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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for the ‘recensione’ Category

Blancpain GT Series Sprint Cup 2017

Posted by fidest press agency su martedì, 22 agosto 2017

blancpainI.S.R. Racing tornerà in pista il prossimo weekend per il penultimo appuntamento della Blancpain GT Series Sprint Cup 2017 in programma sul circuito ungherese dell’Hungaroring, nei pressi di Budapest.
Il team ceco ha dimostrato una notevole progressione nel corso della stagione fino a qui disputata, culminata con la maiuscola prestazione di Zolder dello scorso giugno dove I.S.R. racing aveva colto un ottimo secondo posto. Anche a Budapest le due Audi R8 LMS della squadra saranno affidate ai consueti equipaggi composti da Filip Salaquarda (CZ) e Clemens Schmid (AUT) sulla vettura n.75, e da Kevin Ceccon (ITA) e Frank Stippler (GER) sulla n.74.Sulla carta il tracciato dell’Hungaroring potrebbe essere favorevole alle vetture di I.S.R. racing, la cui conformazione è per certi versi simile a quella di Zolder. Il circuito nella prima parte è relativamente veloce, mentre nella seconda propone una sequenza di chicane e curve che rende molto difficile il sorpasso. La posizione di partenza sarà perciò uno dei temi principali del weekend, sul quale le squadre lavoreranno nei due turni di prove libere.Il weekend magiaro si svilupperà sul consueto programma a partire da venerdì, con le due sessioni di prove libere alle 10:40 e alle 14:15 (GMT +2). Sabato le qualifiche apriranno la giornata alle 9:40 prima della Qualifying Race in programma alle 15:50. Domenica, dopo il warm up alle ore 09:25, la Main Race scatterà alle 14:20.La copertura televisiva in Europa sarà assicurata da Eurosport e da Motorsport TV che trasmetteranno in diretta entrambe le gare e gli highlights in alcune nazioni. Il sito ufficiale del campionato http://www.blancpain-gt-series.com metterà a disposizione il live streaming con commento in inglese e francese sia per le due gare che per le qualifiche.

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Miss Italia: Giaveno elegge Miss Alpitour

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

Selezioni di Giaveno - ph Alberto BardusSelezioni di Giaveno - ph Alberto BardusGiaveno (To) Oltre 1500 persone hanno applaudito e sostenuto con il loro entusiasmo le ragazze di Miss Italia ,in gara per la fascia di Miss Alpitour Piemonte e Valle d’Aosta nella centralissima Via Roma a Giaveno (TO). La selezione si è svolta sotto il cielo di ombrelli colorati che anima l’estate giavenese, su iniziativa dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Carlo Giacone. La fascia, che vale l’accesso alle prefinali nazionali di Miss Italia al via a Jesolo il 27 agosto sull’emittente La7, è andata alla bella Irene Sicali, torinese di 22 anni iscritta alla facoltà di giurisprudenza, che sogna di diventare un magistrato. Alta 1,68, Irene ha capelli castani e occhi neri ed ha origini siciliane. Seconda classificata Maddalena Manganiello, 24 anni di Aosta, alta 1,74 capelli e occhi castani, amante della boxe. Terza Giulia Carrer, 20 anni di Moncalieri (TO), alta 1,75 capelli e occhi castani, studentessa di ingegneria gestionale al Politecnico di Torino. Quarta Sonia Boscaro, 21 anni di Collegno (TO), alta 1,75 capelli biondi e occhi verdi, studentessa di scienze della comunicazione, modella e hostess. Quinta Claudia Buratto, 25 anni di Rosta, alta 1,75 capelli e occhi Selezioni di Giaveno - ph Alberto Barduscastani, collaboratrice della testata Road2Sport, pratica il taekwondo. Sesta Cristina Racca, 24 anni di Moncalieri, alta 1,70 capelli biondi e occhi azzurri, barista con la passione delle danze caraibiche. Settima classificata Lidia Mancuso, 19 anni di Torino, alta 1,69 capelli biondi e occhi castani, studia amministrazione finanza e marketing, lavora come hostess. Infine Miss Giaveno, Alessia Cervelli, 25 anni di Moncalieri, capelli e occhi castani, lavora come commessa.
Per l’occasione, sulla passerella di Miss Italia è salito anche Marco Sarra, vincitore del concorso internazionale The Best Model of Europe 2016 e modello per Philippe Plein lo scorso mese di gennaio, in occasione della Settimana Mondiale della Moda di Milano. Marco è di Novara, ha 23 anni e studia giurisprudenza all’Università degli Studi del Piemonte Orientale ma il suo sogno è quello di affermarsi nel mondo del cinema. Di recente, ha partecipato ad importanti trasmissioni televisive come Ciao Darwin 7, in onda su Canale 5, e Take Me Out su Real Time. (foto: Irene Sicali, Marco Sarra, selezione Giaveno)

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Inaugurato in Uruguay il centro commerciale moderno e sostenibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

centro commerciale Las PiedrasMontevideo. La città di Las Piedras è un centro urbano in rapida crescita negli ultimi anni, in seguito al forte sviluppo metropolitano della capitale Montevideo, dove a fine maggio è stato inaugurato il nuovo centro commerciale Las Piedras. 38.000 m2, un centinaio di negozi, cinque cinema, un ipermercato, una grande food court con dodici punti di ristoro e una capienza di seicento persone, e un ampio parcheggio coperto sono i numeri principali della struttura, che ha generato oltre 1200 nuovi posti di lavoro. Dal punto di vista architettonico l’edificio si sviluppa su tre livelli, il primo interrato è dedicato ai parcheggi, mentre gli altri due alle attività commerciali e ricreative. La sostenibilità è uno dei concetti chiave attorno a cui ruota la progettazione di tutto l’edificio. Grande importanza è stata data all’illuminazione, con largo utilizzo di luce naturale affiancata da quella artificiale al LED, all’uso razionale dell’acqua centro commerciale Las Piedras1grazie ad un doppio sistema di fornitura che distingue l’acqua potabile da quella per usi di servizio. Anche l’impianto di climatizzazione e ventilazione del centro è stato progettato e realizzato con un forte focus sulla sostenibilità ed il risparmio energetico. Sono infatti state selezionate unità ad elevata efficienza di Climaveneta: 10 centrali trattamento aria WIZARD-TA-7500 CA con una portata d’aria totale di 244.035 m3/h e 3 refrigeratori di liquido condensati ad acqua FOCS2-W/CA 4502 con una potenza frigorifera totale di 3.417 kW. L’edificio dispone inoltre di un sistema di free-cooling che sfrutta le temperature favorevoli dell’aria esterna a supporto dell’impianto di climatizzazione ed è dotato di un giardino verticale che ricopre le facciate esterne con funzione ornamentale e come protezione passiva per l’edificio. (foto: centro commerciale Las Piedras)

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Nasce il primo polo fieristico per il Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

Fiera-del-LevanteL’assemblea di Fiere Bologna Spa ha detto sì all’alleanza con Bari, deliberando stamani l’adesione al progetto Fiera del Levante. Si chiude così positivamente l’accordo tra Bologna e la Caravella barese, che permette la nascita della newco (guidata all’85% da Camera di Commercio di Bari e il restante 15% Bologna) per la gestione della Fiera del Levante.
“Finalmente ce l’abbiamo fatta” commenta soddisfatto il presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi, impegnato sin dall’inizio in prima persona insieme alla Regione Puglia e al Comune di Bari per raggiungere questo risultato. “Oggi si apre una pagina storica per la nascita del primo polo fieristico del Sud. Sapevamo che non sarebbe stato semplice ma non abbiamo mai smesso di lavorare per il raggiungimento di un obiettivo strategico per il nostro territorio e per le nostre imprese.
, che grazie a questa partnership verrà inserita in una rete nazionale e internazionale di rapporti, con tutto ciò che questo poi può comportare per gli eventi di cui sarà promotrice”.”Il rilancio della Fiera del Levante – prosegue Ambrosi – non può che vedere il protagonismo del mondo imprenditoriale nella gestione. Con il Piano Industriale si intende avviare un percorso di riorganizzazione e ripianificazione strategica delle attività e dei servizi offerti dalla Fiera del Levante, in grado di assicurare sostenibilità e continuità al suo ruolo di sostegno alla promozione delle imprese meridionali in Italia e all’estero. Volendo, altresì, ritagliare un ruolo nuovo e originale alla Fiera del Levante nel panorama nazionale e internazionale, che sia in grado non solo di favorire la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare del quartiere fieristico di Bari, ma soprattutto di farne un polo di attrazione, identità e offerta per tutto il meridione d’Italia. Soprattutto in uno scenario di tipo mediterraneo, data la collocazione naturalmente strategica che la Puglia possiede per questioni geografiche e per provate capacità imprenditoriali”.

