Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘precariato’

Scuola: Precariato, ancora nessuna soluzione

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Anief lo aveva detto: i concorsi ordinari e straordinari non sono utili ai fini del superamento del problema del precariato. In Veneto, inoltre, il 70% dei posti è vacante e andrà dunque in supplenza, non dalle GaE, ma dalle graduatorie d’istituto a inizio anno, quando le scuole saranno già iniziate e si ripresenterà l’ennesimo balletto delle supplenze. Dunque, i ragazzi non avranno i docenti titolari l’11 settembre, quando inizieranno le lezioni, soprattutto per materie come matematica (A028) e italiano (A-12, A-22): i supplenti verranno chiamati dalla seconda e dalla terza fascia delle graduatorie d’istituto. Identico problema per il sostegno, poiché le graduatorie sono esaurite e gli alunni si vedranno affidare docenti non specializzati.Il precariato sembra destinato a non estinguersi: anche se quelli che giungono sono dati parziali, la maggior parte dei posti sembra essere vacante, quindi destinata a supplenti, mentre quasi tutte le GaE sono esaurite. In Veneto la situazione sembra molto seria: il contingente autorizzato è di 5.612. La graduatoria di merito del concorso 2016 è esaurita, tranne per qualche classe residuale; il 90% dei posti è stato assegnato alle province di Padova, Venezia, Verona e Treviso, mentre il 10% a Rovigo e Belluno. I numeri maggiori si ritrovano in lettere, con 712 posti autorizzati ma con gli aspiranti che sono 150 in meno, e in matematica, con 500 posti autorizzati e 127 a ruolo ad oggi. La situazione non va meglio per le lingue straniere per la scuola secondaria di primo e secondo grado (AB24, AB25, AD24, AD25, tutte esaurite), che andranno dunque a supplenza. E il sostegno? I problemi ci sono anche qui (ADMM, ADSS), con le graduatorie esaurite: il contingente autorizzato è di 458 per la secondaria di primo grado e 180 per la secondaria di secondo grado, per un totale di 638 posti, da conferire ai docenti della terza fascia d’istituto, non specializzati su sostegno. Dunque per la secondaria di primo e secondo grado, il sostegno, ancora una volta, sarà affidato a docenti non specializzati.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “il sindacato aveva previsto tale inghippo già in tempi non sospetti: i concorsi non risolvono alcun problema, bisogna estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, riaprire le GaE, permettere a chi si è formato e specializzato di ricoprire il posto che gli compete. Se non si comprende ciò difficilmente la supplentite verrà superata”.

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Scuola: Precariato, decreto legge il 9 agosto fuori tempo massimo

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

I provvedimenti per la stabilizzazione dei supplenti storici e meritevoli che il Governo si appresta ad approvare, probabilmente la prossima settimana, sono tardivi oltre che non risolutivi del problema della supplentite. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief) spiega i motivi: “Il testo doveva prevedere necessariamente oltre ai concorsi riservati per primaria e secondaria, altre norme, peraltro prioritarie. Come i percorsi abilitanti e le proroghe di graduatorie, l’estensione del doppio canale alle graduatorie d’istituto da trasformare in provinciali, l’allargamento del reclutamento nazionale alle attuali graduatorie di merito ordinarie e ad esaurimento, l’assunzione degli idonei del concorso a dirigente scolastico, oltre che la stabilizzazione di tutto il personale Ata ed educativo con la trasformazione dell’intero organico di fatto in quello di diritto laddove vi è presenza di posti vacanti”. Cercare di risolvere i problemi cronici del precariato scolastico ad una ventina di giorni dall’inizio dell’anno scolastico è una pia illusione: perché si procede solo al “salvataggio” di un precario su tre e all’approvazione di disposizioni che lasceranno in vita l’attuale situazione di emergenza. I motivi sono diversi e chi conosce la scuola capirà bene la limitatezza delle decisioni che stanno andando a prendere nel Consiglio dei Ministri. Il testo prevede l’inclusione del percorso abilitante speciale per i supplenti della secondaria, rivolto a chi ha svolto tre anni di servizio negli ultimi otto nella scuola statale, di cui uno nella classe di concorso per cui si chiede di partecipare. Tra i provvedimenti c’è poi l’ok al concorso straordinario bis per diplomati magistrale e laureati Scienze della formazione primaria, ma anche la proroga per far completare l’anno scolastico con contratto fino al 30 giugno 2020 a tantissimi maestri con diploma magistrale a cui dovesse arrivare la sentenza di merito negativa. Ci sono poi la proroga delle graduatorie del concorso a cattedra 2016 e la proposta di mobilità nazionale volontaria per i docenti, anche idonei, inseriti nelle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018. E pure lo slittamento di un anno dell’applicazione delle aliquote previste per le graduatorie del concorso abilitati 2018.

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Scuola – Precariato: il decreto Istruzione arriva in CdM

