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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Scuola: Le proposte di Anief al prossimo governo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico: “Il nuovo esecutivo potrebbe fare tanto per la scuola, in particolare per adeguare l’organico di fatto a quello di diritto”
L’implosione del governo gialloverde mette a rischio alcuni provvedimenti relativi al comparto Istruzione. In particolare sono destinate a un nulla di fatto tutte le promesse relative all’accordo pre-elezioni europee dello scorso aprile fra il Ministero dell’Istruzione e le altre organizzazioni sindacali, a cominciare dagli aumenti di stipendio per il personale della scuola. Non tutto è perduto, però, nel senso che Anief rilancia le proprie proposte al prossimo esecutivo, di transizione, o di scopo nell’ambito di questa legislatura.Lo spiega nel dettaglio il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, in un intervento radiofonico a Italia Stampa: “Il prossimo esecutivo potrebbe fare alcune determinazioni, ad esempio per la riapertura delle GaE e il doppio canale di reclutamento, per consentire agli idonei dei vecchi concorsi di essere assunti nelle altre regioni e, in generale, per adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto”

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Scuola – Precariato boom, di male in peggio: Anief lo aveva detto a marzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

La denuncia del giovane sindacato sul triste record di supplenze dell’estate 2019 e sulla necessità di approvare un decreto urgente, per evitare il caos, è stata ora raccolta da tutto il mondo della scuola. Anche da quei sindacati che a fine aprile firmavano trionfanti accordi a perdere sul precariato, oltre che su regionalizzazione e stipendi, con il premier Giuseppe Conte e con il ministro dell’Istruzione. Peccato che la presa di coscienza e l’ammissione che era tutto inutile sia arrivata con quattro mesi di ritardo, fuori tempo massimo. Ed ancora peggio, l’unico a non ammettere la realtà, fatta di oltre 150 mila cattedre vacanti e 200 mila supplenze annuali, è il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che continua a mandare messaggi tranquillizzanti via facebook. È dallo scorso mese di marzo che Anief insiste su questo pericolo: sul fatto che i vincitori del prossimo concorso a cattedra potrebbero non essere assunti nemmeno nel 2020 e che è indispensabile l’attivazione del doppio canale di reclutamento e l’assorbimento dei vecchi vincitori e idonei pure su altre regioni. Marcello Pacifico (Anief): Alla base di tutto, il problema del precariato scolastico rimane il fatto che le 58 mila assunzioni programmate quest’anno dal Miur sono solo un terzo di quelle che servivano, perché ci sono 100 mila posti in organico di fatto in realtà liberi dal docente titolare. Inoltre, prevediamo che almeno il 70 per cento non si realizzeranno, superando il già altissimo numero di mancate risposte alle convocazioni per le immissioni in ruolo dello scorso anno, quando su 57 mila assunzioni ne saltarono quasi 33 mila.La supplentite continua a caratterizzare le oltre 8 mila scuole italiane. Perché non c’è alcuna volontà da parte del Miur di stabilizzare i precari storici con oltre 36 mesi di servizio svolto, a dispetto di quello che ci chiede l’Europa da 20 anni, e tra qualche mese ne vedremo delle belle: solo considerando i 40 mila pensionamenti, le 33 mila mancate immissioni in ruolo della scorsa estate e i 50 mila posti in deroga, si arriva ad un numero inaudito di supplenze annuali, con scadenza 30 giugno 2020 o 31 agosto 2020.
Addirittura, le cose sono andate peggio delle previsioni del giovane sindacato, perché nel frattempo gli oltre 20 mila pensionamenti di Quota 100, dopo non essere stati utili per le operazioni di mobilità, sono state escluse pure dalle assunzioni a tempo indeterminato e aggiunte nel “calderone” dei posti da affidare a precari improvvisati, spesso nemmeno abilitati e senza esperienza. È di queste ore la pubblicazione di un articolo di Repubblica, dove si dice “credibile che il prossimo anno scolastico possa partire con 160-170 mila insegnanti precari in cattedra, cifra da primato, e contemporaneamente le graduatorie pre-ruolo sempre piene. In Veneto e Lombardia – regioni che spingono per l’approvazione dell’Autonomia differenziata, soprattutto nel campo scolastico – i vuoti dal primo settembre assumeranno dimensioni mai viste prima”.

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L’Anief ottiene dal TAR Lazio la dichiarazione di inadempienza da parte del Ministero dell’istruzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Riguardo l’ordinanza cautelare n. 2391/2019 con cui lo stesso tribunale amministrativo ordinava all’Amministrazione l’immediata revisione dei posti di sostegno autorizzati per i corsi di specializzazione e la produzione di una dettagliata relazione “allegando ogni relativo supporto documentale” che giustificasse il numero dei posti e la sua distribuzione sul territorio nazionale. Anief avvia le procedure di adesione al ricorso ad adiuvandum per ottenere l’immediato aumento dei posti per il TFA Sostegno.
Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, infatti, ha constatato come i 60 giorni utili per l’esecuzione dell’Ordinanza cautelare ottenuta dagli Avvocati Anief Fabio Ganci e Walter Miceli siano ormai trascorsi “senza che l’amministrazione onerata abbia adempiuto o abbia altrimenti rappresentato difficoltà o impedimenti a provvedere al disposto riesame ed al deposito dei richiesti chiarimenti” e, pertanto, accoglie l’istanza di esecuzione dell’ordinanza cautelare avanzata da parte ricorrente “in ragione dell’essersi reso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del tutto inadempiente rispetto all’obbligo giuridico di conformarsi alla citata pronuncia cautelare” e ordina allo stesso “di dare integrale esecuzione all’ordinanza cautelare n. 2391/2019, entro un termine che appare equo al Collegio fissare in trenta giorni dalla comunicazione o notificazione, se anteriore, della presente ordinanza”. “Avevamo impugnato presso il TAR Lazio il Decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca del 21 febbraio 2019 n. 118 di autorizzazione all’avvio dei corsi di Tirocinio Formativo Attivo propedeutici all’acquisizione della specializzazione per le attività di sostegno didattico degli alunni con disabilità – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – denunciando l’insufficienza dei posti complessivamente autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, nonché l’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto al fabbisogno territoriale. Il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, aveva condiviso le ragioni patrocinate dai nostri legali e aveva ordinato al Miur l’immediato riesame della situazione. Ad oggi il Ministero dell’istruzione ha creduto bene di poter ignorare gli ordini del tribunale, ma ora dovrà dare corretta esecuzione a quanto disposto già da tempo dal TAR e rivedere in modo consistente il numero dei posti attivati per il TFA Sostegno. Per questo abbiamo inviato una specifica richiesta al Miur di far accedere subito tutti gli attuali 5 mila idonei esclusi dalla frequenza del corso e di riaprire nuove procedure per ammettere gli altri candidati che non hanno superato le prove”.

