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“2 gradi di meno. Capire i cambiamenti climatici per cambiare”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 aprile 2019

Torino. giovedi 11 aprile, dalle ore 15 alle 16, a Palazzo Cisterna in via Maria Vittoria 12 a Torino, si terrà il seminario tematico dal titolo: ”2 gradi di meno. Capire i cambiamenti climatici per cambiare”.
Una giornata di studi rivolta agli insegnanti di tutte le discipline e di ogni ordine e grado. Nella stessa occasione sarà presentata la mostra “24 manifesti per Cop 24” curata da Gianfranco Torri dell’Università di Torino, una selezione delle migliori immagini pervenute a “2 degrees-petition visuelle” (il cui progetto è visibile su http://2degrees-petition.com/the-project/), lanciata a livello internazionale durante i lavori della Conferenza mondiale per l’Ambiente di Katowice in Polonia nel dicembre del 2018. E’ stata prodotta e resa disponibile per le scuole dal Cidi di Torino, il Centro di Iniziativa Democratica per gli Insegnanti. Il seminario vedrà invece protagonisti Valentina Acordon, meteorologa e giornalista, Giovanni Damiani della Fondazione “A. Langher” di Trento, Francesco Remotti dell’Università di Torino, e Mauro Bubbico dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino.Tutte le iniziative della Conferenza della Scuola sono promosse e coordinate dal “Forum Educazione e Scuola” del Piemonte, in collaborazione con gli assessorati all’Istruzione di Regione, Comune e Città metropolitana di Torino, Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, il Ce.Se.Di., la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo e il Gruppo Abele.

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Imprese e cambiamenti climatici: le priorità per un’economia amica del clima

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Venezia Marghera Lunedì 25 Marzo 2019 (ore 11 – Sala Confindustria Made in Venice) Confidustria Venezia, Via delle Industrie, 19 Kyoto Club e Confindustria Venezia conferenza stampa in occasione dei vent’anni di Kyoto Club sarà presentato il convegno in programma nel pomeriggio (ore 14) a Palazzo Labia (programma pdf in allegato) e saranno affrontate le priorità dal punto di vista delle imprese, per un’economia amica del clima.
Alla conferenza stampa interverranno: Vincenzo Marinese, Presidente di Confindustria Venezia e Rovigo, Catia Bastioli, Presidente di Kyoto Club – CEO di Novamont e Presidente di Terna, Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club. Saranno presenti anche i Vicepresidenti dell’Associazione: Gianluigi Angelantoni, Presidente di Angelantoni Industrie e Francesco Ferrante, Vicepresidente del Coordinamento FREE.

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Cambiamenti climatici e ricadute sull’ecosistema

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

“Da anni i Consorzi di bonifica sono sensori dei cambiamenti climatici in atto, dovendone affrontare, anche in questi giorni, le conseguenze. Per ciò, aderiamo con convinzione al primo #climatestrike organizzato internazionalmente dai giovani, condividendo il preoccupato monito del Presidente della Repubblica: siamo sull’orlo di una crisi climatica globale. Siamo orgogliosi che il logo ANBI sia stato accettato dagli organizzatori fra i partner dell’iniziativa ed abbiamo invitato tutti i Consorzi di bonifica italiani a condividere, venerdì 15 Marzo (#FridaysForFuture), con una significativa foto sui social, le motivazioni della protesta giovanile”: ad annunciarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto a Palmanova ad un workshop sul futuro della Bonifica, organizzato nell’ambito di un’azione cofinanziata dalla Commissione Europea.Dopo l’Emilia Romagna è, infatti, il Nordest a guardare con preoccupazione lo stato delle risorse idriche, considerando l’assenza di precipitazioni e lo scarso manto nevoso sulle montagne.
L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici per il Distretto delle Alpi Orientali (competente sui bacini dell’Adige, del Brenta-Bacchiglione, del Piave e del Tagliamento), riunitosi a Trento con una settimana d’anticipo a causa della situazione in atto, indica come i dati relativi ai serbatoi nivali (neve) ed al livello nei laghi di montagna segnalino una situazione non ancora critica, ma che va seguita con grande attenzione.
Nello specifico, i manti nevosi sulle montagne del bacino del fiume Adige sono al 43% rispetto alla media del periodo; quelli del bacino Brenta Bacchiglione sono al 18% e quelli del Piave sono al 27%.In Veneto, il lago di Pieve di Cadore è al 70% della sua capacità massima; il lago del Mis è al 62%, quello di Santa Croce è al 65%, mentre il bacino del Corlo è al 50%.“Alla luce di questi dati – commenta Andrea Crestani, Direttore di Anbi Veneto – l’Autorità definisce l’attuale scenario come livello di severità idrica bassa, poichè la domanda d’acqua è soddisfatta (la stagione delle irrigazioni deve ancora iniziare), ma gli indicatori mostrano un trend sfavorevole con assenza di precipitazioni e temperature troppo elevate .”“La vitale importanza dell’acqua trattenuta nei bacini – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è confermata anche dai dati del Friuli Venezia Giulia, dove la presenza delle riserve idriche dei laghi artificiali di Ravedis e Barcis garantisce una certa tranquillità. Per questo, ribadiamo la necessità di aprire i cantieri previsti dal Piano Nazionale Invasi, chiedendo al contempo il finanziamento di ulteriori progetti esecutivi, che i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno pronti. Diversa è la situazione nel bacino del fiume Isonzo, le cui caratteristiche idrologiche e la condizione transfrontaliera con la Slovenia sollecitano una sua infrastrutturazione per garantire disponibilità idrica costante alle campagne italiane.”“La sfida – conclude il Presidente di ANBI – è tenere unito il Paese, anche nella gestione idrica, per non perdere la sfida della competitività nel settore agroalimentare, che vale 45 miliardi di export, l’86% del quale è irriguo, perché senza disponibilità d’acqua non c’è qualità agricola.”

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Lavoro: «I giovani devono diventare imprenditori di sé stessi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

