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Scuola: Manifestazione a Montecitorio dei precari non abilitati

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

I precari della scuola sono scesi ancora in piazza. I manifestanti hanno ricordato che lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi tra “le varie rappresentanze sindacali ed alla presenza del ministro all’istruzione e del presidente del consiglio Giuseppe Conte è stata sottoscritta e firmata l’intesa a favore del decreto “salva- precari” che avrebbe garantito a questo segmento della categoria di precari storici, 55.000 famiglie, di seguire un percorso abilitante ed una conseguente stabilizzazione attraverso un Concorso straordinario”. I precari ricordano, giustamente, che “l’Europa, non dimentichiamolo, ha parlato chiaramente di infrazione ed abuso del precariato nel pubblico impiego”. E che nel M5S “sulla piattaforma Rousseau, il 79,50 % dei votanti si è detto favorevole ad un’intesa fra due schieramenti politici che si spera non debbano ostacolare il processo messo in atto dal Governo uscente e voluto dallo stesso presidente del consiglio affinché i prof, precari non siano sfruttati dallo Stato, ma rispettati e stabilizzati come accade in tutti Paesi democratici”.
Devono essere progressivamente immessi in ruolo tutti coloro che hanno superato i 36 mesi di supplenze, come dice l’UE da vent’anni, anche riaprendo le GaE e utilizzando al meglio le graduatorie derivanti dai concorsi (Gm e Gmre). Per le graduatorie di merito dei concorsi ordinari e straordinari, invece, è necessario sbloccare, a domanda, le assunzioni a livello nazionale anche su altre regioni. Invece, in Italia il nuovo anno scolastico inizia nel peggiore dei modi: con 20 mila posti su quota 100 che potevano essere dati in ruolo; ancora di più avanzati dalle assunzioni andate deserte per colpa della cattiva gestione del reclutamento e un numero inaudito di supplenze annuali. Con queste dichiarazioni il presidente Anief, Marcello Pacifico, commenta le ragioni dei manifestanti, mentre il Governo che dovrà prendere le opportune decisioni si accinge a costituirsi con il giuramento di rito.
Per Anief non è possibile avere quasi 200 mila supplenze annuali, di cui oltre 50 mila ad insegnanti di sostegno, con l’80 per cento pure senza specializzazione, e poi avere tantissimi docenti precari arruolabili e invece lasciati ai margini perché così lo Stato continua a lucrare sui mesi estivi, sulle ricostruzioni di carriera e sugli stipendi fermi al minimo. Con la beffa finale di assistere poi all’assegnazione di supplenti fuori graduatoria, attraverso le cosiddette MAD. Il giovane sindacato ha già detto che tra i colpevoli di questa situazione c’è sicuramente il ministro Marco Bussetti, che infatti nessuno rimpiangerà. “Con l’avvio di questo nuovo Governo giallo-rosso – dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief – ci accingiamo a vivere una nuova politica. Anche della scuola. La nostra speranza è che si volti pagina, dimostrando con i fatti di volere assorbire nei ruoli dello Stato chi da anni porta avanti a testa china la didattica con compensi da fame e senza avere alcuna prospettiva sul futuro professionale: è l’ora della svolta, confidiamo nella sensibilità del nuovo esecutivo e di chi lo guiderà perché davvero si proceda in questa direzione”.

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Scuola: Nuovi ricorsi per la tutela di tutti gli abilitati illegittimamente esclusi dalle GaE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 aprile 2019

Anief, in attesa dell’imminente pubblicazione del decreto di aggiornamento delle Graduatorie a Esaurimento, affila le armi contro il Miur e annuncia nuovi ricorsi per la tutela di tutti gli abilitati illegittimamente esclusi dalle GaE. Marcello Pacifico (Anief): “Obiettivo della nuova azione giudiziaria è tutelare i diritti dei tanti docenti già inseriti con riserva in GaE e degli abilitati da sempre esclusi dal “doppio canale” di reclutamento. Chiederemo al TAR di rimettere gli atti alla Corte di Giustizia Europea in modo da ottenere una sentenza che dichiari l’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento unico vero strumento di prevenzione dell’abusiva reiterazione dei contratti a termine”
Le nuove azioni giudiziarie dello studio dell’ufficio legale Anief, pronte a partire non appena pubblicato il nuovo D.M., hanno come obiettivo la tutela dei docenti già inseriti con riserva nelle GaE al fine di assicurarne la permanenza, di quelli mai inseriti ma in possesso di un titolo abilitante conseguito anche con SFP, TFA, PAS, Diploma Magistrale, diploma ITP, di Conservatorio, Belle Arti e Danza o l’idoneità conseguita tramite partecipazione ai concorsi a cattedra.È necessario presentare domanda entro i termini stabiliti dal Miur utilizzando il modello cartaceo che sarà predisposto dai legali del giovane sindacato e seguendo le specifiche istruzioni che saranno messe a disposizione di tutti gli interessati, non appena avviate le procedure di aggiornamento. Possibile ricorrere anche per il Personale Educativo abilitato, in modo da ottenere l’inserimento in GaE per la Scuola Primaria e contro l’impossibilità di passare dalla IV alla III fascia GaE, nonostante le sentenze favorevoli già ottenute negli scorsi anni dall’Anief. Impugnata, anche, la tabella di valutazione dei titoli se non prevederà la valutazione delle abilitazioni conseguite tramite PAS/TFA o del servizio militare prestato non in costanza di nomina. Anche per i docenti cancellati a seguito di sentenze negative, o per quanti saranno impossibilitati a cambiare provincia perché inseriti in II o III fascia G.I., l’Ufficio Legale Anief predisporrà specifiche azioni legali. I nuovi ricorsi, necessari per agire tempestivamente contro il decreto Miur, saranno discussi dopo l’imminente pronuncia della Cassazione e dopo la decisione del Consiglio d’Europa sul reclamo collettivo Anief proposto sul precariato scolastico, attesa dopo il mese di settembre.I ricorrenti Anief già inseriti con riserva in GaE o che non hanno ancora ottenuto l’inserimento anche a seguito di provvedimenti favorevoli del Tribunale Amministrativo, inoltre, potranno beneficiare di una specifica tutela e di istruzioni mirate per poter proseguire l’azione già intrapresa negli scorsi anni con i legali del giovane sindacato in modo da rinnovare l’interesse ad agire anche nei confronti di questo nuovo decreto che aggiorna completamente le graduatorie e non decadere dall’azione legale già instaurata.
“Per i nostri ricorrenti – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – il nostro ufficio legale predisporrà ricorsi riservati per la corretta prosecuzione del contenzioso già attivato negli scorsi anni presso il TAR Lazio, in modo da impugnare ex novo il decreto di aggiornamento 2019/2021 e invieremo loro specifiche istruzioni sulla compilazione del modello online o cartaceo, a seconda dei casi, che saranno messe a loro disposizione dopo un attento studio di tutte le procedure di aggiornamento poste in essere dal Miur”.
Non appena pubblicato il Decreto di aggiornamento, dunque, Anief attiverà le adesioni ai nuovi ricorsi dando agli interessati precise istruzioni sulla compilazione del modello cartaceo e inviando a tutti i ricorrenti Anief che hanno già instaurato il contenzioso presso il TAR Lazio negli scorsi anni, le istruzioni riservate per la corretta tutela delle loro posizioni. “Sarà la CGUE – conclude Pacifico – a dire l’ultima parola sull’argomento e mettere la parola fine all’abusivo sfruttamento del precariato scolastico in Italia”.

