Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘fiscale’

Riforma fiscale per migliorare equità e ridurre prelievo

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

“L’avvio di un’ampia riforma fiscale costituisce uno dei punti fondamentali del quadro di finanza pubblica programmatico. Gli obiettivi sono chiari: migliorare l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario, ridurre il prelievo”. Lo ha detto oggi la senatrice Tatjana Rojc (Pd), intervenendo in commissione Finanze sulla Nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza), la Nadef.Ricordando che “tra i disegni di legge collegati alla manovra è inserito un provvedimento per lo sviluppo delle filiere e per favorire l’aggregazione tra imprese”, Rojc ha anche indicato che “il credito alle imprese è cresciuto del 4,4 per cento” e che “sono oggetto di moratoria circa 323 miliardi di cui 179 riguardano linee di credito e prestiti a Pmi”.A proposito dei Non Performing Loans (NPL), la senatrice ha giudicato “ampiamente matura la decisione di costituire un organismo pubblico che acquisti i crediti deteriorati, in modo da determinare il prezzo di cessione senza “svendere” i beni dati in garanzia”.

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Evasione fiscale: problema irrisolto

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Secondo i dati riportati dall’Ansa, contenuti in un rapporto della Corte dei Conti, per il recupero coattivo di imposte per i grandi contribuenti e per le iscrizioni a ruolo sopra i 100mila euro l’incasso medio si ferma al 2,7%. A fronte di 302,9 miliardi di imposte da riscuotere, infatti, l’incasso è stato di 8,2 miliardi, il 2,7%.”Dati a dir poco sconfortanti che dimostrano che l’evasione resta il problema irrisolto di questo Paese, nonostante i proclami e la miriade di provvedimenti varati dai vari Governi, che finora sono serviti soprattutto a complicare la vita al contribuente onesto o a perseguire chi, versando in difficoltà economica, non riesce a pagare le imposte perché non arriva più a fine mese” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Poco o nulla si è fatto contro i grandi evasori o contro l’elusione fiscale, praticata soprattutto dalle grandi aziende. Ora, considerata l’emergenza Coronavirus ed il buco di bilancio che si sta creando, speriamo che a pagare non siano i soliti noti, ossia lavoratori dipendenti e pensionati” conclude Dona.

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Riforma fiscale: occorre abbassare le tasse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

“L’obiettivo di un’economia liberale che non intenda farsi fagocitare dalla finanza e voglia puntare su sviluppo, lavoro e lotta alla povertà è aumentare la ricchezza. Non ci sono alternative.
Per farlo occorre rilanciare l’impresa e affiancarle uno Stato che la renda competitiva seguendo due direttrici: diminuzione delle tasse e realizzazione di infrastrutture su cui corrano servizi efficienti. La lotta all’evasione e all’elusione è importante ma diventa efficace solo quando si creano le condizioni della crescita che danno consenso sociale al rigore. Nella decrescita esplode l’illegalità. Sono latitanti nella riforma fiscale evocata dal Ministro Gualtieri gli strumenti per l’aumento della ricchezza e per la produzione di lavoro. Non può esserci riforma se non s’interviene con decisione sul cuneo fiscale, sul quoziente familiare, sull’abbassamento di tasse e imposte per le aziende, sulla creazione di aree speciali. È difficile, anzi impossibile, competere con i partner europei se il nostro sistema ci impone di lavorare da gennaio a settembre solo per pagare le tasse. Oggi la crisi determinata dalla pandemia ci consente un salto di livello attraverso l’immissione di risorse economiche straordinarie Che devono però essere indirizzate per rivoluzionare il sistema fiscale italiano, del tutto incompatibile con i due obiettivi citati: ricchezza e lavoro”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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La riforma fiscale si può attuare in tempi brevi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

