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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘controllo’

Recovery: il Parlamento chiede un controllo democratico sui piani nazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 22 maggio 2021

In una risoluzione non legislativa adottata giovedì con 602 voti favorevoli, 35 contrari e 56 astensioni, i deputati hanno ribadito che, in linea con i contenuti del Regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility – RRF), il PE ha il diritto di ricevere le informazioni pertinenti sullo stato di attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR).Per garantire una maggiore trasparenza e la responsabilità democratica dei PNRR, i deputati si aspettano di ricevere dalla Commissione le informazioni di base necessarie, nonché una sintesi delle riforme e degli investimenti dei piani nazionali ricevuti (18 Paesi UE hanno presentato i loro piani il 18 maggio). Si aspettano inoltre che queste informazioni siano fornite in un formato facilmente comprensibile e comparabile, comprese le traduzioni esistenti dei documenti presentati dagli Stati membri.I deputati ritengono che la condivisione delle valutazioni preliminari dei piani non pregiudicherà l’esito della procedura, poiché la maggior parte dei PNRR sono già in fase avanzata e probabilmente saranno approvati. Tale supervisione, al contrario, migliorerebbe il dialogo sulla ripresa.Inoltre, il coinvolgimento del Parlamento sulla piena trasparenza e la responsabilità garantirebbe e rafforzerebbe la legittimità democratica e il senso di titolarità dei cittadini. Per garantire il coinvolgimento di società civile, autorità locali e regionali nell’attuazione dei piani, i deputati invitano la Commissione a sollecitare gli Stati membri a consultare tutte le parti interessate a livello nazionale, anche in caso di eventuali modifiche o nuovi PNRR in futuro.I deputati vogliono infine che le commissioni competenti del Parlamento siano tenute informate sui risultati preliminari riguardanti l’adempimento dei traguardi e degli obiettivi concordati, affinché siano in grado di valutare al meglio l’effettiva e corretta spesa dei fondi.Il dispositivo per la ripresa e la resilienza è la parte più grande del pacchetto Next Generation EU e uno strumento temporaneo di crisi progettato per aiutare i Paesi UE ad affrontare gli effetti della pandemia COVID-19, con un totale di 672,5 miliardi di euro in prestiti e sovvenzioni. Per essere ammissibili al finanziamento, i piani nazionali si devono incentrare su politiche chiave dell’UE quali la transizione verde, la biodiversità, la trasformazione digitale, la coesione economica e la competitività, nonché la coesione sociale e territoriale, la reazione delle istituzioni alle crisi e sulle modalità per aiutarle a prepararvisi, come anche le politiche a favore dei minori e dei giovani, compresa l’istruzione e lo sviluppo di competenze. Ciascun piano deve destinare almeno il 37% del proprio bilancio al clima e almeno il 20% alle azioni digitali. Il regolamento stabilisce anche che potranno ricevere fondi a titolo del dispositivo soltanto i paesi membri impegnati nel rispetto dello Stato di diritto e dei valori fondamentali dell’Unione europea. Infine, gli stati membri devono spiegare in quale maniera i piani nazionali di recupero e resilienza contribuiscano all’uguaglianza di genere e alle pari opportunità e in che modo le parti interessate a livello nazionale siano state coinvolte nella preparazione dei PNRR.

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Inchiesta ActionAid sui fondi spesi per l’azione esterna migratori

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

“Ci sono satelliti, droni, navi, progetti di cooperazione, posti di polizia, voli di rimpatrio, centri di formazione. Sono mattoni di un muro invisibile ma tangibile e spesso violento. Innalzato dal 2015 in poi, grazie ad oltre un miliardo di euro di denaro pubblico”. È questa la fotografia di The big wall di ActionAid, la prima inchiesta sui fondi in migrazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che esamina stanziamenti e erogazioni di fondi disposti dal 2015 dall’Italia e quelli dell’Unione europea implementati da organismi governativi italiani. Dai capitoli di spesa individuati (controllo dei confini, governance, cause profonde, sensibilizzazione, contrasto al traffico, rimpatri, protezione, vie legali) emerge che del totale, che ammonta a 1 miliardo e 337 milioni di euro, la parte più sostanziosa, quasi il 50%, sia stata investita nell’ambito del controllo dei confini. Se a questi si sommano i fondi destinati alla governance migratoria e al contrasto al traffico dei migranti, le cui finalità e approcci erano mirati alla repressione del fenomeno migratorio piuttosto che al sostegno delle persone migranti, la percentuale sale al 70%. Un sostegno fondamentale è arrivato dalla stessa Unione europea, che ha finanziato per il 40% il totale della spesa, arrivando a coprire il 65% dei costi per il controllo delle frontiere. Un contributo destinato ad aumentare nei prossimi anni come prevede il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale Europeo 2021-2027 che per la prima volta ha stabilito un capitolo di spesa specifico sulle migrazioni di 24,2 miliardi di euro, con un incremento del 96% rispetto alle risorse stanziate nel periodo 2014-2020.  Solo l’1,3% del totale dei fondi è stato speso a sostegno delle vie legali, ovvero di programmi strutturati che permettono l’accesso in modo regolare al territorio italiano di cittadini non comunitari, per motivi di lavoro, studio e protezione. L’unica soluzione in grado di valorizzare appieno il contributo positivo che le migrazioni possono dare allo sviluppo socio-economico dei Paesi di origine e destinazione, mettendo al centro i diritti delle persone. L’inchiesta evidenzia la necessità di aumentare la trasparenza sulle iniziative finanziate e di vincolare i programmi al rigido rispetto dei diritti umani, attraverso un rafforzato ruolo di controllo del Parlamento e l’adozione di meccanismi di monitoraggio indipendenti che coinvolgano anche la società civile. Le politiche italiane ed europee, infatti, si sono rivelate in parte efficaci a contenere la migrazione, ma ad un prezzo altissimo in termini di vite perdute e gravi violazioni dei diritti umani.  Circa il 15% dei fondi è stato investito nelle cosiddette “cause profonde”, nella convinzione che maggiore sviluppo economico si traduca in una riduzione dei flussi migratori. Questo approccio però ha determinato una grave falla nel sistema di cooperazione allo sviluppo, a causa dell’imposizione di condizionalità agli aiuti (più risorse a fronte di un maggiore impegno nel fermare i migranti da parte dei Paesi) e la deviazione dei loro obiettivi di sviluppo, ove i fondi non sono stati destinati a programmi e Paesi per la riduzione della povertà ma, appunto ma per il contrasto alle migrazioni irregolari.

