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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

Posts Tagged ‘precariato’

Precariato scuola: il Consiglio d’Europa dichiara ammissibile il reclamo Anief contro l’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

33894_10Il Consiglio d’Europa dichiara ammissibile il reclamo Anief contro l’Italia per abuso di supplenze: il Governo italiano dovrà rispondere entro il 15 novembre. Dichiarato ammissibile il ricorso 146/17. L’associazione sindacale Anief riconosciuta dal Comitato Europeo dei diritti sociali come rappresentativa delle istanze del personale docente e Ata, per la ripetuta violazione della Direttiva 1999/70/ UE, ribadita dalla Legge 107/15 (cosiddetta “Buona scuola”) e delle sentenze della SS. UU. della Cassazione (22552 e ss. 2016). La decisione che ne scaturirà sarà quindi vincolante per le autorità nazionali ai sensi della Carta sociale europea. Trovano quindi credito le tesi dei legali del giovane sindacato che hanno sottolineato come a differenza del settore privato nel pubblico impiego, e in particolare nella scuola, dopo 36 mesi di servizio a tempo determinato in assenza di ragione oggettive non sia consentita la conversione del rapporto di lavoro, ma addirittura l’espulsione dallo stesso mercato del lavoro. Per tutti questi motivi, il sindacato si è rivolto al giudice transnazionale, attraverso un reclamo ad hoc: il nostro Governo, evidentemente cosciente della distanza del suo operato rispetto alle direttive UE, ha quindi deciso di dichiarare irricevibile il reclamo non per i rilievi mossi, ma appellandosi al fatto che l’Anief non risulta ancora rappresentativo. Esaminato il caso, il Comitato UE ha prima rigettato la posizione del nostro Esecutivo e poi giustamente osservato che l’Italia ha ratificato la Carta il 5 luglio 1999, quindi è legata alle sue disposizione dal 1° settembre 1999: il reclamo quindi è motivato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): I tre anni di servizio a tempo determinato rappresentano una sorta di viatico, in presenza di abilitazione e posto libero: vanno considerati come soglia da considerare per l’assunzione a titolo definitivo. E non come blocco da imporre per scongiurare questo diritto. È evidente che il comma 131 della Buona Scuola è stata creata appositamente per aggirare le direttive UE. Per le stesse motivazioni, sempre in Europa, abbiamo avviato la discussione della petizione presso il Parlamento Europeo, la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, ci siamo rivolti alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo e ora al Comitato Europeo dei diritti sociali. Inoltre, a livello nazionale stiamo valutando se impugnare la Circolare Miur 37381.In attesa che la giustizia europea faccia il suo corso e dopo chela Corte di Giustizia dell’Unione europea ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016), Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

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La Regione Basilicata: una fabbrica di precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

basilicataMentre la Giunta Regionale “valuta”, ai sensi dell’art. 27 della Legge Regionale N. 18/2017 l’avvio delle procedure di stabilizzazione ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. 75/2017, i “precari fortunati” vengono ricollocati all’interno della società esterna Consedin, recente affidataria della gara sull’esternalizzazione dei servizi di assistenza tecnica dei fondi UE della Regione Basilicata.
Sconcerta il cinismo e l’approssimazione con cui si barattano le nuove postazioni all’interno della società, propagandando questo nuovo lavoro come propedeutico alla stabilizzazione futura. Purtroppo i sindacati concertativi hanno abdicato al loro ruolo, allineandosi alla volontà istituzionale e rinunciando di fatto alla battaglia contro il precariato.I lavoratori precari dell’assistenza tecnica dei fondi UE della Regione Basilicata passeranno, dopo quasi 15 anni di lavoro alle dirette dipendenze dell’Ente Regione, a una società che li contrattualizzerà per il tempo necessario all’espletamento della gara, per liquidarli immediatamente dopo questo periodo.
La Regione Basilicata ha così ottenuto il primato di aver attuato la più grande “precarizzazione” del lavoro degli ultimi 20 anni, mentre la Regione Puglia stabilizzerà 600 precari, e mentre l’Emilia Romagna e l’Umbria si accingono ad assumere i lavoratori precari, senza attendere fantomatiche linee guida del Ministero della Funzione Pubblica, per il passaggio dalle piante organiche al Piano Triennale dei Fabbisogni.In Basilicata invece si preferiscono avvisi pubblici per “titoli e affiliazioni” e scorrimenti lampo di graduatorie di altri enti o di concorsi (come quello per dirigenti al Consiglio Regionale…) per saturare, in modo poco trasparente e del tutto improvvisato e discrezionale, le aree ritenute deficitarie.USB non molla e andrà avanti. Abbiamo già adito le vie legali e continueremo su questa strada “denunciando” alla Corte di Giustizia Europea le illegittimità sul lavoro precario in Regione Basilicata, come già fatto per quanto concerne il personale della ricerca, e stigmatizzando una gara d’appalto sull’esternalizzazione dei servizi di assistenza tecnica, che costa più del doppio dei concorsi pubblici, con inquadramenti a tempo determinato in categoria D, o della semplice prosecuzione in proroga delle attuali collaborazioni, ai sensi del comma 8 dell’art. 20 del D.Lgs 75/2017.

