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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘politici’

Marò, Cirielli (FdI): “C’è poco da esultare, ora i responsabili politici paghino”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

“La vicenda del sequestro dei due Marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, in India sembra essersi conclusa. Ci sono voluti ben nove anni per raggiungere questo risultato: c’è poco da esultare”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e membro della Commissione Affari Esteri Edmondo Cirielli (FdI): “Su quanto accaduto permangono le gravi responsabilità politiche del Governo Monti e dei governi ad esso succeduti, che non sono stati in grado di arrivare ad una risoluzione in tempi rapidi e quindi di difendere a testa alta i due nostri connazionali. Su questa vicenda nel 2014 – ricorda Cirielli – ho presentato, a nome del gruppo di FdI, una proposta di legge per chiedere l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta. L’obiettivo era fare luce sulle responsabilità politiche di chi, all’epoca, li consegnò alle autorità indiane violando le normative nazionali e internazionali. Ovviamente, i Governi tecnici e di larghe intese hanno preferito fare finta di nulla. La proposta, comunque, è ancora valida ed auspico una maggiore sensibilità da parte del premier Draghi e del ministro Di Maio. Anche perché: chi pagherà ora per la loro ingiusta detenzione? Chi risarcirà i due militari e le loro famiglie? Temo nessuno. Il caso dei Marò resterà di sicuro uno dei peggiori scandali della storia repubblicana recente” conclude Cirielli.

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Gianni Vattimo: Scritti filosofici e politici

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2021

Collana le Isole, pp. 2.640, 40 euro Introduzione di Antonio Gnoli, presentazione di Gaetano Chiurazzi. La summa degli scritti di uno dei maggiori filosofi italiani del Novecento, allievo di Luigi Pareyson a Torino, insieme a Umberto Eco. Il presente volume raccoglie testi oramai introvabili e offre la possibilità di un confronto unico con l’intero arco del pensiero di Vattimo: si parte dal fondamentale Essere, storia e linguaggio in Heidegger del 1963 (tra i primi saggi italiani sul pensiero del “primo” e del “secondo” Heidegger); non manca la sua straordinaria interpretazione di Nietszche, Il soggetto e la maschera; si percorrono i suoi scritti su Gadamer (di cui Vattimo curò la prima fondamentale edizione di Verità e metodo); non mancano Il pensiero debole (scritto rivoluzionario firmato con Pier Aldo Rovatti) e Le avventure della differenza, fino agli scritti politici e religiosi degli ultimi anni, tra cui Credere di credere. Gianni Vattimo medesimo ha scelto i testi e ha composto il percorso teorico, intendendo così lasciare ai suoi studenti una traccia coerente del suo ricchissimo viaggio filosofico. In libreria dal 27 maggio.

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Europa: Non fermare gli impegni politici per l’ambiente

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2020

Mentre la pandemia di COVID-19 continua a diffondersi in tutta Europa, i cittadini si preoccupano della loro salute e degli impatti economici sul loro lavoro e sui propri mezzi di sostentamento.I Governi stanno già fornendo un sostegno urgente per affrontare la crisi sanitaria e saranno necessarie misure di emergenza per evitare i fallimenti delle PMI a causa del crollo improvviso dell’economia.Oltre a tali misure immediate, saranno sviluppati pacchetti di incentivi pubblici per rilanciare l’economia e dovranno essere prese decisioni cruciali su dove indirizzare questi consistenti flussi finanziari. Chiediamo all’Unione europea e ai suoi governi di dimostrare leadership e lungimiranza continuando e rafforzando la traiettoria verso un’economia resiliente e sostenibile, in linea con il Green Deal europeo.La Commissione europea ha già compiuto importanti passi in questa direzione proponendo una strategia industriale e un piano d’azione per l’economia circolare, nonché il meccanismo di transizione equa, che dovrebbe essere integrato con misure di sostegno e finanziamenti nazionali, al fine di realizzare su scala globale tale sfida.Incanalare gli investimenti di stimolo in tal modo creerà posti di lavoro duraturi in settori puliti, aiutando la ripresa economica dell’Europa e rendendo le nostre economie più resistenti agli shock futuri.Concretamente, riteniamo che l’UE e i suoi Stati membri debbano:
Rendere la distribuzione di fondi pubblici subordinata alla coerenza con il Green Deal europeo.Con l’avvio di massicci piani di risanamento, i leader dell’UE devono garantire che tali investimenti offrano vantaggi a lungo termine per la nostra società e contribuiscano a rendere le nostre economie più resistenti agli shock crescenti.
Riformare le norme fiscali per garantire continui investimenti pubblici nella decarbonizzazione dell’economia
Avviare iniziative sostenibili su larga scala in linea con l’interesse pubblico
Limitare le future crisi sanitarie agendo a livello globale contro i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità
L’associazione italiana Medici per l’Ambiente- ISDE Italia è pronta a lavorare con le Istituzioni nazionali ed europee per garantire che, nonostante queste sfide, continuiamo lungo il percorso scelto dall’Europa di una transizione giusta ed equa verso un’economia realmente sostenibile, in cui nessuno è lasciato indietro.

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Settimana 3 – 9 febbraio 2020: Riunioni delle commissioni parlamentari e dei gruppi politici

