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Posts Tagged ‘concorsi’

Scuola: Concorsi, vincitori in ruolo nel 2021 e prossima estate supplentite da record

Posted by fidest press agency su martedì, 21 gennaio 2020

È ormai certo che le procedure a rilento per l’attuazione dei concorsi per immettere in ruolo 48 mila docenti produrranno le assunzioni non prima di un anno e mezzo: ciò significa che la prossima estate saranno almeno 200 mila i supplenti da nominare fino al termine dell’anno scolastico. Per evitare la catastrofe organizzativa e didattica, il giovane sindacato ha predisposto una serie di emendamenti al decreto Milleproroghe 162/19, da presentare nella I e V Commissione della Camera, finalizzati alla copertura delle cattedre e come risposta concreta al boom della supplentite: le richieste vanno dalla proroga della mobilità straordinaria per il personale di ruolo che elimina per il prossimo anno ogni vincolo per i trasferimenti, alla riapertura delle GaE; dalla trasformazione degli 80 mila posti in deroga di sostegno in cattedre da collocare in organico di diritto, all’attivazione della “call veloce” anche da graduatorie di istituto, fino alla conferma delle immissioni in ruolo con clausola rescissoria.Marcello Pacifico (Anief): “Pensare di affrontare una situazione così difficile e straordinaria con soluzioni semi-ordinarie rappresenta l’ennesimo errore di un’amministrazione tutta incentrata su se stessa e che continua a non ascoltare i consigli di chi conosce la scuola e suoi problemi da vicino. Quelle da noi proposte sono delle modalità che non necessitano di particolari finanziamenti, andando peraltro anche a far cadere l’obbligo di reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato: una prassi che espone l’erario ad un maggior esborso, per via delle sempre maggiori richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”.
Si allungano i tempi per i concorsi ordinari e riservati per docenti, previsti dal Decreto Scuola, convertito nella Legge 159/2019 ed entrato in vigore il 19 dicembre scorso: “il cambio al vertice del ministero dell’istruzione e lo sdoppiamento del Miur, oltre a ritardare la predisposizione dei nuovi assetti direttoriali e dei principali atti da emanare – scrive oggi Tuttoscuola – avranno come conseguenza lo slittamento delle nomine dei vincitori dei concorsi all’anno scolastico successivo, anziché al 1° settembre 2020, come più volte era stato annunciato dai tre ministri che si sono succeduti nell’ultimo anno al palazzo della Minerva a Roma”.

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Scuola: Tempi lunghi per i concorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Ad allungare la tempistica delle procedure concorsuali sono la burocratizzazione, i nuovi assetti dipartimentali e di competenze da realizzare per definire dove e come dovrà operare il ministero dell’Istruzione rispetto al raggio d’azione del dicastero dell’Università e della Ricerca, oltre che le mancate nomine di dieci direttori generali. Anief ritiene, con cognizione di causa, che se prima non si porteranno a termine questi impegni, sarà pressoché impossibile predisporre i decreti attuativi della Legge 159/2019 e quindi anche dei concorsi ordinari e straordinari, compreso quello di religione cattolica, atteso da oltre 15 anni e predisposto peraltro escludendo ingiustamente tantissimi precari. Solo qualche migliaio di immissioni in ruolo si potrà attuare, quindi, in estate. Un motivo in più per procedere senza indugi alle stabilizzazioni dei precari, anche dalle graduatorie di istituto, attraverso la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief ha confermato ad Orizzonte Scuola che “a questo punto anche la tempistica dei concorsi viene messa in discussione. Potrebbe essere lunga e questo la scuola non se lo può permettere. Continuerebbe l’abuso del precariato e non sarebbe funzionale alla continuità didattica né alla valorizzazione del personale. Continuerebbero inoltre i risarcimenti milionari disposti dai tribunali”I vertici del ministero dell’istruzione continuano a ripetere di voler far partire subito i concorsi per docenti previsti dal Decreto Scuola, convertito nella Legge 159/2019 ed entrato in vigore il 19 dicembre scorso. Oggi la sottosegretaria all’istruzione Anna Ascani attraverso un video su Fb, facendo il punto su alcune problematiche della scuola, si è soffermata proprio su i bandi dei concorsi, ordinario e straordinario.

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Scuola: Concorsi per docenti delle superiori, i bandi a inizio febbraio per 48 mila posti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 dicembre 2019

Anief li impugnerà per tutti gli esclusi, mentre gli altri sindacati rappresentativi sospendono lo stato di agitazione dopo la conciliazione al Miur contenti delle misure approvate nel decreto scuola, il 28 prossimo in gazzetta ufficiale. Per il giovane sindacato rimane prioritaria l’apertura delle GaE e il reclutamento dei precari dalla seconda e terza fascia delle graduatorie di istituto provinciali per superare il precariato. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’avvio dei concorsi ordinari e straordinari con il sistema infernale delle otto graduatorie non basterà a cancellare la supplentite e arrestare le richieste di risarcimento che piovono nei tribunali del lavoro per l’abuso dei contratti a termine”. Si parla anche di reclutamento degli insegnanti della scuola secondaria superiore tra i punti stabiliti nell’accordo di conciliazione stipulato lo scorso 19 dicembre tra sindacati firmatari di contratto e ministro dell’istruzione. Durante l’incontro, al quale ha partecipato anche l’Anief in qualità di sindacato rappresentativo, senza firmare, sono stati assunti dal ministro precisi impegni circa il calendario di organizzazione delle nuove procedure concorsuali con un tavolo specifico già al rientro delle vacanze, come riporta Tuttoscuola, insieme a quello sui percorsi di abilitazione. Nel verbale di conciliazione si parla di tavoli politici, termine che ha suscitato la soddisfazione di tutte le sigle firmatarie di contratto, come se non sapessero che sia per legge che per opportunità politica le parti sociali sarebbero state comunque chiamate a esprimere il proprio parere sugli atti da approvare. Lo stesso concetto vale per gli altri tavoli politici che partiranno a gennaio, in raccordo col negoziato presso la Presidenza del Consiglio, per il rinnovo del CCNL di comparto, con diverse questioni oggetto del confronto: rinnovo del CCNL, contrasto alla precarietà, nuovo sistema per le abilitazioni, passaggio dei facenti funzioni nel ruolo dei DSGA, soluzioni per completare la stabilizzazione dei precari in Enti di Ricerca, Università ed AFAM. Sempre entro il mese di gennaio si attiveranno i tavoli specifici di settore per Scuola, Università ed AFAM, Ricerca. Nel verbale si fa inoltre preciso riferimento alla necessità di consolidare il carattere unitario e nazionale del sistema d’istruzione, tema già avocato dal ministro Boccia nella sua relazione in Parlamento.

