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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘patto’

Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Il Consiglio e la Fondazione nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa”. Questa transizione rappresenta un momento importante per l’impresa, perché se non impostato nei tempi giusti ne può compromettere il patrimonio economico e sociale. Un tema di grande attualità per la categoria che svolge un ruolo fondamentale in quanto il commercialista è consulente e persona di fiducia del nucleo familiare. A lui spetta il compito di affiancare e supportare l’imprenditore nell’individuazione degli strumenti che consentano di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio familiare, in un’ottica sia conservativa che trasmissiva. Si tratta di un ruolo complesso che comporta il diretto contatto con l’imprenditore e la sua famiglia, un compito che privilegia, oltre alle competenze aziendalistiche e tributarie del professionista, la sua vocazione alla mediazione: sarà di estrema importanza, infatti, gestire il passaggio generazionale in modo da conservare inalterata la fiducia dei finanziatori e dei fornitori dell’impresa, tentando al contempo di evitare possibili controversie tra futuri eredi. Il documento è diviso in sei sezioni. Nell’introduzione si analizzano le specifiche esigenze familiari, la necessaria tutela dei rapporti consolidati con banche e fornitori e la valutazione dell’opportunità di un periodo di affiancamento nella governance aziendale oltre al ruolo del consulente. Poi si passa ad un approfondimento dei profili civilistici, in particolare dell’istituto del patto di famiglia, la sua impugnazione, lo scioglimento del contratto e la conciliazione e la risoluzione delle controversie. Spazio poi ai profili valutativi e ai profili fiscali. il ruolo del Commercialista è fondamentale per l’individuazione degli strumenti che consentono di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio e ciò in un’ottica sia conservativa che trasmissiva. A questo fine, è opportuna non solo un’approfondita conoscenza tecnica degli strumenti esistenti, ma anche una particolare attenzione alle specifiche esigenze familiari, tenuto conto di tutti gli elementi, non solo patrimoniali ma anche personali. Nella valutazione complessiva, inoltre, un ruolo non secondario deve essere riservato ad una adeguata comparazione fra il diverso “costo fiscale” e “gestionale” che può comportare l’operazione, in funzione dello strumento prescelto. Si passa poi ad un confronto tra i vari istituti e un focus sui ruoli dell’imprenditore, del commercialista e del legislatore. Conclude un approfondimento sugli aspetti che richiedono urgenti interventi normativi. Nell’ambito del suo auspicabile intervento chiarificatore, il principio informatore del legislatore dovrebbe partire dalla considerazione che l’azienda vada salvaguardata come entità portatrice di ricchezza, non solo per i suoi proprietari, ma anche per tutti i portatori di interesse che la circondano. Di conseguenza, pur nel rispetto dei principi relativi alla proprietà e, a valle, dei diritti dei legittimari che sull’acquisizione di quella proprietà fondano, in tutto o in parte, le loro aspettative future, le norme dovrebbero essere tese a salvaguardare il più possibile il “bene azienda” in sé, nell’interesse anche di tutti gli altri stakeholders. In particolare i temi su cui il legislatore dovrebbe intervenire riguardano: la necessità della partecipazione di tutti i legittimari all’atto, la possibilità di liquidare le quote di legittima spettanti ai legittimari non assegnatari direttamente da parte del disponente, l’individuazione delle partecipazioni che possono essere oggetto del patto di famiglia.

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Codici: delusi dal Patto per la Salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

L’Associazione Codici esprime forti perplessità in merito al nuovo Patto per la Salute. “Ci sono tanti impegni e belle intenzioni, ma al momento per quanto ci riguarda prevale il timore che siano soltanto parole”, il commento del Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli. “Nei punti principali del Patto – aggiunge l’avvocato Giacomelli – non c’è traccia di criticità importanti come liste di attesa ed intramoenia, non si parla della riforma della Legge Gelli, che sta determinando la crisi delle aziende sanitarie. Vedremo nei prossimi mesi come si tradurrà nel concreto il Patto per la Salute – conclude il Segretario Nazionale di Codici – per ora il nostro giudizio non può che essere negativo, non c’è l’inversione di rotta auspicata”.

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Sottoscritto Patto per la salute tra Governo e Regioni

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Sottoscritto in Conferenza Stato-Regioni il Patto per la salute, che tra i suoi punti annovera un Programma nazionale per la mobilità sanitaria. «Siamo molto soddisfatti del Patto per la salute siglato fra il Governo centrale e le Regioni – commenta Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus e coordinatrice del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” – la mobilità sanitaria è un male assoluto di questo Paese e la metodologia descritta nel Patto potrebbe andare nella direzione giusta per arginare questo fenomeno, che coinvolge centinaia di migliaia di pazienti oncologici e onco-ematologici e da sempre è una delle priorità del nostro progetto».Secondo il Censis (Rapporto Rbm-Censis 2018) sono circa 750.000 l’anno i ricoveri in mobilità ospedaliera interregionale. Il 25 per cento di questi pazienti si allontana di non oltre cento chilometri da casa, mentre il 23 per cento si allontana oltre quattrocento chilometri. Gran parte di loro sono persone che lottano contro un tumore.«La nostra volontà – continua Annamaria Mancuso – è da una parte quella di aiutare le Istituzioni a combattere il fenomeno della mobilità sanitaria, dall’altra vigilare affinché le statuizioni contenute nel Patto per la salute siano effettivamente osservate da parte degli Enti preposti. È importante che ci sia una condivisione di questi aspetti con tutti gli attori, gli stakeholder del settore, e bene ha fatto il Patto per la salute a riferirsi anche ai cittadini, spesso vittime di poca trasparenza nell’erogazione dei processi sanitari. Anche su questo punto il nostro progetto farà in modo che il paziente oncologico sia sempre più tutelato nel processo di presa in carico».
Il Patto per la salute, oltre al tema della mobilità sanitaria, tocca altri punti chiave come l’ampliamento delle fasce d’età dello screening mammografico e l’estensione dell’attività del Comitato che verifica l’aderenza da parte delle Regioni all’erogazione dei Livelli Essenziali d’Assistenza, manifestando la volontà da parte di Governo e Regioni di migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie per i pazienti oncologici.Il progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” accoglie dunque con positività il Patto per la salute, augurandosi che possa fattivamente contribuire a migliorare l’assistenza e la presa in carico dei pazienti e vigilando affinché gli intenti siano rispettati e tramutati in interventi utili e concreti, anche attraverso il coinvolgimento attivo delle Associazioni.

