Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘anief’

Sostegno – Straordinaria sentenza ottenuta dall’Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

La novità normativa su cui il TAR Lazio è stato chiamato a decidere dai legali Anief circa la sua interpretazione è l’art. 10 del d.lgs. n. 66/2017, che prevede, nello specifico, che l’individuazione e l’assegnazione delle ore di sostegno debba avvenire, da parte del dirigente scolastico, “[…] sulla base del PEI di ciascun alunno, raccolte le osservazioni e i pareri del GLI, sentito il GIT, tenendo conto delle risorse didattiche, strumentali, strutturali presenti nella scuola, nonché della presenza di altre misure di sostegno, al fine di realizzare un ambiente di apprendimento favorevole allo sviluppo dell’autonomia delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti con accertata condizione di disabilita’ in eta’ evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica […]”, mentre il quadro legislativo previgente in materia, vedeva quale unica fonte di attribuzione delle ore di sostegno proprio il P.E.I., residuando in capo al dirigente scolastico un potere amministrativo interamente vincolato in sede di successiva adozione del decreto di assegnazione delle misure di sostegno spettanti all’alunno disabile.Lo stesso TAR del Lazio, dunque, con la sentenza emanata oggi, rileva come proprio l’articolo 10 del d.lgs. n. 66/2017, sembri “attribuire al dirigente scolastico il potere/dovere di individuare ed assegnare le ore di sostegno senza vincolarlo ai contenuti del P.E.I., che sembra piuttosto dover rappresentare una base di partenza e non un punto di arrivo. La norma, quantomeno dal punto di vista squisitamente letterale, pare prevedere un procedimento di individuazione e di assegnazione delle ore di assistenza agli alunni affetti da disabilità “a formazione progressiva” che, prendendo le mosse dal P.E.I. (come confermato dalla locuzione “sulla base del […]”), consentirebbe al dirigente scolastico, previa acquisizione del parere reso da due organi collegiali (G.L.I. e G.I.T.), di assegnare le ore di sostegno sulla scorta anche di ulteriori apprezzamenti discrezionali con riferimento al complesso delle risorse didattiche, strumentali e strutturali della scuola, nonché sulla presenza di altre, e non meglio precisate, misure di sostegno”. Ma lo stesso Tribunale Amministrativo per il Lazio, tiene a precisare che “Volendo assecondare la succitata scansione procedimentale sancita dalla lettera della riforma normativa de qua, invero, sia la presenza di ben due pareri postumi rispetto al P.E.I., rilasciati da organi di natura territoriale e diversi rispetto al G.L.O., sia il residuare di uno spazio per valutazioni discrezionali riservate al dirigente scolastico, sono elementi che finiscono per far vacillare l’ormai assodata intangibilità dei contenuti del P.E.I., al punto che lo stesso rischierebbe di essere declassato a mero atto endoprocedimentale, espressione di un potere amministrativo ancora in fieri”.

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Gradone stipendiale “3-8 anni” negato: il CCNL è illegittimo, in tribunale vince l’Anief

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Inarrestabili le vittorie in tribunale per l’Anief a tutela dei diritti del personale che rivendica il diritto all’integrale ricostruzione di carriera, agli scatti di anzianità mai percepiti durante il precariato e al riconoscimento del diritto al “gradone 3-8 anni” anche se immesso in ruolo successivamente all’anno scolastico 2011/2012. Marcello Pacifico (Anief): “Già la Suprema Corte di Cassazione è stata chiara nell’accogliere in toto le nostre tesi: il CCNL economico 2011 discrimina i lavoratori che hanno prestato servizio precedente al 2011 con contratti a termine e la clausola di salvaguardia prevista solo per il personale in servizio con contratti a tempo indeterminato va estesa a tutto il personale, anche a quanti lavoravano alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione da precari. Avevamo rilevato sin da subito l’illegittimità di quella previsione pattizia”. Ancora possibile aderire al ricorso Anief per ottenere il corretto inquadramento stipendiale anche con l’applicazione del gradone 3-8 anni e il computo integrale e immediato del servizio svolto durante il precariato nella ricostruzione di carriera.

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Anief organizza assemblee sindacali esclusivamente dedicate al personale educativo

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

Da lunedì 3 maggio, infatti, per circa un mese, avranno luogo le assemblee sindacali territoriali organizzate da Anief dedicate prettamente al personale educativo: si svolgeranno su tutto il territorio nazionale, sempre da remoto, per informare e consultare sulle proposte di rinnovo del CCNL che il sindacato sarà chiamato a sottoscrivere. Marcello Pacifico (Anief): “Le priorità per il rinnovo del contratto devono riguardare la parità di trattamento giuridico ed economico tra personale precario e di ruolo, gli aumenti stipendiali che recuperino almeno il costo dell’inflazione, il riconoscimento del rischio biologico e del burnout al tempo del Covid-19 anche ai fini pensionistici, l’abolizione dei vincoli su mobilità e assegnazioni provvisorie, la formazione, la carriera, le prerogative sindacali e la sicurezza”. La seconda riunione ci sarà mercoledì 5 maggio dalle 15 alle ore 18. e, riguarderà tutte le istituzioni scolastiche educative delle regioni Abruzzo e Marche,

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Scuola: Oggi in CdM il decreto Covid. Governo dà ragione ad Anief non si apre al 100%