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Ricordi

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

ricordi(Narrativa Vol. 3) (Italian Edition) Kindle Edition. Scrive l’autore: “Parlo con me stesso in un soliloquio senza soluzione di continuità poiché la vita che scorre dentro questo mio corpo mi suscita emozioni, interrogativi, ansie, dolori e gioie. Ne parlo oggi con il peso sulle spalle della mia età avanzata forse perché è il tempo che mi è assegnato ai ricordi e non alla memoria.
Ricordi di un vissuto che oggi si riverberano con toni forti e m’impongono dei salti quantici tra un anno e l’altro, un lustro e l’altro, un decennio e l’altro. Sembra tutto appiattirsi davanti a me come se avessi perso una dimensione e fossi diventato un bianimale, di quelli il cui mondo è a sole due dimensioni. Mentre ricordo, annoto quanto ho scritto, pensato, vissuto e macerate le dolcezze e le sofferenze di una vita. Dentro di me si muovevano sentimenti nobili e meschinerie. Dentro di me si maturavano pensieri non certo esaltanti ma anche ideali, mai sopiti, dove alla voglia di crescere aggiungevo la nobiltà dei sentimenti e la lezione magistrale offerta dai miei genitori e dai pedagoghi illuminati che mi guidavano sulla strada del buon vivere. Ciò non m’impedì, di tanto in tanto, di tradire la fiducia che essi avevano riposto in me trasgredendo i loro dettati e percorrendo quella via più facile e comoda del piacere senza remore. Vano, vago, illusorio senza principi e decoro.” (foto: ricordi)

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Tutti i numeri della rassegna Giffoni Innovation Hub

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

giffoni450 giovani innovatori per la community del Dream Team di Giffoni Innovation Hub per un totale di 5 paesi nel mondo. 40 i protagonisti dell’edizione numero 3 della rassegna di innovazione Next Generation, promossa a Giffoni Valle Piana nell’ambito del Giffoni Film Festival. Talenti provenienti da Italia, Messico e Svezia, che hanno incontrato 50 ospiti e mentor tra imprenditori ed esperti di innovazione e comunicazione. E ancora, 100 studenti che hanno partecipato alla maratona di pitch A Scuola di Startup Experience, 5 università coinvolte (Federico II di Napoli, Università di Salerno, Università di Lund in Svezia, Tec di Monterrey in Messico, George Washington University negli States) e 5 i progetti presentati dal Dream Team: Cinema Box, scatola che offre allo spettatore l’opportunità di gustare cibi made in Italy di alta qualità durante la proiezione di un film; My eyes are yours, interactive storyteling che accompagna il pubblico dietro le quinte del festival di Giffoni; E-Commerce Giffoni, store online dove acquistare prodotti per giovani griffati Giffoni; Giffoni Manager, gioco educativo-gestionale che trasformerà il giocatore nel direttore di un festival del cinema; Future by Lund, nato dalla collaborazione con i partner svedesi di The Creative Plot che prevede la creazione di un festival dedicato a scienze e tecnologia a Lund, in Svezia. 2000 i ragazzi intervistati per Giffoni Big Data, ritratto dei nativi digitali che ha ribaltato molti luoghi comuni sui Millennial, trasformando il festival in una piattaforma per produrre enormi quantità di dati sui ragazzi. 4 i workshop e 4 le round table su industrie creative, intelligenza artificiale, animazione, realtà virtuale e giffoni1un focus sullo stato dell’innovazione in Campania, durante il quale è stata annunciata una intesa tra Giffoni Innovation Hub e la iOS Developer Academy di Napoli. 1 modello di business internazionale – Giffoni Business Case promosso dal Lisa Lab dell’Università di Salerno e dalla George Washington University – e 5 ospiti istituzionali, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzione, Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia, Valeria Fascione, assessore alle startup, all’innovazione e all’internazionalizzazione della Regione Campania, Corrado Lembo, procuratore capo di Salerno, e una delegazione della Corea del Sud. “Con il lavoro dell’Hub – spiega Luca Tesauro, CEO di Giffoni Innovation Hub – quest’anno abbiamo consolidato nuove alleanze con le più alte eccellenze di Svezia, Messico, Corea del Sud. L’intreccio di idee, conoscenze, progettualità sarà il cuore dei nostri rapporti che faranno decollare la nostra mission non solo a Giffoni ma anche in altre realtà, partendo dai nostri talenti. Qui c’è contaminazione tra arte, innovazione e soprattutto lavoro, perché Giffoni vuole investire Giffoni2e lavorare nelle industrie creative e culturali. Questo Paese offre un paesaggio meraviglioso, un cibo incredibile e anche connessioni. Giffoni ha creato connessioni per 47 anni grazie al cinema, noi con l’Hub lo facciamo con i talenti dell’innovazione per fare della creatività un motore dell’innovazione di questo paese. Un’opportunità per condividere emozioni, storie, energie e per costruire insieme qualcosa di grande”. “In questa terza edizione – aggiunge Orazio Maria Di Martino, COO di Giffoni Innovation Hub – abbiamo fatto grandi passi in avanti, un esempio è il progetto Giffoni Big Data, che ci ha permesso di conoscere a fondo il mondo dei giffoner e non solo, scoprendone abitudini, passioni, ambizioni, speranze e molto altro ancora. Il progetto ha ancora molto da dire e ha contribuito a far entrare il mondo Giffoni, di diritto, nei business case in studio presso l’Università di Washington e quella di Salerno. Questo è un punto di partenza per i ragazzi del Dream Team. Riusciremo, anche grazie a loro, a fare cose sempre più importanti in un contesto già stupendo come quello di Giffoni”. (foto: giffoni)

