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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Scuola: Docenti e Ata sempre più vecchi

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2021

I dipendenti della scuola sono sempre più avanti negli anni. Dall’ultima ricerca nazionale sui lavoratori pubblica risulta che nella Scuola la situazione sta diventando pesante. L’unico e ultimo tentativo di svecchiamento c’è stato sei anni fa e non ha portato alcun beneficio: le assunzioni hanno toccato il picco nel 2015, in corrispondenza della risposta che con la Legge 107, la cosiddetta Buona Scuola, l’Italia ha voluto dare alle pressioni dell’Unione europea in fatto di mancata stabilizzazione del precariato storico e sulla reiterazione dei contratti a termine. Negli anni successivi, le immissioni in ruolo si sono progressivamente attenuate, soprattutto per la mancata possibilità di reclutare i supplenti da tutte le graduatorie, e i livelli di reclutamento sono diventati così deboli che ora rischiano di essere insufficienti per compensare nei prossimi anni le imminenti uscite. Tanto è vero che anche i dati anagrafici del personale a tempo determinato hanno subito un innalzamento importante: “l’età media dei precari è aumentata di 9 anni in un decennio”, si legge nel rapporto, collocandosi anche questi ormai sopra i 50 anni, con l’apice toccato dagli Ata precari che hanno in media 53,7 anni di età.A questo proposito va infatti ricordato che, proprio per effetto dell’altissima percentuale di dipendenti di ruolo over 60, si calcola che nei prossimi 5 anni saranno 280mila insegnanti che per anzianità usciranno dal circuito scolastico per andare in pensione. Di queste, moltissime sono donne, considerando che costituiscono oltre l’80% dei dipendenti della scuola e sono le più colpite dagli effetti nefasti della riforma pensionistica Monti-Fornero: nell’ultimo decennio le donne tra i 60 e i 64 anni sono passate da 44mila a 91 mila; le over 65 si sono addirittura più che triplicate, passando da 5.100 a 16.600.

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Scuola: Assunzioni docenti e Ata precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Il Governo doveva dare risposte ai lavoratori precari della scuola. Invece, finora sono state molto deboli. Marcello Pacifico, leader dell’Anief, ha parlato del caso paradossale dei “facenti funzione Dsga, che si assumono in ruolo soltanto se hanno una laurea, quando in realtà esercitano da anni il loro servizio nelle nostre scuole senza la laurea. Il problema ancora una volta è capire per quale ragione con una laurea o senza una laurea si può svolgere un certo tipo di lavoro e solo per una tipologia di un contratto e non per l’altra”.Secondo Pacifico “c’è poi un problema di organici e di profili professionali: ci sono 20.000 posti mai attivati nei profili di coordinamento – ricorda il sindacalista – e ci sono anche dei problemi su posti che sono stati dati al personale delle cooperative e non sono stati dati ai supplenti a tempo determinato. Lo stesso vale per il personale educativo, ma anche personale docente. Per esempio – ha continuato il presidente Anief – ci sono gli insegnanti di religione cattolica che non hanno avuto un concorso straordinario e non hanno un canale riservato come le graduatorie per le supplenze di prima fascia per poter essere assunti. E quindi anche loro da anni subiscono questa precarietà, da 16 anni che non c’è alcun concorso espletato per loro”.

Il Governo doveva dare risposte ai lavoratori precari della scuola. Invece, finora sono state molto deboli. Marcello Pacifico, leader dell’Anief, ha parlato del caso paradossale dei “facenti funzione Dsga, che si assumono in ruolo soltanto se hanno una laurea, quando in realtà esercitano da anni il loro servizio nelle nostre scuole senza la laurea. Il problema ancora una volta è capire per quale ragione con una laurea o senza una laurea si può svolgere un certo tipo di lavoro e solo per una tipologia di un contratto e non per l’altra”.Secondo Pacifico “c’è poi un problema di organici e di profili professionali: ci sono 20.000 posti mai attivati nei profili di coordinamento – ricorda il sindacalista – e ci sono anche dei problemi su posti che sono stati dati al personale delle cooperative e non sono stati dati ai supplenti a tempo determinato. Lo stesso vale per il personale educativo, ma anche personale docente. Per esempio – ha continuato il presidente Anief – ci sono gli insegnanti di religione cattolica che non hanno avuto un concorso straordinario e non hanno un canale riservato come le graduatorie per le supplenze di prima fascia per poter essere assunti. E quindi anche loro da anni subiscono questa precarietà, da 16 anni che non c’è alcun concorso espletato per loro”.

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Scuola: Graduatorie terza fascia Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2021