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Scuola: Docenti precari non abilitati, contentino del governo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 febbraio 2019

“Per le tante decine di migliaia di docenti precari di terza fascia si sta facendo molto meno di quello che era stato promesso: a questi insegnanti non servono punti in più, ma corsi abilitanti e l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento con l’avvio contestuale del doppio canale di reclutamento. È un passaggio chiave ed imprescindibile se si vuole davvero vincere una volta per tutte la supplentite cronica nella scuola: pensare di cavarsela, come ha fatto il governo giallo-verde, con un emendamento che dà una supervalutazione del servizio in occasione del prossimo concorso, non serve a molto”. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando l’avvenuta approvazione della modifica all’interno del Ddl 1018 relativo alla conversione in legge del decreto 28 gennaio 2019, n. 4 che apre a quota 100 e al reddito di cittadinanza. Le ragioni dell’esecutivo sono state oggi espresse dalla senatrice Bianca Laura Granato (M5S), secondo la quale si starebbe rispettando “il contratto di governo nel modo in cui abbiamo potuto, visto che nelle more della legge di bilancio sono stati vinti alcuni ricorsi che hanno reso impraticabile la via del concorso riservato. Mi riferisco al transitorio della secondaria, laddove risultano bloccate le rispettive graduatorie. Vogliamo far funzionare la scuola pubblica e valorizzare il precariato – ha continuato la senatrice -. Ecco perché oltre a destinare il 10% dei posti ai precari, nel concorso verrà valutato il servizio grazie ad un emendamento che abbiamo approvato in commissione finito nel decreto quota 100”. La senatrice pentastellata sostiene anche di non avere “alcun dubbio che docenti con servizio siano in grado di superare il concorso meglio di altri appena usciti dagli studi”, perché “l’esperienza è un valore aggiunto insostituibile. Ma a questi timori vanno date delle risposte e vanno individuati correttivi, se possibile, alle procedure concorsuali. Parlerò con il Ministro per trovare soluzioni”, ha concluso Granato. Anief invita la senatrice a percorrere una delle strade indicate da tempo dal giovane sindacato: aumentare la quota di accesso prevista dalla legge di stabilità per tutti i docenti precari di terza fascia d’istituto. Oppure avviare un corso abilitante e permettere la loro successiva collocazione nelle GaE. A meno che non si voglia pensare ad un loro reclutamento dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto. “Occorre percorrere una di queste strade – dice ancora il presidente Anief – ed anche in fretta, perché se non si sana una volta per tutte la loro posizione si rischia concretamente di andare incontro ad un blocco delle attività didattiche”. Per questi motivi, Anief ha chiesto anche di introdurre una apposita modifica al decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, il cosiddetto decreto Semplificazioni, attraverso un’audizione tenuta presso la I Commissione Affari Costituzionali del Senato, andando a rivedere il comma 2 dell’articolo 10 del decreto Semplificazioni, sostituendo all’articolo 1, comma 792 della legge di bilancio 2019, lettera o), punto 2, le parole “10 per cento” con “50 per cento”: nella richiesta si è chiesto, di fatto, la stabilizzazione del personale docente non abilitato con 36 mesi di servizio attraverso l’estensione della quota di posti riservata.
La decima Sezione Corte di Giustizia Europea solo pochi mesi fa ha emesso la sentenza C-331/17 Sciotto che, richiamando “la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”, ha ribadito che gli stati membri non possano osteggiare tale indicazione e nemmeno discriminare determinate categoria di lavoratori. Invece, in Italia si continua proprio a fare questo. Tra l’altro, la strada dell’indifferenza intrapresa dallo Stato italiano lo sta conducendo verso una sempre più probabile condanna: sono sempre più gli elementi utili a trasformare la denuncia Anief 4231/2014, pendente presso la Commissione europea sulla violazione dell’Italia della normativa comunitaria dei contratti a termine, in procedura d’infrazione.

