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Posts Tagged ‘diplomati magistrale’

Scuola: Diplomati magistrale, siglata l’intesa

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2019

Possono continuare a insegnare per quest’anno ma rimane il problema del loro reclutamento. Anief continua a non capire perché si firmano accordi che non risolvono il problema. Pacifico: bisogna estendere il riservato bis alla primaria e infanzia senza limiti di idonei e confermare nei ruoli chi ha superato l’anno di prova. Basta convocarci e ascoltarci.Il nostro sindacato ha da tempo espresso quale sarebbe la linea da intraprendere: utilizzare la possibilità dell’imminente discussione in Parlamento del decreto legge salva scuola, finalizzato alla sua conversione, per indire un concorso straordinario bis ai docenti con diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 per l’assunzione nella scuola primaria e dell’infanzia inserendo tutti gli idonei in graduatoria, come era stato previsto a luglio. E aprendo la selezione, naturalmente, anche a chi è in possesso del titolo Laurea in Scienze della formazione primaria. Anief, che continua ad essere illegittimamente esclusa dagli incontri con il Miur – sebbene tuteli da sola oltre la metà dei maestri interessati, sia rappresentativa da ormai oltre un anno e mezzo e ciò è stato anche ratificato dall’Aran – reputa del tutto insoddisfacente questo accordo. Per il suo presidente nazionale Marcello Pacifico, “la verità è che invece di prevedere una modalità per permettere ai maestri con diploma magistrale di essere confermati nelle scuole dove operano e, nel contempo, stabilizzati in modo graduale, si fa passare per grandioso lo stesso risultato, una premessa ad un provvedimento legislativo, che con il precedente Esecutivo si era ottenuto – con apposito comma inserito nella Legge 96/2918 – senza manfrine ed inutili accordi, come quello sancito oggi al ministero dell’Istruzione e spacciato come un risultato importante, ma per vie dirette di tipo puramente governativo”.

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Scuola: Diplomati magistrale. Anief chiede al Ministro Fioramonti una soluzione politica definitiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 ottobre 2019

Si prenda una decisione nel tavolo tecnico presso l’Ufficio di Gabinetto che deve essere convocato subito e dove il giovane sindacato intende approfondire i punti illustrati nel documento “salva-scuola” per garantire la continuità didattica, confermare i ruoli e non lasciare le cattedre scoperte. Pacifico: quanto previsto dal Decreto Dignità è soltanto una misura tampone, bisogna evitare che 40 mila insegnanti, da anni nelle nostre scuole, siano licenziati
Sui diplomati magistrale della scuola dell’infanzia e primaria entro l’a. s. 2001-2002 inserite nelle GaE, l’intesa tra Miur e sindacati maggiori prevede l’apertura di un tavolo specifico per affrontare il problema del licenziamento dovuto alle sentenze definitive che saranno emanate durante il corso dell’anno e che riguardano migliaia di supplenti, oltre che maestre già assunte sub iudice, dopo le pronunce dell’Adunanza plenaria. Anief ne ha chiesto l’attivazione immediata e si dichiara pronta a partecipare per spiegare quali soluzioni urgenti adottare per non lasciare le cattedre scoperte.Nell’intesa Miur-sindacati, stipulata il 1° ottobre scorso, scrive Orizzonte Scuola, è prevista l’attivazione di appositi tavoli tematici relativi a: diplomati magistrali, semplificazione amministrativa per le scuole, personale docente e ata, rinnovo CCNL e legge di bilancio. La problematica più urgente, com’è noto, riguarda i diplomati magistrali che vengono licenziati (con risoluzione del contratto a tempo indeterminato se assunti in ruolo o del contratto a tempo determinato se supplenti) o lo saranno nel corso dell’anno scolastico, in seguito alle sentenze negative che si conformano a quanto stabilito dai due pronunciamenti dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Anief sta chiedendo di partecipare a tutti questi tavoli, nonostante sia stata esclusa dall’intesa e abbia annunciato lo stato di agitazione del personale docente e ata.La delegazione del giovane sindacato intende approfondire i punti già illustrati dal presidente Pacifico al ministro Fioramonti durante il primo incontro ufficiale con delle richieste per risolvere definitivamente il problema:
confermare i contratti in essere stipulati durante l’anno scolastico, in attesa delle sentenze di merito, e prevedere un nuovo concorso riservato anche per la scuola primaria e dell’infanzia, come già previsto dal Decreto “Dignità”;
riaprire annualmente le Graduatorie a Esaurimento, e comunque estendere il doppio canale di reclutamento, in caso di loro esaurimento, alle attuali graduatorie di istituto, trasformate in provinciali, ri-aperte anche al personale neo-laureato in Scienze della Formazione primaria, annualmente;
confermare nei ruoli i docenti che sono stati assunti con riserva e hanno superato l’anno di prova, anche in caso di licenziamento già avvenuto.

