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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 315

Posts Tagged ‘infanzia’

Scuola: in Sicilia gravi problemi su sostegno, infanzia, primaria

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Nell’Isola le lezioni riprendono peggio di come erano terminate. Nonostante sia triplicato il numero di certificazioni di alunni con disabilità, l’organico dei posti in deroga continua a rimanere un terzo di quello complessivamente attivato, almeno fino a quando non si pronuncerà il Tar sul ricorso gratuito patrocinato da Anief, mentre i docenti di sostegno assunti in ruolo rappresentano solo un decimo di quel 4,2% autorizzato alla regione rispetto a quello nazionale. La recente ordinanza del Consiglio di Stato sull’incostituzionalità del concorso straordinario per abilitati della secondaria mette poi a rischio le domande presentate dai 6.340 docenti precari cge, una parte dei quali ancora aspettano la nomina delle commissioni. Infine, a tre anni dal bando è stato assunto soltanto un vincitore su cinque del concorso 2016 per infanzia e primaria.

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Infanzia: Fp Cgil a Di Maio, problema nidi non solo costo ma anche carenza offerta

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

“La proposta sulla copertura totale del costo degli asili nido da parte dello Stato da sola non basta perché il problema non è solo il costo ma soprattutto la carenza di offerta pubblica. Per questo il tema della gratuità deve andare parallelamente a quello del rafforzamento dell’offerta”. Così la Fp Cgil Nazionale commenta le affermazioni del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, oggi in risposta a un’interrogazione al Senato sulle misure per favorire l’occupazione femminile. “La gratuità è sicuramente un punto, che riprende le nostre battaglie, ma senza un ampliamento dell’offerta non saremmo mai in grado di dare una risposta all’oltre 80% di bambine e bambini che in Italia non accede al servizio proprio in ragione di una mancanza di servizi. L’allargamento dell’offerta che deve passare anche attraverso il rafforzamento dell’occupazione nel settore, che può contribuire anche alla creazione di nuovi posti di lavoro. Per questo giudichiamo la proposta del ministro Di Maio al momento non sufficiente. In ogni caso vigileremo che oltre le affermazioni di oggi si dia seguito nel corso della prossima legge di Bilancio”, conclude Bozzanca.

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Seminario “La formazione universitaria dell’educatore dei servizi per l’infanzia”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Parma Mercoledì 18 aprile, alle 10.30, nell’Aula Magna del Polo didattico di via del Prato dell’Università di Parma, si terrà il seminario “La formazione universitaria dell’educatore dei servizi per l’infanzia”. L’appuntamento, organizzato nell’ambito dei corsi di laurea di area pedagogica dell’Università di Parma è centrato sulla formazione dell’educatore dei servizi per l’infanzia, con il coordinamento di Elena Luciano, del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali (DUSIC).Dopo l’intervento di Sara Rainieri, Pro Rettrice per la Didattica, parlerà Diego Saglia, Direttore del Dipartimento DUSIC e quindi Paolo Calidoni, Coordinatore dell’Unità Educazione-Dipartimento DUSIC.Lorenzo Campioni, pedagogista, del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, interverrà su “Stato dell’arte dell’attuazione delle nuove normative nel sistema educativo per l’infanzia 0/6“.
Il seminario è aperto a tutti.Agli interessati sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

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Abilitati infanzia e primaria: nessuno si salva da solo, subito fase transitoria per tutti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

scuolaDiversi lavoratori della scuola in questi ultimi anni si sono dovuti mobilitare per salvaguardare il loro lavoro e le loro vite: i docenti spediti per l’Italia dalla mobilità farsa, gli abilitati TFA PAS e di Scienze sulla Formazione Primaria, esclusi ingiustamente dalle GaE, i docenti precari delle superiori che rischiano di restare “stabilmente precari” grazie all’assunzione tramite FIT, che li costringerà a un contratto a tutele crescenti e con uno stipendio da fame, i diplomati magistrali umiliati dall’ennesima sentenza politica che capovolge vite e mette a rischio migliaia di famiglie.
Come USB pensiamo che da tutti questi abusi e mobilitazioni la scuola intera debba trarre una unica forte lezione: nessuno si salva da solo. Crediamo che l’unione delle lotte dei lavoratori su obiettivi realistici e senza corporativismi sia fondamentale e rimanga l’unico strumento per contrapporsi ad una controparte che determina a colpi di sentenze o di decreti delega le nostre vite, la qualità del nostro lavoro e la ricaduta didattica sugli studenti. Riteniamo che puntare su moratorie o dilazioni, su ulteriori ricorsi o richieste ai vari politici in cerca di accreditamento per le prossime elezioni, per non parlare della proposta di creare assemblee settoriali temporeggiando e perdendo tempo prezioso sia assolutamente controproducente.Pensiamo che non si possa pensare ai docenti senza riflettere sulla condizione del personale ATA, crediamo che sia necessario costruire solidarietà tra lavoratori costruendo mobilitazioni unitarie, per cercare di creare una rappresentanza che non sia opportunista, farsesca o funzionale al sistema di chi pratica il divide et impera. Non ci sono soluzioni alternative a quella di tornare a essere uniti nel praticare il conflitto. Non ci può essere una soluzione per i diplomati magistrale diversa da quella per i laureati in scienze della formazione primaria, non si può pensare allo sciopero settoriale della sola scuola primaria se non si coinvolge anche il resto della categoria allargando lo sguardo sulle condizioni di lavoro generali e sul “precariato a sistema” del FIT che per adesso sembra toccare solo i docenti della secondaria.
Nessuno si salva da solo. Nessuno si salva senza rivendicare la sacrosanta assunzione in ruolo per tutti i lavoratori in servizio da più di tre anni. Nessuno si salva se non si mettono in campo rivendicazioni collettive come la richiesta che invieremo al MIUR affinché nel decreto di prossima pubblicazione per la fase transitoria, previsto per tutti gli abilitati TFA e PAS della secondaria, vengano inseriti anche tutti gli abilitati della scuola primaria e della scuola dell’infanzia.Non sappiamo quali siano le reali intenzioni di chi propone soluzioni attendiste, giudiziarie o normativamente inapplicabili. Sappiamo che adesso è ora di continuare la mobilitazione reclamando soluzioni reali e diritti per tutti, a partire dall’inserimento di una fase transitoria anche per infanzia e primaria che a camere inattive rappresenta l’unica soluzione vera e percorribile.