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Riva Ligure: al via la terza edizione di “Sale in zucca”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

riva_ligurePrende oggi il via la rassegna letteraria, che nelle precedenti edizioni ha sempre riscosso un grande successo di pubblico. Tutti gli incontri si svolgeranno in piazza Matteotti per tutti i lunedì del mese di agosto fino al 28 ed escluso il giorno di Ferragosto.La rassegna letteraria inizierà con un omaggio a Fabrizio De Andrè e ospiterà grandi personaggi: Stefano Bicocchi, in arte Vito, Don Patriciello, Stephan Meier e Barbara Ronchi della RoccaIl comune di Riva Ligure, in collaborazione con la casa editrice Zem, promuove anche quest’anno “Sale in Zucca”, una manifestazione che propone incontri e conversazioni con autori e personaggi, che ci aiutano a conoscere e capire il territorio e la società in cui viviamo. La formula della manifestazione prevede conversazioni tematiche con autori, che si soffermeranno sulla loro attività letteraria e saggistica, in dialogo con il conduttore ed il pubblico. Tutti gli incontri saranno a ingresso libero, inizieranno alle 21.15 e saranno condotti dal giornalista Claudio Porchia, ideatore della manifestazione.
Diversi i temi di questa seconda edizione: dall’omaggio a Fabrizio De Andrè alla gastronomia con l’ironia di Vito, dall’esperienza di Don Patriciello all’ultimo romanzo dell’autore internazionale Stephan Meier e il Galateo dei fiori con Barbara Ronchi della Rocca.“La rassegna vuole essere una vetrina culturale aperta a tutti con l’obiettivo di stimolare l’attenzione e l’interesse sia dei residenti e sia dei turisti – dichiarano il Sindaco Giorgio Giuffra e l’assessore Francesco Benza – Un’iniziativa di grande valenza culturale, che anno dopo anno sta crescendo grazie anche alla presenza di importanti e popolari scrittori.Programma:
· 24 luglio: “I Fiori di Faber: omaggio a Fabrizio De Andrè con Marisa Fagnani e Claudio Porchia
· 31 luglio “Vito con i suoi” con Stefano Bicocchi in arte Vito
· 7 agosto: Don Patriciello e la sua battaglia nella Terra dei fuochi
· 22 agosto: “Now” di Stephan Meier
· 28 agosto “Il Galateo dei Fiori” con Barbara Rochi della Rocca ( by Christian Flammia) (foto: riva ligure)

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XIII edizione della Grotta dei desideri: arrivano anche Giorgia Surina e Giovanni Scifoni

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

AMANTEALa piazza principale di Amantea (Cs), che nel nome evoca la vocazione commerciale della città, si è adeguata a questa nuova realtà, manifestando gioia e senso di partecipazione per il primo degli eventi legati al programma ufficiale della Grotta dei desideri 2017, la tredicesima edizione della serie. “The first date”, questo il nome dell’appuntamento, non ha tradito le attese: il Bar Caruso, punto d’incontro storico della città, ha così interpretato il ruolo di agorà fashion. Le modelle Maria Giulia Caruso, Sara Mendicino, Jessica Veltri e Sara Rossi, splendidamente coordinate dalla team leader Fabiola Redavide, hanno indossato le creazioni di Elena Vommaro e Sara Neglia che, sotto le insegne del marchio “Must”, hanno creato le fondamenta per il proprio futuro presentando due diverse linee dedicate alle donne attuali e dinamiche. Ad impreziosire il tutto le acconciature del maestro Pino Cerra e il trucco curato da Antonella Morelli e Rita Montesanti.
Nel parterre degli ospiti non solo il sindaco Mario Pizzino, che ha fatto rilevare la valenza turistica della Grotta dei desideri, ma anche gli altri componenti della giunta ed il vice sindaco di Longobardi Aurelio Garritano che ha parlato invece dell’importanza delle sinergie da attivare a livello intercomunale. Spazio poi alle aziende che condividono il percorso di sviluppo della kermesse. Ugo Lombardi, dirigente di Banca Mediolanum, ha mostrato la propria soddisfazione per essere partner di un evento divenuto un eccellenza non solo nazionale. A suggellare questo percorso la ceramica realizzata dal maestro Pedrito Bonavita che, con il consueto genio, realizza, da tempo immemore, i premi consegnati ai personaggi, agli enti e alle attività commerciali che supportano il progetto. Tra il pubblico anche Pasquale Vasta che accoglierà il “closing party” della Grotta dei desideri all’interno del Twiga di Nocera Terinese (Cz) nel segno della raffinatezza. Sullo sfondo i vini firmati iGreco: dal bianco al rosso, senza dimenticare il pluripremiato rosato. A tracciare le fila del discorso l’avvocato Ilaria Lupi che coordinerà i lavori della serata dedicata alle donne.
L’appuntamento è servito anche per svelare altri due ospiti della serata di gala: Giorgia Surina e Giovanni Scifoni. La Surina ha esordito come conduttrice nella mitica Mtv, divenendo un icona delle nuove generazioni e approcciandosi poi con successo al cinema e alle fiction. Giovanni Scifoni, per l’immaginario collettivo, resta il commissario Montefosco di “Squadra Antimafia”, nell’eterna riproposizione della lotta tra il bene e il male. Un parterre eccezionale che annovera anche il tuffatore azzurro Giovanni Tocci, l’attrice Milena Miconi, la creatrice di gioielli Daniela Moretti, i protagonisti della fiction televisiva “L’onore e il rispetto”, Valerio Morigi e Giulia Petrungaro. E ancora: Giorgia Cardinaletti, conduttrice della Domenica Sportiva; il prefetto ed il vice prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao ed Emanuela Greco. Confermata la giuria tecnica di altissimo livello con Graziano Amadori, Michela Zio (giornalista tra le più accreditate del settore), Rosanna Trinchese (art director della Camera della moda del Principato di Monaco) e Stefania Arnaldi (direttore della rivista “La mia boutique”).
La “Serata di Anteprima” avrà luogo giorno 1 agosto a partire dalle ore 21 in piazza San Francesco a Campora San Giovanni (Cs), grazie al supporto dell’associazione “Aics No Limits”; la “Fashion Dinner” è pianificata per il 2 agosto, sempre alle ore 21, presso l’Hotel La Principessa di Campora San Giovanni; l’evento “Dalla parte delle donne” è programmato per il 3 agosto alle 21 a San Pietro in Amantea (Cs); la “Serata di Gala”, come di consueto, si terrà il 4 agosto nell’incanto e nella suggestione del Parco della Grotta di Amantea (Cs) alle 21; la “Cerimonia di consegna delle borse di studio” si svolgerà il 24 settembre presso il Municipio di Cariati (Cs), in un abbraccio ideale tra Tirreno e Ionio. Gran finale nella Capitale, presso la “Rome University of Fine Arts”, per la premiazione degli stagisti dei corsi di fotografia e cinematografia e per la presentazione del bando di partecipazione della quattordicesima edizione. Allo stilista primo classificato andrà un assegno di 2 mila euro finanziato da Banca Mediolanum, mentre per chi raggiungerà la piazza d’onore la borsa di studio è di 700 euro, messa a disposizione dal progetto Calabria’s. A queste cifre già rilevanti si aggiungono altre due borse di studio da 300 euro cadauna destinate al vincitore del premio della Stampa e della Fashion Dinner. Quest’ultimo è supportato dalle lavorazioni dolciarie dei Fratelli Marano, mentre il premio della Stampa è sostenuto dal dottor Federico Lorelli che, oltre a svolgere la professione di dentista nel suo studio di Vibo Valentia dove ha introdotto l’uso costante dell’immagine fotografica, omaggerà il vincitore del volume “Genti di Calabria” di Pino Bertelli, un viaggio antropologico tra i volti che popolano la regione. Per gli stagisti due assegni da 250 euro. Per essere sempre informati basta cliccare sul sito http://www.grottadeidesideri.com o consultare la pagina Facebook ufficiale.