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Scuola: Diplomati magistrale, ci risiamo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Se salta il decreto salva-precari, addio anche alla piccola “ciambella di salvataggio” che lo scorso mese di luglio il governo aveva predisposto per i 50 mila docenti con diploma magistrale rimasti intrappolati a seguito della doppia sentenza negativa della plenaria del Consiglio di Stato: per evitare il danno del licenziamento connesso a quello dell’abbandono della scuola dove sono in servizio si era infatti predisposta la proroga bis della conferma dei contratti sottoscritti a inizio anno scolastico, per scongiurare anche un danno alle scuole, alla didattica e agli alunni del primo ciclo scolastico, che in corso d’anno si sarebbero ritrovati senza il loro maestro. E parallelamente un altro concorso riservato. Solo che si trattava di palliativi, non di soluzioni.Marcello Pacifico, presidente Anief: “Non si comprende per quale motivo lo Stato continui a voler tenere distanti le situazioni di fatto dalle ragioni del diritto, mantenendo vive mega-vertenze nei tribunali d’Italia e d’Europa. Perché non servono più soluzioni transitorie o prese di posizione assunte solo per salvare la faccia o lavarsi le mani. Questi docenti, che non sono più ragazzi poiché diplomati fino al lontano 2002, vanno immessi nei ruoli dello Stato, a partire da chi ha svolto oltre 36 mesi di supplenze. Come arrivare a ciò lo abbiamo indicato: vanno confermati prima di tutto gli oltre 7 mila docenti già assunti, ma nei ruoli e non sulla supplenza. Gli altri vanno stabilizzati, trovando un canale che li affranchi dalla seconda fascia d’istituto. Non può essere di certo l’ennesimo concorso, l’ennesima procedura riservata, che produrrà l’ennesima graduatoria, con la stragrande maggioranza di maestri precari che si ritroveranno ancora una volta costretti a farsi valutare, graduare e poi a rimanere in perenne attesa. È un film visto. A questo punto spetta all’esecutivo che verrà voltare pagina e dire basta a una delle ingiustizie più cruente della scuola pubblica italiana”.Stanno ancora una volta vivendo giorni di ansia i tanti maestri con diploma magistrale rimasti “appesi” alle decisioni del governo di turno. “Si tratta di docenti assunti in ruolo con riserva da GaE (a partire dal 1° settembre 2019 ma anche precedentemente), che sono in attesa della sentenza definitiva di merito – scrive oggi Orizzonte Scuola. Sentenza che – sulla base di quanto sentenziato dalla Cassazione – verosimilmente sarà negativa, rendendo quindi nulla l’assunzione con riserva”.

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Scuola: Diplomati magistrale, per salvarli arriva il concorso infanzia e primaria bis

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 luglio 2019

La rinnovata sessione riservata, cui parteciperebbero anche i laureati in Scienze della formazione primaria, prevede la riduzione del requisito di servizio d’accesso ad un anno, la possibilità di presentarlo nella scuola paritaria e nelle sezioni primavera, oltre che l’allargamento fino al 2007/08 del limite temporale entro il quale deve essere stato svolto. A presentare il piano è stato il senatore leghista Mario Pittoni, presidente della VII Commissione del Senato. La replica di Marcello Pacifico, presidente Anief: “Perché la Lega non propone di riaprire le GaE e di confermare nei ruoli le oltre 7 mila maestre assunte con riserva? Così sì che tutelerebbe la continuità didattica, oltre che rendere giustizia a tanti precari. Ricordiamo che il Consiglio di Stato, cambiando opinione, ha soltanto ritenuto la norma rispettata dal Miur. Basterebbe cambiarla per avvicinare la situazione di fatto alla ragione di diritto. L’anno scorso, però, la Lega fece di tutto per bocciare la riapertura delle GaE passata in Senato: speriamo che oggi, dopo che la supplentite è aumentata al punto di toccare il record di contratti a tempo determinato, 200 mila di cui 40 mila solo in Lombardia, si sia ravveduta. Nel frattempo, continua la nostra azione nei tribunali d’Italia e d’Europa.Sui 50 mila maestri con diploma magistrale il Governo cerca di porre rimedio alla linea autolesionista prodotta dal ministero dell’Istruzione: l’avvocatura del Miur ha fatto di tutto per tarpare le ali agli stessi docenti che da anni permettono il regolare svolgimento delle lezioni del primo ciclo e chiedono solo di fare il mestiere per il quale si sono formati e abilitati, impegnandosi allo stremo per arrivare alle due sentenze della plenaria del Consiglio di Stato, con coda di queste ore della Cassazione che non si è opposta, che hanno chiuso le porte delle GaE ai diplomati magistrale e compromesso la carriera dei 7 mila addirittura già immessi in ruolo. Ora, è la politica a venire in soccorso dei docenti esclusi dalla stabilizzazione: c’è infatti un nuovo testo, proposto dal senatore Mario Pittoni responsabile istruzione della Lega e Presidente della VII Commissione Istruzione al Senato, che apre alla “riduzione a una annualità nella scuola statale per accesso a concorso straordinario”. Il testo, pubblicato in anteprima da Orizzonte Scuola e già inviati ai sindacati, modifica l’art. 4 del cosiddetto Decreto Dignità, con il quale è stato avviato il concorso straordinario infanzia e primaria riservato ai docenti in possesso di laurea in Scienze della formazione primaria o diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 con due anni di servizio nella scuola statale svolti negli ultimi otto.

