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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘rilancio’

Le opportunità di rilancio dall’Unione europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

Lunedì 29 giugno 2020, dalle 10.00 alle 13.00, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni europee e operatori del settore si confronteranno sulle misure messe in campo dall’Unione europea per sostenere il settore turistico. Aprirà i lavori Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, seguito da Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia e Antonio Parenti, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.A seguire gli interventi di Emma Petitti, presidente Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini, assessore Turismo e trasporti Regione Emilia-Romagna, per un focus sul territorio.La parola passerà poi agli stakeholders: Paola Batani, titolare della catena alberghiera Batani select hotels, Claudio Fantini, titolare Fantini club Cervia, Giuliano Grani, titolare di società di gestione impianti sciistici dell’Appenino, Lino Giglioli, presidente Consorzio terme dell’Emilia-Romagna), Francesca Velani, coordinatrice di Parma 2021, Enrico Postacchini, presidente Aeroporto di Bologna.Gli operatori del settore avranno la possibilità di confrontarsi sia con i deputati europei Antonio Tajani, presidente della Commissione Affari Costituzionali e della Conferenza dei Presidenti e capo delegazione Forza Italia (PPE) (tbc), Mara Bizzotto (ID, Lega), Elisabetta Gualmini (S&D, PD), Sabrina Pignedoli (NI, M5s), Carlo Fidanza, capo delegazione Fratelli d’Italia (ECR), che con Ovidiu Ene, policy officer presso la Direzione Generale Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI della Commissione europea e con un altro funzionario della Direzione generale per la politica regionale e urbana.Modererà i lavori Leonardo Nesti, responsabile della redazione Ansa di Bologna.L’intero evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parlamento europeo in Italia e sarà chiuso da un punto stampa.

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Il rilancio dell’Europa passa dall’agricoltura

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2020

L’agricoltura può diventare un volano per lo sviluppo del Vecchio continente, ma per realizzare questo obiettivo è necessario un radicale cambiamento della struttura della Pac – dichiara il presidente nazionale Confeuro Andrea Michele Tiso. E’ importante che sia assicurato un budget adeguato, ma altrettanto importanti sono i risultati che saranno ottenuti attraverso questo strumento. La Pac va riscritta per tutelare le produzioni di nicchia e le filiere corte, biologiche e locali, che consentono di ridurre in modo drastico gli sprechi prima che il cibo arrivi al consumatore finale.In questi giorni la riforma della Pac si sta dimostrando un nodo difficile da sciogliere – continua Tiso. Lo testimoniano le crescenti tensioni tra il Parlamento europeo e la Commissione, contraria a prolungare l’attuale regime per un periodo transitorio di due anni in attesa di giungere a un accordo.Una riforma ambiziosa della Pac, che registri decisi passi avanti verso l’agroecologia, è possibile. Così come è possibile una riforma che non vada oltre l’ordinaria amministrazione e perpetui strumenti ormai inefficaci e datati. Sarebbe davvero limitante considerare la produttività utilizzando soltanto i tradizionali parametri economici – reddito, fatturato, volumi di produzione – perché Il valore aggiunto dell’agricoltura trascende questi criteri.
Nella Strategia ‘Farm to fork’, approvata di recente dalla Commissione, si legge che “i sistemi alimentari devono urgentemente diventare sostenibili e operare entro i limiti ecologici del pianeta”. Al tempo stesso, la nuova ‘Strategia per la biodiversità’ di Bruxelles prevede la riduzione del 50% dei pesticidi, la destinazione del 10% dei terreni agricoli a elementi di biodiversità e il ripristino di ecosistemi cruciali. Se si vogliono davvero trasformare le buone intenzioni in realtà, la riforma della Pac non potrà che essere coerente con i principi ispiratori delle nuove linee strategiche europee – conclude Tiso.

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Rilancio economia e consumi. L’errore dei bottegai. No suv ma utilitarie!

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Dopo il primo fine settimana di estate (con tanto di solstizio) e il grande affollamento delle località turistiche, anche se non abbiamo ancora i primi dati statistici ufficiali si possono fare le prime valutazioni sui costi e le prospettive. Stiamo parlando essenzialmente di città e località turistiche, essenzialmente balneari. I prezzi sembra che siano lievitati tra il 10 e il 20%, soprattutto per le località balneari. Le motivazioni addotte per farlo sembra ci siano tutte da parte dei fornitori di servizi: siamo stati fermi da diversi mesi, abbiamo costi maggiori (sanificazione continua, numero ridotto di offerte dei servizi – distanziamento – e ridotto numero di affluenza perché i consumatori sono ancora perplessi, disorientati ed economicamente incerti).
La storia, in una “normale” economia di mercato, potrebbe finire qui: è la abituale dinamica di domanda e offerta.
Ma non è così. E lo sappiamo tutti. Solo che – pigro l’essere umano per costituzione o scelta, poco importa – se va avanti così non si va da nessuna parte e tutti ci si fa male. L’economia dell’oggi e del domani non può essere indirizzata solo in una sorta di ripartenza. La situazione economica non è la stessa e non potrà solo ripartire. Va reinventata. A partire da tre dati di fatto al momento statici:
– le valute forti e le disponibilità altrettanto forti che ci sono sempre arrivate da Paesi più forti del nostro, al momento non ci sono, e in prospettiva sono al lumicino. Ad esempio: una pizza a 10 euro per uno svedese è una bazzecola, per un italiano è troppo;
– le valute degli italiani sono deboli per diversi motivi noti e stranoti a tutti, dove al primo posto c’è l’assenza di introiti per diversi mesi;
– tutti gli italiani che nei decenni passati hanno abbandonato le bellezze del nostro Paese, lo hanno fatto anche perché una settimana in Tunisia o Grecia o Croazia o Turchia o Spagna o Egitto (ultima anche l’Albania), per esempio, volo incluso costava la metà di una settimana in Maremma, in Versilia, in Liguria, in Salento, in Campania, in Calabria, in Sardegna, in Sicilia, etc (tra le poche eccezioni le coste romagnole e marchigiane, sempre strapiene e naturalisticamente – non ce ne vogliamo ma è una valutazione “oggettiva” – non paragonabili con quelle prima elencate).
Di conseguenza i bottegai di varia natura dovrebbero comprendere che se vogliono invogliare questi italiani, le motivazioni che loro adducono per la lievitazioni dei prezzi non reggono. Certo, loro guadagnano meno del previsto, ma si devono rendere conto che hanno davanti a sé dei consumatori con molta meno disponibilità economica e psicologica. Quindi pur se le leggi dell’economa di mercato dicono che anche l’offerta fa la domanda, c’è da considerare che in questo frangente conta essenzialmente la domanda che fa l’offerta: occorre essere invitanti, per prezzo e per qualità. Questo probabilmente porterà alcuni bottegai che erano abituati a muoversi con un suv da svariate decine di migliaia di euro a dover ripiegare su una utilitaria. Problema? Dipende dalle persone. Ma indipendentemente dai gusti e dalle esigenze individuali, occorre che il bottegaio comprenda che, altrimenti, non è in pericolo il proprio suv, ma anche l’utilitaria. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Scuola: Il piano del Governo per rilanciarla

