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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘precariato’

Scuola: “Ata, per combattere il precariato bisogna assumere chi ha maturato il servizio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Purtroppo nella PA il personale Ata continua ad essere considerato poco, subendo: l’accantonamento di 12 mila posti, da destinare agli ex LSU e senza la stabilizzazione dei precari dello Stato, la notizia della mancata immissione in ruolo dei collaboratori scolastici, l’inutile attesa per l’attivazione dei posti previste per legge come AS e C, coordinatori dei collaboratori scolastici, degli assistenti tecnici e amministrativi. Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, è intervenuto durante la trasmissione di Italia Stampa per parlare di precariato del personale Ata e di come sia possibile sconfiggere tale problema che riguarda moltissimi lavoratori della scuola.

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Scuola – Precariato: a un anno dall’insediamento del Governo, il problema rimane

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Inutile la nuova procedura abilitante per 55 mila precari se poi non si riaprono le graduatorie a esaurimento a tutto il personale abilitato e per quelle esaurite non si assume dalle graduatorie d’istituto. Continueremo ad aumentare le supplenze affidate dai dirigenti scolastici, dalle domande di messa a disposizione dei docenti, e gli stessi posti dati ai precari se non si adegua l’organico di fatto a quello di diritto sui posti vacanti e disponibili. Marcello Pacifico (Anief): In questo modo, non si uscirà mai dal contenzioso seriale e si negherà sempre la continuità didattica.

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Scuola: Accordo sul precariato, una farsa all’italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

A poche ore dalla sottoscrizione dell’intesa raggiunta dall’amministrazione con gli altri sindacati, che ha avviato i Pas abilitanti per chi ha almeno tre annualità d’insegnamento e il concorso riservato per chi ha fatto supplenze negli istituti statali, emergono i tanti lati negativi: la lunga tempistica di attuazione, la mancanza di soluzioni per limitare il record nazionale di supplenze della prossima estate e forse di quella successiva; l’ostinazione del Miur a far cassa sulla pelle dei supplenti; l’inevitabile incremento del contenzioso, dovuto all’approvazione di norme tutt’altro che risolutive e discriminanti.Marcello Pacifico (Anief): “Invece di riaprire le GaE e affidarsi al doppio canale di reclutamento, attingendo per le stabilizzazioni in ultima istanza anche alla seconda fascia delle graduatorie d’istituto, individuando così tutti i docenti abilitati per abbattere quello scomodo record dei 200 mila supplenti della scuola che il ministro Marco Bussetti si appresta a conseguire, si è preferito puntare su una macchina lenta e selettiva. Come se la scuola si trovasse nelle condizioni oggettive per permettersi di attendere la conclusione di procedure concorsuali lunghe e per tradizione italica costellate da stop and go. Senza dimenticare, infine, che l’impianto normativo sottoscritto l’11 giugno dovrà passare sotto la lente del Parlamento”.È durata pochissime ore l’euforia per l’accordo raggiunto tra Miur e sindacati maggiori sul tema del reclutamento e del precariato nella scuola, con l’avvio dei Pas abiitanti e dell’ennesimo concorso riservato, le cui linee generali erano state fissate nell’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi: “i primi vincitori dei due concorsi non saliranno in cattedra prima di settembre 2020, mentre dopo l’estate ci sarà un nuovo record di supplenti”, sintetizza con estrema lucidità Il Corriera della Sera. Il primo quotidiano nazionale, inoltre, pubblica un’ipotesi tutt’altro che peregrina, ovvero “che l’accordo siglato ieri con grande soddisfazione dai sindacati in realtà non faccia ancor più comodo al Governo che invece di coprire i posti che si svuoteranno con dei docenti assunti a tempo indeterminato, in questo modo ancora per qualche anno potrà evitare di pagare le ferie estive a decine di migliaia di supplenti”.

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Scuola: Precariato, tante parole prima delle elezioni e ora nuovi rinvii

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Prima la proposta unitaria dei sindacati, poi la contro-proposta del ministro Marco Bussetti dopo l’accordo di Palazzo Chigi, a cui stanno seguendo altri incontri che però non risolveranno niente, se non l’introduzione del nuovo PAS e di un’ennesima procedura riservata tutt’altro che risolutiva. Bisogna invece riaprire annualmente le GaE ed estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie provinciali d’istituto. Marcello Pacifico (Anief): Troppe chiacchiere sui supplenti della scuola, destinati ad aumentare. C’è bisogno di concretezza. Il Governo traduca le nostre proposte.

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Scuola: Precariato, sui Pas abilitanti accolte le richieste Anief sull’accesso degli ITP

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Nuovo pasticcio sull’accesso in subordine dei docenti delle paritarie e di ruolo in caso di posti disponibili. Nessuna nuova soluzione per idonei del vecchio concorso e abilitati fuori dalle GRME. Incertezza sul numero degli stabilizzati nella fase transitoria per via dell’alto numero dei presenti nel vecchio canale di reclutamento. L’unica novità è che la nuova graduatoria potrebbe essere ad esaurimento, come richiesto dal giovane sindacato. Inoltre, i corsi si svolgeranno in un triennio per incapacità degli Atenei di gestire l’alto numero di partecipanti. Giovedì 6 giugno il testo definitivo. Marcello Pacifico (Anief): Presenteremo ulteriori proposte di modifica in Parlamento. Si stanno delineando le regole per accedere ai corsi Pas abilitanti della scuola pubblica. In occasione dell’incontro del 3 giugno con i sindacati maggiori, hanno preso il sapore di una fiction le soluzioni prospettate dal Governo per i precari della scuola, con il presidente della VII Commissione del Senato che annuncia la stabilizzazione di migliaia di precari e il ministro Marco Bussetti, del suo stesso partito della Lega, che condivide con i sindacati il suo piano rispetto alle proposte ricevute, senza risolvere il problema del precariato. Scompaiono le uniche 24.250 immissioni in ruolo certe volute dai sindacati per dare spazio a una fase transitoria che si attiverà soltanto a GaE, Grme, Gm esaurite, cioè forse mai. Anief a tal proposito aveva chiesto di estendere il doppio canale di reclutamento, aperto alle graduatorie d’istituto provinciali, una volta esaurite le GaE, e a una graduatoria nazionale fuori ruolo. Ma si sa, se in Italia non si annunciano assunzioni di massa e nuovi concorsi non si dorme tranquilli, tranne svegliarsi l’indomani con il problema di prima. Con questa iniziativa, quindi, compare una nuova forma di discriminazione verso i docenti delle paritarie o di ruolo che potranno prendere un’abitazione soltanto se ci saranno dei posti che già sono scomparsi. Una delle poche consolazioni la conseguono gli ITP in un primo momento esclusi dai sindacati rappresentativi e ora riammessi dal Miur, il quale si è anche ricordato di una recente legge approvata dal Parlamento e richiamata dell’Anief. “Ma era così complicato riaprire le ex graduatorie permanenti piuttosto che pensare alle ennesime graduatorie che non si esauriranno mai?”. A domandarlo pubblicamente il presidente Anief Marcello Pacifico.

