurista e costituzionalista. Prima donna a ricoprire l’alto incarico, sono certa che saprà svolgere al meglio le funzioni attribuite. Il voto unanime è il riconoscimento tangibile delle indiscusse qualità. È un momento storico per il nostro Paese, che per la prima volta registra una parità di genere nelle più Alte Cariche dello Stato. Alla Presidente Cartabia esprimo le più fervide congratulazioni e felicitazioni, unitamente ai migliori auguri di buon lavoro”.Cosi il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sull’elezione di Marta Cartabia a Presidente della Corte Costituzionale. Da parte sua Giorgia Meloni presidente di Fratelli d’Italia, così scrive su Twitter: Congratulazioni al neo presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia. Con la sua capacità e competenza saprà dimostrare che il tabù di una donna alla guida della Consulta avrebbe dovuto essere abbattuto prima. Sinceri auguri di buon lavoro da parte mia e di Fratelli d’Italia» (n.r. Ci associamo agli auguri espressi dal vice ministro dell’economia e da Giorgia Meloni per tale nomina. Non siamo tra quelli portati a valutare i meriti in base alle scelte di genere ma intendiamo riconoscere, semmai, il valore delle persone in quanto tali e la professoressa Cartabia è una tra queste come lo è su un altro fronte l’on.le Giorgia Meloni. Per quest’ultima suggerimmo, a dispetto dell’età che non l’avrebbe consentito, una sua candidatura alla presidenza della repubblica. Oggi vorremmo, a tutto tondo, pensare che la professoressa Cartabia potrebbe essere la giusta personalità per succedere all’attuale presidente della repubblica nel suo fine mandato tra qualche anno. Lo diciamo convintamente proprio perché in Italia, da anni, si sta gettando discredito sulle istituzioni minando seriamente il rispetto delle stesse da parte degli italiani e, a volte, a ragione se si pensa a talune scialbe figure che sono state demandate a rappresentarle.)

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Fondi Europei – Castelli, “Lavoriamo per evitare che vengano persi”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Roma “Gentile Direttore, il contributo del prof. Francesco Marone, dal titolo “Troppi fondi europei non spesi”, che avete ospitato pone l’accento su un tema assolutamente importante: l’utilizzo – o per meglio dire il mancato utilizzo – dei Fondi europei da parte delle nostre Regioni. Un contributo che evidenzia una carenza cronica del nostro Paese, che ancora non ha imparato a spendere bene le risorse assegnate da Bruxelles. Vicini alla scadenza della programmazione 2014-2020, abbiamo speso meno del 25% dei fondi, che pure ammontano complessivamente a 75,2 miliardi, tra strutturali e di investimento.
Considerato che le criticità maggiori sono focalizzate sul rispetto dei tempi e sugli obiettivi da raggiungere, in questa Legislatura, insieme alle strutture del MEF e alla Ragioneria, abbiamo lavorato affinché i finanziamenti dall’Europa non venissero persi, bensì si concentrassero su pochi obiettivi infrastrutturali di ampio respiro. Un lavoro in tal senso lo stiamo portando avanti con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ANPAL, Regioni e con Asstel, l’Associazione che rappresenta la filiera delle telecomunicazioni, per lo sviluppo di un progetto propedeutico n piano nazionale per utilizzare le risorse dei Fondi europei a sostegno delle azioni formative delle aziende della Filiera in materia di nuova occupazione, riconversione/riqualificazione dell’occupazione esistente sia nell’ambito della Programmazione comunitaria 2014/2020, sia nella prospettiva della Programmazione comunitaria 2021/2027.
Nelle prossime settimane, dopo alcuni approfondimenti richiesti dalle Regioni, e previa l’informativa del Ministero del Lavoro e la proposizione di una convenzione quadro, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano, dovrebbe approvare il testo di un “Protocollo di Intesa per la promozione di interventi finalizzati a favorire l’occupazione nel quadro dei processi di trasformazione digitale delle imprese della filiera delle telecomunicazioni”, da sottoscrivere tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regioni\Provincie Autonome. Attraverso tale protocollo si vogliono, nello specifico, mettere in campo progetti formativi connessi a programmi di riorganizzazione aziendale, crisi aziendali accompagnati dall’utilizzo di ammortizzatori sociali, oppure progetti formativi connessi all’aggiornamento delle competenze in chiave digitale, per anticipare situazioni di tensione occupazionale che si potrebbero creare.Questa iniziativa assume particolare rilevanza se si considera che il mondo delle telecomunicazioni, come giustamente si evidenziava nel fondo di ieri, si avvia ad una nuova rivoluzione tecnologica, determinata dall’introduzione della tecnologia 5G, e questo ovviamente avrà importanti ricadute anche sulla necessità di impiegare personale adeguatamente formato. Fatta salva la competenza esclusiva delle Regioni in materia di formazione, che ovviamente non viene messa in discussione, una rapida approvazione del predetto protocollo ci porterebbe a sviluppare interventi volti a garantire, attraverso l’impiego di Fondi europei non ancora spesi, un supporto all’occupazione di una filiera ad alto cambiamento di competenze dovuto alle nuove tecnologie e ai processi di digitalizzazione. Abbiamo poco tempo, dobbiamo lavorare tutti assieme per non sprecare questa opportunità. Come Governo ce la stiamo mettendo tutta, e sono certa che non mancherà l’apporto di Regioni e Provincie Autonome”. Così Laura Castelli, Vice ministro dell’Economia e delle Finanze, in una lettera al Corriere del Mezzogiorno, Napoli e Campania.