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

“Bisogna ora monitorare tracciamenti, completare vaccini, aumentare classi e plessi”, dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. All’articolo 3, le norme per comparto istruzione e ricerca. Dal 26 aprile, didattica in presenza per infanzia, primaria, media. Per le superiori, dal 50 al 75% nelle zone rosse, dal 60 al 100 % nelle zone arancioni e gialle, tranne che in presenza di focolai. Per alunni disabili e BES sempre in presenza su richiesta anche con classe in DAD. Per Università e Afam, lezioni in aula tranne che in zona rossa per studenti per anni successivi al primo. Lauree ed esami in presenza, ma a scelta degli Atenei.Oggi si ufficializzerà la retromarcia del Governo sul rientro in blocco degli alunni il prossimo 26 aprile: il Consiglio dei Ministri approverà la decisione, presa ieri nell’incontro Stato-Enti Locali, di ridurre la percentuale di studenti delle superiori in presenza nelle zone gialle e arancioni dall’annunciato 100% al 60%, dopo le osservazioni del sindacato. Il motivo principale sarebbe quello dei mezzi di trasporto, come da Anief denunciato, che non garantiscono di potere fare spostare in sicurezza due milioni e mezzo di studenti. Secondo Anief ha fatto bene il Governo a rivedere la sua decisione iniziale, perché l’intransigenza si sarebbe scontrata, come in passato, con i problemi non risolti.Nessun ritorno in classe per tutti: le scuole superiori potranno adottare “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica” affinché sia garantita, in zona rossa, la presenza “ad almeno il 50% e fino a un massimo del 75%” mentre in zona gialla e arancione la didattica in presenza deve essere garantita “ad almeno il 60% e fino al 100%” Niente deroghe dalle Regioni: unica eccezione alle deroghe, i focolai del virus. Lo prevede il decreto legge anti Covid19 che oggi approverà il Cdm.

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Decreto sostegni: Presentate le proposte Anief

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Sono ben 2.854 gli emendamenti e 79 gli ordini del giorno all’A.S. n. 2144 sulla “Conversione in legge del decreto legge 22 marzo 2021, n. 41, contenente misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID – 19”, meglio noto come Decreto Sostegni. Tra le proposte di modifica figurano pure diverse dell’Anief, i cui argomenti portati all’attenzione al Senato sono stati messi al vaglio delle Commissioni Riunite, aprendo in questo modo uno spiraglio al personale scolastico sia precario che di ruolo. Tra le tante richieste formulate ai senatori di competenza, il sindacato chiede la proroga dei 70mila docenti e Ata Covid, interventi a favore del sostegno agli alunni disabili, l’estensione della card annuale di aggiornamento professionale anche al personale precario, la cancellazione del vincolo che tiene fermi cinque anni gli ultimi lavoratori della scuola immessi in ruolo, l’avvio di sportelli per la gestione del Covid, l’assegnazione provvisoria del personale scolastico, introdurre organici aggiuntivi in base alle esigenze locali, organizzare subito concorsi per salvare il prossimo anno scolastico, potenziare il numero di dipendenti in proporzione alle attività aggiuntive in presenza anche estive. È lunga la lista degli emendamenti al D.L. Sostegni proposti da Anief. Il giovane sindacato propone, nello specifico, la proroga dei contratti del personale dell’organico Covid al 30 giugno (emendamenti 31.34 e 31.0.14) ed anche per l’attività estiva (emendamento 31.34), oltre che per garantire la continuità didattica degli insegnanti di sostegno, una condizione indispensabile per assicurare piena integrazione ed il recupero delle competenze degli alunni con disabilità, ma anche la revisione degli organici di sostegno (odg G/2144/74/5 e 6). Tra le proposte figura anche l’estensione della card docente al personale a tempo determinato per consentire l’acquisto di apparecchiature informatiche (emendamento 31.33). Viene quindi posto l’accento su un argomento annoso, su cui da tempo Anief punta, finalizzato a tutelare il diritto dei docenti di ruolo di poter conciliare il proprio diritto al lavoro a quello di ricongiungersi alla propria famiglia: si chiede, infatti, l’abolizione o quanto meno la deroga al vincolo di permanenza quinquennale (emendamenti 30.0.105; 31.31; 31.39; 31.0.8; 31.0.12; 31.0.16). In un ordine del giorno è stata anche avanzata la proposta di implementare, ovvero di attivare degli sportelli in relazione alla prevenzione e al trattamento dei disagi e delle conseguenze derivanti dall’emergenza epidemiologica da COVID-19 (odg G/2144/72/5 e 6). Fra le proposte, ancora, troviamo quelle volte a favorire l’assegnazione provvisoria del personale scolastico, a ristoro delle norme sul divieto di spostamento fra regioni prorogate per contenere l’emergenza epidemiologica (emendamenti 31.0.25 e 31.26) ed un ordine del giorno sulla necessità di aumentare stabilmente gli organici del personale scolastico in base alle necessità del territorio (odg G/2144/69/5 e 6). Si ritiene anche di forte interesse l’attenzione posta alla possibilità di avviare procedure concorsuali nel più breve tempo possibile per il personale scolastico (odg G/2144/69/5 e 6 ed emendamento 31.0.24 [concorso DSGA]), nonché la necessità di aumentare le attività didattiche in presenza, oltre che l’organico scolastico, pure per consentire interventi volti a colmare il gap formativo venutosi a creare ed incrementare con la situazione pandemica (odg G/2144/70/5 e 6).

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Anief: “Stessi diritti per i lavoratori della scuola precari e di ruolo”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, durante il seminario sulla legislazione scolastica di oggi, organizzato per le province di Perugia e Terni, ha sottolineato come sia importante riconoscere anche ai precari i diritti dei lavoratori della scuola stabilizzati. Il leader del sindacato ha affermato che “anche il personale precario docente e il personale amministrativo hanno diritto alla card per poter svolgere la propria attività pure a distanza. In realtà bisogna fare in modo che con il rinnovo del contratto tutto il personale a tempo determinato abbia gli stessi diritti del personale di ruolo in termini di ferie, malattie, permessi, retribuzione e carriera”.