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Scuola – Precariato: il Miur vuole una pre-selezione su PAS e assunzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Pur in presenza di quasi 200 mila supplenze annuali ed un numero altissimo di cattedre da trasformare in organico di diritto, l’amministrazione continua a proporre, nel corso dei tavoli tecnici, soluzioni inaccettabili, proponendo scelte assurde tra i supplenti con oltre 36 mesi. Marcello Pacifico (Anief): Sul come si può discutere, certamente, ma i diritti non possono essere trattati, perché vanno attuati e basta. Lo sciopero e la manifestazione a Roma di domani serviranno anche a ribadire questo concetto.Sui PAS abilitanti spunta l’ombra della selezione in entrata: se ne è parlato oggi nel corso del tavolo tecnico svolto al Miur con i sindacati rappresentativi, al quale l’Anief continua a non essere convocata sebbene le elezioni Rsu siano state svolte ben 13 mesi fa e la ministra per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, dopo diversi solleciti anche di Anief e Cisal, abbia firmato l’atto di indirizzo per la definizione delle aree e dei comparti, nonché la certificazione della rappresentatività per il rinnovo dei contratti nel Pubblico impiego.Già oggi, annuncia La Repubblica, i sindacati “vogliono portare i 55 mila tutti dentro”, mentre l’amministrazione, tramite “Bussetti – Chiné preferirebbero operare una preselezione all’ingresso del percorso per assumere meno e meglio. È possibile che per chiudere la trattativa da una parte i confederali accettino un setaccio all’inizio del nuovo percorso-tirocinio e dall’altra il Miur allarghi la quota riservata ai “36 mesi” nel prossimo concorso d’autunno (oggi la riserva è al 10 per cento)”.Il nodo cruciale – sintetizza oggi la rivista specializzata Orizzonte Scuola – è se consentire a tutti i 55.000 potenziali interessati di conseguire l’abilitazione, e come questa possa portare all’assunzione a tempo indeterminato. Per il Miur la selezione dovrebbe essere in ingresso.Anief annuncia totale dissenso verso un’eventuale selezione in entrata per l’accesso ai PAS abilitanti. E si dissocia in modo netto da qualsiasi soluzione che preveda una riduzione della portata della Direttiva europea 70/1999/CE, in base alla quale tutti i precari con oltre tre anni di servizio svolto, anche non continuativo, vanno immessi in ruolo. Nessuno escluso.

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Scuola: Accordo sul precariato inutile se non si riaprono le GaE

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Nel corso della trasmissione radiofonica di stamani Radio 1 “Tutti in classe”, è intervenuto il presidente del giovane sindacato Marcello Pacifico, che si è espresso su stipendi e Graduatorie a esaurimento. Tra gli ospiti anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano. Marcello Pacifico (Anief): Intanto ci piacerebbe partecipare ai tavoli, visto che siamo stati dichiarati rappresentativi dall’Aran, in seguito alle elezioni Rsu svoltisi un anno fa. Noi continuiamo a portare avanti le nostre proteste.Il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, ai microfoni di Radio 1, si è espresso sulla riapertura delle Graduatorie a esaurimento affermando la necessità che ciò avvenga. “Siccome lo Stato italiano chiama ogni anno più di 100mila supplenti per insegnare ai nostri ragazzi, bisogna adeguare l’organico di fatto a quello di diritto. È necessario far in modo che ogni volta che si chiama un supplente, e per più di un anno, il posto che ricopre sia dato in ruolo. Il Miur purtroppo continua a ignorare questa necessità, anche per questioni economiche, poiché, come è noto, un insegnate precario costa meno di uno di ruolo”. “Certamente i concorsi non bastano: verranno chiamati sempre dei supplenti, lo stesso. Ecco il paradosso tutto italiano: migliaia di cattedre andate deserte, come è accaduto l’estate scorsa, e migliaia di supplenti che rimangono precari”, ha concluso il presidente Pacifico.