Cresce l’ansia da attesa per i posizionamenti nelle graduatorie di terza fascia Ata, introdotte dal decreto ministeriale n. 50/2021 del 3 marzo 2021: tali liste provinciali hanno validità per il triennio scolastico 2021/23 e riguardano diversi profili professionali: Assistente Amministrativo, Collaboratore Scolastico, Assistente Tecnico, Addetto alle Aziende Agrarie, Cuoco, Infermiere e Guardarobiere. Gli aspiranti, bisogna ricordare, hanno potuto inserire fino a un massimo di 30 scuole e a breve saranno inseriti, secondo il punteggio spettante, in graduatorie utili a coprire le supplenze temporanee a partire già dal prossimo anno scolastico.In Sicilia si è contato il maggior numero di richieste per l’inserimento nelle graduatorie da cui ogni scuola chiama per assegnare le supplenze di breve periodo: oltre 265mila. Le province siciliane che hanno fatto registrare maggiori domande sono state Catania (69.247) e Palermo (68.367). Dietro Messina (35.195) e Siracusa (20.395). Seguono Ragusa (19.996) e Trapani (19445), Agrigento (13.080), Caltanissetta (11.889). Chiude Enna con 7.585.Il punteggio viene assegnato a ogni candidato sulla base della tabella di valutazione dei titoli e la conseguente posizione occupata, l’indicazione dei titoli di accesso ai laboratori per il profilo di assistente tecnico, e infine le eventuali preferenze indicate dall’aspirante. Saranno pubblicate le graduatorie provvisorie e gli aspiranti avranno 10 giorni di tempo per presentare reclamo al dirigente della scuola capofila che ha gestito la domanda.Quando l’aspirante stipulerà il primo contratto sarà la scuola interessata a controllare e convalidare o rettificare le dichiarazioni presentate. Questo è un momento particolarmente importante per correggere eventuali errori presenti nella graduatoria o eventuali errori materiali. In questi casi, sarà importante produrre i reclami ed effettuate le correzioni degli errori materiali, l’autorità scolastica competente approva la graduatoria in via definitiva. La pubblicazione delle graduatorie si realizzerà contestualmente nell’ambito della provincia, come previsto al comma 5 dell’articolo 8 del Dm 50/2021.Spetterà alla scuola capofila, a cui è indirizzata la domanda, valutare e stilare la graduatoria: dopo avere verificato i titoli, verificato l’ammissibilità e attribuito il punteggio del candidato, ogni scuola si avvarrà dell’applicazione telematica resa disponibile dall’amministrazione sul sistema SIDI. I tempi per la pubblicazione delle graduatorie non sono però noti, anche alla luce della novità di quest’anno, considerato che la procedura si realizza in modalità interamente telematica. Il nuovo sistema potrebbe facilitare il lavoro di valutazione delle scuole, nonostante l’elevato numero di domande inoltrate. Il Cspi, esprimendo il parere sulla bozza del decreto, aveva scritto che sarebbe stato “importante avere le nuove graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia pubblicate entro il 31 agosto 2021”. Ciò significherebbe avere le graduatorie pronte entro settembre e attingere da queste per le convocazioni.

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Scuola: Il Covid non è al capolinea, a settembre serviranno 50mila Ata in più

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 maggio 2021

L’emergenza pandemica con cui siamo costretti a convivere da almeno 14 mesi ci ha fatto capire che il tempo della spending review applicata ai servizi pubblici essenziali è un’operazione sbagliata. Ad iniziare dalla scuola, dove pure dopo il Covid19 sarà comunque fondamentale mantenere la quota di organico aggiuntivo stabilmente nell’organico, quindi in quello di diritto. Perché con il dimensionamento alle scuole autonome fanno capo un numero alto di plessi e senza collaboratori scolastici adeguati manca chi li apre, chi li chiude, non c’è la sorveglianza adeguata ad ogni piano, anche la pulizia può diventare un problema. Anche le segreterie devono far fronte a carichi di lavoro come non era mai accaduto, con progetti continui da attuare, incombenze di ogni genere, graduatorie da stilare, titoli da controllare, procedure del Covid da portare avanti. Gli stessi tecnici di laboratorio sono costretti a fare i salti mortali per adeguare la didattica tecnico-pratica alle attrezzature a disposizione. Oltre al nodo sugli organici all’osso, il personale Ata si contraddistingue, come del resto i docenti, per il permanere di un’alta percentuale di precari. A questo proposito, ancora per alcuni giorni, fino al 14 maggio, sarà possibile fare domanda online – di primo inserimento o aggiornamento – per l’inserimento nella prima fascia della graduatoria permanente, la cosiddetta 24 mesi, da cui annualmente vengono effettuate le immissioni in ruolo. Il personale supplente interessato lo potrà fare collegandosi sul portale ministeriale “Istanze online” direttamente dal sito del Ministero dell’Istruzione http://www.miur.gov.it. È bene anche ricordare, come sottolinea la rivista Orizzonte Scuola, che “le dichiarazioni soggette a scadenza, anche se già rese in occasione della precedente costituzione o integrazione delle graduatorie permanenti, devono essere necessariamente dichiarate perchè, se non riconfermate, si intendono non più possedute”.

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Scuola: Graduatoria Ata 24 mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

Ora si possono presentare domande per l’inserimento nelle graduatorie 24 mesi Ata. Come riporta anche Orizzonte Scuola, “per essere ammessi alle suddette graduatorie permanenti, i candidati devono essere in possesso dei seguenti requisiti: essere in servizio in qualità di personale ATA a tempo determinato nella scuola statale nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui si concorre; il personale che, eventualmente, non sia in servizio all’atto della domanda nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui concorre, non perde la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale”, come sopra precisato, se inserito nella graduatoria provinciale ad esaurimento della medesima provincia e del medesimo profilo (per il profilo di CS) e negli elenchi provinciali per le supplenze (per i profili di AA – AT – CR – CO – GA – IF); il personale che non si trovi nelle condizioni di cui alla precedente lettera a) né nelle condizioni di cui alla precedente lettera b) conserva, ai fini del presente bando, la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale” se inserito nella terza fascia delle graduatorie di circolo o di istituto per il conferimento delle supplenze temporanee della medesima provincia e del medesimo profilo cui si concorre (AA – AT – CR – CO – GA – IF – CS). “Requisito fondamentale per l’inclusione nelle graduatorie permanenti del personale ATA è un’anzianità di servizio di almeno due anni”, cioè 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi (le frazioni di mese vengono tutte sommate e si computano in ragione di un mese ogni trenta giorni e l’eventuale residua frazione superiore a 15 giorni si considera come mese intero), prestato in posti corrispondenti al profilo professionale cui si richiede l’accesso e/o in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre.

