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Scuola: Più ore di sostegno, meno continuità didattica: un paradosso tutto italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Succede anche questo nel Bel Paese: aumentano le ore di sostegno assegnate agli alunni disabili grazie ai ricorsi delle famiglia in tribunale, ma sempre più alunni cambiano insegnante, secondo l’ultimo report “Inclusione scolastica degli alunni con disabilità”, dell’Istat. Negli ultimi cinque anni le ore di sostegno settimanali sono aumentate del 18%, fino a una media di 14 ore a settimana, nonostante un posto su tre chiesto dai presidi in base al PEI sia rifiutato dall’USR.Nonostante questo, i bisogni degli alunni non sembrano soddisfatti: per questo quasi il 6% delle famiglie ha presentato ricorso al Tar, al Sud dove i tagli sono maggiori il 10%. Molti ricorsi sono stati promossi dai legali di Anief con l’iniziativa #nonunoradimeno. L’ultima legge di bilancio ha dovuto prevedere un fondo ad hoc per risarcirle e trasformare almeno mille cattedre in organico di diritto per eseguire le sentenze dei giudici. “Una delle criticità – rileva l’Istat – è la “discontinuità” nel rapporto con l’alunno a causa dei numerosi cambi d’insegnante. E ciò impedisce di instaurare un rapporto di fiducia con il bambino”. Ma di chi è la colpa? Risponde Marcello Pacifico, presidente Anief: “del balletto delle supplenze, di uno scandalo tutto italiano che permette di tenere in vita cento mila cattedre su 180 mila necessarie ogni anno: quei posti in deroga, assegnati in base a parametri di una legge ormai datata (128/13) non sono utili per le assunzioni, coperti ogni anno in supplenza annuale fino al 30 giugno, quasi un posto più tre. Lo Stato così ci risparmia le mensilità estive e non mette nel bilancio ordinario sottoposto ai vincoli europei quasi 3 miliardi. La conseguenza, però, è la palese violazione del diritto all’istruzione e delle norme comunitarie sui contratti a termine, oggetto di un altro contenzioso al giudice del lavoro che costa milioni di euro di risarcimenti. La soluzione ci sarebbe: trasformano questi posti, in organico di diritto, avviare regolari corsi di specializzazione in base alle effettive esigenze e uno straordinario aperto ai docenti con 24 mesi di servizio, aprire il reclutamento già il prossimo anno scolastico con la “Call veloce” anche alle graduatorie di istituto. Così garantire allora la continuità didattica”.

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