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Fibrillazione atriale, spesso non dà sintomi. Importante il controllo della pressione

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Piccoli malesseri occasionali come palpitazioni, tachicardia, astenia, difficoltà di respiro, sono tra i possibili sintomi della fibrillazione atriale, la forma di aritmia più comune, causa di aumento del rischio di ictus e malattie cardiovascolari.L’aritmia cardiaca consiste in una alterazione della regolarità del battito cardiaco, considerato anormale non solo quando la frequenza è irregolare, ma anche quando è eccessivamente rapida (tachicardia) o lenta (bradicardia).Nella fibrillazione atriale accade che gli atri cardiaci, ossia le camere superiori del cuore non si contraggono in maniera sincrona, ma in modo molto rapido e irregolare. Il sangue quindi non viene pompato in modo sufficiente e viene trasferito al resto del corpo in maniera inefficiente; da qui il senso di debolezza o stanchezza, oppure la comparsa di battito cardiaco accelerato Le contrazioni irregolari possono causare inoltre il ristagno di sangue all’interno dell’atrio e la formazione di coaguli, che dal cuore possono entrare in circolo e raggiungere il cervello causando l’ictus.Se non trattata la fibrillazione atriale comporta un aumento del rischio di cardiopatia ischemica, scompenso cardiaco, ictus ischemico ed emorragico, malattia renale cronica, arteriopatia periferica e demenza vascolare.Si stima che circa l’8% degli individui di oltre 65 anni di età, e il 16% degli over 85, in Italia, sia affetto da fibrillazione atriale. Le cause più frequenti sono l’ipertensione arteriosa, che si riscontra in più della metà dei pazienti affetti da questa patologia, il diabete mellito e l’ipertiroidismo. Ma anche le persone senza problemi cardiaci possono sviluppare una fibrillazione atriale.Questa condizione è spesso del tutto asintomatica, e viene diagnosticata casualmente, in occasione di visite o esami indotti da altre motivazioni. Altre volte i sintomi sono presenti in maniera sfumata e non vengono individuati come segnali della presenza di malattia. Controllare frequentemente la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, a casa o in farmacia, è importante per individuarla.Esistono apparecchi di misurazione della pressione che rivelano anche la presenza di aritmie. Studi recenti hanno evidenziato che esiste una relazione tra i valori della pressione arteriosa massima) e il rischio di fibrillazione atriale: a un aumento di 20 mmHg di pressione arteriosa sistolica corrisponde in media un aumento del 21% del rischio di manifestare questo tipo di aritmia, e che questa relazione è ancora più forte per le donne.Individuare la presenza di fibrillazione atriale è importante per impostare una terapia anticoagulante, con l’obiettivo non di guarire la malattia, ma di prevenirne le conseguenze. La terapia anticoagulante si basa, in parte ancora oggi, sul farmaco tradizionalmente utilizzato a questo scopo ossia il warfarin, appartenente alla categoria dei dicumarolici; il trattamento richiede però un frequente monitoraggio dei tempi di coagulazione e conseguente aggiustamento del dosaggio. In alcuni casi possono essere associati degli antiaritmici.Le persone che assumono il warfarin devono attenersi a una serie di regole riguardanti l’alimentazione e il consumo di alcuni cibi, in particolare quelli ad alto contenuto di vitamina K, poiché possono interagire con il farmaco alterandone l’effetto. Tra i cibi da evitare le verdure a foglia verde come cicoria, lattuga, spinaci, broccoli, cime di rapa, cavoletti di Bruxelles, rucola, verza, oltre a olio di soia, tè verde, tè nero.In anni recenti sono stati introdotti altri farmaci anticoagulanti, dotati di un diverso meccanismo di azione. Si tratta dei nuovi anticoagulanti orali (NOAC: dabigatran, rivaroxaban, apixaban, edoxaban) che sono a dose fissa e hanno una azione indipendente dalla vitamina K, e in molti casi sono prescritti come terapia di prima scelta.Tra le possibili terapie per la fibrillazione atriale esistono anche interventi mirati alla risoluzione del problema: la cardioversione elettrica, una procedura messa in atto con un defibrillatore che riporta il ritmo del battito cardiaco alla normalità, e l’ablazione transcatetere. Quest’ultima consiste in un intervento chirurgico per rimuovere l’area di tessuto cardiaco responsabile dell’alterazione del battito cardiaco, e viene utilizzata solo in casi selezionati, per cui terapia farmacologica e cardioversione elettrica non abbiano dato risultati. Stefania Cifani. (Fonte: Dica33)

