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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘organici’

Scuola: Organici docenti e Ata, per settembre saranno adeguati. I dubbi dell’Anief

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Al ministero dell’Istruzione sostengono di avere ben presente le carenze di docenti e Ata di ruolo, ma anche delle tante supplenze da coprire. “Per questo – ha detto la ministra Lucia Azzolina – abbiamo chiesto al MEF oltre 80 mila assunzioni a tempo indeterminato per i docenti. Non solo: grazie alle risorse stanziate con il decreto rilancio, avremo più docenti e ATA da distribuire su tutto il territorio nazionale. L’Amministrazione ministeriale sta lavorando in queste ore alla distribuzione delle risorse agli Uffici Scolastici Regionali. A giorni saranno formalizzate”.Replica il sindacato Anief: il problema che si pone sul breve periodo non è però risolvibile con i concorsi, i cui vincitori entreranno forse in ruolo nel 2022. Come non basta assumere 50 mila docenti e Ata “usa e getta” per assolvere al problema degli spazi aggiuntivi dovuti al distanziamento tra gli alunni. Le nuove “call veloci” e Graduatorie permanenti per le supplenze sono delle ottime iniziative, però pregiudicate dalla mancata inclusione dei precari delle graduatorie d’istituto, nel primo caso, e del cambiamento in corsa delle regole d’inclusione e di valutazione nel caso delle Gps.Il ministero dell’Istruzione sta operando per l’avvio regolare delle lezioni. La ministra Lucia Azzolina ha spiegato che per “avviare il nuovo anno e a gettare le basi per quelli successivi” il ministero “ha bandito 78mila posti per assumere nuovi insegnanti. Li espleteremo al più presto per riattivare una macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Abbiamo garantito anche la mobilità del personale scolastico, istituito le graduatorie provinciali per le supplenze, digitalizzando tutta la procedura, e con la call veloce consentiremo ai docenti collocati in posizione utile nelle graduatorie concorsuali e nelle graduatorie ad esaurimento, di poter esprimere, volontariamente, l’opzione per l’immissione in ruolo in una regione diversa da quella della graduatoria di appartenenza, velocizzando la loro assunzione e andando a coprire posti che altrimenti resterebbero vuoti”.

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Scuola: Linee Guida per settembre inutili se non aumentano organici e classi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Sul piano per la ripresa delle attività didattiche a settembre, che si aggiunge al protocollo sulla sicurezza e ai tavoli regionali, il sindacato Anief ha detto al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e ai direttori degli Uffici Scolastici Regionali delle cose chiare: incrementare docenti e Ata, ma anche nuove classi, con meno alunni; rivedere le responsabilità penali dei lavoratori che rivestono ruoli di responsabilità; ricalibrare il rapporto alunni-docenti-Ata. A dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato autonomo, al termine dell’incontro dei sindacati con la titolare del dicastero dell’Istruzione per analizzare le Linee Guida in via di approvazione definitiva.Le Linee Guida per la ripresa della scuola in presenza necessitano di accorgimenti. I motivi sono stati spiegati dal professor Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.Nel corso della sua analisi dell’incontro tenuto ieri con la ministra dell’Istruzione, il sindacalista ha detto che “non si può far ripartire le scuole a settembre con gli attuali organici, con le attuali classi e con le attuali sedi di dirigenza scolastica; in secondo luogo, è evidente che bisogna rimettere mano alla responsabilità penali di tutto il personale, dalle Rls alle Rsu fino alle Rspp; in terza battuta, è chiaro che quando si realizza un intervento del genere – dopo quello che è stato già detto nell’incontro con il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, anche a Villa Pamphili, e con il Cnel – bisogna andare a ricalibrare il rapporto docenti-alunni-Ata, per consentire l’igienizzazione corrente, il distanziamento sociale, una maggiore performance negli apprendimenti, il diritto allo studio anche in riferimento alla povertà educativa, la possibilità di realizzare classi con massimo 15 alunni e non con 30-32 in aule di 35 metri quadri.

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Dirigenti scolastici: I presidi chiedono più organici per la riapertura di settembre

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

I dd.ss. sono preoccupati in vista della riapertura della scuola a settembre: richiedono più insegnanti e bidelli, perché altrimenti gli istituti saranno dimezzati. Udir accoglie le preoccupazioni dei presidi e afferma che bisogna ascoltarli. Marcello Pacifico (Udir): I dirigenti scolastici hanno ragione da vendere: se si vuole ripartire in sicurezza, bisogna prevedere la riapertura delle strutture scolastiche che sono state dismesse, così da attivare il giusto distanziamento; necessario anche ampliare l’organico, sia per Ata che per docentiCome riporta la stampa nazionale, i presidi sono preoccupati in visione della riapertura della scuola a settembre: la loro richiesta è quella di avete “più insegnanti e bidelli”, perché altrimenti gli istituti saranno dimezzati. Infatti, sempre nell’intervento di La Repubblica, una preside di un istituto comprensivo infanzia, primaria e medie inferiori, “dice che così stando le cose — il numero invariato di docenti e bidelli per ogni scuola, intende — a settembre la sezione 3-6 anni non riapre. Molte madri ce l’hanno detto, se il distanziamento sociale non è sicuro terranno i figli dai nonni”.
Udir accoglie le preoccupazioni dei dirigenti scolastici e afferma che, per far ripartire al meglio la scuola il prossimo anno scolastico, bisogna ascoltare le richieste dei capi d’istituto. Attraverso molti emendamenti infatti, sia al Decreto Scuola che al Decreto Rilancio, il sindacato ha pensato a delle misure in grado di ampliare l’organico, aumentare il numero dei plessi attivi, evitare che ci si ritrovi col problema delle classi pollaio in un momento storico, come quello che stiamo vivendo, in cui il distanziamento deve essere la parola chiave.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “i dirigenti scolastici hanno ragione da vendere: se si vuole ripartire in sicurezza, bisogna prevedere la riapertura delle strutture scolastiche che, negli ultimi dieci anni, sono state dismesse, così da attivare il giusto distanziamento sociale, con classi di massimo 15/18 alunni. Ovviamente bisogna anche ampliare l’organico, sia per Ata che per docenti, che rientra nella misura di abbattimento delle classi pollaio. Lo abbiamo chiesto a gran voce attraverso i nostri emendamenti, lo abbiamo richiesto a Villa Panphili lunedì al premier Giuseppe Conte. Crediamo che l’Italia debba ripartire più forte di prima, ma con le dovute precauzioni, perché salute e istruzione sono due diritti fondamentali a cui nessuno deve rinunciare”.