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Scuola: Da settembre spariscono i 75mila docenti e Ata dell’organico Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Dal 1° settembre prossimo nei nostri istituti avremo 1.000 posti in più per il potenziamento nella scuola di infanzia e 5.000 posti di sostegno in più distribuiti fra i vari gradi, mentre saltano i 75mila docenti e Ata contenuti nell’“organico Covid” introdotto nell’anno in corso per fare fronte all’emergenza pandemica. I numeri sono stati presentati dal ministero dell’Istruzione ai sindacati assieme alla bozza sugli organici del personale docente. Quello che fa scalpore è che l’organico “di emergenza” non solo non entra in organico di diritto, come chiesto dal sindacato, ma sembra uscire addirittura di scena. “Non diventa parte dell’organico, neanche di fatto. Si presume che la stessa decisione sarà assunta anche nei confronti del personale ATA”, scrive oggi la stampa specializzata. La pandemia non sembra mostrare segni di cedimento, ma gli insegnanti e Ata collocati nell’organico Covid vengono meno. “Si tratta – ricorda Orizzonte Scuola – di 75.000 unità di personale (25.000 docenti e 50.000 ATA, per lo più collaboratori scolastici e assistenti amministrativi) assunti con contratti di supplenza temporanea nell’anno scolastico 2020/21 per far fronte all’emergenza sanitaria. Docenti in più che hanno consentito di assumere più docenti per gestire l’incremento nel numero di sezioni, classi e gruppi nonché più collaboratori scolastici per far fronte alle corrispondenti ulteriori necessità di vigilanza e pulizia”.Sempre la stampa specializzata ricorda che la bozza definitiva sugli organici è “un documento importante e atteso, dal quale dipendono sia le scelte professionali di numerosi docenti, sia la vita lavorativa. I parametri per la costituzione delle classi sono invariati, il decremento degli alunni potrebbe portare però a classi meno numerose a fronte di personale invariato”. Vanificare questo obiettivo andando a ridurre i posti sarebbe quindi un grave errore. In ogni caso, “la partita non è conclusa: l’organico COVID, del quale abbiamo apprezzato quest’anno l’indispensabile necessità nelle scuole potrà essere riproposto attraverso un intervento legislativo”.

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Scuola: Al via l’iter della mobilità per oltre 100 mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su domenica, 14 marzo 2021

Sul vincolo a spostarsi per 5 anni non vi sono purtroppo novità. Il problema è che il blocco stabilito per legge, scrive oggi Orizzonte Scuola, “non può essere derogato per contrattazione. Il Ministero, pur essendosi mostrato orientato ad accogliere le istanze proposte dai sindacati, ha poi rinviato il confronto al nodo politico. E dunque migliaia di docenti sono in attesa di uno strumento normativo che consenta di sospendere l’applicazione del vincolo quinquennale per la mobilità e se proprio non si fa in tempo, almeno per le assegnazioni provvisorie”. Altrettanto importante è anche la richiesta di rivedere le aliquote per la mobilità territoriale interprovinciale, che per l’anno scolastico 2021/22 è appena del 25% e che rischia di saturarsi con le sole precedenze.
Anief ricorda che tutte le forze politiche avevano presentato emendamenti nell’ultimo decreto Milleproroghe per eliminare il vincolo quinquennale, considerato iniquo e dannoso per le famiglie. Ora sembra che questa battaglia di civiltà comune a tutti i gruppi politici sia insormontabile da vincere. Anche il giovane sindacato ha ribadito con forza la proposta di considerare quest’anno come un anno di transizione e permettere almeno di poter richiedere l’avvicinamento ai propri cari mediante le assegnazioni provvisorie su tutti i posti disponibili. “Noi non ci rassegniamo – dice Marcello Pacifico, leader dell’Anief – perché se non riusciremo a spuntarla politicamente ricorreremo contro questo vincolo e chiederemo ai tribunali quello che l’amministrazione si ostina a non voler abolire”.

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Nuovo incontro al ministero dell’istruzione per la mobilità di docenti e personale Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

