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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘concorsi’

Scuola: Nuovi concorsi per diventare docente

Posted by fidest press agency su domenica, 6 giugno 2021

Le prove concorsuali per accedere all’insegnamento necessitano di modifiche importanti. Le richieste del sindacato Anief toccano più punti: c’è la valorizzazione dei candidati idonei dei precedenti concorsi; si chiede quindi di portare il punteggio minimo per il superamento di tutti i concorsi per diventare docente di ruolo da 70/100esimi a 60/100esimi, ovvero alla soglia della sufficienza prevista per legge; di riaprire i termini per la presentazione delle istanze o la modifica dei requisiti di partecipazione ai concorsi che hanno subìto delle modifiche procedurali. Ma anche di permettere ai candidati insegnanti che partecipano ad una qualsiasi procedura e non superano le relative prove, di presentare comunque domanda di partecipazione alla procedura concorsuale successiva per la medesima classe di concorso o tipologia di insegnamento, salvaguardando quindi la parità di accesso ai concorsi pubblici. L’organizzazione sindacale autonoma chiede infine ai deputati della V commissione della Camere di attuare tutti i concorsi per l’accesso all’insegnamento così già come previsto per quelli cosiddetti Stem, quindi senza differenziazioni di prove e di valutazione delle stesse in base al tipo di disciplina da andare ad insegnare.

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Emergenza concorsi pubblici, le richieste Anief per semplificare e sbloccare le assunzioni

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Il sindacato guidato dal professor Marcello Pacifico ha presentato alcuni emendamenti specifici per migliorare proprio il nuovo reclutamento nell’amministrazione statale. Alcune richieste emendative riguardano i precari della scuola, dell’università, della ricerca e dell’Afam, altri emendamenti riguardano gli educatori e coloro che insegnano all’estero. Fra le proposte anche quella di semplificare gli attuali concorsi, riaprendo le procedure, semplificando le prove scritte e mettendo in ruolo anche migliaia di idonei alla professione: tutti lavoratori non di ruolo abili e arruolati, ma sui quali non si vuole investire chissà per quali motivi costringendoli a fare i precari senza futuro professionale per decenni.”Per noi – ha detto Pacifico – è evidente che occorre assumere tutti gli idonei: ne abbiamo migliaia fra gli insegnanti di religione ed anche fra gli altri concorsi che si sono svolti, non ultimo quello straordinario”, ricorda il sindacalista, aggiungendo che è una questione importante perché “ci sono migliaia di precari” da considerare. “Da vent’anni si vuole sconfiggere il precariato – ha continuato il sindacalista autonomo – ma nessuno ci riuscirà fino a quando lo Stato prorogherà questi contratti” sine die e creando tutte le condizioni favorevoli per “l’apertura della strada giudiziaria per ottenere il loro risarcimento”.”Ora si può fare qualcosa – ha aggiunto il sindacalista – con un emendamento che consentirebbe di assumere dalle GPS, ovvero dalle graduatorie provinciali per le supplenze, laddove le graduatorie ad esaurimento si siano esaurite. Questo permetterebbe di avere entro il primo settembre, non tutte le 200mila immissioni in ruolo richieste, ma almeno le 100mila che il governo probabilmente autorizzerà. Sarebbe un primo passo per abbattere la precarietà e la supplentite e, finalmente – ha concluso il leader dell’Anief – per dare un po’ di stabilità agli organici, garantendo un regolare avvio dell’anno scolastico”.

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Recovery Plan: Arrivano per la scuola le assunzioni con i concorsi semplificati

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Il piano che l’Italia si appresta a consegnare alla Commissione europea prevede un reclutamento straordinario, con un processo normativo sarà avviato nel 2021 e concluso nel 2022. La procedura si basa sulla valutazione dei titoli culturali e di servizio e sullo svolgimento di una prova computer based sulla base di una graduatoria per coprire tutti i posti vacanti e disponibili”. Il modello che si sta introducendo prevede che “per i vincitori immessi nelle cattedre” si attuerà “un anno di formazione on the job e prova finale, il cui superamento determina l’immissione in ruolo a tempo indeterminato. La prova conclusiva è di tipo idoneativo affinché l’insegnante venga confermato nel posto in cui è stato immesso dovendo permanerci per almeno un triennio”.Nel testo che il CdM si appresta ad approvare c’è scritto che “per favorire in concreto la formazione continua e l’aggiornamento occorre un sistema di incentivi che si fondi sull’idea di una progressione di carriera dell’insegnante basata sulla misurazione del rendimento e sulla disponibilità di incrementarlo passando attraverso percorsi di autovalutazione, valutazione e recupero personalizzato delle competenze. Il nuovo modello di reclutamento degli insegnanti sarà collegato ad un ripensamento della loro formazione iniziale e durante tutta la carriera”.

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Scuola: Concorsi, cambiarli subito per salvare il prossimo anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Per evitare che il prossimo anno scolastico si registri l’ennesimo record di supplenze nella scuola pubblica, con lo stillicidio di 250mila contratti annuali, bisogna prendere ora le giuste decisione. “L’importante – dice Marcello Pacifico – è comunque lasciare un canale concorsuale riservato a quel personale precario che da anni insegnano nelle nostre scuole. Tra le nostre proposte, che porteremo in Parlamento e che poi sono quelle che formuliamo da anni, figurano quella di riaprire le graduatorie ad esaurimento oppure di utilizzare le liste d’istituto per le immissioni in ruolo”. Dentro quelle graduatorie ci sono tutti docenti titolati e con esperienza, “che hanno già valutato i nostri studenti, quindi hanno ampiamente dimostrato di meritare l’immissione in ruolo su quel posto che da anni coprono a tempo determinato”. Secondo il sindacato Anief è fondamentale utilizzare per la assunzioni in ruolo tutte le graduatorie già esistenti: quindi, procedere alla riapertura annuale delle GaE, alle assunzioni da graduatorie d’Istituto, dando anche l’addio all’organico di fatto. Anief ricorda che la scuola è l’unico comparto della PA dove il numero di precari supera il 20%, con punte del 40-50%, sia in alcune discipline d’insegnamento, come pure per il sostegno agli alunni disabili. Per questi motivi bisogna rompere gli indugi e assumere nel corso della prossima estate il personale con oltre 36 mesi di servizio, introducendo un canale speciale di assunzione con graduatoria unica finale. Dando seguito anche a quanto espresso poche settimana fa anche dal Comitato dei diritti sociali europei, che accogliendo il ricorso Anief n. 146/2017 ha detto che i paesi membri dell’Ue devono finirla con la reiterazione sine die dei contratti a tempo determinato.

