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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘economia circolare’

XIV edizione di Fiera4passi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Treviso XIV edizione, il 17-18-19 Maggio, parco Sant’Artemio si parlerà di Economia Circolare intesa come un continuo ciclo di sviluppo positivo che preservi e valorizzi il capitale naturale, ottimizzi i rendimenti delle risorse e riduca al minimo i rischi di sistema gestendo azioni finite e flussi rinnovabili. La Fiera gode dei patrocini del Ministero dell’Ambiente, Regione Veneto, Provincia e Comune di Treviso, Camera di Commercio Treviso Belluno.
Tra i promotori anche Crédit Agricole Friuladria, Volontarinsieme – CSV Treviso, Contarina SpA, Cesare Pozzo società mutuo soccorso, RubnerHolzbau. A lanciare e approfondire il tema di quest’anno, sarà l’ex Premier e noto Docente universitario di Economia e politica industriale all’Università di Bologna, prof. Romano Prodi, che offrirà ai presenti una lectio magistralis sulle principali funzioni dell’Unione Europea e sul ruolo centrale che, da sempre, gioca per ridare eguaglianza e ridefinizione di regole efficaci all’economia e alla finanza. A una settimana dalle Elezioni Europee, l’intervento del prof. Prodi sarà l’occasione per approfondire e comprendere appieno il sistema europeo e il senso profondo di questa istituzione.
Oltre 100 gli appuntamenti in Fiera, tra dibattiti, workshop, laboratori, tra i quali citiamo Sabato 18 Maggio, dalle 10, primo TedSalon, sezione tematica del TedX Treviso, mentre alle ore 18, il confronto tra la Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e Susi Snyder, Premio Nobel per la Pace 2017 con la campagna ICAN sul tema del disarmo nucleare.
Domenica 19, dal mattino, l’Equo-Pridededicato al commercio equo, mentre alle ore 18, Paolo Rumiz con la presentazione del suo libro “Il filo infinito” “I principi su cui si basa l’economia circolare sono gli stessi che da 14 anni cerchiamo di trasmettere in Fiera4passi” afferma Alessandro Franceschini direttore organizzatore di Fiera e Vice Presidente nazionale di Altromercato“. Ci è sembrato quindi naturale dedicare tre giorni alla divulgazione e approfondimento di questo tema attraverso ospiti di grande rilevanza, tra i quali il professor Romano Prodi, che avremo l’opportunità di ascoltare nella giornata di apertura.”Tre giornate, che si sviluppano attraverso spettacoli culturali, musica, laboratori approfondimenti e 120 espositori selezionati che porteranno in Fiera prodotti, progetti, pratiche e proposte a partire dall’ambito alimentare, passando attraverso l’abbigliamento fino alla cosmesi ma anche edilizia, architettura, finanza e turismo. Tutto all’insegna delle buone e concrete pratiche per costruire un’economia più giusta, sostenibile e capace di futuro.Fiera4passi ha da sempre cercato di creare possibili sinergie tra le pratiche di equità sociale e sostenibilità ambientale. Per questo il tema dell’Economia Circolare sarà anche esteso al coinvolgimento della società civile, dell’associazionismo, del volontariato (da qui l’allargamento del tema a “circoli e comunità”) come motori possibili di un cambio di paradigma economico che metta al centro la relazione tra cittadini e realtà produttive, istituzioni, organizzazioni del Terzo Settore.
Importante la collaborazione con la “Rete Festival” del territorio, in particolare saranno protagonisti TedX Treviso, Pensare il Presente festival filosofico, Treviso Comic Book Festival.

