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Posts Tagged ‘infanzia’

Infanzia: disturbi del sonno

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

I bambini e adolescenti residenti nel nostro Paese non sempre dormono sonni tranquilli. Il 15% degli italiani dai 3 ai 14 anni soffre di disturbi del sonno e questa percentuale sale addirittura al 30% tra i bimbi con meno di 3 anni. Questo determina gravi conseguenze tra cui alterazioni del comportamento, difficoltà nelle attività scolastiche, problemi di memoria e, più in generale, alterazioni del neurosviluppo. Sono questi alcuni dei dati emersi ieri durante la sessione dedicata ai disturbi del sonno nell’ambito del XIII Congresso Nazionale Scientifico della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). L’evento che si chiude oggi, ha visto a Paestum (Salerno) la partecipazione di oltre 1.000 pediatri di famiglia provenienti da tutta la Penisola. “Le segnalazioni al pediatra di famiglia dei disturbi del sonno arrivano fino a tre anni dopo l’insorgenza del problema – afferma il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale FIMP -. Questi eccessivi e frequenti ritardi diagnostici possono compromettere seriamente la salute e il benessere. A volte, infatti, le notti insonni sono la manifestazione di patologie molto gravi e pericolose. I genitori devono quindi imparare a non sottovalutare un aspetto fondamentale della vita dei figli e segnalare il prima possibile ogni anomalia al proprio pediatra di famiglia”. “Le notti insonni sono un campanello d’allarme a cui prestare attenzione – afferma la dott.ssa Emanuela Malorgio, Coordinatrice Nazionale Gruppo Studio Sonno della FIMP -. Possono essere legate a comportamenti errati da parte dei genitori al momento dell’ addormentamento e durante i risvegli notturni dei bambini. Oppure sono determinate da malattie come parasonnie, epilessie o sindrome delle gambe senza riposo. Esistono poi quei bambini che si muovono molto durante la notte e che al mattino si svegliano stanchi e assonnati. La diagnosi precoce ed un adeguato trattamento permettono di prevenire le alterazioni dello sviluppo neurologico e psicologico del bambino”. La FIMP da oltre tre anni promuove il Progetto Buonanotte. “Stiamo progettando la realizzazione di corsi di formazione per pediatri di famiglia su tutto il territorio nazionale – conclude il dott. Mattia Doria, Segretario alle Attività Scientifiche della FIMP -. L’obiettivo è approfondire i temi dell’igiene del sonno e sviluppare maggiori strategie di educazione al sonno e al riconoscimento precoce dei suoi disturbi, innanzitutto in termini di qualità e quantità. Inoltre stiamo avviando uno studio epidemiologico sui disturbi respiratori del sonno. E’ un altro fenomeno ancora sottovalutato e che invece merita maggiore attenzione da parte di tutta la comunità scientifica”.

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Richiesta Iva agevolata al 10% sui prodotti per l’infanzia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Prosegue l’impegno di Altroconsumo a sostegno dei consumatori con un’iniziativa finalizzata a ottenere l’applicazione dell’Iva agevolata al 10% sui prodotti per l’infanzia. Una proposta che, da un lato, l’Organizzazione di consumatori ha portato all’attenzione del Ministro dell’economia Roberto Gualtieri e del Ministro per la Famiglia Elena Bonetti e che, dall’altro, in attesa che la politica faccia il suo corso, vede Altroconsumo intervenire direttamente a sostegno dei consumatori con un’azione concreta. Proprio a partire da oggi, infatti, grazie alla collaborazione con QuiMammeShop.it si potranno acquistare prodotti per l’infanzia ad un prezzo ribassato come se l’Iva fosse al 10%, la percentuale che – secondo l’Organizzazione – dovrebbe essere applicata a tutti i prodotti indispensabili per la cura dei bambini.Una serie di prodotti indispensabili per la cura dei bambini, dai pannolini ai seggiolini auto, nel nostro Paese sono tassati con Iva al 22%, la stessa percentuale applicata ai beni di lusso. Una vera e propria ingiustizia se si considera l’Iva agevolata, rispettivamente al 5 e 10%, per prodotti alimentari non di prima necessità, come ad esempio i tartufi, e per gli oggetti d’arte e i francobolli da collezione.Eppure quella per la cura dei bebè è una voce di spesa non comprimibile che grava pesantemente sui bilanci familiari: basti pensare che in Italia si spendono oltre 380 milioni l’anno solo per i pannolini. A questa spesa vanno aggiunti una serie di prodotti che è obbligatorio acquistare come i seggiolini auto (fino ai 12 anni di età), o necessari, come i seggioloni per la pappa.
Fino al 9 dicembre, registrandosi su http://www.altroconsumo.it/babyiva, è possibile ottenere un coupon per acquistare su QuimammeShop.it una serie di prodotti indispensabili per la cura e la crescita dei bambini (ad esempio pannolini, seggiolini auto, prodotti di puericultura leggera, ecc…) con prezzo ridotto, al costo che avrebbero se godessero dell’IVA agevolata al 10%. Un’azione concreta a testimonianza del sostegno di Altroconsumo alla natalità e alla tutela delle famiglie italiane che sottolinea il valore e l’importanza delle nuove generazioni per il futuro del Paese.

