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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘precariato’

Molestie sessuali e precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

Uno studio appena pubblicato sulla rivista PLOS ONE, condotto da un team di studiosi internazionali, tra cui Antonio Chirumbolo e Claudio Barbaranelli del Dipartimento di Psicologia della Sapienza, ha stimato le associazioni tra lavoro precario e attenzioni sessuali indesiderate e molestie sessuali analizzando un campione di 63.966 lavoratori dipendenti, rappresentativo della popolazione attiva europea di 33 paesi. L’indagine ha tenuto conto di alcune importanti variabili socio-demografiche: età, istruzione, tipo di famiglia, durata del lavoro, orario di lavoro settimanale, posizione professionale, settore di lavoro, dimensioni dell’azienda, rapporto di genere sul posto di lavoro.I risultati hanno evidenziato che le persone con un impiego precario potrebbero essere più frequentemente soggetti a sperimentare sul posto di lavoro comportamenti sessuali indesiderati e molestie sessuali rispetto ai loro colleghi impiegati in contesti non precari.Questi rischi risultano particolarmente alti, sia per gli uomini che per le donne, soprattutto quando il precariato è associato a imprevedibilità degli orari di lavoro e al fatto che il lavoratore debba svolgere più lavori contemporaneamente.
Attraverso alcune domande del questionario sono state rilevate le esperienze di attenzioni sessuali indesiderate sul posto di lavoro durante l’ultimo mese e le molestie sessuali subite negli ultimi 12 mesi.Lo 0,8% degli uomini ha dichiarato di aver subito attenzioni sessuali indesiderate nell’ultimo mese contro il 2,6% delle donne. Le donne, quindi, riportano di essere state oggetto di attenzioni sessuali indesiderate con una frequenza tre volte maggiore rispetto a quella degli uomini. L’avere subito molestie sessuali, nell’ultimo anno, è stato segnalato dallo 0,4% degli uomini contro l’1,3% delle donne. Anche in questo caso, le donne riportano di essere state oggetto di molestie sessuali con una frequenza tre volte maggiore degli uomini. Sia per gli uomini che per le donne, tuttavia, il precariato lavorativo è risultato essere significativamente associato a una maggiore prevalenza di attenzioni sessuali indesiderate e di molestie sessuali. In particolare, gli uomini con un impiego precario hanno evidenziato il 39% in più di probabilità di ricevere attenzioni sessuali e il 58% in più di probabilità di subire molestie sessuali rispetto a coloro che invece hanno un lavoro stabile. Tra le donne, invece, le lavoratrici precarie evidenziano il 28% in più di probabilità di ricevere attenzioni sessuali indesiderate e il 17% in più di probabilità di subire molestie sessuali, rispetto alle loro colleghe che invece hanno un lavoro stabile e sicuro.

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Scuola – Anief: “Senza soluzioni per precariato il nuovo anno inizierà nel caos”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Il blocco dei concorsi, insieme a quello delle graduatorie d’istituto da cui sono chiamati 200 mila supplenti e la mancata conferma dei precari in servizio, metterà in ginocchio l’avvio delle lezioni a settembre. Sulla didattica a distanza Anief chiede chiarezza o è inutile, oppure deve essere premiato il lavoro svolto da tutta la comunità educante. Sulla conferma dei vincoli imposti ai trasferimenti non c’è niente di più sbagliato. Bisogna agevolare e non penalizzare il diritto al ricongiungimento familiare, in un momento in cui siamo tutti sottoposti a distanziamento sociale”. È questo il commento del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, alle bozze del testo governativo diffuse nelle ultime ore e per le quali il sindacato ha attivato due specifiche petizioni per reclutare nuovo personale dalle graduatorie di istituto e Ata 24 mesi e per confermare gli incarichi.

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Precariato nella sanità pubblica

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Approvato alla Camera, come raccomandazione, l’ordine del giorno presentato nel corso della discussione in aula del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante: “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica” a firma dell’On. Stefania Mammì. Odg, approvato come raccomandazione, che ha lo scopo di inquadrare la questione delle graduatorie per i concorsi nella sanità pubblica e aprire un tavolo di convergenza per trovare una soluzione che tuteli i diritti degli idonei ai concorsi, ma che dia anche una risposta ai tanti precari. L’Onorevole Stefania Mammì, solo alcune settimane fa, era intervenuta riguardo la petizione lanciata da migliaia di idonei delle graduatorie concorsuali per gli impieghi a tempo indeterminato nelle pubbliche amministrazioni di tutta Italia, su change.org che faceva riferimento ai due emendamenti all’art.55 della Legge di Bilancio proposti dal Ministro Speranza, che chiedeva una modifica nel decreto Milleproroghe. “Sono felice per questo primo obiettivo raggiunto e per la risposta che possiamo dare alle migliaia di persone che in queste settimane hanno chiesto il mio sostegno, hanno invaso la mia posta di messaggi e richieste di aiuto ed oggi sono orgogliosa di dare a loro una risposta. Ho impegnato il Governo a prevedere, al fine di contrastare la precarietà nella sanità pubblica, che le amministrazioni possano procedere all’assunzione a tempo indeterminato di personale non dirigenziale dando la precedenza all’esaurimento delle graduatorie e che venga aperto un tavolo con le rappresentanze sindacali degli idonei per trovare una soluzione che favorisca la priorità di scorrimento delle graduatorie e le assunzioni a tempo indeterminato degli idonei ai concorsi. La modifica richiesta ha il dichiarato obiettivo di fronteggiare la grave carenza di personale e superare il precariato, nonché garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, obiettivi che potrebbero essere parimenti garantiti dallo scorrimento delle graduatorie di idonei, sulla cui certezza non esiste al momento alcuna garanzia”. La Mammì è stata eletta deputata del Movimento 5 Stelle. È membro dal 2018 della XII Commissione affari sociali.