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Cemento ed economia circolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

La filiera produttiva del cemento quale parte attiva nella transizione all’economia circolare: è questa l’immagine che si trae dalla lettura della nuova edizione del Rapporto di Sostenibilità di AITEC, l’associazione delle Aziende Italiane Produttrici di Cemento. Parte di Confindustria Federbeton, AITEC rappresenta rispettivamente il 90% e il 97% della produzione nazionale di cemento e clinker, con riferimento particolare al triennio esaminato nel Rapporto di Sostenibilità (2015-2017).“L’Economia Circolare, applicata alla filiera del cemento e del calcestruzzo, è il miglior veicolo per contribuire al contenimento dei cambiamenti climatici. L’attuazione di azioni volte al recupero di materia, al recupero energetico, all’ottimizzazione dei processi produttivi e al dialogo con i territori, sono fondamentali per realizzare un virtuoso modello economico circolare. Ogni azione compiuta in questa direzione oltre ad essere sostenibile ambientalmente e socialmente, può generare valore economico. Ecco dunque che l’economia circolare diventa un fattore di competitività determinante, oltreché distintivo”, sottolinea Antonio Buzzi, Coordinatore della Commissione Ambiente ed Economia Circolare di Federbeton Confindustria.
Il documento è stato realizzato sulla base delle informazioni raccolte presso le aziende associate ad AITEC, ampiamente rappresentative dell’industria italiana del cemento. Nello specifico, nel 2017 risultano essere operative in Italia 19 aziende cementiere con 57 impianti produttivi. A fronte di una produzione di 19,3 milioni di tonnellate di cemento – in linea con il dato 2016 –, i consumi nazionali registrano un andamento sostanzialmente piatto (+0,3%).I risultati positivi di effettiva re-immissione di materiali di recupero nel ciclo produttivo, quali risorse riutilizzabili, derivano dal sostanziale impegno sul fronte degli investimenti in tecnologie innovative: nel triennio analizzato, e malgrado la congiuntura di crisi, sono stati investiti 87,5 milioni €; Le imprese cementiere, nel solco dell’economia circolare e dell’impegno alla mitigazione dei cambiamenti climatici, hanno progressivamente aumentato i tassi di sostituzione di combustibili fossili e materie prime naturali, a favore di un crescente recupero di rifiuti urbani e industriali (favorendo la chiusura del ciclo della raccolta differenziata) e del riutilizzo di materiali di scarto, provenienti da altri cicli produttivi e da demolizioni:
La sostituzione calorica, per la produzione di cemento, è passata dal 14,9% del 2015 al 17,3% del 2017 per un totale di quasi 360.000 tonnellate di combustibili alternativi sottotratti alla discarica o a recuperi energetici meno virtuosi.
L’Italia resta indietro rispetto ad alla media europea, che si attesta al 40% di sostituzione calorica, con la Germania che esprime un tasso del 66% e l’Austria del 76%;
Aumenta anche il tasso di sostituzione delle materie prime naturali: +1,2% con materie residuali, derivanti da altri processi industriali.
Nel solo 2017, il settore della filiera del cemento ha recuperato oltre 1,84 milioni di tonnellate di materie prime residuali, derivanti da altri processi industriali: il tasso di sostituzione di materie prime naturali si attesta in Italia al 7,4%, superiore alla media europea del 4,4% (dato 2016). La filiera del cemento ha conseguito importanti traguardi di riduzione delle emissioni, grazie agli investimenti in tecnologie innovative e all’utilizzo di combustibili contenenti biomassa, sostitutivi di quelli fossili. I dati, riferiti alle emissioni specifiche (per singola unità di prodotto), riportano:
-12,4% emissioni CO2 grazie all’impiego di biomassa;
-29,4% emissioni polveri PM10;
-29,7% emissioni ossidi di azoto;
-32,6% emissioni ossidi di zolfo.

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Riparare gli oggetti rotti può aggiustare il mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 gennaio 2019

