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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

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Scuola: Salgono a 80 mila le assunzioni in ruolo autorizzate. Anief: bene, ma non bastano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Nel decreto rilancio sono previste risorse per 1,5 miliardi e 16.000 posti in più per il ruolo di docente: 8.000 attraverso il concorso ordinario e altrettanti attraverso quello straordinario. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Ci fa piacere questo incremento, ma avevamo chiesto come Anief un aumento. Ma comunque siamo sempre a meno della metà dei posti che a settembre verranno affidati in supplenza, senza parlare degli organici aggiuntivi da attuare per cancellare le classi pollaio e mantenere il distanziamento sociale”. Intanto, il sottosegretario Pippo De Cristofaro, di LeU, dichiara che bisogna “fare tutti gli sforzi necessari per riuscire a riservare i 16.000 posti in più ai docenti con più di 3 anni di servizio, garantire la partecipazione alla procedura straordinaria a tutti i precari con i 3 anni e trovare le soluzioni adeguate e alternative per garantire alla scuola le nuove immissioni in ruolo entro l’avvio del prossimo anno”.Nel Governo c’è soddisfazione per l’incremento di cattedre da assegnare ai docenti precari da stabilizzare, soprattutto alla luce dei problemi che creerà quest’anno il rientro a scuola a settembre.
“Sono buone notizie per la scuola”, ha commentato il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro chiedendo di assegnare i posti aggiuntivi ai precari con almeno tre anni di servizio. “Questi investimenti – ha detto – sono un primo passo verso l’apertura di quel dibattito pubblico che sostengono da mesi per rimettere l’istruzione al centro del futuro del Paese, ma non bastano. I 40.000 posti per il concorso straordinario sono una delle proposte prioritarie che ho sostenuto in questi giorni con forza, oggetto di emendamento di parte della maggioranza al Decreto Scuola insieme alla riapertura delle graduatorie di terza fascia, alla copertura di tutte le supplenze brevi e all’individuazione di una procedura alternativa al concorso con test a crocette”.

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Anief presenta le sue proposte per università, enti di ricerca, Afam

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

Riparte anche nel segmento dell’istruzione superiore la ripresa delle attività legate all’alta istruzione accademica, coreutica e di ricerca. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Oggi incontro con il Ministro dell’Università e della Ricerca Manfredi per capire come ripartire in sicurezza e dopo le richieste al Ministro Gualtieri, giovedì prossimo ne è previsto un altro con il Ministro Azzolina che avrà come argomento lo svolgimento degli esami di Stato”. Per la delegazione Anief: Amerigo Maresci e Luigi Guerriero La fase di lockdown, che ha caratterizzato la gestione dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid -19, ha rappresentato un momento molto particolare per tutti, studenti, ricercatori, docenti, personale Tecnico-Amministrativo, personale di alta formazione e specializzazione artistica e musicale e Bibliotecario (TAB), che sono stati catapultati in un mondo ‘digitale’, con i quali molti non avevano familiarità. Tuttavia, la risposta è stata straordinaria per qualità e quantità ma anche per spirito di adattamento.Esempio ne sono i docenti, con la didattica online, e il personale TAB, con la modalità di lavoro agile definito ‘smart working’. I problemi che il MUR ha dovuto affrontare sono tanti, si sono accavallati in un breve periodo e spesso non ci sono state soluzioni valide per tutti, ma crediamo che fino ad ora si siano date risposte puntuali, ampiamente ponderate e condivise (ad esempio con CRUI e CUN) e concordate con altri ministeri, e ciò ha consentito agli Atenei e a cascata a tutta la Comunità Accademica di non sentirsi “abbandonati”.Quello che temiamo è che la politica di tagli lineari di questi ultimi 20 anni, con chiusure di ospedali, blocco assunzioni, creazione precariato, possa influire negativamente nella ripartenza “sprint” di cui il Paese avrebbe bisogno. “La Fase 2 non indica la fine della pandemia, per questo come ANIEF – afferma Marcello Pacifico, presidente del sindacato – riteniamo opportuno che il ritorno alla normalità sia un processo lento e graduale, ma soprattutto che venga effettuato con responsabilità e senza superficialità”.Per quanto riguarda l’Università poniamo alcune domande: per quanto riguarda il mondo ‘docente’, superato il momento di emergenza e considerato che molti docenti e studenti stanno apprezzando gli aspetti positivi della didattica online in sincrono, è possibile, sempre a discrezione del docente, integrare le lezioni con una erogazione sincrona o asincrona online? E per sostenere il diritto allo studio degli studenti con difficoltà economiche, che non dispongono di strumenti tecnologici adeguati e in molti casi sono costretti a seguire la lezione sul telefono, ci sarà un finanziamento ad hoc per la loro tutela? Ancora, per quanto riguarda la didattica in formato “blended”, forse sarà necessario avere norme più dettagliate per l’erogazione dei servizi per il prossimo semestre, come ad esempio specificare se essa sarà regolata a livello di singolo Ateneo. Le tasse per gli studenti vengono rimandate o sospese in questa seconda fase?Infine, l’ANIEF ricorda che se si vorrà puntare sull’innovazione tecnologica dovrà essere gestita con i sindacati attraverso lo strumento della contrattazione, quindi attraverso i contratti. Il nostro è fermo già da più di un anno e il prossimo si prevede per l’anno 2021 (se l’emergenza sarà finita) e il personale TAB continua a essere penalizzato dal punto di vista economico perché, lavorando in modalità smart working e non essendo presente fisicamente in ufficio, molte delle indennità del salario accessorio previste dal contratto integrativo non vengono concesse, ridimensionando così gli stipendi, alla soglia minima della povertà.Ulteriore esempio potrebbe essere la questione dei buoni pasto, in quanto la Funzione Pubblica specifica che il personale attivo in modalità smart working non ha diritto automaticamente al buono pasto ma spetta alle singole amministrazioni assumere le determinazioni di competenza; per questo ci sono state delle differenze fra le diverse amministrazioni nel decidere se concederli o meno, in quanto per alcune di esse risulta “difficile” concepire il riconoscimento del ticket nel momento in cui viene meno la presenza fisica in ufficio.Per quanto concerne gli EPR, e vorremmo che i finanziamenti alla ricerca non fossero considerati costi ma investimenti con un incremento ai finanziamenti ordinari, si potrebbero anche rilanciare progetti con ricadute immediate.Ci preme altresì ricordare “l’emergenza” CNR per la nomina di un presidente, Consiglio di Amministrazione e Direttore Generale. Per il personale è importante: completare il processo di stabilizzazione dei precari con conseguente stop ai licenziamenti per non perdere professionalità acquisite; programmazione pluriennale assunzione ricercatori e tecnici; avviare contrattazione per lo smart working; garantire norme di sicurezza.

