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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘decreto’

Decreto semplificazione e condono edilizio

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

«In Italia conviene essere onesti? Se il Governo pensa di introdurre il silenzio assenso sugli abusi edilizi, i furbi l’avranno scampata ancora una volta. Quindi la risposta è no».E’ quanto dichiara il prof. Sandro Simoncini, urbanista e docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno. «Immaginate – spiega Simoncini – come si debba sentire un cittadino in attesa da oltre trent’anni di una risposta da parte del Comune per sanare anche un piccolo abuso formale, che ora si vede surclassare da chi non si è mai preoccupato di aver compiuto un illecito e domani potrebbe essere premiato con il silenzio assenso». «Se il Decreto Semplificazioni – conclude Simoncini – nella bozza che riguarda le sanzioni per gli abusi edilizi, verrà confermata avremo una situazione molto vicina al “cornuti e mazziati”: nessun vantaggio per il cittadino onesto e nessun incasso da parte dello Stato. Attraverso lo strumento del condono, infatti, il cittadino paga una sanzione per depenalizzare il reato. Con il silenzio assenso non solo viene cancellato l’illecito ma viene concesso di fatto al cittadino trasgressore l’autodeterminazione della sanzione e degli eventuali oneri concessori».

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Il Decreto Rilancio dà il via ai Pir alternativi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

Un’ottima iniziativa – per ora solo su carta – perché potrebbe orientare ulteriormente verso l’economia reale il risparmio degli italiani, soprattutto i 1600 miliardi (dei 4400 totali) di euro tenuti infruttuosamente sui conti correnti, grazie all’esenzione fiscale sul capital gain e alla crescente sensibilità verso strumenti che possano sostenere la piccola impresa italiana. Secondo le stime, la raccolta complessiva sui Pir sarà di 1,2 miliardi nel 2021 e di oltre 3 miliardi l’anno successivo (Intermonte), senza considerare l’effetto della nuova versione alternativa dei panieri. Ma il meccanismo funzionerà solo se le Sgr avranno a disposizione strumenti di analisi efficaci per valutare la solidità delle aziende da inserire in portafoglio: strumenti che il FinTech può fornire. Scoring automatico modelli previsionali, analisi massiva dei portafogli sono tutti utili allo scopo e rappresentano il core business della piattaforma Raas di modefinance.Quando parliamo di Pir alternativi, parliamo di panieri che devono investire almeno il 70% del fondo in società italiane che non appartengono al paniere Ftse Mib e al Ftse Mid. Le novità rispetto ai Pir tradizionali sono diverse: il gestore può acquistare sia quote di aziende sia debito; la defiscalizzazione sulle plusvalenze è ampliata fino a 150mila euro all’anno per dieci anni rispetto ai 30mila euro per cinque anni; il vincolo di concentrazione passa dal 10% al 20%. Ma soprattutto, il Pir alternativo si presenta come uno strumento complementare al Pir ordinario – anche dal punto di vista della cumulabilità per l’investitore – a sostegno delle pmi private e dunque dell’economia reale. Se le società quotate italiane sono circa 400, includere nei portafogli anche titoli di società non quotate significa dover selezionare attentamente in un mare magnum di oltre 6 milioni di realtà che non hanno gli stessi obblighi stringenti delle quotate in tema di comunicazione finanziaria e su cui la ricerca finanziaria è pressoché assente. Questo limita molto lo spazio di azione delle Sgr che non sempre hanno a disposizione metriche oggettive di valutazione.
Di queste difficoltà abbiamo avuto un assaggio nel 2019, quando i Pir tradizionali, che nei primi due anni di vita avevano raccolto più di 15 miliardi di euro, hanno subito una brusca frenata. La ragione? La legge di bilancio trasforma i Pir nella loro versione 2.0, obbligandoli a includere una quota del 3,5% di Venture Capital nel portafoglio complessivo. Molte Sgr hanno fermato la raccolta e chiuso i fondi perché non era più possibile costruire portafogli compliant. I Pir 2.0 sono stati poi aboliti e il mercato ha ripreso a camminare. Ma la storia ha messo in luce l’importanza della ricerca: se una Sgr non ha gli strumenti per valutare gli asset non può, per dirla brutalmente, costruire panieri. Proprio i Pir hanno spinto Borsa Italiana a modificare il Regolamento Emittenti su Aim Italia, introducendo l’obbligo di redazione e pubblicazione di una equity research, che rendesse trasparenti le informazioni sulle aziende a beneficio degli investitori (obbligo valido per tutte le società approdate sul mercato dal 2018).

