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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

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Scuola: Impronte digitali, la rivolta dei presidi e del personale Ata

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

La scuola non è un carcere, aveva detto Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir, durante l’audizione in Senato del 26 novembre scorso, chiedendo lo stralcio di tutto il personale del settore e dell’area dell’istruzione dalla norma. Sono trascorsi quasi cinque mesi ed ora il tema è diventato di pubblico dominio e di plateale protesta. Alcuni sindacati invitano i presidi a twittare le proprie impronte al ministro e a scioperare, in modo compatto, il prossimo 17 maggio. Anief e Udir si dichiarano favorevoli e sono pronte ad altre azioni plateali, anche in vista degli Esami di Stato. Quel giorno, infatti, i dirigenti scolastici dove dovranno ad esempio timbrare il cartellino quando presiederanno le Commissioni? Ce lo spieghi il ministro Bussetti, visto che è un preside anche lui.
Cresce il malcontento e l’opposizione contro la norma inserita nel disegno di legge n. 1122, in questi giorni all’esame delle Commissioni di Palazzo Madama, che obbliga il personale dirigente del pubblico impiego, compresi i capi d’istituto, e gli tutti gli impiegati, quindi anche il personale Ata della scuola, a dimostrare la loro presenza sul luogo di lavoro attraverso la rilevazione dei dati biometrici, come le impronte digitali e la scansione dell’iride. I dirigenti scolastici – scrive Orizzonte Scuola – protestano via Twitter contro il decreto Concretezza che prevede che vengano prese le loro impronte per rilevare la loro presenza nelle scuole. I sindacati della scuola stanno organizzando la protesta ed hanno anche raccolto 200 mila – tra email e lettere – di critica al provvedimento, si punta a ottenerne 500 mila. Previsto anche un presidio e un flash mob davanti al Senato quando ci sarà l’approvazione del decreto.
Anche il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, interviene sulla questione delle impronte digitali, dicendosi in linea con il ministro della PA Giulia Bongiorno, assicurando che si tratta “solo di una questione di trasparenza per verificare la presenza e non per misurare l’orario di lavoro, che non è previsto per i dirigenti”.
Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief e Udir, “è ridicolo chiedere una rilevazione biometrica, con costi non indifferenti per lo Stato, con milioni di euro di spesa, a chi deve gestire anche venti plessi scolastici: il solo pensiero è offensivo e lesivo dell’immagine di chi intende ancora preservare la scuola come istituzione autonoma, seria ed efficiente del Paese”. “Per non parlare del personale Ata – prosegue il sindacalista autonomo – già fortemente sottodimensionato come organico: speriamo soltanto che non debbano lasciare le proprie impronte in ogni piano e in ogni plesso, perché andrebbero in tilt gli apparecchi di rilevazione visto che il personale si sposta continuamente da una sede all’altra, anche per garantire la sicurezza degli alunni. Un altro ministro – conclude Pacifico – si sarebbe dimesso da dirigente scolastico, ma di certo non avrebbe avallato tale scempio”.

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Scuola – Mobilità: è partita la macchina che a settembre farà cambiare sede a 200 mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Fino al 5 aprile potranno presentare domanda, tramite il portale ministeriale istanze on line, gli insegnanti di tutti gli ordini scolastici. Per il personale educativo le richieste di mobilità potranno essere presentate dal 3 al 28 maggio prossimi. Per il personale Ata le istanze potranno essere presentate dall’1 al 26 aprile 2019. Per la mobilità professionale e territoriale verso le discipline specifiche dei Licei Musicali la presentazione delle domande è stabilita dal 12 marzo al 5 aprile 2019. Per gli insegnanti di religione cattolica le domande, infine, potranno essere presentate dal 12 aprile al 15 maggio prossimi. Come già rilevato a commento dell’accordo raggiunto con gli altri sindacati a fine 2018, Anief ricorda che non c’è alcuna norma che preveda il ritorno a casa degli insegnanti assunti sotto ricatto con la riforma della Buona Scuola: sono i cosiddetti docenti “immobilizzati”, assunti tramite algoritmo impazzito nel 2016 a centinaia di chilometri da casa e penalizzati da una cervellotica stesura di fasi di assunzioni che li ha costretti ad accettare sedi lontane pur in presenza di posti vacanti molto più vicini.
È emblematico cosa accadrà in Sicilia. Il quotidiano La Repubblica ha spiegato che “quest’anno, in base al contratto sulla mobilità sottoscritto dai sindacati, metà delle cattedre libere (circa duemila posti) andrà alle immissioni in ruolo, il 40 per cento (circa 1.600 cattedre) verrà destinato ai trasferimenti interprovinciali, e quindi anche a quelli da fuori regione, e il restante 10 per cento (400 cattedre) ai passaggi di ruolo e ai passaggi di cattedra: coloro che intendono cambiare ordine di scuola o materia, a patto che abbiano i titoli per farlo”. Inoltre, “ad ambire al trasferimento da fuori regione circa ottomila docenti siciliani che, per diverse ragioni, prestano servizio al Nord o nel Centro Italia. E, se non ci saranno decurtazioni dell’organico, soltanto uno su cinque riuscirà a rientrare in Sicilia”.
Lo stesso Ministro dell’Istruzione ha ricordato che gli sono serviti appena 10 secondi per comprendere che si trattava di un’assegnazione tramite algoritmo errato, ma siccome non farà nulla per porvi rimedio serviranno altri tre anni per completare il loro avvicinamento a casa. Significa che per i più sfortunati saranno serviti 5 o 6 anni per sanare un errore non loro: ecco perché Anief conferma i ricorsi per ripristinare il diritto ad avere una cattedra non più a centinaia di chilometri di distanza. Inoltre, Anief continua a rivendicare l’introduzione di una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dell’algoritmo ‘impazzito’”, ma anche l’avvio di corsi abilitanti per il personale docente già assunto a tempo indeterminato, oltre a quelli rivolti ai colleghi precari, in modo da favorire i passaggi di ruolo per tutti coloro che detengono i titoli utili al cambio di disciplina d’insegnamento.
Ma ci sono anche altri motivi per cui Anief ha deciso di impugnare il contratto sulla mobilità sottoscritto la scorsa settimana: il sindacato attiva le preadesioni per accantonamento posto fit 31 dicembre prima dei trasferimenti, per il terzo anno fit partecipazione trasferimenti, per il servizio nelle scuole paritarie, per la precedenza per assistenza al genitore disabile nei trasferimenti interprovinciali, per il vincolo quinquennale sostegno, per graduatorie interne d’istituto 2019/20 valutazione servizio preruolo per intero e servizio scuole paritarie, per mancato trasferimento ambito/sede richiesta per errore dell’algoritmo.

