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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘organici’

Scuola: Organici Ata, quei 20 mila posti rimasti solo sulla carta

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

La norma è chiara, eppure da vent’anni dei profili AS e C per i coordinatori dei collaboratori scolastici e degli assistenti tecnici e amministrativi non c’è traccia. Addirittura, in diverse province si tagliano posti. Il sindacato rompe gli indugi e ricorre al Tar per commissariare il ministero dell’Istruzione. Marcello Pacifico (Anief): Sono ruoli essenziali per il buon funzionamento della scuola dell’autonomia.

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Scuola: Organici del personale sotto la lente del sindacato

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

L’accusa arriva dal presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico: Sui posti di sostegno stiamo chiedendo il commissariamento del Miur, perché quasi la metà delle cattedre non viene assegnata ai ruoli, come per quelli relativi alle sezioni Primavera nella scuola dell’infanzia e ai 20 mila relativi ai nuovi profili previsti per il personale Ata mai attivati. Andremo fino in fondo perché la precarietà si sconfigge a partire dalla definizione corretta dell’organico di diritto.

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Scuola: Il Ministro Bussetti conferma gli organici dell’anno scorso

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Mentre prosegue l’operazione verità dell’Anief nelle scuole, grazie all’azione delle Rsu, al Miur forniscono un’informativa ai sindacati dove si conferma la fictio sugli organici, specie quelli in deroga di sostegno. L’ufficio legale del giovane sindacato è già sul piede di guerra perché non sono state rilevate le effettive esigenze. Marcello Pacifico (Anief): Ecco perché i precari continuano a ricorrere al giudice del lavoro per chiedere i risarcimenti dovuti all’abuso dei contratti a termine. Continua la farsa sugli organici della scuola: lo ha fatto sapere il Miur ai sindacati, confermando anche per il prossimo anno scolastico i 48.812 posti di “potenziamento”, introdotti con la riforma Buona Scuola voluta dal Pd, ma soprattutto i 50 mila posti in deroga su sostegno che costringeranno gli uffici scolastici ad assegnarli ai supplenti, dopo non averli considerati utili nemmeno per i trasferimenti. L’organico fermo non si comprende, inoltre, se pensiamo che lo stesso Ministero ha assicurato che da settembre ci saranno 2.000 posti in più per il tempo pieno, voluti dal governo come inizio di un’inversione di tendenza, a cui si aggiungono altri 1.169 posti per l’introduzione della riforma nel II anno dei nuovi Istituti Professionali, che ha portato una maggiorazione delle attività scolastiche laboratoriali, più 400 posti di Strumento musicale, a seguito dei nuovi quadri orari con all’interno la reintroduzione dell’ora di strumento cancellata inopinatamente dal Miur e fatta ripristinare grazie all’azione in tribunale dei legali Anief. In attesa dei dettagli che il Miur fornirà con la circolare annuale sugli organici, di prossima pubblicazione, come riferisce oggi Orizzonte Scuola, Anief ricorda che sono passati quattro anni dalla riforma della “Buona Scuola” che ai sensi del comma 68 della Legge 107/2015 istituiva l’organico dell’autonomia, nel quale far confluire i posti comuni, i posti per il sostegno e i posti per il potenziamento dell’offerta formativa, di cui all’art. 1, comma 63, L. 107/2015. E molti di quei posti continuano ad essere utilizzati in modo errato; infatti, il sindacato continua a raccogliere lamentele, incentrate sul fatto che le attività di potenziamento previste dal Ptof sono state messe da parte a vantaggio delle supplenze e di attività non previste dalla legge, come la partecipazione alterna ai consigli di classe o interclasse e gli scrutini.
Il problema delle cattedre non collocate come dovrebbero è tuttavia ampio. Ci sono moltissimi posti in organico di fatto, forzatamente tenuti in quella nicchia anche se poi si tratta di posti vacanti a tutti gli effetti, quindi da collocare in organico di diritto. C’è poi il vulnus delle 50 mila cattedre su sostegno, che attraverso la Legge 128 del 2013 continuano a rimanere tali, non considerati utili né per le immissioni in ruolo né per la mobilità, continuando a determinare il “balletto” dei docenti che fanno didattica speciale e che ogni anno, anche più volte l’anno, sono costretti a cambiare scuola, andando a determinare seri problemi alla continuità didattica e al diritto allo studio degli alunni con disabilità certificata. È questo il quadro desolante che il Ministero dell’Istruzione ha appena annunciato di confermare anche per il prossimo anno scolastico, mentre l’ufficio legale dell’Anief ribadisce di andare avanti con le impugnazioni in tribunale, proprio perché alla base delle scelte dell’amministrazione continuano a non essere rilevate le effettive esigenze di assegnazione degli organici. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i precari fanno bene a ricorrere al giudice del lavoro per chiedere i risarcimenti dovuti all’abuso dei contratti a termine: non è giusto soccombere a delle logiche che continuano solo ad assecondare i bisogni di fare cassa dal Miur. Mentre i diritti dei lavoratori con meno certezze, quali sono appunto i precari, continuano ad essere sistematicamente calpestati”. Anief conferma, quindi, la volontà di fare ricorso al giudice del lavoro per ottenere il risarcimento a seguito di illecita reiterazione dei contratti a termine durante il periodo di precariato: il ricorso è rivolto a docenti e Ata precari e di ruolo che hanno svolto da precari almeno 36 mesi di servizio in scuola statale su posto vacante e disponibile. Possono aderire docenti e Ata di ruolo che abbiano prestato, da precari, almeno 36 mesi di servizio su posto vacante e disponibile in scuola statale. Possono aderire anche docenti e Ata delle province di Trento, Bolzano e Aosta. Per gli iscritti al sindacato il ricorso è gratuito.