«La nostra non è un’epoca di cambiamenti, ma il cambiamento di un’epoca»; «Le innovazioni sono tali da rendere imprevedibile ciò che accadrà fra 5 anni»; «Nell’ultimo mezzo secolo abbiamo assistito a trasformazioni più rapide che negli ultimi 12 millenni»; «Il film “Ritorno al Futuro” adesso non appare più incredibile». Con queste premesse, come faranno i giovani a prepararsi per il lavoro di domani, che nessuno conosce? Cosa dovranno studiare?
Nell’aula magna della John Cabot University (JCU) di Roma, Angela Paladini, direttrice Risorse umane Emea della Johnson & Johnson; Michele Riela, vicepresidente Vertical Solutions di Olivetti; Iliana Totaro, Head of People Development di Enel Group; Pietro Paganini, professore di Business Administration e fondatore di COMPETERE, dopo aver delineato lo scenario attuale, hanno tracciato le soluzioni. «I ragazzi dovranno prepararsi a reinventarsi più volte nell’arco della loro vita lavorativa», ha detto Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttore del Centro di avviamento alla carriera della JCU, lanciando il dibattito.
Bene, visto che non possiamo fare previsioni oltre un orizzonte di circa 5 anni, è inutile preoccuparsi di quali lavori saranno disponibili nel futuro; tanto vale, quindi, creare le condizioni per essere in grado di operare in qualsiasi contesto. Questo il punto essenziale della ricetta, su cui manager e docenti si sono trovati d’accordo.«Il mantra è questo: curiosità, creatività, imprenditorialità», ha sottolineato Pietro Paganini. «Ognuno deve investire su sé stesso, come fosse una piccola azienda», ha spiegato Angela Paladini. «I giovani devono essere proattivi e aver voglia di sperimentare, l’errore non è più un tabù», ha detto Iliana Totaro. «I solisti non interessano alle aziende, è importante invece la forza del gruppo, ha aggiunto Michele Riela.E ancora: stare a casa non serve a nulla: bisogna lanciarsi e provare, fare esperienze di stage, anche per schiarirsi le idee sulla propria vocazione e quindi sul target. E poi è importante adattarsi, saper interagire velocemente e con efficacia in qualsiasi contesto, dove siano presenti differenze non solo linguistiche, ma anche culturali e generazionali. È necessario essere flessibili e dimostrare intelligenza emotiva. Le conoscenze di base, quelle hard, frutto dello studio, sono sempre importanti, ma le aziende non cercano lo studente-genio da 10 e lode. A fare la differenza sono le soft skill, cioè le competenze morbide, il saper lavorare in team, parlare e presentarsi in pubblico, gestire il tempo, per esempio. «Temi, questi, molto cari al Centro di avviamento alla carriera – Career Services – della John Cabot University», ha sottolineato Antonella Salvatore.In questo senso il ruolo dell’università è fondamentale. Dato che nessun ateneo sarà mai in grado di preparare a tutti i lavori, dovrà stimolare l’acquisizione delle competenze extra, tra cui quella di adattamento, così che gli studenti di oggi possano dare il meglio, domani, in qualunque situazione. Che ora nessuno può prevedere. Nemmeno un film di fantascienza.

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Trump dopo Trump

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

by Un’analisi di Angelo Baracca sul fenomeno Trump. È completamente sbagliato a mio parere considerare semplicemente Trump come un problema – certo gravissimo – da quale dobbiamo liberarci per raddrizzare il corso della Storia. Bisogna che cominciamo a porci questo problema. Certamente prima ce ne liberemo meglio sarà, ma the Donald sta introducendo cambiamenti che in qualsiasi caso trasformeranno in modi duraturi, che lo vogliamo o no (lo vogliano o no gli americani), la mentalità della gente, i comportamenti, le dinamiche sociali, la giustizia, l’economia degli Stati Uniti, e la situazione mondiale.Il ragionamento che voglio fare è altamente ipotetico, e senza dubbio opinabile da molti punti di vista, perché nessuno ha la sfera di cristallo per vedere il futuro.Tutti gli eventi storici lasciano un segno irreversibile, perché sono generati da processi estremamente complessi, da problemi che evolvono, da nodi che vengono al pettine, da contraddizioni che si aggravano, da comportamenti di masse di persone (sulla dinamica delle masse hanno scritto studiosi autorevoli), da cambiamenti di mentalità, e via discorrendo.Per fare un esempio, il fascismo in Italia non è stata una parentesi, ha avuto complesse radici economiche e sociali, e ha lasciato un segno indelebile, ci ha lasciato comunque un’eredità che pesa ancora. Oggi ci stupiamo che negli anni ’20 e ’30 in Italia “tutti” fossero fascisti; come ci stupiamo che in Germania “nessuno” vedesse i delitti di Hitler e del nazismo. Sperando di non venire frainteso, direi che il fascismo ha cambiato l’Italia nel male e nel bene. Non è necessario che mi dilunghi sul male. Ma il fascismo anticipò quell’intervento dello Sato nell’economia che sarebbe poi diventato una caratteristica generale dello Sato moderno: per fare solo un esempio, l’IRI (Istituto per la Ricostruzione Industriale) fu istituito nel 1933 per salvare le prime 3 banche italiane, due mesi dopo Roosvelt copiò l’idea, poi giocò un ruolo fondamentale nella ricostruzione postbellica, ed è stato sciolto solo nel 2002. Il fascismo creò il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). In ogni caso, non ci siamo mai veramente “liberati” dal fascismo, basti pensare che la burocrazia italiana è rimasta quella e ha continuato (e continua) a condizionare pesantemente il nostro Paese.
Veniamo a Trump. Tutti sappiamo che per lui ha votato metà degli elettori degli Stati Uniti (per quanto nella “più grande democrazia del mondo” viga un sistema elettorale arcaico, è normale un astensionismo del 60%! Hillary aveva riscosso la maggioranza dei voti. E poi Trump denuncia la “dittatura” in Venezuela!). E dobbiamo constatare che a due anni dal suo insediamento le sue posizioni, che denunciamo come folli, raccolgono l’appoggio di una fetta molto grande della popolazione. Insomma, la trasformazione radicale era già in atto, la spaccatura della società statunitense è stata solo sancita dal voto (in realtà le spaccature sono molteplici, basti pensare a quella razziale che è riflessa molto parzialmente dal voto, poiché non sono molti gli afroamericani che possono esercitarlo, nella sostanza sono esclusi dalle scelte politiche).
Da un lato quindi Trump sta dando voce a una parte della società americana, e se pure non avesse vinto questa spaccatura avrebbe agito, anche se in modo diverso: ma il fatto che abbia avuto voce radicherà molte delle trasformazioni che Trump sta introducendo. In questi giorni egli sta sostituendo un giudice della Corte Suprema, che così virerà decisamente a destra per un tempo lunghissimo (i giudici della Corte Suprema rimangono a vita): saranno a rischio l’aborto e altri diritti civili. Se Trump non fosse stato Presidente è presumibile che il nuovo giudice sarebbe stato un altro e le cose avrebbero avuto parzialmente un altro corso.
The Donald sta cambiando in modo radicale la questione – la percezione stessa – dell’immigrazione: sono convinto che qualsiasi sarà il suo successore difficilmente potrà ripristinare la situazione precedente (ammesso che lo voglia: spesso fa comodo che qualcun altro faccia il lavoro sporco). In questi due anni anche la mentalità della popolazione degli Stati Uniti sta cambiando profondamente (come da noi Salvini sta esasperando strumentalmente problemi che si erano esacerbati ben prima di lui, basti pensare come Minniti un anno fa cambiò la mentalità e la sensibilità degli italiani con la montatura delle accuse alle ONG).Mi fermo a questi cenni perché non ho le conoscenze della società statunitense sufficienti per analizzare altri cambiamenti interni introdotti da the Donald.Ma veniamo alla situazione internazionale, che noi percepiamo più direttamente dei problemi interni agli USA. Che segni lascerà la guerra commerciale sferrata da Trump? Come cambieranno i rapporti geopolitici? Ovviamente sarà difficile discernere in futuro le mosse di Trump dalle reazioni che avranno gli altri Stati, ma il dado è tratto, e le cose non potranno comunque tornare “come prima”. Si pensi del resto che la politica della NATO di espansione, accerchiamento della Russia, e intervento militare in teatri extra europei era stata promossa dal suo predecessore, il Nobel per la Pace (!) Obama. La politica di Trump sta portando a conseguenze estreme contraddizioni con gli “alleati” che covavano da tempo, risalenti in sostanza alla subalternità accettata dal dopoguerra dagli europei, che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale era mascherata dalla difesa contro la “minaccia comunista”, ma dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica ha messo a nudo in modo sempre più grave la mancanza di una vera politica estera da parte dei Paesi europei! Questo è vero anche per quanto poi riguarda gli armamenti nucleari, per i quali Trump ha solo esasperato un tendenza che si era già sviluppata in modo estremamente minaccioso ad opera del … Nobel per la pace Obama, il quale aveva varato un mega-programma di modernizzazione: la famigerata bomba termonucleare B-61-12 e l’F-35 sono precedenti alla presidenza Trump.Insomma, sia l’esasperazione di scelte che Trump ha ereditato dalle amministrazioni precedenti, sia le sue virate originali lasceranno un segno sulla situazione degli Stati Uniti, e del Mondo. (fonte: Pressenza international press agency)

