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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘fiscale’

Approvazione da parte del G20 dell’accordo sulla riforma fiscale internazionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

A seguito della riunione dei ministri delle Finanze del G20 il Commissario Gentiloni ha dichiarato: “L’approvazione da parte dei ministri delle Finanze del G20 segna un passo fondamentale verso l’attuazione della storica riforma fiscale globale concordata venerdì scorso. Con 136 giurisdizioni aderenti, tra cui tutti i membri del G20, tutti i membri dell’OCSE e tutti gli Stati membri dell’UE che fanno parte del quadro inclusivo, si tratta di una vera e propria rivoluzione fiscale. Uscendo dall’ombra della pandemia, abbiamo l’opportunità unica di ricostruire le nostre economie su basi nuove. Vogliamo vedere non una semplice ripresa, ma una nuova era di crescita sostenuta e sostenibile. I Pandora papers sono un’ulteriore conferma delle ingiustizie che caratterizzano oggi il nostro sistema economico. Le transizioni verde e digitale possono compiersi solo se basate sull’equità. Pertanto, questo nuovo sistema di tassazione globale delle società è una componente fondamentale del cambiamento di cui abbiamo bisogno: tutti devono pagare la giusta quota. Una volta che l’OCSE avrà messo a punto le norme tipo per il pilastro 2, la Commissione presenterà rapidamente una direttiva per l’attuazione nell’UE. Per quanto riguarda il pilastro 1, esamineremo attentamente se sia necessaria una direttiva per garantirne un’attuazione coerente ed efficace a livello dell’UE. La Commissione europea ha lavorato intensamente per portare avanti questo sforzo internazionale. Per arrivare a questo punto sono state necessarie scelte difficili per molti paesi, sia nell’UE che altrove. Uno spirito di compromesso e di interesse comune, in Europa e nel mondo, ci ha permesso di raggiungere questo obiettivo. Dobbiamo essere fieri di questo trionfo del multilateralismo. Ora dobbiamo procedere insieme e senza indugio.”

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Castelli: Lotta evasione fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

“Finalmente la situazione internazionale sul tema “lotta all’evasione” va migliorando e si sta diffondendo sempre di più il principio della trasparenza e della lealtà fiscale. In Italia lo abbiamo fatto, in questi anni, con importanti norme che ci stanno permettendo di recuperare ingenti risorse sulle più grandi frodi, e lo facciamo ogni giorno con l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza. Sono contenta dell’approccio della Germania, che con la Lista Dubai ha acquistato i dati di un intero sistema bancario e che ora, questi stessi dati, li mette a disposizioni di tutti i partner internazionali. Dati che noi, tra i primi, abbiamo richiesto e stiamo acquisendo e valutando. Proprio Agenzia delle Entrate, grazie a questi dati, ha avviato le verifiche necessarie ad appurare quanti non hanno dichiarato i capitali spostati all’estero, evadendo così nel nostro Paese. Secondo un rapporto UE, di qualche tempo fa, oltre confine potrebbero esserci almeno 142 miliardi incagliati. Anche per questo, GdF richiederà di acquisire la documentazione relativa ai trasferimenti, all’estero, di valuta superiore ai 15 mila euro. Lo Stato deve recuperare il gettito mancante, con tutti gli strumenti a disposizione, è un dovere primario per garantire equità sociale. Ma i contribuenti che non sono in regola possono, come ha ricordato il Prof. Tremonti, in un’intervista rilasciata oggi al Sole 24 Ore, ancora definire il loro rapporto, ricorrendo a quegli istituti deflattivi del contenzioso fiscale, come il ravvedimento operoso. Mettendo così, anche loro, al primo posto il principio di lealtà fiscale. Pagare tutti, perché tutti paghino meno. La riforma fiscale passa anche da qui”.Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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“Lotta all’evasione fiscale, soprattutto internazionale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