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Decreto Rilancio (FI): gli emendamenti di FI al decreto rilancio

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

“In occasione dell’esame alla Camera del decreto denominato Rilancio come Forza Italia estero abbiamo presentato alcuni emendamenti tesi a migliorare il decreto stesso.In particolare, abbiamo chiesto fondi aggiuntivi per le Camere di Commercio Italiane all’Estero per meglio promuovere il Made in Italy sui mercati internazionali, abbiamo chiesto provvedimenti per gli impiegati a contratto presso le nostre ambasciate e consolati e l’assunzione di altri impiegati per far fronte alla mole di lavoro esistente, abbiamo chiesto il blocco del versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) anche per gli enti non commerciali in modo da fornire, indirettamente, importante liquidità a favore degli operatori economici in un momento di grave crisi come quello attuale e venire incontro a quelle realtà che operano nel mondo della formazione culturale internazionale.Inoltre, in un momento difficile per il nostro turismo abbiamo predisposto un provvedimento per favorire il turismo giovanile internazionale con una attenzione particolare al turismo delle radici.Auspichiamo che il Governo possa accogliere i suggerimenti migliorativi oltre gli steccati maggioranza/opposizione e nell’interesse degli italiani!”Lo dichiarano i parlamentari di Forza Italia eletti all’estero, l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli e il sen. Raffaele Fantetti.

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Diventa legge il decreto scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2020

Il decreto scuola 22 dell’8 aprile scorso, Atto n. 2525, è diventato legge: l’aula di Montecitorio ha dato il suo assenso, con 145 voti a favore e 122 contrari. Nel decreto indicazioni su Esami di Stato, valutazione finale, inizio anno scolastico 2020/21, voti alla scuola primaria, tutele per gli alunni con disabilità, modifiche alla prova scritta del concorso straordinario, graduatorie di istituto provinciali. Secondo l’Anief il piano predisposto per il ritorno in classe e per rispondere alla piaga del precariato non è sufficiente. Era necessario un piano di investimenti urgente, anche in relazione all’emergenza coronavirus: quando a fine estate torneranno sui banchi oltre otto milioni di alunni e un milione e 300 mila tra docenti, Ata e dirigenti, se ci si fermerà a questo piano, ci renderemo conto dell’errore fatto. Si tratta di un provvedimento deludente e che non introduce disposizioni risolutive e si basa su investimenti inadeguati rispetto alle esigenze. Era e rimane prioritario iniziare dalle classi con numeri ridotti, quindi con non oltre 15 alunni, passando per delle strutture edilizie conformi anche alle nuove necessità epidemiologiche. Degli otto miliardi di euro minimi necessari per una ripartenza adeguata, invece, ne è arrivato solo uno e mezzo. Ma serviva anche l’introduzione di procedure, come quella concorsuale, che non fanno altro che incrementare le discriminazioni tra il personale, con i precari che continuano a portare avanti il loro lavoro indefessi ma senza alcuna prospettiva di stabilizzazione. Anief ha colto il malcontento dei lavoratori a tempo indeterminato e determinato, indicendo quindi lo stato di agitazione di tutto il personale scolastico
Il concorso straordinario secondaria per il ruolo, passato da 24.000 a 32.000 posti, prevede una prova scritta da superare con il punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il programma di esame rimane quello previsto dal bando, distinto per classe di concorso e tipologia di posto. La prova sarà articolata in quesiti a risposta aperta. Di conseguenza, sono state sospese le domande di partecipazione al concorso con prova computer based.

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Il Decreto Rilancio? Non basterà a risollevare le imprese italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