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

Bruxelles. Coronavirus. Durante il dibattito annuale con il direttore esecutivo del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Andreas Ammon, i deputati della commissione per l’Ambiente e la sanità pubblica dovrebbero discutere dell’epidemia di Coronavirus e delle misure da adottare per proteggere salute pubblica. (Lunedì)
BCE/Lagarde. La commissione per i Problemi economici e monetari avrà un’audizione con la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, in vista della votazione sulla relazione annuale della BCE del 2019. La politica monetaria tra rallentamento economico e tensioni commerciali, criptovalute e la strategia della BCE per attuare i principi ambientali, come l’acquisto di obbligazioni verdi, potrebbero essere tra le questioni sollevate durante il dibattito. (Giovedì)
Procura europea. La responsabile della Procura europea, Laura Codruta Kövesi, presenterà alla commissione per le Libertà civili i progressi compiuti nell’istituzione della Procura europea, che dovrebbe diventare pienamente operativa entro la fine di quest’anno. (Giovedì)
Preparazione della plenaria. I gruppi politici elaboreranno il loro contributo al mandato negoziale della Commissione sulle future relazioni con il Regno Unito e prepareranno il loro primo dibattito in plenaria con Christine Lagarde, nuova presidente della BCE. I deputati si prepareranno a votare l’accordo commerciale UE-Vietnam, la riapertura dei procedimenti contro il Primo Ministro ceco per appropriazione indebita di fondi UE e il commercio illegale di animali domestici. Tratteranno anche argomenti da discutere in Aula, come la situazione umanitaria dei rifugiati alle frontiere dell’UE, la strategia dell’UE sulla parità di genere e la lotta contro l’antisemitismo, il razzismo e l’odio in Europa.
Agenda del Presidente. Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli sarà in Albania lunedì e martedì. Incontrerà il Primo Ministro Edi Rama (incontro seguito da un punto stampa), il Presidente Ilir Meta, il Presidente del Parlamento Gramoz Ruci e il Sindaco di Tirana Erion Veliaj. Inoltre, terrà un discorso al parlamento albanese. Martedì a Bruxelles incontrerà il Primo Ministro italiano Giuseppe Conte. Mercoledì incontrerà il Vicariato Apostolico dell’Anatolia, Mons. Paolo Bizzeti, il Primo Ministro portoghese Antonio Costa e l’attore e attivista per l’ambiente Mark Ruffalo.
Conferenza stampa. Il servizio stampa del Parlamento terrà un briefing sulle attività della settimana alle 11 di lunedì nella sala stampa Anna Politkovskaya a Bruxelles.

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Governo Conte bis: I politici più citati

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Se Luigi di Maio, ministro degli Affari Esteri e leader del M5S, fa gara a sé risultando il più citato in tv tra i 22 ministri del Governo Conte bis ottenendo ben 13.131 citazioni, alle sue spalle, ben distanziato, c’è il ministro dell’economia ed ex europarlamentare Pd, Roberto Gualtieri (5.864) che, in periodo di manovra finanziaria, è sicuramente al centro dell’agenda politica. Mediamonitor.it, società che gestisce una piattaforma con oltre 1.500 fonti d’informazione online off line utilizzando tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, ha monitorato la presenza sulle principali televisioni nazionali (Rai, Mediaset, La7, SkyTg24) dei ministri dalla costituzione del nuovo esecutivo a guida Giuseppe Conte fino al 4 dicembre scorso. Il titolare del MISE rappresenta in un certo senso una novità nel panorama politico nazionale di primo livello non certo come Dario Franceschini, da tempo nell’agone politico, che guida adesso il ministero dei beni culturali e del turismo ma anche la delegazione governativa del pd, e che si posiziona nel gradino più basso del podio con 2.599 menzioni. Nella classifica di Mediamonitor.it colpisce la presenza al decimo posto della classifica del ministro degli interni Luciana Lamorgese che si ferma a sole 575 citazioni. Nonostante l’importanza del ministero che dirige, Lamorgese, per il suo stesso profilo tecnico, è molto meno esposta sui media, in netta contrapposizione con il suo predecessore Matteo Salvini, oggi leader dell’opposizione. Tra i più citati sulle televisioni nazionali troviamo al quarto e quinto posto due esponenti di rilievo dei 5 stelle: il ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli (2.239) seguito da Alfonso Bonafede, ministro della giustizia (1.441). Il primo sospinto dalle numerose crisi aziendali in corso nel nostro Paese e il secondo protagonista della riforma della giustizia a cominciare dal dibattito sul reato di prescrizione. In sesta posizione compare la prima donna: si tratta del ministro delle politiche agricole alimentali e forestali, la renziana Teresa Bellanova con 1.278 menzioni.La segue a distanza Paola De Micheli, ministro delle infrastrutture e trasporti con 794 citazioni. All’ottavo posto c’è il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti che, nonostante i cambiamenti apportati all’esame di maturità, si ferma a 661 citazioni. In nona posizione il ministro del sud e della coesione territoriale, Giuseppe Provenzano (611), primo fra i titolari di un dicastero senza portafoglio.
Dopo la Lamorgese, in undicesima posizione troviamo Nunzia Catalfo, ministro delle politiche sociali (538) che precede il ministro della salute Roberto Speranza (454), tra i leader politici di Leu. Anche con l’assegnazione all’Italia delle olimpiadi invernali 2026, il ministro dello sport e delle politiche giovanili Vincenzo Spadafora non va oltre la tredicesima piazza con 428 menzioni. Quattordicesima Elena Bonetti, ministro delle pari opportunità e della famiglia (366) seguita dal ministro della difesa Lorenzo Guerrini (348), tra i leader del Partito democratico.Nonostante la grande attenzione globale verso i temi della sostenibilità e il dibattito sulla plastic tax, l’ex generale dell’Arma Sergio Costa rimasto ancora al ministero dell’ambiente nel Governo giallorosso, si classifica solo sedicesimo con 267 menzioni. Diciassettesimo Francesco Boccia (Pd), ministro degli affari regionali e autonomie (242), quasi a pari merito con Vincenzo Amendola, ministro degli affari europei (240). Chiudono la classifica, Federico D’Inca, ministro dei rapporti con il parlamento (203) e Fabiana Dadone, ministro della pubblica amministrazione (121). Fanalino di coda il ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, nonché ex assessore del sindaco di Torino Chiara Appendino, Paola Pisano con sole 59 menzioni.