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Scuola: I concorsi non risolveranno il problema del precariato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Le procedure derivanti dal Decreto Scuola convertito nella Legge 159/2019, prevedono che “solo una parte del personale della scuola” verrà stabilizzata: “non gli insegnanti di religione cattolica per quanto riguarda il concorso straordinario, né i precari di infanzia e primaria, né quelli che hanno lavorato nelle scuole paritarie e nei corsi professionali e regionali”: lo ha detto, ad ‘Orizzonte scuola’, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, il sindacato che “fin dall’inizio ha denunciato, durante le audizioni parlamentari, come il limite delle 24 mila assunzioni da fare è una goccia nel deserto rispetto ai 200 mila contratti che si hanno”Inoltre, le assunzioni che deriveranno da questi concorsi, ancora nemmeno avviati, si attueranno solo tra un anno e mezzo: solamente la procedura riservata potrebbe, ad essere ottimisti, concludersi per portare subito in cattedra a tempo indeterminato i vincitori. Solo che, ricorda Pacifico, “anche andando ad assumere i 24 mila precari” della sessione straordinaria le cose non cambieranno di molto: se si contano anche i prossimi pensionamenti, i posti vacanti sono quasi dieci volte tanto.L’organizzazione sindacale autonoma non si è fermata alle proteste. Ha anche indicato le cose da fare. “Innanzitutto – spiega Pacifico – il ministero dell’istruzione dovrebbe fare una ricognizione sugli organici e imporre al ministero dell’economia la copertura integrale con assunzioni a tempo indeterminato di tutti i posti che non hanno titolare. Si dovrebbe poi revisionare l’ultima legge approvata, estendendo la procedura riservata a una più ampia platea di precari e aumentando i posti banditi. Se ogni anno si chiamano 200 mila persone dalle graduatorie di istituto, si deve fare poi in modo che questi precari possano anche essere assunti dalle graduatorie di istituto”. Anief è stata la prima sigla sindacale a chiedere la trasformazione delle graduatorie di istituto in provinciali: il Miur ha dato seguito al consiglio, “è stato fatto ma soltanto ai fini dell’attribuzione delle supplenze annuali al termine delle attività didattiche. Ora serve un passaggio successivo – sottolinea il leader del giovane sindacato -: bisogna utilizzare queste nuove graduatorie provinciali di istituto anche per le immissioni in ruolo dove le GaE sono esaurite, almeno in via del tutto eccezionale per il prossimo anno scolastico, come si è voluto bandire un concorso straordinario”. Per farlo serve però “un provvedimento legislativo”, attraverso il quale “estendere il doppio canale di reclutamento con la call veloce anche dalle graduatorie di istituto, che saranno formate entro l’estate”. Un altro cavallo di battaglia dell’Anief è l’approdo nelle GaE di tutti i docenti abilitanti. “Sarebbe opportuno – dice a questo proposito Pacifico – riaprire le graduatorie ad esaurimento. Anief non smetterà mai di chiederlo: riteniamo che rimanga la strada maestra” per coprire i tanti posti liberi. “Quando gli insegnanti vengono assunti in ruolo e superano l’anno di prova – argomenta il presidente – , non importa se con diploma magistrale o con PAS o TFA, è inutile che poi si licenziano”. Perché ci sono più di 7 mila maestri che rientrano in questa casistica. “Abbiamo il problema dei precari e si va a licenziare chi ha avuto una valutazione positiva dagli organi collegiali? Non è vincere il concorso che fa il ruolo, ma superare l’anno di ruolo. Una volta che si viene confermati, non si può essere licenziati, come invece sta accadendo con i diplomati magistrali”.
Pacifico parla anche delle modalità discutibili decise dal Miur per gestire il concorso in arrivo della secondaria e di nuovo reclutamento: “In molti oggi insegnano senza specializzazione sul sostegno, senza abilitazione. Allora è inutile mettere dei paletti per far fare dei corsi abilitanti. Bisognerebbe eliminare ogni paletto in entrata dei percorsi abilitanti e selezionare in uscita chi merita. Consentire a chi ha almeno 24 mesi di servizio sia di fare il corso sul sostegno sia di fare il PAS. Anche perché – conclude – conviene per fargli fare l’insegnante quando serve non si mettono questi paletti: questa è una irragionevolezza sotto gli occhi di tutti, non si può ignorare”.

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Scuola: Precariato: “Call veloce”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

La procedura, introdotta col Decreto Scuola convertito nella Legge 159/2019, prevede che i supplenti presenti nelle graduatorie di merito e nelle GaE possano essere immessi in ruolo, su base volontaria, anche in un’altra regione diversa dalla propria, attraverso un elenco utile esclusivamente per assegnare i tanti posti vacanti che altrimenti andrebbero a supplenza. La ministra dell’Istruzione si è subito impegnata per realizzare in breve tempo il decreto attuativo, comprendente il nuovo regolamento per velocizzare questo genere di convocazioni, il quale permetterebbe di utilizzare proficuamente gli elenchi temporanei che si verrebbero creare già in occasione delle prossime immissioni in ruolo previste nella prossima estate. Anief è d’accordo, ma ne va ampliato l’utilizzo.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Sono rimasti appena 8 mila i docenti nelle GaE, quindi bisogna allargare la procedura della ‘Call veloce’ alle graduatorie d’Istituto da cui sono chiamati molti dei supplenti annuali o al termine delle attività didattiche. In questo modo, ridurremmo considerevolmente il numero delle 170 mila supplenze annuali. Abbiamo già il personale della seconda fascia d’istituto abilitato, mentre per quello inserito nella terza fascia, destinatario del ruolo, basterebbe iscriverlo al percorso seguito dai vincitori del nuovo concorso straordinario”.
Senza interventi straordinari ed efficaci, la supplentite è destinata ad aumentare. Ma potrebbe anche subire un taglio grazie ad un numero maggiore di contratti a tempo indeterminato dal 1° settembre 2020. La “ricetta” della neoministra Azzolina – scrive Orizzonte Scuola – è scritta nella Legge 159/2019, entrata in vigore il 29 dicembre 2019: i posti in ruolo, autorizzati dal MEF per l’anno scolastico 2020/21, eventualmente non attribuiti per mancanza di aspiranti in graduatoria, potranno essere “rimessi in gioco” a favore di docenti delle GaE e dei concorsi 2016 e 2018, disponibili a trasferirsi nelle regioni in cui i posti sono disponibili. Il sindacato Anief concorda con la volontà di assegnare i ruoli entro il 31 agosto su tutti i posti vacanti e assumere i precari di prima, seconda e terza fascia, laddove le GaE sono esaurite, in attesa dell’esperimento del nuovo concorso ordinario e straordinario, in analogia a quanto già previsto nel decreto “salva-scuola”. Tuttavia, è convinto che occorra allargare la platea di aspiranti, anche perché moltissime GaE provinciali sono ormai prive di candidati. Ecco perchè Anief ritiene indispensabile estendere la ‘Call veloce’ anche alle nuove graduatorie di istituto provinciali che saranno utilizzate per la chiamata dei supplenti, in modo da evitare che il prossimo anno si tocchi il record della supplentite e dei risarcimenti a carico dello Stato. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “introdurre la call veloce anche a livello di singoli istiuti, permetterebbe di mettere in ruolo già entro agosto tutti i precari su tutti i posti liberi. Ma servirà pure una revisione della pianta organica del Miur, alla luce della trasformazione in organico di diritto di tutti quei posti che per più di due anni sono stati sempre affidati ai precari supplenze. Con questa possibilità, sarebbero 100 mila i docenti che si proietterebbero verso l’immissione in ruolo”.