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Legge di bilancio 2019: Pensioni, insegnanti e Ata ancora una volta penalizzati

Posted by fidest press agency su domenica, 30 dicembre 2018

Dopo la beffa dei quota 96 nel 2012, con quota 100 si sta concretizzando un’altra umiliazione per i lavoratori della scuola: per loro l’anticipo pensionistico sarebbe attuato, infatti, solo a settembre 2020, un anno e mezzo dopo i dipendenti privati con gli stessi requisiti. Ad ogni modo, per Marcello Pacifico (Anief-Cisal), è inutile pensare di smontare la Fornero se poi con quota 100 si andrà in pensione a 64 anni e con un assegno ridotto del 10-15%. Mentre in Europa si va in quiescenza all’età di 63 anni e col massimo dei contributi. A questo deve puntare il Governo. Ci hanno detto che a metà gennaio un decreto stabilirà come e quando si potrà andare in pensione con quota 100, e che con lo stesso si tornerà agli attuali parametri di uscita dal lavoro: è bene che in quel decreto si prevedano pure delle disposizioni per evitare la beffa per chi lavora nella scuola dove si viene assunti per anno scolastico e non solare.

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Scuola: Mobilità ATA 2019/2021

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

La pre-intesa sulla mobilità del personale scolastica, prossima all’attivazione, non contiene l’attesa l’attivazione dei passaggi verticali del personale Ata riguardante i profili B e D previsti dalle precedenti norme: analizzando il testo che regolerà i trasferimenti e i movimenti per l’anno scolastico 2019/20, e che verrà ufficializzato nelle prossime ore, subito dopo l’approvazione definitiva della Legge di Stabilità, si scopre infatti che non vi è traccia dei previsti movimenti professionali, su grado superiore, previsti dalla legge anche per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

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Scuola Pensioni: beffa quota 100 per docenti, Ata e presidi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

Le notizie sull’anticipo pensionistico in via di approvazione provengono da uno degli esponenti maggiori del Ministero del Lavoro, il sottosegretario Claudio Durigon (Lega), il quale parla di “misura non strutturale” e riduzione del numero di lavoratori beneficiari inizialmente previsti. I ritardi per il via libera al decreto, inoltre, mal si conciliano con i tempi della scuola: avviare la macchina di quota 100 nel 2019 inoltrato equivale a dire che i lavoratori della scuola non potranno lasciare il servizio il prossimo mese di settembre, unica “finestra” possibile per chi lavora a scuola, ma solo alla fine dell’estate successiva. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sarebbe una beffa cosmica, perché mentre in Europa si continua ad andare via dalla scuola a 63 anni, senza penalizzazione, noi continuiamo a trattare i nostri insegnanti come dei ‘paria’. Come se non svolgessero una professione a rischio burnout e come se la categoria fosse tra le più giovani al mondo, anziché la più vecchia. Noi però non ci rassegniamo: nel ddl sulla Legge di Stabilità, abbiamo chiesto alle commissioni di competenza l’estensione del carattere gravoso per tutti i docenti e l’accesso alla pensione con i requisiti precedenti alla legge “Fornero”.

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Il personale di ruolo docente e Ata ha diritto al risarcimento per l’abuso dei contratti a termine superiori ai 36 mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

