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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘trasformazione’

Trasformazione digitale delle aziende italiane promossa da CIONET e Workday

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2022

Per il 71% dei direttori informatici italiani la scarsa cultura aziendale è il primo ostacolo alla digitalizzazione delle imprese. Al secondo posto i Cio hanno indicato le capacità lavorative dei dipendenti (54%), seguite da i requisiti di compliance e privacy in materia di cybersicurezza (33%). Questo è uno degli spunti di interesse che emerge della ricerca “CIOs & The Board”: dal report, inoltre, risulta che le aziende italiane risultano parzialmente digitalizzate, con una percentuale pari al 61%. Sono presenti dati anche relativi al revenue mix: circa il 70% dei Cio dichiara che solamente il 20% del fatturato aziendale deriva da attività digitali. “La trasformazione digitale è un cambiamento culturale prima che operativo e proprio la paura del cambiamento è il primo ostacolo da superare”, commenta Federico Francini, country manager di Workday per l’Italia, azienda multinazionale leader nelle applicazioni cloud native per la gestione finanziaria e delle risorse umane.

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La campagna di trasformazione del pomodoro 2022 è partita

Posted by fidest press agency su martedì, 2 agosto 2022

Lo è stata con qualche giorno di anticipo e, purtroppo, con qualche preoccupazione in più. Uno scenario particolare nel quale si combinano la precoce maturazione dei frutti conseguente alle alte temperature delle scorse settimane, per cui ormai tuti gli stabilimenti produttivi hanno avviato la trasformazione, e le tante incognite che caratterizzano un contesto economico quanto mai incerto, di cui bisogna tenere conto già in questo inizio di campagna. In ordine sparso: la siccità, in particolare nel bacino Nord, la difficoltà nel reperire manodopera stagionale sia nei campi che nell’industria, l’esponenziale aumento dei costi delle materie prime, degli imballaggi primari e secondari e soprattutto delle risorse energetiche e il crescente rischio di pericolose speculazioni, mettono in grande difficoltà uno dei comparti più rappresentativi e importanti dell’industria alimentare italiana.Per questa campagna di trasformazione, in Italia sono stati messi a coltura 65.180 ettari – con una riduzione dell’8,5% rispetto all’anno record 2021 – di cui 37.024 nel Bacino Nord (-4,1% rispetto alla scorsa campagna) e 28.156 nel Bacino Centro Sud (- 13,6% sul 2021). Sulla base di questi dati e considerando quanto fatto in media negli anni scorsi, si può prevedere una produzione tra 5.2 e 5.4 milioni di tonnellate.Naturalmente, si tratta di stime e il volume delle produzioni dipenderà sia dalle rese agricole che da quelle industriali, anche in ragione della qualità della materia prima conferita sulla quale l’attenzione dell’industria resta alta dovendo garantire un prodotto finito che rispetti gli elevati standard dei nostri derivati: la qualità rappresenta, infatti, da sempre un must per le nostre aziende.“I rincari, che hanno raggiunto livelli senza precedenti non solo in termini di quantità ma soprattutto per la generalità degli elementi di costo interessati, hanno fatto lievitare enormemente i costi di produzione. – dichiara Marco Serafini, Presidente di ANICAV – Il comparto sarà messo a dura prova, ma restiamo fiduciosi confidando nelle capacità di resilienza dei nostri imprenditori che cercheranno, almeno in parte, di attutire le conseguenze di tali aumenti incidendo sui propri margini”.

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Trasformazione digitale della sanità

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2022

Roma, 27 luglio 2022, ore 14.30 Hotel St. Regis (Via Vittorio E. Orlando 3) la grande sfida del prossimo futuro è la trasformazione digitale della sanità. La pandemia sta favorendo l’utilizzo di strumenti come la telemedicina. La digitalizzazione offre soluzioni efficaci per rendere i servizi più accessibili ed inclusivi, ponendo il cittadino al centro dei sistemi sanitari. Un settore sanitario più tecnologico e digitale può migliorare il processo di cura e assistenza, riducendo le lunghe attese, le disuguaglianze, le ospedalizzazioni e ottimizzando i costi. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) mette a disposizione ingenti risorse per traghettare il Servizio Sanitario verso la nuova dimensione digitale. Ma è necessario mettere in campo anche altri strumenti, che saranno analizzati nella seconda edizione dell’“Health&BioTech Summit”, promosso da MSD, Deloitte e Intesa Sanpaolo RBM Salute, che si svolgerà mercoledì 27 luglio alle 14.30 a Roma all’Hotel St. Regis (Via Vittorio E. Orlando 3).L’evento è organizzato in due tavole rotonde: la prima sarà dedicata alla “Trasformazione digitale della Sanità: le opportunità del PNRR per un Servizio Sanitario più efficiente e vicino al cittadino”, la seconda verterà su “La collaborazione tra aziende e start up come volano di innovazione nell’Health&BioTech”.Interverranno, tra gli altri, Alessio D’Amato (Assessore Sanità e integrazione Socio-Sanitaria, Regione Lazio), Anna Lisa Mandorino (Segreteria Generale di Cittadinanzattiva), Alessandro Fusacchia (Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Camera dei Deputati), Domenico Mantoan (Direttore Generale AGENAS) e Marco Baccanti (Direttore Generale della Fondazione “ENEA Tech e Biomedical”).L’evento sarà aperto dai saluti istituzionali del Sottosegretario di Stato alla Salute, Andrea Costa, e di Annamaria Parente (Presidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica).

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PIMCO: Opportunità nell’epoca della trasformazione