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Cambiamenti Climatici e Disastro di Livorno

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

climateA dieci anni dalla prima e unica Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici in Italia, promossa dall’allora Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e che rappresentò un punto di svolta per il Paese nelle politiche di adattamento e tutela ambientale, si è svolta questa mattina alla Sala “Caduti di Nassirya” di Palazzo Madama la conferenza stampa celebrativa del decennale. L’incontro è stato promosso su iniziativa di Loredana De Petris, Presidente del Gruppo Misto al Senato e di Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde) in collaborazione con ISPRA – SNPA, Isola della Sostenibilità e SOS Terra Onlus. “Quando lanciai i temi del cambiamento e dell’adattamento climatico, era chiaro che il riscaldamento terreste e i danni prodotti dai gas serra avrebbero messo seriamente a rischio i nostri territori e la popolazione. Alcuni ebbero il coraggio di strumentalizzare la Conferenza e il lavoro dei validi tecnici e scienziati che collaborarono alla sua preparazione – commenta Pecoraro Scanio – Avere perso dieci anni è stato un crimine, ora basta ritardi. Fenomeni estremi come bombe d’acqua e alluvioni stanno stravolgendo lo scenario climatico del Paese e il recente disastro di Livorno ci ricorda che le nostre città sono vulnerabili ai pericoli. Non è accettabile perdere vite umane. Il Governo deve approvare subito il Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e varare un vero programma di manutenzione del territorio. Serve un controllo continuo sulla qualità dei lavori in corso, anche con droni, e la possibilità per i cittadini di seguire sul web l’avanzamento delle opere di messa in sicurezza”.
Da un’analisi dei dati ISPRA relativi al 2007, il 10% del territorio italiano era interessato da forte criticità idrogeologica, mentre le ultime stime ci dicono che la percentuale delle aree a rischio è quasi raddoppiata (19,4%). La popolazione esposta a rischio frana ammontava a 992.403 abitanti e oggi è passata a 1.247.679, mentre quella esposta a rischio alluvione ha quasi raggiunto i 2 milioni di persone e questi dati, sia per le frane che per le alluvioni, considerando solo i residenti nelle aree a pericolosità elevata e molto elevata arrivando a oltre 9 milioni se si considerano anche gli abitanti che vivono in aree a scenario di pericolosità media e scarsa. L’ISPRA, infatti, ha evidenziato un trend positivo degli interventi a mitigazione del rischio idrogeologico, solo nel biennio 2007-2008. Dal 2009, invece, gli stessi dati confermano l’assenza di programmazione. Durante la Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici si evidenziò come l’anomalia della temperatura media si attestasse allora a + 1 °C rispetto al trentennio 1961-1990: in meno di dieci anni è passata a + 1,58 °C con il 2017 già entrato nella storia per le roventi temperature raggiunte. Per quanto riguarda le precipitazioni, negli ultimi anni, al fenomeno di improvvise bombe d’acqua e alluvioni si sono succeduti periodi di prolungata siccità alla quale è inesorabilmente collegata la desertificazione che interessa il 40% del territorio nazionale, soprattutto nelle regioni meridionali e nelle isole.“Sono stati persi dieci anni dall’allarme lanciato nel settembre 2007 e ora occorre approvare subito il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici – ha dichiarato la Sen. Loredana De Petris – In Parlamento lavoreremo affinché ciò avvenga nei prossimi mesi”.“Con le conseguenze dei cambiamenti climatici abbiamo avuto a che fare spesso in questi dieci anni dalla prima Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici e quanto accaduto questa estate ha rappresentato purtroppo una sintesi di ciò che potrebbe accadere se non decidiamo di attuare tutte quelle azioni di mitigazione e di adattamento che tali cambiamenti impongono di fare – dichiara con una nota il Presidente dell’ISPRA Stefano Laporta – Iniziative come quella di oggi ed il ruolo della stampa sono fondamentali per sensibilizzare l’opinione pubblica e anche per sollecitare gli stessi media a trattare più spesso i temi legati alla tutela ambientale, e non solo in occasione di disastri o emergenze, perché risultati concreti possono nascere anche da un’opera costante di divulgazione. L’ISPRA come l’intero Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente garantisce l’impegno su tutto il territorio nazionale, attraverso l’elaborazione, la diffusione di dati, la realizzazione di stime di emissione di gas serra, la valutazione degli effetti delle misure di riduzione e la messa punto di un set di indicatori di cambiamenti del clima e dei relativi impatti”.Sono intervenuti all’incontro, moderato dal giornalista di “La Repubblica” Antonio Ciancullo: Loredana De Petris (Presidente Gruppo Misto, Senato della Repubblica), Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde), Valerio Giannubilo (Responsabile evento e comunicazione Isola della Sostenibilità), Serena Pellegrino (Vice Presidente Commissione Ambiente, Camera dei Deputati), Fulco Pratesi (Presidente Onorario WWF Italia), Roberto Caracciolo (Coordinatore generale della 1° Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici 2007, ISPRA), Giuseppe Onufrio (Direttore esecutivo, Greenpeace Italia), Rossella Muroni (Presidente Legambiente), Valerio Rossi Albertini (Fisico CNR).