“Vanno fatti tutti i passi necessari, perché ogni euro sottratto al fisco è un euro sottratto alla collettività, e quindi ai servizi ai cittadini. Ma mentre in Italia gli strumenti ci sono, e stanno funzionando sempre meglio, c’è una dimensione estera su cui è necessario rafforzare tutte le azioni utili ad arginare il fenomeno dei paradisi fiscali. Come Italia dobbiamo acquisire velocemente i dati degli italiani che hanno trasferito fondi in altri Paesi. In questo senso mi sono attivata con gli Uffici.Va innanzitutto capito quanti hanno utilizzato questo metodo per evadere nel nostro Paese, e non per legittimi investimenti, e poi va messa l’Agenzia delle Entrate nelle condizioni di poter utilizzare tutte le informazioni di cui dispone.Recuperare gettito vuol dire avere risorse per abbassare la pressione fiscale a cittadini e imprese. E questo percorso va fatto parallelamente al processo di riforma che lo renderà sempre più giusto, trasparente e semplice”.Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Cinque lezioni apprese dalla pandemia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

A cura di Luca Paolini, Chief Strategist di Pictet Asset Management. Ogni shock globale lascia un’eredità. La crisi legata al COVID-19 non fa eccezione. Anche se ci vorrà un po’ di tempo prima che gli investitori comprendano veramente gli effetti della pandemia, è già chiaro che questa ha trasformato per sempre la politica monetaria e fiscale. Le banche centrali hanno abbandonato l’ortodossia monetaria mentre istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale, in passato devote sostenitrici della disciplina fiscale, stanno spingendo i governi a spendere liberamente. Il consiglio è stato seguito alla lettera: nel 2020 sono stati erogati stimoli fiscali d’emergenza pari a circa 12.000 miliardi di dollari, ovvero il 14% del PIL mondiale. Anche la Germania, una nazione la cui reputazione in materia di conservatorismo fiscale è ben espressa dalla sua politica dello schwarzer null (ossia di zero deficit), ha preso atto del fatto che l’austerità non funziona più. Ha sospeso la clausola costituzionale di freno all’indebitamento e sostenuto attivamente l’allentamento dei vincoli di bilancio dell’Unione Europea, aprendo la strada al piano di ripresa senza precedenti dell’UE (si veda di seguito). L’aumento della spesa pubblica è stato accompagnato dal ritorno del “Big Government”. Anche in Paesi più liberisti, come Stati Uniti e Regno Unito, i governi hanno salvato alcuni settori, offerto integrazioni salariali (cassa integrazione) e sussidi di disoccupazione estremamente generosi e bonus vacanze. Sarà difficile abbandonare tali politiche. Piuttosto, è più probabile che nasca un nuovo Contratto sociale, che comporterà un intervento statale più marcato, una maggiore ridistribuzione e diritti dei lavoratori più estesi. La pandemia ha dato vita a una nuova era di estremo e innovativo allentamento monetario. Sfidando chi sosteneva che fossero rimaste a corto di munizioni, le banche centrali mondiali hanno fornito stimoli per 8.800 miliardi di dollari lo scorso anno, quasi il triplo rispetto a quanto offerto durante la crisi finanziaria globale. La Federal Reserve statunitense, ad esempio, il 23 marzo ha lanciato un programma per l’acquisto diretto di obbligazioni societarie, comprese quelle declassate a “titoli spazzatura” a seguito della pandemia. Ciò ha segnato la fine del mercato ribassista, preannunciando un insolito boom di emissioni di debito societario durante una recessione. L’economia statunitense pare destinata a uscire dal 2020 relativamente indenne, con una produzione in calo solo del 3% rispetto al 2019 – una perdita che è in linea con le precedenti recessioni. La ripresa della Cina è stata ancora più impressionante, con l’attività economica che è tornata al di sopra dei livelli pre-pandemici in quasi tutti i settori. Una recessione prolungata causata da shock sistemici è difficile da affrontare per i mercati. Lascia cicatrici profonde, come una maggiore disoccupazione a lungo termine, insolvenze e crediti inesigibili: problemi la cui risoluzione può richiedere anni. I crolli causati da shock esogeni di breve durata, come le catastrofi naturali, possono essere meno problematici per gli investitori, purché sia messo in atto il giusto mix di politiche. Nel 2020, gli investitori hanno assistito a uno shock temporaneo (brusco calo degli utili societari) eclissato da un calo permanente dei rendimenti obbligazionari (e, come effetto di ciò, multipli degli utili più elevati) e da una conseguente risalita dei mercati azionari. Ciò che conta di più per i mercati finanziari in tali circostanze è la direzione di marcia dell’economia, più che il ritmo della sua espansione. I segnali di una ripresa nascente erano già evidenti ad aprile e con essi i mercati finanziari hanno riscoperto il loro ottimismo.
Con l’abbattersi della pandemia sull’economia globale e sui mercati finanziari, un trend ha dimostrato davvero tutta la sua forza: la crescita dell’investimento responsabile. Gli investitori hanno ritirato una quantità significativa di denaro dagli investimenti azionari tradizionali durante la fase peggiore della crisi, ciononostante gli ETF che integravano fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno registrato oltre 265 miliardi di dollari in flussi netti a livello globale, in rialzo di oltre cinque volte rispetto al 2019, secondo l’Institute of International Finance. Alla fine dell’anno, gli attivi detenuti dai fondi ESG globali hanno superato i 13.000 miliardi di dollari in tutti i tipi di investimento. Il COVID-19 non solo ha messo a nudo la portata delle disuguaglianze sociali ed economiche, ma ha anche messo in guardia i governi sulla necessità di uno sforzo globale coordinato per affrontare le minacce esistenti, come il cambiamento climatico. L’Europa, gli Stati Uniti (sotto la nuova amministrazione Biden) e la Cina si sono impegnati tutti a raggiungere obiettivi più ambiziosi in termini di riduzione delle emissioni di carbonio. Ciò rientra in un passaggio più generale verso un capitalismo responsabile, capace di dare priorità agli stakeholder rispetto agli azionisti e ai criteri ESG rispetto agli EPS (utili per azione). È un trend che nessun investitore può permettersi di ignorare. (abstract)

