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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Nuova piattaforma operativa intelligente dedicata al mondo retail

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2021

Basata sull’expertise di Sensormatic Solutions nel settore e su un solido ecosistema di partner tecnologici, Sensormatic IQ – questo il nome della piattaforma – garantisce agli esercenti l’accesso a soluzioni avanzate per connettere persone, prodotti e dati in modi nuovi e innovativi. In particolare, la piattaforma aperta e flessibile di Sensormatic IQ può integrare insight provenienti da dispositivi quali POS, sensori, EAS, EAS, RFID, Computer Vision e altro ancora, capaci di fornire modelli predittivi e prescrittivi di intelligenza artificiale per supportare l’operatività nei settori retail, dall’alimentare all’abbigliamento, fino ai centri commerciali. Sensormatic IQ integra l’intero portfolio di soluzioni Sensormatic Solutions, l’esercente e i dati di terze parti insieme a tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale (IA) e il machine learning (ML), per offrire una visibilità senza precedenti sulle operazioni e sugli insight dei consumatori. Tale combinazione porta a risultati prescrittivi, basati sui dati che creano valore e opportunità di crescita per i retailer che vuole proiettarsi nel futuro.In un periodo in cui il settore del retail sta attraversando cambiamenti significativi, Sensormatic IQ aiuta gli esercenti a migliorare sia i propri risultati, sia il valore del brand:
Promuovendo la trasformazione digitale all’interno del mercato retail in evoluzione
Accelerando l’integrazione tra soluzioni nuove ed esistenti e set di dati
Abilitando l’innovazione digitale attraverso una piattaforma sicura, scalabile e gestita a livello di impresa
Aumentando il valore grazie a nuovi insight e risultati derivati dai complessi flussi di dati
Semplificando l’operatività delle diverse funzioni del retailer
Per saperne di più su come Sensormatic IQ può rivoluzionare l’approccio analitico nel mondo retail, ci presentiamo virtualmente al Retail’s Big Show (NRF) 2021, in data 12-14 gennaio, 19 gennaio, 21-22 gennaio via http://www.sensormatic.com. Inoltre, è possibile visitare la Sensormatic Innovation Experience.

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Sifo-Sifap pubblicano un’istruzione operativa per l’allestimento del vaccino Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’Istruzione si compone di 8 capitoli (SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE; DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE; COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA; POSOLOGIA; MODALITÁ DI ALLESTIMENTO E SOMMINISTRAZIONE; PRECAUZIONI PARTICOLARI PER LA CONSERVAZIONE; TRACCIABILITÁ; SORVEGLIANZA) ed è stata realizzata dall’Area Galenica Clinica SIFO e SIFAP. Dal punto di vista della Posologia, l’Istruzione indica chiaramente che “Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 viene somministrato per via intramuscolare” a individui di età pari o superiore a 16 anni. “Il trattamento prevede la somministrazione di due dosi da 0,3 mL ciascuna, somministrate a distanza di 21 giorni. Non ci sono dati disponibili su l’intercambiabilità del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 con altri vaccini COVID-19 per completare la serie di vaccinazioni”. Gli individui che hanno ricevuto una dose del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 devono riceverne una seconda dose “per completare la serie di vaccinazioni. Gli individui potrebbero non essere protetti fino ad almeno 7 giorni dopo la loro seconda dose di vaccino”. Dopo aver indicato le modalità di somministrazione, il documento SIFO-SIFAP precisa con cura il percorso di allestimento e somministrazione: “Le fiale congelate a -75°C devono essere trasferite a 2-8 °C per farle scongelare lentamente; una confezione da 195 fiale può richiedere 3 ore per scongelare. In alternativa, le fiale congelate possono anche essere scongelate per 30 minuti a massimo 25 °C per un utilizzo immediato. Una volta scongelato, il vaccino non diluito può essere conservato per un massimo di 5 giorni a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C ovvero fino a 2 ore a temperature fino a 25 °C”. Per la conservazione (uno dei temi recentemente già sottolineati come delicati) sono necessarie precauzioni specifiche: occorre infatti “conservare la soluzione di vaccino non diluito in congelatore a una temperatura compresa tra -80 ° C e -60 ° C per 6 mesi. Comunque i dati di stabilità indicano che una volta scongelato il vaccino può essere conservato per un massimo di 5 giorni tra 2-8 °C”. Importante è anche definire la precisa tracciabilità del percorso della vaccinazione, si deve infatti “registrare per ogni somministrazione effettuata: nome del paziente, denominazione del medicinale, numero di lotto e data di scadenza del farmaco somministrato”. “Le segnalazioni di eventuali reazioni avverse devono essere tempestivamente effettuate (entro 36 ore da quando il medico o l’operatore sanitario ne viene a conoscenza) direttamente online sul sito VigiFarmaco (www.vigifarmaco.it) oppure compilando la scheda di segnalazione cartacea e inviandola via e-mail e fax al Responsabile di Farmacovigilanza – che nella stragrande maggioranza dei casi è il Farmacista Ospedaliero e Territoriale – della propria struttura di appartenenza”.