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Non prenderla alla leggera

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Un controllo può salvarti la vita è il messaggio 2020 ideato per invitare la popolazione italiana a non aver paura di rivolgersi a quei centri specializzati che, da Nord a Sud, nonostante la difficile situazione sanitaria, hanno messo a disposizione oltre 450 video consulti gratuiti online dal 21 settembre al 9 ottobre 2020, che possono condurre ad una eventuale diagnosi tempestiva. Attraverso il portale dedicato http://www.tienilatestasulcollo.aiocc.it, gli utenti interessati potranno compilare un semplice questionario anonimo per capire se i sintomi riportati siano riconducibili a tumori della testa o del collo. Al termine del questionario, sarà possibile capire se è necessario ricorrere al video consulto con uno specialista, da prenotare direttamente tramite un link indirizzato ad una piattaforma dedicata e realizzata grazie alla collaborazione con DaVinci Salute, innovativo servizio di telemedicina. Successivamente, ove necessario, gli utenti saranno invitati a recarsi presso il centro specializzato più vicino e ottenere maggiori informazioni.Anche quest’anno, la campagna sottolinea l’importanza della diagnosi precoce, che gioca, un ruolo fondamentale in questi tumori. Se identificate agli stadi iniziali, nel corso di una semplice visita otorinolaringoiatrica e/o chirurgica maxillo – facciale, e in assenza di interessamento linfonodale, le neoplasie hanno tassi di guarigione che vanno dall’80 al 100%. Un controllo tempestivo specialistico diventa quindi l’unico strumento in grado di sconfiggere questa patologia che ogni anno vede circa 9.000 nuovi casi1 diagnosticati, con una schiacciante maggioranza nella popolazione maschile (131.000). Purtroppo l’età di insorgenza si sta modificando: nonostante il 24% circa dei nuovi casi di tumore testa collo venga diagnosticato in pazienti di età superiore ai 70 anni si è riscontrato un recente aumento tra le persone più giovani, dovuto probabilmente alla connessione tra HPV e tumori testa collo1. Infine va ricordato che ben il 75% dei tumori di testa e collo sono causati da fumo e alcol1.
“I sintomi dei tumori della testa e del collo – sottolinea il Prof. Valentino Valentini, Presidente AIOCC (Associazione Italiana Oncologia Cervico Cefalica) – sono comuni ad altre patologie, per questo vengono spesso confusi con normali manifestazioni quali: gonfiore al collo, mal di gola, bruciore o lesioni nel cavo orale, raucedine, deglutizione dolorosa e fastidiosa e conseguente malnutrizione e dimagrimento, naso chiuso da una narice e/o sanguinamento dal naso, mal d’orecchie. In presenza di uno di questi sintomi che perdurano per almeno tre settimane, non bisogna perdere tempo e chiedere subito un consulto medico. L’invito è quindi ad usufruire dell’opportunità dei video consulti che metteremo a disposizione gratuitamente durante la campagna Make Sense: un controllo ed una diagnosi precoce possono salvare la vita”.

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Rete Ferroviaria Italiana: nuovo sistema di controllo e gestione del traffico ferroviario

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2020

Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), per la prima volta in Europa, introduce il nuovo sistema di controllo e gestione del traffico ferroviario che utilizza tecnologie satellitari (ERSAT) su una linea regionale.L’accordo sottoscritto con Hitachi Rail permetterà di realizzare, validare e certificare le tecnologie satellitari per il sistema ERTMS (European Rail Traffic Management System), accelerando così l’iter per la messa in esercizio. RFI darà il via a una linea pilota da realizzare nel corridoio Europeo Mediterraneo fra Novara e Rho, dove è in corso di installazione l’ERTMS di Livello 2, l’evoluto sistema di segnalamento che controlla la velocità massima ammessa e la distanza dei treni, istante per istante, intervenendo automaticamente in caso di superamento di tali limiti. Per determinare la posizione del treno verranno impiegati sistemi di navigazione satellitare inizialmente basati su GPS e successivamente sul sistema europeo GALILEO.La decisione arriva dopo un’ampia campagna di test e sperimentazioni delle tecnologie satellitari avviate in stretto coordinamento con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), il supporto della Agenzia Spaziale Europea (ESA) e il contributo della Agenzia GNSS Europea (GSA).
Concepito da RFI nel corso del 2012, ERSAT nasce dall’integrazione della tecnologia ERTMS con i sistemi di navigazione satellitare e le reti di telecomunicazione pubbliche, con l’intento di realizzare sistemi e linee più efficienti. Grazie alle nuove tecnologie satellitari sarà possibile aumentare gli standard di regolarità, puntualità e sicurezza del traffico ferroviario, diminuendo allo stesso tempo i costi di installazione e gestione, rendendo quindi economicamente sostenibili le linee regionali. Per le sue caratteristiche ERSAT potrà trovare applicazione principalmente sulle reti secondarie e a minor traffico, andando incontro in maniera efficace ad una esigenza di innovazione proprio di quelle linee. Inoltre, le nuove tecnologie contribuiscono a rendere ancora più green il sistema ferroviario grazie alle minori emissioni di CO2.RFI, già designato Game Changer in Europa per l’integrazione delle tecnologie satellitari nel piano di evoluzione del sistema ERTMS, conferma il suo ruolo di leader nei sistemi di segnalamento a standard europei, valorizzando il contributo delle tecnologie satellitari per rendere il sistema ERTMS più efficiente, ridurre gli impianti lungo la linea e favorire la sua introduzione anche nelle linee locali e regionali.