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Scuola: Concorso straordinario, Anief lancia i ricorsi per tutelare gli esclusi

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Teleborsa: ha illustrato le dinamiche del bando e ha elencato le ragioni per le quali è da contestare. Quindi, avviata l’azione legale del sindacato. È stato pubblicato il bando per 24.000 posti, ma l’uscita del bando di concorso straordinario per la secondaria di I e II grado non placa gli animi di chi sostiene che servirà a poco, visto che non ci sono i tempi tecnici per portare in cattedra i vincitori, quando a inizio settembre sarà necessario coprire i 200 mila e oltre posti vacanti. Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, nel corso dell’intervista rilasciata a Teleborsa, ha affermato che “si tratterà comunque di una vera corsa contro il tempo che difficilmente potrà portare in cattedra i 24 mila vincitori prima in corrispondenza dell’inizio dell’anno scolastico. Rimane poi il problema della grave estromissione dei tantissimi candidati che avevano pieno titolo a partecipare alla procedura straordinaria e sono stati esclusi: una decisione contro la quale abbiamo deciso di rivolgerci al tribunale presentando formale ricorso, e che li penalizza così per la seconda volta, dopo che per molti di loro non è stata presa in considerazione la possibilità di essere assunti in ruolo da graduatorie di istituto provinciali, quindi dopo il periodo minimo di mesi, come previsto da tempo dalla Commissione europea”

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Gavosto (Fondazione Agnelli):A settembre non servono più docenti ma orari più lunghi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

ANIEF risponde alle dichiarazioni rilasciate oggi da Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, durante un’intervista radiofonica rilasciata a Radio Capital. Per Gavosto, infatti, basterebbero poche nuove immissioni in ruolo per garantire il ritorno a scuola a settembre, a patto di aumentare l’orario di lavoro degli insegnanti.Le dichiarazioni di Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, rilasciate a Radio Capital durante la trasmissione Circo Massimo, suscitano più di qualche perplessità. Dopo aver riconosciuto che, pur tra le molte difficoltà, “la scuola italiana ha risposto in maniera generosa, se pensiamo che l’80% di chi oggi sta facendo didattica on line non aveva mai provato prima questa forma di insegnamento”, Gavosto ha sollevato dei dubbi sui contenuti del Decreto Scuola attualmente in discussione al Senato. Secondo il direttore della Fondazione Agnelli, infatti, il decreto si concentra troppo sull’esame di maturità, mentre sarebbe stato il caso di prevedere una proroga della didattica a distanza anche oltre il 10 giugno – almeno fino alla fine di giugno o a metà luglio – per consolidare quello che è stato fatto.
Ma ancora più gravi, per ANIEF, le dichiarazioni di Gavosto sul tema del reclutamento di nuovi insegnanti. “Questa (l’assunzione di nuovi insegnanti, NdR) è la richiesta dei sindacati in questi giorni. In realtà – ha affermato il direttore della Fondazione Agnelli – forse non è necessario avere grosse immissioni di nuovi docenti perché una cosa che probabilmente gli insegnanti dovranno accettare di fare è rimodulare sostanzialmente il proprio orario di lavoro e forse anche accettare di lavorare qualche ora in più. Certo, un po’ di insegnanti in più sarà necessario soprattutto se pensiamo allo sdoppiamento delle classi. Queste sono decisioni che deve prendere il ministero, secondo me forse il primo passo sarebbe chiedere un’estensione dell’orario di lavoro agli insegnanti e poi valutare se c’è bisogno di forze fresche, forze aggiuntive. Tenendo conto però che tutte le varie riforme degli organici hanno cozzato con questo problema, che in alcune categorie – pensiamo soprattutto agli insegnanti di Scienze e di Matematica – non ci sono gli insegnanti, non si trovano neanche nelle graduatorie”. “Secondo i dati del rapporto Education at a glance 2019 – risponde Marco Giordano – i docenti italiani hanno un orario di lavoro del tutto in linea con quello dei Paesi dell’area OCSE, addirittura maggiore rispetto a molti di essi. Una recente indagine ha dimostrato come il lavoro non riconosciuto dei nostri insegnanti sia almeno il doppio, portando a 36 ore settimanali per almeno 45 settimane il totale effettivo. È ora di finirla con la storiella delle 18 ore e dei tre mesi di vacanza dei docenti”.

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Scuola: Mancano all’appello molti dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Considerati gli alti numeri degli istituti ancora oggi in reggenza e il numero non eccessivo di idonei dell’ultimo concorso, occorre intervenire con celerità semplificando le procedure di reclutamento dei capi d’istituto con l’ammissione di nuovi candidati a un corso intensivo straordinario e la successiva immissione nei ruoli di dirigente scolastico: la partecipazione sarebbe riservata ai docenti laureati e con almeno cinque anni di servizio che hanno presentato regolare ricorso contro i bandi di concorso 2011, 2015 e 2017, oltre che ai presidi incaricati. Lo chiede l’Anief, attraverso un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola proposto alla VII Commissione del Senato, dalla quale ieri a pranzo il giovane sindacato è stato ricevuto in audizione.Marcello Pacifico (Anief): “Considerando il perdurare del contenzioso, l’affidamento ancora frequente di molti istituti a dirigenti già in servizio presso altre scuole, la necessità quindi di reperire ulteriori dirigenti anche nel periodo emergenziale, ma anche per sanare il contenzioso in corso presso i tribunali amministrativi, quella dell’avvio della procedura riservata rimane ad oggi la soluzione migliore per arrivare al più presto a una efficiente funzionalità della macchina amministrativa”.

