Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘precariato’

Scuola Precariato: stabilizzare e rispettare i supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2022

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, è intervenuto al Tg3 per parlare di scuola. Il leader del giovane sindacato ha affermato che “non è la prima e non è l’ultima sentenza, la Cassazione ci dà ormai da anni ragione. Il ministero da vent’anni continua a dare dei posti in Organico di fatto che in realtà sono su posti Vacanti e disponibili e devono essere dati ruolo; li dà per risparmiare in Organico di fatto quindi li dà in supplenza, ma come la Corte di Giustizia Europea ci ha detto questi posti in realtà devono essere dati in ruolo e quindi i precari devono essere risarciti. Hanno diritto al pagamento delle ferie, hanno diritto al pagamento delle mensilità estive, hanno diritto anche agli scatti di anzianità e sono ormai tantissimi le sentenze che arrivano in Cassazione e danno ragione ai precari”.

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Scuola: Il precariato è tutta colpa dello Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2022

“Sull’abuso dei contratti a termine nella scuola c’è un’evidente colpa da parte dello Stato italiano. La prova sta nei numeri resi pubblici in queste ore dall’amministrazione scolastica sulle dotazioni organiche per i posti comuni, nazionali e regionali, del personale docente italiano: a fronte di poco più di 680 mila posti complessivi in organico di diritto, si continuano comunque a sottoscrivere tre le 200mila e le 300mila supplenze annuali, in larghissima prevalenza in deroga su sostegno e su organico di fatto. Sono numeri assurdi, uno smacco alla stessa Unione europea che dice da oltre 20 anni di eliminare la supplentite attraverso le immissioni in ruolo automatiche dei precari storici”: lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, annunciando la denuncia al Comitato europeo dei diritti sociali, assistita dai legali del sindacato, da parte di tutti i precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio e continuano ad essere assunti e licenziati ogni estate. Il ricorso è gratuito e al momento si stanno raccogliendo le preadesioni.L’amministrazione scolastica ha annunciato, in vista del prossimo anno, che ammontano a 681.346 i posti in organico di diritto, in riferimento all’articolo 1, comma 64, della legge 13 luglio 2015, n. 107. I posti da insegnante di tutti gli ordini e gradi scolastici pubblici sono così suddivisi: 620.256 posti comuni, 50.202 di potenziamento, 2.247 di attività motoria (per le classi quinte della primaria, 8.741 per combattere la dispersione. A questi, vanno aggiunti i quasi 300 mila supplenti che ogni anno vengono convocati per sottoscrivere una supplenza annuale, in gran parte fino al 30 giugno dell’anno successivo, o fine al termine delle lezioni.“È la prova dell’abuso dei contratti a termine – commenta ancora Marcello Pacifico – e della colpa evidente che ha lo Stato nel non volere scardinare questo sistema a danno dei docenti precari e indirettamente degli alunni che vedono cambiare ogni anno un terzo del loro corpo insegnante. Se abbiamo neanche 700 mila i posti in organico di diritto su circa un milione di cattedre, è evidente che qualcosa non va. Noi, come Anief, lo diciamo da tempo. E stavolta lo diremo a chiare lettere anche al Comitato europeo dei diritti sociali, che su questi temi ha sempre dimostrato sensibilità, in difesa dei lavoratori e del servizio pubblico che svolgono”

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Il precariato di Stato impedisce la gestione del PNRR

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

Tra le centinaia di condizionalità che la Commissione Europea ha imposto all’Italia per ottenere i fondi poi confluiti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ce n’è una particolarmente odiosa: le nuove assunzioni nel pubblico impiego devono essere prevalentemente a tempo determinato. Per l’ennesima volta Bruxelles è riuscita a rendere impossibile la vita dei cittadini europei e, nella fattispecie, di quelli italiani. Ma ancora una volta hanno sbagliato i calcoli.Ne è prova il fatto che tanti tra i 500 Funzionari esperti assegnati al MEF e ad altre Amministrazioni centrali per la gestione del Piano e rendicontazione degli investimenti europei non accettano il posto per la temporaneità dei contratti offerti. Contratti che ovviamente impediscono di pianificare la propria vita a medio e lungo termine. E come se non bastasse questa falla la durata del contratto è stata lasciata alla discrezionalità delle singole Amministrazioni. Cosicché alcune hanno scelto di siglare contratti a 5 anni, altre a un singolo anno, creando notevoli diseguaglianze tra lavoratori con identico inquadramento giuridico. Abituati alla vita lussuosa (pagata dal contribuente) i membri della Commissione Europea non sanno che per uno statale gli affitti a Roma sono inaccessibili. Pertanto molti rinunciatari hanno adottato diverse strategie di sopravvivenza: optato per contratti più brevi, ma nelle vicinanze della regione di residenza; vincere concorsi a tempo indeterminato in altre Amministrazioni Central; attendere le graduatorie in corso di pubblicazione per posti a tempo indeterminato.Persino il Ministro dell’Economia, Daniele Franco, durante un’audizione al Senato del 23 febbraio scorso è dovuto intervenire sul problema dichiarando:” Per il futuro occorrerà trovare dei correttivi finalizzati a rendere più attrattive queste posizioni (esempio aumentando la quota delle unità che potranno essere stabilizzate o prevedendo maggiori riconoscimenti economici per unità di personale preposte alle strutture PNRR).” Accogliamo positivamente le dichiarazioni del Ministro, ma facciamo notare che: 1) il problema principale è l’assenza di meccanismi chiari per la stabilizzazione dei lavoratori; 2) soluzioni definitive devono essere trovate in tempi brevi, addirittura brevissimi, visto che numerosi colleghi hanno già lasciato le Unità di Missione, ed altri le lasceranno nel corso di quest’anno; 3 sperare nello scorrimento delle graduatorie non risolve il problema perché non è in grado di coprire i 500 posti originariamente previsti. Da questa vicenda – che peraltro investe anche altri ministeri – il governo e la politica tutta dovrebbe apprendere una lezione: il precariato è una iattura in generale e quello di Stato una iattura ancora peggiore perché rischia di non farci rispettare gli accordi con l’Europa, di minare la nostra credibilità internazionale e di gravare sulle finanze del Paese. A Bruxelles qualcuno dovrebbe tornare sui banchi di scuola. Sandro Colombi, Segretario generale Uil Pubblica Amministrazione.