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Scuola – Precariato: invece di assumere gli abilitati il Miur adotta la norma ‘strozzasupplenze’

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneCon la Circolare n. 37381, da Viale Trastevere si forniscono indicazioni alle scuole sulle modalità di supplenza dell’anno scolastico appena avviato: richiamando il comma 131 della legge di riforma Renzi-Giannini 107/2015 e la Legge di Bilancio 2017, il Ministero ribadisce l’intenzione di non stipulare più supplenze annuali al personale docente e Ata precario che ha svolto tre anni di servizio non continuativo su posto vacante. Il conteggio parte dal 1° settembre 2016. Penalizzati, ancora una volta, i docenti precari già abilitati della seconda fascia d’istituto: a poco servono le rassicurazioni del sottosegretario De Filippo sul “massimo impegno da parte del Miur in merito alle scadenze dei decreti attuativi e del bando di concorso previsto per Febbraio 2018”. Ma il problema esiste e la soluzione non è questa.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il blocco dei 36 mesi è una norma che non doveva essere approvata, perché costituisce la traduzione opposta di quanto ci indica da tempo l’Unione Europea: i tre anni di servizio a tempo determinato su posto vacante vanno considerati come soglia da valutare per l’assunzione a titolo definitivo. E non come blocco da imporre per scongiurare tale diritto. È evidente che la legge, il comma 131 della Buona Scuola, è stata creata appositamente per aggirare le direttive UE. Ma noi non ci stiamo: l’Ufficio legale Anief sta infatti valutando di proporre ricorso specifico contro la parte della Circolare Miur 37381.Proprio su questi temi l’Anief, dopo la discussione della petizione presso il Parlamento Europeoe la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, di recente ha deciso di rivolgersi anche alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, proprio per consentire la stabilizzazione di tutto il personale docente e Ata scolastico con più di 36 mesi di servizio svolto. Nel frattempo,la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016) per indennizzare i precari della Pubblica Amministrazione che non vengono immessi in ruolo.

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Scuola Precariato: parte la carica degli 85mila supplenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneConsiderando che le graduatorie ad esaurimento di III fascia da GaE per molte classi di concorso della scuola secondaria sono ormai agli sgoccioli, il grosso della gestione delle supplenze passerà direttamente alle scuole tramite le graduatorie di istituto. Molte le mancanze di organico soprattutto nel Nord. Basti pensare alla mancanza di 1.400 docenti di sostegno nella sola Milano o la carenza diffusa in tutto il Nord di docenti di matematica. Poiché in diversi casi si è ancora in attesa degli esiti definitivi delle domande di utilizzazione ed assegnazione provvisoria, anche quest’anno molte supplenze annuali si concretizzeranno ad anno scolastico avviato. E siccome un alto numero dovrà essere effettuato sulla base delle graduatorie d’istituto, in via di rifacimento, i dirigenti saranno anche, in un alto numero di casi, costretti in autunno inoltrato a riconvocare e rinominare il docente, proprio sulla base dei nuovi posizionamenti in graduatoria. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se il Miur ci avesse dato ragione inserendo gli abilitati di seconda fascia nelle GaE, anziché introdurre una lunga e inutile fase transitoria, peraltro solo dopo le nostre proteste ad oltranza, ora non ci ritroveremmo in questo stato di cose. La verità è che per le immissioni in ruolo è giunto il momento di aprire il doppio canale di assunzioni, coinvolgendo anche le graduatorie d’istituto in tutti quei casi in cui le GaE sono esaurite. È inutile attendere i lunghi tempi della nuova fase concorsuale, che prenderà il via, se va bene, solo nel 2018, che dopo la selezione prevede anni di formazione e affiancamento ai docenti di ruolo con paga pure ridotta. Forse lo Stato non si è ancora reso conto che andando avanti di questo passo, ignorando i diritti degli abilitati di seconda fascia d’istituto, andrà a sbattere contro un muro. Perché le crescenti condanne per le mancate stabilizzazioni si ripercuoteranno sulle tasche dei contribuenti.

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Scuola-Precariato: sfuma una assunzione su tre perché i candidati sono stati “congelati” dal Miur

