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Posts Tagged ‘ungherese’

Incontro con lo scrittore ungherese László Darvasi

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Roma Giovedì 23 gennaio p.v. alle ore 18.00 presso la Biblioteca dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà l’incontro con lo scrittore ungherese László Darvasi, in occasione della pubblicazione in italiano di una sua raccolta di racconti brevi (Isten. Haza. Csal) dal titolo Mattina d’inverno con cadavere (Il Saggiatore, 2019 – traduzione a cura di Dóra Várnai). László Darvasi è un poeta, romanziere e giornalista ungherese. Scrive per la rivista “Élet és Irodalom” («Vita e letteratura») e ha avuto svariati riconoscimenti, tra cui il premio Sándor Márai nel 2008. Dal 2011 è membro dell’Accademia Letteraria Digitale, l’archivio online dei più importanti scrittori moderni e contemporanei ungheresi. È uno degli autori più importanti del panorama letterario ungherese contemporaneo.”Mattina d’inverno con cadavere” è l’opera con cui László Darvasi si presenta in Italia: una raccolta di racconti legati da fili invisibili eppure tenacissimi, in cui il realismo magico di Kafka e la melancolia di Krasznahorkai rinascono sotto l’infausta e sempiterna stella polare della putredine quotidiana. Darvasi fa sua la lezione dei maestri mitteleuropei e pone il lettore di fronte a un male che non ha forma né volto né contorno, a un orrore che non può essere separato dalla banalità di una giornata qualsiasi, a un ingranaggio di noia e odio dell’umanità verso se stessa che nessuno strumento può disinnescare Dialoga con l’autore: Cinzia Franchi
L’evento viene organizzato nell’ambito del progetto “Europa in circolo. Incontri con scrittori europei contemporanei”, ideato dall’Associazione degli istituti culturali europei (EUNIC) e giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

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Transizione: la scomparsa della cultura contadina ungherese

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Roma 10 aprile – 2 giugno 2019 Inaugurazione 9 aprile 2019, ore 18.00 Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio,1/b. Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00 La biglietteria chiude alle ore 19.0024 e 31 dicembre 10.00 – 14.00 Chiuso lunedì (ad eccezione di lunedì 22 aprile 2019, giorno di Pasquetta in cui il museo darà aperto al pubblico), 25 dicembre , 1 gennaio e 1 maggio.Tariffe non residenti: Intero: € 6,00 Ridotto: € 5,00 Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Considerato una delle personalità più significative della fotografia contemporanea ungherese, Péter Korniss approda a Roma con la mostra intitolata Transizione in programma al Museo di Roma in Trastevere dal 10 aprile al 2 giugno. L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata di Ungheria, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, arriva a due anni di distanza dall’ottantesimo compleanno del fotografo e dalla retrospettiva monumentale a lui dedicata dalla Galleria Nazionale Ungherese.
La mostra curata da Krisztina Kovács, direttore della Galleria Várfok di Budapest, si concentra principalmente sulla scomparsa della cultura contadina tradizionale nell’Europa orientale e si compone delle più emblematiche fotografie realizzate dall’artista nella sua lunga carriera. Dai suoi prima scatti del villaggio transilvano Sic, realizzate nel 1967, alla più recente e concettuale serie Guest Worker Women a Budapest (2014-17), Korniss ha rappresentato con occhio attento i cambiamenti e i segni irreversibili che la globalizzazione ha lasciato sulla cultura e sulla vita familiare delle comunità dei villaggi rurali. Divisa in quattro sezioni, allestite in ordine cronologico, la mostra vuole mettere in risalto lo sforzo coerente e il lavoro coscienzioso che hanno caratterizzato la carriera di Korniss per cinquanta anni, sottolineando al contempo la sua forte sensibilità fotografica, costantemente ravvivata e rinnovata nel tempo. Si comincia con la sezione del chiostro in cui prende vita il primo capitolo della mostra dal titolo Il passato 1967 – 1978, per poi proseguire con la seconda parte intitolata Transizione 1989 – 2016. Il terzo capitolo, invece, è dedicato completamente alla nota serie The Guest Worker, incentrata sulla vita dei pendolari. Queste opere, realizzate tra il 1979 e il 1988, sono ormai pietre miliari della fotografia – come la celebre immagine degli Armadietti per alimenti degli operai – la cui potenza espressiva offre ancora oggi spunti validi per gli artisti contemporanei ungheresi. L’esposizione si conclude poi con la quarta e ultima parte dal titolo Guest Worker Women a Budapest 2012 – 2015, con le fotografie più recenti dell’artista dedicate alle donne transilvane provenienti da Szék, che lavorano a Budapest indossando ancora oggi gli abiti tradizionali rossi.
Korniss ha lavorato come fotoreporter per la stampa ungherese così come per altre riviste internazionali, tra cui il National Geographic, GEO Magazine, Airone, Fortune e Forbes. Dal 1977 è stato membro della giuria del World Press Photo per tre anni.