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Cambiamenti climatici e maltempo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

livorno pioggia“Non credo che questa sia una emergenza, sarebbe sbagliato chiamarla emergenza…”. Lo ha detto il ministro per l’ambiente Gian Luca Galletti arrivando a Livorno per un vertice al centro operativo, sottolineando così come quanto successo ieri nella città toscana è il frutto “dei cambiamenti climatici e non solo”. Come governo abbiamo stanziato milioni di euro per ripulire i fiumi e i tombini, questi soldi vanno spesi”.
Non abbiamo elementi per sostenere, di conseguenza, che quanto accaduto sia responsabilita’ delle amministrazioni locali che non sono state in grado di fare prevenzione coi mezzi e fondi messi a loro disposizione. Ma le parole di un ministro non vanno mai prese alla leggera. A corollario, pensiamo -pur nella sua ridotta dimensione nel contesto italiano ed internazionale (Irma in primis)- a quanto accaduto nella capitale Roma, allagata per l’ennesima mancanza di pulizia di caditoie et simili, cosi’ come denunciamo da anni. E poi, ogni citta’, inclusa quella da cui scriviamo Firenze, ha la sequela di danni e disastri che, sostanzialmente, accadono per la mancanza di prevenzione e/o sottovalutazione degli eventi climatici.
Cosa accade? Lo sanno tutti, pochi ci pensano, e ancor meno pochi cercano di agire.
Il cambiamento climatico, con l’aumento delle temperature, non e’ piu’ armonizzato ai nostri modelli di vita e di sviluppo. Per fare solo un piccolo e “banale” esempio: la casetta -anche economica- agognata proprio sul mare, nelle Keys Island di fronte a Miami, o la casetta sulle coste genovesi, sono un pericolo per la nostra vita. O ancora, gli alberi dei viali delle nostre citta’, oltre ad essere belli ed ombrosi, vanno valutati per la loro resistenza ad intemperie con ben oltre 100 Km/h (come se Trieste con la sua bora fosse ovunque). Niente di nuovo. Abbiamo sempre visto (e sottovalutato) le immagini di eventi climatici estremi in Paesi del Terzo e Quarto Mondo, con case e citta’ sventrate, morti a bizzeffe, essenzialmente per la mancanza di resistenza delle infrastrutture…. Ebbene, questa mancanza di resistenza, sia per la accentuata forza degli eventi sia perche’ gli stessi si manifestano in luoghi prima solo marginalmente toccati, oggi riguarda anche noi. E sembra che siamo solo agli inizi di una esclation sempre piu’ cruenta, diffusa e che raggiungera’ luoghi considerati fino ad oggi sicuri (per restare a casa nostra: qualcuno pensava o prevedeva quello che e’ accaduto a Livorno?).
Siamo allarmisti, visto che anche le piu’ alte autorita’ (pensiamo ai ministri della nuova amministrazione Usa) ridimensionano fenomeni e preoccupazioni? Non lo sappiamo. Registriamo, fotografiamo, ascoltiamo, ci informiamo e leggiamo -per esempio- quello che ha detto il nostro ministro Galletti.
Gia’ sentiamo le voci dei cosiddetti realisti dell’oggi: “Eh, ma quanto ci costerebbe rivedere tutti i nostri modelli e le nostre realizzazioni infrastrutturali? Impossibile agire, meglio mettere i tamponi quando ci sono i buchi”. Crediamo che questo approccio forse poteva andare bene fin all’altro ieri, ma oggi, anche in termini economici, siamo sicuri che costa meno tappare i buchi che non spendere per i cambiamenti prima che i buchi si manifestino? Sempre, ovviamente, di voler guardare oltre il proprio naso e il proprio giardino.
Il particolare e il generale. Questa e’ una riflessione per la conseguenziale azione di ognuno nel proprio ambito: il legislatore che deve approvare le norme, l’amministratore che deve renderle esecutive, fino al privato che deve mettere -piu’ resistente, piu’ costosa e coi materiali del caso- la tettoia al proprio capanno o la tenda alla propria veranda. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc) (foto fonte: Il fatto quotidiano)

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Le città alla sfida del clima

Posted by fidest press agency su martedì, 30 Mag 2017

clima nel mondo1Roma Mercoledì 31 Maggio 2017, ore 9:30 Dipartimento di Architettura, Aula Urbano VIII Via Madonna dei Monti 40. Il crescente impatto di fenomeni meteorologici estremi in diverse aree del globo ha posto i cambiamenti climatici al centro dell’attenzione scientifica e mediatica. Sono, inoltre, sempre più evidenti i danni economici, sociali e ambientali provocati dal riscaldamento globale che potrebbero aumentare in futuro. In particolare nelle aree urbane, che sono responsabili della maggior parte delle emissioni climalteranti. Per questo è sempre più urgente dedicare alle città un’attenzione specifica nell’ambito delle strategie di adattamento. Il convegno sarà l’occasione per ricostruire il quadro dell’impatto dei cambiamenti climatici sul territorio italiano e per ragionare sull’urgenza di nuovi approcci politici alla questione. Saranno presentati studi e ricerche sull’impatto dei cambiamenti climatici nelle aree urbane e parteciperanno esponenti del mondo della ricerca e delle istituzioni.

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Greenpeace su lotta a cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 Mag 2017

taorminaTaormina. Commentando quanto emerso in fatto di lotta ai cambiamenti climatici da questa due giorni di G7 a Taormina, Jennifer Morgan, Direttrice Esecutiva di Greenpeace International, dichiara:«Europa, Canada e Giappone hanno oggi preso una posizione chiara, dimostrando di nuovo quanto Trump sia lontano dal resto del mondo sul tema dei cambiamenti climatici. Gli esiti del G7 confermano che la transizione energetica non è arrestabile, ma i leader devono adesso mantenere la determinazione e assicurarsi che il prossimo G20 segni maggiore ambizione dal punto di vista delle politiche climatiche. Il Presidente Trump deve ora tornare a Washington e fare la scelta giusta, per affrontare seriamente il tema dei cambiamenti climatici e prendere parte alla salvaguardia del clima con il resto del mondo».

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Forum Internazionale “La città del futuro”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 Mag 2017

