Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘scorie’

Appello al referendum 12-13 giugno

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

La CdD in vista del voto sui referendum del 12 e 13 giugno vuole sensibilizzare tutti cittadini a non mancare a questo importantissimo appuntamento. Riteniamo che questo voto per i referendum abrogativi sul nucleare, legittimo impedimento e privatizzazione dell’acqua è troppo importante per il nostro futuro per pensare di non recarsi al voto. E’ dovere di tutti spendersi per sensibilizzare l’opinione pubblica a recarsi alle urne. La CdD con molta chiarezza, considerato che Crotone è sempre al centro delle attenzioni nazionali per scorie nucleari e quant’altro, deve rappresentare un vero avamposto su queste vicende. Non si può pensare a Crotone per le scorie nucleari oppure consentire la privatizzazione dell’acqua sol perché tanti, con molta leggerezza, non intendono votare. Sarebbe un gravissimo errore ed un lusso che i Crotonesi non possono concedersi, significherebbe affossare ulteriormente un territorio che pur con molta fatica sta cercando di uscire da questa gravissima situazione. L’impegno di tutti sarà quello di raggiungere il quorum pur se siamo in presenza di giornate vacanziere. Personalmente e congiuntamente alla mia parte politica sosterremo con molta determinazione i Comitati Referendari per IL SI. Dopo quello che è successo in Giappone speriamo non passi nell’opinione pubblica l’idea che il Governo abbia abbandonato il progetto nucleare sol perché ha introdotto la cosiddetta “moratoria”. Ma se il quorum non verrà raggiunto, il governo avrà poi mano libera per rilanciare il piano nucleare senza più ostacoli. Ecco perché bisogna mantenere viva l`attenzione sul tema ed essere convinti dell’utilità del voto referendario. Un no al nucleare, inoltre, può significare per la Calabria sviluppo anche in termini occupazionali in tutte quelle attività destinate a produrre energia in modo alternativo ( fotovoltaico, solare etc), avendone, a differenza forse di altri territori, tutti i requisiti necessari. Per l’acqua chi pensa a privatizzarla evidentemente considera questo bene non di tutti ma ad appannaggio dei soliti noti. Vogliamo mantenere l’acqua in mano pubblica per garantirne l’accesso a tutti, per tutelare un bene non rinnovabile da conservare per le future generazioni, per garantire una gestione trasparente e partecipata. Per questo diciamo che si scrive acqua, ma si legge democrazia e libertà. (Salvatore Lucà)

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Piemonte: no al nucleare

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2011

Saluggia (Vercelli) 16 aprile si terrà una Segreteria regionale sulla questione del nucleare, allargata ai Parlamentari e Consiglieri regionali del PD e aperta ai dirigenti del PD vercellese e ai cittadini interessati. In quell’occasione ribadiremo la nostra posizione di netta contrarietà al ritorno del nucleare in Italia e chiederemo al Governo di uscire dalla sua latitanza e di risolvere una volta per tutte il problema delle scorie nucleari ancora presenti nella nostra Regione. Abbiamo contestato la scelta del Governo di realizzare nuove centrali in quanto si tratta di una tecnologia obsoleta, molto costosa e non sicura come il grave incidente di Fukushima sta dimostrando. Sosteniamo la necessità di annullare il programma del nucleare italiano, e su questa linea ci impegneremo nella campagna referendaria.  Non solo non devono essere costruite nuove centrali, ma bisogna fare i conti con l’eredità del vecchio nucleare: Saluggia e Trino non possono continuare a ospitare le scorie a causa della mancata individuazione da parte del Governo del sito del deposito unico nazionale. Il Presidente Cota non può più limitarsi a generiche rassicurazioni sul fatto che in Piemonte non verranno realizzate nuove centrali, deve incalzare il Governo perché risolva il problema delle scorie e vari delle politiche serie sul versante del risparmio energetico e dello sviluppo delle energie rinnovabili”

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La Toscana e le scorie alimentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

