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Posts Tagged ‘quarantena’

Covid-19, come gestire quarantena e isolamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Il coronavirus spesso non finisce con la negativizzazione, con lo sfebbramento, con le dimissioni ma si prolunga nel tempo e crea quadri clinici nuovi. Ne ha preso atto anche il governo Draghi che ha stanziato fondi pubblici per coprire gli accertamenti dovuti ai sintomi legati alle ripercussioni del virus. Accanto al monitoraggio del long-covid, il medico di famiglia in questa fase può trarre vantaggi da un riepilogo delle normative su quarantena ed isolamento, alla luce delle nuove varianti, e di quelle sul massimo delle assenze consentito. Partiamo dal fondo.Poiché con le varianti potrebbero contagiarsi anche soggetti vaccinati, serve un supplemento di attenzione ai pazienti che non si negativizzano. Da una parte resta fermo da una parte per tutti i contagiati Covid, asintomatici (codice V07) o no (codice 480.3), e per tutte le varianti, il periodo di isolamento di minimo di 10 giorni più il tempo occorrente per effettuare il tampone e per ottenere l’attestato di negatività dello stesso (occhio, per rientrare al lavoro prima di fare il tampone bisogna contare 3 giorni senza sintomi). In caso di negatività si può rientrare al lavoro. Se però il tampone resta positivo, pur potendosi tornare alle attività ordinarie dopo il 21° giorno, nessuno può produrre certificato di avvenuta negativizzazione per il rientro al lavoro e serve un certificato di prolungamento della malattia redatto dal medico di famiglia. Di sicuro quel certificato di prolungamento fuori comporto servirà anche a chi ha la variante delta, che non solo non potrà tornare al lavoro ma in questo caso particolare dovrà anche restarsene a casa fino ad avvenuta negativizzazione.Esenzioni dal ticket- Nell’ultimo Decreto Sostegni Bis (73/2021) il Governo ha stanziato 58 milioni l’anno per gli anni 2021-2022 e 2023 per coprire le analisi e le visite specialistiche di cui avranno bisogno questi pazienti e ha esentato per 2 anni dal ticket le prestazioni di monitoraggio della patologia. Alcuni ospedali si sono organizzati per seguire i propri pazienti nel tempo, ma i soli malati gravi ospedalizzati sono stati 164 mila, in Italia (una volta e mezza i deceduti), e ci vorrebbe una risposta per tutti gli ospedalizzati e per chi ha avuto forme di malattia curate a casa ma ugualmente debilitanti. In questo contesto il medico di famiglia rivendica un ruolo determinante.Ruolo del medico di famiglia – Il sindacato Fimmg e la società scientifica Metis hanno elaborato un Documento sulla “gestione pazienti già Covid 19 positivi nel contesto del territorio”, che con un algoritmo consente di affrontare o prevenire i segni clinici del Covid Lungo. Molta attenzione è dedicata al processo di raccolta informazioni sulla malattia sofferta sia in ospedale, e al presente. Il questionario esteso presenta nove quesiti sull’attività respiratoria (hai tosse di qualsiasi tipo?ti manca il fiato se cammini? Sei in grado di svolgere le normali attività? Avverti dolori o fastidi nuovi) dolori toracici a riposo? Stanchezza inspiegabile? Rigidità muscolare? Perdita di sensibilità alle braccia? Pensiero rallentato?) e investe la qualità della vita con quattro item (mobilità, cura d sé, attività usuali, dolore/disagio) e 5 domande per ciascun punto. Infine, sono prospettati tre screening, uno neurologico (17 domande), uno psichiatrico (12 domande), uno cardiologico (5 domande). L’inquadramento finale dovrebbe portare a una gestione appropriata e coordinata con lo specialista. (fonte Doctor33)

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Petros Markaris: Quarantena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 giugno 2021

Collana Oceani, trad. Andrea Di Gregorio, pp. 192, 19 euro editrice La nave di Teseo. Il ritorno del commissario Charitos e di altri impagabili compagni di avventura. Con il suo stile inconfondibile e la sua inesausta capacità di descrivere e raccontare la Grecia e la sua gente, Petros Markaris ci regala una serie di racconti che ci ricordano di come le nostre vite siano fatte di solitudine e gioia, di paura e riscatto, ma anche di momenti di riso, ricordi e nostalgia.In contemporanea anche la nuova edizione di Prestiti scaduti.Il mio rapporto con i computer e le videoconferenze è pari a quello degli abitanti del Sahara con il nuoto.Il commissario Charitos torna a indagare ma, oltre ad assassini e criminali, questa volta deve affrontare anche le limitazioni e le difficoltà che la pandemia ha causato a tutti noi. Il rapporto difficile con le nuove tecnologie non lo aiuterà ma il fiuto, l’attenzione e l’intelligenza del commissario rimangono sempre gli stessi, anche se i casi che dovrà affrontare si fanno sempre più complessi o se dovrà risolverli senza uscire di casa. Ma non c’è solo Charitos in questi sette racconti in cui il giallo si intreccia con la commedia e la tragedia, ma anche una serie di altri personaggi indimenticabili come i barboni Socrate, Platone e Pericle, i ristoratori-nemici Achmet e Stavros, Fanis Papadakos che si riscopre artista per scappare all’ultimo terrore della sua vita, il vecchio e ospitale Sotiris e persino l’isola di Chalki.PETROS MARKARIS è nato a Istanbul nel 1937, ma vive da sempre ad Atene. Ha collaborato con Theo Angelopoulos a diverse sceneggiature, tra cui L’eternità e un giorno, Palma d’oro a Cannes nel 1998.

