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Posts Tagged ‘organici’

Scuola: “Necessario azzerare il fenomeno delle classi pollaio e aumentare organici”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2021

Il sottosegretario di Stato al ministero dell’istruzione Rossano Sasso ha sottolineato come nel mese di marzo siano stati “stanziati 300milioni per la sicurezza delle aule” oltre a altre risorse a favore degli enti locali affinché potessero trovare dei nuovi ambienti in cui potersi adeguare alle nuove esigenze. Ha anche affermato che “in Italia non esiste nessun obbligo vaccinale, ma auspichiamo che i lavoratori della scuola non ancora vaccinati possano farlo al più presto, per evitare il disastro della chiusura della scuola”. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha ribadito come sia “necessario azzerare il fenomeno delle classi pollaio e aumentare gli organici, non solo per permettere realmente il distanziamento sociale, ma anche per ottimizzare gli apprendimenti dei nostri studenti. Bene investire sull’istruzione, da qui deve ripartire tutto”.

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Scuola: Organici e mobilità personale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Modifiche al reclutamento scolastico: sono quelle chieste dal sindacato per modificare il decreto legge 73/2021, andando ad assumere tutti “gli insegnanti che sono in possesso di abilitazione e specializzazione, non solo quelli che hanno tre almeno tre anni di servizio nella scuola statale” e anche “tutti gli altri supplenti che sono in seconda fascia: è il sistema più rapido, più semplice”, ha spiegato Marcello Pacifico nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa.”Sulla mobilità – ha aggiunto il leader del sindacato rappresentativo – abbiamo chiesto di consentire l’assegnazione provvisoria in deroga già da quest’anno, sono state presentate le domande, ma non si può costringere ancora le famiglie a dividersi”. Quanto agli organici, Pacifico ha detto che “si vuole ripartire a settembre ed è già polemica sulla mascherina e sulle vaccinazioni, ma il problema serio è quello di garantire gli spazi, lo stiamo dicendo da un anno e mezzo, siamo stanchi di ripetere queste cose”.Anche a proposito dell’annoso tema relativo alla valorizzazione personale, Marcello Pacifico si è detto molto perplesso: “è vero che è stato firmato il contratto per gli enti locali, ma quando ci sediamo per capire cosa migliorare nella scuola?”, si è domandato pubblicamente il sindacalista, ricordando po che “ci si era impegnati a trovare risorse aggiuntive oltre i 110 euro a persona”. “Su tutti questi temi – ha continuato il sindacalista – abbiamo presentato degli emendamenti, ma sta alla politica rispondere. Il sindacato non governa il Paese e rappresenta la parte sociale che dialoga con chi governa questo paese. Noi vogliamo lo stesso rispetto che il governo mostra per le confederazioni che tutelano il lavoro privato”, afferma il Presidente di Anief, aggiungendo “così come si arriva a degli accordi che portano al prolungamento delle norme anti-licenziamento ed alla cassa integrazione in deroga, perché allora non si arriva a degli accordi che portano alla stabilizzazione del personale precario della scuola?”.Marcello Pacifico conclude ricordando che questi concetti sono stati esplicitati anche alla vicepresidente della commissione europea”, Dubravka Šuica, in occasione dell’incontro tenuto “la scorsa settimana, perché la nostra missione è proprio quella di abrogare la precarietà nella scuola, nell’università e nella ricerca, per fare in modo che finalmente si possa ripartire tutti insieme per costruire un paese migliore a partire proprio dalla scuola”.

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Scuola organici: Docenti di Religione cattolica ed educatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Come per gli insegnamenti comuni, anche quelli di religione cattolica e tra gli educatori vengono confermati i numeri dell’attuale organico, con qualche unità di personale in più. A comunicarlo alle organizzazioni sindacati è stata la dirigente ministeriale Valentina Ummarino, supportata dal dottor Giovanni Campanella, dell’Ufficio della Direzione generale per il personale scolastico.Nell’occasione, Alessandro Manfridi, referente nazionale Anief Irc, presente per il giovane sindacato assieme a Giuseppe Faraci della segreteria nazionale, ha sottolineato l’urgenza di applicare, come avvenuto con il Decreto Ministeriale 8 agosto 2020, n.93, le indicazioni dell’art. 1bis, comma 3, della Legge 20 dicembre 2019, n.159 che converte con modificazioni il decreto-legge 29 ottobre 2019, n.126, aggiungendo che sarebbe auspicabile, come già da tempo richiesto da Anief e dalle altre organizzazioni sindacali, l’immissione in ruolo non solo dei colleghi in numero pari ai colleghi che hanno avuto accesso al pensionamento, ma dell’intero contingente dei candidati docenti di religione vincitori del concorso 2004 e mai assunti pure essendo inseriti negli elenchi da cui attingere per il ruolo. Quasi vent’anni per entrare in ruolo dopo avere superato un concorso è un dato che parla da solo. Il sindacato Anief ricorda che la loro immissione in ruolo, come pure quella degli educatori, equiparati ai docenti della scuola primaria, non comporterebbe dunque alcun aggravio sostanziale per le casse dello Stato. Procedere con l’assunzione di coloro che hanno svolto almeno 24 mesi di servizio su 100 per cento dei posti vacanti e disponibili, tra l’altro, andrebbe a cancellare quella piaga della supplentite che imperversa da troppo tempo anche su queste categorie.