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Scuola. Anief al premier Conte: “Intervenga subito per contrastare il precariato”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Anche il 2020 nella scuola inizia con un problema centrale e irrisolto, la supplentite. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Bisogna intervenire presto, consentendo il reclutamento dalle graduatorie d’istituto”Gli allarmi si chiamano supplentite e precariato. Problemi che non s’arrestano, anzi. Il 2020, per Anief, sarà un ennesimo anno in cui contrastare queste emergenze. Lo sottolinea in un’intervista concessa a Teleborsa anche il presidente nazionale Marcello Pacifico.”Noi preghiamo il presidente del Consiglio – sottolinea Pacifico – che ha l’interim in di questo momento, e i futuri ministri Azzolina e Manfredi, di intervenire subito con soluzioni tampone, che non possono essere diverse da quelle indicate da Anief. La prima cosa importante per il personale docente è consentire il reclutamento dalle graduatorie d’istituto: non si possono aspettare due o tre anni e avere quasi 300 mila supplenti in attesa dei nuovi concorsi, se anche i concorsi si dovessero fare nel minor tempo possibile servirà oltre un anno e mezzo. C’è la possibilità entro giugno di consentire alle graduatorie d’istituto provinciali di dare supplenze annuali o fino al termine delle attività, ma anche scorrerle nel momento in cui sono esaurite le graduatorie ad esaurimento. In questo modo andremo a decurtare subito tutti i precari di seconda e terza fascia e andremo finalmente a diminuire quella supplentite che caratterizza la scuola italiana”. L’auspicio è passare presto a una fase operativa, con la riapertura dei tavoli al Miur, anche se servirà ancora un po’ di tempo. “Il problema del precariato – osserva il leader del giovane sindacato rappresentativo – non è stato risolto. L’Anief lo ha denunciato durante lo sciopero del 12 novembre, durante le audizioni parlamentari, all’opinione pubblica e attraverso la stampa. Il problema del precariato è veramente grande, molto probabilmente ci vorranno ancora diversi giorni prima che si possa di nuovo riaprire tutti i tavoli al Ministero, visto lo spacchettamento tra Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e Ricerca”.

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Scuola non si è risolto il problema del precariato

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

“Con l’approvazione del dl Scuola non si è risolto il problema del precariato e con il rigetto di importanti emendamenti di Fratelli d’Italia tante categorie di docenti resteranno discriminate.Tuttavia esprimiamo soddisfazione per l’accoglimento di due importanti emendamenti di FDI con i quali si darà la possibilità agli insegnanti di abilitarsi sia sul sostegno che sulla loro classe di concorso e di ottenere test su argomenti specifici delle proprie classi di concorso. Fratelli d’Italia continuerà a battersi per tutelare i diritti degli insegnanti”.È quanto dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti (Vicepresidente della commissione Istruzione) e Ella Bucalo (responsabile scuola FDI).

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Scuola: a metà novembre i presidi ancora a caccia di supplenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 novembre 2019

