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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Il Gran Galà dell’Opera incanta Trapani

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

Trapani. Grande successo ieri sera nel centro storico di Trapani. Applausi per il viaggio tra i capolavori del melodramma italiano con le sinfonie, le arie e i cori che hanno fatto la storia dell’opera lirica.Dal Nabucco al Trovatore, dal Barbiere di Siviglia, a Cavalleria Rusticana, Carmen, La Traviata e Rigoletto. Solo per dirne alcuni. L’Orchestra e il Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese hanno incantato il pubblico di Trapani. Magistrale esecuzione ieri sera nello splendido scenario del Palazzo Cavarretta per il concerto evento organizzato dal Luglio Musicale Trapanese, con il patrocinio del Comune di Trapani e della Presidenza del Consiglio Comunale di Trapani.Uno spettacolo appassionante con un coro lirico e quattro solisti di caratura internazionale, che si sono alternati in arie e duetti in un’emozionante sequenza.Il Luglio Musicale Trapanese con il Gran Gala dell’Opera ha aperto la 71a stagione lirica, in un’ottica innovativa, fuori dalle sue tradizionali sale, protendendosi idealmente verso la città.
Da luglio a settembre tanti gli appuntamenti del cartellone tra opera, concerti, danza.
La rassegna operistica a Trapani è incentrata su Opere del grande repertorio che andranno in scena al Teatro open air “Giuseppe Di Stefano”, all’interno della Villa Margherita, insieme ai “gioielli” rappresentati dalle camera al Chiostro di San Domenico.La Stagione lirica verrà inaugurata a Trapani il 14 luglio (replica il 16 luglio) con Carmen, opéra-comique di Georges Bizet, ispirata all’omonima novella di Mérimée, che descrive la storia della seducente e focosa sigaraia spagnola. Nuovo allestimento del regista Nicola Berloffa. Sul podio Laurent Campellone, alla guida dell’Orchestra del Luglio Musicale Trapanese.Il 28 e 30 luglio al Chiostro di San Domenico la travolgente ironia della piccola opera Orphée aux Enfers, firmata da Natale De Carolis, festeggerà il bicentenario della nascita di Jacques Offenbach.La Stagione prosegue il 29 e 31 luglio con il dittico Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, compositore di cui quest’anno ricorre il centenario della morte. Il direttore Federico Santi e la regista Maria Paola Viano, per uno dei titoli tra i più amati dal pubblico. Sulle note di Henry Purcell, nell’orchestrazione di Piergiorgio Del Nunzio, in beatitudine mitologica e barocca il 10 e 12 agosto la regista Isa Traversi, con Dido and Aeneas, condurrà lo spettatore al tempo delle passioni della regina cartaginese e del celebre eroe troiano. Andrea Cigni firma gli ultimi due allestimenti in cartellone, nel segno della musica di Giuseppe Verdi.Seguendo rotte shakespeariane, l’11 e 13 agosto con Otello la gelosia sarà protagonista indiscussa. Sul podio, Andrea Certa. L’amore travolgente di Violetta Valéry e Alfredo Germont rivivrà invece il 19 e 21 agosto: La Traviata torna al Teatro “Giuseppe Di Stefano” dopo il grande successo del 2018.I concerti con l’Orchestra e il Coro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese saranno un appuntamento fisso della Stagione. Due imperdibili concerti che vedranno protagonisti, al Parco Archeologico di Lilibeo, l’Orchestra e il coro del Luglio, con i solisti. In programma, tutto novecentesco, i Carmina Burana di Carl Orff il 18 luglio e la Rhapsody in Blue di George Gerhwin (al pianoforte Sinforosa Petralia) e il Bolero di Maurice Ravel il 14 agosto. Il chiostro di San Domenico farà da cornice ad un prezioso appuntamento cameristico del 19 luglio con il Quint’etto d’archi dell’Accademia Nazionale di “Santa Cecilia” di Roma. Ed ancora la musica incontra la danza al Teatro open air “Giuseppe Di Stefano” a Trapani: il 29 agosto, la NoGravity Dance Company con lo spettacolo di danza “Divina commedia– Dall’Inferno al Paradiso”, e domenica 1 settembre, il Balletto del Sud presenta uno dei titoli di maggior successo del suo repertorio: La Bella Addormentata, balletto in due atti con le coreografie di Fredy Franzutti sulle note di Pëtr Il´ič Čajkovskij.

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Franco Guerzoni terrà una conversazione sulla sua opera

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

Parma Sabato 23 marzo, alle ore 11, nella Sala delle Colonne dello CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, situato nell’Abbazia di Valserena, l’artista modenese Franco Guerzoni terrà una conversazione sulla sua opera, in particolare mettendo a fuoco gli anni ci collaborazione con Luigi Ghirri.
A cavallo tra Anni Sessanta e Settanta, Franco Guerzoni (Modena, 1948) e Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Roncocesi, 1992) hanno vissuto un’intensa amicizia, che diventò da subito anche una collaborazione. I contorni di questa collaborazione sono iscritti in un territorio preciso: c’è la Modena di quegli anni, la città che va espandendosi, le periferia e le nuove villette a schiera, e c’è soprattutto la campagna tra Modena e Mantova, una porzione di bassa padana, il paesaggio dietro casa che i due amici andavano quotidianamente perlustrando a bordo di una Cinquecento.
Ghirri fotografava, per lo più immagini di case abbandonate, rovine, muri, impalcature, fienili; fotografie che dovevano servire a Guerzoni come punto di partenza per i suoi lavori di quegli anni, quelli che confluirono in serie come Affreschi e Dentro l’immagine. Oppure di scatti che sono documenti di opere che non esistono più, di azioni estemporanee, di esperimenti più o meno concordati.
È l’inizio, sotto il segno dell’amicizia, di una vicenda che si dispiegherà negli anni successivi nella ricerca dentro e fuori dalla pittura dell’ opera di Guerzoni, tra gli artisti più interessanti del paese, e di quella di Luigi Ghirri, forse il maggiore fotografo del nostro secondo Novecento, determinante per le successive generazioni di autori della fotografia.La conversazione, a ingresso gratuito, è realizzata nell’ambito delle lezioni di Paolo Barbaro per Spazi Fotografici a Sarzana, presso Talent Garden Sarzana.
Seguirà la visita guidata alla mostra dedicata a Leonardo Ricci, sempre nella Sala delle Colonne, e a 1968. Un Anno all’interno della chiesa abbaziale.L’ingresso alla visita guidata sarà ridotto a 5 Euro per i frequentanti Spazi Fotografici e gli iscritti Ordine Architetti Parma.
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma iniziò a raccogliere grazie ad Arturo Carlo Quintavalle il suo primo nucleo di opere nel 1968, in occasione dell’esposizione dedicata a Concetto Pozzati organizzata dall’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma. Situato oggi nell’Abbazia cistercense di Valserena, conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

