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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Posts Tagged ‘rilancio’

L’agroalimentare alla sfida dell’export per il rilancio delle imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2020

Un sistema integrato di promozione del made in Italy che potrà contare su Ambasciate, Istituti di Cultura e ICE (Istituto per il Commercio Estero) e tante linee di finanziamento in grado di supportare le imprese che vorranno esplorare i mercati internazionali. Questo è lo scenario delineato durante il convegno “Fatto in Italia, richiesto nel mondo: l’export che ci rende eccellenti” organizzato dall’associazione “Il Chiostro per la trasparenza e professionalità delle lobby” presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con la partecipazione del Sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, e del Sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate. Uno scenario che il patrimonio agroalimentare nazionale dovrà essere in grado di sfruttare pienamente per continuare il trend positivo che non si è arrestato neppure durante il blocco forzato dovuto all’emergenza Covid-19. Nel primo semestre 2020, infatti, l’export agroalimentare made in Italy ha raggiunto 221,1 miliardi di euro, in progressione del 3,5% su base annua, pari all’11% dell’esportazione complessiva di beni e servizi. Risultati positivi che spingono il Governo a sostenere con ancor più decisione le politiche di supporto alle esportazioni. L’ultima Legge di Bilancio ha potenziato il contingente di esperti presso le sedi diplomatiche italiane nel mondo e, su suggerimento del MIPAAF, sono stati individuati anche 6 esperti agricoli che opereranno presso le Ambasciate italiane a Londra, New Delhi, Brasilia, Tokyo, Washington e Pechino, ovvero dove è emersa maggiore necessità da parte del comparto agroalimentare.“Un ulteriore strumento è poi quello del portale Export.gov.it che fornisce un quadro chiaro, attraverso step semplici e intuitivi, alle piccole e medie imprese permettendogli di venire a conoscenza sia dei fondi a disposizione sia dei possibili mercati di interesse rispetto al proprio settore commerciale e alle proprie produzioni” – ha proseguito il Sottosegretario Di Stefano.

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Impegno per rilanciare offerta turistica

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Oggi rappresenta il 13% del Pil e il 15% dell’occupazione italiana, e mentre il settore sta affrontando, a livello mondiale, un periodo di grande difficoltà, la nostra consapevolezza sta diventando quella di tutti.In questi mesi siamo intervenuti con misure di sostegno, per lavoratori e imprese, adesso invece, con la nascita del “Fondo Nazionale per il Turismo”, lanciato da Cassa Depositi e Prestiti, interveniamo a tutela del patrimonio turistico e culturale nazionale, puntando sull’eccellenza della tradizione italiana dell’ospitalità.Quello presentato oggi, dal Ministro Franceschini e da CDP, è un fondo che potrà mobilitare fino a 2 miliardi di euro, per sostenere lo sviluppo dei territori e la competitività del sistema ricettivo italiano. Potrà investire in strutture storiche e iconiche del paese, spesso rappresentative di una destinazione, capaci di dare un contributo importante alla generazione di occupazione e indotto. Uno strumento importante per far ripartire l’economia reale.È un impegno molto serio quello che intendiamo portare avanti nel rilanciare la nostra offerta turistica, un impegno che va ad innestarsi con il piano dell’export, integrato con tutta la filiera, a cui lavora il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, estremamente importante non solo per la promozione del Made in Italy, ma anche per intercettare flussi turistici che avevamo perso e oggi vogliamo riconquistare, offrendo quell’ospitalità e quell’accoglienza di cui siamo maestri.Stiamo ridisegnando il Paese, ed un tassello fondamentale del nostro “piano industriale” è rappresentato proprio da questo. Riqualificazione urbana, sviluppo infrastrutturale e una conversione green sono alla base, anche, di un nuovo modello di accoglienza, che dovrà abbinare alle grandi Città d’Arte, anche percorsi di scoperta dei piccoli borghi, garantendo così un turismo diffuso e sostenibile.Con l’impegno di tutti, ci rialzeremo molto presto”.Lo scrive, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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“La parola d’ordine per il rilancio è: competitività”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Maggiore competitività anche grazie all’uso delle risorse del Recovery Fund, con investimenti in infrastrutture quali porti, aeroporti, ferrovie e strade. In questo ambito abbiamo già sbloccato investimenti per 110 miliardi. Non solo, anche un’importante decontribuzione per i lavoratori delle Regioni del Sud pari al 30% per dieci anni.Novità anche sul Piano Transizione 4.0, perché sia finalmente stabilizzato e nell’immediato lo sportello del Fondo per l’Economia Circolare. Un fondo rotativo per sviluppare modelli produttivi, con la riconversione di vecchi metodi e nuove sperimentazioni che possano aumentare la produttività”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, durante l’incontro con gli imprenditori della Provincia di Foggia, cui ha partecipato assieme al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Il rilancio dell’economia affidato ad aziende in debito o parassite?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

Ricordiamo solo due settori in cui lo Stato si sta molto impegnando per il rilancio dell’economia, e anche con molti soldi: trasporto aereo e telecomunicazioni. Due settori molto strategici e su cui gravitano quasi tutte le altre economie.
Trasporto aereo. In crisi come in tutto il resto del mondo. Peculiarità, quindi, non generali ma specifiche, legate al trascorso e alla loro gestione. Al momento l’impegno dello Stato è tutto teso verso la rigenerazione di Alitalia, azienda sopravvissuta nell’ultimo mezzo secolo solo grazie ai soldi dello Stato. Quello Stato che sta prestando poca attenzione agli altri operatori che volano nei nostri cieli o usano i nostri hub, tant’è che, salvo casi marginali, sono tutte compagnie non-italiane. L’altra grande compagnie italiana che c’era – Alisarda, poi divenuta Meridiana e poi ancora Air Italy – proprio in questi giorni dopo un tentativo di rilancio, ha “definitivamente” chiuso.La vicenda Alitalia è nota e drammatica, soprattutto perché in queste settimane, dopo ulteriori e notevoli finanziamenti pubblici, non riesce ancora a “decollare”.Comunque, se si sentono i vari ministri, e soprattutto quello dei Trasporti, è su Alitalia che governo e maggioranza puntano per il rilancio dell’economia in questo settore.
Telecomunicazioni. Sembra che sia stato raggiunto l’accordo per la creazione della società che dovrebbe gestire la Rete Unica. Saranno due società ad essere l’asse portante: Tim e Open Fiber. Mentre Tim ha una partecipazione minoritaria dello Stato al proprio capitale, Open Fiber ha un partecipazione pubblica maggioritaria. Tim ha debiti finanziari di svariati miliardi mentre Open Fiber si “limita” a poco più di 100 milioni. Da ricordare che Tim è l’erede del monopolio (e alcune servizi continua a gestirli in regime di monopolio), mentre Open Fiber è la punta di diamante per eccellenza delle politiche di investimento dello Stato, poiché il suo capitale dominante è della Cassa Depositi e Prestiti (CdP), istituzione finanziaria del ministero dell’Economia.Entrambe società che hanno operato ed operano col privilegio, oltre che del portafoglio, anche della considerazione. E che, nonostante questo, sono “in rosso”. Questo per significare che la loro gestione, pur in un mercato in cui la domanda è incessante e travolgente, hanno risultati economici negativi.
Bene. Tra trasporti e telecomunicazioni. Il rilancio della nostra economia è affidato a queste società: Alitalia, Tim e Open Fiber. Certo, ognuna di queste società (in particolare quelle di Tlc) hanno intrecci economici e finanziari che per comprenderli e stargli dietro occorrerebbe uno stuolo di consulenti di alto livello finanziario… ma nonostante questa loro mastodonticità e introduzione economica, hanno problemi economici notevoli che non nascono dall’iperuranio ma dalla gestione che fanno del loro business. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Scuola: Con il Decreto Rilancio si assumono mille assistenti tecnici informatici