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Scuola: Anief chiede la ripresa degli incontri del tavolo permanente sulla sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2021

ANIEF sollecita al ministero la ripresa degli incontri del tavolo permanente voluto dallo stesso sindacato nel mese di ottobre 2020 e la conseguente indizione di tavoli tematici in materia di uso dei DPI, di gestione dei lavoratori fragili, oltre che per il lavoro agile, tenendo anche conto degli incontri già svolti con il ministero della Salute e dei Trasporti, dei rappresentanti degli istituti non statali, anche sui temi della povertà educativa. La terza ondata di contagi sembra essere arrivata, i numeri in risalita riguardano solo alcune regioni, ma se dovessero aumentare in tutto il Paese la situazione sarebbe più complicata. Inoltre si continuano a non avere dei numeri ufficiali dei contagi dentro le scuole, come non si è mai attivato uno screening tra gli studenti, più volte proposto dal sindacato e posto in essere solo a livello locale e parziale. Appare pertanto opportuno organizzare il prima possibile un nuovo tavolo permanente per verificare l’adeguatezza dei protocolli sia per il prossimo rientro in classe e sia sugli Esami di Stato conclusivi oramai imminenti”.

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Oggi l’Anief incontra la ministra Azzolina

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Roma. L’incontro si terrà alle ore 10.30, sul tema dei “progetti del Ministero dell’Istruzione relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza”. A questo riguardo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “la vera sfida per il nostro Stato è ora quella di investire al meglio questi finanziamenti provenienti dall’Europa, senza disperdere un solo euro: siamo ben lieti di incontraci con i vertici dell’amministrazione scolastica e con la ministra dell’Istruzione, ai quali faremo presente che oltre ai processi di digitalizzazione, ammodernamento e rifacimento di un alto numero di strutture scolastiche, sarà importante valorizzazione del personale, partendo dalla cancellazione della supplentite, assumendo in ruolo tutti i precari con titoli e servizi, anche da graduatorie d’Istituto, incrementare in modo finalmente importante gli stipendi di docenti e Ata. Ma anche aumentare gli organici, le scuole autonome, le dirigenze scolastiche, i posti di Dsga e cancellando una volta per tutte i posti in organico di fatto e la vergogna delle deroghe su sostegno. Sempre per il personale, sarà fondamentale, infine, introdurre la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, anche in tema di ricostruzione di carriera e di mobilità, andando a cancellare quei vincoli che oggi allontanano il diritto al lavoro da quello che tutela la famiglia”.
Secondo quanto riferito dalla stampa specializzata, la missione “Istruzione e ricerca” collocata nel Recovery Plan ruota attorno ai seguenti assi portanti:
– l’ampliamento delle competenze acquisite nelle scuole, nelle università e nelle istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale da parte di giovani, di lavoratori e ampie fasce di popolazione attiva;
– il potenziamento della ricerca di base e delle grandi infrastrutture di ricerca, fondamentali nelle aree di frontiera e per il trasferimento tecnologico, il miglioramento dell’interazione tra mondo della ricerca e mondo produttivo, nonché della propensione all’innovazione delle imprese, soprattutto delle PMI, e la loro partecipazione a progetti e filiere strategiche. Per questa via si sostengono anche la domanda e l’adeguato impiego di competenze avanzate nel nostro sistema produttivo;
– l’internazionalizzazione della formazione superiore e della ricerca attraverso la promozione della mobilità di docenti e ricercatori, sia verso l’estero che verso l’Italia, per contribuire ai principali processi internazionali di ricerca e formazione di nuove competenze, nei principali ambiti strategici per il futuro;
– il supporto alla ricerca condotta dai giovani talenti, con finanziamenti ad essi dedicati, seguendo il modello d’eccellenza degli ERC grant europei.

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Anief ha presentato quasi 70 emendamenti alla Legge di Bilancio 2021 alla V Commissione della Camera

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

Sono molte le proposte specifiche per Scuola, Università e Ricerca per affrontare l’emergenza Covid. Le proposte sono state suddivise in sezioni e riguardano la fiscalità, gli organici e l’emergenza covid-19, il salario accessorio e la ricostruzione di carriera, la mobilità, il reclutamento e il precariato, il sostegno e la specializzazione, il welfare e il pensionamento, il personale Ata, educativo, insegnante di religione cattolica, scuole estere, concorso DS, interventi per l’università, la ricerca, l’alta formazione artistica, coreutica e musicale, relazioni sindacali. Il sindacato, per venire incontro a quanti ne hanno diritto nel particolare momento storico che stiamo vivendo, ha richiesto anche la sospensione delle tasse universitarie e detrazioni per i fuorisede, ma anche detrazioni per le spese del personale scolastico. Tra le proposte, anche maggiore impulso ai progetti esterni degli Enti di Ricerca. Il sindacato ha predisposto pure un elenco completo dei temi affrontati negli emendamenti.Il sindacato, come ha sottolineato più volte, ha sempre cercato di riportare in primo piano la problematica legata alla supplentite, formata da una schiera infinita di precari che, nonostante insegnino anche da decenni nelle nostre scuole, continuano a non poter avere accesso alla stabilizzazione. Non mancano dunque le proposte emendative pure per i precari che hanno svolto 36 mesi di supplenze anche non continuative all’interno della scuola con qualsiasi ruolo. Misure ad hoc ancora per le categorie spesso quasi dimenticate, come gli Ata, gli educatori, gli insegnanti di religione.Con 250 mila supplenze annuali sottoscritte quest’anno e oltre la metà delle immissioni in ruolo saltate, l’Anief ha rilanciato delle istanze che in passato il Parlamento ha già adottato, come “la riapertura delle GaE”, autorizzata nel 2008 e nel 2012, “e l’avvio di corsi abilitanti aperti a tutto il personale che ha maturato 36 mesi di servizio. Questo è molto importante perché il doppio canale di reclutamento” va necessariamente avviato: “ce lo dice la Cassazione, la Corte Costituzionale italiana e l’Europa. Tra l’altro l’Anief su questo punto ha presentato all’UE dei reclami collettivi e a gennaio si avrà la risposta.Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha affermato che “tra i vari interventi realizzati c’è anche quello che guarda all’Europa, per far riconoscere il rischio biologico per il personale della scuola perché è quello più a rischio burnout in tutta le Pubblica amministrazione: per tale motivo chiediamo anche un’indennità per il personale scolastico. Riteniamo che questo sia il momento in cui la politica debba valorizzare di più il lavoro che si sta facendo sia in presenza che a distanza, per garantire sempre il diritto all’istruzione. Siamo certi che le nostre proposte daranno sostegno a una categoria provata da mesi di incertezze, che hanno messo a dura prova tutti. Il Paese deve ripartire e la chiave sta in mano alla Scuola”.