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Reclutamento e organici, cambiate alcune regole della Buona Scuola ma la strada è ancora lunga

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Uno studio della Camera riassume le novità introdotte nei primi mesi della XXIII legislatura: dal concorso riservato per infanzia e primaria alla caduta del vincolo dei 36 mesi per le supplenze, dalla fine degli ambiti territoriali e della esternalizzazione dei servizi per il personale Ata alla sostituzione del FIT con il vecchio concorso, dal piccolo potenziamento del tempo pieno all’abolizione dell’anno di tirocinio per diventare presidi. Marcello Pacifico (Anief): Un nuovo cammino è iniziato ma rischia di fermarsi la volontà politica di risolvere il problema del precariato con una decisa revisione degli organici, anche su posti di sostegno, un maggior investimento di risorse, la stabilizzazione dei precari con 36 mesi, la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato. Soltanto così si combatte seriamente la precarietà, non certo con proroghe o vincoli come sulla mobilità. Mancano ancora strumenti di analisi adeguati e soluzioni definitive rispettose del diritto nazionale e comunitario.

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Dipendenti pubblici e compiti d’istituto

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Anni fa si parlò a lungo di carabinieri, poliziotti e finanzieri distratti dai loro compiti d’istituto per fare i dattilografi e quanto altro nelle procure della repubblica e in altri settori similari. Oggi vedo poliziotti di una certa età sulle volanti per adempiere compiti che ritengo gravosi anche per i giovani e mi chiedo perchè non si possa stabilire un turn over interno offrendo, su base volontaria, ovviamente, la possibilità di ricoprire incarichi amministrativi e d’ufficio dove sono carenti gli organici passando da un ruolo all’altro. In questo modo potrebbero rendersi liberi i posti in organico per l’assunzione di nuovo personale in quelle aree in cui l’età ha il suo indubbio peso. E’ un discorso che non farei solo nell’ambito di un apparato dello Stato in luogo di un altro ma lo estenderei a tutta la filiera del pubblico impiego. In passato, se la memoria non mi fa cilecca, questo tema è stato affrontato ma non vi è stata una seria intenzione di porvi mano per regolamentarlo in dettaglio.
Vi sono, infatti, compiti, come quello citato del dattilografo, che stanno diventando desueti e sostituiti sempre di più dal computer e dalle pratiche archiviate telematicamente. Ciò imporrebbe un periodo di formazione professionale ad hoc che molti uffici amministrativi non sono in grado di organizzare laciando gli operatori senza una guida sicura. E qui dovremmo aprire una nota dolente sulla formazione e l’aggiornamento professionale a tutti i livelli operativi perché se si pensa che il non farlo si risparmia vuol dire proprio che abbiamo imboccata una strada sbagliata. Le tecnologie velocizzano i processi a condizione che sappiamo farne un buon uso e le competenze per sfruttarle al meglio. (Riccardo Alfonso)

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Carenza di organici nelle forze di polizia

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

Tanto l’apprezzamento del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) in seguito all’audizione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato. «Ancora una volta abbiamo avuto modo di constatare che il Ministro dell’Interno, quando parla di sicurezza, parla la lingua del Sap – dichiara il Segretario Generale Stefano Paoloni -. Il Ministro ha parlato di superamento del piano di assunzione quinquennale e di investimenti sulle Forze dell’Ordine, tutti argomenti che, da sempre, sono oggetto delle nostre battaglie»
Dopo la riforma Madia e i relativi tagli fatti passare come “razionalizzazione”, si è registrata una carenza di organico pari a 50 mila uomini di cui solo 20 mila nella Polizia di Stato, considerando anche l’età media dei poliziotti intorno ai 47 anni e i prossimi avviati verso il pensionamento.«Lo sblocco del turnover è un passo fondamentale per incrementare l’organico e scongiurare il collasso operativo di alcune questure e commissariati che disperatamente chiedono rinforzi. Le intenzioni del Ministro – prosegue Paoloni – sono quelle di garantire maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio e, dunque, maggiore sicurezza, così come stabilito nel contratto di Governo al puto 23, che con coerenza l’esecutivo sta continuando a perseguire. A nostro avviso – conclude – il grande piano di assunzioni straordinario annunciato da Salvini è il primo passo fondamentale, per una nuova Polizia. Quella che il Sap ha sempre voluto».

