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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘ruolo’

Scuola; Solo 50 mila immissioni in ruolo rispetto alle 95 mila previste

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2022

Lo ha confermato Marcello Pacifico, leader Anief, rilasciando un’intervista a Italia Stampa, ha affermato che “ciò accade perché purtroppo non c’è un doppio canale di reclutamento. In questo momento ci sono più di 20 mila docenti del concorso straordinario bis che hanno partecipato e che potrebbero essere immessi ma non lo sono, perché il bando non prevedeva la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili”. “Dobbiamo fare quello che ci chiede l’Europa, bisogna dare un canale certo ai precari. In caso contrario partirà già dai prossimi giorni una denuncia alle istituzioni europee che ci hanno dato ragione in passato e lo faranno in futuro”.

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Scuola: Immissioni in ruolo, 45mila a vuoto anche quest’anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2022

Anche quest’anno decine di migliaia di immissioni in ruolo di docenti della scuola pubblica non si realizzeranno, per trasformarsi in posti a supplenza annuale. A spiegare i motivi dell’ennesimo flop assunzioni è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando le difficoltà con cui si stanno realizzando le oltre 94mila assunzioni a tempo indeterminato autorizzate dal Mef: il problema, ha detto il sindacalista alla rivista specializzata Orizzonte Scuola, è che “bisogna estendere le immissioni in ruolo anche alle materie curricolari presenti nelle graduatorie. Partendo dalla I fascia che quest’anno è relegata solo al sostegno e poi continuando con la seconda fascia, prevedendo la necessità per il personale non abilitato di conseguire l’abilitazione con l’ammissione in sovrannumero all’anno di formazione universitaria. Questo è l’unico strumento, attraverso il cosiddetto doppio canale di reclutamento, di affrontare il tema delle supplenze che aumentano di anno in anno, cercando di assegnare le cattedre vacanti”.Non è un caso che il sindacato Anief abbia avviato ricorso al Tar, per permettere anche i docenti di cattedra comune, oltre che quelli di sostegno, di essere assunti a tempo indeterminato da prima fascia Gps, attraverso l’invio del modello cartaceo così da rivendicare l’immissione in ruolo dal 2 al 16 agosto, periodo nel quale sarà possibile produrre le domande per accedere alle assunzioni e alle supplenze da graduatorie a esaurimento e dalle stesse Gps.Secondo Pacifico, anche a causa di questo vincolo, “per quest’anno si prevede che più del 50% dei posti autorizzati per le assunzioni andranno a vuoto, ciò significa che sul campo si lasciano circa 45-50 mila immissioni in ruolo. E comunque non si tiene conto degli 80 mila posti in deroga sul sostegno, né che tutti i posti che riguardano il personale temporaneamente assente in organico di fatto devono essere convertiti in organico di diritto, si tratta di altre 45 mila unità”. La tesi del sindacalista è confortata dai numeri: “stiamo parlando di 15 mila insegnanti assunti rispetto a 60 mila posti che andranno vacanti e rispetto ad altri 100 mila posti che non sono stati autorizzati. Rimane un problema endemico quello della precarietà che ha bisogno di soluzioni concrete che vadano a riveder la riforma del Pnrr e legare a ciò che ci chiede l’Europa, grazie alle denunce portate avanti da Anief al Comitato europeo dei diritti sociali”.Anief ha anche chiesto da tempo l’assunzione in per chi ha 36 mesi di servizio alle spalle: quando, ha replicato Pacifico, “in questo paese se si parla di personale che dipende dal servizio sanitario” l’assunzione automatica dei precari storici “è fattibile, per il personale della scuola no. Verso il personale scolastico continua l’ostracismo, come se chi ha lavorato nella scuola per più di 36 mesi di servizio non sia meritevole. Tra l’altro ricordo che dopo ben 15 anni ci sono ancora 40mila docenti in GaE non ancora di ruolo. Le 95 mila immissioni in ruolo autorizzate non tiene conto del doppio canale di reclutamento e quindi di chi da anni insegna nelle nostre scuole. L’unico modo sarebbe autorizzare le assunzioni da GPS senza limitazioni di fasce o per chi ha prestato servizio nelle paritarie”. Anche su questo fronte, Anief non è stata a guardare: continua, infatti la denuncia presso l’Unione europea producendo ricorsi che hanno come obiettivo la stabilizzazione su posti vacanti e disponibili.

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Scuola: Immissioni in ruolo docenti, autorizzate 94.130 assunzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 luglio 2022

Ha preso il via la macchina organizzativa che nelle intenzioni del ministero dell’Istruzione entro l’estate dovrebbe portare alle immissioni in ruolo di 94.130 nuovi insegnanti: il numero esatto, autorizzato dal ministero dell’Economia, è stato comunicato oggi ai sindacati. Si attende ora la suddivisione per provincia e classe di concorso. La procedura prevede, a ogni conto, le immissioni in ruolo ordinarie attingendo per il 50% da graduatorie di merito concorsuali e per il 50% da graduatorie a esaurimento.Le nomine saranno effettuate come sempre al 50% da GM e al 50% attingendo dalle Graduatorie ad Esaurimento. Per quanto riguarda le nomine da Graduatorie di merito, per la secondaria si effettueranno da GM2016 se ancora vigenti e restando fermo solo il diritto dei vincitori, il residuo 60% da GM2018 del restante 40% metà alle GM2020 ordinario e l’altra metà allo straordinario 2020, dunque 20% e 20%, con precedenza di scelta alle procedure concorsuali ordinarie.Per primaria e infanzia, le immissioni in ruolo da GM, restando fermo il 50% di nomine da attribuire alle Graduatorie ad Esaurimento, seguiranno il seguente iter: da GM2016 se ancora vigenti e restando fermo solo il diritto dei vincitori, il residuo 50% da GM 2018 e 50% da GM 2020 con precedenza di scelta alle procedure concorsuali ordinarie.A seguire tornerà la “call veloce”, procedura di assunzione introdotta dall’articolo 1, commi 17-17septies, del DL n. 126/2019, convertito in legge n. 159/2019, e sospesa per il solo a.s. 2021/22. Questa procedura di chiamata diretta di candidati da altra regione, prevede la partecipazione alle nomine a domanda, e solo in caso di completo esaurimento delle GM e GaE interne alla regione, di candidati comunque inseriti in GaE o GM utili alle nomine in ruolo per la specifica classe di concorso.Per i posti comuni banditi sui residui 2021, sarà poi la volta dell’attribuzione dei ruoli ai candidati del concorso “straordinario bis”, per cui i posti saranno accantonati a monte delle procedure di nomina in ruolo, ma assegnati successivamente ai docenti assunti dalle procedure ordinarie. Solo dopo la call veloce, e per i soli posti di sostegno, si procederà quindi alle assunzioni straordinarie sui posti residuati dalle precedenti fasi, attingendo dalle GPS prima fascia sostegno (in tal caso, gli aspiranti saranno assunti nell’a.s. 2022/23 a tempo determinato, svolgendo il periodo di prova e sostenendo altresì una prova disciplinare, quindi verranno immessi in ruolo l’a.s. successivo con decorrenza 1° settembre 2022 o, se successiva, dalla data di inizio del servizio nell’a.s. 2022/23, previo superamento del periodo di prova e della prova disciplinare).Alcuni Uffici scolastici regionali, come il Veneto, hanno già predisposto gli avvisi pubblici agli interessati.