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Scuola: Entro il 1° settembre 2020 i vincitori dei concorsi ordinari e straordinari potranno essere assunti anche in altra regione

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 novembre 2019

Le prossime assunzioni del personale docente della scuola si attueranno con modalità innovative. A prevederlo è il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre e adesso trasmesso alle Commissioni per il dibattito. “La norma – commenta Orizzonte Scuola – è stata pensata per ridurre il rischio che anche il prossimo anno scolastico – come già avvenuto nel 2018 e 2019 – possano rimanere scoperti posti sui quali il MEF ha autorizzato le assunzioni” e “riguarderà esclusivamente le assunzioni per l’anno scolastico 2020/21 e interesserà sia la secondaria che infanzia e primaria”.Le immissioni in ruolo docenti utili per l’avvio dell’a.s. 2020/21 saranno caratterizzate dalla possibilità, per i docenti, di essere convocati anche in regioni diverse rispetto a quella in cui si è risultati vincitori e idonei. Si formeranno graduatorie ad hoc transitorie, utili allo scopo, in modo da mettere a disposizione i posti vacanti e disponibili residui dopo le normali procedure di attribuzione dei posti, a domanda dei vincitori e idonei inseriti nelle GM e nelle GMRE.
Per queste assunzioni con “chiamata lampo” saranno utilizzati posti vacanti e disponibili residui dopo le normali procedure di attribuzione dei posti. Le modalità di attuazione sono state annunciate dal sottosegretario all’Istruzione Lucia Azzolina qualche giorno fa a RadioCusanoCampus: “A settembre 2020, dopo le immissioni in ruolo, gli Uffici scolastici faranno una “call veloce”, di 7 – 10 giorni. I docenti, volontariamente, potranno proporsi. Dopo le assunzioni quella particolare graduatoria scomparirà”. Giallo sulla mancata applicazione della norma anche al personale presente nelle Graduatorie ad esaurimento, come si continua a leggere dalle sue dichiarazioni: “Il Governo intende rispettare, in merito, l’impegno preso: stiamo lavorando affinché l’istituto sia aperto a tutti e dico tutti i docenti presenti nelle graduatorie per le immissioni in ruolo (GM, GMRE, GAE) e che consenta stabilmente di coprire il maggior numero possibile di posti vacanti e disponibili che siano avanzati dopo le ordinarie immissioni in ruolo.”

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Scuola: Beffa colossale per gli amministrativi facenti funzioni Dsga: fuori dai concorsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Sembra che, a seguito dei rilievi mossi dagli uffici legislativi del Quirinale, non possano più partecipare a un concorso riservato per titoli ed esami, dopo esser stati costretti nella fase transitoria a svolgere una illegittima prova pre-selettiva. Marcello Pacifico (Anief): Hanno diritto a essere ammessi agli scritti dell’attuale concorso. Lo Stato non può chiedere agli Ata di ruolo o precari di fare i facenti funzione e disconoscerne nel reclutamento l’esperienza maturata nel nuovo ruolo.Salta il concorso riservato per i facente funzione dsga senza laurea, intesa per gli incarichi. Un passo avanti, due indietro. È il destino del decreto scuola, rinominato “salva-precari bis”, approvato dal Consiglio dei ministri il 10 ottobre scorso, non ancora giunto al Quirinale nella sua versione definitiva per via del “perfezionamento” del testo che gli uffici legislativi stanno definendo. Le ultime modifiche del testo, che presto, promette il Miur, “sarà inviato a breve per la firma del capo dello Stato”, hanno di fatto tagliato fuori dal concorso per Direttori dei servizi generali e amministrativi i 600 amministrativi facenti funzione che nell’ultimo ventennio hanno tenuto in mano la gestione economica del personale Ata di migliaia di scuole. Ora, però, si scopre soltanto adesso che sono privi di laurea a quindi non possono accedere al concorso riservato.Sfuma, quindi, a un passo dall’approvazione finale la già approvata norma che prevedeva un concorso per soli titoli, i cui vincitori avrebbero coperto il 30% dei posti disponibili. Quello che sembrava il minimo sindacale per una categoria, gli assistenti amministrativi incaricati per oltre tre annualità nel difficile ruolo di superiore di Dsga, sistematicamente dimenticata e liquidata con incrementi stipendiali a dir poco esigui, adesso sembra venire meno. Già l’attuazione della procedura riservata conteneva degli aspetti penalizzanti per i facenti funzione, perché prevedeva la loro stabilizzazione solo in subordine ai vincitori del concorso pubblico e quindi non prima del 2024. E l’esclusione sa di beffa dopo che con un’intesa sottoscritta dal Miur il 12 settembre e dai sindacati firmatari di contratto per quest’anno scolastico si è deciso, persino, di affidare l’incarico di facente funzione per i 2.907 posti vacanti anche agli Ata neo-immessi in ruoli o agli Ata precari (come da nota Miur 40769 del 13 settembre 2019 – incarichi dsga). Cioè, quando conviene allo Stato un Ata può prestare servizio da facente funzione Dsga in una scuola su tre, mentre quando deve essere reclutato non può aver accesso a un canale riservato o diretto per l’accesso a quel ruolo. “Tutto ciò non ha senso”, tuona Marcello Pacifico.
L’Anief ha seguito da vicino l’evoluzione del caso facenti funzione Dsga. Prima ha depositato ricorso in tribunale per far partecipare agli scritti del concorso per il ruolo superiore, introdotto con il decreto ministeriale 863 del 18 dicembre 2018 e fissati nella prima decade di novembre, tutti gli Ata con cinque anni di servizio e che hanno superato la prova pre-selettiva con la sufficienza. Nelle more della decisione di merito del ricorso, il giovane sindacato ha consegnato la soluzione definitiva per i facenti funzione Dsga direttamente nelle mani del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, all’interno dei 25 punti da perseguire per salvare la scuola, ritenendo del tutto inopportuna e ingiusta l’esclusione degli amministrativi dalle procedure concorsuali.

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Siena: al via i corsi di preparazione per i concorsi Estar e Arti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

Siena. Sono in procinto di partire i corsi di preparazione dedicati ai candidati che hanno superato le fasi di preselezione dei concorsi indetti da Estar per l’assunzione a tempo indeterminato di infermieri e di assistenti e collaboratori amministrativi.
Già stabilite le date delle lezioni che sono sabato 19 e mercoledì 30 ottobre per gli assistenti e collaboratori amministrativi e lunedì 21 e giovedì 24 ottobre per gli infermieri.
Mercoledì 16 ottobre invece sarà dato inizio agli incontri di formazione per la preparazione al concorso Arti riguardante i Centri dell’Impiego.”Riteniamo importante seguire e supportare i futuri lavoratori del nostro territorio – commenta il segretario generale della CISL fp Siena Riccardo Pucci-. La CISL si è sempre messa a disposizione per contribuire alla formazione, per creare sinergie e dare tutte le informazioni necessarie affinché potessero esserci le condizioni migliori per entrare nel mondo del lavoro e continuerà a farlo non venendo meno a quella che è per noi una delle priorità del nostro mandato. Abbiamo uno slogan che accompagna queste nostre attività: #noicislsiamo. E infatti la Cisl c’è”.Gli interessati possono ricevere informazioni su luoghi, orari, date e modalità di svolgimento del corso, contattando la CISL FP al numero 389 2313788 (Riccardo).