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Bonus fiscali sulla casa 2020/2021, guida pratica

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Per il 2021 sono state confermate le detrazioni fiscali sugli interventi edilizi, sia quella del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica -e le altre collegate- sia quella del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, come anche il BONUS MOBILI il BONUS VERDE e il BONUS FACCIATE.
La detrazione del 110% introdotta nel corso del 2020 dal decreto rilancio è stata prorogata fino a Giugno 2022.
Questo l’elenco dei bonus dettagliati nella scheda pratica Bonus fiscali sulla casa 2020/2021 (ristrutturazioni al 50%, risparmio energetico al 65%, superbonus 110%, bonus mobili, bonus verde, bonus facciate): https://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2016+bonus+fiscali+sulla+casa+detrazioni_23887.php
DETRAZIONE 50% SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE, BONUS MOBILI E BONUS VERDE
DETRAZIONE 65% SUGLI INTERVENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO (ECOBONUS)
DETRAZIONE 90% RIFACIMENTO FACCIATE (BONUS FACCIATE)
DETRAZIONE 110% (SUPERBONUS) Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

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Web tax: Serracchiani, è istanza di giustizia fiscale

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

“Il presidente Gentiloni ha evidenziato un’istanza di giustizia fiscale su cui il Governo italiano ha una posizione apprezzabile, che deve essere sostenuta dal più ampio accordo politico nell’interesse del Paese e dei cittadini. Le multinazionali del web non possono continuare a esistere virtualmente dal punto di vista fiscale mentre i loro profitti si moltiplicano molto concretamente, magari traendo vantaggio dal Covid, da chiusure di negozi tradizionali, da interruzione di spostamenti o da discutibili condizioni contrattuali per i lavoratori”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani, in merito alla “digital tax europea” di cui ha parlato il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni, in audizione alle commissioni riunite Finanze e Politiche Ue della Camera.

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Elezioni USA, l’economia spera nello stimolo fiscale (e nel vaccino)