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Le cellule staminali hanno un ruolo centrale per la medicina rigenerativa

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2022

Lo spiega Eugenio Caradonna, presidente SIMCRI –. Si trovano nel sangue e nei tessuti come i muscoli e sono responsabili del loro funzionamento. Incidono in modo importante sull’invecchiamento e sullo sviluppo di patologie neurodegenerative e cardiovascolari. Tenerne sotto controllo il numero, ed eventualmente intervenire per aumentarle, è molto semplice: è sufficiente un prelievo di sangue, come per glicemia e colesterolo. Si possono migliorare le capacità ristorative dell’organismo, riparare danni muscolari e alla pelle, aiutare nel recupero dalle ustioni e persino supportare nella riabilitazione da long-Covid. Il Congresso SIMCRI di ottobre assume particolare importanza in questo periodo post-pandemico, perché la medicina rigenerativa svolge un’azione di unione tra le diverse branche per migliorare la qualità di vita delle persone, con protocolli di aumento della staminalità studiati per essere impiegati dalla grave patologia fino al piccolo disturbo.” “La SIMCRI è nata nel 2014 con l’obiettivo di occuparsi di staminali, fattori di crescita e biomateriali – afferma Michele Angelo Farina, Presidente Onorario e Fondatore –. Si tratta di elementi che coprono tutti i rami della medicina. La dermatologia è interessata alla medicina rigenerativa per quanto riguarda le ulcere agli arti e le ustioni; la ginecologia per le patologie infiammatorie e autoimmuni; l’andrologia per le malattie del tessuto connettivo. Tra le ultime discipline che hanno trovato in questo settore, in particolare nelle staminali, un valido supporto, c’è l’algologia, che la utilizza nelle terapie del dolore. Siamo multidisciplinari e polispecialistici, operiamo dalla ricerca di laboratorio fino ai trattamenti clinici. Uno dei nostri obiettivi è formare i giovani, per questo abbiamo dato vita a un Master in Chirurgia e medicina rigenerativa in associazione con l’Università Cattolica di Roma, alla SIMCRI School, una scuola di alta formazione professionale teorico-pratica e al Premio SIMCRI, dedicato alla migliore pubblicazione o video under 40. È importante che i giovani medici siano formati per dedicarsi a questa specializzazione, che negli anni si svilupperà sempre più. Abbiamo 12 CMR (Centri di Medicina Rigenerativa) pubblici e privati in Italia e partecipiamo alla costituzione delle linee guida per l’applicazione dei protocolli di trattamento.”

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Sradicare la schiavitù moderna. Quale ruolo per le religioni?

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2022

Pontificia Università Gregoriana (Roma) venerdì 25 febbraio (14:00-19:30) e sabato 26 febbraio 2022 (09:00-13:00). La Pontificia Università Gregoriana e Walk Free si sono unite per promuovere una riflessione sul ruolo della religione nella lotta alla schiavitù moderna. Tra i numerosi relatori interverranno Tomoya Obokata (Relatore speciale delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di schiavitù); Franca Pellegrini (Direttrice del Global Freedom Network presso Walk Free); Francis Campbell (Vice-cancelliere della Università di Notre Dame, Australia); il Cardinale Francesco Montenegro (già Arcivescovo di Agrigento); Chiara Porro (Ambasciatrice per l’Australia presso la Santa Sede); David Hollenbach SJ (Pedro Arrupe Distinguished Research Professor della “Walsh School of Foreign Service” presso la Georgetown University); Suor Monica Chikwe S.O.M. (Vice-presidente dell’Associazione “Slaves no more”); Marco Omizzolo (Sociologo dell’EURISPES e docente presso Sapienza Università di Roma); Sheikh Armiyawo Shaibu (Ufficio del Grande Imam Nazionale del Ghana); Cristina Molfetta (Ricercatrice presso la Fondazione Migrantes – CEI); Jean-René Bilongo (Rappresentante sindacale FLAI-CGIL); Gianfranco Della Valle (Numero Verde Nazionale Anti-tratta); Giovanni Abbate (Organizzazione internazionale per le migrazioni – IOM). La partecipazione in presenza all’evento, organizzato in collaborazione con Scalabrini International Migration Institute, è altamente consigliata in considerazione delle dinamiche dell’evento e dei lavori di gruppo. La registrazione è obbligatoria sul sito http://www.unigre.it anche per partecipare in modalità online e poter disporre della traduzione simultanea (Inglese – Italiano). La Pontificia Università Gregoriana è un centro di eccellenza tra le istituzioni di ricerca e insegnamento del mondo cattolico, specializzato in discipline religiose ed ecclesiastiche, scienze umane e sociali. Trae le sue origini nel 1551, si rivolge a un corpo studentesco estremamente diversificato ed è nutrita dal carisma educativo dei gesuiti, che fonde una rigorosa ricerca della verità con una profonda spiritualità, il dialogo con il mondo di oggi e l’impegno a mettere la conoscenza al servizio dei più vulnerabili. http://www.unigre.it

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PNRR, il ruolo delle Città metropolitane per investire le risorse sui territori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2021