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Scuola Precariato e parere del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2022

Nella decisione assunta nel giugno scorso e pubblicata nel sito ufficiale dell’alto organo europeo, si chiede all’Italia di continuare ad assorbire il precariato esistente, di prevedere una specifica norma tesa ad assumere anche attraverso procedure straordinarie i supplenti assunti con contratti a termine ripetuti, a informare lo stesso Comitato delle azioni poste in essere. Il Governo, in risposta al Comitato UE, ha assunto il tema del reclutamento come obiettivo prioritario da affrontare nel 2022 e il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, si è impegnato a confrontarsi con otto sindacati sull’argomento.Esulta Marcello Pacifico, presidente ANIEF, sindacato oggi rappresentativo che ha presentato la denuncia e che lotta dalla sua fondazione contro l’abuso dei contratti a termine: “Invito ora il Governo – dice il sindacalista autonomo – ad aprire alla proposta di ripristinare il doppio canale di reclutamento per assumere da una parte i candidati più giovani alla docenza attraverso concorsi ordinari regolari e dall’altra i precari con anni di servizio alle spalle, attraverso le graduatorie delle attuali supplenze (GPS) di prima e seconda fascia, permettendo ai docenti non abilitati di specializzarsi attraverso un corso post-universitario. Il sindacato sa bene che la proposta darebbe una risposta immediata alle 70mila assunzioni “disertate” l’anno scorso, a fronte delle oltre 100mila immissioni in ruolo previste dal Mef, quando l’assunzione straordinaria dalla prima fascia delle GPS introdotta con il decreto Sostegno bis non risolse il problema del precariato: si realizzarono, infatti, appena 12mila assunzioni a tempo indeterminato, proprio a causa della esclusione del servizio prestato nelle scuole paritarie e dei precari con titoli inseriti in seconda fascia. Ad oggi, sono quasi un milione e mezzo i precari inseriti in più graduatorie di prima e seconda fascia delle GPS, e di questi candidati circa 400mila hanno i requisiti per essere assunti. E sono ancora più di 150mila i supplenti della scuola italiana chiamati a far funzionare il corrente anno scolastico, nonostante le ultime 80mila assunzioni realizzate.Nello specifico, sempre sul precariato scolastico, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa raccomanda all’Italia di “ridurre il numero dei successivi contratti a tempo determinato nel settore dell’istruzione pubblica; valutare misure per lanciare concorsi di assunzione aperti a lavoratori non iscritti nelle liste Gae, ma hanno accumulato significative esperienze lavorative e competenze che ne derivano dal loro impiego con successivi contratti a tempo determinato”.

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Scuola: La richiesta unitaria dei sindacati: agire su precariato, mobilità, organici, spazi e numero alunni

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

Non sono solo gli insegnanti a dovere essere stabilizzati. Il sindacato ha a cuore le sorti di tutte le figure professionali. “Bisogna pensare anche a reclutare il personale Ata ed educativo, come pure gli insegnanti di religione cattolica, attraverso un canale riservato”. C’è da superare il vulnus della mobilità negata a tantissimi lavoratori della scuola: un limite che diventa inaccettabile in tempo di pandemia da Covid, come quello che stiamo vivendo da un anno e mezzo: “Il problema delle assegnazioni provvisorie rimane in vista – ha ricordato il presidente dell’Anief – perché il vincolo è passato” con la versione approvata del decreto legge Sostegni-bis “da cinque a tre anni. Secondo noi questo ha dell’incredibile, perché tutto questo accade dopo due anni di Covid e isolamento, con i posti vacanti nella scuola pure incrementati”.Secondo il sindacalista autonomo vanno affrontate e risolte anche altre problematiche, che a settembre altrimenti si riproporranno con tutte le loro conseguenze negative sul piano della didattica e dell’offerta formativa. “Rimane purtroppo aperta la questione degli organici – ha detto ancora Pacifico – perché è inutile negarlo: le scuole non sono sicure, anche a settembre non lo saranno. Servono certamente più spazi e meno alunni in questi spazi: è un doppio passaggio che servirà anche per migliorare gli apprendimenti degli alunni”. Il leader del giovane sindacato rappresentativo ha quindi rivolto lo sguardo ai prossimi giorni, quando le proposte emendative, anche quelle dell’Anief, verranno esaminate dalla V commissione della Camera: “Noi sindacati abbiamo presentato delle proposte condivise, anche nella stessa piazza: ora sta alla politica rispondere in modo unitario, per il bene del Paese”.