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 agosto 2019

Il decretone che il Governo potrebbe esaminare il 9 agosto non contempla le indicazioni della Commissione Ue sulle disposizioni da adottare per non discriminare e sfruttare i precari. Si procede solo al “salvataggio” di un precario su tre e all’approvazione di disposizioni che lasceranno in vita l’attuale situazione di emergenza. Nel testo si prevede l’inclusione del percorso abilitante speciale, rivolto a chi ha svolto tre anni di supplenze in qualunque istituto, e alla procedura per la secondaria, riservata a docenti con tre anni di servizio negli ultimi otto nella statale, di cui uno nella classe di concorso per cui si chiede di partecipare. Ci dovrebbe essere il via libera al concorso straordinario bis per diplomati magistrale e laureati Scienze della formazione primaria e la proroga per far completare l’anno scolastico con contratto fino al 30 giugno 2020 ai diplomati magistrale a cui dovesse arrivare la sentenza di merito negativa. Spazio poi alla proroga delle graduatorie del concorso a cattedra 2016, oltre che alla proposta di mobilità nazionale volontaria per i docenti, anche idonei, ancora nelle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018 e allo slittamento di un anno nell’applicazione delle aliquote previste per le graduatorie del concorso abilitati 2018. In forse, infine, la norma che cancellerebbe la prova Invalsi sia per la terza classe della secondaria di I grado che per la quinta della secondaria di II grado. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “le disposizioni urgenti da adottare erano ben altre. Per fare incontrare i posti vacanti con le candidature, superando gli attuali vincoli provinciali, sarebbe ad esempio stato molto utile predisporre delle graduatorie nazionali affinché possano essere a domanda reclutati vincitori e idonei dei concorsi ordinari e straordinari su tutte le regioni dove ci sono i posti privi di insegnante titolare. Ovviamente, occorrerebbe anche liberare la scuola dal fardello dell’organico di fatto, portando in organico di diritto tutti gli attuali posti oggi utili solo a rimpolpare la supplentite, oltre che riavviare il doppio canale di reclutamento, salvare tutti i precari con oltre 36 mesi e idonei dei concorsi, nessuno escluso”. Ci sono anche i nuovi Pas, il concorso straordinario da 24 mila posti a cui potranno partecipare i docenti precari della secondaria e quello bis per la primaria, più molte altre disposizioni sulla scuola, tra i provvedimenti contenuti nel decreto Istruzione in arrivo al Consiglio dei ministri: lo confermano fonti giornalistiche venute in possesso dell’ultima bozza del testo. I provvedimenti da approvare, che secondo Orizzonte Scuola potrebbero avere il via libera del CdM già il prossimo 9 agosto, sono svariati ed in queste ore si stanno definendo gli ultimi particolari. Anief reputa questi provvedimenti solo in minima parte necessari: in prevalenza risultano oggettivamente non risolutivi. Il precariato scolastico ha infatti raggiunto delle dimensioni così vaste che necessitava di ben altre decisioni. Quello che serviva, prima di tutto, era l’apertura alla stabilizzazione di tutti i precari con 36 mesi, l’inserimento nelle GaE degli abilitati oggi fuori, l’assunzione degli idonei dei concorsi. In questo modo, si sarebbero risolti tanti problemi, primo tra tutti quello del conferimento record di 200 mila supplenze annuali, una vergogna nazionale.

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Scuola: Abuso di precariato, la Commissione UE apre la procedura d’infrazione

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

La Commissione dell’Unione Europea, come si legge nel documento ufficiale, ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora all’Italia, “Paese in cui i lavoratori del settore pubblico non sono tutelati contro l’utilizzo abusivo della successione di contratti a tempo determinato e la discriminazione come previsto dalle norme dell’UE (direttiva 1999/70/CE del Consiglio)”. Attualmente la legislazione italiana, infatti, scrivono da Bruxelles, “esclude da questa protezione diverse categorie di lavoratori del settore pubblico”, tra cui gli insegnanti e il personale Ata. “L’Italia – spiega il presidente Pacifico – non ha predisposto garanzie sufficienti per impedire le discriminazioni in relazione all’anzianità di servizio maturata durante il periodo di precariato o in costanza di contratti a termine: i precari non hanno le progressioni di carriera; anche questa è una delle storiche battaglie portate avanti dal nostro sindacato e la Commissione ci ha dato ragione anche su questo punto”. La Commissione UE, quindi, “invita le autorità italiane a conformarsi pienamente alle pertinenti norme dell’UE. L’Italia dispone ora di due soli mesi per rispondere alle argomentazioni formulate dalla Commissione, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato”.

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Scuola: se cade il Governo addio a decreto-legge sul precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Crescono le possibilità di caduta anticipata dell’Esecutivo giallo-verde: il presidente del Consiglio e il vicepremier Matteo Salvini sono ai ferri corti e giovedì potrebbe essere la giornata decisiva. In tal caso, per la scuola si chiuderebbe un ciclo all’insegna del nulla di fatto. In un anno, non si è realizzato niente per onorare le tante promesse espresse in campagna elettorale. Il decreto dignità non ha risolto il problema delle 50 mila maestre con diploma magistrale inserite con riserva nelle GaE. Inoltre, i concorsi straordinari insieme a quelli ordinari hanno graduatorie strapiene di idonei all’insegnamento con migliaia di cattedre in ruolo andate vacanti. La proposta di legge presentata dal presidente della VII Commissione del Senato, sen. Mario Pittoni, della Lega, si è rivelata uno specchietto per le allodole. I ricorsi per risarcimento dell’abuso dei contratti continuano a fioccare. Di certo, in caso di elezioni, i 300 mila precari docenti e Ata punirebbero le mancate o sbagliate decisioni della politica.
Marcello Pacifico (Anief): Ribadiamo l’importanza dell’approvazione urgente del decreto senza se e senza ma, perché non si possono tradire i lavoratori e le famiglie per interessi di partito. Perché vanno subito riaperte le GaE, prevista la stabilizzazione dei precari attraverso l’estensione del doppio canale alle graduatorie d’Istituto, degli idonei presenti in quelle di merito e anche in quelle di merito regionali introdotte a seguito, oltre che le conferma dei ruoli degli immessi in ruolo con riserva, a partite dai maestri con diploma magistrale.Mentre il Governo si rivela in bilico, si scopre che la partita sulla regionalizzazione senza scuola non è affatto chiusa: i governatori del Lombardo-Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia, hanno infatti minacciato di non firmare l’accordo raggiunto il 19 luglio in Consiglio dei Ministri, che in linea teorica lascerebbe fuori l’istruzione pubblica dall’autonomia differenziata. In realtà, le regioni è vero che non potranno assumere docenti, ma comunque sembra che rimarrà in vita l’assurdo vincolo di permanenza di cinque anni per le nuove assunzioni dei docenti. Inoltre, ogni singola regione potrà legiferare un tempo di permanenza anche maggiore, andando a ledere diversi principi costituzionali, a partire dal diritto alla famiglia. In questa situazione, diventa ancora più importante approvare un decreto urgente, perché le 58 mila assunzioni programmate quest’anno dal Miur sono solo un terzo di quelle che servivano e ci sono 100 mila posti in organico di fatto in realtà liberi dal docente titolare. Inoltre, prevediamo che almeno il 70 per cento non si realizzeranno, superando il già altissimo numero di mancate risposte alle convocazioni per le immissioni in ruolo dello scorso anno, quando su 57 mila assunzioni ne saltarono quasi 33 mila. Il decreto chiesto da Anief, quindi, permetterebbe l’immissione in ruolo di tutti i docenti inseriti nelle graduatorie di merito e in quelle del concorso 2018. Nel computo dei precari papabili per le immissioni in ruolo andrebbero anche tutti i vincitori e idonei dei concorsi pubblici di altre regioni, oltre che i docenti abilitati dalle GaE e i precari con 36 mesi inseriti nelle graduatorie d’istituto. Il tempo però sta scadendo e tra un po’, senza provvedimenti d’urgenza, a settembre la scuola si ritroverà nel caos più totale.