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Il linguaggio dei politici: Le “merendine” del ministro Fioramonti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 settembre 2019

Qualche giorno fa il ministro della pubblica istruzione esprimendo la sua opinione sugli stipendi degli insegnanti e condividendone il disagio vi aggiunse la necessità di trovare le risorse e a questo punto parlò del costo delle merendine e la convenienza di ridurne la spesa anche perché, soggiunse, non fanno granché bene ai bambini. E’ stato, a mio avviso, un ragionamento logico ma sbagliato nell’identificare un certo tipo di prodotto per definirlo persino sconsigliabile per l’alimentazione dei giovanissimi. Questo piccolo esempio dà la misura della superficialità della comunicazione da parte di taluni politici. Posta la missiva all’attenzione popolare, ha significato una sola cosa: il ministro vuole togliere le merendine ai bambini per finanziare gli aumenti di stipendio degli insegnanti. Lascio al lettore considerare l’argomento nell’immaginario collettivo e nelle sue diverse sensibilità. La mia riflessione non si ferma, ovviamente, a questo passaggio narrativo ma apre il discorso su un piano più generale. Oggi il difetto di molti politici è quello di non parlare pensando ai possibili interlocutori che lo osservano e lo ascoltano dagli schermi della televisione e che questa indistinta massa di persone è formata da soggetti di tutte le età, livello culturale e a volte con una capacità di ascolto limitata ora per sordità, ora perché distratta da altri impegni. Alla fine il popolo degli elettori identificherà il suo consenso o dissenso solo su due o tre parole chiave che si sono fissate nella mente. Non dimentichiamo, alla fine, che proveniamo da un passato remoto e recente dove gli avversari di ieri e quelli di oggi se le son detti di tutti i colori anche con frasi offensive e se ora i loro rispettivi leader, come se nulla fosse, si stringono la mano e si scambiano i sorrisi non è detto che i rancori passati si siano del tutto diradati dai fan delle due parti. Ecco perché il messaggio che deve filtrare è di armonia e non tendente ad attizzare altro fuoco anche se per certi la tentazione è forte. Deve essere un messaggio deciso e chiaro perché a partire dalla scuola, e non solo, sono stati commessi molti errori e ora occorre porvi riparo parlando di meno e facendo molto di più. (Riccardo Alfonso)

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Politici ostaggi dei Generali?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 maggio 2019

By Alessandra D’Andrea. Si inasprisce in queste ore la disputa tra i sindacati e la politica, “colpevole”, così si sussurra nei palazzi del potere, di essere assoggettata alle direttive dello Stato Maggiore Difesa.
Dopo mesi di trattative, di emendamenti presentati e quasi del tutto ignorati, lo Stato Maggiore della Difesa si è schierato apertamente contro i sindacati militari vietando, di fatto, l’uso di qualsiasi spazio delle Istituzioni di appartenenza, contrariamente a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con l’ormai nota sentenza 120/2018.
Laddove la Corte dispone che “in attesa dell’intervento del legislatore, il vuoto normativo possa essere colmato con la disciplina dettata per i diversi organismi della rappresentanza militare”, i Generali non hanno sufficienti motivazioni per applicare lo stesso trattamento ai sindacati militari, impedendo non solo lo svolgimento delle eventuali assemblee all’interno delle caserme ma, addirittura, vietando qualsiasi tipo di affissione nelle bacheche, relative a comunicati sindacali. Affissioni, peraltro, spesso consentite ad associazioni esterne al mondo militare.
Nei giorni scorsi, poi, è stata emessa una contraddittoria circolare del gabinetto del Ministro, la stessa Elisabetta Trenta firmataria dell’atto di riconoscimento dei sindacati nel gennaio scorso, con la quale si ribadisce che, al momento, le nuove associazioni sindacali possano avere rapporti con la sola forza armata di appartenenza e trattare argomenti di carattere generale. In queste ore è trapelata la notizia, non confermata, di una missiva indirizzata a tutti i membri della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, a firma del SIM Carabinieri e del SIULM, sindacati riconosciuti dei lavoratori militari, dai toni molto aspri, nella quale pare i sindacati intravedano nella commissione accordi e compromessi con lo Stato Maggiore della Difesa, volto a portare in Parlamento una legge che, allo stato attuale, realizzerebbe solo in parte quanto sancito dalla Corte Costituzionale. Nella missiva sembrerebbe che i sindacati siano decisi a prendere le distanze dalla commissione stessa e dai partiti di riferimento dei suoi componenti, se la proposta di legge come strutturata dovesse essere approvata relegando i militari a lavoratori non degni di tutela, e a non dare la fiducia all’attuale classe politica in previsione delle prossime elezioni amministrative ed europee, delineandosi così la concreta ipotesi di un voto di protesta.Sarebbe un gesto eclatante che mai si era immaginato potesse arrivare dai nostri militari, che avrebbe una risonanza nazionale ed internazionale di notevole portata e che troverebbe, sicuramente, il consenso di tanti italiani, anch’essi delusi da questa classe politica, da sempre vicini alle nostre forze armate e forze dell’ordine. Si prospettano giorni di fermento nei palazzi romani del potere, in attesa di una replica dei destinatari di questa presunta missiva. (fonte: http://www.andradelab.it)

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Sindacato carabinieri e consensi politici

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

“Chi difende i Carabinieri avrà sempre il nostro sostegno. Auguri al Sim e a tutti coloro che guideranno il sindacato”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, commentando l’elezione dei vertici del Sim, il primo sindacato dei Carabinieri, avvenuta oggi a Roma. “Ottima la scelta di avere come Presidente il ‘Capitano Ultimo’ – ha sottolineato Donzelli – l’uomo che fece arrestare Totò Riina. Sono orgoglioso e felice doppiamente perché ad affiancare il segretario generale Antonio Serpi è stato scelto un fiorentino: segretario generale aggiunto sarà infatti Massimiliano Zetti. Conoscendolo personalmente – ha concluso Donzelli – sono certo che avrà la sensibilità e la determinazione necessarie per questa sfida importantissima”.