L’interrogazione presentata dai deputati toscani del Pd Franco Ceccuzzi, Susanna Cenni, Luca Sani e Raffaella Mariani è stata formulata per “Capire quali sono le aree della Toscana, individuate dalla Sogin per il deposito di scorie nucleari e quali i criteri adottati per la definizione della mappa dei 52 siti nucleari tra i quali rientrerebbero anche le province di Grosseto, Livorno e Siena. “Il 23 settembre scorso – si legge nell’interrogazione – la Sogin, azienda pubblica controllata interamente dal Ministero dell’Economia per lo smantellamento delle centrali nucleari dismesse, ha consegnato al governo la mappa delle 52 aree idonee per la localizzazione dei depositi delle scorie nucleari. La lista dei siti è stata elaborata sulla base dei criteri dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica tra i quali rientrano la stabilità del suolo, la non sismicità e la bassa densità di popolazione. Dalla mappa redatta risulta che siano stati inserite alcune zone della Toscana e in particolare alcune aree delle province di Grosseto, Livorno e Siena”.  “La Toscana – affermano i deputati toscani del Pd – vanta oggettivamente un patrimonio culturale, artistico, ambientale, zootecnico ed agroalimentare tra i più ricchi a livello internazionale e in grado di attrarre ogni anno milioni di visitatori. Il turismo, nelle sue molteplici accezioni e diversificati target di riferimento, infatti rappresenta una delle maggiori risorse, dal punto di vista economico ed occupazionale della Toscana. Per questo riteniamo che l’installazione di uno o più depositi di scorie nucleari potrebbe rappresentare un elemento di criticità per la futura promozione turistica del territorio, causare una ricaduta negativa in termini di presenze”.  “Con questa interrogazione – concludono Franco Ceccuzzi, Susanna Cenni, Luca Sani e Raffaella Mariani – chiediamo che siano diffusi, nel dettaglio, i siti individuati da Sogin e localizzati in Toscana. Chiediamo poi al Ministro dello sviluppo economico quali garanzie intenda mettere in campo per  escludere, nei futuri passaggi istituzionali inerenti l’individuazione ufficiale dei siti stessi, quei territori e quelle Regioni che vantano una riconosciuta e secolare ricchezza agroalimentare e zootecnica, che presentano aree ad alto pregio ambientale e paesaggistico, nonché siti Unesco riconosciuti patrimonio dell’umanità”.

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Scorie nucleari

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Dichiarazione dell’On. Massimo Fiorio, e dell’On. Mario Lovelli (PD). Apprendiamo che la Sogin, la società costituita per gestire in sicurezza la chiusura del ciclo di vita delle installazioni nucleari italiane e le scorie nucleari, sta definendo la mappa dei luoghi migliori per ospitare il sito del deposito. Tra questi luoghi, risulterebbe esserci il Monferrato e la zona appenninica delle Bormide. Premesso che è indispensabile giungere quanto prima all’individuazione del deposito unico nazionale dove trasferire le scorie attualmente presenti sul territorio piemontese (il 75% delle scorie nucleari italiane si trova a Saluggia e Trino) e che non siamo in alcun modo sostenitori della scuola di pensiero ‘nimby’, tuttavia definire il Monferrato e le Bormide come luoghi idonei ad ospitare il deposito ci pare assolutamente scriteriato.  Se Sogin, nella predisposizione della mappa, ha escluso le zone troppo abitate e quelle con rischi sismici e geologici, allora non ha senso prendere in considerazione il Monferrato (che è zona sismica, fortemente antropizzata e sede di un importante acquedotto) né tanto meno le Bormide, che sono area montana che hanno conosciuto una complessa opera di bonifica da poco conclusa. Ricordiamo, inoltre, che è in via di conclusione l’iter per il riconoscimento del Monferrato insieme ai territori di Langhe e Roero a patrimonio dell’Unesco.  Auspichiamo che la mappatura dei luoghi idonei ad ospitare il deposito nazionale sia realizzata secondo criteri davvero ragionevoli. Infine, ricordiamo al Governo che il Piemonte attende da anni di essere liberato dalla presenza delle vecchie scorie. Il conto nucleare in Piemonte lo abbiamo già pagato, continuiamo a farlo e non è il caso di ipotizzare altri depositi sui nostri territori.