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Opera “Origine” della scultrice Maria Cristina Carlini

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

Parigi dal 21 marzo al 12 aprile la storica Beffroi, in Place du Louvre, accoglie l’imponente opera “Origine” della scultrice Maria Cristina Carlini realizzata appositamente per l’esposizione a cura di Carla Arigoni.La grande installazione in grès, composta da sette colonne policrome di differenti altezze, si erge verso l’alto per oltre tre metri, con uno slancio modulare ad evocare la musica della creazione. Le colonne richiamano templi antichi, danze e suoni primordiali, che riportano l’osservatore alle origini della vita e al contempo verso la luce di un prossimo futuro.Centinaia di cerchi in grès montati su un’anima di ferro sorgono dalla terra e compongono la monumentale creazione che mette in luce lo stretto legame tra l’uomo, la terra e il cielo, con uno sguardo antropologico ravvisabile nell’intera produzione dell’artista.Infatti il pensiero fondante di Maria Cristina Carlini è incentrato sull’origine, sull’evoluzione dell’universo e sui quattro elementi – Aria, Acqua, Terra e Fuoco – temi sempre presenti nella sua forte espressione artistica dove minerali, vegetali, animali – uomo compreso – sono sempre percepiti uniti da forti legami ed equilibri.Le sculture nascono direttamente dalle mani di Maria Cristina Carlini che opera in assoluta armonia e nel rispetto della natura; infatti l’artista colora, impasta e dà forma alle sue opere con elementi provenienti dai fondali marini, dalle foreste pietrificate, dalle polveri vulcaniche, dagli ossidi e dai minerali della terra. La scultrice non aggiunge elementi che possano offendere o ferire la natura, la sua opera celebra la bellezza della terra, riportandola alle sue origini, e invia un messaggio di energia positiva, per la sopravvivenza del pianeta a favore di ogni aspetto ecologico.L’allestimento scenografico, ideato da Anna Mari all’interno della torre campanaria, concorre ad accogliere il visitatore in un ambiente che conduce a riflettere su passato, presente, futuro e sull’importanza di interventi di salvaguardia dell’uomo verso la terra che lo ospita.
Maria Cristina Carlini, italiana d’origine, fin da giovanissima nutre la passione per la ceramica, un amore che l’accompagna per tutta la vita e punto di partenza per indagare materiali diversi quali ferro, lamiera, legno di recupero, resina, vetro.
Nei primi anni Settanta si trasferisce a Palo Alto in California dove frequenta il California College of Arts and Craft, in seguito vive a Bruxelles dove continua a sperimentare le tecniche legate all’argilla che prosegue al suo ritorno in Italia.
La sua forza consiste nell’instancabile ritorno all’argilla; molto rappresentative sono le sculture monumentali in cui unisce il ferro al grès dando vita a un connubio personalissimo e indissolubile.

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Altra opera del Convertino

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

Ecco un’altra opera dell’Artista Nicola Convertino che puntualmente critica e sposta l’attenzione del dipinto su uno scenario diverso da quello che siamo abituati a vedere. Si ritorna a parlare della “Posa Giovannita” e dei cripto-messaggi che molti Artisti del Rinascimento inserivano nei loro quadri, e su alcune domande che si fanno gli storici riguardo ai Mecenati che commissionavano queste opere e di come gli stessi Artisti invece le usavano per comunicare delle verità.Il Convertino poi nel quadro fa un chiaro riferimento alla Nobiltà Nera che stava dietro a questi Mecenati, la stessa che oggi controlla i Media del Pianeta.
Supposizioni, domande, affermazioni? Il pittore le gettà lì quasi casuamente ma il famoso gesto delle due dita alzate è presente in tantissime opere rinascimentali, e sono in molti ad affermare che ci sia un riferimento a Giovanni Battista quale personaggio cardine del Cristianesimo.Qui i giochi di potere; Massoneria, Chiesa, Mafia, tre organizzazioni che dominano il pianeta, ognuna di loro con le loro credenze e modus operandi, spesso in alleanza e a volte in conflitto.La Massoneria porta avanti la figura del Battista, la Chiesa quella di Gesù Cristo, chi avrà ragione?

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Appuntamento all’opera

Posted by fidest press agency su domenica, 3 giugno 2018

Roma giovedì 7 giugno ore 20.45, domenica 10 giugno ore 17.45. Teatro di Documenti Tvia Nicola Zabaglia, 42 (Testaccio) Eventi imperdibili dedicati agli amanti del bel canto. Un grande omaggio, quello offerto al melodramma e al teatro musicale, con due opere classiche come Turandot e Pagliacci, e due operine al debutto, Manhattan Sunset ed Eva tra il serpente e il pavone, nate dall’incontro dei giovani compositori Cesare Marinacci e Andrea Rotondi con i drammaturghi Fabrizio Caleffi e Luciana Luppi. Un tributo al teatro, alla musica e al canto che da ben sei anni sancisce la collaborazione tra il Teatro di Documenti diretto da Carla Ceravolo e il Conservatorio di Frosinone diretto dal Maestro Alberto Giraldi.
E se, fino all’anno scorso, veniva presentato un unico titolo, per questa stagione l’impegno si è addirittura quadruplicato. Il progetto vede poi la collaborazione tra il Dipartimento di Composizione del Conservatorio Licinio Refice, e la SIAD (Società Italiana Autori Drammatici) a cui aderiscono gli autori dei nuovi libretti. Lo sforzo di rinnovamento del repertorio del teatro musicale diventa così segno tangibile che si insinua perfettamente nella linea culturale del Teatro di Documenti fondata su sperimentazione e drammaturgia contemporanea.
I giovani interpreti provengono tutti dal Conservatorio di Frosinone. Le regie di Pagliacci, Manhattan sunset e Eva tra il serpente e il pavone sono affidate agli allievi del corso di Regia del Teatro musicale tenuto da Stefania Porrino che firma la regia di Turandot mentre Silvia Ranalli ne cura la direzione musicale. Carla Ceravolo ha diretto la supervisione dei costumi realizzati con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone.
Cornice dei quattro spettacoli è il Teatro di Documenti che offre inedite soluzioni spaziali in cui apparato scenico e musicale possono essere snelliti e dove il pubblico può gustare l’opera a un prezzo davvero sostenibile. Grazie alle dimensioni intime e all’ottima acustica la resa vocale e musicale è straordinaria e straordinariamente emozionante è avere gli artisti a distanza ravvicinata.
Quasi non c’è bisogno di presentazione per due dei più fulgidi esempi di melodramma italiano che riletti oggi portano alla ribalta l’argomento attualissimo della violenza di genere dove, al sacrificio per amore di Liu in Turandot, si contrappone la furia omicida di Canio tradito in Pagliacci. Ecco allora che le messinscene trasferiscono le opere in una dimensione universale rendendole prossime al nostro tempo e alla nostra sensibilità. Protagonisti di Manhattan sunset di Caleffi e Rotondi sono John Lennon e Yoko Ono fermati in un’epoca appena precedente all’assassinio del più geniale dei Fab-Four: citazioni da Lennon felicemente inevitabili. Eva tra il serpente e il pavone di Luppi e Marinacci è ispirata congiuntamente alla cacciata dall’Eden e a un’antica leggenda Sufi, mentre ironia e colpi di scena generosamente imperversano. Nel foyer del Teatro saranno esposti i bozzetti delle opere in scena disegnati dagli studenti di Costume per lo Spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Ecco il programma:
EVA TRA IL SERPENTE E IL PAVONE libretto di Luciana Luppi, musica di Cesare Marinacci, regia di Gaia Antonucci
PAGLIACCI libretto e musica di Ruggero Leoncavallo, regia di Hyung Jun Kim sabato 9 giugno ore 17.45, lunedí 11 giugno ore 20.45
MANHATTAN SUNSET libretto Fabrizio Caleffi, musica di Andrea Rotondi, regia di Emma Petricola
TURANDOT libretto Giuseppe Adami e Renato Simoni, musica di Giacomo Puccini, regia di Stefania Porrino, direzione musicale di Silvia Ranalli Direzione allestimento scenico di Carla Ceravolo
Produzione: Conservatorio di Musica “Licinio Refice” di Frosinone e Teatro di Documenti Biglietti: interi € 15, ridotto Convenzioni € 12, speciale Conservatorio € 6, tessera € 3