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Scuola: Ripartono i concorsi, l’annuncio del ministro Brunetta

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Secondo quanto riporta la stampa specializzata, vi sarebbero anche “quelli della scuola, già banditi ad aprile 2020 e dei quali è stato svolto tra mille difficoltà solo quello straordinario di cui al DD n. 510 del 23 aprile 2020, per l’assegnazione di 32.000 posti. Rimangono da svolgere però le suppletive per candidati in possesso di cautelare, che non hanno partecipato per motivi legati al Covid”.Gli altri concorsi per la scuola pubblica sono quello ordinario della secondaria primo e secondo grado, con 33.000 posti già a bando: il concorso ordinario per infanzia e primaria con 12.861 posti da assegnare. Sarà quindi avviato anche il VI ciclo TFA sostegno, per il quale sono previsti 6.191 posti. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera “altri 9 mila posti circa arriveranno dai rimanenti quattro concorsi di prossima pubblicazione” senza riferimento alla procedura. I concorsi più attesi sono per l’insegnamento della Religione cattolica e per Dirigenti Tecnici. Infine, è “molto atteso anche il Concorso veloce su posti di Sostegno per insegnanti specializzati introdotto dalla legge di Bilancio 2021 e sul quale le sen. Angrisani e Granato (Misto) hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Bianchi per chiedere iter di attivazione”.Secondo Anief la politica dei concorsi non ha prodotto i benefici sperati: siamo arrivati al punto che non si riesce nemmeno più a coprire il turn over. I concorsi straordinari non possono essere più essere selettivi, ma vanno utilizzati tutti gli idonei e coloro che risultano in graduatoria, anche sulla base di titoli e servizi. Poi vanno attuati corsi abilitanti periodici, senza più numero chiuso, oltre alla riapertura annuale delle GaE, le assunzioni da graduatorie d’Istituto e l’addio all’organico di fatto. La strada maestra è l’esecuzione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio dell’UE che porta in ruolo coloro che hanno svolto più di tre anni, anche non continuativi, su posto vacante: il Comitato dei diritti sociali europei ha avallato il ricorso Anief n. 146/2017. Per questo, è giunta l’ora di assumere da graduatoria e di svecchiare la categoria.

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Comuni: Fp Cgil, ok Anci su assunzioni e concorsi ma basta precariato

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

“Bene l’Anci su assunzioni e semplificazioni dei concorsi ma basta col precariato”. Ad affermarlo è la Fp Cgil, che precisa: “Condividiamo l’analisi dell’Anci in merito a molti dei mali che affliggono le assunzioni degli enti locali e che li hanno portati al non inviabile primato di aver perso un quarto degli addetti in meno di 12 anni. Fa bene l’associazione presieduta da Decaro a ricordare che il 2020 è stato un anno drammatico per le assunzioni e che senza una drastica semplificazione delle procedure e delle norme che vincolano la spesa del personale il settore non è assolutamente in grado di riprendersi e arrivare puntuale all’appuntamento con le risorse del Recovery Plan”.Per la Funzione Pubblica Cgil, “sbaglia però l’Anci a credere che una risposta possa arrivare da ulteriori assunzioni precarie, il cui costo, peraltro, non è inferiore a quello del personale a tempo indeterminato. Servono assunzioni stabili che vadano ben oltre le 60 mila in cinque anni auspicate dalI’Anci. Seguendo questo trend al 2027 si potrebbe a stento coprire il massiccio deflusso verso il pensionamento che si prevede nei prossimi anni. Non solo occorre svincolare la spesa investendo in assunzioni a tempo indeterminato, ma occorre concentrare le assunzioni in settori strategici rispetto al mandato europeo: nei settori tecnici, in primo luogo, ma anche nei servizi educativi, in quelli per la cultura e nei servizi sociali”.Gli strumenti e le risorse, osserva il sindacato, “possono e debbono essere trovati. Lo dimostrano i trasferimenti strutturali previsti dall’ultima legge di bilancio che, per la prima volta, aprono una prospettiva di sostegno permanente all’occupazione negli enti in settori come i servizi sociali e quelli educativi. Si tratta di risorse ancora insufficienti e di norma che non riescono a raggiungere tutti gli enti, soprattutto quelli che più necessitano di supporto, ma che stanno lì a dimostrare che con un adeguato sostegno da parte dello Stato gli enti possono invertire la tendenza all’invecchiamento e alla riduzione del proprio personale. Anci e Ministero della Pa, anche in vista dell’incontro del prossimo 8 marzo, come anticipato dal ministro Brunetta, ascoltino finalmente le proposte che da tempo stiamo facendo sul piano straordinario per l’occupazione e la semplificazione delle assunzioni nel pubblico impiego”, conclude la Fp Cgil.