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Local and regional leaders set out vision to deliver European Green Deal

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

The European Committee of the Regions (CoR) has set out its demands for the European Green Deal, which it believes must be met to reach climate neutrality by 2050. From energy to mobility, agriculture, biodiversity, digitalisation and the circular economy, the Committee argues that the Green Deal needs a clear action plan with measurable objectives, targeted actions, and appropriate funding, prepared together with local and regional authorities – if Europe is to respond to the climate emergency.In a debate with Frans Timmermans, the newly appointed European Commission Executive Vice-President for the European Green Deal, the CoR called on the EU to keep global warming below 1.5°C by setting out an ambitious legislative and financial package that supports all regions and cities in delivering transitions, putting sustainability at the heart of all the policy-making. The resolution adopted in Brussels shortly before the European Commission unveils plans for the Green Deal on 11 December, calls on the EU to enshrine into law a commitment to being carbon-neutral by 2050, upgrading its energy, climate and environmental objectives and offer sufficient funding to support regions and cities. Karl-Heinz Lambertz, President of the European Committee of the Regions, said: “We can no longer close our eyes to the climate emergency. The European Green Deal is the last opportunity for Europe to be credible, uphold its international obligations and offer a clear path to carbon-neutrality by 2050. The EU must green all its policies and investments, ensuring a just transition that supports every region and city. Local and regional governments must be a fully-fledged partner and player, backed with real investment. The current EU budget proposals, including cuts to cohesion policy, will undermine regions’ and cities’ efforts to accelerate climate action. Time is running out, we must not dither and we must act together. If the green transition does not start in our cities and regions, it will not happen at all.”Frans Timmermans, the European Commission Executive Vice-President, warned of inaction and said: “All levels of government will have to play their role if we want to succeed in shaping our collective future: this is not something that national governments can do alone. Cities and regions have a huge role to play in the fundamental transformation that the Green Deal is to drive in our society. From emissions-free transport to biodiversity protection, from energy efficiency in buildings to greening our cities and reforestation, we need every single one of you. We won’t reach the objectives of the Green Deal without local and regional authorities.”
During the plenary debate, a group of young elected politicians presented their demands for Europe to Executive Vice-President Timmermans and President Lambertz. A representative of the ‘Young Elected Politician (YEPs) United 4 Climate’ programme, Marina Grech, a local city councillor in Qormi, Malta, said, “We, young leaders, work hard in our local communities to make a liveable and sustainable future for ourselves and our children. United, we come together across parties and across European countries. If I, as 19 years old can take action and if I can stand here today to make our voice heard, so can you.”