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Sostegno: Anief invia le sue proposte ai parlamentari sulla riforma voluta dal Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Il 1° settembre 2019 entra in vigore il decreto legislativo n. 66/2017, cosicché in temi rapidi il nuovo governo si appresti a rapidi correttivi, peraltro non discussi in audizione con le parti sociali e con il mondo della scuola, come il cambio delle regole per l’attribuzione delle ore di sostegno, non più attribuite a “monte” ma sulla base di altri fattori, come il contesto specifico della scuola (gli insegnanti la famiglia, l’équipe medica che segue il bambino) e del territorio (l’ente locale).Il sindacato Anief, ritiene che, nel rispetto delle diverse sentenze del tribunale amministrativo e della corte costituzionale bisogna eliminare gli attuali vincoli alla formazione dell’organico di diritto in presenza di un aumento esponenziale delle certificazioni presentate dalle famiglie negli ultimi anni che con un incremento costante di 10 mila nuovi iscritti l’anno è arrivato all’attuale consistenza di 300 mila alunni disabili iscritti (dati certificati Istat).Il sindacato chiede che a partire dall’anno scolastico 2019/2020, quindi dal prossimo 1° settembre, siano rivisti, con Decreto del Miur, i criteri di determinazione dell’organico di diritto su posti di sostegno attivato al fine di coprire il 100% della dotazione organica di sostegno complessivamente presente nell’anno scolastico precedente: si tratta di oltre 50 mila cattedre, da anni assegnate erroneamente in deroga, fino al 30 giugno dell’anno successivo, privando i docenti precari di farle proprie per le immissioni in ruolo e gli studenti della continuità didattica.Diventa basilare attuare la previsione di un tetto massimo di studenti per classe (massimo 20), al fine di garantire la necessaria personalizzazione degli interventi didattici e una più efficace azione inclusiva del corpo docente e di tutti gli altri membri della comunità educante scolastica. L’aumento di spesa, derivante dal maggior numero di classi da formare, verrebbe compensato dalla generale diminuzione degli alunni iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado, derivante a sua volta dalla riduzione delle nascite.
Ma, sempre in vista dell’effettiva realizzazione dell’inclusione scolastica degli studenti disabili, è necessario adeguare anche la dotazione organica del personale Ata, aumentandola del 10% rispetto a quanto previsto dalla normativa citata.Assumere il personale addetto ai servizi di assistente all’autonomia e alla comunicazione è un passaggio fondamentale per il miglioramento dell’assistenza agli alunni disabili certificati: tali figure professionali, invece, ancora non trovano spazio tra quelle riconosciute in pieno dallo Stato, né riescono ad essere presenti con continuità nei nostri istituti, sempre con gli stessi operatori specializzati.
Il rispetto delle ore di insegnamento specializzato per gli alunni con disabilità, previsto dal Programma educativo individualizzato realizzato dall’équipe specializzata e richiesto dal dirigente scolastico, deve sempre prevalere, anche in deroga all’organico complessivamente autorizzato.Garantire l’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria:Serve una norma che offra la certezza del diritto dell’alunno all’iscrizione all’ultimo anno della scuola secondaria nel caso in cui non svolga prove equipollenti a quelle ordinarie e consegua l’attestazione di credito formativo”.Valutare il servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nei vincoli relativi alla mobilità volontaria Secondo il sindacato, infine, è giunta l’ora di chiarire la diretta valutabilità del servizio pre-ruolo svolto su posti di sostegno nella mobilità volontaria del personale già di ruolo.

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Scuola: Precariato, Bussetti raccoglie la richiesta dell’Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Il ministro dell’Istruzione chiederà l’approvazione in Consiglio dei ministri di un decreto legge ad hoc per realizzare l’accordo raggiunto coi sindacati. Il giovane sindacato chiede però di andare oltre a quanto pattuito a Palazzo Chigi a fine aprile: “per evitare che tra un mese le convocazioni per assegnare 58 mila immissioni in ruolo vadano deserte – spiega il presidente Anief, Marcello Pacifico – occorre riaprire le GaE a tutto il personale abilitato, oltre che consentire agli idonei e agli ex Fit la stabilizzazione in altre regioni, di confermare le assunzioni fatte con riserva e l’inserimento dei precari sempre avvenuto con riserva nelle ex graduatorie permanenti”.
Sul precariato scolastico si naviga più che mai a vista: il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti passa con disinvoltura da una decisione all’altra, dimostrando l’assenza di un progetto chiaro e definito. All’inizio del 2019 il titolare del Miur faceva sapere a tutti che da quel momento in poi l’unico canale per entrare in ruolo nella scuola sarebbe stato il concorsone pubblico e che era giunta al termine la stagione dei concorsi riservati e dei corsi abilitanti, perché rappresentavano solo “un salasso per i precari” che non portava a nulla; alla vigilia delle elezioni europee, spinto dalla necessità di scongiurare lo sciopero unitario della scuola in vista della tornata elettorale europea, assieme al premier Giuseppe Conte, ha espresso l’intenzione di aprire un canale diretto per assumere i precari con oltre 36 mesi; alcuni giorni fa, il ministro ha annunciato però che i tempi per l’avvio della procedura del secondo ciclo d’istruzione sarebbero stati più lunghi del previsto, assicurando l’avvio entro la fine dell’anno. In queste ultime ore, invece, in un’intervista al Corriere della Sera, Marco Bussetti dice che “entro luglio, intendo proporre un decreto legge per dare attuazione all’accordo con i sindacati per il concorso straordinario per la Scuola secondaria, riservato ai precari con più di tre anni di anzianità”.