auditoriumRoma 11 e 12 maggio presso Auditorium della Tecnica – Centro Congressi Confindustria, Viale Tupini 65 organizzato dall’Associazione no profit Road to Green 2020 si terrà il Forum dedicato allo sviluppo sostenibile delle città, al ruolo dell’essere umano in questo momento storico, dove epocali cambiamenti contrastano con problemi storici.
Il Forum è gratuito ed aperto a tutti. Durante i due giorni si susseguiranno interventi di esponenti di spicco del mondo delle istituzioni, universitario, della ricerca, della moda sostenibile, saranno presenti startupper, donne imprenditrici, innovatori. Tutti insieme per parlare di sostenibilità. SARA’ PRESENTE IL NUOVO PRESIDENTE DEI GIOVANI INDUSTRIALI DI CONFINDUSTRIA, oltre a molti altri ospiti.
Il tema dello sviluppo sostenibile è, ormai da tempo, al centro di un ampio dibattito sulle diverse strade che possono essere percorse per armonizzare la situazione esistente con i progetti futuri di una città o di un territorio, tenendo ben presente l’imprescindibilità della salvaguardia dell’ambiente, a tutela di chi verrà dopo di noi. Un obiettivo che, seppure difficile ed ambizioso, è diventato un momento di confronto tra diverse ”filosofie”, tutte comunque portatrici di valori importanti che riguardano il rapporto tra uomo ed ambiente e, quindi, dell’esigenza di non intaccare il patrimonio naturale che abbiamo ricevuto in eredità e che, a sua volta, passerà alle generazioni future.
Il profilo della manifestazione, che si avvarrà di competenze internazionali, con contributi frutto di esperienze di esperti di molti Paesi, è confermato dal Patrocinio del Ministero dell’Ambiente; della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; dell’Ambasciata della Slovacchia; dell’Ambasciata di Ungheria; dell’Associazione Interparlamentare di amicizia Italia- Azerbaigian; Associazione di amicizia e cooperazione Italia-Egitto; dell’Associazione di amicizia e cooperazione Italia-Emirati Arabi Uniti; dell’Ordine dei Geologi; di Unindustria; di Confartigianato.L’ampiezza dei temi che faranno da filo conduttore del forum trova conferma nelle aree di esposizione previste e che saranno oggetto di dibattiti ed approfondimenti nei due giorni di lavori: Architettura e costruzioni; Energia; Mobilità; Sostenibilità; Health; Fashion & Beauty.
A parlare di accessibilità sostenibile delle città ci penserà la startup innovativa Skylab Studios, che mostrerà come si possono rendere fruibili le città attraverso la tecnologia, la segnaletica interattiva e l’applicazione della realtà aumentata alla cultura. (foto: auditorium)

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Stabilizzare il Mediterraneo

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

mediterraneoBRUXELLES / PRN Africa / I leader locali e regionali di tutto il Mediterraneo e dell’Unione europea hanno esortato i governi nazionali e la comunità internazionale a collaborare più strettamente con i sindaci e i governatori regionali per contribuire a stabilizzare il Nord Africa e il Medio Oriente.I sindaci, i governatori regionali e i rappresentanti regionali all’Assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM), riunitasi a Malta il 23 febbraio, hanno espresso la loro speciale preoccupazione per il conflitto in Libia e per le sfide della migrazione e dei cambiamenti climatici.
Durante la loro principale riunione dell’anno, i membri dell’ARLEM, che provengono dal Comitato europeo delle regioni (CdR) e dagli Stati partner non membri dell’UE nella regione del Mediterraneo, hanno evidenziato la recente cooperazione con città libiche come prova del fatto che, anche in circostanze difficili, le città possono creare partenariati che contribuiscono alla stabilizzazione. In una risoluzione sulla Siria, inoltre, hanno dichiarato di essere “pronti a fornire sostegno alla popolazione siriana nei suoi sforzi volti a porre fine alla guerra civile e a combattere l’estremismo e la radicalizzazione”, segnalando che “tale aiuto inizia nelle città vicine al confine che accolgono i rifugiati e affrontano l’emergenza umanitaria”.Il Copresidente dell’ARLEM e Presidente del CdR, Markku Markkula , ha dichiarato: “non possiamo avere realmente un’Europa prospera e sicura se i paesi vicini sono in preda all’instabilità. L’ iniziativa di Nicosia , attraverso la quale i partner europei e mediterranei condividono il loro know-how con le autorità libiche e danno loro sostegno pratico, è solo un esempio di come gli enti locali e regionali possano avere un reale valore aggiunto, attraverso strumenti come la diplomazia delle città e la cooperazione decentrata. Solo lavorando insieme sul campo l’UE sarà in grado di trovare risposte sostenibili alla crisi migratoria, alla tratta di esseri umani, alle guerre e alla minaccia del terrorismo.”
Carmelo Abela , Ministro degli affari interni e della sicurezza nazionale di Malta, che esercita attualmente la presidenza del Consiglio dell’Unione europea ha detto: “Solo quando avremo istituito un quadro per la migrazione gestito dalle autorità invece che dai trafficanti potremo dire di star affrontando il fenomeno migratorio in modo efficiente e efficace”. Ha poi aggiunto: “L’Unione europea è seriamente impegnata ad affrontare le cause profonde della migrazione in collaborazione con i paesi partner di origine e di transito. Nel contesto dell’UE, Malta ha sempre sostenuto questa posizione e questa resta una priorità per il nostro paese, nella sua veste di semplice Stato membro dell’UE o di paese che esercita la Presidenza del Consiglio. La nostra cooperazione transcontinentale dovrebbe essere quanto più completa possibile e dovrebbe attribuire lo stesso valore a tutti e cinque i settori prioritari concordati nel piano d’azione comune della Valletta.”
Gli enti locali siriani non erano rappresentati alla riunione dell’ARLEM, ma una delegazione dalla Libia guidata dal sindaco di Tripoli, Abdelrauf Beitelmal , e dal sindaco di Zintan, Mustafa al-Baroni , e comprendente rappresentanti di Bengasi, Sebha, Sirte e Tobruk è intervenuta alla sessione plenaria dell’ARLEM e al convegno sul tema della migrazione il 22 febbraio.
I flussi migratori in provenienza dalla Libia sono stati uno dei temi centrali del convegno sulla migrazione e della sessione plenaria. Sono intervenuti, tra gli altri, Bettina Muscheidt , capo della delegazione dell’UE in Libia; Jose Carreira , direttore esecutivo dell’EASO (European Asylum Support Office); Vincenzo Bianco (IT/PSE), relatore del CdR sull’asilo e sindaco di Catania, il cui porto ha ricevuto negli ultimi anni molte migliaia di migranti in seguito a operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, e Peter Bossman (SI/PSE), relatore del CdR sui partenariati dell’UE con i paesi terzi in materia di migrazione.Nel corso della riunione, l’ARLEM ha adottato una raccomandazione sulla politica dell’energia e del clima, elaborata da Mohamed Sadiki , sindaco di Rabat, e una raccomandazione sulla cooperazione transfrontaliera nel Mediterraneo, elaborata da Francesco Pigliaru , presidente della regione Sardegna. Il Marocco sta perseguendo da quasi un decennio un’ambiziosa politica di transizione. La Sardegna ospita l’autorità di gestione di un programma di cooperazione transfrontaliera istituito nell’ambito dello Strumento europeo di vicinato dell’UE.Tra le altre decisioni adottate dall’ARLEM a Malta, vi è quella di inviare membri in Tunisia per monitorare le elezioni locali di quest’anno, nell’ambito di una missione organizzata dal Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa.