Semplificare le procedure, far ripartire le assunzioni mirate a profili tecnici, affrontare le sfide degli investimenti collegati al PNRR il piano di ripresa e resilienza come un’opportunità unica per far ripartire i territori. Questo in sintesi il risultato del lungo confronto online organizzato questa mattina dal presidente nazionale di ANCI Antonio Decaro, sindaco della Città metropolitana di Bari, con i rappresentanti delle 14 Città metropolitane d’Italia.Per la Città metropolitana di Torino è intervenuto – a nome del sindaco Stefano Lo Russo – il vicesindaco metropolitano Roberto Montà che ha ribadito il ruolo centrale delle Città metropolitane come soggetti aggregatori e rappresentativi dei sistemi territoriali:.”Per i progetti del PNRR – ha detto tra l’altro Montà – servirà una interlocuzione diretta con il presidente del Consiglio dei ministri Draghi al fine di rafforzare il nostro ruolo di aggregatori di progettualità di area vasta e di motore dello sviluppo economico e della rigenerazione urbana. Servirà anche un’iniezione rapida di personale alle nostre strutture tecniche per fare in modo che siano in grado di reggere la sfida, mettere in campo grandi investimenti e dialogare proficuamente con i territori. A Torino la Città metropolitana ha 312 comuni di dimensioni e realtà geografiche assai diverse, serve un apparato di partecipazione e governance ben coordinato per non dividere il territorio, ma piuttosto per garantirne lo sviluppo e il rafforzamento delle principali vocazioni”.Al confronto sono intervenuti tragli altri i sindaci metropolitani di Firenze Dario Nardella, di Bologna Matteo Lepore, di Milano Beppe Sala, di Genova Marco Bucci, di Venezia Luigi Brugnaro, di Palermo Leoluca Orlando, di Roma Roberto Gualtieri, di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.Tutti hanno concordato che a livello locale ci sia responsabilita piena sui progetti del PNRR e che la leadership locale vada mantenuta, richiedendo a tal proposito al Presidente Draghi un incontro specifico in cui confrontarsi sul ruolo delle Città metropolitane e sulle criticità che rendono difficoltoso in questa fase assolvere al meglio alla funzione che la Costituzione riconosce loro.

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Il ruolo del docente nella crescita degli alunni

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2021

Ripartono le attività formative per insegnanti di ogni ordine e grado, gratuite e aperte a tutti, di FAES Campus, la Scuola di alta formazione del FAES a cui collaborano dirigenti e docenti scolastici, professori universitari e pedagogisti. Si tratta di tre cicli di 3 o 4 lezioni, su differenti temi che verranno sviluppati online tra il 17 novembre e l’11 maggio, il mercoledì pomeriggio tra le 16.30 e le 18. Scuole FAES è un network di oltre 500 scuole nel mondo – dagli asili nido ai licei – che segue un metodo basato su educazione personalizzata, didattica partecipativa, tutoring, alleanza scuola famiglia: grazie alla propria esperienza e a partnership qualificate con professionisti e Università, promuove progetti di formazione e ricerca per contribuire allo sviluppo dei contesti scolastici e alla loro valorizzazione. Per l’anno scolastico 2021-22, FAES Campus propone tre cicli di incontri. Il primo, in partenza il 17 novembre, verterà su “Essere in relazione, coltivare le relazioni: il ruolo dei docenti nella crescita degli alunni”: quattro appuntamenti (17 novembre, 1 e 15 dicembre, 19 gennaio) su temi che vanno dall’individualismo all’educazione all’amicizia e ai rapporti di coppia, fino alla comunicazione gentile. Il 9 febbraio sarà la volta di aspetti legati all’etica della professione docente: insegnare l’etica della professione, il docente come guida (elementi di leadership etica), come trovare il coraggio di fare la cosa giusta sono gli argomenti che verranno affrontati rispettivamente il 9 e 23 febbraio e il 16 marzo. L’ultimo ciclo riguarderà invece la didattica innovativa e l’apprendimento attivo: si partirà da “La filosofia dell’active learning, il punto di vista psicologico” (30 marzo) e “Strategie didattiche per apprendimenti plurali” (6 aprile) per continuare con “Tecnologia efficace per accrescere competenze negli studenti” (27 aprile) e concludere con “Gli ostacoli all’apprendimento: disturbi emotivi e relazionali” (11 maggio). Le lezioni online saranno tenute da docenti universitari e professionisti qualificati: Riccardo Fanciullacci, docente di Filosofia e Etica della comunicazione all’Università degli Studi di Bergamo; Saverio Sgroi, educatore e orientatore; Armando Catapano, cappellano del Collegio Universitario Torriana di Fondazione RUI Milano; Giovanni Grandi, docente di Filosofia morale e Etica pubblica e conflitti all’Università degli Studi di Trieste; Paola Premoli, docente di Etica nelle organizzazioni all’Università degli Studi di Padova; Fabrizio Bracco, docente di Metodi e strumenti in psicologia dell’orientamento e Ergonomia cognitiva all’Università degli Studi di Genova; Davide Parmigiani, docente di Media e tecnologie per la didattica e Strategie didattiche attive all’Università degli Studi di Genova. Per informazioni più puntuali e iscrizioni consultare il sito https://www.faesmilano.it/faes-campus/

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Il ruolo strategico dei territori per rinascere sostenibili

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2021

Mercoledì 13 ottobre 2021, ore 16 La Camera di Commercio di Como-Lecco torna al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, il più importante evento in Italia dedicato alla sostenibilità in programma a Milano presso Università Bocconi i prossimi 12 e 13 ottobre. Immagine che contiene montagna, esterni, acqua, natura. Descrizione generata automaticamenteIl Salone, giunto alla nona edizione, ha come tema conduttore “Rinascere sostenibili”, un percorso verso la rinascita e la ripresa che mette al centro organizzazioni responsabili, giovani e territori. Ed è proprio all’interno del canale tematico “territori” che la Camera di Commercio di Como-Lecco è stata chiamata a portare la sua testimonianza. I territori svolgono un ruolo essenziale nell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU. La dimensione locale è quella che rappresenta meglio i bisogni dei cittadini e le istituzioni che operano sul territorio sono chiamate a realizzare quella infrastruttura di collaborazione che favorisce processi decisionali condivisi.La partecipazione della Camera di Commercio di Como-Lecco alla manifestazione si inserisce nell’ambito delle attività di Progetto SMART, iniziativa che da oltre tre anni accompagna e supporta le imprese del territorio in percorsi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale quali elementi strategici e distintivi di vantaggio competitivo il cui percorso sarà raccontato e condiviso durante l’incontro.Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale sarà anche l’occasione per presentare il volume, edito da EGEA, che raccoglie i contributi dei protagonisti della manifestazione, tra i quali quello relativo all’esperienza di Progetto SMART nel sostegno alle imprese di Como, Lecco e Canton Ticino. Per info e iscrizioni https://www.csreinnovazionesociale.it/come-partecipare/

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Scuola: La scuola media perde punti e docenti di ruolo