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Scuola – Precariato boom, di male in peggio: Anief lo aveva detto a marzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

La denuncia del giovane sindacato sul triste record di supplenze dell’estate 2019 e sulla necessità di approvare un decreto urgente, per evitare il caos, è stata ora raccolta da tutto il mondo della scuola. Anche da quei sindacati che a fine aprile firmavano trionfanti accordi a perdere sul precariato, oltre che su regionalizzazione e stipendi, con il premier Giuseppe Conte e con il ministro dell’Istruzione. Peccato che la presa di coscienza e l’ammissione che era tutto inutile sia arrivata con quattro mesi di ritardo, fuori tempo massimo. Ed ancora peggio, l’unico a non ammettere la realtà, fatta di oltre 150 mila cattedre vacanti e 200 mila supplenze annuali, è il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che continua a mandare messaggi tranquillizzanti via facebook. È dallo scorso mese di marzo che Anief insiste su questo pericolo: sul fatto che i vincitori del prossimo concorso a cattedra potrebbero non essere assunti nemmeno nel 2020 e che è indispensabile l’attivazione del doppio canale di reclutamento e l’assorbimento dei vecchi vincitori e idonei pure su altre regioni. Marcello Pacifico (Anief): Alla base di tutto, il problema del precariato scolastico rimane il fatto che le 58 mila assunzioni programmate quest’anno dal Miur sono solo un terzo di quelle che servivano, perché ci sono 100 mila posti in organico di fatto in realtà liberi dal docente titolare. Inoltre, prevediamo che almeno il 70 per cento non si realizzeranno, superando il già altissimo numero di mancate risposte alle convocazioni per le immissioni in ruolo dello scorso anno, quando su 57 mila assunzioni ne saltarono quasi 33 mila.La supplentite continua a caratterizzare le oltre 8 mila scuole italiane. Perché non c’è alcuna volontà da parte del Miur di stabilizzare i precari storici con oltre 36 mesi di servizio svolto, a dispetto di quello che ci chiede l’Europa da 20 anni, e tra qualche mese ne vedremo delle belle: solo considerando i 40 mila pensionamenti, le 33 mila mancate immissioni in ruolo della scorsa estate e i 50 mila posti in deroga, si arriva ad un numero inaudito di supplenze annuali, con scadenza 30 giugno 2020 o 31 agosto 2020.
Addirittura, le cose sono andate peggio delle previsioni del giovane sindacato, perché nel frattempo gli oltre 20 mila pensionamenti di Quota 100, dopo non essere stati utili per le operazioni di mobilità, sono state escluse pure dalle assunzioni a tempo indeterminato e aggiunte nel “calderone” dei posti da affidare a precari improvvisati, spesso nemmeno abilitati e senza esperienza. È di queste ore la pubblicazione di un articolo di Repubblica, dove si dice “credibile che il prossimo anno scolastico possa partire con 160-170 mila insegnanti precari in cattedra, cifra da primato, e contemporaneamente le graduatorie pre-ruolo sempre piene. In Veneto e Lombardia – regioni che spingono per l’approvazione dell’Autonomia differenziata, soprattutto nel campo scolastico – i vuoti dal primo settembre assumeranno dimensioni mai viste prima”.

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Scuola: Precariato, sarà un’estate da incubo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Sul reclutamento l’amministrazione scolastica ha sbagliato tutto. Ed ora paga il conto. Perché invece di assorbire tutto il precariato storico e coprire gli oltre 150 mila posti vacanti e disponibili, ha prima puntato sui concorsi ordinari, poi si è rinsavita aprendo alle procedure riservate e a nuovi Pas, ma nel frattempo la situazione delle cattedre libere è sfuggita di mano. E a poco serve avere chiesto al Mef di assumere 58 mila nuovi docenti: perché l’anno scorso, con maggiori candidati precari, su 57 mila cattedre autorizzate per, solo il 40% venne assegnata ed appena il 12% sul sostegno, con le carenze più alte ravvisate al Nord, dove moltissime GaE sono da tempo esaurite e però si concentrano due posti disponibili su tre.Quest’anno la storia si ripete. In alcune regioni con numeri che parlano da soli. I posti in tutti i gradi scolastici senza titolare, dal 1° settembre, quest’anno in Veneto saranno 9.421, compresi quelli liberati da chi ha aderito a Quota 100. Solo che “a causa delle graduatorie vuote, molti di questi posti andranno coperti dai 7.821 docenti ancora precari”, fa notare la rivista Orizzonte Scuola. L’unica buona notizia è che si stanno per completare le graduatorie del concorso straordinario infanzia e primaria e quindi nel primo ciclo si potrà tamponare leggermente la situazione. Resta il fatto, spiega la dirigente dell’Usr Veneto, che “la scopertura è nell’ordine piuttosto grande. In Veneto sono sempre stati tanti i precari perché i posti sono tanti. La legge sulla Buona Scuola aveva messo in ruolo i precari. Poi questi in buona parte, quelli che avevano delle tutele di legge, se ne sono tornati a casa loro. E quindi siamo tornati alla situazione di precariato, è sempre stato così”.

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Scuola: Precariato, Bussetti raccoglie la richiesta dell’Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Il ministro dell’Istruzione chiederà l’approvazione in Consiglio dei ministri di un decreto legge ad hoc per realizzare l’accordo raggiunto coi sindacati. Il giovane sindacato chiede però di andare oltre a quanto pattuito a Palazzo Chigi a fine aprile: “per evitare che tra un mese le convocazioni per assegnare 58 mila immissioni in ruolo vadano deserte – spiega il presidente Anief, Marcello Pacifico – occorre riaprire le GaE a tutto il personale abilitato, oltre che consentire agli idonei e agli ex Fit la stabilizzazione in altre regioni, di confermare le assunzioni fatte con riserva e l’inserimento dei precari sempre avvenuto con riserva nelle ex graduatorie permanenti”.
Sul precariato scolastico si naviga più che mai a vista: il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti passa con disinvoltura da una decisione all’altra, dimostrando l’assenza di un progetto chiaro e definito. All’inizio del 2019 il titolare del Miur faceva sapere a tutti che da quel momento in poi l’unico canale per entrare in ruolo nella scuola sarebbe stato il concorsone pubblico e che era giunta al termine la stagione dei concorsi riservati e dei corsi abilitanti, perché rappresentavano solo “un salasso per i precari” che non portava a nulla; alla vigilia delle elezioni europee, spinto dalla necessità di scongiurare lo sciopero unitario della scuola in vista della tornata elettorale europea, assieme al premier Giuseppe Conte, ha espresso l’intenzione di aprire un canale diretto per assumere i precari con oltre 36 mesi; alcuni giorni fa, il ministro ha annunciato però che i tempi per l’avvio della procedura del secondo ciclo d’istruzione sarebbero stati più lunghi del previsto, assicurando l’avvio entro la fine dell’anno. In queste ultime ore, invece, in un’intervista al Corriere della Sera, Marco Bussetti dice che “entro luglio, intendo proporre un decreto legge per dare attuazione all’accordo con i sindacati per il concorso straordinario per la Scuola secondaria, riservato ai precari con più di tre anni di anzianità”.