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Scuola: Precariato, aggiornamento GaE: da domani la presentazione delle domande

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

Tornano ad aggiornarsi le Graduatorie ad esaurimento dei docenti della scuola pubblica: lo dice il Decreto Ministeriale n. 374 del 24 aprile 2019, attraverso il quale si apre anche la “finestra” per il rinnovo delle posizioni dei docenti inseriti nella prima fascia delle graduatorie di circolo e di istituto del personale docente ed educativo con validità per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022. Le domande saranno presentate, tramite il sistema telematico “Istanze Online”, a partire da domani sino al prossimo 16 maggio. Successivamente per la costituzione delle graduatorie di istituto di prima fascia sarà possibile effettuare la scelta delle sedi tramite POLIS nel periodo compreso tra il 15 luglio ed il 29 luglio 2019. Marcello Pacifico (Anief): Dal Governo solo promesse, invece bisognava far inserire tutti gli abilitati all’insegnamento. Con il decreto di aggiornamento delle GaE, spiega il Ministero dell’Istruzione, si prevede che il personale docente ed educativo, inserito a pieno titolo o con riserva, nelle fasce I, II, III e aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento costituite in ogni provincia, potrà chiedere la permanenza e/o l’aggiornamento del punteggio con cui è inserito in graduatoria; il reinserimento in graduatoria, con il recupero del punteggio maturato all’atto della cancellazione per non aver presentato domanda di permanenza e/o aggiornamento nei bienni/trienni precedenti; la conferma dell’iscrizione con riserva o lo scioglimento della stessa; il trasferimento da una provincia ad un’altra nella quale verrà collocato, per ciascuna delle graduatorie di inclusione, anche con riserva, nella corrispondente fascia di appartenenza con il punteggio spettante, eventualmente aggiornato a seguito di contestuale richiesta. Le operazioni annuali di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento – conclude il Miur – osserveranno gli stessi termini. Solo che continuano a rimanervi esclusi tutti gli abilitati degli ultimi 10 anni e quanti non hanno mai avuto la possibilità di inserirsi anche in precedenza pur essendo abilitati, come i Diplomati Magistrale, per esempio. Eppure, questa sarebbe stata la strada più agevole per stabilizzare decine di migliaia di insegnanti non di ruolo già selezionati e formati: la procedura più efficace e di facile realizzazione per stabilizzare quei precari che lo stesso Governo dice ora di volere assumere a tempo indeterminato attraverso la generica intesa raggiunta con i sindacati rappresentativi alla presenza del premier Giuseppe Conte. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “serviva inserire subito nelle graduatorie ad esaurimento tutto il personale abilitato a prescindere dalla tipologia di abilitazione posseduta. Le GaE sono da sempre il canale di reclutamento più efficace perché permette di aggiornare la propria posizione in base al servizio svolto, quindi al merito e alla professionalità acquisita, e di cambiare la provincia, favorendo una migliore risposta alla congenita carenza di personale abilitato che in alcune zone del nostro territorio e per alcune specifiche classi di concorso aumenta considerevolmente di anno in anno. Invece, anche con la vaga intesa siglata tra governo e sindacati ieri, sono state disattese le richieste dell’Anief: la riapertura delle Gae per tutto il personale abilitato (100 mila docenti dimenticati), per i diplomati magistrale (50 mila esclusi dalle Gae), per i precari con 36 mesi dietro frequenza di un corso abilitante speciale. Avevamo chiesto la riapertura del vecchio doppio canale di reclutamento e non il ripristino delle tre graduatorie di merito volute dalla Buona scuola dove alcuni elenchi già per il primo concorso riservato si esauriranno fra 40 anni senza possibilità di aggiornare la propria posizione, quindi chi lavorerà nella scuola da precario anche per i prossimi 10 anni non vedrà premiato il proprio merito attraverso il giusto punteggio attribuito per giungere prima all’immissione in ruolo, per noi è assurdo. A questo punto non ci rimane che la via dell’impugnazione in tribunale, entro domani pubblicheremo i nostri ricorsi e sarà l’Europa a decidere”.
Per questi motivi, Anief continua a portare avanti il reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, attraverso il quale si è chiesto ai giudici una lettura euro-orientata della norma nazionale o ancora alla Corte di Giustizia Europea una pronuncia sull’interpretazione anomala dello Stato italiano, lontanissima dal diritto dell’Unione Europea, a partire dall’adozione della clausola 5 della Direttiva 70/99 UE. Per l’Italia la questione è importante: perché lo Stato rischia di ricevere una procedura d’infrazione con esiti davvero sconvenienti.

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Scuola: Precariato, anche il Cnpi ritiene il solo aggiornamento delle GaE inutile per coprire gli organici

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, organismo super partes deputato ad esprimersi su questioni tecnico-politiche della scuola, suggerisce al Miur un piano straordinario per la copertura di tutti i posti vacanti, con la possibilità di trasferire gli idonei in graduatorie di merito di altre regioni e auspica una soluzione per i precari con 36 mesi. Marcello Pacifico, presidente Anief, risponde ricordando come l’unica soluzione sia la riapertura del doppio canale di reclutamento, attraverso la stessa riapertura annuale delle ex graduatorie permanenti e rapidi corsi abilitanti per il personale in servizio di ruolo o a tempo determinato.Non sono solo i lavoratori e i sindacati a rivendicare una diversa organizzazione delle graduatorie ad esaurimento dei docenti precari, in vista dell’imminente loro aggiornamento per il triennio 2019/20, 2020/21, 2021/22: anche il Cspi, il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, in premessa al suo giudizio sulla “finestra” di rinnovo delle GaE, ha sottolineato la necessità di una fase transitoria per la stabilizzazione dei precari, attingendo i candidati al ruolo dagli abilitati delle graduatorie ad esaurimento e dalle graduatorie di merito dei concorsi pubblici banditi negli anni 2016 e 2018. Dopo avere sostenuto che l’aggiornamento delle GaE, così come è stato predisposto dal Miur, non risolverà “il problema dei vuoti di organico che si verificheranno con l’inizio del nuovo anno scolastico per effetto di concomitanti interventi (come i pensionamenti per quota 100)”, il Cspi ha reputato opportuno chiedere “che il numero dei posti da coprire con nomine di ruolo sia adeguato alla rilevanza delle disponibilità di organico e che, per le classi di concorso che presentano posti eccedenti le GaE, si proceda immediatamente a bandire i concorsi ordinari per infanzia, primaria e secondaria. Questo allo scopo di completare nell’anno successivo 2020-21 le coperture di organico e quindi garantire alle scuole ed agli alunni un corpo docente stabile e al personale scolastico il diritto alla stabilizzazione dopo lunghi anni di precariato”. Inoltre, dopo avere raccomandato “un’ampia diffusione della procedura di aggiornamento e un’attenta valutazione della tempistica per la presentazione della domanda prevedendo uno spostamento di qualche giorno della scadenza, tenuto conto delle diverse festività che ricadono nel periodo”, il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha quindi auspicato “che, in attesa che vengano espletati i concorsi per docenti e DSGA, si avvii una fase transitoria di stabilizzazione per il personale precario abilitato o con 36 mesi di servizio della terza fascia, compresi gli amministrativi facenti funzione, individuando le misure necessarie per coprire tutti i posti che si renderanno liberi già a settembre 2019”.
Anief chiede al Ministero dell’Istruzione di dare ascolto alle richieste del Cspi, a partire dall’avvio immediato di un piano straordinario per la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili, con la possibilità di trasferire gli idonei in graduatorie di merito di altre regioni, finalizzata anche a trovare finalmente una soluzione per la stabilizzazione dei tanti precari con 36 mesi, in linea con quanto chiede l’Unione Europea ai suoi stati membri con la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “se si vuole davvero affrontare il problema in crescita del precariato scolastico e dei posti vacanti, non vi è altra soluzione che la riapertura annuale delle ex graduatorie permanenti a tutti e del doppio canale di reclutamento, attingendo gli abilitati anche direttamente dalle graduatorie d’istituto in tutti quei casi, non residuali, in cui le GaE risultano ormai esaurite e quindi prive di candidati per determinate classi di concorso. Rimane altrettanto importante che contestualmente si avviino dei corsi abilitanti per il personale in servizio di ruolo o a tempo determinato, che, in quest’ultimo caso, non può essere solo collocato nella terza fascia d’istituto senza alcuna prospettiva di stabilizzazione”, conclude il sindacalista Anief.