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Lombardia: Collettore del Garda, opera inutile e costosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

lago garda“Non condividiamo la soddisfazione di coloro che hanno accolto come una buona notizia la firma dell’accordo per il collettore del Garda. Previsti 100 milioni di euro dal Ministero per un progetto che se tutto va bene, sarà operativo tra non meno di 10-15 anni. Ridicola quindi Regione Lombardia che, in una delle motivazioni con cui avalla la firma, dice che l’opera permetterà ai corpi idrici della sponda bresciana del lago di Garda di raggiungere lo stato ecologico di livello “buono”. Per il 2021 non sarà pronto nulla di quanto previsto. Lo ribadiamo è un’opera inutile che porta i reflui fognari di oltre 200 mila persone per 30 chilometri tra la provincia di Brescia e quella di Mantova. E’ un rischio ambientale enorme”, così Giampietro Maccabiani e Andrea Fiasconaro, consiglieri regionali del M5S Lombardia.Per i portavoce del M5S, “anche in questo caso hanno prevalso le logiche della speculazione. Esistono soluzioni alternative, rapide, economiche e rispettose dell’ambiente come la sistemazione del collettamento dei comuni rivieraschi bresciani, la separazione efficiente delle acque bianche e nere e la costruzione in loco di 2 o 3 depuratori più piccoli. Faremo quanto possibile ovunque per evitare tutto quanto è ora in progetto, a maggior ragione quando fra pochi mesi saremo al Governo”.Fiasconaro, conclude: “Lanciamo sin da ora l’allarme per il fiume Chiese nel quale finiranno le acque del depuratore di Visano. D’estate, quando è più massiccia la presenza di turisti, è spesso in secca e ne risentirà la qualità delle acque a spese dei comuni e della nostra agricoltura”.

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L’opera pop “Siddhartha The Musical” riprende il suo tour mondiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

musicalmusical1Palermo. Dopo il grande successo di pubblico e di critica ottenuto nel tour italiano del 2013 e le date internazionali ad Edimburgo, a Parigi, a Guadalajara, ed, in forma concertistica, a New York e Los Angeles, l’opera pop “Siddhartha The Musical” riprende il suo tour mondiale con nuove date di grande prestigio, in Germania, a Monaco di Baviera Deutshes Theater 12 settembre 2017, ed in Messico (Città del Messico Teatro Molière 31 agosto ed 8 ottobre 2017; Guadalajara Teatro Moncayo 11 – 22 ottobre 2017). In questo tour è prevista anche una tappa in Sicilia.
Soddisfatta la Produttrice italo-messicana Gloria Grace Alanis, imprenditrice e modella, orgogliosa delle richieste internazionali dell’opera. (foto: musical)

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“Non chiamarmi bastardo, io sono John Fante”

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

john fanteDal 24 al 30 luglio Tour italiano per Eduardo Margaretto autore di una nuova biografia dello scrittore italoamericano con una serie di appuntamenti che i tanti cultori dell’opera di Fante non potranno mancare. Eduardo Margaretto (Valencia, 1963) è uno scrittore, traduttore e sceneggiatore di origine italiana. Autore e conduttore di programmi culturali per la televisione, ha scritto le biografie di Franco Battiato e Elvis Costello. Non chiamarmi bastardo, io sono John Fante è il frutto di oltre venti anni di letture, studi, ricerche e analisi sulla figura dello scrittore italoamericano.
Bologna (la libreria felsinea che ospita l’evento si chiama “La confraternita dell’uva”), Firenze, ma anche Pescara – all’interno della rassegna, “Aspettando John Fante Festival”, organizzata in preparazione all’imperdibile festival di Torricella Peligna – e poi Venosa, all’interno del Museo dell’Emigrazione; Oppido Lucano e Mercogliano, nella sezione Oltrepop di Castellarte, dove si svolgerà una curiosa presentazione “in cammino”.
Il libro di Margaretto, uscito in Spagna nel 2014, pubblicato in Italia da Rubbettino e presentato in anteprima nazionale al Salone di Torino, è una biografia accurata dello scrittore di origini abruzzesi che tra i vari punti di forza rende conto anche di tutta una serie di studi, ricerche e letture critiche dell’opera di Fante non sempre conosciuti dal grande pubblico, non trascurando peraltro, gli scrittori italiani, da Trevi, a Durante a Veronesi, che si sono occupati di Fante. Margaretto, pur nel rigore delle informazioni riportate, riesce – complici le vicende che hanno reso piuttosto burrascosa la vita dello scrittore italoamericano – a mescolare biografia e romanzo, trascinando il lettore in un viaggio in cui Fante stesso sembra il protagonista di una delle sue opere.