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Diplomati magistrale: Anief chiede la conferma in ruolo sullo stesso posto

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

A poche settimane dall’inizio delle procedure di immissione in ruolo, l’Anief chiede al Miur una soluzione ad hoc in favore dei diplomati magistrale già immessi in ruolo con riserva in caso di nuova individuazione dalle Graduatorie di Merito Regionali del concorso 2016 e di quello straordinario bandito ex DDG n. 1456/2018 per poter essere non solo utilizzati, ma riconfermati nella stessa scuola di attuale titolarità. Marcello Pacifico (Anief): soluzione indispensabile per la continuità didattica e il rispetto dei diritti dei lavoratori.Dopo la notizia dell’accordo raggiunto in Lombardia a seguito di contrattazione decentrata che permetterà ai docenti con diploma magistrale già immessi in ruolo con riserva di chiedere l’utilizzazione “sullo stesso posto, qualora individuati nuovamente in ruolo in base allo scorrimento delle graduatorie del concorso straordinario DDG n. 1456 del 7 novembre 2018”, l’Anief chiede non solo che tale procedura sia immediatamente estesa a tutto il territorio nazionale attraverso le relative contrattazioni decentrate regionali o esplicite indicazioni ministeriali, ma che il Miur adotti al più presto una soluzione univoca che consenta al docenti con diploma magistrale immessi in ruolo “con riserva” di scegliere direttamente, in caso di nuova individuazione per l’immissione in ruolo sullo stesso grado di istruzione e tipo posto da graduatorie del concorso 2016 o di quello straordinario 2018, quale nuova sede di titolarità la propria attuale sede di servizio.
Con le nuove procedure di immissione in ruolo, infatti, i docenti della scuola infanzia e primaria dovranno scegliere una sede di titolarità che sarà la loro sede definitiva con “blocco” nella provincia per almeno un triennio; negare loro la possibilità di optare per la medesima sede di attuale titolarità – essendo il posto formalmente occupato dallo stesso docente e non disponibile per le immissioni in ruolo – creerebbe non poche problematiche. “La soluzione da noi proposta – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non solo eviterebbe il rischio di “balletti” di docenti costretti a cambiare sede di servizio anche in corso d’anno, ma consentirebbe ai lavoratori una più serena gestione della propria vita lavorativa con conseguenze che possono solamente essere positive sull’attività didattica. Il Miur deve garantire non solo la continuità dell’azione didattica, ma anche la sua efficacia attraverso il pieno rispetto dei lavoratori”.

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Scuola – Diplomati magistrale, Anief: continuità didattica addio, caos a settembre

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Cosa risponderà il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, a settembre, quando non potranno più essere nominati 45 mila insegnanti dalle graduatorie ad esaurimento e si dovrà ricorrere alle chiamate dei presidi dalla seconda fascia o peggio ancora da MAD? Già, perché i dm depennati a causa delle sentenze negative, come effetto della plenaria, non sono presenti né in prima né in seconda fascia. Ad oggi non è previsto un loro reinserimento nella II fascia d’istituto, poiché l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto è previsto per il futuro anno scolastico 2019/2020. A tal proposito il sindacato ha inviato una richiesta specifica al MIUR.Anief ribadisce che, quella dei concorsi ordinari o straordinari, non può essere la soluzione al problema di oltre 45 mila che verranno espulsi dalle GaE. Il punto, infatti, è un altro, ovvero che le Graduatorie ad Esaurimento non possono essere negate a questi docenti: starvi dentro, per i tutti i diplomati magistrale, è un diritto, punto.Poi, visto che le espressioni dei giudici vanno intese come oro colato, perché dal Miur non sono state espresse le stesse considerazioni di rispetto e di estensione pratica quando sempre il Consiglio di Stato ha prodotto sette sentenze passate in giudicato di tenore opposto? Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i diplomati magistrale sanno bene che quella messa a disposizione dal Miur è una ciambella di salvataggio per pochi, per molti persino umiliante dopo esser stati giudicati dai collegi docenti come idonei all’insegnamento. “Con le decisioni prese sui precari della scuola con il decreto Dignità, il problema dei maestri con diploma magistrale è tutt’altro che risolto. Perché solo uno su cinque ha avuto il contratto annuale fino al 30 giugno 2019, mentre dal prossimo anno scolastico la salvaguardia della continuità didattica attraverso la trasformazione dei contratti indeterminati a contratti al 30/06 non è più prevista”.

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Scuola: Diplomati magistrale, caos nelle scuole