Può produrre risultati quasi immediati, dando respiro a cittadini e imprese e favorendo la ripresa dell’economia. Apprezziamo quindi la scelta del Governo di includerla nel Programma Nazionale di Riforma e ci auguriamo che diventi una delle priorità dei prossimi mesi. Il ministro Gualtieri ha dichiarato di voler migliorare l’equità e l’efficienza del fisco e di ridurre le aliquote effettive sui redditi da lavoro, aumentando la propensione a investire per creare reddito e occupazione. Ci auguriamo che il tavolo di confronto istituzionale sulla riforma, annunciato dal premier Conte, possa tradurre presto questi obiettivi in proposte concrete per sottoporle al vaglio del Parlamento e delle parti sociali. Noi di Soggetto Giuridico crediamo che la ripartenza della nostra economia dipenda in buona parte da come sarà disegnata la riforma fiscale. Per mantenere fede agli annunci, è necessario approvare misure coerenti con gli obiettivi di introdurre maggiore equità e tutelare i ceti meno abbienti. La crisi sanitaria ha allargato il divario esistente tra le classi sociali, favorendo l’ulteriore concentrazione della ricchezza. E’ un fenomeno a cui assistiamo ormai da anni, che rischia di impedire l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica, economica e sociale. Ci sono insomma motivi sufficienti per essere ambiziosi e ridisegnare il fisco italiano, non limitandosi alla sola rimodulazione dell’Irpef.

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Urgente riforma fiscale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

“Sono contenta che anche per la Corte dei Conti sia urgente una riforma fiscale, finalizzata alla riduzione delle tasse. Non possiamo più aspettare, se vogliamo far ripartire realmente il Paese. Gli interventi, auspicati anche dalla Corte, devono essere organici, coordinati e strutturati all’interno di un quadro di visione prospettica. Dobbiamo intervenire ulteriormente anche a sostegno delle imprese, per una corposa decontribuzione in favore di chi sostiene l’occupazione. I cittadini e le aziende, che in questa fase sono chiamate anche a riprogrammare la loro attività post Covid-19, devono sapere con chiarezza quali saranno le regole del gioco per i prossimi decenni. Solo così potremo attrarre investimenti nel nostro Paese”.Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commenta le affermazioni del Procuratore generale della Corte dei Conti, Fausta Di Grazia, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato.

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“La “moneta fiscale” è una opportunità per il Paese?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 giugno 2020

Può aiutare le imprese a “bancare” i propri crediti senza incidere sul debito pubblico?” Su questo tema fondamentale per il rilancio del sistema Italia si è svolto un serrato approfondimento promosso da Fratelli d’Italia in un web meeting a cui hanno partecipato con diversi economisti promotori della Moneta Fiscale , Marco Cattaneo, Massimo Costa, Sylos Labini e Biagio Bossone, anche i responsabili economici e fiscali delle principali associazioni d’impresa, tra le quali Confcommercio, Confagricoltura,Confartigianato, Confesercenti, Cna, confindustria e Casartigani. Un confronto senza pregiudizi con la sola volontà di capire come meglio possa dispiegarsi l’iniziativa, quale le potenzialità e quali gli eventuali rischi, promosso da Adolfo Urso, senatore di FdI e responsabile del Dipartimento Impresa e Attività produttive, e di Andrea de Bertoldi, senatore di FdI e Segretario della commissione Finanze del Senato. “Ciò rappresenta – hanno sostenuto i due senatori di Fratelli d’Italia – una modalità di ascolto e di rappresentanza che il nostro partito intende attuare in ogni ambito con le forze produttive sui temi di maggior interesse per lo sviluppo economico della Nazione. La moneta fiscale, cioè la cartolarizzazione dei crediti di imposta, che permetterebbe una facile circolazione e bancabilità di tali crediti, potrebbe permettere infatti all’Italia una maggiore capacità propulsiva nella propria politica economica, e ciò risulta quanto mai attuale in questo momento anche per le rinnovate caratteristiche di cedibilità, che i decreti covid attraverso gli eco bonus attribuiscono ai crediti di imposta”. “Sono emerse potenzialità ma anche aspetti critici che sarà nostro dovere approfondire. Gli Stati Generali della economia si fanno ogni giorno in un rapporto fecondo e costruttivo e continuativo con le forze produttive” – hanno concluso i due senatori di Fratelli d’Italia.

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“I tempi sono maturi per una seria riforma fiscale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