Sul precariato scolastico si sta superando la soglia del buon senso. Accade che un dirigente scolastico di un istituto professionale di Rho, nella città metropolitana di Milano, decide di pubblicare un post sul suo profilo Facebook con le caratteristiche delle materie di insegnamento di cui è sguarnita la scuola che dirige: matematica, scienze, tecnologie elettriche ed elettroniche; 18 ore in classe fino a giugno. Solo che non è un caso isolato: sta diventano una spiacevole consuetudine. Secondo Orizzonte Scuola, si tratta del “genere di cattedra nel Nord è spesso carente di professori. In aula riescono ad entrare anche i docenti con il solo titolo di studio universitario competente. Infatti, prima di rivolgersi alla Rete, il dirigente scolastico aveva provveduto a contattare i docenti dai curricula, ma senza successo perché avevano già avuto cattedre assegnate o vivevano lontano”. Come risulta al Corriere della Sera, non è la prima volta che un dirigente scolastico si rivolge alla Rete per cercare i professori disponibili. Altri precedenti si sono verificati in Veneto e Liguria, sollevando le perplessità dei sindacati su questa forma di reclutamento, che sembra potersi accostare alla chiamata diretta introdotta, contro il volere di tutti, dalla Legge 107 del 2015. Solo qualche giorno fa, avevamo osservato che, oltre ai social, diversi siti internet si stanno trasformando in agenzie di pubblico impiego per la scuola: sullo stesso sito internet Orizzonte Scuola vengono pubblicate continue richieste, quasi degli “avvisi di selezione” per la stipula di contratti annuali, formulate dai dirigenti scolastici o dal loro staff. La maggior parte delle richieste sono concentrate al Nord. Per ovviare al problema, sempre più impellente, Anief propone un emendamento nel sostituire i cc. 1-16 dell’art. 1 del decreto salva-precari, già pubblicato il 30 ottobre in Gazzetta Ufficiale e ora all’esame della Camera, utilizzando l’attuale doppio canale di reclutamento al luogo della nuova procedura riservata, che regola le chiamate delle supplenze fuori graduatoria: la richiesta del sindacato rientra in un punto specifico della piattaforma dello sciopero Anief in programma domani per l’intera giornata e aperto a tutto il personale docente e Ata, di ruolo e precario, agli educatori, al personale Ata, dell’Afam e dell’Università. È una soluzione da prendere in considerazione, perché risolverebbe da subito il problema delle 90 mila cattedre andate deserte durante le convocazioni per le immissioni in ruolo negli ultimi cinque anni, delle maestre con diploma magistrale inserite con riserva nelle GaE e degli insegnanti tecnico pratici ed educatori a rischio licenziamento, dei più di 100 mila docenti abilitati dopo il 2012 con il TFA, PAS all’estero esclusi dalle graduatorie ad esaurimento a differenza degli altri docenti abilitati in precedenza, e degli altrettanti docenti senza abilitazione inseriti nella terza fascia delle graduatorie di istituto che entrerebbero nei ruoli dopo la frequenza di un apposito corso abilitante. La norma, nel trasformare le graduatorie di istituto in provinciali, limiterebbe l’utilizzo delle messe a disposizione sempre più inflazionato e non regolamentato, sostituendo l’attuale scelta delle dieci/venti scuole da parte degli aspiranti supplenti con le scuole della provincia e consentendo ai giovani laureati di inserirsi nelle graduatorie.

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Scuola: Precariato, boom di cattedre scoperte

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Mai era accaduto che un anno scolastico iniziasse con 205 mila cattedre da coprire con personale precario: nell’ultimo decennio, il numero di contratti a tempo determinato è addirittura raddoppiato. Anche perché su 180mila immissioni in ruolo ne sono state fatte soltanto 90mila, per colpa di un sistema di reclutamento che lascia ai margini gli abilitati all’insegnamento e permette di lavorare sempre più con le Mad. E ora pure con gli annunci sui social.Il problema della supplentite e del ricorso alla magistratura per l’abuso dei contratti a termini con crescenti danni erariali per lo Stato, si risolve per Anief con la riapertura straordinaria delle ex graduatorie permanenti a tutto il personale abilitato, incluso i diplomati magistrali, Itp ed educatori, e la fine dei licenziamenti. Fu fatto proficuamente nel 2008 e nel 2012, con due “finestre specifiche” rivolte al personale precario abilitato: perché oggi non si può ripetere? Il presidente nazionale Marcello Pacifico lo chiede prima che vengano costituite le nuove graduatorie del salva-precari bis, come specificato in un punto della piattaforma dello prossimo sciopero del 12 novembre.“Il nodo della questione – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che fino a tutto il 2014 ci furono gli effetti benefici delle riaperture delle GaE, mentre ai laureati in scienze della formazione primaria laureati dopo il 2012 fu impedito l’ingresso, come ai diplomati magistrali dal primo aggiornamento del febbraio 2002 delle ex graduatorie permanenti. Il tutto, con il beneplacito delle attuali organizzazioni sindacali che hanno raggiunto l’intesa nei giorni scorsi sulla proroga dei contratti in essere in caso di licenziamento, gli stessi sindacati che hanno seguito l’Anief nella vertenza legale che ha ammesso a partire dal 2014 migliaia di maestre con riserva nelle stesse GaE e in duemila nei ruoli con sentenza passata in giudicato prima della doppia pronuncia negativa dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato che ora pone a rischio migliaia di immessi in ruolo in corso d’anno pure dopo avere svolto l’anno di prova”.

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Precariato: Abbiamo fatto molto ma c’è tanto ancora da fare

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2019

Lo ha detto il vicepresidente Accademia Europa Cesi e leader del giovane sindacato della scuola Marcello Pacifico, nel corso del primo Convegno, svoltosi ieri e oggi a Palermo, organizzato dalla CESI e finanziato dalla Commissione UE sulle attività che deve porre in essere il sindacato per combattere l’abuso dei contratti a termine. Emblematico è il caso del giovane sindacato autonomo della scuola italiana, che nell’ultimo decennio ha utilizzato tutti gli strumenti che l’ordinamento giuridico europeo consente presso le istituzioni comunitarie. 30 mila euro i risarcimenti in media attribuiti ai precari, 400 mila le assunzioni che ha sbloccato il Governo italiano negli ultimi 8 anni dall’inizio del contenzioso promosso da Anief.Il professor Marcello Pacifico ha ricordato che l’organizzazione che rappresenta ha avviato una serie di petizioni presso la Commissione referente del Parlamento Europeo, le quali hanno portato all’adozione della risoluzione del maggio 2018 attraverso cui si vuole rivedere la direttiva emanata vent’anni fa dalla stessa UE, per impegnare i Paesi membri a stabilizzare i precari del pubblico impiego, considerando che le esigenze di bilancio non possono essere annoverate come ragioni oggettive per giustificarne la mancata attuazione.Sono migliaia i ricorsi presentanti presso i tribunali del lavoro che hanno portato il Governo italiano ad autorizzare 400 mila assunzioni in ruolo da quando è partito il contenzioso: si tratta di ricorsi presso la Corte Costituzionale, la Corte di Giustizia Europea, la CEDU, nonché la Suprema Corte di Cassazione, che riconoscono la parità di trattamento fra gli insegnanti precari e quelli di ruolo nelle vertenze, con risarcimenti anche riservati ai supplenti: gli esiti potranno anche avere effetti sulla ricostruzione di carriera. E ancora reclami collettivi presso il Consiglio d’Europa e interventi nella denuncia pendente presso la Commissione europea. Questo è il solco lungo cui s’è mossa Anief nell’ultimo decennio, per scuotere l’intero mondo dell’Istruzione e per attuare maggiormente i diritti sociali, così da combattere il precariato e raggiungere l’obiettivo di una scuola giusta. L’esempio del giovane sindacato autonomo è emerso nel corso del convegno-progetto della Cesi Accademia Europa sul tema “Lavoro precario – dotare i sindacati delle capacità necessarie per raccogliere nuove sfide”, finanziato dalla Commissione UE, svolto ieri e oggi a Palermo. All’appuntamento hanno partecipato una trentina di sigle sindacali autonomi provenienti da tutto il vecchio Continente.