Avete presente la celebre strofa della canzone di Gino Paoli? A pensarci bene, descrive perfettamente l’avvio di una miriade di progetti virtuosi, innovativi e vincenti nati per l’appunto da una chiacchierata informale tra persone affini, una buona intenzione ed un’idea semplice, ma efficace.Ed è proprio così che circa un anno e mezzo fa a Bologna ha preso vita l’associazione Rusko (Riparo Uso Scambio Comunitario), ispirata anche all’esperienza estera dei Repair Cafè: momenti di incontro in cui si riparano oggetti rotti che altrimenti verrebbero gettati via. Si tratta di un’iniziativa virtuosa e dall’alto valore sociale ed ecologico che sempre più sta prendendo piede anche in Italia.Lo dimostrano, oltre alla realtà bolognese protagonista della Storia di oggi, gli “aggiustatutto volontari” che abbiamo mappato in altre parti d’Italia, come Roma e Perugia.Qualche mese fa, inoltre, abbiamo intervistato Alessandro Cagnolati, referente dei Repair Cafè in Europa, iniziativa da lui considerata tra le più concrete ed importanti contro l’economia “lineare” e lo spreco di risorse.Insomma, un esercito di smanettoni ha dichiarato guerra all’obsolescenza programmata e sta invadendo l’Europa! Noi di Italia che Cambia non possiamo che esserne felici e sperare che anche grazie al nostro racconto questa ed altre iniziative virtuose si diffondano sempre più. L’obiettivo? Aggiustare il mondo. Un pezzo alla volta.

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Economia Circolare: a che punto siamo in Italia?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

L’economia circolare in Italia vale oggi 88 miliardi di fatturato, 22 miliardi di valore aggiunto, ovvero l’1,5% del valore aggiunto nazionale. Numeri che sostanzialmente equivalgono a quelli di tutto il settore energetico nazionale o di un settore industriale storico come quello dell’industria tessile, non molto distante dal valore aggiunto dell’agricoltura. Un settore che impiega oltre 575mila lavoratori, mostrandosi ogni anno sempre più competitivo per i giovani in cerca di occupazione e per i profili professionali più specializzati. E’ questo il dato più rilevante che emerge dalla ricerca: “L’Economia Circolare in Italia – la filiera del riciclo asse portante di un’economia senza rifiuti”, presentata oggi a Roma e curata dall’esperto ambientale Duccio Bianchi di Ambiente Italia, a seguito dei lavori svolti dal Gruppo Riciclo e Recupero del Kyoto Club, organizzazione non profit nata nel febbraio del 1999, costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto.

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Concorso “Storie di Economia Circolare” promosso da Ecodom e CDCA

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Carote spezzate che producono energia, lombrichi che “ripuliscono” il letame di cavallo e acqua di allevamento delle carpe per irrigare vegetali: sono tra le 30 storie più votate dagli italiani, arrivate in finale del Concorso “Storie di Economia Circolare”, voluto da Ecodom, il principale Consorzio italiano di gestione dei RAEE, insieme a CDCA, il primo Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali in Italia.Il concorso è collegato al primo Atlante Italiano di Economia Circolare (www.economiacircolare.com), che ha mappato in meno di un anno oltre 160 esperienze attive in Italia: l’agroalimentare in tutte le sue declinazioni è stato al centro di molti dei racconti in concorso, la cui premiazione avverrà martedì 11 dicembre a Roma, Acquario Romano.In finale, selezionate da una giuria di esperti e di pubblico, sono arrivate, tra le altre:
Aureli secondo me (L’Aquila), che trasforma le carote spezzate e non idonee ai mercati tradizionali in succhi, creme e concentrati di polpa e farine, e tramite la biomassa produce energia verde dai prodotti agricoli non edibili. Il “digestato” dall’impianto di biomassa, dopo la fermentazione degli ortaggi, viene trasformato in fertilizzanti;
Fresh Guru (Ferrara), che utilizza il calore generato dalle centrali elettriche a biogas per riscaldare due serre da circa 11 ettari per la produzione idroponica di 8.000 tonnellate di pomodori l’anno. La centrale è alimentata con sottoprodotti di origine agricola. Le stesse piante di pomodori diventano carburante;
Cascina Santa Brera (Milano), un ecosistema interamente sostenibile con strutture in bioedilizia, alimentate da caldaie a biomassa ed energia solare; agricoltura e allevamento lavorano in sinergia: i pollai sono mobili ed i bovini pascolano liberamente garantendo fertilità costante del terreno, disinfestazione naturale ed erba sempre fresca per il nutrimento degli animali;
Bioexplosion (Pisa), che converte il letame di cavallo in vermicompost, grazie all’incessante “lavoro” dei lombrichi che digeriscono e purificano il rifiuto “speciale” dei 200 animali ospitati dalla Tenuta Isola, centro ippico per l’allenamento di cavalli da trotto;
The Circle, un impianto acquaponico che permette il contemporaneo allevamento delle carpe con un’agricoltura sostenibilie: grazie a un sistema a ricircolo l’acqua delle vasche di allevamento viene raccolta, filtrata e depurata e usata per irrigare le radici dei vegetali contenuti all’interno di strutture verticali, interamente fuori suolo, per poi ritornare nella vasca di allevamento.
Disco Soupe (Firenze), che organizza eventi musicali durante i quali si cucina cibo donato da ristoranti e aziende della zona, che diversamente sarebbe gettato via.
Il Concorso è patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e i premi in palio sono sponsorizzati da Banca Popolare Etica.