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Scuola: Organici, tra pensionamenti mancati e posti liberi ci sono comunque 70mila assunzioni da fare subito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Le stime di 25mila docenti e quasi 10mila Ata che hanno diritto a lasciare il lavoro per essere collocati in pensione sono state confermate dal Miur. Una parte, però, potrebbe saperlo all’ultimo o essere costretto a rimanere in servizio un anno in più perché l’Inps non farebbe in tempo a lavorare le pratiche. Per il sindacato, quanto sta accadendo rappresenta l’ennesimo danno prodotto gratuitamente nei confronti del personale scolastico: qualora dovesse essere impedito a dei dipendenti della scuola di andare in pensione, pur avendone i requisiti, è chiaro che l’Anief interverrà, se vorranno, in loro difesa, chiedendo un risarcimento, sia per avere costretto del personale a lavorare un anno in più rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, sia in difesa del personale di ruolo e precario a sua volta danneggiato. Questi ultimi, infatti, non hanno potuto, rispettivamente, spostarsi sul posto che andava liberato, in fase di mobilità, né essere assunti a tempo indeterminato su quella cattedra che andava resa vacante e disponibile. Poi ci sono, comunque, da coprire altri 50 mila posti vacanti, tra turn-over con le vecchie regole precedenti all’ultima riforma delle pensioni, posti residuali delle immissioni in ruolo già autorizzate e posti vacanti e disponibili fino al 31 agosto dell’anno successivi. Per non parlare dei 40mila in deroga, senza titolare, del sostegno. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo l’impressione che Miur e governo vogliano prendere a pretesto questo problema per limitare il contingente delle immissioni in ruolo. Ammesso che siano anche 10mila i docenti, gli amministrativi, tecnici e ausiliari ad avere il via libera tardivo o differito verso la pensione, rimarrebbero almeno altre 70mila assunzioni da realizzare subito. I posti ci sono. Se poi contiamo altri 40mila posti in deroga del sostegno, facendo cadere il vincolo della Legge Carrozza 128/13, allora le assunzioni in ruolo diventerebbero oltre 100mila. E non si mettano avanti, come al solito, le resistenze del Mef: vanno superate, perché c’è un impegno forte dell’attuale Esecutivo nello stabilizzare un alto numero di precari, l’unica vera arma da utilizzare per abbattere quella supplentite cronica, di cui è ben cosciente anche Bruxelles, che il governo precedente, con le azioni fallimentari contenute nel Jobs Act e nella Buona Scuola, non ha nemmeno scalfito. Senza dimenticare che se dovesse passare ‘Quota 100’, senza limitazioni anagrafiche, allora ci sarebbero altri 150mila docenti e Ata a chiedere di andare via nel giro di anno, mettendoci finalmente alle spalle quel precariato storico sempre più difficile da sradicare. È possibile avere informazioni ulteriori o presentare direttamente ricorso per chiedere di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, un risarcimento adeguato per il danno cagionato, l’assegnazione degli scatti stipendiali automatici per tutto il periodo di precariato e l’estensione dei contratti nei mesi estivi.

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Scuola – Diplomati magistrali, precariato e organici

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Secondo il sindacato, urgono soluzioni efficaci per i docenti in possesso del titolo di diploma magistrale interessati dalla sentenza dell’Adunanza plenaria dello scorso 20 dicembre, per gli altri docenti abilitati esclusi dalle GaE, per tutto il personale precario e per la ridefinizione degli organici in linea con quanto disposto dalla direttiva 70/99 UE, a partire dai posti di sostegno agli alunni disabili. Il Ministro è bene che sappia che, alla luce dell’ultima recente risoluzione del Parlamento UE sul precariato nel pubblico impiego degli Stati membri e dei reclami collettivi presentati da Anief alla Commissione delle Petizioni dell’Unione, la posizione dell’Italia in merito al precariato deve necessariamente avere una sterzata. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Vanno salvaguardati i ruoli assegnati come da parere espresso dell’ex presidente della sezione Lavoro della Cassazione, Michele De Luca, e devono essere inseriti nella terza fascia delle GaE tutti i docenti ad oggi esclusi o inseriti con riserva purché in possesso di un titolo abilitante. Qualsiasi altra soluzione, alternativa al decreto d’urgenza che inserisca tutti gli abilitati nelle GaE, genererà soltanto un nuovo contenzioso. Ma è anche sugli organici la battaglia decisiva di cui si dovrebbe occupare un provvedimento urgente che voglia generare un corretto avvio del nuovo anno: non è possibile continuare a sottoscrivere ogni anno, a settembre, 100mila supplenze annuali, di cui la metà su sostegno agli alunni disabili. Parlare in queste condizioni di scuola di qualità, di continuità didattica e di rispetto del diritto allo studio è pura demagogia. Se quello insediato da pochi giorni vuole per davvero essere il governo del cambiamento lo dimostri nei fatti. E lo faccia subito.

