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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘ruolo’

Scuola: Docenti di Religione, proseguono le operazioni di immissioni in ruolo

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2020

Si sta concretizzando l’assunzione di 472 docenti precari di religione, a fronte di più di duemila idonei reinseriti nelle graduatorie di merito dell’ultimo concorso del 2004. Il ministero dell’Istruzione ha appena comunicato, con apposita nota, che in Toscana “il contingente dei posti residuato, all’esito delle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2020/2021, comunicate dagli Uffici Scolastici Regionali, pari a n. 23 posti per la scuola secondaria di primo e secondo grado, è riassegnato alla regione”. “Si tratta di numeri risibili – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – poiché purtroppo a causa di una persistente interpretazione “restrittiva” della normativa riguardante la distinzione tra organico di fatto ed organico di diritto, nonostante i posti vacanti e disponibili registrati, il Mef ha autorizzato l’immissione di meno di un quarto di posti”. Prosegue, alla luce di questo, la raccolta di adesioni allo specifico ricorso per ottenere il ruolo attraverso l’ampliamento degli organici preventivati.Proseguono le operazioni di immissione in ruolo dei docenti di religione cattolica ai sensi dell’art.1-bis, comma 3, del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante “Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159. Un’operazione che porterà in ruolo poche centinaia di docenti precari, nonostante l’intervento del legislatore mirato ad assorbire una parte del precariato a distanza di 16 anni dall’ultima procedura concorsuale.

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Glocal 2020: Il ruolo dell’informazione in epoca di pandemia

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

Varese Il festival si apre il 12 novembre mettendo subito a fuoco il tema: all’incontro “Emergenza Covid: le fonti, le testimonianze, le fake news, la deontologia dei giornalisti” sono attesi gli interventi di Valerio Staffelli (Striscia la notizia), Michele Vitello, Vito Romaniello (LaPresse), Luca Viscardi (Radio Number One), Alessandro Politi (Le Iene) e Alessandro Galimberti (presidente Ordine dei Giornalisti della Lombardia). Sarà importante ascoltare le testimonianze dei giornalisti che hanno contratto il virus e che per alcune settimane hanno vissuto in prima persona quello che poi hanno raccontato sul loro giornale. Modera Paolo Pozzi, portavoce del presidente dell’Ordine lombardo dei giornalisti. Inizio alle 9 in sala Campiotti a Varese.Il programma prosegue affrontando la “scienza in prima pagina”, ovvero: come comunicare correttamente dati e ricerche scientifiche, trasmettendo anche il grado di incertezza che, per sua natura, la circonda? Spazio inoltre al mondo dello sport, dal campo da gioco al business, con le competizioni ferme le testate sportive sono state costrette a reinventarsi. La pandemia ha significato anche smartworking. Quindi, la riorganizzazione delle redazioni, la continuità produttiva e gli scenari futuri. Tra i relatori degli incontri previsti venerdì 13 novembre in Sala Campiotti: Roberta Villa, giornalista e divulgatrice scientifica, diventata celebre sui social grazie al suo modo di spiegare la pandemia in tutti i suoi aspetti, sociali e medici, anche attraverso le stories su Instragam; Isaia Invernizzi, datajournalist dell’Eco di Bergamo: è colui che nei giorni in cui i dati venivano diffusi spesso in maniera acritica ha contribuito a dare un ordine alle informazioni e a combattere l’infodemia; Umberto Rosini Technical Project Manager alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’esperto che ogni giorno ha compilato il bollettino sui contagi, la notizia più attesa dagli italiani. Anche quest’anno Festival Glocal porta con sé i due premi giornalistici che dal 2018 accompagnano il festival. Il primo, riservato ai video maker e dedicato alla memoria di Angelo Agostini, chiede ai partecipanti di candidare progetti che raccontano il locale che incontra il globale, un concetto ben riassunto dal nome del festival. Possono partecipare i lavori pubblicati dopo il 31 ottobre 2019. In palio per il vincitore un premio di 1.000 euro. Il secondo è invece riservato invece ai giornalisti che lavorano con i dati. Per partecipare, i candidati devono proporre un lavoro di data journalism pubblicato su una testata giornalistica riconosciuta dopo il 31 ottobre 2019. In palio un premio da 500 euro. A corollario degli incontri, tre le serate previste: il 12 novembre, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio intervista Gianfranco Fabi, giornalista e professore dell’Università Carlo Cattaneo di Castellanza; il 13 novembre, Michele Mezza presenta una serata dedicata al ricordo del filosofo Giulio Giorello scomparso lo scorso giugno, sarà presente anche la compagna di una vita del filosofo Roberta Pelachin. Il 14 novembre al centro congressi Ville Ponti la compagnia teatrale di Valentina Maselli metterà in scena le memorie dei lettori di Varesenews, raccolte durante il periodo di lockdown. Testimonianze di vita quotidiana, racconti emozionanti e storie di sorrisi e lacrime. La maggior parte degli eventi Glocalnews dà la possibilità di ottenere crediti per la formazione professionale continua (FPC)A causa dell’attuale situazione di emergenza sanitaria da Covid-19 gli ingressi agli incontri saranno contingentati e a numero chiuso. Sarà obbligatorio registrarsi su Eventbrite e sulla piattaforma Sigef. http://www.luccamuseum.com

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No al concorso sì immissione in ruolo docenti e personale educativo in base a graduatorie e punteggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

“La scuola esige risposte certe. Gli insegnanti restano nel limbo, e si continua a parlare di concorsi quando sarebbe più facile immettere in ruolo i precari storici o perlomeno avviare un percorso di soluzione dei tanti problemi che la sinistra ha creato e che questo governo non sta risolvendo. L’Italia che sta lottando per superare la crisi globale della pandemia ha bisogno di certezze e non di ambiguità. Bisogna trovare delle soluzioni definitive per stabilizzare gli insegnanti precari che chiedono assunzione dopo anni di servizio. La soluzione che promuoviamo è l’immissione in ruolo di tutti i docenti e di tutto il personale educativo, scelto in base alle graduatorie e al punteggio maturato, nella stessa scuola dove è attualmente in corso la supplenza, a partire dalla proroga del contratto scolastico in essere. Si tratta di salvaguardia della continuità didattica prima ancora che di tutela dei lavoratori. Gli studenti stanno già subendo un grosso danno, facciamo almeno in modo che siano garantiti loro i diritti educativi primari, come quello di poter ritrovare i loro insegnanti. Solo in Friuli Venezia Giulia sono centinaia ad attendere provvedimenti di salvaguardia. Insegnanti che sono precari, lo ricordiamo, ma impegnati comunque nella difficile sfida della didattica. Fratelli d’Italia, che soprattutto in situazioni di emergenza nazionale considera i docenti un punto di riferimento imprescindibile e fondamentale per le famiglie, propone quindi di dare continuità didattica con l’immissione in ruolo di tutti i docenti e di tutto il personale educativo già in ruolo e con percorso abilitante, riconoscendo così dignità professionale a chi da anni tiene in piedi il sistema scolastico italiano. Perciò chieda al ministro Azzolina di desistere e di ascoltare l’operoso mondo della scuola, che va avanti seppur tra mille difficoltà per dare continuità all’apprendimento degli studenti. È il momento di trovare soluzioni urgenti che prevedano il blocco del preannunciato concorso per il reclutamento di docenti nella scuola secondaria di I e II grado per chi si trova nelle graduatorie di istituto. Così facendo, senza appesantire ulteriormente il sistema e senza un ulteriore dispendio di soldi pubblici e risorse nel pieno di una crisi economica, si rinnoverebbero i contratti in essere trasformandoli in tempo indeterminato e colmando i restanti posti vacanti attingendo dalle pubbliche graduatorie”. Lo dichiara il presidente dei senatore di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani.