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Diplomati magistrale: Anief chiede la conferma in ruolo sullo stesso posto

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

A poche settimane dall’inizio delle procedure di immissione in ruolo, l’Anief chiede al Miur una soluzione ad hoc in favore dei diplomati magistrale già immessi in ruolo con riserva in caso di nuova individuazione dalle Graduatorie di Merito Regionali del concorso 2016 e di quello straordinario bandito ex DDG n. 1456/2018 per poter essere non solo utilizzati, ma riconfermati nella stessa scuola di attuale titolarità. Marcello Pacifico (Anief): soluzione indispensabile per la continuità didattica e il rispetto dei diritti dei lavoratori.Dopo la notizia dell’accordo raggiunto in Lombardia a seguito di contrattazione decentrata che permetterà ai docenti con diploma magistrale già immessi in ruolo con riserva di chiedere l’utilizzazione “sullo stesso posto, qualora individuati nuovamente in ruolo in base allo scorrimento delle graduatorie del concorso straordinario DDG n. 1456 del 7 novembre 2018”, l’Anief chiede non solo che tale procedura sia immediatamente estesa a tutto il territorio nazionale attraverso le relative contrattazioni decentrate regionali o esplicite indicazioni ministeriali, ma che il Miur adotti al più presto una soluzione univoca che consenta al docenti con diploma magistrale immessi in ruolo “con riserva” di scegliere direttamente, in caso di nuova individuazione per l’immissione in ruolo sullo stesso grado di istruzione e tipo posto da graduatorie del concorso 2016 o di quello straordinario 2018, quale nuova sede di titolarità la propria attuale sede di servizio.
Con le nuove procedure di immissione in ruolo, infatti, i docenti della scuola infanzia e primaria dovranno scegliere una sede di titolarità che sarà la loro sede definitiva con “blocco” nella provincia per almeno un triennio; negare loro la possibilità di optare per la medesima sede di attuale titolarità – essendo il posto formalmente occupato dallo stesso docente e non disponibile per le immissioni in ruolo – creerebbe non poche problematiche. “La soluzione da noi proposta – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non solo eviterebbe il rischio di “balletti” di docenti costretti a cambiare sede di servizio anche in corso d’anno, ma consentirebbe ai lavoratori una più serena gestione della propria vita lavorativa con conseguenze che possono solamente essere positive sull’attività didattica. Il Miur deve garantire non solo la continuità dell’azione didattica, ma anche la sua efficacia attraverso il pieno rispetto dei lavoratori”.

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Scuola – Diplomati magistrale, Anief: continuità didattica addio, caos a settembre

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Cosa risponderà il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, a settembre, quando non potranno più essere nominati 45 mila insegnanti dalle graduatorie ad esaurimento e si dovrà ricorrere alle chiamate dei presidi dalla seconda fascia o peggio ancora da MAD? Già, perché i dm depennati a causa delle sentenze negative, come effetto della plenaria, non sono presenti né in prima né in seconda fascia. Ad oggi non è previsto un loro reinserimento nella II fascia d’istituto, poiché l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto è previsto per il futuro anno scolastico 2019/2020. A tal proposito il sindacato ha inviato una richiesta specifica al MIUR.Anief ribadisce che, quella dei concorsi ordinari o straordinari, non può essere la soluzione al problema di oltre 45 mila che verranno espulsi dalle GaE. Il punto, infatti, è un altro, ovvero che le Graduatorie ad Esaurimento non possono essere negate a questi docenti: starvi dentro, per i tutti i diplomati magistrale, è un diritto, punto.Poi, visto che le espressioni dei giudici vanno intese come oro colato, perché dal Miur non sono state espresse le stesse considerazioni di rispetto e di estensione pratica quando sempre il Consiglio di Stato ha prodotto sette sentenze passate in giudicato di tenore opposto? Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i diplomati magistrale sanno bene che quella messa a disposizione dal Miur è una ciambella di salvataggio per pochi, per molti persino umiliante dopo esser stati giudicati dai collegi docenti come idonei all’insegnamento. “Con le decisioni prese sui precari della scuola con il decreto Dignità, il problema dei maestri con diploma magistrale è tutt’altro che risolto. Perché solo uno su cinque ha avuto il contratto annuale fino al 30 giugno 2019, mentre dal prossimo anno scolastico la salvaguardia della continuità didattica attraverso la trasformazione dei contratti indeterminati a contratti al 30/06 non è più prevista”.

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Sul personale Ata della scuola siamo alle solite

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Mentre l’Anief illustrava all’Aran una situazione professionale non più tollerabile, perché mancano all’appello decine di migliaia di posti, gli stipendi sono indegni per un lavoratore dello Stato e le possibilità di salire di profilo sono ridotte al minimo, al ministero dell’Istruzione si faceva l’ennesimo buco nell’acqua: alla richiesta, formulata dagli sindacati maggiori, di realizzare “un puntuale impegno al rispetto dell’intesa di palazzo Chigi relativamente al tema della valorizzazione di tutto il personale ATA, nonché per assicurare il riconoscimento dell’esperienza di quei tanti assistenti amministrativi che in questi anni hanno svolto le funzioni di Dsga”, il Miur ha replicato parlando di “molteplici difficoltà di carattere normativo e giuridico a individuare procedure riservate per accedere al profilo di Dsga da parte degli assistenti amministrativi sprovvisti di titolo di studio specifico”. Che fine ha fatto, allora, l’intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile che indicava di favorire i passaggi su profilo superiore? “A oggi – replica Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – quell’accordo rimane lettera morta. Anzi, siccome c’è anche chi intravede tagli di 100 milioni alla scuola, perché si deve dimostrare all’Unione Europea che l’Italia sa tenere i conti in ordine, a breve il governo potrebbe dirci che le buone intenzioni sono state vanificate dalle esigenze di non incorrere nella pericolosissima procedura di infrazione che Bruxelles si accingerebbe a produrre per via del debito pubblico in crescita. Si tratterebbe, è chiaro, di una ipotesi che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione”.
I lavoratori Ata continuano a essere trattati come dipendenti di un dio minore. Durante l’incontro tenuto al ministero dell’Istruzione dagli altri sindacati, per quanto riguarda il tema dei “passaggi di profilo, tramite mobilità professionale, e attivazione delle posizioni economiche”, l’amministrazione non ha saputo fornire alcuna risposta: si è limitata, infatti, a chiedere alle stesse organizzazioni sindacali delle proposte dettagliate “da discutere entro i prossimi giorni in un nuovo incontro” sempre presso il Miur.

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Pensioni Anief: fa bene il Governo a non cedere all’Ue