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2019

A Bergamo immettono in ruolo nuove maestre con riserva con diploma magistrale pur sapendo che le dovranno licenziare nei mesi avvenire. E Anief conferma la volontà di sostenere il loro diritto nei tribunali del lavoro dopo aver superato l’anno di prova, mentre si attende il giudizio della Cassazione e del Consiglio d’Europa sull’incapacità dello Stato italiano di assumere i precari italiani. Pronta una mega iniziativa risarcitoria contro il Governo per ripagare i tanti supplenti degli abusi subiti Non ha fine la tragica commedia di cui il Miur continua ad arruolare come attrici le maestre con diploma magistrale. Alcune di esse, prima di giugno, saranno immesse in ruolo con riserva, per pochi mesi, a Bergamo, mentre altre per la stessa ragione, il possesso del titolo, saranno licenziate per via della pronuncia dell’adunanza plenaria del consiglio di Stato, contraria a sette sentenze passate in giudicato dello stesso organo amministrativo. A distanza di alcune settimane dalla conferma da parte dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato sulla loro assurda incompatibilità con le GaE, migliaia di docenti, anche già assunti a tempo indeterminato e con anno di prova svolto, continuano ad essere estromessi da quelle graduatorie attraverso appositi depennamenti; nello stesso tempo, però, giunge notizia che in questi giorni vi sono maestri che stanno per essere assunti in ruolo, sempre con riserva. Nella fattispecie l’ufficio Scolastico di Bergamo ha completato le operazioni di immissione in ruolo per la primaria solo in questi giorni. Peccato che tra non molto potrebbero essere licenziati, a meno che altri organismi di giustizia, come la Cassazione o il Consiglio d’Europa, non rimettano tutto in discussione. Marcello Pacifico (Anief): Questo accanimento verso i diplomati magistrale è vergognoso. Se a settembre saranno vuote le cattedre, specie in diverse regioni del Nord, non sarà colpa della mancata regionalizzazione, ma dell’incapacità del Ministro Bussetti di affrontare una situazione a lui nota da tempo, da quando era ex-provveditore, e di cui dovrà trarne le conseguenze.
Certo, osserva Orizzonte Scuola, “i contratti a tempo indeterminato dei docenti inseriti con riserva “T saranno stipulati dai Dirigenti scolastici con la clausola “fermo restando l’effetto risolutivo connesso all’eventuale soccombenza che dovesse risultare all’esito del giudizio di merito”. Inoltre, “ai fini dell’assegnazione della sede di servizio i docenti individuati dovranno presentare la domanda di mobilità ai sensi del C.C.N.I. sottoscritto il 6-3-2019 e nei termini dell’O.M. n. 203 del 8-3-2019”.

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Scuola: Diplomati magistrale, inopportune le parole del ministro sull’esito della Plenaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Commentando la sentenza dei giorni scorsi dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, il Ministro dell’Istruzione ha accostato quell’esito alla lungimiranza delle decisioni prese dal Governo. Cosa risponderà Bussetti, però, a settembre, quando non potranno più essere nominati 45 mila insegnanti dalle graduatorie ad esaurimento e si dovrà ricorrere alle chiamate dei presidi dalla seconda fascia delle graduatorie d’istituto in base alle dieci scuole selezionate da ciascun candidato fortuitamente con il risultato scontato di cattedre scoperte e senza titolare? Già, perché il concorso riservato pensato dal Governo coprirà soltanto un posto su cinque che ogni anno serve per garantire la continuità didattica senza parlare delle 7 mila maestre assunte con riserva che hanno superato l’anno di prova e dovranno vincere il nuovo concorso per essere confermate. In verità, spiega Pacifico, il Miur prima si è costituito contro queste maestre, poi ha deciso di lavarsene le mani come Ponzio Pilato continuando però a chiamarle come supplenti per soddisfare al suo fabbisogno organico. Se i cittadini giudicheranno le scelte politiche dell’attuale maggioranza, quelli che pagheranno saranno comunque i nostri bambini che dal prossimo anno non avranno un insegnante a settembre. Nel frattempo, continuano i ricorsi in tribunale con l’udienza della Cassazione prevista per il prossimo 12 marzo, e la decisione sul reclamo collettivo presentato da Anief al Consiglio d’Europa. In molti speravano in un ripensamento del Consiglio di Stato sul giudizio espresso in Adunanza plenaria contro il giudicato formatosi sulla validità del diploma magistrale quale titolo di accesso per le graduatorie ad esaurimento, ma non certo l’attuale Ministro dell’Istruzione, per il quale “la decisione del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali conferma la bontà e la lungimiranza delle decisioni prese dal Governo e dalla maggioranza con il Decreto Legge Dignità a tutela di questi lavoratori”. Il Ministro Bussetti ha aggiunto che “grazie alle norme varate questa estate, il personale è stato messo nelle condizioni di partecipare a un concorso semplificato che consentirà agli interessati di accedere all’immissione in ruolo. I magistrati amministrativi hanno fatto ulteriormente chiarezza su una vicenda molto delicata e complessa, su cui il Governo, insieme ai gruppi parlamentari di Lega e Movimento 5 Stelle, si è mosso nei modi e nei tempi giusti per salvaguardare la continuità didattica e il destino di migliaia di docenti”. Con queste dichiarazioni, il Ministro si assume la piena responsabilità politica del disastro che colpirà la nostra scuola il prossimo 1° settembre, quando soltanto una cattedra su cinque sarà coperta dal nuovo concorso e del licenziamento di massa di 50 mila insegnanti contro cui Anief non smetterà di ricorrere in tribunale. Anche Orizzonte Scuola ricorda come non sia tutto così semplice come il Miur vuole far pensare: “per poter procedere alle assunzioni da graduatorie del concorso straordinario indetto con DDG n. 1456 del 7 novembre 2018, le graduatorie regionali devono essere pronte entro il 30 luglio, e devono essere esaurite o non più in corso di validità le graduatorie del concorso 2016”. Anief ribadisce, tuttavia, che quella dei concorsi, ordinari o straordinari, non può essere la soluzione al problema di oltre 6 mila docenti con diploma magistrale già immessi in ruolo e altri 45 mila espulsi dalle GaE. Il punto, infatti, è un altro, ovvero che le Graduatorie ad Esaurimento non possono essere negate a questi docenti: starvi dentro, per i tutti i diplomati magistrale, è un diritto. Punto.
E poi, visto che le espressioni dei giudici vanno intese come oro colato, perché dal Miur non sono state espresse le stesse considerazioni di rispetto e di estensione pratica quando sempre il Consiglio di Stato ha prodotto sette sentenze passate in giudicato di tenore opposto? E perché da Viale Trastevere non ha proferito verbo, ammettendo quindi i propri errori, quando sempre il massimo consesso della giustizia amministrativa, con sentenza 1973/2015, ha avuto da eccepire sul D.M. 235/2014 che regolava l’aggiornamento sempre delle GaE? Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, si parla a sproposito. L’amministrazione scolastica, così facendo, sbaglia due volte: prima perché li ha abbandonati ed ora perché si fa forte di una decisione più che discutibile, fingendo pure di avere offerto loro la strada per rimanere in cattedra”.
“Noi, comunque, non ci arrendiamo e attendiamo a questo punto l’udienza della Cassazione prevista per il prossimo 12 marzo e la decisione del Consiglio d’Europa, che a breve dovrà esprimersi sul reclamo collettivo presentato dal nostro sindacato sull’uso sistematico del precariato pur in presenza di chiare direttive dell’UE che ne condannano la pratica, oltre i 36 mesi, in presenza – conclude Pacifico – di posti vacanti e disponibili”.

