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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘legge’

La legge è uguale per tutti eccetto Trump e i suoi amici

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

La recente assoluzione di Donald Trump dal Senato americano nel caso dell’impeachment è stata utile perché ha reso facile “mettere alla luce del sole quelli che bisognava licenziare”. Così Donald Trump, non il presidente, ma il figlio maggiore, mentre cercava di spiegare gli individui che il padre ha licenziato di questi giorni. Donald Jr. è incaricato di gestire l’azienda del padre ma spesso commenta situazioni politiche per supportare il padre ma si crede anche che si stia preparando anche lui a una futura entrata in politica.Trump dopo la sua “vittoria” in Senato, grazie ai repubblicani che hanno votato compatti per assolverlo dall’impeachment approvato in precedenza dalla Camera, ha iniziato la sua “purga” colpendo quelli che secondo lui lo avevano tradito. In particolare si è concentrato su parecchi individui vicini a lui che hanno testimoniato nelle inchieste dirette da alcune commissioni alla Camera, confermando il quid pro quo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Questa conversazione ha scatenato l’inchiesta che ha portato al voto di impeachment alla Camera. Il colonnello Alexander Vindman, funzionario del Consiglio di Sicurezza alla Casa Bianca, aveva testimoniato contraddicendo il suo capo il quale lo ha bollato di traditore. Trump lo aveva attaccato accusandolo di mentire. C’è solo un piccolo problema. Vindman ha testimoniato sotto giuramento contro il suo capo, dimostrando una fortissima dosi di coraggio, mentre Trump “testimonia” con i suoi tweet senza dare prove per le sue accuse. Pochi giorni dopo l’assoluzione del Senato, Trump ha licenziato Vindman ma anche il fratello Yevgeny, anche lui in servizio alla Casa Bianca. Il fratello non aveva testimoniato ma la parentela lo avrà reso sospetto al 45esimo presidente. Un altro “traditore” per Trump è stato Gordon Sondland, il quale, per avere contribuito un milione di dollari alla Commissione di insediamento di Trump, era stato “ricompensato” con la nomina di ambasciatore all’Unione Europea. Sondland aveva anche lui testimoniato alla Camera confermando il quid pro quo fra Trump e Zelensky e esattamente come Vindman è stato licenziato dall’attuale inquilino della Casa Bianca.Trump continua a dimostrare che il talento e le capacità professionali dei suoi collaboratori importano poco, optando invece per l’estrema fedeltà di chi gli sta intorno. Vuole assolutamente scegliere i suoi collaboratori senza nessun paletto e ha dimostrato estremi sospetti sul cosiddetto “deep state”, cioè a dire i funzionari di carriera nel governo che fanno il loro lavoro in maniera indipendente a prescindere di chi sia il presidente. Cinquanta funzionari del Consiglio di Sicurezza sono stati trasferiti in altri dipartimenti, allontanandoli dalla cerchia di quelli che possono sentire e “spiare” l’inquilino della Casa Bianca.Trump continua a dimostrare meno e meno fiducia ed ha infatti dichiarato in un’intervista che in futuro ridurrà il personale che ascolta le sue conversazioni con leader di altre nazioni per evitare il guaio che gli è successo con Zelensky. Non capisce però che la conoscenza di quello che lui discute non è solo per i suoi bisogni ma si tratta degli interessi nazionali e quindi deve fare uso degli esperti e prendere in considerazione i loro consigli. Mantenendo sempre più segreti ci fa capire che Trump vuole operare senza essere osservato ed eventualmente giudicato. Si tratta di una grande insicurezza riflessa anche nel suo forte bisogno di ampliare il suo potere per punire e ricompensare i suoi fedeli collaboratori. In questa direzione il Dipartimento di Giustizia gli sta servendo per spingere i tribunali a scagionare o andare leggero su individui come Roger Stone, suo ex collaboratore. Va ricordato che Stone era stato condannato da un tribunale ma proprio di questi giorni quattro dei procuratori nel caso si sono dimessi per la direttiva di Bill Barr, Procuratore Generale, di alterare la richiesta di pena per Stone considerandola eccessiva. Una richiesta mai udita. La mossa di Barr, grande servitore di Trump ma non della Costituzione americana, ha scatenato una ribellione fra ex funzionari della giustizia, 2mila dei quali, hanno chiesto le dimissioni di Barr. Inoltre la Federal Judge Association, gruppo indipendente di giudici, ha annunciato una riunione di emergenza per discutere gli interventi e le pressioni irregolari di Trump sui processi in corso. Nonostante queste pressioni la giudice Amy Berman Jackson ha condannato Stone a tre anni di carcere dichiarando che “i fatti sono importanti”, stoccata diretta a Trump e le sue evidenti falsità. Non sorprenderebbe una grazia per Stone per dimostrare che l’inquilino della Casa Bianca sia il vero “capo” negli Stati Uniti anche nel sistema giudiziario.Trump però sembra ignorare questi tentativi di paletti che dovrebbero porre limiti ai suoi poteri esecutivi. Dopo l’assoluzione al Senato sta dando l’impressione di avere potere assoluto. Sta esagerando poiché sembra che anche Barr non ne può più. Il procuratore generale in un’intervista ha dichiarato che tutti questi tweet sul suo ministero gli rendono la vita difficile e non può svolgere i suoi compiti. Si riferiva a Trump anche senza nominarlo. Da parte sua l’inquilino della Casa Bianca ha dichiarato che non intende fermarsi e vuole anche che il Dipartimento di Giustizia apra un’inchiesta su James Comey e la Fbi per ritornare sul Russiagate, cercando di riscrivere la storia in modo a lui piacevole. Trump non ha mai digerito l’idea di avere vinto l’elezione con l’aiuto dei russi come ci ha spiegato il rapporto di Robert Mueller, che il presidente vorrebbe anche sia investigato.Alcuni analisti hanno rilevato che l’insoddisfazione di Barr con Trump consiste di una sceneggiata per creare l’illusione dell’indipendenza della giustizia dal potere esecutivo. Forse. Nel frattempo Trump continua a mandare segnali che i suoi poteri sono immensi e senza limiti. In una recente intervista ha infatti dichiarato di essere “l’ufficiale numero uno nell’applicazione della legge”, titolo che spetta infatti al procuratore generale Barr. Per reiterarlo, l’inquilino della Casa Bianca ha recentemente concesso la grazia a una dozzina di criminali, alcuni notissimi, altri meno, quasi tutti condannati di frode e corruzione. Il messaggio di Trump sembra essere quello di mostrare la fedeltà che lui riconoscerà con i suoi poteri ampliati dall’assoluzione al Senato. Trump non è il solo ad essere al di sopra della legge. I suoi amici lo saranno anche mentre quelli che intendono andargli contro possono aspettarsi le mazzate del leader “della legge” americana. (by Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California)