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Scuola:sindacati uniti in piazza per cambiare reclutamento e vincere il precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 8 giugno 2021

Domani la scuola scende in piazza con manifestazioni unitarie a Roma e in tutta Italia: lo farà per chiedere di cambiare il decreto Sostegni-bis contro il quale si schierano compattamente i sindacati chiedendo di approvare degli emendamenti risolutivi per superare il problema della supplentite introducendo una volta per tutte il doppio canale di reclutamento. A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: in un’intervista ad Orizzonte Scuola, il sindacalista ha detto che “con il Patto per la Scuola si era deciso di far partire dei tavoli su alcuni temi. Qualche giorno dopo è stato pubblicato un decreto legge” il Sostegni-bis, “che non ha tenuto conto del contenuto principale del patto: iniziare dei tavoli di confronto sui temi”. Il primo atto è stato “un momento politico per andare a chiarire se quel Patto era ancora in vigore e quindi se si aprivano dei tavoli ed emendare il decreto”. Da parte del ministro Patrizio Bianchi c’è disponibilità: a questo punto l’obiettivo è centrare quel “progetto fondamentale a cui ci richiama il presidente Mattarella: quello di andare a costruire anche grazie ai fondi del Pnrr la società del domani, che passa appunto dalla scuola. In piazza o annunceremo che c’è un’apertura da parte del Governo su alcune proposte o continueremo ad oltranza con le forme di protesta”.

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Scuola: Precariato, servono modifiche al decreto Sostegni-bis

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

Sono diverse lo modifiche che il sindacato Anief chiede di apportare al decreto Sostegni-bis: reintrodurre la call veloce per assumere i docenti e anche gli idonei del concorso per DSGA; attuare il doppio canale di reclutamento come una procedura a regime e non transitoria, da associare solo alla pandemia in atto; stabilizzare docenti con 36 mesi di servizio svolto, come chiede l’Unione europea, a prescindere dagli esiti dalla eventuale partecipazione ai concorsi; assumere in modo definitivo tutti coloro che sono stati assunti con clausola rescissoria e dopo avere superato positivamente l’anno di prova; tranne eventuali deroghe, la prova disciplinare per l’accesso al percorso annuale di formazione deve essere di una durata massima di trenta minuti; dare la possibilità di ripetere la prova disciplinare dell’anno di prova senza prevedere l’immediata “decadenza della procedura”; attuare il doppio canale di reclutamento attraverso l’aggiornamento annuale delle graduatorie ad esaurimento, dove potere dare accesso a tutto il personale docente ed educativo in possesso dell’abilitazione, come già avvenuto nel 2008 e nel 2012.

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Scuola: Emergenza precariato, in 250 mila il prossimo anno scolastico

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 Maggio 2021

Marcello Pacifico (Anief) chiede al ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, l’apertura del tavolo urgente previsto dal Patto per la scuola. Bisogna assumere in ruolo gli insegnanti dalle graduatorie provinciali per le supplenze per titoli e servizi, dopo aver esaurito le graduatorie dei concorsi e le GaE. Serve una specifica indennità di incarico per i precari con 24 mesi di servizio, la parità di trattamento retributiva e giuridica nel prossimo CCNL, l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto.Sono queste le richieste che il giovane sindacato, di recente divenuto rappresentativo, dopo aver visto accolta dal Comitato europeo dei diritti sociali l’ennesima denuncia sullo sfruttamento del precariato scolastico da parte dello Stato italiano, rivolge al ministro dell’Istruzione. Patrizio Bianchi si è impegnato con le confederazioni a semplificare l’attuale concorso ordinario ma anche a pensare una fase transitoria per risolvere il problema della supplentite e avere tutti in cattedra già questo 1° settembre. L’accordo di massima è stato raggiunto venerdì scorso con i sindacati. Adesso serve però il via libera di Palazzo Chigi. L’obiettivo è quello di varare un provvedimento che eviti il record delle 250mila supplenze annuali a settembre, anche procedendo a un reclutamento straordinario. Sul lungo periodo il ministro sta operando perché si arrivi a un sistema a regime con concorsi annuali, prevedendo nello stesso Pnrr “una revisione finalizzata a poter coprire, con regolarità e stabilità, le cattedre disponibili con insegnanti di ruolo”. Mentre sull’immediato l’esigenza è assumere tra i 60-80mila precari con modalità semplificate e assai diverse dalle attuali.

