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Posts Tagged ‘classi pollaio’

Scuola: Al Miur arriva Lorenzo Fioramonti, Anief: va bene agire subito su precari e classi pollaio

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

Il giovane sindacato rappresentativo fa i migliori auguri al neo ministro dell’Istruzione, dichiarandosi subito pronto ad incontrarlo al più presto, per portare soluzioni concrete e risolvere gli annosi problemi della scuola. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Chiederemo da subito al ministro dell’Istruzione di farsi tramite per bloccare le riduzioni progressive di spesa pubblica previste per la Scuola nell’ultimo Def, con decrementi continui fini al 2040. Sull’immediato, sarà altrettanto importante intervenire su sei punti di legislatura, con il vero decretosalvascuola, non fermandosi ai già annunciati interventi per stabilizzare i supplenti storici, entrati nel mirino della Commissione UE, e cancellare le classi troppo numerose: sarà indispensabile agire con immediatezza sull’adeguamento degli organici di fatto a quelli di diritto e organici differenziati per territorio; sul reclutamento dalle attuali graduatorie (GaE, graduatorie di merito e d’istituto); certamente sull’immissione in ruolo dei precari, non solo docenti, ma anche Ata, educatori ed assistenti alla comunicazione, lsu; sulla conferma dei ruoli degli insegnanti assunti con riserva dopo il superamento dell’anno di prova; sulla parità di trattamento tra personale precario e di ruolo con rivisitazione della ricostruzione di carriera; sull’utilizzo delle risorse risparmiate nella scuola per rinnovare i contratti con incrementi medi di 200 euro mensili e mobilità ordinaria annuale insieme a corsi abilitanti ordinari”.
Con il Governo Conte due, al posto del leghista Marco Bussetti, arriva il pentastellato Lorenzo Fioramonti. La sua è una promozione, dopo avere ricoperto il ruolo di sottosegretario nell’esecutivo uscente. Fioramonti è un docente universitario – professore ordinario di Economia Politica all’Università di Pretoria (Sudafrica) – e vanta un curriculum di alto livello: è il primo e l’unico ad aver conseguito la “Cattedra Jean Monnet” in Africa. Speriamo che sia anche il primo ministro a volere risolvere dei problemi della scuola che i suoi predecessori non hanno nemmeno scalfito.

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Scuola – Dati eclatanti: quasi 20 mila classi pollaio in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

L’on. Luigi Gallo, presidente della VII Commissione alla Camera, anticipa dati sulle classi pollaio che presto saranno ufficializzati. Numeri choc negli istituti di ogni ordine e grado di tutto il territorio nazionale, con circa 500 classi che hanno oltre 34 studenti per aula. Marcello Pacifico, presidente Anief, all’attacco: “Negli ultimi mesi abbiamo lottato con tutte le nostre forze affinché l’annosa situazione trovasse una soluzione. Si tratta di dati allarmanti che mettono in serio pericolo il giusto andamento delle lezioni, oltre a rappresentare un rischio per la sicurezza e l’incolumità di insegnanti e discenti. Inoltre non dimentichiamo gli alunni disabili, che necessitano di misure consone alla loro condizione.

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Scuola: Il M5S vuole cancellare le classi pollaio e fare più assunzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 gennaio 2019