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Il reddito di cittadinanza è legge: Non si tocca

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 febbraio 2020

Roma – “Su Reddito di Cittadinanza e prescrizione il Parlamento si è già espresso, sono leggi dello Stato. Credo che nessuno possa mai pensare di togliere il reddito di cittadinanza, così come non sono stati tolti altri strumenti introdotti per i cittadini, anche se non erano perfetti. Il dibattito politico ci permette di migliorare sempre quello che si fa”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Radio Anch’io su Radio 1 RAI.

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Parlamentari volta gabbana: Dura lex sed lex

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

Se non vogliamo andare molto lontani nel tempo e ci limitiamo alla storia italiana di questi ultimi anni dobbiamo riconoscere che avrebbe avuto un diverso corso se chi è stato eletto in una lista fosse rimasto coerente con il suo mandato elettorale. Tralasciamo, per carità di patria, i volta gabbana a pagamento. Mi riferisco a chi ha affermato di averlo fatto per libera scelta, per un caso di coscienza, ecc. Sono persone che meriterebbero apprezzamento se fossero stati conseguenti dimettendosi dalla carica assunta per volontà popolare. Costoro hanno, invece, disatteso il mandato ricevuto perché chi li ha votati lo ha fatto aderendo a un progetto politico di cui ne facevano parte e si ponevano come fedeli interpreti. La stessa costituzione che rispetta chi può cambiare opinione dovrebbe aggiungere che lo stesso parlamentare dovrebbe ripresentarsi al suo elettorato e farsi giudicare dallo stesso per le sue mutate idee su quello che è stato il suo partito o movimento che sia. Questa è coerenza e mi pare che anche in altri ambiti della vita da quella civile a quella economica se un manager esce dalla linea guida aziendale è rimosso, se non licenziato. A tutto questo dovremmo aggiungervi il noto vizietto tipicamente italiano e che un politico di lunga militanza aveva così riassunto: se due italiani scendessero in politica avremmo di certo due nuovi partiti e tre correnti. E allora che si facciano pure i due partiti e relative correnti, ma vadano a farli altrove. (Riccardo Alfonso)

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Il decreto scuola è legge: 48 mila docenti potranno essere assunti nei prossimi anni

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 dicembre 2019

Allontanandosi per cinque anni dalle famiglie. Ma in 150 mila continueranno a fare i supplenti, in spregio alla continuità didattica con aggravi per le casse dello Stato. Chi governa la Scuola infatti forse non sa che ogni precario costa 25 mila euro in più a tutti i contribuenti. Senza dimenticare che in migliaia continueranno a essere licenziati o a insegnare senza abilitazione. Inoltre, si introducono ben otto graduatorie per assumere in ruolo i futuri insegnanti, a differenze delle due precedenti, con una inevitabile “guerra” giudiziaria che si scatenerà in tribunale, mentre il personale amministrativo delle scuole continuerà a essere chiamato con un contratto a tempo determinato per pochi euro.È stato oggi approvato in Senato, senza modifiche, il testo salva scuola, licenziato dalla Camera dei Deputati ad inizio dicembre, rinominato “salva-precari” ma poi da qualcuno durante il dibattito parlamentare ribattezzato “ammazza-precari”.Di certo, per Anief la serie di provvedimenti approvati oggi a Palazzo Madama non salvano praticamente nessuno: perché si promette a 24 mila precari con 36 mesi di servizio nella sola scuola statale un’assunzione, ma solo laddove le ex graduatorie permanenti siano esaurite; si inventano di sana pianta otto graduatorie per entrare nei ruoli dello Stato, complicando il vecchio doppio canale di reclutamento; si ignora il problema della supplentite nella scuola dell’infanzia e nella primaria, si fa finta di non sapere che ci sono miriadi di docenti di religione cattolica che fanno i supplenti da anche vent’anni, che esistono decine di migliaia di assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici precari, che vi sono oltre 600 facenti funzione Dsga.