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Pa: Fp Cgil e Comitato Idonei a Dadone, ripristinare meccanismo scorrimento graduatorie

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

“La dichiarazione del Ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, sulla volontà di prorogare le graduatorie di concorso scadute il 30 settembre scorso, che abbiamo registrato con soddisfazione visto il diretto impegno da noi assunto nei confronti di questa tematica, porta inevitabilmente con se la necessità di intervenire per ripristinare il meccanismo di scorrimento anche per le graduatorie approvate successivamente al 1° gennaio 2019″. È quanto affermano in una nota congiunta Fp Cgil e il Comitato nazionale XXVII Ottobre, nato a difesa degli idonei ai concorsi pubblici.”Ricordiamo, infatti, che l’articolo 1, comma 362, dell’ultima legge di Bilancio ha bloccato la possibilità di utilizzare le graduatorie oltre i posti messi a bando. Tale ultima questione, già portata all’attenzione del Ministro, dovrà trovare soluzione nel medesimo atto normativo di proroga o, in alternativa, all’interno della prossima legge di Bilancio. A tal proposito, confermiamo il nostro impegno a voler tutelare i diritti di tutti coloro che sono coinvolti in questa vicenda e a vigilare affinché si trovi la giusta soluzione”, concludono Fp Cgil e il Comitato XXVII Ottobre.

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Scuola: Concorsi inutili

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

A poco serviranno le proroghe per non far decadere le graduatorie triennali: per colpa di regole sbagliate sul reclutamento, si procede, infatti, all’immissione in ruolo di poche centinaia di docenti l’anno, pur in presenza di diverse migliaia di posti vacanti e disponibili. Nel territorio campano, le procedure concorsuali per complessivi 17.299 posti nella scuola primaria, indicate nel decreto Miur del 23 febbraio 2016, procedono con una lentezza disarmante: dei 1.604 candidati vincitori più il 10% previsto, quindi dei 1.765 canditati collocati nella graduatoria di merito del 16 giugno 2017, a tutt’oggi ne risultano immessi in ruolo solo 413. Marcello Pacifico, presidente Anief: “Di questo passo, non si completeranno di certo le assunzioni di tutti coloro che dopo avere investito nel concorso, vincendolo, si ritrovano oggi ancora incredibilmente fuori dai giochi, pur in presenza di tante cattedre senza titolare. Nemmeno le proroghe, introdotte dal Governo per ‘calmare gli animi’, non serviranno per assicurare il ruolo a tutti. È una situazione incresciosa che si registra in Campania, in Sicilia e in diverse altre regioni e province italiane. Ecco perché secondo Anief bisogna immediatamente ricorrere al giudice del lavoro, in modo da ottenere l’assunzione a tempo indeterminato”. Più si scava e più scoprono le nefandezze della macchina di reclutamento del Miur: con 150 mila posti vacanti, due cattedre su tre destinate alle immissioni in ruolo che anche quest’anno andranno deserte e le regioni già in allarme perché decine di migliaia di posti andranno a precari senza esperienza, dal Miur ci si permette il lusso di non assumere nemmeno i vincitori ed idonei de concorsi pubblici. Anief lo aveva denunciato qualche mese fa, rendendo pubblici i numeri della Sicilia, dove oltre 500 docenti vincitori del concorso a cattedra, dopo essersi abilitati all’insegnamento e aver superato più prove concorsuali, non sono mai stati immessi in ruolo. Ed ora rischiano di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, a seguito del decadimento della graduatoria di merito. La stessa disavventura kafkiana si sta verificando in Campania, dove, sempre a seguito delle procedure concorsuali per complessivi 17.299 posti nella scuola primaria, indicate nel decreto Miur del 23 febbraio 2016, dei 1.604 candidati vincitori più il 10% previsto, quindi dei 1.765 canditati collocati nella graduatoria di merito del 16 giugno 2017, a tutt’oggi ne risultano immessi in ruolo appena 413. E siccome dalle stime dei sindacati locali sembrerebbe che anche le prossime assunzioni a tempo indeterminato non portino più di 200 immissioni in ruolo – anche per via del decreto legislativo 59/2017, conseguente alla Legge 107/2015, che, nel regolare le immissioni in ruolo dei vincitori del nuovo concorso a cattedra e ai precari attualmente non abilitati ha introdotto delle percentuali decrescenti di assegnazione dei posti vacanti, fino ad appena il 20% – ne consegue che dal prossimo mese di settembre rimarranno nelle graduatorie di merito campane ancora 1.100 vincitori di concorso.

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Scuola: Precari e concorsi, per il ministro Bussetti il 2019 è l’anno della svolta