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Scuola: Concorsi ordinari, l’attesa infinita di 700 mila candidati per 50mila posti a bando

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

In attesa che prendano il via i concorsi ordinari, si fanno i conti dei tanti aspiranti docenti in attesa. E della loro collocazione per classi di concorsi. Per quel che riguarda la secondaria, rileva Tuttoscuola, al top per il maggior numero di iscritti alla procedura selettiva è la classe di concorso A60 (Tecnologia nella scuola secondaria di I grado) con 43.042 partecipanti (di cui oltre 6mila in Campania e quasi 5.800 in Lombardia), seguita, nell’ordine dalla A28 (matematica e Scienze nel I grado) con 39.159 partecipanti (di cui intorno alle 5.500 unità in Campania e Lombardia), dalla A22 (Italiano, Storia e Geografia nel I grado) con 37.527 partecipanti (di cui oltre 6.600 in Lombardia), dalla A46 (Scienze giuridiche-economiche del II grado) con 31.666 iscritti, dalla A50 (Scienze naturali chimiche biologiche nel II grado) con 29.563, dalla A18 (Filosofia e Scienze umane nel II grado) con 27.195, dalla A12 (Discipline letterarie nel II grado) con 25.593, dalla A01 (Arte e immagine nel I grado) con 22.846, dalla A45 (Scienze economico-aziendali nel II grado) con 22.719 e dalla A49 (Scienze motorie nel I grado) con 20.140 partecipanti.Per quanto concerne il concorso scuola per il Sostegno, invece, come era già successo nel concorso straordinario, il numero dei candidati è notevolmente ridotto rispetto alla disponibilità dei posti: addirittura in certi casi anche inferiore. Nel primo grado i candidati sono complessivamente 3.585 a fronte di 4.205 posti disponibili; per il secondo grado va un po’ meglio con 4.683 candidati che si contenderanno i 1.559 posti a concorso.Su come si svolgerà la procedura, sempre Tuttoscuola ha pubblicato la suddivisione regionale dei candidati al concorso specifico della secondaria: la prova preselettiva si svolgerà infatti qualora a livello regionale e per ciascuna distinta procedura, il numero dei candidati sarà superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso e, comunque, non inferiore a 250.“In Lombardia saranno coinvolti nelle preselezioni circa 83.700 iscritti, nel Lazio 67.800, in Campania 66.200, in Sicilia 50.500, in Emilia R. 42mila, in Puglia circa 41mila e in Toscana 39mila”. Inoltre, “quasi certamente – continua la rivista -, considerato l’elevatissimo numero di partecipanti alle preselezioni del concorso scuola secondaria, saranno necessarie più sessioni, anche perché, alla media di 15 candidati per aule, lo svolgimento contemporaneo di tutte le 500 prove preselettive previste comporterebbe un utilizzo simultaneo di circa 35.600 aule informatiche, la presenza di almeno 72 mila unità di personale per la vigilanza e l’impiego di non meno di 12 mila tecnici d’aula, mettendo a dura prova l’organizzazione da parte della Amministrazione scolastica e delle scuole ospitanti”. Spetterà agli Uffici scolastici regionali organizzare le verifiche scritte preliminari, prologo alle prove selettive vere e proprio. Complessivamente, saranno quasi 500 le prove preselettive del concorso scuola secondaria che si svolgeranno in tutte le regioni, con la solita Lombardia che dovrà organizzarne ben 49. Avranno compiti organizzativi di predisposizione altrettanto onerosi gli USR di Campania, Lazio e Sicilia che di preselezioni avranno l’incombenza di predisporne 42 ciascuna, e anche quello della Puglia che ne predisporrà 41, l’USR Toscana 38 e quello dell’Emilia Romagna 37. L’USR Molise, invece, sarà facilitato dal dover predisporre una sola prova preselettiva.

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Nuovo DPCM: C’è anche lo sblocco dei concorsi pubblici, massimo 30 candidati alla volta

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

Arrivano novità importanti sulla bozza del nuovo DPCM esaminata nelle ultime ore dal Consiglio dei Ministri: inizialmente, il testo non prevedeva alcuna modifica per quanto attiene al concorso straordinario rivolto agli aspiranti docenti della scuola secondaria di secondo grado, ma durante la riunione, scrive oggi Orizzonte Scuola, le ministre del Movimento Cinque Stelle, Lucia Azzolina e Fabiana Dadone hanno ottenuto la modifica. E avrebbero anche trovato con immediatezza il sostegno di tutte le forze di maggioranza. La misura entrerà nel Dpcm contenente le nuove misure anti Covid, che il premier Giuseppe Conte firmerà nelle prossime ore.L’Anief vuole guardare oltre: per superare il difficile periodo contraddistinto dalla pandemia, che sta producendo pesanti ricadute sulla stabilizzazione del personale, compreso quello scolastico, il sindacato è sempre più convinto che occorra introdurre corsi abilitanti periodici, senza numero chiuso, e la riapertura annuale delle Graduatorie ad esaurimento. Inoltre, ma in subordine, bisogna trasformare i concorsi straordinari in non selettivi, così da permettere a tutti i precari di parteciparvi, prevedendone stavolta uno anche per la scuola dell’infanzia e primaria, per gli insegnanti di religione cattolica e per gli educatori.C’è poi da risolvere il problema del mancato concorso per l’assunzione degli insegnanti di Religione Cattolica per coprire gli oltre 10 mila posti vacanti nel prossimo triennio come previsto dalla legge 159 del 2019: dopo l’intesa di dicembre tra Cei e ministero dell’Istruzione, atto preliminare per poter procedere con il bando vero e proprio, si è stabilito che il testo sulla selezione nazionale uscirà entro il 2021. È bene che si riservi una parte consistente dei posti liberi ai tanti docenti supplenti storici di Religione che attendo la stabilizzazione anche da più di 20 anni e che rischiano seriamente di andare in pensione da supplenti.