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Celebrata a Laigueglia la festa di Santa Maria Maddalena

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

LAIGUEGLIA_FESTA_MADDALENA2 (2)festa maddalenaIn Liguria è stata celebrata ieri sera a Laigueglia (SV) la tradizionale festa di Santa Maria Maddalena. E’ giunta dal mare la statua di Santa Maria Maddalena, opera settecentesca della scuola del Maragliano. L’hanno accolta le massime autorità del paese, tra cui il parroco don Danilo Galliani, il sindaco Franco Maglione e il comandante della stazione dei carabinieri. Tre squilli, diffusi dai trombettieri della banda Città di Alassio, hanno annunciato solennemente la sbarco dell’effigie e l’inizio della magnifica processione. Tra i carruggi del grazioso borgo medievale, accanto ad una folla devota e attenta, il complesso festa maddalena1musicale, guidato dal presidente Renata Vallò e dal maestro Giovanni Puerari, ha aperto la lunga teoria di crocifissi in una devota alternanza di suoni, canti e preghiere. Grazie alla perfetta organizzazione della locale confraternita di S. Maria Maddalena che vanta una storia secolare, essendo sorta nel 1594, e che ha come sede l’omonimo oratorio, la devozione alla donna che ha seguito Gesù sul Calvario e che ha avuto il privilegio di vederlo risorto, si è svolta in un clima di gioiosa devozione tra lo splendore degli argenti dei crocifissi e le voci corali dei fedeli. La conclusione nella chiesa parrocchiale con i dovuti ringraziamenti e l’incontro conviviale sul piazzale dell’oratorio ha suggellato momenti di partecipazione festosa, di intensa religiosità e di fede profonda. (by Christian Flammia con foto)

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I tesori del Jean Paul Getty Museum di Los Angeles tornano a splendere

Posted by fidest press agency su domenica, 23 luglio 2017

Donazione GettyLo si deve ad un innovativo trattamento laser con tecnologia Made in Italy donato al museo californiano che permetterà di riportarle al loro antico splendore preziose sculture e arti decorative. Utilizzando le stesse tecnologie Q-Switched impiegate per la medicina, sarà possibile operare garantendo una elevatissima precisione, selettività e rispetto delle superfici originarie senza danneggiare il reperto. Un intervento rivoluzionario reso possibile dal laser Thunder Compact donato dall’azienda italiana Quanta System facente parte del gruppo El.En., leader a livello mondiale nella fabbricazione di laser specifici per operazioni di restauro di opere d’arte, all’ Antiquities Conservation Department del Getty Museum. La consegna del laser è avvenuta a Malibu alla presenza di Paolo Salvadeo, Direttore Generale del Gruppo El.En., Girolamo Lionetti, Direttore Generale di Quanta System, Alessandro Zanini, Direttore Scientifico per la Restaurazione di El.En., le autorità del Getty e il Vice Console d’Italia a Los Angeles, Valentina Gambelunghe.
Il laser sarà anche utilizzato anche in speciali partnership con altri musei di tutto il mondo e per la formazione di futuri professionisti della conservazione delle opere d’arte. Il Direttore del Dipartimento per la conservazione delle antichità del Getty Museum, la Dott.ssa Susanne Gänsicke, ha infatti sottolineato come la donazione del laser sia estremamente toccante e, oltre ad essere di grande aiuto al museo, potrebbe essere messa a disposizione degli altri musei di Los Angeles affinché lo utilizzino per le loro opere.
Quanta e El.En sono già stati protagonisti nella donazione di laser per il restauro di opere d’arte ad importanti musei di tutto il mondo. In passato le donazioni sono state fatte al Metropolitan Museum of Art di New York e ai Musei Vaticani della Città del Vaticano. I laser di Quanta e El.En hanno fatto tornare al loro splendore pezzi inestimabili realizzati da alcuni dei più grandi Maestri, da Michelangelo a Leonardo, Verrocchio, Canova, Bernini, Giotto e Brunelleschi. Inoltre, hanno anche restaurato antichi affreschi a Pompei e Ercolano e sono stati coinvolti per progetti di restauro tra cui la Torre pendente di Pisa, il Duomo e il Battistero di Firenze e, più recentemente, le catacombe di Domitilla a Roma.
Una delle sedi del Getty Museum è la Villa Getty, che si trova all’estremità orientale della costa di Malibu. La Villa, ospitata in un edificio strutturato come un’antica villa romana, è un centro didattico oltre che un museo dedicato allo studio delle arti e delle culture dell’antica Grecia, di Roma e dell’Etruria e vanta più di 44.000 opere di arte antica, principalmente di arte romana, greca ed etrusca, che coprono un periodo che parte dal 6500 a.C. fino al 440 d.C. Opere di inestimabile valore molte delle quali, a causa del passare del tempo, si sono deteriorate anche per via di precedenti interventi troppo aggressivi che hanno ulteriormente danneggiato i rivestimenti in marmo. Adesso, grazie al nuovo laser Thunder Compact, molte statue, bassorilievi, medaglie e pezzi architettonici di uno dei più importanti musei del mondo torneranno a splendere e rivivere per essere ammirate anche dalle generazioni che verranno. (foto. donazione getty)

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L’altra faccia della vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

L'altra faccia della vita(Saggistica ) (Italian Edition) Kindle Edition Non ci giriamo tanto intorno. Quanto scrivo, circa il nostro rapporto con l’al di là, è stato già pensato e fantasticato, e persino riempito di paure, d’orrori, di gioie e di tormenti, da tantissimi prima di me. E’ una storia, quindi, risaputa.
Eppure anch’io intingo la penna nel “calamaio della vita” per parlare d’oggi, pensando all’altra riva, quella che il sommo Poeta fece dire a Caronte, il nocchiero infernale, figlio dell’Erebo e della Notte, essere “né le tenebre eterne, in caldo ‘n gelo”.
Questa rappresentazione ci raggela come molte altre descritte da prosatori, poeti e scrittori di fantascienza.
Noi oggi guardiamo l’universo, che ci circonda e ci compenetra, dotati di una macchina stupenda, il nostro corpo, per quanto sia incapace di vincere tutte le battaglie alle quali è sottoposto quotidianamente. Oggi, di certo, può farlo meglio che in passato, supportati come siamo dalla ricerca scientifica, dalle tecnologie e quanto altro.
Tutto ciò non ci sottrae dal comune destino. Possiamo solo prolungare di qualche anno, o di qual-che decennio, la nostra esistenza. Alla fine non sfuggiamo all’abbraccio mortale. Abbiamo rigirato per millenni “questo calzino” in tutti i modi possibili, ma alla fine è prevalsa la paura, figlia dell’ignoranza e matrigna della presunzione. Persino la speranza cristiana non ha lenito quest’inflessibile momento determinato dal fato. Abbiamo costruito modelli di perfezione, stabilito delle regole, imposto persino con la forza e l’arbitrio, un nostro modo di vedere in opposizione a un altro in nome di un credo che abbiamo considerato incrollabile, incontrovertibile, dogmatico, per la sua supposta origine sacra, laica o confessionale che sia.
E’ stato sufficiente che un nostro simile lo avesse affermato con convinzione per persuaderci che oltre le colonne d’Ercole vi fosse una forza capa-ce di ridarci una nuova vita.
Continua a essere, il nostro tormentone. Fu un momento magico per i profeti che ci parlavano di un’esistenza oltre la vita, perché abbiamo voluto con tutte le nostre forze creder loro. Non potevamo restare nell’ignoranza, per un qualcosa che ci sfuggiva, per una vita che ci lasciava, per noi stessi che ci trovavamo alle soglie di un gran viaggio verso l’ignoto: la morte.
La morte l’abbiamo persino esorcizzata, definita in altre parole. Abbiamo cercato di allontanare questo “calice” dalla nostra bocca, nella speranza di ritrovare in qualche modo l’eternità da vivi e non in quel mondo che non si conosceva: hic sunt leones.
Ci siamo immersi nel lavoro. Abbiamo faticato per stordirci. Siamo diventati eroi, per sfidare la morte. Siamo diventati dei pavidi per sfuggirle. Ci siamo celati nelle sottili elucubrazioni dei nostri pensieri: cogito ergo sum per dirci ci siamo, dobbiamo solo mettere ordine alle nostre conoscenze perché il gran passo nell’al di là altro non è che una continuazione, sia pure con vesti cangiate, del nostro presente, della condizione di vivi. Ma chi ci assicura che la vita è là e non qua? Possiamo quasi toccare l’impulso vitale che ci fa nascere. Possiamo quasi sfiorare l’ultimo istante del nostro cammino che ci porta altrove, ma non riusciamo in alcun modo, se non quello di ricorrere alla fantasia, per capire da dove siamo venuti e dove andremo. Io qui ora vi affermo che questo è un falso problema. Noi sappiamo bene da dove veniamo e dove andremo. La prova è sotto i nostri occhi. Basta saperla individuare. Non bendiamoci con i pur sacri veli di una religione o con le pezze che ci sono offerte dalla filosofia, dalla ricerca speculativa della nostra natura fisica, dalla forza del nostro pensiero laico o religioso che sia. Non bendiamoci. Apriamo gli occhi e cerchiamo di vedere ciò che c’è e non ciò che possiamo solo immaginare come possibile. Non accontentiamoci dei falsi idoli. Andiamo al cuore delle cose perché la morte non è né la fine né l’inizio di ciò che vogliamo credere.
E’ il nostro presente. E’ un presente che non ha un passato e nemmeno un futuro. L’invito che faccio è di guardare con serenità, e soprattutto senza timori, il grande e inevitabile passo che ci attende. Esso richiede la presenza d’uomini e donne forti. Costoro non possono essere inclini alle suggestioni ma aperti alla ricerca e a una spiegazione finale.
E’ la sola condizione che può renderci consapevoli di un’esistenza mediata dalla volontà di comprendere un sottile ma logico disegno che si colloca inevitabilmente oltre a quella che oggi consideriamo la nostra vita e che è stata dei nostri progenitori e lo sarà per i nostri figli e pronipoti.
Forse se fossimo in grado di conoscere tutta la verità su ciò che potrebbe attenderci, “nel regno delle ombre”, non avremmo la forza, lo stimolo vitale per combattere le avversità, per non gettare la spugna al primo ostacolo, e preferiremmo morire perché tale evento ci porterebbe la pace e la serenità desiderata. Sarebbe, quindi, un ottimo motivo per tacere, per farci bere il contenuto di questo calice sino all’ultima goccia, per quanto potesse essere amaro. Vincere, quindi, il disgusto e la contrarietà d’oggi dovrebbe rendere più gradito e più accettabile il trapasso. D’altra parte la fede che c’è stata inculcata cerca di farlo con i suoi rituali e inviti a non chiudere, del tutto, la porta alla speranza. Noi ci attacchiamo a essa come fa l’edera arrampicandosi lungo i muri delle case sino a coprirli, interamente, con i suoi rami e foglie. Come l’edera noi costruiamo il nostro futuro, foglia dopo foglia, passo dopo passo, ogni tanto inciampando, incontrando una crepa nel muro, la sporgenza di un capitello, un ostacolo imprevisto, ma tutto ciò non c’impedisce di continuare a procedere.