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La continuità operativa ai tempi del Coronavirus

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

Il “rischio di discontinuità” di un’attività (o di un processo) è per definizione la combinazione della probabilità che l’attività si interrompa con l’effetto prodotto dall’interruzione.In letteratura si trovano molti esempi “classici” di cause di discontinuità: il black-out, l’evento meteo, l’incendio, il terremoto, il danno strutturale, l’interruzione della catena di fornitura, lo sciopero.La pandemia è sempre stata una minaccia considerata a livello puramente teorico, soprattutto fuori dal mondo anglosassone nel quale invece – ricordando i costi assicurativi patiti in epoca coloniale a causa degli effetti della scarsa igiene e dei frequenti contatti fra popoli diversi – ha goduto sempre di una certa considerazione nelle valutazioni di impatto sul business.
All’inizio del 2020, con l’entrata in scena del Coronavirus, il mondo è cambiato forse irreversibilmente, a partire dalla consapevolezza delle persone, siano essi cittadini, lavoratori, imprenditori, governanti.Tutti indistintamente ci siamo resi conto che per evitare danni maggiori rispetto a quelli subiti semplicemente per non aver diffuso immediatamente l’allarme del contagio, bisognava innanzitutto rimanere a casa (il cosiddetto “distanziamento sociale”), per i fortunati che se lo potevano permettere, e mandare al contempo al fronte un esercito eterogeneo, fatto di medici e infermieri in trincea, ma anche di poliziotti, vigili, farmacisti, autisti di mezzi pubblici e commessi di supermercati in seconda linea (paragoni e terminologia bellica adottati nel seguito suonano tragicamente appropriati). Il peggior incubo di un generale: non sapere quanti soldati e quali armi ha il nemico, neppure esattamente dov’è. E qui veniamo al concetto di “continuità operativa”, che nel mondo ISO (International Organization for Standardization) è formalmente definito come “capacità di un’organizzazione di mantenere la consegna di prodotti e servizi a livelli accettabili predefiniti a seguito di una interruzione”. Nell’ipotesi di pandemia un’organizzazione deve garantire:
La ridondanza delle risorse umane, in termini di quantità e di competenze, sia per non abbandonare la trincea (il processo primario), che per non far mancare l’appoggio dalle retrovie (i processi di supporto);
L’accesso ad infrastrutture produttive o di servizio alternative;
La disponibilità di fornitori alternativi, in caso di “default” dei principali;
Un adeguato dimensionamento delle scorte, per gestire i primi momenti di interruzione fino al ristabilimento della supply chain;
La definizione di canali e di modalità di comunicazione adeguate all’evento, perché l’informazione è uno strumento vitale per fronteggiare le crisi.
Senza essere esperti di piani di business continuity, abbiamo così sperimentato sulla nostra pelle di cittadini l’esigenza di avere in casa una linea Internet per “restare connessi” e fare smart working, una scorta di legumi, latte e farina, una bottiglia di Amuchina … tutto ciò che etichettavamo come “manie” di un nonno esageratamente previdente è diventato in alcuni casi il rimpianto di “non averci pensato prima”. Anche gli ospedali e le comunità: come hanno rimpianto di non avere scorte di mascherine o di bombole di ossigeno, presto diventate merce rara per l’indisponibilità sul mercato.E il Governo, e la Protezione Civile: solo la grande capacità italiana di dare il massimo nei momenti più bui ha consentito di radunare in un giorno una task force di 300 medici con 7.900 candidature, in un momento in cui montava la polemica per i troppi medici mandati in trincea con la sola mascherina.Anche le imprese – e fra esse TÜV Italia – sono dovute correre ai ripari non tanto per mantenere l’operatività, ma anche solo per non affondare. Abbiamo partecipato senza orario al lavoro corale di definizione ed applicazione di regole operative emergenziali che ci hanno permesso di continuare a “fare audit” e a dare risposte ai clienti.Quale lezione ci lascerà il Coronavirus sul tema della “continuità operativa”, ai singoli, alle comunità, alle imprese, ai governi? Sicuramente la consapevolezza di dover individuare anticipatamente gli scenari di interruzione che possono verificarsi nella nostra organizzazione, valutandone il peso e l’impatto. Di conseguenza, pianificare la risposta per non restare schiacciati dall’evento e riuscire a governare la continuità. Da ultimo, ma non meno importante, a riconoscere anticipatamente i prodromi dell’evento per attivare, rapidamente, la risposta. Ma su questo torneremo a “guerra” finita.