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

La Legge 17 luglio 2020, n. 77, che converte, con modificazioni, il decreto Rilancio, ha introdotto l’art. 230-bis, contenente disposizioni finalizzate al reclutamento di Assistenti Tecnici nelle istituzioni scolastiche dell’infanzia e del primo ciclo, cioè primarie e secondarie di primo grado, per quest’anno. Il provvedimento autorizza, nello specifico, le scuole ad assumere fino a 1.000 risorse nel ruolo di Assistente Tecnico, ovvero nel profilo AT dell’area AS del personale ATA: le assunzioni riguardano i mesi cha vanno da settembre a dicembre 2020. Il contingente di 1.000 unità verrà ripartito a livello regionale tenendo esclusivamente conto del numero degli alunni, tralasciando la complessità degli istituti e il numero di laboratori presenti all’interno delle varie istituzioni. Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “i numeri sono davvero irrisori, considerando l’alto numero di sedi da coprire: per evitare che questa operazione si trasformi in uno spreco di risorse il ministero dell’Istruzione incrementi a 4.000 le unità in modo da avere un tecnico informatico ogni due Istituti Comprensivi”.Il Parlamento ha deciso, raccogliendo solo in parte le istanze del sindacato Anief che ne chiedeva la stabilizzazione e un numero maggiore, di confermare anche per il nuovo anno scolastico i 1.000 assistenti tecnici introdotti la scorsa primavera a seguito dell’emergenza Covid19. In questa occasione, il reclutamento verrà effettuato dalle scuole polo individuate su base Provinciale: tali istituti effettueranno le convocazioni attingendo dalla graduatoria di terza fascia dei Tecnici Informatici degli istituti viciniori.Si stima che i 1.000 assistenti tecnici che verranno assunti a seguito della creazione di una rete di Istituti Comprensivi viciniori, in media in numero di 5, offriranno circa un’ora e mezzo di consulenza a plesso. La criticità di quest’azione è quella di reclutare personale che non ha mai lavorato a scuola, inoltre il MI non garantisce alcuna formazione sul tipo di attività né tantomeno attrezzature per effettuare quello per cui vengono reclutati.
Della figura dell’assistente tecnico informatico nei comprensivi se ne parla da anni, poichè è una figura fondamentale per la gestione e manutenzione delle nuove tecnologie di cui si sono dotate queste scuole. Come sindacato Anief critichiamo il fatto di non essere stati coinvolti in queste scelte. Potevamo spiegare le criticità, che incontreranno questi tecnici informatici. E il fatto che lo sforzo compiuto, benché sempre apprezzato per il fatto che si tratta di risorse umane che si aggiungono all’organico ordnario, non servirà a molto, perché ridotto ai minimi termini.

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Settore armatoriale: misure urgenti per il sostegno e il rilancio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2020

In particolare, l’articolo 88 del Decreto recepisce quanto richiesto da Confitarma per dare un sostegno economico tangibile alle imprese armatoriali che operano con navi iscritte nei registri nazionali adibite ad attività di cabotaggio, anche crocieristico, bunkeraggio, nonché a deposito ed assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali. Seppure limitata nel tempo, dal 1° agosto al 31 dicembre 2020, tale disposizione che estende l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali previsti
dalla legge n.30 del 1998 alle navi iscritte nel primo registro è di portata storica per il comparto. Infatti, da ormai un decennio tali unità non beneficiano di sgravi contributivi e le imprese che le operano stanno quindi soffrendo con particolare intensità la crisi attuale. L’articolo 89 contiene una prima risposta del Governo alla richiesta dell’armamento di colmare l’assenza nei precedenti provvedimenti di specifiche misure di sostegno al settore del trasporto passeggeri via mare che ha subito, e continua a subire, gli effetti dei provvedimenti delle Autorità nazionali ed internazionali per il contenimento dell’epidemia. In particolare, la misura istituisce un fondo con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro per l’anno 2020, destinato a compensare la riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri trasportati nel periodo dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi registrata nel medesimo periodo del precedente biennio. L’efficacia della norma è comunque subordinata all’autorizzazione della Commissione europea che dovrà valutarne la compatibilità con il quadro normativo in materia di aiuti di stato ammissibili. Infine, l’articolo 38, su esplicita sollecitazione di Confitarma, prevede la proroga di un anno – fino al 30 giugno 2021 – della deroga che consente l’impiego di guardie giurate a bordo delle navi italiane, in
assenza dei corsi teorico-pratici, consentendo la protezione armata dei nostri equipaggi nelle aree a rischio pirateria.
“È stato un periodo molto intenso, sia per le nostre imprese che per l’Associazione – afferma Mario Mattioli, presidente di Confitarma – Negli ultimi sei mesi la Confederazione ha lavorato incessantemente per raggiungere importanti obiettivi per l’armamento, quali la ripartenza graduale e responsabile delle crociere, un sostegno tangibile al primo registro e al settore passeggeri, la sicurezza e l’avvicendamento dei nostri equipaggi, nonché’ lo sblocco ove possibile della macchina burocratica
al fine di non compromettere la competitività della flotta nazionale. Sappiamo che non è ancora finita e che sono molti i temi e le sfide che ci attendono. Alla ripresa dei lavori parlamentari monitoreremo attentamente l’iter di conversione del Decreto
Agosto, già efficace dal 15 agosto, che presumibilmente subirà modifiche ed integrazioni. Parimenti seguiremo, con il consueto spirito di collaborazione ed interazione con le Amministrazioni competenti, l’adozione dei decreti attuativi anche al fine di una pronta e corretta attuazione delle misure, evitando distorsioni concorrenziali e iniquità nei servizi di continuità territoriale. Da ultimo, speriamo possa essere accolta la nostra forte richiesta affinché, nel corso dell’iter di conversione del Decreto “Semplificazioni”, vengano inserite le prime urgenti misure di deburocratizzazione delle più obsolete normative e procedure marittime”.

