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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 279

Posts Tagged ‘precariato’

Scuola – Precariato: per la Lega hanno diritto agli scatti di anzianità

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

L’on. leghista Rossano Sasso parla degli insegnanti precari, da sempre discriminati, non solo per i contratti che si concludono al 30 giugno per poi rinnovarsi non più a settembre ma anche ad ottobre, novembre. Ma soprattutto – ha detto alle Commissioni Cultura – per il fatto che i docenti precari continuano a percepire lo stesso stipendio anche dopo venti anni di lavoro, seppure svolgano la professione con le stesse incombenze dei docenti di ruolo. È il momento di riconoscere gli scatti di anzianità anche ai docenti precari come ormai sancito da numerose sentenze. L’on Sasso ha fatto riferimento ad un altro problema che interessa il personale non di ruolo: il comma 131 della legge. “Dal 1° settembre 2019 alcuni precari corrono il rischio di essere licenziati, bisogna cancellare il comma 131 della legge Buona Scuola”. Un suggerimento in questa direzione è già stato fornito dal senatore Mario Pittoni che ha disegnato un’ideale porta di ingresso per stabilizzare i supplenti con 36 mesi di servizio e per l’attuazione del quale l’Anief ha chiesto un decreto plurimo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La prima operazione che il governo può fare, se vuole davvero affrontare il vulnus dei diritti negati a precari della scuola italiana, è quella di intervenire con il Decreto Dignità, andando a modificare il Testo Unico sulla scuola, risalente quindi a quasi 25 anni fa, in modo da arrivare ad una effettiva parità di trattamento economico e giuridico tra personale con contratti a termine e personale di ruolo. Inoltre, bisogna ovviamente trasformare il divieto dei contratti dopo 36 mesi, con cui si è andati a sovvertire la direttiva Ue n. 70/1999, in stabilizzazione del rapporto di lavoro, anche per evitare costi maggiori nei tribunali, dove il nostro sindacato sta raccogliendo successi considerevoli che portano nelle tasche dei lavoratori ricorrenti cifre sempre più considerevoli, anche decine di migliaia di euro, proprio per sanare la mancata adizione del principio di parità tra personale supplente e assunto a tempo indeterminato. A questo proposito, il sindacato richiama il principio del “risarcimento dei danni”, così come ha stabilito la Corte suprema di Cassazione, attraverso diverse ordinanze del 26 giugno scorso, con cui si conferma quanto già disposto nelle sentenze 9042/17, 23868/16, 22752/16 e 22757/16. E per tali motivi, Anief ribadisce la volontà ad affiancare in tribunale tutti i docenti e il personale Ata a cui si continuano a ledere dei diritti sacrosanti: è possibile ancora ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già immessi in ruolo.

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Precariato e PA – In Sicilia il 65% dei contratti a tempo determinato del pubblico impiego

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 luglio 2018

Urgono modifiche col decreto Dignità.Lo ha chiesto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, nel corso del suo intervento di apertura del convegno “Il ‘precariato pubblico’ nella Regione Siciliana (e non solo) tra legislazione regionale e Decreto Madia: quale soluzione?”, svolto a Palermo, presso Palazzo Comitini, organizzato da Anief, in collaborazione con Asael, Agi, Dirconf, Prodirmed e l’Ordine degli Avvocati di Palermo, con il patrocinio della città metropolitana del capoluogo siciliano. Il sindacalista ha detto che “occorre porre la questione al centro delle politiche nazionali ed europee, cancellando una volta per tutte la finzione degli organici, creati ad arte per favorire il tempo determinato e ostacolare l’assunzione definitiva. Non basta modificare le norme che regolano i diritti dei precari, al fine di stabilizzare, come chiede l’UE, tutti i precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio. E nemmeno basta limitarsi a ripristinare la causale ed approvare regole più rigide per la chiamata a tempo determinato, come ha fatto in questi giorni il Consiglio dei ministri: è bene che in fase di approvazione in Parlamento si attuino delle modifiche che obblighino anche i datori di lavoro alla sottoscrizione di contratti a termine e, a seguire, all’assunzione in ruolo. Il problema è che i lavoratori socialmente utili sono massivamente utilizzati nell’Isola per coprire esigenze d’organico di diritto; in teoria dovrebbe costare di meno questa modalità di operare, ma in pratica costa di più. E nel caso della scuola si tagliano i fondi”. Nel corso del suo intervento, Pacifico ha ricordato l’importante “Risoluzione 242 del 31 maggio scorso, ottenuta anche grazie al nostro operato e quello di tutti i legali, con cui il Parlamento europeo dopo 20 anni ha fornito indicazioni alla Commissione europea e ai presidenti degli stati membri per migliorare la direttiva 70/1999, la quale segue, a sua volta, una precedente direttiva; la prima indicazioni dell’UE sul precariato è infatti del 1991. Da allora, in pratica, su questo ambito non ci sono state modifiche. Mentre ci sono altre direttive che sono state cambiate anche 12 volte. Ecco perché la commissione europea ha presentato le sue osservazioni, dando di fatto ragione agli avvocati dell’Anief: la Buona Scuola non ha trovato una soluzione al precariato. Ed ecco infine perché dobbiamo andare avanti tutti insieme: coesi, per il bene dei lavoratori”.