Il ministero ha proposto un’intesa senza garanzie però sull’eliminazione dei vincoli da quest’anno. Il giovane sindacato Anief non è d’accordo e ha chiesto una misura tampone nel nuovo DPCM a seguito del blocco di un anno imposto dalla pandemia su tutti i posti vacanti e assegnazione provvisoria libera per tutti.Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha più volte sottolineato come sia necessario eliminare il vincolo soprattutto in virtù dell’emergenza da Coronavirus che da un anno ha limitato fortemente la libera circolazione tra le regioni. Il leader del sindacato ha affermato che “abbiamo una pandemia che ha vietato gli spostamenti: non puoi dire a una persona dopo un anno che non può ricongiungersi ai propri cari. Oggi la politica è d’accordo ad abolire il vincolo. Qual è l’interesse primario? Continuare a dire che una persona non si può spostare?” “C’è un problema concreto: le famiglie italiane non si possono permettere di lavorare di fronte a posti vacanti a chilometri da casa. C’è gente che non vede crescere i propri figli, facciamo una riunione con la Presidenza del Consiglio. Tutte le forze politiche hanno presentato emendamenti per eliminare il vincolo quinquennale, è una battaglia di tutti quanti. Perché se in 27 anni si mette un vincolo solo per 5 anni vuol dire che questo vincolo è inutile. Non possiamo uscire da questa riunione dicendo che nulla si può fare”, ha continuato Pacifico. Pacifico ha pure sottolineato come “prima c’era l’assegnazione provvisoria che bilanciava tra i vincoli, adesso non c’è più. Cerchiamo d’intervenire col primo strumento utile: bisogna far capire al Governo che c’è un problema serio e va affrontato”.

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Istruzione: Personale Ata, si permetta aggiornamento III fascia anche con diploma di scuola secondaria

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

“È pronto l’aggiornamento della III Fascia per le graduatorie d’Istituto Ata, ma si deve poter partecipare per il profilo di collaboratore scolastico anche con il diploma di scuola secondaria di I grado, così come accade per coloro che vengono assunti dalle cooperative”. A pronunciare queste parole è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, durante il seminario di stamani sulla Legislazione Scolastica organizzato per le province di Livorno e Massa-Carrara, tenuto da Pacifico e Lorenzo Venza. Al seguente link è possibile visionare l’intero calendario.Il sindacato continua la sua battaglia a favore del personale Ata e ricorda che è possibile ricorrere con Anief proprio per ottenere l’accesso al profilo di collaboratore scolastico nelle graduatorie d’istituto di III Fascia con il diploma di scuola secondaria di I grado , anche per il personale che non era precedentemente inserito in III fascia graduatorie d’istituto per il medesimo profilo.

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Scuola Personale ATA: prossimo il bando d’aggiornamento delle graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

È prossima l’apertura della ‘finestra’ per aggiornare la domanda anche con i titoli” e punteggi “che nel frattempo” ogni candidato “ha acquisito per essere collocati in graduatoria”: l’ha annunciato il leader dell’Anief Marcello Pacifico, ricordando anche che “dalle bozze ministeriali che circolano su questo aggiornamento” sembra che vi siano “delle incongruenze e delle illegittimità, quali per esempio il volere continuare a non valutare il titolo della licenza media ai fini dell’accesso al ruolo di collaboratore scolastico”. E questo va in contrasto con quanto accaduto recentemente, visto che “sono stati assunti più di 12.000 a amministrativi dalle cooperative proprio con tale titolo; quindi non si capisce per quale motivo, invece, chi da anni” lavora “come collaboratore scolastico nelle nostre scuole o aspiri a farlo, ora non vi possa partecipare”. “Poi c’è il problema di tutti quelli che hanno lavorato nelle scuole paritarie, nelle scuole comunali e nei corsi anche regionali – che hanno consentito attraverso i cosiddetti corsi Ifp – di conseguire un titolo valido per poter accedere alla professione di insegnante. Queste persone hanno lavorato nelle scuole amministrativi e anche in questi casi i legali dell’Anief hanno vinto recentemente dei ricorsi al Tar del Lazio sul riconoscimento di tale titolo e servizio svolto. È importante quindi dichiararlo nella domanda e aderire”.

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Scuola: Concorso IRC, elenchi aggiuntivi GPS, terza fascia ATA

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Al recente incontro con il Ministero dell’Istruzione che ha ricevuto i sindacati rappresentativi per confrontarsi su una serie di argomenti per cui a breve si procederà alla pubblicazione dei relativi bandi. L’Anief era presente con la sua delegazione composta da Chiara Cozzetto, membro della Segreteria Generale Anief, Martino Todaro, membro del gruppo di lavoro nazionale Anief dedicato al personale ATA e Alessandro Manfridi, referente Anief per IRC. “Durante l’incontro – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – la nostra delegazione ha avuto modo di confrontarsi approfonditamente sui tanti temi posti all’ordine del giorno e come sempre si è distinta per aver portato all’attenzione del Ministero argomenti utili per un corretto svolgimento di tutte le procedure. Serve, però, non dimenticare che sono urgenti anche le procedure per garantire accesso snello alle abilitazioni e al ruolo per tutto il personale precario e lavorare immediatamente anche per favorire le progressioni dal profilo A al profilo B per il personale ATA e la creazione dei profili As e C, indispensabili per le nostre scuole soprattutto in questo momento”.