“Porterà con sé un ulteriore abbassamento delle tasse. Ha ragione il Direttore dell’Agenzia delle Entrate quando dice che serve riordinare tutte le norme esistenti in materia tributaria, semplificandole il più possibile. Proseguiremo anche nel lavoro di “ripulitura” del bilancio dello Stato, che ho avviato nel 2018 con lo stralcio delle cartelle, sotto 1.000 €, che mai sarebbero state riscosse.
Il lavoro che stiamo facendo per semplificare la vita al contribuente, anche attraverso la dichiarazione dei redditi pre-compilata, vedrà un ulteriore sprint nel prossimo Decreto “Semplificazioni”, cui stiamo lavorando in queste settimane. Con procedure e regole semplici, il cittadino può facilmente adempiere, e le Amministrazioni dello Stato effettuare i controlli e recuperare le somme evase. Fatturazione elettronica e scontrino elettronico, appena entrerà completamente a regime, ci aiutano moltissimo in questo. Come far dialogare tra loro tutte le banche dati della PA, serve maggiore digitalizzazione e quindi un’accelerazione sui processi di identificazione digitale dei contribuenti, oltre alle notifiche digitali che abbattono i costi di gestione e semplificano la vita a ciascuno di noi. Questa rivoluzione è già partita con l’app IO, ora si tratta di portarla a termine.E poi, destinando all’abbassamento della pressione fiscale il gettito recuperato dalla lotta all’evasione, ci diamo un obiettivo per la prossima Legge di Bilancio, che si può riassumere in “pagare meno, pagare tutti”.” Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post.

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Per un vero rilancio occorre una riforma fiscale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

Lo stanziamento di risorse a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio può offrire sollievo nel breve periodo alla nostra economia, ma non affronta i nodi strutturali che ne rallentano lo sviluppo. Con l’ultimo provvedimento il Governo ha fatto un passo avanti, introducendo misure che non si limitano a concedere alle imprese la possibilità di accedere al credito bancario con garanzia dello Stato. E’ tuttavia necessario maggiore coraggio per introdurre innovazioni che possano giovare alla nostro sistema produttivo anche nel medio e lungo periodo.Promuovere lo sviluppo su un arco temporale più esteso è possibile solo grazie a cambiamenti strutturali e duraturi. Per questo noi di Soggetto Giuridico sosteniamo, tra le altre misure, soluzioni quali l’abolizione abolizione dell’Irap, dell’imposta di bollo e della tassa di proprietà degli auto-moto veicoli. Riteniamo inoltre necessaria una consistente riduzione dell’Irpef, soprattutto per le fasce meno abbienti.La tutela di famiglie e lavoratori dovrà essere rinforzata. La proroga di cinque mesi dello stop ai licenziamenti collettivi rischia infatti di rimandare soltanto il problema se non sarà integrata da altre misure a favore dei lavoratori e delle imprese. Chiediamo quindi al Governo di andare oltre l’emergenza e di adottare un approccio lungimirante, per cominciare a curare ora problemi che affliggevano la nostra economia anche prima della crisi in corso.

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Riduzione del cuneo fiscale

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Così come prevista da questo governo, è la terza misura assistenziale dopo gli ‘ottanta euro’ di Renzi ed il reddito di cittadinanza giallo verde, e non rappresenta affatto una misura per lo sviluppo e la tanto necessaria ripresa dell’Economia nazionale. Il presidente dell’Inps Tridico, che nel corso della sua audizione in Commissione Finanze ha richiamato gli anni ’80, farebbe bene a rievocarli non tanto per il calo delle diseguaglianze quanto, piuttosto, per il ritorno a provvedimenti di assistenzialismo in deficit per ben 23 miliardi nello stile del ‘panem et circenses’. Politiche che hanno indebitato l’Italia e che ora sono in gran voga nei governi della Sinistra. Si consuma, inoltre, l’ennesima iniquità e sperequazione nei confronti dei lavoratori autonomi e delle partite Iva in genere, cioè dei produttori di ricchezza e lavoro, che vengono costantemente ignorati e finanche penalizzati dal governo, come peraltro evidenziato, dati alla mano, dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione Finanze e Tesoro Andrea de Bertoldi al termine delle audizioni in Commissione sulla riduzione del cuneo fiscale.