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La menzogna nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

Mentre la crisi mondiale ha inghiottito la profumata menzogna del progresso economico senza limiti, mentre il pianeta continua a rimandare le irrimandabili decisioni sul suo futuro energetico e ripropone la rassicurante menzogna dei “passi avanti”, l’Italia, o meglio, il governo Berlusconi offre come soluzione nazionale la menzogna verde dell’energia nucleare. Cosa importa se ancora non siamo stati in grado di risolvere i problemi legati al fallito esperimento atomico, di cui il territorio italiano porta ancora il peso. Cosa importa se un referendum storico ha già fatto sentire forte e chiara la voce del no dei cittadini italiani. Cosa importa se le risorse di combustibile consentiranno al nucleare vita breve, non solo a noi ma al mondo intero. Cosa importa se il problema delle scorie e della dismissione degli impianti è problema tanto grande da non poter essere definibile nemmeno dai tecnici e dagli scienziati. Cosa importa se l’Italia non possiede né il poco combustibile disponibile né il know-how necessario e si arrende nuovamente alla dipendenza dagli altri Stati. In questo libro, la voce lucida di due illustri fisici, Guido Cosenza dell’Università Federico II di Napoli e Luigi Sertorio dell’Università di Torino, ci consente di fare chiarezza una volta per tutte, e l’esperienza di Giulietto Chiesa ci aiuta a capire e intenzioni di chi pretende ancora una volta di decidere per noi. (pp. 128 – euro 12.00 da febbraio in libreria)
Giulietto Chiesa Già dirigente del PCI e corrispondente da Mosca per l’Unità e La Stampa, collabora con il quotidiano torinese. È stato parlamentare europeo (2004-2009) e ha fondato l’associazione Megachip, che dirige. Tra i suoi numerosi libri: Zero (2007) e La guerra infinita (2003); con Vauro, Il libretto rosso (2006) e Afghanistan anno zero (2001); con Marcello Villari, Superclan (2003). È stato promotore e co-sceneggiatore del film Zero, inchiesta sull’11 settembre (2008).
Guido Cosenza Già docente presso il Dipartimento di Scienze Fisiche dell’Università Federico II di Napoli, ha svolto ricerca nel campo delle particelle elementari. In libreria: La transizione  (2008); Lezioni di metodi matematici della fisica (2004-2006).
Luigi Sertorio Docente di Ecofisica alla Facoltà di Scienze dell’Università di Torino, ha lavorato al  CERN di Ginevra e nella Divisione Scientifica della NATO. È autore di oltre novanta pubblicazioni di fisica teorica. Tra i suoi libri: con Erika Renda, Ecofisica (2009) e Cento watt per il prossimo miliardo di anni (2008); Storia dell’abbondanza (2002).

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Le scorie tossiche di Crotone