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Petros Maarkaris: Quarantena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 giugno 2021

Collana Oceani, pp. 224, 19 euro Editore: La Nave di Teseo. Il ritorno del commissario Charitos e altri impagabili compagni di avventura. Con il suo stile inconfondibile e la sua inesausta capacità di descrivere e raccontare la Grecia e la sua gente, Petros Markaris, ci regala una serie di racconti che ci ricordano di come le nostre vite siano fatte di solitudine e di gioia, di paura e di riscatto ma anche di momenti di riso, di ricordi e di nostalgia. In contemporanea anche la nuova edizione di Prestiti scaduti. “Ho a che fare con i computer e le videoconferenze quanto gli abitanti del Sahara con il nuoto,” pensa il commissario Charitos quando viene invitato a risolvere un caso senza muoversi da casa. Così il commissario torna a indagare ma, oltre ad assassini e criminali, questa volta deve affrontare anche le limitazioni e le difficoltà che la pandemia di Coronavirus ha causato a tutti noi. Il rapporto difficile con le nuove tecnologie non lo aiuterà ma il fiuto, l’attenzione e l’intelligenza del commissario rimangono sempre gli stessi anche se i casi che dovrà affrontare si fanno sempre più complessi o se dovrà risolverli senza uscire di casa. Ma non c’è solo Charitos in questi sette racconti in cui il giallo si intreccia con la commedia e la tragedia, ma anche una serie di altri personaggi indimenticabili come i barboni Socrate, Platone e Pericle, i ristoratori-nemici Achmet e Stavros, Fanis Papadakos che si riscopre artista per scappare all’ultimo terrore della sua vita, il vecchio e ospitale Sotiris e persino l’isola di Chalki.

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Covid-19: in Piemonte aumentano gli studenti in quarantena

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2021

ANIEF Piemonte ha elaborato i dati del monitoraggio Covid-19 nel secondo grado provenienti settimanalmente dall’Ufficio Scolastico Regionale. Dopo il rientro in presenza si è registrato un balzo in avanti degli alunni in quarantena.Marco Giordano (ANIEF Piemonte): “È un segnale da non sottovalutare, vietato abbassare la guardia. Servono dati aggiornati anche per il primo ciclo”. Primi segnali di criticità dopo il ritorno in presenza fino al 70% in Piemonte degli studenti del secondo grado dallo scorso 26 aprile. I dati forniti settimanalmente dall’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte mostrano nell’ultima settimana un deciso aumento del numero degli studenti in quarantena, passati dall’1,11% all’1,76%. Il dato è ancora più significativo se rapportato allo 0,62% registrato al termine della settimana dal 12 al 17 aprile dopo il rientro parziale dalla DaD degli studenti delle superiori piemontesi. Il balzo in avanti del numero degli studenti in quarantena è evidente nel grafico elaborato da ANIEF sui dati forniti dall’USR Piemonte.

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Indigeni in Argentina isolati in quarantena forzata

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2021

Nella provincia argentina di Formosa, al confine con il Paraguay, gli indigeni sono tenuti contro la loro volontà in centri di isolamento. Questo è quanto viene documentato nel rapporto “Nos pronunciamos y proponemos”, (Ci dichiariamo e proponiamo), che ha raggiunto l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) alcuni giorni fa. Alla ricerca di persone infettate da Coronavirus, forze di polizia sono entrate nelle comunità indigene e vi hanno prelevato delle persone. Solo dopo una lunga ricerca i loro parenti hanno potuto scoprire che erano stati portati in centri di isolamento. Secondo il rapporto, le persone in questi centri erano alloggiate in gruppi di 20-30 con bagni in comune e senza sufficiente protezione contro il contagio tra di loro. Le strutture sono sorvegliate dalle
forze di polizia. Alle persone ospitate è stato proibito di lasciare i centri. Le vittime di questa discutibile procedura denunciano percosse e trattamenti umilianti da parte della polizia. Alcune donne riportano attacchi di panico, tachicardia e depressione. Molti bambini, compresi i neonati, sono stati separati dalle loro madri e collocati presso parenti o vicini. Alle persone costrette in questo centro non è stato detto quando sarebbero state rilasciate. Se durante l’isolamento veniva accertato un caso positivo, il periodo di quarantena di tutti si estendeva per altri 14 giorni. Alcune persone colpite hanno dovuto rimanere in questi centri fino a 30 giorni. I parenti hanno riferito di non avere informazioni su dove si trovino i loro parenti. Fino ad oggi non si sa nulla di dove si
trovino 19 persone. Le loro famiglie non sanno cosa sia successo loro. Il rapporto è stato preparato con il sostegno dell’Associazione per la Promozione della Cultura e dello Sviluppo (APCD), la Diocesi per gli Affari Indigeni (EDIPA), il comune di María de la Merced, la Fondazione Manos de Hermanos e il Centro di Quartiere Enrique Angelelli. Più di 20.000 indigeni Wichí vivono nella provincia di Formosa, al confine con il Paraguay. Solo 100 anni fa, abitavano i loro territori, come i popoli indigeni dei Nivaclé, Qom e Pilagá. Oggi, questi territori si sono ridotti al 4,6% della loro area originale. Al più tardi dall’inizio del millennio, le grandi imprese agricole hanno annesso i territori. L’ambiente e la biodiversità stanno soffrendo: Formosa è una delle province argentine più colpite dalla deforestazione.