A cura di Federico Pozzi Chiesa, AD Italmondo e Founder Supernova Hub. L’Italia, lo sappiamo bene, è un Paese fondato sulle piccole e medie imprese. Imprese che in moltissimi casi fanno parte di filiere, spesso internazionali. Queste PMI italiane sono alle prese con una carenza di liquidità che rischia di soffocarle, strette in una morsa trilaterale: da un lato il livello di insoluti in forte crescita, dall’altro la compressione di volumi di fatturato dovuta al lockdown e infine l’incertezza di quelle imprese che lavorano con l’estero causata dall’alert sul Paese da parte di alcune assicurazioni sul credito. Una situazione sicuramente complessa che come operatori della logistica italiana e internazionale stiamo osservando con grande preoccupazione non solo per il nostro settore.Il primo elemento di pressione sui bilanci è l’aumento degli insoluti: secondo Cna oscillerà attorno al 60% la percentuale di fatture non pagate alle piccole imprese; e in generale per il mese di marzo gli insoluti variano dal 20% al 70%, mentre aprile ha visto un peggioramento con una forbice media che si innalza tra il 30% e il 50%, con picchi fino al 100%.In questa situazione, il Decreto Rilancio con il suo carico di promesse rischia di essere ancora insufficiente per far fronte alle enormi esigenze di cassa delle imprese italiane. Esigenze che l’Osservatorio sul Working Capital di Cribis e Workinvoice stima essere intorno ai 15 miliardi nell’arco di 3 mesi e 45 miliardi nell’arco di un anno. Si tratta di un passo in avanti rispetto ai Decreti precedenti perché vengono introdotte norme innovative – come la garanzia sull’assicurazione del credito – ma che dovrà misurarsi con la prova dei regolamenti attuativi e con il reale trasferimento degli stanziamenti, passaggio che finora è stato molto farraginoso.Mentre ci addentriamo nella fase due, inoltre, è chiaro che le riaperture non consentiranno ai diversi settori coinvolti di tornare ai livelli di fatturato precedenti, perché saranno obbligati per almeno quattro mesi ancora a lavorare parzialmente e questo si tradurrà in un ulteriore deterioramento della liquidità, con effetti sia nell’immediato che nel medio periodo – almeno fino a fine 2020 – la cui reale portata si potrà valutare solo in base a come evolverà la situazione. Un esempio concreto riguarda il settore della ristorazione, uno tra i più colpiti: in un locale di circa 70 mq in cui prima era possibile accogliere 20/25 persone a regime, oggi il limite scende a circa 1/5 dei clienti, con evidenti conseguenze sui fatturati e sulla sostenibilità stessa del business.Attraverso le nostre controllate sul territorio asiatico, abbiamo già potuto assistere alla parziale ripartenza del mercato cinese dove ci si aspettava già nel mese di marzo una piena ripresa, che poi si è tradotta invece, almeno inizialmente, in una ripresa tra il 70% e l’80% dei volumi, influenzata dal fatto che nel corso del lockdown alcune aziende che si approvvigionavano da fornitori locali hanno dovuto sostituirli con produttori di altri territori per garantire la prosecuzione del loro core business. Perché non dovremmo aspettarci lo stesso effetto in Italia ed in Europa? Oggi abbiamo un quadro abbastanza chiaro di quelli che sono gli interventi pubblici con cui si cerca di far fronte a questo che potrebbe essere un vero disastro per l’economia reale italiana. Con il Decreto Liquidità, lo Stato ha esteso la copertura del Fondo di garanzia a un pacchetto di 400 miliardi di euro di prestiti, lasciando però tutte le responsabilità operative sull’erogazione del credito in capo alle banche. Le banche si sono trovate a dover gestire una mole di richieste enorme – con non poche polemiche sui tempi di richiesta ed erogazione. Per sopperire a questa situazione è sceso il campo il settore del Fintech che ha notoriamente la capacità di andare incontro alle esigenze delle imprese in maniera più rapida e snella. Nel nostro caso assistiamo all’effort messo in campo da una delle nostre partecipate BorsadelCredito.it che, tramite il recente accordo stretto con Azimut, ha ampliato ulteriormente la sua capacità di finanziare le PMI Italiane.Per quanto riguarda l’outbreak, nelle ultime settimane in Italia si iniziano a scorgere timidi segnali di miglioramento. Questo è un trend che si intravede anche in altri Paesi europei, in opposizione però alla situazione che invece affligge gli USA e ai nuovi picchi di contagi che stanno investendo UK, Russia, Brasile e India. Le ripercussioni sul PIL globale e sulla bilancia commerciale del rallentamento di questi Paesi, che in molti casi sono ancora in fase pre-picco, impongono che le misure di sostegno messe in atto non solo debbano concretizzarsi e consolidarsi per dare un aiuto immediato, ma debbano anche prevedere un termine di medio periodo, tenendo conto di questo rallentamento generale dei mercati. (in abstract http://www.supernova-hub.it)

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Decreto Rilancio: Save the Children, qualche passo avanti per i diritti dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Per la prima volta dall’avvio della crisi, i diritti dei bambini sono considerati nel Decreto Rilancio che accoglie alcune delle richieste che abbiamo avanzato in questo periodo e che sono riassunte nel manifesto Riscriviamo il futuro lanciato nei giorni scorsi. I bambini e gli adolescenti, soprattutto nei territori più svantaggiati del nostro Paese, sono stati colpiti da una doppia crisi, quella economica e quella educativa, ed è da loro che occorre ripartire per riscrivere il loro futuro e quello dell’Italia. Per dare concretezza e operatività alle prime misure previste dal Decreto, ribadiamo tuttavia l’importanza di definire un piano straordinario organico per l’infanzia e l’adolescenza, in modo da tutelare in maniera efficace i minori che rischiano di pagare il prezzo più alto della crisi”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children a commento del Decreto Rilancio appena varato dal Governo.Tra gli aspetti del Decreto che meritano di essere sottolineati, l’impegno per la riapertura delle scuole, con investimenti per acquisto materiali, adeguamento spazi, innovazione didattica e misure di prevenzione sanitaria. “È positivo l’impegno per snellire e velocizzare l’assegnazione delle risorse dell’edilizia scolastica agli enti locali e, di conseguenza, la possibile apertura dei cantieri estivi per la messa in sicurezza. La sicurezza degli edifici scolastici è un tema critico per l’Italia ben prima dell’emergenza sanitaria, e in Parlamento è depositata una proposta di legge promossa da Cittadianzattiva e Save the Children che è necessario portare rapidamente in approvazione”, ha proseguito Raffaela Milano.Negli interventi di contrasto alla povertà educativa, è inoltre necessario considerare anche i molti adolescenti vulnerabili già usciti dal percorso scolastico e che quindi non lavorano né studiano. Un fenomeno che in Italia riguarda quasi 1 giovane su 4 e che al Sud raggiunge punte del 38% in Sicilia e del 35% in Calabria. Per offrire educazione, opportunità e speranza a 100 mila bambini che vivono nei contesti più deprivati del Paese, Save the Children ha lanciato la campagna Riscriviamo il futuro, nell’ambito della quale l’Organizzazione ha diffuso un Manifesto – a cui hanno già aderito oltre 2,230 persone, tra cui più di cento nomi noti del mondo della cultura e dello spettacolo, della musica e del giornalismo, dell’impresa e dello sport e a cui è possibile aderire sul sito http://www.savethechildren.it/riscriviamoilfuturo – per chiedere al Governo, al Parlamento, alle Regioni e a tutte le istituzioni locali, di riscrivere il futuro dell’Italia a partire dai bambini.