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

Sintesi del webcast con gli Specialist Investment Manager di Franklin Templeton, “Mega Trends Accelerate”, del 20 ottobre 2020. Alle soglie delle elezioni presidenziali più inusuali della storia, gli investitori si interrogano su quale futuro attende l’economia e i mercati finanziari americani. Tanto i dati economici quanto quelli sanitari inviano segnali contrastanti: fattori come il reddito disponibile e le vendite retail suggeriscono una ripresa a “V”, ma al momento le perdite in termini di posti di lavoro sono state riassorbite solo in parte; allo stesso tempo, pur avvicinandosi la data di un eventuale vaccino, la seconda ondata di Covid-19 in Europa mostra quanto il virus possa ancora far male anche lì doveva aveva già colpito con forza. Sul fronte economico, un nuovo pacchetto di stimoli sarebbe più che necessario, ma difficilmente sarà approvato prima delle elezioni. Bisognerà dunque attendere l’esito della tornata elettorale prima di vedere nuove misure a sostegno dell’economia. Su questo argomento, Julien Scholnick, Portfolio Manager di Western Asset, ritiene che lo stimolo fiscale ci sarà, indipendentemente da chi vincerà: “In caso di una netta vittoria Dem ci si attende però un pacchetto più consistente rispetto a un secondo mandato Trump. D’altro canto, con una presidenza Biden arriveranno – prima o poi – anche maggiori tasse e regolamentazione, che potrebbero in parte contrastare la spinta derivante dallo stimolo fiscale. Per questo è difficile determinare la reazione dei mercati.”Di sicuro non mancherà la volatilità, e per questo Western Asset ha costruito portafogli in grado di sopportare qualsiasi scenario: “Dobbiamo comunque tenere sempre a mente che una qualche forma di stimolo fiscale arriverà, e che la politica monetaria continuerà ad essere di supporto per gli asset di rischio. Per questo manteniamo una posizione leggermente sovrappesata sui prodotti a spread e sulla duration, consapevoli che un aumento dell’inflazione è piuttosto improbabile.” Jeff Schulze, Investment Strategist di ClearBridge Investments, sottolinea alcune indicazioni derivanti dalla storia delle presidenziali USA. Ad esempio, gli unici tre presidenti non rieletti per un secondo mandato – Bush, Carter e Ford – sono stati anche i soli ad aver avuto una recessione e un aumento della disoccupazione nei due anni precedenti la tornata elettorale. Allo stesso tempo però, contano molto le tasche degli americani: in genere l’incumbent non è stato rieletto quando il reddito reale disponibile pro capite è cresciuto meno dell’1% nell’anno elettorale. Ma nel 2020, grazie agli stimoli fiscali, il reddito reale disponibile pro capite è cresciuto notevolmente, il che è di buon auspicio per Trump. Trump può sperare anche in un altro ricorso storico: in genere quando lo S&P 500 è cresciuto nei 3 mesi precedenti la tornata elettorale, il partito in controllo della Casa Bianca ha vinto le elezioni. Ciò è stato sempre vero dal 1986 in poi, e nell’86% dei casi dal 1936 in poi (grafico 3). Detto ciò, i sondaggi al momento contraddicono questa previsione. Chiaramente, che vinca Biden o Trump, il fattore chiave per la ripartenza sarà sempre legato all’andamento della pandemia, e dunque alla disponibilità di un vaccino.

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Riforma fiscale per migliorare equità e ridurre prelievo

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

“L’avvio di un’ampia riforma fiscale costituisce uno dei punti fondamentali del quadro di finanza pubblica programmatico. Gli obiettivi sono chiari: migliorare l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario, ridurre il prelievo”. Lo ha detto oggi la senatrice Tatjana Rojc (Pd), intervenendo in commissione Finanze sulla Nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza), la Nadef.Ricordando che “tra i disegni di legge collegati alla manovra è inserito un provvedimento per lo sviluppo delle filiere e per favorire l’aggregazione tra imprese”, Rojc ha anche indicato che “il credito alle imprese è cresciuto del 4,4 per cento” e che “sono oggetto di moratoria circa 323 miliardi di cui 179 riguardano linee di credito e prestiti a Pmi”.A proposito dei Non Performing Loans (NPL), la senatrice ha giudicato “ampiamente matura la decisione di costituire un organismo pubblico che acquisti i crediti deteriorati, in modo da determinare il prezzo di cessione senza “svendere” i beni dati in garanzia”.

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Evasione fiscale: problema irrisolto

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Secondo i dati riportati dall’Ansa, contenuti in un rapporto della Corte dei Conti, per il recupero coattivo di imposte per i grandi contribuenti e per le iscrizioni a ruolo sopra i 100mila euro l’incasso medio si ferma al 2,7%. A fronte di 302,9 miliardi di imposte da riscuotere, infatti, l’incasso è stato di 8,2 miliardi, il 2,7%.”Dati a dir poco sconfortanti che dimostrano che l’evasione resta il problema irrisolto di questo Paese, nonostante i proclami e la miriade di provvedimenti varati dai vari Governi, che finora sono serviti soprattutto a complicare la vita al contribuente onesto o a perseguire chi, versando in difficoltà economica, non riesce a pagare le imposte perché non arriva più a fine mese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Poco o nulla si è fatto contro i grandi evasori o contro l’elusione fiscale, praticata soprattutto dalle grandi aziende. Ora, considerata l’emergenza Coronavirus ed il buco di bilancio che si sta creando, speriamo che a pagare non siano i soliti noti, ossia lavoratori dipendenti e pensionati” conclude Dona.