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

L’Anief lo aveva detto il 1° gennaio scorso: il 2019 sarà l’anno dei concorsi e del nuovo reclutamento, ma non della fine del precariato. Ed esattamente così sta andando. Perché le procedure concorsuali avviate in questi mesi dal Miur sono state davvero male organizzate, esposte più che mai ai ricorsi e come al solito si preannunciano lente, se non a rischio annullamento, come quello per dirigenti scolastici finito nel mirino dei Tar e delle procure. Anche i concorsi in via di pubblicazione si prospettano su questa lunghezza d’onda. E malgrado questo, è un dato oggettivo che con l’inizio del nuovo anno scolastico, a settembre, ci ritroveremo con il nuovo record di supplenze annuali, le quali arriveranno non molto distanti dalla quota record di 200 mila contratti a tempo determinato, che corrispondono ad un docente italiano precarizzato ogni quattro. In questo panorama complicato, con la scuola, i suoi studenti e il personale che pagano colpe non loro, il ministro dell’Istruzione ha addirittura il coraggio di auto elogiarsi, sostenendo che durante l’anno di mandato a capo del Miur è stata inaugurata una “fondamentale stagione di concorsi” e che “nuovi bandi arriveranno entro l’estate”. Marcello Pacifico (Anief): Le mancate soluzioni sul precariato sono costate care al Governo Renzi. E ora si potrebbe fare il bis, perché si organizzano procedure che immettono in ruolo solo un terzo dei precari con oltre 36 mesi, senza tenere conto del parere della Cassazione e della Corte costituzionale. L’unica ‘ricetta’ da adottare è riaprire il doppio canale di reclutamento, assieme alle GaE, in modo da assumere in ruolo tutti gli abilitati. Poi c’è la conferma da attuare dei contratti a tempo indeterminato stipulati con clausola rescissoria per chi ha superato l’anno di prova. Anche l’avvocato generale Szpunar della Curia europea si è detto d’accordo con la tesi della Commissione UE e del prof ricorrente Rossato. Attendiamo con fiducia gli esiti della sentenza C-331/17 Sciotto, della Corte di Giustizia Europea del 25 ottobre scorso: l’obiettivo è sempre la conversione automatica dei contratti da tempo determinato in indeterminato.
Per l’ex provveditore agli studi Marco Bussetti, quello in corso è l’anno della svolta sul reclutamento scolastico. Perché si sono banditi e si stanno bandendo tanti concorsi: c’è quello per DSGA, con poco più di 2 mila posti in palio e oltre 100 mila partecipanti, i cui test preselettivi si svolgeranno l’11, 12 e 13 giugno; il concorso Dirigenti Scolastici, sul cui possibile annullamento il TAR del Lazio si esprimerà il prossimo 2 luglio; il concorso straordinario per infanzia e primaria, attualmente in svolgimento; il concorso ordinario per infanzia e primaria e il concorso ordinario per secondaria di I e II grado. Nel frattempo, scrive oggi Orizzonte Scuola, Miur e sindacati sono impegnati nella trattativa per la strutturazione dei percorsi PAS abilitanti e percorsi di assunzione per docenti con tre anni di servizio. “Il tavolo tecnico – dice Bussetti al Mattino – tornerà a riunirsi martedì (11 giugno) per definire al meglio e in tempi rapidi sia nuovi percorsi di assunzione che abilitanti. Stiamo lavorando molto bene, in un clima di condivisione e confronto costruttivo”. Si procede, quindi, l’avanti tutta con la fiction sulle soluzioni prospettate qualche giorno fa dal Governo per i precari della scuola, con il presidente della VII Commissione del Senato che annuncia la stabilizzazione di migliaia di precari e il ministro Marco Bussetti che riscopre un’inaspettata sintonia con i sindacati maggiori. Le cose, tuttavia, stanno ben diversamente da come vuole far credere chi oggi dirige la scuola pubblica italiana. I percorsi formativi abilitanti in via di approvazione, riservati a chi ha incamerato almeno tre annualità nell’ultimo ottennio, porteranno solo a 24.250 immissioni in ruolo certe per dare spazio a una fase transitoria che si attiverà soltanto a GaE, Grme, Gm esaurite, cioè forse mai. Anief a tal proposito aveva chiesto di estendere il doppio canale di reclutamento, aperto alle graduatorie di istituto provinciali, una volta esaurite le GaE, a una graduatoria nazionale fuori ruolo.
Con questa iniziativa, quindi, compare una nuova forma di discriminazione verso i docenti delle paritarie o di ruolo che potranno prendere un’abitazione soltanto se ci saranno dei posti che già sono scomparsi. Una delle poche consolazioni la conseguono gli ITP in un primo momento esclusi dai sindacati rappresentativi e ora riammessi dal Miur, il quale si è anche ricordato di una recente legge approvata dal Parlamento e richiamata dell’Anief.

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Scuola Bussetti ci ripensa: tornano i PAS per fare abilitare i docenti precari e i concorsi riservati per assumerli

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo, un particolare non di poco conto, arriva il via libera del ministro dell’Istruzione a “misure uniche e straordinarie per la stabilizzazione del precariato storico e sì a percorsi abilitanti aperti a tutti coloro che hanno acquisito adeguata esperienza, con selezione in uscita come nel 2013”: nell’annuncio, ‘postato’ sul profilo Facebook dello stesso Marco Bussetti, si spiega che in tal modo si dà “seguito al “confronto costruttivo aperto insieme al Presidente Giuseppe Conte a Palazzo Chigi – Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scorso 24 aprile con le organizzazioni sindacali”, così da “recepire nel primo veicolo normativo utile la proposta unitaria presentata dai sindacati, che troviamo concreta, di buon senso e in linea con il contratto di governo”.
La novità palesata dal ministro dell’Istruzione sembrerebbe essere bene accolta dai sindacati della scuola firmatari dell’accordo della terza decade di aprile, mentre per le forze politiche di opposizione si tratta di “una presa in giro a 24 ore dalle elezioni, misure senza cifre di copertura, atti concreti o tempistiche di attuazione”, sottolinea Anna Ascani del Partito Democratico. Le critiche dell’opposizione appaiono condivisibili. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, i corsi abilitanti, se è vero che danno un’opportunità a chi inizia a svolgere questo mestiere, non bastano assolutamente a risolvere l’annoso problema della supplentite e del precariato scolastico italiano: “abbiamo ancora sotto gli occhi – spiega il sindacalista autonomo – le conseguenze dei corsi di tirocinio e formazione, i cosiddetti Fit, frequentati da decine di migliaia di docenti precari. Tra loro, ad oggi, ce ne sono ancora 35 mila in lista di attesa e se non cambiano le regole sul reclutamento molti di loro possono mettersi l’anima in pace e andare in pensione da supplenti”. “Per non parlare degli idonei degli altri concorsi, ad iniziare da quello del 2016, che si ritrovano con un pugno di mosche in mano e la prospettiva di riiniziare tutto daccapo perché le graduatorie sono in via di cancellazione. In generale – continua Pacifico – ci ritroviamo con oltre 100 mila docenti già abilitati, che chiedono da tempo di essere stabilizzati attraverso un vero doppio canale di reclutamento. Ovvero chiedono di riapplicare né più né meno il modello di assunzioni previsto fino al 2012”.

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Scuola: Concorsi, per la secondaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 maggio 2019

Il ministro Bussetti ha chiesto al Mef l’autorizzazione di 48.536 posti di cui 8.491 su sostegno. Non è alle porte solamente il concorso per docenti della scuola primaria: anche quello della secondaria, di primo e secondo grado, vedrà la luce entro poche settimane. A confermarlo è stato il ministro Bussetti che ha anticipato la volontà di avviare in tempi brevi il concorso per le scuole secondarie di I e II grado (medie e superiori). La tempistica, annunciata sempre dal Ministro, dice che il bando verrà pubblicato in estate, le prove si svolgeranno a partire dall’autunno, le assunzioni dal mese di settembre 2020. Si prevede un altissimo numero di candidati. Anief ricorda che il Ministero dell’Istruzione non ha ancora assunto tutti gli idonei dei concorsi svolti, benché vi sia una considerevole quantità di cattedre libere. Così, nel frattempo i precari da assumere con supplenza annuale sono diventati oltre 120 mila, rendendo sempre più necessaria l’apertura delle GaE a tutti i docenti già peraltro selezionati e abilitati all’insegnamento oppure l’utilizzo della seconda fascia d’istituto come base per arrivare al ruolo. Si tratta di una mancanza grave, resa ancora più inaccettabile dalla elusione della clausola 5 della Direttiva 70/99 UE, introdotta per evitare l’abuso di precariato in presenza di continuità di servizio e di posti vacanti. Marcello Pacifico (Anief): La stessa intesa, prodotta alla vigilia del 25 aprile a Palazzo Chigi, presuppone che non vi sia la volontà di superare la reiterazione dei contratti, se non una tiepida apertura ai concorsi riservati, i quali, però, si prevedono lenti, su numeri di posti sottodimensionati e pure selettivi.
Per accedere ai posti comuni (le classi di concorso a cui dà accesso la propria laurea) bisognerà essere in possesso di uno dei seguenti titoli: abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche oppure abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente oppure laurea più tre annualità di servizio (anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione. Tale requisito è previsto soltanto in prima applicazione; gli aspiranti che ne sono in possesso potranno partecipare al concorso per una delle classi per le quali hanno un anno di servizio).
Per i posti di insegnante tecnico-pratico (ITP), il requisito richiesto sino al 2024/25 è il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria superiore (tabella B del DPR 19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017). Per i posti di sostegno, i requisiti sono quelli già indicati per i posti comuni oppure quelli per i posti di ITP, più il titolo di specializzazione su sostegno.
Per la procedura relativa ai posti comuni sono previste le seguenti prove: due prove scritte; una prova orale. Per i posti di sostegno: una prova scritta; una prova orale. La prima prova scritta avrà l’obiettivo di valutare il grado di conoscenze e competenze del candidato sulle discipline afferenti alla classe di concorso. Nel caso di classi di concorso riguardanti le lingue e culture straniere, la prova deve essere prodotta nella lingua prescelta. La prova sarà superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria perché sia valutata la prova successiva. La seconda prova scritta per i candidati a posti comuni ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulle discipline antropo-psico-pedagogiche e sulle metodologie e tecnologie didattiche. La prova sarà superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria per accedere alla successiva prova orale.
“Siamo sempre più convinti – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che in Italia si sta perseguendo una strada sbagliata, seguendo il solo concorso come canale di reclutamento. Il sindacato l’ha fatto tanto volte presente, rivendicando il doppio canale e la riapertura delle GaE, come del resto sia stato fatto già due volte nell’ultimo decennio. Anief ricorda che dal prossimo concorso potranno partecipare tutti i candidati in possesso della laurea magistrale, ma privi di abilitazione. A questo requisito, tuttavia, deve essere aggiunto il possesso dei 24 CFU, ovvero i crediti formativi universitari nelle “discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche”, che restano requisito d’accesso come previsto dal Decreto Legislativo n. 59/2017. Eurosofia è da molti anni E.C.P. Pegaso. Clicca qui per acquisirli in tempi rapidi, studiando comodamente da casa tua. Potrebbe essere necessario integrare il proprio piano di studi con esami singoli relativi al proprio ambito d’insegnamento.