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Formazione artistica, musicale e coreutica: serve un piano di rilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Incontro cordiale ma interlocutorio in viale Trastevere tra i sindacati e l’amministrazione centrale, alla presenza del ministro Gaetano Manfredi, per affrontare i tanti problemi che affliggono l’Afam. Il professor Ettore Michelazzi, presidente del Consiglio Nazionale dell’Anief, ha fatto presente al Capo di gabinetto del ministero dell’Istruzione, il dottor Domenico Petrazzuoli e agli altri rappresentanti del settore, alcune problematiche tutt’ora irrisolte, a partire dalla mancanza di un accordo nazionale per la riapertura delle sedi dei Conservatori e delle Accademie in sicurezza dopo l’emergenza Covid: tra i vulnus non affrontati permane quello della presenza di molti studenti stranieri iscritti presso le nostre istituzioni e provenienti anche da zone con una situazione epidemiologica complessa, oltre alla mancanza di un piano generale preciso e puntuale rispetto alla didattica a distanza. Sull’Afam, l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, rimangono purtroppo in sospeso tutte le questioni portate sul tavolo: sia quelle dell’Anief sia quelle di tutti i sindacati. Permangono i problemi della carenza di rapporti sindacali più continuativi, i pluriennali problemi di organico, di mobilità, la carenza di fondi e la mancanza di una visione complessiva del complesso comparto. Le carenze di organico all’interno del ministero dell’Università e della Ricerca, a iniziare dalla mancanza del Segretario Generale e del Direttore Generale, uniti all’emergenza Covd-19 hanno causato oggettivamente molti ritardi; pur nella comprensione di tali difficoltà oggettive e non sempre facili da affrontare, l’Anief chiede comunque all’amministrazione e al ministero dell’Università e della Ricerca di intervenire con urgenza, fissando ulteriori incontri con le parti sindacali, anche per affrontare situazioni fino ad ora poco seguite, come gli studenti disabili all’interno del Conservatorio. Tutte le proposte Anief portate al tavolo, infine, sono state concordate con ABC nello spirito dell’accordo di collaborazione sindacale intrapreso.

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Dpc farmaci, impatti Legge Rilancio

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Con la conversione in legge del cosiddetto Decreto Rilancio (GU n. 180 del 18-07-2020) è stato definitivamente approvato il testo, introdotto per emendamento, che ha potenziato la distribuzione per conto in farmacia dei farmaci della diretta. Una misura che è stata considerata da molti un passo avanti, anche se è stato evidenziato che si tratta di una possibilità che non vincola le Regioni. A destare preoccupazione c’è poi l’invarianza di costi per il Servizio sanitario nazionale, anche se si guarda con speranza agli aiuti che vengono dall’Europa e che potrebbero dare respiro alla sanità.
«La rete delle farmacie pubbliche e private ha dimostrato in questo periodo tutto il suo valore» ha fatto il punto Francesco Schito, segretario generale Assofarm, «ma, alla luce delle criticità che da tempo sta vivendo, va sostenuta. Il potenziamento della Dpc è, senz’altro, un importante passo avanti, perché offre un’opportunità in più alle farmacie, e va fatto un plauso ai parlamentari che hanno portato avanti la istanza (Trizzino, Gemmato, Mandelli). Si tratta di un completamento di un percorso che era stato avviato con l’emendamento al Decreto Liquidità dell’onorevole Gemmato, con un ampliamento, ora, a tutti i farmaci della diretta». In merito ai contenuti, «va rilevato il fatto che le Regioni “possono” provvedere a distribuire, dal primo ottobre, nell’ambito dei limiti della spesa farmaceutica programmata, i farmaci della diretta attraverso la distribuzione per conto: non si tratta, cioè, di un vincolo, ma di una possibilità, che certamente potrebbe rappresentare, per le Regioni più aperte verso questa modalità di distribuzione, uno stimolo. Dal lato nostro, abbiamo già fatto presente a tutti i presidenti di Regione la nostra totale disponibilità e stiamo avviando contatti in questa direzione. Ma va anche detto che, soprattutto in quelle Regioni che nel tempo si sono maggiormente attrezzate per la diretta, con strutture e investimenti, il passaggio potrebbe porre qualche difficoltà in più. Insomma, la norma è uno stimolo, ma il percorso potrebbe essere lungo».Per rendere operativa la norma, come si legge, dovrà esserci, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore, un decreto del Ministro della salute – di concerto con quello dell’Economia e previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, ma sentite le organizzazioni delle farmacie e gli ordini professionali – che dovrà stabilire “condizioni, modalità di remunerazione e criteri” e che comunque dovrà essere “senza nuovi o maggiori oneri a carico del Servizio sanitario nazionale”. «Al di là di tutto, sono convinto che sia il momento di muoversi in più direzioni: prendendo contatti con le Regioni, ma non solo. Credo che un importante alleato, in questo frangente, possa essere anche il paziente. Proporre e avviare sperimentazioni o progetti può essere importante anche perché si avvia un processo in cui si rende maggiormente determinante il cittadino nella scelta dei canali».Quanto, infine, all’invarianza di costi, «è un vincolo che ormai abbiamo visto tante volte» aggiunge Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «ma in questo momento guardiamo con speranza agli aiuti che arriveranno dall’Europa, che potrebbero rappresentare una iniezione per la sanità, per le Regioni e per la farmaceutica e potrebbero costituire una opportunità in più. Dal nostro punto di vista, anche la distribuzione intermedia sta vivendo un momento di grande difficoltà: in questo contesto, sia in termini di sostenibilità sia di operatività, per noi è quanto mai necessario una uniformazione sul territorio nazionale delle modalità distributive, favorendo il passaggio dei farmaci delle strutture della diretta alle farmacie del territorio. Per questo, intendiamo muoverci al fianco delle rappresentanze delle farmacie, cercando di portare a compimento il più possibile l’opportunità fornita dalla norma». By Francesca Giani – fonte: Farmacista33)