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

Commento a cura di Geraldine Sundstrom, Portfolio Manager Asset Allocation di PIMCO. Guardando al 2022, il nostro scenario di base è di crescita globale positiva ed inflazione elevata sul breve termine. L’inflazione dovrebbe moderarsi nel corso dell’anno ma vi sono rischi al rialzo rispetto a questa previsione. Crediamo che gli attivi sensibili alla crescita, come azioni e credito, tenderanno a generare rendimenti positivi nel prossimo anno ma ci aspettiamo maggiore dispersione della performance tra i diversi settori e regioni come è comune nelle fasi di metà ciclo. A fronte delle valutazioni più elevate, gli attivi rischiosi sono più vulnerabili a shock esogeni e a passi falsi delle autorità. A nostro giudizio, il rischio di passi falsi sul versante delle politiche è aumentato con la ritirata degli stimoli monetari e fiscali e il tentativo delle autorità di passare le redini della crescita al settore privato. Ciò crea il potenziale di “code più spesse” (esiti positivi e negativi più divergenti), il che evidenzia l’importanza della selezione sia all’interno delle diverse classi di attivo che tra di esse.Restiamo largamente ottimisti sul rischio dei mercati azionari. Ci aspettiamo di osservare considerevole differenziazione fra le varie regioni e i diversi settori, il che giustifica un approccio più selettivo e dinamico. Nei mercati sviluppati, manteniamo il sovrappeso sull’azionario americano, posizionandoci sui settori ciclici. In termini di settori, confermiamo la predilezione per i trend di crescita di lungo termine come la digitalizzazione e la sostenibilità. In particolare, crediamo che i produttori di semiconduttori, i fornitori di sistemi di automazione industriale, di energia verde e di mobilità siano tutti destinati a trarre benefici. Integriamo queste componenti con esposizioni che potrebbero essere avvantaggiate in caso di contesto più inflazionistico, imprese che crediamo godano di consistenti barriere all’ingresso e forte capacità di fissazione dei prezzi che possono potenzialmente aumentare i prezzi in un contesto di inflazione, come le compagnie di trasporto marittimo globali.Ci aspettiamo che i rendimenti dei titoli governativi tendano al rialzo nel corso del ciclo con l’aumento dei tassi da parte delle banche centrali ma, in un contesto di portafogli multi-asset, crediamo nel ruolo che la duration può svolgere come elemento di diversificazione. Continuiamo pertanto a mantenere dell’esposizione alla duration. Nei portafogli multi-asset confermiamo inoltre una modesta posizione di sovrappeso sui TIPS americani (obbligazioni del Tesoro indicizzate all’inflazione). Benché i tassi d’inflazione di pareggio siano saliti in modo significativo, a nostro avviso non prezzano ancora integralmente un adeguato premio di rischio per l’inflazione. Infine, sul fronte valutario, il Dollaro americano risulta ancora sopravvalutato secondo i nostri modelli, soprattutto rispetto alle valute dei mercati emergenti, ma in un contesto tuttora sfidante per le banche centrali e le economie dei mercati emergenti non si deve presumere che il Dollaro sia per forza destinato a indebolirsi.

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I piccoli agricoltori come elemento chiave della trasformazione dei sistemi alimentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Per realizzare un futuro in cui ogni persona abbia accesso a un’alimentazione sana a un costo abbordabile, in cui la produzione degli alimenti avvenga nella salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità e in cui le persone che producono il nostro cibo siano pagate adeguatamente per il loro lavoro, i sistemi alimentari devono cambiare radicalmente e le necessità delle popolazioni rurali devono essere considerate una priorità.In occasione del pre-Vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari, il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) rivolge un appello ai leader del settore affinché rettifichino le carenze di sistemi alimentari che lasciano centinaia di milioni di persone affamate e in povertà.Durante i tre giorni del Vertice, leader politici, agricoltori, esperti ed esponenti della società civile si confronteranno su come rendere i sistemi alimentari più sostenibili ed equi. L’IFAD investe sulle popolazioni rurali, mettendole in condizione di ridurre la povertà, aumentare la sicurezza alimentare, migliorare la qualità dell’alimentazione e rafforzare la loro capacità di resilienza. Dal 1978, abbiamo investito 23,2 miliardi di dollari in donazioni e prestiti a tassi agevolati per finanziare progetti di cui hanno beneficiato circa 518 milioni di persone. L’IFAD è un’istituzione finanziaria internazionale e un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Roma – il polo delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

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Trasformazione digitale del Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 27 giugno 2021

“Oggi, come mai prima d’ora, si sono realizzate due importanti condizioni per la trasformazione digitale di cui l’Italia ha bisogno per recuperare il gap accumulato negli ultimi 20 anni rispetto i paesi più avanzati. Da un lato, la pandemia ha imposto un vero e proprio “elettroshock culturale” che ha permesso a tutti i livelli di scoprire il valore del digitale. Dall’altro, è stata finalmente definita una chiara priorità all’innovazione digitale nell’agenda politica, grazie al PNRR che ne ha fatto uno degli ambiti prioritari per le politiche industriali del paese. Il Piano mette a disposizione circa 50 miliardi di euro per la digitalizzazione: una dotazione di per sé significativa, anche se da sola insufficiente a recuperare il nostro gap digitale, ma che dovremo essere in grado di moltiplicare. Imprese e pubbliche amministrazioni dovranno realizzare progetti di grande portata per amplificarne l’effetto, lavorando insieme, con l’obiettivo comune dell’innovazione. Mai come oggi possiamo giocare la partita per la trasformazione digitale”. Lo ha detto Andrea Rangone, Presidente di DIGITAL360, aprendo l’intervento a FORUM PA 2021 del Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, a confronto con rappresentanti della PA centrale e locale e del mondo delle imprese.“Lo sviluppo sostenibile del paese passa necessariamente dalla definizione di una nuova, coerente ed efficace politica per l’innovazione volta a trasformare la PA in chiave digitale e sostenere la competitività delle imprese – ha detto Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA – Per accelerare la digitalizzazione è necessaria una chiara governance tra i soggetti pubblici e privati, con una definizione dei ruoli e degli obiettivi tra il sistema locale e nazionale dell’innovazione”.

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La pandemia accelera la trasformazione digitale dei comuni italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