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Scuola: Ata, smart working nelle scuole: realtà o utopia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Con la pubblicazione del decreto “agostano”, n. 104 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 agosto scorso correlato alle situazioni emergenziali Covid, si era disposto che al personale Ata amministrativo, tecnico e ausiliario non sarebbe stato più possibile svolgere lavoro “agile”, come era invece previsto nel decreto legge del 19 maggio 2020, n. 34 all’art. 263. Già dagli inizi di settembre, si era pronunciato il presidente nazionale Anief, prof. Marcello Pacifico, spiegando che “se il decreto 104 non fosse stato modificato, non solo non si sarebbe tutelata la salute dei lavoratori, diritto imprescindibile sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, ma non si sarebbe nemmeno garantito il diritto al lavoro, anch’esso sancito dalla medesima carta costituzionale”Alla luce di ciò, dopo quasi più di un mese e mezzo, pochi giorni fa è stato firmato dal Ministro Dadone il decreto ministeriale sullo smart working alla luce dei Dpcm del 13 e 18 ottobre.Nel comparto scuola, i destinatari di tale provvedimento sono il personale ATA nella figura dei DSGA, assistenti amministrativi, assistenti tecnici, il personale docente mediante la didattica digitale integrata (DDI).Ci sarebbe da ritenersi molto soddisfatti del provvedimento, se non si tenesse conto di quanto approvato di converso con l’art.32 della Legge 126 del 13/10/2020 (di conversione del DL 104/2020), che ha previsto per le istituzioni scolastiche il ricorso al lavoro agile solo in caso di sospensione delle attività didattiche o solo per il personale scolastico versante in situazioni particolari, come i lavoratori fragili.Per l’ennesima volta, ci troviamo di fronte a una grande pluralità di interrogativi, ai quali purtroppo non si riesce a trovare una risposta chiara e soddisfacente. Quali sarebbero i criteri per i Dirigenti Scolastici ad autorizzare un assistente amministrativo o un assistente tecnico alla richiesta di Smart working oppure no? Quali sarebbero i criteri di scelta? Chi avrebbe la precedenza? Perché per tutti i comparti della pubblica amministrazione il lavoro agile risulterebbe autorizzato nella misura almeno del 50% e per le istituzioni scolastiche ciò avverrebbe solo per le circostanze sopracitate? Questi e tanti altri i dubbi che Anief ha sollevato e continua a sollevare per il Personale ATA. L’Anief auspica che al più presto sia fatta chiarezza definitivamente sul destino di migliaia di collaboratori scolastici per l’annullamento della clausola rescissoria sui Contratti Covid, che continua ad alimentare dubbi interpretativi e incertezze, sia alle segreterie che al personale coinvolto.

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Il ministero dell’Istruzione blocca le assunzioni annuali dei 70 mila insegnanti e Ata

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Avrebbero costituito il personale aggiuntivo finanziato in parte con il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e con il decreto-legge n. 34 del 2020, introdotti proprio per fronteggiare l’emergenza coronavirus, in particolare nelle scuole dove le classi sono state sdoppiate per mantenere i distanziamenti fisici di almeno un metro imposti dal Comitato tecnico scientifico. Dopo che gli istituti scolastici, sulla base del numero indicato dai propri Uffici territoriali, hanno nei giorni scorsi provveduto ad assumere gli insegnanti e Ata autorizzati, è delle ultime ore la “doccia fredda”, sotto forma di circolare, inviata dal Ministero ai presidi di tre regioni: a causa di non meglio specificate difformità tra i calcoli fatti dal Mi e quelli del portale degli stipendi della Pubblica amministrazione, i dirigenti sono stati invitati a fermare questo genere di assunzioni. “L’incidente che coinvolge proprio una delle misure «finalizzate a consentire l’avvio e lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 – dice sempre Il Corriere della Sera – è stato commesso dal Ministero dell’Istruzione lo scorso agosto quando ha inviato agli uffici scolastici la tabella di calcolo che non corrisponde alla «spesa calcolata dal sistema NoiPa», il servizio degli stipendi della pubblica amministrazione. In attesa che il ministero, di concerto con il Mef, elabori le divisioni corrette dei fondi a disposizione, «si chiede di sospendere a decorrere l’attivazione degli incarichi temporanei del cosiddetto organico Covid non ancora perfezionati». Anief ricorda che l’inquadramento dei docenti-Covid è stato istituito dall’art. 231-bis della Legge 17 luglio 2020, n. 77 e quindi indicato nella lettera b) dello stesso articolo 231 bis del decreto-legge n. 34 del 2020, con la quale si dispone di “attivare ulteriori incarichi temporanei di personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) a tempo determinato dalla data di inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni, non disponibili per le assegnazioni e le utilizzazioni di durata temporanea. In caso di sospensione dell’attività in presenza, i relativi contratti di lavoro si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo”. Successivamente, con una doppia nota di chiarimento del capo dipartimento Max Bruschi, la n. 1843 del 13 ottobre e la nota, la n. 1870 del giorno successivo, il ministero dell’Istruzione ha chiarito che tali docenti rientrano a pieno titolo nell’organico dell’autonomia, non possono essere utilizzati esclusivamente per le supplenze del personale assente ed essere collocati per fare sostegno agli alunni disabili, ma soprattutto in caso di lockdown potranno operare in smart working. Quindi, non potranno essere licenziati. Sempre che vengano assunti.

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Scuola: Ata, revisione dei profili, le proposte del sindacato

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Anief ha partecipato all’incontro all’Aran per presentare un documento di proposte per quanto riguarda la revisione dei profili Ata. Presenti la coordinatrice nazionale Anief Ata, Cristina Dal Pino, la vice presidente Anief Friuli-Venezia Giulia, Teresa Vitiello, e il presidente provinciale Anief Foggia, Giovanni Derrico. Il sindacato ha affermato la necessità di modifiche reali dello stato dell’arte per ciò che concerne il personale Ata. È inoltre favorevole a un’articolazione dei profili con un mansionario dettagliato e con un’indicazione delle competenze precise e mirate, secondo livelli di inquadramento professionale ed economico dei dipendenti della funzione pubblica, rispetto ai quali si chiede una nuova equiparazione degli altri comparti ministeriali, sulla base di quanto previsto dall’art. 52 del D. lgs 165/2001Marcello Pacifico (Anief): Il sindacato ritiene prioritario regolamentare lo smart working allo stato delle condizioni attuali, peraltro senza nemmeno una definizione contrattuale, e con i profili professionali bloccati e mai valorizzati. Se quindi si vuole introdurre lo smart working in ambito scolastico, è indispensabile definire una pianificazione delle attività avvalendosi prevalentemente della modalità a distanza, dei contingenti minimi e prevedendo una gestione semplificata, atta a garantire e ad assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica.