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Patto trasversale per la Scienza

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

E’ un impegno per le forze politiche a riconoscere che il progresso della Scienza è un valore universale dell’umanità che non può essere negato o distorto per fini politici o elettorali. Un Patto che ha raccolto finora oltre 6.100 firme, e oggi è stato sottoscritto, prima in Italia, anche dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), la più numerosa del nostro paese con oltre 450mila iscritti. A firmare il Patto sono anche, tra gli altri, quattro premi Nobel (tutti stranieri, tre per la medicina e uno per la chimica), deputati e senatori italiani, Università, esponenti di rilievo delle Regioni, politici tra cui l’attuale viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Beatrice Lorenzin, presidenti di Società scientifiche e Fondazioni per la ricerca, Ranieri Guerra, vicedirettore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Il Patto prevede cinque impegni per la politica:
1) Tutte le forze politiche italiane si impegnano a sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell’umanità che non ha alcun “colore politico”, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili.
2) Nessuna forza politica italiana si presta a sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica come il negazionismo dell’AIDS, l’anti-vaccinismo, le terapie non basate sulle prove scientifiche, ecc.
3) Tutte le forze politiche italiane si impegnano a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica.
4) Tutte le forze politiche italiane si impegnano ad implementare programmi capillari di informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, ed ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità.
5) Tutte le forze politiche italiane si impegnano affinché si assicurino alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base.
Il Patto è considerato uno strumento di progresso e di civiltà nelle mani dei cittadini (numerosissimi lo hanno anche sottoscritto). L’obiettivo principale è portare le evidenze scientifiche alla base delle scelte legislative e di governo di tutti i partiti politici, trasversalmente. Rappresenta inoltre un mezzo operativo e una cassa di risonanza per tutti i cittadini che vogliono combattere bufale e fake news in ambito medico-scientifico, così come ciarlatani e pseudomedici e l’occasione per promuovere la cultura della scienza e il metodo scientifico attraverso programmi formativi e divulgativi in ambito scolastico, sanitario e mediatico.
“Il rispetto della Scienza – ha aggiunto il presidente dell’Ordine di Bologna Pietro Giurdanella – è essenziale per assicurare conoscenze determinate in base a principi rigorosi di verifica della loro validità, lo studio e l’applicazione di metodi teorici e sperimentali per rispondere alle molte domande che nascono dal bisogno di salute. E per crescere come professionisti infermieri e farci garanti di un approccio alla cura qualificato, superando la separazione tra teoria e pratica della scienza”.

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Patto per la Salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 ottobre 2019

“Nelle proposte del Ministero per il Patto per la Salute 2019-2021 bisogna riconoscere l’impegno per ridurre le diseguaglianze nei livelli assistenziali tra una Regione e l’altra, il tentativo di invertire la tendenza per quanto riguarda il finanziamento del Fondo sanitario, e l’impegno a risolvere questioni ormai non più ritardabili, come la carenza di medici specialisti e altri professionisti del SSN attraverso una maggiore flessibilità nelle assunzioni” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli. “Ed è altrettanto positiva la linea di riduzione dei ticket a carico dei cittadini: la spesa privata in Italia è molto alta e continua a crescere; un intervento è indispensabile. Come farmacisti” prosegue ” non possiamo che concordare sul potenziamento dell’assistenza sul territorio, nel quale si fa esplicito riferimento alla farmacia dei servizi, di cui si sta avviando proprio ora la sperimentazione in nove Regioni. Siamo certi che verrà dimostrata la sua enorme potenzialità come presidio sanitario polifunzionale, capace di contribuire sia alla presa in carico del paziente sul territorio sia alla politica di prevenzione, che è un altro degli elementi portanti del Patto per la Salute. E questo grazie alla professionalità del farmacista e al suo stretto rapporto con il paziente e con la comunità in cui opera quotidianamente. Nel testo” conclude il presidente della FOFI “si cita anche l’attuazione di una nuova governance della farmaceutica, e auspichiamo che si adottino misure tali da dare stabilità, anche economica, a tutto il comparto, che a oggi rappresenta una delle eccellenze del sistema salute italiano”.

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Governo: Nuovo patto per la scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 27 agosto 2019

Secondo Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato rappresentativo, l’istruzione pubblica necessita di una politica diversa da quella attuata fino a oggi, che si mantenga a prescindere da accordi e divisioni di Governo: bisogna subito tornare a investire nel settore dell’istruzione, dell’università e della ricerca invertendo la politica dei tagli lineari e dei risparmi di spesa, risolvendo il problema dei falsi organici e dei troppi precari, dei profili Ata sviliti e del ruolo degli insegnanti, dell’alta dispersione e della bassa natalità, della sperimentazione e dell’innovazione. Anief è pronta al dialogo istituzionale per salvare il Paese anche da una multa salata da parte della Commissione Europea anticipata dalla lettera di costituzione in mora di poche settimane fa.