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Legge di Bilancio, Fioramonti e Ascani: interverremo su stipendi, sostegno, infanzia, Ata, aumento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 dicembre 2019

Al Ministero dell’Istruzione si sta lavorando per raggiungere la cifra di aumento di cento euro lordi da assegnare a docenti e personale Ata. Lo hanno dichiarato oggi in una doppia intervista sia il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti che la viceministra Anna Ascani. A La Repubblica il titolare del Miur ha detto che pagare meglio gli insegnanti è un segnale per dire loro: “Non siete soli, il valore del vostro lavoro è riconosciuto”La sottosegretaria e viceministra Ascani, invece, intervistata dall’agenzia Dire, ha aggiunto che ci sono anche provvedimenti per il sostegno, l’infanzia, gli Ata, aumento dei posti. “Sulla scuola – afferma la Ascani – stiamo lavorando su tre fronti: l’infanzia, il sostegno e quindi l’aumento dei posti, e il personale Ata, di cui non si parla mai ma che è fondamentale per la scuola e per il suo funzionamento. Se tutte queste operazioni dovessero andare in porto, arriveremo ai 3 miliardi di cui avevamo parlato inizialmente. In questo senso sono particolarmente ottimista”.
Per il sindacato Anief tutti i punti citati dai vertici del Ministero dell’Istruzione sono fondamentali per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori e dell’offerta formativa scolastica: “La partita degli stipendi di docenti e Ata, dell’aumento delle maestre della scuola dell’infanzia e in generale del primo ciclo, l’introduzione di nuove regole che assicurino sostegno ai disabili dal primo giorno di scuola, l’incremento di organico a partire del personale Ata fanno parte del pacchetto di emendamenti alla legge di bilancio che abbiamo presentato in cui crediamo fortemente, se davvero si vuole dare una svolta all’istruzione pubblica nazionale. Crediamo però anche che si tratti di operazioni onerose che devono avere il sostegno del MEF attraverso investimenti reali e continuativi nel medio-lungo periodo. È bene quindi che il Governo faccia quadrato attorno alle indicazioni di Fioramonti e Ascani, altrimenti ci ritroveremo per l’ennesima volta dinanzi a una serie di buoni propositi non mantenuti”.

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Scuola: Il Governo approva il Decreto Legge sui precari ma in migliaia rimangono esclusi

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

Dopo l’approvazione del decreto da parte del Consiglio dei ministri, Anief conferma lo sciopero e il sit-in del 12 novembre per sensibilizzare i gruppi parlamentari sulle diverse proposte emendative che saranno elaborate per affrontare l’irrisolto problema della supplentite e del precariato. Nel frattempo, nei prossimi giorni saranno avviate le pre-adesioni ai ricorsi per l’ammissione alla procedura riservata di migliaia di insegnanti e per la stabilizzazione dei collaboratori scolastici e dei ricercatori universitari. Anche la stampa specialista scrive: “i docenti esclusi dalla procedura del concorso straordinario guardano con diffidenza al decreto scuola”. Perché “giornalmente gli Uffici Scolastici procedono al depennamento da GaE in conseguenza delle sentenze di merito e ai relativi licenziamenti. Vi sono poi quelle categorie di docenti che rientravano nel PAS nel decreto di agosto e che adesso sembrano trovarsi con un “pugno di mosche in mano”: docenti con servizio nelle scuole paritarie o centri di formazione professionale, dottori di ricerca, docenti ingabbiati nella scuola primaria, infanzia o secondaria che vogliono conseguire una nuova abilitazione”. In attesa della pubblicazione ufficiale del testo approvato il 10 ottobre in Consiglio dei Ministri, leggi il precedente commento del sindacato a tutte le norme inserite nello Schema di Decreto.

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L’agricoltura e il decreto legge sul clima

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 settembre 2019

I chiarimenti del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, in merito all’infondatezza di possibili penalizzazioni per gli agricoltori all’interno del Decreto Clima – dichiara in una nota il Presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – costituiscono un passaggio essenziale per il coinvolgimento del primario nella salvaguardia e nella tutela dei territori.Come Confeuro – continua Tiso – abbiamo più volte rimarcato la necessità di creare una forte sinergia tra mondo agricolo e tutela ambientale; ed è per questo che accogliamo con soddisfazione non solo le parole del Ministro sull’assenza di penalizzazioni, ma anche quelle volte a precisare il ruolo decisivo che proprio gli operatori del comparto agroalimentare saranno chiamati a svolgere in qualità di alleati per questa nuova stagione.Pratiche come quelle legate alla creazione degli allevamenti intensivi vanno contrastate duramente anche perché estranee ai sistemi produttivi e valoriali alla base del primario. L’agricoltura – conclude Tiso – è tutt’altro; e si occupa di forestazione, manutenzione dei terreni e produzione di derrate salubri e genuine. E’ giunto il momento di ridare prestigio a quei tanti operatori agricoli che in questi anni sono stati spesso dimenticati e bistrattati e che invece, oggi più che mai, possono fare la differenza nel tentativo di salvare il pianeta.