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Nuova governance AequaRoma pienamente operativa

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

andrea-mazzillo-assessore-bilancioRoma “Il Consiglio d’amministrazione di AequaRoma ha proceduto alla nomina del Direttore generale, ingegner Diego De Iorio. La nuova governance della società è dunque pienamente operativa ed è già impegnata nel potenziamento delle attività di controllo e accertamento delle entrate capitoline, nonché sul progetto di internalizzazione della gestione del Patrimonio che la Giunta le assegnerà a partire da settembre. Rivolgo pertanto i miei migliori auguri di buon lavoro al Presidente e Amministratore Delegato Paolo Valle, ai consiglieri Federica Trovato e Filippo Varazi e al nuovo Dg”.È quanto dichiara l’assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale, Andrea Mazzillo.
“La nostra Amministrazione sta implementando un sistema nuovo di gestione e valorizzazione complessiva del Patrimonio capitolino – aggiunge Mazzillo – e sarà fondamentale il contributo di tutte le società partecipate del Campidoglio che operano in questo ambito: non solo di AequaRoma, quindi, ma anche di Risorse per Roma che conserverà le sue funzioni di supporto alle attività di alienazione e presidio degli immobili comunali, di pianificazione, progettazione e trasformazione del territorio. Gli assessori Massimo Colomban e Luca Montuori, con i quali lavoriamo in piena sintonia, avranno il compito di proporre alla Sindaca i nomi per i componenti del nuovo Cda anche per questa azienda capitolina e sono certo che sapranno individuare le migliori figure possibili per rafforzarne la mission e l’operatività”.