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Scuola: Quota 100 e precari non abilitati, nel “decretone” ma con una modifica

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 febbraio 2019

La richiesta di modifica al decreto 28 gennaio 2019, n. 4, prodotta da Lega e M5S, prevede che per i docenti precari di terza fascia che parteciperanno al concorso a cattedra sarà valorizzato il servizio svolto presso le scuole, con un punteggio fino al 50% di quello attribuibile ai titoli: è la prima apertura del Governo nei confronti dei supplenti che da tempo chiedono un intervento per sanare la loro posizione ed è giustificata dal rischio del blocco delle attività didattiche a seguito del boom di pensionamenti previsti nel 2019. Marcello Pacifico (Anief): Tanto valeva aumentare la quota d’accesso della legge di stabilità. Ma anche fare un corso abilitante e inserirli nelle GaE oppure reclutarli dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto.
Tra gli emendamenti al “decretone” ve ne è anche uno che interviene sulla situazione dei docenti precari iscritti in terza fascia d’istituto con cui si vorrebbe raddoppiare il punteggio dei loro servizi svolti: il testo, in discussione in XI commissione al Senato, ha come primo firmatario il senatore Mario Pittoni (Lega), presidente della commissione Cultura della Camera, ma sono presenti – sottolinea Orizzonte Scuola – tutte le firme dei Senatori del Movimento 5 Stelle che compongono la VII Commissione cultura al Senato.La proposta, che vorrebbe andare a rivedere l’articolo 14 del disegno di legge 1018, prevede che i docenti che parteciperanno al concorso a cattedra ordinario potranno godere nelle graduatorie di merito di un punteggio titoli posseduti fino al 40% di quello complessivo. Tra i titoli valutabili sarà particolarmente valorizzato il servizio svolto presso le istituzioni scolastiche, al quale è attribuito un punteggio fino al 50% del punteggio attribuibile ai titoli.La presenza di tale emendamento in un provvedimento legato al reddito di cittadinanza e alla quota 100, prima reale apertura nei confronti dei docenti precari di terza fascia che da mesi chiedono un intervento per sanare la loro posizione, viene giustificata con gli effetti del pensionamento anticipato sul sistema scolastico e la necessità di svolgimento delle attività didattiche.Per Anief è una presa in giro, che segue alla cancellazione del concorso riservato. “Tanto valeva – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato già rappresentativo – aumentare la quota di accesso prevista dalla legge di stabilità, se proprio non si vuole stabilizzare il personale precario inserito in terza fascia d’istituto che ricopre molte delle 100 mila supplenze assegnate ogni anno. Oppure – continua il sindacalista – si sarebbe potuto organizzare un corso abilitante e inserirli nelle GaE. O, ancora, reclutarli dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto, come chiesto da tempo dall’Anief”.
Il sindacato autonomo ricorda che la Legge Europea, illustrata da Anief ai parlamentari del Senato, prevede che gli stati membri debbano provvedere alla “conversione automatica del contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre una data precisa”, ovvero 36 mesi anche non continuativi qualora stiano operando su posto vacante e disponibile. Una soluzione che, tra l’altro, andrebbe anche a risolvere il problema delle 150 mila supplenze annuali o al termine delle attività didattiche.

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Scuola: Docenti precari abilitati: aggiornare le GaE subito come prevede la legge

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

Il primo partito di maggioranza apre alla possibilità per decine di migliaia di insegnanti non di ruolo di integrare i loro punteggi e cambiare provincia di collocazione, per agevolare la loro assunzione in località dove risultano posti disponibili: dopo il rinvio del 2018, stavolta l’aggiornamento “non è procrastinabile”, hanno spiegato i rappresentanti pentastellati. Per il sindacato è fondamentale anche la loro contestuale riapertura immediata, al fine di sopperire al copioso turn over che aspetta il settore in estate. E per rivitalizzare il doppio canale di reclutamento: in caso contrario, le immissioni in ruolo andrebbero anche quest’anno deserte. Marcello Pacifico (Anief): Bene fa il M5S, che pure inizialmente aveva votato il blocco quinquennale sulla mobilità e la proroga dell’aggiornamento delle GaE al decreto semplificazione poi bloccato dal Quirinale, a ravvedersi, permettendo così ai 25 mila docenti inseriti nelle GaE di poter prendere il ruolo con l’attuale aggiornamento.

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Scuola – Docenti precari abilitati: aggiornare le GaE subito come prevede la legge