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Scuola – Organici, Sud destinato a sprofondare: servivano altri docenti e Ata, invece arrivano ulteriori tagli

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

No secco alla proposta, presentata da tempo dall’Anief, di incrementare gli organici al Sud, dove gli abbandoni scolastici raggiungono cifre da capogiro, e in tutte quelle zone dove l’istruzione diventa la risorsa prima per risollevare dei territori deprivati a livello sociale, culturale e lavorativo. Paradossalmente, poiché l’ago della bilancia continua ad essere quello delle iscrizioni, applicando la teoria del “tetti predefiniti”, il Meridione e le Isole per l’anno prossimo saranno ulteriormente penalizzati. A peggiorare la situazione c’è il dato che solo il 5% dei posti oggi collocati sull’organico di fatto verranno spostati su quello di diritto: appena 3.530, a fronte di oltre 70mila cattedre prive di titolare, di cui almeno 41mila su sostegno.
Marcello Pacifico (presidente Anief): Tutto ciò avviene nell’impotenza dei sindacati rappresentativi, chiamati invece per definizione a vigilare e a denunciare questa finzione. La verità è una sola: la scuola dell’autonomia non può avere organici uguali, predeterminati per numero di alunni: il numero di posti di docenti e Ata da assegnare va calcolato in base alle esigenze del territorio, come il tasso di dispersione scolastica e di disoccupazione, la presenza di quartieri a rischio o di zone, limitrofe alle scuole, geograficamente poco raggiungibili o economicamente depresse. Inoltre, nel computo della formazione dei posti da assegnare in vista del prossimo anno andava conteggiata, senza ombra di dubbio, anche la presenza di alunni disabili per classe e di studenti alloglotti o stranieri. Sono tutti fattori di cui dover tenere conto sulla determinazione degli organici. Quando Anief sarà rappresentava, dopo il rinnovo delle Rsu di metà mese, denuncerà in sede di informativa presso gli ex Provveditorati tutti quei posti vacanti e disponibili che l’amministrazione territoriale e centrale non destina alle immissioni in ruolo e riconosciuti come tali ma relegati a organico di fatto.

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Scuola precariato mai sconfitto: coi nuovi organici a settembre tornano 100mila supplenze annuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Il Miur sta predisponendo gli organici del prossimo anno scolastico e solo tra gli insegnanti quasi 100 mila posti risultano in esubero rispetto al numero di docenti già assunti nei ruoli dello Stato. Ciò significa che tra pochi mesi, sul finire dell’estate e con l’avvio dell’a.s. 2018/19, ci ritroveremo sul groppone lo storico surplus di cattedre della scuola pubblica italiana. Confermando che sia il piano di assunzioni straordinario introdotto dalla Legge 107/2015, sia l’introduzione dei concorsi transitori, prodotti sempre dalla riforma Buona Scuola, non hanno scalfito l’annoso problema della supplentite italica. L’inutilità del nuovo sistema di reclutamento è rappresentato dal nuovo sistema di Formazione iniziale e tirocinio che porterà al ruolo solo dopo un periodo che tra colloqui, selezioni e formazione prevede tra i due e i quattro anni d’attesa, durante i quali, la maggior parte di questi precari saranno pagati con stipendi figurativi, visto che non dovrebbero superare i 400 euro. Anief ripercorre tutte le tappe che hanno portato a questo ennesimo flop sul precariato scolastico italiano.Marcello Pacifico (presidente Anief): Per rifuggire quanto di stupido e incompetente è stato fatto, oltre che per evitare cause milionarie a danno dell’erario per violazione della normativa europea sui contratti a termine, l’unica alternativa rimangono le disposizione da sempre chieste da Anief: l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto; la riapertura permanente ed annuale delle GaE a tutto il personale abilitato; l’estensione del doppio canale per ambiti territoriali alle graduatorie d’istituto, con assunzione anche del personale di terza fascia, in tutti i casi di esaurimento delle graduatorie provinciali; l’assunzione, naturalmente, di tutti i vincitori e idonei degli ultimi concorsi. È una soluzione semplice, ma che la politica deve per forza seguire. E sul personale Ata ci si renda conto che senza amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici la scuola non può andare avanti. Per queste ragioni, in occasione dell’ultimo sciopero nazionale, l’Anief ha lanciato un accorato appello al nuovo Parlamento, perché si faccia carico di una questione diventata sempre più complessa, con strascichi negativi sull’offerta formativa, studenti e personale, eppure tutto sommato semplice da superare.
Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere diricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati, come già detto, pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

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Scuola – Organici docenti, che delusione

