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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘legge’

Legge libro – Levi (AIE): “Questa legge così non funziona”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Difesa dei lettori, dei consumatori, delle famiglie, dei giovani. Detrazioni fiscali per l’acquisto dei libri. Conferma del Bonus Cultura. Queste le richieste urgenti dell’Associazione Italiana degli Editori (AIE) all’approvazione della nuova legge sul libro da parte della Camera.“Questa legge così non funziona – ha sottolineato il presidente Ricardo Franco Levi, a nome di tutto il Comitato di Presidenza, riunito sul tema -. Giusti gli obiettivi, ma mancano le risorse e si colpiscono lettori e consumatori. Verranno sottratti dalle tasche delle famiglie almeno 70 milioni di euro”.“All’approvazione da parte della Camera dei deputati del progetto di legge che ha per oggetto “la promozione e il sostegno della lettura” rispondiamo che condividiamo con passione questo obiettivo, che sosteniamo ogni sforzo in questa direzione – ha proseguito Levi -. Ma dove sono i fondi necessari per tradurlo in pratica? Apprezziamo che per la prima volta ci sia un impianto complessivo per affrontare l’emergenza della lettura. Ma dove sono gli investimenti per evitare che tutto si traduca in una vuota promessa? Dove sono le risorse per le quali governo e Parlamento si erano impegnati sull’esempio di quanto già fatto per il cinema?”“E come – ha continuato il presidente AIE – aiutare i lettori, i consumatori, le famiglie, i giovani sui quali peseranno i limiti agli sconti sul prezzo dei libri e alle diverse facilitazioni all’acquisto? Come sostenere un settore che lungo tutta la catena del libro – dall’ideazione alla scrittura, alla produzione, alla distribuzione, fino alla vendita – produce cultura e lavoro per decine di migliaia di persone, che traduce in percorsi di vita professionale la creatività degli autori, ma che perderà percentuali importanti di fatturato per le restrizioni poste dal progetto di legge all’iniziativa delle imprese?”
“La discussione della legge passerà ora al Senato. Dal Parlamento e dal governo aspettiamo – ha concluso – un impegno forte per dare sostanza a un provvedimento che altrimenti resterà come un’occasione gravemente perduta per un’Italia che ha disperatamente bisogno di più lettura, più conoscenza, più sapere”.

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I sindacati militari al governo: la legge sul sindacato dei militari va approvata in fretta

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Dopo la bagarre in Commissione Affari Costituzionali sul decreto sicurezza bis e l’ennesimo tentativo di Salvini di far passare la Lega come l’unico partito pro “Forze dell’ordine”, anche Luigi Di Maio esce allo scoperto sul terreno della sicurezza, accusando l’alleato di Governo di aver rallentato e boicottato la legge sul sindacato dei militari fortemente voluta dai 5S. Acquisiamo con favore la presa di posizione del leader politico dei 5S, ma ora basta teatrini, basta annunci, basta propaganda, la maggioranza ci faccia capire se sta dalla parte dei militari e della Costituzione.Quella legge va migliorata, e non solo sotto il profilo della competenza del giudice del lavoro per le controversie in materia di comportamento antisindacale, ma anche sotto altri fondamentali profili, quali, ad esempio, l’aberrazione del 3% di rappresentatività per ogni singola categoria, la mancata competenza dei sindacati in materia di articolazione dell’orario di servizio, l’assenza di contrattazione di II livello. Quella legge va migliorata e approvata in fretta. E’ inaccettabile il fatto che si stia portando avanti un correttivo al riordino o, peggio, che si apra il tavolo per il rinnovo del contratto, peraltro con risorse ridicole, senza il coinvolgimento dei sindacati dei militari e con una rappresentanza militare con poteri limitati e, di fatto, già delegittimata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 120.

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Modificare la legge su formazione specialistica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

“Gli specializzandi non possono essere assunti nel SSN sic et simpliciter, ma devono prima acquisire la loro autonomia nelle attività specialistiche all’interno delle strutture universitarie, sotto il controllo di tutor adeguati; solo se ritenuti idonei dalla propria scuola, potranno lavorare nelle strutture del SSN sottoscrivendo apposita convenzione con l’università”.Lo dichiara Paola Frassinetti, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Cultura e Istruzione della Camera ricordando al Ministro della Salute Grillo che “i medici specialisti in formazione hanno un percorso formativo obbligato la cui responsabilità è esclusivamente universitaria”. “In quest’ottica – conclude il deputato di FDI – si rende urgente modificare la legge sulla formazione specialistica, che è stata interpretata dai TAR in modo diverso da regione a regione, permettendo agli specializzandi, seppur sotto la responsabilità di tutor adeguati, di compiere in autonomia crescente tutte le attività specialistiche, compresa l’attività di guardia, ambulatoriale e chirurgica”