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69ª Stagione d’Opera dell’Ente Luglio Musicale Trapanese

Posted by fidest press agency su martedì, 6 giugno 2017

luglio musicaleTrapani. Inizia oggi la campagna abbonamenti della 69ª Stagione d’Opera dell’Ente Luglio Musicale Trapanese – Teatro di Tradizione dà spazio ai nuovi abbonati e alla vendita dei biglietti per i singoli spettacoli.
La prossima stagione lirica sarà caratterizzata da una programmazione di notevole livello artistico. Si inaugurerà al Teatro “Giuseppe Di Stefano”, a Trapani, con “Aida” (11 e 13 luglio) di Giuseppe Verdi, totalmente prodotta dall’Ente Luglio Musicale Trapanese; seguiranno “La Cenerentola” (25 e 27 luglio) di Gioachino Rossini, realizzata in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca e “La Bohème” (8 e 10 agosto) di Giacomo Puccini, anch’essa in un nuovo allestimento prodotto dal Luglio Musicale.
Il cartellone sarà vario e comprenderà anche opere da salotto al Chiostro di San Domenico come “La Voix Humaine” di Francis Poulanc con la proiezione dell’omonimo film di Roberto Rossellini con Anna Magnani (16 Luglio), in dittico “La Boutique Fantasque” di Gioachino Rossini e “Il Campanello”di Gaetano Donizetti (31 luglio – 1 agosto). Si continuerà con concerti sinfonici e recital pianistici.
La campagna abbonamenti comprende solo ed esclusivamente “Aida”, “La Cenerentola” e “La Bohème”. Due media partner prestigiosi: Teatro.it, la prima testata giornalistica online di Teatro e Spettacolo, la più visitata, con oltre 60 redattori distribuiti su tutto il territorio nazionale e Opera Click, importante quotidiano di informazione operistica e musicale.Partnership con Extra di Sky. Quest’anno l’Ente Luglio Musicale Trapanese ha stretto una convenzione con Extra di Sky. I clienti sky, attraverso daily news, messaggistica e banner promozionali, verranno invitati a visitare la piattaforma online dedicata al teatro e a scegliere fra gli spettacoli convenzionati presenti nella propria regione, sviluppando un potenziale di 2.600.000 contatti. Per questo, se si è cliente extra con Sky da più di 1 anno, si avrà la possibilità di ricevere 1 biglietto gratuito per 1 acquistato per assistere dal vivo a uno spettacolo teatrale nei più importanti teatri d’Italia. Sarà necessario richiedere il codice per avere lo sconto e scoprire gli spettacoli più affini ai propri gusti.
ABBONAMENTO PLATINUM: € 111,00 – Biglietto € 35,00; ABBOMENTO GOLD: € 78,00 – Biglietto € 25,00; ABBONAMENTO SILVER: € 48,00 – Biglietto (intero) € 18,00 – (ridotto) € 13,00 (Giovani fino a 24 anni previa presentazione di attestazione di frequenza o libretto universitario, acquistabile esclusivamente la sera delle recite a partire dalle ore 20.00, sino ad esaurimento dei posti disponibili). Biglietti Economy: (intero) € 12,00; (ridotto) € 10,00 (Giovani fino a 24 anni previa presentazione di attestazione di frequenza o libretto universitario, acquistabile esclusivamente la sera delle recite a partire dalle ore 20.00, sino ad esaurimento dei posti disponibili). Sconti speciali: Per i portatori di handicap grave (L104) o con sedia a rotelle il biglietto sarà gratuito e per l’accompagnatore il biglietto sarà ridotto (in classe silver o economy). (foto: luglio musicale)

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Per la prima volta in Italia l’opera di Charlotte Salomon

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 marzo 2017

autoritrattoMilano, Palazzo Reale 30 marzo – 25 giugno 2017 Anteprima stampa Mercoledì 29 marzo ore 11.00. L’inferno della Shoah restituisce un sorprendente poema allo stesso tempo pittorico, teatrale, narrativo e musicale. Charlotte Salomon è una giovane ebrea berlinese che va incontro ad un tragico destino. Prima di morire ad Auschwitz, Charlotte affida il racconto di tutta la sua vita a centinaia di tempere, raccolte sotto il titolo Vita? o Teatro? Miracolosamente sopravvissuto alle persecuzioni e alla guerra, questo lascito artistico si rivelerà un autentico canto del destino, che vede proiettata la biografia di Charlotte sullo scenario più tragico del Novecento. Dagli anni Sessanta le tempere di Charlotte Salomon sono state esposte in forma antologica in alcuni importanti musei ma sino ad oggi mai in Italia: al Centre Pompidou e al Museo Ebraico di Parigi, alla Whitechapel Art Gallery e alla Royal Academy di Londra, al Museo Ebraico di Berlino e in varie altre città tedesche, a Bruxelles, Tel Aviv, Chicago, New York, San Francisco, Tokyo… La mostra, a cura di Bruno Pedretti, è promossa e prodotta dal Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre, in collaborazione con il Jewish Historical Museum di Amsterdam. Nelle Sale al piano terra di Palazzo Reale, l’esposizione presenta circa 270 tempere, insieme a decine di fotografie storiche che illustrano la vita di Charlotte e gli avvenimenti del suo contesto, in parallelo alle scene rappresentate nel suo poema autobiografico e ad un filmato che introduce il visitatore nel mondo dei suoi affetti.Sull’opera di Charlotte esistono ormai numerosi libri, filmati e naturalmente cataloghi che ne hanno accompagnato le esposizioni, tra cui anche alcune edizioni integrali delle tempere, a cui si sono recentemente aggiunti altri tributi a questa figura eccezionale, di genere sia letterario, sia operistico, sia filmico.
La figura di Charlotte Salomon è anche la protagonista del romanzo del curatore della mostra milanese, Bruno Pedretti: Charlotte. La morte e la fanciulla (prima ed. Giuntina, Firenze 1998; ed. francese Robert Laffont, Parigi 2006; nuova ed. Skira, Milano 2015).
Informazioni su Charlotte Salomon e la sua opera sono reperibili nel sito del Jewish Historical Museum – Museo Storico Ebraico di Amsterdam. (foto. autoritratto)