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Trasparenza e controllo smaltimento DPI. Bocciata mozione urgente M5S

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

Milano. È stata formalmente respinta la mozione urgente del M5S Lombardia che chiedeva alla regione di “garantire una gestione trasparente e controllata del trattamento e dello smaltimento di dispositivi di protezione individuale pericolosi per l’ambiente e la salute pubblica” con il coinvolgimento “di aziende e operatori specializzati accreditati”.Monica Forte, consigliera del M5S Lombardia e Presidente della Commissione regionale Antimafia dichiara: “A conclusione di una giornata paradossale abbiamo deciso, a seguito di una grave violazione del regolamento, di abbandonare l’aula.In nostra assenza è andata al voto una nostra mozione molto seria perché mascherine e guanti, rifiuti potenzialmente pericolosi, siano trattati con la massima attenzione, un tema che sta emergendo con grande urgenza in tutto il Paese. Chiedevamo la raccolta in bio contenitori in luoghi ben precisi e un conferimento personalizzato per i positivi Covid.La maggioranza ci ha scherzato sopra, dapprima votando a favore dell’urgenza della mozione, in un atto di sfregio istituzionale, e poi votando contro la mozione, bocciandola. Siamo assolutamente indignati: questi temi vanno affrontati responsabilmente, stiamo parlando di rifiuti pericolosi e che vanno manipolati con estrema cautela. Evidentemente sui rifiuti potenzialmente infetti da Covid la maggioranza trova di che scherzare”.

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Falsi avvisi sul controllo condomini

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

“Ci stanno giungendo numerose segnalazioni di avvisi affissi nei portoni dei condomini che anticipano la richiesta di accesso agli appartamenti per il controllo della residenza. La comunicazione riporta che ‘le autorità svolgeranno dei controlli nelle abitazioni private, tutte le persone non giustificate verranno denunciate, con l’addebito anche di un’ammenda fino a 206 euro, arresto fino a 3 mesi, reclusione dai 3 ai 12 anni nei casi più gravi’. Niente di più falso. Siamo in presenza di una truffa organizzata da veri e propri lestofanti. In una parola: ladri, che approfittano dell’emergenza coronavirus e del dramma sanitario in corso per colpire anziani e famiglie”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Trattamento e il controllo dei pazienti cronici da remoto

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2020

MSD Italia si schiera al fianco delle Istituzioni italiane con la donazione di tecnologie e strumenti che consentono il monitoraggio, il trattamento e il controllo dei pazienti cronici da remoto per un valore di mercato fino a 1,5 milioni di Euro.“Come ricordato dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro – dichiara Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore di MSD Italia – se vogliamo che la curva dei contagi scenda, dobbiamo fare in modo che le misure di distanziamento sociale funzionino anche grazie al supporto fondamentale che le nuove tecnologie di telemedicina e tecno-assistenza sono in grado di garantire grazie alla possibilità, per il paziente, di farsi curare da casa”.“MSD Italia – prosegue Nicoletta Luppi – ha deciso di rispondere alla call for action del Governo con un atto di responsabilità sociale che è nel DNA della nostra Azienda. Vogliamo offrire un contributo distintivo e coerente con le richieste del nostro Governo e annunceremo presto i primi soggetti istituzionali beneficiari della nostra donazione”.MSD Italia donerà fino a 1,5 milioni di Euro in valore di mercato per la fornitura di sistemi di telemonitoraggio domiciliare che consentano, da un lato, la gestione ottimale dei pazienti cronici da remoto e, dall’altro, di decongestionare le strutture sanitarie preposte al trattamento dei pazienti più critici.La donazione nasce da una peculiarità distintiva del Gruppo MSD Italia al cui interno opera la società Vree Health, azienda leader nella progettazione, sviluppo e commercializzazione di servizi innovativi e soluzioni di Connected Health per migliorare la qualità di vita e la salute dei pazienti.

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L’acido bempedoico riduce il colesterolo senza influenzare negativamente il controllo glicemico

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

L’acido bempedoico, in aggiunta a terapie ipolipemizzanti di background, riduce significativamente il colesterolo senza tuttavia influenzare negativamente il controllo glicemico. E’ quanto emerge da due analisi combinate di quattro trial clinici di Fase III sull’acido bempedoico che hanno coinvolto un totale di oltre 3.600 pazienti, e sono state presentate da Daiichi Sankyo all’American Heart Association (AHA) Scientific Sessions in corso a Philadelphia.Una delle analisi ha mostrato che l’acido bempedoico ha ridotto l’emoglobina A1c (HbA1c) dello 0.19% rispetto al placebo in pazienti diabetici trattati per 12 settimane.i L’HbA1 è un parametro di valutazione standard del controllo glicemico, usato nella gestione del diabete. L’analisi ha inoltre dimostrato che i pazienti trattati con acido bempedoico hanno sperimentato un numero minore di nuovi casi di diabete così come di episodi di iperglicemia, rispetto a quelli trattati con placebo.i L’analisi combinata suggerisce che l’acido bempedoico non ha un impatto negativo sul controllo glicemico in pazienti con e senza diabete, se aggiunto a una terapia ipolipemizzante stabile di background. Un’altra analisi ha dimostrato che in tutti e quattro gli studi di fase III, l’acido bempedoico riduce significativamente il colesterolo a bassa densità (C-LDL) nei pazienti con ipercolesterolemia, se aggiunto ad una terapia con statine alla massima dose tollerata. Nei soggetti trattati con terapia di background, l’acido bempedoico ha ridotto il C-LDL del 18% rispetto al placebo.ii Nei soggetti non trattati con terapia di background, l’acido bempedoico ha ridotto il C-LDL del 25% rispetto al placebo. L’acido bempedoico è in fase di sviluppo come trattamento addizionale in monosomministrazione giornaliera per quelle persone con ipercolesterolemia che non riescono a raggiungere i loro target di C-LDL e restano al alto rischio di eventi cardiovascolari come infarto o ictus, nonostante assumano terapie ipolipemizzanti orali ottimizzate.

