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Posts Tagged ‘infanzia’

Scuola. Campidoglio, al via la consegna di borracce riutilizzabili ad alunni scuole infanzia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2021

È partita la consegna di borracce riutilizzabili per i circa 1500 studenti delle 15 scuole dell’infanzia capitoline dove si realizza, quest’anno in via sperimentale, l’iniziativa promossa dall’Amministrazione capitolina per sensibilizzare verso l’eliminazione della plastica e il rispetto dell’ambiente.Ogni borraccia in consegna, da 400 ml con moschettone, riporta il logo di Roma Capitale e la scritta “ROMA … una scuola senza plastica!”.L’iniziativa è promossa nell’ambito degli indirizzi individuati nella Delibera di Assemblea Capitolina n. 24 del 2019, a seguito dell’adesione di Roma Capitale nel 2018 alla campagna nazionale “Plastic Free Challenge”, e secondo le modalità definite nella Delibera di Assemblea Capitolina n. 70 del 2019.Il progetto è nato in via sperimentale, coinvolgendo una scuola dell’infanzia per municipio, ma arriverà a coinvolgere tutti gli alunni che frequentano le mense di Roma Capitale. Attraverso il nuovo bando per l’affidamento del servizio di ristorazione realizzato dall’Amministrazione, infatti, è previsto che le imprese aggiudicatarie consegnino a ogni singolo iscritto al servizio, dalle scuole dell’infanzia fino alle secondarie di primo grado, una borraccia da mezzo litro in acciaio inox. “L’impegno per la tutela dell’ambiente passa anche dall’attenzione alle abitudini quotidiane dei più piccoli. Ciascuna borraccia consegnata nelle mani dei bambini delle scuole dell’infanzia può rappresentare un seme per la crescita della sensibilità e dell’impegno concreto verso l’eliminazione della plastica e il rispetto verso il mondo che ci circonda. Ogni nostra azione può fare la differenza”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Istruzione domiciliare: va attivata anche per la Scuola dell’Infanzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

I legali Anief Walter Miceli, Ida Mendicino e Andrea Maresca ottengono ragione presso il TAR del Lazio a tutela del diritto di una famiglia di alunno con disabilità grave con una sentenza esemplare, destinata a fare giurisprudenza sul punto, che condanna un istituto comprensivo in provincia di Roma ad attivare ed esperire “ogni procedura di competenza degli Organi collegiali”, per poter soddisfare la richiesta effettuata dai genitori di avviare l’istruzione domiciliare, con la conseguente illegittimità del diniego fondato sulla base dell’insussistenza dell’istituto dell’istruzione domiciliare per le scuole di infanzia. Marcello Pacifico (Anief): “La sentenza è stata ottenuta nell’ambito dell’iniziativa promossa dal nostro sindacato e denominata “Sostegno, non un’ora di meno!” in cui i nostri legali forniscono assistenza completamente gratuita per le famiglie che rivendicano il giusto diritto alla corretta attribuzione delle ore di sostegno e la tutela a 360° del diritto all’istruzione e all’integrazione degli alunni con disabilità. Non possiamo che essere soddisfatti per aver aiutato, ancora una volta, una famiglia a ottenere giustizia”.Per quanto riguarda la richiesta attivazione di istruzione domiciliare, infatti, la sentenza emanata dal TAR Lazio appare chiara sul punto e ricorda che il decreto scuola ha chiaramente stabilito che “Fino al termine dell’anno scolastico 2020/2021, nell’ambito delle azioni individuate dalle istituzioni scolastiche, in collaborazione con l’ufficio scolastico regionale, gli enti locali e le aziende sanitarie locali, per garantire il diritto all’istruzione alle bambine e ai bambini, alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti per i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza scolastica di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, l’attività di istruzione domiciliare in presenza può essere programmata in riferimento a quanto previsto dal piano educativo individualizzato, presso il domicilio dell’alunno, qualora le famiglie ne facciano richiesta e ricorrano condizioni di contesto idonee a contemperare il diritto all’istruzione dell’alunno in istruzione domiciliare con l’impiego del personale già in servizio presso l’istituzione scolastica”. In relazione a questa richiesta, però, la Dirigente scolastica di un Istituto Comprensivo della provincia di Roma, sempre per quanto risulta dal GLHO, aveva rilevato che “per la scuola dell’infanzia non è prevista, nonostante questo però si può attivare un progetto inclusione su base volontaria della docente. Al momento non sono arrivate disponibilità per andare a casa quindi per il momento si porta avanti solo la DAD. La dirigente si impegna a trovare una soluzione e continua a reperire eventuali disponibilità di docenti”.“Dalla normativa primaria di riferimento – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – emerge, invece, che questa tipologia di istruzione è prevista senza ombra di dubbio per tutti i gradi di istruzione, dunque anche per la scuola dell’Infanzia e, inoltre, l’Ordinanza Ministeriale n. 134/2020 recante disposizioni relative agli “alunni e studenti con patologie gravi o immunodepressi” prevede che nell’ambito del principio di autonomia, le istituzioni scolastiche “consentono agli studenti di cui all’articolo 1, ove possibile e consentito dalle norme vigenti, nonché attivando ogni procedura di competenza degli Organi collegiali, di poter beneficiare di percorsi di istruzione domiciliare, ovvero di fruire delle modalità di DDI previste per gli alunni beneficiari del servizio di “scuola in ospedale” nel rispetto delle linee di indirizzo nazionali di cui al decreto del Ministro dell’istruzione 6 giugno 2019, n. 461” dunque il Tribunale Amministrativo ha dato piena ragione alla famiglia tutelata dai legali Anief ed evidenziato come sia proprio l’Amministrazione scolastica a dover esperire “ogni procedura di competenza degli Organi collegiali”, per poter soddisfare la richiesta effettuata dai genitori, con la conseguente illegittimità del diniego fondato sulla base dell’insussistenza dell’istituto dell’istruzione domiciliare per le scuole di infanzia.