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Il primo partito di maggioranza apre alla possibilità per decine di migliaia di insegnanti non di ruolo di integrare i loro punteggi e cambiare provincia di collocazione, per agevolare la loro assunzione in località dove risultano posti disponibili: dopo il rinvio del 2018, stavolta l’aggiornamento “non è procrastinabile”, hanno spiegato i rappresentanti pentastellati. Per il sindacato è fondamentale anche la loro contestuale riapertura immediata, al fine di sopperire al copioso turn over che aspetta il settore in estate. E per rivitalizzare il doppio canale di reclutamento: in caso contrario, le immissioni in ruolo andrebbero anche quest’anno deserte. Marcello Pacifico (Anief): Bene fa il M5S, che pure inizialmente aveva votato il blocco quinquennale sulla mobilità e la proroga dell’aggiornamento delle GaE al decreto semplificazione poi bloccato dal Quirinale, a ravvedersi, permettendo così ai 25 mila docenti inseriti nelle GaE di poter prendere il ruolo con l’attuale aggiornamento.Rimane viva l’incertezza sull’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento, che secondo la normativa deve svolgersi nella prossima primavera. Nel Decreto Semplificazioni, approvato di recente, si era tentato di inserire una proroga della validità delle attuali graduatorie: “tentativo fallito anche se esponenti di Governo affermano che il provvedimento sarà inserito in un prossimo decreto”, scrive Orizzonte Scuola.
“Ad oggi – continua la rivista – l’aggiornamento si svolgerà e sarà particolarmente complicato per infanzia e primaria, se la decisione dell’Adunanza Plenaria del 20 febbraio prossimo dovesse rivelarsi a favore dell’inclusione dei docenti diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 nelle GaE. Il cambio provincia, in quel caso, potrebbe veramente provocare un ribaltamento delle attuali posizioni assunte in graduatoria”. A schierarsi per l’immediato aggiornamento delle GaE è anche il M5S, secondo il quale “non è procrastinabile. Nonostante avvenga in concomitanza di varie procedure concorsuali non sarebbe giusto negare un diritto a chi è iscritto”. Un pensiero confermato dall’ex deputata Silvia Chimienti che afferma di essere in costante contatto con l’on. Lucia Azzolina (M5S).
Anche Anief ribadisce la necessità dell’aggiornamento e di una contestuale loro riapertura immediata, per sopperire al copioso turn over che aspetta il settore in estate. E per rivitalizzare, in questo modo, anche il doppio canale di reclutamento, alla luce anche del ritorno, voluto dall’esecutivo, dei vecchi concorsi e l’abuso dei contratti a termine subìto dai precari chiamati dalle graduatorie d’istituto nell’ultimo triennio dopo l’approvazione della Buona Scuola, oltre che della fine dei concorsi riservati per i supplenti con 36 mesi.
Il sindacato prosegue la battaglia, nel frattempo, anche dinanzi ai giudici, chiedendo l’applicazione in Italia della Direttiva 1999/70/CE, creata da Bruxelles proprio per contrastare l’abuso di precariato nei Paesi membri.

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Scuola: Concorso docenti abilitati

Posted by fidest press agency su sabato, 8 settembre 2018

Secondo i giudici di Palazzo Spada, la gestione della fase transitoria della scuola secondaria, prevista dalla precedente maggioranza parlamentare e ripresa dall’attuale per la primaria e l’infanzia, sarebbe illegittima per violazione degli articoli 2, 51 e 97 della Costituzione: l’unica soluzione, per il Consiglio di Stato, è tornare ai percorsi abilitanti e ai concorsi. Ecco perché per Anief bisogna provvedere con urgenza alla riapertura delle GaE, con lo scorrimento del doppio canale. La parola presto spetterà al Parlamento, a partire dall’11 settembre, quando i precari manifesteranno davanti alla Camera, nel giorno dello sciopero nazionale Anief e dell’avvio dell’emendamento salva-precari LeU 6.3 all’art. 6 del decreto legge 91/18, già approvato in Senato. Diventano pubbliche le motivazioni che hanno indotto il giudice delle leggi, attraverso l’ordinanza n. 5233/2018, a chiedere l’intervento della Corte Costituzionale sul primo concorso straordinario riservato agli abilitati previsto dal comma 2, lettera b) e dal comma 3 dell’art. 17 del decreto legislativo n. 59/2017 collegato alla Buona Scuola, per via dell’esclusione illegittima di un dottore di ricerca ma anche, in giudizi diversi, degli insegnanti tecnico pratici o dei docenti abilitati all’estero: secondo i giudici di Palazzo Spada, la gestione della fase transitoria della scuola secondaria sarebbe illegittima per violazione degli articoli 2, 51 e 97 della Costituzione. L’unica soluzione, sempre per il Consiglio di Stato, è quindi tornare ai percorsi abilitanti e ai concorsi.A questo punto, la Consulta potrebbe travolgere l’intera procedura concorsuale, per salvare la quale il sindacato chiede fin d’ora di riaprire le GaE e confermare nei ruoli i neo-assunti, al pari delle maestre con diploma magistrale: se tra le soluzioni profilate dal Consiglio di Stato, infatti, c’è quella di riaprire le procedure abilitanti e ordinarie concorsuali, invero, come corollario deve essere assunto il principio dello scorrimento di quelle graduatorie permanenti che attraverso il doppio canale compensava il precariato dell’abuso italiano dei contratti a termine.D’altronde, se le ordinanze riguardano il primo concorso riservato al personale abilitato, già stanno comportando conseguenze sul secondo concorso, riservato al personale precario con 36 mesi di servizio nella scuola superiore – per il quale è opportuno consentire l’accesso al fine di conseguire l’abilitazione al FIT al di fuori dell’accesso a numero programmato legato al reclutamento – e senza i 24 CFU (considerata l’esperienza didattica maturata), o ancora sul personale della primaria e infanzia con 24 mesi di servizio che avrebbe dovuto svolgere il terzo concorso riservato previsto dal Decreto Dignità.

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Il concorso docenti abilitati parte col piede sbagliato

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Al problema dei tempi biblici per la preparazione della prova concorsuale, legati soprattutto alla logica mancanza di commissari disposti a sobbarcarsi un onere non indifferente, senza esoneri dal servizio abituale ed in cambio di cifre a dir poco ridicole, si stanno aggiungendo delle inspiegabili prove difformi per verificare l’attitudine all’insegnamento dei candidati: dalla Lombardia, l’unica regione dove si è partiti con lo svolgimento dell’unica prova prevista, l’orale, i candidati lamentano un impegno fortemente diversificato, variabile in base alle commissioni di collocazione. Diversi docenti precari abilitati che hanno svolto la prova in più di una classe di concorso, ci segnalano, in particolare, contenuti e tempi di attuazione fortemente diversificati. Con inevitabili effetti sulla valutazione finale, la cui consistenza diventa fondamentale ai fini della collocazione nelle graduatorie regionali che si andranno a determinare, al termine del concorso riservato, per decidere quali precari accederanno al terzo anno di Fit pre-ruolo. Quella che doveva essere una sorta di sanatoria del Governo a maggioranza PD, si conferma sempre più inutile, se non dannosa, ponendo in seria discussione l’applicazione dei decreti legislativi della Legge 107/2015, in particolare il D. Leg.vo n. 59/2017.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Invece di risarcire i precari non assunti e attivare le prove suppletive del vecchio concorso, sanando così i tanti ricorsi in essere nei tribunali, ci si è inventati questa verifica ulteriore delle abilità e conoscenze già ampiamente riscontrate in passato. La realtà è che si è voluti complicare la vita, anziché ammettere una volta per tutte che un supplente, come qualsiasi precario dell’amministrazione pubblica con titoli e abilitato ad acquisire un posto vacante, dopo tre anni di servizio svolto va assunto a tempo indeterminato. Ma evidentemente quello che l’Unione europea sostiene da anni vale solo quando si tratta di sistemare i bilanci o caldeggiare cause a favore del Governo di turno. Noi a questa logica non vogliamo soccombere.