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Diritto allo studio, lotta alla dispersione scolastica, basta classi pollaio, più ore di lezione a scuola, formazione del personale e valorizzazione delle competenze, potenziamento delle competenze digitali di docenti e personale Ata: sono i punti cardini del piano predisposto dal Governo Conte-bis per rilanciare l’istruzione pubblica in Italia. I temi sono stati presentati ai sindacati e alle associazioni presenti ieri a Villa Pamphili a Roma, dove il premier Giuseppe Conte ha organizzato l’incontro facente parte degli Stati Generali dell’Economia.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief presente all’evento, “il Governo ha colto in pieno alcune delle esigenze-chiave che, se non affrontate, rischiano di compromettere il prossimo anno scolastico, quando otto milioni di alunni torneranno in classe. Lo sosteniamo da tempo e lo abbiamo ribadito con una serie di emendamenti all’articolo 230 del Decreto Legge ‘Rilancio’, già presentati alle Commissioni competenti della Camera dove è previsto l’esame del testo in vista della conversione parlamentare”.
Promuovere il diritto allo studio contrastando la dispersione scolastica; introdurre misure per ridurre il sovraffollamento delle classi; rafforzare il “tempo scuola”; formazione del personale e valorizzazione delle competenze, con formazione permanente del personale finalizzata al potenziamento delle competenze digitali dei dipendenti pubblici. Sono questi gli obiettivi che il Governo vuole attuare per il rilancio della scuola pubblica, messa in ginocchio dal coronavirus e però subito rimessa in sesto dallo spirito di abnegazione del personale docente e Ata che, anche da casa, ha continuato a svolgere attività didattica e di supporto ai propri alunni.
L’Esecutivo ha anche presentato un piano per rimettere in carreggiata l’ambito accademico. Questo, prevede la necessità di innovare il dottorato di ricerca; costruire la formazione professionalizzate valorizzando gli Istituti Tecnici Superiori e le lauree professionalizzanti; attuare un piano straordinario di reclutamento dei ricercatori; incentivare gli scambi europei anche per le scuole superiori, nell’ambito del progetto European Classroom; sviluppare gli ecosistemi dell’innovazione al Sud; incrementare le borse di studio per l’ingresso all’Università.
I fondi dell’Ue, ha detto il sindacalista autonomo, serviranno anche per incrementare gli organici di 200 mila unità, tra docenti e Ata; attuare un piano straordinario di 200 mila unità aggiuntive a quelle già autorizzate; procedere alla conferma nei ruoli di tutti i docenti assunti con clausola rescissoria, anche in considerazione del superamento dell’anno di prova; trasformare in organico di diritto per le immissioni in ruolo e i trasferimenti tutto l’organico curricolare e su posti di sostegno; rivedere gli organici nel rapporto alunni-classi, alunni-scuole autonome, alunni-insegnanti, alunni-Ata per garantire il corretto distanziamento sociale, la sicurezza durante l’attività didattica, per migliorare gli apprendimenti, contrastare la povertà educativa e il tasso di dispersione scolastica nonché le diseguaglianze sociali; rivedere i concetti di scuola a tempo pieno e a settimana corta; reintrodurre l’insegnamento per moduli nella scuola primaria e dell’infanzia con l’insegnamento specialista in lingua inglese e il docente di educazione fisica; stabilizzare almeno 40 mila unità di personale Ata ed educativo attraverso l’utilizzo delle graduatorie 24 mesi e la realizzazione dei profili professionali già prevista dal Ccnl.

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Rilancio agricoltura: Necessario un confronto allargato

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Comprendere i veri bisogni dell’agricoltura è possibile solo attraverso un confronto che coinvolga tutte le associazioni e i soggetti attivi nel settore – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. In sede di programmazione non possono esistere scorciatoie: la partecipazione allargata è una condizione necessaria per trovare le migliori soluzioni all’impegnativa sfida della ripartenza.Nel presentare gli Stati Generali, il premier Conte ha giustamente promesso di voler coinvolgere tutti. Ci auguriamo che mantenga questo impegno, perché il settore primario è formato da piccoli e grandi operatori che contribuiscono a fare dell’Italia uno dei primi Paesi al mondo per qualità della produzione, ma hanno esigenze e ruoli molto diversi – spiega Tiso.Non accade solo in Italia che piccoli e medi agricoltori fatichino a far sentire la loro voce, a dispetto della loro funzione fondamentale per la tutela del territorio. Il patrimonio di conoscenze da loro accumulato e la loro vocazione all’utilizzo di metodi di produzione più in armonia con i cicli naturali e l’ambiente sono una risorsa irrinunciabile per programmare il futuro dell’agricoltura. Se davvero si intende realizzare una rivoluzione agroecologica, promuovere le nostre produzioni e garantire i diritti dei lavoratori agricoli, tutte le imprese attive nel settore primario devono avere la possibilità di essere rappresentate in una fase così cruciale.

