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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘patto’

Roma ha finalmente il suo Patto per la Lettura

Posted by fidest press agency su martedì, 2 agosto 2022

E’ lo strumento previsto dalla legge Piccoli-Nardelli del 2020, che ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione del libro e della lettura, mettendo in rete il comune con tantissime realtà territoriali pubbliche e private. La Giunta di Roma Capitale ha infatti dato il suo via libera a una delibera, proposta dall’assessore alla Cultura, Miguel Gotor, con la quale si approva il “Patto locale per la lettura di Roma Capitale”, all’interno del quale il comune verrà rappresentato dall’istituzione Biblioteche di Roma. Il patto vedrà il coinvolgimento dei Municipi e vi hanno già aderito 417 tra associazioni, asili, scuole di ogni ordine e grado, Onlus, case editrici, teatri, università, librerie, aziende ed enti pubblici.I Patti locali per la lettura sono strumenti riconosciuti dalla legge n. 15 del 2020 come principali mezzi per l’attuazione del Piano Nazionale d’Azione per la Promozione e il Sostegno della Lettura e sono promossi dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell). L’obiettivo è quello di facilitare il radicamento della lettura come abitudine individuale e sociale diffusa, promuovendo la creazione di una rete territoriale che coinvolga le istituzioni pubbliche e realtà del mondo della formazione, della cultura, del sociale e dell’economia.Il Patto per la Lettura di Roma Capitale, oltre a promuovere il valore della lettura, punta alla valorizzazione della lingua italiana attraverso la diffusione delle opere dei grandi autori del passato e del nostro tempo. Inoltre, promuoverà interventi mirati per specifiche fasce di lettori e per territori con più alto tasso di povertà educativa e culturale, anche al fine di prevenire o di contrastare fenomeni di esclusione sociale.I primi sottoscrittori hanno potuto aderire al progetto attraverso un avviso pubblico pubblicato dalle Biblioteche di Roma il 14 luglio e in pochi giorni sono state raccolte centinaia di adesioni da parte di realtà locali e nazionali operanti nella Capitale. L’avviso resterà aperto per i prossimi tre anni e sarà aggiornato periodicamente.“Il compianto Luca Serianni, tragicamente scomparso pochi giorni fa, era solito ricordare che ‘la lettura rientra in quelli che sono i bisogni fondamentali, niente è in grado di sostituirla’ – così l’assessore Gotor – E con questa iniziativa Roma intende proprio riconoscere la lettura come diritto fondamentale e imprescindibile per tutti e come strumento centrale per promuovere lo sviluppo culturale, civile e sociale della città. Il fatto rilevante – ha aggiunto Gotor – è che in poco più di dieci giorni hanno aderito al Patto per la Lettura una galassia di realtà di ogni tipo diffuse su tutto il territorio cittadino, dall’Accademia romanesca ai ragazzi di Zalib, passando per le librerie, le scuole e importanti attori del mondo della cultura e dell’editoria che operano a Roma. Un risultato eccezionale che vogliamo rafforzare ancora: in autunno, infatti, organizzeremo un grande appuntamento durante il quale, insieme ai sottoscrittori presenteremo pubblicamente il progetto alla cittadinanza”, ha concluso.

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I Consulenti del Lavoro firmano il Patto per l’Export

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2022

Le competenze dei Consulenti del Lavoro a supporto del Patto per l’Export grazie alla firma del protocollo da parte del Consiglio nazionale dell’Ordine. La strategia per il rilancio delle esportazioni, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme a numerosi altri Dicasteri, la Cabina di Regia per l’Italia internazionale e rappresentanti del mondo imprenditoriale italiano, ha già portato a investire 7,2 miliardi di euro, facendo superare i 500 miliardi di euro al volume generato dall’export italiano. «In questa fase di transizione per il mondo del lavoro, abbiamo ritenuto fondamentale aderire a questo progetto sinergico di supporto alla ripartenza delle imprese, di cui condividiamo principi ispiratori e pilastri attuativi» ha affermato la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone a margine della firma. La Categoria rappresenterà un elemento di connessione della strategia verso quel milione e mezzo di aziende clienti per le quali potrà operare tanto nell’informazione delle opportunità messe a disposizione dal Patto per l’Export quanto nell’affiancamento di imprese e lavoratori attraverso la formazione. «Con la firma di oggi – ha continuato la Presidente ‒ garantiamo al progetto le competenze dei Consulenti del Lavoro per aumentarne ancora l’efficacia e la pervasività, soprattutto verso le piccole e medie imprese che assistiamo quotidianamente».