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Scuola: Precariato, decreto aggiornamento GaE è questione di giorni

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Dopo cinque anni di attesa, la pubblicazione del decreto Miur di aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento per il triennio 2019/21 è questione di giorni: lo apprende il sindacato Anief da fonti attendibili. Le domande, come conferma la rivista Orizzonte Scuola, potranno essere presentate entro la fine del mese di maggio esclusivamente dai circa 36 mila docenti già inseriti, anche con riserva. Rimangono fuori, invece, tutti gli altri abilitati non precedentemente inseriti e, spesso, da anni, supplenti di Stato. La questione è all’attenzione anche dall’Europa. Marcello Pacifico (Anief): Siamo pronti a citare lo Stato italiano in giudizio per risarcimenti milionari. Per salvare i docenti abilitati negli ultimi anni da un futuro cupo, al Ministero dell’Istruzione avrebbero dovuto percorrere il seguente iter: l’apertura annuale delle GaE a tutto il personale abilitato, che rimane la procedura più efficace e di facile realizzazione, con l’attivazione del doppio canale di reclutamento anche ai precari con 36 mesi di servizio grazie a una nuova straordinaria sessione abilitante, l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, incluso su posti di sostegno.
In dieci mesi di gestione Bussetti del Miur si è fatto tutto il contrario di ciò che era utile per lottare contro la precarietà: si è abolita la formazione iniziale, si è inceppato il reclutamento con la mancata riapertura delle GaE, il licenziamento delle maestre con diploma magistrale, l’abolizione del concorso riservato ai precari storici e del limite ai contratti a termine, non si è più finanziato il fondo per coprire i risarcimenti disposti dai giudici.Mai in nessun Paese civile si è visto il licenziamento per legge di 7 mila maestre entrate nei ruoli dello Stato dopo aver superato l’anno di prova, e andare deserte 30 mila cattedre da dare in ruolo, pur in presenza di 150 mila docenti abilitati.Per queste ragioni si sono creati i presupposti perché finalmente la Commissione europea possa denunciare lo Stato italiano comminando severe sanzioni. Anief nel frattempo, continua con tenacia a portare avanti il reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, attraverso il quale si è chiesto ai giudici una lettura euro-orientata della norma nazionale che riapra le GaE. A questa strada se ne aggiunge un’ultima finale con una maxi vertenza risarcitoria al tribunale di Roma nei confronti del Governo italiano. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “appurato che non c’è alcuna intenzione di assumere a tempo indeterminato questi docenti abilitati, è bene che si inseriscano subito nelle graduatorie ad esaurimento già con la ‘finestra’ che si aprirà nei prossimi giorni. Anche perché al Miur e al Governo sanno bene che il loro operato è indispensabile per il regolare svolgimento delle lezioni. Inoltre, è bene che si decida a breve di confermare anche i tanti maestri con diploma magistrale dei contratti in scadenza al 30 giugno. Poi deve essere trovata una soluzione per i precari con 36 mesi di servizio affinché possano conseguire un’abilitazione ed essere inseriti fin dal prossimo anno nelle stesse GaE”.
Nel frattempo, impugneremo nuovamente il decreto ministeriale di apertura delle GaE con il più grande contenzioso che la scuola italiana abbia conosciuto. Bussetti sarà ricordato per aver portato centomila insegnanti a denunciare un suo decreto presso il tribunale amministrativo.