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Scuola: Precariato, ddl sen. Mario Pittoni per stabilizzare i precari dopo 36 mesi di supplenze

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

Secondo le anticipazioni della stampa specializzata, si vogliono creare i presupposti perché ai precari triennalisti venga attribuito il diritto all’immissione in ruolo, dall’anno successivo alla maturazione dei 36 mesi, nelle assunzioni a tempo indeterminato “nella provincia o regione diverse da quelle di appartenenza, a condizione che siano esaurite tutte le graduatorie a tempo indeterminato e che non ne sia previsto l’aggiornamento per l’anno successivo”. Poiché non è possibile assicurare l’immissione in ruolo a tutti i docenti che raggiungeranno a partire dal 1° settembre 2019 tale limite, il ddl attribuisce una priorità nell’attribuzione delle supplenze al 30 giugno o nelle supplenze temporanee, per tutta la provincia scelta, senza limitazioni. Per il sindacato, quello di abolire il divieto alla successione dei contratti a termine, introdotto dalla Legge 107/2015, è un passaggio fondamentale, ma deve rientrare in un quadro complessivo di modifiche. In tal modo, supererà la mancata stabilizzazione di 140mila docenti e Ata, come denunciato la scorsa settimana a Bruxelles, dal presidente nazionale Anief Marcello Pacifico davanti al Parlamento europeo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Per Anief, se il provvedimento dovesse essere inserito all’interno di un decreto legge urgente del Governo da emanare per superare il caos delle supplenze e delle assunzioni successi a seguito della sentenza dell’Adunanza plenaria del dicembre scorso, dovrebbe riguardare anche la trasformazione di tutto l’organico di fatto in organico di diritto e la riapertura delle graduatorie ad esaurimento a tutto il personale in possesso dell’abilitazione con la conferma dei ruoli già assegnati. A questo piano straordinario di assunzione, dovrebbe infine corrispondere un’ulteriore mobilità straordinaria, anche del personale neo assunto con la fase transitoria in corso di svolgimento. Lo stesso Ministro Bussetti ha detto che gli interessi da salvaguardare sono diversi e occorre operare al meglio per non lederne nessuno: siamo d’accordo, a patto che lo si faccia in tempi celeri e senza anteporre gli interessi finanziari a quelli della didattica e del personale da stabilizzare.

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Scuola – Diplomati magistrali, precariato e organici

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 giugno 2018

Secondo il sindacato, urgono soluzioni efficaci per i docenti in possesso del titolo di diploma magistrale interessati dalla sentenza dell’Adunanza plenaria dello scorso 20 dicembre, per gli altri docenti abilitati esclusi dalle GaE, per tutto il personale precario e per la ridefinizione degli organici in linea con quanto disposto dalla direttiva 70/99 UE, a partire dai posti di sostegno agli alunni disabili. Il Ministro è bene che sappia che, alla luce dell’ultima recente risoluzione del Parlamento UE sul precariato nel pubblico impiego degli Stati membri e dei reclami collettivi presentati da Anief alla Commissione delle Petizioni dell’Unione, la posizione dell’Italia in merito al precariato deve necessariamente avere una sterzata. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Vanno salvaguardati i ruoli assegnati come da parere espresso dell’ex presidente della sezione Lavoro della Cassazione, Michele De Luca, e devono essere inseriti nella terza fascia delle GaE tutti i docenti ad oggi esclusi o inseriti con riserva purché in possesso di un titolo abilitante. Qualsiasi altra soluzione, alternativa al decreto d’urgenza che inserisca tutti gli abilitati nelle GaE, genererà soltanto un nuovo contenzioso. Ma è anche sugli organici la battaglia decisiva di cui si dovrebbe occupare un provvedimento urgente che voglia generare un corretto avvio del nuovo anno: non è possibile continuare a sottoscrivere ogni anno, a settembre, 100mila supplenze annuali, di cui la metà su sostegno agli alunni disabili. Parlare in queste condizioni di scuola di qualità, di continuità didattica e di rispetto del diritto allo studio è pura demagogia. Se quello insediato da pochi giorni vuole per davvero essere il governo del cambiamento lo dimostri nei fatti. E lo faccia subito.

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Eliminare il precariato

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

di Eleonora Evi e Laura Agea, EFDD – M5S Europa. Al Parlamento europeo è successo qualcosa di importante che costituisce un mattone per migliorare la vita di milioni di cittadini in tutta Europa e, in particolare, in Italia. Ci siamo battuti per oltre un anno e mezzo col fine di approvare una risoluzione che parlasse di abuso dei contratti a termine e che combattesse, scrivendolo nero su bianco, l’immenso problema del precariato. È l’ennesimo schiaffo ricevuto dalle folli politiche dei Governi italiani – di centrodestra e centrosinistra, dal Jobs Act in giù – che in questi anni hanno contribuito ad acuire il problema, colpevoli di aver reso il lavoro tanto flessibile da non consentire più alle persone di poter vivere una vita serena e di progettare un futuro. Il tasso di natalità italiano – oltre che naturalmente i numeri duri e crudi sulla povertà, sulla disoccupazione e sull’abuso di contratti a termine – è un indicatore preoccupante, nonché una spia, che dovrebbe rendere evidente come il sistema Paese sia oggettivamente malato.La risoluzione riconosce che il problema del precariato è, appunto, una piaga che espone chi ne è vittima ad un’enorme vulnerabilità sul piano socio economico. Un testo che potete scaricare qui in italiano, che prende forma e sostanza dalle numerosissime petizioni provenute da lavoratori precari della scuola, della sanità, della pubblica amministrazione, ma anche dal settore privato. È infatti un dato inequivocabile che in Unione Europea i precari siano in costante aumento, numeri che potrebbero portare il tessuto sociale comunitario a sfaldarsi lentamente ma inesorabilmente. Come se non bastasse, le statistiche sono state gravemente incrementate dalla evidente incidenza delle politiche di austerità imposte dai burocrati di Bruxelles, attenti solo e soltanto ai conti pubblici e non alle necessità delle milioni di persone che stanno invocando aiuto.C’è poi un collegamento diretto tra il lavoro precario e l’assenza di misure efficaci per prevenire e sanzionare gli abusi in materia di contratti a tempo determinato (nelle loro varie forme, come nel caso dell’Italia). Da questo punto di vista la Commissione Europea ha una responsabilità diretta, perché ha perso tempo, ha accumulato ritardi nelle procedure e, di fatto, ha consentito la reiterazione nella violazione dei diritti dei lavoratori. A riprova di questo dobbiamo segnalare come siano anni che la Corte di Giustizia dell’UE conferma che la normativa sul lavoro debba vedere i contratti a tempo indeterminato come la forma comune, non l’eccezione. E che i contratti a tempo determinato siano riconducibili solo alle specificità di alcuni settori e per determinate attività.In Italia siamo arrivati addirittura al caso limite in cui i lavoratori investiti da una sentenza favorevole da parte del giudice del lavoro (che li riconoscono come vittime), vengono licenziati. Questo ovviamente è inaccettabile, una mostruosità tra le tante a cui stiamo assistendo. Dobbiamo rimettere al centro il lavoro e dobbiamo farlo il più presto possibile, assieme alla stabilità e la dignità delle persone. E, soprattutto, è arrivato il momento di mettere in atto misure di protezione sociale realmente efficaci, come il reddito di cittadinanza, per fare sì che il tessuto sociale – già estremamente pronto da anni di folli politiche di austerità – non venga sfaldato. A dimostrazione della necessità e dell’urgenza per l’Italia di vedere implementate misure reali contro il precariato, eccovi i dati Eurostat sulla disoccupazione, che cala ovunque tranne che nel Bel Paese.