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Rifiuti e termovalorizzatori: L’Economia circolare è il futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 novembre 2018

L’Economia circolare non esiste ancora ed è un’ottima prospettiva, ma va costruita partendo dalle eccellenti prestazioni del riciclo garantito dalle aziende del nostro settore, creando le condizioni favorevoli per lo sviluppo di nuove attività di riciclo (tra cui le normative che rendano possibile la trasformazione di rifiuto in risorsa – cosiddetto End of waste) e realizzando un profondo cambiamento di modello economico, afferma Andrea Fluttero, presidente di Unicircular, l’Associazione che rappresenta “le fabbriche dell’economia circolare”.Ogni anello della catena dovrà ripensarsi in chiave di circolarità, dai produttori – con un’accurata ecoprogettazione – alla distribuzione, ai consumatori, per finire con “l’anello mancante” e da costruire del post consumo, composto da logistica di ritorno, raccolta, preparazione al riuso, riuso, riciclo, creazione del mercato dell’usato e delle materie prime seconde. Come si vede, una riorganizzazione complessa che non si risolve a colpi di slogan, ma ragionando ed ascoltando le categorie produttive, oltre ad individuare uno strumento che garantisca una regia di filiera.
Il paradosso è che il Governo parla di inceneritori “sì” o inceneritori “no”, senza considerare che mancano addirittura quei pochi necessari per smaltire le frazioni non riciclabili a valle del lavoro dei nostri impianti. Parla di Economia circolare e non consente una soluzione all’End of Waste “caso per caso” rilasciato dalle Regioni, che ha garantito in questi anni gli straordinari risultati di riciclo che conosciamo.Senza una semplice norma che ripristini tale possibilità in capo alle Regioni si sta rischiando il fermo delle imprese che riciclano rifiuti, tra i quali le macerie degli edifici, gli pneumatici a fine vita o i rifiuti tecnologici (RAEE).
Per realizzare la transizione verso l’economia circolare, come previsto dal pacchetto di Direttive europee, è necessario dotare il Paese di un adeguato sistema di impianti per il riuso e per il riciclo dei rifiuti, ma anche per il recupero energetico delle frazioni non riciclabili.