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Scuola. Lavoratori fragili, appello Anief a docenti e Ata: fate domanda per essere visitati

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

“Come sindacato riteniamo che questi lavoratori”, con patologie e a rischio salute, “abbiano tutto il diritto” a verificare la loro compatibilità con l’ambiente scolastico: a dichiararlo, in un’intervista radiofonica di oggi, è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Come prevede la stessa Circolare del ministro della Salute” devono muoversi ora per verificare se i loro “problemi possano determinare grandi rischi con il Covid”: potranno così “presentare domanda” alla loro scuola “per essere visitati dal medico competente o dal medico dell’Inail, al fine di essere temporaneamente dichiarati inidonei all’attività didattica tenuta in presenza”.Dopo i primi test sierologici realizzati in modo volontario è tempo di bilanci. A realizzarli è il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa: “Un caso su tutti da citare è quello della Regione Lombardia, dove su 200 mila docenti e amministrativi ben 100 mila si sono prenotati, in maniera naturalmente volontaria, in 50 mila lo hanno svolto e sono risultati positivi in 2.700 anche dopo i tamponi successivi: parliamo del 5 per cento. Questo significa che c’è bisogno di grande attenzione”.“Nel frattempo – continua Pacifico – è stata emanata la Circolare del ministero della Salute sul lavoro ‘fragile’: questo è molto importante, perché bisogna senz’altro intervenire con la sorveglianza sanitaria del personale scolastico”, attraverso la quale si è stabilito che “sarà il medico competente a decidere quali tipi di sorveglianza sanitaria portare avanti. Sicuramente non è colpa di questi lavoratori, in particolare di una classe docente, quella italiana, che risulta la più anziana al mondo, in particolare over 55, anche se in questa Circolare si precisa che non è l’età anagrafica a indicare il concetto di lavoro ‘fragile’”.Il sindacato si mette a disposizione di tutto il personale per presentare”, con un apposito modello, “queste domande: è molto importante tutelare la salute. Stiamo verificando, anche attraverso una check list che abbiamo distribuito alle Rsu, cosa sia importante. Di sicuro, lo è realizzare un nuovo patto educativo tra le famiglie e gli insegnanti, per fare in modo che i ragazzi rispettino la regola del distanziamento sociale, perché se lo rispettiamo tutti supereremo insieme anche questa fase di recrudescenza che a oggi” è tornata ad un numero di casi positivi in pericolosa ascesa, “quasi indietro al mese di maggio”.

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Scuola: È uscito il nuovo decreto ministeriale che autorizza le immissioni in ruolo di circa 11 mila unità di personale Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Per l’anno scolastico 2020/2021, riporta Orizzonte Scuola, è autorizzato un contingente di assunzioni nei ruoli a tempo indeterminato del personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche pari a complessive 11.323 unità, di cui 532 a titolo di trasformazione di contratti a tempo parziale in contratti a tempo pieno.Premesso che il numero è largamente inferiore alle disponibilità di posti vacanti, il presidente Anief Marcello Pacifico denuncia, in una intervista rilasciata ad Italia Stampa, “che ancora una volta non ci sono i profili professionali previsti da contratto come coordinatore dei collaboratori scolastici e come coordinatore degli assistenti tecnici amministrativi che operano nelle segreterie. Sono più di 20 mila questi posti che da 25 anni per contratto esistono ma non nella realtà. Ecco perché Anief ha deciso di impugnare questo decreto ministeriale, così da convincere il ministero dell’Economia ad autorizzare l’attivazione di questi posti in organico, diventati più funzionali, soprattutto in vista dell’apertura delle scuole in tempo post-Covid, con il contagio che si diffonde ancora”. Le assunzioni in ruolo hanno decorrenza giuridica dal 1° settembre 2020 e decorrenza economica dalla data di effettiva presa di servizio. Questi i posti per profilo: Direttori Servizi Generali e Amministrativi: 1.985; Assistenti Amministrativi: 2.428; Assistenti Tecnici: 761; Collaboratori Scolastici: 6.131; Cuochi: 6; Addetti Aziende Agrarie: 4; Guardarobieri: 4; Infermieri: 4. Secondo il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, stiamo assistendo all’ennesima ingiustizia che si ripercuoterà sul servizio scolastico sotto forma di ridotta efficienza della macchina amministrativa dei nostri 8.200 e oltre istituti autonomi. “Tutto questo, quindi, ci porta a chiedere a tutto il personale assistente tecnico-amministrativo e ai collaboratori scolastici che ritiene che abbia diritto a partecipare – ha detto il president Pacifico – alle procedure di selezione per arrivare a questi profili professionali e quindi per sbloccare tali posti in organico ad aderire ai ricorsi gratuiti al Tar Lazio che saranno patrocinati dall’Ufficio legale dell’Anief”.