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Infanzia in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Le disuguaglianze tra i bambini, per quanto riguarda l’acquisizione di capacità e competenze, si formano già nei primissimi anni di vita, ben prima dell’ingresso a scuola. Non si tratta, tuttavia, di disuguaglianze inevitabili: frequentare l’asilo nido, così come trascorrere del tempo di qualità con i propri genitori, si dimostra un fattore determinante in grado di ridurre il gap. Eppure, in Italia, solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, con picchi negativi che si registrano in regioni come Calabria e Campania, dove la copertura è pressoché assente e, rispettivamente, solo il 2,6% e il 3,6% dei bambini frequenta un nido pubblico. Uno scenario in cui le ripercussioni negative riguardano soprattutto i minori provenienti da famiglie economicamente svantaggiate e che hanno dunque maggiori difficoltà nell’accedere alla rete degli asili privati non convenzionati. È quanto emerge dal rapporto “Il miglior inizio – Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita” diffuso da Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico nel nostro Paese. Il rapporto contiene i risultati di una indagine pilota condotta tra marzo e giugno 2019 in 10 città e province italiane – Brindisi, Macerata, Milano, Napoli, Palermo, Prato, Reggio Emilia, Roma, Salerno e Trieste – realizzata in collaborazione con il Centro per la Salute del Bambino, che ha anche fornito una supervisione scientifica insieme all’Istituto degli Innocenti e all’Università di Macerata.L’indagine, di carattere esplorativo, ha coinvolto direttamente 653 bambini di età compresa tra 3 anni e mezzo e 4 anni e mezzo, ai quali, nell’ambito di incontri individuali a scuola con educatori appositamente formati, sono stati sottoposti i quesiti dello strumento IDELA (International Development and Early Learning Assessment), sviluppato da Save the Children International nel 2014 e utilizzato in più di 40 Paesi al mondo, che opera una valutazione su quattro aree di sviluppo: fisico-motorio, linguistico, matematico e socio-emozionale. La valutazione, in particolare, avviene attraverso compiti e giochi, quali ad esempio identificare una lettera o un numero o fare dei raffronti e delle misurazioni. Sono stati inoltre analizzati 627 questionari compilati dai genitori dei bambini coinvolti.
“L’indagine pilota svolta da Save the Children mostra come diseguaglianze educative che possono avere sui bambini un impatto di lunga durata si manifestino molto prima dell’accesso alla scuola dell’obbligo. La povertà educativa va dunque combattuta a partire dai primi anni di vita, attraverso solide politiche di sostegno alla prima infanzia e alla genitorialità, oggi assolutamente carenti nel nostro Paese, evitando che siano proprio i bambini delle famiglie più svantaggiate a rimanere esclusi dalle opportunità educative di qualità”, ha proseguito Raffaela Milano.

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Scuola: Il concorso ordinario infanzia e primaria slitta in autunno

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Lo slittamento, qualunque sia il motivo, non fa altro che avvalorare la tesi portata avanti da Anief: i concorsi, ordinari e riservati, come da prassi, procedono con una lentezza tale che non possono di certo fronteggiare l’emergenza delle quasi 200 mila supplenze, di cui in gran parte vacanti. Marcello Pacifico (Anief): “Tutti questi problemi organizzativi sul reclutamento, sommati alla lentezza cronica della loro attuazione, all’esclusione illegittima dalle prove di alcune tipologie di candidati e ad errori organizzativi-valutativi, dovrebbero fare aprire gli occhi all’amministrazione scolastica. Perché questo modo di procedere sta portando ad assegnare una cattedra su quattro a supplenze, anche a precari con la sola messa a disposizione, e tutto il sistema scuola a dei livelli sempre più bassi”. L’affidabilità del ministero dell’Istruzione si dimostra sempre più scarsa: a poche ore di distanza dal taglio di 5 mila immissioni in ruolo, deciso dal Mef senza che il Miur avesse nulla da eccepire, giunge l’ancora più inaspettata notizia del rinvio in autunno del bando di concorso ordinario infanzia e primaria per 16.959 posti, dopo che ancora ieri il ministro dell’Istruzione lo dava per imminente. Tra le possibili motivazioni del rinvio, probabilmente ad ottobre, spiega la rivista Orizzonte Scuola, c’è quella che il concorso straordinario bis, riservato ai docenti con diploma magistrale conseguito entro a.s. 2001/02 e laureati in Scienze della formazione primaria con un anno di servizio nella scuola statale, paritaria o nelle sezioni primavera, “acquisterebbe valore se bandito prima o comunque contemporaneamente all’ordinario”. Tra l’altro, lo stesso concorso ordinario per docenti del primo ciclo di studi, alla luce del testo contenuto nel decreto pubblicato, si conferma pure discriminante rispetto a diversi lavoratori precari, ingiustamente esclusi: la più evidente di tali estromissioni è quella degli educatori, tanto è vero che per la selezione riservata i giudici non hanno avuto dubbi ad ammetterli alle prove. Inoltre, dal decreto risultano altre circostanze impugnabili, come la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi.

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Scuola: Diplomati magistrale, per salvarli arriva il concorso infanzia e primaria bis