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Redditi da lavoro e pressione fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Un tema attualmente al centro dell’agenda politica sul quale bisogna agire considerando che è già in atto ed evidente una riduzione della forbice tra i redditi da lavoro. Riduzione in gran parte avvenuta non solo grazie al positivo taglio del prelievo agli stipendi medio-bassi ma anche a causa dell’aumento delle imposte su quelli medio-alti.Nel periodo che va dal 2008 al 2019, il prelievo (Irpef + addizionali) è aumentato per i dirigenti (retribuzione annua lorda media 100mila euro) e per i quadri (54mila €) rispettivamente del +2,3 e +2,5% ed è diminuito per gli impiegati (31mila €) e gli operai (25mila €) del -20,7 e -47,95%. L’incidenza di Irpef e addizionali sulla retribuzione imponibile, cioè l’aliquota media, è passata dal 2008 al 2019 dal 38 al 38,9% per i dirigenti, dal 32,2 al 33% per i quadri, dal 20,9 al 16,6% per gli impiegati e dal 15,7 all’8,2% per gli operai.Nel periodo in esame, la forbice tra la retribuzione media annua lorda di un dirigente e quella di un operaio è restata pari a 6,7 volte, ma quella calcolata sulla retribuzione netta si è abbassata da 4,9 volte del 2008 a 4,4 volte del 2019. Oltre al travisato aumento delle diseguaglianze, che di fatto riguarda in alto uno sparuto gruppetto di persone e nel caso i patrimoni, c’è e reale in Italia un progressivo impoverimento della cosiddetta “classe media”, cioè di quel ceto produttivo composto da professionisti, manager, insegnanti, impiegati, piccoli imprenditori, che ha rappresentato storicamente il fulcro della democrazia rappresentativa e della crescita inclusiva.Lo confermano, oltre ai dati già esposti anche, i risultati delle indagini condotte dalla Banca d’Italia nel periodo 2002-2016, da cui emerge che le retribuzioni nette di dirigenti pubblici e privati, di quadri e impiegati direttivi si sono accresciute del 26% a prezzi correnti, cioè ad un tasso più contenuto di quello stimato per il complesso dei lavoratori dipendenti (+32%).L’urgente la realizzazione di una riforma della fiscalità e in particolare dei meccanismi di progressione delle aliquote Irpef deve quindi andare nel segno della semplificazione e della giusta progressività, per rendere il sistema più giusto, efficiente, equo e coerente con i principi di solidarietà e di uguaglianza. In questo senso – per tutti, ma soprattutto per chi già paga tanto e troppo, oltre a non andare oltre una soglia già eccessiva – serve dare messaggi sul fronte della riduzione della spesa e del recupero dell’evasione e prevedere di reperire eventuali ulteriori risorse non sui redditi da lavoro, ma altrove.“L’obiettivo ultimo del legislatore – ricorda Guido Carella presidente di Manageritalia – deve essere quello, in primis, di tutelare le categorie meno abbienti senza colpire, va sottolineato, i redditi da lavoro medio-alti già tartassati. Non ci stancheremo mai di dire che non si può far pagare sempre e sempre di più alle stesse categorie”. “Soprattutto – chiude Carella – occorre pensare ad innescare una vera e strutturale crescita dell’economia, senza la quale i redditi resteranno sempre al palo o scenderanno e ogni anno si ripresenterà il problema e “lo spettro” di una spesa pubblica difficilmente sostenibile e di una pressione fiscale elevata e concentrata su pochi cittadini, con il rischio di compromettere la tenuta complessiva del welfare state”.

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Il 2018 sarà per l’Italia l’anno della grande stangata fiscale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

fisco2005aQuesto, in sintesi, è quanto si legge nelle raccomandazioni della Commissione europea appena inviate al governo italiano. Bruxelles ha infatti avvertito l’Italia che nel 2018 lo sforzo fiscale dovrà essere ‘sostanziale’, per poter rimanere in linea con i parametri europei. La richiesta della Commissione non lascia alcun dubbio: aumentare la tassazione indiretta e quella sulla proprietà privata. Ovvero, un vero e proprio avallo europeo a far scattare la clausola di salvaguardia sull’aumento dell’Iva a partire dal 1° gennaio 2018 e una richiesta esplicita di reintrodurre la tassazione sulla prima casa.Non solo. Viene richiesto al governo di tagliare le spese fiscali e riformare il catasto, due misure che si traducono in un ulteriore aumento della pressione fiscale su famiglie e imprese, già ad un livello record.Insomma, nel 2018 gli italiani saranno investiti da un nuovo tsunami fiscale, che provocherà una nuova riduzione dei consumi, metterà ancora più in crisi il già esausto settore edilizio e metterà in pericolo gli obiettivi di crescita e occupazione. Ma non è tutto. La Commissione europea chiede anche al governo italiano di fare tutte le riforme scritte nel Def dello scorso aprile: riforma della giustizia civile, riforma della legislazione relativa ai dipendenti pubblici, riduzione della corruzione, aumento dell’efficienza delle società pubbliche, accelerare la riforma della concorrenza. Durissima anche la richiesta di smaltire nel più breve tempo possibile la montagna di crediti inesigibili del settore bancario, sul quale l’esecutivo è stato completamente fermo per mesi. E poi, ancora, rafforzamento della fatturazione elettronica, della contrattazione decentralizzata e introduzione di misure per il contrasto alla povertà, che in Italia riguarda ormai milioni di famiglie. Una lista chilometrica di cose da fare in breve tempo, se si vuole evitare la resa dei conti con Bruxelles il prossimo anno.Ci chiediamo come farà il governo Gentiloni e il suo fido ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, azzoppato dalle lotte interne al Partito democratico, a rispettare l’agenda delle riforme imposta da Bruxelles. Anche perché sono anni che le rinvia. L’Europa oggi ci ha detto che è stufa di aspettare”.