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Uomini e finanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

Uomini e finanza(Economia, lavoro, finanza) (Italian Edition) Scrive Giulio d’Orazio sull’Informatore economico sociale “La società industriale si è caratterizzata per la distribuzione del-la ricchezza mediante la produzione e la vendita dei pezzi prodotti: più vendo, più produco, più creo occupazione e quindi disponibilità all’acquisto. Il profitto era dato dalla concentrazione di lavoratori e di macchine, popolazioni e prodotti, risorse e ambiente; con uniformità di ritmi, orari, svaghi e accudimento ai bisogni; sviluppando attese di massa e politiche economiche e sociali, imperialiste e onnicomprensive. Questo modo di lavorare e di produrre oggi è superato”.
Se prima c’era una concentrazione di popolazione per diminuire i costi oggi con il p.c., il telefono, la telematica e la videomatica si è aperta un’espansione verso il territorio, essendo venute meno le esigenze d’accorpamento. “Come prima risposta alle mutate condizioni di vita e di gestione dell’economia è che essa non resta più un “appannaggio dei soli economisti” ma tende ad aprirsi a ceti e settori diversi.
Rivoluzioni gestionali nell’organizzazione del lavoro e nella presenza dell’azienda sul territorio si traducono, con la “qualità totale”, con la «movimentazione dei capitali”, con l’utilizzo sempre più ampio delle società di servizi e con l’impiego in-tensivo della robotizzazione delle produzioni, in altrettanti porta bandiere del nuovo che avanza. Un discorso che ci porta alle stesse conclusioni di D’Orazio, vice presidente dell’Associazione Nazionale dei sociologi, quando afferma che “acquistano sempre più importanza i flussi di pensiero tra soggetti: azienda di credito e azienda commerciale; autorità monetaria e cittadini; e così via”.
In tale situazione la comunicazione, l’immagine, la capacità di sapersi diffondere con efficacia e successo supera d’importanza i tradizionali fattori imprenditoriali. La partita, dunque, si gioca per intero sulla “comunicazione” e sulla capacità di saper gestire al meglio i relativi strumenti operativi. Un concetto che vede nell’elemento sinergico, tra le varie specializzazioni economiche, scientifiche e tecnologiche, proprio la comunicazione. Quando si parla di politica, di conflitti sociali, d’assistenza, di previdenza e di giustizia, noi facciamo dell’economia uno strumento che si associa agli altri e si fonde con essi e si manifesta non tanto e non solo come un’operazione finanziaria, o l’avvio o il consolidamento di un’attività industriale, ma come sintesi di un disegno strategico che tocca tutti in uguale misura.
E’ un genere di discorso che si compone di variabili aggreganti in un gran disegno che configura l’uomo protagonista solo se dimostra d’essere sociale e socievole in pari tempo.
Sotto questo profilo l’economia non differisce di molto dalla storia, dalla pedagogia, dalla sociologia, dalle dottrine politiche e giuridiche e, in genere, dalle restanti scienze dell’uomo poiché nel loro insieme rappresentano la “scienza del comportamento”. Ogni comportamento umano è, infatti, sempre il risultato dell’interazione di situazioni combinate, esterne e interne alla persona è sempre cioè indicativo. Sono modi di agire che non sono tra loro slegati. Ogni comportamento è un’unità strutturata, molare e non molecolare, che insieme al “come” del suo configurarsi implica sempre un “perché” che lo avvia. Dobbiamo, semmai, convenire che per cogliere l’uomo nella sua globalità, unità ed essenza occorre oltrepassare le scienze. L’economia rientra nella totalità di questo progetto. Non possiamo considerarla separata. Dobbiamo, semmai, fare in modo che si concili con le altre parti per dare alla vita un significato e un orientamento in grado di raggiungere traguardi rivolti all’universalità ed essenzialità del suo essere e del suo divenire.
E’ un impegno dovuto. L’uomo è l’unico che non si limita a esistere ma sente di essere, e di essere appieno, solo quando, spingendo avanti il suo intelletto invade la realtà con il suo pensiero. L’economia fa parte di questo disegno. E’ fondamentale, quindi, che si faccia carico del giusto uso di tali strumenti per raggiungere la meta che il destino gli ha assegnato: “inter mathematicam et naturalem”.