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Scuola: Marcello Pacifico riconfermato per 4 anni per acclamazione presidente nazionale Anief

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2020

La rielezione è avvenuta ieri con il consenso unanime dei delegati del giovane sindacato, al termine del terzo congresso nazionale Anief che conta quasi 50 mila iscritti e un numero di consensi in costante crescita: si è trattato anche del primo congresso che ha visto il sindacato rappresentativo del settore Scuola, quindi titolato a sedersi ai tavoli della contrattazione nazionale con l’amministrazione centrale, dopo aver superato la soglia della rappresentatività nell’ultimo rinnovo delle Rsu. L’elezione è avvenuta a conclusione dei lavori al congresso nazionale del sindacato Anief, presieduto dal presidente Ettore Michelazzi, con la segretaria Chiara Cozzetto. Presenti al congresso i presidenti regionali del sindacato e i membri delegati da ogni regione, oltre ai segretari generali. Durante l’evento sono state presentate alcune mozioni relative alle modalità che il sindacato vuole attuare per migliorare la Scuola e tutelare chi vi opera professionalmente, assieme ai dipendenti di Università, Ricerca e Afam. Subito dopo la conferma, Marcello Pacifico ha dichiarato: “Stiamo crescendo, assieme ai diritti dei docenti e del personale Ata che tuteliamo e che abbiamo sempre protetto con tutte le nostre forze a disposizione. Certamente, sono ancora molte le cose da fare e il fine da raggiungere rimane sempre quello di costruire una scuola più giusta, equa e solidale”. Il presidente Marcello Pacifico ha riassunto i quattro anni passati, dall’ultimo congresso, riportando in primo piano la raggiunta rappresentatività e i tanti successi ottenuti sia in tribunale sia in sede di contrattazione e anche a livello legislativo. Grazie a tale incessante opera, il sindacato autonomo, con quasi 50 mila soci, continua quindi a incrementare i consensi tra i lavoratori del settore scolastico.

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Anief presenta 65 emendamenti su Scuola, Università e Ricerca per affrontare l’emergenza Covid

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Rilanciare la scuola valorizzando chi vi opera: è l’intenzione espressa dal sindacato autonomo Anief andando a modificare la Legge di Bilancio 2021. Anief ha fatto presentare tanti emendamenti che riguardano il personale scolastico, a partire da quello precario che ha svolto 36 mesi di supplenze anche non continuative all’interno della scuola con qualsiasi ruolo: quindi come personale docente, educativo, insegnanti di religione. Tutti lavoratori che vanno assunti così come avviene già nel privato. Come vanno lasciati in ruolo i precari già assunti a tempo indeterminato con riserva o chi ha avuto la rescissione del contratto perché c’è stata una sentenza negativa, quando però in realtà aveva già superato proprio l’anno di prova.Preso atto del fallimento del reclutamento adottato negli ultimi, con 250 mila supplenze annuali sottoscritte quest’anno e oltre la metà delle immissioni in ruolo saltate, l’Anief ha rilanciato delle istanze che in passato il Parlamento ha già adottato, come “la riapertura delle GaE”, autorizzata nel 2008 e nel 2012, “e l’avvio di corsi abilitanti aperti a tutto il personale che ha maturato 36 mesi di servizio. Questo è molto importante perché il doppio canale di reclutamento” va necessariamente avviato: “ce lo dice la Cassazione, la Corte Costituzionale italiana e l’Europa. Tra l’altro l’Anief su questo punto ha presentato all’UE dei reclami collettivi e a gennaio si avrà la risposta.”Tra i vari interventi che stiamo realizzando – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – c’è anche quello che guarda all’Europa, per far riconoscere il rischio biologico per il personale della scuola perché è quello più a rischio burnout in tutta le Pubblica amministrazione: per tale motivo chiediamo anche un’indennità per il personale scolastico. Riteniamo che questo sia il momento in cui la politica valorizzi di più il lavoro che si sta facendo sia in presenza che a distanza per garantire sempre il diritto all’istruzione”, ha concluso.