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Dinanzi alla possibilità concreta che ad inizio luglio la Commissione europea sanzioni l’Italia per via del debito pubblico, il Governo gialloverde mette le mani avanti: non solo Quota 100 è confermata, come ha ribadito oggi il premier Giuseppe Conte, ma si intende mettere ancora mano alla riforma previdenziale facendo scendere le pensioni di anzianità a 41 anni. Marcello Pacifico (Anief): Ci sono delle professionalità, come quelle che operano nella scuola, che non possono continuare a rimanere in servizio dopo i 60 anni di età. L’anno scorso, abbiamo formalizzato questa richiesta nella Legge di Bilancio con una serie di emendamenti che avrebbe permesso l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole precedenti alla legge Fornero, oltre a collocare la professione docente tra quelle a carattere gravoso.
“Sulla legge Fornero siamo solo all’inizio. La lettera dell’Ue ci dice che abbiamo sbagliato a iniziare a smontarla e ad approvare ‘quota 100’. Io rispondo educatamente che siamo solo all’inizio perché l’obiettivo è quota 41”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Foligno. “Andare in pensione dopo 41 anni di fabbrica, di negozio o di ospedale – ha sottolineato il leader della Lega – mi sembra il minimo. Quindi sarà un bel confronto tra due prospettive diverse, di vita”. Secondo Anief, la proposta che il vicepremier Matteo Salvini intende attuare, anticipando l’uscita dei lavoratori con 41 anni di contributi, è il minimo che si possa fare. “Ricordiamo a chi si indigna – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che in Europa l’insegnante lascia in media a 63 anni, con Francia e Germania che offrono la possibilità di andare in pensione con 27 anni di contributi accumulati e senza particolari decurtazioni. Non si tratta di fare delle concessioni, ma solo di accordare il diritto alla pensione, dopo avere accumulato oltre 40 anni di contributi, e di ammettere una volta per tutte che vi sono delle professioni, come quelle che si svolgono a scuola, particolarmente stressanti. Anche l’Oms ha confermato questo, descrivendo di recente il burnout, tipico malessere cronico che si riscontra nei lavoratori della scuola, come una sindrome che conduce allo ‘stress cronico’ impossibile da curare con successo”.

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Scuola: Precariato, sui Pas abilitanti accolte le richieste Anief sull’accesso degli ITP

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Nuovo pasticcio sull’accesso in subordine dei docenti delle paritarie e di ruolo in caso di posti disponibili. Nessuna nuova soluzione per idonei del vecchio concorso e abilitati fuori dalle GRME. Incertezza sul numero degli stabilizzati nella fase transitoria per via dell’alto numero dei presenti nel vecchio canale di reclutamento. L’unica novità è che la nuova graduatoria potrebbe essere ad esaurimento, come richiesto dal giovane sindacato. Inoltre, i corsi si svolgeranno in un triennio per incapacità degli Atenei di gestire l’alto numero di partecipanti. Giovedì 6 giugno il testo definitivo. Marcello Pacifico (Anief): Presenteremo ulteriori proposte di modifica in Parlamento. Si stanno delineando le regole per accedere ai corsi Pas abilitanti della scuola pubblica. In occasione dell’incontro del 3 giugno con i sindacati maggiori, hanno preso il sapore di una fiction le soluzioni prospettate dal Governo per i precari della scuola, con il presidente della VII Commissione del Senato che annuncia la stabilizzazione di migliaia di precari e il ministro Marco Bussetti, del suo stesso partito della Lega, che condivide con i sindacati il suo piano rispetto alle proposte ricevute, senza risolvere il problema del precariato. Scompaiono le uniche 24.250 immissioni in ruolo certe volute dai sindacati per dare spazio a una fase transitoria che si attiverà soltanto a GaE, Grme, Gm esaurite, cioè forse mai. Anief a tal proposito aveva chiesto di estendere il doppio canale di reclutamento, aperto alle graduatorie d’istituto provinciali, una volta esaurite le GaE, e a una graduatoria nazionale fuori ruolo. Ma si sa, se in Italia non si annunciano assunzioni di massa e nuovi concorsi non si dorme tranquilli, tranne svegliarsi l’indomani con il problema di prima. Con questa iniziativa, quindi, compare una nuova forma di discriminazione verso i docenti delle paritarie o di ruolo che potranno prendere un’abitazione soltanto se ci saranno dei posti che già sono scomparsi. Una delle poche consolazioni la conseguono gli ITP in un primo momento esclusi dai sindacati rappresentativi e ora riammessi dal Miur, il quale si è anche ricordato di una recente legge approvata dal Parlamento e richiamata dell’Anief. “Ma era così complicato riaprire le ex graduatorie permanenti piuttosto che pensare alle ennesime graduatorie che non si esauriranno mai?”. A domandarlo pubblicamente il presidente Anief Marcello Pacifico.

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Scuola – Anief apre le pre-adesioni gratuite per aderire ai ricorsi al Tar Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Sono otto le censure di merito che l’ufficio legale del giovane sindacato denuncia rispetto al D.M. n. 327/19, dal numero dei posti banditi che non contempla i posti su sostegno in deroga e quelli in organico nelle sezioni primavera, all’esclusione di alcuni insegnanti (educatori, laureandi SFP, abilitati all’estero con titolo non riconosciuti dal Miur), dagli elenchi degli esclusi dopo le prove selettive (nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientrano nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi) a quelli degli idonei che non potranno essere inclusi nelle graduatorie di merito perché collocati oltre la soglia del 10%, per arrivare alla contestazione della mancata valutazione del servizio di insegnamento prestato a dispetto del concorso 2016.
Se nel concorso 2016 erano stati banditi ben 26 mila posti, nonostante l’incremento in organico di 2 mila posti di tempo pieno e prolungato, questa volta il ministro Bussetti indice un concorso ordinario senza contemplare le migliaia di posti in deroga assegnati in base a effettive esigenze e quelli ordinari delle sezioni primavera introdotti dalla Buona scuola. Se accolto, il ricorso potrà persino raddoppiare il numero delle assunzioni.
Che gli educatori siano inquadrati quali docenti lo dice la legge, lo dice il contratto e lo dice anche il tribunale amministrativo che ne ha in ogni occasione ribadito il valore abilitante del titolo posseduto. Ecco perché hanno pieno diritto all’accesso al concorso per la scuola dell’infanzia e della primaria, ma ancora una volta il Miur non prevede tale titolo tra quelli utili per il prossimo concorso ordinario.I docenti che stanno frequentando l’ultimo anno di Scienze della Formazione primaria, invece, saranno esclusi dalla possibilità di partecipare al concorso anche se conseguiranno la laurea entro i termini di svolgimento degli scritti ma non di presentazione della domanda.
Sotto la lente dell’Ufficio Legale Anief, infine, anche l’esclusione di quanti si sono abilitati all’estero, in Spagna, Bulgaria e in Romania e hanno ricevuto dal Miur il diniego per l’equipollenza del titolo acquisito. Questi docenti se hanno un contenzioso pendente avverso la domanda negata di riconoscimento o le note ministeriali specifiche pubblicate dal Miur, possono aderire al nuovo ricorso per chiedere di partecipare con riserva al concorso ordinario. A tal proposito, Anief per chi non ancora ricorso avverso la Nota Miur dello scorso 2 aprile che nega in partenza la possibilità di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Romania, avvierà nelle prossime ore un ricorso al Tar Lazio per impugnare entro i termini l’atto ritenuto illegittimo. Tutti gli altri che non hanno mai ricorso avverso le note ministeriali o i procedimenti di diniego di riconoscimento del proprio titolo dovranno contattare la segreteria nazionale Anief per verificare la procedibilità del nuovo ricorso per l’accesso al concorso.
Sulla prova preselettiva, lo studio legale di Anief ha gia dimostrato dal concorso 2016 al TFA come il raggiungimento della quota di sufficienza sia motivo di per sé valido per accedere alle prove scritte, mentre appare irragionevole attivare le prove preselettive soltanto se il numero delle domande è superiore a quattro volte il numero dei posto salvo far accedere dopo il loro svolgimento soltanto chi si ritrova entro tre volte il numero dei posti banditi.
Dell’incredibile ha la riproposizione della soglia del 10% degli idonei introdotta dalla Buona scuola e superata dalla legge di stabilità 2018. Ancora una volta sarà battaglia nei tribunali per chi supera la soglia del Sette agli scritti e agli orali ha superato il concorso e ha diritto a essere inserito nella graduatoria di merito come Anief ha sempre dimostrato nei tribunali.
Il mancato riconoscimento di un qualsiasi punteggio attribuito dalla Tabella Titoli al servizio prestato è un qualcosa di scandaloso, visto che la rapida successione dei ricorsi risponde al bisogno di dimostrare in Europa che esiste uno speciale canale di reclutamento teso ad assorbire i precari con tanti anni di servizio.
Anief informa i propri iscritti che è già possibile preaderire gratuitamente ai ricorsi avverso il Decreto Miur che avvia le procedure del prossimo concorso ordinario 2019 per la scuola infanzia, primaria in modo da ricevere tutte le informazioni utili per l’effettiva proposizione delle specifiche azioni legali non appena saranno pubblicati i relativi Bandi concorsuali.