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Per il 2017 Frost & Sullivan rivela le più importanti opportunità di innovazione e investimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

frost-sullivanI drastici cambiamenti politici e altri fattori esterni destabilizzeranno relazioni e accordi internazionali ben consolidati tra diversi paesi nel 2017. La presidenza di Donald Trump, la Brexit e la tendenza verso l’isolazionismo porteranno le nazioni e i settori industriali ad essere più cauti. Questi cambiamenti, insieme alle rivoluzioni tecnologiche dovute all’avvento degli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale, all’evoluzione di Internet delle cose verso gli strumenti senzienti e al lancio dei veicoli autonomi di livello 3, tra le altre cose, minacceranno la posizione di molti operatori esistenti. Tuttavia, esorteranno anche le aziende a diventare più intelligenti e più efficienti nei modelli e nelle pratiche di business.Dopo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e la Brexit, gli esperti di Frost & Sullivan stanno studiando ancora più attentamente i possibili scenari futuri anomali, analizzando gli effetti che questi eventi inaspettati potrebbero avere sui mercati e sulle aziende. La ricerca esplora le tendenze in diverse aree geografiche, settori e applicazioni per offrire una visione completa degli agenti di cambiamento attivi nel 2017. Ora che piattaforme, modelli di business e tecnologie si incontrano in maniera sfumata, rendendo difficile la categorizzazione, questi approfondimenti possono rappresentare uno strumento di riferimento essenziale per le aziende che cercano di elaborare strategie a breve termine e di impostare obiettivi di implementazione a lungo termine.Alcune delle tendenze tecnologiche chiave evidenziate da questo studio sono:
*La corsa per il primato degli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale
*I veicoli autonomi di livello 3 approdano sulle strade
*Gli stili di vita connessi trasformano le abitazioni
*Cognitivo è il nuovo “smart”
*La realtà augmentata diventa la prassi per il B2B
*Internet delle cose vira verso gli strumenti senzienti
Alcune delle implicazioni di queste tendenze si sono messe in moto nel 2016, come i progressi e i lanci degli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale e le piattaforme per le abitazioni intelligenti. Le aziende potrebbero anche doversi preparare per un ambiente competitivo in cui il vincitore prende tutto e ai prossimi cambiamenti dirompenti in ambito sociale portati da queste innovazioni.“I tanto attesi droni, veicoli autonomi, capacità spaziali e robotica sono tutti destinati a influenzare notevolmente il mercato commerciale quest’anno”, osserva Taylor. “Queste tecnologie, se da una parte migliorano l’efficienza, la produttività, l’accuratezza e colmano i divari nell’occupazione, potrebbero portare a dinamiche del lavoro infiammabili. Tali interessi conflittuali cambieranno il corso dei flussi di entrate e della segmentazione dei prezzi, oltre a incoraggiare un’attenta valutazione dei trade-off.”

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L’Italia non parla inglese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2016

Grammatica essenzialeL’Italia, nel 2015, si attesta al 28° posto nel ranking mondiale delle 70 nazioni in esame, dopo Paesi come la Spagna e la Germania ma prima della Francia, con un lieve peggioramento rispetto al 2014, quando era al 27° posto. Questo è il quadro che emerge dai dati forniti da EF English Live, che dal 2007 monitora annualmente i cambiamenti connessi alla conoscenza della lingua inglese in diversi Paesi (ad oggi 70).L’Europa conferma il suo posto in testa all’indice, registrando i livelli di competenza più alti. I risultati migliori sono quelli ottenuti dall’Europa Settentrionale e da quella Centrale, le quali hanno via via rafforzato il proprio status. La Francia si distingue dal resto d’Europa per il suo basso livello di competenza d’inglese e si dimostra, in realtà, così indietro rispetto ai suoi vicini che il suo livello di competenza in inglese è simile a quelli dei paesi dell’estremo Est Europeo. Forse a causa di una avversione culturale all’inglese o dell’incapacità di riformare il sistema scolastico, la Francia sta seguendo una traiettoria diversa dai suoi vicini. (by http://englishlive.ef.com/it-it/op/corsi-di-inglese-online/)

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Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

ParigiParigi. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, rende noto di aver inviato un appello alle istituzioni della Repubblica affinché il nostro Governo reciti un ruolo attivo e deciso nell’ambito della XXI Conferenza delle Parti (COP21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che avrà inizio a Parigi il prossimo 30 novembre.
L’appello è stato rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.Secondo la CELI, infatti, l’Italia ha la possibilità di diventare un leader morale nel proteggere e rendere possibile un clima futuro che sia al servizio dei bisogni di tutti gli uomini.
E ha il dovere di farlo sia agendo all’interno del nostro Paese sia spingendo affinché vengano assunti impegni audaci nel corso di un evento mondiale in cui le delibere e le misure prese dagli Stati partecipanti saranno decisive per l’esistenza delle generazioni attuali e future.
Come evidenziato in un passaggio della lettera, “siccità disastrose, inondazioni massive e forti tempeste distruggono sempre più spesso vite, proprietà e mezzi di sussistenza. Gruppi già svantaggiati come donne, bambini e popolazioni indigene sono quelli più colpiti. (…) E’ giunto il momento di concludere un accordo ambizioso ed equo.”L’appello della CELI nasce in risposta all’invito della Federazione Luterana Mondiale (FLM) – comunione globale di 145 Chiese con oltre 72 milioni di Cristiane e Cristiani in 98 nazioni – di sensibilizzare le autorità nazionali sull’urgenza di un accordo globale ed equilibrato sul clima in grado di superare gli interessi dei singoli Stati.In particolare, la CELI – già impegnata, come le altre Chiese luterane nel mondo, ad attuare concretamente la transizione verso uno stile di vita sempre più rispettoso dell’ambiente – invita il Governo italiano a considerare, nel corso delle negoziazioni, la necessità di:
Determinare un quadro di iniziative che siano in grado di contenere, dopo il 2020, l’incremento medio del riscaldamento della superficie terrestre ben al di sotto di 2°C Agire, da oggi e fino al 2020, per mitigare i rischi climatici con la contestuale assunzione – da parte dell’Italia e degli altri paesi sviluppati – di un visibile ruolo guida in conformità a quanto stabilito nel corso di COP17 (Durban 2011)
Focalizzarsi fortemente sulle politiche di adattamento e resilienza ai mutamenti climatici, con speciale riguardo alla tutela delle popolazioni povere e vulnerabiliIncludere, in un accordo per il periodo successivo al 2020, le perdite e i danni derivanti dai cambiamenti climatici, affinché gli interessi di coloro che non possono più adeguarsi a questi effetti vengano tutelati ora ed in futuro
Pianificare in modo trasparente, sia a breve sia a medio-lungo termine, le misure (anche finanziarie) necessarie alla realizzazione degli interventi climatici urgenti nei paesi in via di sviluppo.La CELI, le sue Comunità e tutti i suoi membri pregano affinché COP21 possa davvero condurre all’accordo di cui il mondo ha bisogno.