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Scuola – Precariato: per Bussetti mancano gli insegnanti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 luglio 2019

Fa pensare il semplicismo con cui il ministro dell’Istruzione commenta e giustifica le scelte sbagliate del Miur sulla gestione transitoria del reclutamento che stanno conducendo il precariato scolastico verso numeri da record: intervistato oggi dal Corriere della Sera, il titolare del dicastero dell’Istruzione ammette: “Purtroppo mancano gli insegnanti, è un problema che viene da lontano. Abbiamo aggiornato le graduatorie ad esaurimento dove erano chiuse. Per il primo settembre 2019 speriamo di avere i nuovi insegnanti di ruolo”. Inoltre, il ministro dell’Istruzione vorrebbe far pensare che con i concorsi tutto si metterà a posto: “Entro luglio – dice Bussetti – intendo proporre un decreto legge per dare attuazione all’accordo con i sindacati per il concorso straordinario per la Scuola secondaria, riservato ai precari con più di tre anni di anzianità”. Replica di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il problema principale è che la stragrande maggioranza del personale docente precario, abilitato e pronto per il ruolo, è relegato in seconda fascia d’istituto: stiamo parlando di 100mila insegnanti supplenti della secondaria, tra primo e secondo grado, più oltre 50 mila maestri con diploma magistrale, anche loro abilitati ma per il primo ciclo, che assieme ad ancora più laureati in Scienze della formazione primaria rimangono fuori dalle graduatorie ad esaurimento e senza possibilità di essere assorbiti nei ruoli dello Stato”. Sul precariato scolastico in crescita, le cose, purtroppo, non stanno proprio come sostiene il titolare del Miur. Prima di tutto, perché il numero di docenti presenti nelle GaE è non molto superiore alle 20 mila unità. Perché bisogna considerare l’uscita progressiva di diplomati magistrale, a seguito della doppia sentenza del Consiglio di Stato. Ora, è vero che spostandosi di provincia, dopo l’assurdo blocco di quattro anni, molti precari avranno più possibilità di prendere l’immissione in ruolo, ma le ‘caselle’ da riempire rimangono dieci volte tanto. E i candidati vincitori di concorso, inseriti nelle graduatorie di merito, non potranno di certo coprire il resto delle cattedre vacanti. Ancora di più perché non si dà loro modo di spostarsi di regione. È poi un dato di fatto che tante classi di concorso risultano esaurite, in alcuni casi anche nelle graduatorie di merito. Per sopperire alla mancata copertura dei posti vacanti, il Governo avrebbe introdotto i concorsi straordinari. Quelli sui quali il ministro dell’Istruzione conta per risolvere la questione del precariato in crescita: “I numeri non sono un’entità indefinita – ribatte Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –: pensare di colmare dei vuoti enormi con dei bandi di concorso riservati che mettono in palio numeri di posti risicati è un’operazione che lascerebbe nello status di precari almeno due supplenti storici su tre”. Tra l’altro, lo stesso Ministero dell’Istruzione ha appena fatto sapere che, a proposito dell’anticipo pensionistico che quest’anno porterebbe a uscire prima dal lavoro, rispetto ai parametri della legge Fornero, oltre 20 mila docenti, “i posti resi disponibili da Quota 100 saranno utilizzati per le stabilizzazioni con contratto a tempo indeterminato per i quali è già stata chiesta l’autorizzazione ad assumere al Dicastero competente”.

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Scuola: “Ata, per combattere il precariato bisogna assumere chi ha maturato il servizio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Purtroppo nella PA il personale Ata continua ad essere considerato poco, subendo: l’accantonamento di 12 mila posti, da destinare agli ex LSU e senza la stabilizzazione dei precari dello Stato, la notizia della mancata immissione in ruolo dei collaboratori scolastici, l’inutile attesa per l’attivazione dei posti previste per legge come AS e C, coordinatori dei collaboratori scolastici, degli assistenti tecnici e amministrativi. Il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, è intervenuto durante la trasmissione di Italia Stampa per parlare di precariato del personale Ata e di come sia possibile sconfiggere tale problema che riguarda moltissimi lavoratori della scuola.

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Scuola – Precariato: a un anno dall’insediamento del Governo, il problema rimane

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Inutile la nuova procedura abilitante per 55 mila precari se poi non si riaprono le graduatorie a esaurimento a tutto il personale abilitato e per quelle esaurite non si assume dalle graduatorie d’istituto. Continueremo ad aumentare le supplenze affidate dai dirigenti scolastici, dalle domande di messa a disposizione dei docenti, e gli stessi posti dati ai precari se non si adegua l’organico di fatto a quello di diritto sui posti vacanti e disponibili. Marcello Pacifico (Anief): In questo modo, non si uscirà mai dal contenzioso seriale e si negherà sempre la continuità didattica.