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Scuola:Graduatorie di istituto, apertura della ministra per aggiornarle: la linea Anief sta prevalendo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

L’azione incessante del giovane sindacato sulla necessità di aggiornare le graduatorie sta producendo i primi effetti. Da poche ore, la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha spiegato che al contrario di quanto riportato nel Decreto Legge n. 22 sulla Scuola per affrontare l’emergenza Coronavirus, nel quale è stato previsto che le graduatorie di istituto per motivi tecnici non possono essere aggiornate, c’è una strada “per evitare di riversare centinaia di migliaia di lavoratori nelle scuole per presentare ed elaborare le domande”: quella “di accelerare sulla provincializzazione delle graduatorie, digitalizzando il sistema”. Marcello Pacifico (Anief): “Siamo felici per l’apertura della ministra Lucia Azzolina e del M5S sulle graduatorie di istituto. Come Anief, non possiamo che essere d’accordo: abbiamo chiesto, anche con una petizione ad hoc, l’avvio di tutte le procedure rapidi possibili per potere andare ad aggiornare e trasformare le graduatorie delle scuole in provinciali, così da potere sottoscrivere i contratti di supplenza già entro fine agosto e non il 15 settembre individuato dal decreto. Il passaggio successivo, anche questo secondo noi inevitabile per contrastare la supplentite che nella prossima estate assumerà proporzioni gigantesche, è quello di utilizzare quelle stesse graduatorie d’istituto mutate in provinciali per le immissioni in ruolo, laddove siano esaurite le GaE e quelle di merito derivanti dai concorsi”.

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Sostegno: Anief impugna la circolare sugli organici 2020/21 e avvia il contenzioso nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Il Ministero dell’istruzione ha disposto la trasformazione di soli 1.090 posti in deroga su sostegno in organico di diritto, pari a meno del 2% dei posti in deroga totali. Eppure, la sentenza dello scorso anno del TAR Lazio era stata chiara nell’imporre al ministero di rivedere la consistenza dell’organico di diritto sulla base delle effettive esigenze. Anief avvia, quindi, il ricorso gratuito per ottenere la trasformazione di tutti i posti in deroga sull’intero territorio nazionale. Adesioni entro l’8 maggio sul portale Anief per i docenti.
Marcello Pacifico (Anief): La trasformazione di migliaia di posti in organico di diritto non è solo una battaglia per le immissioni in ruolo e per la mobilità dei docenti, ma soprattutto per il diritto degli studenti disabili e delle loro famiglie al sostegno e alla continuità didattica, soprattutto alla luce delle difficoltà ulteriori causate dall’emergenza sanitaria.Solo pochi mesi fa la storica sentenza n. 149/19 del TAR Lazio aveva dato ragione al giovane sindacato, stabilendo come il ministero abbia l’obbligo di attivare il numero di posti di sostegno in base alle effettive esigenze degli alunni disabili e debba rilevare con precisione il fabbisogno di docenti di sostegno su tutto il territorio nazionale per assicurare, non solo il diritto all’istruzione e all’integrazione degli studenti con bisogni speciali, ma anche la continuità didattica attraverso un organico stabile e specializzato.
La circolare 487 del 10 aprile 2020 sugli organici, però, trasforma solo una minima parte dei posti in deroga su sostegno in organico di diritto. Secondo la nota, infatti, “la dotazione dell’organico dell’autonomia – posti di sostegno – è incrementata di 1.090 posti”. Un aumento non soddisfacente a fronte dei 65.890 posti di sostegno attivati “in deroga” e, dunque, non disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato e per la mobilità.Da Viale Trastevere, quindi, la decisione di tirare dritto nonostante la sentenza del TAR Lazio abbia già bocciato la prassi fino ad oggi utilizzata dal Ministero dell’istruzione di ricorrere in modo massivo ai cosiddetti posti in deroga che, a differenza dell’organico di diritto, fotografano una situazione che si vorrebbe eccezionale e transitoria, senza quindi riconoscerne la dimensione strutturale. Un artificio, quello dei posti in deroga, che per mere esigenze di cassa in questi anni ha legato l’organico di diritto di sostegno al numero di posti di sostegno attivati nell’anno scolastico 2006/07, ignorando così l’aumento costante delle iscrizioni di studenti disabili che da allora frequentano la scuola.La situazione è critica in tutto il Paese, raggiungendo vette persino paradossali in Piemonte, dove nella provincia di Torino l’organico di sostegno in deroga è addirittura superiore a quello di diritto.