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

scuolaDalle Regioni continuano a giungere i dati sulle immissioni in ruolo effettivamente realizzate a fronte delle 51.773 totali: risultano appena 2.371 i docenti assunti in Emilia Romagna, ma i posti di ruolo messi a disposizione dal Miur erano 3.668. Sono tutte cattedre destinate a rimanere senza un docente fisso e che saranno ricoperte da supplenti. Il motivo è che il contingente di posti messo a disposizione riguarda anche materie, come la matematica e le scienze alle medie e alle superiori e il sostegno, dove le graduatorie, sia GaE che GM, sono rimaste senza candidati. I quali, però, sono quasi sempre presenti nelle graduatorie d’istituto. Solo che chi amministra la scuola si è impuntato a tenerli bloccati e a sottoporli, con il nuovo reclutamento, a una nuova lunga tornata formativa che li porterà in cattedra non prima di diversi anni. Così, la continuità didattica rimarrà un miraggio e si andrà pure a ingrossare il già alto numero di supplenze. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se anche nelle altre regioni si dovesse confermare questo trend di mancate immissioni in ruolo, si rischia di vedere sfumare tra le 15mila e le 20mila assunzioni a tempo indeterminato, facenti capo alle quasi 52mila fissate dal Miur. Considerando che ad oggi abbiamo almeno 90mila supplenze annuali sicure, di cui la metà su sostegno, andranno pure vanificate le 16mila cattedre spostate quest’anno dall’organico di fatto a quello di diritto, ritrovandoci a settembre con più supplenze annuali dell’anno scorso. A quel punto, il piano di cancellazione delle supplentite, predisposto dal Governo Renzi, non sarà più alle corde, ma avrà mostrato tutta la sua pochezza. Altro che programmazione delle immissioni in ruolo per categorie inventate da qualcuno e chiusura delle GaE in breve tempo: la verità è che se lo Stato continua a chiamare i supplenti su posti liberi, anche per il personale Ata, allora è giusto che paghi il danno erariale allo Stato comminato dai giudici per violazione della normativa europea. Una pratica sempre più comune.

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Precariato scuola: la questione ritorna a Lussemburgo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 agosto 2017

corte di giustizia europeaDopo le denunce dei legali Anief sul quantum risarcitorio alla CGUE, inadeguatezza della giurisprudenza e normativa interna alla Commissione Petizioni Parlamento UE – Consiglio d’Europa – CEDU, arriva dalla Corte di appello di Trento un nuovo interpello sulla legittimità delle decisioni assunte dalla Suprema Corte Italiana. Se accolte le tesi, ci sarà una pioggia di risarcimenti per gli ex-supplenti del Bel Paese. Nel frattempo, Anief a Trento come in tutto il territorio nazionale continua il contenzioso. Il relatore del nuovo interpello, giudice Terzi, ricostruisce in maniera chiara tutta la normativa trentina e nazionale che ha portato un precario del Conservatorio dal 2003 al 2014 a fare il supplente per undici anni e a richiedere allo Stato italiano e alla Provincia autonoma la stabilizzazione e/o il relativo risarcimento presentando ricorso nel 2012 e rivendicando una palese violazione della direttiva UE.Il precario aveva promosso ricorso mentre ancora era supplente. Il Tribunale di Rovereto gli aveva riconosciuto soltanto gli scatti di anzianità avverso la cui sentenza aveva fatto appello lo Stato a seguito della sentenza 10127/12 della Cassazione. Ma il ricorso era stato sospeso per la rimessione in Corte di Giustizia Europea della normativa italiana che a seguito della sentenza Mascolo e della Consulta viene ritenuta illegittima. Il precario entrava di ruolo nel 2015 e le Sezioni Unite della Cassazione, nel novembre 2016, con plurime sentenze (nn. 22552 e successive) riformavano il precedente giudizio e consentivano la progressione di carriera solo per il personale precario, ordinando un risarcimento da due a dodici mensilità a condizione dell’onere probatorio, negando tale risarcimento al personale assunto a tempo indeterminato.
La Corte di Appello di Trento, il 13 luglio 2017, scioglie la riserva e, chiamata a esprimersi nel merito, non ci sta, perché non ritiene l’attuale normativa e giurisprudenza italiana rispettosa della sentenza Mascolo e soprattutto della Direttiva 1999/70/CE, approvata proprio per evitare l’abuso dei contratti a termine
I Giudici chiedono alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea se, dopo la legge 107/15, le sentenze della Cassazione e della Consulta, sia ancora giusto non risarcire un precario assunto in ruolo oppure se bisogna, comunque, riconoscergli un risarcimento per l’abuso dei contratti a termine che ha subito. Domanda semplice, la cui risposta però potrebbe portare a nuovi risarcimenti milionari per i migliaia di precari che anche con Anief hanno adito il tribunale e continuano a promuovere ricorsi presso il giudice del lavoro, non soltanto per recuperare gli scatti di anzianità e le mensilità estive perdute. Per non parlare dell’altra questione pregiudiziale sempre sollevata da Trento sulla mancata valutazione di tutto il servizio pre-ruolo nella ricostruzione di carriera. Nel frattempo, Anief a Trento come in tutto il territorio nazionale continua il contenzioso per i precari e i neo-assunti.

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Scuola – Precariato: il tribunale di Trento rimette gli atti alla Corte di Giustizia europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

corte di giustizia europeaIl giovane sindacato si conferma dalla parte del giusto: Anief aveva fatto bene a ricorrere alla Cedu, al Consiglio d’Europa, nonché alla Commissione Petizioni del Parlamento. Il tribunale ordinario di Trento ha sospeso il giudizio e sottoposto il fatto alla ‘Corte di giustizia dell’Unione europea in ordine alla questione europea le seguenti questioni pregiudiziali in ordine all’interpretazione della clausola 4 punti 1 e/o 4, dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999 (in prosieguo: l’accordo quadro) e figurante quale allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999’. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per i giudici nazionali non deve essere il ricorrente a dimostrare l’onere probatorio sulla vacanza del posto contraddicendo la Corte di Cassazione, né gli strumenti risarcitori legali, al massimo a 12 mensilità, sono l’abuso dei contratti a termine e deve essere adeguatamente risarcito. Né l’immissione in ruolo può essere considerata un risarcimento. Aspettiamo la pronuncia fiduciosi, per sconfiggere la precarietà. Ricorri in tribunale per avere i tuoi diritti.