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Pnrr, Cavallaro (Cisal): patto per il Sud o rischio aumento gap con nord

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2022

“Il Pnrr è un’opportunità per cercare di colmare il divario nord-sud ma potrebbe trasformarsi anche nello strumento che amplierà questo profondo gap”. Lo riferisce il segretario generale della Cisal, Francesco Cavallaro. “Superata la prima fase del Pnrr, caratterizzata da attività di mera programmazione – spiega – bisogna passare ai fatti e in questo contesto, come rilevato dalla Corte dei Conti, la disponibilità ancora limitata di strutture tecniche a sostegno delle capacità progettuali delle amministrazioni territoriali sta creando grossi problemi soprattutto agli enti locali del Sud, in balia di apparati burocratici fragili, carenza di risorse umane e di professionalità necessarie alla gestione delle varie attività previste. L’annunciato grande piano di formazione del personale pubblico, tra l’altro non calibrato sulle specificità del Pnrr e sul grado di preparazione già posseduto dalla stragrande maggioranza dei dipendenti, non basta. Necessario un patto sociale specifico per il Meridione d’Italia – conclude – per far sì che non si perda una partita determinante per il futuro, non solo del Sud, ma di tutto il Paese”. By Alessio Bompasso

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Patto di consultazione tra Delfin e Fondazione CRT

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2022

Torino/Lussemburgo. I rappresentanti di Delfin e della Fondazione CRT si sono confrontati su temi di interesse comune relativi alle Assicurazioni Generali, anche alla luce della più recente evoluzione del quadro di riferimento.Delfin e Fondazione CRT hanno riaffermato la correttezza e perdurante validità della scelta di unirsi in un patto di consultazione.La finalità di tale patto era e resta quella di creare una cornice giuridica adeguata e trasparente, nella quale potersi confrontare su temi di rilevanza strategica per la Compagnia, e poter così apportare, attraverso un dialogo aperto, costruttivo e leale con gli organi sociali e con gli altri azionisti, la visione propria di soci di lungo termine, che hanno investito ingenti risorse nel capitale della Compagnia, sempre garantendole il proprio supporto anche nei periodi meno favorevoli. Al contrario, il patto di consultazione non ha mai avuto per oggetto l’esercizio concertato del diritto di voto né gli aderenti hanno con esso mai assunto, o inteso assumere, impegni o vincoli relativi all’esercizio del diritto di voto e degli altri loro diritti sociali.In Assicurazioni Generali, come in altre importanti realtà imprenditoriali e finanziarie cui partecipano, Delfin e Fondazione CRT sono da sempre azionisti stabili orientati al lungo periodo. Come tali, rimangono fermamente convinti che solo un dialogo aperto e costruttivo – saldamente ancorato alla considerazione dell’interesse sociale, al rispetto delle norme e dei diritti dei soci e ai normali modelli di relazione e di engagement che dovrebbero contraddistinguere soprattutto una società di rilevanza strategica per il Paese come le Assicurazioni Generali – possa consentire alla Compagnia di perseguire un percorso di crescita sostenibile, per superare le criticità che ne hanno condizionato il posizionamento competitivo rispetto ai suoi principali competitors su scala europea, creare valore per tutti gli stakeholders coinvolti e per il Paese e preservare nel tempo l’autonomia dell’istituto.

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Patto di rilancio per l’agricoltura del Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

È positivo che i riflettori comincino ad accendersi sulla necessità di elaborare una strategia per le campagne del Mezzogiorno in vista dei fondi in arrivo con il Pnrr. Il momento di prendere le decisioni è adesso, introducendo misure ad hoc per l’imprenditoria agricola meridionale. Una burocrazia più snella è condizione necessaria, ma non sufficiente. Occorre elaborare politiche di lungo respiro che puntino sull’agroecologia come cardine della rinascita.Le campagne del nostro Sud racchiudono molte potenzialità inespresse – continua Tiso. Se le risorse del Pnrr saranno investite in modo efficace nel Meridione, sarà possibile cominciare a colmare il divario che ancora esiste con il nord del Paese e rendere il Mezzogiorno finalmente protagonista della ripartenza.A livello regionale, la gestione dei Psr può e deve essere migliorata con l’obiettivo di utilizzare nel modo migliore tutti i fondi disponibili e fornire un sostegno concreto alle aziende. Vanno inoltre recuperati i ritardi accumulati nel campo delle infrastrutture, dai trasporti alla logistica, dalle energie rinnovabili agli impianti idrici. La nostra Confederazione ha infine proposto la creazione di un polo per ricerca scientifica applicata in agricoltura in una città del Meridione. Un centro in cui si possano concentrare tutti i principali attori del rinnovamento tecnologico in agricoltura e valorizzare le eccellenze della nostra tradizione agricola.