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‘Patto per la ricerca’ tra Gallerie degli Uffizi e Biblioteca nazionale di Firenze

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

Firenze. Le due istituzioni del Ministero per i beni e le attività culturali stanno infatti collaborando per favorire dialogo e integrazione tra i propri archivi digitali consentendo così a tutti gli utenti indagini informatiche più ricche e complete.
Grazie ad un accordo firmato dal Direttore della Biblioteca nazionale centrale di Firenze Luca Bellingeri e dal Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, un team formato da bibliotecari, specialisti di conservazione e informatici, ha reso possibile la sinergia fra i cataloghi delle due istituzioni. Dunque adesso, tramite il Thesaurus online della Biblioteca nazionale centrale di Firenze (http://thes.bncf.firenze.sbn.it/ricerca.php), ricco di oltre 60.000 termini, si creano collegamenti fra descrizioni di opere d’arte del patrimonio fiorentino del catalogo online delle Gallerie degli Uffizi e pubblicazioni sullo stesso tema possedute dalla Nazionale; allo stesso tempo, le Gallerie degli Uffizi hanno arricchito le funzionalità dei loro archivi digitali integrando negli strumenti di ricerca catalografica anche i riferimenti al Thesaurus, garantendo così interazione bidirezionale tra le banche dati dei due istituti. Tale modello di collaborazione, sottolinea Bellingeri, “è la prova di come, nel mondo dei beni culturali, sia fondamentale l’uso di strumenti comuni, aperti ed integrabili, pur nel rispetto degli standard dei domini di appartenenza”. E, aggiunge Schmidt, “da oggi, con questo accordo, arte e patrimonio librario parlano sempre più la stessa lingua”.

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Nasce il patto per una nuova governance delle città

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Concluso il convegno “Co-Governance, corresponsabilità nelle città oggi” con un documento che propone a cittadini e amministrazioni pubbliche la pratica della partecipazione e della costruzione di reti di cittadini, attori sociali e città.“La politica è l’amore degli amori che raccoglie nell’unità di un disegno comune la ricchezza delle persone e dei gruppi, consentendo a ciascuno di realizzare liberamente la propria vocazione”(1) si è da poco concluso con le parole quantomeno sfidanti di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, “Co-Governance, corresponsabilità nelle città oggi”, il convegno dedicato al governo partecipato delle città promosso da Movimento Umanità Nuova, Movimento Politico per l’Unità e Associazione Città per la Fraternità, espressioni dell’impegno sociale e politico dei Focolari. E’ stata la prima edizione dell’evento che tra due anni verrà replicato in Brasile.All’appuntamento hanno partecipato oltre 400 amministratori pubblici, politici, imprenditori, accademici e cittadini di 33 Paesi. Al centro dei lavori c’è stata la partecipazione, presentata nelle sue numerose applicazioni, come hanno mostrato le storie e le prassi condivise dagli oltre 60 esperti nei campi dell’urbanistica, comunicazione, servizi, economia, politica, ambiente. “Siamo convinti che la partecipazione sia una scelta strategica, il modo più consono di vivere bene dentro la città – spiega Lucia Fronza Crepaz, già parlamentare, formatrice presso la “Scuola di preparazione sociale” a Trento e membro del comitato scientifico dell’evento. “Una partecipazione non concepita come sostituzione della procedura della rappresentanza, ma scelta come una modalità efficace per affrontare la complessità dei problemi e ridare quindi corpo alla delega democratica”.
Frutto dei lavori è l’approvazione e la firma del “Patto per una nuova Governance” con il quale i partecipanti s’impegnano a “contaminare” le proprie comunità e amministrazioni pubbliche. “Siamo convinti – si legge nel documento – che le città possano diventare laboratori di sperimentazione che nella quotidianità dei rapporti, permettano di percorrere vie di pace e di giustizia; dove circoli virtuosi possano essere innescati da chiunque e contagiare, trasformandosi in costruttive abitudini di cittadinanza; dove le diversità culturali, possono incontrarsi, riconoscersi e comporre luoghi di nuova accoglienza; dove la cooperazione tra la funzione mediatrice dei politici, la qualità tecnica degli esperti, la competenza dei funzionari, il sapere dei cittadini e dei numerosi attori sociali, dà nuova qualità alla democrazia delle città. Se questa prospettiva si consoliderà in una molteplicità di pratiche efficaci, potrà diventare sistema e proiettarsi a livello globale”.
I 400 firmatari del patto si sono impegnati a comporre tre reti per aggregare le diversità e rispondere alla complessità del reale. Sono reti di cittadini: “Coloro che abitano il territorio urbano mantengono diversità di funzioni e compiti, ma sono ispirati dalla stessa responsabilità”; reti di attori collettivi, cioè gruppi professionali ed economici, soggetti del volontariato e dell’ambito religioso, della cultura e dell’università, della comunicazione, ecc.”; reti tra le città: “… che si propongono di far collaborare prima di tutto la cittadinanza con la creazione di piattaforme accessibili a tutti e di facile uso. Cooperano superando gli interessi particolari e i pregiudizi che minano la fiducia, fondamento indispensabile alla costruzione di una rete. Puntano a condividere programmi e informazioni, risorse umane e materiali, ma anche fallimenti ed esperienze problematiche, per darsi aiuto reciproco e aprire visioni e collaborazioni operative. Chiedono di essere riconosciute come attori essenziali all’interno delle organizzazioni e delle istituzioni inter e trans-nazionali, così da integrare con la voce dei popoli la sola rappresentatività dei governi”.