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“In merito alla legge sulle autonomie penso sia incostituzionale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Lo dichiara Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi: L’articolo 116 della Costituzione – soggiunge -dà la possibilità, è vero, di concordare nuove competenze alle Regioni, ma con una riserva di legge. Questo vuol dire che la richiesta va normata con una legge che dica in maniera chiara cosa deve accadere senza differenze tra cittadini e aree” – ha commentato il vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, Fabio Rampelli, a margine della presentazione di un nuovo consigliere di Fratelli d’Italia, Riccardo Graceffa, nel IX Municipio di Roma. “Vogliono partire da tre Regioni del Nord e non ci sentiamo affatto rassicurati dal fatto che ci dicono che ci sono altre Regioni che stanno chiedendo l’autonomia. Non la Lombardia. Non il Veneto. E nemmeno l’Emilia Romagna. La prima emergenza, se si parla di autonomie differenziate, è Roma Capitale – prosegue Rampelli. Basterebbe che il Governo nazionale all’interno del quale c’è il Movimento 5 Stelle, che esprime la Raggi come sindaco di Roma, e la Lega, che esprime il ministro degli Interni, si concentrassero sulla città e Roma potrebbe vedere risolti i suoi problemi in 5 anni. Tutti. E’ inaccettabile che la Capitale d’Italia venga trattata in questa maniera. Oggi, anche i più critici, sembrano tutti sostenitori postumi della Capitale, ma questo è un tema che Fdi cavalca da lungo tempo. Il ministro degli Interni potrebbe portare 2.000 nuovi agenti a Roma, cosa che non viene fatta. Realizzare commissariati nelle periferie e nelle borgate, cosa che non viene fatta. Infine potrebbe intervenire sui campi nomadi, che sono nella gestione del Comune ma che sono di competenza anche sua viso che all’interno degli insediamenti vengono commessi reati come i roghi tossici. E nemmeno questo viene fatto. Alla Capitale d’Italia mancano visione, poteri e trasferimenti economici ed è quindi paragonabile a qualsiasi altro Comune italiano quando invece dovrebbe essere equiparata alle altre capitali europee”.

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“Legge sulla legittima difesa troppo debole”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

“La legge sulla legittima difesa, seppur rappresenti un primo passo, è fin troppo debole, non essendo l’optimum che abbiamo richiesto e che le nostre proposte di legge volevano interpretare. Rischia di avere gli stessi limiti di quella precedente, perché ripropone i due principali problemi: ti puoi difendere ma la tua difesa deve essere commisurata all’offesa, lasciando ampio margine al giudice.
Fratelli d’Italia è da sempre al fianco delle vittime della giustizia “ingiusta”, soprattutto per chi si è difeso in situazione di pericolo. Fra un ladro che entra in casa e il cittadino che si difende, saremo sempre con il cittadino che voleva solo proteggere la propria famiglia.” È quanto dichiarano in una nota Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia per il collegio Roma Centro, e Paola Radaelli, presidente dell’Unione Nazionale Vittime (Unavi) e candidata per Fratelli d’Italia alle elezioni europee nel collegio Nord-Ovest.

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Una legge a tutela del mare

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Marevivo accoglie positivamente l’approvazione del disegno di legge Salvamare che aveva già richiesto da tempo e che consente ai pescatori di riportare a terra i rifiuti solidi marini che accidentalmente raccolgono durante l’attività di pesca.Proprio su questo argomento Marevivo e Fondazione Cetacea avevano lanciato una petizione su Change.org, che ha ottenuto 200.000 firme, per chiedere di colmare questo vuoto legislativo e far in modo che i pescatori diventino sentinelle di mare.«Finora, a causa di diverse e contraddittorie normative, i rifiuti erano considerati rifiuti speciali e non rifiuti urbani – dichiara Raffaella Giugni, Responsabile relazioni istituzionali di Marevivo – , i pescatori non potevano riportarli a terra perché rischiavano una multa, così erano costretti a rigettarli in mare. E’ un passo importante per cominciare a ripulire il mare. Siamo sicuri che i pescatori collaboreranno se messi nelle condizioni di farlo perché ogni giorno più del 50% di quello che tirano su nelle reti sono rifiuti di plastica. Ci auguriamo solo che l’iter legislativo sia veloce e non subisca ritardi, già molti Comuni, si stanno organizzando per supportare questa attività perché il problema è molto grave e non c’è più tempo».«Sul divieto alla produzione di plastica monouso purtroppo bisogna ancora aspettare. Ci aspettiamo – continua Raffaella Giugni – che la legge venga completata al più presto. Nei mesi scorsi, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa aveva annunciato che i due temi, pescatori e monouso, sarebbero stati affrontati separatamente in attesa della pubblicazione della direttiva Ue. Ci auguriamo che l’Italia la recepisca al più presto, prima degli altri Paesi europei».