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Prorogati i concorsi della scuola ancora non banditi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

Ci sono disposizioni che riguardano direttamente la Scuola nella bozza del decreto Milleproroghe che domani dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri: nel documento, che attualmente conta 22 articoli – dai Covid Hotel allo stop alle trivelle – si introducono delle proroghe al termino ultimo delle procedure concorsuali. A partire, con slittamento della scadenza al 31 dicembre 2021, da quelle dei docenti di Religione cattolica, previsto dalla Legge 159 del 2019, che quindi, scrive oggi la stampa specializzata, “non vedrà la luce nel 2020”. Slitta di un anno pure il concorso per dirigenti tecnici. Viene spostato alla fine di giugno 2021 anche il termine della valutazione degli apprendimenti svolti in presenza o con la didattica a distanza. E pure dei pagamenti in materia di edilizia scolastica, con la nuova scadenza fissata alla fine del prossimo anno solare.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “a questo punto le istituzioni preposte colgano l’occasione per apportare al bando del concorso di Religione cattolica delle modifiche oggettivamente indispensabile, a partire dal riconoscimento del percorso e del servizio specifici svolti dai singoli docenti di categoria, perché ne siano riconosciuti, come ribadito dalla Cei e dal ministero dell’Istruzione, il valore, la dignità e la professionalità, più volte dimostrati dagli stessi. Non si possono lasciare per strada i precari con 36 mesi di lavoro, tenuto conto che ci sono non meno di 7 mila colleghi con oltre 20 anni di precariato”.Con il decreto Milleproroghe arriva anche una serie di prolungamenti di misure messe in campo dall’inizio dell’emergenza coronavirus che altrimenti si fermerebbero alla fine dell’anno. Diverse riguardano la Scuola. Ad iniziare dalla nuova scadenza per il concorso di Religione cattolica, atteso da quasi vent’anni e che dopo l’intesa Cei-Ministero si pensava che sarebbe stato pubblicato entro il 31 dicembre 2020. Nel decreto si stabilisce che “al comma 1 dell’articolo 1-bis del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n.159, le parole “entro l’anno 2020” sono sostituite dalle seguenti: “entro l’anno 2021” e le parole “dal 2020/2021 al 2022/2023” sono sostituite dalle seguenti: “dal 2021/2022 al 2023/2024”.Con il decreto Milleproroghe, in procinto di essere approvato dal Governo, si ridefiniscono anche le scadenze degli specializzandi e i dei medici pensionati in corsia fino alla produzione in deroga delle mascherine. Come pure l’operatività del commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri: la proroga, precisa la bozza del decreto, sarà valida fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 1° marzo 2021. Se si decidesse di proseguire oltre con lo stato di emergenza, quindi, sarebbe necessario un ulteriore intervento normativo, sottolinea Orizzonte Scuola.

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Scuola: Stop concorsi fino al 15 gennaio 2021

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 dicembre 2020

Continua lo stop al concorso straordinario a seguito della seconda ondata di Covid19 nella quale siamo ancora coinvolti: la procedura concorsuale, avviata lo scorso 22 ottobre con le prove uniche alle quali hanno partecipato quasi il 70 per cento dei 64 mila candidati, non terminerà quindi entro il 2020. In base a quanto si legge nella bozza del Dpcm Natale, fino al 15 gennaio prossimo permane sospeso lo svolgimento delle prove stesse come di tutte le verifiche “preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni”. Faranno eccezione i “concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile”. Per quanto riguarda le prove già svolte, il governo continua a dare la “possibilità per le commissioni di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto”. Lo stop previsto dal Dpcm riguarda anche ai concorsi ordinari, per la scuola dell’infanzia, primaria e ancora secondaria, che quindi slitteranno ulteriormente. Anief ricorda che con una proposta di emendamento al disegno di Legge di Bilancio 2021 intende far partecipare tutti i candidati alla graduatoria finale, eliminando la procedura selettiva in modo da garantire l’assunzione di tutti i 60 mila precari con 36 mesi di servizio partecipanti.

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Riaperti i concorsi anche ai medici e infermieri stranieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

Torino. La Regione Piemonte ha riaperto i concorsi anche ai medici e infermieri stranieri con il permesso di soggiorno per motivi di lavoro senza l’obbligo della cittadinanza come già ha fatto la Regione Umbria. Questo fa onore alla stessa regione piemontese e a tutti i suoi residenti che hanno dimostrato da anni una buona convivenza con i cittadini stranieri e non c’era nessuno motivo di alzare muri contro chi si impegna tutti i giorni curando cittadini italiani e stranieri collaborando con i loro colleghi italiani come hanno dimostrato i medici e professionisti di origine straniera in questi anni arricchendo la sanità italiana rendendola più internazionale e consolidare la sua posizione nel mondo vista anche la preparazione degli stessi medici e professionisti della sanità italiani. Inoltre ringraziamo il Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri per il suo sostegno pubblicamente a favore della possibilità di coinvolgere tutti i medici nella stessa maniera compreso i medici gli infermieri stranieri senza muri burocratici e calcoli politici senza dividerli di seria A e seria B .cosi Dichiara *Foad Aodi presidente associazione medici di origine straniera in Italia( Amsi) e L’Unione medica euro mediterranea (UMEM) e membro del registro esperti Fnomceo.

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Si fermano i concorsi, stop anche a quello dei docenti della secondaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Stoppa anche i concorsi il nuovo Dpcm anti-Covid che sostituisce le disposizioni del Dpcm del 24 ottobre scorso e che da domani entrerà in vigore fino al prossimo 3 dicembre: si tratta di un fermo momentaneo che riguarda anche il concorso straordinario per la secondaria su posti comuni e di sostegno – introdotto dal DD n. 510 del 23 aprile scorso e bando successivo, partito già dal 22 ottobre – le cui operazioni sono attualmente in via di svolgimento. Detto che restano valide le prove già effettuate dal 60% dei 64 mila candidati, per le quali il Ministero dell’Istruzioni fornirà istruzioni per la correzione, è ormai ufficiale che dal 5 al 16 novembre verrà proposto un nuovo calendario.Si fermano i concorsi e anche il dicastero di viale Trastevere si deve arrendere, dopo avere colpevolmente ignorato gli appelli a rinviare le prove in tempo di Covid. Dal ministero dell’Istruzione specificano, con una nota ufficiale, che si procederà alla correzione degli scritti delle procedure già effettuate. La nota, che conferma la sospensione delle prove, annuncia che si procederà a una nuova calendarizzazione delle verifiche ancora non svolte.L’Amministrazione scolastico inoltre darà, quanto prima, istruzioni in merito alle procedure per la correzione in remoto delle prove già svolte. Le procedure del concorso per Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi invece proseguono regolarmente.Anief ricorda di avere attivato una motivata specifica Istanza/Diffida da inviare al Ministero dell’Istruzione e all’Ufficio Scolastico Regionale di proprio interesse – attraverso preadesione gratuita – per richiedere la predisposizione di prove scritte suppletive in caso di impedimento a partecipare alle prove già calendarizzate dal Ministero dell’Istruzione per cause correlate alla normativa sul contenimento del contagio da Sars-COV-2.