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2021

Gli alunni italiani della scuola media imparano meno dei loro coetanei europei: in tre anni di corso peggiorano i risultati ottenuti alla primaria e solo al 10% piace frequentare le lezioni. Inoltre, la maggior parte dei loro docenti sono precari, soprattutto gli insegnanti di sostegno (nel 60% dei casi): i supplenti nell’ultimo decennio sono quasi raddoppiati, passando da 35mila a 60mila. E non vi sono stati miglioramenti. È la fotografia scattata oggi dalla Fondazione Agnelli nel presentare oggi il Rapporto scuola media 2021. Tra le proposte figurano anche la valorizzazione del personale, il miglioramento dello status professionale e l’aumento del tempo scuola: seppure le posizioni di fondo siano lontane, soprattutto sul reclutamento del personale, quello di dare soddisfazione al personale e di allineare gli stipendi agli altri paesi Ocse, sono punti più volte citati anche dal sindacato Anief. A distanza di 10 anni, la qualità degli apprendimenti degli allievi di secondaria di I grado resta critica, inferiore non solo a gran parte degli altri paesi avanzati, ma anche ai livelli che ci si poteva attendere sulla base dei risultati alla primaria. Il Rapporto segnala, ad esempio, come nelle ultime rilevazioni internazionali TIMSS (matematica e scienze) gli apprendimenti in matematica degli studenti italiani siano sempre ampiamente sopra la media internazionale in IV primaria, ma in III media scendano decisamente al di sotto.Le difficoltà degli studenti in larga misura si spiegano con quelle dei loro docenti: molte criticità che già 10 anni fa ostacolavano i docenti di scuola media risultano, infatti, confermate o aggravate. Nell’anno scolastico 2020-21 erano 202.000 i docenti della secondaria di I grado (a tempo indeterminato e determinato), circa il 13% in più del 2011 (nello stesso periodo la popolazione studentesca alle medie è scesa del 3%). Poiché il numero di docenti di ruolo è rimasto quasi invariato (144.000 mila nel 2011, l’anno scorso poco più di 142.000), l’incremento si deve interamente alla crescita dei docenti precari: gli incarichi annuali o ‘fine al termine delle attività didattiche’ erano circa 35.000 (19%), l’anno scorso quasi 60.000 (30%). In particolare, nell’a.s. 2020-21 era drammatica la percentuale di precari nel sostegno (60% del totale del sostegno).Il Rapporto evidenzia anche che nonostante le numerose assunzioni in ruolo della legge della Buona Scuola del 2015 e il recente aumento dei pensionamenti, non si è verificato in questi anni l’atteso ringiovanimento dei docenti di ruolo della secondaria di I grado che auspicavamo nello scorso Rapporto: l’età media era poco più di 52 anni nel 2011, ora è poco meno. Mentre 1 docente su 6 ha 60 anni e oltre, coloro che vanno in cattedra prima di 30 anni sono invece un minuscolo drappello: 1 su 100.Dalle criticità emerse discendono alcune proposte di politica scolastica. In primo luogo, occorre lavorare sugli insegnanti, valorizzandoli, e sulla qualità dell’insegnamento. Servono percorsi di formazione iniziale per la secondaria con un forte orientamento alla didattica, a partire da una laurea magistrale per l’insegnamento; qualsiasi direzione prenda la riforma del reclutamento, criteri di abilitazione molto selettivi con prove pratiche per valutare le competenze didattiche; formazione in servizio obbligatoria, che comprenda un costante aggiornamento dei metodi di insegnamento e una periodica valutazione; miglioramento dello status professionale e delle motivazioni dei docenti (incentivi di carriera e retribuzioni), anche per attirare verso l’insegnamento i migliori laureati. In secondo luogo, la didattica va modellata sulle esigenze specifiche della scuola media. Intanto, con metodologie più coerenti all’evoluzione cognitiva ed emotiva degli adolescenti (gruppi di apprendimento fra pari, strategie metacognitive); inoltre, pensando la scuola media come percorso di orientamento al futuro, con strumenti e metodologie didattiche che favoriscano la scoperta e la valorizzazione delle inclinazioni personali, dando indicazioni per le scelte successive (apprendimento per mezzo di progetti individuali, didattica per compiti di realtà, apprendimento socioemotivo). Infine, la Fondazione Agnelli chiede un’estensione del tempo scuola alla secondaria di I grado, con la scuola del pomeriggio come scelta ordinamentale. Tempi più lunghi e distesi favoriscono le pratiche didattiche orientate a percorsi di apprendimento individualizzati e quelle attività (sportive, artistiche ed espressive.

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Scuola: Immissioni in ruolo, per Anief è uno scandalo: bisogna cambiare rotta

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2021

Il Ministero dell’Istruzione ha reso pubblici i dati nazionali sui contratti a tempo indeterminato stipulati: sono 87.209 i posti aggiuntivi in deroga concessi sul sostegno agli alunni portatori di disabilità, ci sono 59.425 docenti (di cui 12.840 incarichi conferiti in base alle procedure del decreto sostegni bis) e 10.729 tra amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “sono numeri che registrano il fallimento delle politiche del reclutamento degli ultimi anni. Va in ruolo solo la metà degli insegnanti che il Mef aveva autorizzato e appena 12mila con le Gps, dove rimangono in attesa centinaia di migliaia di precari con 24-36 mesi, molti dei quali in base a direttive e risoluzioni UE, oltre che per la Corte di Giustizia europea, dovevano invece essere immessi in ruolo in modo automatico e dire così basta all’abuso dei contratti a termine. E che dire delle cattedre di sostegno? Quelle in deroga, non utilizzabili per assunzioni a tempo indeterminato e mobilità, sono quasi 90mila. Cosa aspettiamo a specializzare con Tfa non selettivo in entrata tutti i docenti che lo chiedono, senza più limitare i loro ingressi sulla base delle esigenze degli atenei e non a quelle effettive dei territori? Cosa attendiamo a spostare in organico di diritto tutti i posti di sostegno, facendo cadere la Legge 128/2013 che autorizza le deroghe fino al 30 giugno? E che dire dell’esiguo numero di amministrativi, tecnici e ausiliari stabilizzati, dopo avere cancellato 50mila posti negli ultimi 12 anni?