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Il “Decreto Rilancio sulla sanità” apre le porte al territorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

E lo fa anche secondo alcune linee che la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) chiede ormai da tempo, prevedendo un aumento degli organici. La misura prevista per gli infermieri è di 8 ogni 50mila abitanti: 9.600 in più cioè, circa la cifra che FNOPI aveva già sottolineato come necessaria per dare il via alla figura dell’infermiere di famiglia/comunità durante la pandemia, anche se a regime ne serviranno secondo la Federazione almeno 20mila. In un primo tempo le assunzioni sono previste fino a fine anno, poi dal 2021 saranno stabilizzate a tempo indeterminato.“Questo passo – sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – riconosce la necessità già scritta da Governo e Regioni nel Patto per la salute 2019-2021 di introdurre a pieno titolo la figura dell’infermiere di famiglia/comunità. E non solo come supporto alla prima linea di COVID-19 che si sposta ormai sul territorio, ma anche per l’assistenza sempre necessaria a cronici e fragili non Covid”.Una figura che col Decreto Rilancio viene confermata e istituita “per legge”, aprendo la porta alla sua istituzione omogena su tutto il territorio nazionale per il miglioramento dell’assistenza.Dove l’infermiere di famiglia/comunità è già attivo infatti (ad esempio dal 2004 in Friuli-Venezia Giulia, ma lo ha regolamentato anche la Toscana che lo affianca già in micro-équipe ai medici del territorio e altre Regioni hanno deliberato la sua in introduzione come il Piemonte, la Liguria, il Lazio ecc.) ha già dato risultati eccellenti: riduzione del 20% dei “codici bianchi” al pronto soccorso, del 10% delle ospedalizzazioni, interventi più rapidi sul territorio con una riduzione dei tempi di percorrenza dal 33 al 20%, maggior gradimento dei cittadini.“Questo – aggiunge la presidente FNOPI – è il primo passo: ora si deve proseguire con un modello di assistenza in cui Governo e Regioni prevedano l’organizzazione omogenea sul territorio di queste nuove forze. Un passo a cui deve seguire un ampliamento della figura di questi professionisti che deve essere da subito ben definita, strutturata e riconosciuta a livello formativo. Per farlo la FNOPI è come sempre pronta alla collaborazione più ampia con le istituzioni”.Ma c’è un’ombra secondo FNOPI tra le righe del decreto che va risolta in fretta. Giustissimo e indispensabile prevedere nuovi posti di terapia intensiva: “Non possiamo farci trovare impreparati un’altra volta”, sottolinea Mangiacavalli. Per assicurare l’indispensabile assistenza di cui c’è bisogno in un settore così delicato, è necessario prevedere un ampliamento dell’organico. Gli standard nazionali e internazionali indicano che sono necessari ogni 8 posti letto di terapia intensiva 24 infermieri e 12 ogni 8 posti letto di terapia sub-intensiva: circa 17mila infermieri in più – senza considerare le carenze attuali sotto gli occhi di tutti – in funzione solo dei nuovi posti previsti dal decreto. Secondo gli standard internazionali, ogni infermiere dovrebbe assistere in media non più di sei pazienti per ridurre il rischio di mortalità del 20-30%, ma ci sono regioni dove il rapporto raggiunge 1:16 e comunque non si scende sotto 1:9. E per le terapie intensive il dato è più rigido: un infermiere, ovviamente specializzato nell’emergenza, dovrebbe seguire al massimo poco più di un paziente e due in sub-intensiva per garantire un’assistenza all’altezza della gravità dei ricoveri. Oggi personale a sufficienza non c’è e i pazienti rischiano di restare soli.

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Decreto liquidità e open banking