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Diversamente politici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

Scriveva Rosario Amico Roxas: “Non basta il voto degli elettori per fare di persone dotate di buona volontà anche dei buoni politici. La loro vocazione di servire la democrazia si scontra frontalmente con l’imposizione del capo che non tratta, non discute, non collabora, e non permette che si possa trattare, discutere, collaborare. Una filippica che Rosario aveva, nel 2013, rivolta ai grillini e che oggi “stranamente a dirsi” si può rivolgere al PD.
E’ a mio avviso un argomentare interessante e condivisibile se non vi fosse un ma. Ebbi già modo nel 2013 di parlare del Movimento Cinque stelle e vi intravidi la possibilità che potesse funzionare da grimaldello per aprire la porta e farvi entrare aria nuova. Aggiunsi, tuttavia, che per essere completo il successo il movimento avrebbe dovuto ottenere almeno il 36% dei consensi. Non è stato così allora è non lo è oggi con il suo 32%. Me ne rammarico perché lo schiaffo ricevuto dai partiti non è stato da KO e ora cercano di correre ai ripari adottando i soliti sistemi di corruzione, di seduzione, di disinformazione. Per quanto si possa dire male di Di Maio egli è stato il solo capace di renderci consapevoli di quello che siamo e che potremmo non essere se solo lo volessimo. Qui parliamo di un terzo, o più, degli italiani che ha votato la coalizione ispirata e voluta da Berlusconi completamente dimentichi di ciò che è stato e continua a essere e dei danni che ha provocato con i suoi Governi. Qui parliamo di un altro quarto degli italiani, o giù di lì, che ha votato il Pd dimentico che è stato il partito responsabile dell’ascesa di Berlusconi, di averlo favorito non affrontando la legge sul conflitto d’interessi e sui tanti processi che se non hanno avuto la loro naturale conclusione lo si deve alle diverse leggi ad personam che gli hanno permesso di stravolgere il sistema giudiziario italiano. Non dimentichiamo, inoltre, che il PD durante tutta la recente campagna elettorale, come lo è stato nel 2013, ha mostrato poca propensione ad “aggredire” l’area del centro-destra. Questa volta, al gioco a due tra il politico buono (leggasi Berlusconi) e il politico castigamatti Salvini la risposta è stata sterile e poco convinta. Si percepiva quasi la voglia di favorire Berlusconi e di portarlo a governare di nuovo il paese come se nulla fosse e in subordine alla riesumazione del patto del Nazareno. E ora ci meravigliamo che almeno una parte degli italiani abbia avuto la consapevolezza che esisteva ed esiste una sola forza capace di spezzare questi inciuci e d’offrire agli italiani un’alternativa scompaginando gli orditi di palazzo oltre alla speranza di un ravvedimento di Salvini e dei leghisti? Per quanto possa sembrare surreale a taluni il successo, sia pure non assoluto dei grillini, esso è diventato la sola e unica speranza degli italiani, di quelli, per intenderci, come Rosario, che credono nei valori della democrazia, della giustizia e della libertà. Vi è forse un’alternativa diversa? Non credo sic stantibus rebus. (Riccardo Alfonso)

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La cosmetica italiana incontra i politici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 novembre 2017

cosmeticaRoma. Questo pomeriggio, presso la sala Nilde Iotti di Palazzo Theodoli Bianchelli, Camera dei Deputati, Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche (fondata il 6 novembre del 1967 con il nome di Unipro – Unione Nazionale delle Industrie di Profumeria, Cosmesi, Saponi da Toeletta ed Affini) ha incontrato alcuni rappresentanti del mondo politico e delle istituzioni, in occasione del proprio 50esimo anniversario.Questo importante traguardo, infatti, è stato per Cosmetica Italia il pretesto per ripercorrere 50 anni di storia della cosmesi made in Italy, andando a riscoprire il valore dei cosmetici dal punto di vista sociale, culturale ed economico in queste cinque decadi. Un valore che l’associazione ha voluto comunicare con un appuntamento ad hoc.A moderare l’incontro è stata Cesara Buonamici, vicedirettore del Tg5, che ha introdotto i relatori illustrando una panoramica del settore cosmetico italiano. Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia, ha aperto l’evento.«La cosmesi da sempre si distingue come elemento unificante e universale, capace di andare oltre luoghi, culture ed epoche differenti – ha raccontato Fabio Rossello – Gli usi e i gesti legati ai cosmetici appaiono infatti molto simili, tanto da rendere la cosmesi un’arte della cultura umana, tra benessere e cura di sé. Quest’anno all’insegna del motto “Lasciamo il segno”, il messaggio che abbiamo voluto trasmettere è quello dell’uso indispensabile di prodotti cosmetici nella vita di ciascuno, come preziosi alleati del benessere quotidiano degli individui.»È stata poi la volta di Nadio Delai, sociologo, presidente di Ermeneia, che ha mostrato alcuni dati sul settore, riconfermandone la tendenza aciclica e resiliente, insieme all’attenzione nei confronti del consumatore.Nonostante la crisi che negli ultimi anni ha colpito l’economia mondiale, infatti, la cosmesi italiana continua a godere di ottima salute, con un fatturato previsto per il 2017 vicino agli 11 miliardi di euro, che salgono a 15 se si considera l’intera filiera. Ottimo anche il fattore occupazione: in Italia la cosmesi impiega 35.000 addetti diretti, che arrivano a 200.000 con l’indotto.A seguire è intervenuto Luigi Contu, direttore ANSA, che ha presentato L’Italia allo specchio. Volti gesti e storie dei nostri 50 anni, il volume realizzato dall’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, in collaborazione con la prima agenzia di stampa italiana, per raccontare la storia del nostro paese negli ultimi 50 anni attraverso libri, film, icone, eventi di cronaca e fotografie storiche, con un occhio di riguardo per la bellezza e il benessere.Nella seconda parte del pomeriggio ha avuto luogo una tavola rotonda, sempre condotta da Cesara Buonamici, che ha visto come protagonisti Fabio Rossello, Presidente Cosmetica Italia, Antonio Bruzzone, Direttore Generale BolognaFiere – Cosmoprof, e Raffaello Vignali, Segretario di presidenza alla Camera e Capogruppo AP in Commissione attività produttive.Il confronto ha rappresentato l’occasione per un approfondimento sull’evoluzione del settore cosmetico e della sua associazione di riferimento dagli anni ’60 a oggi, sulla leadership mondiale dell’Italia nel sistema fieristico della bellezza, grazie a Cosmoprof Worldwide Bologna, ma anche sul valore economico del settore e sull’importanza fondamentale della tutela della salute dei consumatori e della sicurezza dei prodotti nei processi di produzione e distribuzione dei cosmetici. In conclusione all’evento sono intervenuti Marcella Marletta, Direttore Generale della Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute e Ivan Scalfarotto, Sottosegretario allo Sviluppo Economico.