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Scuola: Allarme iscritti scuola dell’infanzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Sulle iscrizioni alla scuola dell’infanzia, l’Italia fa registrare una preoccupante inversione di tendenza. Lo denuncia oggi Tuttoscuola, analizzando come si sia passati “in pochi anni dalla vetta alla crisi di iscritti”. Una tendenza aggravata dal Covid, ma che ha origini precedenti da collegare alla crisi economica degli ultimi anni e non ha nulla a che vedere con il calo demografico trattandosi di dati in relazione sempre ai potenziali utenti. “Una decina di anni fa – scrive la rivista specializzata – il servizio sembrava essere arrivato al top, almeno sotto l’aspetto quantitativo: scolarizzazione quasi al 100% dei nati in età, incremento della frequenza per l’intera giornata, record di bambini iscritti. Education and training nel riportare gli obiettivi di Lisbona per i Paesi dell’Unione Europea indicava nel 2009 un tasso di scolarizzazione dei bambini italiani di età 4-5 anni del 99,8%. La percentuale di scolarizzazione però è andata diminuendo di anno in anno per toccare nel 2019 il 94,9%, sotto l’obiettivo del 95% fissato dall’Unione”. Quelli della frequenza della scuola dell’infanzia sono numeri scoraggianti: la stampa specialistica oggi riporta che “nel 2009-10 la percentuale di bambini che partecipavano alle attività educative e didattiche della scuola per l’intera giornata era del 90,4%, poi era andato invece crescendo il numero di bambini che si avvalevano soltanto di mezzo servizio senza nemmeno fruire della refezione e, conseguentemente, la percentuale di frequenza per l’intera giornata nel 2019-20 è scesa all’89,5%”. I motivi si riconducono, indubbiamente, alla “crisi economica che ha colpito soprattutto le famiglie meno abbienti (e spesso con situazione economico-sociale critica) in difficoltà per pagare le rette di frequenza e di mensa. Una difficoltà spesso rilevata soprattutto tra le famiglie straniere. Il problema è che “prima nessuno rinunciava a questo importante servizio, ora un 5% delle famiglie non riesce o non vuole avvalersene. Si alza lo spettro della povertà educativa sulle fasce più deboli della popolazione. Scomponendo i dati, si può stimare che il crollo di -155 mila alunni rispetto a otto anni fa sia ascrivibile per circa -110 mila al calo demografico e per circa -45 mila ad altri fattori. Evidentemente incidono: fattori economici, sociali e di insufficiente elasticità dell’offerta statale e comunale rispetto al declino delle scuole non statali (che ancora oggi accolgono circa il 36% degli alunni).

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Nomina garante infanzia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

“La nomina della Garante Infanzia è un importante segnale in un momento molto delicato per il nostro paese, in cui i bambini rischiano di essere i soggetti più colpiti dagli effetti della pandemia che stiamo vivendo. In Italia già prima della crisi dovuta al Covid19, un milione e 200 mila bambini vivevano in povertà assoluta e questo numero cresce ogni giorno di più, il tasso di dispersione scolastica che dopo anni di lenta erosione sta nuovamente risalendo, le disparità territoriali nell’accesso ai servizi per la prima infanzia sono spesso baratri. Pertanto, il ruolo di una figura istituzionale a tutela di bambini e adolescenti, oggi intrappolati tra crisi economica e contrazione delle opportunità educative, è quanto mai essenziale”, ha commentato Daniela Fatarella Direttrice Generale di Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.“Siamo pronti a collaborare da subito con la nuova Garante, Carla Garlatti, alla quale va il nostro augurio di buon lavoro, e dare un contributo fattivo affinché i diritti di tutti i bambini e adolescenti nel nostro Paese, specie quelli in condizioni di maggiore fragilità e con un’attenzione anche ai minori stranieri non accompagnati, siano tutelati e venga data loro la concreta possibilità di costruire il loro e il nostro futuro. Perché il nostro Paese deve ripartire dai bambini”, conclude Daniela Fatarella.

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Scuola: AS 1883, Anief presenta emendamenti per nuova procedura straordinaria infanzia e primaria, docenti di religione cattolica e utilizzo GPS per le immissioni in ruolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”. Diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021. Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibiliMarcello Pacifico (Anief): Persa un’occasione; avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie. Il 4 settembre 2020 l’atto del Senato 1883 è stato approvato con il nuovo titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”.Sul testo, diverse erano state le proposte emendative portate avanti dal giovane sindacato ANIEF specialmente all’art. 19 (organizzazione del sistema universitario) proponendo l’introduzione di un articolo, il 19 bis, ad hoc per creare una nuova procedura straordinaria per il personale della scuola dell’infanzia e la scuola primaria, nonché per i docenti di religione cattolica e per l’utilizzo delle GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) anche per le immissioni in ruolo per l’a.s. 2020-2021.Tutte le proposte richieste per ottenere una semplificazione nel reclutamento dei docenti e uno snellimento considerevole del bacino di precari che ruota ancora di più nel mondo della scuola sono state dichiarate inammissibili dal Senato che ha concentrato la sua attenzione alla sola semplificazione del sistema universitario facendo sì, come ha specificato il prof. Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato Anief, che sia stata “persa un’occasione; a settembre avremo in ruolo meno della metà degli 82 mila insegnanti autorizzati nonostante la giostra delle chiamate dalle nuove graduatorie”. L’atto del Senato è passato, l’8 settembre, al vaglio della Camera dei deputati con l’atto C. 2648; salvo approvazione del testo trasmesso, il 16 settembre è la data ultima prima della definitiva conversione in legge.