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“Salutiamo con favore la nuova legge in tema di legittima difesa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

“E’ stata approvata definitivamente in Senato. Una legge che, nel suo complesso, arriva in Italia a sottolineare un aspetto che riteniamo fondamentale, e cioè che le vittime devono essere tutelate e difese, anche da ogni peggiore conseguenza ingiusta che possa seguire a un’esperienza pesantissima come il dover subire un crimine che ne mette a rischio l’incolumità. Una legge che risponde alla grave recrudescenza criminale che ha visto, negli ultimi anni in particolare, una vera e propria degenerazione della violenza connessa ai reati predatori. Mettere le vittime al primo posto è un dovere, specialmente per sottrarle all’ulteriore calvario che, fino ad oggi, hanno dovuto troppo spesso sopportare quando hanno reagito difendendo i loro sacrosanti diritti. Non si tratta, come alcuni affermano in maniera strumentale, di abdicare alla funzione dello Stato di difendere i cittadini. Gli appartenenti alle Forze dell’ordine fanno tutto quanto possibile, a fronte e al di là di carenze e problematiche che li affliggono, e faranno sempre di più. Non si tratta di assegnare al cittadino il compito di assumersi il ruolo di chi rappresenta la legge, come gli operatori in divisa; bensì di tenerlo al riparo da insostenibili e crudeli ulteriori conseguenze nel caso in cui subisca una violenza che lo faccia temere per la propria incolumità o per quella dei suoi familiari, e metta in atto una difesa che, proprio per l’ingiustizia dell’abuso subito, è legittima. Non temiamo alcun rischio del cosiddetto ‘effetto far west’, perché l’italiano medio non ha alcuna ambizione da pistolero, né sarà consentito, come alcuni falsamente dicono, comportarsi da ‘giustizieri’. Questa nuova legge non consente di agire al di sopra delle norme che tutelano la vita anzi, tutt’altro, è concepita proprio per dare loro maggiore concretezza, garantendo maggiori rispetto per le vittime”. E’ quanto afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, nel giorno in cui il Senato ha dato il via libera definitivo al Ddl sulla legittima difesa.

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“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Sono trascorsi 20 anni dall’approvazione della Legge 68/1999 grazie alla quale il nostro Paese si dotava di uno strumento normativo volto a superare una visione esclusivamente assistenziale delle persone con disabilità e a porre le basi per una loro piena inclusione sociale. Oltre a fissare per i datori di lavoro, pubblici e privati, quote di assunzioni di lavoratori disabili e stabilire agevolazioni fiscali e contributive per le aziende virtuose, la legge 68/1999 prevedeva una serie di servizi di sostegno e di collocamento mirato per facilitarne l’attuazione.A vent’anni di distanza permangono non pochi ostacoli per la sua piena attuazione: il tasso di occupazione delle persone con disabilità è sempre rimasto di gran lunga inferiore rispetto allo standard dei lavoratori senza disabilità. Inoltre una delle principali riforme introdotte da quella legge, la formazione professionale, non si è rilevata strumento adeguato: in numerosi casi, infatti corsi, tirocini e stage, spesso, non hanno portato a uno sbocco lavorativo, avendo avuto il solo effetto di un avvicinamento al mondo del lavoro. In questo panorama, ricordando che la Legge 68/1999 è una vera e propria conquista di civiltà e rappresenta una legislazione avanzata a livello europeo, l’esperienza della Comunità di Sant’Egidio dimostra che è possibile realizzarla in modo compiuto. E’ il caso della “Trattoria degli Amici”, un ristorante nel cuore di Trastevere, che offre impiego stabile a 12 lavoratori con disabilità e, nel corso di 20 anni di attività, ha formato decine di professionisti della ristorazione (camerieri, aiuto-cuochi, sommelier) ora impiegati in diversi locali della Capitale e sostenuto, con la sua esperienza, iniziative analoghe in diverse città d’Italia. Un’iniziativa che dimostra come sia possibile valorizzare le persone con disabilità nelle loro capacità, anche professionali, in modo che possano contribuire con il proprio lavoro al benessere comune e creare una società davvero inclusiva.