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Rapporto tra economia circolare e sostenibilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Parma giovedì 15 novembre alle ore 9 al Centro Sant’Elisabetta dell’Università di Parma (Campus Scienze e Tecnologie) sarà un’occasione di approfondimento su temi di assoluta attualità, guardando all’oggi ma soprattutto al futuro prossimo.Nel corso dell’appuntamento, organizzato dall’Università con il Circolo culturale “Il Borgo”, proporranno interventi Alberto Petroni, Coordinatore dell’Unità di Ingegneria meccanica e gestionale del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Ateneo, Monica Cocconi, Delegata del Rettore e docente di Diritto dell’ambiente (“Un diritto per l’economia circolare”), Paolo Giandebiaggi, docente del Dipartimento di Ingegneria e Architettura (“Il recycle e la sostenibilità applicata all’architettura”), Chiara Allegri, Presidente dei Giovani Imprenditori della CNA Emilia Romagna (“L’economia circolare nella conoscenza e nelle competenze per i nuovi modelli organizzativi e lavorativi”), Lorenzo Frattini, Presidente regionale di Legambiente (“Economia circolare: il ruolo delle associazioni ambientaliste”), e Paolo Ganassi, Responsabile dei servizi ambientali di AIMAG (“Chiudere il cerchio per i rifiuti organici”).
Il passaggio verso un modello più efficiente nell’utilizzo delle risorse, a basse emissioni nocive e quindi resiliente rispetto al cambiamento climatico, costituisce la principale sfida, a livello internazionale, per conseguire una crescita economica sostenibile e inclusiva. In realtà non si tratta unicamente di una riforma del modello attuale ma di un vero e proprio cambio di paradigma, che impone mutamenti rilevanti nell’utilizzo delle risorse e nel ciclo di vita della produzione dei beni. Il nuovo paradigma viene qualificato, a livello nazionale ed europeo, come economia circolare, e trae origine dall’osservazione dei sistemi non lineari e complessi, in particolare quelli viventi: sistemi rigenerativi, evolutivi e termodinamicamente lontani dall’equilibrio.L’obiettivo è quello di puntare a una crescita economica che avvenga entro il paradigma della sostenibilità e della rigenerazione, ossia in cui i beni di oggi siano le risorse di domani: arrivare quindi a coniugare una risposta adeguata ed efficace alle attuali dinamiche ambientali e sociali accrescendo, al tempo stesso, la competitività del sistema economico e i suoi livelli occupazionali.

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Applicare i principi dell’economia circolare al settore ICT

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 ottobre 2018

E’ possibile rigenerando vecchi prodotti informatici e aiutando le imprese a ottenere risparmi fino a 340 euro per dipendente e a ridurre le emissioni di CO2 fino a 400 kg per lavoratore. Sono gli obiettivi della bolognese Green Idea Technologies, la prima startup innovativa e società benefit specializzata nella gestione ecosostenibile circolare dei prodotti informatici, che per raccogliere i 100 mila euro necessari al progetto ha lanciato una campagna sulla piattaforma di equity crowdfunding ‘CrowdFundMe’ con il supporto di Kick-ER, servizio di orientamento al crowdfunding gestito da Aster, società della Regione Emilia-Romagna per l’innovazione e la ricerca industriale.
Chiunque voglia sostenere Green Idea Technologies può versare il proprio contributo (minimo 600 euro), entro il 20 novembre tramite la pagina dedicata sulla piattaforma CrowdFundMe. I sostenitori del progetto diventeranno soci della startup. I fondi raccolti saranno impiegati per implementare le attività di R&D, incrementare le attività commerciali e di marketing e potenziare il software ICT Circular Soft, cuore pulsante del business di Green Idea Technology.
“Il software messo a punto da Green Idea Technologies – dichiara l’amministratore delegato Domingo Noguera – permette alle aziende di risparmiare in media 340 euro per dipendente fin dal primo giorno di applicazione del modello di gestione. “Tecnologicamente ci differenziamo perché la nostra suite tecnologica ICT CircularSoft è il primo strumento in Europa che permette l’interazione di tutti gli stakeholder in un settore che, prima di noi, faticava a comunicare correttamente e per tale motivo presenta delle inefficienze”.Green Idea Technologies è la sola azienda italiana riconosciuta dalla Fondazione Ellen MacArthur, l’istituzione leader nel mondo per la promozione e lo sviluppo dell’economia circolare. La startup propone alle aziende servizi di consulenza che risolvono il problema dello smaltimento di apparecchi ICT (computer, stampanti, telefoni aziendali). Grazie al suo software le imprese possono vendere i loro prodotti informatici a “fine vita”, trasformando i costi di smaltimento in un guadagno, e acquistare nuovi prodotti ricondizionati/rigenerati certificati ottenendo un risparmio medio del 30%. È anche possibile certificare le emissioni di CO2 risparmiate grazie a queste azioni.Dopo solo un anno e mezzo di attività Green Idea Technologies conta già più di 20 PMI clienti e progetti con aziende del calibro di Intesa Sanpaolo, Dedagroup. Ha inoltre raccolto manifestazioni di interesse da parte di Enel, Aeroporto di Bologna, AXA Assicurazioni, Conad, Banca Etica Nel 2017 si è aggiudicata il primo premio nell’ambito del Climate-Kic Startup Accelerator (promosso dall’European Intitute of Innovation and Technology) e di Start To Be Circular, premio creato da Fondazione Bracco in collaborazione con Fondazione Mai di Confindustria e Banca Prossima, volto a sostenere le startup impegnate nell’economia circolare.