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Istituito ‘Forum di Roma Capitale per l’infanzia e l’adolescenza’

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

laura baldassarreL’Amministrazione capitolina è fortemente impegnata nella costruzione di una città a misura di bambini e di ragazzi, sulla base delle migliori prassi nazionali e internazionali. In quest’ottica la giunta ha approvato una delibera che istituisce il ‘Forum di Roma Capitale per l’infanzia e l’adolescenza’, concepito come luogo permanente di confronto strategico.
Il Forum sarà coordinato dall’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale. Nelle prossime settimane verrà pubblicato un avviso per attivare un percorso di partecipazione indirizzato alle principali istituzioni italiane, a esperti del settore, a organizzazioni internazionali e alle associazioni. Verranno istituiti specifici gruppi di lavoro per favorire l’approfondimento di singoli percorsi tematici. Un gruppo permanente verrà dedicato appositamente alla partecipazione dei bambini e dei ragazzi, garantendo il loro coinvolgimento diretto.“Il nostro metodo di lavoro sta assumendo una configurazione sempre più definita: ascolto e partecipazione sono i pilastri su cui costruire una nuova stagione per l’attuazione dei diritti umani. Il Forum contribuisce a un maggiore coinvolgimento della popolazione nei processi decisionali, in perfetta coerenza con le linee programmatiche dell’Amministrazione. Una nuova educazione civica si diffonde partendo da bambini e ragazzi, che sono i protagonisti di un processo che li porterà a diventare interlocutori diretti e privilegiati”, commenta l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre.

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Esposizione di libri ‘Racconti di Natale’

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

Roma Lunedì 18 Dicembre 2017, ore 9:00 / 8 Gennaio 2018 Sala della Biblioteca di Scienze della Formazione Via Milazzo 11 b si terrà un’esposizione di libri di letteratura per l’infanzia.

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“La condizione dell’infanzia nel mondo 2017: Figli dell’era digitale”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 dicembre 2017

unicef children5Secondo quanto dichiarato dall’UNICEF nel suo rapporto annuale “La condizione dell’infanzia nel mondo 2017: Figli dell’era digitale”, pubblicato oggi, nonostante la massiccia presenza di bambini online – 1 utente di internet su 3 nel mondo è un bambino – è stato fatto troppo poco per proteggerli dai pericoli del mondo digitale e per aumentare il loro accesso a contenuti sicuri online.
Nel 2016, 57.335 URL contenevano materiale pedopornografico. Di questi, il 60% era ospitato su server in Europa e il 37% in Nord America.
Il 53% dei bambini abusati e sfruttati per produrre questi contenuti hanno 10 anni o meno. Il numero di immagini di bambini dagli 11 ai 15 anni è in aumento: dal 30% nel 2015 al 45% nel 2016.
Il Rapporto contiene anche un sondaggio realizzato tra i giovani (13-24 anni) di 26 paesi, con 63.000 risposte ottenute.
Alla domanda “cosa non ti piace di internet”? Il 23% ha risposto “La violenza”. Le ragazze tendono a essere più turbate dagli episodi di violenza (27% contro il 20% dei ragazzi); il 33% ha risposto “I contenuti pornografici indesiderati”. Segnalato in ugual modo dalle ragazze (32%) e dai ragazzi (33%).
Alla domanda “cosa ti piace di internet”? Il 40% ha risposto “Imparare nuove cose per la scuola o la salute”; il 24% ha risposto “Acquisire competenze che non posso imparare a scuola”.
Alla domanda “come hai imparato ad utilizzare internet”? Il 42% ha risposto di aver imparato da solo.
Il 39% ha risposto di aver imparato da amici o fratelli – prevalentemente tra i giovani che vivono in paesi a basso reddito.
Il Rapporto presenta la prima analisi completa sui diversi modi in cui la tecnologia digitale sta interessando le vite dei bambini e le loro condizioni di vita, identificandone sia i pericoli sia le opportunità. Sostiene che i governi e il settore privato non sono stati al passo con i cambiamenti, esponendo i bambini a nuovi rischi e pericoli e lasciando milioni di bambini più svantaggiati indietro.
Il rapporto analizza i benefici che la tecnologia digitale può offrire ai bambini più svantaggiati, anche di coloro che crescono in povertà o che sono colpiti da emergenze umanitarie. Questi includono: aumentare il loro accesso alle informazioni, sviluppare competenze per il settore lavorativo digitale e offrire loro una piattaforma per connettersi e comunicare le loro opinioni.
unicef children3Ma il rapporto rivela che milioni di bambini stanno perdendo questa occasione: circa un terzo dei giovani del mondo – 346 milioni – non sono online, aggravando le disuguaglianze e riducendo la capacità dei bambini di partecipare a un’economia sempre più digitale.
Il rapporto analizza inoltre come internet aumenti la vulnerabilità dei bambini ai rischi e ai pericoli, fra cui l’uso improprio delle loro informazioni private, l’accesso a contenuti dannosi e il cyberbullismo.
Il rapporto presenta un’analisi e dati attuali sull’utilizzo che i bambini fanno del web e l’impatto della tecnologia digitale sul benessere dei bambini, analizzando il dibattito sempre più acceso sulla “dipendenza” digitale e sui possibili effetti del tempo passato davanti allo schermo sullo sviluppo del cervello.
Circa il 56% di tutti i siti web sono in inglese e molti bambini non possono trovare contenuti che comprendono o che siano culturalmente rilevanti.
Esiste anche un divario di genere. A livello globale, nel 2017 ha usato internet il 12% in più degli uomini rispetto alle donne. In India, meno di un terzo degli utenti di internet sono donne.
Secondo il rapporto, solo un’azione collettiva – da parte dei governi, del settore privato, delle organizzazioni per i bambini, del mondo accademico, delle famiglie e degli stessi bambini – può rendere lo spazio digitale maggiormente accessibile e sicuro per i bambini.
“Internet è stato progettato per gli adulti, ma è sempre più utilizzato dai bambini e dai giovani – e le tecnologie digitali coinvolgono sempre più le loro vite e il loro futuro. Dunque le politiche, le pratiche e i prodotti digitali dovrebbero riflettere meglio i bisogni dei bambini, le loro prospettive e le loro voci”, ha concluso Lake.