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Scuola: Precariato, 350 mila assunzioni in 10 anni non sono bastate

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Roma. Lo Stato soccombe nei tribunali per via dei tanti precari storici della scuola ancora non assunti o immessi in ruolo con colpevole ritardo: le assunzioni dell’ultimo decennio hanno solo parzialmente tamponato la situazione, coprendo a malapena il turn over e lasciando in vita la supplentite. A causa della lentezza delle procedure di stabilizzazione, rimangono da assumere oltre 100 mila docenti e Ata, in prevalenza supplenti storici. Inoltre, solo nell’ultimo biennio i giudici dei vari tribunali italiani hanno portato in giudizio lo Stato, con i giudici che hanno chiesto di risarcire i lavoratori danneggiati per una cifra complessiva che si aggira sui 20 milioni di euro. I numeri sono stati citati a Roma stamani, 24 marzo, durante l’ultimo giorno del congresso nazionale Anief, organizzato in occasione del decimo anniversario del sindacato e del ventesimo Congresso nazionale. Marcello Pacifico, presidente del sindacato rappresentativo ha detto, ai 150 delegati giunti da tutta Italia, che l’azione dell’Anief ha messo in risalto l’illegittimità del diritto interno rispetto a quello europeo sulla reiterazione dei contratti a termine per il personale della scuola: “Vincere il contenzioso e farlo passare in giudicato è stata una prima importante fase su cui Anief ha tenuto alta la concentrazione. Ora bisogna passare a una fase successiva, dando ‘a Cesare quel che è di Cesare’”.
Il tema dei risarcimenti dei precari, che nella scuola riguarda ancora ben oltre 100 mila supplenti, in buona parte storici con oltre 36 mesi di servizio, rimane caldissimo. “Faremo ricorsi fin quando saremo in vita, per contrastare storture e abusi: bisogna però mettere in esecuzione tutte queste sentenze che valgono qualcosa come venti milioni di euro di risarcimento”, ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricordando che “con il governo attuale punta sulla strada del concorso ordinario senza però risolvere il problema della supplentite, anzi reiterando il problema degli abusi. Così i cittadini lavoratori statali continueranno a citare in giudizio lo Stato. Anief è al loro fianco”.
Il sindacalista autonomo, che ha parlato ad una platea di oltre 150 delegati provenienti da tutta Italia, si è quindi soffermato su un dato inequivocabile: “Questi ricorsi hanno avuto un impatto nella legislazione italiana. E anche in quella europea? Federico II considerava ‘sorelle’ la legge e la giustizia, come se fossero padre e figlio, signore e ministro, cioè ‘servo’. Anief si è caratterizzata in questi dieci anni per il fatto d’essersi circondata di giuristi, cercando di crescere assieme a loro, cercando di far rivivere quel dialogo tra la legge e la giustizia che sembrava dimenticato. A partire dal primo grande ramo del nostro contenzioso, cioè quello che riguarda il precariato e l’abuso dei contratti a termine”. Il paradosso è che esistono da tempo le norme da attuare perché si evitasse questo enorme contenzioso. Pacifico ha rammentato che “esiste una normativa comunitaria, una direttiva di oltre vent’anni fa, la numero70 datata 1999, introdotta in Italia nel 2001 con un decreto legislativo che è stato cambiato trentacinque volte, in ultimo nel 2017 con l’ultimo decreto sulla PA voluta dall’allora ministra Marianna Madia. Certo, è una direttiva che secondo il Parlamento europeo deve essere rimodulata, ricalibrata, a seguito di diversi esposti e reclami dei cittadini dell’Unione, alcuni dei quali prodotti anche dai nostri iscritti: ma è un dato di fatto che dopo vent’anni questa direttiva non è attuata”.
“Nell’ultimo decennio – ha ricordato il leader sindacale -, su questa direttiva l’impegno di Anief è stato costante e crescente: solo nell’ultimo anno, caratterizzato dalla campagna elettorale, ha portato a mille sentenze passate in giudicato, quindi con giudizio senza ritorno, mille su cinquemila ricorsi pendenti, per circa venti milioni euro di risarcimento, a cui lo Stato deve dare seguito. Nel frattempo il legislatore, sempre grazie all’attività dell’Anief, ha cominciato a reagire. Lo ha fatto con la ‘Buona Scuola’, la Legge 107 del 2015, e i decreti legislativi annessi su formazione iniziale e reclutamento, prevedendo un reclutamento straordinario di chi era nelle GaE, poi di chi era abilitato, poi per chi aveva 36 mesi di servizio e infine un concorso ordinario. Ma introducendo anche un limite a questi contratti a termine e un risarcimento per l’abuso di questi contratti, che seppure circoscritto a 10 milioni di euro, ha creato un solco senza ritorno. È un messaggio importante, frutto del dialogo che si è venuto a determinare tra le aule parlamentari e quelle di giustizia: siamo convinti – ha concluso Pacifico – che si tratta dell’inizio di un nuovo modo di fare sindacato”.

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Scuola: Precariato, è record

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Sotto accusa il blocco del doppio canale di reclutamento e dei corsi abilitanti che lascia migliaia di insegnanti abilitati fuori dalle graduatorie ad esaurimento e altrettanti precari storici sempre come supplenti. Anief chiede un intervento urgente per evitare il boom di ricorsi risarcitori in tribunale.Più di 150 mila contratti sono dati in supplenza, molto spesso a docenti non abilitati, ma anche a neo-laureati perché nelle graduatorie ad esaurimento, da cui si assume per il 50% dei posti in ruolo e si affidano in prima istanza le supplenze dagli ex provveditorati, non è più consentito l’inserimento dal 2012 al personale abilitato nonostante siano migliaia i docenti abilitati dallo Stato, e perché prendere una supplenza dalle graduatorie d’istituto, che non sono provinciali, diventa sempre più un terno al lotto quando con le semplici dichiarazioni di messa a disposizione si può presentare domanda in ogni scuola italiana e non nel numero imposto dal Ministero.
Le scuole pubbliche italiane hanno estremo bisogno di insegnanti, per via dei tanti posti vuoti. Il Ministero dell’Istruzione però non vuole affrontare il problema, inserendo nelle graduatorie provinciali i tanti docenti già abilitati e organizzando corsi abilitanti per quelli che da più di tre anni insegnano nelle nostre scuole. I presidi sono costretti a ricorrere alle domande di messe a disposizioni pervenute ai singoli istituti come ha riportato il quotidiano La Repubblica denunciando le quasi 11 mila supplenze, alcune annuali, che nell’anno in corso sono state assegnate a “supplenti fai da te” che “non risultano iscritti in nessuna graduatoria ufficiale, né in quelle provinciali ad esaurimento né in quelle d’istituto”.
In Italia ci sono sempre più aspiranti docenti che lavorano “in molti casi fino al 30 giugno, grazie al loro spirito di intraprendenza. Anche con la sola laurea”, dopo avere presentato al dirigente scolastico una semplice “messa a disposizione”: è una condizione inusuale, che porta “la scuola italiana indietro di 70 anni”.
“Alla politica di smantellamento delle liste dei precari storici – scrive La Repubblica – sono state affiancate dal 2008, con la riforma Gelmini, almeno altre tre nuove riforme del reclutamento che però sono andate a rilento e sono state modificate a ogni cambio di governo”. I supplenti in servizio nelle scuole italiane hanno raggiunto nel 2018/19 la stratosferica cifra di 164mila unità: quasi uno ogni cinque docenti in cattedra. E l’anno prossimo andrà peggio.”
Bisogna consentire anche ai tanti precari con 36 mesi di servizio di conseguire l’abilitazione o di essere assunti direttamente dalle stesse graduatorie d’istituto da trasformare in provinciali.