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

La rinnovata sessione riservata, cui parteciperebbero anche i laureati in Scienze della formazione primaria, prevede la riduzione del requisito di servizio d’accesso ad un anno, la possibilità di presentarlo nella scuola paritaria e nelle sezioni primavera, oltre che l’allargamento fino al 2007/08 del limite temporale entro il quale deve essere stato svolto. A presentare il piano è stato il senatore leghista Mario Pittoni, presidente della VII Commissione del Senato. La replica di Marcello Pacifico, presidente Anief: “Perché la Lega non propone di riaprire le GaE e di confermare nei ruoli le oltre 7 mila maestre assunte con riserva? Così sì che tutelerebbe la continuità didattica, oltre che rendere giustizia a tanti precari. Ricordiamo che il Consiglio di Stato, cambiando opinione, ha soltanto ritenuto la norma rispettata dal Miur. Basterebbe cambiarla per avvicinare la situazione di fatto alla ragione di diritto. L’anno scorso, però, la Lega fece di tutto per bocciare la riapertura delle GaE passata in Senato: speriamo che oggi, dopo che la supplentite è aumentata al punto di toccare il record di contratti a tempo determinato, 200 mila di cui 40 mila solo in Lombardia, si sia ravveduta. Nel frattempo, continua la nostra azione nei tribunali d’Italia e d’Europa.Sui 50 mila maestri con diploma magistrale il Governo cerca di porre rimedio alla linea autolesionista prodotta dal ministero dell’Istruzione: l’avvocatura del Miur ha fatto di tutto per tarpare le ali agli stessi docenti che da anni permettono il regolare svolgimento delle lezioni del primo ciclo e chiedono solo di fare il mestiere per il quale si sono formati e abilitati, impegnandosi allo stremo per arrivare alle due sentenze della plenaria del Consiglio di Stato, con coda di queste ore della Cassazione che non si è opposta, che hanno chiuso le porte delle GaE ai diplomati magistrale e compromesso la carriera dei 7 mila addirittura già immessi in ruolo. Ora, è la politica a venire in soccorso dei docenti esclusi dalla stabilizzazione: c’è infatti un nuovo testo, proposto dal senatore Mario Pittoni responsabile istruzione della Lega e Presidente della VII Commissione Istruzione al Senato, che apre alla “riduzione a una annualità nella scuola statale per accesso a concorso straordinario”. Il testo, pubblicato in anteprima da Orizzonte Scuola e già inviati ai sindacati, modifica l’art. 4 del cosiddetto Decreto Dignità, con il quale è stato avviato il concorso straordinario infanzia e primaria riservato ai docenti in possesso di laurea in Scienze della formazione primaria o diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 con due anni di servizio nella scuola statale svolti negli ultimi otto.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria, pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Il decreto autorizzativo del Mef relativo al concorso ordinario dei maestri della scuola dell’infanzia e primaria per 16.959 posti complessivi è giunto in Gazzetta Ufficiale. Nel testo si specifica che le cattedre saranno così suddivise: “n. 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e n. 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022”. Secondo fonti ministeriali, il bando “potrebbe già “essere pubblicato la prossima settimana”. Si tratta di uno dei tre concorsi programmati dal ministero dell’Istruzione. Oltre a questo decreto, i docenti precari della scuola sono in attesa anche di un concorso straordinario per i docenti con 36 mesi di servizio e di uno ordinario. Entrambi per assumere docenti della secondaria di primo e secondo grado. Anief annuncia che quando il testo del concorso ordinario per quasi 17 mila posti verrà collocato nel bando ufficiale sarà immediatamente impugnato: tra le varie ragioni vi è la mancata presenza degli educatori, esclusi sebbene siano maestri di scuola primaria a tutti gli effetti, la discriminazione verso chi ha conseguito titoli all’estero e la scarsità di posti messi in palio, peraltro su due annualità. Sarà quindi operativo, con l’imminente uscita del bando, prevista oggi da Orizzonte Scuola, il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e della scuola primaria: la selezione sarà aperta a tutti i candidati che sono in possesso dei titoli richiesti, anche se non hanno mai svolto un giorno di supplenza o già avuto esperienze di alcun genere all’interno della scuola.
Il concorso ordinario per infanzia e primaria prevede tre prove d’esame: una pre-selettiva (da svolgere però solo qualora il numero dei candidati superi di quattro volte i posti disponibili), una scritta e un orale, con valutazione titoli per coloro che saranno reputati idonei. Le commissioni disporranno di 100 punti massimi: 40 si accrediteranno per la prova scritta; altri 40 per la prova orale; 20 per i titoli presentati dai candidati. L’ammissione al concorso sarà riservata a chi è in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria oppure del diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. In alternativa, sarà ritenuto utile un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno sarà necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli già detti, della specializzazione sul sostegno svolto in Italia o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente. Inoltre, saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici.

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Scuola: Infanzia, ancora una volta lesi i diritti di chi lavora nelle sezioni Primavera

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Da più di dieci anni gli educatori hanno un contratto a tempo determinato: prima lavoravano in classi sperimentali, da due anni nel sistema ordinario integrato 0-6 voluto dalla Buona Scuola di Renzi. Eppure il loro stato giuridico è anomalo e non possono chiedere l’immissione in ruolo. Ecco perché il sindacato intende impugnare il prossimo decreto sugli organici.Marcello Pacifico (Anief): Questo personale, che da anni garantisce un servizio essenziale per le scuole, ha il pieno diritto ad essere stabilizzato, alla pari di quello utilizzato dalle cooperative per i servizi esternalizzati.

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La Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