Nuovo colpo di scena sul precariato scolastico. Sull’abuso da parte dello Stato italiano anche l’avvocato generale Szpunar della Curia europea si dichiara d’accordo con le tesi della Commissione UE e del ricorrente Rossato. Anief avvia le preadesioni al ricorso gratuito per ottenere dalle due alle dodici mensilità di risarcimento in caso di pronuncia conforme della Corte di giustizia e di superamento delle sentenze della Corte suprema italiana. Per aderire vai sul Portale ANIEF. Potrebbero essere più di 300 mila gli insegnanti e Ata interessati. Il pronunciamento riguarda la Causa C-494/17 promossa dalla Corte di Appello di Trento su ricorso presentato dal docente Rossato che, una volta assunto in ruolo dopo diversi anni di precariato, chiedeva il risarcimento per l’abuso dei contratti a termine, da negare per i giudici della Cassazione: nel depositare le sue osservazioni sulla reiterazione dei contratti a termine, l’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea sposa la tesi dei legali Anief: emerge, infatti, “che un’interpretazione giurisprudenziale di una normativa nazionale come quella di cui al procedimento principale non risulta conforme, fatte salve le verifiche incombenti al giudice del rinvio, ai requisiti risultanti dalla sentenza Mascolo” del novembre 2014 emessa dalla Corte di Giustizia Europea. Gli avvocati Anief hanno sempre sostenuto che la Legge 107/15 non prevede le sanzioni per l’abuso dei contratti a termine subito dal personale di ruolo anche durante il periodo di precariato.
Se la tesi verrà confermata dalla Corte di giustizia europea, i giudici del lavoro dovranno disapplicare le sentenze delle sezioni unite della Cassazione (ex plurimis 22552/17) ed estendere il risarcimento dalle 2 alle 12 mensilità anche al personale di ruolo che ha avuto più di 36 mesi di contratti a termine prima dell’assunzioni a tempo indeterminato, oltre agli eventuali danni morali e materiali che potrebbe vantare.

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Scuola: Stipendi, docenti e Ata pagano più di tutti il blocco pluriennale della PA

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Per il personale della scuola gli ultimi dati forniti dall’Aran sugli stipendi dei dipendenti pubblici sono a dir poco sconfortanti: da un confronto tra i vari comparti della PA, infatti, agli insegnanti e al personale Ata vengono assegnati non solo i compensi più bassi del comparto statale, ma addirittura mediamente più piccoli rispetto a qualche anno prima.
Lo studio Aran è andato ad analizzare il quindicennio che va dal 2001 al 2016: nella scuola, si è partiti da 22.185 euro di media all’anno (stipendio, retribuzione di anzianità, 13esima, indennità integrativa speciale), più 2.123 di trattamenti accessori (indennità fisse, i compensi per lavoro straordinario, i premi di produttività, le indennità di turno, disagio ed altre competenze accessorie), per un totale di 24.308 euro lordi annui: tre lustri dopo si è arrivati ad appena 28.403 complessivi, dopo che nel triennio 2009-2011 si erano superati i 30 mila euro.Ma solo la scuola ha ricevuto questo trattamento a perdere: tutti gli altri settori del pubblico impiego hanno fatto registrare compensi annuali in crescita. Gli stessi Ministeri sono passati dai 23.580 del 2001 ai 30.695 euro del 2016, frutto di un progressivo crescere. Per non parlare delle forze di polizia (da 27.400 a 40.058 euro) oppure delle forze armate (passate da 29.396 a 41.050 euro). Con la magistratura che ha fatto registrare impennate record, visto che gli stipendi dei giudici sono schizzati dai già considerevoli 91.630 euro medi l’anno ai 138.268 euro del 2016.Questo significa che il contratto collettivo nazionale di docenti e Ata, peraltro già prossimo alla scadenza, durante il decennio di blocco contrattuale non ha garantito nemmeno la copertura dell’inflazione, cresciuta nell’ultimo decennio di quasi venti punti percentuali. E ora nella nuova legge di stabilità si coprirebbe soltanto l’Indennità di vacanza contrattuale, peraltro non aggiornata dal 2008: ai dipendenti pubblici con un reddito di 30 mila euro arriveranno 136,5 euro di aumenti annui, a seguito della media dell’incremento degli stipendi dello 0.6%.In pratica, verranno corrisposti circa dieci euro al mese, ovvero il doppio dei livelli dell’Iva bloccata negli ultimi dieci anni. A queste risorse si aggiungono i 20 euro della perequazione, che se non stanziati avrebbero portato la riduzione degli stipendi. Il resto rientra nelle promesse, l’ultima della quali arriva dal vicepremier Luigi Di Maio che nei prossimi due mesi vorrebbe tagliare gli sgravi fiscali ai petrolieri per incentivare i fondi della scuola e gli stipendi degli insegnanti. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “occorrono più soldi decisamente, ma il Governo deve trovarli ora, altrimenti avrà prodotto solo la solita propaganda. Quanto previsto dalla manovra, infatti, non include i fondi per gli aggiornamenti da settembre 2015, data dello sblocco del contratto: ragione per cui permane la nostra vertenza giudiziaria per il recupero dei crediti. Chi non ricorre al giudice, infatti, rischia di subire quello che ha appena registrato l’Aran per il periodo 2001-2016, con i compensi annui addirittura in discesa”. Il giovane sindacato, pertanto, ribadisce la volontà di presentare ricorso per il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2015-2018, in modo da far recuperare a docenti e Ata almeno il 50% del tasso IPCA non aggiornato dal settembre 2015. Oltre che rivendicare migliaia di euro per i mancati arretrati, vista l’irrisorietà di quelli corrisposti la scorsa primavera.