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Un asilo per i bimbi milanesi nel carcere di Opera?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 marzo 2017

porta nuova milanoMilano potrebbe avere il suo prossimo asilo nido all’interno del carcere di Opera. Una struttura quasi pronta all’uso è presente nell’istituto ed è stata visionata ieri da Simonetta D’Amico, consigliera comunale PD a Milano insieme a Gianni Rubagotti, iscritto al Partito Radicale e l’avvocato Paola Ponte insieme al Direttore Giacinto Siciliano durante una visita all’istituto organizzata dal Partito Radicale.
“Uno spazio che è stato inaugurato 4 anni fa che è un asilo nido dedicato ai dipendenti del carcere e che è stato però utilizzato solo in parte.” ha dichiarato D’Amico “L’idea che secondo me è da portare avanti è quella di convenzionarlo col Comune di Milano e di poter aprire questo asilo nido anche ai cittadini milanesi.
E’ una struttura bellissima, bisogna visitarla per rendersene conto, e sarebbe una opportunità sia dal punto di vista delle famiglie, perché sarebbe un costo inferiore rispetto a un asilo nido in zona centrale, e per far vivere il carcere sotto un punto di vista diverso”
Lo spazio inoltre è videosorvegliato, dando quindi massime garanzie ai genitori sul comportamento degli educatori presenti, e avrebbe costi molto ridotti per il comune.
La delegazione ha incontrato alcuni dei detenuti che hanno digiunato durante la Marcia per l’Amnistia dello scorso novembre informandoli sullo sciopero della fame di oramai 3 settimane di Rita Bernardini e Lucio Berté per chiedere lo stralcio di alcune norme della riforma della giustizia per garantirne l’approvazione in questa legislatura.
Lucio Berté digiuna inoltre per chiedere il rispetto di una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Regionale lombardo che chiede che la ASL durante le visite nelle carceri controlli anche le cartelle cliniche dei detenuti.
La delegazione ha visitato alcuni dei detenuti anziani, alcuni dei quali ultraottantenni e con forti problemi fisici, un detenuto marocchino su sedia a rotelle in seguito a un ictus e che ha problemi di memoria.
Nell’ottica di rieducare i detenuti attraverso il lavoro sta per essere ampliato il panificio interno del carcere e nella ex-gelateria verrà aperto un pastificio che servirà altri istituti penitenziari.
Grazie anche alla collaborazione con atenei milanesi alcuni detenuti seguono corsi universitari, in generale già dalla loro entrata nell’istituto si cerca di instradare i detenuti verso percorsi formativi. Nella foto: Simonetta D’Amico (PD), consigliere comunale a Milano.

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Gli insegnamenti della vita e dell’opera di Adriana Chiaia

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

la-voceIl 27 ottobre è morta Adriana Chiaia (1925-2016) e molti hanno chinato la testa o levato il pugno per salutare una compagna che ha dato molto alla causa della rinascita del movimento comunista. Noi uniamo il nostro saluto al loro.
Adriana Chiaia ha partecipato con passione e intelligenza agli inizi della lotta che ha portato alla costituzione della Carovana del (nuovo) Partito comunista italiano. Questa storia inizia, come ben illustrato nel cap. 2.1.3 del nostro Manifesto Programma, negli anni ’80 quando fummo posti di fronte al fallimento dei primi tentativi di ricostruzione del partito comunista, in particolare dei due più importanti tentativi: quello del movimento marxista-leninista (Nuova Unità) e quello delle Brigate Rosse.
Adriana fu tra i promotori del Coordinamento Nazionale dei Comitati contro la Repressione e del suo organo di stampa IL BOLLETTINO e tra gli animatori del Convegno sulla repressione tenuto il 30-31 maggio 1981 alla Palazzina Liberty di Milano, ospiti di Franca Rame e Dario Fo. Il Convegno chiamò alla lotta contro il pentimento e la dissociazione e alla solidarietà con i prigionieri politici che resistevano alla ferocia della Repubblica Pontificia, in gran parte compagni delle Brigate Rosse. Eredità del Convegno è l’opuscolo Toni Negri, ovvero del soggettivismo e del gradualismo, presentato dal Comitato Giuliano Naria (poi diventato CoProCo, Comitato di Propaganda Comunista) di cui Adriana era membro. Erano gli anni di cui nel 1988 farà il bilancio Pippo Assan nell’opuscolo Cristoforo Colombo di cui abbiamo parlato anche recentemente nell’Avviso ai naviganti 61.
Senza il concorso di Adriana difficilmente avrebbero visto la luce le pubblicazioni della Giuseppe Maj “Editore”, tra cui ricordiamo I fatti e la testa (1983) del CoProCo, Il proletariato non si è pentito (1984) a cura di Adriana Chiaia, Politica e Rivoluzione (1984) di Andrea Coi, Prospero Gallinari, Francesco Piccioni e Bruno Seghetti, La nostalgia e la memoria (1986) di Sante Notarnicola.
Infine Adriana è stata tra i fondatori delle Edizioni Rapporti Sociali e della rivista Rapporti Sociali il cui numero zero, Don Chisciotte e i mulini a vento uscì nel 1985, anno in cui Adriana fece l’esperienza del carcere speciale di Voghera.
Fu all’inizio degli anni ’90 che Adriana si staccò dalla redazione di Rapporti Sociali e dall’impresa che scaturì dalla rivista attraverso la pubblicazione delle Opere di Mao Tse-tung (25 volumi pubblicati tra il 1991 e il 1994): la creazione dei CARC prima (1993) e la creazione della Commissione Preparatoria del Congresso di fondazione del (nuovo)Partito comunista italiano poi (gennaio 1999).
La discussione dei motivi del distacco di Adriana dalla nostra opera ci ha aiutato a capire meglio la nostra opera stessa. Adriana si staccò perché, irriducibile nella denuncia della deviazione revisionista, non aveva abbastanza fiducia nella rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato. Era per la resistenza, ma non aveva fiducia che saremmo ripartiti all’attacco. Questa fu in sintesi la ragione profonda del suo abbandono della lotta che avevamo iniziato insieme. La confermano anche la successiva partenza e la lunga permanenza di Adriana a Cuba che della resistenza era diventata il simbolo. La conferma anche il lavoro che Adriana ha fatto dopo il ritorno da Cuba, per Zambon Editore, tutto incentrato sulla difesa dell’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria e sulla lotta contro le denigrazioni di ogni genere portate fin nelle file della sinistra borghese: basti ricordare gli infami Fausto Bertinotti e Paolo Ferrero.
Ci siamo chiesti a fondo i motivi per cui una compagna come Adriana Chiaia, della cui integrità morale e della cui intelligenza abbiamo avuto esperienza diretta, non aveva fiducia nella rinascita del movimento comunista a cui tuttavia di fatto ha contribuito. In sostanza la questione è che la rinascita del movimento comunista non si fonda solo sulla vecchia verità del movimento comunista, dell’eroismo profuso nel suo primo “assalto al cielo” e dei grandi risultati raggiunti nel corso della prima ondata della rivoluzione proletaria. Si fonda anche sulla comprensione dei limiti che hanno impedito al movimento comunista di instaurare il socialismo nei paesi imperialisti nel corso della prima crisi generale del capitalismo (1900-1945). Chi non capisce questi limiti, non riesce ad aderire e partecipare a fondo alla rinascita, ad avere piena fiducia in essa e a lavorarvi con successo, serenità e felicità. La storia della sua vita aveva formato Adriana alla resistenza e alla difesa intransigente dei valori più avanzati elaborati dall’umanità. Non l’aveva formata alla duttilità della dialettica.
Adriana era nata a Bari da un’insegnante figlia di quella stirpe di funzionari sabaudi che “avevano fatto l’Italia” e da un nobile meridionale gaudente e scialacquatore con cui la madre aveva ben presto rotto ogni rapporto nonostante gli usi e costumi del tempo. Adriana si era formata nella Bari del periodo fascista alla scuola di sua madre. Questo l’aveva portata all’adesione al movimento comunista appena approdata a Milano come neolaureata professoressa di matematica. Tener ferma la posizione del movimento comunista contro i revisionisti favoriti dal boom economico le fu per così dire facile. Avere la libertà e la duttilità di pensiero necessarie per concepire la rinascita del movimento comunista nonostante i fallimenti dei primi tentativi di ricostruzione (movimento m-l e Brigate Rosse) le era più difficile. L’esperienza e l’opera di Adriana Chiaia contengono quindi importanti insegnamenti per tutti quei compagni che aspirano al “ristabilimento dei principi” del movimento comunista, riconoscono il suo eroismo e difendono la sua memoria, ma trascurano la ricerca dei limiti per cui la prima ondata della rivoluzione proletaria si è esaurita: i limiti illustrati nel nostro Manifesto Programma e in tanta parte della letteratura del (n)PCI. Solo chi capisce quei limiti, capisce che siamo in grado di fare quello che ieri nonostante tanto eroismo non fu fatto e si mette a farlo con serenità e determinazione. Il riconoscimento e l’esaltazione della rigorosa e intransigente difesa dei principi e della verità di cui Adriana è fulgido esempio, devono andare di pari passo con il superamento dei suoi limiti: che sono stati limiti di dialettica nel modo di pensare. (foto: la voce)