Roma 10 giugno 2019 ore 9.30 -13.00 Auditorium «Aldo Farina» – UNICEF Italia Via Palestro, 68 10.00/10.15 – Saluti ed apertura dei lavori Paolo Rozera, Direttore generale del Comitato Italiano per l’UNICEF Min.Plen. Fabrizio Petri, Presidente del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani
I Sessione. Introduce e modera i lavori: Andrea Iacomini, Portavoce del Comitato Italiano per l’UNICEF
10.15/10.20 Video-Messaggio da parte del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia
10.20/11.00 – Le “Osservazioni conclusive” indirizzate all’Italia dal Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia
Felix Nikel, Consulta dei ragazzi e delle ragazze dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
Giada Falco, Consulta dei ragazzi e delle ragazze dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
Giovanna Cecchetti, “YOUNICEF” – Movimento dei giovani volontari dell’UNICEF Alessandro Todero, “YOUNICEF” – Movimento dei giovani volontari dell’UNICEF Roberta Franchitti, volontaria Servizio civile, UNICEF
Anastasia Vasapollo, volontaria Servizio civile, UNICEF
Ibrahim Kondeh, Progetto U-Report on the Move, UNICEF
11.00/11.15 – Il ruolo dell’Autorità garante per l’Infanzia e l’Adolescenza nel monitoraggio dello stato di attuazione della Convenzione ONU su Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia Filomena Albano, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza
11.15/11.30 – Il ruolo del Terzo Settore nel monitoraggio dello stato di attuazione della Convenzione ONU su Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia Arianna Saulini, Coordinatrice e portavoce del “Gruppo di Lavoro per la CRC”
II Sessione Introduce e modera i lavori: Laura Guercio, Segretario del Comitato Interministeriale per i Diritti Umani
11.30/12.45 – Tavola rotonda: l’impegno delle Istituzioni per dare seguito alle “Osservazioni conclusive” del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia
Parteciperanno:
– Armando Bartolazzi, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute
– Michela Cocurullo, Segreteria del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, prof. Salvatore Giuliano
– Annaclaudia Servillo, Coordinatore del Servizio per i rapporti internazionali e gli Affari generali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri
– Stefania Boscato, Divisione IV “Programmazione sociale. Segretariato della Rete della protezione e dell’inclusione sociale. Gestione e programmazione dei trasferimenti assistenziali. Politiche per l’infanzia e l’adolescenza” della Direzione Generale per la lotta alla povertà e per la programmazione sociale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Vivere l’infanzia: un diritto negato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Vivere l’infanzia che meritano oggi è un diritto negato per 690 milioni di minori, quasi 1 su 3 al mondo. Bambine e bambini che muoiono troppo presto a causa di malattie facilmente curabili e prevenibili, che non hanno cibo adeguato per vincere la malnutrizione, che non possono studiare e andare a scuola, che sono costretti a lavorare o a sposarsi precocemente. Un quadro che si fa ancor più cupo nei paesi sferzati dai conflitti, dove in un solo anno 53.000 bambini hanno perso la vita in seguito alle violenze.
La Repubblica Centrafricana è il Paese al mondo dove le condizioni di vita per i bambini sono le peggiori; a seguire Niger e Ciad, con 10 Stati africani, di cui 6 colpiti da conflitti, ad occupare gli ultimi dieci posti della classifica dei Paesi dove l’infanzia incontra le condizioni migliori (1), stilata per il terzo anno consecutivo da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Sul versante opposto, il primato dei Paesi più a misura di bambino spetta a Singapore, seguito da Svezia e Finlandia, con l’Italia all’ottavo posto in graduatoria, in linea con lo scorso anno, peggio solo di Irlanda, Germania, Slovenia e Norvegia, oltre che dei tre sul podio, sebbene nel nostro Paese oggi si contino 1,2 milioni di minori in povertà assoluta. “Rispetto al passato, le condizioni di vita dei bambini, in tutto il pianeta, stanno facendo registrare miglioramenti enormi: si tratta di una notizia importantissima, che dimostra chiaramente che quando si intraprendono i passi giusti e si mettono in campo le azioni necessarie si possono ottenere risultati straordinari per assicurare un futuro a milioni di minori, anche nei Paesi più poveri e nei contesti più complicati. Tuttavia, il lavoro è tutt’altro che compiuto perché sono ancora troppi i bambini che continuano a essere privati dell’infanzia che meritano e che soffrono terribilmente a causa di guerre, povertà, cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale che i leader mondiali, che nel 2015 si sono impegnati a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile entro il 2030, facciano ancora di più e mettano in campo ogni sforzo possibile perché nessun bambino al mondo venga più lasciato indietro”, ha affermato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.
Rispetto a 20 anni fa, emerge dal nuovo rapporto di Save the Children, si registrano 4,4 milioni di morti infantili all’anno in meno; il numero di bambini colpiti dalla malnutrizione è sceso di 49 milioni; si contano 115 milioni di bambini in meno tagliati fuori dall’educazione e 94 milioni in meno coinvolti in varie forme di lavoro minorile.
La cattiva notizia: sempre più bambini soffrono a causa dei conflitti.

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Scuola – Pacifico: “Concorso Infanzia e Primaria, i posti vanno triplicati”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

Nel mirino di Anief il Concorso per Infanzia e Primaria, che prevede 16 mila posti, 10 mila dei quali per l’anno scolastico 2020/21, 6mila per il successivo.
Sono numeri insufficienti, per varie ragioni, come spiega lo stesso presidente Marcello Pacifico: “Basti pensare – osserva il sindacalista autonomo a Italia Stampa – che solo tre anni fa erano stati banditi 26 mila posti. E poi sono tantissimi quelli di sostegno in deroga, che non diventano di ruolo, nonostante le tante esigenze certificate. Stesso discorso vale per la stabilizzazione delle sezioni Primavera che da due anni fanno parte del sistema ordinamentale dello Stato”.“Siamo pronti a impugnare il bando di concorso, perché siano raddoppiati o anche triplicati i posti. È un bando illegittimo, anche perché continua a escludere gli educatori e coloro che hanno preso l’abilitazione all’estero, abilitazione che – conclude Pacifico – lo Stato ora nemmeno riconosce”.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria: Si confermino nei ruoli le 7 mila maestre assunte con riserva dalle GaE

Posted by fidest press agency su domenica, 26 Mag 2019

Il Decreto inviato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è autorizzato ad avviare, per il biennio scolastico 2020/2022, procedure concorsuali per il reclutamento del personale docente della scuola dell’infanzia e primaria”. Il provvedimento, scrive oggi Orizzonte Scuola, è stato inviato dalla Buongiorno al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’autorizzazione economica delle prossime assunzioni.Anief ricorda che sono otto le censure di merito che l’ufficio legale del giovane sindacato denuncia rispetto al D.M. n. 327/19, dal numero dei posti banditi che non contempla i posti su sostegno in deroga e quelli in organico nelle sezioni primavera,all’esclusione di alcuni insegnanti (educatori, laureandi SFP, abilitati all’estero con titolo non riconosciuti dal Miur), dagli elenchi degli esclusi dopo le prove selettive (nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientrano nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi) a quelli degli idonei che non potranno essere inclusi nelle graduatorie di merito perché collocati oltre la soglia del 10%, per arrivare alla contestazione della mancata valutazione del servizio di insegnamento prestato a dispetto del concorso 2016. Per ulteriori informazioni e pre-aderire ai ricorsi, clicca qui.Prendono il via le attese procedure concorsuali per l’assunzione di quasi 1.700 nuove maestre e maestri: l’annuncio ufficiale è arrivato oggi dal ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Buongiorno, che ha anche firmato il decreto apposito. Il Decreto è stato già pubblicato in Gazzetta Ufficiale senza ancora l’indicazione dei posti. A poter accedere, per i posti comuni: laurea in Scienze della formazione primaria; diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002; analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i docenti di sostegno, bisogna essere in possesso dell’abilitazione specifica in Italia o all’estero con riconoscimento secondo la normativa vigente. Il concorso prevede una prova preselettiva, una prova orale e uno scritto.Secondo Anief, concorso del 2016, il decreto Miur del 23 febbraio 2016 continua a minare fortemente la stabilizzazione di diverse migliaia i candidati docenti, vincitori dell’ultimo concorso a cattedra, quello del 2016, i quali pur avendo regolarmente partecipato e superato le prove, preselettive e selettive, scritte e orali, continuano a rimanere precari, con la prospettiva di uno o al massimo di anni di possibilità ulteriori di essere assunti. Considerando che moltissimi degli idonei del concorso 2016 sono anche precari storici, l’Italia seleziona docenti senza assumerli e nel contempo continua a calpestare la clausola 5 della 70/99 UE che prevede l’immissione in ruolo automatica per tutti coloro che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio anche non continuativo.
A complicare le cose è stata anche la decisione di introdurre il concorso straordinario del primo ciclo, riservato allo stesso ciclo scolastico, con il DDG n. 1456 del 9 novembre 2018, che servirà solo a creare l’ennesima graduatoria. La svolta nel reclutamento si avrebbe invece con la riapertura della GaE, la stabilizzazione automatica di chi ha effettato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei tanti abusi nei confronti del personale precario o anche già di ruolo. Anief, infine, tutela anche chi è stato licenziato, anche se oggi di ruolo, avviando la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti milionari”.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria, bando in arrivo e vincitori solo nel 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 Mag 2019