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Scuola: Graduatorie infinite per infanzia e primaria?

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneAnziché puntare il dito contro chi non è stato in grado di cancellare il precariato, in primis il Ministero dell’Istruzione, a livello di opinione pubblica si tenta di far passare il concetto che la colpa è dei giudici se nel 2017 ci sono ancora decine di migliaia di precari nelle GaE e serviranno diversi anni per stabilizzarli. E anche di chi patrocina le cause in tribunale per difendere i supplenti. La verità è
che la riduzione del tempo scuola nel 2009 ha tagliato 40mila cattedre. E che dal 2012 le Facoltà universitarie continuano a sfornare corsi a numero chiuso, per abilitare i giovani in Scienze della formazione primaria ma nessuno li può immettere in ruolo. Inoltre, nel percorso formativo 0-6 anni, lo Stato continua a gestire solo il 30% dell’offerta formativa e dal 2000, improvvisamente e in
maniera illegittima ha escluso migliaia di diplomati magistrali. Cosa dovevano fare quei futuri maestri, che aveva studiato per insegnare? Rassegnarsi e diventare tutti impiegati? Come non è vero che si vuole assumere del personale che non ha mai in insegnato. Perché nel 99% dei casi, stiamo parlano di precari che
supplenze alle spalle. Anche tra i diplomati magistrali. È emblematico il caso delle GaE dalla scuola dell’infanzia e primaria di Roma, dove ci sono 5.356 maestri in lista d’attesa, ma chi scrive che la maggior parte “verosimilmente è da ritenere che non abbiano mai insegnato” probabilmente non sa che l’Ambito territoriale (per velocizzare il lavoro di inserimento dati relativi ai ricorrenti) non ha pubblicato in graduatoria la specifica dei punteggi dei tanti diplomati magistrale inseriti nel 2014 per volere del giudice.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Come si fa a demonizzare un titolo di studio rilasciato dallo Stato e da sempre ritenuto valido per insegnare nelle scuole primarie e dell’infanzia, magari addossando ai giudici amministrativi responsabilità non loro, piuttosto che andare a colpire i veri registi della supplentite? Qui non c’entra la plenaria sui diplomati magistrali, come qualcuno dal Miur vorrebbe fare intendere, perché è assodato per giurisprudenza che il titolo di diploma magistrale rilasciato entro il 2001 è valido per l’inserimento nelle Graduatorie. Chi si indigna del fatto che ancora oggi ci sono insegnanti non laureati, forse non sa che la metà dei docenti di ruolo ne sono sprovvisti. Anche i maestri di chi oggi pontifica quasi sicuramente non l’avevano. Sarebbe stato meglio dire: la riforma non ha dimenticato di assumere gli insegnanti della scuola dell’infanzia, come non ne ha stabilizzato nemmeno uno con il potenziamento, perché avevamo altri programmi che non sono andati a termine. Far pensare che la colpa è di chi li ha difesi e dei giudici che stanno esaminando il caso, è l’ennesimo passo falso di chi non ha più attenuanti.A ridosso del nuovo anno scolastico, si torna a parlare dell’alto numero di precari della scuola. Solo che, anziché puntare il dito contro chi non è stato in grado di cancellare la supplentite, in primis il Ministero dell’Istruzione, si tenta di far passare il concetto che la colpa è dei giudici se nel 2017 ci sono ancora decine di migliaia di precari nelle GaE e serviranno diversi anni per stabilizzarli. E anche di chi patrocina le cause in tribunale per difendere i supplenti. I quali, però, in qualsiasi Stato moderno sarebbero da diverso tempo già immessi in ruolo non certo per via giudiziaria. Però, siamo in Italia, dove prendersela con gli altri è un’arte nazionale.La verità, replica il sindacato che più di tutti gli altri si è messo dalla parte dei docenti penalizzati, è che la riduzione del tempo scuola nel 2009 ha tagliato 40mila cattedre. E che dal 2012 le Facoltà universitarie continuano a sfornare corsi a numero chiuso, per abilitare i giovani in Scienze della formazione primaria ma nessuno li può immettere in ruolo. Inoltre, nel percorso formativo 0-6 anni, lo Stato continua a gestire solo il 30% dell’offerta formativa e dal 2000, improvvisamente e in maniera illegittima ha escluso migliaia di diplomati magistrali. Cosa dovevano fare quei futuri maestri, che aveva studiato per insegnare? Rassegnarsi e diventare tutti impiegati?Invece di dire che più di qualcuno, con cariche istituzionali e politiche, dovrebbe pagare tra i dirigenti di viale Trastevere, ministri e parlamentari, si preferisce divulgare la tesi che le responsabilità sono in capo ai tribunali. I quali, sino a prova contraria, operano per tutelare i diritti lesi. Come non è vero che si vuole assumere del personale che non ha mai in insegnato. Perché nel 99% dei casi, stiamo parlano di precari che supplenze alle spalle. Anche tra i diplomati magistrali.È emblematico il caso delle GaE dalla scuola dell’infanzia e primaria di Roma, dove è vero che ci sono 5.356 maestri precari in lista d’attesa, ma chi scrive che la maggior parte “verosimilmente è da ritenere che non abbiano mai insegnato” probabilmente non sa che l’Ambito territoriale romano (per velocizzare il lavoro di inserimento dati relativi ai ricorrenti) non ha pubblicato in graduatoria la specifica dei punteggi dei tantissimi aspiranti docenti con diploma magistrale inseriti nel 2014 per volere del giudice. È per questo motivo che alla ‘voce’ servizio risultano zero punti, ma non di certo perché il precario non ha mai insegnato: come potrebbero avere, altrimenti, molti di quegli stessi precari più di 100 punti totali?Sempre a Roma, l’Anief ha calcolato che sono circa 2mila i precari che non solo hanno già insegnato come supplenti, ma lo hanno fatto per almeno 36 mesi prima del 2014. La conferma di questo dato inconfutabile è che, sempre nella capitale, le GaE di infanzia e primaria ogni anno si esauriscono, con larghissima accettazione dei diretti interessati convocati dall’Ambito territoriale per il conferimento della supplenza annuale. I quali, però, continuano ad avere zero punti alla ‘voce’ servizio.