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“Manifattura made in Italy: idee e progetti per il rilancio del settore”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Senaf e il Gruppo Editoriale Tecniche Nuove inaugurano un ciclo di digital talk per essere sempre al fianco delle imprese, in un percorso virtuale che culminerà nell’appuntamento con MECSPE, la principale fiera in Italia dedicata all’industria manifatturiera e alle tecnologie per l’innovazione, in programma a Fiere di Parma dal 29 al 31 ottobre 2020. Occasioni di dibattito e confronto tra le più importanti associazioni di categoria, imprese e realtà del settore, in questo particolare momento di rilancio del Sistema Italia, all’indomani del Piano Colao 2020-2022 e del Piano Transizione 4.0, che ha previsto 7 miliardi di euro per incentivare e supportare la competitività delle nostre imprese e valorizzare il Made in Italy.Il primo appuntamento dal titolo “Manifattura made in Italy: idee e progetti per il rilancio del settore”, si è svolto lo scorso 10 giugno online e ha visto la partecipazione di Ivo Nardella, Presidente Gruppo Tecniche Nuove, Alberto Dal Poz, Presidente di Federmeccanica, Luca Manuelli, Presidente CFI, Cluster Fabbrica Intelligente, Roberto Zani, Presidente CNA Produzione, Paolo Rolandi, Presidente Nazionale Federazione Meccanica Confartigianato, con la moderazione di Alessandro Garnero, Direttore Editoriale Divisione Manufacturing Gruppo Tecniche Nuove. Gli ospiti sono intervenuti in un dialogo comune su ricerca e sviluppo, digitalizzazione e innovazione tecnologica, per trovare soluzioni e risposte utili alla ripresa della manifattura 4.0 nello scenario attuale e del prossimo futuro.
I virtual talk di MECSPE e Tecniche Nuove al fianco di imprese e associazioni dell’industria manifatturiera s’inseriscono nell’ampio programma digitale che accompagnerà il pubblico fino alla manifestazione fieristica, prevista a Fiere di Parma, dal 29 al 31 ottobre 2020. Una diciannovesima edizione che è pronta a riaccendere i motori all’insegna della sicurezza e della tutela dei visitatori, dello staff e degli oltre 1.600 espositori che hanno confermato ad oggi la propria presenza. Senaf, infatti, in collaborazione con Fiere di Parma, ha previsto lo sviluppo di un protocollo di sicurezza, ideato sulla base delle diverse esigenze delle persone coinvolte, per prevenire ogni possibile occasione di contagio.Il percorso digitale dei prossimi mesi, inoltre, potrà contare su un’importante grande novità disponibile nella 3 giorni di Parma: la Fiera Virtuale. Una piattaforma online che sarà affiancata allo svolgimento della fiera fisica, permettendo agli utenti di accedere alla manifestazione anche da remoto. Questa piccola, ma significativa rivoluzione, garantirà agli espositori di raggiungere un numero di contatti almeno equivalente alle passate edizioni, riuscendo a creare matching e ad accedere ai lead di tutte le persone interessate ai propri prodotti.

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Gli italiani aspettano ancora il piano di rilancio del Governo

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2020

Da una parte sogni e promesse, dall’altra realtà e sacrifici. È la situazione che stanno producendo, o forse sarebbe meglio dire certificando, gli Stati generali dell’economia in corso a Roma. Oggi è stata la giornata del Piano Colao, emblema della politica degli slogan intrapresa dal Governo, che non ha ancora prodotto nessun risultato utile a tutelare i consumatori, lasciati in balia della crisi prodotta dall’emergenza Coronavirus.“Dal Piano Colao – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – abbiamo avuto decine e decine di buone intenzioni, ma ci aspettavamo ben altro. Pensavamo che sarebbero arrivate proposte concrete per l’immediato, visto che la task force è stata varata ad aprile per studiare le misure necessarie per la Fase 2, quella della ripartenza una volta superato il lockdown, ma evidentemente ci siamo illusi. Ad oggi, infatti, abbiamo soltanto un libro dei sogni, proposte deboli, mentre il Governo è ancora nella fase del brainstorming, come dimostrano gli Stati generali dell’economia. Il momento delle idee avrebbe dovuto lasciare spazio già da tempo a quello delle azioni per rilanciare il Paese. Si è accumulato, invece, un ritardo gravissimo, che sta costringendo i cittadini ad enormi sacrifici. Delle tutele per i consumatori non c’è traccia, sulle riforme strutturali del modello economico e dei consumi ci sono solo slogan e promesse. Come se non bastasse, dopo averla annunciata con tanta enfasi, la task force guidata da Colao è stata già archiviata dal Premier Conte. Torniamo a ripeterlo, nella speranza che qualcuno nel Governo si svegli dal torpore: servono iniziative immediate per evitare che il Paese sprofondi in una crisi irreversibile. Immettere liquidità nel sistema, prevedere tassi agevolati, ridurre la pressione fiscale, far slittare le rate dei mutui e dei prestiti. I consumatori, e con loro le famiglie, hanno bisogno di iniziative forti, rapide e concrete. Il tempo dei libri dei sogni, delle promesse e delle buone intenzioni è finito”.