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Bussetti: i mali della scuola sono colpa degli altri, anche il precariato record. Le GaE però non si riaprono

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

Pure il ministro dell’Istruzione del governo del Cambiamento non si sottrae alla scusante italica per eccellenza: i mali della scuola vanno cercati in chi ci ha preceduto. Il concetto è ribadito svariate volte nell’ultima intervista rilasciata da Marco Bussetti, al quotidiano La Repubblica, dalla quale si vuole far credere che i cambiamenti in atto, prodotti negli ultimi mesi dall’esecutivo M5S-Lega, sono stati approvati proprio per limitare i danni delle cattive gestioni. Alla domanda “State provando ad assumere nuovi precari. Le graduatorie Gae vuole esaurirle? Come Renzi?”, il ministro Bussetti replica così: “Lo dice il nome stesso: graduatorie a esaurimento, a un certo punto si tira una riga”. Secondo Anief la posizione del Miur sul precariato è completamente sbagliata. Secondo il suo presidente nazionale Marcello Pacifico “pensare di risolvere la supplentite solo con i concorsi, i cui iter di realizzazione è in media di due-tre anni, significa assegnare alla scuola pubblica italiana un ruolo ancora più dimesso dell’attuale. Nel frattempo, infatti, gli incarichi annuali lieviteranno ancora di più, superando quota 200 mila. Con il paradosso che sarebbe bastato attivare il doppio canale per evitarlo, come abbiamo fatto in modo di chiedere anche di recente nel decreto Semplificazioni”.È sempre colpa degli altri. Ecco che, allora, l’esame di maturità mutato in corso d’anno, tra le proteste di studenti e insegnanti, è stato cambiato perché “obbligati da una legge varata nel 2017 dalla ministra Fedeli”. Ecco perché è stata voluta quota 100, quella che da tempo è stata annunciata come la contro-riforma Fornero, salvo ora ammettere che non ci sarà alcun esodo dei docenti, perché per via dei disincentivi introdotti, a partire dal sostanzioso taglio dell’assegno di quiescenza, si attendono la miseria di “10 mila pensionamenti in più”. Bussetti ricorda che anche il livello record di supplenti, 153mila, ventitremila in più dell’anno scorso, “è un problema grave, che abbiamo trovato”. E allora per stabilizzare gli oltre 100 mila precari storici abilitati all’insegnamento, che si fa? Poco, molto poco. Anzi, peggio. Perché le GaE, almeno, nell’ultimo decennio erano state riaperte due volte. L’attuale titolare del dicastero dell’Istruzione, invece, non ne vuol sentire parlare.
Alla domanda “State provando ad assumere nuovi precari. Le graduatorie Gae vuole esaurirle? Come Renzi?”, il ministro Bussetti replica così: “Lo dice il nome stesso: graduatorie a esaurimento, a un certo punto si tira una riga. Non so dire i tempi”. Non ammette deroghe neppure per il sostegno ai disabili, che quest’anno ha assegnato la bellezza di quasi 60 mila supplenze annuali su posti vacanti: “Le Finanze hanno dato il via libera a tre bandi per l’assunzione di quarantamila docenti. Il primo, per 14mila posti, sarà entro giugno”, replica Bussetti.Secondo Anief, la posizione del Miur sul precariato è completamente sbagliata. Secondo il suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, “pensare di risolvere la supplentite solo con i concorsi, i cui iter di realizzazione è in media di due-tre anni, significa assegnare alla scuola pubblica italiana un ruolo ancora più dimesso dell’attuale: nel frattempo, infatti, gli incarichi annuali lieviteranno ancora di più, superando quota 200 mila. Con il paradosso che sarebbe bastato attivare il doppio canale di reclutamento per evitarlo, come abbiamo fatto in modo di chiedere anche di recente nel decreto Semplificazioni”.
“Perché facendo confluire i precari abilitati nelle GaE e assumendo direttamente da queste, con una mossa si sarebbero risolte due problematiche – fa notare il sindacalista autonomo – quella della riduzione consistente del precariato e quella della percentuale altissima di personale di ruolo nella scuola, più che doppia rispetto agli altri comparti pubblici, destinata altrimenti a salire e ad avvicinarsi al 20% dell’organico complessivo”.
Sul sostegno agli alunni disabili, che già oggi presenta un altissimo numero di docenti che cambiano allievo ogni anno, si rischia di produrre una situazione da incubo: perché il ministro ha annunciato che il primo corso di specializzazione per 14 mila posti su sostegno, su tre previsti nei prossimi 36 mesi, vedrà la luce entro giugno 2019. “In pratica, si è ammesso, in questo modo, che i nuovi specializzati arriveranno in cattedra non prima del settembre 2020: considerando che quest’anno sono state assegnate quasi 60 mila supplenze annuali di sostegno, con la beffa di averne perse oltre 11 mila sempre per via della mancata riapertura delle GaE, e che ogni anno il numero di alunni ‘certificati’ aumenta di circa 10 mila unità, significa che si sta andando incontro a un altro anno scolastico da incubo. Con il paradosso che decine di migliaia di docenti già specializzati – conclude Pacifico – vengono lasciati nelle graduatorie d’Istituto”.Tutto questo avviene, tra l’altro, continuando a disapplicare la Direttiva UE 1999/70/CE, ignorando il parere dell’avvocato generale Szpunar della Curia europea, della Commissione UE sul docente ricorrente Rossato, il quale, una volta assunto in ruolo, chiedeva giustamente il risarcimento per la reiterazione ingiustificata dei contratti a termine. E sempre in attesa degli esiti della sentenza C-331/17 Sciotto e del parere della Corte di Giustizia Europea sulla liceità della conversione automatica dei contratti da tempo determinato in indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre 36 mesi anche non continuativi su posto vacante e disponibile.Anief, pertanto, invita a pre-aderire al ricorso gratuito per il personale di ruolo interessato ad ottenere dalle due alle dodici mensilità di risarcimento in caso di pronuncia conforme della Corte di giustizia e di superamento delle sentenze della Corte suprema italiana.