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Scuola: Pensioni, nella manovra quota 100 può attendere: per 80 mila docenti e Ata prima l’amaro ora la beffa

Posted by fidest press agency su martedì, 30 ottobre 2018

Colpo di scena per la riforma delle pensioni: nella legge di bilancio non ci sarà il dettaglio del funzionamento, ma solo le coperture finanziarie; per le modalità per andare in pensione con quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi) bisognerà attendere un decreto ad hoc di cui ancora non si conoscono le tempistiche. E la scuola è uno dei motivi del rinvio, perché si andrebbe incontro ad un sicuro mancato turn-over. Anche se poi i docenti già selezionati e formati ci sono. Secondo Anief tutto questo è sconcertante: prima la scoperta che l’annunciata quota 100 in quanto pensione anticipata rispetto al sistema contributivo avrebbe portato fino a 500 euro di riduzione dell’assegno, ora il rinvio della controriforma per evitare l’esodo e garantire il reddito di cittadinanza. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): basta annunci, si vada in pensione a 63 anni o con 37 di contributi ma senza penalizzazioni, così come promesso dal governo e ribadito nel programma M5S-Lega.

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Il nuovo reclutamento del personale docente e Ata della scuola passa per il modello trentino

Posted by fidest press agency su domenica, 21 ottobre 2018

Ciò significa che i concorsi pubblici diverrebbero regionali. Una filosofia “a tutto tondo” che riguarderebbe addirittura i contenuti didattici, più incentrati su discipline prettamente locali. Si ragiona come se la scuola pubblica italiana non fosse costituzionalmente un’entità nazionale, ma bensì territoriale. Il sindacato, però, ricorda che nell’ambito del processo di attribuzione delle competenze relative alle norme generali sull’istruzione bisogna tenere conto del rispetto degli articoli 3, 4, 16, 51, 97 della Costituzione, come ribadito dalla stessa Consulta in tema di reclutamento degli insegnanti, residenza professionale e servizi legati ai soli residenti. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si dice “pronto ad impugnare qualsiasi norma che impedisca al personale della scuola la mobilità lavorativa in tutto il territorio nazionale”.

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Def, c’è molta Scuola: corsi di sostegno, riforma reclutamento, trasferimenti limitati, formazione Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Con il Documento di economia e finanza approvato dal CdM, il Governo intende cambiare la formazione iniziale dei docenti di sostegno, definendo degli indicatori per misurare la qualità dei processi di inclusione in ogni istituto; attuare la revisione del sistema di selezione-formazione iniziale; affrontare il problema dei trasferimenti del personale di ruolo che oggi compromette la continuità didattica danneggiando gli alunni; aggiornare la formazione in servizio del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Per il sindacato Anief, le disposizioni previste rappresentano solo una piccola parte di quelle da attuare. Nelle prossime settimane, sarà importante migliorare le norme già presenti e introdurne delle nuove, attraverso emendamenti alla Legge di Stabilità 2019 che garantiscano la trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto. Ma anche riaprendo le GaA, riconducendo a un anno il Fit e stabilizzando il personale con 36 mesi di servizio su posti vacanti, riconoscendo la card al personale Ata, introducendo organici differenziati in base alle esigenze del territorio oltre al tempo pieno e al potenziamento al Sud, garantendo infine il diritto alla famiglia per i lavoratori di ruolo.

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Scuola – Anno scolastico da Far West

Posted by fidest press agency su martedì, 4 settembre 2018

Mancano le graduatorie dei precari del personale Ata e le graduatorie relative alle assegnazioni provvisorie e allora ogni ambito territoriale fa da sé, mentre a causa dell’esaurimento delle GaE e la mancata pubblicazione di mote GMRA quasi metà delle 58 mila assunzioni va deserta. Si dovrà aspettare, invece, il primo collegio docenti del 3 settembre, in molte scuole, per iniziare il giro delle telefonate per nominare i supplenti dalla prima fascia delle graduatorie d’istituto, ancora non pubblicate.Pazza questa scuola italiana come non mai. Il 1° settembre inizia con la presa di servizio di soltanto un docente su due di quelli preventivati, perché le graduatorie ad esaurimento restano esaurite e perché le nuove graduatorie di merito straordinarie non sono pubblicate. Per il ritardo della pubblicazione delle graduatorie – entro il 20 settembre si attendono quelle di terza fascia, nda – invece, a Napoli, sono confermati i precari Ata dell’anno scorso, mentre a Bari gli insegnanti che hanno fatto domanda di assegnazione provvisoria si possono presentare in una delle scuole che hanno richiesto, a caso, in attesa di ricevere la risposta positiva o negativa rispetto all’istanza presentata.

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Scuola – Organici, Sud destinato a sprofondare: servivano altri docenti e Ata, invece arrivano ulteriori tagli