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Scuola: Accordo sul precariato, una farsa all’italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

A poche ore dalla sottoscrizione dell’intesa raggiunta dall’amministrazione con gli altri sindacati, che ha avviato i Pas abilitanti per chi ha almeno tre annualità d’insegnamento e il concorso riservato per chi ha fatto supplenze negli istituti statali, emergono i tanti lati negativi: la lunga tempistica di attuazione, la mancanza di soluzioni per limitare il record nazionale di supplenze della prossima estate e forse di quella successiva; l’ostinazione del Miur a far cassa sulla pelle dei supplenti; l’inevitabile incremento del contenzioso, dovuto all’approvazione di norme tutt’altro che risolutive e discriminanti.Marcello Pacifico (Anief): “Invece di riaprire le GaE e affidarsi al doppio canale di reclutamento, attingendo per le stabilizzazioni in ultima istanza anche alla seconda fascia delle graduatorie d’istituto, individuando così tutti i docenti abilitati per abbattere quello scomodo record dei 200 mila supplenti della scuola che il ministro Marco Bussetti si appresta a conseguire, si è preferito puntare su una macchina lenta e selettiva. Come se la scuola si trovasse nelle condizioni oggettive per permettersi di attendere la conclusione di procedure concorsuali lunghe e per tradizione italica costellate da stop and go. Senza dimenticare, infine, che l’impianto normativo sottoscritto l’11 giugno dovrà passare sotto la lente del Parlamento”.È durata pochissime ore l’euforia per l’accordo raggiunto tra Miur e sindacati maggiori sul tema del reclutamento e del precariato nella scuola, con l’avvio dei Pas abiitanti e dell’ennesimo concorso riservato, le cui linee generali erano state fissate nell’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi: “i primi vincitori dei due concorsi non saliranno in cattedra prima di settembre 2020, mentre dopo l’estate ci sarà un nuovo record di supplenti”, sintetizza con estrema lucidità Il Corriera della Sera. Il primo quotidiano nazionale, inoltre, pubblica un’ipotesi tutt’altro che peregrina, ovvero “che l’accordo siglato ieri con grande soddisfazione dai sindacati in realtà non faccia ancor più comodo al Governo che invece di coprire i posti che si svuoteranno con dei docenti assunti a tempo indeterminato, in questo modo ancora per qualche anno potrà evitare di pagare le ferie estive a decine di migliaia di supplenti”.

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Scuola: Precariato, tante parole prima delle elezioni e ora nuovi rinvii

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Prima la proposta unitaria dei sindacati, poi la contro-proposta del ministro Marco Bussetti dopo l’accordo di Palazzo Chigi, a cui stanno seguendo altri incontri che però non risolveranno niente, se non l’introduzione del nuovo PAS e di un’ennesima procedura riservata tutt’altro che risolutiva. Bisogna invece riaprire annualmente le GaE ed estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie provinciali d’istituto. Marcello Pacifico (Anief): Troppe chiacchiere sui supplenti della scuola, destinati ad aumentare. C’è bisogno di concretezza. Il Governo traduca le nostre proposte.

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Scuola: Precariato, sui Pas abilitanti accolte le richieste Anief sull’accesso degli ITP

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Nuovo pasticcio sull’accesso in subordine dei docenti delle paritarie e di ruolo in caso di posti disponibili. Nessuna nuova soluzione per idonei del vecchio concorso e abilitati fuori dalle GRME. Incertezza sul numero degli stabilizzati nella fase transitoria per via dell’alto numero dei presenti nel vecchio canale di reclutamento. L’unica novità è che la nuova graduatoria potrebbe essere ad esaurimento, come richiesto dal giovane sindacato. Inoltre, i corsi si svolgeranno in un triennio per incapacità degli Atenei di gestire l’alto numero di partecipanti. Giovedì 6 giugno il testo definitivo. Marcello Pacifico (Anief): Presenteremo ulteriori proposte di modifica in Parlamento. Si stanno delineando le regole per accedere ai corsi Pas abilitanti della scuola pubblica. In occasione dell’incontro del 3 giugno con i sindacati maggiori, hanno preso il sapore di una fiction le soluzioni prospettate dal Governo per i precari della scuola, con il presidente della VII Commissione del Senato che annuncia la stabilizzazione di migliaia di precari e il ministro Marco Bussetti, del suo stesso partito della Lega, che condivide con i sindacati il suo piano rispetto alle proposte ricevute, senza risolvere il problema del precariato. Scompaiono le uniche 24.250 immissioni in ruolo certe volute dai sindacati per dare spazio a una fase transitoria che si attiverà soltanto a GaE, Grme, Gm esaurite, cioè forse mai. Anief a tal proposito aveva chiesto di estendere il doppio canale di reclutamento, aperto alle graduatorie d’istituto provinciali, una volta esaurite le GaE, e a una graduatoria nazionale fuori ruolo. Ma si sa, se in Italia non si annunciano assunzioni di massa e nuovi concorsi non si dorme tranquilli, tranne svegliarsi l’indomani con il problema di prima. Con questa iniziativa, quindi, compare una nuova forma di discriminazione verso i docenti delle paritarie o di ruolo che potranno prendere un’abitazione soltanto se ci saranno dei posti che già sono scomparsi. Una delle poche consolazioni la conseguono gli ITP in un primo momento esclusi dai sindacati rappresentativi e ora riammessi dal Miur, il quale si è anche ricordato di una recente legge approvata dal Parlamento e richiamata dell’Anief. “Ma era così complicato riaprire le ex graduatorie permanenti piuttosto che pensare alle ennesime graduatorie che non si esauriranno mai?”. A domandarlo pubblicamente il presidente Anief Marcello Pacifico.

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Scuola – Precariato: il Miur vuole una pre-selezione su PAS e assunzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Pur in presenza di quasi 200 mila supplenze annuali ed un numero altissimo di cattedre da trasformare in organico di diritto, l’amministrazione continua a proporre, nel corso dei tavoli tecnici, soluzioni inaccettabili, proponendo scelte assurde tra i supplenti con oltre 36 mesi. Marcello Pacifico (Anief): Sul come si può discutere, certamente, ma i diritti non possono essere trattati, perché vanno attuati e basta. Lo sciopero e la manifestazione a Roma di domani serviranno anche a ribadire questo concetto.Sui PAS abilitanti spunta l’ombra della selezione in entrata: se ne è parlato oggi nel corso del tavolo tecnico svolto al Miur con i sindacati rappresentativi, al quale l’Anief continua a non essere convocata sebbene le elezioni Rsu siano state svolte ben 13 mesi fa e la ministra per la Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, dopo diversi solleciti anche di Anief e Cisal, abbia firmato l’atto di indirizzo per la definizione delle aree e dei comparti, nonché la certificazione della rappresentatività per il rinnovo dei contratti nel Pubblico impiego.Già oggi, annuncia La Repubblica, i sindacati “vogliono portare i 55 mila tutti dentro”, mentre l’amministrazione, tramite “Bussetti – Chiné preferirebbero operare una preselezione all’ingresso del percorso per assumere meno e meglio. È possibile che per chiudere la trattativa da una parte i confederali accettino un setaccio all’inizio del nuovo percorso-tirocinio e dall’altra il Miur allarghi la quota riservata ai “36 mesi” nel prossimo concorso d’autunno (oggi la riserva è al 10 per cento)”.Il nodo cruciale – sintetizza oggi la rivista specializzata Orizzonte Scuola – è se consentire a tutti i 55.000 potenziali interessati di conseguire l’abilitazione, e come questa possa portare all’assunzione a tempo indeterminato. Per il Miur la selezione dovrebbe essere in ingresso.Anief annuncia totale dissenso verso un’eventuale selezione in entrata per l’accesso ai PAS abilitanti. E si dissocia in modo netto da qualsiasi soluzione che preveda una riduzione della portata della Direttiva europea 70/1999/CE, in base alla quale tutti i precari con oltre tre anni di servizio svolto, anche non continuativo, vanno immessi in ruolo. Nessuno escluso.