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L’Adunanza Plenaria conferma il suo giudizio e ora la palla passa alle Sezioni Unite della Cassazione sui Diplomati Magistrale

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 febbraio 2019

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza n. 5 del 2019 a firma dello stesso estensore della precedente pronuncia n. 11/2017, ha confermato l’esclusione dei Diplomati Magistrale dalle Graduatorie ad Esaurimento. Marcello Pacifico (Anief): “sentenza sconcertante e incomprensibile. Proseguiremo la nostra battaglia al fianco di tutti i docenti in possesso di abilitazione ed esclusi dal doppio canale di reclutamento”.
La sentenza emanata, infatti, addirittura pare voler negare il pieno valore abilitante del Diploma Magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 attribuendo a questo titolo un non meglio definito valore “strumentale”, “nel senso, di consentire a coloro che lo hanno conseguito di partecipare alle sessioni di abilitazioni o ai concorsi pur se privi del diploma di laurea in scienze della formazione”. Anche il passaggio motivazionale della sentenza in cui si afferma che non esisteva un consolidato orientamento del Consiglio di Stato prima dell’esito della Plenaria appare incomprensibile, visto che le sentenze definitive erano state tutte rese in senso favorevole ai ricorrenti. “Questa sentenza risulta sconcertante e incomprensibile – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – persino nella parte in cui nega il valore regolamentare dei Decreti Ministeriali di aggiornamento delle Graduatorie a Esaurimento ed è evidente il contrasto con quanto già chiarito dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 25840/2016 che, al contrario, ha riconosciuto la giurisdizione amministrativa proprio perché i Decreti Ministeriali sono atti normativi”. “L’Anief, comunque – continua Pacifico – non può accettare l’ingiustizia di 6mila diplomati magistrale inseriti a pieno titolo e in via definitiva nelle GaE e altri 45mila esclusi senza alcuna ragione plausibile. Le Graduatorie ad Esaurimento erano e sono un diritto di tutti i diplomati magistrale e continueremo senza sosta la nostra battaglia al loro fianco e al fianco di tutti quei docenti abilitati esclusi dal doppio canale di reclutamento attendendo l’udienza della Cassazione prevista per il prossimo 12 marzo.

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Diplomati magistrale: l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha trattenuto la causa in decisione

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 febbraio 2019

Si è svolta ieri l’attesa discussione dinanzi all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sul diritto dei docenti con diploma magistrale, conseguito entro l’anno scolastico 2001/02, all’inserimento nelle Graduatorie a esaurimento: il massimo Consesso della giustizia amministrativa è stato chiamato per la seconda volta, la prima sul finire del 2017, ad esprimersi su una questione annosa che coinvolge oltre 50 mila maestri della scuola del primo ciclo. Secondo il legale Walter Miceli, che difende oltre 20 mila ricorrenti dell’Anief, “comunque vada, abbiamo la consapevolezza che la questione terrà banco anche per diverso tempo: oltre all’imminente decisione che la Cassazione fornirà il prossimo 20 marzo, non di poco conto sarà anche il pronunciamento della Corte Costituzionale, già fissato per il 7 maggio, sul concorso riservato ai docenti abilitati della scuola secondaria, con sicuri riflessi sul reclutamento della scuola primaria. Infine va sempre ricordato il Consiglio d’Europa, che tra non molto dovrà esprimere la sua rilevante decisione sul reclamo collettivo posto dall’Anief”

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Scuola – Diplomati magistrale: domani l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su martedì, 19 febbraio 2019

Il 20 febbraio, l’organo di rilievo costituzionale potrebbe ristabilire il giudicato violato nel dicembre 2017 sull’inserimento in GaE di migliaia di maestre e maestri e la conseguente pasticciata soluzione politica che ha prorogato di un anno i contratti annuali e indetto un concorso straordinario non selettivo – con DDG n. 1456 del 7 novembre scorso – per insegnanti che già avevano superato l’anno di prova. Marcello Pacifico (Anief): L’accertamento dell’annullamento erga omnes del decreto ministeriale potrebbe dare il via alla riaperture delle GaE per tutto il personale abilitato e risolvere il problema della copertura del turn over con quota 100. In alternativa, toccherà a marzo alla Corte di Suprema di Cassazione giudicare la legittimità della decisione che ha sconvolto lo stato di diritto nella gestione dei supplenti della scuola.