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Musica folk ungherese

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

Roma Martedì 19 febbraio p.v. alle ore 19.00 presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) si terrà il concerto Uccello di fuoco. Ballate e canzoni arcaiche dalla Transilvania e Moldavia, con la partecipazione di Ibolya Páll (canto, cobza, cacciapensieri e zampogna).
Il concerto prevede l’esecuzione di una selezione di ballate popolari e di canzoni arcaiche che rappresentano in modo autentico i motivi ed i simboli originali della musica folk ungherese. Ingresso gratuito.

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Serata in omaggio al noto scrittore e filosofo ungherese Béla Hamvas

Posted by fidest press agency su martedì, 22 maggio 2018

Roma Mercoledì 30 maggio p.v. presso l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) alle ore 19.00 si terrà una Serata in omaggio al noto scrittore e filosofo ungherese Béla Hamvas (1897-1968) , in occasione del cinquantenario della sua morte.
Nell’ambito della serata organizzata in collaborazione con il Comune di Balatonfüred, verrà presentato il volume Alberi di Béla Hamvas (Editio M, traduzione di Claudio Mutti) da Géza Szőcs poeta, Presidente del PEN Club Ungherese e Tommaso Kemény, poeta, traduttore. Lettura a cura di Carla Romanelli. All’evento seguirà un breve concerto del noto chitarrista ungherese Ferenc Snétberger.
La commemorazione alle ore 20.00 proseguirà sul Piano Nobile del Palazzo Falconieri con l’inaugurazione di due mostre :I nostri amici, gli alberi – Hamvas e Hollán – grafiche di Sándor Hollán e Gli alberi eroici – fotografie di Zsolt Számódy.

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Mostra d’arte contemporanea ungherese a cura di Krisztina Szipőcs