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Anief scrive al Premier Conte per il rilancio della scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Il sindacato ha inviato una lettera al Premier Giuseppe Conte. Attraverso essa, il giovane sindacato ha voluto avanzare le proposte adeguate per dar vita a un patto per il rilancio della scuola. Il paese si accinge a riprendere, lentamente, la normale vita, provando a organizzarsi dopo il periodo drammatico causato dall’emergenza epidemiologica. Anche la scuola dovrà ripartire e per fare ciò occorreranno proposte utili per riprendere le attività didattiche a settembre, in completa sicurezza.
Per questo motivo, l’ANIEF, per conto del proprio presidente nazionale Marcello Pacifico, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Attraverso essa, il giovane sindacato ha voluto avanzare le proposte adeguate per dar vita a un patto per il rilancio della scuola.Al fine di poter ripartire il prossimo anno in piena sicurezza, i punti cruciali da affrontare, secondo l’ANIEF, sarebbero i seguenti:
assunzione dei docenti precari, soprattutto con un’immediata procedura di assunzione per soli titoli e con l’utilizzo delle graduatorie d’istituto provinciali;
stabilizzazione dei tanti docenti di sostegno presenti sul territorio nazionale, che da anni lavorano presso gli istituti statali con contratti a tempo determinato;
stabilizzazione del personale Ata su tutti i posti vacanti e disponibili;
distanziamento sociale;
eliminazione delle cosiddette “classi pollaio” con la riduzione del numero degli alunni per ogni classe.
All’interno della comunicazione al premier Conte, il giovane sindacato conferma la propria disponibilità a illustrare nel dettaglio le proposte avanzate e a confrontarsi sul merito delle stesse nel corso di specifici tavoli che, possibilmente, saranno convocati.

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Iniziative per il rilancio-Italia 2020-2022

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

Il comitato di esperti voluto dal governo e guidato dal manager Vittorio Colao ha consegnato alla Presidenza del Consiglio il documento di proposte per favorire la ripresa economica del Paese, intitolato “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”.
È un elenco di 102 proposte. Un documento lungo ed elaborato che affronta ampie aree di interesse per il futuro del nostro paese. “Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato Bonfiglio Mariotti, presidente di AssoSoftware, l’Associazione che raggruppa i produttori italiani di software gestionali e fiscali – che tra gli assi di rafforzamento per la trasformazione dell’Italia, il Piano indichi la digitalizzazione come un obiettivo primario per modernizzare il tessuto economico e produttivo del Paese e aumentarne la sostenibilità. Segnalando, in modo assai preciso e puntuale, che per realizzarla occorrerà intervenire con maggior decisione per aggiornare e incentivare l’innovazione tecnologica delle imprese con il ripristino e il potenziamento delle misure previste da Industry 4.0, e suggerendo, tra l’altro, di introdurre la possibilità che le aziende possano decidere autonomamente il periodo di iper/superammortamento, il cosiddetto ammortamento accelerato”. Un obiettivo a cui AssoSoftware guarda con particolare interesse e con la speranza che non sia solo uno dei tanti suggerimenti inascoltati ma che dia corso, al più presto, a un intervento organico e dettagliato del Governo che ne sviluppi l’efficacia.“Speriamo che il Piano Colao non resti chiuso in un cassetto – conclude Bonfiglio Mariotti – ma sia accolto dal Governo come stimolo e come agenda di lavoro per dare al Paese una sferzata di innovazione, liberandolo dai lacci della burocrazia e avviandolo verso un sano processo di investimenti. È la prima volta che il nostro Paese può contare su un piano elaborato con tanta attenzione e lungimiranza. Certo, ci saranno alcuni aspetti che andranno meglio affrontati e approfonditi, in particolare e per quello che ci riguarda, nell’affrontare meglio e con maggior decisione la strada verso un ampio e completo piano di ammodernamento dei sistemi di gestione delle PMI. La forza produttiva ed economica del nostro Paese risiede ancora nelle PMI che devono essere aiutate a recuperare il gap digitale che ne limita sviluppo interno e internazionale, competitività e produttività”.
AssoSoftware, nata nel 1994, è l’Associazione nazionale, presieduta da Bonfiglio Mariotti, che riunisce, rappresenta e tutela gli interessi di oltre il 90% delle aziende dell’Information Technology che realizzano software applicativo-gestionale per imprese, intermediari e PA. Una realtà produttiva che, con oltre 17.000 dipendenti e 4 miliardi di euro di fatturato globale, svolge un ruolo fondamentale per l’economia del Paese, sviluppando applicazioni innovative per il settore privato e per la Pubblica Amministrazione.AssoSoftware è presente su tutto il territorio nazionale con 217 imprese associate e con una rete di migliaia di aziende distributrici.A livello federale AssoSoftware fa parte di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, un Consigliere Delegato ne è componente di Giunta.Le aziende associate costituiscono il punto di riferimento tecnico per tutti gli intermediari, dai Commercialisti ai Consulenti del lavoro, dalle Associazioni di categoria ai CAF e alle aziende di ogni settore. (fonte: Ufficio Stampa AssoSoftware)

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Il Decreto Rilancio dà il via ai Pir alternativi