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Scuola. Precariato: basta concorsi, subito la stabilizzazione dei supplenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Rispetto al reiterato abuso dei contratti a termine e alla continua violazione della normativa comunitaria, non saranno le nuove procedure selettive ancorché riservate e per altro atte ad assumere soltanto 32 mila insegnanti a sconfiggere la supplentite a mettere in regola lo stato italiano. Per Marcello Pacifico (Anief) la soluzione rimane quella prospettata nei reclami collettivi pendenti presso il Consiglio e la procedura di infrazione pendente presso la Commissione Europea, ovvero la stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio o l’inserimento nelle GaE cioè nel doppio canale di reclutamento. Dall’approvazione della Legge 107/15 fino alla legge 159/19 negli ultimi 5 anni il Parlamento ha cercato di rispondere al problema della supplentite bandendo concorsi straordinari e riservati che hanno visto, di contro, l’aumento dei contratti a tempo determinato con la cifra record di più di 200 mila all’avvio di questo anno scolastico.È arrivato il momento di ascoltare Anief che aveva già chiesto e ottenuto la riapertura delle GaE nel 2008 e 2012, se non si vuole proprio stabilizzare il personale come già avviene nelle Sanità o negli enti locali. Proprio per colpa della mancata riapertura delle GaE, il sindacato aveva chiesto di estendere il doppio canale di reclutamento al doppio canale d’istituto prima però che fosse riformato con nuove tabelle di valutazione che hanno peggiorato la situazione, sconvolgendo le posizioni e ledendo il principio di affidamento di molti insegnanti; prova ne sono la confusione e i ritardi nelle gestione delle nomine di questi giorni.Il problema non è bandire sempre più concorsi ma evitare di chiamare per tanti anni, su posti vacanti e disponibile, personale precario.“Non basta aspettare l’esito delle prove del 22 ottobre per avere 30mila insegnanti, che rappresentano un sesto del fabbisogno reale, ma servirebbe che il Governo approvasse già ora, durante la conversione del decreto 104/2020, la stabilizzazione di chi ha avuto per più di 24 mesi un contratto su un posto non avente titolare”, conclude Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato autonomo.

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Scuola: I concorsi per 80 mila nuovi docenti partiranno ad ottobre

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2020

Il record di insegnanti precari che si toccherà quest’anno – con 250 mila posti rimasti scoperti da assegnare con supplenza annuale – è dettato anche da una pessima gestione dei concorsi pubblici e riservati. L’Anief lo sostiene da quando è nata. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, lo ha confermato. “Di concorsi negli anni se ne sono fatti pochi – ha detto in queste ore -, si sono creati molti precari: ora abbiamo un Governo che vuole puntare sulla qualità della scuola. A ottobre i concorsi si faranno, sono tre in tutto. Si sarebbero dovuti fare questa estate, c’è stato un accordo di maggioranza”.
“Le parole della ministra dell’Istruzione – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci confortano, perché la scuola ha estremo bisogno di nuovi insegnanti, considerando l’alta percentuale di posti vacanti e disponibili. Allo stesso modo cogliamo l’occasione per chiedere di modificare le immotivate esclusioni da questi concorsi a priori di tanti candidati, oltre che valutazioni minime collocate su punteggi maggiori di quello che indicano le norme in vigore. Rimane necessario, inoltre, bandire il concorso riservato per il reclutamento di oltre 8 mila docenti di religione che da 15 anni si sono fatti carico del servizio senza alcuna opportunità di essere assunti in ruolo. C’è l’accordo di massima con la Conferenza episcopale italiana, seppure solo per una parte, ma non si vede luce. Come va organizzata una procedura diretta per stabilizzare tutti quelli che hanno insegnato su disciplina comune e su sostegno per almeno tre anni, anche non consecutivi: la Commissione Europea lo chiede agli Stati membri da più di 20 anni. Invece ci siamo ostinati a tenere chiuse le GaE e ad assumere solo da quelle di merito, arrivando a dilapidare il 60 per cento delle quasi 85 mila immissioni in ruolo che il Mef quest’anno aveva avallato e finanziato. E nemmeno si è provveduto ad avviare dei corsi abilitanti ordinari rivolti ai docenti della terza fascia d’istituto”. Uno dei mali cronici della scuola pubblica italiana sono le scelte sbagliate sul reclutamento del personale. Ad iniziare da quello del corpo insegnante: il rallentamento dei concorsi pubblici, che andrebbero banditi ogni biennio ed invece si materializzano ogni 4-5 anni, peraltro pure sbagliati nella forma e nei regolamenti, è uno dei motivi che ha prodotto il numero assurdo di supplenze annuali che gli Uffici scolastici hanno iniziato a conferire in questi giorni e che si protrarranno chissà per quante settimane.Sarebbe bene, quindi, che i tre concorsi in cantiere vengano svolti il prima possibile, ovviamente nelle condizioni di massima sicurezza. A partire da quello della secondaria per 32.000 posti, le cui domande di partecipazione sono state 64.000, con le cattedre già suddivise per regione. Poi, a seguire, prenderanno il via i concorsi ordinari, sia della scuola d’infanzia e primaria, sia ancora della secondaria. La ministra dell’Istruzione, parlando durante “Cartabianca” su RaiTre proprio sui concorsi per i docenti ha detto: “Noi abbiamo deciso di investire sulla qualità della scuola, dando in mano il futuro degli studenti agli insegnanti. Entro ottobre si faranno i concorsi”.