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Servizi educativi e delle scuole infanzia, c’è l’accordo Stato-Regioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

La Conferenza Unificata ha approvato, con seduta straordinaria, il parere sul documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia. Le Regioni e gli enti locali hanno chiesto al Governo alcune raccomandazioni al documento presentato dalla vice ministra dell’Istruzione, Anna Ascani. L’assenso dell’Esecutivo e degli Enti locali ha prodotto quindi le nuove linee guida scuola 0-6 anni. I punti salienti: prevedere l’obbligo della misurazione della temperatura, almeno per la fascia 0-3 anni; introdurre la figura del referente per la prevenzione e il controllo delle infezioni che funga da punto di contatto con la ASL, con formazione e informazione specifica; rendere obbligatoria la tenuta per almeno 14 giorni di un registro delle presenze dei vari utenti; l’obbligatorietà dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori è rinviata ad una valutazione da svolgere entro il 25 agosto sulla base dell’andamento della curva epidemica.
Arriva il sì in Conferenza Unificata per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia. L’accordo è giunto alla presenza del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, che ha presieduto la seduta straordinaria della Conferenza Unificata; in videoconferenza da via della Stamperia anche la viceministra dell’Istruzione, Anna Ascani; collegati da remoto c’era il presidente della Molise, Donato Toma, per la Conferenza delle Regioni; il presidente Anci, Antonio Decaro; il presidente Upi, Michele De Pascale; regioni e ministeri competenti dei provvedimenti all’ordine del giorno. Sono diversi i punti su cui è stato trovato l’accordo.La rivista Orizzonte Scuola li ha sintetizzati: prevedere l’obbligo della misurazione della temperatura, almeno per la fascia 0-3 anni; introdurre la figura del referente per la prevenzione e il controllo delle infezioni che funga da punto di contatto con la ASL, prevedendo una formazione e informazione specifica; rendere obbligatoria la tenuta per almeno 14 giorni di un registro delle presenze dei vari utenti che accedono alle strutture; prevedere che l’obbligatorietà dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori sia rinviata ad una valutazione da svolgere entro il 25 agosto sulla base dell’andamento della curva epidemica; introdurre una riflessione sull’obbligatorietà del certificato del Pediatra di libera scelta/medico di medicina generale per la riammissione dopo assenza per malattia superiore ai 3 giorni.

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Incontro MI e organizzazioni sindacali per la ripartenza delle scuole dell’infanzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

Giuseppe Faraci, componente della segreteria generale, ha sottolineato nelle premessa all’intervento l’importanza e il valore pedagogico e sociale di una sicura ripartenza a settembre per il segmento scolastico zero-sei, i tempi stretti per organizzare la ripartenza hanno costretto la delegazione ANIEF su una posizione molto pragmatica.Se da un lato assistiamo giornalmente alle rassicurazioni politiche della Ministra sugli organici, sul fatto che a settembre avremo tutto in ordine e pronto per la ripartenza, per ANIEF i numeri dicono altro.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF, “le 50.000 assunzioni autorizzate con il Decreto rilancio non bastano. La pianta organica attuale, comprensiva dell’organico di fatto, per la scuola dell’infanzia conta di circa 80.000 docenti, 83.393 docenti al 31/08/2018. Anche se gli ambienti scolastici come aule, laboratori, biblioteche, palestre, cortili, androni, corridoi, sale mensa possono essere ripensati come ambienti di apprendimento, nel rispetto delle misure di sicurezza generali e di quelle specifiche per il Covid-19, lo stesso non si potrà fare con il personale, nessuno potrà pensare di aumentare le ore di lezione o di utilizzare il personale oltre le modalità stabilite dal CCNL, nessuna ora di programmazione o funzionale all’insegnamento potrà essere trasformata in orario curriculare. Lo sdoppiamento delle classi, e quindi la creazione dei piccoli gruppi, sarà possibile solo con il raddoppio dell’organico attuale, servono solo alla scuola dell’infanzia altri 80.000 docenti.Per l’organico del personale ATA, soprattutto collaboratori scolastici, continua il presidente Pacifico, “le caratteristiche e la peculiarità del sistema scolastico zero-sei richiedono una continua igienizzazione degli attrezzi, degli spazi e dei giochi. L’attuale dotazione organica del personale ATA non potrà assolvere a tali richieste. L’organico ATA è ridotto al minimo, i tagli degli anni scorsi, da nessun Governo succedutosi, sono stati risanati, non ci consentono di stare tranquilli, né sicuri che tutto il lavoro richiesto sarà svolto.Anche per il personale ATA quindi servono rinforzi, abbiamo molte scuole con un solo collaboratore scolastico in servizio, che oltre alla pulizia dei locali è anche addetto alla sorveglianza, alla sicurezza ed alla assistenza dei minori nell’utilizzo degli spazi e dei servizi igienici”.Serve inoltre rassicurare le famiglie sul tempo scuola, dovremmo dire alle famiglie se riusciremo a mantenere il tempo scuole attuale, 7.30 – 17.30 con pre e post scuola. In caso contrario quali alternative offriamo alle famiglie?Superati quindi questi ostacoli e garantite le risorse necessarie, in previsione dell’estensione dell’obbligo scolastico che verrebbe prolungato a 18 anni ed anticipato a partire dai 3 anni, ANIEF raccoglie con favore l’iniziativa di riforma poiché è una delle richieste storiche di Anief. Da diversi anni il giovane sindacato chiede infatti di anticipare la scuola almeno a 5 anni, con annualità ‘ponte’ da affidare a maestri della scuola dell’infanzia e primaria in contemporanea, e poi allungare l’obbligo formativo sino alla maggiore età. In tal modo, si andrà a valorizzare finalmente l’esperienza educativa dei bambini più piccoli, collocandola in continuità con l’apprendimento del percorso di formazione successivo. Il sindacato è infatti convinto che occorra implementare il tempo scuola e gli organici del personale, poiché le attività scolastiche sono l’antidoto principale per combattere la passività giovanile, prologo della dispersione (con il Centro-Sud ancora a pagare il conto più salato) e del fenomeno dei Neet, di cui l’Italia detiene il non invidiabile record europeo, con punte da far paura in diverse aree del Meridione, come pure confermato dal rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Sud.Altra richiesta ANIEF, è che la laurea in scienze dell’educazione (L19) con indirizzo specifico per educatori dei servizi educativi per l’infanzia sia anche titolo di accesso per la scuola dell’infanzia, non è pensabile che lo Stato prima formi i cittadini su determinate competenze e poi li lasci fuori dalla scuola.