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Il ruolo delle farmacie sul territorio

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

“La farmacia gioca un ruolo fondamentale sul territorio per la sua capillarità, la presenza costante e il consolidato rapporto di fiducia con il paziente. Queste caratteristiche le consentono di avere una grande potenzialità sia nel promuovere la prevenzione, sia nel monitorare e favorire l’aderenza alle cure, in particolare per le malattie croniche. In un simile contesto, il farmacista diventa partner strategico a fianco del medico di famiglia e dello specialista, all’interno di un’alleanza che deve rafforzarsi sempre di più. Il controllo della compliance sarà uno dei nuovi servizi che sperimenteremo con la Regione nelle farmacie territoriali”. Lo ha dichiarato Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia, al IV Congresso Nazionale Onda, apertosi questa mattina in modalità virtuale e dedicato al tema “L’aderenza diagnostica e terapeutica nell’era Covid-19”. Riuscire a migliorare l’aderenza alle cure, ancor più nell’ambito della cronicità, è un obiettivo prioritario per le ricadute positive che avrebbe sulla salute della popolazione e sull’ottimizzazione delle risorse sanitarie. Di recente sono stati condotti diversi studi sul ruolo della farmacia per l’aderenza terapeutica nelle malattie croniche. Un’indagine svolta nelle farmacie in collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino su oltre 3.000 cittadini lombardi ha evidenziato che solo 6 pazienti su 10 seguono correttamente le cure per lo scompenso cardiaco e la fibrillazione atriale. Anche nel campo del diabete è stato svolto, tramite le farmacie, un interessante studio nazionale dal quale è emerso che 1 paziente su 4 è poco aderente alla terapia e 2 su 3 la seguono ma non in modo ottimale.“La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova la sanità italiana – ha concluso la Presidente di Federfarma Lombardia – e sta richiedendo una sua profonda trasformazione, che va verso un potenziamento dell’assistenza territoriale. In quest’ottica, la farmacia ha dimostrato nei mesi più critici di poter essere un punto di forza, in quanto avamposto del sistema e presidio sanitario imprescindibile a livello locale. La professionalità dei farmacisti ha permesso di veicolare messaggi e informazioni essenziali alla popolazione. In futuro, continueremo con lo stesso impegno a svolgere il nostro lavoro a supporto dei cittadini e ci auguriamo di poter fare ancora di più, in accordo con la Regione”.

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Istruzione: Docenti bloccati 5 anni nella scuola di immissione in ruolo

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

I circa 30 mila insegnanti della scuola pubblica stabilizzati nel corrente anno scolastico dovranno necessariamente rimanere collocati per cinque anni nell’istituto scolastico loro assegnato. La disposizione, prevista nel Decreto Legge n.126 del 29 ottobre 2019 e nella Legge di conversione n. 159 del 20 dicembre 2019, prevede il blocco quinquennale di tutti i neo-immessi in ruolo nel corrente anno scolastico 2020/21 a prescindere dal canale/graduatoria di reclutamento (GaE, Concorsi 2016, Concorsi 2018, “call veloce”) e a prescindere dall’ordine o grado di istruzione interessato. Vi sono solo due eccezioni, legate al subentrare dello stato di soprannumerarietà e di assistenza di un familiare disabile. Anief ricorda che è attivo il ricoros al Giudice del Lavoro per coloro che hanno i requisisti previsti dalla legge 104/92. Anief ha predisposto un apposito ricorso con preadesione gratuita.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “introdurre delle norme professionali illegittime ricade sulla testa dei lavoratori ed è inaccettabile. Perché il diritto al ricongiungimento alla famiglia non può essere negato, soprattutto quando è compatibile con quello lavorativo perché si è in presenza di cattedre vacanti e disponibili in sedi scolastiche più vicine ai propri affetti. Il vincolo introdotto dall’attuale Governo è anche alla base del clamoroso flop di immissioni in ruolo che ha contrassegnato la tornata di assunzioni 2020, con la maggior parte delle stabilizzazioni andate a vuoto su quasi 85 mila autorizzate dal Mef. Come sindacato, ci adopereremo in tutte le sedi possibili per eliminare il vincolo alla mobilità di 5 anni, a costo di rivolgerci alla Corte Costituzionale”. Il blocco di spostamento di sede per cinque anni non è una norma di poco conto. I docenti coinvolti nel blocco non avranno accesso, per un quinquennio, ai trasferimenti, ai passaggi di cattedra e passaggi di ruolo, né accedere alla mobilità annuale, quindi fruire di utilizzazione o assegnazione provvisoria. Il blocco quinquennale si estende anche alla richiesta di svolgere un incarico a tempo determinato ai sensi dell’art.36 del CCNL. Prima di presentare tali domande il docente dovrà avere svolto 5 anni di effettivo servizio nella scuola dove è stato assegnato in ruolo. Vi sono solo un paio di casi in cui sono previste delle eccezioni. “Il vincolo quinquennale – scrive Orizzonte Scuola – non si applica ai docenti che si trovano in una delle seguenti condizioni: docente soprannumerario; docente beneficiario dell’art.33 commi 3 e 6, della legge n. 104/1992. Nel primo caso il docente dichiarato soprannumerario, in seguito a contrazione nell’organico della scuola di titolarità, dovrà necessariamente presentare domanda di trasferimento anche se si trova nel quinquennio. Nel secondo caso il docente è titolare di precedenza per il trasferimento nel comune di residenza del familiare disabile al quale presta assistenza, anche se si trova nel quinquennio, a condizione che tali situazioni riferite alla legge 104 siano intervenute successivamente alla data di iscrizione dei concorsi o dell’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento”.