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Terza edizione di Circonomìa, il Festival dell’economia circolare

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 giugno 2018

Torino. Si è chiusa a Torino la terza edizione di Circonomìa, il Festival dell’economia circolare, che anche quest’anno si è confermata la “casa comune” dove si sono proposte soluzioni, progetti e network per diffondere informazioni e per sensibilizzare riguardo questo approccio economico. “Salutiamo con grande soddisfazione la terza edizione di Circonomìa – hanno dichiarato gli organizzatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante – e guardiamo all’edizione del 2019 con parecchie idee già in cantiere. Il Festival è stato un’occasione privilegiata di confronto, al quale hanno preso parte gli sponsor compagni di viaggio e ospiti eccellenti tra cui Kerry Kennedy, Tim Jackson e Michele Serra. Non occorre essere dei visionari per trarre una lezione fondamentale per gli anni a venire: l’economia circolare è il nuovo modello di economia del futuro in cui cambia radicalmente l’approccio nei confronti del ciclo di vita del prodotto”.
Nell’ultima giornata di quest’edizione è stato presentato il Rapporto della Fondazione Symbola “100 storie di Economia Circolare”, racconto di buone pratiche italiane “Per produrre come Ecologia comanda”. «Le cento eccellenze di questo rapporto – ha dichiarato Ermete Realacci – descrivono un Paese che, nonostante i tanti problemi e ritardi, ha esperienze avanzate su temi cruciali come la sostenibilità ambientale, la gestione della scarsità delle risorse e il contrasto ai cambiamenti climatici. Queste cento storie ci raccontano di un’Italia che fa l’Italia e innova senza perdere la propria anima; ci parlano di un modello di economia e società più sostenibile e competitivo, più equo, che potrebbe rappresentare la risposta italiana alle questioni scottanti che il presente e il futuro pongono al Pianeta».Ospite d’onore anche il Conou (Consorzio nazionale per la raccolta, gestione e trattamento dell’olio minerale usato), che ha consegnato al Museo dell’ambiente di Torino un totem digitale interattivo sul ciclo di vita dell’olio lubrificante usato.Con un display touch-screen il totem offre diversi percorsi di navigazione per conoscere e approfondire il rifiuto pericoloso olio usato, dalla fase di raccolta a quella di rigenerazione e i vantaggi ambientali, economici e tecnologici apportati dal corretto recupero e riciclo di questo materiale. Un vero e proprio strumento educativo che unisce la finalità informativa a quella ludica: attraverso il totem, posizionato nell’area ‘Scarti’, i visitatori potranno non solo esplorare il mondo dell’olio lubrificante e delle sue applicazioni, ma divertirsi con GreenLeague e i suoi 8 giochi di contenuto ambientale, per imparare i comportamenti eco sostenibili, ispirati alle app e ai social game più conosciuti e utilizzati.“La tecnologia assume maggior valore quando è al servizio della cultura ambientale – ha dichiarato il Presidente del Conou Paolo Tomasi al termine del convegno di chiusura di Circonomia. La piattaforma offerta dal Conou – ha continuato Tomasi – vuole essere da stimolo e fonte di motivazione per la riflessione sulla sostenibilità e per l’educazione a comportamenti responsabili nei confronti dell’ecosistema. Proponiamo spesso attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani che, oltre ad essere i cittadini del futuro, sono gli intermediari ideali per comunicare agli adulti l’importanza della tutela ambientale.”