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Diplomati magistrale: il tribunale potrebbe risolvere l’annoso problema dell’aggiornamento delle GaE

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Tra febbraio e marzo, sui maestri con diploma conseguito prima del 2002 si esprimeranno il Consiglio di Stato, ancora in plenaria, e poi la Cassazione. Si è giunti a questo ulteriore doppio snodo dopo l’impugnazione della sentenza negativa del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017. Le motivazioni, legate evidentemente ad un problema reale, toccano in modo argomentato più punti della questione: dall’eccesso di potere giurisdizionale al difetto assoluto di giurisdizione, fino alla violazione della Costituzione e della Cedu. Marcello Pacifico (Anief-Cisal) chiede un intervento urgente del Parlamento per risolvere politicamente una questione dal travagliato iter giudiziario: dopo sette sentenze passate in giudicato del Consiglio di Stato, una dell’Adunanza plenaria dal tenore contrario, cresce infatti l’attesa per questo nuovo giudizio della stessa Plenaria sulla validità degli atti presupposti ai decreti di scioglimento della riserva della GaE, in virtù di atti dichiarati illegittimi, il 20 febbraio, e del possibile annullamento della sentenza da parte della Corte di Cassazione, il 12 marzo.

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Scuola: Diplomati Magistrale nelle GaE, tra una settimana nuova Adunanza plenaria in Consiglio di Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

A distanza di un anno dalla sentenza n. 11, che ha piegato il diritto e costretto il Governo ad approvare il decreto Dignità, gli stessi giudici del massimo organo di consulenza giuridico-amministrativa sono chiamati ad esprimersi sulla opportunità della presenza di oltre 50 mila maestri abilitati nelle graduatorie che portano alla stabilizzazione sulla metà dei posti disponibili. I legali dell’Anief ritengono che le ragioni poste dalla VI sezione, che ha rimesso in discussione il tema, siano condivisibili, anche per gli interessi richiamati dal legislatore in termini di continuità didattica e tutela dei diritti soggettivi. L’Adunanza plenaria, presieduta da Patroni Griffi, rivedrà il suo giudizio come ha fatto il Parlamento in passato? Risponde Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: i tanti maestri supplenti della scuola pubblica ci sperano e si aspettano una decisione giusta, perché da troppo tempo subiscono continui attacchi alla loro professionalità, a causa di un’azione politica confusionaria, priva di un filo conduttore, mirata più a creare che a risolvere il problema del precariato italiano, il quale non a caso quest’anno ha toccato il record di supplenze annuali. È lo stesso leitmotive che ha portato ad alimentare i troppi contratti a termine, stipulati in modo sistematico, al punto da costringere la curia europea a produrre più di una condanna all’Italia per abuso di precariato.

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Scuola – Diplomati magistrale: il decreto Degnità non risolve nulla

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Lo ha detto, in diretta radiofonica, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, nel corso del Gr1 Economia, rispondendo ad alcune domande sul ‘decreto dignità ed il tema dei diplomati’: solo uno su cinque avrà il contratto annuale fino al 30 giugno 2019, mentre gli altri, in 43 mila si dovranno accontentare delle supplenze brevi. Per questo motivo il sindacato è contrario. Inoltre, chi ha insegnato due anni e ha superato l’anno di prova con riserva doveva essere confermato nel ruolo. E ciò non è avvenuto. Quanto è stato deciso e approvato lunedì in via definitiva a Palazzo Madama” è tutt’altro che dignitoso, ha continuato il sindacalista, perché “non porta alcuna soluzione per i 50 mila diplomati magistrale che hanno un diploma e che presto saranno pure licenziati. In seimila, certo, avranno la proroga di un anno, poi si andrà verso concorsi non selettivi che però non portano a nulla”. Anche a seguito delle continue richieste del sindacato, “siamo riusciti in extremis a far correggere, col Milleproroghe dall’Aula del Senato, le storture introdotte nella parte della scuola del decreto Dignità”. Bisognava solo “permettere ai docenti con un’abilitazione di entrare all’interno del doppio sistema di reclutamento da cui si attinge per il 50% da concorso e per il 50% dalle graduatorie ad esaurimento. Ecco perché è importante che a settembre” venga confermato il provvedimento salva-precari approvato venerdì scorso a Palazzo Madama “anche nel passaggio alla Camera: in questo modo, per la terza volta il parlamento riaprirà le graduatorie ad esaurimento e a settembre-ottobre potremmo così assumere tutti quei mastri dei 60 mila che non saranno altrimenti mai assunti”. Se non sarà così continueremo ad avere “gli abilitati ma non nel posto giusto per essere reclutati”.

