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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Sul personale Ata della scuola siamo alle solite

Posted by fidest press agency su sabato, 22 giugno 2019

Mentre l’Anief illustrava all’Aran una situazione professionale non più tollerabile, perché mancano all’appello decine di migliaia di posti, gli stipendi sono indegni per un lavoratore dello Stato e le possibilità di salire di profilo sono ridotte al minimo, al ministero dell’Istruzione si faceva l’ennesimo buco nell’acqua: alla richiesta, formulata dagli sindacati maggiori, di realizzare “un puntuale impegno al rispetto dell’intesa di palazzo Chigi relativamente al tema della valorizzazione di tutto il personale ATA, nonché per assicurare il riconoscimento dell’esperienza di quei tanti assistenti amministrativi che in questi anni hanno svolto le funzioni di Dsga”, il Miur ha replicato parlando di “molteplici difficoltà di carattere normativo e giuridico a individuare procedure riservate per accedere al profilo di Dsga da parte degli assistenti amministrativi sprovvisti di titolo di studio specifico”. Che fine ha fatto, allora, l’intesa di Palazzo Chigi del 24 aprile che indicava di favorire i passaggi su profilo superiore? “A oggi – replica Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – quell’accordo rimane lettera morta. Anzi, siccome c’è anche chi intravede tagli di 100 milioni alla scuola, perché si deve dimostrare all’Unione Europea che l’Italia sa tenere i conti in ordine, a breve il governo potrebbe dirci che le buone intenzioni sono state vanificate dalle esigenze di non incorrere nella pericolosissima procedura di infrazione che Bruxelles si accingerebbe a produrre per via del debito pubblico in crescita. Si tratterebbe, è chiaro, di una ipotesi che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione”.
I lavoratori Ata continuano a essere trattati come dipendenti di un dio minore. Durante l’incontro tenuto al ministero dell’Istruzione dagli altri sindacati, per quanto riguarda il tema dei “passaggi di profilo, tramite mobilità professionale, e attivazione delle posizioni economiche”, l’amministrazione non ha saputo fornire alcuna risposta: si è limitata, infatti, a chiedere alle stesse organizzazioni sindacali delle proposte dettagliate “da discutere entro i prossimi giorni in un nuovo incontro” sempre presso il Miur.

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Pensioni Anief: fa bene il Governo a non cedere all’Ue

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

Dinanzi alla possibilità concreta che ad inizio luglio la Commissione europea sanzioni l’Italia per via del debito pubblico, il Governo gialloverde mette le mani avanti: non solo Quota 100 è confermata, come ha ribadito oggi il premier Giuseppe Conte, ma si intende mettere ancora mano alla riforma previdenziale facendo scendere le pensioni di anzianità a 41 anni. Marcello Pacifico (Anief): Ci sono delle professionalità, come quelle che operano nella scuola, che non possono continuare a rimanere in servizio dopo i 60 anni di età. L’anno scorso, abbiamo formalizzato questa richiesta nella Legge di Bilancio con una serie di emendamenti che avrebbe permesso l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole precedenti alla legge Fornero, oltre a collocare la professione docente tra quelle a carattere gravoso.
“Sulla legge Fornero siamo solo all’inizio. La lettera dell’Ue ci dice che abbiamo sbagliato a iniziare a smontarla e ad approvare ‘quota 100’. Io rispondo educatamente che siamo solo all’inizio perché l’obiettivo è quota 41”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Foligno. “Andare in pensione dopo 41 anni di fabbrica, di negozio o di ospedale – ha sottolineato il leader della Lega – mi sembra il minimo. Quindi sarà un bel confronto tra due prospettive diverse, di vita”. Secondo Anief, la proposta che il vicepremier Matteo Salvini intende attuare, anticipando l’uscita dei lavoratori con 41 anni di contributi, è il minimo che si possa fare. “Ricordiamo a chi si indigna – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che in Europa l’insegnante lascia in media a 63 anni, con Francia e Germania che offrono la possibilità di andare in pensione con 27 anni di contributi accumulati e senza particolari decurtazioni. Non si tratta di fare delle concessioni, ma solo di accordare il diritto alla pensione, dopo avere accumulato oltre 40 anni di contributi, e di ammettere una volta per tutte che vi sono delle professioni, come quelle che si svolgono a scuola, particolarmente stressanti. Anche l’Oms ha confermato questo, descrivendo di recente il burnout, tipico malessere cronico che si riscontra nei lavoratori della scuola, come una sindrome che conduce allo ‘stress cronico’ impossibile da curare con successo”.

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Scuola: Precariato, sui Pas abilitanti accolte le richieste Anief sull’accesso degli ITP

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 giugno 2019

Nuovo pasticcio sull’accesso in subordine dei docenti delle paritarie e di ruolo in caso di posti disponibili. Nessuna nuova soluzione per idonei del vecchio concorso e abilitati fuori dalle GRME. Incertezza sul numero degli stabilizzati nella fase transitoria per via dell’alto numero dei presenti nel vecchio canale di reclutamento. L’unica novità è che la nuova graduatoria potrebbe essere ad esaurimento, come richiesto dal giovane sindacato. Inoltre, i corsi si svolgeranno in un triennio per incapacità degli Atenei di gestire l’alto numero di partecipanti. Giovedì 6 giugno il testo definitivo. Marcello Pacifico (Anief): Presenteremo ulteriori proposte di modifica in Parlamento. Si stanno delineando le regole per accedere ai corsi Pas abilitanti della scuola pubblica. In occasione dell’incontro del 3 giugno con i sindacati maggiori, hanno preso il sapore di una fiction le soluzioni prospettate dal Governo per i precari della scuola, con il presidente della VII Commissione del Senato che annuncia la stabilizzazione di migliaia di precari e il ministro Marco Bussetti, del suo stesso partito della Lega, che condivide con i sindacati il suo piano rispetto alle proposte ricevute, senza risolvere il problema del precariato. Scompaiono le uniche 24.250 immissioni in ruolo certe volute dai sindacati per dare spazio a una fase transitoria che si attiverà soltanto a GaE, Grme, Gm esaurite, cioè forse mai. Anief a tal proposito aveva chiesto di estendere il doppio canale di reclutamento, aperto alle graduatorie d’istituto provinciali, una volta esaurite le GaE, e a una graduatoria nazionale fuori ruolo. Ma si sa, se in Italia non si annunciano assunzioni di massa e nuovi concorsi non si dorme tranquilli, tranne svegliarsi l’indomani con il problema di prima. Con questa iniziativa, quindi, compare una nuova forma di discriminazione verso i docenti delle paritarie o di ruolo che potranno prendere un’abitazione soltanto se ci saranno dei posti che già sono scomparsi. Una delle poche consolazioni la conseguono gli ITP in un primo momento esclusi dai sindacati rappresentativi e ora riammessi dal Miur, il quale si è anche ricordato di una recente legge approvata dal Parlamento e richiamata dell’Anief. “Ma era così complicato riaprire le ex graduatorie permanenti piuttosto che pensare alle ennesime graduatorie che non si esauriranno mai?”. A domandarlo pubblicamente il presidente Anief Marcello Pacifico.