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Concorso ordinario infanzia-primaria: ANIEF avvia i ricorsi al Presidente della Repubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

ANIEF avvia i ricorsi straordinari al PdR contro il bando di concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e primaria. Adesioni sul portale ANIEF entro il 31 luglio.Scaduti i termini per adire il TAR Lazio, ANIEF avvia i ricorsi al Presidente della Repubblica per l’ammissione al concorso per i posti di sostegno anche degli iscritti alle selezioni del V ciclo TFA Sostegno e del personale educativo abilitato al concorso per i posti comuni della scuola primaria.Adesioni entro il 31 luglio, data ultima per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso, sul portale ANIEF.

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Scuole infanzia. Vaccinazioni e agevolazioni tariffe

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

Roma Capitale ricorda che per essere ammessi alla frequenza della scuola dell’infanzia, i bambini dovranno essere in regola con le vaccinazioni obbligatorie stabilite dalla Legge n. 119 del 31 luglio 2017, prima dell’inizio dell’anno scolastico. In caso contrario, anche qualora sia già fissato un appuntamento con la Asl, non sarà possibile la frequenza fino all’effettiva regolarizzazione delle vaccinazioni obbligatorie, da effettuare come termine massimo entro il 30 settembre 2020. In mancanza dell’avvenuta vaccinazione, dal 1 ottobre l’iscrizione si intenderà decaduta.In considerazione del periodo del lockdown, durante il quale possono essere stati rimandati anche appuntamenti vaccinali, si raccomanda quindi ai genitori di verificare e provvedere celermente.Si ricorda inoltre che anche per la scuola dell’infanzia c’è tempo fino al 31 luglio 2020 per presentare on line l’attestazione ISEE necessaria per la riduzione della quota contributiva alla ristorazione scolastica. Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS602364

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Scuola: Docenti dell’infanzia e primaria, il concorso straordinario mancato

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

La scarsità di docenti titolari si fa sentire a tutti i livelli scolastici: per quale motivo il ministero dell’Istruzione debba bandire concorsi in prevalenza per alcuni, a discapito di altri, non è dato a sapere. Così, non si comprende perché a viale Trastevere si continui a negare una procedura concorsuale riservata ai docenti della scuola dell’infanzia e primaria. Perché è stato organizzato dallo stesso dicastero solo per la scuola secondaria di primo e secondo grado? A chiedere conto è ora l’Anief, con un emendamento specifico al testo del Decreto Legge n. 22, che da domani passerà all’esame della VII commissione del Senato. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il concorso riservato al personale, che ha meritato sul campo di essere assunto in ruolo, non può essere bandito un ciclo sì, un ciclo no. Gli insegnanti sono tutti uguali, hanno gli stessi doveri ma anche i medesimi diritti”.Quale logica c’è quando a subire un trattamento da “paria” sono sempre gli stessi docenti? Stiamo parlando dei precari della scuola dell’infanzia e primaria. I primi, ad esempio, sono stati gli unici esclusi, tra il corpo insegnante della scuola pubblica, dal piano di potenziamento previsto dalla Legge 107/15 voluta dal Pd. Assieme a quelli della primaria sono stati anche gli unici a dover combattere, da tempo immemore, per vedersi garantita la stabilizzazione attraverso la permanenza nelle GaE, contro la quale si sono poste le discutibilissime posizioni dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che hanno determinato l’assurdità dei licenziamenti di oltre 7 mila maestri già assunti con tanto di anno di prova superato. A parziale difesa dei docenti estromessi dalla stabilizzazione, quest’anno è arrivata l’attuazione del Decreto Legge n. 126/2019, convertito in legge n. 159/2019, che ha introdotto, per salvaguardare almeno la continuità degli alunni, la trasformazione dei contratti originari in contratti a tempo determinato con scadenza 30 giugno 2020.

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La scuola e i servizi educativi per la prima infanzia