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Scuola: Organici docenti, confermata la circolare del 2020

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

L’emergenza contagi, le esigenze di incrementare la sicurezza, la volontà di innalzare il livello degli apprendimenti e di ridurre gli abbandoni scolastici: chi più ne ha ne metta. In queste condizioni, l’amministrazione scolastica riesce ancora una volta a mettere la testa sotto la sabbia e a fare finta di nulla. L’anno scolastico 2021/22 non prevede alcun cambiamento: in poche parole, le 20 mila classi pollaio esistenti continueranno a stare lì. Perché le prime classi si formeranno ancora una volta con i “tetti” in essere, quelli che permettono di realizzare classi anche con oltre 30 alunni, non di rado pure in presenza di disabili.La circolare sugli organici che a breve verrà pubblicata è una mera ‘fotocopia’ dello scorso anno. “Questo vuol dire anche che la scuola diventa luogo di trasmissione del virus. Per il futuro non si miglioreranno gli apprendimenti. È stato dimostrato che bisogna intervenire sugli organici in base alle necessità del territorio. Ancora una volta, dopo tante promesse, e dopo tutti i miliardi annunciati del Recovery plan, si hanno organici uguali”, è l’amaro commento del professor Pacifico. Anche per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario non dovrebbero esserci novità. “La Legge 136 aveva tagliato un quarto del personale Ata: ci si ricorda di loro solo quando accadono le tragedie. Tutto questo è squalificante e non rende merito alla professione, né a quello che la scuola dovrebbe fare per essere al centro del progetto educativo del paese”.Il sindacato continua a chiedere buone nuove pure sui concorsi. “Il reclutamento parte dal presupposto che devono esserci concorsi ordinari semplificati e che devono essere dimostrate le minime conoscenze sulla legislazione scolastica e sulla materia, e poi la capacità all’orale di saper fare lezione.La fase transitoria deve essere a regime, non può essere solo transitoria”. Il problema è che non si vuole affrontare il vulnus del precariato. “Fino a quando lo stato italiano abuserà dei precari, questa fase transitoria dovrà essere a regime. In passato questo si è potuto sviluppare attraverso lo scorrimento delle graduatorie permanenti, quando si dava la possibilità ai precari di passare di ruolo. Oggi questo si può realizzare attraverso lo scorrimento delle GPS. Delle GPS che siano anche per la terza fascia, 30 scuole per tutti, quindi sia personale abilitato sia personale non abilitato”.Pacifico sostiene che “rispetto alle rimostranze sul merito di chi vince e chi non è abilitato, lo dimostri attraverso un corso universitario che gli dia o la specializzazione sul sostegno o l’abilitazione su materia. La cosa importante è dare una risposta alla supplentite e non avere ogni anno sempre di più il numero di cattedre dette vacanti. Per il prossimo anno si stima che su 100mila posti vacanti, 70mila non saranno assegnati”.Il sindacalista ritiene che le prove suppletive del concorso straordinario dovevano essere aperte non solo ai ricorrenti al Tar: andremo in “tribunale. A settembre lo dissi al vertice di Funzione pubblica, le prove suppletive sono un diritto di tutti coloro che per ragioni di Covid non potevano partecipare. Non si può dire di fare la suppletiva solo per alcuni”. Secondo Pacifico, “è una vittoria per chi ha fatto ricorso, ma non può essere la soluzione. Ricordo che quasi 10mila candidati non hanno potuto svolgere la prova scritta. Siamo poi convinti che almeno un terzo, circa 5/6mila candidati, che risulterà idoneo avrà il diritto a essere assunto dal concorso straordinario. Stiamo presentando un emendamento su questo”.Il leader dell’Anief, infine, ricorda che non bisognava rientrare a scuola con il 70% minimo di studenti: “dal 26 aprile non ci sono le condizioni, è sbagliato. Hanno rinviato le elezioni del Cspi, perché non si poteva votare a scuola, e invece si può fare lezione e diffondere il virus. Ci sia un po’ di coerenza. I numeri son sempre quelli: le classi pollaio ci sono”, ha concluso Pacifico.

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Scuola: Da settembre spariscono i 75mila docenti e Ata dell’organico Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Dal 1° settembre prossimo nei nostri istituti avremo 1.000 posti in più per il potenziamento nella scuola di infanzia e 5.000 posti di sostegno in più distribuiti fra i vari gradi, mentre saltano i 75mila docenti e Ata contenuti nell’“organico Covid” introdotto nell’anno in corso per fare fronte all’emergenza pandemica. I numeri sono stati presentati dal ministero dell’Istruzione ai sindacati assieme alla bozza sugli organici del personale docente. Quello che fa scalpore è che l’organico “di emergenza” non solo non entra in organico di diritto, come chiesto dal sindacato, ma sembra uscire addirittura di scena. “Non diventa parte dell’organico, neanche di fatto. Si presume che la stessa decisione sarà assunta anche nei confronti del personale ATA”, scrive oggi la stampa specializzata. La pandemia non sembra mostrare segni di cedimento, ma gli insegnanti e Ata collocati nell’organico Covid vengono meno. “Si tratta – ricorda Orizzonte Scuola – di 75.000 unità di personale (25.000 docenti e 50.000 ATA, per lo più collaboratori scolastici e assistenti amministrativi) assunti con contratti di supplenza temporanea nell’anno scolastico 2020/21 per far fronte all’emergenza sanitaria. Docenti in più che hanno consentito di assumere più docenti per gestire l’incremento nel numero di sezioni, classi e gruppi nonché più collaboratori scolastici per far fronte alle corrispondenti ulteriori necessità di vigilanza e pulizia”.Sempre la stampa specializzata ricorda che la bozza definitiva sugli organici è “un documento importante e atteso, dal quale dipendono sia le scelte professionali di numerosi docenti, sia la vita lavorativa. I parametri per la costituzione delle classi sono invariati, il decremento degli alunni potrebbe portare però a classi meno numerose a fronte di personale invariato”. Vanificare questo obiettivo andando a ridurre i posti sarebbe quindi un grave errore. In ogni caso, “la partita non è conclusa: l’organico COVID, del quale abbiamo apprezzato quest’anno l’indispensabile necessità nelle scuole potrà essere riproposto attraverso un intervento legislativo”.

