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Posts Tagged ‘tar lazio’

Scuola: Concorso straordinario primaria, il Tar Lazio ammette anche gli educatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Ancora una volta le tesi sostenute dall’ufficio legale Anief trovano consenso presso il tribunale amministrativo. Il sindacato plaude alla nuova pronuncia dei giudici in un contenzioso seriale nel merito che vede impegnato da anni per far riconoscere il servizio svolto dagli educatori come quello dei docenti della scuola di primo grado, come del resto già scritto nel contratto in termini giuridici. Ecco perché il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha annunciato i prossimi ricorsi sul nuovo concorso: “Questa sentenza ci conferma che purtroppo il diritto in Italia troppe volte continua a passare per i tribunali, piuttosto che per le decisioni del legislatore e dell’amministrazione centrale. Ecco perché Anief ha deciso di impugnare l’imminente bando del concorso ordinario, per circa 17 mila posti, sempre per la scuola dell’infanzia e primaria, oltre che l’esiguità dei posti, anche per la mancata valutazione del servizio tra i titoli, per il calcolo errato degli ammessi agli scritti dopo l’eventuale preselettiva e per il limite del 10% degli idonei già impugnato negli altri bandi di concorso.Il personale educatore della scuola ha pieno diritto a partecipare al concorso per la scuola dell’infanzia e primaria, sia su posto comune che su sostegno: Anief lo sostiene da tempo. Ora lo dice anche il Tar del Lazio che con la sentenza n. 9474/2019 ha dato il via libera alla partecipazione degli educatori interessati di partecipare alle sessioni suppletive. Gli educatori, del resto, sono a tutti gli effetti dei maestri della scuola primaria e non si comprende il motivo per il quale, anche se già di ruolo, debbano essere esclusi dai pubblici concorsi che li interessano.

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Scuola – Anief apre le pre-adesioni gratuite per aderire ai ricorsi al Tar Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Sono otto le censure di merito che l’ufficio legale del giovane sindacato denuncia rispetto al D.M. n. 327/19, dal numero dei posti banditi che non contempla i posti su sostegno in deroga e quelli in organico nelle sezioni primavera, all’esclusione di alcuni insegnanti (educatori, laureandi SFP, abilitati all’estero con titolo non riconosciuti dal Miur), dagli elenchi degli esclusi dopo le prove selettive (nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientrano nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi) a quelli degli idonei che non potranno essere inclusi nelle graduatorie di merito perché collocati oltre la soglia del 10%, per arrivare alla contestazione della mancata valutazione del servizio di insegnamento prestato a dispetto del concorso 2016.
Se nel concorso 2016 erano stati banditi ben 26 mila posti, nonostante l’incremento in organico di 2 mila posti di tempo pieno e prolungato, questa volta il ministro Bussetti indice un concorso ordinario senza contemplare le migliaia di posti in deroga assegnati in base a effettive esigenze e quelli ordinari delle sezioni primavera introdotti dalla Buona scuola. Se accolto, il ricorso potrà persino raddoppiare il numero delle assunzioni.
Che gli educatori siano inquadrati quali docenti lo dice la legge, lo dice il contratto e lo dice anche il tribunale amministrativo che ne ha in ogni occasione ribadito il valore abilitante del titolo posseduto. Ecco perché hanno pieno diritto all’accesso al concorso per la scuola dell’infanzia e della primaria, ma ancora una volta il Miur non prevede tale titolo tra quelli utili per il prossimo concorso ordinario.I docenti che stanno frequentando l’ultimo anno di Scienze della Formazione primaria, invece, saranno esclusi dalla possibilità di partecipare al concorso anche se conseguiranno la laurea entro i termini di svolgimento degli scritti ma non di presentazione della domanda.
Sotto la lente dell’Ufficio Legale Anief, infine, anche l’esclusione di quanti si sono abilitati all’estero, in Spagna, Bulgaria e in Romania e hanno ricevuto dal Miur il diniego per l’equipollenza del titolo acquisito. Questi docenti se hanno un contenzioso pendente avverso la domanda negata di riconoscimento o le note ministeriali specifiche pubblicate dal Miur, possono aderire al nuovo ricorso per chiedere di partecipare con riserva al concorso ordinario. A tal proposito, Anief per chi non ancora ricorso avverso la Nota Miur dello scorso 2 aprile che nega in partenza la possibilità di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Romania, avvierà nelle prossime ore un ricorso al Tar Lazio per impugnare entro i termini l’atto ritenuto illegittimo. Tutti gli altri che non hanno mai ricorso avverso le note ministeriali o i procedimenti di diniego di riconoscimento del proprio titolo dovranno contattare la segreteria nazionale Anief per verificare la procedibilità del nuovo ricorso per l’accesso al concorso.
Sulla prova preselettiva, lo studio legale di Anief ha gia dimostrato dal concorso 2016 al TFA come il raggiungimento della quota di sufficienza sia motivo di per sé valido per accedere alle prove scritte, mentre appare irragionevole attivare le prove preselettive soltanto se il numero delle domande è superiore a quattro volte il numero dei posto salvo far accedere dopo il loro svolgimento soltanto chi si ritrova entro tre volte il numero dei posti banditi.
Dell’incredibile ha la riproposizione della soglia del 10% degli idonei introdotta dalla Buona scuola e superata dalla legge di stabilità 2018. Ancora una volta sarà battaglia nei tribunali per chi supera la soglia del Sette agli scritti e agli orali ha superato il concorso e ha diritto a essere inserito nella graduatoria di merito come Anief ha sempre dimostrato nei tribunali.
Il mancato riconoscimento di un qualsiasi punteggio attribuito dalla Tabella Titoli al servizio prestato è un qualcosa di scandaloso, visto che la rapida successione dei ricorsi risponde al bisogno di dimostrare in Europa che esiste uno speciale canale di reclutamento teso ad assorbire i precari con tanti anni di servizio.
Anief informa i propri iscritti che è già possibile preaderire gratuitamente ai ricorsi avverso il Decreto Miur che avvia le procedure del prossimo concorso ordinario 2019 per la scuola infanzia, primaria in modo da ricevere tutte le informazioni utili per l’effettiva proposizione delle specifiche azioni legali non appena saranno pubblicati i relativi Bandi concorsuali.