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Rifiuti organici, CIC: in Italia la raccolta sale a 7,1 milioni di tonnellate (+7,5%)

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Sono 7,1 milioni le tonnellate di rifiuti organici (umido, verde e altre matrici organiche provenienti dalla raccolta differenziata) raccolte in Italia. In particolare, si calcolano 5,1 milioni di tonnellate di FORSU, cui si aggiungono quasi 2 milioni di tonnellate di frazione verde: la raccolta dell’organico aumenta dunque del 7,5% rispetto all’anno precedente (+500.000 kg) e si conferma la frazione più importante per la Raccolta Differenziata. I cittadini italiani differenziano circa 17,5 milioni di tonnellate, il 40,4% dei quali rappresentano il rifiuto organico (Forsu e verde).
“Dopo un anno di crescita limitata tra il 2016 e il 2017, gli ultimi dati disponibili confermano il trend di crescita della RD dei rifiuti organici con dati evolutivi da record dovuti principalmente alla frazione umida che dal 2017 al 2018 è passata da 4,5 a 5,1 milioni di tonnellate. Il verde, al contrario, dal 2016 – anno di approvazione del collegato agricolo – ha smesso di crescere, registrando una sostanziale flessione nel 2017 e nel 2018. La generazione di scarto verde non è diminuita ma sono calati raccolta e trattamento, con la conseguenza che una parte di questo rifiuto è uscito dai radar della tracciabilità”, osserva Flavio Bizzoni, Presidente del Consorzio Italiano Compostatori.A livello nazionale il dato procapite di rifiuto organico intercettato ci mostra un’impennata importante, passando da 108 a 117 kg/abitante/anno. In particolare, in Emilia Romagna nel 2018 sono stati raccolti in modo differenziato più di 170 kg/abitante di rifiuto organico.
Al primo posto per quantità di frazione organica raccolta si conferma la Lombardia, con quasi 1,3 milioni di tonnellate annue, in aumento rispetto all’anno precedente quando la raccolta si attestava su 1,2 milioni. Al secondo posto sale l’Emilia Romagna, che con circa 794.000 tonnellate supera il Veneto, che quest’anno scende al terzo posto (750.000 t ca) registrando un lieve calo nella raccolta. Stabili al quarto e quinto posto la Campania (680.000 t ca) e il Lazio (550.000 t ca).“Le stime di crescita ci portano a traguardare per il 2025 quota 9.200.000 tonnellate di rifiuto organico raccolto in Italia, ovvero più di 150 Kg/ab/anno”, analizza Massimo Centemero, direttore del CIC. In Italia il riciclo dei rifiuti organici è affidato a 339 impianti di trattamento biologico: 281 sono impianti di compostaggio, 58 sono gli impianti integrati di digestione anaerobica e compostaggio. A fronte di una crescita contenuta dei quantitativi trattati presso siti che adottano solo il compostaggio (+500.000 t dal 2013 al 2018), i flussi gestiti da quelli integrati (Digestione anaerobica + compostaggio), sono pressoché raddoppiati (+1.670.000 t nello stesso periodo): nel 2018 sono arrivati a trattare più del 50% della frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata.In particolare, si contano 281 impianti di compostaggio che producono Compost utilizzato in agricoltura e nel florovivaismo, di cui 173 dislocati al Nord, 46 al Centro e 62 nel Sud e nelle Isole, che a fronte di una capacità autorizzata totale di 5.944.000 t/anno registrano un trattamento di 4.009.000 t/anno.
Gli impianti di Digestione Anaerobica e Compostaggio, che producono Compost e Biogas, sono 58, con capacità autorizzata pari a 4.371.000 t/anno, mentre il rifiuto trattato ammonta a 3.764.000 t/anno. La maggior parte delle strutture si trova a Nord (47), mentre se ne contano solo 4 al Centro e 7 tra Sud e Isole.