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Equitalia che fu, che e’, che sara’ e la propaganda falsata contro i cittadini onesti

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

equitaliaDal 1 luglio Equitalia non sara’ piu’ operativa, sostituita da un’apposita sezione dell’Agenzia delle Entrate (“Agenzia delle entrate-riscossione”) che subentra in tutto e per tutto nelle sue funzioni, utilizzando gli stessi strumenti e normative e con alcuni poteri potenziati. Alcuni Comuni hanno gia’ provveduto a farsi delle “piccole Equitalia”, ma tanti altri continueranno ad usufruire dei servizi di questo nuovo organismo: riscossione tasse nazionali ed entrate tributarie e patrimoniali di Comuni, Province e societa’ partecipate.
Per noi contribuenti direttamente non cambia nulla, ma cambia un po’ per lo Stato che, con questi nuovi poteri potra’ risparmiare in tempo e denaro, un risparmio che quindi ha un riflesso sui conti pubblici e su tutti noi.
Questo cambiamento ha avuto un riflesso negativo su alcuni media che, spinti da gruppi politici che talvolta -a nostro avviso- estremizzano anche cio’ che sarebbe opportuno non fosse fatto (per tutti, contribuenti inclusi), hanno creato un po’ di preoccupazione e allarmismo. L’allarmismo e’ di questo tipo: Equitalia potra’ mettere il naso nei nostri conti correnti….. intrusione, pero’, che e’ tale da 12 anni (qualcuno fa il fesso o non lo sapeva?) e che, 12 anni fa come oggi e come domani, chi ritiene di dover contestare puo’ sempre farlo rivolgendosi ai giudici. Fino al 1 luglio prossimo l’agente riscossore si rivolgeva genericamente alla banca, senza poter subito sapere se nei conti del debitore c’era o meno disponibilita’, e partiva un tira e molla costoso in tempo e denaro (che comunque alla fine veniva fatto pagare al debitore). Dal 1 luglio, essendo Equitalia a tutti gli effetti una branca dell’Agenzia delle Entrate, puo’ pretendere dalla banca
di comunicare la situazione dei conti del presunto debitore. E quest’ultimo, ovviamente, prima che possa avvenire il pagamento puo’ utilizzare tutti gli strumenti di opposizione e contestazione previste dalla legge. E questa un’aggressione, o non piuttosto un semplificazione delle procedure? Noi optiamo per la seconda ipotesi. Anche perche’ non partiamo -come alcuni, tra coloro che fanno allarmismo- dal presupposto che se si devono dei soldi alla pubblica amministrazione, questo sia di per se’ un fatto negativo e lo Stato sia ladro e il presunto debitore vessato e violentato. Non potremmo pensare altrimenti se continuiamo a mettere al primo posto di qualunque nostra azione certezza dei diritti e delle pene.
Siamo per questo complici dello Stato vampiro? Noi continuiamo ad essere in prima fila a difendere il contribuente vessato e impropriamente debitore, magari foss’anche solo per la burocrazia dello Stato. Infatti, quando un utente si rivolge a noi per chiedere un consiglio, e’ nostra cura, dopo un’analisi della situazione, prospettare modi, costi e tempi di intervento, sottolineando la nostra disponibilita’ a supportarlo solo se intravediamo esiti positivi del ricorso, perche’ riteniamo che lo Stato sia inadempiente, vessatorio e/o esoso. Le urla al complotto, alla vessatorieta’ che e’ sempre tale perche’ proviene da parte di un’autorita’ pubblica, le lasciamo a chi -a nostro avviso- inganna i cittadini, caricandoli di aspettative irrealizzabili che -forse- potranno servire a questi ingannatori per temporaneamente alimentare le loro fortune. Situazione -per noi- drammatica e tragica, che e’ ben altro che stare dalla parte del cittadino onesto… che non vuoldire passivo, anzi!! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Nasce “MxIT-Microcredito per l’Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 12 Maggio 2012