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Quella politica che non sopporta la politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

logo fidest ookLo affermava Paul Valere e forse voleva rendere evidente il fatto che la politica è superficiale e istantanea. Diciamo che è presentimento e forse anche pregiudizio, ma i fatti ci dimostrano che qualcosa di vero esiste in questa politica che ci lascia perplessi. C’è una commedia di Karl Kraus dal titolo “Gli ultimi giorni dell’umanità” che è una fiammeggiante requisitoria contro la guerra. Siamo alla vigilia della Prima guerra mondiale, e ci troviamo nell’anticamera affollata di giornalisti del primo ministro austro-ungarico qualche ora dopo l’assassinio di Sarajevo. Di lì a poco esce l’addetto stampa del ministro e a chi gli chiede quali decisioni si stanno prendendo egli risponde laconico: dipenderà dal comunicato. E’ credo un rovesciamento del messaggio del nostro tempo politico. Oggi i protagonisti della politica italiana passano i loro giorni a consultare l’oroscopo dei sondaggi, con una contrazione di relazioni e d’intelligenza politica che è un poco preoccupante. E’ come andare da un orologiaio e chiedere notizie dell’eternità. E’ un modo di pensare al progetto politico come di un qualcosa che si inventa e non si vive. Ci identifichiamo di più con una politica che corre sempre più in superficie sul piano dell’annuncio e vive meno nell’opinione pubblica. Lo osserviamo anche nel lessico. Oggi i politici italiani usano poco la parola del “popolo” e preferiscono la più asettica di “gente”. Essa adombra un’anomia. Lo stesso dicasi riguardo la parola audience. E a questo punto, credo, abbiamo ancora una volta percepito il rischio di un corto circuito.(Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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Lettera aperta ai politici che siedono in Parlamento e agli esseri umani di buona volontà