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Delocalizzazioni: Mura (Pd), Parlamento abbia ruolo attivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 settembre 2021

“Siamo tutti d’accordo che non si deve più ripetere che una multinazionale possa licenziare con un whatsapp o che prenda risorse pubbliche per poi abbandonare il territorio e i lavoratori. Se siamo d’accordo su questi principi e che le delocalizzazioni selvagge debbano essere arginate attraverso una legislazione che funzioni da deterrente, credo che potremmo fare un buon lavoro anche con un ruolo attivo del Parlamento che possa intervenire a migliorare la proposta definitiva, decreto o disegno di legge”. Lo ha detto oggi la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) intervenendo a Tgcom24 rispondendo a una domanda sulla possibilità che sulle delocalizzazioni non si intervenga per decreto, come auspicato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

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Scuola: Disposizioni concernenti le immissioni in ruolo del personale Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

Il MEF ha autorizzato complessivamente 12.193 unità, comprensivo di 45 unità ex LSU per l’immissione in ruolo, ai sensi dell’articolo 1, comma 964, della legge n. 178/2020, del personale che nella procedura selettiva di cui all’articolo 58, comma 5-ter, del decreto-legge n. 69 del 2013 sia risultato in sovrannumero nella provincia in virtu’ della propria posizione in graduatoria, nonché di mille unità per l’immissione in ruolo del personale assistente tecnico, laboratorio “Informatica” (cod. T72), di cui all’articolo 1, comma 967, della legge n. 178/2020. Le assunzioni in ruolo avranno decorrenza giuridica dal 1° settembre 2021 e decorrenza economica dalla data di effettiva presa di servizio. Le compensazioni saranno possibili su tutti i profili professionali della categoria Ata tranne che per la figura del DSGA.Il Direttore Generale del Personale della Scuola ha precisato che le facoltà assunzionali dei direttori dei servizi generali e amministrativi sono esercitabili esclusivamente per lo stesso profilo professionale e non possono essere oggetto di compensazione a valere sui restanti profili professionali del personale Ata. Le date di apertura delle funzioni presumibilmente saranno tra il 10 e il 16 agosto. Nella data del 10 agosto 2021 sarà aperta la prima fase per la scelta della provincia del DSGA, mentre dal 16 agosto 2021 saranno aperte le funzioni per tutti gli altri profili professionali Ata inclusi anche i DSGA su base provinciale per scelta scuole. Le procedure delle immissioni in ruolo anche per gli Ata come per le GPS saranno svolte tramite IOL (Poli Istanze on line).Permangono importanti criticità sugli organici Ata. I contingenti sono del tutto insufficienti, mancano 14mila unità all’appello per un buon funzionamento delle scuole ed è obsoleto continuare a calcolare l’organico sia sul mero numero degli alunni che per sostituire il mero turnover. A questo proposito si è richiesto una revisione delle tabelle di calcolo in quanto permane una grave carenza delle risorse umane.Molti plessi scolastici sono su più piani e il collaboratore scolastico è colui che deve garantire in primis sicurezza e sorveglianza e con queste poche unità di immissioni è veramente una missione complessa. Non è mancato di sottolineare come delegazione che, vista la situazione pandemica che ci investe da oltre un anno e con numerosi alunni, ci aspettavano maggiori immissioni in ruolo nel profilo professionale dei collaboratori scolastici.Anief ha fatto presente che il contingente di immissioni in ruolo dei DSGA non coprirà l’intero fabbisogno dei posti vacanti e disponibili e quindi come da oltre vent’anni si ricorrerà all’utilizzo dei facenti funzione Dsga per disfarsene in seguito, senza nessuna prospettiva di progressione di carriera. Il Direttore Generale del Ministero Dott. Filippo Serra si è preso impegno di fissare un incontro con le organizzazioni sindacali a fine di agosto per iniziare un confronto sulla situazione dei facente funzione Dsga. Anief ha puntualizzato sull’organici degli assistenti tecnici che nonostante le mille unità, traguardo raggiunto grazie all’impegno del sindacato, sono anch’essi insufficienti, perché molti istituti di scuola secondaria di secondo grado sono sprovvisti di questo organico, come i licei socio-psico-pedagogici.Inoltre, la delegazione Anief ha ribadito e sottolineato che da oltre un ventennio la categoria Ata ha subito tagli per circa trenta-quarantamila unità in meno in organico di diritto, con carichi di lavoro e competenze nell’espletamento delle proprie funzioni al di fuori del collocamento delle qualifiche professionali.

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Scuola: immissioni in ruolo di oltre 112mila cattedre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Il Nord Italia fa la parte del leone nell’assegnazione delle immissioni in ruolo di oltre 112mila cattedre, in vista dell’avvio delle lezioni del nuovo anno. Di contro, risulta decisamente minoritaria la quota del contingente riservata alle Regioni del Mezzogiorno: in Calabria, ad esempio, sono stati autorizzati appena 2.226 immissioni in ruolo, mentre in Sardegna e Sicilia il ministero dell’Economia ha dato il sì, rispettivamente, per 3.949 e 4.212 posti; poi seguono la Puglia con 5.171 e Campania con 6.438 posti. Meno di tutti, però, ne avranno la Basilicata (solamente 806 posti) e il Molise (appena 420). In tutto, Sud e Isole maggiori porteranno a casa, anche se solo sulla carta, 24.800 immissioni in ruolo.A livello ciclo scolastico, il maggior numero di posti disponibili riguarda la scuola secondaria di secondo grado, che andrà ad assorbire oltre 37mila assunzioni a tempo indeterminato, poi la scuola secondaria di primo grado, con altri 27mila posti, e a seguire la Primaria (oltre 13mila) ed infine la scuola dell’Infanzia, con poco più di 4mila assunzioni definitive.Per il sindacato, su quei posti dovevano essere collocati molti più docenti precari potenziali: la prima fascia Gps, utile alla stabilizzazione, doveva essere molto più folta. Secondo il sindacato, possono inserirsi con riserva “tutti coloro che hanno chiesto di specializzarsi o di abilitarsi attraverso l’ultimo concorso ordinario bandito o l’ultimo concorso abilitante. Noi riteniamo, dice Marcello Pacifico sulla base di quanto già ottenuto in sede cautelare al Tar e al Consiglio di Stato, ovvero l’Ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale della norma che escludeva coloro che stavano per conseguire il titolo necessario per partecipare al concorso sul Sostegno – che anche questa volta esistano e sussistano gli stessi principi per cui tutte le migliaia di candidati che hanno presentato la domanda l’anno scorso per partecipare al concorso ordinario o al concorso abilitante. Oltre che chi ha chiesto di partecipare ai concorsi che lo Stato non ha fatto partire a causa della pandemia, abbiano il diritto di inserirsi con riserva”.“Stiamo fornendo – continua il sindacalista – le istruzioni operative su come compilare la domanda per inserirsi con riserva. Su tale base se si verrà esclusi dalla graduatoria si farà ricorso in Tribunale. Fin da ora si attiva, quindi, l’adesione a questo ricorso per poter partecipare anche al novero delle prossime immissioni in ruolo e avere i posti accantonati. Se i giudici esprimeranno lo stesso parere della scorsa volta ci si potrà quindi inserire con riserva nelle graduatorie. Possono presentare la domanda anche tutti coloro che hanno partecipato all’ultimo concorso Stem e coloro, come ad esempio i laureandi in Scienze della Formazione primaria, che hanno frequentato un corso di specializzazione o di abilitazione e che non conseguiranno il titolo entro il 31 luglio, o ancora tutti coloro che sono risultati idonei al concorso straordinario”, conclude il sindacalista.