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Il decreto semplificazione è legge

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

Il testo, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, snellirà talune procedure, anche riguardanti il mondo della scuola. Una nuova, che certamente renderà più semplice l’immissione in ruolo dei candidati al ruolo di dirigente scolastico del concorso in corso, è l’immissione in ruolo, per i quasi 3 mila vincitori, dal 1° settembre 2019.Altro punto importante, l’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento che sarà proposto quest’anno, senza alcuna proroga; infatti sarà possibile, per decine di migliaia di insegnanti non di ruolo, integrare i loro punteggi e cambiare provincia di collocazione, per agevolare la loro assunzione in località dove risultano posti disponibili. Il sindacato si è battuto affinché ciò accadesse, per far fronte al turn over che ci sarà in estate, oltre a riaccendere il doppio canale di reclutamento, poiché, in caso contrario, le immissioni in ruolo andranno nuovamente deserte anche quest’anno. Purtroppo sono stati respinti insensatamente anche gli altri emendamenti presentati da senatori dell’opposizione e richiesti da Anief tesi a riaprire le GaE, estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, stabilizzare i precari con 36 mesi e assumere tutti gli idonei dei precedenti concorsi.Altra buona notizia, non ci sarà il blocco quinquennale nei trasferimenti per tutti i doventi: Anief ha lottato affinché ciò non avvenisse; infatti il ministro Marco Bussetti voleva la sua introduzione nell’ottica di una continuità didattica che di fatto non si può assicurare per via della durata diversa dei cicli e dell’obbligo anagrafico scolastici. Ma non è tutto, poiché non potrebbe essere mantenuta dall’alto numero di precari chiamati su posti in organico di diritto, come per quelli di sostegno, dove 50 mila precari dovrebbero essere subito nominati in ruolo. Rimane pertanto il blocco per i docenti di sostegno e per i soli insegnati neo-assunti mentre continuano a rimanere esclusi dai trasferimenti gli assunti attraverso il FIT, nonostante alcuni emendamenti suggeriti da Anief che anzi avrebbero autorizzato pure una mobilità straordinaria sul 100% dei posti senza alcun vincolo e la frequenza di corsi on-line per facilitare i passaggi di ruolo con altre abilitazioni.Nessun intervento, nonostante l’annuncio del Governo al presidente della Consulta, di evitare il giudizio di legittimità sulla norma relativa all’ultimo corso-concorso riservato del 2015 e uno specifico emendamento a lungo accantonato proposto da diversi senatori dell’opposizione, su richiesta di Anief. La norma ha prodotto una disparità di trattamento nei confronti dei ricorrenti al bando del 2011, consentendo l’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici, previa procedura riservata, ai soli ricorrenti delle procedure concorsuali 2004 e 2006 e ai quei candidati che pure avevano ottenuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio alla data di entrata in vigore della legge 107/2015. Dunque non si è rispettato il principio di uguaglianza né salvaguardata la posizione dei dirigenti scolastici già assunti, rischiando ora di compromette gli interessi di tutti per una scelta fatta che la Corte Costituzionale potrebbe dichiarare incostituzionale, già il 2 aprile prossimo.

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Scuola: Decreto Semplificazioni diventa legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

In Gazzetta Ufficiale la legge 12 dell’11 febbraio 2018 di conversione del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione. Tra le novità l’immediata immissione in ruolo dei quasi tremila vincitori dell’attuale concorso a dirigenti scolastico. Evitata la proroga dell’aggiornamento delle GaE e il blocco quinquennale nei trasferimenti. Nessun intervento, nonostante l’annuncio del Governo al presidente della Consulta, per evitare il giudizio di legittimità sulla norma relativa all’ultimo corso-concorso riservato del 2015 e uno specifico emendamento a lungo accantonato proposto da diversi senatori dell’opposizione su richiesta di Anief.Il decreto semplificazione è legge: il testo, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, snellirà talune procedure, anche riguardanti il mondo della scuola. Una nuova, che certamente renderà più semplice l’immissione in ruolo dei candidati al ruolo di dirigente scolastico del concorso in corso, è l’immissione in ruolo, per i quasi 3 mila vincitori, dal 1° settembre 2019.
Altro punto importante, l’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento che sarà proposto quest’anno, senza alcuna proroga; infatti sarà possibile, per decine di migliaia di insegnanti non di ruolo, integrare i loro punteggi e cambiare provincia di collocazione, per agevolare la loro assunzione in località dove risultano posti disponibili. Il sindacato si è battuto affinché ciò accadesse, per far fronte al turn over che ci sarà in estate, oltre a riaccendere il doppio canale di reclutamento, poiché, in caso contrario, le immissioni in ruolo andranno nuovamente deserte anche quest’anno. Purtroppo sono stati respinti insensatamente anche gli altri emendamenti presentati da senatori dell’opposizione e richiesti da Anief tesi a riaprire le GaE, estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, stabilizzare i precari con 36 mesi e assumere tutti gli idonei dei precedenti concorsi.
Altra buona notizia, non ci sarà il blocco quinquennale nei trasferimenti per tutti i doventi: Anief ha lottato affinché ciò non avvenisse; infatti il ministro Marco Bussetti voleva la sua introduzione nell’ottica di una continuità didattica che di fatto non si può assicurare per via della durata diversa dei cicli e dell’obbligo anagrafico scolastici. Ma non è tutto, poiché non potrebbe essere mantenuta dall’alto numero di precari chiamati su posti in organico di diritto, come per quelli di sostegno, dove 50 mila precari dovrebbero essere subito nominati in ruolo. Rimane pertanto il blocco per i docenti di sostegno e per i soli insegnati neo-assunti mentre continuano a rimanere esclusi dai trasferimenti gli assunti attraverso il FIT, nonostante alcuni emendamenti suggeriti da Anief che anzi avrebbero autorizzato pure una mobilità straordinaria sul 100% dei posti senza alcun vincolo e la frequenza di corsi on-line per facilitare i passaggi di ruolo con altre abilitazioni.
Nessun intervento, nonostante l’annuncio del Governo al presidente della Consulta, di evitare il giudizio di legittimità sulla norma relativa all’ultimo corso-concorso riservato del 2015 e uno specifico emendamento a lungo accantonato proposto da diversi senatori dell’opposizione, su richiesta di Anief. La norma ha prodotto una disparità di trattamento nei confronti dei ricorrenti al bando del 2011, consentendo l’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici, previa procedura riservata, ai soli ricorrenti delle procedure concorsuali 2004 e 2006 e ai quei candidati che pure avevano ottenuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio alla data di entrata in vigore della legge 107/2015. Dunque non si è rispettato il principio di uguaglianza né salvaguardata la posizione dei dirigenti scolastici già assunti, rischiando ora di compromette gli interessi di tutti per una scelta fatta che la Corte Costituzionale potrebbe dichiarare incostituzionale, già il 2 aprile prossimo.