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Scuola: Il ministro annuncia concorsi per 65 mila posti, ma quelli vacanti sono il doppio

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Replica del presidente Anief, Marcello Pacifico, alle vaghe risposte fornite ai sindacati dal numero uno del Miur Marco Bussetti: “Basterebbe riaprire le GaE per l’imminente aggiornamento e autorizzare corsi abilitanti per i precari con 36 mesi e i docenti di ruolo immobilizzati per cominciare ad affrontare il problema del precariato, senza nulla togliere al canale ordinario di reclutamento nel rispetto del diritto dell’Unione contro l’abuso dei contratti a termine, così da evitare anche una denuncia della Commissione Ue”
La denuncia dell’Anief sull’inconsistenza degli stipendi dei docenti e Ata italiani e sullo stallo del rinnovo del contratto è al centro dell’attenzione di tutto il mondo sindacale, ma non fa parte dell’agenda del Governo e nemmeno del Miur: nel corso dell’ultimo incontro con i sindacati, sollecitato sull’ultima pubblicazione dell’Ocse, “Regard de l’éducation”, che registra come gli aumenti stipendiali italiani siano, in media, più leggeri e distanziati (ogni 4-5 anni) rispetto ai maggiori Paesi europei, il ministro dell’Istruzione non replica. E cambia argomento, presentando, scrive La Repubblica, “il piano di assunzioni che svilupperà attraverso i prossimi due concorsi, parlando degli “atti preparatori per il bando ordinario per la primaria e l’infanzia, per un totale di 16.959 posti. Quindi ha offerto la prima cifra per il grande concorso autunnale per la scuola media e superiore: Bussetti ha chiesto al Mef di poter assumere 48.536 docenti, 8.491 sul sostegno”. Dopo le risposte evasive del ministro, i sindacati hanno immediatamente confermato lo sciopero generale unitario del prossimo 17 maggio al quale ha aderito anche Anief. Il giovane sindacato, inoltre, ritiene del tutto sbagliata la scelta di creare un unico canale di reclutamento, perché le sequenze storiche delle selezioni nazionali svolte negli ultimi anni ci dicono che le procedure sono lente, macchinose e piene di errori nei bandi. A completare il quadro negativo, ci si mette anche l’inerzia del Miur che, per via di laccioli creati da se stesso in modo inopinato, non ha ancora assunto tutti gli idonei dei concorsi svolti benché vi sia un numero altissimo di cattedre libere. Così, nel frattempo i precari da assumere con supplenza annuale sono diventati oltre 120 mila, rendendo sempre più necessaria l’apertura delle GaE a tutti i docenti già peraltro selezionati e abilitati all’insegnamento oppure l’utilizzo della seconda fascia d’istituto come base per arrivare al ruolo. Come “ciliegina” sulla torta, la Lega sta infine spingendo per la regionalizzazione, sebbene sia opinione comune, e anche dei giudici sinora interpellati, che mini l’unità nazionale e il rispetto della Costituzione. In attesa di capire come si andrà avanti con l’iter, fermo al Consiglio dei ministri dello scorso 14 febbraio, alcuni parlamentari del Carroccio si stanno dimenando per far approvare una norma che, imponendo il domicilio professionale come requisito imprescindibile per partecipare a tutti i nuovi concorsi, bloccherebbe sul nascere qualsiasi tentativo di far cambiare sede ai neo-assunti per ben 5 anni. Anche in presenza di posti vacanti e disponibili. Pure su questo punto i giudici hanno più volte espresso il loro no. Come hanno posto il disco rosso, sia il Quirinale che il Senato, facendo decadere l’emendamento governativo al ddl n. 989 che era stato già approvato a Montecitorio. “Il tutto avviene – ricorda il presidente Anief – sempre lasciando chiuse le graduatorie ad esaurimento ed eludendo la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE: siamo di fronte ad una palese mancata applicazione del diritto comunitario che ha convinto la stessa Commissione Europea a valutare se vi siano i presupposti per comminare all’Italia una sanzione: così, alla fine, il reiterato ricorso dei precari, anche dopo che questi hanno svolto i tre anni canonici di servizio su posti liberi e privi di titolare, come avviene ormai in modo smaccato ogni anno per diverse migliaia di docenti di sostegno, costerà molto caro allo Stato. Con buona pace di chi – conclude Pacifico – voleva fare cassa sulle spalle dei precari”.