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Scuola: Organici insufficienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

Potenziare gli organici del personale scolastico, sia per migliorare la risposta degli istituti in chiave preventiva per i contagi da coronavirus, sia per avere una scuola di qualità anche quando l’emergenza pandemica sarà finita: è questa la filosofia che ha ispirato i promotori di una mozione presentata e approvata dal sindacato Udir nel corso del congresso nazionale. In entrambi i casi è necessario agire sul numero di alunni per classe, che non dovrà più superare quota 18, sull’affidamento alle scuole di assistenti tecnici specializzati nell’informatica e più collaboratori scolastici. Spazio anche per l’organico dell’autonomia. Per quel che concerne gli organici da integrare, una volta che sarà terminata l’emergenza Covid-19, Udir ritiene che la quantità di alunni per classe non debba in alcun caso essere superiore a 18 iscritti. Qualora nella classe sia presente un alunno diversamente abile, tale numero dovrà essere ridotto a 16. Va comunque sempre garantita la presenza di un assistente tecnico dell’area informatica in ogni istituzione scolastica per 36 ore settimanali. Come va assicurata la presenza di assistenti tecnici informatici (o similari) nelle istituzioni scolastiche del secondo ciclo, sulla base di una “definizione certa ed oggettiva degli organici in relazione alla presenza di laboratori fissi e/o mobili e in relazione agli strumenti informatici presenti nelle varie scuole”. Così come si dovrà necessariamente operare per l’organico di diritto dei collaboratori scolastici, che dovrà essere aumentato in percentuale rispetto alla presenza di alunni con disabilità gravissimi e non autosufficienti (a titolo di esempio, si possono considerare tre alunni per collaboratore).

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Scuola: Organici maggiorati per non perdere più alunni per strada

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

Rivedere gli organici del personale docente e Ata della scuola sulla base delle esigenze del territorio: a chiederlo è il sindacato Anief: “Ci aspettiamo – ha detto Marcello Pacifico, leader dell’Anief – che il governo si impegni a recuperare i 10 miliardi tolti alla scuola negli ultimi 15 anni: bisogna recuperarli andando a ridurre il numero di alunni per classe, aumentando dunque il rapporto alunni-docenti e personale Ata, così anche in futuro vanno migliorati i livelli di apprendimento dei nostri studenti con organici che siano legati sulla base delle effettive esigenze del territorio. Questo perché va promossa una scuola non solo più sicura, ma anche più giusta. Così da portare risultati migliori ai nostri studenti”.A questo proposito, uno degli emendamenti specifici proposti dal giovane sindacato, nella fattispecie all’articolo 29 della bozza della Legge di Bilancio già approvata dal CdM, riguarda proprio la riformulazione degli organici delle scuole proprio sulla base delle esigenze del territorio. Nella richiesta di modifica motivata, il sindacato sostiene che in questo modo si potrebbe di sicuro meglio “affrontare la dispersione scolastica prevenendo la condizione di drop out e quindi fenomeni di Early School Leavers e NEET anche con piani straordinari per il Mezzogiorno”.Ma “aumentare stabilmente gli organici di docenti e personale ATA” andrebbe anche fornire un “sostegno alla didattica in base alle necessità del territorio, alla dislocazione, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso di dispersione scolastica, migratorio.

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Scuola: Organici docenti e Ata, per settembre saranno adeguati. I dubbi dell’Anief

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Al ministero dell’Istruzione sostengono di avere ben presente le carenze di docenti e Ata di ruolo, ma anche delle tante supplenze da coprire. “Per questo – ha detto la ministra Lucia Azzolina – abbiamo chiesto al MEF oltre 80 mila assunzioni a tempo indeterminato per i docenti. Non solo: grazie alle risorse stanziate con il decreto rilancio, avremo più docenti e ATA da distribuire su tutto il territorio nazionale. L’Amministrazione ministeriale sta lavorando in queste ore alla distribuzione delle risorse agli Uffici Scolastici Regionali. A giorni saranno formalizzate”.Replica il sindacato Anief: il problema che si pone sul breve periodo non è però risolvibile con i concorsi, i cui vincitori entreranno forse in ruolo nel 2022. Come non basta assumere 50 mila docenti e Ata “usa e getta” per assolvere al problema degli spazi aggiuntivi dovuti al distanziamento tra gli alunni. Le nuove “call veloci” e Graduatorie permanenti per le supplenze sono delle ottime iniziative, però pregiudicate dalla mancata inclusione dei precari delle graduatorie d’istituto, nel primo caso, e del cambiamento in corsa delle regole d’inclusione e di valutazione nel caso delle Gps.Il ministero dell’Istruzione sta operando per l’avvio regolare delle lezioni. La ministra Lucia Azzolina ha spiegato che per “avviare il nuovo anno e a gettare le basi per quelli successivi” il ministero “ha bandito 78mila posti per assumere nuovi insegnanti. Li espleteremo al più presto per riattivare una macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Abbiamo garantito anche la mobilità del personale scolastico, istituito le graduatorie provinciali per le supplenze, digitalizzando tutta la procedura, e con la call veloce consentiremo ai docenti collocati in posizione utile nelle graduatorie concorsuali e nelle graduatorie ad esaurimento, di poter esprimere, volontariamente, l’opzione per l’immissione in ruolo in una regione diversa da quella della graduatoria di appartenenza, velocizzando la loro assunzione e andando a coprire posti che altrimenti resterebbero vuoti”.