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Istruzione: Pacifico (Anief): cabina di regia nazionale su eventuali didattica a distanza

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ai microfoni di Orizzonte Scuola Tv, sul tema della didattica a distanza e la possibile chiusura degli istituti, ha affermato che “la scuola deve portare avanti la didattica in presenza e in tempo di emergenza da Covid bisogna attivare le strategie per preservare la salute di tutti, studenti e lavoratori. Era stato firmato un protocollo, con previsione anche di risorse, alcune delle quali non ancora arrivate. Di per sé la scuola non è un luogo insicuro, risultano molto più pericolosi i mezzi pubblici utilizzati per raggiungere le aule. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio rischio biologico”. Per quanto riguarda poi la scelta di alcuni governatori regionali di chiudere le scuole in seguito alla risalita dei contagi, il sindacalista autonomo ha aggiunto che “è una scelta che spetta al Governo, se c’è un rischio focolaio è giusto che si prendano delle precauzioni per contenerlo. Bisogna lasciare però questa responsabilità al Governo. Si è parlato anche di far andare a scuola i docenti per avviare da lì la didattica a distanza, ma è un discorso che non si può improvvisare, ci vuole una cabina di regia nazionale. Se le scuole dovessero chiudere in tutta Europa, come è successo a marzo scorso, sarà il Governo a deciderlo, se rimangono aperte devono essere certamente in sicurezza. Dobbiamo evitare che regni l’incertezza”.

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Diplomati magistrale: Anief ottiene dal CDS la sospensione delle sentenze di licenziamento del Tar Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Colpo di scena nell’annosa vicenda sull’espulsione delle maestre dalle GaE dopo l’assunzione in ruolo. Dopo l’Adunanza Plenaria, la Cassazione e il Parlamento, i giudici ordinano un’istruttoria al Ministero dell’Istruzione che consente, nelle more, la conferma degli incarichi ricevuti. Marcello Pacifico (Anief): Si apra subito un tavolo di confronto per sanare il contenzioso ed evitare di disperdere professionalità anche prima della pronuncia del Consiglio UE sul reclamo collettivo presentato dal sindacato.Anief ancora una volta riesce a intervenire per tutelare la professionalità di migliaia di insegnanti con diploma magistrale che da anni insegnano nelle nostre scuole e hanno anche superato l’anno di prova: il Consiglio di Stato sospende le sentenze TAR che le avrebbero cancellate dalla scuola italiana.La straordinaria azione legale è coordinata dai legali Anief Walter Miceli, Nicola Zampieri e Fabio Ganci: in Consiglio di Stato, emanate tre ordinanze cautelari che chiedono dettagliati chiarimenti al Ministero dell’Istruzione e sospendono l’esecuzione dei provvedimenti negativi del TAR Lazio. Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): “Il Ministero ha il dovere di chiarire e di confrontarsi in uno specifico tavolo tecnico su come garantire la continuità didattica ed evitare il licenziamento a fronte anche di migliaia di immissioni in ruolo andate vacanti, nel rispetto delle decisioni assunte dagli organi collegiali di ciascuna istituzione scolastica, nel frattempo e in attesa dell’udienza di merito del prossimo 25 febbraio 2021”. Piena la vittoria Anief in fase cautelare: secondo il Consiglio di Stato, infatti, la relazione che il Ministero dell’Istruzione ha presentato per l’udienza non chiarisce molti punti controversi come la situazione effettiva di molti ricorrenti già immessi in ruolo senza alcuna clausola rescissoria esplicita nei propri contratti e sulla loro possibilità di essere inseriti in GPS per poter conseguire supplenze successivamente all’eventuale licenziamento. Su questi e su altri punti focali, il Ministero dell’Istruzione dovrà rispondere ai Giudici del Consiglio di Stato e presentare nuova memoria esplicativa e dettagliata. Nel frattempo, come richiesto dai legali Anief, il Consiglio di Stato in via cautelare ha sospeso gli effetti delle sentenze TAR considerando che “l’esecuzione della sentenza impugnata è idonea a procurare un grave ed irreparabile pregiudizio in capo agli appellanti, alcuni dei quali già destinatari di atti di decadenza o di risoluzione contrattuale” evidenziando come “nella comparazione tra i contrapposti interessi, appare prevalente l’interesse a mantenere la res iudicanda integra, con conservazione dell’assetto cautelare pregresso in attesa della definizione del merito, per il quale viene fissata l’udienza pubblica del 25 febbraio 2021”. Attese a breve nuove ordinanze cautelari per tutti ricorrenti Anief interessati dalle sentenze di rigetto del TAR Lazio.

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Scuola: Docenti precari, al Centro-Nord sempre più difficile trovarli. Anief: era inevitabile

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Ha preso ufficialmente il via la “caccia” al docente. Con i concorsi ancora al palo, complessivamente agli Uffici scolastici viene chiesto di portare a termine la sottoscrizione di circa 230 mila contratti fino al termine delle lezioni oppure con scadenza 30 giugno o 31 agosto 2021. Più degli altri anni, in alcune regioni del Centro-Nord la ricerca si sta rivelando particolarmente difficile: l’allarme è già scattato in Emilia Romagna, con 3 mila posti vacanti nella sola provincia di Reggio Emilia; in un istituto secondario di primo grado della Maremma, dove scarseggiano i docenti di ruolo e gli insegnanti supplenti tardano ad essere nominati, le lezioni sono state interrotte almeno fino a lunedì 21 settembre. Situazione pesante anche in Veneto, dove mancherebbero all’appello ben 13.500 docenti. Un quadro ancora peggiore vi sarebbe in Lombardia. E il Piemonte non è da meno. A scarseggiare sono soprattutto docenti di matematica, lingue Straniere e sostegno. Anche perché a causa del Covid19 rispetto al passato si è ridotta anche la disponibilità a spostarsi di provincia e regione, tra l’altro per vedersi assegnato uno stipendio tra i più bassi d’Europa e senza alcuna indennità per vitto, alloggio e viaggi.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “l’errore di fondo che sta alla base dell’altissimo numero di supplenze da attuare quest’anno è quello di avere ignorato l’automatismo di assunzione in ruolo che Bruxelles ha detto di adottare per i lavoratori che superano la soglia dei 36 mesi anche non continuativi di supplenze attraverso la riapertura delle GaE o l’assunzione dalle GPS, la cui tabella di valutazione dei titoli, purtroppo, è stata cambiata rispetto alle graduatorie di istituto. A complicare le cose c’è stata la norma, da noi sempre osteggiata, che introduce il vincolo dei 5 anni nei confronti di coloro che vengono stabilizzati in una determinata provincia: è chiaro che è una costrizione ingiusta, che nega il diritto alla famiglia, e che in tempo di Covid rischia di diventare una vera trappola. Tanto da far fallire in partenza il sistema della Call veloce. A completare il quadro negativo c’è stata poi l’incauta scelta di imporre delle Graduatoria provinciali digitali per le supplenze piene di errori e di esclusioni illegittime”, conclude il sindacalista autonomo.