E’ stata trainata soprattutto dall’aumento dei servizi digitali offerti in risposta all’emergenza sanitaria, mentre c’è ancora un divario da colmare in termini di integrazione con le piattaforme abilitanti come SPID e PagoPA e di disponibilità e interoperabilità degli open data. Le città digitalmente più mature sono ancora soprattutto quelle del Nordest e del Nordovest e quelle con la maggiore densità abitativa, ma non mancano casi virtuosi fra i piccoli comuni e nel Mezzogiorno. È il quadro che emerge dall’”Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo”, realizzata fra aprile e maggio 2021 da FPA, società del gruppo Digital360, per Dedagroup Public Services, società in prima linea nello sviluppo delle nuove infrastrutture pubbliche digitali del Paese, e presentata oggi a FORUM PA 2021 nel corso del convegno “Italia digitale: il ruolo dei Comuni per una PA al servizio di cittadini e imprese”. L’indagine analizza il grado di maturità digitale dei 110 comuni italiani capoluogo sulla base di tre dimensioni: Digital public services, il livello di disponibilità online di 20 tra i principali servizi al cittadino e alle imprese; Digital PA, l’integrazione dei Comuni con le principali piattaforme abilitanti individuate dal Piano triennale per l’informatica pubblica (SPID, CIE, PagoPA, ANPR); Digital Openness, la numerosità e l’interoperabilità degli open data e la comunicazione con i cittadini attraverso i canali social. È basata sul modello Ca.Re. (Cambiamento Realizzato) di Dedagroup Public Services, frutto di una rielaborazione del DESI rispetto agli obiettivi definiti dal Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione e di una sua contestualizzazione a livello locale. Sono 49 le città italiane che nel 2021 hanno raggiunto un livello elevato di maturità digitale (14 in più rispetto al 2020), 38 si attestano nella fascia intermedia (+1) e solo 23, contro i 37 dello scorso anno, si collocano nella fascia più bassa evidenziando così il generale trend positivo. Nella fascia alta, 39 comuni mostrano performance almeno sufficienti in tutte le tre dimensioni esaminate ed elevate in almeno una di queste: Aosta, Arezzo, Bari, Bergamo, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Cremona, Cuneo, Ferrara, Forlì, Genova, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Lucca, Matera, Monza, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Siena, Torino, Trento, Treviso, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza. Completano l’elenco 7 comuni che ottengono il punteggio più elevato in tutti e tre gli ambiti analizzati (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Modena, Pisa e Cesena) e 3 città che si fermano al livello più basso in una dimensione ma registrano quello più alto nelle altre due (Asti, Caltanissetta e Piacenza).Le città più mature si collocano prevalentemente nelle regioni del Nordovest (15 comuni su 24 in fascia alta, 7 in quella intermedia) e del Nordest (17 comuni su 24 in fascia alta, 5 a livello medio) e presentano mediamente un’elevata densità abitativa. Ma fra i 49 comuni più digitali figurano anche 9 città del Sud (Bari, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Catania, Lecce, Matera, Napoli, Palermo), tre in più rispetto al 2020, e 8 città di piccole dimensioni, contro le tre registrate nella precedente edizione.L’offerta di servizi pubblici digitali – L’offerta di servizi pubblici digitali è l’ambito in cui sono stati fatti i maggiori progressi: 47 dei 110 comuni analizzati hanno raggiunto un elevato livello di disponibilità dei servizi digitali (contro i 30 del 2020), 42 si sono posizionati in fascia intermedia (-3) e 21 in fascia bassa (erano 34 l’anno scorso). Tutte le grandi città (oltre i 240mila abitanti) si collocano in fascia alta, insieme a 11 comuni medio-grandi (su un totale di 22) e 16 medi (su 41), mentre raggiungono il livello più elevato solo 8 realtà piccole su 35. Lo stesso divario si registra a livello geografico, con solo 12 comuni del Mezzogiorno (su 40) e 8 del Centro (su 22) che entrano in fascia alta, contro le 27 città del Nord (su 48).I servizi maggiormente offerti dai comuni in modalità digitale sono quelli legati allo Sportello unico delle attività produttive (SUAP), disponibili in 109 comuni, e alla prenotazione di appuntamenti per il rinnovo della carta d’identità, online in 107 città. Seguono l’iscrizione alla mensa scolastica (96), la presentazione di pratiche di edilizia privata (84) e la visualizzazione e il pagamento di contravvenzioni (81). I servizi meno accessibili sono la richiesta del contrassegno auto per disabili (16) e la domanda di assegno per le famiglie numerose (12).Digital PA, integrazione con le piattaforme abilitanti ancora incompleta – L’integrazione con le grandi piattaforme nazionali – come SPID, PagoPA, ANPR, CIE etc – rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di digitalizzazione della PA. Questo indicatore, però, appare meno dinamico rispetto a quello dedicato ai servizi pubblici digitali. Solo 27 città si collocano nella fascia alta (erano 23 nel 2020), 58 si attestano nella fascia intermedia (+2) e 25 a un livello basso (-5). Metà delle grandi città (5 comuni su 12) entra in fascia alta, ma la maggior parte delle città medie (26 su 41) e medio-grandi (13 su 22) si ferma a un livello intermedio e ben 16 città piccole su 35 non vanno oltre la fascia bassa. Fra le 27 città più mature, 19 si trovano nelle regioni del Nord, e solo due (Caltanissetta e Campobasso) al Sud.I servizi digitali maggiormente integrati con i sistemi di autenticazione SPID, CIE e CNS, sono il rinnovo della carta d’identità (102 con SPID, 99 con CIE e 4 con CNS) e quelli legati al SUAP (96 SPID, 76 CIE, 89 CNS). Seguono le pratiche edilizie (64 SPID, 42 CIE e 53 CNS), i certificati anagrafici (62 SPID, 44 con CIE e CNS), l’iscrizione agli asili nido (58 SPID, 36 con CIE e CNS) e i certificati di stato civile (58 SPID, 40 CIE e 41 CNS). Il processo che ha registrato più progressi è la migrazione delle anagrafi comunali in ANPR, dove a maggio 2021 figuravano oltre 7.500 comuni subentrati, fra cui 106 comuni capoluogo su 110, con i restanti 4 con la migrazione in corso. Tutti i comuni capoluogo risultano attivi sulla piattaforma PagoPA, con almeno una transazione registrata, ma solo 15 comuni hanno registrato mille transazioni o più ogni mille abitanti e per ben 30 città ne risultano meno di 50. Sono invece 89 i comuni capoluogo che espongono almeno un servizio sull’app IO, fra le quali spiccano Rimini (20 servizi online accessibili), Modena (14) e Vibo Valentia (12). Nella Digital Openness il gap più evidente – La Digital Openness si conferma la dimensione in cui i Comuni faticano maggiormente a progredire. Nonostante una leggera crescita, sono appena 18 le città digitalmente mature da questo punto di vista (+2 sul 2020), 50 si collocano in fascia intermedia e 42 in fascia bassa. Un risultato dovuto allo scarso punteggio ottenuto negli indicatori relativi agli open data, che hanno vanificato le buone performance registrate nella comunicazione con i cittadini attraverso i canali social. Fra le 18 città mature, ci sono 7 grandi comuni e nessuna piccola realtà, 12 sono nel Nord, 3 nel Centro e 3 nel Sud (Lecce, Matera e Palermo).Dall’analisi condotta su portali open data e siti dei 110 comuni capoluogo emerge un quadro polarizzato, con poche eccellenze con numerosi dataset rilasciati e ampie fasce del campione con maturità bassa o bassissima. Complessivamente i comuni analizzati hanno pubblicato meno di 15mila dataset (erano 17mila nel 2020). A Firenze, Milano, Palermo e Torino, che valgono il 42,5% del totale con oltre mille dataset a testa, si contrappongono 48 comuni che non hanno ancora pubblicato open data. Per quanto riguarda la comunicazione sui social media, il numero di Comuni attivi aumenta su sei canali su sette, restando invariato solo su Twitter, e salgono da 16 a 23 le città che usano tutti gli strumenti analizzati. Sono 46 le città mature per livello di presenza, penetrazione, aggiornamento e produttività sui sette canali social analizzati.

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La pandemia accelera la trasformazione tecnologica delle Risorse Umane

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2021

Può arrivare a valere oltre 32 miliardi di dollari a livello globale nel 2027: il mercato della “gestione del capitale umano” cresce nel post-covid ad un tasso di oltre il 9% annuo, trainato da un lato dalle trasformazioni portate dalla pandemia, dall’altro dalle soluzioni tecnologiche nate per affrontare le trasformazioni stesse.L’HR, insomma, si trasforma in “HR Tech”. E, grazie alla metamorfosi, cresce a un ritmo mai registrato prima.Sono le startup a offrire strumenti e approcci innovativi e di reale cambiamento per i processi di recruiting. Sono quattro, in particolare, le tech company protagoniste della trasformazione tecnologica della filiera dell’HR in Italia: Jobtech, Yousign, Nibol e Payfit.Jobtech: nata con l’obiettivo di digitalizzare il lavoro interinale e in somministrazione, è la prima agenzia per il lavoro ad introdurre soluzioni di ricerca e selezione, somministrazione e staff leasing digitali all’interno del panorama italiano.Yousign: è la startup francese che sta portando i vantaggi della firma elettronica anche nei dipartimenti HR italiani, aiutando grandi aziende e PMI a completare interamente da remoto i processi di assunzione e onboarding di nuovi dipendenti.
Nibol: è la startup che sta aiutando le aziende a realizzare e gestire l’ufficio del futuro, un luogo più flessibile, digitalizzato e “aperto” verso l’esterno, con la possibilità di aggiungere agli spazi più “istituzionali” delle estensioni diffuse sul territorio come coworking e hot desk. Payfit: è la scaleup francese che sta innovando la gestione amministrativa del personale in tutta Europa grazie alla tecnologia, con un software che permette di gestire a 360° la vita del dipendente.