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Decreto Rilancio entrato in vigore, per la Scuola solo un “antipasto”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

E’ entrato in vigore il Decreto Rilancio convertito in via definitiva al Senato e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.180 del 18 luglio 2020 – Suppl. Ordinario n. 25: la Legge n. 77 comporta diverse modifiche rispetto al D.L. del 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Diverse sono le disposizioni previste, in particolare, per il rientro in sicurezza a scuola coincidente con l’inizio del prossimo anno scolastico, rispondenti alle disposizioni contenute nel documento del Comitato tecnico-scientifico approvato da alcune settimane.Il sindacato Anief considera le novità apportate come una sorta di ‘antipasto’ in vista della prossima legge di bilancio: è necessario, infatti, incrementare l’organico del personale docente ed Ata, procedendo ad almeno 150 mila assunzioni aggiuntive di insegnanti e a 40 mila amministrativi, tecnici, ausiliari in più. Il tetto dei 50 mila, indicato dai componenti di Governo, non può bastare. Come non può bastare l’assunzione a tempo determinato di mille assistenti tecnici negli istituti comprensivi: la loro collocazione contrattuale deve essere definitiva. A proposito di Ata, va quindi affrontato il problema della ridefinizione degli organici che già da venticinque anni prevedono ulteriori profili mai attivati. Va poi preso in carico il vulnus delle nuove graduatorie di istituto provinciali per le supplenze che hanno avuto in sede di accesso e di tabella di valutazione dei titoli e criteri differenti non giustificabili da esigenze oggettive, tali da costringerci a impugnarle per l’evidente illegittimità. Va quindi normata l’esigenza di costituire classi con non più di 15 alunni: è una decisione inderogabile, che va oltre anche il Covid, e che passa per la cancellazione degli articoli inseriti nel DPM (81/2009) e nella Legge del 133/2008 che negli ultimi dodici anni sono stati alla base dei tagli di 200.000 insegnanti, 50.000 ATA e 4 mila istituti autonomi con relative dirigenze. A questo proposito, l’emergenza sanitaria rende necessario nominare dirigenti scolastici pure nelle scuole sottodimensionate. Come diventa imprescindibili per l’organizzazione degli istituti assorbire nei ruoli, con un concorso riservato, gli oltre 600 facenti funzione Dsga abbandonati al loro destino dopo lustri di sfruttamento.I primi a tornare sui banchi, dal 1° settembre, saranno gli alunni ammessi all’anno successivo con valutazioni non sufficienti, gli allievi che dovranno sostenere esami di idoneità, integrativi e preliminari. Dal 14 settembre, invece, sarà la volta di tutti gli altri. Per realizzare questa operazione tenendo conto delle disposizioni del Cts, sono state previste misure straordinarie e stanziati di 1,6 miliardi di euro: di questa somma, 1 miliardo sarà destinato specificatamente per l’emergenza e 331 milioni sono stati già inviati alle scuole. In particolare, il decreto istituisce un “Fondo per l’emergenza epidemiologica da Covid-19” da 977,6 milioni di euro, presso il ministero dell’Istruzione, per la ripartenza e con l’obiettivo di contenere il rischio sanitario. Per assicurare la ripresa delle attività scolastiche il decreto incrementa poi di 331 milioni il Fondo destinato al funzionamento delle istituzioni scolastiche per l’anno scolastico 2020/21.

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Legge rilancio e professioni sanitarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

“La conversione in legge del decreto Rilancio porta con sé due meriti: l’estensione a tutti i professionisti sanitari del ‘bonus’ grazie al quale si intendono già maturati di un terzo i crediti Ecm del triennio 2020-2022 (Art. 5-bis Disposizioni in materia di formazione continua in medicina 3) e, all’Art. 10 (Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27) del Fondo di solidarietà per i famigliari di vittime del Covid-19. Per il resto, si tratta di una legge che prosegue sulla via di una inadeguata e non paritaria attenzione della politica verso tutte le professioni sanitarie, in particolare quella ostetrica, dimostrando un’altrettanta grave disattenzione per la salute delle donne”, commentano le componenti del Comitato centrale della Federazione Nazionale della Professione di Ostetrica (FNOPO).“Sembra quanto mai surreale dover ancora una volta bacchettare la politica perché ponga sullo stesso piano tutte le professioni sanitarie e, con esse, gli interessi e la tutela dei bisogni di salute di tutti i cittadini e le cittadine. Ora più che mai, anche alla luce dei dati dell’ultimo rapporto Istat è doveroso che le Istituzioni introducano azioni di serio contrasto alla denatalità, anche a seguito del clima di smarrimento e di timori per il futuro che l’epidemia da Covid-19 ha lasciato nella popolazione. Per fare questo, serve una nuova concezione della tutela, protezione e promozione della salute – affermano i vertici FNOPO -. La professionalità ostetrica, in tale nuova prospettiva, svolge una funzione cruciale potendo intervenire nelle fasce di popolazione femminile fertile, realizzando campagne informative sui sani stili di vita, sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili ma anche, per le adolescenti, sugli effetti negativi delle sostanze di abuso sulla fertilità. Tali obiettivi sono raggiungibili attraverso la piena implementazione del modello di ostetrica di famiglia e di comunità. Trattandosi infatti di un modello, la professionalità e la competenza ostetrica non sono legate a uno specifico luogo (ospedale, consultorio, etc) ma si realizza lì dove vi è necessità della sua presenza rispondendo in maniera funzionale al bisogno reale o potenziale della donna/coppia. L’ostetrica di famiglia, inoltre, radicandosi sul territorio riesce a intercettare una fascia di popolazione femminile non più giovanissima, che è quella più longeva ma che, pur vivendo più a lungo, vive meno bene e fa maggiore ricorso a cure del Servizio Sanitario Nazionale anche a causa di diverse patologie legate all’età, quali le disfunzioni pelvi-perineali. Patologie per le quali nella fase di emergenza epidemica non è stato possibile proseguire percorsi di riabilitazione già intrapresi, mentre per molte donne non è stato nemmeno possibile sottoporsi a diagnosi a causa della doverosa interruzione delle attività ambulatoriali specialistiche. Nella fase due dell’epidemia, la Federazione chiede che le Aziende Sanitarie Locali e le istituzioni tutte prestino la necessaria attenzione alla popolazione anziana fragile, che prova disagio ad approcciarsi a un servizio di riabilitazione pelviperineale e che quindi deve essere intercettata anche presso gli ambulatori di medicina generale dove in modo funzionale trova l’ostetrica adeguatamente formata.Le ostetriche e le donne di tutte le età non possono più aspettare, serve una politica più attenta e interessata e che prenda provvedimenti adeguati alle esigenze di tutti”, concludono i vertici FNOPO.