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Allergie di primavera

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

rinite-allergicaIn Italia circa un terzo dei bambini sotto i 14 anni soffre di allergie. In particolare il 10% soffre di asma bronchiale che, nell’80% dei casi è associata e scatenata da allergie, il 18-20% soffre di rinite allergica, circa il 10% di dermatite atopica. La relazione tra cambiamenti climatici, inquinamento atmosferico ed esplosione delle allergie, alle quali sono particolarmente esposti i bambini, è uno tra i temi al centro del Congresso della Società Italiana di Allergia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) che si tiene dal 4 al 6 maggio a Firenze.
“I cambiamenti climatici non vanno sottovalutati” aggiunge la Presidente SIAIP Marzia Duse “perché il perdurare della stagione di fioritura dei pollini ha l’ovvia conseguenza di aumentarne l’esposizione e facilitare lo scatenarsi di sintomi (tosse, asma, starnutazioni, prurito, congiuntiviti) nei soggetti già allergici. Ad alte concentrazioni i pollini possono essere irritanti anche per chi allergico non è. Naturalmente bisogna tener conto del fatto che l’aumento della prevalenza delle allergie è un fenomeno complesso che ha varie cause tra le quali anche gli stili di vita”.
Non bisogna poi dimenticare gli effetti degli inquinanti ambientali, in particolare delle polveri sottili e ultrafini, che possono favorire un incremento dei sintomi a carico dell’apparato respiratorio sia di tipo acuto che cronico. “È stato infatti documentato – prosegue Tripodi – che per ogni 50 ppb in più di ozono e ogni 5 mcg/m3 in più di polveri sottili da traffico urbano, i sintomi asmatici e il consumo di farmaci antiasmatici aumentano dal 10% al 30%. Inoltre livelli di ozono oltre 10 ppb e/o delle polveri sottili (PM 2.5) oltre 10 mcg/m3 portano ad un aumento, di circa il 20%, degli individui con allergia respiratoria”.
In questo periodo dell’anno è comunque l’allergia ai pollini il più importante fattore scatenante i sintomi allergici nei bambini e nei ragazzi. La riduzione dell’esposizione ai pollini è fondamentale nella strategia terapeutica delle malattie allergiche. A tal fine la SIAIP ha stilato alcune regole da seguire nel periodo di picco delle allergie.” Alcune utili indicazioni:
In primavera, quando fioriscono la maggior parte delle piante arboree e erbacee e si raggiungono elevate concentrazioni di polline in aria è meglio viaggiare evitando di aprire i finestrini.
Durante il periodo di maggiore concentrazione pollinica è bene limitare le attività sportive all’aria aperta, infatti maggiore è la quantità di aria inalata, maggiore la quantità di allergeni pollinici che può penetrare nelle vie aeree.
Un buon ricambio d’aria degli ambienti in cui si soggiorna è importante, tuttavia è bene farlo al mattino presto o in tarda serata, si ridurrà la quantità di polline che entrerà in casa depositandosi sulle diverse superfici.
In caso di allergia alle graminacee è preferibile recarsi al mare per passeggiate lungo gli arenili. Il vento dominante viene dal mare ed è privo di polline.

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Malattie allergiche: colpiscono quasi un bambino su tre

Posted by fidest press agency su domenica, 19 marzo 2017

riva del gardaA Riva del Garda si è concluso il congresso interregionale Trentino Alto- Adige, Emilia Romagna e Veneto della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) dove è stato fatto il punto tra esperti sullo stato dell’arte delle malattie allergiche nel nostro Paese. “Si stima – dichiara Giovanni Cavagni, coordinatore Regionale SIAIP dell’Emilia Romagna – che in Italia gli allergici siano circa il 30% della popolazione, dai lattanti ai ragazzi. Negli ultimi anni – sottolinea Cavagni – stiamo assistendo ad una tendenza di continuo incremento delle allergie. In particolare, nei centri urbani alcune forme di allergia, come l’asma, la rinite e la dermatite atopica, sono raddoppiate o addirittura triplicate. Si stima che entro il 2020 un bambino su due soffrirà di rinite allergica”. In crescita soprattutto le allergie respiratorie seguite da quelle alimentari. “I bambini con reazioni a latte, uova, nocciole e altri alimenti sono raddoppiati”, aggiunge Giovanni Cavagni. Il riscaldamento globale, inoltre, aumenta la liberazione dei pollini allergizzanti e allunga la stagione degli starnuti. Negli ultimi anni – prosegue Cavagni – basta il primo sole per veder impollinare il nocciolo, la parietaria e le graminacee, a volte già all’inizio di marzo”. In Italia, il 10% dei bambini al di sotto dei 14 anni soffre di asma bronchiale che nell’80% dei casi è associata ad allergie, il 18-20% soffre di rinite allergica, mentre il 10% può presentare dermatite atopica. In Italia settentrionale l’allergia più frequente è quella al polline di graminacee, che colpisce oltre il 60% dei bambini allergici in età scolare e si manifesta con rinite, congiuntivite ed asma bronchiale soprattutto tra marzo e giugno. Nella provincia di Ferrara è molto comune anche la sensibilizzazione all’ Alternaria, una muffa dell’ambiente esterno e tipica delle zone umide.Questi dati segnalano che le malattie allergiche costituiscono una vera e propria malattia sociale. Le cause sono strettamente legate agli stili di vita. “Il nostro modo di vivere è molto cambiato – dichiara Ermanno Baldo, direttore della UO di Pediatria di Rovereto – al punto che le allergie vengono oggi considerate il prezzo del progresso e del miglioramento della qualità di vita degli ultimi decenni”. “Infatti è stato documentato come i bambini cresciuti in campagna abbiano una probabilità di sviluppare allergie molto inferiore rispetto ai bimbi di città. Questo dato sembra in rapporto con la precoce esposizione dei bambini che vivono in campagna a un gran numero di batteri e infezioni. Il loro sistema immunitario, impegnato contro i germi ambientali, sarebbe meno indirizzato a sviluppare reazioni allergiche contro sostanze di per sé innocue, come invece accade nell’allergico”. Dichiara Diego Peroni membro del CD nazionale SIAIP. “La novità assoluta sta nel perfezionamento della diagnostica allergologica, che alla tradizionale diagnostica cutanea con prick test può affiancare ora la sofisticata indagine molecolare delle immunoglobuline. Questa consente di individuare rapidamente difficili allergie crociate e individuare il singolo allergene in causa rendendo sempre più specifica la terapia con vaccini antiallergici. Anche la misurazione dei gas esalati con il respiro, come l’ossido nítrico è un nuovo metodo, relativamente facile e non invasivo che rende possibile il controllo dell’ efficacia delle cure nel bambino che soffre di allergia respiratoria”. “Corsi pratici su questi argomenti di immuno-allergologia sempre in divenire, saranno il filo conduttore del “sapere di più per curare meglio” e – sottolinea Cavagni – coinvolgeranno pediatri di famiglia e specialisti, universitari e ospedalieri”.