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Scuola: TAR Lazio dà ragione ai legali Anief e apre il concorso riservato a 4mila ITP precari

Posted by fidest press agency su domenica, 16 settembre 2018

Il TAR Lazio, con le ordinanze pubblicate oggi, accoglie le tesi da sempre sostenute dall’Anief sul diritto all’accesso alle procedure concorsuali 2018 riservate agli abilitati dei docenti in possesso di diploma ITP che da anni lavorano nella scuola pubblica e che non avevano mai avuto modo di conseguire l’abilitazione attraverso percorsi abilitanti ordinari. Attese nelle prossime ore le ordinanze relative alla partecipazione al concorso 2018 dei diplomati AFAM, degli idonei ai concorsi 2012 e 2016, degli specializzandi sostegno e dei docenti abilitati all’estero dopo il 31 maggio 2017 illegittimamente esclusi. Il TAR, inoltre, potrebbe sollevare una nuova e più specifica questione di illegittimità costituzionale sulla peculiare condizione degli insegnanti tecnico pratici, rispetto a quella sollevata per laureati e dottori di ricerca.

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Precariato: il CdS sospende le sentenza del Tar Lazio e ammette i Diplomati magistrale 2015 e 2016

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 marzo 2017

consiglio di statoIl Consiglio di Stato continua a dare ragione ai diplomati magistrale e alle tesi da sempre sostenute dall’Anief. Anche i docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che hanno proposto ricorso al TAR Lazio nel 2015 e nel 2016 hanno diritto a rivendicare l’inserimento in GaE, questo quanto chiarito dall’Ordinanza cautelare n. 1281 emanata oggi dal Consiglio di Stato su ricorso patrocinato dagli Avvocati Tommaso De Grandis e Nicola Zampieri. Marcello pacifico (Anief-Cisal): non avevamo dubbi sul favorevole esito in Consiglio di Stato: il più alto grado della giustizia amministrativa non poteva che confermare che il Decreto Ministeriale n. 235 del 2014 è un atto già annullato in via definitiva ed erga omnes, per cui non è possibile eccepire una tardiva impugnazione di un atto non più esistente. Ora il Governo intervenga riaprendo le Gae a tutti gli abilitati.