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

È importante ricordarci in questo momento complesso che il sistema educativo italiano risponde innanzitutto ai diritti costituzionali dei bambini e ragazzi a ricevere un’istruzione e ad avere accesso a risorse adeguate al fine di assicurare il pieno sviluppo delle proprie capacità fin dai primi anni di vita e di contrastare le disuguaglianze di partenza. Esso è anche importante e fondamentale per aiutare a risolvere i problemi di conciliazione famiglia-lavoro per i genitori. In questa prospettiva, condividiamo l’importanza di rafforzare nell’immediato gli interventi di conciliazione in atto (congedo parentale straordinario, lavoro a distanza laddove possibile, voucher babysitter). Segnaliamo tuttavia che essi coprono solo in maniera limitata il bisogno dei lavoratori/lavoratrici che vi hanno accesso. Sono, inoltre, difficilmente fruibili di principio o di fatto dalla maggior parte delle lavoratrici/lavoratori autonome. In ogni caso, non affrontano e tanto meno mettono al centro i bisogni educativi di bambini e ragazzi. La riapertura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole e dei servizi socio-educativi in condizioni di sicurezza sanitaria pone senza dubbio complessi problemi organizzativi, di utilizzo dello spazio e di personale, così come di attività effettuabili.
Nell’ottica di un rafforzamento delle opportunità educative e di socializzazione per bambini e ragazzi già durante l’estate, è necessaria una riprogettazione dei servizi comunali a gestione diretta o indiretta (tramite appalti, e/o convenzioni), che coinvolga tutti i principali soggetti presenti in ogni territorio (enti locali, scuole, servizi sanitari, sindacati, terzo settore). Tutte le energie disponibili sul territorio vanno convogliate nella direzione di una risposta quanto più possibile coordinata al fine di promuovere opportunità educative e di socializzazione diffuse e di prossimità (per evitare spostamenti) sul territorio, in micro-gruppi, svolti all’aperto o in spazi chiusi che consentano il rispetto dei requisiti di distanziamento fisico, con chiari protocolli sanitari.Tali azioni a nostro avviso dovrebbero partire da una mappatura, territorio per territorio:degli spazi aperti e apribili a bambini e ragazzi, privilegiando quelli verdi e attrezzati e le sedi scolastiche, che potrebbero essere utilizzate per la fornitura di servizi;
dei soggetti che operano in ambito educativo, culturale, ricreativo e sportivo, al fine di valutare il coinvolgimento di tutti gli attori disponibili in un piano inclusivo di servizi che valorizzi le risorse, le esperienze e le professionalità già presenti sul territorio, utilizzando anche i giovani già selezionati per il servizio civile.
Contestualmente, senza aumentare la numerosità delle commissioni operanti nell’ambito della risposta pubblica alla pandemia, ma per focalizzarne meglio le competenze in un quadro integrato, è necessario che ai tavoli e commissioni che stanno lavorando alle condizioni necessarie per la riapertura dei servizi per la prima infanzia e le scuole partecipino maggiormente i soggetti che in questi servizi operano e di questi servizi sono responsabili: ANCI, Conferenza Stato-Regioni, insegnanti, educatori, sindacati, enti di terzo settore e di associazionismo civico.Accanto ad una progressiva riapertura dei servizi e della scuola, per favorire la conciliazione ci sembrano necessari i seguenti strumenti:
utilizzo del lavoro a distanza ovunque sia possibile, ma con possibilità di negoziare gli orari (inclusa la possibilità di fruire di part time) e con equilibrio tra i sessi e lungo la filiera gerarchica, auspicabilmente regolato attraverso percorsi partecipati dalle rappresentanze dei lavoratori. Nel rispetto delle tutele previste dalla legge e della contrattazione, la priorità dovrebbe essere data ai genitori con figli minori di 14 anni
previsione della facoltà di andare in part time lungo straordinario se espressamente richiesto da genitori con figli minori di 14 anni, assicurando il pieno diritto alla reversibilità su richiesta del lavoratore e della lavoratrice, sia per i padri sia per le madri (anche per favorire l’alternanza tra i due)
prolungamento del congedo genitoriale straordinario, con la possibilità di fruirne part time (analogamente al congedo ordinario), con una maggiore copertura contributiva e con un premio di giorni aggiuntivi se condiviso a turno da entrambi i genitori.
Da notare, infine, che la prolungata chiusura dei nidi, delle scuole e dei servizi integrativi per l’infanzia, nonché dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, costituisce un rischio, già in atto, per la stessa esistenza di questi servizi e l’occupazione di chi vi lavora.Il nostro paese ha già una dotazione relativamente limitata di servizi per la prima infanzia (in particolare per la fascia di età sotto i tre anni): sarebbe tragico se nei prossimi mesi, invece di procedere per un ampliamento di tale rete, così come il governo si era impegnato a fare fino a pochi mesi fa, ci dovessimo ritrovare con un drammatico ridimensionamento della stessa in conseguenza della chiusura di molte esperienze.

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Scuola: Concorso scuola dell’infanzia e primaria, parte l’inutile corsa contro il tempo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Il ministero dell’Istruzione è in procinto, entro fine aprile, di pubblicare i bandi per l’avvio della procedura per diventare insegnante d’infanzia e primaria, tra l’altro con la riduzione immotivata di oltre 4 mila posti rispetto al primo computo ufficiale: considerando i rallentamenti che comporterà l’emergenza da Covid-19, non si farà in tempo a concludere le operazioni forse nemmeno per l’estate del 2021. Nel frattempo, la situazione è sempre più grave, con diverse migliaia di maestri licenziati dopo avere fatto anche l’anno di ruolo. Come rimane necessario assumere da graduatoria d’istituto e chi ha svolto almeno 24 mesi di servizio. Ma anche avviare un concorso riservato parallelo, come è stato fatto con la secondaria. Domani su questi argomenti saranno di nuovo ascoltati i sindacati: Anief ha già esposto la sua posizione venerdì scorso, durante un primo confronto con l’amministrazione centrale. Le premesse, purtroppo, non sono buone. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “ancora di più ora che siamo in emergenza sanitaria e sociale, anche per l’infanzia e primaria occorre permettere l’accesso al ruolo a tutti i precari che hanno maturato due anni di servizio. Se sprovvisti di abilitazione, potranno essere comunque ammessi ai percorsi abilitanti gratuiti e senza selezione in ingresso, da svolgere nell’anno di straordinariato. Sarà poi la commissione di valutazione dell’anno di prova ad esprimersi sull’idoneità o meno del docente a permanere nei ruoli. Inoltre, è indispensabile avviare una procedura riservata, perché i cicli scolastici vanno trattati tutti allo stesso modo. Il ministero ha sinora negato questo e puntato tutto su un concorso pure discriminante, contro il quale siamo pronti a rivolgerci al giudice perché esclude un alto numero di candidati che avrebbero invece pieno diritto a farne parte”.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria per 17 mila maestri

Posted by fidest press agency su domenica, 5 gennaio 2020

Sembra imminente il bando del concorso ordinario infanzia e primaria, posti comuni e di sostegno: sul sistema telematico Polis – Istanze On Line, il ministero dell’Istruzione ha pubblicato in queste ore una schermata sulla procedura rivolta agli aspiranti docenti del primo ciclo. Per Anief bisogna bandire contemporaneamente anche un nuovo concorso riservato e confermare i ruoli di chi ha superato l’anno di prova. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Si andranno a coprire soltanto una minima parte dei posti senza titolari, mentre per decine di migliaia di precari di lungo corso si continuerà a tenere la porta chiusa, anche a coloro che saranno licenziati dopo aver superato l’anno di prova. Si deve organizzare anche un nuovo concorso riservato perché così si danneggiano i precari della scuola dell’infanzia e della primaria due volte e senza alcuna ragione.”Secondo la rivista Orizzonte Scuola, il Miur “sta effettuando le prime prove per l’inserimento delle domande e per la loro compilazione. Si stanno anche ultimando i conteggi dei posti vacanti e disponibili per gli anni 2020/21 e 2021/22”.Manca davvero poco per l’avvio della selezione dei maestri di infanzia primaria. In base al DPCM pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il concorso servirà all’assunzione di 16.959 docenti: 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021; 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022. Tuttavia i posti potrebbero subire una leggera flessione in considerazione della proroga di un ulteriore anno delle graduatorie del concorso 2016. In ogni caso il concorso sarà bandito esclusivamente nelle regioni in cui, per il periodo considerato, ci saranno posti vacanti e disponibili, in modo da assicurare le assunzioni in ruolo.Il bando indicherà le date di presentazione della domanda. Gli unici titoli di accesso al concorso ordinario Infanzia e Primaria risultano la laurea in Scienze della formazione primaria oppure il diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. È possibile presentare un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Non saranno richiesti i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (richiesti solo ai laureati per l’accesso al concorso della secondaria), né requisiti di servizio di insegnamento. E potranno partecipare anche i docenti di ruolo.
Per i posti di sostegno è invece necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno per il grado specifico. Il bando specificherà la possibilità di accesso con riserva per i docenti che stanno partecipando al IV ciclo TFA sostegno: il titolo dovrà essere conseguito entro il 15 luglio 2020. Saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici. Il decreto scuola ha ampliato i requisiti di accesso, permettendo la partecipazione con riserva dei docenti specializzandi SOS IV ciclo TFA sostegno.