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Continuano le scoperte sul ruolo della proteina hMena

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

E’ il marcatore di progressione dei tumori del polmone e del pancreas. I risultati di uno studio del gruppo di Paola Nisticò, dell’Unità di Immunologia e Immunoterapia dell’IRCCS Regina Elena, appena pubblicati su Embo Reports, hanno svelato un nuovo meccanismo per cui hMena e una sua forma proteica (hMena deltav6) caratterizzano tumori del polmone e del pancreas a maggiore aggressività e peggiore prognosi. Questo perché hMena attiva una “comunicazione pericolosa” tra cellule tumorali e cellule presenti nel microambiente, i fibroblasti, favorendo aggressività e resistenza all’ immunoterapia.
“Abbiamo isolato – spiega Paola Nisticò – da tessuti tumorali di pazienti operati nel nostro Istituto, fibroblasti che, quando esprimono hMena, aiutano il tumore a essere invasivo. Contemporaneamente hMena presente sulle cellule tumorali le mette in comunicazione con i fibroblasti, stimolando questi ultimi ad allearsi con il tumore. Studiando con varie metodologie queste cellule abbiamo identificato che la ‘cattiva comunicazione’ avviene attraverso la produzione di un fattore solubile (GAS-6) da parte dei fibroblasti, che è intercettato dalle cellule tumorali grazie al recettore AXL regolato da hMena. La proteina partecipa quindi al programma di invasione tumorale agendo in maniera reciproca sulle cellule tumorali e sui fibroblasti associati al tumore”. Le neoplasie polmonari e del pancreas sono ricche di quel tessuto che sostiene, nutre e protegge le cellule tumorali, chiamato componente stromale. I fibroblasti sono molto abbondanti proprio nello stroma del tumore. “Quindi – precisa Roberta Melchionna, primo autore della pubblicazione – l’identificazione di hMENA come marcatore di fibroblasti con attività pro-tumorali è di notevole importanza soprattutto per lo sviluppo di terapie mirate contro i più temuti big killer tumorali, quello del pancreas e del polmone”. “Lo studio è importante e potrà avere rilevanza prognostica e terapeutica – dichiara Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – dal momento che il recettore AXL è coinvolto nei meccanismi di resistenza a terapie a bersaglio molecolare e alla immunoterapia con inibitori dei regolatori immunologici, i cosiddetti check-point”.

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Scuola: Immissioni in ruolo personale scolastico

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Secondo il sindacato l’atto dovrebbe valere prima di tutto per i maestri di Infanzia e Primaria, ma poi essere esteso a tutti gli insegnanti di ogni ordine e grado che, a domanda, vogliano garantire la continuità didattica specialmente alla luce dell’emergenza da COVID-19 e delle misure adottate per il recupero degli apprendimenti dal primo settembre. Anief, a questo scopo, ha inviato una specifica richiesta al ministero affinché intervenga o attraverso un’integrazione alla contrattazione integrativa, fino ad oggi invece ignorata dai sindacati firmatari di contratto, oppure con un’espressa deroga del legislatore al ministro dell’Istruzione.Per questo motivo, il sindacato chiede espressamente alla ministra Azzolina la pubblicazione di un’ordinanza che dia seguito alla richiesta formulata: Anief annuncia sin d’ora, inoltre, che si farà tramite per presentare in Parlamento un emendamento legislativo specifico per attuare quanto richiesto, sempre per consentire la conferma o l’utilizzazione legittima dei docenti assunti dal concorso riservato nella stessa scuola dove si è titolari con riserva. “Ad ogni modo – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – l’organizzazione sindacale chiederà al Parlamento nel decreto agostano un nuovo intervento del legislatore sulla materia per eliminare il blocco quinquennale se ostativo a tale procedura”.
Nei giorni “caldi” della scuola, con le immissioni in ruolo che si apprestano ad entrare nel vivo, il sindacato Anief sostiene la necessità di confermare nella sede di titolarità, con modalità straordinaria, i docenti assunti a pieno titolo in altra scuola. Una necessità che dovrebbe essere adottata per i Diplomati magistrale come per i docenti di ogni ordine scolastico. Il sindacato, su questo punto, aveva già espresso, nel mese di luglio, l’esigenza del rinnovo dell’integrazione al CCNI utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del 12 luglio 2019 che aveva previsto l’utilizzazione straordinaria nella stessa scuola di titolarità dell’anno precedente.Si tratterebbe, infatti, di una norma che garantisce la continuità didattica, fondamentale soprattutto dopo il complicato anno scolastico che ci stiamo lasciando alle spalle e in considerazione dell’incertezza che ancora accompagna l’avvio del prossimo. Ecco perché il sindacato ha chiesto che la norma sia rinnovata per un altro anno o che si disponga, a richiesta degli interessati, conferma nella stessa scuola di precedente titolarità a beneficio di tutti coloro che sono stati assunti nell’anno scolastico 2019/20 da graduatorie di merito e che non hanno ottenuto il trasferimento nella scuola di precedente titolarità e di tutti coloro che saranno assunti in ruolo dal 1° settembre 2020 e che saranno costretti a scegliere una scuola diversa da quella in cui hanno prestato finora servizio di ruolo con clausola rescissoria.

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Scuola: È uscito il nuovo decreto ministeriale che autorizza le immissioni in ruolo di circa 11 mila unità di personale Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2020