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Covid-19: quarantena, congedo parentale, lavoratori fragili

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2020

Quali sono le procedure nel caso in cui un figlio sia in quarantena per un contatto avvenuto al di fuori della scuola o di ordinanze nazionali o locali che estendono la didattica a distanza? Che cosa succede nel caso in cui un lavoratore, anche qualora esentato, decidesse comunque di effettuare un isolamento volontario? Quali i passaggi e i diritti per i lavoratori fragili? Sono, questi, alcuni aspetti legati al Covid-19 in continua evoluzione e, proprio di recente, ci sono state nuove prese di posizioni da Inps, con ulteriori istruzioni. Vale la pena fare un punto sugli ultimi aggiornamenti. Il congedo parentale per quarantena dei figli, come si ricorderà, è stato normato da Inps in una circolare di settembre, ma, di recente, è stato soggetto ad aggiornamenti, con la possibilità di fruire degli strumenti previsti anche qualora il contatto con caso positivo sia avvenuto in contesto extra scolastico. Innanzitutto, in generale, va ricordato che il congedo può essere fruito se il figlio è minore di 14 anni e la mansione del lavoratore non possa essere svolta in smart working. La quarantena deve comunque essere disposta dal dipartimento di prevenzione della Asl. Per i giorni di congedo l’indennità è del 50% dello stipendio, ma in ogni caso può essere fruito da uno solo dei due genitori. Se uno dei due genitori non lavora o è in smart working – anche non legato alla quarantena dei figli – non sarà possibile fruire dello strumento. Per figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni il genitore ha diritto all’astensione dal lavoro, ma senza corresponsione di retribuzione o indennità. A questo impianto, a ogni modo, con la circolare n. 132 del 20 novembre, dall’Inps sono state fornite ulteriori istruzioni. Tra le novità – che derivano dall’articolo 21-bis del decreto-legge n. 104/2020 – c’è la possibilità di fruire del congedo, in alternativa allo svolgimento del lavoro in modalità agile, anche laddove il contatto si sia verificato in attività extra-scolastiche. In particolare, questo può essere riconosciuto per contatto «nell’ambito dello svolgimento di attività sportive di base o di attività motoria in strutture quali palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati, nonché all’interno di strutture regolarmente frequentate per seguire lezioni musicali e linguistiche». Tale possibilità è operativa a partire dal 14 ottobre, ma per poterne fruire è necessaria la disposizione da parte della Asl. Il secondo elemento importante che emerge dalla circolare è «la possibilità, per i lavoratori dipendenti, di avvalersi del congedo COVID-19 per sospensione dell’attività didattica in presenza. Per poter fruire del congedo è necessario che la sospensione dell’attività didattica in presenza sia stata disposta con un provvedimento, adottato a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale o dalle singole strutture scolastiche. Si specifica che tale congedo può essere fruito solo a partire dal 29 ottobre – data di entrata in vigore del decreto-legge n. 137/2020». Per quanto riguarda, infine, le modalità di presentazione delle domande l’Istituto ricorda che «le istanze vanno inviate telematicamente tramite il portale web, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), il Contact center integrato, i patronati». Un’ulteriore novità recente, sempre arrivata da Inps, ha riguardato i lavoratori fragili. Come ricordato da una recente Sedivanews, «un emendamento inserito in extremis nella legge di conversione del Decreto Agosto ha stabilito che, a partire dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre 2020, lo smart working è la modalità “ordinaria” di esecuzione di lavoro per tutti i “lavoratori fragili”, ai quali dunque il lavoro agile spetta di diritto, anche se con mansioni diverse da quelle svolte in precedenza – qualora non compatibili con il lavoro agile -ricomprese nella medesima categoria o area di inquadramento, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto. I lavoratori fragili devono produrre una certificazione specifica, rilasciata dai competenti organi medico-legali, circa l’inclusione della loro patologia tra quelle che identificano la categoria».Infine, un altro aspetto importante che di recente è stato chiarito riguarda l’indennità di malattia nel caso in cui «un lavoratore decida di mettersi in quarantena spontaneamente, isolandosi in casa autonomamente, in via precauzionale». Come si legge in un approfondimento della Fondazione dei consulenti del lavoro «in questi casi non c’è diritto alla malattia in quanto non ci si trova in presenza di un provvedimento disposto da un operatore della sanità pubblica che certifichi questo stato. La prassi Inps, infatti, riconosce il trattamento nel caso in cui la quarantena o la sorveglianza sanitaria siano state certificate e disposte dalla Asl e dal medico di base. Laddove ve ne fosse comunque la necessità, la soluzione per le aziende potrebbe essere quella di attingere alla CIG Covid, specificatamente prevista dal legislatore per sopperire a questa impossibilità di rendere la prestazione, o in alternativa, prevedere lo smart working laddove possibile per la mansione svolta». (By Francesca Giani, fonte: Farmacista33)