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Scuola: Concorsi per diventare docente, decreti in estate

Posted by fidest press agency su sabato, 6 aprile 2019

È quasi pronto il concorso ordinario per infanzia e primaria, per 16 mila posti: il decreto del Miur potrebbe essere pubblicato già a maggio. Intanto in migliaia, tra vincitori e idonei della precedente selezione, aspettano. E potrebbe comparire pure il domicilio lavorativo, dal forte sapore incostituzionale, in attesa della regionalizzazione. Anche il concorso della scuola secondaria sarebbe imminente: “Abbiamo già fatto un monitoraggio e siamo pronti anche per la secondaria”, ha spiegato il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. “Datemi il tempo per avere tutte le autorizzazioni del Mef per poter procedere”, ha quindi specificato il titolare del Miur. Per Anief si tratta di due procedure selettive che non intaccheranno nemmeno la piaga del precariato scolastico, lasciando migliaia di idonei del precedenti concorso a casa, bloccati per il mancato adeguamento dell’organico di fatto in organico di diritto. Emblematico il caso di un vincitore del concorso a cattedra come Itp nel Lazio nella precedente tornata del 2016: a fronte di 12 posti banditi, è arrivato primo, ma vi sono 23 esuberi e dopo tre anni aspetta sempre una nomina dal Miur. Per il presidente Marcello Pacifico (Anief) ciò è scandaloso. Si possono fare anche mille concorsi per dimostrare all’Europa che non si vuole violare la normativa comunitaria sui contratti a termine nella scuola, ma non servirà a nulla se non si adegueranno gli organici di fatto a quelli di diritto come su posti di sostegno in deroga, e se non si riattiverà il doppio canale di reclutamento con l’apertura delle GaE anche agli idonei dei concorsi e corsi abilitanti per docenti con 36 mesi di servizio e di ruolo. In passato, prima del 2011, infatti, i vincitori dei concorsi potevano essere assunti in una regione diversa da quella dove avevano fatto il concorso, possibilità che il legislatore ha esteso anche ai vincitori di infanzia e primaria del 2012, visti i posti fantasma banditi. È ora, conclude Pacifico, di ritornare, integralmente al vecchio sistema di reclutamento vigente prima dell’ultima chiusura delle GaE
Non sono solo i docenti del primo ciclo a trepidare per l’avvio del concorso ordinario: molto probabilmente – ha scritto Orizzonte Scuola – il bando per il concorso scuola secondaria sarà pubblicato in estate, con prove a partire dall’autunno e prime immissioni in ruolo da settembre 2020. Già è stato delineato l’accesso e l’iter dei due concorsi: quello rivolto ad aspiranti docenti del primo ciclo avrà validità biennale e sarà bandito solo in quelle regioni in cui le graduatorie del concorso 2016 presentano pochi aspiranti al ruolo. I requisiti di accesso saranno quelli del conseguimento del diploma magistrale – entro l’a.s.2001/02 – oppure la laurea in Scienze della Formazione o un titolo equipollente conseguito all’estero. Per i posti di insegnamento sul sostegno sarà richiesta la specializzazione.
Non servirà il servizio d’insegnamento ai fini dell’accesso. Al concorso per infanzia e primaria parteciperanno i diplomati magistrale espulsi dalle GaE dal Consiglio di Stato, i laureati in Scienze della Formazione e tutti i precari in possesso di un titolo analogo. Considerando la mancata richiesta di un minimo di giorni di supplenze, è prevedibile che le richieste di accesso al test preselettivo, pressoché scontato, toccheranno numeri stratosferici. Sulla base del Decreto Legislativo n. 59/2017, poi modificato dalla Legge di Bilancio 2019, è possibile intercettare i requisiti per accedere al concorso riservato alla scuola secondaria: per accedere ai posti comuni (le classi di concorso a cui dà accesso la propria laurea) bisognerà essere in possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure della laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Per i posti comuni, inoltre, potrà partecipare al concorso, senza conseguire i 24 CFU, chi si candiderà dopo avere acquisito un’abilitazione per un’altra classe di concorso o per un altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente. Per gli ITP, gli Insegnanti Tecnico Pratici collocati nella tabella B del DPR 19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017, ancora per alcuni anni continuerà a bastare il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria superiore. Anche su questo ambito, per i posti di sostegno servirà il titolo di specializzazione sulla didattica “speciale”. Infine, i docenti con tre annualità di servizio (anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione) potranno partecipare al concorso con la sola laurea, senza quindi i 24 CFU per una delle classi per le quali hanno un anno di servizio. Anief e Radamante, però, già si dichiarano pronte come per il TFA sostegno a impugnare tutte quelle parti del bando che escludono i semplici laureati, i dottori di ricerca, gli educatori, con diploma Itp o Afam che eventualmente saranno esclusi, ritenendo che le nuove norme debbano entrare in vigore dopo il 2024/2025 e che comunque tutti i titoli posseduti entro l’approvazione delle ultime modifiche al Regolamento delle classi di concorso siano validi per la partecipazione alle nuove procedure concorsuali.

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Scuola: Piuttosto che pensare a nuovi concorsi, il Miur assuma chi li ha già vinti

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

E nel reclutare migliaia di idonei, la finisca di chiamare i precari soltanto per fare i supplenti. Il titolo o è valido per insegnare oppure no. Se un posto è senza titolare va dato in ruolo a chi lo ricopre ogni anno. Specializzare altri 14 mila insegnanti sul sostegno senza riaprire le GaE al personale abilitato genera nuovo precariato e questo Bussetti lo sa, replica Marcello Pacifico (Anief). Per non parlare, persino, del licenziamento di chi col diploma magistrale ha superato l’anno di prova.
Il ministro continua a parlare di procedure concorsuali come unica strada per arrivare al ruolo e fa l’esempio del sostegno, per il quale a breve si svolgeranno i test selettivi per far accedere ai corsi oltre 14 mila candidati. Solo che quella specializzazione, peraltro anche particolarmente esosa, replica Marcello Pacifico, presidente Anief, non garantisce alcuna stabilizzazione, ma solo la precedenza nel conferimento delle supplenze, quindi per garantirsi uno dei 50.000 posti di sostegno in deroga. E lo stesso vale per l’abilitazione conseguita con il superamento del concorso: sono attestati, gli ennesimi collezionati dai precari italiani, che aspettano il ruolo dopo aver superato le prove e una vita da supplenti. Il giorno in cui il Ministro vorrà dire davvero basta al precariato, allora non dovrà fare altro che riaprire le GaE a tutti i docenti abilitati, così da evitare per i precari storici della scuola ricorsi risarcitori in tribunale. “Il ministro dell’Istruzione dice che vuole vincere il precariato scolastico, ma poi sbaglia il progetto da attuare perché ciò si realizzi e così espone ancora di più il Miur ai ricorsi risarcitori in tribunale”: così ribatte Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, alle intenzioni espresse da Marco Bussetti durante una visita a Firenze a proposito dell’eccesso di personale non di ruolo che copre cattedre libere. “Vogliamo arrivare – ha detto il Ministro – a dare dignità ad una professione come quella del docente che vede molti, anzi decine di migliaia di docenti, lavorare da molti anni a tempo determinato. Vorremmo avviare le procedure concorsuali per la loro stabilizzazione”. Quando il Ministro dell’Istruzione parla di precariato omette alcuni passaggi fondamentali sull’avvio delle selezioni: la lentezza di attuazione dei concorsi; la decisione di considerare vincitori solo un numero ristretto e non tutti gli idonei; la volontà di fare selezione anche tra i precari storici, con oltre 36 mesi di servizio svolto, che invece devono essere immessi in ruolo con modalità automatiche; la scomparsa dei posti riservati ai vincitori come ancora avvenuto per l’ultimo concorso del 2016; la mancata armonizzazione tra organico di diritto e organico di fatto e la voluta ignoranza sui posti in deroga di sostegno. Su questo punto la Corte di Giustizia Europea, attraverso la decima Sezione Corte, pochi mesi fa ha emesso la sentenza C-331/17 Sciotto che, richiamando “la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”, ha ribadito come i Paesi membri non possano osteggiare tale indicazione e nemmeno discriminare determinate categoria di lavoratori. Quindi, pur di mantenere una posizione sbagliata, continuando a praticare l’abuso di precariato, l’Italia sta andando incontro ad una “bacchettata” non indifferente, sotto forma di sanzione, messa in atto da Bruxelles. Senza dimenticare l’exploit di ricorsi risarcitori in tribunale al quale stiamo assistendo già da alcuni anni. L’apice dalla inefficienza della politica adottata dal Ministero dell’Istruzione per vincere la supplentite nelle scuole si compie sul sostegno agli alunni disabili: “Avvieremo una certificazione dei corsi per 40 mila nuovi docenti specializzati in sostegno nei prossimi tre anni – ha dichiarato Bussetti –: già per 14 mila sono aperti i bandi per questo anno scolastico. Stiamo inoltre investendo sul “reclutamento perché il precariato è un problema”. “Pensare di risolvere il precariato scolastico con i concorsi, dimenticando che ci sono anche da stabilizzare oltre 100 mila precari già selezionati e abilitati all’insegnamento, rappresenta un’opera di demagogia che non possiamo accettare”, commenta il professor Marcello Pacifico.