Bene, per il presidente Anief Marcello Pacifico, ma per realizzare il progetto serve un grande sforzo perché si trovino le risorse nella prossima legge di stabilità e il giusto ascolto. Si parta dalla riapertura delle GaE per evitare le cattedre deserte al momento delle convocazioni per le immissioni in ruolo, e la stabilizzazione di Ata, docenti di sostegno e con 36 mesi. Secondo il vicepresidente del Consiglio, l’on. Luigi Di Maio, avrebbe preso il via il cambiamento politico atteso da anni. E il cambiamento riguarderebbe anche l’Istruzione. Anche se, ha scritto in queste ore il vice-premier e ministro del Lavoro, “c’è ancora tanto da fare per la sanità (dobbiamo togliere i manager nominati dalla politica), per la scuola (smantellare la “buona scuola” a partire dalle classi pollaio e assumere più insegnanti)”.
Se si valutano le cose fatte dal Governo giallo-verde per la scuola, Anief ammette che un nuovo cammino è iniziato, ma alcune decisioni non accompagnate dalle misure necessarie segnalate si sono rivelate, persino, controproducenti.
L’abolizione del limite al numero massimo di supplenze, ad esempio unita alla cancellazione del FIT e dei concorsi riservati ai precari con 36 mesi, elimina ogni possibilità di assunzione nei ruoli dei supplenti che da anni sono stati chiamati dallo Stato e quella formazione iniziale che aveva anche garantito una migliore qualità della didattica. Basterebbe ridurre ad un anno la formazione iniziale e il reclutamento, piuttosto che ritornare ai vecchi concorsi, organizzare nuovi corsi universitari abilitanti e riaprire le GaE col doppio canale di reclutamento. Senza questa soluzione, sempre più cattedre rimarranno scoperte durante le convocazioni, mentre sempre più precari subiranno l’abuso dei contratti e ricorreranno contro quello Stato che li chiama ma non li assume.
L’aumento di 2 mila posti al tempo pieno e di 400 posti di strumento musicale, dovuti al commissariamento del Miur ottenuto dall’Anief, la fine dei servizi esternalizzati e degli ambiti territoriali sono tutti segni di una svolta che richiede maggiore coraggio e una ferma determinazione a rivisitare i criteri di formazione degli organici e delle classi. Per farlo ci vogliono le opportune risorse finanziarie, come già segnalato dal centro studi della Camera sulla proposta di legge presentata sulle classi pollaio. E poi non bisogna dimenticare che servirebbero 40 mila posti in più per allineare le regioni del Sud a quelle del Nord sul tempo pieno, e altrettanti per stabilizzare sia il personale Ata sia il personale docente su posti di sostegno in deroga. La verità imporrebbe una rivisitazione dell’organico di fatto per adeguarsi a quello di diritto e il ripristino del tempo scuola tagliato in ogni ordine e grado. Viviamo in uno Stato che si preoccupa di vaccinare un bambino su quattro che va nella scuola dell’infanzia, ma non di garantire il diritto allo studio agli altre tre che rimangono a casa. Per non parlare della giusta introduzione dell’attività motoria nella scuola primaria a cui deve seguire necessariamente il ripristino della didattica modulare e della presenza del docente specialista in lingua inglese.
Secondo Marcello Pacifico, “il progetto del Movimento 5 Stelle di occuparsi del problema dell’alto numero di studenti per classe va preso necessariamente sul serio. Noi, come sindacato che tutela i lavoratori della scuola e tiene alla corretta formazione degli alunni, non possiamo che rallegrarci per questo disegno di legge. C’è però bisogno di approvarlo in fretta, insieme alla riapertura delle GaE per tutto il personale abilitato e dei corsi annuali universitari e di tirocinio per i docenti con 36 mesi di servizio”, conclude il sindacalista.

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Scuola: Stop classi pollaio e maestro unico

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Le modifiche sono state chieste alla Commissione Bilancio della Camera che lo sta valutando in queste ore: si tratta di interventi e misure volti a diminuire gradualmente di un punto il rapporto alunni-docente; di assicurare la continuità didattica degli insegnanti specializzati nell’insegnamento agli alunni disabili, superando le illegittime supplenze annuali fino al 30 giugno; di ripristinare l’insegnamento per moduli. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal: sono disposizioni indispensabili per migliorare l’attività didattica che si attua nelle nostre aule. Dai parlamentari del governo del Cambiamento, ci aspettiamo interesse per tali emendamenti e per questo chiediamo loro di prenderli in considerazione per l’inserimento nella manovra economica.

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Scuola: Anief lancia operazione verità su organici personale e classi pollaio

Posted by fidest press agency su domenica, 14 ottobre 2018

Per rispondere all’inerzia dell’amministrazione scolastica su temi centrali per la qualità dell’istruzione pubblica, il giovane sindacato rompe gli indugi: avvalendosi delle rappresentanze sindacali elette in occasione delle ultime elezioni Rsu, svolte la scorsa primavera, che hanno portato l’Anief alla rappresentatività nazionale, prossima alla ratifica da parte dell’Aran, saranno direttamente i lavoratori, docenti e Ata a scoprire le carte sugli organici finti che si continuano a perpetrare al solo scopo di risparmiare sui mesi estivi e sulle ricostruzioni di carriera, a dispetto anche dell’orientamento dei giudici. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché se dovesse passare il disegno di legge annunciato dalla Lega sulla stabilizzazione dei precari storici, diventerà cruciale l’avere o il non avere lavorato su cattedre libere, oltre che vedersi riconosciuti due mesi in più l’anno ai fini del posizionamento nelle graduatorie pre-ruolo che si andranno a costituire.

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Scuola – Classi pollaio, bene ha fatto Bussetti a risolvere il caso dei 39 alunni di Todi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

Con un annuncio su Facebook, arriva immediata la risposta risolutiva del Ministro dell’Istruzione alle proteste formulate dal presidente del Consiglio d’Istituto di un liceo di Todi, dove l’Ufficio scolastico non ne voleva sapere a sdoppiare una classe con un altissimo numero di alunni, di cui uno anche disabile, e che il giovane sindacato ha pubblicamente denunciato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): A nome dell’Anief mi impegno, dal prossimo anno scolastico, appena certificata la rappresentatività, a far partire l’operazione verità sugli organici attraverso i nostri delegati territoriali nelle regioni e nelle scuole: vogliamo conoscere, nei dettagli, il numero dei posti vacanti e disponibili collocati in organico di fatto, così come vigilare per il rispetto delle regole sulla formazione delle classi in base ai parametri di legge, specie in presenza di alunni disabili. Nel frattempo siamo certamente felici che il clamore mediatico da noi sollevato abbia convinto l’amministrazione a sdoppiare una classe di 39 alunni in Umbria. Da settembre, ogni nostra RSU eletta o TAS vigilerà in base a un formulario che riceverà sulla corretta formazione delle classi, mentre i delegati provinciali e regionali denunceranno qualsiasi tentativo di ‘finzione’ sulla formazione dell’organico di diritto, laddove su posti senza titolare saranno conferite delle supplenze al posto delle immissioni in ruolo o dei trasferimenti. È questa la nostra linea sindacale che ci ha portati alla rappresentatività e che d’ora in avanti non farà sconti a nessuno. Vogliamo cambiare la scuola e per farlo bisogna essere accorti e determinati, cominciando a porre fine a un fenomeno, quello delle precarietà forzata, nato come straordinario e diventato con il tempo un sistema ordinario.