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Covid-19: Isolamento o quarantena

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

Ci sono due procedure diverse in caso di quarantena o di isolamento fiduciario, per gli iscritti Enpam – medici di famiglia, pediatri, specialisti Asl, liberi professionisti, odontoiatri. Lo spiega bene una circolare del governo del 12 ottobre scorso. Secondo cui: la quarantena inquadra i soggetti che sono contatti stretti di positivi al Covid-19, mentre l’isolamento fiduciario riguarda chi è risultato positivo al Covid-19. In particolare, per il Ministero della Salute, «l’isolamento (…) si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione». La quarantena, invece «si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane (…) che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare per la durata del periodo di incubazione l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi». L’isolamento è equiparato a malattia, dunque, mentre la quarantena è un caso particolare. Seguendo tale logica, per gli iscritti risultati positivi e posti in isolamento si apre una procedura che passa per 30 giorni di copertura a proprio carico (con l’eccezione di medici di famiglia e specialisti) e dal 31° giorno per l’erogazione dell’inabilità temporanea di quota B da parte della Fondazione. Quarantena – A chi è stato costretto a interrompere l’attività a causa di quarantena ordinata dall’autorità sanitaria, l’Enpam come da delibera del 13 marzo scorso eroga un contributo sostitutivo del reddito di 82,78 euro al giorno. Nei mesi scorsi sono arrivate agli uffici della Fondazione diverse domande da parte di medici e dentisti liberi professionisti per il sussidio di quarantena, accompagnate da certificati di malattia per Covid-19. In realtà, come chiarisce la circolare, l’isolamento da malattia esclude trattamento da quarantena e le richieste state, purtroppo, respinte a causa del probabile fraintendimento tra i termini isolamento e quarantena. Altra novità nella circolare riguarda i motivi della messa in quarantena e i tempi per “uscirne”. Poiché la quarantena riguarda i contatti stretti di casi di positività confermati ed identificati dall’autorità sanitaria, in caso di contatto stretto per i camici bianchi si aprono due possibilità: un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno. È trattato come un caso di quarantena anche chi, non essendo positivo al Covid-19, deve isolarsi dalla comunità per eventuali altri motivi stabiliti dalle autorità, ad esempio: quando si rientra da paesi dove il contagio è dilagante e si è isolamento forzato in attesa del tampone. Per ricevere il sussidio di quarantena occorre allegare alla richiesta un documento del proprio medico di famiglia o dell’autorità sanitaria in cui sia indicato il periodo in cui è valida la misura di prevenzione. La domanda andrà presentata alla fine del periodo di quarantena e quindi di assenza dal lavoro. Il modulo per fare domanda è disponibile al link https://www.enpam.it/moduli/sussidio-sostitutivo-del-reddito-per-lepidemia-coronavirus/ Isolamento fiduciario – Per i positivi invece viene disposto l’isolamento fiduciario, siano essi sintomatici o meno, per un periodo che dura 10 giorni minimo dalla comparsa dei sintomi. Questo periodo non gode paradossalmente delle stesse tutele perché viene considerato malattia, e non malattia professionale – l’Inail ha dato un iniziale indirizzo favorevole ma qui non si tratta di medico a rapporto dipendente – ma sostanzialmente al pari di un’influenza. In tutti i casi di assenza per malattia fino al 30° giorno nel caso del medico di famiglia, ma anche del pediatra convenzionato o del libero professionista, ci vuole una copertura assicurativa per coprire le spese di sostituzione. I medici di famiglia e continuità assistenziale la pagano come categoria con una trattenuta dello 0,72% sulla busta paga; pediatri e liberi professionisti provvedono loro con propria polizza assicurativa. Dal 31° giorno, se la malattia si protrae, interviene l’Enpam e fa scattare la diaria per l’inabilità temporanea pari a euro 82,78 al giorno erogabile nei casi di malattia od infortunio ma anche, da quest’anno, come contributo sostitutivo per l’accertata perdita di reddito. Per inciso, lo specialista ambulatoriale è coperto dal Servizio sanitario nazionale per i primi 180 giorni di malattia. By Mauro Miserendino fonte Doctor33)