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Scuola – Anief apre le pre-adesioni gratuite per aderire ai ricorsi al Tar Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 maggio 2019

Sono otto le censure di merito che l’ufficio legale del giovane sindacato denuncia rispetto al D.M. n. 327/19, dal numero dei posti banditi che non contempla i posti su sostegno in deroga e quelli in organico nelle sezioni primavera, all’esclusione di alcuni insegnanti (educatori, laureandi SFP, abilitati all’estero con titolo non riconosciuti dal Miur), dagli elenchi degli esclusi dopo le prove selettive (nonostante abbiano raggiunto la soglia della sufficienza e comunque rientrano nel numero compreso tra tre a quattro volte i posti banditi) a quelli degli idonei che non potranno essere inclusi nelle graduatorie di merito perché collocati oltre la soglia del 10%, per arrivare alla contestazione della mancata valutazione del servizio di insegnamento prestato a dispetto del concorso 2016.
Se nel concorso 2016 erano stati banditi ben 26 mila posti, nonostante l’incremento in organico di 2 mila posti di tempo pieno e prolungato, questa volta il ministro Bussetti indice un concorso ordinario senza contemplare le migliaia di posti in deroga assegnati in base a effettive esigenze e quelli ordinari delle sezioni primavera introdotti dalla Buona scuola. Se accolto, il ricorso potrà persino raddoppiare il numero delle assunzioni.
Che gli educatori siano inquadrati quali docenti lo dice la legge, lo dice il contratto e lo dice anche il tribunale amministrativo che ne ha in ogni occasione ribadito il valore abilitante del titolo posseduto. Ecco perché hanno pieno diritto all’accesso al concorso per la scuola dell’infanzia e della primaria, ma ancora una volta il Miur non prevede tale titolo tra quelli utili per il prossimo concorso ordinario.I docenti che stanno frequentando l’ultimo anno di Scienze della Formazione primaria, invece, saranno esclusi dalla possibilità di partecipare al concorso anche se conseguiranno la laurea entro i termini di svolgimento degli scritti ma non di presentazione della domanda.
Sotto la lente dell’Ufficio Legale Anief, infine, anche l’esclusione di quanti si sono abilitati all’estero, in Spagna, Bulgaria e in Romania e hanno ricevuto dal Miur il diniego per l’equipollenza del titolo acquisito. Questi docenti se hanno un contenzioso pendente avverso la domanda negata di riconoscimento o le note ministeriali specifiche pubblicate dal Miur, possono aderire al nuovo ricorso per chiedere di partecipare con riserva al concorso ordinario. A tal proposito, Anief per chi non ancora ricorso avverso la Nota Miur dello scorso 2 aprile che nega in partenza la possibilità di riconoscimento del titolo abilitante conseguito in Romania, avvierà nelle prossime ore un ricorso al Tar Lazio per impugnare entro i termini l’atto ritenuto illegittimo. Tutti gli altri che non hanno mai ricorso avverso le note ministeriali o i procedimenti di diniego di riconoscimento del proprio titolo dovranno contattare la segreteria nazionale Anief per verificare la procedibilità del nuovo ricorso per l’accesso al concorso.
Sulla prova preselettiva, lo studio legale di Anief ha gia dimostrato dal concorso 2016 al TFA come il raggiungimento della quota di sufficienza sia motivo di per sé valido per accedere alle prove scritte, mentre appare irragionevole attivare le prove preselettive soltanto se il numero delle domande è superiore a quattro volte il numero dei posto salvo far accedere dopo il loro svolgimento soltanto chi si ritrova entro tre volte il numero dei posti banditi.
Dell’incredibile ha la riproposizione della soglia del 10% degli idonei introdotta dalla Buona scuola e superata dalla legge di stabilità 2018. Ancora una volta sarà battaglia nei tribunali per chi supera la soglia del Sette agli scritti e agli orali ha superato il concorso e ha diritto a essere inserito nella graduatoria di merito come Anief ha sempre dimostrato nei tribunali.
Il mancato riconoscimento di un qualsiasi punteggio attribuito dalla Tabella Titoli al servizio prestato è un qualcosa di scandaloso, visto che la rapida successione dei ricorsi risponde al bisogno di dimostrare in Europa che esiste uno speciale canale di reclutamento teso ad assorbire i precari con tanti anni di servizio.
Anief informa i propri iscritti che è già possibile preaderire gratuitamente ai ricorsi avverso il Decreto Miur che avvia le procedure del prossimo concorso ordinario 2019 per la scuola infanzia, primaria in modo da ricevere tutte le informazioni utili per l’effettiva proposizione delle specifiche azioni legali non appena saranno pubblicati i relativi Bandi concorsuali.

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Scuola: Per il ministro Bussetti mancano gli insegnanti. Replica Anief: non è vero, ce ne sono 150 mila già pronti

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Il titolare del Miur si sofferma sul prossimo grande ricambio di docenti, a seguito dei prossimi pensionamenti dei tanti che furono assunti in massa negli anni Settanta e Ottanta: “Molti di loro stanno raggiungendo la fine della carriera. Abbiamo bisogno di un nuovo reclutamento” attraverso nuovi concorsi, ha detto il ministro. Nemmeno una parola ha però speso per gli attuali precari, in particolare per quelli abilitati e per quelli che hanno svolto oltre 36 mesi e che in gran parte a settembre permetteranno di coprire il record di cattedre vuote, con gli Uffici scolastici e i dirigenti costretti a stipulare quasi 200 mila supplenze annuali. Marcello Pacifico (Anief): Non comprendo il senso di queste dichiarazioni. In verità, a noi risulta che vi siano già 150 mila docenti abilitati che insegnano anche come precari nei nostri istituti. Non sono “fantasmi”, ma insegnanti in carne e ossa, in alto numero con titoli, formati e abilitati: meritano rispetto e la stabilizzazione. Probabilmente manca il coraggio della politica di reclutarli subito e di risolvere il problema del precariato. Al Miur non hanno capito che con i concorsi non si eliminano le tante supplenze al termine dell’attività didattica su posti vacanti e disponibili. Alla vigilia del secondo tavolo tecnico sul precariato, in programma domani 16 maggio al Miur alla presenza dei sindacati, il ministro dell’Istruzione rilascia delle dichiarazioni che lasciano basiti: “Sono felicissimo dei nostri docenti ma in questo momento mancano e dobbiamo correre ai ripari: è il momento del reclutamento”, ha detto Marco Bussetti parlando al convegno dell’Uciim, l’Unione degli insegnanti cattolici. Il ministro ha ricordato, questo giustamente, che “il grosso delle immissioni in ruolo è avvenuto alla fine degli anni ’70 e agli inizi degli ’80, quindi molti di loro stanno raggiungendo la fine della carriera. Abbiamo bisogno di un nuovo reclutamento”. Fin qui nulla da eccepire. Il problema, veramente serio, è nel tipo di risposta che Bussetti vuole dare l’amministrazione per risolvere la questione della supplentite cronica: “Faremo un concorso per l’infanzia e la scuola primaria per 17mila posti, per la secondaria di primo e secondo grado di quasi 50mila, attiveremo in tre anni 40mila posti per il sostegno e chiuderemo la falla dei dirigenti scolastici”. Nessun riferimento viene fatto ai precari che da tempo permettono di portare avanti con regolarità le lezioni in tantissime scuole. “È incredibile come un ministro della Repubblica, ex provveditore, possa ignorare che vi siano 70 mila docenti abilitati con i Pas, 30 mila con il TFA, altrettanti con l’idoneità diocesana, migliaia ritenuti idonei nei precedenti concorsi, a cominciare da quello del 2016, altri 35 mila ex fit, 50 mila con diploma magistrale o Itp. Invece di stabilizzare tutti questi docenti, si invoca ai nuovi concorsi, come se fossero la panacea di tutti i mali”. “Il ministro dell’Istruzione – continua Pacifico – pensi piuttosto a riaprire le ex graduatorie permanenti, a rivitalizzare il doppio canale di reclutamento, a favorire passaggi di ruolo e ad organizzare brevi corsi gratuiti abilitanti per chi ha svolto oltre 36 mesi di servizio, a collegare domanda e offerta, a non sfruttare più i precari perché questi insegnanti esistono, hanno diritto alla stabilizzazione del rapporto di lavoro e anche, mi permetta, ad avere un po’ più di rispetto. Di certo, visto che queste sono le condizioni del Miur, il 17 maggio li sentirà in piazza”, conclude il presidente Anief riferendosi allo sciopero di venerdì prossimo, cui il sindacato ha aderito con manifestazione a Roma davanti a Montecitorio.