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Istruzione. Patto per la Scuola e Decreto Sostegni bis

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso della diretta di Orizzonte Scuola Tv si è espresso sulla mobilità: ha affermato che “il sindacato deve dare risposte ai lavoratori”. Non è possibile infatti negare a loro che il diritto al lavoro sia affiancato a quello alla famiglia. Per quanto riguarda il vincolo quinquennale, oggi finalmente tutti siamo d’accordo a toglierlo, sembra nel decreto Sostegni ci sia una norma, ma è stata scritta male. Infatti, essa non dà la possibilità di riportare le assegnazioni provvisorie a quella dinamica annuale; se c’è un posto vacante e un docente ha necessità di stare un anno con la famiglia, perché non dovrebbe poterlo fare? Ci sono poi anche altri strumenti come l’assegnazione temporanea, la legge 104. Insieme dobbiamo spingere in questa direzione” per il bene di tutti, ha concluso Pacifico.

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Il patto per la Scuola al centro del Paese in una visione inclusiva

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

“Apprendiamo con soddisfazione la notizia secondo la quale il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e le Organizzazioni Sindacali hanno firmato il “Patto per la Scuola al centro del Paese”. Le parti concordano 21 punti che trattano dal reclutamento alla sicurezza, dal tema della dispersione a quello dell’inclusione, dalla formazione iniziale alla formazione continua, dalla valorizzazione alla mobilità del personale. In particolare, Ancodis apprezza la visione che traspare anche per un nuovo modello organizzativo e contrattuale nel quale tutte le risorse professionali troveranno meritata attenzione e conseguente valorizzazione. “Sembra emergere, afferma il Presidente Rosolino Cicero, una nuova visione inclusiva che, coerentemente al Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale sottoscritto nello scorso mese di marzo, mette al centro la scuola nella sua complessità”. Nel Patto per il rilancio della Pubblica Amministrazione, infatti, si vuole costruire un nuovo modello che dopo decenni di involuzione sociale deve risorgere investendo sulle risorse umane e professionali e ponendo la necessaria attenzione al “giusto riconoscimento di chi con merito lavora quotidianamente al servizio dello Stato e nelle sue articolazioni”. “In particolare, continua Cicero, l’idea di rilanciare il sistema educativo-scolastico italiano a partire dalla valorizzazione di tutto il personale e di tutte le professionalità oggi impegnate nella quotidiana azione organizzativa, amministrativa e didattica vede i docenti Collaboratori del Dirigente scolastico fiduciosi in un cambiamento culturale di chi è sempre stato seduto al tavolo del confronto”. Scorrendo i 21 punti, Ancodis legge con favore il punto “prevedere efficaci politiche salariali per la valorizzazione del personale docente e ATA con il rinnovo del prossimo CCNL tramite le risorse previste nel Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” e il punto “prevedere in un’ottica pluriennale forme di valorizzazione di tutto il personale della scuola a partire dalla legge 207/2015 art. 1 comma 592 che appunto prevede un finanziamento di 30 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020”. Infine, il punto nel quale si legge di “prevedere nell’atto di indirizzo un adeguato riconoscimento di tutte le professionalità operanti nella scuola” ci lascia ben sperare sul fatto che finalmente le figure di sistema e i collaboratori del Ds possano avere una precisa identità giuridica e contrattuale. E in questa nuova identità professionale caposaldo deve essere la formazione specifica in gestione, monitoraggio, coordinamento e pianificazione organizzativa, sicurezza, progettazione, coordinamento e pianificazione didattica per chi vuole percorrere una carriera integrata alla progressione per fasce stipendiali. Secondo Ancodis, “per attuare questa “rivoluzione culturale” è necessario un confronto tra tutte le componenti nei costituendi tavoli tecnici ai quali i docenti Collaboratori del Ds – sulla base della loro quotidiana esperienza nei due campi della didattica e del funzionamento organizzativo – ritengono di poter dare un costruttivo contributo”. Attendiamo soltanto di essere invitati per poter dire che davvero il sistema scolastico ha assunto veri caratteri inclusivi nei confronti di tutte le sue professionalità.

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Patto per la Scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2021

Dopo le incoraggianti parole del Ministro bianchi di qualche giorno fa, il patto per la scuola è stato siglato: finalmente la scuola occupa concretamente il posto che merita come base essenziale per la crescita e lo sviluppo del nostro paese. Parlando di Istituzioni scolastiche non si può non parlare della figura professionale del dirigente scolastico: i presidi, infatti, per primi con grande spirito di abnegazione e sacrificio hanno egregiamente condotto la scuola, specialmente durante il periodo pandemico. Riconosciuta l’enorme importanza strategica della scuola, nel documento vengono trattati temi importantissimi per i quali non è più possibile rimandarne la risoluzione, fra tutti molti temi su cui Udir si è battuto sin dalla sua nascita e sui quali continua a impegnarsi quotidianamente. Tutto ciò si lega alla grande opportunità di poter accedere ai fondi straordinari stanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.Tra gli argomenti sostenuti da Udir figurano: la garanzia della didattica in presenza dal 1° settembre del dirigente scolastico e di tutto il personale scolastico; l’applicazione della norma che modifica il dimensionamento scolastico con il ripristino di circa 400 sedi già dal prossimo anno scolastico e successivamente di tutte le sedi tagliate negli ultimi dieci anni; la sicurezza di tutti gli edifici scolastici con un mirato piano di ammodernamento degli edifici esistenti e la costruzione di edifici ex novo; la modifica del testo unico 81/2008 con definizione della responsabilità tra proprietario dell’immobile e dirigente scolastico gestore. Altro punto su cui il documento si concentra riguarda la retribuzione: Udir, con a capo Marcello Pacifico suo presidente nazionale, si è battuta negli ultimi anni per poter garantire a ogni preside la giusta valorizzazione salariale e lo sblocco del Fun, oltre a un confronto sulla mobilità in vista del nuovo CCNL. Marcello Pacifico ha affermato che “finalmente sembra che la politica si sia resa conto della situazione difficoltosa, più volte ribadita, in cui versa un settore strategico come quello dell’istruzione. Ha dimostrato di voler intervenire concretamente ascoltando chi la scuola la vive ogni giorno e che quotidianamente supera ostacoli per garantire serenità agli studenti e al personale scolastico”.