Cresce l’attesa per l’uscita del bando del concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e primaria, con 16.000 posti in palio, dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Secondo la rivista Orizzonte Scuola, “a breve il Miur pubblicherà il bando con l’indicazione del numero di posti per regione e le date di scadenza per la presentazione della domanda”. Il concorso sarà aperto a tutti coloro che sono in possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso. I requisiti di accesso per i posti comuni saranno la laurea in Scienze della formazione primaria; il diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002; analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno è necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente. Saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici. Non serviranno né i 24 CFU in discipline antro-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (richiesti solo ai laureati per l’accesso al concorso della secondaria) né requisiti di servizio di insegnamento. Potranno partecipare anche i docenti di ruolo. Il concorso si articolerà in un eventuale prova pre-selettiva (qualora le domande di partecipazione siano superiori a quattro volte il numero dei posti); prova scritta; prova orale; valutazione titoli. Sarà possibile partecipare in un’unica regione per tutte le procedure per cui si ha titolo. Al massimo quattro: infanzia, primaria, sostegno infanzia e sostegno primaria.
I concorsi non saranno banditi in tutte le regioni, almeno in prima applicazione ossia per il primo dei concorsi che sarà bandito, ma soltanto in quelle regioni ove le graduatorie di merito 2016 risultino esaurite o con un numero di aspiranti non sufficiente a coprire il fabbisogno nel biennio di riferimento. Ricordiamo che gli idonei del concorso 2016 potranno essere assunti sino alla validità delle graduatorie di merito, mentre i vincitori manterranno il diritto all’immissione in ruolo. Sempre Orizzonte Scuola ricorda che la validità delle graduatorie di merito 2016 è stata prorogata di un anno, per cui saranno vigenti per 3 anni + 1. Alcune scadranno nel 2020, ma sono ancora piene di docenti idonei. Sono stati presentatati degli emendamenti al decreto legge Concretezza per prorogare di uno o due anni le attuali graduatorie, in modo da fornire ancora prospettive di assunzione agli idonei. Le immissioni avverranno per il 50% dalle GaE e per il 50% dalle graduatorie dei concorsi. Per i concorsi: a) con priorità da graduatoria di merito 2016 (limitatamente a coloro che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando, sino al termine di validità delle graduatorie medesime, fermo restando il diritto all’immissione in ruolo per i vincitori del concorso); b) 25% da graduatoria di merito concorso straordinario DDG n. 1456 del 7 novembre 2018; c) 25% graduatoria di merito concorso ordinario (ossia quello che si svolgerà). Le prime assunzioni dalle graduatorie di merito del concorso ordinario si realizzeranno non prima del 2020. L’immissione in ruolo da una delle graduatorie di merito regionali comporterà la decadenza dalle graduatorie a esaurimento.

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Istruzione: Tutto pronto per il maxi concorso per maestri della scuola dell’Infanzia e Primaria