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Rilancio dell’economia italiana e del brand “Made in Italy” nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

ll Sole 24 Ore e Financial Times, leaders di riferimento nel settore dell’informazione economico, finanziaria, normativa e tributaria, a livello nazionale ed internazionale, annunciano un accordo di partnership per la realizzazione di un percorso di eventi digitali destinati a rappresentare il punto di riferimento per il rilancio e la ripartenza nel mondo delle eccellenze del made in Italy.Unendo competenze ed autorevolezza e la rispettiva esperienza nel settore degli eventi, i due top player dell’informazione internazionale danno vita ad un evento unico nel panorama delle iniziative che promuovono il rilancio del Paese: “MADE IN ITALY: THE RESTART – Relaunching the Italian Economy in a post-COVID world”. Una tre giorni di eventi digitali moderati dai migliori giornalisti del Sole 24 Ore e del Financial Times e trasmessi via streaming da Milano e da Londra e con traduzione simultanea italiano-inglese.
L’evento, in programma il 15-16-17 settembre 2020, sarà aperto il primo giorno da un appuntamento istituzionale di altissimo profilo, che coinvolgerà le più alte figure istituzionali, top manager di aziende ed esponenti dei settori più rappresentativi del made in Italy per un’analisi dello stato dell’arte, dalle azioni poste in essere ed ancora da attivare e delle prospettive per la ripartenza.L’iniziativa proseguirà nei giorni successivi con due appuntamenti verticali che vedranno il coinvolgimento, tra gl’altri, di imprenditori italiani che incarnano un esempio di eccellenza del made in Italy riconosciuto a livello internazionale: il primo sarà dedicato alle “3 F” del Made in Italy – FASHION, FURNITURE e FOOD – il secondo, “ITALIAN EXCELLENCE & MANUFACTURING”, alle eccellenze in campo industriale e manufatturiero.
La Conferenza inaugurale sarà scandita in due sessioni. La prima sarà dedicata al New Deal del “Made in Italy” tra economia, export e innovazione tecnologica per lo sviluppo del Paese e vedrà l’intervento di esponenti del Governo. La seconda vedrà istituzioni ed esperti a confronto sulle strategie e azioni per il rilancio dell’Italia: dalla comunicazione per la campagna rebranding Italy ai sistemi di promozione integrata su fondi Maeci, dall’offerta di informazione-formazione per le PMI al nuovo portale Ice-Sace-Simest, dallo sviluppo dei marketplace per e-commerce alle fiere virtuali e B2B fino agli strumenti di finanza agevolata.L’evento digitale della seconda giornata – Le “3 F” del Made in Italy: Fashion, Furniture & Food – inizierà puntando i riflettori sul Made in Italy nel Fashion & Luxury con particolare attenzione al ruolo dell’artigianalità contemporanea: tradizioni artigianali e alto di gamma, ma anche l’unicità della filiera italiana, dai tessuti ai grandi marchi. Non mancherà un focus su globalizzazione e pandemia per analizzare la resilienza del sistema moda italiano.A seguire verrà analizzata la ripartenza del settore del Design Made in Italy che ha nella forza della creatività la sua leva principale. I distretti da valorizzare, la rivoluzione dei canali di vendita, il passaggio generazionale come leva strategica per il rilancio, le nuove strategie di internazionalizzazione per le imprese italiane tra ruolo delle istituzioni e aiuti alle imprese sono alcuni dei temi che verranno affrontati dal ricco panel.
La giornata si concluderà con il focus su Food & Wine tra sviluppo, sostenibilità e innovazione. I maggiori rappresentanti del settore si confronteranno sulla ripartenza del canale ho.re.ca., sulla wine economy tra incognite e nuove opportunità di mercato, sul ruolo delle produzioni DOC e DOP e sull’impatto del lockdown sull’export.
La terza giornata, “ITALIAN EXCELLENCE & MANUFACTURING”, sarà dedicata alle eccellenze tecnologiche italiane nei settori energia, farmaceutico e aerospazio e approfondirà il ruolo della seconda industria manifatturiera d’Europa.

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Agricoltura: Necessaria liquidità per assicurare il rilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Alla richiesta di liquidità delle imprese agricole, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali risponde con 426 milioni di euro di esoneri contributivi previdenziali e assistenziali, a carico dei datori di lavoro, per i primi sei mesi del 2020. Una misura dedicata alle ai comparti maggiormente colpite dalle conseguenze economiche della pandemia da Covid-19 che includono le aziende agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Il comparto zootecnico viene sostenuto da un Fondo emergenziale con una dotazione di 90 milioni di euro che coinvolgerà la filiera suinicola, cunicola, caprina e del vitello da carne. Con 30 milioni di euro viene rifinanziato il prestito cambiario di Ismea, altri 30 milioni vengono destinati alle aziende ortofrutticole danneggiate dalla cimice asiatica a valere sul Fondo di Solidarietà Nazionale; quest’ultimo, inoltre, è aperto nel limite della dotazione ordinaria alle imprese che hanno subito eventi calamitosi tra il 15 marzo e il 15 giugno mentre altri 10 milioni sono stanziati per le gelate dal 24 marzo al 3 aprile 2020. Sono le novità della conversione in legge del Decreto Rilancio.Dal riordino delle risorse del Cura Italia, non vengono scorporati i 20 milioni di euro destinati alla pesca e all’acquacoltura, il cui decreto attuativo giungerà presto in Conferenza Stato-Regioni per l’intesa. Un’ulteriore buona notizia per il comparto pesca riguarda i pescatori autonomi professionali, compresi i soci di cooperative, a cui è riconosciuta una indennità di 950 euro per il mese di maggio 2020. Vengono, poi, concessi aiuti fino a 100mila euro, nel limite dell’80% delle spese ammissibili, migliorando ciò già previsto dalla Legge di Bilancio 2020, per il rifinanziamento di processi produttivi innovativi volti ad un’agricoltura di precisione o alla tracciabilità di prodotti con tecnologie blockchain. In linea con gli obiettivi di Agenda 2030, inoltre, si introduce un sistema oggettivo di valutazione della sostenibilità sia per il comparto zootecnico sia per il settore vitivinicolo per incentivare gli impatti ambientali, la diffusione delle buone pratiche e il sostegno al benessere animale.​