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Scuola – Precariato, ci risiamo: migliaia di supplenti senza stipendio da tre mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cL’ultimo stipendio percepito risale ad aprile. Per i responsabili dei pagamenti c’è una ‘mancanza di copertura dei fondi da parte del MIUR sul capitolo di bilancio’. Ma secondo il sindacato si tratta di un comportamento ingiustificabile, ancora di più perché si determina dopo che la tanto decantata doppia riforma della scuola e della PA, con tanto di digitalizzazione dei sistemi di pagamento, avrebbe dovuto superare questo genere di problemi. Anief ricorda che fino a prova contraria i rapporti di lavoro sono regolati dagli articoli 35 e 36 della Costituzione, in base ai quali ‘la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni’ e che ‘il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto’. A poco serve sapere se la colpa è del Miur o del dicastero di Via XX Settembre. A rendere insopportabile la situazione sono poi i periodici richiami della Ministra dell’Istruzione a incrementare gli stipendi dei docenti e a ricordare che l’insegnamento non è una missione, ma una preziosa professione da remunerare in modo adeguato.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): molti di questi insegnanti che attendono l’accreditamento dello stipendio, pur di lavorare sono disposti ad allontanarsi da casa anche di centinaia di chilometri. Sono costretti ad anticipare le spese per il viaggio, spesso anche per il pernotto o per l’affitto, oltre che per tutto il resto. Non si può dire loro che l’amministrazione sta verificando la disponibilità dei fondi a disposizione. Il rifornitore di carburante, il bigliettaio, il proprietario dell’appartamento e il cassiere del supermercato vogliono essere pagati subito: cash, come si usa dire in tutto il mondo. Per noi, quindi, l’attesa è finita: il sindacato ha deciso di mettere a disposizione, di tutti i precari in attesa di stipendio, un modello di diffida e messa in mora.

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Precariato, dubbi della Corte di Giustizia Europea sul limite di 12 mensilità di risarcimento

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

corte di giustizia europeaA Lussemburgo, i giudici dell’Ue hanno dato impulso alla questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Trapani, alla quale hanno partecipato i legali dell’Anief: la Commissione UE concorda con loro, accogliendo la causa, per abuso dei contratti a termine rispetto alla soglia di 12 mensilità accordate. Per la Curia di Lussemburgo, dovrebbero essere risarciti altre 24 mensilità per ogni precario assunto dalla pubblica amministrazione, inclusi i 100mila precari della scuola chiamati ogni anno. A questo punto, la normativa italiana potrebbe essere dichiarata nuovamente illegittima perché contraria al diritto dell’Unione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): prima ancora che arrivi l’orientamento dei giudici transnazionali, sono già migliaia le domande risarcitorie riconosciute dai nostri tribunali. Con il Miur condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro. Anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari, come ribadito dalla Cassazione il mese scorso. Ora che potrebbe pure cadere il limite delle dodici mensilità, siamo convinti che l’amministrazione scolastica sarà molto meno propensa a reiterare i contratti a termini, pur in presenza di precari titolati e posti vacanti. Ancora una volta, il giovane sindacato della scuola con il suo team di avvocati agisce per sconfiggere la piaga della precarietà.Nel frattempo, Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire gli aumenti di stipendio e gli arretrati, sia per chi è precario sia per chi è già di ruolo con periodi di supplenza. Nel frattempo, il sindacato, dopo la discussione della petizione presso il Parlamento Europeo e la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, si sta rivolgendo alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, per consentire la stabilizzazione di tutto il personale docente e Ata scolastico. A tal proposito, si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda pure i decreti per la ricostruzione di carriera: chi volesse presentare ricorso con Anief, per ottenere anche la stabilizzazione e i risarcimenti danni, può ancora decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità e risarcimenti.

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Scuola – Precariato: ancora ventiquattrore per aggiornare le GaE con le nuove classi di concorso