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Sostegno: Anief impugna la circolare sugli organici 2020/21 e avvia il contenzioso nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Il Ministero dell’istruzione ha disposto la trasformazione di soli 1.090 posti in deroga su sostegno in organico di diritto, pari a meno del 2% dei posti in deroga totali. Eppure, la sentenza dello scorso anno del TAR Lazio era stata chiara nell’imporre al ministero di rivedere la consistenza dell’organico di diritto sulla base delle effettive esigenze. Anief avvia, quindi, il ricorso gratuito per ottenere la trasformazione di tutti i posti in deroga sull’intero territorio nazionale. Adesioni entro l’8 maggio sul portale Anief per i docenti.
Marcello Pacifico (Anief): La trasformazione di migliaia di posti in organico di diritto non è solo una battaglia per le immissioni in ruolo e per la mobilità dei docenti, ma soprattutto per il diritto degli studenti disabili e delle loro famiglie al sostegno e alla continuità didattica, soprattutto alla luce delle difficoltà ulteriori causate dall’emergenza sanitaria.Solo pochi mesi fa la storica sentenza n. 149/19 del TAR Lazio aveva dato ragione al giovane sindacato, stabilendo come il ministero abbia l’obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base alle effettive esigenze degli alunni disabili e debba rilevare con precisione il fabbisogno di docenti di sostegno su tutto il territorio nazionale per assicurare, non solo il diritto all’istruzione e all’integrazione degli studenti con bisogni speciali, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.
La circolare 487 del 10 aprile 2020 sugli organici, però, trasforma solo una minima parte dei posti in deroga su sostegno in organico di diritto. Secondo la nota, infatti, “la dotazione dell’organico dell’autonomia – posti di sostegno – è incrementata di 1.090 posti”. Un aumento non soddisfacente a fronte dei 65.890 posti di sostegno attivati “in deroga” e, dunque, non disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato e per la mobilità.Da Viale Trastevere, quindi, la decisione di tirare dritto nonostante la sentenza del TAR Lazio abbia già bocciato la prassi fino ad oggi utilizzata dal Ministero dell’istruzione di ricorrere in modo massivo ai cosiddetti posti in deroga che, a differenza dell’organico di diritto, fotografano una situazione che si vorrebbe eccezionale e transitoria, senza quindi riconoscerne la dimensione strutturale. Un artificio, quello dei posti in deroga, che per mere esigenze di cassa in questi anni ha legato l’organico di diritto di sostegno al numero di posti di sostegno attivati nell’anno scolastico 2006/07, ignorando così l’aumento costante delle iscrizioni di studenti disabili che da allora frequentano la scuola.La situazione è critica in tutto il Paese, raggiungendo vette persino paradossali in Piemonte, dove nella provincia di Torino l’organico di sostegno in deroga è addirittura superiore a quello di diritto.

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Scuola: Incontro Miur su organici e mobilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Primo incontro sugli organici e mobilità deludente del Vice presidente Nazionale Gianmauro Nonnis e del segretario generale Stefano Cavallini con il Capo Dipartimento per il sistema Educativo di Istruzione, dott. Max Bruschi, e con il Dirigente Ufficio IV Personale docente ed educativo, Antimo Ponticiello, Marcello Pacifico (Anief): “Anche se sono stati confermati i numeri di docenti dell’anno scorso rispetto a 70mila alunni in meno, gli organici risultano comunque insufficienti per garantire adeguatamente il diritto all’istruzione, evitare le classi pollaio e adeguare il tempo scuola nella primaria. Anche sul sostegno i 1090 posti in più non coprono neanche i posti in deroga dati ogni anno dai vari UUSSRR per avere una copertura adeguata ai fabbisogni di alunni con handicap” Al contrario della soddisfazione espressa da tutte le altre organizzazioni sindacali in vari comunicati, a noi resta l’amaro in bocca per le informazioni ricevute. La conferma dell’organico dell’anno scorso, anche in presenza della diminuzione di circa 70mila alunni, se presa in modo assoluto potrebbe sembrare una notizia positiva, ma non tiene conto della diminuzione del numero complessivo dei docenti che dal 2009 ha portato al taglio di circa 200mila posti mai ripristinati. Per non parlare del mai attuato percorso 0-6 per cui servirebbero decine di migliaia di docenti dell’infanzia da assumere. Il tutto passando per il tempo scuola tagliato dalla legge 133/2008, che al Sud interessa solo il 15% degli alunni circa, contro oltre il 48% al Nord e che necessiterebbe di un numero adeguato di immissioni in ruolo per essere attuato e reso uniforme su tutto il territorio nazionale.“Servirebbero ben altri numeri rispetto a quelli datici dal ministero. 390 posti per l’infanzia non saranno mai sufficienti, non dico per attuare, ma neanche per avviare il percorso 0-6 – afferma Gian Mauro Nonnis presente all’incontro – così come i 500 posti comuni in più e 1090 posti di sostegno in più in organico di fatto sono delle gocce nel mare. Per far tornare il rapporto docenti-alunni ai livelli del 2009, prima del taglio voluto dal ministro Tremonti – conclude il vicepresidente nazionale Anief – servirebbero almeno 120mila docenti in più e solo così potremmo dire di aver risolto in tutta Italia il problema delle classi pollaio tanto sentito dall’attuale ministro dell’istruzione” “I numeri snocciolati dal ministero inoltre non sono una novità – interviene Stefano Cavallini, segretario generale Anief – ma sono noti perché contenuti in norme già in vigore. Dall’incremento di 500 posti comuni inserito nell’art. 7, comma 10-octies del Milleproroghe, ai 390 posti di potenziamento infanzia indicati nell’art.1, comma 279, L.160/2019, ai 1.090 posti in più di sostegno indicati nell’art.1, comma 266, della L.160/2019. Niente di nuovo quindi. Ci aspettavamo numeri ben maggiori che avrebbero permesso di abbattere la supplentite che si prospetta ancor maggiore l’anno prossimo”.Il ministero non ha dato risposte adeguate a problemi endemici della scuola che da anni denunciamo. L’introduzione di un’ora aggiuntiva di educazione fisica nella scuola primaria e di educazione civica ‘vera’, come materia autonoma, l’eliminazione delle nuove certificazioni per il sostegno ai disabili, con l’assegnazione di tutte le ore richieste dal Pei e l’estensione dell’obbligo scolastico a partire dall’età di 5 anni fino alla maturità, oltre che il ritorno all’insegnamento modulare nella scuola primaria e l’introduzione del docente di sostegno nella scuola dell’infanzia avrebbero dovuto avere altre risposte in termini di organico. Anche sul versante mobilità non abbiamo avuto risposte adeguate.