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Scuola: Accordo sul precariato inutile se non si riaprono le GaE

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

Nel corso della trasmissione radiofonica di stamani Radio 1 “Tutti in classe”, è intervenuto il presidente del giovane sindacato Marcello Pacifico, che si è espresso su stipendi e Graduatorie a esaurimento. Tra gli ospiti anche il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano. Marcello Pacifico (Anief): Intanto ci piacerebbe partecipare ai tavoli, visto che siamo stati dichiarati rappresentativi dall’Aran, in seguito alle elezioni Rsu svoltisi un anno fa. Noi continuiamo a portare avanti le nostre proteste.Il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, ai microfoni di Radio 1, si è espresso sulla riapertura delle Graduatorie a esaurimento affermando la necessità che ciò avvenga. “Siccome lo Stato italiano chiama ogni anno più di 100mila supplenti per insegnare ai nostri ragazzi, bisogna adeguare l’organico di fatto a quello di diritto. È necessario far in modo che ogni volta che si chiama un supplente, e per più di un anno, il posto che ricopre sia dato in ruolo. Il Miur purtroppo continua a ignorare questa necessità, anche per questioni economiche, poiché, come è noto, un insegnate precario costa meno di uno di ruolo”. “Certamente i concorsi non bastano: verranno chiamati sempre dei supplenti, lo stesso. Ecco il paradosso tutto italiano: migliaia di cattedre andate deserte, come è accaduto l’estate scorsa, e migliaia di supplenti che rimangono precari”, ha concluso il presidente Pacifico.

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Scuola: Precariato, aggiornamento GaE: da domani la presentazione delle domande

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 aprile 2019

Tornano ad aggiornarsi le Graduatorie ad esaurimento dei docenti della scuola pubblica: lo dice il Decreto Ministeriale n. 374 del 24 aprile 2019, attraverso il quale si apre anche la “finestra” per il rinnovo delle posizioni dei docenti inseriti nella prima fascia delle graduatorie di circolo e di istituto del personale docente ed educativo con validità per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022. Le domande saranno presentate, tramite il sistema telematico “Istanze Online”, a partire da domani sino al prossimo 16 maggio. Successivamente per la costituzione delle graduatorie di istituto di prima fascia sarà possibile effettuare la scelta delle sedi tramite POLIS nel periodo compreso tra il 15 luglio ed il 29 luglio 2019. Marcello Pacifico (Anief): Dal Governo solo promesse, invece bisognava far inserire tutti gli abilitati all’insegnamento. Con il decreto di aggiornamento delle GaE, spiega il Ministero dell’Istruzione, si prevede che il personale docente ed educativo, inserito a pieno titolo o con riserva, nelle fasce I, II, III e aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento costituite in ogni provincia, potrà chiedere la permanenza e/o l’aggiornamento del punteggio con cui è inserito in graduatoria; il reinserimento in graduatoria, con il recupero del punteggio maturato all’atto della cancellazione per non aver presentato domanda di permanenza e/o aggiornamento nei bienni/trienni precedenti; la conferma dell’iscrizione con riserva o lo scioglimento della stessa; il trasferimento da una provincia ad un’altra nella quale verrà collocato, per ciascuna delle graduatorie di inclusione, anche con riserva, nella corrispondente fascia di appartenenza con il punteggio spettante, eventualmente aggiornato a seguito di contestuale richiesta. Le operazioni annuali di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento – conclude il Miur – osserveranno gli stessi termini. Solo che continuano a rimanervi esclusi tutti gli abilitati degli ultimi 10 anni e quanti non hanno mai avuto la possibilità di inserirsi anche in precedenza pur essendo abilitati, come i Diplomati Magistrale, per esempio. Eppure, questa sarebbe stata la strada più agevole per stabilizzare decine di migliaia di insegnanti non di ruolo già selezionati e formati: la procedura più efficace e di facile realizzazione per stabilizzare quei precari che lo stesso Governo dice ora di volere assumere a tempo indeterminato attraverso la generica intesa raggiunta con i sindacati rappresentativi alla presenza del premier Giuseppe Conte. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “serviva inserire subito nelle graduatorie ad esaurimento tutto il personale abilitato a prescindere dalla tipologia di abilitazione posseduta. Le GaE sono da sempre il canale di reclutamento più efficace perché permette di aggiornare la propria posizione in base al servizio svolto, quindi al merito e alla professionalità acquisita, e di cambiare la provincia, favorendo una migliore risposta alla congenita carenza di personale abilitato che in alcune zone del nostro territorio e per alcune specifiche classi di concorso aumenta considerevolmente di anno in anno. Invece, anche con la vaga intesa siglata tra governo e sindacati ieri, sono state disattese le richieste dell’Anief: la riapertura delle Gae per tutto il personale abilitato (100 mila docenti dimenticati), per i diplomati magistrale (50 mila esclusi dalle Gae), per i precari con 36 mesi dietro frequenza di un corso abilitante speciale. Avevamo chiesto la riapertura del vecchio doppio canale di reclutamento e non il ripristino delle tre graduatorie di merito volute dalla Buona scuola dove alcuni elenchi già per il primo concorso riservato si esauriranno fra 40 anni senza possibilità di aggiornare la propria posizione, quindi chi lavorerà nella scuola da precario anche per i prossimi 10 anni non vedrà premiato il proprio merito attraverso il giusto punteggio attribuito per giungere prima all’immissione in ruolo, per noi è assurdo. A questo punto non ci rimane che la via dell’impugnazione in tribunale, entro domani pubblicheremo i nostri ricorsi e sarà l’Europa a decidere”.
Per questi motivi, Anief continua a portare avanti il reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, attraverso il quale si è chiesto ai giudici una lettura euro-orientata della norma nazionale o ancora alla Corte di Giustizia Europea una pronuncia sull’interpretazione anomala dello Stato italiano, lontanissima dal diritto dell’Unione Europea, a partire dall’adozione della clausola 5 della Direttiva 70/99 UE. Per l’Italia la questione è importante: perché lo Stato rischia di ricevere una procedura d’infrazione con esiti davvero sconvenienti.