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Per il segretario generale del Coisp Franco Maccari  “Quello che sta avvenendo a Crotone ha dell’assurdo, del paradossale e se non fosse vero potremmo dire che stiamo assistendo a un film dell’orrore. Una città intera che è costretta a vivere come se stesse su una bomba atomica che può esplodere da un momento all’altro”.  Nei fatti è accaduto che hanno smaltito i rifiuti tossici della Pertusola di Crotone e dell’Ilva di Taranto sotterrandoli nelle aree destinate alla costruzione di scuole, edifici pubblici, ville, strade e anche banchine portuali. Da dieci anni i bambini delle elementari San Francesco e gli studenti dell’Istituto tecnico per ragionieri Lucifero di Crotone e quelli delle elementari nel rione Pozzoseccagno di Cutro,  ed i poliziotti della Questura di Crotone giocavano e lavoravano sulle scorie di ferriti (zinco, piombo, indio, germanio, arsenico e mercurio), che rappresentano lo scarto industriale della Pertusola Sud, la più vecchia fabbrica della Calabria (classe 1926) che ha prodotto, sino alla fine degli anni ‘90, zinco e derivati. “Fin qui il fatto  di cronaca – continua Maccari – che in questi giorni ha sconvolto Crotone i suoi abitanti e i Poliziotti della Questura. Proprio gli Operatori della Polizia di Stato, quadri dirigenti del Coisp, avevano denunciato le morti sospette di alcuni colleghi colpiti da tumori fulminanti alla base dei quali non esistevano,  apparentemente, comportamenti sospetti che potessero condurre a tali estreme conseguenze. Di fatto per anni i Poliziotti in servizio a Crotone hanno lavorato in un sito che era sì posto sotto sequestro, ma per il quale non si avevano indicazioni precise sul cosa ci fosse nel sottosuolo e se quel qualcosa potesse essere addirittura nocivo e letale per la vita umana”. “A questo punto  – conclude il leader del Coisp – chiediamo con forza alle Autorità competenti che si faccia chiarezza e che, in attesa che avvenga il disinquinamento, si trovi un sito adeguato dove ubicare la Questura perché non possiamo contare ancora morti tra i nostri colleghi che, non solo in una terra di frontiera come la Calabria devono preoccuparsi di fronteggiare la criminalità organizzata, ma devono anche difendersi da minacce nascoste, perpetrate ad opera della così detta “mafia dai colletti bianchi” che potrebbero essere addirittura più pericolose della stessa delinquenza”.

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Scorie radioattive in Sardegna

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

“Non esiste alcuna possibilità che il deposito nazionale delle scorie radioattive venga realizzato nel Sulcis o in un’altra zona della Sardegna. Nessun dirigente, funzionario o rappresentante della regione ha mai partecipato a riunioni a Roma per concordare ruoli della Sardegna nella scelta di siti”. Lo afferma il presidente della Regione Ugo Cappellacci che prosegue “su argomenti di forte impatto sull’opinione pubblica come quello nucleare, il centrosinistra sardo dovrebbe mostrare maggiore senso di responsabilità, evitando di diffondere notizie inventate di sana pianta” dopo aver ribadito in ogni sede e occasione, a partire dalla campagna elettorale ad oggi, di non ritenere accettabile che la Sardegna possa avere un ruolo nel programma nucleare in fase di predisposizione da parte del Governo”. “Prendo atto ora – prosegue poi il presidente – che il centrosinistra non si fa scrupolo di utilizzare informazioni prive di qualsiasi fondamento per mettere in dubbio ciò che abbiamo già detto e non ci stancheremo mai di ripetere ossia che la Sardegna non è disponibile ad ospitare nel suo territorio né una centrale nucleare, né il deposito nazionale delle scorie radioattive; anzi – prosegue Cappellacci – posso annunciare un programma sardo sullo sviluppo delle energie alternative quali eolico, fotovoltaico, biomasse”. “Diventa difficile capire – conclude il Governatore – da quali fonti provengano le informazioni utilizzate da alcuni esponenti del centrosinistra. Evidentemente la smania di visibilità è tale che non ci si fa scrupolo di inventare indiscrezioni, o fantomatiche riunioni che non si sono mai svolte. Su tali argomenti gli autorevoli esponenti della opposizione dovrebbero mostrare maggior capacità di discernimento”.