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Lavoro: precariato diffuso

Posted by fidest press agency su martedì, 11 Maggio 2021

“I dati sulla disoccupazione giovanile e femminile pubblicati oggi non devono indurre a domandarci solo se siano stati stanziati fondi adeguati per incrementare l’offerta di lavoro nel PNRR, ma a porre contestualmente il tema della qualità dell’occupazione attuale e futura.Soprattutto per giovani e donne c’è in campo da anni solo la prospettiva del lavoro precario, in cooperativa, con Amazon, nei call center, cin un trattamento discriminatorio, minori diritti sociali e uno sfruttamento spesso selvaggio da far rabbrividire il più spietato capitalismo industriale del seco scorso. Per dare un futuro ai giovani, consentire loro di costruire una famiglia, contrastare il crollo demografico incoraggiando a dare figli, servono nuove e più qualificate opportunità, insieme a un nuovo stato sociale. Serve misurare la graduale digitalizzazione del sistema garantendo il saldo occupazionale zero, cioè modernizzare sì, ma non sulle spalle dei lavoratori.Così come occorre ridurre le tasse per favorire la nascita di nuove imprese giovanili e femminili”. E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi intervenendo alla trasmissione ‘Omnibus’ su La7.

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Scuola: Precariato e mobilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

I numeri record del precariato sono all’esame del Governo: secondo quanto scrive oggi Il Sole 24 Ore, l’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere almeno 90 mila precari per un piano di stabilizzazioni. Nel frattempo, il ministero dell’Istruzione avrebbe già definito l’organico dei prof per il prossimo anno scolastico: 620 mila cattedre comuni, 106 mila di sostegno e 14 mila cattedre “di fatto”. Evidentemente, è ormai chiaro a chi governa la scuola, come ha sempre detto il sindacato, che non basta il concorso straordinario svolto con l’accordo tra i sindacati firmatari di contratto e l’ex ministro Fioramonti che sacrificò pure il trasferimento dei docenti immobilizzati. Sono due le possibilità che si starebbero esaminando. La prima passerebbe dallo sblocco della mobilità e dall’addio al vincolo dei 5 anni – con 100-130mila insegnanti che ne approfitterebbero per riavvicinarsi a casa – e dall’avvio di un corso-concorso “semplificato” (ma non riservato) e incentrato sui titoli di servizio, per inserire precari storici, magari con un primo anno formativo e l’immissione in ruolo nel 2022/2023. La seconda possibilità verterebbe invece sul rinvio di un anno della mobilità e sulla conferma di tutti i precari sui posti attualmente occupati. Confermato il corso-concorso. Un aspetto da considerare, segnala sempre Il Sole 24 Ore, riguarda possibili ricorsi: da qui l’idea di stabilizzare in ordine di graduatoria (non quindi quelli oggi in cattedra, spesso non abilitati). La soluzione tecnica prospettata passa, naturalmente, anche da quella politica, con M5S e Iv contrari a nuove sanatorie, Pd e Lega invece favorevoli alla stabilizzazione dei precari storici. Trovare un compromesso, ancora una volta, non sarà semplice, commenta la rivista specializzata Orizzonte Scuola. Anief ritiene che in questa situazione di incertezza diventa ancora più importante reintrodurre il doppio canale di reclutamento, procedendo con le assunzioni per titoli e servizi dopo 36 mesi che ci chiede l’Unione europea, con i concorsi riservati e la riapertura delle GaE.

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Comuni: Fp Cgil, ok Anci su assunzioni e concorsi ma basta precariato

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

“Bene l’Anci su assunzioni e semplificazioni dei concorsi ma basta col precariato”. Ad affermarlo è la Fp Cgil, che precisa: “Condividiamo l’analisi dell’Anci in merito a molti dei mali che affliggono le assunzioni degli enti locali e che li hanno portati al non inviabile primato di aver perso un quarto degli addetti in meno di 12 anni. Fa bene l’associazione presieduta da Decaro a ricordare che il 2020 è stato un anno drammatico per le assunzioni e che senza una drastica semplificazione delle procedure e delle norme che vincolano la spesa del personale il settore non è assolutamente in grado di riprendersi e arrivare puntuale all’appuntamento con le risorse del Recovery Plan”.Per la Funzione Pubblica Cgil, “sbaglia però l’Anci a credere che una risposta possa arrivare da ulteriori assunzioni precarie, il cui costo, peraltro, non è inferiore a quello del personale a tempo indeterminato. Servono assunzioni stabili che vadano ben oltre le 60 mila in cinque anni auspicate dalI’Anci. Seguendo questo trend al 2027 si potrebbe a stento coprire il massiccio deflusso verso il pensionamento che si prevede nei prossimi anni. Non solo occorre svincolare la spesa investendo in assunzioni a tempo indeterminato, ma occorre concentrare le assunzioni in settori strategici rispetto al mandato europeo: nei settori tecnici, in primo luogo, ma anche nei servizi educativi, in quelli per la cultura e nei servizi sociali”.Gli strumenti e le risorse, osserva il sindacato, “possono e debbono essere trovati. Lo dimostrano i trasferimenti strutturali previsti dall’ultima legge di bilancio che, per la prima volta, aprono una prospettiva di sostegno permanente all’occupazione negli enti in settori come i servizi sociali e quelli educativi. Si tratta di risorse ancora insufficienti e di norma che non riescono a raggiungere tutti gli enti, soprattutto quelli che più necessitano di supporto, ma che stanno lì a dimostrare che con un adeguato sostegno da parte dello Stato gli enti possono invertire la tendenza all’invecchiamento e alla riduzione del proprio personale. Anci e Ministero della Pa, anche in vista dell’incontro del prossimo 8 marzo, come anticipato dal ministro Brunetta, ascoltino finalmente le proposte che da tempo stiamo facendo sul piano straordinario per l’occupazione e la semplificazione delle assunzioni nel pubblico impiego”, conclude la Fp Cgil.