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Scuola: Linee Guida per settembre inutili se non aumentano organici e classi

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Sul piano per la ripresa delle attività didattiche a settembre, che si aggiunge al protocollo sulla sicurezza e ai tavoli regionali, il sindacato Anief ha detto al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e ai direttori degli Uffici Scolastici Regionali delle cose chiare: incrementare docenti e Ata, ma anche nuove classi, con meno alunni; rivedere le responsabilità penali dei lavoratori che rivestono ruoli di responsabilità; ricalibrare il rapporto alunni-docenti-Ata. A dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato autonomo, al termine dell’incontro dei sindacati con la titolare del dicastero dell’Istruzione per analizzare le Linee Guida in via di approvazione definitiva.Le Linee Guida per la ripresa della scuola in presenza necessitano di accorgimenti. I motivi sono stati spiegati dal professor Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.Nel corso della sua analisi dell’incontro tenuto ieri con la ministra dell’Istruzione, il sindacalista ha detto che “non si può far ripartire le scuole a settembre con gli attuali organici, con le attuali classi e con le attuali sedi di dirigenza scolastica; in secondo luogo, è evidente che bisogna rimettere mano alla responsabilità penali di tutto il personale, dalle Rls alle Rsu fino alle Rspp; in terza battuta, è chiaro che quando si realizza un intervento del genere – dopo quello che è stato già detto nell’incontro con il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, anche a Villa Pamphili, e con il Cnel – bisogna andare a ricalibrare il rapporto docenti-alunni-Ata, per consentire l’igienizzazione corrente, il distanziamento sociale, una maggiore performance negli apprendimenti, il diritto allo studio anche in riferimento alla povertà educativa, la possibilità di realizzare classi con massimo 15 alunni e non con 30-32 in aule di 35 metri quadri.

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Dirigenti scolastici: I presidi chiedono più organici per la riapertura di settembre

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

I dd.ss. sono preoccupati in vista della riapertura della scuola a settembre: richiedono più insegnanti e bidelli, perché altrimenti gli istituti saranno dimezzati. Udir accoglie le preoccupazioni dei presidi e afferma che bisogna ascoltarli. Marcello Pacifico (Udir): I dirigenti scolastici hanno ragione da vendere: se si vuole ripartire in sicurezza, bisogna prevedere la riapertura delle strutture scolastiche che sono state dismesse, così da attivare il giusto distanziamento; necessario anche ampliare l’organico, sia per Ata che per docentiCome riporta la stampa nazionale, i presidi sono preoccupati in visione della riapertura della scuola a settembre: la loro richiesta è quella di avete “più insegnanti e bidelli”, perché altrimenti gli istituti saranno dimezzati. Infatti, sempre nell’intervento di La Repubblica, una preside di un istituto comprensivo infanzia, primaria e medie inferiori, “dice che così stando le cose — il numero invariato di docenti e bidelli per ogni scuola, intende — a settembre la sezione 3-6 anni non riapre. Molte madri ce l’hanno detto, se il distanziamento sociale non è sicuro terranno i figli dai nonni”.
Udir accoglie le preoccupazioni dei dirigenti scolastici e afferma che, per far ripartire al meglio la scuola il prossimo anno scolastico, bisogna ascoltare le richieste dei capi d’istituto. Attraverso molti emendamenti infatti, sia al Decreto Scuola che al Decreto Rilancio, il sindacato ha pensato a delle misure in grado di ampliare l’organico, aumentare il numero dei plessi attivi, evitare che ci si ritrovi col problema delle classi pollaio in un momento storico, come quello che stiamo vivendo, in cui il distanziamento deve essere la parola chiave.Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “i dirigenti scolastici hanno ragione da vendere: se si vuole ripartire in sicurezza, bisogna prevedere la riapertura delle strutture scolastiche che, negli ultimi dieci anni, sono state dismesse, così da attivare il giusto distanziamento sociale, con classi di massimo 15/18 alunni. Ovviamente bisogna anche ampliare l’organico, sia per Ata che per docenti, che rientra nella misura di abbattimento delle classi pollaio. Lo abbiamo chiesto a gran voce attraverso i nostri emendamenti, lo abbiamo richiesto a Villa Panphili lunedì al premier Giuseppe Conte. Crediamo che l’Italia debba ripartire più forte di prima, ma con le dovute precauzioni, perché salute e istruzione sono due diritti fondamentali a cui nessuno deve rinunciare”.

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Rifiuti organici, CIC: in Italia la raccolta sale a 7,1 milioni di tonnellate (+7,5%)