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Anief: tra una settimana scioperiamo anche contro la regionalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

Il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha parlato dello sciopero di venerdì prossimo, 17 maggio, a cui il sindacato aderisce: a partire dalle ore 10 ci sarà una manifestazione di fronte a Montecitorio.
Docenti precari esclusi dall’aggiornamento GaE, i precedenti dicono che vale la pena provare: meno di una settimana alla scadenza. Il 16 maggio termina la possibilità di dire no alle esclusioni ingiuste dalla “finestra” di inclusione nelle Graduatorie ad esaurimento: il ricorso riguarda coloro che sono a pieno titolo nella quarta fascia delle GaE e chiedono ora di passare in terza fascia; quelli che sono inseriti nella prima fascia delle graduatorie d’istituto, ma vogliono cambiare la provincia o le scuole d’inclusione; i docenti precari che intendono ottenere il riconoscimento del servizio militare prestato non in costanza di nomina; tutti coloro che sono in possesso dell’abilitazione, ovvero del diploma magistrale, ISEF, ITP, AFAM, chi si è abilitato presso le facoltà di Scienze della formazione primaria (SFP), con il TFA o PAS o ancora all’estero, chi è risultato idoneo agli ultimi concorsi, il personale educativo (per l’inserimento nelle GaE della scuola Primaria).
Marcello Pacifico (Anief): Le nostre azioni passate hanno cambiato la giurisprudenza in tema di GaE, come nel caso del diritto al cambio della provincia, al reinserimento dei docenti che ne avevano fatto richiesta, all’inserimento di tutti i docenti abilitati prima del 2012 nonostante la messa ad esaurimento delle graduatori permanenti.
Il presidente nazionale Marcello Pacifico, in diretta Facebook, ha discusso sulla questione stipendiale; ha altresì chiesto che il sindacato venga convocato, visto che la rappresentatività è stata raggiunta un anno fa.
E’ stato superato il termine ultimo per l’invio delle domande di partecipazione al Concorso Navigator. Sono 3.000 i post messi a bando, che si contendono un nuovo ruolo esclusivo e ben remunerato (lo stipendio previsto è di circa 1.600 euro mensili). Il Navigator sarà la figura centrale dell’assistenza tecnica fornita da ANPAL Servizi S.p.A. ai Centri per l’Impiego, selezionata e formata per supportarne i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto caratterizzato dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza. L’obiettivo è assicurare assistenza tecnica ai CPI, valorizzando le politiche attive regionali, anche in una logica di case management da integrare e da implementare con le metodologie e tecniche innovative che saranno adottate per il rdc
In 35 mila aspettano il prossimo 1° settembre per entrare nei ruoli, ma regna la confusione presso gli Uffici scolastici sulla tipologia del contratto. Per Anief la norma è chiara: il FIT non esiste più. Pertanto, invitiamo tutti a segnalarci alla mail dedicata exfit@anief.net il rapporto di lavoro proposto e/o sottoscritto al fine di far rispettare la legge, affrontare l’anno di prova con serenità e partecipare alle procedure di mobilità
Mef annuncia per giugno un nuovo micro-aumento e il pagamento di eventuali arretrati
Si tratta di quanto già previsto dalla legge di stabilità per via dell’automatico adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale nel rispetto della normativa vigente. Peccato che non si tenga conto del blocco decennale dal 2008 a dispetto dell’aumento del costo della vita. Anief conferma la volontà di adire il giudice del lavoro per recuperare le somme dovute e non corrisposte dal 2016.

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Scuola: Convocati tutti i sindacati rappresentativi al tavolo del precariato senza Anief

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Segno che non uscirà niente di buono dal confronto con il ministro Marco Bussetti se manca l’unica associazione che in questi anni, dagli stipendi al reclutamento, ha avuto sempre ragione nei tribunali, dalla Consulta alla Cassazione, passando per la Corte di Giustizia europea. Marcello Pacifico (Anief): Bisognerebbe avere l’intelligenza di ascoltare chi parla per competenza. E l’ex provveditore oggi titolare a Viale Trastevere dovrebbe saperlo bene. Continuando così non si risolverà mai il contenzioso, così come non si sospenderà la mobilitazione di piazza. Basta soluzioni tampone, serve stabilizzare tutti i precari con la riapertura delle GaE al personale abilitato, anche grazie a specifici percorsi. Per questo abbiamo inviato una diffida, avanzando ufficiale richiesta di incontro al Miur il 20 maggio
La segreteria nazionale Anief, ha inviato al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti una diffida dal discutere del rinnovo contrattuale senza la presenza del sindacato, dichiarato rappresentativo dall’Aran, a seguito della raggiunta soglia del 6,16% in occasione dell’ultimo rinnovo delle Rsu, ormai un anno fa. Secondo Anief infatti, “qualunque determinazione proveniente da tale incontro dovrà tenere conto dei contributi provenienti da tutte le OO.SS. rappresentative del comparto”. Al ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, sempre il sindacato, ha chiesto di provvedere “con urgenza alla formale valutazione di competenza, affinché il Dipartimento della Funzione Pubblica provveda all’invio all’A.Ra.N. dell’atto in indirizzo in argomento”.Infatti, il 15 gennaio 2019, il Collegio di indirizzo e controllo dell’A.Ra.N., con la delibera n. 1, ha approvato le tabelle contenenti, per il triennio contrattuale 2019-2021, l’accertamento provvisorio della rappresentatività delle Organizzazioni sindacali nelle aree e nei comparti di contrattazione, attestando, per il comparto istruzione e ricerca, all’ANIEF una percentuale del 6.16%. Ma da allora, ancora nessuna mossa successiva.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, afferma come sia necessario “ascoltare chi parla per competenza. L’ex provveditore oggi titolare a Viale Trastevere dovrebbe saperlo bene. Continuando di questo passo non si risolverà mai il contenzioso, così come non si sospenderà la mobilitazione di piazza. Basta soluzioni tampone, serve stabilizzare tutti i precari con la riapertura delle GaE al personale abilitato, anche grazie a specifici percorsi. Per questo abbiamo inviato una diffida, avanzando ufficiale richiesta di incontro al Miur il 20 maggio.

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Scuola: Pacifico Anief: “Sì allo sciopero dal governo”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 maggio 2019

In un’intervista radiofonica da Italia stampa il presidente nazionale Marcello Pacifico, ribadisce la necessità e le ragioni della mobilitazione della scuola per il prossimo 17 maggio.“Anief chiedeva di abilitare il doppio canale di reclutamento, tramite Gae e concorso ordinario, ma il governo sta procedendo altrimenti. Non si risolverà il problema del precariato, ci sono migliaia di insegnanti abilitati chiamati ancora come supplenti…”. Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, sottolinea in un’intervista radiofonica a Italia Stampa le ragioni dello sciopero della scuola del 17 maggio. L’intesa fra il governo e gli altri sindacati della scuola fa emergere perplessità e dubbi, tutti sottolineati dal presidente Pacifico: sul recupero del potere d’acquisto degli stipendi non si parla di modificare il DEF, in cui sono previsti ulteriori tagli; sul reclutamento si ritorna ai concorsi riservati senza stabilizzare docenti abilitati e precari attraverso le GaE; sul personale Ata non ci sono novità; sulla regionalizzazione non vi è chiarezza.