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Scuola: Precariato, anche il Cnpi ritiene il solo aggiornamento delle GaE inutile per coprire gli organici

Posted by fidest press agency su martedì, 23 aprile 2019

Il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, organismo super partes deputato ad esprimersi su questioni tecnico-politiche della scuola, suggerisce al Miur un piano straordinario per la copertura di tutti i posti vacanti, con la possibilità di trasferire gli idonei in graduatorie di merito di altre regioni e auspica una soluzione per i precari con 36 mesi. Marcello Pacifico, presidente Anief, risponde ricordando come l’unica soluzione sia la riapertura del doppio canale di reclutamento, attraverso la stessa riapertura annuale delle ex graduatorie permanenti e rapidi corsi abilitanti per il personale in servizio di ruolo o a tempo determinato.Non sono solo i lavoratori e i sindacati a rivendicare una diversa organizzazione delle graduatorie ad esaurimento dei docenti precari, in vista dell’imminente loro aggiornamento per il triennio 2019/20, 2020/21, 2021/22: anche il Cspi, il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, in premessa al suo giudizio sulla “finestra” di rinnovo delle GaE, ha sottolineato la necessità di una fase transitoria per la stabilizzazione dei precari, attingendo i candidati al ruolo dagli abilitati delle graduatorie ad esaurimento e dalle graduatorie di merito dei concorsi pubblici banditi negli anni 2016 e 2018. Dopo avere sostenuto che l’aggiornamento delle GaE, così come è stato predisposto dal Miur, non risolverà “il problema dei vuoti di organico che si verificheranno con l’inizio del nuovo anno scolastico per effetto di concomitanti interventi (come i pensionamenti per quota 100)”, il Cspi ha reputato opportuno chiedere “che il numero dei posti da coprire con nomine di ruolo sia adeguato alla rilevanza delle disponibilità di organico e che, per le classi di concorso che presentano posti eccedenti le GaE, si proceda immediatamente a bandire i concorsi ordinari per infanzia, primaria e secondaria. Questo allo scopo di completare nell’anno successivo 2020-21 le coperture di organico e quindi garantire alle scuole ed agli alunni un corpo docente stabile e al personale scolastico il diritto alla stabilizzazione dopo lunghi anni di precariato”. Inoltre, dopo avere raccomandato “un’ampia diffusione della procedura di aggiornamento e un’attenta valutazione della tempistica per la presentazione della domanda prevedendo uno spostamento di qualche giorno della scadenza, tenuto conto delle diverse festività che ricadono nel periodo”, il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha quindi auspicato “che, in attesa che vengano espletati i concorsi per docenti e DSGA, si avvii una fase transitoria di stabilizzazione per il personale precario abilitato o con 36 mesi di servizio della terza fascia, compresi gli amministrativi facenti funzione, individuando le misure necessarie per coprire tutti i posti che si renderanno liberi già a settembre 2019”.
Anief chiede al Ministero dell’Istruzione di dare ascolto alle richieste del Cspi, a partire dall’avvio immediato di un piano straordinario per la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili, con la possibilità di trasferire gli idonei in graduatorie di merito di altre regioni, finalizzata anche a trovare finalmente una soluzione per la stabilizzazione dei tanti precari con 36 mesi, in linea con quanto chiede l’Unione Europea ai suoi stati membri con la clausola 5 della Direttiva 70/99 UE. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “se si vuole davvero affrontare il problema in crescita del precariato scolastico e dei posti vacanti, non vi è altra soluzione che la riapertura annuale delle ex graduatorie permanenti a tutti e del doppio canale di reclutamento, attingendo gli abilitati anche direttamente dalle graduatorie d’istituto in tutti quei casi, non residuali, in cui le GaE risultano ormai esaurite e quindi prive di candidati per determinate classi di concorso. Rimane altrettanto importante che contestualmente si avviino dei corsi abilitanti per il personale in servizio di ruolo o a tempo determinato, che, in quest’ultimo caso, non può essere solo collocato nella terza fascia d’istituto senza alcuna prospettiva di stabilizzazione”, conclude il sindacalista Anief.

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Scuola: Precariato, decreto aggiornamento GaE è questione di giorni

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Dopo cinque anni di attesa, la pubblicazione del decreto Miur di aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento per il triennio 2019/21 è questione di giorni: lo apprende il sindacato Anief da fonti attendibili. Le domande, come conferma la rivista Orizzonte Scuola, potranno essere presentate entro la fine del mese di maggio esclusivamente dai circa 36 mila docenti già inseriti, anche con riserva. Rimangono fuori, invece, tutti gli altri abilitati non precedentemente inseriti e, spesso, da anni, supplenti di Stato. La questione è all’attenzione anche dall’Europa. Marcello Pacifico (Anief): Siamo pronti a citare lo Stato italiano in giudizio per risarcimenti milionari. Per salvare i docenti abilitati negli ultimi anni da un futuro cupo, al Ministero dell’Istruzione avrebbero dovuto percorrere il seguente iter: l’apertura annuale delle GaE a tutto il personale abilitato, che rimane la procedura più efficace e di facile realizzazione, con l’attivazione del doppio canale di reclutamento anche ai precari con 36 mesi di servizio grazie a una nuova straordinaria sessione abilitante, l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, incluso su posti di sostegno.
In dieci mesi di gestione Bussetti del Miur si è fatto tutto il contrario di ciò che era utile per lottare contro la precarietà: si è abolita la formazione iniziale, si è inceppato il reclutamento con la mancata riapertura delle GaE, il licenziamento delle maestre con diploma magistrale, l’abolizione del concorso riservato ai precari storici e del limite ai contratti a termine, non si è più finanziato il fondo per coprire i risarcimenti disposti dai giudici.Mai in nessun Paese civile si è visto il licenziamento per legge di 7 mila maestre entrate nei ruoli dello Stato dopo aver superato l’anno di prova, e andare deserte 30 mila cattedre da dare in ruolo, pur in presenza di 150 mila docenti abilitati.Per queste ragioni si sono creati i presupposti perché finalmente la Commissione europea possa denunciare lo Stato italiano comminando severe sanzioni. Anief nel frattempo, continua con tenacia a portare avanti il reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, attraverso il quale si è chiesto ai giudici una lettura euro-orientata della norma nazionale che riapra le GaE. A questa strada se ne aggiunge un’ultima finale con una maxi vertenza risarcitoria al tribunale di Roma nei confronti del Governo italiano. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “appurato che non c’è alcuna intenzione di assumere a tempo indeterminato questi docenti abilitati, è bene che si inseriscano subito nelle graduatorie ad esaurimento già con la ‘finestra’ che si aprirà nei prossimi giorni. Anche perché al Miur e al Governo sanno bene che il loro operato è indispensabile per il regolare svolgimento delle lezioni. Inoltre, è bene che si decida a breve di confermare anche i tanti maestri con diploma magistrale dei contratti in scadenza al 30 giugno. Poi deve essere trovata una soluzione per i precari con 36 mesi di servizio affinché possano conseguire un’abilitazione ed essere inseriti fin dal prossimo anno nelle stesse GaE”.
Nel frattempo, impugneremo nuovamente il decreto ministeriale di apertura delle GaE con il più grande contenzioso che la scuola italiana abbia conosciuto. Bussetti sarà ricordato per aver portato centomila insegnanti a denunciare un suo decreto presso il tribunale amministrativo.