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Scuola. Tre miliardi per ripartire? Anief: non bastano nemmeno per adeguare gli stipendi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Dalla stampa nazionale trapela la volontà di riprendere l’attività scolastica a settembre con un piano straordinario utile a garantire il distanziamento minimo indicato dagli epidemiologi per non incorrere di nuovo nel contagio di massa del Covid-19. Per il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe De Cristofaro servono tre miliardi per la scuola, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. È una cifra che torna spesso: “sono quelli che ha investito nel 2015, attraverso la “Buona scuola”, il Governo Renzi. Con quelle risorse sono stati assunti 86 mila docenti, si sono dati premi agli insegnanti più impegnati e bonus cultura a tutti quelli in ruolo”. Ma sono pure quelli che chiedeva come soglia minima il penultimo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, poi dimessosi proprio perché mai arrivata.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, stiamo parlando di una cifra a dir poco inadeguata. “Se pochi mesi fa i tre miliardi di euro richiesti da Fioramonti erano la condicio sine qua non per avviare il rilancio della scuola e arrivare ad un primo aumento a tre cifre per il personale docente, come si fa a pensare che possano bastare adesso per assolvere a quei compiti, sempre irrisolti, e ad affrontare con efficacia un periodo drammatico come quello che stiamo vivendo? Il Governo non pensi di cavarsela con la fornitura di mascherine, di gel igienizzanti e di prodotti per la sanificazione degli istituti. Qui si tratta di rivedere a pieno le strutture scolastiche, oltre la metà delle quali costruite più di 45 anni fa e quindi prive di quelle condizioni minime di sicurezza introdotte nel 1976, anno di entrata in vigore delle norme antisismiche. Senza contare la stabilizzazione di tantissimi docenti e Ata, che anche nelle attuali condizioni difficili continuano a garantire la didattica e i servizi scolastici senza alcuna prospettiva di stabilizzazione pur in presenza di tantissimo posti vacanti”.
Secondo il sottosegretario all’Istruzione, “bisogna fare tutti gli sforzi possibili per riportare in classe docenti e discenti. La didattica a distanza ha colmato il vuoto, ma ogni giorno amplifica le disuguaglianze che già a scuola esistono. Il ministero deve insediare al più presto una task force e costruire un cronoprogramma per i prossimi quattro mesi e mezzo. È il momento di trovare tre miliardi per la scuola italiana, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. Questa pandemia ha dimostrato che i pilastri dello Stato sono il sistema sanitario e il sistema dell’istruzione. Dobbiamo mettere in discussione quello che abbiamo fatto fin qui, tagli. E portare a casa i concorsi avviati con un percorso rapido che guardi a chi già insegna”.

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Scuola – Anief: “Senza soluzioni per precariato il nuovo anno inizierà nel caos”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Il blocco dei concorsi, insieme a quello delle graduatorie d’istituto da cui sono chiamati 200 mila supplenti e la mancata conferma dei precari in servizio, metterà in ginocchio l’avvio delle lezioni a settembre. Sulla didattica a distanza Anief chiede chiarezza o è inutile, oppure deve essere premiato il lavoro svolto da tutta la comunità educante. Sulla conferma dei vincoli imposti ai trasferimenti non c’è niente di più sbagliato. Bisogna agevolare e non penalizzare il diritto al ricongiungimento familiare, in un momento in cui siamo tutti sottoposti a distanziamento sociale”. È questo il commento del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, alle bozze del testo governativo diffuse nelle ultime ore e per le quali il sindacato ha attivato due specifiche petizioni per reclutare nuovo personale dalle graduatorie di istituto e Ata 24 mesi e per confermare gli incarichi.

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Maturità, solo colloquio online? Anief dice sì: gli esami via internet si fanno già all’Università

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

Perché ci si scandalizza se in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, il ministero dell’Istruzione decide di fare gli esami di Stato per via telematica? A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. In una intervista rilasciata alla rivista Orizzonte Scuola, il sindacalista autonomo viene sollecitato sulla liceità dei contenuti dell’ultima bozza di Decreto Legge su scrutini, esami e fine anno che il Consiglio dei ministri emanerà tra breve. Con il perdurare dell’emergenza sanitaria, a seguito del contagio da Covid-19, si va verso l’ammissione di tutti gli studenti agli esami di Maturità e delle prove ridotte a un solo colloquio online. Secondo il sindacato Anief, è una soluzione fattibile. Anche se non è l’unica possibile.Quella degli esami svolti con l’utilizzo di piattaforme telematiche, con i docenti e gli studenti collegati in tempo reale, è una modalità che viene utilizzata negli atenei già per gli esami e le lauree, ricorda il leader dell’Anief Marcello Pacifico. Secondo noi, dice il sindacalista autonomo “va bene come soluzione. L’importante è che si tenga conto del programma che si è svolto fino ad oggi. L’esame può essere svolto in maniera telematica senza pensare di rinviarlo”.L’alternativa, sarebbe quella di spostare di alcuni mesi le modalità tradizionali di svolgimento degli Esami di Stato, previste dal decreto 62/2017, attuativo della Legge 107 del 2015. Qualora, dice ancora Marcello Pacifico, si creda che “possa non essere ottimale per consentire ai ragazzi, dal punto di vista emotivo, di svolgere gli esami per via telematica, allora si può pensare di rimandarli a settembre o ottobre”.
In caso di rientro a scuola prima del 18 maggio, si procederà ad una maturità “light” con seconda prova a carattere nazionale sostituita da una prova predisposta dalla singola commissione di esame, affinché detta prova sia aderente alle attività didattiche in concreto svolte nel corso dell’anno scolastico. Se invece si dovesse tornare a partire dal 18 maggio prossimo, in questo caso si deduce che per ragioni sanitarie gli esami non potranno svolgersi in presenza, con l’eliminazione delle prove scritte di esame e la sostituzione con un unico colloquio, da attuare online, stabilendone contenuti, modalità e punteggio e specifiche previsioni per i candidati esterni.