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Conferenza sul controllo degli armamenti, intitolata L’onere del cambiamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 novembre 2019

Roma. Si è svolto nella capitale presso la sala Ritz del prestigioso St Regis Grand, il Forum sul controllo degli armamenti, intitolata L’onere del cambiamento. I principali esperti in riduzione, controllo e non proliferazione delle armi nucleari provenienti da Stati Uniti, Russia, Francia, Svezia, Canada, Brasile, Australia e altri paesi hanno affrontato le questioni più importanti e urgenti in materia di sicurezza nucleare, compresa la possibilità di mantenere il controllo degli armamenti in assenza di un trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio, preservando il controllo strategico degli armamenti dopo il 2021 e mantenendo la stabilità strategica e regionale. I partecipanti si sono concentrati sugli standard e sui meccanismi esistenti per prevenire il crollo del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP), e hanno dibattuto delle nuove minacce di terrorismo nucleare nonché sulle misure per contrastarle alla luce della prossima Conferenza di revisione del TNP del 2020.
CP Centro Pilota, quale “preferred supplier” della sede ospitante, in linea alle esigenze comunicative e scenografiche del Forum ha messo in campo le proprie migliori forze per realizzare un evento perfetto. Si trattava di collaborare attivamente, step by step, con gli organizzatori e realizzare congiuntamente una struttura tecnica di alto livello, corrispondente agli obiettivi del Forum.
Per questo si era deciso di arredare la sala Ritz con un allestimento tecnologico importante ma stando attenti a evitare soluzioni scenograficamente fastose. fonte http://www.centropilota.it

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L’aeroporto di Fiumicino testa con successo il sistema di controllo antidroga di Intelligent Fingerprinting

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Il trasporto intracorporeo è il processo di ingestione o inserimento nel corpo umano di ovuli di sostanze stupefacenti per eluderne il rilevamento. Il nuovo sistema antidroga di Intelligent Fingerprinting permette agli addetti doganali di agire in base alla ricezione di informazioni sulla possibile presenza di corrieri della droga e di rilevare tracce di trasporto intracorporeo entro soli 10 minuti, contrariamente a quanto accade con i tradizionali test dei fluidi corporei come l’urina, che solitamente richiedono strutture specificamente predisposte, sono più costose da gestire e possono richiedere più tempo per il controllo dei potenziali corrieri.Il test antidroga di Intelligent Fingerprinting raccoglie e analizza minuscole tracce di sudore dall’impronta digitale dei sospetti per rilevare l’eventuale presenza di stupefacenti, o dei loro metaboliti, rilasciati nel sistema della persona a seguito dell’ingestione o dell’inserimento di ovuli sigillati. Il test controlla simultaneamente quattro gruppi di narcotici – oppiacei, cocaina, anfetamine e cannabis – e offre una soluzione semplice, non invasiva e igienica, rapida e facile per tutti i soggetti coinvolti.
La soluzione per controlli antidroga di Intelligent Fingerprinting include una cartuccia monouso a prova di manomissione che impiega solo cinque secondi per raccogliere un campione di sudore. Il modulo di analisi portatile di Intelligent Fingerprinting legge quindi la cartuccia e in pochi minuti visualizza su un display un risultato positivo o negativo per ciascuna delle sostanze previste nel test.

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Controllo biologico per la lotta alla cimice asiatica

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Approvata in Senato la risoluzione che impegna il Governo a dare la massima priorità alle misure legislative per valutare le potenzialità di Controllo biologico ed effettuare una corretta Valutazione dei rischi ambientali per l’introduzione della Vespa samurai (Trissolcus japonicus), allo scopo di contrastare il flagello della esotica Cimice asiatica, che tanti danni sta provocando all’agricoltura italiana.La Vespa samurai è un importante antagonista naturale della Cimice nella sua area di origine. Infatti, negli ecosistemi in cui è presente, la Vespa depone le sue uova in quelle della Cimice, contenendone in tal modo le popolazioni, senza ricorrere ad agenti chimici nocivi come pesticidi ed insetticidi. Il nome comune con cui è indicato l’antagonista naturale “Samurai Wasp” non deve preoccupare, in quanto questo minuscolo Insetto utile, poco più grande di 1 mm, non ha nulla a che vedere con le comuni e temute vere Vespe.Il CREA, il più importante ente di ricerca in Italia sull’agroalimentare, su richiesta del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, è impegnato con il suo Centro di Ricerca Difesa e Certificazione proprio per lo sviluppo di un programma di Lotta Biologica Classica contro la Cimice asiatica, per testare le potenzialità e fare una valutazione di impatto ambientale sull’uso di antagonisti naturali.
Le Istituzioni hanno compreso e sostenuto la posizione della ricerca di cui il CREA è capofila, in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Centrale del MIPAAFT e questo permetterà a breve di completare le ricerche, non solo con riferimento alle indagini sull’efficacia della Vespa samurai, ma anche, come giustamente richiesto da più parti, di terminare una corretta Valutazione di Impatto Ambientale, basata sugli Standard Internazionali definiti dalla FAO e dalla European and Mediterranean Plant Protection Organization, per gli aspetti connessi alla tutela della biodiversità negli interventi di Lotta Biologica.

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Convegno: “I nuovi limiti del controllo a distanza dei lavoratori. Cosa è cambiato per le imprese”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 maggio 2019