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Scuola: Precariato, 350 mila assunzioni in 10 anni non sono bastate

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Roma. Lo Stato soccombe nei tribunali per via dei tanti precari storici della scuola ancora non assunti o immessi in ruolo con colpevole ritardo: le assunzioni dell’ultimo decennio hanno solo parzialmente tamponato la situazione, coprendo a malapena il turn over e lasciando in vita la supplentite. A causa della lentezza delle procedure di stabilizzazione, rimangono da assumere oltre 100 mila docenti e Ata, in prevalenza supplenti storici. Inoltre, solo nell’ultimo biennio i giudici dei vari tribunali italiani hanno portato in giudizio lo Stato, con i giudici che hanno chiesto di risarcire i lavoratori danneggiati per una cifra complessiva che si aggira sui 20 milioni di euro. I numeri sono stati citati a Roma stamani, 24 marzo, durante l’ultimo giorno del congresso nazionale Anief, organizzato in occasione del decimo anniversario del sindacato e del ventesimo Congresso nazionale. Marcello Pacifico, presidente del sindacato rappresentativo ha detto, ai 150 delegati giunti da tutta Italia, che l’azione dell’Anief ha messo in risalto l’illegittimità del diritto interno rispetto a quello europeo sulla reiterazione dei contratti a termine per il personale della scuola: “Vincere il contenzioso e farlo passare in giudicato è stata una prima importante fase su cui Anief ha tenuto alta la concentrazione. Ora bisogna passare a una fase successiva, dando ‘a Cesare quel che è di Cesare’”.
Il tema dei risarcimenti dei precari, che nella scuola riguarda ancora ben oltre 100 mila supplenti, in buona parte storici con oltre 36 mesi di servizio, rimane caldissimo. “Faremo ricorsi fin quando saremo in vita, per contrastare storture e abusi: bisogna però mettere in esecuzione tutte queste sentenze che valgono qualcosa come venti milioni di euro di risarcimento”, ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricordando che “con il governo attuale punta sulla strada del concorso ordinario senza però risolvere il problema della supplentite, anzi reiterando il problema degli abusi. Così i cittadini lavoratori statali continueranno a citare in giudizio lo Stato. Anief è al loro fianco”.
Il sindacalista autonomo, che ha parlato ad una platea di oltre 150 delegati provenienti da tutta Italia, si è quindi soffermato su un dato inequivocabile: “Questi ricorsi hanno avuto un impatto nella legislazione italiana. E anche in quella europea? Federico II considerava ‘sorelle’ la legge e la giustizia, come se fossero padre e figlio, signore e ministro, cioè ‘servo’. Anief si è caratterizzata in questi dieci anni per il fatto d’essersi circondata di giuristi, cercando di crescere assieme a loro, cercando di far rivivere quel dialogo tra la legge e la giustizia che sembrava dimenticato. A partire dal primo grande ramo del nostro contenzioso, cioè quello che riguarda il precariato e l’abuso dei contratti a termine”. Il paradosso è che esistono da tempo le norme da attuare perché si evitasse questo enorme contenzioso. Pacifico ha rammentato che “esiste una normativa comunitaria, una direttiva di oltre vent’anni fa, la numero70 datata 1999, introdotta in Italia nel 2001 con un decreto legislativo che è stato cambiato trentacinque volte, in ultimo nel 2017 con l’ultimo decreto sulla PA voluta dall’allora ministra Marianna Madia. Certo, è una direttiva che secondo il Parlamento europeo deve essere rimodulata, ricalibrata, a seguito di diversi esposti e reclami dei cittadini dell’Unione, alcuni dei quali prodotti anche dai nostri iscritti: ma è un dato di fatto che dopo vent’anni questa direttiva non è attuata”.
“Nell’ultimo decennio – ha ricordato il leader sindacale -, su questa direttiva l’impegno di Anief è stato costante e crescente: solo nell’ultimo anno, caratterizzato dalla campagna elettorale, ha portato a mille sentenze passate in giudicato, quindi con giudizio senza ritorno, mille su cinquemila ricorsi pendenti, per circa venti milioni euro di risarcimento, a cui lo Stato deve dare seguito. Nel frattempo il legislatore, sempre grazie all’attività dell’Anief, ha cominciato a reagire. Lo ha fatto con la ‘Buona Scuola’, la Legge 107 del 2015, e i decreti legislativi annessi su formazione iniziale e reclutamento, prevedendo un reclutamento straordinario di chi era nelle GaE, poi di chi era abilitato, poi per chi aveva 36 mesi di servizio e infine un concorso ordinario. Ma introducendo anche un limite a questi contratti a termine e un risarcimento per l’abuso di questi contratti, che seppure circoscritto a 10 milioni di euro, ha creato un solco senza ritorno. È un messaggio importante, frutto del dialogo che si è venuto a determinare tra le aule parlamentari e quelle di giustizia: siamo convinti – ha concluso Pacifico – che si tratta dell’inizio di un nuovo modo di fare sindacato”.

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