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Scuola: Emergenza precariato scolastico

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2021

Sono numeri importanti quelli dell’emergenza precariato scolastico, ancora più gravi rispetto a quelli che sono stati resi noti fino a poche settimane fa: a fornire i dati aggiornati sugli attuali docenti in organico nelle scuole, specificando l’alto numero di supplenti, è stato il nuovo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi durante l’incontro con le organizzazioni sindacali. Attualmente sono 695.262 mila i docenti titolari a cui si aggiungono 213 mila a tempo determinato; di questi, 104 mila sono insegnanti di sostegno; oltre 25 mila i ‘docenti Covid’.“Se non si interviene in modo efficace – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – a settembre ci ritroveremo ancora peggio, perché andranno in pensioni altri 35 mila docenti e non è detto che con le modalità di reclutamento tradizionali vengano rimpiazzati con altrettanti colleghi precari. Molte delle graduatorie per le assunzioni risultano ormai svuotate, come pure le GaE, e i concorsi ordinari risultano in alto mare, anche per via del Covid19. E pure il riservato della secondaria, che dovrà attendere le suppletive, non è detto che porti in cattedra i vincitori entro pochi mesi. Bisogna assolutamente cambiare le regole del concorso straordinario, trasformando la selezioni per esami in una procedura per titoli e servizi. Se poi si reintrodurrà pure il doppio canale, riaprendo finalmente le graduatorie a esaurimento allora avremo davvero pratico quella svolta di cui abbiamo bisogno”.
Sui precari potrebbero esserci importanti novità in arrivo. L’obiettivo del neo-ministro dell’Istruzione, riporta oggi la stampa specializzata, è fare il possibile per avere i docenti titolari in cattedra dal 1° settembre 2021 senza più andare incontro allo spiacevole e deleterio “balletto” dei supplenti da protrarre per mesi e mesi.Anief prende atto dalla volontà del neo ministro Patrizio Bianchi di soffermarsi sul precariato, che viene evidentemente e giustamente considerato uno dei mali più pericolosi della scuola pubblica italiana. Se calcoliamo che i supplenti Covid sono in realtà almeno il doppio rispetto a quelli indicati, seppure evidentemente con una quantità di ore di insegnamento settimanale inferiore a quello che va a costituire le cattedre, già ora ci ritroviamo con una quantità di maestri e insegnanti precari senza precedenti.

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Scuola: contro l’abuso del precariato assunzioni anche da graduatorie per titoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

Dal 22 ottobre al 16 novembre avrà luogo il concorso straordinario, riservato ai docenti con almeno 36 mesi di servizio. 64mila le domande giunte, 32mila i posti banditi, con gli insegnanti vincitori di concorso che resteranno quest’anno nel loro posto di supplenza, “per vedersi assegnare invece la cattedra il prossimo primo settembre, pur con decorrenza contrattuale retroattiva al primo settembre 2020. Seguiranno poi gli altri due concorsi, ordinari, per altri 46mila candidati”.È stato anche affrontato il problema dei docenti che non potranno prendere parte a questo concorso: “Intanto il problema riguarda – ha affermato Pacifico – non solo quei candidati che sono positivi ma anche quelli che sono obbligati a stare in isolamento fiduciario; basti pensare che ogni giorno chiudono degli istituti e ci sono docenti che, anche se non positivi, sono obbligati a stare a casa per 15 giorni, che dunque non potranno presentarsi alle prove. Tanto che, come Anief, abbiamo chiesto almeno delle sessioni suppletive. Lo abbiamo richiesto anche per il Tfa Sostegno e per i test di medicina: bisogna cambiare le regole e, visto che c’è questa emergenza, si facciano più sessioni”. Rispetto alla necessità di reperire personale, e da qui quella di svolgere il concorso, il sindacalista autonomo ha affermato che i concorsi non risolvono i problema del precariato: “perché come Stato italiano continuiamo a pensare che un precario, senza che abbia superato prove, possa essere utilizzato anche per 10-15 anni, mentre per essere stabilizzato deve per forza vincere il concorso? Non è quello che prevedeva la nostra normativa, perché per 20 anni in Italia i docenti sono stati assunti anche da graduatorie per titolo. Da quando, purtroppo, dal 2012 si è deciso di non assumere più per titoli, i precari continuano a crescere di anno in anno. La soluzione è dare seguito a ciò che dicono l’Europa, la Corte di Giustizia Europea, la nostra Cassazione e la Corte Costituzionale: accedere ai ruoli sia da concorsi che da graduatorie per titoli, questa sarebbe la soluzione contro l’abuso del precariato. Bisogna dunque riaprire le graduatorie a esaurimento o utilizzare questa nuove Gps non solo per le supplenza ma anche per le immissioni in ruolo”.