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Scuola – Diplomati magistrale: Anief, unica strada percorribile è la riapertura delle Gae a tutti gli abilitati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2018

È totalmente inutile pensare a una fase transitoria: dal 28 aprile è stato indetto uno sciopero della fame e un presidio permanente al Miur. Il 2 e 3 maggio invece sarà la volta di uno sciopero nazionale che culminerà il 3 maggio in una manifestazione nazionale a Roma, davanti alla sede ministeriale. Necessario sospendere subito tutti i ricorsi pendenti presso il Tribunale amministrativo in attesa di un riesame della questione in Parlamento e in Cassazione.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: Su 120 mila docenti abilitati alle superiori, soltanto uno su tre ha presentato domanda di partecipazione alla fase transitoria che, peraltro, per come ideata, non garantisce l’immissione in ruolo di tutti né è utile al conferimento delle supplenze. Per i posti di sostegno, addirittura, si è presentato soltanto uno specializzato su sei degli ultimi cinque anni; uno su due è già di ruolo. Pertanto, ipotizzare, di applicare questo sistema di reclutamento alla primaria sarebbe inutile; meglio ritornare sui propri passi e riaprire le Gae come ha fatto il Parlamento nella XVI legislatura. Per opporsi alla decisione dell’Avvocatura dello Stato, l’Anief ha predisposto uno specifico ricorso, rivolto al giudice del lavoro, finalizzato proprio ad opporsi al licenziamento dei diplomati magistrale che hanno superato l’anno di prova.

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Scuola: Concorso docenti abilitati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Il sistema continua a restituire ai docenti che vogliono accedere alla domanda per il concorso la pagina del login, o se permette la compilazione poi non permette di salvare i dati. Dal numero delle segnalazioni ricevute, impossibile pensare si tratti di problemi legati al singolo pc o browser utilizzato. Dal numero verde – ci riferiscono i docenti – al momento nessuna soluzione. Alla luce di tali problematiche, Anief chiede ufficialmente al Miur la proroga di una settimana per la consegna delle candidature.Il sindacato, nel frattempo, avvia i ricorsi anche per la valutazione – come aspecifico – del servizio prestato in qualità di docente di religione cattolica, che quindi deve essere dichiarato all’atto di presentazione della domanda. Gli interessati possono aderire direttamente dal seguente link.Marcello Pacifico: Quella della presentazione delle domande per accedere al concorso per abilitati che porterà al terzo anno di Fit e all’immissione in ruolo è una procedura che il Miur si poteva risparmiare, visto che si tratta di docenti già abilitati e specializzati. Ma, per come si sono messe le cose a seguito dell’approvazione della riforma, la Legge 107/2015, è diventato un passaggio obbligato fondamentale per essere assunti. Pertanto, siamo certi che il Miur terrà conto delle lamentele dei diretti interessati e della nostra richiesta di slittamento della data di scadenza. Come siamo certi di venire incontro alle esigenze dei precari nel patrocinare i ricorsi per la corretta valutazione dei titoli e per le troppe esclusioni incomprensibili.

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Scuola: Il concorso docenti abilitati produrrà vincitori che non saranno mai assunti

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 febbraio 2018

La fase transitoria si sta rivelando un percorso ad ostacoli che lascerà per strada diversi insegnanti oggi abilitati: andando ad approfondire la cervellotica normativa che sostiene l’imminente concorso riservato ai docenti abilitati indetto con DG il 1° febbraio 2018 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 14, l’Anief scopre che una parte non indifferente dei vincitori potrebbe non essere mai assunta per via delle percentuali decrescenti di ammissione al terzo anno al FIT, la nuova formazione pre-ruolo: nel decreto legislativo 59/2017, conseguente alla Legge 107/2015, per fare spazio ai vincitori del nuovo concorso a cattedra e ai precari attualmente non abilitati, si introducono infatti delle percentuali decrescenti di assegnazione dei posti vacanti. Fino ad appena il 20%. Si tratta di una limitazione che rende impossibile l’assunzione, anche in 10 anni, di docenti abilitati in classi di concorso con pochi posti, proprio mentre il Miur inizierà ad avviare il FIT triennale sottopagato per neolaureati non abilitati.È un assetto che stride con rapporto Eurydice 2018 sulla professione docente, il “Teaching Careers in Europe: Access, Progression and Support”, pubblicato in questi giorni: nella sezione “formazione iniziale e reclutamento” si scopre infatti che in Italia continuerà ad essere particolarmente difficile diventare insegnante. Mentre “in quasi la metà dei sistemi educativi, gli insegnanti sono pienamente qualificati al termine della formazione iniziale”. Solo “in sei paesi, agli insegnanti viene richiesto di superare un concorso”. Inoltre, “un terzo dei sistemi educativi offre percorsi alternativi per abilitarsi come insegnanti. Questi sono normalmente organizzati o come programmi professionali brevi oppure come programmi basati sul lavoro”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Anziché prendere coscienza della tendenza dei paesi europei si è introdotto un sistema di nuovo reclutamento ancora più selettivo: ci vogliono, infatti, otto anni per essere confermati nei ruoli, una laurea magistrale, una specialistica, tre anni di Fit di formazione post laurea e di tirocinio e una valutazione finale del dirigente scolastico. Invece di abbreviare l’accesso alla docenza, nel paese con la classe insegnante più vecchia del mondo, rispetto alle tradizionali Ssis abilitanti, si è riusciti nell’impresa di allungare di ulteriori due anni il percorso ad ostacoli che porta all’agognata meta dell’immissione in ruolo.