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Sono 7,1 milioni le tonnellate di rifiuti organici (umido, verde e altre matrici organiche provenienti dalla raccolta differenziata) raccolte in Italia. In particolare, si calcolano 5,1 milioni di tonnellate di FORSU, cui si aggiungono quasi 2 milioni di tonnellate di frazione verde: la raccolta dell’organico aumenta dunque del 7,5% rispetto all’anno precedente (+500.000 kg) e si conferma la frazione più importante per la Raccolta Differenziata. I cittadini italiani differenziano circa 17,5 milioni di tonnellate, il 40,4% dei quali rappresentano il rifiuto organico (Forsu e verde).
“Dopo un anno di crescita limitata tra il 2016 e il 2017, gli ultimi dati disponibili confermano il trend di crescita della RD dei rifiuti organici con dati evolutivi da record dovuti principalmente alla frazione umida che dal 2017 al 2018 è passata da 4,5 a 5,1 milioni di tonnellate. Il verde, al contrario, dal 2016 – anno di approvazione del collegato agricolo – ha smesso di crescere, registrando una sostanziale flessione nel 2017 e nel 2018. La generazione di scarto verde non è diminuita ma sono calati raccolta e trattamento, con la conseguenza che una parte di questo rifiuto è uscito dai radar della tracciabilità”, osserva Flavio Bizzoni, Presidente del Consorzio Italiano Compostatori.A livello nazionale il dato procapite di rifiuto organico intercettato ci mostra un’impennata importante, passando da 108 a 117 kg/abitante/anno. In particolare, in Emilia Romagna nel 2018 sono stati raccolti in modo differenziato più di 170 kg/abitante di rifiuto organico.
Al primo posto per quantità di frazione organica raccolta si conferma la Lombardia, con quasi 1,3 milioni di tonnellate annue, in aumento rispetto all’anno precedente quando la raccolta si attestava su 1,2 milioni. Al secondo posto sale l’Emilia Romagna, che con circa 794.000 tonnellate supera il Veneto, che quest’anno scende al terzo posto (750.000 t ca) registrando un lieve calo nella raccolta. Stabili al quarto e quinto posto la Campania (680.000 t ca) e il Lazio (550.000 t ca).“Le stime di crescita ci portano a traguardare per il 2025 quota 9.200.000 tonnellate di rifiuto organico raccolto in Italia, ovvero più di 150 Kg/ab/anno”, analizza Massimo Centemero, direttore del CIC. In Italia il riciclo dei rifiuti organici è affidato a 339 impianti di trattamento biologico: 281 sono impianti di compostaggio, 58 sono gli impianti integrati di digestione anaerobica e compostaggio. A fronte di una crescita contenuta dei quantitativi trattati presso siti che adottano solo il compostaggio (+500.000 t dal 2013 al 2018), i flussi gestiti da quelli integrati (Digestione anaerobica + compostaggio), sono pressoché raddoppiati (+1.670.000 t nello stesso periodo): nel 2018 sono arrivati a trattare più del 50% della frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata.In particolare, si contano 281 impianti di compostaggio che producono Compost utilizzato in agricoltura e nel florovivaismo, di cui 173 dislocati al Nord, 46 al Centro e 62 nel Sud e nelle Isole, che a fronte di una capacità autorizzata totale di 5.944.000 t/anno registrano un trattamento di 4.009.000 t/anno.
Gli impianti di Digestione Anaerobica e Compostaggio, che producono Compost e Biogas, sono 58, con capacità autorizzata pari a 4.371.000 t/anno, mentre il rifiuto trattato ammonta a 3.764.000 t/anno. La maggior parte delle strutture si trova a Nord (47), mentre se ne contano solo 4 al Centro e 7 tra Sud e Isole.

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Sostegno: Anief impugna la circolare sugli organici 2020/21 e avvia il contenzioso nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Il Ministero dell’istruzione ha disposto la trasformazione di soli 1.090 posti in deroga su sostegno in organico di diritto, pari a meno del 2% dei posti in deroga totali. Eppure, la sentenza dello scorso anno del TAR Lazio era stata chiara nell’imporre al ministero di rivedere la consistenza dell’organico di diritto sulla base delle effettive esigenze. Anief avvia, quindi, il ricorso gratuito per ottenere la trasformazione di tutti i posti in deroga sull’intero territorio nazionale. Adesioni entro l’8 maggio sul portale Anief per i docenti.
Marcello Pacifico (Anief): La trasformazione di migliaia di posti in organico di diritto non è solo una battaglia per le immissioni in ruolo e per la mobilità dei docenti, ma soprattutto per il diritto degli studenti disabili e delle loro famiglie al sostegno e alla continuità didattica, soprattutto alla luce delle difficoltà ulteriori causate dall’emergenza sanitaria.Solo pochi mesi fa la storica sentenza n. 149/19 del TAR Lazio aveva dato ragione al giovane sindacato, stabilendo come il ministero abbia l’obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base alle effettive esigenze degli alunni disabili e debba rilevare con precisione il fabbisogno di docenti di sostegno su tutto il territorio nazionale per assicurare, non solo il diritto all’istruzione e all’integrazione degli studenti con bisogni speciali, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.
La circolare 487 del 10 aprile 2020 sugli organici, però, trasforma solo una minima parte dei posti in deroga su sostegno in organico di diritto. Secondo la nota, infatti, “la dotazione dell’organico dell’autonomia – posti di sostegno – è incrementata di 1.090 posti”. Un aumento non soddisfacente a fronte dei 65.890 posti di sostegno attivati “in deroga” e, dunque, non disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato e per la mobilità.Da Viale Trastevere, quindi, la decisione di tirare dritto nonostante la sentenza del TAR Lazio abbia già bocciato la prassi fino ad oggi utilizzata dal Ministero dell’istruzione di ricorrere in modo massivo ai cosiddetti posti in deroga che, a differenza dell’organico di diritto, fotografano una situazione che si vorrebbe eccezionale e transitoria, senza quindi riconoscerne la dimensione strutturale. Un artificio, quello dei posti in deroga, che per mere esigenze di cassa in questi anni ha legato l’organico di diritto di sostegno al numero di posti di sostegno attivati nell’anno scolastico 2006/07, ignorando così l’aumento costante delle iscrizioni di studenti disabili che da allora frequentano la scuola.La situazione è critica in tutto il Paese, raggiungendo vette persino paradossali in Piemonte, dove nella provincia di Torino l’organico di sostegno in deroga è addirittura superiore a quello di diritto.