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

No secco alla proposta, presentata da tempo dall’Anief, di incrementare gli organici al Sud, dove gli abbandoni scolastici raggiungono cifre da capogiro, e in tutte quelle zone dove l’istruzione diventa la risorsa prima per risollevare dei territori deprivati a livello sociale, culturale e lavorativo. Paradossalmente, poiché l’ago della bilancia continua ad essere quello delle iscrizioni, applicando la teoria del “tetti predefiniti”, il Meridione e le Isole per l’anno prossimo saranno ulteriormente penalizzati. A peggiorare la situazione c’è il dato che solo il 5% dei posti oggi collocati sull’organico di fatto verranno spostati su quello di diritto: appena 3.530, a fronte di oltre 70mila cattedre prive di titolare, di cui almeno 41mila su sostegno.
Marcello Pacifico (presidente Anief): Tutto ciò avviene nell’impotenza dei sindacati rappresentativi, chiamati invece per definizione a vigilare e a denunciare questa finzione. La verità è una sola: la scuola dell’autonomia non può avere organici uguali, predeterminati per numero di alunni: il numero di posti di docenti e Ata da assegnare va calcolato in base alle esigenze del territorio, come il tasso di dispersione scolastica e di disoccupazione, la presenza di quartieri a rischio o di zone, limitrofe alle scuole, geograficamente poco raggiungibili o economicamente depresse. Inoltre, nel computo della formazione dei posti da assegnare in vista del prossimo anno andava conteggiata, senza ombra di dubbio, anche la presenza di alunni disabili per classe e di studenti alloglotti o stranieri. Sono tutti fattori di cui dover tenere conto sulla determinazione degli organici. Quando Anief sarà rappresentava, dopo il rinnovo delle Rsu di metà mese, denuncerà in sede di informativa presso gli ex Provveditorati tutti quei posti vacanti e disponibili che l’amministrazione territoriale e centrale non destina alle immissioni in ruolo e riconosciuti come tali ma relegati a organico di fatto.

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Scuola: Parte la “giostra” della mobilità per oltre 100mila docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

I sindacati sono stati convocati a Viale Trastevere mercoledì prossimo, 7 marzo, per la sottoscrizione definitiva del contratto sulla mobilità del personale docente, educativo ed ATA che avrà effetti con decorrenza dal 1° settembre 2018. L’intesa è pronta da oltre due mesi: si tratta di un Accordo ponte, valido solo per la mobilità dell’a.s. 2018/19. Il contratto è infatti quello dell’anno precedente a parte qualche aggiustamento tecnico che però non basta per evitare che vengano lesi una lunga serie di diritti dei tanti lavoratori coinvolti. Per questo il sindacato ha predisposto una serie di ricorsi Anief sulla mobilità 2018.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È un film già visto, perché sono confermate le regole dell’anno scorso, già ritenute illegittime dai tribunali. Il servizio pre-ruolo continua a essere valutato la metà nelle graduatorie interne d’istituto. Il servizio prestato nella paritaria seguita ad essere ignorato. Il blocco quinquennale sul sostegno prosegue a non tener conto del servizio pre-ruolo. Ecco perché la firma del 7 marzo aprirà una nuova stagione del contenzioso. Dal prossimo anno il contratto diventerà triennale, ma cambierà tutto appena il giovane sindacato Anief diventerà rappresentativo a seguito delle elezioni Rsu di metà aprile 2018.

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Sciopero nazionale della scuola per il 23 Febbraio 2018

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneAl centro dello sciopero l’imminente rinnovo contrattuale con l’inserimento di regole liberticide e l’aumento dei carichi di lavoro di docenti ed ATA a parità di stipendio, le rivendicazione di tutti gli abilitati dell’infanzia e della primaria per l’immediata stabilizzazione che superi la sentenza dell’adunanza plenaria, un piano straordinario di mobilità che consenta agli esiliati di poter ritornare nelle proprie terre, la trasformazione di tutto l’organico di fatto in organico di diritto per permettere un piano di esaurimento definitivo delle GaE e delle graduatorie concorsuali, il rifiuto del FiT e l’ipotesi di qualsiasi percorso triennale dopo il concorso.Avremmo auspicato di poter scioperare prima del 23 Febbraio, per questo avevamo chiesto all’Anief di ritirare lo sciopero degli scrutini e aprire ad uno sciopero di tutto il mondo della scuola unendo anche contratto e mobilità.
Probabilmente gli interessi del sindacato dei presidi Udir, costringe Anief a non mettere al centro la questione contrattuale, dovendo gestire un aumento di soldi e poteri ai presidi che mal si concilia con le richieste di docenti ed ATA. Nel proclamare lo sciopero USB si rende comunque disponibile ad anticipare la data, qualora altre forze sindacali e coordinamenti autonomi ce lo chiedano.

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Scuola – Assunzioni, lo scandalo degli Ata ignorati

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

scuolaItalia Oggi: “Comprensibile e giustificato il malessere che circola tra il personale Ata”, non solo “per il numero ridotto di assunzioni a tempo indeterminato autorizzato per l’anno scolastico 2017/2018, ma anche a causa dei continui maggiori carichi di lavoro imposti soprattutto al personale amministrativo a seguito anche delle incombenze ulteriori derivanti dal decreto vaccini che tra l’altro competerebbero ad altre istituzioni”. “Anche il blocco della mobilità professionale e le retribuzioni ferme a quelle stabilite dal contratto fermo del 2007 contribuiscono a ritenere che il nuovo anno scolastico sarà tutt’altro che tranquillo”.L’Anief, che da tempo denuncia la carenza di immissioni in ruolo e i carichi di lavoro insopportabili, torna a ricordare che rimane troppo alta la discrasia tra il numero di assunzioni accordate dal Miur e il considerevole numero di posti vacanti: oltre ai 12mila posti disponibili, incomprensibilmente assegnati quasi sempre fino al 30 giugno anziché al 31 agosto, ve ne sono almeno altrettanti oggi ancora “mascherati” nell’organico di fatto. Quindi 25mila amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici che dovrebbero passare nei ruoli dello Stato.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Già due anni fa avevamo assistito all’assurdo spostamento dell’assegnazione di migliaia di posti, già destinati al personale Ata, a favore dei lavoratori soprannumerari delle province, contro cui avviammo una class action. Ora si fa il bis, con l’aggravante di assegnare tantissimi posti vacanti senza i mesi di luglio e agosto. Per questo, invitiamo sempre tutto il personale Ata che ha sottoscritto un contratto su posto vacante e disponibile a presentare ricorso per recuperare gli stipendi dei mesi estivi. Sia per l’anno scolastico in corso, sia per quelli passati. Non ci rassegniamo nemmeno per la mancata assunzione e per il conferimento degli scatti, per i quali continuiamo a lottare in tribunale.