E’ una impresa sociale creata da Etimos Foundation per diffondere in Italia un modello innovativo di microcredito, che si rivolge non solo alle famiglie ma anche e soprattutto alle piccole e microimprese, con un’attenzione particolare al segmento delle start-up. Un autentico strumento di welfare, crescita e sviluppo, lontano da logiche assistenziali, che si basa su un modello completo di intervento e si distingue nel panorama nazionale della microfinanza per efficacia, sostenibilità economica, alto impatto sociale e trasparenza nella comunicazione (gli aggiornamenti dei dati sulle erogazioni sono pubblicati online in tempo reale). Il banco di prova, superato con successo, è il progetto “Microcredito per l’Abruzzo” (www.microcreditoabruzzo.it) coordinato da Etimos Foundation, che ha dimostrato tutta la sua efficacia come strumento di sostegno alla popolazione colpita dal devastante sisma del 2009: 4 milioni 483mila euro di crediti erogati da gennaio 2011 a fine aprile 2012, per un totale di 223 finanziamenti che hanno permesso l’accesso al credito a soggetti che altrimenti ne sarebbero stati esclusi, in quanto incapaci di offrire le garanzie patrimoniali o personali normalmente richieste dalle banche. Forte di questi risultati, la fondazione ha intrapreso un percorso per replicare l’esperienza in altri territori italiani con una funzione che non è più quella di sostegno post emergenza, ma di supporto per affrontare la crisi economica e la stretta del credito. A tale scopo Etimos Foundation ha creato “MxIT-Microcredito per l’Italia” (operativa non appena ottenuta l’iscrizione come intermediario finanziario presso Banca d’Italia) e lancia oggi una campagna per la costituzione di un fondo dedicato al microcredito nel nostro paese.
A suo sostegno, una campagna pubblicitaria ad hoc nelle pagine dei principali quotidiani e nei più importanti media, nella quale “MxIT-Microcredito per l’Italia” ha scelto di raccontarsi proprio attraverso le voci e le storie dei beneficiari abruzzesi: famiglie in difficoltà, artigiani e commercianti che avevano visto la propria attività distrutta dal terremoto, persone che, perso il lavoro, si sono inventate una nuova opportunità microimprenditoriale e, fra queste ultime, un numero rilevante di giovani. Alla base di “MxIT-Microcredito per l’Italia” ci sarà lo stesso modello innovativo sperimentato in Abruzzo, che ha visto Etimos Foundation funzionare da cabina di regia coordinando i diversi attori coinvolti, definire le condizioni di accesso al credito (tassi, tempi di erogazioni e di restituzione) e fare da garante dei soggetti beneficiari presso le banche. «Dopo gli ottimi risultati ottenuti in Abruzzo», annuncia Marco Santori, presidente di Etimos Foundation «lanciamo “MxIT-Microcredito per l’Italia” nella convinzione che, oggi più che mai, il microcredito possa essere utilizzato come strumento di welfare e di sviluppo per il nostro Paese: da un lato per combattere l’esclusione sociale e la povertà, dall’altro per offrire risposta al bisogno di sostegno finanziario delle micro e piccole imprese. Un canale ulteriore rispetto alle modalità classiche del credito bancario, estremamente importante nell’attuale contesto di pesante credit crunch. In questa fase stiamo monitorando i bisogni dei territori e costruendo network e partnership con i vari attori locali. Contiamo di essere operativi entro la fine del 2012 in altre regioni, a partire probabilmente da Sardegna, Toscana e Veneto». Il modello, così come accaduto in Abruzzo, prevede la presenza iniziale di un fondo patrimoniale che non viene utilizzato direttamente nell’attività di finanziamento, bensì impiegato progressivamente come garanzia per la concessione di prestiti erogati attraverso il sistema bancario locale, il quale utilizza fondi propri e a sua volta si impegna ad applicare un meccanismo di leva finanziaria sul fondo stesso (rendendo così possibile un più consistente plafond potenziale di finanziamenti, proprio in virtù dell’effetto moltiplicatore). Fondamentale, in tal senso, è la scelta di non creare una nuova struttura operativa e di non affidarsi a un unico istituto di credito, bensì di coinvolgere il sistema bancario del territorio. Alla sostenibilità e ai bassi costi di gestione contribuisce anche l’apporto di un comitato tecnico di volontari esperti in materia bancaria, cui è affidata la preistruttoria sociale dei finanziamenti.
“MxIT-Microcredito per l’Italia” sarà presentato ufficialmente all’Aquila giovedì 10 maggio alla Casa del Volontariato durante la giornata inaugurale di Join for Change”, appuntamento dedicato al confronto fra gli attori attivi nel microcredito, nell’impresa sociale e nel cooperativismo, modelli efficaci per guardare oltre la crisi.