Posted by fidest press agency su martedì, 3 aprile 2018

Circolare Miur sugli organici del prossimo anno è a dir poco deludente: “conterrà poche novità a fronte di situazioni complesse che richiederebbero un ripensamento della materia”. I posti da consolidare in organico di diritto sono appena 3.530 a fronte di oltre 80mila; appena 1.162 saranno i posti aggiuntivi per la riforma degli Istituti Professionali; si creano i presupposti per tagliare altri ulteriori cattedre al Meridione e nelle Isole: permane il blocco di una cattedra su tre di sostegno, che continua ad andare in deroga benché fosse priva di titolare. Dulcis in fundo, saranno solamente 800 i posti di organico potenziato destinati all’Infanzia. Secondo l’Anief dal Miur si continua ad esprimere concetti in un senso e ad applicare norme in un altro. Si dice in continuazione, ad esempio, che si vuole abbattere il precariato coprendo tutti i posti vacanti, poi però si fa di tutto, inventando norme che vanno oltre l’immaginazione, pur di non utilizzare i posti liberi per le immissioni in ruolo e i trasferimenti.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo un’amministrazione centrale che si costituisce in tribunale per negare il titolo abilitante all’insegnamento, per dire no all’inserimento nelle GaE, nella seconda fascia d’istituto e alla partecipazione alla fase transitoria. Noi a questo gioco non ci stiamo: solo nell’ultimo corso-concorso per docenti abilitati, ad esempio, Anief ha raccolto 7 mila ricorsi da parte di docenti per vari motivi esclusi in modo secondo il nostro parere del tutto illegittimo. Ma l’opposizione del Miur alle soluzioni più logiche è a trecentosessanta gradi, perché anche l’apparente marcia indietro sul potenziamento della scuola dell’infanzia è a dir poco ridicola: si è concesso, di fatto, appena il 2 per cento del totale assegnato, dopo il diniego totale della Buona Scuola per la quale i docenti fino a 6 anni non sono stati nemmeno presi in considerazione. Abbiamo, infine, un’organizzazione dei posti di sostegno agli alunni disabili che non si riesce a migliorare: confermando oltre 40mila posti in deroga, anche il prossimo anno scolastico si svolgerà con un posto su tre scoperto e assegnato a supplenza in autunno, dopo il solito balletto di precari che si sono avvicendati, con conseguenze pesanti per i disorientati alunni disabili: una vergogna nazionale per la Ministra dell’Istruzione in uscita che, al di là dei comunicati e delle belle parole espresse per oltre un anno, ha confermato tutte le contraddizioni che hanno caratterizzato le gestioni passate.Alla luce degli organici bloccati, continua la battaglia legale del sindacato, sempre pronto a contrastare in tribunale, attraverso ricorsi mirati, questa politica al risparmi e contro i cittadini.

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Organici docenti, meno posti al Sud e poche assunzioni su sostegno: continua la guerra nei tribunali

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Nel corso dell’incontro tenuto poche ore fa al Miur, i sindacati hanno sconfessato le promesse di innalzamento dei posti: quelli da consolidare in organico di diritto su tutti i posti comuni sono appena 3.530; solo 800 posti dell’attuale organico potenziato saranno destinati all’Infanzia (meno ancora dei mille annunciati solo qualche settimana fa dal partito di maggioranza uscente); 1.162 saranno i posti aggiuntivi per la riforma degli Istituti Professionali. Ma soprattutto, prendendo a pretesto la riduzione, a livello nazionale di alcune migliaia di alunni iscritti, dalle previsioni del Miur pare che verranno tagliati posti al Sud e non saranno stabilizzati posti di sostegno. Secondo il sindacato Anief, tutto questo è inaccettabile. Per vari motivi.
Come si fa, ad esempio, a portare in organico di diritto appena 3.530 posti, dal momento che ammontano a 80 mila, di cui la metà su sostegno, quelli assegnati con l’organico di fatto ogni anno, di cui la grande maggioranza vacanti a tutti gli effetti? Perché per la scuola dell’Infanzia arriva un ‘contentino’ di 800 posti da assegnare al potenziamento che già i presidi danno nell’organico dell’autonomia? Cosa se ne fanno gli istituti professionali di soli 1.162 posti in più, dal momento in cui la personalizzazione dei curricola, incentivata con la scuola dell’autonomia e soprattutto con la Legge 107/2015, avrebbe dovuto aumentare sensibilmente le cattedre degli Insegnanti Tecnico Pratici e gli organici sul sostegno, invece sempre bloccati al 70 per cento?Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Rimaniamo sbalorditi da queste ennesime operazioni di facciata, finalizzate esclusivamente ad assicurare pochi esborsi per l’amministrazione, ma continuando a far pagare un prezzo salatissimo agli alunni, alle loro famiglie e a tutto il personale scolastico. Rimane incomprensibile, infatti, il motivo per cui non si tiene conto, nella formazione delle cattedre, di parametri oggettivamente più importanti del numero di alunni, a partire degli alti tassi di abbandono e migratori. Ciò accadrà subito dopo che il sindacato avrà ricevuto un’informativa sugli organici non confacenti alle regole. Occorre ripartire da una seria revisione e integrazione degli organici, con tutto quello che ne consegue. Nel frattempo, continua la battaglia legale del sindacato, sempre pronto a contrastare in tribunale, attraverso ricorsi mirati, questa politica al risparmio e contro i cittadini.