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Famiglie, lavoro domestico e sostegno fiscale

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

fisco2005a“A fronte degli emendamenti presentati alla manovra – commenta Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – sono molte le proposte per la sostituzione dei voucher, tuttavia ciò che manca è una politica fiscale adeguata a sostenere le 900 mila famiglie con contratto regolare che ogni anno si fanno carico di circa 7 miliardi di spesa per l’assistenza”.
“Dunque se da un lato apprezziamo l’attenzione al settore – continua la nota – e la varietà delle proposte tra cui i “coupon per il lavoro breve”, la “card” per il lavoro saltuario e anche un “libretto famiglia” (tutti strumenti per pagare le prestazioni occasionali di colf, badanti e baby-sitter temporanee) dall’altro riteniamo che serva uno sforzo maggiore per delineare delle iniziative di più ampio respiro in grado aiutare concretamente i datori di lavoro domestico nei conti del bilancio familiare”.
“Tutte le misure presentate sono rivolte, infatti, ad esigenze sporadiche delle famiglie datori di lavoro domestico – spiega Gasparrini – quelle coperte dagli ex-buoni lavoro e che in 8 anni hanno inciso solo per il 3,3% sul totale dei voucher venduti”.

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Con Renzi la pressione fiscale è aumentata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 febbraio 2017

fisco2005aDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Al giovane professor Marattin, perché impari a fare i suoi grafici e ad essere un po’ meno assertivo e arrogante nelle sue comparsate televisive: innanzitutto esiste la funzione “mostra etichette dati” che li rende più leggibili. La usi quando vuol comunicare onestamente! In secondo luogo: se la fonte citata è il Def, quello di quale anno? Per andare indietro fino al 2012 deve prendere la Nota di aggiornamento del Def 2013, dove la pressione fiscale riferita al 2012 è, però, al 44% e non poco meno del 43,5% come emerge dal suo impreciso istogramma. Né può appellarsi ai dati Istat, che per il 2012 danno la pressione fiscale al 43,6%. Quanto al 2015 e al 2016, poi, probabilmente Lei fa riferimento alla Nota di aggiornamento del Def 2016 e non al Def, come indicato in maniera frettolosa e superficiale, utilizzando tra l’altro l’imbroglio della dicitura “al netto del bonus 80 euro”, quando sa benissimo che Istat, Eurostat e Ufficio Parlamentare di Bilancio sono stati chiari nel ribadire come per le regole contabili il bonus degli 80 euro è da considerarsi “maggiore spesa” e non “minore entrata”, come vorrebbe Lei e il suo capo, “professor” Renzi. Pertanto, la pressione fiscale nel 2015 si è attestata al 43,4%, e questo non solo è scritto nella Nota di aggiornamento del Def 2016 ma anche certificato dall’Istat, che Lei in tv cita per farsi il bello, ma che poi nel suo lavoro evidentemente non consulta. Altro che il 42,8% (circa) che vorreste farci credere.In termini assoluti, per concludere, le entrate correnti nel 2013, prima dell’avvento di Renzi al governo, ammontavano a 742,4 miliardi di euro (fonte: Def 2014), mentre nel 2016 (fonte: Nota di aggiornamento del Def 2016) sono salite a 778,6 miliardi. Il che vuol dire che nei mille giorni di Renzi la pressione fiscale è aumentata di 36,2 miliardi di euro. Prelevati dalla tasche degli italiani per finanziare, caro professor Marattin, le mance e mancette del Suo presidente del Consiglio, per fortuna ormai ex. E a suo promemoria, onde evitarLe difficili ricerche, con Berlusconi nel 2011 la pressione fiscale era ben più bassa: al 41,6%”.