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Fusti di scorie radioattive nel mare di Calabria

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

“Bisogna indagare, fare chiarezza e intervenire subito, energicamente. Il fatto è gravissimo, il carico tossico di questa nave potrebbe arrecare danni irreparabili non solo all’ambiente ma alla vita stessa  delle persone”. Questa, la dura posizione dell’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori sulla nave dei veleni radioattivi trovata sul fondo del mar Tirreno a venti miglia al largo di Cetraro.   Una posizione molto simile a quella della Procura di Paola, che sembra confermare le confessioni di Francesco Fonti, collaboratore di giustizia. Prosegue l’On. Scilipoti “La priorità è scoprire quale carico contenesse. Quasi certamente il relitto trasportava 120 fusti pieni di scorie radioattive. Ora sta alla Magistratura, ma soprattutto al Governo, il cui aiuto è considerato indispensabile, far recuperare  questo materiale, analizzarne il contenuto e procedere, infine, ad un’operazione di bonifica”. Conclude l’On. Scilipoti ” La cosa, che al momento ci preoccupa di più è il numero delle altre navi clandestine fatte sparire nel nulla al largo delle coste calabresi. Fonti ha fatto sapere che sarebbero circa una trentina, frutto di un  lavoro criminale ancora oggi impunito e  perpetrato per decenni  dalle mafie quando si facevano affari, oggi come allora, con i rifiuti tossici”

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Pannella: il nucleare è costoso e superato

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2009

“Occorre urgentemente un nuovo e lungimirante piano energetico europeo. Invece il governo italiano straparla di nucleare per darsi una patina di modernità, anche se dubito fortemente che queste centrali vedranno mai la luce”: lo dichiara oggi Marco Pannella, rispondendo a un interrogativo posto dall’associazione ambientalista Greenpeace a tutti i candidati, allavigilia del voto per il rinnovo del Parlamento europeo. “La decisione di costruire nuove centrali nucleari è anacronistica e anti-economica – prosegue il leader radicale – poiché comporta tempi lunghi, costi altissimi e risultati modesti. Per queste ragioni eravamo contrari nell’87, quando proponemmo e vincemmo il referendum, e lo siamo tuttora. Non certo per pregiudizi ideologici né per fobìe di alcun tipo, anche se resta irrisolto il problema di scorie radioattive destinate a durare migliaia di anni. “La vera fonte energetica alternativa – ha aggiunto Pannella- è il risparmio:  quello già oggi concretamente praticabile, con politiche edilizie virtuose, investimenti nel trasporto pubblico e un’ informazione capillare sui benefici per i cittadini;  e ancor più quello di domani, che certamente verrebbe da investimenti adeguati nella ricerca scientifica. “Nel frattempo occorre anche potenziare le fonti rinnovabili, il solare più che l’eolico, per le evidenti contro-indicazioni di carattere ambientale e paesaggistico del secondo. Invece Berlusconi e Tremonti hanno pensato bene di tagliare proprio le risorse destinate alla produzione di energia da fonti alternative, che fra l’altro era un settore in espansione: due mostri di incompetenza!”

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Le scorie del sito di Saluggia