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Scuola: precariato e il ministro Fioramonti

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

Poiché lo stesso nuovo titolare del Miur non vuole perdersi in chiacchere, annunciando che al primo Consiglio dei Ministri utile sarà “pronto a far ripartire il decreto Salva precari”, riteniamo doveroso incontrarlo il prima possibile. In questo modo, Anief, che nell’ultimo decennio ha difeso a spada tratta il popolo dei precari come nessun altro sindacato, potrà indicargli qual è la strada da tracciare per cancellare il fenomeno tutto italiano della supplentite. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Quelle indicate nel decreto salva-precari erano disposizioni per nulla risolutive. Basta andarsi a vedere che fine hanno fatto tantissimi vincitori di concorso, anche riservato, degli ultimi dieci anni. Se si vuole intervenire per garantire la continuità didattica e le immissioni in ruolo, bisogna ripartire da una riformulazione delle graduatorie d’istituto, ad esaurimento e di merito esistenti, programmando concorsi e corsi abilitanti ordinati. Se il precariato ha assunto una mole mai vista, non può essere vinto con strategie ordinarie. È bene che il ministro Fioramonti questo lo sappia e glielo diremo al primo incontro: i precari rimarranno in eterno, ad esempio, se ci sono decine di migliaia di posti con furbizia collocati in organico di fatto, perché pur essendo vacanti e disponibili permettono allo Stato di risparmiare sul pagamento dei mesi estivi, sulle ricostruzioni di carriera e sugli scatti di anzianità automatici. Vanno, piuttosto, creati dei posti ulteriori, per potenziare l’insegnamento e ancora prima l’orientamento scolastico nelle aree più a rischio abbandoni e con un’alta presenza di alunni difficili e stranieri. Dopo aver creato le condizioni per assorbire i precari, nel decreto da approvare vanno previste delle modalità che permettano di non fermarsi ai già annunciati interventi per stabilizzare i supplenti storici, entrati nel mirino della Commissione UE, utilizzando appieno il doppio canale di reclutamento parallelo alle graduatorie di merito, da utilizzare, a domanda, anche su scala nazionale per assumere gli attuali vincitori e GaE, assorbendo le attuali GaE, e proseguendo con immissioni in ruolo da graduatorie d’istituto provinciali, con corsi abilitanti ordinari per il personale di terza fascia e concorsi aperti ai giovani laureati, senza dimenticare di confermare nei ruoli chi è stato assunto con riserva e ha superato l’anno di prova”. Anief accoglie con fiducia la volontà del nuovo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, di approvare al più presto il decreto salva-precari, non prima però di averlo rimodulato perché a suo dire “presenta criticità”.

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Scuola: precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 27 agosto 2019

La politica sul precariato a oggi è stata gestita sotto la falsa idea di risparmiare mensilità estive, ore di insegnamento, progressioni di carriera, ma la recente giurisprudenza sul solco del rispetto della normativa comunitaria ha alimentato un contenzioso che costa alle casse dello Stato almeno 30 mila euro in media per ogni precario non assunto su posto vacante, con ricadute negative evidenti sulla continuità didattica e sulla mobilità del personale stesso. Un costo tre volte superiore ai presunti risparmi, denuncia Marcello Pacifico, presidente Anief, dalle pagine di Orizzonte Scuola: è ora che il nuovo esecutivo ne prenda atto, prima che i cittadini paghino con le proprie tasche le multe della Commissione europea e i risarcimenti disposti dai tribunali.

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Scuola: Precariato, ancora nessuna soluzione

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Anief lo aveva detto: i concorsi ordinari e straordinari non sono utili ai fini del superamento del problema del precariato. In Veneto, inoltre, il 70% dei posti è vacante e andrà dunque in supplenza, non dalle GaE, ma dalle graduatorie d’istituto a inizio anno, quando le scuole saranno già iniziate e si ripresenterà l’ennesimo balletto delle supplenze. Dunque, i ragazzi non avranno i docenti titolari l’11 settembre, quando inizieranno le lezioni, soprattutto per materie come matematica (A028) e italiano (A-12, A-22): i supplenti verranno chiamati dalla seconda e dalla terza fascia delle graduatorie d’istituto. Identico problema per il sostegno, poiché le graduatorie sono esaurite e gli alunni si vedranno affidare docenti non specializzati.Il precariato sembra destinato a non estinguersi: anche se quelli che giungono sono dati parziali, la maggior parte dei posti sembra essere vacante, quindi destinata a supplenti, mentre quasi tutte le GaE sono esaurite. In Veneto la situazione sembra molto seria: il contingente autorizzato è di 5.612. La graduatoria di merito del concorso 2016 è esaurita, tranne per qualche classe residuale; il 90% dei posti è stato assegnato alle province di Padova, Venezia, Verona e Treviso, mentre il 10% a Rovigo e Belluno. I numeri maggiori si ritrovano in lettere, con 712 posti autorizzati ma con gli aspiranti che sono 150 in meno, e in matematica, con 500 posti autorizzati e 127 a ruolo ad oggi. La situazione non va meglio per le lingue straniere per la scuola secondaria di primo e secondo grado (AB24, AB25, AD24, AD25, tutte esaurite), che andranno dunque a supplenza. E il sostegno? I problemi ci sono anche qui (ADMM, ADSS), con le graduatorie esaurite: il contingente autorizzato è di 458 per la secondaria di primo grado e 180 per la secondaria di secondo grado, per un totale di 638 posti, da conferire ai docenti della terza fascia d’istituto, non specializzati su sostegno. Dunque per la secondaria di primo e secondo grado, il sostegno, ancora una volta, sarà affidato a docenti non specializzati.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “il sindacato aveva previsto tale inghippo già in tempi non sospetti: i concorsi non risolvono alcun problema, bisogna estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, riaprire le GaE, permettere a chi si è formato e specializzato di ricoprire il posto che gli compete. Se non si comprende ciò difficilmente la supplentite verrà superata”.