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Scuola: Ora il rientro in classe, subito dopo i concorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

C’è anche quello di religione ma ancora Anief aspetta di sapere cosa è stato concordato e intanto l’anno inizia con il record di precari. Serve una soluzione urgente che sarà presentata dal giovane sindacato nell’ultimo decreto legge l’avvio delle lezioni. Stabilizzare i precari con 36 mesi è la parola d’ordine. Appena terminate le complesse operazioni di ritorno a scuola, la macchina organizzativa dell’amministrazione scolastica si sposterà sui tanti concorsi da svolgere. Lo ha fatto intendere la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, riferendo in Aula sulle modalità di ripresa dell’anno scolastico. “Il tema dell’organico è centrale per la scuola – ha assicurato la ministra -. Partiamo dai concorsi. Abbiamo bandito 78 mila posti per assumere nuovi insegnanti. Li espleteremo già a partire dal prossimo mese di ottobre, per riattivare una macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Come noto, avrei voluto farli prima. Ma ci siamo quasi”. Ha quindi assicurato che è in via di definizione la procedura “per lo svolgimento del concorso ordinario finalizzato al reclutamento dei docenti di religione”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Auspichiamo che i concorsi si possano svolgere il prima possibile ed evitando immotivate esclusioni a priori dei candidati, oltre che valutazioni minime collocate su punteggi maggiori di quello che prevedono le norme vigenti. Inoltre, non ci stancheremo mai di chiedere l’emanazione di un decreto ad hoc che sblocchi l’assunzione in ruolo dei docenti di religione cattolica inseriti nelle precedenti graduatorie concorsuali, con la modalità dello scorrimento. E di chiedere un concorso riservato poiché dopo tanti anni non possono rischiare di andare in pensione da supplenti per colpa delle burocrazie e delle scelte sbagliate di chi governa la scuola pubblica”.

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Scuola: Concorsi, tantissime adesioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2020

Sono tantissime le domande presentate per i concorsi ordinari (infanzia-primaria e secondaria) e straordinari. Anief crede che, al fine di raggiungere i ruoli, i concorsi pubblici non debbano essere la via esclusiva Marcello Pacifico (Anief): Il precariato scolastico non si può vincere solo con i concorsi pubblici ma va combattuto assorbendo nei ruoli tutti i precari abilitati, specializzati e formati adeguatamente. Ce ne sono tantissimi anche nelle graduatorie d’Istituto che dovevano essere utilizzate anche per le ‘call veloci’Come riporta Orizzonte Scuola, sono state presentate “oltre 500mila domande per quasi 78mila posti tra concorsi ordinari (infanzia-primaria e secondaria) e straordinari. Sono questi tutti i numeri ufficiali per i concorsi scuola che si terranno a partire dall’autunno”.Infatti, “per il concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e per la primaria sono state inoltrate 76.757 domande, il 96% dei candidati è di sesso femminile, il 4% di sesso maschile. I posti a bando sono 12.863. Con riferimento all’età delle candidate e dei candidati, il 13,9% (pari a 10.683 candidati) ha un’età fino a 30 anni, il 32,4% ha fra i 31 e i 40 anni (24.856), il 41,5% ha un’età fra i 41 e i 50 (31.871), il 12,2% ha più di 50 anni (9.347). Le Regioni per le quali sono state presentate più domande di partecipazione sono la Lombardia (12.149), il Lazio (9.868) e la Toscana (8.114). Quanto alle provenienze geografiche, il 33,6% delle candidate e dei candidati proviene da Regioni del Nord (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto), il 22,1% dal Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria), il 44,2% dal Sud e dalle Isole (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia). Lo 0,1% proviene dall’estero. Guardando alle singole Regioni, il maggior numero di candidati proviene dalla Sicilia (9.116, l’11,9% del totale). Seguono Lombardia (8.366, il 10,9%) e Campania (8.151, il 10,6%)”.
Per quanto riguarda il concorso per la scuola secondaria (I e II grado), “sono state inoltrate 430.585 domande, il 64% dei candidati è di sesso femminile, il 36% di sesso maschile. I posti a bando sono 33.000. Con riferimento all’età delle candidate e dei candidati, il 30,4% ha un’età fino a 30 anni (131.040), il 39,2% ha tra i 31 e i 40 (168.857), il 24,1% ha un’età fra i 41 e i 50 (103.804), il 6,2% ha più di 50 anni (26.884). In particolare, per la secondaria di I grado si registra un 69% di candidate e un 31% di candidati. Per il II grado, le candidature femminili sono il 63%, quelle maschili il 37%. Le Regioni per le quali sono state presentate più domande sono la Lombardia (62.580), il Lazio (52.882) e la Campania (49.213). Il 23,9% delle candidate e dei candidati proviene dal Nord, il 18,4% dal Centro, il 57,6% dal Sud e dalle Isole, lo 0,2% dall’estero. Guardando alle singole Regioni, il maggior numero di candidati proviene dalla Campania (79.116, il 18,4%), dalla Sicilia (58.933, il 13,7%), dalla Puglia (39.819, il 9,2%)”.
Per quanto concerne il concorso straordinario, “sono oltre 64 mila le domande di partecipazione inoltrate per la procedura straordinaria per l’immissione in ruolo di docenti per la scuola secondaria di I e II grado. I posti a bando sono 32.000. Complessivamente le domande inoltrate sono state 64.563. Nel 67,7% dei casi i candidati sono di sesso femminile, il restante 32,3% è di sesso maschile. Con riferimento all’età delle candidate e dei candidati, la quota più alta, il 43,9%, pari a 28.371 candidati, rientra nella fascia di età 31-40 anni. Il 35,2% dei candidati ha un’età fra i 41 e i 50 anni (22.733), il 13,8% ha più di 50 anni (8.918), il 7% ha un’età fino a 30 anni (4.541). Le Regioni per le quali sono state presentate più domande sono la Lombardia (12.385), la Toscana (5.923) e l’Emilia Romagna (5.824). Rispetto alla distribuzione sul territorio nazionale, il 41,05% delle candidate e dei candidati proviene dal Nord, il 39,18% dal Sud e dalle Isole, il 19,76% dal Centro, lo 0,01% dall’Estero. Analizzando la provenienza regionale delle candidate e dei candidati, il maggior numero proviene dalla Lombardia (9.347, pari al 14,5%), dalla Campania (7.382, pari all’11,4%), dalla Sicilia (5.607, pari all’8,7%).