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Conte e Gualtieri: rilanciare la scuola e valorizzare i docenti. Anief: avanti tutta

Posted by fidest press agency su sabato, 12 settembre 2020

Nei giorni di concitata preparazione delle scuole per il rientro in classe di oltre 8 milioni di alunni, i vertici del Governo rassicurano sull’impegno presente e futuro verso il settore. Secondo il premier “tutto passa dalla scuola, il governo c’è, siamo tutti coinvolti in questa sfida. La vogliamo vincere tutti insieme”. Gli fa eco il ministro del Mef: “l’istruzione, la cultura, la ricerca – ha aggiunto – sono missioni fondamentali che noi metteremo al centro del Recovery Fund”.Il sindacato Anief prende atto dell’impegno preso dal governo e su cui, in particolare, si sono soffermati il Presidente del Consiglio e il ministro del Tesoro nel ricordare una parte importante dei fondi derivanti dal Recovery Fund andranno proprio alla scuola: questa sarebbe quindi l’architrave del progetto che il nostro Paese si appresta a presentare a Bruxelles assieme al rilancio e supporto a settori fondamentali, come l’ambiente, le infrastrutture, la digitalizzazione e la sanità. Tutti contesti, a partire proprio dalla formazione e dalla Conoscenza, che negli ultimi tre lustri hanno dovuto fare i conti con tagli draconiani utili al solo scopo di ridurre la spesa pubblica senza farsi alcun problema sulle conseguenze nefaste riservate alle nuove generazioni.Hanno avuto forte apprezzamento le parole spese in questi giorni verso la classe docente da parte del premier Giuseppe Conte, in vista dell’imminente inizio delle lezioni nell’anno scolastico più complicato degli ultimi decenni e in corrispondenza dell’approvazione delle linee guida generali dell’Italia sull’attuazione del piano di proposta da presentare ad inizio gennaio alla Commissione europea sulla ripartizione dei fondi relativi al Recovery Fund.

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Scuola e le proposte Anief all’esame del Parlamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Si passa dall’abolizione dei paletti sulla mobilità alla stabilizzazione dei precari, dalla conferma nei nuovi ruoli dei facenti funzione Dsga all’attivazione dei nuovi profili professionali Ata, dalla conferma in organico di diritto dei 70 mila posti anti COVID attivati a quelli di sostegno e tanti altri, senza trascurare il problema ancora aperto dei licenziamenti delle maestre con diploma magistrale. Scarica la memoria inviata dal giovane sindacato
E’ all’esame del parlamento la Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia. Gli emendamenti riguardano: la graduatoria idonei al concorso Dsga, il personale facente funzione Dsga, il reclutamento del personale scolastico, il reclutamento dei dirigenti scolastici e del personale con incarichi di vicedirigenza, l’esclusione beneficiari 104 diritto alla mobilità, le scuole italiane all’estero, il licenziamento dei supplenti, la conferma nei ruoli, la mobilità straordinaria e il blocco quinquennale, la conferma fino al 30 giugno e nello stesso istituto dei docenti licenziati, l’organico sostegno, il rapporto alunni docenti, i passaggi verticali e profili AS e C, gli assistenti tecnici in organico di diritto, la stabilizzazione con trentasei mesi, la specializzazione su sostegno, la trasformazione in organico di diritto organico Covid, il Bonus Trasporti Scuola
Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha affermato che “sono emendamenti che vogliono rilanciare l’istruzione. Riguardano gli organici, la stabilizzazione dei precari, l’attivazione dei passaggi verticali per il personale Ata, l’attuale concorso Dsga. Sono norme che vogliono confermare nei ruoli i diplomati magistrale, rivedere il rapporto alunni-docenti e intervenire anche sulla mobilità contro il vincolo quinquennale. Per quanto riguarda le Disposizioni in materia di scuola, università ed emergenza, per quanto riguarda la graduatoria idonei Dsga e Call veloce, Anief, all’art. 32 bis, ha proposto di inserire che “nelle graduatorie di merito regionali di cui all’articolo 9 del decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 18 dicembre 2018, n. 863 sono ammessi tutti i candidati risultati idonei. Con ordinanza del ministro dell’Istruzione sono disciplinate le norme per poter richiedere, l’assunzione in altra regione, a domanda, prima dell’espletamento delle nuove procedure concorsuali”. Si specifica che la rimozione del limite del 20% di idonei nella costituzione delle graduatorie regionali di merito si rende necessaria per la valorizzazione della professionalità dei candidati che abbiano superato tutte le prove di un concorso pubblico e garantisce la massima funzionalità al sistema consentendo di evitare il sistema di reggenze dei posti da Direttore dei Servizi Generali Amministrativi per gli anni successivi.Per quanto concerne il reclutamento del personale facente funzione Dsga, affinché le istituzioni scolastiche dispongano delle risorse necessarie per garantire la ripresa dell’attività didattica in condizioni di sicurezza, sono disciplinate le norme per garantire, a domanda, i passaggi nei ruoli di Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi del personale assistente tecnico o amministrativo che ha ricoperto tale funzione per almeno un triennio anche non continuativo nell’ultimo decennio. Infatti, dopo l’espletamento dell’ultimo concorso rimarranno più di mille sedi scoperte a fronte di un numero di facenti funzioni che continuerà a garantire il servizio di Dsga; per queste ragioni occorre intervenire tempestivamente premiando l’esperienza e le competenze acquisite dai Ff Dsga.