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COP21: tabella di marcia del Parlamento in vista della Conferenza UN di Parigi sul clima

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

parlamento europeoIl Parlamento ha richiesto mercoledì all’UE e ai suoi Stati membri di raggiungere un accordo, durante la COP21 di Parigi, su un taglio del 40% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 e un aumento progressivo degli impegni finanziari per le politiche climatiche. Inoltre, i deputati chiedono che i settori del trasporto aereo e marittimo adottino provvedimenti per limitare le loro emissioni entro la fine del 2016.
Dopo la votazione in Aula, il relatore Gilles Pargneaux (S&D, FR) ha dichiarato che “siamo confrontati alla lotta del secolo. Se non riusciremo a evitare che il riscaldamento globale superi i 2°C entro la fine del secolo, assisteremo sempre più a fenomeni di siccità, inondazioni, scioglimento dei ghiacciai e scomparsa di terreno coltivabile. Il cambiamento climatico sarà anche una delle cause dell’aumento dei problemi migratori”.Nella risoluzione, che conferisce il mandato per la delegazione del Parlamento alla COP21 – la conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite che si terrà a Parigi – i deputati invitano l’UE a chiedere:
una riduzione di almeno il 40% delle emissioni di gas serra
un obiettivo di efficienza energetica del 40%
un obiettivo del 30% entro il 2030 per le energie rinnovabili.
La risoluzione invita a un rilancio generale della politica UE sul clima, in linea con l’impegno dell’UE di ridurre dell’80-95% le sue emissioni di gas serra entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990.Per i deputati, il Protocollo 2015 dovrebbe:
· essere giuridicamente vincolante
· puntare a eliminare progressivamente le emissioni globali di carbonio entro il 2050 o poco oltre, in modo da mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C
· se necessario, prevedere che i lavori inizino nel 2016 per elaborare misure di riduzione supplementari
· prevedere periodi di impegno quinquennali quale soluzione più appropriata per evitare che i risultati siano modesti.
Il Parlamento invita l’UE e i suoi Stati membri a concordare una tabella di marcia per incrementare i finanziamenti, così da raggiungere l’obiettivo complessivo di 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020. In aggiunta, propone di destinare alcune quote di emissione nell’ambito dello Schema di commercio delle emissioni (ETS) come fonti aggiuntive di finanziamenti per le politiche climatiche, così come i profitti derivanti dalle misure UE e internazionali sulle emissioni prodotte dai trasporti aerei e marittimi.
Il Parlamento evidenzia che tra i settori che generano più emissioni di gas serra, quello dei trasporti si posiziona al secondo posto e invita, pertanto, tutte le parti presenti alla COP21 a lavorare con l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO) e l’Organizzazione marittima internazionale (IMO), per adottare misure che consentano di ridurre le emissioni entro la fine del 2016.

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Impatto sociale e cambiamenti realmente prodotti nella vita delle persone

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2015

cernobbioCernobbio 20 ottobre, ore 19 Villa d’Este Grande attesa per la cena annuale di raccolta fondi della Fondazione Dr. Ambrosoli, durante la quale gli ospiti, avv. Umberto Ambrosoli e Mario Calabresi, direttore de La Stampa, interverranno sul tema attualissimo dell’impatto sociale, ovvero della valutazione dei cambiamenti realmente prodotti nella vita delle persone e delle comunità in cui le organizzazioni no profit operano. Modera la serata Elisabetta Soglio del Corriere della Sera.
Appuntamento è quindi per martedi 20 ottobre 2015, ore 19.00, a Villa D’Este con “OBIETTIVO IMPATTO. Il cambiamento al centro della nostra azione”.
Fondata nel 1998 dai Missionari Comboniani e dalla famiglia di padre Giuseppe Ambrosoli, la Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital supporta e sostiene l’Ospedale di Kalongo e la Scuola specialistica per ostetriche da lui fondati, assicurando così l’accesso ai servizi sanitari alla popolazione del nord Uganda e promuovendo la formazione medica per accompagnare l’ospedale verso il futuro traguardo dell’autonomia.Il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, nato nel 1957, è una delle più importanti organizzazioni sanitarie ugandesi per numero di letti (302) e garantisce assistenza sanitaria qualificata a circa 50.000 persone l’anno: il 70% donne e bambini. Dotato di 6 reparti (maternità, pediatria, medicina generale, chirurgia, tbc, aids), un poliambulatorio per pazienti esterni, un laboratorio di analisi e radiologia e 2 sale operatorie, dà impiego oggi a 213 operatori.Nel 1959 viene fondata la Scuola di ostetricia St. Mary’s Midwifery School Kalongo per trovare una soluzione sostenibile al grave problema della mortalità materno-infantile in Africa. Dalla sua nascita a oggi la scuola ha qualificato oltre 1.200 ostetriche ed è considerata una struttura di eccellenza nella formazione medica specialistica. Le sue ostetriche diplomate sono richieste non solo nelle strutture ugandesi, ma anche in quelle di Tanzania, Kenia, Sudan, Congo e altri paesi dell’Africa sub sahariana.Il ricavato della serata sarà devoluto per sostenere le cure dei pazienti del Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo. (foto: hospital)

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La politica del G8

Posted by fidest press agency su martedì, 22 Mag 2012

 

Si è concluso l’ennesimo G8, un altro fine settimana di incontri fra i Grandi durante il quale la comunità finanziaria internazionale ha seguito con apprensione i lavori del Vertice anche per comprendere se le questioni e le tensioni nell’Area Euro potranno essere finalmente risolte. Si interverrà con decisione questa volta? Il tempo è scaduto la politica deve rendersene conto – dichiara il Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea Aleardo Pelacchi – Le distorsioni della finanza speculativa – continua Pelacchi – hanno prodotto danni immensi all’economia reale, basta guardare il nostro Paese. Disoccupazione record soprattutto tra i giovani che non riescono ad immaginare un futuro, imprese che non ce la fanno, disperazione, suicidi, cittadini disorientati che sfogano la loro rabbia contro altri cittadini anch’essi vittime di questo disastro sociale. Diciamo basta. La verità è che l’economia è sempre più distante dalle persone. E’ necessario affermare con forza l’idea che il sistema bancario deve sostenere la crescita attraverso il sostegno alle famiglie ed alle imprese, come peraltro chiesto in ogni occasione da Unisin. Ultimamente, oramai preoccupati dal possibile credit crunch, questa necessità è stata sostenuta con maggiore determinazione anche da autorevoli pareri in campo economico. E’ necessario che dalle parole si passi finalmente ai fatti poiché non esiste altra via per uscire da questa lunga crisi. Unisin, come è noto, ha indicato da tempo anche un’altra priorità – conclude il Segretario Generale Aleardo Pelacchi – che è quella di valorizzare le lavoratrici ed i lavoratori. Anche in questo caso non c’è una via diversa per gestire i profondi cambiamenti che anche il nostro settore dovrà affrontare nel prossimo futuro. La fase recessiva, purtroppo, non si attenuerà in tempi brevi nonostante le perentorie indicazioni fornite da quest’ultimo G8 che sono orientate a favorire la crescita in Europa. Non si potrà quindi scaricare gli oneri di questa congiuntura sul lavoro ma occorrerà ragionare in termini di sviluppo e di occupazione.