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Scuola: Concorsi e precariato docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

I numeri ci dicono che i numeri da distribuire per i vincitori sono per 12.863 posti, oltre che per quello della scuola secondaria di primo e secondo grado con 32.000 posti. Orizzonte Scuola ricorda che non è ancora stata stabilita la data di svolgimento delle prove: il Ministro ha parlato in maniera generica di settembre – ottobre, ma il primo concorso ad essere espletato sarà quello straordinario per il ruolo. Entro il prossimo è invece prevista la scadenza per la partecipazione al concorso straordinario della secondaria, per 32 mila posti, riservato ai supplenti con almeno tre anni di servizio, la cui prova scritta si svolgerà “nella prima settimana di ottobre o giù di lì”, ha detto giusto la ministra dell’Istruzione. Azzolina ha quindi ricordato che oggi scade la domanda per il concorso ordinario “se oggi soffriamo di ‘supplentite’ è perché è mancata la programmazione”. Più volte il Ministro ha parlato dell’intenzione di avviare i quattro concorsi banditi partendo proprio da quello straordinario per il ruolo, quindi l’autunno è sicuramente una data accreditata.
Per il concorso ordinario, la prima operazione degli Uffici Scolastici sarà quello di stabilire, in base al numero delle domande pervenute, per ogni classe di concorso e regione, se sarà necessaria o meno la preselettiva. La preselettiva si svolgerà infatti qualora a livello regionale e per ciascuna distinta procedura, il numero dei candidati sarà superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso e, comunque, non inferiore a 250. La domanda è, in realtà, una autocertificazione. “I candidati – si legge nel bando – sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda. In caso di carenza degli stessi, l’USR responsabile della procedura dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale”. Pertanto, la domanda è accettata con riserva fino a quando l’USR della regione scelta dal candidato non effettuerà i controlli.
Anief non ha nulla da dire sulla volontà di avviare i concorsi pubblici per accedere nei ruoli, modalità che rimane, legge alla mano, la via maestra per essere assunti a tempo indeterminato in tutte le amministrazioni dello Stato. Il problema è che non devono essere la via esclusiva, Perché i fatti dimostrano – come accade negli altri comparti pubblici, ma anche nel resto d’Europa, dove si applica la direttiva UE 70 del 1999 contro l’abuso del precariato – quanto sia stata fallimentare questa scelta: puntare tutto sui concorsi – da sempre lenti, macchinosi e discriminanti – ci ha portato a collezionare il record di supplenze annuali, forse più di 250 mila, che a settembre metteranno in crisi i dirigenti scolastici e a repentaglio la continuità didattica.

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Scuola: Al di là dei concorsi, bisogna stabilizzare i precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Se per viale Trastevere la colpa delle attuali 250 mila supplenze annuali starebbe nella mancata programmazione e indizione di procedure concorsuali periodiche e risulterebbe incostituzionale l’assunzione, Anief ribatte ricordando quanto scrive l’Europa e rilanciando il contenzioso. Per Pacifico è arrivato il momento di assumere i precari anche dalle nuove GPS.Il sindacato ritiene plausibile organizzare assunzioni direttamente da graduatoria, come previsto da una legge dello Stato mai abrogata (la L. 124/1999) e anche da precise direttive europee che contrastano l’abuso di precariato, a partire dalla 70/CE del Consiglio dell’Unione Europea, sempre del 1999, la quale prevede l’assunzione in ruolo automatica, in presenza di posto vacante, per chi ha svolto 36 mesi di servizio con titolo appropriato.Sono dichiarazioni importanti quelle rilasciate dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ad Agorà, trasmissione di approfondimento giornalistico in onda su Rai 3: “Il problema atavico della scuola sulle assunzioni – ha detto Azzolina – è una mancanza di programmazione. I concorsi devono essere programmati questo lavoro non è mai stato fatto. Adesso abbiamo bandito concorsi per 78.000 persone. Esiste una Costituzione Italiana che prevede il concorso. L’assunzione su titoli non rispetta la Costituzione e la pensiamo in tanti così. I concorsi vanno programmati, so che molti precari vogliono il concorso e c’è un giudizio favorevole del Quirinale sui concorsi”. Il sindacato Anief ritiene condivisibile avere bandito tre procedure concorsuali, di cui una straordinaria per la scuola secondaria e per la quale manca quella per il personale dell’infanzia e della primaria, con quasi 80 mila posti complessivi messi a bando: anche se eccessivamente pre-selettivi e quindi discriminanti verso diverse categorie di precari rimasti esclusi, questi concorsi rimangono la via maestra per immettere nei ruoli dello Stato un congruo numero di candidati meritevoli, dopo avere verificato il livello delle loro conoscenze, capacità e competenze attraverso il superamento di verifiche scritte e un colloquio finale.Detto ciò, il Governo non può ignorare la presenza nelle graduatorie pubbliche di centinaia di migliaia di precari che negli ultimi decenni hanno permesso allo Stato di garantire il servizio pubblico scolastico e il diritto allo studio: stiamo parlando, come nel caso dei maestri con diploma magistrale, di docenti non certo improvvisati, ma che hanno studiato, si sono formati e specializzati per svolgere questa importante professione. Ignorare questo, precludendo loro l’accesso nelle GaE o la chiamata in ruolo direttamente da graduatoria d’istituto prevedendo un anno di corso-prova, rappresenta anche la garanzia di avere assunti in ruolo chi merita, perché questi insegnanti hanno dimostrato sul campo di essere pronti e adeguati ad insegnare alle nuove generazioni.