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American Express si concentra sulla trasformazione digitale per le PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

American Express, società leader di servizi finanziari, Alibaba.com, la più grande piattaforma di e-commerce b2b al mondo, e webidoo, digital company italiana specializzata in servizi web, annunciano la nascita di una nuova offerta a sostegno delle piccole imprese.American Express ha scelto webidoo, un partner globale di Alibaba.com, per offrire un pacchetto di consulenza unico alle pmi, al fine di consigliarle su come sfruttare la piattaforma Alibaba.com con l’obiettivo di far crescere il proprio business. L’offerta è riservata esclusivamente ai titolari di American Express Business e Corporate Card in Italia.Le aziende partecipanti potranno usufruire di una sessione di consulenza individuale gratuita con webidoo, che lavorerà al loro fianco per analizzare le esigenze dei loro Clienti e supportare l’implementazione di strumenti di marketing digitale. La consulenza si concentrerà nel supporto alle pmi nella costruzione di un profilo sulla piattaforma di e-commerce b2b di Alibaba.com, offrendo consigli sulla creazione e gestione di una vetrina su Alibaba.com e su come gestire l’advertising. Questa consulenza a 360 gradi mira ad aiutare i clienti a cogliere le opportunità offerte dalla piattaforma Alibaba.com e a massimizzarne i vantaggi. American Express e webidoo stringono questa collaborazione nella convinzione che la digital transformation sia la chiave del successo per le pmi italiane. L’utilizzo di strumenti web appropriati fa accrescere il business online delle aziende garantendo loro un accesso privilegiato al mercato globale.

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Ci sono le condizioni per trasformazione digitale del Paese

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

“L’emergenza Covid19 è stato uno choc sanitario ed economico straordinario, che ha obbligato PA, imprese e cittadini ad accelerare sulla trasformazione digitale, con cambiamenti straordinari nell’organizzazione del lavoro e nell’accesso a prodotti e servizi pubblici e privati, che normalmente avrebbero richiesto molti anni per verificarsi. Questo cambiamento culturale e le risorse finanziarie che arriveranno grazie al Recovery Fund e al programma Next Generation EU sono l’eredità politica positiva della pandemia: ora ci sono le condizioni per la trasformazione digitale del Paese ed è compito del governo, delle imprese e degli esperti di innovazione fare tutto il possibile per non dilapidare questo slancio verso la digitalizzazione”.Lo ha detto Andrea Rangone, Presidente del Gruppo Digital360, durante il convegno “La trasformazione digitale come architrave della strategia per la ripresa” dell’ultima giornata di FORUM PA Restart Italia, la manifestazione digitale sul tema della ripartenza del paese dopo l’emergenza, promossa da Fpa, società del Gruppo Digital360.“La trasformazione digitale è strettamente collegata al PIL pro capite ed è l’unica strada per risollevare la produttività del nostro sistema-paese, stagnante da molti anni, e farlo ripartire dopo il forte stress dell’emergenza sanitaria – continua Rangone -. Per raggiungere l’obiettivo, però, le ingenti risorse che arriveranno non sono sufficienti se non si individuano le priorità su cui investire. In primo luogo, le infrastrutture di telecomunicazione, l’ossatura necessaria per rendere la digitalizzazione capillare sull’intero territorio nazionale. E poi le competenze digitali: serve un piano per la formazione digitale dei dipendenti pubblici e dei cittadini, per evitare che chi adesso teme il cambiamento perché non ha le competenze per coglierne i benefici, resti ai margini della nuova normalità che ci attende”.

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Accelerazione dei processi di trasformazione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

La quinta edizione del Logistics Trend Radar indica che stiamo assistendo a una stabilizzazione generale delle tendenze degli ultimi quattro anni. Sebbene il settore della logistica abbia resistito all’attuale pandemia globale, i processi di trasformazione sono stati accelerati. Il COVID-19 ha indotto un’accelerazione di anni ai cambiamenti riguardanti la recente innovazione logistica, l’automazione e il lavoro digitale e la digitalizzazione del settore. Al contrario, molte tendenze inizialmente percepite come rivoluzionarie per il settore della logistica devono ancora esprimere il loro potenziale dirompente. Lo sviluppo di veicoli a guida autonoma e i droni continuano ad essere frenati da ostacoli legislativi e tecnici, nonché da una limitata accettazione sociale. I mercati logistici si stanno stabilizzando su alcune piattaforme leader e gli spedizionieri affermati stanno mettendo in campo le loro offerte digitali, supportate da un solido network logistico globale. Dal cloud computing alla robotica collaborativa, all’analisi dei big data, all’intelligenza artificiale e all’Internet of Things, i professionisti della logistica devono trovare l’ambito di applicazione per un vasto mercato di nuove tecnologie. Il nuovo imperativo per il successo a lungo termine è la modernizzazione di tutti i touch points della supply chain, un’eccellente digital customer experience, e non da ultimo il trasporto e la consegna dell’ultimo miglio. Coloro che adottano e cavalcano le nuove tecnologie e acquisiscono competenze più velocemente avranno un vantaggio competitivo sul mercato. La crescita dell’e-commerce continua a far avanzare i programmi di innovazione e sostenibilità L’e-commerce continua in un’inarrestabile crescita anche se rappresenta ancora solo una parte della spesa globale dei consumatori al dettaglio. Si prevede che l’e-commerce business-to-business avrà un trend simile e diminuirà le dimensioni del mercato dei consumatori di un fattore tre. La pandemia di coronavirus è servita non solo ad accelerare la crescita dell’e-commerce ma anche i programmi di innovazione della supply chain. Le mosse chiave per adottare progressivamente nuove tecnologie come l’intelligent physical automation, gli strumenti di visibilità basati sull’IoT e le capacità predittive dell’IA, determineranno la capacità di soddisfare le crescenti richieste dei clienti e garantiscono per il futuro posizioni di leadership nel settore. Con i governi, le città e i fornitori di servizi che si impegnano a ridurre le emissioni di CO2 e i rifiuti, la sostenibilità ora è un imperativo per il settore della logistica. Come indicato dalla crescente domanda di soluzioni sostenibili per ridurre gli sprechi, sfruttare nuove tecniche di propulsione e ottimizzare gli impianti, è una priorità nei piani di sviluppo dell’intera supply chain. Oggi esistono più di 90 divieti nazionali sulla plastica monouso e sugli imballaggi voluminosi che causano il 40% di spazio vuoto nei pacchi, rendendo inevitabile un adattamento dell’imballaggio. La logistica sostenibile – con l’ottimizzazione di processi e materiali, le nuove tecniche di propulsione e le strutture intelligenti – rappresentano un enorme potenziale affinché la logistica diventi più rispettosa dell’ambiente. La containerizzazione intelligente nel settore dei trasporti sarà importante anche nello sviluppo di soluzioni rispettose dell’ambiente per la consegna nelle città congestionate. DHL pubblica regolarmente il Logistics Trend Radar come strumento chiave per la comunità logistica globale. Sia all’interno di DHL che in tutto il settore, è diventato un atteso momento di riferimento in ambito strategico e d’innovazione, nonché uno strumento chiave per plasmare la direzione di trend specifici, imballaggi piu moderni, 5G, robotica e digital twin.