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Riforma fiscale: occorre abbassare le tasse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

“L’obiettivo di un’economia liberale che non intenda farsi fagocitare dalla finanza e voglia puntare su sviluppo, lavoro e lotta alla povertà è aumentare la ricchezza. Non ci sono alternative.
Per farlo occorre rilanciare l’impresa e affiancarle uno Stato che la renda competitiva seguendo due direttrici: diminuzione delle tasse e realizzazione di infrastrutture su cui corrano servizi efficienti. La lotta all’evasione e all’elusione è importante ma diventa efficace solo quando si creano le condizioni della crescita che danno consenso sociale al rigore. Nella decrescita esplode l’illegalità. Sono latitanti nella riforma fiscale evocata dal Ministro Gualtieri gli strumenti per l’aumento della ricchezza e per la produzione di lavoro. Non può esserci riforma se non s’interviene con decisione sul cuneo fiscale, sul quoziente familiare, sull’abbassamento di tasse e imposte per le aziende, sulla creazione di aree speciali. È difficile, anzi impossibile, competere con i partner europei se il nostro sistema ci impone di lavorare da gennaio a settembre solo per pagare le tasse. Oggi la crisi determinata dalla pandemia ci consente un salto di livello attraverso l’immissione di risorse economiche straordinarie Che devono però essere indirizzate per rivoluzionare il sistema fiscale italiano, del tutto incompatibile con i due obiettivi citati: ricchezza e lavoro”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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La riforma fiscale si può attuare in tempi brevi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

Può produrre risultati quasi immediati, dando respiro a cittadini e imprese e favorendo la ripresa dell’economia. Apprezziamo quindi la scelta del Governo di includerla nel Programma Nazionale di Riforma e ci auguriamo che diventi una delle priorità dei prossimi mesi. Il ministro Gualtieri ha dichiarato di voler migliorare l’equità e l’efficienza del fisco e di ridurre le aliquote effettive sui redditi da lavoro, aumentando la propensione a investire per creare reddito e occupazione. Ci auguriamo che il tavolo di confronto istituzionale sulla riforma, annunciato dal premier Conte, possa tradurre presto questi obiettivi in proposte concrete per sottoporle al vaglio del Parlamento e delle parti sociali. Noi di Soggetto Giuridico crediamo che la ripartenza della nostra economia dipenda in buona parte da come sarà disegnata la riforma fiscale. Per mantenere fede agli annunci, è necessario approvare misure coerenti con gli obiettivi di introdurre maggiore equità e tutelare i ceti meno abbienti. La crisi sanitaria ha allargato il divario esistente tra le classi sociali, favorendo l’ulteriore concentrazione della ricchezza. E’ un fenomeno a cui assistiamo ormai da anni, che rischia di impedire l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica, economica e sociale. Ci sono insomma motivi sufficienti per essere ambiziosi e ridisegnare il fisco italiano, non limitandosi alla sola rimodulazione dell’Irpef.

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Urgente riforma fiscale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

“Sono contenta che anche per la Corte dei Conti sia urgente una riforma fiscale, finalizzata alla riduzione delle tasse. Non possiamo più aspettare, se vogliamo far ripartire realmente il Paese. Gli interventi, auspicati anche dalla Corte, devono essere organici, coordinati e strutturati all’interno di un quadro di visione prospettica. Dobbiamo intervenire ulteriormente anche a sostegno delle imprese, per una corposa decontribuzione in favore di chi sostiene l’occupazione. I cittadini e le aziende, che in questa fase sono chiamate anche a riprogrammare la loro attività post Covid-19, devono sapere con chiarezza quali saranno le regole del gioco per i prossimi decenni. Solo così potremo attrarre investimenti nel nostro Paese”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta le affermazioni del Procuratore generale della Corte dei Conti, Fausta Di Grazia, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato.