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Rideterminazione Isee. Il Governo aggira con un colpo di mano le sentenze del Tar Lazio e del Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 maggio 2016

tar lazioCome si direbbe, fatta la legge, trovato l’inganno. Con estrema disinvoltura, dopo aver ignorato per quasi un anno e mezzo le pronunce immediatamente esecutive del Tar Lazio, divenute definitive con la loro conferma del Consiglio di Stato, il Governo ha presentato alla Camera, che ieri ha approvato, un emendamento al decreto legge Scuola (già approvato al Senato), che riforma il Dpcm 159/13 sull’Isee.
Ma come un mago che all’ultimo tuffo tira fuori il coniglio dal cilindro, del dettato delle Sentenze rimane un vago sentore, e l’intero impianto riformulato in sede giudiziale, viene, di fatto, stravolto di nuovo. Si prevede, infatti, che, sì, certo, gli emolumenti legati alle disabilità non siano ricompresi nell’ISR (Indicatore della Situazione Patrimoniale), una delle componenti dell’Isee, ma, anziché affiancare a detta modifica l’ulteriore modifica sulle franchige voluta dai Giudici Amministrativi (di base un loro riequilibrio al rialzo), ha di fatto cancellato queste ultime dal calcolo finale. In altre parole, ha preso le sentenze, ne ha applicato un solo precetto (indennità escluse dall’isee), ha eliminato l’altro (niente più franchige, salvo stabilire un aumento irrisorio dello 0,5 del demoltiplicatore) affermando bellamente che il Consiglio di Stato non ha certo detto che le due cose debbano andare di pari passo e che anzi, l’una escluderebbe l’altra. Un vero prestigiatore. Il tutto, a questo punto, non si sa se per disgrazia o per fortuna, in via provvisoria, nell’attesa di una modifica organica della materia.
Negli ultimi mesi, l’Inps ha da un lato previsto la possibilità di modifica e rideterminazione dell’Isee (presentazione modulo FC3 e FC8), dall’altro caf e Comuni hanno negato al pubblico di poter procedere. Sono molte le segnalazioni di utenti che si son visti respingere al mittente le proprie richieste di determinazione, in modo esplicito o tacito.
Adesso, si ha la seguente situazione: dal 2015 ad oggi vige un decreto isee – Dlgs 159/13, come modificato dal Tar Lazio (indennità esenti dall’Isr + franchige). Dall’entrata in vigore dell’emendamento, e fino a nuova riformulazione, si avrà l’esclusione delle indennità ma anche delle franchige. (Claudia Moretti, legale Aduc)

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Bocciatura Tar del Lazio ad aumenti tariffe taxi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 febbraio 2011

I giudici del Tar del Lazio hanno bocciato la delibera del Campidoglio sugli aumenti delle tariffe taxi, confermando la sospensione dei rincari decisa lo scorso 3 febbraio in seguito al ricorso delle associazioni dei consumatori. Si legge nel provvedimento che il Tribunale amministrativo ha giudicato insufficiente il lavoro svolto dalla commissione tecnica e in ogni caso inadeguato a giustificare gli aumenti decisi in delibera. “Questa Giunta e questo sindaco sembrano procedere continuamente con commissioni che predispongono aumenti indiscriminati, perché nel caso dei taxi si tratta di aumenti generici e senza  reali giustificazioni – commenta il vicesegretario laziale dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa –. Il cittadino si ritroverebbe a pagare più di 20 euro anche per un tragitto breve. Se si vogliono fare degli aumenti, è necessario elaborare delle motivazioni serie per le quali si giustifichino i rincari di questi prezzi. Purtroppo tali iniziative vengono portate avanti sotto la spinta emotiva di alcune associazioni che si sono mosse in Campidoglio quasi in maniera ricattatoria, minacciando scioperi. Invece, se si fosse riflettuto un po’ di più, esaminando in maniera più attenta le procedure e anche i contenuti della delibera stessa che danno le motivazioni dell’aumento dei prezzi, non saremmo arrivati a tutto questo”.L’esponente del partito fondato da Antonio Di Pietro, cerca motivazioni adeguate legate al provvedimento e riflette sull’indecisione da parte del Comune di appellarsi al Consiglio di Stato, oppure proseguire sulla strada del confronto con le categorie sociali. Inoltre, prosegue la sua analisi affermando: “Se il Consiglio di Stato dovesse bocciarla di nuovo non so con quali elementi potrebbero portare avanti questa deliberazione. Qui sentiamo tutti i giorni parlare di promesse, tutti si riempiono la bocca di grossi progetti, grandi iniziative e di linee che poi appartengono alla vecchia giunta. Qui siamo al punto di partenza: un esempio lampante è il grande disagio che ogni giorno subiscono i cittadini percorrendo l’unico tratto che unisce l’Eur e la Cristoforo Colombo alla strada Roma-Fiumicino, un piccolo percorso che quotidianamente è ostacolato da lunghe code di traffico.” L’ultimo appello lanciato dal vicesegretario Tortosa all’attuale Giunta comunale è questo: “ Sindaco e Giunta, imparate a fare le delibere e a dare delle risposte concrete a questa città che ha bisogno di riforme”.

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