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20 novembre: Giornata mondiale dell’infanzia

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2016

unicefSecondo l’UNICEF, nonostante gli enormi progressi fatti dall’approvazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, nel 1989, i diritti di milioni di bambini vengono ancora oggi quotidianamente violati. Nonostante i grandi progressi fatti, a livello globale, nelle ultime decadi in favore dei bambini, sono circa 6 milioni quelli che ancora muoiono ogni anno per cause prevenibili – i bambini che provengono da famiglie povere hanno il doppio delle probabilità di morire prima di compiere cinque anni rispetto a quelli di famiglie benestanti.
Circa 50 milioni di bambini sono stati sradicati dalle loro case, di questi 28 milioni sono sfollati a causa del conflitto. I bambini intrappolati in aree sotto assedio – compresa la Siria, l’Iraq e la Nigeria del Nord – corrono maggiori rischi di vedere i loro diritti violati, a causa degli attacchi contro le scuole, gli ospedali e le loro case. A livello globale, circa 250 milioni vivono in paesi colpiti dal conflitto.
Circa 385 milioni di persone vivono in condizioni di povertà estrema e più di 250 milioni di bambini in età scolare non stanno ricevendo un’istruzione. Circa 300 milioni di bambini vivono in aree in cui si raggiungono i livelli più alti al mondo di inquinamento esterno dell’aria, superando di sei volte o più le linee guida internazionali.
“I conflitti, le crisi e una devastante povertà mettono a rischio le vite e il futuro di milioni di bambini. Anche per questo, proteggere i diritti dei minori è più urgente che mai ed è inoltre fondamentale per costruire società più forti e stabili”, ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. “Dobbiamo fermare queste violazioni, investendo di più per raggiungere i bambini maggiormente vulnerabili, altrimenti pagheremo il prezzo di un rallentamento della crescita, di una maggiore disuguaglianza e di una minore stabilità.”
L’Italia ha ratificato la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) nel 1991. La CRC è stato il trattato per i diritti umani più rapidamente e più largamente ratificato al mondo e ha fissato degli standard fondamentali e universali in favore di un’infanzia sana, protetta e dignitosa per ogni essere umano.
Il prossimo mese, l’UNICEF celebrerà i 70 anni di attività, durante i quali ha portato aiuti d’emergenza, assistenza di lungo periodo e speranza a bambini le cui vite e il cui futuro sono stati messi a rischio dal conflitto, dalle crisi, dalla povertà, dalle disuguaglianze e dalla discriminazione. “Ogni bambino ha diritto di crescere forte e in salute, di ricevere un’istruzione e protezione, e di avere nella vita le stesse opportunità dei suoi coetanei”, ha dichiarato Giacomo Guerrera, Presidente dell’UNICEF Italia. “Il nostro impegno nei confronti dei diritti dei bambini deve essere combinato ad azioni concrete per tutti i bambini.”

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Rapporto UNICEF: in Grecia in povertà il 25,3% dei bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2016

unicefIl nuovo rapporto annuale UNICEF “La condizione dell’infanzia in Grecia 2016 – I bambini a rischio” conferma il drammatico peggioramento delle condizioni di vita dei bambini in Grecia: la povertà infantile è aumentata – tra il 1995 e il 2015- del 6,3% cioè, in termini assoluti, 122.340 bambini in più si sono confrontati con il rischio di povertà.
Nel 2014 la povertà infantile era al 25,3% con un totale di 424.000 bambini che vivevano in povertà, un aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2010 (22,3%). La spesa mensile media per i consumi, a prezzi costanti, per una famiglia con due bambini è stata nel 2014 di 1.551 €, mentre nel 2010 era di 2.359 €. Nel 2015 la grave deprivazione materiale nelle famiglie con bambini era al 26,8%. Il livello di deprivazione materiale riflette la debolezza economica nell’acquistare beni ritenuti opportuni o necessari per una vita soddisfacente. Questo indicatore distingue le persone che non possono permettersi l’acquisto di un determinato bene o servizio da quelle che non vogliono o non ne hanno bisogno. La grave deprivazione materiale è intesa come l’incapacità oggettiva delle famiglie di potersi permettere almeno quattro tra nove beni e servizi (quali: affitto, elettricità, acqua, riscaldamento, carne, vacanze, TV, auto, telefono). Il livello di grave deprivazione materiale è peggiorato in modo drammatico per tutte le tipologie familiari dopo gli anni critici 2010 e 2011, raggiungendo il 36,6% nel 2015 tra i genitori single e il 31,3% tra le famiglie numerose (per le quali l’indennità speciale prevista in precedenza è stata sostituita con un sussidio di sicurezza sociale, concesso dopo un rigoroso controllo del reddito). Sulla base dell’analisi dei dati EUROSTAT, il PIL è diminuito di ¼ dal 2008 fino ad oggi, la disoccupazione è aumentata drammaticamente al 27% (al 50% tra i giovani) e una persona su cinque vive in condizioni di grave deprivazione materiale.
Il Comitato Greco per l’UNICEF ha presentato il rapporto annuale “La condizione dell’infanzia in Grecia 2016 – I bambini a rischio”, elaborato insieme ad un team scientifico guidato dall’Università Democritea di Tracia, che elenca i dati più recenti sul benessere dei bambini oggi in Grecia.
Il rapporto presenta un’indagine teorica ed empirica sulla condizione istituzionale e socio-economica e sulla protezione dei bambini in Grecia, attraverso una prospettiva storica e comparativa.
Dal punto di vista della prospettiva storica, viene analizzato il periodo 1995-2015 basata sui dati di EUROSTAT e ELSTAT.