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Scuola: Precariato, decreto legge il 9 agosto fuori tempo massimo

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

I provvedimenti per la stabilizzazione dei supplenti storici e meritevoli che il Governo si appresta ad approvare, probabilmente la prossima settimana, sono tardivi oltre che non risolutivi del problema della supplentite. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief) spiega i motivi: “Il testo doveva prevedere necessariamente oltre ai concorsi riservati per primaria e secondaria, altre norme, peraltro prioritarie. Come i percorsi abilitanti e le proroghe di graduatorie, l’estensione del doppio canale alle graduatorie d’istituto da trasformare in provinciali, l’allargamento del reclutamento nazionale alle attuali graduatorie di merito ordinarie e ad esaurimento, l’assunzione degli idonei del concorso a dirigente scolastico, oltre che la stabilizzazione di tutto il personale Ata ed educativo con la trasformazione dell’intero organico di fatto in quello di diritto laddove vi è presenza di posti vacanti”. Cercare di risolvere i problemi cronici del precariato scolastico ad una ventina di giorni dall’inizio dell’anno scolastico è una pia illusione: perché si procede solo al “salvataggio” di un precario su tre e all’approvazione di disposizioni che lasceranno in vita l’attuale situazione di emergenza. I motivi sono diversi e chi conosce la scuola capirà bene la limitatezza delle decisioni che stanno andando a prendere nel Consiglio dei Ministri. Il testo prevede l’inclusione del percorso abilitante speciale per i supplenti della secondaria, rivolto a chi ha svolto tre anni di servizio negli ultimi otto nella scuola statale, di cui uno nella classe di concorso per cui si chiede di partecipare. Tra i provvedimenti c’è poi l’ok al concorso straordinario bis per diplomati magistrale e laureati Scienze della formazione primaria, ma anche la proroga per far completare l’anno scolastico con contratto fino al 30 giugno 2020 a tantissimi maestri con diploma magistrale a cui dovesse arrivare la sentenza di merito negativa. Ci sono poi la proroga delle graduatorie del concorso a cattedra 2016 e la proposta di mobilità nazionale volontaria per i docenti, anche idonei, inseriti nelle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018. E pure lo slittamento di un anno dell’applicazione delle aliquote previste per le graduatorie del concorso abilitati 2018.

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Scuola – Precariato: il decreto Istruzione arriva in CdM

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

Il decretone che il Governo potrebbe esaminare il 9 agosto non contempla le indicazioni della Commissione Ue sulle disposizioni da adottare per non discriminare e sfruttare i precari. Si procede solo al “salvataggio” di un precario su tre e all’approvazione di disposizioni che lasceranno in vita l’attuale situazione di emergenza. Nel testo si prevede l’inclusione del percorso abilitante speciale, rivolto a chi ha svolto tre anni di supplenze in qualunque istituto, e alla procedura per la secondaria, riservata a docenti con tre anni di servizio negli ultimi otto nella statale, di cui uno nella classe di concorso per cui si chiede di partecipare. Ci dovrebbe essere il via libera al concorso straordinario bis per diplomati magistrale e laureati Scienze della formazione primaria e la proroga per far completare l’anno scolastico con contratto fino al 30 giugno 2020 ai diplomati magistrale a cui dovesse arrivare la sentenza di merito negativa. Spazio poi alla proroga delle graduatorie del concorso a cattedra 2016, oltre che alla proposta di mobilità nazionale volontaria per i docenti, anche idonei, ancora nelle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018 e allo slittamento di un anno nell’applicazione delle aliquote previste per le graduatorie del concorso abilitati 2018. In forse, infine, la norma che cancellerebbe la prova Invalsi sia per la terza classe della secondaria di I grado che per la quinta della secondaria di II grado. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “le disposizioni urgenti da adottare erano ben altre. Per fare incontrare i posti vacanti con le candidature, superando gli attuali vincoli provinciali, sarebbe ad esempio stato molto utile predisporre delle graduatorie nazionali affinché possano essere a domanda reclutati vincitori e idonei dei concorsi ordinari e straordinari su tutte le regioni dove ci sono i posti privi di insegnante titolare. Ovviamente, occorrerebbe anche liberare la scuola dal fardello dell’organico di fatto, portando in organico di diritto tutti gli attuali posti oggi utili solo a rimpolpare la supplentite, oltre che riavviare il doppio canale di reclutamento, salvare tutti i precari con oltre 36 mesi e idonei dei concorsi, nessuno escluso”. Ci sono anche i nuovi Pas, il concorso straordinario da 24 mila posti a cui potranno partecipare i docenti precari della secondaria e quello bis per la primaria, più molte altre disposizioni sulla scuola, tra i provvedimenti contenuti nel decreto Istruzione in arrivo al Consiglio dei ministri: lo confermano fonti giornalistiche venute in possesso dell’ultima bozza del testo. I provvedimenti da approvare, che secondo Orizzonte Scuola potrebbero avere il via libera del CdM già il prossimo 9 agosto, sono svariati ed in queste ore si stanno definendo gli ultimi particolari. Anief reputa questi provvedimenti solo in minima parte necessari: in prevalenza risultano oggettivamente non risolutivi. Il precariato scolastico ha infatti raggiunto delle dimensioni così vaste che necessitava di ben altre decisioni. Quello che serviva, prima di tutto, era l’apertura alla stabilizzazione di tutti i precari con 36 mesi, l’inserimento nelle GaE degli abilitati oggi fuori, l’assunzione degli idonei dei concorsi. In questo modo, si sarebbero risolti tanti problemi, primo tra tutti quello del conferimento record di 200 mila supplenze annuali, una vergogna nazionale.