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Vite degli uomini illustri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

Vite degli uomini illustri(Saggistica Vol. 10) (Italian Edition) Kindle Edition. Sono stato ispirato a scrivere questo libro e a indicarne il titolo, mentre leggevo tra le mie note alcuni nomi che avevo evidenziato per l’importanza che vi annettevo sui temi da me trattati, memore delle mie precedenti letture sulle “Vite Parallele” di Plutarco.
Non ho di certo raggiunto, per numero, le sue cinquanta vite né le mie persone importanti hanno le stesse caratteristiche e modalità di scelta di Plutarco giacché egli accosta un personaggio greco ad uno latino con l’intenzione insieme politica e culturale. Le mie preferenze riguardano, invece, aspetti particolari e mirati per le mie specifiche trattazioni. A questo riguardo il rapporto è informale nel senso che tratto della loro vita solo taluni risvolti e non altri. Non mi sono sottratto, invece, a una riflessione maggiore sui miei personaggi forse influenzato dalla cultura scientifica vissuta da quelli tratteggiati nell’opera di Plutarco. Rilevante, infatti, è stata la sua polemica “contro la concezione stoica di una divinità immanente al mondo, un recupero di Platone alla luce della tradizioni pitagorica, il tentativo di restaurazione della memoria religiosa greca anche attraverso la ripresa di elementi della diretta esperienza religiosa, quali la mantica e la demonologia, spesso in polemica contro le pretese dei razionalisti che Plutarco giudica eccessive.”
Plutarco nacque prima del 50 d. C. Trascorse la maggior parte della propria esistenza nella nativa Cheronea. Secondo Eusebio visse sino al 125 d.C. Fece, tuttavia, importanti viaggi sia in Grecia sia nelle altre zone dell’Impero romano. Ad Atene gli fu conferita la cittadinanza onoraria. Gli furono affidati molti incarichi importanti. Quello, tra gli altri, di sacerdote delfico, che detenne per circa un ventennio, fu il più gradito.
Il tema religioso risentì fortemente dei fermenti mistici dell’epoca associato a quella parte dello “stoicismo aperto ai problemi morali, alla tematica del destino dell’uomo e del suo posto nell’universo, alla considerazione panteistica della natura, resta fondamentalmente una dottrina razionalistica, cui sono estranei i temi più caratteristici del misticismo.” Un tempo che ho richiamato ai fermenti attuali dove, sia pure sotto altre sembianze, affiora la credenza nella trasmigrazione delle anime, la incarnazione come espiazione di una colpa, le pratiche magiche come mezzi di liberazione e salvezza. Vi affiora, altresì, il tema della presenza del male nel mondo. Vi fanno parte integrante schiavitù, sfruttamento, oppressione. All’opposto vi sono gli stoici che vedono nell’universo la realizzazione della provvidenza divina. In questo clima s’innesta sia la cultura giudaica della diaspora sia quella ufficiale greca-romana operata da Filone d’Alessandria (22 a.C.) a cui si deve un commento allegorico della Bibbia. Vi sono, quindi, molti motivi che si riallacciano al filone dei miei scritti, e si richiamano alla primavera Ateniese, nei secoli tra il 400 e il 300 a.C., e che ebbe il suo massimo fulgore al tempo di Pericle.

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Editoriali Fidest 2010-2012

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

Editoriali Fidest 2010-2012(Italian Edition) Kindle Edition. Il tema ricorrente è quello politico ma con una piccola variante nell’accennare un progetto che ha già fatto parte di una pubblicazione specifica.
Il progetto ha trattato aspetti che rilevo d’importanza vitale per la stessa sopravvivenza del genere umano, e non solo. Sono, nel loro insieme, questioni che investono la politica e i credi religiosi. Si tratta di coinvolgere la politica, per un richiamo alle sue scelte cruciali, e la religione nel rivedere il ruolo dell’uomo sulla terra. Significa essere consapevoli di trovarsi al cospetto di due diritti inscindibili tra loro.
Il primo è quello della vita e, il secondo, del vivere. Non si può, infatti, sostenere l’uno escludendo l’altro o per meglio dire relegando il secondo alla rassegnazione e alla sofferenza come un sacrificio necessario per ambire a una felicità extraterrestre più surreale che reale. In altre parole non si può, anzi non si deve asserire che il diritto alla vita vada garantito prescindendo dall’altro se lasciamo morire di fame, di sete e di malattie milioni di bambini e le loro mamme. Questo perché va assicurato, come prioritario, un tetto, un’istruzione, un lavoro e una vecchiaia serena per tutti. Si dice ha un costo insostenibile. Può darsi. Consideriamo gli sprechi e le risorse che sono dirottati per spese fatte più per distruggere che per creare beni. Penso alle guerre, agli armamenti, alla pessima ridistribuzione delle risorse, ai facili arricchimenti di taluni a danno degli altri. In proposito ho affrontato il problema immaginando due modi di vivere nel mio racconto “Vulnus”, collocando il mio personaggio nel quarto millennio. Egli vive in una società, dove la popolazione mondiale non supera i trecento milioni.
Tutti, sin dalla nascita, hanno un’abitazione sicura, un’istruzione adeguata, un lavoro tutelato fino all’ultimo giorno della vita poiché l’impiego ha delle variabili legate all’età oltre alla professionalità di ciascuno. In pratica, per meglio intenderci, suppongo un’attività come quella di un giocatore di calcio professionista che, giunto diciamo a trenta-cinque anni, appende gli scarpini al chiodo ma non si può dire che debba andare in pensione. Si sceglie semplicemente un’altra attività.
Se estendo questo concetto a similari casi e lo collego alla circostanza che sia possibile migliorare lo stato di salute degli anziani rendendoli idonei ad attività, sia pure più sedentarie, ma altrettanto importanti nell’economia gestionale della società, possiamo configurare una comunità forse meno condizionata dagli imprevisti ma più egualitaria. Di certo potranno entrare in gioco altre variabili nelle quali è duro rinunciarvi come la genitorialità per affidarla ai laboratori tra alambicchi e provette e nel confinare lo stimolo sessuale solo al piacere fine a se stesso. La stessa religione scalerebbe di valore con i suoi riti ma non verrebbe meno la fede.

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Il laboratorio dell’Ultima frontiera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

il laboratorio dell'ultima frontiera(Italian Edition) Kindle Edition “L’ultima frontiera” è alla terza edizione. Oggi appare come un “laboratorio”, ovvero una fucina di pensieri. I vari argomenti trattati sono stati desunti da una raccolta di saggi da me scritti sul pensiero contemporaneo. Essi vennero in parte pubblicati sulla stampa locale e, dall’altra, restarono inediti. A loro volta furono completati e arricchiti, nel corso della trattazione, da numerosi richiami ai periodi precedenti. Da allora a oggi, ci sono stati sensibili cambiamenti. Si è reso, quindi, necessario riesaminare il tutto per apportarvi le adeguate integrazioni e relative modifiche. La parte che è stata, più delle altre, sottoposta a “revisione” concerne la storia dell’evoluzione del pensiero scien¬tifico, le nuove fonti energetiche, gli iperspazi, la caduta del bipolarismo e l’esplosione dei conflitti regionali e la loro pericolosità in seguito alla proliferazione degli armamenti nucleari, chimici e batteriologici. E’ stato, inoltre, riservato un piccolo spazio al nostro passato remoto per capire come sono arrivati all’odierna forma di civiltà dopo un viaggio nello spazio durato milioni di anni.