Per l’anno scolastico 2020/2021, riporta Orizzonte Scuola, è autorizzato un contingente di assunzioni nei ruoli a tempo indeterminato del personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche pari a complessive 11.323 unità, di cui 532 a titolo di trasformazione di contratti a tempo parziale in contratti a tempo pieno.Premesso che il numero è largamente inferiore alle disponibilità di posti vacanti, il presidente Anief Marcello Pacifico denuncia, in una intervista rilasciata ad Italia Stampa, “che ancora una volta non ci sono i profili professionali previsti da contratto come coordinatore dei collaboratori scolastici e come coordinatore degli assistenti tecnici amministrativi che operano nelle segreterie. Sono più di 20 mila questi posti che da 25 anni per contratto esistono ma non nella realtà. Ecco perché Anief ha deciso di impugnare questo decreto ministeriale, così da convincere il ministero dell’Economia ad autorizzare l’attivazione di questi posti in organico, diventati più funzionali, soprattutto in vista dell’apertura delle scuole in tempo post-Covid, con il contagio che si diffonde ancora”. Le assunzioni in ruolo hanno decorrenza giuridica dal 1° settembre 2020 e decorrenza economica dalla data di effettiva presa di servizio. Questi i posti per profilo: Direttori Servizi Generali e Amministrativi: 1.985; Assistenti Amministrativi: 2.428; Assistenti Tecnici: 761; Collaboratori Scolastici: 6.131; Cuochi: 6; Addetti Aziende Agrarie: 4; Guardarobieri: 4; Infermieri: 4. Secondo il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, stiamo assistendo all’ennesima ingiustizia che si ripercuoterà sul servizio scolastico sotto forma di ridotta efficienza della macchina amministrativa dei nostri 8.200 e oltre istituti autonomi. “Tutto questo, quindi, ci porta a chiedere a tutto il personale assistente tecnico-amministrativo e ai collaboratori scolastici che ritiene che abbia diritto a partecipare – ha detto il president Pacifico – alle procedure di selezione per arrivare a questi profili professionali e quindi per sbloccare tali posti in organico ad aderire ai ricorsi gratuiti al Tar Lazio che saranno patrocinati dall’Ufficio legale dell’Anief”.

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Scuola: Immissioni in ruolo docenti 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 agosto 2020

Sono state recepite le proposte del sindacato Anief per la revisione dell’allegato A contenente le istruzioni per l’avvio delle operazioni di reclutamento – Tempistica e informazioni importanti. Diverse sono le modifiche formulate dal nostro sindacato che sono state accolte, il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, esprime soddisfazione. “Sia per il personale beneficiario di legge 68/1999 che per il personale appartenente alle sezioni dell’infanzia o alle classi di scuola primaria che attuano la didattica differenziata Montessori era necessario un intervento correttivo, siamo soddisfatti che le nostre richieste siano state accolte”. Permane la criticità legata all’esclusione dalla call veloce del personale immesso in ruolo con riserva, Pacifico ribadisce che “vanno innanzitutto tutelati i colleghi inseriti in GaE con riserva; preme precisare che molti soggetti destinatari di proposta di nomina in ruolo risultano presenti in più graduatorie utili a tal fine e, stante il disposto che prevede l’apposizione di clausola rescissoria del contratto a tempo indeterminato stipulato nei confronti dei soggetti inseriti con riserva nelle graduatorie preordinate alle immissioni in ruolo a seguito di contenzioso, appare illogico e illegittimo precludere la loro partecipazione, ove inseriti in ulteriori graduatorie utili a questo scopo, alle operazioni legate alla cosiddetta call veloce da altre regioni”.Con riferimento al personale appartenente alle sezioni dell’infanzia o nelle classi di scuola primaria che attuano la didattica differenziata Montessori sarà prevista, anche per l’immissione in ruolo sulle differenziazioni didattiche Montessori, Agazzi e Pizzigoni, il rispetto del disposto di cui all’articolo 399 del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che dispone – per tutti i gradi di istruzione – che le nomine in ruolo del personale docente avvengano per il 50% dalle graduatorie dei concorsi per titoli ed esami e per il 50% dalle graduatorie di cui all’art. 1, comma 605, lettera c) della legge n. 296 del 29 dicembre 2006.
La chiamata veloce si realizzerà tramite la presentazione della domanda da parte degli interessati nel periodo compreso tra il 28 agosto e il 1° settembre 2020, per completare ogni operazione di immissione in ruolo entro il 7 settembre p.v.
Immissioni in ruolo: la fase ordinaria dovrà essere completata entro il 26 agosto. Gli Uffici Scolastici provvederanno alla registrazione delle informazioni conseguenti alle avvenute immissioni in ruolo o rinunce degli aspiranti al sistema informativo al fine di precostituire la base dati per le successive operazioni di nomina. Gli uffici scolastici pubblicheranno, entro il 27 agosto, i posti rimasti vacanti e disponibili sui rispettivi siti internet istituzionali
Le operazioni di conferimento dei contratti a tempo determinato da GaE e da GPS avranno inizio dopo la conclusione di tutte le operazioni di immissione in ruolo. Quest’anno, in considerazione dell’emergenza sanitaria in atto, le procedure per le immissioni in ruolo si svolgeranno in modalità telematica tramite Istanze on line, attraverso un’apposita applicazione che consentirà ai convocati di poter esprimere la propria preferenza in termini di provincia (per gli assunti da graduatorie di merito concorsuali) e/o di classe di concorso.

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Infermieri di famiglia: Che ruolo dovranno svolgere?

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

«L’Infermiere di Famiglia è legge. “Noi del Nursing Up, tuttavia, siamo preoccupati che questa novità possa essere interpretata in senso riduttivo e non è solo quello di tutelare la categoria e far valere i nostri diritti.” Il sindacato nella persona del suo Presidente Nazionale De Palma, dichiara: “Ci sentiamo in dovere, come sindacato, io per primo come Presidente Nazionale, senza prosopopea e con grande umiltà, di mettere al corrente i cittadini sul rischio concreto che stiamo correndo, cioè di perdere una delle occasioni più importanti per uscire dalla mediocrità organizzativa. Continuo a leggere, da più parti, solo ed esclusivamente di passaggi relativi all’infermiere di famiglia legati all’assistenza domiciliare. Non va bene, non è possibile persistere in questa carente informazione. Perchè se si vuole davvero inserire, nei nostri territori regionali, una figura calibrata sul modello anglosassone, che rappresenta uno dei sistemi più funzionali, non possiamo permetterci questo errore gravissimo”. Per il sindacato l’operatività dell’infermiere di famiglia deve prevedere, oltre all’assistenza domiciliare, alla diretta responsabilità e gestione delle attività di assistenza infermieristica di famiglia e delle connesse funzioni, dando opportune indicazioni per la revisione dell’organizzazione del lavoro, e per la creazione di modelli di assistenza infermieristica di famiglia personalizzata. L’infermiere di famiglia ha le carte in regola per operare in un proprio studio ambulatoriale integrato nel complesso sistema delle cure primarie. Nel suo ambulatorio, un servizio che possiamo anche immaginare organizzativamente simile al modello del medico di famiglia, gestito in coordinamento con ASL e Regioni offrirà a tutti i componenti della famiglia, beninteso anche a chi non è costretto a letto o comunque al proprio domicilio, ogni tipologia di prestazione che la legge attribuisce alla responsabilità della professione infermieristica.
In concorso con il medico che esprime una diagnosi, individua la cura, l’infermiere ha il compito di seguire la profilassi della malattia, di prendersi cura della persona, di garantirgli l’alveo delle prestazioni che la legge gli attribuisce la responsabilità di svolgere. Si occupa, solo per esempio, di somministrazione di terapie iniettive, medicazioni, trattamenti post operatori in coordinamento con le strutture ospedaliere e con il medico di famiglia, di garantire assistenza infermieristica globale, quindi con un approccio di tipo olistico al servizio della persona e dell’intera collettività.
L’infermiere di famiglia, operando dal proprio studio/ ambulatorio o a casa nelle famiglie, potrà consentire alle persone che necessitano di prestazioni infermieristiche erogabili in regime non ospedaliero, di evitare di affollare gli ospedali, riducendo finalmente le liste di attesa, i ricoveri inutili e permettendo lo snellimento delle attività dei pronto soccorsi o dei reparti.
In buona sostanza non si tratta solo di piani di assistenza preventiva, curativa e di salvaguardia della salute rientranti nei suoi ambiti di competenza professionale, ma anche educazione alla salute al servizio del cittadino. Mai come in questo momento, con una pandemia appena lasciata alle spalle, con il rischio concreto di una sua riesplosione, gli infermieri di famiglia devono e possono lavorare, di concerto con le ASL, con i medici di base ma anche con centri specializzati nelle attività di formazione ed informazione in ambito sanitario, ad esempio in campagne di sensibilizzazione e conoscenza per la cura e la prevenzione delle maggiori patologie infettive. Potremo vederli impegnati in workshop, meeting destinati alle famiglie, in giornate di educazione alla salute nelle scuole. Immaginiamo i vantaggi che avremmo avuto con infermieri di famiglia in tutta Italia già pronti ad agire prima del Covid-19. Il tutto, a nostro avviso, va verso una medicina del territorio da tempo disattesa e che l’infermiere come figura intermedia tra il medico e il paziente può fare la differenza.