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Scuola: Incontro Miur su organici e mobilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Primo incontro sugli organici e mobilità deludente del Vice presidente Nazionale Gianmauro Nonnis e del segretario generale Stefano Cavallini con il Capo Dipartimento per il sistema Educativo di Istruzione, dott. Max Bruschi, e con il Dirigente Ufficio IV Personale docente ed educativo, Antimo Ponticiello, Marcello Pacifico (Anief): “Anche se sono stati confermati i numeri di docenti dell’anno scorso rispetto a 70mila alunni in meno, gli organici risultano comunque insufficienti per garantire adeguatamente il diritto all’istruzione, evitare le classi pollaio e adeguare il tempo scuola nella primaria. Anche sul sostegno i 1090 posti in più non coprono neanche i posti in deroga dati ogni anno dai vari UUSSRR per avere una copertura adeguata ai fabbisogni di alunni con handicap” Al contrario della soddisfazione espressa da tutte le altre organizzazioni sindacali in vari comunicati, a noi resta l’amaro in bocca per le informazioni ricevute. La conferma dell’organico dell’anno scorso, anche in presenza della diminuzione di circa 70mila alunni, se presa in modo assoluto potrebbe sembrare una notizia positiva, ma non tiene conto della diminuzione del numero complessivo dei docenti che dal 2009 ha portato al taglio di circa 200mila posti mai ripristinati. Per non parlare del mai attuato percorso 0-6 per cui servirebbero decine di migliaia di docenti dell’infanzia da assumere. Il tutto passando per il tempo scuola tagliato dalla legge 133/2008, che al Sud interessa solo il 15% degli alunni circa, contro oltre il 48% al Nord e che necessiterebbe di un numero adeguato di immissioni in ruolo per essere attuato e reso uniforme su tutto il territorio nazionale.“Servirebbero ben altri numeri rispetto a quelli datici dal ministero. 390 posti per l’infanzia non saranno mai sufficienti, non dico per attuare, ma neanche per avviare il percorso 0-6 – afferma Gian Mauro Nonnis presente all’incontro – così come i 500 posti comuni in più e 1090 posti di sostegno in più in organico di fatto sono delle gocce nel mare. Per far tornare il rapporto docenti-alunni ai livelli del 2009, prima del taglio voluto dal ministro Tremonti – conclude il vicepresidente nazionale Anief – servirebbero almeno 120mila docenti in più e solo così potremmo dire di aver risolto in tutta Italia il problema delle classi pollaio tanto sentito dall’attuale ministro dell’istruzione” “I numeri snocciolati dal ministero inoltre non sono una novità – interviene Stefano Cavallini, segretario generale Anief – ma sono noti perché contenuti in norme già in vigore. Dall’incremento di 500 posti comuni inserito nell’art. 7, comma 10-octies del Milleproroghe, ai 390 posti di potenziamento infanzia indicati nell’art.1, comma 279, L.160/2019, ai 1.090 posti in più di sostegno indicati nell’art.1, comma 266, della L.160/2019. Niente di nuovo quindi. Ci aspettavamo numeri ben maggiori che avrebbero permesso di abbattere la supplentite che si prospetta ancor maggiore l’anno prossimo”.Il ministero non ha dato risposte adeguate a problemi endemici della scuola che da anni denunciamo. L’introduzione di un’ora aggiuntiva di educazione fisica nella scuola primaria e di educazione civica ‘vera’, come materia autonoma, l’eliminazione delle nuove certificazioni per il sostegno ai disabili, con l’assegnazione di tutte le ore richieste dal Pei e l’estensione dell’obbligo scolastico a partire dall’età di 5 anni fino alla maturità, oltre che il ritorno all’insegnamento modulare nella scuola primaria e l’introduzione del docente di sostegno nella scuola dell’infanzia avrebbero dovuto avere altre risposte in termini di organico. Anche sul versante mobilità non abbiamo avuto risposte adeguate.

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Scuola: Organici dei docenti invariati, nemmeno il Coronavirus convince il Ministero a cambiare passo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Scongiurato il taglio, da settembre, di 700 posti: il numero di insegnanti rimarrà invariato. Nell’anno scolastico 2020/21 avremo la stessa quantità di cattedre di oggi. Gli altri sindacati esultano, ma per Anief c’è poco da festeggiare. Perché i parametri di formazione delle classi rimangono immutati: fino a 29 alunni nella scuola dell’infanzia, 27 allievi alla primaria e 30 alle medie. Solo alle superiori arriva il “tetto” di 23 studenti, ma riguarderà un ristretto numero di casi. E poi ci sono più di 50 mila cattedre di sostegno che “gridano vendetta”, perché rimangono collocate in deroga, quindi non a disposizione per le immissioni in ruolo e nemmeno per i movimenti: il ministero pensa di cavarsela con il passaggio in organico di diritto di appena un migliaio di posti di didattica speciale. Non si fa così.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “È inaccettabile iniziare l’anno scolastico con quasi 20 mila classi composte ognuna da più di 30 alunni: non sono numeri da Paese avanzato. Lo ricordiamo, in particolare, a chi governa le sorti dell’Istruzione e ai parlamentari che possono cambiare i parametri voluti più di dieci anni fa dal Governo Berlusconi-Gelmini. Quella concentrazione di alunni in un’aula è un oltraggio al diritto allo studio e ai limiti imposti dalle norme sulla sicurezza. Inoltre, come si farà in queste classi, anche da 25-26 alunni, ad assicurare le norme che nei prossimi mesi imporranno le autorità sanitarie per prevenire il sempre possibile contagio del Covid-19 e passare così alla fase 2?”.Mentre il Governo si sta impegnando per prevedere un ritorno in classe, una volta superata la fase 1 del contagio da Coronavirus, con possibile distanziamento tra alunni e la cancellazione delle classi pollaio, il ministero dell’Istruzione comunica ai sindacati che l’anno prossimo si mantiene l’attuale organico di insegnanti. Con i sindacati firmatari di contratto pure contenti. Già, perché solo il giorno prima gli era stato prospettato un calo di circa 700 cattedre: 513 posti tagliati tra gli Insegnanti Tecnico Pratici e 184 tra varie discipline della secondaria. Il calo di insegnanti era previsto dalla relazione tecnica di accompagnamento del DLgs 61/2017 sulla revisione dei percorsi degli istituti professionali.L’assurdo di quanto è avvenuto è che il calcolo di posti da insegnante da accordare è stato realizzato ancora una volta sulla base del mero numero di alunni (-73.000, a causa della riduzione del tasso demografico). All’inizio del confronto tra amministrazione e sindacati, non c’è stato alcun riferimento alla spaventosa situazione epidemiologica che avrebbe dovuto dettare legge: invece di impostare gli organici degli insegnanti sulla base della salute della popolazione, e quindi confermare in toto l’attuale composizione numerica del corpo insegnante, si è ragionato come sempre.
Ma stiamo o no parlando dei nostri giovani e delle generazioni del futuro? Come si fa a pensare che anche in questo stato, le necessità economiche vengono prima? Questo modo di pensare e di agire, ora più che mai, non è più accettabile. Come non è accettabile pensare che ai 280 mila alunni con disabilità iscritti nelle nostre scuole debbano essere ancora assegnati 50 mila docenti di sostegno con contratto fino al 30 giugno, assicurando in questo modo una didattica speciale a tempo determinato.