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Sarà l’Europa il motore della trasformazione verde e socialmente giusta?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Bruxelles. 23 settembre alle ore 16:00 si svolgerà il secondo incontro virtuale del ciclo di dialoghi pubblici – Idee per un nuovo mondo – promossi dal Presidente del Parlamento europeo David Sassoli con filosofi, scrittori, economisti, esponenti della società civile europea, rappresentanti del mondo del lavoro. L’obiettivo di questi dialoghi è quello di ragionare insieme su un’Europa più utile e più vicina ai suoi cittadini in un momento che richiede immaginazione, azione e coraggio politico per abbandonare le ricette del passato e affrontare le sfide del presente con strumenti nuovi.
Il titolo di questo secondo dialogo è “Sarà l’Europa il motore della trasformazione verde e socialmente giusta?” e si focalizzerà sulle potenzialità della transizione ambientale, economica e sociale dell’Europa post Covid.Parteciperanno Beppe Grillo e Gunter Pauli.
Gunter Pauli (Anversa, 1956) è un imprenditore e uomo d’affari belga a cui piace definirsi un catalizzatore, qualcuno che fa accadere le cose.Pioniere dello sviluppo sostenibile e fautore della nozione di zero rifiuti e zero emissioni, è l’ideatore dell’economia blu, un modello economico ispirato alla natura e agli ecosistemi, all’uso locale delle risorse e alla valorizzazione dei rifiuti, che va oltre l’economia circolare e verde. È anche il fondatore di ZERI (Zero Emissions Research and Initiatives), un network globale che riunisce più di tremila ricercatori e mille aziende da tutto il mondo, che lavorano nella ricerca di soluzioni sostenibili, da cui ha promosso decine di progetti.
Beppe Grillo è un comico, cabarettista, politico, blogger e attore italiano. Lanciato nel mondo della televisione nel 1977, raggiunse in pochi anni una grande popolarità, che nel decennio successivo gli valse la partecipazione come protagonista in alcuni film commedia. A partire dagli anni novanta si è dedicato prevalentemente agli spettacoli dal vivo, monologhi sull’attualità spesso di taglio ambientalista o legati all’economia. Il blog beppegrillo.it, aperto nel 2005, ed è tra i più frequentati siti web italiani e uno dei blog più visitati al mondo. Tramite la nutrita community di lettori del blog, Grillo ha promosso iniziative di grande impatto mediatico. Nel 2009 con la collaborazione dell’imprenditore Gianroberto Casaleggio, ha dato vita al movimento politico, il Movimento 5 Stelle.

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Trasformazione digitale con le reti 5G

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2020

A cura di Sylvie Séjournet e Anjali Bastianpillai. La diffusione delle reti 5G fornirà un ulteriore stimolo. Già in espansione negli Stati Uniti, in Cina, in Corea e in altri mercati sviluppati, il 5G è in grado di trasmettere i dati a velocità molto superiori rispetto alle reti attuali e di gestire volumi di informazioni molto maggiori, consumando al contempo molta meno batteria. E poiché le esigenze digitali durante il lockdown hanno messo a dura prova la capacità attuale, è probabile che l’espansione del 5G procederà ora più rapidamente del previsto. Ciò, a sua volta, alimenterà l’espansione dell’Internet delle cose (Internet of Things, IoT), aprendo così un universo di possibilità digitali pressoché illimitato.Nell’ambiente domestico, ad esempio, questo potrebbe significare piantagioni di pomodori che chiedono acqua, tetti che segnalano indebolimenti dopo fenomeni atmosferici estremi, giubbotti che comunicano ai genitori la posizione aggiornata del figlio, bidoni della spazzatura che chiedono di essere svuotati e confezioni di latte che comunicano la data di scadenza. Muovendosi per la città, la diffusione dell’IoT potrebbe invece significare ricevere un avviso sui parcheggi disponibili, dati secondo per secondo sul traffico circostante per i veicoli autonomi, avvisi sulla qualità dell’aria locale e molto altro. La migliore connettività sosterrà la crescita tecnologica su diversi fronti, di cui tre in particolare. Tutti e tre erano già in forte crescita prima, ma con la pandemia hanno ampliato enormemente la loro base di clienti e, ora che più persone hanno sperimentato ciò che è possibile fare, pensiamo che questo solido trend proseguirà.In primo luogo, c’è l’e-commerce: il lockdown ha spinto milioni di persone a ricorrere allo shopping online per i generi alimentari e altre merci, e prevediamo che molte di loro rimarranno conquistate dalla comodità e dai prezzi competitivi e continueranno a effettuare online almeno parte dei loro acquisti. PayPal, per esempio, ha registrato una media di 250.000 nuovi account al giorno nel mese di aprile.Il software come servizio (Software as a Service, SaaS) è un altro segmento destinato a sperimentare una forte crescita. Esso comprende la tecnologia necessaria per le piattaforme di work from home, nonché per l’istruzione online, l’archiviazione su cloud e le teleconferenze. Anche una volta che tutte le misure di lockdown saranno completamente rimosse, a nostro avviso, sia le aziende sia i dipendenti preferiranno prassi di lavoro più flessibili rispetto a prima della pandemia. Anche l’istruzione cambierà: l’Università di Cambridge, ad esempio, ha già fatto sapere che le lezioni continueranno online almeno fino all’estate del 2021.
La vita digitale è un’altra area chiave. Dopo il lavoro viene lo svago e il lockdown ha dimostrato come buona parte delle nostre attività di svago e di socializzazione possano essere svolte con l’ausilio di dispositivi digitali. In quest’ambito, le consegne di generi alimentari e cibi pronti, i servizi di video-streaming e i giochi online potrebbero essere i principali beneficiari. Anche la telemedicina sta assistendo a un boom: nei soli Stati Uniti entro la fine dell’anno saranno effettuate 900 milioni di visite a distanza, un dato in crescita del 64% rispetto al 2019 secondo il gruppo di ricerca sulla salute Frost and Sullivan.Quindi, per quanto le misure di lockdown siano temporanee, hanno dimostrato quanto sia elevato il progresso raggiungibile nel mondo digitale e, soprattutto, in quanto poco tempo. E tanto più la digitalizzazione avanzerà, tanti più dati si avranno per migliorare l’esperienza e il processo di digitalizzazione. L’intelligenza artificiale farà sempre più parte della nostra vita quotidiana con i suoi servizi digitali basati su algoritmi ultrasofisticati.