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Critiche alla quantità di zuccheri ammessa in alimenti per l’infanzia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2016

OMSIl Parlamento dovrebbe porre il veto a un progetto legislativo sulla composizione degli alimenti per l’infanzia che permette una quantità eccessiva di zucchero e quindi non protegge i lattanti e bambini contro l’obesità, secondo un progetto di risoluzione che sarà votato mercoledì. Il testo raccomanda di ridurre il tenore massimo di zucchero in modo che corrisponda alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

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Situazione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2015

unicef“La recente approvazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile impegna tutti gli Stati a raggiungere progressi per lo sviluppo umano. La novità più importante dell’Agenda Globale, infatti, è che i traguardi in essa fissati riguardano tutti i paesi del mondo. I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza trovano spazio in questa Agenda, come UNICEF Italia vogliamo impegnarci in un monitoraggio permanente delle politiche e degli interventi che il Governo italiano metterà in atto. Per farlo partiamo da una ricognizione dei dati ufficiali esistenti sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in diversi ambiti, per capire lo stato dell’arte ed individuare le misure che possono fare la differenza”, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.I dati presentati prendono in esame i seguenti ambiti:
1-L’importanza di un buon inizio: Allattamento al seno e Servizi socio – educativi per la prima infanzia.
2- Non lasciamo spazio alle discriminazioni: Povertà; Minorenni Migranti e rifugiati/arrivi; Minorenni di origine straniera/cittadinanza.
3- Protezione da sfruttamento e abuso: Violenza; lavoro minorile.
4-Spazi a misura di bambini e adolescenti: situazione abitativa; edilizia scolastica.
5- Non lasciamoli per strada: abbandono e dispersione scolastica; consumo di sostanze psicotiche e abuso di alcol.
6- La disponibilità per tutti delle alternative di scelta.
La raccolta dati è uno strumento fondamentale per mettere in atto misure mirate ed efficaci e per raggiungere i bambini e gli adolescenti più a rischio, quelli che più di tutti rischiano di non avere una giusta opportunità nella vita. I dati presentati rappresentano una sintesi di quanto già prodotto per settori di competenza da diverse Istituzioni nazionali e dall’Istituto Nazionale di Statistica. (foto: unicef)

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A sostegno dell’infanzia altri strumenti, non solo cognitivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

bambini-diritti-infanzia1“Il linguaggio simbolico permette una maggiore espansione anche della dimensione concettuale. Proporre strumenti che passino solo attraverso la dimensione cognitiva non è la strada per aiutare i bambini. Si sta aprendo tutto uno scenario di altri strumenti a sostegno dell’infanzia”. Lo dice Magda Di Renzo, direttrice della Scuola di Psicoterapia Psicodinamica dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) che sabato a Roma presenterà il corso quadriennale dell’IdO in un Open Day dalle 9.30 e 12.30 in via Alessandria 128/b. “La nostra scuola si basa su due baluardi teorici- spiega la psicoterapeuta dell’età evolutiva- l’identità psiche-soma e la differenza tra il pensiero concettuale e il pensiero simbolico. La prima permette di dire che si può lavorare in ambito psicoterapico con la dimensione corporea; la seconda, la dimensione simbolica, permette invece di lavorare con i bambini proprio perché- ricorda Di Renzo- è più vicina al loro tipo di linguaggio e di rappresentazione mentale. Infatti- ripete Di Renzo- è attraverso un linguaggio simbolico che può maggiormente espandersi anche la dimensione concettuale”.Il modello psicodinamico teorico-clinico dell’IdO rappresenta “una risposta concreta all’eccesso di medicalizzazione connesso alle diagnosi di tipo descrittivo, che enfatizzano un approccio meramente tecnico alla patologia che punta principalmente all’eliminazione del sintomo ma non della causa. Contro questa impostazione- aggiunge l’analista junghiana- la scuola propone una formazione psicodinamica che pone al centro dell’attenzione il bambino come individuo, per comprenderne i suoi bisogni e ricercare le condizioni che hanno determinato il disagio da affrontare nella sua complessità”.L’intento della scuola di specializzazione dell’IdO è infatti “formare figure professionali capaci di affrontare i disagi e le varie patologie nelle diverse fasi dello sviluppo, e in riferimento ai differenti contesti in cui si esplicano (dal nido alle scuole superiori). Ciò significa offrire loro gli strumenti per comprendere e intervenire nelle situazioni traumatiche di abuso e abbandono, nelle difficoltà di relazione e comunicazione all’interno del nucleo familiare e nel contesto dei pari, nelle difficoltà scolastiche (dal rifiuto alle difficoltà di apprendimento), nei comportamenti a rischio e in tutte quelle patologie complesse, conseguenti o meno a danni organici- conclude Di Renzo- che necessitano di interventi mirati”.Le iscrizioni per l’anno accademico 2016 sono aperte e le lezioni per il primo anno prenderanno il via nel mese di gennaio per terminare a dicembre, con la frequenza di un fine settimana al mese (dal venerdì sera). Tirocinio ed esperienze cliniche si svolgeranno presso l’IdO o altre strutture convenzionate. Sono inoltre previste altre giornate supplementari (possibilmente il sabato o la domenica) per attività scientifico-culturali o esperienziali. In considerazione del numero limitato dei posti, per partecipare all’Open day è necessaria l’iscrizione.

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Il folk di Rachel Sermanni

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2015

rachelRoma 19 novembre ore 22.00 (apertura botteghino ore 20.00) al Quirinetta Caffè Concerto di via Marco Minghetti 5 ex Teatro Quirinetta (Il costo del biglietto di ingresso è di 10,00€ più diritti di prevendita) si veste più che mai di folk con l’atteso live di Rachel Sermanni: la songwriter britannica che torna in Italia sulle note dell’ultimo album Tield To the Moon.La giovane scozzese che incanta l’Europa con la sua estensione vocale, arriva da Carrbridge e ha origini italiane: il papà, infatti, è toscano di Barga, lo stesso centro che ha dato i natali a Paolo Nutini; la sua musica, però, parla della sua terra, la Scozia, di cui la promettente interprete delle Highlands incarna il genere folk celtico.A quattro anni cantava ai concerti di Elvis Costello e di John Grant, e oggi che di anni ne ha 23 continua ad esibirsi e vanta al proprio attivo già due album; l’ultimo, Tied To The Moon, è uscito nel luglio 2015 ed è stato concepito nel silenzio della casa di Old Man Luedecke, star canadese del banjo e due volte vincitore dei Juno Awards. La balladeer noir, acclamata dal The Indipendent come ‘Talento travolgente’ e dal The Observer come ‘uno degli artisti folk più promettenti della Gran Bretagna’, arriva a Roma con i suoi racconti di infanzia, femminilità, istinto ed inibizione e con un approccio che ricorda i classici di PJ Harvey,Tom Waits e Joni Mitchell. (foto rachel)