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Patto per la scuola, La Cisal sigla l’accordo a Palazzo Chigi

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

“Soddisfatti per un patto che apre a una stagione di confronto aperto con i sindacati per un reclutamento più snello e funzionale, per poter ridiscutere le procedure di mobilità e assegnazione provvisoria riportando la questione al tavolo contrattuale e per una procedura immediata di immissioni in ruolo straordinarie, in modo da garantire davvero un avvio dell’anno scolastico all’insegna della stabilità del lavoro nella scuola”. Lo ha detto il segretario confederale della Cisal e presidente Anief, Marcello Pacifico, al termine dell’incontro per la sottoscrizione a Palazzo Chigi del Patto per la scuola. “Ora bisogna trovare urgenti soluzioni condivise per risolvere il problema della supplentite nel sistema nazionale di istruzione, valorizzare le diverse professioni del personale scolastico a livello giuridico e salariale, riaprire in sicurezza le scuole e migliorare gli apprendimenti, rimuovere i vincoli e gli ostacoli ai trasferimenti e passaggi di ruolo”.

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Il Patto per la Scuola è stato siglato

Posted by fidest press agency su sabato, 22 Maggio 2021

Confederazioni sindacali e Ministero si sono incontrati a Palazzo Chigi per la firma sulla versione definitiva dell’accordo dopo il vaglio del Governo. Anief ha contribuito, grazie anche all’intervento del segretario confederale Cisal e presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, a definire la stesura del testo definitivo. “Diverse nostre priorità sono state ascoltate e accolte e di questo non possiamo che esserne soddisfatti: c’è l’obiettivo comune di cancellare il continuo ricorso ai contratti a termine anche eliminando dall’ultima versione, proprio come avevamo chiesto noi, un riferimento generico alla definizione di un organico pluriennale anche per i contratti a termine. Nella scuola si deve stabilizzare, oggi più che mai, e garantire l’immissione in ruolo di tutti i precari. Le procedure snelle utili all’assunzione a tempo indeterminato saranno definite e utilizzabili già per garantire l’inizio del prossimo anno scolastico. C’è anche l’intesa per confrontarsi a breve sulle procedure di mobilità e di assegnazione provvisoria e auspichiamo che la soluzione possa tornare materia “pura” di contrattazione tra le parti sociali. Evidenziamo anche e nuovamente che il Patto intende valorizzare i convitti nazionali, gli educandati, il personale educativo e DSGA e le scuole italiane all’estero, tutti temi che Anief ha sollevato ed hanno trovato conferma nel testo definitivo”. Durante il suo intervento, Marcello Pacifico si era soffermato non solo sulla necessità di una procedura urgente e utile al reclutamento e che valorizzasse il servizio svolto per anni da centinaia di precari, come il ricorso allo scorrimento delle GPS, ma anche sull’importanza di attivare subito, “oltre al tavolo sul reclutamento, anche quello sulla mobilità in vista delle assegnazioni provvisorie per dare una risposta anche in deroga, come è stato fatto nel 2011, alla legislazione vigente”. La firma apposta oggi dalle confederazioni, dunque, dà il La all’avvio delle risoluzioni utili a garantire un corretto avvio dell’anno scolastico 2021/2022, ma anche per ridisegnare il mondo della scuola rivedendo le procedure concorsuali e di reclutamento in modo consapevole e responsabile. “In contrattazione proporremo – commenta Marcello Pacifico dopo la firma di oggi apposta all’accordo – una valorizzazione vera del personale tutto della scuola con il riconoscimento delle indennità di rischio biologico e burnout, di un’indennità di sede lavorativa in caso questa sia diversa dalla residenza abituale e un’indennità di incarico per i contratti successivi ai 24 mesi”.