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Scuola: Assunzioni Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

scuola1Leggendo la suddivisione del contingente nazionale del personale non docente, risultano appena 1.227 gli applicati di segreteria che verranno stabilizzati, a fronte di oltre 8mila scuole autonome. Viene poi da chiedersi cosa ci faranno migliaia di scuole della secondaria con appena 428 assistenti tecnici stabilizzati. Come è indicativo che, dopo anni di blocco delle assunzioni, arrivino appena 3.600 nuovi collaboratori scolastici. In generale, in moltissimi casi, un’intera provincia, dove sono collocate decine se non centinaia di scuole, ci si deve accontentare di pochissime unità di personale Ata. Diventa poi un vero e proprio rebus l’assunzione di 761 Direttori dei servizi generali ed amministrativi, perché non ci sono più candidati. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): considerando i tantissimi posti rimasti in organico di fatto malgrado siano liberi e quindi da includere nel computo, ancora 25mila assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari che mancano all’appello nei ruoli dello Stato. Con queste assunzioni non è stata coperta neanche la metà del turn over. Sui Dsga, a parte il fatto che i posti vacanti accertati a settembre saranno 1.700 e che quindi si immette in ruolo meno della metà del contingente, viene da chiedersi da dove si prenderanno i nuovi assunti. Occorrerà quindi assumere ope legis: l’amministrazione farebbe bene a prevedere un corso formativo per tutti gli amministrativi che hanno assunto il ruolo superiore di Dsga per almeno tre annualità. Altrimenti, invitiamo i non assunti, una volta accertata l’esclusione dal piano di stabilizzazione, a rivolgersi in tribunale.Alla luce di tutto ciò, Anief invita il personale Ata non assunto ad aderire ai ricorsi per la stabilizzazione e gli scatti di stipendio non percepiti (gli interessati possono cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (gli interessati possono cliccare qui).La ripartizione provinciale, pubblicata oggi dal Miur, delle 6.200 assunzioni del personale Ata della scuola fa diventare ancora più risibile il contingente nazionale pubblicato da alcuni giorni: è sufficiente asserire la portata ridotta del numero di immissioni in ruolo che il decantato potenziamento delle segreterie degli istituti ha operato, divenuto fondamentale a seguito della recente approvazione del decreto sui vaccini obbligatori, portatore di ulteriori incombenze lavorative alle scuole; comporterà la miseria di 1.227 nuovi assistenti amministrativi. Praticamente, si inserisce in pianta stabile un nuovo applicato di segreteria ogni otto istituti autonomi; se poi si considerano i plessi scolastici, il computo diventa di un amministrativo ogni 35 edifici. Sono numeri che parlano da soli e fanno cadere nel vuoto gli appelli dei parlamentari Pd che chiedevano, giustamente, un’attenzione particolare per incrementare il personale ridotto ai minimi termini dai 50mila tagli dell’ultimo decennio.Viene poi da chiedersi cosa ci faranno migliaia di scuole della secondaria con appena 428 assistenti tecnici stabilizzati. Come è indicativo che, dopo anni di blocco delle assunzioni, arrivino poco più di 3.600 collaboratori scolastici. Le cifre al ribasso diventano significative quando si legge la suddivisione dei posti nelle quasi cento province italiane: in moltissimi casi, infatti, un’intera provincia, dove sono collocate decine se non centinaia di scuole, si deve accontentare di pochissime unità di personale Ata. “Quello che lascia tanta amarezza – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è la discrasia tra il numero di assunzioni accordate dal Miur e il considerevole numero di posti liberi e vacanti: ci sono infatti, considerando i tantissimi posti rimasti in organico di fatto malgrado siano liberi e quindi da includere nel computo, ancora 25mila assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari che mancano all’appello nei ruoli dello Stato. Con queste assunzioni, inoltre, non è stata coperta neanche la metà dell’effettivo turn over. Purtroppo, quello della trascuratezza verso il personale Ata è diventata una pessima abitudine: già due anni fa, in questi giorni, avevamo assistito alla beffa dello spostamento dell’assegnazione di migliaia di posti, già destinati agli Ata della scuola, a favore dei lavoratori soprannumerari delle province, contro cui avviamo una class action”. “Oggi la storia si ripete, perché – dice sempre il sindacalista Anief-Cisal – assistiamo ad una quantità di assunzioni ridicola. Senza dimenticare un’altra beffa: quella di lavorare precari e per meno mesi l’anno di quanto effettivamente necessario. Perché i mesi di luglio e agosto vengono sistematicamente sottratti, salvo rari casi decisi dai dirigenti scolastici per cause di forza maggiore. Per questo, invitiamo sempre tutto il personale Ata che ha sottoscritto un contratto su posto vacante e disponibile a presentare ricorso per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo. Sia per l’anno scolastico in corso, sia per quelli passati”.Diventa un vero e proprio rebus l’assunzione di 761 Direttori dei servizi generali ed amministrativi, perché per colpa del Miur non ci sono più candidati. “A parte il fatto che i posti vacanti accertati a settembre saranno 1.700 – dichiara Pacifico, che aveva indicato la quota di Dsga mancanti all’appello già da mesi – e che quindi si immette in ruolo meno della metà del contingente, viene da chiedersi da dove si prenderanno i nuovi assunti visto che l’ultimo concorso pubblico nazionale è stato bandito oltre 20 anni fa e a quanto ci risulta le graduatorie di quelli riservati sono esaurite da tempo”.