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Microsoft conferma il proprio impegno per la trasformazione digitale della Sanità Italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

E si schiera al fianco delle strutture sanitarie del Paese, mettendo a disposizione le proprie tecnologie e le proprie competenze per aiutarle a reagire all’emergenza Covid-19, anche attraverso l’ecosistema di partner attivi sul territorio. La piattaforma di collaborazione Microsoft Teams, che a livello globale conta 44 milioni di utenti giornalieri e che nell’ultimo mese in Italia ha registrato un incremento del +775% in termini di chiamate e meeting, è già gratuitamente a disposizione di tutte le strutture e i professionisti della sanità per abilitare smartworking ed esperienze di telemedicina. Inoltre, grazie alla collaborazione con INAIL, Microsoft ha reso in questi giorni disponibile il proprio Healthcare Bot, che può essere facilmente adottato o personalizzato da istituti di qualsiasi dimensione per affrontare la pandemia attraverso una migliore autovalutazione dei sintomi. Facendo leva sulla piattaforma cloud Azure e sull’Intelligenza Artificiale di Microsoft, il Chatbot integra set di informazioni sul Covid-19 in riferimento a valutazione del rischio, triage clinico, FAQ e metriche globali e può rispondere in modo interattivo alle domande dei pazienti e aiutarli a discernere le azioni da intraprendere, liberando così il tempo del personale medico e ospedaliero ed evitando rallentamenti nell’erogazione delle cure. A livello globale nell’ultimo mese il bot ha già offerto consulenza a 18 milioni di persone e gestito circa 160 milioni di messaggi. In dieci giorni sono quasi 10.000 le persone che ne hanno già beneficiato in Italia – con una mole di oltre 42.000 messaggi – riconoscendo l’utilità dello strumento (89%).Tra le prime realtà del Paese ad attivare il Chatbot per supportare le persone nell’autovalutazione dei sintomi del Coronavirus spicca l’Istituto Nazionale Malattie Infettive IRCCS “Lazzaro Spallanzani”, che sulla sua home page ha reso accessibile il nuovo assistente virtuale. Eccellenza in ambito virologia, lo Spallanzani è stato da subito in prima linea nella gestione dei primi casi di Covid-19 in Italia e ha ricevuto un sempre crescente numero di richieste da parte dei cittadini. Per riuscire a offrire risposte immediate e a garantire un servizio puntuale ai pazienti, ha quindi scelto di introdurre il Bot come canale informativo a disposizione di tutti gli utenti online. Grazie al supporto degli esperti Microsoft in collaborazione con il team IT, è stato possibile attivare la soluzione in poche ore senza defocalizzare le risorse interne dalle priorità del momento. Nella fase attuale il focus della struttura resta sul servizio ai pazienti e sulla gestione dell’emergenza sanitaria in corso: nel giro di pochi giorni il Bot si sta già rivelando utile per offrire indicazioni su come comportarsi in caso di sospetto Coronavirus e sulle precauzioni che tutti, in particolare i soggetti a rischio, devono adottare. Quando i tempi lo consentiranno, il progetto evolverà a più ampio raggio e si prevede già di arricchire il Bot con informazioni utili per l’utenza tipica dell’istituto, come ad esempio gli immunodepressi. Il bot è estremamente discreto e, nel massimo rispetto delle norme su sicurezza e privacy, consente di ottenere informazioni chiave in pochi click. Un supporto strategico non solo nella relazione con i pazienti, ma anche in una prospettiva più ampia di valorizzazione del patrimonio informativo per l’analisi epidemiologica e la sorveglianza sanitaria proattiva.
Il servizio Microsoft Healthcare Bot fa leva sull’AI per aiutare le strutture sanitarie a rispondere più efficientemente alle richieste, liberando così il tempo del personale medico e amministrativo alle prese con cure prioritarie. L’Healthcare Bot è un servizio scalabile, basato sul public cloud di Azure, che consente alle organizzazioni di sviluppare e implementare rapidamente bot abilitati dall’AI su siti o applicazioni, che possono offrire ai pazienti accesso personalizzato a informazioni sanitarie attraverso un’esperienza di conversazione naturale. Il Bot può essere facilmente customizzato per rispondere agli scenari e ai protocolli propri di ogni organizzazione. Per supportare le realtà sanitarie nella rapida adozione di Bot tarati sul COVID-19, Microsoft sta rendendo disponibile un set di template con risposte predefinite sulla nuova epidemia, che gli ospedali possono facilmente utilizzare e modificare: Valutazione del rischio COVID-19, Triage clinico COVID-19, Risposte aggiornate alle FAQ sul COVID-19, Metriche globali sul COVID-19. In linea con l’impegno di Microsoft in ambito Cybersecurity, il servizio offre massime garanzie di sicurezza e privacy in conformità con i più elevati standard di settore, come ISO 27001, 27018, CSA Gold e GDPR.

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Modelli di lavoro e trasformazione digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

Microsoft ha presentato oggi per la prima volta a Milano i risultati di un’indagine europea sull’evoluzione dei modelli di lavoro e sull’approccio di manager e dipendenti alla trasformazione digitale. Il cambiamento è la nuova normalità: il 95% dei dirigenti italiani ha dichiarato che la propria azienda è stata recentemente coinvolta in un processo d’innovazione, in primis di natura tecnologica (54%). E tra le sfide che le organizzazioni del nostro Paese hanno dovuto affrontare spicca proprio l’assenza di un’adeguata cultura tecnologica (50%), seguita dalla difficoltà di un vero cambiamento culturale (35%), due istanze strategiche per il successo di qualsiasi progetto di trasformazione digitale.Sebbene le persone facciano spesso fatica ad accettare i cambiamenti, dallo studio è emerso che migliorare la cultura sul posto di lavoro possa portare enormi benefici al business. Infatti, le aziende fondate su una “cultura dell’innovazione”, generalmente definita come cultura in cui si supportano e si promuovono nuove idee, hanno il triplo delle probabilità di raggiungere una crescita a doppia cifra: il 22% degli intervistati italiani delle aziende più innovative ha infatti dichiarato di aspettarsi una crescita a doppia cifra nel corso dei prossimi cinque anni, rispetto al 7% delle aziende meno innovative. Inoltre, queste aziende riescono ad attrarre e trattenere più facilmente i talenti: la maggior parte dei lavoratori di queste società (90%) intende restare in azienda, rispetto al 62% di chi lavora in organizzazioni con una cultura meno innovativa e che vede maggior turnover.
Secondo i risultati dell’indagine, il modo migliore per trasformare la cultura aziendale è cambiare le abitudini di lavoro e le modalità di relazione. Gli italiani hanno infatti dichiarato di sprecare il 59% del proprio tempo in riunioni ed email inutili, interruzioni non necessarie e ricerca delle informazioni. Lo studio ha evidenziato come un giusto mix di tecnologia avanzata per la produttività e la collaborazione e di cultura innovativa possa contribuire notevolmente a ottimizzare i tempi, aiutando i dipendenti a dedicarsi alle attività più importanti, a concentrarsi sui propri compiti e a realizzare il proprio potenziale. Gli italiani che hanno l’opportunità di lavorare in modo più fluido e focalizzato, e di conseguenza di rendere le proprie attività più efficienti, hanno tre volte più probabilità di essere felici sul posto di lavoro (58% vs 16%).Dall’analisi delle aziende più innovative emerge che un fattore importante, non solo per la produttività dei dipendenti, ma anche per la crescita del business, è la possibilità di collaborare in modo semplice ed efficace con colleghi, partner e clienti: il 90% degli intervistati italiani considera la collaborazione all’interno dei team di lavoro un elemento strategico per la crescita aziendale e l’88% crede che collaborare con i propri partner sia vitale per lo sviluppo del business.Nelle realtà più innovative, i tool di collaborazione semplificano lo scambio di informazioni e il coinvolgimento dei dipendenti nei processi decisionali: il 62% degli italiani che accedono a questi strumenti dichiara infatti di trovare semplice la condivisione di informazioni, contro il 20% di chi non vi accede, e il 54% afferma di organizzare facilmente riunioni, rispetto al 20% di chi non può avvalersi dei tool di collaborazione.Infine, una cultura innovativa aiuta i dipendenti a sentirsi liberi di esprimere la propria opinione (75% vs 42%) e accettare più serenamente di commettere errori (62% vs 37%), fattori che, in un mercato in rapida evoluzione, sono necessari per garantire l’innovazione, la creatività e la crescita, sia personale sia a livello aziendale. Una lezione che Microsoft ha imparato bene sotto la guida di Satya Nadella, come emerge dal libro “Hit Refresh”.