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Scuola. Precariato: basta concorsi, subito la stabilizzazione dei supplenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Rispetto al reiterato abuso dei contratti a termine e alla continua violazione della normativa comunitaria, non saranno le nuove procedure selettive ancorché riservate e per altro atte ad assumere soltanto 32 mila insegnanti a sconfiggere la supplentite a mettere in regola lo stato italiano. Per Marcello Pacifico (Anief) la soluzione rimane quella prospettata nei reclami collettivi pendenti presso il Consiglio e la procedura di infrazione pendente presso la Commissione Europea, ovvero la stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio o l’inserimento nelle GaE cioè nel doppio canale di reclutamento. Dall’approvazione della Legge 107/15 fino alla legge 159/19 negli ultimi 5 anni il Parlamento ha cercato di rispondere al problema della supplentite bandendo concorsi straordinari e riservati che hanno visto, di contro, l’aumento dei contratti a tempo determinato con la cifra record di più di 200 mila all’avvio di questo anno scolastico.È arrivato il momento di ascoltare Anief che aveva già chiesto e ottenuto la riapertura delle GaE nel 2008 e 2012, se non si vuole proprio stabilizzare il personale come già avviene nelle Sanità o negli enti locali. Proprio per colpa della mancata riapertura delle GaE, il sindacato aveva chiesto di estendere il doppio canale di reclutamento al doppio canale d’istituto prima però che fosse riformato con nuove tabelle di valutazione che hanno peggiorato la situazione, sconvolgendo le posizioni e ledendo il principio di affidamento di molti insegnanti; prova ne sono la confusione e i ritardi nelle gestione delle nomine di questi giorni.Il problema non è bandire sempre più concorsi ma evitare di chiamare per tanti anni, su posti vacanti e disponibile, personale precario.“Non basta aspettare l’esito delle prove del 22 ottobre per avere 30mila insegnanti, che rappresentano un sesto del fabbisogno reale, ma servirebbe che il Governo approvasse già ora, durante la conversione del decreto 104/2020, la stabilizzazione di chi ha avuto per più di 24 mesi un contratto su un posto non avente titolare”, conclude Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato autonomo.

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Scuola: Il decreto “agostano” non risolve il problema del precariato

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2020

Il rilancio dell’economia stanzia 1,3 miliardi per la ripresa della scuola in presenza dal prossimo 14 settembre. “Anief apprezza lo stanziamento, perché è molto importante per quel che devono fare i dirigenti scolastici, che avranno più banchi e attrezzature per la sicurezza, ma anche personale docente e Ata in più autorizzato”, dice Marcello Pacifico interpellato da Italia Stampa. Secondo il leader dell’Anief si tratta “di un primo segnale che va nella giusta direzione”, ma diventerà molto utile solo “a condizione che a settembre si andrà a risolvere una volta per tutte il problema del precariato. “Purtroppo, nonostante i grandi numeri”, con il record delle 250 mila supplenze annuali all’orizzonte, ha continuato il sindacalista autonomo, “le 100 mila immissioni in ruolo” non serviranno a molto: “uno su due non sarà assunto nei ruoli per colpa di un sistema che non prevede neanche lo scorrimento delle nuove graduatorie provinciali, le Gps, che saranno solo utilizzate per individuare i supplenti”.

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Scuola: Concorsi e precariato docenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

I numeri ci dicono che i numeri da distribuire per i vincitori sono per 12.863 posti, oltre che per quello della scuola secondaria di primo e secondo grado con 32.000 posti. Orizzonte Scuola ricorda che non è ancora stata stabilita la data di svolgimento delle prove: il Ministro ha parlato in maniera generica di settembre – ottobre, ma il primo concorso ad essere espletato sarà quello straordinario per il ruolo. Entro il prossimo è invece prevista la scadenza per la partecipazione al concorso straordinario della secondaria, per 32 mila posti, riservato ai supplenti con almeno tre anni di servizio, la cui prova scritta si svolgerà “nella prima settimana di ottobre o giù di lì”, ha detto giusto la ministra dell’Istruzione. Azzolina ha quindi ricordato che oggi scade la domanda per il concorso ordinario “se oggi soffriamo di ‘supplentite’ è perché è mancata la programmazione”. Più volte il Ministro ha parlato dell’intenzione di avviare i quattro concorsi banditi partendo proprio da quello straordinario per il ruolo, quindi l’autunno è sicuramente una data accreditata.
Per il concorso ordinario, la prima operazione degli Uffici Scolastici sarà quello di stabilire, in base al numero delle domande pervenute, per ogni classe di concorso e regione, se sarà necessaria o meno la preselettiva. La preselettiva si svolgerà infatti qualora a livello regionale e per ciascuna distinta procedura, il numero dei candidati sarà superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso e, comunque, non inferiore a 250. La domanda è, in realtà, una autocertificazione. “I candidati – si legge nel bando – sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda. In caso di carenza degli stessi, l’USR responsabile della procedura dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale”. Pertanto, la domanda è accettata con riserva fino a quando l’USR della regione scelta dal candidato non effettuerà i controlli.
Anief non ha nulla da dire sulla volontà di avviare i concorsi pubblici per accedere nei ruoli, modalità che rimane, legge alla mano, la via maestra per essere assunti a tempo indeterminato in tutte le amministrazioni dello Stato. Il problema è che non devono essere la via esclusiva, Perché i fatti dimostrano – come accade negli altri comparti pubblici, ma anche nel resto d’Europa, dove si applica la direttiva UE 70 del 1999 contro l’abuso del precariato – quanto sia stata fallimentare questa scelta: puntare tutto sui concorsi – da sempre lenti, macchinosi e discriminanti – ci ha portato a collezionare il record di supplenze annuali, forse più di 250 mila, che a settembre metteranno in crisi i dirigenti scolastici e a repentaglio la continuità didattica.