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Etiopia: l’UNHCR accoglie con favore la legge che riconosce maggiori diritti ai rifugiati

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, accoglie con favore la nuova storica legge in materia di rifugiati approvata dall’Etiopia che consentirà ora a questi ultimi di ottenere permessi per motivi di lavoro e patenti di guida, di accedere all’istruzione primaria, di registrare legalmente eventi quali nascite e matrimoni, e di usufruire di servizi finanziari nazionali, quali quelli del settore creditizio.Il parlamento etiope ha adottato alcune revisioni alla legge già in vigore in materia di rifugiati giovedi 17 gennaio 2019, rendendola una delle più progressiste in Africa.
“L’adozione di questa storica legge rappresenta una pietra miliare significativa nella lunga storia di accoglienza di rifugiati da parte dell’Etiopia, giunti per decenni da tutta la regione”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Creando le condizioni affinché i rifugiati possano meglio integrarsi nella società, l’Etiopia non solo onora i propri obblighi internazionali in materia, ma funge da modello per le altre nazioni che ospitano rifugiati nel resto del mondo”.La revisione del testo della legge è avvenuta proprio a poche settimane dall’approvazione del Global Compact sui Rifugiati da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 2018. Alla base di questo quadro innovativo vi è una risposta più strutturata e completa alle migrazioni forzate che prevede che i rifugiati siano inclusi nei servizi nazionali, quali assistenza sanitaria e istruzione, invece di istituire per essi sistemi paralleli. La strategia prevede, inoltre, che i rifugiati abbiano l’opportunità di divenire autosufficienti e contribuire alle economie locali in modo tale che anche le comunità di accoglienza possano beneficiarne.In Etiopia l’UNHCR ha preso parte alla stesura del testo nel processo di revisione della legge in materia di rifugiati, condotta dall’Agenzia etiope per gli affari inerenti ai rifugiati e ai rimpatriati (Agency for Refugee and Returnee Affairs/ARRA). La legge sostituisce la Proclamazione in materia di rifugiati (Refugee Proclamation) del 2004: anch’essa rispettava i principi fondamentali della Convenzione sui rifugiati del 1951, nonché la Convezione dell’Organizzazione dell’Unità Africana (OAU/OAU) del 1969, che limitava alcuni dei diritti dei rifugiati, fra cui la libertà di movimento e l’accesso all’istruzione, e non faceva alcuna menzione del concetto di integrazione.Attualmente l’Etiopia accoglie oltre 900.000 rifugiati provenienti principalmente da Paesi confinanti quali Sud Sudan, Somalia, Sudan ed Eritrea, e, in numeri minori, rifugiati da Yemen e Siria.