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Concorso ordinario infanzia e primaria, bando in arrivo: c’è anche il sostegno

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

Manca poco alla pubblicazione del bando di concorso ordinario per la scuola dell’Infanzia e Primaria: si stanno ultimando i conteggi dei posti vacanti e disponibili per gli anni 2020/21 e 2021/22, conferma Orizzonte Scuola. Per Anief non risolverà la supplentite. Rimane prioritario confermare i ruoli, evitare i licenziamenti, garantire l’inserimento nelle Gae o reclutare da graduatorie d’istituto e aprire anche un nuovo riservato. Marcello Pacifico (presidente Anief): “Perché bandire un nuovo concorso ordinario quando ci sono migliaia di maestre inserite con riserva nei ruoli dopo aver superato l’anno di prova o nelle Gae? Quante volte devono dimostrare merito ed esperienza? È assurdo continuare a penalizzare la scuola pubblica e mortificare la continuità didattica” I posti a disposizione sono noti da tempo, poiché in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il DPCM di autorizzazione all’assunzione di 16.959 docenti con concorso ordinario: 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022. Per accedere non serviranno esperienze pregresse e nemmeno i 24 creduti formativi universitari richiesti per la secondaria. Previste tre prove e la valutazione dei titoli.In attesa del bando, è già delineato il percorso da svolgere per partecipare al concorso ordinario per la scuola dell’Infanzia e Primaria: sarà aperto a tutti coloro che sono in possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso, ma non saranno richiesti i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche (richiesti solo ai laureati per l’accesso al concorso della secondaria), né requisiti di servizio di insegnamento). E potranno partecipare anche i docenti di ruolo.Per i posti comuni, sarà richiesta la laurea in Scienze della formazione primaria oppure il diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/02. Sarà ritenuto utile all’accesso anche un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno sarà necessario essere in possesso, oltre a uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente.

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Infanzia: disturbi del sonno

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

I bambini e adolescenti residenti nel nostro Paese non sempre dormono sonni tranquilli. Il 15% degli italiani dai 3 ai 14 anni soffre di disturbi del sonno e questa percentuale sale addirittura al 30% tra i bimbi con meno di 3 anni. Questo determina gravi conseguenze tra cui alterazioni del comportamento, difficoltà nelle attività scolastiche, problemi di memoria e, più in generale, alterazioni del neurosviluppo. Sono questi alcuni dei dati emersi ieri durante la sessione dedicata ai disturbi del sonno nell’ambito del XIII Congresso Nazionale Scientifico della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). L’evento che si chiude oggi, ha visto a Paestum (Salerno) la partecipazione di oltre 1.000 pediatri di famiglia provenienti da tutta la Penisola. “Le segnalazioni al pediatra di famiglia dei disturbi del sonno arrivano fino a tre anni dopo l’insorgenza del problema – afferma il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale FIMP -. Questi eccessivi e frequenti ritardi diagnostici possono compromettere seriamente la salute e il benessere. A volte, infatti, le notti insonni sono la manifestazione di patologie molto gravi e pericolose. I genitori devono quindi imparare a non sottovalutare un aspetto fondamentale della vita dei figli e segnalare il prima possibile ogni anomalia al proprio pediatra di famiglia”. “Le notti insonni sono un campanello d’allarme a cui prestare attenzione – afferma la dott.ssa Emanuela Malorgio, Coordinatrice Nazionale Gruppo Studio Sonno della FIMP -. Possono essere legate a comportamenti errati da parte dei genitori al momento dell’ addormentamento e durante i risvegli notturni dei bambini. Oppure sono determinate da malattie come parasonnie, epilessie o sindrome delle gambe senza riposo. Esistono poi quei bambini che si muovono molto durante la notte e che al mattino si svegliano stanchi e assonnati. La diagnosi precoce ed un adeguato trattamento permettono di prevenire le alterazioni dello sviluppo neurologico e psicologico del bambino”. La FIMP da oltre tre anni promuove il Progetto Buonanotte. “Stiamo progettando la realizzazione di corsi di formazione per pediatri di famiglia su tutto il territorio nazionale – conclude il dott. Mattia Doria, Segretario alle Attività Scientifiche della FIMP -. L’obiettivo è approfondire i temi dell’igiene del sonno e sviluppare maggiori strategie di educazione al sonno e al riconoscimento precoce dei suoi disturbi, innanzitutto in termini di qualità e quantità. Inoltre stiamo avviando uno studio epidemiologico sui disturbi respiratori del sonno. E’ un altro fenomeno ancora sottovalutato e che invece merita maggiore attenzione da parte di tutta la comunità scientifica”.