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Scuola: Organici dei docenti invariati, nemmeno il Coronavirus convince il Ministero a cambiare passo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Scongiurato il taglio, da settembre, di 700 posti: il numero di insegnanti rimarrà invariato. Nell’anno scolastico 2020/21 avremo la stessa quantità di cattedre di oggi. Gli altri sindacati esultano, ma per Anief c’è poco da festeggiare. Perché i parametri di formazione delle classi rimangono immutati: fino a 29 alunni nella scuola dell’infanzia, 27 allievi alla primaria e 30 alle medie. Solo alle superiori arriva il “tetto” di 23 studenti, ma riguarderà un ristretto numero di casi. E poi ci sono più di 50 mila cattedre di sostegno che “gridano vendetta”, perché rimangono collocate in deroga, quindi non a disposizione per le immissioni in ruolo e nemmeno per i movimenti: il ministero pensa di cavarsela con il passaggio in organico di diritto di appena un migliaio di posti di didattica speciale. Non si fa così.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “È inaccettabile iniziare l’anno scolastico con quasi 20 mila classi composte ognuna da più di 30 alunni: non sono numeri da Paese avanzato. Lo ricordiamo, in particolare, a chi governa le sorti dell’Istruzione e ai parlamentari che possono cambiare i parametri voluti più di dieci anni fa dal Governo Berlusconi-Gelmini. Quella concentrazione di alunni in un’aula è un oltraggio al diritto allo studio e ai limiti imposti dalle norme sulla sicurezza. Inoltre, come si farà in queste classi, anche da 25-26 alunni, ad assicurare le norme che nei prossimi mesi imporranno le autorità sanitarie per prevenire il sempre possibile contagio del Covid-19 e passare così alla fase 2?”.Mentre il Governo si sta impegnando per prevedere un ritorno in classe, una volta superata la fase 1 del contagio da Coronavirus, con possibile distanziamento tra alunni e la cancellazione delle classi pollaio, il ministero dell’Istruzione comunica ai sindacati che l’anno prossimo si mantiene l’attuale organico di insegnanti. Con i sindacati firmatari di contratto pure contenti. Già, perché solo il giorno prima gli era stato prospettato un calo di circa 700 cattedre: 513 posti tagliati tra gli Insegnanti Tecnico Pratici e 184 tra varie discipline della secondaria. Il calo di insegnanti era previsto dalla relazione tecnica di accompagnamento del DLgs 61/2017 sulla revisione dei percorsi degli istituti professionali.L’assurdo di quanto è avvenuto è che il calcolo di posti da insegnante da accordare è stato realizzato ancora una volta sulla base del mero numero di alunni (-73.000, a causa della riduzione del tasso demografico). All’inizio del confronto tra amministrazione e sindacati, non c’è stato alcun riferimento alla spaventosa situazione epidemiologica che avrebbe dovuto dettare legge: invece di impostare gli organici degli insegnanti sulla base della salute della popolazione, e quindi confermare in toto l’attuale composizione numerica del corpo insegnante, si è ragionato come sempre.
Ma stiamo o no parlando dei nostri giovani e delle generazioni del futuro? Come si fa a pensare che anche in questo stato, le necessità economiche vengono prima? Questo modo di pensare e di agire, ora più che mai, non è più accettabile. Come non è accettabile pensare che ai 280 mila alunni con disabilità iscritti nelle nostre scuole debbano essere ancora assegnati 50 mila docenti di sostegno con contratto fino al 30 giugno, assicurando in questo modo una didattica speciale a tempo determinato.

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Scuola: Meno iscrizioni? Un’occasione per confermare e rimodulare gli organici

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

La scuola deve tornare ad essere un vettore di crescita, pure sociale. Lo dice convinto il sottosegretario al ministero dell’istruzione Peppe De Cristofaro. Anief rilancia: servono organici differenziati in base alle esigenze del territorio, alla dislocazione, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso di dispersione scolastica, migratorio, in zone depresse economicamente.“Peppe De Cristofaro ha davvero ragione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: anche noi sosteniamo da tempo che per l’Italia la denatalità è un’occasione d’oro per abbattere finalmente l’indecenza delle classi pollaio, uno dei motivi che sta alla base del decremento di competenze e dell’elevazione del tasso di dispersione. Ora si passi dalle parole ai fatti”. Il ministero dell’Istruzione deve ridurre gli organici dei docenti, approfittando del decremento di iscritti, pari a circa 70 mila alunni in meno l’anno. Il monito giunge da una delle personalità più importanti dell’Istruzione pubblica nazionale: il sottosegretario del ministero dell’Istruzione Peppe De Cristofaro. Intervenuto a Genova per il Convegno “Il rammendo delle periferie”, dedicato alle scuole di periferia in Italia, l’esponente di Leu ha detto che serve un provvedimento che risponda anche all’esigenza di mantenere il corpo docenti nonostante la crescente denatalità.