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

Ma il Miur ripete gli stessi errori del concorso riservato. Diversi risultano esclusi, pronti a ricorrere con Anief, a partire dagli educatori che chiedono accesso all’infanzia. Intanto, il sindacato fornisce assistenza legale per tutti i vincitori del precedente concorso non ancora assunti per rivendicare il ruolo e chiede che gli idonei delle vecchie graduatorie possano essere assunti almeno in altra regione. È in fase di decollo la procedura selettiva per i maestri della scuola statale del primo ciclo, con 16 mila posti a disposizione: “Per il bando sull’infanzia primaria siamo quasi pronti, avevamo pensato 10 mila posti e siamo riusciti ad averne 16 mila.” ha affermato il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, presente a L’Aquila per un convegno. Al concorso parteciperanno i diplomati magistrale espulsi dalle GaE dal Consiglio di Stato, i laureati in Scienze della Formazione e tutti i precari in possesso di un titolo analogo. Le immissioni in ruolo dei vincitori si realizzeranno dal mese di settembre 2020: verrà assegnato ai vincitori il 50% dei posti (l’altro 50% alle GaE). Di questo 50%, il 25% spetterà al concorso straordinario e l’altra parte al concorso ordinario. Si prevede una prova selettiva scritta ed una orale. La preselettiva ci sarà solo nel caso in cui le domande di partecipazione siano superiori di tre volte rispetto al numero dei posti: la sua attuazione, comunque, si dà praticamente per scontata. Così il numero di partecipanti toccherà numeri stratosferici. Per il concorso che porterà in cattedra forse 16 mila nuovi docenti si è in dirittura d’arrivo. Anche se “non si conosce ancora la distribuzione tra le regioni”, scrive Orizzonte Scuola, è chiaro il resto, a partire dai requisiti di accesso, riscontrabili nel Decreto Legislativo n. 59/2017, poi modificato dalla Legge di Bilancio 2019: diploma magistrale e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali entro l’a.s. 2001/02, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia; laurea in Scienze della Formazione Primaria o analogo titolo estero equipollente. Per i posti di insegnamento sul sostegno è richiesta la specializzazione. Per l’accesso al concorso non è richiesto, invece, alcun servizio di insegnamento.
A complicare le cose è stata anche la decisione di introdurre il concorso straordinario del primo ciclo, riservato allo stesso ciclo scolastico, con il DDG n. 1456 del 9 novembre 2018, che servirà solo a creare l’ennesima graduatoria. La svolta nel reclutamento si avrebbe invece con la riapertura della GaE, la stabilizzazione automatica di chi ha effettato già 36 mesi di supplenze e l’assegnazione di risarcimenti adeguati, in presenza dei tanti abusi nei confronti del personale precario o anche già di ruolo. Anief, infine, tutela anche chi è stato licenziato, anche se oggi di ruolo, avviando la più grande battaglia giudiziaria conosciuta dallo Stato per violazione della normativa comunitaria presso il tribunale di Roma con richieste di risarcimenti milionari”. Si ricorda che in occasione del concorso del 2016, “aperto solo ai docenti abilitati, bandito nel febbraio del 2016” e che “prevedeva prova scritta e orale”, sono state “poche le regioni che hanno concluso in tempo per le immissioni in ruolo 2016/17”. Basta dire che oggi vi sono ancora migliaia di docenti, vincitori di quel concorso, che ancora rischiano di non essere mai immessi in ruolo. Su questo punto, ha fatto bene il M5S a chiedere ed ottenere una proroga di quelle graduatorie per almeno un altro anno. Per accedere ai posti comuni del concorso del primo ciclo (le classi di concorso a cui dà accesso la propria laurea) bisognerà essere in possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure della laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.
Per i posti comuni, inoltre, potrà partecipare al concorso, senza conseguire i 24 CFU, chi si candiderà dopo avere acquisito un’abilitazione per un’altra classe di concorso o per un altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente. Per gli ITP, gli Insegnanti Tecnico Pratici collocati nella tabella B del DPR 19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017, ancora per alcuni anni continuerà a bastare il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria.
Anche su questo ambito, per i posti di sostegno servirà il titolo di specializzazione sulla didattica “speciale”. Infine, i docenti con tre annualità di servizio (anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione) potranno partecipare al concorso con la sola laurea, senza quindi i 24 CFU, per una delle classi per le quali hanno un anno di servizio svolto. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, l’allestimento della procedura concorsuale ordinaria doveva essere accompagnata da un processo di stabilizzazione dei precari storici, attraverso l’apertura delle GaE. La stragrande maggioranza dei maestri abilitati, con diploma magistrale e con laurea in Scienze della formazione primaria, parliamo di oltre 100 mila docenti, si ritroverà relegata nelle graduatorie d’istituto utili al conseguimento delle sole supplenze. Così facendo, con questo procedere, non si potrà fare altro che replicare quello che è accaduto la scorsa estate, quando 33 mila posti che dovevano andare alle immissioni in ruolo si sono persi nel nulla, per essere poi assegnati proprio a supplenza e agli stessi docenti che invece dovevano essere assunti da GaE”.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria, cifre ridicole e niente esonero per i commissari. in Lombardia la procedura si blocca

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 gennaio 2019

Il Ministero dell’Istruzione punta tutto sui concorsi, opponendosi ottusamente alla riapertura delle GaE, ma continua a mantenere dei compensi per i commissari così bassi da comprometterne il regolare svolgimento: dopo la selezione riservata agli abilitati, voluta dal Governo Renzi, ora è la volta del concorso straordinario per infanzia e primaria indetto con DDG n. 1456 del 7 novembre scorso. Nella regione lombarda, “le istanze pervenute – informa l’Ufficio Scolastico – non risultano sufficienti al fine della corretta formazione delle commissioni, pertanto è stato pubblicato un secondo interpello con scadenza 14 gennaio”. La restrizione maggiore rimane quella che deriva dai compensi lordi da corrispondere alle commissioni giudicatrici: per il presidente 502 euro, per il componente 418,48 euro; per i segretari 371,84 euro. Al compenso base si aggiunge, per ciascun componente, un compenso integrativo lordo dipendente pari ad 1 euro per ciascun elaborato o candidato esaminato. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), “la decisione del Ministero dell’Istruzione di mantenere dei compensi irrisori per le commissioni giudicatrici del concorso straordinario infanzia e primaria è emblematica di come il nuovo reclutamento imposto dal governo gialloverde faccia acqua da tutte le parti. Tra l’altro aggravata dal fatto che non sono previste ore di esonero dal servizio di insegnamento ordinario. Nel contempo però si continuano ad alzare i paletti contro la stabilizzazione di quei docenti che sono stati già formati dalle Università per fare questo mestiere, tenendo chiuse le GaE.

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“Nel 2019 si celebra il 30° anniversario della ratifica della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza”