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Legge su educazione civica

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

“L’educazione civica è un tassello fondamentale nella formazione dei più piccoli prima e degli adolescenti poi. Anche in questa direzione è andato il mio impegno da ministro dell’Istruzione, con la legge 169 del 2008, e da parlamentare, con una proposta di legge specifica – presentata alla Camera lo scorso 14 giugno – per una reale introduzione dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza attiva e anche all’uso degli strumenti informatici che la tecnologia mette sempre più precocemente a disposizione dei nostri ragazzi. Una vera educazione civica, nel 2018, non può prescindere da una parallela educazione digitale.In questo inizio di legislatura sono state depositate in Parlamento anche altre proposte di legge, da diversi gruppi politici. C’è poi anche la lodevole iniziativa dell’Anci, lanciata dal sindaco Dario Nardella, per la raccolta di 50mila firme necessarie per depositare una legge di iniziativa popolare per introdurre l’educazione alla cittadinanza come materia obbligatoria nelle scuole.Oggi la Lega – in una conferenza stampa con Salvini e con i ministri Bussetti e Fontana – illustra una sua proposta, su iniziativa del deputato Capitanio.Bene, dico io. Più siamo, meglio è.Il governo, in questo caso i ministri leghisti si aprano al Parlamento, condividiamo le diverse proposte, facciamo sintesi, portiamo avanti un’unica grande e dirompente iniziativa per gettare le basi per una ‘rivoluzione del buon senso’, che parta dai banchi di scuola, con l’educazione civica e alla digitalizzazione.Abbiamo davanti una grande opportunità, non mettiamo bandierine su un tema così importante e delicato. Facciamo in modo che Camere ed esecutivo lavorino insieme per un vero e tangibile cambio di passo”.Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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Scuola: Il decreto Milleproroghe è legge

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Il Senato ha respinto l’emendamento De Petris che aveva invece approvato ad inizio agosto: eppure la deroga, già attuata nel 2008 e nel 2012, avrebbe permesso di far collocare nelle graduatorie ad esaurimento oltre 100 mila docenti precari, inclusi i diplomati magistrale e gli ITP, tutti selezionati e abilitati ad insegnare, ora invece costretti a rimanere nel limbo delle graduatorie d’istituto che non portano ad alcuna possibilità di stabilizzazione. E con sicuri effetti nocivi sulla didattica. Il Governo ora punta tutto sullo svolgimento dei concorsi pubblici, che però la Consulta potrebbe bloccare, condannando in tal modo lo Stato ad un’altra stagione di risarcimenti verso quegli stessi precari vittime dell’abuso dei contratti a termine.

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Storie ferragostane: La legge del servizio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Nell’essere umano, come nelle cose, vige la legge del “servizio”: la mano dipende dalla volontà del cervello, mentre quest’ultimo, a sua volta, è condizionato da un’altra volontà.
Se un giorno scendiamo dal nostro piedistallo e prendiamo coscienza dei nostri limiti, potremo renderci conto delle “minimalità”, in noi esistente, rispetto al creato che ci circonda. Potremmo anche scoprire, ammesso che riuscissimo ad averne la consapevolezza, sia pure con la fugacità di un attimo, un altro genere di verità che è quella che potrebbe apparirci più sconvolgente: il nulla.
Essa, però, finirebbe con il cancellare le nostre residue speranze, e non solo di grandezza e d’egocentrismo universale, ma anche quelle più minute, anzi minutissime.
E’ un segno che potrebbe già essere dentro di noi quando ci trasformiamo in altrettanti ‘servus servorum dei’, appiattendo la nostra personalità al cospetto del capo, del paziente di fronte al medico e via dicendo. Diventa una gerarchia, dove si evidenzia in modo chiaro l’altrui superiorità, dove il gioco delle parti termina con la stessa logica de “A livella” evocata in una nota poesia di Totò. A sua volta la morte potrebbe, persino, diventare un pretesto per riprendere a vivere in un altro modo e in condizioni, fisicamente migliori e, se vogliamo, meno espiative. Riccardo Alfonso) (I precedenti sono reperibili sulla pagina “confronti” quinta parte)

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Legge contro immigrazione clandestina

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

“Indegne le parole di Soros contro l’Italia. Siamo stanchi di questi sciacalli della speculazione che, non appagati dal controllo che hanno sulla nostra finanzia, ora vogliono controllare anche la nostra democrazia. Fratelli d’Italia sta lavorando ad una proposta di legge per fermare l’ingerenza di Soros e dei suoi compari nella nostra Nazione, sul modello di quanto già fatto coraggiosamente in Ungheria da Orban. Vogliamo perseguire come illecito penale ogni forma di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, compresa quella fatta fin ora alla luce del sole dalle Ong. Inoltre intendiamo regolare per legge i flussi migratori regolari, bloccando l’ingresso alle nazionalità che, in base ai dati statistici del Viminale, hanno dimostrato di creare problemi di integrazione e di sicurezza. Stop alle Ong che favoriscono l’immigrazione clandestina e porte chiuse in Italia a chi non rispetta le nostre leggi, la nostra cultura e la nostra identità. È questo ciò che intendiamo fare con la nostra proposta di legge anti Soros”.E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Riforma della Legge sulla Class Action