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L’opera a settembre… con il Luglio Musicale Trapanese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2016

trapani-villa-margheritaL’opera a settembre. È questa la scommessa che il Luglio Musicale Trapanese, Ente di Tradizione, sta mettendo in atto, una scommessa che, almeno per ieri sera, può dirsi certamente vinta. C’era tanto pubblico, infatti, per un’opera resa al meglio dall’ottimo cast selezionato dall’Ente Trapanese. Una compagnia su cui primeggia il nome di Alberto Mastromarino, (John Falstaff nell’opera) uno dei massimi esponenti al mondo del repertorio verdiano. Ma ieri tutti hanno dato il meglio: buona la prova dell’orchestra, precisa e puntuale nei complicati contrappunti che sono l’anima dell’opera, ottima la prova dei cantanti che si sono mossi molto bene anche per quel che concerne la recitazione, in questo magistralmente diretti dal giovane regista novarese Renato Bonajuto. “Tutto nella vita è burla”, cantano in coro i protagonisti di Falstaff, e “tutti possiamo finire burlati”, come dire, un invito a non prendersi mai troppo sul serio. Né come individui né come esponenti di agiate classi sociali. Un tema forte qui trattato con leggerezza. Un approccio che fa di Falstaff un’opera completa in ogni sua parte, e, soprattutto, godibilissima per il pubblico, che ieri sera alla fine ha tributato 5 minuti di applausi. Prossimi appuntamenti in cartellone: Venerdì 23 e domenica 25 settembre nel chiostro di San Domenico, sempre a Trapani, andrà in scena la deliziosa “Cendrillon”, piccola opera da salotto di Pauline Viardot ispirata alla fiaba di Cenerentola, mentre il 30 settembre, con replica il 2 ottobre, si tornerà al Teatro della Villa Margherita con Madama Butterfly, di Giacomo Puccini per la chiusura di questa prima parte di stagione lirica trapanese.

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Macerata: La notte dell’opera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

notte dell'operaMacerata. Giovedì 4 agosto le acque azzurre e fresche del Mediterraneo inondano le vie di Macerata per una nuova edizione de la Notte dell’Opera, l’appuntamento più atteso del Festival OFF.L’evento, che fa di Macerata la vera capitale italiana dell’opera, quest’anno è ispirato alle tinte del Mediterraneo e l’azzurro è il colore degli addobbi in città e dell’abbigliamento di cantanti, artisti, negozianti con l’invito a tutti i partecipanti a unirsi alla parata colorata: a partire dalle 19.30 le vie del centro si trasformano in un unico palcoscenico a cielo aperto, perfettamente allestito dall’Accademia delle Belle Arti, tra suoni, profumi e i sapori del Mediterraneo Medio Orientale, Europeo e Nord Africano.L’Assessore Stefania Monteverde, in apertura di conferenza stampa, ha voluto rimarcare come la Notte dell’Opera “sia un progetto di comunità, ed è proprio questa la sua qualità più forte. Un progetto che da ottobre ad agosto coinvolge la cittadinanza ed è sospinto da tre motori principali: il Comune, l’Associazione Sferisterio e le associazioni di commercianti”.Il Centro storico, Corso Cairoli e Corso Cavour si animano di spettacoli musicali e di danza, giochi all’aperto per bambini e adulti, in attesa del gran finale in piazza della Libertà. Il format ideato dal direttore artistico Francesco Micheli, che ha fatto registrare in quattro anni oltre 200.000 presenze, giunge al quinto anno. Per Micheli “i cittadini devono sentire loro la Notte dell’Opera, una grande ritualità laica con cui mamma Opera esce dalla propria casa abituale per dialogare con la cittadinanza e le altre arti. Un’esperienza quasi rinascimentale in cui la città si appropria dei valori dello Sferisterio”.
La Notte dell’Opera è il modo migliore per celebrare la relazione viva e intensa tra il Festival e la sua città, tra l’opera e i cittadini maceratesi, veri protagonisti della festa a tema più affascinante d’Italia, coinvolti nella preparazione lungo l’intero arco dell’anno. Un’osmosi che crea un rito unico, un’atmosfera magica non rinvenibile altrove.Il responsabile musicale per la Notte dell’Opera, Gianfranco Stortoni, ha sottolineato come “quest’anno l’obiettivo principale sia stato salvaguardare il risultato artistico; per farlo abbiamo realizzato sei palcoscenici autoportanti che permettono di tutelare le varie attività musicali e non in giro per la città. Inoltre questa edizione, grazie alla collaborazione con l’associazione Anbima, è particolarmente ricca di bande musicali, realtà che hanno avuto e hanno tutt’oggi un ruolo storico e di avvicinamento alla musica fondamentale”.L’iniziativa è realizzata grazie all’impegno e alla collaborazione di Comune di Macerata, Accademia di Belle Arti, Commercianti del Centro Storico, di Corso Cairoli e di Corso Cavour, Associazione Cavour, Associazione Commercianti Centro Storico, Associazione Centro Commerciale Culturale Le Casette, personale e collaboratori tutti del Macerata Opera Festival e del Comune di Macerata e dell’Istituzione Macerata cultura biblioteca e musei. Con il contributo di Confcommercio Marche centrali e APM.
Paola Taddei, direttrice dell’Accademia Belle Arti Macerata, Francesco Pallotta, presidente APM e Massimiliano Polacco, direttore Confcommercio Marche Centrali, hanno espresso la loro soddisfazione per l’impegno profuso dalle loro realtà per la Notte dell’Opera che rappresenta ormai un lustro per la città.Il sindaco Romano Carancini ha sottolineato come “la Notte dell’Opera è fondamentale per il successo di tutto il Festival in quanto rappresenta il viso della comunità; un’occasione unica per rimarcare la storia di un territorio profondamente impegnato nel sostegno dell’Opera”.
Ha chiuso la conferenza stampa il Sovrintendente Luciano Messi ringraziando tutti coloro che rendono possibile questo evento e sviscerando i dati di biglietteria del secondo weekend che vedono il Macerata Opera Festival ancora premiato dal pubblico con una Norma che ha fatto registrare 2219 paganti con un incasso di 113mila euro. Otello ha visto 2198 paganti ma un incasso superiore a quello di Norma che è addirittura il settimo da quando è stata realizzata l’attuale pianta. Infine Il trovatore che per la prima ha registrato 2160 paganti: una media di oltre 2000 paganti a recita per incassi superiori ai 110mila euro e, dopo due weekend, un totale di circa 11mila spettatori paganti”. (foto: notte dell’opera)