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

Accademia d'Ungheria in RomaRoma 17 maggio – 11 giugno 2017 Inaugurazione: 17 maggio 2017, ore 19.30 (nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì 10.00-19.30, sabato-domenica 10.00-13.00, 14.00-18.00.) Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) mostra d’arte contemporanea ungherese a cura di Krisztina Szipőcs. L’Accademia d’Ungheria ospiterà la mostra d’arte contemporanea METTICI LA FACCIA! Artisti critici in Ungheria dagli anni Sessanta ad oggi. L’esposizione, proveniente dal Ludwig Museum – Museo di arte contemporanea di Budapest (curatore della partecipazione ungherese alla Biennale di Venezia) comprende n.41 opere di n.20 artisti, quali figure emblematiche della controcultura del suddetto periodo. Tra gli artisti ricordiamo András Baranyay, Balázs Beöthy, Ákos Birkás, Imre Bukta, István Csákány, Attila Csörgő (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), Gábor Gerhes, Gyula Gulyás, Tibor Gyenis, Tibor Hajas (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), László Haris, Judit Kele, Katalin Ladik (Lennon Ono Grant for Peace, 2016), Csaba Nemes, Sándor Pinczehelyi, Société Réaliste, János Sugár, Bálint Szombathy, Gyula Várnai (Padiglione dell’Ungheria, Biennale di Venezia 2017). In Ungheria verso la fine degli anni ’60 emergono dei giovani artisti che indipendentemente dalla politica artistica ufficiale, si ingegnano a creare delle opere all’insegna della libertà artistica e della modernità. All’inizio degli anni ’70 la critica verso il sistema politico di allora oramai non si limita solo ad una questione di stile, bensì viene estesa anche all’uso di simboli e gesti.
Le opere concettuali, basate su riproduzioni fotografiche, le numerosi azioni artistiche e performance mettono in discussione non solo tutti i topos ideologici e formali ben noti, ma anche l’intero apparato socio- politico, evidenziando il ruolo del pubblico e dei mass media. I cambiamenti socio-politici del dopo 1989 comportano nei paesi dell’Europa Centro-Orientale la moda di vecchi e nuovi insegnamenti, ideologie che spaziano dall’individualismo e dal consumismo al nazionalismo rinascente e alla religiosità.
Numerosi membri della nuova generazione di artisti del dopo ’89 si sono interessati al ruolo dell’arte e dell’artista, al rapporto esistente tra vita e arte, a questioni quali l’identità sessuale, nazionale e religiosa. Il periodo in oggetto è stato caratterizzato dalla pluralità, dalla concezione intermediale, dal pensiero concettuale, dall’ulteriore espandersi dei video e delle foto. Oggigiorno l’effetto della crisi si fa sentire sempre di più ed evoca in numerosi artisti nuove forme di attivismo e del pensiero critico. Nelle opere di questi ultimi appaiono delle referenze socio-storiche che aiutano a comprendere meglio il presente. Il visitatore attraverso la selezione delle opere provenienti dalla collezione del Museo Ludwig – Museo di arte contemporanea di Budapest – innanzitutto, fotografie e altre opere multimediali – avrà modo di conoscere non solo l’arte contemporanea ungherese ma anche il passato recente dell’Ungheria, il cambiamento delle ideologie che penetrano il quotidiano e l’arte.

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169° anniversario della Rivoluzione ungherese del 1848

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 marzo 2017

ungheriaRoma il 15 marzo 2017 l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri, via Giulia 1) ha previsto una serie di iniziative in occasione del 169° anniversario della Rivoluzione ungherese del 1848.
Il primo evento in programma, sarà la deposizione di una corona d’alloro al busto di István Türr, eroe ungherese del Risorgimento italiano, uno dei partecipanti alla spedizione dei Mille di Garibaldi. La cerimonia prevista per le ore 17.00 di mercoledì 15 marzo lungo la Passeggiata del Gianicolo, si svolgerà in collaborazione con l’Ambasciata d’Ungheria presso il Quirinale e l’Ambasciata di Ungheria presso la Santa Sede. Indirizzi di saluto a cura di S.E. l’Ambasciatore di Ungheria, Péter Paczolay.
Alle ore 20.30 si proseguirà presso la Sala Liszt dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri–Via Giulia, 1) con il concerto del Trio Energico.
Interpreti: Csenge Ilosfai (violino), Eszter Mády-Szabó (violoncello), Mónika Ruth Vida (pianoforte).
Il gruppo si è formato nel 2015 presso l’ambiente dell’Accademia di Musica Ferenc Liszt di Budapest. I membri del trio sono legati oltre che dall’amicizia anche dall’amore per la musica da camera. Il Trio Energico sin dalla sua formazione ha vinto diversi premi, si è esibito in vari contesti tra cui: il Palazzo delle Arti di Budapest, l’Accademia di Musica Ferenc Liszt, la Sala Marmo della Radio Ungherese di Stato/Radio Bartók, l’Expo di Milano, tournée a Venezia e a Padova. Nel 2016 si è esbito su invito negli Stati Uniti insieme al Shanghai Quartet.