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CNEL: accolta la richiesta dell’Anief di aumentare gli organici per rispondere alle sfide dell’Istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

Daniela Rosano, delegata Confedir della segreteria nazionale Anief, ha seguito il dibattito sulle questioni emergenti del mondo dell’istruzione, finalizzato alla stesura di un documento unitario elaborato sulla base delle posizioni delle parti sociali presenti. Il lavoro intende rispondere alle nuove sfide per l’istruzione e in particolare alle questioni dell’orientamento, dell’inclusione, della formazione permanente. L’inclusione è stata esaminata in termini di dispersione scolastica: occorre affrontarla prevenendo la condizione di drop out e quindi fenomeni di Early School Leavers e NEET anche con piani straordinari per il Mezzogiorno. Accolta e inserita tra le proposte da suggerire al ministro la richiesta dell’Anief di aumentare stabilmente gli organici di docenti e personale ATA per un sostegno alla didattica in generale. “Da tempo sosteniamo la necessità di incrementare gli organici – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief – in base alle necessità del territorio, alla dislocazione, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso di dispersione scolastica, migratorio”.
È necessario prevedere azioni integrate tra la scuola e l’extra scuola, intervenendo sia sulla condizione di svantaggio di partenza che sull’offerta educativa di qualità, mediante opportune azioni formative nella scuola, pur nel rispetto dell’autonomia scolastica.

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Istruzione e formazione: Urgente adeguamento degli organici e ripresa della formazione iniziale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Sono ripresi al CNEL gli incontri della Commissione istruttoria per le politiche sociali e lo sviluppo sostenibile finalizzati a selezionare, nell’ambito della molteplicità delle problematiche afferenti l’istruzione e la formazione, alcune priorità, con l’intento di fare proposte operative – concrete ed incisive – in grado di affrontare il tema delle competenze e innalzare i livelli di istruzione, rispetto al quale l’OCSE da anni segnala il disallineamento del Paese. Oltre al gruppo di lavoro ieri era presente il Dott. Rubinacci, dirigente tecnico del MIUR con il quale i partecipanti hanno iniziato il confronto che proseguirà nelle prossime settimane. Temi all’ordine del giorno: l’orientamento, la formazione permanente e l’inclusione. Sulla formazione degli insegnanti è stato avviato un piano triennale dal ministero ma non basta: Anief ha ribadito l’urgenza di far ripartire la formazione iniziale al momento interrotta. Negli ultimi anni si è assistito all’avvicendamento di SSIS, TFA, FIT. Questi percorsi hanno integrato con una formazione specifica il bagaglio culturale dei docenti, formati come professionisti dell’educazione. L’assenza di procedure abilitanti attivate con regolarità ha impoverito il bagaglio formativo dei docenti, ma soprattutto ha ritardato l’accesso alla carriera dei docenti che in Italia sono in media tra i più anziani d’Europa. Per questo Anief ha proposto l’attivazione di un percorso abilitante regolare che garantisca almeno 10 mila posti annuali con tirocinio da svolgersi su posti vacanti e disponibili su cui venire immessi in ruolo a termine dell’anno di prova e dopo un esame finale. Per rispondere alle esigenze di orientamento e inclusione Anief ha evidenziato l’urgenza dell’adeguamento degli organici alle effettive esigenze della comunità e del territorio, alla dislocazione degli istituti scolastici, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio o ad alto tasso di dispersione scolastica, senza dimenticare le zone ad alto tasso migratorio o ancora depresse economicamente. L’adeguamento delle risorse è garanzia della parità di accesso al sistema di istruzione e dell’inclusione. Seguiranno ulteriori incontri nelle prossime settimane, Anief continuerà a segnalare con forza, al Governo e al Parlamento, anche attraverso lo spazio di iniziativa del CNEL, le criticità del sistema di istruzione e formazione e le proposte per affrontarle.

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Scuola: Organici e tempo scuola insufficienti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Riempire gli enormi “buchi” di organico del personale scolastico e predisporre una quota aggiuntiva per incrementare il tempo scuola e i cicli d’istruzione, al fine anche di ridurre la dispersione scolastica. È questo il filo conduttore che ha portato il sindacato Anief a presentare una serie di emendamenti presentati al Disegno di legge di Bilancio 2020 AS 1586, ora all’esame della V Commissione del Senato. Le richieste vanno dall’utilizzo razionale di posti liberati con “Quota 100” alla cancellazione dell’organico di fatto; dal miglioramento del rapporto alunni-docenti per la formazione delle classi al ripristino dell’insegnamento per moduli nella scuola primaria; dall’avvio dell’Educazione motoria nella scuola primaria all’obbligo scolastico sino alla maggiore età e anticipandone l’inizio a 5 anni; dall’insegnamento curricolare dell’educazione civica all’attivazione dei posti in organico profilo AS e C del personale ATA, di un corso di formazione rivolto al personale, della mobilità professionale per le graduatorie 2010 e l’indizione nuove procedure concorsuali, sino al ripristino di organici adeguati e di supplenze senza gli attuali vincoli.Sono molte e tutte ampiamente motivate le richieste sindacali di modifica della manovra di bilancio, nelle parti in cui si affronta il problema degli organici del personale, fortemente ridotti e quindi da rimpolpare il prima scuola, e del tempo scuola che a seguito delle ultime riforme ha subìto un decremento che è alla base del mancato arretramento della dispersione scolastica. Tra le disposizioni rivendicate dal sindacato figurano quelle di accantonare i posti lasciati liberi dal personale che ha lasciato anticipatamente il lavoro attraverso “Quota 100”, cancellare l’organico di fatto, ad iniziare dai posti in deroga di sostegno e delle sezioni primavera; di migliorare il rapporto alunni-docenti per la formazione delle classi; di ripristinare l’insegnamento per moduli nella scuola primaria, rifacendosi al modello vigente fino alla Legge 133/08, anche sulla base dei deludenti risultati indicati nei rapporti PIRLS sulle capacità di lettura e sui processi di apprendimento degli alunni del primo ciclo; di introdurre in modo obbligatorio e istituzionale la pratica dell’Educazione motoria nella scuola primaria; di estendere l’obbligo scolastico sino alla maggiore età e anticipandone l’inizio a 5 anni anziché a 6 anni. Sempre nello stesso ambito, il giovane sindacato ha chiesto di introdurre l’insegnamento curricolare dell’educazione civica, intesa come disciplina autonoma e non inglobata in altre materie; attivare i posti in organico profilo AS e C del personale ATA, prevedendo in questo modo la possibilità, prevista da diversi anni nel contratto collettivo nazionale di categoria, di fare elevare professionalmente assistenti e collaboratori scolastici; di prevedere anche un corso di formazione rivolto al personale, la mobilità professionale per le graduatorie 2010 e l’indizione nuove procedure concorsuali. Infine, sempre per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, Anief chiede di ripristinare gli organici su livelli numerici decisamente maggiori degli attuali e l’attivazione di supplenze senza gli attuali vincoli, a iniziare dalla riattivazione delle supplenze brevi sin dal primo giorno di assenza del titolare.