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Banca e Fintech insieme per favorire l’accesso alla liquidità alle ditte individuali, in modalità totalmente digitale, senza andare in succursale, e in tempi molto veloci. Banca Sella, già attiva nell’open banking, nell’ambito delle iniziative che sta avviando per supportare l’economia e i clienti in difficoltà a causa dell’emergenza covid-19, ha firmato un accordo con la Fintech Credimi, leader europeo del finanziamento digitale alle imprese, nella quale detiene anche una partecipazione.Grazie a questa partnership Banca Sella potrà garantire ai propri clienti, che svolgono attività economica rientrante nel perimetro previsto dal cosiddetto decreto liquidità, tempi ancora più rapidi per la gestione delle domande di finanziamento previste dal decreto, che prevede la possibilità di richiedere un prestito fino a 25 mila euro o comunque non superiore al 25% dei ricavi 2019, con la copertura del Fondo di garanzia del 100%.Le ditte individuali, clienti di Banca Sella, potranno richiedere questo finanziamento direttamente dall’internet banking della banca, senza passaggi in filiale e senza presentare alcun modulo o documento cartaceo. A questo punto la domanda verrà presa in carico dai sistemi di Credimi, che processerà la richiesta in maniera quasi automatica, interfacciandosi digitalmente con il Fondo Centrale di Garanzia, senza alcun aggravio per il cliente, escluse le firme (tutte digitali) richieste dalla legge. La risposta arriverà sempre in pochi giorni e l’erogazione avverrà immediatamente dopo il rilascio della garanzia. Questo processo di lavorazione – dedicato alla partnership con Banca Sella – è stato messo a punto e rilasciato in una settimana.“L’accordo con Credimi – ha dichiarato Andrea Massitti, Head of Corporate and Small Business di Banca Sella – rientra nell’ambito delle iniziative che la nostra Banca ha messo in campo nelle ultime settimane per supportare l’economia e i clienti in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19. In particolare, rispetto alle domande di finanziamento previste dal decreto liquidità, ci siamo organizzati per garantire ai nostri clienti tempi rapidi nella gestione delle richieste sia al nostro interno che attraverso la partnership strategica con Credimi. Questa organizzazione ci permette di rispondere alle esigenze dei clienti ed evadere le richieste nel minor tempo possibile.”“L’operazione siglata da Credimi e Banca Sella è un esempio virtuoso di come i vari attori finanziari possono collaborare per migliorare questo paese – sottolinea Ignazio Rocco, Founder e Ceo di Credimi – Una collaborazione fattiva che libera liquidità, nel modo più efficace e veloce possibile, per quella fascia di aziende più piccole, con meno risorse disponibili e dunque più colpite da questa emergenza sanitaria ed economica.”

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Coronavirus: Serracchiani, su Dpcm Conte saprà ascoltare

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2020

“Come viene segnalato soprattutto dai territori prima ancora che dalla politica nazionale, questo Dpcm si può migliorare e credo che il premier Conte saprà ascoltare, come peraltro già in passato”. Lo afferma la vicepresidente del Pd Debora Serracchiani.
“Da una cornice che rispecchia la perdurante emergenza sottolineata anche – aggiunge la parlamentare dem – dalla federazioni degli Ordini dei medici, sono mancate alcune risposte immediate alle ricadute su famiglie e bambini, o un ragionamento più articolato su bisogni affettivi o spirituali: si farà anche questo, senza bisogno di esasperare i toni”.
Per Serracchiani “le richieste di aperture indiscriminate orchestre da Salvini sono pessima propaganda. Pensiamo piuttosto a far arrivare subito i soldi a chi non li ha ricevuti, a fare verifiche differenziate sui territori, insomma manteniamo il sangue freddo oggi per non pagare un prezzo alto domani”.

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L’8 Aprile il via alla discussione sul Decreto ‘Cura Italia’, 15 le proposte di Anief per la scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, che affermato che “in considerazione dei limiti ai movimenti e al rinvio dei concorsi abbiamo chiesto procedure straordinarie per l’assunzione del personale precario, per il conseguimento dell’abitazione e della specializzazione sul sostegno, per garantire il corretto avvio del prossimo anno scolastico.” I suggerimenti dell’Anief su reclutamento, contrasto alla precarietà, incentivi per le famiglie sono al vaglio delle commissioni. “Il nostro compito – ha affermato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – deve essere quello di tutelare lavoratori e studenti, salvaguardare l’inizio del prossimo anno scolastico, garantire il diritto al lavoro, alla famiglia, alla salute. Le nostre proposte mirano a contrastare la precarietà che, in vista della sospensione di tutte le procedure concorsuali prevista dal decreto, mette a rischio il prossimo anno scolastico con 250 mila cattedre vacanti da coprire per il 2020/21. Anief intende semplificare le procedure di reclutamento, di abilitazione, di mobilità di tutto il personale della scuola. E migliorare la vita delle famiglie in questo momento di diffusa precarietà lavorativa. In circostanze di emergenza in cui il personale della scuola sta dando un contributo straordinario per la prosecuzione delle attività, pur in presenza di mezzi inadeguati, bisogna procedere all’immissione in ruolo di tutto il personale precario in ottemperanza alla normativa europea”, ha concluso Pacifico.Pacifico ha anche detto che “l’Anief torna a chiedere con forza la riapertura delle graduatorie ad esaurimento ovvero l’immissione in ruolo dalle graduatorie di istituto divenute provinciali; la conferma nel ruolo andrebbe fatta dopo aver svolto con esito positivo il percorso formativo abilitante. La proposta riguarda anche la possibilità di stabilizzare i docenti con servizio su sostegno, previo superamento del percorso di specializzazione.”Ricordiamo che l’assenza di personale obbliga l’amministrazione a reiterare decine di migliaia di contratti di lavoro a tempo determinato, causando un maggior esborso per la finanza pubblica a causa delle richieste di risarcimento per violazione della direttiva 1999/70/CE.
Occorre inserire stabilmente in organico la quota di Assistenti Tecnici previsti dall’articolo 120 in modo da soddisfare tutte le necessità di offerta formativa legata alle nuove tecnologie, anche a distanza. Ciò al fine di supportare tutti i processi di potenziamento della didattica anche oltre l’emergenza.Stabilizzazione dei facente funzione Dsga Bisogna prevedere procedure semplificate di immissioni in ruolo anche per i facenti funzione Dsga.
Tra le proposte dell’Anief pure l’attivazione di corsi abilitanti telematici sia per le discipline curriculari che per il sostegno, l’avvio di percorsi alternativi per consentire al personale di abilitarsi, la conferma nei ruoli di tutto il personale immesso in ruolo con riserva che abbia superato l’anno di prova e l’annullamento di ogni procedura di licenziamento per acquiescenza della P.A. e per la valutazione positiva espressa dagli organi collegiali, nelle more dell’espletamento dei nuovi concorsi.
“Il diritto al lavoro” commenta Pacifico “deve armonizzarsi con il diritto alla famiglia; per questa ragione Anief sostiene la proroga dei termini per la mobilità straordinaria per tutto il personale docente.
In considerazione della difficile condizione economica in cui versano molte famiglie di lavoratori, Anief chiede di pianificare forme di sostegno che compensino gli effetti del diffuso stato di emergenza, anche lavorativa.