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Polizia penitenziaria e riforme

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

“Bonafede è molto bravo con le chiacchiere. Ma gli agenti della Polizia Penitenziaria sono stanchi delle prese in giro di M5S e Pd”. Lo dichiara il Questore della Camera Edmondo Cirielli (FdI) rispondendo alle dichiarazioni del ministro della giustizia: “Sostiene che gli agenti penitenziari non sono di serie B. Bene. Allora – aggiunge Cirielli – lo dimostri con concretezza e serietà: aumenti l’organico, migliori le condizioni economiche e sociali dei componenti del Corpo e vari una riforma complessiva che ridefinisca le funzioni e le competenze tra i dirigenti della Polizia Penitenziaria e i direttori delle carceri. E, contemporaneamente, dia la possibilità di fare carriera agli agenti di custodia in modo che possano diventare dirigenti trasferendo maggiori poteri al comandante di Polizia Penitenziaria”. Infine, il parlamentare di Fratelli d’Italia rilancia una sua storica proposta: “Bonafede sospenda la vigilanza dinamica, il cosiddetto regime delle celle aperte, introdotto dal Governo dei suoi alleati del Pd, che rappresenta la principale causa della scarsa sicurezza all’interno dei penitenziari italiani. La cancellazione della vigilanza dinamica sarebbe un primo passo verso una seria riforma dell’ordinamento penitenziaria che dovrà porre al centro la sicurezza degli agenti che, ogni giorno, subiscono minacce e violenze dai detenuti. Il ministro della giustizia passi dalle parole ai fatti” conclude Cirielli.

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Assocertificatori su polemiche SPID

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

É in questi giorni in discussione al Senato il disegno di legge di Bilancio in cui sono previste importanti modifiche alla governance del sistema SPID (il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale), modifiche riconducibili, secondo alcuni documenti circolati, alla “inefficienza degli operatori di mercato”.Assocertificatori, che è l’Associazione che raggruppa la maggior parte degli operatori digitali italiani, alcuni dei quali Digital Champions europei, che gestiscono la quasi totalità del mercato delle PEC, identità digitali, firme elettroniche, servizi di conservazione digitale e fatturazione elettronica e che con l’insieme degli iscritti rappresenta uno dei maggiori contributori della digitalizzazione del Paese, desidera ricordare che l’attuale piattaforma SPID:
· è attiva per circa 5 M.ni di cittadini ed ha visto una crescita di oltre 1,6 M.ni nei primi 10 mesi del 2019 (pari ad un + 47% in un solo anno);
· è stata realizzata grazie all’impegno e alle risorse stanziate dagli operatori privati;
· rispetta i massimi requisiti di affidabilità e sicurezza richiesti dagli standard internazionali, oltre ad essere già oggi interoperabile in molti paesi europei;
· è stata rilasciata finora gratuitamente ai cittadini e tutti gli Identity Provider si sono impegnati a mantenere tale gratuità a tempo indeterminato.
Per tali ragioni, non appare corretto individuare presunte “inefficienze degli operatori di mercato” ma, al contrario, sembrerebbe opportuno rimarcare il contributo di questi operatori al Paese, in un contesto di lenta adozione di SPID da parte dei service provider pubblici.
Inoltre, si evidenzia come il modello che si verrebbe a realizzare rappresenterebbe una grave vanificazione degli investimenti fin qui stanziati dagli operatori di mercato, associata ad una importante perdita di chance, proprio nel momento in cui il servizio SPID ha cominciato a catalizzare l’interesse dei Cittadini. Parimenti, non sembra corretto evocare l’esigenza della gratuità di Spid per i cittadini come una delle motivazioni della scelta, quando tale gratuità è già garantita e fino ad oggi non ha richiesto alcun finanziamento pubblico.
Assocertificatori non ha mai fatto mancare verso il Governo e la PA il proprio supporto in termini di risorse, know how ed investimenti e resta in prima linea per partecipare attivamente, nel rispetto delle prerogative del Governo e del Parlamento, al processo di Trasformazione Digitale dell’Italia, dei suoi cittadini, delle sue imprese e della sua Pubblica Amministrazione.