Posted by fidest press agency su sabato, 30 Maggio 2009

“Il Governo fornisca chiarimenti sui criteri e le modalità sulla cui base si è deciso di realizzare nuove centrali nucleari nonché sul numero dei siti individuati per la localizzazione degli impianti e dei depositi per le scorie nucleari. E dia una risposta chiara ai cittadini di Saluggia circa i tempi ragionevoli per trasferire i rifiuti radioattivi solidi presenti nel deposito 2300 e le migliaia di fusti ad alta radioattività che verranno prodotti dalle operazioni di cementazione (impianto CEMEX) dei rifiuti liquidi presenti nel parco serbatoi del sito EUREX”: queste le richieste avanzate da un’Interrogazione presentata dall’On. Luigi Bobba (Deputato PD, Vice Presidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati) e rivolta al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti. Spiega l’On. Luigi Bobba: “Il Senato ha approvato, col voto contrario del Partito democratico, il complesso di norme che consentono il ritorno al nucleare in Italia. I siti delle nuove centrali potranno essere localizzati anche contro il parere della Regione che dovrà ospitarli, gli impianti saranno equiparati ad installazioni militari e le informazioni sul loro funzionamento saranno inaccessibili ai cittadini. Si può ipotizzare che la scelta dei siti delle future centrali riguarderà poche aree del Paese, e tra queste la pianura padana dal vercellese fino al mantovano, dove già erano localizzate le centrali di Trino e di Caorso. Infine, l’Aula del Senato ha bocciato l’ordine del giorno che impegnava il Governo ‘ad individuare rapidamente il sito unico nazionale e a riconoscere l’assoluta inidoneità di Saluggia per questo scopo’, nonostante che anche alcuni senatori piemontesi della maggioranza, inizialmente, si fossero detti favorevoli all’ordine del giorno e disponibili a trovare una soluzione idonea”.  “Il sito di  Saluggia  ospita tre quarti delle scorie radioattive più pericolose presenti in Italia – ha aggiunto l’On. Luigi Bobba –  sebbene in diverse occasioni sia stato certificato che è una zona del tutto inadatta come luogo di stoccaggio di questa tipologia di rifiuti. Proseguono i lavori per il trattamento delle scorie provvisoriamente immagazzinate, mentre aumenta la preoccupazione dei cittadini di Saluggia, di Trino e della Provincia di Vercelli a causa della dichiarazione dell’esecutivo di costruire nuovi centrali nucleari, che di fatto destina Saluggia ad ospitare indefinitamente il maggior carico di materiali nucleari d’Italia. Infatti, in questo sito, oltre alla vicinanza con i pozzi di prelievo dell’acquedotto del Monferrato, vi è localizzato il più importante comprensorio industriale biomedicale italiano (Gruppo SORIN, CID, DIASORIN e GIPHARMA), che occupa nella sola Saluggia 1300 persone, e che rischia di essere penalizzato dalla contiguità con un sito di stoccaggio di materiale nucleare, mentre sta affrontando un’importante fase di crescita, sostenuta anche dalla Regione Piemonte”.

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Scajola: “sul solare dobbiamo crescere”

Posted by fidest press agency su martedì, 26 Maggio 2009

Si è appena concluso l’incontro di Greenpeace con il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. “Il ministro ha dichiarato di utilizzare nella sua casa solare fotovoltaico e termico – riferisce Francesco Tedesco, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – Perché il Governo non decide di estendere questa indipendenza a tutta l’Italia?”.  Nel corso dell’incontro, che è seguito al blitz degli attivisti davanti l’hotel Excelsior sede del G8 Energia, Greenpeace ha consegnato al Ministro il rapporto “Global CSP Outlook 2009” sul solare a concentrazione e una t-shirt dell’associazione sulla salvaguardia del clima globale.  Scajola si è dichiarato interessato ad approfondire le potenzialità di questa nuova fonte rinnovabile e ha riconosciuto che sul solare a concentrazione l’Italia è in forte ritardo. Mentre la Spagna prevede di istallare 1000 megawatt entro due anni, l’Italia è ancora al palo. Il piccolo progetto di Priolo Gargallo (Siracusa) basato sulla tecnologia di Rubbia è di appena 5 megawatt, è l’unico in fase di realizzazione e non è stato ancora ultimato. “Sul solare dobbiamo crescere” conclude Sacjola. Proprio al G8 Energia, però, colossi come Enel ed Eni hanno dichiarato che non stanno sviluppando nessun progetto di solare a concentrazione in Italia. “Greenpeace si augura che il ministro alle dichiarazioni faccia seguire i fatti, spronando Eni ed Enel in questa direzione perché continuare a puntare su carbone e nucleare è una strategia killer del clima.” ribatte Tedesco. “Siamo soddisfatti per le misure di efficienza energetica decise ieri all’interno del G8 Energia, ma sul nucleare le opinioni di Greenpeace e del Ministro restano molto distanti – continua Tedesco – Per Scajola il nucleare non è pericoloso. Secondo Greenpeace il nucleare rimane una fonte non solo pericolosa ma anti-economica, che negli anni non ha risolto nessuno dei suoi problemi, come quello delle scorie”.

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