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Scuola: Scioperi, Anief conferma e raddoppia: sì alle mobilitazioni del 10 e 17 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Sono troppi i temi trascurati o male affrontati: il passaggio del personale dallo Stato nella regionalizzazione dell’istruzione pubblica e la ridistribuzione delle risorse tra le regioni, la mancata riapertura delle GaE con nuovi e inutili concorsi straordinari, la trascuratezza verso gli idonei agli ultimi concorsi, il prezioso ruolo dei vicari dei presidi e il personale di ruolo che chiede il trasferimento in altra provincia, l’elusione delle direttive europee sulla stabilizzazione automatica dei precari storici con oltre 36 mesi di servizio, l’abbandono al loro destino dei diplomati magistrale e il loro licenziamento, la disapplicazione della norma sui passaggi professionali verticali del personale Ata, l’adozione di stipendi ridicoli che necessitano di almeno 200 euro ulteriori di aumenti, l’assegnazione ai precari dello stipendio base senza alcuna considerazione dei periodi di precariato se non in fase di ricostruzione di carriera e anche limitata, i trasferimenti ancora oggi castrati da norme anacronistiche, come quelle che vietano di andare a coprire posti solo sulla carta di fatto, ma in realtà liberi a tutti gli effetti. Ecco perché Anief ha deciso di confermare e raddoppiare i giorni di stop dal lavoro, come ufficializzato dalla Commissione di Garanzia: il 10 maggio a fianco del Cub; una settimana dopo, il 17 maggio, con Cobas e Unicobas. Marcello Pacifico (Anief): Lo sciopero per noi è inevitabile, anzi di fronte ad un accordo così pericoloso che apre il via alla regionalizzazione come quello raggiunto qualche giorno fa, diventa ancora più importante aderirvi.Quello del 24 aprile proposto dal premier Giuseppe Conte e accettato dai sindacati maggiormente rappresentativi è solo un accordo di facciata, che lascia inalterati i problemi della scuola. Perché l’unica certezza che abbiamo oggi è quella del dato tendenziale contenuto nel Documento di economia e finanza, approvato dal Governo e ora all’esame del Parlamento: nel Def è infatti previsto che la spesa per l’Istruzione pubblica scenda in modo graduale sino a raggiungere nel 2040 la miseria del 3,1%, mentre la media dell’Unione Europea sfiora il 5%, con punte del 7%. ll documento di economia e finanza del Governo prevede poi sì l’adozione dei soli incrementi stipendiali legati all’indennità di vacanza contrattuale, tra l’altro da adottare per legge, ma anche questi sono stati introdotti in modo incompleto e senza tenere conto dell’aumento di dieci punti percentuali del costo della vita dal 2008 in poi, non coperto né assorbito dagli incrementi applicati con gli ultimi contratti (motivo per cui Anief continua a chiedere al giudice del lavoro di adeguare l’indice al tasso IPCA reale e non aggiornato dal settembre 2015). Gli stessi rilievi espressi sul Def nei giorni scorsi dalla Commissione Cultura della Camera, che ha puntato il dito sulla mancanza di coperture per delle proposte legislative della stessa maggioranza, la dicono lunga sulla volontà effettiva del Governo giallo-verde di invertire la rotta sulla scuola.

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EUROPA: Il presidente Anief interviene sul dibattito attuale in vista delle elezioni europee

Posted by fidest press agency su sabato, 20 aprile 2019

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha preso parte all’importante incontro tenutosi presso il CNEL, per ribadire come sia necessario lavorare tutti insieme, affinché venga costruita un’identità europea, incentrata sui valori del passato, che investa sulla cultura e si apra alle altre culture, capace di far rifiorire un umanesimo rispettoso del diritto al lavoro e del conseguente sviluppo economico. Il presidente Pacifico ha partecipato nella delegazione Confedir per esprimere un giudizio su un testo base chiesto dal CESE, Comitato economico e sociale europeo, al CNEL sul futuro della UE. Presidente, avete condiviso il documento? “Certamente, il testo base è frutto di riflessioni condivise che approviamo, perché da sempre la nostra storia nazionale ha dimostrato come lo spazio euro-mediterraneo sia il nostro orizzonte comune”. Cosa avete chiesto? “Di inserire tre parole: cultura, uomo e lavoro”. Sembrano tre slogan…
“E in effetti dovrebbero esserlo. Infatti l’Europa deve ancora costruire una sua identità dopo il no a una Costituzione comune e deve riscoprire i suoi valori forgiati nel Duecento tra Carlo Magno e Federico II; inoltre deve investire sul suo patrimonio culturale, deve riaprire le frontiere al continente africano e asiatico. Altresì deve far rivivere la propria cultura, deve far rinascere un umanesimo rispettoso del diritto al lavoro e del conseguente sviluppo economico tra reddito di cittadinanza e salario minimo garantito, deve investire in istruzione dedicando il 30% del budget comunitario e fuori dal fiscal compact. Infine, ci deve ricordare Federico II, il suo “Liber augustalis”, il significato di una nazione che ha le chiavi dello sviluppo della società mondiale”.

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Scuola: Rinnovo del contratto in alto mare, ci potrebbero essere 200 euro al mese per Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Intanto i docenti e gli Ata si devono accontentare di 5 euro ad aprile. Pacifico lancia un appello al ministro Bongiorno: sblocchi la certificazione della rappresentatività e avvii i tavoli di confronto per non smentire il Governo del Cambiamento Sul breve periodo, le risorse destinate al contratto di lavoro nazionale, scaduto lo scorso 31 dicembre, approvate dal Consiglio nazionale Anief pochi giorni fa in una piattaforma realizzata nel decennale del sindacato, sono già presenti nel comparto: riguardano i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera. Marcello Pacifico (Anief): Stiamo indicando la via sul breve periodo, ma bisogna reperire le risorse utili a recuperare il divario registrato nell’ultimo decennio e ad allineare all’inflazione gli stipendi anche per il 2020/21. Serve la volontà, come è stato fatto col Reddito di Cittadinanza. Il Governo guardi ai compensi assegnati in Europa invece di concentrarsi sulla crociata della regionalizzazione, che condurrebbe verso assurde gabbie salariali
Gli stipendi dei docenti e Ata della scuola italiana continuano ad essere nemmeno paragonabili a quelli dell’Europa, dove si percepisce in media tra i 30% e il 50% in più. E continuano ad essere di gran lunga i più bassi della pubblica amministrazione. È tutto dire, inoltre, che le retribuzioni medie di docenti e Ata, pari a circa 29 mila euro lordi annuali, hanno perso mille euro di potere d’acquisto solo negli ultimi sette anni, come conseguenza blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio. Mentre in altri Paesi a noi vicini, come la Germania, la media d’incremento è stata di 3.825 euro in attivo: il dipendente tedesco nel 2010 godeva già in media di una retribuzione lorda più alta di quello italiano, collocandosi a quota 35.621 e nel 2017 è salito a 39.446 euro. Come risolvere questa diversità di trattamento in presenza delle ristrettezze di bilancio? Come si può aumentare il compenso dei dipendenti della scuola di 200 euro almeno al mese, avvicinandoli finalmente ai compensi europei, senza gravare sulle casse dello Stato? Anief ha calcolato che per cominciare a parlare di stipendi equi ed in grado di fronteggiare il costo della vita, servirebbero aumenti minimi di 200 euro al mese. Per raggiungere questo risultato, il giovane sindacato ha trovato una soluzione senza oneri ulteriori per lo Stato: utilizzare i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera del docente. Andando così a trovare quelle risorse aggiuntive a quelle emesse dal Governo con la recente Legge di Stabilità, per coprire la cosiddetta “perequazione”. Con quei soldi, si potrebbero coprire i finanziamenti per il prossimo triennio, rispondendo così all’impoverimento degli stipendi degli insegnanti, valorizzando al massimo il loro ruolo professionale, ma anche predisponendo il passaggio di livello funzionale del personale Ata: per il lavoro svolto da amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, l’urgenza non è infatti da meno, perché negli ultimi anni le competenze e responsabilità sono mutate in modo sensibile. La progressione economica, inoltre, dovrà riguardare anche il personale precario e supplente breve, con una profonda modifica alle norme relative alla ricostruzione di carriera.

