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Posts Tagged ‘riparare’

Riparare gli oggetti rotti può aggiustare il mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 gennaio 2019

Avete presente la celebre strofa della canzone di Gino Paoli? A pensarci bene, descrive perfettamente l’avvio di una miriade di progetti virtuosi, innovativi e vincenti nati per l’appunto da una chiacchierata informale tra persone affini, una buona intenzione ed un’idea semplice, ma efficace.Ed è proprio così che circa un anno e mezzo fa a Bologna ha preso vita l’associazione Rusko (Riparo Uso Scambio Comunitario), ispirata anche all’esperienza estera dei Repair Cafè: momenti di incontro in cui si riparano oggetti rotti che altrimenti verrebbero gettati via. Si tratta di un’iniziativa virtuosa e dall’alto valore sociale ed ecologico che sempre più sta prendendo piede anche in Italia.Lo dimostrano, oltre alla realtà bolognese protagonista della Storia di oggi, gli “aggiustatutto volontari” che abbiamo mappato in altre parti d’Italia, come Roma e Perugia.Qualche mese fa, inoltre, abbiamo intervistato Alessandro Cagnolati, referente dei Repair Cafè in Europa, iniziativa da lui considerata tra le più concrete ed importanti contro l’economia “lineare” e lo spreco di risorse.Insomma, un esercito di smanettoni ha dichiarato guerra all’obsolescenza programmata e sta invadendo l’Europa! Noi di Italia che Cambia non possiamo che esserne felici e sperare che anche grazie al nostro racconto questa ed altre iniziative virtuose si diffondano sempre più. L’obiettivo? Aggiustare il mondo. Un pezzo alla volta.

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Carceri: Il tempo di riparare

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Chi sbaglia e paga il proprio debito con decenni di carcere ( quando giungerà  il tempo di sostituire quel verbo “pagare” con “riparare” sarà sempre troppo tardi), attraversa davvero tempi e contesti di un lungo viaggio di ritorno, lento e sotto carico.   Non c’è più l’uomo sconosciuto a se stesso, ma uomini nuovi che tentano di riparare al male fatto, con una dignità ritrovata, accorciando le distanze tra una giusta e doverosa esigenza di giustizia per chi è stato offeso, e quella società che è tale perché offre, a chi è protagonista della propria rinascita, opportunità di riscatto e di riparazione. Continuare a parlare del carcere che ancora non c’è, del carcere che occorre quanto meno migliorare, è obbligante non solo per l’uomo detenuto, ma anche e soprattutto per la ricerca di una Giustizia giusta ed equa, una Giustizia che è anche perdono, e che comprenda un granello di pietà, perché la pietà non è mai un atto di debolezza. Penso ai tanti uomini che in un carcere sopravvivono a se stessi, inchiodati alle loro storie dimenticate, sono convinto che non esistono slanci in avanti utopisti, esistono esistenze sconfitte dal tempo e dalle miserie che ci portiamo addosso. Occorre riconoscere il bisogno di un percorso umano ( non solo cristiano ) nella condivisione e nella reciprocità, quindi nella accettazione di una possibile trasformazione e cambiamento di mentalità,  non certamente quella di lasciarsi andare e volgere le spalle al proprio rinnovamento, imparando che anche dalle critiche più feroci, c’è insita la possibilità di dialogare e confrontarsi, soprattutto di  crescere insieme, affinché anche il carcere, senza sterili contrapposizioni ideologiche, possa diventare un luogo, sì, di pena, ma anche a davvero un luogo di speranza, con il coraggio di scegliere fra tanti dubbi, un percorso significativo su cui giocarsi un pezzo di vita, per il bene di tutti, società libera e detenuta. (Vincenzo Andraous in sintesi)

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Staminali per riparare cuore e tessuti

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

Roma 9 dicembre alle 12, presso la Sala dell’Arazzo in Campidoglio, si terrà la conferenza stampa ufficiale del Convegno.  E proprio a Roma, a Monte Porzio Catone, si terrà la First International Conference Regenerative Surgery, dal 9 all’11 dicembre 2009. Un appuntamento scientifico di altissimo livello, a cui parteciperanno i massimi esperti mondiali, che vuole sottolineare il ruolo di leadership che l’Italia ambisce a ricoprire. “La “regenerative surgery” rappresenta un settore scientifico emergente ed in evoluzione, che nei prossimi anni potrebbe rivoluzionare la medicina e la chirurgia, risolvendo malattie croniche ed invalidanti – afferma il prof. Valerio Cervelli, Direttore della Cattedra di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica di “Tor Vergata” di Roma e Chairman del Comitato scientifico -. Una soluzione ottimale per le nostre finalità terapeutiche che permette inoltre di superare il dibattito etico relativo all’utilizzo delle cellule embrionali totitpotenti. L’approccio è relativamente “poco invasivo” e consente al malato un decorso post-operatorio rapidissimo, utilizzando la propria materia organica, senza alcun problema di rigetto e con un risultato duraturo nel tempo. Questo riduce lo stress fisico e psichico ed accelera i processi di guarigione. E, nel lungo periodo, abbatterà anche i costi”. Se oggi infatti questa branca della medicina presenta ancora una spesa molto elevata, l’investimento è comunque inferiore rispetto a quello necessario per la cura di patologie croniche o degenerative. Ad esempio le gravi ferite che stentano a rimarginarsi e le ulcerazioni croniche, fra le più frequenti applicazioni della medicina rigenerativa, i cui costi ammontano al 5% del totale della spesa sanitaria nazionale. Obiettivo del Convegno, che vede fra i promotori anche l’Agenzia Regionale del Lazio per i Trapianti, è fare il punto sulla produzione di cellule e tessuti dalle staminali e sulla sua importanza per la ricerca, la clinica, la biotecnologia e la bioetica. Il nostro corpo possiede tutti gli elementi per rigenerare le parti che si danneggiano: dal grasso umano è infatti possibile estrarre cellule staminali pluripotenti capaci di rigenerare i tessuti lesionati. Con una semplice liposuzione. Le applicazioni? Il piede diabetico, le grandi ustioni, ma anche infarto, osteoporosi e malattie del sangue. L’obiettivo è la rigenerazione di tessuti ed organi danneggiati come possibile alternativa alla loro sostituzione. Metodiche già utilizzate, reali ed applicate anche nel nostro Paese, in alcune strutture di eccellenza, fra cui Tor Vergata.

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