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Scuola: Nuovo anno, la Ministra predica bene ma servono aumenti e organici veri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

valeria-fedeliIl sindacato accoglie con favore le dichiarazioni odierne della Fedeli sull’intenzione di ottenere risorse aggiuntive per il rinnovo contrattuale, rivedere il sistema premiale, ridurre il precariato, sbloccare gli scatti e adeguare gli stipendi dei presidi a quelli degli altri dirigenti pubblici: sono punti condivisibili, ma a patto che si traducano in fatti concreti che superino i troppi scogli oggi ancora presenti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal-Confedir): I dipendenti della scuola con gli auguri della Fedeli non fanno la spesa. Perché il loro stipendio negli ultimi dieci anni ha perso il 20%: i Governi non si sono limitati a bloccare i contratti, ma anche a congelare quell’indennità di vacanza contrattuale che avrebbe permesso di tenere botta almeno all’inflazione. Prima di pensare al merito, vanno riallineate le buste paga. E non con gli 85 euro lordi accordati, ma 210 euro mensili netti. Capitolo supplenti: l’anno prenderà il via con un posto da docente su otto affidato a incaricati annuali. Inoltre, un posto su tre delle 52mila assunzioni che si sarebbero dovute effettuare quest’anno andranno persi, sia per il mancato spostamento nelle GaE di chi sta in seconda fascia d’istituto, sia per la severità delle commissioni del concorso. Non dimentichiamo il personale Ata, per il quale si sono accordate solo la metà dei posti del turn over, con decine di migliaia di posti mascherati, come per i docenti, sull’organico di fatto anziché in quello di diritto, e le segreterie ingolfate dal lavoro-extra prodotto dal decreto vaccini. Sugli scatti, va trovato il modo per reintrodurre il primo scaglione, cancellato con il consenso degli altri sindacati: come pure va ricordata la posizione dei tribunali, favorevoli all’assegnazione anche al personale precario. Per i dirigenti scolastici è terminato il tempo degli annunci: occorre assegnare un Fun adeguato, introdurre la Ria pure a favore degli assunti dopo 2001, raddoppiare lo stipendio tabellare. Ci sono 2mila dirigenze scoperte, per colpa del Miur che continua ad annunciare il concorso ma poi non lo bandisce.

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Scuola – Sostegno: sarà un altro anno difficile. Preoccupa la Sicilia

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

siciliaAlunni disabili in aumento, graduatorie sguarnite e organici al risparmioNell’Isola, in un solo anno è cresciuto di oltre 1.200 unità il numero di allievi che necessitano di supporto didattico ed è salito sensibilmente il numero di disabili gravi, per cui serviranno quasi 6mila docenti specializzati in più rispetto all’organico di diritto: da settembre avremo 16.378 posti di sostegno (di cui oltre 4mila sia a Palermo che e Catania), ma di questi ben 4.872 saranno cattedre in deroga. La replica del sindacato: sono state tutte disattese le nostre richieste e ora si paga il conto naturale per i mancati interventi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Un posto su tre di sostegno continua a essere collocato in deroga, perché in questo modo lo Stato risparmia sui mesi estivi e mantiene il personale in stato di precarietà. Stando così le cose, diventa ancora più incomprensibile l’impossibilità per i docenti specializzati di potersi collocare nelle province dove risulta un maggior numero di posti vacanti e disponibili. Il mancato aggiornamento completo delle GaE, infatti, diventa ancora più incomprensibile laddove va a incidere sul supporto agli alunni con problemi psico-fisici. Riteniamo, stando così le cose, particolarmente importante il nostro patrocinio gratuito a famiglie, docenti e cittadini che intendono chiudere, attraverso il giudice, il numero di ore coincidente con quelle indicate dalle commissioni di esperti e invece troppo spesso negate dall’amministrazione.

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Incendi: Conapo, vigili fuoco insufficienti sistema da rivedere

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

vigili del fuoco“I compiti di lotta agli incendi boschivi sono sotto la responsabilità delle regioni. I vigili del fuoco vi concorrono solo dal 2017 avendo ereditato i compiti del soppresso Corpo Forestale dello Stato senza però un correlato sufficiente numero di uomini e questo mette, tenuto conto dei 3 mila pompieri che già mancavano dall’organico, mette in crisi anche il sistema di spegnimento a terra, non solo aereo. Molte regioni inoltre non hanno valorizzato questa attività dei vigili del fuoco e non hanno ancora stipulato le convenzioni che stanziano i fondi di potenziamento del servizio o lo hanno fatto in modo insufficiente. Ne discende che in alcune regioni la coperta è corta e quando i vigili del fuoco sono impegnati negli incendi boschivi si rischia di non poter garantire le attività di soccorso pubblico urgente. Un quadro variegato a fronte di un rischio incendi diffuso su tutto il territorio e alimentato dal gran caldo, che necessita di soluzioni politiche e linee di indirizzo univoche”. Lo dichiara Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo dei Vigili del Fuoco, commentando le indicazioni odierne in materia di incendi boschivi fornite alle regioni da parte del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