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

E’ il 70° anniversario della Convenzione di Ginevra, ma oggi, un maggior numero di paesi è coinvolto in conflitti interni o internazionali più che in ogni altro momento degli ultimi 30 anni. I bambini che vivono in situazioni di conflitto sono fra coloro che hanno meno probabilità di avere i loro diritti garantiti. Gli attacchi contro i bambini devono finire”, ha dichiarato Manuel Fontaine, Direttore dei Programmi di Emergenza dell’UNICEF”.
In Siria, tra gennaio e settembre, le Nazioni Unite hanno verificato l’uccisione di 870 bambini – il più alto numero di sempre nei primi 9 mesi di ogni anno da quando il conflitto è scoppiato nel 2011. Gli attacchi sono continuati per tutto l’anno, a novembre 30 bambini sono stati uccisi nel villaggio orientale di Al Shafa.
in Yemen, le Nazioni Unite hanno verificato l’uccisione o il ferimento in attacchi di 1.427 bambini, compreso un attacco “inconcepibile” su uno scuolabus a Sa’ada. Scuole e ospedali sono stati oggetto di frequenti attacchi o sono stati usati per scopi militari, negando ai bambini l’accesso al loro diritto all’istruzione e all’assistenza sanitaria. Questo sta ulteriormente alimentando una crisi in un paese in cui ogni 10 minuti un bambino muore a causa di malattie prevenibili e 400.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta grave.
In Afghanistan, le violenze e i massacri sono stati avvenimenti quotidiani con circa 5.000 bambini uccisi o feriti nei primi 9 mesi del 2018, pari al totale del 2017. I bambini rappresentano l’89% delle vittime civili a causa dei residuati bellici esplosivi.
Nel nordest della Nigeria, I gruppi armati, comprese le fazioni di Boko Haram, continuano a colpire le ragazze che vengono stuprate, costrette a sposare combattenti o utilizzate come “bombe umane.” A febbraio, il gruppo armato ha rapito 110 ragazze e 1 ragazzo in un college tecnico a Dapchi, nello Stato di Yobe. Mentre la maggior parte dei bambini sono stati rilasciati, 5 ragazze sono morte e una è ancora prigioniera come schiava.
In Somalia, oltre 1.800 bambini sono stati reclutati dalle parti in conflitto nei primi 9 mesi del 2018 e 1.278 sono stati rapiti.
In Repubblica Centrafricana, una drammatica ripresa dei conflitti ha coinvolto gran parte del paese, con 2 bambini su 3 che hanno bisogno di assistenza umanitaria.
In Repubblica Democratica del Congo la violenza interetnica e gli scontri tra forze di sicurezza e gruppi armati/milizie nella regione del Grande Kasai e nelle province orientali del Tanganica, del Kivu meridionale, del Nord Kivu e dell’Ituri hanno avuto un impatto devastante sui bambini. La risposta all’attuale epidemia di Ebola è stata seriamente ostacolata dalla violenza e dall’instabilità nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Inoltre, si stima che 4,2 milioni di bambini siano a rischio di malnutrizione acuta grave (SAM). La situazione è aggravata dalle violazioni dei diritti dei bambini, tra cui il reclutamento forzato da parte di gruppi armati e gli abusi sessuali.
In Iraq, anche se i combattimenti si sono ampiamente placati, quattro bambini sono stati uccisi a novembre nel nord del paese quando il furgone con cui andavano a scuola è stato attaccato. I bambini e le famiglie che ritornano alle loro case in zone precedentemente colpite da pesanti violenze continuano ad essere esposti al pericolo di ordigni inesplosi. Migliaia di famiglie rimangono sfollate e ora devono affrontare le ulteriori minacce di temperature invernali gelide e inondazioni improvvise.
Nel Bacino del Lago Ciad, il conflitto in corso, gli sfollamenti e gli attacchi sulle scuole, contro gli insegnati e le altre strutture scolastiche hanno messo a rischio l’istruzione per 3,5 milioni di bambini. Oggi, nel nordest della Nigeria, nella Regione del Lago Ciad, nell’estremo nord del Camerun e nella regione di Diffa in Niger, almeno 1.041 scuole sono chiuse o non funzionano a causa di violenza, paura di attacchi o disordini che coinvolgono circa 445.000 bambini.
Una recente ondata di violenze nella regione di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger ha causato la chiusura di 1.478 scuole.
In Myanmar, le Nazioni Unite continuano a ricevere notizie di violazioni dei diritti dei Rohingya rimasti nel nord dello Stato di Rakhine, che comprendono accuse di omicidi, scomparse e arresti arbitrari. Ci sono anche diffuse restrizioni dei diritti di libertà di movimento e ostacoli nell’accesso ai servizi sanitari e scolastici nello Stato del Rakhine centrale. Assicurare che i bambini abbiano accesso ad un’istruzione di qualità e ad altri servizi di base eviterà una “generazione perduta” di bambini Rohingya; altrimenti perderanno le competenze di cui hanno bisogno per contribuire alla società.
In Palestina, quest’anno, oltre 50 bambini sono stati uccisi e altre centinaia sono rimasti feriti, molti mentre manifestavano contro il deterioramento delle condizioni di vita a Gaza. I bambini in Palestina e Israele sono stati esposti a paura, trauma e rischio di essere feriti.
In Sud Sudan, il conflitto inarrestabile e l’insicurezza durante l’annuale stagione magra hanno portato 6,1 milioni di persone alla fame estrema. Anche con l’arrivo della stagione delle piogge, oltre il 43% della popolazione rimane in condizioni di insicurezza alimentare. Mentre la promessa di un nuovo accordo di pace offre un barlume di speranza per i bambini, continuano le segnalazioni di estrema violenza contro donne e bambini, la più recente a Bentiu, dove oltre 150 donne e ragazze hanno raccontato di aver subito terribili aggressioni sessuali.
In Ucraina orientale, oltre 4 anni di conflitto rappresentano un peso devastante sul sistema scolastico dei bambini, dato che centinaia di scuole sono state distrutte e danneggiate e 700.000 bambini sono costretti ad imparare in ambienti delicati, tra combattimenti instabili e pericoli causati da ordigni di guerra inesplosi. La situazione è particolarmente grave per 400.000 bambini che vivono nel raggio 20km dalla linea di contatti che divide le aree controllate e non controllare dal Governo e dove bombardamenti e forti rischi causati da mine rappresentano una minaccia mortale.
In Camerun c’è stata un’escalation del conflitto nelle regioni Nord e Sud occidentali del paese, con le scuole, gli studenti e gli insegnanti spesso sotto attacco. A novembre, oltre 80 persone, compresi molti bambini, sono stati rapiti da una scuola a Nkwen, nel nord ovest del paese e rilasciati pochi giorni dopo. Ad oggi, 93 villaggi sarebbero stati bruciati parzialmente o totalmente a causa di conflitti, con molti bambini che hanno subito livelli estremi di violenza.
Secondo l’UNICEF, il futuro di milioni di bambini che vivono in paesi colpiti da conflitti armati è in pericolo, mentre le parti in guerra continuano a commettere gravi violazioni contro i bambini e i leader del mondo non imputano loro le responsabilità cui dovrebbero rispondere.
L’UNICEF chiede alle parti in conflitto di rispettare i loro obblighi secondo il diritto internazionale di porre fine immediatamente alle violazioni contri i bambini e all’utilizzo, come obiettivi, di infrastrutture civili che comprendono scuole, ospedali e infrastrutture idriche. L’UNICEF chiede anche agli stati che hanno un’influenza sulle parti in conflitto di utilizzare quest’influenza per proteggere i bambini.