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Stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

fisco2005aDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Con il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio, scritto in fretta e furia dal premier Renzi nel tentativo di risollevare i disastrosi sondaggi sul referendum del 4 dicembre, è in arrivo un’altra stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti.Non contento di aver già impoverito a sufficienza un settore che un tempo rappresentava una fonte sicura di guadagno, il governo si appresta ora ad aumentare gli adempimenti burocratici su imprese e professionisti, rendendo obbligatorie le comunicazioni trimestrali e rendendo il calendario delle scadenze fiscali ancora più affollato di quello attuale. Ci uniamo pienamente alla denuncia avanzata da Confprofessioni contro questa nuova tassa occulta, decisa dal governo solo per fare cassa sulla pelle delle imprese.Invece di contrastare la vera evasione fiscale, il Tesoro si rivale ancora una volta contro chi le tasse ha sempre pagato. Appare alquanto ridicola l’amarezza espressa dal capogruppo PD in commissione finanze, Michele Pelillo, che anziché far finta di rammaricarsi dovrebbe convincere il suo partito a togliere questa assurda norma dal decreto nel prossimo passaggio in Senato. Da parte sua, Forza Italia darà battaglia affinché l’obbligo di comunicazione trimestrale venga stralciato dal testo”.

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Governo prepara una stangata fiscale?

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2016

pil“Il governo purtroppo prevede una crescita sovrastimata del Pil, già a partire da quest’anno, ma così facendo mente o quanto meno dimostra di essere profondamente impreparato su questioni che sono alla base dell’economia di un Paese”.
Lo ha detto Stefania Prestigiacomo, deputata di Forza Italia, intervenendo in Aula a Montecitorio in merito al Documento di economia e finanza. “Ebbene senza Spending review, senza un piano di privatizzazioni credibile, senza crescita e con il deficit in aumento è impensabile che si realizzi questa crescita del Pil. A proposito di Spending review, ancora una volta, questa risulta essere un tabù per il governo. Infatti, nei prossimi 4 anni ci sarà un aumento esponenziale delle uscite dalle casse dello Stato, un incremento complessivo di oltre 22 miliardi di euro, con la spesa pubblica che passerà dagli 826 miliardi del 2015 ai circa 849 miliardi del 2016”. “Il Presidente del Consiglio, che troppo spesso ama vantarsi di successi inconsistenti, non ha il coraggio di dirci che da qui al 2019, anche secondo quanto riportato dal Def, gli italiani saranno oggetto di una vera e propria stangata fiscale di quasi 72 miliardi di euro, che porterà le tasse ad aumentare nei prossimi 4 anni, fino ad avere un gettito complessivo superiore agli 855 miliardi, dato realmente raccapricciante rispetto ai 784 miliardi di euro del 2015”.
“Stesso discorso per quanto riguarda la produttività, che negli ultimi decenni si è sensibilmente ridotta, fino al recente tracollo degli ultimi anni. La questione è che oltre ad essere diminuita la produttività totale dei fattori, ovvero che il prodotto cresce meno dell’aumento dell’uso dei fattori produttivi stessi, è diminuita anche la produttività del lavoro da cui dipende la sua remunerazione”, ha aggiunto Stefania Prestigiacomo.

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Nasce Diacron USA, un volano per le imprese che guardano oltre oceano