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Economia Circolare: la via alla sostenibilità per il settore agroalimentare

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 ottobre 2017

agricolturaCremona. Sicurezza alimentare, riduzione degli sprechi e rimodulazione di una filiera agroalimentare capace di accogliere le sfide della sostenibilità ambientale. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro promosso da Assalzoo nel corso della Fiera internazionale del Bovino da Latte in corso a Cremona, dal titolo “Economia circolare: un approccio strategico per il comparto mangimistico”.
Le indicazione della normativa dell’Unione Europea sull’economia circolare indicano una via precisa da percorrere attraverso il recupero e la valorizzazione dei sottoprodotti e degli ex-prodotti alimentari. E il settore della mangimistica si muove già da tempo in questa direzione. La riduzione degli sprechi alimentari e la sostenibilità delle produzioni rappresentano da sempre una sfida per l’industria zootecnica italiana. Questa esigenza va sempre coniugata con una rigorosa attenzione agli standard di sicurezza. Il livello dei controlli lungo tutta la filiera rimane infatti uno degli impegni essenziali degli operatori del settore mangimistico, ma non solo. La visione complessiva di questo intero processo è alla base della giornata di studi che ha visto la partecipazione di tutti gli attori della filiera.Insieme ad Alberto Allodi, presidente di Assalzoo, hanno partecipato Giuseppe Pulina, professore dell’Università di Sassari, esperto di nutrizione animale e sostenibilità, oltre che coordinatore del comitato scientifico per l’innovazione di Assalzoo, Gabriele Canali, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, esperto di filiere agroalimentari, e Luca Falasconi, professore dell’Università di Bologna, esperto di tematiche relative alla riduzione degli sprechi e alle forme di riutilizzo dei prodotti nella produzione agroalimentare, in rappresentanza del mondo scientifico e della ricerca. A completamento del percorso di filiera c’è stata la partecipazione di Valentina Massa, appartenente all’Effpa (European former foodstuff processors association) e imprenditrice con un’azienda mangimistica attiva nella valorizzazione degli ex-prodotti alimentari, in rappresentanza della componente industriale, e Rosario Trafiletti, dell’Istituto studi del Consumi, come espressione del mondo dei consumatori.Dal confronto tra le varie professionalità presenti nel corso della tavola rotonda è emerso un profondo senso di consapevolezza rispetto alla necessità di accogliere la sfida di un futuro produttivo in grado di riutilizzare al meglio i prodotti già esistenti. Sostenibilità e sicurezza sono le due categorie chiave con il quale vano costruite le fondamenta della filiera agroalimentare, quella capace di garantire cibo di qualità a quasi 10 miliardi di persone nel pianeta. Assalzoo, con questa iniziativa, che supera i confini del solo settore mangimistico, dimostra, ancora una volta, una visione d’insieme e un approccio operativo di lungo periodo in grado di coniugare la presenza industriale con il benessere dei cittadini/consumatori.

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Campidoglio, da Giunta ok convenzione con Enea per promuovere economia circolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

campidoglioRoma.“La Giunta Capitolina ha dato il via libera per la sottoscrizione di una convenzione tra Roma Capitale e l’Enea, finalizzata a promuovere ricerche e impianti pilota dedicati prevalentemente all’economia circolare”. Così in una nota Pinuccia Montanari, Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.L’accordo prevede, in particolare, collaborazioni nella gestione dei materiali post-consumo, l’analisi tecnico-economica delle migliori tecnologie per il recupero dei materiali, l’efficientamento energetico, l’energia rinnovabile e la resilienza, analisi e ottimizzazione delle metodologie e delle modalità di raccolta differenziata, promozione dei sistemi per la gestione della frazione organica, certificazione ambientale di cicli e sistemi di gestione dei rifiuti, sviluppo di strumenti di sensibilizzazione e formazione.”Nello specifico l’Enea svilupperà alcune attività utili per l’Amministrazione. Ad esempio fornirà ed installerà un numero, da concordare, di compostatori di comunità provvisti di un sistema di controllo remoto basato su sensori a basso costo; promuoverà uno studio di fattibilità sullo sviluppo di una tecnologia di trattamento e smaltimento dei mozziconi di sigaretta e dei materassi a fine vita; svilupperà un processo innovativo per il recupero dei metalli preziosi da schede elettroniche di telefoni cellulari e smartphone”, conclude Montanari.