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Il ruolo dell’industria cosmetica?

Posted by fidest press agency su martedì, 7 luglio 2020

Aiutare a costruire un’economia resiliente in un modo che supporti un mondo sostenibile, migliori la qualità della vita, rispetti i diritti umani e protegga l’ambiente. È quanto emerso dal confronto di un panel di esperti delle principali Organizzazioni Non Governative Mondiali e Alex Keith, CEO, P&G Beauty, che hanno concluso che per far diventare l’industria “orientata al futuro” e costruire un business resiliente dobbiamo affrontare delle sfide sistemiche attraverso azioni collettive.Nasce così la piattaforma P&G Responsible Beauty, un approccio basato sul pensiero sistemico che affonda le sue radici nelle connessioni e interdipendenze di cinque principi guida: Qualità & Performance; Sicurezza; Sostenibilità; Trasparenza, Equità & Inclusione.A guidare il progetto, con Alex Keith, il P&G Responsible Beauty Advisory Council, un Gruppo di consiglio formato dai rappresentanti di Royal Botanic Gardens, Kew (la massima autorità mondiali nella scienza botanica), WWF, Rainforest Alliance, Skin Health Alliance e la Roundtable on Sustainable Biomaterials.P&G Beauty ha anche condiviso gli obiettivi P&G Responsible Beauty 2030. Tra questi, la condivisione trasparente di tecnologie, programmi e processi che possono aiutare l’industria cosmetica ad avere un maggiore e positivo impatto sul mondo. Come prima azione tangibile, P&G sta rendendo pubblica una guida completa all’utilizzo sicuro dei vegetali nei prodotti cosmetici.

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Il ruolo dell’osteopatia è preventivo

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2020

Soprattutto per quanto riguarda i Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). Mi capita spesso di visitare bambini di 6-7 anni con Dsa e riscontrare, per esempio, delle plagiocefalie che non sono state attenzionate in età neonatale. Mi sono reso conto che c’è una differenza sostanziale tra bambini in cui la plagiocefalia è stata trattata a pochi giorni di vita e bambini in cui non è stata trattata, una differenza che andrebbe valutata in ambito clinico”. A dirlo è Maurizio Montoro, osteopata D.O., introducendo quello che sarà il suo intervento al Venerdì culturale su ‘Osteopatia: il corpo nei disturbi sensoriali dell’età evolutiva’, promosso dalla Fondazione Mite in collaborazione con l’Istituto di Ortofonologia (IdO), in programma venerdì 10 luglio alle 21 sulla piattaforma Google Meet.Montoro punterà ad esplicitare il legame tra plagiocefalie e Dsa: “Nei bambini con la plagiocefalia, essendo una deformazione delle placche craniche, spesso si crea una sorta di distorsione della zona occipitale, una zona che è legata a quella vestibolare- sottolinea l’esperto- questo può creare in futuro problemi di natura sensoriale, sia visivi che uditivi. Il problema, però, è che i bimbi non segnalano di vedere poco o sentirci male perché hanno una grande capacità di adattamento. Il risultato è che arrivano ai 4-5-6 anni con dei deficit che comportano problemi di attenzione o apprendimento. In sostanza vanno incontro ai famosi Dsa, i disturbi specifici dell’apprendimento- sottolinea Montoro- E’ quando i neonati hanno pochi giorni di vita, invece, che si può capire verso quale futuro andranno”. Sono circa “quattrocento i neonati con plagiocefalie che visito ogni anno. Un bambino con 15-20 giorni di vita è molto plastico, cartilagineo- sottolinea- quindi se ha dei disturbi al sistema cranio sacrale, l’intervento preventivo è molto importante”, dice l’esperto. “L’obiettivo dell’osteopata- continua Montoro- è quello di sensibilizzare il mondo medico, i pediatri e i neonataologi in particolare su questi temi, perché sono le figure che valutano il bambino inizialmente”. Prevenzione e sensibilizzazione dunque le parole d’ordine secondo l’osteopata. “Fino a una decina di anni fa c’era molta resistenza nei confronti dell’osteopatia. Oggi, invece, mi arrivano tanti bambini mandati dai pediatri e per me questo è importante perché il pediatra valuta il bambino ed esclude la sfera patologica, io mi occupo della sfera funzionale. E’ importante che questa relazione si instauri e diventi sempre più funzionale a vantaggio del bambino”.