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Scuola: Mobilità docenti di ruolo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2021

Anche l’attuale Governo tradisce le aspettative di tanti docenti di ruolo, che continuano a rimanere bloccati in province per loro scomode, malgrado vi siano i posti vacanti per accoglierli in località meno difficili da raggiungere: il vincolo quinquennale per i neo-assunti, approvato con la Legge di Bilancio 145 del 2018 e che figura tra le norme più discusse nel panorama scolastico, con il recente decreto Sostegni bis è stato semplicemente depotenziato, passando a tre anni. Ma non certo debellato, come invece era logico fare, considerando anche che siamo ancora nel bel mezzo della pandemia. “Non si parla, però, di una sua cancellazione e non è nemmeno all’ordine del giorno”, scrive la rivista Orizzonte Scuola.Alla deputata del Partito Democratico, Lia Quartapelle, che ha presentato un’interrogazione parlamentare scritta proprio su questo argomento, il ministro Patrizio Bianchi ha replicato ricordando che il vincolo “è stato esteso, dalla legge n. 159 del 2019, di conversione del decreto-legge n. 126 del 2019, a tutti i docenti a prescindere dalla modalità di reclutamento”. Bianchi ha quindi detto che il decreto Sostegni bis ha ridotto “il vincolo di permanenza dei docenti neoassunti sulla sede di prima assegnazione da cinque a tre anni” e che tale scelta “risponde all’esigenza di garantire adeguata stabilità agli organici così da migliorare la continuità didattica attraverso una corrispondente programmazione educativo-didattica”.“La nuova previsione – ha continuato il ministro dell’Istruzione – è indubbiamente una misura a vantaggio degli studenti e delle istituzioni scolastiche autonome poiché mira all’innalzamento della qualità del servizio scolastico, allo scopo di preservare l’esigenza di garantire la comunità educante in relazione alla continuità didattica, contenendo il fenomeno delle cosiddette «cattedre vuote» e nello stesso tempo soddisfa le legittime aspettative dei docenti”.Anief non si trova affatto d’accordo con questa interpretazione: prima di tutto perché il blocco dei trasferimenti imposto ai neo-assunti a partire dal 1° settembre scorso non garantisce alcuna conferma degli insegnanti sulle stesse classi e con gli stessi alunni dell’anno precedente. In secondo luogo, stiamo parlando sempre di richieste di trasferimento annuale motivate: non si possono scartare a priori, senza nemmeno esaminarne le motivazioni, spesso legate e notevoli problematiche familiari o personali.

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Diritto di trasferimento ai docenti di ruolo

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Lo ha affermato nel corso del question time il senatore di Fratelli d’Italia Tiziana Drago. “Da anni – sottolinea Drago – tra novemila e tredicimila docenti di ruolo, secondo quanto si apprende incrociando i dati ISTAT e del CCNI, presentano domanda di trasferimento interprovinciale ma solo una minima percentuale di queste domande viene soddisfatta a causa di un meccanismo poco chiaro e poco efficiente di assegnazione. La difficoltà di rientrare nelle sedi di provenienza penalizza non solo ma soprattutto le donne e le famiglie dei docenti, costrette ad una vita condizionata dal lavoro fuori sede, questo è dunque anche un problema di diritti civili non rispettati”. “Ulteriori evidenti criticità – osserva Drago – derivano dai metodi di lavorazione delle pratiche di pensionamento del personale docente: il flusso di informazioni che dovrebbe avvenire tra Sidi (Sistema informatizzato del Miur) e l’Inps, secondo un ordine di priorità e tenendo conto dell’effettiva disponibilità dei posti destinati alla mobilità, avviene non rispettando una cronologia logica e consequenziale, tanto che l’Inps dovrebbe riuscire a comunicare al MIUR i dati riferiti ai pensionamenti del personale docente in anticipo rispetto alla scadenza della presentazione delle domande di mobilità e conseguentemente prima che il SIDI venga chiuso. Ciò non avviene, in quanto le pratiche dei pensionamenti vanno lavorate successivamente alla presentazione della domanda di mobilità”.”La risposta del ministro Bianchi – conclude Drago – è stata del tutto insoddisfacente. Allo stato attuale delle cose, per l’anno scolastico 2021/2022, solo il 25 per cento delle domande relative ai posti assegnati alla mobilità verrà soddisfatto. Ancora una volta non vi è stata chiarezza in merito alla volontà di aprire ad una fase straordinaria di mobilità. Anzi il non dire ne indica la direzione. Ormai anche il potere giudiziario non ha più potere. Ci sono, poi, le sentenze del Consiglio di Stato: nn. 2270, 8872, 8873 e 8874 del 2019; n. 881 del 2020. Tutte hanno censurato l’utilizzo dell’algoritmo del Miur servito per immissioni in ruolo e trasferimenti della 107/15. Ci sono, inoltre, una ventina di sentenze del Tar del Lazio”.