Posted by fidest press agency su martedì, 15 agosto 2017

camera deputati“Egregi signori, inviando questa lettera sono consapevole di compiere un peccato di “presunzione” e uno di logica ben sapendo che non si parla di corda in casa dell’impiccato. Ma io sono un peccatore e non me ne vogliano. Dopo l’assolutismo della monarchia e dei nobili, dopo il potere temporale dei papi, l’assetto istituzionale compì un significativo passo in avanti con Lo spirito delle leggi (L’esprit des lois) nel quale Montesquieu tracciò la teoria della separazione dei poteri. Partendo dalla considerazione che il “potere assoluto corrompe assolutamente”, l’autore analizza i tre generi di poteri che vi sono in ogni Stato: il potere legislativo (fare le leggi; parlamento), il potere esecutivo (indicare le linee politiche e operare le scelte conseguenti; governo, amministrazione pubblica) e il potere giudiziario (attuare concretamente le norme giuridiche; magistratura). Condizione oggettiva per l’esercizio della libertà del cittadino, è che questi tre poteri restino nettamente separati. Ora dobbiamo fare una riflessione in più alla luce degli accadimenti che dal XIX secolo si sono portati sino ad oggi. Il punto fermo resta “l’assolutismo” che cacciato dalla porta principale dell’edificio che si chiama “democrazia compiuta” ogni tanto tenta di ritornare passando dalla finestra. Questa intrusione non sempre è favorita dall’oscurità della notte ma a volte avviene alla luce del sole e servendosi delle stesse armi della democrazia. Così è nata, si è maturata e si è conclusa drammaticamente la rivoluzione francese, quella russa, le dittature di destra dal nazismo al fascismo e molte altre rivoluzioni locali. Non sono mancate nemmeno gli atteggiamenti ipocriti di democrazie che hanno predicato nei loro paesi la libertà, la giustizia, l’uguaglianza e hanno esportato l’esatto contrario con le logiche colonialistiche tra il XIX e i primi anni del XX secolo per poi sostituire questi comportamenti favorendo l’assunzione al potere nelle ex-colonie di personaggi corrotti e facilmente ricattabili e ripagati, per i loro servigi, con lauti conti in banche estere, in forniture di armi di distruzione di massa e limitandosi a proteste verbali e formali ai loro genocidi etnici e tribali e alla violenza privata e pubblica dei loro sgherri per gli oppositori o supposti tali. Questa tecnica, ai giorni nostri, si è resa persino più sfacciata e arrogante permettendo agli eserciti d’invadere e schiacciare il potere dei “re travicello” se essi mostravano una loro indipendenza cercando a loro volta di ricattare “i potentati economici e finanziari occidentali” con l’arma del terrorismo, della nazionalizzazione delle fonti energetiche, e con la gestione degli stessi a proprio piacimento e senza dividere gli immensi profitti con quelli che si ritenevano i loro padroni. Così sta diventando una farsa sempre più marcata l’idea che l’occidente sia una “democrazia compiuta”. Corriamo il rischio di un imbarbarimento della società mondiale dietro i falsi idoli del consumismo, del capitalismo, dei facili arricchimenti, del potere esercitato con la violenza o con leggi inique che distruggono di fatto lo stato sociale, istituzionalizzando la povertà e l’emarginazione. Questi segnali li avvertiamo un po’ ovunque e sono inquietanti e subdoli. Lo sono in quanto cercano di influenzare l’immaginario popolare con l’idea che le istituzioni non funzionano, che sono irrimediabilmente alla deriva. Si afferma che il Parlamento, come istituzione, e i parlamentari come artefici del suo funzionamento, non si identificano più con i loro elettori producendo leggi contrarie all’interesse generale del paese e fungendo da cassa di risonanza delle malefatte di un esecutivo piegato ai soli voleri dei “poteri forti” che potremmo chiamare clientelari, lobbistici e per ottenere voti di scambio. E la corruzione diventa il denominatore comune di tutti i tre i poteri concepiti da Montesquieu e con essa lo stesso disfacimento dello Stato stabilendo un nuovo dominio attraverso una rivisitazione storico-giuridica del significato “democrazia compiuta”. In termini più globali possiamo dire che è in atto una vera e propria selezione della specie dove su sei miliardi di abitanti solo poche centinaia di milioni appartengono alla razza eletta e il resto è spazzatura. Sono i rifiuti che i media a volte ci rappresentano con le povertà estreme dei paesi del cosiddetto terzo mondo o con le nostre povertà, forse meno traumatiche, ma altrettanto dolorose e ancor più stridenti se vi è chi dorme sotto le arcate dei ponti o nelle bidonville e si confronta quotidianamente con l’opulenza delle grandi città e devono, per guadagnarsi il pane quotidiano, chiedere un obolo al passante e persino rubare per sopravvivere. Questo scenario torbido e immerso nelle nebbie della nostra cultura che sta navigando a vista e con evidente difficoltà tende sempre più a non farci distinguere con serenità il buono dal cattivo, l’utile dall’inutile, i valori dai disvalori per cui siamo portati a fare di tutta l’erba un fascio. Confondiamo spesso la spiga di grano dalla gramigna che gli cresce accanto e nella scelta, che non siamo più capaci di fare, condanniamo in toto il sistema, ci chiudiamo in noi stessi, guardiamo gli altri con diffidenza se non con ostilità e odio. E questi altri potrebbero essere i nostri amici e salvatori ma non dovremmo stupirci più di tanto. E’ nella storia di tutti i tempi che la nostra cecità spirituale ci espone ai mancati riconoscimenti, o a quelli tardivi e a distruggere con il male anche il bene. Questo accade anche negli uomini che rappresentano le istituzioni. Stiamo dunque toccando il fondo? Non riusciamo più ad alzare la testa? E in questo nostro reclinare ci portiamo tutto e tutti indifferentemente come l’inevitabile e inafferrabile destino che rende la nostra vita ebeti e agnostici? Siamo dunque arrivati al capolinea? Siamo alla soluzione finale? La risposta ancora una volta ci soccorre guardando il nostro passato. Tutte le volte che la situazione diventava disperata vi era sempre qualcuno capace di aprire il pertugio della speranza. La possiamo definire in tanti modi da quella cristiana a quella di altre professioni di fede compreso chi ha dato alla fede una risposta laica e aconfessionale. Sta di fatto che è stata capace di non estinguere la specie, di farci risorgere dalle macerie preservando sotto un cumolo di cenere quella timida fiammella che si nutre di noi e ci spinge ad alzare la testa, a osservare il creato e a specchiarsi in esso. Ma qual è il nutrimento che tiene vivida una fiamma che il tempo e gli elementi dovrebbero spegnere? E’ la ricerca del buon pastore che raccoglie il gregge e lo conduce nella stalla, è la ricerca dell’anacoreta che si è rifugiato negli anfratti di una boscosa montagna, è la ricerca del saggio che vive inascoltato, è la ricerca dei buoni che sono le vittime del silenzio e dell’anonimato, è la ricerca delle persone che sapranno sconfiggere la logica dei numeri. Questo è il motivo per il quale mi apro al dialogo, cerco di comunicare per condividere insieme i valori che sono alla base del nostro vivere civile e di poterli, insieme, contrapporre con forza e convinzione ai quanti si sono persi dietro alle suggestioni, ai miraggi, alle illusioni. D’altra parte i messaggi possono avere la loro forza solo in virtù di chi li diffonde e essere in tanti in quella che potrei chiamare “catena della solidarietà” è il solo valido percorso per farsi ascoltare e per creare un vasto movimento d’opinione. E’ un’autorevolezza che si può ottenere solo in due modi: dal ruolo istituzionale e carismatico del singolo e dai gruppi e la loro trasversalità. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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Per il 2017 Frost & Sullivan rivela le più importanti opportunità di innovazione e investimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

frost-sullivanI drastici cambiamenti politici e altri fattori esterni destabilizzeranno relazioni e accordi internazionali ben consolidati tra diversi paesi nel 2017. La presidenza di Donald Trump, la Brexit e la tendenza verso l’isolazionismo porteranno le nazioni e i settori industriali ad essere più cauti. Questi cambiamenti, insieme alle rivoluzioni tecnologiche dovute all’avvento degli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale, all’evoluzione di Internet delle cose verso gli strumenti senzienti e al lancio dei veicoli autonomi di livello 3, tra le altre cose, minacceranno la posizione di molti operatori esistenti. Tuttavia, esorteranno anche le aziende a diventare più intelligenti e più efficienti nei modelli e nelle pratiche di business.Dopo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e la Brexit, gli esperti di Frost & Sullivan stanno studiando ancora più attentamente i possibili scenari futuri anomali, analizzando gli effetti che questi eventi inaspettati potrebbero avere sui mercati e sulle aziende. La ricerca esplora le tendenze in diverse aree geografiche, settori e applicazioni per offrire una visione completa degli agenti di cambiamento attivi nel 2017. Ora che piattaforme, modelli di business e tecnologie si incontrano in maniera sfumata, rendendo difficile la categorizzazione, questi approfondimenti possono rappresentare uno strumento di riferimento essenziale per le aziende che cercano di elaborare strategie a breve termine e di impostare obiettivi di implementazione a lungo termine.Alcune delle tendenze tecnologiche chiave evidenziate da questo studio sono:
*La corsa per il primato degli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale
*I veicoli autonomi di livello 3 approdano sulle strade
*Gli stili di vita connessi trasformano le abitazioni
*Cognitivo è il nuovo “smart”
*La realtà augmentata diventa la prassi per il B2B
*Internet delle cose vira verso gli strumenti senzienti
Alcune delle implicazioni di queste tendenze si sono messe in moto nel 2016, come i progressi e i lanci degli assistenti personali dotati di intelligenza artificiale e le piattaforme per le abitazioni intelligenti. Le aziende potrebbero anche doversi preparare per un ambiente competitivo in cui il vincitore prende tutto e ai prossimi cambiamenti dirompenti in ambito sociale portati da queste innovazioni.“I tanto attesi droni, veicoli autonomi, capacità spaziali e robotica sono tutti destinati a influenzare notevolmente il mercato commerciale quest’anno”, osserva Taylor. “Queste tecnologie, se da una parte migliorano l’efficienza, la produttività, l’accuratezza e colmano i divari nell’occupazione, potrebbero portare a dinamiche del lavoro infiammabili. Tali interessi conflittuali cambieranno il corso dei flussi di entrate e della segmentazione dei prezzi, oltre a incoraggiare un’attenta valutazione dei trade-off.”