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Scuola: Meno iscrizioni? Un’occasione per confermare e rimodulare gli organici

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

La scuola deve tornare ad essere un vettore di crescita, pure sociale. Lo dice convinto il sottosegretario al ministero dell’istruzione Peppe De Cristofaro. Anief rilancia: servono organici differenziati in base alle esigenze del territorio, alla dislocazione, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso di dispersione scolastica, migratorio, in zone depresse economicamente.“Peppe De Cristofaro ha davvero ragione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: anche noi sosteniamo da tempo che per l’Italia la denatalità è un’occasione d’oro per abbattere finalmente l’indecenza delle classi pollaio, uno dei motivi che sta alla base del decremento di competenze e dell’elevazione del tasso di dispersione. Ora si passi dalle parole ai fatti”. Il ministero dell’Istruzione deve ridurre gli organici dei docenti, approfittando del decremento di iscritti, pari a circa 70 mila alunni in meno l’anno. Il monito giunge da una delle personalità più importanti dell’Istruzione pubblica nazionale: il sottosegretario del ministero dell’Istruzione Peppe De Cristofaro. Intervenuto a Genova per il Convegno “Il rammendo delle periferie”, dedicato alle scuole di periferia in Italia, l’esponente di Leu ha detto che serve un provvedimento che risponda anche all’esigenza di mantenere il corpo docenti nonostante la crescente denatalità.

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CNEL: accolta la richiesta dell’Anief di aumentare gli organici per rispondere alle sfide dell’Istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

Daniela Rosano, delegata Confedir della segreteria nazionale Anief, ha seguito il dibattito sulle questioni emergenti del mondo dell’istruzione, finalizzato alla stesura di un documento unitario elaborato sulla base delle posizioni delle parti sociali presenti. Il lavoro intende rispondere alle nuove sfide per l’istruzione e in particolare alle questioni dell’orientamento, dell’inclusione, della formazione permanente. L’inclusione è stata esaminata in termini di dispersione scolastica: occorre affrontarla prevenendo la condizione di drop out e quindi fenomeni di Early School Leavers e NEET anche con piani straordinari per il Mezzogiorno. Accolta e inserita tra le proposte da suggerire al ministro la richiesta dell’Anief di aumentare stabilmente gli organici di docenti e personale ATA per un sostegno alla didattica in generale. “Da tempo sosteniamo la necessità di incrementare gli organici – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief – in base alle necessità del territorio, alla dislocazione, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso di dispersione scolastica, migratorio”.
È necessario prevedere azioni integrate tra la scuola e l’extra scuola, intervenendo sia sulla condizione di svantaggio di partenza che sull’offerta educativa di qualità, mediante opportune azioni formative nella scuola, pur nel rispetto dell’autonomia scolastica.

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Istruzione e formazione: Urgente adeguamento degli organici e ripresa della formazione iniziale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Sono ripresi al CNEL gli incontri della Commissione istruttoria per le politiche sociali e lo sviluppo sostenibile finalizzati a selezionare, nell’ambito della molteplicità delle problematiche afferenti l’istruzione e la formazione, alcune priorità, con l’intento di fare proposte operative – concrete ed incisive – in grado di affrontare il tema delle competenze e innalzare i livelli di istruzione, rispetto al quale l’OCSE da anni segnala il disallineamento del Paese. Oltre al gruppo di lavoro ieri era presente il Dott. Rubinacci, dirigente tecnico del MIUR con il quale i partecipanti hanno iniziato il confronto che proseguirà nelle prossime settimane. Temi all’ordine del giorno: l’orientamento, la formazione permanente e l’inclusione. Sulla formazione degli insegnanti è stato avviato un piano triennale dal ministero ma non basta: Anief ha ribadito l’urgenza di far ripartire la formazione iniziale al momento interrotta. Negli ultimi anni si è assistito all’avvicendamento di SSIS, TFA, FIT. Questi percorsi hanno integrato con una formazione specifica il bagaglio culturale dei docenti, formati come professionisti dell’educazione. L’assenza di procedure abilitanti attivate con regolarità ha impoverito il bagaglio formativo dei docenti, ma soprattutto ha ritardato l’accesso alla carriera dei docenti che in Italia sono in media tra i più anziani d’Europa. Per questo Anief ha proposto l’attivazione di un percorso abilitante regolare che garantisca almeno 10 mila posti annuali con tirocinio da svolgersi su posti vacanti e disponibili su cui venire immessi in ruolo a termine dell’anno di prova e dopo un esame finale. Per rispondere alle esigenze di orientamento e inclusione Anief ha evidenziato l’urgenza dell’adeguamento degli organici alle effettive esigenze della comunità e del territorio, alla dislocazione degli istituti scolastici, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio o ad alto tasso di dispersione scolastica, senza dimenticare le zone ad alto tasso migratorio o ancora depresse economicamente. L’adeguamento delle risorse è garanzia della parità di accesso al sistema di istruzione e dell’inclusione. Seguiranno ulteriori incontri nelle prossime settimane, Anief continuerà a segnalare con forza, al Governo e al Parlamento, anche attraverso lo spazio di iniziativa del CNEL, le criticità del sistema di istruzione e formazione e le proposte per affrontarle.