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Scuola Organici docenti, scoperto il bluff del Governo: saranno convertiti soltanto alcuni spezzoni orario. Continuerà la supplentite. Anief ricorre alla Cedu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl sindacato denuncia, ancora una volta, le politiche ragionieristiche del Governo sul precariato perché la Circolare ministeriale n. 21315/17 nel richiamare la legge di stabilità 2017 si limita a istituire in organico di diritto solo 9.500 posti sui 30.262 spezzoni delle superiori che già da dieci anni avrebbero dovuto formare una cattedra oraria. Ne consegue che a settembre rimarranno scoperti due posti su tre per quei docenti chiamati ancora una volta a supplire dopo le nuove immissioni in ruolo ad anno scolastico iniziato, nonostante gli aumenti di 40 mln di euro stanziati dalla manovra correttiva, 1,3 mld a regime. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per questo dopo aver presentato un reclamo al Consiglio d’Europa, una denuncia alla Commissione delle Petizioni del Parlamento UE, abbiamo predisposto un ricorso alla Cedu. Bisogna ricordare, inoltre, che chi è assunto in ruolo, nonostante anni di precarietà, secondo la giurisprudenza della Cassazione, non può essere risarcito, né il precario dopo tanti anni stabilizzato. Né ancora lo stesso risarcimento, ridotto al massimo a 12 mensilità in caso di supplenze dopo 36 mesi al 31 agosto o al 30 giugno nella stessa scuola, appare idoneo a dissuadere il Miur dal reiterare gli stessi contratti o dal convertire tutti i posti da organico di fatto a organico di diritto come negato dalla stessa legge ‘La Buona Scuola’.Dopo tanti proclami, infine, lo stesso Miur dimentica pure il d.lgs. 59/17 appena approvato che supera la sperimentazione delle classi cosiddette Primavera: le classi ulteriori d’infanzia, infatti, si faranno solo in presenza di adeguata copertura. E che dire dei soli due posti di potenziamento previsti per la classe di concorso A023 italiano per stranieri nei CPIA, a fronte degli oltre 800mila studenti alloglotti, con i vincitori dell’ultimo concorso che rimarranno un altro anno al palo?

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Gheddafi: 5 miliardi per contrastare l’immigrazione

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

“Ci sembra buona la richiesta di Gheddafi, 5 miliardi di euro dell’Unione Europea alla Libia per contrastare l’immigrazione clandestina. Talmente buona che la facciamo nostra e diciamo al Governo italiano, che siamo disposti, con la metà dei soldi, a contrastare noi l’immigrazione clandestina e tutti quei reati che da essa derivano. Chieda il Governo italiano 2 miliardi e mezzo di euro all’Unione Europea, per rafforzare gli organici e i mezzi delle Forze dell’Ordine italiane e non avremo bisogno di nessun saltimbanco accompagnato da amazzoni per tutelare il nostro Paese”. Sarcastico, provocatorio, ma anche preoccupato il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, all’indomani della richiesta del rais libico.  “Quella di Gheddafi è un’ennesima pericolosissima provocazione davanti alla quale, con il rispetto che è dovuto alle Istituzioni, ci sembra assordante il silenzio del Quirinale e del Vaticano. Che la politica italiana, soprattutto quella di maggioranza, non sappia far fronte a certe situazioni è evidente. La politica infatti ha difficoltà a diminuire l’entità dei propri teatrini, figuriamoci se riesce e tenere a bada quelli degli altri – continua Franco Maccari – però ben più autorevoli voci dovrebbero alzarsi in difesa della dignità di un Paese che da ospitante si è tramutato in servo sciocco di chi pericolosamente ed in maniera subliminale cerca di sovvertire l’ordine costituito servendosi della religione”. “Parlino Quirinale e Vaticano, mettano a tacere l’uomo Gheddafi e le idee di morte che egli porta avanti – conclude il Segretario Generale del Coisp – non può esservi amicizia, come vorrebbe farci credere il capo del Governo millantando i trattati tra Italia e Libia, con chi non rispetta le usanze e le abitudini della casa di chi lo ospita”.