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Mostra del pittore ungherese Premio Munkácsy János Bozsó Paesaggi – sentimenti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2017

janos-bozsoRoma, 24 Febbraio -19 Marzo 2016 Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) PREVIEW STAMPA 24 febbraio 2017, ore 11.00-14.00 INAUGURAZIONE 24 febbraio 2017, ore 19.30.
La pittura di János Bozsó pittore Premio Munkácsy (1922-1998), si collega con mille fili al paesaggio ungherese, in particolare a quello della grande pianura ungherese (Alföld), quale luogo di nascita dell’artista. Il perenne desiderio di libertà del pittore sembra che abbia trovato la sua massima espressione proprio lì, tra gli orizzonti senza fine. I suoi quadri espressivi, tracciati rigorosamente a colori pieni sono innanzitutto di ispirazione emotiva e trasmettono i vari stati d’animo del loro autore. La vita e l’opera dell’artista sono determinate dalla presenza continua del contrasto tra luce ed ombra. Nelle opere del pittore appaiono regolarmente la gioia della luce del Sole che spiazza tutto, gli alberi che si dissolvono nella nebbia, l’estasi silenziosa dell’ondeggiare delle rive, la melanconia delle ombre blu minacciose. Durante i suoi viaggi in Europa, Bozsó si soffermò in circa dieci paesi, tra cui anche l’Italia, per effettuare delle ricerche circa l’atmosfera locale e l’ambientazione inconfondibile. Le opere di Bozsó oggi sono custodite sia in Ungheria sia all’estero presso musei e collezioni private. Il pubblico ha avuto modo di ammirare le sue mostre in varie parti del mondo, dagli Stati Uniti fino al Giappone. La sua collezione privata più importante, di genere folk e d’arte applicata, venne donata da lui stesso alla propria città natale, a Kecskemét. Difatti visitare la collezione Bozsó a Kecskemét resta una meta da non mancare assolutamente per tutti coloro che si recono nella città. La mostra – che comprende 50 opere di piccola e media dimensione e a cura di Pál Németh – è promossa dall’Accademia d’Ungheria in Roma, dall’Ambasciata di Ungheria Roma, dall’Asssociazione Vàrosok és Falvak e dalla Collezione Bozsó di Kecskemét.
All’inaugurazione della mostra alle 20.30 seguirà il concerto della pianista ungherese Krisztina Fejes. In programma: L.van Beethoven: Sonata n.31, op.110; F.Liszt: Aux Cyprés de la Villa d’Este, Thrénodie II.; F.Liszt: Sonetto 123 del Petrarca, I’vidi in terra angelici costumi; F.Liszt: Napoli e Venezia (Gondoliera – Canzone – Tarantella); Z.Kodály: Balli da Marosszék.Ingresso gratuito. (foto: János Bozsó)

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Proiezione film ungherese Parcheggio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