Posted by fidest press agency su domenica, 9 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cL’aggiornamento che è di tipo annuale è disposto con il D.M. n. 400 del 12 giugno, attraverso cui il Miur ha indicato i vari destinatari. Ma c’è un’altra lunga lista di insegnanti che hanno diritto a presentare domanda: sono tutti quelli che chiedono il reinserimento in GaE dopo essere stati esclusi per non aver prodotto domanda di aggiornamento in passato; i docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 (anche sperimentale linguistico); gli abilitati in Scienze della Formazione Primaria, con i corsi PAS e TFA, i diplomati ITP, gli insegnanti in possesso di diploma di Conservatorio o Accademia di Belle Arti, gli abilitati all’estero. La possibilità di ricorrere, prorogata di sei giorni, è data anche ai docenti inseriti in IV Fascia delle GaE che vogliono rivendicare il diritto a passare in III fascia, agli educatori abilitati per richiedere l’inserimento in GaE per la Scuola Primaria e a tutti i docenti con abilitazione, ma esclusi illegittimamente.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): chi volesse ricorrere con noi, richiedendo l’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento della provincia di proprio interesse, deve però necessariamente inviare entro l’8 luglio il modello predisposto dall’Anief. Fatto questo, potrà poi aderire formalmente all’impugnazione entro il prossimo 14 luglio. È una possibilità che vogliamo giocarci fino in fondo, anche alla luce delle tante sentenze che in passato ci hanno dato ragione.Possono aderire ai ricorsi quanti invieranno correttamente all’ATP di interesse entro l’8 luglio (termine ultimo stabilito dal Miur con il D. M. n. 400/2017) il modello per richiedere l’inserimento in GaE predisposto dall’Ufficio Legale Anief. Per ulteriori informazioni, scaricare gli specifici Modelli per richiedere l’inserimento in GaE (da inviare necessariamente entro l’8 luglio) e aderire ai ricorsi Anief.

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Scuola Precariato: le GaE rimangono ‘ingessate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

ministero-pubblica-istruzioneLe Graduatorie a Esaurimento aperte fino all’8 luglio solo per sciogliere delle riserve e per dei casi particolari. Mentre l’aggiornamento e la possibilità di sportarsi valida per tutti è slittata, attraverso il Milleproroghe dello scorso anno, addirittura al 2019. Eppure, mentre all’ultimo concorso a cattedra le commissioni facevano stragi di candidati, decretando nella maggior parte dei casi meno vincitori e idonei rispetto ai posti messi a bando, le GaE potevano rappresentare una buona opportunità per stabilizzare decine di migliaia di precari storici. E combattere la supplentite che invece imperversa più che mai. Come a Roma, a Torino e in Lombardia, dove è lungo l’elenco delle classi di concorso senza più candidati nelle GaE: matematica, lingue straniere e strumenti musicali alle medie, mentre alle superiori continuano ad andare a supplenza tantissime cattedre di discipline tecniche e di laboratorio.Per ricorrere al TAR dela Lazio contro questa ennesima ingiustizia verso i precari – forti delle sentenze della Consulta, Tar e Consiglio di Stato – c’è tempo fino a sabato prossimo. È lungo l’elenco delle motivazioni: per il mancato aggiornamento della provincia e del punteggio del personale già inserito in III fascia, per il mancato accorpamento della IV fascia con la III, per il fallito inserimento in III fascia dei docenti abilitati con diploma magistrale anche linguistico e AFAM, ITP, educatori, estero, TFA e PAS, abilitati concorso, depennati da reinserire, in vista delle prossime 50mila immissioni in ruolo e delle supplenze annuali.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il precariato e la supplentite hanno tratto giovamento da questo ulteriore blocco per così tante categorie di docenti abilitati. Quello che fa pensare è che al Miur conoscevano bene la situazione delle tante classi di concorso esaurite e dei molti posti vacanti che da anni vanno a supplenza anziché essere coperti con l’immissione in ruolo. Non è tollerabile continuare a dire che si vuole favorire la continuità didattica e poi cadere in questi errori grossolani. A questo punto, è bene che i precari danneggiati facciano valere i loro diritti, chiedendo subito di essere inseriti nelle GaE: noi, come sempre, li tuteleremo e saremo al loro fianco in questa ennesima battaglia legale e dei diritti dei lavoratori della scuola.

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Precariato: record di sentenze favorevoli a docenti e Ata

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

tar lazioPosizioni dei giudici all’unisono presso le Corti di mezza Italia: da Catania a Milano, a favore di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario, i legali del sindacato Anief hanno ottenuto pieno riconoscimento del diritto agli scatti di anzianità, quindi degli arretrati, al risarcimento per la mancata assunzione oppure per essersi visti negati i pagamenti dei mesi estivi pur ricoprendo un posto vacante. Inoltre, i ricorrenti d’ora in poi si ritroveranno uno stipendio effettivamente commisurato all’anzianità di servizio maturata nel corso del tempo. In tutti i casi, i giudici hanno ravvisato nei loro confronti un vero e proprio sfruttamento, che stride con le indicazioni europee e transnazionali dettate proprio per prevenire l’abuso del precariato. È ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere le progressioni di carriera anche se precari.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il nostro sindacato è nato proprio per tutelare i diritti di tutti i lavoratori della scuola e i precari, in particolare, sono quelli che da sempre hanno subito e subiscono tuttora gravissime discriminazioni. Le nostre azioni legali stanno dimostrando che avevamo ragione e i tribunali di tutta Italia evidenziano come il Ministero abbia palesemente violato l’Accordo Quadro attuato con Direttiva 1999/70/CE sulla non discriminazione del lavoro precario. Siamo orgogliosi di aver patrocinato cause che stanno restituendo dignità ai docenti e al personale Ata precario.