Latina Venerdì 10/05/2019 presso la Facoltà di Economia (Aula 8) dell’Università La Sapienza, Polo di Latina – Viale XXIV Maggio, 7 convegno dal titolo: “I nuovi limiti del controllo a distanza dei lavoratori. Cosa è cambiato per le imprese”. ore 10.00 – Introduzione Prof. Fabrizio Proietti | Direttore del Master in Gestione delle Risorse Umane e Relazioni Industriali
Intervengono:
Prof. Luigi Fiorillo – Ordinario Diritto del lavoro, Università degli Studi Federico II – Napoli
Avv. Raffaele Riccardi – Avvocato Giuslavorista
Dott. Vespasiano Di Spirito – Unindustria Latina
L’iniziativa, seconda di una serie di appuntamenti dedicati a imprese e professionisti, si colloca nell’ambito del percorso di aggiornamento Un caffè di “Lavoro” – colloqui di diritto del lavoro, ideato dal Centro Europeo di Studi Manageriali e Job Consult, in collaborazione con lo Studio Legale Fiorillo e Associati.Gli esperti della materia affronteranno, con taglio pratico ed operativo, i limiti del datore di lavoro nel controllo a distanza e dei controlli difensivi dei propri dipendenti alla luce della rivisitazione da parte del legislatore nella riforma del 2015 denominata Jobs Act e delle nuove tecnologie, al fine di fornire a tutti gli operatori del settore delle risorse umane le indicazioni utili per gestire correttamente le questioni legate alla tutela del patrimonio aziendale e della produttività.L’evento sarà l’occasione per presentare anche l’ultimo lavoro del Prof. Luigi Fiorillo e dell’Avv. Adalberto Perulli, “Decreto Dignità” e Corte Costituzionale n. 194 del 2018. Come cambia il Jobs Act, edito da G. Giappichelli EditoreIl convegno è gratuito e su invito, pertanto è necessario confermare la propria partecipazione.

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«Dispositivi di governance e di controllo sui prodotti bancari al dettaglio»

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

“Accogliamo con piacere i nuovi requisiti della Banca d’Italia che danno attuazione agli Orientamenti dell’Autorità Bancaria Europea (EBA) sui «Dispositivi di governance e di controllo sui prodotti bancari al dettaglio», entrati in vigore a gennaio 2019. Auxilia Finance, infatti, da sempre opera nel pieno rispetto delle regole e per la tutela dei consumatori e, per questo, è in grado di offrire attraverso la sua rete di consulenza prodotti bancari sostenibili e coerenti con gli interessi, gli obiettivi e le caratteristiche dei propri clienti”.È questo il messaggio di Samuele Lupidii Amministratore Delegato di Auxilia Finance una società leader nella mediazione creditizia, che ha partecipato quale unico rappresentante del settore al seminario ABI dedicato alle procedure di controllo sui prodotti bancari “Product governance per i prodotti bancari al dettaglio. Modifiche alle disposizioni di trasparenza” in corso a Milano.La normativa ha l’obiettivo di rafforzare il complesso delle disposizioni a presidio della correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti, assicurando che l’offerta dei prodotti bancari e finanziari sia rivolta alle tipologie di clientela individuate nella fase di ideazione e di commercializzazione dei prodotti medesimi, per le quali essi possano risultare adatti.Il valore aggiunto rappresentato da queste operazioni permetterà al mediatore una profilazione sempre più approfondita e attenta alle reali esigenze del suo interlocutore, per offrire prodotti, ma anche servizi e strumenti, adeguati alle sue specifiche condizioni economiche, sempre in coerenza agli interessi, gli obiettivi e le caratteristiche della persona a cui è destinato.Oggi la mediazione creditizia rappresenta il 20% del totale del credito ai privati erogato in Italia, una quota che è destinata a crescere sensibilmente per molteplici fattori, uno per tutti sono le trasformazioni in atto nel sistema bancario. Così le nuove disposizioni giungono a proposito, implicando la necessità di adeguamento da parte dei mediatori creditizi ai nuovi requisiti in materia di commercializzazione dei prodotti bancari al dettaglio. Una piccola rivoluzione a cui Auxilia Finance dà il più convinto dei benvenuti.

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Nuovo sistema UE per il controllo sugli investimenti esteri

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

Il Parlamento ha approvato giovedì il primo strumento UE per il controllo degli investimenti diretti esteri, con l’obiettivo di tutelare i settori strategici.Sebbene l’UE rimanga aperta agli investimenti, gli investimenti diretti esteri (IDE) devono essere verificati per evitare che possano mettere in pericolo gli interessi strategici dell’UE. Le nuove disposizioni sulle modalità di controllo, già concordate in via negoziale con il Consiglio, sono state approvate con 500 voti favorevoli, 49 contrari e 56 astensioni. La proposta approvata dal Parlamento istituisce il primo sistema a livello UE per verificare gli IDE negli Stati membri.
Il nuovo regolamento protegge i settori industriali chiave come l’energia, i trasporti, le comunicazioni, i dati, lo spazio e la finanza, oltre che le tecnologie come i semiconduttori, l’intelligenza artificiale e la robotica. I negoziatori del Parlamento europeo hanno aggiunto l’acqua, la salute, la difesa, i media, la biotecnologia e la sicurezza alimentare.
I deputati hanno rafforzato il meccanismo di cooperazione per includere lo scambio di informazioni tra gli Stati membri, che potranno formulare osservazioni sugli investimenti diretti per altri Paesi UE. La Commissione europea potrà chiedere informazioni e fornire il suo parere al Paese cui è destinato l’investimento, ma la decisione finale spetterà al Paese interessato.

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Piano straordinario di controllo delle autovetture con targa straniera