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Scuola: Immissioni in ruolo docenti, il Mef ne autorizzerà 70mila

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

La supplentite ha raggiunto livelli altissimi. Considerando i pensionamenti e alcune decine di migliaia di docenti Covid, a settembre si registrerà un numero mai toccato. Sicuramente superiore ai circa 220 mila contratti annuali stipulati nell’anno scolastico 2020/21. “Tra gli insegnanti precari – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci sono situazioni paradossali, come quelli di religione cattolica che attendono un concorso straordinario da tre lustri, per non parlare di migliaia assunti con riserve e che dopo avere superato l’anno di prova con valutazione positiva sono tornati a fare i supplenti. Poi, certamente, ci sono tutti i precari storici con oltre 24 mesi di servizio, che vanno stabilizzati. Per tutti costoro c’è bisogno ora di attenzione: abbiamo i posti liberi, loro sono titolati, hanno svolto il servizio, manca solo la volontà politica. E a chi dice che ci sono anche non abilitati o specializzati ricordiamo che questo ultimo titolo si può benissimo acquisire nell’anno di prova, sempre con verifica finale. Basta con gli indugi, è ora di passare ai fatti. In caso contrario il danno per le nostre scuole e per i nostri alunni stavolta sarà ingente”.E i fatti si attendono dagli atti del Parlamento: l’attenzione è tutta puntata sull’esame degli emendamenti al decreto Sostegni-bis dichiarati ammissibili dalla commissione bilancio della Camera: tra questi ve ne sono alcuni, molto importanti, che riguardano anche la scuola. Secondo la stampa specializzata, “l’attenzione è altissima per quanto riguarda il precariato: le forze politiche avrebbero già trovato punti di intesa ma sappiamo bene come l’approvazione in Commissione prima e il passaggio in Aula dopo, previsto intorno all’8 luglio, saranno momenti decisivi”. In particolare, “i partiti di maggioranza avrebbero trovato l’accordo su alcuni punti in particolare: l’istituzione di percorsi per ottenere l’abilitazione destinati ai precari di seconda fascia delle Gps e la cancellazione della norma che impedisce la partecipazione al concorso successivo in caso di bocciatura”. Sono buone notizie, ma non sufficienti. Per il reclutamento immediato, che andrebbe a coprire decine di migliaia di cattedre vuote altrimenti destinate a sicura supplenza, occorre altro.In effetti, vi sarebbe la volontà “di alcune forze politiche di superare il requisito dei 36 mesi di servizio per le assunzioni da prima fascia Gps. Su questo però ancora non si conoscono i dettagli della mediazione parlamentare. Appare piuttosto fiducioso il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che – secondo Orizzonte Scuola – attende l’esito delle operazioni parlamentari lasciando intravedere buoni spiragli soprattutto per quanto riguarda il sostegno: nel corso del question Time dello scorso 16 giugno, il Ministro ha da un lato annunciato che il MEF autorizzerà 90 mila posti per i corsi di specializzazione nel prossimo triennio”. Anche questa, commenta il sindacato, è una novità da accogliere a braccia aperte: peccato, che la situazione sia complessa e si tratterebbe solo di un “assaggio”.Uno dei temi più dibattuti è anche quello “dell’abilitazione per i docenti di seconda fascia Gps: l’assenza di percorsi abilitanti per gli insegnanti influisce sulla stabilizzazione futura dei supplenti. Oltre ad essere un arricchimento formativo che risulta essere indispensabile per completare il percorso dell’insegnante prima dell’accesso al ruolo. Eppure sono anni che i docenti chiedono di potersi abilitare”. Ora c’è l’occasione concreta per risolvere questo problema: tutto dipende dal Parlamento.

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Il ruolo cruciale delle società di infrastrutture quotate nella transizione verso l’energia pulita

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

A cura di Xavier Chollet e Christian Roessing. Migliorare le infrastrutture può stimolare la produttività di un’economia.Come investimenti, attività reali come le reti elettriche e le centrali idroelettriche tendono a fornire flussi di cassa stabili e protetti dall’inflazione. Possono anche offrire rendimenti non correlati a quelli di azioni e obbligazioni.Ecco perché gli investitori istituzionali con passività a lungo termine – fondi pensione e compagnie assicurative – da decenni allocano capitale nelle infrastrutture. Secondo l’OCSE, nel corso degli anni hanno accumulato oltre 1.000 miliardi di dollari in investimenti in infrastrutture. L’attrattiva dei titoli legati alle infrastrutture per questo gruppo di investitori è destinata a crescere ancora di più nel prossimo decennio, soprattutto nel settore dell’energia pulita. Con Stati Uniti, Europa e Cina in procinto di spendere miliardi di dollari per una ripresa “verde”, una vasta gamma di attività sostenibili e legate alle energie rinnovabili è destinata a una rapida crescita, come gli impianti eolici e solari, le reti elettriche rinnovabili, le infrastrutture per veicoli elettrici e gli edifici ecocompatibili. Nel tempo, faranno la parte del leone tra le nuove attività infrastrutturali e gli investitori sono attenti a queste tendenze. In un recente sondaggio, oltre l’80% degli investitori istituzionali ha dichiarato di aspettarsi che il settore dell’energia pulita sarà la fonte primaria di investimento nelle infrastrutture nei prossimi 10 anni.Ciò che potrebbe tuttavia sfuggire agli investitori è che tali opportunità non saranno limitate ai mercati privati. È altrettanto probabile che si presentino attraverso titoli quotati. Man mano che il mondo intensifica gli sforzi per la decarbonizzazione e diventa più efficiente nell’impiego delle risorse, le società di infrastrutture quotate specializzate in energia pulita e soluzioni sostenibili sono sia un complemento sia un’alternativa alle attività private.I titoli delle aziende di infrastrutture quotate, soprattutto nei settori dell’energia pulita e della sostenibilità, consentono agli investitori anche di allineare i loro obiettivi di rendimento a quelli ambientali e sociali. (abstract. Fonte: https://www.am.pictet/it/italy/articoli/2021/idee-di-investimento/05/il-ruolo-cruciale-delle-societa-di-infrastrutture-quotate-nella-transizione-verso-l-energia-pulita#overview

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Il ruolo delle cellule stellate nello sviluppo del nostro cervello