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Nuova unità operativa di oncologia geriatrica

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 Maggio 2012

Milano Lunedì 7 maggio, alle ore 10.30, all’Istituto “Palazzolo-Fondazione Don Gnocchi” di Milano (via don Luigi Palazzolo, 21) si terrà la cerimonia di INAUGURAZIONE della nuova UNITA’ OPERATIVA DI ONCOLOGIA GERIATRICA. Il nuovo reparto accoglie pazienti di età superiore ai 65 anni affetti da patologia neoplastica, ma anche pazienti di età inferiore particolarmente fragili. Dispone complessivamente di 27 posti-letto convenzionati con il Servizio Sanitario (14 posti-letto di Medicina Oncologica e 13 posti-letto di Riabilitazione a orientamento oncologico) e rappresenta un modello organizzativo innovativo nel panorama sanitario milanese e lombardo. Interverranno alla cerimonia di inaugurazione:
– Roberto Formigoni, presidente Regione Lombardia
– Walter Locatelli, direttore generale ASL Milano
– Mons. Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare Diocesi Milano
– Mons. Angelo Bazzari, presidente Fondazione Don Gnocchi
– Gianbattista Martinelli, direttore generale Fondazione Don Gnocchi
– Maurizio Ripamonti, direttore Polo Lombardia 2 – Fondazione Don Gnocchi
– Silvio Monfardini, direttore Progetto Oncologia Geriatrica – Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi”

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Volontariato e Protezione Civile Siciliana

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

In un mondo in cui i fattori di rischio hanno assunto carattere globale e sono quindi riconducibili a molteplici minacce (dal terrorismo alle calamità naturali, dalle crisi socio-politiche alle epidemie ed alla criminalità organizzata, all’ecomafia,), la gestione delle situazioni di emergenza richiede il concorso di più enti, organismi e strutture, e di associazione del mondo del volontariato e della protezione civile. Per rendere ancora più efficace il conseguimento dei compiti istituzionali, l’Unità di Crisi  del Raggruppamento di Volontariato e di Protezione Civile mantiene pertanto contatti operativi regolari sia a livello istituzionale (con le altre Amministrazioni dello Stato ( comuni-Provincia Prefettura- Regione e Ministero Interno e con le cellule di crisi delle varie associazioni di volontariato e di Protezione Civile), sia con le varie articolazioni della società civile (operatori economici, ordini religiosi, tour operator, ONG, giornalisti, etc.). L’Unita’ di Crisi è la struttura del Raggruppamento Temporaneo di Volontariato e di Protezione Civile a cui è affidato il compito istituzionale di assistere i civili e tutelare gli interessi dello Stato italiano in situazioni di emergenza.
A partire dal 2009 l’Unità di Crisi è stata posta alle dirette dipendenze del Raggruppamento Temporaneo di Volontariato e di Protezione Civile, acquisendo una maggiore autonomia funzionale e decisionale soprattutto alla luce dell’utile esperienza accumulata attraverso gli anni. Essa agisce in collegamento con gli Organi istituzionali dello Stato di volta in volta interessati.
Operativa 24 ore su 24, animata da una squadra di poco meno di trenta persone, l’Unità di Crisi è una struttura flessibile, snella e capace di reagire con velocità nel caso in cui si verifichi una situazione di emergenza. L’organizzazione interna è semplice e ben definita, proprio per assicurare univocità nelle decisioni e rapidità ed efficacia nella loro attuazione. Tutto il personale, indipendentemente dalle funzioni svolte, è polivalente ed addestrato alla gestione operativa.