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Precariato, segreterie scolastiche in confusione: non sanno quali classi di concorso adottare

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneNell’ultimo periodo il Ministero dell’Istruzione ha prodotto una serie di tabelle e di decreti per definire gli insegnamenti dei docenti, associati ai titoli di studio, senza però chiarirne l’applicazione. Il problema è che tutto il lavoro di verifica deve essere svolto entro il 30 giugno e, dato che numerose domande saranno inviate per Posta gli ultimi giorni, a ridosso della scadenza bisognerà decidere in via definitiva. Per il sindacato, stanno venendo al pettine tutti i nodi mai sciolti sulla revisione forzata delle classi di concorso, iniziato nel 2008, quando l’allora Ministro, Maria Stella Gelmini, decise di ridurre le classi di concorso di un terzo, al fine di rendere più spendibili le abilitazioni degli insegnanti. Sino a che il Governo Renzi è riuscito nell’impresa di superare in peggio quel provvedimento, rendendo stabili le tabelle di confluenza provvisorie e trasformando i docenti italiani in una sorta di jolly transumante. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): tutto questo ha prodotto degli insegnamenti sempre meno specializzanti, che è anche tra le cause che hanno portato a un altissimo numero di bocciature in occasione dell’ultimo concorso a cattedra. Tra l’altro, malgrado le continue modifiche in itinere delle tabelle e degli accoppiamenti delle nuove classi concorsuali con i titoli di studio, ancora oggi il nostro sindacato continua a ricevere diverse segnalazioni di errori marchiani nelle varie assegnazioni ministeriali. Siamo di fronte all’ennesimo pasticcio contro il quale non possiamo rimanere inermi.

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Scuola – Precariato: il Miur continua a nascondere 80mila cattedre libere

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneSolo un decimo delle 100mila supplenze annuali sono considerate su posti vacanti e conferite con scadenza 31 agosto dell’anno successivo. Ciò avviene malgrado la stragrande maggioranza di quei posti siano in realtà privi di titolare e quindi da assegnare per l’intero anno scolastico: solo per il sostegno, a settembre, anche dopo le assunzioni, saranno 37.400 i posti d’insegnamento in deroga. Una quota analoga riguarda i posti d’insegnamento delle discipline curricolari. Ora però i docenti danneggiati cominciano a ribellarsi: a Catania il Tribunale del Lavoro ne ha risarciti tre con 50mila euro, assegnandogli pure le progressioni stipendiali dovute agli scatti automatici che lo Stato continua indebitamente a negare a chi non è di ruolo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’operazione furbesca del Miur di mantenere l’80 per cento delle cattedre vacanti in organico di fatto è stata ormai smascherata. Inoltre, è già acclarato che un posto vacante e disponibile va assegnato con scadenza 31 agosto; le sentenze riconoscono anche il diritto del personale a termine a percepire gli scatti di anzianità che ancora il Miur si ostina a riconoscere solo ai lavoratori a tempo indeterminato. E il doppio diritto vale anche per il personale Ata, al quale il Miur si impunta a estendere le supplenze su posti liberi anche per i mesi di luglio e agosto solo in casi di estrema necessità, come confermato la scorsa settimana dall’Usr del Lazio. Per l’Anief questo modo di fare è inaccettabile, anche perché mantenere congelati quei posti significa vanificare stabilizzazioni e continuità didattica: siamo pronti a ribadirlo nei tribunali, anche quelli europei e alla Cedu, dove abbiamo già patrocinato tantissime cause. Il giovane sindacato ricorda che è ancora possibile ricorrere per ottenere l’estensione dei contratti su posto vacante e uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche con contratti a tempo determinato. Inoltre, è possibile ricorrere per farsi riconoscere gli scatti di anzianità indebitamente sottratti per tutto il periodo di precariato.

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Scuola – Precariato, il mistero delle graduatorie d’istituto

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneA lezioni praticamente finite, ancora non si hanno notizie certe sulla pubblicazione del bando che riguarda 320mila docenti supplenti: anche se si sono concluse le operazioni necessarie per l’aggiornamento delle graduatorie di II e III fascia, tuttavia il Miur, dopo gli incontri del 16 febbraio e del 22 marzo, non ha ancora fissato, almeno sino a ora, alcuna informativa sindacale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): a settembre prima le scuole nomineranno sulle graduatorie vecchie o provvisorie, per poi procedere di nuovo – dopo settimane o mesi dall’avvio delle lezioni – alle supplenze, anche annuali. Poi al Ministero dell’Istruzione continuano a parlare di continuità didattica da salvaguardare: ma di cosa stiamo parlando? Sarebbe stato tra l’altro particolarmente utile aprire anche una finestra di aggiornamento per le GaE, visto che ci sono decine e decine di GaE provinciali sguarnite di candidati, come il sostegno nel Lazio o la Matematica alle medie in Lombardia. E tante altre classi di concorso. Un decreto d’aggiornamento, da fare subito, diventerebbe fondamentale per inquadrare il personale che andrà a coprire almeno 80mila cattedre che rimarranno vacanti, pure dopo le 52mila assunzioni. Anief ricorda che è ancora possibile effettuare la preadesione al ricorso per l’inserimento immediato nelle Graduatorie d’Istituto e nelle GaE, a seconda della propria posizione da tutelare, collegandosi on line sul portale Anief.