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Le opportunità di rilancio dall’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Lunedì 29 giugno 2020, dalle 10.00 alle 13.00, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni europee e operatori del settore si confronteranno sulle misure messe in campo dall’Unione europea per sostenere il settore turistico. Aprirà i lavori Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, seguito da Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia e Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.A seguire gli interventi di Emma Petitti, presidente Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, assessore Turismo e trasporti Regione Emilia-Romagna, per un focus sul territorio.La parola passerà poi agli stakeholders: Paola Batani, titolare della catena alberghiera Batani select hotels, Claudio Fantini, titolare Fantini club Cervia, Giuliano Grani, titolare di società di gestione impianti sciistici dell’Appenino, Lino Giglioli, presidente Consorzio terme dell’Emilia-Romagna), Francesca Velani, coordinatrice di Parma 2021, Enrico Postacchini, presidente Aeroporto di Bologna.Gli operatori del settore avranno la possibilità di confrontarsi sia con i deputati europei Antonio Tajani, presidente della Commissione Affari Costituzionali e della Conferenza dei Presidenti e capo delegazione Forza Italia (PPE) (tbc), Mara Bizzotto (ID, Lega), Elisabetta Gualmini (S&D, PD), Sabrina Pignedoli (NI, M5s), Carlo Fidanza, capo delegazione Fratelli d’Italia (ECR), che con Ovidiu Ene, policy officer presso la Direzione Generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI della Commissione europea e con un altro funzionario della Direzione generale per la politica regionale e urbana.Modererà i lavori Leonardo Nesti, responsabile della redazione Ansa di Bologna.L’intero evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parlamento europeo in Italia e sarà chiuso da un punto stampa.

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Il rilancio dell’Europa passa dall’agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

L’agricoltura può diventare un volano per lo sviluppo del Vecchio continente, ma per realizzare questo obiettivo è necessario un radicale cambiamento della struttura della Pac – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. E’ importante che sia assicurato un budget adeguato, ma altrettanto importanti sono i risultati che saranno ottenuti attraverso questo strumento. La Pac va riscritta per tutelare le produzioni di nicchia e le filiere corte, biologiche e locali, che consentono di ridurre in modo drastico gli sprechi prima che il cibo arrivi al consumatore finale.In questi giorni la riforma della Pac si sta dimostrando un nodo difficile da sciogliere – continua Tiso. Lo testimoniano le crescenti tensioni tra il Parlamento europeo e la Commissione, contraria a prolungare l’attuale regime per un periodo transitorio di due anni in attesa di giungere a un accordo.Una riforma ambiziosa della Pac, che registri decisi passi avanti verso l’agroecologia, è possibile. Così come è possibile una riforma che non vada oltre l’ordinaria amministrazione e perpetui strumenti ormai inefficaci e datati. Sarebbe davvero limitante considerare la produttività utilizzando soltanto i tradizionali parametri economici – reddito, fatturato, volumi di produzione – perché Il valore aggiunto dell’agricoltura trascende questi criteri.
Nella Strategia ‘Farm to fork’, approvata di recente dalla Commissione, si legge che “i sistemi alimentari devono urgentemente diventare sostenibili e operare entro i limiti ecologici del pianeta”. Al tempo stesso, la nuova ‘Strategia per la biodiversità’ di Bruxelles prevede la riduzione del 50% dei pesticidi, la destinazione del 10% dei terreni agricoli a elementi di biodiversità e il ripristino di ecosistemi cruciali. Se si vogliono davvero trasformare le buone intenzioni in realtà, la riforma della Pac non potrà che essere coerente con i principi ispiratori delle nuove linee strategiche europee – conclude Tiso.

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Rilancio economia e consumi. L’errore dei bottegai. No suv ma utilitarie!

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Dopo il primo fine settimana di estate (con tanto di solstizio) e il grande affollamento delle località turistiche, anche se non abbiamo ancora i primi dati statistici ufficiali si possono fare le prime valutazioni sui costi e le prospettive. Stiamo parlando essenzialmente di città e località turistiche, essenzialmente balneari. I prezzi sembra che siano lievitati tra il 10 e il 20%, soprattutto per le località balneari. Le motivazioni addotte per farlo sembra ci siano tutte da parte dei fornitori di servizi: siamo stati fermi da diversi mesi, abbiamo costi maggiori (sanificazione continua, numero ridotto di offerte dei servizi – distanziamento – e ridotto numero di affluenza perché i consumatori sono ancora perplessi, disorientati ed economicamente incerti).
La storia, in una “normale” economia di mercato, potrebbe finire qui: è la abituale dinamica di domanda e offerta.
Ma non è così. E lo sappiamo tutti. Solo che – pigro l’essere umano per costituzione o scelta, poco importa – se va avanti così non si va da nessuna parte e tutti ci si fa male. L’economia dell’oggi e del domani non può essere indirizzata solo in una sorta di ripartenza. La situazione economica non è la stessa e non potrà solo ripartire. Va reinventata. A partire da tre dati di fatto al momento statici:
– le valute forti e le disponibilità altrettanto forti che ci sono sempre arrivate da Paesi più forti del nostro, al momento non ci sono, e in prospettiva sono al lumicino. Ad esempio: una pizza a 10 euro per uno svedese è una bazzecola, per un italiano è troppo;
– le valute degli italiani sono deboli per diversi motivi noti e stranoti a tutti, dove al primo posto c’è l’assenza di introiti per diversi mesi;
– tutti gli italiani che nei decenni passati hanno abbandonato le bellezze del nostro Paese, lo hanno fatto anche perché una settimana in Tunisia o Grecia o Croazia o Turchia o Spagna o Egitto (ultima anche l’Albania), per esempio, volo incluso costava la metà di una settimana in Maremma, in Versilia, in Liguria, in Salento, in Campania, in Calabria, in Sardegna, in Sicilia, etc (tra le poche eccezioni le coste romagnole e marchigiane, sempre strapiene e naturalisticamente – non ce ne vogliamo ma è una valutazione “oggettiva” – non paragonabili con quelle prima elencate).
Di conseguenza i bottegai di varia natura dovrebbero comprendere che se vogliono invogliare questi italiani, le motivazioni che loro adducono per la lievitazioni dei prezzi non reggono. Certo, loro guadagnano meno del previsto, ma si devono rendere conto che hanno davanti a sé dei consumatori con molta meno disponibilità economica e psicologica. Quindi pur se le leggi dell’economa di mercato dicono che anche l’offerta fa la domanda, c’è da considerare che in questo frangente conta essenzialmente la domanda che fa l’offerta: occorre essere invitanti, per prezzo e per qualità. Questo probabilmente porterà alcuni bottegai che erano abituati a muoversi con un suv da svariate decine di migliaia di euro a dover ripiegare su una utilitaria. Problema? Dipende dalle persone. Ma indipendentemente dai gusti e dalle esigenze individuali, occorre che il bottegaio comprenda che, altrimenti, non è in pericolo il proprio suv, ma anche l’utilitaria. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Scuola: Il piano del Governo per rilanciarla