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No alla legge del più forte e per una “pace senza confini”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 settembre 2019

“A livello globale s’indeboliscono i meccanismi multilaterali a favore dell’unilateralismo, si afferma la legge del più forte. L’Unione Europa è un contrappeso a questa tendenza. Affermare la necessità dell’Europa è come dimostrare la legge della gravità: esiste senza alcun dubbio”.
Dall’incontro “Pace senza confini”, organizzato a Madrid (15-17 settembre) dalla Comunità di Sant’Egidio insieme all’Arcidiocesi della capitale spagnola, arriva una delle prime prese di posizione sull’Europa da parte di Josep Borrell Fontelles dopo la sua nomina ad Alto Rappresentante UE per la Politica estera. “La sfida – ha detto – è unirci per contare di più. Condividere la sovranità è il contributo dell’Europa al mondo. Il momento è critico: all’Onu i veti delle grandi potenze sulle decisioni a maggioranza sono cresciuti in modo esponenziale, gli accordi internazionali sul commercio sono in crisi, si smantellano il patto con l’Iran e il trattato internazionale sulle armi atomiche mettendo a rischio la stabilità nucleare; è emblematica la crisi degli Accordi di Parigi sul clima, nonostante la crisi ambientale”.
“Condividere la sovranità – conclude Borrell – è l’ideale radicato nella storia europea: dalla sconfitta dei due totalitarismi nel 1945 e nel 1989 è nata la nostra libertà, che si è affermata contro la legge del più forte”.

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Legge libro – Levi (AIE): “Questa legge così non funziona”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

Difesa dei lettori, dei consumatori, delle famiglie, dei giovani. Detrazioni fiscali per l’acquisto dei libri. Conferma del Bonus Cultura. Queste le richieste urgenti dell’Associazione Italiana degli Editori (AIE) all’approvazione della nuova legge sul libro da parte della Camera.“Questa legge così non funziona – ha sottolineato il presidente Ricardo Franco Levi, a nome di tutto il Comitato di Presidenza, riunito sul tema -. Giusti gli obiettivi, ma mancano le risorse e si colpiscono lettori e consumatori. Verranno sottratti dalle tasche delle famiglie almeno 70 milioni di euro”.“All’approvazione da parte della Camera dei deputati del progetto di legge che ha per oggetto “la promozione e il sostegno della lettura” rispondiamo che condividiamo con passione questo obiettivo, che sosteniamo ogni sforzo in questa direzione – ha proseguito Levi -. Ma dove sono i fondi necessari per tradurlo in pratica? Apprezziamo che per la prima volta ci sia un impianto complessivo per affrontare l’emergenza della lettura. Ma dove sono gli investimenti per evitare che tutto si traduca in una vuota promessa? Dove sono le risorse per le quali governo e Parlamento si erano impegnati sull’esempio di quanto già fatto per il cinema?”“E come – ha continuato il presidente AIE – aiutare i lettori, i consumatori, le famiglie, i giovani sui quali peseranno i limiti agli sconti sul prezzo dei libri e alle diverse facilitazioni all’acquisto? Come sostenere un settore che lungo tutta la catena del libro – dall’ideazione alla scrittura, alla produzione, alla distribuzione, fino alla vendita – produce cultura e lavoro per decine di migliaia di persone, che traduce in percorsi di vita professionale la creatività degli autori, ma che perderà percentuali importanti di fatturato per le restrizioni poste dal progetto di legge all’iniziativa delle imprese?”
“La discussione della legge passerà ora al Senato. Dal Parlamento e dal governo aspettiamo – ha concluso – un impegno forte per dare sostanza a un provvedimento che altrimenti resterà come un’occasione gravemente perduta per un’Italia che ha disperatamente bisogno di più lettura, più conoscenza, più sapere”.

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I sindacati militari al governo: la legge sul sindacato dei militari va approvata in fretta

Posted by fidest press agency su martedì, 16 luglio 2019

Dopo la bagarre in Commissione Affari Costituzionali sul decreto sicurezza bis e l’ennesimo tentativo di Salvini di far passare la Lega come l’unico partito pro “Forze dell’ordine”, anche Luigi Di Maio esce allo scoperto sul terreno della sicurezza, accusando l’alleato di Governo di aver rallentato e boicottato la legge sul sindacato dei militari fortemente voluta dai 5S. Acquisiamo con favore la presa di posizione del leader politico dei 5S, ma ora basta teatrini, basta annunci, basta propaganda, la maggioranza ci faccia capire se sta dalla parte dei militari e della Costituzione.Quella legge va migliorata, e non solo sotto il profilo della competenza del giudice del lavoro per le controversie in materia di comportamento antisindacale, ma anche sotto altri fondamentali profili, quali, ad esempio, l’aberrazione del 3% di rappresentatività per ogni singola categoria, la mancata competenza dei sindacati in materia di articolazione dell’orario di servizio, l’assenza di contrattazione di II livello. Quella legge va migliorata e approvata in fretta. E’ inaccettabile il fatto che si stia portando avanti un correttivo al riordino o, peggio, che si apra il tavolo per il rinnovo del contratto, peraltro con risorse ridicole, senza il coinvolgimento dei sindacati dei militari e con una rappresentanza militare con poteri limitati e, di fatto, già delegittimata dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 120.