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

L’Associazione CODICI, che si batte da sempre per la tutela dei consumatori con uno sguardo attento a quei particolari strumenti che sono in loro difesa, richiede al neo Governo un’attenzione particolare riguardo alla riforma della Class Action in Italia.Come già riconosciuto dal Commissario per la Giustizia, il diritto di ricorso collettivo europeo per i gruppi di consumatori che hanno subito un danno, con adeguate garanzie per evitare gli abusi, è un diritto inalienabile per contrastare lo strapotere spesso illegittimo delle lobby assicurative, bancarie, petrolifere, finanziarie e delle multiservizi. E’ necessario andare verso un “new deal” per i consumatori, in direzione di una norma che assicuri la riduzione delle disparità tra imprese e cittadini. E’ da tempo che CODICI attende che in Italia venga stabilita una norma sulla class action, arenata in Senato, speriamo vivamente che il nuovo Governo metta finalmente in cima alla lista delle priorità questo strumento fondamentale a tutela dei consumatori, soprattutto perché in Italia le aziende dei diversi settori non smettono di attuare pratiche commerciali scorrette e l’unica arma rimangono le sanzioni dell’Antitrust e delle Authorities, che però spesso non sortiscono l’effetto sperato.Ricordiamo che, l’Associazione CODICI aveva preso parte alla Conferenza Stampa tenutasi in Senato, dal titolo “Class Action, subito la legge M5S a tutela dei cittadini”, in cui il Movimento chiedeva l’approvazione definitiva al Senato della proposta di legge, a prima firma dell’On. Alfonso Bonafede, oggi Ministro della Giustizia. La legge (atto n.1335), che era stata approvata all’unanimità alla Camera dei Deputati, è stata poi insabbiata nella Commissione Attività Produttive e Giustizia del Senato dal 3 giugno 2015.Chiediamo quindi al nuovo Governo di ripensare e snellire il modello della Class Action italiana che differisce dal modello anglosassone.La Commissione europea ha proposto delle direttive sui diritti e la tutela del consumatori in senso più ampio per i cittadini Ue. La principale modifica alle regole esistenti che l’esecutivo comunitario chiede agli Stati membri, i quali dovranno ora esprimersi su queste proposte, è la creazione di un quadro europeo per le azioni collettive.L’esecutivo comunitario vuole rendere possibile, “per un soggetto riconosciuto” quale ad esempio un’associazione dei consumatori o un’organizzazione senza fini di lucro, presentare ricorso a nome e per conto di un gruppo di consumatori che sono stati lesi da pratiche commerciali illecite. Una pratica che esiste già in alcuni Stati membri, ma non in tutti.Si vuole quindi europeizzare l’istituto della class action, uniformandola in tutti gli Stati membri.La proposta della Commissione europea potrebbe delineare i tratti della battaglia a difesa dei consumatori ed arrivare ad avere una class action europea comporterebbe finalmente un radicale cambiamento di sistema.

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Spread: non è una legge della natura

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 maggio 2018

La famigerata parola “spread” è tornata a spargere terrore nei media. La quasi totalità delle persone non ha la più pallida idea di cosa effettivamente sia e del perché sia così importante, ma la narrazione è comunque super-efficace e funziona benissimo a rendere più “ragionevoli” i politici non allineati all’ortodossia economica attualmente dominante.
E’ indubbio che -dato il contesto attuale in cui ci troviamo- la politica DEVE considerare il problema dello SPREAD, ma è anche indubbio che questo problema non è legato a qualche “fenomeno naturale”, ma a precise scelte che -come società- abbiamo fatto e sulle quali dovrebbe imporsi una riflessione approfondita.E’ sensato che le scelte politiche fondamentali di un Paese, la stessa formazione di un governo, siano determinate dall’andamento momentaneo di alcuni indici finanziari? Che cos’è che determina questo fenomeno? La quasi totalità dei commentatori sui media dà per scontato che questo sia “normale”. La narrazione prevalente è la seguente: “è ovvio, è normale, che i mercati finanziari esprimano un giudizio: se ritengono che l’Italia sia meno affidabile, vendono i titoli di Stato e questo li fa crollare, lo spread s’innalza… è accade il disastro…”. Questa narrazione è parziale. La radice del problema deriva da una specifica regola che vige nell’area Euro, regola che impedisce alle banche centrali di acquistare direttamente in emissione le obbligazioni degli Stati membri. In tutti i Paesi ad economie più sviluppate (USA, Giappone, Gran Bretagna, Canada, Australia, ecc.) la banca centrale svolge tre ruoli fondamentali: 1) banca delle banche, 2) banca dello Stato, e 3) banca dell’estero. La nostra banca centrale non può essere, per regole che ci siamo dati insieme ai partner europei, “la banca dello Stato”. La vera origine dello spread non sono i timori sull’Italia, la vera origine dello spread è l’assurdità che uno Stato dell’area Euro debba andare con il cappello in mano sui mercati finanziari a chiedere di rinnovare i propri titoli ai tassi determinati dall’umore momentaneo, come fosse un cittadino privato. Sia chiaro, questo non significa che uno Stato qualsiasi, con una banca centrale “normale”, possa emettere debito in modo infinito.
Significa solo che uno Stato con un’economia sufficientemente solida come quella italiana (che ha sicuramente molti problemi, certamente è in declino, certamente ci facciamo del male da soli e subiamo passivamente regole assurde che ci hanno fortemente penalizzato in questi venti anni, ma si tratta comunque di una delle prime 10 nazioni al mondo, sebbene lo sport nazionale sia quello di denigrarci) non troverebbe alcun problema a rinnovare i propri titoli di Stato a tassi in linea con quelli fissati dalla propria banca centrale in base alle proprie autonome politiche monetarie, se solo avesse una “normale” banca centrale. Se poi facesse politiche economiche scellerate, dopo un bel po’ di tempo, avrebbe problemi sul fronte del cambio, quindi dell’inflazione, e via di seguito rischierebbe la bancarotta. Ma tutto sarebbe guidato dalla macro-economia, non dalla speculazione finanziaria!Se questo non accade non è perché è “normale”, come se fosse una legge di natura… (“è normale che d’estate faccia caldo e d’inverno freddo…”) è perché ci sono delle specifiche norme che lo causano. Vogliamo discuterne in modo approfondito e senza semplificazioni, oppure è meglio non farlo perché altrimenti lo spread si arrabbia? (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Scuola – Contratto: non può sovrastare la legge