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Scuola: Assunzioni 2020, è corsa contro il tempo

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

Anief prende atto che tutte le procedure concorsuali ordinarie e straordinarie risultano sospese per almeno due mesi. Ammesso che vengano bandite, comunque i tempi di attuazione saranno lunghi. Ci sono poi ancora tanti dubbi da sciogliere sui bandi, senza contare che manca pure il parere obbligatorio del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Mentre la scuola già in estate ha bisogno di tantissimi docenti, Ata e educatori. Senza l’avvio di un piano B, a settembre sarà il caos.Nell’incontro di ieri con i sindacati, la ministra dell’Istruzione ha ribadito la necessità di bandire presto i concorsi scuola, rinviando a tempo debito le prove di svolgimento e assicurando comunque la retrodatazione giuridica della nomina al 1° settembre 2020. Lo scrive oggi Orizzonte Scuola, spiegando che si tratta di “una decisione che permetterebbe di rispettare il termine ultimo di pubblicazione, indicato dal Decreto Milleproroghe nel 30 aprile”.Il problema è che c’è un “tassello mancante: è il parere del CSPI, inutilmente atteso dal Ministero durante il mese di marzo. Il consesso a quanto pare non ha sfruttato le possibilità di consultazione online per concludere i propri lavori e, trascorso il periodo di 45 giorni dalla richiesta, il Ministero potrebbe comunque procedere anche senza ricevere risposta in merito. Restano però numerosi nodi da sciogliere”.Dubbi che riguardano tutti i concorsi di cui si attende la pubblicazione: il bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per il ruolo; il concorso ordinario secondaria I e II grado; la procedura rivolta a maestri d’infanzia e primaria; il bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per l’abilitazione, anche se quest’ultimo non sappiamo se rientrerà nel “pacchetto”. Le incertezze riguardano anche una possibile apertura del Ministero verso alcune modifiche delle bozze dei bandi, già richieste dai sindacati, e particolarmente sentite dai precari interessati. In particolare, la possibilità di partecipazione per i docenti con tre anni di servizio svolto esclusivamente su posti di sostegno; il rapporto tra numero di domande (80 per il concorso straordinario secondaria) e il tempo a disposizione (80 minuti); una maggiore valorizzazione del servizio a fronte della prova (al momento 80 prova, 20 titoli e servizio).

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L’8 Aprile il via alla discussione sul Decreto ‘Cura Italia’, 15 le proposte di Anief per la scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, che affermato che “in considerazione dei limiti ai movimenti e al rinvio dei concorsi abbiamo chiesto procedure straordinarie per l’assunzione del personale precario, per il conseguimento dell’abitazione e della specializzazione sul sostegno, per garantire il corretto avvio del prossimo anno scolastico.” I suggerimenti dell’Anief su reclutamento, contrasto alla precarietà, incentivi per le famiglie sono al vaglio delle commissioni. “Il nostro compito – ha affermato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – deve essere quello di tutelare lavoratori e studenti, salvaguardare l’inizio del prossimo anno scolastico, garantire il diritto al lavoro, alla famiglia, alla salute. Le nostre proposte mirano a contrastare la precarietà che, in vista della sospensione di tutte le procedure concorsuali prevista dal decreto, mette a rischio il prossimo anno scolastico con 250 mila cattedre vacanti da coprire per il 2020/21. Anief intende semplificare le procedure di reclutamento, di abilitazione, di mobilità di tutto il personale della scuola. E migliorare la vita delle famiglie in questo momento di diffusa precarietà lavorativa. In circostanze di emergenza in cui il personale della scuola sta dando un contributo straordinario per la prosecuzione delle attività, pur in presenza di mezzi inadeguati, bisogna procedere all’immissione in ruolo di tutto il personale precario in ottemperanza alla normativa europea”, ha concluso Pacifico.Pacifico ha anche detto che “l’Anief torna a chiedere con forza la riapertura delle graduatorie ad esaurimento ovvero l’immissione in ruolo dalle graduatorie di istituto divenute provinciali; la conferma nel ruolo andrebbe fatta dopo aver svolto con esito positivo il percorso formativo abilitante. La proposta riguarda anche la possibilità di stabilizzare i docenti con servizio su sostegno, previo superamento del percorso di specializzazione.”Ricordiamo che l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, causando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE.
Occorre inserire stabilmente in organico la quota di Assistenti Tecnici previsti dall’articolo 120 in modo da soddisfare tutte le necessità di offerta formativa legata alle nuove tecnologie, anche a distanza. Ciò al fine di supportare tutti i processi di potenziamento della didattica anche oltre l’emergenza.Stabilizzazione dei facente funzione Dsga Bisogna prevedere procedure semplificate di immissioni in ruolo anche per i facenti funzione Dsga.
Tra le proposte dell’Anief pure l’attivazione di corsi abilitanti telematici sia per le discipline curriculari che per il sostegno, l’avvio di percorsi alternativi per consentire al personale di abilitarsi, la conferma nei ruoli di tutto il personale immesso in ruolo con riserva che abbia superato l’anno di prova e l’annullamento di ogni procedura di licenziamento per acquiescenza della P.A. e per la valutazione positiva espressa dagli organi collegiali, nelle more dell’espletamento dei nuovi concorsi.
“Il diritto al lavoro” commenta Pacifico “deve armonizzarsi con il diritto alla famiglia; per questa ragione Anief sostiene la proroga dei termini per la mobilità straordinaria per tutto il personale docente.
In considerazione della difficile condizione economica in cui versano molte famiglie di lavoratori, Anief chiede di pianificare forme di sostegno che compensino gli effetti del diffuso stato di emergenza, anche lavorativa.

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Docenti in servizio su sedi distanti, è l’ora della mobilità straordinaria: lo chiede l’Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Con un emendamento al DL “Cura Italia” n. 18 del 17 marzo 2020, il giovane sindacato ha chiesto alla V commissione del Senato di prorogare “per l’a. s. 2020/2021 i termini per la mobilità straordinaria del personale docente di ruolo, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia”, così da permettere loro la collocazione “su tutti i posti vacanti e disponibili, anche in organico di fatto”. Ciò comporterebbe “il rientro dei docenti ‘ingabbiati’, per via dei contorti e poco trasparenti meccanismi di reclutamento operati”.