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Scuola: Ata, organico aggiuntivo per il ritorno in classe

Posted by fidest press agency su sabato, 15 agosto 2020

Il ministro dell’istruzione ha firmato l’ordinanza per il reclutamento di organico aggiuntivo in vista della ripresa delle attività didattiche in presenza da settembre. L’Ordinanza stabilisce i criteri di riparto delle risorse per l’organico aggiuntivo previste dal decreto rilancio: le scuole avranno oltre 50mila unità di personale in più per la ripresa fra docenti e Ata. Marcello Pacifico (Anief): È un buon inizio ma ne servono tre volte tanto e in organico di diritto. È bene ricominciare anche grazie al protocollo ma necessario rivedere i criteri di ridimensionamento della legge n. 133 del 2008. Accogliamo con favore l’idea di incrementare, a condizione che nei prossimi anni vengano messi in organico di diritto e aumentato di 4 volte rispetto ai tagli avvenuti negli ultimi 10 anni.
Per quanto riguarda la spesa, viene autorizzata per euro 377,6 milioni nell’anno 2020 ed euro 600 milioni nell’anno 2021. Gli incarichi sono temporanei e hanno durata dalla data di inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni. Per quanto concerne lo stipendio, “il budget da assegnare è stimato tenendo conto di un costo mensile, al lordo degli oneri riflessi a carico dello Stato e dell’IRAP e al lordo della tredicesima, relativo a ciascuna tipologia di personale scolastico, calcolato per una durata di circa nove mensilità per ciascun contratto, da commisurarsi all’importo derivante dal contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto istruzione e ricerca del 19 aprile 2018”. Nel dettaglio, “il costo mensile ammonta a 1.855,46 euro per i collaboratori scolastici, 1931,54 euro per i collaboratori scolastici di servizio, 2.110,54 euro per gli assistenti amministrativi”. Saranno i dirigenti scolastici a indicare agli Uffici scolastici regionali il fabbisogno per le proprie scuole e le assunzioni saranno effettuate dalle graduatorie di istituto Ata.

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Scuola: Smart working anche dopo il Covid per il personale Ata?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

Da quando il personale Ata fa parte della Funzione Pubblica? Lo chiede il sindacato Anief, in risposta alle dichiarazioni della ministra della PA Fabiana Dadone apparse in queste ore sulla rivista Orizzonte Scuola: in particolare, non è stata esclusa la possibilità che assistenti e collaboratori scolastici possano adottare in modo permanente lo smart working, qualora i presidi lo ritengano opportuno. La verità è che negli ultimi mesi il personale Ata ha operato da casa con propri computer, software, connessioni internet ed energia elettrica, quindi a sue spese; inoltre, si è avvalso di una banca dati inesistente e di un portale ministeriale Sidi lentissimo; non ha avuto nemmeno a disposizione una “Scranna di sedia ergonomica”, come prevede invece il Dlgs 81/2008.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “regolamentare lo smart working in queste condizioni, peraltro senza nemmeno una definizione contrattuale, e con i profili professionali bloccati e mai valorizzati significherebbe aprire al Far West. Delle due l’una: o il personale Ata è invece inquadrato nel comparto scuola, per vero con un certo disallineamento rispetto ad istituti come ferie, permessi e banca ore, oppure si sta finalmente pensando di rendere giustizia ai dipendenti con lo stipendio più basso della pubblica amministrazione collocandoli in un comparto più adeguato. Inoltre, il datore di lavoro che autorizza il dipendente allo smart working deve garantirgli una formazione che gli consenta di essere operativo; ciò presuppone la partecipazione a corsi teorici ed esercitazioni disciplinati secondo un protocollo negoziato; inoltre deve consegnare a lui ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza un documento che contenga i rischi generali e specifici associati al lavoro agile. Per non parlare del non remunerato utilizzo di risorse proprie o del vulnus alla sicurezza connesso all’utilizzo di dispositivi personali non programmati per proteggere i dati aziendali”.
Nella scuola operano tra i 200 mila e i 250 mila lavoratori inquadrati tra il personale Ata: svolgono un lavoro delicato e preziosissimo, anche per la proposizione dell’offerta formativa, ma che continua ad essere poco considerato e mal pagato. Il sindacato autonomo ritiene che la categoria Ata sarebbe ben felice di far parte della Funzione Pubblica, sganciandosi in questo modo dal Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola ed in questo modo accedere ad una retribuzione stipendiale più alta rispetto all’attuale.Nell’intervista alla rivista specializzata, sempre la ministra Fabiana Dadone cita la digitalizzazione e la dematerializzazione. Ma di cosa stiamo parlando? Sicuramente, durante il lockdown il ministero dell’Istruzione e il Mef hanno ottenuto un risparmio, in termini di denaro, con l’adozione dello smart working: entrambi i dicasteri, però, non si sono preoccupati di fornire ai propri dipendenti le strumentazioni necessarie, né derogare eventuali indennizzi economici. E non sembra un caso che la modalità di smart working è stata prorogata al 31 dicembre prossimo, sempre con le medesime modalità.
“A queste condizioni – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, il consolidamento dello smart working è solo un ulteriore modo per tagliare ancora gli organici già ridotti all’osso dalle precedenti gestioni, con 50 posti cancellati, anziché aumentarli per via dell’aumento dei carichi di lavoro derivanti dalla scuola dell’autonomia e dal potenziamento introdotto con la Legge 107 del 2015.”