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Il senso del pane: le ostie di Opera

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2016

papa francescoAvevano scritto una lettera a papa Francesco, donandogli le ostie da loro realizzate. E il Papa li aveva salutati e ringraziati in mondovisione, durante l’Angelus del 17 gennaio scorso. Oggi, quell’abbraccio “virtuale” diventa realtà: hanno infatti partecipato stamattina all’udienza in piazza san Pietro Cristiano, Ciro e Giuseppe, tre dei quattro detenuti del carcere di Opera (Mi), coinvolti nel progetto “Il senso del pane”, promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti che, nel carcere più grande d’Italia, ha allestito un laboratorio per la produzione di ostie. A Papa Francesco hanno consegnato, direttamente nelle sue mani, oltre 12 mila ostie, che il Santo Padre ha promesso di consacrare in una delle prossime messe da lui celebrate.
«Per noi è un’emozione grandissima», spiega Ciro, condannato all’ergastolo per omicidio. «Abbiamo donato al Santo Padre il frutto del nostro lavoro e della nostra redenzione. Gesù, presente con il suo corpo nell’Eucaristia, ci ha cambiato il cuore, e oggi possiamo testimoniare a tutti che la Misericordia di Dio è possibile per tutti, non soltanto per chi – come noi – ha commesso dei crimini orrendi».
Insieme ai tre detenuti di Opera, sono stati ricevuti dal Papa anche Santi Consolo, capo dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giacinto Siciliano, direttore dell’Istituto penitenziario di Opera, Amerigo Fusco, Comandate della polizia penitenziaria del carcere, Arnoldo Mosca Mondadori ed Emanuele Vai, della Casa dello Spirito e delle Arti, e Marcella Reni, presidente di “Prison Fellowship Italia Onlus” che, attraverso il progetto “Sicomoro”, segue i detenuti nel loro percorso di introspezione e presa di coscienza.
Alla consegna delle ostie, il Santo Padre ha voluto scrivere di suo pugno una frase, che ha lasciato in dono ai detenuti, salutando loro e tutte le persone che lavorano nel carcere di Opera, assicurando a tutti la sua benedizione e chiedendo di pregare per il suo ministero.
Avviato cinque mesi fa, “Il senso del pane” ha raggiunto oltre 200 parrocchie, in Italia e nel mondo: le ostie vengono donate gratuitamente a chi ne fa richiesta, mandando una mail all’indirizzo ilsensodelpane@gmail.com. Attualmente, le particole sono state inviate in tutti e cinque i continenti e in alcuni scenari di guerra o in Paesi che vivono realtà difficili, come Nicaragua, Kurdistan iracheno, Libano, Gerusalemme, Cuba, Sri Lanka: un’immensa rete di contatti, con l’obiettivo di creare una nuova consapevolezza sul senso salvifico dell’Eucaristia e per riflettere sulla straordinaria gratuità della misericordia di Dio. (papa francesco)

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Italian opera winter series

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2016

italian operaToronto (Canada) Tuesday, March 22, 2016 6:30pm Alliance Française theatre – 24 Spadina Road, the Istituto Italiano di Cultura is pleased to announce the evening dedicated to Italian opera that will take place Verdi’s “Falstaff” Director: Ruggiero Cappuccio Starring: Ambrogio Maestri, Roberto Frontali, Juan Diego Flores, Barbara Frittoli Conductor: Riccardo Muti Orchestra & Coro del Teatro Alla Scala hosted by the Opera House in Busseto with original scenography from 1913. Running time: 118 min. Production Year: 2001. This is the third evening dedicated to Italian opera. The first one was Tuesday, January 19 dedicated to Maria Callas: – screening of the documentary “Maria Callas: Life and Art” (1987) directed by Alan Lewens, Alistair Mitchell. With Maria Callas, Giuseppe Di Stefano, Carlo Maria Giulini, Franco Zeffirelli. The second one was Tuesday, February 16 – 6:30pG. Verdi’s “Otello” directed by Graham Vick.
Music director: Riccardo Muti Starring: Placido Domingo (Otello); Leo Nucci (Iago), Barbara Frittoli (Desdemona) Orchestra and chorus of Teatro alla Scala. Free admission.

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Donne … all’Opera!

Posted by fidest press agency su domenica, 6 marzo 2016

maria malibran

XIR155323 Portrait of ‘La Malibran’ in the Role of Desdemona (oil on canvas) by Bouchot, Francois (1800-42) oil on canvas 69.5×58 Louvre, Paris, France Giraudon French, out of copyright

isabella colbranmatilde seraoNapoli Teatro di San Carlo Foyer Martedì 8 marzo 2016, ore 20.30 In occasione della Festa della Donna, martedì 8 marzo, a partire dalle ore 20.30, il Teatro di San Carlo promuove Donne…all’Opera!, una conversazione teatrale dedicata ad alcune delle grandi figure femminili, che legarono il loro nome al Teatro più antico d’Europa. Antonella Rizzo, guida del Teatro, ha tessuto, per l’occasione, una narrazione ad hoc, ricca di aneddoti, storie, curiosità su alcune grandi donne, cui è legato il nome del Teatro, e che a questo si dimostrarono particolarmente legate: Maria Malibran, Isabella Colbran, Giuseppina Strepponi, Matilde Serao, Ingrid Bergman, Maria Callas, Renata Tebaldi, per citarne solo alcune.Si tratta di un nuovo appuntamento del ciclo di happening del Teatro di San Carlo, Donne …all’Opera!, in calendario per festeggiare la ricorrenza dell’8 marzo e ricordare i diritti conquistati dalle donne; è previsto anche un momento – aperitivo, con un calice di bollicine all’Opera Café Scaturchio. Il costo del biglietto è di 12 euro (posto unico). (foto: Maria Malibran, Isabella Colbran, Matilde Serao)