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Anief chiede alla ministra dell’Istruzione un incontro in teleconferenza per discutere la questione dei diplomati magistrale

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

Il sindacato Anief ha oggi inviato una lettera alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per richiedere un tavolo politico urgente, insieme alle altre organizzazioni sindacali rappresentative, al fine di trovare soluzioni al contenzioso concernente il personale docente e per la copertura dei posti vacanti e disponibili nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria. Infatti, la richiesta arriva alla luce del fatto che nel decreto “Cura Italia” si dispone la sospensione delle procedure concorsuali per 60 giorni, il differimento della discussione dei provvedimenti pendenti presso i tribunali amministrativi e la sospensione dei licenziamenti. Inoltre, va posta attenzione all’indispensabile lavoro assicurato, anche nella didattica a distanza, dall’attuale personale docente di ruolo che è stato inserito con riserva, che ha superato l’anno di prova, e del personale docente precario anche in possesso di diploma magistrale nella scuola primaria e dell’infanzia, nonché della scuola secondaria di primo e secondo grado. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma che “abbiamo chiesto di convocare con urgenza un tavolo politico, in teleconferenza, per discutere della problematica, al fine di far ripartire nel migliore dei modi l’Istruzione pubblica, in virtù della necessità di un corretto avvio del prossimo anno scolastico, senza ricorrere al più alto numero di contratti a termine registrato negli ultimi dieci anni”. “Ricordiamoci che stiamo parlando di persone in carne e ossa, in molti casi ultra 40enni, con famiglia e figli. E con un progetto di vita da portare avanti. Tuteliamo loro per tutelare la Scuola”, ha concluso Pacifico.

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Coronavirus: Il MAECI accoglie le proposte dell’Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Dopo la lettera inviata da Anief ai Ministri degli Affari Esteri, della Pubblica Istruzione e della Salute, oggi l’ufficio V ha diramato alle sedi ulteriori disposizioni relative all’emergenza Covid 19, a firma del Direttore della DGSP Min Roberto Vellano
“Grazie alla tenacia e alla competenza di Anief, afferma il Presidente Marcello Pacifico, il personale scolastico in servizio all’estero, che abbia necessità di rientrare in Italia, oggi può farlo. Può fare domanda di ferie per rientrare e poi chiedere di essere collocato in regime di articolo 186 del DPR 18/67, attivando la didattica a distanza”.“Questo è un nostro successo – dichiara il delegato al settore estero dell’Anief, prof Salvatore Fina – fin dal primo incontro al MAECI abbiamo chiesto con forza di tutelare il diritto alla salute e i diritti previsti dal CCNL”.Oggi siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato che premia il nostro modo di fare sindacato: aperto, competente e trasparente. Ci sono anche cose che vanno seguite e chiarite, Anief come sempre sarà al fianco dei docenti e di tutto il personale che si rivolgerà a noi.Si trasmette il seguente messaggio a firma del Direttore Centrale Min. Roberto Vellano:Negli ultimi giorni un numero sempre maggiore di paesi sta adottando misure di contenimento del contagio da coronavirus, ivi inclusa la sospensione delle attività a livello sia scolastico che universitario. Questa Direzione Generale ha promosso modalità organizzative di didattica a distanza a cura dei dirigenti scolastici all’estero. Da più parti sono state rappresentate richieste di rientro in Italia di personale scolastico, per necessità di carattere personale o timori in relazione al sistema sanitario locale.
Alla luce di quanto precede, sentite per le vie brevi le principali Ambasciate nelle cui Circoscrizioni presta servizio personale della scuola all’estero e su indicazione della Segreteria Generale, tenuto anche conto che nella stragrande maggioranza dei paesi la didattica a distanza può essere svolta anche dall’Italia, alla luce dell’eccezionalità della crisi pandemica in corso, questa Direzione Generale segnala che è possibile, per il personale scolastico che ne faccia richiesta, l’assunzione al MAECI ex art. 186 del D.P.R. n. 18/1967 senza necessità di presenza fisica al Ministero, in ragione anche delle misure di restrizione dei movimenti sul territorio italiano. Si attira l’attenzione sui seguenti aspetti:
a) in caso di richiesta di rientro in Italia da parte di personale scolastico, le sedi di riferimento dovranno esprimere un motivato parere, sulla base della situazione locale e delle specifiche esigenze di servizio e del lavoratore;
b) in base al decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro della Salute 120/2020, che ad ogni buon fine si allega, chiunque rientri in Italia è sottoposto per un periodo di 14 giorni ad isolamento precauzionale obbligatorio. In tale periodo non potrà essere richiesta prestazione lavorativa;
c) l’art. 186 del D.P.R. prevede una decurtazione progressiva dell’assegno di sede, che è ridotto della metà dopo i 20 giorni e per un periodo che non può superare in ogni caso 50 giorni, cessando dopo tale termine: il personale che intenda avvalersene dovrà esserne esplicitamente informato;
d) la didattica a distanza potrà essere successivamente organizzata dal dirigente scolastico, ove presente, o sotto la supervisione dell’Ufficio Diplomatico-Consolare di riferimento.
Come già indicato per le vie brevi a molte Sedi, per quei Paesi che non avessero ancora sospeso le attività didattiche in presenza a livello scolastico e/o universitario, si vorrà verificare in uno spirito di collaborazione e di tutela dei lavoratori italiani: a) possibilità di avvio della didattica a distanza, sottolineandone l’opportunità in questo frangente; b) le misure di contenimento da contagio adottate, su cui eventualmente sensibilizzare gli interlocutori.