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Richiesta Iva agevolata al 10% sui prodotti per l’infanzia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Prosegue l’impegno di Altroconsumo a sostegno dei consumatori con un’iniziativa finalizzata a ottenere l’applicazione dell’Iva agevolata al 10% sui prodotti per l’infanzia. Una proposta che, da un lato, l’Organizzazione di consumatori ha portato all’attenzione del Ministro dell’economia Roberto Gualtieri e del Ministro per la Famiglia Elena Bonetti e che, dall’altro, in attesa che la politica faccia il suo corso, vede Altroconsumo intervenire direttamente a sostegno dei consumatori con un’azione concreta. Proprio a partire da oggi, infatti, grazie alla collaborazione con QuiMammeShop.it si potranno acquistare prodotti per l’infanzia ad un prezzo ribassato come se l’Iva fosse al 10%, la percentuale che – secondo l’Organizzazione – dovrebbe essere applicata a tutti i prodotti indispensabili per la cura dei bambini.Una serie di prodotti indispensabili per la cura dei bambini, dai pannolini ai seggiolini auto, nel nostro Paese sono tassati con Iva al 22%, la stessa percentuale applicata ai beni di lusso. Una vera e propria ingiustizia se si considera l’Iva agevolata, rispettivamente al 5 e 10%, per prodotti alimentari non di prima necessità, come ad esempio i tartufi, e per gli oggetti d’arte e i francobolli da collezione.Eppure quella per la cura dei bebè è una voce di spesa non comprimibile che grava pesantemente sui bilanci familiari: basti pensare che in Italia si spendono oltre 380 milioni l’anno solo per i pannolini. A questa spesa vanno aggiunti una serie di prodotti che è obbligatorio acquistare come i seggiolini auto (fino ai 12 anni di età), o necessari, come i seggioloni per la pappa.
Fino al 9 dicembre, registrandosi su http://www.altroconsumo.it/babyiva, è possibile ottenere un coupon per acquistare su QuimammeShop.it una serie di prodotti indispensabili per la cura e la crescita dei bambini (ad esempio pannolini, seggiolini auto, prodotti di puericultura leggera, ecc…) con prezzo ridotto, al costo che avrebbero se godessero dell’IVA agevolata al 10%. Un’azione concreta a testimonianza del sostegno di Altroconsumo alla natalità e alla tutela delle famiglie italiane che sottolinea il valore e l’importanza delle nuove generazioni per il futuro del Paese.

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Infanzia in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Le disuguaglianze tra i bambini, per quanto riguarda l’acquisizione di capacità e competenze, si formano già nei primissimi anni di vita, ben prima dell’ingresso a scuola. Non si tratta, tuttavia, di disuguaglianze inevitabili: frequentare l’asilo nido, così come trascorrere del tempo di qualità con i propri genitori, si dimostra un fattore determinante in grado di ridurre il gap. Eppure, in Italia, solo 1 bambino su 10 può accedere a un asilo nido pubblico, con picchi negativi che si registrano in regioni come Calabria e Campania, dove la copertura è pressoché assente e, rispettivamente, solo il 2,6% e il 3,6% dei bambini frequenta un nido pubblico. Uno scenario in cui le ripercussioni negative riguardano soprattutto i minori provenienti da famiglie economicamente svantaggiate e che hanno dunque maggiori difficoltà nell’accedere alla rete degli asili privati non convenzionati. È quanto emerge dal rapporto “Il miglior inizio – Disuguaglianze e opportunità nei primi anni di vita” diffuso da Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico nel nostro Paese. Il rapporto contiene i risultati di una indagine pilota condotta tra marzo e giugno 2019 in 10 città e province italiane – Brindisi, Macerata, Milano, Napoli, Palermo, Prato, Reggio Emilia, Roma, Salerno e Trieste – realizzata in collaborazione con il Centro per la Salute del Bambino, che ha anche fornito una supervisione scientifica insieme all’Istituto degli Innocenti e all’Università di Macerata.L’indagine, di carattere esplorativo, ha coinvolto direttamente 653 bambini di età compresa tra 3 anni e mezzo e 4 anni e mezzo, ai quali, nell’ambito di incontri individuali a scuola con educatori appositamente formati, sono stati sottoposti i quesiti dello strumento IDELA (International Development and Early Learning Assessment), sviluppato da Save the Children International nel 2014 e utilizzato in più di 40 Paesi al mondo, che opera una valutazione su quattro aree di sviluppo: fisico-motorio, linguistico, matematico e socio-emozionale. La valutazione, in particolare, avviene attraverso compiti e giochi, quali ad esempio identificare una lettera o un numero o fare dei raffronti e delle misurazioni. Sono stati inoltre analizzati 627 questionari compilati dai genitori dei bambini coinvolti.
“L’indagine pilota svolta da Save the Children mostra come diseguaglianze educative che possono avere sui bambini un impatto di lunga durata si manifestino molto prima dell’accesso alla scuola dell’obbligo. La povertà educativa va dunque combattuta a partire dai primi anni di vita, attraverso solide politiche di sostegno alla prima infanzia e alla genitorialità, oggi assolutamente carenti nel nostro Paese, evitando che siano proprio i bambini delle famiglie più svantaggiate a rimanere esclusi dalle opportunità educative di qualità”, ha proseguito Raffaela Milano.

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Scuola: Il concorso ordinario infanzia e primaria slitta in autunno

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

Lo slittamento, qualunque sia il motivo, non fa altro che avvalorare la tesi portata avanti da Anief: i concorsi, ordinari e riservati, come da prassi, procedono con una lentezza tale che non possono di certo fronteggiare l’emergenza delle quasi 200 mila supplenze, di cui in gran parte vacanti. Marcello Pacifico (Anief): “Tutti questi problemi organizzativi sul reclutamento, sommati alla lentezza cronica della loro attuazione, all’esclusione illegittima dalle prove di alcune tipologie di candidati e ad errori organizzativi-valutativi, dovrebbero fare aprire gli occhi all’amministrazione scolastica. Perché questo modo di procedere sta portando ad assegnare una cattedra su quattro a supplenze, anche a precari con la sola messa a disposizione, e tutto il sistema scuola a dei livelli sempre più bassi”. L’affidabilità del ministero dell’Istruzione si dimostra sempre più scarsa: a poche ore di distanza dal taglio di 5 mila immissioni in ruolo, deciso dal Mef senza che il Miur avesse nulla da eccepire, giunge l’ancora più inaspettata notizia del rinvio in autunno del bando di concorso ordinario infanzia e primaria per 16.959 posti, dopo che ancora ieri il ministro dell’Istruzione lo dava per imminente. Tra le possibili motivazioni del rinvio, probabilmente ad ottobre, spiega la rivista Orizzonte Scuola, c’è quella che il concorso straordinario bis, riservato ai docenti con diploma magistrale conseguito entro a.s. 2001/02 e laureati in Scienze della formazione primaria con un anno di servizio nella scuola statale, paritaria o nelle sezioni primavera, “acquisterebbe valore se bandito prima o comunque contemporaneamente all’ordinario”. Tra l’altro, lo stesso concorso ordinario per docenti del primo ciclo di studi, alla luce del testo contenuto nel decreto pubblicato, si conferma pure discriminante rispetto a diversi lavoratori precari, ingiustamente esclusi: la più evidente di tali estromissioni è quella degli educatori, tanto è vero che per la selezione riservata i giudici non hanno avuto dubbi ad ammetterli alle prove. Inoltre, dal decreto risultano altre circostanze impugnabili, come la mancata valutazione del servizio tra i titoli, il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi.