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Scuola: Emergenza precariato

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 maggio 2018

Se non si inserisce nelle graduatorie ad esaurimento tutto il personale docente abilitato, si metterà a rischio il nuovo anno scolastico e le aule di giustizia si intaseranno di ricorsi. Serve, quindi, una soluzione urgente per evitare, in primis, il licenziamento di tante migliaia di maestre e maestri con diploma magistrale. I presupposti perché ciò avvenga ci sono tra l’altro tutti, considerando che nei giorni scorsi la totalità dei principali partiti che occupano le due Camere hanno espresso la loro vicinanza alle proteste veementi dei diplomati magistrale. Ma ora, all’attenzione dei parlamentari eletti nella XVIII legislatura deve corrispondere subito il favore del nuovo Esecutivo che si formerà nelle prossime ore. Senza attendere eventuali nuove elezioni. L’ultimo invito all’approvazione di un decreto legge è arrivato ieri in Aula, alla Camera, dall’on. Monica Ciaburro, appartenente a Fratelli d’Italia. Anief ha già predisposto una bozza di proposta a cui è stata accompagnata una nuova bozza che riguarda anche la trasformazione delle graduatorie di istituto in permanenti provinciali, nonché il loro utilizzo ai fini del reclutamento e l’accorpamento della prima e seconda fascia d’istituto. Nel frattempo, il sindacato ha anche chiesto al Miur di acconsentire alla sospensione dei ricorsi pendenti sull’inserimento in GaE, per via del ricorso depositato in Cassazione.Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Fra un mese finiranno le lezioni scolastiche e molti insegnanti, anche della scuola superiore oltre che dell’infanzia e primaria, per via dell’adozione dell’Adunanza Plenaria del 20 dicembre scorso, rischiano seriamente di non essere più chiamati a settembre, andando a provocare, in tal modo, gravi pregiudizi della continuità didattica e ulteriori ricorsi risarcitori, mentre altri saranno licenziati nonostante abbiano superato l’anno di prova.

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SCUOLA: Precariato senza fine

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 maggio 2018

La risposta è giunta ad un’interrogazione dell’eurodeputata M5S Rosa d’Amato sulla legittimità della normativa italiana rispetto alla clausola 5 della direttiva 70/99, in particolare rispetto al principio di non discriminazione: da Bruxelles presto quindi potrebbe arrivare una risposta all’annosa inosservanza dei governi italiani verso la direttiva Ue. La decisione di indagare sull’anomalia tutta italiana avviene dopo che nei mesi scorsi lo stesso organo sovranazionale, con un parere ufficiale, ha condiviso le osservazioni dei legali Anief sulla violazione delle leggi del nostro Paese sui contratti a termine nella scuola. Anief ricorda di avere già presentato un reclamo collettivo sul personale docente e Ata e uno sul personale abilitato escluso dalle GaE e tradito dal reclutamento transitorio, due ricorsi alla Cedu. Ed ha pure promosso il nuovo ricorso pendente in Corte di Giustizia Europea sull’esclusione del personale di ruolo dagli indennizzi per l’abuso dei contratti a termine.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il fatto che la tensione sia tangibile tra i più di centomila supplenti abilitati che ogni anno sono chiamati dallo Stato a garantire l’erogazione del servizio scolastico, lo si comprende dal quarto sciopero proclamato in pochi mesi: l’ultimo, quello di oggi e domani, a conclusione di uno sciopero della fame attraverso il quale si chiede alla politica un intervento urgente per la riapertura delle graduatorie ad esaurimento, in attesa dei nuovi concorsi. Lo studio legale dell’Anief sta infine valutando se inserire nei ricorsi per la stabilizzazione e per il risarcimento dei precari anche la richiesta di rinvio pregiudiziale per palese violazione delle norme antidiscriminatorie sull’accesso al lavoro del personale docente inserito nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto, con inevitabili danni non patrimoniali a carico dello Stato italiano.