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

Un’ottima iniziativa – per ora solo su carta – perché potrebbe orientare ulteriormente verso l’economia reale il risparmio degli italiani, soprattutto i 1600 miliardi (dei 4400 totali) di euro tenuti infruttuosamente sui conti correnti, grazie all’esenzione fiscale sul capital gain e alla crescente sensibilità verso strumenti che possano sostenere la piccola impresa italiana. Secondo le stime, la raccolta complessiva sui Pir sarà di 1,2 miliardi nel 2021 e di oltre 3 miliardi l’anno successivo (Intermonte), senza considerare l’effetto della nuova versione alternativa dei panieri. Ma il meccanismo funzionerà solo se le Sgr avranno a disposizione strumenti di analisi efficaci per valutare la solidità delle aziende da inserire in portafoglio: strumenti che il FinTech può fornire. Scoring automatico modelli previsionali, analisi massiva dei portafogli sono tutti utili allo scopo e rappresentano il core business della piattaforma Raas di modefinance.Quando parliamo di Pir alternativi, parliamo di panieri che devono investire almeno il 70% del fondo in società italiane che non appartengono al paniere Ftse Mib e al Ftse Mid. Le novità rispetto ai Pir tradizionali sono diverse: il gestore può acquistare sia quote di aziende sia debito; la defiscalizzazione sulle plusvalenze è ampliata fino a 150mila euro all’anno per dieci anni rispetto ai 30mila euro per cinque anni; il vincolo di concentrazione passa dal 10% al 20%. Ma soprattutto, il Pir alternativo si presenta come uno strumento complementare al Pir ordinario – anche dal punto di vista della cumulabilità per l’investitore – a sostegno delle pmi private e dunque dell’economia reale. Se le società quotate italiane sono circa 400, includere nei portafogli anche titoli di società non quotate significa dover selezionare attentamente in un mare magnum di oltre 6 milioni di realtà che non hanno gli stessi obblighi stringenti delle quotate in tema di comunicazione finanziaria e su cui la ricerca finanziaria è pressoché assente. Questo limita molto lo spazio di azione delle Sgr che non sempre hanno a disposizione metriche oggettive di valutazione.
Di queste difficoltà abbiamo avuto un assaggio nel 2019, quando i Pir tradizionali, che nei primi due anni di vita avevano raccolto più di 15 miliardi di euro, hanno subito una brusca frenata. La ragione? La legge di bilancio trasforma i Pir nella loro versione 2.0, obbligandoli a includere una quota del 3,5% di Venture Capital nel portafoglio complessivo. Molte Sgr hanno fermato la raccolta e chiuso i fondi perché non era più possibile costruire portafogli compliant. I Pir 2.0 sono stati poi aboliti e il mercato ha ripreso a camminare. Ma la storia ha messo in luce l’importanza della ricerca: se una Sgr non ha gli strumenti per valutare gli asset non può, per dirla brutalmente, costruire panieri. Proprio i Pir hanno spinto Borsa Italiana a modificare il Regolamento Emittenti su Aim Italia, introducendo l’obbligo di redazione e pubblicazione di una equity research, che rendesse trasparenti le informazioni sulle aziende a beneficio degli investitori (obbligo valido per tutte le società approdate sul mercato dal 2018).

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Decreto Rilancio (FI): gli emendamenti di FI al decreto rilancio

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 giugno 2020

“In occasione dell’esame alla Camera del decreto denominato Rilancio come Forza Italia estero abbiamo presentato alcuni emendamenti tesi a migliorare il decreto stesso.In particolare, abbiamo chiesto fondi aggiuntivi per le Camere di Commercio Italiane all’Estero per meglio promuovere il Made in Italy sui mercati internazionali, abbiamo chiesto provvedimenti per gli impiegati a contratto presso le nostre ambasciate e consolati e l’assunzione di altri impiegati per far fronte alla mole di lavoro esistente, abbiamo chiesto il blocco del versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) anche per gli enti non commerciali in modo da fornire, indirettamente, importante liquidità a favore degli operatori economici in un momento di grave crisi come quello attuale e venire incontro a quelle realtà che operano nel mondo della formazione culturale internazionale.Inoltre, in un momento difficile per il nostro turismo abbiamo predisposto un provvedimento per favorire il turismo giovanile internazionale con una attenzione particolare al turismo delle radici.Auspichiamo che il Governo possa accogliere i suggerimenti migliorativi oltre gli steccati maggioranza/opposizione e nell’interesse degli italiani!”Lo dichiarano i parlamentari di Forza Italia eletti all’estero, l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli e il sen. Raffaele Fantetti.

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Dl Rilancio: il Governo apre ai professionisti

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2020

L’indennizzo di 600 euro previsto nel decreto “Rilancio” sarà rifinanziato in tempi brevi per i mesi di aprile e maggio anche ai professionisti ordinistici. Ad annunciarlo il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, intervenendo questa mattina agli Stati Generali delle Professioni italiane, organizzati da 23 Ordini professionali per chiedere al Governo il pieno coinvolgimento dei professionisti italiani per azioni e interventi concreti che possano far ripartire il Paese. Una richiesta accolta anche dal Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli che, in collegamento, ha annunciato che le categorie professionali saranno “assolutamente” invitate a Palazzo Chigi per raccogliere le idee e proposte per sburocratizzare il sistema Paese e rilanciare l’economia, anche in vista degli Stati Generali dell’Economia, annunciati dal Presidente del Consiglio Conte ieri.

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Rilancio dell’ospitalità nelle città turistiche italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

L’emergenza COVID-19 ha colpito il settore turistico globale e diversi addetti ai lavori concordano che il rilancio dell’ospitalità nelle città italiane passerà attraverso fasi graduali e intermedie, all’inizio caratterizzate dall’afflusso di visitatori domestici, per poi assistere a un progressivo ritorno di quelli internazionali. Con la riapertura delle frontiere e la ripresa dei voli aerei dal 3 giugno, gli operatori del settore potranno come sempre fare leva sulla bellezza, l’attrattività e l’accoglienza tipiche delle città italiane. Per farsi notare in un contesto simile sarà necessario andare oltre: si distinguerà chi offrirà ospitalità in appartamenti e case vacanze, che consentono un servizio professionale e di qualità, distanziamenti e spazi per coppie, gruppi e famiglie, e protocolli igienico-sanitari all’avanguardia.

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Il Decreto Rilancio? Non basterà a risollevare le imprese italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