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Diritto allo studio, lotta alla dispersione scolastica, basta classi pollaio, più ore di lezione a scuola, formazione del personale e valorizzazione delle competenze, potenziamento delle competenze digitali di docenti e personale Ata: sono i punti cardini del piano predisposto dal Governo Conte-bis per rilanciare l’istruzione pubblica in Italia. I temi sono stati presentati ai sindacati e alle associazioni presenti ieri a Villa Pamphili a Roma, dove il premier Giuseppe Conte ha organizzato l’incontro facente parte degli Stati Generali dell’Economia.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief presente all’evento, “il Governo ha colto in pieno alcune delle esigenze-chiave che, se non affrontate, rischiano di compromettere il prossimo anno scolastico, quando otto milioni di alunni torneranno in classe. Lo sosteniamo da tempo e lo abbiamo ribadito con una serie di emendamenti all’articolo 230 del Decreto Legge ‘Rilancio’, già presentati alle Commissioni competenti della Camera dove è previsto l’esame del testo in vista della conversione parlamentare”.
Promuovere il diritto allo studio contrastando la dispersione scolastica; introdurre misure per ridurre il sovraffollamento delle classi; rafforzare il “tempo scuola”; formazione del personale e valorizzazione delle competenze, con formazione permanente del personale finalizzata al potenziamento delle competenze digitali dei dipendenti pubblici. Sono questi gli obiettivi che il Governo vuole attuare per il rilancio della scuola pubblica, messa in ginocchio dal coronavirus e però subito rimessa in sesto dallo spirito di abnegazione del personale docente e Ata che, anche da casa, ha continuato a svolgere attività didattica e di supporto ai propri alunni.
L’Esecutivo ha anche presentato un piano per rimettere in carreggiata l’ambito accademico. Questo, prevede la necessità di innovare il dottorato di ricerca; costruire la formazione professionalizzate valorizzando gli Istituti Tecnici Superiori e le lauree professionalizzanti; attuare un piano straordinario di reclutamento dei ricercatori; incentivare gli scambi europei anche per le scuole superiori, nell’ambito del progetto European Classroom; sviluppare gli ecosistemi dell’innovazione al Sud; incrementare le borse di studio per l’ingresso all’Università.
I fondi dell’Ue, ha detto il sindacalista autonomo, serviranno anche per incrementare gli organici di 200 mila unità, tra docenti e Ata; attuare un piano straordinario di 200 mila unità aggiuntive a quelle già autorizzate; procedere alla conferma nei ruoli di tutti i docenti assunti con clausola rescissoria, anche in considerazione del superamento dell’anno di prova; trasformare in organico di diritto per le immissioni in ruolo e i trasferimenti tutto l’organico curricolare e su posti di sostegno; rivedere gli organici nel rapporto alunni-classi, alunni-scuole autonome, alunni-insegnanti, alunni-Ata per garantire il corretto distanziamento sociale, la sicurezza durante l’attività didattica, per migliorare gli apprendimenti, contrastare la povertà educativa e il tasso di dispersione scolastica nonché le diseguaglianze sociali; rivedere i concetti di scuola a tempo pieno e a settimana corta; reintrodurre l’insegnamento per moduli nella scuola primaria e dell’infanzia con l’insegnamento specialista in lingua inglese e il docente di educazione fisica; stabilizzare almeno 40 mila unità di personale Ata ed educativo attraverso l’utilizzo delle graduatorie 24 mesi e la realizzazione dei profili professionali già prevista dal Ccnl.

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Rilancio agricoltura: Necessario un confronto allargato

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Comprendere i veri bisogni dell’agricoltura è possibile solo attraverso un confronto che coinvolga tutte le associazioni e i soggetti attivi nel settore – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. In sede di programmazione non possono esistere scorciatoie: la partecipazione allargata è una condizione necessaria per trovare le migliori soluzioni all’impegnativa sfida della ripartenza.Nel presentare gli Stati Generali, il premier Conte ha giustamente promesso di voler coinvolgere tutti. Ci auguriamo che mantenga questo impegno, perché il settore primario è formato da piccoli e grandi operatori che contribuiscono a fare dell’Italia uno dei primi Paesi al mondo per qualità della produzione, ma hanno esigenze e ruoli molto diversi – spiega Tiso.Non accade solo in Italia che piccoli e medi agricoltori fatichino a far sentire la loro voce, a dispetto della loro funzione fondamentale per la tutela del territorio. Il patrimonio di conoscenze da loro accumulato e la loro vocazione all’utilizzo di metodi di produzione più in armonia con i cicli naturali e l’ambiente sono una risorsa irrinunciabile per programmare il futuro dell’agricoltura. Se davvero si intende realizzare una rivoluzione agroecologica, promuovere le nostre produzioni e garantire i diritti dei lavoratori agricoli, tutte le imprese attive nel settore primario devono avere la possibilità di essere rappresentate in una fase così cruciale.