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Decreto “Cura Italia”, emendamento per sospendere le tasse universitarie e detrarre al 100% le spese d’affitto dei fuori sede

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Sospendere nel corrente anno i pagamenti delle tasse universitarie per tutti gli studenti e prevedere delle detrazioni al 100% per gli affitti di quelli fuori sede: a chiederlo è l’Anief, con un emendamento proposto al Decreto Legge “Cura Italia”, il n. 18 del 17 marzo 2020. Per il sindacato, la modifica, all’articolo 62, si rende necessaria “in considerazione della difficile condizione economica in cui versano molte famiglie di lavoratori” e per “pianificare forme di sostegno che compensino gli effetti del diffuso stato di emergenza, anche lavorativa”.

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Decreto “Cura Italia: Emendamento per detrarre il 100% delle spese di alloggio del personale scolastico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Al personale della scuola che si trovi lontano dalla propria sede di residenza, per tutto il periodo di chiusura o di sospensione delle attività didattiche disposta in relazione all’emergenza sanitaria da Covid-19, deve essere garantita la detrazione al 100% delle spese d’alloggio: lo chiede l’Anief, con un emendamento proposto al Decreto Legge “Cura Italia”, il n. 18 del 17 marzo 2020, “in considerazione della difficile condizione economica in cui versano molte famiglie di lavoratori”, proprio a seguito degli effetti del contagio di massa del Coronavirus.

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Coronavirus: Unc, decreto dimentica diritti consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“E’ incredibile che il Governo, non solo nel decreto Cura Italia non preveda praticamente nulla a favore dei consumatori, ad esempio con gli interventi da noi richiesti sulle bollette elettriche e telefoniche, ma addirittura riduca i diritti garantiti dal Codice civile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Come già avvenuto per i pacchetti turistici, anche per il rimborso dei contratti di soggiorno e per i biglietti di spettacoli e musei si stabilisce una deroga rispetto al diritto sacrosanto di avere il rimborso del biglietto, prevedendo un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione” prosegue Dona.
“Insomma, nonostante lo stanziamento di 25 miliardi, per aiutare tour operator e organizzatori di eventi i soldi vengono chiesti al consumatore, invece che prevedere un Fondo per i rimborsi, non comprendendo che la crisi del settore turistico e del mondo dello spettacolo dipende dalle future prenotazioni e non dai mancati incassi di oggi. E non è certo privando gli utenti dei loro diritti che si invoglieranno lo spettatore ed il turista a fare nuove prenotazioni” conclude Dona.

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Presentato il dl “Cura Italia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