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Metropolitan Regions: centres for countries’ economic growth which contribute to the objectives of cohesion policy but face key challenges

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

During the 137th European Committee of the Regions (CoR) Plenary, that took place on 4-5 December in Brussels, regional and local leaders delivered their recommendations for the preparation of the next generation of cohesion programmes, which set the basis for cohesion policy implementation for the 2021-2027 period. In the opinion on “The challenges of metropolitan regions and their position in the future Cohesion Policy post 2020”, drafted by Juraj Droba (SK/ECR), Chairman of Bratislava Self-Governing Region, the CoR called for increased recognition of the contribution of metropolitan regions (MRs) to the objectives of cohesion policy. The CoR also stresses that although MRS are seen as engines of Member States’ economies, they have to address economic, fiscal and territorial challenges, while at the same coping with an expanding demand for quality public services and limited financial resources.Metropolitan regions are seen as the engines of the Member States’ economies and centres of economic growth, however they are also a hub of research, innovation and creative potential. According to Eurostat, MRs are defined as NUTS3 regions or combinations of NUTS3 regions where at least half of the population lives in a functional urban area that has no fewer than 250 000 inhabitants. NUTS, Nomenclature of territorial units for statistic, is a hierarchical system of division of territory into regions. The OECD defines MRs in terms of function, whereby an urban centre with high population density and job opportunities is connected to the rest of the area by heavy daily commuting into it.This opinion drafted by the Rapporteur Juraj Droba (SK/ECR), points out that although metropolitan regions (MRs) are seen as engines of Member States’ economies as well as hubs of research and innovation, MRs have to face great and diverse challenges such as the protection of the environment and adaptation to climate change, urban poverty, social inclusion, integration of migrants, youth unemployment, criminality or economic transition. MRs play a central role in adapting to the consequences of climate change.
At the same time, MRs have to grapple with an expanding demand for quality public services, putting a huge pressure on MR budgets. This has a marked effect on the population’s overall quality of life. Budget revenues in some MRs bear only the slightest relation to their economic success and high GDP, therefore the CoR recommends to go beyond the mere GDP per capita indicator and take account of social, demographic and environmental aspects.“The aim of the opinion is to draw the EU’s attention to the issue of metropolitan regions. These are regions which, in several cases, are statistically the most common; but the reality in their territory is often different. Because of increasing urbanisation, they have to face challenges such as increasing demand for quality public services and infrastructure, problems associated with housing and the environment, and social exclusion, while lacking adequate resources from their own budgets. Still, these are regions with great potential, where suitably set support could lead to the development not just of metropolitan areas, but could also contribute to a fair distribution of benefits to outlying regions and to stronger rural-urban linkages, and thereby significantly help to overcome regional disparities. This is a crucial period for preparatory work on the new cohesion policy and for deciding on the size of EU funds after 2020, and I think that this was the right time to initiate this opinion. I am happy to have received the support of the members of the Committee and I believe this is a step in the right direction”, said Mr. Juraj Droba.The Rapporteur points out that the ongoing process of drawing up cohesion policy post 2020 is an opportunity to take on board the need for a specific approach to MRs in the framing of future partnership agreements and the operational programmes for cohesion policy funds. The European Committee of the Regions calls for:
The direct involvement of MRs in the framing of cohesion policy and the implementation and evaluation of operational programmes and EU projects;
The attention of the EC to start looking into the potential added value of support to MRs as a way of reducing regional disparities;
The establishment of conditions and support mechanisms, by the EC, for knowledge transfer, exchange of experience and best practice in the area of metropolitan governance between MRs;
All partnerships in the new EU Urban Agenda to address the ongoing metropolitanisation of areas or for a new partnership for the metropolitan dimension of the Urban Agenda.The increasing urbanization as a global trend creates lots of opportunities but also forces us to address new challenges, requiring the collaboration between institutions and players in the MRs. These proposals aim to guarantee a better performance of MRs and intend to meet the cohesion objectives.
Metropolitan regions currently include three fifths of the EU population – a proportion that is expected to increase in the future. These regions constitute important poles of innovation, research and economic growth, while also offering a wide variety of educational, cultural and professional opportunities to their inhabitants. For an overview of Metropolitan regions in EU cohesion policy, please read this briefing.