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Il processo diagnostico nell’infanzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2015

camera deputati2Roma giovedì 15 ottobre alle ore 11,30 nella Sala Stampa della Camera dei deputati (in Via della Missione 4) a cui parteciperà Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, e Paola Binetti, deputato di Area popolare si parlerà dei comportamenti di risposta sensoriale elevati rispetto alla risposta tattile e/o alle modalità uditive dei bambini alle elementari.
L’evento ha lo scopo di presentare il XVI convegno nazionale IdO su ‘Il processo diagnostico nell’infanzia. Cosa e come valutare clinicamente sintomi e comportamenti del bambino’ – da venerdì a domenica a Roma (nella Sala Congressi di Via Rieti e in diretta streaming gratuita sul sito http://www.ortofonologia.it) – e le ultime ricerche dell’IdO nell’ambito dell’autismo: il Test sul Contagio Emotivo e il Test sulla comprensione dell’intenzione dell’altro.La conferenza stampa sarà quindi l’occasione per anticipare brevemente i temi oggetto della tre giorni dell’IdO sugli indicatori di rischio nelle diverse fasi dello sviluppo del bambino (nidi, materne, elementari). Elena Vanadia, neuropsichiatra infantile dell’IdO, si soffermerà infatti sul concetto di ‘Regolazione’: “Un tema sul quale è oggi focalizzata l’attenzione del mondo scientifico sia in ambito neuropsichiatrico che psicologico. Si richiama inevitabilmente al concetto di omeostasi, ovvero equilibrio: l’organismo umano, nella sua immensa complessità, è un sistema talmente delicato che bastano minime variazioni a mettere a rischio la vita- spiega il medico- basti pensare a tutti quei processi fisiologici che l’organismo mette in atto per mantenere al suo interno un livello di acidità compatibile con lo svolgimento delle principali funzioni metaboliche. Grazie a questi processi, il pH del sangue è normalmente mantenuto su valori compresi tra 7,35 e 7,45, laddove variazioni anche mini me che superino questo piccolo range determinano danni potenzialmente letali. Perché non dovrebbe essere lo stesso per l’equilibrio psico-affettivo?- si chiede la neuropsichiatra- In un’epoca in cui si presta tanta attenzione all’unità mente-corpo e al benessere psico-fisico, sta accadendo che le conoscenze sempre maggiori in ambito neuroscientifico e neurogenetico rischiano di provocare una nuova scissione: attribuire cause organiche a manifestazioni di altra natura. In altre parole la lettura del sintomo sta perdendo la possibilità interpretativa che è insita nella sua definizione”.Quali sono i possibili fattori di rischio associati al disturbo di elaborazione sensoriale? “Basso peso alla nascita (meno di 2.200 grammi); prematurità (meno di 36 settimane di gestazione); complicazioni prenatali; lo stress materno; malattia materna; l’uso materno di farmaci; complicazioni di consegna; metodi parto assistito; minoranza etnica; vivere con un solo genitore; status socio-economico più basso. Nei nostri riscontri- approfondisce l’esponente dell’IdO- anche la tarda prematurità (late preterm) sembra essere un fattore di rischio. Abbiamo riscontrato un’alta correlazione statistica tra la presenza di alterazioni della sostanza bianca periventricolare alla risonanza magnetica e il disturbo della processazione sensoriale in bambini nati late-preterm. Ciò- conclude Vanadia- è confermato da altri studi quali Abnormal white matter microstructure in children with sensory processing disorders. Julia P. Owen et al, NeuroImage Clinical 2013”.Oltre Davide Faraone e Paola Binetti, interverranno alla conferenza stampa Teresa Rongai, segretario Fimp (Federazione italiana medici pediatri) di Roma; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell’IdO; e, infine, la testimonianza di un genitore: Maurizia Brugé. Sarà presente anche Raffaele Calabrò, capogruppo Area Popolare della commissione Affari sociali.

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Il processo diagnostico nell’infanzia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

Paola-BinettiRoma 15 ottobre, alle ore 11 nella Sala Stampa della Camera dei deputati in via della Missione 4 Paola Binetti, esponente della commissione Affari sociali, e l’Istituto di Ortofonologia (IdO) presenteranno il XVI convegno nazionale dell’IdO sulla comprensione dei sintomi e dei comportamenti dei bambini (in programma nella Capitale dal 16 al 18 ottobre, nella Sala Congressi di Via Rieti e in diretta streaming gratuita sul sito http://www.ortofonologia.it. Interverranno alla conferenza stampa Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione; Paola Binetti, deputata del gruppo Area Popolare; Teresa Rongai, segretario Fimp – Federazione italiana medici pediatri di Roma; Raffaele Calabrò, capogruppo Area Popolare della commissione Affari sociali; Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’età evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell’IdO; e infine la voce di un genitore: Maurizia Brugé Manni.Al XVI convegno dell’IdO Binetti delineerà lo stato dell’arte della legge sull’autismo, perché “non basta trovare una legge, anche se nuova, se non si fanno arrivare i suoi contenuti agli utenti finali. Il testo avrà significato solo se le famiglie, i docenti e i medici ne capiranno il senso. In questa prospettiva- afferma il neuropsichiatra infantile- il convegno è un’opportunità straordinaria per far conoscere in dettaglio ciò che oggi la scienza, la scuola, le istituzioni e la società mettono a disposizione dei bambini che hanno avuto una diagnosi di spettro autistico. Una diagnosi che deve innescare processi a favore di uno sviluppo corretto, evitando sia i falsi negativi che i falsi positivi”.
La conferenza stampa del 15 ottobre darà quindi il via alla tre giorni di lavori del convegno dell’IdO, che riunirà nella Capitale esperti provenienti da tutta Italia per affrontare gli indicatori di rischio nelle diverse fasi dello sviluppo del bambino: 0-3 anni (nidi), 3-6 anni (scuole di infanzia), 6-10 anni (mondo della scuola).Tantissimi i relatori: si inizierà il 16 ottobre alle ore 14 con Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute, su ‘I Livelli essenziali di assistenza (LEA) alla Salute dei minori con disturbi in ambito psichiatrico’. Il sottosegretario lascerà poi la parola agli esponenti delle istituzioni, dell’università, dell’ospedalità pubblica e privata per una riflessione condivisa sulla necessità di una valutazione clinica più ampia, capace di rivalutare le diagnosi partendo dalla conoscenza delle linee di sviluppo del bambino.Nel corso della tre giorni verranno presentate le ultime ricerche nell’ambito dell’autismo (il Test sul Contagio Emotivo e il Test sulla comprensione dell’intenzione dell’altro), unitamente a una ricerca condotta con l’Università degli studi di Padova sui Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa) e l’assestment dell’attaccamento genitoriale. Infine, saranno esposti i ‘Modelli di rilevazione ai fini dello screening e della diagnosi in età precoce’. Tutte le informazioni sul sito http://www.ortofonologia.it.
Per partecipare alla conferenza stampa del 15 ottobre è necessario accreditarsi scrivendo a binetti.stampa@gmail.com.
I giornalisti che verranno con attrezzatura (macchina fotografica, telecamera, ecc.) dovranno indicare i loro dati anagrafici e il numero di tesserino e/o di un documento di riconoscimento.