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Scuola: Assegnazioni provvisorie docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneSarebbe illogico e irragionevole dopo la firma del contratto che ha abolito per il 2016/17 ogni vincolo alla mobilità provinciale e interprovinciale non derogare all’attuale blocco per la mobilità straordinaria annuale legata a effettive esigenze familiari. Il sindacato ha conferito già ai suoi legali di valutare le opportune azioni giudiziarie, al fine di tutelare il personale docente e Ata ingabbiato in province e regioni lontano dagli affetti.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): aver immesso in ruolo decine di migliaia di persone dopo averle obbligate a indicare scuole lontanissime è stato un errore palese, che il Governo ha pagato a caro prezzo, inimicandosi tutto il mondo della scuola. Anche per la contemporanea approvazione di norme sbagliate, come l’introduzione della chiamata diretta e del merito professionale. Lo scorso anno fu trovato, saggiamente, un compromesso, introducendo una deroga alla legge, proprio per sanare gli errori strategici del Miur, cui hanno fatto seguito pure gli errori dell’algoritmo ministeriale. Oggi quel compromesso va confermato, perché le condizioni di titolarità del personale sono rimaste nella maggior parte dei casi immutate. Dal Governo e dai vertici del Ministero dell’Istruzione continuano ad arrivare segnali di volontà nel reintrodurre il blocco triennale delle assegnazioni provvisorie nei confronti dei docenti e del personale Ata assunti negli ultimi anni. In particolare, si vuole negare il sacrosanto diritto ad avvicinarsi a casa, anche in presenza di esigenze familiari, pure in tutti quei casi di assunzioni spostate a centinaia di chilometri pur in presenza di posti nella propria provincia o in siti scolastici collocati geograficamente più vicini.Secondo l’Anief sarebbe illogico e irragionevole soprattutto dopo la firma del contratto collettivo nazionale che ha abolito per il 2016/17 ogni vincolo alla mobilità provinciale e interprovinciale non derogare all’attuale blocco per la mobilità straordinaria annuale legata a effettive esigenze familiari. Il sindacato ha conferito già ai suoi legali di valutare le opportune azioni giudiziarie, al fine di tutelare il personale docente e personale Ata ingabbiato in province e regioni lontano dagli affetti.Il giovane sindacato ricorda che lo scorso anno, a metà giugno, dopo un lungo “tira e molla”, nell’accordo sottoscritto sulle utilizzazioni e sulle assegnazioni provvisorie furono inclusi anche i neoassunti del personale docente, educativo e Ata: in questo modo, la collocazione annuale dei lavoratori non si è attuata sui famigerati ambiti territoriali, introdotti dalla Legge 107/2015 e come avrebbe voluto il Ministero dell’Istruzione, ma con le procedure classiche, quindi direttamente su scuola, distretti o province. Il giovane sindacato ritiene che quella soluzione va replicata, perché tantissimi insegnanti e Ata sono rimasti nelle stesse condizioni.“Aver immesso in ruolo decine di migliaia di persone, dopo averle obbligate a indicare scuole lontanissime è stato un errore palese, che il Governo ha pagato a caro prezzo – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – inimicandosi praticamente tutto il mondo della scuola. Anche per la contemporanea approvazione di norme sbagliate, come l’introduzione della chiamata diretta e del merito professionale, sempre più rivolto a pochi dipendenti e dimenticando intere categorie come lo stesso personale Ata e gli educatori”. “Lo scorso anno fu trovato, saggiamente, un compromesso, introducendo una deroga alla legge, proprio per sanare gli errori strategici del Miur, cui hanno fatto seguito pure gli errori dell’algoritmo ministeriale. Oggi quel compromesso va confermato, perché le condizioni di titolarità del personale sono rimaste nella maggior parte dei casi immutate. In caso contrario, il nostro sindacato ha già predisposto le azioni giudiziarie da attuare. Perché non derogare all’attuale blocco per la mobilità straordinaria annuale legata a effettive esigenze familiari, si tradurrebbe in clamoroso autogol dell’amministrazione. Con i giudici che – conclude il sindacalista Anief-Cisal – saranno così inevitabilmente chiamati ancora una volta a rimettere le cose a posto”.