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Concorsi forze armate: 31 gennaio open day all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Pozzuoli (Na) L’accesso in Accademia Aeronautica per l’open day del 31 gennaio sarà consentito dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle ore 14:00 alle ore 16:00, da Via S. Gennaro Agnano 30, Pozzuoli (NA), previo accreditamento. Come ulteriore ausilio per i giovani interessati al concorso, esperti della Forza Armata saranno inoltre a disposizione il 29 gennaio, dalle 14:30 alle 15:00, in diretta Facebook sulla pagina ufficiale dell’Aeronautica Militare, per rispondere a domande e fornire chiarimenti in merito alle modalità di compilazione della domanda e alle prove concorsuali.
Una giornata da allievo ufficiale dell’Aeronautica Militare, da vivere insieme agli allievi e alle allieve dei corsi regolari dell’Accademia Aeronautica: tutto questo sarà possibile il prossimo 31 gennaio, giorno in cui le porte dell’istituto di formazione che si affaccia sul bellissimo Golfo di Pozzuoli si apriranno eccezionalmente al pubblico, un’opportunità preziosa per le famiglie ed i ragazzi che hanno già fatto o hanno intenzione di fare domanda di partecipazione al concorso in atto per l’ammissione di 83 allievi alla 1ª classe dei corsi regolari dell’Accademia Aeronautica per l’anno accademico 2019/2020, il cui termine è stato in questi giorni prorogato al prossimo 4 Febbraio.
Nel corso dell’open-day sarà possibile approfondire le diverse offerte formative universitarie proposte nel piano di studi (lauree in: Gestione dei Sistemi Aerospaziali per la Difesa; Ingegneria Aerospaziale, Civile o Elettronica; Giurisprudenza; Medicina) e visitare i principali ambienti didattici dell’Accademia Aeronautica, istituto militare di studi superiori a carattere universitario che ha il compito di provvedere al reclutamento ed alla formazione dei giovani che aspirano a diventare ufficiali dell’Aeronautica Militare in servizio permanente effettivo. Saranno mostrate le aule, la sala simulatori del velivolo SF-260 e aliante Twin Astir, la sala motori, i corridoi storici con i gagliardetti delle cinque generazioni dei corsi accademici, gli impianti sportivi. I visitatori potranno inoltre prendere parte ad una lezione di meteorologia aeronautica, una delle tante materie specialistiche che qualificano il percorso di formazione del personale navigante, nonché assistere a dimostrazioni pratiche ed interventi di docenti e ufficiali della Forza Armata che illustreranno i compiti e le attività dell’Aeronautica Militare al servizio del Paese ed i numerosi ruoli e sbocchi professionali che in questi ambiti è possibile sviluppare attraverso il percorso di formazione in Accademia: frequentando i corsi regolari dell’Accademia si può diventare, infatti, Sottotenenti dell’Arma Aeronautica nel ruolo Naviganti normale (piloti) e nel Ruolo Normale delle Armi, del Corpo del Genio Aeronautico, del Corpo di Commissariato Aeronautico e del Corpo Sanitario Aeronautico. Sarà presente anche un simulatore di volo di un MB 339 della Pattuglia Acrobatica Nazionale.
Il personale dell’Ufficio Concorsi dell’Accademia Aeronautica fornirà tutte le informazioni relative al bando e, per chi lo vorrà, saranno a disposizione delle postazioni con personale specializzato per compilare direttamente in loco la domanda di partecipazione al concorso.
Al concorso possono partecipare i cittadini italiani, anche se militari in servizio, di entrambi i sessi, che abbiano compiuto il diciassettesimo anno di età e non abbiano superato il giorno del compimento del ventiduesimo anno di età alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande e che abbiano conseguito o siano in grado di conseguire al termine dell’anno scolastico 2018/2019 un diploma di istruzione secondaria di secondo grado idoneo per l’iscrizione all’Università. La domanda, il cui modello è pubblicato sul portale dei concorsi on-line del Ministero della Difesa (https://concorsi.difesa.it), deve essere compilata e trasmessa esclusivamente on-line. (fonte: http://www.aeronautica.difesa.it)

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Scuola – Il 2019 sarà l’anno dei concorsi e del nuovo reclutamento, ma non della fine del precariato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Poco hanno fatto i due recenti concorsi riservati: dopo il primo riservato agli abilitati nella secondaria a cui ha aderito meno della metà del personale abilitato con il TFA e il PAS o ancora presente nella terza fascia delle GaE, continuano a rimanere vacanti 50 mila cattedre; al secondo, per infanzia e primaria, ha rinunciato una maestre su tre inserita in GaE con riserva a cui è stato rinnovato il contratto soltanto fino al 30 giugno, mentre si attende una nuova decisione della Plenaria e della Cassazione. Nel frattempo, altri 20 mila insegnanti hanno fatto ricorso con Anief avverso l’esclusione delle nuove procedure, quasi il 20% delle domande prodotte, la prima delle quali è già al vaglio della Consulta. Saranno chiuse pure le Facoltà di scienze della formazione primaria, visto il valore abilitante del solo concorso? Il piano predisposto dal Miur e dal governo attraverso l’appena approvata Legge di bilancio non stroncherà, pertanto, la piaga della supplentite: le procedure selettive ordinarie e straordinarie, infatti, andranno a stabilizzare solo una minima parte dei precari di lungo corso. Gli stessi che i giudici e l’Europa chiedono invece di assumere in ruolo, in modo automatico, dopo 36 mesi di supplenze. Secondo il presidente Anief, Marcello Pacifico, invece di puntare tutto sui concorsi, il nuovo Ministro dell’Istruzione avrebbe dovuto riaprire le GaE – come si è sempre sostenuto nei tribunali italiani ed europei – per sanare la posizione di migliaia di insegnanti formati dallo Stato, ma costretti a cambiare cattedra ogni anno: pensare che tutto possa risolversi con l’utilizzo dei concorsi, ancora meglio se straordinari, è stato un errore strategico, costato caro al governo Renzi. E ora potrebbe accadere lo stesso a quello del M5S e della Lega. I numeri parlano chiaro: non era mai successo che in un triennio andassero vacanti complessivamente 50 mila assunzioni in ruolo a fronte di un numero tre volte superiori di personale abilitato.