A cura di Federico Pozzi Chiesa, AD Italmondo e Founder Supernova Hub. L’Italia, lo sappiamo bene, è un Paese fondato sulle piccole e medie imprese. Imprese che in moltissimi casi fanno parte di filiere, spesso internazionali. Queste PMI italiane sono alle prese con una carenza di liquidità che rischia di soffocarle, strette in una morsa trilaterale: da un lato il livello di insoluti in forte crescita, dall’altro la compressione di volumi di fatturato dovuta al lockdown e infine l’incertezza di quelle imprese che lavorano con l’estero causata dall’alert sul Paese da parte di alcune assicurazioni sul credito. Una situazione sicuramente complessa che come operatori della logistica italiana e internazionale stiamo osservando con grande preoccupazione non solo per il nostro settore.Il primo elemento di pressione sui bilanci è l’aumento degli insoluti: secondo Cna oscillerà attorno al 60% la percentuale di fatture non pagate alle piccole imprese; e in generale per il mese di marzo gli insoluti variano dal 20% al 70%, mentre aprile ha visto un peggioramento con una forbice media che si innalza tra il 30% e il 50%, con picchi fino al 100%.In questa situazione, il Decreto Rilancio con il suo carico di promesse rischia di essere ancora insufficiente per far fronte alle enormi esigenze di cassa delle imprese italiane. Esigenze che l’Osservatorio sul Working Capital di Cribis e Workinvoice stima essere intorno ai 15 miliardi nell’arco di 3 mesi e 45 miliardi nell’arco di un anno. Si tratta di un passo in avanti rispetto ai Decreti precedenti perché vengono introdotte norme innovative – come la garanzia sull’assicurazione del credito – ma che dovrà misurarsi con la prova dei regolamenti attuativi e con il reale trasferimento degli stanziamenti, passaggio che finora è stato molto farraginoso.Mentre ci addentriamo nella fase due, inoltre, è chiaro che le riaperture non consentiranno ai diversi settori coinvolti di tornare ai livelli di fatturato precedenti, perché saranno obbligati per almeno quattro mesi ancora a lavorare parzialmente e questo si tradurrà in un ulteriore deterioramento della liquidità, con effetti sia nell’immediato che nel medio periodo – almeno fino a fine 2020 – la cui reale portata si potrà valutare solo in base a come evolverà la situazione. Un esempio concreto riguarda il settore della ristorazione, uno tra i più colpiti: in un locale di circa 70 mq in cui prima era possibile accogliere 20/25 persone a regime, oggi il limite scende a circa 1/5 dei clienti, con evidenti conseguenze sui fatturati e sulla sostenibilità stessa del business.Attraverso le nostre controllate sul territorio asiatico, abbiamo già potuto assistere alla parziale ripartenza del mercato cinese dove ci si aspettava già nel mese di marzo una piena ripresa, che poi si è tradotta invece, almeno inizialmente, in una ripresa tra il 70% e l’80% dei volumi, influenzata dal fatto che nel corso del lockdown alcune aziende che si approvvigionavano da fornitori locali hanno dovuto sostituirli con produttori di altri territori per garantire la prosecuzione del loro core business. Perché non dovremmo aspettarci lo stesso effetto in Italia ed in Europa? Oggi abbiamo un quadro abbastanza chiaro di quelli che sono gli interventi pubblici con cui si cerca di far fronte a questo che potrebbe essere un vero disastro per l’economia reale italiana. Con il Decreto Liquidità, lo Stato ha esteso la copertura del Fondo di garanzia a un pacchetto di 400 miliardi di euro di prestiti, lasciando però tutte le responsabilità operative sull’erogazione del credito in capo alle banche. Le banche si sono trovate a dover gestire una mole di richieste enorme – con non poche polemiche sui tempi di richiesta ed erogazione. Per sopperire a questa situazione è sceso il campo il settore del Fintech che ha notoriamente la capacità di andare incontro alle esigenze delle imprese in maniera più rapida e snella. Nel nostro caso assistiamo all’effort messo in campo da una delle nostre partecipate BorsadelCredito.it che, tramite il recente accordo stretto con Azimut, ha ampliato ulteriormente la sua capacità di finanziare le PMI Italiane.Per quanto riguarda l’outbreak, nelle ultime settimane in Italia si iniziano a scorgere timidi segnali di miglioramento. Questo è un trend che si intravede anche in altri Paesi europei, in opposizione però alla situazione che invece affligge gli USA e ai nuovi picchi di contagi che stanno investendo UK, Russia, Brasile e India. Le ripercussioni sul PIL globale e sulla bilancia commerciale del rallentamento di questi Paesi, che in molti casi sono ancora in fase pre-picco, impongono che le misure di sostegno messe in atto non solo debbano concretizzarsi e consolidarsi per dare un aiuto immediato, ma debbano anche prevedere un termine di medio periodo, tenendo conto di questo rallentamento generale dei mercati. (in abstract http://www.supernova-hub.it)

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Dl rilancio. Ruspandini (FdI): bonus monopattino?

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

“Il governo rossogiallo conferma di non conoscere l’Italia e le sue periferie. Nella nostra Nazione esistono intere zone dove il trasporto pubblico è inadeguato e pressoché inaccessibile ad anziani e disabili. E invece di puntare a rafforzarlo, investendo risorse, si inventano provvedimenti assurdi, come quelli per favorire l’acquisto dei monopattini. Un vero spreco di cui ne beneficeranno le fasce di reddito medio-alte e quelle che certamente non hanno problemi di spostamento. Non i pendolari e i tanti lavoratori che sulla loro pelle misurano i disservizi quotidiani della rete dei trasporti pubblici. Senza dimenticare che i maggiori produttori del settore sono i cinesi. Ecco, non sarebbe stato meglio destinare ad altro queste risorse?”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini.

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Per il rilancio dei pubblici esercizi