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“Cura Italia” e il ruolo delle opposizioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

“Da giorni lavoriamo alla cabina di regia tra Governo e opposizioni per cercare di dare il nostro contributo e migliorare il decreto ‘Cura Italia’, che per noi ha diverse criticità. Purtroppo, finora non c’è stato nulla da fare: la maggioranza è totalmente arroccata sulle sue posizioni. Ci hanno detto che non potevano accogliere gli emendamenti che prevedevano maggiori spese perché non ci sono i soldi e che forse se ne riparlerà nel decreto di aprile. Il decreto di aprile, però, nessuno lo ha visto. Ci hanno detto anche che non vogliono accogliere alcune proposte che non prevedono maggiori spese perché sono ideologicamente contrari, come ad esempio quelle che riguardano il taglio della burocrazia, la sospensione del decreto dignità, la reintroduzione dei voucher, l’eliminazione dell’obbligo di contrattazione sindacale per accedere alla cassa integrazione. Tutte cose che servono a velocizzare e a cui il governo dice di no. Ci chiediamo allora dove sia la disponibilità perchè non è molto chiaro. A questo punto avremmo potuto dire “Fate da soli” e metterci a fare ostruzionismo ma l’Italia non può permettersi tatticismi in questo momento. Fratelli d’Italia ha deciso di ritirare i propri 168 emendamenti e lasciarne solo 20, a cui si aggiungono 6 ordini del giorno. Sono meno di 30 proposte, tutte sensate e serie, come ad esempio quella di utilizzare i percettori di reddito di cittadinanza per portare la spesa agli anziani che non possono muoversi o quella che prevede di rimborsare le famiglie per il pagamento delle rette scolastiche. Noi chiediamo al Governo risposte su queste 26 proposte e poi saranno gli italiani a giudicare”. Lo dice in un video pubblicato su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Coronavirus e il ruolo della scienza

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

I professionisti che decidono di lavorare nell’emergenza sanno bene che lavoreranno in un regime di indeterminatezza, che il loro “pane quotidiano” sarà la responsabilità di prendere decisioni rapide in un clima di variabile incertezza. Solo fino a pochi giorni fa questa considerazione era semplicemente logica, ma oggi i nostri professionisti si trovano di fronte ad una situazione totalmente nuova che, soprattutto per le dimensioni numeriche, non può che destare preoccupazione.
E’ una pandemia, una sfida sconosciuta.In questa stagione di guerra sanitaria, i nostri professionisti sono davvero in prima linea a “tempo indeterminato”. Lo spazio che concedono a loro stessi per un breve riposo, tornando nelle proprie case dai loro cari, è uno spazio non sereno, carico di timori, paure, ansie per il rischio salute dei propri famigliari e per il peso del quale si sono caricati durante le stressanti ore di lavoro.Ci siamo chiesti: “quale ruolo possiamo avere allora come Società a supporto della gestione di queste emozioni spesso tanto contrastanti?” La risposta che ci siamo dati è: trarre la nostra forza dal rispetto del sapere, del consolidato, della Scienza, un ambito che ci è proprio, utile, possibile.Le nostre Società Scientifiche hanno il dovere di riaffermare il ruolo della Scienza e lo devono fare soprattutto nei momenti di crisi emergenziale e nelle catastrofi. In queste circostanze, per far fronte alla contingenza, dobbiamo fare enormi sforzi psichici e fisici e, per non sentirci perduti, non possiamo che basarci su quello che dai tempi immemori è la maturazione dell’esperienza, la Scienza. La dobbiamo applicare soprattutto negli ambiti della protezione personale attraverso i comportamenti, le buone pratiche ed il corretto uso dei dispositivi di protezione individuale in base alla situazione nella quale ci si trova. Le cronache viaggiano molto veloci e le notizie ci travolgono. La comunicazione è rapidissima, la sensazione è che a volte lo sia molto più del nostro senso e della nostra capacità di comprensione.La nostra opinione è che le Società Scientifiche debbono continuare a prendersi il tempo minimo di elaborazione per ribadire con coscienza il rispetto delle più rigorose linee guida in materia di protezione, come base unica sulla quale operare scelte, anche nei momenti di maggiore richiesta di rapidità e contingenza. Le decisioni non dovranno essere basate su criteri di riduzione piegando la Scienza alla contingenza o alla richiesta di velocità che è propria della comunicazione contemporanea. Il criterio della scelta si basa su molteplici aspetti, ma deve essere sempre e soprattutto basata sulle evidenze e su quanto di meglio la conoscenza possa offrire.Questo è il contributo che le Società Scientifiche possono offrire alla popolazione e alla tranquillità dei professionisti sanitari. Questo è quanto, come minimo, pretendiamo da chi oggi è chiamato a operare scelte.E ora che la nostra comunità è disorientata e confusa il nostro primo dovere è quello di mantenere la calma e applicare le conoscenze maturate.

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Il ruolo fondamentale dell’agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

Con l’ultimo decreto di emergenza per il contenimento del coronavirus, il premier Conte ha riconosciuto il ruolo fondamentale dell’agricoltura per il Paese – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. Il nostro settore continuerà a lavorare anche in questi giorni per garantire a tutta la popolazione l’indispensabile fornitura di beni essenziali, partecipando alla sforzo collettivo dell’Italia affinché si possa tornare appena possibile a una situazione di normalità.Dall’ultimo provvedimento del Governo sono infatti escluse le attività del settore agricolo e zootecnico, comprese le filiere alimentari che garantiscono i beni di prima necessità, oltre ai servizi, ai trasporti e agli esercizi commerciali indispensabili come le farmacie. Consapevoli dell’importanza cruciale che riveste l’agricoltura, in questo momento sentiamo sulle nostre spalle una responsabilità ancora maggiore verso tutti i cittadini e verso il Paese – spiega Tiso. Grazie all’impegno di coltivatori, allevatori e trasportatori di tutta Italia, la fornitura di alimenti sarà garantita. Un lavoro che avviene quotidianamente lontano dai riflettori, che d’improvviso rivela la sua funzione fondamentale per la collettività.A tutti i lavoratori della filiera agroalimentare Confeuro rivolge uno speciale ringraziamento e il sostegno della sua rete, con la certezza di poter superare anche grazie a loro questo difficile momento.