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Scuola: Anief scrive al ministro Bongiorno

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Anief: sono trascorsi tre mesi dalla certificazione provvisoria della rappresentatività da parte dell’Aran. La legge stanzia le risorse per il rinnovo del contratto, noi ne abbiamo trovato ulteriori per la scuola. Avvii l’atto di diritto e normalizzi le relazioni sindacali, evidenti nuovi contenziosi. Il sindacato rompe gli indugi: basta perdere tempo e Pacifico scrive al ministro Bongiorno per sollecitare l’emanazione dell’atto di indirizzo all’Aran. Nella missiva al ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno si richiede celermente l’emanazione dell’atto di indirizzo all’Aran per il rinnovo del Ccnq di definizione dei comparti e delle aree di contrattazione e la certificazione della rappresentatività propedeutica all’avvio delle trattative per il nuovo del Ccnl anche per il comprato scuola, triennio 2019-2021. Marcello Pacifico (Anief): 57 mila voti ci chiedono di avere voce nei tavoli dopo aver raggiunto il 6% della rappresentatività prevista dalla legge #perunascuolagiustaIl giovane sindacato, dopo che qualche mese fa l’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) ha confermato i dati, certificando che ha superato di slancio la soglia del 5% necessaria per la rappresentatività, attestandosi oltre il 6% come sesta forza sindacale del Comparto e addirittura undicesima nell’intero settore Pubblico, ha inviato una lettera al ministro della PA Giulia Bongiorno, come prima destinataria, al ministro del Miur Marco Bussetti e all’Aran.Anief infatti, visti il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, art. 4 comma1, lettera a), e art. 41, commi 1 e 3, (Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2011, n.106) “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” e la legge 30 dicembre 2018, n.145, art.1, comma 436- 438, (Gazzetta ufficiale 31 dicembre 2018, n. 302) “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, chiede che venga impartito con urgenza all’ARaN l’atto di indirizzo per il rinnovo del CCNQ di definizione dei comparti e delle aree di contrattazione per il triennio 2019-202 e per la riapertura dei tavoli di contrattazione ai fini del rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto istruzione e ricerca.Il sindacato dunque crede sia arrivato il momento di essere parte attiva, nel rispetto della volontà dei tantissimi lavoratori che gli hanno dato fiducia, considerando inoltre che si sono poste le basi per il riavvio di ordinarie relazioni sindacali alla luce dei finanziamenti stanziati e poiché il 15 gennaio 2019 il Collegio di indirizzo e controllo dell’A.Ra.N., con la delibera n. 1, ha approvato le tabelle contenenti l’accertamento provvisorio della rappresentatività delle Organizzazioni sindacali nelle aree e nei comparti di contrattazione, attestando, per il comparto istruzione e ricerca, all’ANIEF una percentuale del 6.16%.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anef, afferma come “il ritardo nell’assegnazione delle suddette prerogative sindacali, da quantificarsi in un anno dal rinnovo delle RSU, causa una compressione del nostro diritto a disporre di tutti gli strumenti per l’esercizio del proprio mandato di tutela e rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto di riferimento. Sono docenti e Ata che hanno creduto in noi e siamo pronti a cambiare il sistema scolastico, per una scuola giusta, dando loro voce. Noi siamo pronti, abbiamo approvato le linee guida in Consiglio nazionale per affrontare tutti gli argomenti ai tavoli e introdurre il rispetto del diritto del lavoro e dei lavoratori anche nella scuola italiana. Sono 13 i punti ancora oggetto di consultazione di tutti i quadri sindacali e della base, perché bisogna ascoltare prima di parlare per poter rappresentare i problemi e le giuste soluzioni”.

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Scuola: Anief aderisce allo Sciopero del 17 maggio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Contro la regionalizzazione della scuola, il mancato rinnovo del contratto, le politiche sbagliate sul precariato di migliaia di docenti e Ata. Per Marcello Pacifico, in questo momento è importante, così come contro la Buona Scuola, dimostrare che il bene dell’unità del Paese e della valorizzazione del personale scolastico sia un valore comune. Per questo aderiamo convinti. Ci dichiarano pure disponibili a partecipare già lunedì prossimo 8 aprile al tavolo di confronto politico presso il Ministero dell’Istruzione con il ministro Marco Bussetti. In caso di mancata risposta o di risposta negativa ai problemi posti siamo pronti a confermare la nostra adesione a un nuovo sciopero per l’intera giornata del 17 maggio”. Anief conferma la sua adesione alla forma di protesta sindacale congiunta e ricorda che tutte le rivendicazioni che hanno portato allo sciopero – autonomia differenziata, contratto scaduto, stipendi iniqui, reclutamento e mancata stabilizzazione dei precari con oltre 36 mesi di servizio svolto, personale Ata, il ricorso alla Corte di giustizia europea – sono contenute in tutte le piattaforme prodotte in tempi non sospetti dal giovane sindacato. Tra questi, si ricorda lo stop alla regionalizzazione dei servizi pubblici, la mancata immissione in ruolo di decine di migliaia di precari storici introducendo un automatismo che l’Unione Europea ha indicato dal lontano 1999, la vertenza contrattuale che non può certo essere risolta fino a dicembre con i 5 euro scarsi di incremento accordati con la mensilità di aprile, attraverso l’introduzione prevista per legge dell’indennità di vacanza contrattuale. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “il tempo dell’attesa e della pazienza è finito: il nuovo Governo ha avuto un anno per dare una linea d’indirizzo al comparto scuola: questo non è avvenuto. Anzi, per il contratto è stato detto che c’erano altre priorità; sui precari c’è stata un’inversione di tendenza rispetto a quanto promesso in campagna elettorale, con la volontà a stabilizzarne solo una piccola parte, mentre per il personale Ata non si è fatto nulla”.