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Precari Ata, Usr Lazio impone di pagare i mesi estivi solo in casi estremi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneAnief non ci sta: ricorriamo al giudice del Lavoro. Il giovane sindacato impugna la decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale laziale di chiedere ai Dirigenti Scolastici dall’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio di comunicare allo stesso Usr le proroghe dal 30 giugno al 31 agosto 2017 da attuare ‘solo in casi di effettiva necessità, qualora non sia possibile assicurare l’effettivo svolgimento dei servizi d’istituto mediante l’impiego del personale a tempo indeterminato e di quello supplente annuale’. Il sindacato si oppone a questo modo di procedere. Innanzitutto perché non comprende quale motivo così impellente possa aver indotto un Ufficio scolastico a inviare indicazioni perentorie prima di ricevere comunicazioni ufficiali da Viale Trastevere. In secondo luogo perché nella Nota dell’Usr Lazio non si fa alcun cenno a un aspetto centrale per la proroga della supplenza fino al termine dell’anno scolastico: la natura del posto che si sta ricoprendo, ovvero se è vacante e disponibile. Infine, non si tiene conto del carico di lavoro intenso che le amministrazioni scolastiche devono sostenere, anche in estate.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il nostro sindacato si oppone da anni a questa politica: nel 2015 abbiamo anche predisposto una class action contro la decisione del Governo di cedere migliaia di posti Ata per i lavoratori soprannumerari delle province. Poi, però, il congelamento di quei posti – con limitazioni delle nomine al 30 giugno – si è rivelato inutile, perché non si è mai compiuto l’assorbimento dei lavoratori delle province. E al personale danneggiato nessuno ha dato indietro i mesi di lavoro persi. Eppure stiamo parlando di personale precario, spesso da diversi anni, che sarebbe dovuto essere stabilizzato perché con oltre 36 mesi di supplenze svolte. Anief invita tutto il personale Ata che ha sottoscritto un contratto su posto vacante a presentare ricorso per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo. Sia per l’anno scolastico in corso, sia per quelli passati.

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Tumori differenziati della tiroide, utilità del dosaggio precoce della tireoglobulina ultrasensibile

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

tiroideÈ stato recentemente pubblicato uno studio retrospettivo che ha utilizzato uno dei nuovi dosaggi ultrasensibili della tireoglobulina (Tg) – Kryptor, Brahms – con sensibilità funzionale dichiarata di 0.15 ng/mL (valore minimo che può essere misurato in modo affidabile). «L’introduzione del dosaggio ultrasensibile della tireoglobulina (Tg) ha ridotto la necessità di eseguire la sua stimolazione con TSH umano ricombinante (rhTSH) o di sospendere la terapia nel follow-up dei pazienti affetti da tumori differenziati della tiroide (TDT)» spiega Massimo Torlontano, UO Endocrinologia, IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo (FG). «Per verificare l’assenza di malattia» specifica «in alternativa alla stimolazione le linee guida ATA 2015 [Haugen BR, et al. Thyroid, 2016] suggeriscono, nei pazienti a rischio basso o intermedio con ecografia del collo negativa, la possibilità di utilizzare, 6-18 mesi dopo l’ablazione del residuo di tessuto tiroideo con radioiodio (RRA), il dosaggio della Tg basale in terapia (onT4-Tg) utilizzando un metodo ultrasensibile (raccomandazione 63, con evidenza di qualità moderata).»
Nello studio retrospettivo sono stati valutati 201 pazienti consecutivi classificati a rischio di recidiva basso o intermedio, trattati con tiroidectomia totale e successiva RRA, senza captazione patologica al di fuori del letto tiroideo alla scintigrafia post-dose terapeutica né positività degli anticorpi anti-Tg. La mediana del follow-up era 29 mesi (range 6-130). In base alla risposta al test con rhTSH e all’ecografia del collo (più eventuali metodiche aggiuntive di imaging se necessarie), la risposta precoce al trattamento (dopo 6-12 mesi) classificata come da linee guida ATA è stata: a) eccellente (Tg dopo rhTSH < 1 ng/mL, imaging negativo) in 184 pazienti (91.5%); b) biochimica incompleta (Tg dopo rhTSH > 10 ng/mL, imaging negativo) in 2 pazienti; c) strutturale incompleta (imaging positivo, qualunque valore di Tg dopo rhTSH) in 7 pazienti; d) indeterminata (Tg dopo rhTSH 1-10 ng/mL o imaging indeterminato) in 8 pazienti (4%). Al termine del follow-up, solo 11 pazienti (5.5%) mostravano malattia strutturale (10 linfonodale, 1 polmonare), i rimanenti 190 avevano assenza di persistenza/recidiva di malattia.
«Il dato più importante derivato dallo studio è che un valore di onT4-Tg < 0.28 ng/mL (sensibilità funzionale calcolata dagli autori, derivata dalla combinazione ottimale di sensibilità e specificità) al primo follow-up era in grado di predire l’assenza di malattia in tutti i casi al termine del periodo di osservazione (valore predittivo negativo 100%)» osserva Torlontano. «Pur con tutti i limiti del disegno retrospettivo dello studio e del periodo di follow-up relativamente breve» conclude lo specialista «questi risultati confermano i dati già presenti in letteratura e le raccomandazioni delle linee guida ATA: un valore “indosabile” di onT4-Tg misurata con metodica ultrasensibile (generalmente < 0.10-0.20 ng/mL), 6-12 mesi dopo il trattamento iniziale “completo” (tiroidectomia totale + RRA) possiede altissimo valore predittivo negativo e può sostituire il test di stimolazione nei pazienti con TDT a rischio basso-intermedio». (fonte: doctor33 Eur J Endocrinol, 2017; 176: 497-504)

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