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Rampelli: Un patto di rinascita per la capitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Roma “Tutto è fermo, occorre fare in fretta. Molte famiglie ormai hanno rinunciato, spediscono i figli all’estero. Il sindaco ci prova, ma se il malato è terminale ci vuole il miglior chirurgo, non basta una mediocre farmacista. Io provocatoriamente chiederei un commissario per la manutenzione stradale, qui siamo all’ecatombe: il Campidoglio farà bancarotta per i risarcimenti. E poi i rifiuti che intasano i cassonetti, il verde che evoca giungle e savane, i trasporti da Terzo mondo, la droga ovunque: servono piani straordinari. E Zingaretti deve erogare le risorse, basta guerre sulla pelle dei cittadini. Il governo cessi il suo pregiudizio antiromano e partecipi a un grande piano per la Capitale. Per invertire il declino serve avere una visione strategica della città e imporre al governo di svolgere le sue funzioni, destinare le stesse risorse e poteri che Francia, Germania, Regno Unito conferiscono a Parigi, Berlino, Londra, iniziare dalle cose semplici prima che Roma divenga una grande kasbah. Roma è e deve restare occidente, cosmopolita e ospitale, ma con una sua identità forte, italiana e cristiana. Se fossi il sindaco radunerei tutte le forze politiche e sociali in un patto di rinascita” – così il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli in un’intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera in merito allo stato in cui versa la Capitale.

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Il patto del bugiardo

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

camera deputatiIn 20 anni, gli italiani, di “promesse truffa” fatte da Silvio Berlusconi ne hanno sentite tante, a partire da quel taglio delle tasse sempre annunciato e mai realizzato. Alle elezioni del 2013 il condannato per frode fiscale lanciò addirittura un “Patto del parlamentare” rimasto lettera morta. Delle promesse che conteneva, non ne è stata mantenuta nemmeno una. Era solo il Patto del Bugiardo. La credibilità delle promesse di Berlusconi è pari a zero. Queste le promesse del Patto del Parlamentare mai mantenute né da Berlusconi né dai suoi parlamentari:
1) “Impegnarmi al servizio del Paese per non più di due legislature a partire da questa”. Una autentica truffa dal momento che gran parte dei parlamentari aveva già diversi mandati elettivi prima del 2013. E ad oggi l’89% dei parlamentari uscenti di Forza Italia ha più di 2 mandati elettivi come dimostra questo studio, a conferma che quei ‘professionisti della politica’ che a Berlusconi fanno tanto schifo (parole sue) sono proprio i suoi parlamentari. Nel MoVimento 5 Stelle, invece, si fanno due mandati e poi si va a casa.
2) “Votare il dimezzamento degli emolumenti dei parlamentari”. Nessun parlamentare berlusconiano si è mai tagliato lo stipendio. Al contrario dei portavoce del Movimento 5 Stelle, che ad oggi si sono tagliati gli stipendi e hanno rendicontato le spese restituendo 24.795.190 euro di cui 23,1 milioni di euro finiti nel fondo per il microcredito, grazie al quale sono state finanziate 7.250 piccole imprese ed esercizi commerciali e sono stati generati 17.000 posti di lavoro. Tutto questo lo abbiamo fatto senza aspettare che ci fosse una legge.
3) “Approvare la riforma della Costituzione con il dimezzamento dei parlamentari”. Una truffa anche questa, a Silvio Berlusconi del dimezzamento del numero dei parlamentari non è mai importato un fico secco.
4) “Votare una legge che azzeri il finanziamento pubblico ai partiti”. Una truffa anche questa. Forza Italia ha votato a favore del 2 x mille ai partiti (che il M5S rifiuta), dal 2013 al 2017 si è intascata 38 milioni di euro di rimborsi elettorali ed ha votato la legge Boccadutri per intascarli senza alcuna trasparenza. In 20 anni si è intascata 784 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica che ha rinunciato a 42,7 milioni di euro di rimborsi elettorali, a cui si aggiungono 4,7 milioni di euro di rimborsi nelle Regioni.
5) “Non tradire il mandato degli elettori passando ad altro gruppo parlamentare”. Qui siamo alle comiche. Berlusconi è stato implicato in processi per “compravendita di parlamentari” dove solo la prescrizione lo ha salvato dall’accusa di corruzione. In questa legislatura, sono stati decine i parlamentari di Forza Italia che sono andati in altre formazioni politiche e che hanno sostenuto governi del Pd (NCD, poi Area Popolare, per poi magari fare ritorno in FI a fine legislatura…). Forza Italia ha accolto nel suo gruppo addirittura degli ex Pd (si trovano in perfetta simbiosi).
6) “Impegnarmi alla totale trasparenza sulla mia attività e sui miei redditi”. Anche qui zero assoluto. Non risulta che i parlamentari di Forza Italia rendicontino le loro spese come invece fanno tutti i portavoce del Movimento 5 Stelle. (fonte il Blog delle stelle)

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Roma: indifferibile sottoscrivere un patto per le periferie