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Scuola: Diplomati magistrale, per salvarli arriva il concorso infanzia e primaria bis

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

La rinnovata sessione riservata, cui parteciperebbero anche i laureati in Scienze della formazione primaria, prevede la riduzione del requisito di servizio d’accesso ad un anno, la possibilità di presentarlo nella scuola paritaria e nelle sezioni primavera, oltre che l’allargamento fino al 2007/08 del limite temporale entro il quale deve essere stato svolto. A presentare il piano è stato il senatore leghista Mario Pittoni, presidente della VII Commissione del Senato. La replica di Marcello Pacifico, presidente Anief: “Perché la Lega non propone di riaprire le GaE e di confermare nei ruoli le oltre 7 mila maestre assunte con riserva? Così sì che tutelerebbe la continuità didattica, oltre che rendere giustizia a tanti precari. Ricordiamo che il Consiglio di Stato, cambiando opinione, ha soltanto ritenuto la norma rispettata dal Miur. Basterebbe cambiarla per avvicinare la situazione di fatto alla ragione di diritto. L’anno scorso, però, la Lega fece di tutto per bocciare la riapertura delle GaE passata in Senato: speriamo che oggi, dopo che la supplentite è aumentata al punto di toccare il record di contratti a tempo determinato, 200 mila di cui 40 mila solo in Lombardia, si sia ravveduta. Nel frattempo, continua la nostra azione nei tribunali d’Italia e d’Europa.Sui 50 mila maestri con diploma magistrale il Governo cerca di porre rimedio alla linea autolesionista prodotta dal ministero dell’Istruzione: l’avvocatura del Miur ha fatto di tutto per tarpare le ali agli stessi docenti che da anni permettono il regolare svolgimento delle lezioni del primo ciclo e chiedono solo di fare il mestiere per il quale si sono formati e abilitati, impegnandosi allo stremo per arrivare alle due sentenze della plenaria del Consiglio di Stato, con coda di queste ore della Cassazione che non si è opposta, che hanno chiuso le porte delle GaE ai diplomati magistrale e compromesso la carriera dei 7 mila addirittura già immessi in ruolo. Ora, è la politica a venire in soccorso dei docenti esclusi dalla stabilizzazione: c’è infatti un nuovo testo, proposto dal senatore Mario Pittoni responsabile istruzione della Lega e Presidente della VII Commissione Istruzione al Senato, che apre alla “riduzione a una annualità nella scuola statale per accesso a concorso straordinario”. Il testo, pubblicato in anteprima da Orizzonte Scuola e già inviati ai sindacati, modifica l’art. 4 del cosiddetto Decreto Dignità, con il quale è stato avviato il concorso straordinario infanzia e primaria riservato ai docenti in possesso di laurea in Scienze della formazione primaria o diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 con due anni di servizio nella scuola statale svolti negli ultimi otto.

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Scuola: Concorso infanzia e primaria, pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Il decreto autorizzativo del Mef relativo al concorso ordinario dei maestri della scuola dell’infanzia e primaria per 16.959 posti complessivi è giunto in Gazzetta Ufficiale. Nel testo si specifica che le cattedre saranno così suddivise: “n. 10.624 per l’anno scolastico 2020/2021 e n. 6.335 per l’anno scolastico 2021/2022”. Secondo fonti ministeriali, il bando “potrebbe già “essere pubblicato la prossima settimana”. Si tratta di uno dei tre concorsi programmati dal ministero dell’Istruzione. Oltre a questo decreto, i docenti precari della scuola sono in attesa anche di un concorso straordinario per i docenti con 36 mesi di servizio e di uno ordinario. Entrambi per assumere docenti della secondaria di primo e secondo grado. Anief annuncia che quando il testo del concorso ordinario per quasi 17 mila posti verrà collocato nel bando ufficiale sarà immediatamente impugnato: tra le varie ragioni vi è la mancata presenza degli educatori, esclusi sebbene siano maestri di scuola primaria a tutti gli effetti, la discriminazione verso chi ha conseguito titoli all’estero e la scarsità di posti messi in palio, peraltro su due annualità. Sarà quindi operativo, con l’imminente uscita del bando, prevista oggi da Orizzonte Scuola, il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e della scuola primaria: la selezione sarà aperta a tutti i candidati che sono in possesso dei titoli richiesti, anche se non hanno mai svolto un giorno di supplenza o già avuto esperienze di alcun genere all’interno della scuola.
Il concorso ordinario per infanzia e primaria prevede tre prove d’esame: una pre-selettiva (da svolgere però solo qualora il numero dei candidati superi di quattro volte i posti disponibili), una scritta e un orale, con valutazione titoli per coloro che saranno reputati idonei. Le commissioni disporranno di 100 punti massimi: 40 si accrediteranno per la prova scritta; altri 40 per la prova orale; 20 per i titoli presentati dai candidati. L’ammissione al concorso sarà riservata a chi è in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria oppure del diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. In alternativa, sarà ritenuto utile un analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i posti di sostegno sarà necessario essere in possesso, oltre ad uno dei titoli già detti, della specializzazione sul sostegno svolto in Italia o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente. Inoltre, saranno ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1 e di cui al comma 2, abbiano comunque presentato la relativa domanda di riconoscimento alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici.

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