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Scuola – Aspettando il contratto, Anief: tutelare le vittime di violenza e contrastare molestie e mobbing

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2019

Servono modifiche nette e in una precisa direzione, sul piano dei congedi e dei trasferimenti, per le lavoratrici vittime di violenza. Occorre anche recepire la normativa europea che prevede misure concrete anti-molestie e anti-bullismo, a cominciare da una formazione obbligatoria per i dipendenti e per chi ricopre ruoli dirigenziali. Marcello Pacifico (Anief): Reputiamo di primaria importanza la tutela delle vittime di violenza e la ricerca per loro della migliore soluzione lavorativa. Attenzione massima al rinnovo del prossimo contratto. Da sindacato rappresentativo, Anief intende essere subito operativo e costruttivo, con proposte concrete e condivisibili.
Il gruppo di lavoro di Anief ha elaborato una piattaforma di proposte in vista del prossimo contratto che è stata illustrata nel recente Consiglio nazionale, tenutosi a Roma. Oltre a chiedere un pieno riconoscimento della professionalità e della centralità dei docenti nel sistema scuola, fra le istanze del giovane sindacato deve esserci una svolta ulteriore sul diritto al congedo specifico per le donne vittime di violenza. Aspetto recepito nelle disposizioni particolari della contrattazione nazionale, ma migliorabile. Anief propone di innalzare il tetto massimo di 90 giorni di congedo fino a 120 giorni; specificando che tale periodo possa essere fruito indistintamente dalle lavoratrici con contratto a tempo determinato o indeterminato. In più, si ritiene indispensabile, in caso di contratto a termine con scadenza precedente alla durata del congedo, applicare alla lavoratrice la stessa normativa prevista per la cosiddetta “maternità fuori nomina”, con medesima retribuzione. Alla luce della nuova “Risoluzione del Parlamento europeo dell’11 settembre 2018 sulle misure per prevenire e contrastare il mobbing e le molestie sessuali sul posto di lavoro, nei luoghi pubblici e nella vita politica nell’UE”, Anief sostiene, al di là dell’istituzione di un pur apprezzabile Comitato Paritetico sul Mobbing, la necessità di recepirne le idee di fondo in modo più concreto prevedendo, nel prossimo contratto, l’introduzione di misure come procedure efficaci, trasparenti e riservate per gestire reclami, sanzioni disciplinari forti e dissuasive per i responsabili, formazione obbligatoria, ovviamente gratuita per i lavoratori e in orario di servizio, in materia di molestie sessuali, mobbing e bullismo per tutti i dipendenti e coloro che ricoprono ruoli dirigenziali. “Come il nostro sindacato ha ribadito più volte – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è necessario prendere coscienza del fatto che l’integrità psicofisica, il rispetto della dignità e dell’autodeterminazione sono valori inviolabili, diritti fondamentali e universali da cui non si può prescindere. Anief ha sempre dato seguito alle raccomandazioni del Parlamento Europeo per prevenire e contrastare il mobbing e le molestie sessuali sul posto di lavoro, nei luoghi pubblici e nella vita politica nell’UE; ci impegniamo costantemente affinché i principi della nostra Carta Costituzionale, l’art. 37 in particolare, abbiano il giusto rilievo. Reputiamo dunque di primaria importanza la tutela delle vittime di violenza e la ricerca per loro della migliore soluzione lavorativa”.

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Scuola – Aspettando il contratto: le linee guida di Anief per il rinnovo della parte economica per il personale

Posted by fidest press agency su sabato, 30 marzo 2019

Il sindacato trova le risorse aggiuntive a quelle predisposte dal governo nella recente legge di stabilità per garantire ulteriori aumenti minimi di 200 euro al mese per il prossimo triennio, per rispondere all’impoverimento degli stipendi degli insegnanti e per predisporre il passaggio di livello funzionale del personale Ata. La progressione economica dovrà riguardare anche il personale precario e spplente breve con una profonda modifica alle norme relative alla ricostruzione di carriera.È uno dei punti delle linee guida per la firma del prossimo contratto, approvate dal Consiglio nazionale Anief, svoltosi a Roma il 23 marzo. Per la parte economica si chiede la valorizzazione del ruolo degli insegnanti come negli altri Paesi europei e del lavoro svolto dal personale Ata il cui profilo e le cui responsabilità sono profondamente diverse da quelle fissate 30 anni fa. Marcello Pacifico, presidente Anief: “Basta firmare contratti che non recuperano nemmeno l’aumento del costo della vita e sviliscono la funzione docente e chi lavora nella scuola dell’autonomia. Il nostro ufficio legislativo ha trovato le risorse per garantire aumenti di quasi 3.000 euro annui a dispetto delle poche centinaia di euro autorizzate dal Parlamento. Ora il ministro Bongiorno autorizzi le linee d’indirizzo per firmare l’accordo quadro e avviare i tavoli per la firma del nuovo contratto”.
Gli stipendi dei docenti e Ata della scuola italiana non sono per nulla ancorati agli standard europei e continuano a essere i più bassi della pubblica amministrazione. Come se non bastasse le retribuzioni medie dei lavoratori italiani hanno perso mille euro di potere d’acquisto negli ultimi sette anni per effetto del blocco contrattuale tra il 2008 e il 2016 e del mancato recupero dell’inflazione nell’ultimo triennio. Come risolvere questa situazione in presenza delle ristrettezze di bilancio? L’Anief ha trovato una soluzione: basta utilizzare i risparmi di spesa già destinati dalla legge alla carriera del docente e al settore scolastico.

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SCUOLA: XX conferenza dei legali Anief

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2019

Mille sentenze favorevoli negli ultimi due anni con 20 milioni di risarcimenti per i supplenti della scuola. Ora scattano le esecuzioni verso lo Stato. Cento i ricorsi al Tar Lazio per 15 mila ricorrenti che hanno impugnato bandi di concorso e mancati inserimenti in GaE. Oltre 100 avvocati a confronto sul dialogo tra tribunali e parlamento: al centro dell’azione del sindacato permane la tutela dei diritti del personale della scuola. I legali riuniti a Roma per affrontare le più importanti sentenze degli ultimi due lustri dalla fondazione di Anief, ma anche le norme legislative e contrattuali che hanno visto l’attività sindacale concentrarsi su dei temi centrali per l’istruzione italiana e chi vi opera: l’abuso dei contratti a termine, la ricostruzione di carriera, il salario accessorio, le misure risarcitorie, la mobilità del personale, i concorsi per docenti, Ata e dirigenti scolastici, sino alle liquidazioni e alle pensioni. Sono tantissime le vertenze condotte presso i tribunali del lavoro e amministrativi, in alcuni casi giunte in Corte costituzionale e in Corte di Giustizia Europea, avviando un dialogo tra le corti sul tema del lavoro e del rispetto del diritto che sancisce un sempre più stretto legame tra legislazione e giustizia. Superano quota mille le sentenze passate in giudicato sui risarcimenti dovuti dallo Stato italiano ai supplenti della scuola ottenute dai legali Anief e che ora il sindacato si appresta a rendere esecutive. I temi affrontati dai giudici sono svariati: il pagamento degli scatti di anzianità per il periodo di precariato, delle mensilità estive non riconosciute, sui posti vacanti e disponibili e sui relativi risarcimenti per il comprovato abuso dei contratti a termine. Complessivamente, i risarcimenti hanno toccato i 20 milioni di euro. Le azioni legali in media hanno fatto ottenere ai ricorrenti iscritti al giovane sindacato 20 mila euro: una somma che è arrivata anche a 40 mila nei casi di precari storici con molti anni di servizio alle spalle.
“Questi numeri, tuttavia, sono solo la metà del contenzioso che è in corso di deposito a seguito delle numerose richieste di tutela intervenute dopo la famosa “sentenza Mascolo” della Corte Europea e delle conseguenti sentenze della Corte di Cassazione”, spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

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Scuola: Anief compie dieci anni