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Scuola – Decreto Milleproroghe: approvato emendamento LeU che apre le GaE a diplomati magistrale e ITP

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Via libera all’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento ai diplomati magistrale a anche agli Insegnanti Tecnico Pratici: grazie all’emendamento, a prima firma Loredana De Petris di Liberi e Uguali, potranno entrare in graduatoria i docenti che hanno conseguito l’abilitazione entro l’anno accademico 2017/2018, inserendosi nella fascia aggiuntiva “ivi inclusi i docenti in possesso di diplomala magistrale o d’insegnamento tecnico-professionale entro l’anno scolastico 2001/2002”. In base alla modifica approvata, l’inserimento dovrebbe avvenire a “decorrere dall’aggiornamento previsto nell’anno scolastico 2017/2018 per il successivo triennio”.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Finalmente i parlamentari prendono atto della situazione, adottando un provvedimento di apertura delle graduatorie analogo a quello approvato sei anni fa nello stesso Milleproroghe. Questa apertura del Senato risponde alle richieste di chi opera nella scuola e vuole il bene delle nostre scuole, al fine di evitare l’avvio di una guerra tra docenti e compromettere il normale avvio del prossimo anno scolastico. A nome dell’Anief non posso che ringraziare i senatori della maggioranza parlamentare, che hanno compreso l’importanza di questa complicata partita, dando l’assenso ad un provvedimento fondamentale per il futuro professionale di tanti docenti precari abilitati all’insegnamento e anche per gli studenti e le loro famiglie che, in questo modo, potranno contare su docenti finalmente stabili e utili alla realizzazione della perseguita ma mai trovata continuità didattica.

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Diplomati magistrale: il Miur deve risarcire le maestre licenziate

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Il tribunale di Torino, chiamato ad esprimersi su due precarie, con alle spalle fino a cinque anni di contratti con scadenza il 30 giugno dell’anno successivo, già assunte con riserva e prossime al licenziamento per via dell’adunanza plenaria, emessa dal Consiglio di Stato lo scorso 20 dicembre, ha condannato l’amministrazione al pagamento di 2,5 e 3 mensilità per illegittima stipula di contratti a termine. Ora, se tale disposizione venisse applicata a tutta la platea di maestri in procinto di perdere l’immissione in ruolo, in attuazione delle decisioni della plenaria, le somme che lo Stato dovrà assegnare saranno considerevoli. Su richiesta dei legali Rinaldi, Ragusa, Ganci e Miceli, il giudice ha anche stabilito che il Miur dovrà procedere all’accreditamento degli scatti di anzianità già precedentemente decisi, più all’esborso di altri 5 mila euro complessivi di spese legali. Nella sentenza, il Tribunale di Torino cita “quanto già affermato in proposito dalla Corte Costituzionale nella citata sentenza n. 187/2016”. Detto ciò, ha rimarcato che “che la gravità del danno subito dal lavoratore per effetto dell’illegittima reiterazione dei contratti a tempo indeterminato aumenti in misura proporzionale alla durata della violazione della normativa sul contratto a termine, durante la quale il lavoratore è stato illegittimamente sottratto al mercato del lavoro”. Pertanto, conclude il Tribunale, “tenuto conto della durata complessiva dei rapporti a termine in cui è ravvisabile un abuso, appare corretto liquidare il risarcimento spettante alla ricorrente nella misura 3 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto”.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La decisione presa dal tribunale piemontese non è di poco conto, perché qualora il provvedimento si estendesse ai 6 mila maestri immessi già nei ruoli dello Stato con riserva, con sentenza ancora non passata in giudicato, sulla base dell’anzianità di servizio effettuato, lo Stato dovrebbe tirare fuori somme considerevoli: secondo una stima del nostro ufficio studi, si va dai 50 milioni ai 150 milioni di euro. Un motivo in più, se non si vuole aggravare l’erario, per procedere in svelta alla loro conferma nei ruoli attraverso il Decreto legge ‘Dignità’ n. 87/18, superando quindi i contenuti dell’adunanza plenaria.

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Scuola: Diplomati magistrali, appello Anief al Ministro Bussetti

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 luglio 2018

Per il sindacato, c’è il fondato rischio di ritrovarci in situazione frastagliata, con uffici decentrati che agiranno diversamente su casi uguali. E nel frattempo al Parlamento va indicata l’unica strada percorribile per uscire da questo groviglio: approvare una norma che dia il via libera definitivo nelle GaE a tutti gli abilitati, a partire dai maestri con diploma magistrale. Non convincono, quindi, le parole rassicuranti pronunciate dal Ministro sulle motivazioni che lo hanno portato a chiedere e ottenere l’inserimento dal Governo, nel dl Dignità, una disposizione che attraverso l’estensione di una previsione legislativa già vigente nell’ordinamento, riesumando un articolo di legge di 22 anni fa, nel decreto legge 669 del ’96, concede all’amministrazione un termine di 120 giorni per dare esecuzione alle sentenze dei tribunali sulla vicenda dei diplomati magistrali.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Ministro dell’Istruzione deve produrre un documento ufficiale, che nei 120 giorni di tempo che si è preso il Governo per far legiferare alle Camere una norma risolutiva, ogni singolo ufficio ministeriale decentrato non deve produrre licenziamenti dei maestri con diploma magistrale. Anche laddove fossero pervenute delle sentenze di merito in linea con l’assurda posizione delle sezioni unite in adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Sarebbe l’unica soluzione reale per salvare l’avvio regolare dell’anno scolastico e la continuità didattica tante volte citata. Nel frattempo, dal Governo è bene che giungano indicazioni altrettanto definite nei confronti dei due rami del Parlamento, perché nel predisporre un nuovo processo di formazione iniziale e reclutamento dei docenti della scuola dell’infanzia e primaria, si tenga conto della Risoluzione 242 del 31 maggio scorso dello stesso Parlamento europeo sui contratti a termine, derivante dalle denunce inoltrate da Anief, anche al Consiglio d’Europa e alla Cedu.