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“La “moneta fiscale” è una opportunità per il Paese?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Può aiutare le imprese a “bancare” i propri crediti senza incidere sul debito pubblico?” Su questo tema fondamentale per il rilancio del sistema Italia si è svolto un serrato approfondimento promosso da Fratelli d’Italia in un web meeting a cui hanno partecipato con diversi economisti promotori della Moneta Fiscale , Marco Cattaneo, Massimo Costa, Sylos Labini e Biagio Bossone, anche i responsabili economici e fiscali delle principali associazioni d’impresa, tra le quali Confcommercio, Confagricoltura,Confartigianato, Confesercenti, Cna, confindustria e Casartigani. Un confronto senza pregiudizi con la sola volontà di capire come meglio possa dispiegarsi l’iniziativa, quale le potenzialità e quali gli eventuali rischi, promosso da Adolfo Urso, senatore di FdI e responsabile del Dipartimento Impresa e Attività produttive, e di Andrea de Bertoldi, senatore di FdI e Segretario della commissione Finanze del Senato. “Ciò rappresenta – hanno sostenuto i due senatori di Fratelli d’Italia – una modalità di ascolto e di rappresentanza che il nostro partito intende attuare in ogni ambito con le forze produttive sui temi di maggior interesse per lo sviluppo economico della Nazione. La moneta fiscale, cioè la cartolarizzazione dei crediti di imposta, che permetterebbe una facile circolazione e bancabilità di tali crediti, potrebbe permettere infatti all’Italia una maggiore capacità propulsiva nella propria politica economica, e ciò risulta quanto mai attuale in questo momento anche per le rinnovate caratteristiche di cedibilità, che i decreti covid attraverso gli eco bonus attribuiscono ai crediti di imposta”. “Sono emerse potenzialità ma anche aspetti critici che sarà nostro dovere approfondire. Gli Stati Generali della economia si fanno ogni giorno in un rapporto fecondo e costruttivo e continuativo con le forze produttive” – hanno concluso i due senatori di Fratelli d’Italia.

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“I tempi sono maturi per una seria riforma fiscale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 Maggio 2020

“Porterà con sé un ulteriore abbassamento delle tasse. Ha ragione il Direttore dell’Agenzia delle Entrate quando dice che serve riordinare tutte le norme esistenti in materia tributaria, semplificandole il più possibile. Proseguiremo anche nel lavoro di “ripulitura” del bilancio dello Stato, che ho avviato nel 2018 con lo stralcio delle cartelle, sotto 1.000 €, che mai sarebbero state riscosse.
Il lavoro che stiamo facendo per semplificare la vita al contribuente, anche attraverso la dichiarazione dei redditi pre-compilata, vedrà un ulteriore sprint nel prossimo Decreto “Semplificazioni”, cui stiamo lavorando in queste settimane. Con procedure e regole semplici, il cittadino può facilmente adempiere, e le Amministrazioni dello Stato effettuare i controlli e recuperare le somme evase. Fatturazione elettronica e scontrino elettronico, appena entrerà completamente a regime, ci aiutano moltissimo in questo. Come far dialogare tra loro tutte le banche dati della PA, serve maggiore digitalizzazione e quindi un’accelerazione sui processi di identificazione digitale dei contribuenti, oltre alle notifiche digitali che abbattono i costi di gestione e semplificano la vita a ciascuno di noi. Questa rivoluzione è già partita con l’app IO, ora si tratta di portarla a termine.E poi, destinando all’abbassamento della pressione fiscale il gettito recuperato dalla lotta all’evasione, ci diamo un obiettivo per la prossima Legge di Bilancio, che si può riassumere in “pagare meno, pagare tutti”.” Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post.

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Per un vero rilancio occorre una riforma fiscale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Maggio 2020

Lo stanziamento di risorse a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio può offrire sollievo nel breve periodo alla nostra economia, ma non affronta i nodi strutturali che ne rallentano lo sviluppo. Con l’ultimo provvedimento il Governo ha fatto un passo avanti, introducendo misure che non si limitano a concedere alle imprese la possibilità di accedere al credito bancario con garanzia dello Stato. E’ tuttavia necessario maggiore coraggio per introdurre innovazioni che possano giovare alla nostro sistema produttivo anche nel medio e lungo periodo.Promuovere lo sviluppo su un arco temporale più esteso è possibile solo grazie a cambiamenti strutturali e duraturi. Per questo noi di Soggetto Giuridico sosteniamo, tra le altre misure, soluzioni quali l’abolizione abolizione dell’Irap, dell’imposta di bollo e della tassa di proprietà degli auto-moto veicoli. Riteniamo inoltre necessaria una consistente riduzione dell’Irpef, soprattutto per le fasce meno abbienti.La tutela di famiglie e lavoratori dovrà essere rinforzata. La proroga di cinque mesi dello stop ai licenziamenti collettivi rischia infatti di rimandare soltanto il problema se non sarà integrata da altre misure a favore dei lavoratori e delle imprese. Chiediamo quindi al Governo di andare oltre l’emergenza e di adottare un approccio lungimirante, per cominciare a curare ora problemi che affliggevano la nostra economia anche prima della crisi in corso.