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Nella scuola niente lavoro agile e poche assunzioni, Pacifico (Anief): non ci siamo

Posted by fidest press agency su martedì, 25 agosto 2020

Il decreto “agostano” n. 104, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 agosto scorso con nuovi interventi a favore del lavoro e anche per la messa in sicurezza della scuola stanzia oltre un miliardo per la scuola, ma a sorpresa esclude il personale amministrativo dallo smart working: a sottolinearlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, interpellato dalla testata radiofonica Italia Stampa. “Non si comprende per quale motivo nel resto di tutta la pubblica amministrazione è stato autorizzato il ‘lavoro agile’ fino a dicembre, addirittura si vorrebbe trasformarlo in modalità ordinaria e stabile a partire dal prossimo anno, mentre nella scuola si decide di non sperimentare questa possibilità”. Il sindacalista torna quindi a puntare il dito sulla scarsità di stabilizzazioni nel settore che detiene il poco invidiabile record di contratti annuali e che a settembre andrà a determinare una vera e propria caccia al supplente: “servono norme urgenti per stabilizzare diverse categorie di docenti e di personale scolastico, siamo pronti a sostenerle anche mobilitando i precari, perché è importante che queste proposte passino in Parlamento e siano accolte dal Governo”.La scuola continua ad essere considerata un comparto avulso da tutti gli altri, pubblici e privati: anche nell’applicazione di pratiche lavorative che stanno entrando di diritto anche nel resto la P.A.. Il caso della negazione dello smart working rientra in questa logica ingiustificata. “Se è vero che da una parte deve essere garantito l’avvio regolare dell’anno scolastico, con la presenza degli insegnanti e dello stesso personale amministrativo, è anche vero che ci sono dei compiti delle segreterie scolastiche che possono essere svolti da ‘remoto’”, ha detto il sindacalista autonomo.
Per il sindacato, l’abrogazione del lavoro agile potrebbe render vano il lavoro di sintesi per la pianificazione ed elaborazione del protocollo in termini di prevenzione per evitare un ritorno dei contagi da Covid. La decisione del Governo è quindi molto discutibile, anche perché nel recente protocollo sulla sicurezza sottoscritto anche da Anief, continua il presidente Marcello Pacifico, “abbiamo chiarito che se ci dovesse essere un passaggio contrattuale” su questi temi, “si dovranno chiaramente definire queste mansioni, a partire da quando si possa praticare tale lavoro ‘agile’ dopo l’emergenza Covid che abbiamo avuto” e che stiamo ancora vivendo. “Questa contraddizione giunge, peraltro, in un momento in cui i contagi aumentano e mancano appena due settimane all’inizio del nuovo anno scolastico, anche se la maggioranza delle scuole apriranno a partire dal 14 settembre”.

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Anief: la scuola italiana di Asmara va salvata

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Vi è stato l’incontro tra il Maeci e le organizzazioni sindacali. La scuola Italiana di Asmara rischia la chiusura: Anief è assolutamente contraria al decreto di sospensione delle attività della scuola preannunciato da Roberto Vellano, Direttore Centrale della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Esteri e della Cooperazione, e chiede un intervento diretto del Ministro Di Maio per evitare un clamoroso fallimento della politica estera culturale italiana in questa strategica vicenda. Tutte le iniziative della diplomazia italiana non hanno avuto nessun riscontro da parte del governo eritreo, il quale, nei fatti, si muove in direzione della presa in carico della scuola. Preso atto di questa difficile fase, che di fatto rende impossibile il funzionamento della scuola, Vellano ha comunicato alle OO.SS che il MAECI ritiene opportuno procedere ad alcune misure prudenziali, in primis approvando un decreto interministeriale di sospensione delle attività della scuola.La sospensione delle attività della scuola, per Anief, porterà inevitabilmente alla chiusura della stessa, determinando una perdita enorme per lo Stato italiano in termini di credibilità della propria politica estera e di presenza nel Corno d’Africa. Non si possono cancellare 100 anni di storia con un decreto, senza che nessuno si assuma la responsabilità di quello che sta succedendo, parlando di malintesi e incomprensioni. Anief ribadisce la propria forte contrarietà alla sospensione delle attività della scuola di Asmara che deve rimanere aperta e fermamente nelle mani dello Stato italiano. Il giovane sindacato chiede l’intervento immediato del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per riprendere l’iniziativa diplomatica e mantenere aperta la scuola.Quello che sta succedendo ad Asmara è inaccettabile. Il Governo eritreo ha in pratica espulso dall’Eritrea tutti i docenti, che non potranno più fare ritorno ad Asmara, trattenendo in sede, la sola Dirigente Scolastica poiché la sua presenza è ritenuta indispensabile per completare “il passaggio di consegne” della gestione della scuola e di tutto quello che si trova al suo interno, dallo Stato italiano allo Stato eritreo. Il Governo eritreo ha anche nominato suoi funzionari che si interfacciano con la DS per gestire questo passaggio. Insomma, se nulla cambia, si va inesorabilmente verso la chiusura della scuola. Anief lancia un ultimo appello anche al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente del Consiglio, affinché agiscano immediatamente per riallacciare contatti veri ed efficaci tra il Governo eritreo e quello italiano, tra due popoli legati da una storica e importante amicizia che oggi più che mai ha bisogno dell’esistenza della scuola statale italiana di Asmara.Il decreto di sospensione delle attività della scuola di Asmara non è la soluzione, anzi è la fine di quella scuola e va bloccato. Va rilanciata la trattativa diplomatica al massimo livello, individuando le vere ragioni dell’atteggiamento del Governo eritreo in questa vicenda per portare avanti una trattativa seria, veloce ed efficace.