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

periferiaRoma. “La Sindaca di Roma ha presentato una dettagliata relazione alla Commissione Parlamentare di Inchiesta “sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie” grazie al contributo e all’impegno dei Municipi, degli Assessori, dei Dipartimenti e del Gabinetto. Il lavoro svolto fotografa lo stato ambientale, urbanistico e sociale del territorio romano per poi evidenziare gli interventi in atto e/o pianificati e, quindi, individuare prospettive e conseguenti azioni da intraprendere per garantire il diritto alla sicurezza ed alla qualità della vita anche nelle periferie di Roma”.Lo dichiara in una nota stampa Fabio Tranchina, consigliere M5s di Roma Capitale.
“L’intero territorio periferico cittadino soffre, infatti, di croniche carenze di ordine pubblico e di sicurezza, di servizi e di infrastrutture alle quali si sommano microcriminalità, discariche abusive di rifiuti, roghi tossici, insediamenti abusivi di persone senza fissa dimora nonché tutte le criticità legate alla presenza dei campi rom. I Municipi romani descrivono problematiche comuni e una situazione di malessere e disagio diffuso. Per la Capitale è, quindi, necessario un intervento mirato per le periferie che preveda il coinvolgimento di più livelli governativi per attuare misure radicali e strutturali, con un’adeguata pianificazione delle risorse umane ed economiche e chiari tempi di intervento”, spiega il consigliere Tranchina.“I dati rilevati illustrano chiaramente il quadro emergenziale delle periferie romane, consentendo un’analisi delle risorse e la pianificazione dei necessari interventi di tipo sociale (pronto intervento, accoglienza emergenziale, sostegno socio-abitativo, tutela della fragilità, inclusione socio-lavorativa), ambientale (interventi di rimozione rifiuti a costi extra TARI e bonifiche ambientali), e urbanistico (con programmi di recupero da avviare verso le aree di degrado urbano, verso l’edilizia ex abusiva, ERP, PRU e PRIU, in accordo coi singoli Municipi e mediante specifici protocolli di intesa). I Municipi chiedono il potenziamento e un maggior coordinamento delle forze dell’ordine, sottolineando la necessaria collaborazione tra Roma Capitale, Prefettura, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, AMA. Di supporto a queste azioni saranno i sistemi di videosorveglianza, da attivare presso i campi rom e presso le aree utilizzate come discariche abusive, anche per contrastare i c.d. roghi tossici e le attività criminali. Garantire il diritto alla sicurezza ed alla qualità della vita anche nelle periferie di Roma significa quindi:
1 – Potenziare il controllo del territorio attraverso:
– l’incremento dei servizi delle Forze di Polizia nazionale, coordinate tra loro, nell’ottica di una programmazione di interventi integrati anche con le Forze di Polizia Locale;
– il rinnovo del Patto Roma Sicura con la previsione, in particolar modo sul fronte prevenzione e repressione dei c.d. roghi tossici, di appositi presidi, composti anche da unità dell’Esercito;
– la deroga al blocco delle assunzioni per la Polizia Locale;
– l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza anche attraverso la costituzione di una centrale operativa unica integrata di Roma Capitale.
2 – Approvare specifiche modifiche legislative per contrastare i reati ambientali
– con l’applicazione, anche per la realtà di Roma, della normativa sulla terra dei fuochi.
3 – Prevedere e destinare specifiche risorse alle periferie romane per la riqualificazione edilizia e per il rilancio economico dei territori più disagiati.
Si tratta evidentemente di misure che richiedono risorse ingenti, al punto tale che appare indifferibile sottoscrivere un patto per le periferie aperto al contributo dei diversi livelli istituzionali, nella reciproca collaborazione”, conclude il consigliere.

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Centro destra e il patto di unità

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 settembre 2017

brunetta-nardin“Il primo accordo da fare nel centrodestra è un patto di unità. Tutto il resto è secondario. Non conta un premio alla lista o alla coalizione: se siamo uniti vinciamo con ogni legge elettorale. Anche stando così le cose”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervistato da ‘Tempi’.
“La priorità – ha continuato – è stare uniti, poi la soluzione si trova. Bisogna che i tre petali del centrodestra come definisco Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia siano coesi, e poi allargarsi verso la società civile e ricucire ove possibile le diaspore. Tutti i sondaggi ci danno avanti, quindi – ha concluso Brunetta – occorre preparare un programma di governo serio e credibile su tasse, immigrazione, sicurezza, sviluppo, occupazione”.

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Patto confindustria-sindacati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 settembre 2013

Italiano: Il ministro Renato Brunetta, 2009

Italiano: Il ministro Renato Brunetta, 2009 (Photo credit: Wikipedia)

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:“Bene il Patto siglato ieri a Genova tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil per lo sviluppo e l’occupazione nel nostro Paese. Siamo totalmente d’accordo sulla necessità di ridurre il cuneo fiscale, di detassare gli utili reinvestiti nelle aziende, di introdurre meccanismi di sostegno all’accesso al credito per le imprese, di finanziare grandi progetti di innovazione, di riconoscere un credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, di aumentare le detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati.Tutto molto bello, bellissimo, straordinario. Ma Confindustria e i sindacati non solo non ipotizzano alcun tipo di copertura per la realizzazione di tutti questi interventi, ma neanche quantificano nel loro documento il costo dell’operazione. Ebbene, lo facciamo noi: per avere davvero effetto sull’economia, tutte le misure elencate nel ‘Patto’ richiedono dai 40 ai 50 miliardi.Per il cuneo fiscale servono almeno 15-16 miliardi (un punto di Pil): ci prov ò Prodi nel 2006 con 5 miliardi ed effetti non significativi. Altri 10-15 miliardi servono per le detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati; almeno 5 miliardi per detassare gli utili reinvestiti e riconoscere un credito di imposta per ricerca e sviluppo alle imprese; ancora 10-15 miliardi per finanziare progetti di innovazione e prevedere meccanismi di sostegno all’accesso al credito per le imprese.Né regge la tesi che se sono stati trovati i soldi per l’eliminazione dell’Imu sulle prime case e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole allora il governo deve trovare anche le risorse per i provvedimenti sul lavoro. Esiste, infatti, un problema di ‘scala’ che rende inconfrontabili i due interventi.Confindustria e sindacati quantifichino, come atto di responsabilità, il costo delle loro proposte e propongano delle coperture, come ha fatto il Pdl con riferimento all’Imu. Saremo tutti contenti di chiedere al presidente Letta di portare in Consiglio dei ministri e di approvare con tempestività un testo normativo che contenga tutti i punti del patto siglato ieri, con relative coperture!Non solo: Confindustria e sindacati ci spieghino anche come mai hanno proposto solo incentivi e sgravi fiscali a carico dello Stato e non anche misure di vero stimolo all’economia, quali l’aumento dell’orario di lavoro, l’aumento della produttività, la riduzione delle festivit à retribuite e la riorganizzazione degli ammortizzatori sociali, sul modello delle riforme tedesche dei primi anni 2000. Se tengono veramente a cuore la crescita e l’occupazione in Italia, affrontare questi nodi è ormai indilazionabile. Non si può fare sviluppo solo a spese della collettività e con il rivendicazionismo puro, senza responsabilità”.