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Scuola. Precariato senza soluzione: Anief risponde alle osservazioni dello Stato italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Il giovane sindacato replica al reclamo collettivo dichiarato ammissibile n. 146/17 dal Consiglio d’Europa, ma denuncia anche Governo e Sindacati confederali per aver firmato un contratto (CCNL 2016/8) per il personale della scuola che non recepisce né la giurisprudenza italiana né comunitaria sui contratti a termine, sull’applicazione della direttiva 70/99 UE né sulla parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato con riflessi su ricostruzione di carriera e mobilità. Ora si aspetta la risposta delle istituzioni comunitarie che sarà vincolante per il nostro Parlamento.Nella risposta al Governo, si sottolinea come rimanga “dunque in vigore, a tutti gli effetti, l’art. 526 D. Lgs. 297/94 che così dispone: «Al personale docente ed educativo non di ruolo spetta il trattamento economico iniziale previsto per il corrispondente personale docente di ruolo». Inoltre, Anief rileva che “il personale assunto in organico di fatto va a ricoprire dei veri e propri vuoti di organico, non sostituendo nessun titolare. Sotto il profilo del fabbisogno organico REALE, le cattedre dell’organico di fatto costituiscono cattedre VACANTI”. Ed il sostegno ne è l’esempio massimo: “Dei 142.930 posti di sostegno attivati nel 2016/2017, dunque, soltanto 96.238 sono stati assegnati a docenti di ruolo, mentre i restanti 46.692 sono in deroga, ossia conferiti a docenti con contratti fino al 30 giugno”. Pertanto, tali posti – come quelli comuni – devono necessariamente essere collocati nell’organico di diritto per essere poi assegnati alle immissioni in ruolo. Infine, Anief rileva che il risarcimento del danno è una “misura sanzionatoria insufficiente”.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo anche denunciato la nuova fase transitoria delle graduatorie regionale di merito ad esaurimento che non risolve il problema del precariato e a cui non ha aderito un precario abilitato su tre: nella gestione della fase transitoria del nuovo sistema di reclutamento, infatti, nei prossimi dieci anni saranno persino ridotti i posti vacanti e disponibili riservati alle immissioni in ruolo di questa procedura fino a raggiungere il solo 20% delle disponibilità. Ora si aspetta la risposta delle istituzioni comunitarie che sarà vincolante per il nostro Parlamento.

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Scuola precariato mai sconfitto: coi nuovi organici a settembre tornano 100mila supplenze annuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Il Miur sta predisponendo gli organici del prossimo anno scolastico e solo tra gli insegnanti quasi 100 mila posti risultano in esubero rispetto al numero di docenti già assunti nei ruoli dello Stato. Ciò significa che tra pochi mesi, sul finire dell’estate e con l’avvio dell’a.s. 2018/19, ci ritroveremo sul groppone lo storico surplus di cattedre della scuola pubblica italiana. Confermando che sia il piano di assunzioni straordinario introdotto dalla Legge 107/2015, sia l’introduzione dei concorsi transitori, prodotti sempre dalla riforma Buona Scuola, non hanno scalfito l’annoso problema della supplentite italica. L’inutilità del nuovo sistema di reclutamento è rappresentato dal nuovo sistema di Formazione iniziale e tirocinio che porterà al ruolo solo dopo un periodo che tra colloqui, selezioni e formazione prevede tra i due e i quattro anni d’attesa, durante i quali, la maggior parte di questi precari saranno pagati con stipendi figurativi, visto che non dovrebbero superare i 400 euro. Anief ripercorre tutte le tappe che hanno portato a questo ennesimo flop sul precariato scolastico italiano.Marcello Pacifico (presidente Anief): Per rifuggire quanto di stupido e incompetente è stato fatto, oltre che per evitare cause milionarie a danno dell’erario per violazione della normativa europea sui contratti a termine, l’unica alternativa rimangono le disposizione da sempre chieste da Anief: l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto; la riapertura permanente ed annuale delle GaE a tutto il personale abilitato; l’estensione del doppio canale per ambiti territoriali alle graduatorie d’istituto, con assunzione anche del personale di terza fascia, in tutti i casi di esaurimento delle graduatorie provinciali; l’assunzione, naturalmente, di tutti i vincitori e idonei degli ultimi concorsi. È una soluzione semplice, ma che la politica deve per forza seguire. E sul personale Ata ci si renda conto che senza amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici la scuola non può andare avanti. Per queste ragioni, in occasione dell’ultimo sciopero nazionale, l’Anief ha lanciato un accorato appello al nuovo Parlamento, perché si faccia carico di una questione diventata sempre più complessa, con strascichi negativi sull’offerta formativa, studenti e personale, eppure tutto sommato semplice da superare.
Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere diricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati, come già detto, pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

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Scuola – Precariato, Miur bocciato: flebile risposta alla memoria Anief contro l’inerzia dello Stato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Denunciato dal giovane sindacato, perché continua a non risolvere il contrasto con la normativa europea, il Miur si limita ad asserire che l’argomento sarà materia ed oggetto di contrattazione nazionale: si tratta, in modo inequivocabile, di una risposta inopportuna e incompleta: sia il contratto sulle Funzioni centrali, sottoscritto lo scorso 23 dicembre, sia il Ccnl della scuola sottoscritto all’Aran meno di due mesi fa, non contengano alcun riferimento alla salvaguardia dei diritti dei precari a considerare gli scatti professionali e, una volta assunti, a vedersi riconosciuti per intero i servizio pre-ruolo. A dire il vero, nel contratto di categoria firmato lo scorso 9 febbraio, c’è un riferimento al precariato: si rimanda alla legislazione vigente, che però non affronta minimamente il problema, tanto è vero che è stata anche dichiarata incostituzionale (Legge 106/2011) e illegittima, oltre che disciplinata dalle sentenze della SS. UU. della Cassazione (22552 e ss. 2016).Marcello Pacifico (Anief-Cisal): A queste condizioni, l’unica strada percorribile per avere giustizia e fare rispettare i diritti lesi di tutti coloro che sono precari oggi e lo sono stati in passato è il ricorso in tribunale. Ancora di più perché a breve, su questa disciplina si esprimerà il Consiglio dell’Unione Europea: l’organo UE, infatti, ha dato la sua disponibilità per decidere sul reclamo collettivo ritenuto ammissibile presentato dal nostro sindacato. Qualora accolto, a quel punto tutto il personale di ruolo, che si è visto formulare una ricostruzione di carriera inadeguata, sia precari, a cui viene corrisposto uno stipendio misero e perennemente bloccato, si vedranno restituire il maltolto: sia gli scatti di anzianità previsti durante il servizio da precariato, sia la parità di trattamento del servizio pre-ruolo con quello di ruolo.
Per tutti questi motivi, Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere diricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati, come già detto, pure i lavoratori già immessi in ruolo.