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La scuola-giungla”: 200mila supplenti a rincorrere concorsi, graduatorie e abilitazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Sono 835 mila i docenti della scuola italiana: professoresse e professori, maestre e maestri di cui parla oggi La Repubblica. “Disegnano la scuola ma molti di loro, duecentomila, sono precari. Ostaggi di un percorso a ostacoli fatto di concorsi, graduatorie e abilitazioni che negli anni è diventato sempre più sfinente e complicato. Eroi o burocrati, appassionati o rassegnati. In prima linea nella battaglia più importante: quella per la formazione dei ragazzi”. Esemplare è la storia di un laureato in Filosofia che non riesce a farsi riconoscere le specializzazioni post laurea, conseguite anche all’estero, e rimane fermo in graduatoria, gli vengono negate pure le supplenze brevi e al massimo gli si chiede di fare il collaboratore scolastico: “nel 2017 – scrive – mi hanno negato 5 punti in graduatoria. Da allora ho ricevuto varie convocazioni per fare il bidello. E chi sarebbe stato dietro di me se mi avessero assegnato i 5 punti ha fatto varie supplenze di Storia e Filosofia. L’Italia è una grande cloaca. Piantiamola di lamentarci dell’austerità che ci impedirebbe di spiccare il volo. Noi stessi – conclude il filosofo – ci autoincateniamo al suolo con leggi e burocrati da terzo mondo”.Marcello Pacifico (Anief): “Snellire e sburocratizzare le procedure di reclutamento e stabilizzazione è possibile: basta volerlo. Basta legiferare norme chiare, comprensibili e non più discriminanti. Si possono, ad esempio, riaprire le graduatorie ad esaurimento a tutti gli abilitati all’insegnamento, come già fatto nel 2008 e nel 2012 senza che nessuno gridasse allo scandalo. Come si possono utilizzare per le assunzioni a tempo indeterminato pure le nuove graduatorie d’istituto che l’amministrazione si appresta a trasformare in provinciali, pur con diverse modifiche da introdurre. Ma anche semplicemente prevedere l’attivazione di una nuova graduatoria per titoli e servizi, come chiesto nelle scorse settimane dall’Anief, come da diversi gruppi parlamentari in fase di modifica del Decreto Scuola e del Decreto Rilancio. Noi, dal conto nostro, non ci arrendiamo: continuiamo ad operare, in tutte le sedi possibili, anche giudiziarie, perché siamo convinti che l’inferno della burocrazia e dell’inefficienza non può prevalere sui diritti dei cittadini lavoratori”.In Italia un docente su quattro è supplente: a settembre, quando si incrementeranno gli organici con posti da assegnare solo a precari e senza prevedere stabilizzazioni, la forbice diventerà ancora più stretta. A fronte di 8 milioni e 300 mila studenti, vi sono quindi “835 mila professori e maestri, di cui 635 mila di ruolo e 200 mila supplenti. Un rapporto di un docente ogni dieci ragazze e ragazzi. Sulla carta, un paradiso. Se non fosse un inferno. La scuola è la nostra croce e insieme la nostra speranza. O almeno, dovrebbe esserlo. E in qualche modo loro, i professori, i maestri – quelli per cui la scuola non finisce e non è finita mai – sono insieme parte del problema”.

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Scuola. Concorsi docenti: possibili prove preselettive delocalizzate e per gruppi

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

Anief: si pensi anche a procedure di stabilizzazione per premiare e non disperdere preziose risorse umane ed evitare ritardi inevitabili. Con il passare dei giorni, il problema dello svolgimento sui concorsi pubblicati lo scorso 28 aprile in Gazzetta ufficiale tiene banco nel mondo della scuola. È di queste ore la dichiarazione della Ministra Fabiana Dadone: “Maxi preselettive per i concorsi pubblici – dice la titolare del dicastero della PA – non sono più pensabili nei prossimi mesi. Stiamo lavorando per velocizzare le procedure, senza perderne in qualità, grazie all’utilizzo dei supporti informatici e per dare valore alle capacità trasversali dei candidati, sempre più indispensabili nel mondo del lavoro”.Secondo il sindacato Anief, però, bisognerebbe pensare anche a soluzioni ancora più semplificate con la stabilizzazione delle risorse umane utilizzate da diversi anni nella pubblica amministrazione: più di 300 mila precari, il 75% tra scuola e sanità, che potrebbero essere assunti con concorsi per titoli che evitano assembramento e sono ancora più rapidi.Marcello Pacifico (Anief): “Abbiamo 250 mila cattedre da coprire la prossima estate e c’è la necessità di avere ai primi di settembre più personale degli altri anni, perché bisognerà organizzare un complicato rientro nelle classi dopo mesi di sospensione delle lezioni in presenza: non ci possiamo permettere così tanti vuoti di organico, né è auspicabile una selezione a turni agostana”.
Il perdurare del contagio Covid-19 potrebbe influire anche sulle prove dei concorsi ordinari e della procedura straordinaria per complessivi 62 mila docenti: le selezioni e preselezione previste al computer potrebbero essere delocalizzate. È una procedura, ha dichiarato la ministra Fabiana Dadone, effettivamente già sperimentata nei concorsi per la scuola che quindi non dovrebbero subire modifiche. A prevedere la prova preselettiva, scrive Orizzonte Scuola, sono il concorso ordinario infanzia e concorso ordinario secondaria. La preselettiva si svolge nella regione scelta per il concorso, all’interno delle scuole, a gruppi. Un modello che potrebbe fare scuola.Rispetto allo svolgimento delle prove concorsuali in piena estate senza l’adozione di altre soluzioni più rapide di stabilizzazione dei precari della scuola, però, sembra che la maggioranza del Parlamento la pensi come il sindacato Anief, come si legge dalle dichiarazioni di molti partiti. L’unica procedura che potrebbe portare in ruolo il personale in tempi meno lunghi, quella del concorso straordinario della scuola secondaria, si rivelerà infatti una vera rincorsa che assai difficilmente potrà portare in cattedra i 24 mila vincitori per quando serviranno, ad inizio dell’anno scolastico 2020/21.

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