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Abilitati infanzia e primaria: nessuno si salva da solo, subito fase transitoria per tutti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

scuolaDiversi lavoratori della scuola in questi ultimi anni si sono dovuti mobilitare per salvaguardare il loro lavoro e le loro vite: i docenti spediti per l’Italia dalla mobilità farsa, gli abilitati TFA PAS e di Scienze sulla Formazione Primaria, esclusi ingiustamente dalle GaE, i docenti precari delle superiori che rischiano di restare “stabilmente precari” grazie all’assunzione tramite FIT, che li costringerà a un contratto a tutele crescenti e con uno stipendio da fame, i diplomati magistrali umiliati dall’ennesima sentenza politica che capovolge vite e mette a rischio migliaia di famiglie.
Come USB pensiamo che da tutti questi abusi e mobilitazioni la scuola intera debba trarre una unica forte lezione: nessuno si salva da solo. Crediamo che l’unione delle lotte dei lavoratori su obiettivi realistici e senza corporativismi sia fondamentale e rimanga l’unico strumento per contrapporsi ad una controparte che determina a colpi di sentenze o di decreti delega le nostre vite, la qualità del nostro lavoro e la ricaduta didattica sugli studenti. Riteniamo che puntare su moratorie o dilazioni, su ulteriori ricorsi o richieste ai vari politici in cerca di accreditamento per le prossime elezioni, per non parlare della proposta di creare assemblee settoriali temporeggiando e perdendo tempo prezioso sia assolutamente controproducente.Pensiamo che non si possa pensare ai docenti senza riflettere sulla condizione del personale ATA, crediamo che sia necessario costruire solidarietà tra lavoratori costruendo mobilitazioni unitarie, per cercare di creare una rappresentanza che non sia opportunista, farsesca o funzionale al sistema di chi pratica il divide et impera. Non ci sono soluzioni alternative a quella di tornare a essere uniti nel praticare il conflitto. Non ci può essere una soluzione per i diplomati magistrale diversa da quella per i laureati in scienze della formazione primaria, non si può pensare allo sciopero settoriale della sola scuola primaria se non si coinvolge anche il resto della categoria allargando lo sguardo sulle condizioni di lavoro generali e sul “precariato a sistema” del FIT che per adesso sembra toccare solo i docenti della secondaria.
Nessuno si salva da solo. Nessuno si salva senza rivendicare la sacrosanta assunzione in ruolo per tutti i lavoratori in servizio da più di tre anni. Nessuno si salva se non si mettono in campo rivendicazioni collettive come la richiesta che invieremo al MIUR affinché nel decreto di prossima pubblicazione per la fase transitoria, previsto per tutti gli abilitati TFA e PAS della secondaria, vengano inseriti anche tutti gli abilitati della scuola primaria e della scuola dell’infanzia.Non sappiamo quali siano le reali intenzioni di chi propone soluzioni attendiste, giudiziarie o normativamente inapplicabili. Sappiamo che adesso è ora di continuare la mobilitazione reclamando soluzioni reali e diritti per tutti, a partire dall’inserimento di una fase transitoria anche per infanzia e primaria che a camere inattive rappresenta l’unica soluzione vera e percorribile.

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Scuola – Precariato: invece di assumere gli abilitati il Miur adotta la norma ‘strozzasupplenze’

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneCon la Circolare n. 37381, da Viale Trastevere si forniscono indicazioni alle scuole sulle modalità di supplenza dell’anno scolastico appena avviato: richiamando il comma 131 della legge di riforma Renzi-Giannini 107/2015 e la Legge di Bilancio 2017, il Ministero ribadisce l’intenzione di non stipulare più supplenze annuali al personale docente e Ata precario che ha svolto tre anni di servizio non continuativo su posto vacante. Il conteggio parte dal 1° settembre 2016. Penalizzati, ancora una volta, i docenti precari già abilitati della seconda fascia d’istituto: a poco servono le rassicurazioni del sottosegretario De Filippo sul “massimo impegno da parte del Miur in merito alle scadenze dei decreti attuativi e del bando di concorso previsto per Febbraio 2018”. Ma il problema esiste e la soluzione non è questa.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il blocco dei 36 mesi è una norma che non doveva essere approvata, perché costituisce la traduzione opposta di quanto ci indica da tempo l’Unione Europea: i tre anni di servizio a tempo determinato su posto vacante vanno considerati come soglia da valutare per l’assunzione a titolo definitivo. E non come blocco da imporre per scongiurare tale diritto. È evidente che la legge, il comma 131 della Buona Scuola, è stata creata appositamente per aggirare le direttive UE. Ma noi non ci stiamo: l’Ufficio legale Anief sta infatti valutando di proporre ricorso specifico contro la parte della Circolare Miur 37381.Proprio su questi temi l’Anief, dopo la discussione della petizione presso il Parlamento Europeoe la presentazione del reclamo al consiglio d’Europa, di recente ha deciso di rivolgersi anche alla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, proprio per consentire la stabilizzazione di tutto il personale docente e Ata scolastico con più di 36 mesi di servizio svolto. Nel frattempo,la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016) per indennizzare i precari della Pubblica Amministrazione che non vengono immessi in ruolo.