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Controlli antidroga ai politici: proposta respinta

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

regione lombardiaMilano palazzo della Regione. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione sull’obbligo di sorveglianza sanitaria, relativo all’uso e abuso di sostanze stupefacenti, del personale insegnanti e del personale sanitario. Nel corso della discussione è stato bocciato un emendamento del M5S che chiedeva l’estensione dell’obbligo anche “a coloro che ricoprono cariche pubbliche o hanno ruoli di responsabilità pubblica, a partire dai consiglieri regionali”. Paola Macchi, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “I controlli antidroghe, una battaglia dei nostri portavoce alla Camera dei Deputati, andavano estesi anche alla categoria dei politici e degli amministratori. E’ questione di coerenza dobbiamo dare il buon esempio a partire da noi stessi che assumiamo decisioni che necessitano di assoluta lucidità”.

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X I V C o r s o d i S t u d i P o l i t i c i

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

Palazzo Chiaramonte, Palermo.

Palazzo Chiaramonte, Palermo. (Photo credit: Wikipedia)

Palermo Martedì 29 maggio 2012 alle ore 17.00 presso lo “Steri” – Palazzo Chiaramonte, Piazza Marina, 61 si terrà la dodicesima lezione del XIV Corso di Studi Politici sul tema “Riaffermare il primato della politica: l’uomo al centro, la sussidiarità, e una nuova classe dirigente per le imprese, il lavoro e le riforme” promossa dall’Accademia Nazionale della Politica, presieduta dal Prof. Bartolo Sammartino. Modera Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica. Partecipa Notker Wolf (Bad Grönebach [Germania], 1940) ha studiato filosofia, teologia e scienze naturali a Roma e Monaco di Baviera. Nel 1961 entra nell’abbazia benedettina di Sankt Ottilien am Ammersee nei pressi di Monaco e nel 1977 viene eletto abate. Dal 2000 è abate primate dell’ordine dei Benedettini e risiede a Roma, nell’abbazia di Sant’Anselmo sull’Aventino. Ha particolarmente a cuore la collaborazione con paesi come Cina e Nord Corea e con le altre religioni.

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Riforma previdenziale e scorte ai politici

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

“Da oggi devono essere assegnati ai servizi di scorta dei politici e dei rappresentanti istituzionali solo Poliziotti che abbiano dai 58 anni in su! A partire, naturalmente, dalle scorte del Presidente del Consiglio, Mario Monti, del Ministro del Lavoro, Elsa Foriero, e di tutti gli altri appartenenti a questo Governo per i quali, evidentemente, il concetto di specificità del nostro lavoro non significa molto più di niente”.
E’ quanto sostiene Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, tornando ad intervenire sulla riforma previdenziale che il nuovo Esecutivo vuole mettere in campo e che prevede l’innalzamento fino a tre anni del limite di età per accedere alla pensione di vecchiaia, l’innalzamento del limite di età e la riduzione della contribuzione figurativa per accedere alla pensione anticipata e, più in generale, un peggioramento delle condizioni di accesso degli Operatori alla pensione. Il tutto anche per quanto riguarda gli appartenenti al Comparto Sicurezza ai quali, in un primo momento, era stato garantito il rispetto
della specificità della loro attività lavorativa. “Un’attività che – ricorda Maccari –, per motivi evidenti anche ad un bambino di sei anni, è estremamente logorante, sul piano fisico e psicologico e che, con altrettanta evidenza, non è ragionevolmente sostenibile oltre un certo numero di lustri, non perché i colleghi perdano la propria intelligenza o la propria dedizione ad un lavoro cui si vota l’intera esistenza, ma
semplicemente perché oltre una certa età non è più il caso di pretendere l’assegnazione a determinati servizi, da affidare opportunamente solo ad uomini e donne più giovani”. “Ma tutto questo sfugge ai nostri Governanti – incalza il Segretario del Coisp -, che con le prossime riforme getteranno le basi perché i primi ballerini dei maggiori teatri italiani vengano scelti solo tra quelli che hanno superato i cinquanta, e perchè nelle squadre di calcio di serie A militino solo quarantenni. Poi sarà la volta delle debuttanti, che parteciperanno al sospirato ballo solo se avranno compiuto i trenta anni, per continuare con gli autisti degli scuolabus, che
dovranno avere rigorosamente non meno di ottanta anni”. “Siamo certi comunque – conclude Maccari – che la convinzione della bontà delle proprie posizioni, non consentirà ai membri del Governo di rifiutare una proposta che è ovvia e diretta conseguenza del mancato riconoscimento della specificità del nostro settore, e di
accettare di buon grado che tutti i componenti delle rispettive scorte siano solo i poliziotti che hanno superato i 58 anni!”

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Corso studi politici

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Palermo Giovedì 15 marzo 2012 alle ore 17.00 presso lo “Steri” – Palazzo Chiaramonte, Piazza Marina, 61 a Palermo, si terrà la settima lezione del XIV Corso di Studi Politici “Enzo Fragalà” su “Il fallimento del multiculturalismo: Parigi, Londra, Milano. Quale futuro per le nostre città?”, promossa dall’Accademia Nazionale della Politica, presieduta dal Prof. Bartolo Sammartino. Intervengono Nello Musumeci (politico) e Giovanni Sartori (politologo). Modera Bartolo Sammartino, Presidente dell’Accademia Nazionale della Politica.
Ricordiamo che dopo l’introduzione sul tema, il moderatore passerà la parola ai relatori e che alla fine degli interventi si aprirà il dibattito e verrà data la parola agli iscritti per porgere delle domande.