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Scuola: Lavoratori in quarantena, l’Inps chiarisce come si devono comportare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2020

Cosa deve fare un lavoratore in quarantena affetto da Covid o in isolamento fiduciario? A rispondere è stato l’Inps con il messaggio 3653 del 9 ottobre scorso, che ha in questo modo voluto dare delle risposte alle tante richieste di chiarimenti in merito ai periodi di esonero dal servizio per pandemia. Il documento dell’Istituto nazionale di previdenza ha messo in luce quattro casi particolari di quarantena, fornendo indicazioni specifiche caso per caso: la sorveglianza precauzionale con lavoro agile; quella per ordinanza amministrativa; la quarantena all’estero; quella, infine, che si colloca come sorveglianza precauzionale e Cigo, Cigs, Cigd e assegno ordinario.Nel commentare le precisazioni dell’Inps, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, sostiene che “occorre una volta per tutte mettere mano alle differenze interpretative tra enti diversi per le stesse tematiche, perché quelli messi in luce dall’ente previdenziale nazionale non sono tutti i possibili stati lavorativi o di malattia plausibili per il difficile periodo di pandemia in corso. Ve ne sono altri, altrettanto importanti, tutti da definire: non è ancora chiaro, ad esempio, se la trattenuta giornaliera ‘Brunetta’, che scatta in corrispondenza della malattia, è applicata anche ai periodi di malattia COVID. Così come non è del tutto chiaro se le certificazioni mediche per i periodi di quarantena siano a carico del medico curante o della autorità sanitaria. E altrettante specifiche servirebbero, il prima possibile, per assicurare un grado di tutela adeguato alla situazione dei diritti dei lavoratori fragili e precari” La scuola è particolarmente coinvolta nella quarantena e lavoro agile. Nonostante infatti la prima versione del decreto agostano, all’art 32 comma 4, non avesse consentito il cosiddetto “lavoro agile” nel comparto (salvo poi rettificare attraverso emendamenti chiesti anche da Anief approvati nei giorni scorsi con il maxi-emendamento che ha avuto il sì dell’Aula del Senato), la didattica a distanza e lo smart-working si confermano strumenti di continuità di servizio molto utilizzati; per questa fattispecie lavorativa, laddove la quarantena sia di tipo precauzionale, non risultando una inidoneità all’impiego, le tutele rimangono quelle della mansione lavorativa.

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Scuola: Più di 740 classi in quarantena

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Nei nostri istituti scolastici, il ministero della Salute apre agli esami individuali con test rapidi i cui risultati sono visibili in soli 15 minuti. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i test sono una buona azione preventiva, ma bisogna anche riconoscere subito il rischio biologico per tutto il personale scolastico impegnato a lavorare nei luoghi di assembramento”. Il sindacalista si appella poi agli studenti: “Indossate la mascherina, anche all’aperto prima e dopo l’entrata negli edifici scolastici per evitare una nuova chiusura generalizzata”. Rischio biologico è la parola d’ordine del giovane sindacato in questi giorni, duranti i quali si riscontrano casi in aumento di Covid a scuola e si chiudono sempre più classi. Mentre il ministero dell’Istruzione chiede ai direttori degli uffici scolastici regionali, con la Nota 1583, di aggiornare settimanalmente l’elenco delle sedi o classi chiuse per via dell’isolamento preventivo fiduciario a cui sono soggetti alunni, insegnanti, Ata.“Il riconoscimento di tale rischio – spiega il leader dell’Anief Marcello Pacifico – dovrà portare nuove regole per il rinnovo del contratto col riconoscimento di una precisa indennità che il giovane sindacato individua in una diaria quotidiana di dieci euro (pari quindi a 300 euro mensili), nuove regole sulla mobilità che aboliscano i divieti esistenti a fronte di possibili chiusure e sulle pensioni, visto l’alto numero di over 60 e di lavoratori potenzialmente fragili e il riscontrato livello di burnout già denunciato dalla stampa per via della maggiore vulnerabilità di chi siede dietro la cattedra”.

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Un figlio in quarantena con i genitori che lavorano