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Modificare la legge su formazione specialistica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

“Gli specializzandi non possono essere assunti nel SSN sic et simpliciter, ma devono prima acquisire la loro autonomia nelle attività specialistiche all’interno delle strutture universitarie, sotto il controllo di tutor adeguati; solo se ritenuti idonei dalla propria scuola, potranno lavorare nelle strutture del SSN sottoscrivendo apposita convenzione con l’università”.Lo dichiara Paola Frassinetti, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Cultura e Istruzione della Camera ricordando al Ministro della Salute Grillo che “i medici specialisti in formazione hanno un percorso formativo obbligato la cui responsabilità è esclusivamente universitaria”. “In quest’ottica – conclude il deputato di FDI – si rende urgente modificare la legge sulla formazione specialistica, che è stata interpretata dai TAR in modo diverso da regione a regione, permettendo agli specializzandi, seppur sotto la responsabilità di tutor adeguati, di compiere in autonomia crescente tutte le attività specialistiche, compresa l’attività di guardia, ambulatoriale e chirurgica”

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“In merito alla legge sulle autonomie penso sia incostituzionale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Lo dichiara Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi: L’articolo 116 della Costituzione – soggiunge -dà la possibilità, è vero, di concordare nuove competenze alle Regioni, ma con una riserva di legge. Questo vuol dire che la richiesta va normata con una legge che dica in maniera chiara cosa deve accadere senza differenze tra cittadini e aree” – ha commentato il vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, Fabio Rampelli, a margine della presentazione di un nuovo consigliere di Fratelli d’Italia, Riccardo Graceffa, nel IX Municipio di Roma. “Vogliono partire da tre Regioni del Nord e non ci sentiamo affatto rassicurati dal fatto che ci dicono che ci sono altre Regioni che stanno chiedendo l’autonomia. Non la Lombardia. Non il Veneto. E nemmeno l’Emilia Romagna. La prima emergenza, se si parla di autonomie differenziate, è Roma Capitale – prosegue Rampelli. Basterebbe che il Governo nazionale all’interno del quale c’è il Movimento 5 Stelle, che esprime la Raggi come sindaco di Roma, e la Lega, che esprime il ministro degli Interni, si concentrassero sulla città e Roma potrebbe vedere risolti i suoi problemi in 5 anni. Tutti. E’ inaccettabile che la Capitale d’Italia venga trattata in questa maniera. Oggi, anche i più critici, sembrano tutti sostenitori postumi della Capitale, ma questo è un tema che Fdi cavalca da lungo tempo. Il ministro degli Interni potrebbe portare 2.000 nuovi agenti a Roma, cosa che non viene fatta. Realizzare commissariati nelle periferie e nelle borgate, cosa che non viene fatta. Infine potrebbe intervenire sui campi nomadi, che sono nella gestione del Comune ma che sono di competenza anche sua viso che all’interno degli insediamenti vengono commessi reati come i roghi tossici. E nemmeno questo viene fatto. Alla Capitale d’Italia mancano visione, poteri e trasferimenti economici ed è quindi paragonabile a qualsiasi altro Comune italiano quando invece dovrebbe essere equiparata alle altre capitali europee”.

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“Legge sulla legittima difesa troppo debole”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

“La legge sulla legittima difesa, seppur rappresenti un primo passo, è fin troppo debole, non essendo l’optimum che abbiamo richiesto e che le nostre proposte di legge volevano interpretare. Rischia di avere gli stessi limiti di quella precedente, perché ripropone i due principali problemi: ti puoi difendere ma la tua difesa deve essere commisurata all’offesa, lasciando ampio margine al giudice.
Fratelli d’Italia è da sempre al fianco delle vittime della giustizia “ingiusta”, soprattutto per chi si è difeso in situazione di pericolo. Fra un ladro che entra in casa e il cittadino che si difende, saremo sempre con il cittadino che voleva solo proteggere la propria famiglia.” È quanto dichiarano in una nota Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia per il collegio Roma Centro, e Paola Radaelli, presidente dell’Unione Nazionale Vittime (Unavi) e candidata per Fratelli d’Italia alle elezioni europee nel collegio Nord-Ovest.

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Una legge a tutela del mare

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Marevivo accoglie positivamente l’approvazione del disegno di legge Salvamare che aveva già richiesto da tempo e che consente ai pescatori di riportare a terra i rifiuti solidi marini che accidentalmente raccolgono durante l’attività di pesca.Proprio su questo argomento Marevivo e Fondazione Cetacea avevano lanciato una petizione su Change.org, che ha ottenuto 200.000 firme, per chiedere di colmare questo vuoto legislativo e far in modo che i pescatori diventino sentinelle di mare.«Finora, a causa di diverse e contraddittorie normative, i rifiuti erano considerati rifiuti speciali e non rifiuti urbani – dichiara Raffaella Giugni, Responsabile relazioni istituzionali di Marevivo – , i pescatori non potevano riportarli a terra perché rischiavano una multa, così erano costretti a rigettarli in mare. E’ un passo importante per cominciare a ripulire il mare. Siamo sicuri che i pescatori collaboreranno se messi nelle condizioni di farlo perché ogni giorno più del 50% di quello che tirano su nelle reti sono rifiuti di plastica. Ci auguriamo solo che l’iter legislativo sia veloce e non subisca ritardi, già molti Comuni, si stanno organizzando per supportare questa attività perché il problema è molto grave e non c’è più tempo».«Sul divieto alla produzione di plastica monouso purtroppo bisogna ancora aspettare. Ci aspettiamo – continua Raffaella Giugni – che la legge venga completata al più presto. Nei mesi scorsi, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa aveva annunciato che i due temi, pescatori e monouso, sarebbero stati affrontati separatamente in attesa della pubblicazione della direttiva Ue. Ci auguriamo che l’Italia la recepisca al più presto, prima degli altri Paesi europei».