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Comuni e patto stabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2013

Susy De Martini, europarlamentare PDL, facente parte del gruppo europeo dei Conservatori che si richiamano a Cameron (ECR), interviene il giorno dopo l’incontro tra il premier italiano, Letta, e quello inglese. «Questa Europa delle banche, dei bilanci padroni della vita di tutti, dell’euro, sta strangolando i popoli e allontanando le persone da quel comune sentire europeo dei Padri Fondatori.Per questo mi trovo in piena sintonia con Cameron e per questo ho scelto di aderire al gruppo Ecr, pur restando fedele al mandato dei miei elettori Pdl» – dice De Martini.
Sul piano pratico questa adesione a valori che sono lontani dall’Europa della Merkel e dei banchieri, significa battersi per il cambiamento: «Il mio impegno nel Parlamento Europeo è rivolto a riuscire a modificare la rotta. A cominciare naturalmente dalla mia Italia e dai problemi che partono dal mio territorio. Penso prima di tutto al Patto di Stabilità, deciso dal Governo italiano per soddisfare le richieste capestro di un’Europa da cambiare. I nostri Comuni sono strangolati, hanno il cappio al collo, anche quando sono virtuosi. Hanno i soldi ma non li possono spendere, così le nostre scuole pubbliche non possono essere ristrutturate. In Lombardia si sta cercando di uscire dalla crisi con il Patto di stabilità regionale verticale per riuscire a sbloccare 212 milioni. Se non cambieremo con rapidità, i Comuni non potranno più rispondere alle richieste dei cittadini, perdendo il senso stesso del motivo per cui si fa politica. Non possiamo permetterlo.
Si consideri che per il 2013 è previsto che le misure del Patto di stabilità influiranno sui comuni e le province della Lombardia determinando una contrazione di più del 20% degli investimenti con conseguente blocco di pagamenti alle imprese e l’impossibilità di garantire alcuni servizi essenziali. Come dice il Presidente di Anci Lombardia, il Patto di Stabilità come era stato concepito non ha nessuna logica: basti considerare quanto Anci Lombardia ha verificato, cioè che i comuni lombardi, per la maggior parte virtuosi, hanno una spesa media per gli investimenti del 26,84% e che nel 2007, l’87,36% dei Comuni superiori a 5000 abitanti ha rispettato il Patto. Eppure sempre più Comuni non riusciranno a rispettare i vincoli del Patto di Stabilità nazionale. Pertanto l’intervento di Regione Lombardia è necessario così come lo sarebbe un provvedimento legislativo ad hoc del Ministro Delrio, ex presidente di Anci. Pensiamo a come provvedimenti di tal genere si dimostrerebbero utili all’impiego di tutte le risorse che oggi i Comuni non possono spendere, a titolo di esempio segnalo la piccola Magenta con sei milioni in cassa che non possono essere riversati nel mondo dell’impresa.»

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Patto per la salute

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2012

Abbiamo letto l’intervista rilasciata recentemente dal Ministro per la Salute Renato Balduzzi in merito al Patto per la Salute, da noi fortemente criticato ( famosa Bozza dei Direttori Generali degli Assessorati alla Sanità delle varie Regioni ), che deve essere pronto entro il 30 Aprile 2012; ancora una volta siamo rimasti delusi per i contenuti espressi. Lo dice in una nota il Segretario Nazionale dell’Associazione per la tutela del Cittadino Assotutela Pietro Bardoscia.Rimarcando per l’ennesima volta la nostra assoluta contrarietà ad ogni nuova forma di tassazione che gravi sui cittadini, proponiamo di puntare sulla diffusione delle impegnative on-line e sulla diffusione del modello Dr. Cup adottato nella Regione Lazio.Utilizzando le impegnativa solo per via telematica si produrrà un notevole risparmio economico evitando l’emissione cartacea di milioni di ricette prescritte ogni giorno in Italia dai medici per visite specialistiche, esami diagnostici e prescrizione farmaci, oltre ad un risparmio sulle spese di spedizione e consegna dei ricettari che vengono distribuiti ai vari ambulatori medici e nei vari Enti Ospedalieri. Inoltre si potranno recuperare ampi spazi all’interno delle strutture ospedaliere, oggi destinati all’archiviazione delle ricette, e si potrà impiegare il personale destinato a queste mansioni per altri servizi. Ma questo può diventare sopratutto un importante strumento di lotta all’evasione dal ticket sanitario monitorando con maggior scrupolo ed attenzione i cittadini che hanno dichiarato una esenzione per Stato Sociale o Reddito oltre ad avvalersi di Statistiche specifiche sul volume di impegnative emesse per la prescrizione di farmaci o prestazioni sanitarie, grazie all’ausilio di un Sistema Unico Ricettari – Medici Prescrittori – Farmacie, intervenendo sugli eventuali abusi o eccessi sino ai casi più estremi con truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale come quelle documentate dalla Trasmissione “Le Iene” sulle Farmacie.
Poi invitiamo il Governo a diffondere e potenziare il sistema Dr. Cup, già utilizzato nella Regione Lazio, che permette ai medici di base di poter prenotare telefonicamente, con un canale preferenziale, le visite specialistiche ed esami diagnosti strumentali per i casi urgenti entro le 48 – 60 ore. Questo sistema, una volta messo a regime, consente di tutelare il cittadino dandogli la possibilità di effettuare delle visite urgenti in breve tempo e soprattutto senza l’obbligo di ricorrere all’intramoenia ( prestazioni a pagamento ), ed inoltre consente di non ingolfare i Pronto Soccorso. Per renderlo efficace occorre innanzitutto un coordinamento tra i Medici di Medicina Generale e Specialisti che erogano gli esami, occorre un monitoraggio costante sulla correttezza delle prescrizioni, intervenendo sul medico di base qualora abbia “abusato” del Dr. Cup prescrivendo visite urgenti senza una reale priorità. Ci rendiamo disponibili – conclude Bardoscia – ad un serio confronto con il Ministro della Salute e con i Tecnici delle varie Regioni sui questi temi, convinti che insieme ad altri provvedimenti come la Centrale Unica per gli Acquisti, l’accorpamento delle Asl con relativa riduzione dei Direttori Generali, Sanitari ed Amministrativi si produrranno risparmi per svariati miliardi di euro.