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

“Un figlio che deve rimanere a casa da scuola perché in quarantena e due genitori che lavorano. Uno scenario che, alla riapertura dell’anno scolastico, potrebbe realizzarsi. Per questo, nell’ultimo Consiglio dei ministri del 3 settembre è stato previsto un decreto che introduce lo smart working e il congedo per chi ha figli sotto i 14 anni in quarantena. ‘Sono previste – si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi – misure in materia di smart working e congedi straordinari per i genitori di figli minori di quattordici anni nei casi di quarantena obbligatoria dei figli. Per il Commissario straordinario per l’Emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ‘se c’è una famiglia di due genitori che lavorano, se hanno un figlio contagiato e uno dei due deve restare in casa, non necessariamente, ma possibile che sia vero, quello che rimane a casa non ci deve rimettere neanche un euro”. A sua volta la ministro Bonetti ha spiegato che ‘su questo tema il governo è impegnato a dare risposte: stiamo lavorando per scrivere le norme che riattivino i congedi parentali che già in tempo Covid avevamo attivato e il diritto allo smart working”. Non c’è che dire, mi sembrano risposte giuste, e come dice il commissario Arcuri: il genitore che rimane a casa non ci deve rimettere un euro. E se entrambi i genitori o mamma single con attività commerciale si ritrovano in questa condizione che si fa? Ah già, si arrangiano. Loro e i loro figli. Mica il lavoro autonomo può essere considerato un lavoro, è un hobby. Tutto ciò indica che il provvedimento è stato varato senza che si sia avuta la possibilità di sollevare questo problema. Anzi il fatto stesso che non sia stato considerato tale problema, dimostra in pieno la sensibilità che il governo giallorosso ha nei confronti degli imprenditori e delle Partite Iva. Tutti ricchi che non necessitano di attenzione. In fondo hanno già dato 600 euro, non basta?”. Lo dichiara Lino Ricchiuti, viceresponsabile nazionale Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia.

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Covid-19, certificati di guarigione e per la quarantena

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Riammettere al lavoro ex contagiati Covid e far avere l’indennità di malattia Inps a chi è in quarantena: se nel primo caso il medico di famiglia non deve certificare, nel secondo gli spetta, e ci sono novità. Si ripropone dunque la necessità di un ripasso della disciplina.Certificati per la quarantena – La pandemia prefigura più situazioni che tengono un assistito lontano dal lavoro: la quarantena obbligatoria, tipica del contatto stretto di un paziente Covid-19, e la permanenza domiciliare fiduciaria di un residente in area ad alto contagio. C’è poi il caso del paziente positivo al tampone, che prevede isolamento fiduciario con denuncia di malattia infettiva, e del paziente venuto in contatto con il virus in quanto positivo IgG al test sierologico e in attesa di tampone, che è posto in isolamento fiduciario. In questi casi serve il certificato di malattia. Il periodo di quarantena lo stabilisce il Dipartimento di prevenzione dell’Asl in forza del decreto legge 18/2020 entrato in vigore il 17 marzo. Da quella data fino a fine emergenza (31 luglio) è la documentazione Asl a far scattare il diritto all’indennità Inps. Invece per il periodo ante- 17 marzo, partendo dal 31/1 (inizio emergenza), basta il certificato del medico di famiglia a far scattare l’erogazione dell’indennità o in alternativa il certificato del solo Sisp dell’Asl. La procedura attuale è che il Mmg riceve nota dall’Asl che il suo assistito è in quarantena per tot giorni e redige il certificato di malattia e l’attestato per il datore di lavoro, se non è informato la comunicazione all’Inps è a cura del paziente. A fare un po’ d’ordine è il messaggio Inps 2584 che spiega il Dl 18 ed estende la tutela della malattia ai periodi di quarantena obbligatoria e permanenza fiduciaria a casa. Sono esclusi da questo regime i lavoratori autonomi e i subordinati iscritti alla gestione separata Inps, mentre per i dipendenti pubblici, la situazione è analoga, ma è regolata dal decreto legge 9 cui il messaggio Inps non fa riferimento.Certificazione di guarigione – Le aziende da aprile hanno iniziato a chiedere ai curanti di loro dipendenti usciti dal Covid-19 di certificare l’avvenuta guarigione. Ci vuole l’esito del tampone (ora, dice l’Oms, singolo) per dire che il paziente non solo è uscito dalla malattia ma non è più contagioso. Il medico di famiglia non è autorizzato da alcuna norma a redigere questi certificati, spiega in una nota Florindo Lalla medico legale del Tribunale dei diritti del medico e del malato in Abruzzo, «inoltre la malattia, ancora soggetta a studi clinici, ha caratteristiche tali da ignorare se, alla negativizzazione dei tamponi abbia lasciato reliquati nei distretti colpiti ed in quale misura». «La procedura Inps telematica – osserva Lalla – non prevede la certificazione di guarigione a fine prognosi; con tale termine si indica la fine della malattia che ha impedito il lavoro ma non l’idoneità alla ripresa di quest’ultimo». A decidere l’idoneità è il medico competente, che il decreto legislativo 81/08 obbliga alla sorveglianza sanitaria ed a visitare i lavoratori. Ma in casi particolari e solo in presenza di lavorazioni a rischio. Al medico competente ora, spiega Lalla, «la circolare del Ministero della Salute 29/04/2020 attribuisce anche il compito di effettuare la visita medica precedente alla ripresa del lavoro ai lavoratori affetti da Covid-19 e ricoverati in ospedale, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione rilasciata dall’ Asl». La visita verifica l’idoneità alla mansione e valuta profili specifici di rischiosità, indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia. «In caso di lavorazione non a rischio il dipendente può riprendere l’attività senza ulteriore certificazione». Conferma Guido Marinoni presidente Omceo Bg da un territorio dove più datori di lavoro hanno chiesto ai medici di certificare avvenute guarigioni: «Certificare guarigioni non spetta a noi in ambito Inps; solo nell’infortunistica, ambito Inail, in occasione della chiusura della malattia, al medico si chiede di utilizzare informazioni di cui è a conoscenza. Di fatto impossibile però che il Mmg abbia documentazione di non contagiosità del paziente: il tampone attesta l’assenza del virus in chiave di trasmissibilità solo per il momento in cui è stato praticato; il test sierologico non rileva la eventuale contagiosità del paziente proprio con riferimento al momento in cui è praticato». (Mauro Miserendino – fonte Doctor33)