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

Contributi a fondo perduto subito e riduzione del peso fiscale fino a tutto il 2021. Ecco la strada indicata da Maurizio Pasca, Vicepresidente di Fipe – Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, in un intervento che guarda sia al presente che al futuro tenuto oggi di fronte alla X Commissione del Senato della Repubblica. Un messaggio alla politica affinché intervenga per sostenere e rilanciare un settore composto da centinaia di migliaia di micro imprese, in molti casi a conduzione familiare, che con il loro giro d’affari da 90 miliardi di euro rappresentano una delle componenti essenziali dell’offerta turistica nazionale. “Il settore dei pubblici esercizi come nessun’altro si basa sulla socialità, ad oggi negata. Ecco perché è indispensabile incentivare il delivery e il take away anche attraverso una politica fiscale mirata – afferma Pasca – Così come è necessario abbattere il cuneo fiscale a carico delle imprese per cercare di tutelare le professionalità presenti nel settore. Parallelamente il legislatore deve adottare regole comuni per tutti coloro che fanno ristorazione nel nostro Paese: criteri di ingresso e permanenza minimi nel mercato, parametri minimi di solidità finanziaria, qualificazioni professionali reali per un settore che identifica più di ogni altro il Made in Italy. Servono, insomma, standard uniformi di qualità per tenere il mercato al riparo dagli improvvisati e dalla concorrenza sleale”.Indicazioni precise anche in materia fiscale: “Chiediamo l’esenzione dal pagamento dell’Imu per tutte le attività di ristorazione e intrattenimento per l’intero 2020, la distribuzione di finanziamenti a fondo perduto ai locali, come le discoteche, tutt’oggi impossibilitati a riaprire, la riduzione del peso fiscale delle imposte locali, Tosap, Cosap e Tari, per quest’anno e per il 2021 a tutti i pubblici esercizi. Si tratta di Interventi necessari per accompagnare l’intero settore nella ripresa dopo il disastro determinato dal Covid 19”.“Senza un intervento poderoso – conclude Pasca – lo Stato si ritroverà a fare i conti con una sensibile riduzione del gettito fiscale, determinato dalla morte di decine di migliaia di imprese. Oltre a un salvagente immediato da lanciare agli imprenditori, ribadiamo quanto sia necessario un ripensamento ad ampio raggio che tenga conto del deterioramento economico e di una ridotta capacità di spesa da parte dei cittadini”.

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Althesys: dalle utilities 22 miliardi per il rilancio dell’economia

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

Nella difficile fase economica che stiamo attraversando, le utility possono dare un contributo significativo per il rilancio del sistema economico italiano. Dagli investimenti annuali delle società di servizi pubblici si producono ricadute per circa 22 miliardi di euro, equivalenti all’1,2% del Pil nazionale nel 2019 e al 7% circa degli investimenti fissi lordi, che potrebbero occupare fino a 130.000 addetti. Una spinta all’economia vicina al valore dell’intero decreto Cura Italia e pari al 40% del decreto Rilancio. I dati sono stati resi noti dall’economista Alessandro Marangoni, ceo di Althesys, nel corso del webinar “Mission e ruolo delle utilities come acceleratori del cambiamento”, organizzato da Italian Exhibition Group nell’ambito di Ecomondo/Key Energy 4 Future.Al centro del dibattito il ruolo dei servizi pubblici nell’emergenza e i driver di cambiamento e le sfide che le utility dovranno affrontare nei prossimi anni. Di grande rilievo il panel dei partecipanti: Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato A2A, Fabrizio Iaccarino, Direttore Affari Istituzionali Centrali Enel, Stefano Venier, Amministratore Delegato Hera, Massimiliano Bianco, Amministratore Delegato Iren, Giordano Colarullo, Direttore Generale Utilitalia.“Le utility – ha commentato Marangoni – sono uno dei settori che ha investito di più negli ultimi anni, arrivando nel 2018 al 5% del fatturato. In questo quadro, la trasformazione in atto da tempo in questi comparti sta accelerando, indotta sia dall’innovazione tecnologica, digitalizzazione in primis, sia da pressioni competitive e sociali. La sostenibilità e la convergenza tra settori stanno mutando i modelli di business e le strategie dei vari player, dalle grandi multiutility alle più piccole aziende locali”.L’analisi di Top Utility, think tank di Althesys, ha evidenziato che le 100 maggiori utility italiane hanno investito nell’ultimo anno 6,6 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 19% sull’anno precedente. Questi investimenti sono un motore di sviluppo per il Paese date le loro peculiarità, tipicamente infrastrutturali, la presenza diffusa sul territorio e il carattere trasversale della domanda indotta rispetto ai vari settori produttivi. Con un giro d’affari di oltre 114 miliardi di euro e più di 151.000 addetti, le 100 maggiori utility italiane sono da tempo un volano per la nostra economia. Il loro peso diventa ancora più rilevante in questa fase di grave recessione indotta dall’emergenza sanitaria. Un settore che, se da un lato è colpito meno di altri dalla crisi, dall’altro è chiamato a contribuire maggiormente al benessere collettivo.

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Decreto Rilancio: Save the Children, qualche passo avanti per i diritti dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

“Per la prima volta dall’avvio della crisi, i diritti dei bambini sono considerati nel Decreto Rilancio che accoglie alcune delle richieste che abbiamo avanzato in questo periodo e che sono riassunte nel manifesto Riscriviamo il futuro lanciato nei giorni scorsi. I bambini e gli adolescenti, soprattutto nei territori più svantaggiati del nostro Paese, sono stati colpiti da una doppia crisi, quella economica e quella educativa, ed è da loro che occorre ripartire per riscrivere il loro futuro e quello dell’Italia. Per dare concretezza e operatività alle prime misure previste dal Decreto, ribadiamo tuttavia l’importanza di definire un piano straordinario organico per l’infanzia e l’adolescenza, in modo da tutelare in maniera efficace i minori che rischiano di pagare il prezzo più alto della crisi”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children a commento del Decreto Rilancio appena varato dal Governo.Tra gli aspetti del Decreto che meritano di essere sottolineati, l’impegno per la riapertura delle scuole, con investimenti per acquisto materiali, adeguamento spazi, innovazione didattica e misure di prevenzione sanitaria. “È positivo l’impegno per snellire e velocizzare l’assegnazione delle risorse dell’edilizia scolastica agli enti locali e, di conseguenza, la possibile apertura dei cantieri estivi per la messa in sicurezza. La sicurezza degli edifici scolastici è un tema critico per l’Italia ben prima dell’emergenza sanitaria, e in Parlamento è depositata una proposta di legge promossa da Cittadianzattiva e Save the Children che è necessario portare rapidamente in approvazione”, ha proseguito Raffaela Milano.Negli interventi di contrasto alla povertà educativa, è inoltre necessario considerare anche i molti adolescenti vulnerabili già usciti dal percorso scolastico e che quindi non lavorano né studiano. Un fenomeno che in Italia riguarda quasi 1 giovane su 4 e che al Sud raggiunge punte del 38% in Sicilia e del 35% in Calabria. Per offrire educazione, opportunità e speranza a 100 mila bambini che vivono nei contesti più deprivati del Paese, Save the Children ha lanciato la campagna Riscriviamo il futuro, nell’ambito della quale l’Organizzazione ha diffuso un Manifesto – a cui hanno già aderito oltre 2,230 persone, tra cui più di cento nomi noti del mondo della cultura e dello spettacolo, della musica e del giornalismo, dell’impresa e dello sport e a cui è possibile aderire sul sito http://www.savethechildren.it/riscriviamoilfuturo – per chiedere al Governo, al Parlamento, alle Regioni e a tutte le istituzioni locali, di riscrivere il futuro dell’Italia a partire dai bambini.