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Scuola: Anief chiede di prorogare i contratti in essere

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Nell’intervento pubblicato il 16 marzo con un video su Facebook, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha ribadito, fra le altre cose, l’intenzione di bandire a breve i concorsi per il reclutamento di docenti nella scuola secondaria di I e II grado.In un momento in cui, a causa dell’attuale emergenza sanitaria, i docenti ed educatori si ritrovano oberati di lavoro per riuscire a mettere in pratica una modalità di didattica a distanza, dalla Ministra esplicitamente richiesta, appare perlomeno inopportuno catapultare sulle migliaia di precari della categoria impegno aggiuntivo e ulteriore pressione per prepararsi ad affrontare l’iter concorsuale.L’improvvida intenzione della Ministra Azzolina, che a quanto pare è condivisa anche dal Presidente del Consiglio Conte e dalla Ministra per la Pubblica Amministrazione Dadone, sembra non tenere conto della gravosità del compito che viene richiesto in questo momento al personale docente della scuola. Gli insegnanti, oltre a produrre materiali didattici per gli studenti, a registrare audio e video lezioni, a tenere videoconferenze a volte anche per dieci classi, devono contestualmente formarsi in maniera autonoma sull’utilizzo di piattaforme e software finora sconosciuti. Questo a proprie spese, poiché per i precari non è previsto il bonus docente. Tutto ciò mentre magari devono dedicare energie allo studio dei propri figli e devono condividere gli strumenti informatici e tecnologici con mariti e mogli, compagni e compagne, i quali anch’essi stanno lavorando da casa. Ma quel che è ancora più grave è la poca sensibilità verso gli insegnanti colpiti da coronavirus o dai familiari dei docenti che sono costretti a curarsi, a tentare di sopravvivere e sarebbero ingiustamente esclusi dai concorsi.L’Italia soffre, è ferita. L’Anief propone di dare continuità didattica prorogando tutti i contratti in essere al 31 agosto per proseguire la didattica a distanza. L’Anief chiede al governo di non togliere i punti di riferimento ai giovani: i loro insegnanti.La soluzione per evitare di gettare sull’orlo dell’esaurimento quasi metà della classe docente italiana è già pronta e l’Anief lo ripete da tempo immemorabile: immissione in ruolo di tutti i docenti e di tutto il personale educativo, che da anni tengono in piedi il sistema scolastico italiano, assumendoli dalle GaE, dalle graduatorie d’istituto di seconda e terza fascia, scegliendo in base alle graduatorie già in essere in base al punteggio maturato, non facendo alcuna distinzione tra insegnanti del sistema scolastico nazionale, come vergognosamente si è voluto fare. A partire dalla proroga del contratto scolastico in essere in questo momento emergenziale, nella stessa scuola dove è attualmente in corso la supplenza. L’Anief chiede di non togliere ai ragazzi che magari hanno già subito perdite in famiglia gli insegnanti il prossimo settembre.Seguendo l’esempio di quanto deciso per l’ambito sanitario, in cui verranno assunti senza concorso 20.000 persone fra medici, infermieri e Oss, si potrebbe fare altrettanto in ambito scolastico, sanando finalmente l’ingiustizia che per anni si è protratta ai danni dei docenti e degli educatori precari. A differenza dei medici, gli insegnanti presenti nelle GaE nelle seconde e terze fasce delle pubbliche graduatorie hanno oltre al titolo di studio, esperienza, ovvero sono lavoratori a tutti gli effetti. Anzi sono un punto di riferimento in questa emergenza sanitaria mondiale. Entrano nelle famiglie, nelle case, portando istruzione, rassicurazione, conforto.Infine, uno sguardo al fattore economico. Quando finirà la pandemia, nessuno sa il mese o il giorno, ma il nostro Paese sarà in ginocchio: l’economia schiacciata, il welfare da rivedere. In una situazione così critica, il governo non deve sprecare risorse pubbliche utili per risollevare l’Italia, non deve scialacquare denaro dei cittadini per onerosi concorsi, perché gli insegnanti ci sono e si sono autoformati anche alla didattica innovativa a distanza, a proprie spese. Basta rinnovare i contratti in essere e trasformarli a tempo indeterminato e per i restanti posti che si liberanno per i pensionamenti (e i decessi) attingere dalle stesse pubbliche graduatorie.

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Coronavirus: Scuole italiane all’estero, Anief chiede risposte certe per il personale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2020

L’emergenza legata al Coronavirus coinvolge anche le scuole italiane presenti al di fuori dei confini nazionali. Il Maeci (Ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale) ha invitato il personale scolastico in servizio presso l’istituto omnicomprensivo di Asmara, attualmente in ferie in Italia, a non rientrare ad Asmara, perché il governo eritreo ha disposto che tutti coloro che arrivano dall’Italia verranno posti in quarantena forzata. Si tratta di disposizioni che potrebbero replicate anche da altri istituti. Anche la Turchia, ad esempio, dove c’è una scuola statale italiana, ha deciso di bloccare i voli provenienti dall’Italia.Anief sollecita risposte certe per tutto il personale delle scuole italiane all’estero e torna a invitare il Ministero degli Esteri a convocare un tavolo con le organizzazioni sindacali rappresentative per prendere decisioni che tutelino i diritti del personale scolastico e il diritto allo studio dell’utenza. Sulle notizie provenienti da Asmara, il giovane sindacato rappresentativo ritiene necessario un intervento più deciso. «Chiediamo – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief – che la scuola italiana di Asmara sia temporaneamente chiusa e che al personale scolastico si applichi la normativa relativa alle cause di forza maggiore, in modo da tutelare i giorni di ferie e la ISE. Il Ministero si adoperi affinché si trovi una soluzione diversa dalla quarantena, che non tutela la salute e l’incolumità del personale, e non garantisce il diritto allo studio».Ferma restando la richiesta di chiusura in via cautelare dell’istituto scolastico di Asmara un’altra soluzione per tutelare gli insegnanti potrebbe essere, suggerisce Salvatore Fina, delegato Anief per l’estero, «una certificazione negativa rilasciata da una struttura ospedaliera pubblica ai docenti, da esibire alla dogana eritrea. Gli insegnanti, per averla, dovrebbero sottoporsi al tampone per il Coronavirus, prima di tornare in Africa».