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Scuola: Per il ministro Bussetti mancano gli insegnanti. Replica Anief: non è vero, ce ne sono 150 mila già pronti

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Il titolare del Miur si sofferma sul prossimo grande ricambio di docenti, a seguito dei prossimi pensionamenti dei tanti che furono assunti in massa negli anni Settanta e Ottanta: “Molti di loro stanno raggiungendo la fine della carriera. Abbiamo bisogno di un nuovo reclutamento” attraverso nuovi concorsi, ha detto il ministro. Nemmeno una parola ha però speso per gli attuali precari, in particolare per quelli abilitati e per quelli che hanno svolto oltre 36 mesi e che in gran parte a settembre permetteranno di coprire il record di cattedre vuote, con gli Uffici scolastici e i dirigenti costretti a stipulare quasi 200 mila supplenze annuali. Marcello Pacifico (Anief): Non comprendo il senso di queste dichiarazioni. In verità, a noi risulta che vi siano già 150 mila docenti abilitati che insegnano anche come precari nei nostri istituti. Non sono “fantasmi”, ma insegnanti in carne e ossa, in alto numero con titoli, formati e abilitati: meritano rispetto e la stabilizzazione. Probabilmente manca il coraggio della politica di reclutarli subito e di risolvere il problema del precariato. Al Miur non hanno capito che con i concorsi non si eliminano le tante supplenze al termine dell’attività didattica su posti vacanti e disponibili. Alla vigilia del secondo tavolo tecnico sul precariato, in programma domani 16 maggio al Miur alla presenza dei sindacati, il ministro dell’Istruzione rilascia delle dichiarazioni che lasciano basiti: “Sono felicissimo dei nostri docenti ma in questo momento mancano e dobbiamo correre ai ripari: è il momento del reclutamento”, ha detto Marco Bussetti parlando al convegno dell’Uciim, l’Unione degli insegnanti cattolici. Il ministro ha ricordato, questo giustamente, che “il grosso delle immissioni in ruolo è avvenuto alla fine degli anni ’70 e agli inizi degli ’80, quindi molti di loro stanno raggiungendo la fine della carriera. Abbiamo bisogno di un nuovo reclutamento”. Fin qui nulla da eccepire. Il problema, veramente serio, è nel tipo di risposta che Bussetti vuole dare l’amministrazione per risolvere la questione della supplentite cronica: “Faremo un concorso per l’infanzia e la scuola primaria per 17mila posti, per la secondaria di primo e secondo grado di quasi 50mila, attiveremo in tre anni 40mila posti per il sostegno e chiuderemo la falla dei dirigenti scolastici”. Nessun riferimento viene fatto ai precari che da tempo permettono di portare avanti con regolarità le lezioni in tantissime scuole. “È incredibile come un ministro della Repubblica, ex provveditore, possa ignorare che vi siano 70 mila docenti abilitati con i Pas, 30 mila con il TFA, altrettanti con l’idoneità diocesana, migliaia ritenuti idonei nei precedenti concorsi, a cominciare da quello del 2016, altri 35 mila ex fit, 50 mila con diploma magistrale o Itp. Invece di stabilizzare tutti questi docenti, si invoca ai nuovi concorsi, come se fossero la panacea di tutti i mali”. “Il ministro dell’Istruzione – continua Pacifico – pensi piuttosto a riaprire le ex graduatorie permanenti, a rivitalizzare il doppio canale di reclutamento, a favorire passaggi di ruolo e ad organizzare brevi corsi gratuiti abilitanti per chi ha svolto oltre 36 mesi di servizio, a collegare domanda e offerta, a non sfruttare più i precari perché questi insegnanti esistono, hanno diritto alla stabilizzazione del rapporto di lavoro e anche, mi permetta, ad avere un po’ più di rispetto. Di certo, visto che queste sono le condizioni del Miur, il 17 maggio li sentirà in piazza”, conclude il presidente Anief riferendosi allo sciopero di venerdì prossimo, cui il sindacato ha aderito con manifestazione a Roma davanti a Montecitorio.