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Scuola: sciopero del 23 marzo: Precariato e graduatorie permanenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2018

Durante cinque legislature della Repubblica, cinque sessioni riservate, quattro procedure concorsuali, tre nuovi sistemi di formazione universitaria iniziale degli insegnanti, le graduatorie dei supplenti docenti della scuola da cui si attinge per il 50% delle immissioni in ruolo ‎sono state aperte e chiuse diverse volte dal legislatore, spesso sotto i colpi delle sentenze. Ora nella nuova XVIII legislatura, quella che si andrà a costituire dopo le elezioni politiche di oggi, il problema si ripone e l’unica soluzione logica rimane la riapertura delle GaE, quelle Graduatorie ad esaurimento oggetto dello sciopero Anief del prossimo 23 marzo, giorno d’insediamento del nuovo Parlamento.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Lo Stato piuttosto che assegnare 100mila posti vacanti e disponibili alle immissioni in ruolo, finendola anche con la farsa degli organici di diritto, all’80 per cento costituiti da posti vacanti che andrebbero collocati tra quelli di diritto, li continua ad assegnare ai precari sempre sotto forma supplenza annuale.Il tutto, in attesa di due nuovi concorsi che creeranno nuove graduatorie di merito ad esaurimento, con tanto di vincitori di concorso per tre anni a fare formazione e supplenze a paga ridotta. La domanda che poniamo ai decisori dei destini della scuola è allora questa: perché abbiamo decine di migliaia di docenti già abilitati, selezionati, specializzati per l’insegnamento che lo Stato non vuole stabilizzare, ma poi ogni anno tra agosto e settembre chiama a rapporto per coprire i tanti posti liberi? Perché ci sono materie, come la matematica alle medie, che necessitano di docenti abilitati, con le GaE e le graduatorie di merito che sono da tempo esaurite, ma poi si continua a fare di tutto per non assorbirli? Questo è ciò che non si comprende ed è anche il motivo per il quale la nostra azione sindacale non si ferma: in tribunale, ma anche ai tavoli delle trattative, dove contiamo di arrivare dopo le prossime elezioni Rsu di metà aprile.

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Scuola Precariato, il paradosso: presidi costretti ad inviare 400 email per trovare un supplente mentre Miur e Governo continuano a respingere i precari

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 febbraio 2018

scuola-montagna-pianoLa notizia è di oggi: nel trevigiano, un dirigente scolastico per rintracciare un maestro ha inviato centinaia di messaggi di posta elettronica per riuscire a trovare un supplente della scuola primaria e dell’infanzia. Per coprire i “buchi” in organico, i presidi sono costretti a scorrere le liste dei docenti che danno la loro disponibilità, di scuole vicine e a rivolgersi alle Facoltà di Scienze della formazione primaria alla disperata ricerca di laureati o laureandi. La situazione non riguarda solo il Veneto, ma molte altre province sparse per l’Italia.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È paradossale che in questa situazione, fatta di tante realtà come quella del trevigiano, si debba ricorrere collettivamente al parere di Bruxelles, come abbiamo fatto noi solo pochi giorni fa, per chiedere il parere al Consiglio d’Europa sulle incomprensibili esclusioni dalle graduatorie pre-ruolo di decine di migliaia di docenti abilitati, ad iniziare dai diplomati magistrale, passando per i laureati in Scienze della formazione primaria e per tutti coloro che hanno conseguito l’abilitazione tramite corsi Tfa, Pas e all’estero. Perché invece di fare finalmente incontrare ‘domanda e offerta’, come chiede l’Anief da mesi, approvando un decreto legge ad hoc che inserisca una volta per tutte gli abilitati nelle GaE, al Miur continuano a tenere la testa sotto la sabbia? Ecco perché chiediamo di aderire allo sciopero orario dei primi due giorni di scrutini, in programma in questi giorni in occasione delle valutazioni del primo quadrimestre, e allo stop con manifestazione a Roma del 23 marzo, quando si insedieranno le nuove Camere dei deputati

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Scuola: Precariato, sul risarcimento del personale di ruolo la Cassazione ci ripensa e rinvia il giudizio