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Oggi più che mai è sempre più riconosciuto il ruolo cruciale delle foreste

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 gennaio 2020

Per la loro capacità di generare diversi servizi eco-sistemici, che contribuiscono ampiamente all’assorbimento del carbonio atmosferico. Di questo si è parlato in occasione del workshop I servizi eco-sistemici forestali: stato dell’arte e strategie di sviluppo dei mercati volontari e delle misure forestali dei PSR, organizzato dal CREA Politiche e Bioeconomia, con il suo Nucleo di Monitoraggio del carbonio, nell’ambito delle attività delle Rete Rurale Nazionale.Durante l’incontro è stata presentato il report “Progetti forestali di sostenibilità 2019”, che comprende quest’anno tutti i progetti forestali realizzati in Italia e da organizzazioni Italiane all’estero nell’ambito dei mercati volontari dei Servizi Ecosistemici, oltre al consueto mercato nazionale dei crediti di carbonio, entrambi legati all’ambito forestale. L’indagine, realizzata annualmente dal Nucleo di Monitoraggio del carbonio del CREA, ha monitorato 17 progetti, che hanno permesso complessivamente l’assorbimento di 11.600 t di CO2 e la produzione di diversi altri servizi eco-sistemici.Ciò è stato possibile anche grazie ai numerosi strumenti finanziari, impiegati per motivare i proprietari/gestori forestali che offrono servizi eco-sistemici: quelli tradizionali quali contributi, compensazioni e sgravi fiscali (Piani di Sviluppo Rurale, fondi FEASR) e i cosiddetti “market-based” ovvero ispirati dagli ordinari meccanismi di mercato, quali ad esempio gli schemi per Pagamenti per Servizi Ambientali (Payments for Environmental Services – PES). Nel 2018, infatti, i finanziamenti che hanno contribuito alla realizzazione dei progetti monitorati ammontano a € 904.200, di cui il 97% dedicato a progetti di afforestazione e il restante 3% a progetti per il miglioramento dell’habitat.
Il report descrive anche le novità nella classificazione CICES (Common International Classification of Ecosystem Services) dei servizi ecosistemici forestali e un aggiornamento delle transazioni avvenute nel 2018 nel mercato internazionale dei crediti di carbonio che ammontano a 50,7 MtCO2per un valore totale di 171,9 M$. La pubblicazione contiene, inoltre, un’analisi dettagliata di quei servizi legati ai Programmi di Sviluppo Rurale e ai progetti europei Life e Horizon, ed un focus sulla tempesta Vaia, che si è abbattuta nell’ottobre 2018 nel Nordest italiano con un impatto considerevole sull’ecosistema forestale, in termini sia di sovra-offerta di legname (8,7 milioni di metri cubi, pari alla quantità di legname lavorata mediamente dall’industria italiana in un anno) sia di infrastrutture forestali e di revisione dei piani di assestamento e di pianificazione (venendo meno le tradizionali funzioni di difesa da frane, smottamenti e valanghe) sia delle funzioni turistico-ricreative.

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Ilva e il ruolo dello Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

La crisi e l’irrisolta questione della franco-indiana ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto pongono al centro il futuro della politica industriale in Italia e in Europa. Oltre alle molto dolorose conseguenze occupazionali, sociali, politiche e legali. L’Unione europea è la prima produttrice al mondo di beni strumentari e di prodotti industriali. In molti settori è anche all’avanguardia dell’innovazione tecnologica. Una forza che si basa principalmente sull’iniziativa privata delle imprese di media dimensione, che rappresentano l’asse portante dell’economia. Una componente che finora ha potuto dialogare in modo produttivo con le restanti imprese di grandi dimensioni nei settori storici delle attività industriali che si sono grandemente sviluppate dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante tutte le difficoltà, l’Italia è ancora il secondo paese manifatturiero d’Europa. Da noi, però, l’onda lunga partita nel 1992 con le discutibili privatizzazioni delle Partecipazioni Statali sta “travolgendo” le grandi imprese industriali italiane. Si è assistito, quindi, alla progressiva perdita di controllo di Ilva, Fiat, Pirelli, Magneti-Marelli, ma anche di molte aziende simbolo del Made in Italy, come quelle dell’alimentare, della meccanica e della moda. Lo stesso è successo anche nel sistema bancario italiano, già di per sé fragile in mezzo ai giganti bancari internazionali too big to fail.In quest’ottica, l’industria dell’acciaio è emblematica. Per un lungo periodo ha avuto un’importanza strategica nell’economia europea e italiana e ha promosso innovazione, crescita e occupazione. La crisi economica, figlia dello sconquasso finanziario globale del 2008, ha determinato un crollo nelle produzioni e nei commerci mondiali che hanno colpito tutti i settori economici, in primis quello dell’acciaio. Come è noto, esso è strutturalmente legato ai settori dell’auto, delle costruzioni, dell’elettronica e delle industrie rinnovabili. In questo periodo la siderurgia europea ha perso il 27% della produzione e oltre 40.000 posti di lavoro. Tanto che persino la Commissione europea ha dovuto impegnarsi con specifici programmi di rilancio.Oggi l’Europa, con 168 milioni di tonnellate annue, è ancora la seconda produttrice di acciaio, pari al 10% del totale mondiale.
La Cina, però, produce più della metà di tutto l’acciaio! In Europa il settore rappresenta l’1,3% del pil. Nell’insieme dà lavoro a quasi 2,5 milioni di persone. Direttamente a circa 330.000. E’ un settore ad alta intensità di capitale che investe ogni anno circa 4 miliardi di euro in macchinari più moderni. Nei costi di produzione dell’acciaio la parte relativa all’energia rappresenta il 40%. E l’industria europea, purtroppo, paga prezzi per l’energia più alti dei suoi concorrenti. E’ un problema che il governo dovrebbe affrontare perché riguarda l’intero comparto industriale nazionale.In Italia l’industria siderurgica, con circa 33.000 occupati, rappresenta il 2% dell’occupazione manifatturiera. L’80% della produzione avviene già con il sistema a forno elettrico, che è molto meno inquinante rispetto a quello a ciclo continuo con altoforno.L’ex Ilva di Taranto è il più grande impianto a ciclo continuo d’Europa, produce 4,5 milioni di tonnellate annue e occupa 8.200 persone, con un indotto molto vasto. Il nuovo piano industriale deve essere una transizione verso la de carbonizzazione. La grande sfida è di mettere in campo riconversioni verso forni a idrogeno. La sostenibilità ambientale e la difesa della salute non possono in nessun modo essere messe in secondo piano. La crisi del settore a livello mondiale sarebbe dovuta a una sovrapproduzione rispetto alla situazione di stagnazione economica generalizzata. Detto ciò, però, la Cina, aumentando costantemente la sua produzione a prezzi più bassi, inevitabilmente mette in difficoltà i produttori europei. L’Europa, quindi, rischia di diventare dipendente dalle forniture estere di un materiale fondamentale per la sua economia. Senza considerare le garanzie e la qualità del prodotto importato. Di conseguenza, i produttori europei sono in crisi e molti hanno deciso di tagliare produzione e occupazione. Anche le loro azioni sono in caduta nelle borse. Secondo noi, l’Organizzazione Mondiale del Commercio non può essere indifferente nel gestire la qualità dei prodotti commerciati. Per esempio, la British Steel, in bancarotta, è stata acquistata da un’impresa cinese. Altre acciaierie, se dovessero chiudere, rischiano di essere smantellate e trasportate in Cina, in India o in altri paesi, dove i controlli di qualità, il rispetto della salute e dell’ambiente e i diritti sindacali e civili sono spesso lacunosi. Questa è stata anche la “strada dissestata” delle localizzazioni, già sperimentata dagli stessi Stati Uniti alla ricerca di costi più bassi. Il risultato per Washington sono stati dei deficit nei commerci di beni (senza i servizi) per centinaia di miliardi di dollari. Nel 2018 il deficit è stato di quasi 900 miliardi! Se alcuni settori industriali e altre infrastrutture sono considerati strategici, allora è necessario che restino attivi e sotto il controllo nazionale ed europeo. Non si tratta di ritornare a un passato in cui si producevano i “panettoni di Stato” ma, se fosse necessario, e non vi fossero imprenditori all’altezza, la partecipazione pubblica non solo è auspicabile ma inevitabile. Non scordiamoci mai che l’Italia e l’Europa dovranno confrontarsi con la potenza economica cinese la cui gestione è notevolmente politica e statale. Per non parlare degli Stati Uniti che, al di là della retorica neoliberista, ha una fortissima presenza statale nei settori considerati di interesse nazionale. Basti pensare che il solo bilancio militare del 2019 è di oltre 700 miliardi di dollari. In Europa, la Francia e la Germania non sono mai “arrossite” quando lo Stato è intervenuto come azionista stabile nei settori privati. Anche noi, come fanno le loro banche d’investimento,dovremmo mettere in campo la Cassa Depositi e Prestiti ogni qualvolta si reputi indispensabile difendere i livelli di produzione e di occupazione. Intanto il nostro paese, la partita Ilva non la può perdere. (Mario Lettieri già sottosegretario all’economia e Paolo Raimondi economista)