 

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Le catene che bloccano lo sviluppo del Paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2012

I cambiamenti e lo sviluppo partono sempre da semplici atti, indispensabili per togliere immediatamente privilegi e potere a quelle persone che li usano contro l’interesse comune. L’avvento dell’era digitale ha portato: conoscenza, trasparenza, efficienza ed economicità. Infatti, ogni norma dev’essere inserita su Internet in modo che il cittadino, con un semplice click, ne prenda conoscenza senza doversi spostare, inquinando, e senza oneri, poiché le norme sono sempre delle limitazioni alla sua libertà o riguardano il suo contributo socioeconomico alla collettività.
Solo pochi degli 8109 comuni italiani, Province, Regioni e apparati dello Stato si sono utilmente aggiornati a questo atto di trasparenza ed efficienza. La maggior parte di loro, certi di non essere oggetto di tempestive sanzioni, resistono, addebitando spese, a chi chiede di accedere a un atto amministrativo. Ecco due casi emblematici di come un pubblico dipendente, pagato dai contribuenti, e/o un eletto a ricoprire cariche pubbliche procurano danni ai cittadini, al Paese, alle istituzioni, all’ambiente.
Comune di San Benedetto del Tronto: un cittadino si vede limitato nei propri diritti e incarica il legale di acquisire i documenti. A tale richiesta, il funzionario preposto esigeva il versamento anticipato di 5,80 euro (circa 10.000 vecchie lire) per costi di ricerca e di trasmissione del documento. Alla richiesta di chiarimenti, il funzionario rispondeva aumentando la gabella in virtù di una delibera di giunta successiva all’istanza di accesso!
Comune di Arezzo: Posta elettronica certificata inibita! La conseguenza è che, per un certificato di residenza, si è obbligati a mettersi la fila allo sportello dell’anagrafe e/o allo sportello postale. Infatti, esigono, per ogni singolo certificato in carta semplice, di ricevere una busta di posta prioritaria contenente, oltre la richiesta motivata, una busta già affrancata e monete per un totale di 0,26 euro.
Se lo Stato non riesce a sanzionare immediatamente chi attiva dette gabelle, come riuscirà a varare e far funzionare i necessari provvedimenti per il progresso del nostro Paese, al passo con Europa? È potere, soprattutto dovere, di un Governo cancellare con una semplice norma questi nocivi comportamenti. (Pier Luigi Ciolli)

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“Diritti in festa”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2011

Palazzo dei Priori e Fontana Maggiore, Piazza ...

Image via Wikipedia

Torna a Perugia “Diritti in Festa”, festival dei consumatori e degli utenti. Dal 27 al 29 Ottobre nel capoluogo umbro incontri, dibattiti ed eventi per mettere in comune idee e pratiche virtuose. Tenere ben salda in mano la barra dell’innovazione, nel solco di quello spirito di cambiamento e voglia di esserci che chiaramente si sono espressi in occasione dei referendum di giugno. Adoperarsi per poter incidere davvero, al di là di superficiali e sbiaditi inviti alla partecipazione, sulle questioni che ci toccano tutti.Palm, azienda mantovana leader nella produzione del Greenpallet© sani, sistemici, etici, non poteva mancare a questo importante appuntamento. Primo Barzoni, presidente e amministratore delegato di Palm, interverrà venerdì 28 ottobre nell’ambito del convegno “I rifiuti: problema o risorsa?”, presso il Centro Servizi Camerali G.Alessi a Perugia.Rispetto agli altri pallet in commercio, quello di Palm è realizzato “a chilometro zero”, utilizzando legname proveniente da pioppeti locali certificati da Pefc e Fsc, i due maggiori schemi di certificazione forestale presenti al mondo. Acquistare materie prime senza le adeguate garanzie infatti contribuisce alla deforestazione dissennata di molti polmoni verdi mondiali ma è anche un sostegno alle attività della criminalità e al dilagare di corruzione, riciclaggio di denaro, traffico di armi, finanziamento di guerre civili e danni incalcolabili alle popolazioni del Sud del mondo.Palm ha quest’anno lanciato la campagna “Filiera bosco-legno-consumatore responsabile” per riunire tutte le realtà virtuose del settore. Secondo i promotori della campagna, tutti avrebbero da guadagnare dal rafforzamento della filiera: le aziende italiane virtuose, che potranno aumentare i loro fatturati; i proprietari delle foreste gestite in modo responsabile perché saranno messe al riparo dalla concorrenza del legno “low cost”; il Fisco perché vedrà ridurre l’evasione provocata dai commerci clandestini; l’ambiente perché saranno ridotte le emissioni e i danni alla biodiversità. A perderci sarebbe l’illegalità.A Perugia Palm porterà all’attenzione del pubblico l’importanza di azioni responsabili, per un nuovo modo di “produrre” e “consumare”. Questi comportamenti virtuosi posso partire proprio dal Greenpallet. Un elemento semplice, ma che riveste un ruolo fondamentale: dalla sicurezza dei lavoratori nei magazzini al trasporto e al consumo degli alimenti.Dal Greenpallet Palm nasce la linea Palm Design: ecoarredi a ridotto impatto ambientale, una testimonianza di come attraverso il design sistemico si possano ottimizzare gli scarti della produzione del Greenpallet e dar vita a nuovi elementi di arredo come tavoli, sedie, eco cassette per il vino, orto pallet.

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Fiabe di Capitanata di Daniele Giancane

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2011

Le Fiabe di Capitanata ci riconducono agli elementi originari e identitari del foggiano: la campagna come luogo del lavoro ingrato ma necessario, la presenza di personaggi magici che facilmente appaiono nelle storie (come il monacello), una forte dimensione religiosa che si esprime attraverso i “santi” popolari e quotidiani, colti nella loro umanità piuttosto che nella loro aureola mistica. Si tratta di fiabe di terra che conservano luoghi e proverbi della tradizione popolare di Capitanata, cibi e filosofie del mondo, speranze nel cambiamento e un’aura di incantamento di fronte all’esistenza umana, alle sue infinite possibilità, ai suoi imprevedibili destini. Daniele Giancane, docente presso l’università di Bari, dirige la rivista letteraria “La Vallisa” e collabora a diversi quotidiani e riviste. Autore di molti volumi di critica letteraria, poesia, letteratura e teatro per l’infanzia, è citato nell’enciclopedia La civiltà letteraria a cura di Giorgio Barberi Squarotti. Ha ottenuto il premio di Vuk (Belgrado, 2001) per l’opera di collegamento fra cultura italiana e cultura serba. Suoi scritti sono stati pubblicati in molte nazioni (Serbia, Montenegro, India, Slovenia, Cile, Albania, Canada, Malta, Spagna). Ha curato numerose antologie di poesia e diversi volumi di fiabe dal mondo. (fiabe di capitanata)

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