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

corte di giustizia europeaLa decisione è legata al fatto che si è in attesa della nuova sentenza della Corte di ‎Giustizia Europea sulla causa C. 494/17 Rossato, sollevata dalla Corte di Appello di Trento nel giudizio sulla compatibilità della Legge di riforma della scuola 107/2015 con il diritto dell’Unione Europea. Con ordinanze interlocutorie nn. 27615-8/17, si prende ora atto che non è più possibile riferirsi alle sentenze 22552/16 et aliae, attraverso le quali era stato negato il risarcimento danni ai docenti e al personale Ata immessi in ruolo per gli anni di precariato. Inoltre, la stessa Corte di Giustizia Ue si dovrà pronunciare sulla validità delle norme legislative e contrattuali italiane che prevedono nei decreti di ricostruzione di carriera il “raffreddamento” della stessa carriera con il riconoscimento parziale del servizio pre-ruolo, dopo le sentenze favorevoli giunte dai tribunali del lavoro. Marcello Pacifico (presidente Anief): Ancora una volta abbiamo avuto la conferma di un diritto vivente in continua evoluzione, come sempre ha denunciato il nostro giovane sindacato, attivo non a caso presso la Cedu, che si riconduce sia alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950 sia alla Corte europea dei diritti dell’uomo, oltre che presso il Consiglio Ue e la commissione petizione del Parlamento Ue. Anche a livello nazionale gli orientamenti dei giudici ci stanno dando ragione: il Miur è infatti sempre più spesso condannato a risarcire ogni dipendente con decine di migliaia di euro, anche per l’assegnazione degli scatti di anzianità ai precari, come ribadito dalla Cassazione.

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Precariato e giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 28 ottobre 2017

vincenza labriola“I dati resi pubblici dal focus dell’Istat sui giovani nel mercato del lavoro, ci mostra una fotografia della realtà occupazionale dei giovani della mia generazione che, quanto meno, dovrebbero far vergognare il ministro Poletti e far riflettere Matteo Renzi sulla necessità di fare un altro libro. Un libro, però, che stavolta guardi al fallimento delle sue politiche messe in atto”. Lo dichiara Vincenza Labriola, deputata dui Forza Italia. “Infatti – prosegue la deputata azzurra – solo un giovane su quattro ha un lavoro a termine, e sempre uno su quattro lavora a orario ridotto, nella maggioranza dei casi per l’impossibilità di trovare un’occupazione a tempo pieno. I dati – prosegue – sottolineano come tra coloro che sono usciti dal sistema di istruzione nell’ultimo biennio, la quota di occupati in lavori atipici sia del 51,7% per i laureati e del 64,4% per i diplomati. La precarietà del lavoro, del futuro, pesa tutto sulla mia generazione di trentenni e quarantenni, che subiscono la politica sconclusionata del Partito democratico, che ha pensato bene di creare falsi posti di lavoro, creando un limbo chiamato lavoro a tempo determinato a tutele crescenti. Il problema è che non c’è lavoro e che le tutele tardano a crescere. Mentre secondo Renzi grazie alle sue riforme, tutte bocciate o dai cittadini o dalla Corte Costituzionale, l’Italia è sulla strada giusta per uscire dalla crisi occupazionale e lavorativa. Forse – conclude Labriola – sul treno delle chiacchiere si ha una prospettiva diversa”.

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Precariato scuola: il Consiglio d’Europa dichiara ammissibile il reclamo Anief contro l’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

33894_10Il Consiglio d’Europa dichiara ammissibile il reclamo Anief contro l’Italia per abuso di supplenze: il Governo italiano dovrà rispondere entro il 15 novembre. Dichiarato ammissibile il ricorso 146/17. L’associazione sindacale Anief riconosciuta dal Comitato Europeo dei diritti sociali come rappresentativa delle istanze del personale docente e Ata, per la ripetuta violazione della Direttiva 1999/70/ UE, ribadita dalla Legge 107/15 (cosiddetta “Buona scuola”) e delle sentenze della SS. UU. della Cassazione (22552 e ss. 2016). La decisione che ne scaturirà sarà quindi vincolante per le autorità nazionali ai sensi della Carta sociale europea. Trovano quindi credito le tesi dei legali del giovane sindacato che hanno sottolineato come a differenza del settore privato nel pubblico impiego, e in particolare nella scuola, dopo 36 mesi di servizio a tempo determinato in assenza di ragione oggettive non sia consentita la conversione del rapporto di lavoro, ma addirittura l’espulsione dallo stesso mercato del lavoro. Per tutti questi motivi, il sindacato si è rivolto al giudice transnazionale, attraverso un reclamo ad hoc: il nostro Governo, evidentemente cosciente della distanza del suo operato rispetto alle direttive UE, ha quindi deciso di dichiarare irricevibile il reclamo non per i rilievi mossi, ma appellandosi al fatto che l’Anief non risulta ancora rappresentativo. Esaminato il caso, il Comitato UE ha prima rigettato la posizione del nostro Esecutivo e poi giustamente osservato che l’Italia ha ratificato la Carta il 5 luglio 1999, quindi è legata alle sue disposizione dal 1° settembre 1999: il reclamo quindi è motivato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): I tre anni di servizio a tempo determinato rappresentano una sorta di viatico, in presenza di abilitazione e posto libero: vanno considerati come soglia da considerare per l’assunzione a titolo definitivo. E non come blocco da imporre per scongiurare questo diritto. È evidente che il comma 131 della Buona Scuola è stata creata appositamente per aggirare le direttive UE. Per le stesse motivazioni, sempre in Europa, abbiamo avviato la discussione della petizione presso il Parlamento Europeo, la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, ci siamo rivolti alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo e ora al Comitato Europeo dei diritti sociali. Inoltre, a livello nazionale stiamo valutando se impugnare la Circolare Miur 37381.In attesa che la giustizia europea faccia il suo corso e dopo chela Corte di Giustizia dell’Unione europea ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016), Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

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La Regione Basilicata: una fabbrica di precariato