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Scuola: La vittoria di Delsa al Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2016

consiglio di statoHanno vinto i 200 maestri diplomati magistrali trentini patrocinati dal sindacato DELSA, che avevano fatto causa alla Provincia Autonoma di Trento per essersi visti scavalcare in graduatoria, dopo 15 anni di lavoro, da più di 200 colleghi abilitatisi con la laurea in SFP, molti dei quali con esperienza minima di lavoro.Abilitati lo erano anche loro e per legge peraltro, attraverso un diploma magistrale che fino al 2002 è stato l’unico percorso abilitante per formare i maestri italiani.Inspiegabile dunque l’iniziativa nel 2014 della giunta Rossi di istituire una fascia ad hoc per i soli laureati in Scienze della Formazione Primaria mettendo letteralmente all’angolo i docenti che fino ad allora avevano lavorato per la PAT nelle scuole primarie provinciali con titoli e preziosa esperienza sulle spalle.I maestri trentini, dopo aver incassato un rigetto netto al Tar di Trento alcuni mesi fa, si sono rivolti in secondo grado al Consiglio di Stato che nella giornata di oggi 5 agosto 2016 ha dato loro ragione disponendo la sospensione della sentenza con cui il Tar Trento aveva negato l inserimento con riserva nella graduatoria di quarta fascia trentina.
Al termine di una sentenza cautelare fortemente dibattuta, che ha visto contrapporsi gli avvocati Francesco Lilli, Fabio Pellicano , Claudia Morreale all’intera avvocatura provinciale,il Consiglio di Stato ha ribadito che la Provincia di Trento non può discostarsi da quella che è la disciplina vigente in campo nazionale sulla abilitazione dei titoli e per questa ragione i ricorrenti di DELSA vanno tutti inseriti con riserva nella attuale quarta fascia, a pettine con i laureati, secondo il proprio punteggio e in piena facoltà di stipulare contratti sia a tempo determinato che indeterminato.Il Presidente di DELSA sindacato autonomo trentino, Mauro Pericolo commenta con profonda commozione e soddisfazione la vittoria ottenuta presso il consiglio di stato in particolare perchè accoglie pienamente le richieste di inserire con riserva tutti i ricorrenti diplomati
magistrali rappresentati dal sindacato, specifica che in virtù di questa riserva essi potranno stipulare contratti a tempo determinato e indeterminato e sottolinea che vi è una prevalenza dei principi normativi nazionali sulla legislazione trentina in materia di valori abilitanti.”Sono tesi esclusivamente nostre, sostenute per anni e alle quali con ritardo ed atteggiamento opportunista si sono accodate altre organizzazione sindacali con evidenti scopi speculativi. Da parte nostra c’è piena intenzione a chiedere un risarcimento per danni professionali economici e morali nei confronti della Provincia autonoma di Trento, precisando che tutti i nostri ricorrenti sono già da anni dipendenti della PATe non vengono da fuori provincia. Coloro i quali avevano anni di servizio alle spalle e sono rimasti senza lavoro perché scavalcati ingiustamente da più di 200 colleghi ora potranno chiedere conto del mancato introito sia in termini economici che di servizio.” chiosa Pericolo.Ora La Provincia autonoma di Trento non potrà procedere ulteriormente con le assegnazioni degli incarichi facendo riferimento ad una graduatoria (quella di quarta fascia) illegittima poiché istituita sulla base di regolamento provinciale errato nella parte in cui non consentiva l’inserimento degli abilitati con diploma magistrale ante 2002. See more at: http://www.giornalesentire.it/article/precari-scuola-mauro-pericolo-anief-contesta-riunione-ugo-rossi.html#sthash.1fNVpYkS.dpuf (foto: (foto: lavoratori precari, ministro istruzione)