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Istruzione: Sempre meno figli, sempre meno iscritti

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

Secondo l’Anief, il calo di iscrizioni non deve incidere assolutamente negli organici: questi vanno non solo mantenuti, ma in alcune circostanze maggiorati. Prima di tutto assorbendo nei ruoli tutto il precariato storico, fatto di personale già selezionato e con comprovate capacità d’insegnamento. Poi puntando su un’Istruzione di qualità, anche valorizzando docenti e Ata con stipendi finalmente adeguati al prestigioso ruolo che ricoprono.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Sulla scuola, per i nostri nuovi governanti c’è solo da scegliere tra la tentazione di fare ancora una volta cassa, come del resto giù previsto dall’ultimo Documento di economia a finanza, che ha fissato riduzioni progressive di spesa pubblica fino al 2040, approfittando proprio del calo delle nascite: in questo modo, si procederebbe a tagliare classi, scuole, organici e risorse da riversare agli istituti scolastici, introducendo un progressivo dimensionamento, come quello avviato dall’ultimo governo Berlusconi, in quel caso creando classi pollaio, riducendo tempo scuola e compresenze con la denatalità che era ancora agli inizi. L’altra strada da percorrere è quella che indichiamo noi: approfittare di questa situazione per puntare dritto a una scuola di qualità, fatta di non più di 20 alunni per classe, di organici potenziati nelle aree a rischio, introducendo una didattica per livelli con più docenti impegnati in contemporanea, il riammodernamento delle strutture, stipendi adeguati e la cancellazione di tutte le diversità di trattamento del personale precario”

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Personale Ata: due ricorsi contro lo Schema di Decreto interministeriale sugli Organici

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2019

Il giovane sindacato, a inizio del nuovo anno scolastico, ha deciso di impugnare le disposizioni relative alle dotazioni organiche perché continuano a richiedere l’accantonamento in organico di diritto – e non su quelli vacanti – dei posti dovuti alla stabilizzazione dei lavoratori delle cooperative dei servizi esternalizzati e non contemplano i profili di Coordinatore amministrativo, tecnico (C) e Collaboratore dei servizi (As) non disponibili né per assunzioni né per concorsi o mobilità professionale. Se accolti, dichiara il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, la scuola dell’autonomia potrebbe avere 30 mila posti in più, anche se con 25 anni di ritardo.

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Scuola: Organici Ata, quei 20 mila posti rimasti solo sulla carta

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

La norma è chiara, eppure da vent’anni dei profili AS e C per i coordinatori dei collaboratori scolastici e degli assistenti tecnici e amministrativi non c’è traccia. Addirittura, in diverse province si tagliano posti. Il sindacato rompe gli indugi e ricorre al Tar per commissariare il ministero dell’Istruzione. Marcello Pacifico (Anief): Sono ruoli essenziali per il buon funzionamento della scuola dell’autonomia.

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Scuola: Organici del personale sotto la lente del sindacato

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’accusa arriva dal presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico: Sui posti di sostegno stiamo chiedendo il commissariamento del Miur, perché quasi la metà delle cattedre non viene assegnata ai ruoli, come per quelli relativi alle sezioni Primavera nella scuola dell’infanzia e ai 20 mila relativi ai nuovi profili previsti per il personale Ata mai attivati. Andremo fino in fondo perché la precarietà si sconfigge a partire dalla definizione corretta dell’organico di diritto.

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Scuola: Il Ministro Bussetti conferma gli organici dell’anno scorso