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“Salutiamo con favore la nuova legge in tema di legittima difesa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

“E’ stata approvata definitivamente in Senato. Una legge che, nel suo complesso, arriva in Italia a sottolineare un aspetto che riteniamo fondamentale, e cioè che le vittime devono essere tutelate e difese, anche da ogni peggiore conseguenza ingiusta che possa seguire a un’esperienza pesantissima come il dover subire un crimine che ne mette a rischio l’incolumità. Una legge che risponde alla grave recrudescenza criminale che ha visto, negli ultimi anni in particolare, una vera e propria degenerazione della violenza connessa ai reati predatori. Mettere le vittime al primo posto è un dovere, specialmente per sottrarle all’ulteriore calvario che, fino ad oggi, hanno dovuto troppo spesso sopportare quando hanno reagito difendendo i loro sacrosanti diritti. Non si tratta, come alcuni affermano in maniera strumentale, di abdicare alla funzione dello Stato di difendere i cittadini. Gli appartenenti alle Forze dell’ordine fanno tutto quanto possibile, a fronte e al di là di carenze e problematiche che li affliggono, e faranno sempre di più. Non si tratta di assegnare al cittadino il compito di assumersi il ruolo di chi rappresenta la legge, come gli operatori in divisa; bensì di tenerlo al riparo da insostenibili e crudeli ulteriori conseguenze nel caso in cui subisca una violenza che lo faccia temere per la propria incolumità o per quella dei suoi familiari, e metta in atto una difesa che, proprio per l’ingiustizia dell’abuso subito, è legittima. Non temiamo alcun rischio del cosiddetto ‘effetto far west’, perché l’italiano medio non ha alcuna ambizione da pistolero, né sarà consentito, come alcuni falsamente dicono, comportarsi da ‘giustizieri’. Questa nuova legge non consente di agire al di sopra delle norme che tutelano la vita anzi, tutt’altro, è concepita proprio per dare loro maggiore concretezza, garantendo maggiori rispetto per le vittime”. E’ quanto afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, nel giorno in cui il Senato ha dato il via libera definitivo al Ddl sulla legittima difesa.

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“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”

Posted by fidest press agency su domenica, 17 marzo 2019

Sono trascorsi 20 anni dall’approvazione della Legge 68/1999 grazie alla quale il nostro Paese si dotava di uno strumento normativo volto a superare una visione esclusivamente assistenziale delle persone con disabilità e a porre le basi per una loro piena inclusione sociale. Oltre a fissare per i datori di lavoro, pubblici e privati, quote di assunzioni di lavoratori disabili e stabilire agevolazioni fiscali e contributive per le aziende virtuose, la legge 68/1999 prevedeva una serie di servizi di sostegno e di collocamento mirato per facilitarne l’attuazione.A vent’anni di distanza permangono non pochi ostacoli per la sua piena attuazione: il tasso di occupazione delle persone con disabilità è sempre rimasto di gran lunga inferiore rispetto allo standard dei lavoratori senza disabilità. Inoltre una delle principali riforme introdotte da quella legge, la formazione professionale, non si è rilevata strumento adeguato: in numerosi casi, infatti corsi, tirocini e stage, spesso, non hanno portato a uno sbocco lavorativo, avendo avuto il solo effetto di un avvicinamento al mondo del lavoro. In questo panorama, ricordando che la Legge 68/1999 è una vera e propria conquista di civiltà e rappresenta una legislazione avanzata a livello europeo, l’esperienza della Comunità di Sant’Egidio dimostra che è possibile realizzarla in modo compiuto. E’ il caso della “Trattoria degli Amici”, un ristorante nel cuore di Trastevere, che offre impiego stabile a 12 lavoratori con disabilità e, nel corso di 20 anni di attività, ha formato decine di professionisti della ristorazione (camerieri, aiuto-cuochi, sommelier) ora impiegati in diversi locali della Capitale e sostenuto, con la sua esperienza, iniziative analoghe in diverse città d’Italia. Un’iniziativa che dimostra come sia possibile valorizzare le persone con disabilità nelle loro capacità, anche professionali, in modo che possano contribuire con il proprio lavoro al benessere comune e creare una società davvero inclusiva.