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Proteggere i diritti dei bambini

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2015

Giacomo_Guerra_UnicefA New York, le Nazioni Unite, l’UNICEF, il Global Compact dell’ONU e Save the Children hanno invitato il mondo imprenditoriale a contribuire alla stesura di principi universali che porranno i diritti dei bambini al primo posto dell’agenda mondiale della responsabilità aziendale. Le campagne contro il lavoro minorile e altre violazioni dei diritti dei bambini non sono una novità, ma fino ad oggi non esistevano linee guida universali definite che permettessero alle aziende di capire le potenzialità delle loro attività, compresi i programmi di responsabilità sociale, nei confronti dei cittadini più piccoli e più vulnerabili al mondo. Le tre organizzazioni richiedono ai top manager di collaborare per sviluppare principi – chiamati Children’s Principles for Business – per evitare l’impatto negativo che le loro attività potrebbero avere sui bambini e contribuire invece ad un futuro migliore per tutti. Riconoscendo che per essere efficaci, questi principi devono soddisfare le esigenze di tutte le parti interessate e che tutti hanno qualcosa da proporre al tavolo, i tre partner hanno chiesto agli imprenditori provenienti da tutti i settori e da tutte le regioni di partecipare al processo di consultazione e, grazie alla loro esperienza, di dare un contributo per stilare i Children’s Principles for Business. I Principi serviranno come quadro unificante e come punto di riferimento per le iniziative imprenditoriali riguardanti l’infanzia. Essi contribuiranno ad elaborare i “Principles 1 e 2” del Global Compact delle Nazioni Unite, che chiedono alle imprese di rispettare e sostenere i diritti umani e di non essere complici delle violazioni dei diritti umani. I Principi saranno strumenti importanti e utili per tutte le aziende, anche se non sono membri del Global Compact. ( fonte: http://www.unicef.it)

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Maltrattamenti e atti di bullismo

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

bullismo1Che i maltrattamenti subiti nell’infanzia potessero avere conseguenze sulla salute mentale in età adulta era cosa nota. Ora nuove evidenze scientifiche dimostrano che questi incidono persino sulla durata della vita. Una overview di studi scientifici presentata al 70° Congresso Italiano di Pediatria in corso a Palermo nell’ambito della tavola rotonda dedicata ai diritti dei bambini, mette in luce che abusi, punizioni, negligenze e atti di bullismo provocano stress cronico nei bambini, invecchiamento precoce e un maggior rischio di sviluppare patologie come obesità, cefalea, sindromi dolorose, asma, malattie cardiache, tumori. Fenomeno sommerso “Una ragione in più per rafforzare la sorveglianza e prevenire gli abusi sui minori, un fenomeno che interessa circa 100.000 bambini ogni anno in Italia” (dati Cismai) afferma Pietro Ferrara, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Roma e Docente di Pediatria presso l’Istituto di Clinica Pediatrica dell’ Università Cattolica del S. Cuore e l’Università Campus Bio-Medico di Roma. “Si tratta comunque di una stima approssimativa in quanto nel nostro Pese non esiste un sistema di monitoraggio, gli unici dati certi sono quelli relativi agli abusi sessuali, ma il maltrattamento è un concetto molto più ampio che include molestie, abusi fisici e psicologici, negligenza nelle cure, atti di bullismo. L’OMS Europa ha stimato che i casi reali siano 9 volte più numerosi di quelli segnalati”. “Gli studi ancora una volta confermano come sia necessario rafforzare la prevenzione degli abusi”, afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria Giovanni Corsello. “La SIP è da tempo impegnata a formare i pediatri a riconoscere i segni dell’abuso e identificare qualsiasi situazione sospetta in questo percorso. Ad esempio fratture delle ossa lunghe o rottura delle ossa costali posteriori in bambini di età inferiore a 18 mesi, fratture ricorrenti, incidenti domestici frequenti devono far suonare un campanello d’allarme: si stima che un quarto delle fratture delle ossa lunghe nei bambini molto piccoli sia la conseguenza di un maltrattamento”. GLI STUDI I danni a lungo termine: malattie e minore aspettativa di vita – “Una recente ricerca apparsa su Molecular Psychiatry ha rivelato che le conseguenze delle punizioni e delle violenze sono cicatrici invisibili che rimangono nella psiche e, sorprendentemente, nel DNA. Sono state intervistate le madri di 236 bambini che avevano subito violenze domestiche, assistito a comportamenti violenti tra i genitori o erano stati vittima di bullismo ed è stato misurata la lunghezza dei loro telomeri. Si tratta delle piccole porzioni di DNA che si trovano alle estremità dei cromosomi e che si accorciano ad ogni divisione cellulare fungendo da veri e propri indicatori della longevità dell’individuo. I ricercatori che hanno misurato la lunghezza dei telomeri del gruppo di bambini maltrattati hanno osservato un accorciamento di queste strutture pari ad un invecchiamento prematuro di circa 7-10 anni”.

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