Tutti in qualche modo ci dovremmo sentire più sicuri. Vedremo nei particolari. Nelle prossime ore anche noi pubblicheremo una disanima nei minimi particolari perché ognuno possa comprenderlo ed utilizzarlo al meglio. Un solo aspetto ci ha colpito. Lo stanziamento di fondi per Alitalia. Pare inserito all’ultimo momento, dopo varie polemiche. Ma che comunque c’è e destina tanti soldi ad una delle più decotte aziende “private e non private” che, sembra, debba tornare sotto l’egida dello Stato. La decisione è pessima e, visto il contesto, è anche tragica. Una porcata, per usare un termine popolare. Con il Paese, l’Ue e fra un po’ tutto il mondo chiuso alle comunicazioni soprattutto via aerea, si è trovato il tempo, il denaro, l’ardire e la faccia di far rientrare anche il finanziamento a questa tragedia aziendale, economica, commerciale e, alla fine, anche umana. Istintivamente, vista la rilevanza di quanto deciso, verrebbe la voglia di discreditare e delegittimare tutto il dl e chi lo ha votato. No. Non ci facciamo fregare. Anche perché in questo momento non abbiamo alternative ad avere fiducia in voi. Si’, proprio in “voi”, che avete fatto di tutto per distinguervi da quel “noi” che in queste settimane ci ha accomunati nell’affrontare l’emergenza sanitaria ed economica. Quel “noi” che “voi” avete più volte sollecitato e sul quale avete avuto una risposta meravigliosa, matura e civica. Ci spiace, ma ci avete confermato che siete “voi”. Ma il nostro rispetto verso “voi”, che siete le istituzioni è maggiore anche dello sdegno e dello stupore che ci ha colpito. La nostra dignità civica ed istituzionale – normale ed emergenziale – è maggiore di tutto. Continueremo a dare il nostro contributo in modo costruttivo mentre i soldi che avete stanziato serviranno a ridurre il danno di molti (non tutti, purtroppo) e
serviranno a dar corpo ad alcune malefiche politiche economiche che, nello specifico Alitalia, hanno tutte le caratteristiche tranne quelle che di essere emergenziali e di pubblico benessere. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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“Il decreto legge ‘Cura Italia’ contiene misure buone ma non ancora sufficienti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“Per rispondere alla grave crisi sanitaria ed economica scatenata dal Coronavirus ci vuole un maggiore impegno. Al momento, in attesa del testo definitivo del decreto, siamo soddisfatti del fatto che il governo abbia ascoltato la richiesta di Fratelli d’Italia di stanziare di più dei 7 miliardi originari, arrivando fino a 25 miliardi, grazie allo scostamento di Bilancio votato nei giorni scorsi in Aula. Sospensione dei tributi, interventi su mutui, affitti, cartelle esattoriali, misure per sostenere il sistema sanitario, sono tutte proposte avanzate da Fratelli d’Italia e che sono contenute nel dl Cura Italia. Dispiace non vedere ulteriori misure che potrebbero favorire le imprese, i lavoratori autonomi e le famiglie. Aspetteremo l’arrivo del decreto Legge in Parlamento per poter fare le nostre proposte in senso migliorativo”. Lo dichiara il senatore Nicola Calandrini, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio.

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Coronavirus: “Decreto cerotto o decreto confusione, fate voi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

‘Cerotto’ perché interi settori dell’economia non sono minimamente ristorati dal rovescio economico che viviamo, tra questi spiccano professionisti e piccole imprese, cui si devono purtroppo affiancare le famiglie.‘Confusione’ perché obiettivamente non si capisce granché, le norme si accavallano e non sono affatto chiare, tanto che la sospensione dei tributi viene approvata a metà della giornata in cui andavano pagati, vanificandone l’efficacia. Il reddito di cittadinanza non è toccato, professionisti e piccole aziende sono condannate agli stenti e anche sulla sanità tanti proclami e nessun ordine perentorio.In ogni caso non è nostra abitudine rinunciare inutilmente alla battaglia ed evidentemente nessuno ha spiegato a Conte che quando l’opposizione depone le armi per collaborare occorre trovare i punti d’incontro, perché la nazione non è composta solo da elettori del Pd.Sulla parte sanitaria ci saremmo accontentati di sapere se domattina medici, infermieri, agenti in divisa si vedranno consegnate quelle mascherine che improvvisamente Di Maio ha regalato alla Cina, lasciando sguarnite le nostre prime linee ed esponendole all’infezione.Se i respiratori per far partire il piano straordinario di nuove terapie intensive esistono o no, chi ce li fornirà e quando.Invece si citano tre milioni e mezzo di euro alla sanità e alla Protezione Civile che ci sembrano platealmente insufficienti, nemmeno coadiuvati dai percettori del reddito di cittadinanza impiegati in lavori utili per gli ospedali e gli uffici pubblici.A questo punto faremo la battaglia in Parlamento per migliorare il testo, sobriamente, ma senza farci prendere per i fondelli. Altrimenti la tregua andrà messa in discussione”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Coronavirus: Nel Decreto entreranno “misure per tutta Italia”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Vanno dalla “Cassa integrazione e Cassa Integrazione in deroga”, alla garanzia di un sistema che permetta “liquidità alle imprese”, anche grazie al lavoro fatto con il mondo delle banche. Ci sarà poi un’importante pacchetto sulle famiglie, “a cominciare dal congedo, necessario visto anche il prolungamento della chiusura delle scuole”. Lo ha detto, intervenendo a Radio Anch’io su Radio 1 RAI, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.Ancora nel Decreto ci sarà una parte fiscale dedicata anche “alla sospensione del pagamento di ritenute e contributi”, che permetterà molta liquidità. “Abbiamo pensato anche a chi ha prestiti e aperture di credito”.“Nelle prossime ore – ha aggiunto Castelli – vedrete i dettagli, abbiamo fatto un lavoro di squadra importante. Eravamo preoccupati di questa cosa e per questo abbiamo spinto moltissimo il sistema bancario a dare il più possibile per la sospensione dei mutui.