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Anief: tra una settimana scioperiamo anche contro la regionalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha parlato dello sciopero di venerdì prossimo, 17 maggio, a cui il sindacato aderisce: a partire dalle ore 10 ci sarà una manifestazione di fronte a Montecitorio.
Docenti precari esclusi dall’aggiornamento GaE, i precedenti dicono che vale la pena provare: meno di una settimana alla scadenza. Il 16 maggio termina la possibilità di dire no alle esclusioni ingiuste dalla “finestra” di inclusione nelle Graduatorie ad esaurimento: il ricorso riguarda coloro che sono a pieno titolo nella quarta fascia delle GaE e chiedono ora di passare in terza fascia; quelli che sono inseriti nella prima fascia delle graduatorie d’istituto, ma vogliono cambiare la provincia o le scuole d’inclusione; i docenti precari che intendono ottenere il riconoscimento del servizio militare prestato non in costanza di nomina; tutti coloro che sono in possesso dell’abilitazione, ovvero del diploma magistrale, ISEF, ITP, AFAM, chi si è abilitato presso le facoltà di Scienze della formazione primaria (SFP), con il TFA o PAS o ancora all’estero, chi è risultato idoneo agli ultimi concorsi, il personale educativo (per l’inserimento nelle GaE della scuola Primaria).
Marcello Pacifico (Anief): Le nostre azioni passate hanno cambiato la giurisprudenza in tema di GaE, come nel caso del diritto al cambio della provincia, al reinserimento dei docenti che ne avevano fatto richiesta, all’inserimento di tutti i docenti abilitati prima del 2012 nonostante la messa ad esaurimento delle graduatori permanenti.
Il presidente nazionale Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha discusso sulla questione stipendiale; ha altresì chiesto che il sindacato venga convocato, visto che la rappresentatività è stata raggiunta un anno fa.
E’ stato superato il termine ultimo per l’invio delle domande di partecipazione al Concorso Navigator. Sono 3.000 i post messi a bando, che si contendono un nuovo ruolo esclusivo e ben remunerato (lo stipendio previsto è di circa 1.600 euro mensili). Il Navigator sarà la figura centrale dell’assistenza tecnica fornita da ANPAL Servizi S.p.A. ai Centri per l’Impiego, selezionata e formata per supportarne i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto caratterizzato dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza. L’obiettivo è assicurare assistenza tecnica ai CPI, valorizzando le politiche attive regionali, anche in una logica di case management da integrare e da implementare con le metodologie e tecniche innovative che saranno adottate per il rdc
In 35 mila aspettano il prossimo 1° settembre per entrare nei ruoli, ma regna la confusione presso gli Uffici scolastici sulla tipologia del contratto. Per Anief la norma è chiara: il FIT non esiste più. Pertanto, invitiamo tutti a segnalarci alla mail dedicata exfit@anief.net il rapporto di lavoro proposto e/o sottoscritto al fine di far rispettare la legge, affrontare l’anno di prova con serenità e partecipare alle procedure di mobilità
Mef annuncia per giugno un nuovo micro-aumento e il pagamento di eventuali arretrati
Si tratta di quanto già previsto dalla legge di stabilità per via dell’automatico adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale nel rispetto della normativa vigente. Peccato che non si tenga conto del blocco decennale dal 2008 a dispetto dell’aumento del costo della vita. Anief conferma la volontà di adire il giudice del lavoro per recuperare le somme dovute e non corrisposte dal 2016.

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Scuola: Convocati tutti i sindacati rappresentativi al tavolo del precariato senza Anief

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Segno che non uscirà niente di buono dal confronto con il ministro Marco Bussetti se manca l’unica associazione che in questi anni, dagli stipendi al reclutamento, ha avuto sempre ragione nei tribunali, dalla Consulta alla Cassazione, passando per la Corte di Giustizia europea. Marcello Pacifico (Anief): Bisognerebbe avere l’intelligenza di ascoltare chi parla per competenza. E l’ex provveditore oggi titolare a Viale Trastevere dovrebbe saperlo bene. Continuando così non si risolverà mai il contenzioso, così come non si sospenderà la mobilitazione di piazza. Basta soluzioni tampone, serve stabilizzare tutti i precari con la riapertura delle GaE al personale abilitato, anche grazie a specifici percorsi. Per questo abbiamo inviato una diffida, avanzando ufficiale richiesta di incontro al Miur il 20 maggio
La segreteria nazionale Anief, ha inviato al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti una diffida dal discutere del rinnovo contrattuale senza la presenza del sindacato, dichiarato rappresentativo dall’Aran, a seguito della raggiunta soglia del 6,16% in occasione dell’ultimo rinnovo delle Rsu, ormai un anno fa. Secondo Anief infatti, “qualunque determinazione proveniente da tale incontro dovrà tenere conto dei contributi provenienti da tutte le OO.SS. rappresentative del comparto”. Al ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, sempre il sindacato, ha chiesto di provvedere “con urgenza alla formale valutazione di competenza, affinché il Dipartimento della Funzione Pubblica provveda all’invio all’A.Ra.N. dell’atto in indirizzo in argomento”.Infatti, il 15 gennaio 2019, il Collegio di indirizzo e controllo dell’A.Ra.N., con la delibera n. 1, ha approvato le tabelle contenenti, per il triennio contrattuale 2019-2021, l’accertamento provvisorio della rappresentatività delle Organizzazioni sindacali nelle aree e nei comparti di contrattazione, attestando, per il comparto istruzione e ricerca, all’ANIEF una percentuale del 6.16%. Ma da allora, ancora nessuna mossa successiva.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma come sia necessario “ascoltare chi parla per competenza. L’ex provveditore oggi titolare a Viale Trastevere dovrebbe saperlo bene. Continuando di questo passo non si risolverà mai il contenzioso, così come non si sospenderà la mobilitazione di piazza. Basta soluzioni tampone, serve stabilizzare tutti i precari con la riapertura delle GaE al personale abilitato, anche grazie a specifici percorsi. Per questo abbiamo inviato una diffida, avanzando ufficiale richiesta di incontro al Miur il 20 maggio.

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Scuola: Pacifico Anief: “Sì allo sciopero dal governo”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 maggio 2019

In un’intervista radiofonica da Italia stampa il presidente nazionale Marcello Pacifico, ribadisce la necessità e le ragioni della mobilitazione della scuola per il prossimo 17 maggio.“Anief chiedeva di abilitare il doppio canale di reclutamento, tramite Gae e concorso ordinario, ma il governo sta procedendo altrimenti. Non si risolverà il problema del precariato, ci sono migliaia di insegnanti abilitati chiamati ancora come supplenti…”. Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, sottolinea in un’intervista radiofonica a Italia Stampa le ragioni dello sciopero della scuola del 17 maggio. L’intesa fra il governo e gli altri sindacati della scuola fa emergere perplessità e dubbi, tutti sottolineati dal presidente Pacifico: sul recupero del potere d’acquisto degli stipendi non si parla di modificare il DEF, in cui sono previsti ulteriori tagli; sul reclutamento si ritorna ai concorsi riservati senza stabilizzare docenti abilitati e precari attraverso le GaE; sul personale Ata non ci sono novità; sulla regionalizzazione non vi è chiarezza.