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Il decreto semplificazione è legge

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

Il testo, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, snellirà talune procedure, anche riguardanti il mondo della scuola. Una nuova, che certamente renderà più semplice l’immissione in ruolo dei candidati al ruolo di dirigente scolastico del concorso in corso, è l’immissione in ruolo, per i quasi 3 mila vincitori, dal 1° settembre 2019.Altro punto importante, l’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento che sarà proposto quest’anno, senza alcuna proroga; infatti sarà possibile, per decine di migliaia di insegnanti non di ruolo, integrare i loro punteggi e cambiare provincia di collocazione, per agevolare la loro assunzione in località dove risultano posti disponibili. Il sindacato si è battuto affinché ciò accadesse, per far fronte al turn over che ci sarà in estate, oltre a riaccendere il doppio canale di reclutamento, poiché, in caso contrario, le immissioni in ruolo andranno nuovamente deserte anche quest’anno. Purtroppo sono stati respinti insensatamente anche gli altri emendamenti presentati da senatori dell’opposizione e richiesti da Anief tesi a riaprire le GaE, estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, stabilizzare i precari con 36 mesi e assumere tutti gli idonei dei precedenti concorsi.Altra buona notizia, non ci sarà il blocco quinquennale nei trasferimenti per tutti i doventi: Anief ha lottato affinché ciò non avvenisse; infatti il ministro Marco Bussetti voleva la sua introduzione nell’ottica di una continuità didattica che di fatto non si può assicurare per via della durata diversa dei cicli e dell’obbligo anagrafico scolastici. Ma non è tutto, poiché non potrebbe essere mantenuta dall’alto numero di precari chiamati su posti in organico di diritto, come per quelli di sostegno, dove 50 mila precari dovrebbero essere subito nominati in ruolo. Rimane pertanto il blocco per i docenti di sostegno e per i soli insegnati neo-assunti mentre continuano a rimanere esclusi dai trasferimenti gli assunti attraverso il FIT, nonostante alcuni emendamenti suggeriti da Anief che anzi avrebbero autorizzato pure una mobilità straordinaria sul 100% dei posti senza alcun vincolo e la frequenza di corsi on-line per facilitare i passaggi di ruolo con altre abilitazioni.Nessun intervento, nonostante l’annuncio del Governo al presidente della Consulta, di evitare il giudizio di legittimità sulla norma relativa all’ultimo corso-concorso riservato del 2015 e uno specifico emendamento a lungo accantonato proposto da diversi senatori dell’opposizione, su richiesta di Anief. La norma ha prodotto una disparità di trattamento nei confronti dei ricorrenti al bando del 2011, consentendo l’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici, previa procedura riservata, ai soli ricorrenti delle procedure concorsuali 2004 e 2006 e ai quei candidati che pure avevano ottenuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio alla data di entrata in vigore della legge 107/2015. Dunque non si è rispettato il principio di uguaglianza né salvaguardata la posizione dei dirigenti scolastici già assunti, rischiando ora di compromette gli interessi di tutti per una scelta fatta che la Corte Costituzionale potrebbe dichiarare incostituzionale, già il 2 aprile prossimo.

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Scuola: Decreto Semplificazioni diventa legge

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

In Gazzetta Ufficiale la legge 12 dell’11 febbraio 2018 di conversione del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione. Tra le novità l’immediata immissione in ruolo dei quasi tremila vincitori dell’attuale concorso a dirigenti scolastico. Evitata la proroga dell’aggiornamento delle GaE e il blocco quinquennale nei trasferimenti. Nessun intervento, nonostante l’annuncio del Governo al presidente della Consulta, per evitare il giudizio di legittimità sulla norma relativa all’ultimo corso-concorso riservato del 2015 e uno specifico emendamento a lungo accantonato proposto da diversi senatori dell’opposizione su richiesta di Anief.Il decreto semplificazione è legge: il testo, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, snellirà talune procedure, anche riguardanti il mondo della scuola. Una nuova, che certamente renderà più semplice l’immissione in ruolo dei candidati al ruolo di dirigente scolastico del concorso in corso, è l’immissione in ruolo, per i quasi 3 mila vincitori, dal 1° settembre 2019.
Altro punto importante, l’aggiornamento delle graduatorie a esaurimento che sarà proposto quest’anno, senza alcuna proroga; infatti sarà possibile, per decine di migliaia di insegnanti non di ruolo, integrare i loro punteggi e cambiare provincia di collocazione, per agevolare la loro assunzione in località dove risultano posti disponibili. Il sindacato si è battuto affinché ciò accadesse, per far fronte al turn over che ci sarà in estate, oltre a riaccendere il doppio canale di reclutamento, poiché, in caso contrario, le immissioni in ruolo andranno nuovamente deserte anche quest’anno. Purtroppo sono stati respinti insensatamente anche gli altri emendamenti presentati da senatori dell’opposizione e richiesti da Anief tesi a riaprire le GaE, estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, stabilizzare i precari con 36 mesi e assumere tutti gli idonei dei precedenti concorsi.
Altra buona notizia, non ci sarà il blocco quinquennale nei trasferimenti per tutti i doventi: Anief ha lottato affinché ciò non avvenisse; infatti il ministro Marco Bussetti voleva la sua introduzione nell’ottica di una continuità didattica che di fatto non si può assicurare per via della durata diversa dei cicli e dell’obbligo anagrafico scolastici. Ma non è tutto, poiché non potrebbe essere mantenuta dall’alto numero di precari chiamati su posti in organico di diritto, come per quelli di sostegno, dove 50 mila precari dovrebbero essere subito nominati in ruolo. Rimane pertanto il blocco per i docenti di sostegno e per i soli insegnati neo-assunti mentre continuano a rimanere esclusi dai trasferimenti gli assunti attraverso il FIT, nonostante alcuni emendamenti suggeriti da Anief che anzi avrebbero autorizzato pure una mobilità straordinaria sul 100% dei posti senza alcun vincolo e la frequenza di corsi on-line per facilitare i passaggi di ruolo con altre abilitazioni.
Nessun intervento, nonostante l’annuncio del Governo al presidente della Consulta, di evitare il giudizio di legittimità sulla norma relativa all’ultimo corso-concorso riservato del 2015 e uno specifico emendamento a lungo accantonato proposto da diversi senatori dell’opposizione, su richiesta di Anief. La norma ha prodotto una disparità di trattamento nei confronti dei ricorrenti al bando del 2011, consentendo l’immissione nei ruoli dei dirigenti scolastici, previa procedura riservata, ai soli ricorrenti delle procedure concorsuali 2004 e 2006 e ai quei candidati che pure avevano ottenuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio alla data di entrata in vigore della legge 107/2015. Dunque non si è rispettato il principio di uguaglianza né salvaguardata la posizione dei dirigenti scolastici già assunti, rischiando ora di compromette gli interessi di tutti per una scelta fatta che la Corte Costituzionale potrebbe dichiarare incostituzionale, già il 2 aprile prossimo.