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2016

diacronDiacron, firm internazionale di consulenza contabile e fiscale apre la sua ottava sede a New York: lo scorso gennaio è stato sottoscritto un merge con Ara Consultants, studio internazionale con sede al n° 50 di Broad Street a New York. Fondata vent’anni fa dal veronese Andreas Anrather, americano d’adozione, Ara Consultants ha sposato la sua consolidata esperienza alla dinamicità di Diacron per stabilire una nuova corsia preferenziale accelerata tra Europa e Stati Uniti per le aziende italiane che guardano oltre oceano.
«Gli Stati Uniti sono un Paese strutturato, ricco d’incentivi all’ingresso per chi vuole aprire un business sostanziale oltre che di siti dove produrre e trovare manodopera» commenta l’avvocato Bongini, ora partner di Diacron USA, spiegando perché investire negli USA. «Il mercato è ampio, si parla di 300 milioni di potenziali consumatori. Gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale per l’Italia e le imprese sono attratte dal made in Italy, non solo per quanto riguarda le famose tre F, food-fashion-furniture, ma anche per l’industria meccanica e di precisione. Il Paese vive un momento di ripresa, caratterizzato dal fenomeno del cosiddetto reshoring: le aziende USA che avevano delocalizzato all’estero fanno marcia indietro e tornano a produrre in casa».Diacron USA sarà diretto da un manager italiano, come di consueto nelle sedi Diacron nel mondo, e dal team attuale di Ara Consultants. Avrà tra gli obiettivi l’estensione del core business della società a nuovi clienti sul territorio americano. «La mission di Diacron USA non è solamente supportare le aziende italiane che vogliono internazionalizzarsi negli Stati Uniti» commenta Richard Nava, presidente del Gruppo Diacron, «ma anche intercettare le esigenze di imprese americane che vogliono puntare sull’Italia. Un trend, quello dei clienti stranieri, che stiamo già sviluppando nelle altre sedi».L’impegno di Diacron sul territorio americano è confermato dalla partecipazione al Select USA Summit, organizzato dal Governo americano, che raccoglie e coordina gli uffici per gli investimenti stranieri dei 52 Stati a stelle diacron1e strisce, riunendo di fatto in un unico evento le opportunità offerte da tutti i livelli amministrativi, dalla contea allo Stato centrale. Nella scorsa edizione Diacron ha accompagnato la delegazione italiana con l’ICE di Chicago. A giugno Diacron USA sarà ancora presente a questa importante manifestazione, unica nel suo genere, al fianco delle aziende italiane.
L’appuntamento è per il 19 giugno a Washington. I consulenti Diacron sono a disposizione sia in Italia per fornire informazioni e aiutare a preparare la visita a quanti intendono partecipare, sia negli Stati Uniti per accompagnare l’azienda cliente al summit.
Diacron Group – Fondato nel 1995, il gruppo Diacron è una società di consulenza internazionale che offre servizi di natura fiscale, contabile e di revisione. Oltre a uffici di rappresentanza in Italia ha sedi operative localizzate in Bulgaria, Cina, Emirati Arabi, Regno Unito, Svizzera, Stati Uniti, Turchia e uno studio associato a Hong Kong. Il gruppo opera anche come casa editrice con il marchio Diacron Press che pubblica testi incentrati su temi di business internazionale, saggistica, geopolitica, paesi emergenti, globalizzazione finanziaria, manualistica fiscale.

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Proposte sul regime fiscale per le società

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2016

commissione europeaStrasburgo 2 febbraio 2016. La Commissione europea presenterà le proposte sul regime fiscale per le società Il Commissario per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici illustrerà martedì mattina in Plenaria le ultime proposte della Commissione riguardanti le imposte sulle società. Queste comprendono un progetto di direttiva del Consiglio per contrastare l’erosione delle basi imponibili e il trasferimento degli utili (BEPS), che fa seguito a un piano d’azione dell’OCSE sulla tassazione delle imprese. Nel corso di un’audizione parlamentare dello scorso 12 gennaio, Moscovici aveva promesso ai deputati che avrebbe presentato un “ambizioso pacchetto anti evasione” entro la fine del mese. Durante un’altra audizione, davanti la seconda commissione speciale in materia fiscale (TAXE2), il Commissario aveva anche informato i deputati delle possibili difficoltà in seno al Consiglio dei Ministri UE nel raggiungere un accordo su misure ambiziose poiché, in materia fiscale, l’unanimità è la regola e alcuni Stati membri non erano molto inclini a questo accordo. Il Parlamento ha approvato le proprie raccomandazioni in una risoluzione redatta da Anneliese Dodds (S&D, UK) e Luděk Niedermayer (PPE, CZ) e adottata il 16 dicembre dello scorso anno.

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Una politica fiscale più equa

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2015

parlamento europeoBruxelles Parlamento europeo. Gli Stati membri devono essere più trasparenti sulle loro decisioni fiscali nazionali, perché la concorrenza fiscale sleale falsa la concorrenza tra le imprese e potrebbe portare a una “corsa al ribasso”, hanno avvertito molti deputati durante la discussione di mercoledì con il commissario per la politica fiscale Pierre Moscovici. Moscovici – che ha difeso la sua recente proposta di scambio automatico tra gli Stati membri d’informazioni sulle decisioni fiscali – ha condiviso molte delle preoccupazioni espresse dai deputati e ha riconosciuto che le divergenze tra le norme fiscali nazionali portano a una frammentazione del mercato unico dell’UE. Il Commissario ha sostenuto un migliore coordinamento delle politiche fiscali fra gli Stati membri e annunciato che presenterà un’analisi della situazione fiscale in Europa entro la fine del 2015, come base per ulteriori lavori sulle questioni fiscali. Molti deputati hanno inoltre sottolineato che le tasse devono essere pagate nei paesi in cui i profitti sono realizzati e alcuni hanno insistito che ci dovrebbe essere una base imponibile consolidata comune (CCCTB) per attenuare le differenze. Le offerte fiscali vantaggiose per le grandi imprese multinazionali sono state ritenute, da molti deputati, pratiche sleali nei confronti dei cittadini e delle piccole e medie imprese, che si trovano cosi a pagare il grosso del gettito fiscale per finanziare la spesa pubblica.