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Fiscal compact

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2012

E’ il nuovo patto di bilancio che il Consiglio Europeo si è dato lo scorso 9 dicembre per ridefinire le regole di bilancio e gli impegni assunti dai governi dei paesi dell’area dell’euro con riferimento ai conti pubblici. Si intende, in questo modo, assicurare la sostenibilità di lungo periodo delle finanze pubbliche di quei paesi che avendo una moneta in comune non possono di certo gestirla senza darsi delle regole di salvaguardia per tutelare, sia le economie virtuose, sia per spronare quelle in difficoltà. E da qui lo spartiacque tra chi è stato inadempiente e stenta a rimettersi in regola come la Grecia e la “fascia grigia” dei paesi come l’Italia con un debito pubblico da capogiro e ancora la Spagna, il Portogallo e l’Irlanda. Ma questa invocata stabilità finanziaria per essere credibile non presenta sino ad oggi gli strumenti più idonei per renderla operativa. In altri termini quanto si parla di European Financial Stability Facility e del meccanismo europeo di stabilità siamo più propensi a crogiolarci intorno alle belle parole ma ci guardiamo bene dall’essere conseguenti. La verità è che se l’Eurolandia non si da delle regole comuni in fatto di fisco, di bilanci pubblici, di partecipazioni statali, di riforme strutturali audaci e ambiziose e di mercato del lavoro non sarà possibile esercitare un controllo rigoroso e comparativo adeguato. Questo dibattito oggi si trascina da una cancelleria all’altra dei vari governi interessati, ma non decolla. E’ che tutti, a bocce ferme, predicano bene, sollecitano riunioni dibattiti, incontri bilaterali o multilaterali, ma alla fine non pensano all’Europa come una sola anima ma cercano unicamente d’imporre una personale leadership per pensare ai propri casi a danno degli altri. Queste cose non sono capite negli U.S.A. Ecco il motivo dell’ambasceria del nostro presidente del consiglio Mario Monti per spiegare a quelli di Wall Street e della Casa Bianca che la barca europea ha un fasciame solido per reggere al mare mosso, anzi agitato, ma che abbisogna di tempo per digerire una logica di mercato più solidale e collaborativa in quanto non si tratta di essere primi della classe in casa propria ma di diventarlo in dimensione europea poiché la misura della propria capacità competitiva si calcola a livello di continente e non di singolo stato o di club per due o tre paesi. Oggi più che mai questa necessità diventa imperativa poiché dobbiamo avere a che fare con forti economie emergenti come quella asiatica ma anche Sud Americana. Costoro non perdono tempo per espandersi e potenziarsi. Siamo noi che non ci rendiamo conto che il fattore tempo non è dalla nostra parte e che dobbiamo agire in fretta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Libia-Italia: patto anti-immigrazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2011

Il Governo italiano ha rinnovato, senza alcun clamore mediatico, il Trattato di amicizia Italia-Libia, con la stessa forma di cooperazione nella lotta all’immigrazione clandestina che faceva parte del precedente Trattato, stipulato dall’ex premier Silvio Berlusconi con Gheddafi nel 2008. “Nonostante le proteste contro il primo Trattato da parte dei più importanti organismi internazionali che tutelano i diritti dei profughi e gli articoli della Convenzione di Ginevra, il presidente del Consiglio nazionale transitorio della Libia (Cnt) Mustafa Abdel Jalil e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti hanno sottoscritto lo stesso patto anti-immigrazione” affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione umanitaria EveryOne. “Nella sostanza,” spiegano gli attivisti, “il Trattato assicura la cooperazione nella lotta contro l’immigrazione clandestina, attraverso strettissimi controlli lungo le coste libiche, oltre che gli investimenti italiani in Libia e ciò che prevedeva il patto precedente. Quello che sconcerta è che, dopo le tante denunce emerse a livello internazionale sulla condizione dei migranti detenuti nelle carceri libiche e sul trattenimento di profughi in fuga da crisi umanitarie, nessuna garanzia viene richiesta alle autorità libiche per quanto concerne la tutela dei migranti aventi diritto allo status di rifugiati o ad altra protezione internazionale in quanto vittime di persecuzione”. Dopo aver incontrato Monti, Jalil è stato ricevuto dal presidente Giorgio Napolitano, dal ministro degli Esteri Giulio Terzi e dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il Gruppo EveryOne, insieme ad altre ONG, ha inviato un appello urgente al Governo italiano, al presidente Napolitano, al presidente Fini, all’Alto Commissario ONU per i Rifugiati Antonio Guterres, all’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Navi Pillay e al Commissario europeo per i Diritti Umani Thomas Hammarberg affinché Italia e Libia sottoscrivano nell’immediato un impegno al rispetto tassativo, nelle politiche sull’immigrazione, di quanto prevedono la Convenzione di Ginevra sui Rifugiati e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. “Chiediamo alle Nazioni Unite e alle istituzioni dell’Unione” concludono i co-presidenti del Gruppo EveryOne, “di aiutarci in questa richiesta, intercedendo con i due Governi affinché non si profili una nuova era di violazioni dei diritti fondamentali dell’individuo che ha già lasciato scie di morti e perseguitati che non ha certamente reso onore all’Europa”.