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Scuola: Ritorno a settembre, classi con meno di 15 alunni, più docenti e Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Sono alcune delle misure approvate in V Commissione al decreto rilancio. Pacifico lo aveva ribadito a Conte durante gli Stati generali: con questi numeri di organici e classi, sarà impossibile aprire la scuola in sicurezza a settembre. Ora sembra che il Parlamento, in deroga, legiferi in questa direzione. Atteso il voto dell’aula, in settimana, anche se per Anief le modifiche devono essere strutturali per migliorare la didattica e assorbire tutto il precariato esistente.Le modifiche al numero di allievi per aula e agli organici del personale sono previste da un emendamento al Decreto Rilancio già approvato dalla V Commissione della Camera, sul quale lunedì 6 luglio potrebbe essere votata la fiducia per l’approvazione del testo definitivo. Se passa il provvedimento, alla luce dell’emergenza epidemiologica in atto, viene introdotta la facoltà per gli uffici scolastici di applicare delle deroghe, in tutti i gradi scolastici, al limite minimo di iscritti per la costituzione delle classi sancito dall’attuale regolamento sul dimensionamento scolastico (DPR 81/09) che ha portato al taglio di 250 mila posti negli ultimi dieci anni, alla riduzione del tempo scuola (- 4 ore settimanali), al dimensionamento di una scuola su quattro autonoma. Come viene data la possibilità di assumere, seppure temporaneamente, una quantità maggiore di docenti e personale Ata, confermando almeno fino a dicembre i mille assistenti tecnici assunti fino al 30 giugno.Marcello Pacifico (Anief): “L’obiettivo da porsi, tutti assieme, è quello di tornare a delle scuole a misura d’uomo, creando classi con al massimo 15 alunni e assumendo 200 mila docenti e Ata nuovi. Questi emendamenti, seppure depotenziati, vanno in direzione della proposta dello stesso M5S che prevede la formazione di classi con più di 22 alunni e 20 in presenza di alunni disabili, primo firmatario l’attuale ministro Azzolina. Con numeri ancora più ridotti nelle zone colpite dal coronavirus. Sugli organici noi abbiamo chiesto l’assunzione di 150-160 mila docenti, per coprire posti vacanti e turn over tramite le nuove graduatorie di istituto trasformate in provinciali (il cui bando però deve essere profondamente modificato nel rispetto delle vigenti tabelle di valutazione dei titoli e dell’aggiornamento per tutti i laureati anche senza i 24 CFU), più almeno 40 mila unità di personale Ata aggiuntive: in un colpo solo, considerano anche la stabilizzazione di tutti i Dsga facenti funzione e degli educatori precari, si risolverebbero i problemi di gestione del ritorno in classe a settembre e si risponderebbe pure alla sentenza Rossato della Corte di Giustizia europea sui risarcimenti danni sull’abuso dei contratti a termine. Lo abbiamo scritto preventivamente al ministero dell’Istruzione e detto al premier Giuseppe Conte, a Villa Pamphilj, durante gli Stati Generali, oltre che alle sigle sindacali europee incontrate da Anief in Commissione UE. È chiaro che i 50 mila indicati sinora, peraltro pure a termine, non sono sufficienti”. Ma sarebbe una prima risposta, in attesa dei 17 miliardi richiesti sempre dal presidente Anief, tra quelli che saranno assegnati all’Italia dal Recovery Found, da reinvestire subito in organici, assunzioni, risorse strumentali per migliorare la didattica, combattere la dispersione scolastica e valorizzare la professionalità di docenti, educatori e Ata col rinnovo del contratto.

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Scuola Ata, fase 2: per il lavoro agile continuano ad applicarsi le stesse regole vigenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

Nulla è cambiato per il personale ATA dall’ultimo Dpcm del 26 aprile 2020 che di fatto viene prorogato fino al 17 maggio 2020, salvo ulteriori comunicazioni. Gli istituti scolastici di ogni ordine e grado devono continuare a mantenere come lavoro ordinario la modalità smart working. Lo specifica la nota ministeriale n. 622 del 01/05/2020.L’articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 convertito dalla legge 29 aprile 2020, n. 27, ha disposto che, fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 (31 luglio 2020), ovvero fino a una data antecedente stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, il lavoro agile costituisca modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni. Conseguentemente, è stabilito che la presenza del personale nei luoghi di lavoro sia limitata alle sole attività indifferibili che non possano essere svolte in modalità agile.
Sono ovviamente fatte salve le prestazioni che possano essere svolte esclusivamente in presenza. A tal proposito, si ricorda che costituisce obbligo di ciascuna Amministrazione individuare dette attività e richiedere la correlata presenza del personale dipendente sul luogo di lavoro, garantendo le condizioni di sicurezza previste.Sono nate come le stelle invece circolari, emanate da alcune istituzioni scolastiche, che dispongono le riaperture del lavoro ATA in presenza. Sembrano riaperture pseudo parziali, ma nella realtà totali precisando come motivazione fantomatici lavori indifferibili e improcrastinabili, mai però specificati.Ci troviamo di fronte a una realtà ben diversa da quanto stabilito dal Governo. Di fatto i dirigenti scolastici stanno violando le normative decise dal Consiglio dei ministri sulla base di un bollettino redatto dalla comunità scientifica che monitora continuamente la curva epidemiologica, mettendo e rischio inutilmente la vita di tutti i profili ATA e la vita stessa dei dirigenti.

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