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“Manifattura made in Italy: idee e progetti per il rilancio del settore”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Senaf e il Gruppo Editoriale Tecniche Nuove inaugurano un ciclo di digital talk per essere sempre al fianco delle imprese, in un percorso virtuale che culminerà nell’appuntamento con MECSPE, la principale fiera in Italia dedicata all’industria manifatturiera e alle tecnologie per l’innovazione, in programma a Fiere di Parma dal 29 al 31 ottobre 2020. Occasioni di dibattito e confronto tra le più importanti associazioni di categoria, imprese e realtà del settore, in questo particolare momento di rilancio del Sistema Italia, all’indomani del Piano Colao 2020-2022 e del Piano Transizione 4.0, che ha previsto 7 miliardi di euro per incentivare e supportare la competitività delle nostre imprese e valorizzare il Made in Italy.Il primo appuntamento dal titolo “Manifattura made in Italy: idee e progetti per il rilancio del settore”, si è svolto lo scorso 10 giugno online e ha visto la partecipazione di Ivo Nardella, Presidente Gruppo Tecniche Nuove, Alberto Dal Poz, Presidente di Federmeccanica, Luca Manuelli, Presidente CFI, Cluster Fabbrica Intelligente, Roberto Zani, Presidente CNA Produzione, Paolo Rolandi, Presidente Nazionale Federazione Meccanica Confartigianato, con la moderazione di Alessandro Garnero, Direttore Editoriale Divisione Manufacturing Gruppo Tecniche Nuove. Gli ospiti sono intervenuti in un dialogo comune su ricerca e sviluppo, digitalizzazione e innovazione tecnologica, per trovare soluzioni e risposte utili alla ripresa della manifattura 4.0 nello scenario attuale e del prossimo futuro.
I virtual talk di MECSPE e Tecniche Nuove al fianco di imprese e associazioni dell’industria manifatturiera s’inseriscono nell’ampio programma digitale che accompagnerà il pubblico fino alla manifestazione fieristica, prevista a Fiere di Parma, dal 29 al 31 ottobre 2020. Una diciannovesima edizione che è pronta a riaccendere i motori all’insegna della sicurezza e della tutela dei visitatori, dello staff e degli oltre 1.600 espositori che hanno confermato ad oggi la propria presenza. Senaf, infatti, in collaborazione con Fiere di Parma, ha previsto lo sviluppo di un protocollo di sicurezza, ideato sulla base delle diverse esigenze delle persone coinvolte, per prevenire ogni possibile occasione di contagio.Il percorso digitale dei prossimi mesi, inoltre, potrà contare su un’importante grande novità disponibile nella 3 giorni di Parma: la Fiera Virtuale. Una piattaforma online che sarà affiancata allo svolgimento della fiera fisica, permettendo agli utenti di accedere alla manifestazione anche da remoto. Questa piccola, ma significativa rivoluzione, garantirà agli espositori di raggiungere un numero di contatti almeno equivalente alle passate edizioni, riuscendo a creare matching e ad accedere ai lead di tutte le persone interessate ai propri prodotti.

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Gli italiani aspettano ancora il piano di rilancio del Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Da una parte sogni e promesse, dall’altra realtà e sacrifici. È la situazione che stanno producendo, o forse sarebbe meglio dire certificando, gli Stati generali dell’economia in corso a Roma. Oggi è stata la giornata del Piano Colao, emblema della politica degli slogan intrapresa dal Governo, che non ha ancora prodotto nessun risultato utile a tutelare i consumatori, lasciati in balia della crisi prodotta dall’emergenza Coronavirus.“Dal Piano Colao – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – abbiamo avuto decine e decine di buone intenzioni, ma ci aspettavamo ben altro. Pensavamo che sarebbero arrivate proposte concrete per l’immediato, visto che la task force è stata varata ad aprile per studiare le misure necessarie per la Fase 2, quella della ripartenza una volta superato il lockdown, ma evidentemente ci siamo illusi. Ad oggi, infatti, abbiamo soltanto un libro dei sogni, proposte deboli, mentre il Governo è ancora nella fase del brainstorming, come dimostrano gli Stati generali dell’economia. Il momento delle idee avrebbe dovuto lasciare spazio già da tempo a quello delle azioni per rilanciare il Paese. Si è accumulato, invece, un ritardo gravissimo, che sta costringendo i cittadini ad enormi sacrifici. Delle tutele per i consumatori non c’è traccia, sulle riforme strutturali del modello economico e dei consumi ci sono solo slogan e promesse. Come se non bastasse, dopo averla annunciata con tanta enfasi, la task force guidata da Colao è stata già archiviata dal Premier Conte. Torniamo a ripeterlo, nella speranza che qualcuno nel Governo si svegli dal torpore: servono iniziative immediate per evitare che il Paese sprofondi in una crisi irreversibile. Immettere liquidità nel sistema, prevedere tassi agevolati, ridurre la pressione fiscale, far slittare le rate dei mutui e dei prestiti. I consumatori, e con loro le famiglie, hanno bisogno di iniziative forti, rapide e concrete. Il tempo dei libri dei sogni, delle promesse e delle buone intenzioni è finito”.

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Anief scrive al Premier Conte per il rilancio della scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Il sindacato ha inviato una lettera al Premier Giuseppe Conte. Attraverso essa, il giovane sindacato ha voluto avanzare le proposte adeguate per dar vita a un patto per il rilancio della scuola. Il paese si accinge a riprendere, lentamente, la normale vita, provando a organizzarsi dopo il periodo drammatico causato dall’emergenza epidemiologica. Anche la scuola dovrà ripartire e per fare ciò occorreranno proposte utili per riprendere le attività didattiche a settembre, in completa sicurezza.
Per questo motivo, l’ANIEF, per conto del proprio presidente nazionale Marcello Pacifico, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Attraverso essa, il giovane sindacato ha voluto avanzare le proposte adeguate per dar vita a un patto per il rilancio della scuola.Al fine di poter ripartire il prossimo anno in piena sicurezza, i punti cruciali da affrontare, secondo l’ANIEF, sarebbero i seguenti:
assunzione dei docenti precari, soprattutto con un’immediata procedura di assunzione per soli titoli e con l’utilizzo delle graduatorie d’istituto provinciali;
stabilizzazione dei tanti docenti di sostegno presenti sul territorio nazionale, che da anni lavorano presso gli istituti statali con contratti a tempo determinato;
stabilizzazione del personale Ata su tutti i posti vacanti e disponibili;
distanziamento sociale;
eliminazione delle cosiddette “classi pollaio” con la riduzione del numero degli alunni per ogni classe.
All’interno della comunicazione al premier Conte, il giovane sindacato conferma la propria disponibilità a illustrare nel dettaglio le proposte avanzate e a confrontarsi sul merito delle stesse nel corso di specifici tavoli che, possibilmente, saranno convocati.

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