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Scuola – Precariato: la lista d’attesa rimane lunga

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneIl conteggio deriva dalla somma dei precari abilitati vincitori di concorso presenti nelle Graduatorie di Merito e in quelle a esaurimento: Campania, Lazio, Lombardia e Sicilia sono le regioni che presentano il maggior numero di docenti ancora da immettere in ruolo. La maggior parte dei precari è presente nella graduatoria della scuola d’infanzia e in particolare in Sicilia e Lazio. Segue l’insieme dei docenti delle secondarie di I e II grado, quindi la primaria. Per avere un quadro completo della gravità della situazione, occorre anche considerare, in lista di attesa, anche i 250mila insegnanti precari collocati nelle graduatorie d’istituto, sia come abilitati sia come laureati con titolo acquisito.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): stando così le cose il quadro del precariato scolastico italiano è destinato a peggiorare. Noi, però, non stiamo a guardare. Abbiamo impugnato lo stato di stallo dei nostri governanti in tutte le sedi possibili: nei tribunali italiani, dove non si contano più le sentenze favorevoli ai ricorrenti, con risarcimenti danni riguardanti i mancanti scatti di anzianità, i periodi estivi e la stabilizzazione ritardata oltre modo; ci siamo poi rivolti alla giustizia transnazionale e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.Le impugnazioni del giovane sindacato sono o stanno per essere recepite dal Consiglio d’Europa, dalla Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue e dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo, sempre per consentire la stabilizzazione di tutto il personale docente e Ata scolastico. Anief ricorda che è ancora possibile effettuare la preadesione al ricorso per l’inserimento immediato nelle GaE, a seconda della propria posizione da tutelare, collegandosi on line sul portale Anief. Per ulteriori informazioni sui ricorsi Anief e agire in tribunale per ottenere le medesime progressioni stipendiali dei lavoratori a tempo indeterminato, il risarcimento del danno per illecita reiterazione di contratti a termine e l’eventuale stabilizzazione, cliccare qui.

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Scuola – Precariato, 52mila assunzioni non risolvono il problema

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzionePrecariato, 52mila assunzioni non risolvono il problema: il Consiglio d’Europa giudica ammissibile il reclamo Anief per le violazioni della Carta Sociale Europea sulla supplentite italiana. Il giorno dopo l’annuncio, da parte del Miur, della raggiunta intesa tra ministero dell’Istruzione e ministero dell’Economia sull’attuazione trasformazione di 15.100 posti dell’organico di fatto, assegnati ogni anno a supplenti, il Comitato Europeo dei Diritti Sociali, che agisce in nome e per conto del Segretario Generale del Consiglio d’Europa, pubblica la presa in carico del reclamo collettivo Anief n.146/2017 sull’abuso di precariato scolastico italiano: oltre alla mancata applicazione della sentenza Mascolo del 2014, l’organismo Ue ha ritenuto pertinente il fatto che il Governo italiano abbia negli anni letteralmente nascosto decine di migliaia di cattedre su posti vacanti e disponibili, trasformandole in ‘organico di fatto’ fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), per impedire la realizzazione del piano di stabilizzazione del precariato scolastico ‘storico’ che lo stesso Governo aveva costruito.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): quell’organico nascosto si riduce oggi solo del 15 per cento, così decine di migliaia di posti che continueranno a rimanere vacanti e disponibili. Quindi, da assegnare tramite supplenze di lunga durata. A settembre, ci ritroveremo infatti con 80mila cattedre assegnate a personale precario. Di queste, almeno 35mila saranno di sostegno. Rimane poi irrisolta la stabilizzazione del personale Ata, dimenticato dal piano straordinario delle immissioni in ruolo dell’ultima riforma, come dal ‘potenziamento’, le cui ultime assunzioni risalgono a cinque anni fa, pur in presenza di oltre 30mila posti vacanti. Come continuano a essere nominati solo con contratti a termine gli educatori. Ora si tenta di risolvere il problema introducendo le inutili Grame, le nuove graduatorie regionali, che si aggiungono alle GaE, quelle di merito, d’Istituto e le messe a disposizione. La soluzione non era questa e ora i nodi vengono al pettine. Anief ricorda che sono ancora aperti i ricorsi per essere stabilizzati, per vedersi assegnati gli scatti di anzianità del personale di ruolo, anche durante il periodo di precariato, per ottenere le mensilità di luglio e agosto in tutti quei casi in cui ai docenti si assegna una supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo, anziché sino al 31 agosto, pur in presenza di posti liberi.