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Mentre prosegue l’operazione verità dell’Anief nelle scuole, grazie all’azione delle Rsu, al Miur forniscono un’informativa ai sindacati dove si conferma la fictio sugli organici, specie quelli in deroga di sostegno. L’ufficio legale del giovane sindacato è già sul piede di guerra perché non sono state rilevate le effettive esigenze. Marcello Pacifico (Anief): Ecco perché i precari continuano a ricorrere al giudice del lavoro per chiedere i risarcimenti dovuti all’abuso dei contratti a termine. Continua la farsa sugli organici della scuola: lo ha fatto sapere il Miur ai sindacati, confermando anche per il prossimo anno scolastico i 48.812 posti di “potenziamento”, introdotti con la riforma Buona Scuola voluta dal Pd, ma soprattutto i 50 mila posti in deroga su sostegno che costringeranno gli uffici scolastici ad assegnarli ai supplenti, dopo non averli considerati utili nemmeno per i trasferimenti. L’organico fermo non si comprende, inoltre, se pensiamo che lo stesso Ministero ha assicurato che da settembre ci saranno 2.000 posti in più per il tempo pieno, voluti dal governo come inizio di un’inversione di tendenza, a cui si aggiungono altri 1.169 posti per l’introduzione della riforma nel II anno dei nuovi Istituti Professionali, che ha portato una maggiorazione delle attività scolastiche laboratoriali, più 400 posti di Strumento musicale, a seguito dei nuovi quadri orari con all’interno la reintroduzione dell’ora di strumento cancellata inopinatamente dal Miur e fatta ripristinare grazie all’azione in tribunale dei legali Anief. In attesa dei dettagli che il Miur fornirà con la circolare annuale sugli organici, di prossima pubblicazione, come riferisce oggi Orizzonte Scuola, Anief ricorda che sono passati quattro anni dalla riforma della “Buona Scuola” che ai sensi del comma 68 della Legge 107/2015 istituiva l’organico dell’autonomia, nel quale far confluire i posti comuni, i posti per il sostegno e i posti per il potenziamento dell’offerta formativa, di cui all’art. 1, comma 63, L. 107/2015. E molti di quei posti continuano ad essere utilizzati in modo errato; infatti, il sindacato continua a raccogliere lamentele, incentrate sul fatto che le attività di potenziamento previste dal Ptof sono state messe da parte a vantaggio delle supplenze e di attività non previste dalla legge, come la partecipazione alterna ai consigli di classe o interclasse e gli scrutini.
Il problema delle cattedre non collocate come dovrebbero è tuttavia ampio. Ci sono moltissimi posti in organico di fatto, forzatamente tenuti in quella nicchia anche se poi si tratta di posti vacanti a tutti gli effetti, quindi da collocare in organico di diritto. C’è poi il vulnus delle 50 mila cattedre su sostegno, che attraverso la Legge 128 del 2013 continuano a rimanere tali, non considerati utili né per le immissioni in ruolo né per la mobilità, continuando a determinare il “balletto” dei docenti che fanno didattica speciale e che ogni anno, anche più volte l’anno, sono costretti a cambiare scuola, andando a determinare seri problemi alla continuità didattica e al diritto allo studio degli alunni con disabilità certificata. È questo il quadro desolante che il Ministero dell’Istruzione ha appena annunciato di confermare anche per il prossimo anno scolastico, mentre l’ufficio legale dell’Anief ribadisce di andare avanti con le impugnazioni in tribunale, proprio perché alla base delle scelte dell’amministrazione continuano a non essere rilevate le effettive esigenze di assegnazione degli organici. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i precari fanno bene a ricorrere al giudice del lavoro per chiedere i risarcimenti dovuti all’abuso dei contratti a termine: non è giusto soccombere a delle logiche che continuano solo ad assecondare i bisogni di fare cassa dal Miur. Mentre i diritti dei lavoratori con meno certezze, quali sono appunto i precari, continuano ad essere sistematicamente calpestati”. Anief conferma, quindi, la volontà di fare ricorso al giudice del lavoro per ottenere il risarcimento a seguito di illecita reiterazione dei contratti a termine durante il periodo di precariato: il ricorso è rivolto a docenti e Ata precari e di ruolo che hanno svolto da precari almeno 36 mesi di servizio in scuola statale su posto vacante e disponibile. Possono aderire docenti e Ata di ruolo che abbiano prestato, da precari, almeno 36 mesi di servizio su posto vacante e disponibile in scuola statale. Possono aderire anche docenti e Ata delle province di Trento, Bolzano e Aosta. Per gli iscritti al sindacato il ricorso è gratuito.

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Reclutamento e organici, cambiate alcune regole della Buona Scuola ma la strada è ancora lunga

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Uno studio della Camera riassume le novità introdotte nei primi mesi della XXIII legislatura: dal concorso riservato per infanzia e primaria alla caduta del vincolo dei 36 mesi per le supplenze, dalla fine degli ambiti territoriali e della esternalizzazione dei servizi per il personale Ata alla sostituzione del FIT con il vecchio concorso, dal piccolo potenziamento del tempo pieno all’abolizione dell’anno di tirocinio per diventare presidi. Marcello Pacifico (Anief): Un nuovo cammino è iniziato ma rischia di fermarsi la volontà politica di risolvere il problema del precariato con una decisa revisione degli organici, anche su posti di sostegno, un maggior investimento di risorse, la stabilizzazione dei precari con 36 mesi, la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato. Soltanto così si combatte seriamente la precarietà, non certo con proroghe o vincoli come sulla mobilità. Mancano ancora strumenti di analisi adeguati e soluzioni definitive rispettose del diritto nazionale e comunitario.