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Scuola – Precariato: ancora numeri record nel 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 29 dicembre 2018

Sono quasi 100 mila i supplenti, eppure la metà delle assunzioni in ruolo è andata deserta nell’ultimo triennio per la chiusura di quel doppio canale di reclutamento che avrebbe dovuto evitare la procedura d’infrazione europea per l’abuso dei contratti. I concorsi straordinari non hanno risolto il problema. L’unica soluzione rimane quella di riaprire le GaE per sanare la posizione di migliaia di insegnanti formati dallo Stato ma costretti a cambiare cattedra ogni anno. Se l’inserimento nelle GaE dei docenti formati con le SISS e le Facoltà di Scienze della Formazione primaria o i corsi riservati presso gli ex Provveditorati o ancora idonei abilitati con il concorso del 1999 ha rappresentato, comunque, dopo anni di precariato una chance per l’immissione in ruolo, dopo il 2012, la chiusura delle stesse ha rappresentato una condanna a una continua reiterazione dei contratti a termine per i più di centomila docenti formati con il TFA, il PAS, SFP o risultati idonei ai corsi del 2012 e del 2016. Per non parlare dei diplomati magistrale che hanno scoperto soltanto nel 2014 che avrebbero dovuto essere inseriti in GaE dal 2002 e che ancora oggi lottano nei tribunali. Le ultime due maggioranze parlamentari del PD e della Lega – M5S per risolvere questo problema hanno pensato a concorsi straordinari, alla proroga dei contratti al 30 giugno, ma queste soluzioni si sono dimostrate un palliativo che ha rinviato e non risolto il problema. Alla luce poi delle sentenze della Cassazione e della Corte costituzionale dopo la sentenza del Corte di Giustizia europea, infatti, il doppio canale di reclutamento rimane l’unica misura effettiva che rende il corpus normativo sul precariato scolastico speciale e idoneo a sfuggire all’obbligo della stabilizzazione dopo l’abuso dei contratti a termine. E proprio qui sta il problema che vede più di 50 mila cattedre andate deserte rispetto a più di 150 mila insegnanti abilitati: il mancato aggiornamento delle GaE che Anief chiede a gran voce. Sta producendo effetti devastanti, con sempre più posti destinati al supplente di turno, la testarda decisione del Governo di lasciare chiuse le graduatorie ad esaurimento ai docenti abilitati precari collocati in seconda fascia d’istituto: nel caso del sostegno agli alunni disabili, addirittura, risultano esaurite, senza più alcun candidato, non solo le stesse graduatorie ad esaurimento, ma anche quasi tutte le graduatorie di merito, derivanti dagli esiti dei concorsi a cattedra. Anche per le materie d’insegnamento figurano molte classi di concorso senza più precari che si dichiarano pronti a subentrare. È esemplare il caso dell’Emilia Romagna, in cui l’Usr ha appena pubblicato un report sulle nomine in ruolo dell’anno scolastico in corso. Per superare questo stato di cose, basterebbe la riapertura delle GaE a decine di migliaia di docenti già selezionati, formati e abilitati all’insegnamento. Non è servita molto, evidentemente, l’onta delle 33 mila cattedre soltanto la scorsa estate già destinate ai ruoli, ma mai assegnate per mancanza di candidati nelle GaE e nelle graduatorie di merito. Il problema, ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, è che “al Miur sanno bene che sparsi per l’Italia ci sono diverse decine di migliaia di precari, oggi bloccati nelle graduatorie d’istituto che non aspettano altro di essere immessi in ruolo, dopo anni di supplenze”.

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Scuola: “dopo anni di precariato bisogna riconoscere e risarcire i docenti e Ata anche se entrano di ruolo”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha rilasciato un’intervista per quanto riguarda il risarcimento ai docenti e agli ATA già di ruolo per gli anni di precariato, anche alla luce delle conclusioni dell’avvocato generale della Corte europea, Szpunar, sulla causa Rossato. Riportiamo di seguito l’intera intervista che potrebbe riguardare potenzialmente 300 mila assunti nella scuola per quasi 2 miliardi di risarcimenti se tutti ricorressero al giudice del lavoro dopo la pronuncia della Corte di giustizia. Anief apre le preadesioni per avviare gratuitamente il contenzioso.