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Roma. Scrive Micol GRASSELLI: “Ho presentato, insieme ai consiglieri Volpi e Silvestroni, una mozione al Consiglio della Città Metropolitana di Roma per impegnare la Sindaca Raggi ad avviare un piano straordinario di controllo delle autovetture con targa straniera in circolazione sul nostro territorio provinciale: ritengo da sempre che sono troppe e spesso sospette le automobili immatricolate all’estero che transitano sulle strade italiane; spesso si tratta di nostri connazionali a bordo di fuoriserie con targa dei Paesi dell’Est Europa o immigrati che mantengono le targhe nazionali delle loro automobili, con l’unico intento di eludere le norme del Codice della Strada e le tasse come il bollo e l’IPT. Il fenomeno, noto anche come esterovestizione, è molto più grave di quanto si possa percepire a prima vista: non soltanto di evasione fiscale si tratta, con quelle automobili si aggirano le normative sulla sicurezza come quella per la revisione biennale; quei veicoli in circolazione sono poi difficilmente sanzionabili e per giunta rischiosi per la scarsa copertura assicurativa (nei Paesi dell’Est i premi sono bassi, come i relativi massimali…). Grazie al Decreto Sicurezza adesso i furbetti della targa straniera avranno vita difficile perché, se residenti nel nostro Paese, entro 60 giorni dovranno immatricolare l’auto al PRA; spetta però a tutte le Amministrazioni e alle Forze di polizia, nazionali e locali, cui va sempre ilsostegno di Fratelli d’Italia, dare piena attuazione alla nuova norma, in primis per ragioni di sicurezza, ma anche per consentire a province e regioni di riscuotere, rispettivamente, IPT e bollo da persone che utilizzano le nostre strade ed i nostri servizi alla collettività e magari permettere anche agli automobilisti italiani onesti di pagare un po’ meno l’assicurazione RCA! Nel 2017 nel nostro Paese sono stati 48.000 i sinistri provocati da auto immatricolate all’estero (quasi 10.000 con targa rumena), nella sola Capitale le multe elevate ben 115.719, di cui soltanto per 18.525 però è stato possibile l’incasso: numeri eloquenti che ben descrivono il fenomeno dei furbetti (ma direi anche degli arroganti) delle quattro ruote, per i quali adesso però le cose potrebbero cambiare. Noi di Fratelli d’Italia continuiamo a batterci per contrastare, anche nelle sedi di indirizzo politico locale, tutti quei fenomeni di abusivismo o scorrettezza sociale che danneggiano quotidianamente le nostre comunità e mantenendo sempre alta la guardia sul territorio.

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I deputati europei chiedono di rafforzare i controlli sulle esportazioni di armi dell’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Bruxelles. I parlamentari europei hanno chiesto un meccanismo per imporre sanzioni agli Stati membri dell’UE che violano le regole comuni in materia di esportazione di armi.Per i deputati, avere norme comuni sulle esportazioni di armi è essenziale per evitare abusi dei diritti umani e impedire l’utilizzo di armi europee contro le stesse forze europee.
I deputati hanno riportato alcuni esempi particolari, come quello dell’Arabia Saudita: nonostante il Paese violasse sei degli otto criteri stabiliti comunemente, quasi tutti gli Stati membri hanno dato il via libera all’esportazione di armi, compromettendo così l’intero sforzo europeo di controllo degli armamenti.
I deputati sottolineano che le navi da guerra esportate hanno contribuito a rafforzare il blocco navale nello Yemen, mentre gli aerei e le bombe sono state fondamentali per la campagna aerea, causando sofferenze continue alla popolazione dello Yemen.Si sono quindi congratulati con la Germania e con l’Olanda, che hanno cessato di vendere armi all’Arabia Saudita e hanno criticato gli Stati membri che ancora non l’hanno fatto.I deputati chiedono anche un embargo nei confronti di tutti gli altri membri della coalizione guidata dall’Arabia Saudita nello Yemen.
I deputati affermano di essere “sconvolti per la quantità di armi e munizioni di fabbricazione europea trovate nelle mani di Da’esh in Siria e in Iraq”. Secondo la posizione comune dell’UE, gli Stati membri devono garantire che le licenze di esportazione non siano dirottate verso utenti finali indesiderati. Tuttavia, alcuni Stati membri dell’UE, come la Bulgaria e la Romania, non applicano efficacemente questa disposizione.Per evitare il rischio che le armi finiscano nelle mani sbagliate, i deputati chiedono a tutti gli Stati membri di “rifiutare in futuro trasferimenti simili, in particolare verso gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita”.La risoluzione sul controllo delle esportazioni di armi è stata approvata con 427 voti in favore, 150 voti contrari e 97 astensioni.
Secondo la 19ª relazione annuale sulle esportazioni delle armi, l’UE è il secondo maggior fornitore di armi al mondo (27% delle esportazioni mondiali di armi), dopo gli Stati Uniti (34%) e prima della Russia (22%). Nel 2016, il 40,5% delle licenze di esportazione delle armi è stato concesso a paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. L’Arabia Saudita, l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti (EAU) rappresentano la maggior parte di tali esportazioni (57,9 miliardi).La posizione comune dell’UE sulle esportazioni di armi è l’unico accordo giuridicamente vincolante a livello regionale sulle esportazioni di armi convenzionali. Essa elenca otto criteri che gli Stati membri devono applicare quando prendono una decisione sulla licenza di esportazione di armi.
Bruxelles. I parlamentari europei hanno chiesto un meccanismo per imporre sanzioni agli Stati membri dell’UE che violano le regole comuni in materia di esportazione di armi.Per i deputati, avere norme comuni sulle esportazioni di armi è essenziale per evitare abusi dei diritti umani e impedire l’utilizzo di armi europee contro le stesse forze europee.
I deputati hanno riportato alcuni esempi particolari, come quello dell’Arabia Saudita: nonostante il Paese violasse sei degli otto criteri stabiliti comunemente, quasi tutti gli Stati membri hanno dato il via libera all’esportazione di armi, compromettendo così l’intero sforzo europeo di controllo degli armamenti.
I deputati sottolineano che le navi da guerra esportate hanno contribuito a rafforzare il blocco navale nello Yemen, mentre gli aerei e le bombe sono state fondamentali per la campagna aerea, causando sofferenze continue alla popolazione dello Yemen.Si sono quindi congratulati con la Germania e con l’Olanda, che hanno cessato di vendere armi all’Arabia Saudita e hanno criticato gli Stati membri che ancora non l’hanno fatto.I deputati chiedono anche un embargo nei confronti di tutti gli altri membri della coalizione guidata dall’Arabia Saudita nello Yemen.
I deputati affermano di essere “sconvolti per la quantità di armi e munizioni di fabbricazione europea trovate nelle mani di Da’esh in Siria e in Iraq”. Secondo la posizione comune dell’UE, gli Stati membri devono garantire che le licenze di esportazione non siano dirottate verso utenti finali indesiderati. Tuttavia, alcuni Stati membri dell’UE, come la Bulgaria e la Romania, non applicano efficacemente questa disposizione.Per evitare il rischio che le armi finiscano nelle mani sbagliate, i deputati chiedono a tutti gli Stati membri di “rifiutare in futuro trasferimenti simili, in particolare verso gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita”.La risoluzione sul controllo delle esportazioni di armi è stata approvata con 427 voti in favore, 150 voti contrari e 97 astensioni.
Secondo la 19ª relazione annuale sulle esportazioni delle armi, l’UE è il secondo maggior fornitore di armi al mondo (27% delle esportazioni mondiali di armi), dopo gli Stati Uniti (34%) e prima della Russia (22%). Nel 2016, il 40,5% delle licenze di esportazione delle armi è stato concesso a paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. L’Arabia Saudita, l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti (EAU) rappresentano la maggior parte di tali esportazioni (57,9 miliardi).La posizione comune dell’UE sulle esportazioni di armi è l’unico accordo giuridicamente vincolante a livello regionale sulle esportazioni di armi convenzionali. Essa elenca otto criteri che gli Stati membri devono applicare quando prendono una decisione sulla licenza di esportazione di armi.