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Molestie sessuali e precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

Uno studio appena pubblicato sulla rivista PLOS ONE, condotto da un team di studiosi internazionali, tra cui Antonio Chirumbolo e Claudio Barbaranelli del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, ha stimato le associazioni tra lavoro precario e attenzioni sessuali indesiderate e molestie sessuali analizzando un campione di 63.966 lavoratori dipendenti, rappresentativo della popolazione attiva europea di 33 paesi. L’indagine ha tenuto conto di alcune importanti variabili socio-demografiche: età, istruzione, tipo di famiglia, durata del lavoro, orario di lavoro settimanale, posizione professionale, settore di lavoro, dimensioni dell’azienda, rapporto di genere sul posto di lavoro.I risultati hanno evidenziato che le persone con un impiego precario potrebbero essere più frequentemente soggetti a sperimentare sul posto di lavoro comportamenti sessuali indesiderati e molestie sessuali rispetto ai loro colleghi impiegati in contesti non precari.Questi rischi risultano particolarmente alti, sia per gli uomini che per le donne, soprattutto quando il precariato è associato a imprevedibilità degli orari di lavoro e al fatto che il lavoratore debba svolgere più lavori contemporaneamente.
Attraverso alcune domande del questionario sono state rilevate le esperienze di attenzioni sessuali indesiderate sul posto di lavoro durante l’ultimo mese e le molestie sessuali subite negli ultimi 12 mesi.Lo 0,8% degli uomini ha dichiarato di aver subito attenzioni sessuali indesiderate nell’ultimo mese contro il 2,6% delle donne. Le donne, quindi, riportano di essere state oggetto di attenzioni sessuali indesiderate con una frequenza tre volte maggiore rispetto a quella degli uomini. L’avere subito molestie sessuali, nell’ultimo anno, è stato segnalato dallo 0,4% degli uomini contro l’1,3% delle donne. Anche in questo caso, le donne riportano di essere state oggetto di molestie sessuali con una frequenza tre volte maggiore degli uomini. Sia per gli uomini che per le donne, tuttavia, il precariato lavorativo è risultato essere significativamente associato a una maggiore prevalenza di attenzioni sessuali indesiderate e di molestie sessuali. In particolare, gli uomini con un impiego precario hanno evidenziato il 39% in più di probabilità di ricevere attenzioni sessuali e il 58% in più di probabilità di subire molestie sessuali rispetto a coloro che invece hanno un lavoro stabile. Tra le donne, invece, le lavoratrici precarie evidenziano il 28% in più di probabilità di ricevere attenzioni sessuali indesiderate e il 17% in più di probabilità di subire molestie sessuali, rispetto alle loro colleghe che invece hanno un lavoro stabile e sicuro.

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Scuola – Anief: “Senza soluzioni per precariato il nuovo anno inizierà nel caos”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Il blocco dei concorsi, insieme a quello delle graduatorie d’istituto da cui sono chiamati 200 mila supplenti e la mancata conferma dei precari in servizio, metterà in ginocchio l’avvio delle lezioni a settembre. Sulla didattica a distanza Anief chiede chiarezza o è inutile, oppure deve essere premiato il lavoro svolto da tutta la comunità educante. Sulla conferma dei vincoli imposti ai trasferimenti non c’è niente di più sbagliato. Bisogna agevolare e non penalizzare il diritto al ricongiungimento familiare, in un momento in cui siamo tutti sottoposti a distanziamento sociale”. È questo il commento del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, alle bozze del testo governativo diffuse nelle ultime ore e per le quali il sindacato ha attivato due specifiche petizioni per reclutare nuovo personale dalle graduatorie di istituto e Ata 24 mesi e per confermare gli incarichi.

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Precariato nella sanità pubblica

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Approvato alla Camera, come raccomandazione, l’ordine del giorno presentato nel corso della discussione in aula del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante: “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica” a firma dell’On. Stefania Mammì. Odg, approvato come raccomandazione, che ha lo scopo di inquadrare la questione delle graduatorie per i concorsi nella sanità pubblica e aprire un tavolo di convergenza per trovare una soluzione che tuteli i diritti degli idonei ai concorsi, ma che dia anche una risposta ai tanti precari. L’Onorevole Stefania Mammì, solo alcune settimane fa, era intervenuta riguardo la petizione lanciata da migliaia di idonei delle graduatorie concorsuali per gli impieghi a tempo indeterminato nelle pubbliche amministrazioni di tutta Italia, su change.org che faceva riferimento ai due emendamenti all’art.55 della Legge di Bilancio proposti dal Ministro Speranza, che chiedeva una modifica nel decreto Milleproroghe. “Sono felice per questo primo obiettivo raggiunto e per la risposta che possiamo dare alle migliaia di persone che in queste settimane hanno chiesto il mio sostegno, hanno invaso la mia posta di messaggi e richieste di aiuto ed oggi sono orgogliosa di dare a loro una risposta. Ho impegnato il Governo a prevedere, al fine di contrastare la precarietà nella sanità pubblica, che le amministrazioni possano procedere all’assunzione a tempo indeterminato di personale non dirigenziale dando la precedenza all’esaurimento delle graduatorie e che venga aperto un tavolo con le rappresentanze sindacali degli idonei per trovare una soluzione che favorisca la priorità di scorrimento delle graduatorie e le assunzioni a tempo indeterminato degli idonei ai concorsi. La modifica richiesta ha il dichiarato obiettivo di fronteggiare la grave carenza di personale e superare il precariato, nonché garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, obiettivi che potrebbero essere parimenti garantiti dallo scorrimento delle graduatorie di idonei, sulla cui certezza non esiste al momento alcuna garanzia”. La Mammì è stata eletta deputata del Movimento 5 Stelle. È membro dal 2018 della XII Commissione affari sociali.