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Per un vero rilancio occorre una riforma fiscale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

Lo stanziamento di risorse a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio può offrire sollievo nel breve periodo alla nostra economia, ma non affronta i nodi strutturali che ne rallentano lo sviluppo. Con l’ultimo provvedimento il Governo ha fatto un passo avanti, introducendo misure che non si limitano a concedere alle imprese la possibilità di accedere al credito bancario con garanzia dello Stato. E’ tuttavia necessario maggiore coraggio per introdurre innovazioni che possano giovare alla nostro sistema produttivo anche nel medio e lungo periodo.Promuovere lo sviluppo su un arco temporale più esteso è possibile solo grazie a cambiamenti strutturali e duraturi. Per questo noi di Soggetto Giuridico sosteniamo, tra le altre misure, soluzioni quali l’abolizione abolizione dell’Irap, dell’imposta di bollo e della tassa di proprietà degli auto-moto veicoli. Riteniamo inoltre necessaria una consistente riduzione dell’Irpef, soprattutto per le fasce meno abbienti.La tutela di famiglie e lavoratori dovrà essere rinforzata. La proroga di cinque mesi dello stop ai licenziamenti collettivi rischia infatti di rimandare soltanto il problema se non sarà integrata da altre misure a favore dei lavoratori e delle imprese. Chiediamo quindi al Governo di andare oltre l’emergenza e di adottare un approccio lungimirante, per cominciare a curare ora problemi che affliggevano la nostra economia anche prima della crisi in corso.

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Il “Decreto Rilancio sulla sanità” apre le porte al territorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 maggio 2020

E lo fa anche secondo alcune linee che la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) chiede ormai da tempo, prevedendo un aumento degli organici. La misura prevista per gli infermieri è di 8 ogni 50mila abitanti: 9.600 in più cioè, circa la cifra che FNOPI aveva già sottolineato come necessaria per dare il via alla figura dell’infermiere di famiglia/comunità durante la pandemia, anche se a regime ne serviranno secondo la Federazione almeno 20mila. In un primo tempo le assunzioni sono previste fino a fine anno, poi dal 2021 saranno stabilizzate a tempo indeterminato.“Questo passo – sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – riconosce la necessità già scritta da Governo e Regioni nel Patto per la salute 2019-2021 di introdurre a pieno titolo la figura dell’infermiere di famiglia/comunità. E non solo come supporto alla prima linea di COVID-19 che si sposta ormai sul territorio, ma anche per l’assistenza sempre necessaria a cronici e fragili non Covid”.Una figura che col Decreto Rilancio viene confermata e istituita “per legge”, aprendo la porta alla sua istituzione omogena su tutto il territorio nazionale per il miglioramento dell’assistenza.Dove l’infermiere di famiglia/comunità è già attivo infatti (ad esempio dal 2004 in Friuli-Venezia Giulia, ma lo ha regolamentato anche la Toscana che lo affianca già in micro-équipe ai medici del territorio e altre Regioni hanno deliberato la sua in introduzione come il Piemonte, la Liguria, il Lazio ecc.) ha già dato risultati eccellenti: riduzione del 20% dei “codici bianchi” al pronto soccorso, del 10% delle ospedalizzazioni, interventi più rapidi sul territorio con una riduzione dei tempi di percorrenza dal 33 al 20%, maggior gradimento dei cittadini.“Questo – aggiunge la presidente FNOPI – è il primo passo: ora si deve proseguire con un modello di assistenza in cui Governo e Regioni prevedano l’organizzazione omogenea sul territorio di queste nuove forze. Un passo a cui deve seguire un ampliamento della figura di questi professionisti che deve essere da subito ben definita, strutturata e riconosciuta a livello formativo. Per farlo la FNOPI è come sempre pronta alla collaborazione più ampia con le istituzioni”.Ma c’è un’ombra secondo FNOPI tra le righe del decreto che va risolta in fretta. Giustissimo e indispensabile prevedere nuovi posti di terapia intensiva: “Non possiamo farci trovare impreparati un’altra volta”, sottolinea Mangiacavalli. Per assicurare l’indispensabile assistenza di cui c’è bisogno in un settore così delicato, è necessario prevedere un ampliamento dell’organico. Gli standard nazionali e internazionali indicano che sono necessari ogni 8 posti letto di terapia intensiva 24 infermieri e 12 ogni 8 posti letto di terapia sub-intensiva: circa 17mila infermieri in più – senza considerare le carenze attuali sotto gli occhi di tutti – in funzione solo dei nuovi posti previsti dal decreto. Secondo gli standard internazionali, ogni infermiere dovrebbe assistere in media non più di sei pazienti per ridurre il rischio di mortalità del 20-30%, ma ci sono regioni dove il rapporto raggiunge 1:16 e comunque non si scende sotto 1:9. E per le terapie intensive il dato è più rigido: un infermiere, ovviamente specializzato nell’emergenza, dovrebbe seguire al massimo poco più di un paziente e due in sub-intensiva per garantire un’assistenza all’altezza della gravità dei ricoveri. Oggi personale a sufficienza non c’è e i pazienti rischiano di restare soli.

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