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Scuola: Ata, Anief ascoltato al Mi: un passo in avanti ma le richieste a tutela della categoria continuano

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Al via 11.323 unità per nuove assunzioni per i profili Ata, dopo le richieste pressanti di Anief al ministero dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Il colloquio tra una delegazione Ata e il dottore Filippo Serra del ministero è stato un importante punto per l’avvio delle prossime trattative a difesa della categoria. Marcello Pacifico (Anief): Auspichiamo maggiori immissioni in ruolo poiché in alcuni casi risultano insufficienti alle esigenze di igienizzazione per la riapertura delle scuole in sicurezza, rispetto alle nuove classi richieste dai dirigenti scolastici che non vengono, peraltro, sempre assegnate dai dirigenti degli Uffici scolastici. È fondamentale ripristinare il taglio di un quarto dei posti in organico che è avvenuto in questi anni a parità dello stesso numero di alunni iscritti
Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha dichiarato che “auspichiamo maggiori immissioni in ruolo poiché in alcuni casi risultano insufficienti, per quanto concerne lo stesso turn over, alle esigenze di igienizzazione per la riapertura delle scuole in sicurezza, rispetto alle nuove classi richieste dai dirigenti scolastici che non vengono, peraltro, sempre assegnate dai dirigenti degli Uffici scolastici. È fondamentale ripristinare il taglio di un quarto dei posti in organico che è avvenuto in questi anni a parità dello stesso numero di alunni iscritti. Mentre nel nuovo contratto dovrà essere chiara la necessità di altri 20mila posti per il coordinamento degli assistenti tecnici e amministrativi e dei collaboratori scolastici. Sulle risorse, infine, si dovranno utilizzare parti di quelle destinate alla scuola nel Recovery Fund per rivedere le qualifiche e i livelli professionali”.La delegazione dell’Anief ha chiarito al dottor Serra, che ne ha chiesto espressamente l’opinione, di poter assumere i Dsga dalle graduatorie che saranno definite dopo il primo di settembre. “Per motivi legati alla preparazione sul campo e alla formazione – ha chiarito Pacifico – sollecitiamo l’assunzione privilegiata dei facenti funzione. Abbiamo, inoltre, chiesto l’assunzione dei lavoratori fragili e un aumento dei collaboratori scolastici, in particolare nelle scuole dove è alto il numero degli allievi diversamente abili. Riconosciamo uno straordinario lavoro delle scuole polo che si occuperanno di valutare le Gps, perciò richiediamo per queste realtà uno stanziamento di fondi aggiuntivi”. L’Anief accoglie positivamente lo stanziamento aggiuntivo per organici pari a 1300 milioni e una quota per la formazione di tutto il personale Ata, compresi in Dsga neoassunti. I posti che si sono resi liberi dopo i movimenti di mobilità del personale Ata per l’anno scolastico 2020/21, ovvero i cosiddetti posti vacanti, sono 24.920 con un incremento in più pari al 25% rispetto all’anno scolastico 2019/2020.

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Scuola: Educazione civica, il paradosso di una riforma senza coraggio e a costo zero

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Roma. Oggi 10 luglio alle 14,30 Anief è convocata in delegazione al MI per comunicazioni riguardanti la formazione dei docenti Educazione Civica di cui alla legge n.92/2019. La delegazione è composta da Giovanni Portuesi, componente della segreteria generale nazionale, e da Rodrigo Verticelli, presidente regionale Anief Abruzzo. Nel merito non possiamo non rilevare le forti perplessità sollevate da ANIEF già durante l’iter legislativo della contestata L. 92/2019. La proposta, già avanzata da Anief in audizione presso la VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera durante l’esame del disegno di legge, prevedeva l’istituzione della disciplina come materia autonoma, con un minimo annuale aggiuntivo di non meno di 33 ore per la scuola primaria e 66 ore per la secondaria. Per quest’ultimo grado di istruzione, in particolare, si era rilevato come fosse necessaria una preparazione specifica dei docenti; per tale motivo, erano stati indicati gli appartenenti alla classe di concorso A046 con utilizzo prioritario dei docenti che si trovano su potenziamento per valorizzarne le specifiche professionalità.Inoltre Anief aveva chiesto di estendere l’oggetto degli studi alle istituzioni europee: a livello europeo, si ricordava, anzitutto, che la Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE), relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, ha delineato 8 competenze chiave, tra cui le Competenze sociali e civiche. In particolare, la competenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile grazie alla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitici e all’impegno a una partecipazione attiva e democratica. Più nello specifico, la competenza civica si basa sulla conoscenza dei concetti di democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili, anche nella forma in cui essi sono formulati nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e nelle dichiarazioni internazionali e nella forma in cui sono applicati da diverse istituzioni a livello locale, regionale, nazionale, europeo e internazionale.

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