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Tutela del patrimonio archeologico e del paesaggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2010

La Confederazione Italiana Archeologi manifesta profonda preoccupazione per il contenuto del comma 12 dell’articolo 6 della Legge Finanziaria 2010, che taglia i fondi per le missioni dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Nell’ambito della gestione della tutela del patrimonio archeologico, il personale tecnico delle soprintendenze non potrà più utilizzare mezzi privati per effettuare sopralluoghi nei cantieri e ispezioni sul territorio, per i quali dovrà usufruire esclusivamente mezzi pubblici.  “Il provvedimento contenuto nella Finanziaria – dichiara il Presidente Giorgia Leoni – è l’ennesimo attentato alle soprintendenze e al sistema di gestione della tutela del territorio. Le soprintendenze, che già operano con personale ridotto ai minimi termini a causa dei tagli agli organici e della esiguità di turn over, gestiscono territori molto vasti e complessi dal punto di vista geografico. I siti archeologici non sono sempre lungo strade statali o provinciali servite dai mezzi pubblici e i cantieri da sorvegliare sono spesso in aree non ancora urbanizzate, in campagna, in montagna…non raggiungibili con autobus, tram o treni.”  “Il taglio porterebbe delle conseguenze gravissime – continua il Presidente Giorgia Leoni – e mette a forte rischio la tutela del patrimonio archeologico e del paesaggio del nostro paese, specie in un momento in cui tornano a paventarsi proposte di condono edilizio.  In che modo si pensa che si potrà continuare a fare tutela? Forse dal finestrino di un autobus?” La Confederazione Italiana Archeologi chiede un intervento urgente al ministro Bondi affinché si adoperi e interceda sul Governo, come già fatto per ridurre i tagli agli istituti di cultura, per ottenere una deroga alla Finanziaria che permetta al Ministero e alle soprintendenze di tutelare il patrimonio archeologico e il paesaggio del nostro paese nel rispetto del compito istituzionale affidato loro dalla Costituzione.

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Sciopero lavoratori scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2010

Roma 8 aprile, Viale Trastevere 76/A – ore  10.00 raduno per lo sciopero nazionale dell’intera giornata di tutti gli ex-Lsu e Co.co.co ATA impegnati nelle attività di pulizia e segreteria nelle scuole. Presidi sotto le direzioni scolastiche regionali di Cagliari e Palermo. Lo sciopero, che arriva dopo la giornata di mobilitazione nazionale dello scorso 2 aprile, è stato indetto contro il taglio di risorse e servizi da cui deriverà la perdita di 5.000 posti di lavoro; contro i continui ricatti  ai lavoratori e contro le esternalizzazioni; per lo stanziamento di risorse adeguate, per la  reinternalizzazione e per la vera stabilizzazione di tutti gli ex-Lsu attraverso l’assunzione diretta negli organici ATA. Alla manifestazione parteciperà anche la RdB Scuola, in solidarietà con i lavoratori ATA ed in concomitanza con l’incontro fra MIUR e CGIL,CISL,UIL,SNALS e Gilda, nel corso del quale verranno definiti gli organici sulla base dei tagli fissati nella finanziaria del 2008: in tre anni, 133 mila posti e 8 miliardi di euro. La RdB Scuola chiede che vengano ritirati tutti i tagli; stabilizzati tutti i precari e reinternalizzati tutti i servizi, aprendo un dibattito serio e vero nelle sedi competenti (scuole e territori) sullo stato della scuola e del suo futuro. Il 17 aprile sarà in piazza assieme ai comitati dei genitori e dal 15 aprile al 15 maggio darà vita ad assemblee nelle scuole in cui verrà deciso l’eventuale blocco degli straordinari e delle attività aggiuntive fino al blocco degli scrutini.

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Giustizia e i tagli agli organici

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

La mobilitazione permanente dei lavoratori giudiziari comincia a dare i primi risultati. L’ultimo scellerato taglio del 10% sugli organici, imposto dalla conversione del decreto “mille proroghe” (legge 26.02.2010 n° 25), non verrà applicato al personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari. “E’ un importantissimo risultato – commenta Pina Todisco, della Direzione nazionale RdB P.I. – frutto dello sciopero del 5 febbraio scorso, che ha visto i lavoratori della Giustizia in prima linea in tutta Italia per denunciare lo stato di disagio e le condizioni insostenibili nelle quali sono costretti ad operare. Finalmente queste condizioni sono state rese note ad un vasto pubblico dall’approfondita inchiesta realizzata dalla trasmissione di Riccardo Iacona Presadiretta – sottolinea Todisco – che ha messo in luce le vere necessità di un settore che non ha certo bisogno di annunci propagandistici ma di investimenti sui lavoratori e sul servizio” . Prosegue la dirigente RdB P.I.: “Invece l’ipotesi di Contratto Integrativo, firmato ieri dalla minoranza delle organizzazioni sindacali, va in senso esattamente opposto, mortificando ancora una volta le professionalità dei lavoratori giudiziari. Per questo è necessario mantenere alta la mobilitazione, che dal 15 marzo prossimo riprenderà in tutti gli uffici giudiziari attraverso la rigorosa e pedissequa applicazione delle mansioni stabilite dalle norme processuali, dalle leggi e dai contratti di lavoro, fino all’astensione dallo spoglio delle elezioni regionali di fine mese, a dimostrazione chiara ed inequivocabile che i lavoratori non sono più disposti a subire passivamente le scelte sconsiderate di chi continuamente calpesta i loro diritti”, conclude Todisco.

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