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Dopo Parigi verso gli obiettivi UE al 2030

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2016

Parigi torre-eiffel1L’Economia circolare, l’uso efficiente delle risorse, la green economy, gli obiettivi UE al 2030 e gli impegni assunti alla COP21 a Parigi rappresentano la chiave vincente per combattere i cambiamenti climatici e per orientare il nostro sistema economico verso nuovi modelli di business più sostenibili. Un’Italia pronta ad affrontare la sfida del clima: questo il messaggio del convegno annuale di Kyoto Club, svoltosi oggi a Roma presso il Senato della Repubblica. La sfida del clima, il ruolo delle istituzioni italiane e le priorità nella lotta ai cambiamenti climatici e per il raggiungimento degli obiettivi UE al 2030. Questi i temi del convegno annuale di Kyoto Club, svoltosi oggi a Roma presso il Senato della Repubblica.
Con l’obiettivo di presentare un’Italia pronta ad affrontare la sfida del clima, l’evento ha offerto un approfondimento sugli obiettivi assunti alla COP21 di Parigi e su quelli EU al 2030, che rappresentano un punto di partenza non solo per contrastare al meglio gli effetti dei cambiamenti climatici, ma per orientare il sistema economico del nostro Paese verso nuovi modelli di business più green e sostenibili. “Come Kyoto Club continueremo a dare la nostra disponibilità al sostegno degli sforzi, istituzionali e non, perché i cambiamenti climatici possano, da un lato, essere mantenuti lontani da effetti catastrofici e, dall’altro, facilitare forme di sviluppo economico e qualità della vita sempre più ambientalmente compatibili”, ha dichiarato Catia Bastioli, CEO Novamont SpA e Presidente di Kyoto Club.
“Puntando sull’efficienza energetica il nostro Paese può contribuire al raggiungimento di target vincolanti nel contesto europeo. Il nostro Paese ha tutte le carte in regole per vincere la sfida del clima. In Italia abbiamo 400mila aziende (compreso l’indotto) e oltre 3milioni di occupati e siamo i primi al mondo nella diffusione di sistemi smart metering, che rappresentano una componente essenziale per gestire e ridurre i fabbisogni energetici”, ha dichiarato Gianluigi Angelantoni, Presidente Gruppo Angelantoni SpA e Vicepresidente di Kyoto Club.”Un Paese come l’Italia ha tutto da guadagnare da un futuro energetico incentrato su innovazione, produzione da rinnovabili ed efficienza. Dopo l’Accordo di Parigi sul clima è arrivato il momento che il nostro Paese individui le scelte che possano aiutare imprese e cittadini a cogliere queste sfide, ha sottolineato Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente. Le potenzialità sono infatti enormi ed è proprio la chiave del clima quella più adatta per ripensare le città italiane, intervenendo sul patrimonio edilizio e la mobilità, ma anche per mettere in sicurezza le persone dagli eventi climatici estremi, e per innescare innovazioni nella produzione distribuita di energia da rinnovabili.”

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Proposta della Commissione Europea sull’economia circolare

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2015

bruxelles (1)Bruxelles 2 dicembre. Nel corso della mini plenaria di mercoledì, gli eurodeputati discuteranno la nuova proposta della Commissione Europea sull’economia circolare (ovvero come aumentare il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti). Inoltre voteranno il prolungamento della commissione speciale Taxe, sulla fiscalità e gli accordi fiscali fra Stati membri e multinazionali. L’aula poi discuterà e voterà la proposta di istituire un meccanismo di reclami per eventuali violazioni dei diritti fondamentali da parte dell’agenzia Frontex. Infine sarà votato un accordo fiscale fra EU e Liechtenstein per uno scambio di informazioni sui titolari di conti di risparmio nel principato che, se approvato, sarebbe un passo significativo verso la fine del segreto bancario in quello stato.

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