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USB P.I. chiede la proroga delle graduatorie dei concorsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

L’Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego ha scritto al ministro Giulia Bongiorno per chiedere la proroga della validità di tutte le graduatorie dei concorsi della Pubblica Amministrazione in scadenza al prossimo 31 dicembre.La USB evidenzia le gravi carenze di personale, anche nell’area amministrativa, verificatesi a seguito di un reiterato blocco del turn over e, rispondendo al ministro che in un recente question time in Parlamento ha affermato che saranno prorogate esclusivamente le graduatorie riguardanti figure professionali ritenute necessarie, sottolinea che sarebbe paradossale far scadere proprio ora graduatorie che permetterebbero di rispondere celermente alla necessità di effettuare nuove assunzioni.USB ha chiesto al ministro Bongiorno di essere ascoltata prima che siano assunte scelte che riguardano la funzionalità e la tenuta delle amministrazioni pubbliche.

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Scuola: Bussetti vuole solo concorsi per vincitori

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Prende corpo il nuovo reclutamento scolastico del titolare del Miur: “o passi il concorso e sei abilitato per il biennio di durata del bando o devi rifare il concorso”, ha dichiarato oggi Bussetti. Secondo Anief non si può risolvere la questione in questo modo: il Tar ha già detto di no, poi è stata la volta delle Camere. Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, ricorda che l’Italia perde 35 mila immissioni in ruolo per assenze di personale idoneo nelle graduatorie di merito o abilitato nelle graduatorie ad esaurimento: una persona ragionevole cercherebbe di riempire le stesse e non renderle inservibili. Anche perché in questo modo i ricorsi non potranno che aumentare.

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Scuola: Concorso Dsga per oltre 2 mila posti

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 ottobre 2018

È pronto il decreto del concorso per Dsga della scuola con 2.004 posti a bando e ulteriori 400 incrementabili in base alla disponibilità: al testo del documento – pubblicato da Orizzonte Scuola e contenente la procedura di selezione, la tabella di valutazione titoli, le prove d’esame, i programmi e la formazione delle commissioni d’esame – mancherebbe solo la firma del Ministro dell’Istruzione. La sua pubblicazione, dopo quasi due decenni di vuoto concorsuale, risulta sempre più necessaria, poiché oggi nelle nostre scuole manca all’appello un Dsga ogni quattro e si ricorre sempre più alle reggenze e all’assegnazione dei posti ad assistenti amministrativi con maggiore esperienza. Il problema è che l’accesso al concorso del personale Ata facente funzione nel ruolo superiore continua a rimanere associato a dei requisiti eccessivamente pre-selettivi: il Miur, infatti, si limita a considerare utili al raggiungimento dei tre anni di servizio, indispensabili per presentare domanda qualora il candidato fosse privo di laurea attinente, solo gli ultimi otto anni. Invece, secondo l’ufficio legale Anief vanno considerati utili anche le reggenze precedenti al 2010. Allo stesso modo, il sindacato reputa utili al raggiungimento dei 180 giorni annuali (la soglia minima richiesta dall’amministrazione) anche i servizi svolti in modo non continuativo. Inoltre, per il raggiungimento dei 36 mesi complessivi richiesti non vanno adottati vincoli di alcun genere. Anief, pertanto, ha predisposto un apposito ricorso al tribunale amministrativo regionale, non appena verrà pubblicato il decreto, con all’interno il regolamento d’accesso al concorso, qualora gli attuali vincoli di accesso illegittimi dovessero essere confermati, al fine di opporsi al limite temporale per l’accesso al concorso Dsga da parte degli assistenti amministrativi privi di laurea, ma con servizio prestato come facente funzione per almeno 3 anni in tutto o in parte maturati oltre gli ultimi 8 anni, 180 giorni non continuativi e con raggiungimento dei 36 mesi senza vincoli.

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Scuola: Bussetti punta tutto sui concorsi e sulla fine delle GaE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Il ministro dell’Istruzione lo ha detto stamattina in audizione presso la VII Commissione cultura, rispondendo ai quesiti dei parlamentari: oltre all’attuale selezione, riservata agli abilitati, sono in programma altri tre concorsi, mentre le GaE “sono ad esaurimento e non si possono perpetrare all’infinito”. Secondo il giovane sindacato, le prospettive sul nuovo reclutamento indicate oggi dal Ministro dell’Istruzione non sono affatto risolutive; la strada da attuare passa per la verifica delle ragioni sostitutive valide che portano lo Stato italiano a perpetrare le supplenze per tanti anni: in caso contrario, bisogna invece procedere alle assunzioni, laddove i precari fossero già selezionati, formati e abilitati. E siccome in questa situazione sono i diplomati magistrale, i laureati in scienze della formazione primaria, oltre agli abilitati con Tfa e Pas, si può fare in modo veloce aprendo loro le GaE. In tal maniera, si stabilizzerebbero subito la maggior parte dei 100mila che vengono chiamati ogni anno a fare supplenze annuali. L’emblema di questa assurda situazione, che mette a repentaglio la didattica, è quanto sta accadendo con il sostegno: proprio oggi, è giunta la notizia che in Veneto per la scuola secondaria di primo grado, non sarà possibile coprire gli 842 posti assegnati.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se si vuole davvero sradicare il precariato, l’unico modo rimane quello di riaprire le GaE e non chiuderle. Perché è dalle Graduatorie ad esaurimento che si chiamano ogni anno decine di migliaia di diplomati magistrale e collocarli in quelle d’istituto condannerebbe molti di loro alla supplentite a vita: per ammissione dello stesso Bussetti, infatti, anche i posti del concorso straordinario saranno limitati e chi non riuscirà ad entrarvi non potrà fare altro che il precario a vita, visto che la sua presenza è necessaria per coprire i vuoti di organico. Il progetto presentato dal Ministro non è altro che una continuazione della Buona Scuola. Altro che governo del cambiamento. Altro che continuità didattica. Si lasciano, in pratica, tantissimi precari senza alcuna prospettiva di assunzione. Sul sostegno si sta rasentando l’assurdo: un posto su tre, benché sia vacante, rimane al 30 giugno e quindi destinato ai supplenti.

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