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Riduzione del cuneo fiscale

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Così come prevista da questo governo, è la terza misura assistenziale dopo gli ‘ottanta euro’ di Renzi ed il reddito di cittadinanza giallo verde, e non rappresenta affatto una misura per lo sviluppo e la tanto necessaria ripresa dell’Economia nazionale. Il presidente dell’Inps Tridico, che nel corso della sua audizione in Commissione Finanze ha richiamato gli anni ’80, farebbe bene a rievocarli non tanto per il calo delle diseguaglianze quanto, piuttosto, per il ritorno a provvedimenti di assistenzialismo in deficit per ben 23 miliardi nello stile del ‘panem et circenses’. Politiche che hanno indebitato l’Italia e che ora sono in gran voga nei governi della Sinistra. Si consuma, inoltre, l’ennesima iniquità e sperequazione nei confronti dei lavoratori autonomi e delle partite Iva in genere, cioè dei produttori di ricchezza e lavoro, che vengono costantemente ignorati e finanche penalizzati dal governo, come peraltro evidenziato, dati alla mano, dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione Finanze e Tesoro Andrea de Bertoldi al termine delle audizioni in Commissione sulla riduzione del cuneo fiscale.

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Redditi da lavoro e pressione fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Un tema attualmente al centro dell’agenda politica sul quale bisogna agire considerando che è già in atto ed evidente una riduzione della forbice tra i redditi da lavoro. Riduzione in gran parte avvenuta non solo grazie al positivo taglio del prelievo agli stipendi medio-bassi ma anche a causa dell’aumento delle imposte su quelli medio-alti.Nel periodo che va dal 2008 al 2019, il prelievo (Irpef + addizionali) è aumentato per i dirigenti (retribuzione annua lorda media 100mila euro) e per i quadri (54mila €) rispettivamente del +2,3 e +2,5% ed è diminuito per gli impiegati (31mila €) e gli operai (25mila €) del -20,7 e -47,95%. L’incidenza di Irpef e addizionali sulla retribuzione imponibile, cioè l’aliquota media, è passata dal 2008 al 2019 dal 38 al 38,9% per i dirigenti, dal 32,2 al 33% per i quadri, dal 20,9 al 16,6% per gli impiegati e dal 15,7 all’8,2% per gli operai.Nel periodo in esame, la forbice tra la retribuzione media annua lorda di un dirigente e quella di un operaio è restata pari a 6,7 volte, ma quella calcolata sulla retribuzione netta si è abbassata da 4,9 volte del 2008 a 4,4 volte del 2019. Oltre al travisato aumento delle diseguaglianze, che di fatto riguarda in alto uno sparuto gruppetto di persone e nel caso i patrimoni, c’è e reale in Italia un progressivo impoverimento della cosiddetta “classe media”, cioè di quel ceto produttivo composto da professionisti, manager, insegnanti, impiegati, piccoli imprenditori, che ha rappresentato storicamente il fulcro della democrazia rappresentativa e della crescita inclusiva.Lo confermano, oltre ai dati già esposti anche, i risultati delle indagini condotte dalla Banca d’Italia nel periodo 2002-2016, da cui emerge che le retribuzioni nette di dirigenti pubblici e privati, di quadri e impiegati direttivi si sono accresciute del 26% a prezzi correnti, cioè ad un tasso più contenuto di quello stimato per il complesso dei lavoratori dipendenti (+32%).L’urgente la realizzazione di una riforma della fiscalità e in particolare dei meccanismi di progressione delle aliquote Irpef deve quindi andare nel segno della semplificazione e della giusta progressività, per rendere il sistema più giusto, efficiente, equo e coerente con i principi di solidarietà e di uguaglianza. In questo senso – per tutti, ma soprattutto per chi già paga tanto e troppo, oltre a non andare oltre una soglia già eccessiva – serve dare messaggi sul fronte della riduzione della spesa e del recupero dell’evasione e prevedere di reperire eventuali ulteriori risorse non sui redditi da lavoro, ma altrove.“L’obiettivo ultimo del legislatore – ricorda Guido Carella presidente di Manageritalia – deve essere quello, in primis, di tutelare le categorie meno abbienti senza colpire, va sottolineato, i redditi da lavoro medio-alti già tartassati. Non ci stancheremo mai di dire che non si può far pagare sempre e sempre di più alle stesse categorie”. “Soprattutto – chiude Carella – occorre pensare ad innescare una vera e strutturale crescita dell’economia, senza la quale i redditi resteranno sempre al palo o scenderanno e ogni anno si ripresenterà il problema e “lo spettro” di una spesa pubblica difficilmente sostenibile e di una pressione fiscale elevata e concentrata su pochi cittadini, con il rischio di compromettere la tenuta complessiva del welfare state”.