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Scuola: Scioperi, Anief conferma e raddoppia: sì alle mobilitazioni del 10 e 17 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Sono troppi i temi trascurati o male affrontati: il passaggio del personale dallo Stato nella regionalizzazione dell’istruzione pubblica e la ridistribuzione delle risorse tra le regioni, la mancata riapertura delle GaE con nuovi e inutili concorsi straordinari, la trascuratezza verso gli idonei agli ultimi concorsi, il prezioso ruolo dei vicari dei presidi e il personale di ruolo che chiede il trasferimento in altra provincia, l’elusione delle direttive europee sulla stabilizzazione automatica dei precari storici con oltre 36 mesi di servizio, l’abbandono al loro destino dei diplomati magistrale e il loro licenziamento, la disapplicazione della norma sui passaggi professionali verticali del personale Ata, l’adozione di stipendi ridicoli che necessitano di almeno 200 euro ulteriori di aumenti, l’assegnazione ai precari dello stipendio base senza alcuna considerazione dei periodi di precariato se non in fase di ricostruzione di carriera e anche limitata, i trasferimenti ancora oggi castrati da norme anacronistiche, come quelle che vietano di andare a coprire posti solo sulla carta di fatto, ma in realtà liberi a tutti gli effetti. Ecco perché Anief ha deciso di confermare e raddoppiare i giorni di stop dal lavoro, come ufficializzato dalla Commissione di Garanzia: il 10 maggio a fianco del Cub; una settimana dopo, il 17 maggio, con Cobas e Unicobas. Marcello Pacifico (Anief): Lo sciopero per noi è inevitabile, anzi di fronte ad un accordo così pericoloso che apre il via alla regionalizzazione come quello raggiunto qualche giorno fa, diventa ancora più importante aderirvi.Quello del 24 aprile proposto dal premier Giuseppe Conte e accettato dai sindacati maggiormente rappresentativi è solo un accordo di facciata, che lascia inalterati i problemi della scuola. Perché l’unica certezza che abbiamo oggi è quella del dato tendenziale contenuto nel Documento di economia e finanza, approvato dal Governo e ora all’esame del Parlamento: nel Def è infatti previsto che la spesa per l’Istruzione pubblica scenda in modo graduale sino a raggiungere nel 2040 la miseria del 3,1%, mentre la media dell’Unione Europea sfiora il 5%, con punte del 7%. ll documento di economia e finanza del Governo prevede poi sì l’adozione dei soli incrementi stipendiali legati all’indennità di vacanza contrattuale, tra l’altro da adottare per legge, ma anche questi sono stati introdotti in modo incompleto e senza tenere conto dell’aumento di dieci punti percentuali del costo della vita dal 2008 in poi, non coperto né assorbito dagli incrementi applicati con gli ultimi contratti (motivo per cui Anief continua a chiedere al giudice del lavoro di adeguare l’indice al tasso IPCA reale e non aggiornato dal settembre 2015). Gli stessi rilievi espressi sul Def nei giorni scorsi dalla Commissione Cultura della Camera, che ha puntato il dito sulla mancanza di coperture per delle proposte legislative della stessa maggioranza, la dicono lunga sulla volontà effettiva del Governo giallo-verde di invertire la rotta sulla scuola.

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EUROPA: Il presidente Anief interviene sul dibattito attuale in vista delle elezioni europee

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha preso parte all’importante incontro tenutosi presso il CNEL, per ribadire come sia necessario lavorare tutti insieme, affinché venga costruita un’identità europea, incentrata sui valori del passato, che investa sulla cultura e si apra alle altre culture, capace di far rifiorire un umanesimo rispettoso del diritto al lavoro e del conseguente sviluppo economico. Il presidente Pacifico ha partecipato nella delegazione Confedir per esprimere un giudizio su un testo base chiesto dal CESE, Comitato economico e sociale europeo, al CNEL sul futuro della UE. Presidente, avete condiviso il documento? “Certamente, il testo base è frutto di riflessioni condivise che approviamo, perché da sempre la nostra storia nazionale ha dimostrato come lo spazio euro-mediterraneo sia il nostro orizzonte comune”. Cosa avete chiesto? “Di inserire tre parole: cultura, uomo e lavoro”. Sembrano tre slogan…
“E in effetti dovrebbero esserlo. Infatti l’Europa deve ancora costruire una sua identità dopo il no a una Costituzione comune e deve riscoprire i suoi valori forgiati nel Duecento tra Carlo Magno e Federico II; inoltre deve investire sul suo patrimonio culturale, deve riaprire le frontiere al continente africano e asiatico. Altresì deve far rivivere la propria cultura, deve far rinascere un umanesimo rispettoso del diritto al lavoro e del conseguente sviluppo economico tra reddito di cittadinanza e salario minimo garantito, deve investire in istruzione dedicando il 30% del budget comunitario e fuori dal fiscal compact. Infine, ci deve ricordare Federico II, il suo “Liber augustalis”, il significato di una nazione che ha le chiavi dello sviluppo della società mondiale”.

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Scuola: Rinnovo del contratto in alto mare, ci potrebbero essere 200 euro al mese per Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Intanto i docenti e gli Ata si devono accontentare di 5 euro ad aprile. Pacifico lancia un appello al ministro Bongiorno: sblocchi la certificazione della rappresentatività e avvii i tavoli di confronto per non smentire il Governo del Cambiamento Sul breve periodo, le risorse destinate al contratto di lavoro nazionale, scaduto lo scorso 31 dicembre, approvate dal Consiglio nazionale Anief pochi giorni fa in una piattaforma realizzata nel decennale del sindacato, sono già presenti nel comparto: riguardano i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera. Marcello Pacifico (Anief): Stiamo indicando la via sul breve periodo, ma bisogna reperire le risorse utili a recuperare il divario registrato nell’ultimo decennio e ad allineare all’inflazione gli stipendi anche per il 2020/21. Serve la volontà, come è stato fatto col Reddito di Cittadinanza. Il Governo guardi ai compensi assegnati in Europa invece di concentrarsi sulla crociata della regionalizzazione, che condurrebbe verso assurde gabbie salariali
Gli stipendi dei docenti e Ata della scuola italiana continuano ad essere nemmeno paragonabili a quelli dell’Europa, dove si percepisce in media tra i 30% e il 50% in più. E continuano ad essere di gran lunga i più bassi della pubblica amministrazione. È tutto dire, inoltre, che le retribuzioni medie di docenti e Ata, pari a circa 29 mila euro lordi annuali, hanno perso mille euro di potere d’acquisto solo negli ultimi sette anni, come conseguenza blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio. Mentre in altri Paesi a noi vicini, come la Germania, la media d’incremento è stata di 3.825 euro in attivo: il dipendente tedesco nel 2010 godeva già in media di una retribuzione lorda più alta di quello italiano, collocandosi a quota 35.621 e nel 2017 è salito a 39.446 euro. Come risolvere questa diversità di trattamento in presenza delle ristrettezze di bilancio? Come si può aumentare il compenso dei dipendenti della scuola di 200 euro almeno al mese, avvicinandoli finalmente ai compensi europei, senza gravare sulle casse dello Stato? Anief ha calcolato che per cominciare a parlare di stipendi equi ed in grado di fronteggiare il costo della vita, servirebbero aumenti minimi di 200 euro al mese. Per raggiungere questo risultato, il giovane sindacato ha trovato una soluzione senza oneri ulteriori per lo Stato: utilizzare i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera del docente. Andando così a trovare quelle risorse aggiuntive a quelle emesse dal Governo con la recente Legge di Stabilità, per coprire la cosiddetta “perequazione”. Con quei soldi, si potrebbero coprire i finanziamenti per il prossimo triennio, rispondendo così all’impoverimento degli stipendi degli insegnanti, valorizzando al massimo il loro ruolo professionale, ma anche predisponendo il passaggio di livello funzionale del personale Ata: per il lavoro svolto da amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, l’urgenza non è infatti da meno, perché negli ultimi anni le competenze e responsabilità sono mutate in modo sensibile. La progressione economica, inoltre, dovrà riguardare anche il personale precario e supplente breve, con una profonda modifica alle norme relative alla ricostruzione di carriera.