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Aveva ragione Anief: una delle motivazioni che avevano portato CGIL, CISL, UIL alla firma del contratto secondo quanto auspicato dall’atto di indirizzo era il recupero della centralità della contrattazione ma non della supremazia del contratto sulla legge che se in contrasto con essa va disapplicato come prevede il decreto legislativo 150/09. La legge 107/15, pertanto, con tutte le sue storture su mobilità, soprannumerari, potenziamento, organizzazione dell’orario di lavoro rimane in vigore, nonostante il Ccnl 2016/18. E per spazzarla via occorre necessariamente una legge abrogativa, almeno delle sue parti peggiori. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Forse i sindacati Confederali hanno la memoria corta, visto che il Consiglio di Stato ha espresso un parere diametralmente opposto: sollecitato sullo schema di decreto legislativo di riforma del testo unico del Pubblico impiego, ha infatti spiegato che non contiene alcuno squilibrio a favore della legge e a sfavore dei contratti di categoria. Il decreto additato ha il merito di precisare gli ambiti di competenza spettanti alla legge e quelli spettanti alla contrattazione. E comunque, ammesso anche che si riesca ad aggirare le legge-madre, vale la pena ricordare che gli accordi contrattuali hanno una durata limitata. Ad esempio, quelli prodotti nella scuola sulla mobilità si rinnovano ogni anno e nessuno può garantire che per il successivo si confermeranno le stesse disposizioni e i medesimi accordi. Anche perché, nel frattempo, chi governa l’amministrazione potrebbe non volere più scendere a patti.

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Testimoni giustizia: “Approvazione legge è un grande traguardo”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 dicembre 2017

tribunale“L’approvazione definitiva della legge sui testimoni di giustizia è un segnale davvero importante e un risultato fondamentale e insperato. Ringrazio i colleghi che l’hanno votata nei due rami del Parlamento, le realtà come Libera e Avviso Pubblico che hanno sostenuto la nostra battaglia di questi anni, l’associazione nazionale Testimoni di Giustizia che non ha mai smesso di spronarci. Solo pochi giorni fa ho rivolto al Presidente Grasso un accorato appello affinché gli ultimi giorni di legislatura fossero impiegati anche per portare a termine un traguardo tanto importante. Ce l’abbiamo fatta! I cittadini hanno bisogno di sapere che lo Stato è, sempre e comunque, dalla parte della giustizia e di chi mette a rischio anche la propria vita pur di difenderla. Proprio come fanno i testimoni di giustizia che denunciano con coraggio i loro aguzzini”. E’ quanto dichiara la deputata di Alternativa popolare Rosanna Scopelliti, della commissione bicamerale Antimafia.

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Legge di bilancio elettorale

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 ottobre 2017

bilancia pagamenti“Sarà una legge di bilancio tutta elettorale, fatta in deficit, a partire proprio dalla neutralizzazione dell’aumento dell’IVA che è fatta proprio in deficit, per un anno, il che non produrrà nulla di buono perché i consumatori sono intelligenti e sanno che non si fanno le riduzioni delle tasse se poi l’anno dopo queste ultime aumenteranno di più”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti a margine della convention azzurra “Pronti a governare”, in corso a Ischia. “Verrà raschiato il fondo del barile – ha continuato –, verranno presi gettiti una tantum, come i condoni, messi su una spesa corrente e l’anno dopo, quando non ci sarà più l’una tantum, rimarrà la spesa corrente, più alta. Questo trucco porta all’aumento del deficit e del debito”.

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