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Parlamento europeo: governance economica

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

L’Aula ha adottato giovedì la sua posizione sul pacchetto relativo alla governance economica, chiedendo una serie di regole nuove che diano maggiore ambizione e peso alle proposte originarie della Commissione. Maggiore trasparenza, avvertimenti automatici e sanzioni più forti, nonché nuove multe, rientrano in questo accordo. I gruppi del centrosinistra, tuttavia, avvertono tutto ciò implica più austerità. Parti del pacchetto, in particolare quelle che si occupano del rafforzamento del patto di stabilità e di crescita, sono state approvate con margini ridotti, con l’S&D, i Verdi/ALE e il GUE/NGL che si sono espressi contro, in quanto ritengono vi sia un’eccessiva focalizzazione sul controllo fiscale e poco margine per continuare con gli investimenti vitali necessari per una crescita e un’occupazione a lungo termine. Tuttavia, i testi per prevenire gli squilibri macro-economici hanno ottenuto maggioranze significative. I testi adottati forniranno ora ai ministri delle finanze e ai Capi di Stato la posizione ufficiale del Parlamento europeo nel suo complesso, in vista del Consiglio europeo del 23-24 giugno. Questa posizione costituirà la base per le trattative tra gli eurodeputati e gli Stati membri, che sono destinate a proseguire speditamente, per raggiungere un accordo definitivo non appena possibile.
Punti importanti che emergono dal voto Tra i nuovi punti figurano:
• Un maggiore utilizzo del voto a maggioranza qualificata inversa (RQMV) per rendere più automatiche le raccomandazioni e le avvertenze. Ciò riguarda in modo particolare la dichiarazione che uno Stato membro non ha preso alcuna azione correttiva per porre rimedio allo squilibrio macroeconomico accertato.
• Una maggiore trasparenza, rendendo pubblici più testi e più discussioni di quanto previsto inizialmente, anche attraverso il coinvolgimento del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali per responsabilizzare gli Stati membri.
• La codifica del semestre europeo in testi giuridici, dando così valore giuridico a tale procedura.
• L’aumento dei poteri della Commissione, attraverso maggiori informazioni da fornire alla Commissione rispetto a quanto previsto in precedenza e missioni di sorveglianza negli Stati membri.
• Una nuova sanzione (0,2% del PIL) per le statistiche fraudolente in relazione ai dati su deficit e debito.
• Un deposito fruttifero come sanzione (0,1% del PIL) nel caso uno Stato membro non agisca come raccomandato per correggere uno squilibrio macroeconomico.
• Una maggiore indipendenza degli istituti statistici.
• Maggiori dettagli sugli indicatori da utilizzare per il controllo degli squilibri macroeconomici per garantire che la Commissione non basi il suo giudizio solamente su dati puramente economici, ma consideri anche la dimensione sociale.
• La salvaguardia dei processi di contrattazione sociale e gli accordi di fissazione dei salari.
• Una clausola di revisione sugli Eurobond (Eurosecurities). Entro la fine del 2011, la Commissione preparerà una relazione e, eventualmente, delle proposte legislative.
Sebbene non vi sia ancora un accordo definitivo con gli Stati membri sui punti seguenti, essi figurano nei testi adottati questo giovedì dai deputati.
• Nessun accordo ancora sulle dichiarazioni automatiche da inviare agli Stati membri che ignorano gli avvertimenti della Commissione sul superamento della spesa. Questo automatismo è previsto nei testi adottati in quanto è considerato il mezzo per riuscire a imporre sanzioni, e quindi in grado di fornire un reale incentivo a un paese per regolarizzare la propria situazione. La clausola inserita riduce il potere dell’accordo di Deauville proposto da Francia e Germania di mantenere una salda presa sulle valutazioni di non conformità espressa dalla Commissione.
• Audizione dei ministri delle Finanze da parte del PE. In base alla proposta della Plenaria, “lo Stato membro interessato si vedrebbe offerta l’opportunità (…) di partecipare a uno scambio di opinioni”.
• Un riferimento alla necessità di guardare ai paesi con una partita corrente attiva (come la Germania), nonché ai paesi con partite correnti in deficit (paesi che importano molto) al momento di valutare le cause di uno squilibrio macroeonomico.

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Nuovo patto tra generazioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Roma – Italia 2 giugno 2011 <<Occorre cogliere l’occasione di questa giornata affinché l’intero Paese si riconosca in un insieme di valori e principi comuni, che rappresentano la base di un sentimento di appartenenza collettiva. Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di ricordare le proprie radici>>. Ad affermalo è Carmelo Lentino, segretario nazionale di Giovani Insieme in occasione della Festa della Repubblica. <<Serve trasmettere ai giovani – continua Lentino – quella necessità di Unità Nazionale che purtroppo negli ultimi tempi è mancata. Oggi occorre rifondare un patto tra generazioni per ridare slancio al nostro Paese e per salvaguardare quanto in passato sia stato conquistato, in tema di diritti, da parte dei cittadini>>. <<Dobbiamo fare in modo – conclude il segretario di Giovani Insieme – che l’Italia ritorni a credere nei suoi giovani e che quest’ultimi ritornino a credere nel loro Paese>>.

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