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Patto sulla scuola: Un miliardo per assumere tra i 60-80mila precari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Maggio 2021

Il Patto per l’Istruzione è vicino alla chiusura. Mancherebbero solo gli ultimi dettagli da definire e la firma che avverrà molto probabilmente già nei prossimi giorni. E allora inizia a farsi strada una stabilizzazione dei precari da immettere già il prossimo settembre ma anche una riforma del reclutamento che dovrà essere pensata per avere i migliori docenti in cattedra.Il testo dell’accordo raggiunto sinora indica un impegno importante sul reclutamento che “si deve realizzare entro l’avvio del prossimo anno scolastico, anche attraverso una procedura urgente e transitoria di reclutamento a tempo indeterminato”. Si parla di un investimento iniziale che oscilla fra 1 milione e 1,3 milioni di euro, utile a realizzare le assunzioni immediate, in modo da assumere oltre 60 mila docenti, anche 80 mila, la maggior parte dei quali andrebbero a coprire le cattedre vuote del Nord Italia. Su questo punto il Mef sta realizzando le necessarie verifiche, anche sulle coperture.

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Patto per la scuola: accolte diverse osservazioni proposte dalla Cisal

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

“Quello assunto oggi eun impegno importante – commenta il segretario confederale Cisal e presidente Anief, Marcello Pacifico – che dovrà essere onorato nei prossimi giorni con proposte concrete da tradurre subito in norme legislative e nell’atto di indirizzo per rinnovare il CCNL. Abbiamo dato il nostro contributo alla redazione di un testo fondamentale per la ripresa e la crescita del Paese molte delle nostre priorità sono state tenute in considerazione e siamo soddisfatti che il testo definitivo riconosca centralità all’immediata risoluzione dell’annosa problematica del precariato scolastico, attraverso procedure snelle che permetteranno l’immissione in ruolo del personale già dal prossimo anno scolastico, che avvii un confronto anche per superare nell’immediato il vincolo quinquennale sui trasferimenti, per ridurre il numero di alunni per classe e che riconosca la giusta importanza anche alle scuole italiane all’estero, ai Convitti, ai CPIA, al personale DSGA e al personale educativo che la versione iniziale del testo non prevedeva e che noi abbiamo proposto. Non n si può parlare di restituire centralità alla nostra Scuola, se non si garantiscono i fondi necessari per valorizzare il personale tutto, per procedere a un significativo rinnovo anche dell’edilizia scolastica e per garantire la formazione continua e costante dei lavoratori della scuola. Contiamo, ora, che si acceleri con le procedure straordinarie per il reclutamento per arrivare a settembre prossimo davvero con tutte le cattedre vacanti finalmente coperte da personale con contratto a tempo indeterminato. Abbiamo ribadito che la nostra Scuola deve garantire professionalità e competenza, ma questo non è realizzabile se il personale che da anni lavora nelle nostre scuole come precario non ottiene il giusto riconoscimento attraverso la stabilizzazione che anche l’Europa ci chiede da anni. In tutte le assemblee sindacali che stiamo svolgendo in ogni provincia del Paese per informare e consultare i lavoratori sulla nostra piattaforma sindacale e l’atto di indirizzo del ministro Brunetta – conclude Pacifico – migliaia di insegnanti, educatori, amministrativi sono d’accordo con le nostre proposte sull’introduzione di specifiche indennità di rischio biologico per il lavoro in presenza durante il Covid e di rischio burnout per lo stress da lavoro correlato all’attività di insegnamento, indennità di sede per il lavoro svolto fuori dal proprio comune di residenza, indennità di incarico per i precari con più di 24 mesi di servizio“.