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Trasformazione digitale per le piccole e medie imprese delle regioni dell’arco alpino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2019

Con la regia di HIT-Hub Innovazione Trentino e la collaborazione del Digital Innovation Hub Trentino Alto-Adige e della Région Auvergne-Rhône-Alpes, la giornata di lavori dell’Alpine Forum on Smart Industry del 12 settembre si propone di dare una risposta a questa domanda.
“Il Forum porta all’attenzione tematiche di specifico interesse per imprese e intermediari dell’innovazione dell’area alpina, riferendosi alla montagna anche come luogo dove fare impresa e innovazione. Le tecnologie digitali offrono un contributo determinante per far crescere le piccole imprese anche se insediate in aree remote del territorio, per rendere efficienti i processi produttivi, per facilitare il loro inserimento in filiere produttive evolute” spiega Luca Mion, Responsabile innovazione e trasferimento tecnologico di HIT, ente promotore dell’evento.Perché il rilancio della montagna e della sua economia passano anche dall’innovazione delle sue imprese.
L’obiettivo di EUSALP è quello di promuovere la cooperazione tra le regioni dell’arco alpino e l’implementazione della strategia europea è affidata a 9 Gruppi d’Azione che operano su diversi obiettivi strategici. La Provincia autonoma di Trento è attiva in 8 gruppi di azione e Hub Innovazione Trentino rappresenta il Trentino nel Gruppo d’Azione 2 che, nel quadro del primo obiettivo strategico dedicato a “Crescita economica e Innovazione”, ha come obiettivo la crescita del potenziale economico dei settori strategici, con particolare attenzione alle opportunità per le PMI.

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Trasformazione digitale in Turchia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

Turkcell ed Airspan annunciano la prima implementazione di AirDensity per fornire copertura e capacità agli spazi interni più ristretti in Turchia, oltre che per estendere la copertura alle aree rurali e permettere lo sviluppo di soluzioni di prossima generazione, come i droni con funzione di celle volanti.AirDensity si basa sulla pluripremiata piattaforma AirUnity e fa parte del portafoglio Airspan di densificazione della rete, che conta circa mezzo milione di celle 4G implementate a livello mondiale. Si tratta di un’ulteriore prova del progresso realizzato nel quadro della cooperazione strategica annunciata il 23 febbraio 2017 tra Turkcell ed Airspan. Airspan supporta il consorzio 5G ‘Made in Turkey’ con un centro di ricerca e sviluppo nel Technopark di Istanbul e assicura un sostegno regionale alle implementazioni di Airspan.Turkcell implementa AirDensity, l’innovativa piccola cella totalmente wireless, per offrire un’esperienza utente davvero ottimale ai clienti residenziali e professionali, sviluppa rivoluzionarie applicazioni verticali e si conferma come operatore digitale leader in Turchia.Eliminando i tradizionali ostacoli all’implementazione, l’ampio portafoglio di soluzioni di densificazione della rete targate Airspan consentono a Turkcell di rispondere in pochi giorni alle proprie esigenze in materia di densificazione, rivoluzionando al contempo gli aspetti economici di tale implementazione.
AirDensity comprende l’innovativa tecnologia di auto-ottimizzazione pronta all’uso di Airspan che riduce a pochi minuti i tempi di messa in servizio, rispetto alle ore o ai giorni richiesti dalle soluzioni tradizionali, e che permette a Turkcell di implementare una rete a livello di ‘cell edge’ con capacità di auto-configurazione e di auto-riparazione.

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Invitalia fa squadra con Microsoft per la trasformazione digitale dell’Agenzia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2018

Invitalia e Microsoft hanno siglato un protocollo d’intesa finalizzato alla trasformazione digitale dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo: l’obiettivo è semplificare i processi interni e migliorare la qualità e la rapidità dei servizi per la concessione degli incentivi alle imprese. Invitalia potrà avvalersi della consulenza strategica di Microsoft per rinnovare la propria infrastruttura tecnologica e adottare nuove tecnologie di Cloud Computing e Intelligenza Artificiale per ottimizzare l’iter di valutazione ed erogazione dei finanziamenti nel segno di una maggiore rapidità e sicurezza. L’obiettivo è permettere agli utenti di interagire più facilmente con la piattaforma informatica dell’Agenzia per richiedere le agevolazioni, conoscere in tempo reale lo status della propria domanda di finanziamento – ad esempio attraverso app dedicate – e per partecipare agli eventi nei quali Invitalia orienta i potenziali beneficiari e spiega il funzionamento degli incentivi.
Inoltre una maggiore attenzione alla gestione e analisi di Big Data consentirà a Invitalia un’elaborazione più efficace delle informazioni e una maggiore proattività nell’individuare i target più adatti ai singoli incentivi.Nell’ambito del protocollo d’intesa, Invitalia e Microsoft creeranno insieme un Digital Lab, ovvero un centro di competenza per realizzare su cloud una piattaforma utile per l’Agenzia per svolgere azione di scouting sui territori ed eseguire analisi capaci di valutare la qualità e l’impatto delle misure adottate. A tal fine Microsoft metterà a disposizione i propri esperti e digital advisor per definire le strategie necessarie a sviluppare nuovi servizi, avviare test tecnici e creare progetti pilota. Contestualmente i tecnici di Invitalia avranno l’opportunità di frequentare percorsi di formazione professionale e vivere delle vere e proprie full immersion nel mondo della tecnologia nei centri Microsoft di Bruxelles, Redmond o Milano.Invitalia avrà inoltre la possibilità di sfruttare moderne soluzioni di collaborazione, sistemi gestionali e CRM come Microsoft 365 e Dynamics 365 e di far leva sulla piattaforma cloud Microsoft Azure, beneficiando dei tool di analisi, degli strumenti di machine learning e delle funzionalità di Artificial Intelligence integrate, con il vantaggio di godere di un’infrastruttura scalabile per gestire in modo flessibile i picchi legati alle campagne per gli incentivi, come già accaduto nel caso di Resto al Sud, l’incentivo per i giovani del Mezzogiorno che vogliono mettersi in proprio.