parcheggioRoma lunedì 14 novembre 2016, presso l’Accademia di Romania (Piazza José de San Martin, 1.) si terrà la proiezione del film Parcheggio di Bence Miklauzic in lingua ungherese con sottotitoli in italiano. Parcheggio (Ungheria 2014, film artistico, digitale, 91 min)Regista: Bence MiklauzicSceneggiatura: Bálint Hegedűs, Ferenc Lengyel, Bence Miklauzic Direttore della fotografia: Márton MiklauzicMontaggio: Judit Czakó Musica: Zsolt Hammer, Ádám Jávor Produttore: Iván Angelusz, Péter Reich Attori: Ferenc Lengyel, Tibor Szervét, Lia Pokorny, Zoltán Rajkai.
Il Parcheggio è situato nella giungla dei casamenti di Budapest, in una parcella vuota, gestito dal ”Legionario” che ha costruito il suo piccolo impero all’ombra dei muri maestri. Egli vive tutto l’anno in una roulotte e persegue un unico obiettivo: impedire che il mondo esterno invada la sua isola di pace, l’unico posto dove egli si sente a casa. Un giorno però arriva un cliente, Imre, un uomo d’affari ricco ma solitario, che sta cercando un posto al sicuro per la sua Ford Mustang del 1965. La caratteristica di questo parcheggio è che tutti i clienti possono parcheggiare laddove si sentono ispirati, eccetto il posto protetto da una tettoia, dove il ”Legionario” non permette a nessuno di parcheggiare. Imre però si sente ispirato proprio da quel posto. Il ”Legionario” non è disposto a svelare il motivo perchè la Ford non può sostare là, Imre invece non accetta che un semplice custode di parcheggio lo contraddica. Ha inizio un duello vivace e pieno di sorprese che pian piano svela la fragilità dei due sfidanti solitari…

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Al via Presidenza ungherese dell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

È all’Ungheria che spetterà il compito di sostenere e canalizzare lo slancio dell’Unione europea nel primo semestre del 2011 *  Di fronte alle sfide a breve e a lungo termine, la presidenza ungherese del Consiglio dell’Unione europea potrà contare sul sostegno degli enti regionali e locali europei * “Al di là degli obiettivi di competitività non bisogna perdere di vista gli obiettivi tradizionali della coesione, che privilegiano la solidarietà”: questo il messaggio di Tamás Fellegi, ministro dello Sviluppo nazionale, che illustra qui di seguito le sue priorità per il prossimo semestre * Mentre l’Europa sta lentamente uscendo dalla crisi economica, l’UE inizia a discutere di riforme politiche in vista dei nuovi dibattiti sul bilancio * L’Ungheria assumerà quindi la presidenza in una fase cruciale per l’Europa, in cui sono in discussione le sue priorità tanto a breve quanto a lungo termine A Quali sono gli obiettivi della presidenza ungherese, data l’importanza fondamentale di queste due tematiche? * Tamás Fellegi: “Sono indubbiamente i due settori in cui l’Ungheria si dovrà impegnare al massimo * Anche se la crisi e i suoi effetti stanno – forse – iniziando ad attenuarsi, dal punto di vista dell’attuazione della strategia Europa 2020 il prossimo anno sarà fondamentale * Entro il mese di aprile 2011, infatti, dovranno essere definiti gli obiettivi nazionali collegati alle principali priorità della strategia * Per l’Ungheria vorremmo fissare degli obiettivi che siano al tempo stesso ambiziosi e realistici, e che godano di un ampio sostegno * L’Ungheria ha sempre sottolineato l’importanza fondamentale della coesione tra le regioni per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020 * La politica di coesione è uno strumento che promuove l’aumento della competitività nelle regioni tenendo conto tanto delle esigenze e delle possibilità di sviluppo delle singole regioni quanto degli obiettivi strategici dell’UE * Questa politica potrebbe quindi risultare estremamente efficace per realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020, ma non è certo l’unica * Nel contempo è importante che la politica di coesione non si limiti soltanto all’attuazione degli obiettivi della strategia Europa 2020, poiché la gamma delle sue finalità e dei suoi strumenti è molto più diversificata. Noi consideriamo la politica di coesione come una politica di sviluppo integrata a pieno titolo – oltre agli obiettivi in materia di competitività, infatti, non bisogna dimenticare i tradizionali obiettivi della coesione, incentrati sulla solidarietà * È per questo motivo che, a mio parere, attuare la strategia Europa 2020 in modo diversificato – ossia tenendo presente il livello di sviluppo di ciascuna regione insieme alle diverse situazioni di partenza, esigenze e possibilità – costituisce un’importante questione di principio”. (fonte J Buongiornoimpresa)

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