Posted by fidest press agency su domenica, 2 Maggio 2021

Un nuovo studio della Sapienza ha evidenziato il ruolo degli astrociti nei processi di sviluppo cerebrale neonatale. I risultati del lavoro, pubblicati sulla rivista Cell Reports permettono di approfondire alcuni meccanismi molecolari di base di molte patologie psichiatriche del neurosviluppo che insorgono nel periodo perinatale, come l’autismo, la schizofrenia o il deficit dell’attenzione, e di individuare nuovi potenziali farmaci. Gli astrociti rappresentano un importantissimo contingente strutturale del nostro cervello, più numeroso di circa dieci volte rispetto a quello formato dai neuroni. Queste cellule stellate sono sicuramente meno conosciute dei neuroni, ma non meno importanti da un punto di vista funzionale. Un nuovo studio coordinato da Paola Bezzi del Dipartimento di Fisiologia e farmacologia Vittorio Erspamer della Sapienza Università di Roma, realizzato insieme con ricercatori delle Università di Losanna e di Zurigo, mette in luce come la crescita e la maturazione delle cellule stellate subito dopo la nascita sia fondamentale per la sopravvivenza dei neuroni e quindi per la corretta formazione e funzione dei circuiti nervosi nel cervello adulto. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Cell Reports.La funzione cerebrale si basa sull’attività dei circuiti nervosi e sui processi di trasmissione del segnale tra neuroni che avviene in piccole strutture chiamate sinapsi. Appena dopo la nascita, durante il periodo dell’allattamento, i neuroni sono ancora immaturi e le sinapsi sono ancora in via di formazione. Poco si sapeva invece sullo sviluppo e sul ruolo delle cellule stellate nei processi di sviluppo cerebrale neonatale. I ricercatori hanno sviluppato un nuovo approccio metodologico basato sull’iniezione di coloranti fluorescenti in grado di fornire una visione più dettagliata dell’organizzazione strutturale degli astrociti. Lo studio ha fatto emergere che la funzionalità dei circuiti neuronali e delle sinapsi dipendono dal corretto sviluppo delle cellule stellate che durante il periodo neonatale hanno una riserva energetica particolarmente sviluppata. “Abbiamo scoperto che tra le varie funzioni di queste cellule, ce ne è una che è fondamentale per il funzionamento dei neuroni: la produzione di energia – spiega Paola Bezzi della Sapienza. “Gli astrociti sono dei veri e propri “baby-sitter” dei neuroni in via di sviluppo e usano molta energia per svolgere questo ruolo fondamentale. Usando delle tecniche genetiche di recente sviluppo, abbinate alla colorazione di una singola cellula, abbiamo dimostrato che in caso di malfunzionamento degli organelli deputati alla produzione di energia (i mitocondri), le cellule stellate non si sviluppano, non si prendono cura dei neuroni e così facendo inducono problemi nella formazione e maturazione delle cellule nervose e nelle sinapsi”. Nel campo delle neuroscienze, l’astrocita rappresenta attualmente uno degli argomenti più entusiasmanti in quanto le ricerche sulla maturazione perinatale del cervello sono alla base della comprensione delle malattie ad esso collegate. I risultati ottenuti dai ricercatori permettono di approfondire i meccanismi cellulari e molecolari di numerose patologie psichiatriche che insorgono nel periodo perinatale e colpiscono prevalentemente la maturazione dei circuiti nervosi, come l’autismo, la schizofrenia o il deficit dell’attenzione, e di individuare così nuovi potenziali farmaci.

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Precari scuola: Stop allo sfruttamento. Assunzioni in ruolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

“È arrivato il momento che un ministro del Lavoro prenda di petto la situazione del personale non di ruolo e dica basta alla precarietà nella Scuola, nell’Università, nella Ricerca e nell’Afam. Basta, quindi, con la supplentite nella pubblica amministrazione: basti pensare che negli ultimi otto anni il 35% di posti in più per gli infermieri e medici sono stati dati ai precari. Bisogna finirla con questo tipo di amministrazione per fare rilanciare la macchina dello Stato”. A dirlo è stato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un’intervista rilasciata a Italia Stampa, che anche con il nuovo esecutivo Draghi si posiziona in difesa dei tanti precari nella PA, in particolare nella scuola dove la percentuale di supplenti è ormai doppia al resto del pubblico impiego e superiore al 20% rispetto al personale di ruolo. Secondo il sindacalista autonomo “è evidente che bisogna invertire questa rotta intervenendo su più aspetti: il primo sono gli organici, laddove gli organici non vengono sempre attivati per il funzionamento ordinario della pubblica amministrazione è evidente che vengono sottoposti poi a sfruttamento attraverso il precariato; il secondo grande tema è quello della progressione di carriera per chi viene assunto: non bisogna penalizzarlo, come invece avviene nello Stato dal 2011 con gli scatti di anzianità “ ritardati; “il terzo grande tema riguarda quello che ancora oggi nel pubblico impiego, in particolar modo nella scuola, è una vera e propria delegittimazione”, ovvero la ricostruzione di carriera che omette il conteggio “intero del servizio pre-ruolo. Sono tutte questioni che Anief – conclude il suo presidente – ha affrontato con battaglie legali vinte nei tribunali nazionali e in Corte di Giustizia europea”.

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Scuola: I docenti precari dopo 36 mesi vanno immessi in ruolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Mentre la scuola italiana deve fare i conti con una supplentite crescente, con sempre più precari da nominare su cattedre vacanti e l’incapacità anche nell’attuare il semplice turn over, il Comitato europeo dei diritti sociali evidenzia come in Italia i docenti precari continuino ad essere vessati: nei nostri confini nazionali, il loro destino professionale viene infatti pregiudicato illegittimamente dalla mancata adozione della direttiva 1999/70/CE, introdotta dal Consiglio europeo proprio per evitare l’abuso sistematico di precariato. Una inosservanza che brucia ancora di più perché adottata pure nell’anno dell’emergenza epidemiologica,La sentenza di Strasburgo non lascia adito a dubbi: vista la situazione del personale dell’istruzione pubblica, con insegnanti precari assunti con contratti successivi ed interruzioni per una durata complessiva superiore a 36 mesi, nonché i contenuti sulla stessa materia presenti nell’articolo D (paragrafo 2) della Carta sociale europea (« le Comité ») il Comitato europeo dei diritti sociali ritiene che “vi sia stata un’ingerenza sproporzionata nei loro diritti di guadagnarsi da vivere in un’occupazione liberamente intrapresa”.Pertanto, secondo il Comitato europeo dei diritti sociali, il reclutamento italiano si caratterizza negativamente, sia per “l’assenza di efficaci tutele preventive e riparatrici contro gli abusi derivanti dall’indebito ricorso a contratti a tempo determinato”, sia per “l’incertezza giuridica, derivante dalle ripetute modifiche alla legislazione e alla giurisprudenza e alle limitate possibilità di ottenere contratti a tempo indeterminato indipendentemente dalle effettive competenze e dall’esperienza lavorativa”.Alla luce di questa pronuncia, diventa ancora più evidente come l’attuale legislazione italiana (legge 107/2015, legge 159/2019) non sia più in grado di proteggere il diritto dei lavoratori precari di guadagnarsi da vivere attraverso un’occupazione intrapresa liberamente: una circostanza sulla quale nemmeno la giurisprudenza della stessa Corte di Cassazione e della Corte costituzionale italiana è riuscita a trovare un rimedio valido.

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