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Scuola – Classi pollaio: nemmeno il nuovo governo le cancella

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

A denunciarlo è il presidente del Consiglio d’Istituto, della scuola umbra, il quale ha deciso di rivolgersi al Ministro Marco Bussetti addebitando l’incredibile “decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria che, applicando la normativa in essere, non ha previsto lo sdoppiamento della prima classe del Liceo Scientifico nonostante i 39 ragazzi iscritti di cui uno diversamente abile con sostegno”. Eppure a pagina 41 del Contratto di governo M5S-Lega, c’era scritto: “In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. ‘Buona Scuola’, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per consentire un necessario cambio di rotta, intervenendo sul fenomeno delle cd. ‘classi pollaio’”. Come si intenda superare tale linea di tendenza, ignobile per un paese che si qualifica tra i più avanzati al mondo, non è ancora però noto. Come fa pensare il fatto che tra le linee programmatiche presentate dieci giorni fa dallo stesso Ministro dell’Istruzione non vi sia traccia né indicazioni indirette che intendano fermare questo malcostume dell’alto numero di alunni concentrati nella stessa classe. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quanto si sta realizzando è purtroppo in piena sintonia con quello che è accaduto negli ultimi dieci anni, con i tagli imposti a partire dalla Legge Berlusconi-Gelmini 133/08. Sorprende, però, che a rendersi artefice di tale conferma sia lo stesso Movimento 5 Stelle, autore in passato di diverse battaglie e interpellanze parlamentari portate avanti proprio per trovare soluzione al problema delle classi pollaio. Il problema, come ha fatto più volte osservare il M5S, non è solo di organici da ridurre all’osso, quindi di risparmi, perché con meno classi servono meno docenti, Ata, scuole e dirigenti: a destare preoccupazione sono le conseguenze. Comporre una classe con così tanti alunni è di una gravità estrema. Perché in un colpo solo si vanno a minare il diritto allo studio (non è possibile fare lezione a 39 alunni nello stesso momento), il diritto alla sicurezza (in un’aula o laboratorio ci sono dei precisi vincoli legislativi che armonizzano i metri quadri a disposizione di ogni allievo con quelli dello spazio circostante), i limiti numerici normativi in presenza di alunni disabili (20 alunni per classe in caso di disabilità grave e 25 alunni se lieve). Per non parlare dei problemi di sovraccarico di lavoro che debbono affrontare i docenti impegnati nel seguire contemporaneamente così tanti alunni. Non possiamo tollerare che si riparti per un altro anno in queste condizioni. Quanto sta accadendo a Todi non è tollerabile, nemmeno fosse l’unico caso in Italia.

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Si allarga il fronte contro liceo breve e classi pollaio

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Anche le altre organizzazione sindacali sposano le cause di Anief che denunciano le operazioni di riforma della scuola anti-didattiche e tese solo verso il risparmio pubblico sulla pelle degli studenti e del personale: nel corso dell’assemblea costituente, la Flc-Cgil si proclama anch’essa contro riduzioni del percorso formativo ridotto a quattro anni della scuola superiore di secondo grado e l’alto numero di alunni per classe. Inoltre, l’organizzazione Confederale si dice a favore del rinnovamento del modello alternanza scuola-lavoro, piegata alle pressioni del sistema produttivo, e della rivisitazione del sistema scolastico 0-6 anni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Siamo contenti di essere stati i primogeniti di certe proposte. Ora, speriamo davvero che tutto ciò non si riveli solo propaganda elettorale. Lo scetticismo è lecito, perché è curioso che solo adesso, dopo aver voltato a lungo le spalle ai lavoratori della scuola, firmando anche un contratto davvero inadeguato lo scorso 9 febbraio all’Aran, ci si ricordi di alzare la voce e rivendicare quello che l’Anief ha denunciato in tempi non sospetti. Per questo, chiediamo a tutti i docenti e Ata di votare per il nostro sindacato, in occasione delle Rsu di aprile, sempre in prima linea a loro fianco, in piazza, come venerdì scorso, a scioperare per una scuola giusta, affinché il diritto entri nelle nostre aule.

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