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

basilicataMentre la Giunta Regionale “valuta”, ai sensi dell’art. 27 della Legge Regionale N. 18/2017 l’avvio delle procedure di stabilizzazione ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. 75/2017, i “precari fortunati” vengono ricollocati all’interno della società esterna Consedin, recente affidataria della gara sull’esternalizzazione dei servizi di assistenza tecnica dei fondi UE della Regione Basilicata.
Sconcerta il cinismo e l’approssimazione con cui si barattano le nuove postazioni all’interno della società, propagandando questo nuovo lavoro come propedeutico alla stabilizzazione futura. Purtroppo i sindacati concertativi hanno abdicato al loro ruolo, allineandosi alla volontà istituzionale e rinunciando di fatto alla battaglia contro il precariato.I lavoratori precari dell’assistenza tecnica dei fondi UE della Regione Basilicata passeranno, dopo quasi 15 anni di lavoro alle dirette dipendenze dell’Ente Regione, a una società che li contrattualizzerà per il tempo necessario all’espletamento della gara, per liquidarli immediatamente dopo questo periodo.
La Regione Basilicata ha così ottenuto il primato di aver attuato la più grande “precarizzazione” del lavoro degli ultimi 20 anni, mentre la Regione Puglia stabilizzerà 600 precari, e mentre l’Emilia Romagna e l’Umbria si accingono ad assumere i lavoratori precari, senza attendere fantomatiche linee guida del Ministero della Funzione Pubblica, per il passaggio dalle piante organiche al Piano Triennale dei Fabbisogni.In Basilicata invece si preferiscono avvisi pubblici per “titoli e affiliazioni” e scorrimenti lampo di graduatorie di altri enti o di concorsi (come quello per dirigenti al Consiglio Regionale…) per saturare, in modo poco trasparente e del tutto improvvisato e discrezionale, le aree ritenute deficitarie.USB non molla e andrà avanti. Abbiamo già adito le vie legali e continueremo su questa strada “denunciando” alla Corte di Giustizia Europea le illegittimità sul lavoro precario in Regione Basilicata, come già fatto per quanto concerne il personale della ricerca, e stigmatizzando una gara d’appalto sull’esternalizzazione dei servizi di assistenza tecnica, che costa più del doppio dei concorsi pubblici, con inquadramenti a tempo determinato in categoria D, o della semplice prosecuzione in proroga delle attuali collaborazioni, ai sensi del comma 8 dell’art. 20 del D.Lgs 75/2017.

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Scuola – Precariato: invece di assumere gli abilitati il Miur adotta la norma ‘strozzasupplenze’

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneCon la Circolare n. 37381, da Viale Trastevere si forniscono indicazioni alle scuole sulle modalità di supplenza dell’anno scolastico appena avviato: richiamando il comma 131 della legge di riforma Renzi-Giannini 107/2015 e la Legge di Bilancio 2017, il Ministero ribadisce l’intenzione di non stipulare più supplenze annuali al personale docente e Ata precario che ha svolto tre anni di servizio non continuativo su posto vacante. Il conteggio parte dal 1° settembre 2016. Penalizzati, ancora una volta, i docenti precari già abilitati della seconda fascia d’istituto: a poco servono le rassicurazioni del sottosegretario De Filippo sul “massimo impegno da parte del Miur in merito alle scadenze dei decreti attuativi e del bando di concorso previsto per Febbraio 2018”. Ma il problema esiste e la soluzione non è questa.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il blocco dei 36 mesi è una norma che non doveva essere approvata, perché costituisce la traduzione opposta di quanto ci indica da tempo l’Unione Europea: i tre anni di servizio a tempo determinato su posto vacante vanno considerati come soglia da valutare per l’assunzione a titolo definitivo. E non come blocco da imporre per scongiurare tale diritto. È evidente che la legge, il comma 131 della Buona Scuola, è stata creata appositamente per aggirare le direttive UE. Ma noi non ci stiamo: l’Ufficio legale Anief sta infatti valutando di proporre ricorso specifico contro la parte della Circolare Miur 37381.Proprio su questi temi l’Anief, dopo la discussione della petizione presso il Parlamento Europeoe la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, di recente ha deciso di rivolgersi anche alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, proprio per consentire la stabilizzazione di tutto il personale docente e Ata scolastico con più di 36 mesi di servizio svolto. Nel frattempo,la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016) per indennizzare i precari della Pubblica Amministrazione che non vengono immessi in ruolo.

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Scuola Precariato: parte la carica degli 85mila supplenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneConsiderando che le graduatorie ad esaurimento di III fascia da GaE per molte classi di concorso della scuola secondaria sono ormai agli sgoccioli, il grosso della gestione delle supplenze passerà direttamente alle scuole tramite le graduatorie di istituto. Molte le mancanze di organico soprattutto nel Nord. Basti pensare alla mancanza di 1.400 docenti di sostegno nella sola Milano o la carenza diffusa in tutto il Nord di docenti di matematica. Poiché in diversi casi si è ancora in attesa degli esiti definitivi delle domande di utilizzazione ed assegnazione provvisoria, anche quest’anno molte supplenze annuali si concretizzeranno ad anno scolastico avviato. E siccome un alto numero dovrà essere effettuato sulla base delle graduatorie d’istituto, in via di rifacimento, i dirigenti saranno anche, in un alto numero di casi, costretti in autunno inoltrato a riconvocare e rinominare il docente, proprio sulla base dei nuovi posizionamenti in graduatoria. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se il Miur ci avesse dato ragione inserendo gli abilitati di seconda fascia nelle GaE, anziché introdurre una lunga e inutile fase transitoria, peraltro solo dopo le nostre proteste ad oltranza, ora non ci ritroveremmo in questo stato di cose. La verità è che per le immissioni in ruolo è giunto il momento di aprire il doppio canale di assunzioni, coinvolgendo anche le graduatorie d’istituto in tutti quei casi in cui le GaE sono esaurite. È inutile attendere i lunghi tempi della nuova fase concorsuale, che prenderà il via, se va bene, solo nel 2018, che dopo la selezione prevede anni di formazione e affiancamento ai docenti di ruolo con paga pure ridotta. Forse lo Stato non si è ancora reso conto che andando avanti di questo passo, ignorando i diritti degli abilitati di seconda fascia d’istituto, andrà a sbattere contro un muro. Perché le crescenti condanne per le mancate stabilizzazioni si ripercuoteranno sulle tasche dei contribuenti.