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Scuola: I concorsi non risolveranno il problema del precariato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Le procedure derivanti dal Decreto Scuola convertito nella Legge 159/2019, prevedono che “solo una parte del personale della scuola” verrà stabilizzata: “non gli insegnanti di religione cattolica per quanto riguarda il concorso straordinario, né i precari di infanzia e primaria, né quelli che hanno lavorato nelle scuole paritarie e nei corsi professionali e regionali”: lo ha detto, ad ‘Orizzonte scuola’, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il sindacato che “fin dall’inizio ha denunciato, durante le audizioni parlamentari, come il limite delle 24 mila assunzioni da fare è una goccia nel deserto rispetto ai 200 mila contratti che si hanno”Inoltre, le assunzioni che deriveranno da questi concorsi, ancora nemmeno avviati, si attueranno solo tra un anno e mezzo: solamente la procedura riservata potrebbe, ad essere ottimisti, concludersi per portare subito in cattedra a tempo indeterminato i vincitori. Solo che, ricorda Pacifico, “anche andando ad assumere i 24 mila precari” della sessione straordinaria le cose non cambieranno di molto: se si contano anche i prossimi pensionamenti, i posti vacanti sono quasi dieci volte tanto.L’organizzazione sindacale autonoma non si è fermata alle proteste. Ha anche indicato le cose da fare. “Innanzitutto – spiega Pacifico – il ministero dell’istruzione dovrebbe fare una ricognizione sugli organici e imporre al ministero dell’economia la copertura integrale con assunzioni a tempo indeterminato di tutti i posti che non hanno titolare. Si dovrebbe poi revisionare l’ultima legge approvata, estendendo la procedura riservata a una più ampia platea di precari e aumentando i posti banditi. Se ogni anno si chiamano 200 mila persone dalle graduatorie di istituto, si deve fare poi in modo che questi precari possano anche essere assunti dalle graduatorie di istituto”. Anief è stata la prima sigla sindacale a chiedere la trasformazione delle graduatorie di istituto in provinciali: il Miur ha dato seguito al consiglio, “è stato fatto ma soltanto ai fini dell’attribuzione delle supplenze annuali al termine delle attività didattiche. Ora serve un passaggio successivo – sottolinea il leader del giovane sindacato -: bisogna utilizzare queste nuove graduatorie provinciali di istituto anche per le immissioni in ruolo dove le GaE sono esaurite, almeno in via del tutto eccezionale per il prossimo anno scolastico, come si è voluto bandire un concorso straordinario”. Per farlo serve però “un provvedimento legislativo”, attraverso il quale “estendere il doppio canale di reclutamento con la call veloce anche dalle graduatorie di istituto, che saranno formate entro l’estate”. Un altro cavallo di battaglia dell’Anief è l’approdo nelle GaE di tutti i docenti abilitanti. “Sarebbe opportuno – dice a questo proposito Pacifico – riaprire le graduatorie ad esaurimento. Anief non smetterà mai di chiederlo: riteniamo che rimanga la strada maestra” per coprire i tanti posti liberi. “Quando gli insegnanti vengono assunti in ruolo e superano l’anno di prova – argomenta il presidente – , non importa se con diploma magistrale o con PAS o TFA, è inutile che poi si licenziano”. Perché ci sono più di 7 mila maestri che rientrano in questa casistica. “Abbiamo il problema dei precari e si va a licenziare chi ha avuto una valutazione positiva dagli organi collegiali? Non è vincere il concorso che fa il ruolo, ma superare l’anno di ruolo. Una volta che si viene confermati, non si può essere licenziati, come invece sta accadendo con i diplomati magistrali”.
Pacifico parla anche delle modalità discutibili decise dal Miur per gestire il concorso in arrivo della secondaria e di nuovo reclutamento: “In molti oggi insegnano senza specializzazione sul sostegno, senza abilitazione. Allora è inutile mettere dei paletti per far fare dei corsi abilitanti. Bisognerebbe eliminare ogni paletto in entrata dei percorsi abilitanti e selezionare in uscita chi merita. Consentire a chi ha almeno 24 mesi di servizio sia di fare il corso sul sostegno sia di fare il PAS. Anche perché – conclude – conviene per fargli fare l’insegnante quando serve non si mettono questi paletti: questa è una irragionevolezza sotto gli occhi di tutti, non si può ignorare”.

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