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Coronavirus: Il premier Conte per la prima volta non esclude la chiusura di tutte le scuole

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

«Non possiamo escludere in assoluto la chiusura totale delle scuole, anche se non è stata ancora chiesta dagli scienziati». Il premier Giuseppe Conte lancia l’allarme, perché l’emergenza del contagio di Coronavirus non è stata ancora circoscritta, e Marcello Pacifico (Anief-Udir) chiede, in nome della prevenzione e della tutela della salute, di valutare concretamente l’eventualità della chiusura di tutti gli istituti scolastici per almeno una settimana ed eventualmente fino al termine delle festività pasquali. Bisogna fare in fretta, non c’è altro tempo da perdere.
Con una lettera alla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, il presidente nazionale di Anief e Udir, Marcello Pacifico, sottolinea la necessità e l’urgenza di una convocazione di incontro urgente per informativa sulle misure da adottare contro la diffusione del Covid-19 alla luce di quanto adottato con DPCM del 1° marzo 2020. Nella stessa comunicazione il leader del giovane sindacato autonomo anticipa la richiesta di chiarimenti sulla mancata convocazione – a differenza degli altri sindacati rappresentativi – al Ministero dell’Istruzione dello scorso 26 febbraio: dimenticanza che non ha giustificazioni.
«Se l’emergenza non è rientrata – sottolinea Pacifico, leader di entrambi i sindacati – come lascia intendere il presidente del Consiglio, non si può mettere a rischio l’incolumità di chi vive quotidianamente la scuola. Dunque è giusto considerare con grande attenzione non solo la sospensione delle attività didattica, ma la chiusura di tutte le istituzioni scolastiche. Chiediamo di essere convocati per dare il nostro contributo e individuare la soluzione migliore per il contenimento dell’emergenza legata al Coronavirus e garantire la sicurezza dei nostri alunni, del personale docente, educativo e Ata e dei dirigenti scolastici».

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Università – Ricerca – Afam: Anief incontra il ministro Manfredi e segnala le priorità per il personale del comparto

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

La delegazione con il presidente Marcello Pacifico e Daniela Rosano della segreteria nazionale è stata ricevuta insieme alle altre sigle rappresentative. Tanti i temi trattati su stato giuridico, reclutamento, organici, regolamenti. Nelle prossime settimane partiranno nuovi tavoli tematiciPacifico (Anief): “Nell’Università e nell’Afam il tasso di precarietà è superiore persino a quello della scuola. Urge una nuova riforma del sistema di reclutamento per non incorrere nelle sentenze della Corte di giustizia europea, dopo il caso Sciotto delle fondazioni lirico-sinfoniche e in viste di quella sui ricercatori a tempo determinato italiani. La messa ad esaurimento dei ricercatori, da dieci anni, ha bloccato il sistema Paese. È arrivato il momento di abolirla” Alla stesura della memoria sono stati apportati i contributi di Maresci (SERI) per gli enti di ricerca, Iacomini (ABC) per l’afam, Guerriero per l’università.

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Scuola: Riduzione classi pollaio e tempo pieno al Sud, Anief: servono 40 mila docenti aggiuntivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

La riduzione del numero di alunni per classe e l’aumento di tempo-scuola al Sud necessitano di un surplus di insegnanti: servono non meno di cinque docenti in più per istituto, considerando anche che alla maggiore parte delle 8.200 scuole autonome sparse per il territorio nazionale sono annesse più sedi. È bene, quindi, che il ministero dell’Istruzione preveda la richiesta al Mef di non meno di 40 mila insegnanti ulteriori in organico di diritto, al fine di rendere esecutivi gli sdoppiamenti di classe, in presenza di un elevata quantità di iscritti, e di tenere sempre aperte le scuole del Meridione, dove occorre riallineare i livelli di apprendimento.
Commentando i lavori su questo tema della Commissione Istruttoria per le politiche sociali e lo sviluppo sostenibile per la preparazione del documento programmatico, che sarà presentato a breve al ministro dell’Istruzione, il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, ha detto che “uno dei cavalli di battaglia dell’Anief è proprio la necessità di incrementare gli organici, in base alle necessità del territorio, alla dislocazione, alla rete di collegamento con le stesse istituzioni scolastiche nelle piccole isole o comunità montane, all’ubicazione in luoghi a rischio, ad alto tasso dispersione scolastica e migratorio”.Comincia a farsi sentire la necessità di implementare l’organico dei docenti italiani. Con apposito avviso SIDI – scrive oggi Orizzonte Scuola – le scuole hanno ricevuto comunicazione dell’apertura delle relative funzioni per la costituzione degli organici dell’anno scolastico 2020/21.
Come ogni anno il Ministero dovrà emanare un’apposita circolare, nella quale si dovrà per forza di cose tenere conto dello stop alle classi pollaio dall’anno scolastico 2020/21: il provvedimento, già inserito nel Milleproroghe approvato alla Camera, dovrà passare il vaglio del Senato ed essere convertito definitivamente entro il 29 febbraio. Si partirà solo dalla scuola secondaria di II grado: con i 55 milioni a disposizione che saranno ripartiti su tre anni e su base regionale, tenendo conto del numero di classi con un numero di iscritti superiore a 22 alunni, ridotti a 20 in presenza di studenti con grave disabilità certificata.In attesa della circolare ministeriale, alcuni uffici scolastici, come quello di Milano, hanno fornito alcune utili indicazioni: in queste, ad esempio, si specifica che “l’attività in fasce orarie pomeridiane, sarà autorizzata nei limiti della dotazione organica assegnata dalla Direzione Regionale, sulla base delle vigenti disposizioni ministeriali”. Diventa quindi prioritario, da parte dell’amministrazione centrale di Viale Trastevere, prevedere l’incremento di cattedre nell’attuale fase preliminare.Il surplus di docenti, inoltre, sarà particolarmente necessario in quelle scuole dove si prevede un incremento di orario di apertura delle istituzioni scolastiche, quindi anche di tempo scuola.

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