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Scuola-Precariato: sfuma una assunzione su tre perché i candidati sono stati “congelati” dal Miur

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

scuolaDalle Regioni continuano a giungere i dati sulle immissioni in ruolo effettivamente realizzate a fronte delle 51.773 totali: risultano appena 2.371 i docenti assunti in Emilia Romagna, ma i posti di ruolo messi a disposizione dal Miur erano 3.668. Sono tutte cattedre destinate a rimanere senza un docente fisso e che saranno ricoperte da supplenti. Il motivo è che il contingente di posti messo a disposizione riguarda anche materie, come la matematica e le scienze alle medie e alle superiori e il sostegno, dove le graduatorie, sia GaE che GM, sono rimaste senza candidati. I quali, però, sono quasi sempre presenti nelle graduatorie d’istituto. Solo che chi amministra la scuola si è impuntato a tenerli bloccati e a sottoporli, con il nuovo reclutamento, a una nuova lunga tornata formativa che li porterà in cattedra non prima di diversi anni. Così, la continuità didattica rimarrà un miraggio e si andrà pure a ingrossare il già alto numero di supplenze. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se anche nelle altre regioni si dovesse confermare questo trend di mancate immissioni in ruolo, si rischia di vedere sfumare tra le 15mila e le 20mila assunzioni a tempo indeterminato, facenti capo alle quasi 52mila fissate dal Miur. Considerando che ad oggi abbiamo almeno 90mila supplenze annuali sicure, di cui la metà su sostegno, andranno pure vanificate le 16mila cattedre spostate quest’anno dall’organico di fatto a quello di diritto, ritrovandoci a settembre con più supplenze annuali dell’anno scorso. A quel punto, il piano di cancellazione delle supplentite, predisposto dal Governo Renzi, non sarà più alle corde, ma avrà mostrato tutta la sua pochezza. Altro che programmazione delle immissioni in ruolo per categorie inventate da qualcuno e chiusura delle GaE in breve tempo: la verità è che se lo Stato continua a chiamare i supplenti su posti liberi, anche per il personale Ata, allora è giusto che paghi il danno erariale allo Stato comminato dai giudici per violazione della normativa europea. Una pratica sempre più comune.

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Precariato scuola: la questione ritorna a Lussemburgo

Posted by fidest press agency su domenica, 13 agosto 2017

corte di giustizia europeaDopo le denunce dei legali Anief sul quantum risarcitorio alla CGUE, inadeguatezza della giurisprudenza e normativa interna alla Commissione Petizioni Parlamento UE – Consiglio d’Europa – CEDU, arriva dalla Corte di appello di Trento un nuovo interpello sulla legittimità delle decisioni assunte dalla Suprema Corte Italiana. Se accolte le tesi, ci sarà una pioggia di risarcimenti per gli ex-supplenti del Bel Paese. Nel frattempo, Anief a Trento come in tutto il territorio nazionale continua il contenzioso. Il relatore del nuovo interpello, giudice Terzi, ricostruisce in maniera chiara tutta la normativa trentina e nazionale che ha portato un precario del Conservatorio dal 2003 al 2014 a fare il supplente per undici anni e a richiedere allo Stato italiano e alla Provincia autonoma la stabilizzazione e/o il relativo risarcimento presentando ricorso nel 2012 e rivendicando una palese violazione della direttiva UE.Il precario aveva promosso ricorso mentre ancora era supplente. Il Tribunale di Rovereto gli aveva riconosciuto soltanto gli scatti di anzianità avverso la cui sentenza aveva fatto appello lo Stato a seguito della sentenza 10127/12 della Cassazione. Ma il ricorso era stato sospeso per la rimessione in Corte di Giustizia Europea della normativa italiana che a seguito della sentenza Mascolo e della Consulta viene ritenuta illegittima. Il precario entrava di ruolo nel 2015 e le Sezioni Unite della Cassazione, nel novembre 2016, con plurime sentenze (nn. 22552 e successive) riformavano il precedente giudizio e consentivano la progressione di carriera solo per il personale precario, ordinando un risarcimento da due a dodici mensilità a condizione dell’onere probatorio, negando tale risarcimento al personale assunto a tempo indeterminato.
La Corte di Appello di Trento, il 13 luglio 2017, scioglie la riserva e, chiamata a esprimersi nel merito, non ci sta, perché non ritiene l’attuale normativa e giurisprudenza italiana rispettosa della sentenza Mascolo e soprattutto della Direttiva 1999/70/CE, approvata proprio per evitare l’abuso dei contratti a termine
I Giudici chiedono alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea se, dopo la legge 107/15, le sentenze della Cassazione e della Consulta, sia ancora giusto non risarcire un precario assunto in ruolo oppure se bisogna, comunque, riconoscergli un risarcimento per l’abuso dei contratti a termine che ha subito. Domanda semplice, la cui risposta però potrebbe portare a nuovi risarcimenti milionari per i migliaia di precari che anche con Anief hanno adito il tribunale e continuano a promuovere ricorsi presso il giudice del lavoro, non soltanto per recuperare gli scatti di anzianità e le mensilità estive perdute. Per non parlare dell’altra questione pregiudiziale sempre sollevata da Trento sulla mancata valutazione di tutto il servizio pre-ruolo nella ricostruzione di carriera. Nel frattempo, Anief a Trento come in tutto il territorio nazionale continua il contenzioso per i precari e i neo-assunti.

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