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Personale Ata figlio di un dio minore, in ruolo solo i 12 mila ex Lsu

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

È stata prorogata all’8 gennaio la scadenza per gli ex Lavoratori socialmente utili con almeno 10 anni di servizio per presentare domanda di partecipazione al concorso Ata appalti pulizia per 12 mila posti. Nulla da fare per i supplenti Ata della scuola: per loro nemmeno un’immissione in ruolo. Il sindacato è pronto a dare battaglia: se l’associazione Radamante ritiene che per presentare ricorso servono 36 mesi di supplenze anche non continuative, per Anief invece hanno diritto a impugnare l’esclusione dal piano di assunzioni anche i collaboratori scolastici che hanno svolto servizio nello stesso arco temporale minimo richiesto agli ex Lsu, quindi almeno 24 mesi dalla data di approvazione della direttiva comunitaria 70/99. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, spiega come fare ai microfoni di Italia Stampa: “Chi ricorre con Anief, presentando una domanda cartacea sostitutiva di quella on line, lo fa sulla base di un diritto leso. L’obiettivo è chiedere ai giudici di essere inserito nella graduatoria che sarà utile ai fini della stabilizzazione”.

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Il ruolo e le funzioni del Disability Manager

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Torino mercoledì 27 novembre dalle ore 9:30 nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris, in Via Alfieri 15 convegno sul ruolo e le funzioni del Disability Manager – professionista della disabilità con il compito di favorire l’accessibilità e l’integrazione del disabile nella società. L’iniziativa si prefigge l’obiettivo di fornire validi spunti finalizzati all’individuazione dei benefici legati all’introduzione della figura del disability manager in seno agli enti e alle amministrazioni locali. Il coNvegno è organizzato dalla sezione regionale della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) in collaborazione con ANGLAT, ANMIC, ANMIL, ENS, UICI e UNMS.”Sono passati dieci lunghi anni dall’istituzione Disability Manager – spiega il presidente regionale della FAND, Vittorio Ghiotto – ma il lavoro da fare per vedere tutelati gli interessi e i diritti dei disabili è enorme. In assenza di un quadro normativo specifico, la figura del disability manager è ancora sottovalutata perché considerato un mero “facilitatore” e non come un portatore di interessi in grado di orientare le politiche pubbliche. Da qui l’idea di un convegno per fare il punto sulle criticità esistenti, in vista della Giornata internazionale delle Persone con Disabilità che si celebra il 3 dicembre”. A moderare il dibattito sarà Vittorio Garino, Garante del Contribuente della Regione Piemonte. Porteranno le loro testimonianze i disabilità manager dei Comuni di Torino e Alessandria, Franco Lepore e Paolo Testa. Interverranno inoltre i disabilità manager di importanti enti pubblici e privati, quali ATC Torino, GTT e Unicredit.

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Ruolo di un recettore nello sviluppo di alcune forme di leucemia mieloide acuta

Posted by fidest press agency su martedì, 12 novembre 2019

Parma. Sulla prestigiosa rivista scientifica Leukemia è stato pubblicato un importante studio, frutto della collaborazione tra più università, che evidenzia per la prima volta il ruolo del recettore S1P3 della sfingosina 1-fosfato (S1P) nello sviluppo di alcune forme di leucemia mieloide acuta (AML). La ricerca è stata coordinata dal dott. Francesco Potì, ricercatore della Sezione di Farmacologia del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. Questa scoperta, risultato di una ricerca durata più di cinque anni, è iniziata nel Laboratorio di Endocrinologia Molecolare del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze dell’Università di Modena e Reggio Emilia, presso cui Francesco Potì ha prestato servizio fino al dicembre 2015 e con il quale ha continuato a collaborare.
S1P3 è un recettore espresso da molte cellule del nostro organismo, funzionando da “sensore” per la molecola S1P. I topi oggetto della ricerca sono stati ingegnerizzati in modo da amplificare questo segnale in alcune cellule del sangue e del sistema immunitario, mostrando caratteristiche patologiche molto simili a quelle di una leucemia umana. Una lunga serie di esperimenti effettuati in laboratorio ha confermato questa ipotesi. Un fattore estremamente interessante è emerso dalle analisi genetiche di circa 400 pazienti con diagnosi di leucemia mieloide acuta (AML). In tale popolazione, infatti, si è riusciti a dimostrare per la prima volta una correlazione molto forte tra l’espressione di S1P3 e l’AML nell’uomo. Infine, lo studio ha aperto la strada a future opportunità terapeutiche: il trattamento con fingolimod, un farmaco attualmente in uso per la sclerosi multipla, capace di agire anche sul recettore S1P3, è stato in grado di migliorare significativamente il quadro patologico, normalizzando le alterazioni indotte nei topi dello studio.

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