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Istruzione: Patto per la scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Anief condivide l’accorto raggiunto dal ministro Bianchi e dalle confederazioni sindacali rappresentative. Subito una fase transitoria su assunzione dei precari e ridefinizione degli organici, il cui primo tavolo parte lunedì prossimo, segue l’impegno a ricercare risorse aggiuntive per valorizzare il personale nel prossimo contratto come richiesto nelle varie assemblee sindacali e a modificare le regole sulla mobilità. Dubbi invece sui possibili contratti pluriennali per garantire la continuità didattica.Per Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, “la supplentite si vince con la stabilizzazione di tutto il personale precario del sistema nazionale di istruzione, su tutti i posti vacanti in organico, con una specifica indennità nel contratto da aggiungere alla parità di trattamento salariale e giuridica”.Tra le proposte che sono ora al vaglio della Presidenza del Consiglio, condivise dal sindacato e attualmente all’esame del Parlamento, quali emendamenti agli attuali decreti legge in sede di conversione, si sottolinea la necessità di avviare nuove procedure di reclutamento per avere tutti a scuola il primo settembre tra insegnanti educatori e amministrativi già prima dell’avvio del prossimo anno scolastico, anche attraverso una procedura urgente e transitoria del reclutamento; semplificare l’attuale concorso ordinario con una valorizzazione della formazione; garantire la sicurezza degli edifici scolastici dal punto di vista energetico e sismico; potenziare la formazione iniziale degli insegnanti attraverso il raccordo tra scuola e università; prevedere efficaci politiche salariali con risorse aggiuntive nel prossimo contratto ed un adeguato riconoscimento di tutte le professionalità operanti nella scuola; procedere all’eliminazione del divario tra le istituzioni scolastiche nel territorio nazionale e con particolare attenzione al Mezzogiorno; aprire un confronto sulla mobilità del personale scolastico e ridurre il numero di alunni per classe e per istituzione scolastica.Già da lunedì partirà il primo tavolo sul reclutamento dove Anief proporrà la riapertura delle GaE al personale docente abilitato, ivi incluso quello con diploma magistrale o di insegnamento tecnico pratico; l’assunzione di tutto il personale idoneo e che comunque ha partecipato al concorso straordinario; l’utilizzo per le immissioni in ruolo delle graduatorie provinciali di istituto (GPS) aggiornate ed includenti anche la terza fascia; il passaggio di ruolo dei DSGA facenti funzione; la conversione a tempo indeterminato del personale precario, educativo ed amministrativo; l’assunzione di tutti gli idonei dell’ultimo concorso e un canale riservato per titoli per il personale di religione cattolica.

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PA: Sottoscritto il Patto Innovazione e coesione sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2021

Arriva a compimento l’accordo tra amministrazione pubblica e Confederazioni sindacali, presso l’Aran, degli gli atti di indirizzo sul riavvio della stagione contrattuale: un rinnovo, relativo al triennio 2019-2021, che interessa oltre tre milioni di dipendenti pubblici e che prevede anche di far confluire l’elemento perequativo delle retribuzioni all’interno della retribuzione fondamentale. Sarà compito del Governo, successivamente, individuare le misure legislative utili a promuovere la contrattazione decentrata e a superare il sistema dei tetti ai trattamenti economici accessori. L’accordo fa anche riferimento al lavoro agile: nei futuri contratti collettivi nazionali dovrà essere definita una disciplina normativa ed economica che garantisca condizioni di lavoro trasparenti, che favorisca la produttività e l’orientamento ai risultati, conciliando le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con le esigenze organizzative delle PA. Saranno quindi disciplinati aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro quali il diritto alla disconnessione, le fasce di reperibilità, il diritto alla formazione specifica, la protezione dei dati personali, i permessi e le assenze dal lavoro.Con i contratti collettivi del triennio 2019-2021, si procederà anche alla successiva rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze. Lo stesso vale per le specifiche professionalità non dirigenziali dotate di competenze specialistiche e per l’estensione dei sistemi di riconoscimento delle competenze acquisite negli anni, anche tramite opportune modifiche legislative.Con questo accordo, inoltre, il Governo si impegna a definire politiche formative di ampio respiro, con particolare riferimento al miglioramento delle competenze digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale: questo significa che formazione e riqualificazione assumeranno il rango di investimento strategico e non saranno più considerati come mera voce di costo. All’interno dei nuovi Ccnl saranno adeguati i sistemi di partecipazione sindacale, valorizzando gli strumenti di partecipazione organizzativa e il ruolo della contrattazione integrativa. Si concorda, infine, sulla necessità di implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali già riconosciute al settore privato, relative alla previdenza complementare e ai sistemi di premialità finalizzati a migliorare i servizi e a valorizzare il personale meritevole.

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Ue, Melilli: “Bene Gentiloni su sospensione patto stabilità”

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2021

“La scelta della Commissione europea, spinta dal pregevole lavoro del Commissario Paolo Gentiloni, di sospendere anche per il prossimo anno il Patto di stabilità è una notizia positiva per tutta l’economia europea. Gentiloni ha giustamente sottolineato come in questo momento sia necessario continuare a dare sostegno alle economie dei paesi europei ed è altrettanto significativo aver precisato che le revisioni del patto di stabilità dovranno tener conto delle situazioni dei singoli paesi e della possibilità di ciascuno di accelerare il ritorno alle condizioni pre-crisi”, così il presidente della commissione Bilancio, Fabio Melilli. “Un’Europa che ci piace, che non fa dell’austerità lo strumento distintivo delle politiche economiche e che tiene conto delle diversità e delle peculiarità di ogni paese. Adesso – conclude Melilli – sta a noi fare la nostra parte perché il piano di ripresa e resilienza possa determinare una crescita robusta e duratura”.