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Precariato scuola: tanto rumore per nulla: solo 9.600 posti per le assunzioni, l’Italia sempre più lontana dall’Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 7 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneLe 25mila cattedre rivendicate dal Miur al Mef erano solo frutto di un errore di calcolo prodotto dallo stesso Ministero dell’Istruzione: nella circolare degli organici, la cui pubblicazione è prevista entro una settimana, le cattedre da spostare in organico di diritto sono meno della metà di quelle indicate dal Dicastero di Viale Trastevere. Anief aveva previsto tutto, anticipando come sarebbero andate a finire le cose: sia con la conferma sostanziale delle 100mila supplenze annuali, sia con il mancato svuotamento (purtroppo!) delle GaE. C’è poi un altro dato che lascia a dir poco perplessi: nei 9.600 posti da trasformare sono compresi 2.200 dei licei musicali e appena 2.000 per il sostegno. A fronte, in quest’ultimo caso, di oltre 52mila posti liberi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): eppure solo qualche giorno fa il Consiglio di Stato ha stabilito che scuole e Mef non possono negare, per esigenze di mero contenimento della spesa pubblica, l’effettiva fruizione delle ore di sostegno e di tutte le altre misure di assistenza previste per legge nei confronti degli alunni con disabilità. Evidentemente, siamo rimasti fermi alla logica contabile imposta dal Ministero dell’Economia. Con le necessità della scuola ancora una volta schiacciate e messe da parte. Noi, francamente, come sindacato abbiamo le tasche piene di questo modo di risolvere i mali della scuola. Perché a settembre assieme alle 100mila supplenze ci ritroveremo con una miriade di docenti sempre meno titolari di cattedra, a insegnare materie che conoscono appena e sballottati anche su tre scuole, oltre alla scandalosa reggenza di quasi 2mila istituti e tutti i problemi derivanti da un algoritmo segreto che anche nel 2017 promette nulla di buono.Il giovane sindacato ricorda che sono ancora aperti i ricorsi per essere stabilizzati, per vedersi assegnati gli scatti di anzianità del personale di ruolo, anche durante il periodo di precariato, per ottenere le mensilità di luglio e agosto in tutti quei casi in cui ai docenti si assegna una supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo, anziché sino al 31 agosto, pur in presenza di posti liberi.

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Scuola – Precariato: Miur chiama Mef non risponde

Posted by fidest press agency su martedì, 2 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa base di partenza rimane quella di trasformare 25mila posti in organico di diritto, ma poi c’è stata la frenata del Ministro dell’Economia Padoan. Oggi la Ministra Fedeli è tornata alla carica: dobbiamo trovare un punto di incontro. Intanto il personale ha perso la pazienza e si è rivolto al giudice del lavoro: solo nell’ultimo mese, Anief ha portato a casa oltre 500 sentenze favorevoli ai lavoratori, anche di ruolo, a cui lo Stato ha negato l’assunzione, oppure l’ha ritardata oltre modo, o ancora privandoli di quegli scatti di anzianità che invece la Corte di Cassazione ha ribadito di recente che vanno applicati indistintamente. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): gli ultimi due governi hanno voluto far credere che il precariato scolastico è un fenomeno in via di cancellazione, ma non è affatto così perché l’unica soluzione che andrebbe adottata continua a essere elusa: trasformare in organico di diritto tutti i 100mila posti oggi assegnati fino al 30 giugno, metà dei quali di sostegno, e procedere con un conseguente piano di assunzioni. Tutti gli altri tentativi rappresentano dei palliativi. Il punto non è ricavare 10mila, 20mila o 25mila nuovi posti. Ma adottare una nuova filosofia: a un posto libero deve corrispondere un docente titolare o da assumere.Il giovane sindacato ricorda che sono ancora aperti i ricorsi per essere stabilizzati, per vedersi assegnati gli scatti di anzianità del personale di ruolo, anche durante il periodo di precariato, per ottenere le mensilità di luglio e agosto in tutti quei casi in cui ai docenti si assegna una supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo, anziché sino al 31 agosto, pur in presenza di posti liberi.

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Scuola – Precariato: anche quest’anno assunzioni poco sopra il turn over e 100mila supplenze annuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

ministero-pubblica-istruzionePrima la Ministra dell’Istruzione, conti alla mano, ammette che lo Stato in realtà non ha vantaggi nel mantenere il personale precario per decenni. Ma poi sembra anche comprendere le ragioni contabili del Mef che fa scendere l’asticella del consolidamento a circa 10mila cattedre (per l’Anief meno della metà), arrivando quasi a giustificare l’ostracismo del Ministero dell’Economia a trasformare i posti nell’organico effettivo.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i nodi della questione rimangono le assunzioni che vanno oltre al mero ricambio di docenti che andranno in pensione. Il punto è che a passare nell’organico di fatto saranno appena 10mila cattedre, come dice il Miur. E forse anche meno, neanche 5mila, come sostiene l’Anief. Perché il quadro generale, in ogni caso, non cambierà di molto: il 90% delle cattedre in organico di fatto continuerà a rimanere, così come la supplentite resterà viva e vegeta. E pure la ricorsite: una pratica che sempre più lavoratori intraprendono. Per saziare quella sete di giustizia che il Governo di turno non riesce proprio a soddisfare.
Anief ricorda che sono ancora aperti i ricorsi per essere stabilizzati, per vedersi assegnati gli scatti di anzianità del personale di ruolo anche durante il periodo di precariato, per ottenere le mensilità di luglio e agosto in tutti quei casi in cui ai docenti si dà una supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo, anziché sino al 31 agosto, pur in presenza di posti vacanti e disponibili.

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