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Diplomati Magistrale: ricorso gratuito per rimettere alla Corte di Giustizia Europea l’esclusione dalle GaE

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 giugno 2018

Mentre le istituzioni preposte continuano a prendere tempo, il sindacato prende in mano la situazione avviando una nuova azione legale, per sollevare dinnanzi al Tar del Lazio una precisa questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, al fine di evidenziare la violazione da parte dello Stato italiano dell’art. 5 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE. Parallelamente, i legali del giovane sindacato hanno intenzione di chiedere, a breve, la trasmissione del ricorso all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, in modo da dirimere la questione della valenza erga omnes delle sentenze di annullamento dei decreti di aggiornamento GaE già passate in giudicato.A spianare la strada all’azione degli avvocati Anief è stata la pubblicazione, avvenuta tre giorni fa, del Decreto Ministeriale n. 506/2018 che apre una nuova finestra volta alle operazioni annuali di aggiornamento delle Graduatorie a Esaurimento. Ora, il mancato inserimento nelle GaE dei docenti con diploma magistrale abilitante, infatti, secondo lo studio effettuato dall’Ufficio Legale Anief, viola la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva 1999/70/CE poiché, se non fosse possibile l’inserimento nelle GAE, l’ordinamento interno non prevedrebbe alcuna efficace misura preventiva o sanzionatoria rispetto all’illegittima reiterazione dei contratti a termine stipulati dagli insegnanti in possesso del diploma magistrale.

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Diplomati magistrale: Iniziative necessarie dal Parlamento

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2018

“È necessario varare un provvedimento d’urgenza, prima del 30 giugno, che tuteli i tantissimi insegnanti che a causa di un oscillante sviluppo della giustizia amministrativa, rischiano di perdere il posto di lavoro. Ho presentato in Senato un’interrogazione con carattere di urgenza per sanare questa condizione contradditoria” dichiara il Sen. La Pietra di Fratelli d’Italia.
“Noi di Fratelli d’Italia faremo di tutto per sanare questa imbarazzante situazione – continua il Senatore FdI – Le conseguenze di un mancato decreto attuativo sarebbero devastanti. Stiamo parlando di 55.000 diplomati magistrale che si troverebbero cancellati dalle graduatorie ad esaurimento e impossibilitati a lavorare sia nelle scuole pubbliche che in quelle paritarie, 6.669 insegnanti già assunti con contratti a tempo indeterminato verrebbero licenziati e infine si revocherebbero 23.356 incarichi. È inaccettabile che avvenga una cosa del genere.” Conclude il Sen. di FdI Patrizio La Pietra.

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Scuola: Diplomati magistrale, depositata l’interrogazione urgente di Fratelli d’Italia che chiede la riapertura delle GaE

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Mag 2018

Come ha indicato Anief nella proposta di decreto legge urgente, è di queste ore l’iniziativa parlamentare che si rivolge in via formale alla Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, per chiedere la riapertura immediata delle GaE e risolvere la spinosa questione. Il partito ha depositato la richiesta, sottoscritta da diversi parlamentari e con prima firma l’on. Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, sostenendo, a ragione, che il Governo dovrà rispondere se è intenzionato a emanare un provvedimento d’urgenza per garantire la continuità didattica, evitare il licenziamento di 7 mila insegnanti e richiamare a settembre i più di 50 mila supplenti che attualmente lavorano grazie all’inserimento con riserva nelle Graduatorie ad esaurimento.Dopo avere ricordato le varie impugnative dell’Anief – che ha notificato il ricorso Cedu per annullare la sentenza del Consiglio di Stato, denunciato la violazione della Carta europea dei diritti dell’uomo, dei diritti fondamentali UE, del trattato dell’Unione europea e della direttiva UE sul precariato, oltre a denunciare la questione alla Commissione di petizione del parlamento UE e al Consiglio d’Europa ed in procinto di depositare in Cassazione il ricorso per l’annullamento della suddetta sentenza per eccesso di giurisdizione – l’interpellanza chiede “di assumere iniziative normative urgenti”, da approvare “prima del 30 giugno 2018 per garantire la continuità didattica e il regolare avvio del prossimo anno scolastico, attraverso la riapertura delle graduatorie ad esaurimento a tutto il personale docente in possesso di un’abilitazione all’insegnamento, nonché al fine di evitare sperequazioni tra i lavoratori della scuola pubblica italiana”.Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): È una richiesta sacrosanta e il sindacato ribadisce con fermezza il suo diniego a nuovi concorsi o a nuove graduatorie pasticciate che valutino il solo requisito di servizio: una soluzione di questo genere, avallata invece da altri sindacati, avrebbe tra l’altro come effetto quello di rimandare a casa migliaia di insegnanti del Centro-Sud. Noi siamo dell’idea di tutelare l’interesse di tutti i precari abilitati: per fare ciò, basterebbe intervenire sulle graduatorie d’istituto. In questo modo, non si creerebbero discriminazioni o ingiustizie. La nostra proposta, a questo proposito, è stata di recente illustrata in una seconda proposta che prevede appunto la trasformazione delle graduatorie di istituto in permanenti provinciali, nonché il loro utilizzo ai fini del reclutamento e l’accorpamento della prima e seconda fascia d’istituto, subordinata a quella della riapertura delle Gae che rimane la strada più giusta.

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