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Le future mamme in quarantena

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Dalla scoperta della maternità al parto le donne in gravidanza vivono quella che in termini tecnici si chiama ‘trasparenza psichica’, una sorta di maggiore vulnerabilita’ emotiva determinata dal fatto che tutte le energie sono canalizzate verso il bambino. Ma cosa succede se su questa condizione di aumentata suscettibilita’ si innestano le preoccupazioni legate al contagio da coronavirus e ai vissuti di isolamento dovuti al lockdown? Secondo Magda Di Renzo, analista junghiana, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva e responsabile Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), per comprendere a fondo le paure che popolano le menti delle donne che stanno vivendo la gravidanza in quarantena occorre, innanzitutto, distinguere le fasi della gestazione. Tenendo presente che, “in casi di donne che hanno una maggiore vulnerabilita’- spiega all’agenzia Dire Di Renzo – il non sentirsi sostenute potrebbe portare ad un maggior rischio di sviluppare una depressione post partum”, ma che, allo stesso tempo, “il fatto di non avere degli appoggi attiva resilienze che in condizioni normali non sarebbero state attivate”. “La gravidanza e’ il periodo dell’esistenza in cui si ha maggiormente bisogno di una condivisione e di un contenimento, cioe’ di avere accanto le persone- continua l’analista- Per una donna il momento della gravidanza e’ la riattivazione della sua dimensione di figlia. C’e’ un bisogno di partecipazione, di riavvicinarsi alla figura materna, che sia stata positiva o negativa nel passato. Quindi, essere lontane, non poter condividere con la madre, con gli amici, questo momento e’ un grande problema”. È il caso di Claudia, che nello speciale dell’Agenzia Dire dedicato alla maternita’ in quarantena, aveva raccontato la frustrazione di aver scoperto di essere incinta senza poter aver vicino sua madre. Se fino al quarto mese, da parte della donna, “c’e’ un assestarsi nella condizione- prosegue la psicoterapeuta- dal quarto al settimo sono molto fertili le fantasie sul futuro bambino”, che “oggi sono state in qualche modo contaminate da questo problema esterno”, dalla “preoccupazione del collettivo”. In piu’, molte “hanno avuto difficolta’ nel preparare le cose per il bambino, perche’ i negozi sono chiusi. Sembrano sciocchezze – sottolinea la psicoterapeuta- ma sono, invece, degli elementi determinanti, perche’ e’ un modo di pensare al bambino che verra’”. L’elemento piu’ insidioso per chi, invece, sta affrontando il parto in emergenza Covid-19 “e’ il fatto di essere sole. Per alcune e’ stata possibile la presenza del marito, per altre no”, e anche il dopo parto, “il momento in cui ci dovrebbe essere la festa, l’iniziazione del bambino al mondo”, e’ stato sostituito dalla condivisione virtuale di immagini foto e video inviati ad amici e parenti. Per questo, avverte Di Renzo, occorre valorizzare e avere “un rapporto piu’ umile con la tecnologia, che ci ha salvato in questo momento, dandoci una grande possibilita’”, anche se “avere accanto la propria madre che ti aiuta e’ un’altra cosa”. È la funzione simbolica protettiva del futuro padre, “centrale” fin dai primi mesi di gravidanza, a venir meno per le donne che sono costrette a partorire senza il proprio marito o compagno accanto. “Hanno paura di rimanere sole durante il parto perche’ arrivano in questa condizione di isolamento nei giorni che lo precedono con un senso abbandonico – sottolinea la responsabile Terapie di IdO – La vulnerabilita’ emotiva che la donna gravida vive necessita di un contenimento, la vicinanza fisica e’ una vicinanza alla paura di quel momento, al vivere un’esperienza ignota, come nel caso del primo parto”. Quindi, “la mancanza della figura del futuro padre viene vissuta come un’esperienza abbandonica. I padri che hanno potuto assistere, perche’ moltissime strutture sanitarie, dobbiamo dirlo, lo hanno permesso – insiste Di Renzo – hanno assolto alla loro funzione e sicuramente queste donne si sono sentite piu’ protette, perche’ la figura paterna e’ simbolicamente fondante”. Una direttiva nazionale per tutti gli ospedali, in questo senso, “aiuterebbe, anche se nelle situazioni di emergenza, sia in ambito sanitario che non, si attivano da parte di tutti delle straordinarie resilienze e molte gestanti sono riuscite a portare avanti controlli ed ecografie senza sentirsi abbandonate”. Secondo di Di Renzo, le neomamme in quarantena devono sentirsi un po’ speciali, come i loro piccoli: “Sono bambini che nonostante tutto sono venuti fuori, che ce l’hanno fatta, sono madri che sono state capaci di proteggerli. Io ne farei un inno positivo- osserva- affinche’ quelle ansie che hanno costellato questi mesi diventino una grande risorsa per le mamme e per i loro bambini”. E allora si’ alla ricerca della vicinanza del marito o del compagno, “un elemento protettivo importante”, e si’ a tutta una serie di attivita’ positive che vanno dall'”ascolto della musica, ai corsi di preparazione al parto online, ai piccoli movimenti, agli esercizi di yoga”. Importante, sottolinea la psicoterapeuta, “mantenere i contatti con amici, parenti e donne nella stessa condizione, attraverso la tecnologia”, ma anche “occupare il tempo con qualcosa di creativo” e fare tesoro di questo periodo di isolamento. Perche’ “c’e’ una maggiore calma delle madri e questo e’ sicuramente un vantaggio per il bambino”. Avendo sempre ben presente, conclude Di Renzo, “che il feto non viene attaccato dal virus: un elemento fondamentale”. (fonte: agenzia dire)