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Dipendenti pubblici e compiti d’istituto

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Anni fa si parlò a lungo di carabinieri, poliziotti e finanzieri distratti dai loro compiti d’istituto per fare i dattilografi e quanto altro nelle procure della repubblica e in altri settori similari. Oggi vedo poliziotti di una certa età sulle volanti per adempiere compiti che ritengo gravosi anche per i giovani e mi chiedo perchè non si possa stabilire un turn over interno offrendo, su base volontaria, ovviamente, la possibilità di ricoprire incarichi amministrativi e d’ufficio dove sono carenti gli organici passando da un ruolo all’altro. In questo modo potrebbero rendersi liberi i posti in organico per l’assunzione di nuovo personale in quelle aree in cui l’età ha il suo indubbio peso. E’ un discorso che non farei solo nell’ambito di un apparato dello Stato in luogo di un altro ma lo estenderei a tutta la filiera del pubblico impiego. In passato, se la memoria non mi fa cilecca, questo tema è stato affrontato ma non vi è stata una seria intenzione di porvi mano per regolamentarlo in dettaglio.
Vi sono, infatti, compiti, come quello citato del dattilografo, che stanno diventando desueti e sostituiti sempre di più dal computer e dalle pratiche archiviate telematicamente. Ciò imporrebbe un periodo di formazione professionale ad hoc che molti uffici amministrativi non sono in grado di organizzare laciando gli operatori senza una guida sicura. E qui dovremmo aprire una nota dolente sulla formazione e l’aggiornamento professionale a tutti i livelli operativi perché se si pensa che il non farlo si risparmia vuol dire proprio che abbiamo imboccata una strada sbagliata. Le tecnologie velocizzano i processi a condizione che sappiamo farne un buon uso e le competenze per sfruttarle al meglio. (Riccardo Alfonso)

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Carenza di organici nelle forze di polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Tanto l’apprezzamento del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) in seguito all’audizione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato. «Ancora una volta abbiamo avuto modo di constatare che il Ministro dell’Interno, quando parla di sicurezza, parla la lingua del Sap – dichiara il Segretario Generale Stefano Paoloni -. Il Ministro ha parlato di superamento del piano di assunzione quinquennale e di investimenti sulle Forze dell’Ordine, tutti argomenti che, da sempre, sono oggetto delle nostre battaglie»
Dopo la riforma Madia e i relativi tagli fatti passare come “razionalizzazione”, si è registrata una carenza di organico pari a 50 mila uomini di cui solo 20 mila nella Polizia di Stato, considerando anche l’età media dei poliziotti intorno ai 47 anni e i prossimi avviati verso il pensionamento.«Lo sblocco del turnover è un passo fondamentale per incrementare l’organico e scongiurare il collasso operativo di alcune questure e commissariati che disperatamente chiedono rinforzi. Le intenzioni del Ministro – prosegue Paoloni – sono quelle di garantire maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio e, dunque, maggiore sicurezza, così come stabilito nel contratto di Governo al puto 23, che con coerenza l’esecutivo sta continuando a perseguire. A nostro avviso – conclude – il grande piano di assunzioni straordinario annunciato da Salvini è il primo passo fondamentale, per una nuova Polizia. Quella che il Sap ha sempre voluto».

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Scuola: Organici, tra pensionamenti mancati e posti liberi ci sono comunque 70mila assunzioni da fare subito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Le stime di 25mila docenti e quasi 10mila Ata che hanno diritto a lasciare il lavoro per essere collocati in pensione sono state confermate dal Miur. Una parte, però, potrebbe saperlo all’ultimo o essere costretto a rimanere in servizio un anno in più perché l’Inps non farebbe in tempo a lavorare le pratiche. Per il sindacato, quanto sta accadendo rappresenta l’ennesimo danno prodotto gratuitamente nei confronti del personale scolastico: qualora dovesse essere impedito a dei dipendenti della scuola di andare in pensione, pur avendone i requisiti, è chiaro che l’Anief interverrà, se vorranno, in loro difesa, chiedendo un risarcimento, sia per avere costretto del personale a lavorare un anno in più rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, sia in difesa del personale di ruolo e precario a sua volta danneggiato. Questi ultimi, infatti, non hanno potuto, rispettivamente, spostarsi sul posto che andava liberato, in fase di mobilità, né essere assunti a tempo indeterminato su quella cattedra che andava resa vacante e disponibile. Poi ci sono, comunque, da coprire altri 50 mila posti vacanti, tra turn-over con le vecchie regole precedenti all’ultima riforma delle pensioni, posti residuali delle immissioni in ruolo già autorizzate e posti vacanti e disponibili fino al 31 agosto dell’anno successivi. Per non parlare dei 40mila in deroga, senza titolare, del sostegno. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo l’impressione che Miur e governo vogliano prendere a pretesto questo problema per limitare il contingente delle immissioni in ruolo. Ammesso che siano anche 10mila i docenti, gli amministrativi, tecnici e ausiliari ad avere il via libera tardivo o differito verso la pensione, rimarrebbero almeno altre 70mila assunzioni da realizzare subito. I posti ci sono. Se poi contiamo altri 40mila posti in deroga del sostegno, facendo cadere il vincolo della Legge Carrozza 128/13, allora le assunzioni in ruolo diventerebbero oltre 100mila. E non si mettano avanti, come al solito, le resistenze del Mef: vanno superate, perché c’è un impegno forte dell’attuale Esecutivo nello stabilizzare un alto numero di precari, l’unica vera arma da utilizzare per abbattere quella supplentite cronica, di cui è ben cosciente anche Bruxelles, che il governo precedente, con le azioni fallimentari contenute nel Jobs Act e nella Buona Scuola, non ha nemmeno scalfito. Senza dimenticare che se dovesse passare ‘Quota 100’, senza limitazioni anagrafiche, allora ci sarebbero altri 150mila docenti e Ata a chiedere di andare via nel giro di anno, mettendoci finalmente alle spalle quel precariato storico sempre più difficile da sradicare. È possibile avere informazioni ulteriori o presentare direttamente ricorso per chiedere di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, un risarcimento adeguato per il danno cagionato, l’assegnazione degli scatti stipendiali automatici per tutto il periodo di precariato e l’estensione dei contratti nei mesi estivi.

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