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Fnopi su decreto Salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 gennaio 2020

“Apprezzabile, condivisibile e necessario lo sprint del ministro della Salute Roberto Speranza che passando dalle parole ai fatti ha dato gambe alla Consulta delle Federazioni degli ordini professionali”, commenta l’iniziativa del responsabile del dicastero di Lungotevere Ripa Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), la più numerosa d’Italia: rappresenta il 41% del personale del Ssn e quasi il 60% di quello del ruolo sanitario.“L’idea – prosegue – conferma ancora una volta l’attenzione del ministro al tema delle professioni sanitarie e ci trova naturalmente e inequivocabilmente d’accordo. Quello che ci aspettiamo ora da questa Consulta è la sua capacità di permettere finalmente l’innovazione che serve nelle politiche professionali sanitarie, con la valorizzazione e il rafforzamento delle competenze di ciascuno, acquisite ormai da oltre un quarto di secolo nelle università, con le lauree, i master e i dottorati di ricerca, i ruoli di docenza, con una formazione capillare insomma, ognuno nel suo ruolo, per far crescere davvero il Servizio sanitario nazionale”. “Ci aspettiamo però una Consulta che veda tutti protagonisti e allo stesso modo – conclude la presidente FNOPI – senza professioni di serie A e serie B, con un ministero e il suo ministro a garanzia di tutto questo. In tal caso i 450mila infermieri impegnati ogni giorno nel prendersi cura della comunità e dei più fragili, saranno al fianco del ministro Speranza per disegnare davvero tutti insieme un percorso di confronto e condivisone tra le Federazioni, dove tutti abbiano stessa dignità e stesso rilievo per realizzare percorsi di assistenza virtuosi, necessari alla crescita e allo sviluppo reale del nostro Ssn”.

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Pubblicato il decreto Milleproroghe omnibus n. 162, l’Istruzione pubblica ancora ignorata

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Arrivano in Gazzetta Ufficiale le “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica”: tanta delusione per il comparto della Conoscenza. A partire dalla mancata partecipazione al concorso degli amministrativi facenti funzioni Dsga, promessa ai sindacati in sede di conciliazione dall’ex ministro Lorenzo Fioramonti lo scorso il 19 dicembre. Anief si prepara a chiedere emendamenti in Parlamento in loro favore. Allo stesso modo, il giovane sindacato intende chiedere modifiche per fare riaprire le GaE a tutto il personale docente abilitato, riproporre una mobilità straordinaria, rifare una nuova sessione del corso-concorso per nuovi dirigenti scolastici, stabilizzare il personale precario per adempiere agli obblighi internazionali, utilizzare le graduatorie di istituto per le immissioni in ruolo, tra le varie misure allo studio.

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Scuola:Il decreto scuola è convertito nella L. 159/2019: la legge in vigore

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

Ma per Anief vi sono diversi profili di incostituzionalità legati in primo luogo all’esclusione dai ruoli della procedura straordinaria del personale della scuola statale dell’infanzia e primaria, dei docenti di religione cattolica, delle paritarie o dei corsi regionali Iefp, dei precari con 24 mesi di servizio, come dei collaboratori scolastici dalla stabilizzazione. Il sindacato conferma la volontà di ricorrere al Tar Lazio in attesa dell’informativa sui bandi. Nei prossimi giorni saranno aperte le pre-adesioni ai ricorsi per il personale docente escluso
Arriva dunque in Gazzetta Ufficiale il decreto scuola, più noto come salva-precari: si tratta della Legge 159/2019, la quale proprio da oggi entrerà in vigore.Scorrendo il testo convertito in legge, si prende atto che a seguito dell’audizione parlamentare in VII – XI Commissione di Montecitorio e la manifestazione nazionale proclamata da Anief, sono state accolte solo alcune richieste: l’immissione del personale delle paritarie e dei percorsi regionali alla procedura abilitante, l’estensione agli ultimi dieci anni del servizio prestato, la valutazione del servizio prestato senza titolo su posto di sostegno, lo scorrimento delle graduatorie degli idonei dell’ultimo concorso per Insegnanti di religione cattolica, la partecipazione con riserva per gli specializzandi del V ciclo o per chi svolge servizio anche per l’anno in corso, la possibilità di concorrere sia su posti di sostegno che curricolari, il raddoppio dei posti banditi per dirigenti tecnici, la trasformazione delle graduatorie di istituto in provinciali ma soltanto per le supplenze annuali o al termine dell’attività didattica, la riapertura della terza fascia ai laureati. Sono tutti provvedimenti importanti quelli approvati, ma, alla resa dei conti, risultano “poca roba” rispetto alla grandissima platea di candidati esclusi che potrebbero ambire, per mille ragioni, a un ruolo o a un’abilitazione all’insegnamento, ma anche ai più di centomila posti che continueranno a essere assegnati in supplenza a dispetto delle nuove otto graduatorie da cui assumere gli insegnanti. Sono tutte esclusioni che per lo studio legale di Anief appaiono sempre più incostituzionali, rispetto al fine della norma di assorbire il precariato e risparmiare sui risarcimenti ordinati dai giudici nelle cause presso i tribunali del lavoro per abuso dei contratti a termine.

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