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Il manifesto del pensionato

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

La consapevolezza che ci troviamo in un momento di gravi disagi ci stimola alla ricerca di soluzioni che possano creare, in via prioritaria, stimoli virtuosi ma capaci d’equilibrare l’impegno in rapporto alla capacità contributiva dei singoli soggetti.
Ciò significa che il pensionato in quanto tale e con un reddito medio-basso intende stabilire una grande alleanza con tutte quelle parti sociali per loro natura più fragili, economicamente parlando, come i giovani in cerca del primo impiego, i lavoratori licenziati, in cassa integrazione, i lavoratori in nero, le famiglie monoreddito, i piccoli imprenditori, gli artigiani.
Ciò significa che a fronte di una aggregazione di milioni di persone che vivono nell’area del disagio e che, nonostante tutto, sono esposte ad una continua aggressività fiscale e sottoposte al caro-vita, vi è una parte minoritaria del paese che si avvale di indebiti privilegi e viene meno al suo dovere di contribuire in proporzione al proprio reddito.
E’ tempo che questo disequilibrio venga corretto e se i politici non hanno la forza di farlo, in quanto soccubi d’interferenze clientelari, di poteri forti, di comitati d’affari è giusto intervenire con la sola arma che la democrazia ci offre: il voto.
Chiediamo di staccare la spina ai partiti tradizionali: Pd, Pdl e Terzo Polo di Casini e C. e di votare una coalizione nuova che abbia la caratteristica di proporre persone non legate in qualche modo alle suddette forze e composte da pensionati, giovani, disoccupati, precari, casalinghe, artigiani.
Il movimento che chiameremo “Aggregazione sociale” ha per simbolo una stella a cinque punte per rappresentare: pensionati, giovani, disoccupati, casalinghe, precari.
La mission si fonda su due diritti irrinunciabili: il diritto alla vita e il diritto a vivere. Vivere significa garantire a tutti l’assistenza, l’istruzione, l’alimentazione, il lavoro, un tetto sotto cui ripararsi.
La nostra tribuna sarà la rete web e la strada. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Politici: privilegi di casta

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Italiano: Antonio Di Pietro a Savona giovedì 5...

Image via Wikipedia

Dopo la pubblicazione del rapporto Giovannini, che indica i parlamentari italiani in cima alla classifica europea per quanto riguarda la retribuzione, noi dell’Italia dei Valori non ci siamo stupiti: sono cose che andiamo dicendo da tempo, una situazione di privilegio che combattiamo con proposte di legge e ordini del giorno in Parlamento da sempre.
“L’Italia dei Valori – ha ricordato il presidente Antonio Di Pietro – in tempi non sospetti, ha presentato alla Camera una proposta per abolire i vitalizi. Gli unici che hanno votato a favore sono stati i ventidue deputati dell’IdV. Occorre effettuare seri tagli ai costi della politica, partendo dalla riduzione degli stipendi e del numero dei parlamentari, dall’abolizione delle province e dai tanti sprechi rappresentati dagli Enti inutili, per arrivare ad una drastica scure al settore delle armi.”n “L’Italia dei Valori continuerà la sua battaglia, anche se in solitudine, e chiede al governo Monti – conclude Di Pietro – di prendere in considerazione le proposte che ha presentato in Parlamento per l’abbattimento dei costi della casta. ssurde, per l’IdV, le critiche che si sono levate dall’interno dei palazzi del potere contro i risultati della Commissione. “Chi oggi contesta i risultati della commissione Giovannini – ironizza Niccolò Rinaldi, capodelegazione IdV al Parlamento europeo – potrebbe accettare di fare a cambio con un parlamentare europeo, oppure, se ha paura di prendere l’aereo, anche con quanto percepisce il sindaco di una grande città, anziché continuare a operare con due pesi e due misure quando si tratta di intervenire per tagliare i propri appannaggi, creando in questo modo la vera antipolitica che travolge la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
“Si è addirittura scomodata una Commissione condotta dal presidente dell’Istat – ha aggiunto – per stabilire il segreto di Pulcinella: che i parlamentari italiani sono i più cari d’Europa. Ma a Bruxelles il fatto era risaputo da tempo”. “Peraltro, di studi comparativi ne furono fatti già all’epoca, quando a Bruxelles fu discusso l’attuale Statuto unico del parlamentare europeo che uniformava il trattamento di tutti gli eurodeputati – ha proseguito Rinaldi -: a fare resistenza contro quel provvedimento in vigore dal 2009 furono soprattutto italiani, che erano proprio quelli che abbandonando il regime nazionale ci perdevano di più”. Secondo l’europarlamentare Idv, “la dimostrazione si ebbe alle elezioni del 2009, quando contrariamente alle elezioni precedenti, nessuno degli onorevoli nazionali optò per un posto a Bruxelles, trovando anche il ruolo di consigliere regionale spesso di maggiore soddisfazione economica”. (Antonio Di Pietro)

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Castelli a radio 24 su Bisignani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

E’ caduto un velo interessante sul caso Bisignani. Quand’ero Ministro della Giustizia ho sempre percepito un quarto potere altro, che non stava nel Governo e in Parlamento, ma stava altrove. Io forse sono l’ultimo dei politici, ma con questo Bisignani non ho mai parlato, e nemmeno l’avevo mai sentito nominare. Forse abbiamo scoperto che Bisignani era l’uomo del quarto potere e si è davvero aperto uno squarcio. In questo caso infatti trovo utili le intercettazioni sbattute sui giornali in questo modo. Mi hanno aperto gli occhi su una percezione che ho sempre avuto di un potere non definito che non risiedeva solo a Palazzo Chigi Questo è l’intervento del viceministro Roberto Castelli alla Zanzara su Radio 24.

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