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La mistica del benessere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

la mistica del benessere parte secondaParte seconda (saggistica scientifica Vol. 4) (Italian Edition).Già un milione e 600mila anni fa la forma d’alcuni manufatti, rintracciati, suggeriscono delle simmetrie nella lavorazione delle pietre e vi lasciano intravedere delle relazioni geometriche alquanto ricercate. Un vero e proprio miglioramento si avvertì, tuttavia, intorno ai 300mila anni fa. Fu una data, anch’essa, indicativa. Per taluni antropologi la storia, o per meglio dire il principio dell’epoca pleistocenica, incominciò 500.000 anni, ma più verosimilmente dovremmo orientarci sui 250.000 anni fa. Ciò che è più certo, e forse più utile, è che l’uomo fu testimone di molti sostanziali cambiamenti nel paesaggio e nella configurazione della superficie del suo pianeta. Mutamenti catastrofici del clima indubbiamente coinvolsero tutta la terra. Tre o quattro età glaciali si susseguirono l’una dopo l’altra in latitudini elevate. Furono accompagnate da periodi di piogge torrenziali in zone subtropicali, ora aride. Intanto l’uomo era osservatore della comparsa di nuove specie animali che s’imponevano per selezione naturale, talvolta soltanto per scomparire di nuovo. La più curiosa di tutte le specie che comparvero, fu, tuttavia, l’uomo stesso. E’ stato un processo evolutivo, lento ma continuo, della specie umana dagli ominidi al vero e proprio homo sapiens e faber. Un momento critico fu quando gli uomini impararono a controllare e poi cominciare il processo chimico della combustione. Si può presumere che tutti i più antichi ominidi fossero raccoglitori. Le asce a mano sarebbero servite tanto per scavare radici commestibili, quanto come armi da caccia. Il sinantropo quasi certamente era carnivoro. Gli ominidi, a loro volta, erano sostanzialmente onnivori.
Essi mangiavano qualsiasi cosa potessero procurarsi. Impararono in tal modo, anche a loro spese, a riconoscere le piante e i frutti commestibili e curativi da quelli velenosi e indigesti. A questo punto ci stiamo avvicinando a un effettivo progresso verso l’umanità piena. Esso è coinciso con lo sviluppo del linguaggio come mezzo di comunicazione, interindividuale e dell’origine della simbolizzazione delle immagini e della logica grammaticale (tecnologia del linguaggio). Ciò ha portato a un’evoluzione dell’intelligenza e, di conseguenza, ha dato il via alla struttura sociale, alle migrazioni verso nuove aree, alla ricerca organizzata del cibo e del modo come riprodurlo intensivamente, alla scoperta della coltivazione delle piante e dell’allevamento degli animali. E’ stato anche un momento magico per la medicina. Essa è nata in parallelo con lo sviluppo dell’urbanesimo. Il villaggio ha favorito lo scambio d’informazioni e la vita agreste, meglio organizzata e finalizzata, ha per-messo di ricavare la prima farmacopea. E’ stato un cammino molto lungo e travagliato.
L’uomo apparve come un animale raro e raccoglitore di cibo. Incominciò, probabilmente, a racimolare erbe selvatiche e i frutti delle piante. Abbiamo buoni motivi di credere che da questo punto si collochi anche la comprensione sulle virtù nutrizionali e terapeutiche di talune piante ed erbe. E’ il primo passo.

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Il prezzo del progresso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 luglio 2017

Il prezzo del progresso(Saggistica) (Italian Edition). Il desiderio d’immortalità è, da sempre, un tratto caratteristico della famiglia Anthropos, come disse suggestivamente il Tasso nei versi:
Muoiono le città, muoiono i regni
Copre i fasti e le pompe arena e erba
E l’uomo d’esser mortal par che si sdegni.
Il diniego della morte, tuttavia, non è uguale in tutte le epoche e in tutte le latitudini. Sembra aver raggiunto un’espressione estrema in Occidente dall’Ottocento, con l’insorgere di due fenomeni tra i più indicativi della storia moderna: la rivoluzione industriale che dà all’uomo, nuovo Prometeo, l’impressione di poter prendere in mano il proprio destino; e la crisi dei valori, o dei fondamenti, valsi a dare un senso non effimero alla sua fragile esistenza.“L’incertezza metafisica – osserva Todisco – per un verso, la grande speranza scientifica progressiva dall’al-tro, hanno portato gradualmente l’Occidente moderno e postmoderno ad assumere un atteggiamento apparente-mente contraddittorio: da un lato il progetto di “sconfiggere” la morte e di raggiungere l’immortalità non nell’al di là ma nell’al di qua; dall’altro il nascondimento meticoloso del fenomeno della morte, la sua cancellazione, dalla scena pubblica e visibile, come testimonia, per esempio, la progressiva riduzione dei riti funebri, una volta solenni e partecipativi, ad atti sbrigativi e semiclandestini per sbarazzarsi al più presto dei “cari cadaveri”. “Non è un caso, a mio parere, che proprio il Paese all’avanguardia del rifiuto della morte è anche il più avanzato nella scienza e nella tecnica, quindi più impegnato nella guerra a morte”. L’American way of life, che per tutti i Paesi del mondo, compresi gli acerrimi nemici, costituisce il modello privilegiato di riferimento, è segnato dal rigetto radicale della morte, che si esprime in positivo nei ritrovati e nelle prati-che tese a prolungare la vita sempre più; e, in negativo, nella continua rimozione psichica del lutto. “En attendant” che la morte sia sconfitta in laboratorio, si fa finta che non ci sia.Fra gli infiniti esempi di rapida negazione della morte è indicativo il finale di “Nashville”, il bel film di Altman, in cui una cantante di un complesso girovago, mentre si esibisce sopra un palco elettorale all’aperto, davanti ad una gran folla, è stesa dal colpo di pistola di un giovane attentatore confuso nella calca.
Qualche attimo di panico. Poi la “voce” della sventurata, che è trasportata esanime fuori della scena, occupa il suo posto e attacca imperterrita una trascinante canzone del repertorio sul leit-motiv “It don’t worry me” ed invita briosamente il pubblico a cantare con lei. Il pubblico risponde e la tragedia finisce in una specie di tripudio corale ritmico esorcistico in cui ritorna il verso liberatore: “It don’t worry me” – ciò non mi riguarda – che tutti scandiscono in crescendo. E’ un modo per mettere a fuoco due aspetti evidenti dell’evento della morte contemporanea: la sua “privatizzazione”, da una parte, e la sua “medicalizzazione” dall’altra. Con ciò noi riduciamo la morte dal suo ambito pubblico e collettivo a un accadimento privato, condannato a consumarsi nell’emarginazione e nella solitudine. La morte, inoltre, è ridotta a malattia, per cui il morente è assegnato, nella divisione del lavoro, all’esperto, al “tanatologo”, che tratta il trapasso scientificamente, al di fuori delle emozioni, degli affetti del parentado, e senza le mediazioni rituali e sociali che servivano a “elaborare” il lutto, e a “por-tare i vivi a ricostruire simbolicamente la perdita nel loro animo.” Diventa, in tal guisa, una difesa collettiva nei confronti della morte. In un certo senso sono proprio i progressi della medicina ad accentuare il fenomeno della relegazione della morte fuori della vita familiare.