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Economia: Costruire un nuovo patto sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 gennaio 2021

“Siamo in un momento di profondi cambiamenti, in tutti i settori della società, e abbiamo il dovere di accompagnare questi cambiamenti mettendo insieme le parti più coraggiose, in un percorso di crescita e investimento. Lo dobbiamo fare pensando ad un nuovo modello di società, più inclusiva, più professionale, più pronta ad affrontare le sfide. Il mondo delle professioni, ad esempio, rappresenta un tassello fondamentale. Ed è anche per questo che, attorno a questo mondo, dobbiamo costruire un nuovo “Patto Sociale”, che garantisca importanti investimenti sul futuro di professioni e professionisti. Ma anche una crescita più generalizzata del Paese, all’interno dello stesso quadro d’insieme. E proprio di questo quadro deve far parte anche il lavoro dipendente, sia esso pubblico o privato. Perché il ricorso al lavoro agile, sia pure in qualche modo forzato da questa emergenza sanitaria, ha cambiato le abitudini di milioni di cittadini e di migliaia di aziende. Un percorso che, in alcuni settori, sarà irreversibile. E da cui possiamo trarre anche aspetti positivi per il rilancio dell’economia.
Attorno a questo va fatta una riflessione su come regolamentarlo meglio, affinché il lavoro agile sia effettivamente tale, e non solo un “lavoro da remoto”, ma soprattutto su come reinvestire e ridistribuire il risparmio che, proprio attorno a questo, si è concretizzato. Per farlo, c’è bisogno che questo patto venga accompagnato da una riforma fiscale, come peraltro si sta facendo con il taglio del cuneo fiscale, un meccanismo che incentivi a scommettere sul futuro delle imprese, e quindi dell’Italia. Una strada da percorrere è sicuramente quella del welfare aziendale. Solo negli ultimi anni abbiamo, infatti, registrato un raddoppio delle aziende attive. Tra le piccole e medie imprese è una su due. È uno strumento importante che conferma il ruolo centrale del mondo dell’impresa, accelerato dalla crisi Covid-19, nella comunità e fa decollare produttività e benessere dei lavoratori. Nello scrivere il Recovery Plan, e la riforma fiscale, dobbiamo tenere necessariamente conto anche di tutto questo. Perché va migliorata la partecipazione di tutti i soggetti interessati, a partire dai lavoratori. È questo il futuro”. Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Governo, Serracchiani “Ora Conte si impegni a realizzare patto legislatura”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

“Abbiamo chiesto noi la parlamentarizzazione della crisi. Ora è importante che il Governo si rafforzi con un patto di legislatura e il rafforzamento della maggioranza passa anche dalla possibilità di aumentarla. All’interno del Parlamento, sia alla Camera che al Senato, ci sono forze assolutamente europeiste che sono pronte a ragionare sul Recovery plan e noi ci appelliamo a loro”, così la deputata Pd e presidente della commissione Lavoro alla Camera, Debora Serracchiani è intervenuta questa mattina a Radio Anch’io. “Il passaggio di ieri era obbligato, necessario e opportuno e oggi cominciamo a lavorare per rafforzare questa maggioranza. Ieri tanti colleghi, anche del Pd che poi hanno fatto scelte diverse, hanno votato con molta molta sofferenza e sono convinta che non vogliono mettere in difficoltà il paese”. “Nella commissione Lavoro alla Camera – ha poi aggiunto Serracchiani – ho lavorato in questi mesi tantissimo e bene con i colleghi di Italia Viva e credo sinceramente che, visto quello che sta affrontando il paese e la grande opportunità delle risorse europee, con loro si continuerà a lavorare bene”. “Il passaggio parlamentare c’è stato e c’è maggioranza assoluta alla Camera e maggioranza relativa al Senato. Credo che cresceranno entrambe e dobbiamo fare del nostro meglio nell’interesse del Paese”.(n.r. Crediamo, a questo punto, che non vi sia altra strada che quella di rimettere il mandato al corpo elettorale perché convivere con Italia viva non convince. Renzi è inaffidabile. Nel frattempo non si può continuare a vivacchiare con sedute notturne, consigli dei ministri fiume per poi vedere “la montagna partorire il solito topolino”. E il discorso non è tanto di chi può guidare la coalizione di governo, in questo frangente, quanto che gli sia data la possibilità di “governare” con scelte che possono anche essere difficili ma necessarie e il parlamento gli possa offrire, a ragion veduta, il necessario supporto. Qui è essenziale la credibilità del sistema paese e vi sono riforme che non possono attendere oltre come quella della giustizia, del fisco e della sanità, per non dire altro.)