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Nel decennale della fondazione del giovane sindacato, il presidente nazionale Marcello Pacifico, di fronte a 150 delegati, spiega il nuovo modo di fare sindacato: tra piazze, aule parlamentari e giudiziarie, i soci di una piccola associazione sono riusciti in pochi anni a far comprendere come, specialmente nel mondo della scuola, lo studio e la lotta per il rispetto dei diritti dei lavoratori sia fondamentale per il ruolo educativo delle istituzioni scolastiche. Questi i numeri e tanta la voglia di far riavvicinare la legislazione italiana alla giustizia: 46 mila iscritti, 57 mila voti in occasione delle ultime elezioni Rsu, 20 milioni di risarcimenti e 15 mila ricorrenti solo nell’ultimo biennio, in 10 mila hanno seguito i webinar sulla formazione. A pochi anni dalla sua nascita, per il sindacato nazionale Anief è tempo di bilanci: l’organizzazione è infatti divenuta rappresentativa da alcuni mesi attraverso le ultime elezioni Rsu, collocandosi come sesto sindacato della scuola e undicesimo per numero di iscritti in tutto il pubblico impiego. Per arrivare a questo obiettivo, sono stati proposti moltissimi ricorsi e si è manifestato diverse volte in piazza, sono state portate avanti le idee del sindacato nelle aule parlamentari e giudiziarie, lottando con coerenza e a tutela dei lavoratori della scuola. “È da dieci anni – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, davanti al Consiglio nazionale – che siamo stati attori delle decisioni del Parlamento italiano, dei giudici, del popolo. Siamo stati protagonisti della stagione della primavera dei diritti: abbiamo studiato, abbiamo lavorato, fatto sacrifici, ci siamo messi in gioco e impegnati. Con un impegno massimale, senza guardare in faccia nessuno. Ma cosa è il diritto se non le leggi che scrive l’uomo? Abbiamo cercato di far comprendere al legislatore che occorre continuare a far cambiare la scuola in meglio. Perchè questo deve avvenire dappertutto: fuori e dentro le aule giudiziarie, come in quelle parlamentari”. “Sì, è vero: vogliamo cambiare la storia della nostra istruzione pubblica. Per farlo – ha continuato Pacifico – serve una scuola inclusiva, sociale, vicina all’Europa. È bene che si sappia oggi, a ridosso delle elezioni europee: perché la nostra opera deve essere determinata a declinare il rispetto per il diritto. Ecco perché lottiamo per una scuola inclusiva, sociale, vicina all’Europa. Ma ora che siamo rappresentativi, dobbiamo sognare altre cose. Siamo come in una ‘navicella’ in un mare in tempesta: abbiamo raggiunto un porto, solo che è un approdo, non la destinazione finale. Oggi, in questo decennale, abbiamo toccato una tappa del viaggio che ci condurrà in altri porti, in altri mari. Le nostre isole sono altrove. La rappresentatività è solo uno strumento in più per cambiare la scuola”.Il leader dell’Anief ha ricordato ai delegati come iniziò ad operare il sindacato: “Era il giugno 2009, in otto cominciammo in otto metri quadri: lì ebbe inizio la segreteria nazionale, prima di avere una struttura territoriale. La nostra storia è iniziata a Fondi a fine gennaio 2010, in una chiesa sconsacrata. Eravamo un piccolo nucleo di collaboratori e di legali. Arrivammo però presto sui giornali e sui mass media, per via delle mie dichiarazioni sull’abuso dei contratti a termine. Tra il 2002 e il 2008 ero stato precario anch’io. Ora, vogliamo raggiungere insieme un nuovo obiettivo, ma dobbiamo sempre ricordarci da dove siamo venuti: serve a per capire dove dobbiamo andare. Iniziamo una lotta nuova, siamo protagonisti, non vincitori ma lottatori, una battaglia lunga, iniziata – ha concluso Pacifico – con i primi ricorsi depositati nel 2011”.
Il Consiglio nazionale Anief è stato organizzato all’indomani dell’incontro con oltre 100 legali che operano per il sindacato: un evento utile ad affrontare le più importanti sentenze degli ultimi due lustri, ma anche le norme legislative e contrattuali che hanno visto l’attività sindacale concentrarsi su dei temi centrali per l’istruzione italiana e chi vi opera. Come l’abuso dei contratti a termine, la ricostruzione di carriera, il salario accessorio, le misure risarcitorie, la mobilità del personale, i concorsi per docenti, Ata e dirigenti scolastici, sino alle liquidazioni e alle pensioni. Sono tantissime le vertenze condotte presso i tribunali del lavoro e amministrativi, in alcuni casi giunte in Corte costituzionale e in Corte di Giustizia Europea, avviando un dialogo tra le corti sul tema del lavoro e del rispetto del diritto che sancisce un sempre più stretto legame tra due ‘sorelle’: legislazione e giustizia.

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Quota 100 e Reddito di cittadinanza: Anief presenta emendamenti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Il giovane sindacato rappresentativo ha inviato alcune proposte emendative alle Commissioni XI, Lavoro Pubblico e Privato, e XII, Affari sociali, della Camera riguardanti l’AC n. 1637 ddl “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”. Marcello Pacifico (Anief): “La nostra visione, se condivisa dalla maggioranza, come speriamo, migliorerà di molto il disegno di legge” Anief ha presento alle Commissioni XI e XII della Camera una serie di emendamenti al “decretone” su Quota 100 e Reddito di Cittadinanza. Le richieste, che erano già state avanzate al Senato, riguardano soprattutto il pensionamento del personale docente, degli Ata e dei dirigenti scolastici.Per quanto riguarda l’articolo 12 al comma 1, Anief chiede di utilizzare le risorse del reddito di cittadinanza anche per il salario minimo nei rinnovi contrattuali del pubblico impiego; infatti rispetto “agli aumenti contrattuali dei dipendenti e dei dirigenti del pubblico impiego previsti rispettivamente dell’1,3%, dello 0,35% e dello 0,30% per il triennio 2019-2021, si intende garantire almeno l’allineamento degli stipendi al tasso d’inflazione certificata”. Inoltre si chiede di utilizzare le risorse del rdc anche per il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale 2016-2018.Per quanto concerne l’articolo 14 viene richiesta l’estensione di Quota 100 “alla data di conversione in legge del presente decreto”; per i dipendenti pubblici che ne hanno diritto. E inoltre per quanto riguarda il conseguimento di Quota 100 per il personale della scuola, si chiede che si prenda atto dell’età media della presa di servizio, che supera i 40 anni di età, e del fatto che si continua a registrare un alto tasso di precarietà per esigenze di bilancio, nonché del riconosciuto burn-out da stress da lavoro correlato di questi professionisti.All’articolo 15, comma 4, Anief richiede l’estensione del carattere gravoso a tutta la professione docente di tutti gli ordini di scuola, poiché, “come si evince dagli studi sullo stress da lavoro correlato e burnout del dott. Vittorio Lodolo D’Oria, risulta indispensabile allargare l’attuale finestra di assegno di anticipo pensionistico prevista soltanto per il personale dell’infanzia”.Per quanto riguarda l’art 20, al comma 5, si avanza la possibilità di rateizzare l’onere dei contributi da riscatto; poiché “il trattamento di pensione anticipata Quota 100 è un regime appena introdotto, non c’è stato, per i lavoratori, il tempo di prepararsi ad affrontare un’eventuale spesa ingente per far fronte al riscatto dei periodi non coperti da contribuzione”.Sull’articolo 23, comma 2, si chiede di definire l’importo di finanziamento per la liquidazione, così da tutelare i lavoratori e fissare un termine massimo per l’aliquota da definire nell’accordo quadro. Infine, all’articolo 24, Anief chiede l’estensione della detassazione TFS: “la modifica intende estendere la platea dei beneficiari in base a quanto definito dal presente decreto in termini di liquidazione media programmata da erogare”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega come le proposte emendative presentate siano “senza dubbio migliorative rispetto a un testo che accogliamo con favore, dopo aver lottato per anni nei tribunali, quando già all’indomani della riforma Fornero si chiedeva di prestare attenzione a quota 96 per il personale della scuola. La nostra visione, se condivisa dalla maggioranza di governo come speriamo, migliorerà di molto il disegno di legge”, conclude il sindacalista.