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Scuola – Precariato, i numeri della vergogna: 114.000 supplenze annuali

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Di emergenza precariato nella scuola cominciano a parlare anche gli altri sindacati: dopo la denuncia dell’Anief, pure le altre organizzazioni, in difesa dei diritti di docenti e Ata, tirano finalmente fuori i numeri della vergogna sulle supplenze annuali assegnate quest’anno: 90.000 quelle del personale docente nell’a.s.2018/19, 114.000 se si considera anche il personale ATA e il personale educativo. Si tratta di numeri altissimi, destinati a crescere perché le norme sugli anticipi pensionistici al vaglio del governo, in particolare quota 100, prima o poi entreranno in vigore e si prevede che almeno 80 mila docenti e Ata possano lasciare nel volgere di un anno. Considerando l’ostinatezza del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel negare le immissioni in ruolo ordinarie proposte dal Miur, l’ultima delle quali di appena circa 27 mila posti, è possibile che a breve il numero di cattedre da coprire con supplenti annuali si avvicini alle 300 mila unità. Per questo, occorre una disposizione straordinaria che metta le cose a posto, quale può essere solo la riapartura delle GaE.

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Precariato, il Ministro vuole anticipare le assunzioni dei docenti ma se non si interviene nel Decreto Concretezza è tutto inutile

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

Sulle immissioni in ruolo, l’obiettivo di Marco Bussetti è di anticipare le operazioni per avere tutto pronto a settembre, ed evitare alle scuole gli annosi problemi di organico. Le regole per le immissioni in ruolo non cambieranno e rimarranno quelle stabilite dalla legge 107/2015. Le graduatorie ad esaurimento continueranno ad essere utilizzate per il 50% delle assunzioni, il resto va ai concorsi: uno per la secondaria, uno per infanzia e primaria. Le disposizioni previste dal Ministro non convincono l’Anief: per assumere tutti i precari della PA occorre infatti realizzare una verifica degli organici, ad iniziare dalla Scuola, dove rimane altissima la percentuale di posti liberi ma non considerati tali, quindi inseriti nel cosiddetto organico di “fatto”, non utilizzabile per trasferimenti ed immissioni in ruolo, in pieno disprezzo della direttiva UE n. 70/1999.

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Scuola – Precariato: il “balletto” dei supplenti danneggia gli studenti svantaggiati

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Gli ultimi report nazionali ci dicono che negli istituti di periferia sono concentrati gli allievi non abbienti, ma anche gli insegnanti più giovani e con meno esperienza, i quali lasciano più in fretta l’istituto assegnato: la mancata continuità didattica è una condizione che pesa sulle già basse possibilità che un giovane proveniente da una famiglia “difficile” ha di elevarsi culturalmente ai livelli massimi. Una condizione che parte dalla modesta percentuale di investimenti realizzati per l’istruzione pubblica rispetto al Pil e che costringe il Miur e gli Uffici scolastici a risparmiare su tutto, anche su organici e immissioni in ruolo. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il vero problema è che nel nostro Paese la scuola e l’istruzione in generale continuano ad essere considerati come un costo piuttosto che come un investimento che alla lunga paga.

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Scuola: Il tema precariato in Corte di Giustizia Europea

Posted by fidest press agency su domenica, 30 settembre 2018

Sta giungendo a termine la madre di tutte le cause sul pubblico impiego, perché riguarda un equo risarcimento del danno perpetrato ai supplenti, attraverso un abuso di precariato che solo in Italia ha raggiunto dimensioni ciclopiche: la conclusione dell’avvocato generale è stata in queste ore fissata per il prossimo 6 dicembre e la sentenza finale tra marzo e aprile 2019. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, presente a Lussemburgo, ha detto che se la Corte europea darà ragione al sindacato, tantissimi docenti e Ata potrebbero ottenere non solo il riconoscimento degli scatti di anzianità, percependo in media oltre 15 mila euro di risarcimento, ma anche altri 15mila euro per essersi ritrovati precari oltre i termini consentiti. È chiaro che in caso di esito positivo, Anief riaprirà il contenzioso. Con lo Stato italiano che potenzialmente sarebbe chiamato a spendere fino a 9 miliardi di euro di risarcimenti complessivi.

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Scuola – Precariato: la Camera anticipa l’esame del Decreto Legge n. 91/18 Mille-proroghe

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Una settimana prima rispetto al calendario estivo e dello sciopero nazionale proclamato da Anief, i parlamentari si occuperanno dell’emendamento salva-supplenti della scuola introdotto nel Decreto Legge n. 91/18 Mille-proroghe, sul quale il Senato si è già espresso favorevolmente ad inizio agosto: ad occuparsene, in particolare, saranno la I e la V Commissione di Montecitorio, relatori Baldino e Buompane, un giorno dopo la remissione alla Consulta del concorso riservato dalla Buona Scuola.
Prende il via con una settimana di anticipo rispetto ai lavori programmati, il delicato esame dell’emendamento salva-precari della scuola, con cui il Parlamento potrebbe riaprire le GaE ai docenti precari abilitati e sul quale il Senato si è già espresso favorevolmente ad inizio agosto: ad occuparsene, in particolare, saranno la I e la V Commissione di Montecitorio, relatori Baldino e Buompane, un giorno dopo la remissione alla Consulta del concorso riservato dalla Legge 107/2015 attraverso l’ordinanza n. 5233/2018.Cresce, di conseguenza, l’attenzione di decine di migliaia di docenti supplenti, tutti abilitati all’insegnamento, su come si comporteranno i parlamentari. Come cresce il numero di coloro che hanno già aderito alla manifestazione nazionale dell’11 settembre, nel giorno dello sciopero Anief, per il quale continuano a giungere riscontri positivi di diverse altre organizzazioni sindacali e associazioni di categoria, tutte convinte della bontà della richiesta di conferma dell’emendamento apri-GaE (comma 3-quienquies, art. 6).“Sarebbe l’unica soluzione per evitare il caos nelle nostre scuole, con l’aggravante che tantissimi docenti perderebbero la possibilità di lavorare e altrettanti alunni costretti a cambiare una percentuale ingente di insegnanti”, ribadisce Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, che per l’occasione ha chiesto di incontrati i politici coinvolti e i rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione politica.

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