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Corruzione e equità fiscale

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2013

English: Capri harbour, from the viewpoint at ...

English: Capri harbour, from the viewpoint at Anacapri (Photo credit: Wikipedia)

“La corruzione e l’equità fiscale sono i principali problemi che affliggono i contribuenti”. Lo ha affermato il Presidente dei Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno nel presentare stamane a Capri il 3° Rapporto del Contribuente 2013 redatto da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani. “Non si può combattere l’evasione fiscale se non si sradica la corruzione diffusa che si registra nel nostro Paese – ha aggiunto Carlomagno – La corruzione provoca sia un danno diretto all’economia, generando costi insostenibili per le imprese, che un danno indiretto, allontanando quelle straniere dall’investire in Italia”. In Italia, dal 2008 al 2013, la corruzione è cresciuta del 536%, raggiungendo un giro d’affari di 74 MLD di euro l”anno. Anche lo stato di salute dei contribuenti italiani p eggiora. Sempre più imprese italiane chiudono i battenti dopo aver ricevuto una verifica fiscale. Secondo il 3° Rapporto del Contribuente 2013, nel I semestre soltanto 2 imprese su 5 (40,3%) che ricevono un accertamento tributario riescono a sopravvivere, contro il 93,2% registrato nel 2008. Anche la richieste di rateizzazione del pagamento dei tributi è cresciuta superando la stratosferica cifra di 20 MLD di euro.
Ma il vero e proprio boom si registra nell’uso del ravvedimento operoso: +166% nel 2013: 3 contribuenti su 4 non riescono più a pagare nei termini le imposte. Nel I semestre del 2013 è cresciuta anche la sfiducia dei Contribuenti Italiani nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria. Il 74,8% dei Contribuenti chiedono la riforma del Garante del Contribuente e la riforma della mediazione tributaria perché non sono organi terzi. Al contrario, cresce la fiducia nella Giustizia tributaria dell’16,1%, passando dal 73,3% del 2008 all’89,4% del 2012.
«Ciò che ci stupisc e maggiormente è apprendere dalle agenzie di stampa che anche nei confronti dell’attuale direttore regionale dI Equitalia della Liguria, Francesco Pasquini, la Procura della Repubblica di Roma ipotizza reati di corruzione- ha concluso Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Siamo certi che il dirigente saprà chiarire rapidamente la propria posizione ai pubblici ministeri anche per non danneggiare l’immagine di Equitalia e il rapporto tra fisco e contribuenti”. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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Cuneo fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2013

Roma, 25 Luglio 2013. Diminuire le imposte sui costi del lavoro per dare maggior respiro alle aziende e aumentare il reddito dei lavoratori. In questo modo si rilancia l’economia: le imprese sono meno oberate da contributi, al pari del lavoratore che puo’ disporre di maggiori entrate. Sono tutti d’accordo, ma come fare o meglio come si e’ fatto nel passato? Rimandiamo alla memoria di quel che e’ successo nel 2007 (governo Prodi). Fu approvato un taglio al cuneo fiscale del 5%, del quale il 3% a favore delle imprese e il 2% per i lavoratori. Le imprese risparmiarono (circa 7 miliardi per le annualita’ 2007 e 2008), i lavoratori no. Perche’? Semplice: per i lavoratori i tagli del cuneo coincisero con la riforma dell’Irpef. Un bilanciamento perfetto che vide su un piatto la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori e sull’altro la rimodulazione delle aliquote, la trasformazione delle deduzioni in detrazioni e l’aumento degli assegni familiari per tutti i contribuenti. Insomma, si
e’ tagliato da una parte e aumentato dall’altra. Risultato? Niente aumento in busta paga.Sarebbe bene che l’attuale governo non riproponesse analoga manovra.(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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