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Il 2018 sarà per l’Italia l’anno della grande stangata fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 Maggio 2017

fisco2005aQuesto, in sintesi, è quanto si legge nelle raccomandazioni della Commissione europea appena inviate al governo italiano. Bruxelles ha infatti avvertito l’Italia che nel 2018 lo sforzo fiscale dovrà essere ‘sostanziale’, per poter rimanere in linea con i parametri europei. La richiesta della Commissione non lascia alcun dubbio: aumentare la tassazione indiretta e quella sulla proprietà privata. Ovvero, un vero e proprio avallo europeo a far scattare la clausola di salvaguardia sull’aumento dell’Iva a partire dal 1° gennaio 2018 e una richiesta esplicita di reintrodurre la tassazione sulla prima casa.Non solo. Viene richiesto al governo di tagliare le spese fiscali e riformare il catasto, due misure che si traducono in un ulteriore aumento della pressione fiscale su famiglie e imprese, già ad un livello record.Insomma, nel 2018 gli italiani saranno investiti da un nuovo tsunami fiscale, che provocherà una nuova riduzione dei consumi, metterà ancora più in crisi il già esausto settore edilizio e metterà in pericolo gli obiettivi di crescita e occupazione. Ma non è tutto. La Commissione europea chiede anche al governo italiano di fare tutte le riforme scritte nel Def dello scorso aprile: riforma della giustizia civile, riforma della legislazione relativa ai dipendenti pubblici, riduzione della corruzione, aumento dell’efficienza delle società pubbliche, accelerare la riforma della concorrenza. Durissima anche la richiesta di smaltire nel più breve tempo possibile la montagna di crediti inesigibili del settore bancario, sul quale l’esecutivo è stato completamente fermo per mesi. E poi, ancora, rafforzamento della fatturazione elettronica, della contrattazione decentralizzata e introduzione di misure per il contrasto alla povertà, che in Italia riguarda ormai milioni di famiglie. Una lista chilometrica di cose da fare in breve tempo, se si vuole evitare la resa dei conti con Bruxelles il prossimo anno.Ci chiediamo come farà il governo Gentiloni e il suo fido ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, azzoppato dalle lotte interne al Partito democratico, a rispettare l’agenda delle riforme imposta da Bruxelles. Anche perché sono anni che le rinvia. L’Europa oggi ci ha detto che è stufa di aspettare”.

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Famiglie, lavoro domestico e sostegno fiscale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 Maggio 2017

fisco2005a“A fronte degli emendamenti presentati alla manovra – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – sono molte le proposte per la sostituzione dei voucher, tuttavia ciò che manca è una politica fiscale adeguata a sostenere le 900 mila famiglie con contratto regolare che ogni anno si fanno carico di circa 7 miliardi di spesa per l’assistenza”.
“Dunque se da un lato apprezziamo l’attenzione al settore – continua la nota – e la varietà delle proposte tra cui i “coupon per il lavoro breve”, la “card” per il lavoro saltuario e anche un “libretto famiglia” (tutti strumenti per pagare le prestazioni occasionali di colf, badanti e baby-sitter temporanee) dall’altro riteniamo che serva uno sforzo maggiore per delineare delle iniziative di più ampio respiro in grado aiutare concretamente i datori di lavoro domestico nei conti del bilancio familiare”.
“Tutte le misure presentate sono rivolte, infatti, ad esigenze sporadiche delle famiglie datori di lavoro domestico – spiega Gasparrini – quelle coperte dagli ex-buoni lavoro e che in 8 anni hanno inciso solo per il 3,3% sul totale dei voucher venduti”.

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