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Storia di pittori

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

storia di pittori5Volume quinto (Italian Edition) Kindle Edition. L’ultima raccolta in lingua italiana, di questi cinque volumi, merita, a mio avviso, una riflessione più attenta e articolata sull’impegno che ho inteso assolvere. Il sesto, invece, fa parte a se stante essendo stato proposto in lingua inglese pur non avendo mutato argomento.
E’ che spesso le persone meno attente o distratte da altri e più pressanti impegni di lavoro e familiari, non seguono le varie mostre che nella propria città e altrove sono allestite e che spesso riguardano artisti poco noti, ma anche celebri del passato e del presente, e così facendo perdono l’occasione per darsi ora una rinfrescata dalle letture del tempo che fu, che per taluni si è trattato di un vero e proprio impegno scolastico nello loro verde età, con lo studio della storia dell’arte, e per altri una infarinatura un po’ legata all’input familiare, degli amici e da curiosità e interessi di natura personale e professionale.
Non ricordo quando fu il momento in cui volsi lo sguardo a una pittura per riversarvi un’attenzione più diretta e attenta e che non fosse solo quella delle immagini riprodotte in un fumetto o dalle storie da rotocalco. E’ che mi sorpresi, con il senno di poi, nel non aver saputo cogliere, da giovane imbelle, la meraviglia e l’ammirazione dei miei contemporanei davanti a una stupenda rappresentazione artistica e a rilevarla unicamente come una mera curiosità.
E’ un discorso che non intendo solo rivolgere alla pittura ma anche alla fotografia sia perchè molte opere d’arte le ho conosciute dalle foto che le riproducevano nei libri che ho letto, sia per il rispetto che devo a quell’arte diversa perché espressa non da una pennellata ma dall’osservazione colta dall’obiettivo e che spesso è riuscita a carpire un magico momento di un evento e con lo stesso stile del pittore.
In entrambi i casi ci volle non tanto lo studio sui libri di storia dell’arte per scuotere la mia indifferenza, quanto la mia ritrovata capacità di soffermarmi alla “lettura” del messaggio pittorico e fotografico che si presentava al mio cospetto e al desiderio di un approfondimento.
Credo di aver provato la stessa sensazione appagante allorché passai dal tracciare centinaia di asticciole sul quaderno della prima elementare ai caratteri più definiti dalle vocali alle lettere e alla parola composta e attraverso la quale riuscivo man mano a coglierne il senso nel suo periodare.
Mi mancava la tecnica che mi avrebbe portato a tradurre una pennellata in un linguaggio scritto e a saperlo comprendere nella sua pienezza.
Ho anche provato ad usare il pennello, la tavolozza e i colori e a imbrattare qualche tela ma come chi sa leggere ma ha poca dimestichezza con l’arte della scrittura per ideare un poema o imbastire un racconto nelle sue articolate trame, mi son reso conto che non ne avevo la vocazione ma semmai l’infatuazione del momento.
Forse sono stato più fortunato con la fotografia dove potevo cogliere l’istante “magico” di un momento colto nei baleni della mia vita verso persone e immagini che intendevo fermamente che mi restassero non solo nel cassettino della mia memoria, a futura rimembranza. E’ così che con religioso raccoglimento ogni tanto sfoglio l’album di famiglia e nella foto che osservo si affollano i ricordi e gli affetti in specie quelli che ho perso con la loro dipartita.
Così mi limitai a leggere e a riflettere sui commenti dei critici e a cercare in alcuni casi a decifrare il loro linguaggio ermetico per definire un dipinto e a dargli la stroncatura o il plauso che a loro avviso si meritava. Imparai anche a dissentire anche se a suffragare le mie diverse considerazioni non sono stato mai capace di trovare gli argomenti con lo stesso tono alto adoperato da costoro, per le loro elaborate e dotte osservazioni. Mi limitavo a dire non mi piaceva o che era molto bello e non sempre avevo la forza e anche, se vogliamo, l’arroganza di attribuirmi a conoscitore profondo delle tecniche pittoriche che passavano sotto i miei occhi. (foto: storia di pittori5)

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Ritorno dal coma

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

ritorno dal coma(Fantascienza) (Italian Edition) Kindle Edition. Scrive l’autore: “L’insondabile mondo, che molti di noi pensano ci possa essere di là della vita, e che carichiamo di particolari significati solo per cercare di togliere il velo da questo grande mistero che ci circonda e ci compenetra, resta immutabile nel tempo che abbiamo vissuto e per le generazioni venienti.
Per quanto mi riguarda, e così hanno fatto e continueranno a procedere molti altri, ho già cercato una spiegazione avvalendomi di quanto la scienza possa avermi offerto, con una ricerca ardita e appassionata al tempo stesso, e per quanto mi abbia consentito la fantascienza e l’esoterismo con le sue storie fantastiche ma anche inquietanti sul comportamento umano e sulla capacità della mente d’influire sul soma.
Devo dire che già due volte ci ho provato. La prima con il mio libro “Vulnus”, nel quale ho descritto la vita di un umano che ha abitato la terra nel tremila d.C., ma che, per effetto di alcuni flash-back, ricorda una sua precedente vita nel XX secolo. Il confronto è diventato, in questo modo, inevitabile. Eppure per quanto il ricordo, che ho riesumato nelle sue rimembranze, fosse nitido e circostanziato, non mi ha consentito di trovare una spiegazione al lunghissimo tempo che è intercorso tra l’essere stato e la sua nuova identità. Questo vuoto non si è rivelato né è mutata la comprensione per ciò che l’avrebbe atteso, oltre la vita, anche se il suo nuovo permanere sulla terra, senza passioni e particolari interessi e stimoli emozionali, lo ha reso un essere passivo, quasi un meccano nelle mani di un creatore che sembra aver perso ogni interesse per la sua creatura. Nella seconda ipotesi creativa, con “Le ombre”, ho descritto una mia personale esperienza con un’entità che potrei definire extraterrestre, ma umana nell’aspetto e nel comportamento, anche se misteriosa nel suo agire e tessere i rapporti con me.
Ora ci riprovo e questa volta vorrei dimostrare come sia possibile, dopo la morte, assumere nuove sembianze, ma questa volta senza ricominciare dall’inizio, per ripetere la propria esperienza terrena. E per questo sono già pronto a cimentarmi con i “Sette cavalieri dello spazio”.Si tratta di reincarnazione? Non esattamente, almeno secondo una certa letteratura in proposito.Nella reincarnazione, infatti, si muore e si torna a vivere in un altro corpo, ma questo deve essere, necessariamente, in fase di formazione nel ventre della genitrice e non, com’è nel mio caso, “in corso d’opera” sebbene in particolari condizioni da parte del ricevente. Un’altra ipotesi da me considerata, e alternativa alla reincarnazione, è la teoria degli iperspazi che prevede un passaggio che oggi è oltremodo arduo immaginare. Nella teoria degli iperspazi , infatti, il discorso è più complesso. Ho previsto, infatti ne “Le ombre” la presenza di un ologramma che viaggiando nello spazio fosse in grado di superare le diversità esistenti, dal suo punto di partenza, per passare da uno spazio all’altro e di materializzarsi sino ad essere non solo visibile, ma anche di comportarsi alla stessa stregua di un umano adulto e d’invecchiare salvo poi dissolversi, prima della morte fisica, per ritornare nella sua quarta o quinta o sesta dimensione”. (foto: ritorno dal coma)

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Medicina online dodicesima parte

Posted by fidest press agency su martedì, 18 luglio 2017

medicina online12Ultima edizione (Italian Edition) Kindle Edition La medicina online con questa dodicesima parte chiude la sua serie. L’autore scrive: “A mio avviso non credo che si possa dire di più e di diverso di quanto è stato scritto. La ricerca medica, la pratica che ne segue, l’esperienza clinica che la supporta dimostrano che abbiamo toccato un punto di non ritorno. Se vogliamo che si compia il grande passo che c’induce a ritenere la risoluzione del ruolo sino ad oggi svolto da tutte le componenti dell’universo sanitario nella prevenzione e nella cura dei mali che ci affliggono, dobbiamo volgere lo sguardo altrove.
La medicina non potrà più essere appan-naggio di speculazioni commerciali, di profitti a be-neficio d’interessi personali o di gruppi cosi come accade oggi con quelle società farmaceutiche che producono farmaci e la ricerca scientifica che opera dentro le loro strutture e spesso è finalizzata a ben diversi scopi rispetto a quello primario in difesa della salute umana. Oggi, forse, i segnali in questo senso sono ancora molto deboli per avere qualcosa di più di una percezione che ci possa permettere di vedere con chiarezza quanto si sta maturando sotto i nostri occhi. E’ perché siamo ancora troppo accecati dalle logiche del profitto, dall’avidità dei singoli, dagli in-teressi di bottega, dal concetto che la salute non sia un diritto universale ma un bene accessibile solo per chi dispone di un reddito, di una posizione sociale di riguardo. Uscire da questo tunnel non è facile perché occorre superare molti tabù, radicate convinzioni, la logica di chi continua a credere fermissimamente in un mondo diviso in due distinte parti tra chi ha e chi è. Tra la massa dei servus servorum dei e la schiera degli eletti e ai quali tutto è dovuto, niente è precluso.

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