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Precari abilitati al Miur

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

Lettera al direttore. siamo un gruppo di studenti universitari, iscritti ai corsi di laurea in Scienze della formazione primaria e ai corsi per l’abilitazione in strumento musicale e didattica della musica: ci siamo immatricolati negli anni accademici 2008/2009, 2009/2010, 2010/2011. Scriviamo questa lettera per portare all’attenzione dell’opinione pubblica una situazione davvero grave che ci riguarda e che in questi anni ha continuato a passare pressoché inosservata, nonostante le nostre continue proteste, fino a culminare in questi giorni. Noi siamo 20000 insegnanti abilitati e abilitandi, ma ci troviamo esclusi dall’unico canale di reclutamento esistente per poter accedere alla professione: la graduatoria ad esaurimento. Nonostante frequentiamo il medesimo corso di specializzazione dei colleghi immatricolati fino al 2007/2008, loro hanno avuto accesso alle graduatorie, mentre a noi questo accesso continua ad essere negato, senza che esista, però, un nuovo sistema di reclutamento, nonostante sia una promessa ormai talmente vecchia da essere ammuffita. Ci troviamo in questa situazione ormai da due anni, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la presa in giro che si è consumata nei nostri confronti in Parlamento nei giorni scorsi. Il Decreto Sviluppo, infatti, doveva, tra gli emendamenti approvati, contenerne uno che finalmente ci consentiva la sospirata entrata in graduatoria, dopo anni di lotta; i parlamentari sostenitori della causa ci avevano ormai rassicurati sulla pressoché certezza di vittoria, supportata anche dal fatto che la proposta era stata trasversalmente accolta da deputati di entrambi gli schieramenti politici. Ma la mattina del 20 giugno, poche ore prima che il governo ponesse la fiducia, l’emendamento è stato eliminato in extremis, lasciandoci di nuovo senza nessuna speranza nel domani. È proprio il caso di dirlo: oltre al danno, la beffa. A questo punto noi ci sentiamo di dire “basta”. Siamo stanchi di subire questa continua lesione dei nostri diritti! È inutile che in così tanti, dai Presidenti di Corso di laurea, ai docenti, al Ministero dell’Istruzione stesso, ci ripetano che i nostri corsi di laurea sono abilitanti all’insegnamento, se poi non esiste un modo in cui possiamo spendere questa abilitazione; paradossalmente risultiamo formalmente uguali agli altri venuti prima di noi, ma sostanzialmente diversi nelle opportunità: questa non è vera uguaglianza. E quale unica colpa abbiamo? Quella di essere più giovani, perché nati dopo. Ennesima conferma, questa, del fatto che l’Italia non è un Paese per giovani. Il Governo continua, giustamente, a pensare alla stabilizzazione dei precari di lunga data, ma non si cura minimamente dei nuovi precari che sta creando, che si stanno già abilitando con enormi sacrifici ad una professione che però viene loro di fatto negata. È giustizia questa? No. È la tanto sbandierata meritocrazia del Ministro Gelmini? Nemmeno. Noi rivendichiamo il diritto di esercitare la professione dell’insegnante, per la quale ci stiamo formando con impegno e dedizione. È stato il Ministro Gelmini ad attivare i corsi di laurea in questi anni e noi abbiamo superato una selezione per riuscire ad ottenere un posto al loro interno; ora il Ministro stesso deve assolutamente predisporre procedure di reclutamento alle quali possiamo accedere. Che siano le graduatorie ad esaurimento o un nuovo canale poco importa, ma ci devono essere date delle garanzie. Vogliamo avere la possibilità di dimostrare che siamo insegnanti bravi e preparati, che meritano di stare all’interno della Scuola. Vogliamo avere la possibilità di contribuire al futuro del nostro Paese. Ma vogliamo anche poter vedere il nostro futuro. Perché vogliamo lavorare. Vogliamo sposarci. Vogliamo poter mettere al mondo dei figli sapendo di poterli mantenere. Vogliamo anche noi un futuro. Coordinamento Nazionale Abilitati e Abilitandi per le GaE.

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Soccorso stradale e auto elettriche

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Il Gruppo Europ Assistance sigla un accordo con DEKRA – leader europeo per i servizi in ambito Automotive e Industriale – per preparare la propria rete di soccorso stradale contro i guasti ai veicoli elettrici, a partire dal prossimo mese di gennaio, in 5 Paesi europei.  Questo accordo esclusivo e paneuropeo consentirà alla rete auto di Europ Assistance di essere pronta ad accompagnare con professionalità e competenza la diffusione sul mercato delle vetture elettriche e di intervenire anche su questa nuova generazione di veicoli. Gli operatori del soccorso auto, una volta formati e abilitati, saranno inoltre dotati di un particolare kit di intervento raccomandato per la risoluzione di problematiche che possono riguardare le auto elettriche (guanti, occhiali di sicurezza…). Il percorso di formazione sarà erogato in 5 Paesi (Francia, Italia, Spagna, Germania e Belgio) a partire dal prossimo mese di gennaio e per tutto il 2011.  Da dicembre 2010 sarà inoltre attivo un sito internet a disposizione degli operatori della rete auto di Europ Assistance per ottenere informazioni e per l’iscrizione al corso.   L’accordo con DEKRA, ente con una comprovata esperienza anche nel campo della formazione e abilitazione sui guasti elettrici e con una forte presenza in Europa, permette ad Europ Assistance di offrire in tutti i Paesi coinvolti gli stessi standard qualitativi e il vantaggio di una gestione centralizzata del progetto e di un unico interlocutore.

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Aumentano medici abilitati a certificati online

Posted by fidest press agency su domenica, 5 settembre 2010

«Aumenta a ritmo serrato» il numero di medici abilitati all’invio online dei certificati di malattia dei lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, all’Inps. Lo sostiene il ministero per la Pubblica amministrazione e l’innovazione, precisando in una nota che, «secondo i dati rilevati dal Formez e dal ministero dell’Economia e delle finanze, il numero di medici di famiglia oggi dotati di credenziali di accesso al sistema è infatti passato dal 32% di fine luglio a oltre il 70%. Significativo è stato anche l’avanzamento registrato per i medici ospedalieri, di cui circa il 25% risulta attualmente dotato di Pin», ovvero del codice che consente l’accesso al sistema. L’aumento decisivo dei medici abilitati si riflette anche «nel rapido incremento del numero di certificati di malattia trasmessi in modalità telematica nel mese di agosto, passati da 150.000 a oltre 260.000 con un aumento di circa il 70%», precisa il dicastero guidato da Renato Brunetta (foto), all’indomani della richiesta di proroga della messa a regime del sistema da parte di Cimo Asmd. (fonte doctornews)

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Sardegna, percorsi di formazione professionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 agosto 2009

L’Assessorato regionale del Lavoro, nell’ambito del progetto Sis “Scuola e integrazione in Sardegna”, ha pubblicato l’avviso per la realizzazione di percorsi di formazione professionale e di progetti contro la dispersione scolastica. Questo primo percorso, della durata di 990 ore, è rivolto a giovani che hanno assolto il biennio obbligatorio negli anni 2007-2008 e precedenti e che non intendono proseguire nei percorsi di istruzione. Gli interventi da realizzare sono pari a 25 corsi su base regionale. Le agenzie formative inserite nell’elenco regionale dei soggetti abilitati a proporre e realizzare attività di formazione professionale per la macrotipologia A, possono presentare le candidature entro le ore 13 del 30 settembre 2009.

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