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Parlamento in quarantena? Bisogna prevedere il voto elettronico

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Il Professore di Diritto Costituzionale Giulio Enea Vigevani è stato ospite di “Agenda Podcast”, i podcast prodotti dall’Associazione Luca Coscioni dedicati all’approfondimento sulla pandemia del coronavirus.Vigevani, colloquiando con Marco Perduca, ha fatto il punto delle misure adottate dal Governo in reazione al CoVid-19 e di come, anche in momenti straordinari come questo, debba essere comunque garantito il dibattito istituzionale e una partecipazione alla presa di decisioni anche da remoto facendo l’esempio di come si sia attrezzata la Spagna.“Vista l’eccezionalità del momento occorre una gran dibattito parlamentare, anche a distanza, per discutere dell’emergenza che può esser garantito con la tecnologia già in dotazione alle Camere. E’ possibile arrivare alla digitalizzazione del voto parlamentare – ha chiarito Vigevani -. In uno stato di emergenza, non completamente affrontato dalla nostra Costituzione, occorre far ricorso al buonsenso, varando nuove regole condivise e soluzioni pensate per consentire al Parlamento di riunirsi e discutere. Assicurando il rispetto di tutte le regole democratiche, occorre aprire ad alcune semplici e innovative modifiche come ad esempio l’istituzione di una commissione ristretta, ma rappresentativa, chiamata a discutere dei decreti da convertire. Successivamente, il voto di tutti i parlamentari, sarebbe poi gestito grazie al ricorso al digitale, tecnicamente la parte più semplice, grazie ai software di ultima generazione a nostra disposizione di sicura affidabilità. In alternativa l’intero dibattito potrebbe esser trasferito sul web. Reiterare i decreti all’infinito è una decisione costituzionalmente discutibile”. Vigevani ha poi ricordato che nei giorni scorsi, a seguito del lock down in Spagna “Il Parlamento di Madrid ha ratificato un trattato bilaterale con il voto a distanza. La Spagna è stata previdente perché già prevede nel suo ordinamento questa possibilità, occorre che anche l’Italia se ne doti”.”Il grande dibattito parlamentare davanti al Paese, evocato da Vigevani, è urgente e doveroso, proprio per la situazione di emergenza nella quale il Governo ha dovuto necessariamente agire – replica Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni e Presidente di Science for Democracy-. Non deve essere una questione di maggioranza o opposizione, né una esigenza da limitare alle misure economiche, ma deve divenire una occasione per tutti di unire il Paese -seppure virtualmente- nella sede più propria per la democrazia, ascoltando il parere degli scienziati -i vertici dell’ISS, del CSS, del CNR e dell’AIFA- e rendendo conto pubblicamente delle motivazioni delle decisioni intraprese e di quelle che si preparano.

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Coronavirus e quarantena

Posted by fidest press agency su sabato, 22 febbraio 2020

“La notizia del contagio da Coronavirus di altre due persone residenti a Castiglione D’Adda conferma che tutti coloro che tornano dalla Cina devono essere sottoposti ad accurati controlli sanitari, caso analogo della Regione Toscana dove 2500 cinesi sono rientrati dopo aver festeggiato il loro capodanno. Vicenda sulla quale ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro per far luce sui provvedimenti intrapresi dal governatore Rossi. E’ necessario mantenere alto il livello di attenzione con maggiori interventi di vigilanza e messa in quarantena – come affermato anche dall’immunologo prof. Burioni – di tutti coloro che tornano in Italia dalla Cina o che comunque provengono dalle aree del focolaio”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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