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Atlante dell’infanzia a rischio 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

Roma giovedì 15 novembre alle ore 10 presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio – Piazza di Monte Citorio 1, Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro, presenta l’Atlante dell’infanzia a rischio 2018 – Le periferie dei bambini, per il terzo anno consecutivo edito da Treccani.L’Atlante dell’infanzia a rischio, giunto alla sua nona edizione, rappresenta la fotografia in chiaroscuro dello stato dell’infanzia in Italia e quest’anno fa luce in particolare sulle periferie educative, analizzando dal punto di vista dei bambini i loro principali bisogni, gli ostacoli al loro sviluppo e al loro benessere ma anche le opportunità di riscatto grazie alle quali possono riscoprirsi protagonisti del proprio territorio e della propria vita.Nella pubblicazione curata da Giulio Cederna la periferia, spazio apparentemente condannato alle marginalità geografiche, sociali, economiche e politiche, viene raccontata come metafora stessa dell’infanzia e della condizione dei minori, in un viaggio che attaversa l’Italia da nord a sud, arricchito da dati inediti, mappe, interviste e dagli scatti del fotografo Riccardo Venturi.Interverranno alla presentazione: Roberto Fico, Presidente della Camera dei Deputati; Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children; Massimo Bray, Direttore Generale Istituto della Enciclopedia Italiana; Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children; Giulio Cederna, Curatore dell’Atlante dell’Infanzia a rischio 2018; Sandro Cruciani, Direttore della Direzione centrale per le statistiche ambientali e territoriali dell’Istat; Simona Rotondi, Impresa sociale Con i bambini; Giovanni Tizian, giornalista; Massimiliano Virgilio, giornalista e scrittore; Maria Elena Tramelli, Dirigente scolastico Istituto Comprensivo di Teglia, Genova; Mariangela Di Gangi, Presidente Associazione Laboratorio Zen Insieme; i ragazzi di Sottosopra, Movimento Giovani per Save the Children.

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Concorso straordinario maestri d’infanzia e primaria da 12 mila posti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Il titolare del Miur ha oggi dichiarato che è imminente la sua firma sul testo che regola la procedura concorsuale. L’approdo in Gazzetta Ufficiale, dopo la revisione degli organismi istituzionali preposti, è quindi imminente. L’ufficio legale del sindacato conferma la sua posizione sull’illegittimità del testo predisposto sino ad oggi ed impugnerà, pertanto, l’eventuale esclusione dei diplomati magistrale che hanno prestato il servizio tra il 1999-2009, ponendosi anche al fianco dei laureati di scienze della formazione primaria i cui anni di tirocinio non sono riconosciuti come servizio, degli educatori il cui titolo di accesso non è riconosciuto e dei docenti che hanno prestato servizio nella scuola paritaria. Anief, infine, è pronta a difendere coloro che hanno svolto il servizio sostegno senza specializzazione qualora non dovesse essere considerato ai fini del punteggio per il posto comune, nonché il servizio prestato per 180 giorni non consecutivi.

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Scuola: in Sicilia gravi problemi su sostegno, infanzia, primaria

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Nell’Isola le lezioni riprendono peggio di come erano terminate. Nonostante sia triplicato il numero di certificazioni di alunni con disabilità, l’organico dei posti in deroga continua a rimanere un terzo di quello complessivamente attivato, almeno fino a quando non si pronuncerà il Tar sul ricorso gratuito patrocinato da Anief, mentre i docenti di sostegno assunti in ruolo rappresentano solo un decimo di quel 4,2% autorizzato alla regione rispetto a quello nazionale. La recente ordinanza del Consiglio di Stato sull’incostituzionalità del concorso straordinario per abilitati della secondaria mette poi a rischio le domande presentate dai 6.340 docenti precari cge, una parte dei quali ancora aspettano la nomina delle commissioni. Infine, a tre anni dal bando è stato assunto soltanto un vincitore su cinque del concorso 2016 per infanzia e primaria.

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Infanzia: Fp Cgil a Di Maio, problema nidi non solo costo ma anche carenza offerta

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

“La proposta sulla copertura totale del costo degli asili nido da parte dello Stato da sola non basta perché il problema non è solo il costo ma soprattutto la carenza di offerta pubblica. Per questo il tema della gratuità deve andare parallelamente a quello del rafforzamento dell’offerta”. Così la Fp Cgil Nazionale commenta le affermazioni del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, oggi in risposta a un’interrogazione al Senato sulle misure per favorire l’occupazione femminile. “La gratuità è sicuramente un punto, che riprende le nostre battaglie, ma senza un ampliamento dell’offerta non saremmo mai in grado di dare una risposta all’oltre 80% di bambine e bambini che in Italia non accede al servizio proprio in ragione di una mancanza di servizi. L’allargamento dell’offerta che deve passare anche attraverso il rafforzamento dell’occupazione nel settore, che può contribuire anche alla creazione di nuovi posti di lavoro. Per questo giudichiamo la proposta del ministro Di Maio al momento non sufficiente. In ogni caso vigileremo che oltre le affermazioni di oggi si dia seguito nel corso della prossima legge di Bilancio”, conclude Bozzanca.

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Seminario “La formazione universitaria dell’educatore dei servizi per l’infanzia”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Parma Mercoledì 18 aprile, alle 10.30, nell’Aula Magna del Polo didattico di via del Prato dell’Università di Parma, si terrà il seminario “La formazione universitaria dell’educatore dei servizi per l’infanzia”. L’appuntamento, organizzato nell’ambito dei corsi di laurea di area pedagogica dell’Università di Parma è centrato sulla formazione dell’educatore dei servizi per l’infanzia, con il coordinamento di Elena Luciano, del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali (DUSIC).Dopo l’intervento di Sara Rainieri, Pro Rettrice per la Didattica, parlerà Diego Saglia, Direttore del Dipartimento DUSIC e quindi Paolo Calidoni, Coordinatore dell’Unità Educazione-Dipartimento DUSIC.Lorenzo Campioni, pedagogista, del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, interverrà su “Stato dell’arte dell’attuazione delle nuove normative nel sistema educativo per l’infanzia 0/6“.
Il seminario è aperto a tutti.Agli interessati sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

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