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Pacifico: “Emergenza sostegno, trasformare tutti i posti in deroga in posti di diritto”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

Intervista a Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ai microfoni di Radio Cusano Campus: “Ogni anno si assiste al balletto delle supplenze e degli insegnanti, solo uno su due è di ruolo sul sostegno e le famiglie si rivolgono ai tribunali. Il governo stia a sentire le proposte concrete dei sindacati. Se per cinque anni un alunno ha assegnato un docente in deroga, quello non è più un posto in deroga. E poi bisogna pensare anche al futuro di questi ragazzi dopo la scuola”
Le pari opportunità fra studenti normodotati e disabili? Passano principalmente dai tribunali. Ne sa qualcosa Anief che, in questo senso, attiva e vince ricorsi. Se ne è parlato nel corso del programma radiofonico “A Ruota libera” di Radio Cusano Campus, a cui ha partecipato anche il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico. «Purtroppo il legislatore non ha aggiornato la normativa sugli organici di sostegno – ha sottolineato Pacifico, nel corso della trasmissione – e l’ultimo aggiornamento risale al 2013, alla legge Carlotta, che però fissava un tetto degli organici su numeri di dieci anni fa. È vero che ci sono state assunzioni, sia dopo la Buona scuola che nell’anno successivo, ma sono insufficienti. E comunque si tiene contro del limite stabilito da quell’aggiornamento. Qualcosa di anacronistico. Se si pensa che negli ultimi dodici anni è quasi raddoppiato nelle scuole il numero di nostri figli con una disabilità certificata anche grave. Bisogna trasformare tutti i posti in deroga in posti di diritto.»Soprattutto nel mondo della scuola l’Italia appare come il Paese delle deroghe infinite, anche in ambiti su cui non sarebbe possibile fare sconti, pure tra i banchi di scuola. «Purtroppo – ha fatto notare il presidente dell’Anief – ancora oggi in Italia il quaranta per cento degli organici su posti di sostegno viene dato in deroga. Nonostante il numero degli alunni con disabilità aumenti di seimila, settemila unità l’anno. Significa che quasi solo un insegnante su due è di ruolo per il sostegno e ogni anno c’è il balletto delle supplenze e degli insegnanti. I presidi chiedono quasi il doppio degli docenti che vengono effettivamente assegnati dagli uffici scolastici regionali e dal Ministero che, per ragioni di finanza pubblica, non li accontenta, nonostante le scuole abbiano tantissimi alunni con disabilità certificata. È così che le famiglie si rivolgono ai tribunali e presentano ricorsi, che noi di Anief facciamo gratuitamente, e ottengono giustizia dalle sentenze. Il paradosso più grande è che i tribunali, in presenza di una disabilità grave certificata, prevedono un rapporto uno a uno fra insegnante e alunno, mentre i presidi, che si ritrovano con gli organici ridotti, danno la metà delle ore dovute, o un quarto.»
Pacifico chiede alla maggioranza di mettere in pratica il programma di governo, ovvero il contratto stilato all’inizio della legislatura in cui Movimento Cinque Stelle e Lega si assumevano gli impegni comuni e imprescindibili. «Nel contratto di governo – osserva Pacifico – c’è un punto specifico che riguarda l’inclusione scolastica e c’è anche un ministro che se ne deve occupare. Alla maggioranza chiediamo di ascoltare, oltre alle associazioni di categoria, anche i sindacati che fanno proposte concrete. La prima proposta di Anief è trasformare tutti in posti in deroga in posti di diritto. Il concetto di posto in deroga deriva da esigenze straordinarie, ha senso per un anno. Se per cinque anni allo stesso alunno è assegnato lo stesso insegnante vuol dire che questo posto non dovrebbe essere in deroga. Bisogna, dunque, aumentare gli organici.» Non si assisterebbe più, così, a un inizio di scuola ritardato per i ragazzi con disabilità e a tutte le altre criticità del caso. «Attualmente è così – conclude il presidente dell’Anief – perché le supplenze si stabiliscono dopo le immissioni in ruolo, entro il 31 agosto e a volte anche oltre, e dopo le procedura di mobilità. Poi un altro problema è la mancanza di assistenti all’autonomia; alcuni Comuni sono carenti in questo senso. Un caso eclatante è avvenuto a Termini Imerese, dove un’alunna con la sindrome di Down non è stata sostenuta dall’assistenza per il trasporto e da tre anni non va a scuola. È un problema che sta molto a cuore ad Anief, gli studenti con disabilità sono trecentomila su otto milioni. Speriamo che il governo ci ascolti, non è solo una questione di posti di lavoro, si parla del futuro dei nostri ragazzi. Serve un’opera ulteriore di sensibilizzazione nei confronti delle famiglie, che molto spesso non conoscono i diritti dei loro figli. In Sicilia abbiamo coinvolto le associazioni di famiglie, annullando l’ultima circolare degli organici che per anni attribuiva sempre posti in deroga e siamo pronti a commissariare gli uffici scolastici se non faranno, come il Tar ha richiesto, un’analisi sull’effettiva esigenza dei posti. E poi sarebbero necessarie politiche sociali diverse, di coesione, con provvedimenti legislativi post-scuola, per sviluppare le competenze e le peculiarità di questi ragazzi.»

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Scuola: Anief ha presentato nuove proposte emendative alla Camera sul decreto concretezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Dall’esclusione delle norme sull’assenteismo per il personale della scuola al salario accessorio per i supplenti brevi, dall’armonizzazione delle regole tra pubblico e privato nella contrattazione alla stabilizzazione dei precari abilitati e non ma con 36 mesi, inclusi idonei del concorso IRC, educatori e Ata; dalla riapertura delle GaE alla conferma nei ruoli degli assunti con riserva, oltre all’assunzione degli idonei dei concorsi
Ancora, dalla riserva nei concorsi dei posti per i docenti supplenti e per gli Ata facente funzione Dsga al doppio canale di reclutamento per le graduatorie d’istituto; dall’attivazione dei posti nei profili C per il personale Ata all’adeguamento tra posti in organico di fatto o in deroga e di diritto; dalla mobilità straordinaria all’attivazione di corsi abilitanti riservati al personale di ruolo, oltre aIl’estensione dei buoni pasto al personale della scuola. Nei prossimi giorni si vedrà quali di queste proposte saranno presentate, dichiarate ammissibili e approvate. Ancora una volta, il giovane sindacato si caratterizza per un’attenta analisi delle nuove norme proposte e per un profondo ascolto delle istanze e delle esigenze che provengono dal mondo della scuola, dopo aver partecipato in delegazione Cisal durante la recente audizione parlamentare. Il sindacato, sempre nell’ottica del miglioramento del sistema scolastico, ha presentato delle proposte emendative all’AC 1433 “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”; nei prossimi giorni vedremo quali proposte avranno un iter positivo.

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