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Scuola: Abuso di precariato, la Commissione UE apre la procedura d’infrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

La Commissione dell’Unione Europea, come si legge nel documento ufficiale, ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all’Italia, “Paese in cui i lavoratori del settore pubblico non sono tutelati contro l’utilizzo abusivo della successione di contratti a tempo determinato e la discriminazione come previsto dalle norme dell’UE (direttiva 1999/70/CE del Consiglio)”. Attualmente la legislazione italiana, infatti, scrivono da Bruxelles, “esclude da questa protezione diverse categorie di lavoratori del settore pubblico”, tra cui gli insegnanti e il personale Ata. “L’Italia – spiega il presidente Pacifico – non ha predisposto garanzie sufficienti per impedire le discriminazioni in relazione all’anzianità di servizio maturata durante il periodo di precariato o in costanza di contratti a termine: i precari non hanno le progressioni di carriera; anche questa è una delle storiche battaglie portate avanti dal nostro sindacato e la Commissione ci ha dato ragione anche su questo punto”. La Commissione UE, quindi, “invita le autorità italiane a conformarsi pienamente alle pertinenti norme dell’UE. L’Italia dispone ora di due soli mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato”.

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Scuola: se cade il Governo addio a decreto-legge sul precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Crescono le possibilità di caduta anticipata dell’Esecutivo giallo-verde: il presidente del Consiglio e il vicepremier Matteo Salvini sono ai ferri corti e giovedì potrebbe essere la giornata decisiva. In tal caso, per la scuola si chiuderebbe un ciclo all’insegna del nulla di fatto. In un anno, non si è realizzato niente per onorare le tante promesse espresse in campagna elettorale. Il decreto dignità non ha risolto il problema delle 50 mila maestre con diploma magistrale inserite con riserva nelle GaE. Inoltre, i concorsi straordinari insieme a quelli ordinari hanno graduatorie strapiene di idonei all’insegnamento con migliaia di cattedre in ruolo andate vacanti. La proposta di legge presentata dal presidente della VII Commissione del Senato, sen. Mario Pittoni, della Lega, si è rivelata uno specchietto per le allodole. I ricorsi per risarcimento dell’abuso dei contratti continuano a fioccare. Di certo, in caso di elezioni, i 300 mila precari docenti e Ata punirebbero le mancate o sbagliate decisioni della politica.
Marcello Pacifico (Anief): Ribadiamo l’importanza dell’approvazione urgente del decreto senza se e senza ma, perché non si possono tradire i lavoratori e le famiglie per interessi di partito. Perché vanno subito riaperte le GaE, prevista la stabilizzazione dei precari attraverso l’estensione del doppio canale alle graduatorie d’Istituto, degli idonei presenti in quelle di merito e anche in quelle di merito regionali introdotte a seguito, oltre che le conferma dei ruoli degli immessi in ruolo con riserva, a partite dai maestri con diploma magistrale.Mentre il Governo si rivela in bilico, si scopre che la partita sulla regionalizzazione senza scuola non è affatto chiusa: i governatori del Lombardo-Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, hanno infatti minacciato di non firmare l’accordo raggiunto il 19 luglio in Consiglio dei Ministri, che in linea teorica lascerebbe fuori l’istruzione pubblica dall’autonomia differenziata. In realtà, le regioni è vero che non potranno assumere docenti, ma comunque sembra che rimarrà in vita l’assurdo vincolo di permanenza di cinque anni per le nuove assunzioni dei docenti. Inoltre, ogni singola regione potrà legiferare un tempo di permanenza anche maggiore, andando a ledere diversi principi costituzionali, a partire dal diritto alla famiglia. In questa situazione, diventa ancora più importante approvare un decreto urgente, perché le 58 mila assunzioni programmate quest’anno dal Miur sono solo un terzo di quelle che servivano e ci sono 100 mila posti in organico di fatto in realtà liberi dal docente titolare. Inoltre, prevediamo che almeno il 70 per cento non si realizzeranno, superando il già altissimo numero di mancate risposte alle convocazioni per le immissioni in ruolo dello scorso anno, quando su 57 mila assunzioni ne saltarono quasi 33 mila. Il decreto chiesto da Anief, quindi, permetterebbe l’immissione in ruolo di tutti i docenti inseriti nelle graduatorie di merito e in quelle del concorso 2018. Nel computo dei precari papabili per le immissioni in ruolo andrebbero anche tutti i vincitori e idonei dei concorsi pubblici di altre regioni, oltre che i docenti abilitati dalle GaE e i precari con 36 mesi inseriti nelle graduatorie d’istituto. Il tempo però sta scadendo e tra un po’, senza provvedimenti d’urgenza, a settembre la scuola si ritroverà nel caos più totale.

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Scuola – Precariato boom, di male in peggio: Anief lo aveva detto a marzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