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118, soccorso a misura di cittadino

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

Sono circa 22.000 le missioni di soccorso gestite dalla centrale operativa 118 di Empoli mediamente nell’arco di un anno (22160 nel 2008). Per esse viene impiegata una rete di mezzi di soccorso sanitario costituita da ambulanze con medico, ambulanze con infermiere, ambulanze con soccorritori, eliambulanze ed automediche. Il risultato prioritario da raggiungere non è sempre arrivare al più presto, come ancora si  crede, ma arrivare con il mezzo più attrezzato per la richiesta di soccorso e comunque intervenire con il supporto tecnico del 118. Un esempio è rappresentato da quanto organizzato dal 118 che ha dislocato sul territorio 40 defibrillatori semiautomatici, strumenti salvavita in grado di curare il 90% degli arresti cardiaci. Questi defibrillatori, detti DAE, sono utilizzati da più di 200 operatori, formati  direttamente dal 118 di Empoli. Tra costoro troviamo la polizia municipale dei comuni serviti dall’Asl 11, i vigili del fuoco, i soccorritori volontari, i distretti. L’automedica è un mezzo di soccorso del sistema di urgenza ed emergenza 118 che interviene nei soccorsi più gravi o complessi affiancandosi agli equipaggi delle ambulanze con medico, con infermiere, con soccorritori volontari già operative sul territorio. L’equipaggio è composto da un medico ed un infermiere del 118. A differenza degli equipaggi con solo soccorritori volontari, quello dell’automedica può somministrare farmaci al paziente, effettuare diagnosi utilizzando strumenti medici avanzati, effettuare manovre invasive, eseguire una veloce ed efficace stabilizzazione del politrauma. Le automediche e le ambulanze con medico o infermiere sono in contatto diretto con l’UTIC. Nei casi di infarto, l’elettrocardiogramma viene direttamente spedito al cardiologo. Il paziente, quindi, viene direttamente portato in sala di emodinamica, bypassando il pronto soccorso. In meno di un’ora dall’inizio dei sintomi, il paziente con infarto viene assistito a domicilio, preparato per la sala operatoria durante il viaggio verso l’ospedale e viene rimossa la causa dell’infarto. Nel caso in cui un paziente risulti particolarmente grave e debba essere trasportato in un centro specializzato, la centrale operativa di Empoli è in grado di attivare  un’eliambulanza che trasporti il paziente presso l’ospedale più idoneo in ogni parte dell’Italia. Le automediche, di cui è dotata l’Asl 11, hanno a bordo un sistema radio in grado di comunicare direttamente con i 3 elicotteri regionali, per facilitarne l’attivazione e l’atterraggio. La pianificazione della rete di soccorso del sistema di emergenza territoriale tiene conto complessivamente delle caratteristiche di tutto il territorio della Asl 11, su cui è stato costruito un assetto che ha dimostrato nel corso degli anni di rispondere costantemente ad ogni richiesta di soccorso, nei tempi stabiliti dalla normativa vigente.  Il sistema è stato largamente potenziato nel mese di agosto 2008, introducendo n. 2 automediche, n. 1 ambulanza con infermiere e n. 4 ambulanze con soccorritori volontari. Con il primo di agosto del 2009, il numero di postazioni con medico a bordo è stato lievemente modificato in rapporto ad esigenze temporanee e in attesa di un’analisi complessiva dell’offerta. L’attività dei Punti di Primo Soccorso non ha subito variazione alcuna, salvo l’apertura del Punto di Misericordia Castelfiorentino in orario notturno anziché diurno. Il numero totale di prestazioni effettuate dai Punti di Primo Soccorso nel primo semestre 2009,  ossia da gennaio a giugno, sono state  complessivamente 1843.

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