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Lecture about the opera Lucio Silla by W. A. Mozart

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

lucio sillaToronto Thursday, March 03, 2016 6:30pm – 8:30pm Istituto Italiano di Cultura – 496 Huron St.,Presented by: Opera Atelier In collaboration with: Istituto Italiano di Cultura, Toronto. Free admission.
Lucio Silla is an Italian opera in three acts composed by Wolfgang Amadeus Mozart. The libretto was written by Giovanni de Gamerra. This dramatic opera is associated with one of Mozart’s sojourns in Milan. The Austrian genius was sixteen when he composed this jewel of bel canto dedicated to the general and dictator of Ancient Rome and Lucio Silla made its debut on 26 December 1772, when Mozart was almost seventeen. It was the third opera that Amadeus had staged in the Regio Ducal Theatre.
Gerard Gauci is a painter and a theatre designer whose sensibility is literally and figuratively operatic. As resident set designer for Toronto’s Opera Atelier he creates vast and sumptuous on-stage environments for the works of Monteverdi, Lully and Mozart. As a painter Gauci, creates miniature tableaux depicting famously preserved interiors of grand homes and palaces throughout Europe and America.
Marshall Pynkoski founded Opera Atelier with his partner Jeannette Lajeunesse Zingg and he has since directed a wide range of period productions of Baroque and early Classical opera and ballet in close collaboration with Tafelmusik Baroque Orchestra. He has collaborated with many of the finest artists in the world of early music and his productions of opera and ballet have toured throughout North America, Europe and Asia. He is recipient of numerous awards including the Toronto Arts Award, the Ruby Award for outstanding contribution to opera in Canada, and the TIME Magazine award for Classical music. He was named Chevalier dans l`Ordre des Arts et des Lettres and has most recently directed Mozart’s Lucio Silla for the Salzburg Festival in 2013.

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In scena l’opera Sacred Concert di Duke Ellington

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

concertoRoma Domenica 11 ottobre 2015 alle ore 12:00 presso il Teatro Eliseo Verrà messa in scena l’opera Sacred Concert di Duke Ellington, compositore ed arrangiatore nato nel 1899 a Washington D.C. Ellington ha rappresentato una delle massime espressioni musicali e artistiche del ‘900 storico. Geniali le sue innovazioni strumentali e di orchestrazione, originalissima e sconfinata la sua produzione musicale. I tre Concerti Sacri sono basati sul Vecchio Testamento ed esprimono l’apice della creatività e della poetica del Duca. Il Concerto Sacro che viene presentato dall’Orchestra e Coro del Conservatorio Santa Cecilia, è una sintesi che scaturisce dal materiale musicale dei tre diversi concerti. Viene presentato in una versione originale e riadattata dal M° Alfredo Santoloci, direttore del Conservatorio, con interventi di alcuni testi ispirati al tema della Pace. Gli autori di queste celebri frasi sulla pace e la libertà, sono di: Martin Luther King, Paolo VI, J.F. Kennedy, Ghandi, Kathami, B. Butto ed Ellington stesso.L’orchestra proporrà inoltre Rapsodia in Blue di George Gershwin. Capolavoro assoluto della musica del compositore americano, è un brano che venne concepito originariamente per due pianoforti. Nella versione proposta in questa occasione, l’arrangiamento originale è stato realizzato dal compositore e direttore d’orchestra Alfredo Santoloci. L’Orchestra e Coro jazz del Conservatorio Santa Cecilia, rappresentano una delle eccellenze della produzione musicale di uno dei conservatori più famosi al mondo. Gli oltre 1.500 studenti, provenienti dai diversi continenti, sono la conferma e la dimostrazione di un prestigio ed una reputazione che è rimasta intatta da oltre un secolo. La formazione orchestrale ed i coristi coinvolti nel Concerto sacro, sono selezionati tra i più meritevoli e preparati del conservatorio. (foto: concerto)

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Marco Lodola ed Enel insieme per la più grande opera di luce mai realizzata

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2015

renderDal 19 settembre il borgo medievale di Castelnuovo Val di Cecina si trasformerà in un’opera d’arte grande chilometri, firmata da Marco Lodola, noto a livello internazionale per le sue sculture luminose.L’intero Borgo e torri di raffreddamento della centrale Enel fungeranno da palcoscenico per l’installazione di luce più imponente mai realizzata, attraverso proiezioni suggestive e uniche che saranno visibili fino al 31 dicembre 2015.L’iniziativa vede la curatela di Vittorio Sgarbi e la direzione artistica di Alberto Bartalini, architetto famoso per creare progetti di connubio tra l’assetto urbano delle città e l’arte contemporanea.
L’intero centro storico verrà predisposto come un vero e proprio museo diffuso, con le sculture luminose di Lodola allestite nelle piazze, nei vicoli, sui palazzi e in ogni luogo simbolo di Castelnuovo. Enel Green Power metterà a disposizione le torri di raffreddamento del proprio impianto, cosicché questa titanica installazione luminosa si proporrà come punto d’incontro tra la storicità del borgo e la modernità delle architetture industriali della centrale geotermica: i due elementi si fonderanno, fino a divenire un’unica, immensa, affascinate opera d’arte. «Fare illuminare da un artista un borgo storico – dice Sgarbi – è una soluzione felice per sottrarlo alla condizione di cimitero cui sono generalmente destinati, dall’illuminazione pubblica, tali luoghi. Lodola e bassabassa1Bartalini portano una festa a Castelnuovo, e fanno tornare la vita e il colore in luoghi addormentati. Così che la realtà sia il sogno».
E sarà proprio Vittorio Sgarbi a presentare il progetto, sabato 19 settembre 2015 alle 19, nell’incantevole terrazza panoramica del centro di Castelnuovo. La Lectio Magistralis del critico, aperta al pubblico e che toccherà i temi della luce e della bellezza, è fissata a un orario non casuale: le parole di Sgarbi accompagneranno infatti il tramonto, che poco a poco lascerà il posto all’installazione luminosa.
Va sottolineato che questo progetto è solo il primo di una lunga serie chiamata “LUX”, che per il 2015 prende il nome di “LODOLUX”: altri grandi artisti si alterneranno nei prossimi anni. (foto: render,bassa)

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