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Scuola: Organici e tempo scuola insufficienti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Riempire gli enormi “buchi” di organico del personale scolastico e predisporre una quota aggiuntiva per incrementare il tempo scuola e i cicli d’istruzione, al fine anche di ridurre la dispersione scolastica. È questo il filo conduttore che ha portato il sindacato Anief a presentare una serie di emendamenti presentati al Disegno di legge di Bilancio 2020 AS 1586, ora all’esame della V Commissione del Senato. Le richieste vanno dall’utilizzo razionale di posti liberati con “Quota 100” alla cancellazione dell’organico di fatto; dal miglioramento del rapporto alunni-docenti per la formazione delle classi al ripristino dell’insegnamento per moduli nella scuola primaria; dall’avvio dell’Educazione motoria nella scuola primaria all’obbligo scolastico sino alla maggiore età e anticipandone l’inizio a 5 anni; dall’insegnamento curricolare dell’educazione civica all’attivazione dei posti in organico profilo AS e C del personale ATA, di un corso di formazione rivolto al personale, della mobilità professionale per le graduatorie 2010 e l’indizione nuove procedure concorsuali, sino al ripristino di organici adeguati e di supplenze senza gli attuali vincoli.Sono molte e tutte ampiamente motivate le richieste sindacali di modifica della manovra di bilancio, nelle parti in cui si affronta il problema degli organici del personale, fortemente ridotti e quindi da rimpolpare il prima scuola, e del tempo scuola che a seguito delle ultime riforme ha subìto un decremento che è alla base del mancato arretramento della dispersione scolastica. Tra le disposizioni rivendicate dal sindacato figurano quelle di accantonare i posti lasciati liberi dal personale che ha lasciato anticipatamente il lavoro attraverso “Quota 100”, cancellare l’organico di fatto, ad iniziare dai posti in deroga di sostegno e delle sezioni primavera; di migliorare il rapporto alunni-docenti per la formazione delle classi; di ripristinare l’insegnamento per moduli nella scuola primaria, rifacendosi al modello vigente fino alla Legge 133/08, anche sulla base dei deludenti risultati indicati nei rapporti PIRLS sulle capacità di lettura e sui processi di apprendimento degli alunni del primo ciclo; di introdurre in modo obbligatorio e istituzionale la pratica dell’Educazione motoria nella scuola primaria; di estendere l’obbligo scolastico sino alla maggiore età e anticipandone l’inizio a 5 anni anziché a 6 anni. Sempre nello stesso ambito, il giovane sindacato ha chiesto di introdurre l’insegnamento curricolare dell’educazione civica, intesa come disciplina autonoma e non inglobata in altre materie; attivare i posti in organico profilo AS e C del personale ATA, prevedendo in questo modo la possibilità, prevista da diversi anni nel contratto collettivo nazionale di categoria, di fare elevare professionalmente assistenti e collaboratori scolastici; di prevedere anche un corso di formazione rivolto al personale, la mobilità professionale per le graduatorie 2010 e l’indizione nuove procedure concorsuali. Infine, sempre per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, Anief chiede di ripristinare gli organici su livelli numerici decisamente maggiori degli attuali e l’attivazione di supplenze senza gli attuali vincoli, a iniziare dalla riattivazione delle supplenze brevi sin dal primo giorno di assenza del titolare.

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Istruzione: Sempre meno figli, sempre meno iscritti

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

Secondo l’Anief, il calo di iscrizioni non deve incidere assolutamente negli organici: questi vanno non solo mantenuti, ma in alcune circostanze maggiorati. Prima di tutto assorbendo nei ruoli tutto il precariato storico, fatto di personale già selezionato e con comprovate capacità d’insegnamento. Poi puntando su un’Istruzione di qualità, anche valorizzando docenti e Ata con stipendi finalmente adeguati al prestigioso ruolo che ricoprono.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Sulla scuola, per i nostri nuovi governanti c’è solo da scegliere tra la tentazione di fare ancora una volta cassa, come del resto giù previsto dall’ultimo Documento di economia a finanza, che ha fissato riduzioni progressive di spesa pubblica fino al 2040, approfittando proprio del calo delle nascite: in questo modo, si procederebbe a tagliare classi, scuole, organici e risorse da riversare agli istituti scolastici, introducendo un progressivo dimensionamento, come quello avviato dall’ultimo governo Berlusconi, in quel caso creando classi pollaio, riducendo tempo scuola e compresenze con la denatalità che era ancora agli inizi. L’altra strada da percorrere è quella che indichiamo noi: approfittare di questa situazione per puntare dritto a una scuola di qualità, fatta di non più di 20 alunni per classe, di organici potenziati nelle aree a rischio, introducendo una didattica per livelli con più docenti impegnati in contemporanea, il riammodernamento delle strutture, stipendi adeguati e la cancellazione di tutte le diversità di trattamento del personale precario”

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Personale Ata: due ricorsi contro lo Schema di Decreto interministeriale sugli Organici

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2019

Il giovane sindacato, a inizio del nuovo anno scolastico, ha deciso di impugnare le disposizioni relative alle dotazioni organiche perché continuano a richiedere l’accantonamento in organico di diritto – e non su quelli vacanti – dei posti dovuti alla stabilizzazione dei lavoratori delle cooperative dei servizi esternalizzati e non contemplano i profili di Coordinatore amministrativo, tecnico (C) e Collaboratore dei servizi (As) non disponibili né per assunzioni né per concorsi o mobilità professionale. Se accolti, dichiara il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, la scuola dell’autonomia potrebbe avere 30 mila posti in più, anche se con 25 anni di ritardo.

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