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Autostrade: Fondamentale il potere di controllo dello Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 settembre 2018

«Il dibattito che si è sviluppato intorno al destino delle autostrade italiane rischia di essere fuorviante e di spostare l’obiettivo dal vero nodo della questione: il ruolo di controllore che lo Stato ha il diritto-dovere di esercitare, sia quando un’attività che ha impatto sull’intera comunità è in capo a un privato sia nel caso in cui essa venga svolta da un soggetto a partecipazione pubblica».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Ritenere che la nazionalizzazione della rete autostradale possa di per sé garantire l’incolumità di chi la utilizza è evidentemente una sciocchezza. Uno degli ultimi viadotti crollati, quello della tangenziale di Fossano, era affidato per la manutenzione ad Anas, azienda di cui era azionario per intero il ministero dell’Economia e che fu protagonista di un rimpallo di responsabilità con la Provincia di Cuneo. Le società a partecipazione comunale, altro esempio, sono spesso tutt’altro che efficienti e sicure: basta guardare alla qualità del servizio offerto dall’azienda dei trasporti di Roma, l’Atac, che vanta pure il triste primato di mezzi distrutti per autocombustione.Ovviamente ci sono diverse società pubbliche virtuose, come tante aziende per la raccolta dei rifiuti di realtà urbane medio-piccole, ma non sono rari i casi di aziende trasformate in ufficio di collocamento clientelare al servizio non dei cittadini ma di personaggi senza scrupoli. Anche in questi casi è il ruolo dello Stato e della pubblica amministrazione, in tutte le sue diramazioni territoriali, ad avere peccato di superficialità o, peggio, di connivenza nell’attività di controllo. Non tutto ciò che viene gestito dai privati è soggetto a speculazione e aggiramento delle regole, così come non tutto quello che è in mano al pubblico brilla per virtù e rispetto delle norme». (Giorgio Giuliani)

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Fuga immigrati e controllo territorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

Diciotti, Cirielli (Fratelli di Italia): “Fuga immigrati dimostra come problema vero sia controllo del territorio ed espulsioni ”“Il dileguarsi di oltre un terzo degli immigrati sbarcati con la Diciotti e ospitati sul territorio italiano nelle strutture della Caritas dimostra come il tema principale non siano gli sbarchi, questione già affrontata positivamente, anche se non risolutivamente, dall’ex del ministro dell’Interno Marco Minniti, con lauti interventi economici in Libia, ma il controllo del territorio e le espulsioni di chi non è in regola, di chi commette reati. Altro tema principale resta la cancellazione dell’istituto, solo italiano, della cosiddetta protezione umanitaria , come suggerisce da tempo la leader di Fdi Giorgia Meloni”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fdi“Vogliamo ancora dare fiducia al nuovo ministro dell’Interno Matteo Salvini ma la nostra pazienza come opposizione responsabile si sta esaurendo. Se non vedremo fatti ma soprattutto un intervento giuridicamente adeguato per contrastare l’immigrazione incontrollata nel decreto sicurezza, saremo conseguenziali nella nostra azione parlamentare” – conclude Cirielli.

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È fondamentale adottare un sistema per controllare gli investimenti stranieri

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

“Serve un metodo e una struttura simile a quella utilizzata dagli Stati Uniti, ovvero un modo per verificare, attraverso un comitato, se specifici investimenti stranieri possono causare danni alla sicurezza nazionale italiana. Il mantenimento del controllo di infrastrutture strategiche a livello europeo in settori chiave tra i quali l’energia, il trasporto ed il tecnologico è un tema molto delicato ed è per questo che ho presentato un’interrogazione in Senato. Aumentare il controllo serve per tutelare i nostri interessi nazionali.Gli investimenti cinesi, in Italia ed in Europa, sono in continua espansione e nell’anno precedente ammontavano a circa 30 miliardi. Il capitale è essenzialmente legato ad aziende con diretta o indiretta partecipazione dello Stato. La Cina in questo modo, attraverso le sue controllate, può avere accesso a informazioni di importanza strategica nazionale ed europea riguardo investimenti strettamente legati a strategie geopolitiche mondiali, come ad esempio nel settore energetico, digitale e dell’automazione”. È quanto dichiarato dal Senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi.

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