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Scuola: Anief scrive al ministro Bongiorno

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Anief: sono trascorsi tre mesi dalla certificazione provvisoria della rappresentatività da parte dell’Aran. La legge stanzia le risorse per il rinnovo del contratto, noi ne abbiamo trovato ulteriori per la scuola. Avvii l’atto di diritto e normalizzi le relazioni sindacali, evidenti nuovi contenziosi. Il sindacato rompe gli indugi: basta perdere tempo e Pacifico scrive al ministro Bongiorno per sollecitare l’emanazione dell’atto di indirizzo all’Aran. Nella missiva al ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno si richiede celermente l’emanazione dell’atto di indirizzo all’Aran per il rinnovo del Ccnq di definizione dei comparti e delle aree di contrattazione e la certificazione della rappresentatività propedeutica all’avvio delle trattative per il nuovo del Ccnl anche per il comprato scuola, triennio 2019-2021. Marcello Pacifico (Anief): 57 mila voti ci chiedono di avere voce nei tavoli dopo aver raggiunto il 6% della rappresentatività prevista dalla legge #perunascuolagiustaIl giovane sindacato, dopo che qualche mese fa l’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) ha confermato i dati, certificando che ha superato di slancio la soglia del 5% necessaria per la rappresentatività, attestandosi oltre il 6% come sesta forza sindacale del Comparto e addirittura undicesima nell’intero settore Pubblico, ha inviato una lettera al ministro della PA Giulia Bongiorno, come prima destinataria, al ministro del Miur Marco Bussetti e all’Aran.Anief infatti, visti il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, art. 4 comma1, lettera a), e art. 41, commi 1 e 3, (Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2011, n.106) “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e la legge 30 dicembre 2018, n.145, art.1, comma 436- 438, (Gazzetta ufficiale 31 dicembre 2018, n. 302) “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, chiede che venga impartito con urgenza all’ARaN l’atto di indirizzo per il rinnovo del CCNQ di definizione dei comparti e delle aree di contrattazione per il triennio 2019-202 e per la riapertura dei tavoli di contrattazione ai fini del rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto istruzione e ricerca.Il sindacato dunque crede sia arrivato il momento di essere parte attiva, nel rispetto della volontà dei tantissimi lavoratori che gli hanno dato fiducia, considerando inoltre che si sono poste le basi per il riavvio di ordinarie relazioni sindacali alla luce dei finanziamenti stanziati e poiché il 15 gennaio 2019 il Collegio di indirizzo e controllo dell’A.Ra.N., con la delibera n. 1, ha approvato le tabelle contenenti l’accertamento provvisorio della rappresentatività delle Organizzazioni sindacali nelle aree e nei comparti di contrattazione, attestando, per il comparto istruzione e ricerca, all’ANIEF una percentuale del 6.16%.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anef, afferma come “il ritardo nell’assegnazione delle suddette prerogative sindacali, da quantificarsi in un anno dal rinnovo delle RSU, causa una compressione del nostro diritto a disporre di tutti gli strumenti per l’esercizio del proprio mandato di tutela e rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto di riferimento. Sono docenti e Ata che hanno creduto in noi e siamo pronti a cambiare il sistema scolastico, per una scuola giusta, dando loro voce. Noi siamo pronti, abbiamo approvato le linee guida in Consiglio nazionale per affrontare tutti gli argomenti ai tavoli e introdurre il rispetto del diritto del lavoro e dei lavoratori anche nella scuola italiana. Sono 13 i punti ancora oggetto di consultazione di tutti i quadri sindacali e della base, perché bisogna ascoltare prima di parlare per poter rappresentare i problemi e le giuste soluzioni”.

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Scuola: Anief aderisce allo Sciopero del 17 maggio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Contro la regionalizzazione della scuola, il mancato rinnovo del contratto, le politiche sbagliate sul precariato di migliaia di docenti e Ata. Per Marcello Pacifico, in questo momento è importante, così come contro la Buona Scuola, dimostrare che il bene dell’unità del Paese e della valorizzazione del personale scolastico sia un valore comune. Per questo aderiamo convinti. Ci dichiarano pure disponibili a partecipare già lunedì prossimo 8 aprile al tavolo di confronto politico presso il Ministero dell’Istruzione con il ministro Marco Bussetti. In caso di mancata risposta o di risposta negativa ai problemi posti siamo pronti a confermare la nostra adesione a un nuovo sciopero per l’intera giornata del 17 maggio”. Anief conferma la sua adesione alla forma di protesta sindacale congiunta e ricorda che tutte le rivendicazioni che hanno portato allo sciopero – autonomia differenziata, contratto scaduto, stipendi iniqui, reclutamento e mancata stabilizzazione dei precari con oltre 36 mesi di servizio svolto, personale Ata, il ricorso alla Corte di giustizia europea – sono contenute in tutte le piattaforme prodotte in tempi non sospetti dal giovane sindacato. Tra questi, si ricorda lo stop alla regionalizzazione dei servizi pubblici, la mancata immissione in ruolo di decine di migliaia di precari storici introducendo un automatismo che l’Unione Europea ha indicato dal lontano 1999, la vertenza contrattuale che non può certo essere risolta fino a dicembre con i 5 euro scarsi di incremento accordati con la mensilità di aprile, attraverso l’introduzione prevista per legge dell’indennità di vacanza contrattuale. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il tempo dell’attesa e della pazienza è finito: il nuovo Governo ha avuto un anno per dare una linea d’indirizzo al comparto scuola: questo non è avvenuto. Anzi, per il contratto è stato detto che c’erano altre priorità; sui precari c’è stata un’inversione di tendenza rispetto a quanto promesso in campagna elettorale, con la volontà a stabilizzarne solo una piccola parte, mentre per il personale Ata non si è fatto nulla”.

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