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Britain’s nightmare before Christmas

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Our cover this week is on the most important election in Britain for many years. Voters face a stark choice between Boris Johnson, whose Tories promise a hard Brexit, and Jeremy Corbyn, whose Labour Party plans to “rewrite the rules of the economy” along radical socialist lines. Mr Johnson runs the most unpopular new government on record; Mr Corbyn is the most unpopular leader of the opposition. That leaves a low bar for the Liberal Democrats and, for all their faults, they clear it. Their economic approach is the most sensible; on climate change and social policy they strike the best balance between ambition and realism. Yet they will not win. So why back them? The principled reason is that the Lib Dems are closest to the liberalism on which this newspaper was founded. But there is a practical reason, too. Voters worry that backing the Lib Dems plays into Mr Corbyn’s hands. However, our modelling suggests that votes and seats would come from both the main parties. A Lib Dem surge would be the best way to restrain whoever ends up in Downing Street. (by Zanny Minton Beddoes, Editor-in-Chief from the Economist)

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Sessione plenaria e riunioni delle commissioni e dei gruppi politici

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Bruxelles Settimana 9 – 15 dicembre 2019 Green Deal europeo/Sessione plenaria straordinaria. Il Parlamento terrà una sessione plenaria straordinaria mercoledì dalle 14 alle 16. Il Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans presenteranno il “Green Deal europeo”, con il calendario delle relative proposte legislative e ascolteranno le prime reazioni degli eurodeputati. Il piano dovrebbe consentire all’Europa di diventare il primo continente neutrale dal punto di vista dell’emissione di carbonio nell’atmosfera entro il 2050. (Mercoledì)
Cambiamenti climatici/COP25. Una delegazione del Parlamento Europeo visiterà la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP25) a Madrid. La scorsa settimana, durante la sessione plenaria, i deputati hanno dichiarato l’emergenza climatica e hanno invitato l’UE a ridurre le sue emissioni del 55% entro il 2030, per raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050. (Da lunedì a sabato)
Conferenza sul futuro dell’Europa. La commissione per gli Affari costituzionali finalizzerà il suo contributo ai leader del PE (Conferenza dei presidenti) su come strutturare la prossima Conferenza sul futuro dell’Europa. Organizzata da Parlamento, Consiglio e Commissione, la Conferenza dovrebbe iniziare nel 2020 e durare due anni. L’obiettivo è coinvolgere nel processo un campione rappresentativo della società civile e offrire ai cittadini la possibilità di contribuire alla riforma dell’UE. (Lunedi)
Preparazione della sessione plenaria. I gruppi politici prepareranno l’ultima sessione plenaria del 2019 che si terrà dal 16 al 19 dicembre a Strasburgo. I deputati renderanno omaggio al vincitore del Premio Sacharov 2019, l’economista uiguro Ilham Tohti, attualmente in carcere in Cina e discuteranno della situazione della minoranza uigura nel paese. Inoltre, il Parlamento celebrerà il decimo anniversario del trattato di Lisbona, discuterà delle conclusioni del vertice del 12-13 dicembre, eleggerà il Mediatore europeo e deciderà su due provvedimenti per combattere l’evasione dell’Iva. I deputati esamineranno anche gli ultimi sviluppi a Malta e discuteranno delle soluzioni per colmare il divario retributivo di genere e il benessere degli animali.
Agenda del Presidente. Martedì il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, incontrerà il vincitore del Premio Sacharov 2017 Laurent Saleh e aprirà la cerimonia del “Sakharov Walk of Freedom”. Inoltre, terrà il discorso di apertura alla conferenza “The European Council ten years after Lisbon – institutional dynamics and impact to date”. Mercoledì incontrerà l’economista e attivista americano Jeremy Rifkin e il presidente della FIFA Gianni Infantino. Giovedì incontrerà il Presidente della Repubblica di Cipro, Níkos Anastasiádis e il Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki e terrà un discorso al Consiglio europeo, seguito da una conferenza stampa.

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