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Etiopia: l’UNHCR accoglie con favore la legge che riconosce maggiori diritti ai rifugiati

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, accoglie con favore la nuova storica legge in materia di rifugiati approvata dall’Etiopia che consentirà ora a questi ultimi di ottenere permessi per motivi di lavoro e patenti di guida, di accedere all’istruzione primaria, di registrare legalmente eventi quali nascite e matrimoni, e di usufruire di servizi finanziari nazionali, quali quelli del settore creditizio.Il parlamento etiope ha adottato alcune revisioni alla legge già in vigore in materia di rifugiati giovedi 17 gennaio 2019, rendendola una delle più progressiste in Africa.
“L’adozione di questa storica legge rappresenta una pietra miliare significativa nella lunga storia di accoglienza di rifugiati da parte dell’Etiopia, giunti per decenni da tutta la regione”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “Creando le condizioni affinché i rifugiati possano meglio integrarsi nella società, l’Etiopia non solo onora i propri obblighi internazionali in materia, ma funge da modello per le altre nazioni che ospitano rifugiati nel resto del mondo”.La revisione del testo della legge è avvenuta proprio a poche settimane dall’approvazione del Global Compact sui Rifugiati da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 2018. Alla base di questo quadro innovativo vi è una risposta più strutturata e completa alle migrazioni forzate che prevede che i rifugiati siano inclusi nei servizi nazionali, quali assistenza sanitaria e istruzione, invece di istituire per essi sistemi paralleli. La strategia prevede, inoltre, che i rifugiati abbiano l’opportunità di divenire autosufficienti e contribuire alle economie locali in modo tale che anche le comunità di accoglienza possano beneficiarne.In Etiopia l’UNHCR ha preso parte alla stesura del testo nel processo di revisione della legge in materia di rifugiati, condotta dall’Agenzia etiope per gli affari inerenti ai rifugiati e ai rimpatriati (Agency for Refugee and Returnee Affairs/ARRA). La legge sostituisce la Proclamazione in materia di rifugiati (Refugee Proclamation) del 2004: anch’essa rispettava i principi fondamentali della Convenzione sui rifugiati del 1951, nonché la Convezione dell’Organizzazione dell’Unità Africana (OAU/OAU) del 1969, che limitava alcuni dei diritti dei rifugiati, fra cui la libertà di movimento e l’accesso all’istruzione, e non faceva alcuna menzione del concetto di integrazione.Attualmente l’Etiopia accoglie oltre 900.000 rifugiati provenienti principalmente da Paesi confinanti quali Sud Sudan, Somalia, Sudan ed Eritrea, e, in numeri minori, rifugiati da Yemen e Siria.

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Legge su educazione civica

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 dicembre 2018

“L’educazione civica è un tassello fondamentale nella formazione dei più piccoli prima e degli adolescenti poi. Anche in questa direzione è andato il mio impegno da ministro dell’Istruzione, con la legge 169 del 2008, e da parlamentare, con una proposta di legge specifica – presentata alla Camera lo scorso 14 giugno – per una reale introduzione dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza attiva e anche all’uso degli strumenti informatici che la tecnologia mette sempre più precocemente a disposizione dei nostri ragazzi. Una vera educazione civica, nel 2018, non può prescindere da una parallela educazione digitale.In questo inizio di legislatura sono state depositate in Parlamento anche altre proposte di legge, da diversi gruppi politici. C’è poi anche la lodevole iniziativa dell’Anci, lanciata dal sindaco Dario Nardella, per la raccolta di 50mila firme necessarie per depositare una legge di iniziativa popolare per introdurre l’educazione alla cittadinanza come materia obbligatoria nelle scuole.Oggi la Lega – in una conferenza stampa con Salvini e con i ministri Bussetti e Fontana – illustra una sua proposta, su iniziativa del deputato Capitanio.Bene, dico io. Più siamo, meglio è.Il governo, in questo caso i ministri leghisti si aprano al Parlamento, condividiamo le diverse proposte, facciamo sintesi, portiamo avanti un’unica grande e dirompente iniziativa per gettare le basi per una ‘rivoluzione del buon senso’, che parta dai banchi di scuola, con l’educazione civica e alla digitalizzazione.Abbiamo davanti una grande opportunità, non mettiamo bandierine su un tema così importante e delicato. Facciamo in modo che Camere ed esecutivo lavorino insieme per un vero e tangibile cambio di passo”.Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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