La denuncia del giovane sindacato sul triste record di supplenze dell’estate 2019 e sulla necessità di approvare un decreto urgente, per evitare il caos, è stata ora raccolta da tutto il mondo della scuola. Anche da quei sindacati che a fine aprile firmavano trionfanti accordi a perdere sul precariato, oltre che su regionalizzazione e stipendi, con il premier Giuseppe Conte e con il ministro dell’Istruzione. Peccato che la presa di coscienza e l’ammissione che era tutto inutile sia arrivata con quattro mesi di ritardo, fuori tempo massimo. Ed ancora peggio, l’unico a non ammettere la realtà, fatta di oltre 150 mila cattedre vacanti e 200 mila supplenze annuali, è il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che continua a mandare messaggi tranquillizzanti via facebook. È dallo scorso mese di marzo che Anief insiste su questo pericolo: sul fatto che i vincitori del prossimo concorso a cattedra potrebbero non essere assunti nemmeno nel 2020 e che è indispensabile l’attivazione del doppio canale di reclutamento e l’assorbimento dei vecchi vincitori e idonei pure su altre regioni. Marcello Pacifico (Anief): Alla base di tutto, il problema del precariato scolastico rimane il fatto che le 58 mila assunzioni programmate quest’anno dal Miur sono solo un terzo di quelle che servivano, perché ci sono 100 mila posti in organico di fatto in realtà liberi dal docente titolare. Inoltre, prevediamo che almeno il 70 per cento non si realizzeranno, superando il già altissimo numero di mancate risposte alle convocazioni per le immissioni in ruolo dello scorso anno, quando su 57 mila assunzioni ne saltarono quasi 33 mila.La supplentite continua a caratterizzare le oltre 8 mila scuole italiane. Perché non c’è alcuna volontà da parte del Miur di stabilizzare i precari storici con oltre 36 mesi di servizio svolto, a dispetto di quello che ci chiede l’Europa da 20 anni, e tra qualche mese ne vedremo delle belle: solo considerando i 40 mila pensionamenti, le 33 mila mancate immissioni in ruolo della scorsa estate e i 50 mila posti in deroga, si arriva ad un numero inaudito di supplenze annuali, con scadenza 30 giugno 2020 o 31 agosto 2020.
Addirittura, le cose sono andate peggio delle previsioni del giovane sindacato, perché nel frattempo gli oltre 20 mila pensionamenti di Quota 100, dopo non essere stati utili per le operazioni di mobilità, sono state escluse pure dalle assunzioni a tempo indeterminato e aggiunte nel “calderone” dei posti da affidare a precari improvvisati, spesso nemmeno abilitati e senza esperienza. È di queste ore la pubblicazione di un articolo di Repubblica, dove si dice “credibile che il prossimo anno scolastico possa partire con 160-170 mila insegnanti precari in cattedra, cifra da primato, e contemporaneamente le graduatorie pre-ruolo sempre piene. In Veneto e Lombardia – regioni che spingono per l’approvazione dell’Autonomia differenziata, soprattutto nel campo scolastico – i vuoti dal primo settembre assumeranno dimensioni mai viste prima”.

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Scuola: Precariato, sarà un’estate da incubo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Sul reclutamento l’amministrazione scolastica ha sbagliato tutto. Ed ora paga il conto. Perché invece di assorbire tutto il precariato storico e coprire gli oltre 150 mila posti vacanti e disponibili, ha prima puntato sui concorsi ordinari, poi si è rinsavita aprendo alle procedure riservate e a nuovi Pas, ma nel frattempo la situazione delle cattedre libere è sfuggita di mano. E a poco serve avere chiesto al Mef di assumere 58 mila nuovi docenti: perché l’anno scorso, con maggiori candidati precari, su 57 mila cattedre autorizzate per, solo il 40% venne assegnata ed appena il 12% sul sostegno, con le carenze più alte ravvisate al Nord, dove moltissime GaE sono da tempo esaurite e però si concentrano due posti disponibili su tre.Quest’anno la storia si ripete. In alcune regioni con numeri che parlano da soli. I posti in tutti i gradi scolastici senza titolare, dal 1° settembre, quest’anno in Veneto saranno 9.421, compresi quelli liberati da chi ha aderito a Quota 100. Solo che “a causa delle graduatorie vuote, molti di questi posti andranno coperti dai 7.821 docenti ancora precari”, fa notare la rivista Orizzonte Scuola. L’unica buona notizia è che si stanno per completare le graduatorie del concorso straordinario infanzia e primaria e quindi nel primo ciclo si potrà tamponare leggermente la situazione. Resta il fatto, spiega la dirigente dell’Usr Veneto, che “la scopertura è nell’ordine piuttosto grande. In Veneto sono sempre stati tanti i precari perché i posti sono tanti. La legge sulla Buona Scuola aveva messo in ruolo i precari. Poi questi in buona parte, quelli che avevano delle tutele di legge, se ne sono tornati a casa loro. E quindi siamo tornati alla situazione di precariato, è sempre stato così”.

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Scuola: Precariato, Bussetti raccoglie la richiesta dell’Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Il ministro dell’Istruzione chiederà l’approvazione in Consiglio dei ministri di un decreto legge ad hoc per realizzare l’accordo raggiunto coi sindacati. Il giovane sindacato chiede però di andare oltre a quanto pattuito a Palazzo Chigi a fine aprile: “per evitare che tra un mese le convocazioni per assegnare 58 mila immissioni in ruolo vadano deserte – spiega il presidente Anief, Marcello Pacifico – occorre riaprire le GaE a tutto il personale abilitato, oltre che consentire agli idonei e agli ex Fit la stabilizzazione in altre regioni, di confermare le assunzioni fatte con riserva e l’inserimento dei precari sempre avvenuto con riserva nelle ex graduatorie permanenti”.
Sul precariato scolastico si naviga più che mai a vista: il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti passa con disinvoltura da una decisione all’altra, dimostrando l’assenza di un progetto chiaro e definito. All’inizio del 2019 il titolare del Miur faceva sapere a tutti che da quel momento in poi l’unico canale per entrare in ruolo nella scuola sarebbe stato il concorsone pubblico e che era giunta al termine la stagione dei concorsi riservati e dei corsi abilitanti, perché rappresentavano solo “un salasso per i precari” che non portava a nulla; alla vigilia delle elezioni europee, spinto dalla necessità di scongiurare lo sciopero unitario della scuola in vista della tornata elettorale europea, assieme al premier Giuseppe Conte, ha espresso l’intenzione di aprire un canale diretto per assumere i precari con oltre 36 mesi; alcuni giorni fa, il ministro ha annunciato però che i tempi per l’avvio della procedura del secondo ciclo d’istruzione sarebbero stati più lunghi del previsto, assicurando l’avvio entro la fine dell’anno. In queste ultime ore, invece, in un’intervista al Corriere della Sera, Marco Bussetti dice che “entro luglio, intendo proporre un decreto legge per dare attuazione all’accordo con i sindacati per il concorso straordinario per la Scuola secondaria, riservato ai precari con più di tre anni di anzianità”.

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