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Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Bologna. L’Università di Parma è tra i 55 firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna: un progetto di rilancio e sviluppo della Regione fondato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per creare lavoro di qualità, accompagnare la comunità regionale nella transizione ecologica, contrastare le diseguaglianze e ridurre le distanze fra le persone.«Abbiamo aderito con convinzione a questa alleanza condividendone, anzitutto, lo spirito di fondo – commenta il Rettore Paolo Andrei – e il fatto che, in un momento così difficile per tutti, si abbia il dovere di “rilanciare” la progettazione e la costruzione del nostro futuro con un disegno di ampio respiro e di medio-lungo termine. Sono convinto che questa sia la strada giusta, proprio perché il filo conduttore del patto che abbiamo condiviso è incentrato sulla necessità di porre al centro della nostra attenzione la stretta correlazione esistente tra sviluppo, qualità del lavoro, dignità delle persone e salvaguardia dell’ambiente. Particolarmente importante, infine, il fatto che l’invito della Regione a “fare sistema” sia stato raccolto da molte realtà, perché è così che non solo si affrontano in modo vincente le emergenze ma, soprattutto, si progettano le azioni future. L’Università di Parma è pronta a fare la sua parte».

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Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Il Consiglio e la Fondazione nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Il patto di famiglia e il passaggio generazionale dell’impresa”. Questa transizione rappresenta un momento importante per l’impresa, perché se non impostato nei tempi giusti ne può compromettere il patrimonio economico e sociale. Un tema di grande attualità per la categoria che svolge un ruolo fondamentale in quanto il commercialista è consulente e persona di fiducia del nucleo familiare. A lui spetta il compito di affiancare e supportare l’imprenditore nell’individuazione degli strumenti che consentano di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio familiare, in un’ottica sia conservativa che trasmissiva. Si tratta di un ruolo complesso che comporta il diretto contatto con l’imprenditore e la sua famiglia, un compito che privilegia, oltre alle competenze aziendalistiche e tributarie del professionista, la sua vocazione alla mediazione: sarà di estrema importanza, infatti, gestire il passaggio generazionale in modo da conservare inalterata la fiducia dei finanziatori e dei fornitori dell’impresa, tentando al contempo di evitare possibili controversie tra futuri eredi. Il documento è diviso in sei sezioni. Nell’introduzione si analizzano le specifiche esigenze familiari, la necessaria tutela dei rapporti consolidati con banche e fornitori e la valutazione dell’opportunità di un periodo di affiancamento nella governance aziendale oltre al ruolo del consulente. Poi si passa ad un approfondimento dei profili civilistici, in particolare dell’istituto del patto di famiglia, la sua impugnazione, lo scioglimento del contratto e la conciliazione e la risoluzione delle controversie. Spazio poi ai profili valutativi e ai profili fiscali. il ruolo del Commercialista è fondamentale per l’individuazione degli strumenti che consentono di raggiungere una più efficace e meno onerosa tutela del patrimonio e ciò in un’ottica sia conservativa che trasmissiva. A questo fine, è opportuna non solo un’approfondita conoscenza tecnica degli strumenti esistenti, ma anche una particolare attenzione alle specifiche esigenze familiari, tenuto conto di tutti gli elementi, non solo patrimoniali ma anche personali. Nella valutazione complessiva, inoltre, un ruolo non secondario deve essere riservato ad una adeguata comparazione fra il diverso “costo fiscale” e “gestionale” che può comportare l’operazione, in funzione dello strumento prescelto. Si passa poi ad un confronto tra i vari istituti e un focus sui ruoli dell’imprenditore, del commercialista e del legislatore. Conclude un approfondimento sugli aspetti che richiedono urgenti interventi normativi. Nell’ambito del suo auspicabile intervento chiarificatore, il principio informatore del legislatore dovrebbe partire dalla considerazione che l’azienda vada salvaguardata come entità portatrice di ricchezza, non solo per i suoi proprietari, ma anche per tutti i portatori di interesse che la circondano. Di conseguenza, pur nel rispetto dei principi relativi alla proprietà e, a valle, dei diritti dei legittimari che sull’acquisizione di quella proprietà fondano, in tutto o in parte, le loro aspettative future, le norme dovrebbero essere tese a salvaguardare il più possibile il “bene azienda” in sé, nell’interesse anche di tutti gli altri stakeholders. In particolare i temi su cui il legislatore dovrebbe intervenire riguardano: la necessità della partecipazione di tutti i legittimari all’atto, la possibilità di liquidare le quote di legittima spettanti ai legittimari non assegnatari direttamente da parte del disponente, l’individuazione delle partecipazioni che possono essere oggetto del patto di famiglia.

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Codici: delusi dal Patto per la Salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

L’Associazione Codici esprime forti perplessità in merito al nuovo Patto per la Salute. “Ci sono tanti impegni e belle intenzioni, ma al momento per quanto ci riguarda prevale il timore che siano soltanto parole”, il commento del Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli. “Nei punti principali del Patto – aggiunge l’avvocato Giacomelli – non c’è traccia di criticità importanti come liste di attesa ed intramoenia, non si parla della riforma della Legge Gelli, che sta determinando la crisi delle aziende sanitarie. Vedremo nei prossimi mesi come si tradurrà nel concreto il Patto per la Salute – conclude il Segretario Nazionale di Codici – per ora il nostro giudizio non può che essere negativo, non c’è l’inversione di rotta auspicata”.

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