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Presentazione del volume “La Provincia di Torino. La sua trasformazione, i suoi Presidenti. E poi?

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

Torino mercoledì 13 giugno alle 16,30 nella Sala Consiglieri di Palazzo Cisterna presentazione del volume “La Provincia di Torino. La sua trasformazione, i suoi Presidenti. E poi? La Città metropolitana!?”, pubblicato per i tipi delle edizioni SGI e sotto l’egida della Consulta permanente dei Consiglieri della Provincia e della Città metropolitana di Torino. Dalla ricostruzione post-bellica alle difficoltà con cui è partita la nuova stagione amministrativa della Città metropolitana: potrebbe essere sintetizzato così l’itinerario storico e politico delineato da Giuseppe Cerchio, amministratore comunale, provinciale e regionale di lungo corso.
Oltre all’autore, a presentare il libro sarà il Presidente della Consulta, Marco Canavoso. Sono stati invitati a proporre la loro testimonianza alcuni ex Presidenti dell’Ente di area vasta. Quelle scritte da Cerchio, autorevole membro dell’assemblea di piazza Castello in diverse consiliature, sono pagine intense e vivaci, nelle quali sono ripercorse le trasformazioni dell’Ente torinese di area vasta, attraverso l’attività dei Presidenti che si sono succeduti alla sua guida dal 1951 – anno della prima elezione diretta del Consiglio provinciale – al 31 dicembre 2014. Dal 1° gennaio 2015 gran parte delle funzioni e delle competenze amministrative della Provincia sono passate alla Città Metropolitana, istituita con la Legge Delrio, con un delicato passaggio istituzionale che è tuttora in corso.Cerchio, dall’alto della sua esperienza amministrativa, esprime un giudizio severo sulla riforma degli Enti locali, peraltro condiviso da molte delle forze presenti nell’attuale panorama politico. La configurazione della Provincia torinese, osserva Cerchio, assunse nel dopoguerra una caratteristica particolare per la lungimiranza dei Presidenti che guidarono l’Ente a partire dal 1951. Il libro ripercorre le idee, i progetti e le azioni di uomini e donne come Giuseppe Grosso, Gianni Oberto, Elio Borgogno, Eugenio Maccari, Nicoletta Casiraghi, Luigi Sergio Ricca, Mercedes Bresso e Antonio Saitta, alle prese con sfide epocali: dal difficile superamento dell’isolamento geografico alla ricostruzione post- bellica, dal rapporto con la Fiat al conflitto di competenze con il potere centrale, dalle tensioni sociali dovute all’immigrazione alle emergenze e calamità naturali dovute alla fragilità del territorio. Il racconto inizia quindi con la figura dell’insigne docente universitario Giuseppe Grosso, che mise la sua competenza nelle discipline giuridiche al servizio di un Ente che scelse come missione prioritaria il superamento dell’isolamento e l’apertura di Torino e del suo territorio ai traffici europei. Il racconto si conclude con le due amministrazioni di Antonio Saitta, l’ultimo Presidente della Provincia, che fu tra i protagonisti nella fase di gestione delle Olimpiadi Invernali del 2006 e dell’eredità post-olimpica, ma anche delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e del confronto sul progetto del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione. L’ultimo capitolo è dedicato alla complessa e delicata fase di avvio della Città Metropolitana. L’autore indica quelle che a suo parere potrebbero essere l’identità e la missione del nuovo Ente, recuperando idee già presenti nel dibattito politico-amministrativo della Provincia in tema di mobilità sostenibile. Cerchio ritiene che la promozione della produzione e della diffusione delle auto a propulsione elettrica e a guida automatica troverebbe nel Torinese un terreno fertile, grazie a una filiera produttiva e tecnologica dell’automotive che da oltre un secolo è all’avanguardia a livello mondiale. L’ex consigliere provinciale ed ex assessore regionale al Lavoro conclude il suo libro con un appello agli attuali amministratori della Città metropolitana, affinché propongano alla Regione e alla Città di Torino un’alleanza strategica per costruire reti di interconnessione tra il mondo della ricerca scientifica e le imprese, in primis appunto nel settore della mobilità sostenibile. Cerchio propone quindi di elaborare un piano strategico per far ripartire un lavoro squadra, nel quale la Città metropolitana dovrebbe istituire un tavolo di lavoro e di confronto permanente con istituzioni, imprenditori, istituti finanziari ed imprese del settore della logistica.

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Il settore manifatturiero ottimista sulla trasformazione digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 Maggio 2018

Il settore manifatturiero italiano ha registrato un buon inizio del 2018, rilevando la crescita maggiore della produzione da inizio 2011 e uno degli aumenti maggiori dei nuovi ordini degli ultimi 18 anni, secondo gli ultimi dati riportati da Markit Economics.Riflettendo questa recente ripresa, la ricerca commissionata da Interoute, l’operatore proprietario di una piattaforma di servizi cloud globale, evidenzia infatti che il 68 per cento delle aziende del settore industria e ingegneria nutre fiducia verso questo driver di cambiamento. Questo dato è più elevato rispetto a quelli riscontrati in ogni altro settore, e superiore alla media europea, che è, invece, pari al 61 per cento.L’obiettivo principale delle aziende del settore manifatturiero, se si parla di digital transformation, è migliorare l’esperienza del cliente. Circa la metà (49 per cento) di queste realtà, infatti, segnala come priorità la customer experience, nel quadro dei programmi inerenti questa trasformazione. Il manifatturiero e il settore ingegneristico hanno dato maggiore peso a questo aspetto rispetto alle aziende di altri settori, come ad esempio quello legale (32 per cento), oppure turismo e trasporti (38 per cento). Queste aziende hanno sempre più necessità di una dorsale digitale che offra loro una connettività e una rete adatte al supporto di una collaborazione più intensa nel contesto della supply chain, e che consenta di fornire una esperienza di acquisto più piacevole ai propri clienti.
I risultati di questa ricerca sono estratti dal report The challenges facing European IT decision-makers engaged in digital business transformation, che analizza i fattori alla base dei processi decisionali in ambito IT, e i metodi utilizzati dai professionisti IT senior per prepararsi ai cambiamenti.

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